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Notiziario Marketpress di Mercoledì 13 Aprile 2011
FONDAZIONE CUTULI ONLUS, I PROGETTI A DIECI DALL’UCCISIONE IN AFGHANISTAN DELL’INVIATA DEL CORRIERE DELLA SERA  
 
Roma, 13 aprile 2011 – Questa mattina, alle ore 11, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, la Fondazione Cutuli Onlus – nata nel 2008 per ricordare la giornalista del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan, di cui l’Amministrazione capitolina è stata tra i soci promotori fondatori – presenta nel corso di una conferenza stampa il bilancio di chiusura del terzo anno di attività e annuncia il programma per il 2011. Si parlerà della scuola elementare intitolata a Maria Grazia e inaugurata il 4 aprile scorso a Herat, della quarta edizione del corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi – il primo del genere in Europa – realizzato con l’Università di Roma Tor Vergata, con il ministero della Difesa, con il ministero degli Esteri e con la Croce Rossa Italiana e di tanti altri progetti che la Fondazione organizzerà per il 2011 a dieci anni dalla scomparsa della giornalista del Corriere della Sera. Nel corso della manifestazione, inoltre, verranno consegnati i diplomi ai giornalisti che lo hanno frequentato nella precedente edizione. Saranno presenti, tra gli altri, il comandante del Coi, Comando operativo di vertice interforze, gen. Giorgio Cornacchione, la prof.Ssa Marina Formica, delegata del Rettore di Roma Tor Vergata alla Cultura, il dott. Giulio Lattanzi, direttore generale quotidiani di Rcs, e il presidente della Fondazione, arch. Mario Cutuli.  
   
   
AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO GIORNALISTICO ‘VIVERE SENZA DOLORE’  
 
Milano, 13 Aprile 2011 - Ad un anno di distanza dall’approvazione della Legge 38/2010 su terapia del dolore e cure palliative, quello della sofferenza inutile continua ad essere uno tra i principali temi al centro dell’attenzione mediatica. A tal proposito, con lo scopo di promuovere una divulgazione medico-scientifica e un’informazione chiara e corretta su questo delicato problema sanitario, favorendone nello stesso tempo una maggiore sensibilizzazione presso l’opinione pubblica, l’Associazione Vivere senza dolore bandisce per il secondo anno consecutivo il Premio Giornalistico ‘Vivere senza dolore’. Dopo il successo riscontrato l’anno scorso, il Premio viene riproposto anche per il 2011, giungendo così alla sua seconda edizione. Anche quest’anno, in virtù della finalità sociale e culturale che si prefigge, il Premio gode del Patrocinio concesso dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i giornalisti “professionisti” o giornalisti “pubblicisti” e il premio sarà conferito ai 4 giornalisti che si saranno distinti per aver saputo promuovere, attraverso la loro opera e il loro impegno divulgativo, un’informazione chiara ed esaustiva sul tema del dolore. Saranno ammessi al concorso articoli e servizi in lingua italiana pubblicati nel periodo 1° marzo 2011 – 15 ottobre 2011. Ciascun partecipante potrà consegnare un massimo di due elaborati. Gli articoli dovranno pervenire tramite raccomandata A/r entro e non oltre il 31 ottobre 2011 alla Segreteria organizzativa del premio, presso Value Relations, in via G.b. Morgagni 30 – 20129 Milano. Gli elaborati saranno valutati da una Giuria presieduta da Mario Pappagallo (Caposervizio Corriere della Sera) e composta da: Francesco Amato (Presidente Nazionale Federdolore – Responsabile Coordinamento Nazionale dei Centri di Terapia del Dolore), Francesco Avitto (Direttore responsabile Adnkronos Salute), Maria Emilia Bonaccorso (Caposervizio salute Ansa), Guido Fanelli (Coordinatore della Commissione Ministeriale Cure Palliative e Terapia del Dolore), Marta Gentili (Presidente Associazione Vivere senza dolore), Marco Spizzichino (Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema del Ministero della Salute e membro della Commissione Ministeriale Cure Palliative e Terapia del Dolore). Sono previsti 2 premi da 4.000 euro, rispettivamente per il miglior articolo su carta stampata e radiotelevisivo, e 2 premi da 2.000 euro per il miglior lancio su agenzie stampa e per il miglior articolo pubblicato su Internet. I vincitori saranno premiati in occasione di un evento dedicato.  
   
   
DIGITALE TERRESTRE: “TANTA LENTEZZA E DECISIONI SBAGLIATE DEL GOVERNO NAZIONALE”. IL PUNTO SULL’UMBRIA  
 
 Perugia, 13 aprile 2011 - “Procede con estrema lentezza il passaggio dall’analogico al digitale terrestre, ancora in bilico il 30% del paese. Ma il problema non è tanto, o per meglio dire non è solo, la lentezza. I problemi sono diversi e complessi”, afferma una nota dell’Assessorato alle infrastrutture tecnologiche immateriali della Regione Umbria. Tant’è che le emittenti locali sono sul piede di guerra anche perché è chiaro il rischio di esclusione di una parte dell’emittenza locale che resterà senza frequenze. Delle 27 in origine assegnate ne sono state tolte 9, che con la finanziaria 2011, saranno messe in gara e destinate alla banda larga mobile per la telefonia, prevedendo di ricavarne 24 miliardi di euro. Ma queste 9 frequenze sono attualmente occupate da tv locali che non hanno nessuna intenzione di rinunciarvi. Anche nel contesto umbro la situazione non è semplice. “L’ultima ipotesi che viene dal Ministro Romani di anticipo del switch-off per Umbria e Toscana, significherebbe solo un gran caos. Non si può che essere contrari ad una ipotesi simile” continua l’Assessore regionale alle infrastrutture tecnologiche che da tempo ormai è impegnato nell’affrontare tutte le problematiche inerenti. Sono di queste ultime settimane tutta una serie di incontri con i soggetti dell’emittenza privata, che hanno permesso di mettere a punto un quadro completo della situazione. ”Alla Regione, fa notare l’Assessore, è stato chiesto un impegno a tutela del sistema televisivo umbro che in questa delicata fase di passaggio è chiamato ad un grande sforzo, sia per la trasformazione tecnologica, sia per l’incremento delle produzioni che, nel momento dell’avvenuto passaggio al digitale, si renderà necessario, con la moltiplicazione dei canali. Unica strada, questa, per evitare il rischio di calo di ascolti, come già avvenuto nelle regioni già digitalizzate”. Per far fronte alle tante questioni emerse ed assistere le emittenti televisive locali ed i fornitori di contenuti, nei mesi a venire, in Umbria è stata istituita la “Commissione regionale sull’emittenza radiotelevisiva”. Avrà come compiti principali quelli di supportare le emittenti in questo delicato passaggio dall’analogico al digitale, di sostenere gli utenti (con particolare attenzione alle fasce deboli, in questo caso in particolare gli anziani) e di definire una legge che rimetta ordine al sistema delle tecnologie dell’informazione. A queste si aggiunge una necessaria ridefinizione delle regole anche per i fornitori di contenuti e con questo obiettivo verrà istituito un apposito tavolo di confronto regionale. “Il passaggio dal vecchio sistema analogico al nuovo digitale, secondo l’Assessore regionale, impone un ripensamento del fare televisione. Indispensabile che si formi un fronte comune, che si creino reti. Scongiurando così il pericolo “Sardegna” e la crisi dell’intero settore”. “Le difficoltà del momento, la delicatezza del passaggio, dovute in gran parte alla poca chiarezza normativa nazionale e alla scarsità delle risorse messe in campo, nonché alla sottrazione delle frequenze, non devono comunque offuscare l’opportunità che l’avvento al digitale rappresenta. L’innovazione tecnologica è un’occasione di crescita, conclude la nota dell’Assessore regionale, una opportunità di qualificazione per l’emittenza locale e l’Umbria non se la lascerà sfuggire”.  
   
   
PARTE OGGI , IL FESTIVAL “LE VOCI DELL’INCHIESTA”: ANGELO GUGLIELMI INAUGURA QUESTA QUINTA EDIZIONE CHE DEDICA PARTICOLARE SPAZIO ALLE GRANDI INCHIESTE TELEVISIVE RAI.  
 
Pordenone, 13 aprile 2011 - Ai nastri di partenza la quinta edizione del festival di Cinemazero Le Voci Dell´inchiesta, realizzato con l’Università di Udine, che inaugura mercoledì 13 aprile a Pordenone per proseguire fino a domenica 17: un progetto firmato da Marco Rossitti con il coordinamento di Riccardo Costantini. Al centro della rassegna l´attualità del mondo e dell´Italia, con molto spazio riservato alle inchieste televisive targate Raitre - nuovo partner del festival - e la presentazione in anteprima di nuove trasmissioni e documentari di imminente programmazione televisiva. Tra i percorsi tematici, spiccano anche l’indagine sulle fonti energetiche in esaurimento e sulle economie dipendenti dal petrolio nella sezione Oro Nero, al cui interno ben si inseriscono anche due lavori sulla morte di Pasolini, così come Rifiuti, Ambiente, Nucleare, Ogm, Emigrazione, il nostro Paese visto da occhi stranieri nella sezione “L’italia vista da fuori”, la scuola di legalità Legality Coop e un viaggio nell´universo femminile lungo l´Italia di Berlusconi. Il genere dell´Inchiesta viene esplorata in tutte le sue declinazioni, con 33 documentari e film in arrivo da 17 Paesi del mondo, con una decina di anteprime italiane, le testimonianze di 52 ospiti, italiani e stranieri. Ampio spazio quest’anno all’inchiesta televisiva, un percorso trasversale a tutto il festival, dove spicca l’omaggio a Raitre. Proprio ad alcuni tra i massimi rappresentati della terza rete Rai il compito di inaugurare ufficialmente il festival (mercoledì 13 aprile alle 20.45) con la serata in onore di Angelo Guglielmi “Ricomincio Dal Tre”. Scrittore, critico letterario, letterato neoavanguardista, Guglielmi fu protagonista di una svolta radicale nella storia della televisione italiana: la nascita della cosiddetta "tv verità". In soli sette anni (1987-1994) una giovane, ed allora un po´ emarginata, Raitre quadruplicò gli ascolti sotto la sua guida. Tra i molti direttori che gli seguirono, solo l’attuale direttore Paolo Ruffini, anche lui ospite della serata inaugurale, si dimostrerà all´altezza di raccoglierne il testimone, confermando Raitre come una rete coraggiosa ed innovativa. Presenti anche Nino Criscenti e Bruno Voglino in un incontro moderato dal giornalista Gian Paolo Polesini. All’incontro pubblico farà seguito la prima, attesa anteprima targata Rai3 con il documentario d’inchiesta e denuncia su Haiti di Silvestro Montanaro, “Collera”, che sarà trasmesso dalla Rai alla fine dell’estate. Ad un anno dal terribile terremoto, Haiti fa i conti con l’esplosione di un’epidemia di colera e con il fallimento evidente delle organizzazioni umanitarie: malgrado l’enorme afflusso di aiuti internazionali e la grande solidarietà concretamente espressa da cittadini di tutto il mondo, a tutt’oggi centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini poverissimi sopravvivono a stento in campi di fortuna. Con questo documentario d’inchiesta, Montanaro intraprende un lungo viaggio nella disperazione e nella rabbia crescente degli haitiani e fa i conti con le ragioni storiche dell’atavica povertà di quest’isola. Ancora un grande protagonista al centro della prima giornata: alle 18.00 ospite delle ‘Voci’ l’imprenditore calabrese Pino Masciari, che ha denunciato gli abusi della ‘ndrangheta e vive ormai da anni sotto scorta. “Organizzare il coraggio. Una vita contro la ‘ndrangheta” è il titolo dell’incontro condotto dal giornalista Gianpaolo Carbonetto in cui Masciari racconta la sua storia di imprenditore che si è ribellato alla criminalità organizzata (l’imprenditore incontrerà anche le scuole nella mattina di giovedì 14 alle 9.00). L’incontro ben si inserisce nel programma Legality Coop, l’iniziativa interamente incentrata sui temi della legalità, realizzata da Coop Consumatori Nordest, che trova ampio spazio nel festival con numerosi incontri per il pubblico e per le scuole. Primo incontro in programma alle 11.00 di mercoledì nella Sala Grande di Cinemazero dal titolo Legalità e rifiuti. Semplici scelte, grandi cambiamenti. In collaborazione con le mediateche regionali, Larea – Arpa Fvg ha promosso un laboratorio rivolto agli studenti per la produzione di uno spot audiovisivo sul tema dei rifiuti urbani. Seguiranno la proiezione di un´inchiesta sul tema delle ecomafie e l’incontro con Stefano Scorzato, portavoce di Libera. Sempre mercoledì alle 15.00 l’incontro con Giovanni Ziccardi, uno dei massimi esperti mondiali d’informatica giuridica e di hacking, Hacker: libertà digitali e resistenza elettronica. Ziccardi si muove nella “zona grigia” del fenomeno degli hackers, dai pionieristici anni Settanta alle incandescenti e recentissime “indiscrezioni” di Wikileaks, chiarendo una volta per tutte la differenza tra hacker e criminale. Ad aprire la prima giornata di festival il workshop che coinvolge trenta studenti, per tutta la durata della manifestazione: “L’inchiesta partecipata: le tecniche e gli strumenti del giornalismo cinematografico nella forma breve del web”, con Elisa Grando Giornalista de Il Piccolo e Ciak, ed Enrico Marchetto Docente di Sociologia dei Consumi presso Iulm. Prende avvio mercoledì alle 14.00 anche un appuntamento quotidiano dedicato alle grandi inchieste del passato con Storie dell’emigrazione firmata nel 1972 da Alessandro Blasetti. Cinque episodi di un’ora l’uno, cinque piccole grandi storie di emigrazione italiana: le morti sul lavoro, la nascita della prima Lega sindacale; gli italiani famosi negli Stati Uniti, la tragedia di Marcinelle e quella di Mattmark. Accrediti: Si ricorda che da quest’anno le proiezioni pomeridiane e serali del festival prevedono un piccolo costo d’ingresso: un’iniziativa a sostegno della manifestazione che permetterà anche di garantire il posto in sala. Si può scegliere tra due tipologie di accredito: “spettatore fuori dal coro”, del costo di € 10, o “accredito sostenitore”, del costo di € 30. Per maggiori informazioni consultare il sito www.Voci-inchiesta.it/  da dove si può scaricare il modulo apposito  
   
   
PRESENTAZIONE DEL VOLUME “TRENTAQUATTRO” INTERVENGONO LEONARDO PALMISANO E MICHELE CASELLA  
 
 Putignano, Ba, 13 aprile 2011 - Sabato 16 aprile, alle ore 18 nei locali del Living Room, Leonardo Palmisano presenta il suo primo romanzo Trentaquattro, edito dalla casa editrice il Grillo e già incensato dalla critica nazionale. Ad analizzare il libro assieme all’autore ci sarà il giornalista Michele Casella, collaboratore di Xl, Corriere del Mezzogiorno e direttore responsabile di Pool Magazine. Il volume è la “cronaca di un amore” appassionato e immortale, narrazione di tante solitudini che si intrecciano in un groviglio di passione, dolore e morte. Con uno stile seducente e misterioso Leonardo Palmisano ci accompagna nella terra barese dove i sentimenti sono autentici e le passioni veraci, forte di una scrittura coinvolgente e commovente, lucida e profonda, di sorprendente realismo. Una storia di sentimenti che destrutturano l’animo umano, raccontando di un amore che ha fermato il tempo sopravvivendo alla sua finitezza. Il Libro - Una giornata al mare sotto una nuvola inutile e solitaria che annuncia pioggia: in questo scenario mesto e presago di sventura gli appaiono gli occhi neri e i ricci scuri di una donna che cambierà il corso della sua vita. Una donna più matura che seduce irresistibilmente quest’uomo capace di innamorarsi fino all’inverosimile. Ma un’altra donna è ossessivamente innamorata di lui: sua madre, donna sola e tradita, vedova triste e abbandonata, madre possessiva e gelosa. Da un incontro-scontro tra queste due donne amate non resterà che Lina, bambina di 6 anni, che vive un dolore generato da colpe non sue, il dolore di un padre non-padre che si consuma nell’amore eterno per una morta e che fa da padre e madre ad una bambina-adolescente-donna, figlia dell’assassina di sua madre. È Lina a trasformare l’amore forsennato di un amante e quello riconoscente di un figlio nel delicato e premuroso amore di un padre. Trentaquattro è la “cronaca di un amore” appassionato e immortale, è la storia di un dolore indiscreto e insistente, è il racconto di tante solitudini che si intrecciano in un groviglio di amore, passione, dolore e morte. In questo suo primo romanzo, Leonardo Palmisano, con uno stile seducente e misterioso, ci accompagna nella terra barese dove i sentimenti sono autentici e le passioni veraci. La sua scrittura coinvolgente e commovente, lucida e profonda, di sorprendente realismo, regala al lettore un romanzo che scuote gli animi, brucia emozioni, penetra quelli che paiono i sentimenti più semplici, più puri, più immediati. Eppure sono questi sentimenti, che nel culmine della loro maturità, destrutturano l’animo umano, raccontando di un amore che ha fermato il tempo sopravvivendo alla sua finitezza. L’autore - Leonardo Palmisano (Bari, 1974), assegnista di ricerca sul welfare regionale, sociologo, attualmente consulente del Sindacato Pensionati Italiani (Spi-cgil) di Puglia e membro del direttivo regionale dell’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali (Ires). Ha pubblicato Poesia al sapore di menta, nel 2002; Arrivare per restare? La presenza straniera in Puglia, nel 2006; Quale laicità nella scuola pubblica italiana? I risultati di una ricerca, 2009. Sceneggiatore, è stato consulente storico per la revisione della sceneggiatura per la fiction di Rai1 Pane e Libertà, sulla vita di Giuseppe Di Vittorio. Autore di numerosi contributi e inchieste, ha scritto per Il Manifesto, Aprileonline, Terpress.com ed Exibartonpaper. Trentaquattro è il suo primo romanzo.  
   
   
AMORI BOLIVIANI. VOLA DOVE IL CIELO ABBRACCIA LA MADRE TERRA DI LETTERIO SCOPELLITI  
 
Pordenone, 13 aprile 2011 - Un libro che racconta “la Bolivia dei nostri giorni, nella sua magia e bellezza” – come scrive nella presentazione Thelìan Argeo Corona Cortes, rettore dell’Università Salesiana della Bolivia. Quelle di “Amori boliviani” sono “pagine ricche di umanità, dove il lettore rimane senza fiato a 4 mila metri di cultura”. Un libro con risvolti imprevisti ma dedicato al futuro della Bolivia, a quel “potenziale umano di bambini, adolescenti e giovani” che hanno lo sguardo “teso verso il futuro” – sottolinea ancora padre Corona, salesiano Don Bosco. E mercoledì 13 aprile, alle 20.30, la città di Pordenone abbraccerà gli “Amori boliviani. Vola dove il cielo abbraccia la Madre Terra”, attesa presentazione dell’ultimo libro del giornalista Letterio Scopelliti, prevista nella sala conferenze "Teresina Degan" della nuova Biblioteca Civica in piazza Xx Settembre a Pordenone. L’appuntamento segna il clou della manifestazione “Amori boliviani” partita lo scorso 2 aprile nella Biblioteca di Pordenone, che fino a sabato resterà l’indiscussa capitale italiana della Bolivia. L’intero ricavato del libro sarà devoluto al "Progetto Monteagudo" per il completamento della costruzione di una scuola destinata ai bambini poveri, abbandonati e orfani del Paese andino grazie al prezioso apporto dell’associazione Braccia Aperte onlus. “Questo libro, scritto con il cuore, rappresenta un importante mattone nella costruzione della nuova Bolivia. Una testimonianza d’amore”, come evidenzia Vittorio Pierobon, vice direttore del quotidiano Il Gazzettino, nella prefazione. Quella di domani sarà una serata importante anche per i tanti volontari del Pordenonese e del vicino Veneto orientale, che da anni si impegnano generosamente in Bolivia, attesi nella città sul Noncello per la presentazione del libro di Scopelliti. “Amori boliviani” sarà presentato domani alle 20.30 nella sala conferenze "Teresina Degan" della nuova Biblioteca Civica in piazza Xx Settembre a Pordenone. Alla serata partecipano Sergio Bonato, presidente di "Braccia Aperte Onlus", Antonio Ferronato coordinatore "Progetto Monteagudo", Gianantonio Collaoni, assessore alla Cultura, Annalisa Finati, responsabile "Amici della Bolivia" e Letterio Scopelliti, giornalista e scrittore. Moderano Fabio Della Pietra, Ufficio stampa Cooperativa sociale Itaca, e Fabio Fedrigo, presidente Cooperativa sociale Fai. Tutto esaurito invece per il concerto di musica andina e latino americana “Amori bolivariani” previsto sabato 16 aprile alle 20.45 al Ridotto del teatro Verdi di Pordenone, che segnerà la conclusione in musica della kermesse boliviana. Sul palco Alberto Chicayban e i Taller Experimental de Musica Andina la cui esibizione sarà registrata dal vivo in cd, chi lo acquisterà potrà sostenere il progetto Monteagudo cui sarà devoluto il ricavato. I posti a disposizione ad ingresso libero erano andati esauriti in poche ore registrando un “sold out” che la dice tutta sul travolgente impatto che la manifestazione “Amori boliviani” sta registrando a Pordenone e in tutta la provincia. Un successo che inorgoglisce non solo la città - a pieno titolo capitale italiana della Bolivia – ma soprattutto l’organizzazione che vede insieme Comune di Pordenone – assessorato alla cultura, Cooperative sociali Itaca e Fai, associazione Braccia Aperte, Donando, Amici della Bolivia e Circolo della stampa di Pordenone. La manifestazione era partita sabato 2 aprile con l’inaugurazione in Biblioteca della mostra fotografica e di filmati “La sonrisa de un niño” (che si chiuderà il 16 aprile, ingresso libero, orario 9-19), tutta dedicata al sostegno, alla solidarietà ed alla raccolta fondi per il progetto Monteagudo volto al completamento della costruzione di una scuola per bambini poveri, orfani ed abbandonati del sud est della Bolivia. Partiti sabato 2 aprile anche i laboratori e giochi con le scuole primarie, medie e superiori della città che vedono coinvolti 600 studenti. Cartellone arricchito da un mercatino solidale di prodotti boliviani e dalla generosa mostra interattiva sul cacao targata Giuseppe Faggiotto di Peratoner, eventi entrambi ospitati nella nuova Biblioteca civica di Pordenone, cuore pulsante degli “Amori boliviani”. E poi il 16 e 17 aprile dalle 9 alle 19 mercatino pasquale in piazzetta Cavour a cura di Braccia Aperte onlus, a disposizione uova pasquali personalizzate il cui ricavato sosterrà interamente la realizzazione della scuola in Bolivia.  
   
   
“LA MONETA DELL’ITALIA UNITA: DALLA LIRA ALL’EURO”  
 
Roma 13 aprile 2011- Progettata nell’ambito delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la mostra “La moneta dell’Italia-unita: dalla lira all’euro” organizzata dalla Banca d’Italia in collaborazione con la Società Speciale Palaexpo e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme, si svolge - sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica - dal 5 aprile al 3 luglio 2011 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Essa si propone di documentare le vicende politiche ed economiche della unificazione monetaria del 1862, che portò all’adozione della lira, come parte del processo di costruzione dell’unità nazionale e sarà illustrata nei suoi aspetti internazionali e nei risvolti di vita quotidiana, allo scopo di avvicinare i cittadini ai temi della moneta e del ruolo che essa svolge nell’economia e nella vita sociale. In quell’epoca anche altri paesi, dalla Svizzera alla Germania, compivano un processo analogo e a livello internazionale già si progettavano attuando forme anche più larghe di unità, come l’Unione Monetaria Latina. Grazie alle numerose innovazioni della Rivoluzione industriale, e dopo i processi di unificazione nazionale in diversi paesi europei, nasce e si sviluppa il nostro mondo moderno: il ritmo dei cambiamenti accelera incredibilmente e pervade larga parte del mondo. Anche dalla volontà di partecipare a tale grande trasformazione, sia europea che mondiale, venne una ulteriore spinta alla nostra unificazione nazionale. Si tratta di una storia che, da una parte, presenta molte analogie con il processo di unificazione europea, dall’altra, ha risvolti peculiari del Xix secolo. Seguirne e comprenderne le vicende, insieme ai suoi risvolti quotidiani, è anche un modo per avvicinarsi ai temi della moneta e del suo ruolo nell’economia e nella vita sociale. Alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità del nostro paese la Banca d’Italia dà un contributo duplice. Ha promosso una vasta ricerca, alla quale collaborano numerosi studiosi anche stranieri, sulla capacità dell’economia italiana di rispondere ai grandi mutamenti dello scenario internazionale dalla nascita dello Stato unitario a oggi: “Italy and the World Economy, 1861-2011. La Banca d’Italia organizzerà incontri di studio a corredo della Mostra presso numerose Filiali, nonché un articolato convegno sulle risposte che l’economia italiana ha saputo dare ai grandi mutamenti del contesto internazionale: episodi di crisi e di espansione, di chiusura autarchica e di globalizzazione. Oltre ad accrescere la conoscenza della storia del nostro Paese, gli studi offriranno spunti per meglio comprendere la posizione attuale dell’Italia nel contesto dell’economia mondiale. I risultati saranno presentati nel convegno internazionale “Italy and the World Economy, 1861-2011”, che si terrà a Roma dal 13 al 15 ottobre 2011. Infine, tre ricerche saranno dedicate: le prime due, alla politica economica, prima e dopo la seconda guerra mondiale; la terza, al giudizio che osservatori stranieri hanno dato dell’economia italiana nel corso dei 150 anni. Le ricerche saranno affiancate dalla ricostruzione e pubblicazione di statistiche storiche: in particolare saranno messe a disposizione, in collaborazione con l’Istat, nuove serie storiche dei principali aggregati di contabilità nazionale. Saranno pubblicate le statistiche del commercio con l’estero dal 1862 al 1950, con un livello di disaggregazione merceologica molto dettagliato. Infine, saranno pubblicati i dati di bilancio delle aziende di credito dal 1890 al 1973, raccordabili con le moderne segnalazioni. Parallelamente è stata avviata, da parte di un nucleo di giuristi, una ricostruzione storica della normativa italiana in materia bancaria, finanziaria e assicurativa. L’opera, che conterrà un’analisi integrata di banca, finanza e assicurazione, sarà caratterizzata da una prospettiva internazionale e comparatistica, con particolare riferimento al diritto comunitario.  
   
   
RACCONTARE LA MUSICA QUATTRO INCONTRI NELLA SALA DEL RIDOTTO DEL MERCOLEDÌ 13 APRILE ARVO PäRT: POCHE NOTE, QUASI NULLA  
 
Vicenza, 13 aprile 2011 - E’ dedicato al silenzio ed alla sua importanza nella musica contemporanea il terzo appuntamento del ciclo Raccontare la musica, curato dalle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, inserito nella programmazione della Stagione del Teatro Comunale di Vicenza che si terrà mercoledì 13 aprile alle 20.45 al Ridotto del Teatro Comunale. Un incontro voluto e pensato per i giovani sia per i contenuti sia per il modo originale in cui essi vengono affrontati. Protagonista della serata sarà la musica di Arvo Pärt, quelle poche note, quasi nulla “la qualità delle quali”, ci spiega l’architetto Flavio Albanese, ospite della serata organizzata dall’Associazione Culturale Settimane Musicali al Teatro Olimpico, “emerge dalla smisurata dilatazione dei tempi di silenzio”. Con "silenzio" -prosegue l’architetto si indica formalmente un momento di pausa nella partitura musicale, l’assenza di note. La differenza tra nota e silenzio è una differenza gerarchica: distingue, nella partitura, ciò che è un suono musicale da ciò che non lo è” Lo stesso Pärt osservava come «Il silenzio non ci è meramente dato, noi ci nutriamo di esso e questo nutrimento non è meno importante della stessa aria che respiriamo. Oggi siamo assediati dal superfluo, non c’è più distanza tra noi e le cose, non c’è lo spazio vuoto: la musica può aiutarci in questo discernimento». La serata vedrà l’alternarsi di momenti di riflessione e discussione, moderati dalla violinista Sonig Tchakerian, con momenti più propriamente musicali, grazie alla partecipazione della pianista Stefania Redaelli e alla proiezione del video di Armin Linke, artista berlinese noto per le sue istallazioni multimediali, con musica di Karlheinz Stockhausen. Flavio Albanese (Vicenza, 1951), vive tra Vicenza, Milano, Palermo e Pantelleria. Autodidatta, ha costruito la sua professionalità attraverso una formazione estranea ai percorsi accademici, che lo ha portato ad occuparsi con passione di architettura, design, arte, filosofia, letteratura, cucina, tutte interpretate sotto il segno della contemporaneità. Collezionista, cerca da sempre di creare spazi sperimentali in cui l’architettura e l’arte si contaminano, commissionando opere site specifiche ad alcuni tra i più noti artisti contemporanei. Attualmente Flavio Albanese è presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e membro del comitato direttivo del Cisa (Centro Internazionale Studi di Architettura A. Palladio). Www.olimpico.vicenza.it/    
   
   
MUSEO SCIENZA, APRE SEZIONE INDUSTRIA CHIMICA LOMBARDIA UNA DELLE PRIME IN AMBITO EUROPEO  
 
 Milano, 13 aprile 2011 - E´ stata inaugurata ieri mattina, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all´Università e Ricerca, Alberto Cavalli, la nuova sezione dedicata all´Industria Chimica di base del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Sono intervenuti all´evento anche il direttore generale del Museo, Fiorenzo Galli, il presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi e il presidente di Assobase, Giorgio Favro. "Con l´inaugurazione di oggi - ha detto Cavalli - aggiungiamo un nuovo tassello al progetto che assegna a questo Museo un ruolo di polo di cultura scientifica, di promozione e formazione su ricerca e tecnologia, capace di evolversi per rispondere alle sfide attuali. Un nuovo traguardo raggiunto, che permette a questa istituzione di ampliare l´offerta dei suoi servizi, attraverso un rinnovamento continuo che riesce a coniugare sapientemente la trasmissione delle conoscenze scientifiche che ci provengono dal passato, con le scoperte del presente, divenendo un luogo sempre più capace di avvicinare alla scienza le nuove generazioni". "Con questa sezione - ha aggiunto Cavalli - il Museo testimonia, più di qualsiasi discorso, quanto sia fortemente legato ai processi di ricerca e di innovazione, in particolare per quanto riguarda uno dei settori industriali da sempre all´avanguardia della nostra economia, come quello della chimica di base". L´apertura della nuova ala, in partnership con Federchimica - Assobase, è inserita nell´ambito dell´Anno Internazionale della Chimica che si celebra quest´anno. All´interno dei nuovi spazi, accessibili da domani, i visitatori potranno scoprire gli aspetti della chimica attraverso l´osservazione di supporti multimediali, pannelli e persino un videogioco. Sul soffitto dell´esposizione, è allestito inoltre un percorso di linee che sviluppano il flusso di trasformazioni chimiche che va dalle materie prime ai prodotti quotidiani. "L´importanza dell´Industria chimica - ha sottolineato Cavalli - è spesso ignorata nonostante i suoi prodotti interagiscono con noi in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Questo comparto è di straordinario rilievo sia per le performance economiche sia per l´impiego e il benessere della qualità della vita. La nostra regione è sia per numero di imprese sia per posti di lavoro, la prima regione chimica d´Europa. Per questo non possiamo che dimostrare il nostro più vivo interesse per questa sezione". "L´industria chimica - ha sottolineato il sottosegretario - è anche un motore di ricerca e innovazione che insieme alla formazione del capitale umano costituisce il punto centrale delle politiche di Regione Lombardia. Per questo, la mia recente nomina a vicepresidente della rete europea delle regioni chimiche, ha portato a farci carico dell´impegno di occuparci del tema relativo a ricerca e innovazione in maniera da essere protagonisti anche a livello europeo e poter supportare le nostre capacità di ricerca e sviluppo con le risorse economiche dell´Unione Europea che sono particolarmente elevate e che stimiamo in un periodo che va dal 2014 al 2020, in 70 miliardi di euro". "E´ una nostra priorità - ha concluso Cavalli - portare in Lombardia una parte di queste risorse per far si che, anche in ambito lombardo, la nostra ricerca e sviluppo sia a fianco dell´industria chimica e degli altri settori economici prioritari".  
   
   
CAMERA OSCURA CONTEST INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA  
 
 Roma, 13 aprile 2011 - E dopo il grande successo conseguito con il primo contest della prima edizione di Camera Oscura, Arteoltre e Caffè Letterario, con il Patrocinio della Regione Lazio in collaborazione con il Csf Adams – Centro Sperimentale di Fotografia e la Galleria Gallerati di Roma, lanciano la seconda collettiva che aprirà i battenti il prossimo 15 aprile. Un progetto finalizzato alla promozione di giovani talenti che, a ritmo di scatti fotografici, avranno la possibilità di poter avviare o consolidare la propria carriera artistica. Un secondo contest, altri tre finalisti, una giuria tecnica per decretare, a settembre, un solo vincitore al quale verrà data la possibilità di accedere gratuitamente ad uno dei corsi promossi e finanziati dal Centro Sperimentale di Fotografia, oltre alla permanenza in mostra dell’opera vincitrice presso gli spazi della Galleria Gallerati di Roma. Il contest, a cura di Alessandra Fina e Claudia Pettinari, propone al pubblico e agli addetti ai lavori, una selezione di nuove proposte fotografiche, originali ed interessanti, in cui trovano espressione fantasia e realtà, emozione e ragione, valori e ideali. Una rassegna realizzata per dare spazio a tutti gli appassionati di fotografia e non solo, un progetto destinato a creare un nuovo sistema di esposizione che, a cadenza periodica, possa offrire uno sguardo contemporaneo al panorama dell’arte fotografica e della sua evoluzione.  
   
   
HANS SCHABUS MAMMA MIA FIRENZE, 18 APRILE / 5 GIUGNO 2011  
 
 Firenze, 13 aprile 2011 - Base / Progetti per l’arte presenta la mostra di Hans Schabus dal titolo “Mamma mia” pensata appositamente per l’occasione. In questo progetto l´artista indaga le possibilità che hanno gli oggetti del nostro quotidiano di comunicare le relazioni personali che stabiliamo con essi. Questo approccio porta l´artista a proporre una riflessione più ampia ed in particolare sul concetto di opera “site specific”, mettendo in evidenza come oggi questo termine non possa più riguardare soltanto la relazione formale tra l´opera e lo spazio fisico che la contiene, ma debba necessariamente comprendere anche il rapporto con il contesto ambientale e sociologico in cui essa si trova ad agire. L’artista stesso descrive così il suo contributo per Base / Progetti per l´arte: “Si tratta di tre opere autonome che stabiliscono una strana relazione tra di loro. La prima opera è un lavoro personale. Si tratta di una mia lettera posta in una cornice. La lettera è un compito che mi ha assegnato la mia insegnante di italiano, poi corretta da lei, in cui cerco di presentarmi e dire chi sono. La seconda opera è un lavoro scultoreo. La forma è quella di un piede di un mammuth in vetroresina, tagliato all´altezza della pancia. Questa opera è una continuazione dell´installazione "Klub Europa", lavoro che ho mostrato all’ultima Biennale di Berlino e che evocava un´esigenza di confronto con il passato e il problema della sua spettacolarizzazione. La terza opera è un lavoro spaziale. Questo lavoro coinvolge tutta la scatola architettonica di Base dal momento che consiste in una maniglia applicata ad una parete e che quindi non apre niente. Hans Schabus (Watschig, Austria, 1970; vive e lavora a Vienna) “è uno scultore nel senso classico della parola. Affronta sempre nuovi progetti, nuovi lavori, la cui realizzazione richiede forza fisica andando sempre fino al limite del possibile. Questo suo approccio corrisponde all’idea classica dell’artista: creare o scolpire stando solo davanti al materiale, che nel caso di Schabus però è lo spazio pubblico. Questo viene analizzato e riformulato, ridimensionato da un punto di vista fisico e psichico, la forza che ne risulta si trasmette istantaneamente al visitatore. L’opera di Schabus, che si propone sempre il compito di superare i limiti del corpo, dello spazio e del tempo, offre sensazioni molto personali, che risultano da un confronto altrettanto personale dell’artista con lo spazio. Un approccio questo che è andato un po’ fuori moda. Mentre oggigiorno l’arte vuole essere azione sociale o occuparsi di tematiche politiche, Hans Schabus crea le sue opere solo per se stesso. La relazione dell’artista con la propria opera è infatti intima nel senso tradizionale della parola. In uno stato di assoluta autonomia si confronta con lo spazio.” Queste parole di Max Hollein, scritte per il catalogo uscito in occasione della sua partecipazione al padiglione austriaco alla Biennale di Venezia del 2005, contestualizzano efficacemente l’approccio e l’apporto dell’artista al panorama internazionale dell´arte contemporanea. L´artista in quell’occasione occultò o inglobò con il suo lavoro il padiglione costruito dall´architetto Viennese Josef Hoffmann che fu inaugurato nel 1935. L’opera di Shabus dal titolo “L´ultima terra” era difficilmente catalogabile solo come opera di architettura, o solo di scultura, o solo come lavoro sullo spazio o di creazione di un nuovo spazio collettivo da praticare. Infatti, se da fuori appariva come una forma geometrica che rimandava alla montagna, al mito della montagna molto caro alla storia austriaca, all’interno era un insieme labirintico di scale che rimandava ai disegni di Piranesi. L´aspetto importante però era il momento in cui le persone animavano il luogo percorrendolo e prendendone possesso. Infatti, per la mostra Eurasia nel 2007 al Mart di Rovereto l´artista ha esposto solo la punta della struttura/montagna tagliata, posta su dei sacchi di cemento, come testimonianza di questa appropriazione da parte del pubblico che veniva testimoniata dalle firme e dalle scritte lasciate dalle persone nel momento i cui uscivano sul tetto per prendere il sole. La riflessione che l´artista compie sul suo ruolo rispetto alla società di cui fa parte Ë attraversata da una forte vena eroica e romantica che sposta la questione sul concetto più ampio del ruolo del soggetto in generale. Questa dimensione è evidente con opere come “Fuga da Babele” del 2002 in cui l´artista scava un cunicolo partendo dal pavimento del suo studio, o con l’opera Wienflub, Wien, 2002 in cui una serie di fotografie documentano il suo viaggio su una piccola barca costruita da lui stesso attraverso i canali sotterranei della città. La sua dimensione legata allo scolpire lo spazio è invece evidente con il già citato lavoro della biennale di Venezia e con la personale al Barbican Center di Londra del 2008 in cui esponendo una lunga fila dei sedie colorate, come ad aspettare il pubblico per una conferenza, usando come piano di appoggio la parete ha messo in evidenza il particolare spazio del museo fatto a semicerchio.  
   
   
PUGLIA: CONVEGNO SU ARCHEOLOGIA IN OASI SIWA  
 
Bari, 13 aprile 2011- La promozione del patrimonio archeologico come supporto allo sviluppo territoriale ed alla piena valorizzazione e salvaguardia delle sue ricchezze culturali: su queste coordinate si sviluppa il Progetto Integrato Diarcheo che, a Bari, celebra l’atto conclusivo di uno dei suoi sub-progetti, Siwa, oggi un’oasi con un modello urbano che comincia a conservare la sua identità grazie ad un intenso lavoro di cooperazione guidato dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo attraverso i soggetti attuatori, Innovapuglia Spa e Politecnico di Bari - Dipartimento Icar, con la collaborazione della Regione Molise, dell’Unione delle Università Mediterranee e di soggetti tecnici coinvolti nel territorio egiziano. “La conclusione di un progetto di natura culturale e storica è fondamentale in una fase in cui riprendono tensioni sul Mediterraneo e riprende, con altrettanta forza, la necessità di costruire ponti e legami – ha detto Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, intervenuta al convegno "Oasi di Siwa: Azioni per lo sviluppo sostenibile" organizzato al Politecnico – Quello di Siwa, nell’ambito della linea 2.4 Dialogo e Cultura dell’Accordo di Programma Quadro (Apq) per i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, è un progetto particolarmente interessante e prezioso perché, accanto alla ricostruzione di una città di sale e di fango che è sopravvissuta fino ai giorni nostri in un paesaggio desertico ma antropizzato, vi è anche una radice religiosa a cui pensiamo parlando dell’antico Egitto: il monoteismo. Dunque un ponte culturale che ci riporta ad una dinamica millenaria di relazioni nel mar Mediterraneo”. “È qui, all’interno di un’idea di coesione economica e sociale in area mediterranea – ha continuato Godelli – che gli strumenti della cooperazione rappresentano un fattore fortemente propulsivo: si costituiscono come buone prassi ma rappresentano in realtà la base su cui costruire un percorso comune che consente fattori di sviluppo di reciproco interesse. La Regione Puglia è riuscita in questi anni ad acquisire in forma stabile dei partenariati che coinvolgono centri di ricerca, università e, in questo caso, il Politecnico di Bari che con la Facoltà di Architettura ci porta su un terreno in cui la dimensione scientifica è fondamentale al conseguimento dei risultati”. Risultati che, oltre a raccogliere contributi preziosi nel campo della ricerca storica e architettonica e nella comprensione delle logiche economiche/sociali nei paesi del Mediterraneo, “vantano spunti strategici per tesi di laurea mirate al territorio egiziano e che vedono in prima linea interessanti contributi di studenti pugliesi della nostra Università – ha sottolineato Claudio D’amato Guerrieri, Preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari – Dunque, l’augurio è che esperienze formative come quelle nell’oasi di Siwa possano costituire trampolino di lancio per missioni scientifiche future”. L’importante, come ha più volte fatto leva nel suo intervento Antonio Verrico del Ministero dello Sviluppo Economico, è essere consapevoli “che non è possibile sviluppo senza cultura e che la volontà di negoziare deve sempre partire dal rispetto delle tradizioni e dell’identità della comunità locale su cui si promuovono azioni di cooperazione. Quelli costituiti con l’Apq Mediterraneo sono partenariati stabili, in cui si agisce alla pari e dai quali è possibile immaginare già iniziative future, magari cercando di convogliare risorse provenienti da altri Programmi. Penso al Programma di cooperazione transfrontaliero Cbc Enpi Med”. “La catena della messa in opera dei progetti – ha aggiunto Francesco Saponaro, Direttore generale di Innovapuglia Spa – chiama in causa anche lo scambio di metodologie e la capacità di cooperare andando oltre l’ottica del semplice trasferimento di conoscenze”. A queste parole hanno fatto eco quelle di Daniela Mazzucca, project Leader di Diarcheo, di Innovapuglia, che ha messo in luce da un lato il prezioso ruolo ricoperto dalle professionalità di ogni singolo partner del progetto e, dall’altro, la lodevole interazione raggiunta fra tutti gli attori coinvolti. Sulle azioni e le opportunità per uno sviluppo sostenibile dell’Oasi di Siwa, in Egitto, hanno parlato nel dettaglio Vito Amoruso, Rup del progetto Diarcheo, del Servizio Mediterraneo della Regione Puglia ed Ettore Foggetti di Innovapuglia Spa che ha presentato il sito web www.Siwa-oasis.it, uno strumento multimediale utile per rafforzare il dialogo interculturale avviato. A Luigi Manfra e Valerio Tuccini dell’Unimed, invece, il compito di illustrare il lavoro svolto dalle Università Mediterranee, in riferimento ad una gestione efficiente dei beni culturali e ad un’analisi di costi e benefici dell’impresa. Nel merito dello svolgimento tecnico dei lavori effettuati nell’oasi egiziana, infine, sono entrate le relazioni dei rappresentanti del Dipartimento Icar del Politecnico di Bari, a cominciare dall’introduzione del suo Direttore, Attilio Petruccioli che ha sviluppato una lettura della realtà territoriale di Siwa attraverso un diagramma uomo-suolo ed un’interessante idea di sviluppo dell’umanità. Hanno concluso Calogero Montalbano e Giacomo Martines, sempre del Dipartimento Icar, e Osama Al Gohary (Direttore Al Thurat-riyadh: Desert Eritage in Saudi Arabia) che ha dato un contributo alla discussione in riferimento alle attività compiute ed al piano di gestione socio-economica del’oasi.  
   
   
CALICANTO PER MITO IN PIAZZA DELLA SCALA A MILANO GIOVEDÌ 14 APRILE PER I FESTEGGIAMENTI DEI 150 DELL’UNITÀ D’ITALIA  
 
Milano, 13 aprile 2011 - Lo storico gruppo padovano Calicanto parteciperà giovedì 14 aprile alle ore 16.00 in Piazza della Scala a Milano alla maratona di musica popolare italiana, ad ingresso gratuito, organizzata da Mito Settembre Musica per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Un’occasione unica per festeggiare anche i trent’anni di attività del gruppo, assieme agli altri gruppi folk italiani che prenderanno parte all’evento: Violini di Santa Vittoria, il Gruppo Spontaneo Trallalero, Napoli Mandolinorchestra, Tenores di Bitti, I Malicanti e Anna Invidia e l’Ambrogio Sparagna & Orchestra Popolare Italiana. A partire dalle ore 16.00 i gruppi si alterneranno in esibizioni di trenta minuti ciascuno, creando uno straordinario concerto di stili e sonorità fortemente legati alla cultura e alla storia del nostro Paese. Una grande opportunità, per Calicanto, storico gruppo padovano di tratteggiare il suo trentennale percorso attraverso le suggestioni della musica popolare veneta e mediterranea. Da Piazza della Scala di Milano Calicanto ha in calendario una serie di concerti che toccherà i più noti festival italiani ed europei legati alle musiche di tradizione per concludersi il 25 novembre a Padova con uno speciale concerto. Calicanto nasce nell’autunno del 1981 con l’attenzione rivolta agli studi etnomusicali sul territorio veneto, a quel tempo estremamente rari. Il primo Lp esce nel 1983 e si intitola De là dell’acqua. L’originale proposta concertistica ed i consensi della critica rendono subito Calicanto uno dei gruppi musicali di punta del movimento italiano di folk-revival. Le tournéeall’estero: Belgio (1983), Spagna (1984 e 1985), Svizzera e Iugoslavia (1986) e l’uscita d’altri due dischi, le fortunate apparizioni ai grandi festivals europei di Lorient (F), Dranouter (B) del 1987 e Farnham (Gb) del 1988, spianano la strada della notorietà in Europa. Nel 1997 Calicanto entra a far parte dell’etichetta discografica Compagnia Nuove Indye che produrrà il Cd Venexia, accolto con entusiasmo da pubblico e critica, un sondaggio del mensile Folk Bulletin lo indicherà come uno dei cinque migliori Cd dell’anno. Si sviluppa la collaborazione con il cinema (La ragazza sul ponte, Les enfants du siecle, Terra Madre) ed il teatro (Labirintomare, Visioni, I due gemelli veneziani...) e prendono forma nuove produzioni: Trio Adriatica, Il sogno di Dolasilla (con A. Cuni, W. Durand e P. Schutze), Ciuma-salvi-tombesi Trio, Ottavio!, Piripicchio e la Contessa (per bambini), Alpen Folk Orchestra, che sottolineano la volontà di esplorare percorsi ed emozioni a 360°. Calicanto sono: Claudia Ferronato, Roberto Tombesi, Giancarlo Tombesi, Francesco Ganassin, Gabrielecoltri, Alessandro Arcolin, Alessandro Tombesi e Susi Visentin.