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Notiziario Marketpress di Mercoledì 25 Maggio 2011
PER COMBATTERE LA FIBRILLAZIONE ATRIALE CI VUOLE POLSO  
 
Palermo, 25 maggio 2011 – Garantire una migliore diagnosi e gestione della fibrillazione atriale e più efficaci misure per prevenire l’ictus collegato ad essa. Queste le principali raccomandazioni contenute nel documento, realizzato con il contributo non condizionato di Bayer, che un Gruppo di Lavoro internazionale costituito da Medici Specialisti, Membri di Società Scientifiche e Rappresentanti di Associazioni Pazienti ha presentato recentemente al Parlamento Europeo per sensibilizzare la classe politica nei confronti della prevenzione dell’ictus attraverso la gestione delle più severe cause di rischio come la fibrillazione atriale. Il documento è stato presentato per la prima volta in Italia nell’ambito del Forum del Mediterraneo in Sanità in corso a Palermo fino al 26 maggio presso il Teatro Politeama, in occasione di una Tavola Rotonda svoltasi oggi dal titolo: “Appropriatezza dei percorsi assistenziali nelle patologie cardiovascolari – Prevenzione dell’ictus”. La fibrillazione atriale è una frequente anomalia del ritmo cardiaco a causa della quale il sangue, non pompato più correttamente, ristagna all’interno delle camere superiori del cuore (gli atri), favorendo la formazione di trombi che, se entrano nel circolo sanguigno, possono arrivare al cervello e provocare un ictus cerebrale. Attualmente si stima che in Europa oltre 6 milioni di persone siano affetti da questa patologia, anche se ci si aspetta un’ulteriore crescita, in quanto legata all´invecchiamento della popolazione. Questa aritmia cardiaca è causa del 15-20% di tutti gli ictus trombo embolici, il disturbo cardiovascolare più comune dopo le cardiopatie, che colpisce 9,6 milioni di persone in Europa, con un’incidenza di 2 milioni di soggetti l’anno e che comporta una spesa sanitaria complessiva all’interno dell’Unione Europea di oltre 38 miliardi di euro l’anno. Inoltre, gli ictus collegati a fibrillazione atriale sono più gravi, provocano invalidità maggiori e sono associati a un aumento del 70% del tasso di mortalità rispetto agli eventi che colpiscono chi non ne è affetto. “Per una corretta diagnosi della fibrillazione atriale, il gesto più semplice che un medico dovrebbe fare, ma che raramente viene effettuato, è la rilevazione del polso del paziente, per verificare la presenza di alterazioni del ritmo cardiaco – ha dichiarato la Dottoressa Maddalena Lettino, del Dipartimento di Cardiologia del Policlinico San Matteo di Pavia, componente del Gruppo di Lavoro Internazionale autore del documento – Nonostante sia una patologia assai diffusa, che può portare a complicanze molto severe, la fibrillazione atriale è ancora sotto diagnosticata e sotto trattata. In molti casi è asintomatica – continua Maddalena Lettino – per questo vi è un ritardo nella diagnosi, che, secondo una recente indagine internazionale, è di circa 2,6 anni. Ritardo che espone il paziente a gravi rischi”. La gestione efficace della fibrillazione atriale, da un lato mira a controllare il ritmo e la frequenza, con farmaci specifici, dall’altro tende a prevenire la formazione di coaguli attraverso una terapia antitrombotica (antagonisti della vitamina K o acido acetilsalicilico) che, se avviata per tempo e monitorata correttamente, ha un’efficacia elevata, con una riduzione del rischio di ictus di circa i due terzi. Il gold standard della profilassi farmacologica è rappresentato da anticoagulanti orali antagonisti della vitamina K, che presentano, tuttavia, alcune difficoltà di gestione per le molteplici interazioni con alimenti o con altri farmaci che ne variano l’assorbimento e per l’alta variabilità di risposta inter-individuale. La conseguenza più importante è l’impossibilità di stabilire un dosaggio fisso e la necessità di frequenti controlli ematologici per un eventuale aggiustamento del dosaggio. Per questi motivi, tali farmaci non vengono usati con regolarità o vengono troppo spesso abbandonati dai pazienti. Ma il problema non è solo una scarsa aderenza alla terapia da parte del paziente. “Malgrado l’esistenza di Linee Guida internazionali e nazionali per la prevenzione dell’ictus in presenza di fibrillazione atriale, la loro applicazione varia in modo sensibile nella pratica clinica – continua Maddalena Lettino – Secondo recenti indagini svolte in diversi Paesi europei la percentuale dei pazienti a rischio di ictus a cui viene prescritta una terapia anticoagulante adeguata è di circa il 54-61%. Questa scarsa applicazione delle Linee Guida da parte dei medici è, in molti casi, determinata dai timori suscitati dal rischio emorragico, in particolare negli anziani, più esposti a cadute accidentali e al sanguinamento intracranico”. Tuttavia la letteratura scientifica dimostra che nei pazienti con fibrillazione atriale trattati con anticoagulanti il rischio emorragico è sicuramente superato dai vantaggi del trattamento. E a proposito della gestione della terapia preventiva, un altro punto molto importante messo in luce nel documento presentato all’Unione Europea riguarda la necessità di aumentare la consapevolezza della patologia nei pazienti, attraverso un più ampio accesso alle informazioni. Educare e incoraggiare gli stessi ad assumere un ruolo più attivo nel processo di decisione, nella definizione degli obiettivi e nella valutazione degli esiti è, infatti, spesso associato a esiti clinici migliori. Da un’indagine condotta dall’associazione pazienti Anticoagulation Europe con lo scopo di fornire informazioni sulle esperienze dei pazienti relative al trattamento con antagonisti della vitamina K, emergeva una grave carenza di conoscenze circa le possibili interazioni dei farmaci anticoagulanti con diversi prodotti di automedicazione. Inoltre, un quarto degli intervistati non ricordava di aver ricevuto indicazioni sulla patologia al momento della diagnosi e oltre un terzo riteneva che il proprio medico avrebbe potuto fornire maggiori chiarimenti sulla terapia prescritta e sugli effetti che questa avrebbe avuto sullo stile di vita. “Studi recenti realizzati con una metodologia rigorosa hanno dimostrato che il paziente ben informato e motivato assume con maggiore attenzione e disciplina le terapie e va incontro a meno eventi avversi rispetto a chi non ha ricevuto dal medico informazioni sufficienti o comprensibili – ribadisce la dottoressa Lidia Rota Vender, Presidente di Alt - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari Onlus – All’università i medici italiani imparano a curare, non a prevenire, non sono formati per educare il paziente e non hanno il tempo, durante visite sempre più brevi e condizionate dai ritmi imposti dai criteri di efficienza degli ospedali, di fornire al paziente le informazioni basilari, espresse in un linguaggio comprensibile e assimilabile. Per questo – continua la dottoressa Rota Vender - è fondamentale il ruolo delle associazioni come Alt - Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari, che attraverso le proprie pubblicazioni e il proprio sito www.Trombosi.org/  suppliscono a queste carenze, fornendo al paziente informazioni che possono salvargli la vita. Il paziente lo sa, e sempre più spesso si rivolge alle associazioni per avere informazioni chiare e semplici che gli permettano di comprendere meglio la propria patologia e i rischi che essa comporta, ma anche e soprattutto di gestire in modo ottimale farmaci fondamentali e salvavita come gli anticoagulanti e gli antitrombotici in generale”. Le raccomandazioni del Gruppo di Lavoro di esperti individuano un altro punto cruciale nella lotta alla fibrillazione atriale: la necessità di incrementare la ricerca sulle cause, la prevenzione e la gestione della malattia. Esigenza enfatizzata dalle prospettive di diffusione della stessa negli anni futuri se pensiamo che, secondo dati dell’Unione Europea, entro il 2050 in Europa il numero di persone di età superiore a 65 anni aumenterà del 70%. Gli ambiti della ricerca che andrebbero sviluppati riguardano in particolare l’analisi sistematica dell’epidemiologia della fibrillazione atriale e la sua relazione con l’ictus, l’individuazione di pazienti a rischio e i nuovi approcci terapeutici. Su quest’ultimo aspetto, quello che chiede la comunità medico scientifica è lo sviluppo di terapie efficaci, a dosi fisse, con un buon profilo di sicurezza, che non richiedano il monitoraggio di routine. E la ricerca farmacologica si sta effettivamente muovendo in questa direzione. Negli ultimi anni sono state numerose le ricerche cliniche finalizzate a migliorare l’efficacia della terapia anticoagulante e la qualità di vita del paziente sottoposto a tale trattamento ed entro il prossimo anno sono attesi nuovi rimedi terapeutici più maneggevoli e sicuri in grado di venire incontro alle esigenze di medici e pazienti.  
   
   
TRAPIANTI IN UMBRIA: PRESENTATO IL RAPPORTO DELLE ATTIVITÀ 2010 E LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE ALLA DONAZIONE  
 
 Perugia, 25 maggio 2011 - In Umbria pur aumentando il numero di Segnalazioni, (indice di produttività delle Rianimazioni), si è leggermente ridotto il numero di donazioni effettive rispetto al 2009 (legato non solo alle opposizioni, ma anche alla non idoneità clinica del donatore dovuta ad esempio ad anzianità importanti patologie concomitanti, ecc…), seguendo così l’andamento nazionale. Queste indicazioni sono emerse nella conferenza stampa di presentazione del Rapporto dell’attività 2010 del Centro regionale donazione organi e trapianti e la Campagna nazionale di sensibilizzazione alla donazione di organi, in programma dal 22 al 29 maggio che si è tenuta a Perugia, nella sede della Giunta regionale a Palazzo Donini. All’incontro è intervenuto il vice coordinatore del Centro regionale trapianti Atanassios Dovas insieme ai rappresentati delle associazioni di volontariato del settore, “Aned” ed “Aido”. L’umbria comunque mantiene un indice di opposizione di tutto riguardo rispetto alla media nazionale continuando con il suo trend al ribasso. Nonostante il notevole impegno che ha portato l’Italia tra le prime nazioni europee nella donazione di organi e tessuti, il numero dei Pazienti in lista di attesa per un trapianto, a livello nazionale e locale, rimane sempre elevato. “Consapevoli che difficilmente si potrà offrire un intervento a tutti i pazienti in lista di attesa, si chiede l’impegno ad aumentare le donazioni in tutti i potenziali donatori presenti nei Centri di Rianimazione Italiani e dell’Umbria per garantire il conseguente aumento dei trapianti” ha dichiarato il vicepresidente Dovas. Per raggiungere questo obiettivo, secondo i responsabili del Centro regionale trapianti, è necessario il coinvolgimento degli Operatori Sanitari, valorizzando coloro che hanno maggiore esperienza affinché possano divenire un sicuro supporto per quei Centri non ancora attivi nel processo di donazione; dare alla popolazione un’esatta informazione sulle procedure che portano alla donazione degli organi ed al trapianto, in modo che ciascun cittadino possa effettuare una scelta consapevole, in vita; concordare con le Associazioni di Volontariato una presenza continuativa che trasmetta alla popolazione il Valore della Donazione; dare ai cittadini la garanzia di una buona Sanità in cui il Personale è impegnato nella tutela della salute ed infine, nella convinzione che il trapianto è un diritto per tutti quei malati che non hanno alternative terapeutiche, diventa un auspicabile dovere morale esprimere la Volontà alla Donazione quando gli organi non serviranno più per la propria vita. I trapianti di rene effettuati nel 2010, presso il Centro dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, sono stati 10, mentre altri quattro sono stati offerti sul territorio interregionale Ocst per trapianti con organi marginali che non vengono effettuati a Perugia. Il numero dei trapianti effettuati in totale, da 25 agosto 1988 al 31 dicembre 2010, è salito a 384 interventi. Nell’anticipazione dei dati del primo trimestre 2011 è confortante sia il numero di donazioni di organi (grazie all’impegno delle Rianimazioni dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e di Terni) che il primo evento di Donazione di cornee da parte della Rianimazione dell’Ospedale di Gubbio – Gualdo Tadino. I pazienti umbri trapiantati in alte regioni sono notevolmente inferiori (3) a quelli che hanno avuto assistenza nella nostra regione (7). Pertanto, con il fattivo apporto dimostrato in questi primi mesi delle Rianimazioni delle due Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, si potrà sicuramente far fronte alle necessità dei pazienti umbri in attesa di trapianto. Il trapianto tra l’altro, hanno sottolineato gli organizzatori, è anche una garanzia di risparmio per la spesa sanitaria regionale. Considerato che i pazienti umbri trapiantati con rene funzionante sono ad oggi 195 ed ipotizzando che a questi non fosse stata data la possibilità di avere un intervento che in primo luogo avrebbe riportato il loro stile di vita alla normalità, ora le casse regionali sarebbero gravate di un’ulteriore spesa dialitica annuale di oltre 8.760.000 euro, oltre al fatto che, senza trapianti, bisognerebbe anche allestire almeno altri due Centri Dialisi per garantire il supporto terapeutico necessario. Nel 2010 il numero di Dichiarazioni di Volontà della nostra regione ha raggiunto quota 14.590 con le schede registrate tramite gli uffici delle Asl o attraverso le iscrizioni Aido. Il Centro Regionale Trapianti in collaborazione con le Associazioni di Settore sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione alla donazione nelle scuole medie superiori umbre. Il primo incontro per l’anno 2010 è stato organizzato presso il Liceo Classico Mariotti di Perugia. Con gli studenti sono affrontati i vari aspetti del tema della donazione: dalla donazione del Tempo da dedicare alle situazioni di bisogno, alla donazione di Sangue, da quella del Cordone Ombelicale a quella di Midollo Osseo, fino al donare gli Organi. La Direzione Salute, Coesione sociale e società della conoscenza della regione dell’Umbria, ha detto la dott.Ssa Giuseppina Manuali, in collaborazione con il Centro Regionale Trapianti, le Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, e le Associazioni di Volontariato sta promuovendo in Umbria, la Campagna di comunicazione e sensibilizzazione che si chiuderà il prossimo 29 maggio e nel frattempo sta portando avanti un progetto pilota nazionale in cui il cittadino può sottoscrivere la dichiarazione di volontà alla donazione degli organi/tessuti nel momento del rinnovo o della richiesta della carta d’identità. Al Progetto partecipano anche il Centro regionale trapianti, Anci umbria e la Federsanità Anci nazionale.  
   
   
TOSCANA E LIGURIA, UN ACCORDO PER LA GESTIONE DELLA MOBILITÀ SANITARIA  
 
Firenze, 25 maggio 2011 - Un accordo tra Toscana e Liguria per sviluppare collaborazione e integrazione tra le due reti regionali di servizi, e soprattutto gestire al meglio la mobilità sanitaria, cioè quel fenomeno che porta i pazienti a spostarsi dalla propria regione per usufruire dei servizi sanitari offerti da un’altra regione. L’accordo era stato siglato pochi mesi fa dagli assessori al diritto alla salute delle due Regioni, Daniela Scaramuccia e Claudio Montaldo. Ora è stato ratificato dalla giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta. Il Nuovo Patto per la Salute 2010-2012 siglato tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano il 3 dicembre 2009 indica gli accordi sulla mobilità interregionale tra i settori strategici in cui operare, per qualficare i sistemai sanitari regionali e garantire maggiore soddisfacimento dei bisogni dei cittadini e al tempo stesso un maggior controllo della spesa; e invita le Regioni confinanti a stipulare accordi per disciplinare la mobilità sanitaria. L’accordo firmato tra Toscana e Liguria prevede l’attivazione di un monitoraggio trimestrale dei flussi di mobilità reciproca, e la promozione di azioni di verifica e controllo diretto reciproco, in modo da favorire il governo dell’appropriatezza delle prescrizioni secondo la medicina basata sulle prove di efficacia. “In questo modo – si precisa nell’accordo – vengono superate le preoccupazioni di chi vede nel fenomeno della “fuga” o dell’”attrazione” una indebita interferenza, sul proprio servizio sanitario regionale, delle legittime scelte effettuate dalle Regioni adiacenti”. Le due Regioni hanno deciso inoltre di mettere a punto un sistema di condivisione e confrotno dei dati e delle prestazioni fornite dal Meyer di Firenze e dal Gaslini di Genova, due strutture considerate veri e propri fiori all’occhiello a livello nazionale nel campo della specialistica pediatrica, per consetire uno scambio costante di informazioni e il miglioramento del servizio offerto. Nel 2009 (il dato 2010 ancora non è disponibile) la Toscana ha erogato 11.802 ricoveri ad altrettanti pazienti della Liguria. Mentre in Liguria si sono ricoverati 6.601 pazienti toscani. L’accordo resterà in vigore per tre anni, e si intenderà rinnovato a meno di esplicita disdetta da parte di una delle due Regioni.  
   
   
LIGURIA: PRIORITÀ PER I PAZIENTI CON MALATTIE RARE. AVRANNO PER PRIMI IL FASCICOLO SANITARIO  
 
 Genova, 25 maggio 2011 - “I pazienti inseriti nel registro regionale delle malattie rare saranno i primi per cui verrà compilato il fascicolo sanitario individuale per offrire alla rete tutta la loro documentazione sanitaria”. Lo ha detto ieri l’assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo intervenendo al convegno sulle malattie rare presso la sala di Liguria Ricerche a cui hanno preso parte, tra gli altri, il direttore generale del Gaslini, Paolo Petralia, Silvio De Buono, direttore sanitario dell’istituto pediatrico, Alberto Ferrando della Federazione regionale degli Ordini dei Medici, Franca Dagna Briccarelli, direttore del dipartimento ligure di genetica, Luciano Bernini, direttore di presidio dell’ospedale San Martino di Genova, Carmelo Galliano del collegio degli infermieri, Paola Facchin, responsabile del registro malattie rare e Michela Bazzari, responsabile dello sportello della malattie rare presso l’Istituto Gaslini e Mirella Rossi, responsabile delle attività sulle malattie rare per la Regione Liguria. Un’occasione per fare il punto sulle attività in corso dopo l’adesione della Regione Liguria nel 2008 al registro delle malattie rare del Veneto e l’apertura nel 2009 dello sportello regionale dedicato alle malattie rare. “In un anno – ha detto l’assessore Montaldo – sono stati circa 1000 i pazienti che si sono rivolti allo sportello regionale delle malattie rare e 600 quelli che sono stati diagnosticati. Numeri che ci hanno consentito di avere un quadro sempre più preciso, pertanto ora è il momento che i distretti siano sempre più consapevoli della situazione epidemiologica sul territorio per arrivare alla seconda fase, ad un dialogo sempre più fitto tra il registro delle malattie rare e i distretti, grazie anche alla tecnologia che consentirà di mettere on line tutti i pazienti, rendendo più trasparenti le esenzioni, le certificazioni, i presidi di riferimento e i piani terapeutici”. Il 70% degli affetti da malattie rare sono bambini e il 15% di chi ne soffre in Italia é in difficoltà economica, mentre il 20% è sotto la soglia della povertà. “Per questo serve – ha continuato Montaldo – una grande attenzione di tutta la rete”. Sono definite malattie rare quelle che hanno una prevalenza inferiore a 5 persone ogni 10.000 abitanti. La bassa prevalenza però non significa che le persone affette da malattia rara siano poche. Si tratta di un fenomeno che colpisce migliaia di persone in Italia e addirittura decine di milioni in tutta Europa. Il numero delle malattie rare conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7.000 e le 8.000. “Proprio la difficoltà diagnostica e assistenziale – ha concluso Montaldo – che contraddistingue molte di esse e la richiesta di un’assistenza specialistica e continuativa ha determinato la particolare attenzione nella programmazione sanitaria regionale”.  
   
   
ANEURISMA DELL’AORTA ADDOMINALE, NUOVA PROCEDURA PER RIDURRE LA MORTALITÀ  
 
Pisa, 25 maggio 2011 -”Il percorso che viene presentato oggi è un esempio di come si dovrebbe procedere in altre analoghe situazioni in cui, per salvare la vita dei pazienti e ottimizzare l’assistenza, è necessario intervenire in tempi rapidi, con modalità omogenee e integrate, e superando i confini del singolo servizio all’interno del quale si opera, per migliorare le performance complessive e rispondere adeguatamente al bisongo del paziente. Auspico che questa procedura possa essere estesa, e applicata presto anche nella altre Aree Vaste”. L’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia ha partecipato ieri, a Pisa, al seminario su “Gestione del paziente con aneurisma dell’aorta addominale in fase di rottura: presentazione della procedura di Area Vasta Nord Ovest”, organizzato dall’Azienda ospedaliero-universitaria Pisana. Nel corso del seminario è stato presentato un progetto messo a punto dalle tre chirurgie cardiovascolari dell’Area Vasta Nord Ovest – Aou Pisana, Livorno, Massa Carrara -, insieme alle strutture di anestesia e rianimazione, di diagnostica per immagini e ai Dea, per ottimizzare tempi e modi nell’assistenza dei pazienti colpiti da rottura di un aneurisma dell’aorta addominale: un caso nel quale il fattore tempo è determinante. Circa un anno fa, è stato avviato un progetto formativo, rivolto a medici e infermieri delle tre aziende dell’Area Vasta Nord Ovest. Dopo un intenso lavoro, è stata scritta e condivisa una procedura che verrà diffusa tra tutti gli operatori che prendono parte al percorso del paziente con Aaa rotto (o sospetto tale) verso il luogo del trattamento: la sala operatoria della chirurgia vascolare. Il percorso, presentato al seminario di questa mattina, verrà messo in atto da subito nelle tre aziende. Il progetto prevede che, al momento in cui si verifica l’evento di rottura dell’aneurisma dell’aorta, ogni “pezzetto” del sistema interessato – 118, Pronto Soccorso, diagnostica, chirurgo, ecc. – sappia esattamente cosa deve fare, per allertarsi nel più breve tempo possibile. Un percorso codificato, che evita ritardi e disallineamenti che, se vanno a sommarsi, possono essere fatali per il paziente. Questa patologia e’ la 13a causa di morte al mondo. La prevalenza, che varia secondo l’età, il sesso, la storia familiare, l’uso del tabacco, è di circa il 2-6% nella popolazione di sesso maschile ultrasessantenne. La rottura di un aneurisma dell’aorta addominale, che rappresenta la complicanza più frequente, è causa dell’1,2% delle morti dei maschi sopra i 65 anni, e dello 0,6% delle donne. La mortalità complessiva (prima e dopo la chirurgia d’emergenza) dell’aneurisma in fase di rottura è calcolata fra 80 e 94%.  
   
   
LOMBARDIA. 3.233 ASSUNZIONI IN ASL E OSPEDALI NEL 2011  
 
Milano, 25 maggio 2011 - Ospedali e Asl della Lombardia assumeranno nel 2011 complessivamente 3.233 nuovi dipendenti. E´ quanto previsto da due delibere approvate dalla Giunta regionale, su proposta dell´assessore alla Sanità Luciano Bresciani, che dettagliano appunto i piani di assunzione del personale medico e infermieristico a tempo indeterminato per l´anno in corso. Si tratta di 2.840 persone (di cui 816 dirigenti) per Aziende ospedaliere, Fondazioni Irccs di diritto pubblico e Areu e 393 persone (di cui 125 dirigenti) per le Asl. ´Abbiamo garantito - spiega Bresciani - la continuità delle cure, la formazione degli operatori e la qualità del servizio, tenuto conto del fabbisogno del territorio e dell´ottimizzazione delle risorse secondo criteri di appropriatezza, da cui deriva l´abbattimento dei costi impropri che non offrono alcun vantaggio di cura e diagnosi dei cittadini ma solo un aggravio economico per l´intera comunità´. Questo il dettaglio (comparto e dirigenza): Asl Bergamo: 24 - 21 - Asl Brescia: 26 - 12 - Asl Como: 16 - 6 - Asl Cremona: 11 - 3 - Asl Lecco: 3 - 3 - Asl Lodi: 8 - 5 - Asl Mantova: 6 - 6 - Asl Milano: 63 - 16 - Asl Milano 1: 26 - 11 - Asl Milano 2: 17 - 7 - Asl Monza e Brianza: 10 - 7 - Asl Pavia: 12 - 10 - Asl Sondrio: 5 - 3 - Asl Varese: 20 - 8 - Asl Valmonica Sebino: 21 - 7 - Ospedale di Circolo Fondazione Macchi: 86 - 29 - S. Antonio Abate di Gallarate: 32 - 15 - Ospedale di Circolo di Busto Arsizio: 67 - 25 - Spedali Civili di Brescia: 132 - 34 - Mellino Mellini di Chiari: 38 - 14 - Desenzano del Garda: 53 - 20 - Istituti Ospitalieri di Cremona: 48 - 26 - Ospedale Maggiore di Crema: 30 - 15 - S. Anna di Como: 72 - 29 - Provincia di Lecco: 69 - 26 - Ospedali Riuniti di Bergamo: 78 - 32 - Ospedale Treviglio-caravaggio: 41 - 18 - Bolognini di Seriate: 47 - 33 - Carlo Poma di Mantova: 83 - 34 - Ospedale L. Sacco: 39 - 16 - Niguarda Ca´ Granda: 132 - 39 - Istituti Clinici di Perfezionamento: 102 - 38 - Fatebenefratelli Oftalmico: 47 - 22 - San Paolo - Polo Universitario: 38 - 18 - Ortopedico G. Pini: 32 - 16 - San Carlo Borromeo: 46 - 29 - Ospedale Civile di Legnano: 69 - 31 - G. Salvini di Garbagnate Milanese: 59 - 33 - Ospedale di Circolo di Melegnano: 41 - 17 - Desio e Vimercate: 53 - 29 - San Gerardo dei Tintori di Monza: 76 - 27 - Provincia di Lodi: 32 - 17 - Provincia di Pavia: 60 - 23 - Valtellina e Valchiavenna: 45 - 22 - Istituto Nazionale Dei Tumori: 35 - 13 - Istituto Neurologico Besta: 23 - 9 - Policlinico San Matteo: 68 - 21 Fondazione Irccs Ca´ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico: 148 - 45 - Azienda Regionale Emergenza Urgenza: 3 - 1.  
   
   
SALUTE IN LIGURIA: PREMESSE PER IL RILANCIO DELLE DUE STRUTTURE  
 
Genova, 25 maggio 2011 - “L’approvazione oggi in Giunta della richiesta di riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per San Martino Ist è un atto molto importante che crea le premesse per il rilancio delle due strutture, superando frammentazioni e criticità”. Lo ha detto l’assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo dopo l’approvazione di ieri in Giunta del documento con cui la Liguria richiede il riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Il percorso aveva preso il via con il provvedimento del consiglio regionale di agosto 2010 e poi con la legge n.2 del marzo di quest’anno che ha istituito il nuovo soggetto. Ieri la Giunta ha approvato il documento, dopo il passaggio in commissione consiliare e la fitta collaborazione con il Ministero della salute. Il documento così approvato ritornerà nei prossimi giorni al Ministero che verificherà la richiesta con la “site visit”, il sopralluogo, ad opera di tre esperti nominati dal Ministro che poi approverà il riconoscimento. Il testo verrà quindi inviato alla Conferenza Stato Regioni per l’approvazione definitiva e successivamente ritornerà in Giunta per la nomina del direttore generale scelto dalla Regione d’intesa con il Rettore, sentito il Ministro. “Il valore aggiunto dell’operazione – spiega l’assessore Montaldo – è dato dalla ricerca, tenuto conto che già oggi l’Ist e il San Martino sono secondi a livello nazionale, per produzione scientifica, all’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Dopo la realizzazione dell’integrazione il paziente verrà seguito ancora meglio lungo tutto il suo percorso terapeutico, in quanto ci sarà un’attività integrata a partite dalla diagnosi, per passare poi attraverso la stadiazione del tumore, alla terapia chirurgica fino al trattamento medico e alla riabilitazione”. “Non saranno solo le strutture oncologiche – continua Montaldo – ad aver accesso ai finanziamenti della ricerca, ma anche tutte le altre potranno accedervi a patto che partecipino a progetti di studio e ad attività di ricerca”. Il nuovo Irccs San Martino – Ist disporrà di 400 posti letto oncologici di cui 277 del San Martino, tra ordinari e di day hospital e 111 dell’Ist più 12 posti letto di hospice dedicati ai malati terminali”. I criteri utilizzati per la scelta delle strutture coinvolte nel piano di integrazione riguardano il numero dei ricoveri ordinari e diurni per le neoplasie maligne che deve essere superiore al 50% dell’attività annuale nel biennio 2009-2010 o in alternativa, per le strutture ad indirizzo medico, superiore ai 200 ricoveri annui sia ordinari che diurni nel biennio 2009-2010 con una significativa produzione scientifica. “Le eccellenze che oggi operano separatamente – conclude l’assessore Montaldo – in diversi segmenti dell’attività assistenziale oncologica potranno, una volta messe a fattor comune, rappresentare sia dal punto di vista quantitativo, sia qualitativo un riferimento anche di livello nazionale. Inoltre la completezza tecnologica derivante dall’integrazione rappresenterà il grande valore aggiunto per gli utenti del nuovo istituto”.  
   
   
ZAIA E SARMI SIGLANO ACCORDO QUADRO REGIONE VENETO-POSTE ITALIANE. PRIMO IN ITALIA, PREVEDE ANCHE SERVIZI AI CITTADINI IN MATERIA DI SANITA’. SPERIMENTAZIONE NELLE ULLSS 4 ALTO VICENTINO E 8 DI ASOLO (TV).  
 
Venezia, 25 maggio 2011- La Regione del Veneto, con il presidente Luca Zaia, e Poste Italiane Spa, con l’amministratore delegato Massimo Sarmi, hanno siglato ieri a Venezia un innovativo Accordo Quadro, che comprende una rilevante collaborazione nel realizzare nuove soluzioni progettuali con particolare riferimento ad alcuni servizi al cittadino riguardanti l’area sanitaria. Si tratta del primo accordo di questo genere in Italia. I contenuti sono stati illustrati da Zaia e Sarmi nel corso del punto stampa seguito alla seduta di Giunta di ieri. Poste Italiane dispone in Veneto di una capillare rete composta da 1.118 sedi e 428 “sportelli amici”. Saranno questi, inizialmente in via sperimentale nelle Ullss 4 Alto Vicentino e 8 di Asolo (Treviso), a fornire alcuni importanti servizi, come la prenotazione di visite specialistiche, il pagamento ed incasso dei ticket sanitari, la consegna di referti sanitari in modalità multicanale, servizi di gestione del rischio clinico e di logistica del farmaco, con la possibilità di inviare a domicilio medicinali per l’assunzione dei quali non sia necessaria una consulenza medica diretta. “Questa idea – ha sottolineato Zaia – nasce dalla volontà reciproca di mettere il network di Poste Italiane al servizio dei nostri cittadini, ai quali offriremo una nuova opportunità per gestire con più comodità di scelta tutta una serie di loro rapporti con la macchina sanitaria regionale. Nessuna sovrapposizione con quanto già fanno le nostre Ullss – ha aggiunto – ma un nuovo servizio integrativo che potrà essere molto utile a varie categorie di persone. Penso ad esempio – ha detto il governatore – a chi risiede nei tanti nostri piccoli comuni e può trovare le risposte all’ufficio postale ed ai molti cittadini, soprattutto anziani, che non hanno dimestichezza con i sistemi informatici e, magari, hanno difficoltà a recarsi agli sportelli delle loro Ullss”. “Poste Italiane – ha sottolineato l’amministratore delegato Sarmi – è una grande azienda che pone la massima attenzione al territorio e questo accordo con la Regione del Veneto ne è un chiaro esempio. Ringraziamo il presidente Zaia per la sensibilità e l’attenzione dimostrataci, nella convinzione che la tipologia di questo accordo sia utilmente replicabile su tutto il territorio nazionale”. L’accordo quadro siglato oggi prevede anche la messa a disposizione di vari servizi da parte di poste Italiane alla Regione del Veneto per la sua attività amministrativa e istituzionale.  
   
   
ADOLESCENTI, UN LEGAME POCO SICURO CON I GENITORI FAVORISCE COMPORTAMENTI A RISCHIO  
 
Milano, 25 maggio 2011 – Un legame poco sicuro con i genitori favorisce, nei preadolescenti, la comparsa di comportamenti aggressivi e antisociali. È il risultato di uno studio coordinato da Diego Sarracino del dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-bicocca, in collaborazione con i dipartimenti di Psicologia delle Università di Bari e Sapienza di Roma. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Adolescence, è stata condotta su 169 studenti di scuola media di età compresa tra 10 e i 14 anni (scarica i dati). Lo studio ha esaminato, per la prima volta, le associazioni fra legame di attaccamento ai genitori, valori sociali e tendenza a incorrere in comportamenti a rischio, in una fascia di età come la prima adolescenza in cui questi aspetti cambiano profondamente e possono influenzare le relazioni interpersonali del ragazzo e il suo atteggiamento nei confronti della società. I ricercatori hanno somministrato ai ragazzi, tutti studenti dell’Italia centro-meridionale, dei questionari ampiamente utilizzati in ambito internazionale (Security Scale, Portraits Value Questionnaire, Brief Sensation Seeking Scale, e Youth Self-report) ed hanno scoperto che meno sicuro è il legame con i genitori maggiore è la possibilità che il ragazzo riporti di aver assunto comportamenti violenti o antisociali. Sono anche emerse delle differenze legate al genere sessuale degli adolescenti: le ragazze, nella fascia d’età presa in esame, sono più legate alle madri, mentre i ragazzi sono più legati ai padri. Inoltre, è emerso che i ragazzi sono maggiormente orientati verso valori sociali più autodiretti, come il successo e il potere, mentre le ragazze sono più orientate verso valori altruistici come la benevolenza e l’universalismo. E i maschi hanno una maggiore propensione a incorrere in comportamenti a rischio. Questi risultati, in linea con precedenti ricerche condotte su altre fasce di età, evidenziano che una relazione sicura con i genitori incoraggia un atteggiamento più positivo verso gli altri. Pertanto, un legame di attaccamento forte con i genitori, in particolare con il genitore di sesso opposto, può avere, nelle prime fasi dell’adolescenza, un effetto “protettivo” contro la propensione a incorrere in comportamenti a rischio, controbilanciando l’effetto di fattori temperamentali come la ricerca di forti sensazioni. «È nella prima fase dell’adolescenza che il rapporto con i genitori cambia e viene esteso ai rapporti extra-familiari e, più in generale, all’orientamento valoriale del ragazzo, che influenzerà il suo atteggiamento complessivo verso il mondo – spiega Diego Sarracino -. Le possibili ricadute applicative della ricerca sono legate allo sviluppo di programmi di prevenzione delle condotte a rischio a cura di psicologi, educatori e insegnanti, volti, da un lato, a intervenire sul legame problematico nei confronti delle figure genitoriali e, dall´altro, a promuovere valori sociali più orientati verso gli altri». Lo studio è il primo passo di una ricerca più ampia condotta su adolescenti di diverse città italiane allo scopo di evidenziare le relazioni che esistono tra il legame di attaccamento con i genitori e la presenza di comportamenti problematici, quali il bullismo o le esperienze dissociative, e che può avere significative implicazioni nello sviluppo di interventi mirati alla prevenzione dei comportamenti a rischio. «E´ in corso la seconda fase della ricerca, di prossima pubblicazione, che ha esteso il campione a oltre 500 adolescenti distribuiti sull´intero territorio nazionale, confermando in buon parte i risultati del primo studio, anche in rapporto ad altri comportamenti problematici tipici di questa fascia di età (in particolare, bullismo ed esperienze dissociative)», conclude Sarracino.  
   
   
SANITA´: SENTENZA DEL TAR ALL´ESAME DEI TECNICI MINISTERO COMMISSARIO, ABRUZZO RISCHIA DI TORNARE INDIETRO DI ANNI  
 
Roma, 25 maggio 2011 - "Questione delicatissima sulla quale sarà necessario anche e soprattutto un intervento chiarificatorio di carattere politico". Lo ha detto il presidente della Regione e Commissario per la Sanità al termine della riunione avuta ieri al ministero dell´Economia con i tecnici del dicastero finanziario e con quelli della Salute, richiesta dopo la decisione del Tar di annullare alcuni porovvedimenti assunti dal Commissario ad esecuzione del Piano operativo 2010. In due ore di confronto il Presidente, accompagnato dal subcommissario Giovanna Baraldi e dalla responsabile della direzione Sanità, Maria Crocco, ha illustrato i contenuti della sentenza del Tar che di fatto neutralizza gli effetti del Piano operativo della rete ospedaliera. "La vicenda Abruzzo - ha spiegato il Presidente - rischia di generare confusione e non poche incertezze anche verso le altre regioni sottoposte a regime commissariale in tema sanitario, che al termine della riunione sono rimaste tutte molto preoccupate". Dal punto di vista politico, "questa sentenza del Tar - ha detto il presidente ai tecnici del ministero - rischia di vanificare quanto di buono si è fatto finora in Abruzzo, una regione che nel giro di 12 mesi è riuscita a raggiungere quell´equilibrio finanziario costi/servizi che la Corte dei Conti ha chiesto a più riprese agli enti locali. Il Tar - ha chiarito il Presidente - ha una sua visione in punto di diritto ma questa opinione per quanto autorevole e fondata ha l´effetto di riportare indietro l´Abruzzo di tantissimi anni". Contro la sentenza del Tar la Regione si muoverà su un doppio binario: uno prettamente giudiziario con il ricorso al Consiglio di Stato, un altro politico-amministrativo per capire dal Governo gli effettivi poteri che sono in capo ai commissari sanitari. "Il governo studierà il da farsi ma non è una questione semplice, anche perché bisognerà vedere ogni legislazione regionale che ha affrontato il tema sanità. Rimane - ha concluso il presidente della Regione - l´amaro in bocca nel vedere potenzialmente vanificati i risultati straordinari raggiunti finora in Abruzzo".  
   
   
ANERC , ALIMENTI APROTEICI: CONTINUA LA BATTAGLIA DEI NEFROPATICI PER AFFERMARE I LORO DIRITTI E LANCIANO UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALDORO ATTRAVERSO UNA LETTERA APERTA  
 
 Napoli, 25 maggio 2011 - L’ultima speranza per gli oltre 8mila nefropatici in Campania è stata affidata a una lettera aperta indirizzata al Presidente della Giunta Regionale della Campania, Stefano Caldoro. Ieri mattina è stata depositata nella segreteria una lettera, a firma di Rosaria Napoli, presidente dell’Anerc, l’Associazione Nefropatici Emodializzati Trapiantati della Regione Campania, in cui si denuncia al Governatore che da oltre un anno i nefropatici cercano di uscire da un tunnel in cui sono entrati in virtù della sospensione dell’erogazione degli alimenti “aproteici” a causa dei tagli alla sanità dell’ultima finanziaria. Come viene sostenuto dalla comunità scientifica, dalla letteratura e come evidenziato nello studio presentato dall´Università Parthenope lo scorso 14 aprile, la sospensione - spiegano i nefropatici a Stefano Caldoro - porterà ad una aumento di costi della dialisi e cure del paziente. E morale della favola a pagarne le conseguenze sono i soggetti più deboli, cioè i malati. Nella lettera aperta, indirizzata a Caldoro e inviata anche al referente scientifico della Regione Campania Raffaele Calabrò, ai sub commissari della Regione Campania Achille Coppola e Mario Morlacco, al Coordinatore dell’Area Assistenza Sanitaria Mario Vasco e al Dirigente l livello Area Assistenza Sanitaria Maria Tremante, l’Anerc chiede, come già aveva fatto il 28 aprile scorso in una manifestazione di protesta sotto il palazzo della Regione, che la soluzione della vertenza venga affidata personalmente alla sensibilità e alla competenza del Presidente Stefano Caldoro nella qualità della carica più alta della Giunta Regionale. L’anerc, infine, pone alcuni interrogativi: “Nell’attuale situazione della sanità in Campania, i nefropatici, che non dispongono di sufficienti risorse economiche, a quale tipo di sopravvivenza potranno riferirsi? Perché il malato di Insufficienza renale cronica viene condannato alla dialisi con tanta superficialità? Ma quale risparmio si potrà ottenere se sospendendo la somministrazione di un medicamento si è condannati alla dialisi che costa cento volte in più dei cibi aproteici?”. A questi ed a tanti altri interrogativi l’Anerc attende una risposta e di essere convocata dal Presidente della Giunta Regionale augurandosi che sia il Governatore a trovare una giusta soluzione a difesa del loro diritto alla salute.  
   
   
PAT, PROROGATO INCARICO DEL COMMISSARIO TRIACA  
 
Milano, 25 maggio 2011 - La Giunta della Regione Lombardia, su proposta del presidente Roberto Formigoni, di concerto con l´assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli, ha deciso di prorogare l´incarico di Emilio Triaca come commissario straordinario dell´Asp ´Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio´ ´fino alla ricostituzione dell´organo amministrativo e comunque non oltre il 30-11-2011´. Il prolungamento dell´incarico a Triaca, in scadenza il 31 maggio, si è reso necessario per permettere l´espletamento delle procedure di ricostituzione dell´organo amministrativo dell´Asp, vista la concomitanza con le elezioni amministrative e la conseguente impossibilità per il Comune di Milano di procedere con le nomine. Fino al 15 luglio sarà possibile presentare al Comune o alla Regione le candidature per la carica di amministratore della stessa Asp. Nella delibera vengono ribaditi i compiti cui Triaca dovrà provvedere: - assicurare la regolare amministrazione dell´ente; - porre in essere le procedure per la ricostituzione e l´insediamento del suo organo di amministrazione; - effettuare le verifiche sulle trascorse gestioni; - porre in essere eventuali misure urgenti a tutela del patrimonio, anche con riferimento alla procedura di assegnazione degli alloggi.  
   
   
LE DEMENZE: I LUOGHI DELLE CURE E LA SFIDA ORGANIZZATIVA  
 
Trento, 25 maggio 2011 - Le demenze, in particolare la malattia di Alzheimer, per la dimensione epidemiologica e la lunga durata della malattia, rappresentano un’importante sfida per la società, la famiglia, il sistema sanitario e il sistema assistenziale sociosanitario. E´ necessario un approccio che faccia della multidisciplinarietà e della multidimensionalità la sua caratteristica centrale. La Legge provinciale n. 8 del 22 luglio 2009 si fa carico di stimolare la gestione e il sostegno alle famiglie nell’ambito delle malattie neuro degenerative. Il convegno si propone di aumentare le conoscenze riguardo queste malattie e individuare gli strumenti organizzativi ed operativi più idonei per conquistare piccoli, ma significativi, spazi di salute per l’ammalato e la sua famiglia. Il convegno che si svolge oggi è rivolto a medici, infermieri, fisioterapisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, dietisti, Oss, nonché ai famigliari di persone con diagnosi di demenza/Alzheimer. E´ anche aperto ai cittadini che vogliono approfondire il tema. Programma 9.00 Saluti e introduzione Ugo Rossi, Paola Maccani Direttore della Direzione per l’integrazione sociosanitaria dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. 9.30 Saluti Silvia Oswald Presidente Associazione Aima di Rovereto, Marco Brazzali Presidente Associazione Alzheimer Trento, Moderatori: Paola Maccani, Massimo Giordani. 10.00 Gli scenari del futuro Marco Trabucchi Presidente Associazione Italiana di Psicogeriatria e Direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica. 10.30 Modelli organizzativi e linguaggi nelle situazioni complesse Franca Olivetti Manoukian Studio Analisi Psico Sociologica e autrice di parecchie pubblicazioni sui servizi per anziani e sulla cronicità – Milano. 11.00 La famiglia come luogo naturale di cura Sebastiano Porcu Sociologo, docente presso l’Università di Macerata. 11.30 Pausa caffè. Moderatori: Gabriele Noro, Gabriele Miceli. 11.45 La rete dei servizi: motivazioni e strutture Stefano Boffelli Responsabile della Sezione di Riabilitazione Generale Geriatrica dell’Ospedale S.orsola di Brescia. 12.15 Una prospettiva concreta: dal domicilio alle residenze Antonio Guaita Medico geriatra e direttore della “Fondazione Golgi Cenci per la ricerca sull’invecchiamento” di Abbiategrasso. 12.45 I costi della rete Ketty Vaccaro Responsabile settore Welfare della Fondazione Censis. 13.15 Conclusioni Franca Olivetti Manoukian, Marco Trabucchi.  
   
   
ENTRA IN VIGORE LEGGE PROVINCIALE CON NORME IN MATERIA DI POLITICHE SOCIALI E SANITÀ  
 
 Bolzano, 25 maggio 2011 - È stata pubblicata martedì 24 maggio nel Bollettino ufficiale della regione trentino – Alto Adige la nuova legge provinciale riguardante le “Norme in materia di previdenza e servizi sociali, procedimenti amministrativi, eliminazione delle barriere architettoniche, igiene, sanità ed edilizia abitativa agevolata”. Con la pubblicazione di ieri nel Bollettino ufficiale della regione trentino – Alto Adige della nuova legge provinciale riguardante le “Norme in materia di previdenza e servizi sociali, procedimenti amministrativi, eliminazione delle barriere architettoniche, igiene, sanità ed edilizia abitativa agevolata” entrano in vigore a partire da domani (25 maggio) una serie di modifiche a leggi provinciali preesistenti e riguardanti i singoli specifici settori di intervento. La legge è stata approvata il 5 maggio scorso dal Consiglio provinciale sulla base di un disegno di legge presentato dall’assessore provinciale Richard Theiner.  
   
   
LO SPORT PER VEICOLARE I DANNI DERIVANTI DAL TABACCO  
 
Aosta, 25 maggio 2011 - L’assessorato della sanità, salute e politiche sociali informa che contribuirà ad allestire uno stand informativo sui danni derivanti dal tabacco, con particolare attenzione alla salute della donna, in occasione della prima edizione della manifestazione podistica La Zontiana, in programma ad Aosta, domenica 29 maggio 2011, promossa dallo Zonta Club of Aosta, con lo scopo di diffondere la cultura della pratica sportiva, e della concomitante celebrazione, il 31 maggio 2011, della Giornata mondiale senza tabacco, in collaborazione con l’Azienda U.s.l. Della Valle d’Aosta. Al fine di presentare l’iniziativa, giovedì 26 maggio 2011, alle ore 11.30, è in programma una conferenza stampa che si svolgerà nella sala conferenze dell’Assessorato della sanità, in Via De Tillier 30 ad Aosta. All’incontro con i media prenderanno parte, oltre all’Assessore Albert Lanièce, l’Assessore al turismo, sport, commercio e pari opportunità del Comune di Aosta Patrizia Carradore, il Presidente dello Zonta Club of Aosta Rosalba Vallacqua e il Direttore del dipartimento di prevenzione dell’Azienda U.s.l. Della Valle d’Aosta Maurizio Castelli.  
   
   
FVG, SALUTE E SOCIALE: DAL 1° GIUGNO NUOVO NUMERO CALL CENTER 848.448.884  
 
Trieste, 25 maggio 2011 - 848 448 884: è il nuovo numero telefonico che a partire dal prossimo primo giugno ed entro la fine dell´anno è destinato a essere l´unico riferimento per informazioni e prenotazioni di prestazioni sanitarie, nonché orientamento e informazioni sui servizi sociali. Di fatto, già dal prossimo 1° giugno 2011, l´848.448.884 risponderà a tutte le richieste di informazioni sui servizi sociali, sociosanitari e sanitari in tutto il Friuli Venezia Giulia, sostituendo il precedente numero 800 007 800. Per quanto riguarda invece la prenotazione delle prestazioni sanitarie, per ragioni tecniche vi saranno due scadenze temporali. Sempre dal primo giugno il numero 848 448 884 sostituirà l´attuale numero 800 423 445 e consentirà a tutti i cittadini di effettuare la prenotazione telefonica e ottenere informazioni sulle prestazioni sanitarie ambulatoriali erogate nell´ambito del Servizio Sanitario Regionale nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia dalle Aziende sanitarie n. 2 ´´Isontina´´, n. 3 ´´Alto Friuli´´, n. 4 ´´Medio Friul´´, n. 5 ´´Bassa Friulana´´, n. 6 ´´Friuli occidentale´´, dall´Azienda ospedaliera di Pordenone, dall´Azienda ospedaliero-universitaria di Udine e dal Cro di Aviano, nonché la prenotazione di prestazioni in regime di convenzione fornite dalle strutture sanitarie private accreditate e la prenotazione di prestazioni in regime di libera professione intramoenia. Solo in un secondo momento, dall´1 gennaio 2012, il nuovo numero potrà essere utilizzato anche per prenotare telefonicamente le prestazioni erogate dalle strutture sanitarie pubbliche della provincia di Trieste (Azienda sanitaria n.1 ´´Triestina´´, Ospedale di Cattinara, Ospedale Maggiore, Istituto per l´Infanzia Burlo Garofolo), sostituendo da quella data l´attuale numero 040-6702011. Il nuovo numero 848 448 884 è ad ´´addebito ripartito´´: l´onere della telefonata è in parte a carico del chiamante (al costo di una chiamata urbana o in funzione del proprio contratto telefonico) e in parte a carico della Regione Fvg. Per fare degli esempi concreti, un cittadino che abbia bisogno di orientarsi tra i diversi servizi sociali forniti da Distretti e Comuni dovrà digitare il nuovo numero 848 448 884 fin dal primo giugno. Sempre dal primo giugno digiterà l´848 448 884 per prenotare prestazioni sanitarie effettuate da strutture nei territori delle province di Gorizia, Udine e Pordenone. Al contrario per prenotare prestazioni sanitarie nella provincia di Trieste si dovrà continuare a fare il numero 040-6702011 fino al 31 dicembre per poi utilizzare il nuovo numero a partire dall´inizio del prossimo anno. In ogni caso sulle numerazioni non più attive rimarrà a lungo un messaggio registrato con l´indicazione del nuovo numero del call center 848 448 884.  
   
   
FLAVIO LUCCHINI ALLA 54. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE – LA BIENNALE DI VENEZIA  
 
Milano, 25 maggio 2011 - Durante la Biennale di Venezia Lucchini è presente anche con una personale in progress e con una collettiva di sculture a Venezia cui si aggiunge un’esposizione contemporanea a Milano per uno spaccato più completo del lavoro dell’artista. Non debba stupire la nuova visione dell’abito contemporaneo, abituale terreno di indagine e sperimentazione, di Flavio Lucchini. Oggi sono burqa e niqab, dopo gli anni della plasticità haute couture, dell’allegria del teen-dress, della magia dell’oro, di tutti i desiderabilia della modernità che lui ha trasferito dalle pagine patinate dei suoi giornali alla persistenza e all’emozione dell’arte. Queste donne velate, donne-oggetto molto più di quelle rivestite come bambole dagli stilisti, sono oggi l’immagine più controversa della femminilità, il simbolo di un passato che non svanisce, anzi ritorna imperioso e sembra addirittura segnare un percorso per il domani. “I miei Burqa sono i fantasmi di un passato che vive ancora oggi e sembra non progredire mai”: Flavio Lucchini le osserva, queste donne misteriose, che anche sotto le fitte coltri azzurre o nere, apparentemente tutte uguali, non perdono invece la loro individualità, il loro essere donne, celate e negate, che rivelano comunque una sensibilità al dettaglio e una irrinunciabile vanità. Le figure nere, eleganti, sembrano posare come su un set di Vogue, i burqa più inquietanti diventano copertine impossibili (o forse possibili?) di testate di opinione, ritratti d’autore o l’ultima proposta di una grande griffe della moda. Un paradosso, certo, che tra le proibizioni dei Sarkozy e l’inarrestabile islamizzazione di molti quartieri delle nostre città, sottolinea profondi turbamenti e cambiamenti sociali. Il mondo si è fatto piccolo. In un modo o nell’altro quei veli ci inquietano, ci interrogano. Ancora una volta l’abito fa la differenza. La mostra - Immagini di donna. Sotto il burqa afgano, il niqab mediorientale. Che illuminano, rivelano, riflettono su il misticismo, il fanatismo, l’oscurantismo del presente. E l’insopprimibile voglia di esprimere se stesse. Sguardi velati per le ironiche copertine di riviste di moda o per i poster versione street-art. Moltitudini velate nei cartelloni che ipotizzano un futuro sempre più dominato dall’Islam. Veli che nascondono ma non sopprimono la voglia di femminilità, bellezza, giovinezza e sono discretamente o sfacciatamente decorati, ricolorati, griffati. Grandi quadri digitali, dove il mouse si sostituisce al pennello, l’unicità dell’arte si fa complice della serialità della tecnologia. Per contrappunto una piccola scultura dorata rappresenta un opulento abito da sera. Potrebbe essere un Capucci, un Dior, un Ferré. E’ il sogno occidentale, l’abito che divinizza la donna, non la opprime. Crossing di linguaggi: l’arte si interfaccia con la moda, con la grafica, con la pubblicità, con la fotografia, con internet, con Photoshop, con il sociale. L’artista. Flavio Lucchini è un personaggio della cultura e dell’arte e che ha influenzato la scena creativa ed editoriale milanese fin dagli anni ‘60. Si mette in luce per l’audacia e l’avanguardia del suo lavoro come grafico, come art director, come creatore di importanti testate creando, tra l’altro, mensili di grandissimo successo come Vogue Italia, L’uomo Vogue, Amica, Donna, Moda, tutte riviste che hanno rivoluzionato l’immagine, i contenuti e il modo stesso di fare editoria influenzando tutti i femminili negli anni ‘70 e ‘80. L’abito l’ha sempre affascinato, riuscendo a leggere in esso altri e più profondi significati, quasi fosse una metafora di tutti i mutamenti della società e lo specchio della cultura dei popoli. Il suo percorso, fatto di osservazione e conoscenza, l’ha condotto ad indagare la magia e il mistero del vestito dall’alta moda di ieri al burqa di oggi, con tutte le implicazioni che esso comporta, sociali, legali, religiose, comportamentali. Compresa quella di diventare “moda”. Padiglione Italia, Regione Lombardia nella grande panoramica sull’arte italiana, a cura di Vittorio Sgarbi giugno/novembre 2011 – Mantova, Palazzo Te.  
   
   
PUGLIA ARTE CONTEMPORANEA – PINO PASCALI: RITORNO A VENEZIA  
 
Bari, 25 maggio 2011 - E’ stata presentata il 24 maggio 2011 la mostra “Puglia Arte Contemporanea – Pino Pascali: ritorno a Venezia”, promossa dalla Fondazione Museo Pino Pascali in collaborazione con la Regione Puglia, ed evento collaterale della 54esima edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Un progetto espositivo inedito e articolato in tre sezioni, che rende omaggio a Pino Pascali, Premio per la Scultura della Biennale di Venezia del 1968, ed è saggio della recente attività artistica e culturale pugliese, tra innovazione e scoperta del territorio. Durante la conferenza stampa sono intervenuti Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo, il sindaco di Polignano a Mare e Presidente della Fondazione Museo Pino Pascali Angelo Bovino, le curatrici generali Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Museo Pino Pascali e Giusy Caroppo, storico dell’arte. “La mostra - ha ricordato Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo - rappresenta l’evento clou delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Abbiamo optato per una mostra di prestigio a livello nazionale ed internazionale che è sintesi progettuale tra la storia della fondazione Museo Pino Pascali e quella di Intramoenia Extra Art. Ci nutriamo di contemporaneità, attraversando le inquietudini ed i simboli più intensi di circa mezzo secolo di vicende umane, culturali, artistiche, muovendo dal Sud, da una regione vitale e feconda, luogo di incontri, madre di futuro, figlia di storia e di passato”. “Puglia Arte Contemporanea – Pino Pascali: ritorno a Venezia” presenta un percorso intimo, intrigante e desueto allestito nella cornice di Palazzo Bianchi Michiel sul Canal Grande, dove permarrà dal 1 giugno al 7 agosto 2011. La mostra, frutto del connubio tra soggetti pubblici e privati come ha ricordato Silvia Godelli, racconta “una regione dove il fervore delle presenze culturali è tornato di prepotenza ad animare contesti diversi, sorprendenti, inaspettati: un piccolo Museo di arte contemporanea in un minuscolo magico Comune, Polignano, è divenuto in questi anni calamita di artisti di fama internazionale, ed è stato contornato, nei castelli e nei palazzi storici della Puglia, da mostre di eccellenza e di straordinario richiamo curate dall’attivismo talentuoso di un giovane associazionismo di settore. Un miracolo pugliese nato di slancio, che si è guadagnato in modo quasi inaspettato un posto al sole nel composito scenario dell’arte contemporanea internazionale. Pino Pascali: il Premio a lui intitolato dall’omonimo Museo pugliese espone a Venezia la propria recente ma strepitosa esperienza, allineando le sue “dedicazioni” a personalità di grandissimo rilievo ispirate dallo spirito pascaliano, creativo, profetico, intriso di contaminazioni e di coraggio innovatore. Presentiamo a Venezia una sintesi delle eccellenze artistiche del territorio, rappresentative delle innumerevoli proposte che hanno innescato un processo virtuoso di causa ed effetto tra crescita culturale e turistica”. Tre le sezioni artistiche della mostra: Pino Pascali. Ritorno a Venezia - La mostra dedicata a Pino Pascali coordinata da Anna D’elia e Anto¬nio Frugis, accompagnata da testi di Marco Giusti, Simonetta Lux, Pie¬tro Marino, Jessica Morgan, Marco Tonelli, esperti autorevoli dell’arti¬sta pugliese, presenta sculture importanti provenienti da Musei italiani e stranieri, opere bi-dimensionali poco note al grande pubblico, carte, collage, scenografie, suddivisi per aree tematiche, dedicate all’Acqua, all’Africa, alle Armi. La Fondazione espone per la prima volta i ‘cime¬li’, testimonianze uniche ed inedite per una ricostruzione biografica dell’artista in chiave più intima e privata. Aprono idealmente l’esposizione tre fotografi appartenenti a differenti generazioni: Claudio Abate, compagno di strada di Pascali e testimo¬ne oculare della sua opera, Luigi Ghirri, il grande fotografo italiano, scomparso nel 1992, con una serie di immagini di Polignano a Mare, la cittadina pugliese luogo d’origine della famiglia Pascali e l’emergente fotografo pugliese Domingo Milella con un suggestivo landscape. Il Premio Pino Pascali Dal 1997 Al 2011 è una mostra di ricogni¬zione della storia recente del Premio, conferito a personalità dell’arte di rilievo internazionale dallo spirito pascaliano, sperimentatore, aperto alla contaminazione dei linguaggi: Achille Bonito Oliva, Giovanni Alba¬nese, Marco Giusti, Studio Azzurro, Lida Abdul, Adrian Paci, Jan Fabre, Jake & Dinos Chapman, Bertozzi & Casoni(premio Pino Pascali 2011). Puglia: Sguardo Contemporaneo riunisce un saggio di opere provenienti da due realtà territoriali: la Collezione della Fondazione Museo Pino Pascali e Intramoenia Extra Art. • La Collezione della Fondazione Museo Pino Pascali presenta opere che illustrano la realtà artistica di area pugliese promossa dal Museo: Cristina Bari, Daniela Corbascio, Claudio Cusatelli, Michele Giangrande, Giampiero Milella, Giuseppe Teofilo. • Intramoenia Extra Art nei castelli e palazzi storici di Puglia, esperimento di museo temporaneo diffuso, volto ad una nuova modalità di turismo culturale, presenta collaborazioni internazionali e progetti specifici di Stefano Cagol, Miki Carone, Guillermina De Gennaro, Giulio De Mitri, Gao Brothers, Iginio Iurilli, Massimo Ruiu, Virginia Ryan, Francesco Schiavulli, Carlo Michele Schirinzi, Bill Viola. Uno spazio specifico verrà dedicato all’editoria e filmografia, dalle pubblicazioni edite dalla Fondazione Museo Pino Pascali nel corso della pluriennale attività ai docufilm e alla collana di cataloghi in edizione limitata delle mostre nei castelli.