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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 31 Maggio 2011 |
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UN NUOVO PROGETTO FINANZIATO DALL´UE PER MIGLIORARE LA COMPETITIVITÀ DELL´INDUSTRIA AVICOLA AUSTRIACA E UNGHERESE |
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Bruxelles - L´industria del pollame sia in Austria che in Ungheria riceverà un nuovo impulso grazie a un nuovo progetto finanziato dall´Ue. L´obiettivo è quello di istituire un centro di conoscenza per favorire l´attività delle imprese nella regione di confine, per migliorarne l´efficienza e garantire la produzione di prodotti avicoli sicuri, e quindi aiutare entrambi i paesi ad affrontare le sfide che il settore sta affrontando. Il progetto Cepo ("Centre of Excellence for Poultry") avrà una durata di 3 anni e ha ricevuto 820.000 euro di finanziamenti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Le due istituzioni di ricerca coinvolte sono l´Università di medicina veterinaria di Vienna, in Austria, e l´Università di Pannonia in Ungheria. La collaborazione ha come obiettivo principale quello di raccogliere e coordinare le attività di ricerca e consultazione, nonché di aiutare i produttori di pollame a migliorare la sicurezza alimentare. In questo modo si spera di stabilire una base di conoscenze relative alle diverse aree della nutrizione e della salute del pollame, in grado di fornire risultati scientifici ad uso pratico. Entrambe le istituzioni coinvolte nel progetto hanno acquisito una reputazione internazionale per la loro esperienza nel campo della nutrizione e della salute del pollame. Mettendo insieme queste esperienze intendono integrare tutte le nuove scoperte nei loro curricula esistenti. Studenti, ricercatori e personale tecnico avranno anche la possibilità di partecipare a scambi di attività di ricerca presso l´altra istituzione. Le principali aree d´interesse saranno l´allevamento e la nutrizione animale, e la sicurezza alimentare. Sotto gli auspici del progetto saranno organizzati vari seminari ed eventi per potenziare i legami con la comunità più ampia dell´industria del pollame, compresi gli organi decisionali e gli stessi produttori di pollame. È fondamentale che nel corso dei tre anni i ricercatori mantengano stretti contatti con i principali operatori del settore. Lo strumento principale per diffondere le informazioni più recenti circa il progetto sarà un sito web interattivo che è appena stato lanciato dal team. Il progetto prevede anche l´organizzazione di workshop annuali sulla nutrizione del pollame, con la partecipazione di una vasta gamma di operatori regionali del settore avicolo. Durante questi eventi saranno diffusi e discussi gli ultimi risultati del settore della ricerca avicola. Il Fesr mira a rafforzare la coesione economica e sociale nell´Unione europea al fine di correggere gli squilibri fra le regioni. Uno dei principali obiettivi del Fesr è quello di promuovere la competitività regionale l´occupazione. Con il rafforzamento delle capacità regionali di ricerca e sviluppo tecnologico, la promozione dell´innovazione e dell´imprenditorialità e il rafforzamento dell´ingegneria finanziaria, le sovvenzioni del Fesr hanno l´obiettivo di contribuire alla costruzione di un´economia basata sull´innovazione e sulla conoscenza. Per maggiori informazioni, visitare: Università di medicina veterinaria di Vienna: http://www.Vetmeduni.ac.at/en/ |
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LA VITA DELLE PIANTE È IN PERICOLO, MA COME FACCIAMO A SAPERLO? |
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Bruxelles- Fino a questo momento le specie di piante sono considerate a rischio di estinzione se abitano una zona geografica limitata e se hanno una popolazione di dimensioni ristrette. Grazie a un nuovo studio di una serie di esemplari di piante provenienti da Sudafrica e Regno Unito, un consorzio internazionale di biologi hanno dimostrato che questi criteri classificano erroneamente le specie a rischio quando sono appena arrivate in una zona. Pubblicato sulla rivista Plos Biology il 4 maggio, lo studio è stato in parte finanziato dal Consiglio europeo per la ricerca (Cer) nell´ambito del Settimo programma quadro (7° Pq) della Commissione europea e coordinato dal professor Vincent Savolainen, che ricopre un incarico congiunto presso il Dipartimento di Scienze della vita presso l´Imperial College di Londra e i Kew Gardens nel Regno Unito. Il professor Savolainen e i suoi colleghi hanno raccolto tessuti di piante della Cape Floral Region in Sudafrica, una zona rinomata per la spettacolare diversità delle sue piante. L´analisi molecolare delle sequenze dell´acido deossiribonucleico (Dna) hanno mostrato che il sistema della minaccia è diverso da quello che si presenta nelle piante del Regno Unito la cui flora è tra quelle meglio studiate, così come dal sistema osservato nei vertebrati. "I nostri risultati confutano l´applicazione dello stesso insieme di criteri di minaccia in diversi organismi e in diverse regioni," commenta in professor Savolainen. "Dovremmo forse pensare a come raffinare l´applicazione dei criteri della "Lista rossa" per una rapida valutazione della minaccia - un compito scoraggiante che potrebbe rivelarsi ancora più urgente a causa dei cambiamenti che osserviamo nell´ambiente mondiale. La Lista rossa è prodotta ogni anno dall´Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), in seguito a indagini esaurienti sul campo e a esercizi di raccolta dei dati e sula base delle conoscenze acquisite negli anni precedenti. L´aggiornamento della Lista rossa, pubblicato nel 2010, descrive ben 17.390 specie - su quasi 50.000 specie esaminate - in pericolo di estinzione. Il numero di piante e animali aggiunti alla lista ogni anno è in aumento. Secondo le stime più recenti, circa il 20% delle piante da fiore sono attualmente a rischio di estinzione - sebbene non si conosca il numero esatto perché è stata studiata solo una piccola percentuale di specie di piante. Molti fattori contribuiscono a mettere in pericolo le specie di piante. Numerose specie sono vittime di perdite di habitat dovute allo sviluppo della terra e dell´agricoltura. Altre sono diminuite a causa dell´inquinamento o dei danni all´habitat, o in seguito alla concorrenza di altre specie invasive. Altre ancora sono state sopraffatte dall´introduzione di nuove malattie. "Ridurre il ritmo dell´estinzione rappresenta una delle più grandi sfide ecologiche del nostro tempo - dice il professor Jonathan Davies della Mcgill University in Canada - ma identificare quali specie sono più a rischio può essere difficile." risultati dello studio suggeriscono che il rischio di estinzione delle specie vegetali è strettamente collegato all´età della specie, e questo è diverso rispetto ai fattori che si pensa mettano a rischio le specie animali. Tra le caratteristiche che si pensa facciano aumentare il rischio di estinzione di una specie ci sono tratti come avere un corpo grande che necessita di un lungo periodo di tempo per raggiungere la maturità sessuale, o una tendenza ad avere un solo discendente alla volta con un lungo intervallo tra le nascite. "Per quanto riguarda le piante, abbiamo dimostrato che i processi di estinzione e speciazione [il processo evolutivo attraverso il quale emergono nuove specie] sono collegati - sembra che le specie più vulnerabili siano spesso le più giovani. Le specie giovani possono sembrare ad alto rischio di estinzione semplicemente perché le loro popolazioni non hanno ancora avuto tempo di crescere ed espandersi," spiega il professor Davies. "È anche possibile però che alcune specie di piante siano condannate all´estinzione sin dall´inizio." Per maggiori informazioni, visitare: Imperial College London http://www3.Imperial.ac.uk/ Plos Biology http://www.Plosbiology.org/ |
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VENETO: BATTERIO KILLER |
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Venezia - “Alle prime notizie sul batterio killer ho immediatamente attivato il nostro servizio di controllo. Le verifiche sono minuziose e per fortuna siamo produttori netti di verdura e ortaggi di qualità con una scarsa propensione per i prodotti d’importazione. Ma in ogni caso la guardia è altissima, perché vogliamo salvaguardare ad un tempo i consumatori e i nostri produttori”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, lo ammette a denti stretti: di controlli si parla ormai dalla scorsa settimana, per sapere se, quanti e da dove prodotti orticoli freschi importati hanno raggiunto i nostri mercati. “Abbiamo controllato l’evolversi della situazione, per evitare di dare corpo a fenomeni di aggiotaggio, e ora attendiamo le determinazioni comunitarie in materia. Ma voglio sottolineare ora che, dal canto nostro, possiamo contare sulla qualità del prodotto nostrano a km 0, del quale possiamo essere sicuri. Il punto è che le vittime registrate all’estero per un consumo di prodotto inquinato proveniente da agricolture non italiane sembra stia provocando un allarme generalizzato, con conseguenze anche sui nostri mercati, penalizzando ancora una volta i prodotti veneti e nazionali. Abbiamo fatto bene a pretendere di rendere evidente l’origine delle produzioni agroalimentari e dobbiamo fare di più. Di fronte a fatti di questa gravità, non possiamo pagare per errori altrui. La chiarezza e l’evidenza sulla provenienza e sull’origine di ciò che finisce nelle nostre tavole deve diventare una priorità assoluta. Sarà poi il consumatore a scegliere – ha concluso Manzato – ma almeno avrà tutte le informazioni che gli servono”. |
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BASILICATA, RIPARTE CONCERTAZIONE REGIONI-MINISTRO AGRICOLTURA |
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Potenza - “Come nel gioco dell’oca, dopo tre Ministri all’Agricoltura in tre anni, le Regioni sono tornate alla casella di partenza, quella dell’avvio della fase di concertazione, unico ed efficace metodo per affrontare in sinergia e senza steccati ideologici i problemi sempre più gravi dell’agricoltura italiana”. E’ il commento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata, Vilma Mazzocco, sull’incontro che gli assessori all’Agricoltura delle Regioni hanno avuto a Roma con il neo Ministro alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Saverio Romano. “Non ci resta per ora – sottolinea Mazzocco – prendere atto delle buone intenzioni all’ascolto e al dialogo espresse dal Ministro Romano con una prima rilevante verifica a novembre in occasione degli Stati Generali dell’Agricoltura, una scadenza da tempo attesa dalle Regioni e dal mondo agricolo, specie in vista della più volte annunciata riforma Pac. In particolare gli emendamenti approvati ieri dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo alla comunicazione della Commissione Ue sulla riforma della Pac post 2013 sono materia di necessario approfondimento per passare dall’enunciazione di principio della centralità dell’agricoltura alle misure sollecitate da Regioni ed organizzazioni agricole italiane, tra cui quelle che riguardano gli strumenti di mercato, di protezione e promozione per i prodotti di qualità. L’incognita – dice ancora l’assessore – riguarda l’ammontare dei finanziamenti della Commissione Europea che non possono in alcun modo essere inferiori a quelli attuali, soprattutto per le produzioni tipiche delle regioni del Sud già interessate da una crisi che si protrae da anni”. Nel riferire che al tavolo Ministro-regioni è stata fatta una ricognizione delle priorità da inserire nell’agenda di governo, partendo dai temi del miglioramento genetico degli allevamenti zootecnici, dello stato di attuazione del dlgs 102/2005 (mercato ed organizzazioni delle produzioni agricole), Mazzocco ha affermato che “tra le misure urgenti per venire incontro alle difficoltà economiche e finanziarie delle aziende agricole ci sono quelle riferite ai costi aziendali a partire dalla necessità di rivedere il sistema contributivo agricolo. Ci sono comunque ancora questioni che segnano una distanza tra le Regioni e il Ministro, tra le quali – ha evidenziato l’assessore - la messa a disposizione di soli 25 milioni di euro per i libri genealogici contro i 62 milioni dell’anno precedente determinando una situazione fortemente inadeguata in quanto non copre il fabbisogno del comparto zootecnico; l’assenza di un Dpcm agricoltura vero strumento di attuazione delle deleghe; la mancanza di strumenti di lavoro semplificato con Agea per accelerare il pagamento agli agricoltori degli aiuti comunitari”. |
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PESCA: COOPERAZIONE , CONDIVIDIAMO IMPEGNO MINISTRO ROMANO CONTRO ILLEGALITÀ |
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“Condividiamo l’impegno del Ministro Romano in favore di una pesca che operi nel pieno rispetto delle regole. Ci impegneremo nel sensibilizzare gli operatori sui rischi che la pesca illegale porta in termini ambientali, economici e sociali” affermano i rappresentanti Agci Agrital, Federcoopesca-confcooperative e Lega Pesca al termine dell’incontro tecnico che hanno avuto oggi con il capo di Gabinetto Antonello Colosimo, per affrontare l’emergenza legata alle recenti contestazione, da parte dell’Unione europea, di violazione delle norme comunitarie, in particolare sull’uso delle ferrettare. “Siamo consapevoli che stiamo vivendo una fase molto delicata per il futuro della pesca italiana, in questo momento sorvegliata speciale da parte dell’Unione europea. I rischi per il settore, in termini di procedure di infrazioni e blocco dei fondi comunitari, sono reali e non vanno sottovalutati” sostengono Agci Agrital, Federcoopesca-confcooperative e Lega Pesca. Le associazioni del movimento cooperativo confidano nel senso di responsabilità della categoria, che in questi anni è cresciuta molto e ha saputo, più volte, dar prova di un profondo rispetto per il mare e per le sue risorse. |
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A FABRIANO IL PUNTO SULLE AGROENERGIE |
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Fabriano - Si e` svolto il 27 maggio presso l´Hotel Janus di Fabriano, il convegno ´Agricoltura & Energia ´ Una nuova opportunita` di crescita sostenibile´. Ha aperto i lavori il vice presidente e assessore all´Agricoltura, Paolo Petrini, mentre hanno preso parte alla tavola rotonda sulla crescita sostenibile delle agro energie, Fabio Badiali, presidente della terza commissione consiliare (attivita` produttive), Enzo Giancarli, presidente della quarta commissione consiliare (territorio e ambiente) e Gianluca Carrabs, amministratore unico dell´Assam, che ha poi concluso i lavori. Ha coordinato il dibattito Andrea Bordoni, responsabile agro energie per il Servizio Agricoltura della Regione Marche. ´L´appuntamento di oggi ´ ha detto Petrini ´ e` importante per avere indicazioni utili ad operatori ed agricoltori, in un periodo appropriato. Le norme che regolano le energie alternative sono in movimento e ci avviamo verso la fase finale del Psr 2007 ´ 2013. Il Programma di sviluppo rurale dispone ancora di risorse, non molte per la verita`, per un nuovo bando sulle agro energie, verso il quale ci sono state gia` manifestazioni d´interesse. Occorre riflettere sulla prossima Pac e sul prossimo Psr e sul ruolo che al loro interno avranno le agro energie. Il Commissario europeo Ciolos ha gia` dato alcune indicazioni, le prospettive finanziarie sono state delineate e gia` durante l´estate avremo i primi nuovi regolamenti europei. In questo contesto le Regioni si sono date l´obiettivo di produrre un documento per una strategia comune e condivisa. Nel futuro della Pac c´e` una grande sottolineatura per le agro energie, il Piano nazionale che attua la direttiva europea in materia stabilisce infatti al 50 per cento il peso delle agro energie all´interno delle fonti rinnovabili. La Regione Marche ha da tempo intrapreso questo percorso: circa 8 milioni di euro di contributi, investimenti per circa 40 milioni di euro, 19 impianti avviati per 21 megawatt prodotte. Proprio in questi giorni in Provincia di Ancona ne vengono inaugurati due nuovi, secondo la logica della micro generazione diffusa. La realizzazione degli impianti deve avvenire all´interno di un quadro equilibrato in grado di rispettare l´identita` della regione, di cui il paesaggio e` parte determinante. Per questo vanno coinvolti gli agricoltori, secondo il modello della codecisione gia` adottato negli accordi agro ambientali d´area. L´obiettivo e` valorizzare le risorse locali, aiutando la redditivita` agricola, in difficolta` in questa fase´. Le filiere del legno, dell´olio e del biogas a fini energetici - e` emerso durante il dibattito - in agricoltura suscitano oggi un grande interesse in quanto, insieme ad altre fonti energetiche rinnovabili possono contribuire alla riduzione della dipendenza energetica e concorrere al contrasto dei cambiamenti climatici per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Unione Europea nel cosiddetto pacchetto ´Clima-energia 20-20-20´ (Dir 2009/28/Ce). Per le aziende agricole rappresentano un``opportunita` reale per favorire lo sviluppo della multifunzionalita`, per attuare una proficua diversificazione delle attivita` produttive e per ottenere una interessante integrazione di reddito. Lo sviluppo delle agro energie deve avvenire in un contesto di sostenibilita` ambientale ed economica nella piena integrazione delle attivita` con il territorio e con il coinvolgimento delle comunita` rurali. L``agricoltura, per mezzo della sua funzione energetica, puo` generare circuiti virtuosi ottenendo positive ricadute sul piano sociale, ecologico e culturale, valorizzando i sottoprodotti e i residui organici con il trasferimento del valore aggiunto delle attivita` alla fase della produzione primaria. Lo sviluppo equilibrato dei sistemi agro energetici non puo` prescindere da appropriati modelli organizzativi, da una qualificata imprenditoria e dal ruolo della ricerca e dell``innovazione tecnologica. ´L´assam deve svolgere un ruolo fondamentale nella promozione delle agroenergie, perche` queste permettono di conseguire un duplice obiettivo: il rispetto del Pear e la multifunzionalita` dell´agricoltura, un modo per integrare il reddito agricolo ed avere un comparto agroalimentare innovativo e ai massimi livelli qualitativi´, ha detto Carrabs, in chiusura lavori. |
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MANGIARE SANO ANCHE NELLA PAUSA PRANZO? IN TOSCANA SI PUÒ |
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Firenze - "Un toscano su cinque consuma abitualmente il pasto di metà giornata fuori casa. Ma non sempre è facile trovare bar, ristoranti, tavole calde che offrano cibi buoni, preparati con ingredienti sani. Per lo più, nella pausa pranzo si mangiano cibi eccessivamente calorici, poveri di vitamine e minerali, ricchi di sodio e grassi. Per questo la Regione Toscana ha promosso il progetto Pranzo sano fuori casa, che già nella prima fase ha coinvolto le associazioni di categoria del commercio e quelle dei consumatori, con cui sono state condivise le linee guida. Grazie a questo lavoro, è stato possibile iniziare a raccogliere le adesioni da parte delle imprese, che hanno raggiunto quota 420. Alle imprese è stato inviato il materiale utile per allestire l’esercizio: vetrofania, cartello vetrina, locandina, e alcuni gadget promozionali. Oggi parte la seconda fase, con una campagna di comunicazione rivolta ai consumatori, che potranno individuare i ristoranti dove fare un pasto sano, facilmente riconoscibili grazie al logo identificativo della campagna. La campagna “Pranzo sano fuori casa”, illustrata stamani nel corso di una conferenza stampa dagli assessori Daniela Scaramuccia (diritto alla salute), Cristina Scaletti (commercio e turismo) e Salvatore Allocca (welfare), con i rappresentanti di Unioncamere Toscana, Confcommercio, Confesercenti, Centro tecnico per il Consumo, si articola in spot radiofonici e in una serie di affissioni nei luoghi pubblici che si trovano nelle vicinanze delle imprese che hanno aderito. Come conciliare gusto e salute - Gli esercizi che hanno aderito al progetto (420 su tutto il territorio toscano, l’elenco si trova sul sito della Regione Toscana, nelle pagine dedicate al progetto: http://www.Regione.toscana.it/pranzosanofuoricasa/) si sono impegnati a offrire ai propri clienti, oltre alle loro consuete proposte gastronomiche, anche una serie di piatti che concilino il gusto con caratteristiche nutrizionali salutari. Saranno privilegiati i piatti di produzione locale, l’utilizzo di frutta e verdura di stagione e alimenti freschi. Insalate e panini dovranno essere preparati in modo semplice, nel rispetto della tradizione gastronomica toscana e della corretta alimentazione. Insomma, un pasto gustoso e nello stesso tempo bilanciato dal punto di vista nutrizionale, che segue i principi della Piramide Alimentare Toscana. E’ nata così su tutto il territorio regionale una rete di punti di ristorazione collettiva e pubblici esercizi, dove il consumatore può trovare alimenti e piatti che contraddistinguono il territorio, valorizzano la stagionalità, la tipicità, il prodotto locale di filiera corta. “Promuovere abitudini alimentari corrette – dice l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – è un contributo importante per migliorare la salute collettiva. Uno studio canadese ci dice che a costruire salute e benessere contribuiscono per il 15-25% i servizi socio-sanitari; per il 10-20% la genetica; e per il 50-60% ambiente, cultura, economia. La modifica dei comportamenti di vita, che sono influenzati da fattori extrasanitari, come le scelte alimentari, richiede informazione e consapevolezza da parte del cittadino. Ma le proposte devono essere piacevoli e attuabili. I ristoratori possono quindi diventare nostri preziosi alleati nel promuovere comportamenti alimentari corretti e migliorare sempre di più il livello di salute dei toscani”. “Il percorso avviato in questi anni dalla Regione – sostiene l’assessore regionale al commercio e turismo Cristina Scaletti – ha permesso di far acquisire una maggiore visibilità ed attenzione alla rete di canali della ristorazione che utilizzano prodotti alimentari di origine locale. Abbiamo raccolto interesse da parte di consorzi di produttori che riconoscono nelle reti di imprese commerciali promosse dalla Regione, come Vetrina Toscana e Pranzo sano fuori casa, un’opportunità di sviluppo. Questo risultato si è raggiunto grazie anche al lavoro svolto dalle associazioni di categoria e alle camere di commercio insieme alla Regione. Andremo avanti su questa strada; ormai è evidente il beneficio ricavato dal collegamento del settore commerciale con le produzioni di qualità, nel rispetto di tradizioni alimentari che possono essere ben considerate come patrimonio culturale della regione”. “Le abitudini degli italiani stanno cambiando anche sotto il profilo nutrizionale – osserva Salvatore Allocca, assessore al welfare – Sempre più spesso si ricorre allo spuntino o al pranzo fuori casa da consumarsi velocemente nella pausa del lavoro. Così i vantaggi delle salutari abitudini della dieta mediterranea rischiano di perdersi nei nuovi modelli di consumo alimentare. Da queste considerazioni nasce il progetto del “Pranzo sano fuori casa” che con il contributo di più direzioni e settori regionali, Asl e associazioni ha intrapreso un percorso per promuovere l’offerta di un pasto salutare e bilanciato anche a chi non ha il tempo necessario per fare la spesa e cucinare in modo più tradizionale. Alle associazioni dei consumatori il compito di informare e controllare che vi siano concrete ricadute a vantaggio dei clienti, della loro salute ed anche del loro palato”. Il progetto “Pranzo sano fuori casa” fa parte del più ampio programma “Guadagnare salute in Toscana- Rendere facili le scelte salutari”, e si integra con i programmi Vetrina Toscana e Piramide Alimentare Toscana. E’ realizzato in collaborazione con le Asl toscane, Unioncamere Toscana, Confcommercio, Confesercenti, Comitato regionale consumatori e utenti, Centro tecnico per il consumo. I ristoratori hanno aderito alle linee guida proposte dalla Regione, hanno potuto seguire corsi e incontri specifici, e ricevuto un ricettario che valorizza il consumo di frutta e verdura di stagione. I consumatori potranno facilmente individuare bar e ristoranti aderenti al progetto, grazie al logo ben in vista all’esterno e all’interno del locale. Riceveranno dal ristoratore un tesserino fedeltà (ogni dieci timbri, un gadget ), e anche un questionario attraverso il quale potranno esprimere il proprio giudizio sul pasto consumato. Rappresentanti delle associazioni dei consumatori in incognito andranno a mangiare negli esercizi aderenti al progetto, per testare dal vivo gli effetti dell’iniziativa. I toscani a tavola. Qualche dato su alimentazione e salute - Secondo l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) l’86% dei decessi, il 77% della perdita di anni di vita in buona salute e il 75% delle spese sanitarie in Europa e in Italia sono provocate da patologie – malattie cardiovascolari, tumori, diabete mellito, ecc. – che hanno in comune fattori di rischio modificabili, come obesità, sovrappeso, abuso di alcol, scarso consumo di frutta e verdura, sedentarietà, fumo. Questi fattori di rischio sono ritenuti da studi epidemiologici tra i principali responsabili di queste patologie. Il sistema Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) relativo al 2009 stima che in Toscana quasi la metà delle persone tra 18 e 69 anni presenta un peso corporeo in eccesso: in particolare, circa un terzo (30,2%) è in sovrappeso e una persona su 10 (9,5%) è obesa. Per quanto riguarda gli stili alimentari degli italiani, l’Istat ci informa che il pranzo continua a rappresentare il pasto principale della giornata per la maggior parte della popolazione: il 67,9% delle persone da 3 anni in su; mentre solo per il 22,1% il pasto principale è la cena. L’abitudine, e la necessità, di consumare il pasto fuori casa si sta diffondendo sempre di più, e interessa molteplici categorie di cittadini. In Toscana, almeno 600.000 persone, concentrate per la maggior parte nei centri urbani, consumano abitualmente il pranzo fuori casa. La scelta cade su mense scolastiche o aziendali (5,3%), ristoranti, trattorie, tavole calde (3,1%), bar (4,8%), e sempre più spesso lo stesso posto di lavoro (9,1%), con panini e cibi portati da casa. |
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TRENTO: BANDI PER INVESTIMENTI PSR E CASSONI FRUTTA |
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Trento - La Giunta provinciale ha approvato il 27 maggio su proposta dell´assessore all´agricoltura Tiziano Mellarini, due delibere che riguardano i criteri per il finanziamento di domande d’investimento a valere sulla misura 123.1 “Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli” del Programma di Sviluppo Rurale Provinciale (Psr 2007-2013) e dell’art. 28 “Potenziamento delle strutture” della legge provinciale 4/2003. I bandi riguardano le modalità di finanziamento d’investimenti posti in essere da imprese interessate dall’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Il bando Psr ha carattere generale per tipologia di investimenti ammessi e settori produttivi interessati mentre quello relativo all’art. 28 della L.p. 4/03 è riservato al comparto ortofrutticolo per l’acquisto di cassoni destinati alla movimentazione della frutta (bins), ai fini della lavorazione e conservazione, per soddisfare maggiori conferimenti di prodotto; considerato che tale tipologia di investimenti non risulta ammissibile sul Psr, si è ritenuto opportuno assegnare al bando sull’art. 28 della L.p. 4/2003 una finalità di supporto e completamento al Piano di Sviluppo Rurale nell’ambito della politica di finanziamento provinciale agli investimenti del settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, che interessa prevalentemente cooperative agricole. I termini previsti dai bandi per la presentazione delle domande sono i seguenti: · misura 123.1 del P.s.r.: dal giorno successivo a quello di pubblicazione sul Bur sino al 15 settembre 2011; · art. 28 della L.p. 4/03: dal giorno successivo a quello di pubblicazione sul Bur sino a venti giorni dopo; La pubblicazione sul B.u.r. È prevista per il giorno 31 maggio. |
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SEQUESTRO TONNO ROSSO A ISCHIA |
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L´assessore all´Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano ha espresso soddisfazione per il sequestro di 242 chili di tonno rosso da parte dei militari della Guardia costiera di Ischia. "La tutela e la conservazione della biodiversità passa anche da operazioni come questa. Il tonno rosso - ha ricordato l´assessore Romano - è una specie protetta che sceglie proprio il nostro mar Mediterraneo per riprodursi. Per questo la sua pesca è contingentata e già da 4 giorni si è chiusa la campagna che ne consentiva la cattura. Mi auguro che il senso di responsabilità dei pescatori della Campania faccia sì la loro attività continui nel rispetto delle regole e della natura". |
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EMILIA ROMAGNA, INCIDENTE NUCLEARE DI FUKUSHIMA - CONTROLLI SULLE MERCI IN ARRIVO DAL GIAPPONE: FIRMATO IL PROTOCOLLO D´INTESA CON LA DIREZIONE INTERREGIONALE DELLE DOGANE |
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Bologna - Controlli per verificare l’eventuale contaminazione radioattiva delle merci d’importazione in arrivo dal Giappone. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa tra Direzione regionale dei Vigili del Fuoco dell’Emilia-romagna, la Direzione interregionale delle Dogane per l’Emilia-romagna e le Marche e l’Arpa dell’Emilia-romagna. L’accordo formalizza un’attività in realtà in corso già dal 4 aprile e che si affianca al monitoraggio effettuato da Arpa sull’aria, le ricadute al suolo e gli alimenti.“Le tracce rilevate a tutt’oggi – ha sottolineato l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda – non costituiscono nessuna preoccupazione per l’ambiente e la salute umana. Attraverso il Protocollo abbiamo voluto dare il giusto rilievo istituzionale a queste attività di monitoraggio che rappresentano un’esperienza innovativa nel contesto nazionale e che proseguiranno sino al completo esaurimento delle tracce rilevate a seguito dell’incidente di Fukushima”. L’accordo prevede che l’Agenzia delle Dogane si rivolga alla sezione Arpa di Piacenza che costituisce il Centro regionale di riferimento per il controllo delle radiazioni. Arpa, a sua volta, richiede l’intervento dei Vigili del Fuoco territorialmente competenti per una prima verifica in situ del livello di radioattività. Solo qualora questo superi di 3-4 volte il fondo ambientale medio, Arpa analizza in laboratorio campioni di merce su filtri appositamente preparati dai Vigili del Fuoco stessi. Ad oggi, sono stati controllati circa 40 container (e tutte le merci in essi contenute, dalle macchine fotografiche alle motociclette) e altrettanti colli e pallet di merci varie. In alcuni casi si sono riscontrate modestissime tracce di isotopi Cesio 134 e Cesio 137, (circa cento volte inferiori al limite di sicurezza previsto dalle normative), comunque solo sulla superficie esterna dei container e mai all’interno. Ciò non ha dunque comportato alcuna misura cautelare e tutte le merci sono state regolarmente sdoganate. |
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UMBRIA: SPORTELLO REGIONALE AGEA, BUONA SOLUZIONE PURCHÈ SBLOCCHI REALMENTE I PAGAMENTI AGLI AGRICOLTORI |
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Perugia - La Regione Umbria è favorevole all´avvio di uno sportello Agea regionale, purchè il servizio serva a semplificare e accelerare il sistema dei pagamenti dei contributi per le imprese agricole previsti dal Programma di Sviluppo Rurale". Lo ha affermato l´assessore regionale all´agricoltura, Fernanda Cecchini, annunciando che la Regione Umbria sta valutando l´opportunità dell´apertura di uno Sportello Agea regionale, così come già è avvenuto in Molise e Friuli Venezia Giulia. "I ritardi dei pagamenti dovuti agli agricoltori da parte di Agea, rappresentano un problema di grande rilevanza - ha precisato l´assessore Cecchini - che rischia di vanificare il lavoro della Regione Umbria che si è attivata per pubblicare tutti i bandi nei tempi e con le modalità dovute. Malgrado ciò, la mancata erogazione delle risorse agli imprenditori agricoli, rappresenta un sacrificio per la loro attività con danni che si ripercuotono su tutta l´economia locale, un problema questo, che diventa ancor più preoccupante in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando". L´assessore Cecchini, dopo aver sottolineato che la difficoltà non riguarda le domande ad investimento, cioè quelle relative a progetti proposti da soggetti pubblici e privati, per le quali in Umbria sono state presentate circa 7 mila domande, di cui 100 già saldate e per le quali tutte le imprese hanno già ricevuto un anticipo, ma - ha precisato - le richieste a premio, quindi gli aiuti a superficie che, solo nel 2010, in Umbria sono state oltre 10 mila. A queste si aggiungono altre 9 mila, ancora da saldare e presentate a partire dal 2007, per alcune delle quali sono stati riscontrati problemi procedurali da imputare alla complessità dei controlli informatizzati che avvengono sui sistemi informativi nazionali e regionali. "Ci portiamo dietro un numero consistente di richieste non soddisfatte - ha detto l´assessore Cecchini - destinato a crescere se non si individuano soluzioni rapide e meno burocratizzate". Per tale ragione nella seduta di ieri della Commissione politiche agricole della Conferenza Stato-regioni e Province autonome, gli assessori regionali all´agricoltura hanno discusso l´ordine del giorno presentato dalla Regione Umbria sulla possibilità di avviare degli sportelli distaccati di Agea nei territori regionali valutandone però l´efficacia in termine di snellimento reale delle procedure. La richiesta è in linea con l´impegno della Regione Umbria che, da tempo, sollecita di sveltire queste procedure, anche convocando incontri tecnici con la struttura per trovare soluzioni - ha detto l´assessore - L´avvio di uno sportello regionale quindi, è tra le soluzioni più pratiche per risolvere quelle che in termini tecnici vengono definite ´anomalie bloccanti´, che rappresentano il principale problema dei ritardi dei pagamenti da parte di Agea, come ad esempio l´inserimento errato di un dato nel sistema ´Sian´. Ma tutto ciò ha un senso purchè il servizio rappresenti un luogo ´risolutivo´ del problema e non un centro di raccolta di reclami e non deputato a individuare soluzioni, come già sta avvenendo in altre regioni che hanno avviato il servizio". |
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VIGNETI: NO A LIBERALIZZAZIONE REIMPIANTI, TOSCANA PERDEREBBE TIPICITÀ |
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Firenze - La Regione Toscana si opporrà in maniera “decisa” alla liberalizzazione dei diritti di reimpianto dei vigneti. Lo ha ribadito oggi l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, durante una conferenza stampa organizzata dal Consorzio del vino Chianti classico e dai produttori di Lamole che si è tenuta in Consiglio regionale a Firenze. Ricordando che la liberalizzazione, voluta dall’Unione Europea, entrerà in vigore con il 1 gennaio 2016, l’assessore regionale ha invitato i produttori e le loro associazioni a fare fronte comune con le istituzioni. “Il rischio – ha detto esplicitamente l’assessore regionale – è che la liberalizzazione renda non più remunerativa la coltivazione della vite nei territori collinari e che vi sia una corsa alla coltivazione in pianura. Per la Toscana questo vorrebbe dire perdere la propria specificità”. In merito all’oggetto della conferenza stampa, che era stata convocata per presentare le iniziative “Chianti Classico E’ 2011” e “I profumi di Lamole”, Salvadori aveva ricordato come la Toscana abbia “nel mondo un valore aggiunto incomparabile che è dato dalla sua storia e dalla sua civiltà”. “Nessun altro può dire – ha ricordato esemplificando – che qui è nato e vissuto un Dante Aligheri e questo ci conferisce una specificità che parla dell’identità toscana. Questa è una dimensione che va oltre le singole specificità locali, le ricomprende e le valorizza, è un messaggio di civiltà che parla al mondo. Lamole e luoghi come questo non nascono per caso, ma nascono dal nostro Umanesimo e dal nostro Rinascimento, sono testimonianza del legame con le nostre radici”. “Oggi nel mondo – ha concluso Salvadori – c’è una gran fame di tornare alle radici. I nostri grandi vini sono un esempio di questo, perchè ci permettono di far sorseggiare non solo un grande prodotto, ma la nostra civiltà e di offrirla al mondo, anche come momento di cambiamento. ” |
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RAPPORTO AGROALIMENTARE 2010. CRESCE LA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE DELL´EMILIA-ROMAGNA, IN RECUPERO I REDDITI, IN LEGGERO CALO L´OCCUPAZIONE |
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Bologna – Con un aumento superiore all´11% cresce in Emilia-romagna la produzione lorda vendibile, con un saldo positivo di 420 milioni di euro rispetto al 2009. Dopo gli andamenti altalenanti delle scorse stagioni, nel 2010 il valore delle produzioni a prezzi correnti ha raggiunto un massimo di 4,2 miliardi di euro, per effetto soprattutto del forte aumento dei prezzi della maggiore parte dei comparti (in particolare cereali, frutta e latte). Viene, quindi, completamente riassorbito il forte calo dell´anno precedente (-6,2%). Anche l’industria alimentare - specialmente quella legata ai prodotti tipici come il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma e il Lambrusco - si lascia alle spalle un 2010 sostanzialmente positivo, con una crescita significativa dell’export agroalimentare che sfiora il 14% e con il 20% delle imprese che opera stabilmente sui mercati esteri. In termini di quantità prodotte, invece, è stato soprattutto l’andamento meteorologico denso di precipitazioni nella prima parte dell’anno a causare una diminuzione complessiva del 2,3%. Sono i dati del Rapporto agroalimentare 2010 presentato oggi in un convegno a Bologna. “La plv regionale è all’11%, contro quella nazionale all’1,7%”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni nel corso dei lavori. “Questa crescita a due velocità deve farci riflettere. La concentrazione dell’offerta, la programmazione della produzione e la riduzione dei costi sono i temi al centro della nostra agenda agricola - ha aggiunto l’assessore -, vorremmo che fosse così anche per il Governo. Non credo sia utile un nuovo forum nazionale sulla Pac a novembre, come annunciato dal ministro Romano. In quel momento molti giochi saranno già stati fatti: il commissario Ciolos ha annunciato per ottobre il suo documento conclusivo. Bisogna - ha concluso Rabboni - anticipare il forum a luglio e a novembre discutere di come allineare le politiche agricole nazionali a quelle europee; in particolare per quanto riguarda l’agricoltura contrattualizzata, gli organismi interprofessionali e il rapporto con la grande distribuzione organizzata”. “La filiera agro-alimentare sta attraversando una fase complessa - ha detto il presidente di Unioncamere Emilia-romagna, Andrea Zanlari - caratterizzata da una forte interdipendenza e dalla crescente esposizione alla concorrenza internazionale. E’ un quadro variegato con segnali di crescita dei valori della produzione, di recupero delle quote di esportazione ed una lieve risalita degli investimenti. In questa situazione, è necessario consolidare l’avvio della ripresa e attrezzare il nostro sistema agricolo e agro-alimentare alla competizione mondiale, puntando sull’innovazione di processo e di prodotto, migliorando le attività di servizio, in particolare la logistica, e sostenendo una promozione coordinata sui mercati esteri, specialmente dei prodotti di qualità, in modo da ottimizzare gli interventi”. Il rapporto L’andamento migliore della Plv in Emilia-romagna rispetto al trend nazionale di sostanziale stagnazione del settore è ancor più significativo perché ottenuto in un’annata che ha confermato forti turbolenze soprattutto nei prezzi agricoli mondiali e in un contesto generale di crisi ancora pesante. Un conseguente e non scontato recupero si è verificato in regione anche per i redditi delle aziende agricole, con un aumento stimato di quasi il 25% rispetto al 2009, sia in termini assoluti sia per unità di lavoro familiare. E’ un risultato che riporta i redditi agricoli ai valori del 2008, assestandoli quindi ancora su livelli molto al di sotto del reddito di riferimento dei settori extra-agricoli. I risultati positivi del 2010 derivano, oltre che dall’aumento dei ricavi, anche dal contenimento dei costi intermedi (entro il 2%) e dalla sostanziale stabilità del costo del lavoro. Pur registrando un progresso per le aziende specializzate in seminativi e in frutticoltura, sono soprattutto le strutture con allevamenti di bovini da latte ad assicurare l’accettabile remunerazione ai capitali e al lavoro, con una crescita del reddito netto aziendale del 33,3% (circa 29 mila euro). Anche le stime provvisorie dei principali aggregati economici dell’agricoltura regionale indicano un sostanziale recupero rispetto al 2009 sia dei ricavi sia del valore aggiunto. Nel 2010, infatti, i ricavi sono aumentati di oltre l’8%, mentre i costi intermedi hanno fatto registrare un incremento pari quasi al 2%. Ne consegue una stima del valore aggiunto dell’agricoltura regionale di quasi 2,1 miliardi di euro (+15,5%). Tra i dati più significativi messi in luce dal Rapporto 2010 anche il forte incremento del credito agrario, che in regione ha raggiunto quasi 4,9 milioni di euro con un aumento superiore al 12% (4,4 milioni di euro per ettaro di superficie agricola utilizzata) e l’andamento dell’occupazione agricola, in controtendenza rispetto agli ultimi due anni. Infatti, nel 2010 la perdita complessiva di posti di lavoro è stata pari all’1,25% e ha riguardato in maniera rilevante il lavoro autonomo (-5,4%), mentre è in crescita dell’8,3% il lavoro dipendente. Rimane assolutamente “piatto”, invece, l’andamento dei consumi alimentari delle famiglie, la cui riduzione è ormai strutturale: tra il 2005 e il 2009 si è osservata una contrazione media di quasi l’1% all’anno. L’andamento dei diversi settori produttivi Crescono, nel 2010, le produzioni vegetali (+12,4%). I risultati sono stati particolarmente positivi per i cereali (+37%), mentre sono più contradditori i dati per patate e ortaggi (-4,2%), con i tuberi in crescita del 35% e i pomodori da industria in forte flessione (-25%). Andamento complessivamente positivo, invece, per le piante industriali (+9%) e per le culture arboree (+15,6%) con un ottimo recupero delle nettarine. Buoni i risultati produttivi anche per gli allevamenti (+9,7%), determinati però quasi esclusivamente dal forte aumento del prezzo del latte (pari a circa il 20%), conseguenza delle performance di mercato del Parmigiano Reggiano il cui valore è risultato uno dei più alti degli ultimi anni. Il focus sugli agriturismi La nuova normativa regionale del settore agrituristico, approvata nel 2009, ha avuto piena operatività nel 2010, anno in cui risultano attive quasi 1000 aziende, con un aumento degli operatori rispetto all’anno precedente di 76 unità (+8,2%), tenendo presente anche l’avvenuta iscrizione degli operatori dell’Alta Valmarecchia. Quasi la metà di queste aziende è collocata in comuni montani e contribuisce così alla lotta all’abbandono del territorio rurale e a valorizzare le risorse ambientali. Confermata l’importanza del settore anche per l’imprenditoria femminile: circa il 33% degli agriturismi in Emilia-romagna è, infatti, condotto da donne. Il fatturato complessivo del settore agrituristico regionale, infine, è stimato nel 2010 in 136 milioni di euro, in aumento rispetto agli anni passati. |
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TRADIZIONALE O A BASE DI RISO – BENEO OFFRE SOLUZIONI TECNICHE E SALUTARI PER LA PASTA
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Beneopro Vwg è una nuova fonte di glutine di frumento che vanta eccellenti qualità tecnologiche e rappresenta una soluzione perfetta per le diverse applicazioni alimentari della pasta. Questi, i principali vantaggi: • Controllo della qualità – grazie a Beneopro Vwg è possibile produrre una pasta di qualità elevata, uniformando i diversi livelli di qualità generati solitamente dal grano duro originale. • Migliore resistenza e struttura – l’aggiunta di glutine di frumento migliora la consistenza dell’impasto, consentendo di estruderlo in sfoglie resistenti ma sottili o in altre forme, a seconda di quanto richiesto. Migliora anche la resistenza della pasta all’eccessiva cottura. Anche le richieste dei consumatori stanno indirizzando il mercato ad offrire una pasta basata su ingredienti alternativi, anche solo per sperimentare diversi tipi di alimenti o per ragioni nutrizionali o per ipersensibilità alimentari. Le allergie alimentari oggi rappresentano una preoccupazione in continua crescita in quanto connesse a molti disturbi cronici della salute; la maggiore consapevolezza di questi problemi e, in particolare, la crescente diffusione della celiachia, sono elementi chiave per la spinta alla ricerca e all’introduzione di innovazioni negli ingredienti e di nuovi prodotti. Questo fenomeno si sta verificando soprattutto nel settore dei cereali, della pasta e dei prodotti da forno. Beneo offre una gamma unica di derivati del riso che sono ipoallergenici e naturalmente privi di glutine e lattosio. I prodotti a base di riso offrono anche molte opportunità nel settore dell’alimentazione biologica, naturale e integrale. Pertanto, i derivati del riso sono ideali per la produzione di alimenti premium (naturali) contraddistinti da soluzioni ottimizzate di texture delicate e composizione nutrizionale. La pasta formulata con ingredienti a base di riso può essere priva di allergeni e al tempo stesso avere eccellenti caratteristiche di tenuta di cottura e una perfetta elasticità e masticabilità. La gamma dei prodotti Beneo include ingredienti funzionali con vantaggi nutrizionali e tecnici, derivanti dalle radici della cicoria, dallo zucchero di barbabietola, dal riso e dal grano. Beneo è il partner ideale per migliorare la salute (controllo del peso, energia per applicazioni mentali e fisiche, digestione, salute delle ossa e dei denti), il gusto, la composizione e i valori nutrizionali (sostituzione dei grassi e dello zucchero/arricchimento di fibre) di un prodotto. Mediante una serie di attività uniche, che comprende gli studi del Beneo Institute, Beneo supporta attivamente i suoi partner industriali nello sviluppo di prodotti alimentari più sani ed equilibrati. Beneo è un dipartimento dello Südzucker Group, impiega quasi 900 persone e dispone di unità produttive in Belgio, Cile, Germania e Italia. http://www.beneo.com/ |
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CHIANINA RAZZA SUPREMA, IL CONSUMATORE È AVVISATO. CONSUMATORI PRETENDETE CERTIFICATI, DIFFIDATE DELLA ECCESSIVA MORBIDEZZA, FIORENTINA SÌ MA TRACCIABILE |
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Si fa un gran parlare di Razza Chianina, di ristoranti che propongono a iosa bistecche fiorentine, eventi in italia e all’estero che attirano il grande pubblico – afferma Alfredo Landucci titolare di Boscovivo Arezzo- ma da imprenditore che lavoro la carne chianina da decenni mi sembra opportuno dire la mia opinione a riguardo del fenomeno di moda chianina. Nella mia terra, la Val di Chiana aretina, dal nome Clanis che designa il canale Maestro della Chiana per Dante nel Trecento quasi sinonimo di palude, la razza chianina ha trovato il suo habitat più congeniale. La ricchezza di praterie, di corsi d’acqua hanno permesso lo sviluppo di una intensissima attività zootecnica di bestiame vaccino. Sempre qui, la malaria e la mortalità diffusa tra le bestie hanno spinto gli allevatori ad una selezione a favore di animali più forti e robusti: una selezione che ha portato ad una grande razza di pregio. Si tratta della razza bovina più grande al mondo, tanto che con i tori raggiunge i 1700 chili di peso e i due metri di altezza al garrese mentre le mucche, dal manto candido, pesano mediamente 800-900 chili anche se spesso arrivano a mille. Anche sotto l’aspetto nutrizionale, la chianina ha pochi rivali, come è stato messo in luce anni fa da uno studio dell’Università di Firenze. Studiando il contenuto di proteine, grassi, amidi-zuccheri, colesterolo: confrontando il vitellone bianco al vitello, al pollo, al prosciutto e perfino alla mozzarella. Fra questi la chianina ha il più alto valore proteico e il più basso valore di colesterolo: è povera di grassi e calorie. Tuttavia, l’interesse per la razza chianina non insorge prima della fine dell’Ottocento. Nel Novecento tra guerre, spopolamento delle campagne, fine della mezzadria, hanno portato solo nella provincia di Arezzo ad un numero di capi pari a circa 33.649 nel 1954. Questi ed altri dati nati durante il primo convegno in assoluto in valdichiana, di riabilitazione della razza, nel 1993 “Chianina Razza Suprema”, organizzato da me e da mia moglie Franca Bianchini. Agli inizi del nuovo secolo, dopo il periodo di sospensione della macellazione di bistecche fiorentine (interrotto a partire dal 2006) e superato il fenomeno mucca pazza o Bse, si sta registrando una esplosione della commercializzazione, all’ingrosso e al consumo diretto di carne chianina. Secondo le stime di Assomacellai, gli italiani consumano circa 87 kg di carne pro-capite, mettendo l’Italia al secondo posto dopo la Francia per consumo di carne bovina. La carne chianina è la preferita. Si tratta di una carne certificata e garantita dal Consorzio 5R (razze pregiate italiane) di cui Boscovivo fa parte – Ccbi (Consorzio carni bovine italiane). Questa fornisce una carne magra, e dal taglio sulle lombate si ottiene la bistecca fiorentina, molto pregiata, che deve essere alta almeno 3 cm, e di un peso superiore a 1 kg sulla costata e 2 kg sulla lombata. Una carne che deve essere frollata minimo 21 gg, da permettere la formazione di polipeptidi e aminoacidi che conferisco il sapore al taglio. Secondo i dati fornitici dal Consorzio del Vitellone bianco, i capi di chianina certificati nel 2009 sono stati 6799 e i capi macellati sono stati circa 5000, 4151 nella provincia di Arezzo. Il mio interrogativo da azienda che macella e trasforma la carne chianina da decenni nasce da un semplice calcolo. Da ogni vacca chianina ottengo 2 lombate, circa 23 fiorentine a lombata, 43 circa in una bestia, il pezzo che ha l’osso a forma di “T” (T-bone, all’inglese), per intendersi. Per un totale di 5.000 capi macellati dovremmo essere capaci di immettere sul mercato 230.000 fiorentine in un anno. Provate ad aggiungere anche le tagliate che, secondo l’ortodossia della macellazione dovrebbero essere prodotte sulla costata, la parte alta della lombata. Traete voi le vostr conclusioni. Se in Italia, nel canale Horeca tradizionale (150.000 operatori) quasi tutti propongono Fiorentine, mi domando da dove derivano tutti questi succulenti tagli? Già nel 2007, un’importante operazione realizzata dai Nas dei carabinieri in collaborazione con il Consorzio Ccbi di Perugia, portò alla scoperta di un traffico di bestiame con certificati contraffatti. La chianina in circolo basta appena a soddisfare il canale Horeca in Toscana, e non per tutto l’anno. La carne chianina in circolo è reale, ma non i tagli Fiorentina. Bisogna richiedere la certificazione ai venditori, compresi i ristoranti. Il consumatore deve pretendere l’esibizione del certificato che vale dalla data di macellazione al consumo. Inoltre, attenzione, anche se frollata è sempre leggermente più dura a volte molto più dura delle altre carne, ma mai come il“burro”! Noi alla Boscovivo, abbiamo deciso di ampliare l’offerta di carne chianina, anche per il taglio Fiorentina, sul lombo e sulla costata: ma solo su ordinazione, e solo disponibili nei due pezzi di pregio. Ma sempre e solo Fiorentina di chianina certificata Igp |
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NUTRIFREE. UN’INNOVATIVA LINEA DI PRODOTTI DI ALTA QUALITÀ PER CELIACI SOLO IN FARMACIA E NEI NEGOZI SPECIALIZZATI. DALLA TOSCANA BONTÀ E SALUTE SENZA GLUTINE |
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Marchio giovane e innovativo, frutto di un’azienda con storia e tradizione, Nutrifree porta finalmente l’amore per la buona tavola nella dieta quotidiana di quanti soffrono di intolleranza alimentare al glutine. Una vasta gamma di prodotti sani e gustosi realizzati con materie prime semplici e di alta qualità tipiche delle generose terre toscane, come l’olio extra vergine di oliva, le spezie e gli altri ingredienti naturali della cucina mediterranea. Alla base delle appetitose ricette Nutrifree, solo farine selezionate e cereali naturalmente privi di glutine, lavorati con processi produttivi innovativi che consentono di evitare additivi, conservanti, coloranti, grassi idrogenati, olii vegetali tropicali, aromi chimici e Ogm, a garanzia di prodotti sicuri e genuini dai sapori autentici. Grazie a queste caratteristiche distintive, all’insegna del benessere naturale, il marchio Nutrifree ha portato una ventata di novità nel mercato del senza glutine, offrendo prodotti prima di tutto sani e naturali, in perfetto equilibrio tra salute e bontà. Un Dna ereditato dall’azienda madre – la Nuova Terra di Altopascio (Lucca), specializzata da oltre vent’anni nella produzione di alimenti naturali e biologici, ed erede di una lunga tradizione familiare nella produzione di pane e panificati. Nutrifree non offre semplicemente alimenti senza glutine, ma prodotti sani e gustosi che non hanno nulla da invidiare ai migliori prodotti di largo consumo delle stesse categorie. L’ampio catalogo, in continua evoluzione, comprende una grande scelta di prodotti, all’insegna della varietà e della praticità, in grado di soddisfare i gusti e le esigenze di coloro che dipendono da una dieta senza glutine: Linea Utili in Cucina - gli ingredienti di base per tutte le ricette, come farine e pangrattato; Linea Apri & Inforna - una grande varietà di pane e focacce precotti da infornare e cuocere brevemente per ritrovare la fragranza del pane appena sfornato; Linea Apri & Mangia - pane e prodotti panificati pronti da mangiare, come fette, grissini e sfiziosi snack salati quali i taralli, le gocce di pane alle olive o gusto pizza; Linea Primi in Tavola - tanti tipi e formati di pasta, risotti e cereali per una grande scelta di primi piatti; Linea Dolci & Dolcezze - tante varietà di biscotti, cereali per la prima colazione, dolci e sfiziosi snack come i gocciolotti al cioccolato o i cantucci; Linea Freddo Freddo - pani, pizze e altre sfiziosità surgelate. Fiore all’occhiello della formula Nutrifree è il controllo diretto dell’intero ciclo produttivo grazie ad uno stabilimento di proprietà di 2.000 mq2 dedicato esclusivamente a produzioni senza glutine a marchio Nutrifree, garanzia di un ambiente produttivo totalmente asettico, senza rischi di contaminazione degli ingredienti con tracce di glutine. L´originalità di molti prodotti Nutrifree passa proprio da questa scelta, che rappresenta elemento di forte differenziazione nel mercato di riferimento, e che consente una continua attività di Ricerca e Sviluppo per la messa a punto di ricette originali, sane e gustose. “Il successo del progetto Nutrifree dimostra che senza glutine non significa senza gusto!”, afferma Nicoletta Del Carlo, specializzata in tecnologie alimentari, che insieme alla sorella Giovanna guida l’Azienda toscana. “La filosofia di alimentazione come fonte di benessere, che anima da sempre la nostra attività, inevitabilmente ci ha portato ad introdurre gli ingredienti sani e di alta qualità della tradizione mediterranea nella rigorosa dieta dei celiaci”. Per mantenere alto il livello qualitativo dei prodotti, Nutrifree non soltanto opera in dialogo continuo con gli specialisti del mondo medico-scientifico e i nutrizionisti, ma ascolta costantemente anche i consumatori. Con l’originale iniziativa “You C.a.n.” (Consumatore Attivo Nutrifree) il brand coinvolge attivamente il proprio pubblico per recepirne i giudizi e i suggerimenti per il miglioramento e l’ampliamento della gamma. Grazie al processo produttivo basato sulla qualità e su un metodo di autocontrollo moderno ed efficiente, negli ultimi anni Nutrifree ha ottenuto importanti certificazioni: Certificato Uni En Iso 9001:2008 per la gestione del sistema di qualità; Standard Brc ed Ifs per la sicurezza alimentare; Autorizzazione ministeriale 604/0F.508/7671 del 02/07/2007 alla produzione e al confezionamento di prodotti senza glutine; Concessione da parte di Aic, Associazione Italiana Celiachia, all’utilizzo del marchio della “Spiga Barrata” che identifica i prodotti sicuri senza glutine. Per ulteriori informazioni sul marchio e i prodotti Nutrifree: http://www.nutrifree.it/ |
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ANTICA FRATTA ESSENCE ROSÉ PER LA FESTA DELLE ROSE
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Maggio è il mese della rosa per eccellenza. E in occasione della festa della mamma Antica Fratta propone il suo Franciacorta Essence Rosé. Da godere con gli occhi ed al naso prima ancora che in bocca. Un raffinato, tenue colore rosato preannuncia profumi di sottobosco e composta di frutta levigati dal lungo affinamento. Lo Yin e lo Yang della vita rappresentati da Chardonnay e Pinot Nero lasciati a riposare sui lieviti per 36 mesi. Sensuale, elegante, ed estremamente eclettico. Un vino perfetto in qualunque situazione e con qualunque cibo. Antica Fratta per il mese di maggio, in occasione della festa della mamma, propone il suo Franciacorta Essence Rosé |
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