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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 07 Giugno 2011 |
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RICERCA, AL VIA PROGETTO BIOTECNOLOGIE VERDI 100 RICERCATORI SPERIMENTANO SISTEMI PRODUZIONE SOSTENIBILI |
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Milano - Cento ricercatori appartenenti a sette Enti di Ricerca lombardi con esperienza e riconoscimento nazionale e internazionale nel settore dell´Agroalimentare, iniziative di alta formazione che prevedono il reclutamento di venti giovani ricercatori con l´obiettivo della valorizzazione del capitale umano. Questo il team che lavora al programma di Ricerca e Sviluppo Biogesteca, che è stato presentato ieri nel corso di un incontro cui ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all´Università e Ricerca Alberto Cavalli. Il progetto Biogesteca, finanziato con circa 2,5 milioni di euro dalla Regione Lombardia nell´ambito del ´Fondo per la promozione di accordi istituzionali´ - e che comporta investimenti complessivi per oltre 5 milioni di euro - vuole fornire una risposta alla crescente domanda globale di prodotti alimentari, riducendo al tempo stesso la pressione sull´ambiente, le richieste energetiche e i mezzi tecnici. Per raccogliere questa sfida è indispensabile lo sviluppo di biotecnologie, pratiche agricole e tecniche di valorizzazione dei residui in grado di mitigare l´impatto ambientale e proteggere gli habitat naturali e la biodiversità, salvaguardando la redditività del settore. Un aspetto peculiare e innovativo del progetto riguarda infatti la realizzazione di un approccio integrato (piattaforma di biotecnologie verdi e di tecniche gestionali) per la sperimentazione di soluzioni in grado di interagire tra loro con lo scopo di incrementare la sostenibilità del sistema agricolo. Per le produzioni vegetali il gruppo di ricercatori analizzerà i possibili miglioramenti ottenibili ottimizzando la gestione delle risorse idriche e della fertilizzazione, attraverso la variabilità genetica con la finalità di aumentare l´efficienza delle colture nell´utilizzo dell´acqua e dei fertilizzanti ed anche la capacità di resistere alle avversità, con la conseguente riduzione degli agro farmaci. Ancora, si prevede l´utilizzo diffuso di tecnologie innovative per la valorizzazione dei residui del sistema agricolo, comprese le produzioni zootecniche, finalizzato alla produzione di energia e alla conservazione e aumento della disponibilità per le piante degli elementi fertilizzanti in essi contenuti. ´Questo progetto di ricerca - ha sottolineato Cavalli - esprime compiutamente uno degli obiettivi del Fondo per la Promozione di Accordi Istituzionali: la sollecitazione a fare squadra rivolta a soggetti di eccellenza (università, centri di ricerca, istituzioni e imprese) chiamati non a competere bensì a collaborare. E´ il seme di una concreta e integrata cooperazione che rafforza il sistema lombardo della ricerca anche a livello internazionale´. ´Il progetto - ha aggiunto il sottosegretario - affronta positivamente le sfide del territorio lombardo: una produzione agricola di alimenti di largo consumo quale mais, riso e frumento che richiede minor consumo di materie prime, di acqua e di suolo e che recupera nel segno della sostenibilità ambientale buona parte dell´energia e degli scarti e che riduce drasticamente i livelli dell´inquinamento´. Coordinato dall´Università degli studi di Milano-dipartimento di Produzione Vegetale, che insieme a Parco Tecnologico Padano, Università degli Studi di Milano Bicocca, il Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura, l´Ente Nazionale Risi, la Fondazione Filarete e Agricola 2000 S.c.p.a. (Società consortile per azioni)il progetto Biogesteca è cofinanziato anche dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Lodi e si avvale della collaborazione di Comune e Provincia di Lodi, Coldiretti e Confagricoltura. L´iniziativa rientra nell´ambito del bando ´Accordi Istituzionali´, lanciato da Regione Lombardia nel 2009; nel corso del 2010, sono stati ammessi al finanziamento 11 progetti per un totale di circa 27 milioni di euro, in gran parte già avviati. |
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LA REGIONE LOMBARDIA TUTELA LA BIODIVERSITA´ E IL VERDE GLI AGRICOLTORI DIFENDONO IL TERRITORIO |
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Milano - Biodiversità, agriturismi e fattorie didattiche sono al centro dell´azione della Regione Lombardia. Lo hanno ribadito ieri mattina, durante il convegno ´Biodiversità, agriturismo e fattorie didattiche: esperienze a confronto´, promosso da Agriturist, Teranostra, Turismo Verde e Wwf e sostenuto da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, gli assessori regionali all´Agricoltura, Giulio De Capitani, e ai Sistemi Verdi e Paesaggio, Alessandro Colucci. ´La tutela della biodiversità - ha spiegato l´assessore Giulio De Capitani - è centrale per la Regione Lombardia come dimostrato in questo primo anno della nuova legislatura dove incontri su questo argomento e sulla multifunzionalità in agricoltura non sono certo mancati, così come sono stati numerosi i confronti e le visite sul territorio´. ´Le sfide ambientali proposte dalla nuova Pac (Politica agricola comune) - ha continuato De Capitani - non lasciano dubbi circa la direzione che il modello rurale europeo intende perseguire: un´agricoltura sempre più sostenibile e rispettosa dell´ambiente e della biodiversità. In questa direzione, Regione Lombardia, attraverso le misure del Psr (Programma di sviluppo rurale), sostiene le 57.000 aziende agricole lombarde, affinché la loro attività si realizzi in armonia con l´ambiente e contribuisca alla conservazione della biodiversità, come fonte di ricchezza, nutrimento e salute dei nostri terreni agricoli´. L´assessore ai Sistemi Verdi e Paesaggio della Regione Lombardia, Alessandro Colucci, ha confermato il lavoro sinergico aggiungendo che ´con il collega De Capitani condividiamo il quotidiano impegno a tutela del bellissimo territorio lombardo, delle sue aree verdi e delle aziende agricole che vi operano´. ´Regione Lombardia è stata all´avanguardia nella definizione della normativa sulle aree protette - ha ricordato Colucci - e i suoi agricoltori, e mi riferisco a quelli della Lomellina, hanno saputo creare un habitat favorevole, all´interno della Zps (Zona di protezione speciale), per far sviluppare particolari specie faunistiche´. ´Anche la nuova legge regionale sulle aree protette che stiamo definendo - ha ricordato l´assessore - coniuga le esigenze di partecipazione del territorio e quelle delle imprese agricole operanti nei nostri Parchi perché tutelare il territorio significa garantire la biodiversità con il contributo di tutti´. De Capitani e Colucci hanno sottolineato come il progetto ´Coltiviamo la sostenibilità´, all´interno del quale si colloca il convegno svoltosi questa mattina, si ´coniuga perfettamente con le strategie di intervento messe a punto dalla Regione Lombardia´. ´Siamo anche consapevoli - hanno concluso De Capitani e Colucci - che con il territorio dovremo individuare ulteriori misure di tutela della biodiversità e della sostenibilità agricola per preservare la ricchezza ambientale della Lombardia. Qualità della vita e qualità dell´ambiente sono, per Regione Lombardia, pilastri per i suoi interventi a favore dell´agricoltura e del patrimonio verde in chiave didattica e turistica´. |
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LUCA ZAIA: NO AGLI OGM A TUTELA DELL’IDENTITÀ DELL’AGRICOLTURA ITALIANA |
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Treviso - “Io resto assolutamente contrario agli ogm, il mio è un ‘no’ convinto: a tutela dei 4.700 prodotti tipici italiani e dei 350 prodotti tipici veneti, ma soprattutto a tutela dell’identità dell’agricoltura italiana. Se ci omologhiamo agli ogm, gli altri verranno qui cannibalizzare la nostra agricoltura, dalla quale le multinazionali devono restare fuori”. Lo ha ribadito il presidente del Veneto Luca Zaia, a margine della manifestazione organizzata il 4 giugno a Treviso da Coldiretti e Regione del Veneto per difendere l’immagine dell’orticoltura veneta e nazionale, durante la quale lo stesso Zaia con il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza ha preparato, assaggiato e servito un’insalata fresca gigante, a base di cetrioli e pomodori. “Da noi abbiamo verdura sana e testata – ha ricordato Zaia – e da noi i cibi non sono ogm. C’è invece l’etichettatura e quindi, quando si compra un cibo, si conoscono anche nome e cognome del produttore”. |
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UN’INSALATA DA MEZZA TONNELLATA CONTRO LA PAURA DEL BATTERIO KILLER. ZAIA: FIANCO DEI NOSTRI AGRICOLTORI |
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Treviso - Un insalata da mezza tonnellata, fatta con 250 kg di cetrioli, 300 kg di pomodori e un pizzico di radicchietto (50 kg): tutti ortaggi di stagione, freschissimi e preparati a due passi dal grande orto che li produce. E’ stata questa la risposta forte alla psicosi del batterio killer, organizzata da Coldiretti e dal presidente del Veneto Luca Zaia, che 4 giungo all’azienda agricola Barzan di Treviso, assieme a centinaia di produttori e di rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, ha raccolto e portato i cetrioli alle massaie che preparavano l’insalatona gigante e ha fatto da assaggiatore alla qualità della verdura “Made in Italy” e Made in Veneto”. La paura causata dai morti e dai malati colpiti dall’escherichia coli assassina nella zona tedesca di Amburgo sta infatti facendo altre vittime del tutto innocenti: l’agricoltura mediterranea, italiana e veneta, che una informazione che si sta rivelando falsa “ha penalizzato con una forte contrazione di consumi e dell’export causati da un timore assolutamente ingiustificato – ha sottolineato Zaia – con un invenduto per un valore 3 milioni di euro al giorno, 600 mila euro per la sola orticoltura veneta, che punisce duramente una agricoltura certificata di assoluta eccellenza mondiale. |
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BATTERIO KILLER E CRISI DELL´ORTOFRUTTA: CERTIFICARE PRODUZIONE DA ZOOPROFILATTICO, ORGANISMO RICONOSCIUTO A LIVELLO INTERNAZIONALE |
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Treviso - “Contro la paura e la crisi di settore creata dal batterio killer di escherichia coli potremmo mettere in campo il nostro Istituto Zooprofilattico, organismo ‘terzo’ ufficialmente riconosciuto a livello internazionale, al quale far certificare la sanità delle nostre produzioni venete”. Lo ha proposto il 4 giugno l’assessore regionale Renato Chisso, a margine della manifestazione promossa dal presidente Luca Zaia e Coldiretti per sostenere il comparto e dimostrare, forchette alla mano, la qualità e la sicurezza dell’orticoltura italiana e veneta assaggiando un’insalatona fresca da mezza tonnellata. “Siamo un ente ufficialmente riconosciuto all’estero – ha confermato dal canto suo il responsabile dell’Istituto prof. Igino Andrighetto – e se la Regione ci chiedesse il nostro supporto per certificare lo stato sanitario delle produzioni venete siamo disponibili”. |
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FVG: PEZZATA ROSSA PER RISCOPRIRE L´IDENTITA´ DI UN POPOLO |
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Buja - La valorizzazione dell´allevamento della razza Pezzata Rossa Italiana, che ha origine nella zootecnia friulana, delle sue carni, del latte e dei prodotti derivati, caratterizzati da valenze organolettiche e nutrizionali particolari, deve coincidere con la riscoperta dell´identità delle genti friulane. Genti, che da oltre una ventina d´anni si sono discostate dal filo conduttore della ruralità, elemento caratterizzante della civiltà contadina, pertanto di buona parte della comunità del Friuli Venezia Giulia. Questo, in sintesi, il contenuto del messaggio che l´assessore regionale alle Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali, Claudio Violino, ha voluto trasmettere a Buja, in occasione del convegno organizzato dall´Ersa nel segno del marchio Tipicamente Friulano, che ha introdotto la seconda edizione della Festa della Pezzata Rossa Italiana. Una festa che riprende l´usanza bujese di degustare le carni del toro, di razza Pezzata Rossa. Animale anticamente radicato nell´economia locale. Tanto da essere inserito nello stemma del Comune. Quella di Buja, ha detto Violino -"è un´occasione importante per diffondere la conoscenza dei prodotti, dei piatti, delle pietanze tradizionali della nostra terra". E attraverso esse riscoprire l´essenza delle tradizioni locali. Come locali, come ha ribadito l´assessore -"devono essere i prodotti e gli elementi base della cucina nelle nostre case". Perché offrono garanzia di freschezza e di genuinità. Come ha ricordato Violino, sono oltre una ventina gli eventi tradizionali (sagre e fiere tradizionali) dedicate da prodotti, cibi, usanze locali, nel 2011 valorizzate dal marchio Tipicamente Friulano. Un marchio che intende essere nel contempo, oltre che una garanzia di qualità e di genuinità, un elemento di richiamo per la riscoperta delle usanze, delle tradizioni, della identità. Prima dell´assessore Violino, l´assessore provinciale alla Cultura e Istruzione, Elena Lizzi, si era soffermata su un concetto che sarebbe poi stato ripreso da Violino: attraverso la scuola favorire la riscoperta della civiltà contadina ai ragazzi, ai giovani, i quali oramai non sentono più il legame di appartenenza con il mondo rurale, ricco di valori e di principi genuini. Dopo il saluto del sindaco di Buja, Luca Marcuzzo, e dell´assessore all´agricoltura, Patrizia Nicoloso, la quale ha condotto il convegno, il direttore dell´Ersa, Mirko Bellini, ha annunciato che tra breve le carni di pezzata rossa troveranno spazio sui banchi dei supermercati. Anche secondo Violino infatti vi sono già richieste dei prodotti di Pezzata Rossa da parte della grande distribuzione. Quindi, Lorenzo Degano, tecnico dell´Associazione Nazionale Pezzata Rossa Italiana (Anapri), ha ripercorso la storia della razza, dai primi esperimenti genetici di fine ´800, alla riscoperta attuale. Ricordando come fino a un paio di decenni fa i bovini facevano parte integrante della civiltà contadina. Integrati nelle famiglie quasi come animali da affezione. Anche se utilizzati per ben altri scopi. Lauretta Serafini, presidente regionale di Federcasalinghe, ha assicurato l´attenzione della organizzazione da lei guidata per il progetto ´Tipicamente Friulani´, in quanto garanzia di genuinità. Quindi Franco Gattel, macellaio di Cordenons, ha illustrato le caratteristiche delle parti bovine da alimentazione. Infine Tullio Lutmann, direttore dell´Anapri, ha ribadito l´esigenza di favorire l´educazione dei consumatori verso la conoscenza dei cibi più genuini e salutistici. |
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PSR PUGLIA 2007/2013 – BILANCIO DI METÀ PERCORSO |
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Si è svolto l’ 1 giugno all’ Hotel Sheraton Nicolaus di Bari il seminario di studio riguardante “Il Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 - bilancio di metà percorso”, un incontro durante il quale il dr Virgilio Buscemi, in rappresentanza di Ecosferavic, soggetto valutatore indipendente del Psr Puglia, ha presentato i risultati delle attività di valutazione fin qui realizzate. Il Convegno, che ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti del partenariato Socio-economico, oltre a rilevare gli elementi di qualità e di criticità del Programma di Sviluppo Rurale, ha rappresentato un’utile occasione per gettare uno sguardo panoramico sulla condizione del Sistema agricolo regionale e sulle prospettive immediate di sviluppo. Perentori gli accenti che l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno ha posto nell’introduzione del Convegno. “Il vero pericolo per la nostra agricoltura – ha detto Stefàno – non è rappresentato dalla globalizzazione, che pure pone pressanti questioni da affrontare e risolvere, né dagli impianti fotovoltaici che pure abbiamo tentato di regolamentare, ma dalla mancanza di ricambio generazionale. I nostri secolari saperi, la nostra grande tradizione colturale, il nostro straordinario paniere di prodotti- che il mondo intero ci invidia e tenta maldestramente di imitare - potrebbero perdersi se le nuove generazioni non afferrano coraggiosamente il testimone e perpetuano una cultura straordinaria”. “Convinti che il ricambio generazionale può restituire vitalità, competitività, valore aggiunto all’agricoltura pugliese, e quindi all’intera economia regionale, – ha continuato Stefàno - abbiamo affidato fiduciosi le nostre speranze al Pacchetto giovani, ricevendone un lusinghiero ritorno. I fatti ci danno ragione. La partecipazione ai bandi ha superato le nostre più belle previsioni. A conferma che l’agricoltura, interpretata in chiave moderna, può rappresentare veramente una scelta consapevole per i nostri giovani ed una opportunità di affermazione lavorativa, ma anche sociale”. “Non sottovaluto affatto tutti gli altri elementi del Psr che, comunque, concorrono ad un reale ammodernamento del comparto agricolo pugliese, ma ritengo – ha concluso Stefàno- che il ricambio generazionale sia fattore ineludibile per l’innovazione del settore e per salvaguardare l’identità stessa della Puglia e dell’agricoltura”. Gli elementi di criticità della fase di avvio del Programma dovute all’impianto fortemente innovativo del Psr Puglia e da problemi di carattere organizzativo - è emerso durante il convegno - sono stati brillantemente superati grazie all’impegno straordinario negli ultimi 20 mesi delle strutture amministrative e tecnico - gestionali della Regione Puglia, che ha consentito di evitare il disimpegno automatico in relazione alle somme stanziate per gli anni 2007 e 2008. L’autorità di Gestione ha sottolineato l’importanza di sostenere con il massimo impegno le iniziative messe in campo dall’Amministrazione regionale per il raggiungimento dei prossimi obiettivi. In particolare sarà necessario prestare attenzione dare il massimo supporto ai Pif (Progetti Integrati di Filiera) e dare pieno avvio all’attuazione degli interventi sulla qualità della vita e sulla diversificazione la cui realizzazione è affidata ai Gruppi di Azione Locale (Gal). |
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AGRICOLTURA FVG: NECESSARIO RIDISCUTERE LA "DIRETTIVA NITRATI" |
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Trieste - Mercoledì prossimo 8 giugno a Udine si terrà il convegno "Attività agricola e gestione delle risorse idriche. Come il Programma di Sviluppo Rurale affronta la sfida dell´health check nel contesto regionale". Durante l´intera mattinata si parlerà di Direttiva Nitrati: verranno affrontati diversi aspetti della questione, agricoli e ambientali, ma soprattutto si farà il punto sulle ricerche e sugli studi già effettuati e si getteranno le basi per le azioni future. Il convegno assume rilevanza nazionale, dal momento che saranno presenti anche esponenti del Ministero dell´Ambiente e gli assessori all´Agricoltura delle Regioni italiane interessate dalla Direttiva Nitrati. Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, congiuntamente con la Regione Friuli Venezia Giulia, hanno infatti di recente sottoscritto un documento, presentato ed approvato dalla conferenza Stato-regioni, da presentare al Ministero delle Politiche Agricole e soprattutto a quello dell´Ambiente, oltre che a Bruxelles. Lo schema di accordo prevede la predisposizione entro l´anno di studi finalizzati all´aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati e alla definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi. Lo studio affiancherà la richiesta di "deroga" ai limiti attuali di azoto zootecnico per ettaro, che è in discussione a Bruxelles. Lo studio proposto sarà inoltre di supporto all´attuazione delle più recenti direttive europee in materia delle acque. Il convegno sarà anche l´occasione per ascoltare direttamente dai ricercatori dello Joahnneum Institut di Graz i risultati emersi dalle analisi effettuate per rilevare la presenza di nitrati nei corsi d´acqua che afferiscono alla laguna di Grado e Marano e nella laguna stessa. "Il convegno si traduce in una importante occasione di confronto e di discussione su una materia che interessa non solo il settore ambientale ma soprattutto quello dell´agricoltura", commenta l´assessore regionale alle risorse rurali, agroalimentari e forestali Claudio Violino. "Se riuscissimo a far ripartire da Udine un dibattito politico sulla questione, che interessa le altre regioni, soprattutto del Nord, sarebbe davvero un eccellente risultato, al fine di rivedere i criteri di definizione delle aree e le modalità di applicazione della direttiva nitrati". "Grazie ai risultati degli studi effettuati possiamo ragionevolmente pensare che non sia esclusivamente l´agricoltura ad inquinare. Non ritengo giusto che sia la sola agricoltura a dover pagare dazio per questo provvedimento, che non metto in discussione, ma che ritengo debba interessare tutte le attività antropiche", conclude l´assessore. |
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CONVEGNO SUL VIVAISMO OLIVICOLO
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Due giornate di relazioni scientifiche distribuite in quattro sessioni per presentare il Progetto interregionale per la qualificazione del vivaismo olivicolo. Il 6 e il 7 giugno prossimo, infatti, presso Villa Romanazzi Carducci a Bari, nell’ambito del Convegno “Ricerca e Trasferimento delle innovazioni tecnologiche nel vivaismo olivicolo”, saranno illustrati i contenuti del progetto che ha visto coinvolte 25 Istituzioni di Ricerca operanti su tutto il territorio nazionale nel settore della caratterizzazione varietale, della diagnosi fitopatologia e del vivaismo. Obiettivo generale del progetto è stato quello di contribuire al miglioramento degli standard qualitativi del vivaismo olivicolo. L’elaborazione di una “carta d’identità” varietale attraverso metodologie comuni, il riordino del patrimonio varietale attraverso l’impiego di marcatori e descrittori comuni, la selezione di materiali sanitariamente migliorati, l’ottimizzazione degli schemi di produzione e di difesa fitosanitaria da applicare in vivaio, sono i traguardi che il progetto ha raggiunto e che verranno presentati e discussi nelle sessioni del convegno. “Siamo orgogliosi – dichiara l’assessore alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno – di ospitare a Bari un convegno di caratura nazionale di così elevato valore scientifico su una coltura, quella dell’olivo, che oltre a caratterizzare il paesaggio pugliese senza soluzione di continuità dal Gargano fino a Santa Maria di Leuca, è centrale e fondamentale nell’economia del Sistema Puglia”. “Una ricerca, quella che sarà illustrata nel convegno, - continua Stefàno – che presenta interessanti caratteri di novità, perfettamente integrate con i processi di ammodernamento di tutto il comparto agroalimentare pugliese – promossi da tempo dalla Regione – che anche grazie alle cospicue risorse del Programma di Sviluppo Rurale trovano oggi concreta attuazione”. “Le innovazioni tecnologiche proposte – conclude Stefàno – hanno ulteriori pregi, in primis quello di rispettare i sistemi ecocompatibili di gestione della produzione vivaistica e, inoltre, quello di preservare il patrimonio della nostra biodiversità. La salvaguardia ambientale e la tutela delle varietà culturali sono punti qualificanti delle nostre filiere produttive a cui annettiamo valore strategico”. |
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AGRICOLTURA - VESPA CINESE DEL CASTAGNO, CONTINUA L´IMPEGNO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA PER CONTRASTARE IL PARASSITA. INTRODOTTO UN ANTAGONISTA CHE ATTACCA LE LARVE DELLA VESPA CINESE E NE ARRESTA LO SVILUPPO |
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Bologna – Sono trascorsi quattro anni dalla prima segnalazione in Emilia-romagna della vespa cinese del castagno. In questi quattro anni nei castagneti della regione l’insetto ha potuto diffondersi e proliferare, grazie all’assenza di nemici naturali in grado di contenere il suo sviluppo. Questa situazione di iniziale vantaggio per la vespa cinese non durerà però ancora a lungo. La Regione, con la collaborazione delle Comunità montane, dei consorzi dei castanicoltori e dei singoli produttori, sta attuando una serie di azioni e programmi mirati per contenere l’avanzata del cinipede e contrastarne i danni. Prima tra tutte, l’introduzione graduale nei castagneti del parassitoide Torymus sinesis, un piccolo insetto di origine asiatica che attacca le larve della vespa cinese e ne arresta lo sviluppo. L’obiettivo è quello di ottenere una progressiva riduzione delle popolazioni di vespa cinese e salvaguardare la produttività degli impianti. “La strada che stiamo percorrendo – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni – è quella della lotta biologica, in linea con un protocollo messo a punto a livello nazionale dall’Università di Torino. Dovremo attendere sicuramente qualche anno per vedere i primi risultati, ma le esperienze di altri Paesi e i dati che stiamo raccogliendo ci inducono ad essere ottimisti”. I primi lanci di Torymus in Emilia-romagna sono iniziati l’anno scorso in via sperimentale in alcuni impianti di castagno infestati dal cinipede. Quest’anno, a fine aprile, sono state effettuate altre nuove introduzioni del parassitoide in dodici punti diversi del territorio regionale, da Parma a Rimini. Le aree sono state scelte in modo da distribuire in maniera omogenea i Torymus disponibili. “Il limite di questo tipo di lotta - ha proseguito l’assessore - è proprio la quantità del parassitoide che abbiamo a disposizione. L’insetto non può essere allevato artificialmente, occorre moltiplicarlo in modo naturale su piante di castagno infestate dalla vespa cinese. Per incrementare la quantità del parassitoide da utilizzare per i prossimi lanci abbiamo costituito nell’imolese una seconda biofabbrica che si aggiunge a quella già operativa di Carpineti (Reggio Emilia). Questo ci consentirà non solo di essere autosufficienti per la produzione di Torymus, ma anche di attuare su un’area più vasta il programma di lotta biologica al cinipede del castagno in tempi più rapidi”. Per maggiori informazioni i castanicoltori possono rivolgersi al servizio fitosanitario regionale 0515278111. |
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FRUTTA E VERDURA PUGLIESI SONO SICURE |
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“Frutta e verdura pugliesi sono sicure, si possono consumare con la tranquillità di sempre”. L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno invita alla prudenza a proposito dell’allarmismo che si sta diffondendo a causa del “batterio killer”, che rischia peraltro di provocare uno stop dannosissimo al trend di export dell’ortofrutta pugliese dell´ultimo anno.“Dopo anche le rassicurazioni del ministro alla Salute Fazio – dichiara Stefàno - che ha sottolineato l’assenza di casi registrati nel nostro Paese e di segnalazioni di infezioni da parte di questo ceppo di batterio E.coli, sia nella popolazione italiana residente che nei turisti provenienti dalla Germania, e a seguito della non ancora accertata origine del batterio, è da ritenersi infondato l’allarmismo che si sta diffondendo e che attribuisce impropriamente la causa ai produttori ortofrutticoli”. “In ogni caso, le nostre produzioni pugliesi sono da ritenersi sicure - sottolinea l’assessore Stefàno - anche per via dei controlli effettuati dagli enti preposti, e dalle pesanti sanzioni per gli eventuali trasgressori, che ci danno certezza sulla provenienza delle acque di irrigazione in Puglia e scongiurano qualsiaisi ipotesi di utilizzo di acque di fogna, ritenute a rischio proprio per la eventuale presenza del batterio E.coli”.“ad ulteriore garanzia – aggiunge Stefàno – ci sono anche aspetti tecnici che impediscono l’uso di acque di tale provenienza, legati all’intasamento immediato dei filtri utilizzati per i sistemi di irrigazione a micro portata, adottati ormai da tutti i produttori pugliesi di ortaggi e frutta". “Gli Enti della Sanità locale – prosegue Stefàno - non hanno accertato nessun caso in merito, a garanzia di una buona e corretta gestione delle buone pratiche agricole adottate in Puglia. Questo nostra tranquillità non ci ha fatto mai demordere sull´opportunità di tenere alta la guardia, per scovare eventuali situazioni a rischio, essendo mostro obiettivo prioritario quello di continuare a garantire al massimo i consumatori e le nostre produzioni”.“Ma – aggiunge l’assessore Stefàno - l’impiego di sistemi di certificazione per i prodotti di qualità su cui la Puglia sta investendo e per i quali sono previsti controlli rigidi, consente di garantire sulla sicurezza e sulla qualità dell’ortofrutta pugliese”. |
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L’ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA DELLA CALABRIA HA AVVIATO UNA COLLABORAZIONE CON LA REGIONE GRECA DELLA MACEDONIA IN TEMA DI PESCA. |
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Si è conclusa con successo la serie degli incontri promossi dall’Assessorato regionale all’Agricoltura con i rappresentanti di alcune realtà legate al mondo della pesca della regione greca della Macedonia. Gli incontri erano specificatamente volti ad individuare delle tematiche di possibile collaborazione tra i Gruppi di Azione Costiera in corso di costituzione in Calabria ed analoghe realtà produttive greche. Queste azioni di collaborazione internazionale fanno parte delle misure previste dal Bando della Regione di prossima scadenza che, per la prima volta, introduce l’approccio dei Programmi Leader nel mondo della pesca. Il programma prevede un intervento economico nelle zone di pesca costiere in stato di crisi consentendo l’integrazione delle attività della pesca con altre realtà economiche locali quali quella turistica. La delegazione calabrese era composta dal Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Giuseppe Zimbalatti, dal Dirigente Ernesto Forte e da Andrea Ponticelli, coordinatore della società “Aquatech” che svolge Assistenza tecnica alla Regione Calabria per il programma Fep. Nel corso della visita si sono svolti incontri nella sede della regione Macedonia a Kavala, nella sede del Fisheries Research Institute di Kavala, del Gruppo di azione costiera (Flag: Fisheries Local Action Groups) e di Salonicco. Al Fishery Research Institute, l’incontro con il direttore Argyris Kallianiotis ha permesso di definire un quadro di possibile collaborazione nella organizzazione di borse di studio per giovani laureati calabresi. Le tematiche, che sarà possibile affrontare, saranno quelle legate alle ricerca applicata nel campo del controllo dello sforzo di pesca, nella valorizzazione delle riserve marine per attività culturali e turistiche, nella ricerca applicata alle barriere artificiali per ripopolamento ittico. Nel corso del colloquio una sessione tecnica particolarmente importante ha riguardato la prossima emanazione, da parte della Regione Calabria, dei bandi relativi alla realizzazione di due Piani di Gestione Locale previsti dal regolamento Fep: uno per la costiera ionica e l’altro per quella tirrenica. I Piani di Gestione Locale sono lo strumento necessario alla programmazione delle attività di pesca per la marineria calabrese e la condizione imposta dal Regolamento Mediterraneo (Reg. Ce 1967 / 06) per poter svolgere in futuro anche la pesca tradizionale del “bianchetto”. Nella sede della Regione Est Macedonia – Tracia si è svolto un incontro al quale ha partecipato anche il Governatore della Regione Archelaos Granas che si è detto particolarmente lieto di incontrare la delegazione italiana in quanto grande amante del nostro Paese. E e della collaborazione dei costituendi Gruppi calabresi con il Gruppo di Azione Costiera di Kavala suggerendo di valutare la possibilità di intraprenderla anche per altre linee di finanziamento quali quelle previste dal programma Interreg. |
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NITRATI IN LOMBARDIA: LA SOLUZIONE SOLO DAL PSR ; 7,6 MILIONI DI EURO A FAVORE DELLE MISURE FORESTALI |
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Milano - L´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani ha incontrato a Palazzo Lombardia, in due Tavoli distinti, i colleghi delle Province con delega all´Agricoltura e alla Caccia e Pesca. Era presente al primo dei due incontri anche l´assessore regionale ai Sistemi verdi e Paesaggio Alessandro Colucci. Piatto forte del Tavolo Agricoltura i fondi del Programma di sviluppo rurale (Psr) per i nitrati. "Si tratta di un problema di sistema a livello regionale - ha ricordato De Capitani - che solo dal Psr può avere risorse. Il mio auspicio, per evitare chiusure di aziende o corpose vendite di capi di animali, soprattutto nelle province di Cremona, Lodi, Brescia e Mantova, è che a livello territoriale si tenga conto di questo aspetto pur non dimenticando che con il ´problemone´ nitrati siamo alle prese dal 1991". Sul fronte forestale, invece, l´assessore Colucci ha ricordato che "ad inizio 2011 sono state autorizzate spese per 7,6 milioni di euro a favore delle misure forestali". "Pur nelle ristrettezze economiche - ha spiegato l´assessore Colucci - cercherò di dare continuità in corso d´anno a queste azioni richiedendo al bilancio risorse ulteriori". "Ricordo - ha aggiunto Colucci - come le risorse finanziarie allocate sui bilanci degli enti locali e derivanti dalle sanzioni forestali, dagli oneri di trasformazione del bosco e dalle utilizzazioni boschive possono essere utilizzate per integrare quanto messo a disposizione dalla Regione e consentire così di realizzare un maggior numero di interventi per la cura delle foreste". "Inoltre - ha concluso Colucci - la proposta di riprogrammazione finanziaria del Psr che con il collega De Capitani abbiamo concordato consentirà l´apertura di misure forestali di sicuro interesse per il territorio". "Coi colleghi delle Province - ha proseguito l´assessore - abbiamo ragionato sui fondi del Psr e sulle modalità di suddivisione trovandosi, alcune Misure, all´ultima possibilità di riparto". "Per quanto riguarda gli allevamenti e la necessità di sostenere le Apa - ha detto De Capitani - abbiamo liquidato i fondi del 2009 e avuto dal Ministero altri 25 milioni a conferma che il settore non sarà da noi lasciato solo". "Nel corso del Tavolo dedicato alla caccia e alla pesca - ha sottolineato De Capitani - ho distribuito ai colleghi delle Province la proposta, quasi definitiva, di revisione complessiva della legge regionale 26 del 1993 che punta a fare chiarezza per il mondo venatorio e a dargli certezza semplificando le norme". "Spero - ha concluso l´assessore - di poter definire in tempi brevi la nuova proposta di legge per la caccia in Lombardia". La prossima riunione del Tavolo Agricoltura, cui dovrebbe seguire anche quello sulla Caccia e Pesca, è già stata programmata per il prossimo 20 luglio. |
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SICILIA: MISURA 321 PER AIUTI SULLA POPOLAZIONE RURALE
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Palermo - Il dipartimento degli interventi infrastrutturali dell´assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari ha pubblicato un Avviso pubblico attraverso cui si invita a presentare proposte relative alla Misura 321, compresa nel Psr 2007-2013, su "Servizi essenziali per l´economia e la popolazione rurale", alla Sottomisura 321/A su "Servizi essenziali e infrastrutture rurali", e all´ Azione A/2 su "Piccoli acquedotti rurali". Si tratta di un sistema di aiuti per potenziare e migliorare la competitivita´ delle aziende agricole. Piu´ nel dettaglio, si intendono realizzare opere che mirano al miglioramento di infrastrutture per l´accumulo e la distribuzione di acqua per uso civile e idropotabile da destinare a utenze ubicate in aree rurali. La dotazione finanziaria ammonta ad 1 milione di euro. Le disposizioni sulle modalita´ tecniche di presentazione delle proposte, e altre informazioni, sono consultabili sui siti istituzionali: www.Psrsicilia.it/ http://www.Regione.sicilia.it/agricolturaeforeste/assessorato |
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CALABRIA: GRAVI RIPERCUSSIONI ECONOMICHE SULL’AGRICOLTURA PER LE NOTIZIE SUL BATTERIO “E. COLI” |
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L’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra, in riferimento all’allarme lanciato in Germania per la scoperta del batterio “E. Coli”, informa che “gravi sono le ripercussione economiche che le notizie relative alle infezioni causate dal batterio hanno causato sul comparto orticolo calabrese”. Secondo l’assessore Trematerra “la comunicazione, rivelatasi poi infondata, della trasmissione del batterio mutato, connessa al consumo di determinati ortaggi (cetrioli spagnoli), ha ingenerato paure e negative ripercussioni sulle produzioni orticole calabresi, già provate dalla difficile congiuntura economica. Il Dipartimento regionale all’Agricoltura – fa sapere Trematerra - si è prontamente attivato, comunicando al competente Ministero le difficoltà cui stanno andando incontro i produttori calabresi. Pertanto, domani a Bruxelles, è prevista una riunione specifica per valutare i danni insiti negli effetti di un’errata comunicazione all’opinione pubblica Europea e mondiale. Inoltre – sottolinea ancora l’assessore regionale all’Agricoltura - è da considerare che le ultime notizie di stampa escluderebbero gli ortaggi come fonte di contagio e troverebbero nei germi di soia, prodotti in Germania, la possibile causa. Quindi – assicura infine Trematerra - il consumo di prodotti orticoli calabresi è assolutamente da considerarsi sicuro, sia per le modalità di coltivazione e la serietà dei nostri produttori, che per i controlli che sui prodotti stessi vengono effettuati”. |
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PESCA: COOPERAZIONE, PER CIG SERVONO ULTERIORI 15 MLN DI EURO |
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“Sono necessari ulteriori quindici milioni di euro per garantire per il resto dell’anno il funzionamento efficace della Cassa integrazione per il settore pesca”. E’ quanto chiedono i presidenti Giampaolo Buonfiglio (Agci Agrital), Massimo Coccia (Federcoopesca-confcooperative) e Ettore Ianì (Lega Pesca) in una lettera indirizzata al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Le tre associazioni sottolineano come le dotazioni in essere per la Cigs non garantirebbero il fabbisogno necessario per l’intero anno. Da un monitoraggio fatto dall’Inps sull’utilizzo delle risorse per questo strumento, risulta, infatti, che a fronte di un importo stanziato pari a 30 Mln di euro , ne restano poco più di 12 Mln. Troppo pochi, secondo il movimento cooperativo, per far fronte alle numerose richieste che ci saranno, soprattutto dopo l’avvio del fermo obbligatorio dell’attività di pesca, che prevede per i marittimi imbarcati l’accesso ai benefici della cassa integrazione per il periodo forzato di inattività. |
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PUBBLICATA SULLA GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA LA DOMANDA DEFINITIVA DI REGISTRAZIONE DELL’IGP PER IL “LIMONE DI ROCCA IMPERIALE” |
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L’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra ha reso noto con grande soddisfazione che nella gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (C 157/10) del 27 maggio 2011 è stata pubblicata la domanda definitiva di registrazione dell’Igp (Indicazione Geografica Protetta) del “Limone di Rocca Imperiale”. Da questo momento la procedura comunitaria prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati Membri di presentare eventuali domande di opposizione. L’ulteriore passo in avanti, dopo quello attivato dalla procedura di Riconoscimento Nazionale dell’Igp, avvenuto con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 135 lo scorso 12 giugno 2010, costituisce l’ultimo passaggio prima della registrazione definitiva del marchio di qualità certificata e riconosciuta dall’Ue. “Il paniere calabrese delle eccellenze – ha affermato l’Assessore Michele Trematerra - si arricchisce di un nuovo riconoscimento con le denominazioni quali Clementine Igp, Patata del Sila Igp, Fico Dottato di Cosenza Dop, Cipolla di Tropea Calabria Igp, Essenza di Bergamotto Dop, ed in ultimo il limone dei Rocca Imperiale Igp, che confermano la vocazione ortofrutticola della nostra Regione e la ricchezza del paniere agroalimentare di eccellenza a cui attingere per affermare e riconoscere con ambite certificazioni l’unicità Europea. La Calabria delle eccellenze mostra la sua unitarietà nell’affermazione complessiva dei prodotti che interessano tutto il territorio regionale, evidenziando con fatti concreti le potenzialità possedute dal sistema. Il riconoscimento del Limone di Rocca Imperiale, che trova la sua zona di produzione nell’areale comunale, rappresenta una particolarità sia per i tempi brevissimi in cui si è concluso l’iter, e per questo un ringraziamento va a tutti coloro che hanno concorso al raggiungimento del risultato, in particolare a Marianna La Tricchia, presidente del Consorzio di Tutela che con perseveranza tutta femminile ha contribuito all’ottenimento del Marchio di qualità, che per la forte connessione dimostrata nella cura del rapporto con il territorio e le sue tradizioni legate storicamente allo sviluppo della coltura del prezioso agrume. Il percorso per esaltare le produzioni di eccellenza deve continuare – ha concluso Trematerra - e il Dipartimento è impegnato a supportare i produttori sui prossimi traguardi, quali il riconoscimento dell’Igp “Olio di Calabria”, Igp “Pecorino Crotonese” e Igp “N’duja” di Spilinga”. |
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PUGLIA: CONSORZI DI BONIFICA |
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“Esprimo soddisfazione per il lavoro realizzato oggi in Commissione, che si è dimostrato coerente con l’importanza del tema che abbiamo di fronte e che abbraccia la necessità di creare le migliori condizioni per la interpretazione di una riforma organica che restituisca ai Consorzi di Bonifica il ruolo e l’autorevolezza necessari a poter accompagnare le ambizioni del sistema agricolo pugliese”. Così l’Assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno sul Ddl stralcio sui Consorzi di Bonifica, licenziato ieri dalla Iv Commissione consiliare. “Il mio invito al dialogo – aggiunge Stefàno – accolto da una larga fetta della opposizione, ci ha consentito di arricchire il testo di contributi importanti per la causa, che intendiamo tutti perseguire. In tal senso, un ringraziamento per il dibattito, avviato anche nei giorni precedenti, va al presidente Palese. ”A quell’invito – prosegue l’assessore Stefàno - non poteva che seguire oggi una mia disponibilità ad ulteriori approfondimenti che da qui alla discussione ultima in Consiglio regionale ci consentano di registrare la condivisione più larga possibile, sapendo che le mutate condizioni economico-finanziarie del bilancio regionale, oltre che le aspettative del mondo agricolo, non ci concedono tentennamenti, ma chiedono di voltare pagina con proposte e decisioni autorevoli. “La disponibilità a proseguire il confronto sugli ulteriori approfondimenti dichiarata oggi dall’opposizione – conclude l’assessore Stefàno – mi incoraggia, nella consapevolezza che la volontà del governo regionale, nel perimetro delle funzioni di controllo che la norma ci riconosce, è quella di individuare la soluzione migliore per l’agricoltura pugliese che, in coerenza con le precedenti volontà del Legislatore regionale, consenta di restituire autonomia finanziaria ai Consorzi di Bonifica e di affermare definitivamente il principio del costo-beneficio diretto per l’agricoltore”. |
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PESCA:FERMO 2011, COOPERAZIONE CHIEDE A MINISTRO ROMANO RECUPERO FONDI SETTORE |
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Il movimento cooperativo chiede al ministro Saverio Romano il recupero di fondi non utilizzati per il settore, attraverso un emendamento, da agganciare al Dl “sviluppo”,per sostenere adeguatamente l’attuazione del fermo temporaneo di pesca, indispensabile strumento ecobiologico. Lo rendono noto l’Agci Agrital, la Federcoopesca-confcooperative e la Lega Pesca, che sottolineano come l’emendamento non preveda alcun aggravio per le casse dello Stato, ma solo una “partita di giro” che fa perno sul fondo di rotazione. Secondo le associazioni l’emendamento potrebbe consentire di destinare all’interruzione temporanea dell’attività di pesca 9 milioni di euro non utilizzati a valere sugli stanziamenti del decreto a sostegno delle imprese di pesca (Dm 10 giugno 2010), che si andranno a cumulare ai 13 milioni previsti dal Fondo europeo per il settore (Fep). “Con un plafond di 22 milioni di euro, si può ragionare su una sospensione dell’attività anche di 45 giorni. Le sole risorse comunitarie non consentirebbero, invece, di indennizzare tutte le imprese di pesca, costrette ad una inattività prolungata” concludono i presidenti Buonfiglio (Agci Agrital), Coccia (Federcoopesca-confcoopertive), Ianì (Lega Pesca). |
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GENOVA: 30 GIUGNO SCADENZA DICHIARAZIONE UTENTI MOTORI AGRICOLI |
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Scade il 30 giugno prossimo il termine ultimo di presentazione della denuncia annuale per gli utenti dei motori agricoli. Entro questa data le ditte che hanno avuto disponibilità di carburanti agricoli derivati da assegnazioni 2010, anche se non prelevati, oppure rimanenze degli anni precedenti, devono presentare la dichiarazione annuale alla Regione Liguria. Le dichiarazioni potranno essere presentate agli uffici dell’Ispettorato agrario regionale presenti nelle quattro province Liguri. |
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CEREALICOLTURA IN SICILIA: AL VIA PIANO ANTINCENDIO CORPO FORESTALE |
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Palermo – Ha preso il via il 3 giugno in Sicilia il piano regionale antincendio predisposto dal comando del Corpo Forestale della Regione, destinato alle colture cerealicole, e in particolare alle coltivazioni di frumento. In questo momento della stagione infatti questo tipo di colture sono particolarmente a rischio sia per cause naturali che dolose. Mezzi del corpo e auto civetta, saranno impegnati, insieme a un elicottero della Forestale, nell´opera di controllo e prevenzione, nelle zone a maggiore estensione coltivata. " E´ il terzo anno - spiega l´assessore regionale al Territorio e Ambiente Gianmaria Sparma - che mettiamo in campo questo specifico piano antincendio settoriale, perche´ in Sicilia la coltivazione del frumento e´ un settore economico di particolare rilevanza, che va difeso. Controlleremo le aree piu´ interessate, come l´ennese e il catanese". Il dirigente generale del Corpo, Piero Tolomeo, sottolinea poi che "con l´entrata in vigore del decreto legislativo 205 del 2010 in materia ambientale, e´ vietato bruciare scarti vegetali,come pure la combustione sul campo di residui vegetali" |
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NUOVO PRESIDENTE E CDA PER IL CONSORZIO TUTELA TALEGGIO
ELETTI IL NUOVO PRESIDENTE E CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL CONSORZIO TUTELA TALEGGIO, CON SEDE A TREVIGLIO.
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Il neo presidente è Massimo Taddei, del caseificio Taddei di Fornovo San Giovanni. I vice Presidenti sono: Roberto Carozzi, Carozzi Formaggi e Luigi Bonaventi, di Antica Latteria di Pandino. Il Consiglio di Amministrazione è così composto: Lorenzo Sangiovanni, Caseificio Sangiovanni; Alberto Arrigoni, Arrigoni Battista; Massimo Felappi, Caseificio Villa; Ernestino Gusmini, Latteria Soc. Calvenzano; Mauro Arnoldi, Casearia Arnoldi Valtaleggio; Nicoletta Merlo, Emilio Mauri; Manrico Giovanni Defendi, Caseificio Defendi; Livio Mazzoleni, Mazzoleni Lucio. Consorzio Tutela Taleggio Il Consorzio Tutela Taleggio è stato costituito, come ente senza scopo di lucro, nel 1979, nove anni prima del formale riconoscimento della denominazione d´origine. Le attività del Consorzio sono volte alla tutela, al miglioramento qualitativo e alla promozione della produzione e del commercio del prodotto. Per le proprie attività il Consorzio lavora in stretta collaborazione con Istituti di ricerca, Istituti universitari, con dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agro-alimentari e i Nas (Nuclei Anti Sofisticazione) dell´arma dei Carabinieri |
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DAL 15 AL 18 SETTEMBRE ANDRÀ IN SCENA LA SECONDA EDIZIONE DI TASTE OF MILANO
UN’INEDITA LOCATION E VENTI CHEF PER UNA NUOVA E PIÙ GRANDE CELEBRAZIONE
DELLA RISTORAZIONE MILANESE DI ECCELLENZA
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Dopo l’enorme successo della prima edizione 2010, tenutasi a Parco Sempione, Taste of Milano torna a settembre per deliziare i palati di tutti i “foodies” italiani! L’edizione 2011 presenta due importanti novità: una nuova ed esclusiva location e un maggior numero di Chef e Ristoranti per proporre a tutti gli appassionati dell’alta cucina e dell’enogastronomia di eccellenza un’indimenticabile esperienza gourmet. Dal 15 al 18 settembre sarà infatti l’Ippodromo del Galoppo di San Siro, il più grande spazio verde della metropoli meneghina la cui pista per la prima volta verrà aperta al pubblico, ad ospitare The Top Restaurant Festival e 20 fra i migliori Chef della città che per quattro giorni lavoreranno “gomito a gomito” divertendosi a cucinare all’aperto, in un contesto assolutamente inedito, per deliziare i palati dei loro estimatori e mettendo a disposizione del pubblico la loro maestria in show-cooking e corsi di cucina. Quasi tutti i Ristoranti protagonisti della prima edizione hanno riconfermato la loro presenza e ben 9 new entry faranno di Taste of Milano 2011 un’esperienza ancora più memorabile ed entusiasmante. La “cibocrazia” mette tutti d’accordo e così gli Chef, animati dal desiderio di offrire alla portata di tutti l’alta gastronomia, escono dalle cucine dei loro ristoranti, stellati e non, per incontrare i loro fans, svelare segreti e ricette, e, perché no, divertirsi anche loro cucinando en plein air! Ed ecco allora che al Taste of Milano 2011 parteciperanno indiscussi Maestri e Chef pluridecorati, ma anche giovani emergenti ed interpreti di piatti etnici e internazionali. Ci saranno la tradizionale cucina italiana, quella tipica meneghina e regionale, ma anche sconfinamenti esotici nella cucina giapponese e fusion: Taste of Milano si conferma il palcoscenico della migliore ristorazione che la città ha da offrire, una celebrazione delle sue eccellenze. Brand Events Italy (joint venture italiana di Brand Events Ltd) è fiera di presentare Taste of Milano 2011. “Siamo orgogliosi di proporre una nuova edizione di Taste of Milano – afferma Silvia Dorigo, Amministratore Delegato di Brand Events Italy – che quest’anno sarà ancora più ricca e ancora più bella! Non solo perché avremo una squadra motivata ed affiatata composta da venti professionisti che per quattro giorni lavoreranno per il nostro pubblico, ma anche perché abbiamo individuato una particolare ‘cornice’ che ci consentirà di allestire in un contesto affascinante e inedito tante strutture per accogliere al meglio i nostri visitatori”. La grande razionalità dello spazio verde dell’Ippodromo permetterà, infatti, la presenza di molte aree attrezzate con sedute e tavoli, mentre nuove e più grandi strutture Lounge saranno a disposizione del pubblico più esigente, permettendo così a tutti i visitatori di godere al massimo dell’esperienza gastronomica di Taste of Milano. Per il secondo anno consecutivo Milano, già scenario internazionale accreditato per design, moda e cultura, si riconferma capitale del gusto e del buon convivio. Taste Of Milano 2010: la storia di un successo Taste of Milano è stata la prima edizione mediterranea di un format ideato da Brand Events Uk e lanciato a Londra nel 2004 nella bellissima cornice di Somerset House, nel cuore del West End. L’obiettivo principale di Taste of Milano è quello di creare un evento che celebri l’eccellenza e la varietà della ristorazione attraverso il coinvolgimento di un buon numero dei migliori chef e ristoranti della città di Milano. Con Taste of Milano 2010 per la prima volta 12 dei migliori ristoranti di Milano si sono riuniti in una location davvero unica come Parco Sempione per offrire un nuovo tipo di evento enogastronomico, avvicinare il grande pubblico all’alta cucina e all’enogastronomia di qualità celebrando un vero e proprio stile di vita. La prima edizione di Taste of Milano ha chiuso i battenti registrando un’affluenza record: 15.000 visitatori appassionati che da giovedì a domenica sera hanno letteralmente preso d’assalto il Parco simbolo di Milano per degustare la cucina di eccellenza dei 12 Chef presenti all’evento, ma anche prendere parte a lezioni e corsi di cucina, seguire gli show-cooking live di questi grandi Maestri e degustare ottimi vini nella Wine Academy, nelle Enoteche e Champagnerie presenti. Taste of Milano ha registrato il più alto numero di ingressi alla prima edizione rispetto agli altri Taste Festival, incluso Taste of London che oggi è un evento che coinvolge ogni anno 50.000 visitatori. Questo dato conferma la passione di Milano per l’alta ristorazione e il buon cibo. La qualità dei prodotti e la loro presentazione da parte di ristoranti, espositori e sponsor è stata considerata di altissimo livello. Altri numeri: • più di 20 Top Chef (non solo gli Chef dei Ristoranti coinvolti, ma anche i Maestri che hanno tenuto lezioni e dimostrazioni sia nella Scuola di Cucina, sia nel Teatro degli Chef) • 28 dimostrazioni culinarie di grandi Chef nel teatro, 28 corsi di cucina nel¬la Scuola e 35 workshop nell’Accademia del Vino, per una partecipazione totale di oltre 6.000 visitatori a tutte le attività • 40 espositori di prodotti di qualità nelle categorie “food, drink e travel” • 15 Main Partner • 30 Partner • 100.000 piatti, 250.000 posate e 100.000 tovaglioli 100% Biodegradabili Silvia Dorigo sottolinea: “Taste of Milano ha scelto di rispettare l’ambiente. Anche quest’anno per tutte le degustazioni utilizzeremo stoviglie interamente biodegradabili e compostabili con un impatto ambientale praticamente nullo. Tutti gli accessori sono prodotti in Italia con materie prime di origine vegetale interamente derivate da risorse rinnovabili. Indiscussi i vantaggi per l’ambiente: dopo aver ospitato golose portate questi materiali termineranno la loro vita trasformandosi in innocuo fertilizzante, senza contare che la loro origine naturale e non petrolchimica contribuisce a non generare ulteriori gas e residui nocivi.” Taste Of Milano 2011: The Top Restaurant Festival Omar Allievi (Ristorante Bianca), Andrea Aprea (The Park Restaurant del Park Hyatt Milano) Andrea Berton (Trussardi alla Scala), Tommaso Arrigoni (Innocenti Evasioni), Giovanni Bon (Savini), Enrico Buonocore (Langosteria 10), Nicola Cavallaro (Al San Cristoforo), Carlo Cracco (Ristorante Cracco), Angelo Gangemi (Don Carlos del Grand Hotel et de Milan), Ernst Knam, Pietro Leemann (Joia), Yoshikazu Ninomiya (Osaka), Aimo Moroni, Alessandro Negrini e Fabio Pisani (Il Luogo di Aimo e Nadia), Roberto Okabe (Finger’s), Davide Oldani (D’o), Mattias Perdomo (Al Pont de Ferr), Andrea Provenzani (Il Liberty), Gaetano Simonato (Tano passami l’Olio), Matteo Torretta (Food Art Restaurant) e Viviana Varese (Alice Ristorante): sarà questo il “dream team” di Taste of Milano 2011. Nell’inedita cornice dell’Ippodromo del Galoppo dal 15 al 18 settembre 2011 andrà in scena la seconda edizione dell’evento gastronomico più cool dell’anno: nella mezzaluna della pista in erba (un’area verde di 38.000 mq) sarà allestito un vero e proprio parco divertimenti per tutti i gourmet e i “foodies” italiani. Taste of Milano è l’unico evento in cui gustare la cucina dei migliori Chef della città spostandosi solo di pochi metri immersi nella natura e nella tranquillità di un grande prato mai aperto al pubblico, un’immensa distesa verde dove rilassarsi in un pic-nic gourmand, come nella migliore tradizione anglosassone. Anche quest’anno ogni Ristorante proporrà tre piatti, maggiormente rappresentativi della propria filosofia culinaria, in versione da assaggio – Taste appunto – a un prezzo compreso tra i 4 e i 6 euro. Per agevolare le consumazioni, piatti e drink potranno essere acquistati con la “moneta” speciale di Taste of Milano, il Ducato. Ma sebbene i Ristoranti siano l’attrazione principale dell’evento, non saranno l’unica! Anche quest’anno infatti saranno organizzate le numerose attrazioni che, oltre ai temporary restaurant, formano la sostanza di questo incredibile appuntamento, una vera e propria festa dei “foodies”. Il Teatro degli Chef, le Lounge con i bar esclusivi, la Scuola di Cucina, la Wine&spirits Academy e tante altre attività divertenti ed educative sul tema enogastronomico. E poi il Taste Village, con tante aree monotematiche che ospiteranno produttori selezionati per offrire tante leccornie e ispirare sia gli Chef, sia i visitatori a creare nuove e ottime ricette: Taste Sweet & Chocolate, Taste Oil, Taste Beer, Taste Cheese, Taste Bio, Taste Fresh, Taste Wine & Spirits… Taste Of Milano 2011: i biglietti Taste of Milano è un evento a numero chiuso in modo da consentire a tutti i partecipanti la migliore esperienza possibile. Per la gestione della biglietteria Brand Events Italy Srl ha scelto come fornitore tecnologico Ticketone, società leader in Italia nella commercializzazione di biglietti per eventi di musica, spettacolo, sport e cultura. I biglietti potranno essere acquistati a partire da giovedì 19 maggio 2011 su www.Tasteofmilano.it oppure tramite tutta la rete multicanale Ticketone: www.Ticketone.it, Call Center Ticketone 892.101 e gli oltre 650 Punti Vendita aperti al pubblico in tutta Italia. Gli utenti Internet potranno scegliere data, orario e modalità di ritiro o spedizione dei biglietti preferita. Sarà inoltre attivo il servizio stampa@casa che consente agli utenti di potersi stampare comodamente a casa propria il biglietto valido per l’ingresso. Taste of Milano premia chi acquista i biglietti in anticipo, offrendo una riduzione sul biglietto Standard d’ingresso per coloro che si assicureranno da subito un posto all’evento. Il biglietto Standard per ogni singola sessione lunch o dinner con la formula “prenota prima” valida fino al 9 settembre avrà un costo di € 20,00. L’offerta sarà valida per acquisti di biglietti on line su www.Tasteofmilano.it A partire dal 10 settembre e per tutta la durata dell’evento il costo del biglietto Standard sarà di € 25,00 |
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ANGHIÓ ATTRACCA A SAN BENEDETTO DEL TRONTO
PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO
IL FESTIVAL DEL PESCE AZZURRO TORNA AD ANIMARE L’ESTATE DELLA RIVIERA DELLE PALME
DAL 16 AL 19 GIUGNO 2011
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L’estate 2011 di San Benedetto del Tronto si aprirà ancora una volta all’insegna del pesce azzurro con Anghiò, Festival del Pesce Azzurro, la manifestazione organizzata da Tuber Communications e Sedicieventi con il patrocinio del Comune di San Benedetto, la Regione Marche, nell’ambito del progetto Porti Aperti, e la Provincia di Ascoli Piceno. Dopo il successo della prima edizione con oltre 20mila presenze, Anghiò ritorna dal 16 al 19 Giugno prossimo per confermare e valorizzare le proprietà del pesce azzurro e la centralità del settore ittico per la città. San Benedetto, infatti, è il secondo porto in Italia per quantità di pesce pescato e numero di imbarcazioni impegnate. La lunga tradizione peschereccia dell’area, inoltre, ha fatto sì che, in tempi più recenti, accanto all’attività di pesca e quella commerciale si sviluppasse una fiorente industria di conservazione del pescato, così che, ancora oggi, il settore ittico rimane l’attività trainante dell’economia cittadina, insieme a quella turistica. E’ per questo che Anghiò (in dialetto sambenedettese anghiò significa proprio alice), con le sue svariate attività e degustazioni, punta a promuovere e valorizzare questa importante tradizione che coinvolge non solo la città di San Benedetto del Tronto, ma l’intera regione Marche. Il Palazzurro, la galleria allestita nel centralissimo Viale Buozzi, vero e proprio cuore pulsante della manifestazione, offrirà tutti i giorni ai visitatori la possibilità di assaggiare le numerose specialità a base di pesce azzurro, tipiche della tradizione italiana e non solo, da degustare fresche grazie alla presenza di importanti chef che le cucineranno al momento. Ospiti d’onore di questa seconda edizione saranno, ancora una volta tonni, sardine, alici, sarde, sgombri & Co., che ad Anghiò potranno davvero mostrare tutta la loro bontà. Gustoso e leggero, il pesce azzurro è anche noto per le sue preziose proprietà organolettiche, ricco com’è di sali minerali, di vitamine e soprattutto di omega-3, gli acidi grassi polinsaturi che svolgono effetti benefici sul cuore e la circolazione abbassando il livello di colesterolo. Novità dell’edizione 2011 di Anghiò sarà la lunga e “inebriante” notte Toro Bianco, una notte bianca dedicata alle eccellenze enologiche del Piceno che si terrà sabato 18 Giugno e sarà organizzata grazie alla rinnovata collaborazione con il Consorzio dei Vini Picenos. Protagonisti d’eccellenza di questo imperdibile appuntamento, che prende il nome dal nuovo logo del Consorzio in cui è rappresentato un toro bianco, saranno i migliori vini della regione che saranno offerti in degustazione al pubblico presente, per una serata dal sapore intenso e indimenticabile... Partecipando alle conferenze-degustazioni Piatti da museo, che si svolgeranno tutti i giorni, tranne la Domenica, alle ore 19.00 presso il Museo della Civiltà Marinara delle Marche, sarà proprio come fare un salto nel passato, in un viaggio gustoso e nostalgico fra i sapori di un tempo. Il pubblico potrà infatti degustare alcune ricette della tradizione marinara locale preparate da veri cuochi di bordo. Il pesce azzurro sarà anche protagonista del laboratorio-convegno L’acquisto del pesce: istruzioni per l’uso, organizzato da Anghiò in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino delle Marche. L’incontro, che si svolgerà sabato 18 giugno alle ore 10.30 presso la Sala Associazione Pescatori Sambenedettesi, sarà tenuto dalla dottoressa Valentina Tepedino, veterinaria esperta in materia ittica e direttrice di Eurofishmarket, che esporrà ai presenti le regole fondamentali per una spesa consapevole, informando il consumatore sulle proprietà nutrizionali di questo pesce dalle numerose virtù e fornendo anche utili consigli per un consumo ottimale. Grazie all’attività Pescatore per un giorno, inoltre, chiunque potrà provare l’ebbrezza di uscire in mare a bordo di un caratteristico peschereccio per provare la pesca con le reti e partecipare alle degustazioni di ottimo pesce appena pescato. Immancabili, anche quest’anno, le esposizioni a tema che metteranno in mostra la tradizione peschereccia locale, come il percorso espositivo Pesci d’autore dedicato ai pesci azzurri più celebri e San Benedetto…un mare di passione, mostra fotografica a cura di Giuseppe Merlini che racconterà, con i suoi scatti suggestivi, il profondo legame esistente fra la città marchigiana e il mare. Non mancheranno, infine, gli sfiziosi Menu Azzurro proposti dai ristoranti locali aderenti all’iniziativa: speciali percorsi degustativi rigorosamente a base di pesce azzurro, un tempo considerato povero, oggi rivalutato da un punto di vista nutritivo e sempre più protagonista indiscusso di piatti di pregio. Quest’anno Anghiò avrà un media partner d’eccellenza, grazie alla collaborazione con il Consorzio dei Vini Picenos, la trasmissione Decanter di Rai Radio 2 trasmetterà in diretta dalla Rotonda Giorgini giovedì 16 e venerdì 17 Giugno dalle 20.00 alle 20.50 e sabato 18 Giugno dalle 13.00 alle 14.00. A conclusione, ricordiamo che anche quest’anno Anghiò sostiene la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus, per cui a San Benedetto, dal 16 al 19 Giugno, sarà possibile contribuire alla ricerca contro questa malattia. Per saperne di più www.Anghio.it |
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VENDEMMIA ANTICIPATA IN VENETO
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Venezia - L’anomalo climatico dell’anno in corso porterà in Veneto ad una vendemmia anticipata di una quindicina, forse una ventina di giorni. I servizi tecnici regionali, in collaborazione con le strutture di Veneto Agricoltura, il Centro Ricerche agricole di Conegliano alcune strutture di produttori, stanno monitorando l’evolversi del ciclo vegetativo della vite, caratterizzato da anomalie del clima tradizionale. Nel corso di una prima riunione in Regione, promossa alcuni giorni fa dall’assessore Franco Manzato, è stato rilevato che sembra si stia replicando una situazione climatica eccezionale analoga a quella del 2007. La preoccupazione, in questo caso, non è tanto per la maturazione anticipata delle uve con la conseguente gestione del vigneto (i servizi tecnici saranno in grado di dare indicazioni appropriate e dispongono di dati storici sufficienti), quanto per la problematiche relative alla trasformazione delle uve stesse. Su indicazione di Manzato, sono già stati programmati altri incontri e sono stati anticipati i tradizionali appuntamenti di settore. Il primo si svolgerà il 15 giugno a Conegliano, alle ore 15, nell’aula magna dell’Università, dove si parlerà dello “stato del vigneto veneto e prime previsioni produttive per il 2011 – Ondate di calore: eventi eccezionali o normalità? Loro effetti sulla qualità dell’uva”. L’appuntamento successivo, sulle previsioni vendemmiali, è già stato anticipato dalla tradizionale data dell’1 settembre a mercoledì 3 agosto, alle ore 9,30, nella sede di veneto Agricoltura alla Corte Benedettina di Legnaro, in provincia di Padova. |
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A FIRENZE DUE INCONTRI CON CENA ALL’APERTO
PER CONOSCERE LE BIRRE “ESTIVE”
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Profumi freschi, stuzzicanti note fruttate e floreali, semplici da bere, facili da amare: a Firenze Studio Umami organizza una lezione dedicata alle birre estive completata dalla "prova pratica" di abbinamento cibo-birra al ristorante le Carceri, dove sarà realizzato un cena con protagonista la birra artigianale italiana sia in bottiglia che alla spina. Il primo appuntamento è per martedì 7 giugno alle ore 21 in viale Giannotti 21. Il giornalista Nicola Utzeri vi guiderà alla degustazione e alla scoperta di un mondo affascinante come quello della birra artigianale con una lezione di avvicinamento alla degustazione e alla scoperta di alcuni stili particolarmente adatti all´estate. A seguire l´immancabile assaggio guidato di quattro birre artigianali. Giovedì 16 giugno alle ore 21 si svolgerà il secondo incontro dedicato all´abbinamento cibo-birra, con una cena al Ristorante le Carceri. Nel piacevole spazio all´aperto situato nella graziosa piazza Madonna della Neve, dove un tempo sorgeva l´ex carcere Le Murate, sarà servito un menu pensato per accompagnare quattro eccellenti birre artigianali prodotte da piccoli birrifici italiani come Birra del Borgo, L´olmaia, Bruton e Birrificio del Ducato. Questo il menu della cena che inizierà alle ore 21 : Antipasto misto delle Carceri (sformato di funghi, filangè di asparagi e strudel di zucchine) In abbinamento: Duchessa del birrificio Birra del Borgo di Borgorose (Ri) Birra al farro color oro dagli accattivanti profumi fruttati Risotto fiori di zucca e scamorza Tagliatelle al sugo d´anatra In abbinamento: Bruton di Bruton del birrificio Bruton di Lucca Birra dorata dai profumi erbacei e dalla strepitosa beva Involtino di manzo con verdure e formaggio e contorno di patate In abbinamento: Ipa del birrificio del Ducato di Roncole Verdi di Busseto (Pr) Frutta esotica, note erbacee le sensazioni di una birra ambrata che conquista facilmente con i sui ricchi profumi. Panna cotta ai frutti di bosco In abbinamento: Karkadè del birrificio l´Olmaia di Montepulciano (Si) Birra prodotta in edizione limitata realizzata con l´infusione di fiori di Ibisco, caratterizzata da profumi floreali, freschi e da una piacevole nota acidula. Www.umaminews.com |
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L’UNITÀ D’ITALIA ATTRAVERSO I SAPORI DEL MARE. CHEFS DA TUTTA ITALIA A SIERRA SILVANA PER IL “FESTIVAL DELLA CUCINA ITALIANA CON LA COZZA TARANTINA”.
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Nell’atmosfera ‘Belle époque’ del padiglione delle feste del Grand Hotel Sierra Silvana a Selva di Fasano (Brindisi) si è svolta la finale della Ix edizione itinerante del “Festival della cucina italiana con la cozza tarantina”. Quando il cav. Cosimo Lardiello, presidente e deus ex machina del Centro di Cultura Renoir immaginò e creò una manifestazione per questo mitilo - presente in molte zone del nostro Paese ma che assume aspetto e caratteristiche particolari a Taranto (per l’influenza dei “citri d’acqua dolce” numerosissimi nel Mare Piccolo ove è collocato in maggior parte l’allevamento delle cozze), molti pensarono che l’iniziativa non avrebbe raggiunto la seconda edizione. Altri non percepirono la diversità del progetto immaginando una delle mille sagre con cui spesso si identifica la promozione di un prodotto tipico. Lardiello, nell’indifferenza se non nell’ostilità di molti a livello sia locale sia regionale, credendo fermamente nella sua intuizione, pur tra mille difficoltà economiche, perseverò e lo scorso 30 maggio, al termine di una magica serata, ha potuto festeggiare il successo della nona edizione. Il Festival, infatti, divenuto itinerante già alla seconda edizione, si è articolato in eliminatorie e semifinali svolte in differenti regioni e ha coinvolto ogni volta un’ottantina tra i migliori chefs di ciascuna area. In quella appena conclusasi le regioni sono state rispettivamente Veneto, Abruzzo, Puglia, Molise, Campania, ed ha interessato diverse centinaia fra giurati e invitati che hanno potuto apprezzare le qualità e il particolare sapore di questo mitilo citato in un film di Totò come “l’ostrica di Taranto”. Nella finalissima, che si è avvalsa delle splendide strutture e della professionalità e cortesia del personale del complesso Sierra Silvana, brillantemente e signorilmente condotto dal direttore Giuseppe Nigri, alla presenza di un folto pubblico di invitati, giornalisti, autorità e rappresentanti delle categorie economiche, si sono misurate l’arte culinaria, la creatività e la capacità di abbinare ingredienti vari alla cozza tarantina dei dodici chefs concorrenti (Karen Boscolo di Chioggia (Venezia), Renata Cenci di Selvazzano Dentro (Padova), Pino Marino di Pozzilli (Isernia), Ivan Berton di Padova, Emanuele Guariento di Torreglia (Padova), Cosimo Guarino di San Giorgio Jonico (Taranto), Luigi Moressa di San Pietro Viminario (Padova), Patrizia Girardi di Massafra (Taranto), Pierpaolo Carangelo di Leporano (Taranto), Alessio Lorigiola di Selvazzano Dentro (Padova), Salvatore D’angelo di Napoli, Nicola Altavilla di Taranto, coordinati dall’Executive Chef Adriano Cozzolino, giunti a tale fase creando armonie che esaltano la delicatezza del sapore del mitilo. Il giudizio globale sui dodici elaborati non può che essere ottimo per l’estetica dei piatti, per il sapore complessivo, per la valorizzazione della cozza. Gli chefs hanno lavorato cercando di realizzare piatti i cui sapori e profumi risvegliassero nel pubblico antiche e nuove sensazioni di appagamento, risultato ottenuto anche con gli abbinamenti più ‘azzardati’. Il compito della giuria è stato difficile meritando tutti gli elaborati la palma del vincitore e il verdetto finale accolto da un generale consenso. La coppa del vincitore è stata assegnata con 402 voti a Cosimo Guarino, chef del Ristorante “Four Season” di San Giorgio Jonico (Taranto) per la “Zucchina tonda farcita con gnocchetti di patate tricolore e cozze tarantine”. Alle piazze d’onore, rispettivamente con 395 voti e 379, si sono piazzati Patrizia Girardi, chef dell’Hotel Bizantino di Massafra (Taranto) per il piatto “Fuscellino di formaggio primo sale mantecato alle cozze, recchetelle con pomodorini gratin e cozze tarantine” e Karen Boscolo Meneguolo, chef Ristorante El Gato di Chioggia (Venezia) per “Pennette mantecate con cozze tarantine e castratura (particolari carciofi) dei nostri orti”, due elaborati molto interessanti per il gioco degli abbinamenti e la capacità di creare suggestioni. Pubblico e giuria tra una portata e l’altra sono stati allietati dalle splendide voci di Luciano Capurro (pronipote di quel Giovanni Capurro che scrisse “O sole mio”) e di altri artisti che hanno allietato la serata. Di notevole classe e stile la presentazione di Angelo Caputo, vice direttore di Studio 100 News, che ha brillantemente condotto la lunga serata. Caputo, tra un piatto e l’altro, ha coinvolto alcuni giornalisti presenti (Salvatore Catapano per le rubriche del Tg2 “Si Viaggiare” e “Eat Parade”, Giancarlo Pessina di “Sette Giorni” e “Turismo Stampa”, Francesco Persiani di Telenorba, Gianluca Coviello per Tarantoggi, Carmela Latorre e Emanuele Maggi per Mediapuglia, e, tra gli altri, la Raffaello Speri (Presidente Nazionale A.m.i.r.a. – Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi), su vari temi relativi al Festival chiedendo opinioni e giudizi. Generale la positiva valutazione sull’iniziativa, sul ruolo che svolge nella promozione della cozza tarantina e sull’importanza della valorizzazione delle tipicità per lo sviluppo turistico ed economico di una località. È stato sottolineato che la partecipazione in queste ultime edizioni di tanti concorrenti di regioni diverse, anche lontane dalla Puglia, e la loro capacità di utilizzare al meglio la cozza tarantina è la concreta dimostrazione del successo in termini di marketing dell’intuizione avuta dal Presidente del Centro Renoir. Da sottolineare il servizio ai tavoli effettuato da nove allievi dell’Istituto Alberghiero Mediterraneo di Leporano (Taranto) senza alcuna caduta di stile e attenzione nella lunga e complessa serata. Meritato l’applauso loro tributato da parte di tutti i commensali. L’applauso e la gratitudine di tutti va anche a Luciano Carriero della “Carriero Mare S.r.l.” di Taranto che ha fornito la necessaria montagna di cozze tarantine. Occorre, infine, sottolineare che iniziative come il Festival andrebbero sostenute con grande vigore da parte delle Istituzioni poiché sviluppano e incrementano la diffusione e la produzione di prodotti di grande qualità con effetti positivi sull’occupazione e sul bilancio del comparto alimentare. Inoltre sviluppare la produzione nazionale significa limitare le importazioni da Paesi di cui, tra l’altro, non conosciamo e comunque non riusciremmo a controllare i processi produttivi e l’osservanza di tutte quelle norme igieniche e salutari cui devono attenersi i nostri produttori. Sembra privo di senso logico parlare di biologico e biodinamico, a volte anche in modo esasperato, e poi importare e distribuire tali prodotti |
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L’ASSOCIAZIONE DI VIGNERON ALESSANDRINI ALVINO WINE PARTNER DI BITEG, EVENTO CLOU DELLA PROMOZIONE TURISTICA ENO-GASTRONOMICA |
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. L’associazione di produttori Alvino é stato il wine partner dell’edizione 2011 di Biteg, Borsa Internazionale Del Turismo Enogastronomico in programma dal 19 al 22 maggio 2011 tra Astigiano, Monferrato e Langhe nella sede principale del Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (Al). In tale veste ufficiale, proprio in occasione della conferenza stampa di presentazione della Borsa, avvenuta a Torino,, l’Associazione ha omaggiato al Ministro al Turismo Michela Vittoria Brambilla con un doppio magnum di Barbera del Monferrato. Alvino, è una Associazione costituita ai primi di febbraio da 52 vigneron della provincia di Alessandria, guidata dalla Presidente Maria Grazia Baravalle e da un organo esecutivo di cui fanno parte Marco Bergaglio, Roberto Dealessi, Francesco Torello Rovereto, Pier Luigi Botto, Walter Massa, Franca Ivaldi, Silvia Beccaria, Luca Pinelli, Cinzia Bergaglio, Donatella Giannotti. Nomi noti per tutti coloro che hanno memoria per le etichette leader della provincia. Alvino è un inno di carica per dare il giusto valore ai prodotti enologici d’eccellenza di quel territorio identificato sotto la sigla automobilistica Al, ovvero Alessandria. Territorio articolato in più aree produttive e quindi, forse, anche complesso da capire, ed è proprio sgombrare il campo da ogni dubbio interpretativo, i vigneron alessandrini hanno deciso di rafforzare il marchio con un ulteriore slogan geo-politico chiarificatore: “Monferrato e Obertenga”; ovvero, rappresentare tutti dal casalese al tortonese, passando per la terra del Gavi, quella ovadese del Dolcetto, e dell’acquese del Brachetto. Oltre la dimensione provinciale, l’aspetto innovativo è anche nella visione privatistica del progetto. L’iniziativa è nata con forte input, anche economico, dell’assessorato all’agricoltura della Provincia di Alessandria che continuerà ad assicurare l’appoggio tecnico, ma camminerà solo sulle gambe delle aziende private. Per la definizione del disegno strategico e per la ricerca delle risorse finanziarie per tradurre i progetti in fatti reali l’associazione sarà assolutamente indipendente, l’ente pubblico rimane fuori. L’associazione è un unicum di marchi aziendali, già noti, che ha l’obiettivo di aggredire i mercati, portando in giro per il mondo il messaggio che la provincia di Alessandria è terra da vino. L’azione parla già al presente, poiché pragmatismo e dinamismo sono benzina e motore del gruppo. Tempo da perdere non ce n’è, al contrario, c’è tanta voglia di verificare subito se l’idea funziona, se il gruppo tiene, se i risultati premiano la fatica del gruppo. Diventare partner di un momento straordinario della promozione turistica eno-gastronomica qual è Biteg, è stato dunque un passaggio naturale per l’Associazione, e di ritorno, una enorme gratificazione per le 52 aziende associate. L’associazione é stata presente in tutti gli eventi che faranno scoprire le eccellenze dell’enogastronomia piemontese ed alessandrina agli operatori della domanda e ad un selezionato gruppo di giornalisti specializzati italiani ed esteri attraverso una serie di educational sul territorio regionale |
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SALUMIAMO GERMANIA
L’ECCELLENZA DELLA SALUMERIA ITALIANA FA IL TOUR DELLA GERMANIA: AMBURGO, DRESDA, FRANCOFORTE E MONACO
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La Germania è nuovamente protagonista di Salumiamo, la manifestazione promossa dall’ l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani che porta i salumi italiani nelle più importanti città europee, ormai giunta alla quinta edizione in Europa. Dopo l’ampio consenso registrato nella precedente serie di appuntamenti tedeschi, l’Ivsi torna, o debutta, in alcune delle più note città tedesche, grazie alla collaborazione e al contributo dell’Ice (Istituto per il Commercio con l’Estero) e al fianco dei Consorzi di tutela della Bresaola della Valtellina, della Mortadella Bologna, del Salame Cacciatore e del Prosciutto di San Daniele. Questi i prodotti protagonisti. In occasione degli eventi di lancio, la gamma dei salumi offerta in degustazione sarà più ampia includendo assaggi di prosciutto cotto, Speck dell’Alto Adige, Pancetta Piacentina e Culatello di Zibello. Per l’occasione è stata anche realizzata dall’Ivsi una brochure in tedesco che racconta le specialità della nostra salumeria con dettagli di foto, ricette, etc. Nell’edizione 2011 di Salumiamo Germania verranno toccate quattro città – Amburgo, Dresda, Francoforte e Monaco - e ben 22 locali tra i più frequentati. In ogni città verranno fatte inserzioni pubblicitarie, con l’elenco dei locali partecipanti, per far conoscere l’iniziativa al grande pubblico. In ogni locale, infine, verrà fatto un minicorso per insegnare a chef e personale di sala come gestire al meglio i salumi italiani e valorizzare l’iniziativa. La prima città, che dà il via alla manifestazione è Amburgo che ospiterà gli aperitivi Salumiamo in altri 7 selezionati locali, a partire dal 7 al 12 giugno. Il tour proseguirà poi a Dresda, in Sassonia, dove dal 9 all’11 giugno i salumi italiani saranno protagonisti in 5 locali. Si scenderà poi a Francoforte, centro finanziario della Germania, dove gli aperitivi Salumiamo saranno protagonisti, dal 15 al 19 giugno. Stessi giorni anche a Monaco di Baviera dove i nostri salumi saranno serviti in 4 locali della tradizionale città tedesca |
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BIRRA MORETTI : SPAZIO ALL’ESTRO GASTRONOMICO E ALLA FANTASIA CULINARIA SUL FIL ROUGE DELLA BIRRA IN CUCINA
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Si apre ufficialmente la prima edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, concorso nazionale rivolto ai giovani Chef e Sous Chef italiani under 35 “con la passione della birra in cucina”(come recita il sottotitolo del Premio). A promuoverlo è Birra Moretti, storico brand italiano, in collaborazione con Identità Golose, il Congresso dedicato alla Cucina d’Autore che si tiene a Milano a cavallo fra gennaio e febbraio ma che vive tutto l’anno attraverso una serie di iniziative dai sapori e dai toni assolutamente gourmand. “Oggi il binomio birra in cucina, anzi “birra” & “alta cucina” e una realtà consolidata, che solo cinque anni fa era marginale. È un matrimonio che funziona grazie alla capacità creativa dei grandi chef italiani e alla grande versatilità della birra. Birra Moretti ha avuto un ruolo importante per tracciare questa tendenza, innovando con una birra dedicata all´alta ristorazione, ha pubblicato ricettari ad hoc e manuali di abbinamento birra-cibo, ha stretto partnership con protagonisti dell’alta gastronomia, ha coinvolto i più grandi e noti chef nell’ideazione di oltre 150 ricette che valorizzano l’abbinamento con la birra e tanto altro ancora. Oggi sono sempre di più gli chef che utilizzano le nostre birre in ricettazione, così come sono in aumento i ristoranti che propongono alla propria clientela una carta delle birre. Per proseguire e coinvolgere un pubblico più ampio diamo il via a un concorso nazionale che stimoli l’estro e il talento ai fornelli e, di pari passo, valorizzi tutti e sei i prodotti che compongono la famiglia Birra Moretti.” sottolinea Alfredo Pratolongo, Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali di Heineken Italia. Premio Birra Moretti Grand Cru: il primo concorso per giovani chef e birra é strutturato in fasi eliminatorie e chiama i talenti dell’arte culinaria a rimboccarsi le maniche e a sbizzarrire la propria fantasia utilizzando sapientemente la birra nelle ricette e/o in abbinamento, piatti e pietanze. È questa anche un’ottima occasione per mettersi in luce, su un palcoscenico di rilievo nazionale, di fronte ai grandi big della cucina: per valutare le loro prove finali è infatti stata nominata una giuria composta da 8 chef pluristellati (Massimo Bottura, Andrea Berton, Cristina Bowerman, Gennaro Esposito, Davide Oldani, Claudio Sadler, Davide Scabin, Emanuele Scarello), da un sommelier di fama mondiale (Marco Reitano), oltre che da Alfredo Pratolongo per Birra Moretti e da Paolo Marchi, il noto giornalista eno-gastronomico nonché patron di Identità Golose |
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PER LA PRIMA VOLTA LA LIGURE EXTRA SRL PRESENTA LE PROPRIE LINEE
PHILOSOPHY, GOLOSAMENTE E C’È, REALIZZATE CON PRODOTTI LOCALI.
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Hanno preso i migliori frutti dell’entroterra del Golfo Dianese, in provincia di Imperia. Hanno realizzato dei prodotti di qualità, che parlassero di storia, della gastronomia tipica, ma anche di nuovi abbinamenti, di fantasia in cucina e ovviamente di bontà. Li hanno vestiti di linee pulite, colori a volte scherzosi a volte nobili, per sottolinearne la semplicità e al contempo l’orgoglio di un prodotto fatto per bene. Li hanno portati a Milano, alla Gioielleria Brusaferri di Via Vigevano 33 e mercoledì 18 maggio dalle 19,00 li presenteranno al pubblico. Le aziende agricole di Extra Srl, nata a gennaio 2011, distribuiscono tre linee di prodotti, Philosophy, Golosamente e C’è e attraverso di esse vogliono riproporre il gusto della loro terra ligure, a volte dura e sassosa, ma molto generosa con chi la sa lavorare ed interpretarne i sapori. Olive taggiasche, agrumi, ortaggi, aromi, frutta si mescolano in composte dal sapore dolce ma deciso, ideali per accompagnare i formaggi, in brisure per arricchire tutte le portate, dall’antipasto al secondo o in gelatine, ideali per creare spuntini originali e stupire i propri ospiti con un sapore che arriva direttamente dal Xvii secolo. Ricette che appartengono al passato, riletture in chiave moderna, abbinamenti classici ed innovativi sono la base di questa nuova offerta gastronomica, che attende di essere scoperta e che Vi invita a provarla in una presentazione-degustazione, dove… C’è una Philosophy Golosamente Extra! |
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