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Notiziario Marketpress di Lunedì 12 Settembre 2011
STUDIO GLOBALE IDENTIFICA NUOVE VARIANTI GENETICHE NELLA SCLEROSI MULTIPLA  
 
Bruxelles, 12 settembre 2011 - Un team internazionale di scienziati, guidati dalla Charité - Universitätsmedizin Berlin e dall´Istituto Max Delbrück di medicina molecolare (Mdc) in Germania, ha trovato nuove varianti genetiche che contribuiscono allo sviluppo della sclerosi multipla, una malattia immunologica. Lo studio, presentato sulla rivista Nature, è stato in parte finanziato dal progetto Neuropromise ("Neuroprotective strategies for multiple sclerosis"), che si è aggiudicato una sovvenzione di 11,4 milioni di euro nell´ambito dell´area tematica "Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute" del Sesto programma quadro dell´Ue (6° Pq). I ricercatori ritengono che i risultati potrebbero portare allo sviluppo di nuovi metodi di trattamento. Nel complesso sono emerse 29 varianti genetiche, che vanno ad aggiungersi alle altre 23 che sono già registrate. Il team, composto da 24 gruppi di ricerca provenienti da 15 nazioni, spiega che la sclerosi multipla è caratterizzata da un danno causato alle fibre nervose e allo strato di mielina che avvolge le fibre nervose sia nel cervello che nel midollo spinale. Quando questo accade, i pazienti possono lamentare intorpidimento, incontinenza, disturbi della vista e dell´andatura. Secondo i ricercatori, era chiaro che molti dei geni identificati svolgono un ruolo chiave nel regolare le funzioni del sistema immunitario, nonché nell´attivazione di alcuni semiochimici. Per quanto riguarda la sclerosi multipla, i risultati confermano la presenza di varianti genetiche sovrapposte che sono presenti in altre malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1 e la malattia di Crohn. Il team ha inoltre verificato il legame tra la sclerosi multipla e la carenza di vitamina D per due varianti genetiche. Commentando sul significato della collaborazione internazionale di questo studio, la dottoressa Carmen Infante-duarte, co-autrice che guida la squadra "Experimental Neuroimmunology" presso il Centro di ricerca sperimentale e clinica (Ecrc), un istituto congiunto gestito dalla Charité e dal Mdc, dice: "La sclerosi multipla è il risultato dell´interazione tra geni diversi. Solo in questo ampio studio internazionale composto da 27.000 pazienti e soggetti di controllo è stato possibile individuare i cambiamenti genetici che sono chiaramente associati con la malattia." Da parte loro, anche i co-autori prof. Alastair Compston dell´Università di Cambridge e prof. Peter Donnelly dell´Università di Oxford, nel Regno Unito, hanno sottolineato l´importanza del ruolo dello studio e delle sue scoperte: "Dopo un lungo dibattito, l´inchiesta è stata in grado di produrre prove del fatto che la sclerosi multipla deve innanzitutto essere considerata una malattia immunologica. Solo così gli studi genetici su larga scala come il nostro riescono a presentare i meccanismi che sono alla base di malattie complesse come la sclerosi multipla." Secondo i ricercatori, questi risultati contribuiranno all´introduzione di approcci terapeutici pionieristici, sia per i pazienti che hanno partecipato allo studio che per chi soffre di sclerosi multipla in tutto il mondo. Le attuali stime della National Multiple Sclerosis Society negli Stati Uniti mostrano che più di 2,1 milione di persone soffrono di questa malattia. Gli esperti dicono che, benché non sia né contagiosa né direttamente ereditata, sono stati individuati fattori nella distribuzione della sclerosi multipla su scala mondiale che potrebbero aiutare a far luce su ciò che scatena questa malattia, ovvero: la genetica, il sesso, l´età, la geografia e l´origine etnica. Per maggiori informazioni, visitare: Nature: http://www.Nature.com/  Charité - Universitätsmedizin Berlin: http://www.Charite.de/  Istituto Max Delbrück di medicina molecolare (Mdc): http://www.Mdc-berlin.de/en/    
   
   
PER LE PATOLOGIE DELLA PROSTATA ARRIVA IL ROBOT CHIRURGICO “DA VINCI”  
 
Chieti, 12 settembre 2011 – Con un team medico-infermieristico altamente qualificato, e le più moderne e collaudate attrezzature medico-chirurgiche, ha da poco debuttato alla Casa di Cura Villa Pini l’Unità Operativa di Urologia, diretta dal dottor Angelo Porreca, Responsabile del Dipartimento di Urologia del gruppo Policlinico Abano Terme. L´attività chirurgica del nuovo reparto, finalizzata al trattamento di tutte le patologie urologiche, si candida a diventare un’eccellenza della Regione grazie all’utilizzo di innovative tecniche mini-invasive endoscopiche, laparoscopiche e robotiche. Tra le strumentazioni più all’avanguardia della nuova Unità Operativa, il robot chirurgico “Da Vinci” e il Laser ad Holmio. Ogni anno in Italia si registrano oltre 23.500 nuovi casi di cancro alla prostata[1]: il primo tumore maligno diagnosticato nel maschio adulto, con un’incidenza del 12%, e il secondo per causa di morte. Per intervenire su questa patologia, il robot Da Vinci, ora in dotazione presso la Casa di Cura Villa Pini, è considerato uno dei sistemi chirurgici più avanzati al mondo, in grado di eseguire, mediante accesso laparoscopico, complessi interventi mini-invasivi, offrendo numerosi vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali. Oltre 300 gli interventi già condotti con questa tecnologia presso il Policlinico Abano Terme, il cui gruppo comprende anche Villa Pini. Nella struttura teatina, finora l’unica in Abruzzo ad essersene dotata, il robot recentemente introdotto ha già effettuato con successo oltre una decina di interventi. “La chirurgia robotica rappresenta la nuova frontiera della chirurgia mini-invasiva laparoscopica”, afferma Angelo Porreca, Responsabile del Dipartimento di Urologia del gruppo Policlinico Abano Terme e Direttore dell’Unità Operativa di Urologia della Casa di Cura Villa Pini. “Rispetto a quest’ultima, consente infatti una visione tridimensionale e permette di operare più agevolmente sedi anatomicamente difficili da raggiungere”. Utilizzando la piattaforma Da Vinci, il chirurgo manipola una console che trasmette i suoi movimenti a dei bracci meccanici in grado di riprodurre la mobilità dei polsi umani. In tal modo, il robot conferisce al gesto chirurgico una precisione non confrontabile con altre tecniche. “L’intervento risulta estremamente accurato – prosegue Porreca – con una significativa riduzione delle perdite ematiche e del dolore postoperatorio, minime cicatrici chirurgiche e un recupero funzionale più rapido. Negli Usa, ormai, sul 90% dei pazienti che si sottopongono a rimozione radicale della prostata si esegue la prostatectomia robotica, contro l’attuale 10% dell’Italia, dovuto al fatto che ancora nel nostro Paese non ci sono sufficienti robot ”. Per trattare invece l’ipertrofia della prostata, una condizione sempre più frequente dopo i 50-60 anni, presso l’Unità del dottor Porreca viene praticata l’adenomectomia trans-uretrale mediante laser ad Holmio (Holep): con una durata di circa 1–2 ore e dimissioni solitamente a 24 ore dall’operazione, questa tecnologia rappresenta un’alternativa mini-invasiva all’adenomectomia tradizionale. I vantaggi dell’uso del laser sono le minime perdite di sangue e, quindi, la possibilità di operare pazienti ad alto rischio di sanguinamento e con voluminosi adenomi prostatici.  
   
   
SALUTE: FEBBRE DEL NILO, NESSUN RISCHIO PER SALUTE PUBBLICA IN FVG  
 
Trieste, 12 settembre 2011 -  "Non vi è alcun rischio per la salute pubblica". Lo ha affermato il 10 settembre il dottor Vincenzo De Angelis, responsabile delle attività trasfusionali in Friuli Venezia Giulia, in relazione ai casi di febbre del Nilo occidentale segnalati nel vicino Veneto. La febbre del Nilo occidentale è una patologia molto nota alle autorità sanitarie. Ha origine da un virus (West Nile Virus) che può essere trasmesso attraverso la puntura di zanzare. Nel 99 per cento dei casi ha le caratteristiche e i sintomi di una banale influenza; solo dell´uno per cento dei casi (in anziani e persone più deboli o già malate) può avere complicazioni neurologiche. La malattia è tipica del continente africano, ma si sta diffondendo nel resto del mondo, Italia compresa. Per quel che riguarda l´eventualità che la malattia venga trasmessa con le trasfusioni di sangue, De Angelis precisa che "come previsto dalle linee guida emanate dal Centro nazionale sangue, i donatori che nelle ultime due settimane hanno soggiornato anche per una sola notte nelle aree in cui si sono manifestati i casi (ovvero nelle province di Treviso e Venezia, così come anche all´estero), vengono precauzionalmente sospesi dalle donazioni per 28 giorni, periodo di tempo adeguato per verificare se compaiono sintomi di malattia". Resta il fatto che per il momento non si è mai manifestato alcun genere di complicazioni in Friuli Venezia Giulia. E ad ogni modo, assicura De Angelis "siamo perfettamente attrezzati per testare tutto il sangue donato nella nostra regione".  
   
   
FVG: RUOLO ORDINE MEDICI NELLA FORMAZIONE  
 
 Udine, 12 settembre 2011 - "Rispetto alla formazione dei medici specialistici è fondamentale che l´Ordine dei Medici acquisti sempre di più un ruolo d´indirizzo e di partecipazione". Lo ha affermato l´assessore regionale alla Salute, Integrazione Socio Sanitaria e Politiche Sociali, Vladimir Kosic, intervenendo Il 9 settembre a Udine, nel salone del Consiglio provinciale, all´apertura del workshop internazionale ´For an european accredited specialist doctor´ (per un accreditamento europeo dei medici specialisti). Secondo Kosic è altresì importante che "soprattutto nella fase del riconoscimento della qualità e del risultato abilitante degli specialisti, l´Ordine dei medici possa esprimere la propria valutazione, in quanto è sempre esso a rispondere della deontologia professionale di chi ne fa parte". Il convegno, introdotto dal saluto del presidente della Provincia di Udine, on. Pietro Fontanini, del sindaco della città, Furio Honsell, del direttore generale dell´azienda ospedaliero universitaria Santa Maria della Misericordia, Carlo Favaretti, e dell´europarlamentare, Mario Pirillo (che lunedì prossimo sarà relatore in sede comunitaria della direttiva sulle professioni sanitarie), ha consentito a Kosic, nel portare il saluto del presidente della Regione, Renzo Tondo, di affrontare altresì il tema, che sarà sviluppato nei lavori congressuali, della non lontana liberalizzazione delle prestazioni sanitarie all´interno della Ue. Kosic ha parlato della positiva esperienza di internazionalizzazione di Sanicademia, che garantisce percorsi formativi nel mondo della salute, oltre che nel Friuli Venezia Giulia, anche in Veneto, e oltre i confini nazionali, in Carinzia e in Slovenia. E dimostra il ruolo determinate dell´Amministrazione nel contesto della sanità e delle relazioni internazionali. Ricollegandosi a tale argomento, e a uno dei temi centrali del workshop, Kosic ha ricordato che la Regione Friuli Venezia Giulia ha promosso uno specifico progetto di studio nell´ambito dell´iniziativa comunitaria Interreg Italia-slovenia, per valutare i cambiamenti che la libera circolazione nella Ue in materia di prestazioni, derivante dall´approvazione della nuova direttiva europea, genererà nei sistemi sanitari dei rispettivi Paesi. La Regione ha dunque scelto Gorizia come luogo di analisi di questo ormai prossimo processo. Era presente all´apertura del workshop il presidente della 3.Commissione consiliare, Giorgio Venier Romano.  
   
   
DAGLI STATI UNITI UNA NUOVA SCOPERTA NEL CAMPO DELL’ELETTRONICA APPLICATA ALLA MEDICINA: UN “TATUAGGIO ELETTRONICO” POTREBBE RIVOLUZIONARE IL MONITORAGGIO DEI PAZIENTI  
 
Lecce, 12 settembre 2011 - Al bando cavi, fili, monitor, ventose e gel appiccicosi che sommergono i pazienti ricoverati nei nostri ospedali e nelle cliniche: questa potrebbe essere l’importante innovazione per il monitoraggio degli ammalati che viene dagli Usa, dove un equipe di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha sperimentato un nuovo sensore che può essere inserito in una sorta di tatuaggio temporaneo, una specie di "tatuaggio elettronico". Il dispositivo che è più sottile di un capello umano, è stato già utilizzato per monitorare il cuore e il cervello, secondo quanto riportato da uno studio pubblicato sulla rivista Science e che Giovanni D’agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, tiene a riportare all’attenzione degli italiani, nella costante attività d’informazione sulle speranze che la medicina moderna potrà alimentare per alleviare le sofferenze e combattere le malattie. L’ulteriore grande novità, al di là delle ridottissime dimensioni, per cui sarebbe spesso solo 50 micron – e quindi inferiore al diametro di un capello umano - è rappresentata dalla circostanza che il sensore si attacca alla pelle umana, proprio come un tatuaggio temporaneo ed essendo flessibile ed elastico può muoversi ed allungare senza rompersi. I ricercatori sono convinti che quest’ultima trovata della medicina possa sostituire le ingombranti apparecchiature attualmente in uso negli ospedali che sono attualmente necessarie per tenere in costante monitoraggio i segni vitali del paziente. Tra gli altri aspetti innovativi che vale la pena segnalare vi è il fatto che sul sensore vi sono anche piccole celle solari in grado di generare energia o ottenere energia dalle radiazioni elettromagnetiche ed il modo con cui il mini apparecchio verrebbe attaccato al corpo umano. Secondo gli scienziati, infatti, questo microscopico ed ingegnoso strumento è in grado di attaccarsi alla pelle umana utilizzando le deboli forze di attrazione tra la pelle e uno strato di poliestere posto alla base del sensore, un pò come fanno i gechi sulle pareti con i loro polpastrelli. È evidente, quindi, che la natura pressoché non invasiva di questo prodotto dell’intreccio tra elettronica e biologia, sempre più diffuso nella medicina moderna, potrà essere particolarmente utile per monitorare bambini prematuri o per lo studio di pazienti con apnea del sonno.  
   
   
BOLZANO, SANITÀ: INCONTRO OPERATIVO DI THEINER CON IL OMOLOGO LOMBARDO, LUCIANO BRESCIANI  
 
Bolzano, 12 settembre 2011 - Le possibilità di una proficua collaborazione tra la sanità altoatesina e quella lombarda sono state al centro dell’incontro odierno tra l’assessore provinciale, Richard Theiner, ed il suo omologo lombardo, Luciano Bresciani. Già la prossima settima vi sarà un ulteriore incontro in teleconferenza per definire i termini di una concreta collaborazione operativa. Si è svolto l’ 8 settembre un incontro tra l’assessore provinciale, Richard Theiner, ed il suo omologo lombardo, Luciano Bresciani, al quale hanno preso parte anche il direttore del dipartimento, Florian Zerzer, ed il direttore di Ripartizione Albert Tschager. L’assessorato alla sanità della Regione Lombardia si occupa di oltre 10 milioni di abitanti ed ha un bilancio di circa 16,5 miliardi di euro. Nel corso dell’incontro si è parlato della possibilità di avviare una serie di proficue collaborazioni tra le due realtà territoriali nel campo della ricerca medica e dell’innovazione sanitaria. L’assessore Bresciani ha espresso la convinzione che il settore sanitario non rappresenti solamente un fattore di costo bensì un vero e proprio motore per il progresso in campo medico e sociale, nonché per la realtà economica locale nel suo complesso. Sono stati delineati due specifici ambiti di collaborazione nei quali potrebbero essere coinvolte anche altre realtà territoriali limitrofe ed i progetti riguardano la realizzazione di una “Medical school” ed il Centro di ricerca nel campo della riabilitazione che sorgerà a Vipiteno. Già la prossima settimana nell’ambito di una teleconferenza i responsabili dei rispettivi Dipartimenti definiranno concrete possibilità di collaborazione in questi due settori. Sia l’assessore Theiner che il suo collega lombardo si sono quindi trovati d’accordo riguardo alla necessità di dotare le ambulanze di soccorso di personale specializzato e quindi di sostenere, anche nei confronti del Ministero competente, la necessità di istituire la figura professionale del “soccorritore d’emergenza” (Rettungssanitäter).  
   
   
NUOVI OSPEDALI DI VIBO E DELLA SIBARITIDE, PROSEGUE SENZA SOSTE L’ITER REALIZZATIVO  
 
Catanzaro, 12 settembre 2011 - Il Presidente Giuseppe Scopelliti, in qualità di Commissario delegato per l’emergenza sanitaria nel territorio della Regione Calabria ha firmato l’ordinanza che approva le lettere d’invito, rivolte agli operatori economici prequalificati, a voler formulare un’offerta tecnico–economica per la realizzazione dei nuovi complessi ospedalieri della Sibaritide e di Vibo Valentia. Il responsabile unico del procedimento, Giovanni Laganà, Direttore Generale del dipartimento infrastrutture e lavori pubblici, fa presente che i concorrenti, ai fini dell’aggiudicazione della concessione, che avverrà con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dovranno formulare proposte e varianti progettuali migliorative rispetto al progetto preliminare posto a base di gara, purché siano rispettate le previsioni, le specifiche tecniche, i requisiti ed i vincoli posti dal progetto stesso, che già presenta standard tecnici e funzionali di livello molto elevato. “Il percorso avviato per la realizzazione dei nuovi ospedali in Calabria - ha dichiarato il Presidente Scopelliti - non ha subito rallentamenti, neanche nel periodo estivo. I progetti preliminari posti a base di gara sono stati valutati meritevoli di attenzione da parte dei più qualificati operatori del settore, che hanno risposto in gran numero ai bandi di gara pubblicati, assicurando, così, una benefica concorrenza alle procedure di selezione del concessionario”. Nei prossimi giorni le lettere d’invito relative ai nuovi complessi ospedalieri della Sibaritide e di Vibo Valentia perverranno ai concorrenti, che avranno 90 giorni di tempo per formulare la propria offerta.  
   
   
ECCEZIONALE INTERVENTO A ROMA PRESSO LA CLINICA VILLA PIA ASPORTATO UN TUMORE AL SENO DI QUASI OTTO CHILI  
 
Roma, 12 settembre 2011 - E’ una di quelle notizie che per chi vive la chirurgia fa rumore. E’ stato infatti asportato presso la Clinica Villa Pia a Roma un tumore della mammella di dimensioni eccezionali, quasi 8kg, un caso assai raro in Italia. Una signora di 59 anni, già operata dieci anni fa per un tumore maligno alla mammella di sinistra, era anche stata sottoposta a chemioterapia per la presenza di alcune metastasi ossee che negli anni si erano fermate senza progressione della malattia. Da due anni aveva notato la comparsa di una tumefazione alla mammella di destra che progressivamente e velocemente cresceva fino a raggiungere in tempi brevi una dimensione particolarmente voluminosa. La signora si era rivolta a diversi ospedali ove era stato prescritto l’intervento chirurgico ma, come a volte succede, la paura di una nuova operazione aveva prevalso sulla malattia e la signora aveva fatto passare ancora del tempo. La neoformazione continuava a crescere, fino ad assumere delle dimensioni giganti tali da rendere invalidante la qualità di vita della signora. La massa tumorale, poggiando sul torace, rendeva gravemente compromessa la respirazione, e costringeva a letto la signora potendosi muovere solo con l’aiuto di un familiare che spostasse la massa tumorale. A questo punto le condizioni generali della signora cominciano a decadere, peggiora il deficit respiratorio e il tumore comincia ad ulcerarsi e sanguinare da delle grosse varici che si erano formate sulla superficie. La signora si convince ad operarsi e si reca nuovamente in diversi centri ospedalieri e universitari ma da parte dei medici viene esclusa la possibilità di un intervento per le condizioni generali della signora e le dimensioni del tumore che ormai occupava più della metà del torace. “Sono stato interpellato in corsa per questo caso eccezionale – sottolinea il dott. Massimiliano Iannuzzi Mungo, primario chirurgo dell’Ospedale Accreditato Villa Pia di Roma – Ho potuto visitare la signora a casa perché ormai intrasportabile per una visita ambulatoriale a causa delle dimensioni del tumore. Constatata la gravità della situazione e il rischio di sanguinamento ho disposto l’immediato ricovero e gli accurati accertamenti cardiologici, respiratori ed anestesiologici cui è seguita una Tac che ha mostrato la neoplasia e un importante versamento pleurico. Ma – prosegue lo specialista - dal punto di vista chirurgico la neoplasia poteva essere ancora asportata. Ho ascoltato il parere dei colleghi, anestesista cardiologo e internista pneumologo e siamo intervenuti d’urgenza, riuscendo in una vera e propria impresa”. Infatti è stata predisposta una aspirazione del liquido dal torace per migliorare la funzionalità respiratoria, poi somministrate delle terapie per migliorare i parametri della signora e finalmente si pone l’indicazione all’intervento chirurgico. L’intervento, che è durato oltre tre ore, ha permesso l’asportazione radicale della neoplasia che ormai era attaccata al muscolo grande e piccolo pettorale che sono stati asportati insieme al tumore. La grande ferita chirurgica, che è residuata dopo l’asportazione del tumore, ha necessitato l’approntamento di un ampio lembo cutaneo di scorrimento per ricostruire la parete toracica. La massa tumorale asportata che pesava 8 Kg è stata avviata a dipartimento di anatomia patologica di Villa Pia ove è stata attentamente analizzato e si è formulata la diagnosi di una doppia malattia tumorale concomitante: un sarcoma ed un carcinoma. A distanza di tre mesi nel post operatorio la paziente è stata scrupolosamente seguita e monitorizzata, ma fortunatamente non ha presentato particolari problemi ed è stata dimessa dopo sette giorni di degenza. La qualità della vita della signora è migliorata in maniera considerevole dopo l’intervento, ha ripreso a deambulare autonomamente, non deve più stare bloccata a letto. Vista la buona ripresa della signora consultato l’oncologo è stato disposto un ulteriore trattamento chemioterapica che attualmente a distanza di tre mesi dall’intervento viene eseguito all’Istituto Regina Elena Ifo di Roma. “Siamo molto orgogliosi di aver potuto realizzare questo intervento presso il nostro reparto di Chirurgia Generale della Clinica Accreditata Villa Pia – conclude Daniela Bottari, imprenditrice e amministratore unico di Villa Pia - Ci avvaliamo delle più moderne tecnologie per la cura delle patologie della mammella e della tiroide e cancerose e quest’ultimo intervento rappresenta un successo per tutti noi frutto di un’attenta programmazione e competenza”.  
   
   
SANITA´IN SICILIA: IL FUTURO DEL SAN RAFFAELE GIGLIO, PRIMA RIUNIONE  
 
 Palermo, 12 settembre 2011 - Riunione l’ 8 settembre all´assessorato regionale della Salute tra i soci fondatori del San Raffaele Giglio di Cefalu´. Erano presenti per la Regione siciliana Elena Pizzo e Salvatore Sammartano, per il San Raffaele del Monte Tabor di Milano il neo vice presidente Giuseppe Profiti con il consulente Renato Botti, il direttore generale dell´Asp, Salvatore Cirignotta con il direttore amministrativo Antonio Candela, il presidente del San Raffaele Giglio, Stefano Cirillo con il direttore generale Piergiorgio Pomi e il sindaco di Cefalu´, Giuseppe Guercio. I soci hanno preso atto dell´esito della sperimentazione gestionale, che si e´ conclusa, con risultati ritenuti dai fondatori positivi per qualita´ assistenziale e per le positive ricadute sui cittadini e sul servizio sanitario regionale. I soci hanno prospettato la prosecuzione e il rilancio delle attivita´ sanitarie che dovranno essere condivise e riallineate all´esigenze della programmazione regionale. I fondatori si sono dati appuntamento, entro i prossimi trenta giorni, per esaminare una proposta di sviluppo della Fondazione, alla luce della conclusione della sperimentazione gestionale, con la ridefinizione dei ruoli dei soci istituzionali e della governance, al fine di superare le criticita´ economiche.  
   
   
DANIELA SCARAMUCCIA AL PREMIO LUZI: “LOTTA CONTRO IL DOLORE UN IMPEGNO DI CIVILTÀ”  
 
Firenze, 13 settembre 2011 – Un premio è stato assegnato, ex aequo, anche a Ferruccio Fazio e a Livia Turco, l’uno ministro attualmente in carica, l’altra ex ministro della salute, “per il loro impegno – così recita la motivazione – nei rispettivi, attuali e trascorsi incarichi di governo della sanità, profuso nelle politiche sanitarie contro il dolore non necessario, che tale è quando esaurisce il suo messaggio diagnostico nelle forme acute della malattia e tale rimane quando, nelle patologie croniche diventa esso stesso una malattia da curare”. Il 10 settembre, nell’ottocentesco teatro Angelo Poliziano di Montepulciano, si è tenuta la cerimonia per l’assegnazione del Premio Nottola-mario Luzi contro il dolore inutile. A premiare i vincitori, l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, che faceva parte della giuria, presieduta da Domenico Gioffrè. “Lottare contro il dolore inutile è uno dei più grandi impegni di civiltà – dice l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – Non soffrire è un diritto, e le istituzioni e tutti gli operatori hanno il dovere di mettere in atto ogni iniziativa necessaria ad alleviare il dolore dei pazienti. E’ indispensabile che tutti – pazienti, medici, operatori, amministratori, cittadini – capiscano che la sofferenza si può e si deve evitare, con ogni strumento. Questo Premio è un importante contributo alla promozione di un cambiamento che è prima di tutto culturale, e un forte stimolo per tutti a fare sempre di più per combattere il dolore”. Oltre al premio fuori concorso a Ferruccio Fazio e Livia Turco (il cui impegno ha avuto come risultato la legge 38 del 2010, che riconosce il dolore cronico come malattia e tutela il diritto dei cittadini ad accedere alla terapia del dolore e alle cure palliative), questi i premi assegnati dalla giuria, che ha selezionato i vincitori tra i 28 concorrenti che hanno partecipato, per le tre sezioni del Premio: progetto innovativo, tesi di laurea, ricerca pubblicata su una rivista scientifica: - per la sezione dedicata a progetti innovativi di riduzione, controllo e cura del dolore, presentati da operatori sanitari che lavorano in strutture pubbliche, il premio è stato assegnato a un progetto presentato dall’intero Pain Team del Servizio di anestesia e rianimazione della Fondazione Irccs Istituto Tumori di Milano, project leader l’infermiera Rossella Brambilla: un progetto per il trattamento del dolore post-operatorio con un approccio personalizzato e multimodale, che sottolinea il ruolo fondamentale della figura infermieristica nella gestione degli interventi per la riduzione del dolore; - per la sezione dedicata alla miglior tesi di laurea, il premio è stato vinto da Francesca Jolanda Verga, che si è laureata in medicina e chirurgia all’Università degli studi Milano Bicocca, con una tesi sulla stimolazione elettrica midollare nella sindrome da fallimento della chirurgia alla colonna vertebrale, responsabile in alcuni pazienti di dolori insopportabili e non più controllabili con trattamenti farmacologici a base di oppioidi; - per la sezione dedicata al miglior lavoro di ricerca pubblicato su una rivista scientifica, il premio è stato assegnato a una giovane ricercatrice, Romina Nassini di Bibbiena (Arezzo), che ha svolto uno studio con altri autori di varie Università (tra cui quella di Firenze) sul dolore evocato da stimoli non dolorosi in modelli animali. A ciascun vincitore è stata consegnata una medaglia d’oro che riproduce l’immagine di Mario Luzi. Ai vincitori delle sezioni dedicate alla miglior tesi di laurea e al miglior lavoro di ricerca verrà anche offerta la partecipazione a un congresso nazionale o internazionale a loro scelta, con la copertura di tutte le spese.  
   
   
AOSTA, CONVEGNO UNA MONTAGNA DI SALUTE. 2008-2011: I PRIMI QUATTRO ANNI DI ATTIVITÀ DELL’AMBULATORIO DI MEDICINA DI MONTAGNA  
 
Aosta, 12 settembre 2011 - L’assessorato della sanità, salute e politiche sociali e l’Azienda Usl Valle d’Aosta informano che, venerdì 16 settembre, dalle ore 17.00, alla Biblioteca regionale di Aosta, si svolgerà il convegno Una montagna di Salute. 2008-2011: i primi quattro anni di attività dell’ambulatorio di Medicina di Montagna. L’incontro, aperto al pubblico, si propone come momento di confronto tra professionisti della medicina di montagna per tracciare un primo bilancio sui quattro anni di attività (2008-2011) svolti dallo specifico ambulatorio collocato all’interno dell’Ospedale regionale Umberto Parini. L’evento rappresenterà anche l’occasione per definire programmi e azioni per il futuro della medicina di montagna in Valle d’Aosta. Dopo il saluto iniziale dell’Assessore Albert Lanièce e del direttore generale dell’Azienda Usl Carla Stefania Riccardi, introdurranno il convegno il direttore del Dipartimento anestesiologico, cure intensive e dell’urgenza e direttore dell’Elisoccorso Enrico Visetti e il responsabile dell’Ambulatorio di Medicina di Montagna Guido Giardini. Seguirà l’illustrazione da parte del dirigente medico presso la struttura di Chirurgia Vascolare Davide Piccolo di esperienze dirette in materia di interventi per il trattamento dei congelamenti e su iniziative di formazione e solidarietà in Pakistan del dirigente medico presso la struttura di Rianimazione e l’Ambulatorio di Medicina di Montagna, nonché componente dell’Elisoccorso, Marco Cavana. Il convegno si concluderà con la presentazione da parte del Capo sezione sci alpinistica del Centro Addestramento Alpini di Courmayeur Patrick Farcoz delle attività di telemedicina e consulto a distanza avvenute nel corso della spedizione Aconcagua 2011.  
   
   
MOSTRA: CIÒ CHE RESTA ANDREA MAGARAGGIA MILANO 14 - SETTEMBRE – 22 OTTOBRE  
 
Milano, 12 settembre 2011 - (…) e dunque il tuo lavoro mi appare così, un mettere a nudo. La ricerca del momento preciso in cui l´opera si palesa, in cui non c´è altro passo possibile, perché essa è già lì, svelata, ridotta all´osso. Ciò che resta oltre l’accessorio, il mutevole, il temporaneo è l’opera che si dà come scheletro, nella sua struttura, nel suo grado minimo, solido, rimasto. In effetti penso spesso al processo di realizzazione di un lavoro come ad un’accelerazione temporale. L’oggetto subisce un procedimento d’irriducibile semplificazione, una sintesi verso il suo potenziale più basico. Ciò che resta presuppone l’idea di un appena prima e di un subito dopo, si tratta di scivolare lungo una linea temporale senza la pretesa di confrontarsi con l’eternità o con l’effimero. E’ semplicemente aver a che fare con delle cose, appunto, rimaste. Ciò che resta è anche il frammento, qualcosa che si percepisce come mancante, perdita d´altro, di una matrice, di un corpo. E´ l´abbandonato, la parte rimasta che conquista presto una sua autonomia formale. In questo senso Ciò che resta, resta solo un attimo, l’attimo in cui il residuo smette d’essere tale per diventare già opera, già forma compiuta. E’ semplicemente come dici tu: un corpo. Qualcosa che è stato all’interno della vita, del tempo e per un attimo (o da sempre) si trova qui. Ora. La sua magia sta nel fatto d’essere presente. Ciò che resta allude a qualcosa che ha raggiunto una fissità formale definita, ma che al tempo stesso, innesca un processo immaginativo. L’opera oscilla tra l’ambiguità del materiale amorfo e un’immagine formale chiara e definita. Ciò che resta è ancora l’incombenza della morte nel tuo lavoro o la beffa della vita. Un memento mori forse. Alcune opere sembrano sacrificare una parte di sé per continuare ad essere o per essere finalmente, un processo brutale di cui il lavoro porta il segno. Penso a quelle opere che appaiono parzialmente erose, combuste, la cui materia trasformata si rivela lentamente. In questi lavori ad interessarmi è l’impossibilità di comunicare tutto e subito. Guardando l’opera non è possibile averne un’impressione univoca, definita; è necessario vederla complessivamente nei suoi scarti, nei suoi ritardi e nei suoi eccessi. Ci sono parti in attesa di acquisire una forma specifica, che poeticamente devono ancora avvenire, così come ce ne sono altre non ancora riconoscibili, nella scultura agiscono momenti diversi alcuni passati, decaduti ed altri appena germinati, sospesi. La mostra proseguirà fino a sabato 22 ottobre 2011. Unosolo project room  
   
   
IL RIGORE TENERO DELLA MATERIA DI ENZO FABBIANO ROMA, 22 SETTEMBRE AL 2 OTTOBRE 2011  
 
 Roma, 12 settembre 2011 - Le Tele di Enzo Fabbiano saranno esposte presso la Galleria Vittoria (Via Margutta, 103) dal 22 settembre al 2 ottobre durante la mostra “Il rigore tenero della materia” (ingresso gratuito). I quadri di Enzo Fabbiano hanno come punto di riferimento la nascita di un paesaggio, identificato nell’uso del colore. “… L’immagine finale è quindi, frutto di numerosi strati di colore di carte cancellate e strappate, di linee svirgolate e rapprese in un piccolo spazio della tela. È, quindi, una pittura mobile, fluttuante, magmatica, altezzosa pur evocando la “probità” del segno e della pennellata. È una pittura, anche, che si compiace delle sue trasparenze e di un’acquosità che permea ogni angolo del dipinto...” (Giorgio di Genova). A prendere parte all’evento l´artista Enzo Fabbiano, il critico Giuseppe Parisi, la gallerista Tiziana Todi e il professor Giorgio di Genova. Testo Critico - Le composizioni di Enzo Fabbiano sono il risultato di una ricerca assidua e tenace sul colore e sulle sue variabilità il cui frutto è febbrile, intenso e carico di allusioni all’invisibile. L’artista lavora all’interno della sua stessa opera in una specie di autoanalisi per interpretare se stesso e il mondo; traccia una via per elaborare gioie e lutti e dolori e pianti attraverso i quali s’innesta un sincero innalzamento della propria sensibilità e una larvata spiritualità, aperta a tante varianti. La sua ricerca sui materiali (fusi e accostati in tentativi non semplici) è un’operazione frutto di un lungo apprendistato e corroborato da una volontà di ferro, piuttosto insolita in un contesto ostico come quello calabrese. Quindi, l’attività, pur nascendo da autodidatta, si perfeziona con lo sguardo attento alle opere altrui, in primis agli informali, ai post-informali e con lo sperimentare l’uso della materia, come generatrice di fenomeni imprevisti. Da tutto questo nascono le opere dal “rigore-tenero” con le protuberanze-grembo nella superficie della tela, prosperano certi solchi flebili e morbidi che si conficcano nello spazio pittorico. Le opere, così, si immergono in un ricordo dei colori del tempo: il blu del mare, la terra secca e grigia dei calanchi argillosi, il cielo incerto e variabile durante la tramontana invernale. Questi temi e queste riflessioni cromatiche nutrono con energia l’opera del calabrese che sperimenta come uno zelante “sacerdote” l’epifania del rosso o il suo nascondimento, la visibilità dei toni freddi o la loro esclusione, forse con ricorsi memoriali alla visione di una vita in un contesto con elementi “arcaici” dove il mitologico (la paura, la vendetta, il trionfo, l’esclusione) si mescola con il senso vivo delle cose. La pittura di Enzo Fabbiano s’innalza a coraggioso tentativo di modulare una via artistica piena di senso per combattere le piatte architetture di tanti mediocri artisti il cui “fiato artistico” è sprecato in inutili volteggiamenti coloristici. La sua pittura (senza stati di allucinazione) si stende sull’opera con più strati come se dovesse arrivare al nucleo del mondo: i dati sensibili, i dati intermedi come filtro dei due strati, i dati interni (e più profondi) da cui si possano leggere la propria storia personale e anche quella degli altri. I dati sensibili sono i più visibili e anche i più concreti e riflettono l’ultima “carezza” dell’artista che li slega dall’autore per farli vivere nel proprio tempo, nella propria vita, nel proprio vissuto. Quelli intermedi nascono come percezione di alcune intuizioni, ma “s’appisolano” sul piano pittorico in attesa dell’evento, della trasformazione. Quelli interni (e nascosti) vivono con la certezza di essere la base costituente dell’opera e nell’opera si annidano come covate benefiche pronte a nutrire di energia la progressione pittorica dell’artista. A fare da collante in queste opere l’autore immette vari materiali, ma uno su tutti ricorre quasi costantemente: la carta velina, fragile come il vento, che l’artista applica nelle sue opere con una simbologia precisa. La morbidezza della carta, unita ad altre sostanze, diventa più consistente, più duratura e può costituire una sorta di “paesaggio interiore”. L’increspatura della carta viene solidificata e lascia sul campo territori scabrosi su cui la mano può avvertire la ruvidezza, lo spazio modulato, la variabilità dell’umore cartaceo. Tutta la produzione di Fabbiano è dentro i canoni post-informali: la mancanza di legami con il figurativo, la visione coloristica sganciata dal reale, i materiali utilizzati (la ricetta è unicamente sua) sono in sintonia con le opere contemporanee dove sperimentare è ricercare l’essenza del nostro vivere. L’artista lavora come un navigato alchimista nel suo studio che si affaccia sul mare. Dopo ogni operazione (soprattutto nelle tele di grandi dimensioni) l’artista ne esce sfiancato come un corpo a corpo con l’opera poiché la ricerca e la fascinazione della materia assorbono ogni sua più piccola energia, ogni suo briciolo di forza. L’opera, per suo dire, deve raccontare l’inconoscibile e dare un segno di visibilità tonale allo sguardo accorto dello spettatore. Il canto finale deve essere quello di un lavoratore che conosce i materiali, le loro combustioni, le loro specificità, ma anche quello di un “fabbro-creatore-inventore” che elabora una linea molto personale la cui logica sta nel cogliere le sfumature più intime del nostro correre verso lidi sconosciuti. Allora, Fabbiano, è non solo un visionario, ma anche un “diverso” vedente (come lo sanno essere solo i più bravi artisti) del mondo che anticipa soluzioni e competenze di altri settori dello scibile umano. Potremmo dire che è un “farmacista” che dà pillole di estetica post-informale per celare “la realtà orribile della vita” e tracciare con il suo “fluido magico” (la pittura) una sottile linea verde che ogni individuo capta in pochi momenti della propria vita. Per concludere, la pittura di Fabbiano è piena di attese, di riprese, di scatti bloccati che squarciano la materia su più punti dando corpo al coraggio del fare e del dire nonostante la resistenza del vuoto e dei suoi ineffabili silenzi. Giuseppe Parisi Biografia - Pittore autodidatta, nasce a Crotone l’8 Ottobre del 1963. Nel 1980 si trasferisce a Siena per seguire corsi di studio universitari. Gli anni passati in toscana (1980-85) sono ricchi di incontri con artisti di varia estrazione e provenienza ai quali deve l’introduzione all´uso del colore ad olio, e la spinta verso lo studio e la rappresentazione della figura umana e della natura. Ben presto inizia a partecipare ad esposizioni collettive di arte ricevendo sempre consensi sia da parte del pubblico che, soprattutto, dalla critica. Consenso dovutogli, principalmente, per il sapiente uso del colore, di stampo tipicamente impressionista. Da alcuni anni ad oggi, spinto da un’innata propensione, da continua ricerca e soprattutto dalla visita della retrospettiva romana dell’opera di Afro Basaldella, è approdato ad esprimersi attraverso i canoni, oggi a lui più congeniali, del post-informale.  
   
   
ACHILLE DE TOMMASO “COMUNICAZIONE TRA MATERIA E COLORE” MOSTRA PERSONALE DI PITTURA MILANO DAL 10 AL 24 SETTEMBRE 2011  
 
 Milano, 12 settembre 2011 - Dal 10 settembre la Galleria degli Artisti di Milano presenterà una mostra d’arte dedicata interamente alla pittura di Achille De Tommaso, particolarmente apprezzato dal pubblico e dalla critica nazionale. Il percorso espositivo, presentato dal critico d’arte Sabrina Falzone, illustrerà le differenti direzioni artistiche intraprese dall’indagine pittorica di Achille De Tommaso, i cui sviluppi creativi si coniugano ad una straordinaria sintesi tra il pensiero scientifico e l’esperienza pittorica dell’inconscio. Un insolito connubio di razionalità e irrazionalità anticipa l’affascinante mente creativa che si cela dietro un personaggio singolare ed eclettico dal nome Achille De Tommaso, già noto come alto imprenditore nell’ambito delle telecomunicazioni. La vita di Achille De Tommaso è scandita da continui successi professionali sia come artista che come ingegnere, segno di una solida personalità capace di mettersi in gioco su ogni versante, senza paura ma incondizionatamente. Ed è proprio vero che “chi ama la scienza e i numeri non può non amare l’arte e l’armonia della natura e dell’universo”. Parola di Achille de Tommaso. L’artista ha esposto sia in Italia che all’estero. Lisbona, Torino, Milano, Roma, Verona, Cremona, Lerici sono solo alcune delle città che hanno accolto con slancio entusiastico le opere firmate Achille De Tommaso.  
   
   
ROMA, PITTORI PIAZZA NAVONA: DELIBERA PER IL DECORO DELLA PIAZZA NEL RISPETTO DELLA TRADIZIONE  
 
Roma, 12 settembre 2011 - La Giunta Capitolina, su proposta dell’assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dino Gasperini, ha approvato l’ 8 settembre la delibera che regolamenta l’attività di pittori, ritrattisti e caricaturisti a Piazza Navona. Potranno essere rilasciate le concessioni per un massimo di 44 postazioni in Piazza Navona, 12 in piazza Trinità dei Monti e 15 in ponte Sant’angelo. Ogni opera dovrà recare la firma dell’artista titolare della concessione e la certificazione di autenticità. La durata della concessione sarà di due anni e, nel caso di piazza Navona, l’esercizio dell’attività sarà sospeso in concomitanza con le festività natalizie e la tradizionale “Festa della Befana”. Le postazioni dovranno avere arredi rimuovibili con caratteristiche di omogeneità nei materiali e nei colori ed occupare un’area di 2 metri per un metro. Vengono fissate delle regole anche per gli espositori di opere d’arte che dovranno avere tutti la stessa dimensione ed essere in struttura metallica color grigio antracite. L’occupazione di suolo pubblico potrà essere rilasciata solo a seguito di un avviso pubblico del Municipio che disciplina i requisiti per l’iscrizione degli artisti ad un albo municipale. La Commissione tecnica chiederà ai candidati prove pittoriche che ne attestino le capacità artistiche. Tra le altre novità, i titolari della concessione non potranno più usare mezzi o veicoli (apette) come deposito delle opere destinate alla vendita; l’illuminazione nelle ore notturne sarà consentita solo con una lampada che non superi i 100W, con divieto di usare gruppi elettrogeni; Il titolare non potrà essere sostituito e avrà l’obbligo di esporre un cartellino identificativo con foto e numero della concessione; l’occupazione non potrà essere effettuata prima delle ore 8 e dopo le ore 24; è vietato l’uso degli ombrelloni, ogni titolare potrà esporre nella cartella al massimo 15 tele senza cornici e dovrà stipulare un contratto per la pulizia dell’area. «Una delibera attesa da anni - spiega l’assessore alle Politiche Culturali e al Centro Storico, Dino Gasperini - che garantisce e tutela una tradizione romana, ripristinando regole precise e fissando sanzioni severe con particolare attenzione al decoro della piazza, alla legalità, all’arredo e alla qualità delle opere d’arte che vengono proposte a cittadini e turisti e che finalmente libera piazza Navona - conclude Gasperini - da decine e decine di cavalletti».  
   
   
LIGNANO 2011: APERTURA, ORI RUSSI E DOLORE USA PER 11 SETTEMBRE  
 
 Lignano, 12 settembre 2011 - Il tragico ricordo degli attentati dell´11 settembre ha reso speciale la giornata di ieri agli European Masters Games, dove è stato programmato un minuto di silenzio durante la cerimonia di apertura degli European Masters Games di Lignano 2011 con in pista anche 15 atleti americani, tra i quali Russell Jacquet Acea, di Seattle, che non appena accreditatosi al Game Centre, ha raccontato di essere un insegnante di musica e sport e che l´11 settembre di dieci anni fa era al lavoro in una scuola media. ´Quel giorno - ha spiegato Acea - abbiamo capito che gli Stati Uniti erano sotto attacco, nessuno di noi poteva credere a quello che stava vedendo alla televisione, quelle due torri che stavano cadendo e poi il nulla...´. Il 58enne americano a Lignano gareggerà nel massacrante decathlon in programma a partire da domani allo stadio Fabretto di Gorizia. ´Sono reduce da 27 ore di viaggio da Seattle a Lignano, passando per New York, Roma e Venezia. Sono qui per lo spirito dell´atletica, che è quello di dar sempre il massimo e girare il mondo. Ai Mondiali Master di Sacramento ho ottenuto un sesto posto, qui punto al podio. Del resto, neppure da ragazzo andavo male: ho ancora il primato della mia università New York State University sui 400 hs. In quella gara arrivai secondo e vinse un certo Edwin Moses...´. La Giornata - Sul fronte sportivo, ferma l´atletica per permettere l´allestimento della cerimonia di apertura, oggi sono stati protagonisti di Lignano 2011 altri cinque sport quali pallamano, canoa-kayak, tiro a volo, tennis e calcio a 5. Pallamano, Sordi Aprono Il Campionato - Ha il sapore dell´amarcord la sfida tra Italia A e Italia B nella finale della pallamano paraolimpica per atleti sordi svoltasi a Latisana. La vittoria è andata infatti ai ´vecchi leoni´, titolari della pallamano azzurra che fu campione d´Europa (Vienna, 1995) e del mondo (Siviglia, 1997) che ha battuto 19-11 l´attuale Nazionale. Italia A ha visto protagonisti Gavino Carta (6) e Roberto Ciani (4), dieci gol in due, cui si sono contrapposti Cirino Di Bella (5) e Gianteodoro Pisciottoni (4), ma a fare la differenza è stata proprio la squadra. Unita e compatta, Italia A è andata a segno con tutti gli uomini in campo, evidenziando sicurezza in tutte le azioni di gioco. ´La squadra che ha vinto è stata campione d´Europa e del mondo, qui ci sono giocatori che hanno calcato i parquet dei campionati regolari´, ha affermato l´allenatore federale Giuseppe Langiano. Calcio A 5, Conta Il Fattore Campo - Nella giornata inaugurale, partenza lanciata per il Lignano Team Hotel Martini, primo in classifica a punteggio pieno nel torneo di calcio a 5 sui campi del Villaggio Getur. Superati per 3-0 i tedeschi Graue Wolfe Wsw con un gol messo a segno dall´assessore allo sport di Lignano, Giovanni Iermano, la formazione locale che partecipa agli Emg è riuscita a battere ai supplementari (6-4) anche i fortissimi ucraini del Kharkiv. A loro volta, gli ucraini - nelle cui file brillano anche il goleador Valerii Gurtiak (4 gol in 2 partite) e Guennady Chaplyk - nella prima giornata hanno piegato i friulani de La Viarte, ottima squadra composta da Stefano Spanghero, Denis Dusso, Flavio Pegoraro, Giuliano Tessaro e Nicola Grattoni, ma del tutto priva di cambi. L´1-1 ha fotografato i valori in campo fino a 5´ dal termine, poi la comprensibile flessione accusata da La Viarte. Netta vittoria anche per l´Aboriginal, formazione russa che ha piegato per 2-0 gli ucraini del Mariupol, ma per il momento il Lignano Team Hotel Martini si gode il primato in classifica a punteggio pieno. Canoa-kayak, L´est Europa Domina - Pioggia di medaglie da San Giorgio di Nogaro, dove si sono disputate le prime finali di kayak e canoa: a farla da padrone sul fiume Corno sono stati gli atleti dell´est Europa che hanno monopolizzato i podi. Sui 200 metri under 39, oro per Anatolij Ivanov (Russia) nel kayak. Sulla stessa distanza, sempre nel kayak, vincono gli ucraini Oleksii Naguliak (40-44), Valeri Nosovets (45-49), e il polacco Zbigniew Lawrow (60-64). Tra le donne oro per la tedesca Martha Koller (60-64), la bielorussa Anzhela Golovina (45-49), la russa Irina Bodrova (40-44) e la ceca Barbora Verdnerova (35-39). Nella canoa, sulla medesima distanza, vincono l´italiano di origine polacca Stanislaw Kuczynski (35-39), il moldavo Vladislav Rojnov (40-44), il lituano Aleksandr Nazarov (45-49). Medaglie italiane nei master 55-59 con Rodolfo Camurati, bronzo nel K1 e Giuseppe Canu, argento tra i 50 e i 54. Camurati ha fatto il bis nel K2, in coppia con Siro Scanavacca, terzi alle spalle degli equipaggi ucraino e tedesco. Tiro A Volo, Cainero Tifosa Eccellente - La campionessa olimpica di Pechino 2008, Chiara Cainero, ha assunto il ruolo di moglie-spettatrice alle gare odierne di tiro a volo di Lignano 2011. E´ toccato infatti al marito, Filippo La Martina, scendere in lizza nella specialità Compak Sporting. Nella specialità non olimpica, che simula di fatto la caccia con bersagli che si muovono in maniera diversa imitando la traiettoria delle prede, si sono assegnate le prime medaglie. Tra gli agonisti, oro di categoria per Guglielmo Dell´oste (+40) e Paolo Angiolino (+50), mentre tra gli amatori sono saliti sul gradino più alto del podio Alessandro Zanuttini (30+), Andrea De Candido (+40), Guido Zocchi (+60) e Adruino Franceschet (+70). Tennis, Italiana La Prima Semifinalista - L´italiana Antonella Gaston è la prima semifinalista del torneo di tennis. Nel tabellone unico riservato alle gare femminili, sui campi del Tennis Club di Lignano Sabbiadoro, la 42enne Gaston ha piegato la 62enne britannica Alexandra Rotas (6-3, 7-6), mentre la 51enne ungherese Erzsebet Nagy non ha lasciato scampo alla 52enne italiana Aneliya Bulgarova (6-0, 6-0) qualificandosi ai quarti di finale. Nel tabellone maschili, classe fino a 44 anni, la sfida tutta italiana fra Spangaro e Cicoira, è stata vinta dal primo (6-1, 6-2) che accede dunque al torneo principale. Non Solo Sport, Aumenta La Richiesta Di Escursioni - E´ in crescita il numero di richieste di informazioni e pacchetti turistici agli info point dislocati all´intero del Media Center dell´European Masters Games di Lignano. A fare la parte del leone sono gli atleti e gli accompagnatori dell´Est Europa, con Trieste e Grado, oltre a Venezia, mete più gettonate. Il fascino della città mitteleuropea continua a catturare l´attenzione dei turisti che, in primis, spiegano agli addetti alle escursioni di voler visitare il Castello di Miramare. Anche il centro storico di Grado e le proposte culinarie della laguna riscuotono un alto gradimento. Le Gare Di Domani - 24 finali in programma domani, lunedì 12 settembre. Oltre all´atletica, che porta in pista sei discipline in due stadi, a Lignano e a Gorizia, si competerà nel calcio a 5, sollevamento pesi, tennis, orienteering, beach-volley e canoa-kayak. Atletica - Allo stadio Fabretto di Gorizia, dove si assegneranno le medaglie per le specialità del martellone e del giavellotto, nelle categorie M 35, 40, 45, 50, 55, 60, 65, F 35, 40, 45, 60, 65, 70, 75+. Allo stadio Teghil di Lignano in programma invece le finali dei 5 mila metri di marcia. Per quanto riguarda invece le qualificazioni, in gara le atlete dell´Eptathlon (100 hs, salto in alto, getto del peso, 200 mt) e gli uomini del Decathlon (100 mt, salto in lungo, getto del peso, salto in alto, 400 mt) allo stadio Fabretto di Gorizia, a Lignano iniziano invece le batterie per i 100 mt. Tra gli atleti regionali in gara lunedì, anche due grandi donne dello sport regionale, le campionesse di lancio del martellone Brunella Del Giudice (W65) e Anna Flaibani (W80), Antonio Tarondo (M70), pluricampione italiano nei 100 mt. Beach Volley - Iniziano domani alle 11 al Villaggio Ge.tur i gironi del beach volley, che vedranno in gara i due campioni olimpici Franco Bertoli e Luca Cantagalli. Calcio a 5 - Proseguono le qualificazioni del Calcio a 5 alla Getur di Lignano. In campo le categorie 30+, 35+, 40+ e 45 Over. Canoa-kayak - A San Giorgio di Nogaro scenderanno in acqua gli atleti per le qualificazioni e per le semifinali del K1, K2, K4, C1, C2 e C4 nei 1000 metri, oltre che gli atleti paraolimpici per le finali delle gare sprint 200 metri. Orienteering - Nel programma di giornata sono previste le prove di Model Event Co, che si svolgono a Monrupino (Trieste). Sollevamento pesi - Nella palestra di Cervignano del Friuli iniziano le competizioni di sollevamento pesi. 296 in totale gli atleti iscritti alle gare, che puntano all´oro nelle categorie 56, 62, 69, 77, 85, 94, 105, 105+ kg: 53 gli atleti in gara lunedì. Tra questi, va segnalato il friulano Graziano Magris, classe 1945, campione italiano assoluto nel 1983 e plurimedagliato agli Italiani, agli Europei e ai Mondiali Master. Nel 2011 si è confermato campione europeo Master ad Heinsheim, in Germania. Tennis - Proseguiranno le partite di qualificazione al Tennis Club di Ligano Sabbiadoro. Vela - A partire dalle 12, dopo lo skipper meeting, si svolgeranno a Lignano le prime regate di windsurf, specialità raceboard.  
   
   
SPORT: L´ASD GYMNASIUM RAIANO DI SCHERMA PREMIATO DA MASCI PER PRIMA VOLTA TEAM ABRUZZESE IN A1 DI SCIABOLA FEMMINILE  
 
 Pescara, 12 settembre 2011 - Per la prima volta una società abruzzese è stata promossa nella serie A1 a squadre di scherma, nella specialità della sciabola femminile. Si tratta dell´Asd Gymnasium Scherma Club Raiano che, nel maggio 2012, a Bologna, si confronterà con l´elite mondiale della sciabola visto che, tra l´altro, al di là della prestigiosa tradizione della nazionale italiana, proprio il team azzurro detiene il titolo europeo a squadre. Il 9 settembre, in Regione, a Pescara, l´assessore allo Sport, Carlo Masci, ha premiato con un trofeo il presidente del sodalizio raianese, Quintino Moca, ed omaggiato le splendide protagoniste di questa autentica impresa sportiva: la 23enne Linda Moca, atleta ed istruttrice nazionale, la 22enne di origine romena, Iasmina Baban, la 17enne Roberta Simonella e la 16enne Greta Marini. "Arrivare in serie A1 rappresenta per qualsiasi realtà sportiva un traguardo eccellente - ha dichiarato l´assessore Masci - quando poi a riuscirci è una piccola realtà come quella di Raiano, il risultato assume una dimensione ancora più straordinaria. Soprattutto se si considera che la scherma italiana è ai vertici mondiali in tutte le specialità. Sono fiero di voi - ha proseguito l´assessore - e sono convinto che saprete farvi valere anche in questa nuova categoria. Tuttavia, di là degli aspetti agonistici, - ha concluso - quello che conta è fare sport perchè lo sport educa al rispetto delle regole e questo aiuta senz´altro a vivere meglio". Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti anche il sindaco di Raiano, Marco Moca, il consigliere nazionale della Federscherma, Orazio Rinaldi, ed il delegato regionale della Federazione, Giuseppe Orfanelli. Nel prossimo giugno, intanto, è pressochè certo che l´Abruzzo ospiterà il mundialito under 14 di sciabola maschile e femminile.