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Notiziario Marketpress di Mercoledì 21 Settembre 2011
IL TERRENO TRATTIENE PIÙ ACQUA VICINO ALLE RADICI DELLE PIANTE  
 
Il movimento dell´acqua dal terreno alle radici controlla il rapporto tra piante e acqua e il modo in cui le sostanze nutritive vengono assorbite. E sebbene gli scienziati hanno da tempo osservato che le radici provocano cambiamenti delle proprietà chimiche, biologiche e fisiche della rizosfera (il terreno nelle immediate vicinanze delle radici), una nuova ricerca mostra che il terreno in queste zone contiene in effetti il 30% di acqua in più rispetto a quanto si pensasse inizialmente. Presentato sulla rivista New Phytologist, lo studio è stato finanziato in parte dal progetto Water Watch ("Non-invasive imagining of the water dynamics in a soil plant groundwater system") che ha ricevuto un contributo Azioni Marie Curie - Trasferimento di conoscenze del valore di 302.000 Eur nell´ambito del Sesto programma quadro (6° Pq) dell´Ue. Secondo i ricercatori in Germania, Svizzera e Stati Uniti l´acqua aiuta le piante a superare brevi periodi di siccità. I risultati potrebbero essere usati per migliorare la produzione delle piante e supportare lo sviluppo di sistemi di irrigazione efficienti. Usando la tomografia a neutroni presso il Paul Scherrer Institut (Psi) in Svizzera, il team ha mostrato la distribuzione dell´acqua fino a una frazione di millimetro senza rimuovere le piante dal terreno. "La questione di come le piante assorbono l´acqua non è rilevante solo per lo sviluppo di nuove varianti di piante che facciano un miglior uso dell´acqua, ma anche per migliorare i modelli climatici,", spiega il co-autore Sascha Oswald dell´Istituto di Scienza della terra e dell´ambiente dell´Università di Potsdam in Germania, "perché di solito più della metà di tutta l´acqua che cade sulla superficie della Terra in forma di pioggia in un clima umido viene assorbita dalle piante e poi passa nuovamente all´atmosfera attraverso di esse." Da parte sua, l´autore principale Ahmad Moradi dell´Università della California, Davis, negli Stati Uniti, dice: "Le piante assorbono l´acqua dal terreno per mezzo di radici sottili, di un paio di millimetri di diametro. Le radici più spesse servono più come tubature, per rilasciare l´acqua. Vogliamo capire la distribuzione dell´acqua intorno a queste radici. I processi decisivi avvengono qui in una scala di un paio di millimetri. Per osservare questi processi, abbiamo bisogno di una procedura che mostri i dettagli più piccoli di un millimetro e che possa essere applicata senza bisogno di rimuovere le piante dal terreno." Grazie a questo sofisticato metodo, il team ha mandato neutroni attraverso le piante, insieme al terreno intorno alle radici. Le particelle hanno permesso loro di osservare l´interno di vari oggetti, come con dei raggi X, ma meglio: è infatti possibile vedere i componenti interni. Secondo i ricercatori, l´acqua assottiglia e disperde i neutroni mentre il metallo e la sabbia sono loro invisibili. Il dott. Moradi spiega: "Le radici sono fatte per quasi il 90% di acqua. Quando si desidera esaminare le radici, o il movimento dell´acqua nel terreno, i neutroni sono uno strumento molto migliore dei raggi X." Essi creano un´immagine tridimensionale (3D) della distribuzione dell´acqua intorno alle radici e determinano la quantità di acqua presente in varie posizioni del terreno. "Per questa misurazione è stato usato il microscopio della struttura, in modo da generare immagini con una risoluzione di 20 pixel per millimetro," dice il co-autore Eberhard Lehmann del Psi. "In questo modo è stato possibile rendere l´acqua visibile con la precisione richiesta. Abbiamo tre posizioni di misurazione alle quali possiamo creare immagini con neutroni - ognuna di esse con le proprie caratteristiche. Così abbiamo potuto provare diverse opzioni per l´esperimento. Un grande vantaggio delle strutture del Psi è che sono in funzione 24 ore su 24 e quindi abbiamo potuto osservare le piante per un ciclo completo notte-giorno." Commentando i risultati, il professor Oswald, uno degli autori dello studio, dice: "Per quanto riguarda le applicazioni pratiche di questi risultati, essi possono essere utili per la produzione di piante in grado di sopravvivere meglio ai periodi di siccità. Si può anche stabilire in modo esatto quanta acqua dare alle piante per fare in modo che non subiscano danni durevoli seccando." Per maggiori informazioni, visitare: New Phytologist: http://onlinelibrary.Wiley.com/journal/10.1111/issn1469-8137  
Università di Potsdam: http://www.Uni-potsdam.de/english/  
Paul Scherrer Institut Psi: http://www.Psi.ch/psi-home  
Azioni Marie Curie: http://ec.Europa.eu/research/mariecurieactions/  
 
   
   
INFEZIONI BATTERICHE: UNA SCOPERTA ICGEB RIVELA RETROSCENA E COMPLICITÀ INASPETTATE BATTERI INNOCUI POSSONO SOSTENERE E AGGRAVARE LA MALATTIA DELL’OLIVO NUOVE STRATEGIE TERAPEUTICHE CONTRO LA “ROGNA DELL’OLIVO” E ALTRE PATOLOGIE DELLE PIANTE  
 
 Che i batteri comunichino con gli altri membri della loro specie utilizzando un linguaggio loro proprio, era cosa già nota; ma che potessero esistere comunicazioni tra specie batteriche diverse non era ancora stato dimostrato. E che, poi, questo scambio di informazioni e messaggi potesse coinvolgere batteri innocui e comportare addirittura un aggravio della malattia, era del tutto inaspettato. E’ quanto ha scoperto, invece, l’équipe guidata da Vittorio Venturi, del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) di Trieste, in collaborazione con i colleghi del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia e con alcuni ricercatori dell’Istituto di Agraria e Medicina Veterinaria “Hassan Ii” di Agadir in Marocco. Lo studio, per la peculiarità dei risultati, è stato pubblicato quest’estate sulle prestigiose riviste scientifiche internazionali Nature Middle East e Isme Journal (International Society for Microbial Ecology) del gruppo di Nature. Spesso nei “gialli” e nella vita i complici di un crimine sono soggetti insospettabili; così capita che persone apparentemente inoffensive o addirittura amiche si rivelino, se spinte dal profitto, estremamente pericolose. Allo stesso modo, che ruolo gioca l’innocua flora batterica nell’insorgenza di una malattia? E’ una semplice spettatrice innocente o è di aiuto ai batteri patogeni? Ponendosi questa domanda, i ricercatori hanno esaminato le comunità batteriche delle piante e il loro comportamento durante le fasi di patogenesi e di propagazione dell’infezione. In particolare hanno tenuto sotto osservazione una malattia batterica molto comune e difficile da combattere, la cosiddetta “Rogna dell’olivo”, molto diffusa in Europa meridionale e in Medio Oriente, presente in tutte le regioni di coltivazione dell´olivo e segnalata già in epoche remote. La “Rogna dell’olivo” è causata dal batterio patogeno Pseudomonas savastanoi pv. Savastanoi che, distinguendosi in diverse varietà (pv. Savastanoi, pv. Fraxini e pv. Neri), può colpire diverse specie di piante legnose, quali olivi, frassini e oleandri, inducendo una crescita eccessiva dei tessuti infetti e provocando galle, ulcere ed escrescenze di alcuni centimetri simili a verruche. L’infezione può attaccare oltre a fusto e rami anche foglie, frutti e radici, provocando un’indebolimento della pianta e gravi danni all’agricoltura. I biologi sanno da oltre un decennio che le malattie batteriche sono il risultato di complesse interazioni tra il patogeno e la pianta ospite e che i batteri comunicano con gli altri membri della loro specie utilizzando una molecola-messaggio particolare a quella specie. Quando la concentrazione di questa molecola supera una certa soglia, i batteri patogeni iniziano ad attaccare il loro ospite. Poco studiate, invece, e soprattutto ancora poco comprese erano le possibili interazioni tra batteri patogeni e la flora microbica apparentemente innocua residente sulla pianta. «Con questo lavoro – spiega Vittorio Venturi, direttore del laboratorio di Batteriologia dell’Icgeb - abbiamo voluto scoprire se esiste e che ruolo svolge la comunicazione tra specie batteriche diverse nell’insorgenza di malattie batteriche. La “Rogna dell’olivo” si presta bene come modello di studio perché al batterio patogeno Pseudomonas savastanoi sono quasi sempre associate altre due specie di batteri, Pantoea agglomerans e Erwinia toletana, frequentemente diffuse in diversi habitat naturali e agricoli. Sono batteri stanziali, innocui, che vivono sulla supercie esterna delle piante (epifiti) o all’interno delle loro strutture (endofiti)». I risultati sono sorprendenti: la comunità batterica della “Rogna dell’olivo”, costituita dalla convivenza dei tre batteri all’interno della stessa nicchia ecologica, la galla infettiva, risulta essere un consorzio molto stabile che comunica al suo interno e che stimola e sostiene l’infezione e il propagarsi della malattia. Le tre specie batteriche, infatti, posseggono lo stesso sistema di comunicazione intercellulare che ne regola la crescita e la densità in risposta alle condizioni ambientali presenti. Non solo, ma producono anche gli stessi segnali chimici e utilizzano le stesse molecole-messaggio. Come dire, utilizzano lo stesso linguaggio e la stessa lingua. «E le sorprese non finiscono qui – aggiunge Venturi. – Gli esperimenti condotti dimostrano non solo che la virulenza di Pseudomonas savastanoi dipende criticamente dai segnali di comunicazione; ma addirittura che l’eventuale carenza di messaggi da parte di P. Savastanoi può essere sostituita e compensata dai segnali prodotti da E. Toletana o da P. Agglomerans. Avevamo, infatti, inattivato il batterio patogeno in modo che non potesse rilasciare la sua molecola-messaggio e quindi non potesse comunicare, crescere di numero e infettare la pianta. In teoria, questo avrebbe dovuto fermare la diffusione della malattia. Abbiamo scoperto, invece, che i due batteri residenti agivano da supplenti fornendo le molecole-messaggio al patogeno, ristabilendo la comunicazione e ripristinando la capacità di scatenare l´infezione». Lo sviluppo della “Rogna dell’olivo”, è dunque, sicuramente aggravato dalla presenza delle altre due specie batteriche stanziali, che formano con il patogeno una squadra vincente; un consorzio microbico stabile, che collabora e condivide la stessa nicchia ecologica chiaramente per trarne un reciproco vantaggio legato alla condivisione di nutrienti e di messaggi. «Questi risultati - conclude Venturi - indicano che alcune malattie delle piante possono essere polimicrobiche e che per sconfiggerle, non potendo utilizzare in agricoltura terapie antibiotiche, dovremo sviluppare nuove strategie di lotta in grado di interrompere l’azione sinergica di entrambi i tipi di batteri, sia quelli patogeni sia quelli residenti, finora ritenuti innocui. Ora che conosciamo il loro sistema di comunicazione e le molecole-messaggio che utilizzano, inoltre, potremo contribuire per mettere a punto dei trattamenti terapeutici più efficaci contro la “Rogna dell’olivo” e altre patologie affini».  
   
   
PARTECIPATE. NOMINATI I CDA DI MILANO RISTORAZIONE, AMAT E MIR  
 
 Il Sindaco Giuliano Pisapia ha proceduto ieri alla nomina del Consiglio di Amministrazione di Milano Ristorazione, indicando come presidente Gabriella Iacono, 54 anni, manager nel campo della ristorazione collettiva. La dottoressa Iacono è attualmente Quality and Food Safety manager in Gemeaz Cusin Spa, incarico che lascerà domani. Gli altri due componenti del Cda di Milano Ristorazione sono Claudia Sorlini, 68 anni, professore ordinario di Microbiologia agraria presso l’Università degli Studi di Milano e componente del Comitato Scientifico di Expo 2015, e Alfredo Vanotti, 61 anni, professore a contratto presso la facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano per l’insegnamento di Dietologia e Dietoterapia, Dietetica preventiva e Dietetica delle collettività. Il Sindaco ha altresì nominato amministratore unico di Amat Srl l’architetto Maria Berrini, 55 anni, socia fondatrice e presidente dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia. Nel Consiglio di Amministrazione della Mir sono stati nominati l’avvocato Ileana Alesso, l’architetto Andrea Bonessa e l’avvocato Antonio Pascucci.  
   
   
AGROALIMENTARE: PICCOLE PRODUZIONI DA SALVARE  
 
 Enemonzo (Ud) - Oltre 700 animali testati prima di partire per l´alpeggio, 59 allevamenti monitorati, 111 controlli ufficiali in malga e fino ad oggi 3 malghe registrate con il marchio regionale e altre 5 in attesa. Sono i numeri che danno conto del lavoro che sta dietro al progetto regionale del Friuli Venezia Giulia "Ppl. Piccole Produzioni Locali" che ha l´obiettivo di evitare la scomparsa di piccoli allevamenti e delle attività che assicurano produzioni nostrane e perpetuano la tradizione locale. Dopo essersi occupato lo scorso anno degli allevamenti di carne suina con meno di trenta capi, quest´anno il Ppl ha continuato il suo percorso, dedicandosi ai prodotti lattiero-caseari, e ottenendo importanti risultati grazie soprattutto ad una stretta collaborazione avviata dalla direzione regionale Sanità con quella Risorse rurali, agroalimentari e forestali. Ad illustrare  nel dettaglio il progetto sono stati gli assessori regionali, Claudio Violino e Vladimir Kosic, alla presenza di un "assaggiatore d´eccezione" per la Festa del formaggio e della ricotta di malga di Enemonzo: il presidente della Regione, Renzo Tondo, che dopo aver partecipato al convegno di presentazione sul Ppl ha premiato i malghesi e casari più meritevoli nel corso della 37ma mostra mercato del paese carnico. Sono 51 malghe attive in Alto Friuli a cui si aggiungono altre cinque nella montagna pordenonese. Vi lavorano ancora pochi e volenterosi malgari, "la cui età media - ha denunciato il sindaco, Paolo Iussa - è pericolosamente in aumento". E´ proprio per garantire la sopravvivenza di valori, sapori, mestieri e conoscenze e nello tempo rispettare le norme igieniche e sanitarie imposte dall´Unione Europea che la Regione ha investito risorse nel progetto Ppl. "Salvaguardare le piccole produzioni locali significa conciliare il pacchetto igienico imposto dall´Unione Europea ma consentire anche di impedire il depauperamento del pratimonio produttivo di queste comunità", ha spiegato Kosic, ricordando i valori cardine che guidano l´amministrazione regionale: "Non vogliamo l´omologazione né dei prodotti né delle genti e crediamo che nelle diversità vi sia la prospettiva per garantire i valori di un tempo e il rispetto della nostra identità che ci consente di essere più forti nel rispondere alle sfide della globalilizzazione". Rinunciare ai prodotti locali, secondo Kosic, "è di certo una perdita economica ma è ancora di più un danno culturale e sociale, perchè è in questi luoghi, in queste piccole comunità e nel saper fare di queste persone che permane la possibilità di costruire relazioni in un mondo sempre più solo, sempre più privo di contatti umani". Ecco dunque il senso del progetto Ppl: investire nella qualità di vita, trovare soluzioni per superare il rischio delle omologazioni. "In questo progetto - ha ricordato Kosic - ci sono le radici di Violino, un friulano e ci sono le mie, quelle di un istriano: entrambi conosciamo il valore della terra, l´importanza dello stare a tavola insieme in famiglia, del costruire e mantenere relazioni con le persone, la loro cura. E´ un patrimonio di valori - ha aggiunto - che vogliamo fare conoscere soprattutto ai più giovani, nelle scuole". Dal punto di vista produttivo, quello delle malghe è un mondo che fa da volano anche al turismo. "Alcune malghe hanno sviluppato notevoli proposte enogastronomiche - ha confermato Violino - tanto da diventare veri e propri punti di riferimento turistico della Valcanale e Canal del Ferro. Una tra tutte è la malga Montasio, gestita dall´Associazione allevatori, che in quest´ultima stagione ha registrato il tutto esaurito". L´invito dell´assessore alle Risorse rurali è "a fare rete, per consentire una promozione efficace della nostra qualità dentro e fuori i confini regionali".  
   
   
NOMINATI AMMINISTRATORI CENTRO AGROALIMENTARE PARMA  
 
Bologna - La Giunta regionale, con delibera n. 932, ha proceduto alla nomina di Roberto Perlini Presidente del Collegio sindacale e di Francesco Notari componente il Consiglio di amministrazione della società Centro Agro Alimentare e Logistica Consortile di Parma.  
   
   
FVG, AGRICOLTURA: NECESSARIO ORGANISMO PAGATORE REGIONALE  
 
Udine - Nel mondo agricolo è ancora aperta la questione sulle indennità compensative del 2010 che ancora non sono state liquidate. I ritardi - rende noto la direzione regionale Risorse rurali, agroalimentari e forestali - sono imputabili ad una ricostruzione dei meccanismi di calcolo del premio, che ha come obiettivo quello di elevare il premio per la stessa indennità aumentando di fatto il reale contributo dato agli agricoltori. La revisione dei meccanismi di calcolo ha comportato un passaggio formale presso la Comunità Europea, nonché l´aggiornamento del sistema informatico di Agea, che allo stato attuale è ancora in corso ed è la prima causa dei ritardi. Proprio per questi motivi e anche in seguito alle forti pressioni delle associazioni sindacali di categoria "è ormai da considerarsi improrogabile la realizzazione di un Organismo pagatore regionale per far sopravvivere l´agricoltura", commenta l´assessore regionale Claudio Violino. "Tra l´altro non esiste una diminuzione delle competenze da parte degli organismi pagatori con il nuovo periodo di programmazione del Psr, come era stato inizialmente ipotizzato - prosegue l´assessore - ed è chiaro che la situazione sta diventando insostenibile e c´è la necessità di un organismo che faccia capo direttamente alla Regione". L´assessore ha dato incarico ai direttori della direzione centrale e dell´Ersa di proporre al presidente della Regione il modello organizzativo da perseguire. Due le ipotesi al vaglio: la possibilità di istituire un organismo pagatore regionale quale agenzia autonoma - soluzione fortemente richiesta dalle organizzazioni sindacali e opportuna viste le condizioni in cui versa l´Agea nazionale -, oppure in seno all´Ersa, anche attraverso l´unificazione ed il confluimento nello stesso dei quattro Ipa (Ispettorati per l´agricoltura e foreste provinciali) che attualmente sono dipendenti dalla direzione centrale.  
   
   
CALABRIA: INCONTRO AL DIPARTIMENTO AGRICOLTURA SULLA RIFORMA DELL’AFOR E DELLE COMUNITÀ MONTANE  
 
 Si è tenuto ieri, presso la sede dell’Assessorato all’Agricoltura, un incontro fortemente voluto dal Presidente Scopelliti e promosso dall’Assessore Trematerra, al quale hanno partecipato il Sottosegretario alle Riforme Alberto Sarra, i Consiglieri di maggioranza, Fedele, Dattolo, Grillo, Morelli e Bilardi, il Consigliere Nicola Durante e il Direttore Generale del Dipartimento, Giuseppe Zimbalatti. L’incontro è stato finalizzato all’approfondimento delle problematiche connesse alla Proposta di Legge di iniziativa della Giunta Regionale sulla Riforma dell’Afor e delle Comunità Montane. Dopo un’ampia discussione, alla quale tutti hanno dato il loro autorevole contributo, si è potuto trarre il bilancio dell’iniziativa che è risultato essere proficuo, interessante e ricco di spunti costruttivi, di cui si terrà conto nel prosieguo dell’iter legislativo e dal quale ripartirà la discussione già il prossimo 26 settembre, data in cui è previsto un altro incontro volto a pervenire alla definizione dell’annosa questione.  
   
   
FVG: EROGARE INDENNITÀ COMPENSATIVE AZIENDE AGRICOLE  
 
Trieste - Circa 1.500 imprese agricole della regione Friuli Venezia Giulia, di cui 850 nella sola provincia di Udine, situate in zone montane, non hanno ricevuto ancora le indennità compensative del Piano di sviluppo rurale per il 2009 e il 2010. La denuncia appare nell´interrogazione che Luigi Ferone, consigliere del Partito Pensionati, ha scritto alla Giunta regionale. Nel documento si legge che gli importi da destinare sono indispensabili per evitare la crisi a queste aziende, anche in considerazione della rilevanza della somma ad esse destinata, che complessivamente ammonta a 7,3 milioni. Più volte Coldiretti è intervenuta presso la Regione per sollecitare i pagamenti alle imprese interessate, ma le cose non sono cambiate, anzi, vi sono imprese che non hanno ancora percepito gli importi relativi al 2008. Il mancato pagamento delle indennità compensative - riflette Ferone - impedisce alle aziende di far fronte alle spese sostenute e non ne possono programmare altre, situazione che crea un pesante rischio di un loro collasso, con la conseguente desertificazione del territorio e nuova disoccupazione. Alla Giunta regionale, il consigliere chiede di erogare con urgenza le somme per il 2009-2010 e per eventuali altri periodi non corrisposti.  
   
   
SARDEGNA: DA NOVEMBRE LE NUOVE REGOLE PER PRODUTTORI E ACQUIRENTI DI LATTE VACCINO  
 
L´assessorato dell´Agricoltura informa i produttori di latte vaccino e gli acquirenti riconosciuti dalla regione Sardegna che dal 1° novembre 2011 entreranno in vigore le nuove regole ministeriali sulla corretta determinazione del contenuto della materia grassa nel latte. Le novità riguardano, in particolare, il registro del produttore e le analisi da effettuare sul latte che gli acquirenti devono utilizzare. Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi ad Argea Sardegna – Area coordinamento istruttorie e attività ispettive, telefono 079 2068481 – 079 2068482 – 079 2068483.  
   
   
FIRMATA CONVENZIONE A TUTELA OLIO EXTRAVERGINE OLIVA TOSCANO  
 
Firenze – Una convenzione per rafforzare la tutela ed elevare i livelli d’eccellenza della produzione dell’olio extravergine di oliva toscano. L’hanno firmata pochi giorni fa il Consorzio per la tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Toscano Igp ed il Co.ri.pro. Di Pescia (Consorzio per la selezione e il controllo del materiale vivaistico dell’olivo), che detiene l’esclusiva per la produzione di piantine virus-esente delle varietà tipiche Toscane (Frantoio, Leccio, Pendolino, Maurino, Moraiolo). Grazie all’accordo gli undicimila olivicoltori soci dell’Igp Toscano potranno acquisire piantine delle cinque varietà virus-esente a condizioni particolarmente vantaggiose. “E’ un passaggio importante per l’olivicoltura toscana – ha dichiarato l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori – perché sviluppa una sinergia preziosa fra due protagonisti dell’eccellenza del comparto olivicolo. Mi attendo che questo primo passo abbia un rapido e concreto sviluppo. La convenzione potrà fornire un forte contributo all’innovazione e alla costituzione di reimpianti, laddove sarà possibile garantire buoni redditi”. “Un connubio – ha aggiunto il segretario della commissione agricoltura del Consiglio regionale Paolo Tognocchi – che sicuramente aiuterà il prodotto olio toscano a rafforzarsi sui mercati, in un giusto equilibrio, fra quantità e qualità”. Il Consorzio per la tutela dell’olio Toscano Igp Fondato nel 1997, tutela e promuove la denominazione Toscano Igp, la quale in base ad un rigido Disciplinare di Produzione prevede, oltre al rispetto di parametri chimici ed organolettici, che tutte le fasi di produzione dell’olio, dalla raccolta e molitura delle olive fino al confezionamento del prodotto autorizzato, avvengano obbligatoriamente all’interno del territorio amministrativo toscano. Il Consorzio garantisce così l’Origine della materia prima, la Qualità e la Tipicità del prodotto finito, permettendo di ottenere un olio fino in fondo toscano, conforme al Disciplinare di Produzione e certificato da Certiquality, organismo terzo autorizzato all’attività di controllo dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Il Co.ri.pro è un consorzio di produttori, costituito da una ventina d’anni, che sviluppano oltre il 60% della produzione locale. Negli ultimi anni ha collaborato con Cnr-ivalsa e Arsia nella messa a punto di un nuovo sistema di certificazione volontaria che consente di mettere a disposizione degli imprenditori agricoli piante certificate sotto il profilo varietale e sanitario. Al momento vengono certificate piante delle cinque principali varietà toscane: Frantoio, Moraiolo, Leccino, Maurino e Pendolino, ma altre varietà sono in corso di introduzione del sistema. Questo sistema di produzione viene controllato dal Servizio Fitosanitario Regionale Toscano a partire dalle piante madri, individuate dal Cnr, fino alle piante prodotte per la vendita che sono contrassegnate da un cartellino di certificazione ben distinguibile. Il sistema di certificazione adottato dai produttori riuniti nel Co.ri.pro. Permette la produzione di piante virus-controllate e virus-esenti di qualità superiore rispetto alle piante standard.  
   
   
L’ARTI E L’AREA POLITICHE PER LO SVILUPPO ECONOMICO, IL LAVORO E L’INNOVAZIONE DELLA REGIONE PUGLIA ALLA MANIFESTAZIONE “MADE IN ITALY AGROALIMENTARE” UN WORKSHOP ED UN CORNER DESK PER PRESENTARE AI RAGAZZI ED AI CURIOSI DI TUTTE LE ETÀ LE INNOVAZIONI DI UNO DEI SETTORI PIÙ TRADIZIONALI DELL’ECONOMIA PUGLIESE  
 
Bari - Rileggere gli avanzamenti della ricerca scientifica nell’agroalimentare ottenuti nel nostro Paese dal 1861 ad oggi: è questo l’obiettivo della manifestazione “Made in Italy Agroalimentare”, che si terrà a Bari e Foggia dal 21 al 25 settembre prossimi. Tappa pugliese dell’iniziativa “150 anni di Scienza”, ideata da Cnr - Consiglio Nazionale delle Ricerche ed Associazione Festival della Scienza in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la kermesse sulla filiera dell’agrofood è organizzata dall’Ufficio Ilo del Cnr di Bari e si articola in conferenze, caffè scientifici, exhibit, laboratori interattivi ed eventi speciali. Anche l’Arti, l’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione della Puglia e l’Area Politiche per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e l’Innovazione della Regione Puglia partecipano alla manifestazione attraverso due eventi. Il primo appuntamento è per giovedì 22 settembre (ore 10.00) al Salone degli Affreschi dell´Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo, Piazza Umberto I, 1), con il workshop "I doni della scienza nell´agroalimentare pugliese - I progetti strategici e i progetti esplorativi di ricerca nell´agroalimentare si presentano alla Puglia", organizzato dall’Area Politiche per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e l’Innovazione della Regione Puglia, l´Arti e il Dare, il distretto tecnologico regionale dell’agroalimentare. Il seminario è volto a presentare i risultati e le esperienze più significative dei progetti strategici ed esplorativi della Regione Puglia in ambito agroalimentare, anche attraverso le testimonianze degli imprenditori che hanno partecipato alla ricerca e le storie dei giovani ricercatori coinvolti nei progetti. Tra i relatori della giornata Giuliana Trisorio Liuzzi, presidente dell’Arti, Adriana Agrimi, dirigente dell’Ufficio Ricerca industriale e innovazione tecnologica della Regione Puglia, Annamaria Fiore, economista dell’Area politiche dell’innovazione dell’Arti e Gianluca Nardone, direttore del Dare - Distretto tecnologico regionale dell’agroalimentare. Conclude Loredana Capone, vice presidente e assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia. Il giorno successivo, venerdì 23 settembre (ore 10.00), si terrà a Bari, nella cornice di Sala Murat (in Piazza del Ferrarese), il corner desk “Storie di (stra)ordinaria innovazione. Oltre la tradizione: ricercatori, inventori di brevetti e imprenditori di giovani aziende innovative dell’agroalimentare pugliese raccontano la propria storia”, organizzato dall’Arti su incarico dell’Area Politiche per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e l’Innovazione della Regione Puglia (nell’ambito del Progetto Ilo2 e del Festival dell’Innovazione). In tale occasione, si alterneranno le testimonianze di studiosi, ricercatori, inventori di brevetti e giovani imprenditori di start up, spin off e aziende innovative, che sono riusciti nell’”impresa” di innovare la tradizione, anche attraverso il sostegno delle politiche regionali. Insomma, sostenibilità ambientale, innovazione e competitività di uno dei settori principali dell’economia pugliese, spiegate ai ragazzi ed ai curiosi di tutte le età. Per il programma completo della manifestazione “Made in Italy Agroalimentare” http://www.Madeinitalyagroalimentare.it/    
   
   
FEBBRE DEL NILO, UNITÀ DI CRISI IN REGIONE SARDEGNA: MASSIMA SORVEGLIANZA E PREVENZIONE PER EVITARE DIFFUSIONE MALATTIA  
 
 Cagliari - Massima sorveglianza, attività di prevenzione nelle persone e negli equidi, disinfestazioni intensificate e azioni di educazione sanitaria per evitare il diffondersi della febbre del Nilo. Regione, Asl 5 e 6, Istituto zooprofilattico e Provincia di Oristano ieri pomeriggio a Cagliari hanno fatto il punto sulla malattia, riscontrata in alcuni cavalli nell´Oristanese, nel corso dell´Unità di crisi convocata dall’assessore regionale della Sanità Simona De Francisci. "Siamo di fronte a una patologia complessa - ha sottolineato l’assessore De Francisci - e per questo oggi era necessario riunire tutti gli attori e gli enti interessati per avere una situazione definita e soprattutto per intensificare e coordinare ogni azione utile a circoscrivere il più possibile la malattia, fino a oggi è stata riscontrata in alcune zone dell’Oristanese. Nelle prossime ore partirà comunque un´informativa su tutto il territorio regionale per sensibilizzare tutti i potenziali soggetti a rischio, tra cui anziani e bambini". È la prima volta che la malattia viene accertata in Sardegna, mentre è comune nella Pianura padana, in Toscana e nel Lazio. Finora una ventina i casi sospetti riscontrati in 6 allevamenti (due quelli dove la malattia è stata confermata). Già nei giorni scorsi, come hanno confermato i tecnici delle Aziende sanitarie e della Provincia, sono state attivate tutte quelle misure sanitarie e di profilassi con l’obiettivo di aumentare la sorveglianza clinica, sierologica ed entomologica e la prevenzione nelle persone e negli equidi. Per evitare nuovi focolai, è iniziata anche la lotta antilarvale attuata con prodotti biologici. Da parte loro, l’assessorato regionale dell’Ambiente e la provincia di Oristano hanno intensificato i controlli e attuato delle disinfestazioni mirate, sempre in raccordo con le Asl interessate. Inoltre, sono partite delle iniziative di sensibilizzazione sanitaria e ambientale con tutti gli operatori del settore in quelle aree dove è stata confermata la malattia, tra cui la raccomandazione di non lasciare alcun ristagno d’acqua e di usare repellenti nel vestiario per evitare punture. Da sottolineare che la “febbre del Nilo” viene trasmessa esclusivamente a causa della puntura di zanzare non è contagiosa e non è trasmissibile dal cavallo infetto all’uomo. Con l’arrivo dell’inverno, è previsto un calo dell’incidenza della malattia. Tra una settimana si terrà una nuova riunione dell’Unità di crisi.  
   
   
ACCORDO TRA IORIO E DI SEGNI, PRIMO PASSO VERSO LA PRODUZIONE KASCER  
 
Il Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, insieme al Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, ha firmato oggi pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa, una Dichiarazione di intenti che ha il fine di promuovere la certificazione Kascher da parte delle aziende molisane. La visita di Di Segni è stata voluta dal Presidente Iorio in seguito ad un incontro che lo stesso ha tenuto a gennaio a Roma presso il Tempio ebraico. «Da quell´incontro, da cui è nato anche un rapporto di stima personale con il Rabbino -ha detto il Presidente - ne è derivata la volontà di voler disciplinare, anche in Molise, la regolamentazione religiosa tradizionale utilizzata dagli ebrei praticanti per una giusta pratica alimentare». Il termine Kascher infatti, in ebraico significa "adatto", ed è utilizzato per indicare l´alimentazione conforme ai dettami della tradizione biblica e della memoria tramandata oralmente. Queste regole sono un aspetto della religiosità che assume da sempre molta importanza per la comunità ebraica. «Tutto ciò - ha continuato Iorio - consentirebbe, quindi, alle aziende molisane meritevoli di ottenere la certificazione Kascher, anche la possibilità di svilupparsi economicamente in un nuovo settore fino ad oggi poco conosciuto, ma con enormi possibilità di crescita, non solo in ambito regionale». Di Segni, oltre a confermare l´importanza di questo accordo, ha anche espresso il desiderio che in Molise si effettuino studi per indagare la presenza ebraica sul nostro territorio nei diversi periodi storici, anche in quelli precedenti alla Shoah. L´evento si è svolto alla presenza delle maggiori cariche istituzionali regionali. Presente all´incontro quasi tutto il Consiglio regionale, sia con esponenti di maggioranza che di minoranza.  
   
   
LA REGIONE SICILIA SOSTIENE L´INIZIATIVA DEL VINO IN BRIK  
 
Palermo - Si e´ svolta ieri a Palermo, presso la sede dell´assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, la conferenza stampa di presentazione del progetto "Vini Pop Sicilia", sostenuto in collaborazione con l´istituto della vite e del vino. L´iniziativa lancia la commercializzazione del vino siciliano su ampia scala, nei supermercati, attraverso il comodo e maneggevole formato brick o bag, arricchito da raffigurazioni artistiche e storiche dell´isola, e nel contesto di un utile processo di internazionalizzazione del prodotto "Vino di Sicilia", vanto delle produzioni nostrane. "Lo abbiamo fatto per il latte, lo stiamo facendo per il vino afferma l´assessore Elio D´antrassi, l´idea di fondo e´ che la Sicilia ha solo un problema, quello legato alla commercializzazione. Dobbiamo concentrare gli sforzi su questo versante e non si dica piu´ che c´e´ una sovrapproduzione. L´obiettivo e´ quello di proporre un prodotto che si distingua dagli altri presenti nella grande distribuzione, facilmente reperibile nei supermercati, e che mantenga la caratteristica dell´alta qualita´ siciliana. Il prodotto - sottolinea D´antrassi - e´ un prodotto doc, perche´ il vino e´ di qualita´, ed e´ a costo basso. Si tratta quindi - conclude l´assessore - di un primo passo ufficiale in un mercato di massa, che migliora il rapporto tra qualita´ e prezzo, a favore del consumatore. Ed e´ un primo esempio di filiera efficiente di eccellenza siciliana. I vini sono prototipi, si tratta del Catarratto, Insolia e Nero d´Avola, e saranno immessi nel mercato tra un mese. E´ in corso una proficua collaborazione con l´assessorato regionale ai Beni culturali che ha concesso l´utilizzo delle immagini, raffigurate nelle confezioni, dei quadri di Antonello da Messina.  
   
   
FAVORIRE MANAGERIALITA´ ANCHE IN VITIVINICOLTURA  
 
Udine - La valorizzazione dell´imprenditorialità e della capacità di internazionalizzazione delle imprese vitivinicole del Friuli Venezia Giulia è un obiettivo essenziale per far crescere ulteriormente le realtà dell´enologia regionale. Secondo l´assessore regionale alle Risorse rurali, agroalimentari e forestali, Claudio Violino, intervenuto nell´ambito di Friuli Doc, a Udine, nel padiglione dell´Ersa, alla consegna dei diplomi di partecipazione all´"Executive Master in Wine Business" (organizzato dalla Mib School of management di Trieste), è importante che le aziende agricole della regione sappiano innovarsi puntando alla qualità. Il corso, ha spiegato il direttore del master, Pierpaolo Penco, ha consentito ai partecipanti - giovani esponenti della viticoltura del Friuli Venezia Giulia - di prendere contatto con le moderne strategie di marketing e di modernizzazione aziendale: in questo modo, secondo Violino, saranno in grado di meglio interpretare il ruolo di managerialità che è richiesto ormai in tutti i settori, specialmente in quelli di eccellenza. Il master in Wine Business, che la Regione ha sostenuto nell´ambito della promozione del "Tipicamente Friulano", consentirà ai partecipanti di intraprendere in maniera ottimale il percorso della trasmissione d´impresa che il cambio generazionale ormai impone in diverse realtà dell´enologia del Friuli Venezia Giulia. Nel corso della cerimonia, alla quale hanno partecipato il direttore generale dell´Ersa, Mirko Bellini, il presidente della Doc Isonzo, Giorgio Badin, ed il delegato di Udine dell´Associazione italiana Sommelier, Gianni Ottogalli, hanno ricevuto il diploma di partecipazione: Michele Pavan (La buse dal Lof); Federico De Luca (Ronc dai luchis); Serena Fedel (Obiz); Francesco Tarlao (Tarlao Sabino); Antonio Clementin (Fattoria Clementin); Tania Rigonat (Cantine Rigonat); Matteo Livon (Livon); Valentina Primas (La Ginestra); Marco Gallo (Masut da Rive); Natasa Kocijancic (Humar Marino); Cristian Specogna (Specogna); Elena Parovel (Parovel); Andrea Stocco (Stocco); Antonio Filippi (La Ferula); Nadia Grassi (Az. Agr. Ronco del Gelso). Un attestato di partecipazione è stato consegnato a Sandra Marangon (Villa Russiz).  
   
   
PER LA MILANO FASHION WEEK, TORNA FOOD IS FASHION :QUANDO IL CIBO E’ DI MODA, IL BUON GUSTO VINCE  
 
Modelle e giovani stilisti accomunati dal gusto per il bello e il buono. Dall’italia nel mondo il ritratto della bellezza sana e felice. Dal 21 al 28 settembre 2011, per la Milano Fashion Week, torna Food is Fashion, l’evento già molto apprezzato dagli addetti ai lavori che più di ogni altro avvicinerà la moda ai milanesi. Una borsa contenente una selezione di cose buone da bere e mangiare – un “kit di sopravvivenza” firmato Acqua Panna-s.pellegrino, Perugina, Bauli, Grok e Pago - arriverà a portare un po’ di piacere a chi per una settimana corre da una location all’altra, alle modelle in coda ai casting, a vip, giornalisti, clienti e buyer all’uscita dalle sfilate. Moda e cibo non solo nei backstage, però, ma nelle più belle piazze della città, per tutti: alcuni tra i migliori marchi italiani che hanno rivoluzionato in modo creativo il patrimonio alimentare come Perugina, Bauli e Grok, che per l’occasione lanciano nuovi golosi prodotti, diventano mecenati di tre giovani fashion designer italiani diplomati alla Domus Academy ospitando le loro creazioni nei temporary di Cairoli, Cordusio e Piazza Oberdan ang. Corso Buenos Aires. “Food is Fashion vuole raccontare ai milanesi – afferma Federico Gordini giovane creativo 29enne milanese ideatore dell’iniziativa - come due mondi apparentemente lontani, la moda e il cibo, possono insieme, grazie alla creatività tipicamente nostrana, aiutarci a superare un momento difficile percorrendo nuove strade per sottolineare il ruolo primario di Milano e dell’Italia a livello internazionale. La fotografia di una modella sorridente che mangia una delle nostre bontà italiane all’uscita da una sfilata è la cartolina più bella che possiamo mandare dall’Italia nel mondo”. Il progetto, giunto alla sua terza edizione, è ideato da Gordini, fautore di unʼaltra vincente manifestazione, la Milano Food Week, con il sostegno di Regione Lombardia, Comune di Milano e Assem Associazione Servizi Moda, che ancora una volta hanno voluto sostenere lʼiniziativa per promuovere lʼimportanza di unʼalimentazione sana ed equilibrata, perchè non può esserci bellezza senza benessere. Stefano Maullu, Assessore al Turismo, Commercio e Servizi della Regione Lombardia, intervenuto alla conferenza stampa al Grattacielo Pirelli ha dichiarato: “Nell’ultimo anno la moda ha trainato il commercio e il turismo: la produzione, le esportazioni e gli investimenti esteri, sono cresciuti del 60%. L’idea di avere, in occasione della Settimana della Moda, dei corner sparsi per la città dove moda e buona cucina, due delle più importanti eccellenze del nostro territorio, convivono è un modo per promuovere due mondi visti spesso separatamente messi insieme dalla creatività dei nostri talenti”. Ilaria Pavone Master in Accessories Design, Barbara Pala e Marco Corso Master in Fashion Design alla Domus Academy sono stati selezionati anche da Vogue Talents e hanno all’attivo prestigiose collaborazioni con aziende e fashion designer, ma qui sono protagonisti con le loro creazioni per una settimana in una vetrina nel centro della città. Domus Academy li ha sostenuti come partner di Food is Fashion perché crede nell’importanza della promozione del talento attraverso il supporto continuo ai propri studenti oltre il conseguimento del diploma anche in ambiti diversi aperti ad un pubblico più vasto. Come ha affermato in conferenza stampa Barbara Trebitsch Direttrice dei Master in Fashion e Accessories Design della Domus Academy: "L´iniziativa è estremamente interessante per l´accostamento fashion e food, un´area sempre più vicina al mondo del design, e per la possibilità che offre a giovani professionisti noti ad un mercato di nicchia di essere associati a prestigiosi brand italiani per farsi conoscere". Il Food sostiene dunque il Fashion sottolineando le nostre migliori risorse e portando ovunque l’immagine che più ci distingue, quella del buon gusto. Con Food is Fashion Milano - città della moda, del design e ora anche del cibo - diventa la città che più di ogni altra rappresenta il lifestyle italiano all’estero. Il prossimo appuntamento resta fissato infatti a New York per febbraio 2012  
   
   
ANCHE QUEST’ANNO BAULI È ALLA SETTIMANA DELLA MODA DI MILANO PER PROMUOVERE UNA CORRETTA CULTURA DELL’ALIMENTAZIONE, CON UN POP-UP STORE IN LARGO CAIROLI  
 
Per il secondo anno Bauli sarà a Milano alla Settimana della Moda, per sottolineare insieme ad altre importanti aziende alimentari italiane che mangiare in maniera equilibrata ci rende più sani, più belli e in forma. Il progetto, dal nome esplicativo Food is Fashion, ideato da Federico Gordini, Presidente di Milano Food Week in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive, Moda ed Eventi del Comune di Milano e Assem, Associazione Servizi Moda, prevede la distribuzione di 5.000 “Fashion Bag” realizzate per l’occasione, che conterranno i migliori prodotti dell’industria alimentare nazionale oltre ad una brochure esplicativa con le informazioni nutrizionali sui prodotti e i consigli per un’alimentazione sana ed equilibrata, redatta con il contributo di alcuni nutrizionisti di grande prestigio. La bag si farà promotrice di un messaggio importante e durante le sfilate verrà distribuita a modelle, operatori del settore, giornalisti e buyer provenienti da tutto il mondo. Bauli non poteva che affiancare all’idea uno dei prodotti più innovativi della sua gamma, le Nuvelle, soffici merendine semplici e ricche di gusto, ma soprattutto leggere perché preparate con olio extra vergine di oliva 100% italiano. Oltre all’inserimento del prodotto all’interno delle Fashion Bag, novità di quest’anno è la realizzazione di un pop-up store completamente dedicato alle Nuvelle. Si tratta di una struttura moderna, luminosa e di forte impatto ricavata da un ex container, che sarà posizionata dal 21 al 27 settembre in Largo Cairoli, zona centrale e di alto afflusso di Milano. All’interno e all’esterno del pop-up store, aperto tutto il giorno dalle 10.00 alle 19.00 e arredato in modo elegante e distintivo, sarà possibile ricevere un campione di Nuvelle legato ad un palloncino brandizzato Bauli, per sottolineare in maniera divertente la leggerezza del prodotto. All’interno saranno poi esposte le creazioni di moda di Barbara Pala (www.Barbarapala.wordpress.com), giovane fashion designer che realizzerà per l’occasione dei pezzi unici ispirati a Le Nuvelle, interpretando con i tessuti il tema della leggerezza. Inoltre, sabato 24 settembre, dalle 16.30 alle 20.30, tre bellissime modelle, ognuna delle quali interpreterà una delle tre referenze di Nuvelle, sfileranno per le vie più centrali di Milano invitando le persone a godersi un momento di dolcezza con l’assaggio di prodotto, a ribadire il messaggio chiave della manifestazione: mangiare sano, ci rende più belli  
   
   
OGNI GIORNO 0,1. UN’AMPIA LINEA DI YOGURT CON SOLO LO 0,1% DI GRASSI CHE ARMONIZZA BONTÀ, LEGGEREZZA E DELICATEZZA.  
 
Ogni Giorno Ogni Giorno é la linea Trentina che raggruppa gli yogurt magri e quelli funzionali in un’offerta ampia e articolata di referenze capaci di rispondere ai nuovi trend alimentari e alle esigenze di un consumatore sempre più attento alla linea e che segue uno stile di vita orientato al benessere e alla corretta alimentazione. Lo yogurt con solo lo 0,1% di grassi, bianco o con frutta in pezzi, parzialmente scremato con aloe vera in pezzi, lo yogurt con latte di capra e il latte fermentato da bere arricchito con fermenti attivi e ginseng: tutto il gusto e la cremosità Trentina con qualcosa in più che favorisce il benessere e l’armonia dell’organismo. Ideali da mangiare ogni giorno a colazione per affrontare con gusto e armonia gli impegni quotidiani o come fresco snack per tutti quei momenti della giornata in cui ci si vuole concedere una pausa dolce senza sensi di colpa. Tante referenze diverse disponibili nei seguenti formati: Vasetto singolo da 330g nelle varianti di gusto: bianco naturale, ananas, fragole e fragoline di bosco, mirtillo Confezione da due vasetti da 125g nelle varianti di gusto: bianco naturale, albicocca, ananas, fragole e fragoline di bosco, tropical mix, frutti di bosco e pesca mirtillo Formato multipack da quattro vasetti da 125g nelle varianti di gusto: fragole e fragoline di bosco e mirtillo oppure ananas e frutti di bosco Formato multipack da 8 vasetti da 125g nelle varianti di gusto: ananas, frutti di bosco, fragole e fragoline di bosco, albicocca Formato multipack da 10 vasetti da 125g nelle varianti di gusto: ananas, frutti di bosco, fragole e fragoline di bosco, albicocca e pesca. Bianco Naturale Yogurt magro con solo lo 0,1% di grassi naturalmente senza glutine. Disponibile nel banco frigo in vasetto singolo da 330g al prezzo di 1,29 Euro. Ingredienti: latte scremato pastorizzato con fermenti lattici vivi (Streptococcus thermophilus, Lactobacillus bulgaricus). Frutti di Bosco Yogurt magro 0,1% di grassi con frutti di bosco in pezzi. Disponibile nel banco frigo nella confezione da due vasetti da 125g al prezzo di 1,05 Euro. Ingredienti: yogurt magro, zucchero, frutti di bosco 8% (fragole, more, ribes, mirtilli, lamponi) addensanti (E1442, pectina), succo di sambuco, aromi. Senza conservanti e senza glutine. Ogni Giorno con Aloe Vera L’unico yogurt parzialmente scremato con aloe vera in pezzetti ottenuti dal gel della pianta. Un prodotto esclusivo che unisce la cremosità dello yogurt parzialmente scremato Trentina al gusto delicato e rinfrescante dell’aloe vera. Una cremosa bontà che soddisfa il gusto, favorisce il benessere, l’armonia dell’organismo e contribuisce alla bellezza della pelle. La gamma si compone di tre referenze diverse in un originale vasetto dal design sinuoso a forma di anfora: Aloe Vera e Melograno Cremoso yogurt parzialmente scremato con aloe vera e melograno. Disponibile nel banco frigo in vasetto singolo da 135g al prezzo di 0,78 Euro. Ingredienti: yogurt parzialmente scremato, aloe vera 10%, zucchero, succo di melograno 5%, addensante (E1442), aromi, succo di limone, succo concentrato di barbabietola rossa. Senza conservanti e senza glutine  
   
   
CON PERCIOKO FORNO D’ASOLO L’AUTUNNO E’ AL GUSTO DI PERE E CACAO  
 
Crema di nocciola, mandorle, cacao e pezzi di pere in un prezioso scrigno pronta cottura di pasta sfogliata L’autunno ha il sapore delle pere e del cacao con Percioko: uno scrigno di fragrante sfoglia che svela un cuore di golosa crema al cacao, nocciole, mandorle e pezzetti di pere. Un morbido abbraccio di dolcezza per una specialità Forno d’Asolo (http://www.Fornodasolo.it) che passa direttamente dal congelatore al forno ed è pronta in pochi minuti: è sufficiente infatti infornare in forno caldo a 190/200° e cuocere per 20-22 minuti. La sfoglia, realizzata dai maestri pasticceri Forno d’Asolo secondo una ricetta centenaria gelosamente conservata dalla famiglia Gallina, esploderà in una molteplicità di sottili strati deliziosi da mordere. Il cremoso ripieno al suo interno è un’esplosione dei sapori più tipici dell’autunno, una festa del palato da gustare appena tiepida o fredda, magari impreziosita da una spolverata di zucchero a velo sulla superficie. Per la prima colazione, come raffinato intermezzo per la giornata o per concludere nel segno della dolcezza un pasto , Percioko è una specialità che Forno d’Asolo consegna in tutta Italia con vettori propri: in questo modo l’azienda garantisce una catena del freddo ininterrotta ed un perfetto mantenimento della primissima qualità delle proposte. Http://www.fornodasolo.it  
   
   
DA MILKA UNA NOVITA’ EXTRA-GOLOSA GOLOSITÀ ALLO STATO PURO PER CONQUISTARE TUTTA LA FAMIGLIA  
 
Milka propone a tutti gli amanti del cioccolato un’irresistibile tentazione: ricchi ingredienti e gustose creme incontrano il tenero cioccolato Milka in nuove tavolette spesse pensate per sprofondare in un’esperienza cioccolatosa unica morso dopo morso. La nuova gamma Extra-golosa si compone di 3 referenze: Una selezione di deliziose nocciole intere per un gusto più classico. Una morbida distesa di caramello abbraccia le nocciole intere posate, una per ogni quadretto, su una soffice crema al latte per un piacere avvolgente. Un croccante strato di wafer si sposa con una golosa crema con nocciole in pezzi per un intenso piacere. La pratica confezione Apri&richiudi permette di mantenere il gusto e la freschezza del prodotto anche dopo averlo aperto. La novità verrà presentata ufficialmente a Eurochocolate dal 14 al 23 ottobre 2011 a Perugia