|
|
|
LUNEDI
|
 |
 |
Notiziario Marketpress di
Lunedì 10 Ottobre 2011 |
 |
|
 |
PRIVATIZZAZIONE ALITALIA LINEE AEREE ITALIANE SPA. GLI AZIONISTI ALITALIA NON SI FERMANO E PROPONGONO ISTANZA DI MEDIAZIONE CONTRO L’ON. SILVIO BERLUSCONI ED IL MINISTERO DELL’ECONOMIA E FINANZE. |
|
|
 |
|
|
Lecce, 10 ottobre 2011 . Nuovo importante capitolo da Lecce della querelle tra gli azionisti di minoranza della fallita compagnia aerea di Stato Alitalia ed il presidente del consiglio Berlusconi che Giovanni D’agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta all’attenzione. La nebulosa vicenda inerente la privatizzazione di Alitalia, che per dirla a parole del capofila degli interessati, l’avvocato leccese Francesco Toto, sarebbe “la truffa del secolo magistralmente organizzata dall’on. Silvio Berlusconi in danno dei cittadini” non convince nessuno, men che meno moltissimi piccoli risparmiatori che investirono tutto dando fiducia alle promesse dell’allora premier in pectore on. Berlusconi alla vigilia delle scorse elezioni politiche del 2008 e che dopo la (a dir poco) farraginosa operazione si ritrovarono con un pugno di mosche in mano al posto delle azioni possedute e quindi dei risparmi investiti. È di poco inferiore a 25.000.000,00 di euro la somma che decine di azionisti di minoranza, rappresentati e difesi dall’avvocato Francesco D’agata e dallo stesso avvocato Francesco Toto (anch’egli azionista Alitalia), chiedono all’on. Silvio Berlusconi, ed ora anche in solido al Ministero dell’Economia e delle Finanze, a titolo di risarcimento dei danni subiti per il ritenuto illecito smembramento ed il sostanziale fallimento dell’ex compagnia aerea di Stato. I legali hanno deciso di ricorrere all’istituto della mediazione introdotto di recente dal decreto legislativo 28/2010 sotto la forte spinta dell’ex Ministro di Giustizia on. Angelino Alfano, ed hanno provveduto a depositare ieri mattina le dettagliatissime e motivate istanze presso la sede di Lecce del “Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione –Aprile Group S.r.l.”. La questione, come è noto, si dipana tra un processo civile incardinato nel 2009 innanzi al tribunale monocratico di Lecce ed una denuncia-querela, trasmessa per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Roma (che attende udienza innanzi al Gip per la prevista discussione in camera di consiglio), nei confronti del premier Berlusconi, proposta dall’avv. Francesco Toto. Il mediatore incaricato di gestire la controversia, dott. Massimo Aprile, ha già fatto sapere che già da oggi provvederà a convocare le parti per l’incontro che quasi certamente si terrà entro la fine del mese corrente. Per completezza di informazione si trasmettono di seguito i motivi posti a fondamento della richiesta di mediazione. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
MOTIVI DELLA DOMANDA DI MEDIAZIONE FALLIMENTO “ALITALIA LINEE AEREE ITALIANE SPA” CONDOTTA ILLECITA ED ILLEGITTIMA DELL’ON. BERLUSCONI |
|
|
 |
|
|
Innanzi al Tribunale Ordinario di Lecce pende causa iscritta al R. G. Contenzioso Civile con il N. 1549/2009, intrapresa dall’azionista avv. Francesco Toto contro l’on. Berlusconi Silvio, avente ad oggetto la domanda di risarcimento danni da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale nella determinazione del dissesto della vecchia Compagnia di Bandiera. Nella causa sono intervenuti altri numerosi azionisti, poi esclusi dal Giudice di prime cure con sentenza parziale “abnorme ed offensiva dello Stato di Diritto” immediatamente appellata ed in attesa di riforma. Nelle more dei giudizi di cui sopra, al fine di promuovere la conciliazione della lite in corso contro l’on. Berlusconi Silvio ed al fine di dirimere “in bonis” per via stragiudiziale quella insorgenda contro il Ministero Dell’economia E Delle Finanze con pari oggetto, il/la signor/a ***************, come in epigrafe rappresentata/o, difesa/o e domiciliata/o, ricorre al procedimento di mediazione ed espone quanto segue: Fatto 1)………omissis………………... Lamenta un danno patrimoniale legato alla perdita di quanto complessivamente investito nonché il danno non patrimoniale. Gli acquisti così si spiegano: 2) La programmata cessione da parte dello Stato italiano del pacchetto di maggioranza pari al 49,9% delle azioni Alitalia ed il risanamento della Compagnia di bandiera, cosi come auspicato e ampiamente propagandato dal Governo in carica e dall’allora Primo Ministro Prodi, indussero il/la sottoscritto/a e molti altri risparmiatori ad investire in titoli Alitalia. 3) In data 27 dicembre 2007 il C.d.a. Di Alitalia ha ritenuto, all’unanimità, che la proposta non vincolante trasmessa da Air France Klm offriva alla società la soluzione appropriata per la salvaguardia del complessivo patrimonio dell’Azienda e per promuovere il suo rapido e duraturo risanamento, grazie al beneficio delle sinergie derivanti dall’integrazione di un rilevante contesto internazionale del trasporto aereo. In particolare va sottolineato che nel piano proposto da Air France si prevedeva una Ops anche per gli azionisti di minoranza. (Corriere Della Sera.it del 16.3.2008 - Allegati 4 – 5). 4) Risale al marzo 2008, da parte di Air France Klm, in persona del legale rappresentante pro tempore, Jean Cyrill Spinetta, la proposta di acquisto del pacchetto di maggioranza del capitale azionario di Alitalia. Detta offerta prevedeva il ripianamento (pagamento) di tutti i debiti della Compagnia Italiana, tagli sulla flotta da 174 a 137 aerei, 84 destinazioni attive, 2100 esuberi rispetto alla totalità dei suoi dipendenti, il mantenimento del marchio “Alitalia” e l’impegno a non cedere a terzi la maggioranza del pacchetto azionario della società per un certo termine. 5) La convenienza economica dell’affare risiedeva nel fatto che l’acquisto delle azioni avrebbe portato subito nelle casse dello Stato circa 1 miliardo di euro e quelle detenute dagli azionisti minori avrebbero mantenuto un congruo valore, peraltro destinato ad accrescersi. Non a caso, Air France Klm manifestava per iscritto nel business plain l’intenzione propositiva di accrescere gli utili fino al segno positivo entro il 2010 (Corriere Della Sera.it 17.03.2008; La Stampa 17.03.2008; tg1, tg2, tg3, tg4, tg5, ecc. – Allegati 6 – 7) 6) Che il Governo Prodi, in aggiunta, manifestasse il proprio appoggio (17/3/2008 Il Sole 24Ore.com; tg1, tg2, tg3, tg4 ecc. - Allegato 8) al progetto si rivelò circostanza atta a rafforzare il convincimento del sottoscritto in ordine alla bontà ed alla serietà della proposta di acquisto francese ed ai vantaggi economici che ne sarebbero derivati per tutti gli azionisti, pubblici e privati. 7) Il mutamento del quadro di riferimento ebbe a verificarsi durante la campagna elettorale della primavera del 2008 per effetto dell’atteggiamento assunto dall’On.le Silvio Berlusconi, il quale da subito manifestò assoluta contrarietà alla cessione di Alitalia ad Air France Klm. “Air France rinuncera’ perche’ se sa che il futuro premier e’ contrario, si ferma”. ( La Stampa.it 20.03.2008 - Allegato 9) 8) Le sue affermazioni in tal senso sono numerose e tutte esplicite: “Dopo l’annuncio della mia contrarietà i francesi rinunceranno alla partita lasciando spazio ad Air One” “Ho parlato di trattativa opaca con Air France Klm perché non si capisce come mai non hanno fatto vedere i conti agli altri possibili acquirenti, mentre ai francesi hanno mostrato tutte le carte. Il loro è colonialismo”. “Ho fatto alcune telefonate e ci sono alcune persone disponibili. Domani ne farò delle altre e cercherò anche Emma Marcegaglia”. “Air France rinuncerà perché se sa che il futuro Presidente del Consiglio è contrario, farà un passo in dietro”. “Prodi è un esperto di svendite.” “In previsione di avere la responsabilità di Governo, sono sicuro che arriveremo ad un risultato positivo, giacché “la risposta ad Air France la darà il prossimo Presidente del Consiglio e sarà un secco e pieno No: non perché è contro la Francia ma perché contro le condizioni ricevute”. (Silvio Berlusconi, 22.3.2008 Il Giornale; La Stampa.it 20.03.2008; tg1, tg2, tg3, tg4, tg5 ecc. – Allegato 10). 9) E ancora Berlusconi :“Da Air France sono state presentate condizioni irricevibili e offensive per cui Alitalia sparisce e viene assorbita da loro. La perdita della nostra compagnia di bandiera è una tragedia a cui non dobbiamo arrivare. Noi siamo stati riservati, sebbene sorpresi dalla trattativa con un unico soggetto, contraria alle norme per la buona collocazione sul mercato”. “Non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France e quando saremo al Governo lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani”. (Silvio Berlusconi, 28.3.2008 Ansa.it; tg1, tg2, tg3, tg4, tg5, ecc. – Allegato 11) 10) E ancora Berlusconi: “Se gli istituti di credito ci sono, si parte subito e c’e’ il risanamento nel giro di un’anno, un’anno e mezzo” (La Stampa.it 20.03.2008 - Allegato 9). 11) La dichiarata contrarietà alla proposta francese da parte dell’on.Le Silvio Berlusconi non ha mancato di provocare i suoi effetti, non a caso proprio quelli altrettanto chiaramente perseguiti dallo statista italiano: indurre Air France Klm a ritirarsi dalle trattative. Silvio Berlusconi difatti si adopererà in maniera univoca ed inequivoca verso il raggiungimento di tale risultato. 12) In primo luogo, si susseguono le sue dichiarazioni rese agli organi di stampa: “Si, credo di si. Air France rinuncerà, perché, se sa che il futuro Presidente del Consiglio è contrario, farà un passo indietro. Anche perché lì in Francia non è come da noi, che il Governo non conta nulla, l’esecutivo è una cosa seria” “Le condizioni imposte da Air France sono da colonialismo”.“Per fortuna di Alitalia c’e’ il signor Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risanarla”.(www.Politica.excite.it 20.03.2008; tg1, tg2, tg3, tg4, tg5, ecc.Ansa.it 06.04.08 e Corriere Della Sera.it 29.03.08 - Allegato 12 – 13 - 14). 13) Tali dichiarazioni venivano, d’altro canto riscontrate dai vertici di Air France: “Andremo avanti solo se il futuro Governo italiano sarà a favore delle nozze con Alitalia, altrimenti ci fermeremo”, dichiara Pierre Henri Gourgeon, direttore generale di Air France - Klm in quanto Air France Klm, era ovviamente interessata ad ottenere l’avallo dell’operazione di acquisto di Alitalia anche da parte del nuovo esecutivo (La Repubblica.it del 15.02.08 - Allegato 15) non possono non suonare minacciose. “Se la posizione del prossimo Governo è favorevole ad un accordo con Air France Klm andremo avanti, in caso contrario ci fermeremo”. Questo è ciò che dichiarava Pierre Henri Gourgeon, Direttore Generale di Afk. (Il Sole 24Ore.com del 14.02.08– Allegato 16) 14) “Finisca dissennata trattativa con Air France!” ( Berlusconi, Ansa.it 08.04.2008 – Allegato 17) 15) Le intenzioni manifestate dal premier in pectore erano espressamente dirette al salvataggio di Alitalia nel senso che segue e che non lascia spazio ad interpretazioni contrarie o diverse: “Nessuna svendita della Compagnia di Bandiera..” (La Repubblica.it 16.04.2008 – Allegato 18) 16) In secondo luogo, anche gli atti di natura, per così dire, politica sono orientati nella medesima direzione. Berlusconi prende tempo: chiede (Corriere della Sera.it del 21.03.2008, tg. 1, tg2, tg3, tg4, tg5, ecc. - Allegato 19) ed ottiene dallo Stato Italiano, in persona del Presidente del Consiglio Romano Prodi, (La Repubblica.it del 21.03.2008 ; ecc. - Allegato 20) un prestito cosiddetto “ponte” di 300 milioni di euro (nella forma “legulea” di intervento di salvaguardia dell’ordine pubblico per non incorrere in qualche sanzione dell’Unione Europea, che eviti il commissariamento di Alitalia e crei le premesse per una soluzione alternativa a quella francese (La Stampa.it del 23.04.2008 Allegato 21). 17) Trecento milioni di euro è il prestito “ponte” varato dal Governo uscente per Alitalia che le permetterà di sopravvivere almeno fino all’estate. La somma è stata prelevata dai fondi della Legge 46/92 per la ricerca e l’innovazione e motivata con “esigenze di ordine pubblico”. “Adesso esistono le condizioni affinchè chi vuole partecipare ad Alitalia si faccia avanti e chieda di poter verificare i conti per presentare al più presto un offerta impegnativa” (Silvio Berlusconi, La Stampa.it del 23.04.2008 - Allegato 22). 18) E’ l’occasione per lanciare la sfida di una “cordata” di imprenditori italiani disposti e pronti ad acquistare la Compagnia nazionale a migliori condizioni di quelle proposte da Air France Klm. Ne prevede inoltre il “rilancio” sul mercato addirittura, ove necessario, con impegno personale e diretto dei suoi figli. “L’offerta di Air France Klm per Alitalia è irricevibile”, ha detto Silvio Berlusconi, che si augura che si facciano avanti “imprenditori con un minimo di orgoglio” per rilevare la compagnia. Prodi: “trovi lui un’altra soluzione”. (Corriere della Sera.it del 20.03.2008 - Allegato 23). “Se governerò dirò no”, Berlusconi intende fermare Air France. (Corriere Della Sera.it del 29.03.2008 - Allegato 24) “Sarà una cordata italiana a risollevare le sorti della compagnia di bandiera, una volta fallita la trattativa con Air France”, egli afferma ripetutamente. “Perché sarebbe un colpo – ha ribadito ai microfoni di Rtl 102.5 – sia per l’orgoglio che per l’interesse nazionale lasciare campo libero ai Francesi per l’assorbimento di Alitalia”. Quella di Air France infatti per Berlusconi rimane una proposta “irricevibile” e “offensiva”. “E’ rimasto il Governo a fare danni – affonda poi da Palermo – non capisco perché insistono a continuare le trattative con Air France. Sono convinto che ci sarà una grande compagnia con voglia di partecipazione che può rilevare la Compagnia”. “Appena si chiuderà in modo negativo la trattativa con Air France ci sarà una cordata di imprenditori che si faranno avanti e dopo tre quattro settimane di approfondimento faranno un’offerta”; “se non la svendono prima delle elezioni la salveremo”, lo ha spiegato a Radio Anch’io il leader del Pdl Silvio Berlusconi. (Il Sole24ore.com 08.04.2008; tg1, tg2, tg3, tg4, tg5, ecc. – Allegato 25) 19) La discesa in campo del leader in pectore, noto imprenditore di successo, la sua promessa di salvare e rilanciare la compagnia aerea di bandiera e la battage mediatica che ne è conseguita in ordine alla esistenza di una proposta ancora più vantaggiosa per Alitalia e per i suoi azionisti di quella messa in campo da Air France, indurranno numerosi risparmiatori a credere conveniente continuare ad investire in Alitalia: di qui l’acquisto delle azioni e la decisione di non vendere quelle già possedute. “Sarò io a condurre il gioco su questo argomento perché è una sfida su cui ho speso il mio nome e me ne occuperò personalmente”. (Berlusconi, Lastampa.it 23.04.08 – Allegato 26). 20) I fatti, tuttavia, presto assunsero ben altra piega. Mentre l’offerta dei Francesi prevedeva un investimento di circa 6,5 miliardi di euro nel medio periodo che avrebbe potuto salvare il vettore italiano, anche grazie ad una ricapitalizzazione di un miliardo di euro (Andrea Giuricin, Istituto Bruno Leoni, 19.03.2008 n. 51 - Allegato 27)-, su pressante e pubblica richiesta del neopremier Berlusconi in data 06 giugno 2008 il titolo Alitalia veniva sospeso dalle contrattazioni in Borsa Italiana. Infatti già i primi di aprile l’On.le Berlusconi dichiarava: “Non avere tolto Alitalia dalla borsa è una cosa folle, un errore madornale” (Berlusconi, Ansa.it 02.04.2008 - Allegato 28). Consob, pressata in tal senso provvedeva così a sottrarre dalla contrattazione il titolo. Nei fatti ciò significherà che i risparmiatori che avevano investito in Alitalia non avranno da allora alcuna possibilità di recuperare nemmeno in parte il capitale investito. Le azioni da quel momento varranno zero. Si perfezionava così la grande truffa in danno degli azionisti (la truffa in danno di altri è ancora in corso) i quali non ebbero più la possibilità di vendere quei titoli che avevano acquistato in buona fede. Ne avrebbero ricavato così una somma di certo inferiore al capitale investito ma sempre meglio che nulla. 21) La reale portata del piano promesso da Berlusconi e tradotto nel “Piano Fenice” per salvare Alitalia divenne presto chiara. (Comunicato stampa Governo Berlusconi www.Governoberlusconi.it , 30.09.2008 – Allegato 29) 22) Esso prevedeva che una società costituita da alcuni imprenditori italiani, la cosiddetta “cordata di patrioti”, acquistasse solo le parti produttive ed attive di Alitalia (Istituto Bruno Leoni, 02.09.2008, n. 111 - Allegato 30). Venivano così a generarsi le due famose entità giuridiche denominate: Bad company e New Company. 23) Eppure il piano Air France era migliore del piano Fenice. (Ilsole24ore.com 06.09.2008 - Allegato 31). Il 28.8.2008 il Governo in carica varava le modifiche alla cosiddetta “Legge Marzano” che decretavano contestualmente il commissariamento e la divisione in due tronconi di Alitalia. Detto “Decreto Scajola” anticipava le norme necessarie a far partire la procedura di liquidazione della vecchia Alitalia. In quella sede, nella conferenza stampa nell’immediatezza tenuta, il Ministro Giulio Tremonti prometteva che i piccoli azionisti sarebbero stati risarciti e tutelati. Nei fatti, invece, il D.l. N. 133 del 28.08.2008 poi convertito in legge n. 166/2008 cosiddetta “salva Alitalia”, all’art.1 comma 10, decretava che Cai, in virtù di detta conversione, prendesse la licenza di Alitalia, in tal maniera dando e rinsaldando continuità aziendale tra quest’ultima e Cai con previsione per i piccoli azionisti di poter beneficiare delle provvidenze del Fondo per le vittime di frodi finanziarie – cosiddetto fondo depositi dormienti – istituito con Legge n. 266 del 23/12/2005 art. 1 commi 343, 344 e 345. Fondo oggi esautorato. 24) Il 20 gennaio 2009 la Borsa Italiana decide di avviare la procedura di revoca dalla quotazione delle azioni ordinarie di Alitalia, sospese dal 5 giugno 2008. Per gli azionisti l’unica possibilità di ottenere un rimborso risulta l’eventuale utilizzo del fondo per le vittime di crac e frodi finanziarie alimentato con i conti dormienti. (Avio News, 05.06.2008, – Allegato 32) Quasi a sottolineare la fredda consapevolezza di avere organizzato una frode pilotando il crac della compagnia di bandiera. L’importo messo a disposizione dal Ministro Tremonti è pero’ talmente esiguo (circa 800 milioni di euro secondo Economia e Finanza - Avionews) da escludere con certezza che le pretese degli azionisti possano trovare soddisfacimento. (Andrea Giuricin in Istituto Bruno Leoni, n. 118 del 01.12.2008 - Allegato 33). Motivi Di Diritto A Fondamento Della Responsabilita’ Contrattuale Dell’on. Berlusconi I fatti esposti in narrativa denunciano la tenuta da parte dell’on.Le Silvio Berlusconi di una condotta che si presta ad essere qualificata illecita ed ingiusta. La ragione e’ presto detta. Responsabilità contrattuale ex art. 1381 c.C. Promessa dell’obbligazione o del fatto del terzo. Durante la campagna elettorale, il convenuto ha promesso che la cordata di imprenditori italiani avrebbe presentato un piano di risanamento e di rilancio di Alitalia che si sarebbe rivelato per gli azionisti economicamente più vantaggioso di quello proposto da Air France. Dal punto di vista giuridico ciò integra gli estremi della promessa del fatto del terzo di cui all’art. 1381 c.C. In sostanza Silvio Berlusconi, promettendo il risanamento ed il rilancio di Alitalia da parte della cordata di imprenditori italiani, la Cai, ha assunto l’obbligo giuridico di adoperarsi per ottenere il fatto del terzo (Cai) ed è responsabile per il mancato raggiungimento che egli tante volte ha promesso. L’evoluzione successiva della vicenda, siccome descritta nella parte narrativa, dimostra chiaramente che l’On. Silvio Berlusconi o non si è affatto adoperato affinché il terzo realizzasse il fatto promesso (e già questa circostanza basterebbe a renderlo responsabile ex art. 1381 c.C.) o, ammesso che si sia adoperato con il massimo della diligenza esigibile per convincere il terzo a compierlo, non ha ottenuto il risultato promesso. Se ne deduce una sua evidente responsabilità per inadempimento che reclama un’adeguata sanzione giuridica. Tale sanzione consiste nell’obbligo di corrispondere, onde soddisfare l’interesse dei promissari, un indennizzo adeguato (Cass., 24 gennaio 2003, n.1137). Responsabilita’ Extracontrattuale Le esternazioni del Presidente Berlusconi, riassunte nella parte narrativa, allegate agli atti ed orientate alla censura della convenienza economica del piano di acquisto proposto da Air France, hanno dato vita ad una indebita quanto illecita interferenza nella relazione contrattuale “in fieri” tra Air France Klm ed Alitalia ed alla turbativa del mercato mobiliare borsistico. Condotta “extra moenia” assolutamente non connessa all’esercizio delle funzioni di parlamentare. Proprio nel momento decisivo, e quindi più delicato della trattativa per la cessione della compagnia aerea di bandiera, le affermazioni dell’ on. Berlusconi ebbero a persuadere l’aspirante acquirente a fare marcia indietro. Non si possono nutrire dubbi, infatti, in ordine al fatto che il recesso dalle trattative da parte dei francesi sia conseguenza immediata e diretta dell’intromissione di Silvio Berlusconi nell’operazione di cessione. (Anche a questo proposito si vedano gli allegati della parte in fatto) La condotta interferente dell’on. Berlusconi non può lasciare indifferente l’ordinamento. Essa ha provocato un danno incalcolabile a tutti gli italiani che impone la reintegrazione del patrimonio dei soggetti lesi – azionisti, obbligazionisti, dipendenti di Alitalia e lo stesso Stato Italiano – i quali hanno visto sfumare la conclusione del contratto che prevedeva la vendita del pacchetto azionario di maggioranza detenuto dallo Stato Italiano ad Air France Klm a condizioni vantaggiose. Il comportamento dell’On. Silvio Berlusconi determinava con la diffusione di notizie non veritiere, il recesso di chi stava trattando per la conclusione del contratto, turbava quindi non solo le altrui trattative ma provocava artificiose influenze determinanti l’andamento dei valori di Borsa Italiana del titolo Aza. (La Stampa.it, 27.03.2008, “La Borsa punta sul piano di Berlusconi. Il titolo segna + 26%” . (Allegato 34 ed Allegato 4 bis) Segnatamente, l’On. Berlusconi ha divulgato, senza esserne richiesto, informazioni economiche che hanno indotto Air France Klm a rimediare l’operazione contrattuale e a non portarla a termine. Tutte le sue affermazioni dell’on. Berlusconi miravano ad interrompere la cessione di Alitalia Linee Aeree Italiane Spa ad Air France Klm ed a fare in modo che terzi privati poi se ne appropriassero (Cai Spa). L’on. Berlusconi, con assoluta leggerezza e senza curarsi affatto delle ricadute negative per l’economia Italiana oltre che per il futuro di Alitalia, dei suoi azionisti e dei suoi dipendenti, ma persuaso a vanificare la negoziazione in corso ebbe a diffondere e fornire pubblicamente informazioni destinate a conformare il comportamento economico dei risparmiatori e sicuramente quelli di Air France Klm e dell’istante. (Il Cavaliere si è detto “assolutamente ottimista” per il salvataggio della Compagnia di Bandiera, Ilsole 24Ore.com, 30.07.2008 – Allegato 35). Che a “parlare” sia stato il leader di una coalizione politica che i sondaggi davano per vincente nell’imminente tornata elettorale è circostanza che aggrava la responsabilità. Egli non si trovava evidentemente nella situazione del quisque de populo che esprimeva rammarico e preoccupazione per la perdita di “italianità” che sarebbe conseguita all’accordo di Alitalia con Air France Klm. Nessuno, in tal caso, potrebbe lamentare danni derivanti dall’aver confidato nella bontà delle sue dichiarazioni, dei suoi convincimenti e dei suoi consigli. La “particolare qualificazione” di colui che ha posto in essere la condotta dannosa è un aspetto che contribuisce a caratterizzare e ad aggravare la sua responsabilità. Egli ha consapevolmente ed evidentemente approfittato del ruolo che con alto grado di probabilità si apprestava ad assumere, quello di Capo del Governo in formazione, avvertendo dell’intenzione di non appoggiare la vendita di Alitalia agli stranieri, anticipando, quindi, una politica governativa che non poteva lasciare indifferente la compagnia francese che si accingeva ad entrare nel mercato italiano. La credibilità ed il prestigio di cui godeva lo ponevano in una situazione che era fonte e fondamento di una onerosità specifica; egli era portatore di un ruolo e di uno status da cui si irradiano norme ed aspettative sociali. L’on.berlusconi, in quanto espressione di tale posizione obiettiva, non può legittimamente sottrarsi alla responsabilità derivante dal fatto che gli attori economici di questa vicenda gli abbiano prestato fede e abbiano fatto affidamento sulle sue dichiarate intenzioni, modellando sulla scorta di esse il proprio comportamento e la propria iniziativa economica. Per intenderci: da una parte, Air France Klm coglie la sfiducia del nuovo esecutivo relativamente al suo business plain ed al suo ingresso nel capitalismo italiano e ne trae le conseguenze; decide di non acquistare Alitalia perché il quadro di riferimento è in via di cambiamento (La Repubblica.it, 20.03.2008– Allegato 36), la possibilità di trarre vantaggi dall’operazione di acquisto della compagnia aerea italiana si riduce, all’orizzonte si profilano ostacoli e difficoltà, la cui entità è destinata a rendere rischiosa l’operazione di acquisto. Dall’altra parte, l’istante e altre migliaia di risparmiatori, riponendo la propria fiducia nel futuro premier, nelle sue capacità e nelle sue dichiarazioni, nel suo dichiarato impegno a rendere possibile la cessione di Alitalia a condizioni persino più vantaggiose per gli azionisti di quelle allora sul tappeto, vede crescere la possibilità di investire vantaggiosamente e si espongono economicamente di più. (Corriere Della Sera.it, 05.03.2008, pag. 2 – Allegato 37). L’on.le Berlusconi non poteva non essere consapevole del peso che avrebbero assunto le sue dichiarazioni. Non poteva ignorare che avrebbero influito sul comportamento economico di molti, non poteva, da esperto comunicatore e uomo di Stato, non sapere che l’opinione pubblica avrebbe accolto favorevolmente la decisione di non vendere agli stranieri un pezzo d’Italia, non poteva non sapere che molti risparmiatori – non investitori di professione ma per la maggior parte pensionati – avrebbero creduto nel miracolo ed avrebbero destinato ad esso i propri risparmi. La portata di questo dato oggettivo non può essere degradata tanto da considerare il comportamento censurato solo imprudente e non foriero di responsabilità, perché l’On. Berlusconi, indiscusso comunicatore, imprenditore, capo di Governo in pectore, non può essere trattato alla stessa stregua di un qualunque privato cittadino che esprime il proprio convincimento in ordine ad un fatto importante per la vita economica del Paese. Il suo status nonché il grado di persuasività e di pervasività mediatica delle sue affermazioni hanno ricoperto un ruolo decisivo nella configurazione dell’illecito. La sua è una responsabilità aggravata dallo status. La qualificazione illecita di detto comportamento non viene meno neppure esaminando la vicenda da un’altra prospettiva. Infatti, che il terzo (Berlusconi) abbia l’obbligo di rispettare l’esistenza di una relazione contrattuale intercorsa tra altri soggetti e che non possa andare esente da responsabilità per le lesioni ingiustamente procurate alle situazioni giuridiche dei contraenti è conclusione cui è agevole pervenire anche partendo dalla prospettiva della cosiddetta “stabilità” del contratto: gli affari intercorrenti tra Air France ed Alitalia non potevano considerarsi indifferenti per l’On. Berlusconi, neppure se egli, in qualità di terzo, avesse ritenuto di poter arrivare ad una migliore, più efficiente (almeno, dal suo punto di vista), autarchica allocazione delle pubbliche risorse (es. Il mantenimento della Compagnia Aerea in mani italiane ecc.). Nella scelta tra due ipotetici valori, la “stabilità” della relazione tra Air France Klm ed Alitalia e la presunta libertà del mercato che l’on. Berlusconi contrappone (è indubbio che ad essa si appelli lanciando la promessa di una vendita a condizioni migliori), assume un peso preponderante la slealtà del suo comportamento volto ad impedire la conclusione del contratto. Il contratto, infatti, va tutelato anche come valore in sé meritevole di rispetto da parte dei terzi. Ciò significa che il terzo e’ responsabile per avere interferito con quella relazione, non solo quando induca una delle parti all’inadempimento, ma anche quando turbi le trattative impedendo che una reazione commerciale abbia buon esito. La responsabilità civile e panale intervengono dunque per punire la scorrettezza, il dolo intenzionale del terzo. Ecco dunque il nocciolo della questione: la ravvisabililità di un comportamento non corretto da parte dell’On. Silvio Berlusconi. Non si può dire infatti che il convenuto, diffondendo informazioni economiche in merito al futuro di Alitalia ed augurandosi la sua permanenza in mani italiane, abbia solo esercitato un suo diritto né che le conseguenze negative per i terzi non gli siano imputabili sostenendo che nella sua condotta farebbe difetto l’elemento dell’antigiuridicità, sulla scorta del principio per cui “qui iure suo utitur neminem laedit”. Innanzitutto, non c’e’ antitesi tra esercizio del diritto ed antigiuridicità perché non basta affermare che il preteso danneggiante abbia esercitato un suo diritto onde escluderne la responsabilità. E’ pacifico che non solo il soggetto agente potrebbe superare i limiti formali posti all’esercizio del suo diritto (in tal caso si aprirebbe lo spazio del non diritto ed egli non agirebbe più nell’ambito del suo diritto) , ma egli potrebbe in concreto agire violando il principio di buona fede e, pur mantenendosi formalmente entro i confini dell’ agere licere, di fatto ledere gli interessi altrui. L’ingiustizia del danno, quale filtro delle pretese risarcitorie ammesse alla tutela aquiliana, richiede infatti una valutazione concreta che metta in relazione la condotta del danneggiante (non iure) e la situazione giuridica interferita (contra ius). E’ di tutta evidenza che Berlusconi abbia agito contrariamente alla buona fede, che non abbia esercitato un suo diritto di critica, che non si sia limitato ad agire in nome della difesa dell’italianità della compagnia aerea, ma che abbia fatto un uso abusivo, cioè distorto e dannoso, del suo status e delle prerogative connesse. Nessun risparmiatore avrebbe improntato il proprio comportamento alle esternazioni di tipo economico di un quisque de populo. Ma molti italiani (la maggioranza) erano disposti a credergli ed è a tutti noto che il premier avesse contezza della misura della fiducia di cui in quel particolare momento politico godeva. La previsione normativa che si occupa di questa tipologia di comportamenti e’ contenuta nel Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria o Tuf, emanato con decreto legislativo del 24/2/1998 n. 58, dove la parte Iv - titolo Iii - e’ dedicata all’informazione societaria, mentre la parte V - titolo I-bis - e’ dedicata all’abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato. Le “false informazioni privilegiate” rappresentano l’oggetto per la commissione dei reati di “abuso di informazioni privilegiate” e “manipolazione del mercato” disciplinate dagli articoli 184 e 185 del Tuf. Ai sensi dell’art. 184 Tuf per “informazione privilegiata” si intende “un’informazione di carattere preciso, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari. (Italia Estera, “Alitalia crolla in borsa dopo le dichiarazioni di Berlusconi”, , 04.03.2008 – Allegato 38). Un’informazione si ritiene di carattere “preciso” se: a) si riferisce ad un complesso di circostanze esistente o che si possa ragionevolmente prevedere che verrà ad esistenza o ad un evento che si possa ragionevolmente prevedere che si verificherà; se: b) e’ sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sul possibile effetto del complesso di circostanze o dell’evento di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari. Per “informazione che se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di strumenti finanziari” si intende un’informazione che presumibilmente un investitore ragionevole utilizzerebbe come uno degli strumenti su cui fondare le proprie decisioni di investimento. Le informazioni di cui al capoverso che precede e quelle poste in evidenza in narrativa di fatto sono speculari e rappresentano l’oggetto per la configurazione delle fattispecie previste dagli artt. 184 e 185 del Tuf. L’on. Berlusconi oggettivamente ha tenuto una condotta idonea ad influire in via diretta sulla formazione della volontà dei risparmiatori investitori e quindi dell’odierno attore, avendo diffuso notizie idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari (art. 185 Tuf). Infatti, se all’epoca delle esternazioni − febbraio, marzo e aprile 2008− il valore oscillava da 0,80 euro a 0,50, oggi dette azioni non sono più nemmeno quotate in Borsa Italiana. Il loro valore di fatto e’ pari zero ma l’on. Berlusconi tutt’ora sostiene mendacemente di avere salvato Alitalia. (sito popolodelleliberta’) L’on. Berlusconi non si limita ad affermare o criticare le scelte del Governo precedente su di un’operazione economica che – per di più – aveva avuto il via libera dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia. E’ certo che i suoi interventi (e quindi non opinioni) saranno in grado di affossare la trattativa con i francesi fino al punto di affermare che “credo di sì. Air France rinuncerà, perché se sa che il futuro presidente del Consiglio è contrario farà un passo indietro. Anche perché lì in Francia non è come da noi, che il Governo non conta nulla, l’esecutivo è una cosa seria. Le condizioni imposte da Air France sono da colonialismo. Per fortuna di Alitalia c’è il sig. Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risanarla” (www.Politica.excite.it; tg. 1, tg2, tg3, tg4, tg5, www.Ansa.it del 6 aprile 2008 e www.Corrieredellasera.it del 29 marzo 2008”. L’on.le Berlusconi, fornisce precise informazioni economiche (e non certamente opinioni) quando afferma, con disinvoltura: “ho fatto alcune telefonate e ci sono alcune persone disponibili. Domani ne farò delle altre e cercherò anche Emma Marceglia (ndr. Presidente di Confindustria”. Silvio Berlusconi, 22 marzo 2008 Il giornale, Lastampa.it 20 marzo 2008, e tutti i telegiornali nazionali). Lascia chiaramente intendere che la futura offerta migliorerà quella di Air France dato che afferma: “In previsione di avere la responsabilità di Governo sono sicuro che arriveremo ad un risultato positivo giacchè la risposta sarà un secco e pieno No; non perché è contro la Francia ma è contro le condizioni ricevute”. Silvio Berlusconi, 22 marzo 2008 Il giornale, Lastampa.it 20 marzo 2008, e tutti i telegiornali nazionali. E’ consapevole del fatto che le sue dichiarazioni sono in grado di influenzare la posizione di Air France dato che Pierre Henri Gourgeon – Direttore generale di Air France Klm - dichiara testualmente in data 14 febbraio 2008 che “se la posizione del prossimo Governo è favorevole ad un accordo andremo avanti, altrimenti ci fermeremo”. Il sole24ore.Com del 14 febbraio 2008. Ribadisce insistentemente (e ci pare assai difficile poter qualificare il tutto come mera opinione) che “sarà una cordata italiana a risollevare le sorti della compagnia di bandiera, una volta fallita la trattativa con Air France”. Ribadisce ai microfoni di Rtl 102,5 che la proposta di “Air France è irricevibile ed offensiva”.
Orienta indubbiamente il mercato ed il comportamento dei risparmiatori allorquando afferma testualmente che “appena si chiuderà la trattativa con Air France ci sarà una cordata di imprenditori che si faranno avanti e dopo tre quattro settimane faranno un’offerta; se non la svendono prima delle elezioni la salveremo” (Il sole24ore.Com dell’8 aprile 2008 e tutti i telegiornali nazionali). E’ evidente che se quella ad Air France è una svendita, la nuova offerta egli garantisce, dato lo status rivestito, sarà decisamente superiore; anche perché continua ad affermare: “sarò io a condurre le regole del gioco su questo argomento perché è una sfida su cui ho speso il mio nome e me ne occuperò personalmente” (Berlusconi, La stampa del 23 aprile 2008. (rif.: Stefano Preziosi - http://stefanopreziosi.Blogspot.com/2008/09/il-raggiro-alitalia.htlm). Detta affermazione da sola, senza considerarne altre anche di maggior incisività e determinatezza, era concretamente idonea ad ingenerare nell’utente/risparmiatore cieco affidamento circa la convenienza ad investire in Alitalia. Visto e considerato pure che la programmata privatizzazione non poteva che svolgersi sotto l’auspicio e la rigida protezione delle norme di Legge allora vigenti in materia di privatizzazione, cessione del controllo e salvataggio di grandi imprese quotate in Borsa Italiana. Egli ha impedito, sottraendosi a doveri morali e legali connessi al suo status, che gli azionisti avessero consapevolezza del reale progetto, altrimenti denominato “Piano Fenice”, circa l’operazione di privatizzazione della compagnia di bandiera. Egli ha altresi’ occultato la reale portata ed efficacia del famigerato “piano di salvataggio e rilancio” di Alitalia fino e ben oltre il 6/6/2008 ed ha fatto in modo, appoggiandolo apertamente, che si concretizzasse una realtà esattamente “antipodica” a quella propagandata, nonostante si fosse impegnato personalmente e con i beni dei propri figli a salvare Alitalia dalle mani straniere. Ordunque non puo’ trattarsi di una mera svista inconsapevole promettere, prima delle elezioni, il salvataggio ed il rilancio di una compagnia quotata in borsa, interponendosi nelle trattative a cio’ avviate, per poi smembrarla vendendola pezzo per pezzo nominando un commissario liquidatore ad hoc, il tutto a spese della collettivita’ (compreso il compenso plurimilionario di detto commissario) ed in vantaggio di terzi privati estranei, non peggio qualificati. Si comprende agevolmente, allora, come la fattispecie in esame possa definirsi “plurioffensiva” e idonea a determinare il danno lamentato. Si tenga all’uopo ben presente l’evoluzione culturale della società nel periodo considerato ante elezioni. Il raggiro, alla luce di quanto esposto, e’ stato tale da non lasciare, alla stregua delle valutazioni sociali medie dei risparmiatori/vittime e del particolare contesto sociopolitico in cui esso si e’ verificato, alcuna diversa via di fuga. Essi quando ebbero conoscenza dell’inganno non poterono vendere i titoli acquistati perche’ nel frattempo Aza era stato sospeso dalle contrattazioni e la…trappola era scattata. A trarre chiaro e spudorato vantaggio dall’operazione, in termini economici diretti, e’ stata Cai. Ora se sotto il profilo penale chiara e’ la responsabilità dell’on. Berlusconi, sotto altro profilo giuridico spicca e si staglia nettamente, quanto illegalmente, l’arricchimento ingiustificato di un soggetto (Cai) con conseguente “deminutio patrimonii” di terzi (gli azionisti, Bad Company ecc. ). Risulta palese, evidente ed innegabile il nesso genetico, causale, diretto ed esclusivo tra detta condotta e i danni reclamati dall’odierno attore, e da tutti gli azionisti incorsi in un errore determinante sui fatti dolosamente occultati dal convento. L’errore di cui si parla e’ quello che ha inciso sulla volontà e quindi ha portato gli azionisti, tramite famigerati artifizi e raggiri dell’on. Berlusconi, a concludere il contratto di investimento in titoli Alitalia che diversamente non avrebbero mai compiuto. Poco importa il nome da attribuire alla fattispecie, considerato, come già detto, che essa non ha precedenti nella storia della politica democratica italiana. Secondo taluni verrebbe ad emergere la figura della c.D. Truffa contrattuale. Secondo altri si evidenzia la truffa aggravata dai mezzi adoperati, dall’enormità del danno economico arrecato e soprattutto dal fine illecito diretto palesemente ad instaurare un imperialismo antidemocratico con la sovversione dei basilari principi della Costituzione della Repubblica Italiana. Sempre e comunque quando taluno pone in essere artifizi e raggiri diretti a sottacere o dissimulare fatti tali che, ove conosciuti, avrebbero indotto l’altro contraente ad astenersi dal concludere quel contratto, ovvero a concluderlo in modo diverso, commette truffa. A noi pare che, anche sotto il profilo dell’analisi psicologica della situazione in cui versava il sottoscritto e gli azionisti che rappresenta, destinatari della condotta posta in essere dall’on. Silvio Berlusconi, non sussista alcun dubbio che essa abbia determinato il processo causale/volitivo (seppur passando per una fase intermedia, per così dire, di convincimento del buon affare) sfociato nella conclusione del contratto di acquisto delle azioni Alitalia e perfezionatosi con la sospensione del titolo da Borsa Italiana. La parola di impegno personale di un soggetto che, oltre a trovarsi dapprima a capo della coalizione di opposizione e candidato premier in pectore, con i suoi livelli di ricchezza e di influenza politica e sociale, gli consentivano di cavalcare sapientemente l’onda emotiva del popolo italiano che in quel periodo era per la maggior parte favorevolmente rivolto verso di lui. Sono tutte cause queste che pienamente giustificano l’affidamento incolpevole riposto dagli azionisti nelle dichiarazioni dell’on. Berlusconi. | La condotta denunciata è conforme a canoni di scorrettezza e slealtà nei confronti dell’istante (oltre che di tutti i cittadini italiani). Essa e’ ancorché illecita se collocata nel momento in cui l’on. Berlusconi non esercitava funzioni istituzionali e l’attività del Governo uscente era limitata al minimo poiché in fase di transizione politica. Sicchè inapplicabili le consuete, reclamate scriminanti di cui agli artt. 68 e 21 della Carta Costituzionale. L’on. Berlusconi con il suo comportamento determinò la svendita dei beni della compagnia di bandiera a terzi utilizzando le informazioni che egli conosceva e pochi altri. Ciò è notorio. L’on. Berlusconi diffondendo notizie false, ha posto in essere un operazione, anche di tipo mediatico, simulando il salvataggio di Alitalia – che invece de facto e’ fallita. Ciò è notorio. L’on. Berlusconi usando artifizi propagandistici e menzogneri ha turbato e manipolato il mercato di Borsa Italiana determinando in maniera evidente l’alterazione del titolo Alitalia Linee Aeree Italiane Spa, dapprima gonfiandolo per poi dolosamente farlo precipitare onde irretire piccoli investitori ignari della manovra che di li poco avrebbe smembrato la compagnia aerea degli italiani favorendo un pugno di speculatori con il famigerato “Piano Fenice”. Ciò è notorio. (Allegato 4Bis) L’on. Berlusconi ha procurato ingiusto profitto a terzi soggetti (Cai) ponendo in essere una vera e propria, evidente quanto non contestata truffa verso ogni cittadino italiano. L’unico espediente poco onorevole al quale Berlusconi affida ormai ritualmente la contestazione della lesività della condotta censurata attiene alla sua asserita copertura costituzionale in termini di insindacabilità: la c.D. Pregiudiziale parlamentare a suo favore. Nel caso de quo difettano senza alcun dubbio i presupposti per ritenere che sia in questione l’immunità parlamentare per le opinioni espresse dall’On. Berlusconi. La domanda avanzata dall’istante è volta ad ottenere sia il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e di tutti i danni non patrimoniali patiti a causa dell’illecita interferenza dell’on. Berlusconi nella relazione commerciale intercorrente tra Air France Klm ed Alitalia, l’avvenuta manipolazione del mercato finanziario e dall’inadempimento della promessa del fatto del terzo (il soggetto che ha tratto immenso ed ingiusto vantaggio dalla cd privatizzazione) e dalla conseguente truffa in danno dello Stato Italiano, dei consumatori e dei creditori della c.D. “bad company”. L’istante afferma ed ha dimostrato di essere stato/a danneggiato non da opinioni, ma da informazioni di specifico contenuto economico fornite non già da un quisque de populo, ma da un imprenditore di grande esperienza che promettendo (artificiosamente) convincentemente un futuro positivo per Alitalia invitava i risparmiatori e gli elettori a credere nel progetto, ad investire per sostenerlo ed a votarlo per il medesimo scopo (eravamo in procinto di elezioni nell’aprile del 2008), incorrendo negli illeciti denunciati (Sulla rilevanza dell’informazione economica v. Malavenda, Melzi d’Eril, Abuso di mercato ed informazione economica, Cedam, Padova, 2007). Il Tuf prevede una precisa responsabilità per chi diffonde informazioni, voci o notizie false o fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli strumenti finanziari. E’ di questo che si duole l’istante. L’on. Berlusconi intendeva annientare la trattativa tra Alitalia Spa ed Air France Klm con la diffusione costante, quotidiana e scientifica di informazioni idonee ad orientare il comportamento dei piccoli risparmiatori ed a provocare il dietrofront di Air France Klm. Le dichiarazioni rese dall’On. Berlusconi contenevano precise informazioni economiche. Tuttavia quel che giova rilevare è che nelle sue affermazioni egli non si limitava certamente a manifestare le proprie opinioni di parlamentare, ma formulava precise informazioni idonee ad orientare il comportamento di migliaia risparmiatori (e potenziali elettori) circa l’opportunità di acquistare o non alienare azioni Alitalia. Quel che va sottolineato è che i piccoli risparmiatori formano i propri convincimenti sulla scorta delle informazioni che ricevono. Il costante, quotidiano battage informativo su precise indicazioni economiche circa l’epilogo della vicenda Alitalia che, a detta dell’On.le Berlusconi, sarebbe stato di gran lunga più vantaggioso rispetto a quanto promesso da Air France, non poteva non incidere sulla formazione della volontà dei risparmiatori. Del resto il numero così elevato di soggetti (migliaia di risparmiatori) che hanno visto completamente azzerato il capitale ne è la dimostrazione più evidente. In una interessante decisione della Corte d’Appello di Torino del 27 novembre 2009 (in www.Ilcaso.it, p.10) si afferma testualmente (sia pur per una questione del tutto differente) che l’indipendenza per l’investitore si realizza con la sua tutela dalle pressioni o perturbazioni esterne e frastornanti per l’investitore stesso che possono derivare da tambureggianti e non sempre disinteressate campagne di informazione giornalistica. Quel che in questa sede vuol sottolinearsi è che l’informazione – soprattutto quella economica – è il bene non materiale di maggiore importanza e valore nelle società evolute, ed è l’elemento sulla base del quale vengono effettuate tutte le scelte individuali, economiche, politiche. Le scelte dei risparmiatori (migliaia), in questo caso, sono state orientate sulle informazioni delle quali disponevano. La delegittimazione sul piano economico dell’offerta Air France (perché dichiarata economicamente sconveniente) con la diffusione di informazioni in ordine ad una “cordata di patrioti”, con possibile impegno in prima persona anche dei figli dell’On.le Berlusconi non potevano lasciare indifferenti coloro che detenevano o che intendevano acquistare titoli della vecchia compagnia di bandiera. E’ sufficiente verificare l’andamento del titolo Alitalia per constatare con obiettività quanto i dichiarati progetti imprenditoriali dell’onorevole Berlusconi diffusi attraverso la stampa incidessero sulla sua quotazione. Da qui gravissimo danno anche alla Borsa di Milano. E’ del tutto evidente che nella vicenda in esame siamo di fronte ad un tipo di informazione “economica” diffusa dall’On.le Berlusconi che è anni luce lontana dal concetto di opinione ex art. 68 Costituzione. Etimologicamente “opinione” vuol dire “ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa pur senza la certezza di essere nel giusto”. L’on. Berlusconi non si limita ad affermare o criticare le scelte del Governo precedente su di un’operazione economica che – per di più – aveva avuto il via libera dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia. E’ certo che i suoi interventi (e quindi non opinioni) saranno in grado di affossare la trattativa con i francesi fino al punto di affermare che “credo di sì. Air France rinuncerà, perché se sa che il futuro presidente del Consiglio è contrario farà un passo indietro. Anche perché lì in Francia non è come da noi, che il Governo non conta nulla, l’esecutivo è una cosa seria. Le condizioni imposte da Air France sono da colonialismo. Per fortuna di Alitalia c’è il sig. Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risanarla” (www.Politica.excite.it; tg. 1, tg2, tg3, tg4, tg5, www.Ansa.it del 6 aprile 2008 e www.Corrieredellasera.it del 29 marzo 2008”. L’on.le Berlusconi fornisce precise informazioni economiche (e non certamente opinioni) quando afferma, con disinvoltura: “ho fatto alcune telefonate e ci sono alcune persone disponibili. Domani ne farò delle altre e cercherò anche Emma Marcegaglia (ndr. Presidente di Confindustria”. Silvio Berlusconi, 22 marzo 2008 Il giornale, Lastampa.it 20 marzo 2008, e tutti i telegiornali nazionali). Lascia chiaramente intendere che la futura offerta migliorerà quella di Air France dato che afferma: “In previsione di avere la responsabilità di Governo sono sicuro che arriveremo ad un risultato positivo giacchè la risposta sarà un secco e pieno No; non perché è contro la Francia ma è contro le condizioni ricevute”. Silvio Berlusconi, 22 marzo 2008 Il giornale, Lastampa.it 20 marzo 2008, e tutti i telegiornali nazionali. E’ consapevole del fatto che le sue dichiarazioni siano in grado di influenzare la posizione di Air France dato che Pierre Henri Gourgeon – Direttore generale di Air France Klm - dichiara testualmente in data 14 febbraio 2008 che “se la posizione del prossimo Governo è favorevole ad un accordo andremo avanti, altrimenti ci fermeremo”. Il sole24ore.Com del 14 febbraio 2008. E’ pure consapevole che dette affermazioni avrebbero consentito a lui di conquistare consensi e voti in campagna elettorale, compreso quello del sottoscritto. Ribadisce insistentemente (e ci pare assai difficile poter qualificare il tutto come mera opinione) che “sarà una cordata italiana a risollevare le sorti della compagnia di bandiera, una volta fallita la trattativa con Air France”. Ribadisce ai microfoni di Rtl 102,5 che “la proposta di Air France è irricevibile ed offensiva”. Orienta indubbiamente il mercato ed il comportamento dei risparmiatori allorquando afferma testualmente che “appena si chiuderà la trattativa con Air France ci sarà una cordata di imprenditori che si faranno avanti e dopo tre quattro settimane faranno un’offerta; se non la svendono prima delle elezioni la salveremo” (Il sole24ore.Com dell’8 aprile 2008 e tutti i telegiornali nazionali). E’ evidente che se quella ad Air France è una svendita, la nuova offerta egli garantisce, dato lo “status” rivestito, sarà decisamente superiore; anche perché continua ad affermare: “sarò io a condurre le regole del gioco su questo argomento perché è una sfida su cui ho speso il mio nome e me ne occuperò personalmente” (Berlusconi, La stampa del 23 aprile 2008). E’ ovvio che le costanti e ripetute affermazioni dell’aspirante premier non rappresentavano una opinione in merito alla perdita di italianità della compagnia o, al limite, in ordine all’inopportunità della conclusione della trattativa con Air France, ma erano obiettivamente orientate ad interferire nella trattativa di cessione di Alitalia, attraverso la diffusione di informazione economiche (che anticipavano la c.D. Cordata dei patrioti) che sarebbero state ulteriormente migliorative rispetto alla proposta Air France e che avrebbero salvato Alitalia. E’ chiaro, a questo punto, che migliaia di elettori e piccoli risparmiatori orientati dalle informazioni più agevolmente rintracciabili (quelle sui mezzi di informazione) non hanno ceduto le loro azioni, anzi, si sono orientati ad acquistarne delle altre. L’ipotesi, non si può negare, non è affatto diversa da quella in cui si rimprovera ad un’agenzia di rating di aver fornito informazioni circa la solvibilità economica dell’impresa emittente o del giornalista finanziario che dia consigli di investimento. La posizione dell’on. Berlusconi consente di ritenere ricorrente una tipica responsabilità da “status”, aggravata dalla esperienza imprenditoriale e dal ruolo che l’On. Berlusconi intendeva assumere, sia di soggetto promotore della cordata italiana sia di capo dell’esecutivo. La questione, che non ha nulla a che vedere con i “reati ministeriali”. È quindi ben più incisiva e grave se paragonata ad una comune agenzia di rating. Niente nel comportamento dell’onorevole Berlusconi ne attenua la responsabilità, visto che il suo particolare “status” è stato dallo stesso ripetutamente evocato, propagandato, esaltato (vedansi le diverse dichiarazioni rese alla stampa e delle quali se ne chiede l’acquisizione). Egli voleva indurre Air France a recedere, lo ha detto ripetutamente; egli voleva che imprenditori italiani investissero su Alitalia; egli voleva che i risparmiatori italiani si fidassero di lui, delle sue capacità, del suo progetto imprenditoriale, che credessero in Alitalia, che investissero in Alitalia. Ed ecco evidente il raggiro. Il sottoscritto appartiene al novero di quei risparmiatori che hanno improntato le proprie scelte di investimento secondo quanto suggerito dall’On. Berlusconi. Non possiamo stupircene, non possiamo scaricare la responsabilità di ciò che è avvenuto su decine di migliaia di risparmiatori, se anche un gruppo imprenditoriale internazionale di comprovata esperienza – Air France Klm - ha creduto all’onorevole Berlusconi ed ha orientato il proprio comportamento: ha receduto dalle trattative ed ha imputato tale volontà a ciò che il convenuto affermava ripetutamente ed insistentemente (v. Dichiarazione dell’amministratore delegato di Air France Klm allegata in atti). Ed ecco il danno gravissimo allo Stato. Una relazione commerciale, un contratto, una trattativa sono tutelati dall’ordinamento giuridico alla stessa stregua di un bene. Si tratta di utilità entrate a far parte - o che si aspira legittimamente che entrino a far parte - del patrimonio dei soggetti. Quando un terzo interviene, senza avere un interesse giuridicamente protetto, per privare altri del suddetto bene egli tiene un comportamento antigiuridico che, là dove provochi un danno ingiusto, implica la sanzione del risarcimento del danno. Che la trattativa tra Air France e Alitalia sia venuta meno a seguito dell’intromissione di Berlusconi è certo: lo riconosce, come si è già detto Air France. Né l’On. Berlusconi può negare – infatti lo conferma - che questo fosse il suo intendimento, sì da invocare a suo beneficio l’assenza di intenzionalità (Vedansi le intervista all.On. Berlusconi innanzi richiamata “credo di sì. Air France rinuncerà, perché se sa che il futuro presidente del Consiglio è contrario farà un passo indietro. Anche perché lì in Francia non è come da noi, che il Governo non conta nulla, l’esecutivo è una cosa seria. Le condizioni imposte da Air France sono da colonialismo. Per fortuna di Alitalia c’è il sig. Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risanarla)”. Tantomeno si può pensare di imputare il fallimento della trattativa alla contrarietà delle organizzazioni sindacali. I sindacati, com’è ovvio, esercitavano il loro ruolo, cercavano di strappare le condizioni più vantaggiose, ma avevano già iniziato a trattare per meglio definire il contenuto dell’accordo. Sono i fatti a dirlo ed i testimoni del tempo (P. Schlesinger, Le carte truccate di Alitalia cit. In allegato). Quanto al “contra ius”, basterà ricordare che, a fronte di una perdita quale quella lamentata dal sottoscritto e da circa 40.000 persone, la giurisprudenza e la dottrina ritengono che basti la lesione di un interesse giuridicamente rilevante, cioè meritevole di tutela, indipendentemente dalla veste formale che esso ha assunto (diritto soggettivo, interesse legittimo, aspettativa, ecc.). A seguire e a tal riguardo una serie di opzioni. Aderendo ad un primo orientamento giurisprudenziale, si potrebbe dire che la perdita economica risentita dagli azionisti di minoranza abbia leso un suo diritto soggettivo. La giurisprudenza ha coniato in ipotesi analoghe il diritto, costituzionalmente tutelato (art. 41 Cost.) di determinarsi liberamente nel proprio comportamento economico, cioè il diritto all’integrità del proprio patrimonio. Si potrebbe invocare, seguendo un indirizzo giurisprudenziale diverso ed altrettanto diffuso, la lesione dell’interesse legittimo per il venir meno dell’oggettivo affidamento nella correttezza e nella lealtà dell’altrui comportamento. Come rilevato dalla dottrina già in relazione alla disposizione previgente, anche ai sensi del nuovo art. 185 T.u.f., la descrizione legale della fattispecie delittuosa può riassumersi nell´adoperare artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo. Rientrano nel genus degli artifizi anche le altre modalità di realizzazione del fatto previste dalla disposizione: “è dunque sull´interpretazione degli altri «artifici» che bisogna insistere” Come artifizi, infatti, possono essere punite condotte analoghe a quelle indicate esemplificativamente dalla norma, ma non proprio coincidenti. Oggetto della diffusione, inoltre, deve essere unicamente una notizia, cioè l´affermazione di un fatto: non vi rientra quindi il caso della diffusione di valutazioni soggettive, come le opinioni e gli apprezzamenti, ma «la diffusione di valutazioni false ed ovviamente in malafede, specie da parte di persona qualificata, sembra potersi senz´altro considerare come artificio» . Manipolazione ed alterazione fraudolenta del mercato mobiliare. Ipotesi delittuosa di cui all’art. 187 bis e ter T.u.f. – come modificato. La fattispecie in esame richiede, inoltre, che si verifichi l´evento di pericolo della sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari. L´accertamento di tale idoneità lesiva è certamente assai complesso, dal momento che molteplici sono i fattori che determinano l´andamento dei prezzi di mercato, ma - come è stato opportunamente rilevato - «ad attenuare la portata del problema, deve peraltro considerarsi che - come dimostra l´esperienza giurisprudenziale maturata rispetto al quadro normativo previgente - l´accertamento sull´idoneità della notizia ha solitamente ad oggetto fatti in cui effettivamente il prezzo del titolo ha subìto una notevole influenza (indagine, questa, agevolata dai sistemi di rilevazione elettronica dell´andamento dei mercati); in tali ipotesi, si tratta piuttosto di escludere l´esistenza di fattori concorrenti da soli sufficienti a cagionare il mutamento della quotazione » E’ forse in grado l’on. Berlusconi di dimostrare che le notizie da egli stesso divulgate non abbiano inciso sulla quotazione dei titoli Alitalia? Certamente no. (Allegato 4 Bis) Anzi l’alterazione del titolo è stata, proprio come richiesto ai fini della ricorrenza della fattispecie in esame, sensibile. Pure a tutto concedere, non si possono scriminare le dichiarazioni del convenuto asserendo che si sia trattato di opinioni espresse nell’esercizio della sua funzione di parlamentare. Le affermazioni hanno la caratteristica dell’extra moenia e difettano in misura quanto mai evidente del requisito della funzionalità, cui la costante giurisprudenza subordina la ricorrenza della garanzia. Responsabilità ex art. 2043 c.C. Per illecita interferenza nell’altrui relazione commerciale. Il recesso dalle trattative da parte dei francesi fu conseguenza immediata e diretta dell’intromissione dell’On. Silvio Berlusconi nell’operazione di cessione. Il danno ingiusto, materiale e morale, di cui deve farsi carico l’On. Berlusconi ha leso non solo gli azionisti di minoranza, ma anche nondimeno tutti gli obbligazionisti, tutti i creditori e tutti i dipendenti di Alitalia Linee Aeree S.p.a., ed ogni singolo cittadino italiano in quanto titolare, pro quota, del pacchetto maggioritario di azioni detenuto dal Ministero delle Finanze Italiano. La distruzione ovvero il sostanziale fallimento della compagnia di bandiera è circostanza della quale occorre per Legge che si faccia carico l’On. Berlusconi. Oltretutto lo Stato ha patito la perdita di circa euro 5.000.000.000,00, questo infatti risultava essere approssimativamente il valore globale della nostra ex compagnia di bandiera, debiti compresi ed interessi passivi correnti e da calcolare con imputazione al medesimo convenuto. Ciò impone l’obbligazione risarcitoria e la reintegrazione del patrimonio di tutti i soggetti lesi, con particolare riferimento agli azionisti di minoranza. L’operato dell’On. Berlusconi è senz’altro illegittimo, secondo l’art. 2043 c.C., in quanto danno prodotto non iure, cioè senza che ricorresse una causa di giustificazione apprezzabile. E le affermazioni del convenuto miravano ad interrompere la cessione di Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.a. Ad Air France Klm con l’intento di persuadere le parti a desistere dalla stipulazione del contratto, influenzandole, con argomenti che anche la successiva evoluzione della vicenda ha dimostrato essere pretestuosi e del tutto inveritieri, affinché si ritirassero dalla trattativa. Ed in effetti l’On. Berlusconi ha incentrato la propria campagna elettorale per le politiche 2008 sulla demonizzazione della trattativa Governo Italiano – Air France Klm, denunciando una sorta di “svendita” di quest’ultima e la perdita della “italianità” di Alitalia; cosa quest’ultima che avrebbe implicato una riduzione di voli intercontinentali ed internazionali diretti, e quindi ripercussioni negative per il turismo ed i passeggeri nazionali. All’offerta di Air France è sempre stata opposta un’alternativa: l’intervento di una cordata di imprenditori italiani che avrebbe, al contrario, tutelato al meglio gli interessi dei dipendenti della compagnia di bandiera, degli azionisti e dei creditori della stessa. Tutto ciò – come noto – ha indubbiamente contribuito a rendere impervia la prosecuzione delle trattative con Air Franceklm ed a spingere i sindacati (che pure avevano ottenuto delle prime concessioni dai francesi rispettivamente ai programmi iniziali) ad avanzare ulteriori richieste di miglioramento, fino al punto in cui il probabile acquirente ha deciso di ritirarsi dalle trattative, in considerazione delle avversioni italiane ed, in particolare, di colui che si proponeva certamente come futuro capo del governo. Lasciano assai perplessi l’assoluta leggerezza e la noncuranza del convenuto circa le ricadute negative che la sua condotta avrebbe avuto per l’economia italiana oltre che per il futuro di Alitalia, dei suoi azionisti e dei suoi dipendenti. Ed invero, una volta reso pubblico il tanto decantato progetto di recupero di Alitalia appoggiato dall’On. Berlusconi, si è potuto constatare agevolmente quanto questo fosse meno conveniente per le sorti della compagnia aerea. A parte la riduzione dei voli intercontinentali e internazionali, rispetto a quanto programmato da Air Franceklm, balza all’evidenza la circostanza che mentre quest’ultima si era impegnata a versare nelle casse di Alitalia almeno un miliardo di euro entro giugno 2008, accollandosi anche 1,4 miliardi di debiti finanziari netti, il Piano Passera – Colaninno (cosiddetto Piano Fenice), sponsorizzato dall’On. Berlusconi, ha lasciato tale ingente debito nella Bad Company e lo ha scaricato sullo Stato nonché su creditori ed azionisti. La “particolare qualificazione” di colui che ha posto in essere detta condotta lesiva e dannosa è un aspetto che contribuisce a caratterizzare e ad aggravare la sua responsabilità. Certo, da un lato il convenuto non era portatore di alcuna ragione meritevole di tutela legale che lo inducesse ad intervenire per proteggere un proprio interesse altrimenti pregiudicato dal contratto che stava per essere concluso. Ciò esclude in radice la possibilità di colorare di legittimità il suo operato: operato che perciò risulta in concreto volto esclusivamente ad influenzare le decisioni economiche altrui, provocando all’odierno istante un danno sicuramente ingiusto, e quindi risarcibile, secondo l’art. 2043 c.C., in quanto danno prodotto non iure, cioè senza che ricorresse una causa di giustificazione apprezzabile. E’ pur vero tuttavia che l’On. Berlusconi non era un quisque de populo. Il convenuto ha consapevolmente ed evidentemente approfittato del ruolo che con alto grado di probabilità si apprestava ad assumere, quello di Capo del Governo in formazione. Egli era portatore di un ruolo e di uno status da cui si irradiano norme ed aspettative sociali. L’istante, riponendo la propria fiducia nel futuro premier, nelle sue capacità e nelle sue dichiarazioni, nel suo dichiarato impegno a rendere possibile la cessione di Alitalia a condizioni persino più vantaggiose per gli azionisti di quelle allora sul tappeto, vedevano crescere la possibilità di investire vantaggiosamente e si espongono economicamente. Non solo non vendono le azioni di Alitalia in loro possesso, perché non sono affatto preoccupati che la trattativa con Air Franceklm fallisca e le azioni si deprezzino, ma sono addirittura allettati dalla prospettiva di un maggiore profitto e da quella di poter contribuire alla conservazione della compagnia di bandiera in mani italiane. Violazione del principio del neminem laedere ex art. 2043 c.C. In riferimento agli artt. 184 e 185 Tuf: abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato mobiliare. L’on. Silvio Berlusconi ebbe ad esprimere ripetutamente, ricorrentemente e pubblicamente valutazioni negative in ordine all’acquisto da parte di Air France e ciò bastava a cagionare un danno all’attore ed all’intervenuto. Ma la circostanza che egli promettesse e si impegnasse a garantire l’acquisto da parte di altri a condizioni più vantaggiose ha rappresentato un’ulteriore occasione di pregiudizio. La promessa, poi rivelatasi un mero artificio diretto ad ottenere voti favorevoli in campagna elettorale, ha ingenerato un affidamento nei destinatari delle sue dichiarazioni i quali senza loro colpa si sono determinati ad adottare pure comportamenti economici, poi rivelatosi disastrosi, che altrimenti non avrebbero tenuto. L’on. Berlusconi oggettivamente ha tenuto una condotta idonea ad influire in via diretta sulla formazione della volontà dei risparmiatori investitori e quindi anche dell’odierno intervenuto, avendo diffuso notizie idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari (art. 185 Tuf). Infatti, se all’epoca delle esternazioni – febbraio, marzo e aprile 2008 – il valore oscillava da 0,80 euro a 0,50, oggi dette azioni non sono più nemmeno quotate in Borsa Italiana. Il loro valore di fatto è pari a zero. Responsabilita’ Contrattuale Ed Extracontrattuale Del Ministro Dell’economia E Delle Finanze In ragione della esposizione in fatto (………..Omissis………..) deve ritenersi che pure la condotta del Mef, finalizzata alla ostinata preservazione dell’attività di Alitalia, nonostante lo stato irreversibile e conclamato di crisi nel quale detta impresa versava, abbia arrecato ai creditori anteriori, nonché agli azionisti, un danno ingiusto, rappresentato dalla progressiva diminuzione delle garanzie patrimoniali, dalla dilatazione delle passività, originate appunto dalla protrazione ingiustificata dell’attività di impresa, dal pubblico impegno a dirigere le risorse verso la privatizzazione ed il salvataggio della compagnia. Tale condotta illegittima è stata perpetrata, inter alia: A) concedendo abusivamente la Garanzia Statale per l’ottenimento di finanziamenti; B) rifinanziando abusivamente la Società mediante la postergazione della scadenza delle Obbligazi |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
IMPOSTA DI TRASCRIZIONE: NESSUN AUMENTO IN FVG |
|
|
 |
|
|
Trieste, 10 ottobre 2011 - In Friuli Venezia Giulia l´Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt) non subirà nessun aumento. A comunicarlo è il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani. "Il decreto legislativo 68/2011 sul federalismo fiscale - spiega il vicepresidente - lascia libere le Regioni a statuto speciale di decidere modalità e limiti dell´applicazione di questi aumenti, una facoltà della quale ci vogliamo avvalere per tenere in vigore le vecchie tariffe. L´acquisto di una autovettura rappresenta un investimento importante, ma nel medio periodo inevitabile, per quasi tutti i nuclei familiari della regione. In base al decreto del governo, la spesa che queste si troverebbero a sostenere aumenterebbe sensibilmente, anche per l´acquisto di utilitarie di media cilindrata. Abbiamo ritenuto - aggiunge Ciriani - di andare incontro alle necessità delle famiglie del Friuli Venezia Giulia evitando loro di dover affrontare questa ulteriore spesa, in particolar modo considerato il difficile momento economico che stiamo attraversando". Attualmente l´Ipt corrisponde ad un importo fisso, che varia da provincia a provincia, non collegato alla potenza del mezzo acquistato, ed è pari a 181 euro per Trieste, Udine e Pordenone e di 196 per Gorizia. Il decreto legislativo varato dal Governo nazionale prevede che a questo importo fisso, per i veicoli con potenza superiore ai 53 Kw, si vada a sommare una cifra compresa tra i 3,5 e i 4,6 euro per ogni ulteriore Kw, con l´entità dell´aumento sempre decisa dalle singole Province. Tali aumenti si applicherebbero alle auto nuove o usate se acquistate da concessionari o persone giuridiche, escludendo quindi i passaggi di proprietà fra privati. Questo il raffronto tra la situazione del Friuli Venezia Giulia, che rimarrà immutata, e quella che si verrà a creare con l´entrata in vigore degli aumenti in alcune province (Venezia, Padova, Treviso e Milano) di Regioni a statuto ordinario: Potenza Ts/ud/pn Go Ve/pd Tv/mi: 60 Kw 181 196 253 274 ; 70 Kw 181 196 295 320 ; 80 Kw 181 196 337 365 ; 100 Kw 181 196 421 457; 110 Kw 181 196 464 502. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CARBURANTI, LOMBARDIA: POTENZIARE QUELLI PULITI |
|
|
 |
|
|
Milano, 10 ottobre 2011 - L´assessore al Commercio, Turismo e Servizi della Regione Lombardia Stefano Maullu ha illustrato il 7 ottobre ai componenti della Consulta carburanti, le modifiche al Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio che prevede, in particolare, la promozione all´utilizzo di carburanti a basso impatto ambientale. Erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti di Eni, Federmetano, Distrigas, Aci Milano, Agenzia delle dogane, Anas, Comune di Milano e Unione province lombarde. "Regione Lombardia - ha detto l´assessore Maullu - riconferma la scelta prioritaria di promozione all´utilizzo di carburanti a basso impatto ambientale potenziando ulteriormente le scelte in favore di metano e gpl". "In particolare, per quanto riguarda il potenziamento della rete metano - ha aggiunto Maullu - viene introdotta la disposizione in base alla quale nei bacini in equilibrio i nuovi impianti devono dotarsi di un prodotto a basso impatto ambientale a scelta tra metano o gpl. Per quanto riguarda invece gli impianti in autostrada viene eliminato l´obbligo di installare il metano in fase di rinnovo della concessione". Tra le altre modifiche illustrate oggi dall´assessore Stefano Maullu, la realizzazione degli impianti ghost, cioè quelli funzionanti senza personale, solo nei piccoli Comuni e in quelli appartenenti alle Comunità montane. Questi impianti devono però essere dotati di apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato durante l´orario di apertura. Un altro cambiamento riguarda la liberalizzazione della somministrazione di alimenti e bevande e la vendita non esclusiva di quotidiani e periodici. Il testo approvato dalla Giunta regionale sarà ora vagliato dalla Iv Commissione consiliare (Aattività produttive) per poi approdare in Consiglio regionale per il passaggio definitivo. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
ECOINCENTIVI FVG: RIPARTITI ALLE CCIAA 4.15 MILIONI DI EURO |
|
|
 |
|
|
Trieste, 10 ottobre 2011 - Su proposta del vicepresidente Luca Ciriani, la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia il 10 ottobre ha approvato il riparto dei fondi alle Camere di Commercio per l´erogazione degli incentivi all´acquisto di autoveicoli ad emissioni zero o ibride e per gli Euro 5 ad emissioni ridotte. I 4 milioni e 150 mila euro a disposizione sono stati ripartiti in base al numero di autoveicoli immatricolati nelle singole province nel corso del 2010, che hanno visto a Udine 16.858 immatricolazioni (45,3% del totale), 9.751 a Pordenone (26.2%), 6.344 a Trieste (17.1%) e 4.244 a Gorizia (11.4%). Lo stanziamento alle singole Camere di Commercio ammonta quindi a 1 milione 880 mila euro per Udine, 1 milione 87 mila euro a Pordenone, 709 mila euro per Trieste e 473 mila a Gorizia. "Si conclude così l´iter di questi finanziamenti - ha commentato il vicepresidente Ciriani -, che da ora potranno essere erogati ai cittadini per l´acquisto di veicoli ecologici. Un incentivo importante che va nella direzione sia dell´aiuto alle famiglie che del rispetto dell´ambiente". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TPL LOMBARDIA,CATTANEO A CONFRONTO CON ESPERIENZE MONDIALI |
|
|
 |
|
|
Milano, 10 ottobre 2011 - Trovare nuove modalità di finanziamento per il trasporto pubblico locale. E´ questo l´obiettivo del lavoro che l´assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, sta portando avanti anche attraverso incontri con le migliori esperienze internazionali. "Questa è infatti una sfida che attende non solo l´Italia, ma anche l´Europa e gli Usa - ha detto Cattaneo intervenendo il 6 ottobre al 35esimo convegno sulle ferrovie regionali e suburbane organizzato dalla Uitp, l´Unione internazionale del trasporto pubblico a Palazzo Pirelli -. Sono appena rientrato dagli Stati Uniti dove ho partecipato come relatore all´Annual Meeting dell´American Public Transportation Association a New Orleans. Qui ho avuto la possibilità di confrontarmi con il sistema americano che, nonostante la scarsità di risorse pubbliche, vuole continuare a garantire il servizio in quanto priorità dell´amministrazione Obama, come mi ha confermato il vice ministro Porcari". A Washington, infatti, l´assessore ha incontrato infatti John D. Porcari, vice ministro federale ai Trasporti del Governo americano, con il quale il Governo italiano ha appena firmato un Accordo di cooperazione per dare impulso a un efficace scambio di informazioni per migliorare il sistema e la tecnologia dei trasporti ferroviari. Il tema sempre più cogente a livello globale, è però quello della penuria di fondi. "Abbiamo tutti, in Europa come negli Stati Uniti, la necessità di pensare e applicare nuovi modelli di finanziamento - ha concluso Cattaneo -. Non ho però ancora incontrato nessuno che sia stato in grado di far funzionare il trasporto pubblico regionale senza contributi pubblici. Credo che imboccare per primi questa strada in Italia sarebbe non solo un suicidio politico, ma anche una condanna al collasso del sistema". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CAMPANIA: DEBITI CONTRIBUTIVI AZIENDE TRASPORTO, L´INPS DICE SÌ AL BLOCCO DEI RUOLI ESECUTIVI: VIA AL TAVOLO PER L´ INTESA |
|
|
 |
|
|
Napoli, 10 ottobre 2011 - L´assessore regionale al Lavoro Severino Nappi ha tenuto una riunione sulle questioni previdenziali che riguardano il settore del Trasporto Pubblico Locale. Al tavolo, programmato nell´ambito della procedura per la dichiarazione dello stato di crisi ex articolo 36 Legge Regionale 14/2009, erano presenti il direttore della sede regionale Inps Mariagrazia Sampietro, e le parti sociali sindacali e datoriali. L´assessore Nappi ha illustrato i termini della questione che interessa le aziende pubbliche e private del settore, debitrici nei confronti di Inps e Inail per effetto della ritardata erogazione dei fondi da parte di Regione e Province, ed allo stesso tempo impossibilitate a riscuotere i crediti perché prive del Durc, il certificato che attesta la regolarità contributiva. Il direttore dell´Inps ha dato la disponibilità a valutare la sospensione delle procedure coatte per crediti fino a 500 mila euro per impresa, rinviando alla direzione nazionale la decisione per crediti di importo superiore. Per il rilascio del certificato di regolarità contributiva, si lavorerà per pervenire ad intese con il presidente dell´Istituto, unico soggetto legittimato ad adottare forme di gestione dell´esposizione debitoria nei confronti dell´Inps. Al termine dei lavori, è stato deciso, d´intesa anche con la direzione nazionale Inps, l´avvio di un tavolo tecnico tra Regione Campania, Inps ed Inail per concordare i contenuti dell´accordo e garantire le imprese che presentano un´esposizione debitoria nei confronti degli Enti previdenziali nascente da rapporti contrattuali o di servizio con l’Ente Regione e/o le Province. Nelle more della formalizzazione dell´intesa, si è stabilito che la Direzione regionale Inps chiederà alla Direzione nazionale l´autorizzazione a sospendere la riscossione coattiva dei crediti di importo superiore ad euro 500.000 vantati nei confronti di imprese del settore del trasporto pubblico locale. Per quelli inferiori ad euro 500.000, la Direzione regionale provvederà ad interessare, per le parti di competenza, le Direzioni provinciali per individuare, d´intesa con gli assessorati ai Trasporti, le aziende debitrici e le relative esposizioni, e successivamente adottare eventuali provvedimenti di sospensione. Analogo meccanismo verrà adottato anche per le imprese dell´indotto di primo livello (carburante, pulizie, manutenzione). "Daremo subito il via - sottolinea l´assessore Nappi - al tavolo per perfezionare l´intesa. Abbiamo acquisito anche la disponibilità dell´Inail Campania a partecipare al prosieguo del confronto, e già nei prossimi giorni provvederò a riconvocare le parti." |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
ATM. NOMINATO IL CDA DELL’AZIENDA TRASPORTI MILANESI |
|
|
 |
|
|
Milano, 10 ottobre 2011 - Atm ha un nuovo Consiglio di Amministrazione. Il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha infatti firmato i decreti di nomina dei 5 componenti del Cda dell’Azienda trasporti milanesi. Alla chiusura del bando sono arrivate oltre 150 candidature, valutate poi dalla Commissione di esperti eletta dal Consiglio comunale. Il Sindaco, esaminati i curricula che gli sono stati consegnati, ha nominato: Giulio Ballio (proposto da Politicnico di Milano), laureato in Ingegneria. Docente universitario negli atenei di Pavia e di Milano. E’ stato rettore del Politecnico di Milano dal 2002 al 2010. Massimo Ferrari (proposto da Assoutenti Lombardia), laureato in Giurisprudenza. E’ Presidente dell’Associazione Utenti del Trasporto Pubblico (Utp), sodalizio indipendente del settore trasporto urbano e ferroviario aderente ad Assoutenti. Già componente del Direttivo di Italia Nostra e membro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti presso il Ministero delle Attività produttive. Elisabetta Oliveri (proposta da Professional Women’s Association), laureata in Ingegneria. Già Direttore generale e poi Amministratore delegato di Sirti Spa, società leader nel settore dei servizi per le reti di telecomunicazione e impianti per il trasporto pubblico locale. Alessandra Perrazzelli (proposta dalla consigliera Maria Carmela Rozza), laureata in Giurisprudenza alle facoltà di Genova e New York. E’ responsabile dell’Ufficio Affari Internazionali di Intesa San Paolo Spa e Amministratore unico di Intesa San Paolo Eurodesk. E’ Presidente di Valore D, Associazione di grandi imprese nata per sostenere e accrescere la presenza femminile in posizioni di vertice all’interno delle aziende italiane. Bruno Rota (proposto da Università Cattolica di Milano), laureato in Scienze Politiche. Ha avuto diverse esperienze dirigenziali in campo delle aziende pubbliche e private, tra cui Ministero del Tesoro, Iri, Alfa Romeo, Finlombarda, Sme Spa, Finagra Spa e Autostrade Milano-serravalle Spa. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PRESTO DA RAMIOLA A FORNOVO IN BICICLETTA IN CORSO I LAVORI DEL COLLEGAMENTO CICLO PEDONALE CHE AFFIANCHERÀ IL PONTE STORICO SUL TARO. 2 MILIONI E 700MILA EURO L’IMPORTO DELL’OPERA. |
|
|
 |
|
|
Parma, 10 ottobre 2011 – Sarà pronta per la fine di gennaio 2012 la passerella ciclo pedonale che si sta realizzando sul ponte storico che collega Fornovo a Ramiola, sul Taro. Una via sicura per le utenze deboli, lunga poco più di mezzo chilometro, agganciata alla storica struttura sul lato di monte. Gli archi di sostegno sostenuti da travi sono praticamente ultimati e ben visibili dal cantiere posto sotto il ponte dove questa mattina si sono dati appuntamento per un sopralluogo della Provincia l’assessore provinciale alle Infrastrutture Ugo Danni e i sindaci di Medesano Roberto Bianchi e Fornovo, Emanuela Grenti accompagnata dagli assessori comunali Oppici e De Liddo. Insieme ai tecnici dell’Ati che si è aggiudicata l’appalto (Co.im.pa Consorzio Imprese Parmensi con Dallara costruzioni e– Cometal Spa) si è fatto il punto sullo stato di avanzamento dell’opera. “Essendo impossibile un allargamento della carreggiata del ponte abbiamo ritenuto di realizzare questa passerella ampia utilizzando una tecnica sperimentata anche in altre occasioni compatibile con la struttura storica – spiega Danni – stiamo lavorando alla progettazione di una rotatoria all’altezza dell’’scita del casello dell’A15 in modo da completare la riqualificazione dell’intero tratto fra la provinciale Medesano Varano e la 62 della Cisa. La passerella metterà in connessione Ramiola e Fornovo, due centri fortemente interdipendenti soprattutto per i servizi, un aspetto questo sottolineato da entrambi i sindaci. “E’ una struttura attesa che garantisce una mobilità sostenibile e che avvicina di più i due centri, collegando la rete di piste ciclabili già avviate sia dalla Provincia che dalle Amministrazioni locali. I lavori sono a buon punto e fino ad oggi sono stati realizzati senza arrecare disagio al traffico molto intenso sul ponte –ha detto Grenti. “E’ una struttura importante, su un ponte datato su cui era necessario fare lavori di messa in sicurezza – ha commentato Bianchi - Siamo soddisfatti di questa opera e ci auguriamo che in tempi ragionevoli sia finita in modo che tutti possano fare questo percorso con tutti i crismi della sicurezza”. L’importo dell’opera è di 2mln e 700mila euro: 2.2 mln di euro arrivano dal piano triennale regionale, 250 mila euro dalla Provincia e 125mila euro da entrambi i Comuni di Fornovo e Medesano. I lavori iniziati nel mese di febbraio di quest’anno dovranno concludersi entro il mese di gennaio del 2012 L’opera - Il percorso ciclopedonale sarà costruito sul lato di monte del ponte esistente, lungo 530 metri, in considerazione del fatto che è quello in cui si registra il passaggio maggiore di persone. La struttura presenta archi che si appoggiano al manufatto esistente, sostenuti da travi ancorate al ponte. Tutte le strutture metalliche sono soggette ad un trattamento protettivo di zincatura e successiva verniciatura Il percorso sarà separato dalla carreggiata delle auto in modo da garantire ancor più la sicurezza di chi vi transita a piedi o in bici. Oltre alla costruzione della passerella, è prevista l’installazione di barrire di sicurezza (guardrail) su entrambi i lati del ponte stradale, l’impianto di illuminazione e la ristrutturazione della scalinata in corrispondenza della piazza del Mercato di Fornovo in modo che il nuovo percorso pedonale sia collegato alla piazza sottostante. Tutte le lavorazioni inerenti il montaggio delle strutture metalliche sono state pianificate per poter essere eseguite dall’alveo del fiume con piattaforme elevatrici e autogru in modo da non interferire mai con il flusso del traffico sul ponte |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
FORUM LOGISTIC MODULBLOK, FVG SIA HUB SUD EUROPA |
|
|
 |
|
|
Villalta di Fagagna, 10 ottobre 2011 - "Il grande tema strategico per il Friuli Venezia Giulia non riguarda solo la realizzazione del Corridoio 5 - infrastruttura che riteniamo necessaria e per la quale questa Regione ha già scelto da tempo la collocazione, dialogando con fatica e impegno con gli enti e le comunità locali per trovare il necessario consenso sociale - ma è in realtà la penetrazione e lo scavalcamento delle Alpi". Lo ha sottolineato il 7 ottobre l´assessore regionale alla Viabilità e Infrastrutture di trasporto, Riccardo Riccardi, in occasione del dibattito moderato dal caporedattore di News Radio24 Sebastiano Barisoni e promosso dal gruppo friulano di Modulblok, una spa che opera dal 1976 nel settore dei sistemi di stoccaggio. "Il tema vero - è l´opinione di Riccardi - è quanto questa regione riesce a conquistare non dello spazio di autonomia che già ha, ma quanto sarà in grado di rivendicare allo Stato, tentando quindi di fare, come già nel passato, delle cose che servono a lei nell´interesse del Paese: la sfida cruciale è rendere quest´area l´hub del sud Europa". Due i vincoli principali rilevati da Riccardi. Gli interessi territoriali, spesso divergenti, della Repubblica Slovena e "anche dei cugini veneti". Ma al di là della realizzazione di nuove opere, Riccardi ha indicato nella migliore utilizzazione di quelle esistenti il tema più urgente. "La ferrovia Pontebbana, ad esempio, che è utilizzata al 25 per cento, oppure il porto di Trieste, in cui solo la metà dei contenitori movimentati viene portata su ferro". In merito alla realizzazione della Terza corsia della A4, infine, Riccardi ha ricordato che in tre anni sono stati avviati 600 milioni di cantieri. "Le procedure oggi sono in stato avanzato e in situazione tale da capovolgere l´abitudine consolidata in Italia per cui gli enti pubblici dispongono della copertura finanziaria ma non sono in grado di partire con i lavori", ha commentato Riccardi, spiegando che se verranno superate in breve tempo le difficoltà legate alle garanzie da dare al sistema bancario e alla scadenza della concessione "noi siamo pronti a firmare per altri 700 milioni di cantieri in altri due lotti". Introdotto da Giordano Bruno Petrei, presidente del gruppo che conta 150 addetti negli stabilimenti di Pagnacco e Amaro , il forum che si è svolto nel castello di Villalta di Fagagna ha coinvolto il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, il presidente dell´interporto di Cervignano e del Consorzio per lo sviluppo industriale Aussa- Corno, Tullio Bratta, Paolo Menuzzo, presidente di Camegroup (azienda multinazionale presente in 118 paese e 160 milioni di fatturato), Roberto Arghenini, chief executive officer di Rivalta la città della Logistica (Gruppo Fagioli), Alessandro Vescovini, presidente Società Bulloneria Europea, i docenti universitari dell´Università di Padova, Roberto Grandinetti e Alessandro Persona, il sociologo economista Giovanni Carlini. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
AOSTA: INCONTRO ROLLANDIN-GASPARRI A PALAZZO REGIONALE |
|
|
 |
|
|
Aosta, 10 ottobre 2011 - Si è svolto nella tarda mattinata di sabato 8 ottobre, nella Sala Giunta di Palazzo regionale ad Aosta, l’incontro del Presidente della Regione Augusto Rollandin e del senatore Antonio Fosson con Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. Alla riunione erano presenti anche il parlamentare Agostino Ghiglia, Giorgio Bongiorno, coordinatore del Pdl in Valle d’Aosta, e i consiglieri Alberto Zucchi e Massimo Lattanzi, rispettivamente vicario del Pdl valdostano e capogruppo del partito in Consiglio regionale. La riunione è stata dedicata ad esaminare le diverse questioni nei rapporti tra Stato e Regione e, in particolare, ad affrontare il tema delle grandi opere infrastrutturali. Nel corso dell’incontro il senatore Gasparri ha espresso grande attenzione ai problemi emersi e ha garantito il suo impegno a rappresentare tali istanze ai Ministri competenti, attenzione e impegno che sono stati apprezzati dal Presidente Rollandin e dal senatore Fosson. Proprio per i problemi legati alle infrastrutture, a corollario della riunione odierna è stato annunciato che, compatibilmente ai suoi impegni, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli sarà in Valle d’Aosta il 4 novembre prossimo. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
INCONTRO FITTO-DURNWALDER: PARCO DELLO STELVIO, SEGNALETICA E 74 MILIONI DAI FONDI FAS |
|
|
 |
|
|
Bolzano, 10 ottobre 2011 - La norme di attuazione per uditore giudiziario e quella sulla gestione del parco dello Stelvio, la disponibilità di ulteriori fondi Fas, la soluzione per la segnaletica di montagna: questi i temi principali discussi il 6 ottobre a Roma dal presidente della Provincia Luis Durnwalder con il ministro per i Rapporti con le regioni Raffaele Fitto. Chiarimenti sono attesi entro ottobre. Passo avanti nell´interpretazione dell´accordo sulla segnaletica di montagna dopo l´incontro odierno a Roma tra il ministro Fitto e il presidente della Giunta provinciale Durnwalder. Si è concordato un approfondimento in particolare sulle frazioni e sulla loro configurazione come insediamenti abitativi. Il discorso riguarda i circa 200 nomi sui quali ancora non si è raggiunto un accordo in merito all´apposizione di cartelli monolingui o bilingui, "in gran parte singole frazioni che saranno ora oggetto di una più attenta valutazione sulla base delle direttive generali dell´intesa", ha riferito Durnwalder dopo l´incontro, al quale ha partecipato anche l´onorevole Siegfried Brugger. Il lavoro consisterà principalmente nel verificare se si tratta di singoli masi, di gruppi di masi sparsi oppure di un insediamento abitativo definito, che si configurerebbe come località e quindi richiederebbe la segnaletica bilingue. L´intesa parla infatti di rispetto dell´indicazione "delle denominazioni diffusamente utilizzate per i Comuni e per le località." Già nei prossimi giorni la lista ancora in discussione verrà esaminata sotto questo aspetto, seguirà poi un nuovo incontro tra Fitto e Durnwalder per chiarire gli ultimi dettagli. "L´auspicio è di chiudere la questione ancora entro ottobre", ha aggiunto Durnwalder. Dal ministro è arrivata poi la conferma che ancora entro l´anno verranno messi a disposizione della Provincia di Bolzano circa 74 milioni di euro dal Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate), strumento di finanziamento del Governo. "Saranno destinati ad interventi nei settori della protezione civile, dei bacini montani e della forestale", ha spiegato Durnwalder. Nell´incontro, definito cordiale e positivo, è stato fatto il punto anche su due norme di attuazione: riguardo a quella che introduce un’apposita prova di conoscenza della terminologia giuridica nelle lingue italiana e tedesca nei concorsi per uditore giudiziario in Alto Adige, vanno completati alcunii chiarimenti con i competenti Ministeri, mentre sulla norma che prevede il trasferimento della gestione del parco nazionale dello Stelvio agli enti territoriali - già approvata in Consiglio dei ministri ma giacente alla firma del presidente Napolitano - verrà condotto un ulteriore tentativo con la Lombardia alla ricerca di una soluzione condivisa. In caso contrario si profila l´eventualità che sia il Ministero a subentrare alla Regione. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
NASCE TVT, LA NUOVA SOCIETÀ FERROVIARIA FRUTTO DELLA PARTNERSHIP TRENITALIA - VEOLIA TRANSDEV |
|
|
 |
|
|
Roma, 10 ottobre 2011 - Si chiama Tvt, acronimo di Trenitalia - Veolia Transdev, la nuova società ferroviaria nata dalla partnership siglata il 19 gennaio di quest’anno fra la società di trasporto del Gruppo Fs Italiane e Veolia Transdev. Lo scorso 30 settembre il Ministero francese dei Trasporti ha rilasciato la licenza di Impresa ferroviaria a Tvt che diventa quindi la prima Società ferroviaria privata autorizzata ad operare in Francia nel trasporto passeggeri. E Tvt si presenta subito, sul mercato internazionale, lanciando un nuovo servizio sulla rotta notturna Parigi - Milano - Venezia. Si chiamerà Thello, inizierà a circolare dall’11 dicembre prossimo e i biglietti saranno in vendita, a partire da 35 euro, già da oggi 6 ottobre. Thello punta a sfidare la concorrenza dell’aereo facendo leva sulla convenienza, sul comfort, sulla qualità dei servizi, sulla comodità di partire e arrivare in centro città. Dalla centralissima Gare de Lyon a Milano Centrale fino a Venezia Santa Lucia, dalla Torre Eiffel al Canal Grande, dormendo in treno, riposando e risparmiando sul pernottamento in albergo. Da oggi i passeggeri potranno effettuare le prenotazioni attraverso tutti i canali vendita di Trenitalia. Dal 17 sarà disponibile anche un sito dedicato www.Thello.com. I treni giornalieri fermeranno nelle stazioni di Parigi, Digione, Milano, Brescia, Verona, Vicenza, Padova e Venezia (Mestre e Santa Lucia). Clicca qui per consultare gli orari di servizio 2012 – a partire dall’11 dicembre 2011. L’offerta prevede 3 livelli di servizio: cabine a 6 cuccette, cabine a 4 cuccette, cabine letto da 1 a 3 passeggeri. In seguito sarà disponibile anche un ulteriore livello di servizio con cabine letto fornite di bagno e doccia. L’accoglienza a terra, prima della partenza, e a bordo sarà gestita da personale qualificato della società Lsg Sky Chefs, che garantisce il servizio di ristorazione per oltre 300 compagnie aeree in tutto il mondo. Sui convogli Thello sarà possibile cenare nella carrozza ristorante e consumare la colazione al tavolo. A cena la scelta spazierà tra varie proposte elaborate dai grandi nomi della gastronomia regionale e internazionale. Durante il viaggio sarà aperto uno spazio bar e sarà attivo un servizio di vendita di panini, bevande e altri prodotti alimentari. I plus del servizio Thello: Partenze e arrivi da Parigi Gare de Lyon • Guadagnare un giorno intero arrivando a destinazione di mattina • Rendere il viaggio più confortevole, piacevole e meno stancante • Approfittare del viaggio per cenare, rilassarsi e riposare • Risparmiare sulle spese di pernottamento in albergo viaggiando la notte • Scegliere il livello di comfort preferito all’interno delle cabine • Usufruire di un viaggio da centro città a centro città • Avere accesso a prezzi e formule di viaggio molto convenienti • Approfittare di un’accoglienza e di una qualità del servizio a bordo di ottimo livello • Viaggiare con la famiglia senza dover limitare i bagagli • Evitare lo stress delle formalità richieste dai viaggi aerei • Viaggiare in grande sicurezza con qualsiasi condizione meteorologica |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TRENI E PENDOLARI IN VENETO. I DATI DELLA DIREZIONE REGIONALE DI TRENITALIA |
|
|
 |
|
|
Monselice, 10 ottobre 2011 - Dati sul servizio di trasporto ferroviario in Veneto forniti dalla Direzione regionale di Trenitalia, correlati anche al sopralluogo del 6 ottobre effettuato dall’assessore regionale Renato Chisso e dalla responsabile della Direzione regionale della società ferroviaria Maria Giaconìa. La Direzione Regionale Veneto effettua mediamente 600 treni/giorno su 17 linee regionali. La puntualità sulle linee regionali entro i 5 minuti (media annuale registrata ad agosto 2011) è del 94%. In particolare, quella delle fasce pendolari (6-9 e 17-19) è del 94,5 %. Puntualità per linea: Vicenza – Schio 98,3 % • Rovigo – Chioggia 97,8 % • Vicenza – Treviso 96,2 % • Venezia – Calalzo 90,5 % • Bologna – Bolzano 89,8 % • Padova – Calalzo 88,6% Un apposito tavolo tecnico tra Regione del Veneto e Trenitalia sta studiando un progetto di “orario cadenzato ”. In questo modo, a partire dall’orario che entrerà in vigore da dicembre 2012, si potrà avere un miglioramento delle performance e della regolarità del servizio, soprattutto su linee a binario unico come la Padova – Calalzo e la Conegliano – Ponte nelle Alpi sulla direttrice Venezia – Calalzo. Direttrici che interessano Monselice: Linea Treni/giorno Viaggiatori/giorno Puntualità; Venezia - Bologna 49 27.000 93,94; Monselice - Mantova 26 4.000 91,84, Puntualità R 2222 Bologna – Venezia - A gennaio 2011 la il R 2222 ha registrato una puntualità del 100%, a febbraio del 91,7 %, a marzo ed aprile del 96,2 ed a maggio del 100% . Da giugno a settembre, in tutti i mesi, si è attestata al 100%; in questo periodo il regionale è arrivato in ritardo solo due volte: una a causa di un guasto all’infrastruttura e due per malore di un viaggiatore. Programma decoro mezzi - La Direzione Regionale Veneto di Trenitalia ha avviato investimenti per 3 milioni di euro per un programma di interventi di miglioramento e decoro dei treni. Una serie di attività sono già state avviate ed altre sono in programma fino al 2013. In particolare è stato completato il rivestimento dei sedili di 600 treni. E’ in corso l’innovazione dei processi di pulizia. Sono iniziate le operazioni di decoro su 180 carrozze media distanza con rifacimento di pellicolatura esterna, interna e dei finestrini , pavimentazione e gradini di salita ed il ripristino del decoro su 40 treni diesel sempre con rifacimento pellicolatura, pavimentazione e gradini di salita. Tra gli interventi verrà effettuato anche il ripristino del decoro dei telai dei finestrini. Spese per vandalizzazioni/rimozione graffiti 2007 2008 2009 2010 Gen-set 2011. Intrusione Con Vandalizzazioni Materiale Rotabile € 9.280,00 € 8.420,00 € 6.570,00 € 13.190,00 € 12.832,00; Rimozione Graffiti € 90.390,00 € 94.220,00 € 36.289,00 € 100.460,00 € 107.099,00; Fermo Rotabili Per Rimozione Graffiti € 78.850,00 € 82.320,00 € 37.670,00 € 87.660,00 € 97.360,00. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
APPALTI TRUCCATI TRENITALIA, CONSUMATORI TOSCANI CHIEDONO MAGGIOR TUTELA |
|
|
 |
|
|
Firenze, 10 ottobre 2011 – Preoccupazione per le conseguenze sul piano della sicurezza degli utenti, pieno sostegno al lavoro della Procura della Repubblica, richiesta a Trenitalia di riferire pubblicamente le azioni di contrasto intraprese e ai soggetti preposti ai controlli di svolgere verifiche costanti. Questi i punti emersi durante l’ultima riunione del Comitato Regionale Consumatori Utenti (Crcu) della Regione, ente composto da 12 associazioni di tutela e presieduto dall’Assessore Allocca, riguardo allo scandalo degli appalti truccati per i servizi Trenitalia nel settore della manutenzione, oggetto di inchiesta da parte della Procura di Firenze. “In qualità di presidente del Crcu e a nome di tutti i consumatori e utenti rappresentati– ha detto l’assessore Allocca – esprimo preoccupazione per quelle che potranno essere le conseguenze riguardo alla sicurezza degli utenti del servizio ferroviario, messa a rischio da comportamenti criminosi. Vorrei inoltre manifestare pieno sostegno al lavoro degli inquirenti della Procura della Repubblica e chiedere ai vertici di Trenitalia di comunicare le azioni che stanno intraprendendo per contrastare comportamenti del genere, visto che il malcostume sembra consolidato e non limitato a singoli episodi. Infine – ha concluso l’assessore – auspico che i soggetti preposti all’effettuazione dei controlli sulla sicurezza siano capaci di mantenere un’attenzione costante su un tema così delicato, svolgendo sistematicamente le opportune verifiche”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
MINERVINI AGLI EE.LL: “VALUTIAMO I RISULTATI DELLA BARLETTA-SPINAZZOLA |
|
|
 |
|
|
Bari, 10 ottobre 2011 - “Nonostante la consapevolezza della drammaticità dei tagli del governo sul trasporto pubblico locale, accogliamo l’istanza, espressa questa mattina dagli enti locali, di effettuare una valutazione concertata con il territorio dei dati di traffico ferroviario sulla tratta Barletta- Spinazzola, prima di assumere ulteriori decisioni”. È la rassicurazione che l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini trasmette a margine del convegno “Il trasporto ferroviario sul territorio murgiano” che si è svolto il 6 ottobre a Spinazzola. Dal 1 ottobre è in corso, proprio sulla linea ferroviaria che collega il comune murgiano a Barletta, una sperimentazione che prevede la sostituzione di alcuni treni con bus ed il mantenimento delle corse ferroviarie negli orari di punta per i pendolari fino al 10 dicembre. Il monitoraggio puntuale dell’affluenza in questa sperimentazione si è reso necessario perché per il 2012 la manovra economica del governo ha imposto un taglio del trasferimento statale sul contratto di Trenitalia del 75%. Significa che le risorse disponibili passeranno dagli attuali 60 milioni ai 15 previsti per il prossimo anno. “Se non dovessero esserci gli interventi di mitigazione che abbiamo richiesto al governo in Conferenza delle Regioni – spiega l’assessore, assente all’incontro per altri impegni istituzionali precedentemente assunti – andiamo verso la catastrofe. Dovremo entrare nella prospettiva che per tutte le linee di Trenitalia sarebbe necessario elevare il costo dei biglietti, tagliare ulteriori corse, bloccare gli investimenti sul rinnovo dei treni. Non sarà un passaggio semplice ma quanto più possibile concertato. Mercoledì prossimo abbiamo convocato i sindacati confederali per discuterne”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TRENI E PENDOLARI IN VENETO. UNA GIORNATA DI ORDINARIO SOVRAFFOLLAMENTO |
|
|
 |
|
|
Monselice (Padova), 10 ottobre 2011 - Giornata di ordinario sovraffollamento il 6 ottobre sul treno regionale 2222, nella tratta tra Monselice (ora di partenza 7,14) e Venezia (ora di arrivo 8,13), dove alle centinaia di pendolari che lo utilizzano tutti i giorni si sono aggiunti in seconda classe due viaggiatori speciali: l’assessore regionale ai trasporti del Veneto Renato Chisso e la responsabile della direzione regionale di Trenitalia Maria Giaconìa. L’obiettivo del sopralluogo, che non rimarrà una prova isolata, era di verificare direttamente le “normali” condizioni di viaggio su uno dei convogli considerati “critici” dagli utenti. E infatti hanno viaggiato in piedi fino a Mestre (scendendo per primi e risalendo per ultimi a Padova), trovando posto a sedere solo da Mestre a Venezia. L’iniziativa è partita dall’assessore Chisso e ha trovato nell’ing. Giaconìa una disponibile interlocutrice: entrambi hanno potuto constatare la corrispondenza tra lamentele, dati statistici e realtà quotidiana, rispetto alla quale c’è l’impegno comune di trovare soluzioni possibili e compatibili per migliorare lo standard del trasporto e degli orari, anche di fronte ad un dato eclatante e nuovo: solo nell’ultimo anno i viaggiatori dei treni regionali sono aumentati in Veneto dell’8 per cento. E’ una percentuale significativamente alta. Che dimostra la crescente attenzione per l’utilizzo del mezzo pubblico e che, nello stesso tempo, in non pochi casi ha messo in crisi convogli previsti per un numero di passeggeri inferiore all’attuale, cui si sono aggiunte in taluni casi anche criticità puntuali per guasti, che hanno costretto ad utilizzare treni con capacità minore di quella da contratto. Va meglio sul versante della puntualità, dove la percentuale dei treni in orario o con ritardi inferiori ai 5 minuti è del 94 per cento di media, con punte del 98,3 per cento sulla Vicenza Schio, ma dove ad esempio c’è la criticità della Padova Calalzo, che scende all’88,6 per cento “Dobbiamo fornire il miglior servizio possibile e soddisfare le aspettative dei pendolari – ha ribadito Chisso – che non sono dei numeri ma hanno un anima. Per far fronte al problema segnalato e verificato oggi e agli altri analoghi, contiamo sul lavoro della commissione tecnica mista istituita per studiare ex novo l’orario, tenuto conto dei flussi sulle tratte a lungo, medio e breve raggio e delle risorse disponibili”. “Stiamo facendo una verifica a tutto campo dell’intero sistema regionale – ha aggiunto l’ing. Giaconìa – ma è chiaro che dobbiamo specializzare l’offerta, rispetto a queste e altre problematiche. Poi ci sono i treni veramente critici sotto più profili, che sono una ventina: una cifra relativamente bassa. Il viaggiatore però percepisce come normalità il rispetto dell’orario e la comodità del viaggio come normalità, mentre restano impresse, e legittimamente si protesta, quando si riscontrano disservizi e anomalie, anche se il loro numero risulta sulla carta limitato”. Http://uce.regione.veneto.it/annexe |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CROAZIA, NUOVE COMMESSE ESTERNE PER I CANTIERI VIKTOR LENAC
|
|
|
 |
|
|
Zagabria, 10 ottobre 2011 - Il cantiere navale croato "Viktor Lenac" ha firmato un contratto del valore di 6,5 milioni di euro per la riparazione della nave "Sampson" di proprietà dell´azienda Carval Investors (leader americano nei fondi di investimenti). "Sampson" è una nave per i lavori di installazione nei campi offshore di petrolio e gas, è stata costruita nel 2010, ha una lunghezza di 180 metri, una larghezza di 32 metri ed ha una gru di 1.600 tonnellate. Il termine per la conclusione dei lavori di riparazione è prevista in 60 giorni. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PORTI: ENTRO IL MESE DDL RILANCIO NOGARO E MONFALCONE |
|
|
 |
|
|
Monfalcone, 10 ottobre 2011 - E´ ormai a buon punto la stesura del ddl per lo sviluppo dei porti di Monfalcone e Porto Nogaro, tanto che entro ottobre l´assessore alle Infrastrutture Riccardo Riccardi intende sottoporlo al Governo del Friuli Venezia Giulia e quindi al vaglio dell´Aula consigliare. Riccardi l´ha confermato il 7 ottobre al Consiglio di amministrazione della Azienda speciale per il Porto di Monfalcone, al presidente Emilio Garlata, al sindaco Silvia Altran, al presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta e al direttore marittimo del Friuli Venezia Giulia ammiraglio Antonio Basile, ribadendo che ad oggi "il problema più urgente che questo Porto ha è dar corso allo scavo del canale d´accesso (opera per cui la Regione ha stanziato 8,5 milioni di euro), perché se non si coglie questo obiettivo tutto il resto è inutile". Modello di organizzazione e nuovo Piano regolatore del porto sono gli altri due temi importanti per lo sviluppo della struttura, temi su cui, in prospettiva, "la Regione ha lavorato molto - ha ricordato Riccardi - tanto che sono stati diversi gli strumenti normativi che il Consiglio regionale ha varato di concerto con il ministero delle infrastrutture sino a che, in seguito all´intesa Stato-regione, a quest´ultima è stata attribuita competenza diretta sullo scalo". L´assessore ha quindi ricordato che qualsiasi investitore privato chiede, per i suoi investimenti, regole certe ed è in questa direzione che la Regione sta andando nella messa a punto di uno strumento normativo dai contenuti fortemente pragmatici e snello, proprio per ridurre al minimo l´impatto della burocrazia sullo sviluppo dello scalo, scelta in linea con quanto chiesto sia dal sindaco che dal presidente della Provincia. E dalla Provincia è arrivato un contributo costruttivo, uno studio finalizzato all´identificazione delle opere necessarie all´evoluzione di uno scalo che, ha confermato Riccardi, è in grado di attrarre capitale privato in presenza di regole certe. L´assessore ha ringraziato Gherghetta, per il suo contributo, e ha parimenti ringraziato "tutti coloro che hanno lavorato per metterci oggi in condizione di poter discutere del futuro del patrimonio di questa comunità", assicurando che la Regione terrà conto delle esigenze del territorio affiancandolo nella crescita del suo Porto nel rispetto delle rispettive competenze. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|