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LUNEDI

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Notiziario Marketpress di Lunedì 10 Ottobre 2011
LE IMPRESE MILANESI AL PRIMO POSTO PER GLI INVESTIMENTI NELLA RESPONSABILITA´ SOCIALE  
 
“Grazie ai 230 milioni di euro investiti in azioni di responsabilità sociale, le aziende Milanesi si dimostrano le più attente al recupero e reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti su tutto il territorio nazionale. Un risultato importante che valorizza l’efficacia di un percorso condivo tra imprese e pubblica amministrazione nel dare una nuova dignità a chi ha sbagliato” così commenta l’assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale Franco D’alfonso i dati presentati oggi dalla Camera di Commercio di Milano in occasione del Convegno “Rsi e lavoro penitenziario –Ii annualità”. "La Responsabilità sociale delle imprese – conclude l’Assessore - non va considerata un semplice optional ma come vero fattore di crescita. Un comportamento socialmente responsabile contribuisce, infatti, non solo a creare reputazione e a sostenere l´immagine, ma anche a migliorare i rapporti con tutti gli interlocutori sociali ed economici dell´impresa. Fattori questi che concorrono a determinare condizioni favorevoli all´esercizio dell´attività d´impresa e che possono fornire presupposti per vantaggi commerciali."  
   
   
LA PROVINCIA DI PARMA PREMIA LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE  
 
“Proprio in un momento così difficile come questo, vogliamo rafforzare il nostro impegno perché crescita e sviluppo del territorio avvengano senza lasciare nessuno ai margini” Torna per la seconda edizione il Premio Qualità Sociale d’Impresa della Provincia di Parma, una iniziativa ha detto questa mattina all’incontro di presentazione della seconda edizione l’assessore alla Formazione professionale e Politiche del lavoro Manuela Amoretti, mirata a dare riconoscimento e visibilità alle aziende che si sono distinte nell’inserimento lavorativo delle persone disabili e alle loro scelte di inclusione sociale. Un premio intitolato alla memoria di Luisa Sassi, dirigente del Servizio Inserimento Lavorativo Disabili, scomparsa tre anni fa. “Una persona - ha sottolineato l’assessore - che con il suo lavoro ha contribuito in maniera rilevante alla nascita e crescita del Sild un modello di servizio all’avanguardia che dal 2001 ad oggi. Ha portato all’assunzione di quasi 4mila persone disabili”. Il bando pubblicato in questi giorni dall’Ente di piazzale della Pace (scadenza il 15 novembre) è rivolto ad aziende profit e no profit non in obbligo di assunzione secondo la legge 68, una norma “utilissima che ci ha consentito di far lavorare tante persone e che in territori come il Parmense ha avuto uno stato avanzato di applicazione”. Ed ecco allora l’iniziativa del Premio Qualità Sociale d’Impresa, mirato a incoraggiare e valorizzare le imprese che danno alle persone disabili opportunità di lavoro anche senza essere obbligate a farlo. ”L’origine di questa iniziativa – ha spiegato Amoretti - sta in una idea di comunità che ci guida da tempo e che a maggiore ragione perseguiamo oggi, in un periodo di difficoltà in cui si avverte che è più forte il rischio delle persone deboli di essere ai margini della vita sociale e del mondo del lavoro”. Il Premio non è l’unica azione con cui la Provincia vuole aprire nuovi spazi di occupazione per le persone disabili, anche oltre la legge 68. Vi è infatti allo studio un sistema rafforzato di incentivi destinato proprio alle aziende non in obbligo che assumono persone disabili. Il bando pubblicato Il premio è suddiviso in 3 sezioni, la prima è dedicata ad aziende profit non in obbligo di assunzione ex L.68/99 (perché sono sotto la soglia dei 15 dipendenti oppure hanno tutti i disabili in forza nell’organico aziendale); la seconda ad aziende no profit: cooperative, associazioni e altre realtà non in obbligo di assunzione ex L.68/99; la terza a buone prassi, innovazione e collaborazione profit e no profit, attivate da tutte le realtà economiche e sociali del territorio provinciale. Per le prime due sezioni è prevista l’assegnazione di un punteggio a ognuno dei seguenti parametri: numero di assunzioni oltre l’obbligo (periodo 31 ottobre 2010 – 15 novembre 2011); qualità delle assunzioni (percentuale e tipologia di invalidità, età del lavoratore); strumenti di inserimento utilizzati, ulteriori elementi di qualificazione indicati da parte dell’azienda. Per la terza sezione è prevista l’attribuzione di un punteggio alle iniziative che utilizzano strumenti particolarmente innovativi e qualificanti quali, ad esempio, il telelavoro, i tirocini formativi come momento propedeutico all’assunzione, la formazione aggiuntiva per i lavoratori disabili, la formazione al tutor aziendale. Nel bando che è stato pubblicato sono indicate le modalità con cui le aziende che intendono concorrere possono fare domanda. Una giuria composta da istituzioni e personalità del territorio le valuterà e stilerà la classifica dei vincitori. Il Premio verrà conferito durante un evento pubblico il 3 dicembre 2011 in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Le realtà imprenditoriali che hanno partecipato al Premio Qualità Sociale d’Impresa 2010 sono state chiamate a costituire il Club delle Imprese socialmente responsabili, un gruppo di lavoro che possa fungere da traino per la diffusione di buone pratiche, in grado di valorizzare la responsabilità sociale d’impresa. Su www.Premioqualitasociale.parma.it, il sito internet dedicato al Premio Qualità Sociale), si trovano tutte le informazioni utili sull’edizione 2011, e il report sulla passata edizione con indicate le imprese che vi hanno partecipato e quelle risultate vincitrici. Nel nome di Luisa Sassi Nasce il 6 gennaio del 1954 e si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Parma nel 1978. Subito dopo la laurea opera come assistente volontario di procedura civile presso l´Università di Parma. Successivamente inizia ad occuparsi di collocamento presso l´Ufficio Provinciale del Lavoro, dove giunge a gestire la struttura che comprende sia il collocamento ordinario che il collocamento disabili. Presso l’Ispettorato del Lavoro si fa carico della parte giuridica e delle controversie derivanti dalle ispezioni e una volta che si realizza il passaggio di competenze del collocamento alle Province, viene incaricata di organizzare il Servizio Inserimento Lavorativo Disabili (Sild), che guida dall’inizio della sua operatività (1999) fino alla prematura scomparsa avvenuta nel dicembre del 2008. Sempre attenta ai rapporti umani, sia all´interno che all´esterno dell´Ufficio, ha contribuito a dare vita al Sild in base alle innovative disposizioni pervenute dalla legge 68/1999, arrivando a strutturare un Ufficio nel quale hanno convissuto e ancora oggi convivono pubblico e privato sociale. I Dati del Sild – Servizio di inserimento lavorativo disabili della Provincia Ad oggi gli iscritti al Sild disponibili (persone che hanno chiesto di essere supportate nella ricerca di lavoro attraverso i servizi attivi per il lavoro e che stanno preparandosi all’ingresso nel mondo del lavoro attraverso l’utilizzo dei diversi servizi) sono 2850. Ben 370 i nuovi iscritti nel 2010: un dato senz’altro significativo, anche in relazione agli effetti della crisi economica sul nostro territorio. Nel 2010 gli avviamenti al lavoro effettuati dal Sild sono stati 417, in crescita rispetto al 2009. Nel complesso 2307 gli interventi di tutoraggio sulle persone, 150 nei confronti delle aziende. 2200 circa i colloqui di orientamento, in significativo aumento rispetto ai 1750 dell’anno precedente. Gli esiti della prima edizione Sono complessivamente 39 le candidature arrivate un dato importantissimo perché significa che altrettante imprese del nostro territorio sono andate oltre agli obblighi della Legge 68/99, producendo esperienze concrete nell’inserimento lavorativo delle persone disabili e, dunque, nell’inclusione sociale. Alla prima sezione dedicata ad aziende profit non in obbligo di assunzione ex L.68/99 hanno partecipato 11 imprese e la giuria ha decretato 2 vincitori: Omnia Service srl e Gandalf; alla casa Editrice Spaggiari la menzione speciale. La seconda sezione per le aziende no profit (cooperative, associazioni e altre realtà non in obbligo di assunzione ex L.68/99) ha ricevuto 13 domande e aggiudicato il premio a Averla coop e una menzione speciale a Sirio coop. La terza sezione, quelle delle buone prassi attivate da tutte le realtà economiche e sociali del territorio provinciale, ha avuto 15 domande, 3 i vincitori: Coop consumatori nord est, il Ciottolo, Davines; le 2 menzioni speciali sono andate a Autogrill e fattoria sociale Terra e Sole  
   
   
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO: CORSO AVANZATO PER GIORNALISTI E PROFESSIONISTI DELL’INFORMAZIONE ONLINE ( II EDIZIONE) - LE NOTIZIE NASCONO SUL WEB - CREARE UN SITO DI NEWS – 19/20/21 OTTOBRE 2011 - PROSSIMAMENTE SUI NOSTRI SCHERMI - COME “ACCENDERE” UNA WEB-TV – 26/27/28 OTTOBRE 2011  
 
Le Notizie Nascono Sul Web - Creare Un Sito Di News - Corso avanzato per giornalisti e professionisti dell’informazione online 19 ottobre 2011  9:30 La nascita di Internet e del giornalismo online, regole di scrittura, uso del multimediale e dei social media, nuova deontologia, giornalisti e/o blogger, l’esperienza quotidiana di un grande sito di news (Federico Cella, giornalista Corriere della Sera-corriere.it). [in aula]  11:30 Le nuove forme della comunicazione digitale. (Federico Cella) [in aula]  14:30 Analisi comparata del mercato delle news online: tipologie e buone pratiche; un nuovo canale di comunicazione, fruizione attiva dei contenuti, interattività e user generated content; il giornalismo degli algoritmi; l’esperienza di un grande sito (Paolo Tacconi, Executive Producer Msn Western Europe Microsoft). [in laboratorio] 20 ottobre 2011  9:30 Informazione online: costruire il business plan.(Luca Solari, professore ordinario, Organizzazione aziendale, Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Milano) [in aula]  11:30 Come creare un prodotto editoriale di successo (Walter Passerini, direttore dei corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale Scuola di giornalismo Walter Tobagi, Università degli Studi di Milano) [in aula]  14:30 Progettare e disegnare un sito di notizie e relativa campagna di comunicazione, il briefing con l’agenzia; multicanalità e lettori “reloaded”; parlare con i navigatori, l’esperienza di un grande sito (Alessio Gianni, Digital Marketing Manager Bu Bakery Barilla). [in aula]  16:30 La gestione e la valorizzazione dei contenuti:logiche di gestione di un sito di News da un punto di vista del marketing e business development (Sebastiano Caccialanza e Michela Colamussi, Corriere della Sera-rcs Digital). [in laboratorio] 21 ottobre 2011  9.30 -12.30 Simulazione: Così creo il mio sito. [in laboratorio]  14.30 Il giornalismo online: confronto tra esperienze di siti di news e best practices (testimonianze dei protagonisti dell’informazione online)[in emeroteca]: Paolo Madron, Direttore Lettera 43 Jacopo Tondelli, Direttore Linkiesta.it Angelo Maria Perrino, Direttore Affari italiani Paolo Rastelli, Caporedattore Corriere.it Daniele Bellasio, Caporedattore Il Sole24ore.com Andrea Pontini, Amministratore delegato Il Giornale.it Prossimamente Sui Nostri Schermi Come “Accendere” Una Web - Tv Corso per giornalisti e professionisti dell’altra televisione 26 ottobre 2011 - 9.30-13.30 La nascita delle web-tv. Le ragioni di un successo, gli sviluppi di un fenomeno. - Lo scenario nazionale e le principali esperienze: multinazionali, piccola e media impresa, pubblica amministrazione. - Lo scenario internazionale e le best practices: focus sul panorama americano, europeo e indiano (Giampaolo Colletti, Fondatore di Altratv.tv) - 14.30-18.30 Le tipologie di web tv: aziendali, business, informative, intrattenimento, quartiere. Micro-web-tv, brand tv, business tv, uni-tv e di ricerca, digital pa, instore tv, mobile tv. - Le micro-web-tv: la moltiplicazione dei video-contenuti, le soluzioni delle diverse community. - Analisi di casi, i protagonisti : Francesco Vanin (Pn Box), Alessandra Teruggi (Vodafone), Daniela Poggio (Goodyear)*, Tina Romano (Indesit)* 27 ottobre 2011 - 9.30-13.30 Community e micro-community - Contenuti e format: webisodes, web reality, istant tv, videobox, backstage. - Modelli: streaming live e long version, storytelling, ugc, viral. - Analisi di casi, i protagonisti : Marco Giovannelli (Varese news), Chiara Zampieri e David Arcifa (Purina Nestlè), (Epson)* - 14.30-18.30 Le tecniche (live streaming / on demand / snack program: la durata come elemento chiave della rilevanza di una produzione video in rete. Always on e on demand: il ruolo della fruizione nei format della web tv. Share: social tv ovvero Facebook, Twitter, Foursquare, Linkedin. Processo produttivo e abbattimento costi digitali) - Analisi di strumenti sul campo e uso delle tecniche, esempi di interviste e servizi. Simulazioni. 28 ottobre 2011 - 10.00-14.00 Incontro con i protagonisti delle web tv. Tavola rotonda sulle esperienze, opportunità e aree di miglioramento Intervengono testimoni di Intervengono testimoni di  Bnl (Arturo Ciavarella *)  Orso Tv ( Franco Ferrero)  Webank ( Carlo Panella*)  Mediolanum ( Giuseppe Mascitelli)  Enel (Maria Cristina Milano )  Magneti Marelli (Maria Elena Scardigno )  Msn video (Claudio Semenza*)  Storie Digitali (Monica Rossi)  Intesa San Paolo (Andrea Zorzi*)  Board Tv (Marco Sampaoli) Info: www.Giornalismo.unimi.it    
   
   
MASTER IN COMUNICAZIONE MUSICALE DELL´UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE.  
 
Mancano pochi giorni al 14 ottobre 2011, termine ultimo per presentare la domanda di ammissione alle selezioni per il Master in Comunicazione Musicale. Media, Industria, mercato digitale, corso universitario post-laurea dell’Università Cattolica di Milano dedicato al mondo dell’industria della musica e dei media. Anche quest’anno il Master in Comunicazione Musicale conferma la sua collaudata formula: artisti – tra tutti Omar Pedrini e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz – operatori del settore e docenti universitari salgono in cattedra per formare a 360° i professionisti della musica di domani. Nei suoi 11 anni di storia il Master in Comunicazione musicale. Media, Industria, mercato digitale ha formato una nuova generazione di addetti stampa, discografici, promoter di musica dal vivo e operatori dei media musicali. Oltre 5000 persone hanno visto su Youtube il web documentario dedicato alle professioni della musica (www.Youtube.com/professionimusica), raccontate dagli ex studenti del master, oggi operatori del settore musicale. Il canale Youtube del Master (www.Youtube.com/mastermusica), nato solo 2 anni fa, ha registrato quasi 9000 visite, per un totale di quasi 60.000 video visti, mentre su Slideshare le slide delle lezioni sono state consultate 7500 volte. Il Master in Comunicazione musicale. Media, Industria, mercato digitale, promosso dall’Alta Scuola in Media e Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, è stato il primo corso universitario in Italia, rivolto a laureati di tutte le facoltà e/o diplomati in Conservatorio, specificatamente dedicato all’industria della musica pop e al suo rapporto con il mondo della comunicazione. In 10 anni sono stati selezionati oltre 200 studenti tra le quasi 1000 domande di ammissione ricevute, per un totale di oltre 4000 ore di lezione in aula tra incontri con gli operatori del settore, laboratori sulle professioni della musica, lezioni su discografia, media, musica live, marketing, fino alle nuove frontiere della distribuzione digitale e del mobile. La validità del corso ha permesso negli anni di portare le percentuali di placement tra il 66% e il 90%, a soli sei mesi dal termine delle lezioni, attraverso l’organizzazione di 200 stage tra etichette discografiche, media musicali, uffici stampa e promoter. Www.unicatt.it/masteruniversitario/comunicazionemusicale  www.Youtube.com/mastermusica  - www.Youtube.com/professionimusica  www.Twitter.com/mastermusica  - www.Slideshare.com/mastermusica    
   
   
DEVICELOCK ENDPOINT DLP CONTROLLA L’USO DI GOOGLE+ SUI COMPUTER AZIENDALI  
 
Devicelock Inc., leader internazionale nelle soluzioni di prevenzione contro la sottrazione dolosa o accidentale delle informazioni, annuncia che il proprio software Devicelock Endpoint Dlp Suite può ora essere impiegato per controllare sui computer aziendali l’acceso al social network Google+ ed inoltre esegue funzioni di content filtering sulle informazioni trasferite attraverso i servizi di Google+. Poichè Google+ è diventato uno dei social network a più rapida crescita, un accesso ad esso non controllato in ambiente aziendale rappresenta un elevato rischio di fuga dei dati per le funzioni It di organizzazioni ed industrie di qualsiasi dimensione. Devicelock 7 Endpoint Dlp Suite permette agli amministratori della sicurezza It di gestire quali utenti sono abilitati all’accesso, alla lettura o all’invio di informazioni attraverso Google+ ed anche in quali fasce orarie ciò sarà possibile. Se richiesto la filtrazione dei contenuti di file e messaggi che fluiscono tra il computer protetto e Google+ può essere rinforzata impedendo l’invio di informazioni non autorizzate. Devicelock consente la raccolta completa dei log delle attività svolte dagli utenti e dispone dell’opzione di copia dei dati trasferiti in accordo con le necessità di auditing e/o investigazioni forensi. “Molti dei nostri clienti sono preoccupati circa la possibile sottrazione di dati nel momento in cui gli utenti comunicano con il mondo esterno attraverso Google+ utilizzando i computer aziendali. Già prima del lancio di Google+ i nostri clienti disponevano della recente release di Devicelock che permette loro di controllare quali utenti possono accedervi dai computer aziendali”, dice Vince Schiavo, Ceo di Devicelock Inc. “ Devicelock controlla quando e come gli utenti possono accedere a Google+ ed il software può monitorare e filtrare le informazioni che l’organizzazione considera confidenziali o sensibili. La velocità con cui questa unica capacità Dlp è stata implementata è una tangibile conferma di quanto Devicelock è impegnata nella propria missione di offrire una sempre più migliorata e proattiva sicurezza dei computer aziendali. Prima della release di Google+, Devicelock già controllava l’uso di altri popolari social network come Facebook, Twitter, Myspace e Live Journal oltre a soluzioni di webmail come Gmail, Live Mail (Hotmail) e Yahoo Mail. Con l’ultima versione la Suite Devicelock 7 Endpoint Dlp integra controlli sul contesto e sul contenuto di numerosi social network e sistemi di webmail di carattere regionale e popolare comprendendo Xing.com, Studivz.de, Meinvz.de, Schuelervz.net, Aol Mail e Yandex.mail. Devicelock ora controlla anche l’accesso degli utenti verso le versioni “mobile” dei social network e delle più popolari applicazioni webmail. Per organizzazioni di qualsiasi dimensione e tipologia industriale il software Devicelock protegge i computer aziendali contro la fuga o la sottrazione delle informazioni a livello locale ed attraverso la rete a causa di negligenza interna, errore accidentale o azioni di natura dolosa. La Suite Devicelock 7 Endpoint Dlp incorpora essenziali capacità di filtrazione dei contenuti e di controllo granulare attraverso le comunicazioni di rete. Offre due nuovi componenti disponibili con licenze separate - Contentlock, il modulo di controllo e filtrazione dei contenuti, e Networklock, il modulo di controllo delle comunicazioni di rete – completamente integrati nella più aggiornata Suite, oltre al componente principale Devicelock che esercita la copertura totale degli accessi a porte e dispositivi periferici. Il pacchetto completo realizza un livello di prestazioni senza precedenti tra le soluzioni Dlp nella sua fascia di prezzo. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1996, Devicelock Inc. Offre alle aziende che utilizzano le tecnologie Microsoft soluzioni software di protezione e controllo sia dei dispositivi periferici connessi ai computer aziendali sia delle comunicazioni di rete. Il software è attualmente installato su più di 4 milioni di computer in oltre 60.000 organizzazioni in tutto il mondo tra cui istituzioni finanziarie, aziende di telecomunicazioni, agenzie federali e governative, reti militari, istituzioni sanitarie, scuole e Università. Devicelock Inc. È un’organizzazione internazionale con sedi a San Ramon (California, Us), Londra (Uk), Ratingen (Germania), Mosca (Russia) e Milano (Italia). Per maggiori informazioni visitate: www.Devicelock.com  
   
   
CUSTOMER SATISFACTION PIÙ ALTA SE IL MUTUO SI FA ON LINE - CON IL CRM HI-CREDITO CRESCONO QUALITÀ E RISULTATI  
 
Il caso di Mutui Internet, società di consulenza creditizia che opera utilizzando la soluzione Hi-credito. La piattaforma, basata sul b.Com Crm di Siseco, governa i processi a norma del D.lgs 141/2010. Feedback positivi, tempo della preistruttoria dimezzato e possibilità di scegliere il prodotto più adatto al profilo dei clienti. Attivato anche un portale specifico per mediatori creditizi. Post tratti dalla pagina Facebook di Mutui Internet «Grazie per avermi seguito dall’inizio alla fine della stipula del mutuo. Mi avete aiutato nella scelta del giusto tasso e oggi grazie a voi siamo proprietari della casa dei nostri sogni». «Il team di Mutui Internet (…), in un panorama ricco di proposte millantatrici come quello di internet, ha saputo offrirmi un’interfaccia cordiale, disponibile e di innegabile professionalità, garantendomi una consulenza personalizzata, veloce e, soprattutto, in linea con le mie aspettative». È scritta nei post pubblicati sulla pagina Facebook di Mutui internet, società di consulenza creditizia che opera on line, la soddisfazione dei clienti. E se il cliente ringrazia il lavoro svolto da Mutui internet, una parte importante del merito va riconosciuto alla piattaforma tecnologica scelta, il Crm Hi-credito realizzato da Siseco. «Con una procedura tradizionale si possono gestire dai tre ai quattro atti al mese; con questo software arriviamo a evaderne fino a otto-nove; abbiamo dimezzato i tempi della preistruttoria e ottimizzato il lavoro di consulenti e impiegati -spiega Dario Buccigrossi, garante dei processi per Mutui Internet-. Alla luce dell’esperienza che ho maturato nel settore, posso dire che la consulenza on line ha nella tecnologia un plus straordinario rispetto a quella tradizionale, in termini di rapidità, efficacia e precisione. Vantaggi che la clientela, sempre più numerosa, riconosce e apprezza». Vantaggio competitivo che per Mutui internet è rappresentato dal Crm Hi-credito, la soluzione di crm web 2.0 verticalizzata per l’attività creditizia e di intermediazione. «Si sta assistendo a un boom nella consulenza creditizia on line, quindi, a fare la differenza sono la qualità e la serietà delle proposte –afferma l’amministratore delegato di Siseco, Roberto Lorenzetti–. L’attività richiede precisione, certezza nel procedimento, possibilità di monitoraggio costante dello stato di avanzamento; in una parola chiarezza in ogni passaggio. Siseco ha creato un Crm web 2.0 specifico per mediatori creditizi, Hi-credito, che dall’inserimento dei dati del cliente alla raccolta dei documenti, dalla scelta della soluzione finanziaria più idonea alla stipula notarile segue puntualmente il processo, migliorandone la qualità, quindi aumentando la soddisfazione del cliente stesso». Il Crm Hi-credito organizza in un unico strumento di gestione le attività operative necessarie alle esigenze specifiche di società di intermediazione immobiliare, mediatori creditizi, banche e società finanziarie. Si parte dal contatto con il customer service, che assegna al cliente un consulente personale; questi, verificati i presupposti predispone un preventivo adeguato alle necessità e al profilo del cliente. La piattaforma inoltre consente ai network di intermediazione finanziaria di mettersi in regola con le ultime disposizioni previste dal D.lgs. 141 del 13.08.2010. «Punto di forza del nostro lavoro di consulenza è la funzione “preventivatore”, offerta dal Crm –nota Buccigrossi–: non si tratta di un contenitore di prodotti che offriamo ai clienti, bensì uno strumento “intelligente” che valida le richieste e propone la soluzione migliore in funzione delle politiche del credito inserite e incrociando le variabili anagrafiche e finanziarie. Il che significa proporre al cliente una soluzione su misura, un impegno che sia per lui sostenibile». Formulato il preventivo, il cliente riceverà dal consulente l’elenco dei documenti necessari e un aiuto per raccoglierli. Raccolta e verificata completezza e conformità della documentazione, il consulente inoltra domanda di mutuo. Comincia allora la preistruttoria, ossia la verifica dei documenti e del soggetto. Terminata questa fase, la pratica, validata, è inoltrata all’istituto. Se il parere di quest’ultimo è positivo, si passa alla perizia, quindi, se l’esito è favorevole, alla stipula notarile. «Garantire l’evasione rapida delle pratiche e condividere, per ogni passaggio, tutte le informazioni raccolte significa ridurre al minimo le dispersioni di tempo e risorse a vantaggio di un servizio più veloce ed efficiente –conclude Buccigrossi–. Noi diventiamo il centro di une serie di operazioni per cui facciamo sempre riferimento al cliente, che però è liberato dall’incombenza di altri contatti, tutti gestiti da noi. Il cliente, alla fine del procedimento, deve soltanto recarsi dal notaio per firmare l’atto. Non è soltanto comodo; è sicuro, perché avviene nel rispetto della normativa e attenendosi scrupolosamente alle lunghe procedure burocratiche. Sulla base della nostra esperienza, cominciata meno di un anno fa, mi sento di dire che il futuro della consulenza creditizia sarà sempre più web 2.0». Da pochi giorni è on line www.Software-mediatori-creditizi.it , un sito specifico sulla piattaforma web 2.0 dedicata ai mediatori creditizi per conoscerne meglio possibilità e modalità di fruizione del servizio e format per richiedere demo. Siseco. Nata nel 1987, Siseco (www.Siseco.com) è azienda leader nel settore It e sviluppa soluzioni rigorosamente "Made in Italy" grazie a un team interno di ingegneri e tecnici. I prodotti di punta sono Gat.crm, un sistema che vanta 10 anni di esperienza ed è utilizzato da oltre 35mila utenti, e b.Com, il Crm di nuova generazione realizzato in un´ottica web 2.0, potente, innovativo e altamente personalizzabile. Le proposte Siseco sono le uniche fornite già con database anagrafici di aziende italiane completi e pronti per essere utilizzati e integrati anche con innovativi sistemi di Lead Generation e web marketing per generare nuove opportunità di vendita. Sono oltre 300 le realtà in tutta Italia che utilizzano le piattaforme Siseco, tra queste Editalia (Istituto Gruppo Poligrafico Zecca dello Stato), Fastweb, Tre, Michelin, Il Sole 24 Ore, Telecom Italia, Editoriale Secondamano, Bottega Verde, Del Taglia Piscine. Siseco è inoltre da anni partner di Telecom Italia per la vendita delle soluzioni di Impresa Semplice ed è agenzia del canale Value Added Reseller  
   
   
INDAGINE SYMANTEC: AZIENDE PREOCCUPATE MA OTTIMISTE PER LA SICUREZZA NEL CLOUD  
 
Symantec Corp. (Nasdaq: Symc) ha annunciato oggi i risultati della 2011 State of Cloud Survey ,che ha esaminato come le aziende stanno adottando il cloud computing e come affrontano i cambiamenti che esso comporta nella gestione delle risorse It. Secondo i dati emersi dall’indagine, le aziende hanno alcune perplessità per quanto riguarda la sicurezza , e la maggior parte la classifica sia come principale preoccupazione che come principale obbiettivo nell’adozione del cloud. L’indagine inoltre ha rilevato che le aziende It potrebbero non essere adeguatamente preparate al passaggio al cloud, considerando che quasi la metà dei rispondenti ha dichiarato che il proprio staff It non è ancora pronto in questo momento. Ecco alcuni dati che sono emersi: * L’ 87% degli intervistati a livello globale (83% in Italia) si aspetta che il passaggio al cloud di fatto migliori la propria sicurezza. * La minoranza degli intervistati a livello globale (tra il 15 e il 18%) ha valutato il proprio personale molto preparato per il passaggio al cloud. In Italia più della metà degli intervistati considera che il proprio personale It non è pronto per il passaggio al cloud. * Per questa ragione la maggior parte delle aziende si sta rivolgendo a risorse esterne per chiedere aiuto. Infatti, quando si trovano ad implementare infrastrutture ibride o platform-as-a-service, 3 rispondenti su 4 (in Italia il numero sale a 4 su 5) ha dichiarato che si rivolgono ad un value added resellers (Var), ad un consulente indipendente, ad aziende vendor di servizi professionali o a systems integrator. * Molte aziende stanno discutendo il passaggio al cloud, con un 75-81% che sta delle valutando le varie forme di cloud. * Tuttavia sono poche le aziende che hanno fatto una migrazione completa nel cloud. Meno del 20% ha dichiarato di aver completato l’implementazione delle aree cloud analizzate dalla ricerca  
   
   
SMARTCLIP - WWW.SMARTCLIP.COM  
 
smartclip (http://www.smartclip.com/ ) è il leader europeo per il video-advertising in grado di erogare video pubblicitari su ogni tipo di piattaforma e device con la massima efficacia. Lavorando a stretto contatto con editori, agenzie media e inserzionisti consente di ottenere risultati eccezionali in termini di reach ed engagement grazie alla strategica diffusione di contenuti video online. Smartclip collabora con agenzie e inserzionisti per il lancio di video campagne pubblicitarie su tablet, Smart Tv, gaming console, desktop, laptop, smartphone e, attraverso innovative soluzioni tecnologiche proprietarie, consente agli editori di monetizzare i contenuti video con pianificazioni nazionali ed internazionali dei principali brand. Smartclip nasce nel marzo del 2008 ad Amburgo. Ha sedi a Düsseldorf, Gütersloh, Monaco di Baviera, Amsterdam, Stoccolma, San Pietroburgo, Londra, Madrid, Parigi, Milano e Mosca. Iconcerts: Di proprietà di Transmedia Sa (Svizzera), iConcerts Hd è il primo canale Hdtv a 360° e piattaforma video-on-demand che offre oltre 1.000 concerti e live performance di artisti di prim’ordine nel panorama dei generi musicali più ascoltati, e che dà visibilità ai maggiori festival ed eventi dal vivo. Iconcerts Tv e i servizi Vod sono disponibili in Francia, Italia, Belgio, Svizzera, Germania, Finlandia, Portogallo, Austria, Lussemburgo, Lituania, Lettonia, Macedonia, Malta, Turchia, Cina, India, Giappone, Malesia, Singapore, Taiwan, Corea del Sud, Africa sub-sahariana, Mongolia e Dubai. Iconcerts è una divisione di Transmedia Communications Sa, società con sede in Svizzera. Ulteriori informazioni sui servizi sono disponibili all´indirizzo iConcerts http://www.iconcerts.com/    
   
   
SMARTCLIP, ACCORDO ESCLUSIVO CON ICONCERTS: IL CANALE MULTI-PIATTAFORMA DI MUSICA LIVE SELEZIONA SMARTCLIP COME PARTNER IN EUROPA DI ONLINE VIDEO ADVERTISING  
 
smartclip (www.Smartclip.com ) – società leader nell’online video advertising – firma la partnership paneuropea con il primo e unico canale multi-piattaforma di musica live, iConcerts, al fine di integrare tutte le pubblicità video nel proprio inventory. L’accordo prevede la collaborazione di smartclip come partner scelto per gestire la pubblicità video sulle applicazioni multi-piattaforma. Iconcerts Hd è il primo canale Hdtv a 360°. Si tratta di una piattaforma di video-on-demand con oltre 1.000 concerti e live performance di artisti di primo livello, esponenti di rilievo di tutti i generi musicali. Iconcerts dà visibilità anche ai maggiori festival e agli eventi dal vivo di più alto profilo. Con la possibilità per gli utenti di accedere a oltre 1.000 concerti dal vivo in qualsiasi momento, il brand engagement è notevolmente aumentato. Facendo leva su intense relazioni con le agenzie media e gli inserzionisti nella comunità digitale, smartclip è in grado di monetizzare al meglio i contenuti video di iConcerts. Smartclip ha, infatti, sviluppato una tecnologia standard di proprietà, l’Utai, per realizzare una più facile integrazione dei formati digitali video su piattaforme Smart Tv. Shirlene Chandrapal, vice presidente Connected Tv smartclip, commenta: "Siamo lieti di lavorare con iConcerts. Questa partnership è un passo fondamentale nella continua e rapida crescita che abbiamo vissuto negli ultimi diciotto mesi nel settore delle Smart Tv. Visto che i contenuti e le applicazioni diventano sempre più importanti, questa partnership rafforzerà la nostra capacità di abbinare pubblicità video in-stream e contenuti video, tagliati su misura per un target rilevante e fruibili attraverso tutti i dispositivi: Pc, portatili, tablet, console di gioco, smartphone e Smart Tv. " "Riteniamo che lo spazio delle Smart Tv sia una nuova frontiera entusiasmante che ci permetterà sia di ampliare sia il nostro brand sia di generare nuove entrate dai nostri contenuti", afferma Natalia Tsarkova, Cso di iConcerts. "Come per ogni nuovo mercato digitale, i modelli di business sono ancora da scoprire ed è difficile trovare dei partner che abbiano comprovata esperienza nel monetizzare questo spazio. In smartclip abbiamo trovato un valido partner e non vediamo l´ora di lavorare con loro per sfruttare l´esperienza televisiva del futuro ". Smartclip in pillole: · audience reach paragonabile a quella della Tv · contenuti video premium · formati innovativi e interattivi, oltre ai formati più tradizionali quali Preroll, Midroll e Postroll · veicolazione multi-device (Pc, smartphone, tablet e Smart Tv)  
   
   
GIUSTIZIA EUROPEA: ESCLUSIVA TERRITORIALE PER LA RITRASMISSIONE INCONTRI DI CALCIO CONTRARIA AL DIRITTO UE  
 
Un sistema di licenze per la ritrasmissione degli incontri di calcio, che riconosce agli enti di radiodiffusione un’esclusiva territoriale per Stato membro e che vieta ai telespettatori di seguire tali trasmissioni con una scheda di decodificazione in altri Stati membri, è contrario al diritto dell’Unione La proiezione delle trasmissioni di incontri di calcio contenenti opere protette in un bar-ristorante necessita dell’autorizzazione dell’autore di tali opere La Football Association Premier League («Fapl») gestisce la Premier League, principale campionato di calcio professionistico in Inghilterra e commercializza i diritti di diffusione televisiva degli incontri di tale campionato. Essa riconosce agli enti di radiodiffusione, sulla base di una procedura di gara aperta, il diritto esclusivo di diffusione in diretta degli incontri della Premier League su base territoriale. Considerato che la base territoriale corrisponde, di regola, ad un solo Stato membro, i telespettatori possono seguire unicamente gli incontri trasmessi dagli enti di radiodiffusione stabiliti nello Stato membro in cui risiedono. Al fine di proteggere tale esclusiva territoriale e di impedire al pubblico la ricezione delle trasmissioni al di fuori dello Stato membro interessato, ogni ente di radiodiffusione si impegna, nel contratto di licenza concluso con la Fapl, a criptare il proprio segnale satellitare ed a trasmetterlo, così criptato, via satellite ai soli abbonati del territorio attribuitogli. Conseguentemente, il contratto di licenza vieta agli enti di radiodiffusione di fornire le schede di decodificazione a coloro che intendano seguire le loro trasmissioni al di fuori dello Stato membro per il quale la licenza sia stata concessa. Le controversie da cui sono scaturite le presenti cause riguardano tentativi di elusione di tale esclusiva. Nel Regno Unito taluni bar-ristoranti hanno infatti iniziato, al fine di accedere agli incontri della Premier League, ad utilizzare schede straniere, rilasciate da un ente di radiodiffusione greco agli abbonati residenti in Grecia. Essi acquistano le schede ed il decodificatore presso un distributore a prezzi più vantaggiosi di quelli chiesti dalla Sky, titolare dei diritti di ritrasmissione nel Regno Unito. Ritenendo che tali attività violino l’esclusiva dei diritti di diffusione televisiva pregiudicandone il valore, la Fapl ha cercato di porre termine a tale pratica per via giudiziaria. La prima causa (C‑403/08) riguarda un’azione civile avviata dalla Fapl contro i bar-ristoranti che proiettano gli incontri della Premier League utilizzando schede greche nonché nei confronti dei fornitori di tali schede ai bar medesimi. La seconda causa (C‑429/08) è scaturita da un’azione penale intentata nei confronti della sig.Ra Karen Murphy, titolare di un pub in cui venivano proiettati gli incontri della Premier League utilizzando una scheda greca. Nell’ambito di queste due cause la High Court (Regno Unito) ha sottoposto alla Corte di giustizia una serie di questioni pregiudiziali vertenti sull’interpretazione del diritto dell’Unione. Con la sentenza odierna la Corte rileva che una normativa nazionale che vieti l’importazione, la vendita o l’utilizzazione di schede di decodificazione straniere è contraria alla libera prestazione dei servizi e non può essere giustificata né con riguardo all’obiettivo della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, né dall’obiettivo di incoraggiare l’affluenza del pubblico negli stadi. Per quanto attiene alla possibilità di giustificare tale restrizione con riguardo all’obiettivo di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, la Corte rileva che la Fapl non può far valere un diritto d’autore sugli incontri della Premier League, atteso che detti incontri sportivi non possono essere considerati quali creazioni intellettuali proprie di un autore e, pertanto, quali «opere» ai sensi del diritto d’autore dell’Unione. Inoltre, anche nell’ipotesi in cui la normativa nazionale riconoscesse agli incontri sportivi una tutela analoga – il che sarebbe, in linea di principio, compatibile con il diritto dell’Unione – il divieto di utilizzare schede di decodificazione straniere andrebbe al di là di quanto necessario per garantire un’adeguata remunerazione dei titolari di tali diritti. A tal riguardo, la Corte rileva, da un lato, che, ai fini della determinazione di tale adeguata remunerazione, è possibile prendere in considerazione l´audience effettiva e potenziale tanto nello Stato membro di emissione quanto in tutti gli altri Stati membri in cui le trasmissioni vengono ricevute e che non risulta, quindi, necessario limitare la libera circolazione dei servizi in seno all’Unione. Dall’altro, il versamento di un supplemento da parte delle emittenti televisive per assicurarsi un’esclusiva territoriale assoluta va al di là di quanto è necessario per garantire ai titolari un’adeguata remunerazione, atteso che una pratica di tal genere può condurre a differenze di prezzo artificiose tra i mercati nazionali compartimentati. Orbene, tale compartimentazione e tale artificiosa differenza di prezzi sono inconciliabili con lo scopo fondamentale del Trattato, consistente nella realizzazione del mercato interno. Per motivi analoghi, un sistema di licenze esclusive risulta parimenti contrario al diritto della concorrenza dell’Unione, qualora i contratti di licenza vietino di fornire schede di decodificazione straniere ai telespettatori che intendano seguire le emissioni al di fuori dello Stato membro per il quale la licenza sia stata concessa. È pur vero che la normativa dell’Unione in materia di concorrenza non osta, in linea di principio, a che un titolare di diritti possa concedere ad un licenziatario unico il diritto esclusivo di radiodiffondere via satellite da uno o più Stati membri di emissione, per un periodo determinato, un oggetto protetto. Tuttavia, i contratti di licenza non devono vietare agli enti di radiodiffusione di operare qualsiasi prestazione transfrontaliera di servizi relativa agli incontri sportivi di cui trattasi, in quanto un contratto di tal genere consentirebbe di riconoscere ad ogni ente di radiodiffusione un’esclusiva territoriale assoluta nella zona oggetto della rispettiva licenza, eliminando in tal modo qualsiasi concorrenza tra i singoli enti di radiodiffusione nel settore di tali servizi e compartimentando così i mercati nazionali secondo le frontiere nazionali. Infine, per quanto attiene alle questioni poste in merito all’interpretazione della direttiva sul diritto d’autore, la Corte sottolinea, in limine, che solamente la sequenza video di apertura, l’inno della Premier League, i film preregistrati che riportano i momenti più significativi di incontri recenti della Premier League stessa, nonché talune soluzioni grafiche, possono essere considerati quali «opere» ed essere protetti dal diritto d’autore. Per contro, gli incontri non costituiscono di per sé opere che godano di tale tutela. Ciò premesso, la Corte dichiara che la trasmissione in un bar-ristorante delle trasmissioni contenenti tali opere protette, quali la sequenza video di apertura o l’inno della Premier League, costituisce una «comunicazione al pubblico» ai sensi della direttiva sul diritto d’autore, per la quale è necessaria l’autorizzazione dell’autore delle opere stesse. Infatti, qualora un bar-ristorante diffonda tali opere alla clientela presente in loco, le opere risultano trasmesse ad un pubblico ulteriore che non è stato preso in considerazione dagli autori al momento dell’autorizzazione della radiodiffusione delle loro opere. (Corte di giustizia dell’Unione europea, Lussemburgo, 4 ottobre 2011, Sentenza nelle cause C-403/08 e C-429/08, Football Association Premier League e a. / Qc Leisure e a. - Karen Murphy / Media Protection Services Ltd)  
   
   
GIUSTIZIA EUROPEA: IL TRIBUNALE ANNULLA PARZIALMENTE, PER QUANTO RIGUARDA LA ROMANA TABACCHI, LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE RELATIVA ALL´INTESA SUL MERCATO ITALIANO DEL TABACCO GREGGIO E RIDUCE L´IMPORTO INIZIALE DELL´AMMENDA INFLITTALE DA EUR 2,05 MILIONI A EUR 1 MILIONE - CONFERMA INVECE LE AMMENDE DI EUR 3,99 MILIONI E EUR 14 MILIONI INFLITTE RISPETTIVAMENTE ALLA MINDO E ALLA TRANSCATAB  
 
Con decisione 20 ottobre 2005, la Commissione ha inflitto ammende per un importo totale di Eur 56 milioni a diverse società, tra le quali la Romana Tabacchi Srl, la Mindo Srl e la Transcatab Spa, per la loro partecipazione, tra il 1995 ed il 2002, ad un´intesa orizzontale attuata sul mercato italiano del tabacco greggio che aveva ad oggetto, in particolare, l’accordo sui prezzi da pagare ai produttori di tabacco ed agli intermediari nonché la ripartizione dei fornitori. La decisione della Commissione riguardava anche altre due infrazioni poste in essere dall’Apti (Associazione professionale trasformatori tabacchi italiani) e dall’Unitab (Unione italiana tabacco) nella fissazione dei prezzi da negoziare per conto dei loro rispettivi membri. Alla Romana Tabacchi, società attualmente in liquidazione, è stata inflitta un’ammenda pari a Eur 2,05 milioni. Alla Mindo (ex Dimon Italia), attualmente sottoposta ad una procedura di concordato preventivo dinanzi al tribunale fallimentare di Roma, è stata inflitta, in solido con la Alliance One International Inc. (succeduta alla Dimon Inc., che era la sua controllante), un’ammenda pari a Eur 10 milioni, laddove quest’ultima era responsabile per l’intero e la Mindo responsabile solidale solo per Eur 3,99 milioni. Infine, alla Transcatab, società anch’essa attualmente in liquidazione, è stata inflitta, in solido con la Alliance One International, un’ammenda pari a Eur 14 milioni. Con ricorsi proposti tra il gennaio ed il febbraio 2006, queste tre società hanno chiesto al Tribunale dell´Unione europea l´annullamento della decisione della Commissione e/o la riduzione delle loro ammende rispettive. Per quanto riguarda la causa T-11/06, Romana Tabacchi/commissione, nella sua sentenza odierna, il Tribunale ha considerato che, in sede di calcolo dell´importo dell´ammenda inflitta alla Romana Tabacchi, la Commissione, da un lato, ha commesso errori di valutazione dei fatti quanto alla durata della partecipazione della Romana Tabacchi all´intesa e, dall´altro, ha violato il principio di parità di trattamento in sede di valutazione del peso specifico di tale partecipazione. Più in particolare, la Commissione ha determinato il peso delle imprese partecipanti all´intesa in funzione delle quote di mercato da esse possedute nell´ultimo anno intero dell´infrazione, vale a dire nel 2001, mentre, per quanto riguarda la Romana Tabacchi, essa non poteva considerare tale anno come l´ultimo anno intero della partecipazione di quest’ultima all´intesa. Peraltro, tale errore della Commissione, attinente alla scelta della quota di mercato posseduta dalla Romana Tabacchi nel 2001, ha determinato l´erronea classificazione di quest´ultima in una categoria di imprese che non era la sua e, di conseguenza, un importo di partenza dell´ammenda sproporzionato rispetto al suo peso reale nell´infrazione. Pertanto, nell´esercizio del proprio potere di piena giurisdizione, tenuto conto segnatamente dell´effetto cumulativo di tali atti illeciti, nonché della modesta capacità finanziaria della Romana Tabacchi, il Tribunale considera che l´importo finale dell´ammenda inflitta a quest´ultima debba essere fissato in Eur 1 milione: un’ammenda di tale importo resta sufficientemente dissuasiva e qualsiasi ammenda superiore sarebbe sproporzionata rispetto all´infrazione contestata alla Romana Tabacchi. In definitiva, il Tribunale annulla parzialmente la decisione, per la parte in cui la Commissione vi constata che la Romana Tabacchi aveva partecipato all´infrazione al di là del mese di febbraio 1999 e riduce l´importo dell´ammenda inflitta alla Romana Tabacchi da Eur 2,05 milioni a Eur 1 milione. Quanto alla causa T-19/06, Mindo/commissione, il Tribunale ricorda che, dopo la presentazione del ricorso della Mindo, l´intera ammenda inflittale è stata pagata dal suo co-debitore in solido, la Alliance One International. Il Tribunale ricorda inoltre che, ad oggi, quest´ultima non ha alcun legame giuridico con la Mindo e non ha agito nei confronti di quest´ultima per ottenere il rimborso dell´importo dell´ammenda pagata, sebbene siano trascorsi più di cinque anni dal suo pagamento e la Mindo sia oggetto, dal 2007, di una procedura di concordato preventivo con cessione dei beni, alla quale la Alliance One International non partecipa come creditore dinanzi al tribunale fallimentare di Roma. Considerato che il ricorso della Mindo è volto essenzialmente alla riduzione dell´importo dell´ammenda, il Tribunale ritiene che, nelle circostanze di specie, essa non trarrebbe alcun beneficio dall´annullamento e/o dalla riforma della decisione. Nonostante i quesiti scritti che il Tribunale le ha posto dopo l´udienza, la Mindo non ha dimostrato sufficientemente di avere un interesse esistente ed effettivo a proseguire il procedimento. Il Tribunale conclude pertanto che non vi è più luogo a statuire sul suo ricorso. Infine, per quanto riguarda la causa T-39/06, Transcatab/commissione, il Tribunale respinge il ricorso della Transcatab. L´ammenda di Eur 14 milioni inflitta dalla Commissione è quindi confermata. Tabella di riepilogo delle decisioni rese dal Tribunale per quanto riguarda tale intesa:
Cause Società Ammende inflitte dalla Commissione Decisione del Tribunale
Sentenza T‑11/06 Romana Tabacchi Eur 2,05 milioni Riduzione dell´ammenda Eur 1 milione
Sentenza T‑12/06 (v. Cs) Deltafina In solido con la Universal Corp.: Eur 30 milioni Rigetto del ricorso: ammenda confermata
Ordinanza T‑34/06 (cancellazione dal ruolo) Universal Corp. In solido con la Deltafina: Eur 30 milioni Cancellazione dal ruolo: ammenda confermata
Sentenza T‑19/06 Mindo Eur 10 milioni con la Alliance One International (Mindo responsabile solidale solo per Eur 3,99 milioni) Non luogo a statuire: ammenda confermata
Sentenza T‑25/06 (v.Cs) Alliance One International In solido con la Mindo : Eur 10 milioni In solido con la Transcatab : Eur 14 milioni Rigetto del ricorso: ammenda confermata
Sentenza T‑39/06 Transcatab In solido con la Alliance One International : Eur 14 milioni Rigetto del ricorso: ammenda confermata
(tribunale dell’Unione europea, Lussemburgo, 5 ottobre 2011, Sentenze nelle cause T‑11/06, Romana Tabacchi Srl / Commissione, T‑19/06, Mindo Srl / Commissione, e T‑39/06, Transcatab / Commissione)