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Notiziario Marketpress di Lunedì 10 Ottobre 2011
GIBELLI TESTIMONE PER GRANDE ACCORDO SU BIOGAS GIORNATA STORICA PER CAPACITÀ AZIENDA AB GROUP  
 
Orzinuovi/Bs, 10 ottobre 2011 - Regione Lombardia e il suo vice presidente Andrea Gibelli sono stati scelti come testimoni d´eccezione dell´accordo storico tra i colossi energetici e tecnologici Ab di Orzinuovi e l´americana General Eletric per un progetto europeo di cogenerazione da biogas che vale 50 milioni di dollari: il tutto è avvenuto durante la 38esima tappa dell´Assessorato Itinerante che ha avuto come meta la provincia di Brescia. "Oggi - ha spiegato Gibelli - è una giornata storica perché quando una buona impresa come Ab offre passione, rispetto e motivazioni di un territorio specifico, diventa un elemento di attrattività con un grande partner internazionale per un importantissimo progetto. Regione Lombardia scommette su queste realtà perché vuole favorire ricerca e innovazione che sono elementi inscindibili per il futuro". L´iniziativa rappresenta il più grosso contratto "Clean Cycle" da quando nel 2010 la Ge ha acquisito la tecnologia per il recupero del calore. Una combinazione innovativa di tecnologie, hanno spiegato i tecnici, che massimizza la produzione di energia riducendo i consumi di combustibile. "Un´azienda come questa non è solo un esempio di sviluppo economico - ha detto il vice presidente visitando l´impianto - ma lo è anche dal punto di vista sociale. L´impresa chilometro zero rappresenta la mentalità di un territorio, in questo caso quello di Orzinuovi, che da agricolo è riuscito a soddisfare un´esigenza che è quella di produrre energia rinnovabile proprio attraverso l´agricoltura". "Imprese come Ab - ha proseguito ancora Gibelli - possono diventare un esempio proprio in tema di attrattività territoriale; anche in virtù del fatto che è una sorta di ´rete internizzata´ e questo va proprio nella direzione delle reti d´impresa sostenute da Regione Lombardia". Parlando con la dirigenza di Ab, Gibelli ha spiegato che "il mercato obbliga un´economia agricola intensiva ad avere un giusto rapporto con la sostenibilità ambientale e a implementare, attraverso tecnologie come quelle prodotte da Ab, la capacità di rafforzare l´economia primaria con la produzione di energia non facendogli perdere la vocazione primaria". Oltre 300 gli operatori, tra cui decine e decine di ingegneri, che lavorano nelle diverse strutture aziendali. Nel solo primo semestre del 2011 il fatturato dell´impresa si è portato a quota 46 milioni di euro contro i 36 milioni del 2010, facendo segnare un +27%. Dai 36 mila metri quadrati degli spazi dedicati alla produzione le macchine raggiungono fette di mercato internazionale importanti: Spagna, Romania, Polonia, i Balcani e la Serbia.  
   
   
"TECNOLOGIA DELL´IDROGENO IN ALTO ADIGE", IL 14 OTTOBRE INCONTRO INFORMATIVO  
 
Bolzano, 10 ottobre 2011 - "Tecnologia dell´idrogeno in Alto Adige", questo il titolo dell´incontro informativo sul programma Fesr organizzato dall´Ufficio provinciale per l´integrazione europea. Appuntamento il 14 ottobre con l´introduzione del presidente Luis Durnwalder, gli interventi di sei relatori e la visita guidata all´impianto di produzione di idrogeno a Bolzano Sud. Con i fondi per lo sviluppo regionale del programma Fesr, l´Unione Europea punta a rafforzare lo sviluppo territoriale finanziando progetti che riguardano la competitività, la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile e la prevenzione dei rischi. L´ufficio provinciale per l´integrazione europea, quest´anno, dedica il proprio incontro informativo al tema della tecnologia dell´idrogeno con un convegno in programma venerdì 14 ottobre 2011, dalle ore 9, presso il cortile interno di Palazzo Widmann, in via Crispi 3, a Bolzano. I lavori saranno aperti dal presidente della Giunta provinciale Luis Durnwalder, quindi ci saranno gli interventi di Francesco Brocani, Peter Gamper, Walter Huber, Thomas Klauser, Carlo Costa e Martin Gallmetzer. Dopo la chiusura del direttore della Ripartizione affari comunitari, Thomas Mathà, i partecipanti potranno effettuare una visita guidata (ore 11.45) all´impianto di produzione e distribuzione di idrogeno a Bolzano Sud. Per informazioni e iscrizioni: fesr@provincia.Bz.it    
   
   
ENERGIA ELETTRICA IN SICILIA: OK A MONITORAGGIO PER RIDURRE COSTI  
 
Palermo, 10 ottobre 2011 - Proseguono le iniziative della Regione siciliana nell´ottica del contenimento dei costi di beni e servizi. L´assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica ha infatti avviato un monitoraggio di tutte le utenze elettriche con l´obiettivo di conseguire ulteriori risparmi, conformemente all´andamento del mercato dell´energia, attraverso l´unificazione delle condizioni e delle tariffe con gli attuali fornitori. Il dirigente generale del dipartimento della Funzione pubblica, Giovanni Bologna, su input dell´assessore Caterina Chinnici, ha inviato una nota ai dipartimenti regionali e agli uffici equiparati per procedere al censimento delle utenze elettriche di tutti gli immobili nei quali sono dislocati gli uffici. Dal 2012, inoltre, nell´ottica di coordinamento delle forniture, nel bilancio della Regione, in capo al dipartimento, sara´ istituito un capitolo unico dedicato ai consumi elettrici. "Il contenimento della spesa - spiega l´assessore Chinnici - e´ uno degli obiettivi sui quali, da tempo, si sta concentrando la nostra attenzione. Dopo l´energia elettrica ci occuperemo di altre forniture, con l´intento di ridurre ulteriormente i costi, cercando, comunque, di mantenere un adeguato livello di funzionalita´ dei servizi".  
   
   
TRENTO: EDILIZIA ABITATIVA AGEVOLATA, RIAPERTI I TERMINI PER LE DOMANDE DI CONTRIBUTO PER INTERVENTI DI ACQUISTO, COSTRUZIONE E ACQUISTO/RISANAMENTO  
 
Trento, 10 ottobre 2011 - La legge finanziaria per il 2011 ha previsto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di contributo sul piano straordinario 2010 in materia di edilizia abitativa agevolata - per interventi di acquisto, costruzione e acquisto/ risanamento -, da parte di giovani coppie e nubendi che non hanno potuto presentare domanda nel 2010 in quanto avevano un indicatore Icef inferiore a 0,10, che era calcolato su redditi e patrimonio del 2008. In particolare per l’Icef, oltre a dover risultare inferiore a 0,10 in base ai parametri previsti nel 2010, si valuterà un nuovo indicatore, calcolato secondo quanto previsto dalla Giunta provinciale con la deliberazione del 16 settembre 2011 che valuta la condizione economico finanziaria del nucleo considerando il patrimonio al 30 aprile 2010 e ponderando i redditi 2009 e 2010. Per poter presentare la domanda agli enti competenti territorialmente - il termine è fissato al 30 novembre prossimo - i nuclei richiedenti dovranno possedere, oltre agli indicatori Icef citati, gli altri requisiti già previsti per la presentazione delle domande di contributo sul piano straordinario 2010. La legge finanziaria per il 2011 che ha previsto questa riapertura dei termini per la presentazione delle domande di contributo, dispone che potranno essere ammesse a finanziamento le sole domande che hanno riportato un punteggio almeno pari a quelle collocate all’ultima posizione finanziabile alla data di entrata in vigore della medesima legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27. La modulistica è disponibile sul sito www.Edilizia.provincia.tn.it  al link Edilizia abitativa agevolata.  
   
   
ENERGIA E ARREDAMENTI CON LEGNA DEL TERRITORIO OK IMPIANTI A BIOMASSE, MA DI ADEGUATE DIMENSIONI IL PATTO DI FILIERA UTILIZZA SISTEMI E SOFTWARE INNOVATIVI  
 
Barzio/Lc, 10 ottobre 2011 - Aumentare la quota di uso e trasformazione di legname di provenienza locale il cui dato nel 2009 si è assestato a 550.000 metri cubi, ossia il 20% della crescita annuale naturale del bosco. Questo l´obiettivo del secondo semestre di attività del Patto di filiera bosco-legno-energia ricordato il 7 ottobre dall´assessore della Regione Lombardia ai Sistemi verdi e Paesaggio, Alessandro Colucci, intervenendo al convegno ´Energia termica da biomasse legnose´ a Barzio (Lc). Sinergia Virtuosa - Il Patto, grazie all´azione innovativa di Regione Lombardia, ha riunito attorno a obiettivi comuni le maggiori sigle del comparto legno per arredo e produttori legno, consorzi forestali, pioppicoltori, produttori energia da fonti rinnovabili, rappresentanze professionali, Enti locali e Comunità montane. Colucci ha sottolineato che il traguardo sarà raggiungibile dal Patto grazie ai strumenti innovativi come il Sitab (Sistema Informativo Taglio Bosco). Sistema Informativo - "La Lombardia - ha spiegato Colucci - è la prima Regione italiana ad adottare procedure completamente informatizzate, che stanno contribuendo a semplificare le procedure e ad accorciare i tempi di denuncia e di raccolta dei dati. Proprio grazie al Sitab potremo anche far fronte alla diminuzione delle superfici investite, a causa della concorrenza di legname estero e di un prezzo altalenante e non sempre remunerativo e studiare azioni sinergiche e condivise con gli attori del Patto per dare forza e prospettive al settore". L´assessore ha preannunciato, per fine anno, la presentazione del Rapporto sullo Stato delle Foreste che sarà anche l´occasione per fare il bilancio dei lavori effettivamente realizzati. Confronti Sul Territorio - La prospettiva di lavoro prevede, per gli operatori, l´opportunità di visitare aziende di interesse per trovare spunti per migliorare i propri progetti. Anche i consorzi forestali avranno sempre maggiori possibilità di discutere, con le imprese boschive, delle opportunità di taglio esistenti per superare problemi con soluzioni che consentano di giungere alla stipula di richieste di taglio e ordinativi di materia prima. Sitab offre anche l´occasione per la messa a punto, condivisa tra gli operatori, di contratti modello per la compravendita del legname per facilitare una programmazione delle attività sia per chi deve fornire la materia prima sia per gli utilizzatori. Nella partita della filiera bosco-legno-energia entra, a pieno titolo, anche il Psr (Programma di sviluppo rurale) e alcune sue misure, la 122, 125b e 226, e gli articoli 25 e 26 della legge regionale 31/08 che hanno in Sitab un valido strumento di divulgazione sul territorio. Impianti Energetici - "Non va poi dimenticato che, oltre all´utilizzo classico e riservato al mondo dell´arredo e della lavorazione del legno - ha concluso Colucci - Regione Lombardia riserva grande attenzione all´uso della biomassa forestale per l´alimentazione di impianti energetici che dovranno avere dimensioni adeguate a un approvvigionamento locale, collegarsi all´attività agricola e forestale del territorio in cui sono inseriti e, infine, essere rispettosi, per quanto riguarda la loro costruzione fisica, del consumo di suolo disponibile e dell´ambiente e paesaggio in cui sono inseriti".  
   
   
ARCA SPIEGA LE VELE NEL MERCATO DELL’EDILIZIA IN LEGNO  
 
Milano, 10 ottobre 2011 - «Una proposta come quella di Arca proprio mancava. Mancava in Italia, dato che è il primo sistema di certificazione pensato e realizzato esclusivamente per edifici in legno. Mancava in Trentino, dove rendendo tracciabile la qualità del costruire sostenibile può innescare un processo di riconversione delle imprese delle costruzioni, oggi in evidente difficoltà, facendo leva su tecnologia ed innovazione, attenzione all’ambiente, apertura a progetti di rete e di filiera». E’ toccato ad Alessandro Olivi, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento, tenere a battesimo il progetto ed il marchio Arca - Architettura Comfort Ambiente al suo debutto, il 7 ottobre a Milano, su un’importante piazza nazionale ed internazionale qual è Made Expo, tra i più visitati saloni al mondo dedicati ad edilizia, architettura e design. Grande interesse anche per lo stand trentino, 500 metri quadrati ed un notevole impatto scenografico, pur nella sua architettura lineare e sobria, che ospita il meglio della filiera locale del legno: istituzioni, enti di ricerca, progetti innovativi e dieci aziende produttrici di case in legno “chiavi in mano” ma anche di singoli componenti quali tetti, scale, pavimenti ed infissi. Made Expo rimarrà visitabile fino alle ore 18.00 di sabato 8 ottobre. «Siamo arrivati ad un momento di svolta – ha sottolineato Alessandro Olivi, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento – perché con il sistema Arca abbiamo ora un comune ombrello sotto il quale ricomprendere regole, comportamenti e azioni strategiche con l’obiettivo di dare competitività a sistema trentino. Arca non è nato da un’esigenza estetica, o da una mera operazione di marketing, ma per trasformare le potenzialità della filiera foresta-legno in valore economico per le imprese e in competitività per l’intero sistema trentino». «L’edilizia, anche in Trentino, sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia. La Giunta provinciale – ha evidenziato Olivi - ha perciò fatto delle scelte precise, identificando nel costruire sostenibile in legno la risposta alle criticità che ancora frenano il settore. Non solo perché con il legno é facile far emergere il rapporto intimo tra ambiente, materia prima e capacità dell’uomo di plasmarla, ma anche perché qui c’è un giacimento di conoscenze che, se messo a sistema, può diventare un forte elemento di rigenerazione del comparto, grazie a consistenti iniezioni di tecnologia e di innovazione, aprendo le porte a mercati nuovi e promettenti che vanno oltre i confini provinciali». «Arca trae origine e valorizza l’esperienza Sofie – ha ricordato Patrizia Ballardini, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – che ha fatto conoscere nel mondo le grandi performance del costruire in legno, in particolare per quanto riguarda la resistenza ai terremoti e al fuoco. Arca recepisce Sofie e si spinge oltre, facendo propria una visione olistica che sposa i principi della sostenibilità a 360 gradi. Arca è un progetto che nasce in Trentino ma che ha l’ambizione di diventare un esempio a livello nazionale e, lo auspichiamo, anche internazionale. Un anno e mezzo fa a Made Expo presentammo un progetto, un’idea. Oggi siamo qui con un marchio pronto ad essere speso sul mercato e con 32 aziende partner fondatori già in grado di costruire secondo i criteri di qualità richiesti dal sistema di certificazione Arca». Molta curiosità ed attenzione al convegno di presentazione del nuovo sistema di certificazione e del marchio. Appuntamento distribuito sull’intera giornata di venerdì 7 ottobre e riservato in particolare agli addetti ai lavori, con la presenza di noti progettisti italiani ed esteri, grandi studi di progettazione ed imprese di costruzioni provenienti in particolare dal Nord Italia. Agli interventi istituzionali di Alessandro Olivi, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento, e Patrizia Ballardini, consigliere delegato di Trentino Sviluppo, sono seguite le relazioni tecniche, workshop e casi studio, che hanno visto protagonisti anche alcuni membri del Comitato scientifico e tecnico del progetto Arca: Antonio Frattari, docente alla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Trento, che ha approfondito il tema della sostenibilità degli edifici in legno, Paolo Baggio, anch’egli docente di Ingegneria a Trento che ha parlato di efficienza energetica e regole di qualità costruttiva ed Ario Ceccotti, del Cnr-ivalsa, che ha affrontato il tema delle qualità antisismiche degli edifici in legno, riferendosi anche all’esperienza maturata con il progetto Sofie. Spazio anche a tre “casi studio” presentati da altrettante aziende trentine che negli ultimi mesi hanno potuto sperimentare nei loro cantieri il regolamento tecnico Arca: Log Srl di Trento, Stp Srl di Taio ed Ille Prefabbricati Spa di Pieve di Bono. Arca nasce nell’ambito del progetto Filiera Foresta Legno Energia e si colloca all’interno di una precisa strategia messa in atto dalla Provincia autonoma di Trento. Il progetto di certificazione della case in legno mira infatti a creare un prodotto innovativo e tecnologicamente evoluto in grado di rispondere in modo competitivo ad un mercato esigente ed in espansione, nel settore dell’edilizia sostenibile. Attenzione puntata quindi su un segmento specifico quale il legno, nel quale il Trentino è in grado costruire una proposta di mercato distintiva e rilevante nel settore dell’edilizia in legno, con un posizionamento competitivo a livello nazionale ed internazionale. Green, Silver, Gold e Platinum (Verde, Argento, Oro e Platino). Questi, in ordine crescente, i quattro livelli di certificazione previsti per gli edifici in legno Arca e definiti nel Regolamento tecnico varato da Trentino Sviluppo, soggetto individuato dalla Provincia autonoma di Trento quale responsabile del progetto. I quattro livelli di certificazione si assegnano in base al punteggio ottenuto dall’edificio, che a sua volta è dato dalla somma dei punteggi assegnati a ciascuno dei 13 requisiti ripartiti in tre categorie: prestazioni tecniche (sicurezza antisismica, resistenza al fuoco, efficienza energetica, isolamento acustico, permeabilità all’aria, ventilazione comfort con recupero del calore); gestione dell’edificio (regole della qualità costruttiva, piano di manutenzione, polizza assicurativa postuma decennale); sostenibilità(legno certificato, programma di progettazione integrata, bassa emissione di componenti organici volatili, produzione locale). La valutazione delle prestazioni tecniche pesa per il 48% sul punteggio complessivo, la gestione dell’edificio per il 27% e la sostenibilità per il 25%. Potrà esserci dunque la casa targata “Arca green” e quella al top marchiata “Arca platinum”, ma in ogni caso tutte le costruzioni realizzate secondo le disposizioni contenute nel regolamento Arca – siano esse “a telaio” o “a pannello” - saranno certificate e garantite così da soddisfare elevati standard qualitativi, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e l’efficienza energetica. Il tutto a costi assolutamente competitivi. I medesimi principi di certificazione si applicheranno, oltre che al prodotto finito casa in legno “chiavi in mano” anche ai componenti in legno quali tetti, pavimenti, infissi e scale, utilizzabili anche nell’ambito di progetti di ristrutturazione o di edilizia tradizionale. Il processo di certificazione, accreditamento e formazione di aziende e progettisti sarà gestito operativamente dal Distretto Tecnologico Trentino, in virtù dell’affidamento formalizzato da Trentino Sviluppo il primo settembre scorso. Molti i vantaggi per le aziende che sceglieranno di diventare partner Arca: si va dalla possibilità di utilizzo del marchio alla promozione istituzionale su siti, fiere ed eventi, dalle agevolazioni sui costi di certificazione degli edifici ai corsi di formazione ed aggiornamento, dalla possibilità di ottenere condizioni assicurative più convenienti, fino all’opportunità di beneficiare di punteggi più alti nei capitolati pubblici. Aspetto, quest’ultimo, non secondario, se si considera che obiettivo della Provincia autonoma di Trento è un aumento dal 10% al 40%, entro i prossimi due anni, degli edifici in legno in particolare nei settori scuola e social housing. Arca intercetta queste opportunità di business, promuovendo un prodotto innovativo e tecnologicamente evoluto, l’edificio in legno, in grado di rispondere in modo competitivo ad un mercato esigente ed in espansione. La certificazione Arca potrà essere richiesta non solo per edifici in legno “chiavi in mano”, ma anche per interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, quali ad esempio ampliamenti e ristrutturazioni, e per singoli componenti in legno. In tal senso il sistema Arca verrà implementato nei prossimi mesi con il processo di certificazione dei componenti in legno, quali serramenti, pavimenti, scale e tetti. Sarà inoltre costituito a breve un albo per i professionisti che otterranno la certificazione di “esperto Arca”, a seguito di specifici percorsi formativi ed appositi esami di valutazione.  
   
   
ENERGIA, ENTRATA IN VIGORE IN EMILIA-ROMAGNA LA NUOVA DISCIPLINA REGIONALE RELATIVA AL RENDIMENTO ENERGETICO DEGLI EDIFICI  
 
Bologna, 10 ottobre 2011 - Entra in vigore dal 6 ottobre in Emilia-romagna la nuova disciplina regionale relativa al rendimento energetico degli edifici: tutti i dettagli pubblicati sul Bur, Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-romagna n. 151 del 6 ottobre 2011, consultabile all’indirizzo http://bur.Regione.emilia-romagna.it/ricerca ). Con il provvedimento, l’Emilia-romagna è la prima Regione a recepire nella propria disciplina le disposizioni del D.lgs. 28/2011 in materia di integrazione di impianti ad energia rinnovabile negli edifici. «Affinché l’edilizia abbia un futuro – ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli - occorre tener l’asticella alta: proprio per questo nel 2014 si dovranno realizzare case in classe A. Questo per ottenere una edilizia meno energivora e più energetica, attenta al benessere ed ai costi di gestione delle famiglie». Rispetto alla attuale disciplina, le principali modifiche riguardano appunto la dotazione di impianti a fonte rinnovabile per gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione rilevante. Da questo punto di vista, in realtà, le modifiche apportate avranno effetto a partire dal 31 maggio 2012: fino a quella data, infatti, sono previsti i medesimi standard prestazionali oggi vigenti. Dal 31 maggio 2012, e con una applicazione progressiva, sono previsti nuovi standard, a copertura di quota parte (fino ad arrivare al 50%) dell’intero consumo di energia termica dell’edificio (per la climatizzazione e per la produzione di acqua calda sanitaria) e di produzione di energia elettrica. Sempre in materia di fonti rinnovabili di energia, la nuova disciplina introduce specifici criteri per la determinazione della quantità di energia resa disponibile dalle pompe di calore e qualificabile come rinnovabile. Un’altra significativa modifica riguarda l’attestato di certificazione energetica degli edifici: a partire da oggi, infatti, l´indice di prestazione energetica e la relativa classe contenuti nell’attestato devono essere riportati negli annunci commerciali di vendita di edifici o di singole unità immobiliari. Infine, la possibilità di ottenere un bonus volumetrico del 5%, per edifici di nuova costruzione o ristrutturazioni rilevanti, se si aumenta del 30% la dotazione minima di energia da fonti rinnovabili.  
   
   
LOMBARDIA: PIANO CASA, RADDOPPIO BONUS CON USO RINNOVABILI PIÙ EFFICIENZA ENERGETICA PER BOLLETTE MENO CARE NUOVO RECORD PER EDIFICI CERTIFICATI: SUPERATA QUOTA 600.000  
 
 Rho/Pero, 10 ottobre 2011 - Un raddoppio del bonus volumetrico rispetto alla legge nazionale (dal 5% al 10%) in caso di aumento della produzione di energia necessaria all´abitazione tramite fonti rinnovabili. E´ la proposta lanciata stamani dall´assessore regionale all´Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi intervenendo il 6 ottobre alla Tavola rotonda "Ponti termici ed efficienza energetica", organizzata durante la manifestazione fieristica Made Expo. La nuova regola sarà inserita nel Piano casa su cui sta lavorando Regione Lombardia per progetti presentati entro il 31/12/2012. Ciò significa che chi costruirà o amplierà il proprio appartamento puntando sulle moderne tecnologie per il risparmio energetico (come ad esempio la termoregolazione, le valvole sui caloriferi, le caldaie a condensazione, il solare termico o altro) potrà ottenere premialità aggiuntive. "Il settore civile - ha spiegato Raimondi - risulta particolarmente importante nel consumo di energia primaria, essendo responsabile per oltre il 44% di quella consumata. Ed è anche il comparto nel quale il potenziale di risparmio energetico risulta più elevato". Alla luce di queste considerazioni, è di fondamentale importanza aumentare l´efficienza del "sistema edificio-impianti": "è l´unica risposta possibile per non danneggiare il sistema produttivo e la qualità della vita delle nostre famiglie, anche in relazione al continuo aumento dei costi del combustibile". Qualche settimana fa, proprio in Fiera, l´assessore Raimondi aveva parlato di un "patto con i costruttori, di una sfida da raccogliere insieme per un rilancio dell´edilizia che partisse dalla riqualificazione energetica". Proprio in questi giorni il dibattito sul Piano di Governo del Territorio di Milano sta andando in quella direzione, con commenti positivi da parte di tutti i soggetti interessati. "La nostra collaborazione col mondo della ricerca ed i costruttori su questo tema - ha sottolineato Raimondi - sancisce un passaggio importante verso questo ´patto´ per la riqualificazione delle città, che passa dalla certificazione energetica per arrivare a delle città sostenibili già nella loro concezione urbanistica". La Lombardia, fra l´altro, ha già fatto registrare il record degli Ace rilasciati - oltre 600.000 - che consentono a famiglie e imprese di sapere quanto consumano e che livello di dispersione energetica si trovano a dover affrontare. "Questo aumento della consapevolezza - ha concluso Raimondi - è il passaggio chiave per arrivare ad avere città meno inquinanti, più pulite e più vivibili".  
   
   
SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO, AL VIA UN PROGETTO SULLE BUONE PRASSI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO NEI CANTIERI EDILI MESSO IN CAMPO DA REGIONE EMILIA-ROMAGNA, L´INAIL E FORMEDIL.  
 
Bologna, 10 ottobre 2011 - «La sicurezza sul lavoro resta un obiettivo primario della Regione. Questo imperativo assume un carattere di maggiore rilevanza proprio oggi dove a causa della la crisi, per ridurre i costi, potrebbero verificare rischi legati all’abbassamento delle tutele e della sicurezza dei lavoratori«. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli presentando il progetto sulle buone prassi per la gestione del rischio nei cantieri edili realizzato da Regione Emilia-romagna, l’Inail e Formedil Emilia-romagna (Ente regionale per la Formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia). Durante la presentazione – in cui è stato anche fatto il punto sugli infortuni sul lavoro nonché sugli interventi e progetti della Regione Emilia-romagna – è stato ricordato che domenica 9 ottobre è la 61ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro promossa in tutta Italia dall’Anmil (Associazione Nazionale fra lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). In Emilia-romagna calano gli infortuni sul lavoro. Nel 2010 sono stati denunciati all’Inail 105.993 infortuni sul lavoro (−1,5% rispetto al 2009 quando ne erano stati segnalati 107.564). Si conferma quindi l’andamento decrescente, anche se in misura più contenuta rispetto all’anno precedente, quando la crisi economica, con i propri effetti sul piano occupazionale, aveva determinato una calo record degli infortuni (-13,1%). «Si conferma – ha precisato il direttore regionale Inail Emilia-romagna Alessandro Crisci – in una prima analisi dei dati del primo semestre 2011 la riduzione degli infortuni sul lavoro. Però solo a dati completi, e con una analisi approfondita potremo capire se la riduzione è dovuta aalla crisi economica che ha contratto il volume delle attività o se è legata a una migliore qualità del lavoro». Complessivamente, nel periodo 2001-2010 gli infortuni denunciati sono diminuiti del 24,7%, passando da 140.766 a 105.993 mentre quelli mortali si sono dimezzati: da 174 a 87. Per i lavoratori stranieri, invece, il 2010 è stato un anno peggiore del precedente: si è registrato infatti un incremento dell’1,5% degli infortuni, che inverte la consistente flessione (−19,7%) registrata nel 2009 rispetto al 2008. Il numero degli infortuni mortali fra i lavoratori stranieri, è rimasto stabile: 19 casi nel 2010 come nel 2009, pari al 22% degli infortuni mortali avvenuti in Emilia-romagna. «Credo sia importante proseguire il lavoro sinergico tra istituzioni, Inail e imprese – ha aggiunto Giovanni Bentini, presidente di Formedil Emilia-romagna – sulla ‘percezione del rischio facendo capire a tutta la filiera degli operatori come applicare concretamente comportamenti sicuri. La sicurezza è un risultato di consapevolezza e abbiamo l’obiettivo di dare ai lavoratori tutti gli strumenti necessari per comprendere in quali ambiti del processo produttivo si possono generare i rischi e metterli così in condizione di prevenirli». Inoltre, Crisci ha aggiunto che « il particolare interesse di Inail a cofinanziare un progetto sulla sicurezza nel settore delle costruzioni è dovuto alle caratteristiche che tale settore presenta in quanto a tipologia di rischi (cadute dall’alto, seppellimento, sfondamento), ambiente di lavoro e manodopera, spesso straniera e o con rapporto di lavoro nero o irregolare. La coesistenza di tali elementi lo rende pertanto settore prioritario di intervento in termini di prevenzione, come conferma la gravità delle conseguenze derivanti dagli infortuni nei cantieri edili». Buone prassi in cantiere: un progetto - Con il progetto ‘Buone prassi per la gestione del rischio nei cantieri edili’ si punta a creare modelli per cantieri sicuri. Un progetto che si avvarrà di un campione basato su nove cantieri, e sarà testato e costantemente seguito da un Comitato di Coordinamento tra i soggetti coinvolti (Regione Emilia-romagna, Direzione Regionale Inail Emilia-romagna e Consorzio Formedil Emilia-romagna). Il progetto parte dalla considerazione che la strada principale per evitare incidenti sia quella di aumentare, nei lavoratori, la cultura della percezione del rischio, attraverso la formazione, l’informazione e l’addestramento. Una efficace politica di prevenzione deve quindi far nascere, all’interno delle imprese, la cultura della percezione del rischio, attraverso una corretta informazione e adeguate e trasparenti procedure di gestione della sicurezza. Tre sono le fasi del progetto: mappatura, interventi in cantiere, diffusione dei risultati. La prima fase consiste nell’analisi dei dati in possesso di Inail Emilia-romagna relativi agli incidenti verificatisi sul territorio regionale in un intervallo di tempo significativo (tre anni) che possa consentire una prima riflessione sull’incidenza “territoriale” degli eventi nonché sulle dinamiche più consuete che sottostanno ad un evento infortunistico. Gli esiti della mappatura forniranno al Comitato di coordinamento i parametri necessari all’individuazione del campione di imprese/cantieri sui quali effettuare gli interventi nella fase successiva: tipologia del cantiere (stradale, residenziale, infrastrutture), fase di lavorazione durante la quale si effettuerà l’intervento, tipologia dei lavoratori presenti in cantiere nella fase considerata. A seguire, la fase operativa, su un campione di nove cantieri distribuiti sul territorio regionale. Con il coordinamento organizzativo del Consorzio e la validazione del Comitato di coordinamento, le Scuole Edili individueranno le imprese che aderiranno al progetto. Le imprese potranno aderire solo su base volontaria. Ad un primo incontro di condivisione con l’imprenditore seguiranno altri incontri congiunti tra imprenditore e tecnico di cantiere anche per prendere atto del programma lavori. Verrà quindi “fotografato” lo stato dell’arte in base ad una serie di indicatori (infortuni, previsione dei tempi per le lavorazioni e loro eventuali ritardi, assenteismo, eccettera). Al sopralluogo seguiranno singoli incontri con i caposquadra. La sensibilizzazione/formazione (intesa quindi in senso ampio e come stimolo all’attivazione) sarà quindi contestuale a tutti gli incontri. Per valutare l’intervento si prevedono due verifiche successive a distanza di 15-30 giorni dalla fine degli incontri per monitorare quali variazioni hanno subito gli indicatori considerati all’inizio. Come conclusione di ogni singolo intervento è previsto un momento di condivisione con tutti gli operatori presenti in cantiere (la “conferenza di cantiere”) sugli esiti dell’intervento. Successivamente verrà elaborato un report di sintesi riferito ad ogni singolo cantiere esaminato. Infine, la diffusione dei risultati. Il Comitato di coordinamento raccoglierà i report dei nove interventi, ne valuterà le eventuali criticità emerse e porterà a sintesi i risultati della sperimentazione attraverso la predisposizione di un modello definitivo di intervento. Il modello potrà essere utilizzato non solo come procedura di riferimento per gli interventi in cantiere da parte delle Scuole Edili/cpt per la informazione/sensibilizzazione dei lavoratori ma anche come strumento di supporto per l’eventuale predisposizione di specifici piani formativi. Risorse, prevenzione e interventi - La Regione Emilia-romagna programma − attraverso l’assessorato alle Politiche per la salute − l’attività delle Aziende Usl in materia di tutela della salute e nel 2011 ha assegnato 5 milioni e 221 mila euro alle Aziende Usl per potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro. Queste risorse corrispondono a quanto incassato dalle Aziende Usl nel corso dell’attività ispettiva del 2010 e vengono totalmente reinvestite per ottimizzare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro attraverso progetti di valenza locale e regionale. - Sono previsti interventi relativi alla formazione e all’aggiornamento del personale di vigilanza (oltre un milione di euro, di cui 165 mila per la formazione universitaria), alla semplificazione amministrativa e all’informatizzazione delle procedure (1 milione e 60mila euro), alla realizzazione degli obiettivi previsti dal Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 (tre milioni). Il Piano prevede che le Aziende Usl attuino tutti gli interventi necessari affinché entro il 2012, in questa regione, gli infortuni sul lavoro (cui consegue invalidità permanente o la morte) diminuiscano almeno del 15% ed allo stesso tempo che siano ridotti i fattori di rischio delle malattie professionali (soprattutto di quelle neoplastiche). Le Aziende Usl dovranno assicurare questi risultati anche in concorso con gli altri Enti competenti ed in particolare con Inail e le Direzioni del Lavoro (ex Ispettorati del lavoro). L’attività di vigilanza - Nel 2010, in Emilia-romagna sono state controllate 22.506 aziende, pari al 9,6% delle imprese presenti sul territorio regionale. Il livello di copertura dei controlli assicurato ogni anno in questa regione è decisamente superiore a quello previsto a livello nazionale (5% delle aziende attive). L’attività di vigilanza ha riguardato in particolare l’edilizia (54,7% delle aziende controllate), il settore dei servizi (8,1%) e la metalmeccanica (8,1%). Il 23,6% delle aziende verificate è stato segnalato all’Autorità giudiziaria per violazioni. I comparti in cui il rapporto tra aziende controllate e aziende sanzionate è risultato più elevato, sono stati quello tessile-abbigliamento (65% delle aziende irregolari), quello del legno (44,4%) ed il settore della pesca (42,8%). Gli indici di irregolarità non devono essere considerati come indici di illegalità, in quanto le aziende controllate non sono state scelte con criteri statistici bensì sulla base di specifici indicatori finalizzati ad individuare le aziende a maggior rischio di irregolarità. I controlli in edilizia - Nel 2010, in Emilia-romagna, sono stati notificati alle Aziende Usl 32.992 cantieri (+18,8% rispetto all’anno precedente), di questi sono stati controllati 6.362 (pari al 19,2%). Il controllo ha interessato, oltre alla ditta titolare del cantiere, anche le imprese che vi operavano con contratti di appalto e di subappalto. Complessivamente sono state verificate 14.314 aziende e nel 32% dei cantieri controllati sono risultate irregolarità. Nel 40,4% dei casi sono emerse inadempienze relative alle misure organizzativo-procedurali, nel 37,8% irregolarità relative alla protezione dalle cadute dall’alto (una delle cause più frequenti di infortunio grave e mortale), nel 15,5% carenze nei requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro. Sicurezza on-line – È stato anche realizzato il sito web ‘Sicurezza nei luoghi di lavoro’ frutto della cooperazione istituzionale tra la Regione e l’Inail. Il sito, visibile all’indirizzo http://www.Regione.emilia-romagna.it/sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro offre servizi concreti per i lavoratori, le imprese, i professionisti ed ospita informazioni e accessi relativi a servizi forniti da Inail. E’ in rete una vasta documentazione tecnica per organizzare, tra l’altro, i cantieri e le singole lavorazioni dal punto di vista gestionale, operativo, formativo e di controllo, regole e linee guida per governare il settore, accordi e protocolli siglati in Emilia-romagna fra amministrazioni, parti sociali e istituzioni ed un sistema di osservazione contenente dati statistici, pubblicazioni selezionate, normativa europea, nazionale e regionale, e giurisprudenza in materia di sicurezza sul lavoro.  
   
   
LOMBARDIA UN FONDO PER DISINCENTIVARE CONSUMO DEL SUOLO POLITICHE REGIONALI A TUTELA DEGLI SPAZI LIBERI  
 
Milano, 10 ottobre 2011 - Disincentivare il consumo del suolo avendo la consapevolezza che gli spazi liberi sono una ricchezza, l´applicazione di un serio piano paesistico e l´Expo come opportunità per la tutela dell´ambiente. Sono questi i temi che Regione Lombardia sta portando avanti e che l´assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio, Alessandro Colucci, ha illustrato il 7 ottobre intervenendo al convegno ´Spazi aperti, un paesaggio per Expo´ che si è tenuto alla Triennale di Milano. "Regione Lombardia - ha detto Colucci - ha creato un fondo per le aree verdi che prevede un contributo economico da 5 a 15 euro al metro quadro a carico di chi intende consumare nuovo suolo con l´obiettivo di rendere questa pratica molto più costosa rispetto ad altre soluzioni". Soluzioni che possono venire dal recupero dei 4.000 siti compromessi individuati da una ricerca effettuata dall´Ersaf (Ente regionale servizio agricoltura e foreste) che analizza il consumo del suolo in Lombardia negli ultimi 50 anni. "Una soluzione certamente più costosa rispetto a costruire in un prato libero - ha detto Colucci - ma occorre che la politica indirizzi verso questi ambiti, diffondendo una cultura del rispetto ambientale a 360°". Un impegno, quello contro il consumo del suolo, che l´assessore ha chiesto ai sindaci di condividere con lui impegnandosi in prima persona. "Occorre la responsabilizzazione diretta dei Comuni affinché questo fondo -ha aggiunto l´assessore - possa cominciare a essere applicato e, in futuro, magari essere reso ancora più oneroso e disincentivante". Regione Lombardia è tutt´altro che all´anno zero nella tutela del suo suolo. "Abbiamo un piano paesistico che prevede non la mera negazione a costruire - ha spiegato Colucci - ma che consente di realizzare a determinate condizioni, nel rispetto dell´ambiente e di severi parametri di qualità. I palazzi di otto piani in montagna che ho visto oggi tornando dalla Valsassina sarebbero impossibili da costruire". L´assessore è infine intervenuto sull´opportunità che può essere rappresentata da Expo: "Questo evento internazionale potrebbe incentivare lo sviluppo di attività economiche legate all´ambiente che rappresenterebbero un volano per la green economy lombarda".  
   
   
ITALIA-UZBEKISTAN: POLIDORI, OK A SPORTELLO UNICO PER ASSISTENZA PMI  
 
Roma, 10 ottobre 2011 - Il made in Italy scommette in Uzbekistan lungo la via della seta, nel cuore dell’Asia centrale, ponte economico tra Oriente e Occidente: alcune decine di imprese italiane già presenti nel paese, oltre 100 interessate ad esplorarne le potenzialità, circa 20 quelle selezionate dalla camera di commercio italo uzbeca hanno preso parte il 7 ottobre parte al business forum di Tashkent, il momento più prezioso per entrare in contatto con gli operatori locali a caccia delle tante aree di collaborazione economica. Con questi numeri parte la missione del sottosegretario al commercio con l’estero, Catia Polidori, nel polo produttivo della capitale uzbeka, per imprimere un salto di qualità nelle rispettive relazioni economiche. “L´uzbekistan ci cerca e il nostro made in Italy risponde: me ne sono resa conto apprendendo quante siano le imprese italiane che hanno manifestato interesse a questo mercato”, ha dichiarato Polidori aprendo i lavori del foro economico di Tashkent. Conosciamo le opportunità economiche e di crescita di questa regione ma siamo tuttavia al corrente delle difficoltà che ancora incontrano i nostri imprenditori. È per questo che ho richiesto e ottenuto dal mio omologo uzbeco, il vice ministro Tulyaganov, l’apertura di un punto di riferimento per le imprese italiane, una sorta di sportello unico, al quale in particolare le pmi possono rivolgersi per ogni assistenza nei progetti di collaborazione economica in questo Paese”. Gli spazi di collaborazione sono infatti concreti: basata principalmente sulla piccola e media impresa, l’economia uzbeka vanta un tasso di crescita vicino al 10%, è ricca di materie prime, ha una popolazione giovane e preparata. Secondo esportatore mondiale di cotone, l’Uzbekistan ne trasforma solo il 30% in prodotti finiti, una percentuale che arriverà presto al 50 con dunque notevoli opportunità di investimento per le nostre aziende meccanotessili. Accanto al tessile, vi sono anche i settori bancario, turistico, automobilistico, energetico e dell´infrastrutture ferroviarie: precise aree dove il know how italiano ha grosse chance di penetrazione. Oltre 100 i business to business tra le aziende dei due paesi che hanno avuto corso tra ieri e oggi, vera prova del nove del successo di una missione. Dopo il bilaterale con il viceministro per le Relazioni economiche con l´estero, Shavkat Tulyaganov,con cui il sottosegretario siglerà in serata il Protocollo conclusivo dei lavori della commissione mista italo uzbeca, la quattro giorni di Polidori prosegue domani con la visita al Primo Viceministro degli Affari Esteri, Vladimir Norov, e al Ministro per le Relazioni Economiche con l’Estero, gli Investimenti ed il Commercio, Gulyamov.  
   
   
IMPRESE.GIBELLI, I CINESI CI COPIANO IL MARMO DI BOTTICINO RIPARTE ASSESSORATO ITINERANTE,L´ASSESSORE:DIFENDERE PRODOTTO DOPO LE COOPERATIVE PENSARE A UN CONTRATTI DI RETE D´IMPRESE  
 
Botticino/ Bs, 10 ottobre 2011 - Bisogna difendere un prodotto "vecchio" di duemila anni contro le aggressioni estere com´è questo marmo. Un imperativo categorico per Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore all´Industria e all´Artigianato, che il 6 ottobre, proprio dalle cave di Botticino in provincia di Brescia, ha ripreso l´Assessorato Itinerante: iniziativa che lo porta, ogni giovedì, nelle imprese lombarde. Una trentottesima tappa tutta all´insegna della riflessione sulla concorrenza sleale e sulle forme per bloccarla. "Il marmo di Botticino - ha detto, infatti, Gibelli - è un marchio lombardo riconosciuto anche a livello internazionale. Oggi, però, la concorrenza cinese obbliga non solo a tutelare il nome, ma anche l´origine del prodotto da cava e soprattutto i metodi di lavorazione che devono avere un ciclo chiuso di cavazione e lavorazione in loco, in maniera tale da resistere a chi all´estero, in Cina, in Corea e in Turchia usano nomi molto simili al termine Botticino per poter fare concorrenza sleale a un prodotto di qualità". Gibelli si è recato in mattinata nelle cave bresciane dove nelle attività di estrazione e di lavorazione operano le cooperative "Valverde" e "Operai Cavatori del Botticino". Un vero esercito composto da 85 soci lavoratori con rispettivamente 38 e 50 addetti alla lavorazioni con valori di produzione che, per il solo 2010, sono valsi complessivamente quasi 11 milioni di euro. Il prodotto è richiestissimo all´estero . Il marmo bresciano è finito nell´Altare della patria, ma anche al Gran Central Terminal di New York o all´Hotel Hilton Di Buenos Aires. "Quello che conta - ha detto ancora Gibelli visitando gli impianti di lavorazione - è soprattutto l´origine della lavorazione che è sinonimo di qualità, di rispetto dell´ambiente di capacità di essere competitivi con una serie di operazioni che fanno emergere il cosiddetto ´Made in Italy by Lombardia´: qui si produce molto meglio di altri". Il vicepresidente si è soffermato anche sulla forma di lavoro aggregato come quello cooperativistico."Il fatto che, comunque, le persone responsabilmente si associano in forma cooperativa per dare una valore aggiunto alla produzione e alla lavorazione - ha concluso Gibelli - è una forma importante. Quello che mi auguro è che, con il tempo, proprio per valorizzare il loro marchio, si passi da un consorzio a una rete d´impresa in modo che dai cavatori e dai trasformatori, fino a chi vende e a chi fa marketing, tutti possano lavorare insieme".  
   
   
MERLONI: RIUNIONE DEL TAVOLO SULL´ACCORDO DI PROGRAMMA. SPACCA: ´SI AVVIA LA RIMODULAZIONE DELL´ACCORDO DI PROGRAMMA PER TUTELARE L´OCCUPAZIONE´.  
 
 Ancona, 11 Ottobre 2011 - E´ stato convocato l´11 ottobre prossimo il Comitato di coordinamento dell´Accordo di Programma. ´E´ una riunione tecnica ma ugualmente rilevante ´ commenta il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca - perche` segna l´avvio della fase di rimodulazione dell´Accordo di programma, cosi` come ci eravamo impegnati a fare insieme alla Regione Umbria e al Ministero dello Sviluppo Economico. L´obiettivo della rimodulazione dell´Accordo e` di difendere l´occupazione al massimo possibile, con sostegni a nuove iniziative imprenditoriali per riassorbire i lavoratori non coinvolti nell´offerta industriale principale presentata per l´acquisto dell´A.merloni. Ora il problema fondamentale e` la tutela dei 1300 lavoratori in ´esubero´ che rimarranno fuori dal progetto industriale di Qs: un numero enorme, anche a confronto con situazioni di crisi che si stanno vivendo in altri territori".  
   
   
ALESSANDRO BIANCHI ELETTO PRESIDENTE DI UNIONCAMERE DEL VENETO  
 
Venezia, 10 ottobre 2011 - Il Consiglio di Unioncamere del Veneto, riunitosi venerdì 7 ottobre nella sede dell’Unione regionale, ha eletto all’unanimità Alessandro Bianchi Presidente di Unioncamere del Veneto. Alessandro Bianchi, Presidente della Camera di Commercio di Verona, come previsto dal nuovo Statuto resterà in carica per il prossimo biennio. Dalla costituzione di Unioncamere del Veneto avvenuta il 25 gennaio 1965, Bianchi è il decimo Presidente e succede a Giuseppe Fedalto, Presidente della Camera di Commercio di Venezia, che a partire dal gennaio 2011, in qualità di vicepresidente vicario, ha svolto la funzione di Presidente dopo l’uscita di Federico Tessari. Dichiarazione Di Alessandro Bianchi - «La presidenza che mi è stata affidata inaugura un nuovo sistema di governance in un momento di difficoltà per le imprese venete. La maggior rappresentatività e la maggior collegialità ci consentiranno di sostenerle in modo sempre più incisivo ed efficace. E’ un momento cruciale per le nostre imprese: l’attività economica ha segnato una decelerazione lenta, ma progressiva, sia a livello mondiale che nazionale. In attesa dei dati regionali di consuntivo, posso già anticipare che i principali indicatori confermano l’indebolimento della ripresa negli ultimi mesi del 2011 e per buona parte del 2012. L’aumento dell’aliquota Iva frenerà ulteriormente i consumi interni. L’economia regionale continuerà quindi a dipendere dall’export con esiti non scontati. Siamo legati all’andamento dell’economia tedesca. La Germania è il nostro principale partner commerciale, pesa sull’export complessivo per il 13,5%, vi esportiamo beni per 6 miliardi di euro. La sfida è sostenere le imprese, ridare fiducia ai nostri imprenditori che sono sempre più pessimisti sull’evoluzione della congiuntura e portare avanti con decisione le loro istanze. Occorre disegnare una cornice in cui si possa inserire la ripresa, sviluppando ulteriormente la relazione e la collaborazione con la Regione Veneto, soprattutto per quel che riguarda l´internazionalizzazione, che è una leva fondamentale per la nostra economia. Un altro tema importante è lo sviluppo dell´innovazione tecnologica tra le imprese, fattore competitivo cruciale cui si affianca un quadro infrastrutturale adeguato a garantire la mobilità di persone e merci. La tratta Brescia-padova dell´alta velocità è un tassello fondamentale per il nostro sviluppo come il tunnel del Brennero. E´ preoccupante che un´opera così strategica per l´economia italiana sia lasciata all’aleatorietà di un’asta. Il nostro principio guida sarà quello della concertazione tra soggetti istituzionali e della condivisione con i Presidenti camerali e con le Associazioni di rappresentanza, secondo un processo di ascolto, disegno strategico e azione». L’entrata in vigore della modifica del febbraio 2010 alla Legge 580/93 di riforma del sistema camerale e la necessità di adeguarsi alla normativa dettata dalla manovra economica 2010 hanno imposto un cammino di rinnovamento. Lo scorso maggio l’Assemblea di Unioncamere del Veneto ha così approvato il nuovo Statuto. Fra le principali modifiche la riduzione a cinque membri dei componenti della Giunta (ex Consiglio di Amministrazione); la durata biennale del mandato della Giunta e del Presidente così da garantire l’accesso alla presidenza a tutti i Presidenti delle Camere di Commercio in tempi abbastanza ravvicinati; una gestione collegiale dell’Ente attribuendo specifici incarichi a tutti i Presidenti delle Camere di Commercio; l’obbligatorietà delle Unioni regionali; il riconoscimento alle Unioni regionali di un ruolo sempre più importante di coordinamento delle Camere di Commercio associate e di interlocuzione con le Regioni. Curriculum vitae : Nato a Verona nel 1944, Alessandro Bianchi è alla guida di un gruppo che opera nel campo degli impianti e della componentistica di bordo dei veicoli da trasporto pubblico. Vicepresidente dell’Ea Fiere di Verona dal 1997 al 1999, consigliere di amministrazione dell’Aeroporto Valerio Catullo Spa dal 2002 al 2005 e del Consorzio Zai fino a luglio 2011, Bianchi è stato vicepresidente di Confindustria Verona, Associazione nella quale ha ricoperto anche la carica di Presidente del Gruppo Piccola Industria e consigliere delegato al Centro Studi. Dal marzo 2009 è Presidente della Camera di Commercio di Verona. La Giunta di Unioncamere del Veneto, per il prossimo biennio, sarà formata dai presidenti Roberto Furlan, Padova; Lorenzo Belloni, Rovigo; Giuseppe Fedalto, Venezia; Alessandro Bianchi, Verona; Vittorio Mincato, Vicenza. Lo storico dei Presidenti di Unioncamere del Veneto: 1965-66 Arrigo Usigli, Cciaa Venezia; 1967-1981 Lorenzo Pellizzari, Cciaa Vicenza; 1981-1986 Alberto Pavesi, Cciaa Verona; 1986-1989 Antonio Frigo, Cciaa Padova; 1989-1993 Archimede Zambon, Cciaa Rovigo; 1993-1997 Antonio Frigo, Cciaa Padova; 1997-2003 Marino Grimani, Cciaa Venezia; 2003-2005 Paolo Terribile, Cciaa Belluno; 2006-2011 Federico Tessari, Cciaa Treviso; 2011 Giuseppe Fedalto, Cciaa Venezia.  
   
   
AUSTRIA, VIG ACQUISTA COMPAGNIA ASSICURATIVA ALBANESE  
 
Vienna, 10 ottobre 2011 - Vienna Insurance Group (Vig) è uno dei più grandi gruppi assicurativi internazionali attivi nell´Europa Centro Orientale ed è quotato in borsa sul mercato di Vienna. Attualmente opera in 24 paesi e conta oltre 50 compagnie di assicurazione e più di 24.000 collaboratori. Recentemente il gruppo ha assorbito il 75 per cento della sesta compagnia di assicurazione albanese (Intersing Sh.a.), diventando pertanto leader nel settore automotive in Albania. Con questa transazione la Vig, che ha acquistato due altre compagnie di assicurazione albanesi negli ultimi anni, aumenta la sua quota di mercato oltre il 30 per cento.  
   
   
COOP SOCIALI: IL 13 UN TAVOLO SULLA CRISI A MASSA E CARRARA  
 
 Carrara, 10 ottobre 2011 - “Da parte della Regione c’è tutto l’impegno per governare il fenomeno della crisi occupazionale a Massa Carrara. Proprio per questo, con l’assessore alle attività produttive a al lavoro Gianfranco Simoncini abbiamo istituito un tavolo: il prossimo incontro è fissato tra una settimana, giovedì 13 ottobre”. Il 6 ottobre , prima di partecipare alla Conferenza dei sindaci della provincia di Massa e Carrara, nella sede della Asl 1 a Carrara, l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia ha ricevuto una rappresentanza dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica, che manifestavano davanti alla sede della Asl. I rappresentanti sindacali hanno espresso all’assessore e al direttore generale della Asl 1 Maria Teresa De Lauretis la preoccupazione per i ritardi nei pagamenti e per i tagli occupazionali che si annunciano nel settore delle cooperative sociali: in prospettiva, hanno detto, c’è una perdita di oltre 50 posti di lavoro. “Le nuove gare di appalto – hanno detto i rappresentanti sindacali – ridurranno le ore e questo percorso potrebbe portare a breve a dei licenziamenti. Il tessuto sociale non è in grado di reggere ulteriori tagli, questo territorio è già deteriorato dal punto di vista occupazionale, così si rischia di andare in una situazione di emergenza sociale. Da parte della politica devono arrivare segnali e risposte concrete”. “Abbiamo discusso in giunta della situazione massese e condiviso su mia proposta la necessità di un tavolo regionale dedicato – ha detto l’assessore Scaramuccia – e su questo c’è l’impegno della giunta. A questo incontro parteciperà anche l’Area Vasta Nord Ovest, perché il problema occupazionale può essere gestito più efficacemente a livello di Area Vasta. Come è già avvenuto per gli operatori socio-sanitari, alcuni dei quali sono stati assunti in altre aziende dell’Area Vasta, attingendo dalla graduatoria della Asl 1”. L’assessore ha ricordato che “la situazione di deficit della Asl è andata a inserirsi in un territorio che ha già problematiche occupazionali, e questo moltiplica il problema”, e ha elencato i vari aspetti del problema: occupazione, ritardo nei pagamenti, assistenza ai cittadini. “Ci troviamo di fronte a un deficit che dobbiamo ridurre senza toccare i servizi ai cittadini. A questo si aggiunge il ritardo dei pagamenti da parte del Ministero: stiamo ancora attendendo 230 milioni sul bilancio 2009. Anche su questo ci siamo attivati durante l’anno con erogazioni straordinarie e solleciti a livello nazionale”. Il direttore Maria Teresa De Lauretis ha precisato che “non c’è nessuna ipotesi di riduzione dei servizi, ma piuttosto di una riduzione dei costi non sanitari, cioè amministrativi e logistica, che sono alti rispetto a tutti i parametri e non hanno ricadute sul cittadino”.  
   
   
… QUALCHE DATO STATISTICO SULL’AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA A POTENZA….  
 
Potenza, 10 ottobre 2011 - E’ ripresa la scorsa settimana la rilevazione dei prezzi relativi ai prodotti alimentari consumati maggiormente nelle famiglie potentine condotta dall’Adoc di Basilicata. La rilevazione, così come da consolidata esperienza, sarà effettuata fino a giugno 2012 nei più importanti supermercati di Potenza. L’adoc pubblica sul proprio sito (www.Adocbasilicata.org) le rilevazioni. A chi ne facesse richiesta le stesse saranno inviate, settimanalmente, a mezzo posta elettronica. Il lavoro dell’associazione dei consumatori vuole fornire agli utenti una “bussola” per indirizzarli verso gli acquisti a “best- price” nella città. L’associazione che da anni oramai fornisce gratuitamente questo servizio ad associati e non associati ha messo a confronto i prezzi medi di alcuni prodotti verificando gli aumenti e le diminuzioni registrate nel corso dell’ultimo anno. I dati sono interessantissimi perché evidenziano che molti dei prodotti monitorati scontano aumenti consistenti che vanno ben oltre l’inflazione registrata dall’Istat. Ciò significa, a nostro parere, che le famiglie, potentine in particolare ma genericamente tutte quelle lucane, patiscono spese sempre più elevate per approvvigionarsi di prodotti alimentari di prima necessità. Di seguito è riportato l’elenco dei prodotti monitorati con aumenti e diminuzioni in termini percentuali ed assoluti.
Prodotti Quantità Prezzi incremento
Settembre 2010 Settembre 2011 %
Caffè “Kimbo macinato fresco” 250 g 2,26 2,88 27,43% 0,62
Caffè “Lavazza Qualità Rossa” 250 g 2,72 3,33 22,43% 0,61
Nutella “Ferrero” 400g 2,42 2,87 18,60% 0,45
Petto di tacchino 1 kg 7,32 8,35 14,07% 1,03
Spaghetti “Amato” 500 g 0,64 0,71 10,94% 0,07
Percoche 1 kg 1,60 1,75 9,37% 0,15
Biscotti “Oro Saiwa” 500 g 2,13 2,27 6,57% 0,14
Coniglio intero 1 kg 7,46 7,83 4,96% 0,37
Biscotti “Gran Turchese Colussi” 400 g 1,60 1,65 3,12% 0,05
Spaghetti “Divella” 500 g 0,51 0,51 0,00% 0,00
Uva Bianca 1 kg 1,34 1,34 0,00% 0,00
Coniglio a pezzi 1 kg 7,84 7,77 -0,89% -0,07
Patate 1 kg 0,80 0,78 -2,50% -0,02
Pane (rosette) 1 kg 3,23 3,01 -6,81% -0,22
Spaghetti “Granoro” 500 g 0,64 0,57 -10,94% -0,07
Spaghetti “Barilla” 500 g 0,76 0,67 -11,84% -0,09
Insalata 1 pz 0,90 0,72 -20,00% -0,18
Tuttociò mentre l’amministrazione comunale di Potenza, così come più volte preannunciato, non ha finora preso alcuna iniziativa per venire incontro a consumatori e cittadini in difficoltà sempre più marcate. Ad esempio la bella iniziativa della quarta settimana, anche se da rivedere in alcune sue peculiarità, nonostante gli impegni pubblicamente presi è ancora di la da venire. Tutto quanto evidenziato finora si cala in un contesto di marcata crisi occupazionale e di difficoltà economica vissuta quotidianamente dalle famiglie.
 
   
   
SLOVENIA, MIGLIORA LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI  
 
Lubiana, 10 ottobre 2011 - Nel mese di settembre, stando a quanto affermato dall´Istituto Nazionale di Statistica sloveno, la fiducia dei consumatori avrebbe subito un miglioramento. I dati rivelano che il tasso di fiducia sia aumentato di 4 punti percentuali rispetto al mese di agosto, con aspettative ottimistiche per quanto concerne il futuro trend dell´occupazione.  
   
   
EXPO: IL 24 OTTOBRE A PALAZZO REALE UNA CONSULTA DI TUTTA LA CITTÀ-MONDO CHE GIÀ ABITA MILANO  
 
Milano, 10 ottobre 2011 - Per preparare al meglio l´”International Partecipants Meeting” di Expo 2015 che si svolgerà tra Milano e Cernobbio il 25, 26 e 27 ottobre, lunedì 24 ottobre, a Palazzo Reale, l´Amministrazione comunale inviterà i rappresentanti di tutte le comunità internazionali e straniere di Milano - e le loro associazioni di cultura, fede, tradizione - a un incontro nel corso del quale verranno presentate le sfide e le tappe principali del progetto “Expo 2015”. " Attraverso le sue 192 comunità di milanesi internazionali, il mondo già abita a Milano. Questo mondo di milanesi africani, asiatici, americani, europei è il miglior testimone e il miglior interlocutore del mondo che verrà - attraverso le delegazioni dei 151 Paesi della Bie-al Meeting del 25 26 e 27 su Expo 2015", ha detto l’assessore all’Expo Stefano Boeri nel corso dell´odierno incontro a Palazzo Cusani con tutto il corpo consolare di Milano. L´incontro avrà come titolo “Expo: Milano chiama Mondo". Sarà aperto dal Sindaco Pisapia e vi parteciperanno, oltre all´Assessore Boeri, il Segretario Generale della Bie Vicente Loscertales, l´Amministratore Delegato di Società Expo Giuseppe Sala e l´Assessore alle Politiche Sociale Pierfrancesco Majorino. “Nel corso dell´incontro - ha detto Boeri - verrà lanciata la proposta di una Consulta della Città-mondo che riunisca tutte le rappresentanze delle comunità internazionali di Milano in vista del grande evento del 2015. Le comunità internazionali possono diventare la punta di diamante di un grande progetto culturale e economico per trasformare Milano in una metropoli cosmopolita. Una città aperta verso un futuro in cui le filiere produttive legate alle energie rinnovabili, all’agroalimentare e all´ enogastronomia multiculturale avranno una funzione sempre più trainante”.