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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 20 Ottobre 2011 |
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BRUXELLES. DE CAPITANI: RIVEDERE REQUISITI GREENING REVISIONE PAC CONFERMA NOSTRE PREOCCUPAZIONI |
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Bruxelles - "Serve rivedere i requisiti del greening, affinché siano più inclusivi e flessibili". E´ la richiesta dell´assessore all´Agricoltura dellla Lombardia Giulio De Capitani, formulata ieri a Bruxelles nel corso dell´incontro con i membri del Parlamento europeo delle Regioni e delle Province autonome del Nord del Paese e ribadita nel corso del convegno ´How much greening makes the Cap green´. La proposta di riforma della Pac, varata lo scorso 12 ottobre dalla Commissione europea e che entrerebbe in vigore dal 2014, ha confermato tutte le preoccupazioni iniziali rispetto ai tagli delle risorse per l´agricoltura italiana, stimati nell´ordine del 7 per cento. I tagli del budget non sono l´unica fonte di preoccupazione. "Così come sono state formulate, le misure greening - ha spiegato l´assessore - rischiano di penalizzare ulteriormente proprio i sistemi agricoli più produttivi, quali quelli della Lombardia e di tutta la pianura padana". Le risorse del greening ricoprono il 30 per cento degli aiuti diretti della Pac. In Italia saranno decurtate del 20 per cento e in Lombardia potrebbero quindi arrivare sino al 50 per cento. "Occorre consentire una maggiore flessibilità territoriale. Si potrebbe pensare - ha spiegato l´assessore - a un sistema di compensazione fra aziende di uno stesso territorio, in modo da poter trasferire titoli greening tra un´impresa che ne ha in eccesso a una che ne difetta". Gli obiettivi dell´Unione europea in tema di tutela dell´ambiente e delle risorse naturali sono anche gli obiettivi della Regione Lombardia. L´assessore ha però precisato che "la diversificazione delle colture, la conservazione dei pascoli permanenti e la salvaguardia del paesaggio, priorità delle misure greening, non sono le uniche modalità per perseguirli". Tra le proposte della Regione anche la riduzione dell´incidenza del set aside (la messa a riposo del terreno). "Si potrebbe ridurre al 5 per cento l´incidenza del set aside - ha precisato De Capitani -, assicurando che possano rientrarvi gli elementi caratteristici del paesaggio rurale, come i terrazzamenti e le fasce tampone, ma anche incentivando altre buone pratiche, altrettanto efficaci per l´ambiente, come l´agricoltura conservativa, la fertilizzazione organica, la riduzione dei consumi di fertilizzanti, fitofarmaci e carburanti". L´ultimo aspetto è quello della diversificazione colturale. "Alzare la deroga a 5 ettari di superficie - ha proposto l´assessore all´Agricoltura - e alzare all´80 per cento la superficie della coltura principale così da permettere di considerare terza coltura la superficie a set aside ecologico". A parità di efficacia ambientale, attraverso questa proposta, si riduce l´impatto economico negativo del greening. In chiusura, non è mancato un appello, affinché l´Unione europea si faccia interprete di una più convinta politica a favore dei giovani imprenditori e delle produzioni di qualità "due leve - ha concluso De Capitani - sulle quali si reggerà lo sviluppo e la crescita della nostra agricoltura". |
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FIUME PO.SCALA DI RISALITA PER SALVARE STORIONE E ANGUILLA A UE: PROGETTO DI 7 MILIONI EURO PER TUTELA FAUNA |
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Milano - Una scala di risalita a bacini successivi per salvare i pesci del Po come anguille, storioni e altre specie presenti nel grande fiume. E´ quanto proposto da Regione Lombardia all´Unione Europea sul programma Life+. Si tratta di un intervento infrastrutturale che permetta in modo definitivo il superamento della diga di Isola Serafini, che alimenta la centrale idroelettrica. Questa infrastruttura determina l´interruzione ecologica del grande fiume, dei suoi affluenti e dei laghi lombardi. A farne le spese sono soprattutto anguille e storioni, il cui ciclo biologico si completa tra gli oceani e le sorgenti dei fiumi e dei laghi della Lombardia. Queste due specie sono classificate a rischio di estinzione dall´Unione Europea e la loro tutela è obbligatoria per gli Stati e le Regioni. Il progetto prevede inoltre la costituzione di un´apposita cabina di regia presso l´Autorità di bacino del fiume Po, che avrà il compito di monitorare i passaggi delle specie ittiche e, in particolare, di quelle in via di estinzione, mediante boe magnetiche sul delta del Po. Su proposta dell´assessore regionale all´Agricoltura Giulio De Capitani, la Giunta lombarda ha dato quindi il via libera alla partecipazione dell´istituzione al progetto Con.flu.po e alla fase di negoziazione e contrattazione con la Commissione europea nell´ambito del programma comunitario Life+. Il valore dell´intervento supera i 7 milioni di euro. Regione Lombardia, capofila del progetto, partecipa con un finanziamento di 400.000 euro. Aderiscono al progetto tutte le regioni rivierasche, Enel Green Power Spa e il Canton Ticino, che è interessato a dare continuità alle scale di risalita già realizzate lungo il fiume Ticino fino al lago di Lugano. "La salvaguardia dell´ittiofauna lombarda - ha commentato De Capitani - parte anche dal miglioramento degli habitat e dalla realizzazione di interventi idraulici che ne consentano la circolazione nei fiumi e nei laghi lombardi. L´approvazione del progetto Con.flu.po, anche grazie all´ampia partecipazione di soggetti pubblici e privati, potrà davvero essere determinante per salvare le anguille e gli storioni dal rischio dell´estinzione". Il progetto è stato ammesso alla fase istruttoria presso la Commissione europea. Se l´esito sarà positivo, il cofinanziamento comunitario supererà i 3 milioni di euro e permetterà l´immediato avvio delle opere. |
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BIODIVERSITÀ E SVILUPPO AGRICOLO SOSTENIBILE. IL PROGETTO SIGMA 2 |
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Abbazia di Praglia (Padova) - Sono stati presentati ieri nell’Abbazia di Praglia, in provincia di Padova, i primi risultati dell’iniziativa comunitaria Sigma 2 – “Rete transfrontaliera per la gestione sostenibile dell´ambiente e la biodiversità”, progetto strategico per la Regione del Veneto che si inserisce nell’ambito dell’Asse 1 “ambiente, trasporti e integrazione territoriale sostenibile” del Programma di cooperazione Italia – Slovenia e che affronta i temi della lotta e prevenzione fitosanitaria su colture comuni alle aree geografiche di confine , come la vite e l’ulivo. “Il successo del progetto – ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura e ai parchi del veneto Franco Manzato introducendo i lavori – si misura sull’impegno di risorse che l’Unione Europea e gli stati membri hanno messo a disposizione per questo tipo di iniziative, dalle quali testare tra l’altro modelli innovativi per il monitoraggio e la previsione delle malattie della vite e dell’olivo”. L’iniziativa ha inoltre come obiettivi la conservazione della biodiversità mediante la realizzazione di Campi di conservazione e Giardini mediterranei, e il miglioramento della qualità dell’ambiente limitando l’impatto dei prodotti fitosanitari. “Nel segmento della biodiversità di specie vegetali – ha aggiunto Manzato – il Veneto intende operare con la realizzazione di tre azioni pilota che si concretizzano nella costituzione di tre Campi di conservazione di biotipi locali di varietà di viti nell’area Lison Parmaggiore, di varietà di olivo, di specie orticole quali il carciofo violetto di Sant’erasmo e dell’asparago verde montine. Tutelare la biodiversità in agricoltura significa tutelare e conservare le specie che caratterizzano un territorio e lo rendono unico, contrapponendosi alle logiche della globalizzazione e dell’economia mondiale che spingono invece verso una pericolosa forma di uniformità di prodotti, con la conseguente perdita della varietà vegetali e animali”. Sigma due coinvolge in complesso 12 istituzioni: l’ Università del Litorale, Centro di ricerche scientifiche di Capodistria come lead partner e, come componentei, Kmetijsko gozdarska zbornica Slovenije, Kmetijsko gozdarski zavod Nova Gorica Camera per l’agricoltura e le foreste della Slovenia, Istituto agricolo forestale di Nova Gorica, Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, il Comune di Isola, la Provincia di Trieste, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa), Kmečka Zveza - Associazione Agricoltori Trieste, il Lokalna akcijska skupina Kras - Gruppo di Azione Locale del Carso, la Regione del Veneto - Direzione competitività sistemi agroalimentari della Regione Veneto, il Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (Vegal), l’ Università degli Studi di Udine - Dipartimento di Scienze degli Alimenti, l’Univerza v Ljubljani, Biotehniška fakulteta Università di Lubjana, Facoltà di Biotecnica. |
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FORESTE, TUTELA BELLEZZA E NUOVI POSTI LAVORO IMPEGNO COSTANTE PER LASCIARE PATRIMONIO AI GIOVANI |
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Milano - Il 25,9% della superficie regionale è rappresentata da aree protette. Questa ricchezza si compone di 24 Parchi, di 6 - su 9 - siti Unesco in aree boscate. Un patrimonio importante che Regione Lombardia vuole tutelare con il contributo di tutti. Perché la superficie forestale, stimata in 619.043 ettari, ovvero 630 metri quadrati per cittadino, blocca 134 milioni di tonnellate di Co2 e ne assorbe altre 3,7 con notevoli benefici per la salute. Numeri e obiettivo ricordati stamani dall´assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio della Regione Lombardia, Alessandro Colucci, durante il convegno ´Il richiamo della foresta´. Una scenografia del tutto particolare con piante, arbusti e specie tipiche delle nostre aree protette ha accolto associazioni del mondo produttivo e del terzo settore. Sulle pareti della sala, intanto, facevano bella mostra di sé, suggestive fotografie degli angoli più belli dei boschi lombardi. Dal Confronto Nuove Idee - "Dialogando e confrontandomi con i rappresentanti di Confcommercio, Confartigianato, Unione provinciale Artigiani e Forum Terzo Settore - ha spiegato Colucci - è stato possibile evidenziare come in questo settore sia possibile creare sempre nuove sinergie. Penso ad esempio all´esperienza dei rifugisti di Lecco e arrivati anche a Sondrio, ma anche a tante altre". "I boschi - ha rimarcato l´assessore - sono, prima di tutto, luoghi di alto valore ambientale e naturale ma, al contempo, rappresentano una risorsa per diverse attività legate all´uomo. Attività come la trasformazione dei prodotti agricoli, il relax, la creazione di arredi e le passeggiate salutari e naturalistiche". I Giovani, Il Futuro - "Vogliamo che domani i nostri giovani abbiano ancora questa risorsa a loro disposizione - ha aggiunto Colucci -. Proprio pensando a loro stiamo portando avanti un lavoro a 360 gradi che mira a raggiungere una conduzione attenta e strutturata del patrimonio forestale così da tutelare la ricchezza verde e svilupparne anche gli aspetti economici, con la creazione di nuovi posti di lavoro anche in funzione dell´aspetto naturalistico, e una cura degli aspetti idrogeologici e di fruizione". Una Piazza ´Verde´ - "Le celebrazioni dell´Anno delle foreste - ha concluso Colucci - non terminano qui, ma vedranno in dicembre piazza Città di Lombardia animarsi e ospitare la tappa conclusiva della mostra sulle nostre aree verdi, la collocazione di un albero di Natale in pallets e altre iniziative per raccontare la ricchezza del nostro territorio". |
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BIOMASSE: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE TRENTINE |
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Il settore delle biomasse da utilizzarsi a fini energetici rappresenta una notevole opportunità per le imprese trentine artigiane che vogliono puntare su un’interessante fonte integrativa di reddito capace di valorizzare prodotti e sottoprodotti spesso sottopagati. Giovedì 20 ottobre alle 17, presso la Sala Kessler della Fondazione Edmund Mach (Istituto Agrario di San Michele all´Adige), Silvia Silvestri e i collaboratori dell´Unità "Biomasse ed Energie Rinnovabili" dell´Istituto Agrario di S. Michele all´Adige illustreranno cosa si intende con il termine "biomassa", quali sono le attività economiche che generano biomassa e quali i potenziali utilizzi di questa fonte energetica pulita e rinnovabile. L´incontro, nell´ambito del programma del "Circolo dell´Innovazione", è organizzato da Ceii Trentino in collaborazione con l´Associazione Artigiani della Provincia di Trento e il supporto dell´assessorato all´industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento. Durante questo momento di incontro e di informazione saranno illustrate le principali attività dell´Unità Biomasse ed Energie Rinnovabili della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di S. Michele ed i progetti in corso in collaborazione con il mondo delle aziende. Saranno inoltre evidenziati per ogni settore aspetti problematici e carenze progettuali, tecnologiche, impiantistiche e, in termini più generali, di sistema che limitano l’effettivo trasferimento alla scala reale delle esperienze effettuate in laboratorio ed in impianto pilota. Il tutto nell´intento di individuare le opportunità per le imprese di svolgere un ruolo attivo nello sviluppo e nella sperimentazione per lo sfruttamento di ogni tipologia di biomassa (da foresta, da rifiuti, da scarti di produzione agricola e agroindustriale). Ad arricchire l’incontro anche la testimonianza di esperienze territoriali locali. L’appuntamento rientra nella nuova edizione del "Circolo dell’Innovazione 2011". Per confermare la partecipazione si chiede di inviare una mail all’indirizzo info@ceii.It o telefonando allo 0461 420530. |
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IL 9 NOVEMBRE L’INCONTRO ROMA SULLA PESCA IN ADRIATICO |
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Venezia - E’ stato riconvocato per il 9 novembre prossimo a Roma l’incontro tra Ministero delle politiche agricole e le Regioni Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia per esaminare le specifiche problematiche della pesca in Alto Adriatico. “La questione è cruciale per il futuro dell’economia peschereccia in questo particolare braccio di mare, dalle caratteristiche uniche e diverse da quelle di qualunque altro mare mondiale – ha ribadito l’assessore del Veneto Franco Manzato – e mi fa piacere che il Ministero abbia già fissato una nuova data dopo che i precedenti appuntamenti non avevano potuto concretarsi per i molteplici impegni istituzionali reciproci. Lo considero un segno di attenzione importante che spero si possa concretare rapidamente in iniziative specifiche, anche prima dell’incontro”. Il riferimento dell’assessore Manzato va in primo luogo alla pesca delle Acquadelle, che dovrebbe iniziare con il mese di novembre ma che necessita di una deroga da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per essere ufficialmente avviata, alla stregua di quanto già avvenuto qualche giorno addietro per la pesca del Rossetto in Liguria e Toscana. “Il Veneto ha inoltre urgenza di discutere con il ministro Saverio Romano – ha aggiunto Manzato – la questione delle demolizioni di imbarcazioni da pesca in disarmo e la verifica delle autorizzazioni per la pesca di alici e sarde con le volanti. Ma sul tavolo c’è anche il riconoscimento della pesca professionale quale lavoro usurante e desideriamo approfondire la questione sulla creazione e il coordinamento dei Gac (Gruppi di Azione Costiera) riferiti alla Misura 4 dell’Asse Fep (Fondo Europeo per la Pesca) che prevede contributi per realizzare una programmazione unitaria lungo i tratti di costa dove si effettua un sistema di pesca omogeneo)”. “La Regione Veneto continuerà a operare nello spirito di una azione unitaria – ha concluso l’assessore veneto – per un miglior funzionamento del comparto ittico e per mettere a punto una programmazione che tenga conto delle peculiarità regionali e delle pesche speciali”. |
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BATTERIOSI DEL KIWI. VIETATI NUOVI IMPIANTI DI ACTINIDIA IN VENETO FINO A TUTTO IL 2012 |
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La Giunta veneta ha vietato fino al 31 dicembre 2012 nuovi impianti di actinidia nell’intero territorio regionale. Obiettivo della drastica misura è di prevenire e contenere il diffondersi del cancro batterico del Kiwi, i cui attacchi distruggono le piante e per il quale al momento non si conoscono fitofarmaci per prevenirlo e combatterlo. La decisione è stata adottata in applicazione del decreto ministeriale del febbraio scorso relativo alle azioni di emergenza per la prevenzione, il controllo o l’eradicazione della batteriosi dell’actinidia causata da Pseudomonas syringae pv. Actinidiae. “Il divieto di nuovi impianti – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – è finalizzato ad impedire la messa a dimora di materiale vivaistico che non abbia sufficienti garanzie fitosanitarie”. In Veneto la coltivazione del Kiwi è praticata su oltre 3.200 ettari, per una produzione media annuale di 76 mila tonnellate di frutta con un valore alla produzione di oltre 40 milioni di euro. Lo Pseudomonas syringae pv. Actinidiae ha fatto la sua comparsa nel territorio regionale durante il 2010 e i suoi attacchi provocano un deperimento delle parti colpite e la successiva morte della pianta. A rendere il batterio estremamente pericoloso è la facilità con la quale si diffonde nell’ambiente in maniera epidemica mentre, in base all’attuale stato delle conoscenze scientifiche, non vi sono metodi di difesa attiva per contrastarlo e per prevenirne i danni. Fino ad ora si è intervenuti con la distruzione dei frutteti colpiti, per la quale agli imprenditori agricoli interessati vengono corrisposti contributi finanziari. Nel contempo, l’Unità regionale Per i Servizi Fitosanitari ha avviato un monitoraggio sistematico dei campi di produzione vivaistica e un’indagine a campione dei frutteti di actinidia, per accertare la presenza dell’agente patogeno. Il monitoraggio dei frutteti, effettuato a primavera, ha interessato oltre 300 ettari di superficie appartenenti a circa 140 aziende situate nelle province di Verona, Treviso, Rovigo e Padova ove sono situati la quasi totalità dei frutteti di kiwi del Veneto. L’indagine ha verificato una presenza della malattia diffusa in modo non omogenea nelle aziende e sintomi gravi a carico di un numero consistente di piante sono stati riscontrati in 14 aziende i cui impianti sono stati, nella maggior parte dei casi, realizzati nel 2011 con materiale vivaistico di 1 o 2 anni. Anche nei controlli sistematici su tutti i vivai con centri di produzione in Veneto è stata trovata la batteriosi con conseguenti distruzione del materiale e limitazioni della movimentazione del materiale vivaistico. “L’esperienza acquisita sui controlli dei materiali vivaistici – ha concluso Manzato – ha peraltro evidenziato che non esistono al momento conoscenze scientifiche per determinare con certezza la presenza del batterio e consentire la commercializzazione esclusivamente di piante sane: i sintomi si possono Infatti manifestare anche dopo un lungo periodo durante il quale la pianta è infetta pur in modo asintomatico. Di qui la decisione di vietare i nuovi impianti fino a tutto il prossimo anno”. |
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MARCHE: NUOVI FONDI PER LA TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI . |
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Le produzioni di eccellenza dell´agroalimentare marchigiano trovano nuovi fondi per la loro promozione sui mercati. La Giunta regionale ha infatti reperito oltre 173mila euro per sostenere progetti inerenti la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, mentre risorse ulteriori sono in corso di reperimento tra le pieghe del bilancio regionale. ´La qualita` del made in Marche agricolo va sostenuta ´ commenta il vice presidente e assessore all´Agricoltura Paolo Petrini ´ le numerose eccellenze di cui si arricchisce di giorno in giorno l´agroalimentare marchigiano, con riconoscimenti anche esteri, richiede una promozione mirata, affinche` le aziende marchigiane possano accrescere la loro competitivita` ed espandersi in nuovi mercati. Le certificazioni, la tracciabilita`, il marchio Qm, il biologico, le filiere di qualita`, il contrasto agli Ogm, assieme a un´efficace strategia commerciale che punta sull´innovazione, sono tutte iniziative che vanno in questa direzione. Oggi mercati importanti, per dimensione e potere d´acquisto, come ad esempio quello tedesco, guardano con crescente interesse alla qualita` agroalimentare espressa dalla nostra regione, per questo e` importante, soprattutto in questo momento di difficolta` generale, sostenere aziende sane con progetti seri di sviluppo. Le risorse stanziate a questo scopo saranno ulteriormente incrementate a breve termine´. La priorita` nei finanziamenti sara` data a qui progetti che prevedono forme di organizzazione associate, specie nel settore ortofrutticolo, proposti da imprese con buona solidita` economico finanziaria e con propensione all´esportazione. Priorita` anche alle forme volontarie di certificazione e al risparmio energetico. L´aiuto sara` al massimo del 40 per cento sulle spese ammissibili. Queste potranno far riferimento alle opere edili per la costruzione di nuovi impianti, per la sistemazione di immobili esistenti, per l´acquisto di macchinari, attrezzature e sistemi informatici. |
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AGROALIMENTARE, INTESA REGIONE-SLOW FOOD LIGURIA |
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Sul modello di analoghe iniziative in Italia, è stato firmato un protocollo d´intesa tra Regione e Slow Food Liguria. Il documento prevede iniziative comuni per incentivare lo sviluppo sostenibile dell´economia agro-alimentare ligure e rafforzare un sistema produttivo integrato. Obiettivo: preservare la qualità della vita dei cittadini, indirizzare al gusto e alla giusta e corretta alimentazione e valorizzare le risorse e le vocazioni territoriali. Partendo da questi presupposti la Regione Liguria, nell´intesa sottoscritta, considera Slow Food Liguria partner per la realizzazione di attività e iniziative. In particolare, le parti si impegnano a operare, anche agendo all´interno del progetto di Fondazione Carige, Mareterra di Liguria. La Regione Liguria, attraverso le sue strutture operative, continuerà a sostenere e a promuovere Slow Fish, la manifestazione internazionale di cui è co-organizzatore arrivata quest´anno alla sua quinta edizione. Inoltre, Regione Liguria valuterà di volta in volta la partecipazione istituzionale alle più importanti manifestazioni organizzate da Slow Food in ambito nazionale e internazionale fra i quali il Salone del Gusto a Torino e Cheese a Bra, per valorizzare i prodotti e le produzioni agroalimentari regionali. Slow Food Liguria – che, presieduta da Valter Bordo, è parte integrante dell´Associazione Internazionale Slow Food, che conta più di centomila soci in tutto il mondo, e opera per la difesa e la salvaguardia del patrimonio agricolo e alimentare e della biodiversità a livello mondiale - si impegna a fornire sostegno e collaborazione a iniziative di valorizzazione del patrimonio agroalimentare locale che la Regione Liguria intenderà programmare e organizzare. "Con la firma di questo protocollo", hanno dichiarato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e l´assessore all´Agricoltura, Giovanni Barbagallo, "vogliamo consolidare e sviluppare una produzione agricola alimentare di qualità basata su criteri di sostenibilità ambientale e energetica difendendo, al contempo, la biodiversità e i saperi tradizionali". "È importante, in particolare, incentivare l´educazione e la cultura alimentare dei cittadini, soprattutto nei giovani in età scolare ma coinvolgendo anche i genitori e, più in generale, gli adulti", hanno continuato Burlando e Barbagallo. "Questo documento di intenti si aggiunge e consolida le iniziative della Regione Liguria per difendere la produzione locale di qualità, attraverso interventi per l´accorciamento della "filiera" commerciale, la qualificazione della ristorazione collettiva (mense scolastiche, ospedaliere ecc), la crescita dell´offerta di servizi qualificati del settore commercial e turistico". Burlando e Barbagallo hanno sottolineato un aspetto non secondario rappresentato da questo accordo, "cioè la possibilità di lavorare con Slow Food sul nostro territorio per ottenere nuove occasioni occupazionali nel contesto di un mercato produttivo, commerciale e educativo virtuoso". |
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CENTRO BONOMO:STEFÀNO SCRIVE AI PRESIDENTI VENTOLA E SCHITTULLI |
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Bari - L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno ha scritto ai presidenti delle Provincie di Bari e Bat, Francesco Schittulli e Francesco Ventola, in merito all’avvio delle procedure per la liquidazione del Centro Ricerche Bonomo di Andria. “Pur non intendendo in alcun modo entrare negli ambiti delle legittime scelte delle Amministrazioni provinciali – spiega l’assessore Stefàno - ho inteso sollecitare la sensibilità dei Presidenti Schittulli e Ventola riguardo al valore dell’attività scientifica sviluppata dal Centro di Ricerca per l’agricoltura”. Il Centro Bonomo di Andria, sin dalla sua istituzione ha svolto una importante funzione di ricerca, soprattutto nella gestione post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi, della loro trasformazione e valorizzazione, “che proprio nell’attuale contingenza – sottolinea Stefàno - assume uno straordinario e fondamentale interesse”. “Nell’attuale momento storico – incalza l’assessore regionale - l’agricoltura pugliese è alle prese con diverse problematiche, come il mantenimento di accettabili livelli di remunerazione dei prodotti agricoli e il conseguente reddito delle imprese agricole, ma sta dimostrando una straordinaria capacità di tenuta che ci consente di invertire la rotta rispetto al rischio concreto, che abbiamo corso per troppi anni, di abbandono in massa dell’attività agricola con la definitiva perdita dell’identità dei nostri territori”. “Ora – spiega Stefàno – in un periodo in cui cruciale per l’accrescimento della competitività delle imprese pugliesi è l’investimento sulla valorizzazione della qualità e sulla innovazione, cardini delle politiche regionali di supporto alla produzione agricola regionale, importantissimo appare il ruolo del Centro Bonomo. Proprio l’innovazione, infatti, in particolare sui temi sviluppati dal Centro, rappresenta e potrebbe continuare a rappresentare il fattore cruciale per il rafforzamento della competitività del nostro sistema produttivo. Vanno esattamente in questa direzione: le ricerche su scala applicativa, particolarmente vicina all’applicazione industriale, commissionate da aziende locali e quelle sviluppate con programmi nazionali o internazionali in corso, così come le collaborazioni scientifiche con numerosi partner nazionali, ma anche l’accreditamento presso la Regione Puglia come Ente di formazione”. “Sono certo - conclude Stefàno nella lettera ai due presidenti- che valuterete ogni possibile ipotesi che possa assicurare la salvaguardia del know-how, della dotazione umana e strutturale e delle relazioni scientifiche e territoriali, che costituiscono oggi un patrimonio non solo del Centro ma dell’intera comunità pugliese - non solo quella "contadina" - che regge la sua economia, le sue relazioni sociali e i suoi tratti identitari e culturali sull’agricoltura”. |
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AUTUNNO DA FOODIES: I MILLE SAPORI DELL’UMBRIA CON ALMA
ALMA, LA SCUOLA INTERNAZIONALE DI CUCINA ITALIANA, IN COLLABORAZIONE CON LUNGAROTTI, PRESENTA
QUATTRO WEEKEND ALLA SCOPERTA DEI TESORI ENOGASTRONOMICI UMBRI
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Alma - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana in collaborazione con Lungarotti, azienda simbolo dell’eccellenza vitivinicola italiana, presenta “Autunno da Foodies”: quattro weekend, tra ottobre e novembre, dedicati alla scoperta dei tesori enogastronomici dell’Umbria nella stagione autunnale, dallo zafferano di Cascia all’olio extravergine, dai pregiati vini della zona al tartufo nero di Norcia. Teatro di “Autunno da Foodies” sarà Le Tre Vaselle Wine & Spa Resort, l’elegante hotel della famiglia Lungarotti nel piccolo borgo di Torgiano. Alma e Lungarotti hanno già lanciato insieme un’offerta rivolta al pubblico dei foodies, il progetto Food & Art Italian Experience, che propone viaggi alla scoperta della cucina e dell’enogastronomia italiana nell’elegante contesto d’accoglienza del resort Le Tre Vaselle, insieme alla visita dei luoghi d’arte italiana. Torgiano, tra le colline che guardano Perugia, rappresenta una meta ideale per gli appassionati di cibo e vino e un punto di partenza strategico per scoprire Perugia e i borghi storici di Assisi, Gubbio, Spello, Montefalco e Bevagna. “Autunno da foodies” è una nuova offerta per chi vuole dedicare un fine settimana alle chicche enogastronomiche stagionali, nel relax delle colline umbre. Il primo appuntamento è per il weekend del 21-23 ottobre, con lo zafferano di Cascia: un prodotto tradizionale umbro, ricavato esclusivamente dagli stimmi essiccati dei fiori violetti del crocus sativus. I fiori vengono raccolti manualmente tra ottobre e novembre, nelle prime ore del mattino: l’esposizione diretta al sole, infatti, rischia di alterare le caratteristiche organolettiche degli stimmi, di cui si usa soltanto la parte color rosso vivo. I due weekend successivi - 28-30 ottobre e 4-6 novembre - sono invece dedicati, rispettivamente, ai vini più prestigiosi della zona, come il Bianco di Torgiano Doc e il celebre Sagrantino di Montefalco Docg, e all’olio di oliva, vero “oro verde” della regione. Il weekend conclusivo - 18-20 novembre - vedrà protagonista il tartufo nero, un altro “tesoro” della stagione autunnale, con i principali centri di produzione nelle zone di Norcia, Spoleto, Cascia, Preci, Scheggino, Cerreto, Campello sul Clitunno e Sellano. Ognuno dei quattro appuntamenti prevede due pernottamenti, comprensivi di prima colazione, presso Le Tre Vaselle Wine & Spa Resort, un corso di cucina (o di degustazione), un pranzo di degustazione, l’accesso alla Spa e alla piscina interna del resort, la visita guidata al Museo del Vino e al Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano e un kit Food & Art Italian. Il costo del pacchetto è di 580 euro a coppia. Per info e prenotazioni: • Alma - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana: tel. 0521/525290, e-mail: italianexperience@scuolacucina.It, www.Almaitalianexperience.com. • Le Tre Vaselle Wine & Spa Resort: tel. 075/9880447, e-mail: 3vaselle@3vaselle.It. Per gli appassionati Alma organizza anche itinerari su misura, alla scoperta dei luoghi di produzione dei prodotti enogastronomici (come cantine, frantoi e caseifici) e dei ristoranti che meglio le interpretano, nel solco della tradizione o con fantasia e innovazione. I programmi vengono inoltre creati su misura per eventi aziendali - incentive, team building, momenti di rappresentanza aziendale - e per gruppi privati |
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GRUPPO ETHOS PRESENTA: LO CHEF PROMOTORE DI SALUTE E BENESSERE
CENE-CONFERENZA CON INTERVENTO DEI MEDICI SPECIALISTI
ATTILIO SPECIANI, LUCA SPECIANI E SERGIO MARIA FRANCARDO
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Dal 27 ottobre, a Milano e in Brianza, 4 appuntamenti dedicati alla sana alimentazione e al benessere fisico Il Gruppo Ethos inaugura, sotto la guida di esperti del settore, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla sana alimentazione e al benessere fisico che fanno parte del progetto Lo chef promotore di salute e benessere, marchio registrato che riassume i principi ispiratori di molte iniziative dei locali del Gruppo. Mangiare bene e dedicarsi all’attività fisica sono il segreto per una vita salutare: ecco il fil rouge che unisce le 4 serate organizzate presso Grani&braci (Milano) e Sanmauro (Casatenovo), locali del Gruppo Ethos che hanno sempre dimostrato un grande senso di responsabilità nei confronti della clientela, mirando ad offrire prodotti di ottima qualità e a diffondere una sana cultura alimentare anche grazie all’adozione del regime alimentare della Dieta Gift, proposto nei propri menu. Alle serate in compagnia dei nutrizionisti Luca e Attilio Speciani, ormai ospiti abituali delle cene-conferenza del Gruppo Ethos, che tratteranno i temi delle allergie e intolleranze alimentari (Attilio Speciani), alimentazione per gli sportivi e Dieta Gift (Luca Speciani), si aggiunge l’appuntamento con un altro illustre esperto: Sergio Maria Francardo, che approfondirà i temi della medicina antroposofica e dell’alimentazione per l’infanzia. Tutte le serate hanno un menu dedicato ideato e realizzato dagli chef del Gruppo Ethos per offrire agli ospiti una dimostrazione pratica di come si possa mangiare sano senza rinunciare al gusto! Calendario delle serate: Giovedì 27 ottobre, ore 20.30, Grani&braci (Milano) - Le intolleranze alimentari emergenti. Guarire mangiando.
Con Attilio Speciani, Medico Specialista in Allergologia e Immunologia clinica. Menù della serata
Cruditè di verdure – Cozze alla marinara con pomodori aglio e prezzemolo con crostoni di pane integrale – Calamari ripieni alle verdurine su crema di pomodoro e basilico. Giovedì 10 novembre, ore 20.30, Sanmauro (Casatenovo) - Oltre: l’alimentazione dello sportivo.
Con Luca Speciani, Medico e consulente della nazionale di ultramaratona. Menù della serata
Insalata mista – Involtini di verza ripieni di carne con salsa ai funghi misti “sottobosco” – Polenta rustica di farina di mais “otto file di Antignano” – Torta rustica di farina integrale miele alle mele con salsa all´arancia. Giovedì 17 novembre, ore 20.30, Sanmauro (Casatenovo) - Alimentazione sana del bambino: educare alla libertà.
Con Sergio Maria Francardo, Medico Antroposofo esperto di alimentazione biologica. Menù della serata
Cruditè verdure – Tagliatelle di patate alle cipolle e olive – Sformato di miglio e lenticchie rosse su letto di seitan e zucchine. Giovedì 24 novembre, ore 20.30, Sanmauro (Casatenovo) - Dietagift: dimagrire in salute senza rinunciare al gusto. Con Luca Speciani, Medico Specialista in nutrizione e coautore della Dietagift. Menù della serata
Insalata mista – Lasagne di farro con spinaci, zucca e mozzarella – Tagliata di manzo alla rucola con caponata di verdure. I relatori: - Luca Speciani: Dottore in Medicina e Scienze Agrarie, è tecnico di atletica leggera e consulente nutrizionale della nazionale italiana di ultramaratona. - Attilio Speciani: Medico immunologo, da 30 anni si occupa di alimentazione e ipersensibilità alimentari, è membro del Comitato Tecnico Scientifico di Medicina complementare della regione Lombardia. - Sergio Maria Francardo: Medico antroposofo, docente nei corsi di Medicina Antroposofica, scrive e tiene corsi di alimentazione nell’ambito dell’agricoltura Biodinamica e Biologica. Dove: ristorante Grani&braci, Via Farini (Ang. G. Ferrari), Milano – Ristorante Sanmauro Via Alcide De Gasperi 84, Casatenovo –Lecco Quando: 27 ottobre, 10-17-24 novembre 2011, ore 20.30 Prezzo: cena completa con vino, acqua e caffè, a 25 euro. Prenotazione consigliata. Per informazioni: www.Graniebraci.it - www.Sanmauroweb.it |
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CON MAKIA WINEFARM ACQUISTI UN SOGNO
NEL NUOVO ELDORADO DEL VINO IN ARGENTINA
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Una cantina tutta italiana nel cuore della Valle de Uco a Mendoza mette in vendita porzioni di vigneto, dove si produce il Malbek più famoso del mondo, e suite da sogno. Promette vini favolosi, natura selvaggia, prezzi popolari e alte remunerazioni per un investimento intrigante insieme a vip e winemaker Perla di famiglia è il ‘Talante’, un Malbec riserva di grande struttura, con tannini dolci e note di tabacco e cioccolato. Un rosso argentino di ‘talento’ che si coltiva in quella Valle de Uco all’interno della regione vinicola di Mendoza, dove il terroir unico, l’alta quota e il riverbero delle Ande innevate, regalano emozioni e i migliori vini del Nuovo Mondo. Un cocktail di gusto e passione che sta attirando nella valle, star dello spettacolo e winemaker celeberrimi, oltre che ingenti investimenti stranieri soprattutto francesi e olandesi. Lì, immersa fra i vigneti e protetta dalla Cordigliera batte il cuore di un’azienda modello, tutta Italiana. Si chiama Makia (come magia…) e oltre al Malbec produce Merlot, Syrah, Sauvignon Blanc e Torrontes, un autoctono dai delicati profumi di pesca e agrumi. Nella valle argentina del vino e del lusso slow, Makia lancia una proposta: l’opportunità di entrare in questo nuovo Eldorado acquistando porzioni di vigneto a partire da 1 ettaro. L’acquirente diventa partner della grande famiglia Makia Wine Farm e può decidere se vendere le uve prodotte direttamente all’azienda (a cui rimane la gestione del vigneto) o calarsi nei panni del winemaker producendo un vino con una propria etichetta e un proprio stile. Due le possibilità: acquistare porzioni di vigneto già in produzione (per un investimento di 105 mila dollari per ettaro, poco più di 75.000 euro al cambio attuale) per una reddittività annua prevista da subito, compresa fra il 4 e il 5%, già tolte le spese di conduzione del vigneto; oppure comprare terra ancora da impiantare (per un investimento di 85.000 dollari), un’entrata in piena produzione vinicola prevista in 3 anni. Numerose sono le caratteristiche che fanno dei 100 ettari di Makia un progetto intrigante e di qualità: l’altitudine (i vigneti sono a 1.200 metri), il tipo di suolo, l’esposizione solare, lo sbalzo termico tra il giorno e la notte, determinante per la qualità del vino, la sicurezza che la gestione di Makia è, e resterà, tutta italiana. E naturalmente la bellezza selvaggia della Valle de Uco che incanta per lo spettacolo dei vigneti che si specchiano direttamente nei ghiacciai andini, tanto vicini che sembra di toccarli e per l’eterna e calda primavera baciata dal sole per 300 giorni all’anno. Una Valle da sogno dove fioriscono romantici rifugi, ‘cave boutique’ e winelogde con suite da favola strette fra i vigneti e piccole spa dove il vino diventa prezioso nutrimento per la pelle oltre che nettare potente per il palato. In Valle de Uco anche Makia sta preparando il suo winelodge. Una dozzina di ampi locali affacciati su uno spettacolare patio comune con piscina a sfioro sui vigneti. E per dar appeal al progetto, la possibilità per chi acquista porzioni di vigneto di fare propria una delle grandi suite, veri propri appartamenti di lusso di ampiezza variabile fra i 60 e gli 100 metri quadrati a un costo compreso fra i 110 e i 180.000 dollari americani. Spazi prestigiosi dove trascorrere periodi dell’anno o vacanze da sogno o da mettere a reddito, favoriti dall’esplosione dell’enoturismo del lusso che in tutta la regione di Mendoza non conosce crisi, con la prospettiva di interessanti remunerazioni. La Storia E’ il 2006 quando tre imprenditori romagnoli, Luca Branzanti proveniente dal settore del vino, Patrk Caminati dal settore della Finanza e della gestione d’impresa e Gianfranco Manuzzi imprenditore nel settore del turismo decidono il loro viaggio in Argentina alla scoperta di vini di grande carattere e la forte espressività, così diversi dai quelli che erano abituati a degustare nel “vecchio mondo”. Ed è l’incontro con i vigneti inondati dal sole della Valle de Uco, adagiati e protetti in alta quota dalla cordigliera andina, che cambia loro la vita. Acquistano 100 ettari di terra già parzialmente impiantati a vigna per farne un’azienda vitivinicola modello sfruttando il terroir unico, la bellezza selvaggia della valle, le caratteristiche derivante dall’altitudine dei vigneti, dall’escursione termica e dall’irraggiamento solare. I vigneti impiantati ad altissima densità (8.000 piante per ettaro) consentono di ottenere la massima qualità delle uve che poi danno vita ai vini di Makia. La vendemmia 2011 ha prodotto circa 3.500 ql. Di uve di altissima qualità, soprattutto Malbec, Merlot e Sauvignon Blanc. La raccolta, rigorosamente a mano, insieme alle tecnologie più moderne e al rigoroso controllo di tutte le fasi del processo di vinificazione, permette di ottenere la massima espressione del terroir. Due diverse le linee di vino, la Linea Classica: Malbec, Merlot, Sauvignon Blanc, Torrontes e la Linea Riserva: Talante Malbec Reserva, Libre Sauvignon Blanc Reserva, con una previsione di vendita a fine 2011 di circa 180.000 bottiglie e un mercato già aperto in 4 continenti, dalle Americhe, all’Europa, all’Asia, per un progetto destinato a crescere |
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GRANDE SUCCESSO PER FRANCIACORTA IN BIANCO
CHIUDE I BATTENTI CON 10.000 VISITATORI LA SEDICESIMA EDIZIONE DELLA RASSEGNA NAZIONALE DEDICATA AI PRODOTTI LATTIERO CASEARI
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Si è conclusa con un grande successo di pubblico la sedicesima edizione di Franciacorta In Bianco, la rassegna dedicata ai prodotti lattiero caseari che si è svolta dal 7 al 9 ottobre scorsi nei padiglioni del Polo Fieristico di Castegnato. Il numero complessivo dei visitatori ha raggiunto quest’anno quota 10.000, un traguardo impegnativo vista la coincidenza sul territorio di altre manifestazioni a carattere alimentare ed enogastronomico. Grande soddisfazione è stata espressa dal centinaio di espositori presenti in rassegna: buono e soddisfacente per tutti è stato il riscontro della vendita diretta dei prodotti esposti. Particolare interesse ha destato tra i produttori l’opportunità di entrare in contatto con i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata: grazie infatti ad una serie di incontri “one to one” è stato possibile creare un legame con i “colossi” della distribuzione alimentare (Sma, Metro, Gigante) altrimenti difficilmente realizzabile per i produttori di locali o di piccole dimensioni. Particolarmente appagati i palati dei visitatori, anche i più esigenti: l’edizione appena conclusa ha saputo regalare agli intenditori degustazioni e prodotti in vendita di non facile reperibilità nei canali di vendita tradizionali: specialità nazionali ed internazionali, produzioni limitate, lavorazioni particolari di latte e derivati, vino, miele, salumi, confetture, pane e molto altro ancora sono stati i protagonisti indiscussi della tre giorni franciacortina di Castegnato. La segreteria organizzativa di Franciacorta In Bianco, curata dal Comune di Castegnato e dalla controllata Castegnato Servizi e costantemente monitorata in prima persona dal Sindaco Giuseppe Orizio e dal Vicesindaco Patrizia Turelli, ha ricevuto, nel lungo weekend della manifestazione, l’appoggio delle istituzioni nazionali, regionali e locali e la collaborazione di importanti professionisti del settore che hanno saputo catturare l’attenzione del pubblico in occasione dei convegni ed incontri dedicati agli addetti ai lavori. Decisamente positivo il bilancio del gemellaggio realizzato con la Valtellina: per la prima volta, infatti, Franciacorta In Bianco ha legato il suo nome a quello di una zona di grande interesse enogastronomico e culturale e l’esperienza è stata di grande e reciproca soddisfazione. Da segnalare il ritorno di Omar Pedrini a Castegnato: il cantautore bresciano che ha monopolizzato la serata di sabato 8 ottobre con un’insolita proposta: un “Viaggio fra storie, canzoni e passioni enogastronomiche”, un percorso di momenti musicali intervallati da letture e riflessioni condivise con il pubblico. Numerosi i premi riconosciuti nel corso della rassegna: dal premio riservato agli espositori che si sono distinti per qualità e professionalità, intitolato a Claudio Andreoli, anima della manifestazione, recentemente scomparso, al riconoscimento giornalistico, riconosciuto al produttore Mediaset Giacomo Tiraboschi, in memoria di Aldo Artioli, imprenditore fondatore del Gruppo siderurgico Aso, da sempre convinto sostenitore del valore del territorio e dei suoi prodotti. I vincitori dei premi legati alla degustazione dei formaggi e yogurt: Xiv Concorso Nazionale Assaggio Formaggio Castegnato 9 ottobre 2011 Classifica Vincitori Categoria Vaccini Freschi 1° Caseificio Di Nucci - Agnone (Is) 2° Fonte Luna Soc. Coop. Agr. - Vastogirardi (Is) 3° Caseificio Pugliese – Brescia Categoria Vaccini Stagionati 1° Consorzio per la Tutela del Formaggio Silter Camuno- Sebino – Breno (Bs) 2° Fondo San Giacomo – Carignano (Pr) 3° Mensi Adriana – Collio (Bs) Categoria Caprini Freschi 1° Azienda Agricola Biologica Le Ramate - Malvicino (Al) 2° Bonzi Fabio - San Giovanni Bianco (Bg) 3° Azienda Agricola Biologica Le Ramate - Malvicino (Al) Categoria Caprini Stagionati 1° Azienda Agricola Gamba Maria - Almenno San Salvatore (Bg) 2° Azienda Agricola Gamba Maria - Almenno San Salvatore (Bg) 3° Azienda Agricola Le Capre della Selva Romanesca - Frassinoro (Mo) Categoria Ovini Stagionati 1° Az. Agr. La Mascionara – Campotosto (Aq) 2° Circolo Culturale Sardo (Pecorino di Budoni) 3° Società Agricola Monte Nieddu - Olzai (Nu) Premio Eccellenza Caseificio Di Nucci - Agnone (Is) Premio Emozione Azienda Agricola Gamba Maria - Almenno San Salvatore (Bg) Premio Luciano Franceschini alla memoria Azienda Agricola Giulia di Castegnato per lo stand più originale Ii Concorso Miglior Yogurt Di Fattoria Anche quest’anno si è svolto il concorso Miglior Yogurt di fattoria per l’edizione 2011 al quale hanno partecipato ben 19 aziende produttrici di latte e trasformatrici dirette in yogurt, provenienti da 10 Province e 5 regioni d’Italia. Gli yogurt valutati sono stati in tutto 38, esaminati da 3 tavoli di assaggio a loro volta composti da giudici Onaf, giornalisti, tecnologi ed un buon numero di consumatori giovani di età compresa tra i 15 e 30 anni. Classifica Vincitori yogurt di vacca naturale 1° Az. Agr. Franzoni F.lli s.S Torbole Casaglia (Bs) 2° Bontà caprina-Battaglia Giovanni Calcinato (Bs) 3° Fattoria Serenissima Calcinato (Bs) yogurt di vacca ai frutti di bosco 1° Az. Agr. Franzoni F.lli s.S Torbole Casaglia (Bs) 2° Guerrini Daniele e Gian Pietro Rodengo Saiano (Bs) 3° Filippini Giuseppe Mazzano (Bs) yogurt di capra naturale 1° Le Capre della Selva Romanesca Frassimoro (Mo) 2° Bontà caprina-Battaglia Giovanni Calcinato (Bs) 3° Stella Sebina di Bonardi Eleonora Villongo (Bg) yogurt di capra ai frutti di bosco 1° Le Capre della Selva Romanesca Frassimoro (Mo) 2° Bontà caprina-Battaglia Giovanni Calcinato (Bs) L’appuntamento per la diciassettesima edizione di Franciacorta In Bianco è per il 5-6-7 ottobre 2012, con un’edizione che si preannuncia ancora più ricca nella qualità e coinvolgente nelle iniziative collaterali |
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MUTTI: SOLO POMODORO. PER PASSIONE. LEADER DI MERCATO NEI SEGMENTI DEL CONCENTRATO E DELLA POLPA, FATTURATO COSTANTEMENTE IN CRESCITA, QUALITÀ E INNOVAZIONE CONTINUA: RITRATTO DELL’AZIENDA PARMENSE CHE HA RIVOLUZIONATO L’INDUSTRIA CONSERVIERA.
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Sulle tavole degli italiani da oltre 100 anni. Una tradizione di sapore e di innovazione che si rinnova dal 1899. È Mutti, l’azienda parmense situata nel cuore della Food Valley, che ha fatto del pomodoro di qualità la propria missione. La storia di Mutti è legata a quella personale e imprenditoriale di Giovanni Mutti, capostipite della famiglia. Giovanni intuisce, con 15 anni di anticipo sulla moderna agronomia, il principio dell´alternanza delle coltivazioni, una prassi applicata ancora oggi. Suo nipote Marcellino, fondatore dell’azienda Mutti, con l’aiuto dei figli indirizza i suoi sforzi allo sviluppo della nascente industria del pomodoro; dapprima con criteri estremamente artigianali poi via via sempre più strutturati, secondo una logica imprenditoriale. Nel 1951 l’azienda viene proiettata ai vertici dell’industria conserviera grazie al lancio del Concentrato di pomodoro in tubetto di alluminio. Superata la diffidenza iniziale per un formato fino ad allora riservato solo al dentifricio, il nuovo pack acquista sempre maggiore popolarità tra i consumatori, grazie alla straordinaria praticità e facilità di conservazione rispetto alla tradizionale latta. Ancora oggi Mutti è leader indiscusso in questo mercato. Nel 1971, con l’introduzione sul mercato della Polpa di pomodoro in finissimi pezzi, risultato di un processo produttivo esclusivo dell’azienda, Mutti consolida il suo successo. La forte crescita della realtà Mutti si riflette presto sull’evoluzione dell’assetto aziendale, che da originaria azienda familiare si trasforma prima in Società di fatto (fino al 1963), quindi in Società in nome collettivo e infine nel 1979 in Società per Azioni. La qualità del prodotto e dei processi produttivi ha un valore elevatissimo per Mutti. Infatti, nel 1999 Mutti è la prima azienda che certifica i suoi prodotti con il marchio "Produzione Integrata Certificata", ottenuto, nel rispetto delle direttive internazionali di Produzione Integrata, superando positivamente tutte le verifiche e i controlli lungo tutte le fasi, dalla raccolta, attraverso la produzione, fino alla distribuzione. Ai controlli sull’intera filiera, a partire dal 2001 si è aggiunta la dichiarazione “Non Ogm”, una certificazione che richiede due diversi tipi di controllo: il primo di tipo ispettivo, direttamente sulle operazioni effettuate dalle parti agricole; il secondo di tipo analitico, con analisi effettuate da laboratori esterni su piantine, pomodoro fresco e prodotto finito. La qualità è anche la chiave di lettura nella scelta dei partner: dal 2005 Mutti sponsorizza Alma, il più autorevole centro di formazione della Cucina Italiana a livello internazionale; ha inoltre avviato un rapporto di collaborazione con l´Università di Scienze Gastronomiche, con lo scopo di creare un centro internazionale di formazione e di ricerca al servizio di chi opera per un´agricoltura rinnovata, per il mantenimento della biodiversità e per un rapporto organico tra gastronomia e scienze agrarie. Obiettivo dell’azienda, unitamente ad un focus costante sull´innovazione, è quindi l’incessante ricerca della qualità. In quest´ottica rientra il conferimento del Pomi d´Oro, il premio al migliore produttore assegnato ogni anno a conclusione della campagna raccolta. Oggi Mutti è leader di mercato nei segmenti del Concentrato e delle Polpe, con quote del 46,7% e del 28,3% rispettivamente, mentre nelle Passate raggiunge una quota del 16,2% (Dati Iri quota valore a.T. Giugno 2011). L’azienda impiega 300 dipendenti e coinvolge 140 aziende agricole nel processo produttivo. Da azienda agricola a realtà industriale a livello mondiale, Mutti da più di un secolo fa della qualità dei suoi prodotti una passione … di famiglia. |
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STAR LANCIA LE BONTÁ AL FORNO,
IL SISTEMA DI COTTURA PER IL FORNO TRADIZIONALE E IL MICROONDE
…E IL RISULTATO È GARANTITO, ANCHE CON IL MICROONDE!
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Star lancia Le Bontà al Forno, un prezioso alleato per cucinare, con un ottimo risultato garantito, gustose ricette di pollo o pesce tipicamente italiane, mantenendo la cucina in ordine e pulita. Le Bontà al Forno è l’unico sistema di cottura facile e veloce ideale per ottenere, sia al forno che al microonde, tutto il sapore e la varietà della cultura culinaria del nostro Paese, portando in tavola secondi piatti a base di aromi e spezie, senza glutammato, conservanti, coloranti e grassi aggiunti. Basta inserire nel sacchetto da forno per la cottura la carne o il pesce prescelti, spargervi sopra un mix bilanciato di erbe e aromi proposto da Star, infornare e, in soli 50 minuti, sarà pronta una ricetta perfetta! Chi desidera ottenere lo stesso sorprendente risultato in ancora minor tempo, può inserire il tutto nel forno a microonde, per gustare, dopo solo 25 minuti, un secondo piatto degno dei migliori chef. La cucina al forno diventa così pratica e accessibile, evitando non solo l’aggiunta di grassi e processi di preparazioni lunghi e complessi, ma anche il riordino e la pulizia della cucina. Le Bontà al Forno offre una gamma completa di ricette italiane pensate per soddisfare ogni esigenza di consumo: il pollo arrosto, con salvia, rosmarino e pepe, ideale da cuocere insieme alle patate, il pollo alla campagnola, a base di maggiorana e cipolla, e il pesce alla mediterranea, con basilico e cipolla. Oltre al mix di aromi e spezie necessari per ottenere le ricette, ogni confezione di le Bontà al Forno contiene un sacchetto trasparente per contenere il cibo in forno durante la cottura. Complice delle donne e interprete di trend di consumo in continua evoluzione, Star parla alle nuove generazioni che, divise tra lavoro e famiglia, non vogliono rinunciare alla cucina più sana e gustosa, portando a tavola, con semplicità, i valori e il gusto autentico della cucina italiana. Prezzo consigliato al pubblico: 1,29 euro www.Tiadorogustoitaliano.it Numero Verde: 800 - 274094 |
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DOMORI PUNTA ALLA LEADERSHIP QUALITATIVA NEL CANALE PROFESSIONALE
OLTRE 2 MIL DI EURO D’INVESTIMENTO PER L’INNOVATIVO STABILIMENTO
CHE DARÀ IL VIA ALLA NUOVA LINEA PROFESSIONAL DOMORI
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È stato inaugurato a None il secondo stabilimento di produzione Domori dedicato al settore del cioccolato professionale. Da anni l’azienda Domori si è affermata nel mondo gourmet, ottenendo grande attenzione a livello internazionale sia per la qualità e la purezza del proprio prodotto sia come riferimento del cioccolato da degustazione. Dopo il crescente successo presso il consumatore finale, oggi anche pasticceri, maître-chocolatier e gelatieri hanno dimostrato un grande apprezzamento per le caratteristiche del cioccolato Domori. La richiesta sempre crescente da parte dei professionisti del settore e l´assenza ad oggi di punti di riferimento di qualità in questa specifica area sono stati i presupposti per la creazione di una nuova linea labo. Un progetto di grande importanza strategica ed entità (oltre 2 milioni di euro) realizzati in tempi record nonostante il difficile contesto. L’opportunità di servire questi professionisti ha portato all´ideazione di strategie e logiche produttive dedicate, differenti da quelle del prodotto “retail” ovvero destinato al consumatore finale. A cominciare dal confezionamento del prodotto che viene proposto in una varietà di formati studiata appositamente per andare incontro alle esigenze più specifiche dei professionisti, cioè in sacchi richiudibili da 5 kg. Per continuare con il prodotto finito in gocce da 2 grammi. E infine la comunicazione sul packaging che prevede la presenza di informazioni tecniche sull’utilizzo. Risalendo a monte, anche il ciclo di produzione è specifico, in particolare durante le fasi di raffinazione e concaggio, per conferire al prodotto finale quell’“elasticità” o più semplicemente quella lavorabilità richiesta nelle applicazioni del maestro pasticcere e maître-chocolatier. Immutata rimane la filosofia produttiva di Domori: il controllo dell’intera filiera (nel caso del Criollo a partire dalla piantagione di proprietà) e la scelta di lavorare solo il cacao fine più pregiato, attraverso un processo dolce e a basso impatto per garantire al prodotto finito il più alto livello di profumi e aromi tipici di queste varietà. La distribuzione della gamma Professional Domori viene affidata alla rete vendita Agrimontana, già leader nel canale della pasticceria e gelateria artigianale, mentre i mercati esteri sono stati affidati ad Agriland (consociata estera di Agrimontana) che già annovera fra i suoi clienti alcuni fra i più prestigiosi professionisti internazionali. Domori, riferimento nel mondo del cioccolato gourmet, lavora solo ed esclusivamente le varietà più pregiate di cacao destinate alla vendita al dettaglio in negozi specializzati e all’impiego nell´alta pasticceria. La filosofia dell’azienda si fonda sulla ricerca della qualità, perseguita anche grazie al controllo dell’intera filiera produttiva, dalla piantagione alla tostatura in stabilimento - seguita con sapienza e maestria da un team di esperti – fino alla commercializzazione. Gianluca Franzoni è l’anima dell’azienda, la prima ad aver elaborato e a diffondere un codice di degustazione del cioccolato secondo i canoni dell´eccellenza (aromaticità, rotondità, pulizia e persistenza), guidando l´analisi sensoriale della tavoletta. Dal 2006, Domori fa parte della Gruppo illy Spa. Www.domori.com |
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NATALE 2011 HAUSBRANDT E THERESIANER
ARMONIA DI GUSTO E DI PASSIONE DA DEGUSTARE IN UN INVERNO MAGICO
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Hausbrandt e Theresianer animano l’atmosfera del Natale nel rispetto delle tradizioni e le interpretano in modo unico ed elegante, offrendo ai propri clienti specialità pensate ad hoc per le festività invernali, da gustare nei momenti di convivialità. Il gusto tipico ed irrinunciabile del tradizionale panettone natalizio viene proposto da Hausbrandt nelle due versioni Glassato e Delice. Frutto della storica collaborazione con il maestro pasticciere Iginio Massari, le due ricette devono la loro unicità alla scelta degli ingredienti di assoluta qualità, alla cura nella lavorazione dell’impasto, al rispetto dei tempi di lievitazione e all’attenzione per ottenere una perfetta cottura. Il delizioso impasto all´aroma di vaniglia con glassa croccante, preparata con nocciole del Piemonte e golose mandorle tostate, del panettone Glassato e la delicata pasta d’arancio realizzata con le migliori arance di Sicilia per la versione Delice, rendono perfetto l’equilibrio dei sapori di questi dolci, impreziositi anche dallo stile delle confezioni. Un’estetica rinnovata nell’esclusiva “edizione limitata” del Glassato d’Epoque, in scatola di latta, quest´anno veste una grafica “storica” della comunicazione Hausbrandt: l’omino con turbante arancio e tazzina in mano. Novità del Natale 2011 è il Pandoro Classico: soffice e fragrante deve la sua gustosità alla lievitazione lenta e naturale e all’utilizzo di ingredienti semplicemente freschi. Grazie alla ricetta autentica dell’antica tradizione dolciaria, il Pandoro Classico Hausbrandt si trasforma in un’esperienza sensoriale sublime, per l’ olfatto e per il palato, se assaporato caldo. Il profumo inconfondibile di frutta secca, il corpo rotondo che abbraccia il palato, il gusto leggermente speziato: è la Birra d’Inverno di Theresianer. Birra natalizia, speciale, nata dalla centenaria tradizione dei paesi del Nord Europa. Solo luppolo aromatico e malti d’orzo e frumento selezionati, per una bevanda originale, morbida e gradevolmente dolce, da assaporare lentamente in ampi calici, lasciandosi inebriare dagli aromi che sprigiona. Una ricetta “intoccabile” che si veste per l’edizione 2011 di un packaging dalla grafica moderna. Le renne del Grande Nord evocano un viaggio di gusto tra abbazie e birrifici, per raccontare una storia antichissima fatta di gusto, tradizione e innovazione. Insieme alla magia della Birra d’Inverno, Theresianer regala gustose suggestioni con Bierbrand: esclusivo distillato ottenuto dalla distillazione a bagnomaria di una speciale birra Theresianer. Il risultato è una bevanda di rara personalità dal gusto ricco e morbido. Disponibile nella classica confezione grigia o nel “Bierbrand Gift” con i due calici da degustazione. Il profumo della tradizione e la qualità dei “doni” Hausbrandt e Theresianer, invitano a degustare un inverno magico e regalano momenti di gusto e passione nelle occasioni più speciali |
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IL CONSORZIO DEL VINO ORCIA PRESENTA IL NUOVO DISCIPLINARE
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Le etichette Orcia si arricchiscono: accanto alla versione Orcia Rosso, il nuovo Orcia Sangiovese e la Riserva. Se ne parlerà sabato 19 Novembre, Castello di San Giovanni d’Asso (Si), in occasione della Vii edizione di Divin Orcia, evento istituzionale del Consorzio del Vino Orcia, aperto a pubblico e operatori. “Siamo lieti, insieme al Consiglio, di poter presentare durante il prossimo Divin Orcia il nuovo disciplinare di produzione- dichiara il Presidente Donella Vannetti. L’introduzione della versione Orcia Sangiovese e della Riserva è il risultato di un serio lavoro di tutti i produttori Orcia: infatti i vini hanno dimostrato attitudine all’ invecchiamento, mantenendo anzi migliorano nel tempo la capacità di esprimere la ricchezza dei profumi, la morbidezza dei tannini e la potenza dei grandi vini dell’enologia senese. Le moltissime degustazioni organizzate dal Consorzio del vino Orcia, ricordiamo le tappe italiane di Vinitaly(con stand 2012 in corsia centrale) e il recente Vinexpo di Bordeaux, hanno riportato all’attenzione di degustatori professionisti le grandi potenzialità espressive del Sangiovese, dei vitigni alloctoni previsti dal disciplinare e dei vitigni autoctoni “minori” quali Canaiolo, Colorino, Ciliegiolo, Malvasia nera e Foglia Tonda. Questi ultimi, insieme al Sangiovese, grazie alla minuziosa gestione dei vigneti e all’abilità crescente dei nostri produttori hanno meritato l’introduzione della tipologia “Orcia Sangiovese” (minimo 90% Sangiovese, con possibilità di aggiungere fino al 10% di vitigni autoctoni toscani). Il Consorzio ha lavorato bene, in ottima coesione sia interna che esterna con gli attori coinvolti nell’operazione. Affinché questi sforzi non vadano vanificati è importante il maggior numero possibile di produttori di vino Doc Orcia aderiscano al consorzio. In base alle nuove regole della Ue la sussistenza di una doc sarà vincolata all’esistenza di un Consorzio di tutela che abbia un numero sufficiente di soci tale da raggiungerne la rappresentatività. In caso contrario il Consorzio non potrebbe sussistere e con esso decadrebbe anche la doc, e ciò rappresenterebbe una grossa perdita economica per tutti i vitivinicoltori, che, non potendo più produrre un vino con tale denominazione, sarebbero costretti a vendere il vino come Igt Toscana o al meglio come Chianti, sicuramente ad un prezzo più basso e senza un legame forte con il territorio.” “Podere Forte, accoglie positivamente il nuovo disciplinare che vede un importante valorizzazione del Sangiovese nel territorio della val d´Orcia, territorio vocato alla coltivazione di questo nobile vitigno come le vicine Montalcino e Montepulciano. L´azienda sin dall´inizio si era impegnata internamente per la produzione di un vino 100 % Sangiovese che già rispettava le linee guida del nuovo disciplinare." Dalla Produttrice Orcia Donatella Cinelli Colombini: “La Doc Orcia ha dato una prospettiva nuova a tutta l’agricoltura del territorio. Un territorio rurale che altrimenti rischiava di diventare un’area turistica di seconde case. Un’area di bellezza strepitosa per le sue piccole città d’arte ma soprattutto per il carattere del suo terreno coltivato. Un’area che quindi dipende il suo futuro dal mantenimento del suo carattere agricolo e del paesaggio agricolo. Con l’introduzione della Doc gli investimenti e la cura delle coltivazioni hanno preso nuovo slancio, si è creato occupazione, qualificazione degli addetti, un nuovo profilo e una nuova dignità anche per chi in questa campagna vive e lavora. Perdere tutto questo sarebbe imperdonabile, un vero salto nel vuoto. Per questo occorre lavorare per accrescere la visibilità e il prestigio ai vini Doc Orcia che il nuovo disciplinare intende qualificare.” Favorevoli i sindaci della Doc tra cui Michele Boscagli di San Giovanni d’Asso ” Come amministrazione abbiamo sostenuto la Doc attraverso il Consorzio del vino Orcia sin dagli inizi: molti dei nostri terreni sono stati rivalutati grazie ai vigneti Orcia e sono stati creati posti lavoro per tutta la filiera, dalle cantine al settore ricettivo. Credo che il nuovo disciplinare, porterà un ulteriore innalzamento della qualità del prodotto, sicuramente in termini di territorialità, con una crescente visibilità data dalla forza trainante del grande Sangiovese di Siena. Starà ai produttori stringersi coesi intorno al Consorzio del Vino Orcia che ha portato ottimi risultati in tempi non facili per l’economia agricola.” |
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