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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 20 Ottobre 2011
IN DIRETTA – SEGUI OGGI IL LANCIO DEL SATELLITE GALILEO ALLE 12 E 34  
 
Bruxelles, 20 ottobre 2011 - I primi due satelliti operativi "made in Eu" saranno lanciati in orbita il 20 ottobre alle ore 12 e 34 - 10 e 34 Gmt - dal porto spaziale europeo di Kourou, in Guyana francese. Galileo Iov (In-orbit Validation) garantirà all´Europa l´indipendenza nella navigazione satellitare. Fornirà il posizionamento per tutti i tipi di applicazioni civili tra cui i navigatori per auto e cellulari, per il trasporto marittimo, stradale, ferroviario e aereo. Puoi seguire il lancio in diretta da Bruxelles su un maxi schermo installato sulla Solidarność 1980 Esplanade, di fronte al Parlamento europeo. Se invece vuoi seguire il lancio on line, clicca sul link qui sotto. Http://ec.europa.eu/enterprise/policies/satnav/index_it.htm    
   
   
IGF 2011, CERCASI AGENDA DIGITALE PER L’ITALIA AL FORUM DI TRENTO IL PROSSIMO 11 NOVEMBRE INTERVENGONO ALFONSO FUGGETTA, PETER KRUGER, GUIDO SCORZA E GIGI TAGLIAPIETRA  
 
 Trento, 20 ottobre 2011 - Quasi un anno fa un gruppo di professionisti, manager, ricercatori, imprenditori, docenti pubblicò a pagamento su una pagina del Corriere della Sera la denuncia secondo cui l’Italia era tra i pochissimi paesi al mondo a non avere una “agenda digitale”. Il gruppo chiese con forza a politici ed amministratori di colmare questa lacuna che pregiudicava le opportunità di sviluppo del nostro paese. In poche ore l’appello fu sottoscritto da migliaia di persone. Fu un esempio inedito di azione di “governance” promossa dalla società civile. Che effetti ha prodotto quell’appello? Quali sono oggi gli elementi chiave di una Agenda Digitale per l’Italia? Ne discutono alcuni dei promotori della iniziativa in occasione di Igf Italia 2011 che si terrà a Trento dal 10 al 12 novembre 2011. Agenda Digitale è il progetto lanciato per raccogliere idee di innovazione e proporle a tutte le forze politiche, nessuna esclusa. L´iniziativa – partita dalle pagine del Corriere della Sera – voleva rendere pubblico il progetto e, per 100 giorni, sul sito di Agenda Digitale raccogliere e proporre iniziative, idee e soluzioni concrete allo sviluppo di Internet e della tecnologia nel nostro Paese. I promotori, circa un centinaio, appartenevano al mondo dell´imprenditoria digitale (e non), del giornalismo, dello spettacolo, della musica e della politica, tra cui Stefano Quintarelli, l´ad di Telecom Italia Franco Bernabé, quello di Vodafone Paolo Bertoluzzo, Riccardo Luna, Jovanotti, Fiorello e molti altri. A firmare l´appello anche cittadini meno noti ai quali però sta ugualmente a cuore il futuro dell´Italia. “Per i giovani – recitava quel manifesto per una nuova Italia - che si costruiscono una prospettiva, per le piccole imprese che devono competere nel mondo, per i cittadini che cercano una migliore qualità della vita, l´opportunità offerta dalla tecnologia è irrinunciabile 

Il Xix secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il Xx secolo dall´elettricità. Il Xxi secolo è il secolo digitale. La politica ha posto la strategia digitale al centro del dibattito in tutte le principali economie del mondo. Ma non in Italia.” Nel luglio del 2011 il ministro Romani ha reso pubblici una serie di documenti che fissano percorsi e obiettivi dell´agenda digitale italiana. La “Strategia Digitale” con la quale il governo italiano intende colmare il gap del nostro paese nei confronti dei maggiori paesi europei e nel contempo recepire le indicazioni della Commissione Europea sono contenute nel pacchetto delle direttive sulle telecomunicazioni. Di fatto, la parte del denaro ricavato dalla vendita delle frequenze sulla banda 800 Mhz (800 milioni) destinati ad adeguare la rete italiana della banda larga è stata destinate a coprire falle del bilancio statale. Alcuni dei promotori di Agenda Digitale saranno all’Igf 2011 di Trento nella giornata di venerdì 11 novembre 2011: l’appuntamento è per le ore 9 presso la Sala B delle Gallerie di Piedicastello. Http://www.agendadigitale.org/    
   
   
PUBBLICO E PRIVATO A CONFRONTO PER IL RILANCIO DEL SISTEMA ITALIA. ANCHE GRAZIE ALL’ICT  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - "Le Aziende si confrontano con i Territori” è il titolo del convegno che ha dato il via questa mattina a Smau, 48° Esposizione internazionale di Information & Communication Technology. A confronto, da un lato, gli assessori regionali di alcune delle più innovative regioni italiane - Loredana Capone, Vicepresidente con delega allo Sviluppo Economico Regione Puglia, Maria Luisa Coppola, Assessore all’Economia e Sviluppo Regione Veneto, Alessandro Olivi, Assessore all’industria, artigianato e commercio Provincia Autonoma di Trento, Pietro Di Paolo, Assessore alle Attività Produttive Regione Lazio, Andrea Gibelli, Vicepresidente Regione Lombardia, Renzo Guccinelli, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Liguria, Giancarlo Muzzarelli, Assessore alle Attività Produttive Regione Emilia-romagna, Gianfranco Simoncini, Assessore alle Attività Produttive Regione Toscana e Guido Trombetti, Assessore Sistemi Informativi ed informatica Regione Campania - dall’altro gli Amministratori Delegati delle grandi aziende dell’Ict - David Bevilacqua, Amministratore Delegato Cisco Italia, Dario Bucci, Country Manager per l’Italia e la Svizzera di Intel, Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato Microsoft Italia, Nicola Ciniero, Amministratore Delegato Ibm Italia, Patrizia Grieco, Amministratore Delegato Olivetti, Agostino Santoni, Amministratore Delegato Sap Italia. Il convegno si è aperto con il saluto di Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau, che ha spiegato al pubblico in sala quanto sia fondamentale il ruolo ricoperto dalle aziende Ict e dalle Regioni per la crescita delle nostre imprese: “Abbiamo voluto aprire questa nuova edizione del Salone accendendo i riflettori su due attori fondamentali nel processo di adozione dell´innovazione da parte delle imprese e pubbliche amministrazioni italiane: i grandi Player del comparto dell´Information & Communication Technology, affiancati dal proprio ecosistema di partner sul territorio, e gli Assessori alle Attività Produttive e all’Innovazione delle Regioni italiane. La necessità di fare sistema tra attori pubblici e privati (aziende, università, centri di ricerca e istituzioni), l´importanza di dotarsi di infrastrutture di rete pervasive a banda ultralarga per moltiplicare il potenziale produttivo e creativo di persone e imprese e la consapevolezza del ruolo centrale giocato dalle tecnologie digitali per la crescita e lo sviluppo delle imprese del territorio sono alcune delle ricette che proponiamo questa mattina per aiutare il Paese a fare un passo avanti e lasciarsi alle spalle il difficile momento economico che stiamo vivendo”. La parola è passata a Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, che ha ricordato i primi anni della manifestazione: “È trascorso quasi mezzo secolo dalla prima edizione di Smau del 1964. L’italia non è più quella di allora: quella del boom e della piena fiducia nel futuro. La manifestazione nel frattempo è cambiata, pur conservando nome e ruolo a simboleggiare progresso, innovazione, alta tecnologia, servizi alle imprese e alle pubbliche amministrazioni. L’ict sta rivoluzionando il modo di lavorare ed è percepito come un’opportunità per tutti noi, fornitori e utenti. Prime fra tutte le pubbliche amministrazioni, sia nei processi interni che nell’interfaccia con i cittadini, per un duplice risultato: migliori servizi e risparmio sui costi. Un dato che tutti conosciamo, diffuso dal Politecnico di Milano, individua in 40 Milioni di euro il risparmio che la piena adozione delle tecnologie potrebbe portare alle pubbliche amministrazioni locali. La Regione Lombardia in tema di eGovernment ha dedicato un Assessorato proprio alla semplificazione e digitalizzazione della documentazione e stilato un’Agenda Digitale Lombarda con i nomi di tutte le aziende e i produttori: una nuova modalità di interazione tra amministrazione cittadini e imprese. In un’ottica di abbattimento del Digital Divide abbiamo inoltre istituito un bando con il Ministero dell’Istruzione dell’importo di 120 milioni di euro per sostenere progetti sperimentali anche presso aziende molto piccole. E tra i settori altamente innovativi abbiamo dedicato all’Ict 10 milioni di euro. Una serie di iniziative senza precedenti: 95 milioni è la dotazione pubblico/privata per portare entro fine 2012 la banda larga in 707 comuni lombardi a oggi non raggiunti da questa tecnologia. Smau quest’anno ha deciso di unire le rappresentanze del pubblico e del privato perché la condivisione tra le due porti effetti reali sulle nostre vite e sulle nostre economie.”. Subito dopo Enrico Pazzali, Amministratore Delegato di Fiera Milano, ha fatto gli onori di casa dando il benvenuto agli ospiti presenti “Vorrei partire da una riflessione sul momento che le imprese si trovano a vivere oggi e da una prima autocritica: non serve puntare il dito per cercare un colpevole. È vero, questo è il momento più brutto che io possa ricordare nei miei primi 22 anni di lavoro. Tuttavia abbiamo realizzato un piano industriale che per i prossimi 4 anni vede come unico investimento, sebbene in misura modesta, quello in Ict. I soldi sono pochi, si sa, perciò prestiamo particolare attenzione a compiere scelte che abbiano un ritorno economico. Ma quale è il problema? Il problema è che le persone che abbiamo in azienda non sono tutte capaci di utilizzare le tecnologie a disposizione. Non riuscire a esprimere in maniera efficace queste potenzialità procura sicuramente amarezza: siamo consapevoli che la soluzione tecnologica esista ma dobbiamo capire come abilitarla. Per cui a voi, che siete la comunità di imprenditori più evoluta, il compito di aiutare noi imprese e la politica a compiere scelte oculate e ad avere idee, per recuperare la voglia di costruire qualcosa per le generazioni future”. “In piena coerenza con il tema principe dell’edizione 2011 della manifestazione, la School of Management del Politecnico di Milano inaugura proprio in questi giorni l’Osservatorio Smau-sofm che si prefigge di promuovere la cultura Ict presso le imprese e le Pubbliche Amministrazioni – ha annunciato Andrea Rangone, Responsabile Osservatori Ict del Politecnico di Milano - Ma quali sono le ‘regole’ che una Pa ‘virtuosa’ dovrebbe sempre seguire? Noi ne abbiamo individuato 6: prima di tutto supportare finanziariamente l’innovazione attraverso bandi di co-finanziamento a progetti di ricerca industriale e a start-up (Finanziamenti); quindi favorire la creazione di una rete di enti di ricerca, università, centri servizio sul territorio (ma anche online) a disposizione delle imprese (Sportello tecnologico); agevolare la creazione di aggregazioni territoriali di imprese e enti di ricerca - Poli e Distretti - per aumentarne la cross-fertilizzazione tecnologica (Cluster tecnologici); investire in programmi formativi per sviluppare figure professionali avanzate, pivot dell’innovazione (Formazione); creare le condizioni per la creazione di una infrastruttura digitale all’avanguardia – ultra broad band (Autostrade digitali) - e infine Investire direttamente nella propria innovazione digitale per ‘dare il buon esempio’ e stimolare i fornitori di Ict (Smart Government)”. Umberto Bertelé, Presidente della School of Management del Politecnico di Milano, ha quindi aperto il confronto tra Assessori regionali e Amministratori Delegati: “Che cosa è cambiato rispetto a Smau 2010? L’incertezza sul futuro è aumentata e il nostro paese è sotto osservazione per l’entità del debito e le incertezze politiche. È in affanno il sistema bancario, resta elevata la disoccupazione, debole la domanda interna e sono in difficoltà le imprese, soprattutto le minori. Ma non tutto è negativo: non vanno affatto male le imprese maggiori né l’export e si riprende la produzione industriale. In questo quadro a macchia di leopardo, l’Ict può aiutare a irrobustire le imprese più deboli e rinnovare la macchina pubblica, precondizione per il riavvio della crescita. Le soluzioni innovative, proposte anche in questo Smau, sono tante e utili non solo a chi ha già una infrastrutturazione Ict evoluta ma anche a chi parte quasi da zero purché accompagnate da un’adeguata ristrutturazione organizzativa”. La parola è passata agli Assessori Regionali. “La Puglia è la prima regione del Sud in Italia per numero di imprese innovative. – ha affermato Loredana Capone, Vice Presidente della Regione Puglia e Assessore allo Sviluppo economico - Ha messo l’innovazione al centro delle politiche di sviluppo regionale, costruendo una strategia articolata per la promozione di specializzazioni produttive. Per attuare queste politiche la Regione Puglia ha destinato a ricerca e sviluppo, nella programmazione 2007-2013, un investimento tra i più alti in Italia: 1.763 milioni di euro, di cui 30,6 dedicati alla diffusione dell’Ict, allo sviluppo delle imprese innovative e ai partenariati regionali per l’innovazione. Le esportazioni sono aumentate del 22% nei primi mesi del 2011 e l’occupazione è in crescita di 49.000 unità”. “La Regione Lombardia è da sempre al fianco delle sue 800.000 imprese (una ogni 12 abitanti) – ha commentato Andrea Gibelli, Vicepresidente e Assessore all’Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione della Regione Lombardia - . Per valorizzarle è importante raggiungere una massa critica di interesse. Tra le molte misure approvate, rientra una consistente dotazione finanziaria di oltre 120 milioni di euro per la promozione e la realizzazione di progetti da parte di Pmi lombarde anche in collaborazione con grandi imprese e organismi di ricerca in settori strategici di intervento”. “Le iniziative condotte dalla Regione Liguria negli ultimi anni hanno dato vita a ben otto Poli di Innovazione e due Distretti Tecnologici – ha dichiarato Renzo Guccinelli, Assessore regionale allo Sviluppo economico, industria, commercio, commercio equo e solidale, artigianato, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione tecnologica, energia della Regione Liguria - Fondamentale è la centralità dei giovani in tutti i processi di ricerca, alta formazione e innovazione che si attuano sul territorio così come, in tale ottica, il sostegno finanziario e tecnico alla loro crescita professionale. Nel prossimo triennio la Regione sarà impegnata a sostenere l’alta formazione e la qualità del capitale umano dedito ad attività di ricerca e innovazione e a promuovere queste ultime presso le imprese. Nel frattempo la realizzazione del Parco Tecnologico degli Erzelli vedrà l’insediamento di centri di ricerca e sviluppo high tech di rilevanza internazionale”. “Proprio in questi giorni siamo nel pieno del ciclo di incontri per la redazione del nuovo Programma Attività Produttive 2012-2014 – ha rilanciato Giancarlo Muzzarelli, Assessore Attività produttive ed Economia verde Regione Emilia-romagna - Sono in corso tante azioni, dai bandi per chi si mette in rete al sostegno alle nuove imprese, sino al grande impegno per l’energia in tutti i settori. Abbiamo aperto un bando per sostenere la creazione di reti di imprese, l´innovazione tecnologica e organizzativa nelle Pmi; abbiamo rinnovato ‘Dai Distretti produttivi ai Distretti Tecnologici’, per finanziare interventi per il rafforzamento tecnologico dei distretti produttivi dell’Emilia-romagna e infine abbiamo stanziato 14 milioni di euro per favorire lo start up di imprese innovative, in particolare di quelle operanti in settori ad alta tecnologia. La nostra è una Regione in cammino verso il futuro”. “Uno degli assi fondamentali della nostra politica per l’innovazione è rappresentato dal polo della Meccatronica di Rovereto, progetto che si propone di favorire l´interazione fra offerta formativa e manifatturiero innovativo, modificando profondamente la fisionomia della seconda città del Trentino, Rovereto – ha commentato Alessandro Olivi, Assessore all’industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento - Obiettivo principale è trasformare l’attuale polo in un luogo dove imprese, formazione tecnica e professionale nonché centri di ricerca potranno lavorare assieme integrando conoscenze e competenze in una logica distrettuale. Perché l’innovazione migliora la qualità della vita e dei prodotti, per questo non si può limitare all’ambito tecnico: l’innovazione deve permeare ogni settore”. “La Regione Veneto partecipa a Smau cogliendone fino in fondo la capacità di imprimere svolte radicali anche al nostro modo di comunicare e relazionarci - questo il saluto di Maria Luisa Coppola, Assessore all’Economia e sviluppo, Ricerca e Innovazione della Regione Veneto – . Dal confronto con gli interlocutori portatori di innovazione la Regione ha potuto potenziare il tessuto innovativo locale portandolo da straordinarie nicchie di specializzazione a reti diffuse di conoscenza. Abbiamo inoltre voluto credere fortemente nello startup di giovani imprenditori creativi e ricercatori geniali agevolando loro l’accesso al credito e il consolidamento del capitale d’impresa con opportuni strumenti di ingegneria finanziaria”. “Sono 226 i milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio nel triennio 2011-2013 nell’ambito di un programma strategico per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico – ha concluso Pietro Di Paolo, Assessore alle Attività Produttive e alle politiche dei rifiuti della Regione Lazio - . La declinazione di progetti originali presso il mondo delle Pmi e delle Pp.aa. Riveste un ruolo decisivo per crescere e governare l’attuale periodo di crisi. Il nostro programma punta a stimolare l’innovazione e la ricerca nel tessuto produttivo, a incentivarne le iniziative pubblico-private e a creare un osservatorio sull’innovazione. Un bando è destinato appositamente alla promozione dello sviluppo dei Distretti industriali e dei sistemi produttivi locali. Da non dimenticare inoltre che il Lazio è la prima Regione italiana ad aver trasformato in legge lo Small Business Act per lo snellimento delle procedure e delle norme burocratiche a favore delle Pmi”. In risposta agli spunti emersi nel giro di tavolo degli Assessori regionali sono intervenuti gli Amministratori Delegati delle multinazionali dell’Ict. David Bevilacqua, Amministratore delegato Cisco Italia, ha così commentato: “Non è più il momento di domandarsi ‘se’ l’Ict possa essere utile o ‘come’. È il momento di agire perché l’Ict possa dispiegare appieno le sue potenzialità, rimuovendo gli ostacoli che ci impediscono di farlo. Occorre dunque dotarsi di infrastrutture di rete pervasive a banda ultralarga; utilizzare tali infrastrutture per moltiplicare il potenziale produttivo e creativo di persone e imprese; progettare fin da ora lo sviluppo futuro in modo sostenibile, interconnesso ed intelligente. Azioni che riguardano in egual modo i vendor di tecnologia - perché hanno la visione, le competenze e gli strumenti necessari per creare soluzioni capaci di aiutare lo sviluppo – e le istituzioni, perché queste hanno la posizione, la capacità di indirizzo e la forza per trovare ,nonostante la crisi, risorse da destinare alla reale innovazione del nostro paese”. A seguire Dario Bucci, Amministratore Delegato Intel Italia, ha dichiarato: “Il nostro è un Paese che fa sempre fatica, forse più di altri, a parlare di vera innovazione tecnologica. E che con inerzia ancora maggiore riesce a tradurla in esperienze concrete. Smau in questo contesto rappresenta da anni un faro per il settore, un invito a porci delle domande per il futuro dello sviluppo dell’Italia e a cercare assieme delle risposte. In Italia più che altrove oggi sembra di assistere a una rivoluzione informatica a due velocità. Quella ridotta spesso al minimo è ancora quella della Pubblica Amministrazione, ovvero di chi dovrebbe avere il peso più importante, investendo in infrastrutture e offrendo servizi al passo coi tempi. Difficoltà che si rispecchia spesso nei dati macroeconomici con cui l’Italia viene descritta. Tuttavia è con sorpresa e felicità Intel ha intrapreso nell’ultimo anno un positivo viaggio alla scoperta di un’altra Italia, anche piccola e meno conosciuta, che sa innovare dal basso, con la stessa naturalezza con cui si valorizza il buon gusto e lo stile che il mondo ci riconosce”. “Serve dare concretezza alle tante, forse troppe discussioni sull’innovazione, seguendo l’esempio di altre aree del pianeta che si sono dimostrate ben più lungimiranti di noi – ha aggiunto Nicola Ciniero, Amministratore Delegato Ibm Italia - L’elemento abilitatore dell’innovazione, e quindi la leva della crescita, resta quell’Ict che il fior fiore di indagini e analisi individuano come primo e più incisivo propulsore dell’economia. Tutta la tecnologia che già ci circonda e la disponibilità di un’ampia potenza di elaborazione aprono al Paese e ai suoi territori un enorme potenziale di trasformazione nel modo di funzionare. Basta adoperarsi per favorirne l’integrazione a ogni livello. Ricavandone riduzione degli sprechi, abbattimento dei costi e recupero d’efficienza, sia nel pubblico sia nel privato. Le misure e le loro priorità si legano a cose realizzabili, subito. Si va dai servizi ‘intelligenti’ per i trasporti alla gestione del traffico all’assistenza sanitaria e quella domiciliare, dal rapporto tra cittadini e imprese con la pubblica amministrazione e la burocrazia alla scuola e all’accessibilità. Senza dimenticare le soluzioni software di analisi applicate in ambito sanitario, fiscale e previdenziale – contro frodi, elusioni ed evasione per intenderci – nella pianificazione e gestione del territorio, nella sicurezza di cose e persone”. Sergio Esposito, Country Leader Hardware Business Unit Oracle Italia, ha così affermato: “L’evoluzione tecnologica sta mettendo nelle mani di manager e imprenditori strumenti tecnologici sempre più avanzati, versatili e utili sia per momenti ludici che per scopi professionali. Questo progresso, unitamente al cloud computing, consente di portare l’It aziendale da nicchia per specialisti a parte integrante del business d’impresa. Il Cloud è certamente il nuovo paradigma: un percorso che oggi hanno intrapreso più dell’80% delle grandi aziende a livello globale. Oltre il 40% dichiara di averlo fatto per potersi allineare continuamente alle esigenze e alle richieste di business. Per il mercato italiano è una grossa opportunità: l’erogazione via cloud pubblico potrà rappresentare un vero momento di svolta tecnologica sia per le Pmi che per le pubbliche amministrazioni, che potranno finalmente ottimizzare e condividere piattaforme e infrastrutture”. “Per Olivetti – ha commentato Patrizia Grieco, Amministratore Delegato dell’azienda - il processo di innovazione passa attraverso la capacità di fondere il know how dell’azienda nel settore Ict con le altre competenze disponibili sul mercato, per mettere a punto un’offerta sempre allo stato dell’arte perché siamo convinti che nessuna azienda da sola possa essere in grado di riprodurre i tassi di innovazione del mercato. Nel corso degli ultimi anni, l’azienda ha intrapreso una nuova via nel mondo dell’Information Technology. Se in passato l’attività dello storico marchio italiano era focalizzata sui prodotti hardware, oggi il nostro posizionamento è orientato all’offerta di soluzioni Ict rivolte a tutto il settore business dalla Pmi, ai Grandi Clienti, dalla Pubblica Amministrazione al Retail. Olivetti ha inoltre instaurato importanti partnership con software house e system integrators che stanno collaborando allo sviluppo di applicazioni customizzate in base ai need del cliente finale”. “In Microsoft siamo convinti che l’innovazione diffusa e la competitività di un territorio non nascano da iniziative isolate, ma da una gestione a sistema che coinvolge molti attori, pubblici e privati – ha confermato anche Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato Microsoft Italia - Affinché ciò avvenga è necessario un lavoro di sensibilizzazione di imprese, istituzioni, governi e associazioni, per creare un clima di consenso e fiducia in grado di incoraggiare la nascita di progetti che rappresentino veri e propri esempi di eccellenza. In questo contesto crediamo che le regioni abbiano un ruolo decisivo nel governo e nella promozione dell’innovazione mediante il trasferimento e la circolazione della conoscenza. Da questa consapevolezza è nata ad esempio la stretta collaborazione sul tema Ict con la Regione Emilia Romagna e le associazioni di categoria locali, per essere più vicini alle oltre 1300 aziende It che lavorano al nostro fianco sul territorio e che possono essere una delle leve abilitanti della crescita in atto in questa regione”. “Le soluzioni It e i servizi Web sono oggi gli strumenti di lavoro determinanti per la crescita delle imprese soprattutto di piccole dimensioni – ha affermato Pietro Labriola, Responsabile Direzione Business, Telecom Italia - Numerosi analisti di mercato mettono in diretta correlazione la prosperità dell’impresa e l’utilizzo intenso e pervasivo dell’Information Technology. Osservando attentamente le caratteristiche delle Pmi emerge che i 4,5 milioni di attività che ne fanno parte non solo sono distribuite su tutto il territorio nazionale ma sono anche fortemente interconnesse con la realtà locale di appartenenza. Sul territorio nazionale sono circa 5.000 società It e oltre 31.000 professionisti dell’It che consigliano, mantengono e gestiscono la dotazione informatica e tecnologica delle imprese. Nasce così un vero e proprio rapporto fiduciario tra Imprenditori e Professioni dell’It destinato a durare nel tempo. Per questo motivo all’inizio del 2011 abbiamo deciso di avviare il programma di sviluppo di un canale commerciale interamente dedicato a questo settore di mercato - “It Is-information Technology Impresa Semplice” - con l’obiettivo di costruire un rapporto di collaborazione con i professionisti dell’It che operano localmente”. “Se il supporto al processo di crescita delle aziende può costituire un elemento positivo in un momento delicato dell’economia nazionale, tanto più risulta strategico il sostegno allo sviluppo delle amministrazioni, poiché un paese sano passa attraverso un percorso evolutivo delle Pa che, innovando, può migliorare la gestione interna, il servizio ai cittadini e la qualità di vita della collettività - ha commentato Agostino Santoni, Amministratore Delegato Sap Italia. Dopotutto le esigenze del settore pubblico sono le stesse del privato, ovvero ottimizzare i costi, orientarsi alla performance e avere consapevolezza del modo in cui vengono impiegate le risorse. È grazie all’innovazione tecnologica che diventa possibile agire con efficienza ed efficacia per soddisfare i bisogni dei cittadini e promuovere lo sviluppo del Paese”. A seguire Pierantonio Macola e Frank Pörschmann, Global Head di Cebit hanno sottoscritto un accordo tra Cebit e Smau volto a favorire la nascita di alleanze tra aziende Ict del mercato europeo e mondiale. Frank Pörschmann ha anche ricordato come in momenti come quello attuale sia più che mai necessario andare “oltre le fiere” e stringere collaborazioni forti tra saloni leader non in un’ottica di concorrenza o competizione ma di perseguimento di obiettivi comuni, come quello di supportare le imprese nelle partnership commerciali internazionali e trovare così nuove leve di sviluppo per il mercato. Al termine del dibattito, infine, sono stati annunciati i 10 campioni di innovazione che hanno vinto il Premio Innovazione Ict, imprese e pubbliche amministrazioni che hanno investito con successo nelle tecnologie digitali per far crescere il proprio business. “Per imprenditori e manager il fattore culturale è la cosa più importante - ha commentato Macola - per facilitare il cambiamento verso una reale diffusione dell’innovazione nel nostro Paese, per questo Smau ha voluto portare sul palcoscenico esempi vincenti di adozione delle moderne tecnologie per diffondere l´evidenza che una via italiana all´innovazione è possibile ed è già in atto”. La parola è passata quindi a Raffaello Balocco che ha annunciato i vincitori del Premio Innovazione Ict.  
   
   
SMAU. GIBELLI: SERVONO RETI PER IMPRESE NON ANCORA HI-TECH  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - "La strada da seguire è quella di passare da un sistema di eccellenze singole a un sistema organizzato, dove ognuno non perda la propria vocazione al lavoro, ma si completi attraverso partnership che nell´alta tecnologia hanno scommesso e che sono il valore aggiunto. Tutto questo senza far cambiare natura alle nostre imprese tradizionali". E´ su questa proposta che si è incentrato l´intervento del vice presidente della Regione Lombardia e assessore all´Industria e Artigiano Andrea Gibelli, nel corso della tavola rotonda che ha aperto ieri Smau, la grande manifestazione milanese dedicata completamente all´hi-tech. "Da un anno - ha raccontato Gibelli - vado nelle aziende. Queste si dividono in due grandi categorie. Le imprese che hanno capito il processo di internazionalizzazione dei processi produttivi che si complimentano attraverso le nuove tecnologie: con questa categoria la Pubblica Amministrazione diventa un interlocutore assolutamente obbligatorio". "Poi c´è un´altra fetta di imprese - ha spiegato il vice presidente - per le quali, per la loro natura, è assolutamente difficile l´accesso alle nuove tecnologie, pur rappresentando, però, un tessuto irrinunciabile per il nostro sistema produttivo. E´ fondamentale non cambiare la natura di queste imprese, soprattutto per l´aspetto del capitale umano che possiedono, ma, d´altra parte, queste devono essere complimentate attraverso partnership tecnologiche per aumentarne la competitività". "Oggi - ha concluso Gibelli - i grandi player hanno deciso di affiancare le piccole imprese non solo vendendo software, ma con progetti dedicati, passando da un sistema di vendita di pacchetti ad una vendita della collaborazione".  
   
   
SMAU DI MILANO, LA REGIONE CAMPANIA PRESENTA IL PIANO ICT E L´AGENZIA "CAMPANIA INNOVAZIONE"  
 
 Milano, 20 ottobre 2011 - La Regione Campania ha presentato all´edizione milanese dello Smau, apertasi ieri a Fieramilanocity, il Piano di Azione per la Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Ict, e l´Agenzia regionale Campania Innovazione. Il Piano persegue l´obiettivo di realizzare un sistema integrato competitivo della ricerca e dell´innovazione regionale, attraverso la promozione dell´innovazione e del trasferimento tecnologico, lo sviluppo del capitale umano, il potenziamento del sistema universitario regionale e della rete regionale dei centri di ricerca. L´agenzia, a sua volta, punta a rafforzare il collegamento e il dialogo tra il mondo della ricerca e quello dell´impresa, attraverso la promozione di una rete di strutture, infrastrutture, laboratori o centri dedicati alla ricerca di interesse industriale, al trasferimento tecnologico per l´innovazione, alla tutela della proprietà intellettuale. Offre altresì a imprenditori e ricercatori l´accesso ad una vasta rete di competenze in termini di valorizzazione delle tecnologie presenti in Campania, nonché servizi di informazione e orientamento, per supportare la creazione, lo sviluppo ed il consolidamento di start-up innovative, spin-off e Pmi tradizionali. La Regione Campania nel periodo 2007/2013 investirà circa 2,4 miliardi di euro, tra fondi nazionali ed europei, in ricerca ed innovazione. In Italia, la spesa in ricerca e sviluppo è pari all´1,05 % per cento del Pil, mentre in Campania è dell´1,6%, valore superiore alla media sia nazionale sia delle regioni meridionali (1,2 e 0,9 per cento, rispettivamente). La Campania investe il doppio della Puglia, il triplo di Calabria e Sicilia. Gli investimenti complessivi per Ricerca e Innovazione ammontano a 2,44 miliardi. La metà di essi è destinata al sistema universitario ed ai centri di ricerca pubblici e privati. "Guardiamo allo sviluppo del territorio attraverso l´utilizzo dell´Information & Communication Technology", dice l´assessore alla Ricerca Scientifica Guido Trombetti. "Il traguardo che intendiamo raggiungere nei prossimi mesi è l´identità digitale, da assegnare a ogni cittadino fin dalla nascita. Il piano prevede, infatti, l´istituzione del Centro Servizi per la gestione della Carta Nazionale dei Servizi - Tessera Sanitaria. Attraverso tale Carta (una specie di bancomat) ogni cittadino potrà utilizzare tutti i servizi offerti dalle Pubbliche Amministrazioni", conclude Trombetti.  
   
   
LA PUGLIA AL CONVEGNO INAUGURALE DI SMAU MILANO  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - Partenariati regionali per l’Innovazione e il sostegno alla diffusione delle Tic nelle Pmi. È stato questo il tema dell’intervento della vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone al Convegno inaugurale di Smau Milano 2011 di ieri mattina, un evento di apertura al quale erano invitate solo otto Regioni italiane, le più attive nell’innovazione: oltre alla Puglia, le Regioni Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana e Veneto e la provincia autonoma di Trento. “La Regione Puglia – ha detto la vicepresidente - ha costruito una strategia che mette insieme vari attori: non solo le imprese, ma anche le università e i centri di ricerca, il sistema della formazione, il partenariato sociale, le istituzioni. Per spingere la formazione di reti abbiamo costruito incentivi ad hoc che permettono anche alle imprese più piccole, di aggregarsi per poter utilizzare prodotti innovativi che una singola azienda, da sola, non potrebbe permettersi. Abbiamo anche fatto in modo che la ricerca entrasse nella piccola impresa generando innovazione di processo e di prodotto. Esempio di queste politiche sono appunto i bandi Partenarti regionali per l’Innovazione e Aiuti alla diffusione delle tecnologie dell´informazione e comunicazione nelle Pmi, previsti dal Piano straordinario per il Lavoro in Puglia”. Il primo bando – ha spiegato - spinge la diffusione delle reti tra Pmi ed organismi di ricerca, l’altro incentiva l’utilizzo delle tecnologie informatiche nelle singole aziende e nei raggruppamenti di Pmi. In questo modo spendiamo in modo efficiente coordinando gli strumenti di innovazione, sviluppo e lavoro”. L’intervento allo Smau è stato l’occasione per comunicare per la prima volta i risultati dell’incentivo “Partenariati regionali per l’Innovazione, partito il 5 settembre 2011 e chiuso due giorni fa. “I due interventi – ha proseguito Loredana Capone – che valgono insieme 15,6 milioni di euro, hanno una modalità d’accesso esclusivamente telematica, questo ci permette di conoscere i risultati nel momento stesso della chiusura del bando. Per i Partenariati regionali per l’Innovazione al di là di ogni aspettativa, vista la peculiarità dell’incentivo, sono arrivate on line 86 pratiche complete che richiedono un contributo di oltre 76,6milioni di euro di cui 43,1 per lo sviluppo sperimentale e 33,4 per la ricerca industriale. I progetti riguardano per la maggior parte l’Ict, l’energia e l’ambiente e l’agroindustria, mentre i settori più rappresentati dalle Pmi e dagli organismi di ricerca privati sono le attività manifatturiere, le attività professionali, scientifiche e tecniche, i servizi di informazione e comunicazione. Tutte queste informazioni e molte altre con un clic. Questo è il nostro esempio di semplificazione attraverso le nuove tecnologie. Possiamo dire già oggi, grazie a questi dati, che l’iniziativa regionale ha centrato il suo obiettivo. Sta nascendo o si sta rafforzando la collaborazione delle imprese pugliesi con il sistema della ricerca allo scopo di riposizionare strategicamente nicchie di mercato o intere filiere produttive regionali, introducendo innovazione”. La Regione Puglia partecipa allo Smau Milano (da oggi sino al 21 ottobre) con un proprio spazio espositivo e grazie al supporto operativo dello Sprin Puglia. Ospita il Distretto produttivo dell’Informatica Pugliese e cinque aziende: Progetto Azienda di Novoli (Le); Skyray solutions srl di Bari; Asernet Srl di Foggia; Cezanne Software spa di Bari; Sysman Progetti e Servizi Srl di Bari.  
   
   
HIGH TECH, REGIONE LIGURIA A SMAU BUSINESS MILANO  
 
Milano, 20 Ottobre 2011 - Le iniziative condotte e sviluppate dalla Regione Liguria negli ultimi anni hanno favorito il sistema dell´innovazione, contribuendo alla creazione di opportunità, collaborazioni e progettualità comuni tra le strutture di ricerca e le imprese. Lo ha detto l´assessore allo Sviluppo Economico Renzo Guccinelli, intervenendo ieri in mattinata, alla cerimonia di apertura di Smau Business 2011 ,presenti, oltre al presidente lombardo Roberto Formigoni, i "governatori" di molte regioni e province autonome italiane e i vertici di Fiera di Milano. Obiettivo generale "è proprio quello- ha affermato Guccinelli- di sostenere i processi di innovazione, il trasferimento dei risultati della ricerca alle imprese, la formazione di capitale umano su tematiche tecnologico-innovative di interesse per le aziende, per garantire sviluppo economico, miglioramento della qualità della vita e creazione di posti di lavoro qualificati." La struttura del tessuto imprenditoriale ligure, con importanti player dei settori high tech e la presenza sul territorio di una rete di centri di ricerca hanno suggerito alla Regione Liguria di sviluppare un piano di iniziative centrato sulla promozione di partnership su progetti specifici o strutturate in aggregazioni tematiche che hanno dato vita a ben otto poli di Innovazione e due distretti tecnologici. "Fondamentale per la Regione Liguria- ha aggiunto l´assessore ligure- è la centralità dei giovani in tutti i processi di ricerca, alta formazione e innovazione che si attuano sul territorio. " La crisi economica mondiale sta avendo un forte impatto sui giovani ed è quanto mai necessaria una politica per le giovani generazioni integrata e coerente. Fondamentale in tale ottica è il sostegno finanziario e tecnico alla crescita della qualificazione professionale dei giovani liguri più scolarizzati, al fine di accrescerne la dotazione di competenze e conoscenze, valorizzandone le capacità e le potenzialità creative, professionali e occupazionali" Nel prossimo triennio la Regione sarà impegnata a sostenere l´alta formazione e la qualità del capitale umano impegnato in attività di ricerca e innovazione e a elevare la domanda e la propensione delle imprese a investire in ricerca e innovazione.  
   
   
SMAU: IL TRENTINO E’ TRA LE REALTA’ ITALIANE CHE SANNO INNOVARE”  
 
 Milano, 20 ottobre 2011 - Le pubbliche amministrazioni possono garantire sul territorio la spinta alle imprese per continuare il percorso di innovazione . La conferma arriva dallo Smau di Milano che ieri mattina ha aperto i battenti per la 48° volta, dedicando alle migliori realtà italiane la plenaria inaugurale: nove regioni sono state scelte per portare ai duemila espositori la testimonianza diretta che in Italia il buongoverno è possibile. Accanto a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, e ai colleghi di Puglia, Veneto, Lazio, Liguria, Emilia Romagna e Campania, e agli ad dei maggiori gruppi presenti in Italia, l’assessore provinciale all’industria Alessandro Olivi ha presentato quella che ha chiamato la “filiera dei saperi”. “In Trentino - ha spiegato Olivi alla platea - stiamo lavorando da tempo a garantire, attraverso l’innovazione, alle imprese e al territorio maggiore competitività. Qui allo Smau, abbiamo portato il meglio della ricerca e dei servizi che quotidianamente portiamo avanti, a favore del cittadino e delle imprese”. L’assessore ha presentato il progetto del Polo della Meccatronica che a Rovereto, dietro un investimento di 50 milioni di euro, permetterà lo sviluppo di centri di formazione e di ricerca, oltre a imprese nel settore del manifatturiero innovativo. Lo Smau chiuderà i battenti venerdì 21 ottobre. Innovare nel pubblico e grazie al pubblico è possibile. Ed è altrettanto possibile farlo guardando alla sostenibilità dei progetti e al loro successo economico. L’assessore provinciale all’industria Alessandro Olivi ha così presentato il modello trentino dell’innovazione, indicato dagli organizzatori di Smau come punto di riferimento italiano. Il governatore Roberto Formigoni e l’assessore Olivi hanno sottolineato come “le tecnologie dell’informazione siano diventate importantissime per lo sviluppo del territorio”. Gli amministratori hanno compreso la necessità di avvalere delle tecnologie che possono garantire un risparmio annuo di almeno 40 miliardi di euro. E l’industria dell’Ict - presente oggi al convengo dello Smau - ha confermato la necessità di un matrimonio attesto da anni: l’avvio del processo innovativo all’interno della pubblica amministrazione. Cisco, Intel, Oracle, Olivetti, Microsoft, Telecom e Sap hanno presentato le migliori soluzioni in tema di innovazione. “Trasformare in realtà l’obiettivo dell’innovazione e della crescita - ha esordito Olivi - vuol dire investire nelle nuove tecnologie e nelle infrastrutture di alto livello, per assicurare servizi innovativi, competitività e alta qualità della vita a tutto il sistema trentino. L’innovazione, quindi, nel rispetto della storia e delle risorse del Trentino, si declina soprattutto in quegli ambiti che da sempre contraddistinguono il nostro territorio: l’ambiente, la salute dei cittadini e il welfare, la pubblica amministrazione”. L’assessore provinciale all’Industria, ha presentato in questa giornata inaugurale dello Smau il nuovo Polo della Meccatronica di Rovereto. “Il progetto - ha spiegato - intende favorire l’interazione fra l’offerta formativa e il manifatturiero innovativo, trasformando l’attuale polo tecnologico di Rovereto in un luogo dove imprese, formazione tecnica e professionale, nonché centri di ricerca, potranno lavorare assieme integrando conoscenze e competenze in una logica distrettuale”. La Provincia autonoma di Trento propone a Smau anche un seminario dedicato soluzioni Webgis open source. Il seminario, in programma venerdì 21 ottobre, è coordinato da Riccardo De Filippi, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler, che parlerà dei sistemi Webgis dedicati all’analisi del rischio ambientale (mappa del rischio da incidente stradale, da bombe aeree inesplose, gestione faunistica, catasto frane, rischio umanitario per rifugiati) e di logistica territoriale (es. Layout della rete provinciale in fibra ottica, stima della produzione fotovoltaica). La presenza del Trentino allo Smau si caratterizza soprattutto per i partner pubblici e privati, che fanno parte del sistema Trentino. Informatica Trentina illustra il progetto Apiae, uno sportello telematico per velocizzare e semplificare la gestione degli incentivi alle imprese e “Progetto Collaborazione Territoriale Ict, per coinvolgere le imprese locali nei progetti di digitalizzazione del sistema pubblico trentino. Trentino Sviluppo, in quanto agenzia di sviluppo locale, propone i propri servizi a supporto alle aziende innovative e presenta l’iniziativa dei Businnesinnovation Centre, sei incubatori d’impresa dislocati sull’intero territorio provinciale, e il nuovo Polo della Meccatronica. La Fondazione Bruno Kessler offre una panoramica di progetti dedicati all’efficienza energetica, alla de materializzazione negli enti pubblici, alla gestione dei dati territoriali e alla sanità elettronica. I temi proposti da Confindustria Trento spaziano dal settore socio sanitario alla sicurezza stradale, dalla gestione di informazioni territoriali alle potenzialità del cloud computing per gli enti pubblici. L’associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento propone il nuovo portale del turismo trentino e un progetto per la gestione degli eventi di piena di torrenti e fiumi. Confcommercio, infine, racconta il progetto di ricerca Luna, che ha realizzato una delle più grandi reti wi-fi ad accesso gratuito d’Europa, e il progetto Sentinelle, per monitorare gli agenti inquinanti sul territorio e garantire quindi un’aria più pulita.  
   
   
CENSIMENTO ISTAT 2011: GIÀ 119MILA I CITTADINI CHE IN EMILIA-ROMAGNA HANNO SCELTO DI UTILIZZARE IL WEB: CIRCA IL 6% DELLE FAMIGLIE IN ANAGRAFE. ATTIVATI CANALI PER INFORMARE IMMIGRATI, FASCE DEBOLI DELLE POPOLAZIONE, ANZIANI  
 
 Bologna, 20 ottobre 2011 - Se il 20% delle famiglie dell’Emilia-romagna compilasse il questionario del censimento on line, il risparmio sarebbe quantificabile in quasi due milioni di euro. Una cifra tutt’altro che irrilevante, a cui si accompagnerebbe anche un risparmio in termini di tempo per i diretti interessati, e cioè i cittadini. Ad oggi sono già 119mila gli emiliano-romagnoli che hanno scelto di utilizzare il web: circa il 6% delle famiglie in anagrafe, con un risparmio di 595mila euro. Regione Emilia-romagna, Legautonomie, Upi, Anci e Uncem, in collaborazione con Istat, hanno deciso di dare un contributo attraverso un’iniziativa comune per pubblicizzare il censimento 2011 e, in particolare, per sostenere la sua compilazione on line. In parallelo alla diffusione di un’apposita locandina, hanno attivato infatti un canale con il sistema regionale delle biblioteche per favorire e diffondere tra gli utenti la compilazione via web nelle diverse sedi. Sono stati informati i centri interculturali – per garantire il supporto necessario nella compilazione ai cittadini stranieri – e gli operatori sociali delle diverse provincie, per evitare che persone in condizione di debolezza e fragilità non rispondano al questionario: questo comporta infatti, oltre alla sanzione amministrativa, la cancellazione dall’anagrafe. Un altro target specifico, a cui dedicare maggiore attenzione, è quello degli anziani: per loro, si sta collaborando con l’Auser. La Regione inoltre, come richiesto dal ministero per la Pubblica Amministrazione e l´Innovazione, dà la possibilità ai propri dipendenti di compilare, durante l’orario di lavoro e con strumenti dell’amministrazione, i questionari via web. “Ci sembra utile descrivere ciò che è oggi il nostro Paese. E abbiamo l’occasione di farlo attraverso il censimento – sottolinea l’assessore regionale all’Organizzazione Donatella Bortolazzi – . Oltre al valore statistico, di estrema rilevanza, credo ci sia l’esigenza di definire meglio la realtà delle famiglie italiane, specialmente in questo momento di particolare difficoltà. Anche per questo – prosegue l’assessore – è importante rinnovare l’invito a tutti i cittadini a compilare il questionario e a farlo utilizzando il sito internet. Una modalità che come Regione, insieme con il sistema della autonomie locali, sosteniamo in un’ottica di sviluppo e rafforzamento della società dell’informazione, e di risparmio di risorse e di tempo”. Un calcolo fatto dal Comune di Bologna, basato sui possibili risparmi sulle attività di back office (presa in carico dei questionari, movimentazione, revisione quantitativa e qualitativa, confronto censimento-anagrafe, confezionamento e spedizione) stima un risparmio di cinque euro per l’Ufficio Comunale di censimento che deriva dalla compilazione via web del modello da parte dei cittadini. Se, per esempio, a Bologna il 25% dei questionari (50.000 modelli su oltre 200.000) venisse compilato on line dalle famiglie, le risorse risparmiate ammonterebbero complessivamente a circa 250.000 euro. E poiché il censimento coinvolge circa due milioni di famiglie in Emilia-romagna, i risparmi potrebbero essere non irrilevanti: se si raggiungesse una percentuale del 10% i risparmi – queste le stime – potrebbero sfiorare il milione di euro, un milione e mezzo se si raggiungesse il 15% e quasi due milioni se addirittura si potesse arrivare al 20%. Il sistema di finanziamento ai Comuni definito da Istat prevede inoltre una premialità per gli enti dove è maggiore la compilazione on-line. Il questionario on line, peraltro, risulta semplice, “amichevole” e contiene tutti i controlli necessari per rispondere in modo corretto ai quesiti.  
   
   
PORDENONE - PRIMA IN REGIONE PER CONTRIBUTI AL COMMERCIO ELETTRONICO  
 
Pordenone, 20 ottobre 2011 - È stata pubblicata il 19 ottobre nel Bur la graduatoria delle imprese del Friuli Venezia Giulia che hanno ottenuto il contributo regionale a sostegno dell’utilizzo del commercio elettronico, rientrante nell’ambito degli interventi del programma Por Fesr 2007-2013 Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione. E la provincia di Pordenone è al primo posto, per importi finanziati. Il dato lo divulga la Camera di Commercio, che aveva in carico la gestione delle domande presentate dalle imprese locali, così come le altre Cciaa per le rispettive province. Le domande ammesse per tutte le 4 province sono state 622; di queste 166 hanno ottenuto il finanziamento, secondo una graduatoria regionale unica, all’interno della quale Pordenone si è collocata in pole position con 58 imprese finanziate e un importo di € 659.673,01 prenotati ossia il 38,80% del totale dei contributi. Seguono in classifica Udine con 63 domande finanziate e € 609.505,21 (il 35,85%), Trieste con 36 domande e € 328.184,75 (il 19,30%) e Gorizia con 9 domande e € 102.637,07 (il 6,05%). I finanziamenti – a copertura del 50% delle spese ammissibili - hanno l’obiettivo di rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia facilitandone l’accesso al commercio elettronico, agevolando in particolare l’attivazione di nuovi siti di e-commerce ed il potenziamento di siti già esistenti. “Siamo soddisfatti del risultato che le nostre imprese portano a casa – commenta il Presidente camerale Giovanni Pavan – dimostrando di essere vivaci e coraggiose nel voler investire e innovare. Sono proprio queste le imprese che vogliamo sostenere, anche attraverso iniziative camerali, nella sfida della competitività globale”.  
   
   
NUOVI FINANZIAMENTI PER I POLI DI INNOVAZIONE DEL PIEMONTE  
 
 Torino, 20 ottobre 2011 - I Poli di innovazione piemontesi potranno contare su 30 milioni di euro fino al 2013 per garantire la realizzazione dei progetti in lista di attesa e di quelli del terzo programma annuale. La dotazione finanziaria è stata definita il 18 ottobre dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano. “Lo stanziamento - commenta il presidente Roberto Cota - dovrà essere capitalizzato in progetti innovativi che accompagnino e aiutino il sistema delle aziende piemontesi a essere più competitivo. Sin dal nostro insediamento lavoriamo per rendere il Piemonte all’avanguardia nel settore industriale, per uscire a testa alta dalla crisi e sfruttare al meglio tutte le opportunità di ripresa. Continueremo su questa strada, anche attraverso il rafforzamento delle sinergie istituzionali”. “Sarà fondamentale – sottolinea l’assessore Giordano - che la qualità delle iniziative promosse dai Poli abbiano una rilevanza di livello europeo e internazionale, aspetti che saranno valutati in modo sempre più strategico per riconoscere e premiare il merito di queste realtà. In generale, questi primi due anni di attività hanno emergere una elevata qualità progettuale complessiva, ma bisogna ulteriormente guardare alle opportunità del mercato estero in termini di valorizzazione dell’intero sistema produttivo piemontese”. I 30 milioni di euro, prelevati dall’asse I “Innovazione e transizione produttiva” del Programma operativo regionale Fesr 2007-2013, saranno così ripartiti: 7 milioni per il 2011, 20 per il 2012 e 3 per il 2013. Saranno utilizzati per le attività di investimento e funzionamento dei gestori dei Poli, per per studi di fattibilità, progetti di ricerca e innovazione, per l’acquisizione di servizi qualificati per l’innovazione. Complessivamente, ad oggi sono stati stanziati 90 milioni per il finanziamento delle attività dei soggetti gestori, dei progetti di ricerca del 1° e 2° programma annuale e dei servizi innovativi realizzati dai soggetti aggregati. Il numero totale dei progetti finanziati è 222 (243 con la lista di attesa sul 2° programma). Il numero dei dipendenti delle imprese finanziate sul 1° programma è 95.000. Continua inoltre a crescere in Italiail numero di esperienze regionali che si ispirano al modello dei Poli piemontesi.  
   
   
SCUOLA: IL MARE AL CENTRO COLLABORAZIONE STUDENTI FVG-ALTA AUSTRIA  
 
Trieste, 20 ottobre 2011 - E´ dedicato all´ambiente marino, alla sua conoscenza, alla sua "rappresentazione", alla diffusione dei principi di ecostenibilità, il progetto Ue "Comenius-a/mare" che l´assessore regionale all´Istruzione e alla Ricerca Roberto Molinaro ha presentato ieri a Linz, capoluogo del Land dell´Alta Austria, ai confini con Baviera e Cechia e, dunque, in un´area lontana dal mare. "Comenius-a/mare", infatti, come previsto da Bruxelles, prevede la collaborazione di due territori geograficamente diversi e "distanti" tra loro per avviare lo sviluppo, tra studenti (dai 10 ai 14 anni) e docenti, di percorsi formativi innovativi sul tema del mare, risorsa ritenuta didatticamente ricchissima e dalle grandi potenzialità pedagogiche. La Regione Friuli Venezia Giulia è partner principale del progetto, che coinvolge due istituti scolastici della regione, l´Area marina protetta di Miramare (Trieste) e - nell´Alta Austria - di ulteriori due scuole medie inferiori, dell´Ufficio scolastico del Land e del "Lentos Museum", il museo d´Arte contemporanea di Linz. Nel corso dell´odierna riunione, l´assessore Molinaro ed il sindaco di Linz, Eva Schobesberger, hanno sottolineato il valore dell´iniziativa, in grado di coinvolgere alcune centinaia di alunni in diverse discipline: da temi ambientali ed ecologici, in primis, all´ambito creativo ed artistico, a quelli a matrice scientifica e linguistica.  
   
   
ITS, LA CAMPANIA: INVESTE NELLA FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE  
 
Napoli, 20 ottobre 2011 - "La Regione Campania crede nell´istruzione tecnica e soprattutto nello strumento degli Istituti Tecnici Superiori. Perciò abbiamo deciso di investire nelle fondazioni Its ben 3 milioni e 400 mila euro di risorse ordinarie." Così l´assessore regionale all´Istruzione Caterina Miraglia intervenendo il 18 ottobre a Maddaloni, presso l’Auditorium Chollet del Villaggio dei Ragazzi, all’ inaugurazione del primo corso dell’ Istituto Tecnico Superiore per la Mobilità Sostenibile. "La Regione Campania, con l´obiettivo di potenziare la propria offerta formativa, ha deciso di sostenere l´attivazione di 7 Its - ha continuato l´assessore Miraglia - cercando di distribuirli omogeneamente sulle 5 province, nel rispetto delle vocazioni produttive e di sviluppo di ogni singolo territorio.” Quest’anno partiranno i seguenti istituti: Itis “Guglielmo Marconi ” di Torre Annunziata (Na) per i Trasporti Marittimi; It Aeronautico paritario Fondazione Villaggio dei Ragazzi (Ce) per i Trasporti Ferroviari; Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Turistici Giustino Fortunato (Na) per il turismo. Con la prossima programmazione, acquisito il parere delle Prefetture per la costituzione delle rispettive fondazioni, sarà la volta dell’ Istituto Tecnico Agrario F. De Sanctis (Av) per l´enogastronomia; Istituto di Istruzione Superiore Galilei – Vetrone (Bn) per l´agroalimentare; Istituto Tecnico Statale per il Turismo "Flavio Gioia" (Sa) per il turismo e i beni culturali; Ipia Sannino - Petriccione (Na) per l´ Ict.  
   
   
SARDEGNA: SCUOLA FINANZIAMENTI PER AZIONI DI RACCORDO TRA UNIVERSITÀ E SCUOLE SUPERIORI  
 
Cagliari, 20 ottobre 2011 - L´assessorato della Pubblica istruzione ha approvato un avviso pubblico per il finanziamento di azioni di orientamento e di sostegno al raccordo tra Università e scuola secondaria superiore. L´intervento, finanziato con i fondi dell´asse Iv del Por Sardegna Fse 2007/2013, ha come obiettivo non solo potenziare l´orientamento, ma anche migliorare la preparazione degli studenti, in rapporto di continuità con il passaggio agli studi universitari e al mondo del lavoro. In particolare, i due milioni di euro disponibili sono destinati alla realizzazione di progetti presentati da reti di scuole secondarie superiori della Sardegna, che prevedano azioni riconducibili alle seguenti linee di intervento: a) percorsi di valutazione delle conoscenze degli studenti; b) sviluppo di attività integrative di rinforzo delle conoscenze degli studenti durante il quinto anno di scuola; c) organizzazione di iniziative di orientamento universitario e professionale e di visite presso le università. Le azioni previste dovranno avere come destinatari gli studenti che frequentano il quinto anno delle scuole secondarie superiori e, per la linea di intervento C, eventualmente anche il quarto anno. Le proposte progettuali dovranno pervenire entro le ore 13 del 17 novembre 2011, tramite raccomandata postale, agenzia di recapito autorizzata o consegna a mano, al seguente indirizzo: Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, Direzione generale della pubblica istruzione, Servizio istruzione, viale Trieste n. 186, 09123 Cagliari. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Servizio istruzione al numero telefonico 070 606 4968, dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 13 e il martedì e il mercoledì pure dalle ore 16 alle 17. Eventuali chiarimenti sull´avviso potranno essere richiesti anche in forma scritta, entro il decimo giorno che precede la scadenza del termine di presentazione delle proposte, tramite fax ai numeri 070 606 4965 e 070 6064848 o, preferibilmente, via e-mail all´indirizzo pi.Istruzione@regione.sardegna.it    
   
   
PIEMONTE: IL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO AVVERRÀ IN TRE ANNI  
 
Torino, 20 ottobre 2011 - Via libera della Giunta regionale, durante la riunione del 18 ottobre, ai criteri per il dimensionamento scolastico 2012-2013 e degli anni successivi. Ci saranno tre anni di tempo per allinearsi a quanto previsto dalla Finanziaria statale 2011, che ha stabilito l’accorpamento delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado in Istituti comprensivi con almeno mille studenti per diventare Autonomia scolastica (500 nelle scuole di montagna), con la conseguente soppressione delle autonomie costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole medie. “Saranno necessari - rileva commenta Alberto Cirio, assessore regionale all’Istruzione - circa 120 accorpamenti. D’accordo con le Province. Si è deciso di recepire il cambiamento con un piano triennale che prevede di raggiungere il 20% dell´obiettivo nel primo anno, il 60% nel secondo e il 100% nel terzo. Inoltre, per evitare una gestione troppo complessa, la Regione ha stabilito che tali Istituti comprensivi non dovranno comunque superare i 1.200 iscritti. Per quanto riguarda invece i plessi, manterremo i vecchi criteri con eccezioni per le scuole di montagna e dei Comuni ad alta, media e bassa marginalità”. Scelte che secondo Cirio rispondono alla peculiarità del sistema scolastico piemontese: “Dobbiamo rispettare quanto prevede la legge, ma ci siamo esposti come Regione affinché il territorio abbia il tempo necessario per affrontare il cambiamento richiesto nel migliore dei modi e garantendo l’efficienza e la qualità del nostro sistema. Inoltre, abbiamo proposto l’istituzione di un tavolo con le Province e l’Ufficio scolastico regionale per lavorare anche in futuro su posizioni condivise fin dal principio”. Le deroghe per il mantenimento dei plessi nei Comuni montani e ad alta, media, bassa e moderata marginalità prevedono per la scuola dell’infanzia almeno 10 iscritti (contro gli almeno 20 previsti in pianura), per la scuola primaria almeno una classe di 10 bambini o una pluriclasse con minimo di 8 e massimo di 18 alunni (invece che 35), per le sezioni staccate di scuola secondaria di primo grado almeno 20 iscritti (invece di 40). Inoltre, anche in caso di insufficienza numerica degli iscritti non potranno essere soppressi i plessi a meno che non sia disponibile un servizio analogo nelle immediate vicinanze: per le scuole dell’infanzia a non più di 5 km da percorrere in non più di 15 minuti, per le primarie da 5 a 9 km da percorrere in non più di 20 minuti, per le medie non più di 10 km da percorrere in non più di 30 minuti. Per quanto riguarda, poi, i criteri per l´autorizzazione di nuovi indirizzi formativi, al fine di assicurare la più ampia offerta possibile e allo stesso tempo evitare il rischio di "doppioni" in aree vicine, la Regione ha stabilito che saranno automaticamente cancellati gli indirizzi autorizzati lo scorso anno ma non attivati, verranno autorizzati nuovi indirizzi se in sostituzione di altri effettivamente attivi nell’a.S. 2011/2012, salvo eccezioni non saranno autorizzati indirizzi uguali per autonomie diverse ma nello stesso ambito territoriale, la richiesta di nuovi indirizzi dovrà essere supportata dalla disponibilità di spazi sufficienti a garantire la qualità dell’attività didattica e il pieno rispetto della sicurezza, sia a livello di edificio che di aule. Una volta approvati anche dal Consiglio regionale, i criteri saranno trasmessi alle Province per la stesura entro il 9 dicembre dei Piani provinciali (salvo proroghe chieste alla Regione), in modo da giungere entro il 31 dicembre alla versione definitiva del Piano regionale 2012-2013.  
   
   
PUGLIA: DIRITTI A SCUOLA, PROGETTO ROSA, DOTE OCCUPAZIONALE: NOVITÀ BANDI PIANO LAVORO  
 
 Bari, 20 ottobre 2011 - Tre rilevanti novità sul “Piano straordinario per il Lavoro in Puglia”. È uscita infatti la seconda graduatoria della dote occupazionale, è stato pubblicato il bando “Diritti a scuola” ed è partita la procedura telematica per il Progetto R.o.s.a. Il tutto è disponibile sul portale http.//pianolavoro.Regione.puglia.it, cliccando su ciascuno dei bandi nella sezione “Iniziative attive”. Ecco gli interventi nel dettaglio. La seconda graduatoria della "Dote Occupazionale", l’intervento del Piano che permette alle imprese di assumere a tempo indeterminato soggetti disoccupati da almeno 6 mesi, inoccupati, donne, immigrati e disabili, muove 573 assunzioni con oltre 2,9miioni di euro di risorse (per la precisione 2.926.779,23). L’elenco contiene le 161 domande presentate dal 21 giugno al 22 luglio 2011. Di queste 83 hanno avuto esito positivo e 78 negativo per mancanza o difformità della documentazione richiesta o per mancanza dei requisiti. I nuovi posti di lavoro si aggiungono alle 638 assunzioni previste con la prima graduatoria per un importo di oltre 7,5miiioni di euro. E non è tutto. È uscito infatti anche un terzo elenco che contiene 36 domande rimaste con esito sospeso nella prima graduatoria. Saranno movimentate dunque altre 160 assunzioni per un importo di oltre 2,8 milioni di euro. Così salgono a 1.416 le assunzioni e ad oltre 13,2 milioni le risorse disponibili. Entrambe le graduatorie sono state pubblicate sul Bollettino ufficiale n.160 del 13.10.2011) Per il “Progetto “R.o.s.a.”, invece, l’incentivo per l’assunzione di assistenti familiari, è stata attivata la procedura infotelematica per la presentazione delle domande. Si trova all’indirizzo http://pianolavoro.Regione.puglia.it e http://rosa.Pugliasociale.regione.puglia.it nella sezione procedure telematiche Rosa. Le domande di accesso saranno finanziate con modalità "a sportello" sino ad esaurimento delle risorse che ammontano ad 1milione di euro. L’importo massimo rimborsabile è di 5mila euro per due anni consecutivi (2,5mila euro all’anno). I destinatari dell´Avviso sono i nuclei familiari/datori di lavoro residenti in Puglia che hanno in corso un contratto di lavoro domestico con assistenti familiari iscritti in uno degli Elenchi provinciali del Progetto R.o.s.a. E hanno un reddito Isee non superiore a € 30.000,00. “Stiamo procedendo a ritmi sostenuti negli impegni assunti con i Piano straordinario per il Lavoro in Puglia”, ha detto l’assessore al Welfare Elena Gentile. “Anche se l’Istat ci dice che è il tasso di disoccupazione è sceso all’11,6%, cioè di 2,2 punti percentuali nel secondo trimestre del 2011 rispetto al primo (13,8%), noi stiamo lavorando perché si arrivi presto ad un dato con una sola cifra”. E infatti è uscito sul portale del Piano per il Lavoro anche il bando “Diritti a scuola” (pubblicato sul Bollettino ufficiale n.161 del 14 ottobre 2011). L’intervento, giunto alla terza edizione, mette a disposizione del sistema scolastico 30milioni di euro che potrebbero anche aumentare a seconda delle necessità degli istituti, favorendo l’occupazione per oltre 2.000 lavoratori tra docenti e personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). Al bando, finanziabile con le risorse del Fondo Sociale Europeo, potranno accedere le scuole statali del 1° e del 2° ciclo di istruzione elaborando progetti finalizzati a potenziare i processi di apprendimento ed a sviluppare le competenze degli allievi. In particolare l’avviso si rivolge a scuole statali primarie (escluso il settore dell’infanzia) secondarie di primo grado (inclusi gli Istituti comprensivi) e secondarie di secondo grado per gli alunni del primo biennio. Le domande dovranno essere consegnate (a mano o tramite corriere espresso) entro le ore 16,00 del 3 novembre 2011. I modelli e tutte le informazioni sono disponibili su http://pianolavoro.Regione.puglia.it. “Grazie al Piano per il Lavoro - ha detto l’assessore alla Formazione Alba Sasso -, abbiamo potuto ripetere per la terza volta questo incentivo, che con questa edizione ci ha permesso di dare lavoro fino ad oggi ad oltre 5,7mila precari della scuola. Adesso gli istituti si attivino presto per la presentazione delle domande”.  
   
   
VOLONTARIATO A TUTTO G.A.S GIORNATE APERTE SCUOLE, IL VOLONTARIATO DI PARMA INCONTRA GLI STUDENTI CON UNA GRANDE MANIFESTAZIONE AI CHIOSTRI DI SAN GIOVANNI  
 
 Parma, 20 ottobre 2011 – Fino a sabato 22 ottobre i chiostri di San Giovanni Evangelista ospitano Giornate Aperte Scuole, un evento animato da cinquanta organizzazioni di volontariato di Parma e rivolto a più di più di mille studenti di tutte le scuole secondarie di secondo grado della città. Quattro giornate per promuovere fra i giovanissimi la cultura e la prassi della solidarietà e raccontare loro quella Parma che, in silenzio, agisce per il bene comune. Questa mattina i promotori dell’iniziativa ne hanno sottolineato il senso e gli obiettivi in un incontro con la stampa. “Giornate aperte è un percorso di orientamento ai giovani e alle scuole – ha spiegato il presidente di Forum Solidarietà Fabio Fabbro - una opportunità unica nel corso dell’anno per i ragazzi che possono fare esperienza attraverso l’osservazione di più di 50 associazioni presenti e toccare con mano quali aspetti dell’associazionismo sono presenti nel nostro territorio nelle più svariate forme” “ Sostenere e promuovere la cultura del volontariato e farlo con i giovani che oggi vivono una situazione di grande incertezza, chiamandoli a impegnarsi per se’ e gli altri, gratuitamente, vuol dire dare una risposta per un futuro positivo” ha detto il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. “Il volontariato è un valore prezioso non solo per l’aiuto concreto che porta – ha osservato l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani – che fa la differenze è l’idea di aiuto insieme alla relazione con la persona. Per chi è in difficoltà, l’azione di un volontario, può davvero cambiare il colore del cielo da nero in azzurro”. “ Questa manifestazione è una finestra che si apre su bisogni e diritti a volte non conosciuti, una presa di contatto con chi ne è consapevole e se ne fa carico – ha commentato Cecilia Scaffardi presidente di Caritas diocesana - In questo modo diamo l’opportunità ai giovani di essere protagonisti delle loro vite e costruttori di un futuro in cui sia presente la dimensione del dono” Tanti stand allestiti nel cuore della città, un luogo suggestivo che si anima di voci e di storie, per un’esperienza che può diventare un’opportunità, per tutti. I ragazzi che arrivano ai chiostri, li percorrono attraversando sei aree tematiche; giustizia, libertà, dignità, solidarietà, cittadinanza e uguaglianza sono le piazze ideali intorno alle quali si raccolgono le associazioni. A Giornate aperte, il volontariato si presenta alla scuola mostrando il suo volto più intenso e gioioso. Il percorso è ritmato da tante animazioni teatrali, per parlare ai ragazzi cambiando il registro della comunicazione. In più, gli attori Franca Tragni e Mario Mascitelli introducono e concludono il viaggio fra le associazioni, con emozione e leggerezza. I temi scelti corrispondono ai sei principi della Carta dei diritti fondamentali dell´Unione europea, documento che, per la prima volta nella storia dell´Unione, riprende in un unico testo i diritti civili, politici, economici e sociali di tutte le persone che vivono sul suo territorio. Si tratta di valori universali, in cui tutti i volontari si riconoscono, indipendentemente dall’ambito di intervento delle loro associazioni. Dall’ambiente alla salute, dall’intercultura all’educazione… se sono tanti i volontariati possibili, una sola è la spinta ideale che muove le persone e le porta fare, gratuitamente, qualcosa di utile per sé e per gli altri. Il volontariato, che una recente ricerca dell’Eurispes definisce l’istituzione più meritevole di fiducia, superando di gran lunga le forze dell’ordine, la scuola e la magistratura, anche sul nostro territorio rivendica sempre più il suo ruolo politico di soggetto sociale che partecipa alla vita della comunità e agisce per rimuovere tutti gli ostacoli che generano svantaggio, esclusione, degrado e disgregazione. Per Parma non è la prima volta che le organizzazioni dimostrano di saper lavorare in rete perseguendo, insieme, gli stessi obiettivi. Giornate aperte è solo un passo in più sulla strada della condivisione di forze e di intenti. Giornate Aperte scuole è organizzato insieme a Provincia di Parma e Caritas diocesana. Hanno aderito all’iniziativa anche il Forum delle associazioni culturali e il Consorzio di solidarietà Sociale.  
   
   
NELLE SCUOLE DEL PIEMONTE IL CONSUMO CONSAPEVOLE DIVENTA ATTIVITÀ DIDATTICA  
 
Torino, 20 ottobre 2011 - L’educazione al consumo consapevole e sostenibile verrà riconosciuta ufficialmente tra le attività didattiche delle scuole piemontesi grazie alla collaborazione tra la Regione Piemonte, Settore Tutela e difesa dei consumatori e degli utenti, e l’Ufficio scolastico regionale. L’assessore al Commercio, William Casoni, e il direttore dell’Usr, Francesco de Sanctis, hanno infatti firmato il 18 ottobre a Torino un protocollo d’intesa che impegna i due organismi a sviluppare azioni che coinvolgano i docenti e gli studenti in progetti di formazione, laboratori didattici e attività in tema di consumo consapevole. L’accordo avrà durata triennale e potrà essere rinnovato alla sua scadenza. “L’intento è di diffondere una cultura al consumo consapevole proprio partendo dai più giovani - precisa Casoni - perché occorre sviluppare tra i ragazzi il senso di responsabilità e la consapevolezza delle proprie scelte in materia di consumo senza farsi condizionare dalle mode e dalle abitudini. In questi anni le iniziative di sensibilizzazione messe in campo dalla Scuola regionale del Consumo consapevole sono state rese possibili grazie al forte coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e alla creazione di una rete di laboratori didattici diffusi su tutto il territorio piemontese. A questo punto si è reso necessario sancire ufficialmente la collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per coinvolgere in modo stabile e prolungato gli studenti di tutto il Piemonte”. “Con questa intesa - dichiara de Sanctis - l’Usr e la Regione si pongono come obiettivo il rafforzamento di percorsi formativi ed operativi condivisi in tema di educazione al consumo consapevole e sostenibile, puntando a sviluppare ed incrementare ulteriormente le azioni già avviate nei confronti degli studenti e dei docenti delle scuole piemontesi. Viene così formalizzato un gruppo di lavoro che realizzerà una periodica programmazione congiunta, che costituirà la base per i rispettivi programmi di azione. Una delle iniziative già in atto è ‘Per un mondo migliore: concorso di idee per un consumo sostenibile’, che premia le migliori iniziative in tema di consumo consapevole e si inserisce nell’ambito degli interventi volti a promuovere nei giovani un atteggiamento critico e responsabile e stili di vita sensibili al buon utilizzo delle risorse e alla salvaguardia del nostro pianeta”.  
   
   
EDUCAZIONE ALIMENTARE, L’UNIVERSITÀ IMPERIALE DI TOKYO SCEGLIE IL “MODELLO TOSCANA”  
 
Firenze, 20 ottobre 2011 - L’assessore all’agricoltura e foreste della Toscana, Gianni Salvadori, ha incontrato a Firenze, nella sede della Regione, una delegazione Giapponese dell’università di Tokyo “Gakushuin Women’s College”. L’incontro si è svolto in preparazione di un Simposyum che si terrà a Tokyo nel mese di Febbraio 2012, promosso dalla prestigiosa Università imperiale del Sol Levante, in collaborazione con il Centro Educazione del Gusto di Prato, sul tema dell’alimentazione e del rapporto fra le giovani generazioni e il cibo. L’università imperiale di Tokyo ha scelto infatti il “modello Toscana” in tema di educazione alimentare e di fornitura alle mense scolastiche dei prodotti di filiera corta. L’assessore ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza attribuita dalla Regione alla sana e corretta alimentazione come base della prevenzione di malattie che, sempre più frequentemente, si manifestano sin dall’infanzia per poi diventare croniche nell’età adulta. E’ stato inoltre illustrato l’impegno della Regione, attraverso bandi rivolti a tutti i Comuni, per far sì che nelle mense scolastiche siano offerti ai bambini i prodotti locali, legati alla stagionalità, che fanno parte della Dieta Mediterranea. Infine Salvadori si è soffermato sull’impegno dell’assessorato per la creazione di un centro di tracciabilità e salubrità dei prodotti volto a garantire sicurezza alimentare a tutti i cittadini. La delegazione giapponese sarà ospite domani, giovedì 20 ottobre, dell’asilo di Terranuova Bracciolini, scelto come un modello di Mensa Toscana dove i bambini del nido mangiano quotidianamente solo prodotti toscani, cominciando così sin dalla prima infanzia a sviluppare il gusto per i prodotti di qualità. La delegazione giapponese è stata accompagnata nella visita in Regione da rappresentanti del Centro Educazione del Gusto di Prato, di cui è ospite, e con il quale è stato sottoscritto un protocollo di collaborazione per i prossimi cinque anni sui temi dell’educazione e della cultura alimentare.  
   
   
FORMAZIONE, DA REGIONE LAZIO BORSE DI STUDIO AD ALFIERI DEL LAVORO  
 
Roma, 20 ottobre 2011 - Borse di studio agli Alfieri del Lavoro. Questa l’iniziativa della Regione Lazio che ha istituito il ‘Premio Alfieri del Lazio 2011’, la cui prima edizione si svolgerà lunedì 24 ottobre, alle ore 12 presso la sala Tevere della Giunta regionale. Saranno presenti Luna e Gabriele, i due studenti laziali che oggi sono stati insigniti del titolo di Alfieri del Lavoro, l’onorificenza consegnata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai 25 migliori studenti d´Italia tra quelli diplomati nelle scuole superiori. “Assegneremo ai due Alfieri del Lavoro della nostra Regione -spiega la presidente della Regione, Renata Polverini - due borse di studio per favorirne il percorso universitario. L´iniziativa sarà anche l’occasione per illustrare i dati relativi alle politiche attive messe in campo in questi 18 mesi per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani. Sostenere e premiare le eccellenze è sicuramente la strada migliore per offrire ai giovani del Lazio maggiori opportunità e per far sentire loro la vicinanza delle istituzioni”. “Siamo certi - ha aggiunto l’assessore al Lavoro e Formazione, Mariella Zezza – che grazie ad iniziative come il ‘Premio Alfieri del Lavoro del Lazio’ la Regione Lazio contribuirà a far diventare questi ragazzi protagonisti per merito e capacità anche nel mondo del lavoro. Si tratta di un progetto a favore delle eccellenze che va a completare il programma di interventi, per i quali abbiamo già stanziato circa 150 milioni di euro, avviati nell’ambito della strategia dedicata al Lavoro Formato Giovani”.  
   
   
AMBIENTE. FORMIGONI APRE FESTIVAL E CHIEDE PIANO NAZIONALE  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - Piazza Città di Lombardia, nel cuore dell´edificio più ecologico d´Italia, si propone come location ideale per il quarto Festival dell´Ambiente, manifestazione dedicata alla sostenibilità e alla green economy, aperta da ieri sino a domenica, con stand, dibattiti, work-shop, laboratori. "Questo Festival - ha esordito il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, nella conferenza stampa tenuta insieme all´astronauta Paolo Nespoli e moderata dal professor Mario Gargantini, coordinatore scientifico dell´evento - segna la volontà delle istituzioni lombarde di porsi come laboratorio permanente di sperimentazione delle politiche ambientali". Cultura Umanistica - Politiche che la Regione affronta e attua con "una concezione umanistica", che non vede "l´uomo nemico della natura, come tipico di certi ambientalismi non condivisibili", ma che sa "trasformare politiche semplicemente difensivistiche in opportunità di sviluppo". "Ne sono esempio - ha spiegato Formigoni - il Piano per una Lombardia Sostenibile, che declina gli obiettivi dell´Azione clima europea 20-20-20". Richieste Al Governo - Le azioni per l´ambiente messe in campo da Regione Lombardia in questi anni sono numerose, anticipatrici e importanti, non di rado molto coraggiose come la messa al bando dell´olio combustibile. Ma - aggiunge Formigoni - "da tempo chiedo che il Governo faccia un Piano aria come chiede la Ue e come ha fatto la Lombardia già nel 2004. Occorrono azioni coordinate". Regioni Del Mondo - Il Festival per Formigoni ha il pregio di "interpretare il tema secondo un taglio scientifico, evidenziando lo stretto legame tra politiche ambientali, impresa e ricerca". Legame che caratterizza anche il lavoro in corso, su spinta della Lombardia, tra i Governi sub-nazionali delle aree più dinamiche del mondo, il cosiddetto ´G7 delle Regioni´, ovvero il World Regions Forum, la cui seconda edizione ha da poco chiuso i battenti proprio a Palazzo Lombardia. Expo - "La grande scommessa - ha concluso Formigoni - è mostrare che è possibile garantire uno sviluppo sostenibile a tutta l´umanità. Ed è la sfida che sta al cuore di Expo 2015", verso cui questo Festival ci conduce. Dallo Spazio - Una visione planetaria dell´ambiente e dell´alimentazione (che vi è strettamente connessa) è l´ambizione di Expo ma è anche il contributo di conoscenza che, dal suo punto di vista nello spazio, ha portato Nespoli, il "gruista dello spazio" come lui stesso si è definito. "Quella sfera blu, su cui talvolta il sole rileva la sottilissima e delicatissima pellicola di atmosfera, appare come una nave nell´universo, sulla quale tutta l´umanità insieme è in viaggio, corre e gioca il suo destino", ha detto. "Gli strumenti satellitari sono una grande opportunità di conoscenza: da lassù è possibile zoommare su mari, laghi, città, foreste, catene montuose e acquisire dati sullo stato di salute del pianeta e delle sue risorse". La Pianta Lunare - Tra le "attrazioni" del Festival in piazza Città di Lombardia la più accattivante è forse la pianta lunare, alberello di Pinus cresciuto da semi che erano stati portati sulla luna. Anche l´eolico fa mostra di sé, con una grande pala, di cui è possibile vedere da vicino il funzionamento. Web - Il programma in dettaglio su: - www.Regione.lombardia.it  - www.Festival-ambiente.com .  
   
   
CALABRIA: PRESENTATI TRE NUOVI SISTEMI PER MIGLIORARE IL SISTEMA DI COMUNICAZIONE TRA LA PROTEZIONE CIVILE GLI ENTI LOCALI E LA CITTADINANZA  
 
Catanzaro, 20 ottobre 2011 – E’ partita ufficialmente ieri la campagna d’informazione della Protezione Civile regionale sulla dotazione di tre applicazioni che consentiranno di migliorare il sistema di comunicazione attualmente in uso. Il sottosegretario alla Presidenza della Regione, con delega alla Protezione Civile, Franco Torchia, insieme al dirigente Salvatore Mazzeo, negli uffici del Comalca a Germaneto di Catanzaro, hanno incontrato i giornalisti per illustrare la piattaforma “Sms M@nager”, la “Unified comunication” per la gestione elettronica dei fax e la Posta elettronica certificata (Pec). “La Protezione Civile calabrese – ha detto il sottosegretario Torchia – continua ad attrezzarsi per far fronte al meglio alle varie emergenze a cui è soggetto il nostro territorio, tenendo sempre in mente due punti fermi: il cittadino al centro del sistema di protezione civile; comunicare bene per decidere in fretta ed intervenire adeguatamente. Il nostro obiettivo – ha specificato - è di fare e promuovere una grande campagna di prevenzione coinvolgendo sempre più il cittadino per renderlo responsabile e consapevole delle situazioni in cui va incontro”. Il sottosegretario ha poi parlato del sistema di allertamento regionale per gli eventi meteorologici che serve per ottenere informazioni sulle emergenze, per comunicare tali informazioni agli interessati, per facilitare le decisioni più opportune e le risposte adeguate da parte delle persone che si trovano in pericolo. “Oggi – ha proseguito Torchia – presentiamo gli strumento fondamentali di cui ci siamo dotati per rafforzare il nostro sistema di allarme, uno dei migliori in Italia, e per rendere più efficaci i piani di emergenza. Per rendere efficiente e rapido il sistema delle comunicazioni – ha rimarcato - attraverso l’uso di adeguati e moderni impianti di trasmissione in tempo reale. Insomma, comunicare per prevenire, affinché – ha sottolineato infine il sottosegretario Torchia – coloro che devono intervenire siano in gradi di farlo tempestivamente per salvaguardare l’incolumità della cittadinanza, del territorio e del patrimonio artistico e culturale della nostra regione”. Prima di descrivere i dettagli tecnici delle tre applicazioni, il dirigente Mazzeo ha parlato dell’importanza di gestire l’urgenza, e soprattutto della prevenzione dell’urgenza “che – ha detto - cammina di pari passo con la necessità di individuare ruoli e responsabilità in modo inequivocabile. D’altro canto – ha aggiunto - lo scambio regolare di informazioni tra tutti i livelli del sistema non può essere garantito se non attraverso l’uso di adeguati e moderni sistemi di comunicazione in tempo reale affinché coloro che, al momento del bisogno, devono intervenire siano in grado di farlo tempestivamente”. Il sistema “Sms M@nager” consente di avvicinare la Protezione Civile regionale direttamente al cittadino mediante una comunicazione diretta di uno stato di pericolo o di potenziale pericolo o semplicemente una informativa. Questo software di gestione della messaggistica in tempo reale consente alla Protezione Civile di raggiungere, informare ed allertare, con diversi livelli di priorità, numerose tipologie di gruppi di utenti tra i quali: le Prefetture, i Comuni, gli Enti locali e la cittadinanza. Il sistema ha anche un lato di Frontoffice, destinato all´utente che intende usufruire del servizio stesso, previa registrazione sul portale della Protezione Civile regionale (www.Protezionecivilecalabria.it). L’utente potrà, così, essere informato in tempo reale sui messaggi di interesse inviati dalla Protezione Civile. L’applicazione di Fax server, che gestisce ed integra agevolmente il traffico telefonico sviluppato su linee digitali Isdn e Voip con performance di alto livello paragonabili a centrali hardware blasonate, è finalizzato all’invio dei messaggi di allerta meteo in tempo reale, che progressivamente sarà sostituito dalla posta elettronica certificata già in funzione. Tale sistema consente di conoscere il risultato della trasmissione, ridurre il consumo di carta, unificare il fax con la e-mail, raggiungere qualunque dispositivo portatile. Infine il sistema Pec è caratterizzato da un dominio personalizzato “@pecprotezionecivilecalabria.It” che consentirà di ottimizzare il flusso di informazioni tra la Protezione Civile e gli Enti locali. Saranno, infatti, distribuite Pec ai 409 Comuni, alle Prefetture, alle Province, ovvero a tutti gli enti che sono titolati a ricevere i messaggi di allerta, fino ad un numero massimo di 500.  
   
   
ENTE ACQUE UMBRO TOSCANE; ASSESSORI UMBRIA E TOSCANA INCONTRANO PERSONALE ED ENTI LOCALI; RISPETTATA TABELLA DI MARCIA PER COSTITUZIONE NUOVO ENTE  
 
Perugia, 20 ottobre 2011 - Procede secondo la prevista tabella di marcia il percorso per la costituzione e la piena operatività dell´Ente acque umbre toscane (Eaut) al quale verranno trasferite le competenze dell´Ente irriguo umbro toscano (Eiut). Dopo l´approvazione del disegno di legge regionale di ratifica dell´intesa tra le due Regioni per la nascita del nuovo ente, ieri gli assessori regionali all´agricoltura dell´Umbria, Fernanda Cecchini, e della Toscana, Gianni Salvadori hanno incontrato a Palazzo Donini il personale dipendente dell´ente irriguo e, successivamente, i Presidenti delle Province di Perugia e di Arezzo, il direttore dell´Ente irriguo umbro toscano, Diego Zurli, ed i sindaci dei Comuni maggiormente interessati dall´invaso che, già all´indomani del cedimento della diga, avevano chiesto un ruolo più attivo soprattutto nelle funzioni di controllo e monitoraggio dell´attività dell´invaso. "Gli incontri - ha detto Cecchini - sono serviti per informare i diversi soggetti coinvolti sull´iter delle procedure, ormai avviate alla conclusione e finalizzate alla piena ed efficace gestione delle risorse idriche degli invasi di Montedoglio e del Chiascio e delle altre funzioni finora esercitate dall´ente in scioglimento. Il principale obiettivo - ha aggiunto - è di arrivare alla costituzione del nuovo ente mantenendo l´efficienza di un servizio fondamentale, sia ad uso irriguo che idropotabile, che incide fortemente su ampie aree territoriali di Umbria e Toscana e di garantire la gestione, l´esercizio, la manutenzione e l´ottimizzazione degli impieghi degli impianti e delle grandi condotte. Ai Consigli regionali delle due Regioni - ha concluso l´assessore - spetta ora di approvare celermente i disegni di legge che rendono di fatto operativa la struttura, con la nomina degli organi dell´Ente e del direttore. Ciò consentirà anche di non disperdere i 130 milioni di euro di finanziamenti già stanziati per il completamento degli invasi e delle condotte e di arrivare con tutte le carte in regola all´appuntamento del 6 novembre, data in cui termina il periodo di Commissariamento". Il nuovo soggetto giuridico (Eaut) avrà la natura di ente pubblico economico dotato di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale e di un proprio patrimonio costituito da beni mobili e immobili trasferiti dalla gestione commissariale dell´Eiut. Al nuovo soggetto verranno trasferite anche le risorse umane dell´Ente irriguo Umbro-toscano. Ad esso competeranno principalmente funzioni di progettazione ed esecuzione di opere di accumulo, adduzione e distribuzione delle acque a scopo prevalentemente irriguo, la relativa gestione, l´esercizio e la manutenzione. Spetterà inoltre la distribuzione delle acque sulla base della ripartizione concordata da Umbria e Toscana, l´attuazione di interventi in materia di realizzazione, manutenzione ed esercizio di opere pubbliche irrigue, di bonifica idraulica ed infrastrutturali, compresa la produzione e vendita di energia, su incarico o concessione dello Stato, delle Regioni Umbria e Toscana, nonché interventi, nelle medesime materie, che siano ad esso affidati da enti locali territoriali. Organi dell´ente sono il Consiglio di Amministrazione, il Presidente e il Collegio dei revisori dei conti. Al vertice della struttura amministrativa è prevista la figura di un direttore. Il Consiglio di amministrazione è composto da tre membri, di cui uno in rappresentanza della Regione Umbria, uno in rappresentanza della Regione Toscana e uno in rappresentanza del Ministero delle politiche agricole. Nello statuto, adottato dal Consiglio di Amministrazione e approvato dalle Regioni Umbria e Toscana, sono inoltre previste forme di consultazione ed informazione delle amministrazioni locali il cui territorio è interessato dalle attività e dagli interventi, anche tramite la costituzione di appositi Comitati di sorveglianza. Intanto, per quanto riguarda il personale, al termine del primo dei due incontri di stamani, Regioni ed organizzazioni sindacali hanno siglato, alla presenza del Direttore dell´Ente Zurli, un accordo a garanzia dell´occupazione dei lavoratori, con diverse tipologie di contratto, nel passaggio al nuovo ente.  
   
   
TUTTO PRONTO PER IL NUOVO ENTE ACQUE UMBRO TOSCANO. SODDISFAZIONE DI SALVADORI  
 
Firenze, 20 ottobre 2011 – Tutto pronto per la nascita dell’Ente Acque Umbro Toscano. Il nuovo soggetto, che prenderà il posto dell’Ente Irriguo Umbro Toscano, è stato illustrato ieri a Perugia, nella sede della Regione Umbria. Due gli incontri. Uno con i rappresentanti sindacali del personale dell’Ente Irriguo volto a dare tutte le garanzie al personale che transiterà nel nuovo ente, l’altro di carattere istituzionale. Vi hanno partecipato gli assessori all’agricoltura delle due Regione interessate, Fernanda Cecchini e Gianni Salvadori, i rappresentanti delle province di Arezzo e Perugia, i sindaci dei comuni interessati (Sansepolcro, Pieve Santo Stefano, Anghiari e Caprese per la Toscana). Le caratteristiche del nuovo ente, che nascerà ufficialmente il 2 novembre prossimo, con la pubblicazione contemporanea nel bollettino ufficiale della Regione Toscana e in quello della Regione Umbria, della legge di ratifica, subentrerà al vecchio Ente Irriguo Umbro Toscano, oggi commissariato, che era nato nel lontano 1961 ( si chiamava allora Ente per la irrigazione della Valdichiana, delle Valli contermini aretine, del bacino idrografico del Trasimeno e dell’alta valle del Tevere umbro-toscana) e destinato improrogabilmente a cessare il 6 novembre prossimo. Gli assessori all’agricoltura di Umbria e Toscana si sono detti soddisfatti del frutto di un lungo lavoro che li ha visti impegnati nelle trattative con il Governo, ed in particolare con il Ministero delle politiche agricole e forestali, e con tutti gli enti locali interessati. Il nuovo Ente Acque Umbro Toscane nasce dopo un’intesa già siglata con il Ministero delle politiche agricole e forestali e un’ulteriore intesa firmata dai presidenti delle Regioni Toscana e Umbria. Le delibere di giunta relative sono state già approvate. Ora i rispettivi consigli regionali saranno chiamati ad approvare le leggi di ratifica delle due intese, in modo che entrambe le leggi, che dovranno necessariamente essere identiche, potranno essere pubblicate sui rispettivi bollettini ufficiali il 2 novembre ed entrare in vigore, simultanemante, il giorno successivo. Il nuovo Ente Acque avrà competenza su una serie di importanti opere. La principale riguarda la diga di Montedoglio e la rete di adduzione che interessa la valle del Tevere Umbra e Toscana, quella che interessa la Valdichiana e le aree del Trasimeno in via di attivazione. Con il completamento delle opere in corso di esecuzione è previsto il completamente per il Trasimeno e l’alimentazione alle aree irrigue della Valdichiana senese (La Regione Toscana ha previsto significativi investimenti per realizzare le reti distributrici di parte della Valdichiana senese ed aretina, unitamente al completamento della Valtiberina). Sul serbatoio del Calcione che alimenta e gestisce l’intero schema irriguo della valle del Foenna nei comuni di Sinalunga e Lucignano; sul Canale Battagli che alimenta le aree irrigue nei comuni di Montevarchi e San Giovanni Valdarno; sul serbatoio del Chiascio per l’alimentazione delle aree della Valle Umbra. Alla gestione irrigua, inoltre, si è aggiunta anche l’erogazione di acqua per scopi idropotabili ai gestori del servizio idrico integrato (Società Nuove Acque spa, Acquedotto del Fiora spa, Umbria Acque spa e Publiacque spa), con i quali l’Ente ha stipulato alcune convenzioni per la definizione del costo del sevizio e le modalità di fornitura.In particolare: dal serbatoio di Montedoglio, i comuni di Arezzo, Monterchi, Civitella val di Chiana, Subbiano e Capolona in Toscana; quelli di Sangiustino e Città di Castello ed Umbertide in Umbria, nonché i comuni di Castiglion Fiorentino, Sansepolcro, Cortona in Toscana e Perugia e quelli del Trasimeno in Umbria (società Ato n. 4 – Ato Valdarno, Ati 1 e 2 – Umbria); dal serbatoio del Calcione il comune di Rapolano Terme (Ato n. 6 – Ombrone) dal canale Battagli alcuni comuni del Valdarno. Infine l’Ente gestisce grandi dighe (Montedoglio e Sovara, Foenna e Chiascio) e una traversa (canale Battagli) ed ha in gestione impianti di produzione idroelettrica e opere pubbliche in concessione. Sarà un ente pubblico economico formato dalle Regioni ma ci sarà anche il Mipaf - Il nuovo Ente Acque, che subentrerà nelle funzioni del vecchio Ente Irriguo, avrà la natura di ente pubblico economico, sarà dotato di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, e di patrimonio proprio costituito dai beni mobili e immobili trasferiti dalla gestione commissariale del vecchio Ente Irriguo, che provvederà anche a trasferire al nuovo soggetto le risorse umane dell’Ente irriguo umbro-toscano. La sede legale e amministrativa sarà sempre ad Arezzo. Per il nuovo ente è previsto un Consiglio di amministrazione e relativo presidente e il collegio dei revisori. Al vertice della struttura amministrativa sarà prevista la figura di un direttore. Il Cda sarà composto da tre membri di cui uno in rappresentanza della Regione Toscana, uno in rappresentanza della Regione Umbria e uno in rappresentanza del Ministero delle politiche agricole. Anche nel collegio dei revisori siederà un rappresentante del Governo, che sarà il Ministero dello Sviluppo Economico. Per gli Enti Locali interessati lo Statuto prevederà appositi strumenti di consultazione - Lo Statuto del nuovo Ente prevederà appositi strumenti di consultazione e informazione degli enti locali interessati. E’ prevista anche la formazione di appositi comitati di sorveglianza. “Abbiamo portato avanti – ha sottolineato l’assessore Gianni Salvadori al termine dell’incontro di Perugia – un lungo lavoro che oggi è pressochè completato ed è per questo che possiamo dirci soddisfatti. Le richieste che le due Regioni, Umbria e Toscana, insieme agli enti locali, avevano avanzato sono state soddisfatte e abbiamo non solo la garanzia che le opere primarie rimangono nel demanio statale, come abbiamo sempre sostenuto, ma anche l’impegno ad intervenire finanziariamente da parte dello Stato, qualora fosse necessario. Ora l’impegno prosegue per far funzionare nel modo migliore il nuovo ente e per portare avanti le opere necessarie all’approvigionamento idrico di tante parti della Toscana e dell’Umbria”.  
   
   
DIGHE E INVASI, QUALI RISCHI?  
 
Torino, 20 ottobre 2011 - “Dighe e invasi, quali le situazioni di rischio in Piemonte e nel resto d’Italia?” è l’argomento del convegno nazionale organizzato dall’assessorato regionale all’Ambiente - direzione Opere pubbliche e Difesa del suolo - dal 19 al 21 ottobre presso il Centro Incontri di corso Stati Uniti a Torino. Sono 962 le opere di sbarramento esaminate dal settore Pianificazione e Difesa del suolo attraverso perizie integrate e ispezioni. Di queste, 708 sono di competenza regionale, la maggior parte utilizzate per uso irriguo (circa l’83%). Le verifiche effettuate in collaborazione al Corpo Forestale dello Stato hanno permesso di far emergere situazioni rischiose anche su alcuni impianti privi di sbarramento artificiale, quindi non rientranti nelle competenze regionali, ad esempio per l’inadeguatezza del manufatto di contenimento o per la mancanza di recinzioni e cartelli. L’intento di stilare una nuova classificazione in base al rischio e l’aggiornamento del Catasto sbarramenti risponde all’esigenza di disporre di uno strumento per l’organizzazione completa delle informazioni relative alle dighe e agli invasi di competenza regionale e nazionale, al fine di gestire in maniera integrata sia la componente descrittiva delle informazioni di tipo generale, tecnico e amministrativo, sia la componente geografica relativa alla localizzazione degli impianti. In quest’ottica, sarà possibile semplificare le procedure dei controlli sugli sbarramenti esistenti e in costruzione e stanziare risorse utili per monitorare in maniera più approfondita gli sbarramenti ritenuti maggiormente pericolosi. “Le attività condotte fino ad oggi - ha dichiarato in apertura dei lavori l’assessore all’Ambiente, Roberto Ravello - confermano non solo la necessità di incrementare la conoscenza del territorio da parte dell’amministrazione regionale, ma anche di promuovere una cultura di prevenzione del rischio e di verificare con maggiore frequenza le condizioni degli sbarramenti in esercizio. Diventa quindi quanto mai opportuno procedere ad una classificazione degli sbarramenti sulla base della pericolosità, in modo da poter stilare con largo anticipo, in collaborazione con la Protezione civile regionale, eventuali piani di intervento in caso d’emergenza. Dai primi dati raccolti, solo un 7% delle dighe piemontesi risulta non essere in ottimo stato. È dunque dovere della politica, partendo dall’acquisizione di questi risultati, tutelare il territorio e chi lo abita. L’attenzione rivolta dalla Regione a questo tipo approfondimenti permetterà infatti di sbloccare attività urgenti per la messa in sicurezza stessa degli impianti di ritenuta, imboccando un percorso virtuoso che dovrebbe consentirci di effettuare manutenzioni più frequenti, controlli sui corsi d’acqua maggiori e lo sfruttamento più corretto del materiale sedimentato nei bacini”.  
   
   
AMMESSO ALLA SECONDA FASE PER L’AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI DELLA VALLE D’AOSTA IL RAGGRUPPAMENTO DI IMPRESE GUIDATO DA NOY AMBIENTE  
 
 Aosta, 20 ottobre 2011 - L’assessorato regionale all’Ambiente comunica che si è concluso il 13 ottobre 2011 l’esame della documentazione tecnica per la gara di affidamento della gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d’Aosta. Alla conclusione dell’esame della documentazione amministrativa la Commissione di esperti per l’esame delle offerte ha ritenuto di non ammettere alla fase successiva il raggruppamento composto da Aimeri Ambiente Srl e Sct Sorain Cecchini Tecno Srl, poiché non ha dimostrato il possesso di tutti i requisiti tecnici ed economicirichiesti. La Commissione procederà ora alla apertura della offerta tecnica dell’altro raggruppamento (Noy Ambiente Spa; Rea Dalmine Spa; Valeco Spa; Gea Srl; Cogeis Spa; I.v.i.e.s. Spa), invece ammesso alla fase seguente, per valutare il progetto degli impianti e dei servizi e verificare che siano rispettati i requisiti minimi stabiliti dal capitolato speciale di appalto. Al fine di assicurare la massima trasparenza al percorso amministrativo per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d’Aosta, l’Assessorato all’Ambiente sottolinea che la Commissione di esperti individuata per l’esame delle offerte pervenute ha proceduto nelle attività di esame delle offerte riunendosi nelle seguenti date: 6 settembre, 7 settembre, 20 settembre e 13 ottobre 2011. La prima fase dell’appalto ha contemplato l’esame della documentazione amministrativa necessaria ad attestare il possesso dei requisiti morali, economici, tecnici e finanziari richiesti dal bando di gara al fine della ammissione alla fase successiva che prevede la valutazione della offerta tecnica (progetto preliminare impianti e servizi, contratto di servizi,...) e di quella economica (piano economico finanziario e offerta).  
   
   
RIFIUTI: REGIONE UMBRIA INCONTRA SINDACI ATI1; "ENTRO L´ANNO L´ADOZIONE DEL PIANO D´AMBITO"  
 
Perugia, 20 ottobre 2011 - Il percorso di adozione definitiva del Piano d´ambito dei rifiuti dell´Ati1 dell´Umbria verrà portato regolarmente a compimento: è l´impegno assunto dai sindaci dell´Alta Umbria alla presenza dell´assessore regionale all´ambiente, Silvano Rometti, nell´incontro che si è svolto, stamani, al Comune di Gualdo Tadino. Il confronto ha permesso di confermare i reciproci interessi al perseguimento dell´obiettivo della completa autosufficienza del territorio dell´Alta Umbria nella gestione dei rifiuti, sotto i profili operativi e della dotazione impiantistica. I sindaci dell´Ati 1 hanno espresso l´esigenza che le azioni programmate dalla Regione con il Piano Regionale dei Rifiuti vengano attuate coerentemente, anche nel quadro di riforma degli organismi istituzionali che investe gli Ati. "Abbiamo trovato grande attenzione e disponibilità da parte dell´assessore regionale Rometti a proposito della conclusione dell´iter di adozione del Piano d´ambito dei rifiuti - ha dichiarato il presidente dell´Ati 1 dell´Umbria Giampiero Giulietti - e dell´avvio della successiva fase di affidamento della gestione territoriale dell´impiantistica e delle operazioni di raccolta, trattamento e smaltimento, nella comune consapevolezza che la partita dei rifiuti diventa dirimente nell´attuale scenario, non solamente per il nostro ambito territoriale, ma per l´intera regione". L´assessore Rometti ha dato atto alle amministrazioni dell´Alta Umbria che stanno lavorando adeguatamente per il potenziamento della raccolta differenziata e ha condiviso l´istanza di accelerare nell´iter di ampliamento della discarica di Belladanza, perché l´impianto sia in grado di rispondere alle esigenze di smaltimento dei comuni del comprensorio nella fase transitoria che porterà al completamento del ciclo dei rifiuti su scala regionale. "Come Regione - ha affermato l´assessore regionale Rometti - continueremo a sostenere il lavoro che i Comuni stanno facendo per potenziare ed ammodernare i sistemi di raccolta idoneei ad innalzare i livelli raccolta differenziata, confermando anche per i prossimi due anni il programma straordinario per la riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare, con cui lo scorso giugno sono stati stanziati 1 milione e 800mila euro per i centri con più di 10mila abitanti". Con le prescrizioni comunicate dalla Regione in merito al Piano d´ambito che sono già state recepite dagli uffici tecnici, entro la fine dell´anno si conta di ottenere il pronunciamento dei Consigli comunali dei quattordici Comuni dell´Alta Umbria e arrivare alla conseguente adozione definitiva del Piano da parte dell´assemblea dell´Ati 1.  
   
   
EX DISCARICA DI RECANATI, DALLA REGIONE 660 MILA EURO PER LA BONIFICA. DONATI: ´UN CONTRIBUTO SIGNIFICATIVO PER RESTITUIRE L´AREA ALLA COMUNITA`´.  
 
Ancona, 20 Ottobre 2011 - Dalla Regione 660 mila euro al Comune di Recanati per bonificare l´ex discarica. E´ stata approvata dalla Regione Marche la graduatoria per l´assegnazione di contributi per la messa in sicurezza permanente e per la bonifica ambientale di aree inquinate. I progetti ammessi a finanziamento sono l´intervento di bonifica della discarica di Recanati e di una piccola area pubblica nel comune di Falconara Marittima. Ne da` notizia l´assessore all´Ambiente Sandro Donati che sottolinea come ´in questo periodo di profonda crisi economica, con i trasferimenti statali ridotti al lumicino, il cospicuo stanziamento per restituire ai cittadini di Recanati, ed a tutta la provincia di Macerata, un´area completamente bonificata da destinare ad usi sostenibili, riveste un´importanza straordinaria. La profonda crisi non deve farci perdere le priorita` sulle quali noi amministratori siamo chiamati a decidere quotidianamente´. ´Questo finanziamento ´ ha detto Donati ´ e` anche la dimostrazione che aree temporaneamente sacrificate per accogliere i rifiuti debbano essere bonificate e restituite al territorio e non certo abbandonate o lasciate libere di nuocere alla salute della popolazione´. L´assessore regionale evidenzia, infine, come ´la Regione Marche mostra concretamente come attraverso investimenti per l´ambiente possano anche derivare nuove occasioni di lavoro su un territorio che soffre del difficile contesto economico attuale del Paese´.  
   
   
UNA DELEGAZIONE DI IMPRENDITORI POLACCHI VISITA IL TRENTINO  
 
 Trento, 20 ottobre 2011 - Una delegazione della Kfdzom, associazione polacca di imprenditori e manager pubblici di società che operano nella gestione rifiuti e nelle tecnologie ambientali in genere, è giunta ieri a Trento per incontrarsi con i dirigenti provinciali e con i rappresentanti di alcune aziende trentine che lavorano in campo ambientale. La visita, che ha coinvolto 45 presidenti e manager di società municipalizzate e di aziende private polacche, è stata promossa sotto gli auspici dell´Ice Polonia e rappresenta il seguito del “Workshop Ambiente” organizzato lo scorso marzo in occasione della missione della Provincia autonoma di Trento a Varsavia, nel corso del quale Dolomiti Energia e alcune tra le principali aziende trentine del settore hanno avviato un dialogo tecnico con le controparti polacche. In mattinata gli imprenditori polacchi si sono incontrati e confrontati con i dirigenti provinciali che operano nel campo delle tecnologie ambientali. La presentazione del sistema trentino nel campo delle clean tech-Habitech è stata curata da Raffaele Farella per la Provincia e da Thomas Miorin, direttore di Habitech, mentre di iniziative e buone pratiche in campo ambientale hanno parlato Paolo Nardelli, dirigente dell´Agenzia per la depurazione, e Andrea Moauro, del Servizio politiche risanamento siti inquinanti e gestione rifiuti. Dopo una breve visita allo stabilimento di Ischia Podetti, nel primo pomeriggio gli imprenditori polacchi si sono confrontati direttamente con i rappresentanti delle aziende già incontrate a Varsavia nella scorsa primavera: Rudi Oss per Dolomiti Energia, Renzo Cescato per il Consorzio Territorio Ambiente e Michele Sartori per Sartori Ambiente. Le opportunità di cooperazione fra Trentino e Polonia sono legate agli ingenti fondi messi a disposizione dell’Unione europea per la riqualificazione e l´ammodernamento degli impianti legati alla gestione ambientale. Nel periodo di programmazione finanziaria 2007-2013 la Polonia risulta il principale beneficiario dei fondi Ue stanziati nell’ambito della Politica di coesione, con un afflusso finanziario di circa 67,3 miliardi di euro ed un contributo nazionale pari a circa 18,3 miliardi di euro. Lo stanziamento Ue 2007-2013 per il solo settore dell’ambiente (energia rinnovabile compresa) ammonta a 6,4 miliardi di Euro, di cui 5,4 miliardi per grandi progetti nazionali realizzati nell’ambito dei 6 (su 17) assi definiti nel programma operativo summenzionato. La missione della delegazione polacca rappresenta quindi un ulteriore sviluppo delle relazioni avviate con la Polonia, la cui ultima tappa è stata la visita a Trento di Adam Struzik, Governatore e Maresciallo del Voivodato della Masovia, la regione di Varsavia e la più dinamica della Polonia. L’incontro di oggi è stata l’occasione per approfondire il confronto tecnico in merito alle concrete opportunità di internazionalizzare un settore come quello delle tecnologie ambientali, che vede operare in Trentino realtà pubbliche e private di riconosciuta eccellenza. In questa prospettiva è in corso di organizzazione una missione multisettoriale in Polonia, che il Governatorato di Masovia promuoverà specificatamente per la Provincia autonoma di Trento all’inizio del 2012. La delegazione polacca proseguirà la sua visita in Italia, facendo tappa a Vicenza.