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LUNEDI

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Notiziario Marketpress di Lunedì 24 Ottobre 2011
15° CENSIMENTO GENERALE DELLA POPOLAZIONE E DELLE ABITAZIONI  
 
L’istat effettua ogni 10 anni il Censimento per conteggiare la popolazione e conoscere le sue caratteristiche, per aggiornare e revisionare le anagrafi comunali, così da determinare la popolazione legale. Inoltre, il Censimento raccoglie informazioni su quantità e caratteristiche strutturali delle abitazioni e degli edifici. Le famiglie, che hanno ricevuto i questionari nelle cassette postali con la rete ordinaria dei portalettere, devono compilarli con riferimento alla giornata del 9 ottobre: con la raccolta dei questionari, ci sarà una fotografia del Paese, aggiornata al 9 ottobre, di oltre 25 milioni di famiglie, quasi 61 milioni di cittadini, italiani e stranieri, residenti in 8.092 Comuni italiani. Il questionario deve essere compilato (obbligo di legge, decreto legislativo n. 322/89) con riferimento alla data del 9 ottobre 2011. Deve essere restituito entro e non oltre il 20 novembre 2011 attraverso una delle seguenti modalità: via web sul sito www.Censimentopopolazione.istat.it, a mano presso qualsiasi Ufficio postale (questionario cartaceo), al Comune di residenza. La compilazione web è la modalità consigliata, che prevede la stampa simultanea della ricevuta di avvenuta compilazione del questionario e non prevede alcuna restituzione di questionario cartaceo. Rilevatori incaricati dal Comune, riconoscibili da un tesserino (denominato Carta di autorizzazione per il rilevatore) rilasciato dal Comune stesso si recheranno al domicilio di coloro che non avranno restituito il questionario in modo autonomo entro il 20 novembre, sia on line che cartaceo. Ai sensi dell’art. 13 del Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. N. 196/2003) i dati vengono raccolti esclusivamente per finalità connesse e strumentali al Censimento della popolazione e sono trattati anche con modalità informatizzate nel rispetto delle disposizioni previste dal predetto Codice, al quale l’Istat si attiene rigidamente al fine di garantire i principi fondamentali con particolare riguardo alla tutela della riservatezza. Il conferimento dei dati è obbligatorio, salvo quanto previsto nel successivo paragrafo “Obbligo di risposta" con i relativi effetti. Rispondere ai quesiti del questionario è un obbligo (art. 7 del D.lgs. 322/89). Tuttavia la normativa vigente prevede la facoltà di rispondere o meno alle domande riguardanti dati sensibili. La non compilazione e/o restituzione del questionario da parte dei cittadini residenti può comportare l’avvio del procedimento di cancellazione anagrafica  
   
   
RETI D’IMPRESA: UN CONVEGNO ORGANIZZATO DA CONFINDUSTRIA COMO  
 
Confindustria Como organizza mercoledì 26 ottobre 2011 alle ore 17.00, presso la propria sede, un incontro dal titolo “Reti d’Impresa: una opportunità per crescere insieme”, con l’obiettivo di approfondire le caratteristiche di questo nuovo strumento che permette alle imprese di collaborare mantenendo l’autonomia e le proprie specificità. La capacità di competitività e innovazione delle piccole e medie imprese si scontra spesso con i limiti derivanti dalla dimensione e dalla scarsa propensione alla collaborazione fra aziende. Con il “contratto di rete” il legislatore ha voluto prevedere uno specifico strumento che consenta alle imprese, nella loro autonomia, di collaborare alla realizzazione di progetti ed obiettivi comuni con lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. Nel corso dell’incontro saranno illustrate le opportunità derivanti dal contratto di rete, le sue potenzialità e gli aspetti civilistici e fiscali che lo regolano, con particolare riferimento alle agevolazioni previste dalla normativa. Di seguito il programma del convegno: Ore 17.00 Apertura e saluti Francesco Verga, Presidente Confindustria Como Bianca Corti, Presidente Piccola Industria Confindustria Como Ore 17.10 Perché un nuovo strumento: opportunità per le Pmi Fulvio D’alvia, Confindustria - Direttore Retimpresa Ore 17.40 Il contratto di rete: aspetti civilistici e procedurali Mario Mele, notaio Ore 18.10 Gli aspetti fiscali del contratto di rete e le agevolazioni pubbliche Giovanni Casartelli, commercialista - Studio dr. Ramiro Tettamanti e Associati - Rete Studi Integrati Acb Group Ore 18.40 Testimonianza di un imprenditore Ore 19.10 Dibattito Partecipazione gratuita. Per informazioni ed iscrizioni: tel. 031.234111  
   
   
IL MESTIERE DI EDITORI DALL’ADVERTISING ALLA COMUNICAZIONE  
 
Si è svolto il 19 ottobre 2011 a Milano il 5° Forum degli Editori Tecnici Professionali Specializzati organizzato da Anes – Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata – e dedicato al “Mestiere di editori dall’advertising alla comunicazione”. In apertura Cristina Ferrari, Segretario Generale dell’associazione, ha sottolineato il ruolo di Anes come luogo di confronto, formazione e apprendimento per i 236 editori soci, un ruolo di grande importanza in un momento in cui l’affermazione di internet ha messo in moto una serie di trasformazioni dei processi e del profilo delle aziende editoriali. “Il nostro mestiere si trasforma e adotta formati e modalità diversi,” ha esordito Alessandro Cederle, presidente di Anes, “ma mentre tutto cambia, il valore del nostro ruolo di mediatore all’interno dei mercati è sempre lo stesso, e si riconferma nel mutare delle formule e dei media”. Il presidente ha proseguito mettendo l’accento sull’urgenza del rinnovamento del business editoriale, perché il cambiamento innescato dai New Media è inarrestabile e non più rimandabile. Ovviamente il percorso non è facile, né esistono facili ricette; Anes perciò si sta muovendo a sostegno dei soci in diverse direzioni e attraverso una serie di attività e servizi quali i corsi di formazione, l’allestimento di una directory fornitori, l’impegno presso le istituzioni governative sul fronte delle tariffe postali, la distribuzione in edicola, il Csst, convenzioni e offerte speciali. “Perché”, ha concluso Cederle, “il cambiamento è possibile, ma nessuna azienda può affrontarlo da sola”. Lorenzo Paoli, Senior Manager Strategic Management Partners, ha presentato i risultati di un’indagine esclusiva condotta tra gli associati Anes da cui emerge che attualmente il 76% dei ricavi deriva dalla carta e dall’adv nel 66% dei casi. Se è vero che entro 3-5 anni si prevede il decremento del ruolo della carta, non si pensa cambierà il modello di business che – affermano gli editori Anes – continuerà a essere basato sulla vendita di pubblicità. Il 54% delle aziende Anes sostiene di avere una conoscenza di internet alta o molto alta, il 71% ha un sito, ma il 55% lo aggiorna solo settimanalmente, mensilmente o addirittura con meno frequenza, in base alla periodicità dei prodotti cartacei. Sembra quindi, nella maggior parte dei casi, che l’utilizzo del web da parte degli editori specializzati sia concentrato sulla messa online delle riviste: pdf per il 73%, flip per il 54%, newsletter e Dem per il 78%. Il 54% dei siti degli intervistati è ottimizzato per i motori di ricerca, ma il 56% non ha ancora adottato modelli di social networking e web 2.0, anche se il 90% ritiene lo si debba fare. Ancora limitata è la percentuale (17%) dei siti ottimizzati per i vari device (tablet, smartphone, ecc.), benché l’84% dei soci Anes sia consapevole del loro grande sviluppo entro 3-5 anni. Infine, il 56% riconosce che la rete di vendita fatica ad assimilare internet e il 29% vende prevalentemente banner. Una fotografia in movimento dunque, di una realtà in rapida trasformazione. Nella tavola rotonda coordinata da Stefano Quintarelli, Direttore Area Digital Gruppo 24 Ore, Stefano Maruzzi, Country Director Google Italy, ha affermato che dallo scorso mese di settembre le connessioni a internet in Italia sono aumentate di molto, soprattutto per mezzo dei device mobili. Google riceve dall’Italia 4 miliardi di interrogazioni al mese. C’è tanto contenuto sul web ed è questo che spinge gli utenti a fare uso di internet. Cresce anche il tempo speso online mentre in termini di ricavi pubblicitari se la Tv resta il primo media per spending (dati 2010) e i newspaper sono in calo, internet ha raggiunto il miliardo di euro e nel 2012 ci sarà il sorpasso degli investimenti pubblicitari online rispetto alla carta. “Se una volta c’erano le media company”, ha concluso Maruzzi, “oggi l’aumento della competizione e l’assenza di barriere all’ingresso ha cambiato lo scenario dell’offerta di contenuti: occorre certamente rivedere il business model, ma anche le caratteristiche del prodotto, insistere sulle tecnologie e far pagare i contenuti. Non concorda completamente Paolo Tacconi, Executive Producer Msn Western Europe - Microsoft, affermando che al momento la maggior parte dei ricavi provengono ancora dall’advertising, dal search e dal display. Poiché la caratteristica del mercato italiano è la polverizzazione dell’apparato produttivo, per non duplicare gli sforzi suggerisce agli editori di unire le risorse nell’affrontare il cambiamento e sottolinea il valore dell’aggregazione. Cesare Sironi, Senior Vice President Innovation & Industry Relations Telecom Italia e Ceo Matrix ha portato l’esempio degli Usa, dove gli editori di riviste adottano il “content curation” il cui scopo è personalizzare il sito, cioè fare in modo che la pagina del sito si apra automaticamente su contenuti che interessano il singolo utente, una volta registrato e profilato. Ma ha anche evidenziato il problema del carattere restrittivo della legislazione italiana in materia di privacy. Ha chiuso i lavori del mattino Alessandro Cederle, sottolineando che l’approccio verticale dell’editoria tecnica e professionale permette agli editori di sviluppare una sorta di “intimità” con i propri clienti e lettori, e questo rappresenta un enorme vantaggio rispetto all’informazione generalista nel passaggio dai modelli offline a quelli online. Occorre però rischiare e non aspettarsi di monetizzare subito, per il solo fatto di aver investito in tecnologia. Il pomeriggio è stato dedicato alla presentazione delle attività, dei progetti e dei servizi di Anes a supporto del cambiamento. “Anes si sta trasformando da semplice associazione a fornitore di servizi di consulenza”, ha esordito il vicepresidente Antonio Greco presentando il programma dei corsi di formazione che l’associazione proporrà a partire dal 2012. Si tratta di una prima serie di corsi che risponde ai bisogni formativi emersi da un’inchiesta tra i soci e decisamente orientati all’ambito dei new media: il 64% è interessato alla riqualificazione della forza vendita, mentre il web marketing, il web content e il social media sono necessità espresse rispettivamente dal 40%, il 28% e il 20% degli editori. Roberto Pissimiglia, in qualità di vicepresidente, ha ricordato come nell’era della rivoluzione digitale tutto ruoti attorno ai contenuti e ha evidenziato ancora una volta il ruolo fondamentale di Anes nel sostenere gli editori soci proprio nella valorizzazione dei contenuti, la cui diffusione e fruizione è stata profondamente modificata dall’avvento delle piattaforme digitali. Pissimiglia ha poi presentato l’importante esperienza dei gruppi di lavoro di Anes, illustrata nei dettagli dai loro rappresentanti: Claudio Garosci, per il Gruppo di Lavoro Marketing e Comunicazione, ha fatto il punto sull’organizzazione della “Directory Fornitori” – attiva dal prossimo mese di novembre - ossia un archivio di fornitori certificati a disposizione dei soci e al tempo stesso una vetrina dei soci aggregati che offrono servizi. Paolo Sciacca, per il Gruppo di Lavoro Online e New Media, ha illustrato l’iniziativa “I tè di Anes”, brevi momenti di formazione e informazione a partecipazione gratuita, a carattere informale e dal taglio fortemente pratico. I primi appuntamenti dedicati a e-mail marketing, Sem e Seo hanno conosciuto una grande partecipazione. Il prossimo appuntamento sarà a metà novembre sui flip magazine, mentre si progettano format a distanza per favorire la partecipazione degli editori distribuiti sul territorio. Infine Paolo Audino, presidente Csst, ha insistito sull’importanza della certificazione per l’editoria specializzata e tecnica - sia cartacea, sia online – e ha presentato l’evoluzione e il valore di un servizio, dove sono fondamentali la misurazione, la trasparenza, i controlli  
   
   
DIRITTO SOCIETARIO ONLINE SUL SITO ODCEC DI MILANO  
 
Il Diritto societario è online sul sito dell’Ordine il primo eBook dei Commercialisti di Milano. E’ dedicato al Diritto Societario il primo eBook dei Commercialisti di Milano, Casi e questioni di Diritto Societario disponibile sul sito dell’Ordine www.Odcec.mi.it . Il vasto e articolato programma di formazione e aggiornamento promosso dall’Ordine si arricchisce così di un nuovo e prezioso strumento: un primo eBook, scaricabile gratuitamente da tutti gli iscritti, ulteriore passo di un interesse sempre maggiore dell’Odcec di Milano verso il mondo del web e le sue molteplici applicazioni. Il manuale, realizzato dalla Commissione Diritto Societario dell’Ordine in collaborazione con il mensile del Sole 24Ore “Diritto e Pratica delle Società”, costituisce un’utile guida di riferimento per affrontare, sotto il profilo tecnico/pratico, le problematiche correlate all’evoluzione normativa, con 110 casi risolti pubblicati tra il 2005 e il 2010 e con una finestra aperta sulle implicazioni fiscali. Si tratta di analisi ponderate, che favoriscono una attenta valutazione di soluzioni che contemperino il rispetto delle norme con gli interessi economico-patrimoniali delle imprese  
   
   
IMPRENDITORI STRANIERI IN PIEMONTE: +6,8% NEI PRIMI 6 MESI DEL 2011  
 
Sono soprattutto imprenditori di origine rumena e marocchina, concentrati nel commercio e nelle costruzioni e nelle province di Torino e Novara Nei primi 6 mesi del 2011 il numero degli imprenditori stranieri registrati in Piemonte ha raggiunto le 52.387 unità, manifestando una dinamica crescente rispetto a fine 2010. Gli immigrati che scelgono di avviare un’attività in proprio nella nostra regione appaiono sempre più numerosi: se nel 2000 il peso degli imprenditori stranieri sul totale degli imprenditori presenti in Piemonte era inferiore al 3%, tale percentuale risulta più che raddoppiata a giugno 2011, quando l’incidenza si attesta al 6,8%, dato in linea con quello nazionale (6,7%). “Negli ultimi 10 anni il numero di imprenditori stranieri nella nostra regione è più che raddoppiato: è un segnale incoraggiante, che dimostra come il nostro territorio sia in grado di attrarre nuove forze imprenditoriali, che evidentemente trovano qui le condizioni adatte per intraprendere le loro attività - sottolinea il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello -. Il rilancio della nostra economia deve passare anche attraverso la valorizzazione di questo bacino di nuovi imprenditori, che rappresenta una risorsa importante per il territorio, da sostenere e incoraggiare con politiche mirate e sinergiche a supporto della legalità. Per fare un esempio delle iniziative condivise dagli attori istituzionali, il sistema camerale ha sostenuto finanziariamente il Fondo di garanzia per il Microcredito della Regione Piemonte, a supporto dei soggetti non bancabili - come, per l´appunto, gli immigrati -per aiutarli nella realizzazione delle loro idee imprenditoriali". Per quanto riguarda l’analisi delle aree di provenienza dei titolari d’impresa, si collocano al primo posto gli imprenditori di origine rumena con 9.857 posizioni imprenditoriali (pari al 18,8% del totale), seguiti dai marocchini (8.790) con una quota dell’imprenditoria straniera pari al 16,8%, dagli albanesi (con 4.449 posizioni, pari all’8,5% del totale) e dagli imprenditori cinesi (2.859 aziende, pari al 5,5% del totale). Francia, Svizzera e Germania occupano le successive posizioni. Complessivamente, queste sette etnie raggruppano da sole il 62% delle imprese con titolare straniero presenti in Piemonte. A livello provinciale, emerge come sia Torino ad ospitare il maggior numero di imprenditori stranieri della regione: il 7,8% delle attività imprenditoriali è gestita da stranieri. Il peso dell’imprenditoria straniera supera la media regionale anche a Novara (7,4%). A Vercelli il dato appare in linea con quello piemontese, mentre nelle altre province l’incidenza risulta minore. La distribuzione per settori di attività evidenzia, infine, una forte concentrazione delle imprese con titolari stranieri nel settore del commercio e delle costruzioni, che assorbono insieme oltre la metà delle attività imprenditoriali. Seguono i servizi, mentre ruoli residuali sono assunti dall’industria manifatturiera e dall’agricoltura   
   
   
QUASI 3 ITALIANI SU 10 AMANO FARE LA SPESA A CASA: LA VENDITA DIRETTA PIACE, SOPRATTUTTO AI GIOVANI  
 
La vendita diretta a domicilio piace ai giovani, soprattutto donne, e dà molta soddisfazione ai suoi clienti. È quanto emerge dall’indagine commissionata da Univendita (Unione italiana vendita diretta), presentata martedì 18 ottobre a Milano, nella sala Sommaruga dell’Unione Confcommercio. Nel dettaglio, i dati dell’indagine parlano di un mondo, quella della vendita diretta a domicilio, molto conosciuto dagli italiani: il 96,7% degli intervistati, infatti, ha risposto di conoscere la vendita diretta a domicilio. Il 64,6% ha avuto contatti almeno una volta con gli incaricati delle aziende che utilizzano il canale della vendita diretta, mentre il 24,7% ha comperato almeno una volta da un incaricato alla vendita. «Sono dati che non ci stupiscono -è il primo commento di Luca Pozzoli, presidente di Univendita-, ma che ci fanno capire quanto le aziende della vendita diretta siano presenti nella quotidianità dei consumatori italiani. Il sondaggio ci ha illustrato chiaramente perché, da oltre sette anni, la vendita diretta a domicilio è l’unico sistema economico del Paese che cresce senza rallentamenti». A dar man forte alle parole di Pozzoli, ci sono i dati: si è detto «soddisfatto dell’acquisto» il 91% di chi ha acquistato prodotti dal canale della vendita diretta, mentre l’84% di quanti hanno acquistato dal canale della vendita diretta a domicilio consiglierebbe questo sistema di distribuzione per i propri acquisti. Il 74% delle persone che hanno acquistato dalle aziende della vendita diretta sono donne, mentre è interessante l’età di chi utilizza questo canale di distribuzione per i propri acquisti: oltre il 60% ha un’età compresa tra i 18 e i 44 anni (nel dettaglio, il 10,93% tra i 18 e i 24 anni, il 24,70% tra i 25 e i 34 e il 24,70% tra i 35 e i 44). Dato che assume ancora più rilevanza se si aggiungono le persone di età compresa tra i 45 e i 54 anni (il 21,05%) che porta la percentuale a oltre l’80% della clientela. «Questi dati ci fanno capire che nonostante la vendita diretta a domicilio sia il canale di distribuzione più antico del mondo, è ancora molto attuale e, soprattutto, che trova gradimento nelle generazioni giovani» prosegue Pozzoli. L’indagine. Commissionato da Univendita (Unione italiana vendita diretta a domicilio) e realizzata da Eo Ipso, è stata presentata nella sala Sommaruga dell’Unione Confcommercio di Milano. Oltre ai dati sull’indice di gradimento e sulla divisione per fasce d’età, i dati hanno illustrato anche la “territorialità” degli italiani che utilizzano la vendita diretta a domicilio per i propri acquisti: il 48,18% abita nel Nord Ovest del Paese. Il 16,19% nel Nord Est, il 10,93% al Centro, il 14,17% al Sud e il 10,53% nelle Isole. Come detto, il 91% dei clienti delle aziende di vendita diretta a domicilio si è detto soddisfatto degli acquisti effettuati (il 90,71% delle donne e il 92,19% degli uomini). L’84,62% consiglierebbe di effettuare acquisti tramite la vendita diretta a domicilio (l’84,70% delle donne e l’84,38% degli uomini). I prodotti che più attraggono l’interesse dei clienti della vendita diretta sono gli elettrodomestici (24,34%), i gelati o surgelati (14,57%), i cosmetici (13,77%), la biancheria per la casa (8,50%), i contenitori per alimenti (6,88%), gli integratori alimentari (4,05 %), i viaggi e le vacanze (3,64%), le batterie per cucina (2,43%). Al termine della presentazione del sondaggio, i dati sono stati paragonati a quelli dell’andamento dell’e-commerce tratti dal report Consumer Behaviour 2011. «Quando l’e-commerce fece la sua apparizione nelle abitudini dei consumatori italiani, in molti davano la vendita diretta a domicilio per spacciata -spiega il presidente di Univendita, Luca Pozzoli-. La realtà, invece, ci mostra che la vendita diretta gode di ottima salute e, forse, la spiegazione sta anche nel fatto che molti dei nostri punti di forza sono quelli indicati come importanti dai clienti del commercio elettronico». Sia l’e-commerce sia la vendita diretta a domicilio, infatti, sono canali di distribuzione con clienti “giovani”: il 70% degli acquirenti on-line ha un’età compresa tra i 20 e i 49 anni (l’80% dei clienti della vendita diretta a domicilio ha tra i 18 e i 55 anni). «Gli utenti/consumatori del web -conclude Pozzoli-, per il 74%, gradirebbero un contatto diretto con l’azienda prima di effettuare un acquisto: nella vendita diretta a domicilio, il contatto diretto con l’azienda, tramite i propri incaricati alla vendita, è prerogativa essenziale per effettuare un acquisto. Molti dei punti deboli dell’e-commerce, come la mancanza del contatto diretto con il venditore, piuttosto che l’accertamento diretto della qualità della merce, sono punti di forza essenziali della vendita diretta a domicilio».  
   
   
ITALIANI E PRIVACY: PIÙ CHE LE INTERCETTAZIONI, PREOCCUPA LA PROPRIA IMMAGINE SOCIAL - REPORT DIENNEA MAGNEWS  
 
La nuova privacy degli italiani: per i benefici del web si è disposti a compromessi. Ma più che il denaro o le informazioni è l’immagine ciò che si ha paura di perdere. Una ricerca di Diennea Magnews in collaborazione con Human Highway spiega come gli italiani conservino ancora qualche timore verso gli aspetti più innovativi di Internet. E come non per tutti siano disposti a cambiare il proprio stile di vita. Più che la navigazione sul Web temono l’uso del cellulare. Le telecamere in città passano inosservate mentre l’uso della carta di credito preoccupa ancora, ma meno. E poi c’è Facebook: molti sono gli italiani che non possono farne a meno, prestano attenzione a ciò che scrivono ma temono di ritrovarsi in immagini pubblicate qua e là da amici reali o “di social”. Benvenuti nella nuova versione della privacy, dove l’online non è considerato un particolare pericolo soprattutto nei suoi strumenti classici. Il social network deve essere ancora digerito e qualche ansia è procurata anche dall’emergente geolocalizzazione. Ma l’italiano medio si sente tutto sommato al sicuro. Questo almeno è quanto emerge dal “Privacy&permission Marketing Report 2011”, la nuova ricerca sulla privacy in rete realizzata da Diennea Magnews in collaborazione con Human Highway e presentata a Milano durante la giornata di apertura di Iab Forum. Lo studio, realizzato su un campione online di 1018 italiani fra i 18 e i 64 anni, rivela un atteggiamento disincantato degli italiani nei confronti del trattamento dei dati. E un’attenzione minima per i problemi delle intercettazioni. “Abbiamo scelto di portare avanti questo progetto di ricerca con l’idea di comprendere meglio un fenomeno che fa parte del nostro mondo e che non possiamo trascurare se vogliamo far crescere l’industria del marketing digitale – commenta Maurizio Fionda, Amministratore Delegato di Magnews - .Rendere pubblico cosa sanno le persone della profilazione nel web e quanto questa consapevolezza incida nel loro quotidiano significa fare un primo passo di conoscenza reciproca, una sorta di patto di fiducia”. Rispetto all’edizione 2009 il fronte di chi è poco o per nulla preoccupato si è ampliato lievemente - 31% contro il 29% - mentre si è ristretto il campo dei timorosi che sono invece molto o abbastanza preoccupati (30% rispetto al precedente 34%). Sostanzialmente stabile è invece la schiera di coloro che si collocano a metà strada (che passa dal 37% al 38%). Passando a esaminare nello specifico le diverse situazioni nelle quali una persona può essere “tracciata”, si scopre però che la percentuale di preoccupati aumenta significativamente fino a coinvolgere la metà della popolazione internet quando si parla di Social Network. L’eventualità di ritrovarsi inconsapevolmente ritratti su Facebook in scatti che si preferirebbe mantenere riservati è ciò che preoccupa maggiormente gli italiani (ben il 53% della popolazione di riferimento), tanto che il 44,1% degli intervistati afferma che, a seguito di questo timore, ha modificato il modo in cui utilizza questo social network. Preoccupazione che scalza la paura del tracciamento dati della propria carta di credito, fino a due anni fa in cima alla classifica, tuttavia ancora oggi avvertita da una quota consistente di popolazione (44%). Segue la preoccupazione data dagli effetti della geolocalizzazione (34%) che va a influenzare il comportamento del 30,5% degli utenti e che supera la paura di essere intercettati sul cellulare (condivisa dal 29% degli utenti). Il timore di essere tracciati durante la navigazione sul web è espresso da circa un rispondente su quattro (28%) ed è ancora più bassa la quota di quanti esprimono preoccupazioni legate all’uso dell’eMail (23%) e alle ricerche sul Web (circa il 20%). In tutte le situazioni analizzate c’è un’evidente relazione diretta tra la preoccupazione verso un certo tipo di tecnologia di tracciamento e i comportamenti di difesa: all’aumentare della preoccupazione le persone affermano con maggior frequenza di modificare il proprio comportamento. È interessante però notare come, pur consapevoli e preoccupati dalle «tracce» lasciate in rete durante la navigazione, non siano tuttavia disposti a modificare ad esempio il proprio stile di navigazione: i vantaggi sono così tanti che si è disposti a rinunciare a una parte della propria privacy in cambio dei benefici ottenuti. Diennea è una società specializzata nei servizi strategici e nelle tecnologie per il marketing e la comunicazione digitale. Attiva dal 1996, ha sede principale a Faenza e rappresentanze commerciali a Milano e Roma. Magnews è la business unit specializzata in digital direct marketing (soluzioni e consulenza per email marketing e mobile). Oltre ad aver sviluppato una piattaforma proprietaria per la realizzazione e gestione di campagne di email marketing e sms, Magnews è un team di esperti di web marketing, analisti e creativi che si occupano di progetti personalizzati nell’ambito della Lead Generation e Database Building (raccolta di nuovi contatti e indirizzi), Dem, E-commerce, Sondaggi di Customer Satisfaction, Newsletter etc. Attualmente lo staff di Magnews collabora con più di 500 clienti in tutti i settori (automotive, fashion, farmaceutica, finanza, retail, Gdo, fund raising, ecommerce). More info: http://www.magnews.it/  Human Highway si occupa di ricerche e analisi su temi legati ai servizi, alla comunicazione e al marketing online. L’attività di ricerca si svolge principalmente sul Web, mediante l’utilizzo di un panel rappresentativo della popolazione Internet (Opline) e un’innovativa suite di strumenti di ricerca per lo studio di qualsiasi segmento di popolazione Web e di online Customer Base. More info: http://www.humanhighway.it/    
   
   
LE CIFRE DAL MONDO DELL´EDITORIA LIBRARIA  
 
Tutte le cifre sul mondo dell’editoria libraria sono disponibili e scaricabili dal sito www.Aie.it  (pagina Cifre e Numeri, link: http://www.Aie.it/topmenu/documenti/cifreenumeri.aspx ) e dal sito giornaledellalibreria.It  (pagina Numeri: link http://www.Giornaledellalibreria.it/topmenu/numeri.aspx ). Con un click ecco a disposizione tutti i numeri sulla produzione e sul mercato, sulla lettura e sugli acquisti, sul libro tradizionale e sull’editoria digitale. E ancora su come è cambiata l’editoria italiana dagli anni Novanta a oggi. Insomma i principali dati di riferimento dell’editoria italiana, per vedere dove (e come) eravamo, dove siamo, come ci stiamo trasformando. Anche regione per regione. Nelle varie sezioni, curate dall’Ufficio studi dell’Aie, è possibile trovare grafici, tabelle, un breve commento e una nota metodologica sulle fonti. Il tutto per fornire ad addetti ai lavori, curiosi ed amanti del libro le più importanti (e attendibili) indicazioni sul mercato italiano del libro tradizionale (e dei suoi canali), dell’eBook e dell’eCommerce, dei contenuti e dei consumi culturali  
   
   
UNA NUOVA MINACCIA: SARÀ IL NUOVO STUXNET?  
 
I laboratori di ricerca di Symantec hanno scoperto una nuova minaccia informatica potenzialmente mirata ad aziende e infrastrutture critiche, che condivide gran parte del codice con il celebre malware Stuxnet, il primo worm in grado di spiare e riprogrammare Pc industriali, scoperto nel giugno del 2010. Secondo Symantec gli autori di questa nuova minaccia, soprannominata Duqu, hanno avuto accesso al codice sorgente di Stuxnet. Sarebbe quindi possibile che Duqu sia stato creato dagli stessi aggressori che hanno creato Stuxnet. L’obbiettivo di Duqu è di raccogliere dati di intelligence e asset da aziende, quali ad esempio produttori di sistemi di controllo industriali, in modo da semplificare attacchi futuri volti a colpire terze parti. Gli aggressori sono a caccia di informazioni come documenti di progettazione che potrebbero aiutarli a sferrare un attacco futuro ad una struttura industriale. Duqu sarebbe quindi il precursore di un possibile attacco simile a Stuxnet con conseguenze di natura economica e non solo. Secondo la 2010 Symantec Critical Information Infrastructure Protection Survey, il 53% dei provider di infrastrutture critiche è stato attaccato mediamente 10 volte negli ultimi cinque anni con un costo medio di 850.000 dollari per attacco; mentre Il 47% delle aziende italiane coinvolte nella ricerca ha il sospetto o la certezza di aver subito un attacco volto a manipolare o distruggere i sistemi di controllo aziendali tramite il proprio network con uno scopo specifico, posizionando le aziende nostrane in seconda posizione subito dopo l’Estonia al 49%. Maggiori informazioni sono disponibili sul blog di Symantec http://www.Symantec.com/connect/w32_duqu_precursor_next_stuxnet    
   
   
COME COSTRUIRE UN CLOUD PRIVATO BASANDOSI SULL´INFRASTRUTTURA GIÀ ESISTENTE  
 
Symantec Corp. (Nasdaq: Symc) ha annunciato la versione 6.0 dei propri prodotti di storage management e high availability. Grazie a questa versione, Symantec offre la possibilità alle aziende It di costruire il proprio cloud privato trasformando l’infrastruttura pre-esistente. Le aziende potranno gestire i propri servizi business end-to-end con elasticità, anche nel caso in cui il servizio si basi su molteplici tecnologie di virtualizzazione, sistemi operativi e piattaforme di storage. Questa versione si trova in diversi prodotti del portafoglio Symantec tra cui Veritas Storage Foundation 6.0, Veritas Cluster Server 6.0, e Veritas Operations Manager 4.1, tutti ben integrati per aiutare le aziende in un passaggio sicuro verso un’architettura di cloud privato. In base ai dati emersi dalla Virtualization and Evolution to the Cloud Survey, il 67% dei professionisti It e C-level è poco fiducioso nel trasferire applicazioni mission-critical su un cloud ibrido/privato a causa dei requisiti richiesti dalle Sla per l’high availability. Questa preoccupazione riguarda anche gli ambienti storage, con l’82% degli intervistati che ha indicato una maggiore accessibilità come obiettivo importante per decidere di implementare uno storage-as-a-service privato. Con l’introduzione di queste soluzioni, le aziende possono mettere assieme gli asset esistenti - sia su sistemi fisici che su quelli virtuali, attraverso sistemi operativi e piattaforme di virtualizzazione e con tutti gli array di storage più importanti - per dare elasticità, scalabilità, e flessibilità alla loro infrastruttura. Symantec permette alle aziende It di trasformare l’infrastruttura esistente per godere dei benefici di un cloud privato ed elastico  
   
   
RI.VISUAL: UN NUOVO STRUMENTO CONTRO LA CRIMINALITÀ ECONOMICA - PIÙ FACILE CONSULTARE IL REGISTRO DELLE IMPRESE E CAPIRE I COLLEGAMENTI FRA IMPRESE E PERSONE  
 
Una nuova modalità per consultare il Registro delle Imprese che costituisce un potente strumento di legalità a supporto della Pubblica Amministrazione e delle Forze dell’Ordine nella lotta alla criminalità economica. La Camera di Commercio di Rimini ha scelto, infatti, di adottare “Ri.visual”, un’interfaccia telematica creata da Infocamere, che consente di vedere immediatamente, in formato grafico, le informazioni su un’impresa o su una persona presenti nel Registro delle Imprese. Il Registro delle Imprese italiano è da molti anni un’indispensabile fonte informativa per tutti coloro che vogliono approfondire la propria conoscenza del sistema economico, studiarne il funzionamento ed il comportamento, e analizzare i fenomeni dinamici che lo attraversano, compresi quelli che occorre fronteggiare e contrastare. La straordinaria efficacia di "Ri.visual" consiste proprio nella capacità di accostare ed incrociare in pochi istanti i dati del Registro delle Imprese italiano, circa sei milioni di posizioni registrate, in modo trasversale, attraverso relazioni informatiche stabilite sulle principali chiavi identificative (codici fiscali, numeri Rea), e di restituirli in un formato grafico di immediata ed intuitiva comprensibilità. In pratica, partendo dalle ricerche sulle imprese, in base alla denominazione, codice fiscale o numero Rea, oppure dalle ricerche sulle persone, utilizzando cognome e nome o codice fiscale, è possibile accedere alle informazioni in formato grafico delle imprese o delle persone cercate. Con “Ri.visual” sarà così possibile conoscere, in tempo reale, tutte le informazioni economiche su una società, dalla sua denominazione alla forma giuridica, al tipo di attività; ottenerne immediatamente l’elenco dei soci o degli amministratori, lo “stato di vita” - cessazione, liquidazione, fallimento, variazioni delle cariche, trasferimenti. Per le imprese si possono visualizzare le informazioni sulle persone (amministratori, sindaci, titolari di altre cariche), sui soci e titolari di quote oppure sulle partecipazioni o le unità locali. Oltre alle rappresentazioni grafiche si possono richiedere altri documenti, come la visura, in formato testuale, per acquisire tutte le informazioni di dettaglio. Con riferimento alle persone, invece, si possono visualizzare le informazioni relative alle partecipazioni o alle cariche ricoperte. A queste si vanno ad aggiungere le informazioni in formato testuale come la scheda partecipazioni e la scheda cariche. Sulla base della ricerca effettuata, il sistema costruisce una pagina grafica contenente di volta in volta le informazioni richieste che vanno ad aggiungersi ed integrarsi con quelle già presenti, creando così un quadro informativo completo dell´attività di ricerca. Costi e attivazione Il diritto di segreteria è pari a 2,00 Euro allo sportello telematico e 3,00 Euro allo sportello della Camera di Commercio. Per gli utenti già registrati a Telemaco Pay prima del 30 giugno 2011 il servizio è già attivo. Per gli utenti che hanno effettuato la registrazione a Telemaco Pay dopo tale data e per coloro che intendono attivare il servizio è necessario contattare una delle seguenti società di distribuzione del servizio (il cui elenco è disponibile sul sito www.Registroimprese.it): Visura S.p.a. – Roma; Open Dot Com S.p.a. – Roma; U.na.p.p.a – Milano; Tutela Fiscale Centro Servizi Caf – Roma; Servizi Cgn – Pordenone; Innovare24 S.p.a. – Milano. I tempi e le modalità di attivazione dipendono dalle singole società di distribuzione  
   
   
IN AUMENTO LE RICHIESTE DI PROFESSIONISTI CON COMPETENZE SPECIFICHE DEL MONDO WEB. INFOJOBS.IT DELINEA IL QUADRO DELLE OFFERTE ATTUALMENTE ATTIVE SUL TERRITORIO NAZIONALE  
 
Con l’affermarsi ormai incontrastato di Internet in tutti gli ambiti della vita privata e professionale, l’attenzione delle aziende è sempre più concentrata sulle nuove tecnologie e il web è diventato il primo strumento di comunicazione ed interazione tra brand e consumatori. Aumentano così le richieste di figure professionali con competenze specifiche legate al settore online. Aziende e esperti si sono incontrati il 12 e 13 ottobre a Milano, in occasione della Ix edizione di Iab Forum. Il futuro del mercato del lavoro, sia per quanto riguarda le nuove professioni che per i metodi di ricerca di occupazione, corre sul filo della banda larga. Lo dimostra il peso crescente dell’e-recruiting, selezione online di personale su siti esterni specializzati, utilizzato ormai da più di metà delle aziende italiane, così come afferma una recente ricerca della School of Management del Politecnico di Milano (http://www.osservatori.net/). Infojobs.it (http://www.infojobs.it/ ) rappresenta la principale realtà in Italia e in Europa nel settore per numero di offerte di lavoro, traffico Internet e numero di Cv. Con un database di oltre 45.000 offerte, Infojobs.it presenta le professioni web più richieste al momento sul territorio italiano. Web analysts – figura professionale che si occupa di monitorare e incrementare il traffico su siti e portali e aumentare la visibilità degli stessi sui motori di ricerca. Il suo lavoro è quello di raccogliere, aggregare, analizzare ed interpretare in maniera continuativa i dati statistici dei progetti assegnati al fine di migliorarne le performance e identificare nuove opportunità. L’attività è svolta tramite programmi di tracciamento ed elaborazione dei movimenti dei visitatori, tramite i quali è possibile verificare la provenienza degli accessi, il numero di pagine viste per utenti, il numero di visitatori unici giorno per giorno, le chiavi che generano gli accessi al sito attraverso i motori di ricerca, i percorsi seguiti e le conversioni. Le offerte disponibili su Infojobs.it si concentrano al momento nelle città di Bologna, Venezia, Roma, Milano. E’ richiesta per lo più un’esperienza pregressa di 2 anni. Web content editor – è il professionista a capo della redazione di contenuti per un sito o portale web. La risorsa si occupa di tradurre il contenuto e l’immagine tecnica in qualcosa di accattivante per l’utente. Egli deve gestire e ottimizzare i contenuti dei siti web a lui affidati, in termini di accessibilità, usabilità e conformità agli standard. Ha una conoscenza approfondita del settore di cui va a scrivere (turismo, moda, viaggi, ecc..) e dimestichezza con le diverse piattaforme di publishing (wordpress, drupal, joomla, ecc...). Completano il profilo capacità di photo-editing e conoscenza delle dinamiche di Seo nella creazione di contenuti. Gli annunci attualmente online riguardano Calabria, Emilia-romagna, Friuli-venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Trentino Alto-adige e Veneto. Seo e Sem specialist sono due attività distinte. Il Search Engine Optimization Specialist si occupa di tutte quelle attività messe in atto allo scopo di migliorare il posizionamento delle pagine di un sito web sulle pagine dei risultati organici (anche detti risultati naturali) restituite dai motori di ricerca in corrispondenza delle parole chiave (keywords) ritenute più strategiche. Le sue mansioni si concentrano principalmente su fattori di posizionamento "on-site", cioè elementi riguardanti l´ottimizzazione dell’architettura di un sito, delle sue singole pagine e di tutti gli elementi di contenuto che lo compongono. Conosce perfettamente le dinamiche della ricerca nei motori e dei Social Media, nonchè il linguaggio Html. Il Search Engine Marketing Specialist è a capo di quelle attività di web marketing svolte per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web attraverso i motori di ricerca. Tale disciplina si occupa non solo di attuare diverse strategie di Web Marketing per raggiungere obiettivi in termini di reperibilità di un sito internet sui motori di ricerca, ma anche di valutare i ritorni delle singole azioni con appositi strumenti di web analysis. Le sue attività si concentrano principalmente su fattori di posizionamento "on-site", cioè elementi riguardanti l´ottimizzazione dell’architettura di un sito, delle sue singole pagine e di tutti gli elementi di contenuto che lo compongono. Le offerte attualmente online sul sito www.Infojobs.it provengono da Lombardia e Veneto e richiedono una laurea specialistica ed esperienza biennale pregressa. Web marketing specialist presidia le iniziative di marketing online (campagne banner, comarketing, motori di ricerca) e ne garantisce l’efficienza. Gestisce l’interfaccia con editori, concessionarie, e web agency. Tale profilo è al momento ricercato in diverse realtà del territorio lombardo Web designer è la figura professionale del panorama digital più richiesta al momento. Infojobs.it raccoglie diverse richieste per questo profilo, attive su tutto il territorio italiano, da Bolzano a Cagliari. Il 34% si registra in Lombardia, il 12% in Veneto, così come in Piemonte e Lazio, il 6% in Emilia Romagna, la stessa percentuale in Puglia e Toscana, il 4% in Umbria ed infine il 2% in Friuli, ma anche in Trentino e Sardegna (sempre 2%). Il web designer progetta il sito web nel suo complesso, definendone l’idea, fissando i colori fondamentali, le sezioni principali, l’albero principale di navigazione. Si occupa dell´aspetto visivo e del coinvolgimento emotivo del sito, valorizzando l´identità del marchio in modo specificamente pensato per il web, sfruttandone i punti di forza, conoscendo le possibilità offerte dalla tecnologia. Spesso la confusione regna attorno alle capacità e alla formazione richieste per accedere alle cosiddette professioni del web. Comune denominatore di tutte le figure professionali declinate per l’universo online sono entusiasmo, propensione ´social´ al web, voglia di partecipare ad un progetto costantemente in evoluzione, ottime capacità di scrittura e velocità, buona conoscenza dell´Html e delle regole Seo, dimestichezza con l´editing delle immagini, buona comprensione dell´inglese, e un approccio ´always connected´. Infojobs.it è la società di recruitment online numero 1 in Italia per l’offerta di lavoro. Leader per traffico Internet, numero di offerte attive e curricula in banca dati, Infojobs.it è online da luglio 2004 e costantemente al numero 1 della classifica indipendente Nielsen, con 1.075.400 visitatori unici, tempo medio di permanenza sul sito superiore agli 11* minuti e oltre 28,5* milioni di pageview. Infojobs.it ha guadagnato la prima posizione anche nella classifica dei siti preferiti nella categoria “impiego e carriera”, stilata nel giugno 2011 da Netobserver, il più grande osservatorio sui comportamenti degli internauti, con il 16,5% delle preferenze in Italia. Servizio, rapidità, qualità, prestigio, innovazione, sicurezza sono le parole chiave che caratterizzano la filosofia e la strategia di Infojobs.it. Proprio l’elevata qualità del servizio offerto e l’ottimizzazione dei processi di selezione da parte delle imprese e la ricerca di lavoro da parte dei candidati sono le basi fondanti dello straordinario successo dell’azienda nel nostro Paese. Infojobs.it ha raggiunto il traguardo dei 3,5 milioni di candidati e conta più di 52.000 aziende inserzioniste. Per ulteriori informazioni: http://www.infojobs.it/  
   
   
MUTUI IN INTERNET: CRESCE LA FIDUCIA  
 
In aumento l´importo medio di finanziamento e gli acquisti per la prima casa Mutui in internet: cresce la fiducia degli utenti/consumatori L´osservatorio di mutui-internet.It: «Aumentate anche le domande per le seconde case» Aumenta la fiducia nei confronti dei canali telematici per la richiesta e l´accensione di finanziamenti on- line. Lo sottolinea la terza trimestrale dell´osservatorio mutui di Mutui-internet.it, portale dedicato alla reale consulenza in merito ai finanziamenti web che, dal gennaio di quest´anno, ha dato vita a un centro studi permanente per analizzare l´andamento del mercato on-line. L´importo medio richiesto dalle persone che si rivolgono al web per accendere un finanziamento si è attestato sui 157.785 euro (nel secondo trimestre era di 153.228) per un toale di quasi 2,4 mliardi di euro di importo finanziato richiesto dai quasi 15mila utenti che si sono rivolti a mutui-internet.It (14.893, per l´esattezza). «Si tratta di un dato molto lusinghiero -è il primo commento di Enrico Piacentini, responsabile web-marketing di mutui-internet.It- perché da un lato vediamo che la nostra proposta ottiene molta soddisfazione da parte dei consumatori, dall´altra premia la nostra strategia di lavoro». Mutui-internet.it, infatti, è l´unico portale web dedicato ai finanziamenti on-line che segue il cliente dal primo contatto fino alla chiusura della pratica: «La quasi totalità dei servizi on-line dedicati ai finanziamenti, soprattutto per i mutui prima casa -continua Piacentini- si limitano a offrire le condizioni migliori tra un panel di offerte che sono attenatemente selezionate. La fase di stipula dei contratti, però, non viene seguita dai portali internet. Nel nostro caso, oltre alla consulenza on-line, diamo supporto al cliente fino alla firma del contratto con gli istituti di credito». Nel dettaglio, delle 14.893 richieste pervenute il 77,51% sono state inoltrate per l´acquisto della prima abitazione; il 7,27% per ottenere surroghe (ossia la portabilità del proprio mutuo da una banca a un´altra), il 5,67% per l´acquisto della seconda abitazione (dato in aumento rispetto al precedente trimestre che era del 5,25%), mentre il 4,19% per "sostituzione+liquidità". Il totale dei finanziamenti richiesti si è attestato sui 2 miliardi e 400milioni di euro per una media di finanziamento di 157.785 euro. La durata media dei finanziamenti è salita, rispetto al precednte trimestre, e si è assestata sui 26 anni (era di 23 anni nel secondo trimestre), mentre il reddito medio dei richiedenti è di 2.406 euro. Interessanti anche le occupazioni lavorative dei richiedenti: per l´85,22% sono lavoratori dipendenti a tempo indeterminato; per il 6,13% autonomi con partita Iva; il 3,38% liberi professionisti, il 3,03% dipendenti a tempo determinato e l´1,54% pensionati. Territorialmente, è interessante notare quanto le richieste siano differenti a seconda delle regioni. In Campania, ad esempio, la percentuale di richieste per "sostituzione+liquidità" nel terzo trimestre è stata del 10,13% mentre nel Lazio del 4,3% mentre in Piemonte, Toscana e Veneto sono state tra il 2 e il 3,5% mentre in Lombardia solo l´1,92%. La surroga rappresenta il 10,7% delle richieste provenienti dall´Emilia Romagnam il 9,52% di quelle della Sicilia mentre Lombardia e Lazio si attestano intorno al 7%. Dalla Puglia, infine, il 20,83% delle richieste pervenute è finalizzata al "consolidamento debiti" (che ha un impatto del 2,3% su scala nazionale). Il progetto mutui-internet.It. Www.mutui-internet.it è un sito progettato sull´esperienza del web marketing e studiato per essere una preziosa bussola in un mondo complesso e non sempre di facile comprensione. In un unico portale sono state condensate le più elevate strategie web e una professionalità più che decennale nel campo della consulenza. Progettato insieme al web marketing lab di Siseco, società con sede a San Vittore Olona (Milano), mutui-internet.It è un vero e proprio laboratorio dove si mettono a punto le strategie più efficaci e all´avanguardia per un mercato sempre più in espansione come dimostrato dai dati della School of management del Politecnico di Milano: nel 2010, secondo l´istituto, il fatturato on-line italiano ha avuto un incremento del 14% sul 2009 attestandosi a 6,5 miliardi di euro. Nello specifico, invece, stando a un´indagine dell´inserto di «Repubblica» Affari e finanza, la ricerca di mutui on-line in Italia è in crescita, ma il gap con gli altri Paesi europei è ancora molto elevato; nel 2009, infatti, la popolazione adulta che ha effettuato ricerche web per accedere un mutuo è stata del 10% contro il 18% di Francia, il 21% della Spagna, il 26% della Germania e il 43% della Gran Bretagna. Circa l´8% dei mutui contratti nel nostro Paese nel 2010 è arrivato da internet. Una percentuale che, per il 5% è stata effettuata da operatori che hanno anche sportelli fisici sul territorio. Il restante 3% da operatori che attuano il brokeraggio on-line  
   
   
DEVICELOCK INC. ESPANDE I SUOI CONFINI IN ITALIA  
 
Devicelock Inc., leader internazionale nel settore Dlp dedicato alla protezione e prevenzione contro la sottrazione dolosa o accidentale delle informazioni e del patrimonio informatico aziendale, annuncia l’apertura di Devicelock Italia, la nuova filiale in Italia. Dalla sede operativa di Milano verranno gestite tutte le attività e le priorità della nuova realtà italiana che nel prossimo futuro saranno focalizzate, da una parte, nei confronti dei grandi Clienti e della Pubblica Amministrazione e, dall’altra, verso attività di qualificato supporto nei rapporti con il canale indiretto di vendita. Il software Devicelock è presente sul mercato italiano da diversi anni, anche se finora in modo indiretto tramite un distributore (Probiz srl di Argelato – Bo) e diversi rivenditori che hanno garantito una copertura sul territorio nazionale. Ora Devicelock Italia può contare su significative referenze in molti settori quali Pubblica Amministrazione, Società ed Enti pubblici e privati, Banche, Ospedali, ma anche nell’ambito delle piccole imprese, gestite da poche persone. Il prodotto si adatta egregiamente a qualsiasi tipologia e dimensione aziendale che utilizza piattaforme Microsoft, alle quali si collega in maniera nativa, senza modifiche o interventi strutturali di sistema. “Due sono i fattori principali che hanno portato alla decisione di costituire la filiale italiana di Devicelock Inc.: il primo è l’attenzione che è stata dedicata al mercato italiano negli scorsi anni e che ha evidenziato come le potenzialità del nostro mercato siano decisamente interessanti anche se spesso caratterizzate e condizionate da fattori critici esterni, quali la nostra cultura, ma soprattutto la nostra situazione politica ed economica; il secondo fa riferimento alla concretezza e all’efficacia proprie della nuova release di prodotto Devicelock 7 Endpoint Dlp Suite, che a livello internazionale ha ottenuto importanti riconoscimenti, sia a livello tecnico che commerciale.” sostiene l’Ing. Flavio Sangalli, Direttore e Procuratore di Devicelock Italia ”Un’ulteriore motivazione è data dal fatto che la presenza diretta sul territorio di una filiale consente un approccio più qualificato con gli attuali clienti e un’attenzione più mirata nei confronti di tutte le opportunità offerte e presenti sul mercato”. La nuova release Devicelock 7 Endpoint Dlp Suite, lanciata dall’azienda quest’anno, è configurabile in maniera modulare per incontrare non solo le più diverse necessità di protezione, ma anche le difficili conciliazioni tra i requisiti di sicurezza e le disponibilità di budget. I quattro moduli che compongono la Suite sono infatti implementabili in tempi diversi in accordo con l’evolversi dei requisiti e delle policy di sicurezza aziendali; partendo da una soluzione minima di controllo e gestione degli accessi ai dispositivi periferici e ai tipi di file presenti nella rete aziendale, si può passare al controllo e alla gestione anche delle comunicazioni di rete fino alla filtrazione dei contenuti sia dei file che della rete. Ed è proprio grazie a questa impostazione e tecnologia che Devicelock Inc. Ha ottenuto quest’anno uno dei migliori riconoscimenti a livello mondiale: la soluzione Devicelock 7 Endpoint Dlp Suite ha vinto il prestigioso “Golden Bridge Awards” l’annuale riconoscimento che onora le migliori Imprese di qualsiasi tipo e dimensione del Nord America, Europa, Medio Oriente, Africa, Asia-pacifica ed America Latina. Il riconoscimento come migliore soluzione di Endpoint Security conferma e qualifica Devicelock 7 Endpoint Dlp Suite al massimo livello tecnologico in un contesto altamente competitivo. Info: www.Devicelock.com    
   
   
IMPRENDITORI STRANIERI IN PIEMONTE: +6,8% NEI PRIMI 6 MESI DEL 2011  
 
Sono soprattutto imprenditori di origine rumena e marocchina, concentrati nel commercio e nelle costruzioni e nelle province di Torino e Novara. Nei primi 6 mesi del 2011 il numero degli imprenditori stranieri registrati in Piemonte ha raggiunto le 52.387 unità, manifestando una dinamica crescente rispetto a fine 2010. Gli immigrati che scelgono di avviare un’attività in proprio nella nostra regione appaiono sempre più numerosi: se nel 2000 il peso degli imprenditori stranieri sul totale degli imprenditori presenti in Piemonte era inferiore al 3%, tale percentuale risulta più che raddoppiata a giugno 2011, quando l’incidenza si attesta al 6,8%, dato in linea con quello nazionale (6,7%). “Negli ultimi 10 anni il numero di imprenditori stranieri nella nostra regione è più che raddoppiato: è un segnale incoraggiante, che dimostra come il nostro territorio sia in grado di attrarre nuove forze imprenditoriali, che evidentemente trovano qui le condizioni adatte per intraprendere le loro attività - sottolinea il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello -. Il rilancio della nostra economia deve passare anche attraverso la valorizzazione di questo bacino di nuovi imprenditori, che rappresenta una risorsa importante per il territorio, da sostenere e incoraggiare con politiche mirate e sinergiche a supporto della legalità. Per fare un esempio delle iniziative condivise dagli attori istituzionali, il sistema camerale ha sostenuto finanziariamente il Fondo di garanzia per il Microcredito della Regione Piemonte, a supporto dei soggetti non bancabili - come, per l´appunto, gli immigrati -per aiutarli nella realizzazione delle loro idee imprenditoriali". Per quanto riguarda l’analisi delle aree di provenienza dei titolari d’impresa, si collocano al primo posto gli imprenditori di origine rumena con 9.857 posizioni imprenditoriali (pari al 18,8% del totale), seguiti dai marocchini (8.790) con una quota dell’imprenditoria straniera pari al 16,8%, dagli albanesi (con 4.449 posizioni, pari all’8,5% del totale) e dagli imprenditori cinesi (2.859 aziende, pari al 5,5% del totale). Francia, Svizzera e Germania occupano le successive posizioni. Complessivamente, queste sette etnie raggruppano da sole il 62% delle imprese con titolare straniero presenti in Piemonte. A livello provinciale, emerge come sia Torino ad ospitare il maggior numero di imprenditori stranieri della regione: il 7,8% delle attività imprenditoriali è gestita da stranieri. Il peso dell’imprenditoria straniera supera la media regionale anche a Novara (7,4%). A Vercelli il dato appare in linea con quello piemontese, mentre nelle altre province l’incidenza risulta minore. La distribuzione per settori di attività evidenzia, infine, una forte concentrazione delle imprese con titolari stranieri nel settore del commercio e delle costruzioni, che assorbono insieme oltre la metà delle attività imprenditoriali. Seguono i servizi, mentre ruoli residuali sono assunti dall’industria manifatturiera e dall’agricoltura  
   
   
GIUSTIZIA EUROPEA: LE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI HANNO DIRITTO AD ESSERE SENTITE, NEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO DELLA COMMISSIONE PER L’ESAME DI UNA CONCENTRAZIONE, NEL RISPETTO DI DUE CONDIZIONI  
 
La circostanza che un’associazione abbia proposto la sua domanda di essere sentita prima della notifica della concentrazione non può supplire al mancato rinnovo di tale domanda dopo l’avvio formale del procedimento. L’association belge des consommateurs test‑achats (Abcta) è un’associazione senza scopo di lucro il cui principale obiettivo è la tutela degli interessi dei consumatori, in particolare in Belgio. Con circa 350 000 membri individuali, è la più grande associazione di consumatori in Belgio. Nel giugno 2009 l’Abcta ha appreso che l’Électricité de France (Edf) aveva annunciato la propria intenzione di acquisire il controllo esclusivo della Segebel Sa, una società holding il cui solo attivo era una partecipazione del 51% nella Spe Sa, il secondo più grande operatore di energia elettrica in Belgio dopo l’operatore storico Electrabel Sa, controllato dalla Gdf Suez Sa. All’epoca dei fatti, lo Stato francese deteneva l’84,6% delle azioni dell’Edf e una partecipazione minoritaria, del 35,91%, in Gdf Suez. Il 23 giugno 2009 l’Abcta ha inviato una lettera alla Commissione europea per esprimere le proprie preoccupazioni in merito alla concentrazione annunciata. Essa ha invitato la Commissione ad analizzare le conseguenze asseritamente nefaste della presenza dello Stato francese nell’azionariato dell’Edf e della Gdf Suez sulla concorrenza, in particolare sui mercati del gas e dell’elettricità belgi. La Commissione le ha risposto, nel luglio 2009, che le sue osservazioni sarebbero state prese in considerazione nell’ambito dell’analisi della concentrazione. Il 23 settembre 2009 l’Edf ha notificato alla Commissione la concentrazione. Il successivo 30 settembre è stato pubblicato un avviso di notifica sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, in cui si invitavano i terzi interessati a presentare le proprie osservazioni. L’abcta non ha reagito a tale avviso. Il 12 novembre 2009 la Commissione ha adottato una decisione con cui ha respinto la domanda, proposta dalle autorità belghe, di rinvio parziale dell’esame della concentrazione (decisione di negato rinvio) e una decisione con cui ha dichiarato tale concentrazione compatibile con il mercato comune (decisione di autorizzazione). L’abcta ha adito il Tribunale per ottenere l’annullamento di ambedue le decisioni. Sulla domanda di annullamento della decisione di autorizzazione Il Tribunale ricorda, anzitutto, che una persona fisica o giuridica può proporre un ricorso contro una decisione presa nei confronti di un altro soggetto, soltanto se tale decisione la riguarda direttamente e individualmente. Tuttavia, dalla giurisprudenza emerge che, per le decisioni della Commissione relative alla compatibilità di una concentrazione con il mercato comune, la legittimazione ad agire dei terzi interessati da una concentrazione deve essere valutata in modo differente a seconda che questi ultimi, da un lato, lamentino vizi che incidono sulla sostanza di dette decisioni (terzi interessati di «prima categoria») ovvero, dall’altro, sostengano che la Commissione ha violato diritti procedurali ad essi riconosciuti dagli atti del diritto dell’Unione europea che disciplinano il controllo delle concentrazioni (terzi interessati di «seconda categoria»). Quanto alla prima categoria, è necessario che il terzo sia individualmente interessato dalla decisione contestata. In altri termini, occorre che la decisione in questione tocchi un soggetto a causa di determinate qualità personali, ovvero di particolari circostanze atte a distinguerlo dalla generalità, e lo identifichi alla stessa stregua dei destinatari. Orbene, l’Abcta non rientra nella prima categoria, dato che non è individualmente interessata dalla decisione della Commissione. Per determinare se l’Abcta rientri nella seconda categoria, il Tribunale precisa che, secondo il diritto dell’Unione, le associazioni di consumatori dispongono di un diritto procedurale – vale a dire il diritto ad essere sentite – nell’ambito del procedimento amministrativo della Commissione avente ad oggetto l’esame di una concentrazione, purché vengano rispettate due condizioni: 1) la concentrazione deve riguardare prodotti o servizi destinati ai consumatori finali e 2) l’associazione deve avere effettivamente presentato domanda scritta al fine di essere sentita dalla Commissione nel corso del procedimento di esame. Sebbene, secondo il Tribunale, l’Abcta soddisfi la prima condizione – poiché la concentrazione controversa può avere effetti, quanto meno secondari, sui consumatori – essa non soddisfa, tuttavia, la seconda. A tale riguardo, il Tribunale sottolinea che le iniziative che i terzi sono tenuti ad intraprendere per essere coinvolti in un procedimento di controllo delle concentrazioni devono avere luogo a partire dalla notifica formale della concentrazione. Ciò consente di evitare, nell’interesse dei terzi, che questi presentino domande senza che l’oggetto del procedimento di controllo condotto dalla Commissione sia stato determinato, il che avviene al momento della notifica dell’operazione economica in questione. Inoltre, ciò evita che la Commissione abbia l’onere di distinguere sistematicamente, tra le domande ricevute, quelle riferite ad operazioni economiche costituenti solamente ipotesi astratte, o persino semplici voci, da quelle relative ad operazioni che conducono ad una notifica. Lo scenario inverso non sarebbe conforme al dovere di celerità che contraddistingue la normativa dell’Unione in materia di controllo delle concentrazioni. Nel caso di specie, l’Abcta aveva chiesto alla Commissione di essere sentita nell’ambito dell’esame della concentrazione due mesi prima della sua notifica. Orbene, tale circostanza non può supplire al mancato rinnovo della suddetta domanda o all’inerzia dell’Abcta, una volta che l’operazione economica progettata dall’Edf e dalla Segebel, di cui essa aveva precedentemente avuto conoscenza, era effettivamente divenuta una concentrazione debitamente notificata ed aveva quindi dato avvio al procedimento nell’ambito del quale l’Abcta desiderava essere sentita. Sulla domanda di annullamento della decisione di negato rinvio. Secondo costante giurisprudenza, un terzo interessato da una concentrazione può essere legittimato a contestare dinanzi al Tribunale la decisione con cui la Commissione accoglie la domanda di rinvio presentata da un’autorità nazionale garante della concorrenza. Per contro, il Tribunale afferma che i terzi interessati non sono legittimati a contestare una decisione di negato rinvio, con la quale la Commissione respinge la domanda di rinvio presentata da un’autorità nazionale. Infatti, i diritti procedurali e la tutela giurisdizionale che il diritto dell’Unione riconosce a detti terzi non sono affatto messi in pericolo dalla decisione di negato rinvio. Al contrario, tale decisione garantisce ai terzi interessati da una concentrazione di dimensione comunitaria, da un lato, che quest’ultima sarà esaminata dalla Commissione alla luce del diritto dell’Unione e, dall’altro, che il Tribunale sarà il giudice competente a conoscere di un eventuale ricorso contro la decisione della Commissione che pone fine al procedimento. Di conseguenza, il Tribunale dichiara il ricorso irricevibile. (Tribunale dell’Unione europea, Lussemburgo, 12 ottobre 2011, Sentenza nella causa T‑224/10, Association belge des consommateurs test‑achats Asbl / Commissione)