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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 26 Ottobre 2011 |
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COME L´OLFATTO E GLI ODORI DEGLI ALIMENTI INFLUENZANO IL CORTEGGIAMENTO DEL MOSCERINO DELLA FRUTTA |
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Il rilascio di feromoni sessuali aiuta gli animali ad attrarre partner per accoppiarsi, fornendo informazioni sulla specie, sul genere e su quanto un potenziale partner sia ricettivo al corteggiamento. Una nuova ricerca europea mostra come i maschi di Drosophila melanogaster, il moscerino della frutta comune, mostrano e controllano comportamenti riproduttivi caratteristici nei confronti delle femmine, grazie ad un fattore di trascrizione chiamato Fruitless (fruM). I risultati dimostrano che un recettore olfattivo per gli odori derivati dal cibo stimola il corteggiamento maschile della Drosophila. I risultati sono presentati nella rivista Nature e sono finanziati in parte dal progetto Olfpercept ("Neural basis of olfactory perception in drosophila"), che ha ricevuto una sovvenzione Starting Grant del Consiglio europeo della ricerca (Cer) del valore di 1,75 milioni di euro nell´ambito del Settimo programma quadro dell´Ue (7° Pq). I ricercatori del Centre des sciences du goût et de l´alimentation (Cnrs/université de Bourgogne/inra ), in collaborazione con i colleghi provenienti dalla Svizzera e dal Regno Unito, hanno osservato come l´odore del cibo agisce come afrodisiaco per questi insetti Secondo loro, le mosche maschio utilizzano un profumo, generato dalla frutta che consumano, per stimolare il loro appetito sessuale. L´acido fenilacetico, una molecola legata agli odori derivati dai cibi e presente nella frutta, nei fiori e nel miele, si attacca ad uno specifico recettore olfattivo molecolare (Ir84a) che si trova sulle antenne del moscerino della frutta di sesso maschile. Il rilevamento di questo profumo da parte di questo recettore specifico attiva circa 30 neuroni specifici, innescando così un circuito neuronale preciso, con conseguente intensificarsi dell´eccitazione sessuale del moscerino maschio. "I nostri risultati suggeriscono un modello in cui Ir84a collega la presenza di cibo con l´attivazione dei circuiti fruM del corteggiamento nel moscerino della frutta", scrivono gli autori nel documento. "Questi risultati rivelano una soluzione evolutiva insolita ma efficace di coordinare l´alimentazione e la selezione del sito di cova con comportamenti riproduttivi attraverso un percorso sensoriale specifico." Ir84a mantiene i neuroni sensoriali sempre attivi, a prescindere dal fatto che l´odore sia presente o no. Ciò mantiene le mosche maschio in "standby", per così dire, pronti ad attirare un partner di sesso femminile. I ricercatori spiegano che i partner più "profumati" risulteranno i più attraenti. Questo porta ad un aumento dell´eccitazione sessuale dell´insetto. Il team lo ha comprovato eliminando geneticamente l´espressione del recettore che diminuisce l´attività sessuale delle mosche maschio (con e senza "profumo"). Essi aggiungono che questo meccanismo di percezione olfattiva gioca un ruolo importante nella specie moscerino della frutta in senso più ampio. Va notato che dell´accoppiamento degli adulti vicino a fonti di cibo beneficiano soprattutto i discendenti. Ulteriori ricerche potrebbero portare alla scoperta di meccanismi simili in altre specie animali. Per maggiori informazioni, visitare: Centre des sciences du goût et de l´alimentation (Csga): http://www2.Dijon.inra.fr/csga/ Nature: http://www.Nature.com/ |
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SOTTOPRODOTTI INDUSTRIALI PER CARBURANTI DA TRASPORTO PIÙ PULITI BIOBUTANOLO E BIOGAS |
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Gli europei sono degli ambientalisti e sviluppano e implementano soluzioni più pulite per il nostro pianeta. Da parte loro, dei ricercatori in Finlandia stanno utilizzando rifiuti e altri prodotti industriali per fornire una spinta ai trasporti grazie a carburanti nuovi e innovativi. Sotto i riflettori c´è il trattamento di biobutanolo e biogas per i carburanti da trasporto. Gli esperti affermano che il biobutanolo può essere generato da sottoprodotti sia delle industrie alimentari che di quelle della carta e della cellulosa. I risultati sono usciti... E sono buoni. Come parte del programma di ricerca Sustainable Energy (Susen) dell´Accademia finlandese, i ricercatori affermano che il biobutanolo e il biogas sono candidati idonei a sostituire la benzina come carburante. I ricercatori sottolineano che un altro candidato che possiede il potenziale per sostituire la benzina è il metano ottenuto dal biogas. "Il butanolo è un´alternativa molto efficiente in termini di energia e, come l´etanolo, si presta bene alla produzione su scala industriale," spiega la professoressa Ulla Lassi dell´Università di Oulu in Finlandia, che ha esaminato in che modo il biobutanolo può essere usato come carburante da trasporto. Secondo gli esperti, la produzione di butanolo è un processo microbiologico in cui dei materiali grezzi vengono trasformati in zuccheri. Per trattare ulteriormente gli zuccheri vengono utilizzati dei microbi. Il risultato finale sono dei composti del carbonio che sono stati trasformati in butanolo. Poiché il butanolo contiene più carbonio rispetto all´etanolo, il butanolo risulta più efficiente in termini energetici. La professoressa Lassi e il suo team hanno anche studiato la produzione di butanolo mediante sintesi chimica, che usa materiali catalizzatori innovativi per trasformare composti come glicerolo, metanolo o etanolo in alcoli come butanolo, pentanolo e miscele alcoliche. Gli esperti hanno accertato la loro idoneità a diventare combustibili liquidi. "Usare il glicerolo nella produzione di carburante potrebbe essere davvero efficiente in termini di costi," dice la professoressa Lassi, "poiché è un sottoprodotto del biodiesel." Si deve evidenziare, tuttavia, che ci sono molte sfide difficili nella produzione microbiologica di butanolo, tra cui la digestione del materiale grezzo in zuccheri che possono fermentare, la fermentazione in più fasi e il modo in cui l´alto contenuto di solventi rallenta il processo di fermentazione. Se si combina questo ultimo elemento con l´instabilità nella produzione di solventi, si potrebbe avere una riduzione dell´attività dei microbi. "Recenti progressi nelle tecniche di fermentazione del butanolo hanno in parte risolto questi problemi," dice la professoressa Lassi. "Tuttavia, se vogliamo produrre nuovi combustibili liquidi, abbiamo bisogno di percorsi di sintesi chimica completamente nuovi e dello sviluppo di catalizzatori." A questo studio hanno contribuito esperti provenienti dalla Åbo Akademi University. Nell´ambito del programma Susen, un altro studio ha studiato l´utilizzo di biogas come carburante da trasporto. In collaborazione con colleghi cileni, ricercatori finlandesi hanno valutato la trasformazione del gas proveniente dalle discariche come carburante. "Negli ultimi anni, l´interesse riguardante l´utilizzo della tecnologia del biogas per sfruttare i sottoprodotti industriali a fini energetici è aumentato in modo considerevole," dice il capo del progetto, il professor Jukka Rintala dell´Università di Jyvaskyla in Finlandia. "Alcuni paesi hanno già introdotto questa tecnologia su larga scala," ha aggiunto. "Il biogas prodotto con questo processo rappresenta una fonte energetica versatile. Esso può essere usato per il riscaldamento e l´elettricità, essere trasformato in combustibile per veicoli o immesso nella rete del gas naturale. Inoltre, il materiale residuo, il cosiddetto digestato, derivante dal processo può essere usato come fertilizzante o ammendante del suolo." Per maggiori informazioni, visitare: Accademia finlandese: http://www.Aka.fi/en-gb/a/ Università di Oulu: http://www.Oulu.fi/english/ |
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PUGLIA: CAMPAGNA OLIVICOLA 2011.CONDIZIONI FAVOREVOLI
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Iniziate le operazioni di raccolta delle olive nelle zone pi¨´ precoci della Puglia come Bitonto (Ba) con la variet¨¤ tipica della ¡°Cima di Bitonto¡± in gado di dare un olio fragrante e leggermente fruttato. Le condizioni climatiche dell¡¯annata sono state favorevoli allo sviluppo vegetativo dell¡¯olivo apportando nei periodi pi¨´ importanti una buona quantit¨¤ di acqua che ha contribuito a superare le temperature superiori alla media nel periodo estivo. In questa fase di inizio raccolta, infatti, le olive si presentano in ottimo stato di crescita di ¡°inoleazione¡±. Le alte temperature, superiori ai 32 ¡ãC, registrate nel periodo estivo in modo prolungato hanno invece ostacolato lo sviluppo e la diffusione dei parassiti consentendo di ottenere nella fase di raccolta olive sane con conseguente ottenimento di oli di alta qualit¨¤. Si registra infatti una scarsa presenza o assenza di mosca delle olive, parassita principale che interessa le drupe nel periodo della maturazione determinandone la degradazione. Anche sul fronte della ¡°lebbra delle olive¡±, che ha creato non pochi problemi alla olivicoltura salentina, le condizioni climatiche hanno consento di registrare una abbassamento della virulenza dei funghi, per cui si prospetta una annata sicuramente migliore di quelle precedenti. Le indicazioni tecniche suggerite dai nostri Uffici regionali e dall¡¯Universit¨¤ di Bari hanno anche consentito di indirizzare gli olivicoltori salentini nel controllo della malattia contribuendo ad ottenere olive sane e le prove sperimentali condotte quest¡¯anno potranno ulteriormente migliorare i sistemi di controllo della ¡°lebbra delle olive¡±. Va evidenziato, inoltre, che con la mancanza di trattamenti fitosanitari si potr¨¤ ottenere un olio extravergine di elevata qualit¨¤ per l¡¯assenza dei residui di fitofarmaci, su cui il consumatore moderno ¨¨ particolarmente attento ed esigente poich¨¦ richiede sempre pi¨´ una alimentazione sana. Su tali premesse possiamo certamente abbinare alle caratteristiche salutari dell¡¯olio extravergine di oliva, elemento fondamentale nella nostra dieta mediterranea, quelle di prodotto di una annata 2001 di ottima qualit¨¤. Importante e fondamentale per ottenere tale risultato ¨¨ anche l¡¯attivit¨¤ dei frantoiani, che stanno assumendo oggi ruolo di responsabilit¨¤ nel rinnovare la tecnologia di estrazione, con sistemi che consentono di migliorare e di non alterare la fragranza e le caratteristiche organolettiche dei nostri oli. Da un prodotto sano quale previsione dell¡¯annata 2011 ¨¨ assolutamente necessario ottenere degli oli extravergini che presentino un grado di acidit¨¤ basso e caratteristiche organolettiche in grado di superare brillantemente l¡¯esame del panel-test. Importante anche il dato quantitativo della produzione 2011 stimata intorno a 1.800.000 qli di olio. Oggi il simbolico e augurale avvio delle operazioni di raccolta da parte dell¡¯assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stef¨¤no in visita negli oliveti di Bitonto. ¡°Un segmento storico che appartiene alla storia produttiva della nostra regione, eppure ancora con molte potenzialit¨¤ inespresse ¨C ha dichiarato l¡¯assessore Stef¨¤no ¨C La nostra regione ¨¨ nel 2011 il principale bacino produttivo nazionale, come rivela un interessante studio condotto da Teatro Naturale e Italia Oggi, con una produzione che permetter¨¤ all¡¯Italia di continuare ad essere il secondo Paese europeo, dopo la Spagna. Una leadership nazionale che tutti ci riconoscono e che comincia a farsi spazio anche sul fronte della qualit¨¤, a cui forse i pugliesi per primi devono imparare a crederci di pi¨´. Non ci nascondiamo certo dietro ad un dito, le difficolt¨¤ e i problemi ci sono, ma io mi ostino a pensare ad un comparto olivicolo virtuoso sull¡¯esempio del vitivinicolo. La strada ¨¨ impegnativa ma ci sono tutte le premesse per legare, come altre realt¨¤ italiane di successo, l¡¯identit¨¤ territoriale ad un prodotto di indiscusso gusto e qualit¨¤. La via intrapresa ¨¨ quella giusta, ed i riconoscimenti che i nostri oli registrano in via crescente negli anni pi¨´ recenti ci incoraggiano a spingere sull´acceleratore dell´aggregazione della base produttiva e della migliore qualificazione della nostra filiera regionale, per continuare a cercare strumenti capaci di elevare il reddito dei nostri produttori primari, ma anche per continuare a crescere nella capacit¨¤ di comunicare meglio la nostra produzione ed il valore di ci¨° che produciamo. Solo questo ci consentir¨¤ di divenire definitivamente anche partner commerciali affidabili¡±. Aspetti Tecnici La coltivazione dell¡¯olivo in Puglia occupa una superficie di 370.000 ha, cio¨¨, il 41% del totale regionale, facendo della regione la prima in Italia per olivicoltura, seguita da Calabria e Sicilia. Il paesaggio costiero ¨¨ puntellato da maestosi e imponenti ulivi secolari, che conferiscono al territorio un aspetto seducente. Il patrimonio arboreo ¨¨ di circa 40 milioni di piante. Nelle ultime annate sono state prodotte quasi 250.000 tonnellate di olio, pari al 37,51% del totale nazionale. Vi sono 240.000 aziende, 1.200 sono frantoi. La ricchezza olivicola della Puglia si evidenzia con la diversit¨¤ delle aree di coltivazione con 5 Denominazioni di Origine Protetta e 53 variet¨¤. Le Produzioni Pugliesi Negli Anni Precedenti: Qli/anno 2010 Qli/anno; 2009 Qli/anno; 2008 Qli/anno; 2007. Olive 11.723.000 10.102.300 11.679.200 10.789.311; Olio da pressione 1.648.153 1.523.401 1.903.000 1.906.000. Dati Istat Le Denominazioni Pugliesi - La provincia di Bari rappresenta 41% della superficie olivicola regionale ed ¨¨ il luogo della Dop Terra di Bari; in cui primeggiano le variet¨¤ Coratina, Cima di Bitonto e Cima di Mola. La provincia Foggia con il 10% dell¡¯olivicoltura pugliese, oltre Coratina, presenta variet¨¤ tradizionali come Provenzale o Peranzana, la Rotondella, e l¡¯Ogliarola Garganica; l¡¯olio Dop di quest¡¯area ¨¨ il Dauno. Nella provincia di Brindisi, con una produzione olivicola del 16% sul totale regionale, primeggiano l¡¯Ogliarola Salentina e la Cellina di Nard¨°. La Dop attribuitagli ¨¨ Colline di Brindisi. La provincia di Taranto produce quasi l¡¯ 11% dell¡¯olio regionale, ha ottenuto la Dop Terre Tarentine. Le cultivar pi¨´ significative, oltre alle variet¨¤ locali, sono l¡¯Ogliarola Salentina, la Pizzuta di Massafra e la Cellina di Nard¨°. La parte pi¨´ estesa del Salento rientra nella provincia di Lecce, la cui produzione olivicola regionale ¨¨ pari al 22% di quella regionale. La Dop ¡°Terra d¡¯Otranto¡± esprime le caratteristiche qualitative di questo territorio e delle cultivar tradizionali che sono Ogliarola Salentina e Cellina di Nard¨°. Olivicoltura Biologica - La terra di Bari primeggia con la met¨¤ delle aziende biologiche, seguita da Foggia, Lecce, Brindisi e Taranto. La diversit¨¤ ambientale del territorio regionale, da nord a sud, le differenti cultivar, le distinte tecniche di coltivazioni e di esperienze olivicole hanno fatto della Puglia un fervido laboratorio dell¡¯extravergine, in cui si avvicendano tante qualit¨¤, tradizioni alimentari e culturali che hanno permesso il consolidarsi di vivaci esperienze olivicole biologiche. La Puglia si conferma regione leader in questo senso. Il 30% della superficie italiana di olivicoltura biologica ha sede in questa regione, con un¡¯incisivit¨¤ circa del 30% sulla produzione di extravergine regionale. Sulla base degli ultimi dati, la produzione di olio biologico pugliese ¨¨ di oltre 19.000 tonnellate di olio extravergine ricavato da pi¨´ di 42.021 ha di oliveto biologico utilizzando 80 frantoi certificati diffusi su tutto il territorio regionale. Denominazioni Commerciali - Le denominazioni commerciali sono rigorosamente codificate dalla Unione Europea nella direttiva 136/66/Cee. Il Reg.ce 2568/91 e in ultimo il Reg.ce 1989/03 individuano le seguenti categorie di oli di oliva: Denominazione Acidit¨¤ (%) Note Olio extra vergine di oliva ¡Ü 0,8 Ottenuto tramite spremitura meccanica a freddo. Rappresenta l¡¯unico olio che racchiude le qualit¨¤ idonee per l¡¯alimentazione, Olio di oliva vergine ¡Ü 2,0 Ottenuto tramite spremitura meccanica a freddo. Olio d´oliva composto di oli d´oliva raffinati e oli d´oliva vergini ¡Ü 1,0 , Olio di sansa di oliva raffinato ¡Ü 0,3 Ottenuto tramite raffinazione. Olio di sansa di oliva ¡Ü 1,0, |
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PUGLIA: "L´AGRICOLTURA NON È UNA BATTAGLIA PERSA". LETTERA DI STEFÀNO AL MIN.ROMANO |
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L’assessore alle Politiche agroalimentari, Dario Stefàno, ha scritto, nella sua veste di coordinatore nazionale della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni,una lettera aperta al Ministro per le Politiche Agricole, Romano. Di seguito, il testo: Lettera aperta dell’Assessore Stefàno al Ministo Romano: Nel Decreto Sviluppo ci sia attenzione all’agricoltura. “Caro Ministro, “torno a scriverTi, questa volta attraverso una lettera aperta, convinto che occorra avere sempre (tanto più nei momenti difficili) il coraggio di affermare le proprie idee, di sostenere pubblicamente le ragioni in cui si crede, di ricercare la strada del ragionamento comune anche con chi ha sensibilità differenti rispetto ai bisogni del Paese, alle priorità da affermare, agli strumenti necessari, alle scelte da compiere. “Ti scrivo mentre sono ancora basito dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio a proposito del Decreto Sviluppo: “Nessuna fretta ... Anche senza soldi, lo sviluppo arriverà”. “Oddio, non scopriamo certo oggi la filosofia del Governo, che non ritiene una priorità per il Paese l´attuazione di una strategia di sviluppo, che ha prodotto l´ennesima manovra che esonera dalla contribuzione "chi più ha", che rimane insensibile alla richiesta unanime di Istituzioni, lavoratori ed imprese al coraggio delle scelte. “E questa difficoltà del Governo di prospettare come agganciare la ripresa finisce con l´accrescere, irrimediabilmente, lo scoramento di cittadini ed imprese. “Ed allora, nell’attesa di un miracolo (perché forse solo questo ci salverebbe) mi chiedo e Ti chiedo: è possibile che nella attuale discussione che precede il tanto chiacchierato Decreto sviluppo (se mai arriverà) nessuno abbia legato il tema dello sviluppo a quello dell’Agricoltura, che pure tanta parte svolge ancora nella formazione dell’economia nazionale? Possibile che in questa discussione un po’ kafkiana, nessuno nel Governo (nemmeno Tu) abbia avvertito la esigenza di proporre alla discussione misure concrete capaci di sostenere un settore produttivo, l´Agricoltura, che anche nell´ultimo biennio così tormentato dalla crisi, ha prodotto Pil, ricchezza, alimenti e occupazione, trainando l´export nazionale? “Certo, tutto sembrerebbe possibile per un Governo che, per la prima volta nella storia della Repubblica, ha lasciato tagliare il Dpcm Agricoltura, e con esso la possibilità di finanziare le funzioni delegate in materia, spina dorsale per il sistema agricolo. Per un Governo che continua ad usare i fondi Fas come salvadanaio per finanziare ammortizzatori sociali, che mai nella storia del Paese si è mostrato così sordo alle richieste di chi - le Regioni - ogni giorno è sul “fronte” a combattere accanto agli agricoltori una battaglia che continuiamo a non considerare già persa. Perché è una battaglia per il futuro dei nostri territori e delle nostre comunità. “Ti rinnovo, allora l’invito alla collaborazione istituzionale affinché l’Agricoltura possa tornare al centro del dibattito politico e, di conseguenza, dell´agenda di Governo. “Un primo passo, allora, non può che essere la reintroduzione del Dpcm Agricoltura, per ridare ossigeno ai nostri territori, alle imprese, agli addetti ai lavori e assicurare continuità ad un processo di crescita. Credo che questa potrebbe essere la Tua proposta per il Decreto Sviluppo che consentirebbe a tutte le Regioni, dal 1 gennaio 2012, di continuare ad assicurare i controlli funzionali, il miglioramento genetico per la zootecnia, il supporto istituzionale alla promozione dei nostri prodotti agricoli sui mercati (che non sono sprechi), gli standard di sicurezza alimentare raggiunti. Non parlo di sprechi, di costi della politica, ma di funzioni fondamentali. E non parlo nemmeno di valori impossibili: meno di 450 milioni di euro per anno e per tutte le Regioni italiane, ovvero meno di quanto speso per l’ultimo appuntamento referendario con una tempistica differita rispetto alle elezioni amministrative. “Ecco, a nome di tutti gli assessori d’Italia, torno a chiederTi di farti paladino di questa nobile battaglia verso il ministro Tremonti ed il Governo tutto, affinché nel tanto atteso Decreto sviluppo ci sia una traccia di attenzione nei confronti di un comparto che ha scritto la storia del nostro Paese e che può continuare ad assicurare benessere e qualità di vita alle nostre comunità, ma anche prospettive occupazionali e professionali per le nostre nuove generazioni. “Non ci basta più saperTi d´accordo con noi, vorremmo vederTi rivendicare con forza questa irrinunciabile opportunità. Dario Stefàno, Coordinatore della Commissione Politiche Agricole nazionale. |
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SICILIA: AL VIA LA MISURA PER LA PARTECIPAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI A STUDY VISIT
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Palermo - Il dipartimento degli interventi strutturali dell´assessorato delle risorse agricole e alimentari, con la Misura 111 "Interventi di formazione professionale e azioni di informazione", ha proceduto alla selezione di imprenditori agricoli per la partecipazione a study visit da realizzare in territorio nazionale o presso paesi dell´Unione Europea. Gli incontri sono finalizzati al trasferimento, scambio di esperienze e buone pratiche, con l´obiettivo di promuovere il miglioramento delle capacita´ imprenditoriale e tecnico professionale degli addetti del settore agricolo e agroalimentare. Le study visit interesseranno i settori ortoflorofrutticolo, agroalimentare di trasformazione, zootecnico ed energetico. Possono presentare domanda di partecipazione gli imprenditori agricoli in possesso del requisito di iscrizione alla Camera di Commercio. Le azioni di informazione invece riguardano la diffusione delle conoscenze tecniche e gestionali, nonche´ il trasferimento delle innovazioni. Per maggiori informazioni consultare i siti istituzionali www.Psrsicilia.it e www.Regione.sicilia.it/agricolturaeforeste/assessorato |
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ALL´UNIVERSITÀ DI PADOVA UNA RICERCA SULL´ALLEVAMENTO BOVINO IN MONTAGNA
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Sostenibilità degli allevamenti, funzionalità degli animali e qualità dei prodotti da essi ottenuti: queste le principali tematiche coinvolte in un nuovo progetto di ricerca scientifica in campo zootecnico che il Dipartimento di Scienze Animali dell´Università degli Studi di Padova svolgerà nei prossimi tre anni per conto della Provincia autonoma. A tal fine la Provincia di Trento e l´ateneo padovano sottoscriveranno un apposito Accordo di programma il cui schema è stato approvato stamane dalla Giunta con una delibera firmata dal presidente Dellai. Obiettivo generale del progetto "L´allevamento bovino in montagna: sostenibilità, funzionalità degli animali e qualità delle produzioni" (acronimo Cowplus) - per il quale la Provincia ha disposto un finanziamento a favore dell´Università di Padova di 1.090.000 Euro - è quello di avviare una serie di ricerche scientifiche e di sperimentazioni atte a valorizzare l´allevamento bovino in ambiente montano. In particolare, l´impatto ambientale a livello di analisi territoriale verrà esteso dalle escrezioni azotate a quelle di fosforo e alle emissioni di gas serra. Verrà approfondito il ruolo degli alpeggi e delle malghe sulla biodiversità, sulla salute degli animali e sulla qualità dei prodotti; si passerà dall´analisi strettamente sperimentale delle proprietà coagulative del latte (lattodinamografia) a quella di popolazione estesa a tutta la provincia, mentre a livello sperimentale si approfondiranno le basi genetiche quantitative e molecolari della resa casearia del latte e della valutazione sensoriale dei prodotti ottenuti. Si approfondiranno inoltre le relazioni tra ambiente - animale - prodotto, con particolare riferimento al valore nutrizionale e nutraceutico dei prodotti lattiero caseari e delle carni prodotte in ambiente montano. |
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AGRICOLTURA IN VENETO: RECUPERARE ALLA PRODUZIONE LE AREE NON UTILIZZATE |
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Venezia - “Il nostro Paese non può permettersi di continuare a vedersi sottratto terreno agricolo: se è vero che negli ultimi 40 anni l’Italia ne ha persi 5 milioni di ettari, dobbiamo invertire la marcia, e operare per riportare all’agricoltura le tante aree che oggi sono semplicemente abbandonate a se stesse e che magari improvvidi strumenti urbanistici avevano destinato a industria o commercio che non esiste più o non è mai esistito”. E’ la proposta dell’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, a fronte della continua erosione di superficie coltivabile, spesso determinata da pure esigenze di cassa delle amministrazioni locali. “Lo trovo irragionevole – ha aggiunto Manzato – e in certi casi anche immorale, specie se penso che la ripresa del Pil, nel Veneto e nel Nord Est, è partita proprio dall’agricoltura, così come l’attività agricola e agroalimentare ha visto una ripresa dell’occupazione”. Il riferimento dell’assessore è ai dati Istat secondo i quali l’agricoltura veneta e del Nord Est ha prodotto una crescita del Pil pari all’1,5 %, rispetto alla media nazionale dell’1 per cento. “Di più: con il nostro programma di Sviluppo Rurale abbiamo contribuito ad insediare come titolari di impresa rurale circa 1200 giovani, a fronte di una fisiologica diminuzione del numero delle aziende attive: l’interesse di giovani imprenditori per un settore dove si entra coperti di debiti, ma che hanno fiducia nel futuro, è una iniezione di ottimismo che fa bene a tutta l’economia. Questi giovani imprenditori agricoltori sono la nostra principale risorsa e non possiamo abbandonarla per strada. E’ anche la testimonianza di un legame positivo con il territorio, a fronte di gente che si scosta, in Italia e nel Mondo, alla ricerca di una temporanea fortuna piuttosto che di radici salde nel tempo”. “Allora smettiamola di creare illusioni e zone degradate o comunque destinate al degrado in nome di un progresso che ci fa arretrare e che deturpa territorio, ambiente, città e campagna. Una convinta fiducia nel settore agricolo – ha concluso Manzato - potrebbe evitare il vilipendio di un territorio generoso e virtuoso, che stiamo sfruttando al massimo in termini di produzione a km zero, con un settore agroalimentare e vitivinicolo che propone eccellenze a livello internazionale, in posizione di leadership assoluta per qualità e prestigio”. |
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MILANO: IL MERCATO DI QT8 TUTTO DEDICATO AI PRODOTTI A FILIERA CORTA E KM ZERO
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I prodotti a filiera corta e km zero trovano casa al “Mercato Coperto Qt8”. Sono state infatti approvate dalla Giunta, le linee guida per la definizione del bando pubblico d’assegnazione dell’immobile di via Isernia 5 per la realizzazione di una nuova struttura di vendita interamente dedicata all’agroalimentare. “Questo progetto di riqualificazione commerciale è il primo passo di una più ampia strategia di sviluppo mercatale adeguata ai nuovi stili di vita e ai tempi della nostra città” così spiega l’assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale Franco D’alfonso. “ Una strategia – conclude l’assessore - che consentirà di dar vita a mercati in cui viene esercitata una vendita ‘tipicizzata’, modalità commerciale non solo utile e vantaggiosa per il cittadino ma anche e soprattutto volta a promuovere una più ampia e corretta cultura alimentare capace di coniugare le tante eccellenze produttive presenti sul territorio milanese e lombardo.” L’amministrazione intende affidare l’immobile, tramite bando pubblico, ad un unico operatore economico sia esso un soggetto singolo, un’impresa, un consorzio o un raggruppamento d’imprese. I progetti commerciali, che saranno presentati per il nuovo “Mercato Comunale Coperto Qt8”, dovranno necessariamente impiegare almeno il 60% della superficie complessiva per la realizzazione di punti vendita di prodotti alimentari a km zero, a filiera corta e artigianali, mentre un massimo del 30% sarà invece destinato a spazi per la somministrazione di cibi e bevande tipici dell’enogastronomia italiana di qualità. Il rimanente 10% della superficie totale dovrà essere pensato per ospitare aree aggregative, culturali e formative per rendere la struttura parte integrante della vita economica e sociale del quartiere. L’aggiudicatario del bando, a fronte di una concessione di 15 anni a un canone annuo non inferiore a 103.500 euro, dovrà provvedere a effettuare i necessari interventi di ripristino strutturale e di adeguamento dell’immobile nel rispetto delle prescrizioni tecniche indicate nel bando. Il progetto di ristrutturazione dovrà inoltre essere eseguito entro i 250 giorni successivi al provvedimento di aggiudicazione. |
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BASILIACTA AL FORUM INTERNAZIONALE AGRICOLTURA E ALIMENTAZIONE |
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“Condivido l´orientamento strategico di Coldiretti che ha voluto porre al centro della discussione il Made in Italy agroalimentare, inteso come leva competitiva in Italia e nel mondo, per via dell´importante contributo che può offrire all´economia, all´occupazione e alla sicurezza alimentare dei cittadini. Un patrimonio del Paese che va difeso dalla concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza del sistema agricolo nazionale, la cui importanza è confermata dalle speculazioni sul cibo che hanno generato le recenti tensioni internazionali”. Lo ha dichiarato l´assessore all´Agricoltura della Regione Basilicata, il 21 ottobre, Vilma Mazzocco, da Cernobbio, dove partecipava al Forum Internazionale dell´agricoltura e dell´alimentazione. “All’estero nel 2011 – prosegue - sono stati venduti più cibo e vini che auto e moto Made in Italy, a conferma del primato conquistato dall’agroalimentare nazionale che ha visto crescere il valore delle esportazioni dell’11% nel corso del primo trimestre. Si tratta di un successo che ha peraltro aspetti sorprendenti. Pensiamo ad esempio all’invasione sulle tavole dei francesi dei formaggi italiani, del vino e dello spumante che, addirittura, ha visto quasi il raddoppio degli ordini. Ad affermarsi all’estero sono tutti i principali settori del Made in Italy, ma il prodotto più esportato è diventato l’ortofrutta fresca che sorpassa il vino, diventando la principale voce positiva della bilancia agroalimentare. Capiamo bene come l´unica leva competitiva possibile per il Made in Italy agroalimentare è quella di essere diversi perché migliori. Il futuro della nostra agricoltura sarà nell´essere non omologati a quei sistemi produttivi che operano con strutture di costi per noi irraggiungibili. La situazione di difficoltà dell´agricoltura italiana non dipende solo dalla crisi generale, ma dal fatto che stiamo vivendo i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali sono sottoposte giornalmente le nostre imprese: da una parte, il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio il cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall´altra, il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori. Tuttavia, nonostante i successi del nostro agroalimentare, i redditi agricoli reali nel nostro paese sono diminuiti negli ultimi anni. Di fronte ad una tale situazione, serve costruire un modello di rappresentanza di filiera perché il nostro cibo deve arrivare sino agli scaffali, altrimenti il nostro ben fare continuerà a servire alle grandi marche solo per gli spot televisivi!” |
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UMBRIA, “PSR” 2007-2013: PUBBLICATO SU “BUR” BANDO INCENTIVI OFFERTA TURISTICA RURALE; DOMANDE ENTRO 31 GENNAIO 2012 |
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Perugia - È stato pubblicato sul supplemento ordinario n.2 al "Bur" (Bollettino Ufficiale) - Serie generale n. 46 del 19 ottobre il bando sulle modalità e tempi di presentazione delle domande per accedere agli incentivi della Regione Umbria a sostegno dello sviluppo e della creazione di servizi per migliorare la qualità dell´offerta turistica rurale, in attuazione della misura 313 del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. Le risorse disponibili ammontano a un milione e 800mila euro. I beneficiari sono Comuni e Comunità montane, partenariati pubblico-privati costituiti sulla base di protocolli di intesa, soggetti privati. I contributi pubblici potranno essere erogati a sostegno di investimenti per la realizzazione e allestimento di centri espositivi, la progettazione e commercializzazione di pacchetti turistici nelle aree rurali, per supporti promozionali a carattere informativo e pubblicitario, iniziative per la valorizzazione del territorio. La domanda di aiuto, compilata ed inoltrata mediante la procedura telematica predisposta dall´Agenzia per le erogazioni in agricoltura, dovrà essere trasmessa entro il 31 gennaio 2012 alla Regione Umbria, Direzione Risorsa Umbria, Federalismo, risorse finanziarie, umane e strumentali, Servizio Promozione dei prodotti agroalimentari e politiche di sviluppo locale, Via M. Angeloni, n. 61 - 06124 Perugia. Il bando è disponibile anche "on line", sul canale "Bandi" del portale istituzionale della Regione (www.Regione.umbria.it), nelle pagine dell´area tematica del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. |
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CREMONA PUNTO RIFERIMENTO ZOOTECNIA MONDIALE |
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Milano - Cremona è il punto di riferimento mondiale per la zootecnia. E´ questo il tema centrale emerso nel corso della conferenza stampa per presentare la 66esima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte che si svolgerà dal 27 al 30 ottobre nel quartiere fieristico di Ca´ De Somenzi della città lombarda e illustrata oggi a Palazzo Pirelli. I numeri per questa nuova edizione sono veramente importanti: 15 i paesi presenti, 847 le aziende con propri stand, 400 i bovini in mostra, 33 i convegni e i seminari spalmati sulle tre giornate; tre di questi organizzati proprio da Regione Lombardia. Solo lo scorso anno i visitatori sono stati 72 mila, quanto gli abitanti della stessa Cremona. L´esposizione è, da sempre, l´occasione per fare il punto sui temi importanti del settore agricolo: focus quest´anno su: nitrati, prezzo del latte e comparto suinicolo. "Regione Lombardia - ha detto Giulio De Capitani, assessore all´Agricoltura - è assolutamente attenta a questa realtà perché nell´ambito della manifestazione fieristica viene fatto il punto su quello che è accaduto e si delineano le prospettive per il futuro. Ed è appunto per questo che Regione Lombardia sarà presente con tre specifici seminari su temi fondamentali come i suini e il latte. In prospettiva c´è però il capitolo della Pac (politica agricola comunitaria)". "Come Regione - ha proseguito De Capitani - stiamo cercando di mettere al centro della discussione anche le specificità dell´agricoltura lombarda". "Ma la fiera di Cremona - ha ricordato ancora De Capitani - ha dei picchi altissimi in materia di innovazione e ricerca: elementi alla base delle politiche di questa nona legislatura. A volte si sottovaluta troppo quello che c´è di ricerca, di innovazione e di know how tecnologico all´interno dell´agricoltura; l´incontro cremonese è stato concepito anche per far conoscere queste eccellenze". All´incontro ha partecipato anche Gianni Rossoni, assessore all´Istruzione, Formazione e Lavoro che, nel suo intervento, ha passato in rassegna i temi caldi del momento, soffermandosi sul prossimo passaggio epocale con la "cancellazione delle quote latte nel 2015 e con l´entrata in vigore dal 2014 della nuova Pac". Rossoni ha voluto ribadire l´importanza della Fiera per l´economia del territorio e per il confronto nazionale e internazionale che si svolge su temi di questa importanza per il mondo agrario. Da parte sua, Antonio Piva, presidente di Cremonafiere, ha voluto ribadire che in Fiera il tema della politica agricola comunitaria sarà al centro del dibattito visto che il "Sistema Italia non ha digerito questa impostazione europea; anche se è inutile fasciarsi la testa prima del tempo, perché c´è ancora un anno e mezzo per le modifiche. Fieracremona è una vetrina decisamente importante perché le tematiche che si sviluppano qui hanno poi una risonanza a livello sia a livello nazionale, sia a livello internazionale. Fieracremona infatti ha puntato sull´internazionalizzazione e così da una presenza del 3% di stranieri si arriva ora ad una percentuale pari 20%. Da parte nostra c´è la volontà di esportare il modello Italia: un modello che funziona. Le nostre aziende sono al top in Europa per la tecnologia e la gestione complessiva". Interventi nel corso della conferenza stampa anche da parte di Massimo Salini, presidente della Provincia di Cremona, di Gianluca Pinotti e di Oreste Perri, sindaco della città. Di questa 66esima edizione farà parte anche Expo Casearia: nuova area espositiva dedicata alla trasformazione del latte. Ed infine una curiosità: nei padiglioni di Ca´ de Somenzi troverà posto il trattore più grande del mondo con un aratro a otto vomeri creato per le grandi coltivazioni. |
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CONFERMA DI CHIARELLI A PRESIDENTE COLDIRETTI SICILIA |
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Palermo - "Desidero esprimere apprezzamento per la conferma di Alessandro Chiarelli a presidente di Coldiretti Sicilia. Sono sicuro che proseguira´ nel percorso gia´ intrapreso di valorizzazione di quello che e´ un settore primario della nostra economia". Cosi´ dice l´assessore regionale delle Risorse agricole e alimentari, Elio D´antrassi. "Il Governo regionale - continua l´assessore - mantiene costante un dialogo proficuo e concreto con le associazioni economiche e di categoria, nella convinzione che ognuno debba compiere la sua parte nel processo di sviluppo e di crescita del territorio, fornendo contributi, proposte e azioni. Coldiretti e´ un organismo con il quale intendiamo continuare a interagire per il bene del settore agricolo siciliano. Meritevole di particolare attenzione, e´ una delle piu´ recenti iniziative di Coldiretti, la vendita diretta organizzata, che tanto successo ha riscosso tra i consumatori, attratti dei mercati di qualita´ allestiti dall´ organizzazione in tante piazze dell´ Isola". |
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LOMBARDIA: 250.000 EURO A PROVINCE PER ABBATTIMENTO NUTRIE |
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Milano - Con decreto della direzione generale Agricoltura è stato approvato il piano di riparto delle risorse per il 2011, secondo il quale vengono destinati 250.000 euro per il contenimento delle nutrie. ´I danni causati da questi animali al territorio e agli agricoltori hanno assunto proporzioni preoccupanti - ha detto l´assessore all´Agricoltura, Giulio De Capitani - . Per questo è necessario che le contenute risorse a disposizione siano investite in interventi di contrasto efficaci e mirati. Il fenomeno, per le sue ricadute ambientali e igienico-sanitarie, non può continuare ad essere solo un problema agricolo, ma impone una più ampia collaborazione tra tutti i settori interessati´. In dettaglio , questi gli stanziamenti previsti per le province lombarde in cui è presente il problema della proliferazione di questo animale: Bergamo (3.158 euro), Brescia (31.235 euro), Cremona (72.891 euro), Lodi (27.766 euro), Mantova (49.992 euro), Milano (33.505 euro), Pavia (30.947 euro) e Varese (501 euro). |
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AGRICOLTURA IN TOSCANA: ANTICIPI ALLE AZIENDE PER 71 MILIONI. ENTRO NOVEMBRE EROGATI OLTRE 90 MILIONI |
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Firenze – Oltre 90 milioni di euro: questa la somma complessiva che sarà erogata entro novembre 2011 dalla Regione Toscana a valere sul Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga). “In agricoltura – sottolinea l’assessore regionale Gianni Salvadori – i mesi di ottobre e novembre sono importanti, non solo per la vendemmia e l’olio, ma anche perchè è il periodo nel quale si erogano gran parte dei finanziamenti della Comunità Europea. In questo mese infatti, alla data del 15 ottobre, si conclude l’anno finanziario per l’Unione Europea e inizia la nuova annata, così l’Artea, cioè l’agenzia della Toscana per le erogazioni di fondi agricoli, paga il consuntivo dell’annata trascorsa e anticipa la prima tranche dell’annata a venire. E anche quest’anno la Toscana, nel periodo che si concluderà a fine novembre riesce a liquidare anticipi per oltre 71 milioni di euro a ben 31 mila 200 aziende.” Ed ecco il dettaglio. Ad oggi l’Artea ha già approvato 29 mila 267 domande per complessivi 65 milioni 970 mila 904 euro. Entro la fine di ottobre saranno approvati i decreti di liquidazione per il pagamento alle aziende. Altre 1950 domande sono in lavorazione per complessivi 5 milioni e 807 mila euro. Anche per queste i soldi arriveranno velocemente: entro il 30 novembre. Restano le aziende che hanno diritto ad un premio inferiore a 100 euro complessivi. “Queste domande – spiegano ad Artea – saranno liquidate a partire dal 1 dicembre in unica soluzione.” Per quanto riguarda invece i pagamenti “a consuntivo”, gli ultimi pagamenti erogati entro il 15 ottobre sono pari a 22 milioni 686 mila 288 euro. Di questi la fetta più consistente, pari a 11 milioni e 594 mila 748 euro, è stata destinata per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Altri 3 milioni e 47 mila euro sono stati destinati invece a supportare la produzione di foraggi essiccati, per garantire un mangime sano agli animali, mentre 1 milione e 942 mila euro vanno a sostegno del settore ortofrutta. “Abbiamo fatto un grande sforzo – conclude l’assessore Salvadori – affinchè le aziende potessero avere in tempo record gli aiuti del fondo europeo Feaga e questi numeri dimostrano l’importanza degli interventi in corso. In Toscana il settore dell’imprenditoria agricola dimostra una grande vitalità e una grande voglia di investire e superare la crisi. E’ nostro dovere, come istituzioni, impegnarci al massimo per supportare queste energie positive e per questo abbiamo intensificato gli sforzi per dare gli aiuti nel più breve tempo possibile.” Complessivamente nell’anno finanziario concluso il 15 ottobre scorso la Regione Toscana ha erogato sul fondo europeo Feaga oltre 175 milioni e 564 mila euro. |
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NASCE NELLA CAMPAGNA DI SABBIONETA L’ACCADEMIA DEGLI ANTICHI SAPORI
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In un antico complesso di cascine del ‘700 situato nella campagna di Sabbioneta - la “città ideale” del Rinascimento nata nel 1600 per volontà del Duca Vespasiano Gonzaga e dal 2008 Patrimonio dell’ Umanità dell’Unesco - un giovane e “illuminato” imprenditore locale Massimo Manfredi, primogenito di una famiglia storicamente nota in zona per le proprie attività agricole e di ristorazione, ha deciso di creare un laboratorio del gusto, con l’obiettivo di riscoprire e riproporre una serie di piatti e prodotti della tradizione storica mantovana, veronese e cremonese. “Un lavoro di grande impegno, non solo dal punto di vista imprenditoriale, ma anche per quanto riguarda la ricerca filologica di ricette che risalgono al rinascimento” – spiega Massimo Manfredi – “Ci siamo per questo avvalsi di testi come il trattato “L’arte di ben cucinare” di Bartolomeo Stefani, edito a Mantova nel 1662, ma anche di tutto quel patrimonio orale che ci è stato tramandato da nonni e bisnonni. La nostra famiglia si è sempre interessata di cucina e di ricette tradizionali, in particolare mia nonna, che era una grande amica di Fernanda e Anna Gosetti della Salda fondatrici de “La Cucina Italiana”, mi ha trasmesso il piacere della ricerca di gusti e sfumature particolari. Proprio da questo trae spunto la mia missione: riuscire a riprodurre fedelmente quei sapori e quelle fragranze che appartengono ai miei ricordi da bambino. Una volta chiaramente pasta e ripieni venivano fatti a mano, oggi alcuni passaggi possono essere agevolati dalla tecnologia, ma in ogni caso non bisogna esagerare perché comunque, per raggiungere un risultato eccellente, è necessario che gran parte della lavorazione sia comunque, come nel passato, fatta a mano, attenendosi rigorosamente alle proporzioni indicate nei “sacri testi” tra uova e farina. Lo stesso discorso e scrupolo vale per i ripieni, provenienti esclusivamente da agricoltori locali: utilizzando quindi zucche con il picciolo piccolo (come consigliavano le nonne), spinaci verde brillante, parmigiano reggiano stagionato e così via. Per la nostra accademia non varranno le logiche dell’iperproduzione industriale, ma quelle della cura maniacale del prodotto e della passione per le particolarità, per gli abbinamenti dimenticati nel tempo, insomma per quei piatti che non propone più nessuno. In questo senso vorremmo essere percepiti come dei “cerimonieri”, a disposizione di ristoratori “illuminati” che vogliono sperimentare, anche per piccole quantità, delle ricette scelte ad hoc.” Per riscoprire, in una visione rinascimentale, il gusto di assaporare la vita a 360° Il “manifesto” dell’Accademia degli Antichi Sapori Manfredi non vuole limitarsi a ridefinire i confini dell’arte culinaria, bensì getta le basi per una rivisitazione in chiave moderna dell’uomo del rinascimento, per il quale non esisteva soluzione di continuità tra cucina, arte, musica o poesia. A tal fine, l’Accademia degli Antichi Sapori, in particolari giornate dell’anno, come in occasione dei solstizi e degli equinozi, darà vita a delle giornate aperte al pubblico, durante le quali - grazie alla collaborazione artistica di mimi, giullari e musici - si potrà vivere l’atmosfera di un banchetto rinascimentale, quando i convitati dovevano essere allietati in un tripudio di sensazioni e stimoli sensoriali coerenti tra loro: un crescendo di colori, musica, sapori, danze, emozioni. Piatti che nascono dalle migliori tradizioni artigianali della buona cucina italiana L’accademia degli Antichi Sapori Manfredi ha avviato la produzione da appena un mese proponendo i seguenti prodotti: Prodotti sempre disponibili : • Tortelli d’erbette alla parmigiana • Tortelli d’erbette alla reggiana • Tortelli di zucca • Tortelli speck e patate • Ombelichi di venere (Cappelletti piccoli da brodo) • Agnolo mantovano • Gnocchi • Maccheroncini trafilati al bronzo • Trecce trafilate al bronzo • Tagliatelle Prodotti su ordinazione (minimo 5 Kg): • Tortello radicchio e speck • Tortello alla mela campanina • Tortello ricotta di capra e cipolla rossa di Tropea • Tortelli Anatra e provola • Agnolotto alla piemontese (stracotto di manzo) • Agnolotto alla piemontese (carne e spinaci) • Tortelli al formaggio di fossa • Tortelli alla carbonara • Tortelli di pesce (pasta gialla o nera) • Tortelli di melanzane • Tortelli di funghi porcini • Tortelli di castagne • Tortelli cremaschi • Tortelli di crostacei • Tortello di gamberi rossi • Tortelli carciofi • Tortelli radicchio • Tortelli limone • Tortelli verza • Tortelli asprelle • Tortelli sguazzarotti • Tortelli asparagi • Tortello all’uovo fondente • Tortello all’amatriciana • Tortelli di polenta gialla taleggio e noci • Tortello al Castelmagno • Tortello cotechino e lenticchie • Tortello cotechino e verza • Tortello peperoni e camembert • Tortello dolce • Tortello al provolone piccante • Cappelletto parmigiano • Cappelletto parmigiano con carne • Tortello agnello e carciofi • Agnolotto al plin di coniglio • Tortello di cinghiale • Tortello di fagiano • Agnolo di animali da cortile • Gnocchi di zucca • Gnocchi di spinaci • Chicche della nonna • Pasta trafilata aromatizzata • Passatelli corti • Passatelli lunghi • Tagliatelle integrali • Tagliatelle al tartufo • Tagliatelle aromatizzate • Fagottini di crespelle • Mulinelli del Po |
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I CIOCCOLATI ARTIGIANALI T’A SENTIMENTO ITALIANO ENTRANO A EATALY.
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T’a Sentimento Italiano, l’azienda cioccolatiera dei fratelli Alemagna, è lieta di annunciare che a partire dal prossimo novembre i suoi prodotti saranno distribuiti nei negozi Eataly di Milano e Torino. Si allargano così i punti vendita di T’a Sentimento Italiano, attualmente oltre 200 solo sul territorio nazionale, che includono, pasticcerie, enoteche, bar e gourmet store (per l’elenco completo di tutti i punti vendita: www.Tamilano.com/it/corner.php). T’a Sentimento Italiano nasce nel 2007 grazie allo spirito imprenditoriale dei fratelli Tancredi e Alberto Alemagna. Lo stabilimento produttivo si trova a Cerro Maggiore in provincia di Milano. T’a Sentimento Italiano è, ad oggi, l’unica azienda cioccolatiera lombarda a produrre e distribuire cioccolati artigianali di alta qualità in Italia e all’estero |
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IL “GASTROSOFO” SERGIO GRASSO OSPITE D’ONORE DELLA SERATA DI GALA
DEL NIAF (NATIONAL ITALIAN AMERICAN FOUNDATION)
I PRODOTTI E LA CUCINA ITALIANA PROTAGONISTI A WASHINGTON
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E’ uno dei momenti più attesi tra gli eventi a stelle e strisce. Stiamo parlando della serata di gala del Niaf (National Italian American Foundation) che, giunta quest’anno alla sua 36sima edizione, conferma il suo status con un parterre di assoluta eccezione. Personalità dello spettacolo, della politica, della finanza, si riuniranno a Washington il 29 ottobre per celebrare e ribadire il contributo dato dagli Italiani alla società statunitense. Prevista la presenza dei Presidenti Napolitano e Obama, del Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, oltre a quella di centinaia di altri importantissimi ospiti, tra i quali un volto noto della televisione italiana. Stiamo parlando di Sergio Grasso, antropologo alimentare e food-writer, protagonista di fortunate trasmissioni come Linea Verde, Uno Mattina, La Vecchia Fattoria e tante altre. A lui spetterà il compito di intrattenere gli ospiti con una performance che vedrà protagonisti le eccellenze enogastronomiche e la cucina del nostro Paese. “Una bella responsabilità – commenta Sergio Grasso – Mi sentirò addosso non solo gli occhi di oltre 20 milioni di italoamericani ma anche quelli di tutto il mondo della produzione di qualità italiana che andrò in qualche modo a rappresentare. Senza contare che avrò anche il compito di spiegare ai nostri ospiti americani, che nutrono un’autentica passione per tutto quello che concerne l’Italian Style, che molto spesso quello che loro acquistano e gustano in realtà di italiano ha ben poco. Il problema della contraffazione e del cosiddetto “italian sounding” è un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che vivo come un vulnus inferto non solo alla nostra economia ma anche alla nostra cultura, alla storia e alla tradizione”. Ma, nonostante la serietà di questi argomenti, quello che Grasso terrà sarà una sorta di show di puro intrattenimento. Non a caso ad affiancarlo dovrebbe essere Giuliana Rancic, consacrata star di E! News, la più importante “gossip-tv” del pianeta. Novanta minuti di spettacolo nel corso dei quali Grasso non si limiterà a raccontare con il suo inimitabile stile alcune dei tesori del nostro patrimonio agroalimentare, ma intratterrà gli ospiti con aneddoti sui peccati di gola di personaggi come Garibaldi, Cavour, Michelangelo, Leonardo, Machiavelli e altre icone della nostra storia. Inoltre avrà a disposizione un fornello per “eseguire” alcuni piatti storici. “Ma precisando che non sono uno chef – sottolinea Sergio Grasso – al massimo un appassionato evoluto. Che con piacere introdurrà gli ospiti ai piaceri di una cucina e di una tradizione gastronomica uniche al mondo. Fatta di altissima qualità e di prodotti inimitabili”. Prodotti che presto Grasso racconterà anche dagli schermi della tv americana. Dall’inverno del prossimo anno, infatti, prenderà il via un programma televisivo da lui scritto e condotto che racconterà le radici, la storia e le infinite identità della cucina e dei prodotti italiani. “Si chiamerà “The Gastrosopher” – conclude Sergio Grasso – e mi vedrà condurre per mano il pubblico americano in un viaggio attraverso le nostre bellezze artistiche e culturali, usando il cibo come ideale fil rouge. Insomma, la mia mission impossibile di raccontare agli appassionati statunitensi in modo concreto il nostro variegato patrimonio di profumi e di sapori, è appena iniziato. E voglio precisare che sono ben accetti compagni di cordata che mi aiutino in questa difficile impresa” |
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MILANO: GRANDE SUCCESSO ANCHE PER LA SECONDA SERATA IN ONORE DELLA NUOVA DOCG DOGLIANI
LE AZIENDE ASSOCIATE ALLA BOTTEGA DEL VINO DI DOGLIANI PROTAGONISTE DEL BANCO D’ASSAGGIO
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La Bottega del Vino protagonista con successo nelle città di Torino e di Milano! Si ripete anche a Milano il successo ottenuto dalle aziende associate alla Bottega durante la serata dello scorso 6 ottobre a Torino. L’evento svoltosi giovedì 13 ottobre nella città di Milano, ha visto la presenza di importanti aziende associate alla Bottega del Vino che animando il banco d’assaggio hanno presentato la nuova docg Dogliani da poco ottenuta. Paolo Boschis, presidente della Bottega del Vino ha presentato alla stampa ed al pubblico il nuovo disciplinare ed ha rimarcato la con forza la scelta del nome “Dogliani” come espressione del territorio in rapporto al vitigno dolcetto. Due i vini in degustazione: il Dolcetto di Dogliani (che nel nuovo disciplinare sarà il Dogliani Docg base) un vino fresco e giovane e il Dogliani Superiore, un vino più ricco e predisposto ad un maggior invecchiamento e regolato da un disciplinare più rigido. La serata ha salutato una sorta di passaggio dal nome Dolcetto di Dogliani e ha accolto la nuova docg alla presenza di un pubblico qualificato, intervenuto numeroso. Le aziende che hanno animato la serata: Abbona Annamaria – Farigliano; Abbona Marziano – Dogliani; Barberis Osvaldo – Dogliani; Boschis Francesco – Dogliani; Bricco Del Cucu’ – Bastia Mondovì; Cantina Del Dolcetto Di Dogliani – Dogliani; Cantina Di Clavesana – Clavesana; Cascina Minella – Dogliani; Cascina Torello – Dogliani; Chionetti Quinto & Figlio – Dogliani; Cozzo Mario – Dogliani; La Fusina – Dogliani; La Querciola – Farigliano; Marenco Aldo – Dogliani; Pecchenino – Dogliani; Podere Le Surie – Clavesana; Poderi Cellario – Carrù; Poderi Einaudi – Dogliani; Poderi La Collina – Dogliani; Raineri F.lli – Farigliano; Revelli Eraldo – Farigliano; San Fereolo – Dogliani; Valletti – Dogliani |
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BRILLA LA STELLA DEL NATALE GUYLIAN
PER QUESTO NATALE ECCO LE DUE PROPOSTE GUYLIAN: TEMPTATION MIX STELLA E ASSORTIMENTO DI PRALINE
LUXURY, UN REGALO UNICO E INIMITABILE PER GLI AMICI E UNA PRELIBATEZZA DA TENERE IN CASA PER LE OCCASIONI
SPECIALI.
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La Temptation Mix Stella Guylian è un’originale scatola a forma di stella che contiene un mix di cioccolatini al latte e fondenti, contraddistinti dall’inconfondibile forma del cavalluccio marino e avvolti, uno per uno in un involucro di carta che ne preserva la freschezza. Gli Originali Praliné sono composti da un cioccolato fondente marmorizzato bianco ripieni di nocciole tostate e finissimo cioccolato al latte belga, secondo la ricetta tradizionale Guylian. I Praliné Fondenti hanno un guscio fatto con il 74% di cioccolato fondente extra e sono ripieni di un pralinato di nocciole tostate e cioccolato fondente. I Milk Truffle sono fatti da una deliziosa e morbida crema di cioccolato al latte rinchiusa in un guscio di cioccolato. Un’ampia varietà di cioccolatini e praline Guylian in un´unica scatola luxury è ciò che si trova nell’Assortimento di Praline Luxury Guylian, nella confezione da 192g, da 258g e da 517g. Un assortimento di cioccolatini che sembrano opere d’arte scolpite dalla mano di un abile cesellatore. Capolavori dalle forme curiose e inconfondibili: conchiglie, cavallucci marini, cuori e farfalle realizzati con cioccolato ottenuto dalle più fini fave di cacao dell´Africa occidentale e con il 100% di burro di cacao privo di grassi vegetali. È sempre una piacevole sorpresa aprire una confezione di cioccolatini Guylian! Guylian Temptation Mix Stella scatola 150 g euro 7,08 Guylian Assortimento di Praline Luxury scatola 192 g euro 7,69 scatola 258 g euro 11,94 scatola 517 g euro 22,94 |
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DITA VON TEESE PRESENTA “MY COINTREAU TRAVEL ESSENTIALS”
IL COCKTAIL DIVENTA UN RITUALE DI PIACERE DA GUSTARE OVUNQUE
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Viaggiare significa scoprire nuovi luoghi e aspetti inediti di posti conosciuti ma per catturarne immediatamente l’essenza autentica, si dice, sia sufficiente sorseggiare il cocktail tipico del posto: il Side Car oppure il Cointreaupolitan catturano l’anima di Parigi, il Cointreau Cobbler quella di Londra, e il Cosmopolitan quella di New York, ad esempio. Per non rinunciare mai a vivere questa esperienza sensoriale, la regina del Burlesque e Brand Ambassador Cointreau, Dita Von Teese, ha creato “My Cointreau Travel Essentials”, un cocktail bar da viaggio ‘nascosto’ in una cappelliera dal sapore vintage, completo di tutti gli accessori indispensabili per realizzare i cocktail a base di Cointreau più conosciuti e inventarne di nuovi. Realizzato in Edizione Limitata in esclusiva per Cointreau, “My Cointreau Travel Essentials” è prodotto in soli 300 esemplari numerati in tutto il mondo. Ha un look retro-chic che ricorda gli arredi dei bar più glamour degli anni ’30, dove il barman addolciva la serata con i suoi mix alcolici al profumo d’arancia. All’esterno, secondo l’arte degli antichi maestri della valigeria, ha la forma di una cappelliera bianca chiusa da un raffinato monogramma di gusto Art Deco, per confondersi perfettamente con il resto dei bagagli. L’interno è specchiato in tonalità oro con pratici cassetti, sempre in pelle bianca, decorati da cabochon, dove custodire gli accessori, realizzati con la stessa ispirazione. Il kit è dotato di un misurino per dosare le quantità degli ingredienti, di un cucchiaino da cocktail per mescolarli, di un bicchiere dallo stile retro, uno shaker argentato e, per il tocco finale, un elegante spray per vaporizzare alcune gocce di Cointreau prima di servire. Naturalmente, non può mancare una bottiglia del liquore all’arancia più famoso al mondo, qui nella versione speciale con la silhoutte della diva e la sua firma sull’etichetta. Il cocktail diventa così un momento unico da gustare da soli o in compagnia di una persona speciale che potrà scoprire il segreto contenuto tra i bagagli e suggerire magari una combinazione a base di Cointreau, per un nuovo mix da annotare nel taccuino nascosto nei cassetti del kit da portare sempre con sé. In vendita presso Eat’s – Excelsior Milano, Galleria del Corso, 2 Milano Prezzo al pubblico suggerito: € 400,00 Per informazioni: Fratelli Branca Distillerie 02.85131 www.Cointreau.it |
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BISOL PROPONE TRE OMAGGI ALLA CULTURA DEL TERRITORIO DI VALDOBBIADENE E VENEZIA
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Cru Cartizze Bisol Dall´alto di Valdobbiadene, un Brindisi ....Superiore! Il raffinato Valdobbiadene Superiore Docg, recente oro al concorso Monde Selection, proviene dalla collina più preziosa d´Italia, quella del Cartizze, quotata oltre due milioni e mezzo di Euro all´ettaro: qui Bisol coltiva lo storico podere di tre ettari, posto nella zona sommitale del Cru Cartizze. Il colore è giallo paglierino, il perlage è vivace, persistente e sottile. Il profumo è quello elegante dei fiori di prato, gradevolmente fruttato con sentori di mela, pera e pesca. Il sapore è sapido, pieno, equilibrato, con amabilità contenuta accompagnata dall’intenso ed elegante fruttato Bisol Cru Cartizze Docg 2010 Spumante Dry – Euro 24,50 in enoteca. Per informazioni: www.Bisol.it Relio Bisol 25 anni di ricerca, 4 anni tra seconda fermentazione e affinamento, 2800 bottiglie prodotte Bisol propone un pregiato Metodo Classico ottenuto rifermentando in bottiglia il Glera in purezza (vitigno a bacca bianca che costituisce la struttura base del vino Prosecco), proposto invece tradizionalmente nella versione Metodo Italiano (Charmant): un raffinato spumante, prodotto in edizione limitata, nato da 25 anni di ricerca e 4 anni tra seconda fermentazione e affinamento sui lieviti in bottiglia: la bottiglia è rivestita da un tessuto a rete particolare che ne impreziosisce il contenuto. Colore: giallo paglierino carico con riflessi dorati. Perlage: vivace, persistente e di estrema finezza Profumo: parte da una base di crosta di pane data dall’evoluzione fine in bottiglia, con un delicato ricordo di frutta matura e fiori essiccati Sapore: sapido pieno, equilibrato, con una leggera nota minerale integrata i un’estrema delicatezza Relio Bisol Metodo Classico 2007 Spumante Extra Brut - Euro 31,50 in enoteca Venissa di Bisol Per Natale, regalate l´emozione di assaggiare l´antico Vino di Venezia, Venissa Nel cuore della Laguna di Venezia, nell’isola di Mazzorbo, contigua a Burano, la famiglia Bisol ha piantato lo storico vitigno veneziano Dorona, il vino di Venezia amato dai Dogi e coltivato fin dal Xv secolo. Dopo 10 anni di ricerche e 4 anni di impegno in vigneto e in cantina, il prossimo febbraio sarà disponibile il vino Venissa, di cui già è possibile prenotare la prima esclusiva produzione di 4880 bottiglie. Infatti, attraverso la vendita en primeur di Venissa, è possibile acquistare l´opzione relativa al terzo lotto, che da diritto all´acquisto di 6 bottiglie del prezioso Vino di Venezia. Venissa Terzo Lotto 6 bottiglie da 0,50 l - Euro 399,30 In allegato, inviamo l´immagine di Paolo Spigariol del certificato Opzione Venissa – Per informazioni www.Venissa.it |
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