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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 17 Novembre 2011
IL PROCESSO DI RIPARAZIONE DEL DNA E LA SFIDA AL CANCRO  
 
Bruxelles, 17 novembre 2011 - Ricercatori che studiano il cancro hanno determinato come la ricombinazione, un fondamentale processo di riparazione del Dna (acido deossiribonucleico) attraverso il quale il materiale genetico viene scomposto e unito ad altro materiale genetico, ha la capacità di autocorreggersi e di permettere al Dna di ripartire da zero. Pubblicati sulla rivista Nature, i risultati dello studio potrebbero contribuire a migliorare le nostre conoscenze sulla biologia del cancro di base e portare a cure per il cancro migliori e più efficaci. Lo studio è stato in parte finanziato dal progetto Geninteg ("Controlling gene integration: a requisite for genome analysis and gene therapy") che ha ricevuto un contributo di 1,85 milioni di euro nell´ambito dell´area tematica "Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute" del Sesto programma quadro (6° Pq) dell´Ue. Scienziati provenienti da Francia, Svizzera e Stati Uniti hanno mostrato come l´abilità di invertirsi rende la ricombinazione un processo efficace. Il co-autore, professor Wolf-dietrich Heyer, uno dei primari di Oncologia molecolare presso l´Università della California, Davis negli Stati Uniti, sottolinea che questo processo "permette alle cellule del cancro di gestire i danni al Dna in modi diversi. I trattamenti di riparazione tramite chemioterapia funzionano creando un danno nel Dna". Se paragoniamo questa capacità di auto-correzione alla guida in una città moderna dove è facile correggere una svolta sbagliata, il professor Heyer si chiede: "Quanto più difficile sarebbe ritracciare il percorso se invece ci si trovasse in una città medievale italiana con strade a senso unico?" Usando i lieviti come sistema modello per far luce su come funziona la riparazione del Dna, i ricercatori hanno in programma di confermare le loro scoperte anche su soggetti umani. "Sia nei lieviti che negli esseri umani, i percorsi per la riparazione del Dna sono gli stessi," dice il professor Heyer. La microscopia elettronica ha aiutato il team a osservare le proteine di riparazione in azione sui filamenti di Dna. Secondo i ricercatori, un filamento presinaptico chiamato Rad51 si è materializzato, regolando l´equilibrio tra un enzima (Rad55-rad57) che favorisce la riparazione per ricombinazione e un altro (Srs2) che impedisce la riparazione per ricombinazione. Controllare l´equilibrio tra i due enzimi permette al Rad51 di iniziare la riparazione genetica - o l´inversione a U - come necessario. "È un braccio di ferro che ha importanti implicazioni per la cellula," dice il professor Heyer, "perché se si verifica la ricombinazione al momento sbagliato nel posto sbagliato, la cellula potrebbe morirne." Poiché il sistema di riparazione ha la capacità di fermare i tentativi di riparazione che sono destinati a fallire, la cellula ha un´altra possibilità. La sopravvivenza cellulare migliora nonostante il danno al suo Dna. Questo è un enorme vantaggio per la ricerca sulla cura del cancro. "Ci sono tanti indizi nella letteratura scientifica che suggeriscono che la riparazione del Dna contribuisce alla resistenza alle cure che si basano sulla creazione di un danno del Dna come le radiazioni o alcuni tipi di chemioterapia," dice il professor Heyer. "L´abilità delle cellule di cancro di sopportare il danno al Dna ha conseguenze dirette sul risultato della cura e capire i meccanismi fondamentali dei sistemi di riparazione del Dna permetterà di trovare nuovi metodi per superare la resistenza alle cure." Il prossimo passo per il team sarà studiare il sistema enzimatico negli esseri umani e determinare se valgono gli stessi principi. "Se possiamo confermare che questi tipi di meccanismi esistono nelle cellule umane, allora avremo un metodo per rendere le cellule del cancro più sensibili ai trattamenti che provocano un danno al Dna," dice. Per maggiori informazioni, visitare: Nature: http://www.Nature.com/    
   
   
TERAPIE PIÙ ACCURATE PER LE VITTIME DI USTIONI GRAZIE A UNA NUOVA APPLICAZIONE PER SMARTPHONE  
 
Bruxelles, 17 novembre 2011 - Un ex soldato ha creato un´applicazione per smartphone che potrebbe permettere alle vittime di ustioni in giro per il mondo di ricevere cure migliori e più efficaci. Dopo aver fatto parte del servizio sanitario della Royal Army, Chris Seaton del Regno Unito ha intrapreso gli studi in informatica all´Università di Manchester dove ha sviluppato l´applicazione per iPhone e iPad, più comunemente conosciuta anche come "app". Quando si tratta di ustioni, la sopravvivenza dipende dall´assunzione della corretta quantità di liquidi, e i dottori solitamente devono compiere una rapida serie di calcoli per valutare la quantità ideale di fluidi da somministrare in ciascun caso particolare. Tuttavia, questo metodo può essere dispendioso in termini di tempo, oltre ad avere un alto margine di errore. Alla luce di questo, Chris voleva sviluppare un´app che potesse salvare vite e prevenire gravi deturpazioni riducendo in modo significativo la possibilità che si verifichino errori nel trattamento delle vittime di ustioni, sia quelle subite in combattimento che in altre situazioni. La sua app, chiamata "Mersey Burns", permette di eseguire calcoli rapidi e precisi. Il team di ricerca al lavoro sulla app ha svolto dei test che hanno mostrato come Mersey Burns riduce di un terzo gli errori commessi con il metodo tradizionale. Chris è stato motivato a sviluppare l´app dopo aver assistito alle orribili ferite da ustioni subite dai suoi compagni soldati nel corso dei quattro anni trascorsi nell´esercito, durante i quali ha completato un turno di sette mesi in Afghanistan. Tutto ciò che un utente deve fare è colorare sul telefono con touch-screen l´area ustionata del paziente su un modello al computer di un torso e inserire l´età e il peso della persona. L´app provvede quindi a calcolare la precisa quantità di fluidi di cui ha bisogno il paziente. Oltre alla sua precisione, un altro vantaggio di questa nuova app è che può essere usata ovunque. Persino i soldati in remote zone di combattimento sarebbero in grado di curare un collega ustionato in modo efficace prima di raggiungere un medico. "Vi sono grandi possibilità per la creazione di tecnologie davvero innovative accoppiando i piccoli dispositivi touch-screen con la medicina," ha commentato Chris. "Persino le idee semplici possono fare una grossa differenza, e tutto ciò che serve per fare sì che diventi una realtà è la collaborazione tra un medico e uno scienziato informatico ." Il team di ricerca suggerisce che la app potrebbe essere usata anche dai medici di guardia per calcolare la quantità di fluidi per qualcuno che sta curando una vittima di ustioni, ma che non ha accesso all´app. Rowan Pritchard Jones, clinico del progetto, ha detto: "Mersey Burns rende la prescrizione di fluidi ai pazienti vittime di ustioni più accurata e meno dispendiosa in termini di tempo, e utilizza la tecnologia dei telefoni touch-screen che la maggior parte dei medici già si porta in giro in tasca." Secondo l´Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ogni anno si verificano oltre 195.000 morti nel mondo solo a causa di incendi, e questa cifra non tiene nemmeno conto dell´incalcolabile numero di morti che avvengono annualmente a causa di scottature, ustioni da elettricità e altre forme di ustioni. Oltre il 95% delle ustioni fatali legate al fuoco accadono in paesi con redditi medio bassi, e il solo Sud-est asiatico rappresenta poco più della metà del numero totale di morti dovute al fuoco nel mondo, e sono le donne in questa regione ad essere maggiormente esposte a questo rischio. Per coloro che sopravvivono a un incendio, le possibilità di rimanere sfigurati o con un´invalidità permanente sono elevate. Nei paesi con redditi alti, le strategie di prevenzione e i miglioramenti nella cura delle vittime di ustioni, come ad esempio questa nuova app, hanno compiuto notevoli progressi nell´abbassare le percentuali di morti per ustioni. Tuttavia, questo tipo di progressi nella prevenzione e nella cura non sono stati applicati in modo diffuso nei paesi con redditi medio bassi. Per maggiori informazioni, visitare: Università di Manchester: http://www.Manchester.ac.uk/    
   
   
DELEGAZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE CINESE PROSSIMAMENTE NELLE MARCHE PER APPROFONDIRE IL SISTEMA SANITARIO REGIONALE. NEI GIORNI SCORSI WORKSHOP A PECHINO CON ESPERTI MARCHIGIANI.  
 
Ancona, 17 Novembre 2011 - Nella seconda settimana di dicembre, una delegazione del ministero della Salute cinese giungera`, in Italia, per approfondire il sistema sanitario delle Marche. Un primo confronto tra esperti cinesi del dipartimento Risorse Umane e marchigiani si e` avuto, nei giorni scorsi, a Pechino, nell´ambito di un workshop tematico. Nando Campanella (direzione medica dell´Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona), Guido Sampaolo (direttore Area didattica del Centro regionale di riferimento per la medicina generale della Regione Marche) e Pierpaolo Morosini hanno incontrato alti funzionari del governo cinese per illustrare le modalita` organizzative del sistema sanitario delle Marche. Gli esiti del workshop sono stati riferiti agli assessori regionali alla Salute, Almerino Mezzolani, e al Lavoro, Marco Luchetti. L´obiettivo del governo cinese, e` stato spiegato, e` quello di rendere i servizi sanitari piu` vicini ai cittadini e migliorare il livello delle prestazioni attraverso l´uso delle nuove tecnologie, puntando su un modello di medicina territoriale che accresca la prevenzione e funga da filtro nei confronti delle strutture ospedaliere (attualmente gli unici presidi a cui i cittadini possono rivolgersi per problemi di salute). In questa logica, un ruolo fondamentale viene svolto dal medico di base e da adeguati sistemi informativi, specie per quanto riguarda la telemedicina e il teleconsulto. Si stratta di settori in cui l´Italia e le Marche, in particolare, vantano numerose eccellenze, e che risultano essenziali per rendere la salute un motore importante della coesione sociale e dello sviluppo economico. Temi che verranno ulteriormente approfonditi nelle prossime settimane, per definire possibili collaborazioni tra le autorita` regionali e quelle cinesi.  
   
   
PIANO INVESTIMENTI 2011-2013, DALLA REGIONE TOSCANA 650 MILIONI, LE PRIME ASSEGNAZIONI ALLE AZIENDE SANITARIE  
 
 Firenze, 17 novembre 2011 – Sono l’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi e la Asl 5 di Pisa le prime due aziende che riceveranno le risorse stanziate dalla Regione per il Piano di investimenti in sanità 2011-2013. Ma, settimana dopo settimana, toccherà a tutte. La cifra complessiva messa a disposizione dalla Regione è di 650 milioni per il triennio: 250 milioni per il 2011, 200 per il 2012 e 200 per il 2013. Le delibere, approvate nel corso dell’ultima giunta, destinano quasi 70 milioni a Careggi e oltre 11 milioni alla Asl di Pisa (divisi nelle tre annualità). Sono le prime due di 16 delibere che, entro la fine del 2011, assegneranno alle aziende toscane tutte le risorse stanziate dalla legge finanziaria (65/2010) per il triennio. Le delibere sono il frutto di un lungo lavoro, che ha portato alla sottoscrizione di specifici verbali di impegni tra l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia e i direttori generali delle aziende. Con questi verbali vengono approvati i piani degli investimenti e le relative coperture finanziarie per il triennio 2011-2013. “Nonostante la crisi, e fronte di una diminuzione delle risorse statali a disposizione, nella sanità toscana si continua a investire, e questo mi sembra davvero un bel segnale – commenta l’assessore Scaramuccia – Gli investimenti sono uno dei pilastri su cui si fonda la nostra strategia sanitaria. Investimenti in innovazione, ricerca, sviluppo. Una strategia perseguita, per il triennio, con 650 milioni di fondi regionali, e quasi altrettanti statali e aziendali”. Per i prossimi tre anni, quindi, si prevede un impegno complessivo del sistema sanitario pari a oltre 1.200 milioni, così suddivisi: 826 milioni per edilizia ospedaliera, 264 milioni per attrezzature sanitarie e informatiche, 110 milioni per sviluppo dei presidi territoriali. Con le nuove risorse regionali, più del dopppio di quanto stanziato negli anni precedenti, è stato possibile garantire la copertura totale dei piani degli investimenti di tutte le aziende per il triennio 2011-2013. In particolare, per quanto riguarda le prime due assegnazioni, ecco i dettagli: - all’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi vengono assegnati 69.880.000, così ripartiti: 28.800.000 nel 2011, 13.400.000 nel 2012, 27.600.000 nel 2013; - alla Asl 5 di Pisa vengono assegnati 11.050.000, così ripartiti: 4.000.000 nel 2011, 4.000.000 nel 2012, 3.050.000 nel 2013.  
   
   
SICILIA: SOSPESA L´ONCOLOGIA MEDICA DELLA CASA DI CURA LATTERI  
 
Palermo, 17 novembre 2011 - La Casa di cura "Latteri" di Palermo e´ stata diffidata dall´erogare prestazioni di oncologia medica poiche´ non autorizzate. E´ questo il primo provvedimento adottato dall´assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, a seguito dell´ispezione disposta il mese scorso parallelamente alle indagini della magistratura palermitana su una presunta truffa al sistema sanitario regionale messa in atto da alcune cliniche private. Avendo rilevato anche la inadeguata erogazione delle prestazioni di chirurgia oncologica, l´assessorato si riserva di sospendere - a scopo cautelare e in via provvisoria - l´accreditamento del relativo "modulo" di 8 posti letto se entro dieci giorni non verranno fornite adeguate controdeduzioni. L´ispezione infatti ha permesso di rilevare un indice di attivita´ della chirurgia oncologica talmente poco significativa (14 interventi nel 2010 pari al 7,3% e 1 soltanto nel 2011 pari all´1,4%) da ritenere possibile che non sia stato garantito il livello qualitativo delle prestazioni. Di contro, l´attivita´ di oncologia medica (192 prestazioni nel 2010 e 71 nel 2011) risulta inappropriata in quanto non afferente a quelle di chirurgia oncologica per la quale la casa di cura e´ stata autorizzata. In particolare, l´esame delle cartelle cliniche visionate dimostra che presso la Casa di cura e´ stata svolta quasi esclusivamente attivita´ di chemioterapia (che rientra nell´attivita´ di oncologia medica per la quale la clinica non era ne´ autorizzata ne´ accreditata) e che nella maggior parte dei casi l´attivita´ chirurgica e´ stata eseguita presso altre strutture (in gran parte pubbliche). Numerose le criticita´ emerse nel corso dell´ispezione che puntava anche a verificare l´adeguatezza dei processi assistenziali: nella relazione si legge che "raramente si deduce il percorso terapeutico del paziente…; le cartelle cliniche del campione esaminato risultano lacunose per quanto riguarda anamnesi, inquadramento clinico, esame obiettivo, valutazione e/o rivalutazione clinica, iter diagnostico terapeutico, follow up dei pazienti; in particolare i documenti del 2009 presentano reiteratamente delle correzioni a penna sulla data di dimissione e delle cancellature con correttore sul frontespizio delle cartelle cliniche, riferite al nome del medico specialista; risalta, nel quadro di una valutazione generale approssimativa della valutazione clinica del caso, l´assenza di ogni riferimento al peso e all´altezza dei pazienti, parametri indispensabili per dimensionare la posologia del trattamento chemioterapico; le relazioni cliniche di dimissione non prevedono programmazioni, ne´ prenotazione per la prosecuzione del trattamento terapeutico; nella maggior parte delle cartelle esaminate, la documentazione citata in cartella clinica non e´ allegata; il consenso informato viene acquisito con modalita´ insufficiente a dimostrare una consapevole accettazione del trattamento da parte del paziente; con riferimento specifico alla sicurezza del percorso correlato alla chemioterapia, nonostante esista una procedura generale della Casa di cura che disciplina l´intero processo per il corretto utilizzo dei farmaci antiblastici, la stessa non e´ conosciuta come tale dagli operatori e l´intero processo non e´ supportato dalle competenze di un farmacista; non sono presenti specifiche procedure di controllo interno per l´attivita´ di prescrizione e somministrazione dei chemioterapici e per gli operatori (infermieri) coinvolti nel processo manca evidenza di un percorso formativo dedicato". L´asp di Palermo avra´ adesso il compito di verificare l´avvenuta chiusura delle cartelle cliniche relative ai pazienti oncologici della "Latteri" e di svolgere gli adempimenti finalizzati all´eventuale recupero delle somme indebitamente corrisposte alla casa di cura palermitana. Il Dipartimento attivita´ sanitarie dell´assessorato della Salute ha gia´ programmato analoghe ispezioni in altre strutture private.  
   
   
FVG: ASSESSORE KOSIC SI DIMETTE PER MOTIVI DI SALUTE  
 
Trieste, 17 novembre 2011 - L´assessore regionale alla Salute e alle politiche sociali del Friuli Venezia Giulia Vladimir Kosic ha inviato al presidente Renzo Tondo una lettera nella quale informa di rassegnare le dimissioni dall´incarico in quanto "nel momento in cui la politica sanitaria della Regione richiede scelte rapide e forti, mi trovo in condizioni di salute inadeguate per reggere lo sforzo necessario all´attuazione del rinnovamento" proposto dallo stesso presidente nell´aggiornamento del programma di governo. Il presidente Tondo ha preso atto della volontà espressa dall´assessore ed ha deciso di mantenere per sé la delega alla Salute, integrazione sociosanitaria e politiche sociali, incaricando gli uffici di predisporre il relativo decreto per comunicare un tanto nella seduta di Giunta in calendario venerdì 18 novembre. "All´inizio della legislatura ho apprezzato lo spirito di servizio con cui Kosic ha accettato la mia proposta di assumersi il carico della sanità - ha detto Tondo - ed ho visto con quanto impegno e con quanto sacrificio ha svolto il suo compito. Lo ringrazio per il lavoro svolto, gli confermo la mia grande stima ed immutata amicizia, comprendendo le motivazioni della sua rinuncia.Sono certo che Kosic metterà ancora a disposizione della comunità e soprattutto delle persone che hanno bisogno di cure e assistenza l´esperienza maturata e la sensibilità che gli sono proprie".  
   
   
URSAP-FEDERLAZIO: NASCE NEL LAZIO LA "TERZA SANITÀ" ECONOMICAMENTE SOSTENIBILE  
 
Roma, 17 novembre 2011 - La Dott.ssa Claudia Tulimiero Melis, rieletta all’unanimità Presidente dell’Ursap Federlazio anche per il prossimo triennio, nel corso dell’assemblea ha proposto a tutti gli associati il progetto di una sanità “economicamente sostenibile”, la cosiddetta “Terza Sanità” tra sanità pubblica e privata, erogata da parte delle strutture associate a Federlazio, garantita qualitativamente in quanto strutture accreditate con la Regione Lazio. La proposta è stata approvata all’unanimità. Con questa operazione si otterrà una Sanità accessibile per il ceto medio, colpito fortemente da questa crisi economica, con tariffe scaglionate a seconda della fascia di reddito. Per la fascia debole della popolazione, esente per patologia o reddito, verrà applicata la tariffa minima. “Soprattutto a tutela dei più deboli – ha dichiarato Claudia Tulimiero Melis – chiederemo alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che venga mantenuto il budget del 2011 senza ulteriori decurtazioni, già applicate pesantemente negli ultimi 5 anni (-31% su tariffe del 1991 e 1996 scontate ulteriormente dalla Finanziaria 2006 del 20% e del 2%). Sarebbe inoltre auspicabile – prosegue la Melis - che la Presidente Polverini riconoscesse un fondo di solidarietà per dare l’assistenza sanitaria gratuitamente ai cittadini meno abbienti, disabili e anziani”. La Commissione nominata nell’ambito dell’Assemblea definirà a breve le tariffe e la Federlazio si attiverà successivamente per l’informazione al cittadino, non più costretto così a pagare cifre esorbitanti da intramoenia per abbattere le liste di attesa. La Terza Sanità ha l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini l’integrità di un sistema sanitario che deve essere universalistico ed uguale per tutti.  
   
   
MILANO, NASCE IL TAVOLO PER LO SPORT: SARÀ IL LUOGO DI CONDIVISIONE DELLE POLITICHE DI SETTORE  
 
Milano, 17 novembre 2011 - Nasce il Tavolo per lo Sport per discutere e condividere le politiche sportive cittadine con i principali attori della scena milanese. È l’iniziativa lanciata ieri dall’assessora Chiara Bisconti, e presentata con una conferenza stampa nella sala Appiani dell’Arena civica “Gianni Brera”: un luogo adatto per illustrare gli obiettivi del Tavolo per lo sport. “Si tratta del più importante strumento di condivisione dei progetti e delle iniziative dell’Amministrazione comunale per promuovere l’attività sportiva a Milano”, ha spiegato Bisconti. “Ecco perché, attorno a questo Tavolo, abbiamo voluto riunire chi ‘fa’ lo sport in città: il Coni, le Federazioni, gli Enti di promozione, le Zone, il Comitato paralimpico, ma anche la facoltà di Scienze motorie e Sport”. In questo incontro inaugurale l’assessora ha presentato le linee guida della sua “visione per Milano”. Innanzitutto l’idea di sport come attività diffusa in città, strumento per accrescere il benessere dei suoi abitanti e uno stile di vita sano. Senza ovviamente dimenticare la formazione e l’emergere di talenti capaci di rinverdire la tradizione d’eccellenza agonistica della nostra città. Quindi, non solo grandi luoghi per grandi eventi, ma tante iniziative diffuse sul territorio, “grazie anche alla poli-funzionalità degli impianti sportivi integrati nei territori, nelle Zone”, ha aggiunto Bisconti. Non a caso, tra gli ospiti della Bisconti attorno al Tavolo ci sono anche i Presidenti delle Commissioni Sport dei Consigli di Zona, “in quanto luoghi fondamentali per un vero decentramento delle manifestazioni e delle attività”. In questo quadro si iscrivono progetti come l’apertura delle palestre delle scuole ai quartieri, mettendole a disposizione di associazioni e società sportive per organizzare corsi tardo pomeridiani e serali. Oppure, l’esperimento realizzato quest’estate con i “Giovedì nei parchi”: corsi di yoga e tai-chi in aree verdi cittadine, del centro e della periferia. “Un successo – ha sottolineato Chiara Bisconti – la risposta dei cittadini e delle cittadine milanesi è stata davvero positiva”, tanto che si pensa di replicarlo anche per altri sport: allo studio c’è il progetto di lezioni aperte di rugby rivolte ai bambini da tenersi in primavera nei parchi. Sul tavolo c’è poi la questione degli impianti sportivi: ci sono infatti 13 strutture che dovranno essere riassegnate e per le quali è necessario capire quale sia il miglior gestore, il migliore progetto, il miglior bilanciamento fra la domanda di sport dei cittadini e l’offerta già presente in Zona. Tra questi 13 ci sono i nove impianti frutto del nuovo indirizzo strategico pensato dall’Amministrazione per Milanosport: Vigorelli, Palalido, Lido, Saini, Xxv Aprile, Crespi, Cappelli Sforza, Cambini, Tennis club Washington. “Crediamo che Milanosport - ha spiegato l’assessora - debba concentrarsi sul suo core business, sugli impianti con acqua. Ho anche ribadito che non abbiamo intenzione di chiudere o privatizzare Milanosport, vogliamo invece lavorare per il superamento dell’attuale modello di gestione. Ma non si tratta solo di questa società: è il momento di ripensare tutta l’impiantistica sportiva milanese.” “Sono ipotesi di lavoro, da discutere con i nostri interlocutori – ha concluso – ai quali abbiamo offerto il massimo della disponibilità da parte dell’Amministrazione: siamo qui soprattutto per ricevere idee, proposte e suggerimenti. Questo Tavolo è insomma l’occasione per fare ‘sistema’, per mettere insieme tutte le energie e le risorse milanesi. E, mi permetto di aggiungere, deve essere soprattutto il luogo del fare. È ora di dire basta alla cultura del lamento. È vero, a Milano mancano impianti fondamentali, quali il palazzetto dello sport e la piscina olimpica coperta. Ma è altrettanto vero che ci sono autentiche eccellenze, come l’Arena che ospita questa conferenza stampa o il Lido. E da qui dobbiamo partire: mettiamoci al lavoro, sfruttiamo le potenzialità della città”.