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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 10 Gennaio 2012
EDISON, PASSERA: SODDISFATTO PER ACCORDO A2A DIVENTA SECONDO PRODUTTORE NAZIONALE COLLABORAZIONE OPERATIVA CON EDF, CHE CONFERMA IMPEGNO IN ITALIA  
 
Roma, 10 gennaio 2012 - “Sono particolarmente soddisfatto per l´esito delle trattative tra il Gruppo Edf e il Gruppo A2a, unitamente ai suoi principali soci italiani. Due protagonisti del mondo energetico italiano - Edison ed Edipower - chiariscono le rispettive strutture azionarie e rafforzano validi e trasparenti rapporti di collaborazione operativa. A2a, con l´impegno in Edipower, diventa il secondo produttore nazionale di energia elettrica”. Così il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, a proposito dell´accordo raggiunto oggi tra i soci italiani e francesi di Edison. “Esprimo il mio apprezzamento - prosegue Passera - per la buona volontà e l´equilibrio dimostrati da tutte le parti in causa per poter concludere il difficile negoziato. Con il presidente Proglio abbiamo condiviso una comune visione del mercato e da lui ho avuto conferma del rilevante impegno di lungo termine del gruppo Edf in Italia, anche attraverso Edison. Sia Edison che Edipower hanno interessantissime prospettive di crescita e sono certo che parteciperanno con successo allo sviluppo energetico del nostro Paese” conclude il 27 dicembre 2011 Passera.  
   
   
BOLZANO.: ACCORDO SULL´ENERGIA IN VENOSTA  
 
 Bolzano, 10 gennaio 2012 - Ratificato il 30 dicembre dalla Giunta provinciale l´accordo di compromesso raggiunto tra Sel e il consorzio elettrico della Venosta Vek sulla futura gestione dell´energia idroelettrica in valle. Previsto un organo di consulenza con il coinvolgimento dei Comuni interessati. Un compromesso chiude la vertenza tra la Sel provinciale e il consorzio elettrico Vek dei Comuni venostani riguardo alla gestione dell´energia in valle dopo l´assegnazione delle concessioni alla Hydros a Lasa/martello e Curon. La Giunta provinciale ha ratificato l´accordo che prevede tra l´altro la costituzione di un comitato di consulenti (comprendente rappresentanti dei Comuni di Martello, Laces e Lasa, e analogamente Curon per la centrale di sito), che sarà chiamato a pronunciarsi sugli investimenti ambientali collegati all´avvenuta assegnazione delle centrali idroelettriche: "Si tratta di 22 milioni di euro che i concessionari assicureranno nei prossimi trent´anni ai Comuni interessati dalla centrali", ha ricordato dopo la seduta di Giunta il presidente Durnwalder. Già deciso in quali progetti di interesse pubblico investire gli importi nei primi tre anni. Sul piano finanziario, Enel parteciperà con un contributo quantificato in 600mila euro che verserà a Sel e la società provinciale, attraverso Hydros, girerà poi al consorzio venostano. A seguito dell´accordo, il consorzio Vek ritira il ricorso. In futuro Sel e il consorzio si impegnano in una maggiore collaborazione nella gestione dell´energia locale.  
   
   
EDIPOWER: SOTTOSCRITTO CONTRATTO DI FINANZIAMENTO CON I SOCI PER 1.100 MILIONI  
 
Milano, 10 gennaio 2012 - Il Consiglio di Amministrazione di Edipower, riunitosi il 22 dicembre 201, ha deliberato la sottoscrizione del contratto di finanziamento con i Soci per un importo complessivo pari a Euro 1.100 milioni destinati al rimborso integrale del finanziamento bancario sindacato in scadenza al 31 dicembre 2011. Gli Azionisti di Edipower renderanno disponibili questi fondi alla Società, ciascuno per una quota parte proporzionale alla propria partecipazione nel capitale sociale di Edipower.  
   
   
PIANO CASA NEL LAZIO: RAGGIUNTO EQUILIBRIO FRA TUTELA TERRITORIO E SVILUPPO ECONOMICO  
 
Roma, 10 gennaio 2012 - È stata approvata il 28 dicembre 2011 dalla Giunta Capitolina la delibera in merito all’attuazione del Piano Casa della Regione Lazio. «Con l’approvazione di questa delibera, abbiamo adempiuto al nostro compito, raggiungendo un punto di equilibrio molto buono fra l’esigenza di tutelare il nostro territorio, più ampio e complesso rispetto alle altre città del Lazio, e di non mettere troppi paletti allo sviluppo economico» ha detto l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Marco Corsini. «Credo che questo sforzo sarà apprezzato, prima fra tutti ,proprio dalla Regione. È la stessa legge regionale infatti che, giustamente, permetteva ai comuni di variare l’ applicazione della legge in ragione delle specificità di ciascun territorio», prosegue Corsini. «La delibera, che dovrà poi essere approvata dall’Assemblea Capitolina, esclude dagli interventi regionali gli edifici dotati di maggior pregio architettonico posti al di fuori del centro storico nonché i tessuti di maggior rilievo storico e fa salve, per particolari esigenze urbanistiche alcune aree che riteniamo strategiche. Per il resto non possiamo che assecondare la fortissima spinta incentivante e semplificatrice della legge regionale».  
   
   
UMBRIA, PIANO CASA: EFFETTI POSITIVI DELLE NUOVE NORME A UN ANNO DALL’ENTRATA IN VIGORE  
 
Perugia, 9 gennaio 2012 - Ad un solo anno dall´entrata in vigore delle nuove norme sul "Piano casa", introdotte con la legge regionale n. 27 di fine 2010, in tutta la regione si registra oltre il 50 per cento in più, rispetto a tutto il periodo di applicazione della precedente normativa, di istanze di adeguamento degli edifici residenziali unifamiliari e bifamiliari, con evidente attenzione per quelli residenziali posti in territorio agricolo. A renderlo noto è stato il 5 gennaio l´assessore regionale all´Ambiente, Silvano Rometti, in seguito all´analisi dei primi risultati relativi ad un questionario somministrato dalla Regione Umbria ai Comuni, per verificare l´andamento degli interventi edilizi e urbanistici in seguito all´applicazione della legge regionale. A rispondere al questionario sono stati 67 Comuni, di cui 45 della Provincia di Perugia e 22 di quella di Terni. Complessivamente le richieste pervenute alle amministrazioni sono 144 e, a queste, se ne aggiungono altre 21 nel Comune di Perugia. Il numero maggiore di richieste ha riguardato ampliamenti su edifici unifamiliari o bifamiliari mentre oltre 20 sono le istanze per ampliamenti su altri edifici residenziali. Significativo il numero delle richieste di autorizzazioni per effettuare ampliamenti su edifici residenziali ricadenti in zone agricole, così come per quelli per gli interventi di ristrutturazione urbanistica per gli edifici a destinazione produttiva. "I dati - ha commentato l´assessore Rometti - risultano essere ancor più significativi se si considera il momento di particolare crisi che sta attraversando il settore delle costruzioni. Alcuni interventi di ristrutturazione urbanistica - ha aggiunto - hanno consentito di riqualificare edifici a destinazione produttiva con la sistemazione di aree per le quali probabilmente le norme premiali hanno suscitato nuovi interessi. Comunque, si resta nella convinzione che la riqualificazione del territorio, compreso quello urbanizzato, sia la conseguenza di una corretta pianificazione che può e deve favorire anche con premialità gli interventi di ristrutturazione urbanistica che si caratterizzano per un adeguamento coerente delle dotazioni dei servizi necessari. Come previsto dalla normativa regionale - ha specificato l´assessore - le opere hanno tenuto conto della qualità del territorio umbro, segnato da paesaggi e architetture di pregio che, ovviamente, non possono essere compromesse da interventi edilizi legati ad automatismi normativi". Rometti ha voluto ricordare che "la legge n. 27, oltre a prorogare a tutto il 2012 il termine per presentare ai Comuni le istanze e avvalersi delle premialità previste, ha innalzato anche le percentuali di premio estendendo anche al territorio agricolo la possibilità di poterne usufruire. Inoltre, ha fissato premialità aggiuntive per gli interventi di demolizione e ricostruzione, soprattutto se è previsto il totale smantellamento delle coperture in eternit. Prevista anche la bonifica di siti inquinati, così come l´installazione sui tetti di pannelli fotovoltaici e, per le aree residenziali,è permessa la realizzazione di spazi per la prima infanzia". "Con il nuovo Piano casa infatti - continua Rometti - la Regione Umbria ha voluto incentivare innanzitutto il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente attraverso strumenti adeguati, innovativi e consoni alle peculiarità del territorio umbro, ma ha anche voluto assicurare una coerente e univoca interpretazione delle norme in tutti i Comuni, al fine di evitare lungaggini e incomprensioni tra pubblica amministrazione, professionisti ed operatori del settore". Le innovazioni introdotte dalle legge per gli edifici residenziali che ricadono nel territorio agricolo consentono, per quelli esistenti prima del 1997, l´ampliamento di 100 mq. Anche nel caso che la superficie complessiva dello stesso edificio ecceda il limite di 450 mq. E quindi derogando alla l.R. 11/2005. Ora, la possibilità di ampliamento è estesa anche alle abitazioni realizzate nelle zone agricole successivamente al 1997, permettendo un ampliamento del 25per cento della superficie fino ad 80 mq, in deroga alle normative vigenti". Per quanto attiene invece al settore delle attività produttive e di servizio, il nuovo "Piano casa" estende la possibilità di applicazione anche agli esercizi commerciali, ai servizi e alle attività turistico-ricettive che potranno arrivare fino al 60 per cento di Superficie utile coperta (Suc) aggiuntiva.  
   
   
FAMIGLIA, ROMA: NO A CULTURA DELLA DISCRIMINAZIONE SUGLI AFFITTI DELLE CASE  
 
Roma, 10 gennaio 2011 - «Ho presentato oggi un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Roma, per denunciare la strisciante cultura della discriminazione della famiglia, specie di quella con molti figli, che viene diffusa attraverso gli annunci per gli affitti delle case nella nostra città. È necessario, su questo, lanciare un segnale chiaro e forte alle famiglie». È quanto dichiarato il 5 gennaio dall’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, Gianluigi De Palo, commentando l’inchiesta, pubblicata su un quotidiano romano, che denuncia la lunga serie di messaggi di locazione immobiliare disponibili su siti Internet e su giornali specializzati in cui viene esplicitamente negata la possibilità di accesso alla casa a nuclei familiari, soprattutto se numerosi. «In realtà - aggiunge l’Assessore capitolino - la nostra azione legale ha più che altro un significato simbolico. Vuole mettere sotto i riflettori della cittadinanza una silenziosa, ma continua e quindi pericolosa negazione del valore universale della vita e dell’istituto che è naturalmente preposto a questo, ovvero la famiglia». «Roma Capitale è da tempo impegnata a promuovere iniziative che possano rendere questa città sempre più a dimensione familiare. Entro gennaio presenteremo alla stampa i primi frutti concreti del dialogo tra Istituzioni e associazioni familiari, che abbiamo potuto approfondire anche grazie alla Prima Conferenza con la Famiglia, vissuta lo scorso 17 dicembre alla Limonaia di Villa Torlonia. Tra questi, due servizi i cui bandi sono stati appena pubblicati: un numero verde ‘Pronto famiglia’ e un percorso sperimentale di formazione ed ‘educazione’ alla vita familiare. Insieme all’implementazione del ‘quoziente-Roma’ per tutte le tariffe che fanno capo all’Amministrazione, come accade già per il nido, che è gratuito dal terzo figlio in poi - conclude De Palo - queste iniziative vogliono essere un messaggio che Roma vuol dare alla società civile e alle Istituzioni, anche a livello nazionale: un figlio non può diventare un problema, ma deve continuare a essere una risorsa per la famiglia e per la città».  
   
   
UMBRIA: BENE PROROGA DEGLI SFRATTI MA NON È SUFFICIENTE. NECESSITÀ DI RIPENSARE LE POLITICHE ABITATIVE  
 
 Perugia, 10 gennaio 2012 – “La proroga degli sfratti al 31 dicembre 2012 prevista dal Decreto Milleproroghe va bene, afferma l’assessore regionale alle politiche della casa Stefano Vinti, ma non risolve il nocciolo della questione: l’assenza, cioè, da ogni agenda politica di un piano casa degno di questo titolo. Il quadro delle necessità va dall’aumento degli sfratti (nell’ultimo triennio una vera e propria impennata, arrivando a 65.489 nel 2010, con una morosità che supera l’85%) all’aumento delle richieste di alloggio pubblico, che arrivano a toccare le 650.000, ai tagli agli ammortizzatori sociali per gli affitti fino all’assenza di qualsiasi finanziamento per le politiche abitative. E nei dati, continua Vinti, entra a pieno titolo anche l’Umbria, con i suoi 900 sfratti calcolati ad ottobre del 2011 e le 6.000 richieste di alloggio. A fronte di questa situazione, la proroga degli sfratti per finita locazione è un passo importante ma lascia sul tappeto la maggior parte dei problemi”. Secondo l’assessore Vinti “il disagio abitativo assume, in questa situazione di crisi che il paese si trova ad attraversare, connotati di vera e propria emergenza, sempre più grave e sempre più sulle spalle dei ceti meno abbienti. Il nodo cruciale è la completa assenza di una politica della casa, che affronti i nodi strutturali del settore. Per questi motivi per esempio, chiediamo che vengano prese in considerazione le “morosità incolpevoli” di chi, in condizioni economiche particolarmente svantaggiate, non riesce a far fronte alle spese per l’abitazione. E’ necessario, di fronte a questa notevole emergenza abitativa, che vengano messe a punto misure adatte ad affrontare il problema nella sua complessità. I singoli provvedimenti, conclude Vinti, possono solo parzialmente tamponare l’emergenza senza però garantire adeguate e definitive soluzioni”.  
   
   
ALLOGGI TEMPORANEI PER IMMIGRATI, L’ESPERIENZA PILOTA DI CALENZANO  
 
Firenze, 10 gennaio 2012 – Una soluzione abitativa temporanea per immigrati in regola con il permesso di soggiorno ed un lavoro. É quella realizzata dal Comune di Calenzano in collaborazione con la Regione e Casa Spa e che è stata al centro del convegno che si è tenuto ieri mattina a Palazzo Bastogi a Firenze e al quale è intervenuto anche l’assessore regionale al welfare e alle politiche per la casa Salvatore Allocca. La Residenza di Primo Inserimento, questo il nome del progetto, di Calenzano consiste in un edificio realizzato secondo i criteri della bioedilizia per abbattere i costi di gestione e raggiungere elevati livelli di efficienza energetica. L’edificio si sviluppa su tre livelli fuori terra e contiene 15 unità abitative di differenti dimensioni (si va da alloggi piccolissimi, alloggi in condivisione fino ad appartamenti veri e propri per famiglie). Gli alloggi mettono a disposizione 36 posti letto e permettono di realizzare le condizioni necessarie per i ricongiungimenti familiari. La locazione prevede una permanenza di medio termine, contratti 3+2, a canone agevolato. Costo complessivo dell’operazione 1 milione e 826 mila euro: 739 mila euro provengono dalle casse regionali, il resto da quelle del Comune di Calenzano. Un progetto innovativo che ha le caratteristiche per essere replicato in altre realtà, toscane e nazionali, una sorta di ponte tra l’abitare precario e le politiche abitative tradizionali. “La spinta al progetto – ha detto Allocca durante l’intervento che ha concluso il convegno – è arrivata da una semplice considerazione. Ovvero che l’immigrazione non è un fenomeno occasionale ed imprevedibile. In Toscana gli stranieri sfiorano il 10% della popolazione residente e sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi 10 anni. Non si tratta più di emergenza. Possiamo però parlare urgenza quando dobbiamo affrontare il discorso relativo all’individuazione di soluzioni abitative per queste persone, perchè è il problema principale di chi, con coraggio, decide di trasferirsi da uno stato all’altro in cerca di opportunità di lavoro e benessere”. L’esperienza di Calenzano è importante perchè cerca di trovare una soluzione concreta alle distorsioni esistenti nel mercato degli alloggi. “L’unico modo – ha aggiunto Allocca – che abbiamo per cercare di porre un rimedio a questa situazione che è progressivamente degenerata, è riuscire ad aggredire il mercato stesso con politiche pubbliche efficaci. Come introdurre una tassa di scopo sugli alloggi lasciati sfitti, valorizzare il ruolo delle Agenzie per la casa oppure spostare risorse per sostenere gli affitti senza un erogazioni a pioggia ma più mirate. Insomma – ha concluso – occorre il coraggio di mettere in atto politiche incisive per affrontare un tema che viene considerato minato. Coraggio unito al rigore e alla voglia di cambiare una situazione che è diventata insostenibile”.  
   
   
CIRCA TRE MILIONI DI EURO PER LA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI DI CULTO: UN AIUTO DOVEROSO A CHI SVOLGE ANCHE UNA PREZIOSA FUNZIONE SOCIALE  
 
Venezia, 10 gennaio 2012 - Ammontano complessivamente a 2 milioni e 936 mila euro i finanziamenti che la Giunta regionale ha concesso per l’anno 2011, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Massimo Giorgetti, per interventi di straordinaria manutenzione, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione di edifici per il culto e per lo svolgimento di attività senza scopo di lucro, funzionalmente connessi alla pratica religiosa. “Si tratta di opere necessarie per il consolidamento di edifici o di parti di essi – spiega Giorgetti –, ma anche per il miglioramento di strutture dedicate alla socializzazione, come oratori, sale parrocchiali, spazi per l’attività dell’associazionismo”. “A seguito dell’istruttoria svolta dagli uffici, abbiamo finanziato 64 interventi nell’intera regione – continua l’assessore –, fornendo così un aiuto non solo alle parrocchie, ma anche alle comunità che beneficiano concretamente dell’azione svolta sul piano sociale, educativo e assistenziale dai religiosi. Non possiamo negarci, infatti, che soprattutto in questo periodo di crisi economica, la chiesa e i sacerdoti rappresentano dei punti di riferimento per molte persone e famiglie in difficoltà. Ma debbono, purtroppo, a loro volta fare i conti con la diminuzione delle risorse disponibili ed è quindi opportuno, direi quasi necessario, sostenere questa capillare e preziosa realtà distribuita in tutto il territorio veneto. Contribuiamo così a mantenere e migliorare strutture e spazi finalizzati ad attività spirituali e di culto, ma anche sociali e formative: basti pensare, ad esempio, al servizio che ancora svolgono molti oratori e patronati gestiti dalle parrocchie. Inoltre, molti di questi edifici, oltre al valore artistico e culturale, rappresentano per le comunità venete anche una grande ricchezza di storia, tradizioni e identità”. “Salvaguardare edifici che uniscono devozione, senso di appartenenza, funzioni civili e sociali – conclude Giorgetti – significa preservare un patrimonio che non è solamente del Veneto, ma dell’intero Paese”. Questi gli interventi ammessi a finanziamento, suddivisi per provincia: Belluno - chiesa della Parrocchia di S. Michele Arcangelo di Feltre: intonaci e stucchi controsoffitto, restauro dipinto S. Michele Arcangelo, cornicioni, paraste e capitelli pareti aula principale, intonaci cappelle laterali e abside, rimozione balaustre. Contributo regionale: 44.496 euro; - chiesa della Parrocchia dei Ss. Angeli Custodi di Ponte nelle Alpi: intonaci esterni, rimozione e posa manto di copertura, lattonerie, superfici lapidee esterne. Contributo regionale: 35.692 euro; - chiesa della Parrocchia dei Santi Ermagora, Fortunato e Floriano di Tambre d’Alpago: restauro scalinata di accesso, opere di drenaggio acque meteoriche, sistemazione sagrato e pavimentazioni esterne. Contributo regionale: 51.000 euro. Padova - chiesa della Parrocchia di S. Bernardino di Busiago di Campo San Martino: restauro conservativo navata e superfici murarie esterne con risanamento delle murature dall’umidità di risalita; sostituzione intonaci interni deteriorati, pittura e finiture. All’esterno cucitura fratture, stuccatura fughe parietali. Contributo regionale: 45.631 euro; - torre campanaria della chiesa parrocchiale di Campodarsego: Restauro conservativo con recupero della struttura portante della cuspide danneggiata, ricucitura paramento murario esterno costituito da mattoni pieni, iniezioni per piccoli consolidamenti di cornice, pulizia. Contributo regionale: 37.441 euro; - ex oratorio ora centro parrocchiale di Campodoro: adeguamenti alla normativa antincendio, servizi sanitari con superamento barriere architettoniche, contenimento energetico, consolidamento strutturale di alcune zone. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa della Natività della B.v. Maria di Este: restauro e consolidamento soffitto dell’aula e dell’abside, revisione della copertura e rifacimento impianto elettrico. Contributo regionale: 51.000 euro; - casa della Parrocchia di S. Martino Vescovo di Gazzo Padovano: intervento di recupero sia funzionale che costruttivo dell’immobile, rivedendone l’organizzazione interna e l’utilizzo di tutti i suoi spazi: rinforzo e consolidamento delle fondazioni e delle murature perimetrali, rifacimento dei solai. Contributo regionale: 51.000 euro; - complesso parrocchiale (chiesa, canonica, abitazione del parroco, patronato, sala polivalente) dei Ss. Pietro e Paolo Apostoli di Noventa Padovana: ripasso tetto canonica, risanamento facciata chiesa, messa a norma impianti elettrici patronato e manutenzioni varie. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale S. Gaetano – Thiene – Terranegra a Padova: risanamento fondamenta, impermeabilizzazione parete, eliminazione infiltrazioni acqua in vari punti del tetto. Contributo regionale: 51.000 euro; - casa canonica Palazzo da Lezze di Padova: sistemazione e risanamento copertura, pulizia elementi in pietra, rifacimento e risanamento intonaci, restauro poggiolo, tinteggiatura. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa dello Spirito Santo di Padova: restauro e messa in sicurezza della vetrata artistica e consolidamento della struttura portante. Contributo regionale: 51.000 euro; - complesso parrocchiale di S. Anna di Piove di Sacco: intervento di ristrutturazione parziale con opere di abbattimento barriere architettoniche ed adeguamento normativo igienico-sanitario. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Agostino Vescovo di Bovolenta: adeguamento impianti tecnologici (elettrico e di illuminazione, antintrusione e video sorveglianza - audio). Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Bernardino di Busiago di Campo San Martino: restauro conservativo navata e superfici murarie esterne con risanamento delle murature dall’umidità di risalita. Contributo regionale: 5.368 euro; - chiesa di San Giacomo in Crefanesco, parrocchia di S. Maria Maddalena di Galliera Veneta: sistemazione esterna ed interna, opere murarie, paramenti, intonaci, ecc. Contributo regionale: 51.000 euro. Rovigo - parrocchia di Santa Maria Assunta della Tomba, basilica di Adria: primo stralcio: consolidamento statico, restauro del dipinto del catino absidale, revisione ed elettrificazione serramenti esterni. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa della Parrocchia della Cattedrale S. Stefano Papa e Martire a Rovigo: manto di copertura compresa struttura portante, verifica e cucitura fessurazioni murature e verifica e sistemazione soffitti. Contributo regionale: 51.000 euro. Treviso - chiesa parrocchiale di Pederobba: restauro facciata principale, facciate laterali e pareti posteriori, rimozione e sostituzione manto di copertura, nuove lattonerie, nuova pavimentazione esterna, parapetti e rampe disabili. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa di Santa Giustina a San Fior: pulitura superfici esterne, rimozione stratificazioni di pitture, preconsolidamento parti decoese di intonaco, stuccature e integrazioni parti mancanti pareti perimetrali, pulitura apparato decorativo esterno, tinteggiatura faccia. Contributo regionale: 46.600 euro; - chiesa San Pietro di Feletto: intervento di restauro conservativo dei paramenti interni. Contributo regionale: 51.000 euro; - canonica di Salgareda: rimozione manto di copertura, struttura secondaria lignea, realizzazione cordolo perimetrale in legno, nuova copertura, lattonerie e nuovi intonaci su tratto oggetto di rimozione. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa della Parrocchia dei Ss. Filippo e Giacomo Apostoli di Spresiano: tinteggiatura e pavimentazione sacrestia, pavimentazione esterna, intonaci, ripristino dipinti murali interni, restauro serramenti in legno, consolidamento archi navata, impianto elettrico, termico e antifurto. Contributo regionale: 51.000 euro; - edificio della Parrocchia di San Pietro Apostolo nella Cattedrale denominato Canonichetta a Treviso: riorganizzazione interna degli spazi, miglioramento statica edificio, coibentazione termo acustica, risanamento dall´umidità. Serramenti, pavimenti, manto di copertura, intonaci, fognature. Contributo regionale: 51.000 euro; - oratorio di Santa Filomena della Parrocchia Immacolata Santa Bona a Treviso: sistemazione copertura, consolidamento intonaci e dipinture, restauro affreschi, nuovi serramenti, portale ligneo, impianti elettrici e meccanici, lievi modifiche interne, nuove pavimentazioni, restauro paramento di recinzione. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale del Sacro Cuore a Treviso: sostituzione impianto di riscaldamento. Contributo regionale: 38.014 euro; - campanile della Chiesa di San Martino a Treviso: intervento di restauro e consolidamento al basamento, alla muratura, alla cella campanaria e alla copertura. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa della parrocchia di Sant’ambrogio Vescovo a Treviso: consolidamento e messa in sicurezza delle volte con ancoraggio delle centine alle capriate. Contributo regionale: 19.650 euro; - area esterna delle absidi della basilica, parrocchia di Santa Fosca in Santa Maria Maggiore a Treviso: abbattimento delle superfetazioni a ridosso di battistero e chiesa con ripristino dell’accesso originario, sistemazione spazio ad esso antistante, risanamento dell´area immediatamente alla base delle murature. Contributo regionale: 51.000 euro; - campanile della chiesa parrocchiale di S. Martino Vescovo di Visnà di Vazzola: pulitura, consolidamento del paramento in mattoni, risanamento di cornicioni ed elementi in cemento, integrazione parti mancanti, lattoneria in rame. Contributo regionale: 51.000 euro; - oratorio di San Martino della parrocchia dei Ss.pietro e Paolo - Castello Roganzuolo di san Fior: consolidamento fondazioni, risanamento murature, restauro copertura, apparati decorativi lapidei, intonaci esterni ed interni, decorazioni e affresco, stipiti, rifacimento pavimentazione e marciapiedi. Contributo regionale: 46.710 euro. Venezia - chiesa parrocchiale di Campagna Lupia: intervento di drenaggio perimetrale per risanamento delle murature dall´umidità ascendente, con canalizzazione di allontanamento dell´acqua alla base della fondazione. Pulizia, risanamento e ripristino delle murature. Contributo regionale: 51.000 euro; - casa canonica della parrocchia di San Michele Arcangelo a Prozzolo di Camponogara: rifacimento totale del manto di copertura, posa guaina impermeabilizzante, sostituzione grondaie e pluviali, nuova distribuzione locali, sostituzione di tutti i serramenti, rifacimento intonaci. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di Scorzè: intervento di restauro e risanamento statico della copertura lignea, risanamento delle murature e ripristino degli intonaci delle superfici esterne. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Pio X di Marghera: impianto di riscaldamento a pavimento, nuova pavimentazione e opere di adeguamento liturgico quali nuovo ambone e nuovo fonte battesimale. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Nicola da Tolentino a Venezia: restauro del pronao e della scalinata della facciata, consolidamento strutturale, pulitura e riadesione elementi lapidei, restauro portone ligneo, infisso ovale del timpano, intonaco e marmorino della facciata, canali di gronda, guaine impermeabili. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di San Simeon Profeta a Venezia: consolidamento controsoffitti navate, restauro artistico superfici decorate. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa della parrocchia di San Silvestro a Venezia: impianto di riscaldamento a pavimento e risanamento globale dell’aula. Contributo regionale: 30.000 euro. Verona - canonica della parrocchia della Natività di Maria Vergine di Cisano di Bardolino: intervento al piano primo, ristrutturazione del bagno esistente e ridistribuzione interna. Adeguamento impiantistico con rinnovo zona servizi igienici e del locale cucina. Contributo regionale: 16.316 euro; - chiesa parrocchiale di S. Nicolò e San Severo di Bardolino: intervento alla copertura con ripristino delle strutture degradate e miglioramento antisismico (sostituzione dell’orditura lignea secondaria, restauro dell’orditura principale, posa di guaina e di coppi in laterizio). Contributo regionale: 51.000 euro; - complesso parrocchiale di S. Anna di Alfaedo: intervento di riqualificazione tecnologica della centrale e dell’impianto di riscaldamento dell’intero complesso (abitazione parroci, chiesa e sale dell’Unità Pastorale della Lessinia Occidentale). Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa della parrocchia dei Santi Vito, Modesto e Crescienza di Badia Calavena: interventi di riparazione e consolidamento statico delle strutture di copertura in somma urgenza. Contributo regionale: 50.000 euro; - chiesa di Raldon a San Giovanni Lupatoto: intervento di sistemazione del manto di copertura. Contributo regionale: 9.900 euro; - campanile annesso alla chiesa parrocchiale di Sona: intervento di sostituzione colonnine in tufo, parapetti della cella campanaria, posa reti antipiccione, restauro cornici in tufo, intonaci interni ed esterni, tinteggiatura facciate esterne. Contributo regionale: 51.000 euro; - complesso parrocchiale di Sorgà: intervento di restauro del paramento murario esterno del complesso parrocchiale, chiesa e campanile. Contributo regionale: 51.000 euro; - canonica della parrocchia di San Marco Evangelista in Borghetto di Valeggio sul Mincio: intervento di restauro e manutenzione straordinaria della copertura e delle facciate con modifiche interne della canonica e impianti. Contributo regionale: 51.000 euro; - cappella Benedettina, chiesa rinascimentale, oratorio e campanile della parrocchia di S. Michele Arcangelo – S. Michele Extra di Verona: valorizzazione del complesso monumentale con risanamento statico-strutturale. Contributo regionale: 51.000 euro; - torre campanaria della parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo a Coriano di Albaredo d’Adige: messa in sicurezza e miglioramento statico e sismico della torre con interventi di ricucitura e consolidamento del paramento murario. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Maria Maddalena al Forte Procolo di Verona: opere interne e riordino liturgico funzionale. Cappotto esterno e pavimentazione di pietra. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa del Tempio Votivo della parrocchia di Cuore Immacolato di Maria di Verona: intervento di rifacimento impianto di illuminazione. Contributo regionale: 17.423 euro; - piano seminterrato della chiesa parrocchiale dei Ss. Angeli Custodi di Verona: ridistribuzione interna degli spazi e ampliamento del salone pluriuso, sistemazione del servizio “Caritas parrocchiale” con accesso autonomo, sostituzione porte. Contributo regionale: 48.039 euro; - oratorio della parrocchia di Santa Maria Assunta di Golosine a Verona: ristrutturazione e manutenzione straordinaria piano interrato, con nuova scala di collegamento, opere edili, impianti e ascensore. Contributo regionale: 28.569 euro; - Istituto Suore Missionarie Pie Madri della Nigrizia di Verona: interventi di adeguamento alle necessità di persone con problemi di deambulazione con eliminazione delle relative barriere architettoniche dell’istituto casa di riposo denominato “Casa Madre Fiorentina”. Contributo regionale: 85.000 euro. Vicenza - chiesa parrocchiale di S. Vitale Martire di Isola Vicentina: impianto di riscaldamento a pavimento: rimozione dei pavimenti, scavo del sottofondo per posa impianto, ricollocazione lastre in marmo ove possibile e nuovo pavimento, solo integrazione pavimento nelle cappelle laterali alla navata. Contributo regionale: 51.000 euro; - edificio prospiciente Via Vajenti dell’Oratorio Don Bosco di Marostica: coibentazione pareti perimetrali, controsoffitto, servizi igienici e soppalco, modifica fori finestre e nuovi serramenti, restauro e pulizia superfici lapidee del frontone/edicola, opere da elettriche. Contributo regionale: 48.909 euro; - mura della Chiesa parrocchiale di San Valentino Martire di S. Vito di Leguzzano: consolidamento mura di contenimento, ristrutturazione e sistemazione parti decadute o danneggiate, raccolta acque pluviali e scarico in altro sito, manutenzione parapetto e scala di accesso. Contributo regionale: 27.500 euro; - Casa del Giovane della parrocchia di S. Giorgio in Poleo di Schio: secondo stralcio, modifiche interne, rampa di accesso, controsoffitto piano terra, divisori in cartongesso, pareti mobili/vetrate, pavimentazione, serramenti, tinteggiature, cappotto, impianto elettrico e termosanitario. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa di San Benedetto della parrocchia dei Ss. Leonzio e Carpoforo di Schio: sostituzione manto di copertura, nuova lattoneria, risanamento calcestruzzi ammalorati, nuovo ingresso, coibentazione, nuove finestre per isolamento termico, impianto fotovoltaico, pitture esterne, modifiche impianto elettrico. Contributo regionale: 51.000 euro; - Casa della dottrina della parrocchia di S. Maria Assunta di Monteviale: pareti divisorie interne, pavimenti e rivestimenti, impiantistica, serramenti interni ed esterni, isolamento murature interne rifacimento davanzali, tinteggiatura, marcapiano in pietra, sostituzione pensilina. Contributo regionale: 22.842 euro; - campanile della chiesa parrocchiale di San Girolamo di Sossano: intonaci, elementi lapidei, colonnine in marmo, cornici in muratura, restauro apparato e struttura delle campane. Contributo regionale: 48.195 euro; - chiesa e campanile della parrocchia di Sacro Cuore di Gesù di Belvedere di Tezze sul Brenta: intonaci degradati dall’umidità, tinteggiatura decori e superfici interne, intonaci facciate, elementi lapidei, consolidamento zone erose, sostituzione parti mancanti. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Gaetano Thiene – Debba di Vicenza: secondo stralcio dei lavori interni alla chiesa con adeguamento liturgico: risanamento definitivo dall’umidità ascendente lungo tutto il perimetro, migliore utilizzo dell´area riservata al presbiterio e all’altare e ambone. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Antonio da Padova a Thiene: posizionamento zona presbiterio ad unico livello, realizzazione cappella, impianto di riscaldamento a pavimento, impianto elettrico, servizio igienico, tinteggiatura interna ed esterna, nuovo camminamento esterno, impianto fognario. Contributo regionale: 51.000 euro; - chiesa parrocchiale di S. Maria e San Zenone Vescovo di Zugliano: risanamento intonaco facciate, pulitura e consolidamento parti in pietra. Contributo regionale: 42.124 euro.  
   
   
IL PIEMONTE È TRA LE REGIONI PIÙ INTERNAZIONALIZZATE D’ITALIA L’INDICE SOCIO-ECONOMICO DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL PIEMONTE REGISTRA UNA PERFORMANCE POSITIVA E NEI PRIMI 9 MESI DEL 2011 L’EXPORT AUMENTA DEL 13,6%  
 
 Torino, 10 gennaio 2012 - È stato presentato, martedì 20 dicembre 2011, presso la sede di Unioncamere Piemonte, il nono Rapporto sull’internazionalizzazione del Piemonte, vero e proprio monitoraggio dello sviluppo regionale sui mercati esteri, inteso come livello di proiezione commerciale, sociale e culturale, realizzato da Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte. Il volume è concepito come strumento per realizzare efficaci politiche locali a supporto dell’internazionalizzazione, nell’ottica di rispondere ad una forte esigenza conoscitiva e di sostegno alle policies. Dopo i saluti del Segretario Generale di Unioncamere Piemonte Paolo Bertolino, il Coordinatore Area Studi e Sviluppo del territorio di Unioncamere Piemonte Roberto Strocco ha illustrato i dati del nono Rapporto sull’internazionalizzazione del Piemonte. È infine intervenuto Massimo Giordano, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Piemonte. “I dati che presentiamo oggi ci mostrano un Piemonte che, nonostante i colpi inferti dalla crisi, sa ancora porsi come protagonista nello scenario mondiale, sostenuto dalla forte propensione delle sue imprese al commercio internazionale - ha commentato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. Internazionalizzarsi non significa solo esportare all’estero, ma anche attrarre capitali e investimenti, stipulare accordi con partner stranieri, attirare giovani talenti da oltre confine, puntare su un’offerta turistica di grande appeal. È il territorio nel suo complesso che deve saper offrire un contesto positivo: le Camere di commercio sono storicamente impegnate su questo fronte, a fianco delle imprese, per sostenerne la dinamicità e la capacità di mettersi in gioco nelle sfide sui mercati internazionali". “Il quadro generale dei dati che emerge dal rapporto, in un momento generale di crisi come quello che stiamo affrontando, fornisce segnali abbastanza confortanti. Significa che il nostro sistema delle imprese è solido e capace di emergere sui mercati, grazie alle proprie eccellenze - ha dichiarato Massimo Giordano, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Piemonte -. Per questo abbiamo lavorato fin dall’inizio della nostra esperienza di governo a creare un modello di supporto che andasse in favore della massima competitività possibile. Con i diversi piani adottati e con le relative misure messe a punto (taglio della burocrazia, di agevolazione fiscale per chi offre lavoro, di sostegno alla competitività e, soprattutto, all’innovazione) abbiamo inserito finora elementi importanti per l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Ora, con l’inizio del 2012, saremo pronti con una serie di misure specifiche, dai connotati innovativi e con risorse adeguate. Il Piano per l’internazionalizzazione lo abbiamo concordato con le associazioni datoriali e del lavoro incontrando unanimi positivi pareri e proseguendo su quella strada della concertazione che ha dato sinora buonissimi frutti. Ci conforta sapere che tra i provvedimenti più richiesti ci siano proprio le misure che abbiamo costruito meticolosamente in questi mesi”.
L’indice di internazionalizzazione del Piemonte - Il calcolo dell’indice sintetico di internazionalizzazione si basa su due approcci. Il primo affronta l’internazionalizzazione in un’ottica dinamica, con un calcolo “per punti” che consente di evidenziare l’avanzamento o l’arretramento internazionale del territorio nel corso degli anni. Il secondo approccio affronta, invece, l’internazionalizzazione sotto un profilo di benchmarking territoriale, utilizzando il metodo dei numeri indice, con una media pari a 100 per il valore nazionale. Questo approccio evidenzia, quindi, il posizionamento strutturale del Piemonte nei confronti di altre regioni italiane competitors. L’indice dell’internazionalizzazione del Piemonte è risultato pari a 15.023 punti, realizzando una variazione positiva del 4% rispetto all’indice calcolato per il Rapporto 2010. L’incremento complessivo è scaturito dalla dinamica positiva registrata sia per l’indice di internazionalizzazione economica (cresciuto, però, solo dell’1%) che per quello di internazionalizzazione sociale, che ha realizzato un aumento del 9%. L’aumento dell’indice di internazionalizzazione economica è stato sostenuto esclusivamente dalla tendenza positiva registrata dalla propensione piemontese al commercio internazionale: nel 2010, infatti, il Piemonte ha beneficiato della ripresa del commercio mondiale, mettendo a segno variazioni positive sia sul fronte degli scambi di merci che su quello degli scambi di servizi. L’indice elementare che valuta la presenza di lavoratori stranieri (sia dipendenti che autonomi) nel mercato del lavoro piemontese ha subito, invece, una flessione rispetto al valore calcolato l’anno precedente: a diminuire è stata la quota di assunzioni non stagionali di lavoratori immigrati sul totale delle assunzioni non stagionali previste dalle imprese per il 2011, mentre la quota di imprenditori stranieri sul totale degli imprenditori ha continuato a crescere anche tra il 2009 e il 2010. L’incremento dell’indice di internazionalizzazione sociale è scaturito, invece, dalla dinamica positiva di tutti e tre gli indici elementari che lo compongono, primo tra tutti quello relativo alla formazione internazionale. Risulta sempre più rilevante, inoltre, la componente straniera tra i residenti in Piemonte. Per quanto riguarda l’indice relativo al turismo internazionale, si rileva come, dopo il calo registrato nel 2009, nel 2010 la quota straniera sulle presenze turistiche complessivamente registrate in Piemonte sia tornata a crescere. A conferma di una tendenza pluriennale, il Piemonte sembra oggi più internazionalizzato dell’Italia di oltre 21 punti percentuale (con un indice pari a 121,2). Confermando una tendenza rilevata negli ultimi anni, anche nel 2011 il Piemonte si distingue dal complesso della nazione soprattutto per gli aspetti sociali legati all’internazionalizzazione. Nel dettaglio della componente sociale, il confronto con l’Italia mette in evidenza la maggiore attrattività esercitata dai quattro Atenei piemontesi sugli studenti universitari stranieri e la più elevata incidenza della popolazione straniera sul totale della popolazione residente. Il Piemonte perde, invece, il confronto con l’Italia relativamente alla capacità di attrarre turisti stranieri sul territorio regionale. Per quanto riguarda la componente economica dell’indice, il Piemonte manifesta, rispetto all’Italia, una più spiccata propensione al commercio internazionale, relativamente allo scambio sia di beni (tendenza già in atto negli scorsi anni) che di servizi. Il Piemonte mostra, inoltre, una più intensa partecipazione degli stranieri al mercato del lavoro, sia come lavoratori autonomi che come dipendenti.
Il confronto tra il numero indice complessivo calcolato per il Piemonte e quelli delle principali regioni competitors evidenzia come, anche quest’anno, solo la Lombardia si collochi al di sopra della nostra regione. Ciascuna regione mostra profonde specificità territoriali. La Lombardia e il Veneto presentano tradizionalmente le più marcate propensioni al commercio internazionale: la Lombardia appare più internazionalizzata dell’Italia con riferimento a tutte le tematiche prese in considerazione, mentre il Veneto mostra un minor livello di internazionalizzazione economica (dovuto alla ridotta capacità di attrarre flussi di investimenti stranieri), mentre risulta altamente competitivo in tutte le componenti sociali. L’emilia Romagna è l’unica, tra le quattro regioni considerate, a mostrare un livello di internazionalizzazione inferiore rispetto a quello nazionale, a causa della scarsa capacità di attrarre flussi di investimenti stranieri e della minore importanza esercitata dalla componente straniera del turismo sulle presenze turistiche complessive, pur trattandosi di flussi numericamente molto rilevanti. La regione emerge, comunque, per l’elevata attrattività esercitata dal sistema universitario sugli studenti di nazionalità straniera, per la notevole rilevanza dei residenti stranieri sulla popolazione complessiva e per l’importanza esercitata dalla componente straniera nel mercato del lavoro regionale. Le esportazioni piemontesi di merci nel periodo gennaio-settembre 2011 - Nei primi 9 mesi del 2011 il valore delle esportazioni piemontesi di merci ha raggiunto i 28,4 miliardi di euro, registrando un incremento del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2010, in linea con la media nazionale (+13,5%). Valutando le singole variazioni trimestrali si rileva come la crescita tendenziale del periodo gennaio-marzo 2011 (+16,8%) abbia lasciato il passo ad aumenti progressivamente più contenuti nei due trimestri successivi (rispettivamente +13,0% e +11,3% nel Ii e nel Iii trimestre 2011). A livello nazionale, l’incremento dell’export è risultato particolarmente intenso per l’Italia insulare (+16,7%), mentre per le restanti aree si registrano variazioni comprese tra il +12,9% dell’Italia meridionale e il +13,7% dell’Italia centrale, passando per quelle del +13,0% e +13,4% messe a segno rispettivamente dal nord est e dal nord ovest. Tra le regioni che forniscono l’apporto più rilevante alle esportazioni nazionali, l’Emilia Romagna continua a registrare il ritmo di crescita più sostenuto (+14,3%); la Lombardia e il Veneto realizzano incrementi del 13,0% e +12,4%. Il Piemonte si conferma quarta regione esportatrice, con una quota del 10,2% dell’export nazionale, dopo Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
L’analisi dei principali settori dell’export regionale rivela come i mezzi di trasporto costituiscano, anche nei primi 9 mesi del 2011, il primo comparto. Tuttavia, la crescita nulla dell’export di mezzi di trasporto, frutto delle dinamiche contrapposte registrate per le vendite di componenti veicolari (+7,8%) e di autoveicoli (-10,0%), ha determinato una progressiva erosione della quota detenuta dal comparto sul totale regionale, scesa al 21,5% dal 24,4% dei primi 9 mesi del 2010. Le esportazioni di macchinari e apparecchi, seconde in ordine d’importanza dopo quelle dei mezzi di trasporto, concretizzano un aumento superiore alla media regionale (+16,3%). È ancora il settore dei metalli e prodotti in metallo a realizzare la performance migliore (+25,5%), seguita da quella dei prodotti tessili e dell’abbigliamento (+17,2%). Risulta in linea con la media regionale la variazione messa a segno dall’export di prodotti alimentari e bevande (+13,0%). Il bacino dell’Ue 27 ha convogliato il 62,4% delle esportazioni regionali, contro il 37,6% dei mercati extracomunitari. La crescita è risultata, tuttavia, più intensa per le esportazioni dirette ai partner extra-Ue 27 (+16,5%) e meno sostenuta per quelle destinate complessivamente all’Ue 27 (+11,9%). Tra i principali mercati di sbocco si segnala l’incremento del 15,5% messo a segno dalle vendite piemontesi verso la Germania e le variazioni del +22,0% e del +32,1% registrate sui mercati brasiliano e russo.
 
   
   
"LA PUGLIA FINANZIA LE PMI INNOVATIVE E NON SOLO LE MULTINAZIONALI"  
 
Bari, 10 gennaio 2012 - “Invito fin da subito il signor Francesco Marzullo in Regione per illustrargli il sistema degli incentivi alle imprese”. Così ha dichiarato la vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone, dopo la lettura di una nota sul Corriere della Sera a firma di Isidoro Trovato che illustrava la posizione di un imprenditore del settore metalmeccanico di Modugno (Ba), il quale lamentava la presunta predilezione della Regione Puglia per le multinazionali del settore e non per le piccole imprese. “Marzullo – prosegue la Capone – potrà così conoscere che il sostegno alle dinamiche innovative delle Pmi rappresenta il fulcro del sistema di aiuti alle imprese della Regione Puglia, disegnato come una vera e propria “filiera”. Ma le porte della Regione non sono aperte solo a Marzullo: qualunque imprenditore può venire o consultare www.Sistema.puglia.it per saperne di più sui bandi della Regione per le Pmi”. Secondo la Capone “diverse sono infatti le scelte che le Pmi si trovano ad operare quando decidono di innovare: puntando sul potenziamento delle proprie attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (ad oggi sono stati finanziate con 48 milioni di euro 148 Pmi pugliesi; vedi sul link http://www.Sistema.puglia.it/portal/page/portal/sistemapuglia/aiutiricerca); collaborando attivamente alla costruzione di partenariati pubblico privati con gli organismi di ricerca per lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi (ad oggi sono state presentate 86 proposte da parte di 271 Pmi e organismi di ricerca pugliesi per una disponibilità di cofinanzamento regionale di 9 milioni di euro); creando o potenziando l’attività di valorizzazione di risultati della ricerca ed il relativo sviluppo di nuovi ambiti di business (30 milioni di euro sono a disposizione di imprese innovative operative o di nuova costituzione; ad oggi ci sono arrivate circa 40 candidature”. “Ma – sostiene la vicepresidente - il significativo aumento degli incontri individuali per la verifica di prefattibilità annunciano un utilizzo sempre più intenso di questo regime di aiuto”. Per la vicepresidente “non c’è dubbio poi che una leva considerata strategica per lo sviluppo economico del territorio è l’aggregazione. Questa “sollecitazione” è evidente nella impostazione delle politiche regionali sia in molti degli interventi citati (in cui è premiata la capacità di costruire proposte di rete) sia negli strumenti disegnati per Medie e Grandi Imprese. Infatti, se le micro, piccole e medie imprese sono associate ad una media impresa proponente in forma consortile, lo strumento dei Pacchetti Integrati di agevolazione consente di ottenere un sostegno regionale per investimenti relativi alla realizzazione di nuove unità produttive, l´ampliamento di quelle già esistenti, la creazione di nuovi prodotti, il cambiamento del processo di produzione e gli investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale”. “Per questo rinnovo l’invito al sig. Marzullo a venire a trovarci in Regione per scoprire che no, la Puglia non aiuta solo le multinazionali, anzi”.  
   
   
PICCOLO CREDITO: L’INDEBITAMENTO PER TUTTI. È GIUNTA L’ORA DI VIETARNE LA PUBBLICITÀ  
 
Lecce, 10 gennaio 2011 - Il piccolo credito o finanziamento al consumo è una delle piaghe moderne per la nostra società. Quante migliaia e migliaia di cittadini continuano a cadere nel vortice infernale dell´indebitamento quasi incoscientemente? Secondo alcuni studi si parla di cifre da capogiro con un aumento del 50% tra il 2003 e il 2009. Uno dei dati più drammatici riguardano i giovani che attratti da offerte promozionali e dal desiderio di possedere tutto ciò che è più trendy si ritrovano a dover pagare rate su rate, tant’è che la cifra di coloro i quali si indebiterebbero prima dei 25 anni si assesterebbe intorno all´80% del totale e non sarebbero rari i casi di giovani che già a 20 anni si trovano con una "zavorra" di 20 – 30.000 euro a testa. È ormai opinione comune, infatti, che la facilità relativa ai finanziamenti e la pubblicità martellante che fa da pungolo continuo, spingono molti giovani verso l’accesso a questa forma di "denaro facile". Per Giovanni D’agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" è giunta l’ora di porre un primo importante argine a questo fenomeno partendo da un presupposto quanto mai necessario e drastico: in Italia si dovrebbe vietare ex lege la pubblicità per il piccolo credito e per i finanziamenti al consumo.  
   
   
REGIONE PER RILANCIO MARCHIO VETRO ARTISTICO DI MURANO  
 
Venezia, 10 gennaio 2012 - La giunta regionale ha rinnovato la convenzione per l’affidamento della gestione del marchio di origine Vetro Artistico Murano al Consorzio Promovetro. Il marchio è stato istituito ufficialmente dalla Regione e registrato a livello europeo ed è disciplinato da un regolamento d’uso che ne consente l’applicazione solo su manufatti artistici in vetro prodotti a Murano: a tutt’oggi sono circa una cinquantina le aziende che hanno aderito al marchio. “Il rinnovo della convenzione – sottolinea l’assessore regionale all’economia Isi Coppola - è un altro passo concreto verso la condivisione di nuovi programmi per il rilancio della produzione del vetro artistico di Murano”. L’assessore Coppola ricorda la preziosa attività svolta in questi anni dal Consorzio Promovetro sia con le istituzioni a livello locale che all’estero. “La collaborazione tra Regione e Consorzio – aggiunge - ha permesso di consolidare l’immagine del marchio nel mondo e l’affermazione dell’inestimabile valenza artistica del vetro di Murano”. “Il Marchio Vetro Artistico Murano – conclude l’assessore – rappresenta uno strumento indispensabile ai fini della tutela dei prodotti originali dalle contraffazioni e dalle altre pratiche di concorrenza sleale”.  
   
   
BOLZANO: MEMC, SINDACATI DA DURNWALDER: MISURE SUI COSTI DELL´ENERGIA E LA RIQUALIFICAZIONE  
 
Bolzano, 10 gennaio 2012 - Si cercherà di fare ogni intervento possibile per migliorare la condizione dei lavoratori della Memc di Sinigo, anche se lo spazio di manovra della Giunta provinciale è limitato: è quanto ha ribadito il 22 dicembre il presidente Luis Durnwalder incontrando a Bolzano una delegazione composta dai rappresentanti dei sindacati e della Rsu dell´azienda. Si è discusso in particolare di misure per ridurre i costi dell´energia e per la riqualificazione dei lavoratori in cassa integrazione. Nel colloquio a Palazzo Widmann, presente anche il presidente del Consiglio provinciale Mauro Minniti, i rappresentanti dei lavoratori hanno illustrato al presidente Durnwalder gli ultimi sviluppi sul fonte occupazionale alla Memc di Sinigo: attualmente circa 300 dei 550 dipendenti sono senza lavoro e permane la preoccupazione che l´azienda possa funzionare a capacità ridotta per un lungo periodo se non addirittura chiudere completamente la sede nel Meranese. "Siamo pienamente consapevoli dei timori dei dipendenti e della situazione pesante venutasi a creare per decine di famiglie", ha ribadito il presidente Durnwalder alla delegazione. La Giunta provinciale, ha assicurato Durnwalder, farà quanto possibile per mantenere il livello più alto di occupazione alla Memc, uno dei datori di lavoro più importanti del comprensorio. "E questo anche se lo spazio di manovra della Provincia è limitato a causa delle direttive Ue sulla concorrenza", ha ricodato il Presidente. All´ente pubblico, ad esempio, non è permesso di intervenire a compensazione dei prezzi di mercato. Uno dei filoni lungo cui la Giunta intende muoversi è quello dei costi dell´energia, ritenuti troppo alti dall´azienda di Sinigo e quindi concausa della crisi. "La Provincia avvia trattative con il gestore nazionale della rete Terna per realizzare il collegamento alla rete dell´alta tensione austriaca al Brennero, che consentirebbe alla Memc di rifornirsi di energia in Europa a tariffe più basse", ha confermato Durnwalder nell´incontro. Ma anche a livello provinciale si cercheranno assieme alla Memc nuove strade per un approvvigionamento energetico a prezzi più convenienti, sempre nel rispetto delle norme Ue. Infine la Giunta provinciale intende sostenere anche i dipendenti Memc collocati in cassa integrazione. "Attraverso il Fondo sociale europeo la Giunta offrirà corsi di riqualificazione, specializzazione e aggiornamento", ha spiegato il presidente Durnwalder. Al termine del colloquio è stato deciso di rivedersi tra qualche settimana per analizzare gli sviluppi della situazione e concordare i prossimi passi a favore del mantenimento dell´occupazione e della produttività.  
   
   
COMMERCIO, ALEMANNO: «AMMINISTRAZIONE IMPEGNATA CONTRO ABUSIVISMO»  
 
Roma, 10 gennaio 2012 -«Prendo atto dello scontato ritiro delle dimissioni del presidente del I Municipio, Orlando Corsetti, che erano del tutto immotivate. La nostra Amministrazione è da sempre in prima linea nel contrasto di ogni forma di degrado e di abusivismo commerciale. Mercoledì porteremo in Giunta gli ultimi piani di massima occupabilità delle piazze del Centro Storico di nostra competenza. Invito il Presidente Corsetti a fare altrettanto, completando i piani di massima occupabilità delle strade e piazze di sua competenza, traducendo in atti efficaci le 135 piazze su cui sono già state definite le previsioni. Il Municipio può ovviamente contrastare il fenomeno dell’abusivismo totale così come previsto dai regolamenti. Per quanto riguarda gli elementi di arredo, e, in particolare, funghi, stufe e impianti di riscaldamento, ho istituito insieme alla Soprintendenza statale, una Commissione che entro un mese dovrà predisporre una tipologia compatibile con il decoro e il rispetto della valenza artistica e culturale delle piazze del Centro Storico di Roma. Tutto questo dimostra che siamo impegnati nel far rispettare le regole e allo stesso tempo continuiamo nello sforzo di elaborazione e messa in pratica di politiche a sostegno delle piccole imprese del commercio, che in questo momento sono le più esposte alla crisi economica». Lo affermava ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.  
   
   
ALCOA - CAPPELLACCI E ZEDDA: "AVVIATE INTERLOCUZIONI CON GOVERNO, REGIONE AL FIANCO DEI LAVORATORI"  
 
 Cagliari, 10 Gennaio 2012 - "Con rammarico, preoccupazione e disappunto apprendiamo la notizia del blocco della produzione degli stabilimenti dell´Alcoa di Portovesme". Lo hanno dichiarato il presidente, Ugo Cappellacci, e l´assessore dell´Industria, Alessandra Zedda. "Stiamo seguendo la vicenda con la massima attenzione - proseguono il presidente e l´esponente della Giunta - e, mentre sono in corso gli approfondimenti che il caso richiede, abbiamo già avviato le necessarie interlocuzioni con il Governo per seguire direttamente gli sviluppi della vertenza con l´azienda. La Regione - concludono Cappellacci e Zedda - affronterà al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie questa vertenza fondamentale non solo per il Sulcis-iglesiente, ma per tutta l´Isola e, considerata la valenza strategica del settore dell´alluminio, per l´Italia e l´Europa".  
   
   
COMMERCIO ABRUZZO: CASTIGLIONE SU LIBERALIZZAZIONI  
 
Pescara, 9 gennaio 2012 - L´assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, relativamente alle norme adottate dal Governo Monti che liberalizzano il settore commercio, precisa che "le Associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio hanno ragione ad essere preoccupate circa il provvedimento in essere. L´attuale Amministrazione Regionale, conscia di tale preoccupazione si era adoperata già da tempo bloccando per 24 mesi le aperture di nuovi insediamenti della Grande Distribuzione ed era pronta ad inserire nel Testo Unico del Commercio un ulteriore inasprimento in tal senso della norma. Ma il provvedimento nazionale comunque cambia - di fatto - le regole del gioco che impongono l´adeguamento della normativa regionale a quella nazionale. Stiamo valutando la possibilità di poter ricorrere alla Corte Costituzionale contro la norma nazionale - afferma Castiglione -, così come altre Regioni hanno fatto, sia relativamente ai nuovi insediamenti commerciali sia alla liberalizzazione degli orari, compatibilmente con quanto previsto dall´ordinamento giuridico. Trattandosi di legge dello Stato, non è possibile comunque andare in deroga, ed il fatto che la Regione Abruzzo faccia o meno ricorso non preclude la possibilità che i singoli comuni possano adottare provvedimenti di liberalizzazione in linea con la normativa nazionale, come già ha fatto il Comune di S. Giovanni Teatino, così come altre amministrazioni comunali si apprestano ad adottare simili provvedimenti. L´obiettivo principale che la Regione Abruzzo intende perseguire è quello di veder tutelato il futuro dei piccoli commercianti, dei loro dipendenti ma anche del personale della Grande Distribuzione attualmente esistente nella nostra Regione. Mi auguro - dichiara Castiglione - che non si vada incontro ad una guerra fratricida ma si possa arrivare ad una soluzione la più condivisa possibile, guardando oltre ed adottando provvedimenti legislativi che possano rilanciare il settore Commercio con l´adozione di nuovi strumenti, come i consorzi di via, che siano in grado di fornire nuova linfa al settore e possa proiettarlo in un´ottica innovativa finalizzata a sostenere le politiche aggregative di settore, in linea con i dettami della programmazione regionale".  
   
   
ACQUE MINERALI. RIPARTITI CONTRIBUTI FRA COMUNI. FINANZIATE AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE AL RISPARMIO IDRICO  
 
 Venezia, 10 gennaio 2012 - E’ stato approvato in via definitiva il riparto di un milione e 350 mila euro assegnati come contributo di compensazione dei danni provocati nei comuni in cui hanno sede gli impianti di imbottigliamento di acque minerali e nei comuni contermini. Il provvedimento è stato adottato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente e al ciclo dell’acqua Maurizio Conte, dopo aver acquisito il parere della competente commissione del consiglio regionale. Poco più di un milione di euro è stato suddiviso fra sei comuni sede di impianti: Scorzè (476 mila euro), S. Giorgio in Bosco (245 mila euro), Recoaro Terme (73 mila euro), Posina (58 mila euro), Torrebelvicino (59 mila euro), Valli del Pasubio (106 mila euro), differenziato proporzionalmente in base alla quantità di imbottigliato. Altri 330 mila euro sono stati ripartiti in egual misura (15 mila euro ciascuno) fra 22 comuni contermini. Si tratta di Laghi, Arsiero, Velo d’Astico, Schio, Valdagno, Altissimo e Crespadoro in provincia di Vicenza; Selva di Progno nel Veronese; Tombolo, Fontaniva, Grantorto, Villa del Conte, Campo S. Martino, Piazzola sul Brenta e Trebaseleghe in provincia di Padova; Noale, Martellago, Salzano e Venezia nel veneziano; Zero Branco e Mogliano Veneto in provincia di Treviso. La commissione consiliare ha chiesto alla giunta, che ha accolto la proposta – fa presente infine Conte - di finanziare anche tre azioni per la sensibilizzazione al risparmio idrico e al consumo consapevole dell’acqua. L’importo complessivo è di 105 mila euro. Si tratta dei progetti “Beviamoci pure quest’acqua – Acqua un bene comune: formazione, informazione, promozione” dell’Università di Padova (Dipartimento di discipline linguistiche, comunicative e dello spettacolo); “Allestimento del museo delle risorgive” del comune di S. Pietro in Gu; “Oro blu mi piaci tu” dell’Unione Veneta Bonifiche.