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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 10 Gennaio 2012
IL MAR BALTICO, IL CIBO CHE MANGIAMO E TUTTO QUELLO CHE C´È DA SAPERE  
 
Se pensate che la vostra salute e il vostro benessere sono le uniche cose influenzate da ciò che mangiate, vi state sbagliando. Una nuova ricerca condotta in Finlandia mostra che si può contribuire a mitigare il fardello e i rischi causati dalle sostanze pericolose che si trovano nella catena di approvvigionamento del cibo, scegliendo gli alimenti giusti e seguendo delle linee guida alimentari. I ricercatori del progetto Foodweb, coordinati da Mtt Ricerca agroalimentare finlandese, hanno puntato i riflettori sul Mar Baltico, sostenendo che la catena di approvvigionamento del cibo sta distruggendo questa zona marina. Al contrario le sostanze nocive accumulate nell´ecosistema marino possono anche aumentare il rischio che noi consumiamo alimenti non sicuri. I partner di Foodweb hanno generato informazioni sul carico ambientale di vari alimenti e i rischi ambientali ad essi associati. Questo aiuta a chiarire quali cibi dovrebbero essere scelti per il consumo. I ricercatori hanno studiato gli effetti della catena di approvvigionamento del cibo sul Mar Baltico. Hanno prestato attenzione in particolare alla produzione e al consumo di cibo nella regione centrale del Mar Baltico. La causa principale della maggior parte del carico di azoto e fosfati nel Mar Baltico è la produzione, mentre la produzione dei mangimi per animali è principalmente responsabile dell´eutrofizzazione, occupando oltre il 50% del terreno arabile della regione. La produzione di carne e latte è responsabile della maggior parte del carico, dice un ricercatore anziano del Mtt Ricerca agroalimentare finlandese, Yrjö Virtanen. Il carico di azoto dei bovini è stato di solito misurato tra i 30 grammi e i 50 grammi di azoto per 1 chilo di manzo in valutazioni in analisi del ciclo di vita. "La valutazione di questo studio è stata basata su un modello dell´intera catena di approvvigionamento del cibo," dice il dott. Virtanen. "Mostra che il carico di azoto di 1 chilo di manzo è di 78 grammi." Il team ha riscontrato che l´azoto prodotto nella produzione di maiale e uova è di circa il 33%, mentre nella produzione di pollame è circa un settimo di quello della produzione della carne bovina. Le catene di produzione di un chilo di grano o un litro di latte producono appena un quindicesimo del carico di azoto della produzione di carne bovina. Per un chilo di patate, il carico di azoto è solo un centesimo rispetto a quello della carne bovina, affermano i ricercatori. Per quanto riguarda il carico di fosforo, la catena di produzione di un chilo di maiale genera circa un quarto del carico di fosforo proveniente dalla catena di produzione di un chilo di manzo. Il pollame e le uova coprono circa un decimo e il latte è circa un quindicesimo rispetto alla carne bovina. I dati variano ovviamente da un paese all´altro, in base all´efficienza con la quale sono usate le sostanze nutritive. Scegliere gli alimenti giusti potrebbe portare a una diminuzione dell´eutrofizzazione. "Seguendo le linee guida alimentari nazionali possiamo diminuire il carico causato dall´agricoltura di circa il 7%," dice Virpi Vorne, del Mtt Ricerca agroalimentare finlandese. Il capo ricercatore scientifico dell´Istituto finlandese dell´ambiente, Matti Verta dice: "Quando mangiamo il pesce del Mar Baltico, dovremmo seguire delle raccomandazioni. Il pesce dovrebbe essere mangiato una o due volte a settimana, ma si dovrebbe variare la specie di pesce, tanto per essere sicuri. Secondo le raccomandazioni dell´Autorità per la sicurezza alimentare finlandese, le persone in età fertile, i bambini piccoli e le donne incinte non dovrebbero mangiare le aringhe grandi del Mar Baltico, il salmone o la trota prese nel Mar Baltico più di una o due volte al mese. Il Mar Baltico non è l´unica fonte di rischio. Sostanze pericolose raccolte altrove nell´ambiente e create quando si prepara il cibo possono accumularsi in ciò che mangiamo. I produttori di alimenti e i consumatori dovrebbero impegnarsi per ridurre questo problema aumentando i raccolti e incoraggiando l´efficienza ecologica dell´uso dei nutrienti, afferma il professor Sirpa Kurppa, ricercatore del Mtt Ricerca agroalimentare finlandese. "I consumatori dovrebbero sapere quali sono le difficoltà più significative nella catena di produzione del loro paese," osserva il professor Kurppa. "I consumatori e la catena di produzione potrebbero riunire le forze per ridurre significativamente il carico di sostanze nutrienti nel Mar Baltico." Hanno contribuito a questo studio esperti dell´Istituto finlandese dell´ambiente (Skye), dell´Università di Tartu e del Centro scientifico Ahhaa a Tartu, Estonia, e dell´Università della Lettonia. Per maggiori informazioni, visitare: Mtt Ricerca agroalimentare finlandese: https://portal.Mtt.fi/portal/page/portal/mtt_en    
   
   
FILIERA CORTA: FONDI PER MERCATI DEI PRODUTTORI, SPACCI LOCALI E NUOVE INIZIATIVE PILOTA  
 
Firenze- Nuovi finanziamenti regionali per sostenere la filiera corta dei prodotti agroalimentari. Il bando che stanzia 375 mila 400 euro per sostenere mercati dei produttori, spacci locali e progetti pilota regionali per la promozione della filiera corta sarà pubblicato domani sul Burt il bollettino ufficiale della Regione Toscana (parte Iii del B.u.rt. N. 1 del 4/1/2012) e i Comuni avranno possibilità di presentare domanda entro il 3 marzo 2012. “La scelta di sostenere la filiera corta e di valorizzare i prodotti locali della Toscana – sottolinea l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori – è per noi una scelta strategica. Per questo, pur in una annata difficile come questa – continua l’assessore – la Regione ha destinato una cifra del suo bilancio, pari appunto a 375.400 euro per questo scopo. Gli obiettivi sono quelli di contribuire a valorizzare qualita’ e tipicita’ dei prodotti, favorire lo sviluppo sostenibile del sistema rurale, recuperare il legame con la diversità territoriale, l’integrazione tra agricoltura e lambiente, la salvaguardia delle biodiversità e garantire il consumatore sulla tracciabilità e salubrità delle produzioni. Con i precedenti 3 bandi – conclude Salvadori - sono già stati realizzati in tutta la Toscana progetti che hanno contribuito a salvaguardare la nostra economia locale e il nostro territorio con ottimi risultati: circa 3.000 aziende agricole e circa 1.500 aziende di altri settori sono coinvolte nel movimento di vendita diretta dei loro prodotti.” Potranno essere finanziate azioni previste dal Progetto regionale Filiera corta destinate a favorire soprattutto la commercializzazione dei prodotti, in particolare: Mercati dei produttori - eventi periodici locali (almeno una volta al mese) all’aperto per la vendita diretta di prodotti di qualità e di prodotti locali riservati ai produttori della zona interessata, Spacci locali - punti di vendita diretta in sede fissa gestiti in forma associata da imprenditori agricoli sull’esempio dei farmer’s market americani. Si tratta di promuovere e/o consolidare la realizzazione di punti di vendita diretta di prodotti locali aperti nella forma di un vero e proprio negozio dove i produttori vendono singolarmente i propri prodotti; Progetti speciali – realizzazione di progetti pilota a carattere regionale che abbiano particolari caratteri di rilievo promozionale e che si distinguono per l’innovazione e la sperimentazione di nuove forme di vendita diretta, promozione e/o comunicazione o che siano rivolte a risolvere problemi e emergenze locali. I massimali di contributo per le tipologie di progetto sono di 80.000 per i mercati di produttori, 120.000 per gli spacci locali e 100.000 per i progetti speciali.  
   
   
CREDITO AGEVOLATO PER LE IMPRESE AGRICOLE DELL’EMILIA ROMAGNA, 105 MILIONI IL VOLUME DEI FINANZIAMENTI A UN TASSO RIDOTTO DI 1,70 PUNTI, GRAZIE A UNO STANZIAMENTO REGIONALE DI 1,8 MILIONI DI EURO.  
 
Bologna - Prestiti per 105 milioni di euro ad un tasso ridotto rispetto all´ordinario di 1, 70 punti percentuali. E´ questo il volume dei finanziamenti bancari per il credito di conduzione a tasso ridotto a favore delle imprese agricole attivabile nell´annata agraria 2012 per iniziativa della Regione Emilia-romagna. La Giunta regionale, su proposta dell´Assessore all´Agricoltura Tiberio Rabboni ha destinato 1 milione 800 mila euro, centomila in più rispetto allo scorso anno, all´abbattimento del costo del denaro per le spese d´esercizio richiesto dagli agricoltori alle banche per il tramite degli Agrifidi, i Consorzi di Garanzia che operano in agricoltura. Le imprese potranno presentare domanda al proprio Istituto di credito e al Confidi di appartenenza fino al 15 marzo 2012. “Con questo stanziamento, che supera quello dello scorso anno, nonostante le note difficoltà finanziarie – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – vogliamo innanzitutto dare continuità ai prestiti di conduzione annuali agevolati contratti dagli agricoltori nella precedente campagna agraria e poi, per quanto possibile, ampliare la platea dei beneficiari, in un momento di stretta creditizia senza precedenti. Proprio per questo chiediamo a quegli Agrifidi che non l´hanno ancora fatto di procedere senza ulteriori indugi ad aggregazioni tra di loro. Il Consorzio di Garanzia è l´unico strumento a disposizione delle imprese agricole per rafforzarsi nel rapporto con il sistema bancario. Purtroppo nell´epoca delle grandi banche multinazionali non è più tempo per piccoli consorzi. Bisogna dare vita ad aggregazioni almeno inteprovinciali come hanno già fatto Bologna e le province romagnole e le realtà di Parma e Piacenza. Mi auguro che anche gli Agrifidi di Ferrara, Modena e Reggio Emilia si orientino in questa direzione.” Gli Agrifidi interprovinciali di Bologna-romagna, Parma-piacenza e quelli provinciali di Ferrara, Modena e Reggio Emilia - Il sistema dei Confidi agricoli è sostenuto attraverso la legge regionale 43 del 1997 ed è attualmente costituito, a seguito di alcune fusioni, da cinque cooperative che operano a livello provinciale e interprovinciale. Si tratta degli Agrifidi interprovinciali di Bologna-romagna e Parma-piacenza e di quelli provinciali di Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Come funziona il prestito alle imprese agricole - I Confidi provvedono direttamente all’istruttoria dell’istanza, alla concessione e alla liquidazione del contributo in conto interesse all’impresa beneficiaria utilizzando le risorse assegnate dalla Regione. I prestiti, che sono a breve termine con durata fino a 12 mesi, coprono le spese che l’imprenditore agricolo deve anticipare per il completamento del ciclo produttivo - colturale fino alla vendita dei prodotti. Dai 6 mila a 150 mila euro gli importi previsti per una durata di 12 mesi - L’importo massimo del prestito per azienda è di 150 mila euro ed è calcolato attraverso parametri definiti con riferimento alle superfici coltivate, ai capi allevati o alle attività svolte. Sono ammesse le imprese che presentano richieste non inferiori a 6 mila euro. Oltre all’abbattimento del tasso di interesse di 1,7 punti percentuali, i prestiti potranno contare sulla garanzia offerta, con capitali propri, dai Confidi nonché sulle condizioni di favore ricomprese all’interno delle convenzioni che gli stessi organismi hanno in essere con gli istituti bancari.  
   
   
CALABRIA: PRESENTATI I RISULTATI DEL 2011 DEL COMPARTO AGRICOLTURA E FORESTAZIONE  
 
 Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e l’Assessore all’Agricoltura e Forestazione Michele Trematerra, hanno presentato, nel corso di una conferenza stampa del 28-12-2011, i risultati ottenuti nell’anno 2011 dal Dipartimento. Nel corso dell’incontro era presente, inoltre, il Dirigente Generale Giuseppe Zimbalatti. Il Dipartimento Agricoltura è titolare di importanti risorse comunitarie ruotanti attorno al Psr (Programma di Sviluppo Rurale) ed al Fep (Fondo Europeo per la Pesca). Relativamente al Psr, sono stati complessivamente erogati 159 milioni di euro, che hanno visto come beneficiari migliaia di aziende agricole, comuni, imprese boschive, enti subregionali, Gal, consorzi. Tali erogazioni hanno consentito il raggiungimento di tutti gli obiettivi di spesa previsti per l’anno in corso (il cosiddetto N+2). Il Dipartimento Agricoltura, e per esso l’Arcea (Organismo Pagatore della Regione Calabria), per la prima volta, essendo subentrati nel corso del 2011 ad Agea, ha direttamente erogato i contributi relativi alla Pac, legati alla Domanda Unica in agricoltura. Oltre 107.000 sono stati gli agricoltori che hanno potuto beneficiare di una somma che complessivamente ammonta intorno a circa 271 milioni di euro. Relativamente al Fep, sono stati erogati circa 8 milioni di euro, che hanno visto come beneficiari le marinerie della Calabria, imprenditori del settore ittico ed i Comuni per il miglioramento e l’adeguamento della loro portualità. Anche in questo caso è stato assicurato il raggiungimento dell’obiettivo annuo di spesa. Rimanendo al settore della Pesca, sono stati inoltre definiti i tanto attesi impegni di spesa, per circa 300.000 euro, a sostegno, in regime di “de minimis”, di quelle marinerie che hanno subito le conseguenze della “nave dei veleni”. Complessivamente il Dipartimento, tra Psr e Domanda Unica, ha immesso nel settore risorse per oltre 423 milioni di euro. Si è avviata una proficua valorizzazione e promozione delle produzioni agro-alimentari e del settore foresta-legno nelle più importanti fiere nazionali ed internazionali. Relativamente ai Prodotti a marchio di qualità, su cui la Regione punta moltissimo, importanti conferme sono arrivate con il riconoscimento delle denominazioni geografiche dei prodotti quali: Igp Patata della Sila, Liquirizia di Calabria Dop; Igp Fico Dottato di Cosenza; Igp Limone di Rocca Imperiale (in fase di pubblicazione). L’assessorato sta inoltre fortemente investendo per raggiungere il riconoscimento dell’Olio Igp Calabria, del Peperoncino di Calabria Igp e del Pecorino Crotonese Igp. L’istituzione dell’ Enoteca regionale “Casa dei vini di Calabria” e dell’Elaioteca regionale “Casa degli oli extravergine di oliva di Calabria”, rappresenta inoltre uno straordinario strumento di valorizzazione e promozione di queste importantissime produzioni regionali. L’attuazione del Piano Attuativo di Forestazione 2011, sul quale l’investimento complessivo è di oltre 260 milioni di euro, fra fondi nazionali, regionali e comunitari, e che vede come soggetti attuatori l’Afor ed i Consorzi di Bonifica, grazie all’avvio di un serio percorso di razionalizzazione finanziaria ed organizzativa, ha consentito un risparmio di gestione di circa 15 milioni di euro. A sostegno dell’intero comparto, sono state inoltre elaborate ed approvate le nuove prescrizioni di massima e di Polizia Forestale, che modificano e sostituiscono le precedenti. Un tavolo tecnico appositamente istituito dalla Giunta Regionale nel corso di quest’anno, e che ha già avviato i propri lavori, porterà all’ elaborazione della prima Legge Forestale Regionale, ed all’aggiornamento del Programma Regionale per le Attività di Forestazione. Riorganizzazione degli Enti: Afor, Arssa e Comunità Montane Le reali esigenze di sviluppo ed ammodernamento dei servizi essenziali in agricoltura e nel settore delle foreste e, più ampiamente, della montagna, hanno reso ineludibile l’avvio di un processo di riforma complessiva del settore, attraverso cui dare impulso: - al settore dell’agricoltura, mediante azioni di promozione, divulgazione, sperimentazione e trasferimento di processi innovativi nel sistema produttivo agricolo, agro-alimentare ed agro-industriale; - al settore delle foreste e forestazione, attraverso una politica di sviluppo della montagna tesa a perseguire l’effettivo miglioramento delle funzioni produttive e sociali, la reale valorizzazione delle attività ricadenti nelle aree collinari e montane, la tutela dell’ambiente e del territorio, le migliori condizioni di vita e sicurezza delle popolazioni interessate Nell’ottica di una ripresa di efficienza ed efficacia dell’azione pubblica nei settori evidenziati, caratterizzata anche da elementi d’economicità, su proposta dell’Assessorato Agricoltura sono state approvate dalla Giunta Regionale, le proposte di legge di riordino attraverso l’istituzione: • di un’Azienda Regionale per la Forestazione e per le Politiche della Montagna (con la quale si prevede anche la soppressione delle Comunità Montane); • di un’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese. Con l’approvazione di tali proposte di legge, si pone anche riparo al vuoto legislativo ed organizzativo determinato dalla inopinata messa in liquidazione di Arssa ed Afor nel 2007.  
   
   
LOMBARDIA: PAC: ECCO I NUOVI CRITERI PER ACCESSO AI FONDI  
 
Milano - La Regione Lombardia aggiorna i criteri di condizionalità per l´accesso ai fondi Pac e Psr. E´ questo in sintesi il significato del provvedimento approvato il 22 dicembre dalla Giunta regionale su proposta dell´assessore all´Agricoltura Giulio De Capitani. "La condizionalità è il presupposto per poter ricevere i sostegni finanziari dell´Unione europea e si declina - spiega l´assessore - in una serie di adempimenti e di buone pratiche che gli agricoltori devono osservare in via obbligatoria, per aumentare la sostenibilità ambientale delle attività agricole". Con la delibera della Giunta regionale la Lombardia si allinea pertanto al quadro normativo nazionale ed europeo e, in particolare, allo schema di decreto ministeriale approvato dal Comitato tecnico agricolo della Conferenza Stato Regioni lo scorso 15 dicembre, nel quale si precisano i criteri di gestione obbligatoria e delle buone condizioni agronomiche ambientali per il 2012. "Si tratta di un provvedimento di natura tecnica - ha commentato l´assessore De Capitani - ma di fondamentale importanza per i nostri agricoltori, che dovranno tenere conto delle mutate condizioni ai fini delle richieste di finanziamento. Per le sue ricadute la condizionalità interessa anche tutti i cittadini lombardi, nella misura in cui ciascuno di questi vincoli va nella direzione della migliore tutela dell´ambiente e delle risorse naturali come l´acqua, incentivando attività agricole sostenibili". Tra le novità più rilevanti: Piani Di Gestione Sic E Zps - L´aggiornamento della condizionalità recepisce i piani di gestione approvati nel 2011 dagli enti gestori dei Siti di Interesse Comunitario (Sic) e delle Zone di Protezione Speciali (Zps). Nitrati - Nelle zone vulnerabili ai nitrati entra in vigore la deroga concessa dall´Unione Europea, lo scorso 3 novembre, ai limiti imposti dalla Direttiva Nitrati. Quindi per le aziende che aderiscono alla deroga, il limite di spandimento di azoto derivante dagli effluenti di origine zootecnica passa da 170 Kg/ha l´anno a 250 Kg/ha. Fasce Tampone - Novità assoluta che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2012, in aggiunta agli obblighi previsti dalla direttiva nitrati, sono le fasce tampone che gli agricoltori dovranno realizzare lungo alcuni corsi d´acqua confinanti con i propri terreni, per evitare l´inquinamento delle acque. L´ampiezza di queste fasce verdi verrà modulata in funzione della qualità del corpo idrico. Avvicendamento Delle Colture - Il rispetto di questo standard è finalizzato a mantenere un ottimale livello di sostanza organica nel terreno, verificabile mediante analisi del terreno. Per le superfici a seminativo, in caso di monosuccessione per più di 5 anni sullo stesso appezzamento, l´agricoltore, in alternativa all´analisi del terreno (adempimento particolarmente oneroso), potrà adottare tecniche agronomiche e colturali che favoriscano il mantenimento della sostanza organica nel terreno. Requisiti Minimi Di Condizionalita´ Relativi A Fertilizzanti E Prodotti Fitosanitari Solo Per Misure 124 (Pagamenti Agroambientali) Psr 2007-2013 I requisiti minimi che si aggiungono alle regole della condizionalità base devono essere rispettati solo dai beneficiari della misura 214. I requisiti minimi relativi all´uso dei fertilizzanti (atto A4 Rm) si applicano anche all´azienda beneficiaria della misura 214 con terreni ricadenti completamente in Zona Vulnerabile da Nitrati (Zvn). Per maggiori dettagli si rimanda al sito della Direzione generale Agricoltura.  
   
   
AGRICOLTURA: LA TOSCANA SUPERA IL 100% DEI FONDI EUROPEI PAGATI  
 
Firenze – Fondi Europei per l’agricoltura: la Toscana ha superato gli obiettivi anche nel 2011. Soddisfatto l’assessore all’agricoltura della Regione, Gianni Salvadori. “In Toscana c’è sempre stata un’ottima capacità di programmare e spendere i fondi comunitari e quest’anno, come d’altronde in passato – sottolinea -. Abbiamo centrato ancora una volta l’obiettivo, superando agevolmente la quota di spesa che dovevamo raggiungere. In percentuale infatti i soldi erogati da Artea, la nostra agenzia per i pagamenti in agricoltura, sono pari al 105% dell’obbiettivo prefissato al 31-12- 2011 per il fondo Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) mentre per il Feaga (Fondo Europeo Agricolo di Garanzia) sono stati raddoppiati i fondi erogati entro la fine dell’anno.” Dunque nessun rischio di “disimpegno automatico” come paventato da qualcuno nei giorni scorsi. “Certo che no – ribadisce l’assessore toscano – non solo i fondi sono stati erogati, ma questo significa anche che gli agricoltori toscani, nonostante la crisi, continuano a mostrare una grande determinazione e voglia di investire. E questo è un buon segnale e ci incoraggia ad andare avanti con determinazione.” Ed ecco il punto della situazione sullo stato dei pagamenti da parte di Artea - Feasr Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: pagati 366 milioni - Il 31/12/2011 si è chiuso l’anno finanziario per il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Dal 2007 al 2011 sono stati pagati 307 milioni di euro per il Psr (programma di sviluppo rurale) 2007/2013, ai quali si aggiungono 58,7 milioni di euro a titolo di anticipo del 7%, con una spesa pubblica complessiva che supera i 366 milioni di euro, corrispondenti ad una quota Feasr pari a oltre 161 milioni di euro. Nel dettaglio sono stati pagati 144 milioni per l’asse I (miglioramento della competitività), 139 milioni per asse Ii (miglioramento dell’ambiente), 17 milioni di euro per l’asse Iii (miglioramento della qualità della vita e diversificazione), oltre 6 milioni di euro per l’asse Iv (collegamento fra azioni di sviluppo dell’economia rurale) e 382mila euro per l’assistenza tecnica. Nel corso nel 2011 sono stati pagati oltre 89 milioni di euro. Questi pagamenti superano di circa 19 milioni di euro gli importi programmati, che erano pari a 347milioni di euro, evitando con largo margine il rischio del disimpegno automatico. Infatti in percentuale i pagamenti erogati fino al 31/12/2011 rappresentano oltre il 105% dell’obiettivo prefissato. Feaga Fondo Europeo Agricolo di Garanzia: pagati 300 milioni - Nella campagna 2011 (che per il Feaga si chiude il 15 ottobre) sono stati erogati complessivamente in Toscana 190 milioni di euro, rappresentati per oltre 145 milioni dal “Regime di pagamento unico Diritti” (c.D. Regime disaccoppiato) e per oltre 11 milioni dalla Ocm Ristrutturazione e Riconversione Vigneti. Il 16 ottobre, primo giorno dell’esercizio Feaga 2012, è stato avviato il pagamento anticipato degli aiuti richiesti dagli agricoltori con la Domanda Unica 2011 e a partire da dicembre sono stati pagati anche alcuni saldi sia sul regime disaccoppiato che su alcuni aiuti accoppiati. Gli anticipi sono erogati nella misura del 50% degli aiuti spettanti e i settori interessati sono i seguenti: miglioramento della qualità della Danae Racemosa (Ruscus – ovvero fronde ornamentali per fioristi) e della barbabietola da zucchero; avvicendamento, colture proteiche, riso e frutta a guscio. Nel periodo compreso fra il 16 ottobre 2011 e il 31 dicembre 2011 sono stati complessivamente pagati 108 milioni di euro, con un incremento notevole rispetto all’anno precedente: nello stesso periodo dell’anno 2010 erano stati erogati 65 milioni di euro.  
   
   
UN BANDO PER LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI TUTELATI DELL´EMILIA-ROMAGNA, 2 MILIONI E 100 MILA EURO PER I PRODUTTORI SINGOLI O CONSORZIATI. LE DOMANDE ENTRO IL 31 GENNAIO 2012  
 
 Bologna - Due milioni e 100 mila euro per promuovere il consumo di prodotti tipici e di qualità dell’Emilia-romagna, tutelati dall´Unione europea e dalle leggi italiane, grazie al Piano regionale di sviluppo rurale. E’ quanto prevede il bando approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, su proposta dell´assessore all´Agricoltura Tiberio Rabboni. Le domande potranno essere presentate entro il 31 gennaio 2012. "Questo bando del programma di sviluppo rurale offre ai produttori singoli o consorziati una nuova opportunità di cofinanziamento di iniziative di promozione delle produzioni Dop, Igp, Qualità Controllata e Biologiche - spiega l´assessore Rabboni - L´abbiamo deciso per compensare le ristrettezze finanziarie del momento e per dare un ulteriore sostegno alle imprese che fanno prodotti a denominazione territoriale tutelata, identitari e di qualità´, e che in quanto tali sono sottoposti a rigorosi disciplinari di produzione, a limitazioni produttive, ambientali e di biodiversità, a certificazioni e a controlli periodici. Valori che devono essere adeguatamente comunicati al consumatore finale affinché possa riconoscerne il giusto prezzo e l´autenticità rispetto alle numerose contraffazioni. I prodotti agroalimentari a denominazione territoriale tutelata - continua Rabboni - sono un bene collettivo e il biglietto da visita dell´Italia e dell´Europa nel mondo. Per questo chiediamo che la nuova Politica agricola europea preveda sostegni specifici per chi fa produzioni di qualita´ e una priorita´ nell´accesso ai fondi europei per la promozione." I progetti proposti dovranno avere una dimensione minima di 50 mila euro ed una massima di 300 mila euro e potranno essere presentati dalle organizzazioni di produttori, in qualsiasi forma giuridica. L´entità dell´aiuto è pari al 70 per cento della spesa ammissibile e sarà a fondo perduto. Saranno finanziate iniziative che forniscano informazioni ai consumatori ed agli operatori economici sulla sicurezza igienico-sanitaria, le caratteristiche chimiche, fisiche, organolettiche e nutrizionali dei prodotti di qualità; le attività di promozione pubblicitaria, da realizzare anche nei punti vendita e nella grande distribuzione; la partecipazione a manifestazioni, fiere, esposizioni ed eventi di importanza nazionale ed europea. I prodotti a cui è rivolto il bando: cibi e vini bio, Dop, Igp, Docg, Doc, Qualità controllata - Il bando riguarda tutti i prodotti ottenuti con il metodo dell’agricoltura biologica; i 33 prodotti a Denominazioni di Origine Protetta (Dop) o Indicazione Geografica Protetta (Igp) (Parmigiano-reggiano Dop, Grana padano Dop, Provolone Valpadana Dop, Casciotta d’Urbino Dop, Vitellone bianco dell’Appennino centrale Igp, Prosciutto di Parma Dop, Prosciutto di Modena Dop, Culatello di Zibello Dop, Coppa piacentina Dop, Salame piacentino Dop, Pancetta piacentina Dop, Mortadella Bologna Igp, Zampone Modena Igp, Cotechino Modena Igp, Salamini italiani alla cacciatora Dop, Olio Brisighella Dop, Olio Colline di Romagna Dop, Fungo di Borgotaro Igp, Marrone di Castel del Rio Igp, Scalogno di Romagna Igp, Pera dell’Emilia-romagna Igp, Pesca e nettarina di Romagna Igp, Asparago verde di Altedo Igp, Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop, Salame Cremona Igp, Coppia ferrarese Igp, Aceto Balsamico di Modena Igp, Amarene brusche di Modena Igp, Riso del Delta Igp, Formaggio di Fossa di Sogliano Dop, Patata di Bologna Dop, Aglio di Voghiera Dop); le 20 produzioni della viticoltura Docg, Doc (Romagna Albana, Colli Bolognesi Classico Pignoletto, Bosco Eliceo, Colli Bolognesi, Colli di Faenza, Colli d’Imola, Colli di Parma, Colli di Rimini, Colli di Scandiano e di Canossa, Colli Piacentini, Colli di Romagna centrale, Gutturnio, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Modena o di Modena, Ortugo, Reggiano, Reno, Romagna). Sono comprese anche le produzioni a marchio “Qualità Controllata”.  
   
   
PRIMI RISULTATI DEL CENSIMENTO DEGLI ULIVI PUGLIESI  
 
“Il lavoro di censimento in situ degli ulivi sta cominciando a produrre i primi dati e il progetto di mappatura dettagliata delle piante della regione da usare come strumento di confronto a tutela del patrimonio, in accoppiata con la legge esistente e recentemente modificata, diviene pian piano una realtà tangibile. Rafforziamo la tutela al patrimonio di ulivi della nostra regione, fornendo strumenti tecnici precisi a chi deve valutare le eventuali richieste di espianto”. A dichiararlo l´assessore alla Qualità dell´Ambiente Lorenzo Nicastro al termine della conferenza stampa di presentazione dei dati del censimento. “Sono state rilevate dalle ortofoto circa 475mila piante che, attraverso il riscontro in situ, confluiranno in un database di circa 300mila alberi esaminati in loco e catalogati tramite un sistema Gps all´interno dei comuni di Ostuni, Fasano, Monopoli, Polignano a Mare, Mattinata, Vieste, Cavallino, Torricella e Nardò. Un lavoro che è già iniziato nella provincia di Lecce con le prime 6200 piante di cui abbiamo già la scheda tecnica completa e che terminerà nell´arco del prossimo anno. Questi dati – prosegue Lorenzo Nicastro – permetteranno l´elaborazione di modelli matematici, sulla base di caratteristiche di piantumazione e conduzione degli uliveti a seconda dei territori, da incrociare con le ortofoto per ottenere una mappatura completa dell´intero territorio regionale (circa 60milioni di piante di cui presumibilmente circa 5 milioni monumentali)”. “E´ del tutto evidente che questa attenzione, questo lavoro di catalogazione e di studio, l´elaborazione di modelli e di database delle nostre piante, delle aree e delle loro morfologie, sono in netto contrasto con le fantasiose ricostruzioni di chi ha voluto far passare il messaggio che l´impegno normativo della Puglia, unica regione ad aver prodotto una norma specifica sulla materia degli ulivi monumentali e il cui operato viene apprezzato nel contesto internazionale del Mediterraneo, andasse contro il patrimonio arboreo. Ribadisco l´intenzione di tutelare il patrimonio degli ulivi monumentali – conclude Nicastro – unitamente alla possibilità per i pugliesi di vivere con essi in maniera armonica e senza subirli come un museo delle cere a cielo aperto. Il nostro compito, che sentiamo con forza e a cui non vogliamo sottrarci, è quello di stringere le maglie dei processi amministrativi e dei controlli tecnici perché gli ulivi siano tutelati: questo abbiamo fatto eliminando dalla precedente legge il termine del 31 dicembre come scadenza dei vincoli di espianto, questo abbiamo fatto dando certezza dei procedimenti amministrativi di valutazione delle richieste di espianto con il termine dei 90 giorni per la valutazione, ribadisco, assolutamente non configurabile come silenzio-assenso dal momento che esso non esiste in materia ambientale”.  
   
   
TESTO UNICO AGRICOLTURA: SBUROCRATIZZA  
 
Milano - ´Una legge che favorisce il taglio netto della burocrazia e dei costi alle imprese, oltre a rafforzare le iniziative già in corso da anni per promuovere le filiere, i prodotti tipici e sostenere il settore primario´. Così l´assessore regionale alla Semplificazione e Digitalizzazione Carlo Maccari commenta l´approvazione, oggi in Aula consiliare, delle modifiche alla legge regionale 31 del 5 dicembre 2008 (Testo Unico delle Leggi Regionali in materia di agricoltura, pesca e sviluppo rurale) e delle disposizioni in materia di riordino dei Consorzi di Bonifica, per la ridelimitazione dei comprensori dei Consorzi di Bonifica. ´Semplificare, ridurre i costi e i tempi della burocrazia, agevolare le aziende: questo ci chiedevano le imprese agricole e su questa strada abbiamo risposto, dotandoci di un complesso di norme snello, che può tranquillamente essere definito come una delle leggi più avanzate in Europa in tema di agricoltura - ha detto Maccari -. Le modifiche contengono un pacchetto di provvedimenti per ridurre del 25 per cento i costi burocratici a carico delle aziende agricole entro il 2012. L´art. 4 del testo, infatti, disciplina l´anagrafe digitale regionale delle imprese agricole, che rappresenterà il cardine di un rapporto efficiente tra Pubblica Amministrazione e azienda´. Anagrafe Digitale Delle Imprese - L´anagrafe digitale delle imprese costituirà infatti la primaria fonte di informazioni relativa alle aziende, ognuna della quali sarà rappresentata da un fascicolo elettronico, d´ora in poi unico riferimento per le procedure. Dal rilascio di autorizzazioni all´erogazione dei contributi, dalle segnalazioni di inizio attività ai controlli sanitari, tutto sarà regolato in modo completamente informatizzato. ´Credo davvero - ha concluso Maccari - che Regione Lombardia abbia compiuto uno sforzo enorme per accompagnare il settore agricolo in questa delicata fase economica. Oggi si chiude un percorso che in queste settimane di lavoro ha coinvolto tutti gli enti territoriali e le organizzazioni di rappresentanza del settore, che hanno portato il loro contributo di proposte, recepite in un Testo Unico che vogliamo sia il degno supporto all´agricoltura lombarda, che rappresenta un patrimonio di eccellenza con pochi eguali al mondo´.  
   
   
PROMUOVERE I PRODOTTI LUCANI NELLA GDO DIFFONDERE UN PANIERE LEGATO AL TERRITORIO CHE FACCIA CONOSCERE LE ECCELLENZE DELL’AGROALIMENTARE CHE LA BASILICATA PRODUCE  
 
Far conoscere i prodotti tipici dell’agroalimentare lucano sui mercati italiani. I punti vendita della Grande distribuzione organizzata possono rappresentare un’importante vetrina per dare visibilità e commercializzare le produzioni locali. Il Dipartimento Agricoltura guarda con attenzione al segmento della distribuzione dei prodotti tipici e tradizionali, ultimo anello di una filiera in grado di rafforzare l’identità dei sistemi territoriali regionali e la competitività di organizzazioni, imprese e consorzi che operano nel settore primario. In questa direzione, c’è l’impegno della Regione a incentivare la promozione dei prodotti lucani nella grande distribuzione, per dare impulso alle aziende e far crescere l’agricoltura di qualità in Basilicata. Un primo passo è il sostegno della Regione alla promozione e alla presentazione delle produzioni agroalimentari tipiche lucane all’interno dei punti vendita della Coop Estense, uno dei principali gruppi della Grande distribuzione organizzata italiana. La cooperativa può contare su una rete di Ipermercati e supermercati in Emilia Romagna e in Puglia. A Matera ha rilevato l’Ipercoop della Carrefour. “La Regione – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura, Vilma Mazzocco – è impegnata a realizzare un piano di valorizzazione delle produzioni alimentari di filiera. Il nostro obiettivo è quello di diffondere un paniere di prodotti lucani legato al territorio che faccia conoscere le eccellenze dell’agroalimentare che la Basilicata produce. Perciò la presenza delle produzioni lucane nella Gdo, a partire dalla Coop, rappresenta un progetto strategico del nostro Dipartimento”. E proprio delle prospettive e delle opportunità aperte dall’accordo della Coop Estense con i produttori lucani si è parlato oggi in un incontro presieduto dall’assessore all’Agricoltura, Vilma Mazzocco e dal direttore generale Carmen Santoro, con i rappresentanti di Coop Estense e delle organizzazioni agricole Coldiretti, Copagri e Cia. L’iniziativa, nata da una sperimentazione, si è ampliata: nel paniere dei prodotti tipici lucani distribuiti da Coop estense, insieme all’Agnello delle Dolomiti Lucane che nel 2011 ha quintuplicato le vendite, hanno trovato posto i salumi, le produzioni casearie e le fragole del Metapontino, prodotti da ben quaranta aziende lucane. E sono ancora ampi i margini per sviluppare una collaborazione proficua, per far conoscere attraverso la grande distribuzione organizzata i prodotti della Basilicata e far crescere nella regione un’agricoltura di eccellenza. Nel carrello della spesa dei consumatori pugliesi e lucani nei prossimi mesi potrebbe esserci la Podolica, gli altri prodotti dell’Ortofrutta e, ancora, altri prodotti di filiera. Un’opportunità che i rappresentanti delle Organizzazioni agricole hanno giudicato “interessante” e “piena di prospettive”. “E’ un primo atto concreto, un primo incontro operativo – ha spiegato Vilma Mazzocco – per rilanciare, allargandolo il più possibile alle filiere produttive della Basilicata, una relazione positiva tra la Grande distribuzione rappresentata da Coop e i produttori lucani. Un’alleanza che il Dipartimento ha voluto sostenere, visti i primi proficui risultati. Seguiremo con attenzione il percorso iniziato, che punta all’affermazione sui mercati italiani delle nostre produzioni agroalimentari e che nei prossimi mesi vedrà la concretizzazione di altre importanti intese”.  
   
   
LOMBARDIA: CENTRI ASSISTENZA AGRICOLA, CONVENZIONE 2012-13 SARANNO ANCORA I CAA A GESTIRE FASCICOLI AZIENDALI E AIUTI SERVIZIO GRATUITO ALLE IMPRESE. STANZIATI 7 MLN  
 
Milano - E´ stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Formigoni, di concerto con l´assessore all´Agricoltura Giulio De Capitani, lo schema di convenzione tra l´Organismo pagatore regionale e i Centri di assistenza agricola (Caa). Per il biennio 2012-2013 saranno quindi ancora i Caa riconosciuti dalla Regione a esercitare una serie di attività di supporto finalizzate all´erogazione di aiuti e agevolazioni agli agricoltori lombardi. Ciò, in virtù della consistente presenza dei Caa sul territorio e della conseguente vicinanza con il mondo imprenditoriale agricolo, che li rende gli organismi più idonei a svolgere le mansioni elencate. I Caa, di cui vi sono numerose sedi in tutte le province lombarde, diventano di fatto veri e propri intermediari tra le aziende agricole e l´Amministrazione pubblica, con cui i produttori possono quindi mantenere uno stretto rapporto, senza dovere affrontare scomodi e dispendiosi spostamenti. La Convenzione - Il documento approvato dalla Giunta regionale disciplina le procedure finalizzate alla creazione, all´aggiornamento e alla tenuta del Fascicolo aziendale, oltre che l´eventuale ammissione dei produttori agricoli alle agevolazioni previste. Il Fascicolo Aziendale - Il Fascicolo è una sorta di ´carta d´identità´ dell´azienda agricola, registrata elettronicamente, che contiene tutti i dati e le informazioni relative all´azienda stessa e che permette di gestire tutte le procedure che riguardano il rapporto con la Pubblica amministrazione in Lombardia esclusivamente per via elettronica. L´assistenza - Nello specifico, ai Caa sono affidate in via esclusiva la costituzione e l´aggiornamento dei Fascicoli aziendali, nonché la loro conservazione. Ai Centri sono però inoltre delegate alcune attività di competenza dell´Organismo pagatore regionale, come l´acquisizione delle domande inerenti il Regime di pagamento unico, il trasferimento dei titoli e l´Organizzazione comune dei mercati (Ocm) vitivinicola (per quanto concerne le domande relative alla variazione del potenziale viticolo regionale). Da ultimo, i Caa si faranno carico anche di due attività di competenza della Direzione generale Agricoltura della Regione: l´indennità compensativa in zone svantaggiate di montagna e l´istruttoria della domanda di assegnazione del carburante agevolato. Le attività delegate si articolano nella gestione della ricevibilità, ammissibilità amministrativa e conformità della documentazione allegata alle domande e alle dichiarazioni presentate, oltre che nell´attestazione delle avvenute verifiche di ricevibilità delle domande e dei controlli amministrativi e informatici. Un Servizio Gratuito - I Caa garantiranno il servizio ai produttori senza alcun onere a loro carico. La Spesa - La spesa per la Regione, derivante dalla convenzione, è fissata in 4.009.887 euro per il 2012 e stimata, in via provvisoria, in 3.000.000 di euro per il 2013. La Carta Dei Servizi - Per garantire agli utenti la massima trasparenza e l´informazione sui servizi erogati, i Centri adotteranno la Carta regionale dei servizi, che conterrà l´illustrazione delle condizioni che regolano l´attività prestata. I Controlli - L´organismo pagatore regionale sottoporrà a controllo, a campione, tutte le procedure messe in atto dai Caa per la gestione delle attività delegate, per verificarne il grado di realizzazione, il rispetto della manualistica e delle disposizioni, oltre che per misurare l´efficienza e la qualità dell´attività amministrativa svolta e il rispetto degli impegni assunti. I Caa risponderanno infatti in via amministrativa, civile e penale della regolarità e legittimità del proprio operato. La Considerazione Della Regione - ´Tengo a sottolineare - ha commentato l´assessore De Capitani - il ruolo decisamente importante dei Caa, ma anche l´attenzione e la considerazione che la Regione, consapevole di questo, pur in un contesto economicamente così difficile anche per le casse regionali, continua a dedicare alle funzioni che i Centri svolgono per le aziende agricole lombarde´. ´Ricordo - ha aggiunto De Capitani - che i Caa sono stati istituiti da una normativa nazionale oltre 10 anni fa e che la Lombardia è stata la prima Regione a riconoscerne l´importanza e ad avvalersene´. ´Ancora oggi, quindi, anche su questo fronte - conclude l´assessore -, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra i costi e i benefici dei servizi erogati, la Lombardia si conferma ai primissimi posti a livello nazionale´.  
   
   
BARBABIETOLA, DALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA 1 MILIONE 475 MILA EURO A 2.451 AZIENDE AGRICOLE, PER FRENARE IL CALO DELLE SUPERFICI.  
 
Bologna - Dalla Regione 1 milione 475 mila euro per sostenere la coltivazione della barbabietola da zucchero e arginare il calo delle superfici. A tanto ammontano gli aiuti erogati alle 2.451 aziende agricole che nel 2011 si sono impegnate a mantenere nei propri avvicendamenti colturali questa importante coltura. “Anche in una situazione particolarmente problematica per il bilancio regionale, abbiamo ritenuto necessario un impegno straordinario per salvaguardare e rilanciare ciò che resta di questo settore fondamentale per la nostra regione e per il paese – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni - La Regione Emilia-romagna ha puntualmente mantenuto gli impegni assunti con i produttori. Il Governo nazionale non ha sicuramente fatto altrettanto. Dopo oltre due anni di promesse non sono ancora stati erogati gli aiuti nazionali, pari a circa 86 milioni di euro, autorizzati dall’Unione europea per le campagne 2009 e 2010; mi auguro quindi che il nuovo Ministro delle politiche agricole sia in grado di risolvere una situazione che sta provocando gravissimi problemi all’intero comparto”. L’iniziativa della Regione ha consentito di erogare un contributo sotto forma di aiuto "de minimis” pari ad 82,61 euro ad ettaro, per un totale di 17.865 ettari coltivati a barbabietola da zucchero. Nel 2011 sono cessati, come stabilito dalla riforma dell’Organizzazione Comune di mercato dello zucchero, gli aiuti accoppiati, ovvero parzialmente legati alla produzione. “Quello che si sta chiudendo – ha concluso Rabboni – è stato certamente un anno problematico. Tuttavia sono convinto che i prezzi elevati dello zucchero sui mercati mondiali, l’aumento della produttività della filiera e l’incremento dei contributi previsti dall’Europa- dai 14,7 milioni del 2011 ai 19,7 milioni previsti per il 2012 e il 2013 - ottenuto grazie al rilevante impegno della Regione Emilia – Romagna e delle Organizzazioni di categoria, consentano ai bieticoltori di guardare al futuro con maggiore serenità”.  
   
   
AGRICOLTURA,GIUNTA LOMBARDIA APPROVA PIANO FITOSANITARIO  
 
Milano - E´ stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell´assessore all´agricoltura Giulio De Capitani, il Piano delle attività fitosanitarie per il triennio 2012-2014: il documento e´ stato predisposto di concerto con l´Ente Regionale per i Servizi all´Agricoltura e alle Foreste (Ersaf). Il Piano, che verrà trasmesso alla Viii Commissione Consiliare per l´espressione del parere di competenza, ha uno scopo di natura strategica, ovvero dare adeguate risposte alle sfide globali che si prospettano al settore agricolo nel prossimo futuro, ivi compreso l´evento Expo 2015, al fine di proteggere le coltivazioni e le risorse naturali della Lombardia, in un mondo in rapida evoluzione. Il tutto per ridurre il rischio crescente di introdurre nuovi organismi nocivi, derivanti dall´accelerazione degli scambi internazionali e per garantire adeguato supporto alle esportazioni delle imprese lombarde, alla produzione vivaistica regionale e maggiore sicurezza degli approvvigionamenti alimentari. I costi complessivi delle attività fitosanitarie del piano triennale ammontano a euro 3. 878.000,00 e sono definiti per quanto riguarda le attività da realizzare nel corso del 2012 e per quanto riguarda il piano di lotta al tarlo asiatico, mentre per quanto concerne le annualità 2013-2014 saranno definiti nei relativi Piani annuali delle attività fitosanitarie.  
   
   
RIPOPOLAMENTO BUFALINO: UN ALTRO PASSO AVANTI PER LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA BRUCELLOSI IN CAMPANIA  
 
"Con la reiscrizione in bilancio di oltre 4 milioni di euro decisa il 29 dicembre 2011 dalla Giunta compiamo oggi un altro piccolo passo in avanti per la risoluzione del problema brucellosi in Campania". Così Vito Amendolara, consigliere delegato per l´Agricoltura del presidente Caldoro. "Le somme, che saranno trasferite al commissariato per la brucellosi, si aggiungono ai 376mila euro e ai 900mila euro già stanziati dal settore Sanità per i quasi 32mila abbattimenti che le 436 imprese colpite hanno dovuto sostenere. "Gli oltre quattro milioni di euro sono solo una prima tranche e saranno destinati al ripopolamento delle mandrie bufaline in sostituzione dei capi abbattuti. L´emergenza brucellosi, che tanto duramente ha segnato gli allevatori di Terra di Lavoro, è una delle nostre priorità e la stiamo fronteggiando nonostante le difficoltà nel reperire liquidità. "La risposta al comparto bufalino - conclude Amendolara - è un atto importante sia per tutto l´indotto della filiera della mozzarella che per i cittadini consumatori sul versante della sicurezza alimentare."  
   
   
VENDOLA E STEFÀNO FIRMANO PETIZIONE CIA CONTRO SOFISTICAZIONE OLIO EXTRAVERGINE  
 
Il presidente Vendola e l’assessore alle Risorse agroalimentari, Dario Stefàno, sono stati i primi firmatari ieri mattina della petizione organizzata dalla Confederazione italiana agricoltori Puglia (Cia) per ridurre gli “alchil esteri” nell’olio extravergine d’oliva. La petizione è stata presentata dal presidente della Cia Puglia, Antonio Barile. Il parametro degli alchil esteri è previsto da un regolamento Ue che individua i fenomeni fermentativi e degradativi delle olive di scarsa qualità ed è fissato a 75 mg/kg per l’extravergine, limite considerato dalla Cia troppo alto per distinguere gli oli lampanti e deodorati con i quali si formano le miscele che poi si spacciano per extravergini. La soglia è in vigore dall’aprile scorso e permette così di commercializzare oli con il 60% di lampanti rettificati e deodorati. La Cia Puglia e i firmatari chiedono così che il parametro sia fissato a 30 mg/kg “per dare trasparenza al mercato, tutelare i consumatori e il patrimonio ambientale pugliese”. La petizione è indirizzata al presidente commissione Ue Barroso, al commissario agricoltura Ciolos, al presidente commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro e al ministro italiano Mario Catania. “Abbiamo aderito – ha detto l’assessore Stefàno – all’iniziativa della Cia perché rappresenta bene lo sforzo degli ultimi anni dell’amministrazione regionale. Lo sforzo verso la qualità del prodotto, le politiche che intercettano varie esigenze regionali come il lavoro sulla tutela degli ulivi secolari come tratto identitario e strumenti per il miglioramento della spesa comunitaria nelle filiere come i Pif sono tutti anelli che spingono a tutelare il lavoro degli agricoltori pugliesi. Nella stagione agraria che si è conclusa sono confermati gli elementi di crescita della qualità: vogliamo replicare per l’olio la bella esperienza che abbiamo fatto per il vino che nel 2015 dovrebbe raggiungere l’obiettivo del 50% di produzione di qualità. Per l’olio vogliamo arrivare subito ad un alto parametro di qualità. Per questo l’atteggiamento bipartisan in sede Ue sulla questione degli alchil esteri ci conforta. E possiamo anche dire che i primi dati dell’annata agraria 2012 ci hanno fatto inquadrare la bussola da seguire”.  
   
   
REGIONE EMILIA ROMAGNA, PIANO DI SVILUPPO RURALE: ALTRI 4 I MILIONI DI EURO PER FINANZIARE PROGETTI PER LA RICERCA NEL SETTORE AGROALIMENTARE  
 
Bologna – Risorse aggiuntive per la ricerca in agricoltura per quasi quattro milioni di euro. Vanno a finanziare progetti della Misura 124 del Programma regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 (Psr) "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo, alimentare e forestale". Le ha stanziate la Regione e si vanno ad aggiungere ai 3,5 milioni di euro inizialmente messi a bando e che hanno consentito già di avviare 22 progetti di ricerca ed innovazione in campo agricolo. “La buona qualità e i numerosi progetti presentati – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni – evidenziano da parte del settore agroalimentare una richiesta di innovazione e una spinta a trovare soluzioni per uscire dalla crisi economica che stiamo attraversando. Queste sono le motivazioni principali che hanno indotto la Regione a mettere a disposizione ulteriori milioni di euro del proprio Psr 2007-2013”. “Una risposta rapida da parte della Regione Emilia-romagna - continua Rabboni - diretta a premiare le imprese agricole ed agroalimentari che in un momento così difficile intendono investire nell’innovazione per rispondere alle esigenze dei consumatori, contrastare la bassa redditività ed acquisire nuovi mercati.” Con le risorse aggiuntive si riusciranno a finanziare altri 22 progetti. Si tratta di iniziative private volte a sviluppare nuovi prodotti, processi e tecnologie con positive ricadute produttive, commerciali, logistiche ed organizzative. Questo ulteirore finanziamento permette di avviare un totale di 44 progetti, per un finanziamento pubblico complessivo di quasi 7,5 milioni euro che, sommati al cofinanziamento privato, sviluppano investimenti in ricerca per quasi 10 milioni di euro. Le domande presentate sono state 89 e quelle ammesse alla valutazione in istruttoria sono state 84, ad ulteriore riprova dell’elevato livello di progettualità da parte delle aziende candidate. Complessivamente, sono 14 i progetti riconducibili al settore ortofrutticolo, 13 quelli zootecnici, 10 riguardano il comparto cerealicolo, tre quello vitivinicolo, tre le problematiche agro ambientali ed uno l’olio.  
   
   
AGRICOLTURA IN ABRUZZO: PRESENTATA LEGGE SU GESTIONE ACQUE POTABILI  
 
Chieti - Nel corso dell´ultima seduta del Consiglio regionale, su iniziativa dell´assessore Mauro Febbo, è stata approvata la Legge regionale che riorganizza definitivamente la gestione delle acque non potabili affidata ai Consorzi di Bonifica. "La proposta avanzata dall´Unione Regionale dei Consorzi di Bonifica, e ora finalmente tramutata in Legge - evidenzia Febbo - rappresenta un vantaggio per l´economia di tutta la regione. Innanzitutto va sottolineata la pubblica utilità: si punta infatti ad una migliore soddisfazione della richiesta di acqua da parte della collettività assicurata dall´alleggerimento dell´acquedotto potabile. Inoltre - spiega ancora l´assessore Mauro Febbo - il Consorzio, grazie all´abbondante disponibilità della risorsa idrica non potabile, dei numerosi canali di bonifica esistenti e degli impianti duali da realizzare, potrà far fronte sia alle richieste di tutti gli utenti, rendendo efficienti ed efficaci servizi e attività, sia alle esigenze delle città di Chieti e Pescara e dei maggiori centri urbani, per attività come lo spurgo delle fogne e l´irrigazione di aiuole e giardini. Un aspetto fondamentale - sottolinea Febbo - riguarda il settore agricolo. Aumenterà la disponibilità di acqua per l´irrigazione, per tutto l´anno e non più per soli 6 mesi, per il funzionamento delle centrali idroelettriche con conseguente maggiore produzione di energia. In particolare ci sarà la possibilità di far funzionare la centrale idroelettriche del Consorzio di Bonifica di Pratola che utilizzando l´acqua per l´idroelettrico finalmente potrà risolvere parte dei problemi finanziari. Tutto questo si tradurrà - prosegue ancora l´assessore - in un notevole risparmio di risorse che porterà ad una riduzione del carico contributivo per gli agricoltori. Tra i numerosi vantaggi della legge regionale appena approvata vi è anche la possibilità della messa in funzione dell´impianto di potabilizzazione di San Martino di Chieti, realizzato dall´Aca, destinato al potenziamento del sistema acquedottistico della Val Pescara. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con l´Assessorato ai Lavori Pubblici affinché si possa sfruttare questa struttura tenendo conto che il Consorzio di Bonifica Centro si è reso disponibile alla sua gestione, naturalmente per quanto riguarda il solo uso inerente alle reti duali e lasciando all´Aca la gestione dell´acqua potabile. A tal riguardo l´Assessorato ai Lavori Pubblici ha invitato il Consorzio di Bonifica Centro e l´Aca-ato a trovare un accordo sulla gestione dell´opera e nei prossimi giorni si dovrebbe arrivare ad una soluzione concreta. Personalmente mi impegnerò - ha concluso l´assessore Mauro Febbo - affinché questa convenzione venga stipulata al più presto perché da essa le popolazioni dei Comuni della Vallata ne trarranno innumerevoli benefici e vantaggi. Le nuove risorse idriche non potabili potranno essere utilizzate per l´irrigazione di aree destinate al verde, giardini, e attività ricreative e sportive; il lavaggio strade; l´alimentazione di sistemi di riscaldamento e raffreddamento; l´utilizzo negli edifici per impianti di scarico nei servizi igienici; gli impianti antincendio, di lavaggio e cicli termici nei processi industriali; le apparecchiature di servizio di ospedali e mercati; il lavaggio vagoni ferroviari e navi nel porto turistico e commerciale; gli impieghi consentiti negli insediamenti industriali. La Direzione Politiche agricole, non si è limitata ad esaminare i soli vantaggi che derivano dall´uso delle acque ma ha tenuto presente anche quanto stabilito dal principio fondamentale della direttiva Europea 2000/60 che prevede che la politica dei prezzi di uso dell´acqua incentivi adeguatamente gli utenti ad utilizzare la risorsa idrica. Su questa impostazione ritengo che il contributo per il pagamento di queste acque debba essere limitato al solo recupero dei costi per la gestione del servizio diretto alla soddisfazione degli usi produttivi. Questa condizione si riallaccia anche alla stessa direttiva comunitaria secondo cui "l´acqua non è un bene che si vende, bensì un bene che si utilizza e che le regole di tale utilizzo devono rispettare le esigenze di salvaguardia del bene stesso". I Consorzi di Bonifica già rispettano questo principio in quanto il contributo per l´uso delle acque ai fini irrigui si ricava ripartendo solo i costi di gestione tra gli utenti e non le spese di investimento, perché le strutture sono di interesse collettivo".  
   
   
SARDEGNA: AIUTI ALLE AZIENDE ZOOTECNICHE COLPITE DAGLI INCENDI DEL 12 E 13 LUGLIO  
 
 Argea Sardegna ricorda alle imprese agricole colpite dagli incendi del 12 e 13 luglio 2011 che scadono alle ore 12 di martedì 10 gennaio i termini per richiedere il sussidio di emergenza per l´acquisto di alimenti zootecnici. L´aiuto è finalizzato a garantire la sopravvivenza del bestiame allevato per un periodo di quattro mesi e sarà erogato alle imprese della Gallura, del Goceano, di Berchidda e di Oschiri che hanno subito un danno direttamente collegato agli incendi. I requisiti richiesti agli imprenditori sono: iscrizione al registro delle imprese agricole della Camera di commercio, iscrizione all´Anagrafe regionale delle imprese agricole e iscrizione alla Banca dati nazionale dell´anagrafe zootecnica. Gli interessati devono presentare le richieste di aiuto presso i servizi di Argea competenti per territorio. La disponibilità finanziaria ammonta complessivamente a 500mila euro.  
   
   
SLOVENIA, PRODUZIONE DI VINO 2010-2011  
 
In Slovenia la produzione di vino nel periodo commerciale 2010/2011 ammonta a quasi 760.000 ettolitri (di cui il 68 per cento è rappresentato da vino bianco) e soddisfa ben il 94,2 per cento del consumo locale, con un consumo medio annuo pro capite pari a 38,6 litri. In base al bilancio commerciale dei vini pubblicato annualmente tenuto conto del criterio delle classi di qualità (Regolamento Ce n. 479/2008), in Slovenia il 63 per cento del vino è Dop - Denominazione di Origine Protetta, mentre il 28 per cento è Igp - Indicazione Geografica Protetta  
   
   
CONGUSTO SOSTIENE LA CUCINA DEL TERRITORIO SICILIANO  
 
Nell´intento di valorizzare la cultura del territorio siciliano e sostenere la diffusione dei prodotti locali perseguendo l´obiettivo dell’affermazione dell’identità culturale delle aree orientali della isola, Congusto dà il via ad una serie di percorsi dedicati alle tradizioni gastronomiche del territorio. Se è vero, per dirla con Tomasi di Lampedusa,che la più grande isola del Mediterraneo ha portato sulle spalle per venticinque secoli “il peso di magnifiche civiltà”, il legame tra questa incredibile stratificazione culturale e la generosa natura di questa terra rende la cucina siciliana ricca di ogni genere di prelibatezze. Ed è per questo che Congusto ritiene doveroso conservare e diffondere un patrimonio culinario paragonato da menti eccelse alle più celebri opere di tutti i tempi (non aveva tutti i torti il commediografo catanese Nino Martoglio a paragonare la celebre opera del suo concittadino,il compositore Vincenzo Bellini, a quel capolavoro del gusto che è la pasta alla Norma!!). Il 22 febbraio ed il 5 marzo 2012, l´appuntamento è dunque presso Congusto Catania con il corso La Cucina Del Territorio: Catania E Sicilia Orientali: a partire dalle ore 20.00 un excursus attraverso i sapori unici e inconfondibili di un territorio baciato dal sole e lambito dal mare, la cui fertilità perfettamente si riflette in tavola! I corsi Congusto rappresentano dunque un sicuro tributo all’arte gastronomica sicula _ rappresentata tra gli altri dagli Chef Gianluca Mignemi, Massimo Puglisi, Santino Tripoli, Rossella Ragonese _ e al piacere per il gusto del buon cibo che contraddistingue gli incantevoli scorci dislocati tra la città di Catania e l´area regionale orientale. Ma anche un´occasione da non perdere per i corsisti di Congusto per imparare tecniche gastronomiche che si perdono nella notte dei tempi e che rischiano oggi di andare perdute a discapito della qualità dei menù e della loro genuinità. E sicuramente una festa per il palato: grazie al tripudio di ricette rigorosamente a base di prodotti locali _ di cui Congusto si rifornisce presso le numerose aziende facenti capo alla cooperativa Le Radici della terra.Kilometro zero_ che verranno apprese dagli ospiti della scuola di cucina avente sede a Catania. Perché la terra dell´Etna nasconde delle ricchezze straordinarie:dagli ortaggi alla frutta, dai frutti nascosti del mare alla copiosa produzione ittica, alle farine prodotte dalle numerose aziende agricole locali, tutto contribuisce a fare della cucina della Sicilia orientale, una cucina variegata, colorata e saporita che riserva sorprese continue grazie alla ampia dose di creatività che la denota. Congusto è il salotto della “cultura contemporanea culinaria”, un network italiano di scuole di cucina. Delizie, curiosità e laboratori di gusto adatti a diverse ambientazioni, che si adattano alle esigenze di aziende partner e del pubblico di visitatori. Nel cuore della città di Milano, a due passi dal Duomo di Catania, e a Roma, la scuola organizza corsi di cucina per tutti i livelli, neofiti, appassionati e professionisti e mette a disposizione i propri chef e il proprio staff per interventi creati ad hoc. Gli spazi di Congusto sono una vetrina corner-shop, dove è possibile presentare i prodotti delle aziende. - www.Congusto.it Congusto Catania, Via Alberto Mario 2 Catania Tel 0952162368  
   
   
È NATA BIRRAMI LA BIRRERIA DI MILANO CHE PROPONE IN ESCLUSIVA LA BIRRA HEINEKEN CELLAR BEER SYSTEM …E UN GOLOSO BIRRAMISÙ!  
 
Non è un pub inglese o irlandese, nemmeno un locale bavarese, ma una birreria moderna dove poter bere e mangiare a tutte le ore Brilla una nuova insegna nell’area della movida tra corso Sempione e la rinata stazione della Bullona. Insegna che nel nascere ha voluto rendere omaggio alla città nel nome e nel format. Birrami è infatti una moderna birreria con cucina, che svela negli arredi lo stile di locali meneghini del primo Novecento. Un luogo dove le birre soddisfano ogni target, intenditori compresi, e l’offerta dei piatti risponde, per qualità e prezzo, alla voglia di uscire per bere e mangiare in compagnia. Il concetto di un vero e proprio comfort food che si ispira alla tradizione, con piatti a base di salumi, formaggi, carne e risotti, da consumare in un luogo informale. Non dimenticando la presenza di grandi schermi al plasma che, senza alcun sovrapprezzo, trasmettono partite di calcio ed eventi sportivi italiani e internazionali. Specialitá Della Casa: Heineken Cellar Beer System Qui, per la prima volta a Milano, si ha l´opportunità di bere una birra Heineken spillata con il nuovissimo ed innovativo Cellar Beer System (Comunicato in allegato). I tank che contengono la bevanda sono a vista, scenograficamente incastonati in una parete in vetro che, tutt’intorno, riporta l’immagine di vecchie carrozze a cavallo utilizzate un tempo per il trasporto della birra. L’idea Dietro il marchio di Birrami si cela un nome ben noto ai milanesi: quello di Massimo Innocenti, già proprietario delle pizzerie di successo Spontini (ad oggi quattro in città). Come è nata la voglia di birra? Quando ha acquistato l’ultima pizzeria di recente apertura in piazza Diocleziano, tra via Cenisio e via San Galdino, l’ampiezza dei locali era eccessiva per il punto vendita Spontini. Così, da vulcanico imprenditore quale è, Innocenti, ha pensato di dedicare parte dello spazio per lanciare un nuovo concept. La nuova pizzeria Spontini e Birrami se ne stanno, dunque, una accanto all’altra. Massimo ha chiamato a raccolta vecchi e nuovi collaboratori, studiato il format, gli arredi, messo a punto il menu e affidato la direzione del locale a Giulio Lopolito, che qualcuno ricorderà alla conduzione del Bistrot Bovisa. Con grinta e determinazione, ad ottobre (2011) mentre faceva poker con Spontini, già calava il nuovo asso nella manica, sorprendendo tutti e offrendo la birra gratuitamente ai milanesi accorsi per l’inaugurazione della pizzeria di via Cenisio (più di 1.600 persone). Le Birre Tra arredi e luci volutamente rètro (tavoli e sgabelli in legno, scura boiserie alle pareti, pavimento a scacchi bianchi e neri, lungo bancone in marmi, gli specchi anticati e le fotografie d’antan con scorci della città), da Birrami l’offerta di birra non può essere che ampia (in qualità e prezzo, dai 3 ai 30 euro): si spazia dalle classiche birre alla spina (oltre all’Heineken, la belga Afflingen Blonde e Rouge, la Erdingen Weissen, tedesca, considerata “lo Champagne della Baviera”, e la Murphy’s Stout, tipica birra irlandese scura) alle birre in bottiglia, che annoverano brand noti ma anche selezioni più ricercate. Qualche nome? La Malheur Cuvée Royal, una belga prodotta con tre tipi di luppolo e metodo classico champenoise e la Duchesse de Bourgogne, sempre belga, rifermentata in botti di rovere dove matura per 18 mesi, una birra agro-dolce lievemente barricata che ben si abbina ai formaggi a pasta cruda o semicotta, o stagionati a crosta lavata. Mangiare A Qualsiasi Ora Mentre si degusta la birra scelta, ecco la proposta culinaria, disponibile a qualsiasi ora, proprio come in una osteria in chiave moderna. Qui, infatti, si viene per trascorrere qualche ora con gli amici, abbinando il proprio boccale a piatti invitanti ed equilibrati, studiati per essere facilmente abbinati a bianche, bionde, rosse, scure. I salumi sfiziosi, come culaccia, lardo toscano, coppa ubriaca o saporita bresaola punta d’anca e i formaggi abbinati a confetture, come il nodino di mozzarella fior di latte e confettura di pompelmo rosa, il Pecorino Toscano e la gelatina di Lacrima di Morro d’Alba, aprono la strada alle portate di carne (fiorentina, costata, cotoletta di vitello, salamella) e a ricchi hamburger (farciti con 180 grammi di carne) declinati nelle versioni classico, con formaggio, con bacon, con uova o con tutti gli ingredienti insieme. Per cenare a un prezzo fisso, ci si può orientare verso le due offerte della casa nominate “Speciale Birrami”: hamburger classico con patatine fritte & un litro di birra Heineken Cellar Beer System, 15 euro; oppure orecchia di elefante con patatine al forno o fritte & Birra Moretti Grand Cru da 75 cl, 20 Euro. Diversi i piatti per chi desidera solo spizzicare qualcosa: dai panini (anche würstel e crauti), alle immancabili patatine fritte e anelli di cipolla, ma anche gustosi straccetti di pollo con semi di sesamo e polpette di carne al peperoncino. Un Dessert Speciale: Birramisù Dopo la nota amarotica della birra, si chiude in dolcezza con un´altra specialità di Birrami, il “Birramisù come lo facciamo noi”, goloso tiramisù nel quale il caffè viene sostituito dalla birra Murphy’s stout dai forti sentori di caffè, cacao puro e caramello. E se poi si è bevuta troppa birra? Nessun problema, la stazione dei taxi si trova proprio di fronte all’ingresso del locale. Informazioni Birrami: via San Galdino 8 (angolo piazza Diocleziano), Milano. Telefono: 02 33602855 Sito web: birrami.It  
   
   
LA ZUPPA SEMPLICE DELLA TRADIZIONE LIGURE - LA MESCIUA - CONQUISTA LA COPERTINA DEL NUMERO DI GENNAIO DE LA CUCINA ITALIANA  
 
A base di legumi secchi, fagioli e ceci con l´aggiunta di chicchi di grano è un piatto povero che riscalda la tavola invernale. I carciofi e le mele sono gli altri gioielli di cui si svelano tutti i segreti in cucina e si raccontano le ricette che meglio li esaltano. Le Idee In Primo Piano l´approfondimento sulle pentole antiaderenti che toglie ogni pregiudizio e presenta le soluzioni più avanzate. L´educazione Alimentare con il titolo provocatorio Asino chi non legge ci insegna come leggere le etichette per sapere tutto sui prodotti che consumiamo. Strumenti in cucina. Come sempre in questa sezione, tante notizie curiose e la rassegna sugli ultimi modelli di lavastoviglie, l´elettrodomestico indispensabile per chi ama cucinare e ospitare. Le Ricette Agrumi, cavoli e broccoli, ribes tante ricette e i consigli del Nutrizionista per fare il pieno di Vitamina C, l´energia più utile in questa stagione. Per poi scoprire che la guava, frutto sudamericano per noi insolito, è il più generoso. Non tutte le mele sono uguali. Sei ricette salate per sei qualità diverse - fuji, stark, annurca, golden, kanzi, renetta - tutte di carattere. La Scuola di Cucina insegna a conoscere e a utilizzare il carciofo, scarti inclusi. Capodanno e Epifania, tutte le feste si portan via: un pranzo sfizioso e ricco di insaccati, ambientato in una accogliente atmosfera nordica. I Piaceri Dalle Langhe a Viterbo, dal Trentino all´Oltrepò, da Aosta alla Franciacorta sei apprezzate bollicine per un brindisi di Capodanno che porta la firma italiana. L´itinerario ci porta in Valle d´Aosta, a Cogne, per scoprire il mécoulin, il boudin noir, lo zù, la seupetta. Il primo numero dell´anno si chiude con la nuova rubrica Super Pop curata da Davide Oldani ideatore della cucina Pop, appunto. Ci racconta il "suo" carciofo, re indiscusso dell´inverno. App-dizionario In oltre 7.000 lemmi della nuova App Il dizionario gastronomico de La Cucina Italiana si trova tutto sulla cultura alimentare italiana. Disponibile a 6,99 euro sull´App Store può essere scaricata sul telefonino e su iPad tramite iTunes. Tutti A Scuola Principianti, esperti, professionisti l´anno inizia con corsi di cucina per tutti i livelli e gusti. Il fittissimo programma illustra i nuovi corsi in calendario dedicati alle pappe per bambini, le cene a tema, i corsi di cucina regionale. Il Sistema Cucina Italiana La rivista che da ottant’anni racconta la storia del costume del nostro Paese, ricoprendo un ruolo da protagonista nel settore enogastronomico, fa parte di un sistema unico in Italia. Oggi La Cucina Italiana, edita da Editrice Quadratum, è un marchio che raccoglie anche altre iniziative imprenditoriali - la scuola di cucina, i libri, Internet, applicazioni per iPhone, iPad e Android – tutte dedicate alla divulgazione della cultura enogastronomica, in Italia e nel mondo. La Rivista E Le Edizioni Straniere La rivista La Cucina Italiana ha una diffusione media di 100.000 copie all’anno e, accanto ai dodici numeri mensili, realizza ogni anno tre Speciali. Il mensile con gli chef e la cucina in redazione, oltre alle ricette e alla gastronomia, tratta con taglio originale, argomenti trasversali quali le nuove tendenze alimentari, l’arredo tavola, l’educazione alimentare di adulti e bambini, il turismo e l’enologia. Nel mondo, la testata è pubblicata negli Stati Uniti direttamente da Quadratum Publishing Usa e su licenza negli altri Paesi: Repubblica Ceca e Slovacca; Belgio e Olanda; Germania, Austria, Svizzera, Lussemburgo e in lingua araba nel Mena (medio oriente, nord Africa). Il Sito, iPhone e iPad Accanto alla rivista, il sito lacucinaitaliana.It dialoga con 320.000 utenti registrati e produce contenuti specifici – news, video, ricette - aggiornati con frequenza quotidiana da una redazione interamente dedita. Dal mese di gennaio 2010 La Cucina Italiana è anche su iPhone, iPad dove ha guadagnato da subito la testa della classifica nelle categorie Mode e Tendenze. Da giugno è disponibile anche sulla piattaforma Android. La Scuola La Scuola de La Cucina Italiana, diretta da Anna Prandoni, ha sede a Milano, in Piazza Aspromonte 15. Nel grande spazio che accoglie 10 postazioni di lavoro e una sala “ristorante”, organizza corsi di cucina per principianti, appassionati e professionisti, oltre a eventi e iniziative speciali, a tutte le ore del giorno, riunendo ogni anno attorno al grande tema della cucina un “convivio” di quasi 8.000 persone e addetti ai lavori. I Libri Il patrimonio di conoscenza e il grande archivio di ricette ha permesso la realizzazione, su licenza, di una cinquantina di titoli di successo a marchio La Cucina Italiana  
   
   
“PRIMA DEL TORCOLATO” DOLCE FESTA A BREGANZE IL 15 GENNAIO LA “PRIMA” GOCCIA DEL MOSTO PER IL PREZIOSO VINO “DOLCE-NON-DOLCE” DI BREGANZE, COME DA TRADIZIONE, VERRÀ SPREMUTA IN PIAZZA.  
 
La “Prima” è una sola: unica, originale ed inimitabile. E’ la “Prima del Torcolato”, il meraviglioso vino “dolce-non-dolce” della Doc Breganze. Organizzata dall’associazione “Strada del Torcolato e dei vini di Breganze”, la “Prima” quest’anno si terrà domenica 15 gennaio 2012. Voluta dai produttori di Torcolato e rinnovatasi puntualmente ogni anno a partire dalla vendemmia istitutiva della Denominazione di Origine Controllata di questo vino della zona di Breganze, la “Prima del Torcolato” è diventata appuntamento immancabile per il pubblico dei giovani e delle famiglie la domenica pomeriggio, facendo registrare anno dopo anno presenze record di pubblico e ribalta mediatica. Il Torcolato della vendemmia 2011 verrà spremuto, dopo i canonici 3 mesi di appassimento, ad inizio 2012 e potrà essere messo in commercio dal 31 dicembre 2013. E’ negli anni che passano tra la raccolta dell’uva e il prodotto finito che il vino viene “tirato a lucido” nelle cantine breganzesi, acquisendo il raffinato bouquet e maturando l’inimitabile corredo sensoriale, per regalarli al fortunato degustatore così da conquistarsi sul campo l’appellativo di “Oro di Breganze”. “La Prima del Torcolato”, spiega Fausto Maculan, presidente della Strada del Torcolato, “è la festa di compleanno di noi produttori per il nostro vino bandiera. Il Torcolato è infatti il prodotto che richiede più lavoro ed amore, dalla vigna alla cantina, lavoro ed amore che gli sono tributati senz’alcuna economia. Per questo invitiamo tutti a condividere con noi la gioia della spremitura dei grappoli di uva Vespaiola appassita, che faremo tutti insieme in un antico torchio, montato per l’occasione sul palco della piazza centrale di Breganze”. “Anche quest’anno”, conclude il Presidente, “il paese e il comprensorio daranno il meglio, con il mercatino dei prodotti della Pedemontana vicentina, le rievocazioni di antichi mestieri, visite mozzafiato al nostro campanile e, novità assoluta per il 2012, l’apertura straordinaria al mattino delle cantine della Doc Breganze per degustazioni e visite”. Cos’è la “Prima del Torcolato”? - La spremitura in piazza dei migliori grappoli di uva Vespaiola passita, per produrre il Torcolato, è momento di grande festa a Breganze fin dall’istituzione del Torcolato a vino Doc. Cos’è il “Torcolato di Prima”? - Il vino della “Prima” è ottenuto dall’unione dei grappoli di tutti i produttori di Torcolato della zona Doc di Breganze, ai piedi delle Alpi vicentine. Il Torcolato di “Prima” è quindi un vino dolce assolutamente unico, fuori commercio; dopo due anni di maturazione le bottiglie di Torcolato di “Prima” vengono donate in parte ai partecipanti alla festa in suo onore ed in parte in beneficenza  
   
   
FINO AL 28 FEBBRAIO IL BARDOLINO SPOSA LA CUCINA DI CARNE DI MAIALE NEI RISTORANTI DELLE COLLINE DEL GARDA.  
 
Nove ristoranti e trattorie dell’entroterra gardesano propongono interi menù degustazione a base di salumi e carni di maiale in abbinamento con il Bardolino, in onore della più schietta tradizione contadina della zona. L’antica tradizione della maialatura, la lavorazione della carne di maiale, torna protagonista sulle tavole della ristorazione dell’entroterra veronese del lago di Garda, fra Affi, Cavaion Veronese e Pastrengo, in abbinamento al più classico dei vini della zona, il Bardolino: fino al 28 febbraio otto ristoranti e trattorie delle colline gardesane proporranno interi menù a base di carne di maiale e di salumi, preabbinati al giovanile rosso bardolinese, a prezzi popolarissimi. L’iniziativa è dell’associazione dei ristoranti della Collina gardesana e del Consorzio di tutela del vino Bardolino, con la collaborazione e il supporto del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese, il tipico formaggio del monte Baldo e della Lessinia, che fa capolino nei menù. I ristoranti che costituiscono l’attiva associazione dell’entroterra delle colline moreniche del Garda orientale sono Cà Orsa ad Affi, 21° Secolo, Al Cacciatore, Villa e Andreis a Cavaion Veronese, Al Forte, Eva, La Carica e Stella d’Italia a Pastrengo. Sarà presso questi locali che per tutto gennaio e sino alla fine di febbraio si potranno gustare proposte quali i vassoi di salumi accompagnati dalle mostarde “nostrane”, la polentina con lardo e salame, il tipicissimo risotto col tastasàl (ossia la carne macinata pronta per essere insaccata, che viene utilizzata per il condimento del riso allo scopo di “tastarne”, ossia assaggiarne, il grado di salatura), la grigliata di braciole, costine, salamelle, luganeghe e carne salà, le puntine di maiale servite con la salsa al Bardolino, il cosciotto di maiale al forno con le patate, l’arrosto di capocollo di maiale al Bardolino e via discorrendo. I prezzi, vino incluso, vanno dai 23 ai 35 euro. “Con quest’iniziativa – spiega il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – vogliamo rafforzare ulteriormente il legame fra il mondo produttivo del Bardolino e la ristorazione della zona d’origine, che ha ritrovato il piacere di farsi portavoce della nostra produzione vinicola. L’antica tradizione della maialatura appartiene al territorio, così come vi appartengono il Bardolino e la consuetudine all’accoglienza da parte dei nostri osti e dei nostri ristoratori: è significativo che questi caratteri della nostra area possano essere rappresentati insieme da una manifestazione che ha nella popolarità il proprio carattere distintivo. Una maniera per invitare a venire sulle colline del Bardolino anche al di fuori della stagione turistica”. Il Bardolino, il rosso delle colline moreniche del Garda Veronese, figlio delle uve autoctone della corvina e della rondinella, continua intanto la propria marcia. “I dati di vendita del 2011 – dice il presidente del Consorzio di tutela – confermano i brillanti risultati che il Bardolino e il Chiaretto, sua versione rosata, avevano ottenuto nell’ultimo biennio. Tutta la produzione viene regolarmente venduta e la domanda sta aumentando, con il prezzo delle uve che è tornato ad essere remunerativo per i nostri vignaioli. Di fatto, il Bardolino è una specie di vino anticrisi ed il segreto della rinascita sta proprio nella riscoperta della tradizione”. Per info www.Collinagardesana.it I menù dei ristoranti Ristorante La Carica via Rovereto, 42 – Pastrengo - Tel. 045 7170049 Calice di Chiaretto Brut in fiore Stinco di maiale al forno speziato con erbette rurali servito al ristretto di vino Bardolino e patate accompagnato da bocconcini di Monte Veronese e marmellata di melograno Il Ristorante È Chiuso A Gennaio Bardolino Classico Costadoro (1 bottiglia per 2 persone) euro 25,00 per persona chiuso il giovedì su prenotazione min. 2 persone Ristorante Eva Via Due Porte, 45 - Piovezzano di Pastrengo - Tel. 045 7170110 Antipasto di luganeghe con polenta e scaglie di Monte Veronese Crespelle al Monte Veronese e tartufo Cosciotto di maiale al forno con patate e zucchine Cotechino con salsa verde, kren e pearà Torta ai formaggi con marmellata di frutti di bosco Bardolino Classico Lamberti (1 bottiglia per 2 persone) euro 28,00 per persona tutti i giorni su prenotazione min. 2 persone Ristorante Al Forte Località Telegrafo, 1 - Pastrengo - Tel. 045 7170683 Selezione di salumi e prosciutti assortiti con verdure sott´olio e polenta Bigoli all´amatriciana e aceto balsamico con scaglie di Monte Veronese Carrè di maialino da latte al forno e patate al rosmarino Verdure miste di stagione Dessert a scelta o caffè Bardolino Classico Cà de’ Rocchi Tinazzi (1 bottiglia per 2 persone) euro 28,00 per persona chiuso il lunedì su prenotazione min. 2 persone Ristorante Al Cacciatore Via Alpi, 3 - Cavaion Veronese - Tel. 045 7235201 Crostini al lardo e Monte Veronese Stinco di maiale al forno con patate Sfogliatina di mele Bardolino Classico Guerrieri Rizzardi (1 bottiglia per 2 persone) euro 25,00 per persona chiuso domenica sera e mercoledì su prenotazione min. 2 persone Trattoria Cà Orsa Loc. Caorsa 7/b - Affi - Tel 045 7235039 Soppressa con polenta e Monte Veronese Bigoli con salsiccia ed erbette Arrosto di maiale al latte con noci Dolci della casa Bardolino Classico Monte Saline (1 bottiglia per 2 persone) euro 30,00 per persona chiuso il martedì su prenotazione min. 2 persone Ristorante Stella d´Italia Piazza Carlo Alberto, 25 - Pastrengo - Tel. 045 7170034 Musetto di maiale in sfoglia di spinaci e crema di patate Bigoli con ragù di tastasal e castagne Filetto di maiale con salsa ai fichi e patate cotte sotto sale Monte Veronese 12 mesi con mostarda di pere Bardolino Classico Benazzoli (1 bottiglia per 2 persone) euro 35,00 per persona chiuso domenica sera e mercoledì su prenotazione min. 2 persone Trattoria Villa Località Villa, 32 - Cavaion Veronese - Tel. 045 7235426 Polentina con lardo e salame nostrano Fusilli con salsiccia e radicchio rosso Ossi, gambetto, cotechino con pearà Contorni misti di stagione Monte Veronese con miele e pera cotta al vino Bardolino Bardolino Classico Raval o Righetti (1 bottiglia per 2 persone) euro 30,00 per persona chiuso il lunedì su prenotazione min. 2 persone Ristorante 21° Secolo Via Pozzo dell´Amore, 51 - Cavaion Veronese - Tel. 045 7235106 Selezione di salumi con sottoli e Monte Veronese Risotto con tastasàl Bìgoli con salsiccia e porro Dessert a scelta Bardolino Classico Enzo Righetti (1 bottiglia per 2 persone) euro 23,00 per persona chiuso lunedì e martedì a pranzo su prenotazione min. 2 persone Ristorante Andreis Via Berengario, 26 - Cavaion Veronese - Tel. 045 7235035 Polenta, salame e Monte Veronese Risotto con tastasal Grigliata mista di maiale Contorni misti di stagione Dessert a scelta Bardolino Classico Raval (1 bottiglia per 2 persone) euro 20,00 per persona chiuso il lunedì su prenotazione min. 2 persone  
   
   
FRATELLI BRANCA DISTILLERIE LANCIA LA SOCIAL MEDIA RELEASE  
 
L’azienda milanese leader nel settore spirits presenta le sue ultime novità in una veste grafica accattivante ed intuitiva Fratelli Branca Distillerie lancia oggi la social media release (socialmedirelease.Branca.it), uno strumento innovativo e all’avanguardia per comunicare con il network stampa e opinion leader, presentando le ultime novità dell’azienda in modo interattivo. La sociale media release Branca presenta le ultime novità di prodotto – dalle confezioni da collezione di Fernet-branca e della Grappa Candolini fino all’esclusiva glacette firmata Brancamenta o la dama tascabile contenuta nell’edizione speciale di Stravecchio – e mette a disposizione molti strumenti video. Sarà possibile anche tuffarsi in un’esplorazione virtuale della prestigiosa Collezione Branca, il percorso storico che ripercorre gli oltre 166 anni di attività dell’azienda attraverso fotografie, poster, manufatti, strumenti, e rivedere i famosi Carosello con la plastilina, entrati nella memoria di molte generazioni di spettatori. Ma non solo: attraverso un apposito form, gli utenti della social media release potranno interagire con l’azienda inviando commenti, suggerimenti, ma anche richiedere e ricevere informazioni in tempo reale. Attraverso questo strumento la Fratelli Branca cerca ancora una volta di essere fedele al suo motto, Novare Serbando: mantenere sempre forti qualità ed eccellenza nel segno della tradizione, con la capacità di adeguarsi alle esigenze contemporanee. La social media release Branca è stata realizzata da Bitmama, con il coordinamento del team marketing Branca. Fratelli Branca Distillerie s.R.l (www.Branca.it), azienda a totale capitale privato controllato dalla famiglia Branca, è un’affermata realtà imprenditoriale italiana, leader nel settore spirits dal 1845. La società è presente in più di 160 Paesi e compete con successo, in Italia e all’estero, con società multinazionali. Il portafoglio prodotti che fanno capo alla società sono brand affermati nei segmenti di mercato di riferimento quali: Fernet-branca, Brandy Stravecchio Branca, Brancamenta, Caffè e Sambuca Borghetti, Grappe Candolini, la linea del monovitigno Sensèa, i rinomati vermut Antica Formula, Punt e Mes, i vermut classici Carpano, vini e olio Villa Branca, spumante Bellarco. Tutti prodotti famosi sia per la loro storia che per la loro eccellente qualità. La produzione è concentrata in Italia (Fratelli Branca Distillerie, Milano, Via Resegone) e in Argentina (Fratelli Branca Destilerias S.a., Tortuguitas/buenos Aires) dove la società con Fernet-branca è leader assoluta del mercato. Presidente di Fratelli Branca Distillerie s.R.l. È Niccolò Branca  
   
   
LA NOTA CASA SPUMANTISTICA DI CONEGLIANO VOLERÀ SUI CIELI DI TUTTA EUROPA CARPENE´ MALVOLTI, BRINDISI AD ALTA QUOTA AIR DOLOMITI DISTRIBUIRÀ LE BOLLICINE DELLA STORICA AZIENDA SU OLTRE 80 VOLI AL GIORNO  
 
A partire dal 10 novembre e per due settimane, Carpenè Malvolti vola alto nei cieli d´Europa insieme ad Air Dolomiti, Compagnia italiana del Gruppo Lufthansa. L´intera flotta della compagnia aerea - ovvero 16 macchine di cui 5 Embraer 195 e 11 Atr 72-500 - servirà a bordo, negli oltre 80 voli giornalieri, le bollicine della storica casa spumantistica di Conegliano. A volare ad alta quota è il Prosecco Docg Tipico Extra Dry, che con il suo colore giallo paglierino e il suo perlage finissimo e persistente che dona una particolare sensazione di vivacità ed eleganza, si prepara a conquistare i cieli d´Europa e i palati dei circa 50.000 viaggiatori coinvolti che potranno degustarlo in tutto il suo bouquet delicato e fruttato con sentori di mela, e un gusto morbido e asciutto allo stesso tempo grazie alla caratteristica acidità. Perfetto e facile da bere con piatti leggeri della cucina mediterranea e con cocktail, il Prosecco Docg Tipico Extra Dry Carpenè Malvolti è eccellente come aperitivo e per esaltarne al meglio le qualità la distribuzione del prodotto a bordo dei voli Air Dolomiti inizierà a partire dalle ore 11 e interesserà le rotte da Ancona, Bologna, Roma Fiumicino, Firenze, Genova, Milano Malpensa, Pisa, Torino, Venezia, Verona, Trieste verso Monaco di Baviera (e viceversa); da e per Francoforte da Verona e Bologna, da e per Vienna da Verona