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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 14 Febbraio 2012
APRE OGGI A BRUXELLES IL CONSIGLIO ENERGIA  
 
 Bruxelles, 14 febbraio 2012 - Il Consiglio Energia primo sotto la presidenza danese si tiene oggi 14 Febbraio 2012 a Bruxelles. Il Commissario per l´energia Günther Oettinger rappresenterà la Commissione europea. Il Consiglio inizierà con un dibattito orientativo sul regolamento sugli orientamenti per le reti transeuropee delle infrastrutture energetiche. Questo dibattito sarà seguito da un punto informazioni della Presidenza sullo stato di avanzamento dei negoziati sulla proposta di direttiva sull´efficienza energetica. La sessione pomeridiana inizierà con un dibattito politico sulla strategia Europa 2020. La Presidenza ne informa gli Stati membri sullo stato di avanzamento dei negoziati relativi alla decisione che istituisce un meccanismo di scambio di informazioni con riguardo agli accordi intergovernativi tra gli Stati membri e paesi terzi nel settore dell´energia. Il Consiglio continuerà con le informazioni fornite dalla Presidenza sulla preparazione del Rio 20 Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile. La Commissione intende quindi dare un aggiornamento sui recenti sviluppi nelle relazioni esterne nel settore dell´energia e informa gli Stati membri sulle attività del gruppo elettrico di coordinamento. Proposta di regolamento sugli orientamenti per le reti transeuropee delle infrastrutture energetiche: dibattito di orientamento. Al fine di facilitare ulteriori progressi sul capitolo Ii - ´processo di individuazione dei progetti di interesse comune´ e ai connessi aspetti della Presidenza danese invitato i ministri a tenere un dibattito di orientamento. Questo sarà il secondo dibattito orientativo sulla proposta volta a costruire una rete energetica più integrata e potente in Europa (cfr. Ip/11/1200 e Memo/11/710 del 19 ottobre 2011). L´obiettivo principale della proposta legislativa è quello di assicurare il finanziamento delle infrastrutture necessarie da parte del settore privato. La Commissione sostiene queste nuove misure destinate a fornire un quadro incoraggiante giuridico e normativo per gli investimenti infrastrutturali per il settore privato. In particolare, la Commissione sottolinea la necessità di iniziare il lavoro aggiuntivo preliminare di concludere la prima fase l´identificazione di ´progetti di interesse comune´ per accelerare il loro sviluppo. Strategia Europa 2020: discussione politica. La Presidenza ha proposto di dirigere il dibattito intorno gli ostacoli al raggiungimento degli obiettivi energetici europei 2020 e le misure nel campo dell´efficienza energetica e delle energie rinnovabili che hanno il maggiore potenziale per contribuire alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. La Commissione sottolinea che l´energia è un pilastro fondamentale della strategia Europa 2020 ed è considerato come una delle sfide più pressanti per l´Ue deve affrontare. L´unione europea può rilanciare la propria economia affrontando l´energia / clima sfida e realizzare gli investimenti necessari nel settore dell´energia. Varie ed eventuali: Sotto Aob, la Presidenza informerà il Consiglio sullo stato di avanzamento dei negoziati sulla direttiva sull´efficienza energetica (vedi Ip/11/770 e Memo/11/440 del 22 giugno 2011). Si informa inoltre i negoziati in corso alla decisione che istituisce un meccanismo di scambio di informazioni con riguardo agli accordi intergovernativi tra gli Stati membri e paesi terzi nel settore dell´energia (cfr. Ip/11/1005 del 7 settembre 2011). La presidenza fornirà informazioni sullo stato di avanzamento dei preparativi per Rio +20, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che avrà luogo dal 20 al 22 giugno 2012 in Brasile, e in particolare sugli aspetti connessi al consumo energetico sul Rio-agenda. Dopo di che, la Commissione informarli sugli sviluppi internazionali connessi al consumo energetico dopo l´ultimo Consiglio il 24 novembre. Tra queste vi è l´impatto delle sanzioni l´Iran per la fornitura di energia, il Corridoio Sud, tra Russia e Ucraina i negoziati e il Mediterraneo meridionale. L´ultimo punto sarà la presentazione da parte della Commissione delle attività del gruppo di coordinamento di energia elettrica.  
   
   
SUCCEDE IN ITALIA: COSTA MENO SPRECARE ENERGIA DA COGENERAZIONE PIUTTOSTO CHE RECUPERARLA. APER CHIEDE CHIARIMENTI AI MINISTERI E ALL’AGENZIA DELLE DOGANE  
 
 Milano, 14 febbraio 2012 - Se oltre a produrre energia elettrica in un sistema di cogenerazione, dallo stesso motore si recupera calore, che altrimenti andrebbe disperso in atmosfera, per distribuirlo a utenze limitrofe, per il produttore scattano accise aggiuntive. Tradotto, più sei efficiente più paghi. Quindi “meglio” sprecare. Questo è l’effetto di una inspiegabile posizione recentemente assunta dall’Agenzia delle Dogane con una circolare del 6 settembre 2011 (Prot. 75649/R.u. Accessibile dal sito dell´Agenzia) che, nelle more di una riorganizzazione del sistema di contabilizzazione e applicazione delle accise sui combustibili impiegati per produrre calore, è intervenuta sui Prodotti Energetici da fonti rinnovabili (tipicamente gli oli vegetali, i grassi e i loro derivati). In esecuzione di essa le Direzioni territoriali dell´Agenzia hanno inviato a tutti i gestori di impianti di cogenerazione, poco prima della fine dell´anno, l´intimazione a dotarsi, entro il 1 gennaio 2012, di opportuni sistemi di contabilizzazione (i cosiddetti contatori rispondenti alla Direttiva Mid) per poter applicare le accise al calore recuperato per via dell’efficienza. Il senso di queste disposizioni è paradossale: se produci energia elettrica da fonti rinnovabili a mezzo di combustibili, senza recuperare il calore, non sei gravato dall´onere delle accise (ragionamento corretto, in quanto in linea con la promozione delle fonti rinnovabili). Ma visto che sei già stato "premiato" per la scelta di efficienza, si ha l’obbligo di anticipare all’Agenzia delle Dogane le accise computate su tutto l´ammontare di combustibile impiegato, per poi chiedere la restituzione sulla quota di combustibile servita per produrre la sola energia elettrica. In altri termini, l´Azienda è tenuta ad anticipare nei confronti dello Stato il 100% per poi recuperarne magari l´80%, peraltro con la solita incertezza sui tempi e con dei costi amministrativi che rendono tutto il procedimento vano. L´ Aper fa notare che molti dei circa 600 Mwe di impianti installati a bioenergia nel corso degli ultimi anni hanno scelto la strada dell´efficienza e quindi del recupero di calore in cogenerazione. Molti di questi, quindi, si troverebbero spiazzati dalla recente posizione dell’Agenzia delle Dogane che, nei fatti, rischia di aggravare il già difficile bilancio di queste iniziative che subisce il peso di continui incrementi del costo dei combustibili e quello di una disciplina normativa sempre più restrittiva e complessa (si pensi, da ultimo, agli onerosi obblighi in tema di certificazione di sostenibilità).  
   
   
PROVINCIA DI BOLZANO E LAND SALISBURGO PER COLLABORAZIONE NELLO SVILUPPO SOSTENIBILE  
 
Bolzano, 14 febbraio 2012 - La Provincia di Bolzano ed il Land austriaco del Salisburgo avvieranno una collaborazione nei settori dell´efficienza energetica, dello sviluppo sostenibile del territorio e nella tutela dell´ambiente e del clima. Questo quanto convenuto dall´assessore provinciale Michl Laimer assiema al collega del Salisburgo Walter Blachfellner, che ha incontrato nel pomeriggio di venerdì 10 febbraio 2012 a Bolzano. Tra i temi della possibile collaborazione Laimer e Blachfellner hanno individuato le misure per uno sviluppo sostenibile del territorio che vanno dall´adozione di tipologie abitative ecosotenibili fino ad un maggior ricorso alle energie rinnovabili. Blachfenner si è mostrato molto interessato alla strategia altoatesina per il clima 2050 illustratagli dall´ass. Laimer e dal modello di certificazione energetica degli edifici Casaclima. Entrambi i politici condividono l´indirizzo di puntare ad uno sviluppo sostenibile del territorio: la pianificazione paesaggistica ed urbanistica devono tenere presenti le esigenze socio-economiche ponendole in equilibrio con le funzioni ecologiche del territorio. In quest´ottica si inseriscono anche gli interventi di riqualificazione energetica del patrimoio edilizio esistente, internventi sulla politica dello smaltimento rifiuti, della riduzione dell´inquinamento atmosferico ed acustico, nonché puntare sull´utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. I dettagli della collaborazione saranno approfonditi a breve a livello di funzionari.  
   
   
GAS, MISE: CESSA STATO EMERGENZA, GRADUALE SPEGNIMENTO CENTRALI A OLIO TEMPERATURE ANCORA SU LIVELLI BASSI, PERMANE ALLERTA  
 
Roma,14 febbraio 2012 - Il Comitato di monitoraggio ed emergenza gas del Ministero dello Sviluppo economico, nella riunione di oggi, ha deciso la cessazione dello stato di emergenza e la graduale riduzione della marcia delle centrali a olio combustibile, in considerazione della progressiva ripresa dell’operatività dei due rigassificatori Gnl di Panigaglia e Rovigo. Dato che le temperature permangono su livelli bassi, seppure in miglioramento, il Comitato, continuando lo stretto monitoraggio della situazione, ha deciso di mantenere lo stato di allerta e le relative misure (massimizzazione dell’import e dell’erogazione da stoccaggio).  
   
   
VENERDÌ 17 FEBBRAIO, SEGRATE ADERISCE ALLA CAMPAGNA “M’ILLUMINO DI MENO” LE BUONE PRATICHE PARTONO DAGLI UFFICI: VIA STAMPANTI, FAX E VECCHIE LAMPADINE, IL SINDACO DETTA AI DIPENDENTI IL “DECALOGO” DEL RISPARMIO ENERGETICO  
 
Segrate (Mi), 14 febbraio 2012 - Venerdì 17 febbraio, Segrate rinnova l’adesione a “M’illumino di Meno”, campagna all’insegna di consumi puliti e intelligenti giunta all’ottava edizione. Le buone pratiche partono dagli uffici e, mentre è pronto per i dipendenti un decalogo di comportamenti virtuosi, che arriverà a tutti via e-mail direttamente dal Sindaco, negli uffici e negli edifici pubblici prenderà il via una serie di azioni sostenibili. Saranno “bandite” le vecchie lampadine alogene o a incandescenza per nuove luci a basso consumo, principalmente a led. Si ridurrà drasticamente il numero di stampanti e fax in modo da disincentivare la stampa dei documenti, risparmiando energia e materiali consumabili. Si effettuerà uno studio per verificare la fattibilità di installare nei bagni riscaldatori alimentati da pannelli solari al posto degli asciugamani. Qui e nei corridoi degli edifici pubblici, saranno installati rilevatori di presenza che accenderanno gli apparecchi illuminanti solo se necessario. Illuminazione e prese di servizio si spegneranno automaticamente: saranno collegate all’impianto antifurto, in modo che l’inserimento dell’allarme le disattivi. “Si tratta di azioni che in parte abbiamo già avviato – spiega il sindaco Adriano Alessandrini, ma che a partire dal 17 febbraio ci impegniamo a portare avanti in modo ancora più incisivo perché il buon esempio in materia di una gestione e di un utilizzo dell’energia ‘illuminati’ parta proprio dal Comune”. Dalla pagina di Facebook, l’invito ai cittadini a suggerire comportamenti sostenibili da attuare non solo venerdì, ma tutti i giorni, mentre da giovedì 16 febbraio a sabato 18, lampadine a basso consumo saranno date in omaggio agli utenti dello Sportello S@c – Servizi al Cittadino di via I Maggio. “Una nuova occasione per noi amministratori delle realtà comunali – commenta il Sindaco - per sottolineare e condividere con la cittadinanza l’importanza di attuare un’economia sostenibile, razionalizzando i consumi e mettendo in atto non solo per un giorno ma nella quotidianità il maggior numero possibile di idee ‘verdi’: ridurre gli sprechi; produrre energia pulita; incentivare la mobilità sostenibile; diminuire la quantità di rifiuti”. Una strada intrapresa da diversi anni, su cui Alessandrini e la sua giunta, oltre alle iniziative e agli interventi già realizzati e in corso, annunciano importanti novità: l’arrivo del car –sharing, soluzione utile ed efficace per spostamenti brevi e frequenti, per chi percorre pochi chilometri o deve fare i conti con l’esigenza di avere una seconda o auto, e l’introduzione di pompe di calore geotermiche negli edifici pubblici, in particolare al nido di via Xxv Aprile, per il quale l’Amministrazione si è aggiudicata un contributo regionale di 240 mila euro.  
   
   
ENERGIA: G.R. UMBRIA APPROVA BANDO PER SVILUPPO TECNOLOGIE “VERDI”, FINANZIAMENTI PER 5 MLN EURO  
 
Perugia, 14 febbraio 2012 - La Regione Umbria sosterrà con 5 milioni di euro i programmi delle piccole e medie imprese pronte ad innovarsi e investire nelle tecnologie "verdi" finalizzate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e al risparmio energetico. Un´opportunità per le imprese di nuova costituzione, in particolare quelle create da giovani e donne, per le iniziative promosse nell´area di crisi della "A.merloni", e per quelle aziende che vogliano diversificare o riconvertire le loro produzioni. Su proposta dell´assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi, la Giunta regionale ha approvato linee guida e ripartizione delle risorse del bando, finanziato con fondi europei, che sarà pubblicato nei prossimi giorni. L´intervento integra il "pacchetto verde" che, attraverso due bandi approvati nelle scorse settimane, mette a disposizione ulteriori dieci milioni di euro per le aziende che sfidano stagnazione e crisi puntando sul "green business". "La Giunta regionale ha stabilito di incrementare le risorse inizialmente previste per questo nuovo bando, portandole da 3 milioni e mezzo a 5 milioni di euro - ha sottolineato l´assessore Riommi - poiché riteniamo prioritario stimolare e sostenere con sempre maggior efficacia le scelte di investimento degli operatori lungo la direttrice di sviluppo della ´green economy´. Con questo nuovo strumento intendiamo favorire una riconversione delle produzioni esistenti verso quelle legate alle tecnologie verdi nel campo dell´efficienza energetica e delle energie rinnovabili, incentivando ricerca, innovazione di processo e di prodotto". A questa finalità sarà destinata la parte più cospicua delle risorse, 4 milioni di euro, con cui verranno sostenuti in particolare i programmi di investimento per la realizzazione di apparecchiature o macchinari per la produzione di energia da fonti rinnovabili che utilizzino le tecnologie più innovative e quelli per la produzione di componenti e sistemi per la gestione e il controllo dei consumi energetici, che includano servizi di supporto all´innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale. Il restante milione di euro servirà ad avviare un primo progetto pilota per la promozione di "start up" ad alto contenuto tecnologico. È previsto il finanziamento di investimenti e servizi qualificati di imprese neocostituite in settori extra agricoli, con particolare riferimento alla realizzazione di componenti e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per il risparmio energetico, con una riserva di 500mila euro a favore delle iniziative promosse nei 17 comuni dell´area di crisi della "A.merloni" individuati nell´Accordo di programma tra le Regioni Umbria e Marche e il Ministero dello Sviluppo economico.  
   
   
EDILIZIA: REGIONE HA INCONTRATO A GROSSETO I VERTICI DI EPG SPA  
 
 Firenze, 14 febbraio 2012 – Incontro sull’emergenza abitativa del territorio grossetano tra l’assessore al welfare e alle politiche per la casa Salvatore Allocca ed i vertici del soggetto gestore del patrimonio Erp della provincia di Grosseto, Edilizia Provinciale Grossetana spa. La riunione con il presidente di Epg spa Sergio Stefanelli, si è tenuta nei giorni scorsi nel capoluogo maremmano. Temi del dialogo le criticità del territorio e le prospettive future di Epg spa. Si è parlato anche della riforma dell’edilizia popolare, iniziata nella precedente legislatura e finita con un niente di fatto, e della necessità di rivedere la legge 96 del ’96 alla luce dei cambiamenti che si sono verificati negli ultimi quindici anni nel tessuto sociale ed economico in seguito all’aumento esponenziale delle famiglie in graduatoria per un’alloggio pubblico, degli sfratti e dei senzatetto. Allocca ha espresso la volontà di riavviare un programma di vendita degli alloggi Erp a prezzi che consentano non solo di rispondere alle aspettative dei legittimi proprietari, ma anche di garantire un consistente reinvestimento in nuovi appartamenti pubblici. Inoltre si è detto disponibile a rivedere, senza trascurare le categorie più deboli, i canoni di locazione. L’assessore ha anche affermato di lavorare per trovare nuove risorse da destinare alla manutenzione degli alloggi che devono essere riassegnati (“Siamo di fronte – ha spiegato – ad un’emergenza nell’emergenza. Tant’è che un numero consistente di questi appartamenti rimasti vuoti non possono essere assegnati a nuove famiglie perché mancano i fondi necessari alla loro ristrutturazione”), ha confermato il finanziamento regionale per ridurre l’emergenza sfratti e annunciato un’azione per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Infine, oltre al recupero e alla realizzazione di nuovi alloggi Erp, ha individuato come strategica un’altra azione regionale sul fronte dei sussidi agli affitti e per la regolazione delle locazioni sul mercato. Il presidente di Epg spa Sergio Stefanelli si è dichiarato soddisfatto dell’incontro apprezzando sia la volontà della Regione di attivarsi in tutti modi per cercare di limitare l’emergenza abitativa che la disponibilità a partecipare ad un incontro pubblico con tutti i soggetti interessati.  
   
   
APPALTI PUBBLICI: MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO A VILLA UMBRA CORSO SU NOVITÀ LEGGE “SALVA ITALIA”  
 
 Perugia, 14 febbraio 2012 - Le novità introdotte dalla legge "Salva Italia" in materia di appalti pubblici saranno al centro della giornata formativa organizzata dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica che si terrà mercoledì 15 febbraio, dalle ore 9, a Villa Umbra di Pila (Perugia) e che vedrà come relatori Lorenzo Anelli, avvocato ed esperto in contrattualistica pubblica, ed Ilenia Filippetti, responsabile della Sezione Monitoraggio appalti di servizi e forniture della Regione Umbria. "I Comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti - sottolinea Alberto Naticchioni, amministratore unico della Scuola - affideranno obbligatoriamente ad un´unica centrale di committenza l´acquisizione di lavori, servizi e forniture nell´ambito delle Unioni. In Umbria, queste nuove norme interessano sessantacinque dei 92 Comuni". La finalità della nuova disciplina, che si applicherà alle gare bandite dal 1 aprile di quest´anno, "è quella di pervenire ad una riduzione dell´elevata frammentazione del sistema degli appalti pubblici, con conseguente riduzione dei costi di gestione delle procedure grazie al conseguimento di economie di scala". I principali argomenti che saranno trattati durante la giornata formativa spaziano dalla salvaguardia dei diritti dei lavoratori e l´incidenza del costo del lavoro, l´affidamento dei servizi ingegneristici, la modifica dell´art. 140 del D. Lgs. 163/06, il frazionamento degli appalti in lotti funzionali, l´esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di importo inferiore alla soglia europea, il Codice dei contratti pubblici, le centrali di committenza dei Comuni. Si analizzeranno anche le tematiche degli accertamenti e le possibili incongruenze con il divieto per le pubbliche amministrazioni di richiedere i certificati ed i controlli antimafia e la proroga dei contratti.  
   
   
ROMANIA, MODIFICHE A LEGISLAZIONE SU APPALTI PUBBLICI  
 
Bucarest, 14 febbraio 2012 - Secondo quanto riferisce un comunicato stampa dell´Autorità Nazionale per la Regolamentazione e il Monitoraggio degli Acquisti Pubblici, in Romania il 30 novembre 2011 è stato adottato il Regolamento della Commissione Europea n. 1251/2011 che modifica le Direttive 2004/17/Ec, 2004/18/Ec si 2009/81/Ec riguardo alle soglie di applicazione in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici al livello nazionale. Ne dà notizia l´Ice. Le nuove soglie, applicabili per un periodo di due anni, sono le seguenti: 130.000 euro - sostituisce il valore stimato per i contratti di fornitura o servizi di 125.000 euro Iva esclusa, (art. 55, comma (2), lit. A) e all´art. 57 dell´Ogu n.34/2006 con le successive modifiche); 200.000 euro - sostituisce il valore di 193.000 per i contratti di servizi attribuiti da un´entità giuridica senza qualità di autorità contraente (all´art.9, lett. C) indice 1 dell´Ogu n.34/2006 con le successive modifiche); 400.000 euro - sostituisce il valore stimato per i contratti settoriali di fornitura o servizi di 387.000 euro (art. 55, comma (2), lit. B) e all´art. 57 dell’Ogu n.34/2006 con le successive modifiche); 5.000.000 euro - sostituisce il valore stimato del contratto di lavori di 4.845.000 euro Iva esclusa (art.9, lett.C), art.51, comma (1), lett.C). Art 55, comma (2), lett.C) e art.57 dell´Ogu n.34/2006 con le successive modifiche). Le modifiche in vigore dal 1° gennaio 2012 sono applicabili per tutte le procedure lanciate dopo questa data. Le modifiche sono effettuate secondo il tasso di inflazione dalla Commissione Europea. L´ultimo aggiornamento è stato realizzato nel gennaio del 2010.  
   
   
AUSTRIA, I PREZZI IMMOBILIARI CONTINUERANNO A CRESCERE  
 
Vienna, 14 febbraio 2012 - - Secondo quanto affermano alcuni esperti osservatori del mercato immobiliare austriaco, nel Paese i prezzi delle case continueranno a crescere anche nel corso del prossimo futuro. In particolare, Johannes Meran, presidente del consiglio di amministrazione della viennese Conwert Immobilien Invest (Conwert), ha affermato di ritenere che "i prezzi degli appartamenti di Vienna proseguiranno la loro strada di incremento. Sono possibili aumenti tra il 5 e il 10 per cento".  
   
   
INCONTRO CALDORO – DE MAGISTRIS SU GRANDE PROGETTO UNESCO CENTRO STORICO, NOTA CONGIUNTA UFFICI STAMPA REGIONE CAMPANIA – COMUNE NAPOLI  
 
Napoli, 13 febbraio 2013 - “Un incontro significativo per definire il protocollo che sarà firmato entro fine febbraio per l’attribuzione al Comune di Napoli, da parte della Regione, dei fondi previsti per il <Grande progetto Unesco Centro Storico>. “Da marzo saranno disponibili i 100 milioni di euro destinati alla ristrutturazione di opere storico-monumentali e alla riqualificazione dello stesso centro storico, con particolare riferimento al decoro urbano.” Questo l’esito dell’incontro tenuto oggi a palazzo San Giacomo tra il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.  
   
   
URBANISTICA: COMUNE DI CATANIA A CATANIA GREEN PLAN  
 
Catania, 14 febbraio 2012 - "Accogliamo con soddisfazione l´adesione del comune di Catania, annunciata dal sindaco Raffaele Stancanelli, al protocollo d´intesa proposto dal progetto Catania Green Plan", lo ha affermato Vera Greco, Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Catania al termine del convegno sul piano del verde e dello sviluppo sostenibile, tenutosi il 12 febbraio nell´ambito del salone professionale del florovivaismo "Mirflor Plantarum che si conclude oggi al Maas di Catania. Il seminario - che prende il titolo dal progetto " Catania Green Plan" - promosso dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Catania e dal dipartimento Gesa - (Gestione dei Sistemi Agroalimentari e Ambientali dell´Universita´ di Catania) e da numerose altre istituzioni, e´ stato organizzato da Confvivai, dal Centro Studi di Economia applicata all´ingegneria e da Architerra. Il progetto Catania Green Plan sposa la filosofia green city volta a " diffondere la coscienza del notevole potenziale e valore del verde urbano - si legge nel sito ufficiale, http://www.Greencity-italia.com  - per l´incremento del benessere della cittadinanza, nonche´ la capacita´ di valorizzare e affrontare, anche economicamente, le trasformazioni urbane"; una filosofia verde che Catania Green Plan intende promuovere nei processi pianificatori ed attuativi delle trasformazioni urbane attraverso il dialogo ed il confronto tra esperti del settore.All´iniziativa, oltre alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Catania, aderiscono associazioni no profit, ordini professionali, fondazioni, associazioni di categoria che , approvando il manifesto di Catania Green Plan , potranno fornire il proprio contributo nominando un rappresentante in seno all´assemblea in via di costituzione. "Il protocollo proposto al Comune - ha aggiunto Vera Greco - prevede di supportare l´ente con esperti che aderiscono al gruppo di lavoro Catania Green Plan e che presteranno la propria opera all´insegna del no profit e dell´impegno civile, quindi a titolo totalmente gratuito". Nel corso dei lavori coordinati dal giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso sono intervenuti Federico Oliva, Presidente Istituto Nazionale Urbanistica; Paolo La Greca, consulente del Prg di Catania; Giuseppe Iuvara, Guerrilla Gardening; e il mecenate Antonio Presti. Hanno animato la seconda parte dei lavori, una sorta di spazio di dialogo aperto, gli interventi, di Nino Attardo (Presidente Aiapp Sicilia), Giovanna Tomaselli (Gesa Universita´ di Catania), Giuseppe Cirelli (Csei Catania), Giovanni Toldonato (ordine dott. Agronomi e For.), Benedetto Caruso (fondazione ordine architetti), Luigi Longhitano (ordine architetti P.p.c.), Nicola Colombrita (ance Catania), Santi Cascone (fondazione ordine ingegneri), Carmelo Grasso (ordine ingegneri), Francesco Ferrara (Bioarchitettura.)  
   
   
LEGGE SPECIALE VENEZIA: FINANZIATI INTERVENTI PER RISANAMENTI FOGNARI TERRITORIO VENEZIA  
 
Venezia, 14 febbraio 2012 - “Abbiamo ottimizzato le risorse regionali destinate al risanamento della laguna e del territorio del bacino scolante, compresa la bonifica del polo di Marghera, in modo da accelerare gli interventi e rendere concretamente e rapidamente spendibili i finanziamenti a disposizione”. Renato Chisso, assessore regionale alla legge speciale per Venezia, spiega con queste parole i contenuti sostanziali del provvedimento approvato dal Consiglio regionale, “che ringrazio per l’impegno”, che riposiziona alcune risorse della Legge speciale non utilizzate e individua gli interventi da finanziare con quelle disponibili. “Abbiamo ‘tagliandato’ questa partita così da renderla più efficiente – aggiunge l’assessore – operando anche in funzione dell’aggiornamento del Piano Direttore, per il quale abbiamo avviato un monitoraggio dello stato ecologico dei corpi idrici, il tutto con l’obiettivo di conseguire la massima efficacia ambientale degli interventi, completando le opere già finanziate e considerando la riduzione dell’inquinamento, anche nella prospettiva della prossima entrata in funzione del sistema Mose, con gli effetti conseguenti sull’interscambio di acqua e sedimenti tra mare e laguna”. Tra gli interventi previsti, è stata decisa tra l’altro un’integrazione del finanziamento assegnato al Comune di Venezia nell’ambito dell’Accordo di Programma per Pellestrina e San Pietro in Volta. Per questa iniziativa sono stati assegnati circa 3 milioni 31 mila euro, che serviranno a completare il risanamento igienico ed edilizio delle due località anche tramite interventi di fognatura, depurazione e sicurezza idraulica. Altri circa 6 milioni 226 mila euro sono stati riassegnati per la realizzazione di opere fognarie urgenti nel territorio dei bacini di Fusina e Campalto, nella terraferma di Venezia.  
   
   
CRISI ECONOMICA E CRESCITA: FONDAMENTALE CONCILIAZIONE VITA-LAVORO; NECESSARIA SVOLTA CULTURALE. REGIONE VENETO – PRIMA IN ITALIA – PROPONE AZIENDE PUBBLICHE/PRIVATE “AUDIT” UN METODO INTERNAZIONALE CHE PRESENTEREMO ANCHE A MINISTRA FORNERO  
 
 Venezia, 14 febbraio 2012 - “Una svolta culturale profonda, una ‘rivoluzione copernicana’ nelle politiche di welfare sostenute dalla Regione Veneto per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, fondamentale per combattere la crisi economica e proporsi l’obiettivo della crescita e centrale per la riforma del welfare”. Lo afferma Remo Sernagiotto, assessore regionale ai servizi sociali intervenuto a un convegno sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro tenutosi il 10 febbraio all’Hotel Plaza Crowne a Padova, a proposito dello strumento internazionale denominato “Audit” (letteralmente verifica) molto diffuso in Germania e Austria e di cui il Veneto - prima Regione in Italia – ha ottenuto la certificazione d’uso e che ora promuoverà in tutto il circuito delle aziende grandi e medie e piccole. Il convegno internazionale è stato organizzato dall’Assessorato regionale ai servizi sociali con l’Osservatorio delle politiche sociali. “L’’audit’ è un intervento a costo zero per la Regione – sottolinea l’assessore – e a breve lo presenteremo a Unindustria e alle associazioni regionali di categoria perché sia adottato. Contiamo che le aziende venete investano su questo procedimento organizzativo che consentirà ai datori di lavoro di dialogare con le lavoratrici/ori accordandosi sulla flessibilità (non in entrata o uscita ma nel mezzo del lavoro), sui turni, sulle maternità, sui part-time o gli orari concentrati, sul telelavoro e su eventuali servizi o facilitazioni per i dipendenti e le loro famiglie. Ciò consentirà una più efficiente e produttiva gestione dell’azienda, una riduzione di stress, malattie e assenteismo, una valorizzazione del capitale umano e della produttività del personale”. Nel Veneto l’ ‘Audit’ è stato importato dalla Provincia di Treviso (sull’esempio della Provincia Autonoma di Bolzano) che l’ha testato con successo su quattro realtà: l’Amministrazione provinciale stessa, il Comune di Treviso, la cooperativa sociale di Castelmonte (400 dipendenti) e il consorzio idrico della sinistra Piave. Ora è assunto dal Veneto come progetto regionale che Sernagiotto ha intenzione di proporre anche alla Ministra del Welfare Fornero in un prossimo incontro. Il contratto di licenza per l’uso del marchio europeo “Audit- Famiglia&lavoro” è stato stipulato con la Fondazione di Francoforte Berufundfamilie Gmbh. Le imprese potranno ricevere le informazioni necessarie e segnalarsi per intraprendere volontariamente l’Audit, presso la Regione/osservatorio Regionale Politiche Sociali (osservatorio.Politichesociali@regione.veneto.it (041-2791361) L’impresa quindi verrà contattata da un auditore (consulente formato e selezionato, in possesso della licenza ad hoc, iscritto ad un apposito registro della Regione Veneto) che stipulerà con l´organizzazione un contratto di consulenza di tipo libero-professionale e accompagnerà l’azienda nell´elaborazione delle misure migliorative della conciliabilità famiglia e lavoro, dopo aver rilevato assieme il potenziale di sviluppo dell’impresa. Dopo il conseguimento del certificato Audit famiglia&lavoro l’impresa sarà iscritta del registro Regionale delle aziende certificate ed avrà la possibilità di usufruire del network messo a disposizione dalla Regione e degli incontri di aggiornamento specifici ad esso collegati. Per tutte le informazioni del caso: L’esponente del governo veneto ha poi ricordato che le iniziative per la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita personale e della famiglia nel Veneto sono iniziati da tempo con la realizzazione di iniziative specifiche tra cui ha ricordato il “Marchio Famiglia”, che dal 2006 spinge soggetti pubblici e/o privati, profit e non profit, a modificare i propri impianti organizzativi e produttivi rendendoli “a misura di famiglia”; i distretti produttivi Family Friendly, e i servizi dedicati alla prima infanzia: dal 2002 è riconosciuta l’importanza e la grande valenza sociale dei nidi aziendali e dei nidi in famiglia servizi per la prima infanzia, svolti presso le abitazioni civili. Ad oggi ne sono già stati attivati 251, che ospitano 1000 bambini.  
   
   
ANDAMENTO DELLA CONGIUNTURA IN PIEMONTE: UNIONCAMERE PIEMONTE E CONFINDUSTRIA PIEMONTE PRESENTANO I DATI DELLE INDAGINI DEL IV TRIMESTRE 2011 E DEL I TRIMESTRE 2012  
 
 Torino, 14 febbraio 2012 – Ieri Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte hanno diffuso insieme i risultati a consuntivo e previsionali delle rispettive indagini congiunturali, con l’obiettivo di monitorare l’andamento della congiuntura in Piemonte. Dopo i saluti di Mariella Enoc, Presidente di Confindustria Piemonte, e di Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte, il coordinatore dell’Area Studi e Sviluppo del territorio di Unioncamere Piemonte Roberto Strocco ha analizzato i risultati della performance congiunturale del periodo ottobre-dicembre 2011 (con dati disaggregati per province e settori produttivi) mentre Luca Pignatelli dell’Ufficio Studi economici di Confindustria Piemonte ha presentato le previsioni dell’industria piemontese per il trimestre gennaio-marzo 2012. Il quadro che emerge dalle due indagini riflette il clima di perdurante preoccupazione in cui operano le imprese piemontesi nella nuova fase recessiva avviata a partire dalla fine del 2011. I risultati negativi registrati dall’indagine di Unioncamere Piemonte per alcune province piemontesi ci restituiscono un Piemonte in forte difficoltà. Un quadro, questo, reso ancora più preoccupante dalle previsioni elaborate da Confindustria Piemonte che delineano per il nostro territorio un peggioramento del clima di fiducia per il 2012. Commentando i risultati delle due indagini, la Presidente di Confindustria Piemonte Mariella Enoc sottolinea come “trovino piena conferma nelle valutazioni delle imprese le crescenti preoccupazioni per l’evoluzione del quadro congiunturale. La nuova fase recessiva verso cui è avviata l’economia italiana e l’indebolimento della domanda pongono alle nostre imprese nuovi problemi e difficoltà. Un’ulteriore questione riguarda l’accesso al credito, che stiamo monitorando con attenzione per cogliere i primi segnali di tensione. In questo quadro è importante affiancare alle necessarie misure di riduzione del debito pubblico e contenimento della spesa quelle riforme di snellimento, sburocratizzazione e liberalizzazione atte a rafforzare il clima di fiducia e rilanciare la crescita. La crescita, infatti, è un tema strategico che deve essere affrontato con determinazione individuando misure di sostegno alle attività produttive soprattutto nei settori delle infrastrutture, dell’innovazione e del capitale umano. Particolarmente importante è il rapporto del mondo delle imprese con le banche: disponibilità di circolante, tassi non speculativi, sistemi di valutazione del rating sono elementi su cui concentrare l’impegno da parte del mondo delle istituzioni e dell’economia”. “Le grandi difficoltà del Paese, diventate evidenti nel secondo semestre dello scorso anno, e l’avvio di un impegnativo cammino di risanamento che peserà su famiglie e imprese, hanno determinato una debolezza della domanda interna e, di conseguenza, un rallentamento della produzione industriale del Piemonte - ha commentato il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello -. Dopo 7 trimestri consecutivi di crescita, il livello della produzione industriale piemontese è tornato nuovamente sul terreno negativo, rendendo ancor più urgente l’azione delle Camere di commercio e delle altre istituzioni territoriali a supporto della competitività del sistema imprenditoriale, in special modo per quello che riguarda innovazione, internazionalizzazione, sburocratizzazione e risorse umane. È strategicamente importante conservare e sviluppare la vocazione industriale della nostra regione, che costituirà una preziosa risorsa – che molti territori non hanno più – per il rilancio futuro”. Iv Trimestre 2011: I Dati A Consuntivo Di Unioncamere Piemonte - Si arresta, nel Iv trimestre del 2011, la serie di risultati positivi concretizzati dal tessuto manifatturiero piemontese: dopo sette trimestri consecutivi di crescita, nel periodo ottobre-dicembre 2011 la produzione industriale ha registrato, infatti, una variazione tendenziale grezza del -0,4%. La flessione realizzata nell’ultimo trimestre dell’anno segue le performance progressivamente meno brillanti dei trimestri precedenti: ad un aumento del 6,8% registrato nel I trimestre 2011 hanno fatto seguito quelli più contenuti dei due periodi successivi, con variazioni pari rispettivamente al +4,8% e +3,0%. Contrastanti i risultati realizzati dagli altri indicatori, le cui variazioni tendenziali appaiono tutte in netto peggioramento rispetto a quelle registrate nel Iii trimestre 2011. Gli ordinativi interni diminuiscono dell’1,8% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2010, mentre quelli esteri concretizzano solo un debole aumento rispetto allo stesso periodo (+0,3%). Il fatturato totale appare moderatamente in crescita: le imprese manifatturiere piemontesi registrano, mediamente, un incremento tendenziale del fatturato totale pari all’1,2%, sostenuto da un aumento del 3,4% del fatturato estero. Sono questi alcuni dei risultati emersi dalla 161ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di gennaio e febbraio 2012 con riferimento ai dati del periodo ottobre-dicembre 2011 e ha coinvolto 1.252 imprese industriali piemontesi. Si evidenzia come, per via delle modifiche metodologiche introdotte a partire dal I trimestre 2011, i risultati successivi all’ultimo trimestre del 2010 non siano statisticamente confrontabili con quelli delle precedenti rilevazioni. La performance complessiva del tessuto produttivo locale trae origine dai risultati contrastanti realizzati dai principali comparti dell’economia regionale. Le industrie meccaniche registrano un incremento tendenziale dell’output prodotto pari al 2,3%, seguite dalle industrie alimentari che, confermando l’andamento anticiclico, concretizzano un +0,5%. Insieme alle altre industrie, quelle dei mezzi di trasporto (+0,4%) completano l’elenco dei comparti che hanno realizzato, anche nel Iv trimestre 2011, una performance positiva. Tutti negativi e inferiori alla media regionale i risultati concretizzati dagli altri comparti. Le industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature hanno scontato una flessione dell’output prodotto pari all’1,0%, mentre per le industrie dei metalli la diminuzione è del 2,0%. Ancora più consistenti i cali della produzione delle industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche (-2,8%) e di quelle elettriche ed elettroniche (-3,6%). Anche a livello territoriale si rilevano andamenti differenziati. La provincia di Asti registra la perfomance migliore, con un aumento tendenziale della produzione industriale pari al 2,1%, seguita da Alessandria e Torino, entrambe con variazioni del +0,9%. È debolmente positiva, ma in miglioramento rispetto al trimestre precedente, la perfomance del comparto manifatturiero della provincia di Vercelli (+0,3%), mentre risultano negative le variazioni tendenziali della produzione industriale registrate per gli altri territori: le flessioni sono pari all’1,9% per Biella e Cuneo e al 3,5% per Novara e il Verbano Cusio Ossola. I Trimestre 2012: I Dati Previsionali Di Confindustria Piemonte - Le aspettative delle imprese piemontesi per il I trimestre 2012 sono improntate al pessimismo. Dopo i primi segnali di indebolimento rilevati a settembre, il sondaggio di dicembre conferma il marcato peggioramento del clima di fiducia nell’ultima parte del 2011. I principali indicatori previsionali registrano un arretramento piuttosto consistente rispetto al trimestre precedente e, soprattutto, alla prima parte del 2011: si accentua, in particolare, il tenore negativo delle previsioni relative a produzione e ordini. Le aspettative sull’export mostrano una maggiore tenuta; è significativo, tuttavia, che l’indicatore ritorni su valori negativi dopo un anno e mezzo. Stabile il tasso di utilizzo degli impianti, mentre si indebolisce la composizione del carnet ordini: oltre un terzo delle aziende ha ordini assicurati per meno di un mese. Resta debole l’attività di investimento e salgono lievemente le previsioni di ricorso alla Cig, con un indebolimento parallelo delle previsioni sui livelli occupazionali. I saldi relativi a produzione e ordini totali peggiorano di circa 10 punti percentuale rispetto ai valori registrati a settembre 2011 (rispettivamente da -1,7%a -14,9% e da -5,3% a -14,7%). Meno negative sono le attese sui mercati esteri: il saldo diminuisce di cinque punti rispetto a settembre (da +3,5% a -2,3%), ritornando in territorio negativo dopo sei trimestri. Stabile il tasso di utilizzo degli impianti (72%). Stazionari gli investimenti: la percentuale di aziende che hanno in programma investimenti di un certo rilievo (20,1%) è lievemente al di sotto di quella registrata a settembre (23,6%). Si appesantisce la situazione di liquidità delle imprese: la quota di aziende che rileva ritardi negli incassi sale al 61,4%, in aumento rispetto al 56,2% di settembre. Per ritrovare valori così elevati bisogna ritornare a metà 2010; nel 2009, durante la fase più critica della recessione, l’indicatore era salito a sfiorare il 75%. Per quanto riguarda la situazione occupazionale, il saldo ottimisti-pessimisti rimane attestato su valori negativi (-9,3%). In lieve aumento le previsioni di ricorso alla Cig: la percentuale di aziende che nei prossimi 3 mesi non esclude di dover far ricorso a questo strumento (26,4%) aumenta di circa 4 punti rispetto a settembre (22,2%). A livello settoriale, le attese del comparto metalmeccanico e non-metalmeccanico sono perfettamente allineate. In particolare, sono praticamente identici i saldi ottimisti-pessimisti relativi a produzione, ordini ed export e la percentuale di utilizzo della Cig. Il tasso di utilizzo degli impianti è lievemente più elevato nei comparti non-metalmeccanici (72,2% vs. 71,7%).  
   
   
ASSUNZIONI IN TOSCANA: 9.340 ENTRATE NEL PRIMO TRIMESTRE 2012. UN NEOASSUNTO SU 3 È UNDER 30 IL SALDO OCCUPAZIONALE RESTA PERÒ NEGATIVO PER OLTRE 4MILA UNITÀ. DAI DATI EXCELSIOR RISULTA CHE IL 27% DELLE ASSUNZIONI PROGRAMMATE AVVERRÀ CON CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO  
 
Firenze, 14 febbraio 2012 – In uno scenario di nuovo rallentamento del ciclo economico, le cui ripercussioni avranno effetti negativi anche sull’occupazione, i dati del Sistema Informativo Excelsior sui programmi occupazionali delle imprese -rilevati da Unioncamere- riferiscono che in Toscana le assunzioni previste nei settori dell´industria e dei servizi per il 1° trimestre 2012 risultano comunque superiori a quelle dell´ultimo trimestre del 2011. Questo perché dicembre è il mese in cui tipicamente si concentrano le “uscite” di lavoratori dalle imprese per pensionamenti, dimissioni volontarie e scadenze di contratti a termine, mentre gennaio è il mese in cui i lavoratori vengono sostituiti e i contratti rinnovati. I numeri parlano di 9.340 assunzioni previste fra gennaio a marzo, che corrispondono a un tasso di entrata pari a circa 12 assunzioni ogni 1.000 dipendenti, a fronte di 13.720 lavoratori in uscita, per un saldo netto negativo di 4.380 unità. Per quanto riguarda le uscite programmate, si segnala che il 49,1% è dovuto a scadenza di contratto (la media nazionale è 46,7%) ed un ulteriore 11,8% a pensionamenti (a fronte del dato italiano del 9,4%). La variazione occupazionale, in termini di dipendenti delle imprese private toscane, è pertanto pari al -0,6%: si tratta di un dato leggermente più contenuto rispetto alla media italiana e delle regioni del Centro (-0,7%), in linea con quello del Nord-est (-0,6%) e al di sotto delle regioni del Nord- Ovest (-0,4%). Ai giovani sotto i 30 anni sono “riservate” il 29% del totale delle assunzioni delle imprese toscane, pari a 2.700 unità, soprattutto in professioni tecniche connesse all´informatica e al controllo della produzione industriale, operaie specializzate nell´edilizia e operative della segreteria. C’è poi un altro 26% per cui verranno preferiti soggetti sopra i 30 anni (si tratta di figure per cui viene richiesta una certa esperienza), mentre nel restante dei casi l’età non è specificata. Il genere conta per le donne nel 18% dei casi. Tante sono le imprese che indicano esplicitamente una preferenza femminile a fronte del 34% delle preferenze accordate a uomini. Su 100 posti di lavoro inoltre 22 potranno essere destinati a personale immigrato. Dal punto di vista della tipologia contrattuale, nel 1° trimestre 2012 le assunzioni a tempo indeterminato previste dalle imprese toscane saranno pari a oltre 2.500 unità, vale a dire il 27% del totale (34% la media italiana). Oltre 6 mila unità, il 65% del totale, entreranno invece con contratti a tempo determinato (56% la quota nazionale). Da segnalare tuttavia che oltre ai lavoratori assunti come dipendenti (sia a tempo indeterminato che determinato), con sempre maggior frequenza le imprese si avvalgono di lavoratori che vengono inseriti con altre modalità: contratti di lavoro interinale (anch´essi, comunque, dipendenti a tutti gli effetti), collaborazioni a progetto e forme di lavoro non dipendente (liberi professionisti con partita Iva e lavoratori occasionali). In Toscana, considerando tutte le modalità contrattuali, nel 1° trimestre 2012 il fabbisogno complessivo di lavoratori nelle imprese arriverà a 17.000 unità: fra queste, le 9.340 assunzioni di dipendenti incidono per il 55%, cui si aggiungeranno oltre 2.600 interinali (16%), circa 2.100 indipendenti (12%) e 2.900 collaboratori a progetto(17%). Quanto ai settori, il 70% delle assunzioni di lavoratori dipendenti sarà concentrato nel settore dei servizi, il 20% nell’industria, con prevalenza dei settori moda e metalmeccanico e il 10% nelle costruzioni. Il 66% delle unità in entrata si concentrerà nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Le imprese toscane prevedono di richiedere una specifica esperienza di lavoro, prevalentemente nel settore di attività dell´impresa, al 61% dei candidati che intendono assumere per il 1° trimestre. La richiesta di esperienza sarà più diffusa nell´industria (63%) che nei servizi (60%) e molto più frequente nelle imprese fino a 49 dipendenti (68%) rispetto a quelle di maggiori dimensioni (48%). Continua a contare anche il titolo di studio: per il 55% delle assunzioni non stagionali sarà richiesta una laurea o un diploma. Infine, da sottolineare che nel 23% delle assunzioni programmate, le imprese toscane manifestano difficoltà a reperire il personale (+4% rispetto alla media italiana). Si tratta soprattutto di aziende nel settore “altre industrie” (37%) e di imprese con meno di 50 dipendenti (26%), che non riescono ad assumere a causa di mancanza di disponibilità a svolgere il lavoro proposto e ad una inadeguata preparazione dei candidati.  
   
   
PRESENTATO RAPPORTO BILANCIO IMPRESE INDUSTRIALI SUD  
 
Palermo, 13 feb (Siciliae) - E’ stato presentato ieri pomeriggio a Palermo, il primo volume su "Le imprese industriali del Mezzogiorno. Rapporto sui dati cumulativi di bilancio 2008-2010" della Fondazione Ugo La Malfa. Hanno partecipato il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e gli assessori regionali per l´Economia, Gaetano Armao, e per le attivita´ produttive, Marco Venturi. Ha presieduto´ la presentazione il professor Carlo Dominici. Dopo la relazione dell´onorevole Giorgio La Malfa, sono seguiti gli interventi proprio degli assessori Armao e Venturi e del presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Giovanni Puglisi. Concludera´ i lavori il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Il Rapporto della Fondazione Ugo La Malfa e´ uno studio sui dati di bilancio delle imprese industriali di medie e grandi dimensioni che hanno sede nel Sud d´Italia, raccolti e elaborati dalla Fondazione Ugo La Malfa grazie a un accordo con l´Area Studi di Mediobanca, che dispone di un vasto archivio di bilanci di impresa. Il volume, relativo al triennio 2008-2010, e´ il primo di una serie che avra´ cadenza annuale. Il Rapporto della Fondazione Ugo La Malfa colma una lacuna evidente, perche´ fino a oggi non esistevano studi sistematici sui settori di attivita´, sulla localizzazione e sui bilanci delle imprese che hanno sede nel Mezzogiorno d´Italia. La raccolta, l´analisi e la pubblicazione periodica di questi dati, posti al confronto con quelli di altre aree d´Italia, puo´ contribuire a mettere a fuoco i problemi del Sud e a supportare le proposte per il rilancio dell´economia di questa parte del Paese. Una base di conoscenza piu´ specifica contribuira´ a impostare le discussioni di politica economica, riducendo le contrapposizioni ideologiche e metodologiche suscitate dai temi legati alla "questione meridionale". "Le imprese industriali del Mezzogiorno. Rapporto sui dati cumulativi di bilancio 2008-2010" della Fondazione Ugo La Malfa e´ stato realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione con il Sud e Terna. L´evento odierno e´ realizzato in collaborazione fra la Regione Siciliana e la Fondazione Ugo La Malfa e con il patrocinio della Fondazione Banco di Sicilia.  
   
   
CAPPELLACCI: "BANCO DI SARDEGNA HA ACCOLTO NOSTRA RICHIESTA DI SOSPENSIONE PER TRENTA GIORNI DELLE AZIONI ESECUTIVE RELATIVE A LEGGI 30,11 E 44"  
 
 Cagliari, 14 Febbraio 2012 - Il Banco di Sardegna ha dato mandato ai propri legali di sospendere per trenta giorni l´impulso alle azioni esecutive legate alle leggi regionali n. 30/1975, n. 11/1988 art. 37 e n. 44/1988 che prevedevano un contributo in conto interessi sui finanziamenti concessi dall’istituto di credito. Lo ha annunciato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che il 6 Febbraio, in seguito alle numerose istanze ricevute dal mondo delle imprese, aveva indirizzato una lettera-appello all´istituto bancario affinché in un momento di gravissima crisi economica e sociale attraversato dall´Isola fosse concessa una sospensione di circa 30 giorni per consentire l’avvio di un monitoraggio da parte della Regione sulle pratiche legate a tali leggi. "In un momento in cui occorre un impegno straordinario da parte di tutti gli attori del nostro sistema economico-sociale, - afferma il Presidente - la risposta tempestiva del Banco di Sardegna all’appello formulato meno di una settimana fa rappresenta un segnale concreto di quello spirito di collaborazione fondamentale per attraversare il guado della crisi, salvaguardare il più possibile le imprese in situazione di sofferenza e cogliere nuove opportunità di sviluppo."  
   
   
FIRENZE: NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI IMPRENDITORI TOSCANI  
 
Firenze, 14 febbraio 2012 - La regione sostiene l’imprenditoria giovanile e femminile con la nuova legge 21/08 e i giovani imprenditori agricoli con la nuova Misura 112 del Psr “Pacchetto Giovani”. Entrambe le misure finanziano progetti d’investimento a fronte della creazione di nuove imprese in vari settori economici. Le Schede Tecniche di approfondimento: - per la L.21/08 a favore dell’Imprenditoria giovanile e femminile: http://www.Metropoliaziendaspeciale.it/news/docs/s.t.%20bando%20nuova%20l.21.08.pdf  - per la Mis. 112 del Psr “Pacchetto Giovani” a favore dei giovani imprenditori agricoli:  
   
   
FONDO JEREMIE: DA LUNEDI´ OPERATIVI SPORTELLI PER ISTANZE IMPRESE SICILIANE  
 
 Palermo, 14 febbraio 2012 - "Lunedi´ prossimo 20 febbraio gli sportelli siciliani di Bnl e di Unicredit saranno pronti per ricevere le richieste di fido agevolato con i fondi Jeremie Sicilia. Le imprese siciliane potranno richiedere cosi´ finanziamenti, fino a 400 milioni di euro (Bnl gruppo Bnp Paribas) e microcrediti, sino a 25 mila euro (Unicredit) con un tasso di poco superiore al 50% rispetto a quello di mercato. Oggi sono stati presentati agli imprenditori le misure di incentivazione con una dotazione finanziaria di 110 milioni di euro, di cui 66 da parte di Bnl e 44 provenienti dai fondi strutturali". Cosi´ l´assessore regionale per l´Economia, Gaetano Armao, al convegno di presentazione del fondo Jeremie tenutosi ieri nei locali della Camera di Commercio palermitana. "E´ la risposta concreta - ha incalzato Armao - a chi, in modo approssimativo, nei giorni scorsi ha ritenuto ´virtuale´ questa forma di impiego dei fondi europei. E sono certo che, come avvenuto per il credito d´imposta, l´adesione delle imprese sara´ massiccia". "Abbiamo raggiunto questo importante risultato - ha spiegato l´assessore - con un assiduo e impegnativo lavoro. Abbiamo affidato i Fondi a Fei che in due anni ha selezionato gli intermediari e definito gli adempimenti. Oggi i fondi sono utilizzabili in questa forma innovativa che fa della Sicilia una ´Regione pilota´ a livello europeo. Dimostrazione che anche quando ci si rivolge all´Europa gli adempimenti sono lunghi". "Le previsioni ci dicono che la disponibilita´ finanziaria del fondo - ha aggiunto Armao - e´ gia´ insufficiente per garantire le richieste che provengono dal mondo industriale ed e´ per questo che abbiamo in programma di incrementarne la disponibilita´. Speriamo, contemporaneamente, di poter vincolare una percentuale dei fondi disponibili per le richieste che eccedono i 400 milioni di euro". "I dati sul sistema del credito in Sicilia - ha concluso l´assessore Armao - che presenteremo nei prossimi giorni, evidenziano un dato grave e incontrovertibile: in Sicilia si paga un tasso di interesse sui prestiti piu´ elevato rispetto a quello del resto d´Italia e si chiedono alle imprese garanzie superiori. Stiamo intervenendo in vario modo come Governo, ma l´opportunita´ offerta dai fondi Jeremie e´ un modo concreto e immediato di sostegno. Infatti, le imprese non pagheranno interessi sulla quota a carico del Fei che e´ pari a circa il 40% e in ogni caso il tasso complessivo risultera´ ampiamente ridotto rispetto alle condizioni normalmente applicate sulle operazioni creditizie di analoghe caratteristiche". Il fondo Jeremie si rivolge a imprese artigiane, micro, piccole e medie imprese economicamente e finanziariamente sane aventi sede nella Regione siciliana, effettivamente attive alla data di presentazione della domanda. Finanzia i programmi di investimento finalizzati allo sviluppo o all´espansione aziendale. Sono ritenute ammissibili le spese in immobilizzazioni materiali e immateriali, acquisto materie prime (scorte di magazzino), forniture, beni e servizi, ad eccezione di salari, affitti e altri costi operativi.  
   
   
FVG: ACCORDO DA 24 MILIONI CON CASSA DEPOSITI E PRESTITI  
 
 Trieste, 14 febbraio 2012 - La Regione Friuli Venezia Giulia stipulerà un protocollo d´intesa con la Cassa Depositi e Prestiti per prenotare le risorse messe a disposizione delle Regioni italiane attraverso il Fri (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese ed agli investimenti in ricerca), finalizzato alla concessione alle imprese di finanziamenti agevolati sotto forma di anticipi da rimborsare con un piano di rientro pluriennale. Lo ha deliberato il 10 febbraio la Giunta regionale su proposta dell´assessore alle Attività produttive, Federica Seganti, che provvederà alla stipula dell´accordo. "A disposizione ci sono 1,75 miliardi di euro da spalmare sul territorio nazionale - conferma l´assessore - di cui al Friuli Venezia Giulia compete l´1,365 per cento, pari a 23.887.500 di euro". "Il protocollo non è vincolante, dura un anno ed è rinnovabile - spiega l´assessore - ma in questo modo noi blocchiamo i fondi a nostra disposizione ai fini di stipulare con la Cassa Depositi e Prestiti la convenzione necessaria al loro utilizzo, anche in funzione di un potenziamento dei nuovi strumenti di accesso al credito". Nel frattempo, verranno definite le caratteristiche degli interventi che la Regione intende attivare e quelle del finanziamento agevolato, oltre che le procedure d´istruttoria, la valutazione dei programmi di investimenti e di ricerca e la gestione dei progetti ammessi.  
   
   
REGGIO EMILIA - 1,8 MIL ALLE IMPRESE PER ABBATTIMENTO COSTO DEL DENARO  
 
Reggio Emilia, 14 febbraio 2012 - Sono scattate le nuove misure della Camera di Commercio per facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese reggiane. Un intervento consistente – 1,8 milioni di euro – che dal 10 febbraio al 31 dicembre 2012 sarà destinato a due precisi obiettivi: rafforzare il quadro delle garanzie sussidiarie di cui le imprese hanno necessità nei rapporti con il sistema di credito e, al tempo stesso, concorrere all’abbattimento dei tassi d’interesse a carico delle stesse imprese. “La cifra stanziata sul versante dei sostegni al credito – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini – è la più consistente nel bilancio camerale, che complessivamente prevede interventi a favore del mondo imprenditoriale reggiano per 5.750.000 Euro nel 2012”. “Questa scelta – spiega Bini – nasce dalla consapevolezza che è proprio sul fronte del credito che le imprese stanno scontando difficoltà particolarmente pesanti. La crisi, infatti, determina un innalzamento delle garanzie richieste dalle banche per l’apertura di linee di credito, e il rafforzamento delle attività dei Confidi attraverso i quali si svilupperanno i nostri interventi (strutture che coprono tutte le attività produttive e del terziario) consente proprio di rispondere a questa esigenza”. “Di non minore rilevanza – prosegue Bini – è però l’intervento per l’abbattimento dei tassi di interesse, perché è evidente che il costo del denaro rappresenta, a maggior ragione in questa pesante congiuntura, un freno agli investimenti, un problema in termini di liquidità e può concorrere a determinare – se associato al tema delle garanzie e a situazioni di crisi – il moltiplicarsi di fenomeni di usura”. E proprio in materia di costo del denaro, l’intervento della Camera di Commercio prevede l’abbattimento di un 1% dei tassi già convenzionati tra banche e Confidi, con un ulteriore 0,5% di flessione per le imprese femminili e agevolazioni aggiuntive (con abbattimenti fino al 2,50%) per le aziende costituite da meno di un anno, quelle create da giovani e le aziende in difficoltà nel territorio della Comunità Montana. “Un quadro d’azioni ampio – spiega il presidente della Camera di Commercio – che interessa le micro, le piccole e le medie imprese di ogni settore di attività, e soprattutto risponde ad vasta gamma di esigenze: da quelle di liquidità, a quelle legate all’innovazione tecnologica, all’ammodernamento e ristrutturazione di strutture, alla ricerca su prodotti o cicli di lavoro innovativi, all’internazionalizzazione, all’abbattimento dei fattori inquinanti, alla capitalizzazione, alla sicurezza, alla promozione imprenditoriale”. Le domande delle imprese vanno presentate direttamente ai Confidi. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.Re.camcom.gov.it    
   
   
SARDEGNA: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, UGO CAPPELLACCI, ALL´INAUGURAZIONE A PORTO TORRES DEL NUOVO CENTRO DI RICERCA PER LA CHIMICA VERDE E LA FIRMA DELLA CONVENZIONE QUADRO TRA LA REGIONE, MATRICA E LE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI E SASSARI.  
 
Porto Torres, 14 Febbraio 2012 - "Ci siamo trovati spesso a discutere del futuro del polo chimico di Porto Torres. Ci sentivamo tutti come al capezzale di un malato e pensando a come rianimarlo. Il sogno che abbiamo sempre coltivato era quello di un reparto neonatale di trovarci di fronte a un neonato che nasce. Oggi ci troviamo in questa condizione e lo siamo grazie a quando nel luglio del 2009 un intero territorio si mobilitò affinché l´Eni restasse in Sardegna. Una vittoria dell´unità dei Sardi, titolarono i quotidiani, per significare che le Istituzioni locali, i sindacati e la Regione sono stati capaci di dire no e di chiedere un´ipotesi alternativa. Da quel momento è nata una fase di dialogo e di proficua collaborazione con Eni e si è partito da uno "stop" per costruire un´alternativa che oggi inizia a vedere la luce. Un´iniziativa che va oltre le aspettative perché mette insieme innovazione con produzione di bio-prodotti ed è caratterizzata dal rispetto dell´ambiente e forte radicamento nel territorio”. Lo ha dichiarato ieri il presidente della regione, Ugo Cappellacci, durante l´inaugurazione a Porto Torres del nuovo centro di ricerca per la chimica verde e la firma della convenzione quadro tra la Regione, Matrica e le Università degli studi di Cagliari e Sassari. "A pochi mesi dalla firma del protocollo d´intesa del 25 maggio 2011 - ha aggiunto il Presidente - inizia a prendere forma il progetto per convertire il sito di Porto Torres nel più grande polo d´Europa per la chimica verde". "Un piano avveniristico - ha aggiunto Cappellacci - che rappresenta una grande opportunità non solo per i risvolti occupazionali, ma anche per le possibili interazioni con i settori dell´agricoltura, della ricerca e dell´innovazione". "In questo senso - ha evidenziato il Governatore - il progetto ben si inserisce nella nostra politica finalizzata a promuovere nuova impresa e nuovo lavoro nel rispetto del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico, che vede nel progetto Sardegna Co2.zero, con il quale miriamo a produrre energia da fonti rinnovabili per almeno il 20% entro il 2020 e il 35% entro il 2030, il suo pilastro principale. La convenzione quadro siglata oggi prevede il coinvolgimento nel progetto oltre che della Regione Sardegna e di Matrica anche delle università di Sassari, di Cagliari e del Cnr". L´obiettivo per la Regione è quello di favorire iniziative per l´area del nord-ovest della Sardegna idonee ad avvicinare industria e ricerca e a promuovere la realizzazione di progetti di industria chimica che favoriscano l’utilizzo di materie prime rinnovabili e lo sfruttamento di energie rinnovabili. In questo senso, l’accordo consentirà di avviare un rapporto di collaborazione per programmi di ricerca relativi allo sviluppo della produzione di oli da colture autoctone e alla mappatura di biomasse e scarti agricoli in Sardegna oltre alla messa a punto di tecniche colturali a basso impatto, alla valorizzazione della biomassa a fini industriali. Particolare attenzione viene dedicata anche all’identificazione di tecnologie innovative di estrazione di oli da seme e alla ottimizzazione di processi per la produzione di chemicals a partire da oli vegetali. Si promuoverà, inoltre, lo sviluppo sul territorio dei prodotti derivati dalla filiera a valle (a titolo esemplificativo compost in agricoltura, lubrificanti biodegradabili, bioplastiche, etc). Scopo della convenzione è anche quello di instaurare rapporti diretti tra enti locali, mondo della formazione e mondo del lavoro per favorire la formazione, anche tramite esperienze di “training on the job” in azienda, di allievi e laureati di elevato livello di qualificazione, la diffusione della cultura d’impresa e lo sviluppo di conoscenze di base e possibilità di applicazione di carattere innovativo e di interesse industriale. Di particolare interesse è la previsione che a fronte di specifico accordo di collaborazione che potrà essere stipulato a tempo debito, Matrica, si potrà avvalere di Eni Corporate University S.p.a. Per il supporto nella gestione dei rapporti con l´Università degli Studi di Cagliari e l´Università degli Studi di Sassari, relativamente alla gestione del processo di reperimento e selezione di giovani laureati da inserire in azienda, dotati di una preparazione rispondente alle esigenze d´impresa. Il presidente ha annunciato che con un emendamento alla Finanziaria, la Giunta intende promuovere delle borse di studio per giovani che intendano approfondire i temi legati alla chimica verde e che verrà data priorità agli studenti provenienti dal territorio e ai figli dei lavoratori che hanno lottato perché questa giornata potesse avere luogo. Ai lavoratori il presidente ha dedicato un passaggio del suo intervento: "Il loro coraggio, il coraggio vero di chi ha vissuto sulla propria pelle questa esperienza e´ stato fondamentale per avviare questo nuovo percorso".  
   
   
MANIFATTURIERO NOVARESE:PRODUZIONE IN CALO (-3,5%) NEL IV TRIM. 2011  
 
Novara, 14 febbraio 2012 - Dopo sette trimestri consecutivi, si arresta la crescita della produzione industriale novarese, che nel periodo ottobre-dicembre 2011 registra una diminuzione del -3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La 161a “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera”, che in provincia di Novara ha coinvolto 160 imprese novaresi, per un totale di oltre 7.200 addetti ed un fatturato superiore ai 2,1 miliardi di euro, evidenzia a livello regionale un calo produttivo del -0,4%, con risultati che oscillano tra il +2,1% di Asti e il -3,5% di Novara e del Verbano Cusio Ossola. «I risultati dell’indagine riflettono il deterioramento del clima di fiducia tra imprese e consumatori – commenta Paolo Rovellotti, presidente della Camera di Commercio di Novara – La nostra economia sta attraversando un momento delicato e necessita di misure immediate, senza le quali il suo potenziale di ripresa rischia di essere compresso. Le priorità di oggi – aggiunge Rovellotti – sono il sostegno all’occupazione e alla capacità di investimento delle imprese, interventi ai quali abbiamo dedicato ingenti risorse all’interno del programma camerale 2012 e che sono resi ancor più urgenti dalla selettività dell’offerta creditizia». Settori - Il calo della produzione industriale risente della flessione evidenziata dal comparto della chimica-gomma-plastica (-9,2%), così come del metalmeccanico, che complessivamente evidenzia una variazione del -2,3%, ma vede una diminuzione a due cifre in relazione all’output delle rubinetterie (-10,4%). L’alimentare si mantiene pressoché stabile (+0,6%), mentre il tessile abbigliamento cresce del +5,2%. Nuovi Ordinativi - Il segno “meno” prevale anche sul fronte dei nuovi ordinativi: più lieve la diminuzione delle commesse estere, che arretrano del -0,7% rispetto al quarto trimestre 2010, mentre quelle interne calano del -2,8%. A scontare il maggior calo degli ordinativi, con flessioni a due cifre, è la chimica e gomma plastica: gli altri comparti vedono, invece, incrementare le proprie commesse estere, con valori che oscillano tra il +11,1% del tessile abbigliamento e il +1,5% delle rubinetterie, mentre si registra un calo generalizzato della domanda in relazione alla componente interna, con l’unica eccezione del tessile abbigliamento, fermo al +0,2%. Fatturato - In diminuzione appare anche l’andamento del fatturato, che rispetto al periodo ottobre-dicembre 2010 si riduce complessivamente del -0,5%, con flessioni più accentuate per le rubinetterie (-8,7%) e per il comparto della chimica e gomma plastica (-3,4%). Le criticità non mancano anche in riferimento alla componente estera, in calo del -2,8% e con flessioni superiori alla media provinciale in relazione a chimica e gomma plastica (-12,6%), alimentare (-9,1%) e rubinetterie (-5%). Prospettive A Tre Mesi- Le prospettive degli imprendi tori per il periodo gennaio-marzo 2012 si rivelano negative in riferimento a tutti i principali indicatori congiunturali. Oltre il 54% degli intervistati dichiara di aspettarsi un calo della produzione industriale, a fronte dell’11,7% che ne prospetta un aumento, generando un saldo di opinione negativo pari a -43 punti percentuale. Le previsioni pessimistiche prevalgono anche relativamente al fatturato, atteso in flessione da oltre il 57% degli imprenditori, quota che supera di 44,8 punti percentuale quella degli ottimisti. Analoghe le aspettative espresse nei confronti dei nuovi ordinativi, il cui saldo di opinione risulta negativo in riferimento sia alla domanda interna, attesa in diminuzione dal 57,7% degli intervistati contro il 19% che ne ipotizza un aumento, sia a quella estera, seppur in misura inferiore, con un saldo ottimisti/pessimisti pari a -13,2 punti percentuale.  
   
   
LA FLESSIBILITÀ AIUTA CHI CERCA LAVORO  
 
Milano, 14 febbraio 2012 - ´Offrire flessibilità in uscita dal lavoro, per accompagnare chi non lo ha più, ma anche flessibilità in entrata, per creare opportunità a chi lo sta cercando. Il tema centrale di questo momento è la ricollocazione´. Lo ha detto ieri l´assessore all´Occupazione e Politiche del lavoro di Regione Lombardia Gianni Rossoni, intervenendo alla presentazione della ricerca ´Il lavoro a Milano´, condotta congiuntamente da Assolombarda e Cgil, Cisl e Uil Milano. Pdl Sviluppo - ´Nei giorni scorsi - ha ricordato Rossoni - il presidente Formigoni ha presentato, insieme alla Giunta regionale, 100 misure per la crescita, lo sviluppo e l´occupazione, che contengono strumenti volti alla valorizzazione del capitale umano e per l´internazionalizzazione delle imprese´. Commentando i dati ´a luci e ombre´ emergenti dal Rapporto Assolombarda Cgil, Cisl e Uil Milano in base ai quali si registra un calo delle ore di Cassa Integrazione Guadagni in deroga. Rossoni ha elogiato la capacità e il senso di responsabilità degli imprenditori milanesi che hanno effettivamente utilizzato solo il 30 per cento delle ore di Cigd autorizzate. Attrattività - ´Con il pacchetto di misure varate dalla Giunta regionale sono stati messi in campo interventi significativi, riguardanti la semplificazione e digitalizzazione, l´urbanistica e il territorio - ha spiegato Rossoni - in modo da restituire attrattività alla Lombardia e favorire l´arrivo di investitori, che scelgono la nostra regione per stabilirvi insediamenti produttivi. Rossoni ha anche assicurato la totale disponibilità di Regione Lombardia a lavorare, insieme ad Assolombarda, agli organismi di rappresentanza sindacale, agli enti di categoria, perché la nuova normativa in materia di apprendistato, che per legge deve essere introdotta entro la fine di aprile, sia fruibile il più presto possibile´. ´Vogliamo puntare sui giovani - ha aggiunto - convinti come siamo che il lavoro abbia anche una fondamentale funzione educativa´.  
   
   
A 100 ANNI DALLA RIVOLUZIONE CONTINUA LA MODERNIZZAZIONE DELLA CINA, FRA ANTICHE E NUOVE SFIDE  
 
Milano, 14 febbraio 2012 - Esattamente un secolo fa, il 12 febbraio 1912 abdicava l’ultimo imperatore cinese, Xuantong della dinastia Qing. La rivoluzione che pose fine all’Impero e diede inizio alla Repubblica è ancora oggi celebrata insieme al suo eroe rivoluzionario, Sun Yat-sen. In linea con gli obiettivi del movimento rivoluzionario, a partire dallo stesso 12 febbraio 1912 furono introdotte numerose riforme rivolte alla modernizzazione della società cinese e a una maggiore apertura del Paese al resto del mondo. Il significato storico della rivoluzione va ben oltre i principi di nazionalismo, democrazia e socialismo professati dai suoi leader e si estende fino a oggi, in particolare nella sfera economico finanziaria. A 100 anni dalla rivoluzione e dalla fine dell’Impero, la Cina si è modernizzata in numerose sfere, soprattutto a livello economico, divenendo un punto di riferimento internazionale grazie a una solida crescita che si prevede porterà Pechino nel prossimo decennio a essere la prima economia al mondo, superando anche gli Stati Uniti. L’economia cinese, con un Pil in aumento di oltre l’8% anche nel 2011, è guidata da politiche governative che sono attualmente focalizzate su due importanti cardini: la crescita dei consumi interni e l’internazionalizzazione del renminbi, la valuta cinese fino a non molto tempo fa non acquistabile dagli investitori internazionali. La crescita dei consumi è perseguita in maniera decisa dal Governo di Pechino, come definito anche dal Piano Quinquennale che mira a elevare lo stile di vita della popolazione per garantire maggiore stabilità al Paese e rafforzare i driver interni della crescita economica, riducendo così la dipendenza dalle esportazioni, in particolare verso i Paesi Occidentali che stanno vivendo negli ultimi anni una congiuntura difficile. L’aumento dei consumi in Cina sta avvenendo con una rapidità straordinaria anche grazie alle misure introdotte dal Governo di Pechino, fra cui l’aumento dei salari medi, che si prevede raddoppieranno nei prossimi 7 anni. Raymond Ma, Gestore di Ff China Consumer Fund, il fondo di Fidelity dedicato specificamente al trend dell’aumento dei consumi in Cina, spiega che: “La crescita dei consumi, e il conseguente ribilanciamento dell’economia cinese, è supportata dalla crescente urbanizzazione e da profondi cambiamenti socio-demografici. I cambiamenti in atto, infatti, non coinvolgono solo la fascia meno abbiente che vive nelle grandi città ma anche, da un lato, la popolazione delle campagne e, dall’altro, le fasce più benestanti. Ad esempio coloro che attualmente hanno un reddito annuo di oltre 30 mila dollari sono oggi 95 milioni, pari all’intera popolazione della Germania e nel 2015 saranno oltre 201 milioni (quanto Italia, Germania e Francia messe insieme) su una popolazione totale di 1 miliardo e 350 milioni. Nel 2020 questa fascia di benestanti salirà a 424 milioni, pari all’intera popolazione dell’Europa occidentale. Questi cambiamenti offrono numerose opportunità di investimento in aziende in forte crescita e la cui performance non dipende dalle esportazioni verso economie attualmente in rallentamento”. Un’altra area alla quale il Governo di Pechino presta forte attenzione è quella dell’internazionalizzazione della valuta cinese, il renminbi (Rmb). Attualmente la Cina sta concludendo nuovi accordi che condizionano l’acquisto di beni al pagamento in renminbi, come nel caso di quanto stipulato recentemente con il Giappone e dei trattati firmati in precedenza con Russia, Brasile e Argentina. Inoltre sono in corso discussioni per estendere accordi simili a numerosi altri partner commerciali, sia in Asia che in Africa. In passato il renminbi aveva un cambio fisso e non poteva essere acquistato da investitori internazionali, mentre recentemente, grazie all’istituzione del Renminbi Cnh, è divenuto possibile acquistare liberamente la valuta cinese sul mercato di Hong Kong beneficiando così dell’apprezzamento che questa divisa ha dimostrato negli ultimi anni. La politica di internazionalizzazione del renminbi si sta, dunque, dimostrando molto efficace e numerosi osservatori ritengono che presto la valuta cinese potrà sostituire lo yen giapponese come principale moneta di riferimento in Asia, con quello che ne consegue in termini di domanda internazionale e di potenziale apprezzamento di questa divisa. Bryan Collins, Gestore del Ff China Rmb Fund, che investe in obbligazioni di alta qualità emesse proprio nella valuta cinese osserva: “Le obbligazioni e i depositi in renminbi aperti agli investitori internazionali sono un mercato giovane che si è triplicato nell’ultimo anno e la cui crescita sembra destinata ad aumentare. Ritengo quindi che vi siano interessanti opportunità per gli investitori che desiderano beneficiare, attraverso le migliori obbligazioni in Rmb, dell’esposizione alla valuta cinese”. La spinta modernizzatrice che ha caratterizzato la nascita della Cina moderna, iniziata cento anni fa, non sembra dunque essersi ancora conclusa e il Paese, che solo un secolo fa appariva arretrato e fragile, sta portando avanti in maniera efficace le riforme necessarie per rendere la propria crescita economica maggiormente solida e indipendente e per ottenere un ruolo sempre più di primo piano a livello globale. Il cammino verso la modernizzazione della Cina può, per alcuni versi, non essersi ancora concluso ma certamente un secolo fa pochi avrebbero osato immaginare che la Cina, con la sua economia statica, sarebbe divenuta dopo soli cento anni il motore della crescita a livello globale.  
   
   
OBIETTIVO 2012, A BREVE IL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN BASILICATA DE FILIPPO: “MOLTE AZIONI SONO STATE GIÀ VARATE E ALTRE LO SARANNO, MA IN TEMPI RISTRETTI E CIRCOSCRITTI ALL’ANNO IN CORSO, PER INNESCARE PROCESSI VIRTUOSI CHE RIMETTANO IN MOTO L’ECONOMIA REGIONALE”  
 
Potenza, 14 febbraio 2012 - A breve sarà disponibile il bando per il credito d’imposta per gli investimenti nell’innovazione di processo e prodotto. Si tratta di uno strumento, previsto da Obiettivo Basilicata 2012 nel pacchetto delle misure per incentivare la competitività del sistema imprenditoriale lucano, che agisce riducendo la pressione fiscale delle imprese a fronte di nuovi investimenti in ricerca applicata, in sistemi di qualità e di acquisizione di servizi reali. E’ uno dei punti emersi oggi dalla Cabina di regia, istituita per monitorare lo stato di avanzamento delle singole misure e le ricadute prodotte dal Patto di sistema per il lavoro e la crescita. Alla riunione, presieduta dal governatore Vito De Filippo, hanno partecipato, oltre al presidente della Confindustria lucana Pasquale Carrano, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Alessandro Genovesi, Nino Falotico e Carmine Vaccaro, Paolo Laguardia per il mondo cooperativo, Nicola Fontanarosa di Confapi e Antonio Mele per Confartigianato-rete Impresa. Gli assessori regionali alle Attività produttive, Marcello Pittella, e alla Formazione e Lavoro, Vincenzo Viti, presenti anch’essi alla riunione, hanno puntualizzato il lavoro di ricognizione effettuato dai Dipartimenti sia sulle misure già messe in campo che su quelle ancora da realizzare. Tra le prime rientra il Fondo di garanzia regionale, su cui occorre una ulteriore riflessione per aumentarne la incisività a favore delle imprese, e tra le seconde il contratto di sito, soprattutto per il comparto estrattivo. Entrambe le azioni saranno al centro di approfondimenti nel corso di incontri che l’assessore Pittella convocherà nei prossimi giorni. “Obiettivo 2012 – ha detto il presidente De Filippo – è uno strumento innovativo e originale che si caratterizza per una straordinaria coesione tra le parti economico-sociali su attività condivise e rilevanti per lo sviluppo e l’occupazione. Molte azioni sono state già varate e altre lo saranno, ma in tempi ristretti e circoscritti all’anno in corso, per innescare processi virtuosi che rimettano in moto l’economia regionale. Ciò, però, non significa che si è esaurita l’attività di programmazione della Regione, soprattutto su temi fondamentali quali il lavoro, su cui si sta registrando un ampio dibattito a livello nazionale di cui dovremo necessariamente tener conto”.  
   
   
IL PUNTO SU EATON E NCA A MASSA  
 
Firenze, 14 febbraio 2012 – Il punto sulla situazione della ex Eaton di Massa e dei Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara è stato fatto ieri nel corso di due incontri svoltisi stamani presso il Comune di Massa e ai quali ha partecipato l’assessore regionale alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini. All’incontro sui destini della Eaton hanno partecipato, oltre all’assessore, anche il direttore di Fidi Toscana Giovanni Ricciardi, il sindaco di Massa Roberto Pucci e, per la Provincia di Massa Carrara, gli assessori Raffaele Parrini (lavoro) e Paolo Baldini (sviluppo economico). “Abbiamo fatto il punto – spiega l’assessore Simoncini – sull’andamento delle operazioni per garantire la ripresa dell’attività produttiva nell’area Eaton. Abbiamo informato, in particolare, sull’avvenuta costituzione, da parte di Fidi Toscana, della società che, fra l’altro, dovrà seguire la reindustrializzazione. Il presidente della società è Giovanni Ricciardi, il direttore di Fidi Toscana. Sono stati inoltre avviati rapporti con i legali rappresentanti di Eaton per riprendere il confronto in vista dell’eventuale acquisto dell’area. Nel corso dell’incontro abbiamo inoltre fatto una verifica sui due progetti industriali in corso di attuazione”. Quanto all’accordo di programma con il governo, l’assessore ha annunciato che il previsto incontro al ministero dello sviluppo economico è stato spostato dal governo a marzo, “anche alla luce – ha detto – della volontà espressa dal governo di riordinare la strumentazione per le aree di crisi”. L’incontro di oggi si è concluso con la decisione di fissare fin da ora la data della prossima verifica, che si terrà, sempre a Massa, il prossimo 19 marzo. L’assessore Simoncini ha poi incontrato i sindacati e le istituzioni, su richiesta della Rsu dello stabilimento Nuovi Cantieri Apuania, di Marina di Carrara. In particolare, all’incontro, oltre alle rappresentanze sindacali aziendali, ai due assessori provinciali, al sindaco di Massa Pucci, ha partecipato anche il vice sindaco del Comune di Carrara Andrea Zanetti. “Abbiamo deciso che domani scriverò al ministro per lo sviluppo economico – ha detto al termine dell’incontro l’assessore Simoncini – chiedendo con urgenza un incontro, da tenersi nelle more di quello sull’accordo di programma per Massa area di crisi. L’urgenza è dovuta anche all’avvicinarsi della conclusione dei lavori per la commessa attuale. Nell’occasione, chiederemo anche una risposta concreta sulla possibilità di finanziamento della seconda nave da realizzare per le Ferrovie dello Stato”. Ma non è tutto. Simoncini ha fatto sapere di voler chiedere conto al governo anche del lavoro di Invitalia riguardo agli assetti futuri dello stabilimento Nca, anche alla luce del protocollo d’intesa firmato nel marzo 2011, quindi ormai quasi un anno fa.  
   
   
VERTENZA TESS, RAGGIUNTA L´INTESA: DECISIVA L’AZIONE CONGIUNTA TRA I DIVERSI LIVELLI ISTITUZIONALI  
 
Napoli, 14 febbraio 2012 - Si è svolto ieri a palazzo santa Lucia un incontro sulla vertenza Tess convocato dall´assessore al Lavoro Severino Nappi, nella qualità di coordinatore della Cabina di Regia per la gestione delle crisi e dei processi di sviluppo della Regione. Erano presenti, tra gli altri, l´assessore al Lavoro della Provincia di Napoli Marilù Galdieri, i sindaci di Ercolano, Portici, Torre Annunziata, Casola e Castellammare di Stabia, i segretari regionali, di categoria e le Rsu di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, il liquidatore Tess. E’ stata raggiunta una intesa su questi quattro punti: salvaguardia dei 30 posti di lavoro interni Tess. Si è così evitato anche il ricorso alla procedura di licenziamento collettivo in attesa dell´approvazione del progetto definitivo; individuazione di un percorso di ricollocazione del personale che consenta di utilizzare le loro specifiche professionalità per continuare nell´azione di sostegno e sviluppo dell´area Torrese Stabiese, d´intesa anche con la Provincia di Napoli; accelerazione dei tempi per la liquidazione delle retribuzioni arretrate; disponibilità, in ogni caso, delle Amministrazioni socie a farsi carico, in quota parte, della ricollocazione dei lavoratori nei propri ruoli, nel rispetto della normativa vigente. "I lavoratori di Tess - ha detto l’assessore Nappi al termine dell’incontro - vedranno salvaguardato il loro posto di lavoro, come già annunciato alle parti sociali anche dal presidente Caldoro, grazie all´azione sinergica tra Regione ed altre amministrazioni, a partire dalla Provincia di Napoli, cui va il nostro ringraziamento. "Raggiungiamo questo importante risultato nonostante le partecipate regionali non abbiano mai avuto piani industriali fondati su una reale sostenibilità finanziaria delle loro attività. Oggi, che è tempo di sacrifici e di risorse ridotte, stiamo lavorando duramente per salvare non solo i lavoratori, ma anche per recuperare funzioni e progetti realmente utili alla comunità. "L´obiettivo più ambizioso resta quello di trovare forme e modi affinché professionalità e competenze possano continuare ad essere direttamente spese per il sostegno e il rilancio dell’ area Torrese- Stabiese. E’ uno sforzo comune che riusciremo a mettere in campo solo con la collaborazione di tutte le altre amministrazioni interessate e con il sostegno delle parti sociali", ha concluso Nappi.  
   
   
CRISI, REGIONE LIGURIA INCONTRA LAVORARTORI FISIA ITALIMPIANTI SUBITO TAVOLO DI CONFRONTO, AMAREZZA PER DECISIONI AZIENDA  
 
 Genova, 14 Febbraio 2012 - Subito un tavolo regionale per affrontare la crisi di Fisia Italimpianti. Lo ha annunciato l’assessore al Lavoro, Enrico Vesco, che il 10 febbraio ha incontrato una folta delegazione di lavoratori dell’azienda e i sindacati del comparto metalmeccanico. “Abbiamo raccolto questo appello perché la difficile situazione che va avanti da qualche hanno è evoluta in modo molto grave”, spiega Vesco. L’azienda, fra i leader mondiali nel settore della dissalazione acque, attraversa una fase molto delicata e dal 2009 ha visto una riduzione dell’organico di circa 110 unità e, malgrado l’ampio utilizzo di procedure cassa integrazione e mobilità, fa ricorso a consulenti e ditte esterne, dimostrando di non avere un vero e proprio piano industriale”. Dal 6 febbraio scorso sono state messe in cassa integrazione a zero ore 50 persone, che si aggiungono ai 27 già in cassa a rotazione. “Numeri impressionati a fronte di un organico di 120 persone”, afferma l’assessore che parla anche di “ una grande amarezza per incontri avuti l’anno scorso con la proprietà dove ci erano state date ampie rassicurazioni circa la volontà di rilanciare l’attività di Fisia, cosa che sembrerebbe smentita da questi ultimi sviluppi e di un impegno nella ricerca di commesse internazionali in un mercato, quello dei dissalatori, che sta dando forti segnali di ripresa. È davvero difficile comprendere perché si arrivi a questo provvedimento di cassa a zero ore alla vigilia un’importante commessa da un miliardo di dollari che per l’ennesima volta Fisia sostiene che dovrebbe essere assegnata tra dieci giorni”. “Convocherò immediatamente la proprietà a un tavolo in Regione- informa l’assessore- per cercare di capire la strategia aziendale e ottenere rassicurazioni circa la volontà di presentare un piano industriale che dia certezza al futuro della sede genovese e ai suoi lavoratori”. Proprio a seguito di un impegno della Regione Liguria sembra in fase di risoluzione il contenzioso economico che Fisia aveva con il Governo per il termovalorizzatore di Acerra “e questa decisione offende l’impegno manifestato con convinzione da tutti noi per giungere a questo risultato”. “ La nostra priorità, ovviamente, è il mantenimento dei livelli occupazionali e quindi del futuro di questi lavoratori, la cui professionalità è largamente riconosciuta. Senza dimenticare che la proprietà della Fisia è di Impregilo, una società impegnata nel cantiere del Terzo Valico e quindi potrebbe rappresentare un’opportunità per coinvolgere questi lavoratori in base alle loro professionalità. Da parte della Regione ci sarà ovviamente la massima disponibilità ad agevolare ogni percorso che possa rappresentare una positiva risoluzione della vicenda”.  
   
   
PER 5 RISPARMIATORI SU 10 IN TUTTO IL MONDO RISPARMIARE È PIÙ DIFFICILE CHE IN PASSATO NEGLI STATI UNITI RECORD DI RISPARMIATORI MOLTO INSODDIFATTI IN EUROPA INFLAZIONE E DISOCCUPAZIONE SONO LE CAUSE PRINCIPALI DEL MINOR BENESSERE  
 
 Milano, 14 febbraio 2012 – Risparmiare oggi è un’impresa sempre più difficile per i risparmiatori, che accusano il peso della crisi internazionale sulle proprie finanze personali in tutto il mondo, anche se con alcune differenze tra nazioni. E’ quanto emerge dalla prima Ricerca Internazionale del Gruppo Ing, commissionata all’istituto di ricerca Tns in 19 Paesi su 18 mila risparmiatori, interrogati sul livello dei risparmi accumulati e sulla loro capacità di accantonare liquidità. A livello globale il 51% del campione dichiara di risparmiare meno rispetto al passato, ma, mentre questa tendenza è confermata in tutti i Paesi occidentali, nelle potenze emergenti dell’Asia, ovvero Cina, India e Tailandia, la situazione finanziaria personale risulta in molti casi migliore rispetto al passato, sebbene questo non coincida con una grande disponibilità di denaro. In Cina circa il 50% degli intervistati è contento del livello dei propri risparmi e la percentuale dei soddisfatti si avvicina addirittura all’80% in India e Tailandia. Stesso discorso vale per la capacità di spesa: mediamente in questi tre Paesi il 61% dei risparmiatori rientra con facilità o senza troppa fatica nelle spese, contro il 47% rilevato come media mondiale. I dati sono quindi diversi da quelli dell’Europa, dove il 58% dei risparmatori percepisce come peggiorata la propria situazione economica (contro il 29% in media nei Paesi asiatici considerati), principalmente a causa dell’inflazione e della disoccupazione. Nel Vecchio Continente un terzo del campione (35%) dichiara una capacità di risparmio soddisfacente, mentre il 25% - una persona su quattro - si trova fuori dalla zona di comfort. Ampia anche la percentuale di chi, pur non riconoscendosi in una situazione di disagio, non si colloca neanche tra i soddisfatti (40%). All’interno della stessa Europa, comunque, esistono differenze sostanziali. I Paesi dell’Est mostrano in assoluto minore disponibilità immediata di denaro, ma sono Italia e Spagna a subire maggiormente l’impatto della crisi sulle condizioni finanziarie dei risparmiatori. Lussemburgo, Olanda e Germania, al contrario, mostrano ancora livelli di soddisfazione attorno al 50%, come la Cina. Usa, Canada e Australia, infine, hanno valori intermedi di soddisfazione sui risparmi accumulati, tra il 39% e il 37%, in linea con i dati medi europei, ma mostrano una quota di risparmiatori molto insoddisfatti più elevata rispetto alla media del Vecchio Continente (che è attorno al 9,5%): in Australia, infatti, la quota di chi dichiara disagio è pari al 12%, in Canada è 15% e negli Usa tocca il picco del 18%. L’unico Paese che batte questo dato è la Spagna, dove i fortemente insoddisfatti sono il 26%. Quale dei seguenti aggettivi descrive al meglio il tuo livello di comfort relativo alla cifra che hai disponibile come risparmi accumulati? Interrogati sul livello di comfort relativo ai consumi, il 31% dei risparmiatori nel mondo ha dichiarato di disporre di entrate sufficienti per pagare le bollette e mettere da parte qualche risparmio per le spese speciali, mentre il 29%, pagate le spese, non dispone di altro denaro per divertimenti ed extra. Il 18%, invece, deve stare attento per non sforare il budget e accumulare debiti. L’8%, addirittura, non arriva a fine mese. I livelli più bassi nella capacità di spesa sono rilevati in Italia, nell’Est Europa, in Spagna e in Turchia. Più tranquilli nell’affrontare le spese quotidiane sono i cittadini lussemburghesi, gli olandesi, i tedeschi e gli austriaci, così come i cinesi, gli indiani e tailandesi. Prendendo in considerazione solo le tue spese personali, quale dei seguenti aggettivi descrive meglio il tuo livello di comfort relativo all’ammontare di denaro che spendi regolarmente? Guardando alla situazione italiana, notiamo che il nostro Paese ha la percentuale più bassa di persone soddisfatte della propria capacità di accantonamento (12%) ma, fortunatamente, resta relativamente limitata anche la percezione di reale disagio (19% del campione e solo il 6% parla di molto disagio). Elevata, invece, è la percentuale dei risparmiatori italiani intervistati che vivono in una sorta di limbo: il 63% del campione si dichiara, infatti, né a proprio agio né a disagio, con il livello intermedio più elevato in Europa (segue la Francia con il 52%). In linea con i motivi rilevati a livello europeo, anche il campione italiano (circa 1000 intervistati) percepisce la propria posizione finanziaria indebolita a causa dei prezzi che crescono molto più in fretta del proprio stipendio (55%), mentre il 16% ha perso la propria occupazione o ha subito una riduzione della retribuzione. Non stupisce, perciò, che il 64% degli italiani, dato sopra la media europea e mondiale (51%), dichiarino di riuscire a risparmiare meno rispetto al passato né, tantomeno, che il nostro Paese mostri la percentuale più bassa di persone che non si sentono toccate dalla crisi (21%, il 71% dichiara al contrario una situazione finanziaria peggiorata). Questi dati confermano quanto già rilevato dall’edizione invernale dell´Osservatorio su Risparmio e Famiglie di Ing Direct Italia con Gfk Eurisko, che mostrava un Indice di benessere finanziario (Ibf) - l’indicatore sintetico del livello di comfort in relazione a sei dimensioni della finanza personale – in calo, da un valore di 49 della scorsa estate a 47,5 dell’autunno/inverno. Il risparmio, tuttavia, rimane un obiettivo importante per gli italiani. Interrogati infatti sui buoni propositi finanziari per il 2012, infatti, il 34% risponde proprio “risparmiare di più”: l’opzione è la più popolare in ben 7 paesi europei sui 13 interpellati, in particolare in Spagna (36%), Turchia (42%) e Romania (44%), su una media del 30%. E nel caso di spese extra o improvvise, come una riparazione dell’automobile o un guasto all’impianto di riscaldamento domestico? Il quadro internazionale appare sostanzialmente invariato, con in testa il Lussemburgo (dove il 59% del campione dichiara di avere disponibili cifre superiori a 1.500 euro), Olanda (55%) e Austria (43%) fra i Paesi dove è più facile reperire liquidità immediata. Seguono Germania (40%), Stati Uniti (38%) e, a sorpresa, Spagna (36%). L’italia è all’undicesimo posto di questa classifica con un 29% degli intervistati che ha accesso facilmente a somme superiori a 1.500 euro. La percentuale più bassa si rileva, invece, in India, in Tailandia e nei Paesi dell’Est Europa, in contrasto con l’alto livello di comfort sulla capacità di risparmio dichiarato in Polonia (50%) e Romania (43%). A quale cifra avresti facilmente accesso in caso di emergenza nel giro di una settimana per pagare una spesa imprevista, per esempio un guasto all’automobile o al sistema di riscaldamento di casa? Dalla ricerca emerge infine un ruolo predominante della famiglia nelle decisioni finanziarie. In Europa, America, Asia e Australia il 59% degli intervistati si affida, infatti, al parere e ai consigli del nucleo famigliare per le scelte finanziarie; seguono le banche (26%) e i consulenti finanziari. Solo una piccola parte del campione sceglie i media o le informazioni fornite dagli organismi di informazione pubblica. A proposito delle banche, interessanti sono i dati italiani che mostrano un aumento della fiducia e della propensione verso le banche dirette e il canale web. Il 42% degli intervistati è già cliente di una banca diretta. Tra questi, il 79% dichiara di preferire il contatto via internet, mentre tra i non clienti (58%) il 35% prenderebbe in considerazione la possibilità di diventare cliente di una banca diretta nei prossimi sei mesi. Anche in questo caso, il canale preferito per il contatto sarebbe internet (83%), seguito dalla filiale (26%). In calo, invece, coloro che dichiarano che non diventerebbero clienti motivando la propria scelta con la mancanza di fiducia (28%), la paura di frodi online (23%) e l’idea che le banche online offrano meno garanzie (15%).  
   
   
PROCESSO ETERNIT, LA REGIONE EMILIA ROMAGNA A TORINO: "UNA SENTENZA STORICA"  
 
Bologna, 14 febbraio 2012 - "Una sentenza storica che costituirà un precedente importante per la garanzia della salute dei lavoratori e dell’ambiente." Con queste parole si è espressa la consigliera e presidente della commissione regionale per la parità, Roberta Mori, che ieri era a Torino alla lettura della sentenza del processo Eternit, in rappresentanza della Regione, costituitasi parte civile sin dalla prima fase istruttoria. Mori era presente su delega del presidente Vasco Errani che, puntualmente informato, ha espresso rispetto e apprezzamento per quanti si impegnano con tenacia a tutela dei lavoratori e della salute in ogni contesto. Conclusosi con la condanna a 16 anni di reclusione del vertice dell’azienda multinazionale Eternit per le morti da amianto lavorato nei suoi due stabilimenti italiani di Casale Monferrato e Cavagnolo, il processo ha visto estinti, per prescrizione, i reati che riguardano gli stabilimenti di Rubiera, in Emilia-romagna, e Bagnoli, in Campania. "La sentenza emessa oggi – ha dichiarato la consigliera Mori subito dopo la lettura del dispositivo - è frutto di uno sforzo enorme della macchina della giustizia che ha contenuto in poco più di due anni il più grande processo mai celebrato in Europa per morti sul lavoro e ambientali. Credo che la condanna dei responsabili aziendali abbia reso parzialmente giustizia alle vittime, ma soprattutto renda ineludibile un’assunzione di responsabilità, privata e pubblica, per la salute e sicurezza dei lavoratori, per la qualità del lavoro e la tutela ambientale come pre-condizioni di sviluppo dell´economia e di qualsivoglia concetto di crescita". "La prescrizione del reato per quanto riguarda la fabbrica Icar di Rubiera mitiga la soddisfazione che avremmo voluto esprimere unitamente al Comune di Rubiera, alla Provincia di Reggio Emilia e alle famiglie, – conclude la consigliera – in attesa di leggere le motivazioni che sono state alla base di questa scelta, resta comunque tutta la portata storica di una sentenza che costituirà un precedente importante per la garanzia di una maggiore sicurezza dei lavoratori e dell´ambiente.”  
   
   
SVILUPPO ECONOMICO, 20 MILIONI DI EURO DA REGIONE LIGURIA E UNICREDIT PER SOSTENERE LA CRESCITA DELLE IMPRESE E DELLE COOPERATIVE SOCIALI LIGURI  
 
Genova, 14 Febbraio 2012 - È stato presentato il 10 febbraio un bando da 20 milioni di euro, a favore delle imprese e delle cooperative sociali liguri, che opera attraverso la concessione di prestiti partecipativi. Questa iniziativa si inserisce all´interno della strategia portata avanti in questi anni dalla Regione Liguria per il sostegno e il consolidamento della struttura finanziaria delle piccole e medie imprese e delle cooperative sociali. Il fondo infatti sostiene la capitalizzazione al fine di rafforzare la capacità di sviluppo e di migliorare l´accesso ai finanziamenti in un momento di particolare difficoltà economica. "La Regione ha impegnato 10 milioni di euro di risorse del Por – spiega l´assessore regionale Renzo Guccinelli - e tramite Filse ha indetto una procedura di gara per selezionare un soggetto cofinanziatore e gestore del fondo che lo cofinanziasse con altrettanti milioni. Il risultato è un fondo di 20 milioni di euro di soldi veri, freschi. Non plafond bancari, ma risorse affidate ad un pool di esperti che dai primi giorni di marzo saranno già operativi sul territorio per ricevere le domande di finanziamento delle imprese". "Ci tengo ad evidenziare che 6 milioni di euro – prosegue Guccinelli – saranno destinati a sostenere gli investimenti e la capitalizzazione delle cooperative sociali; un comparto particolarmente sottocapitalizzato che, con oltre 470 imprese, rappresenta in Liguria un giro d´affari di oltre 350 milioni di euro e occupa 12.000 addetti per la maggioranza di sesso femminile". "in Liguria - precisa il presidente di Filse, Piero Biglia di Saronno - rispetto ad altre regioni del nord, si riscontra una sostanziale debolezza nell’utilizzo degli strumenti di equity che rappresenta un limite alla nascita e allo sviluppo di iniziative imprenditoriali in grado di costituire un elemento di riferimento e di traino di nuovi poli di sviluppo. In tale scenario, Filse - ha concluso Biglia - è impegnata a definire, come in questo caso, la creazione di prodotti finanziari con elevate caratteristiche di personalizzazione per aderire maggiormente alle esigenze delle imprese liguri". "In un periodo particolarmente delicato per quello che riguarda l´accesso al credito, la sfida che Unicredit ha deciso di affrontare affianco a Regione rappresenta un’opportunità molto interessante per le imprese - spiega Maurizio Dagnino, referente Direzione Nord Ovest per la Liguria di Unicredit Spa - Questi finanziamenti infatti contribuiranno a supportare la crescita competitiva del sistema produttivo regionale, favorendo in particolare, lo sviluppo ed il rafforzamento patrimoniale delle piccole e medie imprese, mantenendone inalterata l´autonomia gestionale". Operativamente saranno ammissibili ad agevolazione programmi di investimento innovativi volti all’ampliamento dell´attività produttiva, allo sviluppo di nuove attività, all´introduzione di innovazioni dal punto di vista tecnologico, produttivo, commerciale, organizzativo e gestionale, nonché gli start up di imprese. Il prestito può essere concesso fino al 100% dell´importo dell’investimento ammesso ad agevolazione, avrà durata massima di 7 anni ed è volto, in parte, ad anticipare le risorse di un futuro aumento di capitale sociale (almeno in misura pari al 40% del prestito partecipativo concesso alle Pmi e 20% alle cooperative sociali).  
   
   
BIELLA, INDAGINE SULL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA 4° TRIM.  
 
Biella, 14 febbraio 2012 - La crescita, che aveva interessato il sistema manifatturiero biellese per sette trimestri consecutivi, nel quarto trimestre 2011, subisce una battuta d’arresto. Nel periodo ottobre-dicembre 2011, la variazione tendenziale grezza della produzione industriale rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è stata di -1,9 punti percentuali, risultato peggiore rispetto a quello registrato a livello regionale (-0,4%). E’ necessario sottolineare, inoltre, che durante i primi nove mesi del 2011 la dinamica della crescita sperimentata dalle imprese industriali biellesi aveva già subìto un rallentamento. Questo è il risultato emerso dall’Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera biellese, condotta dalla Camera di Commercio di Biella nell’ambito dell’analisi congiunturale regionale. La rilevazione è stata condotta nei mesi di gennaio e febbraio 2012 con riferimento al periodo ottobre-dicembre 2011. Si ricorda che le modifiche apportate all’indagine sull’industria manifatturiera a partire dal I trimestre 2011 fanno sì che i risultati delle successive rilevazioni non siano statisticamente pienamente confrontabili con quelle antecedenti. In allegato il comunicato completo.  
   
   
COMMERCIO FVG: BENE APERTURA DIALOGO SU ORARI E APERTURE FESTIVE  
 
Trieste, 14 febbraio 2012 - L´assessore regionale al commercio del Friuli Venezia Giulia, Angela Brandi, manifesta apprezzamento per il dialogo avviato in materia di orari e di aperture festive fra alcune Confcommercio provinciali e gli operatori commerciali dei grandi centri. Si va, secondo Brandi, verso la giusta direzione, quella dell´autoregolamentazione. Dunque, nello spirito della norma sulle liberalizzazioni, che introduce non un obbligo, ma una facoltà di operare a seconda di quelle che sono le esigenze del mercato, e quindi dei consumatori. "Quindi - afferma l´assessore Brandi -, alla luce di quanto sta accadendo, appaiono improponibili quegli scenari di orari notturni e di aperture indiscriminate che, con eccessivo allarmismo, molti prefiguravano". "Invece - spiega l´assessore - il tipo di approccio che gli operatori stanno adottando va nella direzione indicata fina da subito dalla Regione, ribadendo che si tratta di una facoltà quella della liberalizzazione degli orari nel commercio e non di un´imposizione". "In questa fase - dichiara l´assessore - ci rendiamo disponibili per un coordinamento con l´obiettivo di coniugare le esigenze degli operatori, quelle dei consumatori e soprattutto quelle dei lavoratori, ai quali va riconosciuto il diritto di gestire l´impegno lavorativo con quello familiare attraverso una corretta turnazione delle giornate festive". "Non va infine dimenticato - conclude l´assessore - che proprio quella dell´autoregolamentazione interna alla categoria è la soluzione che può evitare la situazione di caos che si sta verificando in quelle regioni, come il Veneto e la Toscana, in cui, a fronte di molti ricorsi degli operatori commerciali, la normativa regionale è stata sospesa dai Tar".  
   
   
TOSCANA-MAROCCO, UN PROGRAMMA PER LO SVILUPPO DEI SAPERI ARTIGIANALI  
 
Firenze, 14 febbraio 2012 - Terrecotte e tappeti, cuscini, vasi, vassoi, pentole per la preparazione del couscous, oggetti tradizionali rivisitati in chiave contemporanea ma con una chiara impronta etnica che ne tradisce le origini mediterranee. Sono questi i risultati di un’attenta ricerca artigianale realizzata grazie al progetto “Attorno al Mediterraneo, sviluppo dei saperi artigianali tradizionali in Marocco e in Italia”, esposti nei giorni scorsi al Macef di Milano. “Il progetto – ricorda l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini che ha visitato e apprezzato lo stand – fa parte di un programma europeo di sostegno alla cooperazione regionale al quale partecipa anche la nostra regione, insieme alla Sardegna e ad alcune regioni del Marocco (Casablanca, Boujiad, Tanger Tétouan). Grazie alla collaborazione fra i numerosi partner coinvolti, è stato possibile realizzare un effettivo scambio di saperi e competenze, finalizzato alla valorizzazione e alla qualificazione del lavoro artigiano, aiutando queste lavorazioni tradizionali a sostenere la sfida dell’innovazione”. La Regione Toscana ha partecipato al programma in collaborazione con Sviluppo Toscana spa, con l’Università di Firenze, corso di laurea in design della Facoltà di architettura e l’Institut des Beaux Arts di Tétouan. Al progetto hanno contribuito, inoltre, Csm Centro sperimentale del mobile e dell’arredamento e Artex, il centro regionale per l’artigianato artistico e tradizionale. In particolare è stato fatto un lavoro sull’arte della ceramica (mentre la Sardegna ha sviluppato l’arte della tessitura) con due workshop, ai quali hanno partecipato studenti toscani e marocchini e che si sono svolti prima in Marocco,a Tétouan presso il laboratorio di Ifrane Alì, mentre in Toscana gli studenti delle due scuole hanno collaborato con il giovane ceramista Alfredo Quaranta. “Da tempo – afferma l’assessore Simoncini – la Regione Toscana sostiene l’importanza di un ampliamento degli orizzonti e degli scambi di conoscenze e saperi per arricchire lavoratori e produzioni. Per questo sostiene la mobilità di lavoratori, studenti e imprenditori, promuove e valorizza l’artigianato artistico e le produzioni di qualità, sostiene l’innovazione delle imprese e la formazione favorendo la crescita competitiva delle piccole e medie imprese del settore artigiano. E’ in questo contesto che si deve inquadrare anche questa attività, il cui risultato è ben rappresentato dalla qualità e originalità degli oggetti esposti”.  
   
   
IN PUGLIA DA OGGI UNA DELEGAZIONE DI OPERATORI TEDESCHI DEL LAPIDEO  
 
 Bari, 14 febbraio 2012 - Quindici operatori tedeschi del lapideo saranno in Puglia per incontrare 25 imprese pugliesi del settore. La visita voluta dalla Regione Puglia nell’ambito dell’evento “Oltre la pietra: il senso della materia”, inaugurato a Bari lo scorso giovedì 9 febbraio, nella Sala Murat, conferma le fitte relazioni commerciali tra la Puglia e la Germania e anticipa di un giorno l’arrivo in Puglia del presidente della Repubblica Federale Tedesca Christian Wulff. La delegazione tedesca, grazie al supporto operativo dello Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese (Sprint Puglia) coordinato dal Servizio Internazionalizzazione, sarà impegnata  a Bari, dalle 9,30 alle 11,30 (Palace Hotel), in un workshop informativo di presentazione delle caratteristiche del settore dei materiali lapidei in Puglia e di analisi delle opportunità presenti sul mercato tedesco. Al workshop, dal titolo “Oltre la pietra: prospettive di sviluppo per i materiali lapidei pugliesi” seguiranno gli incontri business to business tra gli operatori di settore esteri e le aziende pugliesi e in serata la visita alla mostra “Oltre la Pietra” nella sala Murat. Nei due giorni successivi la delegazione tedesca visiterà i principali siti estrattivi pugliesi. L’evento previsto dal “Progetto Settore: materiali lapidei” del Programma di promozione dell’internazionalizzazione dei sistemi produttivi locali, è finalizzato a sostenere la posizione competitiva del settore lapideo pugliese sui mercati internazionali e ad accompagnare le aziende pugliesi nei percorsi di ricerca di nuovi partner e di inserimento sui mercati esteri. Al workshop di domani parteciperà la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “La Germania – ha detto – è storicamente uno dei partner commerciali più importanti della Puglia. Oggi, poi, la crescente consapevolezza ecologica della popolazione tedesca ed il dibattito pubblico sulla sostenibilità dell’architettura hanno messo in rilievo l’uso della pietra naturale, generando l’aumento della domanda. Questa visita contribuirà a rafforzare le relazioni commerciali promuovendo le caratteristiche del lapideo pugliese che si presta agli usi tradizionali ma anche a quelli più innovativi legati al design”. Questo, in dettaglio, il programma dell’evento: - Martedì 14 febbraio: dalle ore 9.30 alle ore 11.30, presso il Palace Hotel di Bari: Workshop “Oltre la pietra: prospettive di sviluppo per i materiali lapidei pugliesi” alla presenza di Giovanna Genchi, Dirigente del Servizio Internazionalizzazione, Regione Puglia, Marco Ielli, Presidente Distretto Lapideo Pugliese, Alessandro Reina, Politecnico di Bari, Claudia Nikolai, Segretario Generale Camera di Commercio Italiana per la Germania e Loredana Capone, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico, Regione Puglia. A seguire, le sessioni di incontri business-to-business con gli operatori di settore esteri. Alle ore 18.00, presso la sala Murat di Bari incontro con il Prorettore del Politecnico di Bari Nicola Martinelli e visita esposizione. - Mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio: visite della delegazione tedesca presso i principali siti estrattivi pugliesi.  
   
   
VCO, CONGIUNTURA ECONOMICA NEL IV TRIMESTRE 2011  
 
Verbania, 14 febbraio 2012 - L´analisi congiunturale relativa al Iv° trimestre 2011 realizzata dalla Camera di Commercio del Vco in collaborazione con Unioncamere Piemonte registra, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, andamenti critici per produzione (-3,5%), fatturato (-6%) ordinativi interni (-6,5%) ed esteri (-6,3%). “Se consideriamo la dinamica economica nazionale è evidente come in autunno il quadro congiunturale sia peggiorato - dichiara Tarcisio Ruschetti, Presidente della camera di commercio del Vco. Si sono accentuate le opinioni negative delle imprese sugli andamenti a breve termine. A livello regionale molte province segnalano andamenti negativi della produzione ed anche le aspettative per il nuovo anno evidenziano segnali di difficoltà. Le imprese della nostra provincia non fanno eccezione e sono evidenti marcate criticità sia nelle dinamiche rispetto al 2010 sia sulle aspettative per la prima parte del 2012. In questo periodo serve intensificare gli sforzi e puntare, ancora con maggiore decisione alla creazione di reti di imprese e di azioni condivise, dall’internazionalizzazione, all’innovazione, a comportamenti di responsabilità sociale”. Analizzando i singoli settori si evidenzia come le industrie metalmeccaniche registino andamenti negativi, superiori alla media provinciale: -6,4% la produzione, -12% il fatturato, -9% gli ordinativi interni e -7,5% quelli esteri. Su otto province piemontesi, la metà registrano un andamento negativo della produzione rispetto alla fine del 2010, mentre la media regionale segna -0,4% per la produzione e -1,2% per il fatturato. Rispetto al trimestre precedente, a livello locale sostanzialmente stabili produzione, fatturato e ordinativi anche se sono evidenti segnali di criticità persistenti. Si segnala un aumento del numero di intervistati che registra per la propria attività una diminuzione del fatturato, produzione e ordinativi rispetto al trimestre precedente. Per quasi il 37% del campione di imprese la produzione è rimasta stabile (per il 27% delle imprese intervistate si registra un aumento mentre per il 36% una flessione). Il grado di utilizzo della capacità produttiva è fisso nel quarto trimestre 2011 al 64,5%, sostanzialmente in linea con la media regionale (64,7%).  
   
   
INDUSTRIA: CARBOSULCIS, ENTRO IL 29 FEBBRAIO PRONUNCIA UNIONE EUROPEA SUL PROGETTO CCS SULCIS  
 
Cagliari, 14 Febbraio 2012 - "L´unione Europea si pronuncerà presumibilmente entro il 29 febbraio sul progetto Ccs Sulcis". Lo ha riferito l´assessore dell´Industria, Alessandra Zedda, alle rappresentanze sindacali, convocate questa mattina in viale Trento per discutere sulle prospettive dei lavoratori della Carbosulcis. "La Regione - ha ribadito l’esponente dell’esecutivo - crede nel progetto di ricerca e sviluppo della filiera ‘miniera/centrale termoelettrica/impianto di cattura e stoccaggio della Co2’ e lo sostiene presso tutte le istituzioni coinvolte". Nel corso dell´incontro è stato affrontato anche il tema del personale; a questo proposito l’assessore dell’industria ha precisato che, entro il 31 marzo, si valuterà l’opportunità di rivedere l´organico, a seguito di eventuali pensionamenti. Una volta ricevuta una risposta da Bruxelles, le parti si incontreranno nuovamente.  
   
   
REGIONE LIGURIA: TIENE LA RETE COMMERCIALE. DENSITÀ DEI PUNTI VENDITA SUPERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE  
 
 Genova, 14 Febbraio 2012 - Tiene il settore commerciale in Liguria nonostante la crisi. Lo afferma la prima analisi dell’osservatorio regionale del commercio che Unioncamere Liguria gestisce per conto della Regione, analizzando la dimensione della rete distributiva ligure presentata ieri mattina dall’assessore regionale allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli e dal presidente di Unioncamere Liguria Luciano Pasquale. Una rete abbastanza forte nonostante la diminuzione di 688 punti vendita, come si ricava dalla differenza tra gli 817 nuovi negozi sorti nel 2011 e quelli cessati pari a 1505. Secondo l’osservatorio regionale è la conseguenza della flessione dei consumi che, rispetto ad un anno pre-crisi come il 2006, sono diminuiti in Liguria di oltre il 3%, come l’occupazione che è scesa nella stessa misura. Un dato che deve essere tenuto in considerazione perché il commercio non è solo un’attività economica, ma anche sociale, e in Liguria 1 lavoratore su 4 vi trova occupazione. Ammontano a 31.000 i negozi nella regione, soprattutto nel comparto non alimentare che conta 21.500 punti vendita, di cui il 97% è rappresentato da piccoli esercizi di cosiddetto vicinato, oltre 1000 medie strutture e 79 esercizi della grande distribuzione. E sono proprio i piccoli punti vendita a determinare una densità molto elevata degli esercizi commerciali in Liguria che non decresce e che rimane superiore alla media nazionale, 15 ogni 1.000 abitanti. Una densità più vicina ai valori dell’Italia meridionale, grazie anche alla configurazione del territorio, con la sua relativa carenza di spazi per grandi insediamenti commerciali e alla domanda turistica. E così gli oltre 2 milioni di metri quadrati di superficie commerciale al dettaglio sono localizzati per il 77% in Comuni con oltre 10.000 abitanti e per il 48% nei Comuni capoluogo. Segno che siamo in presenza di una rete policentrica e diffusa sul territorio. Rispetto all’Italia la Liguria si caratterizza per una maggiore presenza di negozi di articoli culturali e ricreativi (10,23% rispetto al dato nazionale dell’8,57%) e una relativa minore presenza di punti vendita di uso domestico. (12,74% rispetto a 15,02%) e una maggiore specializzazione nella vendita dei prodotti alimentari (18,49% contro il dato nazionale del 15,78%). “I dati esposti oggi – ha spiegato l’assessore Guccinelli – ci parlano dell’importanza della rete commerciale sul territorio in un contesto difficile per il commercio, sia per la crisi dei consumi, sia per l’ulteriore tappa delle liberalizzazioni, un processo che non si può contrastare, ma che va governato salvaguardando il territorio e non creando difficoltà alle imprese. Per la Liguria le liberalizzazioni delle aperture non sono sconvolgenti, in parte infatti sono state attuate con il testo unico del commercio”. Dalla ricerca dell’osservatorio emerge anche l’indice di densità riferito particolarmente alle strutture più grandi : 4.480 mq della grande distribuzione ogni 10.000 utenti con il valore più elevato nella provincia della Spezia e a seguire Imperia, Savona e Genova. Per le medie strutture i valori più alti sono ad Imperia e più bassi a Genova. Per quanto riguarda la grande distribuzione dal 2007 ad oggi, a seguito degli atti di programmazione della Regione, sono state attivate nuove superfici di grande distribuzione alimentare per quasi 36 mila mq di vendita e per l’extralimentare per poco più di 34 mila. Segno che l’alimentare ha attratto molto di più gli operatori della grande distribuzione. Anche se i valori restano bassi per volontà della stessa Regione che ha fatto la scelta con i suoi atti di programmazione nel 2007 di mantenere il massimo equilibrio possibile tra le varie forme distributive, dedicando una particolare attenzione ai piccoli negozi.