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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 14 Febbraio 2012 |
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MELANOMA: LA SVOLTA È NELLA TERAPIA PERSONALIZZATA I PAZIENTI: “I NUOVI TRATTAMENTI SIANO SUBITO DISPONIBILI” |
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Napoli, 14 febbraio 2012 – È necessario abbreviare i tempi: le terapie innovative per il trattamento del melanoma devono essere immediatamente disponibili per i pazienti. Non si può ritardare ulteriormente l’accesso a queste armi efficaci nel combattere il tumore. La richiesta sarà presentata il prossimo aprile a Bruxelles al Parlamento europeo da una delegazione di pazienti, guidata dal napoletano Antonio Brancaccio della Fondazione Melanoma. Nel nostro Paese questa forma di cancro della pelle particolarmente aggressiva fa registrare ogni anno 7000 nuove diagnosi e 1500 decessi. “Oggi assistiamo a una svolta nel trattamento – spiega il prof. Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma, dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative dell’Istituto ‘Pascale’ di Napoli -. Nel 50% dei casi di melanoma è presente la mutazione di una proteina, il gene Braf V600, che svolge un ruolo chiave nello sviluppo del tumore. Vemurafenib è la prima ed unica molecola personalizzata ad aver mostrato di migliorare la sopravvivenza in pazienti affetti da melanoma metastatico positivo alla mutazione del gene Braf. Agisce in modo mirato sulla proteina spegnendola e bloccando così l’evoluzione del cancro. È il primo caso di terapia personalizzata di così ampia portata in oncologia. Per individuare i pazienti candidati a questo nuovo trattamento è necessario effettuare un test molecolare per verificare la presenza della mutazione del gene. Gli effetti della molecola sono visibili in pochi giorni e il paziente ne trae un beneficio immediato: gli esami mostrano infatti una regressione tumorale dal punto di vista metabolico”. Vemurafenib ha ricevuto a dicembre 2011 l’opinione positiva del Comitato europeo per i medicinali per uso umano e si attende entro breve tempo l’approvazione della Commissione europea. “Chiediamo – sottolinea Antonio Brancaccio, responsabile dell’Area Pazienti della Fondazione Melanoma – che sia consentito quanto prima l’accesso anche in Italia ai trattamenti innovativi per i pazienti affetti da questa malattia mortale. Poi a Bruxelles affronteremo anche il problema della mancanza di finanziamenti per la ricerca e la prevenzione, aspetti di vitale importanza quando si parla di queste patologie”. Di terapie mirate si è discusso l’11 febbraio a Napoli nel convegno “International expert panel on new melanoma pathways: The Target Therapy Approach”, promosso dalla Fondazione Melanoma e dal “Pascale”, con la partecipazione dei più importanti esperti internazionali. “L’istituto conferma la sua capacità di attrarre ‘cervelli’ – afferma il prof. Tonino Pedicini, direttore generale dell’ospedale partenopeo -. Siamo un centro di riferimento per la lotta al melanoma non solo per il Mezzogiorno ma anche per tutta l’Italia. Il livello di eccellenza raggiunto è confermato dalla nostra produzione scientifica: ogni anno pubblichiamo circa 10 ricerche su riviste internazionali che hanno come tema proprio la terapia di questa neoplasia. E stiamo conducendo ben 12 studi che riguardano in particolare la fase metastatica della malattia”. “È di fondamentale importanza – continua il prof. Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma e Tessuti Molli del ‘Pascale’ - sottolineare che questi moderni approcci dell’individuazione del paziente e della risposta terapeutica su misura possono essere applicati con successo soltanto in quei centri, come il ‘Pascale’, che hanno accumulato una grande esperienza nel corso della propria storia. Grazie ad una diagnosi precisa e ad una selezione accurata, circa il 15-25% delle persone colpito da melanoma in fase avanzata può essere operato con successo. Inoltre la tecnica del linfonodo sentinella, con cui si può verificare se il tumore è localizzato, ha permesso di ridurre di circa l’80-85% gli interventi chirurgici molto aggressivi. Le difficoltà che affrontiamo per sconfiggere questa malattia sono quelle di sempre: una incompleta e frammentata comprensione della patologia e della sua biologia immunitaria. Le prospettive sono, comunque, molto promettenti perché stanno emergendo nuovi concetti che riformulano in maniera chiara l’inquadramento della neoplasia e suggeriscono innovative strategie terapeutiche. In particolare si afferma con forza l’idea che il trattamento del melanoma richiederà la combinazione di terapie che possano attaccare la malattia da diversi fronti”. La collaborazione multidisciplinare nella gestione del paziente colpito da questa neoplasia è cruciale. Il “Dipartimento melanoma e tessuti molli” rappresenta una vera e propria task force multidisciplinare composta da specialisti provenienti da diverse aree. Si tratta di un dipartimento di patologia, non di una semplice divisione. Le Regioni settentrionali fanno registrare la maggiore incidenza, seguite da quelle del Centro e del Sud (in Campania ogni anno sono circa 700 le nuove diagnosi). L’età dei malati si sta abbassando progressivamente. Dieci anni fa i giovani rappresentavano solo il 5% dei casi. Oggi il 20% dei casi viene riscontrato in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. “Il motivo – conclude il prof. Ascierto - è riconducibile agli errori compiuti in passato, in particolare all’abitudine a una scorretta esposizione solare durante l’infanzia. I malati di oggi sono i bambini di ieri che hanno accumulato nel corso degli anni una serie progressiva di eritemi solari”. |
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I GIOVANI E LA DONAZIONE DEGLI ORGANI |
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Torino, 14 febbraio 2012 - La Regione Piemonte ha elaborato, in collaborazione con il Coordinamento Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di organi e tessuti (Crp) e la Direzione scolastica regionale, un progetto per sensibilizzare i giovani piemontesi sull’importanza della donazione degli organi. Due le iniziative previste ed illustrate il 13 febbraio dal presidente della Regione, Roberto Cota, dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco de Sanctis, dal coordinatore regionale delle donazioni e dei prelievi di organi e tessuti, Pierpaolo Donadio, e da Giuseppe Naretto, autore di un testo teatrale ed anestesista rianimatore dell’ospedale Giovanni Bosco di Torino. La prima è la commedia “Due di cuori”, che sarà proposta agli alunni delle scuole superiori il 14 febbraio a Torino (Teatro Ragazzi), il 23 febbraio a Biella (Teatro Villani), il 28 febbraio a Novara (Teatro Coccia), il 29 febbraio a Vercelli (Teatro Civico), il 6 marzo ad Asti (Centro Giraudi), il 7 marzo a Cuneo (Teatro Toselli), il 21 marzo ad Alessandria (Teatro Ambra), il 26 marzo a Verbania (Istituto Cobianchi). E’ la storia di tre personaggi che si incontrano in un parco. All’inizio è il lungo racconto di una donna a rivelarne i dolorosi particolari, ma con toni leggeri, quasi ironici. In un’atmosfera rarefatta, a tratti quasi comica, a tratti intensa e profonda, irrompono prima un giovane, poi una ragazza, in un succedersi di intrecci e rivelazioni dove “chi stava per morire è rinato, e chi è morto, in qualche modo ha continuato a vivere”. Allo spettacolo segue un breve intervento formativo, tenuto da un medico, sulle principali problematiche riguardanti la donazione. L’altra iniziativa è l’invio ai ragazzi che compiono 18 anni, grazie alla collaborazione di molti Comuni piemontesi, di una lettera con la quale il presidente Cota e il dottor Donadio invitano a vivere in prima persona la solidarietà prendendo in considerazione la possibilità di diventare donatori di sangue e di organi. “E’ dai giovani che si forma una coscienza collettiva e può svilupparsi una nuova educazione civica, ed è il motivo per cui puntiamo su di loro con questa campagna - ha rilevato Cota - Il Piemonte è la regione che nel 2011 ha riscontrato i migliori risultati d’Italia sulle donazioni con 26 donatori per milione di abitanti. E’ un dato di cui possiamo vantarci. Significa che ci sono strutture d’avanguardia per effettuare i trapianti, associazioni di volontariato di livello e che è stato fatto un lavoro positivo nella sensibilizzazione, e per questo ringrazio tutti gli operatori del settore per l’impegno profuso ed i risultati ottenuti”. “La scuola - ha sottolineato de Sanctis - è il primo riferimento per quella parte della società civile che quotidianamente si interroga su come certe scelte e comportamenti nel campo medico e, in generale, della salute, possano contribuire a costruire una società più equa e attenta ai bisogni degli altri. Questo progetto ne costituisce uno dei migliori esempi: la scuola si può mettere in rete e cooperare con gli altri attori sociali, politici e culturali che caratterizzano e concorrono allo sviluppo delle comunità. L’educazione alla donazione degli organi, che è anche educazione alla responsabilità individuale e alla cittadinanza, è una delle sfide del nostro tempo che ha il suo punto di forza proprio nella consapevolezza della necessità di una continua interazione e generosa interdipendenza e umanità”. La commedia “Due di cuori” e la lettera ai maggiorenni sono i risultati prodotti dalla sinergia avviata dalla fine dell’estate scorsa con le associazioni di volontariato che si occupano della donazione di organi e tessuti e che ha portato alla redazione di un depliant informativo che illustra le principali finalità di ciascuna associazione. Durante la conferenza stampa è stato distribuito un depliant informativo sulla donazione e il trapianto frutto della sinergia avviata dalla fine dell’estate scorsa con le associazioni di volontariato che si occupano della donazione di organi e tessuti. Infine, sono stati resi noti i dati sulla donazione e sul trapianto di organi nel 2011, che fanno del Piemonte la migliore regioni d’Italia con 26 donatori per milione di abitanti: su 48.8 segnalati ne sono stati utilizzati 25.6. Il consenso delle famiglie alla donazioni si è attestato al 68%. Per raggiungere l’obiettivo di aumentare il più possibile questo dato e portare a livelli ancora migliori il sistema occorre proseguire le iniziative di informazione e di collaborazione. |
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CONSULTORIO TRANSGENERE, COLLABORAZIONE TRA ASL DI VIAREGGIO E AOU PISANA
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Firenze, 14 febbraio 2012 – Un Consultorio Transgenere con un’équipe multidisciplinare in grado di assistere le persone con disturbi dell’identità di genere, seguendole per l’intero percorso di riconoscimento del proprio sesso, fino all’eventuale intervento chirurgico. Lo istituisce una delibera di giunta, che nel corso dell’ultima seduta ha approvato il progetto presentato dalla Asl 12 di Viareggio in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, finanziandolo con 72.800 euro per il 2012. Contemporaneamente, Asl 12 e Aoup hanno firmato un protocollo che ratifica il progetto, in cui il servizio sanitario si fa carico dell’intero percorso, dall’accoglienza, all’assistenza psicologica e legale, alle indagini diagnostiche, le terapie ormonali, l’intervento per il cambiamento di sesso. “E’ di pochi giorni fa l’intervento eseguito al Cisanello di Pisa da due équipe coordinate dal professor Girolamo Morelli, grazie al quale una donna è diventata uomo. Il primo intervento di questo tipo in Toscana – commenta l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – Per lo stesso intervento, ora in lista di attesa al Cisanello ci sono già 10 donne. Quella di cambiare sesso è sempre una scelta molto sofferta. Qualunque sia il percorso, il servizio sanitario toscano vuole essere al fianco delle persone che lo intraprendono, offrendo loro tutta l’assistenza necessaria e mettendo a disposizione tutti gli specialisti, dallo psicologo al legale al chirurgo, che possano supportarli nelle loro scelte”. Il Consultorio Transgenere di Viareggio, gestito da un’associazione transessuale, di fatto svolge da anni attività di consulenza per la Toscana e le regioni limitrofe. Il protocollo tra Asl 12 a Aoup, e la delibera di giunta ufficializzano la collaborazione tra Consultorio, Asl 12 e Aoup. Tutti gli operatori del Consultorio seguiranno percorsi di formazione e aggiornamento. Tutte le iniziative saranno in linea con standard nazionali e internazionali. Queste le tappe per la persona che si rivolge al Consultorio Transgenere: accoglienza e presa in carico attraverso riunioni di équipe tra responsabile dell’accoglienza, psicoterapeuta e psichiatra; colloqui di valutazione della condizione di disturbo dell’identità di genere sessuale con psicoterapeuta e psichiatra; terapia ormonale sostitutiva; esami per la riattribuzione chirurgica di sesso; riattribuzione chirurgica di sesso; riassegnazione anagrafica di sesso; follow up per almeno 6 mesi dopo la riassegnazione di sesso Il Consultorio Transgenere finora attivo a Viareggio, negli anni 2010-2011 ha avuto in carico 35 utenti, di cui 18 nuovi utenti dal marzo 2011 ad oggi (12 dalla Toscana, 3 dalla Liguria, 1 dalla Sicilia, 1 dall’Emilia Romagna, 1 da San Marino). Nel periodo marzo-settembre 2011 il personale specializzato ha prestato complessivamente 250 ore: 38 ore di accoglienza e colloqui informativi, 134 di psicologia e psicoterapia, 23 di psichiatria, 11 di consulenza legale, 44 di attività di gruppo mutuo e auto aiuto. |
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PAOLO GALASSI, NUOVO DIRETTORE GENERALE DELL´AZIENDA OSPEDALI RIUNITI DI ANCONA |
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Ancona, 14 Febbraio 2012 - E´ stato presentato ieri mattina alla stampa il nuovo direttore generale dell´Azienda Ospedali Riuniti di Ancona Paolo Galassi, 59 anni, originario di Macerata, che sostituira` Gino Tosolini, grande professionista prematuramente scomparso nel settembre scorso. La nomina di Galassi e` avvenuta d´intesa tra la Regione e l´Universita`. ´Abbiamo scelto ´ ha spiegato il presidente della Regione Gian Mario Spacca ´ di affidarci ad un uomo di comprovata esperienza, un elemento di stabilita` e continuita` con il lavoro svolto finora che ha come obiettivo quello di consolidare l´ospedale regionale ai piu` alti vertici di eccellenza. C´e` la volonta` della Regione di sostenere il direttore Galassi nella pienezza delle sue funzioni con il massimo supporto´. Galassi, oltre ad essere direttore amministrativo dell´Azienda Ospedali Riuniti di Ancona e` stato anche direttore nel periodo di malattia dell´ex direttore Tosolini e conosce molto bene la realta` di Torrette. Dal momento della scomparsa di Tosolini, attraverso uno specifico bando, la Regione aveva selezionato per la guida dell´azienda ospedaliera alcune figure di alto profilo che pero` poi hanno fatto venir meno la loro disponibilita` per ragioni diversi (o chiamati dal Ministero della Salute del nuovo governo tecnico o per nuovi incarichi conseguiti nelle strutture di provenienza). Su Guizzardi invece, non c´e` stata l´intesa con l`Universita`, nonostante le sue eccellenti competenze. Per questo motivo, in questa fase transitoria, si e` deciso quindi d´intesa con l´Universita` di affidare la struttura al direttore Galassi. ´Credo che Galassi sia la scelta piu` giusta e coerente - ha aggiunto l´´assessore alla Sanità Almerino Mezzolani ´ con la vocazione dell´azienda Ospedali Riuniti di Ancona esplicitata nei piani sanitari approvati ed in particolar modo l´ultimo che prevede una struttura di eccellenza punto di riferimento per tutta la regione´. Una vocazione pienamente condivisa da Galassi. ´L´intento ´ ha detto il neo direttore generale ´ e` quello di specializzare sempre piu` l´ospedale regionale cosi` da poter collaborare con le altre aziende del servizio sanitario marchigiano e ridurre al minimo la mobilita` passiva. In questo contesto sono necessari professionisti di altissimo livello e sara` quindi nostro impegno prioritario coprire i posti che eventualmente si renderanno vacanti con figure altrettanto competenti in grado di rafforzare e migliorare l´intera squadra´. Al Direttore del Dipartimento Salute Carmine Ruta infine il compito di ricordare che l´ospedale regionale dovra` esercitare sempre meno le funzioni di ospedale di rete (oggi sono piu` del 50%) deputate all´integrazione con le strutture di Jesi e Senigallia e sempre piu` quelle di alta specializzazione. Galassi eredita un´azienda sana dal punto di vista finanziario. Dal 2007 il bilancio si chiude infatti in pareggio e nel 2011 e` stato registrato anche un leggero attivo. Attualmente nella struttura lavorano 3.650 dipendenti di cui 578 medici ospedalieri e 102 universitari equiparati per posizione economica e stato giuridico. 513 sono invece gli specializzandi, 1.875 gli operatori dedicati all´assistenza, 215 gli impiegati amministrativi e tecnici. Il contratto di Galassi ha come data di scadenza maggio 2013, ossia il termine previsto per l´ex direttore generale Gino Tosolini. |
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ETICO GARANTIRE L’UTILIZZO CORRETTO E TRASPARENTE DELLE RISORSE PUBBLICHE
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Firenze, 14 febbraio 2012 – “Il fatto che la Pubblica amministrazione si dia un sistema di governo che garantisca il corretto e trasparente utilizzo delle risorse ha un grande valore etico. La legge 231 vale per le aziende private, non è obbligatoria per quelle pubbliche. A maggior ragione, noi che gestiamo risorse pubbliche dobbiamo darci strumenti che ci consentano di contrastare il più possibile il rischio di comportamenti fraudolenti”. L’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia ha partecipato ieri al convegno su “Organizzazione e controllo in sanità. Modelli 231 a confronto”, organizzato dalla Asl 10 di Firenze nella Sala Blu del Centro di Formazione del Fuligno, per approfondire le tematiche del decreto legislativo 231 nella sua sperimentale applicazione per le aziende sanitarie pubbliche. Il decreto legislativo 231 del 2001 ha introdotto in Italia una nuova forma di responsabilità degli Enti per gli illeciti commessi a loro interesse o vantaggio da persone fisiche che risultano legate agli Enti stessi (amministratori, dirigenti, dipendenti, terzi). Questa legge impone degli obblighi alle aziende private, non a quelle pubbliche. L’azienda sanitaria di Firenze, nell’intento di promuovere e migliorare la propria missione di tutelare i diritti di salute dei cittadini, anche attraverso sistemi di gestione sempre più evoluti, nel 2011 ha deciso di adottare volontariamente, sebbene non tenuta a farlo, i principi fondamentali previsti dal decreto 231. In Toscana, quella fiorentina è la prima Asl ad avere intrapreso questo percorso, formalizzando l’adozione del modello organizzativo 231, unitamente al Codice etico dell’azienda. L’adozione di modelli organizzativi e di codici etici va considerata anche da parte delle aziende sanitarie come un’occasione di migliorare organizzazione e gestione interna, consentendo di elevare il livello della qualità delle prestazioni, la competitività, l’attrattività e l’immagine aziendale. “Vorrei che questo percorso già intrapreso dall’azienda sanitaria di Firenze – ha detto l’assessore – fosse esteso a tutte le Asl della Toscana. Lo dobbiamo ai cittadini e ai fornitori”. |
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LAVORO DOMESTICO E DI CURA IN FAMIGLIA DAL 15 FEBBRAIO FORMAZIONE A DOMICILIO PER ASSISTENTI FAMILIARI QUINDICI PARTECIPANTI AL CORSO IN PARTENZA NELL’AMBITO DI MONFALCONE |
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Monfalcone, 14 febbraio 2012 - Formazione delle badanti direttamente al domicilio della persona assistita, in partenza il 15 febbraio un corso riservato ai lavoratori extraeuropei residenti nell’Ambito di Monfalcone. Il corso, organizzato dalla Cooperativa sociale Itaca in collaborazione con l’Ambito distrettuale di Monfalcone e inserito all’interno del progetto pilota “Formazione in situazione, lavoro domestico e di cura in famiglia”, conterà 15 partecipanti (su 15 posti disponibili) di provenienza extraeuropea. L’innovazione del percorso, la cui conclusione è prevista ad aprile 2012, sta nella possibilità di formare le corsiste direttamente a domicilio per tutti i moduli che prevedono una sorta intervento a casa della persona accudita. Per i moduli pratici, infatti, ogni assistente sarà affiancata da un operatore qualificato nel settore. Il corso è già stato sperimentato nell’Ambito 6.1 composto dai Comuni di Aviano, Brugnera, Budoia, Caneva, Fontanafredda, Polcenigo e Sacile (ente capofila). Positiva la risposta positiva delle partecipanti al corso con le loro diverse culture e le loro particolari necessità. Le considerazioni positive ricevute sul percorso formativo in avvio sono state diverse, e non solo dalle assistenti ma anche da molte famiglie. Diversi familiari hanno infatti ringraziato Itaca per i moduli formativi proposti, nonché per la professionalità e competenza dei docenti individuati dall’ufficio formazione, che da anni si occupa in diversi ambiti dei percorsi formativi, non solo del personale interno. Il che ha fornito alla Coop friulana la spinta e la motivazione necessarie per predisporre il nuovo corso che sarà attivato a breve nel territorio di Tarcento. Il progetto più in generale - cofinanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi (Fei) 2007-2013 e dal Ministero dell’Interno - nasce in risposta all’aumento, sempre maggiore negli anni, dell’età media di vita, che ha portato ad una significativa crescita della popolazione anziana e quindi di coloro che presentano caratteristiche di non autosufficienza totale o parziale. A tale fenomeno si è di conseguenza aggiunto quello della crescente richiesta di assistenti familiari da parte delle famiglie che hanno sempre più difficoltà ad accudire i propri cari, al fine di evitare o procrastinare al massimo il ricovero in strutture socio assistenziali e sanitarie. Peraltro sempre più spesso vengono impiegate nell’attività di cura persone che, oltre ad essere straniere, la maggior parte delle volte non hanno le competenze necessarie per il lavoro di cura. La Cooperativa Itaca, che da anni opera nel settore dei servizi socio assistenziali e sanitari, ha ritenuto di poter offrire una risposta adeguata a tale situazione di bisogno attraverso il percorso di formazione per assistenti familiari. L’esperienza dei soggetti proponenti rivela infatti, come una delle maggiori criticità, l’impreparazione delle lavoratrici dal punto di vista professionale, provenienti spesso oltre che da Paesi diversi anche da percorsi lavorativi e scolastici differenti rispetto al settore dell’attuale impiego. Il corso è un’opportunità per acquisire conoscenze e suggerimenti pratici, interagire con esperti, scambiare esperienze e condividere percorsi. Servirà inoltre per migliorare e perfezionare le competenze professionali e linguistiche. L’obiettivo è quello di formare le assistenti familiari presenti sul territorio, dando la garanzia di una maggiore tutela per l’assistito in virtù delle competenze maturate dall’assistente familiare. Nelle 40 ore di formazione previste ci si pone tra i tanti obiettivi quelli di incentivare la permanenza nella propria casa delle persone non autosufficienti attraverso un servizio di cura di qualità, ma anche di favorire l’integrazione dei cittadini extracomunitari in un quadro di legalità e coesione sociale, mantenere e/o recuperare il benessere psicofisico dell’utente, cercando di ridurre i rischi di emarginazione ed isolamento. Attraverso i moduli formativi si propone inoltre di far acquisire alle partecipanti la capacità di identificazione dei bisogni e delle problematiche fisiche, psicologiche, assistenziali e curative delle persone anziane, migliorare le loro abilità comunicative, relazionali e sociali in modo da consentire un adeguato rapporto interpersonale con l’utente e, dove presente, con il nucleo familiare. Migliorare le loro abilità legate alla cura e igiene della persona e dell’ambiente approfondendo la loro conoscenza dei principi di educazione alimentare, nozioni di igiene personale e ambientale, elementi di pronto soccorso. Il progetto è cofinanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi (Fei) 2007-2013 e dal Ministero dell’Interno. A realizzare i 7 percorsi formativi previsti quattro Cooperative sociali della regione, le Cooperative Lybra (beneficiario capofila) e La Quercia di Trieste, la Cooperativa sociale Itaca di Pordenone e la Cooperativa Codess Fvg di Udine. Www.facebook.com/cooperativaitaca |
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AVVIATO IN SICILIA PROGETTO PER INSERIMENTO LAVORATIVO DEI DOWN |
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Palermo, 14 febbraio 2012 - E´ operativo all´interno dell´assessorato regionale della Salute un progetto pilota per l´avviamento al lavoro di quattro giovani down (tre ragazzi e una ragazza) ai quali sono stati affidati compiti di accoglienza e comunicazione. I ragazzi, Fabiola Carabillo´, Francesco Gliubizzi, Giuseppe Lupo e Francesco Arena sono divisi tra le sedi dei due dipartimenti dell´assessorato. Per loro e´ previsto un impegno di tre ore al giorno, dal lunedi´ al venerdi´. A seguirli nella loro attivita´ ci sono due tutor, Mauro Burgio e Marcella Rizzo, e una psicologa, Daniela Raineri, messi a disposizione dall´Associazione Famiglie Persone Down di Palermo. L´associazione dei familiari, nel corso di un incontro avvenuto qualche settimana fa, aveva esposto la necessita´ di accompagnare l´attivita´ del Centro di riferimento per i Down - istituito con decreto dell´assessore gia´ un anno fa - spiegando come, finita la scuola, per i ragazzi down ci sia il rischio di perdere le competenze sociali acquisite perche´ manca un tessuto che li accolga. "Credo molto in questo progetto - ha commentato l´assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, che ha fortemente voluto portare avanti questa iniziativa - e sono convinto che aprira´ la strada ad altre iniziative del genere, magari da estendere ad altre aziende sanitarie della regione o in altri uffici pubblici della Regione siciliana. Il progetto sta dando ottimi risultati considerato che i ragazzi sono molto gentili, disponibili e comunicativi e svolgono compiti di assoluta utilita´ come la distribuzione della posta, le fotocopie, la scannerizzazione di documenti, l´accompagnamento dei visitatori nei vari uffici e la illustrazione al pubblico di progetti socialmente utili come ad esempio "Farmadono", il progetto per donare farmaci non piu´ in uso in modo che possano essere utilizzati dai meno abbienti con l´ausilio dei servizi farmaceutici delle Asp. E´ un modo serio per aiutare questi giovani ad aiutarci, per favorire la cultura dell´integrazione nel rispetto delle diverse abilita´ di ciascuno". "Riconosciamo all´assessore Russo un diverso modo di affrontare i problemi - ha detto il presidente dell´Associazione Famiglie Persone Down, Giuseppe Rocca -, noi siamo entrati con una richiesta e ne siamo usciti con una proposta! L´assessorato ha istituto il Centro, coordinato dalla dottoressa Maria Piccione, di cui si sentiva forte bisogno per meglio programmare l´attivita´ che fino all´anno scorso viveva di progetti annuali che non garantivano continuita´ assistenziale. Le direzioni aziendali di Villa Sofia Cervello e Asp stanno operando per razionalizzare e migliorare l´accesso alle cure: adesso puntiamo, per esempio, a far fare gli esami di routine tutti in unico giorno, alleggerendo il peso delle famiglie. Speriamo che altre istituzioni abbiano la stessa sensibilita´ e possano prevedere l´inserimento lavorativo di questi ragazzi". "Per loro - dice Rosalia Spinnato, uno dei genitori - e´ importante non disperdere quel patrimonio di competenze sociali costruito giorno per giorno a scuola. Un progetto di inserimento professionale ne aiuta lo sviluppo e la crescita dell´autonomia, importantissima per il "dopo di noi", nella speranza che al percorso sanitario si possa accostare al piu´ presto un percorso sociale di inclusione, anche lavorativa." |
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PATENTINO DEL SESSO SICURO, UN TEENAGER SU 2 BOCCIATO ALL’ESAME AL VIA CORSI DI PREVENZIONE AGLI STUDENTI PER ‘RECUPERARE PUNTI’ IL 59% DEI GIOVANI RITIENE AFFIDABILE IL COITO INTERROTTO E IL 51% CONSIDERA SUPERFLUA L’ACCOPPIATA PILLOLA E PRESERVATIVO. DAI GINECOLOGI LA PRIMA GUIDA CON LA TEORIA E I QUIZ DI AUTOVALUTAZIONE |
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Milano, 14 Febbraio 2012 – Presentati a Milano i risultati di un sondaggio su 1000 ragazzi dal vivo e su www.Sceglitu.it Oltre la metà dei ragazzi italiani ignora le regole basilari della sessualità consapevole: il 51% ritiene la doppia protezione (pillola e preservativo) inutile, o addirittura di ostacolo al rapporto. E ancora, il 71% si crede al riparo dalle malattie sessualmente trasmissibili (Mst) perché si fida del partner, il 28% adotta meno precauzioni dopo la “prima volta”, il 54% si affida alla contraccezione di emergenza (che nel 2011 ha registrato un +4% con 357.800 unità vendute, oltre la metà nelle under 20) e il 59% al coito interrotto. “Un adolescente su 2 si mette alla guida della sessualità senza conoscere il “codice della strada” – afferma la prof.Ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia del San Raffaele Resnati di Milano nel commentare i risultati del sondaggio promosso dal progetto “Scegli Tu” nel gennaio 2012. Per colmare questa lacuna i ginecologi hanno messo a punto il “patentino dell’amore sicuro”, un opuscolo che da oggi potrà essere da loro utilizzato nelle scuole per rendere più fruibile l’educazione sessuale ed offrire agli studenti un immediato e quantificabile riscontro delle proprie competenze. Come l’analogo manuale di guida, si compone infatti di una prima parte dedicata alla teoria (dai segnali di pericolo – gravidanza e Mst, a quelli di divieto – affidarsi alle tante bufale in circolazione, agli obblighi – la contraccezione) e di quiz per mettersi alla prova. Alla fine, è possibile conteggiare i punti accumulati o persi per un auto-esame. “I giovani sono pieni di false convinzioni. Il 27% crede che la pillola sia adatta solo alle maggiorenni, il 23% pensa che la visita ginecologica sia impossibile per una ragazza vergine – continua il prof. Nicola Surico, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) -. Noi riteniamo che coinvolgerli, maschi e femmine, sia determinante per promuovere una vera e propria “alfabetizzazione” alla salute e alla promozione di stili di vita corretti, anche in campo riproduttivo e sessuale. Una consulenza contraccettiva appropriata rappresenta un fondamentale intervento di prevenzione, tanto più efficace quanto più personalizzata sul nostro interlocutore. Per questo, iniziative come il “Patentino”, che parlano la stessa lingua dei giovani, sono vincenti”. L’opuscolo, disponibile da oggi su richiesta al sito www.Sceglitu.it per tutti i medici, gli educatori e i genitori, sarà inoltre distribuito ai ginecologi del territorio. “È importante che uno strumento dedicato ai giovani arrivi anche agli adulti che con loro si relazionano – afferma la prof.Ssa Chiara Micheletti, psicologa e psicoterapeuta dell’Università “Bocconi” di Milano –, non solo per condividere un linguaggio comune ma anche perché tenere in mano un opuscolo aiuta ad aprirsi meglio, stimola a far domande, crea più facilmente la discussione, con tempi di conversazione e di ascolto più efficaci”. Il sondaggio ha coinvolto 1000 ragazzi intervistati dal vivo a Milano, Roma e Napoli e che hanno risposto nel sito. La misura del vuoto informativo è evidente dalle centinaia di richieste che giungono ogni settimana nell’area “l’esperto risponde” di Scegli tu. “In testa alla classifica dei dubbi più frequenti si trovano le domande sulla pillola contraccettiva che rimane tuttora “misteriosa” per molte ragazze - commenta la prof.Ssa Graziottin -. Le bufale e i falsi miti si sprecano: dalla necessità di interrompere l’assunzione, alla durata della copertura contraccettiva, alle sue conseguenze sul fisico e il desiderio. Spiegare quanto questo anticoncezionale, il più sicuro in assoluto, possa essere alleato della salute e anche della bellezza è una misura fondamentale per ridurre in maniera concreta le gravidanze indesiderate e proteggere la fertilità delle nostre giovani. Secondo il principio della ricompensa infatti ciascuno continua nel tempo il comportamento che dà maggiore soddisfazione fisica ed emotiva. La pillola non fa eccezione: ogni donna ha più probabilità di continuare a usarla se le garantisce una perfetta sicurezza aumentando allo stesso tempo il benessere personale. Allo stesso tempo dobbiamo spiegare l’importanza di non abbassare la guardia nei confronti delle Mst anche quando si conosce bene il partner, perché non possiamo sapere che rapporti ha avuto in passato e le infezioni possono restare silenti anche per molto tempo”. L’opuscolo dedica ampio spazio alla contraccezione: dal “libretto di istruzioni” per la pillola, all’obbligo di indossare il “casco” per approfondire tutti i vantaggi del preservativo. Ma insiste anche sulla “manutenzione del veicolo” per spiegare come sono strutturati e come funzionano gli apparati riproduttori maschili e femminili, dai “lavori in corso” (mestruazioni) al “tagliando annuale” cioè la visita periodica di controllo dallo specialista. “La preservazione della fertilità e della salute riproduttiva delle giovani donne rientra fra le priorità della Sigo – spiega il presidente Surico -. A questo proposito, non solo siamo impegnati sul fronte della contraccezione consapevole ma anche nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, in particolare del virus Hpv (con un gruppo di lavoro dedicato) e nel trattamento dell’endometriosi (una malattia che molto spesso determina sterilità)”. Proporre progetti innovativi è un “marchio di fabbrica” di Scegli Tu che negli anni ha prodotto numerosissimi materiali, tutti disponibili gratuitamente su richiesta, grazie al sostegno di Bayer al progetto. In particolare, è stato realizzato il “Kit per l’educazione sessuale” comprensivo di opuscoli di approfondimento, test, poster e slide per supportare i medici che in ogni parte d’Italia si recano nelle classi per sensibilizzare/formare gli studenti. “La chiave di accesso al mondo dei giovani - conclude la prof.Ssa Micheletti – è incuriosirli e stimolarli. In molti casi sono consapevoli di non sapere ma l’età li porta spesso a non chiedere per non sembrare disinformati o immaturi. Fra di loro si raccontano tutto e il contrario di tutto e i più influenzabili ne pagano le conseguenze. Questa nuova iniziativa, entrando nel loro “vissuto emozionale positivo”, avrà un sicuro riscontro perché è un’idea nuova, evoca il patentino per lo scooter cui tutti tengono, richiama il gioco e non è allarmistica”. |
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DAL MINISTERO DELL’ECONOMIA E FINANZE ARRIVANO 53 MILIONI DI EURO PER LA SANITÀ CALABRESE |
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Catanzaro, 14 febbraio 2012 - Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di erogare alla Regione Calabria 53.500.000 euro, per l’attuazione di Progetti attinenti agli “Obiettivi di Piano Sanitario Nazionale. Si tratta di un finanziamento che non rientra nel fondo sanitario regionale - informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale - poiché sono risorse finanziarie aggiuntive a destinazione vincolata per consentire alla Regione di sviluppare, nel campo della sanità, importanti attività che incrementino la qualità del Servizio Sanitario Regionale. Questo importante riconoscimento giunge al termine di un’intensa attività ed una forte integrazione tra il Dipartimento Tutela della Salute dell’ente e le Aziende Sanitarie a cui si è chiesto di istituire una Task Force per implementare le azioni previste dagli “Obiettivi di P.s.n.” al fine di dare continuità, per il prossimo biennio, ai progetti che dovranno trasformarsi in “Attività istituzionali”. Ciò consentirà di rispondere positivamente ai bisogni di salute di malati affetti da Alzheimer o da Sla, attivare nella nostra Regione un qualificato trasporto neonatale e materno, favorire il parto naturale e senza dolore, potenziare ulteriormente la donazione del cordone ombelicale che ha raggiunto già un buon risultato di donazioni, potenziare gli hospices per malati terminali e la rete delle cure palliative, assistere a domicilio, restituendoli alle loro famiglie, pazienti cronici in stato di minima coscienza o in stato vegetativo e contrastare concretamente l’osteoporosi. I fondi sono stati erogati secondo un criterio stabilito, il 30% a seguito della rendicontazione da parte del Dipartimento Tutela della Salute delle attività avviate nell’anno precedente, il 70% della somma per consolidare nell’anno in corso le stesse iniziative o avviarne di nuove. Per entrare nel dettaglio sono state finanziate varie linee progettuali: le cure primarie, la non autosufficienza, la promozione di modelli organizzativi assistenziali dei pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza nella fase di cronicità, le cure palliative e la terapia del dolore, gli interventi per biobanche di materiale umano, la sanità penitenziaria ed ancora l’attività motoria per la prevenzione delle malattie croniche e per il mantenimento dell’efficienza fisica nell’anziano, la tutela della maternità e promozione dell’appropriatezza del percorso nascita, la salute mentale ed il piano nazionale della prevenzione. |
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SANITA IN CAMPANIA, CALDORO: OTTIMI RISULTATI SU CONTENIMENTO SPESA |
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Napoli, 14 febbraio 2012 - "Stiamo raggiungendo risultati significativi nella sanità. Il contenimento dei conti, il rigore, la lotta agli sprechi rappresentano le linee sulle quali ci stiamo muovendo. Una strategia che punta alla qualità dei servizi e delle prestazioni in una situazione generale che rimane critica.” E´ quanto sottolineato il 10 febbraio Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania. "Il generale Scoppa sta svolgendo un ottimo lavoro che consente oggi alla Asl Na1 di contare su invidiabili performance. E´ un gioco di squadra che funziona grazie al sostegno di riconosciute professionalità che operano nel settore, delle forze sociali e dei cittadini che comprendono lo sforzo che abbiamo avviato. "La situazione complessiva della sanità campana – aggiunge il presidente - rimane difficile perchè ci confrontiamo con un debito strutturale molto pesante e perchè registriamo una riduzione dei trasferimenti rispetto agli ultimi anni. Le iniziative messe in campo ci consentono però di essere moderatamente ottimisti. I risultati vengono riconosciuti dal Ministero e dalle agenzie competenti. Siamo fra i migliori in Italia. “L´obiettivo è quello di offrire sempre migliore qualità ai cittadini”, conclude Caldoro. |
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ERRORI ED I DISAVANZI SANITARI: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA GIUSEPPE SCOPELLITI HA INVIATO UNA DETTAGLIATA LETTERA AL PRESIDENTE LEOLUCA ORLANDO |
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Catanzaro, 14 febbraio 2012 - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha inviato, l’ 11 febbraio, una dettagliata lettera al Presidente della Commissione parlamentare d´inchiesta sugli errori ed i disavanzi sanitari regionali Leoluca Orlando. Nella missiva, il Governatore Scopelliti traccia il quadro generale dello stato di attuazione del Piano di Rientro, per come richiesto precedentemente dal Presidente Orlando, partendo dalla nomina a Commissario per l´attuazione del suddetto Piano a causa delle accertate inadempienze degli impegni sottoscritti nel 2009. Nella lettera il Presidente Scopelliti spiega che si è proceduto, come priorità, alla ridefinizione della rete territoriale, di quella ospedaliera e della rete emergenza-urgenza attraverso il Decreto 18/2010, così come concordato al Tavolo interministeriale con il supporto dei vari organi tecnici preposti, a partire da Agenas. "Il criterio di guida di tale riassetto è stato quello dell´appropriatezza delle prestazioni - scrive Scopelliti nella qualità di Commissario ad acta per il Piano di Rientro - e mi sono direttamente confrontato con i Sindaci dei Comuni le cui strutture ospedaliere sono interessate da tale processo". Nella lettera il Presidente Scopelliti spiega come qualche amministratore abbia anche presentato ricorso alla Magistratura avverso il Decreto 18/2010 senza trovare accoglimento e pone l´accento sul fatto che alcuni presidi siano stati difesi da esponenti politici prescindendo dalle reali risposte che essi potevano fornire al territorio, in quanto carenti e ad alto rischio. Il Governatore Scopelliti si concentra in particolare sulle strutture citate dal Presidente Orlando nella sua nota: "Nessun decreto prevede l´accorpamento del presidio di Melito Porto Salvo per il quale bisogna pensare ad una seria riorganizzazione. In merito a quello di Soveria Mannelli - continua Scopelliti - al momento dell´insediamento del Commissario Straordinario dell´Asp di Catanzaro le Unità Operative di Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia erano inattive e il personale di Ostetricia, che vi stazionava senza poter svolgere le proprie mansioni, è stato riassegnato presso altre sedi dell´Asp attive e produttive. I dati, inoltre, indicano chiaramente come tale struttura non sia stata ridimensionata ma riconfigurata secondo le esigenze della rete ospedaliera, in linea con il Decreto 18/2010. Per quanto concerne le strutture di Praia a Mare e Trebisacce - continua il Governatore Scopelliti - aldilà del neologismo recentemente creato di "ospedali di confine" esse trovano configurazione e funzioni nello stesso Decreto, così come quella di Scilla in cui è già stata avviata la fase di riconversione. Tali presidi dovranno cessare le proprie funzioni entro il 30/03/2012 ed essere riconvertiti in Centri di Assistenza Primaria Territoriale". Il Presidente Scopelliti afferma, inoltre, che a breve sarà inviata una dettagliata lettera sugli interventi di edilizia sanitaria. "La costruzione di un nuovo sistema - afferma il Governatore della Calabria - è un´opera complessa sia in fase di progettazione che di realizzazione, tanto più nella sanità dove l´interesse preminente è quello di tutelare il diritto alla salute dei cittadini, costituzionalmente garantito. In Calabria si è avviata una fase per creare un sistema efficiente ed efficace, in un´ottica di razionalizzazione delle risorse e di contenimento della spesa. Ritengo che i risultati fin qui raggiunti siano soddisfacenti ma migliorabili, con il contributo costruttivo di tutte le forze politiche e sociali e degli operatori del settore. La ringrazio, infine, per la particolare attenzione che presta alle problematiche sanitarie della Calabria - conclude il Governatore Scopelliti nella lettera inviata al Presidente Orlando - che auspico vorrà estendere anche alle altre Regioni che si trovano in costanza di Piano di Rientro". |
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INAUGURATI NUOVI REPARTI ALL’OSPEDALE DI LAMEZIA TERME |
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Catanzaro, 14 febbraio 2012 - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha partecipato, il 10 febbraio, all’inaugurazione del nuovo centro unico prelievi, del nuovo servizio denominato “Progetto sangue” e dei locali che ospiteranno il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Lamezia Terme. Al termine dell’inaugurazione si è tenuta una conferenza stampa avente come oggetto il bilancio dell’attività dell’Asp di Catanzaro e le iniziative nel comprensorio lametino. All’appuntamento con i giornalisti hanno partecipato, oltre a Scopelliti, Gerardo Mancuso direttore generale dell’Asp di Catanzaro, il dirigente generale della presidenza Franco Zoccali ed il dirigente del settore piano di rientro Gianluigi Scaffidi. “In un anno e mezzo – ha affermato il Presidente Scopelliti - ho visitato già quattro volte questa struttura, anche per via di una serie di inaugurazioni di reparti e nuovi servizi al cittadino. Abbiamo ridotto gli sprechi, razionalizzato alcuni costi, offrendo, al contempo, maggiori servizi sanitari e di qualità. Sono contento per il lavoro che si sta portando avanti in una stagione di ristrettezze in cui dobbiamo cercare di recuperare risorse e spenderle bene. Alcune risposte stanno arrivando, l’auspicio è quello di consolidarle e rafforzarle nel tempo, superando ogni difficoltà. Questo credo che sia il grande desiderio dei cittadini calabresi – ha concluso il Governatore Scopelliti - ossia una sanità di qualità, e noi vogliamo raggiungere questo risultato”. |
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FVG: APPROVAZIONE PRELIMINARE LINEE GUIDA PER PIANI DI ZONA |
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Trieste, 14 febbraio 2012 - Su proposta del presidente della Regione, Renzo Tondo, titolare della delega alla Salute e alle Politiche sociali, la Giunta regionale ha approvato in via preliminare le "Linee guida per la predisposizione dei Piani di zona (Pdz)" per il triennio 2013-2015. I Pdz sono i documenti di programmazione territoriale che determinano le politiche sociosanitarie rivolte alla popolazione. Essi dovranno essere redatti da tutti i servizi sociali dei Comuni entro la fine dell´anno. Come spiega lo stesso Tondo, le linee guida approvate il 10 febbraio si pongono in continuità con la programmazione precedente, conclusa nel 2008, e tengono conto delle modifiche e delle innovazioni legislative di settore intervenute negli ultimi anni. Esse hanno "il preciso obiettivo di promuovere dei Pdz che, pur mantenendo il rigore della precisione tecnica, siano leggibili e comprensibili anche ai non addetti ai lavori". In questo senso "i Pdz dovranno essere propositivi: non mere affermazioni teoriche o descrizione dell´esistente, ma autentica programmazione di interventi e di servizi; loro caratteristica dovrà essere il realismo e la sostenibilità, cioè gli obiettivi indicati dovranno essere concretamente raggiungibili con le risorse a disposizione; ciascun Pdz inoltre dovrà essere completo, includendo tutta la programmazione di uno specifico territorio, ma anche flessibile, e dunque aggiornabile annualmente a seconda delle esigenze". La definizione e la condivisione dei contenuti delle linee guida è stata condotta con un metodo ampiamente partecipativo, attraverso il coinvolgimento di tutti i diversi portatori di interesse in un´ottica di welfare di comunità. Una concertazione che ha quindi coinvolto Aziende sanitarie, Distretti, Conferenza permanente, Servizi sociali dei Comuni, associazioni di volontariato, organizzazioni sindacali, Amministrazioni provinciali, Consulta dei disabili, enti gestori dei servizi alla disabilità. La bozza del provvedimento va ora sottoposta al parere del Consiglio delle autonomie locali. |
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ESSENZE BAROCCHE INTORNO AI DIPINTI DI ALESSANDRO FERGOLA NELLA GALLERIA NAZIONALE DI PALAZZO SPINOLA GENOVA: 15 FEBBRAIO - 27 MAGGIO 2012 |
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Genova, 14 febbraio 2012 - La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, in stretta collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Genova, desidera proseguire l’importante percorso di dialogo con le arti contemporanee inaugurato nel 2009 con l’evento espositivo “Spinola Contemporanea”, scegliendo di inserire tre opere di Alessandro Fergola (Genova, 1942) - una delle quali oggi conservata nelle raccolte pubbliche della Galleria d’Arte Moderna di Genova - nelle sale espositive del secondo piano nobile della dimora nobiliare. In questo modo si intende proporre al pubblico il dialogo, con interessanti rimandi e suggestive contaminazioni, tra le opere barocche appartenenti alle collezioni della Galleria e le tele realizzate dal pittore Alessandro Fergola, la cui presentazione negli ambienti storici del palazzo rende evidente i contatti esistenti tra le opere seicentesche presenti nelle sale, con particolare riferimento alle testimonianze figurative di Grechetto, Domenico Piola e Gregorio De Ferrari, e il complesso e profondo linguaggio pittorico del maestro contemporaneo. Come puntualmente individuato da Maria Flora Giubilei, il maestro genovese rivela infatti “una ricerca rigorosa, metodica, puntigliosa” che lo “conduce a perlustrare esperienze dell’arte più o meno antica, tra le esuberanze cromatiche di un barocco opulento e sanguigno e il calore della tavolozza dei romantici internazionali. L’indagine non conosce respiro e pausa, scandaglia neri assoluti e voragini incommensurabili, scardina, annulla ogni figurazione precostituita, ogni elemento oggettuale per ricercare e trovare, in un gioco stringente e raffinato di luci improvvise e di colori accesi, ai limiti di una purezza cromatica alchemica, l’essenza di un’arte antica, la sua sinopia primigenia. Elementi di suggestione ectoplasmica, magneticamente evocati alla vista - “veri e immaginati a un tempo” per dirla con le parole ottocentesche di Domenico Morelli - affiorano dalle tenebre compatte di un abisso primordiale della coscienza segno dopo segno, pennellata dopo pennellata: a condurre la partita sulla tela, di notevoli dimensioni e, non di rado, tonda, c’è pur sempre una mano di architetto, dichiaratamente attratto dalla “conoscenza esatta”, dal “costruire”. Secondo la studiosa, Alessandro Fergola si configura dunque come “architetto-artista, collezionista d’arte, appassionato di musica e di letteratura, che nella pittura riesce a restituire la pienezza armoniosa e lieve di un’esperienza sinestetica complessa ricreando, in un’unica visione fantasmagorica e quasi eroica, strutturalmente robusta e magistralmente svolta, movimenti, fruscii, sensazioni tattili e sollecitazioni cromatiche”. Opere esposte- Nel salone del secondo piano nobile: Alessandro Fergola (Genova 1942), Entropia, olio su tela, cm 180 x 280, Genova, Galleria d’Arte Moderna (n. Inv. Gam 2459). Nel salotto Galeotti: Alessandro Fergola (Genova 1942), Tondo I-2011 senza titolo, olio su tela, diametro cm 180, Genova, Archivio dell’artista. Nella salotto Franceschini: Alessandro Fergola (Genova 1942), Sacro e Profano, olio su tela, cm 160 x 100, Genova, Archivio dell’artista. La commistione tra il contesto storico degli ambienti della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e le espressioni dell’arte contemporanea sarà sottolineato attraverso la collaborazione con la Giovine Orchestra Genovese (Gog), la quale, con il progetto “Barocco Contemporaneo”, nato proprio dall’osservazione delle opere di Alessandro Fergola, organizzerà presso il museo tre incontri dedicati all’ascolto di musiche barocche abbinate a composizioni moderne, eventi che saranno illustrati nella conferenza stampa di venerdì 24 febbraio 2012 alle ore 11 presso Palazzo Spinola di Pellicceria L’iniziativa sarà presentata dal Direttore Regionale dei Beni Culturali, arch. Maurizio Galletti, dal Soprintendente Franco Boggero, da Maria Flora Giubilei, da Farida Simonetti e, in particolare, da Nicola Costa e Pietro Borgonovo. Sarà presente Alessandro Fergola. La presenza dei dipinti di Alessandro Fergola a Palazzo Spinola è occasione per la pubblicazione, a cura della Sagep Editori di Genova, di un inquadramento critico dell’opera di Alessandro Fergola redatto da Maria Flora Giubilei e introdotto da Farida Simonetti, di cui di seguito i testi: Essenze Barocche - Nel 2009, in occasione del cinquantenario dell’apertura al pubblico di Palazzo Spinola come Galleria Nazionale, per la prima volta la storica dimora ha accolto nelle proprie sale le opere di un gruppo di artisti contemporanei che avevano accettato di trarre ispirazione da quegli ambienti in un dialogo aperto e fertile tra la sensibilità del mondo di oggi e l’arte barocca. La ricchezza di stimoli suggeriti da quell’esperienza, capace di offrire anche agli storici dell’arte antica spunti per una nuova, inedita, lettura delle opere, ha abbattuto l’esclusione dell’arte contemporanea dal palazzo creando il desiderio di successive stimolanti presenze. Con questo intento, quindi, si è con convinzione accolta la proposta di Maria Flora Giubilei, direttore della Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi, di accostare al movimento e alle cromie barocche delle opere di Palazzo Spinola i vortici cromatici dei dipinti di Alessandro Fergola come nuova efficace occasione di riflessione sulle più o meno inconsce permanenze dei linguaggi dell’antico nel nostro presente. Maria Flora Giubilei X+y=essenze Barocche - Architetto genovese classe 1942 e collezionista d´arte, con un curriculum internazionale e, alle spalle, avi napoletani paesaggisti e matematici - i Salvatore, i Francesco e i Nicola vissuti tra Sette e Ottocento -, Alessandro Fergola, curioso “senza pregiudizi” - come scrive - dei “nostri patrimoni di musica, poesia, pittura, scultura, architettura, tecnologie, strumentazioni, artigianato”, sin da un’infanzia guidata dal padre avvocato e pittore, dedica al disegno e all’olio energie e tempi significativi. Formatosi tra il liceo classico di Parma, il Politecnico di Torino, le Facoltà di Architettura di Genova e di Firenze, ha avuto docenti sul fronte del razionalismo architettonico, professionisti della forza di Leonardo Ricci, Leonardo Savioli ed Edoardo Detti. Interessato dai progetti di Denys Lasdun, James Stirling e Norman Foster a Londra, dove giunse appena laureato nel 1969, Fergola avviò il suo studio di architetto dopo aver conseguito il titolo accademico inglese. Una professione che in breve lo condusse fin negli Emirati Arabi, a costruire residenze universitarie, abitazioni e molto altro, e, meditatamente, lo riportò a Genova, dopo dieci anni di lontananza dall’Italia. Diciottenne, iniziò a perlustrare le potenzialità della pittura a olio: di allora rimane una piccola tela astratta, densa di suggestioni informali, materia acerba e congestionata di emozioni sovrapposte. Affioramenti e accenti che tornano, nel 1969, negli schizzi con le architetture di Venezia e di Toledo, visioni prospettiche di respiro, a tratti persino in odore di Piranesi, pervase da un fraseggiare interiore, un’evocativa punteggiatura immaginaria che corrode paramenti e strutture portanti. Sono formicolanti vibrazioni di piccoli segni, una grafia quasi depisisiana, minuta e spezzata, che invade i prospetti, li sferza, li drammatizza, li ripassa, li rende evidenti mentre li sgretola, li didascalizza in modo criptato con l´urgenza poetica di una pulsione sentimentale. Da quei saldi impianti architettonici intaccati da emozioni fluisce la rigorosa, metodica ricerca di Fergola per travasarsi nelle tele e nei fogli d’oggi, scanditi millimetro dopo millimetro nella costruzione di macro forme astratte, costruite con scienza. Scanditi alla stregua dei rintocchi della pendola che sta nella biblioteca-studio, gigantesco metronomo che ricorda la sua passione per un’arte matematica come la musica, per Bach, per Verdi (il Don Carlos), per Cage e Jarrett: mentre Euclide, Galilei, Newton stanno sul comodino con opere scelte, pronti a garantire certezza dei fondamenti all´architetto pittore, lui che, a dispetto di impositive volontà famigliari, avrebbe voluto proprio dedicarsi solo allo studio della matematica. Vuote e ordinatissime le stanze del suo luminoso ed elegante studio con bovindo; in un’atmosfera di linda semplicità, vi si accampano tele, strumenti e arredi tecnici, cavalletti, ovvero speciali macchine coi contrappesi, progettate per meglio orientare e movimentare le tele, spesso di notevoli dimensioni. Al servizio del pittore, dunque, la competenza e la disciplinata organizzazione dell’architetto che realizza anche due piccoli mobili: un raffinato espositore di tubi di colore ordinati per dimensioni e cromie, e spremuti con rara precisione; e un carrello multi-spazio su ruote, decorato coi colori della pulitura dei pennelli, ideato per riporre materiali assortiti e le tavolozze telate, piccoli rettangoli su cui l’artista intona gli accordi cromatici di ogni dipinto, amalgamandoli in stesure tonali omogenee con sfumati sussulti di creatività. Ineludibile atto con cui egli risolve la casualità delle pennellate sulla tavolozza, la governa e la riconduce, con armonia e rigore, al progetto della sua arte. Un’arte, quella di Fergola, che intende giungere a una “rappresentazione del mondo che non è copia ma organizzazione e costruzione di un nuovo punto di vista”, a voler citare le parole di un testo cui l’artista tiene molto anche per la sintonia d’idee (B. Baruscotto Fergola, La teatralità dal senso alla rappresentazione, Milano 1997, p. 27). L’indagine del pittore non conosce pausa nel perseguire un obiettivo così complesso: ne sono testimoni i tre dipinti oggi allestiti nelle sale di Palazzo Spinola con cavalletti, tavolozze, strumenti di lavoro per offrirsi alla suggestione di una felice contaminazione tra età antica e contemporaneità. La contaminazione con l’arte magnifica del Grechetto, di Domenico Piola, di Marcantonio Franceschini e di Sebastiano Galeotti, che vi si conserva, è stringente: stimolanti i rimandi tra i succhi originali variamente barocchi e rococò di capiscuola del passato e le essenze arte-fatte di Fergola; tra la perfezione accademica delle composizioni sei-settecentesche e la sigla del pittore contemporaneo che vuole scardinare i limiti tradizionali della figurazione per giungere a un archetipo espressivo primigenio, astratto e per questo assoluto. Entropia è il vorticoso pendant di Entalpia (Municipalità de la Ville de Genève), due tele grandiose preparate per il parigino Salon de Comparaison del 1995, cui Fergola partecipò sollecitato dal pittore Riccardo Licata, conosciuto a Parigi tra gli amici italiani di Bianca Baruscotto, compagna del pittore e maître de conferences alla Sorbonne. L’irreversibilità dei fenomeni naturali, il disordine della materia e i processi termodinamici che la riguardano, codificati in leggi e funzioni matematiche: è quanto l’artista vi legge con la teatralità scenografica di un linguaggio alto e antico, ritmato nel movimento e nella giustapposizione dei colori, inteso a evocare origini di universi remoti. La genesi della materia, la duplice natura dell’uomo, la sua fine ultima tornano nei due dipinti realizzati da Fergola nel 2010, il tondo Dalle Sacre Scritture e la tela rettangolare Sacro e profano, con una presa molto ravvicinata - privi del distacco di “sicurezza” e delle pennellate frante di Entropia - e macro-porzioni di corpi e panneggi. Forme compatte, superfici levigate, colori smaltati e squillanti si lasciano scoprire in ambigue visioni di tono apocalittico, incubi infernali, senza promessa di paradisi: Adami che fuggono dal peccato, veli di madonne in lutto, velli d’oro di agnelli, carni di immaginari torsi avvolti in panni. Immagini evocate in un turbine elicoidale che pare originare nel centro del tondo diviso a metà, o, quinta dopo quinta, nel rigore alla Mondrian della scatola teatrale che le tiene. Con rara umiltà e fermezza intellettuale, nelle sue tele l’artista si confronta con la disciplina del mondo classico, coi “colpi incandescenti di luce” e le luminose evaporazioni dell’ultimo Tiziano, con la potenza dell´anatomia michelangiolesca e le esuberanze cromatiche di un barocco opulento e sanguigno. Più borrominiano che berniniano, per l’esito metamorfico delle sue composizioni; caravaggesco nella scelta dei fondi scuri e dei drammatici tagli di luce; cortoniano nella sontuosità dei panneggi, restituiti col calore cromatico dei romantici internazionali, Delacroix davanti a tutti, come suggerisce il titolo di un dipinto che Fergola gli dedica negli anni Ottanta . Titoli che nascono - lo ricorda lui stesso - al termine di ogni opera, in qualche raro caso ispirata a precisi lavori come quell’Annunciazione di Beccafumi che, apprezzata alla mostra di Siena nel 1990, lo sollecitò a dipingere il distillato cromatico e formale che ne aveva intimamente trattenuto. Il suo è un lavoro di metodo rigoroso: scardina, annulla ogni figurazione precostituita, ogni elemento oggettuale, scandaglia neri assoluti e voragini incommensurabili. Ricerca, in un gioco stringente e raffinato di luci improvvise e di colori alchemici, l’essenza di un’arte antica, la sua sinopia primigenia, il suo ductus originale e giunge all’alba primordiale del barocco. Elementi di suggestione ectoplasmica affiorano dalle tenebre compatte di un abisso arcaico della coscienza pennellata dopo pennellata: a condurre la partita sulle tele c’è pur sempre una mano di architetto, dichiaratamente attratto dalla “conoscenza esatta”, dal “costruire”, che, per progetto, lascia filtrare il concentrato di un magma variopinto stivato negli anfratti profondi della mente. Riesce così a restituire la pienezza armoniosa e lieve di un’esperienza sinestetica complessa ricreando, in un’unica eroica visione ben strutturata, movimenti, fruscii, sensazioni tattili e sollecitazioni cromatiche che si legano agli spazi ch’egli abita, vestiti dalle sue tele e da qualche rara scultura, quei nastri di piombo che, mossi come i panneggi dipinti, trattengono fugaci morbidezze alla Moore, artista prediletto da Fergola insieme a Burri e agli esponenti della Scuola romana. Coi dipinti d’Otto e Novecento e le alte librerie convivono gli arredi da lui disegnati: un lineare portaombrelli che, separandoli, li ordina; reggilibri di metallo che trattengono i volumi mentre li contengono; “classificatori” di gusto Sezession per piccolissimi quadri d’epoca; rotonde seggioline di ferro, interpretazioni eleganti della storica cifra hoffmanniana. Un sofisticato e discreto sistema di specchi, occultati con sapienza a sguardi di ospiti distratti, inseriti nelle boiserie, in strategici angoli di corridoi, nelle specchiature delle porte, avvolge tutti gli spazi della dimora di Fergola, anche quelli più nascosti, pronto a offrire una poliedrica visione che perfeziona, senza soluzione di continuità, il progetto sinestetico. Grazie agli specchi, alla loro rinnovatrice ambiguità ludica, l’architetto pittore crea nuovi codici spaziali, e, mentre controlla le superfici con gli specchi, pirandellianamente le moltiplica riflettendole. Tempi, spazi, sensi legati dunque insieme nel progetto d’arte, governati dalla mente creativa e ordinatrice di Fergola che estende l’idea alla sua “casa della vita”. La globalizzazione sinestetica che tutto pervade e sorveglia, garantendo alla mente certezza di pieno dominio emotivo, è infine compiuta. Www.palazzospinola.it |
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CARNIA CLASSIC : TORNA CON LA "PRIMA" SUL CROSTIS |
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Trieste, 14 febbraio 2012 - Duecentotrenta chilometri da percorrere in due tappe il 26 e 27 agosto attenderanno i cicloturisti di tutto il mondo in occasione della Carnia Classic Crostis-zoncolan. La gara di granfondo permetterà di "violare" quel monte che i professionisti non hanno osato affrontare l´anno scorso durante la tappa friulana del Giro d´Italia. L´iniziativa è stata presentata il 10 febbraio a Tolmezzo nel salone Linussio della caserma Cantore, alla presenza dell´assessore regionale allo Sport Elio De Anna, del patron della manifestazione Enzo Cainero nonché di numerose altre autorità quali il sindaco Dario Zearo, venti primi cittadini di tutta la Carnia, la rappresentante del Cio Manuela Di Centa, il comandante della Brigata Alpina Julia generale Giovanni Manione, il presidente della società organizzatrice Fabio Forgiarini. Padrini della gara Alessandro Pittin e Giorgio Di Centa che hanno portato il loro saluto attraverso un videomessaggio. Dopo 4 anni di pausa, dunque, torna sulle montagne della Carnia una iniziativa ciclistica che, a sei mesi dal via, ha già richiamato migliaia di atleti che si sono iscritti per partecipare a quello che a tutti gli effetti è un grande evento sportivo internazionale. Come spiegato dagli organizzatori, nella prima tappa del 25 agosto i chilometri da percorrere saranno 98 con 2.400 metri di dislivello. Partenza alle 8.30 da Tolmezzo e poi il primo picco a Sella Duron, il secondo a Ravascletto e quindi l´ascesa allo Zoncolan a quota 1730 metri per poi concludere il percorso di nuovo a Tolmezzo. Dal capoluogo carnico il giorno successivo prende il via la seconda tappa che poterà i ciclisti prima ad Ampezzo poi a Casera Razzo a 1.830 metri e poi giù fino a Comeglians. Quindi il tratto più atteso e inesplorato ossia la salita del Crostis con il punto più alto posto a 1.970 metri e un dislivello di ben 1.420 metri. Successivamente un lungo tratto di discesa (17 chilometri) molto ripida, che gli organizzatori hanno deciso di non voler cronometrare per farla percorrere ai ciclisti in piena tranquillità. Poi da Ravasceltto riprende la gara fino al traguardo posto a Tolmezzo. Oltre alla gara, gli organizzatori hanno previsto anche la realizzazione di due o tre notti carniche, eventi collaterali alla manifestazione che trasformino così la gara in una grande festa della sport. "La Carnia Classic è un esempio tangibile di come sport e turismo si possano combinare assieme in modo perfetto. L´evento richiama nella montagna friulana non solo i tantissimi ciclisti che, pagando l´iscrizione, prenderanno parte alla gara, ma anche le loro famiglie creando un movimento di persone che fa bene all´economia del Friuli Venezia Giulia". Così l´assessore regionale allo Sport Elio De Anna si è espresso oggi a Tolmezzo in occasione della conferenza stampa di presentazione dell´edizione 2012 della granfondo in programma il 25 e 26 agosto. Alla prova l´Amministrazione regionale ha dato il pieno sostegno e appoggio attraverso gli assessorati allo Sport e al Turismo. "A chi progetta eventi sportivi, ma lo stesso potrei dire delle manifestazioni culturali - ha detto De Anna nel suo intervento - rivolgo l´invito a guardare e a copiare il modello Carnia Classic. La "semplice" organizzazione della gara richiama in questa parte del nostro territorio montano migliaia di appassionati del ciclismo, che vengono qui non perché pagati ma di loro spontanea volontà poiché credono nella manifestazione e nel perfetto allestimento della prova. Non solo: insieme a loro portano anche moglie e figli, trasformando quindi la competizione anche in un momento turistico. Questo è un modo intelligente di fare incoming, dove il turismo non diventa un compendio per coprire i costi della gara quanto invece il modo per dare il giusto sostegno alla promozione del territorio. E questo lo dico soprattutto a chi nei giorni scorsi si è lamentato in occasione del riparto dei fondi perché la manifestazione sportiva o culturale non avrebbe ricevuto la giusta attenzione dal turismo". Sotto il profilo tecnico, De Anna ha riconosciuto la durezza di una prova che però consente il "riscatto" al rammarico legato al giro d´Italia dell´anno scorso quando i professionisti decisero di non affrontare il Crostis. "I cicloamatori - ha detto De Anna - avranno la possibilità per primi di percorrere un tragitto del tutto inesplorato. Una chicca subito apprezzata come dimostrano già le tantissime adesioni alla prova in due tappe". Infine De Anna ha ricordato come Tolmezzo sarà, sempre in agosto, punto di arrivo di un altro appuntamento sportivo dedicato ai motori, ossia il raid storico delle 500. Dal canto suo Enzo Cainero, organizzatore dell´evento insieme all´associazione sportiva Carnia bike, ha ringraziato gli Alpini che garantiranno lo svolgimento della manifestazione nel pieno della sicurezza. Insieme a loro un pensiero è andato ai tantissimi sindaci presenti in sala ma anche ai moltissimi sponsor che, a quattro anni di distanza, hanno di nuovo appoggiato la manifestazione. "La scelta di spostare l´evento a fine agosto - ha spiegato il patron della gara - è legata alle ferie delle persone coinvolte nella granfondo. Quello è uno degli ultimi periodi di vacanza tanto degli atleti quanto delle loro famiglie e quindi ci attendiamo una presenza massiccia in questo scorcio di stagione in Carnia". Anche il sindaco di Tolmezzo Dario Zearo ha ricordato come la città sia diventata un punto di riferimento per lo sport. "Ci auguriamo - ha detto il primo cittadino - di avere nel nostro territorio migliaia di ciclisti. Tolmezzo ha sempre accolto con piacere grandi eventi dedicati al ciclismo, come ad esempio le quattro tappe del Giro d´Italia che ha fatto scoprire non solo lo Zoncolan ma anche l´intera Carnia, portandola all´attenzione del grande pubblico grazie alle riprese in mondovisione. La nostra terra ha bisogno di queste iniziative e la nostra gente risponderà ancora una volta con grande entusiasmo al passaggio dei corridori lungo le nostre strade". |
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PEGASO 2012, AGLI INNOCENTI PASSERELLA PER IL TOP DELLO SPORT TOSCANO
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Firenze, 14 febbraio 2012 – Tutto il meglio dello sport toscano si è dato appuntamento ieri pomeriggio nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti a Firenze per la consegna del Pegaso per lo sport 2012. Una tradizione che si rinnova ormai da 16 anni con la quale la Regione premia tutti gli atleti e le società che l’anno precedente hanno conseguito risultati di rilievo a livello nazionale ed internazionale e che in questa edizione ha visto il trionfo della Mens Sana Basket di Siena. A consegnare i 127 premi gli assessori Salvatore Allocca e Riccardo Nencini, il presidente del Coni toscano Paolo Ignesti e quello del Gruppo Toscano Giornalisti Sportivi Ussi Franco Morabito. Conduzione della serata affidata al collaudato duo Gianfranco Monti-vittorio Betti. I primi a salire sul podio simbolico sono stati due giovani ciclisti di belle speranze, entrambi diciottenni: Rossella Ratto, campionessa europea a cronometro e su strada nella categoria Allievi, e Alberto Bettiol, campione europeo juniores a cronometro. Alla consegna del premio, insieme all’assessore Riccardo Nencini, è intervenuto Alfredo Martini. E’ stato anche il pretesto per parlare dell’appuntamento che tra un anno e mezzo proietterà la Toscana ai vertici del ciclismo mondiale, i Mondiali di Ciclismo 2013. “Insieme alle bellezze artistiche e naturali del nostro territorio – ha sottolineato l’assessore Nencini – possiamo dire che anche il ciclismo contribuirà a comporre il biglietto da visita per presentare la Toscana al mondo”. L’assessore Allocca è intervenuto annunciando che la Regione destinerà 360 mila euro ai comuni di Aulla, Licciana Nardi e Minucciano (i cui sindaci erano presenti durante la premiazione) colpiti dall’alluvione dello scorso ottobre per la ristrutturazione di impianti sportivi danneggiati: “Come tutte le volte che la nostra regione è stata aggredita da una disgrazia – ha detto Allocca – anche per l’alluvione in Lunigiana è subito scattata la gara di solidarietà. Lo sport ci insegna a rialzarci dopo una sconfitta ed è proprio quello che tutta la Toscana ha fatto anche in questa occasione”. A questo punto sono stati consegnati i premi ai due gruppi più folti di atleti: quello della pesca sportiva, ben 36 premiati, e quello degli atleti disabili, altri 24. Spazio quindi ai bambini della Convenevole di Prato che, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico provinciale di Prato, hanno ritirato un premio speciale per un’esibizione sul tema del fair play (scelta fra oltre 3000 progetti presentati al Ministero dell’Istruzione) fatta lo scorso settembre a Roma in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Successivamente sul podio sono saliti tutti gli atri premiati: automobilismo, softball, dama, ginnastica, canottaggio, atletica leggera, calcio, squash, hockey su prato, pattinaggio e hockey su pista, nuoto, basket, scherma, tiro con l’arco, tiro a volo, vela, pugilato e tiro a segno. Il finale è stato riservato alla premiazione dei finalisti, tutti ex aequo, e alla consegna del Pegaso per lo sport. La prima a ricevere il Pegaso d’argento è il direttore tecnico della Nazionale di ginnastica ritmica, campione del mondo per la terza volta consecutiva, la professoressa Marina Piazza che sostituisce una delle sue atlete, la ginnasta pratese Marta Pagnini. A seguire alcuni giovani calciatori della Fiorentina, accompagnati dall’amministratore delegato Sandro Mencucci, per i successi conquistati dalle formazioni Primavera (Coppa Italia e Supercoppa italiana) e Giovanissimi (scudetto). Poi è stata la volta dello schermidore senese disabile Matteo Betti, uno dei favoriti ai giochi paralimpici di Londra per i quali ha già staccato il pass. La conclusione è stata tutta per la Mens Sana Basket, arrivata a Firenze al completo insieme a coach Simone Pianigiani e al presidente Ferdinando Minucci. |
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