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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 21 Febbraio 2012
GLI STATI MEMBRI DEVONO RIMBORSARE ALLA COMMISSIONE EUROPEA 54,3 MILIONI DI EURO DI SPESE DELLA PAC  
 
 Bruxelles — Nell´ambito della cosiddetta procedura di liquidazione dei conti, la Commissione europea ha chiesto il 16 febbraio la restituzione di fondi della politica agricola dell´Ue indebitamente spesi dagli Stati membri per un totale di 115,2 milioni di euro. In realtà l´impatto finanziario è inferiore: restano infatti da rimborsare 54,3 milioni di euro, dato che una parte di questi fondi è già stata recuperata. I fondi riconfluiranno nel bilancio dell´Unione a seguito di infrazioni alle norme Ue o di inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (Pac), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi stanziati. Principali rettifiche finanziarie - In virtù della decisione odierna, saranno recuperati fondi dai seguenti Stati membri: Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lituania, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Le principali rettifiche per paese sono: · 29,8 milioni di euro (impatto finanziario*: 29,5 milioni) a carico del Regno Unito per carenze nel sistema sanzionatorio e per applicazione inadeguata dei criteri di gestione obbligatori (Cgo) e delle buone condizioni agronomiche e ambientali (Bcaa) in relazione alla condizionalità; · 27,3 milioni di euro (impatto finanziario*: 0) a carico dell´Italia per ritardi nei pagamenti agli agricoltori; · 21,5 milioni di euro a carico dell´Italia per carenze nei controlli dei frantoi e riguardo alla compatibilità delle rese dell´olio di oliva; · 14,6 milioni di euro (impatto finanziario*: 14,5 milioni) a carico dei Paesi Bassi per carenze nel sistema sanzionatorio e per mancato controllo di alcuni criteri di gestione obbligatori (Cgo) e buone condizioni agronomiche e ambientali (Bcaa) in relazione alla condizionalità. Gli Stati membri sono responsabili della gestione della maggior parte dei pagamenti della Pac, principalmente tramite i loro organismi pagatori. Essi sono inoltre responsabili dei controlli, ad esempio della verifica delle domande di pagamenti diretti presentate dagli agricoltori. La Commissione svolge oltre 100 audit ogni anno, verificando che i controlli effettuati dagli Stati membri e le correzioni delle carenze siano sufficienti, ed è abilitata a recuperare i fondi arretrati se gli audit dimostrano che le correzioni apportate dagli Stati membri non sono abbastanza efficaci da garantire che i fondi dell´Ue siano stati spesi correttamente. Per ulteriori informazioni sul funzionamento del sistema di liquidazione annuale dei conti, vedere Memo/12/109 e l´opuscolo "Una gestione saggia del bilancio agricolo", disponibile al seguente indirizzo Internet: http://ec.Europa.eu/agriculture/fin/clearance/factsheet_it.pdf    
   
   
UE: PESCA SOSTENIBILE PER PROTEGGERE POSTI DI LAVORO E GARANTIRE LA SICUREZZA ALIMENTARE  
 
Politica comune della pesca riforma deve garantire che gli stock sono pescati in maniera sostenibile, in modo che la pesca possa continuare, i deputati europei hanno detto in una risoluzione approvata Giovedì scorso. La politica deve anche fare di più per aiutare i pescatori, in riconoscimento dei beni pubblici forniti dal settore, come ad esempio la creazione di posti di lavoro per le comunità costiere e di fornire approvvigionamenti alimentari sicuri per i cittadini dell´Ue, hanno aggiunto. Considerato che piani pluriennali costituiscono strumenti essenziali per proteggere le risorse ittiche, i deputati invitano la Commissione e il Consiglio rapidamente per risolvere situazione di stallo fra gli Stati membri nei piani a lungo termine di gestione, come quella per lo stock occidentale di sugarello, che è stata bloccata al Consiglio dal novembre 2010. A lungo termine i piani di gestione dovrebbero applicarsi come molti stock ittici possibile e deve essere deciso congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio, secondo la procedura legislativa ordinaria, i deputati hanno detto. Promuovere i beni pubblici prodotti da pesca I deputati hanno sottolineato che una pesca sostenibile e eco-compatibili e correttamente gestiti potrebbe dare un maggiore contributo alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Europa 2020 e anche per la sicurezza alimentare dell´Unione europea, l´occupazione e il mantenimento di comunità di pescatori dinamici. I pescatori devono essere incoraggiati ad utilizzare pratiche ecologiche di pesca da "discriminazione positiva" misure, come ad esempio dando loro un migliore accesso ai fondi comunitari. Il Parlamento ha inoltre chiesto alla Commissione di garantire che i pescatori sarebbe consentito di avere altre fonti di reddito, senza essere penalizzato a livello finanziario. Il settore della pesca (compresa l´acquacoltura) è stimato per generare € 34200000000 nella retribuzione annuale e sostiene più di 350.000 posti di lavoro nell´Ue.  
   
   
UE: VIA LIBERA ALL´ACCORDO COMMERCIALE CON IL MAROCCO PER I PRODOTTI AGRICOLI E DI PESCA  
 
Strasburgo - Il Parlamento europeo ha approvato il 16 febbraio l´accordo Ue-marocco che liberalizza, in parte, il commercio di prodotti agricoli e di pesca, ma ha anche adottato una risoluzione che esprime una serie di preoccupazioni legate alle possibilità di frodi e di violazioni delle norme previste dal testo. Martedì, la Plenaria aveva dato il suo consenso alla partecipazione del Marocco ad alcuni programmi comunitari. L´accordo commerciale con il Marocco, che ha ricevuto il via libera dal Parlamento con 369 voti a favore, 225 contrari e 31 astensioni, prevede l´aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero e rappresenta una tappa verso un accordo di libero scambio. L´accordo eliminerà immediatamente il 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e di pesca marocchini (dal 33% attuale) e il 70% delle tariffe sui prodotti agricoli e di pesca dell´Ue in 10 anni (rispetto all´1% attuale). Sostegno e salvaguardie - L´accordo commerciale ha l´obiettivo di aumentare il commercio fra l´Unione e il Marocco e sostenere la transizione democratica che è iniziata in seguito alla Primavera araba. La maggioranza dei deputati afferma, infatti, che l´accordo dovrebbe aiutare a risolvere i problemi sociali, economici e di sicurezza del Paese. Il testo prevede una serie di misure di salvaguardia, per esempio permettendo solo un aumento moderato delle quote di scambio su alcuni prodotti considerati sensibili, quali pomodori, fragole, cocomeri e aglio. Inoltre, sono previste delle quote di scambio che variano secondo la stagione per evitare distorsioni sul mercato Ue e l´obbligo per i prodotti marocchini di rispettare gli standard sanitari europei. Critiche e obbiezioni - Una minoranza significativa di deputati, fra i quali il relatore José Bové (Verdi/ale, Fr0 che ha ritirato il suo nome della relazione dopo la votazione, si è opposta all´approvazione dell´accordo per gli effetti negativi sui piccoli agricoltori europei, per le condizioni precarie di lavoro e ambientali in Marocco e per l´inclusione del territorio del Sahara Occidentale, punto che violerebbe il diritto internazionale. In una risoluzione adottata sempre giovedì per 398 voti a favore, 175 contrari e 50 astensioni, i deputati chiedono alla Commissione di monitorare con molta attenzione il rispetto delle quote e di rafforzare i controlli alle frontiere per evitare frodi e violazioni dei prezzi di importazione. La risoluzione chiede anche una relazione di valutazione d´impatto dell´accordo sugli agricoltori europei. Accesso del Marocco ai programmi comunitari - Martedì, Il Parlamento ha approvato un altro accordo con il Marocco che stabilisce i principi generali per la partecipazione del Paese ad alcuni programmi comunitari. Il Marocco ha già espresso forte interesse per i programmi nel campo della competitività e dell´innovazione, dei trasporti su binario e del controllo del traffico aereo.  
   
   
AGRICOLTURA IN LOMBARDIA, ANTICIPO DI 200 MLN A 31000 AZIENDE A LUGLIO SARÀ EROGATA METÀ DEI FONDI PAC ATTESI PER DICEMBRE  
 
Milano - Nonostante le ristrettezze generali della crisi, Regione Lombardia ha deciso di anticipare a luglio, per le 31.000 aziende agricole interessate, la metà dei fondi comunitari che Bruxelles erogherà a dicembre. Una liquidità di 200 milioni di euro che passeranno come linfa dalle casse regionali a quelle dei nostri coltivatori. E´ questa la decisione saliente che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha annunciato il 17 febbraio insieme all´assessore all´Agricoltura, Giulio De Capitani, al termine di un vertice con i presidenti delle organizzazioni lombarde degli agricoltori (Mario Lanzi, Cia; Nino Andena, Coldiretti; Renato Giavazzi, Confagricoltura e Roberto Cavaliere, Copagri). Provvedimento Imminente - Verrà dunque portato al più presto al vaglio della Giunta regionale un provvedimento che stabilisce l´anticipo alle aziende agricole del 50% dei contributi relativi al Regime di Pagamento Unico, disciplinati dal Regolamento Ce 73/2009, per la campagna 2012. "E´ una grande soddisfazione - ha commentato il presidente Formigoni - poter confermare anche quest´anno l´anticipo della Pac ai nostri agricoltori. Nonostante le oggettive difficoltà dettate dai tagli delle risorse alle Regioni, che limitano gli interventi del pubblico a favore delle imprese, la Lombardia ha voluto dare un segnale forte di continuità alle politiche di sostegno al settore". Bisogno Di Liquidità - "L´anticipo del premio unico - ha sottolineato De Capitani - rappresenta per gli agricoltori l´azione più attesa e gradita perché, specie in un momento in cui pesano anche gli effetti della manovra finanziaria, si traduce nella liquidità necessaria ad investire in competitività e innovazione". In Italia, Regione Lombardia è stata la prima, tre anni fa, a sperimentare con successo l´anticipo del premio unico (278 milioni di euro nel 2010 e 200 milioni nel 2011). Ed è tuttora l´unica Regione a compiere questa operazione che comporta tutte le autorizzazioni da parte dell´Unione europea e, naturalmente, una situazione di bilancio sana e una disponibilità di cassa importante. L´impegno Per Ridurre L´imu - Formigoni e De Capitani hanno anche confermato l´impegno a proseguire con il Governo nazionale la trattativa per abbattere l´onere, giudicato insostenibile, dell´Imu sulle strutture agricole, improvvisamente imposto alle aziende del settore. Il tema è già stato portato dall´assessore De Capitani all´attenzione della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni; ne è sortita una nota ufficiale indirizzata al governo dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni. Nuova Pac - La Lombardia si sta impegnando nel lavoro di affiancamento all´azione governativa in merito al negoziato Pac. Il negoziato è molto impegnativo, i rischi di una importante contrazione delle risorse fin qui disponibili molto concreti. "Regione Lombardia - ha garantito Formigoni - è impegnata a fondo per ottenere le risorse economiche che merita uno dei più importanti poli europei di produzione di prodotti agricoli ed alimenti". Relazioni Con Il Governo. "A supporto dell´impegno costante dell´assessore De Capitani sui tavoli romani - ha indicato ancora Formigoni - ho intenzione di incontrare al più presto il ministro Catania per confrontarmi con lui sulle politiche del governo che riguardano il settore agricolo e che hanno ricadute sull´economia e sul territorio lombardo. In particolare gli proporrò, oltre ad una sempre più stretta relazione con la più importante regione agricola italiana, di organizzare a Milano un evento al quale chiedere la partecipazione del Commissario Ciolos, allo scopo di puntualizzare opportunamente la posizione italiana sullo stato attuale del negoziato sulla Pac".  
   
   
IL MINISTRO MARIO CATANIA: AL VIA DISTRETTO PESCA ALTO ADRIATICO  
 
 “Oggi ho incontrato gli Assessori regionali all’agricoltura e alla pesca dell’ Emilia-romagna, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto per discutere con loro delle principali questioni aperte riguardanti il settore della pesca nelle loro Regioni. E’ emersa innanzitutto la necessità di avviare l’operatività del distretto Alto Adriatico, mediante un urgente modifica del precedente decreto di costituzione, questione sulla quale ho avuto modo di raccogliere una serie di suggerimenti normativi dagli assessori Franco Manzato, Tiberio Rabboni e Claudio Violino”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato l’incontro che ha avuto il 16 febbraio al Mipaaf con i tre assessori regionali. Nel corso della riunione è emersa la necessità di agevolare le imprese della flotta del “Piccolo strascico Nord Adriatico”, che vogliano interrompere la loro attività, mediante un bando ministeriale che sarà destinato alle imbarcazioni interessate iscritte nei compartimenti delle tre Regioni. Il primo banco di prova per il distretto sarà il fermo biologico annuale, per il quale dovrà indicare di concerto con il Mipaaf modalità e tempistica, tenendo conto della realtà delle marinerie locali. Per quanto riguarda le risorse necessarie al finanziamento dei periodi di fermo, il Ministero ha già avviato un lavoro per reperire fondi che possano compensare le perdite di reddito sia dei pescatori che delle imprese. Il Ministro ha inoltre manifestato la propria disponibilità ad affrontare la questione legata all’impatto del regolamento comunitario sulla pesca nel Mediterraneo relativamente ad alcune attività di pesca tipiche del Nord Adriatico. Infine Catania ha rassicurato gli Assessori a proposito della licenza di pesca a punti, entrata in vigore il primo gennaio, sottolineando che saranno utilizzati tutti i margini di flessibilità consentiti dalla normativa comunitaria.  
   
   
VIA A DISTRETTO PESCA ALTO ADRIATICO  
 
Venezia - “L’obiettivo raggiunto oggi tra Ministero delle politiche agricole e Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna è una tappa fondamentale lungo la strada ancora lunga che deve portare ad assicurare un futuro di certezze ad un settore economico storico e strategico per l’Alto Adriatico”. E’ soddisfatto l’assessore alla pesca del Veneto Franco Manzato, del positivo esito dell’incontro del 16 febbraio con il ministro Mario Catania, durante il quale è stato dato il via al Distretto di pesca Alto Adriatico e sono state delineate azioni, a livello nazionale ed europeo, per trovare la soluzione ai moltissimi problemi in cui si dibattono da molti mesi le marinerie italiane interessate. “Molto francamente: i pescatori sono con l’acqua alla gola e questa riunione ha fatto da spartiacque – ha detto Manzato – tra la fine di una attività storica e l’avvio ad una sua rifondazione, su basi nuove e diverse. Il versante su cui da oggi siamo tutti chiamati ad operare è ormai quest’ultimo, divenuto scelta politica comune e convinta delle Istituzioni. Ringrazio le organizzazioni dei pescatori – ha concluso l’assessore – che hanno collaborato fattivamente per il superamento positivo di questa tappa: compiremo assieme gli ulteriori passi”.  
   
   
PESCA, LE REGIONI EMILIA-ROMAGNA, VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA INCONTRANO IL MINISTRO CATANIA. PARTE FINALMENTE SU BASI DI CORRESPONSABILITÀ TRA MINISTERO E REGIONI IL DISTRETTO DELL´ALTO ADRIATICO.  
 
 Bologna - “Finalmente dopo quasi tre anni di attesa parte su basi di effettiva corresponsabilità tra Ministero e Regioni il Distretto di Pesca dell´Alto Adriatico. Il Ministro ha accolto anche la nostra richiesta di prevedere un organismo consultivo delle rappresentanze dei pescatori delle tre regioni. Tra le prime questioni che il Distretto affronterà vi è il prossimo fermo biologico estivo, vale a dire una materia fin qui di esclusiva competenza ministeriale. Importante anche la disponibilità espressa ad un lavoro comune per un futuro allargamento del Distretto alle regioni rivierasche di Croazia e Slovenia.” Con queste parole l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-romagna Tiberio Rabboni ha commentato l’incontro oggi a Roma con il ministro dell’agricoltura Mario Catania sulla crisi del comparto della pesca. All’incontro hanno partecipato con Rabboni gli assessori delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia Franco Manzato e Claudio Violino. Rabboni ha espresso la propria soddisfazione anche per la disponibilità del Ministro ad accogliere altre tre richieste avanzate delle Regioni. Si tratta della possibilità di destinare un’ ulteriore quota delle risorse del Fondo Europeo sulla Pesca assegnate alle singole Regioni per indennizzare l´arresto definitivo di imbarcazioni del piccolo strascico; di una diversa applicazione delle nuove norme sui controlli e sulle sanzioni con la possibilità di recuperare i punti di penalità accumulati sulla licenza attraverso la partecipazione a programmi di riduzione dello sforzo di pesca e a corsi di formazione; della stabilizzazione del fondo della legge 30 che ha fin qui garantito benefici fiscali e previdenziali alle cooperative di pescatori.  
   
   
ORDINE DEL GIORNO PARLAMENTARE SU PESCA CROAZIA IN ALTO ADRIATICO  
 
Venezia - “Spero che il Governo intervenga rapidamente per far sì che ci sia al più presto un ‘allineamento’ delle modalità di pesca degli operatori croati, in previsione dell’ingresso del loro Paese nella Comunità, e un immediato rispetto di tutte le disposizioni europee in materia sin dal primo giorno dell’ingresso della Crozia nella Ue, previsto per il luglio 2013. I nostri operatori, costretti da regole molto rigide, oggi soffrono pesantemente di una pesca che si configura come concorrenza sleale”. Lo ha detto 16 febbraio l’assessore alla pesca del Veneto Franco Manzato, a margine dell’incontro con il ministro Mario Catania, commentando l’ordine del giorno su questo tema votato ieri dalla Camera, su proposta dei parlamentari Corrado Callegari, Sabina Fabi e Gianluca Forcolin L’ordine del Giorno invita il Governo ad intervenire nelle competenti sedi comunitarie affinché la politica della pesca relativa alla gestione e conservazione degli stock ittici nel bacino Adriatico e in particolare nell’Alto Adriatico, sia pienamente ed efficacemente attuata dalla Croazia a partire dal suo ingresso ufficiale nell’Unione Europea. Il Governo è stato inoltre invitato ad instaurare con il Governo di Zagabria una collaborazione fattiva in materia di ripopolamento e preservazione degli stock ittici nell’Adriatico, “al fine di assicurare l’impegno della Croazia, fin dal corrente anno, a predisporre adeguate misure di contenimento delle attività di pesca durante i periodi di arresto stabiliti nel nostro Paese in applicazione della suddetta normativa comunitaria”. “Sulle due sponde dell’Adriatico operano pescatori che lavorano in una zona sensibile, con caratteristiche uniche in termini di pescato e fondale, ma che lo fanno con modalità oggi troppo diverse: i pescatori italiani – ha ribadito in conclusione Manzato – devono limitare tempi, modi e attrezzature, quelli croati non hanno simili vincoli e questo alla fine provoca pesanti ripercussioni sui nostri mercati, sul prezzo del pescato e sul reddito dei pescatori”.  
   
   
TAVOLO PREZZI: SUPERATI AUMENTI CONGIUNTURALI SETTORE ORTOFRUTTA DINAMICHE IN CALO SU BASE ANNUALE PER INGROSSO E ORIGINE  
 
Roma - Gli aumenti congiunturali di prezzo di alcuni prodotti ortofrutticoli, nei mercati all´origine e all´ingrosso, dovuti agli eventi climatici delle settimane, sono stati riassorbiti e il settore si sta riallineando alle dinamiche di periodo. E´ quanto emerge dalla seduta straordinaria del Tavolo di confronto sulla trasparenza delle dinamiche dei prezzi, riunito 16 febbraio nella sede del ministero dello Sviluppo economico. All´incontro, presieduto dal Garante dei Prezzi Roberto Sambuco, hanno preso parte, insieme ai tecnici del dicastero di via Veneto e delle Politiche agricole, i rappresentanti della filiera agricola, le associazioni dei produttori, il sistema cooperativo, sindacati e consumatori. Il gruppo di lavoro si è avvalso delle indagini predisposte da Ismea, Indis-unioncamere (con il supporto di Bmti e Infomercati) e Istat. Queste, in particolare, le valutazioni emerse dal tavolo: Prezzi All´origine: dai dati analizzati da Ismea emerge che, confrontando l’indice dei prezzi alla produzione di gennaio 2012 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, i prezzi hanno subito un calo su base annuale (su cui incide anche la tendenza flessiva dei mesi estivi). In particolare, nonostante la crescita congiunturale dei prezzi degli ortaggi evidenziata a gennaio (+6,9%), l’indice confrontato allo stesso mese dell’anno precedente registra una riduzione del 25,2%. Per la frutta l’indice si è mantenuto stabile a gennaio rispetto al mese precedente (-0,7%), ma risulta in calo dell’8% nel confronto annuo. - Prezzi Ingrosso: dai dati analizzati da Indis Unioncamere (con il supporto di Bmti e Infomercati) si evidenzia che il maltempo della prima metà di febbraio non ha avuto dirette e generalizzate conseguenze in termini di crescita dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli nei mercati all’ingrosso. Effettuando un confronto tendenziale dell’attuale livello dei prezzi (febbraio 2012 rispetto alla stessa settimana del 2011 e del 2010) emerge, ad esempio, una situazione di sostanziale stabilità per i seguenti prodotti: - Melanzane ovali (origine Sicilia): 1,00-1,60 €/kg rispetto a 1,50-2,00 €/kg del 2011; - Finocchio (origine nazionale): 0,90-1,00 €/kg rispetto a 1,10-1,60 €/kg del 2011; - Arancio Tarocco calibro 64-73 (8) (origine Sicilia): 0,70-0,75 €/kg rispetto a 0,60-0,70 €/kg del 2011. Si registrano aumenti per il periodo invernale in linea con le rilevazioni dei mercati ortofrutticoli europei per: - Zucchina lunga scura (origine Sicilia): 1,60-2,00 €/kg rispetto a 0,85-1,10 €/kg del 2011 e rispetto a 1,35-1,80 €/kg del 2010. Sui mercati europei il prodotto all’ingrosso varia tra 1,60 e 2,35 €/kg; - Cavolfiore bianco (origine nazionale): 0,80-1,30 €/kg rispetto a 0,90-1,10 €/kg del 2011. Sui mercati europei il prodotto all’ingrosso varia tra 1,10 e 1,60 €/kg; - Spinaci (origine nazionale): 1,20-1,65 €/kg rispetto a 1,17-1,50 €/kg del 2011. Sui mercati europei il prodotto all’ingrosso varia tra 1,80 e 2,25 €/kg; - Lattughe Cappuccio (origine nazionale): 1,20-1,70 €/kg rispetto a 0,90-1,35 €/kg del 2011. - Analisi Di Filiera: Nell’analisi di filiera (origine, ingrosso e dettaglio), sia per ortaggi che per frutta e agrumi, a fronte di aumenti dei prezzi tra la prima e la seconda settimana di febbraio (in modo particolare per gli ortaggi), sono stati evidenziate dinamiche complessive in calo rispetto ai valori medi sullo stesso periodo dell’anno 2011, soprattutto per le fasi all’ingrosso ed al dettaglio (frutta e agrumi hanno presentato un tendenziale al ribasso anche per la fase all’origine). Il gruppo di lavoro terrà sotto costante monitoraggio la dinamica dei volumi di vendita e dei relativi prezzi per singole fasi di scambio della filiera agricola, al fine di verificare eventuali criticità e comportamenti speculativi che, in ogni caso, non sono apparsi ad oggi di evidente e generale portata. Proprio al fine di tenere alto il livello di controllo su possibili comportamenti a danno dei consumatori, è stata valutata la possibilità di avviare una più stretta collaborazione con le associazioni dei consumatori e le unità della Guardia di Finanza, specie riguardo alla trasparenza e conoscibilità dei prezzi dei prodotti al consumo, con particolare riferimento ai settori d’intervento del tavolo.  
   
   
PESCA: FEDERCOOPESCA SCRIVE AI MINISTRI CATANIA E CLINI PER “BLOCCARE” EMENDAMENTO TONNO  
 
 La Federcoopesca-confcooperative scrive ai ministri Mario Catania e Corrado Clini chiedendo di bloccare l´emendamento al ddl di conversione in legge del dl 2/2012 (Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale) che vorrebbe riservare per legge una parte considerevole del totale della quota di tonno rosso, assegnata annualmente all´Italia, in favore dei segmenti palangaro, tonnara fissa e pesca sportiva. La formula per valorizzare la filiera tonno e le sue produzioni sta, secondo, la Federcoopesca, invece, nel “lasciare stare i personalismi e fare fronte comune per aumentare la quota di tonno rosso pescabile da parte delle imprese italiane, facendone conseguentemente aumentare il loro numero”. La variabilità annuale del contingente di cattura assegnato dall´Iccat (Commissione internazionale per la tutela dei grandi pelagici) rende, secondo l’associazione, inopportuna una determinazione a priori delle percentuali di cattura da ripartire tra i vari sistemi autorizzati. “Queste percentuali , chiede Coccia, devono, infatti, potersi determinare in piena flessibilità per consentire al Mipaaf la necessaria attività di controllo e garantire così il pieno rispetto, per ciascun sistema, dei parametri di sostenibilità stabiliti in sede Iccat”. Nelle ultime stagioni di pesca, si legge nella nota della Federcoopesca, la chiave storica di ripartizione è stata più volte modificata, proprio per garantire questi parametri. Per Coccia, infine, “se l’emendamento dovesse passare, sarebbe un’inaccettabile imposizione legislativa, lesiva degli interessi di numerose imprese che praticano la pesca con le reti a circuizione”. In questi anni – ricorda la Federcoopesca- gli operatori della circuizione hanno chiesto ed ottenuto dall’Amministrazione competente il nulla osta per acquistare quote tonno a titolo oneroso dai palangari, che oggi, in virtù di questo emendamento, potrebbero riprendersele gratuitamente, con una vera beffa ai danni del sistema a circuizione.  
   
   
AGRICOLTURA, LOMBARDIA: BENE ´PACCHETTO LATTE´ UN´OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE AGRICOLE ITALIANE UNA BATTAGLIA ANCORA DA VINCERE LA DIFESA DELL´ART 62 PER GDO  
 
Milano - ´L´approvazione da parte del Parlamento europeo del cosiddetto ´pacchetto latte´, che introduce nuovi e importanti strumenti a disposizione degli allevatori e dei trasformatori, è un passaggio che merita di essere sottolineato´. Lo dichiara l´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani, in merito al via libera di Strasburgo, il 15 febbraio, al regolamento del settore lattiero-caseario. I Contenuti Del Regolamento - ´La nuova disciplina comunitaria - spiega l´assessore - valorizza e rilancia l´aggregazione tra i produttori che, seppur tradizionalmente laboriosa e complessa nel nostro Paese, costituisce l´unica concreta modalità attraverso la quale i produttori agricoli possono efficacemente rappresentare le proprie esigenze alla filiera produttiva. Se questo è già realtà in altri Stati europei, è tempo che lo diventi anche per gli allevatori e produttori di latte italiani´. Il secondo elemento di novità introdotto dal ´pacchetto latte´ è la facoltà della programmazione produttiva per i formaggi Dop. Le produzioni italiane, guidate da Grana Padano e Parmigiano Reggiano, cui seguono tutti gli altri formaggi Dop, sono le più importanti denominazioni a livello europeo, capaci di generare competitività e ricchezza per decine di migliaia di aziende agricole e di incontrare il favore di moltissimi consumatori. Una Garanzia Per Produttori E Consumatori - ´Dopo una lunga battaglia, che non si è giocata solo a Bruxelles, - prosegue De Capitani - viene finalmente introdotta una forma di garanzia, che ci consentirà in futuro di evitare crisi devastanti dovute, ad esempio, alla sovrapproduzione; e questo non solo a maggior tutela delle imprese agricole, ma anche dei consumatori. Sarebbe stato suicida infatti mettere a rischio le bandiere dell´agroalimentare di qualità italiano non utilizzando gli strumenti di una adeguata programmazione produttiva, che sono il fondamento dell´attività di ogni imprenditore che si rispetti, non solo del settore agricolo e alimentare´. Supporto All´iniziativa Del Ministro Catania - ´Allo stesso scopo - prosegue De Capitani - merita sostegno e supporto l´iniziativa del ministro delle Politiche agricole Mario Catania, che ha avuto la determinazione di intervenire su un punto critico da troppo tempo rimasto in sospeso, quello delle relazioni commerciali nell´agroalimentare, trattate nell´art. 62 del Decreto legislativo sulle liberalizzazioni. E´ inaccettabile che negli anni 2000 le relazioni commerciali nel settore agroalimentare non siano regolate da contratti scritti che definiscano tempi di pagamento e regole certe´. ´In qualsiasi Paese civile e avanzato - conclude l´assessore regionale - tutti sono chiamati, giustamente, al rispetto delle scadenze nei pagamenti, tanto i cittadini nei confronti dello Stato, quando il settore pubblico nei confronti dei cittadini e delle imprese. Non si capisce perché la Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) voglia sottrarsi a questi stessi obblighi. Le difficoltà gravissime che tutte le imprese incontrano in questo contesto di crisi sono ben note e certamente non potranno essere superate accollando all´anello più debole della filiera la minor redditività possibile.  
   
   
EMILIA ROMAGNA SU APPROVAZIONE “PACCHETTO LATTE”: "CONTRIBUIRÀ A RENDERE PIÙ EFFICIENTE E TRASPARENTE IL COMPARTO"  
 
Bologna - “In qualità di presidente dell’Associazione delle Regioni europee dei prodotti d’origine (Arepo) desidero ringraziare i parlamentari europei e in particolare gli onorevoli Paolo De Castro e Jim Nicholson per l’approvazione del ‘Pacchetto latte’, una proposta di regolamento destinata a modificare profondamente la normativa comunitaria in vigore con particolare riferimento alle introduzione di norme relative alle organizzazioni di produttori, agli organismi interprofessionali, alle relazioni contrattuali e alla trasparenza di mercato”. Queste le parole di Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-romagna e presidente di Arepo. “Si tratta – prosegue Rabboni – di una decisione che aspettavamo da tempo e che contribuirà a rendere più efficiente e trasparente il comparto lattiero-caseario, uno dei pilastri dell’agroalimentare dell’Unione europea. La nuove norme consentiranno, nel rispetto delle regole sulla concorrenza, di intervenire anche nella programmazione della produzione dei formaggi di qualità a denominazione d’origine tutelata. Quest’opportunità è particolarmente significativa in quanto può consentire, riducendo le turbolenze del mercato, di tutelare e stabilizzare i redditi del produttori e, nel contempo, di mettere al riparo i consumatori da fenomeni speculativi provocati da eccesso o carenza dell’offerta”. “Auspico – conclude Rabboni – che la regolamentazione dei volumi produttivi venga ora estesa a tutti gli altri prodotti Dop e Igp europei. Risulterebbe infatti iniquo e incomprensibile un diverso trattamento, essendo tutte le produzioni d’origine tutelata, Dop e Igp, assoggettate alle medesime regole europee. Arepo si attende un analogo compromesso tra Parlamento europeo e Consiglio dei ministri dell’agricoltura sulle modalità di gestione dei volumi di produzione delle altre Dop e Igp nell’ambito del pacchetto legislativo europeo sulla Qualità”.  
   
   
PACCHETTO LATTE: BUONA OPPORTUNITÀ PER IL PIEMONTE  
 
L’approvazione da parte del Parlamento europeo del “pacchetto latte” ridisegna in modo moderno ed efficiente il quadro del settore lattiero-caseario e prevede una riorganizzazione dal punto di vista degli aspetti contrattuali, novità per quanto concerne l’ambito dell’organizzazione produttiva, e una serie di cambiamenti radicali utili per la regolazione e il riequilibrio del mercato. Una decisione che secondo l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, “rappresenta indubbiamente una grande notizia per il Piemonte, dove il settore da sempre lavora con grandi risultati contraddistinti dall’eccellenza. Le novità sono molte e positive: vi sarà maggior potere da parte dei produttori mediante il coinvolgimento delle organizzazioni degli stessi, l’opportunità di poter programmare sulla base di attente analisi del mercato e del suo andamento la produzione dei formaggi dop, dunque riservando la giusta attenzione alle produzioni di qualità certificata”. “Un complesso di nuove norme - prosegue Sacchetto - che permette di poter porre le basi per un rilancio vigoroso del settore caseario, un comparto in ripresa ma che riporta ancora le conseguenze della crisi del 2009. Un buon punto di partenza per affrontare con la giusta determinazione gli anni immediatamente precedenti e successivi il termine del regime delle quote latte. In sostanza, si darà la possibilità al mondo del latte di evolversi con metodi di autoregolamentazione delle produzioni in base alle tendenze di mercato per conseguire un efficace equilibrio tra domanda ed offerta sulla falsariga di ciò che avviene nel mondo del vino, con buon successo, da molti anni”.  
   
   
DOPO SIGARETTE E VALUTA È IN AUMENTO IL CONTRABBANDO DI GENERI ALIMENTARI.  
 
Lecce - La vicina Svizzera non solo meta di contrabbando di valuta per la fuga di capitali di “produzione” italiana la gran parte di provenienza illecita o non dichiarati al fisco: ora per quanto è possibile appurare dalle cronache, il paese d’oltralpe è divenuta terra ambita per peregrinazioni clandestine che non ci saremmo aspettate se non fosse arrivata una lunga catena di sequestri e sanzioni rivolte per lo più a carico di piccoli negozi o ristoratori. Di recente, infatti, le Sezioni antifrode delle dogane di Lugano, Sciaffusa e Basilea hanno effettuato un’operazione contro il contrabbando di… salumeria, olio alimentare e bevande alcoliche: una vera e propria banda di almeno quattro persone, si era organizzata da tempo per importare generi alimentari dai valichi ticinesi. La merce veniva distribuita tra almeno 70 imprese al dettaglio in particolare nella Svizzera tedesca, per un totale di quasi 400.000 franchi sottratti al fisco elvetico tra il 2007 e il 2010. Si pensi che circa il 70% delle infrazioni osservate dalla sezione antifrode della polizia doganale riguarda la messa in pericolo o la sottrazione del dazio o dell’Iva, proprio derivanti dal contrabbando di generi alimentari, e tra essi nello specifico, carne, salumeria, formaggi prodotti ortofrutticoli nonché bevande alcoliche. Per Giovanni D’agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", visto l’aumento lungo i confini italo-svizzeri dei casi di contrabbando di generi alimentari, l’aumento dei casi di fuga di capitali e di valuta che abbiamo segnalato come un fenomeno preoccupante, sarebbe il caso di intensificare i controlli a campione anche dal nostro versante per i veicoli in transito verso la Svizzera.  
   
   
CUNEO: VALORIZZAZIONE QUALITÀ DELL´ORTICOLTURA TRANSFRONTALIERA  
 
Saranno presentati venerdì 24 febbraio alle ore 14, presso la facoltà di Agraria dell’Università di Torino, sede di Cuneo in P.za Torino n. 3, i risultati ottenuti dall’azione pilota che vede la collaborazione tra Italia e Francia nel progetto Valort (valorizzazione della qualità dell´orticoltura transfrontaliera), partendo da una ricerca applicata per la diffusione di metodi di coltivazione biologici ed ecosostenibili per la sicurezza alimentare. Il progetto (cofinanziato attraverso il programma di cooperazione Alcotra Italia-francia 2007/13, e coordinato dalla Camera di Commercio di Cuneo nel ruolo di capofila) ha coinvolto i territori della provincia di Cuneo e il dipartimento delle Alpi Marittime, mirando a portare l´orticoltura a livelli di eccellenza. Il processo di innovazione è nato dalla ricerca, svolta dai dipartimenti Agroinnova e Divapra dell’Università degli Studi di Torino e si è sviluppato attraverso la ricerca applicata, svolta dal Creso presso il Centro sperimentale di Boves, per concludersi nel trasferimento dei risultati alle aziende orticole assicurato dai tecnici della Coldiretti Cuneo. Sul versante francese, la filiera di ricerca ha coinvolto l’Inra Centre Paca (Ente nazionale per la Ricerca in Agricoltura), l’Aprel (Association Provençale de Recherches et Expérimentations Légumières) e la Chambre d’Agriculture des Alpes-maritimes. Aziende agricole e consumatori rappresentano i destinatari delle azioni di promozione e di diffusione dei risultati ottenuti dall’azione congiunta svolta dai diversi attori nell’ambito di questo progetto. Per maggiori informazioni: progetti.Comunitari@cn.camcom.it  - tel. 0171318744-743-824 www.Cn.camcom.gov.it/valort    
   
   
AGRICOLTURA: IN ABRUZZO SBLOCCATE LE INDENNITA´ COMPENSATIVE UN DECRETO AGEA CONSENTE PAGAMENTI IMMEDIATI  
 
Pescara - "Con la firma del decreto n. 249 di Agea che consente l´immediato pagamento delle indennità compensative sarà possibile dare un primo e concreto sostegno agli agricoltori abruzzesi colpiti duramente dall´ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato la nostra regione". L´assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, annuncia così l´importante e atteso provvedimento parte dell´Agenzia per le erogazioni in agricoltura. A causa dell´emergenza neve, infatti, molte aziende agricole sono ancora alle prese con numerose criticità con i disagi maggiori che si registrano soprattutto nelle aree interne e montane. Per questo, l´assessore Febbo si era attivato già nelle prime ore successive all´emergenza per mettere in campo tutti gli interventi necessari in favore del settore agricolo ottenendo l´immediato pagamento delle Misure dell´Indennità compensativa (la 211 e la 212). Si tratta di interventi specifici che riguardano in maniera particolare le aziende agricole delle zone svantaggiate e montane che sono le più colpite dalle copiose precipitazioni nevose. "L´agea - comunica l´assessore - ha emesso il decreto numero 249 e, grazie a questa procedura di emergenza, in breve tempo, i nostri agricoltori potranno riscuotere quanto dovuto relativamente ai residui degli anni che vanno dal 2008 al 2010. Il sostegno alle zone svantaggiate - conclude Febbo - ha l´obiettivo di contribuire ad un uso continuato delle superfici agricole, alla cura dello spazio naturale, al mantenimento e alla promozione di sistemi di produzione agricola sostenibili. E in questo momento si tratta di interventi quanto mai prioritari ed urgenti".  
   
   
AGRICOLTURA, 11,5 MLN PER AZIENDE DI MONTAGNA DELLA LOMBARDIA  
 
Milano - Regione Lombardia ha approvato il Bando 2012 della Misura 211 del Programma di Sviluppo Rurale (Psr), che riconosce l´indennità compensativa agli agricoltori di montagna. La dotazione finanziaria disponibile è di 11.500.000 di euro. A partire dal 1 marzo fino al 15 maggio, gli agricoltori, gli allevatori e i viticoltori lombardi che operano in montagna potranno farne richiesta presso i Caa (Centri di Assistenza Agricola) e ottenere il contributo per loro attività. ´Questo è un vero e proprio contributo all´attività produttiva di montagna - ha commentato l´assessore regionale all´Agricoltura Giulio De Capitani -, funzionale a compensare gli agricoltori dei costi aggiuntivi che derivano dalle condizioni di svantaggio in cui operano e istituito per scongiurare il rischio di abbandono delle nostre montagne´. ´Molti dei nostri straordinari paesaggi alpini e prealpini - ha proseguito l´assessore - devono la loro bellezza e la loro sicurezza proprio al lavoro di questi appassionati imprenditori agricoli, che svolgono un ruolo insostituibile a presidio del territorio e dell´identità culturale delle nostre montagne: beni di cui beneficia tutta la collettività´. I dettagli del Bando sono stati pubblicati sul Burl venerdì 17 febbraio.  
   
   
VERSO ACCORDO AVEPA, REGIONE, BANCHE PER ANTICIPO PREMI PAC  
 
Venezia - Sono stati sostanzialmente definiti tra Regione, Avepa e Istituti di Credito del Veneto i termini di un accordo per anticipare gli imprenditori agricoli i premi della cosiddetta Domanda Unica della Politica Agricola Comunitaria, le cui domande scadono il 15 maggio prossimo. L’iniziativa, che è stata chiamata “Insieme per l’Agricoltura”, sarà formalizzata con la prossima sottoscrizione comune di un documento di impegni. E’ questo l’esito dell’incontro svoltosi oggi nella sede centrale di Avepa, a Padova, tra i rappresentanti di Cassa di Risparmio del Veneto, Federazione Veneta Banche di Credito Cooperativo, Friuladria-credit Agricole, Unicredit, Veneto Banca, Banca Antonveneta, Banca Popolare di Vicenza, Banca Popolare di Verona, l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato e il direttore generale di Avepa Fabrizio Stella. Il progetto “Insieme per l’Agricoltura” si prefigge di migliorare l’accesso al credito da parte delle aziende titolari di diritti riconosciuti all’aiuto comunitario, mediante l’erogazione di anticipazioni finanziarie prima che Avepa introiti materialmente i soldi europei da distribuire. L’ipotesi è di poter anticipare le somme, in modo che gli agricoltori le incassino 13 mesi prima dei normali tempi “burocratici”, previa dichiarazione di impegno da parte degli imprenditori che si rivolgono alle banche attraverso Avepa. L’agenzia veneta per i finanziamenti in agricoltura svolgerà un ruolo di intermediario, fungendo da garante nei confronto delle banche, cui le somme saranno restituite quando i finanziamenti europei saranno a disposizione di Avepa. “Si tratta di un intervento per alcune centinaia di milioni di euro – ha sottolineato Manzato complimentandosi con il direttore di Avepa – che in un periodo di crisi arriveranno con un notevole anticipo, favorendo la liquidità e dunque l’esercizio delle azienda”. “Ringrazio tutti i presenti – ha detto dal canto suo Stella – per la disponibilità a creare, in un momento sicuramente difficile, una rete sinergica capace di affrontare e gestire il meccanismo del credito in agricoltura, creando di fatto opportunità per il territorio. “La difficoltà di accesso al credito – ha concluso Manzato – rimane l’ostacolo principale per i giovani che vogliono mettersi alla guida di un’azienda agricola e rappresenta un freno allo sviluppo e alla competitività, elementi necessari per vincere le sfide del mercato”.  
   
   
PROTOCOLLO D’INTESA CON REGIONE SICILIA E ABI PER INCENTIVARE L’IMPRENDITORIA GIOVANILE AGRICOLA L’ACCORDO STIPULATO PERMETTERÀ AI GIOVANI AGRICOLTORI DI OTTENERE UNA GREEN CARD PER ACCEDERE A FINANZIAMENTI BANCARI E/O CONTRIBUTI ASSICURATIVI FACILITATI  
 
Palermo – Il 16 febbraio, presso l’ex sala cinema dell’Assessorato regionale e delle Risorse Agricole e Alimentari, è stato firmato uno speciale protocollo d´intesa tra Regione Siciliana, Abi e Olimpia Insurance Broker, wholesale specializzato in cauzioni, per finanziare i giovani imprenditori agricoli. L’intesa raggiunta, faciliterà l´esecuzione degli investimenti da parte dei giovani agricoltori ammessi alla Misura 112 del Psr Sicilia 2007-2013, ovvero di età inferiore ai 40 anni e che decidono di avviare un´azienda agricola. Il protocollo firmato trae origine dalla G-card (Green Card) che consiste in un pre-impegno, da parte della Società di gestione dei fondi per l´agroalimentare (Sgfa), a garantire un finanziamento bancario ad un giovane imprenditore agricolo in fase di start up della propria azienda e favorisce il rilascio degli anticipi contributivi da parte di Olimpia Insurance Broker, gruppo assicurativo convenzionato. "La nostra è una società giovane e dinamica - spiega Alessandro Di Virgilio, Amministratore Unico di Olimpia Insurance Broker - E in questo momento di difficoltà scegliamo di essere vicini ai giovani e puntare su settori che crediamo possano rappresentare il futuro del nostro Paese, come quello dell´agricoltura. Abbiamo deciso di puntare sulla Sicilia perché è una Regione con una possibilità di crescita molto elevata". Per i giovani impreditori agricoli sarà facilitato l’accesso al credito e ci saranno maggiori garanzie per il sistema bancario e il gruppo assicurativo per il rilascio consapevole della delibera di fidejussione e della delibera condizionata di finanziamento. "La nostra elasticità ci ha permesso di essere tra i pochi interlocutori a cercare soluzione insieme alle banche - conclude Patrizia Sciabica, Area Manager Regione Sicilia di Olimpia Insurance Broker - L´amministrazione regionale ha deciso di coinvolgere e incontrare non solo le banche, ma anche gli operatori assicurativi. Si tratta di un nuovo modo di affrontare tematiche di questo tipo e crediamo che questo dovrebbe essere l’atteggiamento di tutte le Amministrazioni". Il mondo rurale in Sicilia è sempre più orientato verso il cambiamento. L´insediamento dei giovani in agricoltura, unitamente alla creazione delle condizioni che possano garantire una loro permanenza nel settore, incideranno positivamente sull´incremento dell´economia agricola nel complesso, e sul miglioramento della qualità di vita nelle aree rurali, pronte a investire su se stesse e ad ottenere risultati di successo. Nuove opportunità di investimento che consentiranno dunque il ricambio generazionale del mondo agricolo, contribuendo a rendere il settore maggiormente attrattivo, più differenziato e multifunzionale. Realmente proiettato verso i mercati globalizzati ed il futuro.  
   
   
AI GIOVANI DI COLDIRETTI: COSTRUIAMO IL FUTURO SU QUESTA GENERAZIONE  
 
Firenze – “I giovani sono un grande valore, questa è una generazione su cui dobbiamo costruire il nostro futuro ed io sono convinto che avremo un grande futuro, perchè i nostri prodotti agroalimentari sono eccezionali e l’agricoltura, grazie anche alla sua multifunzionalità, è centrale rispetto ad ogni politica.” Così si è espresso l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, che il 16 febbraio ha preso parte, nel Salone dei 500 di palazzo Vecchio a Firenze all’assemblea per il centro Italia dei Giovani di Coldiretti intitolata “La faccia giovane del Paese”. L’assessore ha preso la parola di fronte ad una platea di circa 500 persone, con oltre 400 giovani delegati provenienti da tutta l’Italia centrale ed ha annunciato l’intenzione di costruire un’alleanza fra le Regioni, non solo quelle dell’Italia centrale, ma anche le Regioni europee, per tutelare le “nostre produzioni di qualità” e per riuscire ad orientare in questo senso la riforma della Pac, la politica agricola comunitaria. In questo contesto l’assessore ha annunciato l’organizzazione di un grande evento per la fine della prossima primavera. Circa l’azione politica della Regione Toscana l’assessore ha ricordato in particolare le misure adottate nell’ambito di “Giovanisì – Fare impresa in agricoltura” che nel 2012 hanno previsto 30 milioni proprio per i giovani e il grande successo ottenuto dai Pif, i progetti integrati di filiera, che hanno aggregato 1250 imprese con oltre 7 mila addetti (fra diretti e indiretti) e sui quali la Regione ha investito 25 milioni nel 2011 e altri 20 nel 2012. In conclusione Salvadori ha citato, come esempio, la filiera del pane, che “proprio grazie ai Pif – ha detto – ha fatto incrementare di 15 mila ettari la coltivazione del frumento tenero, ha messo in cantiere un nuovo stabilimento di produzione (22 mila mq), ha consentito contratti garantiti tre anni e reddito certo per tutti i partecipanti alla filiera.”  
   
   
BIOFACH 2012 ´ BIOLOGICO MARCHIGIANO IN VETRINA A NORIMBERGA .  
 
´La Regione Marche, nell``ambito delle azioni di internazionalizzazione, e` presente in questi giorni al Biofach di Norimberga, la fiera internazionale del biologico, che attira nella citta` tedesca migliaia di visitatori tra operatori, espositori e visitatori. Malgrado le difficolta` legate alle sempre minori risorse disponibili, anche quest``anno abbiamo garantito il sostegno regionale nell``organizzazione di questo importante evento, affinche` non mancasse una rappresentanza delle nostre eccellenze in una vetrina di tale importanza. Il mercato tedesco e` particolarmente evoluto, con una spiccata propensione al biologico, essere qui e` una grande opportunita` per le produzioni marchigiane´. Cosi` il vicepresidente e assessore all´Agricoltura, Paolo Petrini, in visita allo stand regionale e ai padiglioni della manifestazione, per cogliere personalmente le nuove realta` e tendenze di un settore strategico. ´Questa edizione ´ prosegue Petrini - vede la Regione Marche tra le pochissime ad aver confermato la presenza alla manifestazione, segno del rilievo attribuito al biologico di qualita`, anche per la sua attrattivita` turistica e all´immagine che riesce a veicolare.´ Il settore biologico riveste un´importanza notevole nel contesto produttivo agricolo regionale, con la presenza di una gamma di prodotti diversificata: dalla pasta, alle conserve, ai dolci, alle pizze fino all``olio e, non ultimo, al vino, che conquista sempre maggiori spazi. Quest``anno, poi, le Marche sono rappresentate anche da un´azienda del calzaturiero del distretto calzaturiero fermano, presente nel padiglione specializzato del tessile, con una linea di calzature realizzate con prodotti esclusivamente naturali e certificati per il settore biologico. Un modo per coniugare eccellenza tradizionale con i nuovi gusti del mercato. Nella scorsa edizione al Biofach sono stati presenti oltre 2300 espositori, il 71 per cento dei quali internazionali, oltre 44.500 visitatori, il 43 per cento internazionali, provenienti da 128 paesi diversi. La manifestazione si e` svolta su di un´area di oltre 42mila metri quadrati, ha interessato oltre 8.600 congressisti, mentre sono stati presenti oltre 1.140 giornalisti provenienti da 137 paesi diversi.  
   
   
IMU: VA RIVISTA L’APPLICAZIONE PER AGEVOLARE CHI VIVE DI AGRICOLTURA  
 
Perugia - “L’applicazione dell’Imu, l’imposta municipale unica, alle aziende ed ai terreni agricoli va radicalmente modificata se non si vogliono causare conseguenze devastanti ad un settore che è sempre più in declino, come dimostra l’ultimo censimento Istat. Insomma vogliamo modifiche che vadano a favore di chi con l’agricoltura ci campa”. Il messaggio chiaro viene inviato al Governo non soltanto dalle associazioni agricole nazionali e regionali, ma anche dalle regioni italiane, attraverso un documento approvato dagli assessori alle politiche agricole, nell’ultimo incontro della Conferenza delle regioni e delle province autonome che si è tenuto a Roma. “Il Decreto Salva Italia, ha affermato l’assessore regionale alle politiche agricole dell’Umbria, Fernanda Cecchini, applica la nuova imposta non solo, come è giusto ed ovvio, alle abitazioni ed ai terreni agricoli ma anche agli immobili utilizzati per lo svolgimento delle attività agricole quali le stalle, i fienili o, addirittura, le strutture, utilizzate, per ragioni assolutamente evidenti e indipendenti dalla volontà degli allevatori, per una piccola parte dell’anno”. “Abbiamo deciso di aprire un confronto con il Governo nazionale, volto ad individuare criteri alternativi di applicazione dell’Imu, che salvaguardino gli obiettivi del decreto “Salva Italia”, senza pregiudicare la sussistenza del settore agricolo italiano. L’attuale testo del decreto legge prevede l’applicazione dell’Imu sia per i fabbricati che per i terreni rurali, prima esentati dall’Ici, che rappresentano gli strumenti di lavoro essenziali per le aziende agricole. Viene meno insomma, continua la Cecchini, il regime di fiscalità speciale sino ad oggi riconosciuto al settore, in virtù dei ruoli che l’agricoltore svolge e dei beni prodotti che non si limitano alla sola produzione di cibo. Si pensi alla salvaguardia del territorio e del paesaggio: attività connaturata all’esercizio dell’agricoltura, di cui tutti i cittadini godono, ma che, certamente, non è remunerata dal mercato. Peraltro, l’Imu va a colpire l’agricoltura in un suo punto debole, costituito dalla forte immobilizzazione di capitali a bassissima redditività. L’applicazione ai fabbricati rurali ad uso strumentale di un aliquota ridotta allo 0,2%, pur combinata con la facoltà riconosciuta ai comuni di ridurre dello 0,1% detta aliquota, produrrà comunque effetti devastanti, in considerazione del fatto che, a base del calcolo vengono inseriti anche i terreni. Tanto si tradurrà in un aggravio considerevole per le aziende agricole”. “Pur non sottovalutando il carattere di eccezionalità della manovra finanziaria e il particolare periodo che stiamo vivendo, sottolinea Fernanda Cecchini, emerge una forte preoccupazione circa gli effetti che l’applicazione di questa nuova imposta potrà avere su un settore strutturalmente fragile, dal punto di vista economico, ed alle prese con gli effetti di una crisi particolarmente grave. L’applicazione dell’Imu potrebbe insomma accelerare il processo di dismissione del settore agricolo, che l’ultimo censimento ha fotografato in modo inequivocabilmente in declino. Anche in Umbria, ricorda l’Assessore, l’Istat ha rilevato una riduzione media delle aziende agricole del 30,4 per cento, leggermente più bassa della media nazionale (32,2 per cento) ma comunque significativa. Soprattutto nella provincia di Terni dove hanno chiuso oltre settemila aziende agricole pari al 41,6 per cento in meno rispetto all’ultimo censimento. Ed anche la provincia di Perugia fa rilevare il dato negativo con una diminuzione del 25 per cento. Diminuisce la superficie agricola totale e quella utilizzata così come diminuiscono drasticamente il numero degli allevamenti, anche se aumenta la superficie media delle imprese ed il numero di capi allevati per ogni azienda. Questo quadro insomma ci conferma la necessità di politiche a sostegno del settore agricolo, soprattutto in un momento di crisi economica globale come l’attuale. Per questo, afferma Cecchini, come Conferenza delle Regioni abbiamo chiesto al Governo la modifica del provvedimento sull’Imu in agricoltura. E’ necessario, a nostro avviso, prevedere l’esenzione dal pagamento dell’imposta per i fabbricati rurali ad uso strumentale, o quantomeno valutare la possibilità di una consistente riduzione degli oneri, attualmente previsti per gli stessi, con particolare riferimento a quelli situati in aree svantaggiate. Bisogna inoltre rivedere il meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori, in considerazione delle peculiarità del settore agricolo che, sino ad oggi, hanno determinato l’applicazione di specifiche regole fiscali”. Su questo tema, che ha già mobilitato le associazioni agricole nazionali e regionali, la Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e l’Assessore Cecchini nei prossimi giorni incontreranno il Presidente di Anci Umbria Vladimiro Boccali. L’intento, così come richiesto anche dalla Conferenza nazione dei Presidenti delle Assemblee delle Regioni e delle province autonome, è quello di sollecitare l’Anci a intervenire verso i Comuni affinché siano adottate le delibere con le quali si applicano le aliquote più basse, “per salvaguardare l’interesse dell’impresa agricola a non essere colpita pesantemente nell’esercizio della sua attività economica”.  
   
   
PREMIO MARIETTA 2012, IL CONCORSO NAZIONALE PER CUOCHI DILETTANTI, DEDICATO ALLA CELEBRE GOVERNANTE DI PELLEGRINO ARTUSI. LE ISCRIZIONI CHIUDONO IL 4 GIUGNO 2012.  
 
Il Comune di Forlimpopoli nell’ambito della 16ª edizione della Festa Artusiana (16-24 giugno 2012) promuove il concorso nazionale per cuochi dilettanti dedicato alla fedele governante di Pellegrino Artusi Scadenza lunedì 4 giugno 2012. La partecipazione è gratuita Pasta fresca o secca, non fa differenza. L’importante è realizzare un primo piatto ispirato alla cucina domestica di colui che ha unito l’Italia a tavola: Pellegrino Artusi. È il Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti dedicato alla fedele governante dell’Artusi, Marietta Sabatini. Promosso dal Comune di Forlimpopoli in collaborazione con Casa Artusi, moderno centro di cultura enogastronomica dedicato alla cucina domestica italiana, l’iniziativa rende omaggio alle “Mariette” di oggi”. Donne e uomini, tutti possono prendere parte a questa iniziativa, mettendo in gioco la propria abilità e stimolando la fantasia, purché l’ispirazione arrivi dal celebre manuale artusiano, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Anche perché Marietta Sabatini è stata soprattutto questo: una devota governante appassionata di cucina che, insieme al cuoco Francesco Ruffilli di Forlimpopoli, ha contribuito in maniera determinante all’impresa culinaria e editoriale che è stata tra fine Ottocento e inizio Novecento, la Scienza in cucina. Insieme provarono centinaia e centinaia di ricette, una ad una: Marietta e Francesco stavano ai fornelli, Artusi correggeva, rivedeva le dosi, riscriveva i procedimenti, integrava i suggerimenti, spiegava e commentava con riflessioni personali. E per dimostrare la sua profonda gratitudine per tutto quanto avevano fatto i suoi fedeli collaboratori, lasciò loro per testamento i diritti d´autore del suo libro. Come partecipare al Premio Marietta Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a lunedì 4 giugno 2012: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli) indicando “Premio Marietta” entro le ore 13 dello stesso giorno. Per partecipare occorre inviare una ricetta originale di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso) eseguibile in un tempo massimo di due ore. Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione. La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi dilettanti. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana. All´interno della busta l´autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l´attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia. Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le cinque finaliste. I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti, come di tradizione, durante la 16ª edizione della Festa Artusiana, la kermesse gastronomica in calendario dal 16 giugno al 24 giugno 2012 a Forlimpopoli. La cerimonia ufficiale di premiazione del concorso si svolgerà a Forlimpopoli, nei giorni della manifestazione. Per il vincitore in palio un premio di 1.000 euro, mentre tutti i finalisti riceveranno 5 Kg di pasta. La giuria sarà composta da esperti e presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell´Associazione delle Mariette che, in nome della cuoca di Artusi, promuove in Casa Artusi la cultura gastronomica di tradizione. Vincitore dell’edizione 2011 è stato Fabio Giordano, operatore di call center di Palermo, che si è aggiudicato il premio con la ricetta busiati freschi con gambero rosso di Mazzara del Vallo e macco di fave fresche. Marietta Sabatini: una vita alla corte di “re” Artusi “La fedele Marietta” è una figura centrale nell’opera dell’Artusi. In ombra, certo, se l’angolo di visuale è la ribalta letteraria, ma in primo piano se si bada alla sostanza gastronomica e alla solidità del successo della “Scienza in cucina”. Pellegrino Artusi sapeva di dovere molto a Marietta, tanto che si sentì in dovere di lasciarle in eredità, oltre al lascito di ben Lire 8.000, i diritti di autore sul manuale, assieme al cuoco Ruffilli Francesco, in quanto aveva coadiuvato al buon esito del libro. Alla fedele Marietta, Pellegrino Artusi dedicò la ricetta del panettone che si trova nel manuale perché “è brava cuoca e tanto buona ed onesta da meritare che io intitoli questo dolce col nome suo, avendolo imparata da lei”. Cameriera e cuoca (è lei la titolare della ricetta del Panettone Marietta 604, alla quale Artusi non volle mai sostituire la ricetta del dolce milanese), Marietta era originaria di Massa e Cozzile, un piccolo paese collinare della provincia di Pistoia, dove nacque nel 1860. Fu presa a servizio da Artusi intorno al 1887-1888, e gli rimase vicino, discreta efficiente fedele, fino alla fine. Governante, ma anche accompagnatrice dei soggiorni estivi sulla montagna pistoiese, ai Bagni di Montecatini o a Viareggio, è lei a rivelarci le abitudini quotidiane del riverito padrone, le sue frequentazioni, le sue passioni, e in particolare l´amore per i libri. In una intervista del 1932 pubblicata sulla Cucina Italiana Marietta parla così di Artusi: “L’unico suo divertimento era lo scrivere. Il libro lo cominciò quasi per ischerzo. Poi vide che gli veniva bene e vi si appassionò. A poco a poco venne ad avere una corrispondenza con persone d´ogni ceto e d´ogni parte d´Italia. Scriveva sempre. Si alzava la mattina alle otto e si metteva a tavolino fino all´ora del pranzo. Poi riprendeva a scrivere per qualche ora. Ed era un continuo alternarsi fra lo studio e la cucina, la penna e le pentole. Si provavano le ricette, tutte, una ad una. Accanto a lui instancabile era sempre il suo cuoco che gli voleva tanto bene. Io pure non lo lasciavo mai. Altri compagni fedeli gli erano i due gatti ai quali dedicò la prima edizione del suo libro. […] La cucina era per lui un campo d´azione. Un luogo di studio. Io ho ancora e tengo come fossero gioielli le sue bilance, i suoi arnesi, tutto quanto gli era necessario ed egli adoperava sempre”. E ancora: “Era un terribile giudice delle pietanze, sapeva al solo assaggio riconoscere gli ingredienti e trovare qualsiasi difetto, immediatamente. A parte la cucina gli piaceva leggere […]. Era un uomo coltissimo, ed amava istruire anche me. Ed io gli ero tanto riconoscente per questo”. Per info: tel. 0543 749234/5, 0543 743138, info@festartusiana.It, www.Festartusiana.it, www.Casartusi.it  
   
   
PREMIATE A CHICAGO LE BIRRE COLLESI INCETTA DI PREMI PER IL BIRRIFICIO ARTIGIANALE DI APECCHIO, TENUTE COLLESI, CHE DOPO IL SUCCESSO ALL’ INTERNATIONAL BEER CHALLENGE DI LONDRA. ORA VEDE LE SUE BIRRE PREMIATE PER IL MIGLIOR PACKAGING AL WORLD BEER CHAMPIONSHIP 2011 DI CHIGACO.  
 
Ancora premi per la Fabbrica della Birra Tenute Collesi. La prestigiosa giuria del Beverage Tasting Institute (Bti) di Chicago, la più autorevole al mondo e composta da professionisti, ristoratori, distributori, enotecari e designer di fama internazionale ha attribuito il premio per il miglior packaging alle magnifiche 6 Imperale Collesi. La Wbc, concorso fondato nel 1994, rappresenta oggi la competizione più importante d’America e giudica ogni anno i packaging più all’avanguardia di birre, vini e distillati provenienti da tutto il mondo. I premi assegnati si dividono in 4 categorie: label design, bottle design, carrier/gift box design e case design. I vincitori vengono selezionati in base a criteri di forte creatività, originalità della grafica, della forma, stile e innovazione. Ancora una volta il premio attribuito alle birre Collesi è la dimostrazione di come sia riconosciuta ed apprezzata all’estero la raffinata eleganza del design italiano. Il packaging delle Birre Collesi piace in tutto il mondo a colpo d’occhio per il vincente mix di raffinatezza ed eleganza, curato in ogni singolo dettaglio: dalla ricercata bottiglia “collio” alle etichette stampate a secco con colori vivaci e alla moda, alla capsula, che fa percepire la meticolosità nella produzione artigianale. Frutto di un accurato studio, il packaging di queste birre racconta il prestigio del prodotto con forte identità territoriale e la loro volontà di affermarsi nel mercato italiano ed internazionale come prodotto di nicchia dalla grande personalità. Le magnifiche 6 Imperale Collesi Della gamma Imperale tutte non pastorizzate fanno parte: le bionde Alter e Ego, dal colore giallo oro luminoso con schiuma fine,fresche e profumate di cereali e fieno, con sul finale sentori di pregiati luppoli. Moderatamente frizzanti e dal retrogusto equilibrato e rotondo. L’ambrata Fiat Lux, dal gusto intenso con toni caldi e avvolgenti, con sentori di luppolo che ne esalta i ricchi profumi di cereali e di frutta autunnale. La rossa Ubi, dal grande spessore e gusto dolce è caratterizzata da intensi profumi di caramello, malto e nocciole con piacevoli note speziate e grande persistenza aromatica. La nera Maior dal gusto pieno e corposo con profumi di caffè d’orzo, cacao liquirizia e rabarbaro. Morbida ed avvolgente, dall’equilibrato sentore olfattivo ed una soffice e vellutata schiuma. La triplo malto con profumi di lievito fresco, vaniglia, crosta di pane e miele. Aromi intensi di malto ed agrumi con profumi di frutti tropicali ananas ed albicocca. Www.collesi.com  
   
   
VENT’ANNI VERDI E GUSTOSI A RIOLO TERME (RA) DAL 12 AL 16 MARZO SI SVOLGERÀ LA XX EDIZIONE DEL RASSEGNA GASTRONOMICA “IL PIATTO VERDE”. ATTESI ANCHE I “DUE STELLE MICHELIN” PHILIPPE LÉVEILLÉ E GIANNI D’AMATO  
 
Il comprensorio turistico delle Terre di Faenza ha nelle eccellenze enogastronomiche uno dei suoi punti di maggior valore. In questo spicchio di Romagna ci sono alcune delle aziende vinicole che nelle ultime edizioni delle guide di settore hanno ottenuto i massimi riconoscimenti. Ci sono prodotti gastronomici unici (dallo Scalogno di Romagna Igp all’olio di Brisighella Dop, passando per il carciofo moretto e i “frutti dimenticati”). A Casola Valsenio c’è l’importante Giardino delle Erbe officinali “Augusto Rinaldi Ceroni”, mentre la città di Riolo Terme è sede dell’Ipssar “Pellegrino Artusi”, Istituto Alberghiero particolarmente attento alle tradizioni e ai prodotti del territorio. E proprio a Riolo Terme in questo 2012 si svolgerà la ventesima edizione della rassegna gastronomica “Il Piatto Verde”, che come di consueto ha in programma molte gustose iniziative, tra cui cene e corsi di cucina con rinomati chef “stellati”, un concorso aperto al pubblico e uno riservato agli Istituti alberghieri di tutta Italia e d’Europa. Appuntamento dal 12 al 16 marzo a Riolo Terme. Fulcro della rassegna “Il Piatto Verde” è il concorso per la migliore ricetta realizzata con erbe aromatiche e rivolto agli Istituti Alberghieri di tutta Italia ed Europa e agli appassionati di cucina che si “affronteranno” a colpi di prelibatezze in due distinte sezioni. Comune denominatore per entrambe le categorie sarà l’utilizzo delle piante più significative che nel corso delle precedenti 19 edizioni sono rientrate nell’elaborazione delle ricette vincitrici del concorso. Le erbe: cerfoglio, finocchio, noce moscata, menta, dragoncello, aneto, rosmarino, calendula, ruta, ortica, salvia, malva, lavanda, camomilla, levistico, alchechengi. In particolare, per quanto riguarda il concorso dedicato al pubblico, i finalisti (selezionati da un’apposita giuria di esperti) verranno ospitati nelle giornate dedicate alla gara e parteciperanno alla cena di gala nel corso della quale verrà proclamato il vincitore (16 marzo). Vincitore che si aggiudicherà un weekend benessere al Grand Hotel delle Terme di Riolo. Per partecipare occorre inviare la ricetta di un piatto a scelta fra antipasto, primo, secondo o dessert, che utilizzi tra i suoi ingredienti una o più delle piante selezionate, nelle parti indicate (foglie, fiori, semi, radici). Per informazioni e per richiedere il bando integrale del concorso: tel. 0546 71044, progetti.Sda@racine.ra.it. Il programma de “Il Piatto Verde” sarà anche arricchito dal sesto appuntamento con “The First”, passerella di cultura enogastronomica che vedrà all’opera due importanti chef che realizzeranno i loro menu utilizzando erbe e prodotti del territorio. I due chef prepareranno pertanto un menu degustazione appositamente creato per l’occasione e l’Istituto Alberghiero di Riolo aprirà le sue porte a tutti coloro che non vorranno farsi scappare l’occasione per provare la cucina pluristellata di Philippe Léveillé del ristorante Miramonti l’Altro di Concesio (lunedì 12 marzo) e Gianni D’amato del ristorante Il Rigoletto di Reggiolo (martedì 13 marzo), entrambi insigniti delle “due stelle Michelin” e riconosciuti esponenti della migliore cucina italiana. Oltre alla possibilità per tutti i buongustai di partecipare alle cene, un limitatissimo numero di cuochi avrà l’opportunità di lavorare assieme allo chef e alla sua brigata nel pomeriggio di preparazione. Info: tel. 0546 71044 progetti.Sda@racine.ra.it  
   
   
RISCOPRIRE IL PIACERE DELLA ZUPPA, ANCHE A COTTURA VELOCE, CON LA LINEA FLAMINIO  
 
Un invito fumante a gustare sapori semplici e genuini. Parliamo di zuppa, il classico intramontabile della stagione invernale, perché riscalda il corpo e, oltretutto, fa bene alla salute. Quella a base di legumi, in particolare, rappresenta una miniera preziosa di proteine – ne contiene quanto la carne –, con il vantaggio di apportare pochi grassi e di essere ricca di fibre e minerali. Grazie alle proprietà nutrizionali di fagioli, lenticchie, piselli e affini eventualmente associati a cereali, questo piatto si inserisce a pieno titolo tra i preferiti di chi segue un’alimentazione sana ed equilibrata. La linea Flaminio della Società Agricola Trevi “Il Frantoio” propone un’accurata selezione dei più apprezzati prodotti agroalimentari tipici dell’Umbria e dell’Italia, tra cui l’olio e i legumi, riservata alle migliori enoteche, wine bar, gastronomie, oltre che all’alta ristorazione. Flaminio lancia due golose proposte di Zuppe, capaci di venire incontro ad ogni esigenza, compresa quella di chi – per volontà o necessità – può dedicare poco tempo alla cucina. La Zuppa tradizionale (immagine a sinistra) è un mix gustoso di fagioli, lenticchie, soia, ceci, piselli e fave dedicato a chi ama le cotture lente. Richiede un tempo di ammollo di 12 ore. Mentre per chi è sempre di fretta, l’alternativa è Zuppa facile, pronta in soli 30 minuti e senza ammollo. Composta da fagioli, lenticchie, piselli e azuki verdi, è arricchita dalla presenza di un cereale, l’orzo perlato, particolarmente saziante. Sul packaging di ciascuna confezione è riportata la ricetta che spiega in maniera chiara come ottenere una calda e deliziosa zuppa. Della stessa linea anche Olio Flaminio Dop Umbria, extravergine di oliva di qualità superiore prodotto da olive coltivate a Trevi, in zona D.o.p. Umbria Colli Assisi-spoleto. Tipico per il suo sapore intenso e corposo di olive appena molite, con retrogusto piacevolmente amaro e piccante, si abbina perfettamente alle zuppe di legumi, usato crudo, oltre che su tutti i piatti dai sapori pronunciati, bruschette, insalate, carni rosse, grigliate di carne e verdura, bollito. Confezioni e prezzo indicativo al pubblico Zuppa tradizionale Flaminio 400 g € 3,50 Zuppa facile Flaminio 400 g € 3,50 In vendita nelle migliori enoteche, wine bar, gastronomie specializzate  
   
   
SINGAPORE WORLD GOURMET SUMMIT 2012 DAL 23 APRILE AL 3 MAGGIO, TUTTI I GUSTI DEL MONDO RACCHIUSI NELL’EVENTO ENOGASTRONOMICO PIÙ ATTESO DELL’ANNO.  
 
A Singapore, dal 23 aprile al 3 maggio la parola d’ordine è World Gourmet Summit. Anche quest’anno la prestigiosa kermesse culinaria proporrà ai palati più raffinati le migliori creazioni della haute cousine internazionale, coinvolgendoli in un percorso polisensoriale tra le esperienze del gusto più incredibili ispirate al tema di quest’anno: il contrasto tra tradizione e innovazione. Eventi, cene a tema, workshop, laboratori, degustazioni di cibo e vini: durante queste due settimane Singapore sarà teatro di una serie di spettacolari appuntamenti con l ’ a f f a s c i n a n t e mo n d o dell’enogastronomia, in compagnia dei più grandi chef provenienti da tutto il mondo. Sin dalla sua prima edizione nel 1997, World Gourmet Summit si è imposto tra gli eventi più riconosciuti a livello mondiale. L’edizione dello scorso anno ha riscosso moltissimo successo, con la partecipazione di oltre 9.327 visitatori da tutto il mondo. Oltre ad essere un appuntamento fisso per gli chef stellati Michelin e per molti personaggi famosi, World Gourmet Summit vede sempre di più accrescere l’adesione di luminari internazionali della cucina e wine master, grazie anche alla partecipazione dei migliori ristoranti della città che ospiteranno le diverse iniziative legate al festival. Tra i locali che quest’anno parteciperanno all’evento, proponendo menu e iniziative speciali, spiccano alcuni tra i “tempi” della ristorazione di Singapore come il Mezza9 del Grand Hyatt, The Lighthouse del Fullerton Hotel, l’Inagiku del Fairmont Singapore e la Brasserie Les Saveurs del Regis Singapore. Singapore è il luogo dove convivono diverse etnie e culture, tutte accomunate dalla passione per la cucina. Melting pot di sapori, ingredienti e ricette, l’offerta gastronomica di Singapore riflette la sua ricchezza culturale e accosta piatti e tradizioni diversissimi tra loro: dalla cucina malese a quella cinese, dalla cucina indiana a quella occidentale per finire con la cucina Penarakan, la più peculiare delle tradizioni culinarie della città che prende il nome dall’omonima etnia. World Gourmet Summit sarà l’occasione per scoprire i tanti gusti di Singapore e per intraprendere un incredibile viaggio alla scoperta di sapori e profumi provenienti da tutto il mondo. Per ulteriori informazioni sulla città e sul World Gourmet Summit 2012: www.Yoursingapore.com - www.Worldgourmetsummit.com  
   
   
GLI APPUNTAMENTI PER I FOOD LOVERS HAPPY HOUR, DINNER E COOKINGCLASS CON SUGGESTIONI DALLA RETE  
 
A febbraio, God Save The Food, nuovo ristorante in via Tortona a Milano, inaugura un ciclo di serate a cura dei foodblogger Laurelevans (Un’americana in cucina) e Cristiano Bonolo (Il Cucinotto). Si tratta di 2 aperitivi ed una cena a tema per imparare a cucinare divertendosi e trascorrere una serata conviviale dedicata alla buona tavola. God Save The Happy Hour Il 21 febbraio i più salutisti non possono perdersi l’appuntamento Happy Vegetarians, aperitivo e showcooking a cura di Cristiano Bonolo, foodblogger appassionato di cucina macrobiotica e vegetariana. Dalle ore 18.30, costo a consumazione € 10,00. God Save The Dinner Il 28 febbraio Laurel Evans torna nelle vesti di insegnante con Tex-mix, una Cooking class & Dinner dedicata a suggestioni e nuove proposte dalla cucina Texana. I partecipanti possono scegliere di abbinare la lezione alla cena o prenotare soltanto la cena. Ore 19.00 lezione, ore 21.00 cena. Costo lezione + cena € 65,00, costo solo cena € 30,00. Per la cena e lezione la prenotazione è obbligatoria: tel. +39 02 8373604 - www.Godsavethefood.it Informazioni: Orario di apertura: da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 21.00/Sabato e domenica dalle 8.00 alle 18.00 (brunch 12.00-16.00) Numero coperti: 110 Via Tortona 34, 20144 Tel. +39 02 8373604 eat@godsavethefood.It www.Godsavethefood.it  
   
   
VINISUD 2012 X SALONE INTERNAZIONALE DEI VINI E DEGLI ALCOLICI DEL MEDITERRANEO FRANCIA, MONTPELLIER, 20-22 FEBBRAIO 2012  
 
Vinisud, i vini del Mediterraneo sotto i riflettori A pochi giorni dalla sua inaugurazione, Vinisud - Salone internazionale dei Vini e degli alcolici del Mediterraneo, si appresta ad accogliere appassionati, giornalisti, buyer e operatori del settore provenienti da tutto il mondo. La manifestazione, giunta alla sua decima edizione, si presenta come una prestigiosa vetrina della produzione vitivinicola dell’area del Mediterraneo, che da sola rappresenta più del 50% della produzione mondiale. Anche per la edizione 2012 di Vinisud, in programma a Montpellier dal 20 al 22 febbraio, ad affiancare la offerta degli espositori ci saranno una serie di iniziative, conferenze e degustazioni gratuite, che si terranno nell’adiacente Palais Méditerranéen (Hall 12) e che vedranno stappare oltre 2.100 referenze. Il calendario di eventi collaterali rappresenta da sempre un punto di forza del Salone, considerato un luogo di incontro e di approfondimento preferenziale, in grado di portare risultati tangibili alle aziende partecipanti attraverso il contatto diretto con numerosi buyer europei ed internazionali. Vinisud, che nel 2010 ha accolto 33.000 visitatori e 1.650 espositori, provenienti sia dalla Francia (Languedoc, Roussillon, Provence, Vallée du Rhône, Sud Ouest, Corsica) che dall’estero (in particolare Spagna, Italia, Portogallo, Tunisia, Algeria, Libano e Malta), ha saputo guadagnarsi una attenzione crescente da parte del pubblico specializzato con un incremento costante del numero di espositori e visitatori. L’italia, presente con aziende da diverse regioni tra cui Piemonte, Toscana, Veneto, Sicilia, Puglia, Basilicata, Emilia Romagna, è il secondo Paese estero dopo la Spagna per numero di espositori a Vinisud. Attesissima la edizione 2012 del Salone è stata promossa non solo tramite il sito web ma anche attraverso i principali social media. Vinisud è infatti presente con una propria Pagina su Facebook , un profilo su Twitter (@Vinisud ) e un gruppo dedicato su Linkedin. Www.vinisud.com Per ulteriori informazioni: www.Vinisud.com  
   
   
CHIANTI CLASSICO: CONTINUA LA RISALITA, GRAZIE SOPRATTUTTO ALL’EXPORT NEL 2011, L’ANNO DELLA CRISI FINANZIARIA GLOBALE, LE VENDITE DEL CHIANTI CLASSICO CRESCONO DEL 4%, GRAZIE SOPRATTUTTO ALL’EXPORT. UN TREND POSITIVO CHE SI CONSOLIDA DOPO L’IMPENNATA DEL 2010 (+24% SULLE VENDITE DEL 2009)  
 
I mercati di riferimento per l’export del Chianti Classico restano nell’ordine Stati Uniti, Germania e Canada Segno + nel 2011 per il Chianti Classico, che proprio nel bel mezzo della crisi finanziaria globale, chiude l’anno con un confortante +4% nelle vendite sul 2010. Un risultato che arriva dopo un’accelerazione notevole compiuta l’anno scorso, conclusosi con un sostanzioso +24% di vendite sul 2009. Un bilancio rassicurante che accompagnerà il celebre vino toscano alla “Chianti Classico Collection”, l’anteprima delle annate 2011, 2010 e della Riserva 2009 del Chianti Classico (il 20 febbraio, riservata agli operatori, ed il 21 e 22 febbraio per la stampa; www.Chianticlassicocollection.it), di scena alla Stazione Leopolda a Firenze. Ancora una volta l’elemento decisivo per la crescita delle vendite del Chianti Classico è rappresentato dall’export, analogamente a quanto è accaduto in tutti i principali territori a vocazione vitivinicola del Bel Paese. Si tratta di una “base” solida e che anche per il futuro promette di regalare alla denominazione del Gallo Nero una certezza nelle vendite, e capace di far guardare al futuro, almeno con un moderato ottimismo, nonostante la congiuntura globale stia attraversando un momento particolarmente delicato. “La nostra quota di vino esportata all’estero è ormai pari al 78%, è quindi da questo punto di forza che dobbiamo guardare per il futuro del vino Chianti Classico - spiega Giuseppe Liberatore, direttore dell’omonimo Consorzio - e la crescita nelle nostre vendite che si è verificata anche nel delicatissimo 2011, soprattutto dovuta all’export, ne è l’ennesima riprova”. Per quanto riguarda la penetrazione commerciale del Chianti Classico, nel triennio 2009-2011, si configura una sostanziale tenuta dei mercati storicamente di riferimento per questa denominazione con quote di mercato distribuite soprattutto nei mercati storici. Gli Stati Uniti si confermano al primo posto (27% nel 2009, 28% nel 2010 e nel 2011), seguiti dall’Italia (26% nel 2009, 24% nel 2010 e 22% nel 2011), dalla Germania che si rivela un mercato in buona crescita (12% nel 2009 e nel 2010 e 13% nel 2011), dal Canada, (6% nel 2009, 7% nel 2010 e 8% nel 2011) altro mercato in tendenziale crescita e che si sostituisce in questa posizione al Regno Unito (8% nel 2009 e 2010, 7% nel 2011), Svizzera (6% nel 2009, 7% nel 2010 e 2011), Giappone (5% nel 2009, 4% nel 2010 e 2011), altri Paesi (3% nel 2009, 2010 e 2011), a pari merito nel 2011 con Olanda e Svezia, mentre la quota di mercato in Russia è pari al 2%. Dal quadro emerge un dato in linea con le tendenze complessive del mondo del vino italiano: a tirare la volata della ripresa sono essenzialmente i mercati esteri, mentre il mercato interno, progressivamente si ridimensiona. Il Chianti Classico, quello che nel mondo del vino può essere a ragione definito come un vero e proprio “distretto agroalimentare”, può contare sui numeri di una “grande impresa”: fatturato stimabile in oltre 500 milioni di euro, valore della produzione vinicola imbottigliata di 360 milioni di euro, valore complessivo della produzione olivicola pari a 10 milioni di euro, valore delle altre produzioni agricole stimabile in 90 milioni di euro, fatturato medio degli agriturismi 75 milioni di euro; 70.000 ettari, di cui 7.200 vitati a Chianti Classico e 10.000 coltivati ad oliveto. La produzione di vino Chianti Classico ha raggiunto nel 2011 i 280.000 ettolitri, i soci consorziati sono 570, di cui 350 sono imbottigliatori