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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 29 Febbraio 2012 |
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Politica |
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UE, BARROSO: "LA GOVERNANCE EUROPEA E IL METODO COMUNITARIO" CONFERENZA SUL METODO COMUNITARIO |
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Bruxelles , 29 febbraio 2012 - Di seguito il discorso di José Manuel Barroso Presidente della Commissione europea nel corso della Conferenza di ieri sul metodo comunitario: “Signore e Signori, Cari amici, Sono lieto di unirmi a voi oggi in questo evento e siamo lieti anche che con Bepa stanno unendo le forze per il giorno con Notre Europe, una delle aziende più importante think tank. Notre Europe è rinomata per la sua riflessione originale sulle questioni europee e vanta alcune persone illustri che portano il suo lavoro. In particolare, rendere omaggio al lavoro del Presidente fondatore di Notre Europe, Jacques Delors e il vostro attuale presidente, António Vitorino, che si occuperà della successiva riunione di oggi. Sia Jacques Delors e António Vitorino continuano a dare molto alla causa dell´integrazione europea e siamo davvero molto grati per questo. Siamo qui oggi per considerare le questioni di governance. In particolare, la governance dell´Unione europea e la dinamica centrale all´interno che - il metodo comunitario. So che Notre Europe ha istituito l´anno scorso un dibattito sul futuro del metodo comunitario e non vediamo l´ora di sentire alcuni dei risultati nel corso della giornata. Sin dalla nascita della Comunità europea, c´è stato un dibattito sul modo migliore per costruire l´Europa. Intergovernativo è stato favorito da alcuni, e il metodo comunitario da altri. In verità, abbiamo costruito una vera unica sui generis organizzazione, grazie in larga misura al metodo comunitario. La maggior parte di noi qui oggi si sentono fieri di questo risultato. Sessant´anni dopo sei paesi hanno firmato il Trattato di Parigi, ora siamo in 27. E, un numero significativo di che i paesi stanno bussando alla porta per entrare Così, nonostante tutti i recenti sconvolgimenti, l´Ue resta un simbolo potente di progresso sia politicamente che economicamente, e ha un polo di attrazione. Questo, in sé, è testimonianza del successo dell´Unione che abbiamo costruito e stanno costruendo insieme. E tuttavia, sappiamo che le crisi finanziarie ed economiche hanno testato le nostre istituzioni, la nostra solidarietà e la fede di molti nel progetto europeo. Siamo stati, siamo onesti su questo, impreparato per la scala e la profondità della crisi finanziaria e poi la crisi sovrana reparto che ci ha colpito. E ´facile con il senno di poi a criticare, ma tutti noi ora capire che l´unione monetaria e unione fiscale sono due facce della stessa medaglia e il secondo è stato trascurato quando la nostra moneta è stata lanciata, o almeno quest´ultimo non aveva a quel tempo le condizioni per essere proposto e accettato. Abbiamo pagato un prezzo per tale omissione. Dovrebbe essere una lezione per il nostro futuro. In qualsiasi discussione sul futuro dell´Europa, si parla sempre di metodologie, le istituzioni e processi. Come metodi di andare, non vengono più profondo e importante che il metodo comunitario. Questa è la realtà. Il termine evoca lo spirito del processo di integrazione europea. Voglio fare questo punto: stiamo parlando di un metodo, ma probabilmente è più di un metodo, è una questione di cultura, la cultura politica delle nostre istituzioni, o se si desidera in maniera più romantica, lo spirito della nostra progetto. In realtà le origini di questo metodo si trovano nelle posizioni assunte dai Padri fondatori della Comunità europea, e nei testi di Parigi e dei trattati di Roma. Possiamo guardare già in questa definizione la creazione della Alta Autorità del carbone e dell´acciaio. Credo che sia Robert Schuman e Jean Monnet definito in un modo eccellente l´essenza di integrazione europea e il metodo comunitario. Per Schuman ", una istituzione sovranazionale, come la nostra Comunità, non ha le caratteristiche di uno Stato, ma che detiene ed esercita alcuni poteri sovrani". Infatti, il trasferimento di poteri legislativi da parte degli Stati membri a livello europeo, descrive molto bene la natura dell´Unione europea. Monnet ha aggiunto un´altra dimensione importante per quanto riguarda il metodo di governance. Cito, "mettere insieme i governi e far conoscere alle amministrazioni nazionali collaborino inizia con una buona intenzione, ma non appena ci sono differenze di interessi, se non vi è alcun organismo politico indipendente capace di prendere la visione comune e giungere a una decisione comune". Vorrei in particolare accento il ´corpo politico indipendente capace di prendere la visione comune´. In altre parole, l´esistenza di un ente sovranazionale con il diritto di poteri di iniziativa ed esecutivo. Naturalmente, molto spesso il dibattito sul metodo comunitario è di circa il ruolo della Commissione, e sappiamo tutti che il metodo comunitario va oltre il ruolo della Commissione. In aggiunta al diritto di iniziativa della Commissione, il co-decisione tra il Consiglio e il Parlamento europeo costituisce oggi un elemento importante del metodo comunitario, in particolare nei casi decisi dalla maggioranza qualificata degli Stati membri. Questo è, naturalmente, accompagnato da una Corte di giustizia che assicura l´uniforme interpretazione e il rispetto dei trattati istitutivi e del diritto derivato. Questa è una situazione unica, sia nella storica e in termini globali. Un gruppo di paesi democratici ha lasciato il disordine della politica di potenza e ha creato un ordine basato sulle istituzioni indipendenti, istituzioni veramente indipendenti, e lo Stato di diritto. E ´facile a volte dimenticare la portata di quanto è stato storicamente realizzato. Quando abbiamo bisogno di fare progressi, il metodo comunitario ha consegnato perché è stato sia un efficace ed un modo legittimo per affrontare alcune delle principali sfide che attendono l´Europa. Per costruire un forte livello di convergenza tra un gruppo di Stati con esperienze diverse e interessi diversi è stato un compito enorme. Grazie, in gran parte, all´esercizio del diritto di iniziativa della Commissione e alla responsabilità ad essa assegnata di agire come custode dei trattati, garantendo così il rispetto dello Stato di diritto, ci siamo assicurati senza precedenti di cooperazione e la stabilità nel nostro continente. L´approccio comunitario è necessario anche nella gestione di interdipendenza economica. Solo istituzioni indipendenti in grado di creare regole che vanno a vantaggio degli interessi economici di tutti. Solo un ente sensibile l´interesse generale europeo può regolamentare adeguatamente il mercato unico. La logica di conflitto di interessi nazionali non avrebbe mai potuto creare un mercato comune, in primo luogo. E lasciatemi dire dalla mia esperienza personale, vale a dire dopo la crisi finanziaria, che se non fosse stato perché abbiamo istituzioni chiamate alla Commissione europea e la Corte di giustizia europea probabilmente il mercato interno sarebbe già disintegrato a causa delle tendenze nazionalistiche di rinazionalizzare alcune delle competenze e delle tendenze di accettare le regole, le regole sono applicabili per gli altri ma non essere così ricettivo quando si tratta di accettare le regole che valgono per noi stessi. Allo stesso modo, un´istituzione indipendente come la Commissione le competenze per rappresentare prima la Comunità e poi dell´Unione sulla scena mondiale ha giocato un ruolo importante nel rendere l´Europa la più grande potenza commerciale mondiale. Una comunità politica tra i 27 paesi. Un mercato comune di 500 milioni di persone - Un aumento, entità forte nel core questioni globali tra cui in qualche misura in materia di politica estera e di alcune questioni relative alla sicurezza. Questi sono alcuni dei principali risultati degli ultimi decenni. Nessuno di loro sarebbe potuto succedere senza la forza unificante del metodo comunitario. Anche se la stabilità e la resilienza del metodo comunitario è notevole, la realtà del cambiamento politico ha imposto importanti riforme democratiche e istituzionali su di noi. Come risultato, il Trattato di Lisbona rafforzato i poteri legislativi e di bilancio del Parlamento europeo. Allo stesso tempo, il Consiglio europeo è stata incentivata dal riconoscimento formale come istituzione , che in pratica lo era già - e anche con il Presidente cosiddetta permanente, sostituendo a tal fine le presidenze a rotazione del Consiglio. Accolgo con favore questi sviluppi. So che questo è controversa all´interno del campo più pro-europea, ma ho davvero i benvenuti gli sviluppi del rinforzo dei poteri del Parlamento europeo e anche della creazione del Presidente permanente del Consiglio europeo. Sicuramente, dobbiamo riconoscere che, in un´Unione democratica, il Parlamento eletto direttamente dovrebbe essere al centro del processo legislativo. E questo, a sua volta, rafforza la legittimità democratica della Commissione stessa. Come sapete, il Collegio deve essere approvata dai deputati eletti direttamente e il Presidente della Commissione europea è infatti eletto dal Parlamento europeo. Si può anche accadere che egli è rieletto. La democrazia rappresentativa è così ben stabilito a Bruxelles. Allo stesso modo, in un´Unione allargata a 27 - ben presto si spera 28 - paesi, e quando la politica europea e le politiche nazionali sono sempre più intrecciate, in realtà stiamo guardando questo ora penso ad un punto che non abbiamo mai raggiunto prima, quando il dibattito europeo diventa un dibattito nazionale e quando il dibattito nazionale diventa un dibattito a livello europeo, è solo naturale che i capi di Stato e di governo dovrebbero svolgere un ruolo di primo piano, vale a dire disegnare gli orientamenti strategici per l´Ue attraverso questa istituzione, il Consiglio europeo. La questione rilevante: ecco quanto sono disposti a svolgere questo ruolo nel pieno rispetto delle regole e delle istituzioni degli Stati membri hanno essi stessi creato. Questa è la questione importante. Nel periodo dopo il trattato di Lisbona, abbiamo visto alcuni importanti sviluppi e ci sono alcuni dibattiti circa l´equilibrio tra le istituzioni e processi. In realtà credo che stiamo operando con entrambi i processi, e questo è stato sempre parte del metodo comunitario: alcuni approcci intergovernative che sono necessari, ma anche il rispetto per le istituzioni sovranazionali. Di tanto in tanto, l´enfasi è posta su uno più dell´altro. E in questo contesto, la Commissione stessa deve svolgere un ruolo politico importante: quello di una istituzione che costruisce la fiducia tra gli Stati membri, non solo come un facilitatore politico e onesto mediatore, ma anche tra le diverse istituzioni: il Consiglio europeo, al Consiglio, alla Parlamento e la Commissione. In fatto che è una considerazione personale che voglio fare: credo che dopo l´entrata in vigore del trattato di Lisbona il ruolo della Commissione è ora più libero perché prima è stata la Commissione - e ho avuto questa esperienza durante il mio primo mandato - che aveva un ruolo molto importante in termini di compromessi, di intermediazione e facilita i rapporti tra gli Stati membri. Avendo ora un presidente permanente del Consiglio europeo questo dovrebbe essere uno dei suoi compiti più importanti. Questo conferisce alla Commissione più spazio, più spazio al suo ruolo di iniziatore e, talvolta, di approfondire la dialettica, a volte c´è qualche tensione nel rapporto tra la Commissione e gli Stati membri. Il quadro istituzionale e processi politici della nostra Unione vengono ora testati su strada. Sono in fase di sperimentazione in un contesto di sfide senza precedenti per i nostri sistemi economici e finanziari. Negli ultimi anni, molte persone hanno predetto la fine del metodo comunitario, parte di questo fa parte dell´atmosfera solita Cassandra stiamo vivendo in Europa, anche perché vedono il metodo comunitario come una vittima della crisi. Io in realtà penso che è vero il contrario e come orientare l´Unione acque più tranquille, la solidità del metodo comunitario sostituirà parlare della sua scomparsa. Diciamo solo per un attimo guardare dietro i titoli e considerare i fatti, il record di un´azione comunitaria e il coinvolgimento della Commissione in risposta alla crisi economica. In primo luogo, il pacchetto di strumenti che sei entrato in vigore lo scorso dicembre, composto di cinque regolamenti e una direttiva, proposta dalla Commissione e approvato dal Consiglio e dal Parlamento lo scorso ottobre. Esso rappresenta il più significativo rafforzamento della governance economica nell´Ue dal lancio dell´Uem quasi venti anni fa. Io non conosco nessun altro caso al mondo di trasferimento tanto di competenza dei poteri dal livello nazionale al livello sovra-nazionale come abbiamo fatto oggi in termini economici e finanziari con il cosiddetto "Six Pack". Questi sono fatti. Voglio rispettare questo punto perché in realtà non vi è resistenza, proprio perché c´è movimento. E ´proprio perché c´è un movimento in termini di integrazione, inoltre, che sentiamo molti colloqui sulla resistenza. In secondo luogo, i cinque punti alla tabella di marcia di stabilità e crescita presentato dalla Commissione lo scorso ottobre. Siamo partiti con chiare priorità per l´Europa, in particolare per l´area Euro - una risposta decisiva alla Grecia, migliorando fermi la zona euro contro la crisi, il rafforzamento del sistema bancario, la consegna anticipata di stabilità e di politiche di miglioramento della crescita e la costruzione di una governance più solida e integrata economica. Anche qui alcune di queste riforme che hanno avuto luogo oggi, se possiamo considerare alcuni di loro non va abbastanza lontano di abbastanza veloce, la realtà è che essi rappresentano un salto di qualità di una grandezza grande rispetto alla situazione "ex ante". In terzo luogo, la regolamentazione finanziaria. Negli ultimi tre anni, abbiamo progettato un nuovo sistema di regolamentazione finanziaria in Europa. Questo non è stato facile, ma era necessario per garantire che affrontiamo alcune delle cause alla radice della crisi. Oltre 30 atti legislativi sono stati presentati compresa la creazione di autorità indipendenti di vigilanza - un´altra novità assoluta concordato dai 27 Stati membri, autorità indipendenti di vigilanza a livello europeo - e anche le regole su derivati, vendite allo scoperto e credit default swap e un altro sistema per la remunerazione dei banchieri. Inoltre, lo scorso novembre, la Commissione ha pubblicato un Libro verde sulla possibilità di introdurre Eurobonds. Non è forse il documento più popolare in tutte le capitali europee, ma un chiaro segno della volontà politica della Commissione per far avanzare il strategica interesse europeo comune in questo momento. Si tratta di un esempio della Commissione elevarsi al di sopra a breve termine i calcoli e pensare nell´interesse a lungo termine dei cittadini europei. Alcune delle disposizioni fiscali sono state incluse nel trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nella Uem. Sebbene l´approccio comunitario è stata fin dall´inizio la preferenza della Commissione, e non solo della Commissione, anche della maggior parte degli Stati membri, la "compact fiscale" nuova è contenuta in un accordo internazionale al di fuori dei Trattati, perché come sapete l´unanimità per la revisione dei trattati attuali non è stato purtroppo possibile. E ´importante sottolineare che, nonostante la soluzione intergovernativa, la Commissione effettivamente essere pesantemente coinvolto nel funzionamento della "compact fiscale". E poi abbiamo un paradosso, il paradosso è il seguente. E ´stata la stessa Commissione che ha detto ad alcuni dei nostri Stati membri: "alcuni dei compiti che non vogliamo per eseguire tali operazioni, proprio perché vogliamo mantenere il nostro ruolo derivanti dai trattati, dai trattati Ue e non da un trattato intergovernativo . " E che cosa è interessante e se c´è tempo dopo in discussione che ho potuto andare più in dettaglio con questo, era gli Stati membri che a volte non sono molto entusiasta del ruolo della Commissione erano quelli che chiedevano ad andare in profondità e assumersi maggiori responsabilità. Proprio hanno capito in termini pratici, quando si tratta di questioni concrete di sorveglianza e di esecuzione che non potevano fare a meno e l´istituto indipendente che è stata la Commissione, e che è la Commissione. Ad essere sinceri ci sono stati all´inizio del dibattito alcune idee che ho considerato estremamente pericoloso e che siamo stati in grado di rotta per evitare. L´idea di creare strutture completamente in parallelo, una sorta di Commissione, Bis, una sorta di Parlamento europeo Bis, in modo che si potrebbero frammentare in effetti l´Unione europea e mettere a rischio l´integrità, non solo l´integrità del mercato unico, ma l´integrità della l´Unione europea. Ma che la soluzione proposta non è stato ovviamente mantenuto. Allora era vero che i 25 Stati membri che sono ora in corso a firmare la "compact fiscale" ha inoltre dichiarato la loro intenzione di piegare l´accordo internazionale nei trattati esistenti entro cinque anni. A volte, in Europa, siamo tenuti ad esercitare un certo grado di pragmatismo, al fine di raggiungere gli obiettivi a più lungo termine che noi cerchiamo. Che era già nella dichiarazione Schuman originale. E, se siamo in alcun dubbio sulla necessità per l´approccio comunitario, ricordiamoci che una delle lezioni chiave della crisi è che i mercati individuati e poi sfruttato le carenze nella governance economica europea. Qui, la parola chiave è la fiducia. Una moneta unica non può essere sostenuta senza istituzioni indipendenti ed efficaci i processi decisionali, in grado di attuare quanto è stato concordato da tutti. Ecco perché abbiamo una Commissione, è per questo che abbiamo per esempio il ruolo molto importante della Bce. E lasciatemi dire che quando abbiamo discusso i nostri partner più importanti, dagli Stati Uniti alla Cina, questi problemi, la vera questione hanno messo a noi non è tanto su ciò che sta per essere il deficit o il debito di questo o quel Paese nei prossimi 10 anni. La vera questione riguarda la determinazione politica degli Stati membri, ovvero gli Stati membri della zona euro per sostenere e supportare l´Euro. E più si va avanti in termini di integrazione, gli Stati membri più sono pronti a mostrare al mondo, gli investitori, i mercati, i loro stessi cittadini, che questo è per davvero, che sul serio quando dicono che faranno tutto ciò che è necessario per proteggere l´Euro, la fiducia di più esiste. Quindi abbiamo una situazione molto interessante in cui non era il solito cosiddetti "federalisti" che chiedevano una governance più integrata della zona euro, era in realtà gli investitori, gli investitori provenienti al di fuori del mondo, che ci dicevano, a volte con più amichevole, a volte con tono meno amichevole, che avete bisogno di andare oltre nella vostra integrazione economica, se si vuole avere una moneta unica. E hanno ragione. Ad hoc soluzioni inter-governative, senza coinvolgere le istituzioni comunitarie, non ha potuto fornire la stabilità necessaria per costruire la fiducia. Questa è stata una lezione molto salutare per tutti i nostri Stati membri. Di conseguenza, credo che il ruolo della Commissione come il ´governo economico´ dell´Unione, per dirla più precise per il governo economico per le competenze che sono state affidate al livello dell´Unione dagli Stati membri, il ruolo della governance economica ha prevalso e siamo nel cuore dello sviluppo in Europa, salendo per uscire dalla crisi. E posso fare una previsione che non è molto difficile per me da fare, si vedrà sempre di più nel prossimo futuro, ulteriori richieste alla Commissione europea ad assumere questo ruolo, proprio a causa dei nuovi compiti che sono state approvate da questo compatta fiscale e la necessità di avere un quadro più chiaro di quello che sta succedendo, non solo in termini di sorveglianza, ma anche in termini di applicazione. Mentre guardiamo al futuro, dobbiamo considerare una serie di questioni circa il metodo comunitario: è efficiente? E ´legittimo? Può fornire ciò che i cittadini si aspettano? Sono chiaro che su tutti questi conteggi, la risposta è una società di ´sì´. Ma, si sa che questo non è evidente a tutti i nostri partner. Non possiamo fare affidamento sul presupposto che la legittimità del nostro governo collettiva è universalmente compreso e accettato. Dobbiamo guadagnare legittimità politica su base continuativa, diverso da quello che accade, o almeno nella maggior parte dei casi avviene con gli stati nazionali, che non devono mostrare la loro legittimità di tutti i giorni. La nostra Unione ha bisogno di ciò che noi chiamiamo una legittimazione dai risultati. Siamo consapevoli di questo, lo sappiamo. Ecco perché la questione della cultura politica, la questione della leadership è così importante, anche quando si tratta di discutere le questioni comunitarie. E ´molto più che i processi e le istituzioni e le questioni giuridiche che, naturalmente, sono estremamente importanti. Si tratta di leadership e cultura politica. Si tratta di democrazia e legittimità. Questo è uno dei problemi più difficili che dobbiamo affrontare. Ecco perché abbiamo bisogno di coinvolgere i cittadini nel merito delle soluzioni che proponiamo, e dobbiamo vincere il dibattito pubblico. Sarebbe un errore pensare che completa il progetto europeo può avere successo essendo una sorta di progetto elitario. Dobbiamo andare per il dibattito pubblico e vincere. Se le scelte politiche che facciamo sono riuscito, possiamo parlare con fiducia del ´via europea´ di fare le cose. Se vogliamo che la gente veramente impegnarsi nuovamente con il progetto europeo, dobbiamo dimostrare che l´Europa aggiunge valore alla loro vita. Dobbiamo dimostrare che stiamo ascoltando. In particolare, gli europei sono preoccupati per il futuro delle loro economie e le loro posti di lavoro. Si aspettano le loro istituzioni ei loro leader, a livello nazionale ed europeo, a fare tutto il possibile per promuovere la crescita economica e creare posti di lavoro. Ed è giusto così. L´europa sta svolgendo un ruolo centrale. La maggior parte dei nostri Stati membri, non godono di molto spazio per stimolo fiscale per le misure orientate alla crescita. Le principali fonti realistiche di crescita deve venire dal cuore del nostro approccio comunitario: il mercato unico e la politica del commercio estero. Questioni cui gli Stati membri hanno già accettato che le competenze sono a livello europeo. Vorrei citare un esempio molto recente. La settimana scorsa, 12 capi di governo ha inviato al presidente del Consiglio europeo e da me una lettera che suggerisce alcune misure per promuovere la crescita economica in Europa. Tutti loro capita di cadere in ambito comunitario, e in ognuno di essi la Commissione svolge un ruolo centrale. In realtà, abbiamo già lavorato sodo per la maggior parte di essi. E ho appena risposto a loro, che mostra esattamente qual è lo stato del lavoro nella maggior parte, se non in tutte queste aree. Questo è un chiaro esempio di come l´approccio della comunità possono contribuire alla crescita e all´occupazione in Europa e anche come abbiamo bisogno di combinare l´approccio comunitario e le decisioni prese a livello comunitario o europeo, con le riforme e le decisioni adottate a livello nazionale. Come risultato della crisi, non c´è mai stato un momento in cui l´Europa è stato chiesto di fare così tanto. I cittadini si aspettano un´azione rapida e decisiva per stimolare la crescita. Allo stesso tempo, non vogliono essere semplicemente spettatori nel processo politico europeo. Abbiamo bisogno di trovare il giusto equilibrio tra efficienza della governance economica e la legittimità democratica. In questo senso, questa crisi può anche trasformarsi in una spinta verso una maggiore democrazia all´interno dell´Unione. Credo che sta già accadendo, quel processo. Stiamo già sentendo quel processo, sentendo che hanno bisogno di andare oltre in termini di legittimità in aumento, legittimità democratica. Infatti se si guardano le posizioni assunte da alcune delle forze politiche a livello europeo e anche a livello nazionale, questo è il dibattito. E questo è un messaggio molto interessante che mi è stato trasporto ad alcuni dei nostri partner internazionali, da Washington a Pechino, ea New Delhi e in Brasile, è la seguente. Hai visto che il dibattito in Europa non è su come stanno andando per annullare il progetto europeo, come stiamo andando ora a mettere in discussione ciò che abbiamo realizzato. Il dibattito ora è come stiamo per fare per integrare ulteriormente. E ´attraverso la materia della comunità, è attraverso una sorta di approccio intergovernativo, è attraverso una sorta di mix? La realtà è che il dibattito oggi in Europa, tra i principali partiti, tra le capitali è come stiamo andando a rafforzare l´Europa e non come stiamo andando per annullare il nostro progetto. Dobbiamo riconoscere che i bilanci nazionali, le politiche fiscali, la governance economica sono al centro della politica nazionale. Il rafforzamento delle competenze dell´Unione e della Commissione in questi settori solleva quindi la questione di legittimità politica e democratica. Non dobbiamo dimenticare una lezione su Europa di oggi: più competenze per l´Unione richiede una maggiore democrazia a livello europeo. Pertanto, dobbiamo considerare i modi per rafforzare la democrazia europea. Ho alcune idee su questo, ma la realtà è che, questo proprio perché io sono un democratico e mi piace al dibattito poetico, penso che abbiamo bisogno qui per elaborare nuove idee, vale a dire in termini di cooperazione tra le democrazie nazionali e della democrazia europea . Signore e signori è per questo che preferisco ora di concludere con le osservazioni appena molto finali. Signore e Signori - La gente si aspetta il Presidente della Commissione per rendere il caso per l´approccio comunitario - come ho appena fatto. Ma, francamente, l´ho fatto non perché mi preoccupa la Commissione, essere emarginato come alcuni pretendono. Infatti, come ho già detto, la Commissione dispone ora di competenza che non ha mai avuto nella storia dell´integrazione europea, o addirittura perché ho un certo attaccamento teologica o dogmatica ideologica ad esso. E ´vero che io sono un europeo molto impegnato, ma quello che ti sto raccontando la necessità del metodo comunitario si basa non solo sulla mia esperienza di Presidente della Commissione quasi 8 anni, ma anche la mia esperienza di 12 anni in un governo nazionale . Credo che questo è fondamentale per il futuro dell´Unione europea. Metteremo a rischio il nostro progetto, se indebolire tale impostazione comunitaria. Io continuo a fare il caso per l´approccio comunitario a causa della stabilità porta, il processo decisionale efficace ed eroga la correttezza inerente al sistema, soprattutto in termini di relazioni tra gli Stati membri stessi, più piccolo, più grande, più centrale, più periferici, più ricchi o meno ricchi. Il metodo comunitario ha prevalso, perché è in ultima analisi, il modo più sostenibile di ospitare la straordinaria diversità nella nostra Unione. E ´proprio a causa della diversità politica, culturale e nazionale che ne abbiamo bisogno. Si concilia le differenze e promuove l´unità. Per dirla semplicemente, il motivo per cui il metodo comunitario è sopravvissuto a numerose modifiche del trattato, le riforme istituzionali e ingrandimenti è perché funziona. Esso non può essere perfetto, ma dobbiamo stare attenti a licenziare o giocare con qualcosa che è probabilmente la roccia sulla quale la nostra Unione è stata costruita. In poche parole, il metodo comunitario è una creazione che, se non esistesse, bisognerebbe inventarlo. Vi ringrazio per l´attenzione e auguro una discussione molto proficua e vivace. |
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UE: LA RUSSIA NON HA ALCUNA POSSIBILITÀ DI MODIFICARE I SUOI LEADER IN MODO DEMOCRATICO |
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Bruxelles, 29 febbraio 2012 – Le principali preoccupazioni per la situazione dei diritti umani in Russia prima delle elezioni presidenziali Domenica sono state proposte in una dell´udienze della sottocommissione dei diritti dell´uomo il Martedì. I rappresentanti della società civile russa hanno sottolineato la cultura dell´impunità, restrizioni alla libertà di espressione, lacune nella regola di diritto e possibili frodi nelle elezioni presidenziali. "La Russia non ha alcuna possibilità di modificare i suoi leader in modo democratico", ha dichiarato Evgenia Chirikova, un attivista ambientale e leader della campagna per la difesa della foresta di Khimki. Era preoccupata che le prossime elezioni presidenziali non sarebbe giusto e preoccupato per la sicurezza dei manifestanti. Ha detto che le autorità stavano trattando i manifestanti come se fossero pazzi, perfino rinchiudere in ospedali psichiatrici, e descritto un caso che lei conosceva. Meps espresso dubbi circa la procedura elettorale in Russia. "Le autorità non hanno consentito alle persone di stare liberamente", ha osservato Werner Schulz (Verdi / Ale, De). Inese Vaidere (Ppe, Lv) ha detto: "Questo regime toglie al popolo il diritto di modificare il potere". Impunità e stato di diritto - Alexander Cherkasov, un membro del consiglio della società per i diritti civili Memorial, e Ella Kesaeva, co-presidente della Voice of Beslan, ha evidenziato la cultura dell´impunità. Mr Cherkasov ha riferito che 3 000 a 5 000 civili erano scomparsi durante la guerra in Cecenia e dei crimini relativi a questo continua a rimanere impuniti, senza essere oggetto di indagini. Ms Kesaeva detto la stessa cosa era vero per quanto riguarda i responsabili della scuola di Beslan nel 2004. "Tutti nel Caucaso del Nord ritiene ora che non riesci a trovare giustizia nelle aule giudiziarie", ha detto. Mr Alexander Verkhovsky, direttore del Centro Sova per l´informazione e analisi, ha colpito una nota positiva, con la notizia che il numero di crimini di odio che vanno impuniti era caduto dal 2008. D´altra parte, i mass media, attivisti e gruppi religiosi si trovano ad affrontare numerosi problemi a causa della legislazione anti-estremista. I deputati hanno discusso del ruolo che l´Europa potrebbe svolgere in merito alla situazione dei diritti umani in Russia. "E ´importante che in Europa abbiamo più e più volte sottolineano il ruolo della Corte europea dei diritti dell´uomo", ha osservato il vice-presidente del comitato Andrzej Grzyb (Ppe, Pl). |
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REGOLE DI GOVERNANCE ECONOMICA |
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Bruxelles, 29 febbraio 2012 - La normativa, comunemente noto come il "due pezzi", mira a intensificare la sorveglianza dei bilanci nazionali dei membri della zona euro e garantire la sorveglianza della Commissione europea più dei piani di politica economica dei membri della zona euro in particolare difficoltà finanziarie. Gli Stati membri hanno già adottato la loro posizione, che sarà contrapposto quella del Parlamento, quando cominciano i negoziati nei prossimi mesi. Commissione di monitoraggio - Su una delle proposte più controverse della Commissione, a rafforzare la propria facoltà di monitorare tutte le tasche paese della zona euro, del Parlamento relatore Elisa Ferreira (S & D, Pt) ha dichiarato: "Sono a favore di un ruolo migliore per la Commissione, ma c´è la necessità di alcuni riequilibrio dei poteri per consentire una maggiore adesione nazionale e un processo più democratico ". Le proposte contenute nel testo Ferreira avrebbe poteri di controllo della Commissione meno automatico, relegandoli invece di atti delegati per essere ad essa conferiti per periodi limitati dal Parlamento e dagli Stati membri. La cosa più importante, le modifiche del relatore impedire alla Commissione di essere automaticamente affidato il potere di chiedere a un paese a cambiare i suoi progetti di bilancio. Fallimento di protezione - Evidenziando le sue proposte di tutela giuridica, Jean-paul Gauzès (Ppe, Fr), relatore per la legge per migliorare la sorveglianza dei membri della zona euro in difficoltà, ha detto che "tale norma determinerebbe una maggiore chiarezza in scenari in cui un paese è sull´orlo di un default . Sarebbe fornire un buon sostituto agli attuali metodi ad hoc che variano caso per caso. " Testo dell´onorevole Gauzès ´dice che la Commissione potrebbe decidere di mettere un paese sotto tutela giuridica e il Consiglio hanno 10 giorni di tempo per revocare la presente decisione. Una volta collocato sotto la protezione di tale paese non poteva essere dichiarato non ha adempiuto, i suoi creditori avrebbero bisogno di farsi conoscere alla Commissione entro due mesi, e tassi di interesse sui prestiti essere congelati. La crescita dimensione - Testo di Elisa Ferreira sottolinea la dimensione di crescita più forte di quanto non faccia la proposta della Commissione, e che impongono ai paesi di descrivere in dettaglio la spesa prevista direttamente connesse all´occupazione e alla crescita. Il suo testo prevede anche per gli orari di riduzione del disavanzo deve essere prorogato, in casi di gravi recessioni economiche, per consentire la respirazione spazio per promuovere la crescita. Infine, la sig.Ra Ferreira propone che l´adozione del "due pezzi" sarebbe automaticamente tradursi in una "roadmap" per l´introduzione di vincoli di stabilità e "l´immediata costituzione di un fondo di rimborso del debito". Incorporando il nuovo trattato - La maggior parte del trattato di una nuova governance economica viene introdotto nel "bicomponente" dalla relazione Gauzès. Ciò è in linea con il Parlamento europeo è vista regolarmente dalla voce che gran parte del trattato dovrebbe essere integrato nel normale diritto comunitario nel più breve tempo possibile. La descrizione dettagliata di "sorveglianza rafforzata", quindi rispecchia da vicino i principi presenti nel Trattato. La regola di bilancio in pareggio figura anche dalle proposte garze. Le prossime tappe - La commissione Affari economici e monetari continuerà a lavorare sui due testi, con un voto in commissione indicativamente prevista per maggio. Una volta che questa posizione è stata adottata, i negoziati possano iniziare con gli Stati membri per elaborare un accordo, si spera prima della pausa estiva. |
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SERBIA E KOSOVO: OSSERVAZIONI DA PARTE ŠTEFAN FüLE COMMISSARIO PER L´ALLARGAMENTO E LA POLITICA DI VICINATO IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA STAMPA DOPO LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO AFFARI GENERALI |
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Bruxelles, 29 febbraio 2012 - Oggi è una buona giornata, non solo per la Serbia e il Kosovo, ma per il processo di allargamento dell´Unione europea in generale. Accolgo con estremo favore la raccomandazione del Consiglio Affari generali a concedere lo status di candidato alla Serbia e sono fiducioso che la decisione sarà confermata dai capi di Stato e di governo al Consiglio europeo di questa settimana. Ugualmente benvenuti al Consiglio prendendo atto positivamente la nostra intenzione di avviare uno studio di fattibilità per un accordo di stabilizzazione e di associazione con il Kosovo. Questa mossa in parallelo ed equilibrato sia la Serbia e il Kosovo è un chiaro passo in avanti per l´intera regione. Ed è un riflesso dei progressi meritato entrambi hanno compiuti nell´ambito del dialogo negli ultimi mesi. Un anno fa abbiamo festeggiato il fatto che il dialogo tra Belgrado e Pristina è stato lanciato. Guardando indietro, possiamo solo, ma essere impressionato dai progressi realizzati da allora. Vorrei qui come a pagare un tributo al coraggio politico che ha richiesto da parte dei leader della Serbia e del Kosovo. In particolare, vorrei sottolineare i significativi risultati raggiunti nel ultimo round del dialogo. L´accordo sulla rappresentanza e la cooperazione regionale ha confermato l´impegno di entrambe le parti ai valori fondamentali della efficace, inclusiva e rappresentativa la cooperazione regionale in modo cruciale per l´Unione europea e così importante anche per la riconciliazione regionale. La Commissione continuerà a incoraggiare le parti a rimanere impegnati nel dialogo e raggiungere ulteriori risultati - per il bene del popolo e per la stabilità della regione. Lo status di candidato si aprirà una nuova era nelle relazioni Ue-serbia e mi aspetto che la Serbia, in quanto paese candidato, sarà in grado di compiere ulteriori progressi nel suo programma di riforme in modo da prepararsi per la futura apertura dei negoziati di adesione. Il lancio dello studio di fattibilità in un accordo di stabilizzazione e di associazione con il Kosovo apre la strada anche ad ulteriori progressi del Kosovo verso l´Ue. Si tratta dello strumento principale dell´Ue nei Balcani - è il cammino di ogni altro paese ha seguito. Rende la prospettiva europea una realtà concreta. Questa è quindi una situazione win-win per entrambi i partner, uno dei progressi reciproca e di cooperazione. |
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FEBBRAIO 2012: MIGLIORA IL CLIMA ECONOMICO SIA NELL´UE CHE NELL´AREA DELL´EURO |
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Bruxelles, 28 febbraio 2012 - Nel mese di febbraio, l´Economic Sentiment Indicator (Esi) è salito per il secondo mese consecutivo sia nella Ue che nell´area dell´euro. L´esi è aumentato di 1,1 punti nell´Unione e di 1,0 punti nell´area dell´euro, a 93,9 e 94,4, rispettivamente. Il miglioramento è stato ampio in tutti i settori ad eccezione dei servizi, dove una diminuzione della fiducia in parte compensato il rimbalzo osservato nel mese di gennaio. Tra i più grandi Stati membri la Polonia (1,7) ha riportato il maggiore incremento nel sentimento, seguita dalla Francia (1,6), Paesi Bassi (1,2) e Italia (1,0), mentre l´Esi migliorato solo marginalmente nel Regno Unito (+0,3 ) ed è rimasto sostanzialmente invariato in Germania (0,1) e Spagna (-0,2). L´esi è di sopra della sua media a lungo termine solo in Germania. La fiducia nell´industria migliorata sia nella Ue (1,8) e l´area dell´euro (+1,2), spostando leggermente al di sopra la sua media a lungo termine per la prima volta dal novembre 2011. In entrambe le regioni, i gestori sono stati più positivi sulle aspettative delle loro aziende di produzione, ordini e delle scorte di prodotti finiti. Nell´unione europea, la valutazione dei manager dei libri di ordine di esportazione risaliti in modo significativo, mentre quello della produzione passata leggermente migliorato. Nell´area dell´euro, i due ordini di esportazione e produzione passato sono stati valutati più negativamente. La fiducia nel commercio al dettaglio migliorata sia per l´Ue (+2,0) e nell´area dell´euro (+1,2). Tuttavia, in entrambe le regioni l´indicatore rimane al di sotto della media a lungo termine. La fiducia nella costruzione di un ulteriore miglioramento sia nella Ue (2,1) e nell´area dell´euro (+3,6), grazie ad una valutazione più positiva delle commesse e, in particolare, delle aspettative di occupazione. La fiducia nei servizi è peggiorata nella Ue (-1,1) ed è rimasto sostanzialmente stabile nella zona euro (-0,2). A livello comunitario, il calo dell´indicatore di fiducia derivava da una marcata diminuzione nella valutazione dei manager della situazione professionale passata e la domanda passato, così come un deterioramento delle aspettative della domanda. Per l´area dell´euro, le valutazioni positive della situazione professionale passata e domanda attesa sono state ampiamente compensate da una domanda più debole passato. Attese sull´occupazione peggiorata in tutti i settori di attività ad eccezione di costruzione. Allo stesso tempo, i futuri prezzi di vendita sono stati rivisti verso il basso in tutti i settori di entrambe le regioni, tranne in euro-area di produzione, dove è rimasto sostanzialmente invariato. La fiducia tra i consumatori leggermente migliorato sia nella Ue (0,7) e l´area dell´euro (+0,4), basata principalmente sulle aspettative migliori per quanto riguarda la situazione economica generale e la situazione finanziaria dei consumatori. Al contrario, i timori di disoccupazione è aumentato in entrambe le regioni e in particolare nella zona euro. La fiducia nei servizi finanziari - non inclusa nel Esi - ha continuato ad aumentare, sia nell´Ue (+4,6) e nell´area dell´euro (+4,0) grazie ad una valutazione più positiva della situazione professionale passata e la domanda in entrambe le regioni. Aspettative di aumento della domanda nell´area dell´euro, dare un contributo positivo alla fiducia, ma è diminuito nell´Unione europea. |
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LA COMMISSIONE EUROPEA INTERVIENE PER PORTARE A € 500 MILIONI I FONDI PER I POVERI |
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nel 2012 Bruxelles, 29 febbraio 2012 - La distribuzione finale del programma di aiuti per i poveri nel 2012 è stata approvata ieri al comitato di gestione e sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni. Questa decisione conferma che un bilancio totale di € 500 milioni saranno destinati al programma di quest´anno si prevede che 18 a 19 milioni di persone in 20 Stati membri trarranno beneficio. Il voto di oggi segue l´adozione formale da parte del Parlamento europeo e del Consiglio la settimana scorsa, il nuovo quadro giuridico. L´anno scorso, dopo u n giudizio della Corte il 13 aprile 2011, a condizione che qualsiasi merce oggetto del programma può venire solo dalle scorte d´intervento pubblico (non il libero mercato), l´impegno per il 2012 è stato limitato a 113 milioni di euro, una somma equivalente ai volumi restanti scorte pubbliche (vediIp/11/756 ). La Commissione è consapevole che un tale problema potrebbe verificarsi a causa delle normative vigenti derivanti dalla esaurimento delle scorte pubbliche, ha avuto proposte già elaborate nel 2008 per evitare problemi di approvvigionamento alimentare . Questi sono stati bloccata dal Consiglio (nonostante il sostegno del Parlamento europeo), la Commissione ha presentato una versione modificata delle sue proposte in settembre 2010 (cfr. Ip/10/1141 ) e di nuovo nel mese di ottobre 2011 (cfr. Ip/11/1148 ) per per raggiungere un accordo. Nel dicembre del 2011, i ministri europei dell´Agricoltura ha raggiunto un accordo su queste nuove regole, che assegnerà le somme finanziarie per acquistare cibo sul mercato aperto in assenza di scorte d´intervento. Questa decisione è stata sostenuta dal Parlamento europeo e del 2 ° lettura dal Consiglio e, infine, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana. La Commissione ha lavorato in collaborazione con gli Stati membri (e di beneficenza) nelle ultime settimane che i volumi disponibili per gli utenti finali possono essere definite al più presto possibile dopo la nuova legge è stata adottata. Parlando a circa il voto di oggi, commissario per l´Agricoltura e lo sviluppo rurale, Cioloþ, ha dichiarato: " Sono contento che finalmente stati in grado di adottare misure che renderanno disponibili per 2012 il budget totale per l´aiuto ai poveri. In questi tempi di crisi economica, questa dieta è più importante che mai e penso che l´importo di € 500 milioni di fondi destinati a questo scopo è un segnale di solidarietà in questo tempo difficile . " Il c ommissioner per Occupazione, affari sociali e l´integrazione, nel frattempo ha detto: " Sono lieto che l´Europa non ha abbandonato coloro che più hanno bisogno del suo aiuto dell´Unione. L´europa ha bisogno di strumenti forti e visibili per la lotta contro l´esclusione sociale. Siamo impegnati a ridurre il numero dei poveri in Europa di almeno il 20 milioni entro la fine di questo decennio e questo programma fa e dovrebbe continuare a far parte di questo sforzo . " |
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UE: COMMERCIANTI AL DETTAGLIO SI IMPEGNANO A RENDERE PIÙ EFFICIENTE L’USO DELLE RISORSE |
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Bruxelles, 29 febbraio 2012 – Dall’ultima relazione dello European Retail Forum for Sustainability emerge che i commercianti al dettaglio sono più attivi che mai nel loro impegno nei confronti dell’ambiente. Le società presenti nel forum prestano più attenzione all’aspetto ecologico delle loro filiere di approvvigionamento, alla sostenibilità dei sistemi di distribuzione e all’uso delle energie rinnovabili. Ciò dimostra che la responsabilità ambientale è in crescita anche nel mondo del commercio, a vantaggio delle politiche Ue intese a promuovere la sostenibilità dei consumi e della produzione. Il Commissario responsabile per l’Ambiente, Janez Potočnik, ha dichiarato: “I commercianti al dettaglio sono in una posizione privilegiata per favorire l’uso efficiente delle risorse: essi possono influenzare la sostenibilità ambientale della filiera di approvvigionamento e promuovere il cambiamento nel comportamento dei consumatori. Gli impegni a favore dell’ambiente assunti dai membri del Retail Forum hanno dimostrato che ciò è possibile: auspico che questa esperienza positiva venga messa a frutto adottando in maniera più diffusa e generalizzata tali buone pratiche sostenibili. Il settore del commercio al dettaglio può trarre grandi benefici da un´accresciuta fiducia dei consumatori nella credibilità delle dichiarazioni e delle azioni ambientali. Auguro al Retail Forum di continuare a sviluppare con successo gli strumenti intesi a conseguire questo risultato.” I commercianti al dettaglio presenti nel forum si impegnano ad attuare specifiche azioni ambientali per contribuire alla sostenibilità dei consumi e all’efficienza delle risorse. Dal 2009, anno in cui il forum è stato lanciato, gli obiettivi che i suoi membri si sono prefissi e i risultati da essi raggiunti sono stati verificati annualmente. L’ultima relazione suddivide in 3 categorie i 390 impegni ambientali assunti (“cosa vendiamo”, “come vendiamo” e “comunicazione”) per il 2010, 100 in più rispetto al 2009. La relazione evidenzia il conseguimento di numerosi risultati, da considerare come migliori pratiche. Per promuovere la sostenibilità della filiera di approvvigionamento, il gruppo Metro, in collaborazione con l’Unido (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale) ha messo a punto un programma di formazione destinato ai fornitori per i paesi emergenti e in via di sviluppo. Auchan ha risparmiato quasi 10 000 tonnellate di materiale da imballaggio, mentre Mercadona ha eliminato l’80% dei sacchetti di plastica monouso in 150 punti vendita. Tesco Uk ha raggiunto l’obiettivo di non inviare rifiuti in discarica, mentre Inditex ha ridotto del 42% il consumo medio di energia elettrica in 840 punti vendita. Altri esempi degli impegni assunti da specifici venditori al dettaglio sono disponibili nella relazione. Dalla relazione emerge inoltre che gli impegni assunti riflettono in misura sempre maggiore le raccomandazioni e le migliori pratiche descritte nei documenti tematici, contenuti nel Retail Forum, sul legname prodotto in modo sostenibile, l’etichettatura ambientale, l’efficienza energetica e l’impronta ecologica dei negozi, le informazioni ambientali sul ciclo di vita dei prodotti, le informazioni ai consumatori, gli imballaggi, i trasporti e la logistica. Contesto Il Retail Forum è stato lanciato nel marzo 2009 come piattaforma multilaterale volontaria. L’adesione è aperta a tutti i commercianti al dettaglio che fanno parte del Retailers’ Environmental Action Programme (Reap) nonché alle organizzazioni della società civile. Il Forum è stato pensato per agevolare il dialogo tra la Commissione europea, i commercianti al dettaglio e le principali parti interessate, con l’obiettivo di sviluppare una migliore comprensione delle misure pratiche necessarie per promuovere la sostenibilità dei consumi. Nel quadro della strategia Europa 2020 intesa a realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, l’idea centrale della politica sul consumo e la produzione sostenibili è quella di far fronte ai nostri bisogni in termini di crescita e consumi in modo tale da non danneggiare le generazioni future. La politica sul consumo e la produzione sostenibili contribuisce all’iniziativa sull’efficienza delle risorse, compresa nella strategia Europa 2020, in quanto aiuta a trasformare i macro-obiettivi della politica sull’efficienza nell’impiego delle risorse (dissociare la crescita economica dall’uso delle risorse e dal degrado ambientale) in micro-obiettivi, spingendo così i singoli attori economici a conseguire il miglior rapporto possibile tra i costi e l’efficienza ambientale. Attualmente i commercianti al dettaglio producono il 13% del Pil europeo, mentre i settori dei prodotti alimentari e delle bevande, il settore dell’edilizia e quello della mobilità generano circa il 70-80% dell’impatto ambientale del consumo. Dato che i commercianti al dettaglio sono attivi in tutti e tre questi settori, migliorare la sostenibilità intervenendo sul commercio al dettaglio può apportare vantaggi significativi sul piano ambientale. Http://ec.europa.eu/environment/industry/retail/index_en.htm |
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I FONDI UE AIUTANO L´OCCUPAZIONE IN REGIONI REMOTE |
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Bruxelles, 29 febbraio 2012 - Il mercato del lavoro è ancora oppresso da pesanti nuvole nere in gran parte dell´Europa e spesso sono le zone rurali ad essere più colpite e allo stesso tempo più lontane da nuove opportunità. Tenendo conto di questo, l´Ue ha stanziato oltre 6 milioni di euro per finanziare 15 diversi progetti che aiutano a promuovere la crescita economica e a far entrare le persone nel mondo del lavoro nella regione delle Highlands in Scozia. I finanziamenti provengono dal Fondo strutturale europeo (Fse), formato da due fondi separati: il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) che sostiene la ricerca, l´innovazione, la riqualificazione urbana e lo sviluppo rurale e il Fondo sociale europeo (Fse) che aiuta le persone disoccupate o economicamente inattive a migliorare le loro abilità e prepararsi al lavoro. Dei 15 progetti, alcuni sono attivi già da un po´ mentre altri stanno cominciando adesso. Neil, Segretario di gabinetto per le infrastrutture e l´investimento di capitale della Scozia, ha commentato così i nuovi finanziamenti: "Questi fondi cambieranno veramente le cose nelle Highlands e nelle isole, facendo rientrare le persone nel mondo del lavoro e aiutando a dar nuova vita alle comunità locali. Questo giro di finanziamenti è una testimonianza dell´alto standard dei progetti e dei programmi nelle Highlands e nelle isole dedicati ad aiutare la crescita economica. La varietà dei progetti che ricevono le sovvenzioni riflette la varietà di industrie innovative e creative che sono un sinonimo delle Highlands e delle isole. Ogni progetto a suo modo contribuirà allo sviluppo di una forza lavoro specializzata, aggiungendo valore economico e quei posti di lavoro di cui le Highlands e le isole hanno tanto bisogno, oltre a contribuire all´economia scozzese in generale." Uno dei progetti sostenuti nell´ambito del finanziamento è l´Harris Tweed Training and Development Programme, gestito dal Comhairle nan Eilean Siar, un ente locale delle Western Isles. Sulla base del programma finanziato dal Fse di formazione e riconoscimento che aveva lo scopo di sostenere l´industria del famoso tessuto, quest´ultimo finanziamento, di oltre 100.000 euro, costituisce altri due corsi di formazione New Start Weaver Training che avranno inizio nel 2012. Il progetto vuole essere il più flessibile possibile in modo da attrarre partecipanti che non possono impegnarsi a tempo pieno, in particolare le donne che attualmente sono sotto-rappresentate nel settore. La richiesta di tessitori riflette la crescente richiesta che la Harris Tweed ha constatato negli ultimi anni, poiché gli stilisti continuano a usare il tessuto tradizionale per aggiungere un elemento di tradizione alle loro moderne creazioni. Archie Campbell, del Comhairle nan Eilean Siar, commenta: "È un progetto importante ed estremamente meritevole che è stato sviluppato in stretto collegamento con l´industria di Harris Tweed. Il progetto fornirà la formazione per aiutare l´industria a soddisfare le richieste di tessuti, attraverso attività come la formazione di nuovi tessitori e la creazione di qualifiche per le abilità tecniche nelle fabbriche della Harris Tweed. Il progetto "Aspire, Transform, Achieve", organizzato da New Start Highland, ha ricevuto un contributo di oltre 1,1 milioni di euro. Il progetto triennale ha lo scopo di aiutare gli individui ad affrontare i molteplici ostacoli per l´occupazione e vedrà un team di formatori, istruttori e funzionari di sostegno che offriranno moduli di formazione su abilità lavorative e di vita a 286 partecipanti. Ogni individuo passerà attraverso un periodo di valutazione di due settimane dopo il quale verrà sviluppato per lui un programma personalizzato. In seguito un istruttore per il lavoro aiuterà i partecipanti a entrare nel mondo del lavoro. Con un contributo di oltre 250.000 euro, anche il progettto "Moving on employment" nelle Shetland Isles è stato aiutato dai fondi dell´Ue. Il progetto è in corso già da due anni e ha un tasso di successo del 75%. Il suo scopo è aiutare le persone a superare i molteplici ostacoli per l´occupazione fornendo loro progetti di lavoro a breve termine in tutto lo Shetland. All´inizio i partecipanti vengono valutati in modo che i responsabili del progetto possano capire le loro esigenze e le circostanze specifiche. In seguito viene costituito un piano d´azione per aiutarli a superare gli ostacoli che si trovano di fronte. I partecipanti hanno poi un´opportunità di partecipare a un progetto reale. Il progetto si occupa di integrazione pensionistica e supporto pratico alle persone che sono entrate nel mondo del lavoro e offre opportunità di istruzione e formazione, occupandosi per esempio dell´organizzazione e la coordinazione di tirocini. Per maggiori informazioni, visitare: Fondo sociale europeo http://ec.Europa.eu/esf/home.jsp?langid=it |
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CROAZIA, PRIMO PROGETTO COFINANZIATO DAI FONDI UE
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Zagabria, 29 febbraio 2012 - È stato reso noto che la Città di Novalja (Isola di Pago), insieme all´Ente Turistico della Città, ha firmato con l´Agenzia Centrale per i Finanziamenti ed il Contracting- Safu (www.Safu.hr) competente per la gestione dei fondi, per le procedure di appalti, contracting, finanziamenti, ecc. Relativi ai fondi dell´Ue, un accordo di cofinanziamento del progetto denominato "I giardini degli ulivi di Lun" (Vrtovi lunjskih maslina) per la protezione e la conservazione dell´habitat degli ulivi secolari dell´uliveto di Lun, un piccolo villaggio nella parte settentrionale dell´Isola di Pag (Pago). L´uliveto di Lun si estende su una superficie di 23,6 ettari e dispone di 80.000 ulivi che sono tra i più vecchi del Mediterraneo. Il progetto prevede la costruzione e/o la ricostruzione dell´infrastruttura nell´uliveto di Lun (la costruzione delle strade d´accesso, la ristrutturazione di muri di supporto, la costruzione del sistema di scarico delle acque piovane, ecc.) nonché lo sviluppo dell´offerta turistico-educativa. Nell´ambito del progetto è previsto, inoltre, l´acquisto di due veicoli elettrici (capienza 14 persone) e la costruzione di una struttura per la reception. Il valore complessivo del progetto ammonta a 596.080 euro di cui il 75 per cento (447.060 euro) verrà cofinanziato dai fondi Ue, mentre la Città di Novalja parteciperà per il 15 per cento e l´Ente Turistico di Novalja per il 10 per cento del valore del progetto. |
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AUSTRIA, NEL 2011 CRESCITA REALE DEL PIL DEL 3,1% |
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Vienna, 29 febbraio 2012 - Il Pil reale austriaco è cresciuto del 3,1 per cento (valore nominale +5,3) nel 2011. Questo, nonostante il rendimento economico generale in Austria sia calato dello 0,1 per cento nell´ultimo trimestre. La crescita del consumo dei privati e gli investimenti (+0,6 per cento nel 4° trimestre) hanno stabilizzato l´economia, che però è comunque andata a ribasso rispetto al terzo trimestre 2011. L´indebolimento della dinamica economica è dovuto alla crisi della congiuntura internazionale e al calo dell´export austriaco (-0,2 per cento nel 3° trimestre, -0,5 nel 4° trimestre). Altrettanto influenzato dalla crisi è il calo di produzione di beni, che nel 3° trimestre era stato del -0,1 per cento e nell´ultimo trimestre del -1,3 per cento. |
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ROMANIA, PROGRAMMAZIONE FONDI UE 2014-2020 |
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Bucarest, 29 febbraio 2012 - È stato avviato in Romania alla fine di gennaio il processo di programmazione dei fondi europei per il periodo 2014-2020. Il 2012 sarà un anno importante per il successivo periodo di programmazione, tenendo conto che, entro il mese di settembre, le autorità romene devono stabilire sia il quadro istituzionale di gestione dei fondi, sia il quadro di programmazione. Ne dà notizia l´Ice. Per evitare inconvenienti, le autorità romene stanno prendendo in considerazione la realizzazione di partenariati molto più estesi e interattivi con la società civile, i sindacati e i patronati, l´ambiente economico (camere di commercio, società di consulenza) e con l´ambiente finanziario-bancario. Le autorità non escludono la possibilità di utilizzare degli Organismi intermediari privati. L´idea è stata accolta positivamente dalle banche, le quali hanno proposto che le attività svolte attualmente dalle Autorità di Management e degli Organismi intermediari vengono affidate mediante gare d´appalto a consorzi formati tra banche commerciali e società di consulenza che possono vantare vasta esperienza nelle modalità di accesso e di implementazione dei fondi strutturali. L´elenco dei Programmi Operativi per il periodo 2014-2020 sarà stabilito entro il mese di settembre dell´anno in corso e, successivamente, nel periodo ottobre-dicembre 2012, sarà elaborata una prima bozza degli essi. Tenendo conto che anche nel periodo 2014-2020 la Romania beneficerà del Fondo di Coesione per i progetti nei settori ambiente e trasporti, questi due programmi operativi saranno mantenuti. Per quanto riguarda lo sviluppo regionale, esistono due varianti: un programma regionale per ogni regione oppure un unico programma regionale integrato. |
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MISSIONE IN VIETNAM PER IL PRESIDENTE DELLA TOSCANA ENRICO ROSSI
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Firenze, 29 febbraio 2012 - Il presidente Enrico Rossi è in Vietnam per una missione di due giorni, nel corso della quale avrà numerosi incontri per sviluppare forme di cooperazione e di partenariato in numerosi rami dell’attività socio-economica. In particolare per il 29 febbraio sono previsti ad Hanoi incontri con i rappresentanti della Vietnam Trade Promotion Agency, per verificare quali settori possono essere di comune interesse per avviare nuove forme di collaborazione, con il vice ministro della salute signor Nguyen Thanh Long e con esponenti del ministero del Piano e degli investimenti. Giovedì primo marzo il presidente Rossi parteciperà a Vinh Phuc alla cerimonia di inaugurazione del nuovo stabilimento motori Piaggio e incontrerà il presidente del Comitato del popolo della Provincia di Vinh Phuc, signor Phung Quang Hung. La provincia vanta una importante zona industriale vicina ad Hanoi (il Binh Xuyen district) che ospita gli stabilimento Piaggio e che ha sviluppato una importante attività di attrazione di investimenti insediando nel distretto numerose industrie straniere. Il presidente Rossi, che è accompagnato da una dirigente regionale e da una funzionaria di Toscana Promozione, tornerà a Firenze venerdì. Fra i nuovi mercati fonte di grandi opportunità per le imprese, con enormi bacini di domanda per beni di fascia medio-alta, di “lusso accessibile”, India, Malesia e Vietnam sono i paesi più dinamici in termini di variazione percentuale dell’import (oltre il 60%) di tali beni. Il Vietnam sta diventando, inoltre, anche una piattaforma di lancio verso il mercato cinese, con costi ancora più ridotti e canali di accesso privilegiati. E’ iniziato infatti un fenomeno di ampliamento e di trasferimento delle attività economiche dalla Cina ad altre aree del sud-est asiatico, Vietnam in primis. La Regione Toscana (tramite Toscana Promozione) ha quindi inserito il mercato vietnamita tra quelli prioritari della sua strategia geo-economica di rilancio del commercio estero toscano e di supporto all’internazionalizzazione del sistema economico regionale. |
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TRENTO: DELLAI A COLLOQUIO CON L´AMBASCIATORE DEL MAROCCO HASSAN ABOUYOUB AL CENTRO DEL COLLOQUI L´AUTONOMIA, GLI IMMIGRATI E LE POSSIBILITÀ DI PARTERNARIATO ECONOMICO |
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Trento, 29 febbraio 2012 - Il modello dell´Autonomia, l´importanza dell´immigrazione e le possibilità di parternariato economico in settori che vanno dall´agroindustria alla cooperazione al centro dei colloqui del 27 febbraio fra il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai e l´ambasciatore del Marocco in Italia Hassan Aboyoub, classe 1952, già ministro del Commercio estero e dell´Agricoltura del suo Paese. Un incontro cordiale e costruttivo, nel corso del quale sono state gettate le basi per futuri rapporti di collaborazione fra il Trentino e il Marocco, in particolare con la regione dell´Alto Atlante, che presenta diversi punto in comune con la provincia di Trento. Ad introdurre l´incontro il consigliere provinciale Michele Nardelli, che ha riferito dell´invito rivoltogli dalla comunità degli immigrati marocchini in Trentino rientrati nel loro Paese, affinché illustrasse le caratteristiche dell´Autonomia speciale del Trentino Alto Adige, possibile fonte di ispirazione per il Marocco, che ha recentemente introdotto il principio del regionalismo nella sua Costituzione, e anche per la risoluzione pacifica del conflitto riguardante il territorio dell´ex-Sahara spagnolo. "Ho accolto molto volentieri questo invito - ha detto Nardelli - che mi ha offerto la possibilità di conoscere un Paese molto interessante, con il quale sono possibili anche più strette relazioni sul piano economico". In Trentino oggi vivono circa 5.000 "nuovi trentini" originari del Marocco; si tratta, per consistenza numerica, della seconda comunità di immigrati presenti in provincia. Una comunità che sarà formata sempre di più da immigrati di seconda generazione, mentre quelli più anziani, conclusa la loro vita lavorativa, in genere rientrano al loro Paese. Questo offre però l´opportunità preziosa di mantenere dei legami e di costruire una partnership più solida sotto il profilo economico, come sottolineato dall´ambasciatore Abouyoub, che nel corso della sua visita, accompagnato dal console marocchino per il Nord est italiano M´hamed El Hilali, ha visitato la Fondazione Mach e alcuni esempi di cooperative. "Non un semplice gemellaggio - ha detto l´ambasciatore - ma una collaborazione che può comprendere campi come il settore agroindustriale, il modello cooperativo, l´alta tecnologia, il turismo sostenibile. In particolare mettendo in contatto il Trentino con una regione per certi versi simile, anche sul piano geografico e delle risorse naturali, quella dell´Alto Atlante, montagnosa e ricca di boschi". Il presidente Dellai a sua volta ha confermato l´interesse del Trentino ad approfondire i rapporti con il Marocco, "sia per quanto riguarda la nostra storia istituzionale e le possibili ispirazioni che può offrire al Marocco, sia sul piano dell´interscambio economico, anche con il contributo della comunità marocchina che risiede in Trentino o che qui ha speso una parte importante della sua vita prima di rientrare in patria." |
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BOLZANO: DURNWALDER RICEVE LA VISITA DEL PREMIER TIBETANO LOBSANG SANGAY |
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Bolzano, 29 febbraio 2012 - Gli obiettivi politici del premier tibetano, Lobsang Sangay, ed il suo impegno per il riconoscimento dell´autonomia per il Tibet all´interno della Repubblica cinese sono stati i temi al centro del colloquio che il presidente della Provincia Luis Durnwalder ha avuto il 28 febbraio 2012, a Palazzo Widmann a Bolzano con il primo ministro eletto del governo tibetano in esilio. "Sangay si è informato sul modello autonomistico altoatesino e lo ritiene adatto anche per il Tibet" come ha riferito il presidente della Provincia Luis Durnwalder al termine del colloquio. "Sangay - così Durnwalder - è consapevole che l´indipendenza per i tibetani è difficilmente raggiungibile; per tal ragione punta ad ottenere l´autonomia per il proprio paese che consenta di mantenere vive la cultura, la storia e le tradizioni del popolo tibetano evitando l´assilazione cinese." Lobsang Sangay è il primo premier eletto (nell´aprile 2011 da 50.000 tibetani) dopo che il Dalai Lama ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla guida spirituale del popolo tibetano). Nel pomeriggio di oggi, Sangay sarà a Trento, dove incontrerà il presidente della Provincia Lorenzo Dellai. |
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MERRILL LYNCH. VENDOLA: "UNA TRANSAZIONE CHE CI FA ONORE" |
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Bari, 29 febbraio 2012 - “Abbiamo evitato di usare l’argomento dei due bond con Merrill Lynch per fomentare la polemica politica, avremo potuto farlo. Sappiamo che questo tipo di finanza creativa è stata una specialità del Ministro Tremonti. Tuttavia, non abbiamo usato questo tema come ring per litigare tra centrosinistra e centrodestra. Abbiamo avuto un atteggiamento istituzionale, lavorando per mettere in sicurezza le risorse della Puglia”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha commentato questa mattina in conferenza stampa insieme all’Assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo i termini della transazione con Merrill Lynch. “Così come ci siamo impegnati per abbattere il debito storico – ha spiegato Vendola – dimezzandolo nel corso di una legislatura e così come abbiamo portato i conti della sanità a un ordine che ci viene invidiato dalle altre regioni, oggi con la chiusura del secondo bond con Merrill Lynch, attraverso una transazione che viene considerata uno dei prodotti migliori d’Europa, mettiamo in sicurezza un pezzo rilevante del futuro della Puglia”. Il Presidente Vendola ha anche annunciato in conferenza stampa che scriverà al Presidente del Consiglio Mario Monti per chiedere un intervento sulla trasparenza finanziaria. “Da questa vicenda – ha continuato Vendola – abbiamo imparato che la finanza può determinare il bello e il cattivo tempo, che non c’è possibilità di mettere delle regole e dei paletti e che gli enti locali, per esempio, sono stati tutti quanti intrappolati dentro le seduzioni della finanza derivata. Tutti gli enti locali oggi hanno le proprie casse pubbliche piene di titoli tossici. E allora, intendo scrivere al Premier Mario Monti per porre il problema di come si possa obbligare il mondo finanziario e bancario alla trasparenza”. Questo significa, secondo Il Presidente Vendola “poter capire qual è il rischio reale in questa sorta di gioco d’azzardo che vive dentro i prodotti finanziari. Si tratta di un punto chiave, che viene chiesto a gran voce anche dal mondo dei consumatori e da un pezzo del sindacato; io aggiungerò la mia modesta voce per chiedere che, finalmente, possa essere adottata una trasparenza che aiuti i cittadini e chi li rappresenta a non finire nelle trappole della finanza malata”. |
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MERRILL, PUGLIA: SOTTOSCRITTA E OPERATIVA LA TRANSAZIONE PER IL BOND DA 870 MLN |
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Bari, 29 febbraio 2012 -Quella che è stata definita come “la prima e più importante transazione a livello europeo” tra banche d’affari ed enti locali è andata in porto: la Regione e la banca Merrill Lynch hanno chiuso positivamente la controversia sulle operazioni di copertura mediante strumenti finanziari derivati negoziate tra il 2003 e il 2004, in riferimento alle emissioni obbligazionarie (bond) all’epoca effettuate dalla Regione. Lo hanno annunciato in conferenza stampa il presidente Vendola e l’assessore al Bilancio, Michele Pelillo, assistiti dai consulenti di Ifa consulting, dal prof. Ugo Patroni Griffi e dai dirigenti regionali (come il direttore d’area Mario Aulenta). “Ne abbiamo dato comunicazione ufficiale solo ora – ha detto Pelillo – perché volevamo la conferma che la transazione fosse operativa in tutti i suoi effetti: infatti è operativa dallo scorso 23 febbraio senza alcuna condizione sospensiva”. “La finanza derivata – ha aggiunto – è complessa e opaca. Tanto che nel 2008 il governo nazionale ha cancellato la possibilità per gli enti come la Regione di sottoscrivere accordi del genere. Anche nel nostro contratto dal valore di 870 milioni mancava l’equilibrio tra le parti ed erano eccessivi i rischi per la Regione”. Lo scenario peggiore prevedeva un default (fallimento) per un titolo di un paese europeo sovrano. “Nel 2003 questo forse non era pensabile, ma i fatti di oggi dimostrano il contrario: era una bomba ad orologeria dal timer neppure visibile. Tant’è che proprio ieri sera Standard & Poors ha declassato la Grecia a un livello di pre-default. Altre regioni per rinegoziare i bond hanno però scelto la strada dell’autotutela o del contenzioso giudiziario: gli è andata male. Ad esempio, il Piemonte ha perso davanti al Tribunale di Londra, avendo un contratto derivato simile al nostro. Noi abbiamo proceduto in maniera diversa, con uno sforzo che è stato premiato. Il percorso è stato favorito e condizionato dall’attività della Procura della Repubblica di Bari, con il procuratore Laudati e il sostituto Bretone si è creato un rapporto sinergico esemplare tra istituzioni. Ad esempio, i nostri consulenti erano anche i consulenti della Procura: li abbiamo condivisi, in quanto competenti ed indipendenti. Ringraziamo quindi la Procura e il Gip Giulia Romanazzi che, dopo la sottoscrizione della transizione, ha subito disposto il dissequestro delle somme, concludendo la parte civilistica della vicenda, mentre quella penale resta in piedi ma non riguarda la Regione”. Pelillo ha poi ringraziato il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, “nelle persone degli ufficiali Montagna, D’alfonso e Paiano e gli ispettori Milillo e Quagliana, con i quali c’è stato un rapporto stretto e utile”. “Siamo legati all’obbligo di riservatezza – ha specificato poi Pelillo – e per questo abbiamo dovuto misurare le parole per non violare il contratto con Merrill, che è quotata in Borsa ed è legata a Bank of America e che potrebbe subire oscillazioni nelle sue quotazioni a seguito della rivelazione di dati sensibili. Ma possiamo dire che con la transazione abbiamo ottenuto la messa in sicurezza del contratto, mettendoci al riparo dai danni del default attuale”. Su 870 milioni, infatti la banca poteva investirne fino a 522 in titoli sovrani, tra i quali anche quelli greci o portoghesi. In caso di default di un Paese e quindi di un titolo, la Regione avrebbe avuto l’onere di rifondere l’ammontare immediatamente alla banca: ecco la pericolosità del precedente contratto. “Oggi abbiamo messo in sicurezza il contratto – ha spiegato Pelillo – abbiamo condiviso il piano di investimento, annullato il rischio di default attuale e limitato quello futuro, presente in misura fisiologica nei vari titoli del paniere (il sinking fund). Abbiamo ottenuto maggiori garanzie con la transazione: che è stata sottoscritta in inglese ed in italiano (quest’ultima lingua fa fede ai termini di legge). Con una fideiussione di Bank of America ci siamo garantiti che nel 2023, data della scadenza del prestito, sarà garantito il rientro degli 870 milioni originari”. La fideiussione è stata sottoscritta a costo zero e il potenziale danno – di un’eventuale scomparsa futura di Merrill - è stato dunque azzerato. “Il Gip del tribunale – ha aggiunto l’assessore – ha detto nella sua ordinanza che il vantaggio attuale per Merrill è già di gran lunga superiore della somma sequestrata (200 milioni di euro). Ma la transazione è un atto così importante per la vita della Regione che non ci siamo fatti prendere la mano dall’entusiasmo e per chiuderla abbiamo coinvolto il Ministero delle Finanze, la Corte dei conti oltre alla Procura”. Pelillo ha poi confermato il rating A3 per la Puglia, “superiore o uguale – a parte la Lombardia – a quello degli altri enti locali in classifica”. Il consulente Nicola Benini, di Ifa, ha detto che “in questi casi non è importante andare in tribunale, ma serve trovare soluzioni al tavolo delle trattative. Abbiamo parlato con una lingua comune e le abbiamo trovate”. Il prof. Ugo Patroni Griffi ha confermato che “ci siamo confrontati per tre anni ogni giorno con persone che volevano confrontarsi”. Il direttore d’area Aulenta ha concluso che “la Puglia sta facendo di tutto per mettere in ordine i suoi conti. Non è vero dunque che la Puglia, come disse Tremonti nell’estate del 2010, è come la Grecia. E nell’ambito della messa in sicurezza dei conti ci sono operazioni come quella del bond Aqp, la riduzione del deficit sanitario che abbiamo attuato in un anno invece che in due, la piena saturazione del patto di stabilità e dei crediti. Abbiamo tenacemente perseguito questi obiettivi”. |
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REGIONE UMBRIA-GUARDIA DI FINANZA: FIRMATI DUE PROTOCOLLI D’INTESA |
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Perugia, 29 febbraio 2012– Reprimere ogni forma di frode e recuperare finanziamenti comunitari percepiti indebitamente; esercitare severi controlli per verificare l’effettiva sussistenza di requisiti per l’ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Sono questi gli obiettivi dei due protocolli d’intesa sottoscritti questa mattina a Perugia, a palazzo Donini, tra Regione Umbria, Guardia di finanza e Ordini dei dottori commercialisti di Perugia e Terni. A firmare i due atti sono stati per la Regione la Presidente Catiuscia Marini (per le frodi comunitarie) e l’assessore regionale all’edilizia pubblica, Stefano Vinti (per i controlli sui requisiti per alloggi pubblici), il Comandante della Guardia di Finanza, Fabrizio Cuneo, ed i presidenti degli ordini dei commercialisti di Perugia e Terni, Marcella Galvani e Roberto Piersantini. Nell’illustrare il contenuto del protocollo relativo alle frodi in ambito di finanziamenti europei la presidente Marini ha sottolineato come “la collaborazione tra istituzioni, Guardia di finanza e ordini dei commercialisti è essenziale al fine di consentire non solo la repressione di ogni forma di frode o illecito utilizzo dei fondi comunitari, ma per rendere sempre più trasparente ed efficacie l’azione politica che con le risorse comunitarie la regione Umbria vuole realizzare per contribuire alla crescita ed allo sviluppo economico della regione”. L’assessore Stefano Vinti ha invece rimarcato l’utilità del protocollo d’intesa “per tutelare gli interessi di quei cittadini che hanno diritto ad ottenere un alloggio pubblico e che, in presenza di eventuali atti illeciti o illegittimi di altri soggetti, vedono non riconosciuto il proprio diritto. Dobbiamo, dunque, mettere in atto tutti quei controlli tesi a verificare se il cittadino beneficiario sia effettivamente in possesso dei requisiti richiesti dalla legge. Se consideriamo che sono 8 mila i nuclei familiari attualmente in possesso di un alloggio pubblico ed oltre 6 mila quelli in attesa di riceverlo, è facile comprendere come sia utile e necessaria una severa azione di verifica e di controllo affinché sia garantita la certezza del diritto”. Il generale Cuneo ha per parte sua voluto richiamare “l’originalità” di questa collaborazione istituzionale tra regione e Guardia di finanza: “è questa la prima regione in Italia a sperimentare questa forma di cooperazione che con i suoi precedenti protocolli d’intesa ha già dato positivi risultati. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a rendere più efficace la stessa azione di governo delle istituzioni, mettendo in atto azioni di repressione e anche di prevenzione. In tal modo possiamo rendere possibile l’utilizzo corretto del 100 per cento delle risorse pubbliche messe a disposizione per i diversi scopi”. Al Generale Cuneo, che lascia il comando della Guardia di Finanza dell’Umbria per assumere quello della Sicilia, la presidente Marini ha rivolto parole di particolare e sincero apprezzamento per l’opera svolta in questi anni di lavoro in Umbria e lo ha ringraziato per la proficua e silenziosa azione di collaborazione nell’interesse della collettività e per aver contribuito alla crescita della cultura della legalità. |
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PROVINCE E COMUNI. REGIONE VENETO ISTITUISCE GRUPPO DI LAVORO PER DISEGNARE UN NUOVO ASSETTO ISTITUZIONALE TERRITORIALE
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Venezia, 29 febbraio 2012 - E’ stato costituito ieri in Regione un apposito Gruppo di Lavoro che si occuperà del processo di riordino delle istituzioni provinciali e comunali del Veneto. A deciderlo è stata la Conferenza Permanente delle Autonomie Locali, riunitasi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, presieduta dall’assessore agli Enti locali Roberto Ciambetti. Come è noto, la recente Legge 214 del 2011 prevede modifiche rilevanti all’assetto delle Province e una redistribuzione delle loro competenze tra le Regioni e i Comuni. A questa si aggiungono altre norme statali dello scorso anno che impongono l’obbligo dell’esercizio associato delle funzioni fondamentali per i Comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti, mentre per i Comuni fino a 1.000 abitanti l’obbligo riguarda tutte le funzioni, attraverso convenzioni e Unioni dei Comuni stessi. “C’è tanta carne al fuoco – spiega l’assessore Ciambetti – e noi dobbiamo cercare di operare sin dall’inizio in questa non facile operazione di riassetto istituzionale con organicità, equilibrio e con una visione complessiva sia delle norme sia delle esigenze che esprimono i territori. Con questa logica, facendo tesoro anche dei suggerimenti pervenuti dai rappresentanti degli Enti locali, abbiamo creato il Gruppo di Lavoro che avrà il compito di seguire l’evoluzione normativa, di monitorare la situazione attuale delle competenze delle Province e delle risorse impiegate per lo svolgimento delle stesse, con l’obiettivo finale di proporre delle soluzioni tecniche che portino ad un ridisegno del sistema delle Autonomie locali nella nostra Regione”. Il Gruppo di Lavoro è presieduto dall’assessore Ciambetti ed è composto dai presidenti delle Province venete, da un rappresentante dell’Anci Veneto (associazione dei Comuni), dal sindaco del Comune di Venezia, interessato alla creazione della Città Metropolitana e da un rappresentante dell’Uncem (Comunità Montane). “Non vogliamo farci cogliere impreparati da queste innovazioni legislative – ha concluso Ciambetti – che di fatto determinano una rivoluzione degli assetti istituzionali e territoriali e che avranno una notevole incidenza sulle comunità e sui singoli cittadini, che dovranno rapportarsi presto con un’organizzazione amministrativa pubblica diversa da quella attuale. Sottolineo che, nel rispetto del ruolo di raccordo e di concertazione che la Regione è chiamata a svolgere nei confronti delle Autonomie, il percorso che oggi iniziamo è stato condiviso dai diversi livelli di governo locale interessati da questo riassetto generale, da attuarsi in una logica di confronto e proposta”. |
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FONDI UE: CHIODI, INTESA CON GDF PER CORRETTO UTILIZZO PRESIDENTE E GENERALE FERLA, INSIEME CREDIBILITA´ ABRUZZO |
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l´aquila, 29 febbraio 2012 - Regione Abruzzo e Comando regionale della Guardia di finanza insieme per un corretto utilizzo dei fondi strutturali comunitari. Il presidente Gianni Chiodi ed il generale Nunzio Antonio Ferla hanno firmato stamane un protocollo d´intesa finalizzato al coordinamento sinergico delle attività di controllo e scambio informazioni in materia di finanziamenti Ue. "C´è bisogno di grande attenzione sull´impiego dei fondi pubblici europei e di un cambio di cultura che deve permeare tutta la comunità - ha detto il Governatore Chiodi, anticipando la sigla dell´accordo - E´ in gioco il ruolo ed il rango della Regione Abruzzo. Fino a qualche tempo fa, si riteneva che le risorse pubbliche fossero infinite e che fosse possibile dare tutto a tutti. Far credere possibile un uso smodato di detti fondi ha fatto sì da privare le giovani generazioni di una quota importante di futuro e di speranza". "La Guardia di Finanza - ha riconosciuto il Presidente - è un solido baluardo della legalità. La nostra, e la sua, è una doppia sfida: contrastare l´uso improprio di soldi pubblici comunitari; recuperare le risorse assegnate a chi di fatto non ne aveva diritto. Passaggio fondamentale affinchè l´Abruzzo recuperi credibilità ed immagine nel Paese ed in Europa". Il generale Ferla ha sottolineato come l´intesa sottoscritta stamane sia il seguito di un precedente accordo raggiunto tra l´Ente regionale e la Gdf nel 2002 ed ha ricordato i compiti principali dei finanzieri: lotta all´evasione/elusione fiscale ma anche controllo sulla spesa pubblica. "Con questo protocollo - ha ribadito il Generale - intendiamo creare un circuito positivo tra Gdf e Regione Abruzzo, basato su uno scambio di informazioni che porterà benefici sia all´una che all´altra parte". In sostanza, l´accordo impegna la Regione a fornire alla Gdf la banca dati dei beneficiari dei cofinanziamenti comunitari, con i relativi, periodici, aggiornamenti, oltre che ogni utile notizia al fine dell´attività ispettiva. La Regione, inoltre, segnalerà alla Gdf tutti quei casi che possono apparire probabili violazioni tributarie. La Guardia di finanza, tramite i Comandi provinciali, comunicherà tempestivamente all´Ente l´avvio di accessi, ispezioni e verifiche nei confronti dei beneficiari del cofinanziamento; fornirà, previa autorizzazione dell´autorità giudiziaria, le generalità delle persone fisiche o giuridiche coinvolte, nonché le disposizioni violate, la natura e l´entità della spesa, tempi e modalità dell´infrazione, possibilità di recupero. A questo punto, la Regione riferirà alla Gdf le decisioni assunte e le iniziative eventualmente intraprese per il recupero delle somme indebitamente erogate. Se lo riterrà opportuno, la Regione potrà chiedere al Comando regionale di disporre gli accertamenti e le investigazioni tipiche di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio dello Stato e di quello dell´Unione europea. Il presidente Chiodi, nel corso dell´incontro odierno, esprimendo la gratitudine personale e della comunità abruzzese al generale Ferla, ha ricordato l´enorme impegno della Guardia di finanza anche nella difficile vicenda della ricostruzione post terremoto. "Insieme - ha concluso - non faremo passare il messaggio di una ricostruzione dispendiosa, bensì quello di una ricostruzione seria, conforme, monitorata". |
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CAPPELLACCI A MAGGIORANZA: "APPROVARE IN TEMPI RAPIDI FINANZIARIA PER RISPOSTE A CATEGORIE E PER CONVOCARE STATI GENERALI SU VERTENZA SARDEGNA; DDL PER ACCORPAMENTO DATE REFERENDUM-ELEZIONI" |
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Cagliari, 29 Febbraio 2012 - Un´esortazione per una celere approvazione della Finanziaria al fine poter dare risposte immediate alle categorie del sistema economico-sociale della Sardegna. E´ l´invito rivolto dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ai capigruppo della maggioranza durante la riunione svoltasi stamane. "La politica - ha osservato il Presidente -, pur avendo il dovere di svolgere un dibattito serio e approfondito, non può concedersi tempi che non siano in linea con le esigenze delle famiglie, del mondo dell´impresa e del lavoro. E´ necessario - ha aggiunto - approvare al più presto la legge per porre in essere iniziative fondamentali per il sistema produttivo e per l´intera società, che in una fase di crisi economica internazionale non possono essere rinviabili". Cappellacci ha sottolineato l´importanza di un´approvazione in tempi brevi anche per un altro aspetto: "Il via libera alla legge permetterebbe di convocare quanto prima gli Stati Generali della Sardegna per un esame approfondito dei temi che compongo la vertenza Sardegna, con il contributo essenziale dei sindacati, del mondo delle imprese, dei parlamentari e dei rappresentanti degli enti locali, e di costruire una posizione sulle questioni aperte tra lo Stato e la Regione che sia condivisa non solo dalla politica ma dall´intera società sarda". Il Governatore infine si è soffermato sul possibile accorpamento in un´unica data delle consultazioni referendarie con le elezioni amministrative: "Un´unica data - ha sottolineato Cappellacci - non solo favorirebbe la partecipazione al voto, ma determinerebbe anche un significativo risparmio di risorse pubbliche. La Giunta ha approvato stamane un disegno di legge che, ove registrassimo una volontà comune sul punto, che ritengo auspicabile, permetterebbe di votare per i referendum non più in un solo giorno, come previsto dalle norme vigenti, ma negli stessi tempi previsti per le elezioni". |
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UMBRIA, CORTE DEI CONTI; MARINI A INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO: “CONTRARIA A IPOTESI ‘TESORERIA UNICA’” |
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Perugia, 29 febbraio 2012 – “Il ruolo sempre più incisivo della Corte dei Conti rappresenta uno strumento utile per orientare e supportare le azioni delle pubbliche amministrazioni nella gestione concreta della loro autonomia finanziaria e soprattutto per rafforzare il fondamento “collaborativo” delle attività svolte dalla Corte, che rappresenta quindi un completamento del sistema dei controlli implementati all’interno degli enti e miranti al perseguimento dell’efficienza della gestione pubblica, alla regolarità e alla trasparenza”. E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo alla inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti dell’Umbria, che ha fatto riferimento alla difficile fase economica che vive il paese e quindi anche l’Umbria: “in questa difficile fase storica – ha affermato - le Regioni sono chiamate sempre più a svolgere il loro ruolo, analizzando i bisogni sempre più complessi del territorio e ad elaborare politiche efficaci di intervento volte a soddisfare questi bisogni, a valutare gli effetti di tali politiche per comprendere se l’azione amministrativa è stata davvero in grado di soddisfare le esigenze delle comunità. Per questo – ha proseguito - è sempre più importante la gestione per obiettivi e risultati e l’attenzione al tema della verifica e dei controlli, punto nevralgico dell’interazione tra fase di indirizzo politico e fase di gestione amministrativa”. “Forti perplessità” sono state espresse dalla presidente Marini rispetto all’ipotesi, contenuta nel recente decreto del Governo sulle liberalizzazioni, di ritorni alla “tesoreria unica”: “si tratta di una decisione – ha affermato Marini – che come regioni riteniamo sbagliata e che contesteremo nelle sedi opportune. Stiamo vivendo, infatti, una fase particolarmente complessa dei rapporti tra amministrazione centrale dello Stato, Regioni e Autonomie locali, sia per quanto attiene lo stato della finanza pubblica sia per la riforma federalista dello Stato. Ed una tale decisione ci riporterebbe indietro di trent’anni rispetto al cammino ‘federalista’ fin qui fatto”. Dopo aver ricordato le manovre finanziare approvate dal precedente Governo ed i decreti “salva Italia” approvati dall’attuale esecutivo – che per la sola Umbria significheranno minori risorse pari a 243 milioni per il 2011, 305 milioni per il 2012, 332 milioni per il 2013, 380 milioni per il 2014 – la presidente ha affermato che “la Regione Umbria, comunque, può affrontare tale contesto così problematico per la finanza pubblica potendo contare su una buona situazione finanziaria e patrimoniale, con conti in ordine”. La Regione Umbria, infatti, ha un debito basso e sotto controllo, una bassa pressione fiscale regionale, ed ha messo in atto una costante azione di razionalizzazione e contenimento delle spese necessarie al proprio funzionamento, a partire da quelle per il personale, con la spesa per il personale, passata dai 71,3 milioni di euro del 2010 ai 66,9 previsti per il 2012, e quella relativa alle altre spese di funzionamento, passate da 15,8 milioni di euro del 2010 agli 11,6 previsti per il 2012. A ciò si aggiunge una gestione efficiente ed efficace del funzionamento del sistema sanitario regionale, definito dalla presidente “vero banco di prova anche ai fini del federalismo fiscale, dove l’Umbria può vantare una situazione che la pone ai vertici della gestione sia rispetto alla sostenibilità finanziaria che alla risposta ai bisogni di salute dei suoi cittadini”. “La Regione Umbria è consapevole – ha detto la presidente - che occorre anche progettare un futuro chiedendo a tutti lo sforzo di dare risposte nuove alla domanda di opportunità, di lavoro, di crescita che proviene dalla società, in particolare dai giovani, e dalle imprese. Una sfida difficile a cui la Regione è pronta e intorno alla quale chiama a raccolta le energie migliori del territorio: dalle imprese ai sindacati, dal mondo della scuola e – in particolare - dell’università a quello dei servizi e delle professioni. Quella collaborazione che, per quanto ci riguarda – ha concluso Marini -, non mancherà mai tra la nostra amministrazione e la Corte dei Conti, sui temi fondamentali dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione di governo, sulla trasparenza e la gestione efficiente della stessa”. |
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GIUNTA BOLZANO: ALLA CONSULTA CONTRO LE IMPUGNAZIONI DI LEGGI PROVINCIALI |
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Bolzano, 29 febbraio 2012 - La Giunta ha deciso il 27 febbraio di resistere in giudizio davanti alla Corte costituzionale dopo l´impugnazione del Governo delle norme in materia di attivitá venatoria. Inoltre verranno approfonditi nei prossimi giorni gli articoli della legge finanziaria provinciale 2012 impugnati dal Consiglio dei ministri prima di decidere su quali punti presentarsi alla Consulta. Alcuni articoli della legge finanziaria provinciale 2012 sono stati impugnati dal Governo per presunta violazione di competenze. La Giunta provinciale, tornata a riunirsi al rientro dall´Africa del presidente Luis Durnwalder, ha deciso di resistere in giudizio a difesa della propria autonoma legislativa. I punti contestati da Roma verranno ora approfonditi nel dettaglio prima di formulare la delibera con la definizione delle questioni controverse da affidare al giudizio della Corte costituzionale. Tra le disposizioni che la Giunta intende difendere davanti alla Consulta figurano la riduzione di tre punti dell´aliquota dell´imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore nonché le agevolazioni fiscali sull´addizionale Irpef previste per le famiglie e i cittadini a basso reddito, "due interventi che già in passato la Corte costituzionale ha ammesso respingendo l´impugnazione del Governo e che costituiscono quindi un precedente essenziale", ha ricordato Durnwalder. L´avvocatura della Provincia è stata incaricata di analizzare nel dettaglio anche gli altri articoli della finanziaria oggetto dell´impugnazione statale: il cumulo di incarichi dirigenziali nella Provincia e in enti strumentali della stessa, pensato per un migliore coordinamento e lo snellimento della gestione delle materie di competenza di un componente di Giunta e del lavoro dell´ente nelle stesse materie; la disciplina per la revisione tecnica dei veicoli a motore di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate, prevedendo l´autorizzazione delle imprese specializzate sul territorio a svolgere il prescritto controllo tecnico, senza concentrare i camion su Bolzano ed evitando viaggi e costi maggiori. Tra gli articoli impugnati figura anche quello in materia di utilizzazione di acque pubbliche e di impianti elettrici, in particolare la disponibilità del terreno quale requisito necessario per l´assegnazione di concessioni per piccole derivazioni idroelettriche. "Un presupposto essenziale perchè nei casi di piccole centrali non riteniamo sensata la procedura di esproprio", ha spiegato Durnwalder. Già pronta invece la delibera per resistere in giudizio in materia di attività venatoria, dopo che il Governo ha impugnato la legge omnibus del dicembre 2011. Tra i punti contestati: il divieto di caccia ai piccioni nelle aree urbane (previsto invece dallo Stato), lo spostamento delle date relative alla caccia di lepri e volpi per evitare incidenti durante i periodi della vendemmia o della raccolta frutta, il contributo annuale richiesto al cacciatore per alimentare il fondo che indennizza il cittadino dai danni procurati dalla selvaggina. Roma boccia queste norme, ma il presidente Durnwalder ha ricordato che "alla Provincia viene riconosciuta competenza primaria sull´attivitá venatoria, che esercitiamo nel rispetto delle direttive Ue." |
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CAMPANIA, NUOVI FONDI PER LE COMUNITÀ MONTANE
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Napoli, 29 febbraio 2012 - Ammontano a 17 milioni e 400 mila euro le risorse stanziate dalla Regione Campania a sostegno delle Comunità montane. Sono circa 6 milioni e 600 mila euro in più rispetto allo scorso anno, quando il finanziamento fu pari a 10 milioni e 800 mila euro. Con questa somma aggiuntiva, è stato raggiunto il tetto dell’ultimo finanziamento erogato dal Ministero degli Interni nel 2009 a titolo di contribuzione erariale. Le risorse serviranno a coprire le spese correnti, compresi gli stipendi del personale amministrativo degli Enti. "Abbiamo realizzato - sottolinea l’assessore alle Autonomie Locali della Regione Campania Pasquale Sommese - un risultato importante, pur nelle oggettive e note difficoltà finanziarie esistenti. "Continuiamo - aggiunge Sommese - a mantenere gli impegni assunti, assicurando tranquillità ai dipendenti, e lavoriamo al disegno di riordino delle Comunità montane nella consapevolezza del ruolo decisivo che hanno per la difesa dei boschi e dell’ambiente, per la sistemazione idrogeologica e la valorizzazione dei prodotti del sottobosco, per il contrasto alle emergenze. "Desidero ringraziare l´intero Consiglio regionale per aver condiviso la scelta della Giunta Caldoro di sostenere le Comunità", conclude Sommese. |
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BOLZANO: STATO PLURIETNICO COME MODELLO PER L´EUROPA? - CONFERENZA L´8 MARZO |
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Bolzano, 29 febbraio 2012 - Giovedì 8 marzo 2012, alle ore 20.00, presso la Biblioteca provinciale tedesca Friedrich Teßmann, in via A.diaz a Bolzano, lo storico Stefan Malfèr terrà la conferenza "Vielvölkerstaat als Modell für Europa? Leistungen und Defizite des politischen Systems Habsburgermonarchie“ (Stato plurietnico come modello per l’Europa? Successi e carenze del sistema politico della monarchia asburgica). La monarchia asburgica non era incontestata. La sua abilità nel perdurare era maggiore della capacità di attuare i cambiamenti necessari. Nel 1918 il suo crollo suscitò grande scalpore. Le catastrofi del Ventesimo secolo hanno spinto a guardare indietro ad essa con nostalgia. Può perfino essere considerata un modello per l’Europa? Lo storico Stefan Malfèr dell´Accademia austriaca delle Scienze di Vienna, nella sua conferenza dal titolo "Vielvölkerstaat als Modell für Europa? Leistungen und Defizite des politischen Systems Habsburgermonarchie" proporrà alacuen rifelssioni al riguardo. Appuntamento giovedì 8 marzo 2012, alle ore 20.00, presso la Biblioteca provinciale tedesca Friedrich Teßmann, in via A.diaz a Bolzano. Ingresso libero. |
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CALABRIA: INCONTRO SUGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA
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Catanzaro, 29 febbraio 2012 - L’assessore regionale al Lavoro Francescantonio Stillitani ha presieduto un incontro, propedeutico alla riunione di coordinamento tecnico che si terrà domani a Roma, per discutere dell’attuazione dell’accordo degli ammortizzatori sociali in deroga. Alla riunione, preparatoria anche del tavolo nazionale tra Governo e parti sociali sul mercato del lavoro, che si terrà sempre a Roma il primo marzo prossimo, hanno partecipato i rappresentanti regionali di Cigl, Cisl, Uil e Ugl, Pietro Putame in rappresentanza dell’Inps, Ida Martire di Italia Lavoro e Antonio Franco presidente dell’Unità di crisi. Erano presenti anche il dirigente generale del dipartimento regionale Lavoro Bruno Calvetta e la dirigente di settore Concettina Di Gesu. Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i dati consuntivi sugli ammortizzatori sociali in deroga del 2011 forniti da Italia Lavoro, da cui si rileva che i lavoratori calabresi interessati dalla mobilità e cassa integrazione in deroga sono stati quasi 13 mila ed hanno comportato un costo complessivo, tra risorse statali e regionali, di quasi 200 milioni di euro. Sulla base di questi dati l’assessore Stillitani ha espresso perplessità “sulla possibilità che la Regione – ha detto - possa disporre anche per il 2012 delle risorse necessarie per cofinanziare gli interventi del governo centrale, nella misura prevista del 40%, anche perché - ha spiegato Stillitani - al cofinanziamento di tali importi bisogna prevederne uno uguale da utilizzare per le politiche attive destinate, per specifica previsione comunitaria, ad attività di formazione tendenti alla ricollocazione dei lavoratori”. È stato quindi concordato di riconvocare il tavolo dopo le riunioni romane per decidere, in modo congiunto, il percorso da seguire. La Regione Calabria con una precedente delibera regionale si era, comunque, già impegnata a cofinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga per tutto il mese di febbraio e, per evitare discontinuità nelle more della definizione della politica di intervento generale, l’assessore Stillitani ha anche dato mandato agli uffici di verificare la possibilità e, quindi, di predisporre un’ulteriore delibera per il mese di marzo da sottoporre alla vaglio della Giunta regionale. A margine della discussione relativa al 2012, è stata richiesta, congiuntamente, dalle sigle sindacali una sollecita definizione di tutte le pratiche pendenti relative all’anno 2011 e un maggior coordinamento tra organizzazioni sindacali, Inps, Unità di crisi e dipartimento Lavoro. Il responsabile dell’Unità di crisi è stato comunque autorizzato ad avviare le procedure per la concessione della cassa integrazione in deroga per il 2012 richiesta dalle aziende tenendo conto, naturalmente, della disponibilità delle risorse. |
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C’ È ANCORA MOLTO DA FARE PER CORREGGERE LA DISUGUAGLIANZA DI GENERE IN EUROPA |
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Bruxelles, 29 febbraio 2012 - L´introduzione di quote per aumentare la rappresentanza delle donne negli organismi politici, amministrativi e di business e riducendo il divario di retribuzione tra donne e uomini per rispondere alla crisi attuale sono tra le tante proposte approvate il Martedì dalla commissione per i diritti della donna. La risoluzione, redatto da Sophia In´t Veld (Alde, Nl) e approvata con 16 voti favorevoli, 7 contrari e 5 astensioni, presenta la relazione annuale sullo stato della parità di genere nell´Unione europea per il 2011 e formula proposte per migliorare esso. Per un obiettivo europeo parità di retribuzione L´attuale crisi economica e finanziaria colpisce le donne più degli uomini, a causa di attuali disparità nei salari, i deputati dicono. Essi sottolineano che i progetti di ripresa economica che sono sotto il fuoco modo su posti di lavoro a prevalenza maschile, mentre le donne sono sottorappresentate in settori come l´industria rinnovabile e scienza che hanno più probabilità di svilupparsi in futuro. Il comitato ribadisce la richiesta di una legislazione a sostegno di pagamento uguale per donne e uomini per uno stesso lavoro e le qualifiche e chiede un piano di parità salariale obiettivo dell´Ue di ridurre il divario retributivo di genere del 10% in ciascun paese dell´Ue. I deputati chiedono inoltre al Consiglio di portare avanti un emendamento proposto dal Parlamento al congedo di maternità direttiva per garantire ferie retribuite in tutta l´Ue. Il divario retributivo tra i sessi è stata solo marginalmente ridotta negli ultimi anni e, in media, le donne nell´Ue guadagnano ancora il 17,5% in meno rispetto agli uomini, anche se il 60% dei nuovi laureati. Le quote possono essere la risposta - Quote elettorali sono stati introdotti con successo in Francia, Spagna, Belgio, Slovenia, Portogallo e Polonia, i deputati dicono, e dovrebbe pertanto essere considerata come opzione, soprattutto in quei paesi con scarsa rappresentanza delle donne. Per affrontare la questione della rappresentanza femminile a bassa donne in posizioni dirigenziali di società europee, i deputati chiedono alla Commissione di valutare le misure finora adottate dai paesi dell´Ue. Se questi si trovano ad essere inadeguato, la Commissione dovrebbe presentare una proposta legislativa per introdurre quote per aumentare la rappresentanza femminile negli organi di gestione aziendale al 30% entro il 2015 e il 40% entro il 2020, dice il testo. In media nell´Unione europea, solo il 12% dei dirigenti sono donne, e solo il 3% dei presidenti. Per migliorare l´equilibrio di genere all´interno delle istituzioni dell´Ue, il comitato di chiedere ai governi nazionali a proporre, dopo le elezioni europee 2014, sia una donna e un uomo come loro candidati per il Commissario europeo. Rispettare i diritti coppie dello stesso sesso - Il Comitato invita la Commissione ei governi nazionali a garantire il riconoscimento delle unioni civili coppie dello stesso sesso ei diritti in quei paesi dell´Ue che hanno una legislazione in atto e si rammarica che alcuni Stati membri hanno introdotto definizioni restrittive di "famiglia" che privano queste coppie di protezione legale. |
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“IL FENOMENO DEGLI OMICIDI DOMESTICI IN VENETO NEL TRIENNIO 2009-2011”. UNA RICERCA, PROMOSSA DALLA COMMISSIONE REGIONALE PARI OPPORTUNITÀ E CONDOTTA DALL’OSSERVATORIO NAZIONALE VIOLENZA DOMESTICA DI VERONA, FOTOGRAFA IL QUADRO DEL VENETO: IN UN CONVEGNO LA PRESENTAZIONE DEI RISULTATI. |
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Venezia, 29 febbraio 2012 – Quanti sono gli omicidi domestici e i tentati omicidi in Veneto? E tra questi, quanti i femminicidi? Quali sono i profili dell’omicida e della vittima, la loro età, il sesso, il contesto sociale, la nazionalità? E le modalità e le motivazioni dell’atto violento? Dietro a gesti tanto efferati si nasconde una patologia? A questi e a molti altri interrogativi vuole rispondere la ricerca “Il fenomeno degli omicidi domestici in Veneto nel triennio 2009-2011”, promossa dalla Commissione regionale Pari opportunità del Veneto e condotta dall’Osservatorio nazionale Violenza domestica (Onvd) di Verona. Fortemente voluta per fotografare il fenomeno e cercare di comprendere in che modo sia possibile contrastarlo con efficacia, la ricerca è la prima in Veneto e a livello nazionale a contemplare anche i casi di tentato omicidio. Oltre al rilievo qualitativo e quantitativo dei casi di omicidio e di tentato omicidio in contesto familiare (vittime donne e uomini), si è voluto anche offrire una lettura interpretativa del fenomeno attraverso l’analisi di un criminologo e di altri esperti. E poiché il sistema giudiziario italiano non distingue gli uxoricidi, o più in generale i femminicidi, dagli altri omicidi - sottraendo così dati e informazioni importanti per la prevenzione del fenomeno -, l’indagine è partita dalla valutazione dei fatti di cronaca ripresi dai media, incrociati con i dati delle Procure della regione. I risultati saranno presentati in un convegno mercoledì 29 febbraio, dalle ore 10.30 a Venezia presso la Sala Conferenze del Palazzo Grandi Stazioni della Regione del Veneto (fondamenta Santa Lucia, Cannaregio, 23; 2° piano). Dopo i saluti degli assessori regionali Maria Luisa Coppola, ai Diritti umani e Politiche di genere, e Luca Coletto, alla Sanità, e dei rappresentanti delle forze dell’ordine, a illustrare i risultati della ricerca saranno Marina Bacciconi, medico legale e responsabile dell’Onvd, e Pierpaolo Martucci, criminologo e docente dell’Università di Trieste. Le conclusioni saranno affidate a Guido Papalia, procuratore generale della Repubblica alla Corte d’appello di Brescia, e a Pietro Calogero, procuratore generale della Repubblica alla Corte d’appello di Venezia. A introdurre e coordinare i lavori Simonetta Tregnago, presidente della Commissione regionale Pari Opportunità. |
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REGIONE: PUBBLICATO SUL BURL AVVISO PER DESIGNAZIONE CONSIGLIERE PARITA´ LAZIO |
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Roma, 29 febbraio 2012 - E’ stato pubblicato sul Burl, n.8 del 28 febbraio 2012 - parte I -, l’avviso pubblico per la presentazione delle domande per la designazione della consigliera o del consigliere di parità effettivo e supplente della Regione Lazio. Il bando, approvato dalla Giunta regionale, è consultabile anche sul sito internet della Regione, nella sezione “In Evidenza”, link “Pubblicità Legale” http://www.Regione.lazio.it/rl_main/?vw=avvisidettaglio&id=1226 Le aspiranti candidate e gli aspiranti candidati, in possesso di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, normative sulle parità e pari opportunità e mercato del lavoro, potranno presentare le domande entro 30 giorni a decorrere dal giorno successivo dalla data di pubblicazione dell’avviso sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio. |
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