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Notiziario Marketpress di Giovedì 19 Aprile 2012
PARLAMENTO EUROPEO; SCHULZ DÀ IL BENVENUTO AGLI "OSSERVATORI" DELLA CROAZIA  
 
 Strasbugo, 19 aprile 2012 - Il Presidente Schulz, in apertura della sessione plenaria, ha dato il benvenuto ai dodici "osservatori" croati, che potranno partecipare alle riunioni di commissione e dei gruppi politici per prepararsi a quando saranno deputati a tutti gli effetti, una volta che la Croazia sarà ufficialmente uno Stato membro nell´Unione, probabilmente il 1° luglio 2013. Schulz ha detto che il desiderio della Croazia di aderire all´Ue dimostra che "nonostante la crisi economica, l´Ue agisce all´unisono". Schulz ha ricordato che il Parlamento aveva già ratificato il trattato di adesione della Croazia, precisando che tale adesione costituirà un evento storico per la Croazia e per tutti i Balcani occidentali.
Nome Partito nazionale Gruppo politico
AntiČeviĆ MarinoviĆ Ingrid Sdp S&d
Borzan Biljana Sdp S&d
BoŽinoviĆ Davor Hdz Ppe
GrubiŠiĆ Boro Hdssb
JerkoviĆ Romana Sdp S&d
MatuŠiĆ Frano Hdz Ppe
Picula Tonino Sdp S&d
PlenkoviĆ Andrej Hdz Ppe
Pupovac Milorad Sdss
RadoŠ Jozo Hns Alde
Vrbat Tanja Sdp S&d
VuljaniĆ Nikola Hl
Modifiche all´ordine del giorno Una mozione per una risoluzione secondo l´articolo 90(6) su una "consultazione della Corte di giustizia" per quanto concerne l´Accordo tra gli Usa e l’Ue sull’utilizzo e sul trasferimento del codice di prenotazione (Passenger Name Record - Pnr) sarà votata prima della relazione In´t Veld sullo stesso argomento. In seguito alla decisione dell´Argentina di nazionalizzare la compagnia petrolifera Ypf, di cui la compagnia spagnola Repsol possiede la maggioranza, è stato aggiunto, mercoledì pomeriggio, un dibattito con Consiglio e Commissione sulla sicurezza degli investimenti europei fuori dall´Ue. Una risoluzione su questo tema sarà votata venerdì.
 
   
   
UE, MAFIE: PRIMA RIUNIONE DEL COMITATO SPECIALE SULLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA  
 
Strasburgo, 19 aprile 2012 - Sonia Alfano (Alde, It) è stata eletta presidente del comitato di recente costituzione speciale contro la criminalità organizzata, la corruzione e riciclaggio di denaro, nel corso della sua prima riunione il Martedì a Strasburgo. I membri del Comitato ha inoltre eletto 4 vice-presidenti e nominato Salvatore Iacolino (Ppe, It) in qualità di relatore. La commissione ha eletto i deputati seguenti come vicepresidenti (in ordine elezioni): Rosario Crocetta (S & D, It), Rui Tavares (Verdi / Ale, Pt), Timothy Kirkhope (Ecr, Uk) e Søren Bo Sondergaard Gue / Ngl, Dk ). Dopo l´incontro, neo-eletto presidente la signora Alfano ha detto: "La commissione speciale farà in modo di consegnare, nel più breve tempo possibile, un piano d´azione globale per affrontare la criminalità organizzata e delle sue imprese in tutta l´Ue ci tiene anche a ´. Tolleranza zero ´approccio a coloro che sono stati favoreggiamento alla criminalità organizzata ". La commissione organizzata riciclaggio della criminalità, la corruzione e il denaro (Crim), nel suo anno di mandato, valuterà il grado di impatto della criminalità organizzata sull´economia e la società europea e raccomandare le misure legislative e di altra per consentire all´Ue di rispondere a queste minacce livello internazionale, europeo e nazionale. I membri avrà il potere di fare visite sul posto, organizzare audizioni con istituzioni europee e nazionali provenienti da tutto il mondo e invitare i rappresentanti delle imprese, della società civile e le organizzazioni delle vittime e funzionari, compresi giudici, coinvolti nella lotta quotidiana contro la criminalità la criminalità, la corruzione e riciclaggio di denaro.  
   
   
LA COMMISSIONE PRESENTA NUOVE MISURE E IDENTIFICA LE OPPORTUNITÀ CHIAVE PER UNA RIPRESA FORIERA DI OCCUPAZIONE NELL´UE  
 
Strasburgo, 19 aprile 2012 – Allorché nell´Ue la disoccupazione raggiunge livelli da record e le previsioni annunciano prospettive economiche poco incoraggianti per i prossimi mesi, la Commissione ha presentato ieri un insieme di misure concrete per dare impulso all´occupazione. La proposta è imperniata sul lato della domanda e definisce modalità all´indirizzo degli Stati membri per incoraggiare le assunzioni riducendo gli oneri fiscali che gravano sul lavoro o dando un maggiore sostegno agli avvii di nuove imprese. La proposta identifica anche gli ambiti che presentano le migliori prospettive occupazionali per il futuro: l´economia verde, i servizi sanitari e le Tic. La comunicazione politica ribadisce la necessità di una più forte dimensione occupazionale e sociale nella governance Ue e delinea nuove strategie per coinvolgere maggiormente i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori nella definizione delle priorità dell´Unione. Il President Barroso ha affermato: "L´europa ha bisogno di una strategia per la creazione di posti di lavoro al fine di affrontare la piaga della disoccupazione che raggiunge livelli inaccettabilmente elevati. L´ue dispone di ampie potenzialità non valorizzate per promuovere la creazione di posti di lavoro. Considerati nel loro insieme l´economia verde, la sanità e i nuovi settori tecnologici creeranno più di 20 milioni di posti di lavoro negli anni a venire. Gli Stati membri devono saper cogliere queste opportunità,mobilitare le risorse esistenti e stimolare il loro mercato del lavoro in stretta cooperazione con le parti sociali. Se ci adoperiamo tutti assieme possiamo farcela." Presentando il nuovo pacchetto a Strasburgo, László Andor, commissario Ue responsabile per l´occupazione, gli affari sociali e l´inclusione ha affermato: "I livelli attuali di disoccupazione nell´Ue sono drammatici e inaccettabili. La creazione di posti di lavoro deve diventare un´effettiva priorità europea". Il commissario ha aggiunto: “Se vogliamo rilanciare la crescita e affrontare importanti fattori strutturali come l´ambientalizzazione dell´economia, una popolazione che invecchia e il cambiamento tecnologico, l´Ue ha bisogno di un mercato del lavoro europeo dinamico e inclusivo". 1. Il pacchetto Occupazione sollecita gli Stati membri a rafforzare le loro politiche nazionali per l´occupazione. In particolare esso contiene proposte rivolte agli Stati membri affinché essi: pongano in atto le condizioni adeguate per stimolare la creazione di posti di lavoro e la domanda di manodopera come ad esempio sussidi alle assunzioni nel caso di creazione di nuovi posti di lavoro, uno spostamento del carico fiscale (che sia neutro sotto il profilo del bilancio) dalla tassazione che grava sul lavoro alle tasse ambientali, ovvero il sostegno ai lavoratori autonomi; valorizzino gli ambiti che presentano potenzialmente grandi prospettive occupazionali per il futuro come ad esempio l´economia verde nel cui contesto si potrebbero creare 20 milioni di posti di lavoro tra adesso e il 2020 e includano l´occupazione verde nei loro Piani nazionali per l´occupazione, accrescendo la conoscenza delle abilità richieste nell´economia verde; migliorino la pianificazione e la previsione delle necessità di manodopera nella sanità per meglio equilibrare la domanda e l´offerta di operatori sanitari offrendo loro prospettive di lavoro di lungo periodo e stimolando lo scambio di strategie efficaci per il reclutamento e la fidelizzazione degli operatori sanitari. La Commissione avvia inoltre una consultazione sulle opportunità occupazionali nell´ambito dei servizi alle persone e dei servizi domestici; si adoperino per accrescere una manodopera altamente qualificata nelle Tic e promuovano le competenze digitali tra tutta la forza lavoro. 2. La comunicazione definisce inoltre ambiti chiave di riforma per far sì che i mercati del lavoro divengano più dinamici e inclusivi e meglio reattivi al cambiamento economico. Queste proposte comprendono: trarre insegnamento da quanto si è appreso nel corso della crisi, stimolando ad esempio la flessibilità interna per ridurre l´insicurezza del lavoro e i costi fiscali; definire salari decenti e sostenibili ed evitare le trappole dei bassi salari; assicurare soluzioni contrattuali adeguate per prevenire il ricorso eccessivo ai contratti non standard. La Commissione ribadisce inoltre la necessità di offrire effettive opportunità per i giovani nonché di sviluppare l´apprendimento permanente che è un elemento chiave per la sicurezza dell´occupazione e per la produttività; con 4 milioni di posti di lavoro ancora vacanti nell´Ue, il "pacchetto Occupazione" sollecita maggiori investimenti nelle abilità in modo da affrontare gli squilibri in tema di domanda e offerta di abilità che si riscontrano sui mercati del lavoro europei e di meglio prevedere il fabbisogno di abilità. Esso prospetta strumenti specifici per migliorare il riconoscimento delle abilità e delle qualifiche e ravvicinare il mondo dell´istruzione e quello del lavoro. 3. Il "pacchetto Occupazione" intende anche creare un vero e proprio mercato del lavoro Ue: per migliorare la mobilità del lavoro la Commissione è impegnata a fondo a rimuovere gli ostacoli legali e pratici che si frappongono alla libera circolazione dei lavoratori, tra cui il miglioramento della portabilità delle pensioni, il trattamento fiscale dei lavoratori transfrontalieri o la conoscenza dei diritti e degli obblighi. La Commissione sollecita gli Stati membri a permettere l´esportazione delle prestazioni di disoccupazione alle persone che cercano lavoro in un altro paese (per un periodo fino a 6 mesi). Essa invia inoltre un forte messaggio ai governi affinché elimino le restrizioni nell´accesso al mercato del lavoro per i lavoratori bulgari e rumeni e affinché consentano ai cittadini di altri Stati membri di accedere al pubblico impiego; per migliorare la perequazione della domanda e dell´offerta di lavoro il pacchetto propone di trasformare il portale Eures destinato alle persone in cerca di lavoro in un vero e proprio strumento europeo di collocamento e di reclutamento e prevede, a partire dal 2013, applicazioni innovative online basate sul principio del self-service che forniranno sull´instante agli utilizzatori una chiara mappatura geografica delle offerte di lavoro in Europa. 4. Infine, il pacchetto Occupazione prepara la strada per un coordinamento e un monitoraggio rafforzati delle politiche occupazionali a livello dell´Ue in linea con la governance economica Ue. A partire dal 2013, nel contesto del semestre europeo, la Commissione intende introdurre un quadro di controllo (scoreboard) per seguire i progressi realizzati dagli Stati membri durante l´attuazione dei loro Piani nazionali per l´occupazione. Per rafforzare il coinvolgimento dell´Ue e delle parti sociali nazionali nel processo decisionale attinente all´occupazione la Commissione ha presentato piani per lo scambio di punti di vista e il monitoraggio a livello di Ue in merito agli sviluppi salariali. Il pacchetto ribadisce inoltre l´importante correlazione tra gli aspetti politici e gli strumenti finanziari dell´Ue (come ad esempio il Fondo sociale europeo) al fine di sostenere le priorità occupazionali e le riforme dei vari paesi. Contesto Il pacchetto verrà discusso in una conferenza ad alto livello che si terrà il 6-7 settembre per mobilitare ulteriormente tutti i partner affinché diano attuazione alle misure annunciate. L´odierno pacchetto Occupazione comprende una comunicazione politica della Commissione "Towards a job-rich recovery" (verso una ripresa foriera di posti di lavoro) e nove documenti di lavoro dei servizi della Commissione, due dei quali sono documenti di consultazione: Labour market trends and challenges (documento analitico - tendenze e sfide del mercato del lavoro ); A quality framework for traineeships (documento di consultazione – un quadro qualitativo per i tirocini ); Implementing the Youth Opportunities Initiative: first steps taken (relazione sui progress realizzati – attuare l´iniziativa Opportunità per i giovani: primi passi realizzati); Exploiting the employment potential of green growth (valorizzare le potenzialità occupazionali della crescita verde); Exploiting the employment potential of Icts (valorizzare le potenzialità occupazionali delle Tic); An action plan for the Eu healthcare workforce (un piano d´azione per gli operatori sanitari dell´Ue); The household servizi workforce (documento di consultazione – la manodopera attiva nei servizi domestici); Open, dynamic and inclusive labour markets (mercati del lavoro aperti, dinamici e inclusivi - valutazione del concetto di flessicurezza); Riforma dei servizi europei per l´occupazione al fine di raggiungere gli obiettivi di Europa 2020 (particolari della riforma di Eures); Per ulteriori informazioni Comunicazione: Towards a job-rich recovery (verso una ripresa foriera di posti di lavoro): Memo/12/252 http://ec.Europa.eu/social/blobservlet?docid=7619&langid=en    
   
   
INTERVENTO DEL VICE-PRESIDENTE REHN SUL CONTRIBUTO DELLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI PER LA CRESCITA E L´OCCUPAZIONE NELL´UNIONE EUROPEA  
 
Bruxelles, 19 aprile 2012 - Con la Banca europea per gli investimenti (Bei), l´Ue dispone di una potente istituzione proprio per sostenere la crescita e l´occupazione. La Bei, con una capacità di prestito più volte la dimensione della Banca Mondiale, ha giocato un ruolo chiave nella gestione della crisi dal 2008. Ma, sta raggiungendo i limiti di ciò che può fare con la sua capitale attuale. Per consentire alla Bei di fare di più per la crescita e l´occupazione, il capitale deve essere affrontato, ovvero la sua base di capitale deve essere aumentata.Questo deve essere fatto dai suoi azionisti, gli Stati membri. Per esempio, un aumento di capitale da 10 miliardi di euro permetterebbe la Bei a fornire circa 60 miliardi di euro, che, a sua volta, attrarre altre fonti di finanziamento per un investimento complessivo di 180 miliardi di euro per nuovi progetti. Inoltre, la Commissione e la Bei stanno studiando i possibili opzioni per l´utilizzo del bilancio dell´Ue di sfruttare capacità di finanziamento del gruppo Bei attraverso schemi di ripartizione del rischio. Possiamo costruire su schemi già sviluppati per la ricerca e l´innovazione e con i vincoli di progetto per le infrastrutture, così come per le Pmi con l´aiuto dei Fondi strutturali. Quindi, stiamo facendo la nostra parte per cercare soluzioni innovative per rafforzare la capacità di prestito della Bei. Ma permettetemi di inviare un messaggio chiaro e costruttivo a tutti gli Stati membri dell´Unione europea: per il bene di una crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro, abbiamo bisogno di più transfrontaliera europea e gli investimenti nelle infrastrutture community - energia, trasporti, innovazione, ricerca e comunicazione. Pertanto, li invito a fornire ulteriori capitali alla Bei.  
   
   
UE: IL RE ABDULLAH II DI GIORDANIA: "LA PRIMAVERA ARABA É UN´OPPORTUNITÀ"  
 
Strasburgo, 19 aprile 2012 - Il re Abdullah Ii di Giordania è stato ricevuto al Parlamento europeo dal presidente Martin Schulz, che ha ricordato la "profonda amicizia" che lega l´Unione europea alla Giordania, un paese che ha un ruolo chiave in Medio Oriente. Il re si è espresso sui cambiamenti che hanno seguito la Primavera araba nel suo paese in un discorso indirizzato ai deputati durante la plenaria, il 18 aprile 2012. "Abbiamo preso la Primavera araba come un´opportunità" ha dichiarato il re Abdullah Ii di Giordania, spiegando che attraverso il processo di democratizzazione, e le riforme economiche e politiche, la Giordania intende essere un rifugio in una regione attraversata dalle turbolenze politiche. La Giordania affronta oggi il più alto tasso di disoccupazione della sua storia e il re ha sottolineato l´importanza di cambiare le sorti della cosiddetta "generazione in attesa". Ha inoltre indicato che una lunga primavera è arrivata nei paesi arabi e che "il mondo arabo è pronto". Rispetto alla questione israeliano-palestinese, il re ha dichiarato che la sola soluzione possibile per una stabilità definitiva è la creazione di due stati che vivano in pace uno accanto all´altro. "Non possiamo permetterci che un´altra generazione aspetti l´arrivo di uno stato palestinese". Concludendo il suo terzo discorso ufficiale al Parlamento europeo, il re Abdullah Ii ha aggiunto che l´Ue è un partner vitale e che "insieme abbiamo il potere e la saggezza per riuscire".  
   
   
UE, DONNE E CLIMA: UNA SOLA STRATEGIA  
 
Strasburgo, 19 aprile 2012 - Unire la lotta all´uguaglianza di genere alla lotta al cambiamento climatico. Un´idea apparentemente bizzarra che si basa su un ragionamento chiaro e preciso. Ce lo spiega la deputata verde Nicole Kiil-nielsen, relatrice del rapporto su questo tema che verrà presentato in sessione plenaria il 20 aprile. Cosa c´entrano i cambiamenti climatici e la parità dei generi? Nicole Kiil-nielsen - In ogni situazione di crisi o di rivoluzione, si dice che per prima cosa bisogna risolvere il problema, e che i diritti delle donne verranno… dopo. Questo modo di pensare è vecchio e inefficace. Al contrario, i cambiamenti climatici e la parità di genere sono strettamente connessi. Non possiamo proporre delle soluzioni efficaci e innovanti se non allarghiamo il nostro spettro visivo. Secondo uno studio realizzato dalla London School of Economics e l´Istituto Max Planck, le donne rischierebbero di morire a causa di una catastrofe naturale fino a 14 volte di più rispetto agli uomini. Ci puó fare un esempio? Nkn - In Tanzania, nella regione di Kilombero, una Ong ha lanciato un programma per costruire un pozzo in un villaggio. Dopo due anni il pozzo si è seccato. Abbiamo capito che solo gli uomini del villaggio hanno deciso il posto in cui costruire il pozzo. Ma, visto che sono le donne a occuparsi dell´acqua, sono loro che sapevano dove bisognava costruire il pozzo. In seguito a questo errore, il pozzo è stato fatto in un luogo indicato dalle donne. Quali sono le misure concrete che propone? Nkn - Per esempio, l´introduzione di una quota minima del 40% di donne all´interno delle delegazioni europee responsabili delle negoziazioni sul clima. Speriamo inoltre di saperne di più richiedendo una lista dei dati relativi al genere durante le fasi di valutazione e di lancio dei progetti in materia di cambiamento climatico. Non si tratta di mettere in concorrenza le politiche di uguaglianza di genere con le politiche climatiche, ma di andare avanti in entrambe. Se la lotta al cambiamento climatico includerà anche le politiche di genere, potremo combattere le discriminazioni e allo stesso tempo trovare delle soluzioni più efficaci per l´ambiente.  
   
   
ISTRUZIONE E CULTURA: L´UE E LA CINA LANCIANO IL DIALOGO PEOPLE-TO-PEOPLE  
 
 Bruxelles, 19 aprile - L´unione europea e la Cina stanno collaborando ad un nuovo modello con il lancio di un dialogo "people-to-people" che riguarda l´istruzione, la cultura, la gioventù, la ricerca e il multilinguismo. Androulla Vassiliou, Commissario europeo responsabile per Istruzione, cultura, multilinguismo e la gioventù, e Liu Yandong, consigliere di Stato cinese, hanno firmato ieri una dichiarazione congiunta in cui l´Ue e la Cina si impegnano a rafforzare i contatti e gli scambi tra i loro popoli al fine di approfondire la comprensione e la fiducia. Commissario Vassiliou ha commentato: "dichiarazione congiunta di oggi è un passo avanti molto importante nel nostro rapporto The people-to-people di dialogo si aprirà nostri contatti e la cooperazione su un´ampia gamma di questioni, portando vantaggi reali per i cittadini europei e cinesi.. " I nuovi Ue-cina di alto livello People-to-people Dialogo rappresenta un ´terzo pilastro´ nelle relazioni tra i due partner, sulla base di due accordi di cooperazione precedenti - il dialogo ad alto livello economico e commerciale (´primo pilastro´) e il Dialogo ad alto livello strategico (´secondo pilastro´). Il people-to-people dialogo godrà lo stesso status degli altri accordi e che hanno una struttura flessibile, con implicazioni finanziarie molto basse. Un certo numero di azioni di follow-up sono già state individuate. Cina e l´Ue si espanderà le opportunità di mobilità nel settore dell´istruzione, e aumentare il numero di scambi tra studenti e studiosi, in particolare nel settore dell´istruzione superiore. Le due parti lavoreranno insieme per migliorare il riconoscimento reciproco delle qualifiche accademiche. Per promuovere l´apprendimento della lingua, la Cina e l´Ue organizzano una grande conferenza sul multilinguismo alla fine dell´anno. Le due parti sosterrà numerose attività nell´ambito dell´accordo Ue-cina 2012 Anno del dialogo interculturale, una nuova pietra miliare nella cooperazione Ue-cina. La cerimonia di chiusura, che si terrà in Cina verso la fine dell´anno, includerà una dichiarazione sul futuro culturale della cooperazione. Le due parti lavoreranno insieme per migliorare la circolazione delle loro opere audiovisive e artisti. Per la loro giovinezza, le due parti aumentare il sostegno agli scambi e il networking tra le loro rispettive organizzazioni giovanili, e rafforzare la web-based cooperazione tra l´Ue cinese e portali specializzati in materia di gioventù.  
   
   
COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA, UN SEMINARIO VENERDÌ A LIVORNO  
 
 Firenze, 19 aprile 2012 – I possibili contributi che la cooperazione territoriale europea può fornire alle politiche regionali, con uno sguardo alla nuova programmazione 2014-2020, saranno al centro del seminario che si terrà a Livorno venerdì 20 aprile al Grand Hotel Palazzo (viale Italia 195) a partire dalle 9, dal titolo “Progetto Ic Med: esperienze di cooperazione fra cluster. Il contributo della cooperazione territoriale europea” Il seminario trae spunto dal progetto Ic Med , finanziato nell’ambito della cooperazione territoriale europea con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare la cooperazione fra distretti industriali, poli di innovazione,delle regioni della sponda nord del mediterraneo. Partner del progetto sono 14 soggetti in rappresentanza di 10 regioni, fra cui la Toscana e di una rete transregionale come la Crpm (conferenza regioni periferiche marittime). I lavori del seminario saranno aperti, alle 9.30, dall’intervento dell’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini. Seguiranno interventi di tecnici, economisti, imprenditori sui temi dell’innovazione dell’incubazione di impresa e delle politiche a sostegno dei cluster, ovvero di gruppi di imprese che nascono e sviluppano specifiche competenze attorno a determinati centri di ricerca, poli di innovazione, università.  
   
   
COMUNI. MILANO, ACCORDO DERIVATI GARANTIRÀ RISPETTO PATTO STABILITÀ 2012 TABACCI E CORRITORE: “GRAZIE A QUESTO E ALTRE MISURE DI RISANAMENTO MAGGIOR SERENITÀ PER AFFRONTARE UN ANNO DIFFICILE”  
 
 Milano, 19 aprile 2012 - Le entrate generate dall´accordo sui derivati sono rilevanti ai fini del rispetto da parte del Comune di Milano del Patto di stabilità per il 2012. La certezza di poter raggiungere tale obiettivo è emersa a seguito di alcuni incontri che si sono svolti a Roma nei giorni scorsi presso il ministero dell´Economia. Si ricorda che l´accordo sui derivati, avvenuto nelle scorse settimane, consentirà al Comune di Milano di contabilizzare entrate pari a 455 milioni di euro, di cui 40 milioni disponibili per la parte corrente di bilancio 2012. A ciò si aggiungeranno negli anni prossimi, a favore del Comune, gli interessi attivi sulle somme investite, interessi registrabili come future entrate correnti. L´operazione consente anche uno smobilizzo per il 2012 di 80 milioni di euro, ora vincolati in un fondo rischi sui derivati e da oggi destinabili a nuovi investimenti per la città. In base all´accordo raggiunto, l´indebitamento del Comune relativo al Bond emesso con cedola 4.019% nel giugno 2005 – 1,685 miliardi di euro in scadenza nel 2035 – torna ad essere a tasso fisso, ad un livello inferiore alle attuali condizioni di indebitamento di pari durata. L´assessore al Bilancio Bruno Tabacci e il direttore generale del Comune di Milano Davide Corritore hanno espresso soddisfazione “per il riconoscimento del valore economico della transazione sui derivati al fine del Patto di stabilità, che consentirà – insieme alle altre misure utili al risanamento del Bilancio municipale – di affrontare con maggior serenità un anno così difficile”. Con l´approvazione del Bilancio entro il prossimo mese di giugno ci sarà la certificazione formale del rispetto del Patto. "Milano – hanno sottolineato Tabacci e Corritore – non sarà così costretta a rallentare i flussi di pagamento per gli impegni già assunti, come rischia di avvenire in altre città, e non sottrarrà liquidità all´economia e al territorio”. Come è noto il mancato rispetto del Patto di stabilità provoca anche sanzioni a carico dei bilanci correnti dei comuni che inevitabilmente si riversano nella cancellazione di servizi ai cittadini.  
   
   
TRA TRENTINO E KENYA FORTI LEGAMI DI COLLABORAZIONE  
 
Trento, 19 aprile 2012 - Il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai ha ricevuto ieri pomeriggio l´ambasciatrice della Repubblica del Kenya Josephine Wangari Gaita, giunta a Trento in occasione del Forum "L´africa in Trentino", che si tiene oggi al Castello del Buonconsiglio e che vede la presenza di 15 ambasciatori da altrettanti paesi del Continente, che saranno nel pomeriggio anche a disposizione delle associazioni trentine di volontariato. All´incontro ha partecipato anche l´assessore alla solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami che alle 16 di domani chiuderà l´evento. Il Kenya, ha sottolineato l´assessore Giovanazzi Beltrami è un pese con cui il Trentino ha all´attivo un gran numero di progetti di cooperazione allo sviluppo, dal campo sanitario alla risoluzione dei conflitti, basti pensare alla comunità di Saint Martin, che ha formato oltre 1.200 volontari nel paese e in quelli vicini. Il dialogo tra i vari gruppi etnici è oggi uno dei temi dei più attuali temi nell´agenda politica del Kenya, ha spiegato, paese ormai maturo e che ha avviato un nuovo ciclo istituzionale. Per questo da parte dell´ambasciatrice c´è molto interesse a conoscere la realtà istituzionale trentina e in particolare la sua Autonomia. "L´africa - ha detto a sua volta il presidente Dellai - è una terra carica di drammi ma anche di grandissime speranze. Per noi, il Forum con gli ambasciatori africani rappresenta un evento molto importante. E´ tempo che all´Africa sia riconosciuta la centralità politica che merita. Noi vogliamo dare il nostro piccolo contributo a questo processo. In questa occasione confermiamo il nostro impegno anche per il futuro e pensiamo che questa visita potrà rafforzare la nostra volontà di cooperare a livello sociale e economico." "E´ la prima volta - ha detto l´ambasciatrice - che visito il Trentino e mi sono sentita subito a casa. Voglio esprimere i miei più sentiti ringraziamenti per i progetti che vedono il supporto della Provincia autonoma di Trento, grazie ai quali possiamo migliorare gli standard di vita di molte persone. Il Trentino in particolare è molto conosciuto per la sua Autonomia e mi auguro di poter approfondire in questa visita la sua conoscenza." Questa sera gli ambasciatori giunti nel frattempo in Trentino visiteranno il Castello del Buonconsiglio. Domani, con inizio alle ore 9, il Forum, che si aprirà con i saluti del presidente Dellai e dell´arcivescovo di Trento Luigi Bressan.  
   
   
I QUINDICI AMBASCIATORI AFRICANI STANNO ARRIVANDO A TRENTO  
 
Trento, 19 aprile 2012 - Quindici ambasciatori africani in Italia, dei paesi verso i quali maggiore è l´impegno della solidarietà trentina, saranno domani, giovedì - 19 aprile - a Trento, al castello del Buonconsiglio, per incontrare le istituzioni provinciali e le associazioni. I primi sono già arrivati nella città capoluogo e sono già molto numerose le associazioni che si sono iscritte all´incontro. "L´africa in Trentino": questo il nome dell´iniziativa, che non ha precedenti per un´amministrazione regionale, è aperta a tutta la popolazione e offre l´occasione per confrontarsi con un´Africa "nuova", che cresce anche economicamente, spesso più stabile sul piano istituzionale. Gli ambasciatori, che a partire dalle ore 9.30 di oggi sono al castello del Buonconsiglio, incontrano il Trentino anche per "rendere omaggio", sono parole loro, alle tante donne e ai tanti uomini che nel loro tempo libero si dedicano alla solidarietà internazionale. Una solidarietà fatta da un centinaio di associazioni e da almeno altrettanti missionari e volontari presenti sul suolo africano, senza contare i tanti sostenitori nella nostra provincia. Sarà questa, dunque, un´ulteriore opportunità di avvicinamento e di reciproca conoscenza. "Le realtà dei paesi africani - sottolinea l´assessore alla solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami - sono spesso poco conosciute. Vediamo, per esempio, quante sono le ambasciatrici donna, è un segnale importante, ma vediamo anche un´Africa che si vuole aprire anche a livello economico. Ci sono Paesi la cui crescita economica è pari al 10% all´anno, questi Paesi costituiranno l´economia di domani. Ogni paese africano costituisce poi una realtà a sé stante e ci sono ovviamente anche situazioni delicate. E´ importante quindi offrire un terreno neutro e di riconciliazione, com´è nella vocazione del Trentino, anche per Paesi che fanno fatica a dialogare." La giornata di domani sarà divisa in due momenti: in mattinata, nella sala dei Cinquecento del Buonconsiglio, dopo i saluti delle autorità, fra cui il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai e l´arcivescovo di Trento Luigi Bressan, ognuno degli ambasciatori presenterà in assemblea plenaria il suo paese. Nel pomeriggio si svolgeranno incontri "mirati" fra ogni singolo ambasciatore e le associazioni trentine che operano nelle diverse realtà. La chiusura dei lavori, con le conclusioni dell´assessore Beltrami, è prevista attorno alle ore 16.  
   
   
GESTIONE ASSOCIATA, LOMBARDIA: 4,5 MILIONI A COMUNI E COMUNITÀ MONTANE  
 
 Milano, 19 aprile 2012 - Regione Lombardia finanzia con 4,5 milioni di euro la gestione associata di servizi essenziali in 52 Unioni di Comuni e 12 Comunità Montane. L´atto, pubblicato sul Burl (Bollettino ufficiale della Regione Lombardia), integra il finanziamento già ricevuto da questi territori negli anni 2010 e 2011. I nuovi fondi sono stati erogati a seguito dell´approvazione della graduatoria che individua, all´interno di queste Unioni e Comunità Montane, 106 Comuni in condizioni di svantaggio medio e 111 a svantaggio elevato. "Con questo riparto - ha spiegato l´assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione di Regione Lombardia Carlo Maccari - confermiamo un impegno preso nei confronti delle piccole realtà, riconoscendo ancor di più le difficoltà che i Comuni delle aree montane e rurali si trovano ad affrontare per assicurare servizi al cittadino". 790 Servizi Rifinanziati - Sono quasi 800 i servizi pubblici che possono essere erogati "unendo le forze". Si va dall´assistenza agli anziani, alle scuole, all´urbanistica e alla viabilità, le biblioteche e i musei e molti altri ancora. Dal 2006 a oggi Regione Lombardia ha stanziato circa 41,5 milioni di euro per la gestione associata dei servizi tra Comuni, cifra destinata ad arrivare a 50 milioni entro la fine di quest´anno. Nuove Domande Via Web Fino Al 30 Aprile - L´assessorato alla Semplificazione e Digitalizzazione conferma questo impegno anche per il 2012. Per presentare le domande basta accedere alla modulistica consultabile all´indirizzo: www.Semplificazione.regione.lombardia.it, sezione "Bandi" e inoltrarle via posta elettronica Certificata (Pec) entro il 30 aprile. "Regione Lombardia - ha concluso Maccari - prosegue, nell´ottica di un´azione di governo del territorio fondata sulla sussidiarietà, sul partenariato e sulla progettualità, con il proprio sostegno alle forme di gestione ´in rete´, che possano garantire al tempo stesso efficienza, efficacia ed economicità". Di seguito l´elenco dei soggetti interessati dal riparto con i relativi fondi erogati: Provincia di Bergamo (73 Comuni per euro 567.123): Unione Media Val Cavallina: euro 160.742; Unione Presolana: euro 27.403; Comunità Montana Scalve: euro 31.860; Comunità Montana Valle Brembana: euro 202.810; Unione Capizzone: euro 26.639; Comunità Montana Valle Imagna: euro 93.530; Comunità Montana dei laghi bergamaschi: euro 24.137. Provincia di Brescia (68 Comuni per euro 908.253): Comunità Montana del Sebino Bresciano: euro 50.603; Comunità Montana Valle Sabbia: euro 95.928; Comunità Montana Valle Trompia: euro 183.992; Unione Ceto: euro 130.585; Unione Media Valle Camonica: euro 57.126; Unione Bassa Bresciana Occidentale: euro 14.046; Unione Valsaviore: euro 260.671; Unione Alta Valle Camonica: euro 93.832; Unione Bassa Valle Camonica: euro 16.418; Unione Valle del Garza: euro 5.047. Provincia di Como (20 Comuni per euro 429.382): Unione Lario e Monti: euro 199.758; Unione Lario di Ponente: euro 49.062; Unione Terre di Frontiera: euro 47.786; Unione Tremezzina: euro 132.775. Provincia di Cremona (18 Comuni per euro 233.755): Unione Piadena e Drizzona: euro 18.263; Unione Casalbuttano e Uniti: euro 16.885; Unione Fontanili: euro 36.106; Unione Calvatone e Tornata: euro 23.130; Unione Corte De´ Frati e Olmeneta: euro 27.970; Unione Municipia: euro 27.018; Unione Palvareta Nova: euro 84.381. Provincia di Lecco (12 Comuni per euro 384.367): Unione Valletta: euro 22.660; Unione Centro Valsassina e Grigna: euro 159.171; Unione Valvarrone: euro 202.535. Provincia di Lodi (2 Comuni): Unione Oltreadda Lodigiano: euro 32.460. Provincia di Mantova (4 Comuni): Unione Foedus: euro 46.863. Provincia di Milano (2 Comuni): Unione Navigli: euro 11.410. Provincia di Pavia (77 Comuni per euro 1.085.009): Unione Alta Valle Versa: euro 79.009; Unione Ferrera Erbognone: euro 21.930; Unione Lomello e Galliavola: euro 35.391; Comunità Montana Oltrepo´ pavese: euro 237.345; Unione Pieve del Cairo e Gambarana: euro 15.364; Unione Tidone Pavese: euro 42.578; Unione San Zenone al Po e Spessa: euro 43.180; Unione Agorà: euro 95.576; Unione Zerbo e Costa De´ Nobili: euro 36.239; Unione Frascarolo, Torre Beretti e Castellaro: euro 41.572; Unione Oltrepo´ Centrale: euro 56.077; Unione Prima Collina: euro 22.550; Unione Terre Viscontee-basso Pavese: euro 19.735; Unione Santa Maria della Versa: euro 11.480; Unione Cervesina, Pancarana, Pizzale: euro 60.450; Unione Colline Oltrepo´: euro 63.653; - Unione Valle del Po: euro 8.124; Unione Campospinoso-albaredo: euro 26.176; Unione Pieve Porto Morone: euro 78.166; Unione Basso Pavese: euro 34.997; Unione Terra dei Gelso Oltrepo´ pavese: euro 21.380; Unione Oltrepadani: euro 30.228; Unione Verrua Po e Rea: euro 3.799. Provincia di Sondrio (37 Comuni per euro 696.383): Comunità Montana Alta Valtellina: euro 7.773; Comunità Montana Valtellina di Tirano: euro 198.348; Unione Valmalenco: euro 136.823; Comunità Montana Valchiavenna: euro 282.408; Unione Spriana e Torre Santa Maria: euro 29.562; Unione Orobie: euro 41.467. Provincia di Varese (8 Comuni): Comunità Montana del Piambello: euro 45.875.  
   
   
INNOVAZIONE: PRESIDENTE, DA ABRUZZO OK A PROGETTI SMART CITIES  
 
L´aquila, 19 aprile 2012 - Il futuro delle nostre città passa attraverso l´innovazione e la creatività. Si chiama Smart Cities la nuova idea che in futuro rivoluzionerà il nostro vivere quotidiano. Con queste premesse, il ministro della Ricerca Scientifica ha illustrato ieri all´Aquila le linee guida del bando pubblico, che scade alla fine del mese, per la realizzazione di Smart Cities nel Regioni del Sud Italia, annunciando per i prossimi due mesi l´apertura del bando che riguarderà le Regioni del Centro Nord. Tra le Regioni che potranno presentare progetti c´è anche l´Abruzzo. "E´ un´iniziativa importantissima - ha esordito il presidente della Regione - nata da un´idea del Ministro che ha convocato le Regioni de Mezzogiorno alle quali ha sottoposto questa nuova concezione della città. L´obiettivo - ha proseguito il Presidente - è il miglioramento della qualità della vita in città ´intelligenti´ in grado di rispondere alle esigenze moderne della popolazione e di fondare la propria crescita su sistemi innovativi". Secondo l´impostazione del Governo, le Smart Cities saranno finanziate con il recupero dei fondi europei in pericolo di disimpegno dei progetti Pon delle regioni inserite in Obiettivo Convergenza . L´abruzzo è fuori dalle Regioni in Obiettivo Convergenza e soprattutto non ha problemi di disimpegno dei fondi strutturali europei "avendoli pienamente impiegati", ma il presidente della Regione per l´Abruzzo ha dato la sua disponibilità. "Perché - ha detto - ci piace l´idea di una città con un ambiente creativo aperto all´innovazione, in grado di favorire il processo di apertura mentale, essenziale e indispensabile per la crescita e la maturazione di una società. Per la realizzazione delle Smart Cities la Regione, quindi, dovrà far riferimento a fondi del proprio bilancio". Il bando prevede risorse per 240 milioni di euro, di cui 200 destinati a progetti "hard" che riguardano le grandi imprese fino ad un massimo di 5, con una soglia minima di finanziamento di 15 milioni; gli altri 40 milioni rappresentano una quota di riserva per progetti "soft" di "social innovation" rivolti soprattutto ai giovani.  
   
   
OGGI IL MINISTRO PROFUMO A MATERA PRESENTERÀ IL PROGETTO SULLE “SMART COMMUNITIES”, UN BANDO DI 200MILIONI RIVOLTO ALLE REGIONI DEL MEZZOGIORNO  
 
Matera, 19 aprile 2012 - Si tiene oggi a Matera, a Palazzo Lanfranchi (ore 15.30) un incontro pubblico per presentare il progetto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca riguardante “Idee progettuali per Smart cities and Communities”, un bando ministeriale rivolto alle Regioni del Mezzogiorno in attuazione delle azioni integrate per lo sviluppo sostenibile e lo sviluppo della società dell’informazione. A illustrare il bando sarà il ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo. Nel corso dell’incontro sono previsti gli interventi del presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, dell’assessore all’Ambiente e territorio Vilma Mazzocco, dell’assessore regionale alle Attività produttive Marcello Pittella, di Francesco Calderini (Miur), del sindaco di Matera Salvatore Adduce e del presidente della Provincia di Matera, Franco Stella.  
   
   
MILANO: IL COMUNE LANCIA UN PROGRAMMA DI EDUCAZIONE FINANZIARIA PER I CITTADINI  
 
Milano, 19 aprile 2012 - Migliorare la vita delle persone aiutandole a considerare naturale il tenere sotto controllo le proprie finanze. È quanto si propone di fare il Comune di Milano istituendo un servizio di educazione finanziaria che partirà in via sperimentale a settembre, sul modello del “Money Advice Service” inglese avviato nel Regno Unito nell’aprile del 2011, dopo la richiesta del Governo di introdurre un nuovo servizio nazionale di educazione finanziaria nel Paese. L’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, è intervenuto questa mattina alla tavola rotonda sul tema “Educazione finanziaria e Welfare comunitario: proteggere il cittadino, valorizzare la consulenza”, organizzata da Uni – Ente nazionale italiano di unificazione, nella giornata di apertura del “Salone del Risparmio 2012” all’Università “Luigi Bocconi”. “Anche il Comune di Milano – ha spiegato l’assessore Majorino - intende fare la sua parte nel sistema di welfare comunitario sostenendo percorsi capaci di promuovere educazione finanziaria, supporto alle persone nella gestione dei propri risparmi e realizzando una vera sussidiarietà che è data dall’intreccio tra pubblico e privato. Tra qualche settimana sarà pronto un protocollo di intesa con il quale avvieremo un programma di educazione finanziaria, sulla base della norma Uni, che dopo l’estate permetterà di avviare una sperimentazione rivolta ai cittadini a partire dai dipendenti del Comune. Si inizierà con l’attivazione di un portale su internet, per la sensibilizzazione al servizio e l’individuazione dei primi bisogni. Le persone potranno poi proseguire il loro percorso con colloqui vis - à- vis con consulenti finanziari certificati. L’educazione finanziaria è uno dei punti che affronteremo anche nel percorso di preparazione alla redazione del Piano di Zona delle Politiche sociali”. All’incontro hanno partecipato con l’assessore Majorino, il vicepresidente di Progetica, Sergio Sorgi, il direttore Relazioni esterne, sviluppo e innovazione di Uni, Ruggero Lensi, e Alessandro Rosina, dell’ Università Cattolica di Milano. Dagli interventi è emerso come anche in Italia si possa e si debba realizzare un servizio di educazione finanziaria che integri, secondo il modello di welfare comunitario, componenti pubbliche e private. La finalità è aiutare i cittadini nelle scelte economiche del loro ciclo di vita fornendo loro abilità e strumenti culturali e operativi per raggiungere stabilità finanziaria e patrimoniale, prevenendo situazioni problematiche e realizzando i propri progetti di vita. Il percorso da seguire è indicato dalle best practices riconosciute a livello internazionale dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e recepite dalle norme tecniche Iso (International Organization for Standardization) e Uni 11402:2011 Educazione finanziaria del cittadino. Quattro i comportamenti virtuosi da apprendere: gestire il denaro (controllo del conto, massimizzazione del risparmio); pianificare (identificare obiettivi di vita per sé e la propria famiglia); fare delle scelte (valutare criticamente la scelta dei prodotti in base alle proprie esigenze e obiettivi); cercare supporto (individuare perché, dove e quando poter usufruire dei servizi di consulenza e supporto da parte di un operatore finanziario).  
   
   
TOSCANA, ROSSI: “NUOVO ACCORDO PER SBLOCCARE LE EROGAZIONI BANCARIE. A FIDI UN RUOLO CENTRALE”  
 
Firenze, 19 Aprile 2012 - Ci sono prestiti per centinaia di milioni (e che interessano quasi duemila aziende) garantiti da Fidi Toscana, la finanziaria della Regione, e che le banche ancora non hanno erogato. “Occorre accelerare i tempi – dice Rossi – : tra la delibera di Fidi e l’erogazione del prestito non dovrebbero trascorrere più di tre mesi. Ma soprattutto vogliamo sapere il perchè di questo blocco, visto che in questo modo si immobilizzano inutilmente risorse della Regione”. Nel corso del consueto briefing settimanale con i giornalisti il presidente della Toscana ha parlato Ieri di credito alle imprese. La Bce ha messo a disposizione delle banche 270 miliardi di euro all’1 per cento. Ma le banche hanno stretto la cinghia, anche in Toscana: soprattutto negli ultimi mesi. Lo dicono le associazioni di categoria, lo conferma Banca d’Italia e Fidi Toscana per quanto riguarda i finanziamenti garantiti con le risorse della Regione. L’allarme ieri lo ha lanciato la Cna. Tre i punti del ragionamento di Rossi, che propone un nuovo accordo per sbloccare le erogazioni bancarie ed un ruolo ancora più centrale di Fidi: liberare il pregresso anzitutto, ovvero 400 milioni di prestiti garantiti ma non erogati; aggiungere velocemente altri 20 milioni di garanzie sempre attraverso Fidi, in grado così di coprire prestiti per ulteriori 400 milioni; ma anche utilizzare di più le risorse messe a disposizione delle imprese, attraverso altre banche, dalla Cassa Depositi e Prestiti. “Non vogliamo mettere nessuno all’indice – spiega Rossi – ma con le banche dobbiamo sederci attorno ad un tavolo per capire da dove nascono certe criticità. E superarle”. Riportiamo sotto l’intervento di Enrico Rossi, sullo stesso tema, pubblicato oggi sul blog “Il signor Rossi”, www.Ilsignorrossi.it  “La situazione economica del Paese, quindi anche della Toscana, è di giorno in giorno più preoccupante. Urgono interventi immediati e iniziative coraggiose per non abbandonare il campo allo scoramento, al ripiegamento e all’accettazione delle tendenze recessive senza volontà di reazione. La Regione non può fare tutto, e non ne ha la pretesa, ma nulla deve restare intentato per salvare imprese, posti di lavoro e progetti di sviluppo. Stiamo lavorando ad un “Pacchetto Economia” per sostenere le imprese, lo sviluppo e il lavoro. Pensiamo a iniziative da intraprendere nei prossimi giorni e mesi, a iniziare dal problema del credito, che sta soffocando la nostra economia e in particolare le piccole e medie imprese. A quanto ci risulta, la stretta creditizia ha comportato, nei primi mesi del 2012, un restringimento del credito erogato pari a un quarto rispetto a quello dei mesi precedenti. Insomma, si tratta di un vero e proprio collasso. Senza addentrarci in complesse questioni finanziarie, il sistema bancario italiano ha usufruito in modo assai consistente delle disponibilità messe in campo da Bce, ma poche di queste risorse sono andate alle imprese e alle famiglie. Si è preferito comprare Btp e altri titoli di Stato, ma non si è dato ossigeno all’economia. Ora si deve invertire la rotta. Lo strumento che la Regione Toscana ha a disposizione per contribuire a questo processo è rappresentato da Fidi Toscana, la finanziaria regionale. L’iniziativa che vogliamo intraprendere a favore delle imprese toscane è di mettere a disposizione di Fidi Toscana, la finanziaria regionale, un finanziamento che serva da garanzia per attivare con le Banche uno stock di prestiti in grado di invertire l’attuale tendenza. Confidiamo in una risposta positiva da parte delle Banche. Fino ad oggi Fidi Toscana, con fondi regionali, ha concesso garanzie per ben 1250 milioni di euro, a fronte dei quali le banche hanno effettuato erogazioni per circa 850 milioni. Mancano quindi all’appello circa 400 milioni che attendono di essere finanziati da parte del sistema bancario. Noi chiederemo alle banche di dare adeguate spiegazioni su questa mancata erogazione. Tenendo conto anche che la Regione Toscana ha concordato con loro di alzare i tassi di interesse per adeguarli all’aumento dello spread. La Regione, sempre tramite Fidi, proporrà un accordo alle Banche per garantire nei prossimi mesi erogazioni per ulteriori 400 milioni di euro. Una cifra importante, che può incidere in modo significativo sulla situazione. Infatti, sommando le cifre di quanto già deliberato da Fidi con le nuove disponibilità si giunge a uno stock di prestiti superiore a 800 milioni, che possono davvero sostenere tutto il sistema economico della Toscana per il 2012. Insomma, dopo aver rivisto a favore delle banche i tassi di interesse, intendiamo rilanciare in forma straordinaria il ruolo di Fidi. Ci aspettiamo risposte chiare e concrete. Un altro punto su cui vogliamo sollecitare il sistema bancario ad intervenire è la disponibilità della Cassa depositi e prestiti. Nel 2011 l’Istituto ha messo a disposizione del sistema bancario toscano 370 milioni di euro finalizzati ad erogare credito alle piccole e medie imprese. Una somma consistente, utilizzata solo in parte. Infatti solo il 6% del plafond nazionale è stato richiesto dal sistema del credito regionale. Meglio della Toscana hanno fatto sia il Veneto con il 15% che l’Emilia Romagna con l’11. Mi domando dove sta il problema.* È poco chiara la ragione per cui le Banche non hanno utilizzato in modo proporzionato rispetto al Veneto e all’Emilia Romagna le risorse disponibili. Infatti il 6% risulta davvero troppo basso per la Toscana. Si poteva e si può fare di più.* Come Regione inviteremo ad un confronto le Banche e la Cassa depositi e prestiti, per discutere insieme come migliorare e ampliare la concessione del credito all’economia toscana”.  
   
   
SUICIDI PER CRISI, ROSSI: “RISPETTO E COMMOZIONE. MA LA TOSCANA SA AIUTARE”  
 
Firenze, 19 Aprile 2012 – Rispetto e commozione. Il presidente Enrico Rossi esprime questi sentimenti di fronte ai numerosi casi di suicidio di imprenditori, collegati alla crisi economica in atto. “Rispetto e commozione – ha affermato rispondendo alle domande dei giornalisti – perchè percepisco in queste vicende un segno di alta dignità personale. Ma sento anche un elemento di solitudine che va combattuta, riscoprendo il gusto della salidarietà e nuovi riferimenti valoriali. Non sempre è necessario avere successo per stare bene nella vita e nella società. Dunque chi è in difficoltà chieda aiuto, in Toscana ci sono istituzioni, associazioni in grado di dare risposte a questa sofferenza”.  
   
   
ROSSI: “L’ITALIA DI MEZZO HA VALORI E ENERGIE PER RIPARTIRE”  
 
 Firenze, 19 aprile 2012 – “L’italia di mezzo dispone di valori, strutture ed energie economiche, risorse ambientali e relazioni sociali e politiche che possono costituire una valida base per un modello di sviluppo nuovo, ricco di elementi di coesione e di giustizia sociale. Un modello che ci può far uscire dalla illusione liberista, da cui il nord del nostro paese esce completamente sconfitto sotto il profilo politico e culturale”. Così si è espresso ieri il presidente Enrico Rossi nel suo intervento al convegno della Cgil sul tema “L’italia di mezzo: quale modello di sviluppo” che si è svolto a Firenze nell’Auditorium della Cassa di Risparmio. “L’italia di mezzo – ha proseguito il presidente Rossi – ha subito un lungo offuscamento fin dagli anni ’90. La contrapposizione tra Nord e Sud non gli ha lasciato spazio. La “curvatura” del capitalismo verso la finanza, il miscuglio di populismo e demagogia che è attecchito nel nostro paese hanno fatto perdere di vista alcuni valori e fatto pensare che lo stato sociale non fosse un arricchimento ma un freno alla concorrenza e allo sviluppo. Nell’italia di mezzo invece c’è un capitalismo familiare legato al territorio, una rete di imprese anche piccole che hanno fatto fronte alle difficoltà e hanno saputo affermarsi sui mercati, anche quelli stranieri. C’è un dato politico e culturale forte, un blocco sociale che ha tenuto a da cui si può ripartire”. Il presidente Rossi ha quindi indicato alcune direzioni di lavoro. La prima: il credito. “Abbiamo bisogno di idee nuove – ha detto – capaci di ribaltare la situazione attuale e evitare il rischio dello smantellamento di un intero sistema produttivo. Che ha dimostrato solidità econmica e sociale e che ha saputo internazionalizzarsi. Non metto all’indice il sistema del credito ma siamo arrivati a un punto di svolta e sentiamo la necessità di strumenti nuovi”. Secondo punto: l’occupazione. “In Toscana contiamo oltre 80.000 disoccupati, una situazione insostenibile per la nostra reatà. Bisogna anche qui mettere in campo strumenti nuovi. Penso ad esempio alla possibile “forzatura” dell’utilizzo del contratto di solidarietà, che potrebbe andare nella direzione del mantenimento delle risorse umane e delle potenzialità produttive del territorio. Nello stesso tempo le istituzioni stesse dovrebbero riprendere un ruolo di promozione del lavoro, ad esempio sui beni collettivi, su cui invece il pubblico è stato costretto ad arretrare”. Infine per le infrastrutture il presidente ha ripreso il tema del corridoio est-ovest su cui, ha concluso, c’è grande interesse anche a livello europeo.  
   
   
SENATO APPROVA NORMA PAREGGIO BILANCIO: UMBRIA, CONSEGUENZE GRAVISSIME PER I DIRITTI SOCIALI  
 
Perugia, 19 aprile 2012 – A seguito della manovra l’assessore regionale dell’Umbria Stefano Vinti si è così espresso: ”Il Senato ha approvato definitivamente il pareggio di bilancio nella Costituzione, chiudendo così le porte al pronunciamento referendario. Anche in Italia, come già in Grecia, le decisioni europee non si discutono, si accettano. Tutto ciò avviene nel più assoluto silenzio. E’ un fatto gravissimo, sottolinea Vinti, perché con la revisione dell’art. 81 la politica economica viene di fatto sottratta al Parlamento e affidata alla tecnocrazia finanziaria europea. Chi ha votato tale scempio ha sorvolato su autorevoli giudizi di numerosi economisti, tra cui 5 premi nobel. Gli effetti del pareggio di bilancio sono una vera e propria camicia di forza: lo stato, le regioni e i comuni non potranno più indebitarsi. Le conseguenze sull’economia potrebbero essere veramente nefasti. E a farne le spese i fondi che dovrebbero garantire i diritti sociali: le spese per la salute, l’edilizia residenziale pubblica, la formazione professionale, l’assistenza sociale, la previdenza, l’esistenza dignitosa di lavoratori e lavoratrici, etc. L’unica via che ci rimane, conclude Vinti, è la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare, ai sensi dell’art. 71 della Costituzione, per integrare l’art. 81 ed assicurare che le entrate dello stato, delle regioni e dei comuni vengano impegnate al 50% per garantire il godimento dei diritti sociali e precludere, allo stesso tempo, la spesa pubblica per gli armamenti. A questo punto raccogliere 50.000 firme si può e soprattutto si deve. Usiamo e salviamo gli strumenti democratici che ci sono rimasti”.  
   
   
IL FVG FA SISTEMA E CONQUISTA VIENNA  
 
Vienna, 19 aprile 2012 - Si è rinnovato il grande interesse per la regione Friuli Venezia Giulia, lunedì sera a Vienna, a palazzo Metternich, grazie all’evento inaugurale di “Eccellenze friulane in tour 2012”. A tenere a battesimo la prima tappa dell’anno, realizzata in collaborazione con il sistema Italia nella capitale austriaca, è stato proprio l’ambasciatore Eugenio d’Auria, che ha accompagnato il presidente Giovanni Da Pozzo nella presentazione del territorio. «L’evento è stato un successo - ha sottolineato Da Pozzo - in un Paese che si conferma nostro imprescindibile punto di riferimento. Ed è stato occasione per una vera e propria offerta sinergica», che ha rinnovato il coinvolgimento del Comune di Udine per le iniziative culturali – grazie alla presenza dell’assessore alla cultura Luigi Reitani – e proposto una partnership Cciaa-turismofvg, tramite l’intervento del direttore generale Edi Sommariva. Preludio per un progetto sul design da realizzare nella data autunnale di Eccellenze a Vienna, l’evento di lunedì si è dipanato sulla presentazione delle due pubblicazioni “I solisti del gusto” di Walter Filiputti nella sua traduzione tedesca e “Luci a Nord´est” di Ulderica Da Pozzo e Paolo Rumiz. Attraverso esse si è dato vita a una variegata conferenza stampa in cui al pubblico si sono presentate anche le principali iniziative culturali, con focus sul progetto dedicato al Tiepolo a opera dell’assessore Reitani. Tra le eccellenze non poteva mancare il turismo, che tramite il dg Sommariva ha così inaugurato questa nuova forma di collaborazione con la Cciaa. A supporto i Consorzi della ricettività di Lignano e Carnia, con i presidenti Luigi Sutto e Massimo Peresson. «Ho accettato volentieri l’invito del presidente Da Pozzo – ha commentato Sommariva – e colto l’occasione per sottolineare quanto il mercato austriaco sia di nostro vivo interesse, grazie ai dati positivi che lo contraddistinguono, sintomo di un apprezzamento che trova radici nella vicinanza geografica e culturale. Quello che ci caratterizza è l’essere differenti, il “live different” – ha continuato Sommariva – perché offriamo un mix di proposte per un turismo artistico, enogastronomico e culturale che fa del Fvg una terra magica e attraente». Sono state così evidenziate la rete dei musei regionali, le grandi mostre in programma, i siti Unesco e le città d’arte; le novità delle località balneari, con una doverosa rassicurazione sulla nautica; le proposte di turismo attivo in montagna e la scoperta del Collio. Infine, un accenno ai grandi eventi che stanno affermando il Fvg come palcoscenico internazionale. A conclusione della serata, il gusto. Grazie alla consolidata collaborazione con il Consorzio Fvg via dei Sapori, cinque top-chef si sono esibiti in un apprezzatissimo show cooking dal vivo.  
   
   
IL LIBANO INCONTRA IL PIEMONTE  
 
Torino, 19 aprile 2012 - Una delegazione di imprenditori libanesi sarà presente in città il 19 e 20 aprile per incontrare le aziende piemontesi di Tender (gare d’appalto internazionali), Think Up (Ict) ed Ecompanies (Energia e Ambiente), progetti della Camera di Commercio di Torino gestiti dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione. La delegazione è composta da 6 aziende dei settori Ict, architettura e ingegneria, infrastrutture ambientali, meccanica, energia, trasporti, gestione rifiuti. Alla giornata parteciperà anche Roger Khayat, economic advisor della Camera di commercio di Beirut. Nella mattinata del 19 operatori e contractor libanesi presenteranno a tutte le imprese piemontesi interessate i propri piani di sviluppo e fabbisogni di acquisto; nel pomeriggio, domani e dopodomani, seguiranno più di 60 b2b tra le aziende della delegazione e quelle aderenti ai progetti camerali. “Da un paio d’anni – racconta il Presidente della Camera di Commercio di Torino Alessandro Barberis – insieme al Ceipiemonte portiamo le aziende piemontesi a Project Lebanon, fiera edilizia di riferimento per tutto il Medio Oriente dove saremo presenti anche quest’anno dal 5 all’8 giugno”. Nell’occasione della fiera, lo scorso anno a Beirut, la Camera di commercio ha raccolto le richieste da parte di contractor libanesi interessati alle aziende piemontesi. ”Oggi - aggiunge Barberis - quei primi contatti si concretizzano, dopo un accurato lavoro di selezione e di matching sulla base dei profili delle imprese che fanno parte dei nostri progetti speciali”. L’area allargata del Mediterraneo sta attirando sempre di più l’attenzione della Camera di Commercio di Torino, il Libano in particolare è stato individuato come paese target di alcuni dei progetti speciali dell’ente. Nel Paese sono infatti in programma grandi iniziative di rinnovamento in ambito infrastrutturale, ambientale e nel settore energia. Possono quindi nascere interessanti opportunità per le imprese piemontesi che operano nel campo della consulenza ingegneristica per le opere (in particolare idrauliche), nel settore ambiente (trattamento rifiuti e acque), nelle energie rinnovabili e nelle soluzioni Ict per infrastrutture, ambiente ed energia.  
   
   
CSL - SARDEGNA: INCONTRO CON MINISTRO PATRONI GRIFFI CONTRIBUIRÀ A POSITIVA RISOLUZIONE  
 
Cagliari, 18 Aprile 2012 - Torno da Roma fiducioso perché l´incontro con il ministro Patroni Griffi contribuirà ad una positiva risoluzione del problema dei Centro servizi per il lavoro." Lo ha detto ieri l´assessore del Lavoro, Antonello Liori, durante la conferenza stampa per illustrare gli esiti dell’incontro con il ministro per la Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi. "A giorni sarà a nostra disposizione il parere autorevole del Ministero che, visto quanto detto durante l´incontro, consentirà una proroga ‘una tantum’, alla scadenza del 30 aprile, di massimo otto mesi dei contratti in essere, consentendoci di garantire il servizio - ha aggiunto l´assessore Liori - Siamo giunti a questa soluzione dopo aver verificato le numerose proposte individuate per risolvere il problema dei Csl e dei Cesil, irrisolto da ben 7 anni, ma valutata la loro impercorribilità giuridica, ho deciso di rivolgermi al Ministro, che ringrazio per l’attenzione che ha dedicato al problema. Nel frattempo, proseguirà il percorso, che ho già avviato da mesi, per una riorganizzazione generale dei servizi per il lavoro. Appena sarà pronto un ‘master plan’, affidato all’Insar, sarò in grado di predisporre il disegno di legge che proporrò in Giunta e poi in Consiglio, per un iter legislativo che auspico venga concluso entro quest´anno". Infine, il direttore generale dell’Assessorato ha evidenziato alcune criticità emerse dall’indagine svolta sull’attività dei centri provinciali per il lavoro: “Una bassa soddisfazione degli utenti, sia per quanto riguarda i risultati che per il tipo di servizio offerto”, ha detto Massimo Temussi. "Carenze derivanti dall´intero sistema, non certo dalla professionalità degli operatori - ha sottolineato l’assessore Liori - Valutazione che rende ancora più urgente un riordino generale del servizio".  
   
   
PRONTE LE COMMISSIONI PER VALUTARE IN TUTTA ITALIA I DIRIGENTI REGIONALI. COSTO: 25.000 EURO IN VENETO, 265.000 IN CALABRIA  
 
Venezia, 19 aprile 2012 - Si è svolto il 17 aprile alla Provincia di Venezia il convegno "Misurazione delle performance e produzione di valore" organizzato dal Miur, che ha fatto il punto sui nuovi strumenti di valutazione dell´efficienza della dirigenza pubblica. Nell´ambito dei numerosi interventi, che hanno visto la partecipazione di esperti e docenti del mondo del lavoro, significativo il dato fornito da Loriano Ceroni, Direttore delle Risorse Umane della Regione Veneto, sul peso dell´amministrazione pubblica nella nostra regione: in Italia ci sono 3,5 milioni di dipendenti pubblici su 14,5 milioni di lavoratori dipendenti. Nella nostra regione il pubblico copre solo il 16% dei lavoratori dipendenti, contro il 24% della media nazionale, ovvero il 33% in meno. Ma saremo comunque sottoposti al taglio dei 300 mila posti complessivi previsti dal Governo centrale. A questo proposito, in Italia c´è un dipendente pubblico ogni 17 abitanti, in Veneto un dipendente pubblico ogni 22. Particolarmente attuale l´intervento di Lisa Zanardo, componente dell´Organismo di valutazione della Regione Veneto: per la cosiddetta "Legge Brunetta" i dirigenti regionali sono chiamati a rispondere di obiettivi annuali di segreteria e di struttura, devono fornire un bilancio semestrale dei progetti e sono premiati con una retribuzione variabile in proporzione ai risultati raggiunti. L´analisi di questa attività è affidata a Organismi indipendenti di valutazone, già operativi in Val d´Aosta, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Marche Umbria e Abruzzo, e presto anche in Campania, Basilicata e Calabria. L´aspetto curioso è che in questi organismi vengono chiamati esperti esterni remunerati per la loro prestazione: dalla verifica fatta dall´Ing. Zanardo emergono, ancora una volta, forti incongruenze: infatti la spesa prevista per il funzionamento dell´Organismo è di 25.000 euro nel Veneto, fra i 27.000 ed i 54.000 euro in Toscana, Umbria, Liguria, di oltre 100.000 in Val d’Aosta, Abruzzo, Campania, 200.000 euro in Basilicata, fino ai 265.000 euro in Calabria. In conclusione gli organismi di valutazione dell´efficienza dei dirigenti regionali non presentano un sistema efficiente di gestione delle risorse di funzionamento.  
   
   
AUMENTANO LE RIMESSE DEGLI IMMIGRATI IN ITALIA. LO DICE LA FONDAZIONE LEONE MORESSA CHE RIVELA CHE ERANO 588 MILIONI 468 MILA NEL 2000 E 7 MILIARDI E MEZZO NEL 2011. L’IMMIGRAZIONE FONTE DI ARRICCHIMENTO CULTURALE, MA ANCHE FONTE DI RICCHEZZA PER L’ECONOMIA ITALIANA  
 
 Lecce, 19 aprile 2012 - L’immigrazione fonte di arricchimento culturale, ma anche fonte di ricchezza per l’economia italiana per l’Italia, perché se è vero quanto dice il rapporto della Fondazione Leone Moressa, specializzata in economia dell’immigrazione, che nel 2011 le rimesse ufficiali sono state di 7 miliardi e 400 milioni, del 12,5% in più rispetto al 2010, è anche vero che ciò sta a significare che una parte sempre crescente della nostra economia gira intorno al grande apporto che gli stranieri in Italia stanno compiendo al sistema economico nazionale, nonostante la recessione in cui da tempo si trova il Bel paese e quindi in controtendenza con tutti i parametri economici che segnano solo aspetti negativi. Per Giovanni D’agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, tali dati, quindi, contribuiscono a gettare totale discredito in tutta quella fetta della popolazione, che ci auguriamo sempre più minoritaria, che vede nell’immigrazione un fenomeno negativo, senza considerarne i sicuri e conclamati effetti positivi per il sistema socio economico del nostro Paese. È chiaro, però per evitare di dare man forte alla xenofobia ed a tendenze razziste, che i flussi migratori devono essere regolati invertendo la pericolosa spirale avviata con l’entrata in vigore della legge Bossi – Fini che ha in parte criminalizzato il fenomeno migratorio e, quindi, partendo dalla sua abrogazione bisogna avviare un percorso virtuoso d’investimento sociale ma anche economico per l’integrazione.  
   
   
IMMIGRAZIONE: INCONTRO REGIONE VENETO-CONSOLATI PER APPLICAZIONE PROGETTO “NIRVA” A SOSTEGNO RIENTRI VOLONTARI ASSISTITI.  
 
Venezia, 18 aprile 2012 - Le opportunità offerte dal progetto “Nirva” (Networking Italiano per il Rimpatrio Volontario Assistito) cofinanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno con il Fondo Europeo per i rimpatri 2008-2013, attivato per favorire i rimpatri volontari dei cittadini extracomunitari presenti sul territorio che si trovino in condizione di irregolarità o desiderino tornare in Patria per i più svariati motivi, sono state al centro di un vertice convocato dall’assessore regionale ai flussi migratori al quale erano invitati i Consolati di paesi extracomunitari presenti nella regione. Erano presenti anche il consigliere diplomatico della Regione Stefano Beltrame ed il vicepresidente della Consulta Regionale per l’Immigrazione Abdallah Khezraji. Il Veneto, con altre 19 Regioni, fa parte di una rete interistituzionale che in Italia conta già 250 aderenti. “ Siamo antenna regionale di questa rete con il Comune di Verona – ha sottolineato l’assessore ai flussi migratori – e ci è parso fondamentale coinvolgere i Consolati, che possono avere una funzione assai rilevante nel far da tramite con i loro connazionali e diffondere la conoscenza di procedure e opportunità offerte per un rientro assistito in patria. Un fronte d’azione tanto più rilevante – aggiunge l’assessore – anche alla luce della crisi economica e della perdita di posti di lavoro, che coinvolgono ampiamente i lavoratori extracomunitari. C’è poi un secondo aspetto da considerare: molti di loro hanno acquisito importanti esperienze professionali lavorando in Veneto ed esprimono il desiderio di tornare nei loro paesi d’origine per avviarvi nuove attività. Per tutti, Nirva è un’opportunità da non perdere e ne va diffusa la conoscenza quanto più possibile”. Le misure previste da Nirva prevedono, tra l’altro, sia l’assistenza per la preparazione e l’organizzazione del viaggio, sia l’appoggio alla realizzazione di progetti di reintegrazione per qualificare e rendere sostenibile il ritorno. In Veneto, oltre che l’antenna regionale, operano altre 19 realtà istituzionali e del volontariato. Maggiori informazioni su www.Retenirva.it    
   
   
BASILICATA: LAVORATRICI MADRI E LAVORATORI PADRI, I DATI SULLE DIMISSIONI  
 
Potenza, 19 aprile 2012 - In un momento di crisi e di difficoltà lavorative, in Italia, nel 2011, 17.681 persone hanno scelto di dimettersi. Si tratta principalmente di donne (17.175 lavoratrice a fronte di 506 uomini) che scelgono di rimanere a casa nel momento stesso in cui diventano genitori o comunque entro il compimento del primo anno di vita del bambino. E’ quanto emerge dai dati raccolti dalla Direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali e presentati ieri mattina alla stampa nel corso di una conferenza a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alla Formazione, Lavoro, Cultura e Sport Vincenzo Viti, la consigliera regionale di Parità, Maria Anna Fanelli e il direttore dell’Attività ispettiva in Basilicata Nicola Sabatino. In Basilicata si conferma il trend nazionale : 114 dimissioni convalidate di cui 113 lavoratrici madri e un solo lavoratore padre. I dati del Rapporto ministeriale si riferiscono alle dimissioni convalidate, ovvero quelle dimissioni “verificate” da parte dei funzionari Direzioni territoriali del lavoro, al fine di stabilire l’autenticità della volontà della lavoratrice/del lavoratore dl voler interrompere il contratto di dipendenza. L’articolo 55 del D. Lgs n. 151/2001- “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità” – prevede che: “La lavoratrice madre o, in alternativa il lavoratore padre durante il congedo di paternità, sia tenuta a confermare le dimissioni rese al proprio datore di lavoro alla presenza di un pubblico funzionario. Le dimissioni non convalidate presso le Direzioni provinciali del lavoro sono nulle e quindi prive di effetti”. Nelle attività di contrasto alle cosiddette “dimissioni in bianco” - ovvero i licenziamenti mascherati da dimissioni forzate – un ruolo importante lo svolgono le Consigliere di Parità, a cui spetta il compito di raccogliere i dati che emergono dalle risposte al questionario dell’Ispettorato del lavoro. I dati raccolti dalle Consigliere di Parità, che sono pubblici ufficiali, serviranno per avviare percorsi finalizzati a promuovere attività antidiscriminatorie e la parità tra uomini e donne sul posto di lavoro.  
   
   
DIMISSIONI DONNE LAVORATRICI, I DATI DEL 2011 IN BASILICATA LA MAGGIOR PARTE DELLE DONNE CHE LASCIANO IL LAVORO HA UN’ETÀ COMPRESA TRA I 26 E I 35 ANNI  
 
Potenza, 19 aprile 2012 - Il numero delle dimissioni registrate nell’anno 2011 in Basilicata è pari a 114 unità, di cui 113 donne (lavoratrici madri) e un uomo (lavoratore padre). L’età - La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra i 26 e i 35 anni (77 donne e 1 uomo). Nella fascia di età compresa tra i 36 e i 45 anni hanno scelto di dimettersi 26 donne, mentre 10 lavoratrici, tra i 19 e i 25 anni, hanno deciso di rimanere a casa. L’azienda - Il maggior numero di dimissioni ha riguardato le aziende con dipendenti fino a 15 unità. Il settore interessato è stato soprattutto il commercio (n.46), seguito dai servizi (n.43) e dall’industria (15). La distribuzione regionale per anni di anzianità di servizio mostra una elevata concentrazione nella classe di età nei primi 3 anni di impiego (n.81 dimissioni), segue la classe tra i 4 e 10 anni (n.12). Le cause - Nella casella “motivazione dimissioni”, 48 donne lavoratrici intervistate hanno indicato: “desiderio di cura della prole in maniera esclusiva”. Ma ad influire sulla scelta di rimanere a casa ci sono anche la carenza di asili nido (n.29), e l’assenza di parenti di supporto che possano occuparsi dei figli quando la madre è al lavoro (17). Il sommerso - E’ in quelle 48 donne che si sono dimesse per assistere la prole che vanno ricercate le vere motivazioni e, probabilmente, i “licenziamenti indotti”. Non sono rari i casi, infatti, di lettere di dimissioni firmate alla stipula del contratto di lavoro. Ma è anche frequente, per una donna, dover abbandonare il posto di lavoro per incompatibilità a gestire sia il ruolo di madre e moglie in famiglia, che quello di lavoratrice nella società. L’assenza di nidi e servizi ludici e ricreativi, infatti, pesa fortemente sulla decisione della donna di rimanere a casa, così come influisce, sul bilancio economico della famiglia il ricorso alla baby sitter. Molte donne preferiscono quindi abbandonare il posto di lavoro invece che ricorrere alla baby sitter, per motivi prettamente economici. Inoltre non sono da sottovalutare la precarietà del lavoro (che induce le donne ad investire meno nell’attività lavorativa) e la mancata concessione del part time o dell’orario flessibile.