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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 19 Aprile 2012
VENERDI´ A PALERMO "ENERGY DAY"  
 
Palermo, 19 aprile 2012 - Promuovere l´iniziativa dell´Unione Europea "patto dei sindaci" presso tutti i comuni siciliani e stimolare l´interesse degli operatori locali nella green economy. Questo l´obiettivo del convegno "Energy day", che si terra´ il prossimo 20 aprile, alle ore 9,30 all´Albergo delle Povere a Palermo. Ad organizzarlo l´assessorato all´Energia della Regione Siciliana, in sinergia con Sviluppo Italia Sicilia. Nel corso del convegno saranno illustrate le azioni di sostegno della Regione siciliana agli enti locali che ancora non hanno aderito al Patto dei sindaci e sara´ fatta una panoramica sulla politica energetica, sulle opportunita´ offerte dall´attuale ciclo di programmazione dei fondi comunitari (Po Fesr 2007-2013) e la funzione delle strutture di assistenza tecnica dell´amministrazione regionale, a supporto dei comuni nei processi di convergenza verso gli obiettivi di Europa "20-20- 20". Sono stati invitati a partecipare al convegno tutti gli enti locali, comuni e province, della Sicilia, le associazioni datoriali, imprenditoriali e ambientaliste.  
   
   
SARDEGNA: VIA LIBERA AUTORIZZAZIONE PER GALSI  
 
Cagliari, 19 Aprile 2012 - La Giunta regionale su proposta del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, di concerto con gli assessorati dell´industria, della difesa dell´ambiente e degli enti locali, ha deliberato l´intesa per l´autorizzazione alla realizzazione e all´esercizio del metanodotto Galsi. Considerato il valore strategico del progetto, al fine di consentire la più rapida conclusione del procedimento, si pone la condizione che i lavori vengano avviati entro 12 mesi dall’approvazione finale del gasdotto. La realizzazione del progetto Galsi è per la Sardegna un´opera infrastrutturale decisiva perché permetterà di ridurre del 40% i costi energetici. La delibera approvata ieri, rientra nelle tappe conclusive dell´iter autorizzativo, avviato nel luglio del 2008. Il Galsi, metanodotto che porterà il gas dall´Algeria all´Italia, passando per la Sardegna, ha già ottenuto il parere positivo di compatibilità ambientale dal Ministero dell’Ambiente e il via libera dalla Conferenza nazionale dei servizi. A questo punto il Ministero dello Sviluppo Economico potrà esprimersi per il rilascio dell’Autorizzazione Unica alla realizzazione del gasdotto che avrà una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno.  
   
   
IMPRESE, IL 2012 COMINCIA IN SALITA: -26MILA ALL’APPELLO TRA GENNAIO E MARZO TRIPLICATE LE PERDITE RISPETTO AL 2011 10MILA IN MENO AL SUD, 15MILA TRA GLI ARTIGIANI TENGONO SOLO SOCIETÀ DI CAPITALE (+7MILA) E COOP (+1.000)  
 
 Roma, 19 aprile 2012 – Meno iscrizioni e più cessazioni: è così che, nel primo trimestre del 2012, si è allargata la forbice della vitalità delle imprese tra chi sceglie di entrare sul mercato creando una nuova attività (sono stati in 120.278 tra gennaio e marzo) e chi, al contrario, ne è uscito (in tutto, 146.368). In particolare, rispetto allo stesso periodo del 2011, le iscrizioni sono diminuite di 5mila unità mentre le cessazioni sono aumentate di ben 12mila unità, con il risultato di un saldo del periodo pari a -26.090 imprese. Praticamente il triplo rispetto ai primi tre mesi del 2011, quando erano mancate all’appello “solo” 9.638 imprese. In termini relativi, la riduzione dello stock delle imprese nel I trimestre è stata pari al -0,43%, contro il -0,16% del 2011. Questo, in sintesi, il quadro che emerge dai dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre dell’anno, fotografati da Movimprese e resi noti oggi a Lecce dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, nel corso del convegno sullo sviluppo del Mezzogiorno, organizzato dalla Camera di commercio del capoluogo salentino. La “macchina del tempo” dell’anagrafe delle imprese riporta quindi le lancette al primo trimestre del 2009, quando si registrò un saldo negativo pari a -30.706 unità e un tasso di crescita del -0,5%, allora risultato della fortissima crisi economico-finanziaria esplosa l’anno precedente. Oggi, la brusca frenata della vitalità imprenditoriale è l’evidente risultato della fase di recessione avviatasi nella seconda metà dello scorso anno e dell’accresciuta e diffusa difficoltà ad entrare nel mercato. “I successi del Made in Italy nel mondo da soli, non bastano a sostenere l’occupazione e a ricostruire il benessere dei territori andato perso nella crisi di questi anni” ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “L’anagrafe delle imprese – ha proseguito - è uno specchio fedele dell’immagine dell’economia reale che oggi ci viene restituita per quello che è: segnata da profonde difficoltà e da una diffusa incertezza nel futuro. C’è bisogno di politiche di sostegno dell’impresa più piccola, quella diffusa da cui dipende il destino di milioni di famiglie e di giovani. Oltre a credito e semplificazione servono azioni straordinarie sul fronte occupazionale e fiscale. Le Camere di commercio - ha concluso il presidente di Unioncamere - intensificheranno l’impegno a sostegno del tessuto economico, soprattutto di quello meridionale più in difficoltà in questo momento”. Il Quadro Generale - Secondo la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da Infocamere - la società di informatica delle Camere di Commercio italiane - a fare le spese del cattivo inizio d’anno sono state soprattutto le imprese più piccole, in particolare quelle artigiane (che al 31 marzo erano 15.226 in meno rispetto alla fine di dicembre), e quelle situate nel Mezzogiorno (diminuite di 10.491 unità, lo 0,52%, nei primi tre mesi dell’anno). Commentando i dati del primo trimestre dell’anno va ricordato che, statisticamente, questo periodo presenta con una certa regolarità saldi negativi. Ciò per via del concentrarsi a fine anno di un numero elevato di cessazioni di attività, il cui riflesso si registra negli archivi camerali nelle prime settimane del nuovo anno. Ciò detto, il trimestre da poco concluso interrompe bruscamente il percorso di rientro – per quanto breve – che, dopo il pessimo risultato del 2009, si era andato manifestando con un’attenuazione della perdita di imprese. Al netto del del 2009, infatti, le 120.278 iscrizioni del primo trimestre 2012 costituiscono il rislutato meno brillante degli ultimi dodici anni. Sul versante delle cessazioni, invece, il magro risultato dei primi tre mesi del 2012 viene dopo i più duri bilanci registrati, nell’ordine, dal 2007 al 2009. Parzialmente discordante appare la dinamica che dell’universo delle imprese artigiane. Nonostante le 32.965 iscrizioni di questo primo trimestre rappresentino il terzo miglior risultato dal 2001 ad oggi, le 48.191 cessazioni avvenute nello periodo costituiscono il record assoluto di default nella serie considerata, superiore persino all’anno “nero” 2009. Il modo artigiano, dunque, sembra portatore di una voglia di impresa che non demorde nei nuovi tentativi ma, al tempo stesso, di una fortissima difficoltà a far sopravvivere le iniziative esistenti. Tra le forme giuridiche, l’aggregato che arretra di più è quello delle imprese individuali, diminuito in tre mesi di 30.520 unità (-0,91% contro il -0,57% del 2011), mentre meno significativa è stata la riduzione delle società di persone (3.797 unità, lo 0,33% in meno rispetto a fine dicembre). Gli unici segnali positivi – anche se più attenuati rispetto allo scorso anno - continuano a venire dalle società di capitali, cresciute nei primi tre mesi dell’anno di 6.911 unità (+0,5%), e dalle “altre forme” (1.316 in più, di cui 1.005 cooperative), pari ad una crescita dello 0,63%. Tra i settori, in termini assoluti i saldi negativi più pesanti si registrano in agricoltura (-13.335 unità, ma va detto che si tratta di una tendenza di fondo che prosegue da anni), nel commercio (-8.671), nelle costruzioni (-8.328) e nelle attività manifatturiere (-4.929). Col segno positivo chiudono, invece, le attività immobiliari, quelle professionali e i servizi alle imprese che, insieme, crescono di 1.655 unità. Saldo positivo anche per i servizi di alloggio e ristorazione (423 imprese in più), sanità e assistenza sociale (+250), informazione e comunicazione (+125). Piccolo “boom”, infine, per il settore dell’energia, dove si sta probabilmente consumando la corsa agli incentivi per la produzione di energia attraverso fonti alternative. Nel trimestre, il bilancio delle imprese è stato positivo per 511 unità in più, corrispondente ad una crescita del 7,6%. Sotto il profilo territoriale, tutte le macro-ripartizioni geografiche chiudono il trimestre con saldi negativi. La battuta di arresto più rilevante in termini assoluti è quella della ripartizione Sud e Isole che perde 10.491 imprese, il 40,2% di tutto il saldo negativo del periodo. A seguire viene il Nord-est, il cui stock di imprese tra gennaio e marzo si è ridotto di 8.176 unità. Rapportato al totale delle imprese dell’area, questo dato corrisponde ad un tasso di crescita del -0,63%, il più pesante in assoluto. Contengono le perdite, invece,il Nord-ovest (5.661 imprese in meno, pari allo 0,35% dello stock) e, soprattutto il Centro dove, grazie all’eccezione rappresentata dal Lazio (unica regione a chiudere il trimestre con un saldo positivo, con 1.953 imprese in più, frutto esclusivo della inarrestabile espansione delle società di capitale anella provincia di Roma), il deficit si arresata a -1.762 unità, pari allo 0,14% dello stock dell’area.  
   
   
LOMBARDIA, CALO AZIENDE? UN TERZO DELLA MEDIA ITALIANA  
 
Milano, 19 aprile 2012 - Rispetto ai dati preoccupanti forniti da Unioncamere - secondo la quale nel primo trimestre del 2012 in Italia sono morte 146.638 imprese (soprattutto artigiane) e ne sono nate 120.278, con una perdita media vicina allo 0,5 per cento - in Lombardia le cose sono andate decisamente meno peggio. La perdita, infatti, è stata in media dello 0,18 per cento. Praticamente un terzo della media italiana. Il contenimento del saldo negativo è stato facilitato da una serie di iniziative messe in campo dalla Giunta regionale per affiancare imprenditori e artigiani in un momento davvero difficile per la loro sussistenza e per favorire, al contempo, il rilancio dell´economia e dell´occupazione. Nel 2011 il presidente Formigoni aveva presentato un pacchetto di 12 misure da 1 miliardo di euro, capace di generarne altri 6 di investimenti, per sostenere la ripresa economica. Hanno riguardato i settori più diversi, vale a dire le imprese, il credito, la competitività, il commercio, il turismo, la ricerca e l´agricoltura. Legge Crescita - Nelle scorse settimane è stata approvata la legge per la crescita, con la quale si vuole intervenire per muovere tutte le leve dello sviluppo, con l´introduzione di strumenti di maggior dinamismo e flessibilità del mercato del lavoro, la possibilità di concorsi d´istituto per gli insegnanti, nuove forme di valorizzazione del patrimonio degli Enti pubblici e la creazione di offerte di attrattività per le imprese. Adp Competitività - Lo scorso 16 aprile è stato varato il Piano 2012 da 73 milioni per la competitività delle imprese e del territorio lombardo, ulteriore tappa di attuazione dell´Accordo di programma tra Regione e Camere di commercio lombarde, che ha già messo in campo, dal 2006 al 2011, 380 milioni di euro. Gli Altri Interventi - Negli ultimi mesi sono stati anche altri gli strumenti e le azioni messi in campo da Regione Lombardia. Queste le principali misure: 500 milioni per sostenere la liquidità delle Pmi grazie a un accordo con la Bei. L´iniziativa ´Credito Adesso´, partita il 9 gennaio 2012, ha aperto una linea di credito agevolato per le Pmi lombarde, soprattutto manifatturiere, ottenendo il pieno di richieste; il bando ´Start Up d´impresa´, per sostenere l´imprenditorialità giovanile. Riservato in particolare ai giovani (18-35), alle donne e ai soggetti svantaggiati, ha una dotazione di 30 milioni di euro, per promuovere start up e cultura d´impresa; due bandi per sostenere l´innovazione e le reti delle aziende del terziario. Con 11 milioni di finanziamento, in totale, sono previste agevolazioni per le imprese del terziario (commercio, ecc.), per favorirne l´innovazione e per sostenere la creazione di reti di impresa; 103 milioni di Doti per rilanciare il lavoro e l´impresa in Lombardia. Cinque nuovi bandi, dedicati alla ricollocazione, ai tirocini, e a interventi formativi personalizzati per consolidare e sviluppare le competenze degli imprenditori e sostenere, attraverso un voucher di 5000 euro, il riposizionamento competitivo delle micro e piccole imprese lombarde; oltre 1 milione di euro (1.167.791) per i giovani che si occupano di moda. I fondi vengono messi a disposizione delle aziende tessili, che si occupano di fashion e sono guidate da giovani.  
   
   
CREDITO, TOSCANA: LE BANCHE SOSTENGANO L’ECONOMIA, UTILIZZANDO I SOLDI DELLA BCE  
 
Firenze, 19 aprile 2012 - “Le banche dovrebbero tornare a fare le banche, soprattutto dopo aver ricevuto dalla Bce 270 miliardi euro all’1 per cento. Invece prestano di meno e, quando lo fanno, costi e interessi salgono: nel caso delle imprese nonostante le garanzie anche concesse dalla Regione attraverso Fidi Toscana, che di fatto ne annullano il rischio”. E’ quanto sottolinea l’assessore al bilancio della Toscana, Riccardo Nencini, dopo l’allarme lanciato ieri da Artigiancredito e Cna sulle sempre maggiori difficoltà da parte delle imprese a ricevere prestiti e finanziamenti dalle banche, per investire o far fronte a problemi di liquidità. “Spero – aggiunge Nencini – che i l ministro allo sviluppo economico Corrado Passera, che appena un anno fa faceva il banchiere , si sieda presto attorno ad un tavolo per provare a risolvere il problema”. “Inoltre – conclude Nencini – sono importanti i tempi. Un’azienda non può attendere sei o sette mesi per avere una risposta, perchè nel frattempo può cambiare la situazione che ha generato la richiesta di quel finanziamento”. Con le banche la Regione ha firmato un protocollo nel 2008 e messo a disposizione, attraverso la finanziaria Fidi, un fondo da 90 milioni per garantire prestiti alle imprese: alle aziende a corto di liquidità e a quelle che vogliono investire. In tre anni hanno permesso di garantire finanziamenti delle banche per oltre un miliardo e 300 milioni a quasi settemila imprese imprese. Ma non tutti i prestiti garantiti sono stati erogati, soprattutto negli ultimi mesi.  
   
   
AUSTRIA, 5° POSTO NEL SONDAGGIO SULLA COMPETITIVITÀ IMPRENDITORIALE  
 
Vienna, 19 aprile 2012 - Da un sondaggio condotto su 300 dirigenti di grandi aziende di 14 Stati europei dall´Austrian Business Agency (Aba), Ente statale che si occupa dell´insediamento di imprese straniere sul territorio nazionale, l´Austria risulta al quinto posto tra i Paesi più competitivi. Al primo posto svetta la Germania, seguita da Svezia, Svizzera e Paesi Bassi.  
   
   
AD ANCONA VENERDI’ WORKSHOP SU “LE NUOVE POLITICHE DI PROMOZIONE DELL’INNOVAZIONE: UN FOCUS SUGLI APPALTI PUBBLICI PRE-COMMERCIALI”  
 
 Ancona, 19 aprile 2012 - Venerdì 20 aprile prossimo alle 10, alla Sala Li Madou, Palazzo Li Madou, via Gentile da Fabriano 2/4, si terrà un incontro su “Le nuove politiche di promozione dell’innovazione: un focus sugli appalti pubblici pre-commerciali”. L’evento si inserisce nell’ambito del progetto europeo Iktimed (Increasing Knowledge Transfer of Innovation and Research in the Mediterranean area, www.Iktimed.eu .) Oggetto dell’incontro, il potenziale degli appalti pubblici per lo stimolo dell’innovazione, individuando gli ambiti prioritari di applicazione a livello regionale. Aprirà i lavori l’assessore alle Attività produttive, Sara Giannini, mentre sono previsti interventi di esperti e tecnici della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Marche, della Regione Lombardia e della società di consulenza The European House Ambrosetti. Per la partecipazione all’incontro è necessario registrarsi nell’apposita sezione del sito http://www.Iktimed.eu    
   
   
IN VENETO VAUCHER PER RICERCA E INNOVAZIONE SETTORE IDROGENO  
 
Venezia, 19 aprile 2012 - Per progetti di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore dell’idrogeno, la Giunta Regionale ha deciso di mettere a disposizione 500 mila euro complessivi sotto forma di Voucher. E’ l’innovativa forma di supporto al futuro, decisa su iniziativa dell’assessore alla Legge speciale per Venezia di concerto con la collega all’economia. Come beneficiari dell’iniziativa sono state individuate le imprese con sede legale e/o sede operativa in una provincia veneta che rientrano nella definizione di micro, piccola e media impresa. Per la selezione dei progetti ammissibili a contributo è stato predisposto apposito bando, completo della relativa modulistica di partecipazione, che sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione. “Il bando – ha spiegato l’assessore – finanzia, tramite l’utilizzo di voucher con contributo in conto capitale nominativi e non trasferibili, quattro tipi di attività: stimolare l’innovazione tecnologica di processo e di prodotto, anche attraverso la messa a disposizione di servizi di trasferimento tecnologico; valorizzare il capitale umano, inserendo in azienda ricercatori o figure professionali esperte capaci di guidare l’azienda in percorsi complessi di innovazione; sostenere i processi volti all’ottenimento di brevetti/modelli europei/internazionali; favorire la cooperazione transnazionale delle Piccole e Medie Imprese venete. L’importo potrà essere di 10 mila, 15 mila, 20 mila o 70 mila euro (quest’ultimo importo solo per la ricerca transnazionale), e dovrà servire un investimento minimo pari ad almeno il doppio dell’importo. Ogni impresa può richiedere contributo per ciascun tipo di voucher, fino a un massimo di tre; gli aiuti “de minimis” concessi a una singola impresa non potranno in ogni caso superare i 200 mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari. La richiesta del contributo potrà avvenire sia telematicamente, tramite la piattaforma di Veneto Innovazione, sia con l’invio del cartaceo della documentazione alla Direzione Progetto Venezia, a partire dal trentesimo giorno dalla pubblicazione della delibera di Giunta sul Bollettino Ufficiale della Regione e fino all’esaurimento dei fondi. L’accesso alla piattaforma sarà attivo, per la registrazione dell’anagrafica aziendale, dalla data di pubblicazione del Bando sul Burv e sarà comunque chiuso il giorno 31 maggio 2012. Dopo la verifica amministrativa, su proposta di Veneto Innovazione Spa, la Regione del Veneto – Direzione Progetto Venezia approverà l’elenco dei soggetti beneficiari ammessi, redatto secondo l’ordine cronologico di ricevimento delle rispettive domande. L’erogazione dei contributi avverrà direttamente da parte della Regione a seguito di conclusione e rendicontazione delle attività eseguite, previa verifica tecnica e amministrativa da parte di Veneto Innovazione Spa.  
   
   
INTERNAZIONALIZZAZIONE, PRESTO IL BANDO DELLA REGIONE BASILICATA  
 
Potenza, 19 aprile 2012 - Il Dipartimento Attività produttive della Regione si appresta ad emanare un bando per sostenere i processi di internazionalizzazione delle imprese lucane, per l’importo di 3 milioni di euro. Lo si è appreso nel corso dell’audizione dell’assessore Marcello Pittella avvenuta nel pomeriggio in quinta Commissione (Controllo, Verifica e Monitoraggio). Pittella, che ha fatto il punto sui programmi di internazionalizzazione della Regione insieme alla dirigente del competente ufficio del Dipartimento, Enrica Marchese, ha riassunto le questioni sulle quali il governo regionale intende chiamare al confronto le forze politiche presenti in Consiglio regionale: dalla necessità “di uno sforzo normativo per il riordino della materia, per armonizzare i cambiamenti intervenuti negli ultimi anni con nuove strategie per allocare le produzioni lucane all’estero ed aumentare allo stesso tempo la capacità di attrazione di nuovi investimenti sul nostro territorio”, all’esigenza “di andare oltre il coordinamento fra le diverse strutture della Regione oggi impegnate sul tema, per creare un unico ufficio che si occupi di internazionalizzazione a 360 gradi”; fino alla proposta di “potenziare ‘l’antenna’ della Basilicata a Bruxelles attraverso un progetto di comunicazione e messa a sistema di tutti i soggetti che si occupano di internazionalizzazione”. Annunciato, infine, un programma di workshop con esperti di rango internazionale. Il presidente della Commissione, Michele Napoli, ha ringraziato Pittella per l’esposizione sottolineando “la necessità di acquisire un report sull’attività di Sviluppo Basilicata e di rimodulare, attraverso un percorso di condivisione, le strutture che sostengono l’attività della Regione in questo settore”. La Commissione ha audito anche Lucia Colicelli, dirigente dell’Ufficio terzo settore del Dipartimento Salute, sullo stato di attuazione della legge regionale n. 7/89 che riguarda le provvidenze in favore degli enti di tutela ed assistenza agli invalidi. Colicelli ha evidenziato la scarsità di fondi disponibili per questa attività, sottolineando la necessità di rivedere la normativa regionale su questa materia al fine di dotare la Regione di uno strumento più moderno e flessibile. Ha inoltre annunciato che a causa delle regole del patto di stabilità i contributi per il 2011 a questi enti saranno pagati in un’unica soluzione nel mese di giugno. L’organismo consiliare, ha infine ascoltato il titolare dell’ente di formazione Forsage, Nicola Lista, che aveva chiesto formalmente di essere audito per evidenziare alcuni problemi relativi al programma del Reddito Ponte. Alla riunione, oltre al presidente Michele Napoli (Pdl), hanno partecipato i consiglieri Dalessandro (Pd), Mazzeo (Idv), Navazio (Ial), Romaniello (Sel), Singetta (Api), Scaglione (Pu), Vita (Psi) e Gaudiano (Gruppo Misto).  
   
   
FISCO/PRODUTTORI GRU: NON È BALZELLO MA TUTELA MARCHIO INDUSTRIALE  
 
Milano, 19 aprile 2012 - La Federazione Anima, a fronte delle informazioni errate veicolate ieri sera dai media, precisa che all´interno del Dl Semplificazioni è stata inserita una norma relativa alle gru che interviene a favore dei produttori di questi macchinari, cui oggi viene applicata indiscriminatamente la tassa di pubblicità anche sui marchi che non superano determinate dimensioni. "Si tratta di un´opportuna modifica che risana una situazione anomala - afferma Sandro Bonomi Presidente Anima, Federazione delle Associazioni Nazionali dell´Industria Meccanica Varia e Affine - Da più di due anni ci battiamo, assieme all´associazione Ucomesa, nostra federata che rappresenta i produttori di macchine edili, stradali, minerarie e affini, affinché questa imposta iniqua sia eliminata. Desidero ringraziare il lavoro svolto dai numerosi parlamentari che si sono adoperati per trovare questa soluzione. Si tratta di un emendamento che mette al centro la difesa dei marchi industriali che, anche nel settore della meccanica, troppo spesso subiscono il fenomeno della contraffazione. Ora spetterà al Ministero dell´Economia definire i limiti a tutela dei marchi industriali". Il decreto ministeriale dovrà, infatti, anche indicare i limiti al di sopra dei quali sarà applicata l´imposta di pubblicità, come già avviene in tutti i settori industriali, commerciali, privati e non, in quanto prevalente la finalità pubblicitaria rispetto alla tutela del marchio del produttore. “Vorrei ringraziare in particolare il lavoro e l´opera svolti dagli onorevoli che hanno reso possibile l´introduzione di questo emendamento che sana una situazione controversa: on. Gianni Fava, on. Laura Froner, on. Raffaello Vignali, on. Maurizio Leo, On. Marco Causi, on. Lucio Barani” - conclude il Presidente Bonomi.  
   
   
REGGIO EMILIA-INCENTIVI RICERCA E INNOVAZIONE, ASSISTENZA E TECNOLOGIA  
 
Reggio Emilia, 19 aprile 2012 - La Camera di Commercio di Reggio Emilia, allo scopo di favorire lo sviluppo del sistema economico locale ha stanziato la somma di 300.000,00 euro per sostenere programmi di ricerca e innovazione, assistenza e consulenza tecnologica. Possono presentare domanda di contributo le Pmi e i Consorzi di imprese con sede legale e/o unità operativa nella provincia di Reggio Emilia per iniziative rivolte alla realizzazione di un progetto di ricerca e innovazione tecnologica in collaborazione con l´Università di Modena e Reggio Emilia o con i Centri per l´Innovazione ed il Trasferimento Tecnologico e con i Laboratori di Ricerca Industriale accreditati presso la Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-romagna. Le domande, su apposita modulistica, dovranno essere presentate dal 01/06/2012 al 31/12/2012.  
   
   
CONVEGNO A ROMA SU GARANZIE A SOSTEGNO PMI. LE INIZIATIVE DEL VENETO  
 
Venezia, 19 aprile 2012 - “Il motore dello sviluppo passa inequivocabilmente per il credito e non si vedono ancora gli effetti dei finanziamenti concessi dalla Bce alle nostre banche. In questo contesto il ruolo delle Regioni e l’attivazione di fondi di garanzia è determinante”. Lo ha detto l’assessore al bilancio della Regione del Veneto, intervenendo ieri al convegno “Garanzie per la crescita e lo sviluppo economico”, in corso di svolgimento al Tempio di Adriano a Roma. L’iniziativa, promossa dal coordinamento tra banche e finanziarie regionali a capitale misto pubblico e privato, riguarda il tema delle garanzie pubbliche come sostegno per il sistema delle piccole e medie imprese. Dopo aver sottolineato l’incertezza e l’imprevedibilità degli scenari geopolitici nazionali e internazionali e la precarietà di una situazione che rischia di vanificare anche l’impegno del finanziamento all’impresa attraverso i fondi di garanzia, l’assessore ha rilevato che le risorse a disposizione in questo campo, vanno via via assottigliandosi e “c’è da chiedersi – ha aggiunto – se i rigidi vincoli posti dagli accordi comunitari e previsti in situazioni ben diverse da quelle attuali, non rischino, assieme all’azione del Governo, che insiste nell’uso spregiudicato della leva fiscale, di minare ogni possibilità di ripresa dell’economia reale in Italia: come farà il sistema economico a convivere con una delle tassazioni più elevate nel mondo occidentale, il costo energetico tra i maggiori in Europa, il credit crunch negato ma in atto, e i tassi di inefficienza burocratica dell’apparato centrale nemmeno scalfito dalle varie manovre degli ultimi mesi che hanno invece colpito e non poco gli organismi decentrati oltre che famiglie e imprese?”. L’assessore ha ricordato che nel Veneto la società finanziaria regionale Veneto Sviluppo ha attivato a favore delle Pmi uno stanziamento complessivo in questo esercizio di circa 36 milioni di Euro. “Grazie a questi fondi regionali – ha aggiunto l’assessore –, le garanzie saranno rilasciate a fronte di nuovi finanziamenti agevolati realizzati con l’intervento dei Fondi di Rotazione regionali o di finanziamenti a medio-lungo termine concessi dalle banche richiedenti a fronte di nuovi investimenti produttivi realizzati dalle Pmi beneficiarie. Le imprese potranno presentare la domanda di garanzia attraverso la banca finanziatrice oppure tramite un organismo consortile, che potrà anche co-garantire i finanziamenti congiuntamente a Veneto Sviluppo, nel limite massimo complessivo dell’80%. Le garanzie rilasciate permetteranno alle banche finanziatrici richiedenti di attenuare il rischio di credito e contenere gli assorbimenti patrimoniali in conformità alla normativa di vigilanza”. “Ci attendiamo concreti benefici – ha concluso l’assessore – in termini di accessibilità e fruibilità di nuova finanza da parte delle imprese, con un effetto moltiplicatore, per quanto riguarda i finanziamenti a prima garanzia, pari a 16 volte il capitale messo a disposizione”.  
   
   
SERBIA APRE NUOVI MERCATI A IMPRESE ITALIANE. DANIELI C´È  
 
Belgrado, 19 aprile 2012 - Nel recente Forum di Trieste, il presidente serbo Boris Tadic e il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo hanno sottolineato come gli investimenti delle compagnie italiane in Serbia contribuiscano anche alla conservazione dei posti di lavoro italiani. Secondo i due presidenti un accordo di libero commercio con la Serbia avrebbe benefici anche per l´Italia; la cooperazione con la Serbia potrebbe permettere a giovani esperti di restare in Italia senza dover andare all´estero; da parte serba viene posto l´accento sulla necessità di un´internazionalizzazione delle imprese italiane che si fondi sullo sfruttamento delle opportunità commerciali offerte dai mercati dell´Europa orientale, piuttosto che sulla loro delocalizzazione. La Serbia ha già concluso accordi di libero commercio con Russia, Kazakhstan, Turchia, Bielorussia le organizzazioni Cefta ed Efta e l´Ue; presto ne concluderà uno analogo con l´Ucraina: in questo modo la Serbia crea migliori condizioni anche per le imprese italiane, rappresentando per queste una porta d´ingresso a nuovi mercati. Intanto, nei giorni scorsi vi è stata la firma di un memorandum da parte dei rappresentanti del Governo serbo e dell´azienda friulana Danieli, attiva nel settore dell´acciaio e della produzione di macchinari. L´accordo, firmato a Belgrado, prevede investimenti per 500 milioni di euro da parte della compagnia italiana nell´impianto di Sabac, dedicato agli acciai speciali. Mille circa saranno i nuovi posti di lavoro disponibili presso l´impianto la cui produzione raggiungerà le 270.000 tonnellate di acciaio l´anno , con un valore delle esportazioni vicino al miliardo di euro.  
   
   
VERBANO CUSIO OSSOLA: NATI MORTALITA’ DELLE IMPRESE NEL PRIMO TRIMESTRE DELL’ANNO  
 
Verbania, 19 aprile 2012 - Inizio d’anno critico per le imprese del Vco. Il tasso di sviluppo della nostra provincia segna -0,51% rispetto al primo trimestre 2011. Risultato che pur con il segno negativo davanti risulta essere il migliore del Piemonte, preceduto solo da Novara (-0,46%). Il segno è comunque positivo per le attività legate ai servizi alla persona e le imprese di capitali. È quanto emerge dall’analisi trimestrale sulla nati mortalità delle imprese in provincia elaborata dalla Camera di Commercio del Vco. Lo stock delle imprese registrate si attesta a 13.923 unità. Si tratta in valore assoluto di 73 imprese in meno rispetto alla fine del 2011. Tuttavia occorre sottolineare come tradizionalmente il saldo del primo trimestre di ogni anno risente dell´effetto delle cessazioni decise dalle imprese sul finire dell´anno ma che, potendo essere comunicate alle Camere di commercio entro trenta giorni, sono contabilizzate nel mese di gennaio. Questo fa si che il bilancio d´inizio d´anno chiuda con valori sempre estremamente contenuti o con il segno meno davanti. Complessivamente aumentano le cessazioni (da 383 in v.A. Nel primo trimestre 2008 a 399 in v.A. Nello stesso periodo di quest’anno) mentre diminuiscono le nuove imprese iscritte rispetto ai periodi pre crisi (da 358 nel 2008 a 328 nel periodo gennaio – marzo 2012). Il tasso di sviluppo (rapporto tra il saldo fra iscrizioni e cessazioni e consistenza periodo precedente) risulta essere negativo (-0,5%). Il risultato è meno negativo rispetto alla media regionale (-0,7%) e analogo all’andamento nazionale (-0,4%) dove si è allargata la forbice della vitalità delle imprese tra chi sceglie di entrare sul mercato creando una nuova attività (sono stati in 120.278 tra gennaio e marzo) e chi, al contrario, ne è uscito (in tutto, 146.368). In Italia, rispetto allo stesso periodo del 2011, le iscrizioni sono diminuite di 5mila unità mentre le cessazioni sono aumentate di ben 12mila unità, con il risultato di un saldo del periodo pari a -26.090 imprese. Rispetto al primo trimestre del 2011, registrano variazioni di stock negative il comparto edile (-86 imprese) quello manifatturiero (-41 unità) ed il settore del commercio (-11 attività in v.A.). Conferme positive per il comparto turistico (+29 imprese in v.A.) e per gli altri servizi alla persona (+17 in v.A.) rispetto ai primi tre mesi del 2011. Se invece analizziamo la situazione rispetto al 31.12.2011, pur tenendo conto che il primo trimestre dell’anno è sempre negativo, il segno meno caratterizza: costruzioni -52 imprese, industrie manifatturiere -25 unità, commercio -21 in v.A. Tiene il comparto turistico (-3 imprese). In linea con l’andamento nazionale, chiudono con il segno positivo le attività immobiliari (+15 imprese) e gli altri servizi alla persona (+11 attività) rispetto alla fine dello scorso anno. Analizzando la forma giuridica delle imprese la dinamica è positiva seppur di modesta entità per le società di capitali (+2 imprese rispetto alla fine del 2011) che rappresentano ormai, con 2.153 imprese, quasi il 15,5% del totale delle imprese del Vco. In flessione le imprese individuali (-90 imprese nell’ultimo trimestre analizzato). Lo stock registrato nel primo trimestre 2012 è pari a 8.089 unità, pari al 58% del totale. Dati in linea rispetto all’andamento nazionale dove, l’aggregato che arretra di più è quello delle imprese individuali, diminuito in tre mesi di 30.520 unità mentre gli unici segnali positivi continuano a venire dalle società di capitali.  
   
   
BERGAMO OSSERVATORIO SULLE IMPRESE 1° TRIMESTRE 2012  
 
Bergamo, 19 aprile 2012 - Al termine del primo trimestre del 2012 risultano registrate in provincia di Bergamo 95.545 imprese. Rispetto al quarto trimestre del 2011 se ne contano 442 in meno (-0,5%). Nel confronto su base annua, cioè con il primo trimestre del 2011, l’aumento è di 438 imprese, pari al +0,5%. Lo stock delle imprese attive è a fine marzo 2012 di 86.625 unità, 449 in meno sul trimestre precedente (-0,5%) ma in crescita di 311 imprese, pari al + 0,4%, su base tendenziale. La diminuzione delle imprese registrate nel trimestre deriva da un saldo negativo di 459 unità tra nuove iscrizioni (2.015 pari al -5,6% su base annua) e cessazioni (2.474, il 14,1% in più sul corrispondente trimestre dell’anno prima). Tra le imprese registrate prosegue, secondo una tendenza in atto da tempo, la crescita delle società di capitale (+2,1 per cento su base annua) e la riduzione delle società di persone (-0,3%). Diminuiscono anche le imprese individuali (-0,2%) mentre aumentano le “altre forme giuridiche” (+1,8%), formate in prevalenza da cooperative. Le iscrizioni sono in calo tendenziale in tutte le forme giuridiche, salvo che per le altre forme giuridiche, segno di un minor dinamismo della struttura imprenditoriale. Anche l’andamento delle cessazioni conferma la persistenza della crisi con una crescita delle chiusure soprattutto tra le imprese individuali (+21,5%) e le società di capitale (+9,3%). In calo invece le cessazioni delle società di persona e delle altre forme giuridiche. Nel sottoinsieme delle imprese artigiane le imprese registrate scendono nel trimestre da 33.859 a 33.450 (-1,2%) con un saldo negativo di 409 posizioni tra 777 nuove iscrizioni e 1.186 cessazioni. Lo stock delle imprese artigiane è in calo anche su base annua (-0,8%). Sempre su base tendenziale diminuiscono le iscrizioni (-10,9%) a fronte di una crescita ancor più marcata delle cessazioni (+20,7%). Lo stock delle imprese attive nei diversi settori registra una diminuzione tendenziale in agricoltura, nelle attività estrattive, nella manifattura (-1,1), nell’edilizia (-1,3) e nel trasporto (-0,8). Si riscontrano segnali di flessione anche in alcuni comparti dei servizi (servizi di informazione e comunicazione e sanità e assistenza sociale). In aumento nei restanti comparti con incrementi ampi nella fornitura di energia elettrica e gas, nei servizi alle imprese e nelle attività di alloggio e ristorazione. Pressoché stazionarie (+0,1) le imprese del commercio. Nella serie storica delle variazioni tendenziali dello stock di imprese attive il recupero avviato all’inizio del 2010 si è interrotto a metà 2011 e da allora la dinamica dello stock, pur positiva, appare in progressivo rallentamento. Per quanto riguarda la tendenza destagionalizzata dei flussi, si osserva un calo delle iscrizioni, che restano distanti dai livelli mantenuti fino al 2007, e una recente forte crescita delle cessazioni.  
   
   
RILANCIARE L´INIZIATIVA "SBLOCCACREDITI"  
 
Pavia, 19 aprile 2012 - Sono solo 26 le pratiche a tutt’oggi presentate in Provincia di Pavia da aziende creditrici nei confronti delle pubbliche amministrazioni nell’ambito dell’iniziativa “Sbloccacrediti”, promossa dalle Camere di Commercio della Lombardia. In questo modo le imprese pavesi sono riuscite a recuperare complessivamente solo 334 mila euro. Numeri e cifre di molto inferiori rispetto a quelle fatto registrare da altre province lombarde come Mantova con oltre 1 miliardo di lire o Cremona con 855 milioni di euro. Pavia occupa il terzultimo posto dopo Sondrio e Lecco. Proprio per richiamare l’attenzione sulla opportunità costituita dallo “Sbloccacrediti”, il Prefetto di Pavia e il presidente della Camera di Commercio hanno incontrato questa mattina presso il Palazzo di Governo i comuni del Pavese e i rappresentanti del mondo imprenditoriale. Da parte del Prefetto di Pavia Peg Strano Materia è stata sottolineata l’importanza dell’iniziativa “Sbloccacrediti” in quanto concreta opportunità che le aziende creditrici hanno nei confronti delle pubbliche amministrazioni di recuperare le cifre loro dovute fino ad un massimo di 50 mila euro più Iva a costo zero. Il Presidente della Camera di Commercio Giacomo de Ghislanzoni ha ricordato come l’iniziativa promossa da Unioncamere lombarde mette a disposizione un fondo rotativo di 15 milioni di euro. Il problema che all’accordo sottoscritto da Unioncamere con Unicredit per consentire il recupero del credito, le imprese pavesi che hanno risposto sono state solo 26: di queste il maggior numero riguarda Vigevano con 7 pratiche attivate. Il presidente della Camera di Commercio ha lamentato “la poca sensibilità di chi è la controparte, la cui scarsa partecipazione è indice di disinteresse nei confronti delle aziende artigiane che hanno crediti scaduti e mai riscossi. Spiace constatare, ha ribadito il presidente Giacomo de Ghislanzoni Cardoli “il ritardo ancora una volta della provincia di Pavia nel recepire una concreta opportunità di aiuto alle imprese e quindi anche alle loro famiglie senza alcun costo”. Da parte del presidente di Confartigianato di Pavia, Renato Perversi è stato garantito il massimo impegno nel divulgare l’iniziativa “anche a costo di contattare uno per uno i nostri iscritti che hanno crediti con le pubbliche amministrative”. Uguale impegno è stato assicurato dal presidente di Ance Pavia, Marco Spada, che ha elogiato l’innalzamento per il 2012 a 50mila euro della somma esigibile e ha chiesto di pensare di innalzarla ulteriormente a 100 mila euro. Una proposta operativa è arrivata dall’assessore al bilancio del Comune di Pavia, Massimo Valdati, che intende riunire tutti i creditori ed informarli direttamente della opportunità dell’iniziativa “Sbloccacrediti”, oltre a dare comunicazione sul sito internet del comune.  
   
   
IL 26 APRILE NUOVO INCONTRO PER LA CNH DI IMOLA  
 
Bologna, 19 Aprile 2012 – «Abbiamo svolto un incontro preparatorio in vista dell’appuntamento della prossima settimana, che auspico sia l´occasione per provare a fare un passo avanti importante sul futuro di Cnh di Imola». Così l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, al termine dell’incontro di questo pomeriggio a Roma con il rappresentante del ministero allo sviluppo economico Giampiero Castano, dove è stato fatto il punto della situazione in vista dell’appuntamento, sempre a Roma, fissato per il prossimo giovedì 26 aprile (e non come erroneamente scritto 26 maggio). «Abbiamo verificato – spiega l’assessore Muzzarelli - il progetto elaborato e puntualizzato una valutazione comune, Regione e Mise, sull´esigenza di affrontare nel prossimo incontro oltre le parti tecniche relative agli ammortizzatori, anche le prospettive dello stabilimento e dello stesso progetto di reindustrializzazione del sito». Il progetto consiste in un’iniziativa industriale legata allo sviluppo dell’industria della mobilità ad alimentazione elettrica e delle batterie, che raggruppa aziende leader nei rispettivi campi. «Confermiamo – ha aggiunto Muzzarelli - che la green economy potrebbe essere la chiave per una concreta opportunità di lavoro e di sviluppo ma soprattutto rafforzare l´occupazione». Il prossimo incontro al Ministero allo sviluppo economico, sarà tra i rappresentanti sindacali e dei lavoratori, la Regione Emilia-romagna, la Provincia di Bologna e il Comune di Imola.