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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 19 Settembre 2012 |
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RICERCA E INNOVAZIONE PER LA MOBILITÀ DEL FUTURO DELL´EUROPA |
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Bruxelles, 18 Settembre, 2012 - Qual è il problema? Importazioni dell´Ue fattura petrolifera erano di 210 miliardi di euro nel 2010 ed i prezzi del petrolio in aumento. Il trasporto è a circa il 95% dai combustibili fossili. Se non affrontiamo questa dipendenza dal petrolio, la capacità delle persone di viaggiare e le spese di trasporto merci potrebbe essere gravemente colpite con gravi conseguenze sulla competitività globale dell´economia europea. L´unione europea si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di gas serra, con l´obiettivo di limitare i cambiamenti climatici al di sotto di 2 ° C . Una riduzione di almeno il 60% dei gas serra entro il 2050 rispetto al 1990 uno è richiesto dal settore dei trasporti, che è una fonte significativa e continua crescita di emissioni di gas serra. Tecnologie innovative devono essere implementati rapidamente per ridurre la dipendenza dell´Europa dal petrolio e di gas a effetto serra e di fare in modo che la mobilità è mantenuta. Le nuove tecnologie sono essenziali per vincere la gara mondiale per la mobilità sostenibile, mantenendo l´industria europea dei trasporti competitiva, mantenendo nel contempo posti di lavoro in Europa e sostenere la crescita economica. I cittadini europei e le imprese potrebbero beneficiare di una maggiore cooperazione e definizione delle priorità nella ricerca sui trasporti e l´innovazione. Ciò richiede, tra l´altro, lo sviluppo, con tutte le parti interessate di trasporto, di ricerca ambizioso e tabelle di marcia accelerata e di distribuzione per le tecnologie innovative che contribuiranno a realizzare una mobilità sostenibile in Europa. Chi ne trarrà vantaggio e in che modo? I cittadini: la strategia si propone di fornire un sistema più sicuro, più verde e sostenibile dei trasporti europea. Industria: lo sviluppo e la distribuzione di tecnologie innovative sosterrà la competitività dell´industria europea e di creare posti di lavoro. Perché l´azione devono essere adottate dall´Ue? Si tratta di un problema su scala europea che non può essere risolto con successo dai singoli Stati membri. Un disco contro la frammentazione degli sforzi di ricerca e di innovazione nel settore dei trasporti per la diffusione delle nuove tecnologie è più efficace se coordinata a livello europeo. L´europa ha a sua disposizione una serie di strumenti che possono utilmente contribuire all´attuazione della strategia (programmi di finanziamento europei, piattaforme di coordinamento, partenariati pubblico-privato, le strutture di cooperazione nazionali programmi). Che cosa cambierà? Tutti gli attori coinvolti nel portare le tecnologie di trasporto e servizi innovativi per il mercato parteciperà a un processo che mira a guidare l´Europa verso la mobilità sostenibile. Attività europee di ricerca e innovazione nel settore dei trasporti saranno meglio coordinati per definire le priorità per le azioni e gli investimenti per la distribuzione di tecnologie e servizi innovativi. Fatti e cifre · Gli investimenti complessivi dedicati al trasporto connesse attività di ricerca e sviluppo (R & S) in Europa da tutti i finanziatori pubblici e l´industria superato € 43 miliardi nel 2008. Sono dominati da investimenti aziendali (90,4%), in particolare dalla strada industrie dei trasporti, mentre i fondi pubblici di Stati membri dell´Ue è di 8,2% e quelle verso l´Ue attraverso il 7 ° Pq per 1,4%. · Tutte le modalità di dedicare una parte importante della loro attività di R & S per le tecnologie in grado di ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Per la strada e settore dell´aviazione civile, questa parte è stata stimata in almeno un terzo, e circa il 45% e il 20% per via navigabile e ferroviario, rispettivamente. · Per i produttori di mezzi di trasporto, prodotti innovativi contribuiscono a quasi la metà (costruttori di automobili) e più del 30% (i produttori di altri mezzi di trasporto) del loro fatturato. · I fornitori di servizi di trasporto vendere un bene omogeneo che si differenzia principalmente attraverso il prezzo, il che implica che i prodotti innovativi contributo al fatturato totale del settore è molto limitata (meno del 15%). · Si stima che a livello Ue-25, gli enti pubblici acquistano circa 110.000 autovetture, 110.000 veicoli commerciali leggeri, 35.000 veicoli pesanti, e 17.000 autobus (Pricewaterhousecoopers, 2005). Tuttavia, il potenziale di innovazione attraverso gli appalti pubblici è attualmente sottoutilizzato nella Ue. La maggior parte degli acquisti pubblici non mettere un premio per l´innovazione, inoltre, i frammentati mercati degli appalti pubblici 58 rimangono spesso troppo piccole per raggiungere una massa critica per l´innovazione (Commissione europea, 2010). · Imprese con sede nell´Ue di trasporto detenere una percentuale più elevata nel mondiale del trasporto-la R & S (43% del totale), seguita da società con sede in Giappone e negli Stati Uniti. · Corporate R & S sono molto concentrate in poche aziende. Nel 2008, solo 30 aziende (pari al 15% del totale) hanno rappresentato circa l´80% del mondo R & S nel settore dei trasporti. Questo è ancora più forte per l´Unione europea in cui l´80% della R & S è dovuta al contributo di soli 12 aziende. · Le attività di ricerca del settore automobilistico - e in particolare quelli dei costruttori - sono chiaramente dominante, seguiti da quelli del settore aereo. R & S gli investimenti nel trasporto ferroviario e per vie navigabili sono più limitate, se si confrontano i valori assoluti di trasporto stradale e aereo. Tuttavia, quando l´impostazione di R & S in rapporto alle vendite nette dei settori - ad esempio R & S - questa eterogeneità diventa meno pronunciato. Nel 2008, R & S intensità del trasporto su strada sono circa il 5,2% (5,3% per le autovetture, il 3,5% per i veicoli commerciali e del 6% per i fornitori del settore automobilistico), mentre l´aviazione (civile) mostra significativamente più alto (7,8%) e ferroviario (3,9 %) e in acqua (3,2%), valori leggermente più bassi. · Circa il 56% del totale investimenti R & S derivava da Tedesco a base di aziende (ad esempio Volkswagen, Daimler, Bosch, Bmw, Continental), seguita dal francese (19%) e le industrie italiane (10%). · Attualmente, l´Ue ei suoi Stati membri non possono sfruttare appieno le potenzialità di comuni technology-push meccanismi attraverso l´allineamento delle attività di R & S. Questo può essere influenzata dalla istituzionale eterogenea set-up del fare politica dei trasporti e la ricerca in tutti gli Stati membri, ma anche da politiche divergenti di ricerca sui trasporti, che riflettono differenze nelle caratteristiche industriali, regionali, geografiche e storiche dei paesi.Misure per superare la frammentazione in R & S, come ad esempio le reti Spazio europeo della ricerca (Era-net) sono considerati di successo, ma le attività di ricerca transnazionali rimangono ancora una frazione molto piccola del totale nazionale di R & S ad eccezione di pochi casi, come le celle a combustibile e idrogeno iniziativa tecnologica congiunta. Nonostante il volume relativamente limitato di chiamate transnazionali (che è stata aumentata in modo significativo dal + recente elettromobilità chiamata), hanno un importante effetto leva. · Vi è qualche indicazione di carenza di manodopera altamente qualificata nel settore dei trasporti europeo. L´associazione tedesca degli ingegneri segnala la mancanza di 68.700 ingegneri in Germania nel mese di aprile 2011, di cui 29.200 sono mancanti nei settori di produzione automobilistica e macchinari (Vdi 2011). Nell´industria aerospaziale europea, crescenti livelli di produzione hanno portato ad una carenza prevista di 25.000 ingegneri all´anno (Ecorys et al., 2009b parete citando, 2009), e la domanda è in crescita anche a livello di fornitori di componenti. Anche nel settore dei servizi di trasporto, la mancanza di personale qualificato può osservare, ad esempio, la mancanza di 75.000 camionisti è stato stimato a livello dell´Ue-27 nel 2008 (Parlamento europeo, 2009). |
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LE NUOVE TECNOLOGIE DI SICUREZZA RIDUCONO IL RISCHIO DI TAMPONAMENTI AUTOSTRADALI FINO AL 42% |
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Bologna, 19 settembre 2012 - Il rapporto conclusivo del progetto di ricerca Eurofot - svolto grazie al coinvolgimento di 28 aziende e organizzazioni europee - conferma i benefici significativi apportati dai sistemi di Volvo Car Corporation che aiutano gli automobilisti a evitare incidenti e collisioni. Un´automobile dotata di Adaptive Cruise Control e di Collision Warning può, ad esempio, ridurre fino al 42% il rischio di collisione in autostrada con il veicolo che la precede. Il vasto studio europeo per la valutazione dei sistemi di sicurezza attivi Eurofot è un progetto di ricerca sovvenzionato a livello europeo che ha visto la partecipazione di 28 organizzazioni, fra cui gli svedesi Volvo Car Corporation, Volvo Trucks e la Chalmers University of Technology. 100 modelli Volvo V70 e Xc70, con un totale di 263 conducenti, hanno partecipato al progetto Eurofot. Tutte le automobili erano dotate di telecamere e sensori che hanno registrato ogni secondo di ogni viaggio fatto dalle auto per 18 mesi, il che significa che è stato possibile studiare e valutare ogni singola situazione e minimo incidente. Queste automobili hanno fornito agli esperti della sicurezza di Volvo Car Corporation ben 30 Tera byte di dati per 3 milioni di chilometri percorsi. Il rapporto finale del progetto Eurofot include anche materiale relativo ad altre case automobilistiche. "Le analisi condotte dimostrano che la nostra particolare attenzione, ineguagliata nel mondo, alle nuove tecnologie di sicurezza e di supporto dà risultati concreti nelle normali condizioni di traffico quotidiano. Dall´inizio del progetto Eurofot abbiamo introdotto una serie di nuovi sistemi, oltre che perfezionare le tecnologie esistenti. Un esempio di ciò è il sistema Pedestrian Detection con Frenata Automatica Completa, che avvisa il conducente e aziona automaticamente i freni se rileva la presenza di un pedone davanti all´auto," spiega Peter Mertens, Senior Vice President, Ricerca & Sviluppo, di Volvo Car Corporation. Analisi delle cinque tecnologie - L´analisi dei sistemi Volvo condotta nell´ambito del progetto Eurofot si è concentrata su cinque soluzioni tecnologiche: Acc (Adaptive Cruise Control), mantiene una distanza pre-determinata dal veicolo che precede. Cw (Collision Warning), avvisa il conducente se vi è un pericolo imminente di collisione con il veicolo che precede. Contemporaneamente, i freni vengono pre-caricati nel caso si renda necessaria una frenata improvvisa. Blis (Sistema per il Monitoraggio degli Angoli Ciechi della Vettura), avverte il conducente della presenza di veicoli negli angoli ciechi su entrambi i lati dell´auto. Ldw (Lane Departure Warning), avvisa il conducente se l´auto attraversa accidentalmente le linee che delimitano le corsie. Dac (Driver Alert Control), è progettato per individuare e segnalare un eventuale stato di stanchezza o distrazione del conducente. Maggiore sicurezza con i sistemi Cruise Control e Collision Warning Il rapporto conclusivo del progetto Eurofot mostra chiaramente come i sistemi Adaptive Cruise Control e Forward Collision Warning migliorino la sicurezza del traffico. I benefici risultano maggiori nei contesti autostradali, dove il rischio di tamponare il veicolo che precede si riduce fino al 42%. Il sistema Adaptive Cruise Control viene utilizzato in autostrada per oltre il 51% della distanza complessiva percorsa, il che conferma che gli automobilisti ne apprezzano l´utilità. Di questi ultimi, l´80% ritiene che la guida su strada risulta più comoda e agevole e ben il 94% avverte una sensazione di maggiore sicurezza quando il sistema è attivo. Per quanto riguarda il sistema di Collision Warning, il 70% degli automobilisti ritiene che migliori il livello di sicurezza. Uno dei partecipanti allo studio ha dichiarato: "Grazie a questo sistema di segnalazione, in un paio di casi mi è stato possibile evitare di restare coinvolto in un incidente a seguito di frenata improvvisa dei veicoli che precedevano". Trend positivo anche per le altre tecnologie - Il ‘responso´ è positivo anche per gli altri sistemi di segnalazione che si focalizzano sul livello di stanchezza del conducente, sul rispetto delle corsie durante la marcia e sull´individuazione di veicoli negli angoli ciechi dell´auto. Tuttavia, non sono ancora disponibili dati sufficienti per fornire previsioni significative dal punto di vista statistico sulla riduzione del rischio di incidente. "Questo perché il numero di incidenti risulta relativamente basso. Le situazioni di emergenza che si sono verificate sono state identificate ed esaminate e rivelano, tuttavia, che i conducenti notano i segnali di allarme e vi reagiscono. Nei casi di stanchezza del guidatore che aveva attivato il segnale di allerta, il conducente aveva ripreso il controllo del veicolo prima che la situazione si facesse seria," spiega John-fredrik Grönvall, Responsabile Ricerca Incidenti nel Traffico di Volvo Car Corporation. I partecipanti al progetto Eurofot confermano che il sistema Driver Alert Control effettivamente funziona. Uno di loro ha commentato: "Ero esausto al termine di una giornata di lavoro molto intensa che era terminata a tarda sera. Sono contento che il sistema me l´abbia fatto notare in tempo." Un prezioso contributo alla realizzazione di automobili più sicure - "Sia gli studi specifici sul comportamento dei guidatori sia i numerosissimi commenti degli automobilisti coinvolti nel progetto sono d´importanza fondamentale per la nostra attività di ricerca. Progettiamo le nostre automobili tenendo conto dei desideri e delle esigenze dei clienti. I risultati del progetto Eurofot ci aiuteranno a sviluppare tecnologie nuove, di facile utilizzo ed efficaci che ci consentiranno di avvicinarci ulteriormente al nostro obiettivo di portare a zero il numero delle persone ferite o uccise a seguito di incidente in una nuova Volvo entro il 2020," conclude Peter Mertens. |
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TOYOTA HA SCELTO IL PARTNER EUROPEO PER IL RICICLAGGIO DELLE BATTERIE AGLI IONI DI LITIO |
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Roma, 19 settembre 2012 - Toyota Motor Europe (Tme) ha annunciato la propria intenzione di collaborare con la società belga Umicore N.v. Per il riciclaggio sostenibile delle batterie agli ioni di litio (Li-on) in Europa. L’annuncio ufficiale segue un lungo periodo speso da Tme nella ricerca e nella selezione di un partner europeo con il quale collaborare nelle operazioni di riciclo sostenibile delle batterie Li-on installate su due nuovi modelli Toyota, la nuova monovolume sette posti Prius+ e la Prius Plug-in, la full hybrid ricaricabile. L’esclusivo procedimento di riciclo delle batterie ricaricabili utilizzato da Umicore sfrutta una tecnologia di fusione brevettata dal nome Ultra High Temperature (Uht), che consente il riciclo degli elementi di valore come il cobalto, il nichel e il rame presenti all’interno delle batterie Li-on per un riutilizzo nella maniera più efficiente dal punto di vista dei costi e dell’ambiente. Umicore è inoltre l’unica società al mondo a gestire in Germania e Stati Uniti due linee di smantellamento dedicate ai pacchetti batteria dei veicoli ibridi ed elettrici per il rifornimento di materiali al suo impianto di Hoboken, in Belgio. Le due società stanno attualmente finalizzando l’accordo. Nell’ottobre dello scorso anno Tme è stata la prima Oem in Europa ad annunciare una nuova partnership per il riciclo delle batterie al nichel-metallo idruro equipaggiate su tutti i modelli full hybrid Toyota e Lexus venduti dal 2000 a oggi. La combinazione tra queste partnership andrà a formare la spina dorsale del progetto Toyota studiato per sostenere la direttiva 2006/66/Ec sulle batterie da parte della Commissione Europea. In questo modo Toyota Motor Europe supererà pienamente il target imposto dalla Commissione Europea. |
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DEBUTTO GLOBALE PER IL NUOVO TRANSIT AL SALONE DEI VEICOLI COMMERCIALI DI HANNOVER |
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Hannover, 19 settembre 2012– Il leggendario Ford Transit debutta in una nuova versione, completamente rinnovata, al Salone de Veicoli Commerciali di Hannover. “Il Transit si carica di una nuova identità globale, e per l’occasione l’abbiamo reso ancora più efficiente, versatile e robusto,” ha dichiarato Barb Samardzich, Vice Presidente Sviluppo Prodotti, di Ford Europa. “Ford vanta una lunga esperienza, in tutto il mondo, nel creare veicoli commerciali leader di mercato, come i precedenti Transit europei e la serie E americana. Questo nuovo Transit sarà in grado di cambiare le regole del gioco in questo competitivo segmento.” Il nuovo Transit è costruito sulla base di una nuova e innovativa piattaforma globale, sviluppata per portare avanti la prossima generazione di veicoli commerciali Ford in tutto il mondo. E’ una delle componenti fondamentali di un rinnovamento senza precedenti, che in Europa si completerà entro i prossimi due anni. In Europa e altri mercati mondiali, il nuovo modello sostituisce il precedente Transit da due tonnellate e le relative versioni derivate, affiancandosi al nuovo Transit Custom. In Nord America, mercato in cui il Transit entra per la prima volta, sostituirà la longeva e popolare serie E. Il veicolo è stato sviluppato in Europa, nel Centro d’Eccellenza Ford per i veicoli commerciali, che vanta diverse decadi d’esperienza nel progettare veicoli leader di mercato, avvalendosi anche del supporto dei centri di sviluppo Ford in tutto il mondo. Il nuovo Ford Transit porta a nuovi livelli di affidabilità e versatilità il segmento dei veicoli commerciali medi, e vanta la più ampia offerta di versioni derivate, allestimenti, passi e tetti. Il design esterno, moderno ed elegante, è stato sviluppato per esaltare le capacità di carico, la migliore del segmento, e rispettare pienamente gli standard utilizzati dall’industria dei trasporti medi e della distribuzione. Una serie di caratteristiche intelligenti e innovative rendono lo spazio di carico più agevole, versatile e sicuro. Rispetto al precedente modello, la capacità di carico è cresciuta mediamente, tra versioni comparabili, di circa il 10%. La versione “Jumbo”, la più grande, è capace di ospitare ben 15,1 m3 di carico (Sae). La versione Chassis Cab Superjumbo permette inoltre di caricare oggetti e singoli imballaggi di dimensioni considerevoli, grandi fino a 5 metri. Una particolare attenzione è stata dedicata alla possibilità di modificare il veicolo con semplicità, per la realizzazione di versioni camper e allestimenti personalizzati, così da poter rispondere a ogni tipo di necessità ed esigenza dei clienti di tutto il mondo. La versione europea sarà dotata del moderno motore diesel Duratorq Tdci 2,2, in versioni da 100, 125 e 155 cavalli, con trasmissione manuale a 6 velocità. Sarà disponibile con trazione anteriore, posteriore e integrale. La gamma di versioni e allestimenti include modelli Van, Double Cab in Van (Dciv), Combi, Combi Van, oltre alle versioni Chassis Cab e Chassis Cowl. Le versioni Van sono disponibili in tre differenti passi e due altezze per il tetto, con una massa totale massima che può arrivare a 4,7 tonnellate. Il Transit e il Transit Custom da una tonnellata sono in grado di coprire un range operativo particolarmente ampio, e rappresentano una soluzione per coprire di esigenze di trasporto anche molto diverse. In Nord America, i clienti possono scegliere motori tarati sul mercato locale, come l’Ecoboost 3,5 V6 a benzina, oltre a potenti motori diesel. Il Transit per il Nord America avrà trazione posteriore, e sarà del 25% più efficiente rispetto alla precedente serie E. Saranno inoltre disponibili diversi passi e diverse altezze del tetto. Il Transit nordamericano sarà prodotto a Kansas City, nello stesso stabilimento in cui nasce l’iconico pick-up Ford F-150. Garantire al Transit i più bassi costi di gestione è stata una priorità già dall’inizio dello sviluppo: il nuovo modello riduce significativamente le spese assicurative e di manutenzione, e garantirà la migliore efficienza nei consumi della sua classe. Gli interni sono stati completamente rinnovati, con un elegante pannello strumenti e una serie di vani portaoggetti intelligentemente ricavati grazie a una sapiente interpretazione dello spazio. L’abitacolo è significativamente più ampio, con più spazio a disposizione per testa e spalle, e permette, oltre a una maggiore visibilità, una posizione di guida più comoda, grazie anche al volante completamente regolabile. Il nuovo Transit sarà dotato di una serie di tecnologie di sicurezza e di assistenza alla guida, derivate da quelle già presenti a bordo delle auto Ford, come il sistema di connettività e comandi vocali Sync con Emergency Assistance, la telecamera posteriore, il cruise control adattivo, e il sistema di monitoraggio della segnaletica orizzontale (Lane Departure Warning). La famiglia Transit si è guadagnata, negli anni, una leggendaria reputazione di affidabilità e resistenza, e il nuovo modello globale è stato progettato per portare avanti questa tradizione, a partire dalla scocca portante estremamente robusta, realizzata con speciali acciai al boro ad altissima resistenza. Il veicolo è stato sottoposto ai rigorosissimi test che Ford riserva ai propri veicoli commerciali, che comprendono milioni di chilometri di prove sia in laboratorio che su strada, nelle condizioni più avverse e con la collaborazione di clienti fleet. In Europa le consegne del nuovo Transit inizieranno entro la fine del 2013, e contemporaneamente sarà in vendita anche in Nord America. |
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ROMA, SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITÀ. ZINGARETTI PRESENTA PIANO QUADRO DELLA CICLABILITÀ
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Roma, 19 settembre 2012 - La Provincia di Roma aderisce per la quinta volta alla Settimana europea della Mobilità presentando il Piano quadro della ciclabilità. Elaborato raccogliendo la domanda delle associazioni e dei ciclisti, il Piano prevede a completamento la realizzazione di una rete di 1650 chilometri, di cui oltre 200 già realizzati o programmati e finanziati, 300 km di piste in sede propria e il restante da portare a termine con segnaletica orizzontale e verticale e opere minori di messa in sicurezza. A presentare tutte le iniziative di Palazzo Valentini per la Settimana europea della Mobilita´ sono stati il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e l´assessore alla Mobilità Amalia Colaceci. "La bicicletta non deve essere solo un´occasione di svago – ha spiegato Zingaretti – ma serve una grande rivoluzione per migliorare la qualità della vita attraverso un nuovo modello di sviluppo che renda anche più competitivo il nostro territorio". La mobilità sostenibile, ha aggiunto, "è una parte determinante che deve orientare scelte trasversali dell´Amministrazione. A Roma solo lo 0,4% degli spostamenti viene fatto in bici, contro il 10 di Berlino e il 5 di Milano. Si può e si deve recuperare, partendo anche da un modo diverso di costruire e programmare le città". Il Piano quadro della ciclabilità, inoltre, individua sei direttrici principali di uscita da Roma (Roma Mare-litoranea, Bracciano, Roma Nord-valle Tevere, Valle dell´ Aniene, Casilina, Castelli romani) e un grande percorso circumprovinciale che partendo da Civitavecchia passa per Bracciano, Fiano romano, Monterotondo, Tivoli, Castelli romani e raggiunge la costa meridionale ad Anzio/nettuno. "Non abbiamo fatto un libro dei sogni di ipotetiche piste ciclabili - ha spiegato l’assessore Colaceci - ma realizzato uno strumento che parla di 1600 km di possibili percorsi a cui gli enti interessati possono partecipare con interventi a basso impatto". Oltre al Piano, per la Settimana della mobilità la Provincia metterà in campo un questionario per i ciclisti sul proprio portale, una piattaforma Car pooling, un nuovo bando per contributi alla mobilità, il Mobility scolastico già attivo al Liceo Democrito e 22 nuovi stalli per le bici nelle scuole di Roma. |
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PIEMONTE: INTESA SULLE RIDUZIONE AL TRASPORTO PUBBLICO CON AUTOBUS |
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Torino, 19 settembre 2012 - La Conferenza permanente Regione-autonomie locali, nel corso della riunione del 17 settembre, ha raggiunto l’accordo sulle riduzioni al trasporto pubblico su gomma. “E’ un’intesa importante - commenta l’assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino - che arriva dopo un intenso lavoro di concertazione, grazie ad un grande spirito di collaborazione. Stiamo portando avanti una nuova strategia sul trasporto pubblico locale di cui siamo molto soddisfatti”. Bonino annuncia anche “l’importante apertura sul tema del riordino del sistema ferroviario piemontese, che ci sta vedendo impegnati, con la collaborazione di Scr, in un lavoro di monitoraggio del mercato alla ricerca di soggetti privati interessati ad avviare, secondo nuovi schemi e maggiore flessibilità, il servizio sulle linee oggetto di riprogrammazione”. |
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OTTO MILIONI PER METTERE IN SICUREZZA LA STATALE N. 50 DEL PASSO ROLLE
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Trento, 19 settembre 2012 - Su proposta del vicepresidente e assessore ai lavori pubblici Alberto Pacher, la giunta provinciale ha provveduto ad aggiornare il Piano degli investimenti per la viabilità 2008-2013, inserendo nella programmazione l´intervento che prevede la messa in sicurezza della statale n. 50 del Passo Rolle dalla caduta massi e valanghe in località Forte Buso, tra le chilometriche 105 e 106, per un importo complessivo di otto milioni di euro. "Alla luce delle cronache di questi ultimi mesi, ma anche della storia recente di quest´importante arteria stradale – ci ha detto il vicepresidente Pacher, – non occorre sottolineare quanto importante e atteso dalle popolazioni locali sia l´intervento che abbiamo inserito oggi nel Piano degli investimenti per la viabilità. La messa in sicurezza della statale n. 50 viene incontro alle esigenze di chi percorre in qualsiasi stagione quel tratto di strada, e quindi anche alle necessità degli operatori turistici della zona." In sede di conferenza stampa il vicepresidente Pacher ha quindi illustrato in sintesi i contenuti del progetto. "Premettendo che il tratto di statale tra Predazzo e il Passo Rolle determina la situazione di rischio valanghe e caduta massi più preoccupante dell´intera viabilità provinciale, con la decisione di oggi – ha detto Pacher, – diamo risposta pronta ed efficace a quanto era già stato concordato la scorsa primavera in un incontro coi sindaci interessati. L´intervento di messa in sicurezza prevede la realizzazione di un tunnel per superare il tratto di strada responsabile delle frane. L´aggiornamento si è reso necessario per procedere in tempi celeri all´approvazione del progetto e alla successiva attivazione della procedura di appalto, in modo da poter consegnare i lavori all´inizio del mese di aprile 2013, consentendo quindi di terminarli entro il 15 giugno, per non interferire negativamente con la stagione estiva del prossimo anno. Adeguate misure verranno inoltre adottate per limitare i disagi al traffico dei pendolari nel corso dei lavori". Per la copertura del costo della nuova opera si provvederà a rimodulare le risorse già impegnate e a utilizzare le economie di spesa registrate su alcuni interventi programmati e già finanziati sui precedenti piani. |
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PEDEMONTANA E TEM, SCONGIURATO LO STOP DEI CANTIERI |
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Milano, 19 settembre 2012 - I cantieri di Tem, la Tangenziale est esterna di Milano e dell´autostrada Pedemontana proseguiranno senza intoppi e a pieno regime. Lo hanno annunciato il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e l´assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo, presentando l´accordo raggiunto a Palazzo Isimbardi, per evitare un rallentamento, se non addirittura un blocco, dei lavori. "Si tratta di un risultato non scontato - ha detto il presidente Formigoni -, perché siamo in presenza di una grave crisi economica e dei mercati finanziari, che sta mutando profondamente le condizioni nelle quali erano stati presi gli impegni da diversi soggetti e le basi sulle quali erano stati sottoscritti gli accordi. Con la Provincia abbiamo condiviso ancora una volta l´opportunità di fare squadra, per garantire la realizzazione di queste due opere fondamentali per la mobilità della Lombardia e dell´Italia, garantendo al contempo la conservazione del posto di lavoro di 5.000 dipendenti". L´accordo - La Provincia di Milano ha confermato la sua intenzione di vendere la quota di maggioranza di Serravalle, mettendo sul mercato fino a quasi l´80 per cento del pacchetto azionario, rendendolo dunque appetibile a nuovi investitori, che possono fare gli aumenti di capitale necessari. Questo richiederà però dai 4 ai 6 mesi. Tem - In attesa che questo passaggio venga perfezionato, i fondi necessari per proseguire i lavori verranno reperiti attraverso altre strade. In particolare, nella prossima Assemblea dei soci di Tem, prevista per il 26 settembre, si delibererà un primo aumento di capitale di 120 milioni di euro sottoscritto dai soci. Si tratta dell´attuazione di parte degli impegni complessivi (di 580 milioni di euro) assunti dall´Assemblea nel giugno 2011, in sede di approvazione del Piano economico-finanziario. "Questa delibera - ha spiegato l´assessore Cattaneo - consente alle banche di sottoscrivere il finanziamento ponte già autorizzato per 120 milioni, garantendo quindi alle società concessionarie un anno di operatività senza preoccupazioni, che potrebbero provocare un rallentamento dell´attività operativa". Pedemontana - Per quanto riguarda la Pedemontana l´accordo prevede diversi fronti. Ci sarà innanzitutto un prefinanziamento dei soci costruttori per 250 milioni, con l´obiettivo di garantire le banche sulla copertura del prestito ponte e quindi dare continuità ai lavori. Cal, Concessioni autostradali lombarde, provvederà inoltre a riconoscere l´aumento dell´intensità di erogazione del contributo pubblico sulla tratta "A" (compresa tra l´interconnessione con l´autostrada A8 Milano-varese, in Comune di Cassano Magnago, e l´interconnessione con l´A9 Milano-como, in Comune di Lomazzo) dal 35 per cento all´80 per cento. Milano Serravalle delibererà infine la concessione di un prestito soci subordinato per 120 milioni da sottoscrivere entro il 31 dicembre 2012. "Questo - ha proseguito Cattaneo - garantirà liquidità fino al giugno dell´anno prossimo, consentendo ai cantieri di proseguire senza intoppi fino all´ingresso in Serravalle dei nuovi soci, che dovranno successivamente garantire i necessari aumenti di capitale". Opere Autofinanziate - Queste sono opere autofinanziate - è stato ricordato nel corso della presentazione - non con contributo pubblico, ma con fondi che vanno trovati sul mercato in una situazione non ottimale. I cantieri avanzeranno dunque a pieno regime e il cronoprogramma per la loro conclusione viene confermato: per la prima tratta di Pedemontana la fine del 2013, per Brebemi e il primo pezzo di Tem la fine del 2013 e per completare Pedemontana e Tem il 2015. |
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INIZIATI LAVORI PER RIFACIMENTO PAVIMENTAZIONE TANGENZIALE DI CASTELFRANCO |
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Venezia, 19 settembre 2012 - “Tra sei mesi Castelfranco avrà una tangenziale all’altezza delle esigenze e delle aspettative dei cittadini, sicura e sistemata per tutti gli utenti rispetto alle ‘montagne russe’ fino ad oggi esistenti”. Renato Chisso annuncia con queste parole l’avvio dei lavori per il rifacimento della pavimentazione della grande arteria viaria, ereditata dall’Anas nel 2002 con alcuni “difetti” attribuiti dai tecnici alle scarse caratteristiche meccaniche e di portanza dei materiali con i quali erano stati realizzati i rilevati realizzata con alcune. “Il punto è che la attuale pavimentazione è pericolosamente sconnessa e irregolare – ha ricordato Chisso – creando pericoli e certamente scomodità e forse anche danni ai veicoli a causa degli avvallamenti e dossi che si succedono uno dopo l’altro. Come Regione – ha concluso Chisso – abbiamo garantito i quasi 6 milioni di euro per finanziare i lavori di ripristino e Veneto Strade ha messo in gara l’intervento all’inizio dell’anno corrente. A primavera avremo una strada davvero come nuova”. I lavori di rifacimento sono stati avviati ieri dalla Brussi Costruzioni srl di Nervesa della Battaglia, vincitrice della gara: il tratto interessato va dall’immissione dal vecchio tracciato della Sr n. 245 “Castellana” fino all’innesto sulla Sr n. 53 “Postumia”, comprese le rotatorie di innesto su quest’ultima. La durata dei cantieri sarà di 175 giorni e i lavori saranno realizzati in sette parti, per consentire una adeguata gestione del traffico. E’ prevista la fresatura dell’attuale pavimentazione per lo spessore di una quarantina di centimetri e il consolidamento del sottofondo per 30 centimetri con calce e cemento. E’ poi prevista la messa in opera dello strato di fondazione (15 cm), dello strato di base (12 cm), dello stato di binder ad alto modulo (7 cm) e dello strato di usura (4 cm). La prima fase riguarda l’intervento sulla carreggiata nord della S.r. 245 bis con chiusura della stessa e deviazione del traffico sulla carreggiata in direzione sud riservando una corsia per senso di marcia. La seconda fase interessa l’ultimo tratto della S.r. 245 bis, con chiusura completa del traffico in corrispondenza della rotatoria con la S.r. 308 e deviazione del traffico verso la S.r. 53 sulla direttrice S.r. 308, S.r. 307, S.r. 245. Nel corso delle lavorazioni sarà necessario prevedere per 6 giorni lavorativi la circolazione in senso unico alternato. La terza fase riguarda l’intervento sulla rotatoria di innesto sulla Sr 53 prima, con chiusura completa al traffico in direzione nord sulla Sr 245 bis come per la Fase 2, poi con chiusura completa al traffico in direzione nord sulla Sr 245 bis come per la Fase 2 e chiusura della Sr 245 bis in direzione sud per il solo traffico proveniente da Tv verso Vi. La quarta fase prevede l’intervento sulla carreggiata in direzione sud della Sr 245 Bis sino all’innesto con la rotatoria sulla Sr 53 compresa la corsia di immissione alla Sr 245 bis sulla Sr 53 in direzione Cittadella, con chiusura completa al traffico proveniente dalla Sr 53 e diretto verso al Sr 245 bis e deviazione del traffico con itinerario già definito per la fase 2. La quinta fase prevede l’intervento sulla carreggiata in direzione sud della S.r. 245 bis con chiusura della stessa e deviazione del traffico sulla carreggiata in direzione nord riservando una corsia per senso di marcia. La sesta fase prevede l’intervento su entrambe le carreggiate della S.r. 245 bis all’innesto con la rotatoria sulla Sr 245, e deviazione del traffico in arrivo da nord dalla Sr 245 sulla Sr 245 sino alla innesto con la Sr 308 a Resana e del traffico proveniente dalla rotatoria sulla Sr 308 lungo la Sr 308 stessa sino al raccordo sulla Sr 245. L’ultima fase prevede l’intervento sulla rotatoria di innesto con Sr 245: prima fase. Nel corso dell’ultima fase la circolazione lungo la Sr 245 verrà regolata da un senso unico alternato. |
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RATIFICATO ACCORDO PER INSERIMENTO PEDEMONTANA NEL TERRITORIO COMUNALE DI SAN ZENONE DEGLI EZZELINI |
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Venezia, 19 settembre 2012 - La Giunta veneta, su proposta dell’assessore alle politiche della mobilità, ha ratificato oggi l’Accordo di Programma finalizzato a definire congiuntamente un miglior inserimento delle opere relative alla Superstrada Pedemontana Veneta nel territorio comunale di San Zenone degli Ezzelini, individuando contestualmente adeguati interventi di mitigazione e di compensazione socio ambientale. L’intesa in questione ra stata sottoscritta nell’agosto scorso tra il Commissario delegato per l’emergenza, la Regione del Veneto, Veneto Strade S.p.a., la Provincia di Treviso e il Comune di San Zenone. “L’accordo in questione – ha ricordato Chisso – si riferisce nuove soluzioni relative a interventi di ottimizzazione, mitigazione e compensazione nel territorio comunale e per limitare l’impatto territoriale, acustico e visivo dell’opera, anche ai fini della riqualificazione del centro abitato del capoluogo. Esso fa seguito ad una precedente intesa dello scorso anno, sempre finalizzata al migliore inserimento territoriale dell’opera”. Con la sottoscrizione del nuovo accorso, il Commissario delegato si è impegnato, fra l’altro, ad avviare il procedimento per l’approvazione del progetto definitivo aggiornato e del relativo Studio d’Impatto Ambientale, preordinato all’espletamento delle procedure espropriative, secondo la soluzione progettuale concordata. In, particolare, gli interventi consistono in: modifiche per consentire un miglior inserimento del tracciato della superstrada, con un esteso tratto in trincea in luogo della soluzione “in rilevato”; la realizzazione di un tratto di pista ciclabile lungo Via Boschier e una rotatoria fra la medesima Via Boschier e la S.p. 20, in Comune di Riese Pio X; una variazione altimetrica all’asse principale della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta in corrispondenza dell’attraversamento del torrente Brentone, al confine con il Comune di Mussolente; la variante alla S.p. 248, al fine di migliorare la viabilità e la fruibilità del centro abitato del capoluogo di San Zenone degli Ezzelini, quale intervento di compensazione socio-ambientale. |
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BOSNIA, IMPRESE INTERNAZIONALI PER INFRASTRUTTURE STRADALI |
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Sarajevo, 19 settembre 2012 - Undici imprese internazionali hanno partecipato nei giorni scorsi in Bosnia alla presentazione di un progetto autostradale della lunghezza di 46,6 chilometri, mostrando interesse per l´investimento, il cui costo si aggira attorno 350 milioni di euro. Il progetto è stato presentato dal primo ministro della Repubblica Srpska (una delle due entità in cui si articola la Bosnia Erzeegovina), Aleksandar Dzombic, e dal Ministro dei Trasporti Nadeljko Cubrilovic presso alla Bers a Londra. Dzombic avrebbe già confermato la partecipazione di varie aziende all´asta relativa all´infrastruttura, che farà parte del Corridoio Europeo Vc; secondo lo stesso primo ministro, il successo dell´iniziativa risiede nel fatto che Bers ha già annunciato che conferirà un prestito al vincitore dell´asta. Il progetto godrà in seguito di una concessione della durata di 30-40 anni nell´ambito di una partnership pubblico-privato. La scadenza per la presentazione delle offerte è il prossimo 12 ottobre. |
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FRECCIAROSSA 1000 A INNOTRANS: IL SUPERTRENO ITALIANO DA 400 KM/H |
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Berlino, 19 settembre 2012 - Inizia a Berlino il road show del Frecciarossa 1000, il treno Alta Velocità del 21esimo secolo di Ferrovie dello Stato Italiane. Dopo lo svelamento in anteprima mondiale da parte del Premier Mario Monti al Meeting di Rimini, il “treno del futuro” sbarca a Innotrans, la fiera internazionale dedicata al mondo del trasporto. A fare gli onori di casa, nell’area riservata al Frecciarossa1000, dove la riproduzione a grandezza naturale (scala 1:1) del nuovo convoglio sarà visitabile fino al 21 settembre, l’Amministratore Delegato del Gruppo Fs Italiane Mauro Moretti insieme agli Ad delle Società costruttrici Maurizio Manfellotto di Ansaldobreda e Roberto Tazzioli di Bombardier. Presenti anche Vincenzo Soprano Ad di Trenitalia, Michele Mario Eliaad di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Alberto Rosania Presidente di Ansaldobreda e Luigi Corradi General Manager Bombardier Italia. Dopo la trasferta tedesca, il Frecciarossa 1000 sarà presentato ad ottobre anche a Bruxelles per poi tornare in Italia, dove proseguirà il suo tour toccando le principali città italiane: ad ottobre sarà a Milano, a Napoli a novembre, si sposterà a Roma a dicembre e farà tappa a Bologna e Firenze nel 2013. Frecciarossa 1000 sarà il treno destinato, in pochissimi anni, ad imporsi nel già rivoluzionato mondo dell’alta velocità ferroviaria, sia italiana sia europea. Sono 50 i nuovi convogli commissionati da Trenitalia ad Ansaldobreda e Bombardier, per un investimento di circa un miliardo e 500 milioni di euro. Mauro Moretti, nel presentare il nuovo treno alla stampa tedesca e internazionale, ha sottolineato come“Il Frecciarossa 1000 è molto più di un treno ad altissima tecnologia; è l’emblema di una visione integrale di sistema connessa non soltanto all’attività dell’impresa che ha realizzato l’investimento ma a tutto lo scenario economico e sociale di riferimento. Abbiamo voluto che il Frecciarossa 1000 fosse interoperabile, per poter competere e misurarsi in Europa con le imprese protagoniste del trasporto ferroviario; abbiamo voluto che fosse la “summa” dell’eccellenza tecnologica italiana per consentire all’intero comparto ferroviario del nostro Paese di potersi candidare a pieno titolo ai primi posti, nei prossimi anni, sui mercati internazionali. Lo abbiamo voluto, infine, superveloce per accorciare sempre più le distanze in Italia e in Europa consentendo una circolazione sempre più rapida di uomini e idee, dando impulso alla cultura e alle economie”. |
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FVG, TRASPORTI: PROGETTO UE "ADB MULTIPLATFORM" CON NUOVO ASSE TRIESTE-MAR NERO |
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Trieste, 19 settembre 2012 - Lo studio di fattibilità di una nuova direttrice di trasporto merci "rotaia+fiume" da Trieste al Mar Nero sarà al centro degli interessi specifici della Regione Friuli Venezia Giulia nell´ambito del nuovo progetto Ue "Adb/adriatico-danubio-mar Nero multiplatform", illustrato ufficialmente ieri nel capoluogo regionale con la riunione di avvio del progetto, sostenuto da risorse comunitarie per complessivi 5,64 milioni di euro. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, è il cosiddetto lead partner del progetto, che coinvolge in totale 43 istituzioni ed organizzazioni del territorio di 13 Paesi (oltre all´Italia, Austria, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania, Croazia, Montenegro, Serbia ed Ucraina) e, tra questi, anche le Regioni Veneto e Puglia, la Contea croata Primorje-gorski Kotar, le Autorità portuali di Trieste, Venezia, Capodistria e Fiume, Alpe Adria spa ed il ministero italiano delle Infrastrutture e Trasporti. In generale, come è stato sottolineato (all´apertura dei lavori sono intervenuti il direttore regionale delle Infrastrutture Dario Danese, l´ad della Zona franca industriale serba di Pirot, Dragan Kostic, e Drazen Zgaljic, dell´associazione di operatori portuali croati "Intermodal Transport Cluster"), il progetto si focalizzerà su quattro "rotte pilota" per creare realmente un network trasportistico del Centro-sud Europa più efficiente e competitivo e conforme agli standard Ue. Le quattro grandi direttrici individuate, infatti, si sviluppano dal Nord Adriatico verso i Paesi dell´entroterra (Austria, Slovacchia, Serbia ed Ungheria); dal Mar Nero verso Grecia, Bulgaria e Romania; lungo il Corridoio paneuropeo Viii (da Bari a Varna); sviluppando la via d´acqua danubiana, dalla Slovacchia al mar Nero. "Per il Friuli Venezia Giulia - osserva l´assessore alle Infrastrutture Riccardo Riccardi (impegnato fuori regione per motivi istituzionali) - il progetto Adb Multiplatform rappresenta l´opportunità di evidenziare il ruolo della ferrovia nei collegamenti tra il mar Nero ed i principali porti dell´alto Adriatico, individuando nuove progettualità per indurre le merci a viaggiare sulle modalità ´ferro/fiume/mare´". In questo ambito sarà dunque studiata la fattibilità di una connessione intermodale Trieste-fernetti-lubiana-fiume/zagabria-novska-vinkovci-porto fluviale di Zagabria-porto di Costanza, "tale da consentire - segnala l´assessore Riccardi - il trasferimento strada/rotaia di un significativo quantitativo di autotreni". "La concretizzazione di possibili nuove direttrici, attraverso gli studi di Adb Multiplatform, dal Friuli Venezia Giulia e dal Nord Adriatico verso i Paesi dell´area balcanica aderenti a questo progetto viene inoltre a rappresentare un ´link´ nella direzione di quella Strategia del Danubio alla quale la nostra Regione ritiene di avvicinarsi in prospettiva del prossimo periodo di programmazione 2014-2010 dei fondi strutturali europei", rileva Riccardi. "Attraverso questo progetto - conclude l´assessore - trova conferma quella rinnovata centralità geopolitica ed economica del Friuli Venezia Giulia quale punto di connessione tra i grandi assi europei Ovest-est e Sud-nord, grazie anche all´estensione verso l´alto Adriatico del Corridoio Baltico-adriatico, che aggancia il nostro sistema portuale". |
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ITALO FA ROTTA SULLA LAGUNA |
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Roma, 19 settembre 2012 - Dal 3 ottobre Italo fa rotta sulla Laguna. Venezia, Mestre, Padova saranno collegate con Bologna, Firenze, Roma. L’altissimo comfort di viaggio offerto dai suoi tre ambienti spaziosi, luminosi e silenziosi (Club, Prima e Smart), unito allo stile unico nell’accoglienza a terra e a bordo, faranno presto la differenza anche nei collegamenti con la dorsale Nord Est del Paese. Il Wifi gratuito in tutti gli ambienti, il portale di bordo con giornali, film, itinerari culturali, artistici o enogastronomici a disposizione di tutti i Viaggiatori, la Carrozza Cinema, la rilassante tranquillità offerta dalla Prima Relax, insieme ai sei collegamenti al giorno: la possibilità di scegliere la qualità di Italo arriva anche a Padova e Venezia. E da oggi si possono già acquistare i biglietti per viaggi a partire dal 3 ottobre. Il primo Italo partirà da Venezia alle 7,40 del mattino, con arrivo a Roma Tiburtina alle 11,20 (Ostiense 11,37) l’ultimo partirà alle 18,37, con arrivo sempre a Tiburtina alle 22,20 (22,37 a Ostiense). Il primo da Roma Ostiense partirà invece alle 7,24 (7,40 da Tiburtina) con arrivo a Venezia alle 11,23, l’ultimo sempre da Roma Ostinese alle 18,54 (19,10 da Tiburtina) con arrivo alle 22,53. Sei nuovi collegamenti, dunque, che diventeranno 10 entro la fine dell´anno, e che si aggiungono ai 28 attualmente già in esercizio. Qualche esempio di prezzo: da Venezia a Roma si può viaggiare in Promo con 35 euro, mentre con l’offerta Low Cost bastano 15 euro per Bologna viaggiando in ambiente Smart, e 24 euro in ambiente Prima, grazie alla recente estensione dell’offerta Low Cost anche alla Prima. I prezzi Low Cost da Venezia a Firenze sono, rispettivamente, di 21 euro in Smart e di 34 euro in Prima. Il Padova-roma si può trovare in Promo a 30 euro, mentre per Bologna l’offerta Low Cost prevede un biglietto da 15 euro in Smart e da 22 euro in Prima. E’ possibile acquistare i biglietti per il nuovo collegamento sui consueti canali di vendita di Ntv: il sito www.Italotreno.it, il contact center Pronto Italo (06.07.08), le biglietterie automatiche collocate nelle Case Italo o, ancora, nelle agenzie di viaggio aderenti al network Ntv. |
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TRENI, LA LINEA DIRETTISSIMA RESTERÀ A DISPOSIZIONE DEI PENDOLARI TOSCANI |
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Firenze, 19 settembre 2012 – La linea Direttissima Firenze-roma è e sarà utilizzata anche dai treni regionali toscani, nel pieno rispetto del contratto di servizio che regola i rapporti tra Regione Toscana e Trenitalia. Con questa precisazione l’assessorato regionale ai trasporti interviene sul futuro del servizio pendolare sulla linea Firenze-arezzo-chiusi-roma, che negli ultimi giorni ha assistito a casi di ritardi o di treni deviati dalla Direttissima alla linea tradizionale per interferenze tra le tratte regionali e quelle dei treni ad alta velocità nazionale. L’assessorato ricorda di essersi attivato già da maggio nei confronti di Trenitalia e Rete ferroviaria italiana, sia a livello regionale che nazionale, per segnalare tali interferenze e di aver richiesto una soluzione urgente che partisse dal recupero di una maggiore puntualità dei treni Av. Nonostante un accurato lavoro di monitoraggio della situazione, però, non sono ancora state fornite risposte soddisfacenti. La Regione Toscana ha inoltre chiesto a Trenitalia e Rete ferroviaria italiana che il problema delle interferenze tra traffico ferroviario regionale e treni ad alta velocità sia affrontato anche alla luce della recente attivazione del passante Av di Bologna. La nuova infrastruttura, infatti, dovrà contribuire non soltanto ad una diminuzione dei tempi di percorrenza per i treni Av, ma soprattutto a migliorare la loro puntualità nel loro passaggio nel nodo di Firenzee, di conseguenza, a ridurre le interferenze con i treni regionali. |
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IL PROGETTO DELLA STAZIONE INTERNAZIONALE DI SUSA |
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Torino, 19 settembre 2012 - Nasce secondo il principio ispiratore dell’architettura del territorio il progetto della stazione internazionale di Susa curato dall’architetto giapponese Kengo Kuma, che ha vinto il concorso bandito dalla Ltf (Lyon Turin Ferroviaire). Considerata dagli addetti ai lavori un fiore all’occhiello della nuova linea ad alta capacità, la costruzione della stazione inizierà nel 2014, quando i cantieri della Torino-lione entreranno nel vivo e sarà terminato l’iter di approvazione del progetto definitivo con l’esame della valutazione di impatto ambientale della tratta internazionale e dopo che il Cipe avrà definito il piano di finanziamenti a carico dell’Italia. Il costo dell’opera è di 48,5 milioni di euro ed i lavori dureranno tre-quattro anni. Nella stazione si incontreranno la linea storica e quella nuova, oltre che i treni per le stazioni turistiche montane. Avrà anche funzione di interscambio con il polo intermodale. Per ridurre al minimo l’impatto, tutti i materiali di scavo saranno trasportati su treni su un binario in galleria che collegherà il cantiere con lo snodo di Bussoleno. “La stazione - ha spiegato Kuma durante la presentazione svoltasi a Torino il 18 settembre - è stata progettata per essere non solo luogo di partenza ed arrivo per i passeggeri, ma come un condensatore sociale, con una serie di servizi alla città e all’intera vallata. Ci saranno spazi per congressi, luoghi per informazioni turistiche e un’ampia balconata panoramica sulla valle. La copertura dell’edificio sarà ispirata alle lose, ridisegnate in chiave tecnologica, saranno installati impianti solari e fotovoltaici e un sistema di ventilazione naturale”. L´assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, lo ha definito “un progetto che combina perfettamente la tensione verso l’innovazione e il richiamo al passato. Ed oltre ad un riferimento a forme e materiali tipici della valle, vediamo con piacere un’affinità con l´opera dell’architetto Carlo Mollino, colui che ha saputo guardare avanti e rinnovare lo stile montano. La nuova stazione di Susa rappresenta uno dei grandi vantaggi che la Nuova Linea Torino-lione apporterà al territorio: benefici duraturi, anche in termini occupazionali. Mentre dal punto di vista ambientale non resterà un manufatto isolato, ma potrà armonizzarsi in un tutt´uno con l´abitato”. Bonino ha poi allargato la sguardo all’intera linea: “Siamo convinti che alla fine tutti si convinceranno ed apprezzeranno un’opera che in valle è stata sostenuta sin dall’inizio solo da un pugno di tenaci e illuminati amministratori. A loro deve essere sempre riconosciuto il merito di aver saputo, anche nei momenti di maggiore difficoltà, mantenere il dialogo istituzionale, schierandosi apertamente dalla parte della legalità e dello Stato”. |
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SAITTA: “LA NUOVA STAZIONE INTERNAZIONALE DI SUSA SARA’ IL SIMBOLO DI UNA TORINO-LIONE CHE, NEL LUNGO TERMINE, DARA’ AL TERRITORIO PIU’ DI QUELLO CHE GLI SOTTRARRA’ PER POCHI ANNI” |
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Torino, 19 settembre 2012 - “Un progetto che scaturisce da una grande attenzione per un territorio e per una comunità locale che intende valorizzare nelle loro peculiarità tradizionali e nelle loro potenzialità future; una infrastruttura che non consumerà suoli agricoli, ma che, anzi, riqualificherà una posizione di territorio fortemente compromessa”: è questo il giudizio espresso stamani dal Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, dopo la presentazione da parte dell’architetto Kengo Kuma del progetto per la nuova stazione internazionale di Susa della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-lione. “Il progetto presentato ieri durante la seduta dell’Osservatorio sulla Torino-lione è perfettamente coerente con l’obiettivo della riduzione del consumo di suolo che la Provincia si è data recentemente, approvando il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento. – ha sottolineato il Presidente Saitta – Le scelte progettuali di Kuma dimostrano una perfetta comprensione ed identificazione con il metodo che l’organismo presieduto dall’architetto Mario Virano ha seguito negli ultimi anni per affrontare tutti gli aspetti progettuali della Tav, nel pieno rispetto dell’ambiente e della popolazione della Valsusa”. “Il progetto presentato ufficialmente stamani, - ha concluso il Presidente della Provincia – stimola tutti quanti ad andare con lo sguardo verso il futuro, pensando alle ricadute che la Tav e la nuova stazione internazionale di Susa avranno sulla Valsusa, in termini di riqualificazione ambientale e di promozione del territorio. La nuova infrastruttura sanerà alcune profonde ferite urbanistiche ed ambientali e metterà a disposizione dei cittadini uno spazio pubblico le cui funzioni andranno ben al di là di quelle di un semplice punto di interscambio tra modalità di trasporto: sarà un luogo di incontro, di aggregazione e di utilizzo intelligente del tempo libero in attività culturali, ricreative e sportive, Sarà in qualche modo il simbolo di una Torino-lione che, nel lungo termine, darà al territorio più di quanto gli sottrarrà per pochi anni”. |
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CANTIERI BAGLIETTO: RIUNIONE POSITIVA, SERVE SFORZO DI TUTTI |
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Genova, 19 Settembre 2012. Nuovo approfondimento tecnico per il passaggio formale dei cantieri Baglietto di Varazze al gruppo Azimut a seguito della presenza dello stabilimento in una zona esondabile. Dall´incontro di ieri in Regione a cui hanno preso parte, oltre all´assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli anche il presidente del gruppo Azimut, Paolo Vitelli, il liquidatore dei cantieri Baglietto, Federico Galantini, i rappresentanti del Comune di Varazze, della Provincia di Savona e delle organizzazioni sindacali, è emersa la volontà di proseguire sulla strada dell´acquisizione dei cantieri da parte del Gruppo torinese, vincolata ad una serie di verifiche derivanti dai vincoli dell´area. "Sono soddisfatto dell´incontro di oggi che ci ha sollecitato il sindacato – ha ribadito l´assessore regionale allo sviluppo economico, Guccinelli – Dalla riunione è emersa la strada da seguire e il tipo di procedura da adottare per riuscire a realizzare uno stabilimento che abbia efficienza produttiva. Sono stati anche chiariti i tempi massimi per l´approvazione della procedura da parte degli Enti locali che non supereranno i 90 giorni". Sia il liquidatore, Galantini sia il presidente del gruppo Azimut, Vitelli hanno confermato la volontà di proseguire nel passaggio di consegne, anche se i tempi saranno necessariamente più lunghi. "Da parte di Azimut – ha detto Guccinelli – mi sembra ci sia la voglia di fare un nuovo sito produttivo e da parte del liquidatore ci sia l´intenzione di trovare un accordo definitivo. Come Regione abbiamo fatto tutto il possibile per favorire il passaggio di consegne". Azimut e il liquidatore del cantiere, Federico Galantini si accorderanno nei prossimi giorni per arrivare, dopo alcune verifiche, alla firma di un preliminare, nel giro di quindici giorni. Ottimista anche Paolo Vitelli. "Mi sembra che siamo vicini al risultato – ha detto il presidente di Azimut – oggi Regione, Provincia e Comune hanno definito percorsi di completamento dell´iter procedurale per arrivare ad una concessione in modo chiaro. Rimane comunque il fatto che si tratta di una zona esondabile, su cui si deve trovare il modo di realizzare il cantiere che vogliamo". Se dopo le valutazioni del gruppo Azimut la riposta sarà positiva, prenderà il via l´iter esecutivo di 4 mesi per arrivare ad una conclusione progettuale competa e dare così un futuro agli attuali 30 lavoratori in cassa integrazione. |
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OSSERVATORIO COSTA CONCORDIA: LO STATO DEL RECUPERO E LE PROSSIME TAPPE |
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Firenze, 19 settembre 2012 – L’osservatorio sul recupero della Costa Concordia, riunito a Firenze fino alla tarda serata del 17 settembre, ha dato via libera al consorzio Titan-micoperi, incaricato da Costa Carnival, per l’avvio della seconda tranche di lavori utili alla rimessa in galleggiamento del relitto. “L’osservatorio – rileva la presidente Maria Sargentini – ha individuato solo la necessità di integrare alcune documentazioni sulla base dei report prodotti quotidianamente nella base operativa del Giglio, ma lo stato del programma dei lavori risulta soddisfacente. La tempistica registra in verità qualche ritardo; la prima fase infatti si chiuderà ai primi di ottobre per problemi insorti durante le attività e connessi alle caratteristiche del fondo marino in cui sono state predisposte le sedi per i micropali ”. Mentre prosegue in Fincantieri l’assemblaggio dei cassoni che consentiranno il galleggiamento, e la costruzione delle piattaforme sottomarine su cui poggerà lo scafo nella fase di raddrizzamento (tutto questo materiale passerà poi per la base logistica di Piombino), le squadre di operai e sub lavorano sul fianco della Concordia per alloggiare i martinetti e i cavi che saranno messi in tensione dai quattro blocchi di ancoraggio immersi e piantati con decine di micropali sul fondo marino lato terra rispetto al relitto. Tutti i lavori avanzano naturalmente, sottolinea ancora la presidente Sargentini, sotto il continuo e costante monitoraggio di acque, aria e territorio (con particolare attenzione allo smaltimento dei materiali e dei rifiuti di risulta dai lavori), portato avanti da tutti i soggetti di controllo attivati dalla Conferenza dei Servizi per il recupero e rappresentati nell’Osservatorio: Regione Toscana , Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Dipartimento della Protezione Civile, Arpat, Provincia di Grosseto, Comune dell’Isola del Giglio, Ministero dell’Interno, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ispra, Capitaneria di Porto di Livorno, Ministero della Salute e Istituto Superiore della Sanità. |
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