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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 20 Settembre 2012
PRESENTATI IN ANTEPRIMA I RISULTATI CLINICI DEL PRIMO TRATTAMENTO LASER INTRAVAGINALE PER COMBATTERE I DISTURBI DELLA MENOPAUSA: MONNALISA TOUCH  
 
Milano, 20 Settembre 2012 - Sono stati presentati ieri in anteprima i risultati clinici relativi al primo trattamento laser intravaginale per combattere i disturbi della menopausa: Monnalisa Touch. Dallo studio clinico che coinvolge 50 donne, pazienti affette da atrofia vaginale in cura presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, sono emersi dei risultati clinici preliminari entusiasmanti. In seguito ai primi trattamenti con Monnalisa Touch sono stati riportati notevoli miglioramenti di tutti i principali sintomi, con importanti risvolti positivi anche sulla qualità della vita delle pazienti. È noto che durante il climaterio tutti gli organi del corpo della donna, compresi quelli genitali, sono soggetti a un lento e progressivo invecchiamento dovuto allo scorrere del tempo. La perdita di turgore e idratazione dei tessuti delle zone intime induce scarsa lubrificazione vaginale, causando sensazioni di disagio dovute a prurito, secchezza, bruciore, persino dolore durante il rapporto sessuale. Grazie a Monnalisa Touch, dopo un solo trattamento, è stato riscontrato nelle pazienti la riduzione di tutti questi disturbi. Monnalisa Touch è un trattamento laser di ultima generazione, controllato da un sistema computerizzato (tecnologia esclusiva Deka) che agendo delicatamente sui tessuti stimola la produzione di collagene, migliora la funzionalità dell’area trattata e ristabilisce il corretto equilibrio trofico della mucosa vaginale, permettendo di riconciliare le donne con loro stesse e di ritrovare il giusto feeling con il proprio partner durante la menopausa. La cura è indicata anche per il trattamento dei tessuti vaginali in seguito a interventi di cura per tumori ginecologici (mammella, ovaio, utero, vulva e vagina). Alla conferenza stampa, moderata da Maria Teresa Ruta, hanno partecipato il Prof. Calligaro, Docente di Istologia e Embriologia all’Università di Pavia, il Prof. Candiani, Primario di Ginecologia presso l’Ospedale San Raffaele, il Dottor Galli, Responsabile Commerciale e Marketing Internazionale Deka, la Prof.ssa Nappi, Ginecologo presso l’Università di Pavia, il Dottor Salvatore, Uroginecologo presso l’Ospedale San Raffaele e il Dottor Zerbinati del Centro Medico Polispecialistico. Afferma Mauro Galli - Responsabile Commerciale e Marketing Internazionale Deka: “Siamo orgogliosi di presentare oggi ufficialmente i risultati positivi che abbiamo ottenuto grazie a Monnalisa Touch. Si tratta della prima applicazione laser in campo ginecologico, per la menopausa, che agisce sui tessuti determinando un’azione rigenerante delle fibre invecchiate e inducendo la produzione di nuovo collagene: una nuova frontiera della tecnologia al servizio delle donne, offerta da Deka”. Monnalisa Touch è la tecnica più avanzata di fotoringiovanimento vaginale, sicura ed efficace in quanto basata su una tecnologia specifica sviluppata appositamente. Senza gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche, questo trattamento innovativo corregge la riduzione di volume della mucosa, la rimodella e ne ripristina l’idratazione e l’elasticità, in modo indolore. Durante la conferenza stampa la Professoressa Nappi sottolinea come, tra le molteplici dimensioni che influenzano la qualità della vita della donna dopo i 50 anni, quella che riguarda la sfera intima e che è strettamente collegata al problema dell’atrofia vaginale, sia spesso sottovalutata nonostante la sua rilevanza per il benessere personale e di coppia. Inoltre la Professoressa Nappi presenta i risultati di una ricerca sulla percezione dell’universo menopausa nella coppia, dalla quale emerge come sia fondamentale l’apporto psicologico dell’uomo. Per tale ragione la Professoressa Nappi, con la collaborazione di Willy Pasini, darà il via dal prossimo 21 novembre a un nuovo corso formativo ad hoc, dal titolo “Uomini a lezione di menopausa: conoscere per comprendere e condividere cambiamenti e trasformazioni”, che si rivolgerà al mondo maschile con l’obiettivo di far capire come affrontare in modo positivo il delicato periodo della menopausa, per viverlo in maniera serena e completa all’interno della coppia. www.Monnalisatouch.it    
   
   
SETTIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULL´IMPATTO DEI FATTORI AMBIENTALI SULLA SALUTE  
 
Budapest, 20 settembre 2012 - La settima conferenza internazionale sull´impatto dei fattori ambientali sulla salute (Environmental Health Risk 2013) avrà luogo dal 23 al 25 aprile 2013 a Budapest, Ungheria. Gli aspetti sanitari connessi all´ambiente sono diventati una grande fonte di preoccupazione in tutto il mondo. La salute umana dipende molto da diversi fattori ambientali quali la qualità dell´aria, dell´acqua, del suolo e degli alimenti. La possibilità di rimuovere le sostanze pericolose dall´ambiente si basa fortemente sullo sviluppo di tecniche sperimentali, di modellazione e interpretative adatte, che consentono una valutazione equilibrata del rischio e permettono di suggerire modi per migliorare la situazione. L´interazione tra il rischio ambientale e sanitario è spesso complessa e può coinvolgere una serie di fattori sociali, professionali e di stile di vita. Questo sottolinea l´importanza di adottare un approccio interdisciplinare. La conferenza sarà un forum interdisciplinare che riunirà esperti per discutere l´impatto dei fattori ambientali sulla salute umana e proporre soluzioni realistiche del problema. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Wessex.ac.uk/13-conferences/environmental-health-risk-2013.html    
   
   
ISTITUTO SUPERIORE SANITÀ: "IL MELANOMA - PREVENZIONE, DIAGNOSI, TERAPIA E RECENTI ACQUISIZIONI"  
 
Roma, 20 settembre 2012 - Venerdì 21 settembre a Roma, presso l’ Istituto Superiore di Sanità - Aula Pocchiari – si terrà il Convegno “Il Melanoma Prevenzione, Diagnosi, Terapia e recenti acquisizioni biologiche e molecolari”. La giornata di lavori avrà inizio alle ore 8 per concludersi alle ore 17. Il convegno è stato patrocinato dalla Provincia di Roma. A patrocinare l’iniziativa anche la Regione Lazio, Roma Capitale e la Società Italiana di Cancerologia. Al convegno parteciperanno ricercatori e clinici afferenti ai principali Istituti di Ricerca Oncologica presenti sul territorio nazionale. Le sessioni di lavoro prevedono un’ampia panoramica dedicata all’epidemiologia del melanoma ed alle più recenti possibilità di attuare una corretta prevenzione ed una diagnosi sempre più precoce. Verranno altresì illustrate le alterazioni molecolari recentemente scoperte in una frazione di melanomi cutanei e la loro valenza funzionale nel processo di crescita e progressione neoplastica. Tali informazioni hanno contribuito a creare un razionale biologico per l’uso di farmaci intelligenti nella terapia del melanoma, diretti ad interferire in maniera selettiva con alcuni processi molecolari critici per la sopravvivenza delle cellule tumorali. I lavori si concluderanno con tre comunicazioni sperimentali che affronteranno temi riguardanti nuove strategie diagnostiche, preventive e terapeutiche di potenziale interesse clinico. Nuovi ed interessanti orizzonti terapeutici stanno quindi emergendo anche per il melanoma, neoplasia per la quale sono stati finalmente scoperti “alcuni punti deboli”, disegnati nuovi farmaci per attaccarli, e rilanciate serie speranze di cura. Corso accreditato Ecm. Per le modalità d’iscrizione www.Associazioneartemisiaonlus.it    
   
   
SANITÀ: SINTESI DELL´INTERVENTO ASSESSORE PUGLIA IERI IN CONSIGLIO REGIONALE  
 
 Bari, 20 settembre 2012 - Di seguito, una sintesi dell’intervento dell’assessore Attolini ieri mattina durante la seduta monotematica sulla sanità: “Per comprendere pienamente la situazione del sistema sanitario pugliese, è necessario considerare il contesto nazionale e la condizione socio-economica in cui siamo costretti ad operare, che prevede un costante definanziamento dei sistemi sanitari regionali. Ed in questo quadro ci siamo posti l’obiettivo di modernizzare il sistema sanitario pugliese, riorganizzando innanzitutto la rete delle cure primarie, attraverso il potenziamento dei servizi da offrire ai cittadini sui territori.” Così ieri l’assessore alle Politiche della Salute, Ettore Attolini, ha iniziato la sua relazione in Consiglio Regionale sullo stato dei livelli essenziali di assistenza e sull’organizzazione funzionale del sistema sanitario pugliese. “Va detto che il contesto nazionale sta influenzando negativamente la riorganizzazione del nostro sistema sanitario. La continua erosione di quote di finanziamento dei sistemi sanitari regionali, e quindi anche di quello pugliese, rischia di mettere fortemente in discussione l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Un minore finanziamento di 18 miliardi di euro in tre anni alla sanità costituisce una pesante ipoteca sul futuro del sistema sanitario pubblico e mina alla base il nuovo Patto della Salute, in discussione fra le Regioni e il governo. Di fatto, la discussione sul nuovo Patto della Salute, che prevedeva la revisione dei livelli essenziali di assistenza e il miglioramento della qualità dei servizi da offrire ai cittadini, si è bruscamente interrotta nei mesi scorsi ed è stata superata dal decreto sulla spending review, che ha contribuito a rendere più difficoltoso il ruolo delle regioni nell’erogazione dei servizi essenziali per i cittadini. Alla luce di questi dati, quindi, - ha continuato l’assessore Attolini – viene naturale chiedere quale modello di sanità scaturisce da provvedimenti di questo tipo, dal momento che uno dei risultati certi di tutti questi tagli sarà l’entrata in piano di rientro per quasi tutte le regioni italiane nel prossimo anno.” L’assessore Attolini ha poi proseguito illustrando le diverse fasi che hanno caratterizzato il Piano di Rientro, sottolineando gli elementi di modernizzazione introdotti nel sistema, a partire proprio dal potenziamento dei servizi offerti nei territori. “Nessuna struttura è stata chiusa, o sarà chiusa. Le 21 strutture individuate come inappropriate e poco funzionali dal Piano di riordino saranno, e in parte già lo sono, riconvertite in moderne strutture territoriali, in cui i cittadini già ricevono l’assistenza adeguata alle loro esigenze. L’analisi della rete ospedaliera nel 2010 in Puglia ha evidenziato come l’elevata ospedalizzazione e l’eccessiva disponibilità di posti letto nelle strutture sia indice spesso di inappropriatezza dell’utilizzo dei presidi ospedalieri e dei ricoveri. Basti considerare che, secondo i dati del 2010, tra i 20 Drg (raggruppamenti di diagnosi) per cui più frequentemente ci si ricovera in Puglia, 11 sono considerati dal Ministero della Salute “ad alto rischio di inappropriatezza se erogati in regime di ricovero”; inoltre, si è calcolato che circa il 24% dei ricoveri per acuti del 2010 avrebbe potuto essere trasferito in un setting non residenziale. Più nello specifico, è stato evidenziato che circa 195.000 ricoveri per acuti nel 2010 avrebbero potuto essere trattati con forme assistenziali differenti dal ricovero, e di questi, ben 139.000 avrebbero potuto usufruire di prestazioni ambulatoriali, senza il ricorso al posto letto. E’ chiaro, quindi, che un elevato numero di ospedali e di posti letto non è garanzia di buona sanità e di buona assistenza.” “Consci e consapevoli di questi dati, stiamo procedendo contestualmente, quindi, alla riorganizzazione dei servizi territoriali, puntando con decisione sul Chronic Care Model, ovvero un modello di cura e presa in carico dei pazienti con patologie croniche che molto spesso vengono erroneamente ospedalizzati, con l’obiettivo di fornire le cure necessarie direttamente a domicilio dei pazienti; a questo si aggiungano esperienze ormai fondamentali per la salute dei pugliesi, come la telecardiologia e la telediabetologia, che utilizzate anche a supporto della rete di emergenza/urgenza ci consente di salvare molte vite.” “Alla riorganizzazione della rete ospedaliera ha fatto, quindi, da contraltare il potenziamento dei servizi territoriali: come si evidenzia dai dati di analisi, dal 2002 al 2011 il tasso dei ricoveri inappropriati è stato abbattuto del50% e la mobilità passiva dal 2006 al 2011 del 14%, mentre solo nell’ultimo anno sono cresciute del 20% le presetazioni specialistiche ambulatoriali. Il taglio dei posti letto non ha determinato, pertanto, un depauperamento dei servizi ai cittadini, né una fuga verso altre regioni. Nonostante le esigenze imposte dal contenimento dei costi – ha proseguito Attolini – è stato dato grande impulso alle politiche di promozione attiva della salute; abbiamo voluto coniugare l’obiettivo del risparmio con quello del miglioramento dei livelli di appropriatezza e di qualificazione dell’offerta specialistica, migliorando l’accessibilità delle prestazioni specialistiche sul territorio pugliese.” E a proposito di servizi territoriali, l’assessore Attolini ha citato poi i Centri Polifunzionali Territoriali e gli ambulatori dei medici di medicina generale associati, indicandoli come un’altra importante innovazione introdotta in Puglia, ben prima del decreto del Ministro Balduzzi. “Il vero collo di bottiglia del nostro sistema sanitario – prosegue Attolini - è la drammatica carenza di personale nelle strutture, che rischia di inficiare tutti gli sforzi effettuati dal nostro sistema per modernizzarsi e andare incontro alle necessità di salute dei cittadini. La nostra rete dei servizi sanitari si regge oggi sul lavoro di pochi addetti, cui non possiamo più continuare a chiedere sforzi così importanti. Da mesi poniamo la questione all’attenzione del tavolo di discussione con il Ministero della Salute e il Ministero delle Finanze, chiedendo le deroghe al blocco del turn over, per consentire di fornire ai lavoratori e a tutto il sistema l’ossigeno necessario a continuare il lavoro egregio che quotidianamente viene svolto.” “La mancanza di personale in Puglia è il frutto del combinato disposto di due fattori: innanzitutto la norma finanziaria del 2006, che limitava la spesa per il personale sanitario delle regioni alla quota di spesa sostenuta nel 2004, ridotta del 1,4%; in secondo luogo è intervenuto il blocco totale del turn over, previsto dal Piano di Rientro 2010-2012. A conferma di quanto dico, confrontando i dati della Regione Puglia con quelli di regioni con una numerosità di popolazione sovrapponibile, come ad esempio l’ Emilia Romagna, si evidenzia un divario nel costo del personale sanitario del 40% a sfavore della Puglia. Questo divario fra l’Emilia Romagna e la Puglia è andato costantemente allargandosi, considerando anche che negli ultimi due anni il sistema sanitario pugliese ha perso circa 5.000 lavoratori per raggiungimento dell’età pensionabile, che non sono stati sostituiti.” Per la risoluzione di questa criticità l’assessore Attolini ha espressamente chiesto l’impegno di tutta la politica pugliese. L’assessore ha poi fatto riferimento ad alcune buone pratiche del sistema sanitario pugliese: ha esposto i dati sul contenimento della spesa del sistema sanitario, che ha raggiunto importanti risultati, con l’abbattimento di 2/3 del deficit. “Abbiamo ottenuto il contenimento della spesa farmaceutica e dell’acquisto di beni e servizi, facendo ricorso al sistema della centralizzazione degli acquisti e ad una maggiore appropriatezza delle prescrizioni mediche, evitando così inutili sprechi. Va detto anche che stiamo mettendo in campo tutte le iniziative possibili per tutelare i fornitori.” Successivamente ha illustrato “Edotto”, il nuovo sistema di Sanità elettronica pugliese. Infine, ha fatto riferimento alla legge regionale sulla valutazione dei danni alla salute derivanti da problematiche ambientali, utile al governo e al censimento delle criticità di salute dei cittadini che vivono in aree a rischio come Taranto.  
   
   
SANITA´: DECESSO PAZIENTE A MESSINA, GIA´ AVVIATA INDAGINE INTERNA  
 
Palermo, 20 settembre 2012 - In relazione al decesso di un uomo di 69 anni, avvenuto all´Ospedale "Papardo" di Messina, l´assessorato regionale della Salute comunica di avere gia´ disposto un´indagine interna per far luce sulle cause che avrebbero provocato la morte del paziente, ricoverato presso l´Unita´ Operativa di Ortopedia. Se - come sembra - il decesso e´ stato provocato dalla trasfusione di una unita´ di sangue incompatibile, l´indagine puntera´ ad accertare le precise responsabilita´ da parte degli operatori sanitari e ad assumere i relativi provvedimenti disciplinari. L´assessorato ricorda che a seguito di un evento analogo, verificatosi nel settembre 2009, erano state emanate precise linee guida per la prevenzione dell´errore trasfusionale ed erano state impartite alle aziende sanitarie, precise disposizioni per aumentare i margini di sicurezza dei pazienti. L´azienda "Papardo - Piemonte" di Messina ha gia´ avviato un procedimento disciplinare nei confronti del dirigente medico di turno presso il reparto di Ortopedia del Papardo e di due infermiere sospendendoli dal lavoro, in via cautelativa. Tutta la documentazione relativa al presunto caso di malasanita´ e´ stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Messina.  
   
   
TRAPIANTI MARCHE: SONO 518 QUELLI EFFETTUATI DAL 2005 AD OGGI .  
 
Ancona, 20 settembre 2012 - Sono esattamente 518 i trapianti effettuati nelle Marche dal Centro Trapianti degli Ospedali Riuniti di Ancona dal 30 maggio 2005 al 31 agosto 2012. Di questa straordinaria attività di parlerà venerdì 21 settembre alle 16.30 al Teatro delle Muse. “Un traguardo sbalorditivo – spiega il presidente della Regione Gian Mario Spacca – che testimonia la qualità raggiunta dal sistema sanitario regionale e che vogliamo sottolineare insieme a tutta la comunità a partire dai nostri concittadini che avevano perso la funzionalità del fegato o dei reni e che hanno trovato nel trapianto una risposta ai loro problemi di salute e una nuova prospettiva di vita. Ed è particolarmente importante che questa risposta l´abbiano trovata nella nostra regione, senza essere costretti a spostarsi altrove”. Per quanto attiene la donazione multiorgano oggi con il 44,1 p.M.p. (per milioni di persone) la Regione Marche è la prima Regione d’Italia come tasso di donazione, dato che viene confermato anche con il 37,1 p.M.p. Come prima regione, per quanto concerne i donatori utilizzati. Ottimi i risultati anche per il settore raccolta cornee: la Banca degli occhi di Fabriano ha infatti raccolto nel 2011 531 cornee, con aumento del 60% rispetto al 2008. Eccellenti performance poi per quanto attiene l’attività trapiantologica: se nell’anno 2011 sono stati effettuati 69 trapianti (36 di fegato, 33 di rene ), nel 2012, dati dei primi 8 mesi, stati effettuati ben 58 trapianti (27 di fegato, 31 di rene). Scheda tecnica rene Il rene è un organo estremamente sofisticato che depura il sangue dalle sostanze tossiche, regola il bilancio dei liquidi e la pressione arteriosa, elimina i farmaci e sintetizza ormoni che stimolano la produzione di globuli rossi e la calcificazione delle ossa. Il mancato funzionamento di questo organo ha conseguenze su tutto l´organismo e, se non si interviene in modo adeguato, può compromettere la vita della persona. Le malattie renali sono in crescita in tutto il mondo, per l´aumento dell´età media della popolazione e per gli stessi stili di vita. Le Marche non fanno eccezione, considerato che si tratta di una regione in cui si vive più a lungo che in altre e, ogni anno circa 250 persone perdono la funzione renale aggiungendosi a quelle che già si trovano in questa condizione. Scheda tecnica fegato Il fegato può essere paragonato ad un grande laboratorio chimico: filtra e converte tutte le sostanze che vengono assorbite durante la digestione degli alimenti, depura gli agenti tossici, sintetizza centinaia di composti che sono fondamentali per il funzionamento della macchina umana tra cui i fattori della coagulazione. Il numero e la complessità delle funzioni del fegato fanno si che da un lato il suo mancato funzionamento sia incompatibile con la vita e dall’altro che le sue attività non possano nemmeno temporaneamente essere svolte da una macchina, come avviene ad esempio per reni e talora, cuore. Tra le numerose malattie legate al fegato la più grave è la cirrosi che può essere curata e guarita solo dal trapianto di fegato. A livello mondiale, la cirrosi è la quinta causa di mortalità e si stima che in Italia siano circa 90.000 la persone affette da questa malattia. Le malattie croniche del fegato rappresentano inoltre il principale fattore di rischio per l’epatocarcinoma. L’aspettativa di sopravvivenza a 5 anni di distanza dall’intervento di un paziente trapiantato va dall’80 al 90%.  
   
   
VINCENT. IL VAN GOGH MUSEUM NELL’HERMITAGE AMSTERDAM LE SCELTE CONSAPEVOLI DI UN ARTISTA DI FAMA INTERNAZIONALE DAL 29 SETTEMBRE 2012 AL 25 APRILE 2013  
 
Amsterdam, 20 settembre 2012 – L’hermitage Amsterdam accoglie temporaneamente parte della collezione del Van Gogh Museum, che rimarrà chiuso per lavori di ristrutturazione fino al 1˚ maggio 2013, e offre l’occasione di riscoprire le opere di Vincent van Gogh (1853-1890). La presentazione Vincent illustra l’appassionante ricerca compiuta dal pittore nel corso del suo sviluppo artistico. Nell’arco di dieci anni, l’autodidatta Van Gogh si trasformò da principiante in un vero artista con uno stile proprio e spiccatamente originale a cui tuttora deve la sua fama in tutto il mondo. La presentazione nell’Hermitage Amsterdam mostra questa evoluzione esponendo circa 75 importanti dipinti, una selezione di lettere, opere su carta e oggetti provenienti dalla collezione del Van Gogh Museum. Capolavori come Girasoli (1889), La camera da letto (1888), Ramo di mandorlo in fiore (1890), I mangiatori di patate (1885) e La casa gialla (1888) insieme a opere meno note illustrano la carica innovativa della sua pittura alla luce dei temi che l’artista stesso predilesse. Nel corso della sua attività artistica, relativamente breve, Vincent van Gogh continuò a porsi nuovi obiettivi, esplorando con inesauribile energia ogni risvolto della pittura, dagli aspetti tecnici del mestiere a tutti gli stili che incontrò sul suo cammino. Questa poliedrica indagine fu strumentale alla conquista di uno stile personale e alla scelta dei soggetti dei suoi quadri. Contrariamente all’immagine ampiamente diffusa di Van Gogh come artista impetuoso, egli era un uomo con obiettivi precisi e una lucida consapevolezza delle sue scelte. Non disegnava o dipingeva a caso la prima cosa che gli veniva in mente, ma ogni disegno, ogni dipinto rappresentava un tentativo ben ponderato di migliorare. Alcuni degli obiettivi che Van Gogh si pose sono illustrati in Vincent. Il Van Gogh Museum nell’Hermitage Amsterdam. L’arte nasce dall’esercizio - Van Gogh definiva “studi” la maggior parte dei suoi sui dipinti, indicando con questa parola che si trattava di tentativi indirizzati a padroneggiare un determinato aspetto formale o un motivo. Ad esempio, egli eseguì una serie di disegni di mani di contadini in preparazione del suo primo capolavoro, il famoso dipinto I mangiatori di patate (1885). Anche in Francia continuò a sperimentare nuove tecniche. Perfino nell’ultimo mese di vita, in un dipinto come Spighe di grano (1890), studiò il motivo raffigurato per utilizzarlo come sfondo in un ritratto. Van Gogh non smise mai di esercitarsi e di sperimentare, ai suoi occhi un artista doveva continuare ad apprendere: “Faccio sempre quello che ancora non mi riesce per esserne capace.” Uno stile personale Nell’arco della sua breve parabola artistica il pittore si dedicò alla sperimentazione formale, nello sforzo di conquistare uno stile e una pennellata originali che lo avrebbero portato alla fama internazionale. Durante le varie fasi del suo sviluppo assimilò il linguaggio di altri artisti. A Parigi trasse ispirazione dall’impressionismo e dal pointillisme, tuttavia il quadro Montmartre: dietro il Moulin de la Galette (1887) mostra come egli perseguisse un proprio programma. L’effetto del colore - Van Gogh si dedicò assiduamente allo studio degli effetti coloristici nei disegni e nei dipinti. In quadri come Mele cotogne, limoni, pere e uva (1887) ma anche nei Girasoli (1889) sperimentò le differenti gradazioni di un unico colore. In altri dipinti, ad esempio La sedia di Gauguin (1888) e Iris (1890), scelse di far dialogare tra loro i colori per ottenere un’espressività convincente. Egli divenne sempre più convinto della potenza espressiva del colore stesso, che considerava il mezzo ideale per rappresentare un sentimento o un’atmosfera. Pittore di contadini - Nella visione di Van Gogh la vita dei contadini era intimamente legata alla semplicità, all’eternità e alla rinascita. Questo tema svolse un ruolo di primaria importanza in tutta la sua esperienza artistica, in particolare nei periodi che trascorse a Nuenen e in Provenza. Nel 1885 scrisse al fratello Theo “Se affermo di essere un pittore di contadini è veramente così.” Nell’ambito di questo tema egli si mosse nel solco di Jean-françois Millet, il maestro di questo genere pittorico. Guardando al Giappone - L’arte giapponese esercitò un profondo influsso su Van Gogh, che ne riprese sia i soggetti sia i principi compositivi e stilistici. Nel 1888 scrisse da Arles al fratello Theo: “Tutta la mia opera si fonda in un certo modo su ‘giapponeserie’.” Venuto a conoscere le stampe giapponesi, egli fece copie di xilografie famose come Ponte sotto la pioggia (1887) di Hiroshige, ma ben presto assimilò nel suo stile caratteristici elementi giapponesi quali la prospettiva e l´uso del colore, come si vede nei dipinti La mietitura (1888) e Il ponte di Langlois (1888). Il ritratto moderno - In Auvers Van Gogh scrisse: “La questione che mi interessa maggiormente nel mio mestiere, molto ma molto più di tante altre, è il ritratto, il ritratto moderno.” Egli cercò di esprimere nei ritratti lo spirito del suo tempo con una pittura fortemente espressiva com´era sua caratteristica. All’inizio della sua attività, l’artista si concentrò principalmente sulla raffigurazione delle “teste” come mostrano i molti studi che eseguì. Lentamente, ma indiscutibilmente le idee del pittore sul ritratto mutarono. Durante il soggiorno ad Arles egli volle dipingere ‘ritratti moderni’, che rendessero giustizia al temperamento della persona raffigurata. Esempi di questa visione sono Lo zuavo (1888) e Ritratto di Camille Roulin (1888). La ricchezza della natura - La natura fu importante tanto per la vita quanto per l’arte di Van Gogh. Gli donò infatti forza e tranquillità. Poiché Van Gogh considerava in maniera alquanto vasta il concetto di natura, essa gli era sempre vicina. Van Gogh dipinse giardini lussureggianti, frutteti in fiore e immensi campi di grano. Anche l’uomo non è mai lontano. Il pittore cercava di rappresentare una visione personale, sentita della natura, a volte profonda e quasi religiosa, altre volte allegra e leggera. Insieme ai dipinti impressionisti più amati dell’Hermitage In concomitanza con la presenza del Van Gogh Museum l’Hermitage Amsterdam propone al 13 gennaio 2013 la mostra Impressionismo: sensazione e ispirazione. I dipinti più amati dell’Hermitage. Le opere di Van Gogh a fianco di quelle di molti importanti artisti suoi contemporanei offriranno una panoramica unica della pittura francese nel diciannovesimo secolo. Ristrutturazione - Il Van Gogh Museum si trasferisce dal 29 settembre 2012 al 25 aprile 2013 nell’Hermitage Amsterdam in conseguenza della necessaria opera di ristrutturazione dell’edificio museale sulla piazza Museumplein, che rimarrà temporaneamente chiuso al pubblico. La collaborazione con l’Hermitage Amsterdam offre al Van Gogh Museum l’opportunità di continuare a esporre la sua collezione ad Amsterdam. Nel maggio del 2013 il Van Gogh Museum riaprirà i battenti con la mostra Van Gogh al lavoro, con cui festeggia il quarantesimo anniversario dalla sua fondazione. Pubblicazione - In occasione della presentazione nell’Hermitage compare il volume riccamente illustrato Vincent di Leo Jansen e Renske Suijver, con un contributo di Ann Blokland, € 19,95. In anche inglese, francese e olandese. http://www.vangoghmuseum.com/    
   
   
VAN GOGH MILE, UN ITINERARIO ARTISTICO CHE SEGNA IL TRASFERIMENTO TEMPORANEO DEL VAN GOGH MUSEUM NELL’HERMITAGE AMSTERDAM  
 
Amsterdam, 20 settembre 2012 - La fondazione Artery e il Van Gogh Museum hanno realizzato insieme il progetto artistico Van Gogh Mile, una passeggiata che inizia a Museumplein e conduce all’Hermitage Amsterdam. Il percorso, progettato dall’artista Henk Schut, si snoda lungo il tragitto del temporaneo trasferimento del Van Gogh Museum all’Hermitage Amsterdam e accompagna i visitatori ispirandoli. Sullo sfondo della città di Amsterdam l’opera di Schut si articola nello spazio pubblico stimolando i sensi dei fruitori con installazioni sonore, apparizioni virtuali, testi e immagini che prendono spunto dalle lettere di Vincent van Gogh (1853–1890). Una linea rossa, tesa a un’altezza di cinque metri circa, indica l’itinerario di 2,2 km che congiunge fisicamente il Van Gogh Museum all’Hermitage Amsterdam. La passeggiata dura circa 30 minuti e si può percorrere dal 29 settembre 2012 al 25 aprile 2013. L’itinerario artistico Van Gogh Mile è stato realizzato anche grazie al generoso sostegno dei fondi per il finanziamento di progetti artistici Vsbfonds e Amsterdam Fund for the Arts. Van Gogh Mile - Questa opera d’arte lunga 2,2 chilometri è creata nello spazio pubblico e durante i sette mesi in cui il Van Gogh Museum soggiornerà nell’Hermitage continuerà a evolversi. Le lettere che Vincent van Gogh scrisse al fratello Theo sono state il punto di partenza di Henk Schut per la realizzazione di Van Gogh Mile, proprio come Van Gogh traeva ispirazione da Rembrandt e altri artisti. L’ispirazione è comunicata mettendo tanto il pubblico quanto alcuni artisti contemporanei a confronto con le opere e le lettere di Van Gogh e chiedendo loro di condividere questa esperienza. Van Gogh Mile è un trittico composto da La Linea Rossa, le installazioni sonore e Van Gogh Mile App. I vari strati concorrono a conferire alla stessa immagine dimensioni differenti e a mostrare l’attualità dei temi che Vincent affrontò nelle sue lettere. La Linea Rossa - La Linea Rossa, l’immagine più avvincente dell’opera d’arte, è tesa a un´altezza di cinque metri. Essa attraversa con un itinerario zigzagante la città e congiunge fisicamente il Van Gogh Museum all’Hermitage Amsterdam. La linea rimanda a un’altra maniera di guardare, alla griglia prospettica che Van Gogh utilizzava per inquadrare la realtà mentre dipingeva, indirizza lo sguardo di chi segue il percorso verso l’alto mostrando la città in una nuova prospettiva. Schut considera La Linea Rossa inoltre come una maniera di comunicare l’ispirazione, da artista ad artista, e a tale scopo egli chiederà ad artisti contemporanei di reagire a brani tratti dalle lettere di Van Gogh, selezionati per questo progetto. Così Schut continua ad espandere questo tracciato lineare che è fonte d’ispirazione. Il pubblico che segue l’itinerario, dopo avere ascoltato i brani delle lettere, potrà a sua volta reagire tramite i social media e condividere questa esperienza con i propri amici, ad esempio su Facebook. Schut coinvolgerà gli artisti durante l’intera durata del progetto. Installazioni sonore - In vari punti lungo il percorso singole opere sonore fanno percepire una nuova realtà, come se Van Gogh stesso si rivolgesse “direttamente” al suo pubblico guidandolo durante il cammino. Chi segue La Linea Rossa può ascoltare a Museumplein, in Vijzelstraat, ad Amstelveld e sul ponte Magere Brug brani dalle lettere di Van Gogh. Una volta raggiunto il cortile interno dell’Hermitage Amsterdam, i brani potranno essere riascoltati per esteso con il sottofondo delle campane di Amsterdam. Questo mondo di suoni faceva parte delle passeggiate di Van Gogh ad Amsterdam. Van Gogh Mile App - L’applicazione Van Gogh Mile apre a chi percorre l´itinerario un mondo alternativo dove realtà e finzione si confondono. Schut utilizza le attuali tecniche multimediali per creare un’esperienza diversa dello spazio in cui ci muoviamo. Su smartphone e tablet compaiono panorami di Amsterdam, in pieno giorno scende la notte, Museumplein si trasforma in un mare di girasoli. Quattro filmati di 1 minuto trasportano i visitatori nel mondo di Van Gogh, ad esempio presentando le opere di Rembrandt, il maestro che Vincent ammirò ardentemente e prese a modello. Con questa applicazione il visitatore potrà condividere on-line la sua esperienza con gli amici e comunicare loro l’ispirazione che nasce dall´arte. Van Gogh Mile App può essere scaricata gratuitamente ovunque. Su Museumplein, presso il Museumticketshop e presso l’Hermitage Amsterdam è disponibile il servizio Wi-fi gratuito. Biografia - Henk Schut (1957) è un artista multidisciplinare, regista e designer. La sua versatilità gli consente di muoversi tra varie discipline creando innovative combinazioni. Caratteristici del suo lavoro sono lo stretto rapporto e l’interazione con il luogo. Schut è stato direttore artistico della compagnia teatrale Dogtroep (dal 2004 al 2008), ha eseguito la regia di grandi opere liriche internazionali e ha progettato installazioni per varie compagnie, ad esempio della Royal Opera House di Londra e della Bayerische Staats Opera di Monaco. Nel 1992 ha ottenuto una nomina per il premio Laurence Olivier Award con la progettazione di Inscape (per la Royal Opera House, Covent Garden) e con l’opera moderna The Dancer Hotoke. Nel 1996 ha ricevuto il Barclays New Stages Award per Vesalius, a Requiem. Il Van Gogh Museum si trasferisce temporaneamente all’Hermitage Amsterdam - Dal 29 settembre 2012 al 25 aprile 2013 il Van Gogh Museum si trasferisce temporaneamente nell’Hermitage Amsterdam. Appositamente per questo periodo nell’ala Keizersvleugel dell’Hermitage Amsterdam è allestita la presentazione Vincent. Il Van Gogh Museum nell’Hermitage Amsterdam. Circa 75 dipinti, una selezione dalle lettere, opere su carta e oggetti provenienti dalla collezione del Van Gogh Museum illustrano la parabola artistica che Vincent van Gogh (1853-1890) compì nella ricerca dell’essenza della sua arte. Www.vangoghmuseum.com    
   
   
COME LA VERNICE HA SBIADITO IL GIALLO DI VAN GOGH  
 
Bruxelles, 20 settembre 2012 - I colori che il maestro olandese Vincent Van Gogh usava nel suo lavoro erano brillanti. Ma nei "Fiori in vaso blu", che dipinse nel 1887, un po´ del giallo brillante dei fiori del bouquet è adesso arancio-grigio. Perché? Un team europeo di ricercatori ha scoperto la causa: la vernice protettiva. I risultati sono stati presentati sulla rivista Analytical Chemistry. Van Gogh di solito non applicava vernice protettiva sui suoi lavori, essa è stata applicata a questo dipinto dopo la sua morte. Coordinati dall´Università di Anversa in Belgio, ricercatori in Germania, Francia e Paesi Bassi hanno usato una sofisticata analisi a raggi X per studiare come la vernice abbia causato lo scoloramento. "Nel 2009 un trattamento di restauro ha rivelato una strana crosta grigio opaco su parti del dipinto ricoperte di pittura giallo cadmio," ha detto Margje Leeuwestein, una delle restauratrici dei dipinti del Museo Kröller-müller con sede nei Paesi Bassi, che ha acquistato il dipinto all´inizio del Xx secolo. Gli esperti hanno detto che il giallo cadmio (solfuro di cadmio, Cds) usato in questo dipinto era un pigmento abbastanza nuovo. I ricercatori hanno già scoperto che si ossida con l´aria (in solfato di cadmio, Cdso4) nei dipinti non verniciati. Il risultato è che i pigmenti perdono colore e luminosità. "Abbiamo identificato questo processo un paio di anni fa. Siamo stati molto sorpresi nell´osservare che, invece di uno strato di ossidazione bianco sporco e trasparente, i pigmenti di questo dipinto fossero coperti da una crosta scura e screpolata," ha spiegato il dott. Koen Janssens, sempre di Anversa. "La rimozione della crosta arancio-grigia e della vernice scolorita non era possibile senza compromettere la pittura originale giallo cadmio molto fragile," ha aggiunto Margje Leeuwestein. Il gruppo del museo ha usato due microscopici campioni di pittura, ottenuti dal dipinto originale, per stabilire cosa era accaduto. Ogni campione era grande appena una frazione di un millimetro ed è stato inviato al dott. Janssens per essere analizzato. Sui campioni sono stati usati raggi X presso il Laboratorio europeo di radiazione del sincrotrone (Esrf), in Francia, e il Deutsches Elektronen-synchrotron (Desy), in Germania. I ricercatori hanno analizzato la composizione chimica dei campioni e la struttura interna nella connessione tra la vernice e la pittura. Hanno scoperto una cosa inaspettata: i composti cristallini di solfato di cadmio non si erano formati nel processo di ossidazione, cosa che invece pensavano avvenisse. "È emerso che gli anioni di solfato hanno trovato un compagno di reazione adatto negli ioni di piombo e hanno formato anglesite," ha detto Gerald Falkenberg del Desy. L´anglesite (Pbso4) è un composto opaco che è stato trovato quasi dappertutto nella vernice protettiva. "La fonte del piombo è probabilmente un essiccante che era stato aggiunto alla vernice," ha detto. Da parte sua, la scienziata dell´Esrf, Marine Cotte, ha detto: "Nel punto di connessione tra la pittura e la vernice, gli ioni di cadmio insieme ai prodotti di degradazione della vernice stessa hanno formato uno strato di ossalato di cadmio." L´anglesite e l´ossalato di cadmio (Cdc2o4) insieme sono responsabili della crosta opaca di colore arancio-grigio che sfigura parti del dipinto a livello macroscopico, sostengono i ricercatori. Queste scoperte costringeranno i restauratori di dipinti degli altri musei a prendere in considerazione quale sia il modo migliore di restaurare i dipinti di Van Gogh. Il dott. Janssens ha concluso così: "Ancora una volta, scopriamo che i dipinti di Vincent van Gogh non sono entità statiche per gli anni e i secoli a venire. In un periodo di 100 anni, possono essere considerati un cocktail piuttosto reattivo di sostanze chimiche che si comportano in modo inaspettato." Per maggiori informazioni, visitare: Università di Anversa: http://www.Ua.ac.be/main.aspx?c=.english  Laboratorio europeo delle radiazioni al sincrotrone: http://www.Esrf.eu/  Analytical Chemistry: http://pubs.Acs.org/journal/ancham    
   
   
A PALAZZO REALE IL GRANDE RITORNO DI PABLO PICASSO A MILANO CON OLTRE 250 CAPOLAVORI TRA DIPINTI, DISEGNI, SCULTURE E FOTOGRAFIE  
 
 Milano, 20 settembre 2012 - Promossa dall’assessorato alla Cultura, Moda e Design e prodotta da Palazzo Reale insieme a 24 Ore Cultura – Gruppo 24 Ore, in collaborazione con il Musée National Picasso, si apre a Milano la grande mostra antologica “Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi”, allestita nelle sale del piano nobile del Palazzo. “Milano accoglie per la terza volta l’opera geniale e fondativa di Pablo Picasso, dopo le grande mostre del 1953 e del 2001. Due esposizioni che coincisero con periodi topici sia nella cronaca politica internazionale, che nella vita quotidiana di Milano. E lasciarono il segno – ha detto l’assessore alla Cultura Stefano Boeri –. Non sappiamo ancora se l’appuntamento con Picasso sarà nuovamente, per Milano, un appuntamento con la storia. Ma sappiamo che le vicende di questo incontro tra una grande città e il genio precursore di tutta l’arte contemporanea sono diventate esse stesse occasioni di riflessione storica, come confermano le stanze che Palazzo Reale dedica alla preparazione dell’esposizione del 1953. Un omaggio che è insieme a Picasso, a Milano e alle coincidenze mai del tutto casuali che hanno accompagnato la vita di un grande interprete della nostra modernità”. La mostra è curata da Anne Baldassari, Presidente del Musée National Picasso di Parigi, dov’è conservata la più grande collezione al mondo delle opere dell’artista spagnolo. Con oltre duecentocinquanta opere – molte delle quali mai uscite dal museo parigino prima di questo tour mondiale che vede Milano come unica tappa europea – tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, libri illustrati e stampe, la mostra rappresenta un vero e proprio excursus cronologico sulla produzione di Picasso, mettendo a confronto le tecniche e i mezzi espressivi con i quali l’autore si è cimentato nella sua lunga carriera. All’interno del percorso espositivo, oltre 2.000 metri quadrati al piano nobile di Palazzo Reale con un allestimento curato da Italo Lupi con Ico Migliore e Mara Servetto, sarà presente anche la documentazione che riguarda la mostra che Picasso tenne, sempre a Palazzo Reale, nel 1953, con la curatela di Francesco Poli, quando venne esposta per la prima volta in Italia, nella Sala delle Cariatidi, la grande tela di “Guernica” (1937). Attraverso la collezione del Museo Nazionale Picasso di Parigi, l’antologica di Milano presenta, tra i tanti capolavori, le opere che permettono di ripercorrere la storia dell’arte attraverso l’evoluzione del linguaggio artistico di questo indiscusso maestro del Xx secolo con capolavori come “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922), ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” e “La supplicante” (1937). “La collezione del Musée Ricasso - scrive la curatrice nel catalogo - rappresenta dunque il lavoro picassiano in progress, i suoi imprevisti, i suoi balzi in avanti o le sue resipiscenze, i suoi meandri e i suoi ripiegamenti. Vi si può osservare la pittura che diventa scultura, e viceversa, nell’invenzione di dimensioni intermedie: pittura senza fondo né contorni, tavole piatte come icone, legni intagliati e lumeggiati di colore, gli inganni ottici dei papiers collés, dei tableaux-reliefs, delle costruzioni piane, sculture cave, aperte, forate, grafismi spaziali filiformi, quadri a tutto tondo, modelli di carta piegata, lamiere tagliate e dispiegate nello spazio. Anche i disegni, le pagine dei quaderni di schizzi e le incisioni dialogano in un continuo andirivieni, per ricostruire le logiche iconografiche di un racconto che esplora tutte le possibilità, quasi a raggiungere il mito della nascita delle immagini: si colgono qui le ragioni minute di sequenze che vanno dall’identico al multiplo attraverso gli stadi intermedi che descrivono, a migliaia, tale gesto litografico”. Picasso è il protagonista indiscusso dell’arte del Xx secolo e ne ha saputo incarnare lo spirito tumultuoso e innovatore. Nato nella città spagnola di Malaga nel 1881, dopo aver studiato arte a Barcellona, dove entrò nella Scuola di Belle Arti alla giovane età di tredici anni, e a Madrid, compì il suo primo viaggio a Parigi nel 1900, la città dove arte e cultura lo influenzarono enormemente tanto da lasciarne il segno in tutta la sua produzione. Al momento della sua morte, avvenuta a Mougins nel Sud della Francia nel 1973, aveva dato vita a oltre 50.000 opere con diversi linguaggi e mezzi artistici, in un susseguirsi di svolte epocali e mutamenti stilistici, testimonianze sorprendenti della vita privata, dell’impegno civile e politico e della recherche di un artista inesauribile.  
   
   
VELA/ELBA: A MARCIANA MARINA IL XVIII TROFEO VESPUCCI CONCLUSO IL CAMPIONATO ELBANO DERIVE 2012, IN MARE ANCHE LE IMBARCAZIONI D’ALTURA  
 
 Marciana Marina, 20 settembre 2012 – Con il Xviii Trofeo Vespucci, a Marciana Marina, si è concluso il Campionato Elbano Derive 2012 che ha visto brillanti protagonisti i ragazzi della squadra agonistica marinese. L’organizzazione della prova finale, come tutto il campionato che era iniziato anche in quel caso sul campo di regata del Circolo della Vela Marciana Marina a metà aprile, era curata dal Comitato Circoli Velici Elbani. Dieci le prove portate a termine oltre che presso il Cvmm anche a Marina di Campo/club del Mare, Naregno/ccve, a Procchio/asn La Guardiola, a Rio Marina/centro Velico Elbano, a Portoferraio/lni, a Porto Azzurro/circolo Velico Pa. Il Trofeo Vespucci 2012 è stato disputato in una giornata calda di fine estate e il Comitato di Regata presieduto da Maurizio Giannelli ha condotto una prova su percorso a bastone con venti leggeri da nord-nord-est. Nella classe Optimist Categoria Cadetti primo sulla linea d’arrivo è stato il riese Leone Gori, mentre i portacolori del Cvmm hanno il quinto, Antonio Salvatorelli, e il settimo posto, con Benedetta Peria. Anche nella categoria Optimist Juniores il vincitore è stato un timoniere riese Leonardo Stanzione con il quarto posto del marinese Matteo Pagnini. Bella vittoria dell’equipaggio Lorenzo Marzocchini/paolo Arnaldi del Cvmm nella classifica L’equipe Under 12 che ha battuto (anche nella classifica finale del campionato) l’equipaggio compagno di squadra formato da Ruben Spechi e Lorenzo Sardi, recenti vincitori della medaglia d’argento al Campionato Nazionale. Nella stessa classifica settimo posto per un altro team marinese formato da Edoardo Gargano e Lorenzo Paolini. Nella classifica L’equipe Evolution primi e secondi hanno concluso altri due equipaggi Cvmm con le ragazze Giulia Arnaldi/ludovica Di Tavi che hanno preceduto Gianlorenzo Martiner Bot/dennis Peria. Nella classe libera il migliore è stato Francesco Squarci del Circolo Velico Porto Azzurro che ha preceduto Jacopo Peria del Cvmm. Nella stessa giornata sono scese in mare anche le imbarcazioni d’altura sul percorso Rio Marina/marciana Marina: primo posto sia in tempo reale che in tempo compensato due imbarcazioni in gara per i colori del Cvmm. L’imbarcazione Bora di Ezio Artifoni ha tagliato per primo la linea d’arrivo, mentre Zio Celeste timonato da Gian Grasso ha ottenuto la vittoria in tempo compensato. Il trofeo Vespucci era valido come quinta prova del Campionato Elbano Altura 2012. Durante la premiazione del Xviii Trofeo Vespucci sono stai premiati anche i vincitori del Campionato Elbano Derive 2012. Queste le classifiche: Optimist Cadetti 1° Jonathan Romano (Cdm); 2° Antonio Salvatorelli (Cvmm); 3° Leone Gori (Cve); Optimist Juniores 1° Davide Pettorano (Cve); 2° Leonardo Stanzione (Cve); 3° Matteo Pagnini (Cvmm); L’equipe Under 12 1° Marzocchini/arnaldi (Cvmm); 2° Spechi/sardi (Cvmm); Di Pede/vitiello (Cdm); L’equipe Evo 1° Groppi/peria (Cvmm); 2° Spada/peria (Cvmm); 3° Arnaldi/di Tavi (Cvmm); Laser 4.7 1° Giacomo Duglio (Cnc); 2° Eduardo Di Liberto (Cnc); 3° Michele Castagna/cvpa); Laser Radial 1° Francesco Squarci (Cvpa); 2° William Gazzera (Cvmm); 3° Leonardo Duglio (Cvc); Classe Libera 1° Francesco Squarci (Cvpa); 2° Giorgio Franza (Lni); 3° Michele Zonca (Cvc).  
   
   
ABRUZZO: A BREVE CORSI DI PRIMO SOCCORSO SPORTIVO  
 
Pescara, 20 settembre 2012 - Inizieranno nei prossimi mesi i corsi di primo soccorso organizzati dalla scuola della sport del Coni Abruzzo in collaborazione con il Comitato regionale della Federazione medico sportiva italiana e con il patrocinio della Regione. Questa mattina, a Pescara, in Regione, la presentazione nel corso di una conferenza alla quale sono intervenuti l´assessore allo Sport, Carlo Masci, il presidente regionale del Coni, Ermano Morelli, ed il presidente regionale della Federazione medico sportiva, dott. Aurelio Colozzi. "Si tratta di un progetto di grande valenza sociale e di grande attualità - ha esordito Masci - che consentirà a 150 abruzzesi di ottenere un attestato qualificante ma soprattutto offrirà loro gli strumenti e le conoscenze pratico-teoriche per poter prestare soccorso con tempestività in occasione di manifestazioni sportive ad atleti e pubblico. La drammatica vicenda del calciatore del Livorno Morosini, morto sul campo, proprio all´Adriatico di Pescara, ed altre recenti morti nello sport, - ha proseguito l´assessore - rende, poi, ancora più importante il corso ulteriore che permetterà ai migliori corsisti selezionati di essere abilitati all´usdo del defibrillatore". I corsi, riservati ad un massimo di 25 partecipanti, si terranno in ognuna delle quattro province e prevedono lezioni teorico-pratiche che saranno tenute dalla medici sportivi in possesso delal qualifica di Primo soccorso sportivo. Al termine del corso ogni partecipante riceverà un attestato di partecipazione. I migliori dodici corsisti potranno partecipare al corso di Bls-d che darà loro la qualifica di operatore laico Bls-d abilitandoli all´autilizzo del defibrillatore. Per informazioni ci si può rivolgere alla Scuola regionale dello sport del Coni Abruzzo ai seguenti numeri: 085-4223964/4298856- 0862-410406. Il modulo di partecipazione è scaricabile sul sito www.Sdsconiabruzzo.it