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MERCOLEDI

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Notiziario Marketpress di Mercoledì 26 Settembre 2012
"CELL SYMPOSIA: RNA FUNZIONALI"  
 
Bruxelles, 25 settembre 2012 - Un evento intitolato "Cell Symposia: Rna funzionali" (Cell Symposia: Functional Rnas) si terrà dal 2 al 4 dicembre 2012 a Sitges, in Spagna. Uno dei maggiori risultati della ricerca cellulare è stata la scoperta che il genoma umano codifica solo circa 20.000 geni codificanti proteine, che rappresentano meno del 2 % del genoma totale. Ma gli Rna sono più di un insieme di geni codificanti proteine e le loro varianti di splicing: essi sono il risultato di un´estesa espressione antisenso, sovrapposta e non codificante dell´Rna. Anche se inizialmente respinta in quanto rumore trascrizionale spurio, studi recenti dimostrano che la cosiddetta "materia oscura" del genoma può svolgere un ruolo biologico importante nello sviluppo e nel metabolismo cellulare. Il convegno riunirà esperti in chimica e biologia dell´Rna, attribuendo particolare attenzione a una vasta gamma di argomenti, tra cui il riconoscimento e le proprietà dell´Rna, l´assemblaggio Rnp, nonché la funzione degli Rnp nello sviluppo cellulare e nelle patologie. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Cell-symposia-rna.com/index.html    
   
   
"CONGRESSO MONDIALE DI LIPIDOLOGIA CLINICA"  
 
Bruxelles, 25 settembre 2012 - Il "Congresso mondiale di lipidologia clinica" (World congress of clinical lipidology) si terrà dal 6 all´8 dicembre 2013 a Budapest, in Ungheria. La dislipidemia deriva da livelli anomali di lipidi (ad es. Colesterolo e/o grasso) nel sangue. Nei paesi sviluppati la maggior parte delle dislipidemie riguardano l´iperlipidemia, ovvero il contenuto elevato di lipidi nel sangue. Spesso causati da diete e stili di vita sbagliati, questi disturbi lipidici sono i fattori di rischio più importanti curabili nelle malattie cardiovascolari. Benché siano disponibili farmaci efficaci per il trattamento delle dislipidemie, rimane comunque il rischio e molti pazienti non raggiungono i loro obiettivi (ossia abbassare il loro livello di colesterolo). Questa conferenza sarà un forum per coloro che si occupano di tutti gli aspetti dei disturbi lipidici, dalla diagnosi al trattamento, la dieta, i nuovi farmaci antilipidici, gli effetti collaterali fino ai problemi di conformità. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Clinical-lipidology.com    
   
   
L´OLIO DI COCCO COMBATTE LA CARIE DEI DENTI  
 
Bruxelles, 26 settembre 2012 - La carie dei denti è un´infezione che causa la rottura e alla fine la distruzione della materia organica dei denti ed è una della più comuni malattie del mondo. Una nuova ricerca proveniente dall´Istituto di tecnologia di Athlone, in Irlanda, mostra che l´olio di cocco, un antibiotico naturale, è in grado di attaccare i batteri che causano la carie. I risultati sono stati recentemente presentati alla Conferenza d´autunno della Società di microbiologia generale 2012 presso l´Università di Warwick, nel Regno Unito. Il team di ricerca ha testato l´azione antibatterica dell´olio di cocco in due stati. Nel suo stato naturale e in un secondo stato nel quale hanno trattato l´olio di cocco con enzimi per simulare un processo simile alla digestione. Gli oli sono stati testati contro ceppi di batteri Streptoccocco, comuni abitanti della bocca. Quello che hanno scoperto è che l´olio di cocco modificato dall´enzima inibiva fortemente la crescita della maggior parte dei batteri Streptococco compreso lo Streptococcus mutans, un battere che produce acido e che è il principale agente causativo della formazione delle cavità dentali umane. Non è il primo studio che dimostra che gli alimenti parzialmente digeriti sono attivi contro i microrganismi. Un lavoro precedente sul latte modificato dagli enzimi aveva mostrato che era in grado di evitare che lo Streptococcus mutans si legasse allo smalto del dente, il che ha spinto il gruppo a studiare l´effetto di altri cibi modificati dagli enzimi sui batteri. "La carie dei denti è un problema sanitario comunemente trascurato che colpisce il 60-90% dei bambini e la maggior parte degli adulti nei paesi industrializzati," ha detto il dott. Damien Brady che coordina la ricerca. "Introdurre l´olio di cocco modificato dagli enzimi nei prodotti per l´igiene orale sarebbe un´interessante alternativa agli additivi chimici, in particolare visto che funziona a concentrazioni relativamente basse. Inoltre con una sempre crescente resistenza agli antibiotici, è importante rivolgere la nostra attenzione a nuovi modi di combattere le infezioni microbiche." Questo studio, comunque, non è che un primo passo. Il gruppo di ricerca porterà avanti lo studio per esaminare come l´olio di cocco interagisce con i batteri Streptococco a livello molecolare e per scoprire contro quali altri ceppi di batteri e lieviti pericolosi è attivo. I test condotti dal gruppo dell´Istituto di tecnologia Athlone hanno mostrato che l´olio di cocco modificato dagli enzimi era nocivo anche al lievito Candida albicans che causa il mughetto. Il lavoro contribuisce anche alla nostra comprensione di attività antibatteriche nell´intestino umano. "I nostri dati suggeriscono che i prodotti della digestione umana mostrano attività antimicrobica. Questo potrebbe avere implicazioni per il modo in cui i batteri colonizzano le cellule che rivestono l´apparato digerente e per la salute generale dell´intestino," ha spiegato il dott. Brady. "La nostra ricerca ha mostrato che la proteina del latte digerito non solo riduce l´aderenza dei batteri dannosi alle cellule umane ma impedisce anche ad alcune di esse di accedere alla cellula. Attualmente stiamo facendo ricerche sull´olio di cocco e altri alimenti modificati dagli enzimi per identificare come essi interferiscono con il modo in cui i batteri causano le malattie," ha detto. Per adesso i ricercatori suggeriscono che l´olio di cocco modificato dagli enzimi potrebbe essere un antimicrobico commercializzabile che potrebbe essere particolarmente interessante per il settore della salute orale. I risultati sono stati presentati alla Conferenza d´autunno della Società di microbiologia generale 2012, che si è tenuta dal 3 al 5 settembre presso l´Università di Warwick. La Società di microbiologia generale (Sgm) è un´organizzazione che riunisce scienziati che lavorano in tutti i settori della microbiologia. È la più grande società di microbiologia in Europa con membri in tutto il mondo provenienti da università, industrie, ospedali, istituti di ricerca e scuole. Per maggiori informazioni, visitare: Athlone Institute of Technology http://www.Ait.ie/  Society for General Microbiology´s Autumn Conference 2012 http://www.Sgmwarwick2012.org.uk/    
   
   
CERVELLO IN FORMA E SEMPRE IN MOVIMENTO. SONO GLI ANZIANI DELL’AGEING SOCIETY  
 
Milano, 21 settembre 2012 – Anziani col cervello in forma grazie alla “cura” di Ryuta Kawashima. Lo scienziato giapponese, noto anche per avere ideato il videogioco “Brain Training” per la Nintendo, ha spiegato questa mattina all’Università di Milano-bicocca la sua ricetta per migliorare le capacità delle persone affette da demenza senile senza l’uso farmaci. Lo ha fatto nel corso di un incontro organizzato dai ricercatori dell’Ateneo coi quali collabora a un importante progetto internazionale sull’Ageing Society. Entro il 2020, il numero delle persone con più di 65 anni supererà nel mondo quello dei bambini con meno di 5 anni, mentre entro il 2040 quello delle persone con più di 80 anni sarà cresciuto del 233 per cento. In Italia nel 2040 il 32,6 per cento della popolazione avrà più di 65 anni, il 10,4 per cento più di 80. In questo scenario è nato il Progetto Alias (Alta formazione, Internazionalizzazione nell’Ageing Society) col quale l’Università di Milano-bicocca ha avviato una collaborazione scientifica sull’asse Giappone-italia, Paesi caratterizzati da dinamiche di invecchiamento molto simili. Nell’incontro Fostering active ageing: from cognitive intervention to smart mobility, i ricercatori (foto) hanno tracciato alcuni percorsi innovativi per migliorare la qualità della vita delle persone anziane: dalla limitazione della decadenza mentale al miglioramento della mobilità. «La “Learning therapy for the senile dementia” – ha spiegato Ryuta Kawashima nel corso del suo intervento - è una risposta al problema del decadimento delle capacità cognitive degli anziani. Si tratta di un percorso di formazione, ormai somministrato a più di diecimila persone in Giappone, solo lo scorso mese sono stati in 15 mila a partecipare. È basato su semplici operazioni con i numeri fatte con carta, matita, lettura ad alta voce e interazione verbale con un allenatore». Questo sistema, ha aggiunto Kawashima, «è stato anche il punto di partenza per lo sviluppo del mio videogioco, il “Brain Training”». L’effetto ottenuto è quello di mantenere in esercizio e migliorare la funzione pre-frontale, compresa quella cognitiva, la capacità di comunicazione e d’indipendenza. L’efficacia di questo trattamento, che non prevede l’uso di farmaci, è confermata su pazienti giapponesi affetti da demenza senile, sui quali ha agito come sistema di riabilitazione cognitiva permettendo una riduzione del carico assistenziale e quindi del relativo costo sociale. Kawashima ha quantificato il risparmio per le casse del sistema sanitario Giapponese: 865 dollari all’anno per ciascun paziente (1054 dollari è il costo pieno del trattamento convenzionale contro i 189 dollari della learning therapy). Parlando dell’effetto dei videogiochi sul miglioramento della corteccia prefrontale, Kawashima ha precisato che non c’è una relazione diretta ma dipende dal contenuto del videogame. «Le conseguenze del progressivo invecchiamento globale della popolazione – ha detto nel corso del suo intervento la professoressa Stefania Bandini, ordinario di Intelligenza artificiale nel Dipartimento di Informatica dell’Università di Milano-bicocca e coordinatrice del Progetto Alias - sono importanti soprattutto in termini di aumento della spesa pubblica e della contemporanea contrazione della crescita economica, dovuta alla diminuzione del numero di lavoratori e al rallentamento del risparmio». Tra gli altri argomenti affrontati, il miglioramento della mobilità pedonale urbana degli anziani. Sul punto è intervenuto Katsuhiro Nishinari, tra i maggiori esperti internazionali di traffico veicolare e pedonale. «La mobilità urbana e la creazione di servizi di trasporto e intrattenimento – ha detto Nishinari -, costituiscono un altro aspetto fondamentale dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione dell’anziano nella vita sociale cittadina. L’università di Tokyo e di Milano-bicocca hanno aperto un fronte comune di ricerca innovativa in questa direzione mediante lo sviluppo di piattaforme di simulazione del comportamento pedonale dell’anziano al fine di creare nuovi e migliori i servizi. Abbiamo condotto esperimenti sul campo in Italia, Giappone, Germania e India “calando” le persone anziane nei flussi di folla urbani e misurato il miglioramento della loro mobilità grazie al posizionamento di dispositivi come spartitraffico pedonali lungo i percorsi».  
   
   
EPATITE C: CON TELAPREVIR UN APPROCCIO TERAPEUTICO PIU’ RAPIDO ED EFFICACE  
 
Milano, 26 settembre 2012 - In seguito alla recente approvazione della rimborsabilità da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sta per essere lanciato sul mercato italiano telaprevir, un nuovo farmaco contro l’Epatite C. Si tratta di un importante passo avanti nella lotta contro l’infezione da Hcv, dal momento che il nuovo farmaco offre un regime terapeutico più efficace rispetto alla terapia standard e può offrire un ciclo terapeutico più breve. Telaprevir, infatti, è in grado di ridurre della metà l’attuale durata del trattamento nella maggioranza dei pazienti naïve o recidivanti. Telaprevir, frutto della ricerca congiunta tra Vertex e Janssen, è un antivirale ad azione diretta (Daa), inibitore potente e selettivo della proteasi non strutturale 3/4A del virus Hcv, approvato dall’Ema per l’impiego in associazione con peginterferone-alfa e ribavirina (terapia standard) per il trattamento dei pazienti adulti affetti da epatite C cronica di genotipo 1, che rappresenta il 60% delle infezioni globali ed è il più difficile da eradicare. Le evidenze arrivano da tre studi clinici di Fase Iii in cui sono stati trattati 2.290 pazienti: gli studi Advance e Realize hanno analizzato l’efficacia e la sicurezza di telaprevir in combinazione con interferone pegilato e ribavirina (triplice terapia) rispetto alla duplice terapia. I risultati dello studio Advance mostrano che il regime terapeutico a base di telaprevir incrementa significativamente la percentuale di guarigione dall’infezione cronica da Hcv di genotipo 1 rispetto alla terapia standard nei pazienti naïve al trattamento (79% vs 46%). Lo studio Realize ha, inoltre, dimostrato un incremento della percentuale di guarigione nei pazienti con una precedente recidiva ed in quelli che avevano avuto una risposta parziale a trattamenti precedenti con la terapia duplice, rispettivamente dell’84% vs 22% e del 61% vs 15%, e nei null responder del 31% vs 5%. I risultati dello Studio clinico di Fase Iii Illuminate, poi, che ha analizzato la risposta dei pazienti naïve affetti da Epatite C cronica di genotipo 1 alla terapia con telaprevir in combinazione con la terapia standard, hanno dimostrato la non inferiorità del regime terapeutico a base di telaprevir della durata di 24 settimane rispetto a quella di 48 settimane nei pazienti, non cirrotici, che avevano un Hcv Rna non rilevabile alle settimane 4 e 12 di trattamento (eRvr). Di questi, infatti, il 92% dei pazienti appartenenti al gruppo randomizzato trattato per 24 settimane ha raggiunto una risposta virologica sostenuta (Svr), rispetto al 90% di quelli del gruppo trattato per 48 settimane. La rapida riduzione della carica virale di Hcv (Risposta Virologica Rapida) osservata con l’impiego della triplice terapia a base di telaprevir alla 4a settimana di trattamento consente di valutare precocemente l’andamento della terapia sia nei pazienti naïve, sia in quelli precedentemente trattati. La valutazione della Rvr, che con la triplice con telaprevir si raggiunge in circa il 70% della popolazione (esclusi i null responder al precedente trattamento, dove si raggiunge nel 26%), diventa un elemento molto utile in tutte le tipologie di pazienti in quanto predittivo di Svr, ovvero di guarigione per il paziente e permette anche di capire se un paziente stia rispondendo o meno al trattamento. In questa seconda ipotesi, infatti, si interromperebbe la terapia per evitare una ulteriore esposizione ai farmaci, evitando così anche un inutile spreco di risorse. L’aggiunta di telaprevir alla terapia standard può determinare la comparsa di ulteriori eventi avversi rispetto a quelli riscontrati con la duplice terapia, in particolare un aumento dell’anemia e la comparsa di eruzioni cutanee e prurito ma, nella maggior parte dei casi, questi eventi possono essere gestiti con un attento monitoraggio del paziente e con opportuni aggiustamenti del dosaggio della ribavirina. Alla luce di questi elementi, è possibile affermare che telaprevir determinerà una vera e propria “rivoluzione” terapeutica nella lotta contro l’Epatite C, ma questa, come altre importanti innovazioni, impongono strategie di intervento e modelli organizzativi adeguati da parte degli operatori sanitari e dei centri specialistici preposti alla cura dei pazienti. “Con i nuovi antivirali ad azione diretta – dichiara il Professor Massimo Colombo, Ordinario di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Milano – siamo in grado di elevare complessivamente le possibilità di guarigione di un 30-40%, rendendo più efficienti le nostre opportunità di cura. D’altro canto, questi farmaci introducono algoritmi di cura più complessi rispetto alla terapia standard. Per questo motivo, per poter cogliere da questa innovazione terapeutica i maggiori vantaggi, è importante creare una rete di centri ospedalieri idonei a trattare i pazienti con le nuove molecole. A questo proposito la Regione Lombardia – continua Colombo – si sta attrezzando, in quanto ha già costituito un Gruppo di lavoro che darà vita ad una rete ospedaliera in grado di far afferire i pazienti ai presidi presenti sul territorio, centralizzando presso Laboratori “esperti” l’analisi, ad esempio, dei campioni biologici, per velocizzare i risultati delle risposte virologiche, necessarie per adeguare gli algoritmi di cura all’introduzione dei nuovi farmaci. Questo “modello” prevede la consultazione on line degli esiti da parte dei medici, permettendo anche ai centri con minore esperienza di avvalersi dei presidi tecnici che solo talune aziende ospedaliere possiedono, evitando al paziente spostamenti anche gravosi.” “Con le terapie più recenti che stanno per essere introdotte possiamo dire di essere entrati in una nuova era per quanto riguarda il trattamento dell’Epatite C – dichiara il Professor Antonio Craxì, Ordinario di Medicina Interna e Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Palermo – ma per poter accedere alle terapie più adeguate bisogna innanzitutto sapere di essere stati infettati. Può sembrare un paradosso – continua Craxì – ma oggi sappiamo come combattere il virus, abbiamo a disposizione farmaci che si sono dimostrati efficaci nell’eradicazione del virus stesso, eppure ci troviamo ancora a parlare di ‘emergenza Epatite C’, perché manca nell’opinione pubblica la consapevolezza che questa malattia esista e sia molto grave, in quanto responsabile di cirrosi epatica, epatocarcinoma, oltre ad essere la principale indicazione per il trapianto di fegato nel mondo occidentale”. “Si stima che solo il 10-15% degli infettati sappia di esserlo. Diventa prioritaria, quindi, una strategia volta all’identificazione precoce della malattia e all’ottimizzazione del percorso diagnostico-terapeutico assistenziale mirato a prevenirne l’evoluzione. E questo dovrebbe far considerare l’ipotesi di politiche di screening di massa per Epatite C volte a far emergere il ‘sommerso’ e a promuovere un utilizzo appropriato, e per questo sostenibile, delle nuove terapie, con l’obiettivo di diminuire il tasso di mortalità Hcv - correlato.” Come portavoce delle istanze di molti pazienti che l’Associazione rappresenta, Ivan Gardini, Presidente dell’Associazione Onlus Epac sostiene che: “Il numero sempre più elevato di pazienti che grazie ai nuovi farmaci potranno bloccare l´evoluzione della malattia porterà, come naturale conseguenza, all’abbattimento dei costi di gestione e di ospedalizzazione dell’epatite C cronica e delle sue temibili complicanze (cirrosi, tumore e trapianto di fegato), nonché un deciso miglioramento della qualità di vita per il paziente e per il suo nucleo familiare. Ci sono buoni motivi per pensare che fra 5-10 anni l’Epatite C sarà curabile nella maggior parte dei pazienti, ma in questo lasso di tempo dobbiamo occuparci da subito di quei pazienti più a rischio di altri, per i quali le nuove molecole rappresentano l’unica opzione terapeutica, cercando di salvare quante più vite possibili. Per questo – conclude Gardini - ci aspettiamo il sostegno di tutti e in particolare delle Regioni per avere un accesso immediato ai nuovi trattamenti.” “Gli enormi progressi compiuti dalla ricerca farmacologica e la conseguente offerta di soluzioni terapeutiche all’avanguardia, mirate al massimo recupero dei pazienti affetti da malattie gravi e invalidanti, hanno rivoluzionato l’approccio alla cura delle stesse. – ha dichiarato Massimo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Janssen Italia - Molti farmaci, oltre ad offrire nuove opportunità terapeutiche, possono al contempo ottimizzare la spesa sanitaria grazie ad una più efficiente gestione del paziente.” “In Janssen sviluppiamo da sempre soluzioni innovative – conclude Scaccabarozzi - consapevoli che i trattamenti farmacologici più innovativi, per poter manifestare appieno le proprie potenzialità, richiedano la creazione di un terreno adeguato, con modelli organizzativi ad hoc”.  
   
   
QUASI UN BAMBINO SU 10 È AFFETTO DA ASMA PERCHÉ VIVE VICINO A UNA STRADA TRAFFICATA UNO STUDIO AMERICANO CONFERMA LA CORRELAZIONE TRA ALTI LIVELLI DI TRAFFICO E QUESTA ED ALTRE PATOLOGIE  
 
Lecce, 26 settembre 2012 - Uno studio della University of Southern California pubblicato di recente non ha dubbi e conferma ipotesi già percepite dai più: ossia che quasi un bambino su 10 è affetto da asma perché vive vicino a una strada trafficata. I ricercatori hanno verificato che i giovani ammalati che vivono nelle vicinanze di aree ad alto traffico stradale hanno anche maggiori probabilità di sviluppare asma grave e quindi di essere ricoverati a causa della loro condizione. Gli studiosi che hanno partecipato alla ricerca hanno evidenziato che i risultati allarmanti da essi pubblicati hanno dimostrato che l´impatto potenzialmente fatale dell´inquinamento atmosferico è stato sino ad oggi troppo sottovalutato. I medici dell’University of Southern California hanno preso in esame gli effetti dell´inquinamento atmosferico su bambini affetti da asma che vivono a Los Angeles. Utilizzando misurazioni dell’inquinamento aria su scala regionale per stimare l´esposizione all´inquinamento stradale, hanno scoperto che l´8% dei bambini che hanno sviluppato l´asma ha vissuto o vive a 75 metri da una strada trafficata. E hanno rintracciato nell’aria inquinanti nocivi quali biossido di azoto e l´ozono, che contribuiscono ad aggravare l´asma ma hanno evidenziato che stanno emergendo anche prove che altre malattie possono essere causate o aggravate dall´inquinamento atmosferico urbano, tra cui l´aterosclerosi, il cancro del polmone, le malattie polmonari ostruttive croniche e disturbi neurologici. È chiaro che, alla luce di tali dati che come detto, confermano alcune evidenze già note, non si può pretendere di vivere tutti in campagna o nelle periferie meno trafficate. Ma Giovanni D’agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” evidenzia come siano fondamentali le politiche di abbattimento del traffico e dello smog nei centri urbani che a lungo termine comportano una sostanziale riduzione dei costi sociali connessi alle patologie determinate da questi pericolosi fattori. È in tali direzioni che sia i governi cittadini che quelli nazionali su più ampia scala possono fare ancora tanto per la salute dei propri cittadini.  
   
   
ANCHE I NEUROSTIMOLATORI EON ED EONC SONO STATI APPROVATI, AMPLIANDO COSÌ LE OPZIONI TERAPEUTICHE PER LA GESTIONE DEL DOLORE E DELLA DISABILITÀ ASSOCIATA ALL’EMICRANIA CRONICA INTRATTABILE.  
 
Milano, 26 settembre 2012 - St. Jude Medical, ha ricevuto il marchio Ce per la famiglia di neurostimolatori Eon per i pazienti affetti da emicrania cronica intrattabile. L’approvazione, ufficializzata all’European Headache and Migraine Trust International Congress di Londra, riguarda l’intera famiglia di neurostimolatori Eon incluso il dispositivo Eon Mini, che è il più piccolo neurostimolatore ricaricabile al mondo, con la maggior durata della batteria. Prima di questo traguardo, St. Jude Medical aveva ricevuto il marchio Ce anche per il sistema Genesis, la prima approvazione del settore di un dispositivo neurostimolatore impiantabile per il trattamento di pazienti affetti da emicrania cronica intrattabile. “L’emicrania cronica intrattabile è una tra le cefalee più difficili da trattare”, ha affermato il Prof. Gennaro Bussone, capo del Dipartimento Neurologico presso l’Istituto Besta di Milano. “Per definizione, le persone affette da questa condizione passano metà della loro vita ogni mese con mal di testa debilitanti. Questa terapia amplia le opzioni per aiutare i pazienti che soffrono di sintomi invalidanti derivanti da emicrania cronica”. I sistemi Eon e Genesis, attraverso la stimolazione nervosa periferica (Pns) dei nervi occipitali, aiutano a gestire il dolore e la disabilità associata ad emicrania cronica intrattabile. Questo tipo di emicrania definisce i mal di testa della durata di almeno 4 ore al giorno per 15 o più giorni al mese, che causano una disabilità moderata e che non rispondono a tre o più farmaci preventivi. La terapia Pns comporta l’erogazione di impulsi elettrici ai nervi occipitali sottocutanei della parte posteriore della testa. Uno o più minuscoli elettrocateteri sono posti sotto la pelle e sono collegati al dispositivo che genera gli impulsi di stimolazione. Prima di ricevere queste approvazioni, St. Jude Medical ha condotto un ampio studio in doppio cieco, randomizzato e controllato, per valutare l’applicazione clinica della Pns ai fini del trattamento del dolore e delle disabilità derivanti dall’emicrania cronica. Dopo 12 settimane di stimolazione, i pazienti hanno riportato una riduzione media di 6 giorni di cefalea al mese. Dopo un anno di stimolazione, il 65% dei pazienti ha riportato un miglioramento “eccellente” o “buono” e l’89% ha affermato che avrebbe raccomandato la procedura ad altri. I dati dello studio sono stati presentati al Congresso Internazionale delle Cefalee nel 2011 e sono stati accettati per la pubblicazione. “La tecnologia della neurostimolazione rappresenta un nuovo ed entusiasmante approccio per il trattamento dell’emicrania cronica intrattabile”, ha affermato Eric S. Fain, Md, presidente della divisione dei sistemi elettronici impiantabili di St. Jude Medical. “Siamo orgogliosi di poter offrire questa terapia potenzialmente in grado di cambiare la vita dei pazienti che soffrono di questa condizione debilitante e così bisognosi di un’opzione di trattamento più efficace”. L’emicrania - È un disturbo neurologico caratterizzato da una serie di sintomi specifici che possono durare interrottamente per ore o giorni. La gravità di ciascun attacco di emicrania è molto variabile, con i sintomi tipici che vanno dalla sensibilità alla luce, al rumore e ai movimenti, alla nausea e al vomito, oltre al mal di testa. In genere, le persone affette da emicrania cronica riscontrano una progressione del disturbo fino al punto di soffrire dei sintomi dell´emicrania per un numero di giorni maggiore rispetto ai giorni con assenza di emicrania. Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) indicano che il 10% degli adulti in tutto il mondo soffre di emicrania e dall’1,7 al 4% degli adulti ha mal di testa 15 o più giorni al mese. L’emicrania si colloca così come una delle 20 condizioni più invalidanti e in termini monetari, uno dei disturbi neurologici più costosi al mondo. Secondo l’European Journal of Neurology il costo totale annuo attribuito all’emicrania è stimabile in Europa in 111 miliardi di Euro. Neurostimolatore Eon Mini - Ha circa le dimensioni di un orologio da polso, la sua batteria è sottile 10 mm e pesa solo 29 grammi. Le dimensioni ridotte permettono un’incisione più piccola, consentendo ai medici una maggiore flessibilità nel posizionare l’impianto, così meno visibile e più confortevole per il paziente. Neurostimolatore Eon - Con una batteria ricaricabile, il neurostimolatore Eon è progettato per fornire una stimolazione nel tempo per quei pazienti che necessitano di stimolazione ad alta energia e la necessità di utilizzare il sistema per gran parte della giornata. Il dispositivo Eon è in grado di fornire una terapia sostenibile per un intervallo di tempo di 10 anni, riducendo così gli interventi chirurgici necessari per la sostituzione della batteria. Neurostimolatore Eonc - È dedicato a quei pazienti che preferiscono o richiedono la semplicità di un dispositivo medico con batteria non ricaricabile. Il dispositivo è dotato di una batteria con maggiore capacità di altri neurostimolatori. I neurostimolatori St. Jude Medical sono gli unici dispositivi completamente impiantabili approvati in Europa per la gestione del dolore e delle disabilità associate a emicrania cronica intrattabile. Sono inoltre approvati in molti altri paesi anche per la gestione del dolore cronico del tronco e degli arti.  
   
   
“COME GIOCATTOLI IN VETRINA? I FIGLI COME SPETTACOLARIZZAZIONE DI SE STESSI E ACCESSORI DEI PROPRI DESIDERI.” DAL 27 AL 29 SETTEMBRE A GENOVA IL VI° CONGRESSO NAZIONALE DELLA FIMP  
 
Roma, 26 Settembre 2012 – I bambini non sono più tali. Travolti da preoccupazioni, problemi lavorativi e coniugali i genitori li espongono a sessualità, ingiustizia, violenze, dolore e morte e confondono i ruoli, finché non riescono più a controllare ciò che accade ai loro figli. Questo il messaggio chiave del Vi° Congresso Fimp ‘Come Giocattoli In Vetrina’ che si terrà a Genova. La loro ansia è la proiezione di un senso di colpa, originato dal perseguire ad ogni costo delle proprie aspirazioni di autorealizzazione, anziché essere pronti a affrontare le sfide dell’educazione e della crescita dei figli e a considerare le preoccupazioni che ne derivano come proprio dovere. “Molti genitori desiderano realizzare nel figlio quello che essi avrebbero voluto per se stessi bambini: un mondo facile, che accarezzi le dipendenze e illusioni diffuse con la pubblicità. Gli adulti hanno trasformato l’idea dell’infanzia da un’età che richiede cura e protezione, ad una che ne possa giustificare il tentativo mostruoso di abbandono. A questo proposito durante il Congresso si terrà una sessione che riguarderà i trucchi e i profumi che oramai vengono regolarmente utilizzati dai nostri bimbi e che di certo molto bene non gli fanno davvero.” Ha tenuto a precisare Mele. “Bambini e adolescenti ci guardano ammiccanti, sensuali dalle immagini pubblicitarie. Qualcosa è accaduto al loro mondo, qualcosa ha infranto i confini dell’età infantile, distorcendone la loro immagine. Al di la delle stravaganze della pubblicità commerciale, i piccoli che una volta erano semplicemente bambini, oggi si presentano e si comportano come piccoli adulti. Qualcosa ha reso indistinto e confuso il confine tra età infantile ed età adulta ed ha indebolito il guscio che proteggeva i bambini.” Ha spiegato Giuseppe Mele, presidente della Fimp. Non mancherà da parte della Fimp di porre l’attenzione su un altro tema particolarmente attuale: la prevenzione contro l’Hpv negli adolescenti maschi. “Non dobbiamo smettere di incoraggiare le autorità sanitarie a diffondere la cultura e i servizi di prevenzione nei confronti di patologie come quelle causate dal virus Hpv. Noi, come Fimp continueremo ad impegnarci affinché i programmi di prevenzione vaccinale, oggi destinati alle sole adolescenti femmine, vengano estesi anche ai coetanei maschi." Ha sottolineato il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri. Verranno presentati i dati di un Questionario, voluto dalla Fimp, sul dolore in pediatria. “Abbiamo ritenuto necessario conoscere la realtà professionale del pediatra di famiglia, ponendoci l’interrogativo se il bagaglio terapeutico e conoscitivo a disposizione della categoria fosse sufficiente per la gestione di un problema così diffuso.” Ha aggiunto Giuseppe Mele. Tra le novità del Congresso ci sarà un evento interattivo per le famiglie: l’Etp-day sulla dermatite atopica. “Considerata l’importanza che l’educazione terapeutica del paziente sta riscuotendo in molti Paesi, abbiamo deciso di organizzare per favorire un coinvolgimento delle famiglie dei bambini affetti da dermatite atopica, un Etp-day, che si terrà nel pomeriggio di sabato 29 settembre presso l’Acquario di Genova, per guidare e sostenere la famiglia in questo percorso di cura per favorire il successo terapeutico e migliorare la qualità di vita.” Ha concluso Mele. Genova sarà anche l’occasione per lanciare il nuovo sito www.Iltuopediatra.com , una porta di accesso virtuale al mondo pediatrico che mette in relazione diretta medico e genitore.  
   
   
LINAGLIPTIN COMPRESSE OTTIENE PARERE POSITIVO DAL COMITATO CHMP COME TERAPIA AGGIUNTIVA A INSULINA IN ADULTI CON DIABETE DI TIPO 2  
 
Ingelheim, Germania, 26 settembre 2012 – Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company hanno annunciato o di aver ricevuto dal Comitato per i farmaci dell’Agenzia Europea (Ema) parere positivo all’estensione dell’indicazione dell’inibitore della dipeptidilpeptidasi-4 (Dpp-4) linagliptin. Se approvata dalla Commissione Europea, l’indicazione di linagliptin verrà ampliata e comprenderà l’uso in associazione ad insulina in adulti con diabete di tipo 2. Il Comitato per i Farmaci per Uso Umano (Chmp) ha raccomandato l’approvazione di linagliptin in associazione a insulina con o senza metformina, in quei pazienti in cui questo regime terapeutico, associato a dieta ed esercizio fisico, non è in grado di ottenere un adeguato controllo glicemico. Il parere positivo del Chmp è basato sui risultati di diversi studi clinici, fra cui quelli ottenuti da uno Studio di Fase Iii della durata di 52 settimane, che hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza di linagliptin in associazione a insulina basale (endpoint primario: efficacia dopo 24 settimane). I risultati di questo studio indicano che, dopo 24 settimane di trattamento, l’aggiunta di linagliptin a insulina ha determinato un miglior controllo glicemico rispetto all’insulina, senza rischi aggiuntivi di ipoglicemia. “Molti pazienti con diabete di tipo 2 che assumono insulina, devono ricorrere a farmaci aggiuntivi per ottenere un adeguato controllo glicemico. Il parere positivo del Chmp è un altro passo importante per poter offrire ulteriori opzioni terapeutiche a coloro che soffrono di diabete di tipo 2” ha dichiarato il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim. “Linagliptin è il primo farmaco antidiabetico in un unico dosaggio per tutti i pazienti. Il farmaco ha un meccanismo di escrezione unico, grazie al quale non sono necessari né aggiustamenti posologici né ulteriori controlli aggiuntivi a seconda dalla funzionalità renale o epatica”.  
   
   
SANITÀ IN ABRUZZO: CHIODI, SAN SALVATORE MODELLO DI EFFICIENZA  
 
L’aquila, 26 settembre 2012 - "Oggi possiamo dire che l´ospedale San Salvatore dell´Aquila è tornato in piena efficienza, articolato, funzionale e dotato delle migliori tecnologie, sicuramente superiori rispetto al passato. E´ un fatto positivo che si riflette sulla nostra capacità di assicurare ai cittadini il diritto alla cura della salute". Lo ha detto il Presidente della Regione Gianni Chiodi, ieri mattina, all´Aquila alla cerimonia di riconsegna e inaugurazione del servizio di Anatomia Patologia, Obitorio, Farmacia, Ufa e Malattie Infettive. "Una forte concentrazione di specialità e di competenze di eccellenza ? ha proseguito il Presidente - che sta diventando il punto di riferimento di una vasta utenza anche da fuori regione. Significativo, infatti, è il dato che indica che in Abruzzo il numero dei pazienti che arrivano da altre regioni è in costante aumento mentre sono diminuiti i pazienti che decidono di curarsi fuori. Dai dati in nostro possesso emerge anche che il numero dei ricoveri ospedalieri all´Aquila è tornato ai livelli pre-sisma". L´ospedale San Salvatore è la prima struttura sanitaria d´Abruzzo con un sistema di cura controllato e sicuro per il paziente oncologico. Dopo venti mesi di lavori ha visto la luce il nuovo reparto di malattie infettive e sono stati anche inaugurati i locali ristrutturati della farmacia ospedaliera con l´attivazione dell´Ufa (Unità farmaci Antiblastici). Chiodi ha sottolineato il lavoro di potenziamento della struttura con personale adeguato, tecnologie all´avanguardia a garanzia di servizi per assicurare efficienza e massima organizzazione e ridurre di fatto la mobilità passiva. Non ha trascurato, tuttavia , le criticità che riguardano i pronto soccorso degli ospedali abruzzesi. "Nel contempo - ha aggiunto - sono aumentati gli accessi nei pronto soccorso del 26 per cento e oltre a cercare di capirne le cause si sta lavorando su una migliore organizzazione nella gestione delle file d´attesa. Occorrerebbe anche personale sanitario addetto specificatamente alla prima accoglienza al fine di aumentare l´efficienza e la capacità ricettiva".  
   
   
OBESITÀ, UN’EPIDEMIA CHE “COSTA” 10 ANNI DI VITA IL BISTURI GUARISCE IL DIABETE NEL 90% DEI PAZIENTI  
 
Roma, 26 settembre 2012 – Più del 90% dei pazienti obesi che hanno affrontato un intervento chirurgico per ridurre il proprio peso è guarito dal diabete. E, secondo una ricerca italiana, il 34% dall’ipertensione arteriosa. Gli obesi italiani sono circa 6.000.000 e rappresentano il 10% della popolazione. La loro vita è minacciata in 9 casi su 10 da gravi malattie come disturbi cardiovascolari e respiratori, cancro e diabete. Uno strumento di prevenzione contro queste patologie è rappresentato dalla chirurgia cosiddetta bariatrica e metabolica (in grado di ridurre il peso corporeo e modificare il metabolismo). Ogni anno nel nostro Paese 7000 persone si sottopongono a questo tipo di interventi. Ma i potenziali candidati sono molti di più, circa un milione. “È necessario un cambiamento culturale - afferma il prof. Marcello Lucchese, presidente della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie metaboliche (Sicob) - vogliamo far capire ai cittadini che siamo di fronte a operazioni salvavita, non a ritocchi estetici. L’aspettativa di vita nella popolazione severamente obesa è ridotta di 9 anni nelle donne e di 12 negli uomini. Purtroppo pochi sanno che il bisturi può essere un’arma in grado di allungare la vita di queste persone e di assicurare una cura definitiva nel 60-80% dei casi. Invece le terapie non chirurgiche hanno una percentuale di successo durevole nel tempo compresa tra il 2 e il 4%”. La prevenzione attraverso la chirurgia è uno dei temi centrali del Primo Congresso Nazionale della Chirurgia Italiana (a cui aderiscono 19 Società scientifiche) in corso a Roma fino al 27 settembre con la partecipazione di 4000 esperti. “Un recente studio italo-americano - continua il prof. Lucchese - ha dimostrato come l’83% di obesi sottoposti a bypass gastrico e il 95% di quelli che hanno subito una diversione biliopancreatica sia riuscito ad ottenere una remissione completa del diabete di tipo 2”. Se il peso eccede quello ideale del 30%, la persona viene considerata in sovrappeso, del 60% obesa, del 100% obesa in maniera severa. “Siamo di fronte a una vera emergenza sanitaria - spiega il prof. Nicola Basso, Past President Sicob -. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo 1 miliardo e mezzo di adulti sopra i 20 anni è in sovrappeso. Di questi, 200 milioni di uomini e circa 300 milioni di donne sono obesi. Queste cifre spingono gli esperti a parlare di ‘globesità’, che oggi rappresenta il secondo rischio prevenibile per la salute dopo il fumo. In Italia il numero di persone con gravi problemi di peso è cresciuto del 25% dal 1994 a oggi. È prioritario sostenere ed incentivare la chirurgia bariatrica come strumento di prevenzione della salute dei cittadini. Investire in questi interventi significa risparmiare risorse. Nel nostro Paese i costi sanitari diretti annui legati all’obesità grave sono valutabili intorno ai 23 miliardi di euro, di cui 11 a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Quelli indiretti (morti premature, riduzione della produttività, assenza dal lavoro, disoccupazione, ecc.) sono circa il triplo, stimabili nell’ordine di 65 miliardi di euro annui. Per ognuno di questi pazienti la perdita di 7 Kg consentirebbe un risparmio di 390 euro l’anno solamente in termini di farmaci per tenere sotto controllo le malattie associate”. La chirurgia bariatrica non fa solo perdere durevolmente peso ma ha un impatto decisivo sulle malattie metaboliche, in particolare sul diabete mellito di tipo 2 (che colpisce il 90% degli obesi gravi). “I numeri lasciano sbalorditi: gli interventi di chirurgia dell’obesità curano il diabete nell’80-100% dei casi – sottolinea il prof. Basso -. Questo significa non prendere più farmaci per il diabete già da pochi giorni dopo l’intervento e prevenire tutte le complicanze della malattia, che spaziano dalla cecità, all’insufficienza renale, all’infarto fino all’amputazione di un arto”. Nel 2011 sono state effettuate - in totale - 7214 operazioni di chirurgia bariatrica: 4093 al Nord, 1983 al Centro e solo un migliaio (880 e 258 rispettivamente) al Sud e nelle isole. “Solo un intervento su 7 è stato svolto in regioni meridionali - sottolinea Luigi Angrisani presidente eletto dell’international Federation For The Surgery Of Obesity And Metabolic Disorders (Ifso) -. I dati epidemiologici nazionali attestano, invece, come siano proprio gli abitanti del Mezzogiorno gli italiani più gravemente in sovrappeso. Campania e Puglia possono vantare il primato europeo di obesità infantile: il 36%. Di fronte a questa contraddizione è necessario ristrutturare e riorganizzare la chirurgia dell’obesità nel Sud d’Italia. In una macroregione che conta oltre 20 milioni di abitanti, solo a Napoli sono presenti 4-5 centri attivi, più qualche altra struttura operante in Sicilia. Per il resto del Meridione non esiste una rete organizzata ed efficiente. Bisogna quindi investire maggiori risorse in questa importante branca della chirurgia che vanta ottimi professionisti riconosciuti a livello internazionale”.  
   
   
FVG, AUTONOMIE: RIUNITA CONFERENZA PER PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA  
 
Udine, 26 settembre 2012 - Si è riunita nella sede della Regione a Udine la Conferenza per la programmazione sanitaria, sociale e socio-sanitaria regionale. All´ordine del giorno il disegno di legge regionale di riassetto del servizio sanitario regionale, illustrato dal vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla salute, Luca Ciriani, presente con il Direttore centrale, Gianni Cortiula. Sul tema si è sviluppato un ampio dibattito nel corso quale sono state formulate richieste di chiarimento e osservazioni da parte degli amministratori presenti. È stato presentato anche un documento sottoscritto dai sindaci dell´Ass n. 2 "Isontina". Riassumendo i tanti spunti emersi dal dibattito, il presidente della Conferenza, Roberto Ceraolo, ha rilevato che "il sistema delle autonomie locali riconosce la necessità di una riorganizzazione del servizio sanitario regionale e intende affrontare il processo di riordino in termini pragmatici, anche in relazione allo sforzo di approfondimento sulla dimensione dell´area vasta, al fine di pervenire a una sintesi proficua per l´individuazione di quei perimetri territoriali entro cui promuovere politiche di governo del territorio e scelte di gestione dei servizi efficaci e condivise". La Conferenza ha poi espresso, all´unanimità, parere favorevole sulla delibera, approvata dalla Giunta regionale in via preliminare, relativa alla modifica del Regolamento del Fondo per l´Autonomia Possibile - Fap - volta a consentire la prosecuzione, per un massimo di due anni, dei progetti di durata triennale, da poco terminati o in fase di scadenza, rivolti ai pazienti affetti da problemi di salute mentale. I funzionari della Direzione centrale della Salute, infine, hanno fornito alcune precisazioni in ordine alla nuova programmazione dei Piani di zona per il triennio 2013-2015, e sull´approvazione del programma attuativo annuale 2013. Dopo la replica del vicepresidente Ciriani, la Conferenza ha convenuto di aggiornare i propri lavori a una nuova seduta, che avrà luogo nel prossimo mese di ottobre.  
   
   
APPROVATA IN EUROPA LA VIA DI SOMMINISTRAZIONE SOTTOCUTANEA DI BORTEZOMIB PER IL TRATTAMENTO DEL MIELOMA MULTIPLO QUESTA MODALITÀ DI SOMMINISTRAZIONE, PIÙ SEMPLICE, CONTRIBUISCE A MIGLIORARE LA SICUREZZA E LA PRATICITÀ DELLA TERAPIA, PUR MANTENENDONE INTATTA L’EFFICACIA  
 
Beerse, Belgio, 26 settembre 2012 - Janssen-cilag International Nv ha annunciato che la Commissione Europea ha approvato la via di somministrazione sottocutanea di bortezomib per il trattamento del mieloma multiplo, un tumore che colpisce il midollo osseo. L’autorizzazione si basa sui risultati dello Studio di Fase Iii che hanno dimostrato come la somministrazione di bortezomib per via sottocutaneasia ugualmente efficace rispetto a quella endovenosa, determinando al contempo una riduzione significativa degli effetti collaterali in termini di frequenza e gravità, a vantaggio del paziente e del medico curante. “I risultati dello studio e l’approvazione della via di somministrazione sottocutanea di bortezomib si fondano sulla disponibilità di numerosi dati e sull’esperienza di utilizzo per via endovenosa di bortezomib che gioca ancora un ruolo fondamentale nella gestione del mieloma multiplo” afferma il Professor Philippe Moreau, sperimentatore principale dello studio clinico e direttore del reparto di Ematologia presso la University Hospital Hôtel-dieu di Nantes (Francia). “La nuova via di somministrazione renderà il trattamento molto più semplice. Questo vantaggio, combinato alla riduzione dei livelli di gravità degli eventi avversi - che hanno un notevole impatto sulla vita dei pazienti – farà di bortezomib per via sottocutanea un’importante opzione terapeutica per il futuro”. L’autorizzazione alla commercializzazione si basa sui risultati dello Studio di Fase Iii Mmy-3021, pubblicato sul Lancet Oncology nel 2011.2Lo studio ha confrontato il trattamento con bortezomib somministrato per via sottocutanea e per via endovenosa nei pazienti affetti da mieloma multiplo recidivante. I risultati hanno dimostrato un’efficacia simile tra le due vie di somministrazione, ma la frequenza e la severità degli effetti collaterali si è ridotta significativamente con quella sottocutanea, rispetto al gruppo che ha ricevuto bortezomib per via endovenosa. L’incidenza degli eventi avversi di grado 3 o superiore è stata significativamente inferiore nel gruppo trattato per via Sc rispetto al gruppo trattato per via Ev. Sempre in merito agli eventi avversi, è importante rilevare che il 38% dei pazienti che hanno ricevuto bortezomib per via sottocutanea ha manifestato neuropatia periferica (dolore e formicolio ai nervi periferici) rispetto al 53% dei pazienti trattati per via endovenosa. Inoltre, gli episodi di neuropatia di grado 3 o superiore si sono ridotti al 6% con l’utilizzo della via Sc rispetto al 16% con somministrazione della via Ev.2 Si può quindi concludere che la via di somministrazione sottocutanea di bortezomib rappresenta una nuova e importante opzione terapeutica per i pazienti con mieloma multiplo, in particolare per coloro che non sono idonei a ricevere il trattamento per via endovenosa. “Siamo costantemente impegnati nello sviluppo di opzioni terapeutiche innovative che rispondano alle esigenze cliniche ancora insoddisfatte, come nel caso dei pazienti che soffrono di patologie invalidanti quali, ad esempio, il mieloma multiplo” afferma Jane Griffiths, Company Group Chairman di Janssen Europa, Medio Oriente e Africa. “Siamo, quindi, soddisfatti di poter offrire una terapia alternativa che ha dato risultati positivi sia in termini di facilità d’uso sia di risultati, per i pazienti di tutta Europa, oltre che per gli specialisti che li assistono”. Mieloma multiplo - Il mieloma multiplo è un tumore ematico che ha origine nel midollo osseo ed è caratterizzato da un’eccessiva proliferazione di plasmacellule.[ Si tratta della seconda più frequente forma di tumore maligno del midollo osseo, pur essendo una tipologia relativamente rara di cancro. Esso rappresenta, infatti, circa l’1% di tutte le neoplasie e il 2% di tutte le morti dovute al cancro. Per quanto riguarda la casistica in Europa, si stima che circa 60.000 persone vivano con questa malattia; ogni anno si contano oltre 21.400 nuovi casi e 15.000 decessi.[4] Studio di Fase Iii Mmy-30212 - L’autorizzazione all’uso della via di somministrazione sottocutanea di bortezomib decisa dalla Commissione Europea si basa sui risultati dello Studio di Fase Iii Mmy-3021, pubblicato sul Lancet Oncology nel 2011. Lo studio di non inferiorità di Fase Iii, in aperto e randomizzato, è stato condotto su 222 pazienti affetti da mieloma multiplo recidivante assegnati casualmente al trattamento con bortezomib per via sottocutanea o per via endovenosa. Lo studio ha mostrato che i pazienti sottoposti alla somministrazione sottocutanea di bortezomib hanno ottenuto al quarto ciclo un tasso di risposta globale (Orr) del 42% e un tasso di risposta completa (Cr) del 7%, mentre i pazienti trattati con bortezomib per via endovenosa hanno ottenuto un Orr del 42% e un Cr dell’8%. Il profilo di sicurezza generale è stato simile nei due bracci, tuttavia, l’incidenza degli eventi avversi di grado 3 o superiore derivanti dal trattamento è stata significativamente minore per la via sottocutanea rispetto a quella endovenosa (rispettivamente 39% e 55%). Per quanto riguarda i casi di neuropatia periferica (tutti i livelli di gravità) , questi sono stati registrati nel 38% dei pazienti del braccio della via sottocutanea e nel 53% dei pazienti di quella endovenosa. L’incidenza degli episodi di neuropatia periferica di grado 3 o superiore si è ridotta al 6% grazie alla via di somministrazione sottocutanea, rispetto al 16% della via endovenosa. L’impiego della modalità di somministrazione di bortezomib per via sottocutanea ha anche dimostrato di ridurre il numero delle interruzioni della terapia e la necessità di riduzione del dosaggio di farmaco rispetto alla via endovenosa.  
   
   
CARAVAGGIO A LEGOLI FINO AL 21 OTTOBRE  
 
 Peccioli. 26 settembre 2012 - Inaugurazione con tutti i caratteri dell’eccezionalità quella avvenuta giovedì 20 settembre a Legoli, piccolo borgo medievale del Comune di Peccioli. Non solo per la partecipazione di pubblico straordinaria, ma per tutti gli eventi correlati che hanno animato il Paese per l’intera serata. Il progetto, sotto la regia di Alberto Bartalini e la curatela generale di Ilario Luperini, è stato promosso dalla Fondazione Peccioli per l’Arte, unitamente al Comune di Peccioli e alla Belvedere Spa. Il capolavoro di Caravaggio, presentato presso la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Giusto di Legoli e che sarà visibile fino al 21 ottobre, è stato introdotto dal curatore scientifico della mostra Luigi Carofano. La presentazione è stata poi completata dagli studiosi caravaggeschi Alberto Cottino e Federica Gasparrini. “Il Sacrificio di Isacco (a lume di notte)”, proveniente da una raccolta di Napoli, passò per una vendita di Christie’s a Roma il 13 aprile 1989 quale “copia di Caravaggio”. Le pessime condizioni della tela, a causa delle vernici ossidate, impedivano uno studio accurato. Fu Maurizio Marini, a seguito di dettagliate indagini a raggi x e dopo una prima pulitura del quadro, a scoprire che il dipinto era un capolavoro di Michelangelo Merisi. Questa tesi venne poi sostenuta da molti dei più autorevoli studiosi di Caravaggio. L’opera attualmente fa parte di una collezione Cremonini, ed è già stata esposta in importanti mostre, tra le quali va ricordata quella trapanese, curata proprio da Sir Denis Mahon, Caravaggio. L´immagine del divino (Museo Regionale di Palazzo Pepoli, 2008). Successivamente è stata esposta a Varese (Musei Civici di Villa Mirabello, 2008), a Malta (Galleria Archeologica Nazionale, 2009) a Castelvetro (Oratorio di Sant´antonio da Padova, 2009) e a S. Maria Tiberina (Museo Civico del Castello Bourbon del Monte, 2010). Dopo l’esposizione del capolavoro di Michelangelo Merisi, sono state inaugurate le mostre personali (dedicate a Caravaggio) di Stefano Stacchini e Renato Frosali, entrambi artisti esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2011. “Affogati alla frutta” il titolo dell’esposizione di Stacchini presso la struttura dei “Lavatoi Pubblici” di Legoli “Caravaggio Sottointonaco” quella di Frosali presso “La Fattoria”, altro edificio appena recuperato e messo a disposizione del Paese. Entrambe le mostre saranno visibili fino al 21 ottobre. Sempre nella serata di ieri, presso l’anfiteatro di Legoli, la compagnia teatrale Malatheatre ha messo in scena i tableaux vivant delle più importanti opere di Caravaggio. L’enorme afflusso di pubblico ha “costretto” la compagnia diretta da Ludovia Rampelli a ripetere per ben tre volte lo spettacolo. Tutte queste iniziative si inseriscono in un progetto più ampio, volto alla promozione di un territorio ricco di bellezze e particolarità: Legoli, infatti, è un borgo medievale straordinario, immerso nella campagna toscana. Dalla chiesa dei Santi Bartolomeo e Giusto si possono ammirare le colline toscane del circondario, dove altri borghi come Toiano e Ghizzano si conservano intatti. Inoltre, a due passi dal luogo dell’esposizione, si può trovare la meravigliosa cappella di Santa Caterina con gli affreschi di Benozzo Gozzoli.  
   
   
CULTURA. PROROGATA FINO AL 14 OTTOBRE LA MOSTRA “BRAMANTINO A MILANO” AL CASTELLO SFORZESCO  
 
Milano, 26 settembre 2012 - Forte del successo degli oltre 55 mila visitatori raggiunti, la mostraBramantino a Milano è stata prorogata sino al 14 ottobre 2012. In questo modo si darà la possibilità anche alle scolaresche e a coloro che ancora non hanno potuto visitare la mostra, di conoscere una delle figure chiave del Rinascimento lombardo, Bartolomeo Suardi detto il Bramantino. Promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Castello Sforzesco e Palazzo Reale l’esposizione Bramantino a Milano, curata da Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Marco Tanzi, la mostra si articola nelle due grandi Sale del Castello Sforzesco che ospitano già importanti lavori dell’artista: la Sala del Tesoro dove domina l’Argo, il grande affresco realizzato intorno al 1490 e destinato a vegliare sul tesoro sforzesco, e la soprastante Sala della Balla, che accoglie i dodici arazzi della collezione Trivulzio, acquisiti dal Comune nel 1935. ““Il grande successo del ‘Bramantino a Milano’ ci ha convinto a prorogare l’esposizione fino al 14 ottobre – ha detto l’Assessore alla Cultura, Moda, Design Stefano Boeri –. Questa mostra è stata il primo esperimento di autoproduzione del Comune di Milano e un modello di valorizzazione del patrimonio artistico milanese: un esempio che vogliamo approfondire con una giornata di studio dal titolo ‘Le mostre ai tempi della crisi’, che è in programma nelle prossime settimane e vedrà la partecipazione dei curatori Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, nonché di rappresentanti del mondo della produzione culturale e artistica”. Info www.Milanocastello.it  Facebook facebook.Com/bramantinoamilano    
   
   
POLITIPI . ALBERTO BIASI PADOVA, DAL 13 OTTOBRE AL 16 NOVEMBRE 2012  
 
Padova, 26 settembre 2012 - Maab Studio d´arte inaugura il 13 ottobre una mostra personale di Alberto Biasi incentrata sul ciclo artistico dei Politipi. La maggior parte dei lavori presentati provengono da importanti collezioni private e non è stato semplice raccogliere le opere necessarie per l´esposizione. Questo particolare ciclo, di indiscussa rilevanza, è stato più volte approfondito dall´artista nel corso degli anni, il quale ha apportato variazioni sempre nuove ed ha ottenuto esiti sempre più articolati evidentemente dettati dal sopraggiungere di nuovi stimoli e consapevolezze maturate nel tempo. Ciò che caratterizza questo intervallo di opere è la scelta dell´artista di concentrarsi sull´utilizzo di un´ampia gamma di colori, e, col passare degli anni, di unire all´interno di una stessa opera, elementi geometrici suggeriti oppure direttamente dipinti sulla tela; inserti di natura geometrica, questi, che risultano integrarsi perfettamente con il resto della composizione. In questo modo i Politipi sono caratterizzati da un forte senso di vibrazione, fortemente percepibile quando l´osservatore si muove attorno all´opera senza mai distogliere lo sguardo da essa. Gli ultimi esemplari, realizzati a partire dagli anni Novanta, hanno forma regolare o irregolare, e, l´essenza di ogni opera è descritta dal forte cangiantismo ottenuto grazie alle deviazioni, torsioni e tensioni delle strutture lamellari. Inoltre, questo intervallo di opere è di particolare importanza se visto in relazione alla successiva serie degli Assemblaggi, continuum coerente dei Politipo, nei quali l´artista armonizza corpi costruiti separatamente al fine di perseguire un disegno unitario caratterizzante l´opera. Recentemente Alberto Biasi è stato protagonista di esposizioni come “Italian Zero & Avangarde ´60s” al Museo d´ Arte Multimediale di Mosca; a Roma presso la Galleria Nazionale D´arte Moderna in occasione della mostra “Arte Cinetica e Programmata, da Munari a Biasi, Colombo e…” ed all’esposizione nello storico negozio Olivetti in Piazza S. Marco a Venezia dal titolo “Programmare l’arte. Olivetti e le neoavanguardie cinetiche”, che sarà poi riproposta al Museo del Novecento di Milano, con la presentazione di un maggior numero di opere. Nota Biografica - Alberto Biasi, nato a Padova il 2 giugno 1937, dove attualmente vive e lavora, è uno dei principali esponenti dell´arte cinetica italiana ed internazionale. Fonda nel 1959 con altri artisti il Gruppo Enne, con cui lavora fino al 1967, per poi continuare la sua attività da solista. Biasi ha partecipato come protagonista in numerose iniziative di sperimentazione artistica, soprattutto negli anni ´60. In particolare il suo nome è legato alla stagione di massima popolarita´ dell´arte ottico-cinetica, grazie alle sue creazioni artistiche costruite sulla base di precise illusioni ottiche. I suoi quadri presentano in genere superfici che cambiano aspetto a seconda dell´angolo di osservazione, dando quindi la sensazione illusoria del movimento. Insieme con Gianni Colombo e Getulio Alviani è unanimemente considerato dalla critica come il più autorevole rappresentante italiano di questo tipo di arte. Innumerevoli sono le sue mostre tra collettive e personali, da segnalare la sua partecipazione ad esposizioni fondamentali nella storia dell´arte cinetica, quali "Nove Tendencije" a Zagabria e la grande mostra The responsive eye al Moma di New York. Più recentemente si ricorda nel 1988 una grande antologica al museo degli Eremitani di Padova, nel 1995 la retrospettiva "Biasi e il Gruppo N alla Biennale di Venezia, nel 2006 l´esposizione di una trentina di sue opere storiche nelle Sale dell´Hermitage di San Pietroburgo, nel 2007 l´esposizione al Museo Diocesà di Barcellona e la partecipazione nel 2008 alla Triennale Internazionale di Arte Contemporanea di Praga. Sue opere si trovano Modern Art Museum di New York, alla Galleria Nazionale di Roma, ai Musei di Belgrado, Bolzano, Bratislava, Buenos Aires, Ciudad Bolivar, Epinal, Gallarate, Guayaquil, Lodz, Ljubljana, Livorno, Middletown, Praga, Padova, Saint Louis, San Francisco, Tokyo, Torino, Ulm, Venezia, Wroclaw ,Zagabria ed in numerose collezioni straniere ed Italiane.  
   
   
VELA/ELBA: IL CVMM AL MONDIALE PLATU 25 A ROSIGNANO  
 
Marciana Marina, 26 settembre 2012 – Ci sarà anche un’imbarcazione portacolori del Circolo della Vela Marciana Marina al Campionato Mondiale della classe Platu 25 in programma dal 25 al 29 settembre sul campo di regata di Rosignano Marittimo, manifestazione organizzata dallo Yacht Club Cala de’ Medici. Dopo aver partecipato, sullo stesso campo di regata, alla terza tappa del Circuito Italiano 2012 della classe Platu 25, sempre sullo stesso campo di regata e dove ha comncluso al quinto posto della classifica finale, l’imbarcazione “Mamic” dell’armatore marinese Giuseppe Mazzei sarà sulla linea di partenza dell’ebento iridato. Oltre a Giuseppe Mazzei che a bordo svolge il ruolo di randista, ci saranno altri due elbani: Domenico Giunchino, tailer e anch’egli portacolori del Cvmm e Giuseppe Incatasciato, in posizione centrale, del Club del Mare di Marina di Campo. A completare l’equipaggio saranno il timoniere Matteo Teglia e il prodiere Giovanni Poli, del Circolo Velico Piominese ed Elisa Mangani del Circolo Velico S. Vincenzo.  
   
   
FONDO 23 MILIONI PER IMPIANTI SPORTIVI LE PROPOSTE DELLA LIGURIA AL MINISTRO GNUDI  
 
Genova, 26 Settembre 2012 - Piano nazionale per la promozione dell’attività sportiva all’esame delle Regioni, oggi, a Roma, con il ministro Piero Gnudi, negli uffici di via della Stamperia, dove alle 10 è convocato il tavolo nazionale di governance “Tangos” . La Regione Liguria ne fa parte con l’assessore allo sport della Liguria Gabriele Cascino, designato dal coordinamento degli assessori regionali allo sport della Conferenza delle Regioni a coordinare l’Area tematica 2 dell’organismo che si occupa dei rapporti tra sport ed economia ,delle ricadute economiche sull’economia del Paese. Nell’agenda di Cascino anche il finanziamento di 23 milioni di euro per l’impiantistica sportiva inserito nel Decreto Sviluppo del Governo. E di questo fondo, l’assessore Cascino chiederà al ministro di concordare i criteri e le modalità di erogazione e di riparto fra le regioni dello stanziamento. “Il calcolo puramente aritmetico legato al numero degli abitanti, stimiamo un riparto di 700/800 mila euro. Ma il criterio dovrà tenere conto del numero dei comuni presenti, delle milleduecento società sportive e de 4 mila 500 impianti esistenti in Liguria” Si tratta di risorse già disponibili, nel bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ora serve un’attenta programmazione sul territorio e condivisione fra Stato, Governi, Regioni, Coni, Comuni permettere in campo , anche in Liguria, azioni di sostegno economico allo sport e agli impianti carenti, “a fronte anche dei passi avanti compiuti da realtà locali come, per esempio, la Virtus Entella di Chiavari che in vista di un possibile salto dalla Prima Divisione della Lega Pr alla serie B del campionato di calcio, avrà bisogno di uno stadio nuovo o di una ristrutturazione di quello esistente”, afferma Cascino. Una cosa è certa: la Regione Liguria chiederà al governo “di far passare il principio che i cofinanziamenti per l’impiantistica potranno essere concessi solo ai soggetti in grado di poter affrontare il co-finanziamento”, spiega l’assessore. E in attesa di conoscere qualcosa di più sui fondi statali, i comuni liguri hanno tempo fino alla fine di ottobre 2012 per accedere al bando regionale della legge 40 per ottenere fondi per l’impiantistica.