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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 30 Ottobre 2012 |
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ENERGIA, MISE: AL VIA CONSULTAZIONE SU STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE OLTRE 100 CONTRIBUTI PERVENUTI VIA INTERNET |
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Roma, 30 ottobre 2012 – E’ Iniziato ieri - con un incontro con le associazioni di categoria dei produttori termoelettrici - la consultazione sulla Strategia Energetica Nazionale (Sen). Entro il 30 novembre sono previste oltre 20 occasioni di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di incontri sia di carattere istituzionale (mercoledì 31 ottobre l’audizione in Commissione Industria del Senato, a cui seguiranno altre consultazioni istituzionali), sia con associazioni di categoria e parti sociali: associazioni di produttori e operatori del settore, consumatori, sindacati, associazioni ambientaliste, istituti di ricerca e ‘think tank’ specializzati. In parallelo, da circa dieci giorni è attiva la consultazione on-line sul sito del Ministero, a cui possono partecipare con commenti, suggerimenti e documentazione tutti i cittadini. Ad oggi sono già pervenuti circa 100 contributi via internet, che sono in corso di valutazione. |
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IMPIANTI FOTOVOLTAICI A TERRA, LA REGIONE VENETO DECIDE DOVE NON SI POSSONO INSTALLARE. UN QUADRO CERTO AGLI OPERATORI E GARANTIAMO LA TUTELA DELL’AMBIENTE |
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Venezia, 30 ottobre 2012 - Siti inseriti nella lista mondiale dell’Unesco; zone di particolare interesse paesaggistico, ai sensi della Convenzione Europea del Paesaggio; zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar; Rete Natura 2000; superfici inserite nell’elenco delle aree naturali protette; geositi; aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità; aree a elevata utilizzazione agricola: sono questi siti nei quali non sarà possibile installare impianti solari fotovoltaici “a terra”. Lo ha stabilito la Giunta veneta con una deliberazione approvata nella sua ultima seduta e presentata dall’assessore ai lavori pubblici e all’energia, Massimo Giorgetti, di concerto con i colleghi Zorzato, Manzato e Conte, dando così seguito all’iter avviato lo scorso marzo con l’approvazione di un primo provvedimento poi sottoposto alla valutazione della Terza Commissione del Consiglio regionale. Ora, secondo quanto proposto dalla stessa Commissione e alla luce degli ulteriori approfondimenti svolti da marzo ad oggi dalle strutture regionali competenti, è stato deciso di riformulare il provvedimento originale trasformandolo in proposta di deliberazione amministrativa che l’assemblea di palazzo Ferro Fini sarà chiamata a varare definitivamente. “Abbiamo operato le nostre scelte – spiega Giorgetti – nel rispetto delle linee guida emanate nel 2010 per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, le quali dispongono che le Regioni possono procedere all’individuazione delle aree non idonee a questo tipo di insediamenti in ragione della loro particolare sensibilità e vulnerabilità alle trasformazioni territoriali e paesaggistiche. La finalità è duplice: non rallentare la realizzazione degli impianti, offrendo agli operatori un quadro certo e chiaro di riferimento e orientamento per la loro localizzazione e nel contempo garantire la tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale delle aree di pregio presenti nel nostro territorio, conciliando le politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili attraverso atti di programmazione rispondenti alla quota di burden sharing che è stata assegnata al Veneto”. Il burden sharing - target vincolante sul consumo di energia attribuito alle regioni - è una ripartizione che stabilisce in quale misura ognuna di esse deve concorrere all’obiettivo nazionale in materia di fonti energetiche pulite previsto dalla Direttiva europea 20 20 20: per il Veneto è necessario garantire che il 10,3 per cento dell’energia termica ed elettrica complessivamente consumata provenga da fonti rinnovabili. |
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BOLZANO.: PPP PER I PANNELLI FOTOVOLTAICI SUGLI EDIFICI PUBBLICI |
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Bolzano, 30 ottobre 2012 - La Provincia affitta le superfici, l´impresa installa i pannelli fotovoltaici: è l´impostazione del progetto di Ppp, la partnership tra pubblico e privato, che la Giunta provinciale ha approvato il 29 ottobre per incentivare ulteriormente la produzione di energia pulita. Proseguendo nel ruolo di battistrada sul fronte dell´energia da fonti rinnovabili, la Giunta ha deciso di avviare in tempi rapidi l´operazione di Ppp (partnership public private) con imprese interessate ad installare pannelli fotovoltaici su tetti ed edifici di proprietà della Provincia, su una superficie di almeno 10mila metri quadrati. "A livello statale gli incentivi e le agevolazioni in questo settore sono stati tagliati in maniera drastica - ha spiegato il presidente Luis Durnwalder dopo la seduta - ma per gli enti pubblici il vecchio regime di aiuti resterà in vigore fino al 31 dicembre." Sono diversi gli edifici provinciali con superfici utilizzabili per il fotovoltaico e alla luce della disponibilità manifestata da alcune aziende si punta a concretizzare il progetto, eventualmente con bando di gara in presenza di più interessati. Lo schema prevede da parte dei privati il versamento alla Provincia di un canone di affitto di circa 7-8 euro al metro quadrato per la messa a disposizione delle superfici. Il contratto dovrebbe avere una durata ventennale, il periodo di ammortamento è stimato in 11 anni. |
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VERTENZA ENERGIT, RIPRESA TRATTATIVE TRA ALPIQ E ONDA ENERGIA |
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Cagliari, 30 Ottobre 2012 - Continuano le trattative tra Alpiq e l´azienda siciliana Onda Energia. Lo ha confermato l´assessore regionale dell´industria Alessandra Zedda alle rappresentanze sindacali, convocate questo pomeriggio, in viale Trento, per fare il punto della situazione sulla vertenza Energit, in vista del tavolo convocato il 9 novembre al Ministero dello Sviluppo economico. All´esponente dell´esecutivo, le organizzazioni sindacali hanno espresso l’esigenza di avere al più presto, da Alpiq, disposizioni chiare per la prosecuzione dell´ordinaria attività aziendale, nonché una dichiarazione ufficiale che rassicuri l’utenza sulla regolare fruizione del servizio. L´assessore Zedda si è impegnata a chiedere all´azienda un´accelerazione della trattativa e il mantenimento della piena operatività necessaria per agevolare la vendita. |
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LE COMUNICAZIONI D’INTERE AREE D’ITALIA ISOLATE DAI FURTI DI RAME. IL CASO DELLE MARINE LECCESI DI SAN CATALDO E FRIGOLE. BASTA CITTADINI DI SERIA A E DI SERIE B |
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Lecce, 30 ottobre 2012 - Da mesi lo “Sportello dei Diritti” ha avviato una campagna nazionale per evidenziare i pericoli per la collettività connessi all’escalation di furti per ottenere metalli quali rame, bronzo e ferro. Dopo aver indicato una serie di ricette per cercare di arginare il fenomeno, è il caso di dirlo, non è arrivato ancora alcun segnale ed anzi continuano ad arrivarci segnalazioni da tutta Italia in merito all’isolamento nelle comunicazioni, ma anche per la corrente elettrica, di intere zone più o meno grandi del Paese. Da evidenziare ed emblematico è il caso delle marine leccesi di San Cataldo e Frigole dove da mesi è svanita la rete telefonica e quella Adsl con conseguenti gravissimi disagi per un notevole numero di nuclei familiari residenti nella fascia costiera del comune capoluogo della provincia di Lecce. La colpa, secondo gli addetti lavori, sarebbe nei furti dei cavi di rame d’intere linee aeree che non verrebbero sostituite dalla Telecom, almeno a detta dei diversi operatori di telefonia, per i notevoli costi non contraccambiati da altrettanti benefici economici per il gestore della rete che, si ricordi non è più monopolista da anni e quindi non avrebbe un interesse prioritario ad investire, poiché le zone non sarebbero ad alta densità di popolazione. Insomma, Giovanni D´agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sottolinea che ancora una volta anche nel caso esemplare delle due frazioni di Lecce, viene a dimostrarsi il notevole digital divide che affligge l’Italia nell’era delle telecomunicazioni e che amplifica le differenze tra cittadini di Serie A e di Serie B sol perché si è residenti in un punto piuttosto che in un altro di un comune Una situazione che non si può più tollerare per la quale non basta prendere carta e penna e scrivere a Telecom, solo per segnalare quello che appare così come un semplice disservizio ma che nasconde problemi di natura politico-amministrativa più complessi, come ha fatto il sindaco della città di Lecce, Perrone, certamente pressato da centinaia di cittadini costretti a subire i disagi connessi. È anche in questo che si può misurare come un’amministrazione comunale guardi al futuro e cerchi di risolvere il problema della connessione verso il mondo dei suoi concittadini, per esempio attraverso la realizzazione in collaborazione con società che si occupano di questo, di reti a banda larga a copertura delle aree più disagiate utilizzando le infrastrutture esistenti quali i tralicci per la ripetizione del segnale televisivo e della telefonia cellulare con tecnologie wireless diverse da quelle della rete mobile (come richiesto dal sindaco). Ma se un governo cittadino pensa che una lettera possa risolvere un problema che quasi certamente si ripeterà sinché le linee rimarranno aeree e continueranno i furti di rame, riteniamo che nel caso di specie l’iniziativa del sindaco sia stata solo strumentale e mediatica anche perché per come rilevato anche dall’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) tutte le “eventuali problematiche riguardanti le infrastrutture di telecomunicazioni (pali, antenne, cavi, etc.) sia su suolo pubblico che privato sono di competenza (art. 86 del D.lgs. 295/2003) degli organi locali di gestione del territorio (Regioni, Province, Comuni)”. |
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REGGIO CALABRIA - SEMINARIO SULL´EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI |
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Reggio Calabria, 30 ottobre 2012 – Oggi alle ore 10.00, nel Salone della Camera di Commercio di Reggio Calabria (Via Tommaso Campanella, 12 – Reggio Calabria) uno degli incontri organizzati dalla Azienda Speciale In.form.a. Sul tema della “Sostenibilità ambientale ed energetica dei prodotti e dei processi”. Nell’incontro di domani verrà approfondito il tema della efficienza energetica degli edifici, con la presentazione delle opportunità offerte dagli interventi legislativi dello scorso luglio alle Pmi reggine del settore edile. Nel primo intervento curato da Mauro Basili, Ricercatore di Dintec – Consorzio per l’innovazione tecnologica –, verranno presentati il V° Conto Energia ed i possibili benefici derivanti dal congiunto sfruttamento delle misure previste nel Decreto Sviluppo e nel Decreto Kyoto. Nel secondo intervento, curato da Pasquale Regina, Ricercatore Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile-, verrà presentato un approfondimento tecnico sui sistemi idonei al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. A conclusione degli interventi, le imprese e le pubbliche amministrazioni richiedenti potranno svolgere incontri individuali con Pasquale Regina per affrontare tematiche di loro specifico interesse. |
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URBANISTICA. IL COMUNE DI MILANO VARA IL PIANO DEI SERVIZI DEL SOTTOSUOLO MILANO PER LA PRIMA VOLTA SI DOTA DI UNO STRUMENTO DI PREZIOSO PER LA GESTIONE DEL TERRITORIO |
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Milano, 30 ottobre 2012 - La Giunta comunale ha approvato il 26 ottobre la delibera di adozione il Piano urbano generale di servizi del sottosuolo che ora va all’esame del Consiglio comunale. “Per la prima volta – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris - Milano si dota di uno strumento prezioso per la gestione del territorio. Il Piano contiene i principali elementi conoscitivi e di analisi delle infrastrutture e delle reti dei servizi del sottosuolo. Ciò ci consente di pianificare al meglio l’azione di governo del territorio avviata con il Pgt, in un ottica di sostenibilità con l’obiettivo di migliorare la qualità dello spazio urbano”. Grazie al Piano, e agli elementi di conoscenza che esso offre, l’Amministrazione potrà, infatti, coordinare al meglio tutti gli interventi necessari allo sviluppo della città e dei suoi servizi, anche razionalizzando le risorse investite; in concreto, ad esempio, si potranno ridurre i tempi delle autorizzazioni, la durata dei cantieri e le opere di rifacimento del manto stradale. Con benefici evidenti anche per i cittadini e le imprese. Il Puggs si articola in una fase preliminare di conoscenza delle caratteristiche del sottosuolo e delle aree ad esso collegate (ad esempio la pavimentazione). La ricognizione riguarda anche il sistema urbanistico, quello dei vincoli e dei trasporti. La geomappatura del territorio comprende l’analisi dei cantieri stradali, la sensibilità del sistema viario nel contesto della mobilità urbana, il livello e la qualità della infrastrutturazione esistente, le caratteristiche commerciali ed insediative delle strade. Infine, il Piano prevede una fase pianificatoria utile a definire lo scenario di attività e i criteri di intervento. Obiettivo: consentire scelte più sostenibili, da un punto di vista economico ma non solo, a istituzioni e imprese. Il Piano prevede anche la creazione di un portale, oltre che di un ufficio, dedicato al sottosuolo. |
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ZINGONIA, FIRMATO L´ACCORDO PER LA RIQUALIFICAZIONE |
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Bergamo, 30 ottobre 2012 - Un altro importante tassello per la rinascita di Zingonia è stato messo. Presso la Sede territoriale di Bergamo della Regione Lombardia l´assessore al Territorio e Urbanistica, Sicurezza e Casa Nazzareno Giovannelli ha infatti sottoscritto l´Accordo di programma che sancisce il definitivo sì alla riqualificazione di questo importante quartiere della Bergamasca. Hanno firmato l´atto l´assessore provinciale alle Grandi infrastrutture e pianificazione territoriale Silvia Lanzani e i sindaci di Boltiere Osvaldo Palazzini, di Ciserano Enea Bagini, di Osio sotto Attilio Galbusera, di Verdello Luciano Albani e di Verdellino Giuseppe Maci. Il Presente E Il Futuro, 5 Milioni Dalla Regione - Progetto urbano degli anni ´60, realizzato a cavallo dei territori dei Comuni di Ciserano, Verdellino, Boltiere, Osio sotto e Verdello, Zingonia rappresenta un´area a forte valenza strategica, sia in termini di accessibilità sia per la presenza di centri produttivi di eccellenza. La zona è però da tempo afflitta da gravi problematiche dal punto di vista della sicurezza, dell´integrazione sociale, del degrado urbano e delle costruzioni, oltre che dalla carenza di servizi. Quattro sono i fronti su cui si comincerà a lavorare grazie allo stanziamento di 5 milioni da parte di Regione Lombardia e di 1,7 da parte dell´Aler di Bergamo: - l´acquisto e la demolizione delle 6 Torri di Piazza Moro (Anna 1, 2 e 3 e Athena 1, 2 e 3); - il potenziamento economico della zona di Zingonia, attraverso insediamenti di terziario/commerciale a supporto delle imprese locali; - il recupero urbanistico di corso Europa; - un intervento di Housing Sociale nell´area di Zingonia a cura di Aler. Dal Metodo La Svolta - "Questo importante accordo - ha detto Giovannelli - rappresenta oggi più che mai la piena attuazione della capacità di Regione Lombardia di operare efficacemente, soprattutto in un contesto storico, economico e sociale particolarmente difficile, ma che ci vede ostinatamente attenti ai problemi presenti nel territorio lombardo, sotto il profilo urbanistico, abitativo, socio-economico, della sicurezza". "Ciascuna Istituzione nel rispetto del proprio ruolo - ha proseguito - oggi contribuisce alla costruzione di un percorso di rilancio e di valorizzazione del territorio di Zingonia, anche valorizzando le risorse e le opportunità imprenditoriali presenti nell´area. La volontà di Regione Lombardia è di proseguire nel suo concreto impegno per la sicurezza degli abitati e per migliorare le condizioni di vita, soprattutto delle fasce sociali più deboli. Le Fasi - Il percorso prevede ora l´acquisto delle sei torri di piazza Moro, a Ciserano, da parte dell´Aler di Bergamo. Successivamente, attraverso un´apposita gara, l´azienda individuerà un operatore economico che acquisterà l´area e i relativi diritti volumetrici (a destinazione direzionale e commerciale), necessari ad avviare il progetto di trasformazione e, con i proventi, potrà realizzare l´intervento di housing sociale a Verdellino, per un totale di circa 40 alloggi. Sono poi programmati altri interventi nell´ambito di Zingonia, quali la realizzazione di un centro di sicurezza locale a Boltiere; di spazi con funzioni sociali a Verdellino; la riqualificazione dell´asta stradale di corso Europa con creazione di nuove piste ciclabili e di un´infrastruttura tecnologica per la gestione della viabilità e della videosorveglianza. Soluzioni Anche Per I Residenti - Il programma, inoltre, prevede una soluzione alternativa per chi è oggi legittimamente residente nelle sei torri, attraverso la messa a disposizione di alloggi disponibili dell´Aler (con la collaborazione della Prefettura) o tramite il supporto del sistema bancario, che sarà invitato anche a supportare il trasferimento dei nuclei familiari proprietari degli alloggi, rinegoziando i mutui in essere con condizioni di favore. |
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TERREMOTO/ABRUZZO: CHIODI, ECCO TUTTO IL LAVORO PER LA RICOSTRUZIONE |
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L´aquila, 30 ottobre 2012 - Il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha presentato ieri alla stampa la "Relazione finale" sulle attività svolte in qualità di Commissario delegato per la ricostruzione dell´Aquila e dei Comuni del cratere, già inviata al Presidente del Consiglio Mario Monti, come previsto dal Decreto Legge 83/2012 convertito con modifiche dalla Legge 134/2012. Sono intervenuti il Ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, il Capo del dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali, Aldo Mancurti, il Sindaco dell´Aquila, Massimo Cialente ed Emilio Nusca, coordinatore delle Aree omogenee. "Un lavoro encomiabile e straordinario è stato svolto da tutti coloro che fino ad oggi hanno lavorato alla ricostruzione" ha detto Chiodi, presentando alla stampa una sintesi del lavoro svolto in qualità di Commissario delegato in due anni e mezzo di mandato, durante il quale ha portato a termine il difficile compito di chiudere l´emergenza post-sisma e dare avvio alla ricostruzione in Abruzzo. Il Presidente ha quindi rivolto un appello ai suoi successori ad agire con tempestività al fine di assicurare continuità alle molte attività congelate con il venir meno della emergenza. Il Presidente ha poi sollecitato, per la attività di rendicontazione dei fondi spesi, il Comune dell´Aquila, alla presenza del Sindaco Cialente. La Ragioneria territoriale dell´Aquila, infatti, ha restituito i rendiconti presentati perché manca quella del Comune dell´Aquila. Se dovesse permanere tale inadempienza da parte del Comune dell´Aquila il Presidente della Regione Abruzzo, nella qualità di ex titolare della contabilità speciale, sarà costretto, "prima che lo faccia la Ragioneria territoriale, a notiziare la Procura della Corte dei Conti". Nella relazione finale sono riportati tutti i numeri della ricostruzione, dalle risorse economiche stanziate, ai cantieri avviati per il ripristino dell´agibilità degli edifici, fino ai piani di ricostruzione dei centri storici adottati dai Comuni e alla rimozione e al monitoraggio delle macerie. Vediamo nel dettaglio: Risorse Economiche Con la L. 77/2009, in totale risultano stanziate risorse per 10.491,6 milioni di euro: 2861,80 sono state utilizzate per l? emergenza (progetto Case, Map, assistenza alloggiativa ecc.); 3.207,6 sono state utilizzate per la ricostruzione (programmi di intervento sugli edifici pubblici, ricostruzione edifici privati ecc.); 4.422,2 sono da utilizzare per la ricostruzione. Circa 447 mln, giacenti nella contabilità speciale n. 5281, verranno assegnate (per competenza e per cassa) direttamente ai destinatari (Comuni, Province, soggetti attuatori interessati), in base a quanto disposto dal c. 5, art. 67-bis del D.l. 83/2012. Ricostruzione Privata Con riferimento agli edifici classificati «E» all´Aquila, nel periodo da gennaio 2012 ad agosto 2012, il numero di istruttorie approvate dalla filiera Fintecna-cineas-reluis ha avuto un? accelerazione. Ciò ha comportato un effetto positivo sia sul numero di contributi concessi dal Comune, che sui cantieri aperti. L´andamento della spesa, come da previsioni, mostra un trend crescente, dovuto anche al fatto che i finanziamenti riguardano gli edifici più pesantemente danneggiati e pertanto sono più corposi. Ricostruzione Pubblica In base alle delibere Cipe, sono stati finanziati 323 interventi pubblici, per un importo di 633,8 milioni di euro. Molti interventi riguardano gli edifici scolastici e universitari, oltre che i principali edifici pubblici ubicati nella città dell? Aquila. Il Commissario, con la preziosa collaborazione degli enti destinatari, ha programmato il finanziamento per 124 interventi pubblici (sui beni culturali, sugli edifici più significativi nei comuni del cratere) per un importo pari a 176,3 milioni di euro. Nel comune di L´aquila risultano programmati 130 interventi. Di questi, nel primo semestre 2011, 30 erano ancora da avviare; nel secondo semestre 2012, ne restano da avviare 5. Nel primo semestre 2012, risultano da avviare interventi per circa 25 milioni di euro, contro i 42 dello stesso periodo del 2011. Sono invece stati conclusi lavori per 62 milioni di euro. Piani Di Ricostruzione. La Legge 77 del 24 giugno 2009 ha assegnato ai Comuni del cratere sismico la ripianificazione del territorio comunale e ne ha definito gli obiettivi, con particolare riguardo alla ripresa socio-economica dei territori danneggiati dal sisma. Il Decreto n. 3 del Commissario ha precisato i contenuti della Legge attraverso l´individuazione delle linee di indirizzo strategico per la ripianificazione (coordinamento delle iniziative in un´ottica di area vasta e di intercomunalità, potenziamento e valorizzazione di sistemi territoriali locali, riqualificazione delle reti ambientali, razionalizzazione della mobilità territoriale e urbana) e l´introduzione del concetto di ? area omogenea", quale ambito a scala sovracomunale rispetto al quale i comuni possano configurare scenari futuri di rilancio del territorio e condividere comuni strategie di sviluppo. Dei 57 Comuni del cratere sismico, 54 hanno avviato la redazione del Piano di ricostruzione, secondo 3 diverse modalità: avvalendosi del supporto delle Università (37 Comuni, la maggior parte dei casi), attraverso la sottoscrizione di convenzione tra enti pubblici; ricorrendo all´affidamento mediante procedura ad evidenza pubblica a professionisti privati (15 Comuni); redigendo il piano di ricostruzione internamente al proprio Ufficio tecnico comunale (2 Comuni). L´esperienza con le Università, oltre ad offrire, quale valore aggiunto, un approccio multidisciplinare al delicato tema della ricostruzione dei centri storici, è risultata quella di maggior efficacia in termini di risultati: dei 37 comuni che si sono avvalsi del supporto delle università, 31 sono giunti all´adozione del Piano di ricostruzione e, di questi, 12 sono pervenuti alla sottoscrizione dell? Intesa con il Commissario delegato. Piani Adottati. Alla data del 31 agosto 2012 sono stati adottati i Piani di Ricostruzione di 33 Comuni, per un importo totale stimato di 7,5 miliardi. La maggior parte di tale importo si riferisce al piano di L´aquila e frazioni (5,5 miliardi). Piani Pervenuti Ad Intese Alla data del 31 agosto 2012, dei 33 Comuni che hanno adottato il Piano di Ricostruzione, 14 Comuni sono pervenuti all? Intesa con il Commissario. L´importo programmatico totale oggetto di intesa è di 6,2 miliardi. La maggior parte di tale importo si riferisce al piano di L´aquila e frazioni (5,5 miliardi). Le stime degli interventi dei Piani di ricostruzione si basano sull´elaborazione di quadri tecnico-economici che si riferiscono alla ricostruzione privata e pubblica, quest´ultima comprensiva degli interventi sull´edilizia pubblica e degli interventi su reti e spazi pubblici. La maggior parte dei costi stimati per la ricostruzione dei centri storici sono da attribuirsi alla ricostruzione privata, che costituiscono oltre l? 80% dell´importo complessivo. La ricostruzione dei centri storici di L´aquila e frazioni incide per circa il 90% sul totale degli importi ad oggi oggetto di intesa. |
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LEGGE ANTICEMENTIFICAZIONE. VENETO: SUBITO UNA NORMA DI SALVAGUARDIA PER MORATORIA |
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Venezia, 30 ottobre 2012 - “Altro che presa in giro. Nel testo della proposta di legge anticementificazione, il Veneto, d’accordo con la Puglia, ha previsto una moratoria che vieti da subito la distruzione del suolo agricolo, dotando di significato e contenuto l’iniziativa governativa che altrimenti rimaneva una scatola vuota”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato che, con il collega della Puglia Dario Stefano coordinatore tra le Regioni in materia di agricoltura, è intervenuto in tempi non sospetti al cuore del problema, puntualizzando la necessità di vietare la cementificazione da subito, senza aspettare disposizioni attuative la cui adozione potrebbe richiedere tempi biblici. “Dico no – ha aggiunto Manzato – ad un periodo di attesa indefinito dell’entrata in vigore di una norma nazionale, che potrebbe trasformarsi in un assalto alle aree rurali, suffragato dal motto ‘finché si può’. Io invece non voglio rischiare”. “Non apprezzo per nulla il tentativo di trasformare ‘una proposta condivisibile’ in un dibattito contro le Regioni, suffragata dallo stesso ministro Mario Catania”, ha sottolineato Manzato. “Mettere le Regioni sotto accusa come causa dei ritardi lo trovo di cattivo gusto e probabilmente determinato dalla campagna elettorale nazionale ormai pienamente in corso. Di certo le finalità della proposta sono ampiamente condivise da tutte le Regioni, ma i buoni propositi da soli non bastano e anzi lastricano le strade peggiori, così come i rimpalli di accusa sono di solito motivi per rinviare le decisioni”. “Visto che tutti i cittadini vogliono questo risultato, lo vogliono le Regioni e dicono di volerlo tutte le forze politiche – conclude Manzato – interveniamo subito mettendo vincoli immediati e discutiamo con serenità sui contenuti della norma definitiva, eliminando ad esempio alla radice le cause, e le tentazioni, hanno portato tante istituzioni a lottizzare il suolo agricolo”. |
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IMU. MILANO IN REGOLA. NESSUN PROBLEMA PER I CAF PIÙ DI 10.000 I CITTADINI SI SONO RIVOLTI ALLO 020202 PER AVERE INFORMAZIONI E CONSULENZE DI CALCOLO E 2.087 HANNO USUFRUITO DELLA CONVENZIONE CON I CAF |
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Milano, 30 ottobre 2012 - Nessun problema a Milano per il pagamento delle terza rata dell’Imu in scadenza il 17 dicembre. Il Comune di Milano ha approvato, con il voto del Consiglio comunale, le aliquote Imu sin dallo scorso mese di maggio e ha avviato diverse azioni informative e di assistenza al fine di facilitare le operazioni di pagamento. Ad oggi sono stati 2.087 i milanesi over 70 che hanno usufruito della convenzione stipulata dal Comune con 65 Caf per la compilazione a costi ridotti del modello F24, relativo all’unico immobile posseduto, adibito ad abitazione principale e alle relative pertinenze. Sono 74.400 invece i residenti che hanno ricevuto a casa, in via sperimentale, il fac-simile del modulo F24 già compilato e pronto per essere copiato. Ad oggi sono 399.952 gli accessi alla sezione Imu del portale del Comune e 208.417 quelli che hanno usufruito in maniera gratuita del sevizio on-line su come, quanto e dove pagare con annesse le eventuali detrazioni. Oltre 10.842 i cittadini che sino rivolti al servizio telefonico 020202, mentre 4.410 quelli che si sono recati allo sportello “Consulenza e tributi” di via Silvio Pellico 16 per un consulto ordinario. Novemila infine i volantini informativi distribuiti in tutte le sedi comunali oltre ad una newsletter inviata a tutti i dipendenti comunali. L’aliquota applicata alla prima casa classificata in categoria A4, A5 (abitazioni popolari e ultra popolari) è pari allo 0,36%. Per le abitazioni A2, A3, A6, A7 è dello 0,4%. Mentre per le abitazioni A1, A8, A9 (abitazioni signorili, palazzi di pregio artistico, ville e castelli) l’aliquota è dello 0,6%. Per le seconde case non locate l’imposta è 1,06%, mentre quelle comprese nelle categorie da A1 a A9 locate con contratto registrato è prevista una aliquota agevolata di 0,96%. Per gli immobili strumentali posseduti o locati a società start up (registrati dal 30 giugno 2010) è fissata allo 0,76%. Gli immobili strumentali utilizzati a fini commerciali e classificati come C1 è dello 0,87%, così anche per la categoria C3 (laboratori per arti e mestieri) posseduti o utilizzati da artigiani. Mentre per gli immobili categoria B (collegi, case di cura, ospedali, biblioteche, circoli ecc..) l’aliquota è fissata allo 0,88%. |
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LEGGE ANTICEMENTIFICAZIONE. VENETO: SUBITO UNA NORMA DI SALVAGUARDIA PER MORATORIA |
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Venezia, 30 ottobre 2012 - “Altro che presa in giro. Nel testo della proposta di legge anticementificazione, il Veneto, d’accordo con la Puglia, ha previsto una moratoria che vieti da subito la distruzione del suolo agricolo, dotando di significato e contenuto l’iniziativa governativa che altrimenti rimaneva una scatola vuota”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato che, con il collega della Puglia Dario Stefano coordinatore tra le Regioni in materia di agricoltura, è intervenuto in tempi non sospetti al cuore del problema, puntualizzando la necessità di vietare la cementificazione da subito, senza aspettare disposizioni attuative la cui adozione potrebbe richiedere tempi biblici. “Dico no – ha aggiunto Manzato – ad un periodo di attesa indefinito dell’entrata in vigore di una norma nazionale, che potrebbe trasformarsi in un assalto alle aree rurali, suffragato dal motto ‘finché si può’. Io invece non voglio rischiare”. “Non apprezzo per nulla il tentativo di trasformare ‘una proposta condivisibile’ in un dibattito contro le Regioni, suffragata dallo stesso ministro Mario Catania”, ha sottolineato Manzato. “Mettere le Regioni sotto accusa come causa dei ritardi lo trovo di cattivo gusto e probabilmente determinato dalla campagna elettorale nazionale ormai pienamente in corso. Di certo le finalità della proposta sono ampiamente condivise da tutte le Regioni, ma i buoni propositi da soli non bastano e anzi lastricano le strade peggiori, così come i rimpalli di accusa sono di solito motivi per rinviare le decisioni”. “Visto che tutti i cittadini vogliono questo risultato, lo vogliono le Regioni e dicono di volerlo tutte le forze politiche – conclude Manzato – interveniamo subito mettendo vincoli immediati e discutiamo con serenità sui contenuti della norma definitiva, eliminando ad esempio alla radice le cause, e le tentazioni, hanno portato tante istituzioni a lottizzare il suolo agricolo”. |
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CASA: CONTRO EMERGENZA SFRATTI DA PRIVATI, COMUNE DI MILANO IMPEGNATO PER SOSTENERE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ AL COMUNE L’ELENCO DEGLI SFRATTATI UN MESE PRIMA DELL’ESECUZIONE MATERIALE |
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Milano, 30 ottobre 2012 - “Quella degli sfratti è una vera emergenza, nazionale e milanese, inasprita dalla crisi economica che sta piegando le famiglie. E questa Amministrazione sta cercando di dare risposte concrete. Congiuntamente ai sindacati, ho chiesto e ottenuto dal presidente della Corte d’Appello che vengano comunicate con un mese di anticipo le esecuzioni materiali di sfratto, in modo da consentire all’Assessorato alla Casa di attivarsi per individuare soluzioni abitative, anche momentanee, per le famiglie che resteranno senza una casa”. Lo annuncia l’assessore alla Casa e Demanio Lucia Castellano, nella giornata di mobilitazione nazionale dei sindacati sull’emergenza sfratti. “Stiamo anche creando – aggiunge l’assessore Castellano con riferimento alle iniziative del Comune di Milano – un piccolo ‘polmone abitativo’, costituito da 20 alloggi non di edilizia popolare, che destineremo all’ospitalità temporanea dei nuclei sfrattati e in difficoltà. Importante, in questa direzione, anche la richiesta dei sindacati di stabilire regole per la graduale distribuzione nel tempo dell´esecuzione degli sfratti. Una richiesta che é fortemente condivisa e sostenuta dal Comune”. “Secondo il Ministero degli Interni – conclude l’assessore Castellano – Milano è stato il quarto Comune in Italia nel 2011 per numero di provvedimenti di sfratto per morosità. Da questa città può e deve partire un’azione istituzionale volta a contenere l’emergenza. Per questo stiamo lavorando all’Agenzia della Casa: basandoci sull’esperienza di altri Comuni, impianteremo un modello virtuoso in cui proprietari di casa e cittadini possano incontrarsi grazie alla mediazione dell’Amministrazione comunale. E come assessore alla Casa sono anche disponibile a incontrare gli assessore dei Comuni dell’hinterland per avviare insieme un ragionamento condiviso e complessivo, che tenga conto della possibilità di modificare e rendere più attuale la legge 431 del 1998 che disciplina le locazioni e il rilascio degli immobili”. |
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ECOSISTEMA URBANO, XIX EDIZIONE, I DATI REGIONALI LEGAMBIENTE TOSCANA: “MOLTO MALE ANCORA LA GESTIONE DEI RIFIUTI, IN MIGLIORAMENTO VERDE E PEDONALIZZAZIONI” |
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Firenze, 30 ottobre 2012 - La classifica della qualità e vivibilità ambientale dei capoluoghi toscani: Ok per Ztl, trasporto pubblico locale, isole pedonali, verde urbano e consumi idrici allarme rosso per la produzione dei rifiuti urbani, consumi elettrici e perdite di rete. Firenze, tra le grandi città, ha il primato nazionale per Ztl e pianificazione ambientale, tra le città medie Lucca per le isole pedonali, verde urbano e solare fotovoltaico, Pisa per aree verdi e zona a traffico limitato, Arezzo primo posto per consumi idrici e Grosseto per depurazione. Tra le città piccole Siena per Ztl e trasporto pubblico. Novità dell´edizione 2012, due approfondimenti futuri: abusivismo edilizio e orti urbani. Una buona presenza di aree verdi e Ztl, un trasporto pubblico sufficiente, una dotazione soddisfacente di spazi per le bici, bassi consumi di acqua, ed una discreta qualità dell´aria, ottime posizioni anche per il verde cittadino fruibile e non, ma ci sono ancora molti lati da migliorare quali l´allarme rosso per la produzione dei rifiuti, le dispersioni della rete idrica ed i consumi energetici. È questa la foto scattata dalla Xix edizione di Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, sullo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia toscani. Un quadro che, per quanto riguarda i dati toscani, vede Firenze salire di due posizioni rispetto al 2011 e posizionarsi quinta tra le grandi città (punteggio 50,92%) a metà della classifica nazionale. Tra le città medie settima Pisa (10° nel 2011) con un punteggio mirabile del 59,59%. E stabile Lucca (15° - 54,53% ). Perde sei posizioni Livorno (17° - 53,70%) nella classifica nazionale e scende di una posizione anche la città di Prato (18°) con il 53,65%. Nella parte bassa della classifica nazionale, nonostante le tre posizioni recuperate, troviamo Pistoia (31° - 45,70%) ed Arezzo (32°-44,80%), e infine Grosseto al 36° posto con un punteggio del 44,48%. Per quanto riguarda le città piccole troviamo Siena (21° - 48,80%) a metà classifica e Massa (40°) nella parte bassa con un punteggio del 30,68%. “Il quadro che emerge è di sostanziale analogia coi dati dell´anno scorso. Un quadro di luci e ombre, che non c´impedisce di stigmatizzare comportamenti arretrati e insopportabilmente viziosi sulle performance di raccolta differenziata dei rifiuti (con Massa clamoroso fanalino di coda sul tema) e sull´enorme ritardo accumulato in tema di efficienza energetica. Migliore ma non tanto da cullarci sugli allori la situazione sul piano della pianificazione urbana (Ztl, pedonalizzazioni, verde pubblico, etc.). Insomma, occorre fare meglio e di più. Senza perdere altro tempo” - lo dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana. Una classifica dei centri urbani in base al loro stato di salute ambientale, determinato analizzando 25 indici tematici basati su una settantina di indicatori primari ed oltre 120 parametri. I dati di questa edizione del rapporto fanno quindi prevalentemente riferimento all’anno 2011. Tre grandi categorie: 15 grandi città, sopra i 200.000 abitanti, 44 medie città, tra 200.000 e 80.000 abitanti, e 45 piccole città sotto gli 80.000 abitanti. I risultati del rapporto: Firenze (5°), tra le grandi città, ha costruito nel tempo zone a traffico limitato (Ztl) significative che gli fanno guadagnare il primo posto nella classifica nazionale, ha sviluppato una discreta mobilità ciclabile, possiede un servizio di trasporto pubblico che, relativamente al dimensionamento del territorio comunale, offre performance soddisfacenti. Prima tra le grandi città italiane per il livello dei processi di pianificazione e partecipazione ambientale e per i consumi giornalieri di acqua potabile per uso domestico dove occupa un secondo posto nazionale. Occupa i primi posti nazionali per le isole pedonali (2°), per la domanda e l´offerta di trasporto pubblico (8°), per le politiche urbane di mobilità sostenibile (8°) e per verde urbano (9°). Al sesto per le auto circolanti ogni 100 abitanti. Il capoluogo toscano migliora nei tre indici dell´inquinamento atmosferico: No2 (12°), Ozono (7°), Pm10 (5°). Nonostante i miglioramenti anche Firenze, tra le grandi città, viene annoverata tra le situazioni peggiori con una media annuale (superiore a 60 ?g/mc.) per quanto riguarda No2. Tra i primi posti in classifica (4°) anche per la raccolta differenziata con il 40,1 di percentuale. Ancora troppi i rifiuti prodotti (663,1 kg/ab/a - 13°) e troppo alto il numero di motoveicoli 19 ogni 100 abitanti (11°), la depurazione (12°) e i consumi domestici di elettricità per un 9° posto poco felice. Tra le città medie Pisa è la prima in assoluto a livello regionale ma settima nella classifica nazionale. Prima città italiana per aree verdi e per estensione delle Ztl (14,85 mq/ab), sesta per le isole pedonali e settima per le imprese certificate Iso 14001 (oltre 4,07 ogni 100 imprese). Una discreta qualità dell´aria vede Pisa al 10° posto per No2, 12° per Pm10, e decima per l´Ozono. Agli ultimi posti (43°) invece per la produzione pro-capite di R.s.u. (818,0 kb/ab/a). La peggiore in Toscana e tra le ultime dieci città italiane per consumo elettrico domestico. A fine classifica anche per i consumi idrici (31°) e per il numero di veicoli 18 ogni 100 abitanti. Lucca (15°). Prima in Italia per il verde urbano fruibile, per le isole pedonali e per il solare fotovoltaico, seconda per le zone a traffico limitato, anche le aree verdi complessive portano il comune sempre tra i gradini alti nella relativa classifica nazionale (4°). Tuttavia resta altissima la sua posizione in negativo per la quantità di rifiuti procapite prodotta (40° - 76174 kg/ab/a) da fargli occupare la parte bassa della scala. Bollino rosso anche per il numero delle auto circolanti (68/100ab) nel comune e per i motocicli circolanti (13/100ab). Livorno (17°): perde sei posizioni nella classifica nazionale rispetto all´anno precedente. Un felice quinto posto nel lanciare politiche locali di efficienza e risparmio energetico. Si trova tra le prime posizioni nazionali, al 3° posto, per il numero di auto circolanti (54 ogni 100 abitanti) e ha quasi raddoppiato le certificazioni Iso 14001 in relazione al numero di imprese conquistando la seconda posizione nazionale, ai primi posti per la qualità dell´aria Pm10 (3°), per consumi idrici (8°) ed efficienza di depurazione (4°). Tra gli ultimi comuni per il numero di motoveicoli ogni 100 abitanti, per le zone a traffico limitato (22°) e per il verde urbano (32°). Differenti, almeno in parte, i motivi che hanno portato Prato a piazzarsi nella diciottesima posizione nazionale delle città medie. Nei primi posti nazionali (4°) e seconda anche tra le città toscane per il solare fotovoltaico, seconda a livello nazionale per i consumi idrici con (115,2/ab/gg). Si piazza al 3° posto per il verde urbano fruibile, al 5° per le aree verdi. Sono ancora lontani gli ottimi risultati per la produzione procapite di rifiuti urbani che fa vedere Prato fra gli ultimi posti lista (38° – 742,2kb/ab/a). Pochissime le imprese certificate rispetto alla media nazionale. Tra le peggiori anche per quanto riguarda la dispersione idrica (37%). Pistoia (31°) è, in positivo, il terzo comune italiano per i consumi idrici (119,3). Buona la qualità dell´aria. Tra le peggiori per la depurazione (56%). Dopo Firenze, Livorno è il comune toscano che produce meno R.s.u. (594,4). Tuttavia però insieme a Prato è la città con minori certificazioni Iso14001. Arezzo (32°) è la città che consuma meno acqua in Italia (1°). Va evidenziata l´ottima posizione a livello nazionale per il fotovoltaico su edifici. Dopo Prato e Pistoia, tra le città medie, a livello toscano è la città con meno certificazioni Iso 14001 (solo 2,60 delle imprese). Alta anche la produzione di rifiuti (28°), le auto circolanti (66/100ab) e di motocicli (14/100ab). Ma andiamo agli ultimi della lista. Grosseto (36°). Tra gli ultimi posti (41°) per le perdite di rete con il 54%. Per la produzione dei rifiuti (667,6kg/ab/a ) occupa la trentaduesima postazione. E´ la città toscana con meno verde urbano (38°). In positivo per i consumi idrici (11°). Primo posto nazionale per la depurazione dei reflui. Tra le città piccole Siena scende al ventunesimo posto a livello nazionale. Siena, infatti, tra i comuni più piccoli ecelle con 212 passeggeri/ab/anno (ancora in aumento rispetto all´anno scorso) e può vantare un ottimo trasporto pubblico (1°) ed una Ztl particolarmente estesa (1°). Tra i primi posti per partecipaione e pianificazione ambientale (4°), un´ottima sesta posizione per quanto riguarda l´indice di mobilità sostenibile, e del teleriscaldamento (6°). Occupa la diciassettesima posizione per quanto riguarda il verde urbano fruibile. Siena agli ultimi posti per la produzione procapite di R.s.u (44°in Italia), consumo elettrico domestico procapite (38° posto) e sul numero di motocicli circolanti ogni 100 ab. A fine classifica tra le piccole città Massa, al 40° posto perde 12 posizioni rispetto all´anno precedente. In Italia è il capoluogo di provincia con la più alta concentrazione di R.s.u. (45°) con 816,1 kb/ab/a. Sempre bassa in classifica, nonostante i notevoli miglioramenti, per i consumi idrici (44°), anche il numero dei motocicli ogni 100/ab è elevato (41/100ab). Buona la qualità dell´aria (Ozono e No2). Notevole risposta da parte del comune per la partecipazione e pianificazione ambientale (4°) e per le politiche energetiche (11°). Nella top ten nazionale (4°) per le aree verdi e al 9° posto per il verde urbano fruibile. Due approfondimenti futuri: abusivismo edilizio e orti urbani La Xix edizione di Ecosistema Urbano ha puntato l’attenzione anche sull’abusivismo edilizio e gli orti urbani, inviando ai comuni due questionari in via sperimentale. In entrambi i casi, le risposte ricevute sono state esaustive. Su 104 città interpellate, 82 hanno restituito la scheda relativa all’abusivismo edilizio, la maggior parte soddisfacendo tutte le richieste, alcuni invece hanno dato risposte incomplete ma comunque utili. I risultati raccolti saranno, infatti, oggetto di una presentazione ad hoc e non si esclude che, in Ecosistema Urbano 2013, s’introduca il parametro dell’abusivismo edilizio. Anche il quesito sugli orti urbani, sottoposto volutamente a un universo più ristretto di città, ha avuto un inatteso livello qualitativo d risposte. Legambiente ha perciò deciso di riservare a tal proposito un dossier dedicato al tema degli orti urbani, nel quale sarà approfondita l´indagine compiuta. |
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MILANO, COMMISSIONE PAESAGGIO. SINDACO NOMINA PRESIDENTE E COMPONENTI |
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Milano, 30 ottobre 2012 - Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha nominato gli 11 nuovi componenti della Commissione comunale Paesaggio, istituita con delibera consiliare nel giugno del 2009. Sono state 62 le proposte di candidatura arrivate in risposta al Bando, pubblicato sull’Albo Pretorio on line del Comune dal 7 maggio al 19 giugno 2012. I componenti, che svolgeranno questa attività a titolo gratuito, sono: Paolo Mazzoleni (Presidente e già componente della Commissione dal 2009), Sonia Beatrice Maria Mercedes Calzoni, Ivo Roberto Cassetta, Chiara Adele Balsari, Letterio Piraino (già componente della Comissione dal 2009), Giovanna Longhi, Luca Mangoni, Laura Montedoro, Marco Stanislao Prusicki, Vito Mauro Redaelli, Giovanni Scudo. “La nomina dei componenti della Commissione è stata fatta sulla base delle reali competenze, nel segno della continuità da un lato e dalla necessità di rinnovamento dall’altro. Questo organo è un importante strumento di garanzia, le nomine infatti sono tutte esterne all’Ente, e di tutela del territorio. L’esperienza di ognuno dei componenti assicurerà professionalità e attenzione alla qualità degli interventi nella città”, hanno commentato il Sindaco Giuliano Pisapia e l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris. “Lo sviluppo di Milano - hanno proseguito - come grande capitale internazionale, anche in vista di Expo 2015, avverrà in armonia con la storia della città, alla Commissione quindi, va l’augurio di buon lavoro. Un ringraziamento va al presidente uscente prof. Nicolin e agli altri componenti che, con grande competenza, hanno consentito per la prima volta a Milano l’operatività e il funzionamento di questo importante organo tecnico”. |
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RAPPORTI COMMERCIALI MILANO E CINA UN INTERSCAMBIO DI 3,2 MILIARDI A MILANO IL 10% DELLE IMPRESE CINESI ATTIVE IN ITALIA, IL 53% LOMBARDO MERCE NON CONFORME AGLI ORDINI E UTILIZZO DI IMMAGINI COPERTE DA COPYRIGHT I MOTIVI PER CUI SI “LITIGA” DI PIÙ TRA LE IMPRESE DEI DUE PAESI |
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Milano, 30 ottobre 2012. 3,2 miliardi di euro è il valore dell’interscambio commerciale tra la provincia di Milano e la Cina nei primi sei mesi del 2012. Milano pesa quasi un quinto (18,6%) degli scambi commerciali nazionali con il colosso orientale anche se si iniziano a sentire gli effetti della crisi, l’import-export rallenta infatti del 10% rispetto allo stesso periodo del 2011, con il 78% dell’interscambio costituito da prodotti importati, soprattutto manifatturieri (per un valore di circa 2,5 miliardi di euro). I rapporti economici tra Milano e la Cina sono rafforzati dalla numerosa comunità imprenditoriale cinese attiva sul territorio milanese, in totale quasi 4.000 piccole imprese, il 53% del corrispondente totale lombardo e il 10% di quello italiano. E se si rafforzano i rapporti commerciali aumentano anche le controversie. Le principali sono legate a merce non conforme agli ordini e utilizzo di immagini coperte da copyright su siti web cinesi. Il valore medio delle controversie ha superato centomila euro nel 2011. Si tratta delle procedure gestite dall’Italy-china Business Mediation Center, l’organismo promosso da Camera di Commercio Italo-cinese, Camera Arbitrale di Milano e Mediation Centre del China Council for the Promotion of International Trade di Pechino che è attivo a Milano dal 2005 per assistere le imprese e i professionisti italiani e cinesi, proponendo la conciliazione come strumento di risoluzione delle controversie commerciali. E di rapporti commerciali con la Cina, investimenti cinesi in Italia e risoluzione delle controversie tra imprese cinesi e italiane si parlerà domani in Camera di commercio di Milano nel corso del seminario “Cina: metodi e opportunità per la risoluzione delle controversie” alla presenza, tra gli altri, di Mario Zanone Poma, presidente della Camera di commercio Italo Cinese, Li Bin, console economico e commerciale della Repubblica Popolare cinese a Milano, Stefano Azzali, segretario generale della Camera arbitrale di Milano - Camera di commercio di Milano, Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia Cina, Wang Chengjie, segretario generale del centro di mediazione del China Council for the Promotion of International Trade, Zhang Gang, rappresentante delegato in Italia del China Council for the Promotion of International Trade. L’incontro avrà luogo: domani 30 ottobre 2012 Ore 14.30 Presso Palazzo Turati – sala Consiglio Via Meravigli 9/b Mm1 Cordusio L’italy-china Business Mediation Center (Cbmc), che ha sede presso la Camera di commercio di Milano – Camera arbitrale, è un centro che assiste le imprese e i professionisti operanti sull’asse Italia-cina, proponendo la conciliazione come strumento per la risoluzione delle controversie commerciali. Creato in virtù di un accordo di cooperazione siglato il 7 dicembre 2004 tra la Camera di Commercio Italo-cinese, la Camera Arbitrale di Milano e il Mediation Centre del China Council for the Promotion of International Trade di Pechino (Ccpit), tra 2005 e 2011 ha gestito 54 domande di mediazione. Sugli incontri svoltisi, si è raggiunto un accordo nell’80% dei casi. Altri casi (1/3 circa) hanno avuto esiti positivi per l’attività congiunta dei due desk, di Milano e Pechino, che ha ripristinato un canale di comunicazione tra le parti della controversia. Nel 2011 il desk di Milano ha gestito 10 casi per un valore medio di circa 107.000 Euro. Le controversie hanno riguardato merce non conforme all’ordine a fronte di pagamento effettuato (merce acquistata da impresa italiana da impresa cinese, nel 99% dei casi) e l’utilizzo di immagini coperte da copyright su siti web cinesi. Per avviare un tentativo di conciliazione è necessario compilare il modulo di domanda in inglese e trasmetterlo al numero di fax 02 8515.4577 oppure all’indirizzo email icbmc@mi.Camcom.it |
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TRENTO: IMPRESE, RICERCA, TURISMO, REGIONI AL CENTRO DELLA MISSIONE DI DELLAI A VARSAVIA
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Trento, 30 ottobre 2012 - Una pietra dopo l´altra, posizionata con cura, secondo un progetto ben preciso. E´ così che si costruiscono i ponti che collegano i territori. La metafora - usata ieri dal presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, salutando il maresciallo del Voivodato di Mazovia, Adan Struzik - aiuta a spiegare il senso della missione a Varsavia di una delegazione istituzionale composta anche da rappresentanti di Trentino Marketing, Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Trento Rise, Trentino sprint, Comitato Mondiali Val di Fiemme 2013 e Universiadi. - Varsavia - Nell´agenda di Dellai diversi incontri con i vertici istituzionali e accademico-scientifici di una fra le regioni polacche che presenta i tassi di crescita economica più elevati, e che già da tempo ha avviato collaborazioni con il Trentino, nel settore turistico ma non solo. Ogni pietra ha la sua caratteristica e la sua funzione. Si va dalla ricerca, dall´alta formazione e dall´innovazione al turismo, fino allo sport, alla vigilia di un importante appuntamento come i Mondiali della valle di Fiemme che poi saranno seguiti da un altro evento di richiamo: le Universiadi. Sullo sfondo, il dinamismo delle realtà regionali, il cui ruolo è stato ribadito dal presidente Dellai come fondamentale, anche al fine di avvicinare maggiormente i cittadini all´Europa. Realtà come quella della Masovia, che produce da sola il 22 % del Pil della Polonia, e che presenta un indice di crescita di oltre il 4 %, come spiegato dal governatore Struzik, che a sua volta si è detto interessato a favorire nuove sinergie fra i due territori in campi che vanno dalle energie rinnovabili allo sfruttamento del grafene, materiale destinato in futuro a sostituire il silicio (e sappiamo quanto il silicio sia stato fondamentale per lo sviluppo delle nuove tecnologie). Interesse è stato espresso anche nei confronti del programma di diffusione della banda larga in Trentino. "Ci è molto utile studiare la vostra esperienza in questo campo - ha detto Struzik - così come ci è utile confrontarci con il vostro pluridecennale percorso nel campo della cooperazione, considerato anche che fra i nostri obiettivi vi è la lotta all´esclusione sociale, in ogni sua forma". Ai colloqui ha assistito l´ambasciatore italiano a Varsavia Riccardo Guariglia, che ha sottolineato come i rapporti fra le due realtà regionali si inseriscano perfettamente in un contesto molto favorevole alle collaborazioni fra Italia e Polonia, consolidato recentemente dalla visita del presidente Giorgio Napolitano. Quattro, dunque, in sintesi, le "piste" da percorrere assieme. Si parte dai progetti scientifici: "Sappiamo che la Polonia é un paese estremamente dinamico e per noi sarebbe importante che i nostri centri di ricerca e il nostro sistema accademico potessero costruire con l´università di Varsavia una rete capace di affrontare congiuntamente il prossimo Programma quadro della ricerca", ha detto Dellai, che ha anche citato a questo proposito la felice esperienza dell´Eit e ha sottolineato con forza l´opportunità di condividere le buone pratiche legate alla nascita delle start up. "L´esperienza ci dice che i migliori risultati si hanno quando i progetti sono collocati in un abito internazionale - ha proseguito - giacché nessuno, specie in questo settore, può giocare da solo." Al workshop su questi temi hanno partecipato Andrea Simoni, segretario generale della Fbk, Paolo Traverso, ceo di Trento Rise, Maurizio Marchese, professore dell´Università di Trento responsabile di alcuni progetti europei, Raffaele Farella, responsabile per l´internazionalizzazione della Provincia e infine i tecnici di Trentino Sprint, che hanno accompagnato in questa missione polacca alcune aziende trentine. Il secondo ambito di collaborazione riguarda le strategie turistiche, che oggi sono state illustrate in un workshop parallelo a quello dedicato alla ricerca, presenti Paolo Manfrini, direttore generale di Trentino marketing, e altri attori nel campo della promozione e degli eventi sportivi, fra cui Piero Degodenz, che ha presentato i Mondiali di sci nordico in valle di Fiemme e Sergio Anesi, che ha esposto l´impegno del Trentino nell´ospitare le prossime Universiadi. "Sappiamo che oggi il turismo polacco rappresenta per le nostre attività invernali il primo mercato - ha detto Dellai - ma possiamo lavorare ancora molto, anche in un´ottica di reciprocità. Possiamo già dire che i turisti polacchi che verranno a trovarci troveranno due importanti novità che spero verranno apprezzate: innanzitutto un nuovo console onoraria nella persona di Walter Cappelletto e in secondo luogo una struttura tecnica di supporto dove operatori che parlano il polacco potranno assistere i turisti per farli sentire a casa". Dellai ha ricordato infine come Papa Giovanni Paolo Ii abbia visitato più volte le montagne del Trentino, nonché le gare vinte sulle piste della provincia da importanti sciatori polacchi. Il terzo settore riguarda i rapporti fra le imprese. L´auspicio è che aumentino le possibilità di joint ventures, coinvolgendo anche l´ampio tessuto di piccole e medie imprese presente nei due contesti regionali. Il quarto e ultimo tema, di natura più politico-istituzionale, ha a che fare con il ruolo delle regioni nell´ambito dell´Unione europea. "Sono riflessioni estremamente urgenti, quelle che stiamo sviluppando - ha detto Dellai - perché è proprio in un periodo di crisi come quello attuale che le comunità locali devono esprimere il loro ruolo strategico per il futuro dell´Unione. Ma per farlo le regioni devono poter fare sentire la loro voce anche nella programmazione degli strumenti finanziari della Ue." |
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GRUPPO CIR: RICAVI A OLTRE 3,6 MLD (+9,8%), EBITDA IN CALO A 253 MLN |
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Milano, 30 ottobre 2012 – Il Consiglio di Amministrazione di Cir-compagnie Industriali Riunite Spa, riunitosi ieri sotto la presidenza di Stefano Micossi, ha approvato il resoconto intermedio di gestione del gruppo al 30 settembre 2012. Il gruppo Cir opera in cinque settori: energia (Sorgenia), media (Espresso), componenti auto (Sogefi), sanità (Kos) e investimenti non-core (private equity e partecipazioni di minoranza, venture capital e altri investimenti). Andamento della gestione Il gruppo Cir, in uno scenario di rallentamento dell’economia globale e di profonda recessione in Italia, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi in crescita di quasi il 10% a oltre 3,6 miliardi di euro e un margine operativo lordo superiore ai 250 milioni di euro ma in contrazione rispetto al 2011 a causa del minore contributo delle società più attive nel mercato domestico, in particolare Sorgenia ed Espresso. Il risultato netto, nonostante l’utile conseguito da tre delle quattro principali controllate operative del gruppo (Espresso, Sogefi e Kos) in un difficile contesto, è stato negativo per effetto della perdita riportata da Sorgenia. Il contributo degli investimenti finanziari del gruppo nei nove mesi è stato positivo. Risultati consolidati I ricavi del gruppo Cir nei primi nove mesi del 2012 sono ammontati a 3.625,8 milioni di euro, in crescita del 9,8% rispetto a 3.300,9 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2011 grazie soprattutto alle maggiori vendite riportate da Sorgenia, Sogefi e Kos. L’ebitda è stato pari a 253 milioni di euro (7% dei ricavi), in calo del 25,7% rispetto a 340,3 milioni di euro (10,3% dei ricavi) dei primi nove mesi del 2011. Il margine operativo (Ebit) è ammontato a 76,2 milioni di euro rispetto a 189,5 milioni di euro nel 2011. La riduzione dei margini, nonostante l’incremento registrato da Sogefi, è riconducibile soprattutto alla minore redditività di Sorgenia ed Espresso per effetto della negativa congiuntura economica italiana. Il risultato netto della gestione finanziaria, negativo per 70,2 milioni di euro (in miglioramento rispetto a un dato negativo per 95 milioni di euro nei primi nove mesi del 2011), è stato determinato da oneri finanziari netti per 91,3 milioni di euro parzialmente compensati da dividendi e proventi netti da negoziazione e valutazione titoli per 21,1 milioni di euro. Il risultato netto del gruppo Cir nei nove mesi è stato negativo per 10 milioni di euro, rispetto a un utile di 15 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2011. La variazione rispetto allo scorso anno, nonostante la crescita dell’utile di Sogefi, è attribuibile principalmente al minore contributo delle altre controllate operative e in particolare di Sorgenia, che ha chiuso i nove mesi con un risultato netto negativo per circa 77,1 milioni di euro a causa del rallentamento della domanda elettrica, degli elevati costi del gas nelle centrali e della recessione in Italia. Il risultato dei nove mesi beneficia del favorevole adeguamento a fair value dei titoli in portafoglio (10,7 milioni di euro) e di proventi dagli investimenti nel private equity (5,6 milioni di euro). L’indebitamento finanziario netto del gruppo Cir al 30 settembre 2012 ammontava a 2.593,6 milioni di euro rispetto a 2.551,5 milioni di euro al 30 giugno 2012 (2.335,1 milioni di euro al 31 dicembre 2011). L’indebitamento finanziario netto consolidato è determinato da: - un’eccedenza finanziaria netta aggregata a livello holding di 20,3 milioni di euro (25,6 milioni di euro al 30 giugno 2012). L’incremento rispetto a 10,8 milioni di euro al 31 dicembre 2011 è dovuto essenzialmente al positivo adeguamento a fair value dei titoli in portafoglio; - un indebitamento netto complessivo delle società operative di 2.613,9 milioni di euro (2.577,1 milioni di euro al 30 giugno 2012). La variazione rispetto a 2.345,9 milioni di euro al 31 dicembre 2011 è riconducibile essenzialmente agli investimenti di Sogefi e Sorgenia e all’aumento del capitale circolante di Sorgenia. Il patrimonio netto consolidato totale al 30 settembre 2012 era pari a 2.424,8 milioni di euro rispetto a 2.479 milioni di euro al 31 dicembre 2011. Il patrimonio netto di pertinenza del gruppo ammontava a 1.416,3 milioni di euro da 1.437,7 milioni di euro al 31 dicembre 2011. La variazione è dovuta principalmente al pagamento di dividendi e al risultato del periodo. Al 30 settembre 2012 il gruppo Cir impiegava 14.175 dipendenti (14.072 al 31 dicembre 2011). Attività industriali Energia: Sorgenia Sorgenia è il principale operatore privato nel settore dell’energia elettrica in Italia con circa 500mila clienti e un parco di generazione di circa 5mila Megawatt. La società è controllata da Cir (52,9%) e partecipata dalla principale utility austriaca Verbund. I ricavi del gruppo Sorgenia nei primi nove mesi del 2012 sono ammontati a 1.758,2 milioni di euro, in crescita del 13,2% rispetto al dato dell’analogo periodo del 2011 (1.552,7 milioni di euro) grazie ai maggiori volumi di energia venduti. L’ebitda è stato pari a 49,6 milioni di euro, in calo del 60,6% rispetto a 125,7 milioni di euro del 2011. Il sensibile calo dei risultati operativi rispetto allo scorso anno è riconducibile essenzialmente ai seguenti fattori: la riduzione dei margini di generazione termoelettrica soprattutto per gli alti costi del gas in centrale e la concorrenza delle rinnovabili nelle ore di picco; la riduzione del contributo della partecipata Tirreno Power; i maggiori oneri di congestione sulla rete di trasmissione elettrica al Sud; la riduzione del contribuito dell’attività nelle rinnovabili per cambio di perimetro; la diminuzione dei volumi di vendita di gas naturale e dei relativi margini. Il risultato netto di gruppo è stato negativo per 77,1 milioni di euro (positivo per 13,5 milioni di euro nel 2011). Oltre che della riduzione dell’Ebitda, il risultato dei nove mesi risente dei maggiori ammortamenti, dell’incremento degli oneri finanziari e della svalutazione di attività per 13 milioni di euro, prevalentemente nell’estrazione e produzione di idrocarburi. Per fare fronte alla profonda recessione in atto in Italia e alle difficoltà del mercato energetico nazionale, Sorgenia ha avviato una serie di azioni (rinegoziazione del contratto di fornitura gas, riduzione dei costi di gestione e possibile cessione di attività non strategiche) che dovrebbero generare i primi risultati in termini economici e patrimoniali tra la fine dell’anno e il 2013. Media: Espresso Gruppo Editoriale L’espresso è una delle più importanti aziende editoriali italiane. Opera in tutti i settori della comunicazione: stampa quotidiana e periodica, radio, internet, televisione e raccolta pubblicitaria. Il gruppo, controllato da Cir al 55,8%, è quotato in Borsa. I ricavi del gruppo Espresso nei primi nove mesi del 2012 sono ammontati a 594 milioni di euro, in calo del 9,1% rispetto al dato del corrispondente periodo del 2011 (653,7 milioni di euro) per effetto della contrazione dei ricavi pubblicitari, derivante dall’andamento del mercato, e della riduzione dell’attività nel segmento dei prodotti collaterali. I ricavi diffusionali, esclusi i prodotti collaterali, sono stati pari a 199,3 milioni di euro con una flessione rispetto al 2011 (-3%) sostanzialmente contenuta in rapporto a un contesto di mercato caratterizzato da un calo dei consumi e da un progressivo declino della carta stampata. La Repubblica, sulla base degli ultimi dati Ads e Audipress, si conferma come primo quotidiano italiano per vendite in edicola e primo giornale di informazione per numero di lettori giornalieri. Gli abbonati attivi ai prodotti digitali del quotidiano a settembre 2012 hanno superato le 50mila unità. I ricavi pubblicitari, pari a 342,4 milioni di euro, hanno registrato una flessione del 10,1% rispetto al 2011, leggermente inferiore rispetto a quella del mercato (-10,5% nei primi otto mesi secondo i dati di Nielsen Media Research). Molto positiva è stata la raccolta su internet (+14,3%) che ha confermato, in un contesto particolarmente sfavorevole, la brillante dinamica degli ultimi anni. I ricavi dei prodotti opzionali, pari a 34 milioni di euro, hanno registrato un significativo calo (-35,1%) rispetto ai primi nove mesi del 2011, mentre i ricavi diversi, ammontati a 18,3 milioni di euro, sono cresciuti di oltre il 20% grazie all’incremento dell’attività di affitto a terzi di banda digitale terrestre televisiva. L’ebitda è stato pari a 82,8 milioni di euro, in diminuzione del 26,1% rispetto a 112 milioni di euro dei primi nove mesi del 2011. Circa la metà di tale flessione è imputabile alla riduzione del margine dei prodotti collaterali e la parte restante deriva dalle attività stampa e radio, colpite dalla contrazione dei ricavi pubblicitari, mentre sono in miglioramento i risultati di internet e della televisione. L’utile netto è stato pari a 26,4 milioni di euro contro 41,4 milioni di euro nel 2011 (-36,2%). Componentistica per autoveicoli: Sogefi Sogefi è uno dei principali produttori mondiali nei settori della filtrazione, dei sistemi aria-motore e dei componenti per sospensioni con 44 stabilimenti in 16 paesi. La società è controllata da Cir (58,3%) ed è quotata in Borsa. I ricavi di Sogefi nei primi nove mesi del 2012 si sono attestati a 1.005,1 milioni di euro, in aumento del 21,1% rispetto a 829,8 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2011 grazie alla crescita nel mercato nord americano e al contributo delle attività di Systèmes Moteurs, consolidate a partire dal 1 agosto dello scorso anno. Tale risultato è stato ottenuto in un difficile contesto di mercato a livello globale, caratterizzato da una progressiva riduzione dei livelli di produzione e vendita di autoveicoli, ulteriormente accentuatasi nel mese di settembre. In termini geografici, la maggiore crescita dei ricavi ha riguardato i paesi Nafta (+182,1%), l’India (+52,8%), la Cina (+25,3%) e l’Europa (+16,3%). Le vendite in Mercosur sono invece calate del 6,3%. A parità di perimetro i ricavi di Sogefi sarebbero stati in lieve flessione (-4,3%). Le azioni gestionali messe in atto per bilanciare l’impatto del calo dei volumi di attività, unitamente alla sostanziale stabilità dei prezzi delle materie prime con maggiore incidenza sul costo del prodotto, hanno consentito al gruppo di ottenere risultati reddituali complessivamente in crescita e con una contrazione contenuta a parità di perimetro. L’ebitda dei nove mesi è stato pari a 98,1 milioni di euro (9,8% dei ricavi), in aumento del 22,8% rispetto a 79,9 milioni di euro del 2011 (9,6% dei ricavi). L’utile netto è ammontato a 22,4 milioni di euro, con una crescita del 19% rispetto al dato dell’esercizio precedente (18,8 milioni di euro). Sanità: Kos Kos è uno dei maggiori gruppi italiani nel settore della sanità socio-assistenziale (gestione di residenze sanitarie assistenziali e centri di riabilitazione, gestioni ospedaliere). Controllata da Cir (al 51,3%), Kos è partecipata dal gruppo Axa Private Equity. I ricavi di Kos nei primi nove mesi del 2012 sono ammontati a 265,3 milioni di euro, in crescita dell’1,3% rispetto al dato del corrispondente periodo del 2011 (261,9 milioni di euro), grazie allo sviluppo delle tre aree di attività (residenze sanitarie assistenziali, centri di riabilitazione, gestioni ospedaliere). L’ebitda è stato pari a 37,9 milioni di euro, in riduzione rispetto al dato dei primi nove mesi del 2011 (41,3 milioni di euro) anche per i maggiori costi per locazioni generati dalla cessione di tre immobili strumentali avvenuta nel terzo trimestre dello scorso anno. L’utile netto è ammontato a 8 milioni di euro rispetto a 8,9 milioni di euro nell’esercizio precedente. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2012 era pari a 152,8 milioni di euro rispetto a 151,7 milioni di euro al 30 giugno 2012 (165,1 milioni di euro al 31 dicembre 2011). Il gruppo Kos gestisce a oggi 63 strutture, prevalentemente nel centro nord Italia, per un totale di oltre 5.800 posti letto operativi, ai quali se ne aggiungono oltre 1.000 in fase di realizzazione. Proseguono, inoltre, le attività in fase di start up in India dove, nella seconda metà del 2011, il gruppo Kos ha costituito la joint venture Clearmedi Healthcare Ltd. Controllata al 51% dal gruppo Kos e al 49% da un operatore locale, la società è attiva nel settore della fornitura in outsourcing di tecnologie diagnostiche e terapeutiche a ospedali indiani. Investimenti non-core Gli investimenti non-core del gruppo sono rappresentati dalle iniziative di private equity e partecipazioni di minoranza, venture capital e altri investimenti. Cir, in particolare, detiene un portafoglio diversificato di fondi e partecipazioni minoritarie dirette nel settore del private equity (fair value al 30 settembre 2012 pari a 105,8 milioni di euro) e il fondo di venture capital Cir Ventures (fair value al 30 settembre pari a 14 milioni di dollari). Tra gli altri investimenti si segnala la partecipazione del 20% della società Swiss Education Group, uno dei leader mondiali nella formazione di figure manageriali nel settore dell’hospitality. Il gruppo Cir, infine, detiene un portafoglio di crediti problematici (non performing loans): il valore netto dell’investimento in tale attività al 30 settembre 2012 ammontava a 62,7 milioni di euro. Evoluzione prevedibile dell´esercizio 2012 L’andamento del gruppo Cir nell’ultimo trimestre del 2012 continuerà a essere influenzato dalla evoluzione del quadro macroeconomico, ancora caratterizzato da uno scenario recessivo. In questo contesto le principali controllate operative del gruppo hanno rafforzato le azioni di efficienza gestionale che si affiancano alle iniziative di sviluppo delle attività. Obbligazioni in scadenza nei 24 mesi successivi al 30 settembre 2012 La società, che ha un rating Bb con outlook stabile rilasciato da Standard&poor’s, non ha obbligazioni in scadenza nei 24 mesi successivi al 30 settembre 2012. Deroga agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di aderire al regime di opt-out di cui agli artt. 70, comma 8 e 71, comma 1-bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni. Corporate governance e modifiche statutarie Il Consiglio ha inoltre approvato una serie di modifiche migliorative alla propria Corporate Governance al fine di dare attuazione alle nuove prescrizioni introdotte dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana. In sede straordinaria, infine, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di modificare gli articoli 8 e 19 dello Statuto Sociale al fine di adeguarlo alle nuove prescrizioni previste dalla Legge 120/2011 in materia di equilibrio fra i generi negli organi di amministrazione e di controllo. *** Nel corso del Consiglio di Amministrazione, l’Ingegner Carlo De Benedetti ha annunciato il completamento del percorso di successione all’interno del gruppo avviato tre anni e mezzo fa. Dopo aver rinunciato alle cariche operative all’inizio del 2009, nelle prossime settimane trasferirà gratuitamente ai tre figli il controllo del gruppo. A seguito di tale decisione, Carlo De Benedetti ha proposto al Consiglio di Amministrazione di nominare, in occasione della prossima Assemblea degli Azionisti, Rodolfo De Benedetti presidente esecutivo di Cir. Contestualmente Rodolfo De Benedetti proporrà, in accordo con la sua famiglia, di nominare Monica Mondardini amministratore delegato di Cir, anche con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la struttura manageriale del gruppo. Monica Mondardini manterrà la carica di amministratore delegato di Gruppo Editoriale L’espresso Spa. Carlo e Rodolfo De Benedetti hanno chiesto all’attuale presidente di Cir, Stefano Micossi, di rimanere in Consiglio anche dopo la prossima Assemblea come amministratore. Carlo De Benedetti resterà presidente onorario e consigliere della società. Rodolfo De Benedetti, amministratore delegato di Cir, ha commentato: “Ringrazio mio padre, anche a nome dei miei fratelli, per la fiducia e per l’opportunità che ha voluto concederci con grande generosità. Svolgeremo con responsabilità il nostro ruolo di azionisti facendo tesoro dei suoi insegnamenti e della sua esperienza con l’obiettivo di proseguire e onorare una tradizione imprenditoriale iniziata quasi un secolo fa da nostro nonno e da lui significativamente consolidata 36 anni fa con la nascita di Cir. Sono orgoglioso di assumere la carica di presidente esecutivo di Cir e di poter contare su un management eccellente, ulteriormente rafforzato dal prossimo arrivo di Monica Mondardini, con la quale lavoro da quattro anni apprezzandone le straordinarie qualità umane e professionali. Mi dedicherò con sempre maggiore impegno allo sviluppo e alla competitività delle nostre aziende nel lungo periodo, nell’interesse di tutti gli azionisti e degli oltre 14mila dipendenti del gruppo”. |
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SLOVENIA, ELEVATO IL PESO DI TASSE E CONTRIBUTI SUL PIL |
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Lubiana, 30 ottobre 2012 - Tasse e contributi previdenziali influenzano il 36,8 per cento del Pil sloveno ed il dato, pubblicato assieme ad altri dall´Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), è superiore alla media dell´ area di competenza dell´organizzazione, anche se in lieve calo rispetto agli analoghi periodi di raffronto precedenti. |
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COMO, GRUPPO GIOVANI CONFINDUSTRIA: INCONTRO "ALLA RICERCA DELLA MARGINALITÀ PERDUTA" |
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Como, 30 ottobre 2012 - Il Gruppo Giovani di Confindustria Como organizza per mercoledì 14 novembre alle ore 18.00, presso la sede di Confindustria Como, l’incontro “Alla ricerca della marginalità perduta. La gestione degli acquisti come leva strategica in azienda”. Durante l’incontro, a cui parteciperà Gian Luca Brambilla - presidente di eAgisco, azienda di consulenza per il Cost Reduction e Business Process Outsourcing, saranno affrontati i temi caldi del mondo degli acquisti: la missione e la produttività del buyer, i luoghi comuni del mondo degli acquisti, le tecnologie come leva emotiva ed esempi di best practice. Non ultimo, poi, le Reti di Impresa ed il loro impatto nella negoziazione collaborativa. Qual è la misura del Potere Contrattuale della nostra azienda quando acquistiamo? Siamo sicuri di riuscire ad esercitarlo fino in fondo? Quali sono le leve che possiamo utilizzare per aumentarlo? Queste alcune delle domande che troveranno risposta nelle due ore di “oratoria interattiva” di Gian Luca Brambilla. Programma dell’incontro: - Panoramica sul ruolo del Buyer: Il potere contrattuale - Aumentare la produttività ed esercitare il potere contrattuale: Le Tecnologie di Negoziazione - Come misurare il proprio potere contrattuale ed aumentarlo: Nediter la centrale di negoziazione con la testimonianza del Direttore Acquisti Corporativo di Star Gallina Blanca, Ruggero Gasparoli. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: tel 031234111 email gruppogiovani@confindustriacomo.It fax 031234250 |
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L’ECONOMIA DELLA PUGLIA NEGLI ANNI DELLA CRISI |
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Bari, 30 ottobre 2012 - Una regione, la Puglia, che soprattutto nell’industria e un po’ meno nei servizi, ha saputo reagire alle difficoltà della crisi contenendo gli effetti negativi e che, nelle province Bari e Bat, ha a fatto registrare le performance migliori. E’ il dato generale sullo stato dell’economia pugliese emerso nella giornata di studio “Terra Di Bari E Bat: Risorsa Per Il Paese” fra crisi e opportunità (2008-11), promossa ed ospitata dalla Camera di Commercio di Bari. Si è trattato della prima azione realizzata dall’Osservatorio congiunturale dell’Economia, costituito nei mesi scorsi dall’ente camerale barese, come ha evidenziato il vice presidente della Camera di Commercio di Bari, Pino Riccardi, con l’obiettivo si svolgere una costante e puntuale ricognizione dello stato di salute dell’economia delle Terra di Bari e Bat. Al centro della giornata, moderata dal giornalista Felice De Sanctis, cui hanno partecipato anche il vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, il presidente della provincia Bat Francesco Ventola e l’assessore alle Attività Produttive della Provincia di Bari, Onofrio Resta, e il presidente della Confartigianato Puglia, Francesco Sgherza, nonché imprenditori, studenti e rappresentanti delle associazioni di categoria, la diffusione dei risultati dell’indagine “L´evoluzione dell’Economia provinciale fra 2008 e 2011: Pmi, manifattura e servizi”. La Camera di Commercio di Bari l’ha commissionata al prof. Raffale Brancati, economista, autore di numerosi saggi, e presidente dell’istituto di ricerca Met (Monitoraggio Economia e Territorio) e docente di Economia monetaria presso l’Università di Perugia. “L’analisi dei dati raccolti attraverso le interviste alle aziende – ha detto in apertura il presidente dell’ente barese promotore, Alessandro Ambrosi - consentirà di servirsi di quei dati, positivi o negativi che siano, per seminare un cambiamento possibile, e per seminare intendo anche programmare interventi, azioni e politiche, e talvolta se necessario invertendo la rotta di scelte già fatte e che magari non hanno funzionato, come imprenditori ma anche amministratori”. “Un modo eccellente – ha confermato nel suo intervento Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia – per mettere in cantiere strategie di medio-lungo periodo, evitando di andare avanti per misure d’emergenza e per dare al Pil regionale un significato concreto connesso alla produzione del benessere per tutti, grazie al contributo della ricerca e dell’innovazione”. Il metodo e il campione - La peculiarità dell’analisi presentata da Brancati è quella di essere un’indagine sul campo. A parlare, per delineare lo scenario dal 2008 al 2011 e primi mesi del 2012, non sono solo le statistiche ma soprattutto le stesse aziende e i loro bilanci, in tutte le classi dimensionali: 25mila interviste, 1.275 in Puglia di cui 568 nelle province di Bari-bat, un panel di oltre 13mila imprese scelte in modo da preservare la rappresentatività aggregata e dei dettagli dimensionali e regionali. Una Puglia, e un territorio quello della Bari e Bat al 9° posto in Italia per ricchezza prodotta, come ha evidenziato il prof. Federico Pirro, docente di Storia dell’Industria presso l’Università Aldo Moro di Bari, che vanta la quinta Camera di Commercio in Italia per numero di aziende iscritte, che ospita 28 multinazionali, 3 Università, due grosse banche popolari, e soprattutto un ricco ed intraprendente tessuto di micro, piccole e medie imprese che ha una notevole capacità di resistenza nonostante le avversità del mercato. Dallo studio di Brancati emerge che i tre fattori chiave per il dinamismo imprenditoriale, fortemente interconnessi tra loro, si confermano l’Innovazione, la Ricerca e l’Internazionalizzazione. Il dato più sorprendente - Brancati non ha dubbi quanto cita il dato più sorprendente che emerge dal suo studio, che definire paradossale non è un eufemismo: “In Puglia oltre il 68,5% delle imprese che operano sui mercati esteri è costituito da quelle aziende che hanno investito di più in ricerca e sviluppo e il 68% che ha introdotto innovazioni di prodotto. Ancora più estremizzata appare la relazione nell’area Bari-bat dove le concentrazioni arrivano a superare il 71%. Ebbene queste imprese sono le stesse che hanno reagito meglio alla crisi, in termini di fatturato e di prospettive di sviluppo. Ma allo stesso tempo sono le stesse che non hanno avuto alcun sostegno dagli istituti di credito. Le banche vedono gli investimenti in ricerca come assai rischiosi. Quindi tutto quello che le imprese hanno fatto nella ricerca è stato possibile grazie agli investimenti propri o alle sovvenzioni pubbliche”. Gli aspetti finanziari - In Puglia l’autofinanziamento è stato del 54,7% e forme di indebitamento a breve termine e maggior frequenza di forme di indebitamento a medio – lungo termine, aumenti di capitale sociale (1,1%), contratti di leasing e agevolazioni pubbliche (7,3%). Per quando concerne l’indebitamento delle imprese l’ultimo biennio ha portato una riduzione complessiva. La leva finanziaria tra il 2008 e il 2010 si è infatti ridotta di più del 2%. Dinamiche analoghe si registrano in Puglia nel settore Industria dove la leva finanziaria tra il 2008 e il 2010 si è ridotta, nonostante l’inversione nel biennio successivo, di oltre il 3%; nel settore dei Servizi, invece, si riscontra una leggera crescita (0,33%). “Ancora una volta – ha detto Brancati - sia a livello aggregato che di dettaglio regionale è possibile riscontrare una maggior riduzione della leva finanziaria tra il 2008 e il 2010 per le imprese più dinamiche. La maggior parte delle imprese che svolge R&s, effettua investimenti, introduce innovazioni di prodotto ed è attiva sui mercati internazionali, ha subito in media una riduzione sistematicamente più accentuata dell’indebitamento”. Il 59,7% delle imprese italiane con internazionalizzazione complessa ha ridotto la leva nel periodo 2008-2010, in Puglia il 64%. Gli aiuti pubblici - Per quanto concerne gli aiuti pubblici è stato detto che stante il maggior razionamento per questi ultimi (passando a livello nazionale dall’8,6% al 2,8% e che vede in Puglia nel biennio 2008-2009 la percentuale di imprese più che dimezzarsi per poi continuare a decrescere nell’ultimo triennio attestandosi al 2%) le agevolazioni, sebbene la diffusione degli aiuti pubblici abbia subito una forte flessione, sono state in grado di selezionare le imprese effettivamente più meritevoli. Al netto delle risorse relative al sostegno del settore aeronautico e aerospaziale le risorse complessivamente erogate in Puglia nel periodo 2002-2010 sono passate da 871 a 208 milioni, con un calo del 76%, una riduzione da attribuire all’andamento delle risorse del governo centrale: le agevolazioni nazionali si sono infatti ridotte dell’80%, passando da 863 a 173 milioni di euro, a fronte di un -73% circa registrato sulla media relativa a tutte le regioni. Il risultato più interessante che ha riguardato gli anni recenti, e accomuna la Puglia alle altre regioni meridionali, è il notevole incremento che hanno fatto registrare alcune misure rivolte al sostegno delle attività di ricerca e innovazione. Sono infatti aumentate in maniera sostenuta le risorse spese attraverso il Fondo Agevolazioni per la Ricerca (Far) e i Pia Innovazione: le erogazioni del Far sono infatti passate da meno di 2 milioni nel 2002 a 83 Meuro nell’ultimo biennio; anche le risorse dei Pia Innovazione sono cresciute a ritmo sostenuto erogando circa 15 milioni tra il 2009 e il 2010. Per quanto riguarda le misure gestite a livello regionale i Contratti di Programma previsti dalla misura 4.18 del Por 2000-2006 e i Pacchetti Integrati di Agevolazioni (misura 4.1d) hanno rappresentato di gran lunga i principali strumenti regionali, con importi erogati pari rispettivamente a 125 e 68 milioni tra il 2002 e il 2010. Non più quindi erogazioni “generaliste”, volte cioè al mero sostegno degli investimenti senza particolari qualificazioni, a favore di un incremento ancor più marcato del sostegno alla Ricerca e all’Innovazione e di quello rivolto alla nascita di nuove imprese, con uno sforzo significativo per favorire l’accesso al credito. |
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CROAZIA, IN CALO GLI INVESTIMENTI ESTERI DIRETTI |
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Zagabria, 30 ottobre 2012 - In base alle rilevazioni della Banca Nazionale della Croazia (Hnb), nel corso del periodo gennaio - giugno di quest´anno il saldo degli investimenti esteri diretti (Ide) effettuati nel paese è stato soltanto di 154,4 milioni di euro (il livello annuo più basso dal 1995), in quanto molti paesi hanno effettuato disinvestimenti. Nel primo semestre 2012 l´investitore principale è stato l´Austria, con 230,9 milioni di euro, seguito dalla Turchia, con 80 milioni di euro, e dai Paesi Bassi con 52,2 milioni di euro. L´italia si colloca al quindicesimo posto, con 4,5 milioni di euro. Sempre stando ai dati della Banca Nazionale, dal 1993 alla fine del giugno 2012 il totale degli Ide in Croazia è stato di 25,85 miliardi di euro. In quest´arco temporale il principale investitore risulta essere l´´Austria (25,3 per cento), seguita dai Paesi Bassi (15,5 per cento), dalla Germania (11,5 per cento), dall´´Ungheria (8,9 per cento), dal Lussemburgo (5,9 per cento), dalla Francia (5,4 per cento) e dall´´Italia (4,8 per cento). Limitato ai soli dati ufficiali, il totale degli Ide netti italiani in questo periodo sarebbe stato di 1,233 miliardi di Euro. Numerose grandi imprese italiane che hanno effettuato investimenti in Croazia si sono però avvalse di triangolazioni finanziarie e pertanto gli investimenti sono transitati attraverso Paesi terzi (nella maggior parte dei casi, Lussemburgo, Austria e Paesi Bassi). |
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AUTOIMPIEGO, ACCORDO TRA L´ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO E LA REGIONE CALABRIA PER L´APERTURA DI SPORTELLI STABILI |
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Catanzaro, 30 ottobre 2012 - L’assessore regionale al lavoro Francescantonio Stillitano ha partecipato al seminario, che si è svolto a Catanzaro, promosso dall´Ente nazionale per il microcredito in collaborazione con la Regione Calabria, per la presentazione del progetto "Microcredito e servizi per il lavoro". L’iniziativa è stata anche l’occasione per definire una accordo operativo tra Regione ed Ente per la realizzazione in Calabria degli sportelli informativi allo scopo di promuovere e aiutare la creazione di micro imprese e autoimpiego, volti a veicolare assistenza e informazioni per la nascita di piccole imprese e la promozione del microcredito. Nel corso del seminario, al quale sono intervenuti il dirigente del Ministero del lavoro Francesco Verbaro, il responsabile del programma nazionale del microcredito Mario Esposito, il direttore generale del dipartimento regionale al lavoro Bruno Calvetta, il dirigente del settore lavoro della provincia di Catanzaro Filippo Pietropaolo, il presidente della fondazione Calabria Etica, Pasqaulino Ruberto e il dirigente di Fincalabra Sergio Campone, sono stati presentati anche i risultati sul microcredito. “L´esperienza del microcredito, partita un anno e mezzo fa - ha spiegato l’assessore Stillitani -, e per la quale sono stati impegnati dalla Regione 20 milioni di euro, conta allo stato attuale più di 1.200 domande con 300 iniziative imprenditoriali già avviate. Un meccanismo – ha evidenziato l’esponente della Giunta - che permette alle persone deboli finanziariamente, in particolare: immigrati, disoccupati, ex detenuti, di avviare, con l´ausilio della Regione, una propria attività imprenditoriale. La Regione, oltre a garantire il prestito, si farà totale carico dell´onere degli interessi passivi e affiancherà per due anni il neo imprenditore nelle attività necessarie per avviare l´azienda. Potevamo dare al disoccupato che ha fame un pesce - ha detto ancora l´assessore - invece abbiamo preferito insegnargli a pescare. L´accordo odierno ci permetterà di aprire una rete di sportelli su tutto il territorio calabrese con l´obiettivo di infornare i potenziali utilizzatori del micorcredito e spiegare meglio loro le modalità di utilizzo. Oltre agli interventi e ai bandi che incentivano l´occupazione subordinata, con questo strumento incentiviamo l´auto lavoro. L´assistenza alla nascita delle piccole imprese diventa essenziale e costituisce – ha infine evidenziato Stillitani - un momento importante per il successo degli interventi di finanziamento. L´obiettivo strategico è quello di valorizzare la cultura di impresa presente in territori ricchi di capitale umano e di competenze”. |
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PELLETTERIA, UN’INTESA CON LE PARTI SOCIALI PER PROMUOVERE LA FILIERA |
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Firenze, 30 ottobre 2012 – Un piano di valorizzazione e promozione della filiera della pelletteria attraverso azioni di orientamento, formazione e riqualificazione dei giovani, degli addetti del settore e dei disoccupati in cerca di nuova o diversa occupazione. A prevederlo è un protocollo d’intesa firmato ieri da Regione, Provincia di Firenze, Associazione delle Province (Upi), Confartigianato, Cna, Confindustria e organizzazioni sindacali. “L’intesa di oggi – spiega l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini che ha firmato l’accordo per la Regione – si inserisce nel quadro del confronto avviato fra Regione e parti sociali per individuare gli strumenti di sostegno e crescita del sistema produttivo toscano. In questo contesto il settore manifatturiero e, in particolare, il sistema moda, rappresentano una delle priorità di intervento”. Ad essere interessati all’intesa sono tutti i settori della filiera, quindi: pelletteria, concia, accessori metallici. “Si tratta di un settore in forte espansione – sottolinea Simoncini – con grandi potenzialità dal punto di vista produttivo e occupazionale nell’intero territorio nazionale. Per questo è indispensabile mettere in campo tutte le possibili azioni di sostegno dell’attuale fase di espansione , assicurando così il consolidamento e lo sviluppo delle imprese che fanno parte della filiera”. Il protocollo - Fra le finalità dell’intesa, quella di promuovere un sistema di orientamento al lavoro e formazione professionale per migliorare la capacità di adattamento al mercato delle imprese, sia attraverso la qualificazione di lavoratori e imprenditori, sia attraverso la rilevazione dei fabbisogni occupazionali delle imprese. Ci si propone inoltre la promozione del contratto di apprendistato come canale privilegiato di formazione e lavoro, utilizzando la formazione sia pubblica che privata, in forma partecipata con le imprese del settore. Tutte queste funzioni – come si legge nell’intesa firmata oggi – saranno contraddistinte da un marchio di progetto che renderà visibile all’esterno tutto il processo e potrà essere utilizzato per azioni di marketing sociale, per valorizzare e rendere appetibili figure professionali del settore pelletteria e degli accessori che affondano le loro radici nella tradizione e nella cultura del lavoro in Toscana. I compiti dei firmatari - Più nel dettaglio, la Regione Toscana, oltre alla definizione e al coordinamento delle funzioni di orientamento, formazione, monitoraggio di cui abbiamo appena detto grazie a risorse del Fondo sociale europeo e nazionali, coordina e verifica con gli altri firmatari l’attuazione del protocollo e prosegue il confronto con le parti sociali per le tematiche sviluppate nel Tavolo Provinciale non trattate nel presente protocollo. La Provincia, oltre a partecipare al coordinamento regionale, attiva specifici percorsi formativi – utilizzando sia le risorse Fse sia risorse assegnatele da diverse normative nazionali – con una forte attenzione alle esigenze espresse dalle aziende e in stretta relazione con i propri Centri per l’Impiego. Attiva inoltre un sistema di orientamento integrato alla formazione e al lavoro, che valorizzi e potenzi il settore pelletteria fra i giovani e nelle scuole e sostenga la sperimentazione di azioni innovative. Sempre da parte della Provincia verrà concretizzata l’azione di promozione dell’apprendistato, mettendo in atto una formazione pubblica di alta qualità con grande attenzione alla fattiva partecipazione dell’azienda. Nella definizione dei relativi bandi saranno affidati punteggi premiali ai progetti di rete, di filiera o che vedano coinvolte più imprese in forma associata. Proseguirà inoltre il lavoro del tavolo provinciale sulla filiera della moda insieme alla Regione. Le organizzazioni datoriali, oltre a partecipare al coordinamento regionale, individuano in modo concreto e operativo i fabbisogni occupazionali a formativi delle aziende di settore, anche utilizzando sistemi innovativi che coinvolgano direttamente le imprese, soprattutto quelle di piccole-medie dimensioni. Si propongono inoltre la promozione del marketing sociale della pelletteria e degli accessori, fornendo dati, materiali e informazioni sulle aziende del settore. Cosa fa la Regione - Fino ad oggi la Regione ha investito, per la formazione degli addetti del settore pelle, oltre 500 mila euro tramite la provincia di Firenze, che si aggiungono ai 400 mila euro di risorse del Fse ad un progetti di filiera che coinvolge 33 piccole, 6 medie e 2 grandi aziende. Inoltre la Regione ha cofinanziato, con risorse del Fesr, il polo integrato per l’alta formazione nel campo della moda e del design del Comune di Scandicci, mentre sono 27 le imprese che hanno usufruito di aiuti per l’accesso al credito per oltre 4,6 milioni. Fra le attività formative anche quelle del progetto Amiata Pelletterie, nell’ambito di progetti finanziati con il bando sui settori specifici. Da citare anche la partecipazione di aziende del settore ai bandi per ricerca e sviluppo e al bando per la costituzione di reti di imprese: grazie ad esso nel 2011 sono nate due aggregazioni nel settore pelletteria con un contributo pubblico di poco meno di 300 mila euro. Il Polo di innovazione della moda ha sostenuto azioni rivolte alle imprese per introdurre innovazione di processo e di prodotto che permettano alle aziende di rimanere sul mercato. Finanziato dalla Regione Toscana, il polo coinvolge i principali centri di ricerca che operano al servizio dei distretti chiave dell’economia manifatturiera toscana: tessile a Prato, abbigliamento e pelletteria nell’area di Firenze, pelle e cuoio a Santa Croce sull’Arno, oreficeria ad Arezzo, calzature a Lucca-valdinievole. I dati del settore La pelletteria e il suo indotto, compresi gli accessori, sono uno dei comparti più importanti in termini di addetti, imprese e valore dell’export che, anche nel primo trimestre 2012, ha mantenuto un + 6% sulla media nazionale. I marchi toscani sono fra i più conosciuti a livello mondiale e contribuiscono in maniera rilevante alla diffusione del made in Italy sui mercati internazionali. Anche nel periodo 2011 -2012 il settore pelletteria ha retto, mantenendo un buon livello occupazionale. La produzione del settore è rappresentata principalmente da articoli di pelletteria, collocabili nella fascia prezzo/qualità alta (fino al segmento del lusso) o medio-alta. Secondo i dati Istat, nel 2008 gli addetti della pelletteria fiorentina erano 11.685. Il polo fiorentino della pelletteria comprende oltre 2000 aziende, quasi un terzo di quelle toscane (30%) e un decimo (9,4%) di quelle nazionali del settore. Gli addetti degli accessori, sul territorio fiorentino ammontano a 3000 unità, distribuiti su circa 150 aziende. Dopo la crisi che ha colpito pesantemente nel biennio 2009-2010, a partire dal 2011 le commesse da parte dei marchi committenti sono in deciso aumento, permettendo di ridurre o eliminare, in alcuni casi, il ricorso agli ammortizzatori sociali. |
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VCO, ANCORA NEGATIVO IL TASSO DI CRESCITA DELLE IMPRESE ARTIGIANE |
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Verbania, 30 ottobre 2012 - Resta negativo nel Verbano Cusio Ossola il tasso di crescita del comparto artigiano. Nel terzo trimestre dell’anno si registrano 52 nuove iscrizioni e 70 cessazioni. L’andamento è negativo un po’ in tutta Italia. Lo stock delle imprese artigiane si attesta a 4.812 unità e rappresenta oltre il 34% delle imprese provinciali. Questo è quanto emerge dall’analisi della Camera di Commercio del Vco sull’andamento del Iii° trimestre 2012. In termini percentuali, tra luglio e settembre lo stock delle imprese artigiane ha subito una flessione: -0,37%, dato in linea con quello dello scorso anno (-0,36%). Criticità sono più accentuate nel Vco rispetto alla media italiana (-0,10%) e regionale (-0,13%). A livello locale le nuove iscritte nel terzo trimestre sono 52, più dello scorso anno (42 in v.A.) ma quasi dimezzate rispetto a quelle registrate nel 2009. Da segnalare però che sono in aumento anche le cessazioni, almeno rispetto allo scorso anno: da 60 nel terzo trimestre 2011 a 70 unità nello stesso periodo del 2012. Rispetto al Iii° trimestre 2009, nel periodo pre-crisi, si registra un calo di oltre 230 unità. A livello nazionale, guardando al comparto delle imprese artigiane, il quadro del trimestre fa emergere i punti di tensione del sistema imprenditoriale. Nel 2012, per la prima volta negli ultimi dieci anni, il saldo tra iscrizioni e cessazioni nel Iii trimestre dell’anno è risultato negativo. E’ la variazione trimestrale di manifatturiero, costruzioni, trasporto e magazzinaggio, che complessivamente rappresentano quasi l’80% delle imprese artigiane, a determinare la variazione trimestrale negativa. Anche nel Vco poco più del 44% delle imprese artigiane provinciali opera nel settore edile. Se a questo aggiungiamo il 23,7% circa delle imprese manifatturiere è evidente come l’andamento di questi due settori, che insieme sfiorano il 70% del totale e che negli ultimi anni hanno avuto andamenti negativi, influenzi il comparto artigiano. Il numero delle imprese edili ammonta a 2.125 unità, più di 1.500 sono tinteggiatori, impiantisti ed idraulici (lavori di costruzione specializzati). Rispetto allo scorso anno le imprese di questo settore sono diminuite di 83 unità in v.A. (163 rispetto al terzo trimestre 2009). In flessione, sia rispetto al 2011 che al 2009, anche il comparto manifatturiero e quello dei trasporti. Sostanzialmente stabili gli altri settori, tra cui il comparto turistico (alloggio e ristorazione) e quello relativo al commercio. Se analizziamo la forma giuridica delle imprese del comparto artigiano si conferma la prevalenza sul territorio provinciale delle ditte individuali, che continuano a rappresentare oltre il 78% dell’universo artigiano. Il dato è in linea con la media nazionale (78%). In provincia, tassi di crescita positivi per tutte le forme giuridiche, eccezion fatta per le ditte individuali (-0,5%). L´analisi completa dei dati sarà disponibile nei prossimi giorni sul sito internet della Camera di Commercio all´indirizzo: www.Vb.camcom.it |
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VERTENZA ITALCEMENTI, DISPONIBILITÀ AZIENDA A FAVORIRE UTILIZZO AREA |
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Cagliari, 30 Ottobre 2012 - Italcementi si è resa disponibile a favorire l´utilizzo dell´area industriale di Scala di Giocca. È quanto emerso dall´incontro tra Regione, azienda, amministratori locali e sindacati, svoltosi il 26 ottobre nella sede dell´assessorato dell´industria per esaminare le proposte per la riconversione dell´ex cementificio, presentate dai comuni di Ossi e Muros. Il primo progetto mira alla realizzazione di un ciclo integrato per lo smaltimento dei rifiuti nel territorio, il secondo è una proposta di bio edilizia per la la produzione di laterizi di canapa e calce,attraverso l´utilizzo del patrimonio boschivo del sito. All´ordine del giorno dell’incontro, anche la questione degli ammortizzatori sociali, in corso di approfondimento presso l’assessorato del lavoro. |
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CROTONE - 5 PROGETTI PER L´INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE |
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Crotone, 30 ottobre 2012 - La Camera di Commercio di Crotone rende noto che il sistema delle Camere di Commercio calabresi, all´interno di un più ampio programma di collaborazione con la Regione Calabria - Assessorato all´Internazionalizzazione, coerentemente agli obiettivi della programmazione 2012 del sistema camerale italiano, è impegnato a supportare le strategie di internazionalizzazione delle micro e piccole imprese calabresi, capaci di relazionarsi con l’estero, fornendo loro un pacchetto di servizi (Temporary Export Manager, Borsista, corsi di formazione), che le guidi in un percorso strutturato sui mercati esteri. Tale opportunità sarà offerta alle imprese interessate che avranno presentato un sintetico “progetto di internazionalizzazione” relativamente agli interessi/bisogni della propria azienda, evidenziando il percorso di crescita che desiderano intraprendere sui mercati esteri. Sulla base delle proposte progettuali pervenute ne saranno selezionati 5 alla cui realizzazione concorrerà il supporto del Temporary Export Manager e del borsista, in grado di ottimizzare i risultati con la loro competenza relativamente alla materia e al Paese target. Sono ammesse ai benefici del presente bando le imprese, individuali o societarie, loro cooperative e consorzi che rientrino nella definizione di micro e piccola impresa (Mpi). Il pacchetto di servizi di cui beneficeranno le imprese, consisterà in: _ una consulenza da parte di una figura specializzata, il Temporary Export Manager (Tem), che svolgerà un’attività di consulenza presso le imprese _ l’affiancamento quotidiano di un borsista in azienda _ la partecipazione a corsi di formazione sui diversi aspetti d’ internazionalizzazione: dalla selezione e accesso ai mercati, agli aspetti amministrativi,al tema dei finanziamenti internazionali, ecc. Il valore del pacchetto di servizi sopra descritto è definito in € 104.500,00 con un conseguente beneficio economico di € 20.900,00 per ciascuna delle cinque imprese i cui progetti saranno ritenuti ammissibili. A partire dal 26/10/2012 e sino al 19/11/2012 le imprese che intendono partecipare al presente bando devono, pena l’esclusione, presentare domanda, redatta sugli appositi moduli (disponibili sul sito internet www.Uc-cal.camcom.gov.it , indirizzate alla Unione Regionale delle Camere di Commercio della Calabria - Via delle Nazioni n. 24 - 88046 Lamezia Terme (Cz) e corredate della documentazione richiesta, esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (Pec), in formato pdf, al seguente indirizzo: protocollo@pec.Unioncamere-calabria.it , indicando nell’oggetto il titolo del bando. |
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MILANO - CINA, METODI PER LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE: SEMINARIO |
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Milano, 30 ottobre 2012 - 3,2 miliardi di euro è il valore dell’interscambio commerciale tra la provincia di Milano e la Cina nei primi sei mesi del 2012. Milano pesa quasi un quinto (18,6%) degli scambi commerciali nazionali con il colosso orientale anche se si iniziano a sentire gli effetti della crisi, l’import-export rallenta infatti del 10% rispetto allo stesso periodo del 2011, con il 78% dell’interscambio costituito da prodotti importati, soprattutto manifatturieri (per un valore di circa 2,5 miliardi di euro). I rapporti economici tra Milano e la Cina sono rafforzati dalla numerosa comunità imprenditoriale cinese attiva sul territorio milanese, in totale quasi 4.000 piccole imprese, il 53% del corrispondente totale lombardo e il 10% di quello italiano. E se si rafforzano i rapporti commerciali aumentano anche le controversie. Le principali sono legate a merce non conforme agli ordini e utilizzo di immagini coperte da copyright su siti web cinesi. Il valore medio delle controversie ha superato centomila euro nel 2011. Si tratta delle procedure gestite dall’Italy-china Business Mediation Center, l’organismo promosso da Camera di Commercio Italo-cinese, Camera Arbitrale di Milano e Mediation Centre del China Council for the Promotion of International Trade di Pechino che è attivo a Milano dal 2005 per assistere le imprese e i professionisti italiani e cinesi, proponendo la conciliazione come strumento di risoluzione delle controversie commerciali. E di rapporti commerciali con la Cina, investimenti cinesi in Italia e risoluzione delle controversie tra imprese cinesi e italiane si parlerà domani in Camera di Commercio di Milano nel corso del seminario “Cina: metodi e opportunità per la risoluzione delle controversie” alla presenza, tra gli altri, di Mario Zanone Poma, presidente della Camera di commercio Italo Cinese, Li Bin, console economico e commerciale della Repubblica Popolare cinese a Milano, Stefano Azzali, segretario generale della Camera arbitrale di Milano - Camera di Commercio di Milano, Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia Cina, Wang Chengjie, segretario generale del centro di mediazione del China Council for the Promotion of International Trade, Zhang Gang, rappresentante delegato in Italia del China Council for the Promotion of International Trade. L’incontro avrà luogo martedì 30 ottobre 2012, alle ore 14.30 presso Palazzo Turati in sala Consiglio. |
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