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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 30 Ottobre 2012
SCIENZIATI STUDIANO LA GENETICA DELLA RESISTENZA DELL´HIV-1  
 
Bruxelles, 30 ottobre 2012 - Studiando l´impronta genetica che la resistenza ai farmaci causa nell´Hiv, ricercatori in Europa hanno scoperto che polimorfismi compensatori permettono ai virus resistenti di sopravvivere. Presentato sulla rivista Retrovirology, lo studio è stato in parte sostenuto da tre progetti finanziati dall´Ue: Virolab, Euresist e Chain. I progetti Virolab ("A virtual laboratory for decision support in viral diseases treatment") e Euresist ("Integration of viral genomics with clinical data to predict response to anti-Hiv treatment") sono stati finanziati nell´ambito dell´area tematica "Tecnologie della società dell´informazione" (Tsi) del Sesto programma quadro (6° Pq) dell´Ue con 3,3 milioni di euro e 2,1 milioni di euro, rispettivamente. Chain ("Collaborative Hiv and anti-Hiv drug resistance network") ha ricevuto quasi 10 milioni di euro nell´ambito del tema "Salute" del Settimo programma quadro (7° Pq) dell´Ue. Prevenire la replicazione virale è la modalità attualmente usata per curare l´infezione da Hiv-1. I ricercatori misurano il numero di particelle virali nel sangue e analizzano la conta del cluster di differenziazione 4 (Cd4) per riparare il sistema immunitario. Sin dall´inizio degli anni 1990, il mondo della ricerca ha visto un significativo miglioramento nelle cure e nell´aspettativa di vita dei malati di Hiv. La resistenza ai farmaci però ha obbligato i ricercatori e i medici a trovare una gamma di farmaci per ottenere una completa soppressione del virus. Secondo i ricercatori, la resistenza del virus ai farmaci ha un costo. Il virus portatore delle mutazioni della resistenza ai farmaci è meno "in forma" del tipo di virus selvatico quando il farmaco non è presente. A causa di questo, la replicazione probabilmente non è semplice. Durante le pause della terapia, i virus selvatici predominano velocemente. Ma le persone appena infettate possono essere resistenti ai farmaci anche prima che inizi la terapia. I ricercatori del progetto Spread hanno monitorato le infezioni da Hiv in tutta Europa, esaminando 1.600 individui che erano stati appena infettati dall´Hiv-1 sottotipo B. Hanno scoperto che l´Hiv-1 ospita la resistenza ai farmaci trasmessa (Tdr) nel 10% dei soggetti. Il team ha misurato la produzione del virus e la conta Cd4, osservando che non c´erano indicazioni che questi ceppi di Hiv-1 fossero più deboli. Studi recenti hanno puntato i riflettori sui polimorfismi, differenze naturalmente presenti nei geni che portano a differenze tra animali della stessa specie, come i gruppi sanguigni. Possono anche far aumentare la predisposizione per certe malattie come il cancro e il diabete di tipo 2. Anche i virus comunque ospitano polimorfismi. In questo studio, il team ha scoperto che i polimorfismi in questi ceppi di Hiv-1, polimorfismi specifici nel gene che codifica la protease, necessaria per la replicazione virale, e che agiscono come meccanismi compensatori, rendono i ceppi resistenti più "sani", anche in assenza dei farmaci. "La nostra preoccupazione è che nel tempo vedremo più persone con Hiv-1 Tdr," ha detto l´autore principale Kristof Theys dell´Università di Lovanio in Belgio. L´autore anziano, la professoressa Anne-mieke Vandamme, sempre dell´Università di Lovanio, ha detto: "Contrariamente a ciò che ci aspettavamo, la trasmissione del virus Tdr potrebbe contribuire anche a creare un virus più "in forma" e più virulento, il che ha implicazioni cliniche importanti per come curare al meglio queste persone." Hanno contribuito a questo studio esperti provenienti da Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Serbia, Slovacchia, Spagna e Svezia. Per maggiori informazioni, visitare: Università di Lovanio http://www.Kuleuven.be/english  Retrovirology http://www.Retrovirology.com/    
   
   
SECONDO UNO STUDIO L´AGOPUNTURA POTREBBE DARE SOLLIEVO ALLA XEROSTOMIA  
 
Bruxelles, 30 ottobre 2012 - I pazienti cui è diagnosticato un cancro alla testa e al collo sono curati con radiazioni, le quali danneggiano le ghiandole salivari il che causa la xerostomia, ovvero la secchezza della bocca. Una nuova ricerca fatta nel Regno Unito suggerisce che questo spiacevole sintomo può essere alleviato tramite l´uso dell´agopuntura. I risultati sono stati presentati sulla rivista Annals of Oncology. A livello globale, a circa 500.000 persone viene diagnosticato un cancro alla testa e al collo ogni anno. I ricercatori dicono che fino al 41% dei pazienti lamentano la xerostomia anche 5 anni dopo la terapia. Non solo la xerostomia colpisce la qualità della vita del paziente, influenza anche il loro gusto, il parlato e il sonno. Anche se il numero di soluzioni a breve termine, come dentifrici e collutori, danno un po´ di sollievo, i dottori prescrivono il farmaco pilocarpina, che ha anch´esso sintomi indesiderati. Ai fini di questo studio, i medici di 7 centri per la cura del cancro nel Regno Unito hanno esaminato 145 persone che soffrivano di xerostomia provocata dalle radiazioni con un esperimento che confronta l´agopuntura con l´educazione sull´igiene orale. I soggetti hanno ricevuto agopuntura per 20 minuti a settimana tutte le settimane per 8 settimane o 2 sessioni di educazione sull´igiene orale di un ora, a 1 mese di distanza. I pazienti hanno ricevuto l´altra terapia per quattro settimane dopo la fine della prima terapia. I ricercatori hanno usato strisce di Schirmer, o strisce di carta, che misurano quanta saliva c´è nella bocca per misurare i sintomi della xerostomia. I soggetti hanno anche compilato un questionario che ha fornito al team le informazioni su come sentivano la bocca. Le domande riguardavano i cambiamenti di singoli sintomi, come la saliva appiccicosa, le labbra secche, il bisogno di sorseggiare acqua e lo svegliarsi di notte per bere acqua. Nonostante i ricercatori non abbiano riscontrato cambiamenti importanti nella produzione di saliva, i soggetti che hanno ricevuto nove settimane di agopuntura avevano il doppio di probabilità di riferire un miglioramento rispetto ai pazienti che avevano ricevuto lezioni di igiene orale. "Il tempo ha un effetto importante sui sintomi fondamentali, i pazienti che avevano ricevuto l´agopuntura mostravano una risposta veloce, il che è stato confermato nel corso di diverse settimane," ha detto il co-autore, il dott. Richard Simcock, un oncologo del Sussex Cancer Centre. "Non è stato riscontrato un rapporto chiaro tra un paziente che dice di avere una xerostomia grave e la misura della saliva sulle strisce di Schirmer. Per definizione questi pazienti con xerostomia cronica producono poca o nessuna saliva, il che rende le misurazioni oggettive veramente difficili. Molti studi si sono occupati in particolare delle misurazioni oggettive di quanta saliva viene prodotta, ma la quantità di saliva prodotta non influenza necessariamente la sensazione di secchezza della bocca. La xerostomia è quindi un sintomo completamente soggettivo - è quello che dice il paziente, a prescindere dalla misurazione della saliva." I membri dello studio hanno detto che l´effetto placebo probabilmente non migliora la sensazione di xerostomia. "Il profondo impatto che la xerostomia esercita sulle funzioni come il mangiare, il parlare e il dormire, che è stato alleviato con l´agopuntura, significa che, se è solo un effetto placebo, allora è un placebo veramente potente," ha detto la dott.Ssa Valerie Jenkins, vice-direttore dell´Health Outcomes Research & Education in Cancer (Shore-c) presso la Facoltà di medicina Brighton e Sussex, Università di Sussex. Il team ha in programma di perfezionare la tecnica dell´agopuntura. Per maggiori informazioni, visitare: Università di Sussex: http://www.Sussex.ac.uk/  Annals of Oncology: http://annonc.Oxfordjournals.org/    
   
   
CHI SOFFRE DI DISFUNZIONE DELLE CORDE VOCALI RIACQUISTA LA VOCE GRAZIE A UN DISPOSITIVO ADATTO ALL´ETÀ  
 
Bruxelles, 30 ottobre 2012 - I progressi nella produzione della voce artificiale hanno portato ricercatori in Finlandia a sviluppare protesi vocali con migliorate caratteristiche emotive. Per i bambini che hanno perso la loro voce, ciò significa che i dispositivi di voce artificiale perfezionati sono in grado di produrre voci adatte all´età, invece della solita voce di un maschio adulto. Il progetto di ricerca, guidato dal professor Samuli Siltanen, andrà a beneficio di 30.000 finlandesi con problemi di corde vocali. Il progetto del prof. Siltanen fa parte del programma di ricerca informatica dell´ Accademia finlandese (Lastu). In passato, uno dei problemi fondamentali dell´analisi del segnale vocale era trovare il segnale di eccitazione delle corde vocali da un suono vocale registrato digitalmente. Un altro problema era determinare la forma del tratto vocale, ovvero della bocca e la gola. Questo cosiddetto filtraggio glottale inverso del segnale vocale necessitava di una forma di calcolo digitale altamente specializzata. Purtroppo, con le tecniche tradizionali il filtraggio inverso era possibile solo per le voci basse maschili. Ciò significava che replicare le voci di donne e bambini era difficile perché il tono più alto si avvicinava troppo alla frequenza della risonanza più bassa del tratto vocale. Tuttavia, adattando il dispositivo con i nuovi progressi nella tecnologia e con il nuovo metodo di calcolo inverso sviluppato da Siltanen e il suo team, il filtraggio glottale inverso in questi casi è notevolmente migliorato. La disfunzione delle corde vocali (Vcd) è una malattia respiratoria in cui le corde vocali si chiudono durante la respirazione. Normalmente, durante la respirazione o inalazione, le corde vocali si aprono, permettendo all´aria di fluire nella trachea e raggiungere i polmoni. Tuttavia, in presenza di Vcd, le corde vocali si chiudono o si costringono durante l´inalazione, lasciando solo una piccola apertura per il passaggio dell´aria nella trachea e provocando difficoltà respiratorie. La Vcd è spesso associata a segni e sintomi acuti di ostruzione delle vie aeree superiori ed è spesso erroneamente diagnosticato come asma. Non si conoscono le cause precise di questo problema, che comunque può essere curato se diagnosticato precocemente. Si tratta di insegnare le tecniche di rilassamento delle corde vocali ed esercizi di respirazione profonda. Anche se la Vcd può verificarsi in bambini e adulti, le donne tendono ad avere più probabilità di svilupparla. Le cause della Vcd sono spesso simili a quelle dell´asma, ecco perché avviene la diagnosi errata. Le cause possono includere infezioni delle vie respiratorie superiori, fumi, odori, fumo di sigaretta, il canto, disturbi emotivi, gocciolamento retronasale e l´esercizio fisico. A volte la causa è sconosciuta. Per le persone con gravi problemi alle corde vocali, oltre alla sintesi vocale, è necessario anche il filtraggio inverso nel riconoscimento vocale automatico. Nella sintesi vocale, un computer trasforma il testo in voce sintetica. Il metodo tradizionale prevede la registrazione di singole parole e la loro riproduzione una dopo l´altra, ma questo raramente produce un suono naturale. Il professor Siltanen spiega: "La maggior parte dei suoni vocali sono il risultato di un processo specifico. L´aria che scorre tra le corde vocali le fa vibrare. Questa vibrazione - se potessimo sentirla - produrrebbe un suono come uno strano ronzio. Tuttavia, quando si muove attraverso il tratto vocale, tale ronzio si trasforma in una vocale familiare." Il professore continua: "Cantare è un perfetto esempio di questa interazione tra la risposta delle corde vocali e del tratto vocale. Quando cantiamo la vocale ´a´ in diverse altezze, i nostri tratti vocali rimangono invariati, ma cambia la frequenza dell´eccitazione delle corde vocali. D´altra parte, possiamo anche cantare vocali diverse nel medesimo tono, per cui cambia la forma del tratto e rimane uguale l´eccitazione." Il riconoscimento vocale è ampiamente usato nei telefoni cellulari e nei servizi telefonici automatici. Il filtraggio glottale inverso di alta qualità migliora la riuscita del riconoscimento vocale in ambienti rumorosi. Per maggiori informazioni, visitare: Accademia finlandese: http://www.Aka.fi/eng  European Respiratory Journal: http://erj.Ersjournals.com/content/37/1/194.full    
   
   
SECONDA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA RICERCA ANTIMICROBICA  
 
Lisbona, 30 ottobre 2012 - La seconda conferenza internazionale sulla ricerca antimicrobica si terrà dal 21 al 23 novembre 2012 a Lisbona, in Portogallo. La resistenza antimicrobica (Amr) è uno dei principali ostacoli al trattamento delle malattie infettive in tutto il mondo. Nell´unione europea (Ue) da sola, l´onere supplementare derivante dal gruppo limitato di infezioni batteriche legate all´assistenza sanitaria, equivale a 2,5 milioni di giorni di ricovero ospedaliero, 25.000 decessi e perdite economiche dell´ordine di 1,5 miliardi di euro a causa dei costi sanitari supplementari e le perdite di produttività. Il convegno riunirà ricercatori sanitari e altri soggetti coinvolti nello sviluppo di strategie ed esperienze in materia di antimicrobici. L´evento riguarderà diversi argomenti legati alla resistenza antimicrobica, il rilevamento (precoce) microbico e della resistenza, il potenziamento delle difese innate contro gli agenti patogeni, nonché i metodi e le tecniche intese a contribuire a migliorare le pratiche cliniche. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Formatex.org/icar2012/invitation.html    
   
   
UNA TECNOLOGIA AVANZATA IDENTIFICA LE MALATTIE NEGLI SCHELETRI IN POCHI SECONDI  
 
Bruxelles, 30 ottobre 2012 - Gli ultimi sviluppi della tecnologia hanno permesso agli scienziati di analizzare milioni di sequenze di geni in pochi secondi, il che ha avuto come risultato un modo efficace per identificare velocemente e con precisione le malattie negli scheletri. Una delle malattie che sta già traendo vantaggio da questa tecnologia è la tubercolosi (Tb). Usando un metodo di sequenziamento di prossima generazione, che comprende la tecnologia di ibridazione e cattura, si sono potuti identificare facilmente i geni di uno scheletro femminile. Questo affascinante studio, condotto dall´Università di Manchester, Regno Unito, fa parte di una più ampia ricerca per identificare i ceppi di Tb negli scheletri risalenti al periodo compreso tra il 100 d.C. E la fine del 19° secolo. Questa ricerca viene condotta dall´Università di Manchester con il professor Terry Brown, in collaborazione con la professoressa Charlotte Roberts dell´Università di Durham, Regno Unito, per capire come la Tb si sia evoluta nel tempo. I ricercatori sperano che questo studio migliorerà le cure e i vaccini per questa malattia. Attualmente la Tb è una pandemia mondiale che uccide circa 1,7 milioni di persone l´anno. Oltre 80.000 casi si verificano nella regione europea, quasi un quinto del totale mondiale. Secondo l´Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Stop Tb, 15 dei 27 paesi a sopportare il più grande peso della Tb sono in Europa. Alcuni ceppi di Tb possono colpire le ossa di chi ne soffre, specialmente nella colonna vertebrale e i segni fatti dalla malattia rimangono nelle ossa per molto tempo dopo la morte della persona. Per fare uno screen dei geni di Tb, la professoressa Roberts si è procurata 500 scheletri provenienti da tutta Europa che mostravano segni di Tb e che andavano dal periodo romano fino al 19° secolo. È stato fatto uno screening di campioni di ossa per il Dna della Tb e sono stati scelti 100 scheletri per continuare lo studio. Spiega la professoressa Roberts: "Servivano così tanti scheletri ed è molto difficile stabilire se il Dna è sopravvissuto nelle ossa. Non si sa se ce n´è ancora presente finché non si comincia lo screening e questo in passato era un procedimento lungo." Il professor Brown e il suo team avevano il compito di cercare il Dna della Tb negli scheletri. Ogni piccola sezione di osso è stata ridotta in polvere e messa in una soluzione e quindi in una macchina che cattura ogni sequenza genetica del Dna. Sono state catturate milioni di sequenze che sono state inviate a un computer. Le sequenze genetiche della Tb sono state poi esaminate poiché il Dna del battere può rimanere nelle ossa dopo la morte. Il professor Brown spiega il procedimento, "Prima potevamo semplicemente fare una scansione del campione di osso per cercare specifici geni. Non vedevamo tutto quello che c´era il che significa che potevamo facilmente non vedere altre informazioni genetiche potenzialmente rilevanti. Usare lo screening mediante ibridazione significa poter cercare diversi ceppi di Tb e non solo uno." Questa precisione può essere anche uno svantaggio perché l´ibridazione a cattura può erroneamente raccogliere Dna che non viene dall´osso, ma dal terreno circostante o dall´ambiente nel quale lo scheletro è stato sepolto. In questo studio i risultati sono stati controllati usando il metodo più tradizionale delle reazioni a catena della polimerasi (Pcr) e sono risultati precisi. I ricercatori hanno concluso che usare l´ibridazione a cattura e il sequenziamento genetico di prossima generazione è un metodo preciso ed efficace per ottenere genotipi dettagliati di varietà antiche di Tb. Potrebbe essere usato anche per altre malattie. Queste scoperte sono state pubblicate sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. La professoressa Roberts conclude così: "Siamo molto contenti dei risultati di questo studio e del fatto che la tecnologia funzioni. Ci farà risparmiare molto tempo in futuro. Adesso speriamo di pubblicare un po´ di più dell´enorme quantità di dati che abbiamo acquisito dal sequenziamento." Gli scienziati sperano di confrontare i loro risultati con studi simili che si stanno svolgendo negli Stati Uniti per valutare i tipi di ceppi di Tb che sono già stati identificati. Particolarmente interessanti saranno i ceppi portati nel paese dagli immigranti e l´impatto che ciò ebbe sui ceppi originari della malattia. Per maggiori informazioni, visitare: Università di Manchester: http://www.Manchester.ac.uk/research/news/  Organizzazione mondiale della sanità (Ufficio regionale per l´Europa): http://www.Euro.who.int/en/home  Partenariato Stop Tb: http://www.Stoptb.org/    
   
   
TUMORI: ECCO LA MAPPA DELL’ASSISTENZA NEL NOSTRO PAESE “MIGLIORANO I SERVIZI: RISONANZE DISPONIBILI IN 9 CENTRI SU 10”  
 
 Roma, 30 ottobre 2012 – In ogni struttura di oncologia medica in Italia si eseguono in media 6170 visite ambulatoriali all’anno (erano 5.000 nel 2008, 3.400 nel 2004 e 3.000 nel 1999): i ricoveri sono 730 con una durata di circa 5 giorni. Ogni reparto ha una disponibilità di 15 posti letto e vi lavorano 6 medici strutturati. Dal 2003, le Pet (tomografia) per le diagnosi sono quintuplicate: erano presenti nel 10% delle strutture, oggi nel 48% dei centri, mentre scintigrafie e risonanze magnetiche (Rm) sono quasi raddoppiate passando dal 36 al 66% e dal 51 al 94%. Sono solo alcuni dei dati contenuti nella “Carta dei servizi dell’Oncologia Italiana – Libro Bianco V Edizione” realizzata dall’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) con il supporto di Novartis, vero e proprio annuario Regione per Regione dell’assistenza in 192 oncologie italiane. Il volume è presentato al Xiv Congresso Nazionale della società scientifica che si è chiuso ieri a Roma. “Ci sono stati miglioramenti anche nella disponibilità degli apparecchi per radioterapia – spiega il prof. Stefano Cascinu, presidente Aiom -, presenti nel 46% delle strutture oncologiche nel primo censimento Aiom del 2001, nel 60% nel 2009 e nel 70% oggi. Il Libro Bianco 2012 comprende, come la precedente edizione, la Carta dei Servizi, nello spirito di un potenziamento dell’opera, indirizzata non tanto allo sviluppo della quantità dei dati raccolti, quanto alla qualità di tali informazioni ed alla loro fruizione da parte di cittadini, operatori sanitari e Istituzioni. Questi numeri possono rappresentare un utile strumento informativo per lo sviluppo delle reti oncologiche regionali e per realizzare percorsi diagnostici e terapeutici uniformi”. Il volume (disponibile su www.Aiom.it) fornisce una mappa accurata e aggiornata dello stato dell’oncologia in Italia e definisce per Aiom una linea di costante e di intensa collaborazione con le Istituzioni, in particolare con il Ministero della Salute, gli Assessorati Regionali e l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Dal 2001 i servizi riabilitativi (passati dal 4,6% al 47% odierno) e quelli per i malati terminali hanno compiuto i progressi maggiori: le strutture per terapie anti-dolore sono quadruplicate, arrivando all’85% dei casi odierni, dall’80% nel 2009, dal 70% nel 2005 e dal 20% nel 2001. “Il Libro Bianco – sottolinea il prof. Carmine Pinto, segretario nazionale Aiom - si affianca alle ventisette linee guida aggiornate nei contenuti e modificate nella metodologia, alle sei raccomandazioni cliniche e metodologiche, ai controlli di qualità per i test biomolecolari e ai ‘Numeri del cancro’ con i quali annualmente presentiamo il quadro epidemiologico dei tumori in Italia. Un continuo e completo contributo per il miglioramento delle strategie di trattamento e per l’accesso alle cure per tutti i cittadini in ogni Regione del Paese”. “Questa importante iniziativa culturale – conclude il dott. Luigi Boano, Oncology General Manager di Novartis - rappresenta un esempio concreto di come si possa creare un modello virtuoso di alleanza tra pubblico e privato, producendo una ricaduta pratica sui pazienti e sulle loro famiglie. Per queste ragioni siamo a fianco della comunità degli specialisti e intendiamo continuare ad esserlo in futuro”.  
   
   
MONTEMURLO ISTITUISCE IL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI  
 
Firenze, 30 ottobre 2012 - Dopo l’approvazione, circa un anno fa, dell’ordine del giorno congiunto presentato dai capigruppo del Pd, Antonio Russo e dell’Idv, Antonino Vinciprova, la giunta comunale ha dato seguito all’impegno assunto in consiglio comunale e, con una delibera approvata giovedì scorso, ha istituito il “registro per la raccolta delle dichiarazioni relative alla avvenuta compilazione del testamento biologico”. Il registro sarà riservato ai cittadini residenti nel Comune di Montemurlo e conterrà le dichiarazioni relative alla avvenuta compilazione del testamento biologico, ordinate per numero progressivo, al fine di garantire la certezza della data di presentazione e la fonte di provenienza. Nel registro saranno inoltre presenti l’elenco dei soggetti dichiaranti oltre che dei fiduciari (fiduciario ed eventuale fiduciario supplente) e del luogo in cui viene depositato il testamento biologico. Il testamento è un documento che contiene la volontà di una persona di essere o meno sottoposta a trattamenti sanitari in caso di malattia, lesione cerebrale irreversibile o patologia invalidante, che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali, in una fase in cui la persona non sia più in grado di manifestare il proprio consenso. “ Da oggi anche Montemurlo fa parte di quel centinaio di comuni italiani che hanno istituito il registro dei testamenti biologici- spiega il sindaco Mauro Lorenzini – Uno stimolo al Parlamento italiano affinché concluda rapidamente l´iter di approvazione di una apposita legge che regolamenti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale le modalità con cui rendere possibile, a chi ne senta il bisogno, di depositare e dunque rendere cogenti le proprie volontà sui trattamenti clinici di fine vita”.  
   
   
TEVA OTTIENE L´APPROVAZIONE PER SYNRIBOTM (OMACETAXINA MEPESUCCINATO) INIETTABILE L’INIBITORE DELLA SINTESI PROTEICA FORNISCE UNA NUOVA OPZIONE DI TRATTAMENTO PER I PAZIENTI CON LMC PER I QUALI LA PRECEDENTE TERAPIA CON TKIS HA FALLITO.  
 
Gerusalemme, 30 Ottobre 2012 - Teva Pharmaceutical Industries Ltd.  ha annunciato ieri che l’Fda (Food and Drug Administration) ha approvato Synribo (omacetaxina mepesuccinato), farmaco iniettabile per il trattamento di pazienti adulti con Leucemia Mieloide Cronica in fase cronica (Cp) o in fase accelerata (Ap) resistenti e / o intolleranti a due o più inibitori tirosin-chinasici (Tkis). L´indicazione si è basata sul tasso di risposte. Attualmente non sono in corso studi che attestino un miglioramento dei sintomi correlati alla malattia o un aumento della sopravvivenza con Synribo. Sarà a breve prescrivibile. In precedenza, i pazienti con Lmc in Cp o Ap, che avevano fallito il trattamento con due o più Tkis avevano opzioni terapeutiche limitate. "Anche se nel trattamento della Lmc sono stati fatti grandi progressi grazie ai Tkis attualmente disponibili, ci sono ancora pazienti che non possono continuare la terapia con i Tkis, per problematiche legate a resistenza, intolleranza, risposta sub-ottimale e progressione della malattia," ha detto Jorge E. Cortes , Md, vicepresidente e professore di medicina presso il Dipartimento di leucemia dell´Università del Texas Md Anderson Cancer Center. "Con Synribo, i medici hanno ora a disposizione un´altra opzione, offrendo una nuova speranza ai pazienti dopo fallimento del trattamento." Synribo ha ricevuto dalla Fda un’approvazione accelerata, che consente di autorizzare un farmaco per il trattamento di una malattia grave, sulla base di dati clinici che dimostrano che il farmaco ha un effetto su un endpoint surrogato, in grado di prevedere, in modo ragionevole, un beneficio clinico per i pazienti. Tale tipologia di approvazione è progettata per fornire ai pazienti un accesso più veloce a nuovi farmaci che mostrano risultati promettenti. La piena approvazione è prevista a seguito della sottomissione di dati più maturi provenienti da studi pivotal. "Teva Pharmaceuticals è lieta di rendere disponibile Synribo ai pazienti che necessitano di ulteriori opzioni terapeutiche lì dove altri farmaci hanno fallito", ha detto Michael Hayden R., Md, Ph.d., Presidente del Global R&d e Chief Scientific Officer di Teva Pharmaceutical Industries Ltd. "Synribo si unisce a Treanda e Trisenox, che rappresentano importanti opzioni terapeutiche in ambito ematologico nel portfolio Teva Oncology". L’approvazione si è basata su una serie di analisi di dati combinati provenienti da due studi di fase Ii, in aperto e multicentrici. L’analisi combinata di questi due studi comprendeva pazienti che avevano ricevuto già due o più Tkis e che avevano mostrato resistenza o intolleranza adasatinib e/o nilotinib. Per il 47% dei pazienti in fase cronica (Cp) e il 63% dei pazienti in fase accelerata(Ap) Il precedente trattamento con imatinib, dasatinib e nilotinib aveva fallito. La maggior parte dei pazienti aveva ricevuto anche altri trattamenti, compresa idrossiurea, interferone e citarabina. Nei pazienti in Cp, il 18% (14/76) ha raggiunto una risposta citogenetica maggiore (Mcyr), in un tempo medio di 3,5 mesi. La durata mediana della Mcyr per questi pazienti è stata di 12,5 mesi (stima Kaplan-meier). Nei pazienti in Ap, il 14% (5/35) ha raggiunto una risposta ematologica maggiore (Mahr) con un tempo medio di risposta di 2,3 mesi. La durata mediana della Mahr per questi pazienti è stata di 4,7 mesi (stima Kaplan-meier). Le reazioni avverse più comuni (frequenza ≥ 20%) nei pazienti in fase cronica e accelerata sono state: trombocitopenia, anemia, neutropenia, diarrea, nausea, fatigue, astenia, reazioni nel sito di iniezione, febbre, infezioni e linfopenia. La terapia di induzione con Synribo prevede la somministrazione sottocutanea due volte al giorno per 14 giorni consecutivi in un ciclo di 28 giorni. Una volta ottenuta la risposta, la terapia di mantenimento prevede la somministrazione due volte al giorno per sette giorni consecutivi in un ciclo di 28 giorni. Lmc– Leucemia mieloide cronica - La leucemia mieloide cronica (anche chiamata leucemia cronica mielogenica) è uno dei quattro tipi principali di leucemia ed è un tumore del sangue e del midollo osseo. Nella Lmc, parte del Dna di un cromosoma trasloca su un altro cromosoma portando alla formazione del cromosoma Philadelphia. Il cromosoma Philadelphia contiene il gene chimera Bcr-abl, codificante la proteina tirosin-chinasi Bcr-abl, un enzima costitutivamente attivo, che porta a un’ eccessiva proliferazione di un clone, cioè una popolazione omogenea, di granulociti immaturi nel midollo osseo e nel sangue. L´american Cancer Society stima che nel 2012 ci saranno 5.430 nuovi casi di Lmc diagnosticati negli Stati Uniti, e 610 persone moriranno a causa della malattia. Synribo - Il meccanismo di azione di Synribo non è stato ancora completamente chiarito, ma include l´inibizione della sintesi proteica. In vitro, per ridurre i livelli di entrambe le proteine Bcr-abl e Mcl-1, che inibisce l´apoptosi, agisce indipendentemente dal legame diretto alla proteina Bcr-abl. Synribo ha anche mostrato efficacia in modelli murini di Lmc con Bcr-abl wild-tipe e con mutazione T315i. Synribo è il primo inibitore della sintesi proteica per il trattamento della Lmc. Informazioni Importanti Sulla Sicurezza - Reazioni avverse serie , tra cui mielosoppressione, sanguinamento e iperglicemia, sono state associate al Synribo. Alcune reazioni, come la mielosoppressione e l´emorragia cerebrale, sono state fatali. I pazienti devono essere monitorati attentamente per queste reazioni. È necessario prendere in considerazione modifiche della dose per tossicità. Le donne devono essere avvertite ed evitare una gravidanza durante il trattamento con Synribo. Le reazioni avverse più comuni (frequenza ≥ 20%) in pazienti in fase cronica e accelerata sono state: trombocitopenia, anemia, neutropenia, diarrea, nausea, fatigue, astenia, reazioni nel sito di iniezione, febbre, infezioni e linfopenia.  
   
   
“TAGLIA E RICUCI”, PER RIORGANIZZARE LA SANITÀ AGGIUNGENDO QUALITÀ  
 
Firenze, 30 ottobre 2012 – “Taglia” come risparmia e “ricuci” come riorganizza, per riadattare i servizi sanitari ai nuovi bisogni dei cittadini. “Taglia e ricuci: per il diritto alla salute, per confezionare i servizi sanitari intorno ai bisogni delle persone” è il titolo del convegno che si tiene lunedì 29 ottobre, dalle 9 alle 17, a Firenze, nell’Auditorium di Santa Apollonia, via San Gallo 25. Il convegno, organizzato dal Centro Gestione Rischio Clinico della Regione Toscana e dall’Osservatorio qualità ed equità dell’Agenzia Regione di Sanità, e promosso dall’Associazione I-think e dalla Federazione italiana Società medico-scientifiche, ha l’obiettivo di mettere a confronto idee e proposte per ridurre la spesa sanitaria, salvaguardando la qualità e la sicurezza delle cure. Per rispondere alla sfida, parteciperà all’incontro anche uno dei maggiori ricercatori a livello internazionale sulla materia, John Ovretveit, del Karolinska Intitute di Stoccolma. “Una migliore gestione dei percorsi terapeutici e l’adozione di corretti stili di vita – dicono gli organizzatori del convegno – possono portare considerevoli risparmi. Altri ritorni economici potranno derivare dalla prevenzione degli eventi avversi, dal potenziamento della salute nutrizionale, dalla prevenzione delle infezioni ospedaliere, dalla migliore gestione in ospedale dei pazienti con diabete e dalla prevenzione delle cadute in ospedale”. Tra i relatori della giornata, oltre a Ovretveit (il titolo del suo intervento: “Possiamo risparmiare migliorando qualità e sciurezza nelle cure?”), il senatore Ignazio Marino, Ivan Cavicchi, dell’Università La Sapienza di Roma, e Annibale Biggeri, ordinario di statistica all’Università di Firenze. “Il convegno – dice Riccardo Tartaglia, responsabile del Centro Gestione Rischio Clinico della Regione- riunirà persone e proposte per non subire passivamente il rischio che il diritto alla salute non possa più essere un fattore di crescita della ricchezza del Paese, come di fatto è stato in passato, e cercherà di formulare ipotesi di cambiamento per affrontare alcune nevralgiche questioni sanitarie”. Guarda il Programma del convegno sulle pagine del sito della Regione Toscana dedicate al Centro Gestione Rischio Clinico  
   
   
MILANO: FALSO MEDICO E DENTISTA, CHIUSE DUE ATTIVITÀ GESTITE DA CINESI. SEQUESTRATE ATTREZZATURE E 10MILA SCATOLE DI MEDICINALI  
 
Milano, 30 ottobre 2012 - La Polizia locale è intervenuta qualche giorno fa per chiudere due studi medici dove veniva esercitata abusivamente la professione con visite ginecologiche nel primo, in via Alfieri, e dentistiche nel secondo, in via Fioravanti. Le indagini erano iniziate qualche settimana fa a partire da alcune pubblicazioni in lingua cinese nella quale erano pubblicizzate le due attività. Stesse informazioni pubblicitarie erano state trovate in alcuni volantini e biglietti da visita distribuiti in zona Sarpi. L’unità antiabusivismo della Polizia locale diretta dal comandante Tullio Mastrangelo ha iniziato una serie di appostamenti fino alle irruzioni di giovedì scorso. Gli studi erano stati allestiti precariamente in altrettanti appartamenti adattati con soppalchi e armadiature da farmacia a effettuare visite mediche e piccoli interventi in condizioni igieniche e sanitarie pessime. Entrambe gli appartamenti sono anche luogo di residenza dei falsi medici e delle loro mogli, nel primo caso con un figlio di 14 mesi e nel secondo un nipote di 14 anni che vivevano a stretto e quotidiano contatto con le persone sottoposte alle terapie mediche . Negli appartamenti, durante l’irruzione degli agenti di Polizia locale, erano in corso delle visite anche a un minore che lamentava forti dolori al fianco. La Polizia locale ha requisito attrezzature e strumentazioni mediche – non tutte sterilizzate - , materiale odontoiatrico contenente piombo, medicinali cinesi che andrebbero somministrati solo sotto controllo medico come antibiotici, anestetici, anticoagulanti del sangue, funghicidi, antistaminici, cortisonici, pillole abortive, flebo, calchi per fare dentiere e protesi per un totale di circa 10 mila scatole di medicinali oltre che prodotti di erboristeria cinese e aghi per agopuntura . Gli studi medici avevano anche un tariffario per la clientela: 30 euro il costo di ogni visita, stesso prezzo per la somministrazione di flebo(pratica particolarmente utilizzata), dai 50 ai 60 euro per una visita ginecologica specialistica. Per quanto riguarda le visite dentistiche: estrazioni e otturazioni 90 euro, ponti tra 300 e 400 euro, una devitalizzazione a 100 euro. Titolari dello studio due cittadini di origine cinese ma residenti in Italia, Z.g., nato nel ’69, e X.j.d. Del ‘54. Per entrambi è scattata la denuncia a piede libero per esercizio abusivo di professione medica e per commercio e somministrazione di medicinali senza averne titolo. Poiché i titolari dell’attività non risultano avere altro domicilio e in entrambe i casi vi erano minori non è stato possibile chiudere gli appartamenti. Presso lo studio del falso dentista sono anche stati trovati titoli e azioni per un valore di 60mila euro depositati presso una banca di Dublino. “L’indagine della Polizia locale ha fermato l’esercizio di un’attività professionale illegale con pericolo per le persone. Controlli quotidiani riguardano tutti gli esercizi pubblici: dalla somministrazione di alimenti scaduti o avariati in bar e ristoranti, al commercio di giocattoli non a norma. Impegnati in queste attività la polizia annonaria e il Nucleo antiabusivismo che hanno effettuato da gennaio 27mila controlli riscontrando 6mila violazioni ed effettuando 245 denunce penali, 1.700 sequestri amministrativi e 130 penali”, dichiara Marco Granelli assessore alla Sicurezza e Coesione sociale e polizia locale.  
   
   
SANITÀ: IL TICKET SI PAGA ANCHE ALLE POSTE, SARDEGNA PRIMA REGIONE IN ITALIA  
 
Cagliari, 30 Ottobre 2012 - In Sardegna la sanità è sempre più vicina al cittadino. Oggi la Regione fa da apripista nell’offrire un nuovo servizio all’utente, ovvero la possibilità di pagare nei 251 uffici postali di Sportello Amico, sparsi in tutta l’Isola, il ticket per le prestazioni specialistiche del Sistema sanitario regionale e per il pronto soccorso. Il servizio è attivo già dal 1 settembre su tutte le 11 aziende sanitarie e ospedaliere della Sardegna. Il tutto grazie alla Convenzione quadro tra Regione, Poste Italiane firmato a Cagliari lo scorso 21 maggio e previsto nella delibera 31/3 del 2011, "Interventi di miglioramento del servizio di riscossione del ticket sanitario e migrazione verso un Centro unico di prenotazione in versione web". Cappellacci: Sanità vicina al cittadino. "Questo nuovo servizio – spiegano il presidente della Regione Ugo Cappellacci e l’assessore della Sanità De Simona De Francisci – si inquadra nell’ambito degli interventi finalizzati a semplificare il rapporto tra il cittadino e il Servizio sanitario regionale, grazie alle nuove tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni. Si rivelerà particolarmente utile nella nostra regione, considerato che chi vive in paesi lontani dagli ospedali potrà pagare il ticket nell’ufficio postale vicino a casa, senza più essere costretto a trasferte nei centri principali dell’Isola. Stiamo lavorando contestualmente per consentire ai sardi di poter scegliere o cambiare il medico di famiglia on line, al Fascicolo sanitario elettronico, alla prenotazione on line delle prestazioni sanitarie, e altri servizi presto attivi". "L’accordo quadro – ha aggiunto Enrico Menegazzo, responsabile grandi clienti pubblica amministrazione area Centro di Poste Italiane – coniuga l’applicazione di tecnologie avanzate con un originale modello di welfare e di servizi al cittadino. Grazie alla nostra infrastruttura tecnologica e alla rete di uffici postali il servizio sanitario e le persone possono svolgere le pratiche sanitarie in modo veloce e semplice". Sardegna Prima In Italia. La Regione Sardegna è l´unica regione in Italia ad aver attivato questo servizio in tutto il suo territorio (nel resto del Paese è attivo solo in singoli Comuni, come Firenze e Cosenza). Questa capillarità è stata resa possibile grazie al Sistema informativo regionale Sisar (Sistema informativo integrato sanità regionale), che ha permesso alla Regione Sardegna di essere la prima in Italia a dotarsi di un sistema di prenotazione unificato a livello regionale (in fase di potenziamento con la versione web); di avvalersi dell´integrazione tra il sistema di pagamento Cup/ticket regionale Sisar e tutti i 27 Pronto soccorso della Regione, dotati anch´essi di un unico sistema Sisar. La Procedura. Dal 1° settembre dunque, grazie all’integrazione tra il Sisar e Poste Italiane, ogni cittadino può procedere al pagamento del ticket comunicando semplicemente all’operatore postale il proprio codice fiscale e il numero di prenotazione. Il codice di prenotazione è stampato sul foglio rilasciato dallo sportello o è comunicato telefonicamente dall’operatore del Cup. La commissione a carico del cittadino richiesta da Poste Italiane per ogni operazione di prenotazione di 1,30 euro esenti Iva. I Vantaggi. I ticket sanitari che vengono pagati annualmente in Sardegna sono circa 1.110.000 (dati 2011). Le strutture pubbliche dove si può pagare il ticket nel territorio regionale sono circa un centinaio (informazioni sulla dislocazione degli sportelli ticket aziendali sono reperibili sui siti web delle Aziende sanitarie e su www.Sardegnasalute.it ). Nei 251 uffici postali di Sportello Amico è possibile il pagamento delle prestazioni di pronto soccorso (codice bianco e codice verde) erogate in un qualsiasi Pronto soccorso regionale e di quelle specialistiche del Sistema sanitario regionale (visite, prestazioni di diagnostica strumentali, esami di laboratorio), prenotate al Cup regionale (1533, sportelli Cup ecc.) ed erogate in una qualsiasi struttura sanitaria pubblica regionale (non è possibile pagare le prestazioni erogate dai centri convenzionati, né le prestazioni erogate in libera professione). Sportello Amico. Nell’ambito dell’iniziativa "Reti Amiche", che ha l’obiettivo di facilitare l´accesso dei cittadini ai servizi della pubblica amministrazione e a ridurre i tempi della burocrazia, il ministero per la Pubblica amministrazione e l´innovazione e Poste Italiane hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la realizzazione di servizi avanzati che consentano alla pubblica amministrazione di usufruire del patrimonio di infrastrutture, radicamento nel territorio e competenze posseduto da Poste. Nasce così il servizio Sportello Amico (5740 uffici postali su scala nazionale; 251 in Sardegna), attraverso il quale Poste Italiane mette a disposizione la propria rete di infrastrutture e uffici postali per migliorare il servizio pubblico.  
   
   
BOLZANO: NUOVI CRITERI PER IL RIMBORSO DELLE CURE ODONTOIATRICHE  
 
Bolzano, 30 ottobre 2012 - Rimborso delle prestazioni medico-specialistiche indirette per un importo complessivo fatturato che deve essere di almeno 200 euro: è il passaggio centrale della revisione dei criteri dell´assistenza odontoiatrica approvata 29 ottobre dalla Giunta provinciale. Le spese rimborsabili per la cura dei denti riguardano le prestazioni mediche private fatturate da uno specialista libero professionista o da una struttura non convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Sulla base della valutazione della situazione economica e della dichiarazione unificata di reddito e patrimonio, l´Azienda sanitaria altoatesina provvede a rimborsare i richiedenti residenti in provincia di Bolzano. Nel fissare i nuovi criteri per il rimborso delle cure odontoiatriche indirette la Giunta provinciale ha deliberato che l´importo complessivo in fattura deve essere di almeno 200 euro. Poi si procede a scaglioni: fino a 400 euro fatturati la somma massima rimborsabile è di 50 euro, fino a 600 euro diventa di 75 euro, da 601 a 800 euro vengono rimborsati fino a 100 euro, tra 801 e 1000 euro l´importo rimborsabile è di 125 euro. A seguire, fino a 1200 euro fatturati il rimborso massimo è di 150 euro, che sale a 175 euro per fatture fino a 1400 euro. Per spese complessive superiori a 1.400 euro l´importo rimborsabile è di 200 euro.  
   
   
PIENO REINSERIMENTO PORTATORI HANDICAP, I PROGETTI DEL COMITATO REGIONALE DELLA CAMPANIA  
 
Napoli, 30 ottobre 2012 – È stato presentato ieri in sala Giunta il Comitato Consultivo Regionale per il pieno reinserimento nella vita sociale dei portatori di handicap. Alla conferenza stampa erano presenti il consigliere del presidente Caldoro per la Sanità Raffaele Calabrò, gli assessori alle Politiche sociali Ermanno Russo e alla Ricerca ed innovazione Guido Trombetti, il presidente del Comitato Consultivo Giovanni Del Rio. Nell´introduzione, il presidente Del Rio ha illustrato le azioni di cui il Comitato Consultivo si è fatto promotore da quando è stato ricostituito con decreto del presidente Caldoro, in applicazione dell´articolo 19 della legge regionale 15 marzo 1984, n. 11, per lo sviluppo delle attività in favore delle persone disabili. Questi i primi risultati raggiunti: realizzazione del portale per la disabilità, quale strumento specifico di informazione, attivo tra breve; attivazione di un monitoraggio sulla qualità dei servizi erogati a favore delle persone con disabilità, in collaborazione con le associazioni di categoria del settore della riabilitazione e delle attività socio-sanitarie; individuazione di un percorso univoco di integrazione scolastica degli alunni con disabilità, attraverso un raccordo con le Asl e con la scuola; attività di sostegno alle iniziative utili a rafforzare il welfare campano, a partire dal Pieno reinserimento portatori handicap, i progetti del Comitato Regionale "Budget di salute" e dal progetto "Dopo di noi", utile a realizzare un modello di inclusione sociale nel quale il fruitore dei servizi diventa esso stesso promotore. "Tra gli obiettivi a breve del Comitato consultivo regionale - ha ricordato Del Rio - ci sono l´inserimento lavorativo, la formazione, e la razionalizzazione degli interventi a favore delle fasce deboli." "Sono convinto - ha detto Calabrò, consigliere del presidente Caldoro per la Sanità - che il livello di civiltà di una regione si misuri anche dal grado di attenzione che dedica ai disabili. La Regione Campania, con il Comitato Consultivo, ha imboccato la strada giusta", ha concluso Calabrò. "Le tematiche oggetto dei compiti della Comitato consultivo regionale sono di grande importanza sociale ed etica", ha aggiunto l´assessore Trombetti. "Tra i primi obiettivi della Consulta c’è la realizzazione del portale regionale dedicato ai diversamente abili, che sarà uno dei fiori all´occhiello del nuovo portale della Regione Campania, che avrà al suo interno numerose informazioni utili e di facile accesso, e metterà a sistema numerose strutture dedicate ai diversamente abili. E´ importante che i mezzi di comunicazione contribuiscano a far conoscere i nuovi servizi resi disponibili rafforzando l’azione del Comitato stesso", ha concluso Trombetti. "L´assessorato all´Assistenza sociale da oltre due anni è impegnato - ha detto l´assessore Russo - nell´attuare politiche che riconoscano le non autosufficienze (disabili, anziani e minori) quali priorità assolute dell´azione di governo della giunta Caldoro nelle politiche sociali. La riforma della legge regionale 11 del 2007 ne è un esempio, così come è un esempio l´intervento pubblicato sul Burc (l´avviso pubblico finalizzato all´inserimento lavorativo di persone con disabilità) che dà il via a 178 work experience di formazione in azienda della durata di sei mesi per altrettanti disabili, con un´indennità di frequenza mensile di 450 euro. Trascorso tale periodo, se l´azienda avrà assunto a tempo indeterminato la persona con disabilità, entro 60 giorni dalla conclusione della formazione, potrà godere di un incentivo fino ad un massimo di 9000 euro per lavoratore. Tale intervento rientra nel Piano regionale della governance dei servizi alla persona, che in poco più di un anno ha già visto mettere a bando circa 70 milioni di euro di fondi sia europei sia nazionali che regionali su uno stanziamento complessivo di 183 milioni di euro, e mira a ribaltare la logica secondo cui il disabile è un peso per la società, trasformandolo in una risorsa", ha concluso Russo.  
   
   
VACCINI ANTINFLUENZALI: IN SARDEGNA SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO  
 
Cagliari, 30 Ottobre 2012 - Anche in Sardegna non ci saranno problemi per l´approvvigionamento dei vaccini contro l’influenza, nonostante il blocco dei giorni scorsi. L´assessorato regionale della Sanità, in costante contatto con il ministero della Salute, assicura che le Asl stanno lavorando per recuperare i disagi verificatisi in tutta Italia e presto potranno essere somministrati i primi vaccini richiesti, dando la precedenza alle persone affette da patologie gravi, agli anziani e ai bambini. "La situazione è sotto controllo - spiega l´assessore Simona De Francisci - anche perché confermiamo che nell´Isola i vaccini sotto accusa non sono mai arrivati. Il bel tempo di queste settimane ci ha poi agevolato e finora le richieste dei vaccini sono state esigue se non nulle". In ogni caso, anche nell´Isola da oggi è attivo il numero verde (1500, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18) messo a disposizione dal ministero per fornire ai cittadini informazioni sulla campagna di vaccinazione. L´obiettivo è vaccinare il 95% della popolazione a rischio e di età superiore a 65 anni, come prevede la circolare del ministero con le indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza stagionale.  
   
   
WELFARE, LIGURIA: IL GOVERNO RIFINANZI FONDO PER LE POLITICHE SOCIALI E NON TOCCHI IVA ALLE COOPERATIVE. AUSPICO INTERVENTO ANCHE DEI PARLAMENTARI  
 
Genova, 30 ottobre 2012 - Rifinanziare con 520 milioni il fondo nazionale per le politiche sociali e mantenere al 4% l´aliquota Iva per le cooperative sociali. Sono queste le richieste inviate al Governo dalla Conferenza delle Regioni attraverso l´approvazione di due emendamenti presentati su proposta della commissione per le politiche sociali presieduta dall´assessore, Lorena Rambaudi. "Le Regioni sostengono fortemente il rifinanziamento del fondo per le politiche sociali per 520 milioni di euro – spiega l´assessore Rambaudi - prendendo ad esempio il 2009, come soglia minima dell’andamento degli ultimi anni, in quanto l’attuale legge di stabilità, nonostante le richieste più volte presentate dalle Regioni al Ministro Fornero, ripropone una frammentazione di interventi, tra famiglia, giovani e materia sociale, che non potenziano il sistema sociale e tantomeno lo innalzano". Pollice verso delle Regioni anche sulla proposta del Governo di aumento al 10% dell´Iva sulle cooperative sociali. "Si tratta – ha ribadito Rambaudi – di un aumento insostenibile che ricadrebbe sui cittadini e si tradurrebbe in tagli ai servizi da parte degli Enti locali, in quanto significherebbe aggravare di un costo aggiuntivo del 6% i Comuni". Con il terzo emendamento, infine, le Regioni hanno chiesto al Governo che per il triennio 2013/2015 venga confermato il fondo nazionale per l´accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, che rappresenta un capitolo di spesa ormai insostenibile per i Comuni e che secondo le Regioni deve diventare strutturale nei prossimi anni.  
   
   
TICKET, MINISTERI CONDIVIDONO MA OCCORRE PARAMETRO IRPEF  
 
Potenza, 30 ottobre 2012 - Il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti ha condiviso lo spirito della misura sui ticket e ha apprezzato lo sforzo della Regione Basilicata di alleggerire il peso del ticket sulle fasce sociali meno abbienti. Al contempo, ha ammesso che la certificazione dell’equivalenza del gettito sull’Isee non è possibile, dal momento che non è stata ancora realizzata la banca dati nazionale contenente i dati relativi all’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) prevista dal decreto Salva Italia dello scorso dicembre. Occorre dunque che la Regione Basilicata introduca, in luogo dell’Isee, l’indicatore di reddito Irpef. L’indicazione è emersa oggi a Roma durante l´incontro tecnico tra i rappresentanti della Regione Basilicata, il direttore generale del dipartimento Salute Domenico Tripaldi, il capo dipartimento programmazione del Ministero della Salute, Palumbo, e la dirigente della Ragioneria dello Stato, Adduce. Il tavolo, convocato su sollecitazione dell’assessore alla Salute Attilio Martorano per esaminare la proposta di rimodulazione dei ticket sanitari varati dalla giunta regionale a inizio agosto, ha dovuto rilevare che pur in presenza di un provvedimento favorevole alle fasce economiche più deboli, la rimodulazione della quota fissa aggiuntiva per ricetta di 10 euro sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale a carico dei cittadini non esenti, dovrà basarsi sull’indicatore di reddito Irpef, in luogo dell’Isee. “Nel prendere atto della posizione espressa dal Tavolo tecnico – ha commentato l’assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano – darò immediatamente mandato ai tecnici del Dipartimento regionale affinché si possa giungere a una revisione delle procedure chiesta dal Tavolo con l’obiettivo di introdurre nel più breve tempo possibile l’esenzione del ticket per le famiglie con maggiori disagi economici”.  
   
   
IMPEGNO REGIONE FVG PER EVITARE USO DI ALCOL TRA I GIOVANI  
 
Trieste, 30 ottobre 2012 - "Credo che ormai non ci siano margini di dubbio: è in gioco la salute dei nostri ragazzi. Pertanto è necessario uno sforzo supplementare delle istituzioni, che insieme agli enti del servizio sanitario, alle scuole e alle famiglie, devono sempre più adoperarsi per ridurre il fenomeno del bere tra i giovani". Lo ha dichiarato l´assessore alla salute, Luca Ciriani, commentando gli esiti del convegno ´Le Regioni e le Province Autonome si interrogano sui problemi alcolcorrelati´, al quale la scorsa settimana a Trieste hanno preso parte oltre 450 esperti provenienti da tutta Italia. "Dal confronto - ha spiegato l´assessore Ciriani - è emersa una grande e rinnovata preoccupazione per il bere giovanile. E´ sempre più frequente il fenomeno del ´binge drinking´, vere e proprie abbuffate con l´assunzione di grandi quantità di bevande alcoliche, anche diverse, al solo scopo si sballare". "Una moda che purtroppo conferma l´alcol come prima causa di morte, diretta per patologie correlate, o indiretta (incidenti) nei giovani e anche nei giovanissimi, tra i 15 e i 29 anni di età". Di conseguenza, questo l´annuncio dell´assessore, "accresceremo le iniziative di educazione e sensibilizzazione per aiutare i ragazzi ad essere sempre più consapevoli dei rischi cui vanno incontro. Vogliamo sempre più coinvolgerli nella gestione della loro salute e del loro ben-essere. Vogliamo responsabilizzarli, far capire che sono loro stessi i primi artefici della propria fortuna". "Con questo obiettivo proveremo anche a migliore il coordinamento degli interventi, a tutti i livelli, ad iniziare da quelli attuati dai Dipartimenti delle dipendenze e dai Servizi di neuropsichiatria infantile e dell´adolescenza delle Aziende sanitarie. Il tutto naturalmente in sinergia con l´educazione impartita dai genitori, dagli insegnanti, nei centri di aggregazione", ha assicurato Ciriani. E se il tema del bere tra i giovani è di certo un problema di vasta portata, resta il fatto che l´alcolismo è comunque un fenomeno preoccupante, a tutte le età. Oltre 20 mila persone, infatti (la maggioranza sono uomini) muore in Italia ogni anno per cause interamente o parzialmente connesse al consumo di bevande alcoliche. "Il convegno ha posto l´attenzione su altri due fattori che vanno tenuti ben presenti nella definizione delle politiche sanitarie", ha spiegato l´assessore, riferendosi "all´ alcolismo emergente degli anziani e anche all´aumento di sofferenza fetale, legata ad un consumo anche minimo delle madri in fase di gravidanza, che spesso comporta più o meno gravi carenze cognitive ed handicap". Promosso dalla Commissione Salute delle Regioni e Province Autonome Italiane, il convegno si è svolto a Trieste in quanto il coordinamento della sottocommissione alcol è stato affidato, fin dalla sua costituzione, al Friuli Venezia Giulia. Nel rivolgere un plauso agli organizzatori (assieme ai funzionari della Direzione salute della Regione sono stati coinvolti esperti dell´Azienda per i servizi sanitari 4 "Medio Friuli"), l´assessore Ciriani ha anche confermato la disponibilità dell´Amministrazione del Friuli Venezia Giulia a proseguire nel ruolo di coordinamento della azioni regionali e nazionali per fronteggiare i problemi alcolcorrelati.  
   
   
A RIVA DEL GARDA ILLUSTRA POLITICHE REGIONE UMBRIA A FAVORE INVECCHIAMENTO ATTIVO  
 
Perugia, 30 ottobre 2012 - “In Umbria, nonostante si registri un elevato indice di vecchiaia, i dati sulla non autosufficienza dimostrano che il 46 per cento della popolazione over 65 è in piena autonomia o autosufficienza, mentre solo il 24 per cento degli anziani risulta essere non autosufficiente”. Lo ha riferito la vicepresidente della Regione Umbria, con delega al Welfare Carla Casciari, intervenendo al Festival della famiglia a Riva del Garda. La vicepresidente è stata invitata a illustrare le politiche adottate dalla Regione Umbria a favore della popolazione anziana, nonché la legge regionale del 27 settembre 2012, n. 14, “Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, che ha tra gli obiettivi quello di programmare interventi strategici, appropriati ed innovativi per limitare gli effetti negativi sul sistema sociale ed economico dell’irreversibile andamento demografico che prevede un costante aumento del numero degli anziani. “Malgrado allo stato attuale si registri nella popolazione anziana una maggioranza di soggetti autosufficienti – ha detto la vicepresidente - è evidente che negli anni questa forbice lentamente confluirà verso un aumento delle persone non autonome, ma ad oggi è quella quota di anziani ancora in grado di mantenersi ‘attivi’ che dovremmo valorizzare, promuovendo un invecchiamento in salute e tenendo in considerazione anche l’aumento della speranza di vita della popolazione”. Per la vicepresidente risulta quindi indispensabile porre in essere azioni indirizzate alla prevenzione di un ‘cattivo’ invecchiamento, non solo limitando quei fattori di rischio per malattie invalidanti con corretti stili di vita, ma più in generale contrastare quelle situazioni che generano un aumento della fragilità sociale a cui spesso gli anziani, seppur autonomi, sono inevitabilmente esposti e che diventano motivo di esclusione sociale, isolamento e depressione. La Regione Umbria ha raccolto la sfida lanciata dall’Europa ed ha voluto ridefinire la politica programmatoria rivolta agli anziani partendo dal presupposto che gli anziani umbri che si collocano nelle fasce di età 65-75 anni hanno un livello di autonomia alto che, realisticamente, può rimanere tale se supportato da politiche attive in grado di contrastare i rischi tipici connessi all’avanzare dell’età”. Diversi sono stati gli atti regionali a sostegno di questa politica: il Patto per il benessere degli anziani sottoscritto dalla Regione Umbria insieme allo Spi-cgil-uilp-uil-fnp-cisl, con il quale è stato istituito l’Osservatorio per la Salute degli anziani , la cui attività si integra con quella dell’Osservatorio Epidemiologico regionale, come strumento indispensabile per la valutazione del trend della non autosufficienza, per la valutazione della residenzialità e semiresidenzialità in termini di congruità e di esiti di salute, per un’analisi dei consumi sanitari e ospedalieri degli anziani e per l’implementazione dei un sistema di rilevazione, analisi e valutazione dell’assistenza domiciliare integrata. A questo si aggiungono le linee guida regionali per la pianificazione sociale di territorio nell’area anziani, nelle quali la Giunta Regionale ha individuato quali assi di intervento strategico, primo tra tutti quello di favorire la vita indipendente dell’anziano, sostenendo la scelta di continuare a vivere nella propria casa. “E’ evidente - ha aggiunto - come le politiche sociali vengano integrate e si misurino quotidianamente con quelle di carattere sanitario. Ma, se tra gli obiettivi che come amministratori pubblici dobbiamo porci c’è anche quello del contenimento dei costi per la spesa sanitaria, è inevitabile rivolgerci all’area anziani che, nei paesi industrializzati, impegna la maggior parte delle risorse del servizio sanitario nazionale, sia in termini di ricoveri che di spesa farmaceutica”. La vicepresidente ha quindi ricordato che la Regione Umbria coordina, con funzioni di capofila, il Progetto "Sviluppare a livello locale la promozione della salute, secondo i principi di Guadagnare Salute" finanziato dal Ministero della Salute al quale hanno aderito anche il Veneto, l’Emilia Romagna e la Calabria. Inoltre, a cavallo tra il 2008 e il 2010 ha aderito al Sistema di sorveglianza Passi d’argento, per il quale è stata incaricata dal Ministero della Salute con il Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ccm), di definire un modello di indagine periodica sulla qualità della vita nelle persone con 65 anni o più. “L’attività di prevenzione – ha detto - è quindi di primaria importanza e, come riportato dal Piano Regionale di Prevenzione 2010-2012 l’attività fisica e motoria sono componenti indispensabili al benessere e sono da anni azioni prioritarie di sanità pubblica inserite abitualmente nei piani e nella programmazione sanitaria”. Anche in questo contesto i dati relativi all’Umbria sono incoraggianti: nella regione circa il 34per cento degli ultra 64enni fa attività fisica in particolare all’aria aperta: “Una tendenza alla quale la Regione Umbria ha voluto dare appoggio e sostegno promuovendo ‘Il Parco Terapeutico’, un progetto unico nel suo genere, anche a livello europeo, che si propone un utilizzo innovativo dei Parchi dell’Umbria attraverso lo sviluppo di percorsi di attività eco-terapica, come strumento per il trattamento di varie patologie e disagi psichici e fisici. Infine, due proposte di legge, attualmente depositate in Consiglio Regionale, puntano a promuovere il turismo sociale”. Concludendo la vicepresidente in proposito alla legge regionale sull’invecchiamento attivo ha ricordato che l’Umbria è la seconda regione italiana che si è dotata di una normativa ad hoc. “Affinché la legge trovi concreta realizzazione nella programmazione degli interventi – ha precisato - la Giunta regionale approverà ogni anno d’intesa, con le Zone Sociali, un piano operativo che integri le diverse politiche e risorse regionali previste dalla legge. I piani operativi dovranno tener conto sia degli interventi di carattere regionale che quelli territoriali al fine di coordinare e armonizzare le diverse azioni”.  
   
   
FVG: PROTOCOLLO CONI-P.A. PER MIGLIORARE ATTIVITÀ SPORTIVA IN ITALIA  
 

Trieste, 20 ottobre 2012 - Un progetto per la sistemazione degli impianti già esistenti, la promozione dell´attività motoria nelle scuole, uno studio sugli effetti positivi dello sport sulla salute e infine la sburocratizzazione delle norme in materia. Sono questi solo alcuni degli argomenti del protocollo d´intesa firmato in occasione di "Sport Days", la fiera in corso di svolgimento a Rimini dedicata a tutto ciò che ha a che è legato con l´attività fisica. Il documento, fortemente voluto dall´assessore regionale allo Sport del Friuli Venezia Giulia, Elio De Anna, ed elaborato insieme al Coni, è il primo del suo genere in Italia. Quello già esistente - e siglato nel 1994 - non prevedeva infatti la partecipazione di Province e Comuni, cosa che invece è avvenuta in questa occasione. Oltre che da De Anna in qualità di coordinatore nazionale degli assessori regionali allo sport e dal segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi, l´atto è stato sottoscritto anche da Salvatore Sanzo e Roberto Pella in rappresentanza delle Autonomie Locali. Il protocollo, frutto anche delle indicazioni emerse dal tavolo nazionale per la governance dello sport (Tangos), condivide alcune priorità di azione e standardizza alcune procedure per rendere misurabile l´azione svolta. "Nel settore dell´impiantistica - spiega De Anna - abbiamo proposto di istituire un piano quinquennale, destinato non all´edificazione di nuove strutture bensì alla messa in sicurezza e a norma di quelli già esistenti. Inoltre si propone la compartecipazione ai costi delle diverse istituzioni, anche attraverso la costituzione di un Consorzio per la Garanzia dei Fidi, per alleggerire gli impegnativi oneri pluriennali in capo ai dirigenti. È però indispensabile avere un quadro completo e aggiornato dello stato di salute dell´impiantistica sportiva, che potrebbe emergere da un catasto dinamico a livello nazionale". Altro settore dell´accordo è quello della promozione dello sport nella scuola. Regioni, Coni ed Enti locali sono intenzionati ad avviare opere di sensibilizzazione nei confronti del Governo nazionale, per destinare maggiori risorse alla promozione dell´attività motoria nella scuola. Il protocollo prevede la presenza di personale professionalmente formato, che assicuri agli studenti ore di effettiva motricità, senza caricare di questa responsabilità l´attuale corpo docente. Rilevante anche lo studio sugli effetti dello sport nella prevenzione e il relativo impatto finanziario. "C´è la necessità - ha spiegato l´assessore - di redigere, fruendo della collaborazione di una molteplicità di soggetti, un´analisi per verificare quanto l´aumento della pratica sportiva incida sulla spesa sanitaria, riducendola. Se così fosse, lo sport andrebbe visto come il miglior investimento per combattere diverse patologie". Infine la sburocratizzaione, altro tema molto sentito dalle società che praticano attività sportiva. L´obiettivo è quello di prevedere un trattamento fiscale privilegiato, tenendo conto che il volontariato in questo settore consente di far risparmiare al sistema sportivo italiano circa 3,5 miliardi di euro. "Uno strumento - ha detto De Anna - potrebbe essere quello della rendicontazione agevolata dei contributi ricevuti dalla Pubblica Amministrazione, a cui si potrebbe associare eliminazione dell´imposta di bollo per quelle istanze presentate on-line dalle società sportive dilettantistiche a Regioni, Province e Comuni". Il Coni ha più volte ringraziato De Anna riconoscendogli il merito di aver largamente concorso, nei contenuti e nella mediazione, a sottoscrivere il protocollo. L´unico atto di intesa tra Regioni e Coni risale al 1994, ma questo di oggi è il primo esteso anche alle Autonomie locali, tenendo conto che i Comuni sono proprietari del 95 pc degli impianti. De Anna, da parte sua, ha riconosciuto al Governo Monti il merito di aver istituito un ministero allo sport e aver attivato 23 milioni di euro da destinare all´impiantistica sportiva, preceduto dall´istituzione di un Tavolo di governance che vede seduti tutti i protagonisti dello sport.

 
   
   
MASSIMO PETACCIA SI CANDIDA ALLA PRESIDENZA DELLA F.I.S.E TOSCANA  
 
Firenze, 30 ottobre 2012 - Si è tenuta ieri presso la sede del Coni Provinciale Firenze la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Massimo Petaccia alla presidenza regionale della F.i.s.e Federazione Italiana Sport Equestri. All’incontro è intervenuto anche il presidente del Coni Firenze Eugenio Giani. “Lungi da me voler intraprendere un progetto ´politico´ infarcito di tanti bei discorsi però privi di concretezza” ha ribadito il candidato alla presidenza della F.i:s:e: regionale Toscana. Ecco in sintesi i principali obbiettivi del suo programma : Semplificare la burocrazia ove sia possibile, procedendo di pari passo ad una riorganizzazione di tutti i settori/discipline, tale da garantire un dialogo costante con gli associati per rispondere tempestivamente alle loro esigenze. Ottimizzare l’impiego delle risorse Federali finalizzandole integralmente per fini sportivi . Diminuire i costi per chi pratica lo sport sia agonistico, di base che amatoriale,con particolare attenzione ai giovani e alle loro famiglie, fino ad ora costrette a far fronte a spese eccessive. Programmare circuiti di avviamento all’agonismo, a basso costo, per consentire l’incremento del vivaio degli atleti e dei rispettivi cavalli . I “giovani talenti” dovranno essere valutati tenendo conto esclusivamente del principio della meritocrazia sportiva che si conferma solo ed esclusivamente sul campo. Si dovrà prestare una particolare attenzione alla comunicazione e alla diffusione delle notizie sia di carattere sportivo che gestionale, per consentire a tutte le Associazioni e ai cavalieri di conoscere per tempo le iniziative decise dal Comitato Regionale e poter seguire l’andamento e la messa in pratica dei progetti Federali.  
   
   
SPORT E GIOVANI. DAL COMUNE 970MILA EURO PER LE ATTIVITÀ DELLE ASSOCIAZIONI MILANESI  
 
Milano, 30 ottobre 2012 - Novecentosettantamila euro, 340mila euro in più rispetto all’ultimo contributo del 2010, per le associazioni sportive e giovanili. La Giunta ha approvato una delibera, proposta dall’assessorato Sport e Tempo libero, che destina più risorse per le associazioni cittadine, sportive e giovanili. Per accedere ai contributi si dovrà partecipare a uno specifico bando di prossima pubblicazione. Un´importante boccata d’ossigeno per le decine di piccole realtà milanesi che operano nel settore sport o per le diverse iniziative rivolte agli under 18. Rispetto all’ultimo contributo del 2010, la somma cresce di 340mila euro. Uno sforzo importante per l’Amministrazione comunale in tempi di spending review. Il contributo è destinato a tutte le realtà cittadine, senza fini di lucro, che svolgono attività sportive o a quelle associazioni che abbiano come componenti del consiglio direttivo una maggioranza di 18-35enni. Nello specifico, per le associazioni sportive affiliate a Coni, Cip, Eps, Dsa, vengono destinati 800mila euro (nel 2010 erano 500mila). La fascia d’età che permette di accedere al contributo viene innalzata fino a 18 anni (invece che 14, come fino al 2010). Per la prima volta, le somme non assegnate tramite bando saranno redistribuite alle associazioni che ne hanno diritto, per un massimo di 2mila euro ciascuna. Per le associazioni giovanili che svolgono attività sociali o artistiche, i contributi salgono da 130 a 170mila euro. In questo caso il contributo è destinato alle associazioni giovanili che abbiano sede legale e/o operativa a Milano e che siano attive da almeno 2 anni sul territorio milanese. Tetto massimo 5mila euro per ciascuna associazione.