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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 04 Dicembre 2012 |
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ANTITRUST: LA COMMISSIONE EUROPEA AVVIA UN PROCEDIMENTO CONTRO LA ENERGY HOLDING BULGARO |
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Bruxelles, 4 dicembre 2012 - La Commissione europea ha avviato una procedura formale per indagare se Bulgarian Energy Holding può essere abuso di posizione dominante di mercato nel mercato all´ingrosso dell´energia elettrica in Bulgaria. La Commissione teme che Bulgarian Energy Holding potrebbe essere che ostacolano la concorrenza sui mercati all´ingrosso dell´energia elettrica in Bulgaria e gli Stati membri limitrofi attraverso restrizioni territoriali. Tale comportamento viola le norme antitrust comunitarie. L´apertura della procedura non pregiudica l´esito delle indagini, ma significa solo che la Commissione considererà il caso come una questione di priorità. La Commissione sta indagando su alcune disposizioni contenute nei contratti di fornitura di energia elettrica stipulati da società controllate da Energy Holding bulgara. Tali disposizioni possono limitare la libertà dei loro partner commerciali per fornire energia elettrica acquistata dalla Energy Holding Bulgaria prescrivendo in cui l´energia elettrica deve essere consegnato. In base a tali disposizioni, l´elettricità fornita da Beh possono ad esempio essere rivenduti solo in Bulgaria e non esportati. Tali disposizioni contrattuali possono costituire restrizioni territoriali e hanno l´effetto di alterare l´assegnazione di energia elettrica all´interno del mercato unico e mercati dell´energia elettrica partizionamento lungo linee nazionali. Tale pratica sarebbe sia ostacolare la concorrenza e pregiudicare l´integrazione dei mercati elettrici europei. |
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SAVONA - DIRETTIVA LIBERALIZZAZIONI SU 700 AGENTI IMMOBILIARI |
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Savona, 4 dicembre 2012 - La professione di agente immobiliare, alla luce della direttiva servizi dell’Unione Europea e del più recente decreto ministeriale di fine 2011, è stata al centro di due incontri organizzati a Palazzo Lamba Doria, in collaborazione con la Camera di Commercio di Savona, dalle associazioni provinciali di categoria: Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari), Fiaip (federazione italiana agenti immobiliari professionali) e Anama (Associazione nazionale agenti e mediatori d’affari), che tutelano gli interessi dei circa 700 titolari di agenzie immobiliari in attività sul territorio savonese. Preceduti dai saluti del presidente camerale, Luciano Pasquale, i lavori sono stati introdotti dalle relazioni del vicesegretario generale della Camera di Commercio, Costantina De Stefano, conservatore del Registro Imprese, e dal capo dei Servizi anagrafici di Palazzo Lamba Doria, Adrio Zoppi. “La direttiva 2006 sui servizi - ha sottolineato la dottoressa De Stefano – fissa regole per una maggiore liberalizzazione ed è considerata tra le direttive più importanti del mercato interno; quella, in particolare, dalla quale si attendono i maggiori risultati in termini di incremento del Prodotto interno lordo e dell’occupazione. Si stima che l’attuazione della direttiva servizi possa far ottenere guadagni superiori a 140 miliardi di euro, pari a una crescita di oltre l’1,5% del Pil dell’Unione europea”. La Direttiva mira ad apportare benefici alle imprese ed a tutelare i diritti del consumatore, rimuovendo l’elevato numero di ostacoli che impedisce ai prestatori di servizi (in particolare piccole e medie imprese) di espandersi oltre i confini nazionali e sfruttare appieno il mercato unico: tutto questo in un’ottica di maggiore competitività ed equilibrio dei mercati. La Direttiva prevede altresì una serie di misure di semplificazione amministrativa in base alle quali gli Stati membri dovranno semplificare le procedure e le formalità relative all’accesso e all’esercizio delle attività relative ai servizi. La Direttiva Servizi è stata attuata in Italia con il decreto legislativo 59 del 2010 che è rivolto a garantire il diritto costituzionale alla libertà di accesso e di esercizio all’attività. “Con il decreto – ha aggiunto il dottor Zoppi - sono stati tra l’altro eliminati ruoli, albi ed elenchi per attività quali agenti di affari in mediazione, agenti e rappresentanti di commercio, mediatori marittimi, spedizionieri”. Gli incontri camerali hanno approfondito, in particolare, le novità, normative e soprattutto procedurali, allo scopo di fornire un supporto agli operatori che si apprestano a dover applicare le nuove disposizioni e le nuove procedure telematiche. L’appuntamento per tutti è infatti con il 12 maggio 2013, data entro la quale dovranno presentare una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) al Registro Imprese. |
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MILANO, DEMOLITO EX ALBERGO ITALIA ´90 NEL PARCO SUD PROSEGUONO I LAVORI PER RICONVERTIRE L´AREA ALL´USO AGRICOLO" |
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Milano, 4 dicembre 2012 - È stato definitivamente abbattuto l´albergo costruito per i Mondiali di calcio di Italia ‘90 che sorgeva nel Parco agricolo Sud. L´abbattimento, ad opera della Beni Stabili Spa, è iniziato alla fine del mese di giugno ed è durato 5 mesi, come era stato previsto. “Abbiamo raggiunto un risultato importante – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris – che permetterà il recupero e la riqualificazione di un’area che per troppi anni ha rappresentato un vero scempio per la città. Abbiamo raggiunto questo obiettivo anche grazie alla sensibilità mostrata dalla società Beni Stabili che si è impegnata nel raggiungimento dell’interesse pubblico e alla partecipazione dei cittadini, che ci hanno fortemente sostenuto. Ora proseguono i lavori che permetteranno all´area di tornare ad avere un uso agricolo e un bel parco fruibile, che stiamo progettando insieme ai cittadini”. |
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ACCORDO TRA PROVINCIA DI ROMA, ATER E COMUNE DI CIVITAVECCHIA, SU PROGETTO PER SCUOLA MATERNA |
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Roma, 4 dicembre 2012 - Provincia di Roma, Comune di Civitavecchia e Ater (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale) di Civitavecchia hanno siglato il 30 novembre un Protocollo per l’attuazione di un progetto che prevede la realizzazione di una scuola materna in via Canova e unità abitative da cedere in locazione permanente a canone sostenibile. Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alle Politiche scolastiche della Provincia di Roma, Paola Rita Stella: «Provincia di Roma, Ater e Comune di Civitavecchia opereranno in sinergia per convogliare impegni e risorse con l’obiettivo di costruire un nuovo immobile destinato a scuola materna e unità abitative nell’area di via Canova». «Come Provincia – ha dichiarato Stella – metteremo a disposizione in comodato d’uso gratuito l’area di nostra proprietà in via Canova, l’Ater si impegnerà a realizzare le opere mentre il Comune di Civitavecchia gestirà gli spazi sia della scuola materna che delle abitazioni, che dovranno sempre mantenere le finalità istituzionali stabilite da questo accordo». «Una iniziativa che evidenzia come la sinergia tra istituzioni possa portare alla realizzazione di un progetto completamente a favore della cittadinanza, ad esclusivo vantaggio della comunità, - ha continuato l’assessore provinciale - con particolare riguardo alle fasce più deboli e svantaggiate» «Con questa iniziativa – ha concluso l’assessore Stella – dimostriamo non solo che dalla collaborazione istituzionale può scaturire una iniziativa di solidarietà sociale importante, ma che anche a Civitavecchia le promesse vengono mantenute, perché continuiamo a lavorare per risolvere il problema della lista d’attesa delle scuole materne». |
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LUNIGIANA, IN ARRIVO I CONTRIBUTI PER CHI HA AVUTO LA CASA DISTRUTTA O DANNEGGIATA DALL’ALLUVIONE |
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Firenze, 4 dicembre 2012 – Stanno per essere erogati i contributi a chi ha avuto la casa distrutta o danneggiata dall’alluvione del 2011. Il presidente della Regione Toscana nonché commissario per la ricostruzione Enrico Rossi ha firmato l’ordinanza con cui vengono ripartite le risorse, oltre 4 milioni di euro, che saranno suddivise tra le 201 famiglie che le hanno richieste. L’ordinanza prevede che sia concessa la percentuale massima di contributo prevista e cioè il 100% per gli immobili distrutti e il 75% per gli immobili danneggiati. “Abbiamo cercato di impegnare il massimo possibile di risorse per sostenere chi nell’alluvione ha perso un bene primario come la casa o lo ha visto gravemente danneggiato” evidenzia il presidente. “Questo provvedimento – continua – completa il quadro di azioni intraprese per il sostegno ai cittadini più direttamente danneggiati dalla furia delle acque. Abbiamo iniziato con la liquidazione dei contributi per le auto e le moto distrutte (quasi 2 milioni di euro) e proseguito con i fondi per le imprese danneggiate (oltre13 milioni). Ora tocca alle case. Il lavoro di ricostruzione continua senza sosta, ma nella consapevolezza di aver scandito un’altra tappa importante”. Sono 201 i beneficiari del contributo per ripristinare case distrutte o danneggiate dalla furia dell’alluvione. La maggior parte sono nel comune di Aulla (127), gli altri distribuiti nel resto della Lunigiana: 28 a Mulazzo, 15 a Pontremoli, 13 a Podenzana, 10 a Filattiera, 7 a Villafranca, 1 a Tresana. Dei 4 milioni e 161 mila euro che verranno erogati 1.582.000 saranno destinati ai proprietari di immobili distrutti e 2.579.000 a quelli di immobili danneggiati. La liquidazione del contributo da parte dei Comuni potrà avvenire a seguito della presentazione, da parte dei richiedenti, della documentazione delle spese sostenute. Contestualmente a questa ordinanza il presidente ne ha firmata anche un’altra che riguarda la liquidazione delle somme anticipate dagli enti locali per effettuare gli interventi di somma urgenza. A seguito della conferma, da parte dell’Unione Europea, dell’assegnazione di un fondo di solidarietà per gli interventi in Lunigiana, il presidente ha stabilito di destinare gran parte di quelle risorse (circa 4,9 milioni sui 6 complessivi) ai comuni della Lunigiana, all’Unione dei comuni e alla Provincia di Massa-carrara per i lavori eseguiti nella prima fase dell’emergenza. |
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BARRIERE ARCHITETTONICHE: G.R. FINANZIA 61 COMUNI UMBRI PER CIRCA 500.000 EURO. |
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Perugia, 4 dicembre 2012 - Sono sessantuno i comuni dell’Umbria ai quali la Giunta regionale dell’ Umbria , su proposta dell’assessore Stefano Vinti, ha assegnato contributi per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati per un totale di circa 500mila euro, tutti provenienti dal bilancio regionale. “Siamo stati obbligati ad indicare scelte selettive nel ripartire le risorse economiche disponibili, che possano fornire un conforto il più vasto possibile alle famiglie a prescindere dalla loro ubicazione geografica”, ha affermato l’assessore Vinti. “Abbiamo deciso di soddisfare almeno una nuova domanda per ogni singolo Comune ed esaurire gli interventi parzialmente finanziati, consentendo quindi uno scorrimento delle graduatorie seppure minimo per tutti gli aventi diritto”. Dalle richieste dei Comuni si rileva una condizione diversa per ogni singola realtà, in quanto per i Comuni di Assisi, Città di Castello e Spoleto ci sono ancora domande in giacenza dal 2005 ( 7 per Assisi, e 4 ciascuno a Città di Castello e Spoleto), per un contributo complessivo di 65.348,71 euro. Tali domande risalenti all’anno 2005 sono le più datate in assoluto nei Comuni della Regione, e per tale motivo saranno finanziate per esaurirne l’annualità. “Abbiamo anche rilevato, ha sottolineato l’assessore, che mentre la maggioranza dei Comuni Umbri registra meno di 10 domande in attesa di contributo, si allarga di anno in anno il divario con il numero di domande nei Comuni di Perugia e Terni, dove le richieste in attesa sono 200 per Perugia e 196 per Terni, con un fabbisogno di circa 1.000.000 di euro per ciascun capoluogo di Provincia. Esiste invece una minoranza di comuni che non ha speso i contributi assegnati nei precedenti anni pur avendo domande in attesa”. La Giunta regionale, potendo usufruire per l’anno 2012 del solo finanziamento regionale di 500.000 euro, ha deciso quindi di finanziare una nuova domanda per ogni Comune e completare tutti gli interventi parzialmente finanziati per una spesa di 287.684,50 euro. “Il paradosso, a giudizio di Vinti, è che esiste una legge nazionale che prevede un contributo per agevolare l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati e che però da dieci anni non viene più rifinanziata. Ed anche in questo caso soltanto l’intervento della regione, con il suo magro bilancio, va a sostegno delle famiglie in difficoltà. Ma, con i nostri finanziamenti, riusciamo a coprire soltanto il 5 per cento del fabbisogno”. Una legge nazionale del 1989 infatti stabilisce la concessione dei contributi, per la realizzazione di tali opere in edifici già esistenti, ai portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, a coloro i quali li abbiano a carico, nonchè ai condomini ove risiedono le categorie di beneficiari. “Con la legge regionale 19 del 2002, continua Vinti, l’Umbria ha stabilito di integrare con contributi regionali il finanziamento statale. Purtroppo proprio da quell’anno il Governo nazionale ha smesso di erogare il dovuto finanziamento statale e così ormai da dieci anni i soli contributi che possono essere ripartiti tra i Comuni sono quelli regionali”. Ma i comuni con finanziamenti non spesi, il cui importo risulta consistente e tale da superare la richiesta economica corrispondente ad almeno una domanda in attesa di contributo per il 2012 non saranno finanziati. Saranno invece esaurite le domande in attesa dal 2005 per una spesa complessiva di 65.348,71 euro, nei Comuni di Assisi, Città di Castello e Spoleto. La parte rimanente del finanziamento disponibile, consistente in 146.966,79 euro, è stata assegnata ai Comuni di Perugia e Terni che hanno il maggior numero di domande (rispettivamente con n. 200 e n. 196) in attesa di contributo e in proporzione al loro fabbisogno complessivo. Il quadro generale dell’Umbria attesta che si sono ormai accumulate oltre 1330 domande (1023 in provincia di Perugia e 327 in provincia di Terni) per un fabbisogno di oltre dieci milioni di euro. Soltanto nel 2012 si è determinato, in base alle richieste di contributo pervenute entro marzo 2012, un fabbisogno di 5.880.034 euro, che è stato richiesto al Ministero per le Infrastrutture in conformità all’art. 11 della L. 13/1989. “La mancanza di risorse statali, ha concluso l’assessore Vinti, ha determinato una condizione di attesa difficilmente sostenibile dai cittadini, i quali, a prescindere dalla anzianità della domanda, avrebbero tutti diritto al riconoscimento dei contributi stabiliti con una Legge dello Stato che però è priva di finanziamento. La buona volontà dell’Amministrazione Regionale di intervenire con propri fondi non consente di sopperire ad un fabbisogno annuo di circa 1.000.000 di euro, causando così lunghe attese per accedere ai contributi e bloccando spesso lo scorrimento delle graduatorie, con grande disagio in particolare modo nei Comuni minori, i quali trovandosi a gestire bilanci limitati difficilmente riescono a sopperire con adeguati servizi ed assistenza alle necessità dei soggetti diversamente abili”. Barriere architettoniche: elenco dei comuni con rispettivo finanziamento: Comune Di Assisi € 39.516,59; Comune Di Bastia Umbra € 7.968,38; Comune Di Bettona € 791,20; Comune Di Bevagna € 4.311,71; Comune Di Campello Sul Cli. € 4.406,71; Comune Di Cannara € 3.130,98; Comune Di Cascia € 4.061,71; Comune Di Castel Ritaldi € 4.686,71; Comune Di Cerreto Di Spoleto € 3.373,42; Comune Di Citerna € 6.818,99; Comune Di Citta´ Della Pieve € 3.007,91 Comune Di Citta´ Di Castello € 22.911,42 Comune Di Collazzone € 5.911,60; Comune Di Corciano € 2.721,18; Comune Di Costacciaro € 6.991,69; Comune Di Deruta € 4.571,21; Comune Di Foligno € 10.019,53; Comune Di Fossato Di Vico € 1.221,36; Comune Di Fratta Todina € 3.560,04; Comune Di Giano Dell´umbria € 2.209,38; Comune Di Gualdo Tadino € 4.276,71; Comune Di Gubbio € 4.061,71; Comune Di Magione € 3.396,09; Comune Di Marsciano € 6.268,99; Comune Di Montecastello Di Vibio € 3.836,71; Comune Di Montefalco € 5.048,56; Comune Di Montone € 5.061,71; Comune Di Nocera Umbra € 6.170,97; Comune Di Norcia € 4.276,71; Comune Di Paciano € 5.658,99; Comune Di Panicale € 3.236,71; Comune Di Passignano S/t € 4.861,71; Comune Di Perugia € 79.672,03; Comune Di Piegaro € 4.809,77; Comune Di Pietralunga € 2.898,71; Comune Di Poggiodomo € 4.546,71; Comune Di San Giustino € 3.357,71; Comune Di Sigillo € 7.055,70; Comune Di Spello € 5.959,54; Comune Di Spoleto € 16.254,12; Comune Di Todi € 5.368,99; Comune Di Torgiano € 8.053,99; Comune Di Trevi € 3.936,79; Comune Di Tuoro S/t € 5.328,99; Comune Di Umbertide € 6.432,29; Comune Di Acquasparta € 5.481,00; Comune Di Allerona € 3.967,23; Comune Di Amelia € 3.905,95; Comune Di Attigliano € 6.552,95; Comune Di Calvi Dell´umbria € 3.129,21; Comune Di Castelviscardo € 2.992,31; Comune Di Fabro € 3.811,71; Comune Di Ferentillo € 2.986,71; Comune Di Ficulle € 6.415,95; Comune Di Monteleone Di Orvieto € 5.397,62; Comune Di Narni € 4.766,71; Comune Di Orvieto € 4.561,71; Comune Di Otricoli € 2.686,71; Comune Di San Gemini € 5.317,71; Comune Di San Venanzo € 4.686,71; Comune Di Terni € 76.770,47. |
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ANCHE IL RECUPERO DELLE MURATE TRA I PROGETTI PREMIATI DAL PREMIO GUBBIO 2012 |
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Perugia-Gubbio. 4 dicembre 2012 – C’è anche il recupero dell’ex-carcere delle Murate di Firenze tra i progetti premiati dall’edizione 2012 del Premio Gubbio, “un premio che promuove modalità innovative di conservazione attiva e rigenerazione del patrimonio storico-culturale e del paesaggio, dando priorità a progetti capaci di integrare conservazione e innovazione nel riuso fisico, sociale, culturale e economico dell’esistente; a interventi che abbinino efficacemente previsioni urbanistiche e progettazione architettonica; e a proposte di gestione economica e sociale degli interventi”. Lo ha affermato il 30 novembre l’assessore al governo del territorio della Regione Toscana, Anna Marson, che è anche presidente dell’Ancsa (Associazione nazionale centri storico-artistici), annunciando i progetti vincitori delle tre sezioni – nazionale, europea e universitaria – del Premio Gubbio 2012, organizzato con cadenza biennale dall’Associazione insieme al Comune di Gubbio e aperto a enti pubblici, operatori privati e università. Questo il palmarès del premio nazionale e europeo. Il Premio Nazionale è stato assegnato ex-aequo, tra le 15 candidature considerate, a tre progetti, rappresentativi ciascuno di una diversa scala e oggetto di intervento: la Biblioteca Hertziana a Roma, ristrutturata e ampliata con un progetto di Juan Navarro Baldeweg che si inserisce tra due palazzi storici e consente di salvaguardare la presenza nel basamento di reperti archeologici emersi durante i lavori; il riuso dell’ex-carcere delle Murate a Firenze attuato dal Comune di Firenze sulla base di un progetto di recupero di un intero isolato urbano cui è stata assegnata una importante pluralità di funzioni (alloggi, servizi e spazi pubblici aperti alla collettività) che ne fanno un vero brano di città; il recupero del paesaggio rurale storico, con il consolidamento delle strutture ancora esistenti, il loro completamento con materiali ‘poveri’ e il recupero dei terreni agroforestali abbandonati della Borgata Paraloup in Valle Stura (Cuneo) sede del primo gruppo di Giustizia e liberta’, con un progetto promosso dalla Fondazione Nuto Revelli. La commissione giudicatrice di questa sezione, di cui facevano parte, oltre a membri dell’Ancsa, anche Leopoldo Freyrie, Adolfo Natalini, Franco Purini e Salvatore Settis, ha assegnato una menzione d’onore alla Università di Foggia per il progetto di riuso di più edifici, sia nel centro storico che nelle aree adiacenti della Foggia “moderna”, contribuendo così a riqualificare e rigenerare la rete degli spazi pubblici urbani. Il Premio Europeo è andato ex-aequo a due progetti: il primo è Grenoble – metamorphose d’une ville, del Comune di Grenoble, un progetto sviluppato a tutte le scale di intervento, con una strategia di sviluppo sostenibile che lega tra loro trasporti, urbanistica, spazi pubblici, energia ed equità sociale. L’altro progetto è Lubiana – Urban Heritage connected, elaborazione di un sistema articolato di politiche di tutela, valorizzazione e divulgazione del ricco patrimonio archeologico e storico della città slovena, dai reperti romani alla Piazza del Congresso realizzata nel 1928 dall’architetto Joze Plecnik. La menzione d’onore della giuria è andata ad Anversa, City wide vision – Territory of a new Modernity, che evidenzia come nel corso degli ultimi anni la città fiamminga abbia puntato sull’urbanistica per uscire dalla crisi economica e sociale, riconquistando il centro storico mediante la rigenerazione degli spazi pubblici e riqualificando i moli del porto. La cerimonia di premiazione si svolgerà domani alle ore 13 nel Palazzo Comunale di Gubbio, e sarà preceduta da due tavole rotonde. Alle 9.30 si discuterà sul tema “Oltre i centri storici: il recupero dei paesaggi storici abbandonati” con lo storico e sociologo Marco Revelli, l’archeologo Giulio Volpe, Mauro Agnoletti, curatore del Catalogo nazionale dei paesaggi rurali storici e Franco Mancuso, responsabile del premio. Alle 11 “La difficile arte della rigenerazione urbana” con il presidente dell’Ordine nazionale degli architetti Leopoldo Freyrie, Massimo Ghiloni dell’Ance, e gli architetti Franco Purini e Enrico Da Gai. Introduce Stefano Storchi dell’Ancsa. |
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ROMA - ATTIVITÀ DI CONTROLLO SU 64 ESERCIZI DI “COMPRO-VENDO ORO” |
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Roma, 4 dicembre 2012 -Sessantaquattro compro-oro ispezionati, 57 bilance verificate, due bilance sequestrate, 13 accertamenti di violazione per mancata verifica periodica, un’ordinanza di restituzione di oggetti sequestrati, 9 sequestri di oggetti preziosi privi del marchio di identificazione: è questo il bilancio di una vasta operazione di controllo su 64 esercizi di compro-vendo oro effettuata dagli ispettori della Camera di Commercio di Roma d’intesa con il Gruppo Carabinieri Roma. L’attività di controllo, concentrata negli ultimi due mesi, è stata pianificata di concerto tra il Comando provinciale dell’Arma e la struttura di Metrologia legale e Sicurezza prodotti dell’Area Vi della Cciaa ed è stata preceduta da un’attenta opera di prevenzione e informazione. Sotto il profilo amministrativo i controlli si sono concentrati sulla presenza del marchio di identificazione dei prodotti esposti in vetrina e sul riscontro della regolarità degli strumenti di precisione per pesare i metalli preziosi: competenze, queste, che la normativa vigente attribuisce alla Camera di commercio in virtù del suo ruolo di tutela del mercato e della fede pubblica e del controllo degli strumenti metrici. Sotto il profilo penale le attività ispettive si sono svolte allo scopo di risalire alla tracciabilità dei prodotti in giacenza nei compro-oro di Roma anche attraverso il riscontro delle annotazioni sul registro di carico e scarico della merce: questo tipo di controllo è stato efficacemente svolto dai Carabinieri. All’operazione hanno collaborato tutte le stazioni dell’Arma competenti per territorio e quattro ispettori metrici dell’Istituzione camerale. |
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FINANZIATE 600 DOMANDE PER SVILUPPO PMI FVG
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Trieste, 4 dicembre 2012 - Saranno tutte finanziate le 600 domande accolte sul totale di quelle presentate dalle Pmi ai fini dello sviluppo competitivo ed il 6 dicembre prossimo anche le ultime aziende ammesse a contributo conosceranno nei dettagli l´esito dell´istruttoria. Lo ha confermato il 30 novembre l´assessore regionale alle Attività produttive, Federica Seganti, annunciando la fine di un iter lungo e complesso che, ha spiegato, negli ultimi due anni ha portato all´analisi di 825 progetti ed all´immissione complessiva nel sistema produttivo regionale, a partire dal 2006, di 150 milioni di euro a fondo perduto, di cui circa un centinaio già erogati anche sotto forma di anticipi fino all´80 per cento della somma concessa. "Un´opportunità, quest´ultima, molto importante per le imprese - ha osservato l´assessore - anche in considerazione della scarsa disponibilità del sistema bancario all´erogazione di finanziamenti". Seganti ha quindi ricordato che la Commissione valutativa regionale ha lavorato ai fini dello sviluppo delle Pmi su due bandi: uno comunitario, avviato nel 2010 e chiuso un anno fa, ed uno regionale, iniziato nel 2006. Sul solo bando regionale, che si è chiuso oggi e sul quale sono pervenute negli ultimi due anni 490 domande, sono state presentate in tutto 976 domande e di queste quelle accolte sono state 506, di cui 252 negli ultimi due anni che, in base alle previsioni fatte in assestamento di bilancio lo scorso giugno, ora saranno tutte finanziate dalla Regione. "E´ stato un lavoro impegnativo ma ha dato i suoi frutti a favore di un tessuto produttivo dato sostanzialmente da piccole aziende", ha osservato l´assessore, ricordando che mediamente la Regione ha finanziato circa 214 mila euro ad azienda pari al 40 per cento della spesa complessiva prevista, attivando così investimenti per complessivi 320 milioni sul territorio regionale. |
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ILVA. DOSSIER TARANTO
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Bari, 4 dicembre 2012 - Perché un dossier su Taranto? Perché in un momento così difficile, in cui la rabbia e lo sdegno prendono il sopravvento, è necessario ricordare cosa è successo negli ultimi anni, affinché non vengano confusi responsabilità e meriti. Un dossier che ristabilisca almeno un principio di verità, che consenta di guardare a quello che accade oggi, a quello che è accaduto a Taranto in questi lunghi anni, con più lucidità, tenendo ben presente che l’impegno degli inquirenti è stato agevolato dall’azione dell’amministrazione regionale pugliese, che di fronte alla tragedia che silenziosamente si consuma da anni, ha scelto di squadernare i problemi, di chiamarli per nome, invece che volgere lo sguardo dall’altro lato. Il governo Vendola è stato il primo a indicare nell’inquinamento le cause di malattie e di morte nel sito di Taranto e ha messo a disposizione dei periti indicati dalla magistratura tutti i dati raccolti dalla Asl di Taranto e dal Registro Tumori Puglia, istituito nel 2008, oltre ai dati dei monitoraggi ambientali condotti da Arpa Puglia. Il Governo Vendola ha messo in campo, sin dal suo primo mandato, una serie di iniziative legislative, sia in ambito ambientale, che sanitario, per garantire la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini di Taranto, coniugandole con il diritto al lavoro. La volontà è sempre stata quella di sconfiggere lo schema del ricatto occupazionale, che in molti casi è divenuto vera e propria ideologia del padrone, per cui o prendi questo lavoro così come è, o resti senza; la volontà è sempre stata quella di affermare un principio fondamentale per una società moderna, ovvero che il diritto alla salute e il diritto al lavoro non fossero alternativi, ma parte di un unico sacrosanto diritto, quello alla vita. Dopo 50 anni di silenzi intorno alla fabbrica e in cui la politica e le istituzioni avevano preferito infilare la testa sotto la sabbia ed evitato di interrogarsi sui danni all’ambiente e le condizioni di salute, il governo Vendola decide di portare i riflettori del dibattito politico su Taranto, la sua vita e i suoi dolori. Con molte difficoltà. Basterà ricordare la dura battaglia politica intrapresa con l’allora Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che aveva più volte tentato di impedire che la Regione Puglia adottasse norme e prescrizioni per l’azienda, che superavano la legislazione nazionale in materia. Dal 2006 quindi, finalmente, abbiamo iniziato a conoscere la realtà, abbiamo potuto acquisire dati sugli inquinanti e sulla loro relazione con la vita e la salute delle persone, abbiamo dato un nome ai veleni: le diossine, i furani, il benzoapirene, il pm10, le polveri sottili; abbiamo scritto che bisogna parlare di tumori, che bisogna capovolgere la logica antica secondo cui la fabbrica era al centro delle necessità e la vita, tutta intorno, doveva adeguarsi. Questi gli interventi del governo regionale pugliese: 2006 Parliamo di Diossine: a marzo del 2006, Vendola ufficializza il tema “diossina” nel Iv Atto d’Intesa Regione - Ilva. Chiede all’azienda di procedere alla misurazione delle diossine emesse, nominando un soggetto di suo gradimento (individuato nel Consiglio Nazionale delle Ricerche). Potenziamento dell’Arpa Puglia: la Regione approva il piano straordinario di potenziamento del suo organo tecnico, l’Arpa Puglia. 2007 Inizia il monitoraggio: a giugno prende avvio la prima campagna di monitoraggio delle emissioni del camino E312 (agglomerato), preceduta da un monitoraggio delle emissioni con il mezzo mobile. In contemporanea viene svolto anche il monitoraggio di microinquinanti organici in aria nel comune di Taranto. La campagna viene effettuata affidando il campionamento alla multinazionale Sgs e l’analisi al laboratorio del Consorzio Interuniversitario Inca di Porto Marghera, in quanto le istituzioni regionali non disponevano di strumentazioni per la misurazione, ad esempio, delle diossine. 2008 I° rapporto di prova del laboratorio microinquinanti di Taranto: l’Arpa non è più una scatola vuota: nel 2008 si completa la procedura amministrativa per l’acquisto della costosa strumentazione di monitoraggio delle diossine e degli altri microinquinanti e viene emesso il primo rapporto di prova. Lettera al Presidente del Consiglio: il Presidente Nichi Vendola decide di scrivere al Presidente del Consiglio per sensibilizzare il governo sul tema Taranto e sollecitarne un intervento deciso sulla legislazione nazionale per stabilire norme più stringenti per il contenimento dell’inquinamento di origine industriale. Polveri sottili e benzoapirene: a luglio l’Arpa produce i primi dati del controllo ufficiale di benzoapirene nel Pm10 (polveri sottili) a Taranto, la cui raccolta non sarà più interrotta e prosegue oggi routinariamente. Legge Regionale Puglia n. 44/2008: la Regione Puglia approva una innovativa norma che fissa valori limite stringenti per l’emissione di diossina, utilizzando una unità di misura non contemplata dalla legislazione italiana, che tiene conto della tossicità della diossina emessa. L’unità di misura è il Teq. Ilva reagisce molto duramente minacciando il licenziamento di migliaia di operai e ponendo per la prima volta l’opinione pubblica di fronte al dilemma lavoro-ambiente. Grazie ad un’efficace mediazione Stato-regione, la legge regionale è stata riapprovata (Lr 8/2009), con lievi modifiche, ed Ilva è stata in grado, con investimenti molto contenuti, di rispettare i nuovi limiti previsti. In conclusione, il camino dell’impianto di agglomerazione, che prima dell’installazione di nuove tecnologie di controllo delle emissioni, aveva emesso annualmente oltre 500 grammi Teq di diossine, e che nel 2007 aveva una emissione annua superiore a 100 grammi Teq, a partire dal gennaio 2011 emette meno di 10 grammi Teq l’anno. La norma, prima e unica in Italia, ha prodotto quindi significativi e misurabili miglioramenti in termini di emissioni complessive di diossina. Deliberazione di Giunta n. 1500 del 2008: con un finanziamento iniziale di 250.000 euro, viene istituito il Registro Tumori Puglia, “anche ed in considerazione della necessità di approfondire il dato di alcune realtà geografiche in cui si concentrano patologie tumorali”, come da testo di delibera di giunta. Attualmente l’intero territorio regionale è coperto dalle attività di registrazione dei tumori, unico caso in Italia: entro la fine dell’anno, saranno disponibili i dati del triennio 2006-2008 per l’area di Taranto. I dati del 2006 sono stati utilizzati nell’ambito della perizia epidemiologica e i dati del biennio 2006-2007 fanno parte del rapporto Iss presentato a Taranto dal Ministro Balduzzi con l’Assessore Attolini il 22 ottobre. Il Registro Tumori Puglia è l’unico in Italia a garantire la copertura dell’intero territorio regionale e ha visto raddoppiare il suo finanziamento per assicurare la dotazione organica a tutte le Asl. Nuvole bianche: Nichi Vendola incontra i bambini delle scuole di Taranto, che gli consegnano disegni e lettere che parlano di Ilva e di Taranto. La Regione Puglia decide di pubblicare tutte le lettere e i disegni e di consegnarne copie al governo, come ulteriore elemento utile al dibattito. Monitoraggio della diossina: con delibera di giunta 1321 del 15 luglio del 2008, viene predisposto un “Intervento straordinario a seguito di contaminazione da diossina in allevamenti della Provincia di Taranto”, realizzato dal Dipartimento Prevenzione della Asl Taranto. Monitoraggio sulla qualità dell’aria: vengono avviati i monitoraggi sulla qualità dell’aria nella città di Taranto e nelle zone limitrofe. 2009 Benzoapirene: a gennaio del 2009, l’Arpa accerta il superamento del Benzoapirene nel Pm10, per l’anno 2008 nella stazione di monitoraggio di via Machiavelli. Vivere con la fabbrica: il caso Ilva arriva finalmente all’attenzione del dibattito pubblico, ma sempre più numerosi e rumorosi sono i detrattori della legge regionale anti-diossina, che mettono in discussione il rapporto diretto fra inquinamento e malattia. Il governo Vendola viene accusato di catastrofismo. La Regione Puglia di conseguenza cura la pubblicazione di un libro “Vivere con la fabbrica”, realizzato in collaborazione con le associazioni del territorio, che cita tutti i dati di emissione dell’Ilva e li associa alle malattie più frequenti nel territorio. Monitoraggi: Arpa e Asl intensificano le attività di monitoraggio sulle matrici ambientali e alimentari. Vengono effettuate 4 diverse campagne di monitoraggio su diossine e polveri sottili. Nel settembre 2009 Arpa Puglia presenta i risultati del monitoraggio delle diossine in un convegno dal titolo "Le diossine a Taranto tra ambiente e salute". 2010 Divieto di pascolo: i dati che giungono dalle rilevazioni dell’Arpa e della Asl evidenziano diverse criticità negli allevamenti intorno all’area industriale. Il pericolo è che le diossine presenti nelle carni e nei pascoli possano entrare nella catena alimentare dei cittadini di Taranto. Vendola ordina il divieto di pascolo e la distruzione del fegato ovicaprino nelle aziende zootecniche allocate nel raggio di 20 km da Ilva. Stop Benzoapirene: nel giugno del 2010 l’Arpa Puglia produce una relazione sui dati sul superamento dei valori obiettivo di benzoapirene stabiliti dal Decreto Legislativo 152/07. Viene prodotta una relazione che riporta una prima attribuzione alle sorgenti responsabili del superamento e una stima del rischio di tumore del polmone associato. A seguito di questi dati, il Sindaco di Taranto Ippazio Stefano, emette un’ordinanza che impone alla proprietà dell’Ilva, entro il limite di 30 giorni, di rientrare nei valori obiettivo per l’emissione di benzoapirene e di dotarsi, così come previsto dall’Aia, di impianti adeguati, secondo le migliorie tecniche disponibili. L’ordinanza viene impugnata da Ilva dinanzi al Tar. Intervento del governo Berlusconi: in data 13 agosto 2010, si assiste increduli all’intervento del Ministero dell’Ambiente in favore dell’Ilva, attraverso il Decreto Legislativo 155/2010, meglio conosciuto come “Salva Ilva”, che prorogava al 2013 il raggiungimento del valore obiettivo per l’emissione di benzoapirene. Una legge regionale: in seguito all’iniziativa del governo Berlusconi, in favore dell’Ilva, gli uffici regionali iniziano a lavorare ad una legge che impone il rispetto del limite di 1 nanogrammo di benzoapirene per metro cubo di aria, per contenere gli effetti della norma “Salva Ilva”. Piano di risanamento nel Comune di Taranto: su incarico dell’Assessorato Regionale alla Qualità dell’Ambiente, Arpa Puglia realizza a partire da giugno un programma semestrale di monitoraggio giornaliero del benzoapirene in sette siti intorno al complesso siderurgico per documentare l’attribuibilità alla sorgente principale, costituita dalle emissioni diffuse della cokeria. Il monitoraggio diagnostico ha contato circa 1.800 campioni ed è stato completato agli inizi del 2012 (http://ecologia.Regione.puglia.it/aria/03_allegato_i.pdf). Monitoraggio della diossina: l’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia finanzia con 300.000 euro un nuovo studio di monitoraggio per individuare la presenza della diossina negli allevamenti e nella catena alimentare della zona jonica. Monitoraggio della popolazione: il lavoro di studio e monitoraggio non si ferma agli allevamenti. Asl Taranto, Arpa Puglia e l’ Università di Bari (Sez. Medicina del Lavoro) avviano nel 2010 un monitoraggio biologico della popolazione per verificare l’esposizione a metalli pesanti: i risultati sono stati presentati nel mese di luglio 2012 nel corso del workshop di Arpa Puglia “Valutazione economica degli effetti sanitari dell’inquinamento atmosferico”. 2011 Legge sul benzoapirene: la Puglia emana, unica in Italia, una legge regionale (n. 3 del 28.2.2011) che prevede un intervento immediato da attuare in caso di superamento del limite di emissione di benzoapirene, onde prevenire il pericolo di danni alla salute. Con questa legge, la Regione indica precisi obblighi per le attività industriali ricadenti nell’area di Taranto prescrivendo, tra l’altro, la copertura dei parchi minerari di Ilva e la riduzione della produzione nelle giornate di wind days, per evitare la dispersione delle polveri. Monitoraggio nell’ambiente di lavoro: viene realizzata da Arpa, insieme allo Spesal di Taranto, una campagna di monitoraggio degli inquinanti nell’ambiente di lavoro delle cokerie di Taranto, a tutela dei lavoratori Ilva. Autorizzazione Integrata Ambientale: ad agosto il Ministero rilascia l’autorizzazione all’Ilva. La Regione Puglia con deliberazione n. 1504, in data 4.7.2011, impone alcune prescrizioni fra le quali: a) il rispetto degli accordi sanciti dal Protocollo di Intesa sulla diossina del 2009; b) la possibilità di riesame dell’Aia nel momento in cui i monitoraggi effettuati evidenziassero il superamento dei limiti stabiliti, nell’emissione di benzoapirene; c) l’istituzione di un tavolo tecnico con il compito di valutare gli effetti cumulativi delle aziende presenti nell’area industriale di Taranto e Statte e di proporre alle Autorità Competenti l’adozione dei provvedimenti finalizzati alla mitigazione di tali effetti. Le prescrizioni della Regione vengono accolte dal Ministero. Tavolo Tecnico per lo studio della mortalità: con un finanziamento della Provincia di Taranto, viene istituito un tavolo tecnico per uno studio più approfondito delle cause di mortalità nella città di Taranto. Gli obiettivi sono: analisi descrittiva della distribuzione delle malattie sul territorio comunale e provinciale; georeferenziazione dei casi di malattia sul territorio comunale e provinciale; incrocio dei dati sanitari con i dati ambientali e la costruzione di mappe epidemiologiche; stima del rischio per la salute dei residenti nel sito inquinato di Taranto e confronto delle stime tra i quartieri del comune di Taranto, standardizzazione delle stime in base agli indici di deprivazione socio-economica. Le istituzioni coinvolte sono: Asl Taranto, Osservatorio Epidemiologico Puglia, Arpa Puglia, Ares Puglia, le associazioni ambientaliste. Monitoraggio della diossina: l’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia finanzia con 300.000 euro un ulteriore studio di monitoraggio per individuare la presenza della diossina negli allevamenti e nella catena alimentare della zona jonica. 2012 Vendola scrive a Clini: nel marzo del 2012 Vendola scrive al Ministro Clini (lettera prot. N° 1066/Sp), per chiedere il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, ai sensi dell’art. 6 dell’Aia precedente, perché a seguito del monitoraggio continuo di benzoapirene effettuato dall’Arpa, si erano evidenziati livelli sopra la norma (relazione n° 5520 in data 01.02.2012). Piano di intervento per il risanamento della qualità dell’aria: considerato il numero di superamenti annuali per il Pm10 e il superamento del valore obiettivo del Benzoapirene durante l’anno 2011 per l’area in esame, ai sensi all’art.9 del D.lgs 155/2010, il Tavolo di Lavoro ha deciso di predisporre un piano di azione integrato per riportare i livelli di qualità dell’aria in conformità ai limiti di Legge (ex D.lgs. 155/10). Nel Piano sono individuate le prime misure di risanamento da applicare all’area industriale di Taranto – Statte e all’area del quartiere Tamburi, per riportare gli inquinanti al di sotto dei limiti prescritti dal D.lgs. 155/2010. Nel piano vengono imposti alle aziende limiti stringenti di produzione nei wind days (giornate con condizioni climatiche sfavorevoli) e la copertura delle aree adibite a deposito di minerali e materie prime polverulente. Interviene la magistratura: La magistratura chiede il sequestro dell’impianto. In base ai dati messi a disposizione dal governo pugliese ed elaborati in anni di monitoraggi, infatti, gli inquirenti accertano il nesso causale fra inquinamento ambientale e mortalità e propongono il sequestro e lo spegnimento degli impianti siderurgici per interrompere la catena dei reati. Valutazione del Danno Sanitario: a luglio il Consiglio Regionale approva la legge regionale “Norma a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate ad elevato rischio ambientale”. La legge introduce lo strumento della valutazione del danno sanitario nell’ambito dei procedimenti di autorizzazione ambientale degli impianti industriali. Si tratta di una rivoluzione copernicana: al centro del sistema non più, come fino ad ora era accaduto ‘la fabbrica fordista’, ma l’uomo e la qualità della sua esistenza. In sostanza, a seguito di tutte le indagini effettuate nel corso degli anni, si stabilisce un rapporto causale certo fra le malattie e gli agenti inquinanti. Nuova Aia: nell’ambito del riesame dell’Aia, richiesta dal Presidente Vendola a marzo, la Regione Puglia è costantemente presente con un proprio rappresentante e introduce alcune prescrizioni per l’azienda: a) dare attuazione al Protocollo Tecnico Operativo che prevede il campionamento in continuo delle diossine; b) il riesame dell’Aia deve prevedere il recepimento della Valutazione del Danno Sanitario, che consente di guardare più a fondo nelle problematiche della salute dei cittadini, connesse alle emissioni inquinanti. In particolare, in caso di criticità espressa dalla valutazione, l’Autorità competente dovrà disporre entro trenta giorni, il riesame dell’autorizzazione, per garantire la salvaguardia della salute dei cittadini. C) il riesame dell’Aia deve prevedere l’obbligo per l’azienda di rendere accessibile, in tempo reale e mediante password, i sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera; d) l’azienda deve inoltre garantire la massima trasparenza sulle proprie prestazioni ambientali, mediante sistemi di informazione di semplice accesso e lettura da parte dei cittadini; e) l’adozione di misure supplementari particolari più rigorose, ovvero l’adozione anticipata di valori limite rigorosi di emissione in atmosfera; f) l’adeguamento anticipato alle migliori tecnologie disponibili per limitare le emissioni; g) la copertura dei parchi minerari. Il Centro Salute Ambiente: con Delibera di Giunta Regionale n. 1980 del 12.10.2012 viene adottato dal Governo il “Piano Straordinario Salute e Ambiente e Istituzione del Centro Salute-ambiente in Taranto”, finanziato con 8 milioni di euro. L’obiettivo è quello di integrare sinergicamente tutte le risorse umane e strumentali, le competenze, le professionalità locali e nazionali per affrontare le complesse criticità della relazione ambiente/salute a partire dal territorio tarantino: il Centro Salute e Ambiente si occuperà di verificare e monitorare il livello e la composizione delle emissioni inquinanti e le loro ricadute sulla salute umana. Accanto al potenziamento delle attività di monitoraggio e studio, sono previste attività di prevenzione e di cura con una specifica attenzione dedicata alla salute materno-infantile. |
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MILANO - LOMBARDIA–LIBIA: INTERSCAMBIO COMMERCIALE DA 500 MILIONI |
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Milano, 4 dicembre 2012 - È di 500 milioni di euro l’interscambio commerciale lombardo con la Libia nei primi sei mesi del 2012, pari al 7,3% del totale degli scambi nazionali, in crescita del 41,4% in un anno. Se Milano è prima per export (il 53,6% del totale lombardo, oltre 63 milioni di euro) e Pavia per import (con il 72,5%, oltre 282 milioni di euro), tra il 2011 e il 2012 è boom dell’interscambio per Mantova (+8712%) e Como (+904%). Oltre il 95% dell’import è costituito da prodotti dell´estrazione di minerali da cave e miniere mentre esportiamo soprattutto prodotti manifatturieri (98,6%). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati Istat al secondo trimestre 2012 e 2011. Se ne è parlato ieri nel duplice incontro in mattinata in Camera di Commercio, “Le imprese lombarde e i mercati globali: come creare valore” e nel pomeriggio in Assolombarda, “Business Forum Italia – Libia”, alla presenza di Giulio Terzi, Ministro degli Affari Esteri, Ali Ahmed Elsaleh, Vice Ministro libico della Pianificazione e Mario Baccini, Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito. “Libia e Italia sono due paesi che hanno storicamente un´ottima tradizione commerciale – ha dichiarato Bruno Ermolli, Presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per l’internazionalizzazione – e i settori di collaborazione sono molteplici: agroalimentare, meccanico, infrastrutture ed energie rinnovabili, solo per citarne alcuni. Proprio in questi giorni, Promos ha organizzato un’importante missione imprenditoriale in Libia, alla quale hanno preso parte oltre una decina di imprese lombarde, che hanno avuto l´opportunità di svolgere incontri d´affari con oltre settanta imprese libiche, con l´obiettivo di favorire nuove occasioni di business”. “L´interesse degli imprenditori milanesi nei confronti delle opportunità di attività economiche in Libia e con la Libia è molto alto – ha dichiarato Alberto Meomartini, presidente Assolombarda –. L´italia è già oggi il primo partner della Libia, ma i nuovi scenari della nuova Libia appaiono molto promettenti per nuove iniziative. Gli intenti di stabilizzazione del nuovo governo libico, le vicinanze geografiche, le possibilità di sviluppo per le piccole e medie imprese del nostro territorio, delineano un quadro molto positivo, come ha confermato la straordinaria partecipazione ai lavori di oggi”. |
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WORKSHOP SULLA COOPERAZIONE
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Bari, 4 dicembre 2012 - Il modello cooperativo può rappresentare al meglio le giovani idee pugliesi e i “Principi attivi” della nostra Regione. Per questo “la Cooperazione incontra le nuove idee“. Le Centrali Cooperative, quali Legacoop Puglia, Confcooperative, Unci e Agci, con il progetto “Produciamo energia positiva“, organizzano due incontri rivolti ai vincitori del bando regionale “Principi Attivi” e ai gruppi informali che si sono candidati all’ultimo bando 2012. Il primo si terrà a Lecce, alle Officine Cantelmo (viale De Pietro), il 3 dicembre, e il secondo a Bari, il 6 dicembre 2012, al The Hub, alla Fiera del Levante, entrambi alle ore 15.00. Con il progetto “Produciamo energia positiva” le quattro centrali cooperative pugliesi, con il sostegno della Regione Puglia, hanno dato vita ad una rete di sportelli d’informazione e consulenza per la creazione e lo sviluppo d’imprese cooperative. Ai due workshop, a Lecce e Bari, parteciperanno i rappresentanti delle Centrali Cooperative, insieme allo staff di Bollenti Spiriti, all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone, e all’assessore alle Politiche giovanili, Nicola Fratoianni. Due incontri destinati ai giovani protagonisti e interpreti di idee innovative in Puglia, nonché a tutti coloro che si sono candidati all’ultimo avviso “Principi attivi”, che vogliano dar vita ad una cooperativa. O che siano interessati a conoscere e approfondire il tema dell’imprenditoria cooperativa. Nel corso dei due appuntamenti verrà illustrato il modello cooperativo come strumento di valorizzazione delle proprie idee, della propria esperienza professionale, attraverso una forma virtuosa d’impresa locale. Le Centrali Cooperative hanno avviato un programma di assistenza per la nascita, crescita, consolidamento e sviluppo della cooperazione in Puglia, con il sostegno della Regione Puglia, proprio in occasione dell’Anno Internazionale della Cooperazione, come è stato proclamato dall’Onu. La partecipazione è gratuita. Per informazioni e adesioni: www.Centrali.coop In allegato le locandine dei due incontri: Workshop_lecce Workshop_bari |
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IL COMUNE DI MILANO INDIVIDUA 9 NUOVI SPAZI DA ASSEGNARE UN NUOVO SEGNALE CONCRETO PER AIUTARE LE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI E PER RIQUALIFICARE IL TERRITORIO, A PARTIRE DALLE PERIFERIE |
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Milano, 4 dicembre 2012 - Il Comune di Milano ha individuato altri 9 locali nelle Zone 5 e 8 da mettere a bando nelle prossime settimane. Si tratta di negozi e uffici nelle vie Boifava 10/b e 10/c, Giovanola 21/a e 19/a, Santa Teresa 22/b e 14/a, Pescara 44 e Confalonieri 3, per un totale di circa 450 metri quadri. Nei giorni scorsi era stato aperto il bando per l’assegnazione di altri 4 spazi per le piccole imprese. “Come avevamo promesso dopo l’approvazione della delibera che fissava i criteri per l´assegnazione degli spazi – ricorda l’assessore ai Lavori pubblici, Casa e Demanio Lucia Castellano – stiamo mappando la città così da trovare locali vuoti e inutilizzati da mettere a bando. Partiamo dalle periferie, dai quartieri popolari, per promuovere la riqualificazione del nostro patrimonio e aiutare la nascita di attività imprenditoriali in grado di coinvolgere concretamente il territorio”. La delibera approvata oggi dalla Giunta comunale definisce le linee guida del bando che sarà pubblicato nelle prossime settimane e prevede che gli spazi vengano destinati a lavoratori e piccoli produttori autonomi (cooperative, microimprese secondo la definizione comunitaria, partite iva, imprese artigiane, anche persone fisiche che si impegnino a costituire un’imprese formata da almeno due persone entro 3 mesi dall’assegnazione). L’assegnazione avverrà sulla base del progetto presentato e terrà conto in particolare della sostenibilità del progetto, della capacità di rivitalizzare il contesto urbano, del grado di coinvolgimento del quartiere e della prevalenza di donne e giovani che realizzeranno l’attività lavorativa. È prevista anche la concessione di agevolazioni economiche e contributi (ai sensi della legge 266/97) alle imprese in possesso dei requisiti previsti, nonché l’abbattimento del canone di affitto fino al 90% per i primi 5 anni nei confronti delle imprese che hanno avviato l’attività da meno di 3 anni. “Continua l’impegno del Comune – dichiara l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico Cristina Tajani – nel sostenere, attraverso l’assegnazione di spazi e fondi pubblici, le piccole imprese che vogliono inserirsi in contesti sociali di quartieri periferici. Anche l’integrazione sociale delle attività produttive è una risposta alla crisi economica”. “È un’iniziativa importante che promuove lo sviluppo nelle Zone di Milano. Un ruolo essenziale in questo progetto è svolto dai Consigli di Zona che hanno collaborato nell’individuazione degli spazi: auspico, adesso, una risposta positiva delle imprese, in particolare di quelle dei giovani”. Lo dichiara l’assessore all’Area metropolitana, Decentramento e municipalità, Servizi civici Daniela Benelli. |
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LOMBARDIA: STRUMENTI REGIONALI SU MISURA PER PMI |
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Saronno/Va, 4 dicembre 2012 - Riparte da Saronno, cuore produttivo della provincia di Varese, l´iniziativa ´Assessorato Itinerante´, voluta, da due anni a questa parte, da Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all´Industria e Artigianato di Regione Lombardia. Tappa numero 56, dunque, alla Innovaterm di Giorgio e Andrea Ostini padre e figlio imprenditori di lunga data. Nel corso della visita all´azienda che costruisce in Italia post bruciatori, combustori e ossidatori termici ad alta tecnologia, Gibelli è tornato sul tema delle Pmi nel nostro Paese, in rapporto a quello che accade in Europa. Europa Troppo Lontana Da Nostre Pmi - ´Anche dopo questa tappa - ha detto Gibelli - si capisce come gli interlocutori nazionali dei Ministeri non riescano a concepire la piccola impresa fuori dai parametri che l´Europa ha indicato e che prevedono per una piccola azienda fino a 200 dipendenti´. ´Ci si deve rendere conto - ha detto il vice presidente - che in Italia una Pmi è, invece, mediamente sotto i 10 dipendenti. Per questa ragione il nostro ´Small business act´ va nella direzione, quanto meno nella parte amministrativa che compete a Regione Lombardia, di tarare gli strumenti sulla dimensione tipica che oggi si è sperimentato in questa azienda´. Rilasciare Autorizzazioni In Tempi Brevi - Altro tema fondamentale della visita quello legato al capitolo ´rapporto istituzioni, imprese e burocrazia´. ´In Regione Lombardia stiamo avviando delle sperimentazioni, che devono portare impresa e Pubblica amministrazione a confrontarsi, in maniera tale che certe autorizzazioni vengano rilasciate in tempi brevi; questo sia per rispettare l´interesse dell´imprenditore ma anche quello pubblico´. ´Ci sono stati illustrati - ha proseguito Gibelli - alcuni particolari ritardi, che ci permetteranno di tarare meglio molti degli strumenti, non tanto della Regione, ma di altri Enti locali, le cui decisioni vanno ad incidere anche sulle nostre´. Anche I Piccoli Sono Anti Inquinamento - ´Tornando a parlare dell´azienda visitata oggi - ha detto Gibelli - e a proposito di un settore assolutamente innovativo che è quello legato alla sostenibilità ambientale, la Innovaterm è la dimostrazione che una piccola impresa è in grado di favorire forme tecnologiche che consentono l´abbattimento delle emissioni proprio garantire, senza ridurre la competitività, la resa ambientale in un territorio, come quello lombardo, che ha un carico ambientale particolarmente elevato´. |
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LE QUARANTUNO ASSOCIAZIONI E LE COOPERATIVE SOCIALI CHE GESTISCONO BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA BENEFICIARIE DI FINANZIAMENTI REGIONALI DELLA CALABRIA |
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Catanzaro, 4 dicembre 2012 - L’assessore regionale al Lavoro Francescantonio Stillitani ha reso noto che sono 41 le associazioni e le cooperative sociali beneficiarie del finanziamento relativo al “sostegno alle cooperative sociali che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata”. E’ stato definito infatti l’elenco delle associazioni e cooperative sociali, ammesse al finanziamento previsto dall’avviso pubblico per la concessione di contributi per le finalità previste dall’art. 11, comma 5 della legge regionale n. 7, del 21 agosto 2006. Con un impegno pari a 600 mila euro, il bando mira a sostenere soggetti nella gestione del patrimonio derivante dai beni confiscati alla criminalità organizzata ad essi assegnati, attraverso la realizzazione di interventi che incidono sul sistema di valorizzazione dei suddetti beni. Le iniziative ammesse a finanziamento riguardano: opere di ristrutturazione, manutenzione di immobili; acquisto di attrezzature, noleggio e leasing di beni strumentali; impianti e reimpianti di coltivazioni erbacee e arboree e i costi di funzionamento. Attività finalizzate prioritariamente al miglioramento della qualità della gestione e della produzione. Le 41 associazioni e le cooperative sociali ammesse al finanziamento sono quattro della provincia di Cosenza, cinque per la provincia di Catanzaro, quattro della provincia di Crotone, una per la provincia di Vibo Valentia e ventisette per la provincia di Reggio Calabria. |
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OGGI CONVEGNO "STARTUP COMO. IL BUSINESS DEI GIOVANI"
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Como, 4 dicembre 2012 - Il Coordinamento Gruppo Giovani della Provincia di Como, realtà che riunisce dodici associazioni produttive e professionali della Provincia di Como, da sempre attento al futuro e allo sviluppo del territorio, organizza per il 4 dicembre 2012 alle ore 20:30, presso la Sala Bianca del Teatro Sociale a Como, un convegno dal titolo "Start Up Como – il business dei giovani". Le start-up sono un tema strategico per la politica economica di oggi e soprattutto di domani: energie ed idee giovani sono una delle leve più importanti per proiettarsi in una realtà di progettualità e successo professionale. Il Coordinamento intende, con questo convegno, lanciare un segnale positivo, focalizzando l’attenzione sulle possibilità concrete che stanno per presentarsi ai giovani con intraprendenza e spirito imprenditoriale. La prima parte della serata sarà dedicata alla presentazione ed analisi degli aspetti principali del rapporto "Restart Italia", redatto dalla task force sulle startup istituita dal Ministero dello Sviluppo Economico per volontà del Ministro Passera. E’ un documento fortemente innovativo, per l’attenzione agli aspetti internazionali, la concretezza e chiarezza dell’analisi, la volontà di proporre soluzioni pratiche per agevolare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Gli aspetti principali del rapporto Restart Italia sono stati recepiti dal Decreto Crescita 2.0 approvato dal Governo in ottobre ed attualmente al vaglio delle Camere. La seconda parte del convegno sarà focalizzata sul nostro territorio, dove è presente una realtà d’avanguardia, Comonext, parco scientifico tecnologico ed incubatore d’imprese. Comonext è un unicum in Italia, ed ha anticipato l’attenzione alle start-up, ottenendo già ottimi risultati: ci sarà infatti la presentazione di case-history di successo. "Start Up Como – il business dei giovani" ospiterà Giorgio Carcano, nella doppia veste di membro della task-force di Restart Italia e Presidente di Comonext, Alberto Bubbio, Professore associato di Economia Aziendale presso l’Università Liuc di Castellanza ed esperto di consulenza direzionale, e giovani imprenditori del parco scientifico tecnologico con le loro testimonianze: Stefano Butti per Webmodels srl, Francesco Fratton e Francesco Mascia per Microenergy srl. Il convegno si terrà martedì 4 dicembre 2012, alle ore 20:30, presso la Sala Bianca del Teatro Sociale, a Como. Ingresso libero con conferma presenza a: gruppogiovani@confindustriacomo.It |
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MILANO - VERSO I MERCATINI DI NATALE: ECCO I NUMERI |
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Milano, 4 dicembre 2012 - Sono quasi 12 mila le attività di artigiani e ambulanti di prodotti artistici presenti in Lombardia nel 2012. Quasi 4.000 le attività di design, oltre mille i commercianti ambulanti di oggettistica e bigiotteria e 1.411 le attività di sartoria. Rispetto al 2011 tra le attività che crescono maggiormente il commercio ambulante di chincaglieria e bigiotteria (+39,4%), il design (+3,8%) e le attività sartoriali (+8,9%). Tra le province Milano pesa per il 42,4% del settore, seguita da Brescia (10,5%) e Bergamo (8,4%). L’artigianato artistico in Lombardia cresce del 4,7% rispetto al 2011: Milano è la prima per crescita (+7%) rispetto allo scorso anno, seguita da Lodi (+6,7%) e Varese (+5,1%). |
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OCCUPAZIONE: DATI ISTAT CONFERMANO TENUTA ABRUZZO |
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Pescara, 4 dicembre 2012 - Le ultime rilevazioni trimestrali Istat sull´occupazione "fanno registrare in Abruzzo un aumento di 1000 unità rispetto al trimestre precedente e si passa da 507 mila occupati a 508 mila. La nostra regione conferma una sostanziale tenuta". I dati Istat sono stati commentati dall´assessore al Lavoro, Paolo Gatti, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto "Lavorare in Abruzzo 3", l´avviso pubblico per i nuovi bonus assunzionali che creeranno, secondo le stime, 600 nuovi posti di lavoro. "Il dato per quello che è - ha spiegato meglio Gatti - parla di un tasso di disoccupazione che in Abruzzo è più basso della media italiana, attestandosi al 9,5 per cento contro il 9,8". Per l´Assessore si tratta di una notizia "incoraggiante ma che certo non ci fa dimenticare il preoccupante annuncio dei 700 esuberi alla Micron, o le altre vertenze abruzzesi. Certo è che i progetti Lavorare in Abruzzo 1 e 2 hanno dato risposte concrete ed efficaci sul fronte dell´incremento di nuova occupazione per 3000 persone e altri progetti hanno trovato nelle imprese abruzzesi un valido riscontro. Non siamo fuori dal tunnel - conclude Gatti - per questo il nostro impegno, per tamponare l´emorragia di posti di lavoro, è continuo". |
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FERRANIA: GRANDE RAMMARICO PER SUCCESSIVA MESSA IN MOBILITÀ DEI LAVORATORI SIGLATO ACCORDO CON AZIENDA SU CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA PER 6 MESI |
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Genova,4 dicembre 2012 - È stato siglato venerdì 30 novembre presso l’´Associazione Industriali di Savona, l´accordo tra Regione Liguria, Provincia di Savona, organizzazioni sindacali e azienda, per la cassa integrazione in deroga dei 198 lavoratori di Ferrania. Lo ha comunicato l´assessore regionale al lavoro, Enrico Vesco al termine della riunione che ha coinciso con la scadenza dei due anni di cassa integrazione straordinaria per 170 lavoratori sul totale dei 230 di Ferrania Tecnologies. L´assessore Vesco ha espresso però tutto il suo "rammarico per l´avvio verso la mobilità dei 198 lavoratori di Ferrania, al termine dei sei mesi di cassa in deroga, mitigato dal senso di responsabilità dell´azienda per aver accolto la proposta della Regione per un ulteriore periodo di cassa". "Il raggiungimento dell´accordo - ha spiegato l´assessore Vesco – ci consentirà di prendere un po´ di tempo per valutare e verificare l´attendibilità delle proposte che si stanno manifestando in quell´area della Val Bormida e proseguire nell´impegno della Regione e degli Enti locali nel valorizzare a fini industriali il sito, tenendo conto del particolare momento di crisi che stiamo vivendo". |
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RAPPORTO 2012 SULL’INNOVAZIONE NELLA PROVINCIA DI FORLÌ-CESENA
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Forlì-cesena, 4 dicembre 2012 - Si è svolto alla Camera di Commercio venerdì 30 novembre, l’incontro di presentazione del “Rapporto 2012 sull’innovazione nella provincia di Forlì-cesena - Scenari di business per le imprese e indicazioni di intervento per le policy locali”. E’ questa la 4° edizione del Rapporto che procede all’analisi del fenomeno “innovazione”, elemento determinante per lo sviluppo futuro, attraverso lo studio di indicatori riferiti a 6 diverse tematiche di attualità: - conoscenza e mutamenti demografici e sociali, - portata ed impatti sul sistema imprenditoriale, - crisi economico-fiananziaria, - infrastrutture digitali, - territorio e impatto ambientale, - benessere e qualità della vita. Questi indicatori provengono da varie fonti, fra le quali alcune raccolte e sistematizzate in Simet (il Sistema Integrato di Monitoraggio dell’Economia del Territorio) e l’Osservatorio Innovazione Unioncamere Emilia-romagna. Di sicuro interesse anche il focus dell’indagine 2012 sulla banda larga a livello provinciale, contenuto nel report. Gli interventi di Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-cesena, di Valerio Vanelli, curatore del Rapporto e dell´analisi dei dati e di Luca Valli, Direttore Azienda Speciale Cise, hanno evidenziato i punti di forza e le criticità del nostro sistema in relazione al tema. Quanto emerso a livello locale è poi messo in comparazione con gli indici di riferimento regionali, nazionali ed internazionali dell’Eis (European Innovation Scoreboard)/ Ius (Innovation Union Scoreboard). “Premesso che l’innovazione di processo e di prodotto (soprattutto quello di prodotto) – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-cesena – rappresenta la via maestra per uscire dalla crisi, per poter innovare occorre fare investimenti e purtroppo anche questo Rapporto ci evidenzia che nel 2012 gli investimenti sono calati, ne consegue, quindi, che la nostra provincia non sta recuperando quel gap di competitività che la penalizza nei confronti di altri territori della regione. Fra le poche note positive il fatto che il calo degli investimenti sia minore che altrove che le imprese del campione dimostrino una maggiore capacità di rispondere alla “sfida del green” e, infine, che sappiano operare scelte strategiche centrate acquistando nuovi macchinari e attrezzature tali da aumentare la competitività aziendale”. “Questo report – aggiunge Luca Valli, Direttore Cise – mette ulteriormente in evidenza quanto sia elevato ed urgente il bisogno di sostenere i processi di innovazione nelle imprese del territorio. Se è vero – come è vero – che l´innovazione ci serve per combattere la crisi attraverso l´incremento della capacità competitiva, non si può non essere preoccupati dal rallentamento degli investimenti in innovazione riscontrato nell´ultimo triennio. Oltre a questo fenomeno, allarmante soprattutto per la sua valenza prospettica, il rapporto fornisce anche indicazioni utili alle istituzioni del territorio su dove – secondo il parere delle imprese – concentrare maggiormente gli sforzi: sostenibilità e qualità della vita in primis.” Note Sintetiche Relative Al Rapporto 2012 Sull’innovazione Nella Provincia Di Forli’-cesena - L’indagine è stata realizzata mediante un questionario strutturato (utilizzato per la prima volta nel 2006 e nel corso degli anni integrato e arricchito), sottoposto fra marzo e giugno 2012 a un campione di 1.572 imprese emiliano-romagnole e di 189 imprese della provincia di Forlì-cesena. Il campione vede una netta prevalenza di imprese di piccole dimensioni. I settori economici maggiormente rappresentati sono: la meccanica (17,6% dei casi), la metallurgia (21,3%), il tessile/moda (16,5%), l’agro-alimentare (13,3%) e l’altro manifatturiero (28,6%). Numerose le variabili di sfondo utilizzate per caratterizzare al meglio il contesto: dotazione tecnologica delle imprese, connessione internet, ecc. Ed anche giudizio delle imprese sull’andamento degli ultimi tre anni rispetto a quattro dimensioni fondamentali: - fatturato: situazione più critica, con oltre il 43,2% delle imprese interpellate che indica una flessione, contro comunque il 50,4% della media regionale; - investimenti: situazione decisamente meno negativa (prevale la stabilità col 54,1% delle imprese che è riuscita a mantenere i livelli degli ultimi 3 anni), in linea con la media regionale; - occupazione: più di due terzi (67,6%) delle imprese del campione provinciale sono riuscite negli ultimi tre anni a mantenere interamente la propria dotazione di personale; - esportazioni: elevata stabilità e miglioramento per quasi un quarto delle imprese del campione provinciale (23,6%), contro un terzo dei casi del campione regionale (32,7%). La localizzazione dei principali clienti delle imprese coinvolte nell’indagine fornisce un’importante indicazione del loro grado di apertura verso l’esterno e, dunque, di internazionalizzazione e di capacità di penetrazione nel mercato globale. La percentuale di imprese che mostrano un grado di “apertura a valle” significativo è pari al 6,9%, in flessione di più di 12 punti percentuali rispetto alla passata rilevazione (19%) e inferiore di più di 2 punti percentuali rispetto alla media regionale (9,1%). La propensione all’apertura cresce all’aumentare delle dimensioni aziendali ed è più marcata per le imprese della meccanica (macchine e apparecchi meccanici, apparecchi elettrici, autoveicoli, ecc.). Gli obiettivi raggiungibili attraverso l’innovazione - Come principale obiettivo dell’innovazione, le imprese di Forlì-cesena hanno individuato la diminuzione dei costi (37,0%), in linea col dato rilevato sul campione regionale, dato che comunque fa registrare un valore inferiore di 11 punti percentuali; segue l’aumento di produttività (35,4%). Gli ambiti di ricerca ritenuti rilevanti per la competitività - L’ambito verso cui le imprese interpellate guardano con maggiore attenzione, al fine di migliorare la propria performance competitiva, è quello dei materiali (52,9%). Seguono l’informatica (47,7%) e l’energia (39,5%) (riduzione dei consumi energetici, efficienza energetica di impianti ed edifici, fonti di energia rinnovabili). Gli investimenti previsti per il futuro - I fattori sui quali le aziende più di frequente dichiarano di voler investire è la formazione del personale interno (44,8% contro il 30,4% del campione regionale), il miglioramento dei processi di produzione (37,0% contro il 34,8% che la rende la più indicata dal campione regionale). Seguono sviluppo di nuovi prodotti e razionalizzazione/risparmio energetico processi produttivi. L’effettiva portata dell’innovazione nell’ultimo triennio - Nell’ultimo triennio il 65,6% delle imprese intervistate a Forlì-cesena dichiara di non avere introdotto alcuna innovazione in azienda, mentre a livello regionale le imprese sono il 58,0% dei rispondenti, facendo registrare ben 6,6 punti percentuali di differenza. Poco più dell’11% dei casi ha invece introdotto innovazioni di prodotto di tipo incrementale; il 15% ha introdotto innovazioni di processo (contro il 14,2% della media regionale), sempre di tipo incrementale. Innovazioni radicali hanno riguardato una quota minore di casi: il 4,2% delle imprese di Forlì-cesena ha introdotto l’innovazione più pregiata (di prodotto radicale) e il 3,7% innovazioni radicali di processo. L’innovazione è stata generata principalmente all’interno dell’azienda. I segmenti di imprese meno propense all’innovazione, a livello provinciale, in maniera più marcata rispetto a quello regionale, sono: le piccole del sistema moda, il manifatturiero tradizionale e quelle con minore “apertura a valle”. Gli investimenti realizzati - Poco più del 14% delle aziende di Forlì-cesena, contro quasi l’11% a livello regionale, ha proceduto all’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature. L’acquisto di nuovo software (9,0%, il doppio rispetto alla media regionale) e l’acquisto di nuovo hardware (6,9%) rappresentano le aree su cui si sono concentrati gli interventi. Gli ostacoli all’innovazione - Fatta una premessa di carattere generale sulle attuali difficoltà di accesso al credito, ciò che sembra accomunare le dichiarazione della quasi totalità delle imprese interpellate è il giudizio in merito all’eccessiva pressione fiscale come principale ostacolo all’innovazione aziendale (70,8% dei casi sul campione provinciale). Secondo principale ostacolo all’innovazione è il rischio d’impresa percepito come troppo elevato, in particolare dalla piccola impresa. Come terzo elemento frenante i processi di innovazione vengono poi segnalate le difficoltà a livello di strategie di mercato (difficoltà a comprendere il mercato e il settore, concorrenza di grandi imprese leader nel comparto, ecc.). I benefici dell’innovazione introdotta - Il principale beneficio dell’innovazione è stato individuato dalle imprese nel miglioramento della qualità dei prodotti/servizi (44,6%), mentre al secondo posto si trova il miglioramento del risultato economico (33,8%). Più del 32% del campione forlivese-cesenate ritiene che le innovazioni introdotte in azienda abbiano portato a benefici anche per la collettività e per il territorio di riferimento. Queste ricadute positive possono essere ricondotte a due macro-aree. La più rilevante riguarda l’impatto ambientale (riduzione delle emissioni inquinanti, dei consumi di energia, più efficienza per lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti, ecc.); una seconda area è relativa alle ricadute socio-economiche per il territorio, innanzitutto in termini occupazionali. Banda larga e servizi via web utilizzati dalle imprese - Fra i servizi e le funzioni messi a disposizione dall’evoluzione delle Ict, quello maggiormente utilizzato, o di cui se ne prevede l’introduzione in azienda nei prossimi 12 mesi, dalle imprese del campione provinciale è l’e-banking (70,4%), seguito dalla digitalizzazione dei documenti (61,1%). Banda larga e potenziali ambiti di sviluppo - Per quanto risulti un’effettiva sottovalutazione delle potenzialità degli strumenti utilizzabili dalla disponibilità della banda ultra larga, le funzioni e le attività a cui le imprese di Forlì-cesena sarebbero potenzialmente interessate e da cui ritengono che potrebbero trarre vantaggio, nel momento in cui fosse disponibile tale collegamento, sono principalmente: navigare su internet (24,3%) e gestire la posta elettronica (13,8%). Impatto ambientale e intensità energetica del Pil - Il rapporto tra Prodotto Interno Lordo e consumi di energia elettrica evidenzia un dato provinciale (6,65 Euro/kwh) superiore sia a quello regionale (5,09 Euro/kwh), che a quello medio nazionale (5,01 Euro/kwh); questo dimostra che a livello provinciale si utilizza meno energia per unità di prodotto, rispettando così i requisiti di sostenibilità ed efficienza. Il Rapporto sarà scaricabile dal sito all’indirizzo: www.Ciseonweb.it , Area Innnovazione |
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CNA LIGURIA - GIORNATE DEL RESTAURO A GENOVA ARTISTI E RESTAURATORI A CONFRONTO |
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Genova, 4 dicembre 2012 - Conservazione, tutela e manutenzione programmata dei beni culturali, ricerca e progettazione, sinergie fra i restauratori artistici e il sistema museale ligure. Durante la tavola rotonda verrà presentato il Protocollo d’ Intesa per la conservazione e la valorizzazione di botteghe storiche, locali di tradizione ed esercizi di interesse culturale del Comune di Genova. Le risorse che lo Stato destina alla cultura sono sempre più ridotte e le Fondazioni bancarie, che negli anni scorsi sopperivano alle carenze concrete del pubblico e concorrevano insieme ad altri stakeholder pubblici e privati ad alimentare investimenti di conservazione, manutenzione e valorizza-zione nel campo artistico e architettonico, sono sempre più in difficoltà a mantenere gli impegni assunti e molto spesso non hanno disponibilità a finanziare gli interventi. Laddove, infatti, nel 2001 lo Stato italiano investiva 750 milioni di euro nel settore cultura, nel 2011 la somma si attestava con una riduzione di un miliardo di euro in meno a soli 213 milioni di euro. È un fatto che in Italia si investa meno dello 0,2 % del Pil in cultura, contro il 6/7% di altri stati europei. Di fronte alla crisi, però, il rapporto tra artigiani e Soprintendenze deve registrare una svolta. Su questo versante martedì 4 dicembre alle 10.30 a Genova presso la sede privilegiata di Palazzo Reale in via Balbi 10 si terrà la Tavola Rotonda per le Giornate del Restauro di Genova dedicate a L?arte contemporanea e il problema della conservazione, una tematica attuale, controversa, stimolante, che prevede un dialogo diretto fra chi custodisce e chi crea l?opera d’arte e vuole o può esprimere la sua opinione sul modo di interpretarne i cambiamenti nel tempo. Verrà dato ampio spazio alla presenza degli artisti come interlocutori privilegiati, e a chi ha lavorato al loro fianco e ne ha raccolto da vicino il messaggio, come i curatori e gli storici dell’arte, gli espositori, i collezionisti, ma anche gli allestitori e i tecnici dei materiali che mettono a disposizione le loro competenze sui materiali moderni e le loro potenzialità per creare occasioni di occupazione nuova e rilancio dell’esistente. Per fare commercio ci vuole cultura, mai come nel caso del restauro. Insieme alle Istituzioni regionali, Cna Liguria intende programmare attività concrete che si sviluppino in collaborazioni continuative, a partire dall’idea che la messa in comune delle risorse tecnico-organizzative, culturali e formative possa quanto meno contrastare il degrado di molte aree di interesse storico-artistico, se non aprire una stagione di ripresa che faccia della nostra regione un modello per una visione innovativa dello sviluppo del patrimonio culturale italiano. A questo scopo si sta elaborando un progetto di collaborazione fortemente sostenuto dall’arch. Maurizio Galletti a capo della Direzione Regionale ai Beni Culturali della Liguria, a partire da un Protocollo d’intesa volto alla valorizzazione e alla salvaguardia del Patrimonio Culturale Ligure, per rilanciare il settore e per rendere organico questo rapporto, scambiandosi vicendevolmente le informazioni e per predisporre insieme alla Regione Liguria progetti di valorizzazione e di conservazione del patrimonio artistico, per rivitalizzare con un progetto pilota una zona di antiche botteghe nel centro storico genovese ora in parziale abbandono aprendo le porte ai restauratori. - Un percorso comune di lavoro fra Soprintendenza e Cna - ha sottolineato Marco Merli, presidente di Cna Liguria ? che spazierà dai temi della conservazione e manutenzione programmata dei beni culturali, all´integrazione dell´artigianato d´arte nel sistema museale ligure, fino ad arrivare alla ricerca, sperimentando nuove modalità di lavorazione e di intervento sui beni mobili e immobili presenti nel territorio regionale?. Ma la giornata del 4 dicembre non si esaurirà nel nuovo rapporto tra le imprese liguri del restauro e la soprintendenza regionale. Esso sarà, al contempo, una grande occasione per cercare di allargare il mercato delle imprese del restauro, fornendo loro occasione di approfondimenti professionali ed anche di incontro da un lato con la committenza pubblica, rappresentata dalla Soprintendenza e da collezionisti e galleristi privati, opportunamente invitati all’iniziativa. Questa tavola rotonda costituisce la continuità ideale e organizzativa delle ?Giornate del restauro?, organizzate sempre da Cna a Sarzana dal 20 al 22 settembre scorsi, giunte alla loro Iii Edizione, come momento di incontro, approfondimento e scambio tra i diversi operatori della ‘filiera’ del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e delle Opere d’Arte. L’evento, nato nel 2010, dalla collaborazione tra Cna della Spezia, Direzione Regionale e Soprintendenze della Liguria è patrocinato dal Mibac e sostenuto dalla Regione Liguria, del Comune di Sarzana e dalla C.c.i.a.a. Della Spezia. Partecipano alla tavola rotonda: Maurizio Galletti Direttore Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della liguria (Il ruolo delle soprintendenze nella conservazione dell’opera); Marco Merli Presidente Cna Liguria; Luisa Papotti Soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici della Liguria; Andrea Muzzi Soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Liguria; Stella Sanguinetti Presidente Cna Artistico e Tradizionale Liguria; Paolo Bensi Docente Università di Genova, Facoltà di Architettura (Tecniche della pittura italiana tra avanguardia e ritorno all’ordine); Giovanna Scicolone Restauratrice (Condition report e tecnologie web: un connubio vincente); Silvia Marsano Fondazione Volume! e Laura Briganti Restauratrice (Le metodologie artistiche e culturali del site specific). Coordina: Marco Franzone storico dell’arte e dell’architettura |
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FVG, FORMAZIONE: VECCHI MESTIERI OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI |
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Udine, 4 dicembre 2012 - Il progetto Mani, Buona Occupazione con i Vecchi Mestieri "sostiene la volontà dei giovani - come spiegato dall´assessore alla Formazione del Friuli Venezia Giulia, Roberto Molinaro - in una maniera diversa rispetto al passato, offrendo loro non un solo evento, ma una formazione mirata realizzata da professionisti esperti selezionati da Confartigianato". Alla presentazione dell´iniziativa, svoltasi nella sede di Udine della stessa confederazione artigiana, Molinaro ha messo in evidenza l´importanza di una capillare rivalutazione dei vecchi mestieri verso i quali - ha affermato - c´è molto interesse da parte delle nuove generazioni, desiderose di esprimere la propria creatività anche attraverso quella manualità troppo spesso dimenticata". L´assessore, infatti, ha spiegato che tra i 150 progetti selezionati, una trentina riguardano i cosiddetti mestieri di una volta che, al contrario di quanto i luoghi comuni possano lasciare intendere, sono tuttora utili se non utilissimi e sempre più ricercati. "Gli spazi per fare bene ci sono - ha concluso Molinaro - ed è per questo che la Regione ha deciso di mettere a disposizione dei giovani delle opportunità concrete. Adesso sta a loro trasformare i buoni propositi in realtà". |
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LUCCHINI, LA REGIONE TOSCANA CHIEDERÀ AL GOVERNO L’ATTIVAZIONE URGENTE DI DUE TAVOLI NAZIONALI
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Firenze, 4 dicembre 2012 – Un tavolo nazionale sulla siderurgia e un altro, più specifico, sulla vicenda dello stabilimento Lucchini di Piombino. Questa la richiesta urgente che l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini presenta oggi al sottosegretario allo sviluppo economico Claudio De Vincenti. “Ci attiveremo verso il governo – ha detto l’assessore a conclusione dell’incontro – perchè accolga la richiesta, già avanzata dal sindaco di Piombino e dai sindacati, per l’apertura in tempi brevissimi di un tavolo nazionale per la siderurgia e, al tempo stesso, per sollecitare la convocazione del tavolo già aperto per la Lucchini”. “Siamo fortemente preoccupati – ha aggiunto – per il protrarsi di una situazione di incertezza sulle prospettive dello stabilimento, che rappresenta un elemento centrale del secondo polo siderurgico italiano. Abbiamo chiesto al Cda dell’azienda di valutare con grande responsabilità gli atti da compiere, anche per garantire la piena attivazione del governo nella salvaguardia degli stabilimenti di Piombino e per il suo futuro. Il tempo sta scadendo e non si può temporeggiare ancora”. L’assessore Simoncini inoltre, raccogliendo le richieste dei sindacati, ha chiesto all’azienda di valutare la possibilità di restringere i tempi del prospettato fermo dell’altoforno. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro convocato e presieduto oggi in Regione dal presidente Enrico Rossi e al quale, oltre all’assessore Simoncini, hanno partecipato le organizzazioni sindacali e di categoria regionali e provinciali, Confindustria Livorno,il sindaco di Piombino Gianni Anselmi e il presidente della Provincia di livorno Giorgio Kutufà, il presidente, l’amministratore delegato e il cfo della Lucchini. |
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ARTIGIANATO, È ANCORA CRISI: LA REGIONE TOSCANA FA LA SUA PARTE, DEVE FARLA ANCHE IL GOVERNO |
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Firenze, 4 dicembre 2012 – “La congiuntura è negativa e non poteva essere diversamente, perchè la Toscana risente, come il resto del paese, della contrazione ulteriore dei mercati, soprattutto interni ma anche esteri. Si tratta di difficoltà che, nella nostra regione, si sommano a una serie di problemi strutturali che preesistono alla crisi e che da almeno un decennio mettono in luce l’esigenza di un riposizionamento competitivo del sistema”. Così l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini commenta i numeri della congiuntura dell’artigianato in Toscana, elaborata dall’Osservatorio regionale dell’artigianato (consuntivo del primo semestre e previsioni del secondo semestre 2012) presentato oggi nella sede di Unioncamere Toscana. “La Regione – prosegue l’assessore – è consapevole delle difficoltà del settore e dell’importanza di strumenti affidabili per leggerne l’andamento in un contesto difficile come l’attuale. Proprio nella prospettiva di un superamento non rapido della crisi, abbiamo lavorato nel 2012 per mantenere e ampliare, nonostante i tagli e la costante riduzione delle risorse da parte del governo, tutti gli interventi a sostegno delle piccole e medie imprese e dell’artigianato, convinta che sia un patrimonio decisivo per lo sviluppo della Toscana”. L’assessore ha ricordato che la Regione ha messo a disposizione, grazie a diversi bandi, incentivi per favorire i processi di integrazione fra imprese, per ovviare alle piccole dimensioni e aumentarne la competitività e iniziative per l’internazionalizzazione, mentre particolare attenzione viene posta all’innovazione e alla ricerca e formazione di lavoratori e imprenditori, essenziale per consentire anche alle piccole imprese artigiane di coniugare qualità e modernità. A breve riaprirà il bando per i contributi alle imprese per servizi qualificati, un intervento che si è dimostrato efficace per favorire , in particolare, l’innovazione delle piccole e medie imprese. “Anche con la proposta di bilancio 2013 appena approvata dalla giunta e oggi all’esame del consiglio – ha spiegato Simoncini – abbiamo guardato in particolare alle piccole e medie imprese, punto di partenza irrinunciabile per qualunque politica che voglia far tornare a crescere la Toscana. E’ per questo che abbiamo abbiamo pensato di esentare alcuni settori: l’artigianato, nel contesto del manifatturiero, è uno di questi. Le piccole imprese potranno poi avvalersi della nuova legge per la competitività, che prevede sgravi sull’Irap a favore delle aziende che assumono lavoratori in mobilità e di quelle con certificazione ambientale e sociale. Per le micro, piccole e medie imprese che assumeranno persone iscritte alle liste di mobilità o in cassa integrazione, sono previste inoltre specifiche deduzioni fiscali. Sono inoltre stati esentati alcuni settori, tutto l’artigianato come parte del manifatturiero, mantenendo le risorse destinate alla valorizzazione dell’artigianato artistico che resta uno dei punti di forza del sistema toscano”. Ma nessuna strategia potrà risultare vincente senza l’apporto del governo centrale, che Simoncini sollecita a fare la sua parte. “Il governo nazionale, dopo le politiche di rigore deve mettere mano al più presto – avverte – a politiche per lo sviluppo. Oltre a ridurre la pressione fiscale, è necessario rivedere il patto di stabilità, che oggi impedisce in molti casi alle imprese di riscuotere i crediti maturati nei confronti della pubblica amministrazione e ancora deve affrontare con urgenza la questione del credito, avviando un confronto nazionale con le banche”. |
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LOMBARDIA GLI STRUMENTI REGIONALI SU MISURA PER LE PMI |
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Saronno/va, 4 dicembre 2012 - Riparte da Saronno, cuore produttivo della provincia di Varese, l´iniziativa ´Assessorato Itinerante´, voluta, da due anni a questa parte, da Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all´Industria e Artigianato di Regione Lombardia. Tappa numero 56, dunque, alla Innovaterm di Giorgio e Andrea Ostini padre e figlio imprenditori di lunga data. Nel corso della visita all´azienda che costruisce in Italia post bruciatori, combustori e ossidatori termici ad alta tecnologia, Gibelli è tornato sul tema delle Pmi nel nostro Paese, in rapporto a quello che accade in Europa. Europa Troppo Lontana Da Nostre Pmi - "Anche dopo questa tappa - ha detto Gibelli - si capisce come gli interlocutori nazionali dei Ministeri non riescano a concepire la piccola impresa fuori dai parametri che l´Europa ha indicato e che prevedono per una piccola azienda fino a 200 dipendenti". "Ci si deve rendere conto - ha detto il vice presidente - che in Italia una Pmi è, invece, mediamente sotto i 10 dipendenti. Per questa ragione il nostro ´Small business act´ va nella direzione, quanto meno nella parte amministrativa che compete a Regione Lombardia, di tarare gli strumenti sulla dimensione tipica che oggi si è sperimentato in questa azienda". Rilasciare Autorizzazioni In Tempi Brevi - Altro tema fondamentale della visita quello legato al capitolo ´rapporto istituzioni, imprese e burocrazia´. "In Regione Lombardia stiamo avviando delle sperimentazioni, che devono portare impresa e Pubblica amministrazione a confrontarsi, in maniera tale che certe autorizzazioni vengano rilasciate in tempi brevi; questo sia per rispettare l´interesse dell´imprenditore ma anche quello pubblico". "Ci sono stati illustrati - ha proseguito Gibelli - alcuni particolari ritardi, che ci permetteranno di tarare meglio molti degli strumenti, non tanto della Regione, ma di altri Enti locali, le cui decisioni vanno ad incidere anche sulle nostre". Anche I Piccoli Sono Anti Inquinamento - "Tornando a parlare dell´azienda visitata oggi - ha detto Gibelli - e a proposito di un settore assolutamente innovativo che è quello legato alla sostenibilità ambientale, la Innovaterm è la dimostrazione che una piccola impresa è in grado di favorire forme tecnologiche che consentono l´abbattimento delle emissioni proprio garantire, senza ridurre la competitività, la resa ambientale in un territorio, come quello lombardo, che ha un carico ambientale particolarmente elevato". |
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