Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


GIOVEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 MODA E TENDENZE ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Giovedì 06 Dicembre 2012
MELANOMA, UNA NUOVA TECNICA PER ‘MISURARE’ IL TUMORE “COSÌ SAPPIAMO QUALI PAZIENTI RISPONDERANNO ALLA TERAPIA”  
 
 Napoli, 6 dicembre 2012 – La lotta al melanoma passa attraverso una fotografia del profilo immunitario del paziente. Si chiama “immunoscore”, un esame innovativo che permette di capire se i pazienti risponderanno all’immunoterapia, selezionandoli in anticipo. L’istituto “Pascale” di Napoli, leader nella ricerca sul melanoma, è il secondo centro al mondo a studiare l’“immunoscore” dopo l’Inserm (National Institute of Health and Medical Research) di Parigi. L’ospedale partenopeo attrae oltre 200 cervelli internazionali per validare questa tecnica nel convegno “Melanoma Bridge & World Immunoscoring”, che si è chiuso ieri nel capoluogo campano. Un ponte tra Napoli e il resto del mondo per sconfiggere un tumore in costante crescita, che ogni anno nel nostro Paese causa 7000 nuove diagnosi (700 in Campania) e 1500 decessi. “Siamo giunti alla terza edizione del ‘Bridge’ – spiega il prof. Paolo Ascierto, Dirigente medico dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ – a conferma della rete internazionale di rapporti che il nostro ospedale è riuscito a costruire. L’‘immunoscore’ rappresenta una pietra miliare negli studi più recenti sul melanoma. Facilita la prognosi e valuta il livello di infiltrazione delle cellule immunitarie nel tumore come nuovi biomarcatori: uno score, un punteggio alto permette di capire se nel paziente l’immunoterapia funzionerà. Questa tecnica può essere applicata non solo nel melanoma, ma in tutte le neoplasie in cui è dimostrata l’efficacia dell’immunoterapia, cioè dei trattamenti che stimolano il sistema immunitario a combattere il tumore”. Tra i relatori del convegno il prof. Jérome Galon dell’Inserm di Parigi, scopritore dell’“immunoscore”, e il prof. Francesco Marincola, Direttore della Sezione malattie immunogenetiche e infettive presso il National Institutes of Health (Nih) di Bethesda (Usa), il secondo scienziato più citato al mondo per le sue ricerche sul melanoma con oltre 350 pubblicazioni. “L’analisi bioinformatica dei dati consente di stabilire una correlazione tra il possibile decorso clinico della malattia e numerosi biomarcatori – afferma il prof. Marincola, che è anche presidente della Society for Immunotherapy of Cancer (Sitc) -. L’altro fronte da approfondire è quello della combinazione delle terapie per rendere questo tumore della pelle una malattia cronica, con cui il paziente può convivere per tutta la vita, come avvenuto in passato con l’Hiv e con altre patologie infettive come la tubercolosi”. Nell’era dell’immunoterapia cambia la classificazione del tumore. “Nella lotta alle neoplasie si stanno aprendo nuove strade per somministrare la terapia giusta al paziente giusto – sottolinea il prof. Gennaro Ciliberto, direttore scientifico del ‘Pascale’ –. L’ostacolo da superare per debellare il melanoma è rappresentato da una incompleta e parziale comprensione del tumore e della sua biologia immunitaria, nei cui confronti tuttavia recentemente si sono registrati importanti progressi”. L’eccellenza raggiunta dal ‘Pascale’ è testimoniata dalla produzione scientifica. “Rappresentiamo una realtà unica nel panorama sanitario nazionale e abbiamo ricevuto prestigiosi riconoscimenti anche al di fuori del nostro Paese – spiega il prof. Tonino Pedicini, Direttore Generale dell’ospedale partenopeo –. Sono attive collaborazioni strutturate con istituzioni di assoluto rilievo negli Usa come l’Università di Portland e la Mayo Clinic di Rochester. Nel 2012 abbiamo pubblicato 20 ricerche su riviste internazionali che hanno come tema proprio il trattamento del melanoma. E stiamo conducendo ben 16 sperimentazioni cliniche che riguardano questa neoplasia”. Il “Pascale” si caratterizza anche per un tipo di organizzazione particolare, fondata sui dipartimenti d’organo. “Dal punto di vista funzionale – afferma il prof. Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma, Tessuti molli, Muscolo-scheletrico e Testa-collo del ‘Pascale’ – questa struttura organizzativa è moderna e unica in Italia. Vi lavorano dermatologi, che utilizzano sofisticate attrezzature diagnostiche, chirurghi, oncologi medici, radiologi, medici nucleari, radioterapisti, anatomopatologi per diagnosi istologiche con tecniche d’avanguardia, genetisti, immunologi, esperti delle scienze di base, riabilitatori e fisioterapisti. Si tratta di un dipartimento di patologia, non di una semplice divisione, che ha accumulato grande esperienza in questi anni. Grazie a una massa critica di competenze siamo in grado di fornire un’assistenza a 360 gradi al paziente”. “Si stanno facendo progressi significativi anche nella elaborazione di un vaccino terapeutico – conclude il prof. Ciliberto -. Gli studi evidenziano la particolare suscettibilità del melanoma all’azione del nostro sistema immunitario. I farmaci immunomodulatori, che agiscono contro bersagli specifici per favorire la risposta immune, hanno infatti dimostrato di essere efficaci nel migliorare la sopravvivenza dei pazienti. Questo tipo di tumore è sempre stato considerato la punta di diamante nella sperimentazione della vaccinoterapia e probabilmente nei prossimi mesi emergeranno risultati positivi dalla ricerca di vaccini contro gli antigeni tumorali”. Questa edizione del Convegno si è caratterizzata per la prima volta per la partecipazione dei pazienti, con una tavola rotonda in cui si sono confrontati rappresentanti delle Associazioni, delle Istituzioni e delle società scientifiche.  
   
   
FVG; VALUTAZIONE SU FABBISOGNO RISONANZE MAGNETICHE ACCREDITAMENTO PRIVATI NON AUTOMATICO  
 
 Trieste, 6 dicembre 2012 - La Direzione della Salute della Regione Friuli Venezia Giulia sta procedendo a uno studio di valutazione volto a misurare il concreto fabbisogno sul territorio regionale di nuove apparecchiature di risonanza magnetica. Lo ha sottolineato oggi il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, affermando che "la valutazione in corso ha lo scopo di valutare gli effettivi livelli di bisogno e di utilizzo degli impianti oggi presenti in regione, al fine di programmare al meglio, tra gli altri aspetti, il convenzionamento con privati". Ciriani ha quindi sottolineato che il rapporto che regola il sistema Sanitario regionale con le strutture private è "strettamente legato alla valutazione del fabbisogno". In particolare, riferendosi alla struttura di Radiologia Carnica, inaugurata recentemente, il vicepresidente ha sottolineato come, attualmente, essa operi esclusivamente in regime privatistico. "La struttura - ha detto - ha ricevuto le autorizzazioni per operare, legittimamente, a indirizzo privato. La concessione dell´accreditamento con il servizio pubblico richiede invece almeno tre requisiti: un´analisi del fabbisogno concreto della popolazione, un surplus di domanda rispetto all´offerta del servizio sanitario pubblico e delle realtà già convenzionate, nonché il rispetto dei requisiti disposti dalle norme regionali. Un percorso che allo stato attuale la regione non ritiene percorribile".  
   
   
MOLISE: PIANO SANITARIO, PER IORIO PROVVEDIMENTO NON CONDIVISIBILE  
 
Campobasso, 6 dicembre 2012 - «Quello redatto dal Commissario Basso è un Piano assolutamente non condivisibile sia per il metodo utilizzato nella sua redazione, sia per le conclusioni a cui giunge. Per quanto riguarda il metodo, debbo evidenziare il non coinvolgimento assoluto delle Istituzioni regionali competenti per dettame costituzionale; addirittura, quale Presidente di questa Regione, ne ho avuto una copia per conoscenza. Per quanto riguarda poi il merito, non possiamo assistere a quello che è un vero e proprio smantellamento del Sistema sanitario regionale e una mortificazione della Rete ospedaliera. Ho già avuto modo di dire che non possiamo non opporci con tutte le nostre forze ad un disegno oggettivamente "scellerato", portato avanti ormai negli anni da tecnici e burocrati e teso a distruggere il nostro Sistema sanitario senza tenere in alcuna considerazione le tipicità orografiche e demografiche del Molise». Lo ha detto il Presidente della Regione, Michele Iorio, intervenendo ieri, in Consiglio regionale, nel dibattito che ha poi portato la stessa Assise a programmare una riunione monotematica sulla sanità e, in particolar modo, sul Piano sanitario messo a punto dal Commissario Basso. «Da anni - ha detto ancora il Presidente Iorio - denunciamo una sottostima del budget necessario a far funzionare, su tutto il territorio regionale, un Sistema sanitario moderno e all´avanguardia. Una sottostima che ci ha portato a sforare alcuni parametri che sono basati unicamente su principi non flessibili e non in grado di comprendere la differenza tra regioni piccole e grandi, tra quelle del Nord e quelle del Sud, tra quelle più popolate e quelle meno popolate. Del resto, anche le altre regioni denunciano una difformità di stima delle reali esigenze del Sistema sanitario nazionale, tanto è vero che insieme al Molise sono in Piano di rientro altre nove regioni. In questo quadro mi fa piacere vedere che anche il Presidente Monti abbia preso atto, con una dichiarazione recente, che così com´è il Sistema sanitario pubblico non può reggere alla luce delle risorse disponibili. Occorrerà pensare a dei cambiamenti e ad altre forme di organizzazione e finanziamento dei vari servizi per rendere il budget complessivo dello Stato e quello a valle delle Regioni (calcolato sulla base di parametri più giusti) sufficiente a garantire i vari livelli di assistenza su tutto il territorio della Repubblica». Iorio, infine, ha rimandato ogni approfondimento della questione alla successiva riunione monotematica sulla sanità.  
   
   
BOLZANO. ATTUTIRE I TAGLI STATALI NELLA SANITÀ INCONTRO CON LE PARTI SOCIALI  
 
Bolzano, 6 dicembre 2012 - Un risparmio di 25 milioni di euro nel 2013 e altrettanti nel 2014: l´Assessorato provinciale alla sanità ha illustrato oggi (5 dicembre) alle parti sociali le conseguenze imposte in Alto Adige dalle disposizioni del Governo. Previsti tagli di 277 posti letto e nei primariati, "ma grazie alla nostra autonomia - ha sottolineato Theiner - abbiamo la possibilità di definire come risparmiare e quindi di attutire l´impatto delle norme statali." Nell´incontro con le parti sociali - sindacati, associazioni economiche e del sociale, Consorzio dei Comuni - l´assessore Theiner ha illustrato le drastiche disposizioni del Governo sulla spending review nella sanità e le conseguenze in Alto Adige: il vincolo assoluto del risparmio, che in origine pareva di 70 milioni di euro, è stato quantificato in 50 milioni spalmati sul prossimo biennio e fissati nella legge finanziaria provinciale. I vincoli impodti dal governo Monti, hanno spiegato Theiner e i vertici dell´Assessorato, prevedono una riduzione nel numero dei primariati e dei posti letto in Alto Adige. Le cifre presentate oggi alle parti sociali: meno 216 posti letto degli attuali 1780 per acuti entro il 2014 (3 per mille abitanti), meno 61 posti letto dei circa 400 post-acuti attuali (7 ogni mille abitanti). "Ma grazie alla nostra autonomia - ha sottolineato Theiner - abbiamo la possibilità di definire come risparmiare e quindi di attutire l´impatto delle norme statali, pur restando all´interno della cornice imposta dalla spending review." La Giunta conferma che nessun ospedale verrà chiuso, "ma in tutti gli ospedali si dovrà intervenire su posti letto e primariati e tutti i comprensori sanitari dovranno contribuire al risparmio", ha chiarito Theiner. In concreto: Bolzano con 12,1 milioni di euro, Merano con 6,2 milioni, i comprensori di Bressanone e Brunico con ciascuno 3,6 milioni. "Prima di Natale intendo presentare alla Giunta provinciale la delibera che fissa queste cifre", ha aggiunto Theiner. Nel frattempo è slittato il termine ultimo di definizione del piano: le Regioni hanno infatti ottenuto, visti i tempi stretti del decreto governativo, il rinvio della presentazione dei singoli piani regionali a Roma da fine anno a marzo 2013. "Abbiamo 3 mesi di tempo per discutere e cercare soluzioni condivise - ha detto Theiner - sulla base delle proposte dell´Azienda sanitaria, dei comprensori sanitari e delle osservazioni delle parti sociali." In base alle competenze definite per Statuto, la Provincia di Bolzano non deve applicare la normativa nazionale nel dettaglio, ma è comunque vincolata ai principi generali e agli obiettivi di risparmio, che potranno essere raggiunti anche attraverso la riorganizzazione della turnistica e dei servizi e con un´eventuale compartecipazione alle prestazioni del Pronto soccorso in determinati casi in cui non si verifica il ricovero. Gli obblighi imposti da Roma non consentono quindi di evitare interventi sulla sanità, anche perché l´alternativa sarebbe ancora peggiore: "Se la Provincia non attiverà proprie misure, dovrà applicare in toto i criteri statali", ha confermato l´assessore Theiner. Con conseguenze molto pesanti: la dotazione degli ospedali, ad esempio, andrebbe rapportata a un bacino di utenza minimo "e ospedali come quello di Bolzano dovrebbero di conseguenza servire un bacino di 600mila utenti, il che significherebbe aprire trattative per un accordo interregionale con le regioni confinanti per curare pazienti da fuori provincia, oppure ridurre drasticamente le prestazioni fornite dall´ospedale del capoluogo." Ma c´è di più: la bozza di regolamento statale prevede che ciascun reparto con primariato debba avere almeno 17,5 posti letto. "Se fosse applicata alla lettera in Alto Adige, a Bolzano dovrebbero chiudere i reparti di chirurgia pediatrica, dermatologia e nefrologia, a Merano cardiologia, otorinolaringoiatria, pediatria e psichiatria, a Bressanone chirurgia generale, chirurgia vascolare, pediatria, urologia e otorinolaringoiatria, a Brunico pediatria e psichiatria", elenca l´assessore Theiner. Ancora più colpiti sarebbero gli ospedali di base: a San Candido, Silandro e Vipiteno resterebbero attivi solo i primariati di medicina generale e chirurgia generale. "Proprio questi interventi radicali vogliamo evitare con le misure allo studio della Giunta", ha concluso l´assessore.  
   
   
IL DIPARTIMENTO SALUTE DELLA REGIONE CALABRIA HA INVIATO AI DIRETTORI GENERALI DELLE AZIENDE SANITARIE ED OSPEDALIERE UNA CIRCOLARE ESPLICATIVA SULLA QUESTIONE DEL PERSONALE PRECARIO  
 
Catanzaro, 6 dicembre 2012 - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti in riferimento alle ultime vicende che riguardano il personale precario della sanità, dichiara che il Dipartimento salute della Regione ha emanato una circolare esplicativa , inviata ai direttori generali delle azienda sanitarie ed ospedaliere, che chiarisce la questione. In pratica il personale sanitario precario potrà continuare ad operare all’interno degli ospedali. Nella circolare, che riguarda l’applicazione dell’art. 4, comma 5 - legge 8 novembre 2012 n.189, il dirigente generale del dipartimento salute, evidenzia che “con la legge in oggetto è stato convertito, con modificazioni, il decreto cosiddetto “Balduzzi” prevedendo, tra l´altro, all´art. 4 comma 5 disposizioni modificative dell´art.4 del Dlgs 368/01 in materia di personale con contratto di lavoro a tempo determinato. Atteso il termine ultimo del 31.12.2012 per la scadenza di centinaia di rapporti di lavoro temporanei in essere presso le Aziende del Ssr e considerato il fatto che, in assenza di provvedimenti di proroga assunti a breve, gli interessati potrebbero reclamare il diritto di usufruire delle ferie residue, determinando così seri problemi organizzativi in ciascuna Azienda, si ritiene opportuno sollecitare le Ss.ll. All´assunzione dei provvedimenti di proroga per i quali ci si atterrà a quanto contenuto nel citato art. 4”. “Anche nella nostra regione – ha affermato il Presidente Scopelliti - sarà quindi possibile continuare ad utilizzare il personale precario. E’ bene che i lavoratori sappiano che in questi mesi abbiamo lavorato concretamente per la ricerca di una soluzione. Operando in silenzio dopo i disastri accumulati dalle passate gestioni. Disastri che hanno provocato disservizi e difficoltà anche i lavoratori. Il nostro interesse rimane quello di tutelare il personale, così come abbiamo fatto sino ad oggi”.  
   
   
UN’OPPORTUNITá UNICA NELLA VITA: CONSERVARE LE CELLULE STAMINALI CORDONALI  
 
Torino, 6 dicembre 2012 - Le cellule staminali del cordone ombelicale sono prelevate in sala parto, subito dopo aver reciso il cordone ombelicale che durante la gravidanza tiene legata la mamma al bambino. Il prelievo è semplice, dura pochi minuti ed è completamente indolore sia per la madre che per il figlio. Non influenza le fasi naturali della nascita e, al contrario di quanto succede per il prelievo delle cellule staminali adulte, non è necessaria alcuna procedura invasiva. Dopo la nascita, mentre l´organismo cresce e si sviluppa, i gruppi di cellule staminali che si trovavano nel cordone ombelicale iniziano a modificarsi. Il momento della nascita è, quindi, un´opportunità unica ed irripetibile per la raccolta di queste cellule. La cryo-conservazione ci consente di preservarle per un eventuale impiego terapeutico futuro. Per informazioni e approfondimenti: www.Cryo-save.com/it  - Numero Verde 800 438 270  
   
   
TOSCANA: DEFIBRILLATORI SULLE AMBULANZE, NELLE ASL CORSI DI FORMAZIONE PER SOCCORRITORI VOLONTARI  
 
Firenze, 6 dicembre 2012 – Defibrillatori sulle ambulanze di primo soccorso: la Regione distribuisce alle Asl le risorse statali (170.000 euro) per favorirne la diffusione e l’utilizzo, con attività formative per il personale che li deve usare e l’istituzione del Registro del personale abilitato. Lo stabilisce una delibera di giunta, mentre l’Estav Centro ha già pubblicato la gara per l’acquisto centralizzato di 270 defibrillatori. Una legge nazionale stabilisce che l’utilizzo dei defibrillatori in sede extraospedaliera sia consentito anche al personale sanitario non medico, e al personale non sanitario, appositamente formato, e demanda le modalità attuative alle Regioni, nell’ambito del sistema di emergenza 118. Con una delibera del maggio scorso la Regione Toscana ha affidato all’Estav Centro lo svolgimento della procedura di gara per l’acquisizione centralizzata regionale di 270 defibrillatori semiautomatici esterni, da destinare a tutti i mezzi di primo soccorso che operano sul territorio regionale. Con la delibera appena approvata, la Regione dà indicazioni alle Asl perché: effettuino attività formativa alla defibrillazione precoce e il relativo aggiornamento formativo del personale volontario a bordo delle ambulanze; tengano l’elenco dei defibrillatori semiautomatici, con la specifica del modello e della sede dove sono collocati; attivino il registro del personale abilitato all’uso del defibrillatore; attivino un sistema di gestione e raccolta dei dati per il monitoraggio; effettuino l’informazione della popolazione residente, per divulgare la conoscenza dell’utilità dell’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sulle persone colpite da arresto cardiocircolatorio. Nel mondo, l’epidemiologia dell’arresto cardiaco è di circa 1 arresto cardiaco ogni circa 1.000 abitanti l’anno. Il defibrillatore semiautomatico esterno è un dispositivo fondamentale per il trattamento della fibrillazione ventricolare, la principale causa di morte improvvisa per arresto cardiocircolatorio nei soggetti in apparente stato di buona salute. E’ importante intervenire con tempestività con l’utilizzo del defibrillatore poiché per ogni minuto di ritardo le probabilità di un intervento con successo diminuiscono di circa il 10%.  
   
   
SPORT, LOMBARDIAAUSPICA PIÙ ORE DI EDUCAZIONE FISICA A SCUOLA  
 
Milano, 6 dicembre 2012 - "Regione Lombardia sta completando, con il supporto del Ministero dell´Università e Ricerca e dell´Ufficio scolastico regionale, un monitoraggio quantitativo e qualitativo degli impianti lombardi, per acquisire dati precisi sul loro utilizzo e sulle attività che vi si svolgono, con l´obiettivo di sviluppare progetti per ottimizzare la fruizione delle palestre scolastiche nell´orario extra didattico e incentivare la diffusione della pratica sportiva". Lo afferma l´assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia, commentando la situazione dello sport in Lombardia. Riforma Dello Sport - "E´ indispensabile e auspicabile - ha aggiunto Grassia - che il Governo partorisca una riforma dello sport. Si deve investire di più, e non solo perché ogni centesimo giocato sullo sport si traduce in un euro risparmiato sulla sanità, ma soprattutto perché lo sport, forse ancora più della scuola, forma le persone. In Ungheria gli studenti praticano 5 ore alla settimana di educazione fisica; non è accettabile che anche in questo ambito l´Italia segni il passo". Finanziamenti Europei - In vista della presentazione, prevista a breve, del Documento di programmazione nazionale da parte del ministro allo Sport Piero Gnudi, Grassia ha sottolineato la necessità di "mettere a fuoco fin da ora il tema dei finanziamenti previsti dalla Commissione europea. Non possiamo sottovalutare l´importanza dei bandi europei e, a questo proposito, auspico che il Coni del nuovo corso si impegni ad aprire uno sportello dedicato in modo specifico a questo importante aspetto della gestione economica". Benefici Anche Per Il Turismo - "In Lombardia ci stiamo muovendo con decisione - ha concluso Grassia - verso lo sport cosiddetto ´destrutturato´, ovvero praticato dai non tesserati, che segna un trend di netta crescita. Tutti i nostri investimenti e le azioni dedicate alla valorizzazione di rifugi e ostelli, percorsi fluviali, itinerari ciclistici, trekking e sentieri, sono tesi verso questa utenza eterogenea e numerosa, anche in ottica di innescare un volano virtuoso con importanti benefici sul turismo".