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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 29 Gennaio 2013
PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLE SCIENZE DI INTERNET  
 
Bruxelles, 29 gennaio 2013 - La prima conferenza internazionale sulle scienze di Internet (First International Conference on Internet Science) si svolgerà il 10 e l´11 aprile 2013 a Bruxelles, in Belgio. Ospitata dall´Accademia reale fiamminga di scienze e arti del Belgio e dalla Commissione europea, questa conferenza multidisciplinare abbraccerà informatica, sociologia, arte, matematica, fisica, analisi di sistemi complessi e altre discipline attinenti. La conferenza mira a fornire una comprensione delle reti internet e della loro coevoluzione con la società, affrontando allo stesso tempo la frammentazione della ricerca europea in questo settore. La conferenza incoraggerà il dialogo tra accademici e professionisti appartenenti a queste diverse discipline. Inoltre, offrirà l´opportunità per interagire con parti interessate esterne, descrivere gli obbiettivi di progetto e l´approccio metodologico e per presentare i primi risultati. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Internet-science.eu/1st-internet-science-conference    
   
   
IL PIÙ GRANDE PREMIO DI ECCELLENZA NELLA STORIA DELLA RICERCA VINTO DAI PROGETTI "GRAFENE" E "CERVELLO UMANO", MENTRE CONTINUA LA BATTAGLIA PER UN FINANZIAMENTO ADEGUATO DELLE SCIENZE  
 
Bruxelles, 29 gennaio 2013 La Commissione europea ha annunciato oggi i vincitori di un concorso del valore di miliardi di euro nel quadro delle Tecnologie emergenti e future (Tef). Le iniziative vincitrici "Grafene" e "Cervello umano" riceveranno ciascuna un miliardo di euro per svolgere dieci anni di ricerca di importanza mondiale al crocevia tra scienza e tecnologia. Ciascuna iniziativa coinvolge ricercatori di almeno quindici Stati membri dell´Ue e quasi 200 istituti di ricerca. Il progetto "Grafene" esplorerà e sfrutterà le proprietà uniche di un materiale rivoluzionario a base di carbonio. Il grafene è una combinazione straordinaria di proprietà fisiche e chimiche: è il materiale più sottile, è un conduttore di elettricità migliore del rame, è 100-300 volte più resistente dell´acciaio ed possiede proprietà ottiche straordinarie. L´uso del grafene è stato reso possibile dai ricercatori europei nel 2004, e tale sostanza è destinata a divenire il materiale miracoloso del Xxi secolo, come lo furono le materie plastiche nel Xx, sostituendo in particolare il silicio per i prodotti Tic. Il progetto "Cervello umano" creerà il più grande dispositivo sperimentale a livello mondiale per elaborare il modello di cervello umano più dettagliato allo scopo di studiarne il funzionamento e per sviluppare trattamenti personalizzati di malattie neurologiche e patologie affini. Questa ricerca getta le fondamenta scientifiche e tecniche per un progresso della medicina che potrebbe migliorare considerevolmente la qualità di vita di milioni di cittadini europei. La Commissione europea, mediante i suoi programmi di finanziamento della ricerca e dell´innovazione, sosterrà "Grafene" e "Cervello umano" in quanto “iniziative faro” delle Tef per oltre 10 anni I programmi quadro di ricerca dell´Ue, in particolare il programma Orizzonte 2020 (2014-2020) che è attualmente in fase di negoziato al Parlamento europeo e al Consiglio, forniranno finanziamenti continuativi per tutta la durata del progetto. Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: "La posizione dell´Europa come superpotenza nel campo della conoscenza dipende dalle sue capacità di concepire l´inconcepibile e di sfruttare le idee migliori. Questa ricompensa miliardaria premia scoperte scientifiche europee e dimostra che grazie alla nostra ambizione l´Europa è oggi teatro della ricerca scientifica ai più alti livelli. Per garantire la competitività dell’Europa e far sì che rimanga una sede di eccellenza scientifica, i governi dell’Ue devono accordarsi su un bilancio ambizioso per il programma Orizzonte 2020 nelle settimane a venire." Il progetto "Grafene" è diretto dal professor Jari Kinaret, dell´Università di Chalmers, in Svezia. Vi partecipano più di 100 gruppi di ricerca, con 136 ricercatori principali, tra cui quattro vincitori del premio Nobel. Il progetto "Cervello umano" raggruppa scienziati provenienti da 87 istituzioni ed è diretto dal professor Henry Markram dell´École polytechnique fédérale di Losanna. Il futuro dell´informatica e della scienza sarà improntato alla collaborazione. Il programma di iniziative faro Tef costituisce un’iniziativa a livello mondiale in tal senso. La competizione ha incoraggiato la collaborazione su una nuova scala e durata. Invece degli abituali cicli di finanziamento di 2-4 anni, la durata di 10 anni e il considerevole incentivo finanziario hanno portato il livello della ricerca scientifica nelle proposte di progetto a un livello molto più elevato, che offrirà all’Europa maggiori vantaggi a lungo termine, comprese nuove tecnologie e innovazioni più rapide. Contesto Orizzonte 2020 è il nuovo programma Ue per la ricerca e l´innovazione, presentato dalla Commissione nell’ambito della proposta di bilancio dal 2014 al 2020. Per dare un impulso alla ricerca e all´innovazione come motori di crescita e lavoro, la Commissione ha proposto un bilancio ambizioso di 80 miliardi di euro su sette anni, incluso il programma di iniziative faro “Tef”. I vincitori riceveranno fino a 54 milioni di euro nell´ambito del programma di lavoro della Commissione 2013 nel settore delle Tic. Ulteriori finanziamento saranno garantiti dai futuri programmi quadro di ricerca dell´Ue, da partner privati come le università, dagli Stati membri e dall´´industria . Progetto "Grafene": questo materiale sembra destinato a diventare a lungo termine importante come l´acciaio o le materie plastiche. La ricerca sul grafene è un esempio di nanotecnologie traslazionali emergenti in cui le scoperte nei laboratori accademici si trasferiscono rapidamente alle applicazioni e ai prodotti commerciali. Il grafene e i materiali affini hanno il potenziale di produrre un forte impatto nel settore delle Tic nel breve e nel lungo termine, integrando i componenti a base di grafene con dispositivi elettronici a base di silicio e sostituendo progressivamente il silicio oppure creando applicazioni completamente nuove. Oltre che sulle Tic, la ricerca sul grafene avrà un´influenza significativa sull´energia, sui trasporti e sul settore sanitario. Progetto "Cervello umano": a seguito di questa iniziativa nei campi delle neuroscienze e della neuroinformatica la simulazione del cervello raccoglierà e integrerà dati sperimentali, individuando e colmando le lacune nelle nostre conoscenze. Nel campo della medicina i risultati del progetto contribuiranno a diagnosi migliori, consentendo nel contempo simulazioni di malattie e farmaci. Nell´informatica, nuove tecniche di supercalcolo interattivo, determinate dalle esigenze della simulazione del cervello, avranno un impatto su una serie di settori, mentre i dispositivi e i sistemi basati sul modello del cervello, potranno superare limiti fondamentali in materia di efficienza energetica, affidabilità e programmabilità delle tecnologie attuali, spianando la strada a sistemi con un’intelligenza simile al cervello. Http://cordis.europa.eu/fp7/ict/programme/fet/flagship/home_en.html    
   
   
UE, RIFORMA DELLA PROTEZIONE DEI DATI – UN ANNO DOPO  
 
 Bruxelles, 29 gennaio 2013 - Un anno fa la Commissione europea ha presentato una riforma globale della normativa Ue del 1995 in materia di protezione dei dati nell’intento di rafforzare i diritti della privacy online e stimolare l’economia digitale europea (Ip/12/46). Il progresso tecnologico e la globalizzazione hanno radicalmente mutato il modo in cui sono raccolti, consultati e usati i dati personali. Per giunta, i 27 Stati membri hanno attuato la normativa del 1995 in modi diversi, con conseguenti divergenze sul piano dell’applicazione. Un’unica legge porrà fine all’attuale frammentazione e alla gravosità degli oneri amministrativi, promettendo alle imprese risparmi per circa 2,3 miliardi di euro l’anno. L’iniziativa contribuirà a rafforzare la fiducia dei consumatori nei servizi online promuovendo, cosa quanto mai necessaria, la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e l’innovazione in Europa. In che modo la riforma della protezione dei dati stimolerà la crescita economica? Lo scambio dei dati è diventato essenziale per la crescita economica. La protezione della privacy e la libera circolazione dei dati sono concetti complementari, non contrastanti. L’economia digitale ha bisogno della fiducia dei consumatori per svilupparsi: molte persone però, per mancanza di fiducia, non registrano online i loro dati personali e di conseguenza sarà meno probabile che utilizzino i servizi online e le altre tecnologie. Stando a uno studio della Gsma, 9 utenti di smartphone su 10 si preoccupano della possibilità che le applicazioni mobili raccolgano i loro dati senza il loro consenso, e vorrebbero essere informati quando i dati contenuti nel loro smartphone sono trasmessi a terzi. Norme rigorose, affidabili e applicate uniformemente renderanno il trattamento dei dati più sicuro e meno costoso, rafforzando così la fiducia dei cittadini. La fiducia, a sua volta, è il motore della crescita - è un concetto ben noto in tutto il mondo. In una lettera al Parlamento europeo, 25 importanti organizzazioni di consumatori statunitensi hanno espresso pieno sostegno al pacchetto sulla riforma della protezione dei dati, sottolineando che norme elevate di tutela della privacy in Europa andranno a beneficio dei consumatori di tutto il mondo. Cosa farà la riforma per le imprese? La normativa Ue proposta in materia di protezione dei dati aiuterà le imprese a contribuire alla crescita in tre modi. Primo: abbasserà i costi e aumenterà la certezza del diritto, sostituendo l’attuale coacervo di leggi vigenti in Europa con unico insieme di norme uniformi per tutti e 27 i paesi dell’Unione europea. Ridurrà le formalità burocratiche, introducendo uno “sportello unico” per i rapporti tra imprese e autorità di regolamentazione. In futuro le imprese avranno quindi a che fare solo con le autorità di protezione dei dati del paese Ue in cui sono stabilite. Inoltre non saranno più tenute a comunicare ogni singola attività di trattamento dei dati alle autorità nazionali di regolamentazione. Tutto questo permetterà di risparmiare circa 2,3 miliardi di euro l’anno. Secondo: la riforma favorirà la crescita, in quanto tiene conto dei costi legati all’inosservanza della legge. Le violazioni delle norme sulla protezione dei dati possono avere costi elevatissimi. Stando ad alcune relazioni, l’attacco a Sony, che ha colpito 100 milioni di account, è costato all’impresa tra 1 e 2 miliardi di dollari. Garantendo che i consumatori siano avvisati quanto prima in caso di appropriazione abusiva dei loro dati, compresi quelli delle carte di credito, la nuova normativa genererà fiducia e permetterà ai consumatori di utilizzare serenamente i servizi online. Terzo: le proposte della Commissione aumentano i modi in cui le imprese possono dimostrare che nel trasferire dati personali a paesi terzi rispettano norme elevate di protezione dei dati. L’elenco è lungo. Le imprese che operano a livello mondiale potranno fare affidamento su regole chiare che fissano le modalità di ricorso alle norme vincolanti d’impresa e alle clausole contrattuali tipo per trasferire i dati personali in modo sicuro. La proposta inoltre abolisce molte complesse procedure di autorizzazione preventiva. A certe condizioni sarà possibile trasferire dati fuori dell’Unione sulla base di codici di condotta. Saranno fatti salvi i principi di “approdo sicuro” (Safe Harbour). Le nuove norme Ue proposte in materia di adeguatezza tengono pienamente conto dei sistemi di tutela della privacy esistenti in altri paesi. Non si tratta di avere sistemi identici, bensì di garantire che nella pratica i dati ricevano lo stesso livello di protezione. L’esperienza ha dimostrato che questo approccio funziona. Cosa farà la riforma per le singole persone? La normativa Ue proposta in materia di protezione dei dati farà tre cose per permettere ai singoli di mantenere il controllo dei propri dati e avere più fiducia nei servizi online. Primo: rafforzando l’attuale “diritto all’oblio” (il diritto di chiedere la cancellazione dei dati quando non sono più necessari) la normativa Ue permetterà di gestire meglio i rischi connessi alla protezione dei dati online: chiunque potrà cancellare i propri dati se non sussistono motivi legittimi per mantenerli. Sarà inoltre più facile accedere ai propri dati e trasferire i dati personali da un fornitore di servizi a un altro. Secondo: ogniqualvolta sarà necessario il consenso per trattare i dati, occorrerà chiederlo esplicitamente: il consenso non può essere presunto, come spesso accade ora. Attualmente - e così sarà anche secondo la normativa proposta – il consenso è solo uno dei vari motivi che rendono lecito il trattamento dei dati. Il trattamento può basarsi anche su un contratto, un obbligo legale, un interesse pubblico, un legittimo interesse del responsabile del trattamento, ecc. Quando però è richiesto il consenso, questo deve essere esplicito: il silenzio non è assenso. Per essere esplicito, il consenso non deve necessariamente essere dato per iscritto: si può acconsentire al trattamento dei propri dati personali anche cliccando su un’icona o selezionando un’apposita casella in un sito Internet. Ciò non significa che si apriranno continuamente finestre “pop-up” perché il consenso potrà essere prestato per più operazioni. Terzo: le nuove norme contribuiranno a ridurre il numero di violazioni dei dati. In caso di violazione e conseguente perdita, furto o appropriazione indebita dei dati, le vittime dovrebbero esserne avvisate il prima possibile. Un’azione rapida per contrastare le violazioni dei dati ostacola i criminali, non le imprese che operano lecitamente. Perché le violazioni dei dati non dovrebbero essere notificate entro 24 ove ciò sia possibile? La proposta della Commissione non chiede di più. Le statistiche lo dimostrano: nei paesi che impongono la notificazione rapida il numero di violazioni dei dati è inferiore. È evidente che norme rigorose in questo settore incoraggeranno le imprese a gestire i dati personali in modo più sicuro. Cosa significa concretamente “diritto all’oblio”? Chi spera che il diritto all’oblio gli permetta di cancellare la propria storia creditizia rimarrà deluso. La proposta della Commissione si basa sull’attuale diritto alla cancellazione dei dati personali che non sono più necessari per scopi leciti. Questo diritto riguarda qualsiasi tipo di situazione quotidiana; ad esempio, un minore può non rendersi conto dei rischi connessi alla divulgazione dei propri dati personali – e pentirsi del suo gesto una volta cresciuto: se vuole, dovrebbe quindi avere la possibilità di cancellare tali dati. Con il diritto all’oblio la storia potrà essere riscritta? Diritto all’oblio non significa riscrivere la storia. La proposta della Commissione salvaguarda specificamente (agli articoli 17 e 80) la libertà di espressione e la libertà dei mezzi di informazione, e tutela la ricerca storica e scientifica. Analogamente, i dati personali possono essere conservati fintantoché sono necessari per eseguire un contratto o adempiere un obbligo legale. In breve, il diritto all’oblio non è assoluto. Sono inoltre tutelati i diritti delle imprese. Se i dati personali in questione sono stati resi pubblici (ad esempio, pubblicati su Internet), l’impresa deve impegnarsi seriamente per garantire che i terzi siano informati della richiesta di cancellazione dei dati. Ovviamente un’impresa non sarà in grado di cancellare ogni traccia dagli indici di ricerca, e non è questo ciò che il progetto di legge europea chiede. L’impresa dovrebbe però prendere tutte le misure ragionevoli per garantire che i terzi cui sono stati trasmessi i dati sappiano che l’interessato vorrebbe cancellarli. Nella maggior parte dei casi basterà scrivere una semplice e-mail. La riforma della protezione dei dati darà alla Commissione carta bianca per disciplinare la materia? Conferendo alla Commissione poteri esecutivi, il pacchetto di riforma della protezione dei dati non le ha dato carta bianca. Tali poteri le permetteranno soltanto di adeguare gli elementi non essenziali della normativa alle evoluzioni del settore, sotto il controllo del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri. Senza tale flessibilità per adeguarsi ai cambiamenti tecnologici, la nuova normativa sarebbe inevitabilmente troppo prescrittiva e poco aperta all’innovazione e le sue disposizioni diventerebbero rapidamente obsolete. Come sempre, prima di usare i suoi poteri la Commissione consulterà in maniera approfondita le parti interessate. Il diritto dell’Unione prevede questo tipo di poteri esecutivi per uno scopo preciso: garantire che gli elementi tecnici degli strumenti giuridici possano essere rapidamente adeguati alle evoluzioni della realtà, senza dover passare per la completa e lunga procedura legislativa richiesta per l’adozione di nuovi atti legislativi. Le nuove norme indeboliranno la cooperazione internazionale in materia di lotta alla criminalità? Gli scambi di dati tra autorità di contrasto non saranno ostacolati. Sarà solo necessario riesaminare gli accordi che comportano lo scambio di dati personali senza prevedere adeguate garanzie per la protezione dei dati. Quali sono le prossime tappe? Il progetto di legge dovrà adesso essere approvato dai colegislatori europei: Parlamento europeo e Consiglio dei ministri, in cui sono rappresentati i ministri nazionali. I relatori del Parlamento europeo (membri del Parlamento europeo incaricati della riforma della protezione dei dati) hanno elaborato i progetti di relazione (Memo/13/4) che adesso saranno discussi nelle commissioni parlamentari competenti. La votazione del Parlamento europeo è programmata per fine aprile. La Presidenza irlandese dell’Ue, che presiederà e guiderà le sessioni del Consiglio per i prossimi sei mesi, ha inserito la protezione dei dati tra le sue priorità e si sta adoperando a fondo per raggiungere un accordo politico sulla riforma entro la fine del suo semestre (giugno 2013). Nella sessione informale del Consiglio Giustizia del 18 gennaio (v. Speech/13/29) si sono registrati buoni progressi. La Commissione europea continuerà a collaborare strettamente con il Parlamento europeo e il Consiglio per dare assistenza al Parlamento e alla presidenza irlandese dell’Ue nei loro sforzi e far sì che la normativa sulla protezione dei dati sia adottata entro la fine di quest’anno.  
   
   
NEWSCRON LANCIA LA PRIMA VERSIONE NATIVA PER I-PAD E NUOVE VERSIONI PER I-PHONE E ANDROID.  
 
Lugano/Milano/Zurigo, 29 gennaio 2013 - Con l’inizio del 2013 molte le novità per gli utenti di Newscron, a disposizione una nuova versione nativa per i-Pad, la possibilità di consultare Newscron su computer e sono state migliorate anche le versioni per i-Phone e Android. Con l’ingresso sul mercato Italiano di fine 2012, è stato ampliato il pacchetto di giornali per l’Italia e si è colta l’occasione per arricchire i pacchetti giornali per Svizzera Francese, Svizzera Italiana e Svizzera Tedesca. La start-up svizzera si è inoltre cambiata d’abito e si presenta con una nuova corporate identity realizzata da Helvetic Brands. Dal giorno del lancio in Italia (27 dicembre 2012 ndr), l’applicazione è stata scaricata da migliaia di italiani che hanno letto grazie all’applicazione decine di migliaia di articoli. Il successo si basa sul fatto che, vista la continua diffusione delle versioni on-line di magazine, quotidiani e riviste, per i lettori diventa dispendioso, in termini di tempo visitare ciascun sito web per ricercare le notizie di proprio interesse. E’ da questa premessa che prende vita Newscron, il primo aggregatore semantico multilingua di notizie on-line nato come progetto di ricerca al Politecnico Federale di Zurigo. Newscron ha la sua sede presso l’incubatore d’azienda Cp Start-up a Lugano. Il primo finanziamento è stato assicurato da un pool di Business Angel. In questo momento sono quasi 100 le testate aggregate. L’obiettivo del giovane team è di diventare l’i-tunes delle notizie. Elia Palme, Founder & Ceo di Newscon: “per l´inizio del 2013 abbiamo voluto fare un regalo ai nostri fedeli utenti con la nuova versione nativa per i-Pad e con delle versioni migliorate per i-Phone e Android. Grazie all´ottimizzazione dei contenuti abbiamo ottenuto una migliore esperienza di lettura. Attraverso Apple Store e Google Play, le nostre applicazioni sono facili da scaricare e installare, basta un click. Inoltre, grazie alla versione web desktop, da inizio anno è possibile leggere Newscron anche sul computer”. Per l’anno nuovo la giovane società si è anche “cambiata d’abito” e si presenta con una nuova corporate identity realizzata da Helvetic Brands. David Pache, Ceo di Helvetic Brands: “l’elemento principale della nuova immagine aziendale è il logo che vuole rappresentare l’aggregazione e la convergenza delle migliori notizie in un punto solo.” Helvetic Brands è un’agenzia indipendente di consulenza sul design basata a Losanna – Svizzera. Il loro principio di lavoro si basa sui principali stili e trend internazionali e il loro approccio è classico, rilevante e adattato al futuro. Newscron è gratuita ed è disponibile in versione web e App per iPhone, iPad e Android download à www.Newscron.com/vai    
   
   
COMPLIMENTI AI GIOVANI TRADUTTORI DELL´UE! BERGAMASCA LA VINCITRICE ITALIANA  
 
Bruxelles, 29 gennaio 2013 - Sono stati resi noti i nomi dei 27 vincitori del concorso annuale di traduzione Juvenes Translatores indetto dalla Commissione europea e riservato agli studenti della scuola secondaria. Per l´Italia è risultata vincitrice Francesca Magri del Liceo Linguistico Europeo paritario S. B. Capitanio di Bergamo. Più di 3 000 studenti di 750 scuole hanno partecipato al concorso nel novembre 2012. I vincitori, uno per ciascun paese dell´Ue, saranno invitati a presenziare a una cerimonia di premiazione che si terrà a Bruxelles l´11 aprile per ricevere i premi dalle mani della Commissaria Androulla Vassiliou, oltre ad avere l´opportunità di vedere i traduttori della Commissione al lavoro. “Il concorso è un modo eccellente di promuovere l´apprendimento delle lingue e la traduzione quale opzione di carriera. Le competenze linguistiche sono un’enorme ricchezza: ampliano gli orizzonti e possono accrescere l´occupabilità, cosa particolarmente importante nell´attuale situazione economica", ha affermato Androulla Vassiliou, Commissaria responsabile per l´Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù. I concorrenti hanno tradotto un testo di una pagina scegliendo una delle 506 combinazioni linguistiche possibili tra le 23 lingue ufficiali dell´Ue: la lingua di partenza poteva essere una qualsiasi delle 23 lingue ufficiali. I vincitori presentano un buon equilibrio in termini di diversità linguistica: infatti 11 hanno tradotto dall´inglese, 5 dal francese, 5 dallo spagnolo, 4 (tra cui la vincitrice italiana) dal tedesco, 1 dall´estone e 1 dall´irlandese. I testi sono stati valutati dai traduttori della Commissione. Il concorso, organizzato per la prima volta nel 2007, è sempre più popolare. Circa 1 750 scuole si sono iscritte all´edizione 2012-2013, ma per motivi logistici il numero dei partecipanti è stato ridotto a 750 mediante una selezione casuale via computer. Il concorso è ben presente sui social network: infatti studenti, insegnanti e operatori professionali possono interagire su Facebook, Twitter e su un blog. Il concorso dà alle scuole anche l´opportunità di apprendere l´una dall´altra e di sperimentare diversi metodi di insegnamento delle lingue. La scuola "Salzmannschule Schnepfenthal" in Turingia (Germania) merita di essere seguita con attenzione: i suoi studenti hanno vinto il titolo tre volte. Ma anche il Liceo Linguistico Europeo paritario S. B. Capitanio di Bergamo, frequentato dalla vincitrice italiana di quest´anno Francesca Magri, è già alla seconda vittoria. "Aderiamo al concorso ormai da cinque anni e siamo sempre più convinti che per i nostri studenti esso sia un´occasione per mettere alla prova non solo le loro competenze linguistiche, ma anche la loro creatività. E i risultati sembrano darci ragione visto che è la seconda volta che vinciamo questo concorso!" osserva la Professoressa Carla Giudice, che ha curato lo svolgimento del concorso per la scuola bergamasca. Dal canto suo, la vincitrice Francesca Magri commenta: "Ho partecipato traducendo dal tedesco, lingua che studio da tre anni e alla quale mi sono particolarmente affezionata. Partecipare a questo concorso mi ha dato l´occasione di avvicinarmi al mondo della traduzione, molto più complicato e affascinante di quanto mi aspettassi. Tradurre un testo da una lingua ad un´altra è ben lungi dal darne una traduzione sterile e perfettamente combaciante. È interpretare una frase, riscriverla colorandola di tutte le sfumature che presenta nella sua lingua madre, prendendo tutte le libertà che il traduttore si concede. Il concorso è stato inoltre un modo - per me efficace - di misurare me stessa e le mie capacità." I testi da tradurre avevano per tema la solidarietà tra le generazioni, che era anche la tematica dell´Anno europeo 2012, e spaziavano da casi di giovani che insegnavano ai vecchi come usare il computer a lezioni di storia impartite dagli anziani ai bambini. I testi sono stati compilati dai traduttori della Commissione per assicurare lo stesso livello di difficoltà in tutte le lingue. Gli studenti croati potranno partecipare per la prima volta all´edizione 2013-2014 del concorso dopo che il loro paese avrà aderito all´Ue e il croato sarà diventato la ventiquattresima lingua ufficiale. Contesto Il concorso ”Juvenes Translatores” (dal latino ”giovani traduttori”) è organizzato ogni anno dalla Direzione generale della Traduzione della Commissione europea. Il suo obiettivo è promuovere l´apprendimento delle lingue nelle scuole e consentire ai giovani di farsi un´idea di come funziona il mestiere del traduttore. Il concorso è aperto agli studenti delle scuole secondarie che hanno 17 anni di età (nell´edizione 2012-2013 si trattava dei giovani nati nel 1995) e si tiene contemporaneamente in tutte le scuole selezionate in tutta Europa. Il concorso ha spronato alcuni dei partecipanti a intraprendere studi di lingue e a diventare traduttori. I vincitori (con la combinazione linguistica scelta per il test) e le loro scuole
Paese Vincitore Scuola
Austria Sophie Maurer (Es-de) Sir-karl-popper-schule/wiedner Gymnasium, Wien
Belgio Juliette Louvegny (De-fr) Collège du Christ-roi, Ottignies
Bulgaria Пламена Малева (De-bg) Езикова гимназия „Проф. д-р Асен Златаров“, Велико Търново,
Cipro Μαρία Μυριανθοπούλο (En-el) Ενιαίο Λύκειο Κύκκου Α, Λευκωσία
Repubblica ceca Daniela Ottová (En-cs) Gymnázium a Střední odborná škola, Jilemnice
Danimarca Maria Priego Christiansen (Es-da) Rybners stx, Esbjerg
Estonia Eeva Aleksejev (Fr-et) Gustav Adolfi Gümnaasium, Tallinn
Finlandia Annika Metso (Fr-fi) Puolalanmäen lukio, Turku
Francia Lou Barra-thibaudeau (Es-fr) Lycée Victor Hugo, Poitiers
Germania Valentin Donath (Et-de) Salzmannschule Schnepfenthal, Waltershausen
Grecia Μαρία Φανή Δεδεμπίλη (Es-el) Γενικό Λύκειο Βέλου, Βέλο Κορινθίας
Ungheria Rebeka Tóth (En-hu) Erkel Ferenc Gimnázium és Informatikai Szakképző Iskola, Gyula
Irlanda Maeve Walsh (Ga-en) Loreto High School Beaufort, Dublin
Italia Francesca Magri (De-it) Liceo Linguistico Europeo paritario S.b. Capitanio, Bergamo
Lettonia Elvis Ruža (En-lv) Mērsraga vidusskola, Mērsrags
Lituania Giedrė Pupšytė (En-lt) Žemaičių Naumiesčio gimnazija, Šilutės rajonas
Lussemburgo Sophie Schmiz (Fr-de) Athénée de Luxembourg
Malta Janice Valentina Bonnici (En-mt) G.f. Abela Junior College
Paesi Bassi Anne-mieke Thieme (En-nl) Marnix College, Ede
Polonia Urszula Iskrzycka (En-pl) I Liceum Ogólnokształcące im. K.miarki, Mikołów, śląskie
Portogallo Catarina Pinho (Es-pt) Escola Secundária de Rio Tinto, Rio Tinto
Romania Diana Alexandra Amariei (Fr-ro) Liceul Teoretic Sfantu-nicolae, Gheorgheni, jud.Harghita
Slovacchia Lenka Mišíková (Fr-sk) Gymnázium bilingválne, Žilina
Slovenia Gita Mihelčič (En-sl) Gimnazija in srednja šola Kočevje, Kočevje
Spagna Jaime Bas Domínguez (En-es) Ies El Burgo de Las Rozas, Las Rozas, Madrid
Svezia Agnes Forsberg (En-sv) Johannes Hedberggymnasiet, Helsingborg
Regno Unito Angus Russell (De-en) City of London School, London
Gli studenti vincitori sono disponibili a farsi intervistare (per maggiori dettagli rivolgersi al portavoce). Mappa con le indicazioni della provenienza dei vincitori: Per ulteriori informazioni: Sito web del concorso: ec.Europa.eu/translatores Facebook: facebook.Com/translatores Twitter: @translatores Blog Jt per gli insegnanti: http://blogs.Ec.europa.eu/translatores/   Dg Traduzione: ec.Europa.eu/dgs/translation
 
   
   
SPORTELLI LAVORO NELLE SCUOLE SUPERIORI LA REGIONE PIEMONTE PROMUOVE L’ATTIVAZIONE SPERIMENTALE NELLE SCUOLE SUPERIORI DI SPORTELLI CAPACI DI AVVICINARE I NEO DIPLOMATI E I DIPLOMANDI AL MONDO DEL LAVORO.  
 
 Torino, 29 gennaio 2013- Per aderire al progetto, che ricalca il modello degli uffici job placement universitari e verrà realizzato grazie ad un bando lanciato dall’assessorato all’Istruzione nell’ambito del Programma Formazione e Innovazione per l’occupazione scuola-università di Italia Lavoro, agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ci sarà tempo dal 4 febbraio al 4 marzo 2013. Potranno presentare domanda gli istituti tecnici e professionali, le scuole superiori con almeno un indirizzo di studio tecnico o professionale, le reti di istituti composte eventualmente anche da licei ma il cui soggetto capofila deve sempre essere a vocazione prettamente tecnica o professionale. Tra le istanze pervenute ne verranno selezionate 26: 13 nel Torinese, 4 nel Cuneese, 3 nell’Alessandrino, 2 nel Novarese ed una rispettivamente nell’Astigiano, nel Biellese, nel Vercellese e nel Vco. Ogni progetto riceverà un contributo massimo di 30.000 euro per l’attivazione di un servizio di intermediazione scuola-lavoro che coinvolga almeno 150 studenti, diplomandi dell’anno scolastico 2012/2013 (cioè al quarto e quinto anno di scuola superiore) e neodiplomati degli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013. L’assessore regionale all’Istruzione osserva che il Piemonte, insieme a Liguria e Lombardia, è tra le prime Regioni ad avviare questa sperimentazione, con l’obiettivo di coinvolgere circa 4.000 studenti, diplomandi e neodiplomati. Inoltre, evidenzia che il progetto rappresenta un modo per creare un ponte immediato tra il mondo scolastico e quello del lavoro, aiutando e guidando i giovani a trovare il proprio futuro professionale e rendendo allo stesso tempo più concreto e competitivo il sistema dell’istruzione piemontese, già riconosciuto tra i migliori in Italia e in Europa. La Regione promuove l’attivazione sperimentale nelle scuole superiori di sportelli capaci di avvicinare i neo diplomati e i diplomandi al mondo del lavoro.  
   
   
L’UNIVERSITÀ DI PAVIA NOMINA I TRE MEMBRI ESTERNI DEL NUOVO CDA  
 
Pavia, 29 gennaio 2013 - Giorgio Margaritondo, Giovanna Mazzocchi e Mario Sarcinelli sono i tre membri esterni del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pavia. Il Rettore Angiolino Stella ha proposto le tre candidature al Senato accademico, che le ha approvate. Giorgio Margaritondo, professore ordinario di fisica applicata presso l’Ecole Polytechnique Fédérale of Lausanne (Epfl), Svizzera, di cui è stato Vice-presidente per gli Affari Accademici fino al 2011, è attualmente anche Presidente del Consiglio della Integrating Initiative in Synchrotron and Fel Science della Commissione Europea. Cittadino statunitense, ha lavorato a lungo negli Usa come Direttore associato del Wisconsin Synchrotron Radiation Center (1984-90); full professor di Fisica dal 1978 al 1990, è oggi visiting professor presso l’Università del Wisconsin a Madison e la Vanderbilt University. Fellow delle principali società di Fisica internazionali, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per l’attività di ricerca. E’ membro del comitato scientifico della Fondazione Alma Mater Ticinensis di Pavia. Giovanna Mazzocchi, laureata all’Università di Pavia, è Presidente di Editoriale Domus, la casa editrice fondata nel 1929 dal padre Gianni Mazzocchi. Oltre ad aver mantenuto la leadership delle riviste storiche – Domus, Quattroruote, Tuttotrasporti, Il Cucchiaio d’Argento – ha avviato nuove importanti iniziative editoriali tra cui Meridiani e altre testate di settore, anche on line. Cavaliere del lavoro nel 2008, ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua capacità imprenditoriale. Tra essi il premio “Tagliacarne” dell’Associazione Italiana per gli Studi di Marketing, il premio “Firenze Donna” e il premio “Mela D’oro” della Fondazione Bellisario, il premio “Rosa Camuna” della Regione Lombardia. Ospite d’onore nel 2004 della Giornata del Laureato, è da sempre molto vicina all’Università di Pavia. Mario Sarcinelli, laureato all’Università di Pavia e primo ospite d’onore della giornata del Laureato nel 1991, attualmente è Presidente di Dexia Crediop s.P.a. (Banca che opera nella finanza pubblica e di progetto) e di Gesac s.P.a, oltre che Vice presidente dell’Abi e di Assbank. Ha al suo attivo prestigiosissimi incarichi nazionali e internazionali, tra cui: Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Direttore generale del Tesoro, Ministro del Commercio estero, Presidente del Comitato Monetario della Cee, Presidente della Banca Nazionale del Lavoro. Tra le numerose onorificenze: Officier de la Légion d’Honneur, Cavaliere del Lavoro, premio Ambrosoli “Integrità e Responsabilità” (Transparency International Italia e Famiglia Ambrosoli). Nella medesima seduta, il Senato accademico ha iniziato a esaminare le 18 candidature interne pervenute; la verifica, che sarà conclusa nei prossimi giorni, porterà alla formazione di una rosa di non più di dieci nominativi, tra i quali saranno successivamente scelti i 5 membri interni del Consiglio di Amministrazione. Non appena saranno designati anche i candidati interni, il Rettore procederà alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pavia per il triennio 2013-2015.  
   
   
CALABRIA, TESTI UNICI PER SCUOLA, UNIVERSITÀ, CULTURA E BENI CULTURALE: RISCRIVERE LE REGOLE REGIONALI, AVVIATA AMPIA CONSULTAZIONE  
 
Catanzaro, 29 gennaio 2013- L´assessore alla Cultura Mario Caligiuri commenta l’avvio dell´ampia consultazione per cominciare a discutere sui quattro testi unici che dovrebbero armonizzare le oltre 50 leggi che attualmente disciplinano i settori di scuola, universita´, cultura e beni culturali.“Puo´ essere molto utile riscrivere le regole regionali - afferma Caligiuri - per aprire, rendere più produttivo e costruire il sistema culturale della nostra regione”. Com´e´ stato ampiamente evidenziato nel corso del primo incontro avvenuto a Lamezia Terme, si tratta di semplici bozze di provvedimenti legislativi che vengono sottoposte alla societa´ calabrese per raccogliere indicazioni e osservazioni, gia´ prima dell´avvio delle procedure di approvazione, che coinvolgeranno Giunta, Commissioni Consiliari e Assemblea Regionale. Pertanto, prima dell´esame dell´esecutivo sono previsti incontri con comuni, province e istituzioni, cosi´ come altre riunioni di carattere tematico per le varie aree. Inoltre, Caligiuri ha anche ribadito che, mentre per quest´anno le risorse economiche previste nel bilancio ordinario della Regione sono, com´e´ noto, estremamente limitate ed insufficienti, i fondi europei messi in circolazione nel settore sono stati molto rilevanti. Caligiuri ha ribadito che adesso l´efficacia e l´impatto dei finanziamenti dipenderà dall´utilizzo che ne faranno i beneficiari. L´approvazione dei testi unici servirà anche per poter concorrere in modo adeguato ad un efficace utilizzo dei fondi europei della programmazione 2014-2020. Inoltre, gia´ del 2014 i fondi ordinari sul bilancio della Regione Calabria sono destinati a crescere. Inoltre le bozze dei testi unici si trovano sui siti www.Conoscenzacalabria.it  e www.Regione.calabria.it , mentre e´ stato appositamente aperto l´indirizzo di posta elettronica testiunici@conoscenzacalabria.It  dove i cittadini, le associazioni e le istituzioni possono trasmettere opinioni e commenti.  
   
   
INTESA TRA REGIONE VENETO, UFFICIO SCOLASTICO E ASSOC. NAZIONALE DEL FANTE PER PROMUOVERE A SCUOLA CULTURA DI APPARTENENZA ALLA COMUNITÀ, FRATELLANZA E SOLIDARIETÀ  
 
Vicenza, 29 gennaio 2013 - La Regione del Veneto, con l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Associazione Nazionale del Fante hanno sottoscritto il 26 gennaio a Vicenza un protocollo d’intesa attraverso il quale si impegnano ad attuare un’ampia collaborazione per promuovere, presso i giovani frequentanti le scuole venete, un più forte senso di appartenenza alla comunità nazionale, di solidarietà, di rispetto per l’ambiente e di apertura ai problemi del prossimo. “Con questa iniziativa – ha spiegato l’assessore regionale, ringraziando più volte i partner dell’accordo – vogliamo divulgare tra i nostri alunni e studenti una cultura di fratellanza, di comunità solidale, di appartenenza a una realtà sociale con storia, radici e valori condivisi. E’ un progetto ambizioso ma a cui la Regione crede fermamente, tanto da assumere un ruolo di coordinamento e di promozione dello stesso, con l’obiettivo di arricchire la formazione dei nostri giovani e contribuire alla loro maturazione civica, nello spirito dell’educazione ai valori di Cittadinanza, della Costituzione e dell’Amor di Patria”. L’assessore ha parlato di un “orizzonte di riferimento” di questa iniziativa: il triennio 2015/2018, cioè quello in cui si svolgeranno le celebrazioni della Grande Guerra che proprio nel Veneto ebbe alcuni dei suoi scenari più famosi, epici e tragici. “Come Regione stiamo già lavorando a questo atteso appuntamento – ha precisato l’assessore –, perché, oltre a un’occasione di visita dei luoghi dove si è costruita la storia del nostro Paese, sia anche un percorso di conoscenza per le giovani generazioni, affinché possano sentirsi popolo, perché diventino i nuovi custodi di una preziosa e irrinunciabile memoria”. La valenza educativa del progetto è stata riconosciuta dallo stesso Ufficio Scolastico Regionale, rappresentato dalla vicedirettrice Gianna Miola, che con la sottoscrizione dell’intesa si impegna a sostenere e diffondere negli istituti scolastici le attività previste, stimolandone la partecipazione, monitorandole e verificando la preparazione storico-scientifica e pedagogico-didattica delle persone che si relazioneranno con gli studenti. All’associazione del Fante, rappresentata dal presidente nazionale Antonio Beretta e da quello vicentino Attilio Gomitolo, è affidata, in accordo con le scuole, la realizzazione delle iniziative di studio e ricerca, di approfondimento culturale su temi storici legati al territorio, con eventuali visite guidate a siti significativi della Grande Guerra e ai cantieri di restauro delle fortificazioni, oltre alla promozione di interventi propedeutici alle attività di protezione civile e di aiuto solidale, avvalendosi in tutto ciò anche della collaborazione di istituzioni ed enti territoriali. Il protocollo avrà validità per gli anni scolastici 2012-2013 e 2013-2014 e si intende tacitamente rinnovato per quello successivo. Le attività programmate non comporteranno spese e oneri a carico della Regione e dello Stato, oltre a quelle già previste dalla gestione dell’offerta formativa scolastica. “La Regione e l’Ufficio Scolastico Regionale – ha concluso l’assessore – sono da tempo impegnati insieme in azioni finalizzate alla valorizzazione della scuola veneta, anche promuovendo tra i propri giovani i valori della convivenza civile, secondo quel processo di riforma che prevede una sempre maggiore interazione tra il sistema dell’istruzione e diversi soggetti che operano nel territorio. Tra questi, una presenza importante nella società civile è data dall’Associazione Nazionale del Fante, che, su base volontaristica, ha tra le sue finalità statutarie proprio quella di incoraggiare il rispetto dell’ambiente e del prossimo, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni”.  
   
   
GIOVANI: FVG, VALORIZZARE NUOVO PERCORSO AUTONOMIA IDEE E AZIONI  
 
Trieste, 29 gennaio 2013 - Favorire e valorizzare l´autonomia di idee ed azioni nei giovani dai 14 ai 35 anni, accompagnandoli verso la vita adulta grazie ad un percorso predisposto dal legislatore ed ora reso operativo dalla struttura regionale. E´ questo l´obiettivo che, così come esposto a Udine, nel corso della giornata di studio sulle politiche giovanili della Regione Friuli Venezia Giulia, si vuole raggiungere concretamente quanto prima per non rimanere indietro rispetto ad altre realtà nazionali ed europee. Relatori ed uditori si sono perfettamente mescolati ed alternati al microfono, sviscerando prima le linee guida ed i progetti per attuarle al meglio e poi, nella seconda parte dell´incontro, le esperienze dirette già vissute o in fase di realizzazione. Dai titoli di un Friuli Venezia Giulia proiettato verso l´avanguardia, esposti dall´assessore ai Giovani, Roberto Molinaro, ai sommari sviluppati dal direttore regionale Anna Del Bianco, alle ricerche statistiche dell´Irsses, alla mission dell´Agenzia nazionale dei Giovani, alle buone pratiche solo accennate di altre Regioni quali Toscana e Val d´Aosta ed a quelle adeguatamente dettagliate della Provincia di Trento. Il tutto, naturalmente, contraddistinto dalla partecipazione attiva di oltre un centinaio di giovani presenti nell´auditorium della Regione. Il focus sul nostro territorio, è stato detto, è ora rivolto al sostegno dell´associazionismo giovanile, alla realizzazione di centri di aggregazione (98 interventi nel 2012 con un investimento di 19,8 mln di euro), all´attuazione dei bandi con risorse ministeriali ed alla costituzione all´interno della struttura regionale di un piccolo nucleo dedicato al welfare. La regola del tre vale per i principi guida delle azioni da attuare, cominciando dall´agire con i giovani e non per i giovani, esaltandone oggi e non domani il protagonismo responsabile che coltivi una generazione presente e non trasparente. Si deve perciò investire nell´azione, considerandola prioritaria per il sistema economico e sociale del Friuli Venezia Giulia già a partire dall´istituzione scuola. Ecco perché la crescita sarà proporzionale alla qualità delle risorse utilizzate, ragionando in termini di apprendimento continuo in un´ottica di conoscenza, competenza e socialità.  
   
   
AMBIENTE: UN NUOVO APPROCCIO LEGALE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL´ARIA NEGLI STATI MEMBRI UE  
 
Bruxelles, 28 gennaio 2013 - La qualità dell´aria ambiente è scarsa in molti Stati membri dell´Ue - nonostante l´obbligo per i governi a garantire una buona qualità dell´aria per i cittadini. La situazione è talmente grave che la Commissione sta agendo nei confronti di 17 Stati con un record coerente di cattiva qualità dell´aria. Oggi, come parte di un nuovo approccio al problema, la Bulgaria, la Lettonia e la Slovenia si chiede di affrontare con urgenza un continuo problema che uccide più cittadini di incidenti stradali ogni anno. Il problema riguarda minuscole particelle note come Pm10, che possono causare problemi respiratori, cancro ai polmoni e morte prematura. La cattiva qualità dell´aria è una minaccia diretta per i cittadini esposti all´inquinamento da polveri sottili (Pm10), che origina da fonti come il traffico stradale, l´attività industriale e il riscaldamento domestico. Secondo le ultime ricerche, la maggioranza (56%) degli europei ritiene che la qualità dell´aria è peggiorata negli ultimi 10 anni (vedi Ip/13/6 ). In passato, la Commissione ha assunto con successo l´Italia, il Portogallo, la Slovenia e la Svezia alla Corte di giustizia per non aver garantito una buona qualità dell´aria per i cittadini. Ma le sentenze della Corte che hanno portato solo riguardato il mancato rispetto dei valori limite di qualità dell´aria, in passato, fornendo uno scarso incentivo per gli Stati membri ad agire per superamenti future. Un nuovo approccio è quindi di adozione, di ampliare il campo di applicazione dell´azione legale. L´obiettivo è ora quello di sollecitare gli Stati membri in corso problemi di qualità dell´aria di agire lungimirante, rapida ed efficace per mantenere il periodo di non conformità il più breve possibile. La Commissione è particolarmente preoccupata per i casi in cui il mancato rispetto del diritto comunitario è durato per più di 5 anni e si prevede che continui anche in futuro. Secondo il diritto comunitario, gli Stati membri sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie per migliorare la qualità dell´aria, e di rendere disponibili tali informazioni in forma di piani per la qualità dell´aria. In caso contrario, si tradurrà in azioni legali. L´elenco completo degli Stati membri interessati dalla Pm10 superamenti Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Lettonia, Portogallo, Polonia, Romania, Svezia, Slovacchia e Slovenia. L´azione di oggi - lettere tecnico di messa in mora - contro la Bulgaria, la Lettonia e la Slovenia è in linea con misure analoghe adottate contro il Belgio nel mese di novembre 2012, e con la prossima azione legale nei confronti di tutti gli Stati membri che soffrono di persistenza di elevati livelli di particelle Pm10 nell´aria ambiente aria.  
   
   
STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA, INCARICHI A PROFESSIONISTI IL PROGRAMMA, PER IL SECONDO ANNO, INTERESSERÀ 39 COMUNI LUCANI. COLLABORERANNO GEOLOGI, INGEGNERI E ARCHITETTI  
 
Potenza, 29 gennaio 2013 - Sono oltre 100 i professionisti che collaboreranno alla realizzazione, per il secondo anno, degli studi di microzonazione sismica in 39 Comuni della Basilicata. Ne dà notizia il Dipartimento Infrastrutture. Per agevolare le procedure di selezione, il Dipartimento si è avvalso del contributo degli Ordini lucani dei Geologi, degli Ingegneri e degli Architetti, che hanno diffuso tra gli iscritti le circolari regionali, acquisendo la disponibilità degli iscritti. Gli Ordini stessi, poi, hanno provveduto a valutare i requisiti specifici dei professionisti, fornendo tre short list. Per l’attribuzione degli incarichi, il Dipartimento ha tenuto conto dell’indicazione fornita dall’Ordine dei Geologi in ordine ai raggruppamenti professionali e agli abbinamenti dei professionisti idonei con gli ambiti territoriali, selezionando 77 geologi. Per il conferimento degli incarichi alle altre figure professionali, invece, si è proceduto, a sorteggiare l’abbinamento territoriale dei professionisti idonei, 16 ingegneri e 12 architetti. Il programma di microzonazione sismica e l’analisi della condizione limite per l’emergenza, in 39 comuni del territorio regionale, sarà condotto sulla base delle priorità attinenti alla presenza del piano di protezione civile comunale e, in subordine, della maggiore accelerazione massima al suolo con l’obiettivo di prevenire e ridurre il rischio sismico. I centri inclusi nel secondo programma di microzonazione sono Latronico, Rotonda, Tramutola, Castelsaraceno, Castelgrande, Viggianello, Sarconi, Grumento Nova, Viggiano, Savoia di Lucania, Brienza, Rapone, Calvello, San Severino Lucano, Montemurro, Ruoti, Teana, Atella, Brindisi di Montagna, Trivigno, Barile, Vaglio Basilivata, Castelmezzano, Castronuovo di Sant’andrea, Pietragalla, Palazzo San Gervasio, Forenza, Oppido Lucano, Acerenza, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Pescopagano, Moliterno, Marsico Nuovo, Paterno, Balvano, Satriano di Lucania, Sasso di Castalda e Vietri di Potenza.  
   
   
AMBIENTE, PRESENTATI INTERVENTI SU RETE QUALITÀ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI TERNI, DALLA REGIONE UN MLN 200 MILA EURO  
 
Perugia, 29 gennaio 2013 - Un milione e 200mila euro, a tanto ammontano le risorse della Regione Umbria utilizzate per l´adeguamento, attraverso le migliori strumentazioni e tecnologie, della rete di monitoraggio regionale della qualità dell´aria nella provincia di Terni. L´insieme degli interventi, che - evidenziano dall´assessorato regionale all´ambiente - interessano un´area particolarmente sensibile da un punto di vista ambientale, hanno riguardato la sostituzione, la dismissione e la nuova installazione di strumenti in alcune stazioni del territorio, Terni Borgo Rivo, Carrara, Le Grazie, Terni Verga, Narni Scalo ed Orvieto Ciconia, passate dalla parziale gestione della Provincia di Terni alla Regione e, quindi, all´Arpa. La Regione - affermano dall´assessorato all´ambiente - è impegnata a tenere sotto controllo la qualità dell´aria attraverso una rete di monitoraggio che oggi può contare, in tutto il territorio regionale, su una strumentazione di ultima generazione, capace di garantire precisi dati ed indicatori sulla presenza di inquinanti in atmosfera. Ciò tenendo conto delle più recenti disposizioni normative finalizzate ad una migliore efficienza ed operatività, soprattutto in quest´area dell´Umbria dove alle emissioni di inquinanti dal traffico o dal riscaldamento domestico si aggiungono quelle derivanti da processi industriali. Anche se nella Conca sono stati investiti dalle Acciaierie ben 19 milioni di euro per sistemi di filtraggio e abbattimento delle polveri in atmosfera, le dispersioni degli inquinanti possono risultare più difficoltose che altrove. Da qui la necessità di potersi avvalere di apparecchiature tecnologicamente all´avanguardia per il monitoraggio. In questo quadro - concludono all´assessorato - la rete di monitoraggio regionale rappresenta uno dei punti maggiormente qualificanti anche del nuovo Piano regionale della Qualità dell´aria che, preadottato dalla Giunta regionale, verrà a breve portato alla partecipazione. Già da fine novembre-inizio dicembre scorso, dopo lo stop per i lavori di adeguamento delle stazioni interessate, è regolarmente ripresa nella provincia di Terni la rilevazione dei dati. Le altre stazioni della Rete di monitoraggio del territorio che non sono passate sotto la gestione Arpa, (Prisciano, Maratta, Polymer, S.girolamo, Feronia, San Liberato, Montoro) - è stato annunciato, andranno a costituire una futura rete di monitoraggio industriale. Di ciò si sta occupando la Provincia in collaborazione con le aziende del territorio soggette ad Autorizzazione integrata ambientale. Anche queste stazioni, una volta riqualificate e riposizionate, entreranno a far parte della gestione Arpa.  
   
   
AMBIENTE, SANTUARIO DEI CETACEI, RIPARTE COOPERAZIONE CON FRANCIA E MONACO, LA SODDISFAZIONE DELLA REGIONE LIGURIA  
 
Genova, 29 Gennaio 2013- Soddisfazione della Regione Liguria per la riapertura martedì 29 gennaio 2013, alle 18, a Palazzo Ducale, a Genova, della sede del Santuario dei Cetacei, chiusa dal 2010. "Domani - ha anticipato ieri l´assessore all´ambiente Renata Briano - abbiamo appreso dal Ministero dell´Ambiente, è infatti in programma a Genova, sede del segretariato permanente, una sessione straordinaria del Comitato scientifico e tecnico del Santuario Pelagos con gli esperti di Francia, Italia e Monaco". Ripetuti, in questi anni, sono stati gli Sos della Regione Liguria a Italia, Francia e Monaco per i gravi rischi che corre la grande riserva marina mediterranea e per riaprire l´attività del Segretariato Permanente di Genova. "L´appuntamento di domani segna, di fatto, la riapertura del segretariato, qualificandolo anche come soggetto giuridico, per affrontare le tante questioni sul tappeto e tutti gli aspetti dell´accordo di programma", ha spiegato l´assessore ligure all´Ambiente.  
   
   
ALLUVIONE IN VENETO. A PRESIDENTE REGIONE GESTIONE SENZA POTERI STRAORDINARI  
 
Venezia, 28 gennaio 2013 - La Regione del Veneto, e dunque per essa il presidente, subentra nella gestione dell’emergenza alluvione ma senza i poteri straordinari che aveva il Commissario delegato dal Governo. E’ quanto dispone una specifica Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale che, prendendo atto della mancata intesa sui poteri da affidare alla Regione stessa, le dà il compito di gestire la chiusura della fase emergenziale. Svolgerò questo compito volentieri, per amore del Veneto e dei nostri cittadini e per profondo rispetto per le istituzioni – ha ribadito il presidente del veneto – però sono “commissario” per un atto amministrativo impostomi da Roma che non mi dà alcun potere speciale: è scritto nero su bianco che non ho simili poteri, come ho sempre detto. In sostanza, la Regione chiuderà la gestione della contabilità riferita agli interventi attivati per il superamento della fase emergenziale a favore di privati, imprese ed enti pubblici. Per quanto riguarda gli interventi di prevenzione, cioè le casse di espansione – ha ricordato il presidente - è una attività che facciamo noi, come Regione, in via ordinaria e che procede a prescindere dal commissariamento. Il commissario liquida le pratiche, cioè paga il conto dei danni, non fa nuove opere. La cassa di espansione di Caldogno, quella di Trissino e le altre che sono state indicate hanno insomma un corso a parte e non c’entrano con l’attività commissariale. Aver potuto disporre di poteri speciali ad esempio sulle opere pubbliche – ha detto ancora – significava bypassare tutte le pastoie burocratiche, essere più operativi, dare risposte molto più veloci. Siamo ricaduti nella tanta burocrazia – ha concluso rispondendo alle domande dei giornalisti – e questo non dipende dalla Protezione Civile nazionale e dal suo responsabile Franco Gabrielli; penso che dipenda tanto da altri meccanismi romani che vogliono evitare al massimo di dare autonomia e competenze e agli amministratori i quali, nonostante siano democraticamente eletti, sono sempre visti come nemici.  
   
   
AMBIENTE. IN VENETO PIANO ARIA IN DIRITTURA D’ARRIVO. IN POLE POSITION ANCHE PIANO RIFIUTI E PIANO CAVE  
 
Teolo (Padova), 29 gennaio 2013 - La giunta regionale ha adottato a fine dicembre il Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera. Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale aprendo così la fase della consultazione pubblica. Dal 25 gennaio ci sono sessanta giorni di tempo per presentare osservazioni, valutate le quali l’iter prevede poi un nuovo passaggio in giunta regionale e la trasmissione al Consiglio per approvazione definitiva. Le linee del piano sono state presentate oggi a Teolo (Padova), nella sede del Centro Meteorologico dell’Arpav, dall’assessore veneto alle politiche ambientali che ha colto l’occasione, insieme ai tecnici regionali e al direttore dell’Arpav, per fare il punto sull’attività svolta nel 2012 nel campo della tutela e della salvaguardia ambientale e sulle azioni in programma per il 2013. Il nuovo Piano Aria – è stato detto - rispecchia dieci anni di lavoro e di confronto con le amministrazioni provinciali e comunali (il piano ora in vigore risale al 2002). Il Veneto, comunque, si trova in una posizione sfavorevole – anche dal punto di vista meteoclimatico – alla dispersione degli inquinamenti atmosferici. In questi ultimi cinque anni si è registrato un calo complessivo degli inquinanti primari e secondari, mentre dal 2010 al 2012 la situazione si è stabilizzata. I dati della rete Arpav hanno rilevato per l’ultimo triennio in tutte le città del Veneto, ad eccezione di Belluno, un numero di superamenti del valore limite giornaliero di polveri sottili-Pm10 superiore ai 35 giorni per anno. Per quanto riguarda l’ozono, inquinante tipicamente estivo, i dati del 2012 mostrano un peggioramento rispetto al 2011 dovuto ad un’estate caratterizzata da episodi anche prolungati di caldo, soprattutto in giugno e nella seconda metà di agosto. Le centraline Arpav hanno registrato 219 episodi di superamento della soglia di informazione contro i 192 dell’anno precedente. Oltre agli inquinanti ‘tradizionali’ il monitoraggio dell’ultimo triennio ha permesso di individuarne di ‘emergenti’, come il benzoapirene che fa registrare un aumento probabilmente dovuto anche all’utilizzo di biomasse, vale a dire legname e pellet, per il riscaldamento. Il nuovo Piano per la Qualità dell’Aria prevede una nuova zonizzazione, in particolare per la Valbelluna che, al di sotto dei 600 metri di altitudine, ha caratteristiche simili alla pianura, ma ciò che è maggiormente rilevante è l’attenzione per i nuovi inquinanti e per le azioni più appropriate per il risanamento dell’atmosfera – ha detto l’assessore – a partire dalla riduzione dei consumi, dall’utilizzo delle migliori tecnologie sul mercato e dalla differenziazione delle fonti energetiche, guardando anche agli aspetti economici. Tutta la documentazione relativa al piano è consultabile sul sito della Regione . Altri importante obiettivi in ‘pole positition’ – è stato ricordato - sono il Piano Rifiuti, che aggiornerà quello attualmente in vigore risalente al 2004, e il Piano Cave atteso da 30 anni. Le risorse di competenza dell’area ambiente per il 2012 ammontano complessivamente a quasi 199 milioni di euro di cui oltre 143 milioni per la difesa del suolo. Infine, è stato annunciato che dal 16 al 24 marzo si svolgerà la Settimana dell’Ambiente durante la quale in tutto il Veneto sarà possibile accedere ad oltre 50 siti di interesse ambientale e, in concomitanza con Sep Pollution, alla Fiera di Padova (in programma dal 19 al 22 marzo), saranno organizzati 15 convegni specialistici. E’ prevista anche la prima edizione del concorso fotografico “Scatta l’Ambiente”.  
   
   
RIFIUTI. VERSO PIANIFICAZIONE UNICA PER URBANI E SPECIALI  
 
Venezia, 29 gennaio 2013 - Il piano regionale dei rifiuti urbani, risalente al 2004, ha bisogno di essere aggiornato. Peraltro, considerata l’evoluzione della gestione dei rifiuti nel Veneto, si è deciso di uniformare, all´interno di un unico elaborato, tutta la pianificazione in materia di gestione di rifiuti sia urbani che speciali. La nuova impostazione è stata confermata dall’assessore regionale alle politiche ambientali in occasione delle recente presentazione del Piano Aria a Teolo (Padova), nella sede dell’Arpav, durante la quale si è fatto anche il punto sull’attività svolta nel 2012 nel campo della tutela e della salvaguardia ambientale e sulle azioni in programma per il 2013. La Regione del Veneto – ha fatto rilevare l’assessore - è dotata, oltre che del Piano di Gestione dei rifiuti urbani del 2004, anche di una serie di altri strumenti (ad esempio, il Piano regionale di gestione degli imballaggi e il Programma regionale di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili), che la collocano come una delle Regioni più all’avanguardia a livello nazionale sotto l’aspetto della programmazione nel settore dei rifiuti. Nell’ottobre del 2011 è stata avviata una procedura di riscrittura che, in conformità a quanto previsto dalla normativa di settore, ha portato alla stesura di un nuovo documento che include nel suo interno, oltre alla gestione dei rifiuti urbani e speciali, i criteri per la definizione delle aree non idonee, le linee guida per la gestione di particolari categorie di rifiuti, il Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, il Programma per la riduzione della produzione dei rifiuti e il Piano per la bonifica delle aree inquinate. Questo nuova pianificazione, ormai prossima alle presentazione, avendo come obiettivo la tutela della salute e dell’ambiente, applicherà una gerarchia di priorità per la gestione dei rifiuti, a partire dalla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti, sia mediante azioni di prevenzione, sia mediante il riutilizzo e il recupero di materia, privilegiando inoltre altre forme di recupero, anche energetico, rispetto allo smaltimento finale in discarica. Strategico, sia dal punto di vista economico che di tutela del territorio, sarà garantire lo sviluppo della competitività nel settore del recupero di rifiuti, allo scopo di assicurare le materie prime seconde necessarie al consolidamento dell’industria regionale del riciclo. Inoltre il Piano rifiuti punterà alla riduzione della pressione sul suolo e, in particolar modo, del consumo di terreno agricolo.  
   
   
INAUGURATO BATTELLO ANTI-RIFIUTI A BATTAGLIA TERME  
 
Battaglia Terme (Padova), 29 gennaio 2013 - E´ stata inaugurata il 25 gennaio la nuova barca che permetterà una rimozione sistematica dell´immondizia dal canale a Battaglia Terme (Padova). E’ intervenuto l’assessore regionale all’ambiente. Il battello rappresenta infatti il frutto del lavoro di squadra tra Comune, Regione e Bacino Padova 3. I rifiuti galleggianti trasportati dalla corrente fino al centro del Comune di Battaglia Terme, si accumulano costantemente nell´“Arco di Mezzo”, un punto nevralgico a causa del complesso sistema di regolazione idraulica. I rifiuti galleggianti provengono da tutti i Comuni che insistono nei corsi d´acqua confluenti nel centro di Battaglia Terme. A consuntivo dell’anno 2010, i rifiuti raccolti sono stati complessivamente circa 112 tonnellate per 17 interventi, mentre nel 2011, circa 89 tonnellate per 16 interventi. Nel 2012 invece, gli interventi sono stati 11 per 67 tonnellate di rifiuti raccolti. Finora i rifiuti sono stati raccolti con un natante e la successiva raccolta tramite ragnatura dalla strada adiacente il corso d’acqua con conferimento in container stagno ed avvio in idoneo impianto autorizzato. Con il mezzo inaugurato oggi invece, saranno possibili passaggi settimanali con pulizia di tutto lo specchio d’acqua nei tratti di canale che vanno dal ponte del “Catajo” fino a Monselice con raccolta dei rifiuti prima del loro arrivo nel centro del paese. Con la nuova imbarcazione, effettuando con maggiore frequenza la pulizia del canale, si evita il formarsi di importanti quantitativi di rifiuto e la conseguente formazione di cattivi odori, oltre a permetterne una costante e completa navigabilità con la possibilità di puntare all’incentivazione del turismo fluviale. Il battello ecologico è attrezzato con un “pontone” trasportabile su strada e permette la rimozione dei rifiuti solidi. Il costo complessivo è stato di oltre 95 mila euro di cui 40 mila – ha ricordato l’assessore veneto - garantiti da un finanziamento regionale proveniente dalla Ecotassa. L´utilizzo e la manutenzione della barca ecologica sono a carico del Bacino Padova 3.