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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 29 Gennaio 2013
UE; NUCLEARE: STANDARD DI SICUREZZA PIÙ ALTI  
 
Strasburgo, 29 gennaio 2013 - A seguito dell´incidente di Fukushima, è stata valutata la sicurezza di 145 reattori nell´Ue e 20 reattori al di fuori dell´Ue. Con una risoluzione approvata il 24 gennaio dalla commissione all´Industria, i deputati richiedono standard più alti per gli stress test. Causati da un errore umano o da un terremoto, gli incidenti nucleari sono un serio rischio per la salute pubblica. Le conseguenze del tragico disastro nucleare di Chernobyl nel 1986 sono ancora tangibili. Scopri più informazioni su Europarltv, clicca nel link nella colonna di destra. Quasi tutte le centrali nucleari dell´Ue hanno bisogno di standard di sicurezza più elevati, che costerebbero più di 25 miliardi di euro. Con questa risoluzione, i deputati chiedono di migliorare immediatamente la sicurezza. Queste spese dovrebbero essere sostenute dagli operatori nucleari e non dai cittadini. In giugno 2014, la Commissione europea prevede di presentare una relazione sull´implementazione degli stress test negli Stati membri. L´ue non stabilisce il mix energetico degli Stati membri, ma può richiedere certi standard di sicurezza.  
   
   
NOCETO, ENERGIA PULITA COL FOTOVOLTAICO PRESENTATO DA COMUNE, PROVINCIA E SOGGETTO PRIVATO L’IMPIANTO REALIZZATO A BORGHETTO. L’OPERA FA PARTE DEL PROGETTO PROVINCIALE “FOTOVOLTAICO INSIEME”  
 
Parma, 29 gennaio 2013 – 13.486 moduli in grado di produrre circa 3.800.000 kWh di energia all’anno evitando che nell’aria siano emesse circa 1.900 tonnellate di anidride carbonica. Sono questi i numeri del nuovo impianto fotovoltaico di Noceto, il più grande dei 24 “campi” realizzati nell’ambito del progetto “Fotovoltaico insieme”, promosso dalla Provincia con 35 comuni del territorio. Dell’iniziativa si è parlato  ieri a Borghetto, nei cui pressi sorge l’impianto, nel corso di un incontro con i protagonisti che ne hanno sottolineato il significato. “E’ un impianto che ben evidenzia la virtuosa sinergia tra pubblico e privato che sta alla base della realizzazione dell’opera” ha detto il sindaco Giuseppe Pellegrini ringraziando i soggetti che hanno collaborato alle diverse fasi di lavoro e auspicando che “anche nel futuro continui la politica degli incentivi pubblici grazie alla quale si possono concretizzare progetti come questo”.“E’ un intervento di grande rilevanza che porta vantaggi per l’ambiente e per l’economia in quanto consente al comune di incamerare ogni anno risorse certe – ha osservato l’assessore provinciale all’Ambiente Giancarlo Castellani ricordando che “Noceto è stata sede anche per un altro progetto coordinato dalla Provincia che ha portato all’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della casa Protetta”. Alexander La Durner, della ditta Markas ha ringraziato gli enti con i relativi tecnici per la collaborazione anticipando che la società, che rientra nell’associazione temporanea d’impresa che ha realizzato il progetto, si preparara “a fare un regalo ai cittadini di Borghetto”.lorenzo Ghirarduzzi, vicesindaco e assessore al Bilancio e all’Ambiente di Noceto ha evidenziato l’importanza degli introiti che andranno al comune e che sono 210mila euro all’anno. “ Sono risorse importanti che intendiamo reinvestire in opere pubbliche nel campo dell’ambiente, tanto abbiamo fatto ma ci sono ancora tante cose da fare in questo ambito”.L’incontro è stato concluso dall’intervento dell’ex sindaco e oggi consigliere Fabio Fecci che ha parlato degli sforzi fatti dal comune per promuovere iniziative nel campo delle energie alternative. “Abbiamo sempre cercato di portare avanti progetti sostenibili, non li abbiamo realizzati tutti per mancanza di risorse pubbliche ma nonostante questo siamo riusciti a dare concretezza a opere significative”.  
   
   
SARDEGNA: APPROVATI GLI ESITI DELL´AVVISO PER UN IMPIANTO SOLARE DI PUBBLICA UTILITÀ  
 
Cagliari, 29 gennaio 2013 - Po Sardegna Fesr 2007-2013 - Asse Iii "Energia" - Linea di attività 3.1.1.C - Avviso pubblico per la presentazione di manifestazioni di interesse da parte dei comuni della Sardegna per realizzare e gestire un impianto pilota a tecnologia solare termodinamica a concentrazione. L´assessorato dell´Industria ha approvato gli esiti della valutazione delle manifestazioni di interesse presentate dai comuni, singoli oppure raggruppati in associazioni o unioni, per la realizzazione e gestione di un impianto pilota a tecnologia solare termodinamica a concentrazione. Ricordiamo che il progetto, per cui sono disponibili oltre 7 milioni di euro provenienti dal Po Fesr 2007-2013, è finalizzato alla produzione di energia per fini di pubblica utilità. Nel caso in cui l´Amministrazione regionale decida di attuare l´intervento, il coordinamento scientifico della progettazione e realizzazione sarà affidato a Sardegna Ricerche, la proprietà dell´impianto sarà della Regione, mentre la gestione tecnica sarà in capo all´Ente proponente. Http://www.regione.sardegna.it/j/v/1725?s=1&v=9&c=389&c1=1242&id=31310    
   
   
UDINE - SERBIA: PASSAPORTO ENERGETICO PER LE PMI FRIULANE  
 
Udine, 29 gennaio 2013 - Il Governo della Repubblica di Serbia con l’obiettivo di rendere il paese più “green”, ha introdotto nel 2011 una nuova legge sull’energia per valorizzare le nuove fonti rinnovabili. Dal 2010, inoltre, è attivo il Consiglio della Bioedilizia con lo scopo di guidare la trasformazione dell’industria dell’edilizia serba verso l’efficienza energetica e l’ecocompatibilità. Considerato il fatto che il 75% degli immobili in Serbia sono antecedenti al 1980, il mercato offre interessanti opportunità per le Pmi operanti nel settore. In questo quadro positivo la Camera di Commercio di Udine, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Serbia ed il Montenegro (Italjug) e con la Camera di Commercio Italo- Serba, organizza giovedì 31 gennaio alle ore 16.00 (Sala Consiglio – Via Morpurgo, 12), un seminario finalizzato ad illustrare operativamente le normative vigenti, a presentare le analisi sui settori dell’efficienza energetica e dell’ edilizia eco-compatibile (es. Principali operatori, prodotti e tecnologie disponibili, previsioni e tendenze, barriere all’entrata) finalizzate a delineare gli spazi per potenziali azioni commerciali d’interesse. La presentazione della fiera Serbia Green Building Expo and Conference che si svolge a Belgrado dal 27 febbraio al 01 marzo 2013 (http://www.Greenbuildingexpo.rs ) e delle attività a supporto per le Pmi interessate a incontri d’affari in concomitanza alla fiera completano gli interventi. L’evento s’inserisce nel programma promozionale progetto “4Ecis - Efficienza Energetica - Edilizia Eco-compatibile Cooperazione Italia-serbia”, co-fi nanziato da Unioncamere nazionale. Inviare la scheda di adesione entro martedì 29 gennaio via fax al nr. 0432 503919 o e-mail: progetti.Info@ud.camcom La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutte le imprese interessate.  
   
   
“NO ALLO STOCCAGGIO GAS A SAN BENEDETTO. COME SEMPRE DICHIARATO”. DICHIARAZIONE DI SPACCA.  
 
Ancona, 29 gennaio 2013 - “Questa mattina – ha detto ieri il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - la Giunta Regionale ribadisce il suo No all´impianto di stoccaggio del gas a San Benedetto. Deve essere chiaro a tutti, cittadini e politici in campagna elettorale, che la posizione del governo regionale non fermerà la procedura che tocca più amministrazioni a diverso livello. Formalmente la posizione che oggi noi assumiamo potrà essere espressa solo nel momento in cui la Regione Marche sarà chiamata dal Ministero ad esprimere l´intesa sul progetto. In quel momento, la mancata intesa interromperà la procedura amministrativa. Preciso queste cose, perché già si annunciano parole e posizioni che, fidando nella distrazione dei cittadini o nella loro non conoscenza delle leggi, vogliono utilizzare questa vicenda per fare becera propaganda elettorale o polemiche pretestuose. Non esistono leggi che consentono ad una istituzione di impedire ad una impresa di presentare un progetto per svolgere un’attività. Spesso si chiede alla politica, soprattutto alla Regione, di impedire la presentazione di uno studio di fattibilità, di interrompere perentoriamente una Via o un progetto di autorizzazione ministeriale. Non è possibile. Non possiamo impedire a privati di organizzare la loro attività economica, ma essi devono farlo nel rispetto delle leggi che presidiano la vita della nostra comunità. Leggi che valgono per tutti i privati cittadini ed istituzioni”.  
   
   
“PROGETTO SAN BENEDETTO STOCCAGGIO”. LA GIUNTA REGIONALE FORMALIZZA LA DECISIONE CONTRARIA.  
 
Ancona, 29 gennaio 2013 - La Regione Marche è contraria alla realizzazione del progetto “San Benedetto Stoccaggio”, presentato dalla società Gas Plus Storage S.r.l. Come già anticipato dal presidente Gian Mario Spacca, la Giunta regionale ha ufficializzato la decisione che esclude ogni possibilità di intesa. Di seguito la posizione formale assunta dalla Giunta regionale nella seduta odierna. “Il Ministero dello Sviluppo economico ha inserito il giacimento in terraferma di San Benedetto del Tronto tra quelli in fase di avanzata coltivazione tecnicamente ed economicamente convertibili in stoccaggio. La Gas Plus Storage Srl, pertanto, il 14/9/2007 ha presentato a tale Ministero, in concorrenza con altri soggetti, un progetto finalizzato alla conversione in stoccaggio della concessione di coltivazione, denominato “San Benedetto stoccaggio”, che è stato scelto dallo stesso Ministero. Nell’ambito del relativo procedimento dovrà essere richiesta l’intesa della Regione. L’iter autorizzativo è ancora in corso, con molteplici sottofasi e pareri tecnici parziali; ma ciò che conterà sarà tale intesa finale ai sensi della normativa statale: Al riguardo va rilevato che: - Il Piano Energetico Ambientale Regionale (Pear) non prevede la realizzazione di impianti di stoccaggio in strato del gas naturale: tale progetto non trova riscontro nella pianificazione strategica regionale del settore energetico. - L’impianto previsto nel progetto è localizzato in una zona a elevata densità di popolazione, in diretta relazione con un contesto territoriale fortemente urbanizzato, caratterizzato da destinazioni d’uso residenziali e industriali, e nelle immediate vicinanze di infrastrutture stradali strategiche come la A14. Tale collocazione alimenta un forte clima di allarme sociale e sarebbe quasi unica in Italia: salvo il caso di Brugherio, nel Comune di Cinisello Balsamo, infatti, tutti i 13 impianti in esercizio sono ubicati in aree extraurbane o, al più, in vicinanza di piccoli centri abitati. - La realizzazione del progetto determinerebbe un gravissimo pregiudizio per l’occupazione e l’economia locale, con pesanti danni per la vocazione e le potenzialità turistiche di San Benedetto e dell’intera Riviera delle Palme. In un contesto caratterizzato da un’offerta diffusa e rivolta al turismo balneare, già alle prese con una crisi internazionale senza precedenti, la realizzazione di un’industria a rischio di incidente rilevante qual è l’impianto di stoccaggio rischia di compromettere l’immagine turistica di San Benedetto e della Riviera, vanificando decenni di impegno di operatori e istituzioni locali. - Esistono rischi di sicurezza non escludibili in assoluto. Considerata la natura dell’attività esercitata, infatti, non può essere del tutto esclusa, pur in presenza dei nulla osta già rilasciati, l’eventuale migrazione del gas stoccato all’interno di superfici di faglia presenti e la possibilità che si possano produrre incidenti rilevanti. Tale criticità, collegata alla localizzazione in una zona densamente popolata, rendono il progetto fortemente impattante sulla coesione della comunità di San Benedetto e del territorio circostante. La Regione non potrà, pertanto, esprimere alcuna intesa in merito”  
   
   
VILLA UMBRA: IL 4 FEBBRAIO SEMINARIO GRATUITO SU NUOVE PROSPETTIVE DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA PER GLI ENTI LOCALI  
 
Perugia, 29 gennaio 2013 - Un seminario gratuito per approfondire le nuove prospettive di pianificazione per gli enti locali a seguito della sentenza del Consiglio di Stato (n.2710/2012): è quello che si terrà il giorno 4 febbraio (dalle ore 9) a Villa Umbra di Pila (Pg), promosso dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica. Dopo l´apertura dei lavori, a cura dell´Amministratore unico della scuola Alberto Naticchioni, seguirà l´illustrazione dalla sentenza n.2710/2012 del Consiglio di Stato da parte di Oberdan Forlenza, Consigliere di Stato ed estensore del provvedimento. Il potere di pianificazione urbanistica, è detto nella sentenza, non è solo funzionale all´interesse pubblico e all´ordinato sviluppo edilizio del territorio, in considerazione delle diverse tipologie di edificazioni distinte per finalità , ma è funzionalmente rivolto alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici, che trovano il proprio fondamento nella Costituzione. La sentenza si riferisce al Piano regolatore generale di Cortina e, precisamente, alla scelta operata nel Piano di escludere in via generale una nuova edificazione residenziale nel territorio comunale, eccezion fatta solo per nuove costruzioni da eseguirsi sulle sole aree di proprietà comunale e da destinare ai residenti. I lavori, presieduti da Giuseppe Severini, presidente Sezione Consiglio di Stato, preseguiranno con gli interventi di Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e presidente Anci Umbria; Franco Marini, presidente Istituto nazionale urbanistica-Umbria; Paolo Urbani, ordinario di diritto amministrativo Università degli studi G.d´annunzio Chieti-pescara; Francesco Nigro, architetto e urbanista, ed Angelo Pistelli, dirigente servizio urbanistica e espropriazioni della Regione Umbria.  
   
   
CASA IN ABRUZZO: CONTRIBUTI; L´8/2 SU BURA GRADUATORIA DEFINITIVA  
 
L´aquila, 29 gennaio 2013 - Sono state approvate le graduatorie definitive relative all´8° bando della legge sulla casa 25/2001, che eroga finanziamenti per l´acquisto, il recupero e la costruzione della prima casa. Lo rende noto l´assessorato ai Lavori pubblici, dopo che la Fira, la finanziaria regionale che ha curato le gestione del bando, ha approvato la graduatoria. La graduatoria dell´8 bando si riferisce allo stanziamento di 3,5 milioni di euro per le annualità 2009-2010, le cui domande di adesione al bando sono scadute nell´aprile del 2011. La graduatoria definitiva verrà pubblicata sul Bura dell´8 febbraio 2013, consultabile sul portale della Regione Abruzzo.  
   
   
BOLZANO: EDILIZIA AGEVOLATA, CONFERMATE LE GRADUATORIE SEPARATE  
 
Bolzano, 29 gennaio 2013 - Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che si è espressa contro il limite dei 5 anni di residenza per l´accesso alle prestazioni sociali previsto dalla legge sull´integrazione, la Giunta provinciale torna ad occuparsi del problema immigrazione. Questa volta confermando la presenza di graduatorie separate per l´assegnazione di alloggi e contributi. "Il pericolo che vogliamo evitare - ha sottolineato il presidente Luis Durnwalder - è quello di provocare un flusso di immigrati da altre regioni italiane verso l´Alto Adige, in quanto attirati da prestazioni sociali più vantaggiose soprattutto nel settore abitativo". Per questo motivo, la Giunta provinciale ha già istituito graduatorie separate per l´accesso agli alloggi Ipes e per i contributi sull´acquisto, la costruzione e la locazione di abitazioni: da una parte i cittadini comunitari, dall´altra quelli provenienti da paesi che non fanno parte dell´Unione Europea. "Proprio questo passaggio - ha ricordato Durnwalder - è stato in passato oggetto di un´impugnazione della legge provinciale di fronte alla Corte di giustizia della Ue, la quale si pronunciò però a nostro favore a patto che i criteri per l´accesso e la valutazione delle singole posizioni all´interno delle rispettive categorie fossero i medesimi". Alla luce di ciò, la Giunta provinciale ha deciso di confermare questa linea anche nell´assegnazione degli alloggi Ipes e dei mezzi finanziari nel settore dell´edilizia abitativa relativi al 2013. Questo significa che nell´anno in corso il 14,16% degli alloggi Ipes verrà assegnato ai cittadini provenienti da paesi extraUe (61 su 373), percentuale che scende fino al 10,16% per quanto riguarda i contributi per l´acquisto, la costruzione e il recupero di alloggi nonchè per il sussidio casa. I mezzi finanziari in questo settore, per tutto il 2013, ammontano a 73,6 milioni di euro, 7 e mezzo dei quali saranno assegnati a cittadini extracomunitari. Di questi 7,5 milioni, però, ben 6 riguardano il cosiddetto sussidio casa, ovvero il contributo provinciale per la locazione degli alloggi, mentre poco meno di 1,5 milioni verranno destinati all´acquisto di abitazioni. Un rapporto che, per le famiglie residenti in Alto Adige con cittadinanza italiana o europea, si ribalta: su 66,1 milioni di euro, infatti, ben 51,1 sono destinati alle agevolazioni edilizie, e "appena" 15 al sussidio casa. "Le graduatorie separate - ha concluso Durnwalder - rappresentano l´unica possibilità per non creare svantaggi agli altoatesini i quali, nel caso tutte le domande finissero nello stesso calderone, sarebbero penalizzati sulla base di reddito, numero dei componenti del nucleo familiare, dimensioni e condizioni dell´alloggio e altri parametri".  
   
   
TERREMOTO. PER POLESINE INDIVIDUATE PRIORITÀ, FABBISOGNI E PERCENTUALI DI AIUTO FINANZIARIO PER DANNI A ENTI PUBBLICI E BENI ECCLESIASTICI  
 
Venezia, 29 gennaio 2013 - Con ordinanza del Presidente della Regione, nella sua veste di Commissario per il superamento dell’emergenza terremoto in Polesine, è stato approvato il Piano degli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici, con l’indicazione delle priorità e della percentuale massima di finanziamento per quanto concerne i danni subiti da enti pubblici ed enti non commerciali, compresi i beni ecclesiastici. Il provvedimento è stato adottato sulla base di una ricognizione sul territorio effettuata alla fine dello scorso autunno e discussa nel dicembre scorso in un incontro pubblico con i sindaci dei Comuni danneggiati dal sisma e l’Amministrazione provinciale polesana. L’ordinanza individua il seguente ordine di priorità, con la relativa percentuale di copertura del danno: a) interventi di ripristino urgente degli immobili adibiti ad uso scolastico, educativo per la prima infanzia e strutture universitarie (100 per cento di contributo su un danno totale di circa 1 milione 755 mila euro, già spesi); b) interventi di ripristino su edifici municipali (il finanziamento potrà arrivare fino al 90 per cento del contributo richiesto; il danno segnalato ammonta a circa 1,717 milioni di euro); c) interventi di ripristino degli immobili adibiti ad uso scolastico, educativo per la prima infanzia e strutture universitarie non rientranti nell’ambito previsto dalla precedente lett. A) (fino all’80 per cento del contributo; il danno segnalato ammonta a quasi 2,563 milioni di euro); d) interventi di ripristino su caserme in uso all’amministrazione della difesa, dell’interno e di altre forze dello Stato (fino all’80 per cento del contributo; danno di 125.650 euro); e) interventi di ripristino su chiese e altri immobili di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, formalmente dichiarati di interesse storico-artistico (fino all’80 per cento del contributo; danno di quasi 7,936 milioni); f) interventi di ripristino su altri edifici ad uso pubblico (fino al 60 per cento del contributo; danno segnalato di 1,5 milioni); g) interventi di ripristino su opere di difesa del suolo e infrastrutture e impianti di bonifica per la difesa idraulica e per l’irrigazione ((fino al 60 per cento del contributo; danno segnalato di quasi 10,5 milioni); h) interventi di ripristino su altri immobili demaniali (fino al 40 per cento del contributo; danno segnalato di oltre 1,154milioni). Per gli interventi di cui sopra sono state fatte 199 segnalazioni, per un totale di danno complessivo per oltre 27 milioni di euro. L’attuazione del provvedimento avverrà tramite singole ordinanze che fisseranno criteri di accesso.  
   
   
TERREMOTO/EMILIA RICOSTRUZIONE LUOGHI DI CULTO. RECEPITE GIÀ A DICEMBRE LE INDICAZIONI DELLA CORTE DEI CONTI. PROSEGUE L´IMPEGNO A GARANTIRE IL RITORNO ALLA NORMALITÀ DELLA VITA DELLE COMUNITÀ.  
 
 Bologna, 29 gennaio 2013 - «Stiamo collaborando con le autorità ecclesiastiche interessate e la Sopraintendenza, per proseguire gli interventi di recupero delle chiese danneggiate dal sisma, al fine di garantire nel più breve tempo possibile la continuità di culto e il ritorno alla normalità delle comunità, purtroppo, colpite dal terremoto». Lo ha precisato il sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-romagna Alfredo Bertelli in merito all’indicazione dei giudici della sezione Controllo della Corte dei Conti, che hanno escluso l’ammissibilità della spesa per gli interventi di ripristino dei siti religiosi, ancorché danneggiati, che si trovano in Comuni al di fuori del cratere. «Con la Corte dei Conti c’è un confronto positivo e abbiamo recepito, già a dicembre, l’indicazioni portate. E dunque – ha aggiunto Bertelli - non c’è sostanza per polemiche e strumentalizzazioni. Stiamo lavorando per affrontare anche le situazioni relative agli edifici religiosi dannegiati contigui all’epicentro per quali però vi è un nesso causale con gli eventi sismici. In coerenza con quanto condiviso con il Governo per quanto riguarda gli edifici dei Comuni fuori dal cratere che hanno avuto danni direttamente causati dal terremoto». «Infine, - ha concluso Bertelli – voglio chiarire che la Commissione a cui fa riferimento il consigliere regionale Favia, è stata prevista esclusivamente per la ricostruzione di edifici residenziali o produttivi e non invece quelli pubblici, monumentali o ad uso collettivo».  
   
   
URBANISTICA. ASSEGNATO PREMIO “L. PICCINATO”  
 
Venezia, 29 gennaio 2013 - L’università Iuav insieme all’Ater di Venezia, per la categoria pubbliche amministrazioni, con il progetto “Cinque punti per modificare il passato prossimo”, e Studio Veneto Progetti S.c. Di S. Vendemiano (Treviso), per la categoria progettisti, con il progetto “Restauro della cinta urbica di Conegliano sulle pendici occidentali del colle del castello ed il progetto di recupero della rocca di Castelvecchio e della cinta muraria settentrionale”, sono i vincitori della settima edizione del Premio per l’Urbanistica e la Pianificazione Territoriale “Luigi Piccinato”, istituito dalla giunta regionale del Veneto, che è stato assegnato nel corso di una cerimonia al Centro Ambientale Archeologico di Legnago (Verona). Il legnaghese Luigi Piccinato (1899-1983) è considerato il maestro dell’urbanistica in Italia e contribuì alla redazione di piani urbanistici di decine di città italiane e straniere. La Regione gli ha dedicato questo premio per promuovere i progetti, i processi amministrativi, le pratiche e le realizzazioni pubbliche e private che hanno come scopo quello di tutelare, di valorizzare e di arricchire il paesaggio e le strutture insediative del territorio veneto. Il concorso è articolato in categorie: una sezione del premio riguarda i processi, strategie e pratiche attuate da pubbliche amministrazioni; le altre sono riservate ai progettisti. La Giuria del Premio, designata dal Comitato Scientifico presieduto da Bruno Dolcetta, era presieduta da Franco Posocco. Oltre ai vincitori, nella categoria pubbliche amministrazioni una menzione speciale è andata al comune di Rosolina (Rovigo), per gli studi preliminari di riconfigurazione dell’area Moceniga, e nella categoria progettisti all’arch. Marco Ardielli, per un progetto di riqualificazione del lungolago gardesano di Bardolino (Verona) . “Il premio Piccinato – commenta il vicepresidente della giunta veneta e assessore al territorio - è una delle iniziative di maggio rilievo e originalità sulle tematiche della tutela e della valorizzazione del territorio. Si propone infatti di fungere da stimolo per enti pubblici e progettisti a immaginare le trasformazioni in termini di qualità e di sostenibilità”.  
   
   
EMPOLI: INCENTIVI PER RISANAMENTO DI FACCIATE, INFISSI ED ELEMENTI ARCHITETTONICI ESTERNI  
 
Empoli, 29 gennaio 2013 - Un bando pubblico per rendere migliore la qualità dell’estetica e del decoro urbano dei centri storici di Empoli. Un bando per l’assegnazione di incentivi per interventi di risanamento conservativo di facciate, infissi ed elementi architettonici e decorativi esterni. Per gli interessati, è possibile presentare domanda per l’assegnazione di questi contributi a partire da oggi, lunedì 28 gennaio fino a venerdì 29 marzo 2013. Per informazioni contattare il servizio espropri e patrimonio del Comune di Empoli al numero 0571/757950/956. Non rientra nel contributo la domanda relativa ad opere eseguite all’interno degli edifici. L’incentivo che verrà erogato è pari al 30% dell’importo relativo alla spesa complessiva ammessa ed in ogni caso non potrà superare il limite massimo di diecimila euro a domanda presentata. Modalità di presentazione della domanda. La richiesta di incentivo deve essere fatta su apposito modello predisposto dall’ufficio competente ed indirizzato a Comune di Empoli-ufficio archivio protocollo – via Giuseppe del Papa, 41, Empoli – a mezzo raccomandata o mediante agenzia di recapito autorizzata, non più tardi delle 12 del 29 marzo 2013. La domanda di ammissione dovrà pervenire entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del bando all’Albo Pretorio. Il presente bando è consultabile sul sito web del Comune di Empoli come notizia in evidenza e sarà altresì reso noto tramite manifesti esposti negli appositi spazi di affissione.  
   
   
UE: NORME PIÙ CHIARE PER LA GESTIONE DOGANALE DELLE MERCI CONTRAFFATTE O USURPATIVE  
 
Strasburgo, 29 gennaio 2013 - Un accordo con il Consiglio di dare ai funzionari doganali alle frontiere dell´Ue strumenti migliori per la confisca, negozio di articoli e destoy che violano i diritti di proprietà intellettuale è stato approvato dal Comitato per il Mercato interno deputati Giovedi. Le importazioni che violano diritti di proprietà intellettuale (Dpi) sono un problema crescente in causa, in particolare, al volume crescente di prodotti acquistati da cittadini dell´Ue online e spediti per posta, provenienti da paesi al di fuori dell´Ue Ue. La pirateria e la contraffazione è costato alle imprese europee € 250 miliardi di vendite perse ogni anno. "Il crescente commercio di merci contraffatte minaccia non solo la crescita della nostra economia e quindi il nostro lavoro - comporta anche notevoli rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori", ha detto l´eurodeputato Jürgen Creutzmann (Alde, De). "I funzionari doganali alle frontiere esterne dell´Ue sono in una posizione relativamente buona per fermare tali merci prima che entrino nel mercato interno. Questo nuovo accordo li aiuterà a svolgere il loro compito più velocemente e in modo più efficace", ha aggiunto. Il nuovo regolamento sulla Customs Enforcement dei diritti di proprietà intellettuale mira a migliorare l´efficacia dei controlli doganali, in modo da evitare che i prodotti illegali o pericolose, l´ingresso nell´Ue durante l´impostazione di regole chiare in materia di procedure di detenzione e distruzione. Tuttavia, il regolamento non modifica le regole che definiscono una "violazione diritti di proprietà intellettuale". Non commerciali merci contenute nei bagagli personali dei viaggiatori sono esclusi dal suo campo di applicazione. Procedure accelerate Le nuove regole permettere ai funzionari doganali di lavorare più velocemente e in modo più efficace. Essi comprendono una procedura semplificata per consentire la distruzione delle merci senza un ordine del tribunale, a condizione che il detentore del copyright è d´accordo e l´importatore non si opponga. Una procedura specifica per le piccole spedizioni fino a tre chili anche accelerare la distruzione delle merci contraffatte. Le nuove norme stabilito un termine di 10 giorni per l´importatore di opporsi prima che il bene viene distrutto. Distruzione dei costi In generale, un titolare di diritti di proprietà intellettuale che chiede alle autorità doganali di far valere i suoi diritti avrebbe dovuto accollarsi i costi di distruzione delle merci. Tuttavia, il titolare del diritto può chiedere un risarcimento all´autore della violazione o ad altre persone, tra cui intermediari come i vettori, in conformità alla legislazione nazionale. I consumatori che acquistano beni dall´estero in buona fede non può essere considerato in alcun modo responsabili se violano diritti di proprietà intellettuale. Farmaci in transito L´accordo sottolinea che le autorità doganali devono rispettare gli impegni internazionali dell´Ue e che i medicinali in transito possono essere ritardati o confiscato se esiste "la probabilità sostanziale" che finiranno sul mercato dell´Ue. I prossimi passi Una volta che il Parlamento ha ricevuto la conferma della posizione del Consiglio sarà chiesto di dare la sua approvazione plenaria finale in seconda lettura senza ulteriori modificare il testo. Il regolamento si applica direttamente in tutti gli Stati membri a partire dal 1 ° gennaio 2014. Il Comitato ha approvato l´accordo con 33 voti favorevoli e 3 contrari.  
   
   
UNA NUOVA INIZIATIVA DI BIOECONOMIA IN FINLANDIA PER SOSTENERE LE PMI  
 
Bruxelles, 29 gennaio 2013 - La bioeconomia sta crescendo a una velocità senza precedenti e anche la richiesta di nuovi servizi e strumenti più efficaci per dare impulso al settore è in crescita. A causa di questa crescita anche la gestione delle informazioni biologiche si sta rivelando fondamentale per tenere il passo con la domanda e le nuove idee. Ciò risulta evidente dalle ultime cifre, che rivelano che il mercato globale per la bioinformatica l´anno prossimo supererà i 4,5 miliardi di euro. Per cercare di soddisfare tale domanda, Tekes, l´Agenzia finlandese di finanziamento per la tecnologia e l´innovazione, ha ideato un meccanismo che si rivolge alle piccole e medie imprese (Pmi). Si occupa in particolare di sviluppare nuove aziende dalla gestione delle informazioni biologiche. Il programma Bioit ("Solutions for Biological Information") è finanziato con 10 milioni di euro, dei quali 6,5 milioni sono forniti da Tekes, mentre il resto dei finanziamenti proviene da aziende del settore. Il progetto avrà una durata di 2 anni. Sosterrà aree di interesse strategiche, quali la promozione della crescita e l´internazionalizzazione delle Pmi, associando lo sviluppo di soluzioni digitali e di servizio alla vitalità delle aree tematiche della cooperazione, la salute, la bioeconomia basata sulle conoscenze (Kbbe) e le tecnologie dell´informazione e della comunicazione (Tic). Ha anche lo scopo di costruire nuove reti di valore e cooperazione tra chi lavora nel campo delle Tic per la biotecnologia. L´elemento fondamentale sarà quindi utilizzare le conoscenze e l´esperienza di esperti come biologi, genetisti e scienziati dell´ambiente, associandole alle competenze Tic. Ci sono già 40 aziende specializzate in questo settore e si prevede che ci saranno ulteriori opportunità di crescita e rinnovamento sia per le nuove imprese che per quelle già consolidate. Il programma copre settori come ad esempio quello dello sviluppo dei prodotti farmaceutici, che richiede una conoscenza approfondita delle origini biologiche delle malattie. È un settore nel quale lo sviluppo di un´alta capacità di elaborazione di dati può creare opportunità per le Pmi nell´ambito delle aziende farmaceutiche e di diagnostica. Allo stesso modo, per l´industria alimentare, le conoscenze nel campo della scienza dell´alimentazione possono contribuire a sviluppare prodotti alimentari più sani e più sicuri. Inoltre, le conoscenze nel biosettore possono aiutare a produrre soluzioni per questioni ambientali, come la qualità dell´aria, del suolo e dell´acqua. Il manager del programma di Tekes, Teppo Tuomikoski, dice: "In linea con la strategia di Tekes, il programma catalizza nuove aziende e aiuta a trasformare le industrie. [Come] i suoi clienti, il programma è agile e si basa molto sulla collaborazione in rete". L´ue considera il settore delle scienze della vita e quello biotecnico come importanti aree di sviluppo e la Commissione europea promuove gli interessi - sia accademici che commerciali - di questo settore in tutto il mondo. L´anno scorso la Commissione europea ha introdotto una strategia e un piano d´azione per sviluppare una Bioeconomia forte in grado di aiutare l´Europa a vivere entro i suoi limiti assicurando lo sfruttamento sostenibile delle risorse biologiche che permette una produzione maggiore a costi inferiori. In questa prospettiva, il piano d´azione prevede l´organizzazione regolare di conferenze delle parti interessate alla bioeconomia. A febbraio, la Commissione europea in collaborazione con la presidenza irlandese, ospiterà la Seconda conferenza delle parti interessate - "Bioeconomia nell´Ue: risultati e orientamenti per il futuro" (Bioeconomy in the Eu: achievements and directions for the future). Lo scopo è di assicurare che lo sviluppo della bioeconomia rimanga ai primi posti dell´agenda europea, nonché di valutare i progressi fatti finora rispetto al piano d´azione proposto. Per maggiori informazioni, visitare: Tekes http://www.Tekes.fi/programmes/bioit  Commissione europea - Imprese e industria http://ec.Europa.eu/enterprise/index_it.htm  Eu Bioeconomia - Incontri ed eventi http://eubioeconomy.Teamwork.fr/stakeholders/introduction    
   
   
MILANO, SVILUPPO. PISAPIA: “TROVARE INSIEME LE MIGLIORI SOLUZIONI NELL’INTERESSE DI TUTTI”  
 
Milano, 29 gennaio 2013 - “La crisi economica ha messo in ginocchio tutte le realtà della vita cittadina, le famiglie, le piccole medie imprese, il commercio, l’artigianato, anche le istituzioni. Credo quindi che sia ancora più importante trovare le migliori soluzioni insieme nell’interesse di tutti”. Lo ha detto il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia dopo essere intervenuto alla ‘Giornata di mobilitazione’ di R.ete. Imprese Italia. “Il commercio, l’artigianato e le piccole medie imprese - ha aggiunto il Sindaco Pisapia - sono una risorsa e una ricchezza per Milano e per l’intero Paese. Sono uno dei motori per lo sviluppo e l’occupazione. Ecco perché sono convinto, così come stiamo già facendo, sia utile continuare e rafforzare la sinergia tra tutte le forze presenti sul nostro territorio. Dalla crisi si esce solo insieme”. “È importante - ha concluso Giuliano Pisapia - che anche il Governo nazionale, così come sta cercando di fare la nostra Amministrazione con il sostegno, tra le altre cose alle start up, dia risposte efficaci ed efficienti alle difficoltà dell’artigianato e delle piccole medie imprese. Basta ai Governi che finanziano solo le grandi imprese, che in molti casi, hanno dimostrato uno scarso interesse nei confronti della collettività”.  
   
   
CRESA, NEL 2012 HANNO CHIUSO 25 AZIENDE AL GIORNO  
 
Roma, 29 gennaio 2013 - Tra gennaio e dicembre dello scorso anno i registri delle Camere di Commercio hanno rilevato in Abruzzo la nascita di 10.029 imprese e la cessazione di 9.381, con un saldo di fine anno pari a 648 imprese in più che portano a 150.548 il totale dello stock di imprese esistenti al 31 dicembre 2012. E’ quanto emerge dalle elaborazioni che il Cresa ha svolto sulla base dei dati Infocamere, il Sistema informativo delle Camere di Commercio e pubblicate nel Cresa Informa n. 1-2013. “La situazione di crisi che ha interessato l’intero Paese durante il 2012 ha causato in Abruzzo il rallentamento della voglia di fare impresa, come evidente nel calo, rispetto al 2011, sia delle iscrizioni (-367) sia delle imprese registrate (-755) e nell’aumento delle cancellazioni (+163). Il tasso di crescita è stato di 0,43, in netta diminuzione rispetto agli anni precedenti” afferma il presidente del Cresa Lorenzo Santilli. Il territorio “La provincia di Pescara ha manifestato la maggiore vivacità con un incremento del tessuto imprenditoriale di 483 unità e un conseguente tasso di crescita pari a 1,35. Anche nella provincia di Teramo sono risultati positivi il saldo (+279) e il tasso di crescita (+0,76). Le province di Chieti e L’aquila fanno rilevare valori lievemente negativi sia del saldo (rispettivamente -19 e -95) sia del tasso di crescita (-0,04 e -0,30)” aggiunge il direttore del Cresa Francesco Prosperococco. Le forme giuridiche Tra le forme giuridiche emerge l’andamento positivo delle società di capitali che presentano i valori più elevati del saldo e del tasso di crescita (rispettivamente +1.114 e 4,05). Le società di persone e le ditte individuali mostrano, invece, valori negativi sia dei tassi di crescita (rispettivamente -0,18 e -0,56) che dei saldi (rispettivamente -45 e -523) dovuti alla diminuzione delle imprese registrate legata al calo delle iscrizioni e, nel caso delle ditte individuali, anche all’aumento delle cancellazioni. Un andamento positivo viene registrato dalla tipologia residuale “altre forme giuridiche”, con saldo pari a 102 e tasso di crescita del 2,56. I settori A livello settoriale si evidenzia l’ormai consueto calo delle imprese del settore agricolo con il peggior saldo negativo (-856) tra tutti i settori. Nell’ambito del secondario diminuiscono, in particolare, le imprese manifatturiere (-251 pari a una variazione percentuale del -1,7%) e quelle delle costruzioni (-423 pari al -1,9%) mentre aumentano quelle della fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+54 corrispondente al +21,0%). Nel terziario si riscontra, in particolare, il calo delle imprese del commercio (-394 pari al -1,1%). Negli altri settori si registrano lievi aumenti, tra i quali emerge quello delle imprese di alloggio e ristorazione (+236 pari al +2,3%). L’artigianato “Per l’artigianato il 2012 è stato un anno molto difficile, quasi un tonfo, con 825 imprese in meno, derivanti dal fatto che le 2.331 nuove iscrizioni non sono riuscite a compensare le 3.156 cancellazioni. E’ stato registrato un tasso di crescita molto negativo (-2,28) e peggiore degli ultimi 6 anni. Le imprese registrate sono di conseguenza diminuite arrivando a 35.147 unità” dichiara Prosperococco. Tutte le province hanno fatto rilevare valori negativi dei saldi e dei tassi di crescita, ma emergono le situazioni particolarmente difficili di Teramo e L’aquila dove sono state perse rispettivamente 274 e 270 imprese artigiane. I tassi di crescita sono molto negativi (Teramo: -2,82 e L’aquila: -3,33). Le province di Chieti e Pescara mostrano situazioni meno gravi ma comunque negative considerando che hanno registrato una consistente riduzione della base imprenditoriale artigiana (rispettivamente -145 e -136 imprese). A livello settoriale si evidenziano le forti difficoltà del settore delle costruzioni che ha perso 539 imprese pari a un calo percentuale del 3,9% e del settore manifatturiero caratterizzato da un saldo negativo consistente (-270) e da una diminuzione del 3,3%. Andamenti negativi vengono rilevati anche nell’agricoltura (-19 imprese pari a -6,5%), nel commercio (-74 imprese pari a -2,9%) e nel trasporto e magazzinaggio (-57 imprese pari a -2,9%). Il testo integrale è disponibile sul sito internet del Cresa al seguente link: http://www.Cresa.it/cms/modules/news/article.php?storyid=193    
   
   
MILANO: NASCE IL NUOVO INCUBATORE PER START UP E PROFESSIONISTI SPEED MI UP’ È CREATO DA COMUNE, UNIVERSITÀ BOCCONI E CAMERA DI COMMERCIO  
 
Milano, 29 gennaio 2013 - Nasce ‘Speed Mi Up – Officina di imprese e professioni’, il nuovo incubatore per 20 start up e 40 professionisti promosso da Università Bocconi, Camera di commercio di Milano e Comune di Milano per favorire la ripresa economica della città, attrarre i talenti imprenditoriali anche internazionali e stimolare l’occupazione. Il nuovo incubatore di start up per giovani imprenditori under 35 è stato presentato questa mattina all’Università Bocconi. “Speed Mi Up – ha spiegato l’assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca Cristina Tajani - rappresenta un tassello concreto di un progetto complessivo che punta alla creazione di nuove imprese e al sostegno dell’occupazione giovanile: obiettivi a cui stiamo lavorando anche attraverso altri progetti come il microcredito, l’assegnazione di spazi pubblici in periferia a nuove attività che intendono integrarsi nel territorio, l’incentivazione degli spazi di coworking, il rientro dei talenti italiani dall’estero per creare nuove imprese a Milano. I punti qualificanti di questo percorso sono l´investimento sui giovani e sulle idee innovative, il riuso e la riqualificazione di spazi in disuso per fare attività economica, la collaborazione con altri soggetti del territorio, in primis Camera di Commercio e le università milanesi. La nostra strategia è nello spirito dell´appello lanciato dai tre rettori di Bocconi, Politecnico e Statale nei giorni scorsi sulle pagine del Corriere della Sera: unire le forze del territorio per far sì che l´area urbana milanese faccia da volano alla ripresa economica e culturale del paese”. Formazione mirata, tutoring e accompagnamento allo sviluppo del business. Sono alcuni dei servizi di cui potranno godere le nuove imprese e i giovani professionisti, di qualsiasi nazionalità siano, che abbiano la dichiarata intenzione di realizzare la propria sede strategica a Milano. Già da domani, 29 gennaio, e fino al 29 marzo, gli imprenditori e i professionisti interessati potranno presentare le domande relative al primo bando, che selezionerà cinque imprese e dieci professionisti, al sito www.Speedmiup.it. Ogni anno saranno emessi due bandi, per un totale di 10 imprese start up e 20 professionisti con partita Iva, che potranno rimanere nell’incubatore fino a due anni, per una presenza massima contemporanea, a regime, di 20 imprese start up e 40 professionisti con partita Iva. Speed Mi Up è un’iniziativa che rientra nell’Accordo per il sostegno a Occupazione e Imprenditorialità sottoscritto da Camera di Commercio di Milano e Comune di Milano. Il consorzio Speed Mi Up, costituito da Università Bocconi e Camera di Commercio, si occupa della sua realizzazione. Speed Mi Up è un incubatore specializzato nello sviluppo delle competenze di business e management, finalizzato ad attrarre talenti imprenditoriali, anche internazionali, stimolando l’occupazione a Milano e provincia. Farà leva sull’esperienza di formazione e consulenza della Bocconi e della Camera di Commercio, allo scopo di accelerare la crescita delle imprese e dei professionisti innovativi. Il progetto prevede l’accompagnamento delle imprese e dei professionisti per un massimo di due anni in locali forniti dall’Università Bocconi, per i primi tre mesi dedicati a formazione e tutoring, e dal Comune di Milano (in via Bottego e via Cilea) per il restante periodo. La Camera di Commercio metterà a loro disposizione Palazzo Giureconsulti come sede di rappresentanza. Ogni impresa avrà a disposizione: un advisory board appositamente costituito e comprendente esperti del suo settore di attività; una piattaforma di cooperative social networking, un sistema Erp online, un servizio virtuale di segreteria; supporto per accedere a finanziamenti agevolati; servizi in materia di innovazione, ricerca scientifica e internazionalizzazione forniti dalle aziende speciali della Camera di Commercio; supporto allo sviluppo da parte dei centri di ricerca della Bocconi. Innovatività, solidità dell’idea, localizzazione a Milano o provincia e possesso di una laurea sono le caratteristiche richieste sia agli imprenditori che ai professionisti. Dalle imprese ci si attende inoltre una prospettiva internazionale, mentre i professionisti con partita Iva dovranno avere meno di 35 anni ed essere attivi, per questo primo bando, nella comunicazione o nei servizi alle imprese. “Con Speed Mi Up - ha affermato il rettore della Bocconi Andrea Sironi - l’Università intende calare la propria conoscenza nella realtà, disseminarla presso un pubblico ampio, costituito in questo caso dall’intera comunità milanese, e contribuire allo sviluppo locale”. “L’aspetto qualificante dell’iniziativa - ha aggiunto il consigliere delegato dell’Università Bruno Pavesi - è l’accento posto non solo sui servizi infrastrutturali, che pure saranno della massima qualità, ma sulle competenze di business e management che consentiranno alle nuove imprese di svilupparsi, crescere e creare occupazione”. “Il progetto Speed Mi Up - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di Commercio di Milano - è la dimostrazione dei buoni risultati che si possono ottenere quando le istituzioni collaborano in modo costruttivo e lungimirante tra loro. Questo nuovo strumento ha l’obiettivo di sostenere imprenditori e professionisti nella fase iniziale della loro attività, che è poi quella più critica. È attraverso iniziative come Speed Mi Up, capaci di attrarre anche talenti imprenditoriali dall’estero, che si può rispondere con efficacia alla grande crisi e mettere le basi per tornare a crescere”. “La Camera di commercio di Milano - ha dichiarato Alberto Meomartini, presidente del consorzio Speed Mi Up, costituito da Università Bocconi e Camera di Commercio, e vice presidente della Camera di Commercio di Milano - è impegnata nel sostegno ai giovani e alle idee innovative, che rappresentano un fattore centrale di competitività del nostro sistema economico e produttivo. Milano, in particolare, rinnova ogni giorno la sua vocazione imprenditoriale agendo sulla creatività, sulla capacità innovativa e l’adattabilità ai mercati delle risorse umane. Questo progetto è di fatto una nuova infrastruttura a disposizione delle imprese, a partire dalle start up e dai giovani professionisti”.  
   
   
SALERNO, LA CRISI NON FERMA LA VOGLIA DELL´IMPRENDITORIA SALERNITANA  
 
Salerno, 29 gennaio 2013 - La crisi di fiducia che ha caratterizzato il territorio nel corso del 2012 ha rallentato ma non fermato la voglia di fare impresa in provincia di Salerno. Tra gennaio e dicembre dello scorso anno è stata rilevata la nascita di 8.234 imprese, a fronte delle quali 7.909 hanno smesso di operare, con una saldo positivo di 325 unità, che rappresenta un tasso di nati-mortalità imprenditoriale dello 0,27%. Tale crescita, sicuramente inferiore a quella registrata l’anno precedente (+1,36% nel 2011), risulta anche più contenuta di quella registrata dal sistema imprenditoriale campano (0,93%) e nazionale (0,31%). L’anno 2012 è invece caratterizzato in ambito regionale per il dato positivo conseguito dalle aree di Napoli e Caserta che con, rispettivamente, 3.622 e 1.349 imprese in più, hanno assorbito oltre il 96% del saldo positivo campano. Si tratta comunque di un generale contesto di rallentamento che in ambito regionale e italiano, pur presentando una dinamica meno intensa, risultava già avviato nel 2011, in controtendenza con l’andamento provinciale. A determinare tale andamento in provincia di Salerno è stata da un lato la ridotta dinamica delle aperture (diminuite di oltre 450 unità rispetto al 2011) e dall’altro il consistente aumento delle chiusure (oltre 800 in più rispetto all’anno precedente), che si sono verificate con maggiore intensità nel primo trimestre dell’anno. Va rilevato che a queste cessazioni si sono aggiunte ulteriori 1.060 cancellazioni disposte amministrativamente dalla Camera di Commercio di Salerno (cessazioni d’ufficio), il che porta lo stock di imprese registrate nell’anagrafe camerale a 120.930 (erano 121.626 al 31.12.2011). Le dinamiche per forma giuridica presentano un tasso di crescita positivo per tutte le tipologie, ad eccezione delle imprese individuali (-1,42%) frutto di 5.468 iscrizioni a fronte di 6.527 cessazioni con un saldo pari a -1.059 imprese. Risulta invece confermata la crescita delle società di capitale, che sono 1.031 in più, con una percentuale del +4,84%, superiore anche a quella del 2011 (4,6%) Le dinamiche settoriali evidenziano l’andamento negativo solo per le attività agricole (-4,8%) e per la manifattura (-0,2%). Le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione presenta il saldo settoriale più elevato in termine di valore assoluto (+475 unità), mentre appare rallentare la dinamica del commercio (+74). Prosegue l’ampliamento della base imprenditoriale salernitana per il settore dei servizi.  
   
   
VITERBO, NEL 2012 CRESCITA SOTTO ZERO PER LE IMPRESE  
 
Viterbo, 29 gennaio 2013 - Un 2012 con il segno negativo per le imprese della Tuscia, che terminano l’anno tra aperture e chiusure con un saldo pari al -0,02%. È quanto emerge dal Rapporto Movimprese di Unioncamere, realizzato sulla base del Registro Imprese della Camera di Commercio di Viterbo, evidenziando come il dato della Tuscia sia il più basso del Lazio e inferiore alla media nazionale (0,31%). Sono state infatti 2.360 nel 2012 le imprese iscritte (erano 2.324 nel 2011), contro le 2.366 le cessazioni (erano 2.033 lo scorso anno), con un saldo negativo di -6 imprese in termini assoluti. “Il nostro tessuto imprenditoriale, costituito prevalentemente da micro e piccole imprese – dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – subisce in maniera consistente il perdurare della crisi, ponendo in grave difficoltà numerose attività tradizionali che si vedono costrette a chiudere. Al tempo stesso dal Rapporto si coglie il dinamismo in alcuni settori, in cui si intraprende la strada imprenditoriale sia per reagire alle difficoltà occupazionali sia per diversificare la propria attività. È urgente mettere in campo a livello nazionale tutti gli strumenti per evitare l’emorragia del nostro patrimonio imprenditoriale. L’attenzione a temi quali il credito, l’occupazione, la semplificazione amministrativa, la riduzione della pressione fiscale non sono più scelte rimandabili”. L’analisi settoriale dei dati mostra nel settore agricolo, che da solo rappresenta oltre il 32% del totale delle imprese nella Tuscia, una contrazione del 2,21%. La diminuzione è determinata in parte dalla generale situazione di crisi del mondo agricolo e in parte da fattori endogeni quali l’insufficiente ricambio generazionale e dai processi di razionalizzazione e accorpamento tra imprese che essendo di piccole dimensioni sono poco strutturate e fragili dal punto di vista finanziario e organizzativo. In flessione anche le attività manifatturiere (-2%), delle costruzioni (-1,73%), e finanziarie e assicurative (-0,55%). Tengono, invece, il settore del commercio (+0,47%), le cui imprese rappresentano il 22% del totale delle imprese provinciali, e dei trasporti (+0,66%). Positivi i risultati anche dei servizi di alloggio e ristorazione che crescono di oltre il 3%, dato molto significativo in un’ottica di sviluppo della vocazione turistica del territorio. Buone prospettive anche nelle attività immobiliari (+2,06%) e per le attività di noleggio e agenzie di viaggio (+3,71%) e le attività professionali e tecniche (+4,41%). Da evidenziare la crescita del settore per la fornitura di energia elettrica dovuto alla nascita nel nostro territorio di imprese per la produzione di energie alternative. Altrettanto rilevante è l’analisi delle variazioni per forma giuridica delle imprese. Nel 2012 nella provincia di Viterbo si rileva più marcatamente rispetto alla media nazionale il processo di cambiamento del tessuto imprenditoriale con la diminuzione delle ditte individuali (-1,23%), a vantaggio di forme giuridiche più strutturate quali le società di capitali (+3,88%) e di persone (+0,91%). Ne consegue che le società di capitale rappresentano il 13,8% del totale delle imprese registrate, le società di persone il 16,9%, mentre le imprese individuali vedono ridurre la propria quota al 66,1%.  
   
   
MILANO, LE AZIENDE MILANESI MANTENGONO LE POSIZIONI  
 
Milano, 29 gennaio 2013 - Primo bilancio delle imprese milanesi nel 2012, mantengono le posizioni. Resistono a quota 285 mila le imprese nel 2012, come nel 2011, -0,1% il tasso di crescita. Forte il contributo degli stranieri rispetto all’Italia (11,3% contro 8% di tutte le imprese). Tengono anche gli addetti delle imprese milanesi, secondo le loro dichiarazioni: +0,6% in un anno. Gli stranieri continuano a investire su Milano: +4,6% le unità locali con sede all’estero che superano le 2.600. Emerge da un’elaborazione Camera di Commercio di Milano su dati registro imprese e Infocamere al quarto trimestre 2012 e 2011. Milano terziaria - Forte il settore servizi alle imprese (28,1% di tutte le imprese milanesi, rispetto al 13,4% del peso nazionale del settore). Settori, crescono di più l’istruzione (+4,4% in un anno) e alberghi e ristoranti (+3,6%). Giovani - Simile il contributo dei giovani alle imprese rispetto al dato nazionale (8,1% rispetto al 10,9%), presenti soprattutto nel turismo dove pesano il 14,3% e nelle costruzioni (12,3%). Donne - Pesano meno le imprenditrici milanesi rispetto alle italiane (19,4% rispetto a 23,6%), cresce il peso nei servizi vari, soprattutto alla persona (38,8% del settore) e nel turismo (26,9%). Stranieri - Contano più a Milano che in Italia le imprese straniere (11,3% contro 8%), con picchi nelle costruzioni (22,1%) e nel turismo (21,2%), gli stessi settori importanti per i giovani imprenditori. Addetti delle imprese: +0,6% in un anno. Tengono gli addetti secondo i dati dichiarati dalle stesse imprese alla Camera di commercio, settore trainante il turismo (+10%). Imprese straniere aprono sedi a Milano - Crescono del 4,6% le localizzazioni di imprese straniere tra il 2011 e il 2012 e raggiungono quota 2.612. Milano centro delle società di capitali - Sono il 44,1% di tutte le imprese rispetto al 36% del 2002. In Italia si fermano al 23,2% del totale delle imprese. Le imprese nella provincia di Milano nel 2012 - Nel 2012 si sono registrate 23.238 iscrizioni di imprese (il 38,7% del totale lombardo e il 6,1% di quello italiano) contro 17.286 cessazioni (saldo positivo tra iscritte e cessate, +5.952 imprese).  
   
   
VARESE, LA CRISI NEL 2012 HA FATTO CHIUDERE 375 IMPRESE AL MESE  
 
Varese, 29 gennaio 2013 - Il dato non fa altro che confermare quanto i morsi della crisi incidano anche sul sistema economico varesino: nello scorso 2012 sul nostro territorio hanno chiuso i battenti 4.509 imprese, oltre 375 al mese. E’ questo quanto emerge dall’analisi dei dati del Registro Imprese tenuto dalla Camera di Commercio e pubblicati sul sito www.Osserva-varese.it  Una situazione che non è compensata dalle nuove nascite, che hanno toccato quota 4.443. Si è così determinato un saldo negativo di 66 imprese (-0,1%), che colloca Varese a metà di una classifica nazionale sulla natimortalità per provincia guidata da Roma (+1,9%) e Milano (+1,7%). In fondo alla classifica si colloca invece Venezia, che ha un saldo negativo di 1.677 imprese (-2,1%). Ritornando al Sistema Varese, al 31 dicembre 2012 erano 63.903 le aziende operative (-0,6% rispetto a dodici mesi prima). Un valore quest’ultimo che, di fatto, allinea la provincia di Varese sia al dato nazionale (-0,7%) che a quello lombardo (-0,5%). A soffrire in particolare è l’artigianato, che ha visto una contrazione dell’1,5% scendendo a 23.036 imprese a fine 2012. La situazione per settori conferma poi una certa disomogeneità: come già nel recente passato, si evidenzia infatti una riduzione nell’area manifatturiera (-2,5% imprese) a fronte di una sostanziale tenuta dei servizi (+0,6%). In difficoltà le costruzioni (-1,5%) e perde il commercio (-0,6%). All’interno dei macro aggregati si svelano invece alcune curiosità: resistono il settore alimentare e il comparto installazione e manutenzione. In discesa il tessile-abbigliamento, ma anche l’ambito della meccanica. Quanto al terziario, in aumento le imprese che operano nell’ambito della ristorazione (+1,7%), in quello dei servizi alle aziende (+1,9%) e delle persone (+1,1%) oltre che nelle attività professionali (+1,4%). Al contrario, sono in discesa i numeri del settore trasporto e magazzinaggio (-1,6%) e le attività immobiliari (-0,7%). Quanto infine alla forma giuridica, a fronte di un aumento delle società di capitale (+0,4%), c’è una diminuzione di quella di persone (-1,8% nell’arco del 2012) e delle ditte individuali (-0,6%). Soffrono insomma di più le aziende di piccole dimensioni mentre quelle più strutturate appiano maggiormente in grado di resistere alla crisi.  
   
   
LECCE, L´ANDAMENTO DEL TESSUTO IMPRENDITORIALE NEL 2012  
 
 Lecce, 29 gennaio 2013- La struttura imprenditoriale regge nonostante la crisi: 576 imprese in più nel corso del 2012 Nonostante le gravi difficoltà in cui versa la nostra economia, il sistema imprenditoriale salentino tiene. Si è appena chiusa la contabilità dell’anagrafe delle imprese con un saldo attivo di 516 nuove aziende e un tasso di crescita positivo dello 0,71%. Il saldo scaturisce da 5.965 nuove iscrizioni, diminuite rispetto allo scorso anno di 406 unità, e da 5449 cancellazioni, leggermente aumentate (17 unità) rispetto al 2012. Lo stock delle imprese è leggermente diminuito (-0,10%) passando da 73.014 alla data del 31.12.2011 alle attuali 72.942. Se a livello nazionale hanno chiuso i battenti 1.000 imprese al giorno, nella provincia di Lecce sono state 15, compensate però da oltre 16 nuove aperture giornaliere. Il tasso di crescita medio nazionale per il 2012 è stato +0,31% , quello medio pugliese è stato pari a + 0,12%. L’imprenditoria salentina, in ambito nazionale si colloca al 18° posto per tasso di crescita, mentre nell’ambito della regione Puglia si conferma la più vitale delle province, seguita da Taranto e Foggia che hanno registrato dei tassi di crescita positivi, rispettivamente pari a +0,18% e 0,16%. Negativi, invece i tassi di crescita delle province di Bari (-0,02%) e Brindisi (-0,65%). La Puglia nel complesso ha realizzato un tasso di crescita pari allo 0,12%, inferiore alla media nazionale. Le unità locali al 31.12.2012 sono 84.389, in aumento rispetto allo scorso anno (83.949), mentre generalmente le localizzazioni seguono lo steso trend delle imprese. I settori economici - Al 31.12.2012 il saldo delle imprese non classificate è molto elevato ben 1.514 imprese, che solo in un momento successivo (quando concretamente svolgeranno l’attività per cui si sono iscritte all’anagrafe delle imprese) saranno imputate ai vari settori economici. E’ evidente, pertanto, che l’analisi settoriale non può essere puntuale e precisa come sarebbe se le imprese non classificate fossero state già collocate nei settori economici di appartenenza. Premesso ciò, si evidenzia il saldo negativo del comparto agricolo: - 392 imprese con un tasso di crescita pari a -3,8%. Anche il manifatturiero chiude l’anno in rosso con -220 aziende, buona parte imputabile all’artigianato che chiude l’anno con -131 imprese. E’ il settore moda (tessile, abbigliamento e calzaturiero) a registrare le perdite più pesanti con -88 aziende, di cui 73 imputabili al comparto dell’abbigliamento. Il settore del legno (-25) e quello della fabbricazione di mobili (-13) perde 38 imprese, e l’industria della carpenteria metallica ne perde 45. Le imprese commerciali complessivamente chiudono l’anno con -318 imprese e un tasso di crescita pari a -1,4% e sono soprattutto le imprese del commercio al dettaglio a chiudere (-213). Anche il settore dei servizi di alloggio e ristorazione perde 91 imprese, ma nel comparto le chiusure sono da imputarsi esclusivamente alle attività di ristorazione (- 99), poiché le strutture ricettive registrano un saldo positivo di 8 unità. Non mancano, però, i segnali positivi, che vengono soprattutto dalle imprese dei servizi che chiudono l’anno con un saldo di 54 nuove aziende, delle quali 37 riconducibili ai servizi alle persone ; anche i servizi alle imprese registrano un saldo positivo pari a 24 unità. Un vero e proprio exploit, con un tasso di crescita dell’11,65%, spetta al settore energetico in forte espansione, anche se i valori assoluti sono contenuti : solo 12 imprese in più nel corso dell’anno. Anche il comparto delle costruzioni registra un saldo positivo di 27 imprese. La struttura imprenditoriale salentina è fortemente “terziarizzata”. Il commercio rappresenta il 31% del totale delle imprese e i servizi oltre il 23%. Il 14,8% è rappresentato dalle imprese dell’edilizia e il 13,7% dalle imprese agricole. Il manifatturiero rappresenta poco meno del 10% del totale delle imprese salentine. Dalla tabella sottostante si evidenzia come negli ultimi anni l’agricoltura salentina abbia perso sempre più peso, passando dal 14,9% al 13,7% (in valore assoluto da 10.683 imprese del 2009 agli attuali 9.964). Anche il manifatturiero ha perso parte della sua importanza: nel 2009 rappresentava il 10,6% delle imprese registrate, attualmente rappresenta il 9,8%, le imprese da 7.642 unità sono passate a 7.118, del resto nel 2012 il settore ha subìto una perdita secca di ben 220 unità produttive. Al contrario il peso del comparto delle costruzioni è leggermente aumentato passando dal 14,2% al 14,8%, analogamente a quello del commercio passato dal 30,5% al 30,9%. Sono i servizi sia alle imprese che alle persone, a registrare l’incremento più consistente: due punti percentuali passando dal 21,3% al 23,3%. Le forme giuridiche - Il tessuto imprenditoriale salentino rimane essenzialmente costituito dalle ditte individuali che rappresentano il 68%, pari a 49.962 unità, dello stock delle imprese registrate. Le società di capitali attualmente rappresentano il 16,6% delle imprese ed ormai da oltre un decennio erodono lentamente, ma inesorabilmente, la quota delle ditte individuali. Basti pensare che nel 2001 le società di capitali rappresentavano il 9,5% e le ditte individuali il 76%, rispettivamente con 6.563 e 52.315 unità, oggi sono, nell’ordine, 12.077 e 49.962. Il trend delle società di persone, invece, dopo una crescita durata sino al 2007, ha registrato un’inversione di tendenza e oggi il loro peso è poco più dell’11%. Più o meno stabile la quota delle altre forme societarie (sostanzialmente consorzi e cooperative) che oggi costituiscono il 3,8% del tessuto imprenditoriale, nel 2001 il loro peso era pari al 3,6%. Il saldo del 2012 pari a 516 nuove realtà produttive è costituito per il 66%, 342 unità, da società di capitali e per il 26% dalle altre forme societarie (139 unità). Del tutto trascurabile l’apporto al saldo delle ditte individuali (0, 4%) e delle società di persone (0,2%). Le imprese artigiane - Il 2012 per le imprese artigiane è stato un anno difficile, probabilmente perchè il manifatturiero, che costituisce il 23% dell’artigianato salentino, è il settore più esposto alle trasformazioni imposte dal mercato globale. A livello nazionale il bilancio è stato di 20.319 unità in meno (-1,39%), negativo il saldo anche per la regione Puglia – 801 imprese, come del resto per tutte le regioni d’Italia. Stante tale situazione, il comparto artigiano salentino tutto sommato ha chiuso l’anno in pareggio con sole 4 imprese in meno. Saldo scaturito da 1.743 iscrizioni e da 1.747 cancellazioni. E’ il comparto manifatturiero a registrare le perdite maggiori – 131 imprese, seguito dal commercio – 65 unità. I servizi alle persone registrano, invece, un saldo positivo pari a 68 imprese, analogamente al settore dell’edilizia che chiude l’anno con 60 imprese in più . I giovani, le donne, gli immigrati - Il bilancio anagrafico del 2012, osservando le categorie imprenditoriali che rappresentano il tessuto economico salentino, evidenzia che il contributo al saldo positivo dell’anno è dovuto, nella misura del 217,2%, alle imprese giovanili, cioè quelle imprese gestite da giovani under 35, e per il 65,3% dalle imprese di stranieri. Il saldo delle imprese degli under 35 è stato, infatti, di 1.106 unità, mentre quello degli stranieri è stato pari a 407 imprese. Per quanto riguarda le imprese femminili, invece, le iscrizioni e le cancellazioni dell’anno si pareggiano per cui il saldo è stato pari a zero. Le imprese giovanile registrate sono il 31.12.2012 11.063 pari al 15,2% delle imprese totali, mentre il 24% di queste ultime sono imprese femminili (17.488) e l’8,1% è riconducibile a imprese condotte da stranieri (5.912 aziende). Le imprese dei Comuni - I Comuni che nell’anno 2012 hanno realizzato il tasso di crescita più elevato sono Sanarica (5,66%) ,San Cesario (5,60) e Zollino (4,93%), mentre quelli che hanno chiuso l’anno con un tasso di crescita negativo sono Martignano (-4,58%) Morciano di Leuca (-3,51%) e Diso (-3,06%). Considerando il valore assoluto dei saldi troviamo i comuni più grandi che ovviamente hanno un maggior numero di imprese, per cui abbiamo Lecce, Gallipoli e Nardò rispettivamente con 224, 77 e 50 imprese; Leverano (-24), Campi e Taurisano, entrambi con – 23, hanno realizzato i peggiori saldi.  
   
   
CRISI, DELEGAZIONE RETE IMPRESE E CONFCOMMERCIO RICEVUTA IN REGIONE UMBRIA  
 
Perugia, 29 gennaio 2013 - Il futuro Parlamento italiano ed il Governo dovranno rivedere la regolamentazione dell´Imu, sia in riferimento alle abitazioni principali che agli immobili destinati funzionalmente all´attività economica: è l´auspicio espresso dalla presidente della Regione Umbria e dall´assessore regionale allo sviluppo economico durante l´incontro, avuto ieri in Regione, con una delegazione di Confcommercio e rete imprese. La delegazione, guidata dai presidenti di Confcommercio Umbria, Aldo Amoni e della provincia di Perugia, Giorgio Mencaroni, è stata ricevuta a Palazzo Donini nell´ambito della mobilitazione nazionale per denunciare i problemi incontrati dalle imprese del settore del commercio, del turismo e dei servizi a causa della crisi che ha colpito aziende e cittadini. Così come concepita oggi - hanno evidenziato la presidente e l´assessore - l´Imu si presenta come una imposta iniqua, che concorre ad accrescere la già gravosa pressione fiscale, andando ulteriormente a deprimere le politiche di sviluppo e di rilancio di settori trainanti per l´economia come quelli del commercio, del turismo, della ristorazione, dell´artigianato e della piccola impresa che da tempo, peraltro, stanno subendo i contraccolpi della crisi. La difficile situazione economica e del lavoro del Paese e dell´Umbria - hanno aggiunto, come emerge dai dati della disoccupazione e della Cig, incide in maniera forte sulla capacità dei consumi con evidenti ripercussioni sulle imprese del settore commerciale. Al termine dell´incontro la delegazione ha consegnato alla presidente della Regione e all´assessore allo sviluppo economico un documento relativo alle strategie ritenute prioritarie da Confcommercio e rete imprese per tornare a crescere, i cui contenuti - hanno assicurato la presidente e l´assessore - saranno attentamente valutati dalla Regione.  
   
   
BIELLA - I DATI DELLA NATI-MORTALITÀ DELLE IMPRESE NEL 2012  
 
Biella, 29 gennaio 2013 - Il sistema imprenditoriale biellese registra un tasso di crescita stazionario nel corso dell’intero anno 2012. Il bilancio anagrafico delle imprese biellesi, infatti, è pari a -142 unità, risultato dalle 1.048 nuove iscrizioni e dalle 1.190 cessazioni (valutate al netto delle cessazioni d’ufficio, che nell’anno 2012, sono state pari a 106 unità); il bilancio tra le imprese “nate” e le imprese “cessate” si traduce, pertanto, in un tasso di crescita pari a -0,72%, inferiore rispetto a quello registrato a livello regionale (-0,41%) e in controtendenza in confronto a quello nazionale (+0,31%). Lo stock di imprese complessivamente registrate presso il Registro delle imprese della Camera di Commercio di Biella al 31 dicembre 2012 ammonta a 19.435 unità. “Nel corso dell’anno 2012, il sistema manifatturiero biellese nel suo complesso, sembra confermare una certa stabilità, manifestando la volontà di trovare sempre nuovi spazi soprattutto sui mercati di esportazione, con l’obiettivo di incrementare la propria competitività – commenta il Presidente della Cdc di Biella, Andrea Fortolan -. In un contesto economico difficile come quello odierno, la Camera di Commercio rafforza il suo sostegno attraverso i propri servizi e le attività promozionali rivolti alle imprese del territorio”. Analizzando le variazioni annuali dello stock delle imprese registrate nei vari settori di attività economica, si osserva come i comparti del turismo e dell’ agricoltura siano gli unici a realizzare delle variazioni percentuali positive, pari rispettivamente a +3,4% e +2,1%. Si rivelano, invece, negative le variazioni riscontrate nei comparti delle costruzioni (-2,5%), del commercio (-2,3%), dell’industria in senso stretto (-2,0%) e degli altri servizi (-0,8%). Il sistema delle imprese artigiane biellesi, anche nel 2012, appare in difficoltà: complessivamente si registra una variazione di stock negativa rispetto al 2011 pari a -2,5%. Tutti i settori di attività hanno risentito della crisi economica facendo evidenziare variazioni negative, ad eccezione del comparto del turismo che, nel corso dell’anno 2012, realizza una variazione positiva pari a +4,4%.  
   
   
BASILICATA - TREND NEGATIVO PER LA CRESCITA DELLE IMPRESE  
 
 Potenza, 29 gennaio 2013 - “Facciamo nostro il grido di allarme lanciato dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e chiediamo alle forze politiche e istituzionali di rimettere l’impresa al centro dell’agenda politica. Queste ultime non possono continuare a far finta di non vedere e di non sentire: rischiano così di mostrare una pericolosa insensibilità sociale, di fatto aliena ad ogni forma di confronto. Il momento elettorale dovrebbe incoraggiare trasparenza e non fughe da responsabilità”. E’ questo l’appello-denuncia lanciato dal presidente di Unioncamere Basilicata, Pasquale Lamorte, all’indomani dei dati sulla nati-mortalità aziendale diffusi da Movimprese, che hanno rivelato un quadro di un Paese in grave difficoltà, come testimoniano le 1.000 imprese chiuse al giorno e le 17 regioni che hanno terminato l’anno con un saldo negativo del proprio tasso di crescita, rovesciando parzialmente una situazione del 2011. In linea con questo trend la Basilicata; l’aver visto ridursi il valore negativo del proprio tasso di crescita - passando dal -0,43% del 2011 al -0,15% del 2012 - non può essere consolatorio. Anche perché il dato lucano è l’unico di segno meno rispetto all’intero Mezzogiorno (e isole), la cui media si attesta sul +0,47%. Andando più nel dettaglio, si scopre che è la provincia di Potenza ad aver accusato una flessione gravissima, con 191 aziende in meno (pari al -0,48). Matera, invece, ha fatto registrare un saldo positivo di 97 aziende (+0,44), mostrando segnali di evidente recupero rispetto al passato. Dal punto di vista settoriale, infine, l’artigianato presenta una situazione particolarmente delicata: qui il saldo nati-mortalità aziendale del 2012 fa registrare un pesantissimo -2,03%, pari a 240 imprese in meno sull’intero territorio regionale. Ancora una volta si tratta del tasso più negativo di tutto il Sud. “In queste condizioni le imprese lucane – aggiunge Lamorte - non potranno più reggere a lungo questa prolungata crisi, senza un piano strategico di sostegno. Dietro la chiusura di ogni singola azienda si consuma il dramma di un imprenditore e si perdono posti di lavoro, competenze e tradizioni importanti, spesso di diverse generazioni. Il sistema camerale lucano, che pure ha messo in moto meccanismi di sostegno alle imprese, attingendo dai propri bilanci, da solo non può reggere l’onda d’urto della crisi che si accompagna alla stretta creditizia e che sta determinando, soprattutto in provincia di Potenza, un progressivo e preoccupante declino”.  
   
   
BERGAMO, I DATI MOVIMPRESA PER IL 2012 SONO ANCORA NEGATIVI  
 
Bergamo, 29 gennaio 2013 - I dati del Movimprese diffusi dal sistema camerale confermano che il 2012 è stato un anno particolarmente critico per le imprese. A Bergamo le chiusure di attività, cioè le cessazioni hanno superato di poco le nuove aperture. Il saldo annuo tra nuove iscrizioni (5.883) e cessazioni (5.907, di cui 34 d’ufficio) è negativo per 24 unità. Lo stock di imprese registrate (96.030) si mantiene, grazie alle variazioni, di un soffio superiore al dato di un anno fa (95.987). Le iscrizioni sono diminuite del 6,8 per cento rispetto al 2011, le cessazioni sono aumentate invece del 7,5 per cento. Si deve tuttavia ricordare che l’insieme delle imprese registrate comprende anche posizioni inattive, o perché di recente costituzione o per l’avvio di procedure concorsuali, fallimentari o fasi di liquidazione (in aumento, come documentato nella tabella alla pag. 5). E’ quindi più significativo il confronto tra gli stock delle imprese operative. Nel corso del 2012 le imprese attive di Bergamo sono diminuite di 527 unità (-0,6 per cento) dalle 87.074 del 31 dicembre 2011 alle 86.547 del 31 dicembre 2012. La perdita si è concentrata quasi per intero nell’ultimo trimestre del 2012, con un calo di 515 imprese attive (e di 210 posizioni tra le imprese registrate); ma il risultato dell’intero 2012 risente anche del saldo pesantemente negativo del primo trimestre dell’anno, periodo nel quale aumentano le denunce di cessazione. Da tre trimestri consecutivi la variazione tendenziale è negativa e in peggioramento (-0,6 per cento nel quarto trimestre 2012). Con riferimento ai dati dei flussi annuali, la situazione di sostanziale equilibrio tra ingressi e uscite è il risultato di un forte e non nuovo divario tra le forme giuridiche delle società di capitale (e le altre forme giuridiche, in prevalenza cooperative) da un lato, e, dall’altro, le imprese individuali (e le società di persona). Nel 2012 si sono registrate 1.376 nuove iscrizioni di società di capitale a fronte di 980 cessazioni, con un saldo positivo di 396 unità. All’opposto le imprese individuali hanno registrato 3.726 iscrizioni e 4.125 cessazioni con un saldo negativo di 399 unità. Nelle altre forme giuridiche il saldo tra iscritte e cessate è positivo per 63 unità, nelle società di persona negativo per 84 unità. Per quanto riguarda i settori di attività economica prevalente, è bene rifarsi al confronto degli stock delle imprese attive: i dati settoriali di iscrizioni e cessazioni sono infatti inficiati dalla concentrazione delle iscrizioni in imprese “non classificate” che non hanno ancora iniziato ad operare o non hanno ancora comunicato il settore prevalente della propria attività. Tenendo come riferimento il calo complessivo di oltre 500 imprese nello stock delle attive, spicca il dato fortemente negativo delle imprese edili: -622 in un anno, con una variazione del -3 per cento. Le attività manifatturiere diminuiscono di 224 unità (-1,9 per cento). Erosioni più contenute in dimensione assoluta riguardano anche le attività agricole ed estrattive, le attività immobiliari, i servizi d’informazione e comunicazione e le attività della sanità e assistenza sociale. Crescono invece le imprese di fornitura di energia elettrica ed acqua, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+131 pari a un incremento del 2,4 per cento) e l’insieme delle attività commerciali (all’ingrosso e al dettaglio) con 119 imprese in più nell’anno (pari al +0,6 per cento). In buona crescita le imprese negli altri settori dei servizi (trasporti, altre attività dei servizi alle famiglie, servizi alle imprese, attività di intrattenimento, ecc.). Le difficoltà, rilevate da più fonti, riguardano le aziende minori o prevalentemente rivolte al mercato interno. Ne segue che la riduzione delle imprese colpisce soprattutto il comparto artigiano. Nel corso del 2012 le imprese artigiane sono diminuite di circa 700 unità (-2,1 per cento); le nuove iscrizioni sono state 2.041 (-12,6 per cento sul 2011) a fronte di 2.738 cessazioni, pari al +19,6 per cento sull’anno precedente. Anche nel sottoinsieme dell’artigianato, è l’edilizia a segnare la flessione più pesante (-573 imprese operative in un anno, pari al -3,5 per cento), seguita dalle attività manifatturiere (-160 pari al -2,1 per cento). La relativa tenuta del sistema imprenditoriale, anche a Bergamo, è garantita in misura significativa dal saldo positivo della nati-mortalità delle componenti giovanile, straniera e femminile (tavola a pag. 9). Probabilmente anche per aggirare le difficoltà attuali del mercato del lavoro dipendente, la strada del lavoro autonomo si conferma importante per gli strati più dinamici, e potenzialmente innovativi, della nostra società. Per quanto riguarda le sub-aree della provincia, la crisi delle costruzioni si ripercuote sulle zone, soprattutto nella bassa bergamasca, a più forte specializzazione edilizia. Meno negative della media provinciale alcune aree delle Valli.  
   
   
CUNEO, I DATI SULL´ANDAMENTO DELLE IMPRESE NEL 2012  
 
Cuneo, 29 gennaio 2013 - Il 2012 registra una nuova contrazione della base imprenditoriale della provincia di Cuneo. Nel corso dell’anno, infatti, il registro camerale ha censito 3.810 nuove iscrizioni, a fronte delle 4.101 registrate nel 2011. Le cessazioni, valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio, si sono attestate a quota 4.504, risultando in incremento rispetto alle 4.206 registrate nell’anno precedente. Il saldo risulta, pertanto, negativo e pari a -694 unità (nel 2011 il saldo era stato pari a -105 unità), dato che porta a 72.863 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2012 presso il registro delle imprese della Camera di Commercio di Cuneo. Il bilancio tra imprese “nate” e imprese “cessate” si traduce, così, in un tasso di crescita del -0,94%, dato risultato peggiore rispetto a quello riscontrato a livello medio regionale (-0,41%) e in controtendenza in confronto a quello nazionale (+0,31%). “Nel corso del 2012 il tessuto imprenditoriale della provincia di Cuneo ha manifestato segnali di difficoltà. Sembra, infatti, esser venuta meno quella volontà a creare nuove imprese che da sempre contraddistingue lo spirito imprenditoriale della provincia Granda. Ma non si può attendere ancora, poiché ormai il tempo è scaduto. Le imprese da sole non sono in grado di fare miracoli e, pertanto, spetta a noi, insieme a tutto il sistema politico e istituzionale, mettere in atto misure concrete che siano in grado di stimolare la ripresa del nostro futuro economico” commenta Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di Commercio di Cuneo. Dall’analisi per classe di natura giuridica si evidenzia un andamento negativo sia per le imprese individuali (che rappresentano i due terzi della base imprenditoriale provinciale), il cui tasso di crescita risulta pari al -1,62%, sia per le società di persone (-0,46%) Risultano, invece, ancora positivi i tassi di crescita delle società di capitale (+2,16%) e delle altre forme giuridiche (+2,28%). Effettuando un’analisi sulla composizione settoriale del tessuto imprenditoriale della provincia di Cuneo emerge come il settore che assorbe il numero maggiore di imprese sia l’agricoltura (che registra una variazione di stock del -1,94% in confronto al 31 dicembre 2011). Seguono gli altri servizi e il commercio, entrambi con una quota del 19% ed una variazione di stock rispettivamente pari al +0,11% e al -1,82% e il comparto delle costruzioni, con un’incidenza del 15% e una flessione in termini di numerosità di imprese del 3,14%.