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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 06 Febbraio 2013 |
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AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE EUROPEA DÀ IL VIA LIBERA AL "GREEN DEAL" MISURE DI SOSTEGNO BRITANNICO PER L´EFFICIENZA ENERGETICA |
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Bruxelles, 6 febbraio 2013 - La Commissione europea ha ritenuto compatibile con le norme Ue sugli aiuti di Stato per gli interventi pubblici Gbp 600 milioni (700 milioni di euro) e il Regno Unito intende concedere sotto la sua " Green Deal. ´ "Green Deal" è la pietra angolare della politica britannica per migliorare l´efficienza energetica degli edifici. Vari enti governativi e la Banca di investimento ecologico (Gib) fornirà assistenza pluriforme Regno Unito. Queste misure sostenere l´efficienza energetica in linea con gli obiettivi dell´Unione in materia di energia e cambiamento climatico, pur mantenendo la distorsione della concorrenza a un minimo accettabile. Vice-presidente e commissario per la Concorrenza, Joaquín Almunia, ha fatto la seguente dichiarazione: "The Deal Uk Green consente ai consumatori e alle aziende di migliorare l´efficienza energetica dei loro edifici senza il consenso di pesante investimento iniziale. Questo è un altro esempio di come la nostra il controllo politico degli aiuti di Stato può portare gli investimenti privati nel risparmio energetico e nello stesso tempo aumentare la concorrenza. " Le imprese private possono, in base alle "Green Deal" cittadini offrono investimenti iniziali in materia di efficienza energetica, prima di tornare ai loro costi attraverso la bolletta energetica. Clienti sfuggire ai costi iniziali, dal momento che pagherà un canone mensile aggiunto alla loro bolletta elettrica. Hanno così partecipare a questo investimento, purché rimangano all´interno dell´edificio. Al momento della rimozione, il nuovo inquilino prende il sopravvento. Questo piano è stato sviluppato in conformità con la "regola d´oro" del Green Deal, in cui si afferma che i diritti generati da un investimento deve essere inferiore ai risparmi anticipati. Vari enti governativi e il Green Investment Bank (Gib) Regno Unito fornire assistenza finanziaria attraverso uno strumento di finanziamento. La Commissione ha ritenuto che il regime costituisse un obiettivo di interesse generale, vale a dire il miglioramento dell´efficienza energetica, ed è stato ben progettato, contribuendo al raggiungimento di questo obiettivo. Inoltre, come La maggior parte dei benefici derivanti dal sistema vengono trasferiti ai consumatori finali, potenziali distorsioni della concorrenza sono limitate rispetto ai benefici ambientali. Infine, le autorità britanniche hanno calmato i timori iniziali della Commissione sulla partecipazione del Gib Green Deal impegnandosi a garantire il ritiro della banca nel mercato come investitori privati entrare, preservando in tal modo la concorrenza sul mercato. Poiché gli effetti positivi della misura in termini di promozione e di miglioramento dell´efficienza energetica chiaramente superano ogni possibile distorsione della concorrenza causata dalla concessione di aiuti di Stato. |
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MILANO SANTA GIULIA. COMUNE, APERTI 10 MILA MQ DEL PARCO TRAPEZIO CONSEGNATO AL CDZ 4 UN EDIFICIO PER ATTIVITÀ SOCIALI E CULTURALI |
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Milano, 6 febbraio 2013 - Prosegue la riqualificazione del quartiere Santa Giulia. Dopo il nuovo parcheggio pubblico di interscambio – in totale, 700 posti auto a disposizione degli abitanti di Rogoredo-santa Giulia, degli uffici della zona e dei pendolari – il Comune ha aperto anche la piazza sovrastante che affaccia sul parco Trapezio. Si tratta di 10 mila metri quadrati, circa un quarto del parco (45 mila mq in totale), che si trovano tra via Pizzolpasso, via del Futurismo e via Cassinari. Una parte dell’area è stata sistemata con una pavimentazione adatta per ospitare bambini e ragazzi che possono divertirsi con pattini, skateboard, monopattini e biciclette. Le altre aree sono state destinate a verde, con prati, alberi e aiuole. Alla Zona 4, inoltre, il Comune ha consegnato l’edificio che insiste sul parco, un luogo che sarà aperto al quartiere per iniziative ludiche e sociali. “Siamo vicini alla conclusione degli interventi per tutto il parco Trapezio – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris – e l’apertura della piazza è un passo importante. Devo riconoscere che, grazie all’impegno straordinario di tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, si sta facendo un ottimo lavoro, anche sotto il profilo dei tempi. Dobbiamo continuare ad operare così per portare il prima possibile a compimento gli interventi ambientali, ultimare i cantieri sospesi e dotare questo quartiere dei servizi necessari per i cittadini”. |
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RALLENTA IL MERCATO IMMOBILIARE MILANESE NEL II SEMESTRE 2012 |
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Milano, 6 febbraio 2013 - La crisi rallenta il mercato milanese della casa: nel secondo semestre del 2012 in città si registra una flessione media dei prezzi dell’1,2% rispetto al semestre precedente anche per gli immobili residenziali nuovi, di classe energetica A-b-c che arriva al -1,4% in provincia. Più significative le flessioni dei prezzi del prodotto usato, soprattutto in provincia dove rispetto a cinque anni fa le quotazioni degli appartamenti recenti, ristrutturati, d’epoca e di pregio calano mediamente del 7,2% nelle zone centrali dei comuni e del 8,6% in quelle periferiche e quelle degli appartamenti vecchi o da ristrutturare del 8,1% nelle zone centrali e del 10,0% in quelle periferiche. Ma sono soprattutto le compravendite avvenute nei primi nove mesi del 2012 a diminuire rispetto allo stesso periodo del 2011: -21,7% a Milano città, -21,0% in provincia, sebbene il calo in Italia sia ancora più consistente -23,9%. Un trend negativo legato anche all’andamento dei mutui: l’Ance riporta infatti come tra il primo semestre 2011 e il primo semestre 2012 in Lombardia quelli per acquisto di abitazioni da parte delle famiglie siano diminuiti del 48,4%, a fronte di una riduzione media nazionale del 47,9%. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla 42º edizione della “Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia” sul secondo semestre 2012 realizzata dalla Camera di Commercio di Milano attraverso l’azienda speciale Osmi Borsa Immobiliare, in collaborazione con gli agenti rilevatori Fimaa Milano Monza & Brianza. In particolare questo listino, come nelle due precedenti edizioni, prende in considerazione una nuova tipologia immobiliare: gli appartamenti nuovi/classe energetica A-b-c, che incorpora nei prezzi immobiliari un cambiamento ormai largamente recepito dal mercato e che risponde alle sempre più restringenti normative legate all’edilizia sostenibile e al risparmio energetico. “Dopo la notevole riduzione del numero di compravendite registrata nel periodo 2007-2009 il calo sembrava essersi attenuato - ha dichiarato Marco Dettori, presidente di Osmi Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano -. Ma il nuovo importante crollo del numero delle transazioni che ha caratterizzato tutto il 2012 è un segnale allarmante che riflette da una parte le crescenti difficoltà delle famiglie ad accedere a finanziamenti per l’acquisto di abitazioni e dall’altra la sensazione di diffusa incertezza verso i fondamentali della nostra economia. Come conseguenza rileviamo una discesa delle quotazioni immobiliari che, seppur contenuta, è ormai generalizzata a diverse zone della città e comuni della Provincia. Le decrescite dei prezzi più significative interessano il prodotto usato localizzato nelle zone periferiche dei comuni della provincia, mentre mostrano migliore capacità di tenuta i prezzi degli immobili residenziali di nuova costruzione ed energicamente performanti”. “Nonostante la crisi c’è fiducia nell’acquisto della casa che ha ancora grande centralità negli interessi e nei bisogni - rileva Lionella Maggi, Presidente di Fimaa Milano Monza e Brianza - L’esiguità o addirittura l’assenza di finanziamento resta ancora un fattore di impedimento all’acquisto ma la fiducia nel mattone è confermata da un’utenza, per così dire, in aspettativa, pronta all’investimento non appena possibile. L’offerta sul mercato milanese oggi è ampia, anche se non sempre di qualità, ma l’aspetto finanziario, fiscale e la precarietà del lavoro impediscono spesso l’incontro con le innumerevoli richieste. C’è sempre maggiore sensibilità all’immobile “performante”, cioè con buone prestazioni energetiche e collocato in zone ben servite da trasporti e parcheggi, esercizi commerciali, servizi di pubblica utilità e di sicurezza, magari con aree verdi: a risentirne sono le aree periferiche e il mercato dell’usato, in generale, che spesso non regge il confronto con le case di nuova costruzione che promettono risparmio nel tempo. Anche chi opta per l’affitto – prosegue Lionella Maggi – cerca prezzi più bassi e presta attenzione alla qualità, hanno mercato gli immobili a canone più ridotto, sebbene le esigenze del conduttore siano cambiate: per affittare oggi bisogna garantire qualità dello stato dell’immobile, perfino negli arredi. Se in città i box restano un buon investimento, permane la sofferenza per negozi ed uffici. Un mercato immobiliare in difficoltà, dunque, ma consapevole, e - tutto sommato - fiducioso”. Comprare casa a Milano oggi costa meno. Il prezzo medio di vendita per gli immobili residenziali nuovi/classe energetica A-b-c a Milano si attesta sui 5.133 euro al metro quadro, passando dai 13.300 euro al mq di Vittorio Emanuele-san Babila ai 2.650 di Musocco-villapizzone. In crescita nel Decentramento Argonne-corsica (+1,2%). Le diminuzioni maggiori? Nei Bastioni Repubblica-porta Nuova (-5,3%) e nel Decentramento Q.re S.ambrogio-torretta (-5,6%). Nel Centro storico flessioni intorno al 1% per Missori-santa Sofia e al 2,6% per Diaz-duomo-scala pur registrando prezzi sempre superiori ai 10 mila euro al mq. In Provincia di Milano i prezzi oscillano tra i 2.310 euro al mq delle zone centrali e i 2.111 euro al mq delle zone periferiche: in flessione la maggior parte delle zone. Continuano a scendere i canoni di affitto a Milano. Nel secondo semestre 2012 i prezzi di locazione calano del 3,2%, rispetto al semestre precedente, ma la diminuzione in cinque anni arriva al -21,1%. In un anno scendono soprattutto gli affitti degli appartamenti di medie dimensioni: bilocali (-7,6%) e trilocali (-7,4%). Sempre in un anno in forte discesa gli affitti in Centro per monolocali e trilocali (entrambi -8,8%), nei Bastioni per bilocali (-7,5%) e trilocali (-5,5%), in Circonvallazione per bilocali (-10%) e quattro locali (-9,4%) e nel Decentramento per bilocali (-12%) e trilocali (-9%). Diminuzioni a due cifre per tutte le tipologie di appartamento in locazione in cinque anni, in particolare per gli appartamenti di dimensioni maggiori: trilocali (-24,3%) e quattro locali ed oltre (-22,7%). |
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TERREMOTO/EMILIA: COSTI DEI MODULI ABITATIVI D´EMERGENZA: PRECISAZIONE DELLA STRUTTURA COMMISSARIALE
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Bologna, 6 febbraio 2013 – “Il costo di un modulo abitativo medio, di una dimensione tra i 45 e i 60 metri quadri, corrisponde a circa 26 mila euro, ma le imprese fornitrici hanno sottoscritto una clausola che prevede che dopo due anni dovranno riacquisirli, restituendo per ognuno circa 6 mila euro. Quindi la spesa reale per ogni modulo sarà di circa 20 mila euro, a cui si deve aggiungere una somma corrispondente per i costi di acquisizione e urbanizzazione delle aree in cui sono stati collocati. Le aree urbanizzate, una volta finita l’emergenza, saranno liberate dai moduli e rimarranno nella disponibilità delle amministrazioni locali come aree di protezione civile. Il ricorso ai moduli è stato necessario in alcuni Comuni, dove danni molto estesi hanno reso impossibile reperire abitazioni ordinarie". E’ la precisazione che arriva dalla Struttura commissariale per la ricostruzione delle aree dell’Emilia colpite dal terremoto del maggio scorso, a proposito di alcune notizie di stampa sul tema dei costi dei moduli abitativi d’emergenza. “La soluzione dei moduli abitativi è stata inoltre una scelta obbligata – si chiarisce – La legge 134/2012 consente di utilizzare i fondi stanziati unicamente per l’emergenza e per la realizzazione di soluzioni temporanee e rimovibili, così come il fondo di solidarietà costituito dall’Unione Europea. La Regione Emilia-romagna, infatti, per l’acquisto di alloggi pronti, ha dovuto destinare tutte le risorse disponibili del proprio bilancio, circa 25 milioni di euro”. La Struttura commissariale, prima di adottare la soluzione dei moduli temporanei, ha verificato se ci fosse la possibilità di percorrere strade alternative. “In tutta l’area terremotata i moduli sono solo 750, a cui vanno aggiunte le strutture rurali – si aggiunge - Questa soluzione è stata adottata soltanto in 7 Comuni su 57, Novi, Cavezzo, S. Felice, S. Possidonio, Concordia, Mirandola e Cento. Si è resa necessaria per garantire continuità alla vita di comunità, anche nelle zone in cui la seconda scossa è stata di tale intensità che l’alto livello di danneggiamento ha reso impossibile reperire abitazioni ordinarie”. Per quanto riguarda l´unico lotto che non è ancora completato e che registra un significativo ritardo nella consegna, la Struttura commissariale insieme al sindaco di San Felice Alberto Silvestri ha incontrato l´impresa questa mattina a Bologna. "Abbiamo chiesto all´impresa di intensificare al massimo i lavori per recuperare il ritardo, dovuto a problemi aziendali, e per consentirci di consegnare gli alloggi entro febbraio - si conclude - L´impresa si è impegnata a riformulare insieme alle amministrazioni locali il calendario delle consegne". |
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SISMA 1997: TRE MILIONI DI EURO PER NUOVE OPERE. FINANZIATO IL COMPLETAMENTO DELLA DIGA DI ACCIANO A NOCERA UMBRA |
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Perugia, 6 febbraio 2013 - La Giunta regionale, nella sua ultima seduta, ha finanziato tre interventi connessi agli eventi sismici del 1997 per un totale di oltre tre milioni di euro. In particolare la Giunta, insieme ad un intervento nel comune di Cannara ed a quello richiesto dall’Arcidiocesi di Spoleto - Norcia relativo alla Chiesa – Santuario della Madonna di Loreto nel Comune di Spoleto, ha dato il via al finanziamento riguardante la diga di Acciano, nel Comune di Nocera Umbra. L’intervento sulla diga, che ora potrà essere adeguata nelle dimensioni e resa fruibile dunque per il territorio, così come era stato richiesto anche dagli Enti locali interessati, consentirà la realizzazione in sicurezza di un invaso che avrà una portata massima di un milione di metri cubi di acqua a sostegno del fiume Topino e contemporaneamente la valorizzazione anche a fini turistici dell’ambiente circostante la diga. La richiesta di intervento sull’invaso danneggiato dal terremoto del 1997, era pervenuta alla Giunta regionale da parte dell’Ati 3 di Foligno-spoleto-valnerina che ha provveduto a riformulare il progetto di realizzazione, rendendolo così conforme e finanziabile dalla Regione dell’Umbria per circa due milioni e quattrocentomila euro. La Giunta regionale per questi interventi ha utilizzato alcune economie che erano accantonate nel settore “Programmi integrati di recupero” per il finanziamento degli interventi sulle unità minime d’intervento di fascia 3. Infatti, dalle ultime stime effettuate sul fabbisogno complessivo per tali interventi, è risultato un costo inferiore a quello originariamente previsto. Ulteriori 520.000 euro erano infine disponibili nei settori “Opere pubbliche” e “Beni culturali” essendo state accertate delle economie al momento del pagamento del saldo di altri interventi. |
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REACH: IN EUROPA LE SOSTANZE CHIMICHE DIVENTANO PIÙ SICURE |
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Bruxelles, 6 febbraio 2013 - In Europa l´uso di sostanze chimiche è diventato notevolmente più sicuro dopo l’entrata in vigore del regolamento Reach, come afferma la relazione pubblicata ieri dalla Commissione europea. Misure più mirate per la gestione del rischio e informazioni più tempestive sulle sostanze chimiche presenti sul mercato fanno sì che i rischi derivanti dalle sostanze registrate a norma del regolamento Reach siano considerevolmente diminuiti. La tendenza dovrebbe persistere, dato che il settore si adopera costantemente per individuare alternative alla maggior parte delle sostanze chimiche pericolose. A cinque anni dall’entrata in vigore del regolamento, la sua attuazione procede a pieno ritmo. Finora le imprese hanno registrato 30 601 fascicoli presso l´Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), nei quali si descrivono gli usi e le proprietà di 7 884 sostanze chimiche prodotte o immesse sul mercato. Secondo un’indagine di Eurobarometro pubblicata oggi, il 61% dei cittadini europei ritiene che le sostanze chimiche siano più sicure rispetto a dieci anni fa. La relazione prende atto dei costi relativi alla gestione del sistema Reach e il loro impatto sulle Pmi, ma le imprese del settore ne ammettono gli effetti economici positivi per le proprie attività. Grazie all’ulteriore armonizzazione del mercato interno, Reach è stato un fattore chiave per la crescita e la competitività del settore chimico. Per promuovere ulteriormente la competitività dell’industria chimica europea, a breve la Commissione proporrà una riduzione dei diritti di registrazione per le Pmi. Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l´industria e l´imprenditoria, e Janez Potočnik, Commissario responsabile per l’ambiente, hanno dichiarato: "La relazione dimostra che il regolamento Reach funziona. Le imprese si assumono le proprie responsabilità e, di conseguenza, noi disponiamo di dati più attendibili sulle sostanze chimiche da esse prodotte e immesse sul mercato. La partenza è stata buona, ma c´è ancora molto lavoro da fare per garantire un elevato livello di protezione della salute umana e dell´ambiente. Siamo impegnati a garantire la sicurezza e la sostenibilità dell’industria chimica europea e Reach agevola la libera circolazione delle sostanze chimiche nel mercato interno. La nostra industria chimica può diventare leader mondiale nell’innovazione e tale ambizione si fonda su Reach, la legislazione in materia di sostanze chimiche più completa al mondo." Memo/13/60: Cinque anni di Reach - domande e risposte Memo/13/61: Indagine Eurobarometro Il riesame di Reach Dal riesame del regolamento emerge che, sebbene siano necessari alcuni adeguamenti, non occorrono modifiche sostanziali. I risultati principali del riesame sono i seguenti: · l’attuazione di Reach può essere migliorata, perfezionando la qualità dei fascicoli di registrazione, migliorando l´uso delle schede di dati di sicurezza quali strumenti fondamentali per la gestione del rischio, e affrontando le questioni connesse alla ripartizione dei costi nell’ambito dei forum per lo scambio di informazioni sulle sostanze (Sief). · Esiste un margine per ridurre gli oneri finanziari e amministrativi gravanti sulle Pmi, al fine di garantire la proporzionalità della legislazione e per aiutarle a rispettare i propri obblighi nell´ambito di Reach. · Non vi sono significative sovrapposizioni con altre normative dell’Ue. · Sono stati compiuti considerevoli sforzi per sviluppare metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali e si proseguirà in tal senso: dal 2007 la Commissione ha messo a disposizione 330 milioni di Eur per finanziare la ricerca in questo settore. · L´attuazione potrebbe essere migliorata. Trattandosi di una competenza degli Stati membri, nell’ambito del riesame si raccomanda loro di rafforzare il coordinamento reciproco. · Sebbene la relazione individui la necessità di apportare alcune modifiche alla legislazione, la Commissione vuole garantire la stabilità e la prevedibilità delle leggi per le imprese europee. Al momento non sono state proposte modifiche alle condizioni principali di Reach. Prossime fasi Nei prossimi mesi la Commissione organizzerà una conferenza sul riesame di Reach. In collaborazione con gli Stati membri e con l´Echa, la Commissione sta mettendo a punto una tabella di marcia per valutare e individuare le sostanze estremamente problematiche. Tale tabella di marcia definirà con chiarezza le tappe, gli elementi da fornire e la suddivisione del lavoro tra la Commissione, gli Stati membri e l´Echa al fine di inserire entro il 2020 tutte le sostanze estremamente problematiche note nell´elenco di sostanze candidate. La Commissione verificherà anche la possibilità di concedere alle Pmi una riduzione dei costi di registrazione, onde ripartire in modo ancora più omogeneo l’incidenza finanziaria della registrazione. Contesto Reach è il regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l´autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche. Il riesame di Reach valuta il funzionamento generale del sistema Reach e il conseguimento dei suoi obiettivi unici, ovvero un elevato livello di protezione della salute umana e dell´ambiente, la promozione di metodi alternativi per la valutazione delle sostanze pericolose, come pure la libera circolazione delle sostanze nel mercato interno, rafforzando al contempo la competitività e l´innovazione. Dal 1999 al 2009 l´industria chimica dell’Ue è cresciuta leggermente più del tasso medio di tutti i settori manifatturieri, e ha realizzato ampi progressi rispetto alla crisi del 2008. Il settore registra un saldo della bilancia commerciale positivo e ottiene risultati particolarmente buoni nelle sostanze chimiche con elevato margine di profitto. Nel 2003, quando è stato proposto il regolamento Reach, l´Ue era il più grande mercato mondiale delle sostanze chimiche, con circa il 30% delle vendite complessive di sostanze chimiche. Oggi esso registra circa il 21% delle vendite mondiali, ma il più grande mercato delle sostanze chimiche è ormai la Cina. L’ue rimane tuttavia il maggiore esportatore mondiale di sostanze chimiche e negli ultimi anni il fatturato del settore è aumentato in termini assoluti. |
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IL 61% DEGLI EUROPEI RITIENE CHE LE SOSTANZE CHIMICHE SONO OGGI PIÙ SICURI DI 10 ANNI FA |
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Bruxelles, 6 febbraio 2013 - Tre europei su cinque dicono che le sostanze chimiche sul mercato Ue di oggi sono più sicuri di quanto lo fossero 10 anni fa. Questo è uno dei risultati principali del Eurobarometro sulla percezione pubblica di prodotti chimici e gli atteggiamenti delle persone per la loro sicurezza in Europa .Cinque anni dopo Reach è entrato in vigore, non solo gli europei credono che la sicurezza dei prodotti chimici è migliorata, ma il 65% gli intervistati concordano inoltre che i prodotti contenenti sostanze chimiche sono stati testati correttamente nell´Ue. Vista sulle sostanze chimiche sono divisi su chi attualmente ha la responsabilità di garantire la sicurezza delle sostanze chimiche - la maggior parte degli intervistati (48%) ritiene che questo potere è tenere da parte delle autorità europee, il 42% ritiene che i costruttori sono responsabili di questo problema e solo il 35 % è convinto che la sicurezza è una questione di autorità nazionali. Risultati aggregati dei 27 Stati membri mostrano che tre quinti che la sicurezza dei prodotti chimici deve essere la fabbrica ´responsabilità. I principali risultati del sondaggio Eurobarometro possono essere riassunti come segue: La maggior parte delle persone pensa che ci sono sostanze chimiche presenti negli articoli di uso quotidiano. Il 96% degli intervistati ritiene che i prodotti per la pulizia e le vernici contengono sostanze chimiche, il 90% pensa che le sostanze chimiche sono anche in cosmetici e prodotti di bellezza . Tuttavia, solo il 56% esprime la certezza su questo tema Cibo è il prodotto che le persone hanno più probabilità di controllo , con una larga maggioranza 81%) dicendo che guardare gli ingredienti prima di acquistare. Al contrario, solo il 23% sarebbe la registrazione elettronica 69% degli europei d´accordo che è possibile per lo chimiche eliminare sostanze dalla vita quotidiana Oltre il 52% degli intervistati non sono d´accordo che le sostanze chimiche nuove può aiutare a contribuire ad un ambiente migliore Tre quarti degli europei concordano sul fatto che le nuove sostanze chimiche sono coinvolti in innovazioni più industriali Il 46% degli europei avrebbe aspettato fino a quando un prodotto appena lanciato contenenti nuove sostanze chimiche sono statidimostrato di essere sicuro di lavoro e per un lungo periodo di tempo prima di acquistarlo Solo il 2% degli intervistati avrebbe acquistato un nuovo prodotto immediatamente Tre su cinque (61%) degli europei afferma che le sostanze chimiche presenti sul mercato dell´Unione europea di oggi sono più sicuri di quanto lo fossero 10 anni fa. La metà (49%) degli europei ritiene che i prodotti europei fabbricati contenenti sostanze chimiche sono più sicuri rispetto a quelli importati da paesi terzi Due terzi (65%) degli europei concordano sul fatto che in Europa, i prodotti contenenti nuove sostanze chimiche sono stati adeguatamente testati Il 48% pensa che le autorità delle autorità dell´Unione europea sono responsabili della sicurezza dei prodotti, il 42% pensa che è attualmente svolta dagli stessi produttori, e un terzo (35%) pensa che sia effettuato dalle autorità nazionali. Tre quinti (60%) pensa che i produttori stessi dovrebbero avere quel ruolo. Informazioni sul sondaggio Eurobarometro sulle sostanze chimiche Questa indagine contribuisce al riesame della Commissione del Reach, fornendo informazioni sulla percezione del pubblico in generale e la comprensione delle sostanze chimiche, così come gli atteggiamenti verso la loro sicurezza e la consapevolezza dei regolamenti. La dimensione del campione di destinazione nella maggior parte dei paesi era di 1.000 interviste, in totale, 25.557 interviste sono state condotte. |
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BANCA DELLE MARCHE, SPACCA INCONTRA I SINDACATI. “STRATEGIA COMUNE A DIFESA DELL’AUTONOMIA DELL’ISTITUTO”. |
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Ancona, 6 febbraio 2013 - Difesa dell’autonomia di Banca delle Marche e del suo ruolo a sostegno dell’economia del territorio regionale. E’ l’obiettivo condiviso da Regione e Sindacati, irti mattina nel corso dell’incontro a Palazzo Raffaello tra il presidente Gian Mario Spacca e l’assessore al Bilancio Pietro Marcolini da una parte, Fisac-cgil, Fiba-cisl, Uilca, Fabi e Dircredito dall’altra. Erano presenti per i sindacati Averino Di Marcantonio, Maurizio Santini, Sergio Crucianelli, Maurizio Liberti, Alfonso Corraducci. Regione e Sindacati hanno condiviso la forte preoccupazione per la situazione che sta attraversando l’istituto di credito. “Non possiamo nasconderci – ha detto il presidente Spacca – che la strada sia in salita. L’importante è non perdere di vista l’obiettivo, che deve essere la difesa dell’autonomia di Banca delle Marche e il suo ruolo a sostegno dell’economia del territorio marchigiano. Un obiettivo per il quale ci deve essere il massimo impegno di tutta la comunità. Tutti siamo chiamati a lavorare per questo: proprietà, management della Banca, sindacati, imprenditori ed anche le istituzioni, ciascuno per la propria parte”. Spacca ha sottolineato la necessità che Bdm definisca un piano industriale, coerente con l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio e che sia convincente in termini di tempo, di forza e strategia. “Gruppo Banca delle Marche – ha detto – ha svolto negli anni, anche e soprattutto durante la crisi, un ruolo fondamentale di sostegno finanziario all’economia locale, dando fiducia agli imprenditori. Con i suoi 3.300 dipendenti, rappresenta inoltre un’importante fonte occupazionale per il territorio. Oggi siamo ad un passaggio molto delicato che deve essere presidiato con la massima attenzione”. Di “autonomia quale valore irrinunciabile” dell’istituto di credito hanno parlato i Sindacati, che hanno concordato sulla necessità di un’azione comune tra tutte le forze in campo. “Chiediamo – hanno detto i rappresentanti sindacali – che si crei una compagine territoriale forte e stabile a difesa e a garanzia dell’autonomia della banca. C’è preoccupazione, tra i lavoratori, per il tema dell’occupazione: sappiamo che Banca delle Marche ha tutti i mezzi per mantenerla intatta, ma bisogna agire subito affinché le condizioni che ci sono oggi, di autonomia, radicamento sul territorio, con stabile e buona occupazione, non vengano a mancare. Abbiamo poco tempo a disposizione, ma siamo certi che grazie all’unione di tutte le forze del territorio, possiamo riuscire nell’obiettivo. L’incontro di oggi, la sensibilità della Regione, ne sono la testimonianza”. |
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PMI: REGIONE UMBRIA PUBBLICA BANDO PER SOSTEGNO INVESTIMENTI TECNOLOGICI |
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Perugia, 5 febbraio 2013 - Sostenere ed incentivare l´innovazione nei processi produttivi delle imprese: è quanto prevede il bando che sarà pubblicato domani 6 febbraio sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria, per la concessione di contributi a favore di imprese che intendano realizzare programmi di investimento e acquisizione di consulenze specialistiche per le innovazioni nei processi produttivi o di prodotto. Per i rappresentanti dell´assessorato allo Sviluppo Economico con l´emanazione del bando prosegue l´attuazione delle misure per lo sviluppo d´impresa attraverso la concessione di pacchetti integrati di agevolazioni. Si tratta di uno strumento già sperimentato ed apprezzato dalle imprese che è stato semplificato per rispondere in tempi sempre più ristretti alle necessità del sistema produttivo che, nonostante la crisi, si impegna in programmi di sviluppo dell´attività aziendale. Il bando è destinato a sostenere i programmi di sviluppo delle Pmi umbre che intendono realizzare investimenti innovativi in macchinari, attrezzature, impianti che possono essere accompagnati dall´acquisizione di consulenze specialistiche e da iniziative finalizzate alla promozione sui mercati nazionali ed internazionali. Possono formare oggetto di contributo programmi di investimento per un valore complessivo compreso tra 80.000 e 1.080.000,00 euro. Il contributo è riconosciuto nella percentuale del 25per cento dei costi ammissibili, in regime de minimis, per gli investimenti innovativi e può arrivare fino al 50per cento per l´acquisizione di consulenze specialistiche e per la partecipazione alle fiere. Sono state inoltre introdotte innovazioni nelle modalità di presentazione delle domande di contributo. Le richieste dovranno essere infatti predisposte utilizzando la specifica procedura informatica messa a disposizione sul sistema "Fed Umbria" ed inviate, a partire dal 25 febbraio prossimo tramite posta elettronica certificata (Pec). Le domande pervenute verranno quindi sottoposte ad istruttoria valutativa con cadenza bimestrale anche in attuazione del programma regionale di semplificazione amministrativa, ed in coerenza con le istanze di imprese ed associazioni di categoria, al fine ridurre i tempi di istruttoria e di attuazione dei programmi di investimento. Le risorse a disposizione in questa prima fase ammontano a quattro milioni di euro con riserva da parte della Giunta Regionale dell´Umbria di incrementare la dotazione finanziaria grazie alla disponibilità dei fondi comunitari del programma operativo regionale del "Por Fesr". Tutte le informazioni possono essere reperite sul sito internet della Regione Umbria all´indirizzo www.Regione.umbria.it Il bando - è stato evidenziato dall´Assessorato- si colloca nel contesto del programma triennale di politica industriale e va a rafforzare le opportunità di sviluppo delle imprese inserendosi nel contesto delle misure di politica industriale finalizzate a facilitare l´innovazione tecnologica sui processi produttivi e sui prodotti. Il tutto in una logica di integrazione e completamento della strumentazione di politica industriale prevista nel programma triennale approvato dal Consiglio Regionale e nei Piani annuali approvati dalla Giunta Regionale. Un ulteriore elemento di specificità è rappresentato, come nel caso del bando per le imprese start up pubblicato la scorsa settimana dalla Regione Umbria, dalla previsione di una riserva di risorse destinata alle imprese che si insediano oppure siano già operanti nei 17 comuni umbri inseriti nell´area di crisi della Antonio Merloni per cui lo scorso mese di ottobre, con la sottoscrizione da parte della Presidenza della Regione Umbria, è stato rimodulato l´accordo di programma tra Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni Umbria e Marche. La Regione Umbria ha infatti inserito tra gli interventi di propria competenza per lo sviluppo del sistema produttivo della fascia appenninica tutta una serie di interventi finalizzati a supportare la reindustrializzazione dell´area anche attraverso strumenti ed interventi finalizzati allo sviluppo d´impresa. |
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I SUICIDI DEGLI IMPRENDITORI NON SI FERMANO DAVANTI ALLA CAMPAGNA ELETTORALE |
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Roma, 6 febbraio 2013 - L’ultimo atto disperato di un imprenditore di Frosinone, che si è tolto la vita proprio il 4 febbraio, ci richiama tragicamente all’enorme carico di responsabilità che grava sulle istituzioni, sull’intero sistema sociale e anche su ciascuno di noi, per ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto. Per l’ennesima volta la società non è riuscita ad ascoltare il “grido silenzioso” che saliva da un imprenditore in stato di difficoltà. Forse storditi dal rumore assordante della campagna elettorale, dalla retorica profusa a piene mani, molti hanno dimenticato che gli imprenditori – i piccoli e medi imprenditori e non i grandi capitani coraggiosi della finanza – sono costantemente e senza un attimo di respiro alle prese con le drammaticità quotidiane derivanti talora da una commessa che non si rinnova, talaltra da un prestito bancario che viene negato, o ancora da un credito dallo Stato che non si riesce ad incassare a fronte di una tassa che, viceversa, quello stesso Stato chiede di versare puntualmente e inderogabilmente. Mentre la politica si affanna a spiegarci come intenderà risolvere i problemi subito dopo le elezioni, nessuno sembra accorgersi che ancora adesso, proprio in queste ore, migliaia di imprenditori sono al centro di un attacco concentrico da parte di quelle medesime problematiche, con il risultato che, in numeri che ormai ripugnano la nostra stessa coscienza, molti di loro sono indotti a farla finita nel modo più tragico. La Federlazio vuole ricordare questo imprenditore di Frosinone e con lui anche tutti quelli che non ce l’hanno fatta a sopportare da soli un peso così grande, e per i quali le istituzioni, che pure avrebbero potuto fare molto per impedirlo, come al solito arriveranno – se arriveranno – quando ormai sarà troppo tardi. |
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CONVEGNO “OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO IN BRASILE PER LE IMPRESE CALABRESI” |
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Catanzaro, 6 febbraio 2013 - L’assessore regionale all’internazionalizzazione Luigi Fedele intervenendo al convegno di Confindustria sul tema “Opportunità di investimento in Brasile per le imprese calabresi”, che si è svolto a Catanzaro nella sede dell’associazione degli industriali, ha ricordato la partecipazione della Regione Calabria, nel mese di maggio 2012, al Progetto di Sistema promosso dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con le regioni, con il supporto dell´Ice San Paolo e il sistema camerale, per la realizzazione di iniziative promozionali congiunte per il Brasile. Durante l’incontro sono state approfondite in modo analitico le notevoli potenzialità d’investimento nel Paese brasiliano che per le aziende calabresi risultano molto interessanti sotto l’aspetto economico, turistico e culturale. L’assessore Fedele nel suo intervento ha parlato di “un piano di promozione straordinaria a favore del made In italy che ha individuato il Brasile come Paese prioritario per il 2011/2012”. “La Missione di Sistema – ha spiegato l’esponente della Giunta Scopelliti - si è basata sull’obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni economico-commerciali con il Paese sudamericano per favorire la penetrazione delle imprese italiane in un mercato che rappresenta la sesta economia del mondo. Il successo dell’iniziativa – ha aggiunto - è scaturito dalle attività che si sono realizzate dagli approfondimenti con esperti agli incontri istituzionali bilaterali, dalle visite ai poli produttivi territoriali agli incontri ‘business to business’; in particolare sono stati circa 1.600 in tutto gli appuntamenti con le controparti locali selezionate. Nella sola città di San Paolo, porta economica del Brasile e, in generale, dell´America Latina, per 119 aziende italiane si sono tenuti circa 1.000 incontri ‘business to business’ multisettoriali con imprese brasiliane. La Calabria – ha detto ancora Fedele - ha partecipato alla missione rivestendo il ruolo di capofila, insieme alla regione Sicilia, del settore agroalimentare”. L’assessore regionale all’internazionalizzazione inoltre ha riferito che, a seguito della partecipazione della Regione Calabria alla Missione di Sistema Stato-regioni in Brasile, è stato previsto nel piano esecutivo annuale 2012 una linea d’intervento per la realizzazione del progetto Paese Brasile che propone un’azione nei settori focus dell’agroalimentare, agroindustria, turismo, edilizia, energie, legno-arredo, nautica. “La scelta dei settori produttivi coinvolti – ha sottolineato Fedele - dipenderà dall’esito delle analisi sulle opportunità del mercato brasiliano rispetto alle caratteristiche del sistema produttivo calabrese. Tali valutazioni dovranno evidenziare, oltre al tradizionale settore eno-agroalimentare, quelle attività economiche che possono ottenere vantaggi concreti dai processi di internazionalizzazione previsti dall’intervento progettuale. Si rileva, infatti, l’esistenza in Regione Calabria di alcune realtà imprenditoriali legate all’ambito Ict/tecnologie ambientali in connessione con i Poli di innovazione regionali e con il sistema dell’Università e della Ricerca. Stiamo valutando – ha dichiarato l’assessore Fedele - le eventuali opportunità riscontrate sia per il settore ora evidenziato che per quello edile-costruzioni. Infine, si considera d’interesse la possibile valorizzazione del sistema di offerta turistica regionale rispetto ai trend riscontrati in Brasile a tal proposito”. |
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TRENTO, LAVORO: STAGIONALE IL CALO NEL PRIMO TRIMESTRE DELL´ANNO |
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Trento, 6 febbraio 2013 - La perdita di quasi tremila unità lavorative riscontrata dall’indagine Excelsior nel primo trimestre 2013, ripresa dagli organi di informazione locali, appare più legata al fenomeno della stagionalità che non a un peggioramento della domanda di lavoro. Nel primo trimestre dell´anno, infatti, si nota sempre un aumento delle cessazioni dei rapporti di lavoro rispetto alle assunzioni, in particolare nel settore turistico: la fine della stagione invernale comporta infatti anche la chiusura dei rapporti di lavoro di tipo stagionale attivati nel novembre-dicembre dell’anno prima. Questo in sintesi il commento dell´Agenzia del lavoro ad alcuni articoli usciti sulla stampa locale, che parlavano di un trimestre nero per l´occupazione e della perdita di 2.790 posti di lavoro, perdita che sarebbe da considerarsi invece un dato fisiologico, in questo periodo dell´anno. Gli articoli, riferiti ai dati del primo trimestre 2013 dell’indagine previsionale Excelsior curata da Unioncamere, parlano per la provincia di Trento di “un primo trimestre nero per l’occupazione” o “di futuro nero, giacché si sarebbero persi 2.790 posti di lavoro in soli tre mesi”. Occorre precisare - spiega l´Agenzia - che per la verità non si tratta affatto di posti di lavoro persi. Questo dato, infatti, non è altro che la differenza tra assunzioni e cessazioni di lavoro programmate dalle imprese nei primi tre mesi dell’anno. Il saldo occupazionale, ovvero la differenza tra assunzioni e cessazioni, vede sempre prevalere le cessazioni nel primo trimestre dell’anno, giacché in questo periodo le chiusure dei rapporti di lavoro tendono sempre e in gran numero a prevalere sulle nuove assunzioni. In effetti, soprattutto sul finire del trimestre in esame, si conta un gran numero di cessazioni provenienti dal settore turistico per la fine della stagione invernale (di rapporti di tipo stagionale attivati nel novembre-dicembre dell’anno prima) e invece, ben poche, sempre in questo periodo, sono le assunzioni attivate nel medesimo comparto turistico. Ovviamente questo settore del mercato del lavoro essendo molto rilevante influisce sul dato complessivo delle cessazioni. L’andamento stagionale comporta poi che tra il mese di giugno e il mese luglio (inizio stagione estiva) e anche nei successivi mesi di novembre e di dicembre (inizio di quella invernale) la situazione si rovescia con un numero di assunzioni stagionali nettamente superiore alle cessazioni. In definitiva, la perdita di quasi tremila unità riscontrata dall’indagine Excelsior nel primo trimestre 2013 appare più legata al fenomeno della stagionalità che non a un peggioramento della domanda di lavoro. Quanto detto è comprovato anche dai dati tratti dalle comunicazioni obbligatorie delle imprese riferite allo stesso periodo degli anni precedenti. Per vedere il reale andamento del mercato del lavoro è più significativo soffermarsi sulla differenza tra i saldi dei diversi anni. Per esempio, nel primo trimestre del 2011, il saldo occupazionale nei pubblici esercizi risultava negativo per 7.160 unità, mentre, nel primo trimestre del 2012 il saldo era negativo per 5.000 unità il che vuol dire che di là dal segno meno il comparto nei primi tre mesi del 2012 ha in realtà guadagnato più di 2.000 posti di lavoro. Anche a livello complessivo si è passati dalle 3.747 cessazioni nel primo trimestre del 2011 alle 2.948 del primo trimestre 2012, e quindi il miglioramento è stato pari a 1.249 unità. |
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DA GIUNTA BASILICATA OK ALL’ACCORDO SU POLO DEL SALOTTO CON OLTRE 100 MILIONI |
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Potenza, 6 febbraio 2013 - La Giunta Regionale di Basilicata ha approvato ieri l’accordo di programma dell’Area Murgiana per il settore del Mobile Imbottito tra Ministero delle Sviluppo Economico, Regione Basilicata, Regione Puglia e Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa (nota come Invitalia). Il documento varato, che mette in campo risorse per sostenere la ripresa del polo del salotto murgiano, è il punto di approdo di un lungo confronto tra Regioni e Stato per un programma di reindustrializzazione e riqualificazione di quel sistema produttivo finalizzato a fornire sostegno alle imprese esistenti e ai lavoratori della filiera, ad avviare un processo di diversificazione e riconversione produttiva dell’area, anche attraverso la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, e ad accrescere la competitività e l’attrattività del territorio anche con azioni di miglioramento e riqualificazione delle infrastrutture esistenti. In particolare l’accordo di programma potrà contare su oltre 100 milioni di euro. La Regione Basilicata metterà in campo 21 milioni di euro, che si affiancheranno ad altri 40 milioni messi in campo dal Ministero e ad altri 40 della Regione Puglia. Il Ministero e le due Regioni lavoreranno anche a promuovere accordi con il sistema bancario per facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese del Distretto, e con organizzazioni sindacali e datoriali per intese sull’organizzazione del lavoro che contribuiscano al miglioramento delle performance produttive. Il territorio interessato dall’Accordo di programma coinvolge i quattro comuni lucani riconosciuti con la legge regionale 1/2001 come Distretto del Mobile imbottito, ossia Matera, Montescaglioso, Ferrandina e Pisticci, e i nove centri pugliesi che hanno analogo riconoscimento dalla legge regionale della Puglia., vale a dire Altamura, Cassano Murge, Gioia del Colle, Gravina in Puglia, Modugno, Poggiorsini, Ginosa e Laterza. “L’azione che mettiamo in campo – ha osservato il presidente della Regione Vito De Filippo – affronta in modo globale il problema, non trascurando l’elemento della competitività intesa come riduzione dei costi, ma non cerca di inseguire su questa strada mercati emergenti che fanno solo di questo aspetto il proprio punto di forza Cerchiamo, invece, di valorizzare la capacità d’impresa, le opportunità innovative (sia quelle che abbattono i costi di produzione che quelle che migliorano la qualità) e l’affermazione delle indubbie differenze esistenti tra i nostri prodotti e quelli realizzati altrove nel mondo. Ciò che vogliamo, insomma – ha concluso – non è giocare in difesa ma creare un polo produttivo moderno e forte, anche perché sappiamo che è l’unica strada che contempera buone capacità di successo con dignità del lavoro e prospettive medio lunghe”. “L’intesa a cui giungiamo – ha aggiunto l’assessore alle Attività Produttive Marcello Pittella – è frutto di un lavoro di altissimo profilo fatto dal gruppo di lavoro che le due Regioni e il Ministero hanno messo in piedi da un anno per cercare le soluzioni più adeguate alla situazione del polo Murgiano del salotto. Insieme abbiamo individuato a studiato gli elementi di debolezza di questo sistema produttivo e ora mettiamo in campo i necessari rimedi, che puntano all’innovazione die prodotti, alla tutela dei marchi, all’irrobustimento delle strutture produttive, anche con forme di aggregazione tra imprese, e attraverso anche il sostegno alla nascita di attività collaterali che possano essere di supporto alle azioni di ricerca e innovazione”. “In questo quadro – ha continuato l’assessore al lavoro Vincenzo Viti – l’accordo a cui abbiamo aderito trova una delle sue basi nell’attenzione al lavoro e ai lavoratori. Pensiamo a loro quando pensiamo a nuove attività imprenditoriali ma non trascuriamo chi dovesse faticare a trovare immediatamente una ricollocazione, garantendo anche il sostegno al reddito e politiche attive del lavoro che non lascino nessuno in una situazione di abbandono”. La firma dell’accordo si terrà venerdì mattina prossima presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. |
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OCCUPAZIONE IN BRIANZA, SALDO NEGATIVO NEL I TRIMESTRE 2013 |
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Monza, 6 febbraio 2013 - Da gennaio a marzo saranno 1.460 i nuovi posti di lavoro attivati dalle imprese di Monza e Brianza, a fronte di 2.010 uscite (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi). Si tratta dunque di un saldo negativo di 550 posti di lavoro. 1.010 assunzioni saranno assorbite dal settore dei servizi, commercio e turismo, mentre l’industria e le costruzioni prevedono un ingresso di 440 unità. Sono per la maggior parte assunzioni di personale a tempo determinato (54,7% del totale), seguono le assunzioni a tempo indeterminato (38,4%), l’apprendistato (4,9%) e infine le altre tipologie di contratto come contratti a chiamata (2%). Nell’arco del I trimestre del 2013 circa 1 assunzione su 3 a Monza e Brianza riguarderà giovani fino 29 anni (29,5%), particolarmente richiesti nell’insegnamento e per i servizi alle persone (86,8%) e come operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (67,2%). L’età fa la differenza per gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici, dove nel 65% dei casi si preferisce un candidato più maturo (oltre 29 anni) e con specifica esperienza (73,3%). Considerando le assunzioni per preferenza di genere, la crisi penalizza il gentil sesso: solo per il 15% delle nuove assunzioni le donne avranno una corsia preferenziale. In particolare nel settore del commercio come commessa (37,6%). Le imprese privilegiano gli uomini, che sono preferiti per il 29,1% sul totale delle nuove assunzioni, con percentuali elevate soprattutto come operai. E se il diploma rimane il titolo di studio più richiesto per le nuove assunzioni (45,5%), cresce la richiesta di laureati in Brianza: oggi al 21,7%, lo scorso anno (I trimestre 2012) si fermava al 15,7%, superando anche il dato lombardo che si attesta per il I trimestre 2013 a 18,7%. E infatti nei primi tre mesi dell’anno, dopo i commessi (220 assunzioni previste), gli ingegneri e tecnici in campo informatico ed ingegneristico avranno maggiori prospettive, con complessivamente 300 nuove assunzioni previste. Problemi di reclutamento sono attesi per il 42,1% dei casi di assunzione di operai nelle industrie chimiche, del legno e della carta. La preferenza per il personale immigrato resta contenuta (13,4% delle assunzioni). Emerge da una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza, sui dati Sistema informativo Excelsior. “L’occupazione rimane uno degli aspetti che ci preoccupa – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – e ancora una volta i dati ci testimoniano come siano necessari al più presto provvedimenti strutturali finalizzati a stimolare il lavoro e l’impresa. Lo scorso anno come Camera di commercio abbiamo investito quasi 2 milioni di Euro per supportare le imprese brianzole nelle assunzioni. Quest’anno vogliamo fare di più per non disperdere quel patrimonio, fatto di know how ed esperienza, che fa la differenza nelle nostre aziende. ” I servizi della Camera di Commercio di Monza e Brianza per l’occupazione. Per favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro la Camera di commercio di Monza e Brianza, in collaborazione con Formaper, prosegue con l’attività dello Sportello Impresa Lavoro, iscritto nell’albo regionale degli enti autorizzati all’intermediazione. Il servizio ha l’obiettivo di soddisfare le esigenze delle imprese del territorio di Monza e Brianza in termini di risorse umane, attraverso l’analisi dei fabbisogni aziendali e il supporto nel reperimento dei profili richiesti. Sportello Impresa Lavoro è affiancato da Sportello Design che favorisce l’incontro di domanda e offerta di lavoro tra designer e imprese e si rivolge alle imprese “design oriented” che cercano un designer, ai professionisti designer in cerca di occupazione, e ai freelance in cerca di nuove commesse. Inoltre è attivo Sit Sportello Impresa in Trasformazione, con lo scopo di facilitare il rientro nel mercato del lavoro degli “over 45”, persone con particolari competenze e conoscenze manageriali che vantano un prezioso patrimonio di esperienza professionale, la Camera di Commercio di Monza e Brianza realizza il servizio che consente di facilitare l’incontro fra manager e impresa, creando importanti occasioni di collaborazione e di continuità di rapporto. |
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"INVESTIRE IN INNOVAZIONE" IL PROGRAMMA DEL WORKSHOP |
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Trieste, 6 febbraio 2013 ¨C E¡¯ disponibile online il programma dettagliato del workshop con Alessandro Fusacchia, coordinatore della Task Force dedicata voluta dal Ministro Corrado Passera. Durante l¡¯incontro verranno illustrate tutte le principali novit¨¤ della Legge 221/12: ci sar¨¤ in particolare un focus tematico sulle opportunit¨¤ di crowdfunding e finanziamento alle startup da parte di imprese e organizzazioni. L¡¯evento rappresenta infatti un¡¯occasione di confronto e riflessione fra tutti gli attori del sistema dell¡¯innovazione territoriale: aziende, incubatori e istituti di credito interessati a metodologie e iniziative concrete per il supporto alle idee innovative. Programma: Ore 14.45 Registrazione partecipanti; Ore 15:00 Saluti di benvenuto Roberto della Marina (moderatore) - Vice Presidente Area Science Park e Innovation Factory - Direttore Investimenti Friulia Sgr; Federica Seganti - Assessore regionale alle attivit¨¤ produttive Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; Ore 15:20 Un paese pi¨´ ospitale per le startup innovative. Le novit¨¤ della legge 221/2012 Alessandro Fusacchia - Ministero Sviluppo Economico; Ore 16:00 La strategia di Area per il supporto alle startup: metodologie e risultati Enzo Moi - Direttore Generale ©\ Area Science Park - Presidente ©\ Innovation Factory ; Ore 16:20 Spazio di discussione e dibattito; Ore 17:00 Conclusioni dei lavori. 7 febbraio 2013 ¨C Ore 15:00 c/o Nuovo Centro Congressi Area Science Park ¨C Padriciano 99 Trieste Iscrizioni gratuite ma obbligatorie: www.Area.trieste.it/startup |
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INNOVARE NEL SETTORE AUTO GRAZIE AL POLO COSTIERO: FIRMATO IL PROTOCOLLO REGIONE TISCANA-CONTINENTAL
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Fauglia (Pisa), 6 febbraio 2013 – Favorire la ricerca tecnologica e lo sviluppo di nuove soluzioni industriali così da rafforzare capacità produttiva e occupazione sfruttando l’eccellenza rappresentata dal polo costiero della ricerca. E’ questo il senso del protocollo d’intesa che il presidente della Regione Toscana ha firmato oggi a Fauglia (Pisa) con Continental automotive spa, la multinazionale tedesca presente in regione con i due stabilimenti completamente automatizzati di Fauglia e San Piero a Grado dove lavorano 1.000 addetti, che nel 2011 hanno realizzato un fatturato di 240 milioni di euro producendo circa 30 milioni di iniettori per motori a benzina. Le firme, oltre a quelle di Regione e Continental, sono dell’Università di Pisa e del Polo di innovazione Polo 12. Il progetto attiverà, in due anni, investimenti per 5,3 milioni di euro, di cui 3,5 a carico della Regione e i rimanenti dei soggetti privati. L’azienda si avvarrà infatti dei loro laboratori di ricerca e delle loro strutture dedicate all’innovazione e al trasferimento delle competenze tecnologiche. Entro 90 giorni la Continental predisporrà un proprio programma di interventi e, se ne ricorreranno le condizioni, Regione e Continental potranno procedere alla sottoscrizione di protocolli aggiuntivi che coinvolgano i processi di riorganizzazione, potenziamento e qualificazione della struttura produttiva dell’Azienda e di ampliamento e qualificazione della rete del proprio indotto, anche attraverso investimenti da attuare, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla Regione. Il presidente della Regione nel suo intervento ha sottolineato come la Toscana debba puntare sul manifatturiero, un settore che sta andando bene, ribadendo che questo protocollo conferma la volontà di mantenere e potenziare il rapporto tra la Regione e una realtà importante come la Continental, rapporto favorito dai fondi europei di cui si sta discutendo il nuovo settennato 2014-2020. Il presidente ha confermato che i bandi stanno andando molto bene e quindi la speranza è di poterne anticipare l’erogazione nel corso del 2014. Si è inoltre detto convinto che da questa iniziativa congiunta possano nascere positive prospettive rispetto al rapporto tra Continental e il ricco sistema di piccole e medie imprese locali, grazie al supporto del Polo di innovazione 12, con ottime ricadute, anche in termini occupazionali. In questo momento la totalità della produzione Continental è destinata all’esportazione, ma la sua presenza (sia a livello di produzione che di innovazione e sviluppo) nell’area pisana è motivata dalle competenze tecniche nel settore dell’automotive radicate in quest’area. Continental Automotive Italy S.p.a nasce nel 1987 da un’iniziativa del gruppo Siemens che, volendo entrare nel mercato degli iniettori per motori a benzina, individua nella costa toscana un ambito propizio per le esistenti competenze di meccanica fine e componentistica auto e per la vicinanza del prestigioso Ateneo pisano. L’iniziativa ha successo e in pochi anni il piccolo gruppo di ingegneri toscani si trasforma in una grande azienda che, nel 2007, entra a far parte del gruppo Continental nell’ambito dell’acquisizione da parte di quest’ultima della Divisione Automotive del gruppo Siemens. Con gli oltre 300 milioni di euro investiti a Pisa negli ultimi 10 anni Continental è una delle multinazionali straniere che hanno più investito in Italia. In quest’ottica Continental si è anche aggiudicata un ulteriore finanziamento (di 3,5 milioni di € insieme alla Edi progetti e sviluppo srl di Pontedera e all’Università di Pisa) attraverso l’ultimo bando di ricerca della Regione. Insomma un rapporto forte, che con la firma di oggi è destinato a rinsaldarsi ulteriormente. Secondo il direttore degli stabilimenti pisani , ingegner Alberto Marinai, la collocazione di Continental a Pisa si giustifica esclusivamente per l’insieme delle competenze presenti in zona, in particolare l’Università di Pisa, sia come partner di ricerca che come bacino di reperimento di personale qualificato e il Polo 12 come catalizzatore delle tradizionali competenze di meccanica fine e componentistica auto presenti sulla costa toscana. La firma del protocollo è giudicata quindi per noi molto significativa perchè rappresenta una tappa importante, e forse la prima veramente strutturata, di un percorso di integrazione dell’azienda nel territorio che è vitale per il futuro dell’Azienda e dei suoi dipendenti. Il presidente della Regione ha visitato anche lo stabilimento Continental di San Piero a Grado ed in particolare le aree dedicate alla ricerca nel settore automotive. L’ultimo nato è l’iniettore Xl3, da poco in produzione con una piccola linea pilota, di cui si stanno già sviluppando versioni più avanzate anche con il contributo della Regione Toscana e della Comunità Europea. Qui, attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia quali impieghi innovativi dei laser e particolari leghe d’acciaio, si simula il comportamento dei motori con software sofisticati. Continental serve le più note marche automobilistiche come Bmw, Porsche, Audi, Renault, Volkswagen, Hyundai, coprendo prevalentemente il mercato europeo ma anche quello dell’Estremo Oriente. Il ciclo produttivo prevede una fase di lavorazioni meccaniche di altissima precisione e linee di assemblaggio e taratura automatiche in camera bianca. L’azienda è all’avanguardia nell’applicazione delle tecniche di Lean Production (produzione snella). Anche per questo aspetto è riconosciuta come esempio di eccellenza dalla Casa madre. |
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WORKSHOP: L’INDIVIDUAZIONE DELLA CRISI D’IMPRESA NEI DATI DI BILANCIO |
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Bolzano, 6 febbraio 2013- Presentata ieri in Camera di Commercio alla presenza dell’Assessore all’Innovazione Roberto Bizzo l’iniziativa diretta “Assistenza, sostegno e riorganizzazione” sostenuta dall’Ufficio Sviluppo della Cooperazione della Provincia Autonoma di Bolzano. Legacoopbund e le altre centrali cooperative Agci Alto Adige Südtirol, Confcooperative e Raiffeisenverband con il sostegno dell’ufficio Sviluppo della Cooperazione, si sono fatte promotrici di un’interessante iniziativa denominata “Assistenza, sostegno e riorganizzazione”. Obiettivo dell’iniziativa è quello di individuare precocemente situazioni di crisi e di difficoltà delle imprese cooperative e sperimentare un’azione sistematica di intervento. I tempi di crisi sono il periodo più fertile per la nascita di nuove imprese cooperative che sorgono proprio per combattere recessione e disoccupazione, con l´intento di dare lavoro ai propri soci. Ed effettivamente, le cooperative esistenti finora hanno reagito con molta energia alla situazione di stagnazione economica e alla parallela stretta del credito e hanno dimostrato una forte coesione attorno all’obiettivo della salvaguardia del patrimonio sociale e dell’occupazione dei i propri soci-lavoratori e dipendenti. Tuttavia, anche in Alto Adige si evidenziamo i primi sintomi di rallentamento e la crisi dei mercati sta mettendo a dura prova soprattutto le cooperative dove sono presenti debolezze soggettive nelle strutture e nel management. “In una situazione economica delicata come quella attuale è di fondamentale importanza individuare precocemente situazioni di crisi e di difficoltà. Attraverso dei macro indicatori si vuole rilevare se la crisi è congiunturale, cioè legata al settore economico, in cui opera la coop, oppure se è sorta all´interno della stessa. Ed in tal caso si devono individuare i motivi, p. Es. Finanziari, economici, produttivi, o organizzativi. Così sarà possibile intervenire in tempo utile. Il modello in corso di elaborazione è stato pensato appositamente per le cooperative e servirà ad aiutare le stesse ad approntare eventualmente le giuste misure. A breve testeremo il modello su alcune cooperative campione” ha dichiarato il dr. Oscar Kiesswetter, che coordina il gruppo di lavoro che realizzerà il modello. Sono inoltre stati presentati alcuni casi concreti (in forma anonima) da parte di Pierpaolo Sedioli e Diego Bassi, revisori legali dei conti de Labase Revisioni Srl –Forlì. Sono intervenuti inoltre Maurizio Bergamini Riccobon, direttore della Ripartizione 34. Ufficio Innovazione, ricerca, sviluppo e cooperative, Georg Lun, direttore della ripartizione "ricerca economica” Ire della Camera di Commercio di Bolzano e Fabrizio Ferrari Direttore dell’Ufficio Sviluppo della Cooperazione. Ha moderato il seminario Giulia Ricci revisore di Legacoopbund. |
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REGGIO EMILIA - CRIMINALITÀ NEL COMMERCIO, UN CONFRONTO IN CDC |
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Reggio Emilia, 6 febbraio 2013 - Dopo le aree dell’autotrasporto e degli appalti, la Camera di Commercio punta ora i riflettori sul mondo del commercio nell’ambito delle iniziative finalizzate a sostenere le imprese reggiane sul tema delle infiltrazioni malavitose. Proprio a come difendersi dal crimine organizzato in campo commerciale è infatti dedicato uno specifico seminario in programma all’Hotel Posta, in piazza del Monte, giovedì 7 febbraio alle 14,30. “Commercio, autotrasporti, appalti e costruzioni – sottolinea Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio - rappresentano gli ambiti economici nei quali si registra il più alto livello di penetrazione delle organizzazioni criminali; è dunque proprio in queste aree che si concentrano principalmente gli sforzi e le iniziative messe in campo dall’ente camerale a sostegno degli imprenditori reggiani vittime del fenomeno mafioso”. “La crisi economica – aggiunge il presidente della Camera di Commercio – ha determinato il rischio di ulteriori attecchimenti della malavita nel territorio reggiano, ed è quindi importante diffondere la conoscenza degli strumenti di contrasto e di prevenzione delle infiltrazioni criminali nell’economia locale”. Proprio per questo, nell’incontro del 7 febbraio sarà il Presidente di Sos Impresa, Lino Busà, a confrontarsi con i partecipanti sul tema complesso del legame tra organizzazioni criminali e commercio, mentre di mafia che entra nel mercato locale parleranno Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio di Reggio Emilia, e Tristano Mussini, presidente provinciale di Cna. L’incontro sarà guidato da Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze, partner della Camera di Commercio nel Centro di Formazione e di Analisi sulla criminalità organizzata, nato nell’aprile scorso, mentre le conclusioni saranno affidate ad Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio. |
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RICHARD GINORI. INTERVIENE PROVINCIA FIRENZE
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Firenze, 6 febbraio 2013 - Richard Ginori. Approvata all´unanimità dal Consiglio provinciale di Firenze una mozione della Commissione Lavoro con la quale, appresa la prossima sottoscrizione della nuova cassa integrazione straordinaria per fallimento, l´Assemblea di Palazzo Medici Riccardi chiede che la Regione Toscana, Fidi Toscana e Inps si attivino a corrispondere in tempo reale gli strumenti di sostegno a tutti i lavoratori. Con la dichiarazione di fallimento si è aperta una nuova e più difficile pagina per la Richard Ginori, tanto per la salvaguardia dell´occupazione quanto per la tutela della continuità industriale dell´azienda e della permanenza del marchio su territorio di Sesto Fiorentino e della Provincia di Firenze. Il Consiglio provinciale di Firenze prende atto con soddisfazione delle dichiarazioni rilasciate dal curatore fallimentare che si è dichiarato disponibile a receperire le richieste avanzate dal Consiglio comunale di Sesto, dalle organizzazioni sindacali e da varie forze politiche, finalizzate a far sì che il bando di gara per l´assegnazione dell´azienda tenga conto della piena occupazione, della permanenza dello stabilimento a Sesto e che Richard Ginori sia posta sul mercato nella sua integrità. |
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FERRARA - SISMA, DALLA CDC IN ARRIVO CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO |
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Ferrara, 6 frebbraio 2013 - Sale a 400 mila euro il valore del pacchetto di misure per le imprese ferraresi interessate dal sisma, che la Giunta della Camera di Commercio esaminerà il 19 febbraio prossimo. Le misure riguarderanno, in particolare, le spese per la redazione della perizia relativa all’individuazione degli interventi da realizzare, anche con riferimento agli adeguamenti necessari ai fini della sicurezza da evento sismico, le spese relative al rilascio della certificazione di agibilità sismica, la riparazione e l’acquisto di beni mobili strumentali all’attività, la ricostituzione delle scorte distrutte o danneggiate, i canoni di affitto dei locali sede dell’attività. E ancora, il consolidamento del fondo di rotazione per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti dei Comuni della provincia, promosso dall´Ente di Largo Castello con il Banco Popolare San Gimignano e San Prospero, la rimozione degli ostacoli all´accesso al credito, in collaborazione con i Confidi, il consolidamento e lo sviluppo del marchio attraverso attività di pubblicità, comunicazione e marketing. "Sarà un pacchetto - spiega Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara - che nasce dal lavoro serio di tutte le associazioni di categoria. Ciascuna di esse ha messo in campo tutto quanto immediatamente fattibile per supportare la Camera di Commercio nel sostegno a quegli imprenditori colpiti così duramente dal sisma e dalla crisi". Per maggiori informazioni: Ufficio Marketing del territorio, innovazione e qualità della Camera di Commercio (tel. 0532783813-820). |
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CAMPANIA: DISTRETTO CONCIARIO DI SOLOFRA, INSEDIA TAVOLO DI LAVORO |
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Napoli, 6 febbraio 2013 - Il consigliere del presidente Caldoro alle Attività produttive e allo Sviluppo economico Fulvio Martusciello ha insediato presso il Comune di Solofra il tavolo istituzionale sul distretto conciario. Ai lavori erano presenti il sindaco di Solofra Michele Vignola, il presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale Pietro Foglia, i rappresentanti di Unione degli Industriali, Confapi, Cna, Aicc (Associazione Italiana Chimici del Cuoio) e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl. L´incontro fa seguito a quello già avviato dall´assessorato alle Attività Produttive con Anci (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani), per attivare un sistema di servizi a sostegno dello sviluppo competitivo del settore calzaturiero. Nel corso del tavolo è emersa l’esigenza di rafforzare il supporto alle imprese del polo conciario, con particolare riferimento alle parti più complesse della filiera come la depurazione, per la quale Martusciello ha proposto lo studio di un pacchetto di provvedimenti ad hoc a valere sul Pac (Piano di Azione e Coesione) Ambiente. È stata inoltre posta attenzione sulla necessità di rafforzare il raccordo produttivo tra settore calzaturiero e polo conciario, anche alla luce del lavoro che la Giunta sta realizzando per sbloccare il contratto di programma con il settore calzaturiero della provincia di Caserta, con 80 milioni di agevolazioni, e di innescare tra le imprese del distretto solofrano azioni di innovazione di prodotto e di processo, necessarie per competere con i distretti industriali già insediati in altre parti d’Italia. |
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