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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 05 Marzo 2013
QUESTA SETTIMANA AL PARLAMENTO EUROPEO: GIORNATA DELLA DONNA, BAHREIN E PRESIDENTE BIRMANO  
 
Strasburgo, 5 marzo 2013 - Questa settimana il Pe celebra la giornata internazionale della Donna. Per l´occasione è stata organizzato un incontro interparlamentare e un seminario su come le donne stanno affrontando la crisi. All´ordine del giorno: i recenti sviluppi di Birmania e Bahrein in presenza dei responsabili politici. Mercoledì 8 marzo, la Giornata internazionale della Donna, il Pe ha organizzato un incontro con i parlamenti nazionali sul tema "donne e crisi". L´obiettivo? Capire gli effetti della crisi sulle donne e migliorare la legislazione relative ai diritti delle donne. Mercoledì sarà organizzato un seminario per i giornalisti. Entrambi gli eventi saranno trasmessi in diretta via streaming. Giovedì pomeriggio unisciti alla chat con il presidente della commissione ai Diritti delle donne, Mikael Gustafsson. Lunedì la commissione al Budget ha discusso delle strategie per rendere il quardo finanziario pluriennale 2014-2020 meno dipendente dai contributi diretti degli Stati membri. Martedì il presidente birmano Thein Sein e il ministro degli Affari esteri U Wunna Maung Lwin visiterà il Parlamento per discutere degli ultimi sviluppi in Birmania con la commissione agli Affari esteri. Giovedì le commissioni ai Diritti umani e agli Affari internazionali si confronteranno sulla situazione in Bahrein con i membri della Camera dei rappresentanti. In gennaio i deputati hanno condannato la violazione dei diritti umani nel paese attraverso una risoluzione. Martedì il presidente del Pe Martin Schulz incontrerà il presidente birmano Thein Sein, mercoledì il presidente bulgaro Rosen Plevneliev a Brussels. Entrambi gli incontri saranno seguiti da una conferenza stampa. Mercoledì Schulz incontrera il premier tailandese Yingluck Shinawatra.  
   
   
LA COMMISSIONE EUROPEA VARA LA GRANDE COALIZIONE PER L’OCCUPAZIONE NEL SETTORE DIGITALE  
 
Bruxelles, 5 marzo 2013 - Ieri il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha esortato le imprese europee del digitale, le amministrazioni pubbliche, i settori della formazione e dell´istruzione a unirsi in una grande coalizione per l’occupazione nel settore digitale, per contribuire a occupare i 900 000 posti vacanti nel settore delle tecnologie dell´informazione e della comunicazione (Tic) previsti in Europa entro il 2015. Nonostante gli attuali livelli di disoccupazione, i posti di lavoro nel digitale aumentano ogni anno di circa 100 000 unità, ma il numero di nuovi laureati e di lavoratori qualificati nel campo delle Tic non riesce a coprire questo fabbisogno. Anche i vicepresidenti Neelie Kroes (Agenda digitale) e Antonio Tajani (Industria e imprenditoria) e i commissari László Andor (Occupazione, affari sociali e integrazione) e Androulla Vassiliou (Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù) hanno partecipato al varo della Grande coalizione tenutosi a Bruxelles, all’interno del processo promosso dalla Commissione per rendere l´Europa più competitiva. A tal proposito, il presidente Barroso ha dichiarato: "La Grande coalizione che viene varata oggi è un elemento essenziale per rimettere in pista l´economia europea e creare posti di lavoro destinati a una parte dei 26 milioni di disoccupati che si contano attualmente in Europa. Mi congratulo con le aziende che oggi hanno aderito all´iniziativa. Se, insieme, riusciremo a invertire la tendenza negativa e a occupare il sempre maggior numero di posti vacanti nel settore delle Tic, potremo incidere positivamente e in modo trasversale su tutti i settori dell´economia. Vogliamo che i cittadini europei siano in grado di occupare i posti di lavoro che faranno da traino alla prossima rivoluzione nel settore delle Tic." L´europa non può permettersi di non sfruttare opportunità d’impiego così rilevanti. L’annuncio di oggi può contare sul lavoro già condotto dalla vicepresidente Kroes in occasione del Forum economico mondiale di Davos, per raccogliere promesse iniziali riguardo a impegni concreti di offerta di nuovi posti di lavoro, tirocini, formazione, finanziamenti di start-up, corsi universitari gratuiti online e altro ancora, che si affiancano agli ulteriori impegni da parte di imprese tecnologiche, governi, educatori, parti sociali, fornitori di servizi per l´occupazione e organizzazioni della società civile (cfr. Ip/13/52). Le promesse iniziali sono state poi convalidate da 15 aziende e organizzazioni che hanno sottoscritto la Grande coalizione varata oggi. Tra i primi impegni già concretizzati segnaliamo ad esempio l’Academy Cube, una nuova piattaforma di apprendimento online per i giovani, e un modulo di formazione di nuova concezione per installatori di reti energetiche intelligenti. La Commissione ha sollecitato impegni nei settori cruciali elencati di seguito. Formazione e capacità di colmare il divario tra domanda e offerta per i posti di lavoro del settore digitale - per assicurare che le competenze acquisite dai cittadini siano effettivamente quelle delle quali le aziende hanno bisogno. Mobilità – per aiutare chi è in possesso delle competenze necessarie a recarsi dove sono richieste ed evitare carenze o eccedenze nelle diverse aree urbane. Certificazione – per rendere più facile certificare a un datore di lavoro le proprie competenze, in qualsiasi Stato membro. Sensibilizzazione – perché i cittadini sappiano che il settore digitale offre possibilità di carriera gratificanti e ben retribuite sia agli uomini che alle donne. Metodi didattici innovativi – per migliorare e ampliare i nostri sistemi educativi e formativi e offrire a sempre più persone le competenze necessarie ad inserirsi con successo nel mondo del lavoro. Il presidente Barroso ha inoltre invitato le organizzazioni a seguire l´esempio di chi ha sottoscritto le promesse iniziali. La Commissione ha sicuramente un ruolo da svolgere, ma azioni quali la formazione a partire dai bisogni delle imprese, la maggiore mobilità della manodopera, la certificazione delle competenze, il miglioramento dei programmi di studio scolastici e universitari, la sensibilizzazione e la creazione di un ambiente imprenditoriale più propizio alle start-up, richiedono l’impegno attivo di tutte le parti interessate. La Commissione sta inoltre avviando “Startup Europe”, una piattaforma unica che riunisce strumenti e programmi di sostegno per cittadini desiderosi di creare e far crescere nuove start-up digitali in Europa.  
   
   
ANTONIO TAJANI IN PORTOGALLO PER PRESENTARE IL PIANO CRESCITA DELLA COMMISSIONE EUROPEA  
 
Lisbona, 5 marzo 2013 - Il Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l´Industria e l´Imprenditoria, Antonio Tajani, in visita ufficiale 4 e 5 marzo, in Portogallo per illustrare la strategia europea per la crescita e la reindustrializzazione. Nel tardo pomeriggio di ieri Tajani ha incontrato il Ministro dell´Economia, Álvaro Santos Pereira. Al centro dei colloqui, la necessità di affiancare alle misure di austerità azioni che ridiano speranza di crescita e aiutino a far fronte all´emergenza disoccupazione che ha raggiunto, specie tra i giovani, livelli inaccettabili. Oggi Tajani è in visita al Parlamento Portoghese per un´audizione alla Commissione Affari Europei dove presenterà il programma di lavoro della Commissione per il 2013. Sarà presente anche il Segretario di Stato per gli Affari Europei, Miguel Morais Leitão. All´audizione seguirà un incontro con il Presidente del Parlamento, Assunção Esteves. Durante questi incontri Tajani sottolineerà il forte ruolo per la crescita giocato dalla Commissione europea, con particolare riguardo alle azioni per la reindustrializzazione, migliorare accesso al credito e ai mercati ed eliminare gli ostacoli all´imprenditoria.  
   
   
OCCUPAZIONE GIOVANILE: LA COMMISSIONE EUROPEA ACCOGLIE CON FAVORE L´ACCORDO DEL CONSIGLIO SULLA GARANZIA PER I GIOVANI  
 
Bruxelles, 5 marzo 2013 - Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e il commissario europeo per l´Occupazione, gli affari sociali e l´inclusione László Andor hanno accolto con favore l´accordo politico raggiunto sulla proposta di raccomandazione garanzia per i giovani in sede di Consiglio dell´Unione europea per l´Occupazione e Affari sociali il 28 ° febbraio. Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per garantire che i giovani fino ai 25 anni ricevere una offerta di lavoro di qualità, con la garanzia per i giovani che possano continuare l´istruzione, un apprendistato o un tirocinio entro quattro mesi dalla fine della scuola o della disoccupazione. Il presidente della Commissione José-manuel Barroso ha dichiarato: " Troppi giovani europei si chiedono se troveranno un posto di lavoro o hanno la stessa qualità della vita dei genitori. Hanno bisogno di risposte da noi. Ecco perché, per gli ultimi due anni, la Commissione europea Commissione ha insistito l´urgente necessità di combattere la disoccupazione giovanile in cima all´agenda politica europea. 6 miliardi di euro sono stati stanziati per l´Iniziativa per l´occupazione giovanile per aiutare i giovani disoccupati. Ora, con la garanzia per i giovani, i giovani hanno una reale possibilità di una migliore futuro. Invito gli Stati membri a tradurre questo accordo in azioni concrete il più rapidamente possibile. " Commissario Andor ha dichiarato: "Dato il numero record di disoccupati giovani, sono molto lieto che il Consiglio ha approvato la proposta di garanzia per i giovani così in fretta. ´Di fondamentale importanza che gli Stati membri con urgenza mettere in atto misure per rendere la gioventù Garantire una realtà e quindi di urgente avvicinare i giovani nel mondo del lavoro. Fondi Ue può aiutare, ma hanno anche bisogno di investire il proprio denaro al fine di evitare un aumento dei costi in futuro. " La raccomandazione, proposta dalla Commissione il 5 ° dicembre 2012 come parte del pacchetto per l´occupazione giovanile, offre agli Stati membri un punto di riferimento chiaro e precise linee guida per l´istituzione del proprio sistema di garanzia per i giovani sulla base di sei assi: la creazione di partenariati forti con tutte le parti interessate garantire un intervento precoce e l´attivazione, per evitare ai giovani di diventare o rimanere Neet (non in materia di occupazione, istruzione o formazione); l´adozione di misure di sostegno che consentano l´integrazione del mercato del lavoro fare pieno uso dei finanziamenti comunitari a tal fine; valutare e migliorare costantemente la garanzia per i giovani e attuare il sistema rapidamente. La Commissione è pronta a mettere a disposizione contributi sostanziali finanziari del Fondo sociale europeo e di altri fondi strutturali dell´Ue. Allo stesso tempo, la Commissione ha confermato nel 2013 Survey annuale della crescita adottata alla fine del 2012 che i regimi di garanzia per i giovani sono misure fondamentali che dovrebbero essere prioritari in crescita-friendly consolidamento fiscale. Per la Commissione, gli investimenti in sistemi di garanzia per i giovani è la spesa cruciale se l´Ue vuole preservare il suo potenziale di crescita futura. Stabilire sistemi simili alla garanzia per i giovani hanno già dimostrato efficace in un certo numero di paesi, in particolare Austria e Finlandia. In Finlandia, la recensione di un programma rivolto ai giovani di garanzia-tipo che ha operato ci ha mostrato un´accelerazione nella stesura di piani personalizzati per i giovani, nonché una riduzione della disoccupazione dopo l´introduzione del regime. L´austria ha inoltre giovanili misure di tipo di garanzia e al tempo stesso uno dei più bassi tassi di disoccupazione giovanile in Europa. Attuazione della garanzia per i giovani impone agli Stati membri di istituire partenariati forti con le scuole e le università, enti di formazione, servizi per l´impiego, parti sociali, enti di orientamento professionale, servizi di supporto e le organizzazioni giovanili per garantire un intervento tempestivo e dell´azione. Gli Stati membri possono fare pieno uso del Fondo sociale europeo e di altri fondi strutturali, e saranno tenute a valutare e migliorare continuamente i loro sistemi di garanzia della Gioventù. Inoltre, il 7-8 febbraio 2013 il Consiglio europeo ha deciso di creare una iniziativa per l´occupazione giovanile accantonando € 6 miliardi per il periodo 2014-2020 da destinare alle regioni in cui la disoccupazione giovanile supera il 25%. Questi fondi saranno disponibili per attuare la garanzia per i giovani. Il numero di giovani disoccupati sul mercato del lavoro dell´Ue sono inaccettabili - 5,7 milioni nell´Ue a dicembre vale a dire il 23,4% della forza lavoro sotto i 25 anni. In Grecia e in Spagna la percentuale è oltre il 55%. La cifra per i giovani di 15-24 anni non è in materia di occupazione, istruzione o di formazione è di 7,5 milioni di euro. I giovani sono i più vulnerabili sul mercato del lavoro europeo, e sempre più correre il rischio di essere emarginati. Questo ha conseguenze immediate per le persone interessate e per le nostre economie, ma anche implicazioni a medio e lungo termine per la società nel suo complesso, con un aumento del rischio di futuri problemi di disoccupazione, povertà e salute. Il costo economico di non inserimento dei giovani nel mercato del lavoro è enorme - oltre € 150 miliardi di euro all´anno, ovvero 1,2% del Pil dell´Ue secondo uno studio da parte della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound). Alcuni paesi, come la Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia e Polonia, stanno pagando il 2% o più del loro Pil per coprire i costi di Neet. Evitare questi costi economici, ora e in futuro le supera di gran lunga il costi fiscali della garanzia per i giovani. Per maggiori informazioni: Giovani pagina Occupazione: http://ec.Europa.eu/social/youthemployment    
   
   
DOGANE: VERSO PIÙ SICURI GLI SCAMBI TRA IL CANADA E L´UNIONE EUROPEA  
 
Bruxelles, 5 marzo 2013 - Da ieri l´Unione europea e il Canada cooperano più strettamente per garantire la sicurezza delle loro supply chain. L´accordo sarà firmato ieri da Sua Eccellenza il Signor Rory Montgomery, rappresentante permanente dell´Irlanda presso l´Ue e il signor Heinz Zourek, direttore generale della Dg Fiscalità e unione doganale della Commissione europea, e da Sua Eccellenza il Signor David Plunkett , Ambasciatore del Canada presso l´Unione europea . Algirdas Šemeta, Commissario responsabile per le dogane ha dichiarato: " In un mondo globalizzato, con il commercio globalizzato, nessun paese può garantire la sicurezza della propria catena di fornitura in isolamento La cooperazione internazionale è essenziale per proteggere la sicurezza dei cittadini, consentendo il flusso regolare del commercio Tale accordo.. Con il Canada ci darà gli strumenti per migliorare i controlli doganali, mentre il taglio del nastro rosso per gli operatori di sicurezza in entrambi i nostri territori ". L´accordo si basa sul già esistente accordo di cooperazione doganale con il Canada e si estende per includere la sicurezza della catena di approvvigionamento e sulle questioni di gestione del rischio. Essa consentirà una più stretta cooperazione tra le due parti, al fine di garantire un elevato livello di sicurezza, mentre agevolazione del commercio legittimo tra l´Unione europea e il Canada. La cooperazione includono il lavoro verso il riconoscimento reciproco delle tecniche di gestione del rischio, le norme di rischio, controlli di sicurezza e programmi di partenariato commerciale (l´operatore Ue Economico Autorizzato (Aeo) e del Canada Partners in protezione (Pip)). L´accordo sarà concluso dopo il processo di ratifica della Ue e il Canada, che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, è stata completata.  
   
   
SENZATETTO NELL´UE E IL PACCHETTO DI INVESTIMENTO SOCIALE  
 
Leuven, 5 Marzo 2013 – Di seguito l’intervento di László Andor Commissario europeo responsabile per l´Occupazione, gli affari sociali e l´inclusione alla Conferenza della Presidenza irlandese: “ Onorevoli Ministri, Signore e Signori, Prima di tutto, vorrei ringraziare la Presidenza irlandese per questa iniziativa di grande attualità. Questa tavola rotonda informale ci permetterà di discutere di come possiamo meglio rafforzare l´azione politica e la prevenzione della condizione di senzatetto nell´Unione europea. La presenza di tanti ministri e rappresentanti del ministero dimostra che vi è un impegno forte e condiviso negli Stati membri a intensificare gli sforzi di politica, e risolvere il problema dei senzatetto in modo più efficace. E ´giunto il momento per noi di agire. Negli ultimi anni, senza fissa dimora è aumentata quasi ovunque in Europa, raggiungendo livelli senza precedenti. Una stima di esperti per il 2009 ha rilevato che non vi può essere di circa 410.000 persone che dormono all´addiaccio o in un rifugio di emergenza in una qualsiasi notte nell´Unione europea. Il rischio di perdere l´alloggio è aumentato a causa di crescenti livelli di disoccupazione e di approfondimento della povertà. Non solo le variazioni complessive demografici e sociali, ma in particolare che vivono in aree segregate, l´istituzionalizzazione e la discriminazione influenzare il rischio di senzatetto. Strati sempre più ampi della società sono interessati da questo fenomeno, compresi i giovani, gli immigrati, le persone rom e famiglie con bambini. Turbolenze nei mercati immobiliari e ipotecari hanno un accesso limitato a un alloggio a prezzi accessibili, e un forte aumento degli sfratti rischia migliaia di cadere per l´ascetismo. Mentre le principali cause e la portata dei senzatetto possono variare da paese a paese, le sfide globali sono molto simili, il che giustifica la necessità di un apprendimento reciproco e di elaborare un approccio comune. Lo scambio di esperienze è importante tra le autorità nazionali, regionali e locali, in quanto hanno la competenza e la responsabilità principale della politica per attuare strategie di senzatetto. L´ue ha progressivamente aumentato i suoi sforzi per promuovere il dialogo tra gli Stati membri. Il metodo aperto di coordinamento è stato istituito come una piattaforma a livello dell´Ue per condividere le buone pratiche. Senzatetto in evidenza una delle priorità del Comitato per la protezione sociale nel corso del ´anno senzatetto luce´ nel 2009. In seguito il problema è stato risolto tramite valutazioni reciproche tematiche, le relazioni sulle politiche senza fissa dimora, o mappatura delle attività pertinenti a ciascun livello. La Commissione fornisce regolarmente i forum di discussione più attiva sul problema dei senzatetto. Il 2010 Consensus Conference è stato il primo evento per promuovere l´Ethos (Tipologia europeo di senzatetto e dell´esclusione abitativa) definizione e per chiedere strategie integrate senzatetto nazionali. La 11a riunione europeo delle persone in povertà nel 2012 abilitati ai decisori di uno scambio di opinioni sui senzatetto con persone che vivono in condizioni di povertà. Le convenzioni annuali fare il punto su importanti sviluppi della politica sociale. Oltre a ciò, le politiche e gli orientamenti dell´Ue forniscono un quadro di azioni per affrontare i gravi problemi incontro le nostre società, come senzatetto. La strategia Europa 2020 ha fissato un obiettivo per il sollevamento di almeno 20 milioni di persone dalla povertà e l´esclusione sociale entro il 2020. Il raggiungimento di questo obiettivo richiede importanti riforme negli Stati membri, tenendo conto delle tendenze strutturali, come l´invecchiamento demografico. Una maggiore partecipazione all´occupazione, la spesa sociale più efficiente e più equa la tassazione può contribuire a compensare le disuguaglianze e combattere la povertà in tutta Europa. Per affrontare questi problemi che devono affrontare oggi l´Europa, un pacchetto di investimento sociale è stata adottata il 20 febbraio e presentato in Occupazione e affari sociali del Consiglio ieri. Il pacchetto esorta gli Stati membri a spostare la loro attenzione agli investimenti in capitale umano e la coesione sociale. Investimento sociale è di ´preparare´ piuttosto che ´riparare´. Questo può fare la differenza per preparare le persone per i momenti critici che possono incontrare nella loro vita. Aiuta le persone di adattarsi alle sfide della società, come un mercato del lavoro che cambia, e aiuta le persone ad evitare disagi, come cadere in povertà o perdere le loro case. Oggi investimento sociale aiuta a evitare che gli Stati membri che per pagare le bollette molto più alto finanziarie e sociali di domani. Il pacchetto comprende tre filoni di riforma politica. In primo luogo, lo chiama per un uso più efficiente dei budget di politica sociale. La seconda mira a migliorare le possibilità dei cittadini di partecipazione alla società e al mercato del lavoro: attraverso l´accesso a servizi di qualità, adeguato sostegno al reddito e di mercati del lavoro inclusivi. La terza si concentra sugli investimenti per tutta la vita delle persone: intervenire già, se necessario, la tutela contro i rischi e prevenire svantaggio di capitalizzazione, riducendo la necessità di una maggiore spesa sociale più tardi. Il pacchetto è costituito da una comunicazione principale che definisce il quadro generale della politica e azioni concrete proposte agli Stati membri e alla Commissione. Vengono inoltre fornite indicazioni sull´utilizzo dei fondi Ue per sostenere le riforme. La comunicazione è accompagnata da una raccomandazione contro la povertà infantile e sei di analisi documenti di lavoro del personale. Uno dei documenti di lavoro è specificamente dedicato al confronto dei senzatetto nell´Ue. Ma, molti altri elementi del pacchetto contengono disposizioni pertinenti in materia di senzatetto, sottolineando ad esempio la necessità di migliorare l´accesso alla casa da parte delle politiche di inclusione attiva o la chiamata per la prevenzione dei senzatetto bambino. La Commissione ritiene che senza dimora dovrebbe essere affrontato attraverso il quadro politica integrata del pacchetto di investimento sociale, piuttosto che attraverso frammentate, le strutture politiche autonome. Entrambi gli obiettivi generali del pacchetto e dei risultati più concreti del documento di lavoro sul problema dei senzatetto sono in linea con il contenuto del documento di lavoro della Presidenza irlandese. Signore e Signori, Guardando attraverso le questioni affrontate in questo lavoro, devo dire che la Commissione arriva anche a conclusioni simili a quelle della presidenza. Questi punti chiave comuni sono integrate nel pacchetto di investimento sociale. L´approccio custodia guidata offrirebbe una soluzione strutturale al problema dei senzatetto e ha dimostrato di essere più efficace rispetto al tradizionale approccio "scala". La prevenzione ha dimostrato di essere l´approccio più conveniente e del danno minimizzando al problema dei senzatetto. Programmi di prevenzione generali dovranno destinare le cause profonde dei senzatetto, che presuppone la mobilitazione di una serie di politiche di welfare e di altri. Sfratti può con successo essere evitati con un intervento precoce, supporto dei servizi integrati e di protezione schemi finanziari. Queste misure giuridicamente garantiti può rendere potere a coloro che sono a rischio di cadere in tutte le reti di sicurezza, come le persone con background migratorio. In questo contesto, la Commissione ha proposto una direttiva relativa ai contratti di credito relativi ad immobili residenziali al fine di migliorare l´accesso ai servizi finanziari di base e sostenere il lavoro degli Stati membri ad affrontare il problema dell´indebitamento e pignoramenti. La Commissione è favorevole a integrare la definizione comune Ethos e promuove i dati a base di decisioni politiche. Nell´ambito del nuovo programma per il cambiamento e l´innovazione sociale, la Commissione continuerà a finanziare la sperimentazione e upscaling di idee politiche innovative in campo sociale. Ad esempio, nel quadro di innovazione sociale, un progetto pilota di utilizzo europea del modello statunitense Housing primo è stato lanciato. I suoi risultati-prevista per la fine del 2013 - possono aprire più possibilità per affrontare a lungo termine senza dimora. Lo sviluppo di approccio integrato a livello nazionale e locale per affrontare senzatetto è cruciale. La guida politica di cui il pacchetto di investimento sociale può aiutare gli Stati membri a tale riguardo. Al fine di garantire il controllo dell´attuazione del pacchetto (tra le altre disposizioni per affrontare senza fissa dimora), la Commissione lo alimenterà i lavori per i prossimi semestri europei nell´ambito del processo Europa 2020. La Commissione si adopererà per un investimento sociale nei confronti dei senza dimora a riflettersi nei programmi di riforma nazionali. La Commissione affronterà riforma della protezione sociale, e la maggiore attenzione sugli investimenti sociali e l´inclusione attiva in raccomandazioni specifiche per paese. È importante garantire che gli obiettivi del 2020 principali di Europa sono supportati da priorità di finanziamento dell´Ue. Per il prossimo periodo di programmazione, la Commissione ha proposto di destinare almeno il 20% del futuro Fondo sociale europeo per "promuovere l´inclusione sociale e la lotta contro la povertà", comprese le politiche senzatetto. Tuttavia, l´uso combinato dei fondi strutturali è già possibile, dovrebbe essere sfruttate appieno. Per esempio, interventi di housing integrato con occupazione o l´istruzione relative azioni dovrebbe essere ulteriormente sviluppato per migliorare l´accesso di buona qualità, alloggi a prezzi accessibili. Inoltre, il Fondo recentemente proposto per gli aiuti agli indigenti possono essere utilizzati dagli Stati membri per alleviare la condizione dei senzatetto. Il pacchetto investimento sociale fa molti suggerimenti utili su come i fondi possono essere utilizzati per investimenti sociali efficaci in risposta a raccomandazioni specifiche per paese. Questi includono la messa in partnership efficaci di cui coinvolgere le parti interessate in tutta la progettazione, realizzazione e follow-up dei programmi, in modo che i bisogni reali sono mirati. Il prossimo Social conferenza pacchetto di investimenti della Presidenza irlandese del 2-3 maggio potrebbe essere la prima occasione per discutere con gli Stati membri, come l´attuazione integrata del pacchetto degli investimenti sociale può contribuire alla lotta contro il fenomeno dei senzatetto. Le conclusioni della presidenza gli affari sociali e l´occupazione del giugno sul pacchetto di investimento sociale può mettere in luce ciò che gli Stati membri potrebbero fare in questo senso e in che modo la Commissione intende facilitare il processo. Signore e Signori, Siamo tutti d´accordo che il problema dei senzatetto è probabilmente la forma più grave di povertà e l´esclusione sociale nelle nostre società. Riduce rapidamente salute fisica e mentale di una persona, è una perdita di potenziale produttivo ed impone un costo elevato sulla nostra società. Lo dobbiamo a noi stessi di agire rapidamente e con decisione in questa materia e fornire risposte integrate, efficienti. Potete contare sulla Commissione di fare la sua parte, in primo luogo attraverso l´attuazione del pacchetto sociale investimenti. Vorrei concludere ricordando che il nostro obbligo di proteggere e garantire i diritti umani fondamentali di tutti coloro che sono residenti nel nostro territorio. Vivere in senzatetto non deve essere penalizzato. La discriminazione e pregiudizi, l´impossibilità di accesso anche ai servizi di base deve essere combattuta, anche nel contesto della libera circolazione dei lavoratori e la migrazione paese terzo. Grazie per la vostra attenzione.  
   
   
UE: FVG PUNTA A REVISIONE AIUTI DI STATO  
 
Trieste, 5 marzo 2013 - Nella nuova disciplina sugli aiuti di Stato, in fase di elaborazione in vista dell´avvio della programmazione 2014-2020 dei fondi comunitari, si dovrà tener conto non solo delle aree "di confine" ma anche di quelle "di prossimità", proprio per includere situazioni particolari come il Friuli Venezia Giulia, che dista solo 30 chilometri dalla Croazia. Su questo obiettivo sta lavorando la Regione, in stretto contatto con le altre Regioni italiane, il Governo e gli uffici della Commissione dell´Unione europea a Bruxelles. Lo ha detto l´assessore per le Relazioni internazionali e comunitarie, Elio De Anna, nel suo intervento al convegno "Regioni e aiuti di Stato, promosso ieri a Trieste e rivolto ai rappresentanti delle associazioni di categoria, delle imprese, delle amministrazioni locali. La platea era molto affollata, a testimonianza dell´interesse per la prossima programmazione che permetterà al Friuli Venezia Giulia di disporre in sette anni di circa un miliardo di euro, come ha ricordato l´assessore, distribuito tra i vari Fondi comunitari (Sociale, di Sviluppo regionale, per l´Agricoltura). In questo contesto, la revisione della legislazione sugli aiuti di Stato diventa "strategica", secondo De Anna, in modo da concepirli sempre di più non come un vincolo ma come un´opportunità di crescita e di investimento per le imprese. Innovazione e flessibilità dovranno essere i criteri da adottare, per rispondere per esempio ai fenomeni di delocalizzazione delle imprese e di aumento della disoccupazione giovanile. Il Friuli Venezia Giulia ha già conseguito, in tempi recenti, importanti successi di fronte a procedure aperte dall´Unione europea in tema di aiuti di Stato, attraverso serrati negoziati con le autorità di Bruxelles. La Regione ha infatti ottenuto il "via libera" ai finanziamenti per il polo intermodale dell´aeroporto di Ronchi e per la rete di banda larga "Ermes" a favore delle aree industriali.  
   
   
ZONA FRANCA, CAPPELLACCI CHIEDE INCONTRO A COMMISSARIO UE.  
 
Cagliari, 5 Marzo 2013 - Proseguono le iniziative della Giunta regionale per la realizzazione della zona franca. Il presidente della regione, Ugo Cappellacci, ha inviato il 2 marzo due lettere: la prima è rivolta al Commissario Europeo per la fiscalità e l’unione doganale, l’audit e la lotta antifrode, Algirdas Semeta. Nella missiva il governatore, oltre a ribadire il contenuto della precedenti comunicazioni, delle deliberazioni adottate dai Consigli Comunali dell’isola e la richiesta di modifica del nuovo codice doganale comunitario, chiede al commissario un incontro al fine di approfondire la questione con la dovuta urgenza. "Con questa iniziativa - scrive Cappellacci - la Sardegna assume una posizione forte di contrasto della palese ed inaccettabile violazione per i cittadini sardi dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana, dal Trattato di Lisbona in materia di coesione economica, sociale e territoriale. L’immediata attivazione in tutto il territorio della Sardegna di una zona franca integrale - prosegue il Presidente - è un atto dovuto e già contemplato direttamente ed indirettamente dal vigente quadro normativo nazionale ed europeo che deve solo essere soltanto armonizzato e reso coerente con situazioni del tutto assimilabili come quelle riguardanti, per l’Italia, la Regione della Valle d’Aosta e i territori extra-doganali di Campione d’Italia e di Livigno. Il documento si chiude con l’invito, rivolto al commissario, a visitare la Sardegna al fine di una “puntuale comprensione della grave e perdurante crisi che colpisce l’apparato produttivo e delle oggettive difficoltà economiche e sociali attraversate dai cittadini dell’isola". Il presidente della Regione ha inviato anche una seconda missiva, indirizzata agli enti energetici e petroliferi. Nella lettera Cappellacci, dando atto delle iniziative e delle richieste pervenute dai Comitati spontanei di cittadini e imprese che nelle ultime settimane hanno sviluppato un approfondito dibattito sulla immediata attivazione di una zona franca integrale in Sardegna che ha catalizzato l´interesse di tutta l´opinione pubblica sarda, comunica i contenuti delle delibere adottate dalla Giunta e le iniziative avviate presso l’Unione Europea e a livello nazionale per rendere operative nell’intero territorio regionale le prerogative già individuate nel Regolamento Cee 2913/1992 e nel relativo regolamento di attuazione 2454/1993, richiamati nel dlgs. N. 75/1998, riguardanti l’attivazione della zona franca nel territorio dell’isola di Sardegna e sue isole minori circostanti.  
   
   
FRA LE DECISIONI DELLA GIUNTA REGIONALE DEL PIEMONTE: RISPARMIO ENERGETICO, LOTTA ALLA FLAVESCENZA DORATA E METANODOTTO TORINO-ALESSANDRIA SONO I PRINCIPALI ARGOMENTI ESAMINATI IL 4 MARZO DALLA GIUNTA REGIONALE.  
 
Torino, 5 marzo 2013 - La riunione è stata coordinata dal presidente Roberto Cota. Risparmio energetico. Approvati, su proposta del presidente Roberto Cota e dell’assessore Giovanna Quaglia, gli schemi di capitolato d’appalto che le aziende ospedaliere e sanitarie e gli enti locali potranno applicare per realizzare interventi di risparmio ed efficienza energetica mediante procedure ad evidenza pubblica correlate alla gestione dei servizi energetici. Con questa forma di acquisto basata sul rendimento, i risparmi conseguiti sono utilizzati a copertura totale dei costi di investimento delle misure stesse. L’amministrazione pubblica ha quindi la possibilità di realizzare piani di efficientamento energetico degli impianti e delle strutture a costo praticamente zero, senza cioè sopportare alcun costo di investimento. Flavescenza dorata. Al centinaio di Comuni del Roero, Casalese e Nord Astigiano coinvolti nel progetto pilota sulla lotta alla flavescenza dorata vengono fornite, su proposta dell’assessore Claudio Sacchetto, le linee guida da essi richieste per assumere nei propri regolamenti di polizia rurale le misure necessarie per un efficace controllo delle prescrizioni riguardanti soprattutto le gestione dei vigneti abbandonati e delle viti inselvatichite.. Metanodotto Torino-alessandria. Espressa l’intesa, come proposto dal presidente Roberto Cota, per il rilascio da parte del Ministero dello Sviluppo economico dell’autorizzazione unica sul progetto della Snam per il rifacimento della tratta del metanodotto Torino-alessandria che attraversa in subalveo il fiume Tanaro. L’intesa è vincolata al rispetto di una serie di prescrizioni sugli impatti acustici, ambientali dei lavori. Sono stati inoltre approvati: - su proposta del presidente Roberto Cota, una convenzione con il Politecnico di Torino per sostenere il progetto Claire, che prevede azioni di supporto alla mobilità transfrontaliera con l’organizzazione di un corso di alta formazione nel settore dell’energia; la riduzione da tre a due delle collaborazione esterne per il presidente, ed in questo contesto la revoca della convenzione per i rapporti con Expo 2015 affidata a Giuseppe Cortese; - su proposta dell’assessore Ugo Cavallera, i piani regolatori di Mezzenile (To) e Sala Biellese e le varianti generali ai piani regolatori di Villafalletto (Cn) e Castelletto Merli (Al); - su proposta degli assessori Alberto Cirio e Claudia Porchietto, la presa d’atto del protocollo d’intesa firmato con il Ministero dell’Istruzione per la sperimentazione di progetti per innalzare i livelli di formazione degli adulti e deli ultraquattordicenni ripetenti, - su proposta dell’assessore Claudio Sacchetto, iniziative di studio e di ricerca per la tutela della fauna selvatica ed una pianificazione faunistico-venatoria finalizzata alla riqualificazione delle risorse naturali e alla regolamentazione del prelievo venatorio, il parere favorevole all’istanza di riconoscimento di indicazione geografica protetta per il Salame Piemonte, la non assegnazione di contributi economici alle aziende agricole ed ai conduttori di piccoli appezzamenti che non osservano le disposizioni impartite dalla Regione per le misure d’emergenza in ambito fitosanitario.  
   
   
PRESIDENZA: TONDO, FVG MODELLO DI AUTONOMIA RESPONSABILE  
 
Udine, 5 marzo 2013 - La Specialità del Friuli Venezia Giulia rappresenta un esempio virtuoso di autonomia responsabile, un modello e un punto di riferimento per ripensare l´assetto costituzionale del Paese e attuare un efficace federalismo fiscale. Lo ha sottolineato il presidente della Regione, Renzo Tondo, che ha partecipato l’ 1 marzo a Udine, nella sede della Camera di commercio, alla presentazione del volume "Federalismo all´italiana" del costituzionalista Luca Antonini, basato sulla sua esperienza come componente della Commissione tecnica per l´attuazione del federalismo fiscale. La discussione è stata coordinata dal consigliere regionale Alessandro Colautti, presidente dell´Associazione Autonomia per le riforme, che ha promosso la serata. "Ho apprezzato molto il libro di Antonini, che ho già avuto modo di conoscere come consulente di diversi Governi", ha detto Tondo. "E mi ha fatto particolarmente piacere - ha aggiunto - la positiva valutazione che dal volume emerge sul modello di Specialità del Friuli Venezia Giulia. La riflessione di Antonini fornisce un contributo importante per una corretta lettura dell´assetto delle Regioni Autonome. Non tutte sono infatti uguali. La nostra è un Specialità responsabile, sicuramente diversa da altre realtà nazionali". "Sono convinto - ha detto ancora - che quella del Friuli Venezia Giulia sia la strada da seguire. L´autonomia speciale ci ha permesso di costruire nel tempo efficaci strumenti per promuovere lo sviluppo della Regione, fornendo nello stesso un contributo alla crescita e all´unità del Paese, non alla sua divisione". Secondo Antonini, il processo federalista deve essere rilanciato, superando la situazione di "policentrismo anarchico" determinatosi a causa delle varie e parziali riforme che si sono succedute negli ultimi anni, a partire da quella del Titolo V della Costituzione. La soluzione, secondo il giurista, è un federalismo fiscale solidale e responsabile, a geometria variabile, basato su un´accurata analisi e confronto dei costi e dei fabbisogni standard fra le varie Regioni.  
   
   
BOLZANO: DURNWALDER E LA CORTE DEI CONTI: MAI FATTO PRESSIONI A ROMA  
 
Bolzano, 5 marzo 2013 - "Non ho mai fatto pressioni a Roma riguardo alla Corte dei conti, ho voluto soltanto informare il Quirinale su due questioni all´epoca importanti in relazione al funzionamento dell´Amministrazione pubblica": è quanto ha chiarito il 5 marzo il presidente della Provincia Luis Durnwalder in merito agli accertamenti della Corte dei conti. E ha osservato: "L´incontro del giugno scorso al Quirinale non poteva certo avere a che fare con le indagini sul fondo riservato, avviate soltanto nell´autunno successivo." A conclusione della seduta della Giunta provinciale il presidente Luis Durnwalder ha ribadito che la Corte dei conti deve esercitare i suoi compiti di controllo e verificare il funzionamento della macchina pubblica, ma l´indagine non dovrebbe svilupparsi a cadenza puntuale attraverso i giornali "senza dare all´interessato la possibilità di fornire la propria versione alla magistratura contabile ma contribuendo invece a metterlo in cattiva luce." L´ultimo risvolto apparso sui media nel fine settimana collega l´indagine sui fondi riservati del Presidente della Provincia a una presunta richiesta rivolta al Quirinale di intervenire sulla Corte dei conti. "Una cosa che non farei mai", ha chiarito in modo perentorio Durnwalder. A tale proposito il Landeshauptmann ha osservato le contraddizioni temporali dell´ultima scoperta apparsa sulla stampa: "Il citato incontro con il presidente Giorgio Napolitano a Roma risale al 5 giugno 2012, all´epoca nessuno, tantomeno il sottoscritto, poteva sapere che in autunno sarebbe stata aperta un´inchiesta in merito al fondo riservato". Durnwalder non ha difficoltà a confermare che nel colloquio al Quirinale ha informato il Capo dello Stato della situazione sociopolitica in Alto Adige ("come faccio ogniqualvolta incontro un rappresentante delle Istituzioni e del Governo") e tra l´altro anche di due indagini allora in corso della Corte dei conti: quella sull´aumento di capitale della società dell´aeroporto di Bolzano, con pesanti ripercussioni sul patrimonio dei membri del Cda, e quella sulla modalità di acquisizione da parte della Provincia di energia gratuita che le concessionarie di centrali idroelettriche sono tenute a garantire e sulla quale la Corte dei conti chiedeva a Giunta e amministratori un risarcimento di 50 milioni di euro. In entrambi i casi le indagini della Corte dei conti non hanno avuto esito, "ma per l´ente pubblico hanno visto aumentare le difficoltà nell´individuare amministratori disposti ad entrare in società pubbliche, considerati i notevoli rischi a cui si sentivano esposti", ha ricordato Durnwalder. Questo è quanto ha inteso far sapere al Quirinale. Da allora, per quanto lo riguarda, non vi è stato alcun seguito.  
   
   
CALABRIA: EFFETTUATI PAGAMENTI DALLA RAGIONERIA GENERALE PER CIRCA TRENTA MILIONI DI EURO  
 
Catanzaro, 5 marzo 2013 - La Ragioneria generale ha provveduto a effettuare anche in questa settimana una serie di importanti pagamenti destinati a strutture, enti e lavoratori del territorio calabrese, per un importo totale di circa trenta milioni di euro. La somma di tre milioni è stata liquidata all’Arssa a titolo di prima tranche dello stanziamento annuale che la Regione versa all’Agenzia Regionale Servizio Sviluppo Agricoltura. L’importo di circa 15 milioni di euro è stato invece trasferito ad Afor, ai Consorzi di Bonifica ed al Parco naturale regionale delle Serre. Si tratta del primo trasferimento annuale previsto nell’ambito dell’attività di forestazione e gestione del patrimonio forestale. Un importo di circa due milioni è stato indirizzato al settore cultura, ed è destinato alla realizzazione di vari progetti. Ammontano a circa tre milioni i fondi trasferiti ai servizi sociali, una somma destinata a strutture socio-sanitarie e asili nido del territorio calabrese. Tre milioni e mezzo di euro è la cifra versata per le spese di funzionamento dell’Ente, tra le quali affitti e bollette telefoniche. Infine vengono liquidati dalla Ragioneria quasi tre milioni per il pagamento delle borse lavoro (facenti capo ai fondi Por) afferenti al Dipartimento Lavoro. “L´amministrazione regionale – ha sottolineato l’Assessore al Bilancio e alla Programmazione nazionale e comunitaria Giacomo Mancini – continua a dare risposte concrete ai calabresi dimostrando puntualità ed efficienza nei pagamenti per sostenere gli enti, le strutture e i lavoratori calabresi”.  
   
   
SPENDING REVIEW, TAGLI SULLA SPESA PER 1,7 MLD, SARDEGNA CAPOFILA: SERVE COMPATTEZZA TRA REGIONI SPECIALI PER DIFENDERE NOSTRI DIRITTI"  
 
Roma, 5 marzo 2013 - La Regione Sardegna capofila tra quelle a statuto speciale e tra le Province autonome per difenderne i diritti in un momento in cui c’è il pericolo che la loro specialità possa essere messa in discussione. La proposta è arrivata il 28 febbraio a Roma dal vicepresidente della Regione Simona De Francisci (delegata dal presidente Ugo Cappellacci) che ha coordinato il tavolo di Regioni speciali e Province autonome riunite per definire i criteri di ripartizione dei tagli sulle spese per 1,7 miliardi di euro decisi dal provvedimento sulla spending review 2012 del Governo Monti. Un’iniziativa, quella della Sardegna, che ha già trovato i primi riscontri positivi da parte dei politici presenti oggi al tavolo. Da sottolineare, tra l’altro, che su questo decreto la Regione sarda ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale. In particolare, gli enti interessati (oltre alla Sardegna, la Sicilia, il Friuli, la Valle d´Aosta, il Trentino Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano) dovranno trovare un’intesa su come dividersi per il 2013 i 1700 milioni stabiliti dal decreto legge 95/2012 (articolo 16 comma 3). Se l’accordo non sarà raggiunto, varranno i criteri decisi dal ministero dell’Economia che, per esempio, assegnano alla Sardegna riduzioni per circa 307 milioni di euro (dato correttivo proposto dalla nostra Regione rispetto ai 314 milioni iniziali del ministero). In ogni caso, se il criterio prefissato dalla legge non verrà correttamente applicato né sarà ritenuto equo, il provvedimento ministeriale di ripartizione sarà prontamente impugnato. "Oggi più che mai è necessario difendere i diritti dei sardi sia sul piano politico che su quello giurisdizionale. E occorre compattezza fra Regioni a Statuto speciale e Province autonome – hanno auspicato il presidente della Regione Cappellacci e il vicepresidente De Francisci – perché il momento è delicato, tra disegni di macro-Regioni del Nord e di ventilata eliminazione della specialità. Alle prossime riunioni della Conferenza delle Regioni e della Stato-regioni serve comune solidarietà e unità di intenti per tutelare la nostra specialità e per non incorrere in ulteriori ingerenze da parte dello Stato. La Sardegna continuerà dunque in questi giorni nell’opera di mediazione per arrivare a un accordo tra Regioni e Province speciali".  
   
   
FIRMATO I PISL CON GLI AMMINISTRATORI DEL CATANZARESE  
 
Catanzaro, 5 marzo 2013 - Il Presidente della Regionale, Giuseppe Scopelliti, e l’Assessore al Bilancio e alla Programmazione Nazionale e Comunitaria, Giacomo Mancini, hanno siglato l’accordo di programmazione negoziata, con gli amministratori capofila dei partenariati di progetto dei Pisl approvati a finanziamento nella provincia di Catanzaro. Attraverso la firma di questo atto, composto da 13 articoli, la Regione e i 14 capofila assumono impegni formali e solenni per realizzare gli interventi previsti dai Pisl, grazie ad un finanziamento pari a 56 milioni di euro già utilizzabili e stanziati dall’Amministrazione regionale. Al tavolo della firma erano presenti, inoltre, l’Assessore regionale al Personale Domenico Tallini, il responsabile regionale del procedimento Luigi Zinno e il Presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro. “Questa sottoscrizione – ha dichiarato il Presidente Scopelliti – comporta un atto di responsabilità da parte dei Comuni. La partita ora si gioca sulla capacità di trasformare queste risorse in opere concrete. Invito dunque gli amministratori a essere celeri nella realizzazione dei progetti, così come rapidi sono stati a firmare l’accordo prima della data stabilita del 14 marzo. Il nostro primario obiettivo – ha aggiunto il Presidente Scopelliti - è quello di migliorare la qualità della vita dei calabresi e di dare a loro risposte tangibili”. Dal canto suo l’Assessore Mancini ha specificato che: “da oggi possono partire le progettualità del valore di circa 30 milioni di euro destinate al miglioramento dei sistemi turistici del Reventino, del Golfo di Squillace e di quello di Sant´eufemia; quelle per potenziare i sistemi produttivi con gli interventi nel comune di Belcastro e in quello di Soveria Mannelli per un valore complessivo di 15 milioni di euro; quelle della mobilità di 3 milioni di euro. Al via – ha aggiunto l’Assessore Mancini - anche i progetti per 5,5 milioni di euro per la qualità della vita ideati da Soverato, Serrastretta, Chiravalle e Taverna insieme a tutti i loro partner; e quelle per i borghi di eccellenza proposte dai partner di Curinga, di Squillace e della provincia di Catanzaro per circa 4 milioni di euro. Con queste risorse siamo quindi nelle condizioni di cambiare in meglio il volto della provincia di Catanzaro. Unica raccomandazione che rivolgo ai capofila: agire in modo corretto e in tempi rapidi”. A siglare l’accordo il Presidente della Provincia di Catanzaro, capofila di quattro Pisl; e i sindaci di Chiaravalle Centrale, Gizzeria, Soverato, Soveria Mannelli, Squillace (capofila di due Pisl) e Taverna; il Commissario straordinario di Curinga e il Presidente della Comunità Montana dei Monti Reventino, Tiriolo e Mancuso. Il 5 marzo,alle ore 17.00, presso la sala del Consiglio regionale a Reggio Calabria, a firmare saranno gli amministratori del reggino e il giorno successivo, mercoledì 6 marzo, quelli della provincia di Crotone.  
   
   
DIECI PUNTO A METANO PER LA GIUNTA TOSCANA: 57 MILA EURO RISPARMIATI OGNI ANNO  
 
Firenze, 5 marzo 2013 – Volvo e Mercedes hanno lasciato il posto a dieci Fiat Punto a metano. Sono arrivate da una settimana – dieci vetture tutte uguali, grigio metallizzato – e già consegnate agli assessori della giunta toscana, che le utilizzeranno come auto di rappresentanza. Il presidente Enrico Rossi era stato il primo a maggio dell’anno scorso ad inaugurare il nuovo corso, nel segno della sobrietà e per abbattere i costi di gestione: via la Mercedes, al suo posto un’utilitaria ecologica. Un’operazione a costo zero, grazie alla permuta di due vetture. Il cerchio ora si chiude con il resto della giunta. Le nuove auto blu con autista saranno Punto a metano. La Regione ne ha acquistato dieci vendendo altrettante Volvo S80 e S60, tutte diesel e immatricolate tra il 2008 e il 2011. Le dieci Punto vetture sarebbero costate 143.616 euro: 59.933 sono stati scontati per la permuta dell’usato. Ne sono rimasti da pagare 83 mila, che saranno comunque ammortizzati, spiegano dagli uffici, grazie ai risparmi su carburante, assicurazione e costi di gestione in diciotto mesi, al massimo in due anni. Cinquantasettemila euro risparmiati ogni anno - Nel 2011, prima che la Mercedes del presidente venisse sostituita con un’utilitaria a metano, per le undici auto blu la Regione aveva speso 77.173 euro di carburante, 11.209 di assicurazione, 35.640 euro per la manutenzione e 14.596 euro di pedaggi. Il bollo auto non viene pagato, essendo una tassa regionale. In tutto fanno poco più di 138 mila euro. Tolta l’autostrada, su cui viaggiando con l’auto a metano non ci sono risparmi, rimangono 124 mila euro. La stima è che con le dieci utilitarie a metano in un anno ne potranno essere risparmiati 57 mila, circa la metà: 23 mila sul carburante con ulteriori benefici per l’ambiente, 30 mila per la manutenzione, 4.000 almeno sull’assicurazione. I 57mila euro risparmiati consentiranno appunto di ammortizzare la spesa per l’acquisto delle nuove auto in meno di due anni. Dopodiché per le casse regionali sarà solo guadagno. Meno auto e minori spese anche sulle vetture di servizio - Ma il dimagrimento e il risparmio sul parco auto non si è fermato alle auto di rappresentanza. Il Governo ha imposto alle Regioni di non spendere, nel 2013, più del 50 per cento della spesa sostenuta nel 2011 tra acquisti, manutenzione, esercizio, noleggio e buoni taxi. La Regione conta una trentina di mezzi utilizzati per funzioni obbligatorie: dalla protezione civile al servizio antincendio, dal controllo del territorio al fitosanitario. Questi non si toccano. Degli altri 112 veicoli di servizio che rimanevano nel parco auto alla fine del 2012 ne sono stati venduti venti: Panda e Punto per lo più ma anche un camion, quelli più vecchi e che consumavano di più. La Regione ha incassato 20 mila euro, altri 50 mila l’anno – stimano gli uffici – saranno risparmiati nella gestione.  
   
   
ACCORDO REGIONE CAMPANIA - ABI, CALDORO: "ISTITUZIONE IN CAMPO PER FASCE PIÙ DEBOLI"  
 
Napoli, 5 marzo 2013 - "La convenzione tra la Regione Campania e l´Abi per la concessione di mutui per la costruzione di case è una risposta decisiva per contrastare l´emergenza abitativa e per soddisfare le esigenze delle categorie deboli, a partire dalle giovani coppie." Così l´assessore all´Urbanistica e all´Edilizia Pubblica Abitativa Marcello Taglialatela commenta l´intesa raggiunta con l´associazione delle banche, grazie alla quale ogni acquirente, singolo o in cooperativa, potrà accedere a mutui alle stesse condizioni di tutti e con il massimo vantaggio possibile. Il progetto generale prevede la costruzione di circa 7 mila alloggi, di cui 1800 a libero mercato, e gli altri di housing sociale a favore delle categorie deboli (giovani coppie di sposi, unità familiari a basso reddito e senza proprietà). Il fondo di rotazione messo a disposizione per le agevolazioni finanziarie è pari a 140 milioni, di cui 40 a carico del Governo e 100 della Regione, somma che muoverà un capitale privato di 1 miliardo e 400 milioni. "L´accordo è stato possibile grazie alla credibilità di cui gode la Regione Campania e al programma messo in campo. Con esso, alla luce del rilevante investimento che verrà realizzato, saranno accontentate migliaia di cittadini che chiedono un alloggio ed al tempo stesso i disoccupati che potranno essere chiamati a lavorare in edilizia", conclude Taglialatela. "L´istituzione regionale in campo per le fasce più deboli. Una iniziativa significativa e meritevole." Così il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. "Abbiamo voluto questo strumento innovativo ed il sostegno, concreto e responsabile, del sistema bancario dà forza alla nostra idea e conferma che la Regione ha grande credibilità. Sono queste le risposte che vogliamo dare", conclude il presidente Caldoro.  
   
   
OLTRE 900 PROFESSIONISTI ‘FORMATI’ DALLA REGIONE TOSCANA PER PROGETTARE OPERE PUBBLICHE  
 
Firenze, 5 marzo 2013 – Giovani ingegneri, architetti o geometri, liberi professionisti o dipendenti di pubbliche amministrazioni, a tutti loro si è rivolta la Regione Toscana quando ha promosso e organizzato corsi di formazione professionale per ‘aggiornare’ queste figure professionali e metterle in grado di progettare con più facilità opere pubbliche ‘sottosoglia’, cioè opere pubbliche ritenute ‘minori’ perchè dal costo complessivo inferiore ai 500.000 euro. “Abbiamo ritenuto importante dare la possibilità ai giovani professionisti toscani di conoscere e capire meglio la progettazione delle opere ‘sottosoglia’ - ha spiegato l’assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao – ed abbiamo ritenuto necessario che anche il personale tecnico delle pubbliche amministrazioni fosse aggiornato al riguardo. Progettare un’opera ‘sottosoglia’ non è cosa da poco in quanto si tratta di interventi dal costo ‘contenuto’ e con procedure di avvio più semplici, ma che incidono in maniera significativa sulla vita dei cittadini. Per questo abbiamo organizzato corsi di formazione ad hoc e la partecipazione e l’interesse dimostrati dai partecipanti ci hanno confermato che si è trattato di iniziative utili ed apprezzate”. Questi percorsi formativi, voluti dall’assessorato regionale alle infrastrutture ed ai trasporti e previsti da un protocollo condiviso con Anci e Upi, si sono conclusi lo scorso mese di dicembre. Il bilancio del lavoro svolto è positivo: oltre 900 iscritti, una durata media di 20 ore di corso e lezioni che mettevano insieme teoria e pratica. In tutto hanno partecipato ai corsi 901 giovani professionisti, dei quali 401 liberi professionisti e 509 dipendenti pubblici.  
   
   
"STRISCIA" PRESSO SEDE LECCE  
 
Bari, 5 marzo 2013 - “Prendiamo atto di quanto documentato dal servizio di ‘Striscia la notizia’ in merito a comportamenti tenuti da dipendenti regionali all’ingresso in ufficio presso la sede di Lecce”. Così esordisce l’Assessore al Personale della Regione Puglia in merito alla visita dell´ 1 marzo degli inviati del noto tg satirico. “Abbiamo chiesto copia del filmato - continua l’esponente della Giunta regionale - al fine di approfondire quanto emerso. “In numerosissime occasioni (da ultimo meno di un mese fa) il Servizio Personale ha sottolineato e ribadito a tutti i dipendenti e ai relativi dirigenti l’obbligo non derogabile di documentare, in modo analitico e dettagliato, ogni uscita dalle rispettive sedi e le relative motivazioni (personali o di servizio). E in assenza di timbratura e di documentata esigenza, ogni uscita va considerata arbitraria e illegittima a ogni effetto di legge. “Comunque nel giro di qualche mese-aggiunge la titolare della delega al Personale- con il prossimo trasferimento di diversi uffici di Bari nella nuova sede di via Gentile, partirà il programma per l’installazione dei tornelli a tutti i plessi. “Per ora, non disponendo di un apparato di controllo tale da garantire sempre e contemporaneamente il controllo delle numerosissime sedi regionali, sparse su tutto il territorio, non possiamo che attivare verifiche a campione. “Nell’apprezzare l’iniziativa di “Striscia”, tesa a documentare con un video le entrate e le uscite da una sede regionale, ribadiamo che intendiamo agire senza alcuna indulgenza e per affermare il rigoroso rispetto delle leggi e dei doveri d’ufficio cui ciascun dipendente è tenuto. “Intendiamo agire prontamente - conclude la Dentamaro - a tutela della Regione Puglia, dei cittadini pugliesi e a salvaguardia dei tanti dipendenti che svolgono con impegno e dedizione il proprio lavoro e sono proficuamente presenti nelle sedi, spesso ben oltre gli orari di lavoro previsti per legge e contratto.”  
   
   
VENETO: AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA UNO SFORZO STRAORDINARIO PER NON LASCIARE AZIENDE NELL’INCERTEZZA  
 
 Venezia, 5 marzo 2013 - Gli uffici della Regione del Veneto hanno terminato in questi giorni l’istruttoria relativa agli ammortizzatori sociali per l’anno 2012, completando il quadro con le domande dell’ultimo trimestre 2012 e dei primi due mesi dell’anno corrente. Ne emerge un quadro certamente di crisi (oltre 13mila lavoratori in mobilità nel 2012), ma anche di estrema incertezza, nel quale le aziende danno segnali contrastanti, chiedendo la cassa integrazione per 62mila lavoratori ma poi usufruendone per il solo 22%. “Certo – evidenzia l’Assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan – questo comportamento è da attribuire in parte al meccanismo stesso della cassa integrazione in deroga, che lascia ampia facoltà all’impresa di utilizzare in parte o del tutto l’ammortizzatore. Tuttavia questi dati denotano un nervosismo che è conseguenza diretta della crescente incertezza del quadro economico.” “In questo contesto, la Regione è un solido punto di riferimento e sta facendo ogni sforzo per dare certezze alle imprese venete. Negli ultimi due mesi – ricorda l’Assessore – gli uffici regionali hanno lavorato senza sosta come la situazione richiede, per non lasciare lavoratori ed aziende nell’incertezza di una domanda inevasa o pendente, a fronte della sospensione dei pagamenti da parte dell’Inps quale conseguenza di una scelta ministeriale non condivisa dalle Regioni. Ora però bisogna che tutti assieme, enti interessati e parti sociali, facciamo una riflessione sugli ammortizzatori e con senso di responsabilità troviamo nuovi percorsi per la gestione delle crisi: quella di oggi è una situazione nuova che richiede comportamenti nuovi e il superamento di vecchi schemi ormai inadeguati.” Come già evidenziato, l’anno passato è stato caratterizzato da un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga. Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, che sostiene il reddito dei lavoratori temporaneamente sospesi dal lavoro per situazioni di crisi, nel corso del 2012 le aziende venete hanno presentato quasi 11mila domande (10.815) che hanno interessato quasi 62mila lavoratori (61.576). Tuttavia bisogna segnalare, che rispetto alle giornate richieste, le aziende hanno effettivamente utilizzato solo il 22% delle ore di cassa integrazione autorizzate dalla Regione. Al 1° gennaio 2013 erano ancora in corso di istruttoria 2.939 nuove domande, principalmente relative agli ultimi tre mesi dell’anno 2012 e presentate tra novembre e dicembre. Nei giorni scorsi (secondo quanto previsto dalla Dgr n. 158/2013) sono state autorizzate 2.842 domande delle 2.939 giacenti, pari a oltre il 96%. Le istanze residue non sono state autorizzate perché carenti di documentazione; esse saranno regolarmente evase non appena la pratica sarà completa. Sempre nei primi due mesi del 2013 è stata altresì autorizzata la prosecuzione per l’ultimo trimestre (ottobre – dicembre) di periodi di cassa già precedentemente istruiti e approvati (nel 2012) per 4.397 pratiche. Per quanto riguarda invece la mobilità in deroga (che riguarda le persone che hanno perduto il lavoro), nell’anno 2012 sono state presentate oltre 13mila domande individuali (13.162). Al 1° gennaio 2013 erano ancora in corso di istruttoria 3.498 istanze (presentate nell’ultimo trimestre 2012) a cui si devono aggiungere 995 istanze presentate tra il 1 gennaio e il 15 febbraio, per un totale di 4.493 istanze; di queste nei giorni scorsi (sempre secondo la Dgr n. 158/2013) ne sono state approvate 3.423 a cui si aggiungono 280 istanze relative ai cosiddetti lavoratori esodati approvate con la riserva di verifica dei requisiti da parte dell’Inps, per un totale di 3.703 autorizzazioni, pari all’82% circa della giacenza. Le domande attualmente in corso d’istruttoria (poco meno del 20%) non presentano i requisiti richiesi e - effettuati gli ulteriori opportuni approfondimenti – dovranno essere respinte. La celerità nella chiusura della gestione 2012 è stata frutto anche di un particolare sforzo degli uffici regionali. Il quadro oggi è definito e la Regione ha trasmetto tutte le informazioni all’Inps che, nell’ambito delle direttive nazionali, sta riprendendo i pagamenti.  
   
   
FVG: PATTI GENERAZIONALI NUOVA OPPORTUNITÀ PER GIOVANI  
 
Trieste, 5 marzo 2013 - Un nuovo strumento è da oggi a disposizione dei giovani del Friuli Venezia Giulia per offrire loro l´opportunità di entrare nel mercato del lavoro, acquisendo competenza ed esperienza. E´ stato infatti sottoscritto in sede di Tavolo regionale di concertazione, alla presenza dell´assessore al Lavoro, Angela Brandi, l´accordo fra la Regione e tutte le organizzazioni sindacali e datoriali per l´avvio dei Patti generazionali. "Si tratta - spiega Brandi - di uno strumento che prevede, all´interno di una stessa azienda, da una parte il passaggio al part time su base volontaria per i lavoratori over 55 a cui mancano al massimo tre anni per il raggiungimento della pensione e, dall´altra, l´assunzione di giovani in apprendistato o con altri contratti a tempo indeterminato". "Dobbiamo pensare - puntualizza ancora l´assessore - ad una specie di staffetta, il cui obiettivo è quello di incrementare l´occupazione giovanile attraverso una soluzione innovativa in grado di contemperare le esigenze di due distinte categorie di lavoratori in una prospettiva di solidarietà generazionale". Dal punto di vista contrattuale, il prossimo passaggio sarà una convenzione fra Regione e Inps alla quale seguiranno intese fra le parti sociali per individuare eventuali target o settori di imprese che parteciperanno al progetto. A quel punto verrà emesso un avviso pubblico per le aziende con le modalità d´accesso ai finanziamenti. Per il 2013 la Regione ha messo a bilancio 1 milione di euro finalizzati a questa fase di sperimentazione dei patti generazionali la cui partenza è prevista entro aprile "con l´auspicio - ha commentato l´assessore - che questo strumento registri un successo in maniera tale che ci siano le condizioni per un aumento di risorse. D´altra parte - ha aggiunto - crediamo molto in questo tipo di intervento dal momento che ne abbiamo anticipato l´attivazione prevedendo una nuova norma all´interno delle legge regionale sul lavoro proprio per sostenere i contratti di solidarietà, non più in chiave difensiva, ma espansiva, e questa sperimentazione ricalca proprio questo tipo di contratti". Il ruolo della Regione attraverso il finanziamento è quello di integrare i contributi previdenziali dei lavoratori anziani che aderiranno al progetto e che verranno valorizzati attraverso un´attività di tutoring e di trasferimento di competenze a favore dei giovani. "Con questa iniziativa - evidenzia Brandi - non risolveremo d´incanto il grave problema della disoccupazione giovanile ma è altrettanto vero che introduciamo uno strumento il quale, se darà buoni risultati, potrebbe rivelarsi in futuro, con un rafforzamento delle risorse, un´arma in più per introdurre una nuova mentalità e favorire un ricambio generazionale di qualità nelle nostre imprese". "Ora - conclude l´assessore regionale - dobbiamo ricordarci che la priorità per rilanciare l´occupazione è la riduzione della pressione fiscale sul lavoro. Una scelta che il nuovo Governo nazionale dovrà necessariamente tenere in considerazione al fine di creare concretamente i reali presupporti di una ripresa in termini occupazionali del nostro Paese"  
   
   
TIROCINI, CONTRIBUTI ALLE AZIENDE CHE A FINE STAGE ASSUMONO I GIOVANI A TEMPO DETERMINATO  
 
Firenze, 5 marzo 2013 - La Regione toscana darà un contributo anche alle aziende che, al termine del tirocinio, assumono i giovani con un contratto a tempo determinato, per un periodo non inferiore ai due anni. La novità, che va ad aggiungersi a quanto previsto dalla legge regionale che ha reso obbligatorio il rimborso dei tirocini riportandoli alla loro funzione formativa, è stata decisa con una delibera proposta dall’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini e approvata nell’ultima seduta della giunta regionale. “Questa decisione – spiega l’assessore Simoncini – rappresenta una ulteriore messa a punto di uno strumento che, nato nell’ambito del progetto Giovanisì, si sta rivelando particolarmente efficace nell’offrire ai giovani toscani un’opportunità per formarsi e avvicinarsi al mondo del lavoro. La nostra legge, che è stata un’apripista a livello nazionale, ha reso obbligatorio per l’azienda il rimborso di almeno 500 euro mensili lordi per l’attivazione di un tirocinio. Nel caso in cui il tirocinante abbia un’età compresa tra i 18 e i 30 anni la Regione Toscana cofinanzia il tirocinio per 300 euro. Dal giugno 2011 i tirocini attivati sono 4722, di cui circa 3000 da quando è entrata in vigore la legge regionale, cioè dall’aprile 2012”. In particolare il provvedimento licenziato dalla giunta prevede che, per le assunzioni effettuate a partire dal 14 febbraio 2013, le aziende o gli altri soggetti ospitanti possano chiedere un contributo come incentivo all’assunzione, a tempo determinato, che abbiano concluso il tirocinio. La durata dell’assunzione non potrà essere inferiore a due anni. Il contributo previsto è di 4000 euro per tirocinanti fra i 18 e i 30 anni e 5000 per l’assunzione di persone svantaggiate. In caso di assunzioni part time, il contributo sarà pari alla metà. “E’ un passaggio importante, richiesto dal Consiglio Regionale in sede di approvazione del Pigi (Piano generale integrato istruzione lavoro e formazione) – osserva Simoncini – che va ad aggiungersi a quanto la legge ha previsto fin dall’inizio per le assunzioni a tempo indeterminato, per cui sono previsti contributi di 8 mila che arrivano a 10 mila in caso di soggetto svantaggiato o disabile. Va ricordato poi il recente avvio, sempre previsto dalla legge, delle disposizioni per praticantati e tirocini curricolari. Partiti da meno di un mese, questi tirocini hanno già registrato circa 200 richieste di attivazione. E’ un modo per ribadire la finalità formativa del tirocinio, che può così diventare una delle principali modalità di accesso al lavoro per i giovani dai 18 ai 30 anni”. Ma il ventaglio delle opportunità non si esaurisce qui. “Il primo febbraio – prosegue l’assessore – è stato pubblicato il nuovo bando per gli incentivi all’occupazione, che abbiamo finanziato con 13 milioni di euro per il 2013 e prevede anche in questo caso una serie di misure pensate proprio per i giovani, che come noto sono le principali vittime dell’attuale crisi. Si tratta di contributi per favorire assunzioni o riassunzioni di disoccupati, giovani donne, neolaureati, dottori di ricerca, lavoratori provenienti dalle liste di mobilità, stabilizzazione di contratti a tempo determinato. La principale novità di questo provvedimento consiste nella “dote”, un pacchetto integrato a favore dei lavoratori licenziati o in mobilità, che coniuga il tradizionale meccanismo degli incentivi a interventi sulla leva fiscale e comprende anche la formazione”.  
   
   
BOLZANO: LAVORO, PROGRAMMI PER SOSTENERE FORMAZIONE E OCCUPAZIONE  
 
Bolzano, 5 marzo 2013 - I dati sulla disoccupazione, in continua crescita anche in Alto Adige, hanno spinto la Giunta provinciale a varare una serie di programmi legati sia al lavoro, sia alla formazione. Dall´apprendistato all´edilizia, dall´accelerazione degli interventi nelle caserme passate dallo Stato alla Provincia, al programma di manutenzione straordinaria delle strade. In Provincia di Bolzano il tasso di occupazione si attesta a quota 81,6% per gli uomini e 68,1% per le donne: cifre che pongono l´Alto Adige all´avanguardia a livello nazionale ed europeo, ma che non consentono di cullarsi sugli allori. "Il numero di persone in cerca di un lavoro - ha spiegato il presidente Luis Durnwalder - è infatti in costante crescita, e ormai ha toccato quota 11mila unità. Il tasso di disoccupazione ha superato per la prima volta dopo anni il muro del 4%, e dobbiamo dare risposte immediate e concrete se vogliamo garantire anche in futuro la piena occupazione nella nostra terra". Lo spettro di misure messe in campo dalla Giunta provinciale è vario e articolato, e passa dall´edilizia, il settore di gran lunga più in difficoltà, alla formazione. A tale proposito, infatti, molta importanza viene data al cosiddetto apprendistato professionalizzante, un contratto che consente a ragazzi di età compresa tra i 18 e i 29 anni, di affiancare l´inserimento in azienda ad un percorso di formazione. "Il datore di lavoro avrà sgravi fiscali - ha sottolineato Durnwalder - mentre l´apprendista, pur non guadagnando da subito uno stipendio pieno, avrà la possibilità di entrare nel mondo del lavoro". L´esecutivo, durante la seduta di oggi, ha dato il via libera agli standard minimi per l´offerta formativa in questo settore, che prevede due giorni di lezione alla settimana per un monte ore complessivo di 120 ore in un triennio (20 ore si possono svolgere anche all´interno dell´azienda). Per sostenere l´edilizia, invece, è previsto un programma di sostegno agli interventi di risanamento di alloggi nei centri urbani. "Anche in questo modo si può creare lavoro e occupazione - ha spiegato il presidente della Giunta provinciale - la nostra strategia punta su un anticipo delle agevolazioni fiscali pluriennali garantite dallo Stato, sul bonus cubatura e su contributi più sostanziosi". "Inoltre - ha proseguito Durnwalder - vogliamo accelerare il programma di 12 anni che prevede il passaggio dallo Stato alla Provincia di una serie di aree militari dismesse all´interno delle quali realizzare 450 alloggi". Tra gli "stimoli" all´economia, e in particolar modo al settore dell´edilizia, il presidente Luis Durnwalder ha anche citato la diffusione della banda larga, con 8 milioni di euro stanziati per il programma annuale, e la possibilità per i Comuni di accedere al fondo di rotazione per risolvere il problema dell´ultimo miglio. Ammonta a 20 milioni di euro, infine, la dotazione finanziaria del programma 2013 per la manutenzione stradale. 9,2 milioni verranno destinati ai lavori lungo le strade statali, 7,2 agli interventi lungo le strade provinciale, e altri 2,8 milioni saranno utilizzati per l´acquisto di macchinari e attrezzature. "Sommando tutti questi interventi - ha concluso Durnwalder - speriamo di dare fiato a tutto il comparto dell´edilizia, che sta attraversando un momento particolarmente delicato".  
   
   
ABRUZZO: CHIODI, DATO DISOCCUPAZIONE PIU´ BASSO REGIONI SUD  
 
L´aquila, 5 marzo 2013 - In Abruzzo il tasso di disoccupazione nel 2012 si ferma al 10,8%. Lo rivela l´Istat dopo la pubblicazione dei dati sull´andamento del mercato del lavoro regione per regione. Si tratta di un risultato che risente della generale crisi economica e occupazionale del Paese, in un anno in cui più forte si è avvertito il disagio economico e sociale sul territorio. "Il dato abruzzese - dice il presidente della Regione Gianni Chiodi - è assolutamente in linea con quello della media nazionale che si attesta al 10,7%. Un dato nettamente inferiore alle regioni del Mezzogiorno che contano su un indice del 17,2%, ben al di sopra degli standard regionali abruzzesi. Se questo da un lato può essere un aspetto rassicurante per la nostra regione - aggiunge Chiodi - dall´altro non attenua la drammaticità del dato occupazionale sul territorio, anche perché rispetto all´anno scorso la percentuale dei disoccupati abruzzesi è salita di 2,3 punti percentuali, anche qui in piena rispondenza con il dato nazionale. Sono cifre che però, se si vuole guardare ai nostri interlocutori economici e possibili investitori sul territorio, delineano la capacità di questa regione di attestarsi allo stesso livello delle economie delle regioni centrali italiane e di discostarsi invece dai parametri delle regioni del Mezzogiorno, aprendo di fatto ad ipotesi di sviluppo che tendono ad uscire dai canoni dell´economia del Sud Italia. In questo senso, va segnalato il fatto che siamo la quarta regione in Italia per incremento del tasso di attività". In particolare il dato disaggregato che interessa l´Abruzzo indica in 508 mila gli occupati nei settori dell´agricoltura (15 mila), nell´industria (164 mila) nei servizi (329 mila); nel 2011 gli occupati erano 507 mila, cioè mille in meno, ma nel 2012 la forza lavoro (occupati + disoccupati) ammonta a 570 mila rispetto ai 554 del 2011. Questo comporta anche un ampliamento della base di lavoratori, per lo più giovani, che è in cerca di prima occupazione e che nei dati Istat ammonta a 62 mila persone. "E proprio guardando questi dati - conclude il presidente Chiodi - che stiamo avviando importanti politiche di sostengo agli investimenti nel settore giovanile, a partire dal bando ´Hope´ delle starp-up sulle imprese innovative, sul finanziamento dei progetti ´Lavorare in Abruzzo´ e sui bandi che riguardano le imprese turistiche sulle destinazioni (Dmc) e sul prodotto (Pmc)"  
   
   
REGIONI, LIGURIA, FINE DELL´EMERGENZA, PROFUGHI NORD AFRICANI LASCIANO LA LIGURIA, 18 QUELLI RIMASTI NELLE STRUTTURE  
 
Genova, 5 Marzo 2013 - Finita l´emergenza, molti profughi lasciano la Liguria. Terminato, due giorni fa, con la fine di febbraio, il periodo di accompagnamento dopo la chiusura dell´Emergenza Nord Africa, con l´ingresso delle Prefetture nel sistema di accoglienza nel territorio, la situazione profughi è profondamente mutata. Il punto è stato fatto venerdì 1 marzo in mattinata nel corso della riunione di giunta dall´assessore al Welfare della Regione Liguria Lorena Rambaudi. "Dei 540 profughi accolti in Liguria fino allo scorso anno, negli ultimi giorni erano presenti nelle strutture del territorio 170 persone circa. Gli altri erano già spontaneamente usciti dal programma una volta ottenuti i permessi di soggiorno per asilo o di tipo umanitario", ha detto l´assessore. Molti di essi hanno usufruito del contributo di uscita istituito proprio su richiesta delle regioni e dell´Anci, per aiutare le persone nel percorso dell´autonomia seguita una veloce procedura amministrativa messa in campo dalle Prefetture liguri. A oggi rimangono presenti nelle strutture 18 persone ,14 a Genova, 1 a Savona, 3 a Imperia. Situazioni considerate "vulnerabili", che potranno avere un ulteriore supporto di sei mesi ed inserimento, a carico del Ministero, nelle comunità Sprar strutture del sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati del Ministero. Il tavolo regionale ha espresso un parere sostanzialmente positivo della gestione Emergenza Nord Africa in Liguria, che nonostante le grosse difficoltà ha visto premiato il lavoro di rete fra istituzioni ed enti gestori.  
   
   
DONNE. MILANO E REGGIO EMILIA COMUNI PIÙ IMPEGNATI NELLA VALORIZZAZIONE DEI TALENTI FEMMINILI  
 
Milano, 5 marzo 2013 - Milano e Reggio Emilia sono i Comuni italiani più attenti alla valorizzazione dei talenti femminili e impegnati nel rispetto dell’immagine della donna nel mondo della comunicazione e della pubblicità. Questo è quanto emerge dal ‘Premio Immagine Amica’, dedicato a pubblicità, programmi Tv e siti web che non utilizzano stereotipi di genere, giunto alla terza edizione. La consegna dei premi è avvenuta l’ 1 marzo nella Sala Alessi di Palazzo Marino, alla presenza del Sindaco Giuliano Pisapia e della Delegata alle Pari Opportunità Francesca Zajczyk. Il Comune di Milano è stato premiato con la seguente motivazione: “Segnalato da diverse associazioni femminili per le azioni di valorizzazione del ruolo e dei talenti femminili iniziata con la costituzione della Giunta paritaria, proseguita con il riequilibrio di genere nelle aziende partecipate e soprattutto per l’impegno contro le pubblicità sessiste e contro la violenza alle donne”. “Siamo orgogliosi di ricevere questo premio – ha dichiarato il Sindaco Giuliano Pisapia - che riconosce l’impegno del Comune nelle politiche di genere, a partire dalla nomina della Giunta, di cui la metà è composta da donne, compreso il vicesindaco, e delle rappresentanti all’interno delle aziende partecipate, che sono sempre state scelte in base a capacità e competenze. L’esperienza ci dimostra come insieme alle donne si governa meglio: la loro sensibilità aiuta a dare le risposte giuste. Intendiamo, inoltre, continuare a vigilare perché la pubblicità rispetti l’immagine e la dignità delle donne. È un percorso che abbiamo iniziato ma che dobbiamo proseguire tutti insieme perché è una sfida culturale che dobbiamo e possiamo vincere”. “Questo premio – ha detto la Delegata alle Pari Opportunità Francesca Zajczyk - ci indica che la strada che il Comune di Milano ha intrapreso nell’ultimo anno e mezzo è quella giusta: anche grazie alle segnalazioni dei cittadini e delle cittadine, abbiamo cominciato a denunciare allo Iap (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) le comunicazioni commerciali ritenute lesive della dignità dei generi o che contengono immagini o potenziali rappresentazioni di violenza. Ci stiamo impegnando, inoltre, perché gli spazi pubblici messi a disposizione per immagini e comunicazioni pubblicitarie - a partire da quelli in carico alle proprie aziende partecipate - siano rispettosi della identità di donne e uomini, coerenti con l’evoluzione dei ruoli nella società”. Il Premio ha l’obiettivo di valorizzare la comunicazione che veicola messaggi positivi, promuovendo una creatività innovativa in grado di diffondere immagini ‘amiche’ delle donne. Nell’edizione 2013 sono state curate in modo particolare le sezioni speciali dedicate alle scuole comprese quelle di design, arte e pubblicità e ai Comuni che hanno tenuto comportamenti virtuosi sulle politiche di genere e rappresentazioni delle immagini femminili. Il Comune di Milano a gennaio ha aderito alla campagna “Città libere dalla pubblicità offensiva” promossa dall’Unione Donne in Italia (Udi) a favore della moratoria delle pubblicità lesive della dignità della donna. Con l´adesione alla campagna il Comune chiede l’attuazione nel nostro Paese della risoluzione comunitaria che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso il genere femminile.  
   
   
DONNE E IMPRESA: AL TOP PER CONCRETEZZA E ORGANIZZAZIONE  
 
Trieste, 5 marzo 2013 - "Persone concrete che hanno una straordinaria percezione del tempo e della realtà, costrette come sono a rispettare gli orari più di chiunque altro". Queste sono le donne, in particolare quelle che lavorano dividendosi tra occupazione e famiglia, viste dall´assessore alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti, che è intervenuta il 2 marzo, al Savoia Excelsior Palace di Trieste, al forum de La Carica delle Centouno Donne in Dialogo guidate da Patrizia Rigoni. "La concretezza delle donne - ha affermato Seganti - non sempre è percepita nel modo corretto dal mondo maschile che a volte la interpreta come sbrigatività. Nulla di più sbagliato - evidenzia l´assessore, addentrandosi nel mondo impresa al femminile - perché una donna, nonostante abbia dalla suo buon senso, prudenza e razionalità, deve fare i conti con maggiori difficoltà per avviare una nuova attività. Non ultimo, infatti, l´aspetto dell´accesso al sistema del credito che spesso risulta più complicato di quando potrebbe e dovrebbe". A questo proposito, nel corso del forum moderato dalla giornalista della Rai Fvg, Marinella Chirico, Seganti ha citato i contributi a fondo perduto e in conto capitale stanziati dalla Regione per le nuove imprese femminili impegnate nella fase di start up, assicurando che quanto prima possibile il sostegno sarà allargato anche alle imprese già avviate. "Il Network 101 - ha concluso l´assessore regionale - è una garanzia di entusiasmo, creatività e professionalità; tutte caratteristiche che contribuiscono a produrre una forte energia positiva quanto propulsiva, esattamente quanto serve a valorizzare ruolo ed operato delle donne che vi fanno parte".  
   
   
DONNE. MILANO E REGGIO EMILIA COMUNI PIÙ IMPEGNATI NELLA VALORIZZAZIONE DEI TALENTI FEMMINILI  
 
Milano, 5 marzo 2013 - Milano e Reggio Emilia sono i Comuni italiani più attenti alla valorizzazione dei talenti femminili e impegnati nel rispetto dell’immagine della donna nel mondo della comunicazione e della pubblicità. Questo è quanto emerge dal ‘Premio Immagine Amica’, dedicato a pubblicità, programmi Tv e siti web che non utilizzano stereotipi di genere, giunto alla terza edizione. La consegna dei premi è avvenuta l’ 1 marzo nella Sala Alessi di Palazzo Marino, alla presenza del Sindaco Giuliano Pisapia e della Delegata alle Pari Opportunità Francesca Zajczyk. Il Comune di Milano è stato premiato con la seguente motivazione: “Segnalato da diverse associazioni femminili per le azioni di valorizzazione del ruolo e dei talenti femminili iniziata con la costituzione della Giunta paritaria, proseguita con il riequilibrio di genere nelle aziende partecipate e soprattutto per l’impegno contro le pubblicità sessiste e contro la violenza alle donne”. “Siamo orgogliosi di ricevere questo premio – ha dichiarato il Sindaco Giuliano Pisapia - che riconosce l’impegno del Comune nelle politiche di genere, a partire dalla nomina della Giunta, di cui la metà è composta da donne, compreso il vicesindaco, e delle rappresentanti all’interno delle aziende partecipate, che sono sempre state scelte in base a capacità e competenze. L’esperienza ci dimostra come insieme alle donne si governa meglio: la loro sensibilità aiuta a dare le risposte giuste. Intendiamo, inoltre, continuare a vigilare perché la pubblicità rispetti l’immagine e la dignità delle donne. È un percorso che abbiamo iniziato ma che dobbiamo proseguire tutti insieme perché è una sfida culturale che dobbiamo e possiamo vincere”. “Questo premio – ha detto la Delegata alle Pari Opportunità Francesca Zajczyk - ci indica che la strada che il Comune di Milano ha intrapreso nell’ultimo anno e mezzo è quella giusta: anche grazie alle segnalazioni dei cittadini e delle cittadine, abbiamo cominciato a denunciare allo Iap (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) le comunicazioni commerciali ritenute lesive della dignità dei generi o che contengono immagini o potenziali rappresentazioni di violenza. Ci stiamo impegnando, inoltre, perché gli spazi pubblici messi a disposizione per immagini e comunicazioni pubblicitarie - a partire da quelli in carico alle proprie aziende partecipate - siano rispettosi della identità di donne e uomini, coerenti con l’evoluzione dei ruoli nella società”. Il Premio ha l’obiettivo di valorizzare la comunicazione che veicola messaggi positivi, promuovendo una creatività innovativa in grado di diffondere immagini ‘amiche’ delle donne. Nell’edizione 2013 sono state curate in modo particolare le sezioni speciali dedicate alle scuole comprese quelle di design, arte e pubblicità e ai Comuni che hanno tenuto comportamenti virtuosi sulle politiche di genere e rappresentazioni delle immagini femminili. Il Comune di Milano a gennaio ha aderito alla campagna “Città libere dalla pubblicità offensiva” promossa dall’Unione Donne in Italia (Udi) a favore della moratoria delle pubblicità lesive della dignità della donna. Con l´adesione alla campagna il Comune chiede l’attuazione nel nostro Paese della risoluzione comunitaria che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso il genere femminile.  
   
   
MARZO CON GLI OCCHI DI DONNA SPETTACOLI, INCONTRI, EVENTI. DAL 5 IN CITTÀ E PROVINCIA TANTE OCCASIONI DI INCONTRO CON “LE DONNE DI MARZO 2013”  
 
Parma, 5 marzo 2013 – C’è l’ironia e il gioco, il sapere e la memoria, la voglia di fare e di lottare: sono tanti gli spunti di riflessione proposti con “Le donne di marzo 2013”, rassegna ideata dalla Provincia di Parma che ha moltiplicato l’occasione della Giornata internazionale delle donna – l’8 marzo – in tante opportunità per incontrare le donne, i pensieri, i talenti. Il cartellone, presentato questa mattina, propone più di venti appuntamenti in città e nel territorio, momenti d’incontro molto diversi fra loro così come diverse sono le esperienze e i temi che spaziano dall’attualità alla storia, alle origine e culture, dalla legalità ai femminicidi.“Questo lavoro è come uno scrigno, in cui sono contenuti elementi utili per raccontare al mondo di cosa sono capaci di fare le donne nella loro vita Lo facciamo nei giorni dell’8 marzo, una data che fissa il riconoscimento più alto della differenza di genere, fuori dall’idea deformata che ha assunto nella società moderna. L’8 marzo ci serve per alzare la voce e raccontare in quale misura le donne si confrontano. Abbiamo fatto sintesi dei saperi e dei talenti proponendo una lettura profonda e articolata del lavoro di anni” – ha spiegato l’assessore provinciale Saccani illustrando questa mattina gli appuntamenti della rassegna insieme ad alcune protagoniste degli eventi fra cui la sindaca di Zibello Manuela Amadei, la presidente dello Zonta Club Claudia Rabajotti, la presidente del Centro Antiviolenza Samuela Frigeri, Maria Grazia Bolognesi di Proboscidea, la consigliera di parità Aldina Bocchi. Uno dei punti cardine del programma è il “Premio Pierangela Venturini”, il riconoscimento intitolato all’avvocata scomparsa nel 2007 e pensato per valorizzare l’opera di donne altrettanto “forti”. La cerimonia della 4° edizione si terrà l’8 marzo nella sala Savani in Provincia (ore 10,30). Il primo incontro in calendario - dopo l’anteprima di “Vivere spettinata” – è la presentazione del libro curato da Manuela Amadei e Rosalba Scaglioni “Come pietre lungo il Fiume” (martedì 5 marzo, ore 17.00, sala Savani, Provincia di Parma), la storia di Zibello raccontata attraverso le emozioni, i sentimenti, i ricordi delle bambine dell’asilo, ma anche delle donne e uomini del paese. Oltre al Premio Venturini, l’ 8 marzo (ore 8.45-16.30) all’aula Congressi del Maggiore ci sarà il convegno “La medicina delle differenze: un percorso fra i generi e le culture” promosso dai Comitati Unici di Garanzia di Azienda Usl e Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma. Nel pomeriggio dell’8 (ore 15.00) al Museo Archeologico Nazionale in Pilotta e sabato 9 marzo (ore 10.30) alla Galleria Nazionale, la cooperativa Artificio propone i “Dialoghi al femminile” . Con Paola Mazzieri si spazierà dalle grandi madri alle virtuose matrone, mentre con Michelle Valeria Costa si parlerà di Elena di Sparta: racconto e interpretazione di un mito.Lunedì 11 marzo (ore 17.00 in Provincia) Laura Giunta, giornalista di Teleducato, intervista Ludovica Ioppolo autrice de “Al nostro posto. Donne che resistono alle mafie”, incontro promosso con Coop Nordest e Libera. Martedì 12 marzo (ore 18.30) al Tcafè, che ospita anche la mostra fotografica di Anna Campanini e Stefano Vaja, torna “La città di Antigone” con la presentazione del catalogo che illustra il progetto realizzato da Festina Lente Teatro, Associazione Vagamonde e sostenuto da Coop Nordest. Mercoledì 13 marzo (ore 18.00 in Provincia) con Zonta Club Parma si affronta il tema della violenza sulle donne: “Femminicidio: parlarne per prevenire”.Giovedì 14 marzo (ore 17.00, Aula Magna Università degli Studi di Parma) si presenta il libro di Rossella Palomba “Dove sono finite le pari opportunità in Italia?” iniziativa a cura del Comitato Unico di Garanzia dell’Università degli Studi di Parma. Venerdì 22 marzo (ore 17.00, in Provincia) con le autrici Luisa Rossi e Federica Frediani si parla del libro “Spazi, segni parole. Percorsi di viaggiatrici italiane”; interviene Anna Maria Cavalli. Sabato 23 marzo (ore 16.00, Centro Interculturale di Parma, Via Bandini 6) si farà festa per la nuova sede di H.i.n.a. – spazio per donne migranti con l’associazione Milleunmondo, Donne di qua e di là, Comunità Senegalese, Mwassi. Dopo il taglio del nastro un incontro sul tema “Aspettare un bambino lontana dal proprio paese” ricerca di Teresa Serra, del Centro Studi Ausl di Parma realizzata con l’Università, su donne straniere in gravidanza. A seguire lo spettacolo teatrale: “Nascere sul mappamondo: mamme diverse o uguali?” le donne raccontano l’esperienza di essere madri in Italia a cura dell’associazione Milleunmondo con Futura e Il Pozzo di Sicar. Lunedì 25 marzo (ore 8.30 -13.00, Teatro delle Briciole) l’Viii edizione del Premio Colasanti Lopez rinnovato nei contenuti. Le scuole partecipanti presenteranno gli spettacoli realizzati e dedicati a “Le magnifiche” : Maria Bashir , Artemisia Gentileschi, Ipazia, Madre Anna Maria Adorni, Rita Atria, Dora Klein, Giovanna D’arco. Sei donne speciali sulle cui vite altrettanti scuole superiori di Parma hanno costruito lavori teatrali che saranno giudicati dal Centro Antiviolenza di Parma e dall’associazione Proboscidea.non manca la musica: giovedì 28 marzo (ore 17.00, Cavedio di Palazzo Giordani) concerto “L’opera è donna” con Sarah Biacchi soprano e Carla They arpa. Con F.i.d.a.p.a. Bpw International. Alla memoria e alla volontà di ricordare è ispirato il “Dizionario delle Parmigiane” recente iniziativa della Provincia di Parma, realizzata col sostegno di Fondazione Cariparma, e curata da Fabrizia Dalcò. Oltre alla presentazione in diversi Comuni, il volume che raccoglie le biografie di più di 1.500 donne del territorio, diventa online. In questa veste sarà presentato sabato 6 aprile (ore 11.00, Oratorio Novo della Biblioteca Civica, v.Lo S. Maria 5) nel corso dell’incontro “Guardiamo le carte delle donne” durante il quale sarà anche illustrata una ulteriore iniziativa: l’inventario dell’Archivio della Biblioteca delle donne “Mauretta Pelagatti” nel sito dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Parma.in Provincia mercoledì 6 marzo a Colorno (15.00, Centro sociale Maria Luigia) letture e canti sulla figura femminile, iniziativa realizzata in collaborazione con Ancescao, associazione Voglia di Leggere e con l’Istituto Bodoni di Parma.domenica 17 marzo, alle 10.00, nella Sala civica omonima nel decennale della scomparsa si ricorda Anna Mainardi, parlamentare e amministratrice del Comune di Salsomaggiore Terme.dopo Borgotaro e Lesignano il Dizionario biografico delle Parmigiane sarà presentato a Monticelli Terme (Giovedì 21 marzo ore 21.00, Centro Polivalente) e a Sissa (giovedì 28 ore 20.30, sede Avis).  
   
   
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNE: DONNE, SCIENZA, LAVORO FRA IERI E OGGI  
 
Torino, 5 marzo 2013 - La Giornata internazionale delle donne sarà per la Provincia di Torino l’occasione per aprire un confronto, fra passato e presente, sul lavoro femminile e in particolare su un ambito ritenuto ancora oggi tipicamente maschile, la scienza. Due gli appuntamenti proposti: il primo sarà il 6 marzo alle 16.30 nella sala consiglieri di Palazzo Cisterna, dove verrà presentato Donne e scienza: dalla memoria alla storia, che raccoglie i risultati di una ricerca condotta da Elena Petricola e promossa dall’Archivio delle donne in Piemonte, con il contributo della Provincia di Torino, della Regione Piemonte e del lascito di Margherita Plassa. All´incontro prenderà parte Piera Levi Montalcini, nipote del premio Nobel; e l´assessore provinciale alle politiche di parità Mariagiuseppina Puglisi. Donne e scienza è un gruppo di donne che inizia un percorso collettivo a partire dal 1978 a Torino, affrontando una serie di questioni legate alla propria professionalizzazione. Una storia che affonda le radici nella dimensione cittadina ma che rispecchia situazioni analoghe diffuse sul territorio nazionale e per alcuni aspetti ha a che fare con la storia sociale transnazionale delle donne nel mondo occidentale. All’incontro prenderanno parte Mariagiuseppina Puglisi, Assessore alle Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità, Provincia di Torino; Elisabetta Donini per l’Archivio delle donne in Piemonte, Paola Govoni, storica dell’Università di Bologna, Bice Fubini di Donne e scienza Torino e Elena Petricola, storica dell’Archivio delle donne in Piemonte. L’8 marzo, sempre nella sala Consiglieri di Palazzo Cisterna, dalle 9.30 alle 12.30, si parlerà di Donne, lavoro e conciliazione, proponendo alcune riflessioni sul lavoro femminile, a partire dalle esperienza maturate nell’ambito dei servizi provinciali. Giorgio Vernoni, responsabile dell´Osservatorio sul mercato del lavoro parlerà di “La qualità del lavoro femminile. Alcune evidenze dalle comunicazioni di assunzione”; Cristina Romagnolli, dirigente del servizio coordinamento dei Centri per l’impiego presenterà “I servizi dei Centri per l’Impiego della Provincia di Torino rivolti alle donne”; Maria Braia intervverà su “La riforma del mercato del lavoro e le donne: nuovi strumenti per conciliazione e occupazione”; mentre Chiara Arduino, vicepresidente del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazione, presenterà l’attività dei Cug . Per stimolare il dibattito, Alessia Rossi e Lara Colombo del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino chiuderanno il programma con un intervento su "Stimoli e racconti intorno alla conciliazione tra lavoro e famiglia".  
   
   
WELFARE, INCONTRO AD ASSISI CON COMUNI ZONA SOCIALE; CASCIARI: “PER FRONTEGGIARE CRISI NECESSARIO IMPEGNO DI TUTTI GLI ATTORI”  
 
 Perugia, 5 marzo 2013 - "Per guardare oltre la crisi e continuare a garantire ai cittadini umbri un welfare con adeguati livelli di assistenza occorre il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici che operano nel settore" - è quanto affermato dalla vicepresidente della Giunta regionale dell´Umbria con delega alle politiche sociali, Carla Casciari, al termine di un incontro che si è tenuto l’ 1 marzo ad Assisi con i sindaci e gli assessori della Zona sociale, di cui fanno parte i Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara e Valfabbrica. "In questo momento di crisi economica e in conseguenza dei tagli che le politiche sociali hanno subito a seguito delle manovre finanziarie - ha detto l´assessore - è fondamentale che la gestione associata dei servizi tra i Comuni funzioni al meglio per offrire una migliore amministrazione delle risorse sui territori. Oltre a ciò - ha aggiunto - è necessario elaborare strategie e misure conseguenti che sappiano adeguare il modello di welfare alle nuove esigenze dei cittadini". Per questo nel corso dell´incontro sono stati presentati gli obiettivi della programmazione del Piano sociale regionale in corso di aggiornamento: "riorientare le risorse pubbliche per l´integrazione, l´inclusione e i servizi rivolti alla persona, è questo il nostro obiettivo - ha detto l´assessore. Sappiamo che non sarà facile alla luce degli insufficienti finanziamenti nazionali per le politiche sociali, ma l´impegno della Regione Umbria in questo senso è stato costante e ci siamo impegnati nel bilancio del 2012 a mantenere invariata la quota di risorse destinate al sociale superiore a 10 milioni euro". Nel corso dell´incontro è stato poi illustrato il pacchetto di misure che la Regione Umbria ha predisposto a tutela della famiglia, in particolare l´avviso pubblico per le famiglie vulnerabili, il prestito sociale d´onore, i buoni per l´acquisto di servizi offerti dai "family helper". Relativamente al confronto tra generazioni, di nonni e nipoti, Casciari ha detto che "nell´anno europeo dell´invecchiamento attivo, la Regione Umbria ha definito di una legge regionale per la tutela e protezione dell´anziano in quella fase dell´esistenza in cui ci si vuole ancora sentire parte di un progetto di vita. Lo scambio intergenerazionale, la promozione di stili di vita sani, il superamento del digital divide, la cittadinanza attiva sono solo alcuni dei temi affrontati da questa legge che, in maniera organica e trasversale, vuole raccogliere tutte le misure a favore dell´anziano". L´assessore ha poi illustrato gli interventi previsti nell´accordo di firmato con il Ministero della Gioventù per la nuova Intesa sulle politiche giovanili, evidenziando che la Regione, in accordo con i Comuni, ha scelto di destinare le risorse derivanti dall´intesa a tre aree di intervento specifiche e relative alla promozione dei talenti e della creatività, sostenendo le attività dei centri giovanili presenti sul territorio con progetti che valorizzino le energie positive dei ragazzi, alla riscoperta del valore delle arti e dei mestieri tradizionali e alla creazione di un portale regionale per giovani che sia una piattaforma di scambio di informazioni fra le diverse realtà territoriali.