Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


MARTEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Martedì 05 Marzo 2013
SALERNO - LA CDC DELIBERA UN AUMENTO DEL CAPITALE DELL´AEROPORTO  
 
 Salerno, 5 marzo 2013 - Il Consiglio della Camera di Commercio di Salerno, appositamente riunito l’ 1 marzo per discutere sull’argomento, ha deliberato di aderire, all’unanimità dei presenti, all´aumento del capitale del Consorzio Aeroporto Salerno-pontecagnano S.c.a r.L., con le modalità e nella misura stabilita dall´assemblea straordinaria dei soci della società consortile, mediante sottoscrizione della quota di €. 1.639.956,34. La delibera, atto coerente ed in continuità con gli investimenti che la Camera di Commercio di Salerno ha effettuato nell’infrastruttura negli ultimi 25 anni, costituisce un ulteriore e convinto sforzo che l’Ente camerale compie per lo sviluppo del territorio, rafforzando in maniera significativa la struttura patrimoniale delle società aeroportuali.  
   
   
AEROPORTO CAMPOFORMIDO: NO A NUOVI VINCOLI TERRITORIALI VANNO MANTENUTE LE ATTUALI TIPOLOGIE DI TRAFFICO  
 
 Ronchi dei Legionari (Go), 5 marzo 2013 - Nella predisposizione dei cosiddetti "Piani di Rischio" per l´aeroporto di Udine-campoformido, tra Enti locali, Regione ed Ente nazionale aviazione civile - Enac va individuata una soluzione condivisa, che possa contemperare le esigenze urbanistiche con la presenza delle piste, mantenendo le attuali tipologie di traffico tipiche di uno scalo non commerciale, in modo da evitare l´introduzione di nuovi vincoli. La posizione dell´Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia è stata espressa l’ 1 marzo, a Ronchi dei Legionari, dall´assessore alle infrastrutture e alla pianificazione territoriale, Riccardo Riccardi, nel corso di un incontro cui hanno partecipato Costantino Pandolfi, Massimo Cattani e Domenico Rana, in rappresentanza dell´Enac, il sindaco di Campoformido, Andrea Zuliani, e il vicesindaco di Pasian di Prato, Andrea Pozzo. L´aeroporto di Udine-campoformido è uno scalo civile turistico e fa parte dei cosiddetti aeroporti minori italiani. La sua apertura risale al 1914 ed è stato adibito ad attività militare fino a cinque anni fa. E´ nata qui, nel 1930, la pattuglia acrobatica militare, le Frecce Tricolori. Oggi la struttura - che per Riccardi rappresenta un patrimonio del Friuli Venezia Giulia che la Regione e´ pronta ad acquisire dallo Stato nelle forme che stabilirà un apposito tavolo tecnico, appena costituito - è gestita da un aeroclub. Delle tre piste originarie, di fatto una sola, di 730 metri di lunghezza con fondo erboso, è pienamente operativa. Di un´altra, lunga ben 1.100 metri, viene impiegato solo un piccolo tratto per l´atterraggio degli alianti. Secondo Enac, ente preposto alla sicurezza dei voli, in attesa della definizione del passaggio di competenze alla Regione, vanno comunque fatti Piani di Rischio, rapportati alla presenza delle due piste certificate, seppur commisurati alla effettiva operatività dello scalo, e quindi agli attuali volumi di traffico. Il sindaco Zuliani ha però ribadito in proposito come attualmente esista solo la pista da 730 metri e dunque solamente rispetto ad essa andrebbe fatto il Piano di Rischio. Per l´assessore Riccardi, che ha sottolineato come la Regione abbia "una cultura fortemente rispettosa delle Autonomie locali", lo sviluppo dell´aeroporto passa attraverso una scelta condivisa che escluda il traffico commerciale e garantisca l´attuale funzionalità: "scelte chiare - secondo l´assessore - che consentono la stesura, da parte delle due amministrazioni comunali, d´intesa con Enac, di Piani di Rischio che non vadano a determinare ulteriori vincoli per le due amministrazioni locali. In particolare il primo cittadino di Campoformido ha espresso la preoccupazione che il Piano di Rischio del proprio Comune possa condizionare, a Villa Primavera, la prevista riapertura dello Sporting, dotato tra l´altro di tre piscine, di cui una interna. Una preoccupazione che, in ogni caso, l´Enac pare aver del tutto fugato, parlando di coerenza tra previsioni urbanistiche e vincoli legati alla presenza delle piste. Secondo l´assessore Riccardi l´incontro di oggi è dunque servito a trovare "una equilibrata mediazione, condivisa dai Comuni".  
   
   
IN TOSCANA NASCE ‘TESEO’, NUOVO PROGETTO PER LA SICUREZZA STRADALE  
 
 Firenze, 5 marzo 2013 – Utilizzare un sofisticato simulatore di guida per migliorare la progettazione delle infrastrutture e così aumentare la sicurezza stradale. Questo, in estrema sintesi, uno dei risultati del progetto di ricerca scientifica e trasferimento tecnologico ‘Teseo’, finanziato dalla Regione Toscana e realizzato dall’Università di Firenze. “Il progetto Teseo rappresenta un esempio positivo di collaborazione tra la Regione Toscana, il mondo dell’Università, quello della ricerca scientifica ed il sistema delle imprese – ha detto l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, Luca Ceccobao – Si tratta di una sperimentazione avanzata pensata per migliorare la progettazione delle infrastrutture e dunque aumentare la sicurezza degli automobilisti. Un esempio? La sperimentazione di Teseo ha già portato a migliorare l’efficienza degli impianti di illuminazione e ventilazione in galleria, un primo risultato importante che potrà essere esportato in altri ambiti”. Il progetto di ricerca Teseo è stato finanziato dalla Regione Toscana con i fondi Por-fesr 2007-13 ed è stato realizzato dalla Facoltà di ingegneria dell’Università di Firenze in collaborazione con Autostrade per l’Italia e Project srl. Il simulatore di guida utilizzato per il progetto Teseo è stato collocato presso la Facoltà di ingegneria a Santa Marta e potrà essere messo a disposizione dei diversi soggetti interessati. Grazie al simulatore di guida ed a specifici software, l’Università di Firenze ha potuto effettuare numerosi test attendibili sulla reazione degli utenti in galleria al variare delle condizioni di illuminazione. Dopo questa prima esperienza Teseo potrà essere usato in molti altri ambiti, sempre attinenti alla sicurezza stradale, dai test per i conducenti fino alla progettazione di nuovi assi stradali o alla ristrutturazione di quelli esistenti.  
   
   
LA CITTÀ DI GRENOBLE, GRENOBLE-ALPES MÉTROPOLE, CITÉ LIB, EDF E TOYOTA MOTOR CORPORATION LANCIANO IL PROGETTO DI CAR-SHARING CON NUOVI VEICOLI ELETTRICI ULTRACOMPATTI  
 
Roma, 5 marzo 2013 - La città di Grenoble, la comunità Grenoble-alpes Métropole2, la società di car-sharing Cité lib, l’azienda francese di fornitura energetica Edf e Toyota Motor Corporation (Tmc) hanno sottoscritto oggi un Protocollo d’Intesa per l’inizio, a decorrere dalla fine del 2014, di un progetto di car-sharing basato sui veicoli elettrici e rivolto alle esigenze “last mile” (ultimo miglio) degli utenti del trasporto pubblico. Saranno quasi 70 i veicoli elettrici ultra-compatti offerti a servizio della comunità Grenoble-alpes Métropole. Il progetto ha inoltre ricevuto il sostegno del fondo Ville de demain3 per lo sviluppo della Grenoble Ecocité. Per la città di Grenoble e per l’area Grenoble-alpes Métropole, il servizio di car-sharing elettrico è stato identificato come la soluzione migliore per ottenere una riduzione dei gas responsabili dell’effetto serra e di altri agenti inquinanti. Il progetto punta a offrire una soluzione alla sempre più insistente richiesta di trasporti “last mile” da integrare ai sistemi di trasporto pubblico e di car-sharing. Edf installerà un network all’interno del territorio con punti di ricarica posizionati presso le zone nevralgiche delle aree urbane e nelle zone in cui scarseggi la disponibilità di mezzi pubblici. Il progetto punta a realizzare gli obiettivi delineati dalle autorità locali, per offrire un servizio di trasporti ottimale all’interno della Ecocité, diminuendo l’utilizzo dei veicoli individuali. Per Toyota, il progetto rientra nelle attività di ricerca all’interno di un’ampia varietà di piani atti a esplorare l’utilità e la fattibilità di nuove soluzioni di trasporto. L’obiettivo principale della ricerca è quello di comprendere a fondo la connessione tra le differenti modalità di trasporto pubblico e individuale nei contesti urbani, oltre alla capacità di identificare le esigenze specifiche dei consumatori in termini di mobilità “last mile”. Per il Gruppo Edf, il progetto consentirà la valutazione della praticabilità di questo nuovo sistema, collegato alle stazioni di ricarica e ottimizzato per il nuovo servizio di traffico urbano. Oltre a questo, Edf potrà collaudare un nuovo sistema di identificazione e di pagamento collegato ai documenti d’identità degli utenti. Per Cité lib, questo servizio andrà a integrare l’attuale offerta di soluzioni interurbane per il car-sharing di veicoli benzina e diesel convenzionali. L’obiettivo comune è quello di allargare il riconoscimento da parte dei consumatori e di diffondere l’utilizzo dei sistemi di car-sharing. Tmc ha in programma la fornitura di quasi 70 veicoli elettrici ultracompatti, tra cui il Coms, prodotto da Toyota Auto Body, e di un nuovo veicolo basato sul prototipo Toyota i-Road, la cui presentazione è prevista domani al Motor Show di Ginevra. Questi veicoli, con le loro dimensioni compatte, sono stati adattati specificatamente per la guida e il parcheggio in contesti urbani e per le esigenze della mobilità “last mile”. Tmc fornirà inoltre uno One-mile Mobility Management System, un esclusivo sistema informatico di gestione centralizzata che consentirà agli utenti di verificare la posizione e la disponibilità di veicoli, per poi prenotarli con il proprio smartphone. Il sistema consentirà inoltre agli operatori fleet di ottimizzare la gestione dei veicoli sull’intero network di ricarica. Per questo progetto, il Gruppo Edf si impegna a definire un network per le stazioni di ricarica e a introdurre un sistema che consentirà agli utenti di gestire le informazioni circa la posizione e la disponibilità dei veicoli. Il gruppo Edf fornirà inoltre informazioni sulle infrastrutture e sul car-sharing di veicoli elettrici, migliorando la qualità dei prodotti e i servizi per la mobilità “last mile”. Cité lib, che possiede un network di car-sharing nella città di Grenoble, gestirà le operazioni quotidiane e il servizio clienti. L’azienda avrà l’incarico di rispondere alle richieste da parte dei clienti, gestirne gli abbonamenti, le prenotazioni e garantire la manutenzione dei veicoli e delle stazioni di ricarica. Cité lib dovrà inoltre ottimizzare la disponibilità dei veicoli sull’interno network delle stazioni di ricarica. Panoramica del progetto: - Inizio: Fine del 2014 - Durata: 3 anni - Incarico dei partner: City of Grenoble: Stanziamento dei parcheggi per il sistema di car-sharing Grenoble-alpes Métropole: Connessione al sistema di pianificazione dell’itinerario Mobile Station Cité lib: Gestione delle relazioni con i clienti e manutenzione quotidiana di veicoli e strutture di ricarica Edf: Pianificazione, installazione e gestione dell’infrastruttura di ricarica Toyota Motor Corporation: Fornitura di 70 veicoli elettrici e dello One-mile Mobility Management System, per la gestione dell’interconnettività tra utenti, veicoli, stazioni di ricarica e Mobile Station  
   
   
CICLABILITÀ: LA MILANO DELL’EXPO SARÀ UNA CITTÀ CICLABILE A PALAZZO MARINO L’INCONTRO PUBBLICO “MILANO IN BICI: VERSO IL PIANO DELLA CICLABILITÀ”  
 
Milano, 5 marzo 2013 - Rendere le nostre strade vivibili per tutti, anche per pedoni e ciclisti. Questo l’obiettivo di “Milano in bici: verso il piano della ciclabilità”, l’incontro sul 2 marzo in Sala Alessi a Palazzo Marino, aperto al pubblico e, in particolare, agli amici delle due ruote, per fare il punto con la città sul tema della ciclabilità. “Abbiamo organizzato questo incontro pubblico per raccontare ai milanesi i primi risultati ottenuti durante questo primo anno e mezzo di mandato - ha dichiarato Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde - ma, soprattutto, per spiegare quello che i milanesi non hanno ancora visto: le risorse stanziate che, nei prossimi anni, diventeranno cantieri e poi itinerari ciclabili, trasformando davvero la Milano dell’Expo in una città amica delle biciclette. Cambiare una città complessa come la nostra è un lavoro che richiederà ancora alcuni anni e che, soprattutto, deve andare oltre la necessaria sistemazione degli incroci o la costruzione di piste e corsie ciclabili”. “Il cambiamento avviene soprattutto se diventa una sfida culturale, un modo per vivere la città diversamente – ha proseguito l’assessore Maran -, rispettando gli altri e assumendo uno stile di vita più sostenibile. La mobilità, per funzionare, dovrebbe permettere ai cittadini di muoversi liberamente con qualunque mezzo e la bicicletta è anche un simbolo di come una città diventa più accogliente e vivibile”. La Milano delle due ruote ha, dallo scorso aprile, 1.892 nuovi posti in rastrelliera, principalmente vicino alle stazioni della metropolitana, delle ferrovie o alle fermate dei mezzi pubblici; dallo scorso marzo sono aumentate del 45% le stazioni del bike sharing (da 120 a 174) e le bici gialle hanno varcato i confini della Cerchia dei Bastioni con una media di 4mila prelievi al giorno. L´obiettivo che questa Amministrazione si pone per il 2015 è raggiungere 240 chilometri di piste e corsie ciclabili (oggi siamo a quota 140), sono questi alcuni dei numeri più significativi della ciclabilità milanese. A “Milano in bici: verso il piano della ciclabilità” intervengono, tra gli altri, l’assessore Pierfrancesco Maran, Fabio Lopez, direttore del Progetto Ciclabilità del Comune di Milano, Pierpaolo Romio di Girolibero, Maurizio Guagnetti di Radiobici e Caterina Penati, direttore generale dello Ied. Durante la serata sarà presentato Cyclocracy, un progetto di ricerca avviato lo scorso anno dall’Istituto Europeo di Design, con il patrocinio del Comune di Milano, finalizzato alla costruzione di una visione condivisa sul tema della ciclabilità. Obiettivo di questo lavoro è operare concretamente per portare un cambiamento radicale nel modo di vivere il quotidiano, ripensare gli spostamenti a Milano e promuovere la cultura della bicicletta con risposte concrete per il futuro della città. Il primo risultato della collaborazione è una campagna pubblicitaria che si propone di sensibilizzare i milanesi all’uso della bicicletta. Sul sito www.Comune.milano.it  è disponibile “Milano in bici. La città amica delle biciclette”, la pubblicazione con i contenuti illustrati nel convegno di oggi.  
   
   
IN BICI SULL’ARNO, LA TOSCANA ‘LANCIA’ LA CICLOVIA FLUVIALE  
 
Firenze, 5 marzo 2013 - “Completare la ciclopista dell’Arno è il primo passo per fare un salto di qualità e realizzare una mobilità ciclabile moderna e competitiva in Toscana. Vogliamo rendere la nostra sempre più una terra di ciclisti e creare anche nuove opportunità per il turismo, con itinerari ciclabili all’altezza delle grandi piste fluviali del nord Europa, penso ad esempio a quella del Danubio”, a dirlo è l’assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao, che ha colto l’occasione dell’inaugurazione del Bike Festival di Firenze per ricordare l’impegno della Regione sul fronte della mobilità sostenibile. “Vogliamo gettare le basi per una vera rete regionale di ciclopiste – ha spiegato – percorsi che seguono fiumi o antiche vie, che attraversano le città d’arte e le nostre magnifiche terre. Per poter scoprire l’essenza della Toscana senza scendere dal sellino”. “Per realizzare questi progetti – ha aggiunto l’assessore – servono tempo e risorse, ma la mobilità sostenibile è una scelta strategica sulla quale la Toscana non vuole tornare indietro. Per questo, le risorse previste per arrivare al 50% della Ciclopista dell’Arno entro il 2015 sono un primo passo, mentre nei prossimi mesi pubblicheremo un bando da circa 2 milioni di euro per finanziare interventi sulla mobilità ciclabile nelle principali città toscane”. La rete regionale delle ciclovie: Il primo e più avanzato tra i progetti delle 4 grandi ciclovie cui pensa la Regione è quello della Ciclopista dell’Arno, alla quale sono stati destinati 9 milioni di euro nei prossimi 3 anni, con l’obiettivo di completarne il tracciato almeno per il 50%. La ciclopista dell’Arno sarà un percorso interamente ‘pedalabile’ lungo il fiume Arno, dal Casentino a Marina di Pisa, passando per Arezzo, Firenze e Pisa. Circa 270 km di tracciato, che divenano 375 km grazie alla connessione con percorsi locali nei 48 comuni bagnati dall’Arno. La ciclopista dell’Arno sarà inoltre collegata al Sentiero della bonifica, già realizzato e che collega Chiusi con Cortona ed Arezzo, e rappresenterà la più grande ‘via ciclabile’ della Toscana. Gli altri tre grandi itinerari saranno: la ciclopista della Via Francigena, che si snoderà lungo l’antico percorso dei pellegrini, la ciclopista Tirrenica, che seguirà il litorale da Massa ad Orbetello, la ciclopista dei ‘Due Mari’, un vero ‘coast to coast’ dal Tirreno all’Adriatico per il quale si stanno coinvolgendo anche le altre Regioni interessate. E’ infine prevista una rete regionale di ‘Ciclostazioni’, pensata per favorire l’integrazione della bicicletta con gli altri mezzi di trasporto ed in particolare con il treno, in modo da dare vita ad un efficace tandem tra i due mezzi di trasporto meno inquinanti. La prima fase del progetto prevede dieci ‘stazioni’, due delle quali già realizzate a Firenze Santa Maria Novella e Montevarchi. Grazie al Priim (Piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità) la progettazione e realizzazione di queste cinque grandi ciclopiste entrerà a far parte della programmazione regionale per le nuove infrastrutture. Un nuovo bando da 2 milioni di euro. Nei prossimi mesi, inoltre, verrà attivato un bando destinato alle principali città toscane, per finanziare interventi sulla mobilità ciclabile in am¬bito urbano, per questo saranno messi a disposizione 2 milioni di euro. Un impegno che continua: I progetti per lo sviluppo delle ciclovie ed in finanziamento delle nuove ciclopiste nelle città non sono gli unici fronti sui quali la Regione Toscana si sta muovendo per rendere più diffuso e sicuro l’uso della bici come mezzo di trasporto. Si sta lavorando per la georeferenziazione delle piste ciclabili e aggiornamento delle banche dati sui percorsi ciclabili esistenti. A questo fine è già stato emesso a gennaio un bando destinato a finanziare gli studi e le attività di ricognizione che saranno condotti sulle piste esistenti da associazioni di carattere sociale, ambientale o sportivo. Va inoltre ricordato che ogni anno la Regione Toscana emette bandi per la realizzazione di opere di sicurezza stradale e che le risorse messe a disposizione degli enti locali sono utilizzabili anche per la realizzazione di piste ciclabili. Con le risorse stanziate per la sicurezza stradale sono già stati finanziati 21 interventi sulla mobilità ciclabile. Altre risorse arriveranno nel 2013 con i nuovi bandi per la sicurezza stradale. La Toscana e le biciclette: In Toscana esistono oltre 300 km di piste ciclabili, 100 di percorsi cicloturistici, altri 50 di piste in corso di realizzazione e ulteriori 500 che saranno realizzate in tempi brevi. La recente indagine campionaria ‘La mobilità ciclabile in Toscana’ ha confermato che la bicicletta è uno dei mezzi di trasporto più apprezzati dai cittadini toscani, un dato in linea con le azioni e la programmazione della Regione. Oltre il 50% dei toscani tra i 14 e i 70 anni usa la bicicletta.  
   
   
TOYOTA I-ROAD AL SALONE DI GINEVRA 2013  
 
Roma, 5 marzo 2013 - Il Personal Mobility Vehicle (Pmv) Toyota i-Road, l’innovativo mezzo di trasporto capace di offrire la massima versatilità in città, farà il suo esordio mondiale in occasione del Motor Show di Ginevra 2013. Offrendo la comodità di un ambiente coperto e biposto con sistemazione 1+1, il Veicolo Elettrico (Ev) Toyota i-Road presenta la straordinaria e innovativa tecnologia ‘Active Lean’per i movimenti verticali delle ruote, offrendo un’esperienza di guida intuitiva, con un’autonomia di 50 km* per singola ricarica. Con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale dei mezzi di trasporto, Toyota porta avanti da oltre 40 anni la propria ricerca e lo sviluppo di soluzioni sostenibili, con lo scopo di realizzare mezzi di trasporto ecologici e adattabili alle esigenze di qualsiasi utente. Mediante l’adattamento della tecnologia Hybrid Synergy Drive ai Veicoli Ibridi Plug-in (Phev), ai Veicoli Elettrici (Ev) e a quelli equipaggiati con Celle a Combustibile (Fcv), Toyota sta preparando la strada per la realizzazione di nuove ‘Eco Car’. Mentre gli Hv, i Phev e gli Fcv si propongono come la soluzione ideale per l’utilizzo sulle medie e lunghe distanze, Toyota crede nella possibilità di rendere i Veicoli Elettrici il mezzo di trasporto principale per i tragitti più brevi. Il brand, infatti, possiede un’esperienza di oltre 10 anni in fatto di ricerca e sviluppo sui Personal Mobility Vehicle. I proprietari degli Pmv richiedono mezzi di trasporto comodi, impermeabili e più sicuri rispetto ai tradizionali veicoli a due ruote, ma capaci di offrire allo stesso tempo costi di gestione contenuti e dimensioni compatte (soprattutto in larghezza) che ne consentano un parcheggio immediato e la manovrabilità tendenzialmente associata agli scooter e alle motociclette. Lungo 2.350 mm, alto 1.445 mm e con un passo pari a 1.700 mm, la larghezza del Toyota i-Road, il nuovo e compatto mezzo di trasporto a tre ruote ideato dal brand, si attesta a soli 850 mm, e quindi in linea con i convenzionali mezzi a due ruote. In questo modo il Toyota i-Road riesce a esprimere la massima agilità nei contesti urbani e una sensazionale semplicità di parcheggio, con quattro unità del nuovo Pmv di Toyota parcheggiabili in un singolo posto auto. La trasmissione elettrica del Toyota i-Road restituisce un livello di emissioni pari a 0 ed è equipaggiata con una batteria agli Ioni di Litio che fornisce energia ai due motori elettrici da 2 kW installati tra le due ruote anteriori. Riuscendo a unire un’ottima accelerazione a un funzionamento estremamente silenzioso, il nuovo Pmv di Toyota possiede un’autonomia di guida pari a 50 km*, con la possibilità di ricarica mediante una presa di corrente domestica in soli 180 minuti. La chiave degli straordinari livelli di stabilità, sicurezza e comfort dell’esperienza di guida Toyota i-Road risiede nell’innovativa tecnologia ‘Active Lean’. Il sistema presenta un attuatore e un ingranaggio d’inclinazione montati immediatamente sopra la traversa della sospensione anteriore, collegati da una forcella alle ruote anteriori. Una centralina Ecu serve a calcolare l’inclinazione necessaria in base alla rotazione dello sterzo e alle informazioni relative al sensore di posizione e alla velocità del veicolo. Così facendo, il sistema muove automaticamente le ruote in senso verticale e in direzioni opposte, applicando l’inclinazione necessaria da contrapporre alla forza centrifuga che viene a crearsi durante le curve. Offrendo un raggio minimo di sterzata pari a soli 3,0 metri, il sistema funziona anche in caso di guida su superfici irregolari. In questo caso, l’attuatore va automaticamente a compensare i dislivelli stradali per mantenere il massimo equilibrio del veicolo. L’utilizzo del sistema ‘Active Lean’, non necessitando di competenze specializzate, offre una straordinaria esperienza di guida e tutto il piacere delle due ruote, consentendo all’utente di rilassarsi, senza preoccuparsi di mantenere la stabilità del mezzo durante la guida a velocità contenute oppure in fase di stazionamento. Dal momento che il sistema ‘Active Lean’ elimina la necessità di poggiare i piedi sulla superficie stradale, sarà possibile equipaggiare il Toyota i-Road con una struttura chiusa e impermeabile. Questo consentirà non soltanto la guida del nuovo Pmv di Toyota senza il bisogno di indossare il casco, ma anche di godere di un ambiente di bordo molto simile a quello di un’automobile, con tutti i benefici delle comodità come ad esempio l’illuminazione interna, il riscaldamento, il sistema audio e la connettività Bluetooth per i telefoni cellulari. Toyota auspica per questo prototipo un ruolo di grande importanza in fatto di mobilità individuale, con l’obiettivo di ridurre i problemi di congestione del traffico e allo stesso tempo dell’inquinamento delle aree urbane. Chiunque sia solito muoversi in città con i mezzi di trasporto pubblici oppure con mezzi privati, potrà migliorare le proprie abitudini spostandosi con l’innovativo Toyota i-Road. Le dimensioni compatte, la manovrabilità, la comodità nei parcheggi, i tempi di ricarica ridotti e la disponibilità del doppio formato, sia aperto che cabinato, sono tutte caratteristiche che rendono il nuovo veicolo elettrico di Toyota la soluzione ideale per spostarsi in città, senza compromettere in alcun modo la libertà di movimento e senza dimenticare la straordinaria riduzione delle emissioni di Co2, Nox e Particolato.  
   
   
TERMINALI INTERMODALI E CORRIDOI MERCI SOSTENIBILI: IL PROGETTO HUBWAYS E LE SFIDE FUTURE DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE DI INTERPORTO BOLOGNA E DEL CONSORZIO IB INNOVATION  
 
Bologna, 5 marzo 2013 - Si è svolto nei giorni scorsi a Bruxelles il meeting di apertura del progetto europeo Hubways di cui il Consorzio Ib Innovation, spin off di Interporto Bologna Spa di recente costituzione, è Coordinatore Tecnico. Il progetto nasce in risposta all’urgente necessità dell’Unione Europea di strutturare modelli operativi di cooperazione e di comunicazione tra gli stakeholder del trasporto merci e istituire servizi innovativi ad alto valore aggiunto che, applicati ai corridoi merci e a servizio dei loro utilizzatori, consentano margini d’azione: da un lato per contenere gli impatti ambientali delle operazioni di trasporto, dall’altro per aumentare l’attrattività dei corridoi medesimi grazie al loro decongestionamento e alla riduzione dei costi operativi. Il progetto, finanziato nell’ambito del Vii Programma Quadro della Commissione Europea con un budget complessivo di 4.119.646 euro, si caratterizza per un’importante componente tecnologica che consentirà la messa a punto di strumenti per la condivisione, da parte di più terminali multimodali, di informazioni funzionali a creare e proporre al mercato servizi di trasporto integrati eco-compatibili, accompagnati da sistemi di misurazione delle performance. Il raggiungimento di tale obiettivo sarà supportato attraverso la messa a punto di quattro dimostratori pilota all’interno di terminali localizzati rispettivamente in Italia, in Svezia, in Slovenia e in Belgio. I risultati del progetto Hubways muovono verso le necessità sia degli operatori del trasporto multimodale, ai quali saranno forniti strumenti per ottimizzare l’offerta dei loro servizi in un’ottica green, sia degli operatori industriali, i quali potranno beneficiare di un trasporto intermodale economicamente più competitivo ed efficiente. Il partenariato di Hubways vede il coinvolgimento di soggetti internazionali con esperienza negli ambiti che il progetto stesso promuove: Bmt Group Ltd (Bmt), Interporto Bologna Spa attraverso Consorzio Ib Innovation (Ibi), Kombiconsult Gmb (Kc), Hacon Ingenieurgesellschaft mbH (Hcn), Inlecom Ltd (Ils), Marlo come (Marlo), Deutsche Gvz-gesellschaft mbH (Dgg), Sintef (Sintef), Uirr (Uirr), Jernhunsen Ab (Jrn), Adria Kombi doo (Adria), Lindholmen Science Park (Lsp), Pe International (Pe), Interferryboats Nv (Ifb).  
   
   
LOMBARDIA: INFRASTRUTTURE DEL FUTURO  
 
Milano, 5 marzo 2013 - Potenziare il trasporto pubblico su ferro, concludere le opere già iniziate e avviare una profonda riflessione su come realizzare le infrastrutture nel futuro prossimo. Il tutto nell´ottica della "frugalità", vera e propria parola d´ordine nella programmazione dei cantieri nei prossimi anni. Sono questi gli scenari descritti dall´assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Andrea Gilardoni, intervenuto in Bocconi a un convegno, durante il quale è stato presentato lo studio ´Le infrastrutture del futuro´. Realizzata dall´Assessorato regionale, sia a livello regionale che nazionale, la ricerca mette a fuoco sei ambiti infrastrutturali fondamentali (viabilità, ferrovie, aeroporti, logistica, utilities, telecomunicazioni), raccogliendo idee e contributi offerti da operatori e studiosi in vari comparti del Paese. Quadro Complesso - "Ci troviamo - ha detto l´assessore -davanti a un quadro complesso: non solo ci sono meno risorse finanziarie pubbliche, perché il modello storico che si basava sul finanziamento pubblico è praticamente finito, ma il nostro Paese fatica anche ad attrarre i grandi investitori internazionali a causa della burocrazia, dell´incertezza e della complessità dei processi autorizzativi". "Eppure - ha proseguito Gilardoni - la nostra regione ha esigenze infrastrutturali significative e gli studi fatti dall´osservatorio sui costi del non fare dimostrano chiaramente che, se si realizzano certe opere, si genera un benessere per l´intera comunità. Bisogna dunque trovare nuovi modi per costruire, in un´ottica di aggiornamento e razionalizzazione". Infrastrutture Intelligenti - Le opere devono dunque essere intelligenti. "Il futuro non può essere fatto solo di cemento e acciaio - ha rilanciato l´assessore - ma anche della capacità di pianificare l´integrazione tra il nuovo e l´esistente. Così come occorre estendere rapidamente la banda ultra larga all´intero territorio lombardo, perché questa è una condizione di sviluppo ineliminabile". Intelligenza, ha spiegato Gilardoni, è anche sfruttare al meglio ciò che si ha. E, per fare questo, occorre eliminare i cosiddetti ´colli di bottiglia´: "Abbiamo infrastrutture rilevanti, che però in certi punti sono sovraccariche e rischiano di vanificare i consistenti investimenti fatti per realizzarle". Navigazione Laghi - "I laghi - ha proseguito l´assessore - sono i gioielli della corona d´Italia e, anche in vista di Expo, bisogna impegnarsi per valorizzarli al massimo. A questo scopo ritengo che sarebbe utile che la gestione della navigazione, attualmente di competenza governativa, passasse in capo alla Regione, che sa meglio interpretare le necessità del territorio". Tempi Certi - "I 31 rappresentanti delle aziende che hanno dato il proprio contributo alla realizzazione dello studio - ha concluso l´assessore - hanno manifestato soprattutto l´esigenza di logiche nuove, che diano tempi certi nel rilascio delle autorizzazioni. Non risolvere questo problema significa avere impatti negativi in termini di costi e oneri di finanziamenti, che provocano le fughe dei capitali stranieri dal Paese".  
   
   
A4: TONDO, CASELLO VILLESSE SIMBOLO AUTONOMIA FVG  
 
Villesse, 5 marzo 2013 - "Un altro importante obiettivo del processo di internazionalizzazione del Friuli Venezia Giulia: un´altra tappa, di quel percorso che abbiamo definito come la ´legislatura delle infrastrutture´, che vogliamo continuare". E´ dunque il 2 marzo una data importante per il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo - in occasione dell´odierna inaugurazione del casello di Villesse sulla A 24 (Villesse-gorizia) - che assieme agli assessori regionali alle Infrastrutture ed al Lavoro, Riccardo Riccardi ed Angela Brandi, al presidente della Provincia ed al sindaco di Gorizia, Enrico Gherghetta ed Ettore Romoli, al sindaco di Villesse Lucio Cabass ed al presidente di Autovie Venete Emilio Terpin, ha tagliato il nastro inaugurale della nuova opera. La nuova struttura (con un costo di 4 milioni di euro) rappresenta "un pezzo simbolico" dello sviluppo del Friuli Venezia Giulia, ha indicato il presidente Tondo, reso possibile "da un´autonomia che non è privilegio ma responsabilità ed operatività". Una responsabilità che ha guidato la regione in questo percorso di legislatura dedicato alle infrastrutture "senza scandali e contestazioni, con cantieri che hanno mobilitato l´occupazione, che hanno dato lavoro alle imprese del nostro territorio", ha ancora sottolineato Tondo. Opere pubbliche che servono a togliere il Friuli Venezia Giulia dall´isolamento, che realizzano una viabilità più sicura, che trainano lo sviluppo della regione, ha osservato il presidente della Regione, il quale ha anche sottolineato - in merito ai costi per la terza corsia sulla A 4 - come la stessa Cassa Depositi e Prestiti abbia confermato come i lavori sulla Venezia-trieste rappresentino l´opera più importate in corso nel nostro Paese: "lo dice quindi chi di finanza se ne intende". Il presidente Tondo ha infine toccato il tema del patto di stabilità: "in Italia non si distingue che è virtuoso e chi ´no´. Il Friuli Venezia Giulia è una Regione virtuosa che però non può impegnare le risorse che possiede. Crediamo - ha detto - che ci siano le condizioni per ottenere una deroga, per pagare chi ha già lavorato, per riaprire una stagione di cantieri e di lavoro". "Questa nuova opera apre il Friuli Venezia Giulia ad un´Europa che dobbiamo vivere sino in fondo", a sua volta ha rilevato l´assessore regionale Riccardi: "stiamo aprendo la seconda ´porta´ dell´Italia verso Est". Riccardi ha quindi ricordato il cammino nello sviluppo di nuove infrastrutture viarie nell´ultimo quinquennio, "5 anni contraddistinti da scelte forti, avviate grazie alla responsabilità degli Enti locali del territorio, che nel Goriziano hanno trasformato il sistema della viabilità; cinque anni contraddistinti da lavoro, meriti, fatica e rischi". Sia Tondo che Riccardi, accanto al presidente Terpin, hanno infine voluto ringraziare tutti i lavoratori impegnati nei lavori per il nuovo casello e per la Villesse-gorizia. Oggi una vera "festa del lavoro - ha evidenziato Terpin - la festa della volontà di fare di questa regione in questi difficili momenti". Il nuovo casello, "porta" dei quasi 17 chilometri della A 34 che guidano il traffico commerciale verso Gorizia e la Slovenia, si sviluppa per 126 metri con 4 piste in entrata ed 8 in uscita, ai quali si aggiungono 4 varchi riservati ai transiti eccezionali. Al suo finanziamento ha contribuito anche la parte privata, che ha collaborato nella realizzazione di 2 porte, in considerazione del maggior traffico generato dal vicino centro commerciale (il più esteso del Nord-est, con 170 negozi ed un´utenza potenziale stimata in 1,3 milioni di clienti, ha precisato Terpin).  
   
   
SANT¡¯ANNA DI STAZZEMA, LA REGIONE TOSCANA FINANZIER¨¤ L¡¯ACCESSO AL PARCO DELLA PACE  
 
Firenze, 5 marzo 2013 ¨C Il Parco della Pace di Sant¡¯anna di Stazzema avr¨¤ una nuova viabilit¨¤ d¡¯accesso, questo quanto stabilito dalla Regione Toscana, su iniziativa dell¡¯assessorato ai trasporti ed alle infrastrutture. La Regione finanzier¨¤ l¡¯intervento con 1,5 milioni di euro. ¡°Il Parco nazionale della pace di Sant¡¯anna di Stazzema necessita di un¡¯adeguata viabilit¨¤ d¡¯accesso ¨C ha detto l¡¯assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao ¨C sia per il suo grande valore simbolico e culturale, sia perch¨¨ rappresenta un importante progetto di memoria storica per la Toscana e per l¡¯Italia. Per migliorare e mettere in sicurezza la strada di accesso al Parco, la Giunta Regionale ha destinato ben un milione e mezzo di euro, i primi 750.000 euro per il 2013, i restanti nel 2014¡å. I lavori per realizzare il nuovo accesso al Parco della Pace di Sant¡¯anna di Stazzema inizieranno entro l¡¯anno. I Comuni di Stazzema e Camaiore si occuperanno della progettazione preliminare, la Regione finanzier¨¤ l¡¯opera con un milione e mezzo di euro, come stabilito dalla finanziaria regionale 2013. Questo ¨¨ quanto hanno stabilito la Regione Toscana, le amministrazioni comunali di Camaiore e Stazzema e quella della Provincia di Lucca nel corso di alcuni incontri operativi che si sono tenuti nelle settimane scorse. A breve si terr¨¤ la firma dell¡¯accordo di programma che sancir¨¤ ufficialmente l¡¯accordo tra le amministrazioni pubbliche coinvolte. Il Parco Nazionale della Pace di Sant¡¯anna di Stazzema ¨¨ stato istituito con la Legge 381 del 2000, con l¡¯obiettivo di mantenere viva la memoria storica dei tragici eventi dell¡¯estate del 1944 ed educare le nuove generazioni ai valori della pace, della giustizia, della collaborazione e del rispetto fra i popoli e gli individui. Il Parco, sia dal punto di vista morfologico che funzionale, costituisce unpunto di incontro tra ambiente, storia e memoria, grazie ad uno stretto collegamento tra la natura, i borghi, gli insediamenti urbani sparsi sul colle ed i luoghi dell¡¯eccidio.  
   
   
DALLA REGIONE TOSCANA 15 MILIONI PER FINANZIARE UN NUOVO PONTE SUL SERCHIO  
 
Firenze, 5 marzo 2013 - “Sarà finanziato dalla Regione, con 15 milioni di euro il nuovo ponte sul Serchio, un’ opera strategica della Provincia di Lucca per riorganizzare la mobilità attorno al capoluogo. Il nuovo ponte intercetterà il traffico proveniente da Camaiore, Viareggio e dalla Garfagnana, costituendo un collegamento che, senza utilizzare la circonvallazione di Lucca, permetterà di arrivare tra l’altro al nuovo ospedale”. Lo annuncia l’assessore alle infrastrutture e trasporti Luca Ceccobao, sottolineando che “il finanziamento dell’opera, previsto dalla Finanziaria regionale, rappresenta una novità. Pur trattandosi infatti di un intervento relativo alla viabilità locale, generalmente a carico delle amministrazioni provinciali, il ponte assolve ad una importante funzione di integrazione per la viabilità regionale. Per questo abbiamo deciso di stanziare la cifra di 15 milioni per coprire interamente i costi dell’opera”. Il nuovo ponte, localizzato sul territorio in coerenza con le previsioni urbanistiche del Comune di Lucca, collegherà la Sp 1 Francigena (sulla sponda destra), poco prima del ponte sul torrente Freddana, con la Ss 12 del Brennero, che corre parallelamente all’argine sinistro del fiume. Si tratta di un nuovo collegamento tra le due arterie extra-urbane che si innesta sull’asse sub-urbano (già parzialmente realizzato da parte del Comune di Lucca) che si ricollega con la Srt 435 ad est della città di Lucca e, più a sud, con la Srt 439. Il ponte ed i viadotti d’accesso sono previsti ad una sola carreggiata con due corsie di marcia, a cui verrà affiancato un percorso ciclabile da ricollegare al sistema ciclabile esistente. Per la progettazione di tale opera rilevante e complessa, l’Amministrazione Provinciale, ente attuatore, ha deciso di ricorrere a un “concorso di progettazione”, che si concluderà entro luglio 2013. Per quella data verrà quindi individuato il progetto preliminare vincitore. Seguirà la conferenza dei servizi, e poi l’affido al vincitore della progettazione definitiva e della verifica di assoggettabilità ambientale. Ad oggi la Provincia di Lucca intende seguire la procedura di appalto integrato per la realizzazione dei lavori.  
   
   
VIABILITA: FVG, INAUGURATA SISTEMAZIONE OSOVANA BIS IN COMUNE BUJA  
 
Buja, 5 marzo 2013 - Un intervento risolutivo per la sicurezza della viabilità nell´area pedemontana dell´Alto Friuli che è interessata dal traffico pesante, che è consistito nella sistemazione del piano stradale della Sp Osovana bis, e nella realizzazione di una rotatoria all´intersezione ´a T´ con la Sp Osovana (in Comune di Buja), già teatro in passato di tragici incidenti, è stato inaugurato ieri, alla presenza dell´assessore regionale alle Infrastrutture, Mobilità, Pianificazione Territoriale e Lavori Pubblici, Riccardo Riccardi. Tali lavori sono stati finanziati dalla Regione, per un importo di 996 mila euro, e dalla Provincia di Udine, con uno stanziamento di 304 mila euro. Come ha detto Riccardi, essi si inseriscono in una programma complessivo di interventi, in parte già eseguiti e parte in previsione, che hanno l´obiettivo di mettere in sicurezza e rendere più scorrevole la viabilità nell´osovano. Viabilità che si serve, specialmente per quanto riguarda il traffico pesante, e anche in funzione della contigua zona industriale, della trafficata strada provinciale Osovana Bis per raggiungere il casello autostradale di Gemona. Riccardi ha esordito evidenziando che in questa legislatura la Regione e la Provincia di Udine hanno agito in sinergia nel settore della viabilità, anche per dare risposta a esigenze del traffico e delle comunità locali che erano state disattese da decenni dallo Stato. Nell´ambito di un piano complessivo della messa in sicurezza della viabilità del Friuli Venezia Giulia che, se ha comportato un impegno ingente dell´Amministrazione regionale, sta dimostrando oggi i suoi risultati positivi. Con la riduzione del numero degli incidenti nei punti cruciali, e con una fluidificazione complessiva del traffico veicolare. L´assessore ha così ricordato gli interventi già programmati, come l´emanazione del bando per la realizzazione della Palmanova-manzano, l´approvazione del progetto della tangenziale Sud di Pordenone, la prossima posa della prima pietra della variante della 452. Rimane da sbloccare la variante alla zona industriale di Rivoli di Osoppo. Alla cerimonia sono intervenuti il Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, assieme all´assessore provinciale alla viabilità, Franco Mattiussi, il presidente di Friuli Venezia Giulia Strade, Giorgio Santuz, il presidente del Cipaf (Consorzio per lo Sviluppo Industriale ed Economico della Zona Pedemontana Alto Friuli), Ivano Benvenuti, il sindaco di Buja, Stefano Bertagna, assieme agli amministratori della zona interessata dagli interventi.  
   
   
SR71, INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA PER 50 MILIONI  
 
Firenze, 5 marzo 2013 - Proseguono i lavori per migliorare la sicurezza della Sr71. “La tutela della salute di chi viaggia sulle strade è una delle nostre priorità – spiega l’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Luca Ceccobao – per questo la Regione sta continuando ad investire su arterie regionali importanti come la Sr71, per concludere un’opera fondamentale per il territorio aretino”. Complessivamente gli investimenti previsti dal Programma sulla Srt 71 ammontano a poco meno di 50 milioni di euro, di cui 38,35 milioni circa di finanziamento regionale. Nello specifico, la Regione Toscana in base al programma pluriennale degli investimenti sulla viabilità di interesse regionale ha programmato e finanziato numerosi interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza della Srt 71. Alcuni di essi sono già stati ultimati, come la variante di Calbenzano, la variante di Bibbiena e il collegamento tra la Sp 31 e la Sp 32 a Camucia, nel comune di Cortona. Altri interventi sono in corso, tra essi la variante di Camucia (tra la rotatoria della zona commerciale ‘Girasole’ e quella con la strada comunale di Vallone nel Comune di Cortona) e la variante di Santa Mama. Per gli interventi in corso la fine dei lavori è prevista per l’estate 2013 anche se il rispetto del Patto di stabilità ha creato delle difficoltà alla Provincia di Arezzo ed al Comune di Cortona, rispettivamente ente attuatore di entrambe le opere e partner cofinanziatore di una di esse. Un ultimo intervento, la variante da Montecchio a Camucia, è in fase di progettazione definitiva. “Oltre alle risorse per la viabilità regionale – continua Ceccobao -, in questi anni abbiamo attivato anche dei bandi di sicurezza stradale che hanno permesso ai comuni di intervenire in modo puntuale, come nel caso del Comune di Cortona, per avviare interventi puntuali per migliorare la sicurezza dei centri abitati attraversati dalla Sr71”. Per migliorare la sicurezza stradale nel Comune di Cortona, la Regione Toscana ha messo a disposizione altri 200.000 euro di fondi regionali (bando regionale per l’assegnazione dei fondi del Piano Nazionale Sicurezza Stradale) per la realizzazione di alcune opere di messa in sicurezza della Sr71. Si tratta di opere che comprendono la realizzazione di un marciapiede pedonale nel centro abitato di Terontola, la realizzazione di una rotatoria nella zona del parco archeologico del Sodo, il completamento dell’incrocio a raso nel centro di Camucia e la posa di nuova segnaletica stradale.  
   
   
PIANO ANTI-RITARDO SULLA SIENA-EMPOLI-FIRENZE, MIGLIORA LA PUNTUALITÀ DEI TRENI A GENNAIO E FEBBRAIO  
 
Firenze, 5 marzo 2013 - Una puntualità media della linea Siena–empoli-firenze che recupera quasi dieci punti percentuali, in particolare nei principali treni pendolari in arrivo a Firenze. E’ questo il primo significativo effetto del piano anti-ritardi messo in campo dalla Regione Toscana lo scorso dicembre. Dai primi rilevamenti a nemmeno due mesi dai cambiamenti del 9 dicembre 2012, modifiche comunicate e condivise dall’assessorato ai trasporti direttamente con i pendolari e le istituzioni della Valdelsa, si riscontra un primo miglioramento nei principali treni pendolari sulla linea. In generale, la linea Firenze–siena–grosseto è passata dalla puntualità del 77% di dicembre, all’85,8% del febbraio 2013. Secondo l’assessorato regionale ai trasporti è ancora presto per fare una valutazione definitiva, e rimangono alcune punte critiche non soddisfacenti, ma si può riscontrare per la prima volta negli ultimi anni, un miglioramento della puntualità in una linea che soffre di storici ritardi nelle infrastrutture ferroviarie e che necessita di nuovo materiale rotabile più efficiente ed affidabile. In particolare, migliorano i principali treni pendolari del mattino. Le modifiche di orario per garantire l’arrivo a Firenze in orario, hanno visto un miglioramento del treno 3024 che da Siena arriva a Firenze alle 8 circa, passando attraverso la Valdelsa, che da una media del 60% di puntualità in arrivo, è arrivato al 100% del mese di febbraio (per la puntualità si considera lo standard nazionale, ovvero il treno arrivato entro 5 minuti rispetto all’orario previsto). Anche il treno 11752, in arrivo a Firenze Smn alle 8.27, addirittura passa dal 45% di puntualità a novembre e dicembre, ad un indice di puntualità compreso tra l’85% ed il 95% di gennaio e febbraio 2013. Per quanto riguarda, invece, alcune modifiche per i treni del rientro serale da Siena verso Empoli, come richiesto da un gruppo di pendolari, a partire dal 10 marzo saranno attive alcune modifiche per accorciare i tempi di percorrenza di alcuni treni. In particolare, il treno 23478, in partenza da Siena alle 20.30, partirà alle 20.28, ma soprattutto arriverà ad Empoli alle 21.37 anziché alle 21.52, riducendo i tempi di percorrenza. Sulla qualità dei treni in circolazione la Regione è già intervenuta, ed interverrà di nuovo tra il 2013 ed il 2014. Sulla linea Siena-empoli-firenze, già circolano 4 convogli completamente ristrutturati negli interni che vanno a formare ogni giorno almeno 16 treni in circolazione, e che stanno già riscuotendo apprezzamenti dall’utenza. Inoltre, come noto, pur in un momento di grande difficoltà, la Regione Toscana si è impegnata ad acquistare dei nuovi treni diesel, direttamente attraverso il bilancio regionale, che dovranno essere consegnati tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014.  
   
   
SOPRALLUOGO SUL TRENO REGIONALE REGGIO-LAMEZIA-COSENZA PER VERIFICARE LE CRITICITÀ ESISTENTI E RACCOGLIERE LE ISTANZE SEGNALATE DALL’UTENZA  
 
Catanzaro, 5 marzo 2013 - L’assessore regionale ai Trasporti Luigi Fedele ha effettuato una visita straordinaria sul treno regionale Reggio Calabria – Lamezia – Cosenza delle 7.05 per verificare le criticità esistenti e raccogliere le istanze segnalate dall’utenza che, per motivi di lavoro o di studio, usufruisce quotidianamente del servizio. Accompagnato dal dirigente del settore trasporti Giuseppe Pavone, il rappresentante della Giunta Scopelliti ha dato seguito, contestualmente al monitoraggio completo dei servizi di trasporto affidati in convenzione con Trenitalia, ad un confronto con gli utenti abituali del treno con lo scopo di valutare l’andamento dei servizi, le problematicità riscontrate e gli eventuali suggerimenti in merito. “Si è trattato – ha dichiarato l’Assessore Fedele – di un importante momento di ‘ascolto’ e di raffronto tra istituzioni e utenza che si è reso necessario per testare con mano le reali condizioni di viaggio per i passeggeri al fine di recepire le problematiche e, di conseguenza, attuare i giusti interventi di correzione”. Nel corso dell’osservazione eseguita a bordo del treno dai vertici regionali, l’utenza ha segnalato alcuni elementi di criticità inerenti, essenzialmente, al materiale rotabile dei mezzi a disposizione e alla soppressione o al ritardo accumulato da alcuni treni. In generale è risultata positiva, invece, l’impressione sul personale viaggiante, su alcuni aspetti correlati al servizio e, anche se in tono minore, sulla pulizia dei vagoni. “Nel complesso – ha commentato ancora l’Assessore Fedele – le condizioni del treno su cui abbiamo espletato la verifica sono risultate buone. Di fatto, però, la scarsa disponibilità dei convogli ferroviari, che genera anche episodi di rallentamenti e di ritardo, costringe molto spesso l’utenza, in alcune fasce orarie, a rimanere in piedi per quasi tutto il tragitto. Una problematica che può essere recuperata attraverso alcuni investimenti che la Regione ha messo in campo e che potrebbero essere concretizzati nel breve periodo. Così come può essere migliorato l’aspetto legato alla pulizia e alla manutenzione dei convogli. Ci stiamo impegnando, inoltre, per perfezionare il servizio esistente sul territorio regionale, incrementando l’immissione di treni più moderni che, recentemente, sono stati messi a disposizione da Trenitalia e che, certamente, hanno avuto un impatto positivo sull’utenza sia in termini di comfort che di capacità del mezzo. Al contempo, in virtù della convenzione stipulata con Trenitalia, è assolutamente opportuno che la Società renda più efficienti tutti quei servizi che possano garantire all’utenza calabrese il diritto alla mobilità”. Al termine dei controlli a bordo, l’Assessore Fedele ha reso noto che nei prossimi giorni seguirà un ulteriore monitoraggio per analizzare le condizioni dei convogli che percorrono altre zone della tratta calabrese.  
   
   
LASTRA A SIGNA, SIGNA E CAMPI BISENZIO: DALLA REGIONE QUASI 15 MILIONI PER LA VIABILITÀ LOCALE  
 
 Firenze, 5 marzo 2013 - I tre Comuni di Lastra a Signa, Signa e Campi Bisenzio riceveranno dalla Regione Toscana quasi 15 milioni di euro (7 nel 2013, 7,8 nel 2014) per interventi specifici di viabilità locale. L’obiettivo è realizzare tre direttrici che hanno funzioni di integrazione con la viabilità di interesse regionale. Più nello specifico, le tre direttrici principali individuate sono: uscita Sgc Fi-pi-li a Lastra a Signa – Ponte sull’Arno fra Lastra a Signa e Signa; ponte sull’Arno fra Lastra a Signa e Signa – Località Indicatore sulla Sr 66; circonvallazione di Campi Bisenzio lato est, con interessamento della Sr 325 nel tratto di Campi Bisenzio. “Questi interventi – ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Luca Ceccobao – sono necessari su territori come quelli di Lastra a Signa, Signa e Campi Bisenzio, ovvero in aree urbane densamente popolate, nelle quali, l’obiettivo è decongestionare la rete stradale. Si tratta di realizzare dei passanti di collegamento tra la viabilità locale e le direttrici di traffico maggiori, come le strade regionali, in modo da rendere più vivibili i tre centri dell’area urbana fiorentina”. Tali interventi si integrano con la direttrice di attraversamento del fiume Arno sul tracciato di progetto della Bretella Lastra a Signa – Prato che, dall’uscita della Sgc Fi-pi-li a Lastra a Signa, dovrebbe collegare, mediante la realizzazione di una nuova strada regionale, la località Indicatore sulla Sr 66. Si tratta di risorse previste nella finanziaria regionale 2013. Per l’attuazione delle opere occorre adesso che vengano sottoscritti i relativi Accordi di Programma con gli enti locali i quali dovranno perciò redigere i progetti degli interventi almeno di livello preliminare. La sottoscrizione degli Accordi di Programma dovrà essere preventivamente verificata nei confronti delle limitazioni di spesa imposte dal “patto di stabilità”.  
   
   
NAPA: SARÀ UN 2013 CON IMPORTANTI AZIONI IN CAMPO INTERNAZIONALE  
 
Trieste, 5 marzo 2013 - Si è svolta il 28 febbraio presso la sede dell’Autorità Portuale di Trieste l´Assemblea del Napa (North Adriatic Ports Association). Il presidente di turno dell´asociazione, Marina Monassi, insieme ai Rappresentanti degli scali di Venezia, Rijeka e Capodistria, ha aperto l´incontro ricordando le positive attività realizzate nel 2012 a livello internazionale – accreditamento presso le Istituzioni Europee e attiva interazione con i mercati di riferimento (Europa e Asia)- ed hanno approvato il bilancio consuntivo 2012 (pari a 230 mila euro, con un avanzo economico di 19 mila euro). "Nel corso dell´assemblea - dichiara Marina Monassi - abbiamo avviato l´iter di verifica per dare al Napa personalità giuridica. Abbiamo inoltre approvato le azioni di promozione del nord Adriatico sia dal punto di vista dei traffici merci in India, Vietnam ed Egitto, sia dal punto di vista del traffico passeggeri, nuovo s di interesse del Napa, come proposto dall’Authority di Rijeka". L´assemblea si è anche espressa favorevolmente sulle iniziative dell´Authority di Venezia in tema di integrazioni dell´accordo sottoscritto tra Napa e la Regione del Mecleburdo-pomerania Anteriore per lo sviluppo delle reti di connessione tra l’Alto Adriatico e il Baltico, nonchè sulla estensione alle Regioni di riferimento del memorandum sottoscritto tra i porti Napa il 22 marzo 2011 per la collaborazione sui progetti infrastrutturali.  
   
   
COSTA CONCORDIA, L’OSSERVATORIO LAVORA PER FARE ‘PRESTO E BENE’. MARZO MESE DECISIVO  
 
 Firenze, 5 marzo 2013 - “L’osservatorio lavora esclusivamente per rimuovere il prima possibile la nave e con il minor impatto per l’ambiente”. A chi aveva avanzato qualche dubbio e adombrato il timore di un voler prendere tempo in vista della scelta del porto che dovrà poi accogliere il relitto della Costa Concordia per il suo smantellamento, la presidente dell’Osservatorio di monitoraggio sull’emergenza all’isola del Giglio Maria Sargentini replica subito ripetendo quanto già era stato detto a gennaio. “Vogliamo fare presto e bene – dice -: naturalmente nei limiti della sicurezza delle persone che lavorano attorno allo scafo della nave e che non è negoziabile”. Marzo decisivo, ma Costa e i tecnici del consorzio Titan Micoperi non si sbilanciano - Oggi nell’isola si è svolto il consiglio comunale aperto voluto dal Comune per fare il punto sui lavori in corso, a quasi quattordici mesi dal naufragio del 13 gennaio 2012. Marzo sarà il mese decisivo, è stato detto dai tecnici della Titan Micoperi incaricati della rimozione dello scafo da Costa Carnival. Da qui a trenta giorni si avranno indicazioni chiare sui tempi necessari per portare via il relitto della Costa Concordia incagliato di fronte all’isola. Oggi però indicare una data, hanno chiarito sempre i tecnici e Costa, sarebbe un azzardo, anche se le trivellazioni sul fondale per fissare i pali si cui dovranno essere ancorate le sei piattaforme, tre piccole e tre grandi, per tirare su lo scafo sono riprese. Due mesi fa si era parlato della fine dell’estate, da luglio a settembre. Poi le difficoltà incontrate, anche per le caratteristiche geologiche del terreno, avevano costretto il consorzio a fermarsi più volte e cercare accorgimenti per favorire le attività di perforazione. Due delle piattaforme più piccole (la 5 e la 6) sono già pronte. Proseguono le trivellazioni per la 4. Sulla chiglia della nave intanto sono state posate alcune piastre di rinforzo su cui saranno passate le catene per la rotazione. Prosegue il monitoraggio dei fondali e quello delle acque interne. Il punto sulla piattaforma 1 - L ‘Osservatorio ha chiesto chiarezza sui tempi e dati e informazioni in vista della prossima riunione che si svolgerà a Firenze martedì 5 marzo: un cronoprogramma delle attività per la messa in opera della piattaforma numero 1, quella che ha dato maggiori problemi, un dettaglio sulle difficoltà incontrate e i ritardi che ne sono derivati, gli esiti delle sperimentazioni autorizzate per la trivellazione del fondale. Durante il consiglio comunale è stato riferito anche dello sversamento di idrocarburi che si verificato stamani (leggi qui la notizia), già bloccato con la sostituzione della valvola con una flangia cieca e in via di risoluzione per quanto riguarda il recupero dei fluidi sversati a mare. Fondali da valorizzare - Intanto all’isola del Giglio c’è già qualcuno che pensa anche al dopo Concordia. Tra i cittadini che hanno partecipato al consiglio comunale aperto di oggi c’è infatti chi chiede che si colga l’occasione per valorizzare al meglio i fondali dell’isola, trasformando l’obbligo di ripristino di Costa dell’ambiente sottomarino in un’opportunità. Per la pesca e il turismo, anche.  
   
   
COSTA CONCORDIA, SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO DOPO IL PICCOLO SVERSAMENTO  
 
Firenze, 5 marzo 2013 - Piccolo sversamento di idrocarburi il 3 marzo dalla carcassa della Costa Concordia all’isola del Giglio. Ma la fuoriuscita è stata prontamente bloccata ed evitato il suo propagarsi, grazie ad un cordone di 350 metri di panne stese sul mare e la messa in funzione della pompa galleggiante, che in poche ore ha recuperato mezzo metro cubo di combustibile. Alcune panne sono state stese anche davanti all’ingresso del porto dell’isola, vista la presenza di forti correnti da nord che stavano spostando l’iridescenza in quella direzione. “La situazione è sotto controllo” assicura Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio di monitoraggio sull’emergenza all’isola del Giglio, dove la nave da crociera Costa Concordia è naufragata il 13 gennaio 2012 e tuttora si lavora per la sua rimozione. Sargentini si trova sull’isola, dove oggi era stato convocato per il primo pomeriggio un consiglio comunale aperto per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori affidati da Costa al consorzio Titan-micoperi. Lo sversamento di oggi è stato causato dal distacco di una flangia, ovvero un disco in metallo di congiunzione, di una valvola del sistema “Hot tapping” installata nel corso delle operazioni di rimozione del combustibile. La valvola è stata richiusa dai sommozzatori del consorzio, che si sono immersi a più riprese dalle dieci a mezzogiorno. La perdita era stata segnalata alle 8.40. Un paio di minuti più tardi le prime squadre erano già sul posto con le barche. Tecnici ed operai stanno effettuando ulteriori accertamenti. L’osservatorio ha comunque chiesto di verificare subito lo stato di tutte le valvole installate per il recupero del combustibile, in modo da prevenire eventuali altre criticità.