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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 05 Marzo 2013
GENOMICA DELLE MALATTIE INFETTIVE E SALUTE GLOBALE  
 
Cambridge, 5 marzo 2013 - Dal 16 al 18 ottobre 2013 si terrà a Cambridge, nel Regno Unito, un evento intitolato "Genomica delle malattie infettive e salute globale" (Infectious Disease Genomics and Global Health). Le malattie infettive rappresentano un onere importante per la sanità in tutto il mondo, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Gli agenti patogeni attraversano facilmente le frontiere, è pertanto necessario un approccio globale integrato per capire la loro trasmissione ed evoluzione. I recenti progressi delle tecnologie genomiche stanno fornendo nuovi approcci in questo senso. L´evento esaminerà l´applicazione delle tecnologie genomiche per le malattie infettive in un contesto di sanità globale. Offrirà ai partecipanti un´occasione per discutere i recenti progressi della tecnologia genomica. Per ulteriori informazioni, visitare: http://registration.Hinxton.wellcome.ac.uk/display_info.asp?id=358    
   
   
LIGURIA: RAGGIUNTA ORMAI LA SOGLIA DI SICUREZZA, A RISCHIO LA GARANZIA DEL DIRITTO ALLA SALUTE  
 
Genova, 5 Marzo 2013 - “In Liguria abbiamo raggiunto ormai la soglia di sicurezza, fare riferimento ai numeri di personale del 2004 vuol dire avere un quadro non più gestibile. E’ un miracolo che la sanità ligure continui a dare servizi a tutti, il merito va sicuramente al personale medico e dell’assistenza”. Lo ha detto l’assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo ieri mattina nel corso della presentazione dei nuovi ambulatori di ematologia, immunologia, malattie rare e lichen all’interno dell’ospedale Gallino di Pontedecimo. “Il blocco del turn over deciso a livello nazionale e il taglio delle risorse che per la Asl 3 Genovese si è tradotto nel 2012 in meno 57 milioni di euro – ha sottolineato Montaldo - creano grosse difficoltà. Nonostante tutto non è venuta meno la continuità delle cure grazie soprattutto al personale, ma ormai stiamo raggiungendo un limite ed è a rischio la garanzia del diritto alla salute a cui il prossimo governo, qualunque esso sia, deve dare una risposta”. Montaldo lancia l’allarme proprio nel giorno in cui al Gallino vengono inaugurati i nuovi ambulatori alla presenza del direttore generale della Asl 3 genovese, Corrado Bedogni, di Alberto Marmont, primario emerito di ematologia, Franco Henriquet, presidente dell’associazione Gigi Ghirotti, Edoardo Rossi, responsabile degli ambulatori di ematologia e malattie rare e Francesco Casabona, responsabile ambulatori lichen. A dimostrazione che “l’ospedale di Pontedecimo, al contrario di quello che si credeva, non è stato chiuso, ma trasformato, per farlo diventare un punto di riferimento a livello regionale per le malattie rare, l’ematologia e l’immunologia”. “Un bilancio in positivo”, secondo l’assessore, che “non deve però distogliere dalla generale preoccupazione circa il mantenimento di un servizio sanitario pubblico”. “A maggio – continua Montaldo – avremmo dovuto discutere con il nuovo Governo in carica delle risorse 2013 per la sanità, con l’attuale quadro politico il rischio è non sapere quanti finanziamenti l’esecutivo potrà dare nel 2013 alla sanità ligure”. L’assessore alla salute della Regione Liguria ha parlato anche dell’ospedale del ponente genovese “che rappresenta una priorità, il cui piano di fattibilità verrà definito entro il 2013 con la sua localizzazione, dimensioni e funzioni e per il quale saranno stanziati i prossimi fondi europei (ex Fas)”.  
   
   
TEST GENETICO: COSI’ LA RICERCA DI BASE SI TRASFORMA IN UNO STRUMENTO UTILE PER LA DIAGNOSI  
 
Roma, 5 Marzo 2013 – Una mutazione genetica può predisporre allo sviluppo di infezioni e tumori. Un gruppo di ricercatori ha messo a punto un test diagnostico economico e veloce che può individuare gli affetti e i portatori sani di Atassia Teleangectasia (A-t) su un ampia popolazione e consentire così fin dall’infanzia l’inizio di terapie e comportamenti di prevenzione. Il ricercatore Andrea Prodosmo, nel gruppo coordinato dalla Dr.ssa Silvia Soddu all’Istituto Regina Elena (Ire), in collaborazione con la Prof.ssa Luciana Chessa dell’Università “Sapienza” e il Dr. Enrico Cundari del Cnr di Roma, ha messo a punto il test. La Dott.ssa Cecilia Nisticò, dell’Oncologia Medica dell’Ire, ha applicato il test per la prima volta ad un gruppo di pazienti affette da carcinoma della mammella dimostrando che l’8% delle donne che avevano sviluppato il tumore in più giovane età era portatrice sana di A-t. I risultati sono pubblicati sul numero di marzo 2013 del Journal of Clinical Investigation. L’a-t è una malattia caratterizzata da progressiva degenerazione neuronale, sensibilità alle radiazioni, immunodeficienza e predisposizione allo sviluppo di infezioni ricorrenti e di tumori. Le mutazioni del gene Atm, se ereditate da genitori entrambi portatori sani, sono responsabili dell’A-t, una malattia rara che colpisce un bambino su 10.000-50.000 nati. I portatori sani di mutazioni Atm (eterozigoti A-t) sono molto più frequenti ed in Italia rappresentano l’1.5-3.5% della popolazione generale. Di solito, però, solo una piccola parte dei portatori sani scopre di esserlo, in seguito alla nascita di un figlio malato. L’identificazione dei portatori sani sarebbe molto importante poiché questi individui sono più sensibili alle radiazioni ionizzanti, come Rx e raggi gamma, e sembrano avere una maggiore propensione ad ammalarsi di diabete e psoriasi nonchè un’incidenza di tumori, in particolare alla mammella, almeno quattro volte superiore rispetto ai non portatori. I ricercatori hanno verificato la possibilità di utilizzare la localizzazione ai centrosomi di p53, il più importante oncosoppressore, come un indicatore indiretto, ma fedele, della presenza di mutazioni nel gene Atm. E’ nato così un nuovo test diagnostico specifico che, per la prima volta, consente di individuare in modo veloce, economico e non invasivo i portatori sani di mutazioni Atm nella popolazione generale e di distinguere i bambini con A-t da quelli con altre patologie atassiche, malattie che determinano perdita di coordinazione nei movimenti. In questi ultimi, la diagnosi precoce è fondamentale per iniziare le terapie di supporto il prima possibile. Come dice Luciana Chessa, dell’Uo di Genetica Medica dell’Ospedale Sant’andrea, non esistono terapie risolutive della malattia, ma trattamenti di supporto specifici come la fisioterapia, la terapia del linguaggio e il trattamento delle infezioni e delle complicazioni polmonari sono in grado di rallentarne il decorso. La complessità e il costo dei test genetici fino ad ora disponibili non consentivano una diagnosi precoce se non in centri altamente specializzati e solo in casi selezionati. “Lo sviluppo di un test specifico non invasivo, economico e veloce - sottolinea il Prof. Ruggero De Maria, Direttore Scientifico dell’Ire - apre per la prima volta la possibilità di valutare diversi aspetti predittivi su un’ampia popolazione, dare specifiche indicazioni comportamentali per la prevenzione di tumori ed intervenire con una precocità impensabile fino ad oggi”. Il dettaglio dello studio: “Durante la divisione delle cellule - illustra Andrea Prodosmo - i cromosomi devono essere equamente divisi tra le cellule figlie. I centrosomi sono i fulcri a cui si legano le funi (i microtubuli) che tirano i cromosomi verso le due cellule figlie. Studiando gli spostamenti all’interno delle cellule dell’oncosoppressore p53, abbiamo scoperto che Atm dirige p53 ai centrosomi ad ogni divisione cellulare.” “La sorpresa maggiore è però arrivata dall’osservazione che p53 non è più capace di raggiungere i centrosomi nel 100% dei globuli bianchi dei pazienti colpiti da A-t - spiega Silvia Soddu – e nel 50% dei globuli bianchi dei portatori sani”. Questa osservazione ha aperto la strada alla messa a punto del test oggetto della pubblicazione. Lo studio è stato possibile grazie al sostegno dell’Airc.  
   
   
RISULTATI DI UNO STUDIO DI FASE III DIMOSTRANO CHE TIOTROPIO RESPIMAT ¨¨ EFFICACE NEI PAZIENTI ASMATICI CHE RISULTANO SINTOMATICI, INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO CONDIZIONE ALLERGICA  
 
San Antonio, Texas, 5 marzo 2013 ¨C Tiotropio, somministrato giornalmente con l¡¯inalatore Respimat, ha migliorato significativamente la funzionalit¨¤ respiratoria e ridotto le riacutizzazioni dell¡¯asma in pazienti che continuano ad essere sintomatici, nonostante la terapia con Ics[1]/laba[2] e indipendentemente dalla loro condizione allergica.1 Questi i principali risultati di una sottoanalisi di dati del programma di studi di Fase Iii Unitina-asthmatm presentati per la prima volta all¡¯appuntamento annuale dell¡¯American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (Aaaai), svoltosi a San Antonio (Texas) dal 22 al 26 febbraio 2013. ¡°I pazienti con asma possono rispondere diversamente al trattamento in base al loro stato allergico. Risulta, quindi, importante studiare nuove terapie sia per gli allergici che per i non allergici¡± dichiara il Dr. Mark Vandewalker, Md, director, Clinical Research of the Ozarks, Columbia, Missouri. ¡°I risultati di questi studi hanno mostrato che tiotropio determina una ulteriore broncodilatazione e riduce il tasso di riacutizzazioni negli asmatici sintomatici e trattati con Ics/laba, indipendentemente dal loro status allergico, dimostrando, cos¨¬, il suo potenziale beneficio per i pazienti che necessitano di un maggiore controllo dell¡¯asma¡±. Gli studi Primotina-asthm (1 e 2) riguardano due trial identici, in doppio cieco a gruppi paralleli, in pazienti asmatici con valori di Fev1[3] post-broncodilatatore <80% e un punteggio del questionario di controllo dell¡¯asma ¡Ý1,5, in terapia con Ics/laba. Un totale di 912 pazienti sono stati randomizzati ad assumere tiotropio Respimat 5mg (n=256) o placebo (n=256) per 48 settimane. In aggiunta a Ics/laba, ai pazienti degli studi ¨¨ stato permesso di continuare la terapia di base che poteva includere antistaminici, agenti antiallergici, steroidi nasali e omalizumab. Per studiare la correlazione tra la risposta al trattamento e lo status allergico dei pazienti, ¨¨ stata effettuata un¡¯analisi pre-determinata sui dati relativi a un sottogruppo di entrambi gli studi Primotina-asthmatm (1 e 2). Il sottogruppo di pazienti con asma potenzialmente allergica ¨¨ stato identificato utilizzando tre criteri: Immunoglobulina E (Ige) totale nel siero, eosinofili nel sangue o giudizio clinico. Lo status allergico era considerato positivo se l¡¯Ige nel siero era maggiore di 430 ¦Ìg/L, gli eosinofili nel sangue erano pi¨´ di 0.6 ¡Á 109/L, oppure se il giudizio clinico espresso era affermativo. Nell¡¯intera popolazione presa in esame, l¡¯aggiunta di tiotropio Respimat ha determinato miglioramenti significativi della funzionalit¨¤ respiratoria a 24 settimane, che sono stati mantenuti per 48 settimane.1 Inoltre, i pazienti trattati con tiotropio Respimat hanno avuto una riduzione del rischio del 21% (Hr 0,79, P=0,03) del tempo di insorgenza delle prime riacutizzazioni gravi. Queste ultime sono definite ¡°gravi¡± quando richiedono terapia sistemica con corticosteroidi per almeno 3 giorni.1 L¡¯aggiunta di tiotropio Respimat ha, poi, ridotto del 31% (P<0,0001) il rischio di qualsiasi riacutizzazione dell¡¯asma, definita come aumento significativo dei sintomi o diminuzione del picco del flusso espiratorio (Pef) >30% per >2 giorni.1 Questi miglioramenti significativi nella funzionalit¨¤ respiratoria e la riduzione delle riacutizzazioni sono stati verificati anche indipendentemente dalla condizione allergica dei pazienti in ciascuno dei due trial. L¡¯analisi del sottogruppo pre-determinato dimostra un miglioramento del picco del Fev1 grazie a tiotropio nello studio Primotina-asthmatm 1, indipendentemente dallo status allergico del paziente con Ige (P=0,86) e eosinofili nel sangue (P=0,46), e nello studio Primotina-asthmatm 2 con Ige (P=0,98) e eosinofili (P=0,18). Vi sono stati anche miglioramenti nel giudizio clinico nello studio Primotina-asthmatm 2 (P=0,29). Anche il Fev1 predose ¨¨ migliorato con tiotropio rispetto a placebo, indipendentemente dallo status allergico, in tutti e tre i criteri dei trial 1 (Ige, P=0,85; eosinofili, P=0,83; giudizio clinico, P=0,15) e trial 2 (Ige, P=0,58; eosinofili, P=0,38; giudizio clinico, P=0,85). L¡¯analisi di un pool di dati pre-specificati dei due trial ha rivelato che il tempo di insorgenza dalla prima riacutizzazione asmatica severa e quello dal primo peggioramento si sono entrambi allungati con tiotropio rispetto a placebo, non solo nell¡¯analisi complessiva dei dati, ma anche indipendentemente dallo stato allergico del paziente, sulla base dei tre criteri precedentemente descritti. Gli eventi avversi (Aes) erano bilanciati nei sottogruppi di pazienti allergici e non. Quelli pi¨´ frequenti emersi durante il trattamento, riportati dai pazienti di entrambi gli studi di Fase Iii, includono asma, diminuzione del tasso del picco del flusso espiratorio (Pef) e rinofaringite. ¡°Il programma di studi Unitina-asthmatm sta valutando la possibilit¨¤ che tiotropio possa rispondere ad una chiara esigenza clinica insoddisfatta in un numero significativo di pazienti asmatici che restano sintomatici nonostante le opzioni terapeutiche disponibili. Questo programma dimostra il nostro impegno nello sviluppo di tiotropio Respimat per un vasto numero di pazienti asmatici¡± afferma il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine, Boehringer Ingelheim. ¡°I nuovi risultati sono incoraggianti in quanto dimostrano il potenziale di tiotropio Respimat in ulteriori differenti sottogruppi di pazienti affetti da asma¡± conclude il professor Dugi. Unitina-asthma Gli studi Primotina-asthma fanno parte dell¡¯articolato programma di trial di Fase Iii di Boehringer Ingelheim, denominato Unitina-asthma, che ¨¨ stato strutturato per stabilire l¡¯efficacia e la sicurezza di tiotropio, somministrato con l¡¯inalatore Respimat Softmist (Smi) in pazienti asmatici. Il programma Unitina-asthma comprende diversi studi clinici che hanno valutato tiotropio Respimat in aggiunta al trattamento standard su adulti, adolescenti e pazienti in et¨¤ pediatrica (et¨¤ 1+) con asma persistente in diversi stadi di gravit¨¤. L¡¯attuale programma di studi di fase Iii consiste in 11 studi e coinvolge oltre 4.000 pazienti in pi¨´ di 150 centri in tutto il mondo. I risultati di due di questi trial di Fase Iii sono stati presentati al congresso Ers del 2012. 2, 3 Nonostante le opzioni terapeutiche attualmente disponibili, un numero significativo di pazienti asmatici resta sintomatico e pu¨° vivere episodi gravi di riacutizzazione della malattia, anche pericolosi per la sua stessa vita. 4,5 Il programma di studi di Fase Iii Unitina-asthma intende, quindi, rispondere a questi bisogni clinici insoddisfatti. L¡¯asma L¡¯asma ¨¨ una malattia cronica caratterizzata da infiammazione delle vie aeree e da bronco costrizione, che determinano limitazioni al flusso d¡¯aria nei polmoni e un aumento della produzione di muco.6 In presenza di un fattore scatenante (ad esempio un¡¯infezione, pollini, fumo) le vie aeree dei soggetti asmatici possono infiammarsi, restringersi e produrre un eccesso di muco. La costrizione e l¡¯irritazione delle vie aeree causa difficolt¨¤ respiratorie.6 Chi soffre d¡¯asma ha crisi ricorrenti in cui il respiro diventa sibilante, si ha dispnea, senso di costrizione toracica e tosse.6 Nel mondo i soggetti asmatici sono stimati tra i 235 e i 300 milioni 7,8 e le morti attribuibili all¡¯asma ogni anno sono approssimativamente 180mila,8 sebbene esistano notevoli differenze del tasso di mortalit¨¤ da un Paese all¡¯altro. 9 Evitare i fattori scatenanti pu¨° aiutare a ridurre la gravit¨¤ della patologia, che non pu¨° essere curata, ma tenuta sotto controllo con una terapia adeguata, permettendo ai pazienti una buona qualit¨¤ di vita. Sono molte, tuttavia, le persone che, con le terapie attualmente disponibili, non riescono a tenere sotto controllo la sintomatologia4,5,. Essi continuano a presentare i sintomi della malattia e sono costretti ad avere un¡¯esistenza piena di restrizioni, dovendo talvolta richiedere interventi di emergenza. Tiotropio Tiotropio ¨¨ un broncodilatatore anticolinergico a lunga durata d¡¯azione, somministrato per via inalatoria, ed ¨¨ la prima terapia di mantenimento per via inalatoria in monosomministrazione giornaliera a determinare miglioramenti significativi e sostenuti della funzionalit¨¤ respiratoria nella Broncopenumopatia Cronica Ostruttiva (Bpco). Tiotropio agisce dilatando le vie aeree ristrette e contribuendo a mantenerle pervie per 24 ore.  
   
   
FVG: NESSUN PERICOLO PER STIPENDI SANITÀ  
 
Trieste, 5 marzo 2013 - "Le preoccupazioni dell´assessore Elio De Anna in merito al patto di stabilità sono motivate da una situazione complessa, ma mi sento di escludere categoricamente il rischio di mancati pagamenti nel comparto sanità e di tranquillizzare tutti perché la situazione è ampiamente sotto controllo". Ad affermarlo è l´assessore regionale alle Finanze, Sandra Savino. "Il patto di stabilità di quest´anno - precisa ancora Sandra Savino - ci impone 600 milioni di minori spese, ma con il Governo si è aperto un tavolo di confronto e l´esecutivo è disponibile a discutere su alcune deroghe. In conclusione ci sono le prospettive per migliorare il patto di stabilità, su cui la Regione sta lavorando assieme al Governo".  
   
   
SI COMPLETA IL MODELLO ORGANIZZATIVO PER IL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE CARDIACHE, GIÀ AVVIATO DALLA REGIONE BASILICATA CON IL PDTA PER L’INFARTO DEL MIOCARDO ACUTO  
 
Potenza, 5 marzo 2013 - Su proposta dell’assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano, la Giunta regionale ha approvato il Pdta (Percorso diagnostico e terapeutico) per le sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto St Sca Nstemi, (che sta per “non St elevation myocardial infarction”), dizione comunemente utilizzata per identificare gli eventi differenti dalle sindromi coronariche acute, diagnosticate più tipicamente nel soggetto giovane o al primo episodio infartuale. Questo percorso diagnostico terapeutico completa e ottimizza la rete di intervento in tutti i casi di infarto miocardico acuto, garantendo all’intera popolazione lucana una complessiva tutela nell’emergenza coronarica. Da oltre un anno è attiva la “Rete regionale cardiologica per l’infarto miocardico acuto (Ima)”, che assicura ormai in tempi rapidi, attraverso un sistema integrato territorio-ospedale, le soluzioni più appropriate di assistenza a coloro che sono colpiti da eventi coronarici acuti. A completamento di quanto già in atto e per mantenere capillare l’attuale modello organizzativo, è richiesto lo sforzo ulteriore di rendere funzionale la rete anche a quei casi di ischemia coronarica che si verificano per stenosi severe non occlusive, ovvero per i casi in cui è necessario un trattamento immediato in Emodinamica per interventi microchirurgici. Il percorso diagnostico e terapeutico delineato dal Dipartimento regionale della Salute consente di prestare interventi sempre più mirati. Il paziente, se operato in tempi ravvicinati, ha una prognosi più favorevole. Sotto il profilo epidemiologico, i pazienti colpiti da tale patologia sono più anziani, hanno più fattori di rischio coronarico, hanno soprattutto una storia più lunga di malattia coronarica, hanno subito più infarti, angioplastica, bypass aortocoronarico ed episodi di scompenso cardiaco. In Italia le ischemie cardiache (Sca Nstemi) sono in progressivo aumento ed oggi hanno una frequenza quasi raddoppiata rispetto agli episodi coronarici acuti. Ecco perché l’attivazione della rete interospedaliera per il trattamento delle Sca Nstemi, che si attiva in seguito a una diagnosi corretta del doloro toracico e che prosegue con la consegna del paziente nelle strutture di unità di terapia intensiva cardiologica e di degenza cardiologica, rappresenta un progetto di particolare importanza. “Con il percorso diagnostico e terapeutico per le sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento – ha commentato l’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano - si completa il modello organizzativo per il trattamento delle patologie cardiache, già avviato dalla Regione Basilicata con il percorso terapeutico assistenziale per l’Ima (infarto del miocardio acuto). La tempestività degli interventi e l’appropriatezza delle cure – ha aggiunto Martorano – sono alla base delle iniziative come quella appena definita dal governo regionale per assicurare cure e guarigione alle persone colpite da episodi di ischemia acuta. La rete del cuore ci ha messo nelle condizioni di trattare e curare ogni tipo di infarto che si verifica nella nostra regione. Quindi nessun lucano è costretto ad uscire fuori dai confini regionali per cercare cure adeguate”.  
   
   
DOLORE CRONICO: PARTE LA CAMPAGNA LINK UP, INDAGINE PRESSO MEDICI DI FAMIGLIA E CENTRI SPECIALIZZATI  
 
Milano, 5 Marzo 2013– Oltre 100 medici di medicina generale e più di 20 ambulatori di terapia del dolore coinvolti: questi i numeri della campagna “Link Up”, promossa su tutto il territorio nazionale nel mese di Marzo dall’Associazione pazienti vivere senza dolore, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale (Simg) e con il patrocinio del Ministero della Salute. Obiettivo del nuovo progetto - il terzo in ordine di tempo, dopo le indagini “Cu.p.i.d.o.” (Cura Previeni Il Dolore) del 2011 e “Hub2hub” del 2012 - è capire quali percorsi assistenziali compiano i pazienti con dolore che accedono agli ambulatori di medicina generale e ai centri specialistici di terapia antalgica, ma anche delineare i bisogni formativi del medico di famiglia, individuando le eventuali aree d’intervento ai fini di una reale continuità delle cure all’interno della rete territoriale. Durante tutto il mese di Marzo, ai medici di medicina generale (Mmg) e ai terapisti del dolore sarà richiesta la compilazione di 2 tipologie di questionario.Il primo punterà a rilevare, tra i cittadini che afferiscono agli studi del Mmg, la prevalenza e tipologia di dolore, la presenza o meno di un trattamento antalgico e l’approccio del clinico nel caso in cui debba impostare una nuova terapia; il secondo questionario, riservato all’algologo, verificherà, tra tutti coloro che accedono per la prima volta alle strutture specializzate, non solo la complessità della patologia algica ma anche se il paziente è stato indirizzato al centro direttamente dall’Mmg o ne sia venuto a conoscenza attraverso altri canali (familiari, amici, internet ecc.). “Con questo nuovo progetto, ‘vivere senza dolore’ continua nella sua attività di informazione a supporto di una migliore conoscenza e applicazione della Legge 38”,spiega Marta Gentili, Presidente dell’Associazione pazienti. “Nelle campagne passate abbiamo dato voce ai cittadini, ai malati e ai medici delle strutture ospedaliere; abbiamo raccolto dati importanti ai quali riteniamo dovesse aggiungersi il contributo dei medici di famiglia, che rappresentano il primo riferimento di coloro che soffrono di dolore cronico, anche secondo i dettami della Legge stessa. Per questo motivo, con l´iniziativa ‘Link Up’ abbiamo voluto incontrare clinici e pazienti, sia negli ambulatori dei medici di famiglia che nei centri specialistici di terapia antalgica, per capire meglio quale sia l’iter compiuto dai cittadini, dove si rivolgano per una prima visita e perché. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di raccogliere informazioni utili per inquadrare la situazione reale e aiutare a formulare percorsi di cura volti a migliorare la qualità di vita dei malati”. I risultati delle due survey, che saranno presentati nei prossimi mesi, consentiranno di comprendere realmente presso quali strutture si rechi il paziente con dolore cronico e se il percorso diagnostico-terapeutico affrontato sia in linea con quello tracciato dalla Legge 38. La normativa, infatti, individua nel medico di medicina generale il primo referente per i cittadini che soffrono, all’interno di un modello organizzativo che prevede tre livelli di assistenza: il presidio territoriale gestito da Mmg con competenze di terapia antalgica, l’ambulatorio (Spoke) e il centro di riferimento (Hub) di terapia del dolore. Ma la situazione reale è spesso ben diversa. I cittadini tendono a rivolgersi direttamente ai centri specialistici, determinando un allungamento significativo dei tempi di attesa, anche per problematiche dolorose che potrebbero essere gestite dal medico di famiglia. Questa figura professionale ha un ruolo centrale nel processo di cura: grazie a un’adeguata formazione, dev’essere dunque in grado di trattare la sofferenza nelle sue prime fasi, indirizzando ai centri di terapia antalgica soltanto i casi più complessi. “La sfida per la Medicina Generale dei prossimi anni sarà quella di essere sempre di più cardine del comparto delle Cure Primarie – affermaPierangelo Lora Aprile, Responsabile area Dolore di Simg - luogo in cui si generano i bisogni. Da qui debbono partire i Percorsi Diagnostico-terapeutici per la gestione dei malati con un problema di ‘dolore’ e/o con necessità di Cure Palliative Domiciliari, secondo quanto stabilisce le Legge 38. La Società Italiana di Medicina Generale aderisce fattivamente a questo progetto di ricerca originale promosso dall’Associazione ‘vivere senza dolore’, mettendo a disposizione il suo sapere e la sua rete organizzativa per rilevare negli studi dei medici di famiglia le ‘traiettorie’ dei soggetti portatore di dolore cronico al fine di documentarne eventuali criticità”. “Attraverso le campagne che ha svolto in questi anni con impegno e spirito di collaborazione, ‘vivere senza dolore’ ha il merito di aver portato l’informazione sulla Legge 38 direttamente sul territorio, sensibilizzando i cittadini sul loro diritto a non soffrire e facendo luce sul livello di conoscenza e attuazione della normativa da parte dei clinici”, dichiara Guido Fanelli, Presidente della Commissione ministeriale Terapia del Dolore e Cure Palliative.“il nuovo progetto ‘Link Up’, nello specifico, ben evidenzia il ruolo di primo piano del medico di famiglia all’interno della rete. Una partecipazione sempre più attiva di questa figura sanitaria alla presa in carico del paziente che soffre è condizione imprescindibile per concretizzare quel modello di continuità assistenziale Territorio-ospedale che ci consentirà di ridurre gli accessi impropri ai centri specialistici, abbattendo le liste di attesa”.  
   
   
CEREALI CONTENENTI GLUTINE E DISORDINI INFIAMMATORI IMMUNMEDIATI (IMIDS) CELIACHIA, IPERSENSIBILITÀ, ALLERGIE. SE NE DISCUTE A LECCE, DAL 6 A 9 MARZO  
 
Bari, 5 marzo 2013 - “La Imid Scientific Conference è ormai un appuntamento fisso per tutto il sistema sanitario pugliese ed è il segnale dell’attenzione e dell’impegno profuso dall’Assessorato, dall’Asl Lecce e dai lavoratori del Presidio di Campi Salentina, per il miglioramento di un’esperienza fondamentale per i cittadini, non solo pugliesi, che trovano nella Imid Unit un punto di riferimento.” Così l’Assessore alle Politiche della Salute, Ettore Attolini, ha esordito stamattina nella presentazione della nona edizione della Imid Scientific Conference, che si terrà dal 6 al 9 marzo, a Lecce. (...) “Il tema che verrà trattato in questa edizione – ha proseguito l’Assessore – è una delle nuove frontiere della sanità pubblica, che sempre più spesso si confronta da un lato con l’insorgenza di nuove e diverse patologie, e dall’altro con i continui definanziamenti al sistema sanitario, che restringono le possibilità di garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza. Credo, quindi, che momenti di approfondimento e confronto di questo tipo, dall’alto valore scientifico e informativo, siano utili a fare luce proprio sui nuovi bisogni di assistenza, diagnosi e cura dei pazienti, che stentano a trovare un riconoscimento nelle politiche sanitarie.” La Imid Scientific Conference è organizzata dall’Imid Unit di Campi Salentina, con la Asl di Lecce, la Regione Puglia, l’Università del Salento, e con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il tema portante dell´evento Imid 2013 che si terrà a Lecce, dal 6 al 9 marzo, è la emergente attualità delle reazioni avverse all’assunzione alimentare di cereali contenenti glutine (pane, pasta, prodotti da forno), in grado di procurare, in soggetti geneticamente predisposti, disturbi evolutivi e generalizzati (si attribuisce a questa causa anche l’insorgenza di patologie diverse e invalidanti: dalle artriti, alla fatica cronica, alla depressione e fino all’autismo). Il crescente riscontro di tali evidenze rende la problematica decisamente pesante in termini di impatto socio-assistenziale. Tali evidenze prevedono l’identificazione, oltre che della classica celiachia, anche e più diffusamente della nuova entità definita “Non Coeliac Gluten Sensitivity”, ben nota e considerata negli Stati Uniti, molto meno in Italia. Se la celiachia colpisce alle nostre latitudini circa l’1% della popolazione, la Non Coeliac Gluten Sensitivity sembra interessare, dalle prime valutazioni emerse, almeno il 6%, con un trend in forte crescita. Se queste iniziali osservazioni dovessero essere definitivamente confermate e condivise, le loro ripercussioni culturali e socio-ambientali assumerebbero un impatto determinante, oltre che nella gestione clinica, anche e soprattutto nella ridefinizione delle politiche assistenziali a supporto dell’ampia fascia di popolazione interessata e, al momento, non ancora tutelata. Basti pensare che, mentre il paziente riconosciuto come celiaco può giustamente disporre di opportuni supporti finalizzati a garantire, tra l’altro, l´erogazione gratuita dei prodotti senza glutine, l’individuo con Gluten Sensitivity non può avvalersi di analoghi strumenti di tutela, pur nella certezza che l’assunzione alimentare di glutine oltre il soggettivo limite di tolleranza porterà, nel tempo, ad un peggioramento delle sue condizioni di salute. Obiettivo della nona edizione della Conferenza, quindi, è quello di sollevare il dibattito sulla sensibilità al glutine e su approcci e percorsi diagnostico-terapeutici già sperimentati e in uso a Campi Salentina. Il tema è di stretta attualità ed è molto sentito dai medici, tanto che il Congresso ha ricevuto il Patrocinio della Fenomceo (Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici), che ha riconosciuto l’alto valore scientifico dei lavori e degli studi proposti e la assoluta validità dei percorsi diagnostico-terapeutici effettuati nel Presidio Imid di Campi Salentina. Il messaggio da promuovere, pertanto, urgente in termini di rilevanza clinica e sociale, è dunque quello di non limitarsi a considerare tra i disordini alimentari solo l’ambito noto della celiachia, ma anche quello meno conosciuto e forse più subdolo, dei quadri clinici connessi ad un’assunzione di glutine incongrua rispetto a limiti soggettivi geneticamente predefiniti. D’altro canto, la prescrizione sempre più diffusa di regimi dietetici privi o a basso tenore di glutine, se da un lato appare indiscutibilmente connessa al controllo dei disturbi, dall’altro comporta la necessità crescente di rivisitare e aggiornare, secondo modelli condivisi e scientificamente validati, le nostre consolidate abitudini alimentari. In questo senso la Imid Unit di Campi Salentina, raggiunta oramai da pazienti provenienti da molte regioni d’Italia, si è disposta a realizzare un´azione di informazione e di sensibilizzazione allargata e continuativa.  
   
   
SALUTE, INDENNITÀ INFERMIERISTICA, LIGURIA: APPLICAZIONE CORRETTA DALLE ASL  
 
Genova, 5 Marzo 2013 - “Sulla corresponsione degli 8 milioni come seconda tranche dell’indennità infermieristica che completa la precedente erogazione del 2011 le aziende sanitarie della Liguria hanno applicato correttamente la norma contrattuale in vigore che prevede l’estensione dei benefici ad una platea più ampia di personale del comparto”. Lo ha specificato l’ 1marzo l’assessore alla salute, Claudio Montaldo, rispondendo così alle polemiche sollevate da alcune componenti sindacali. “Il contratto 1998 – 2001 – ha chiarito Montaldo – ha introdotto una novità estendendo i benefici delle indennità ad un pubblico più ampio. Per questo il riferimento alla precedente definizione di indennità infermieristica ha indotto in errore quanti hanno contestato un’applicazione che rispetta invece pienamente la norma contrattuale”.  
   
   
PUGLIA: SI AVVIA LA NUOVA PROGRAMMAZIONE SOCIALE REGIONALE  
 
Bari, 5 marzo 2013 - La Commissione politiche sociali dà il via alla terza fase di programmazione regionale di welfare. Il terzo Piano regionale fornirà gli indirizzi per l´attuazione dei servizi nel triennio 2013-15 (...). "Questa giornata segna l´avvio formale della terza fase di programmazione sociale regionale". Con queste parole ha preso il via la Commissione Regionale per le Politiche Sociali, riunitasi stamani a Bari presso la sede del Consiglio Regionale. La Commissione ha ricostruito il quadro di interventi effettuato nei due cicli di programmazione, volgendo lo sguardo all´anno in corso e alla futura programmazione, presumibilmente 2013-2015. Intanto per il 2013 sono riconfermati i 270 milioni di euro per i Piani Sociali di Zona, nonostante le incertezze per il futuro, i tagli al Fondo Sociale e le recenti minacce del Governo centrale di ulteriori tagli ai trasferimenti delle Regioni. "L´annualità 2013 - dice in apertura Anna Maria Candela, dirigente regionale del Servizio programmazione sociale e integrazione sociosanitaria - sarà momento di transizione, considerata la situazione di attesa, da parte nostra, di indirizzi comunitari e nazionali. La nostra azione, tuttavia, deve puntare ad evitare la frammentazione dei servizi, ricostruendo una filiera di servizi organizzata, capace di intercettare bisogni e offrire risposte. La novità del nuovo Piano regionale sarà quella di non avere cifre inutilizzate, ma programmare senza accumuli. L´auspicio é che non si pongano freni dall´alto al sistema di welfare pugliese". Di certo, oltre alle risorse ordinarie, si potrà contare sulle risorse straordinarie e aggiuntive per i servizi agli anziani e all´infanzia. "Abbiamo bisogno di fare scelte coraggiose per continuare la strada intrapresa - aggiunge la dirigente regionale del servizio benessere sociale e pari opportunità Francesca Zampano -, e sopratutto gli Ambiti devono optare per scelte coraggiose. Il prossimo Piano regionale deve avere come prioritario un investimento sulla cultura dell´accoglienza che passa dalla crescita del capitale sociale e del capitale umano delle nostre comunità". "Il 2013 ė una fase transitoria estremamente importante per delineare gli scenari futuri e programmare con esattezza il triennio che ci attende - dice l´assessore regionale al Welfare Elena Gentile. Le risorse messe in campo, nonostante i tagli del governo Berlusconi prima e Monti dopo, non sono poche. L´impegno ė riuscire ad indirizzarle affinché, indipendentemente dalle finalizzazioni, possano concretamente dare copertura a tutti i servizi sociali del territorio regionale".  
   
   
SANITÀ PENITENZIARIA, GIUNTA REGIONALE BASILICATA APPROVA LINEE GUIDA  
 
Potenza, 5 marzo 2013 - Tutelare la salute dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale nelle carceri riducendo il rischio autolesivo e suicidario. Questo il principio ispiratore delle linee di indirizzo approvate dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sanità e Servizi sociali, Attilio Martorano. Il provvedimento recepisce l’accordo approvato in Conferenza Unificata Stato Regioni Enti locali il 19 gennaio 2012. Si tratta di un ulteriore tassello al percorso di riforma penitenziaria avviato a seguito del D.p.c.m. Del 1 aprile 2008 che prevede la riorganizzazione della medicina penitenziaria affidando tutte le funzioni prima svolte dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento della giustizia minorile al servizio Sanitario Nazionale, mentre le Regioni garantiscono l’espletamento delle funzioni trasferite attraverso le Aziende sanitarie locali. L’obiettivo è quello di valutare e adottare procedure di accoglienza che consentono di attenuare gli effetti potenzialmente traumatici della privazione della libertà e mettere in campo interventi necessari per prevenire atti di autolesionismo. “Tutelare la salute anche tra le mura carcerarie è un dovere delle istituzioni – ha dichiarato l’assessore Martorano. Si è reso necessario disciplinare con linee guida l’assistenza sanitaria in luoghi di detenzione anche per fronteggiare un dato allarmante relativo ai suicidi che, così come rileva il Ministero della giustizia, aumentano in caso di reclusione. La Regione – ha aggiunto l’assessore Martorano – al fine di garantire un’assistenza sanitaria di qualità anche a chi vive in luoghi di detenzione, ha sottoscritto già un protocollo d’intesa con il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e centro per la giustizia minorile”. Le azioni saranno condotte in concorso con tutti i livelli istituzionali interessati per attenuare gli effetti potenzialmente traumatici della privazione della libertà individuando fattori di rischio e percorsi di integrazione.  
   
   
SALUTE: TONDO, IN FVG NEL SOCIALE FUNZIONA ANCHE IL PRIVATO  
 
Codroipo, 5 marzo 2013 - Il presidente della Regione, Renzo Tondo, ha partecipato, con altre autorità tra cui la presidente nazionale del sodalizio, Rosina Zendano, all´apertura de "Gli stati generali: missione e visione nei servizi alla persona in ambito neuroriabilitativo: l´esperienza dell´associazione La Nostra Famiglia", che ha luogo l’ 1 e 2 marzo nell´oratorio della parrocchia di Santa Maria Maggiore a Codroipo. "Sono qui per testimoniare che il sistema pubblico regionale considera La Nostra Famiglia una realtà di grande importanza" ha detto Tondo, che ha ricordato il suo contributo diretto all´aumento del potenziale operativo dell´associazione nel corso del suo primo mandato da governatore, 10 anni fa, ed ha confermato la collaborazione della Regione all´impegno del sodalizio nell´interesse dei ragazzi assistiti e delle loro famiglie. Notando che "non solo ciò che è pubblico funziona" Tondo ha detto "voi siete la dimostrazione che nel sociale il privato ha un suo ruolo rispetto a ciò che serve ad una comunità all´avanguardia nell´erogazione dei servizi perché negli anni ha saputo costruire un network in grado di dare risposte forti". Il presidente ha quindi ricordato i tagli finanziari effettuati dal Governo e la risposta data a tali manovre dalla Regione, "che ha voluto sopperire, allocando all´interno del proprio bilancio le risorse a copertura del fabbisogno sociale". Ribadendo la sua vicinanza alla Nostra Famiglia, Tondo ha infine detto "abbiamo il dovere di fare crescere la qualità del Polo regionale dell´associazione a vantaggio dei ragazzi che ne hanno bisogno" ed ha chiesto collaborazione, non in tema di politiche ma di informazioni corrette, per evitare che, nel caso specifico, la sanità privata sia considerata poco impegnata ed impegnativa. Da 50 anni "La nostra famiglia", sodalizio con 35 sedi sparse in tutta Italia, opera in Friuli Venezia Giulia, dove oggi è presente con i Centri polivalenti di riabilitazione a Pasian di Prato e San Vito al Tagliamento, e con l´Irccs "E.medea" al Padiglione Scrosoppi di Udine. Il Convegno di Codroipo ha l´obiettivo, in tempi difficili, ha indicato il suo direttore generale Lucilla Rossi, di un confronto sui temi strategici per il radicamento del sodalizio in Friuli Venezia Giulia, su indirizzi e prospettive e sull´incremento della qualità dei servizi offerti agli utenti ed alle loro famiglie.  
   
   
ANZIANI. DAL COMUNE 11 MILIONI DI EURO PER L´ASSISTENZA IN RESIDENZE E CENTRI DIURNI È LA PRIMA TRANCHE DI QUASI 60 MILIONI CHE IMPIEGHEREMO QUEST’ANNO PER ASSISTERE 3.900 PERSONE SOLE, FRAGILI E INDIGENTI  
 
Milano, 5 marzo 2013 - Via libera dalla Giunta alla prima tranche di finanziamento per il pagamento delle rette di ricovero in Residenze sanitarie assistenziali, alloggi protetti, comunità alloggio e Centri diurni integrati in favore di anziani e persone in grave stato di fragilità che non possono essere assistiti a domicilio. La delibera approvata ieri stanzia 11.135.950 euro per il primo trimestre 2013. La cifra consentirà di assistere 3.900 anziani, di cui 3.500 nelle strutture residenziali e 400 nei centri diurni, con 750 nuovi ingressi nelle prime e 100 nei secondi. “L’assistenza agli anziani soli e in grave stato di fragilità – spiega l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – è una delle azioni prioritarie dell’Amministrazione, cui abbiamo destinato quest’anno quasi 60 milioni di euro. Saranno utilizzati per il pagamento delle rette di più di tremila anziani che, per stato di salute e condizioni di indigenza, necessitano di essere accolti in strutture residenziali e comunità alloggio, non essendo più possibile per loro alcuna assistenza a domicilio. Parte delle risorse saranno anche destinate a sostenere l’assistenza nei centri diurni, soluzione riservata a qualche centinaio di persone parzialmente autosufficienti”. Le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) sul territorio della città di Milano in appalto o in convenzione con il Comune di Milano sono circa una ventina. Si va dalle due strutture più grandi, il Pio Albergo Trivulzio e il Golgi Redaelli, alle Case per Coniugi Gerosa, Famagosta e Ferrari. La prossima a essere inaugurata sarà la struttura di via Pindaro, che metterà a disposizione 120 nuovi posti letto. A queste si uniscono altre strutture più piccole in convenzione con il Comune. Da metà dicembre sono attivi 84 nuovi posti letto, per un totale di 217, nella nuova Rsa del Pio Albergo Trivulzio in viale Bezzi 10. Lì sono stati trasferiti finora 90 pazienti e altri 78 arriveranno da altre sezioni del Pat. La nuova Rsa è destinata ad accogliere persone anziane non autosufficienti e pazienti in stato vegetativo residenti in Lombardia. “Siamo inoltre in attesa che con la nuova Giunta di Regione Lombardia riparta il dialogo sul tema della fusione tra gli istituti Pio Albergo Trivulzio e Golgi Redaelli – sottolinea l’assessore Majorino – che per noi resta un obiettivo centrale”.  
   
   
SI AVVIA LA NUOVA PROGRAMMAZIONE SOCIALE REGIONALE DELLA PUGLIA  
 
Bari, 5 marzo 2013 - La Commissione politiche sociali dà il via alla terza fase di programmazione regionale di welfare. Il terzo Piano regionale fornirà gli indirizzi per l´attuazione dei servizi nel triennio 2013-15 (...) "Questa giornata segna l´avvio formale della terza fase di programmazione sociale regionale". Con queste parole ha preso il via la Commissione Regionale per le Politiche Sociali, riunitasi l’ 1 marzo a Bari presso la sede del Consiglio Regionale. La Commissione ha ricostruito il quadro di interventi effettuato nei due cicli di programmazione, volgendo lo sguardo all´anno in corso e alla futura programmazione, presumibilmente 2013-2015. Intanto per il 2013 sono riconfermati i 270 milioni di euro per i Piani Sociali di Zona, nonostante le incertezze per il futuro, i tagli al Fondo Sociale e le recenti minacce del Governo centrale di ulteriori tagli ai trasferimenti delle Regioni. "L´annualità 2013 - dice in apertura Anna Maria Candela, dirigente regionale del Servizio programmazione sociale e integrazione sociosanitaria - sarà momento di transizione, considerata la situazione di attesa, da parte nostra, di indirizzi comunitari e nazionali. La nostra azione, tuttavia, deve puntare ad evitare la frammentazione dei servizi, ricostruendo una filiera di servizi organizzata, capace di intercettare bisogni e offrire risposte. La novità del nuovo Piano regionale sarà quella di non avere cifre inutilizzate, ma programmare senza accumuli. L´auspicio é che non si pongano freni dall´alto al sistema di welfare pugliese". Di certo, oltre alle risorse ordinarie, si potrà contare sulle risorse straordinarie e aggiuntive per i servizi agli anziani e all´infanzia. "Abbiamo bisogno di fare scelte coraggiose per continuare la strada intrapresa - aggiunge la dirigente regionale del servizio benessere sociale e pari opportunità Francesca Zampano -, e sopratutto gli Ambiti devono optare per scelte coraggiose. Il prossimo Piano regionale deve avere come prioritario un investimento sulla cultura dell´accoglienza che passa dalla crescita del capitale sociale e del capitale umano delle nostre comunità". "Il 2013 ė una fase transitoria estremamente importante per delineare gli scenari futuri e programmare con esattezza il triennio che ci attende - dice l´assessore regionale al Welfare Elena Gentile. Le risorse messe in campo, nonostante i tagli del governo Berlusconi prima e Monti dopo, non sono poche. L´impegno ė riuscire ad indirizzarle affinché, indipendentemente dalle finalizzazioni, possano concretamente dare copertura a tutti i servizi sociali del territorio regionale".  
   
   
CHIUSI I MONDIALI FIEMME 2013, LA BANDIERA FIS PASSA A FALUN-SVEZIA PER LA 50° EDIZIONE  
 
 Trento, 5 marzo 2013 - Dopo la cerimonia di premiazione della 50 chilometri di fondo maschile è calato il sipario sui Mondiali Fiemme 2013. La cerimonia si e´ aperta con la sfilata dei portabandiera di tutte le 55 nazioni presenti a Fiemme 2013. Con il presidente Kasper e il presidente Mellarini anche il presidente dell´organizzazione di Falun-svezia, Mondiale 2015. Il presidente Mellarini esprimendosi in inglese ha ringraziato tutti, Comitato Organizzatore,volontari, Fisi, Fis, Rai, sponsor e tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo. "Sono state 10 giornate memorabili fantastiche, con gli atleti che hanno espresso i valori più alti dello sport. Fiemme ha messo in vetrina la sua storia, la sua identità, la sua forza". Il presidente della Fis Gian Franco Kasper esprimendosi in inglese, italiano, tedesco, francese e russo ha chiuso questo Campionato ringraziando gli atleti per le performances di altissimo livello. "Ringrazio il Comitato Organizzatore e i volontari anima e cuore dei Mondiali. Auguri agli atleti per un fine buona stagione invernale e un arrivederci tutti a Falun". Prima della cerimonia di chiusura è stato consegnato il premio di Far-play da Gian Franco Kasper, Piero Degodenz, Giacomo Santini presidente Panathlon (sponsor premio) alla squadra salto maschile della Norvegia per non aver fatto rimostranze e aver accettato la retrocessione al Iv° posto dopo le giuste contestazione della Polonia. Un premio speciale ad un´atleta francese per aver soccorso un´atleta italiana in serie difficoltà di recupero. “È arrivato il momento di dirci arrivederci” ha esordito Kasper, che ha concluso con le fatidiche parole “dichiaro chiusi i Campionati”. Il picchetto d’onore della Guardia di Finanza ha ammainato la bandiera italiana mentre nello stadio risuonava l’Inno di Mameli, cantato all’unisono da migliaia di tifosi italiani presenti. Un po´ di tristezza ma anche tanta fierezza per una manifestazione che è stata un grandissimo successo da ogni punto di vista. Ed esempio di fair play, con “Fair Play Fiemme 2013” il riconoscimento introdotto da Panathlon International, organismo internazionale riconosciuto dal Cio, conferito a chi si distingue per un gesto di correttezza sportiva particolarmente significativo. Chiusura dei Mondiali che si è celebrata con la cerimonia della bandiera, prima quella italiana e poi quella della Fis, consegnata dalle mani di De Godenz a Kasper, che l’ha poi affidata a Marcus Wallenberg, presidente dei prossimi Campionati del Mondo di sci nordico di Falun 2015 (Svezia). Fiemme 2013 ha consegnato quindi un riconoscimento speciale alla Fis: “Chi scia sa volare”, la splendida opera di Angelo Morucci e Mario Venturini di Mv Art Design, opera sonora realizzata da Fabio Ognibeni coniugando tecnologia ed elementi della tradizione della Val di Fiemme come il legno di risonanza. L’opera, unica al mondo, è stata ideata per riprodurre il suono di incisioni musicali con una fedeltà eccellente. Il video di presentazione di Falun 2015 ha messo la parola fine al 49° campionato Mondiale Fiemme 2013.