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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 06 Marzo 2013 |
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CONFERENZA EUROPEA SULLA SOSTENIBILITÀ, L´ENERGIA E L´AMBIENTE 2013 |
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Brighton, 6 marzo 2013 - Dal 4 al 7 luglio 2013 si terrà a Brighton, nel Regno Unito, un evento intitolato "Conferenza europea sulla sostenibilità, l´energia e l´ambiente 2013" (The European Conference on Sustainability, Energy & the Environment 2013 - Ecsee 2013). La sostenibilità è ormai una delle questioni globali più importanti per gli affari, l´industria, i governi e il mondo accademico. Questo concetto è stato spesso associato a problemi ambientali come l´energia e il riscaldamento globale, ma si crede sempre più che sia applicabile a tutti i settori della società umana. Questi settori comprendono la giustizia sociale ed economica e la pratica commerciale responsabile. La conferenza verterà su queste varie dimensioni della sostenibilità umana. I partecipanti saranno invitati a cercare soluzioni alle questioni complesse che circondano la sostenibilità in un forum pensato per incoraggiare uno scambio serio e ponderato. Per ulteriori informazioni, visitare: http://ecsee.Iafor.org/index.html |
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MEMC, FIRMATO AL MISE PROTOCOLLO D’INTESA: RIPRENDE L’ATTIVITA’ E CALA IL COSTO ENERGETICO DE VINCENTI: RESTA COSI’ IN ITALIA UNA MULTINAZIONALE CHE OPERA IN UN SETTORE AVANZATO |
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Roma, 6 marzo 2013 - E’ stato firmato ieri, al Ministero dello Sviluppo Economico, il Protocollo d’Intesa che favorirà la ripresa dell’attività produttiva nello stabilimento Memc di Merano ove 332 addetti, su un totale di 550, sono in cassa integrazione straordinaria da quattordici mesi. A sottoscrivere l’intesa sono stati il Sottosegretario al Mise Prof. Claudio De Vincenti, l’Assessore al Lavoro della Provincia Autonoma di Bolzano Ing. Roberto Bizzo e il rappresentante legale della Memc Electronic Materials S.p.a. Dott. Mauro Pedrotti. L’accordo prevede inoltre che l’azienda (produttrice di materiale strategico anche per la microelettronica) investa in una linea di interconnessione Italia-austria che affiancherà- su base merchant line- quella che verrà realizzata da Terna. “L’effetto dell’accordo - afferma il Sottosegretario De Vincenti- sarà duplice, perché la soluzione individuata non solo consentirà la ripresa produttiva dell’azienda e dunque la tutela occupazionale, ma consentirà anche una riduzione del prezzo dell’energia coerente con l’obiettivo di garantire la competitività di Memc. In questo modo, si ottiene di mantenere in Italia la presenza di una multinazionale che opera in un settore avanzato e, quindi, di particolare rilievo per il nostro Paese”. Proseguiranno, comunque, gli incontri tecnici tra gli Enti interessati (Dicastero dello Sviluppo, Provincia di Bolzano e Memc) per definire i dettagli operativi ed economici del progetto: “Infatti, dobbiamo ora definire il percorso- chiarisce De Vincenti- che porterà alla ripresa a pieno regime del sito”. A questo fine, il tavolo Memc è stato già convocato, con la presenza delle organizzazioni sindacali, per il 22 marzo. |
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TORINO: NO ALL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO DEL MINISTERO DELLA DIFESA: CONSUMERÀ 70 ETTARI DI SUOLO LIBERO IN ZONA PROTETTA, USINO I TETTI DELLE CASERME |
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Torino, 6 marzo 2013 - “Comprendo le necessità del Ministero della Difesa di valorizzare e far rendere al massimo le sue proprietà in tutta Italia, ma pretendere di realizzare un grandissimo parco fotovoltaico consumando 70 ettari di terreno libero tra Lombardore e San Francesco al Campo ai bordi del parco della Vauda è inaccettabile. Mi chiedo e chiederò formalmente al Demanio perché non coprono di pannelli fotovoltaici i tetti delle centinaia e centinaia di caserme invece di occupare suolo libero. Sono fermamente contrario a questa operazione che devasta una delle ultime zone naturali libere del territorio”: lo dice il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta che ieri mattina ha esaminato il progetto durante la seduta della Giunta. L’iter della vicenda, sintetizzato dall’assessore provinciale all’Ambiente Roberto Ronco, comincia mesi fa quando il Demanio mette a gara in tutta Italia lotti di sua proprietà ed affida ad impernditori privati la realizzazione di impanti fotovoltaici. Nel territorio della provincia torinese individua 70 ettari del poligono di Lombardore, prima in zona Sic (sito di interesse comunitario), poi dopo i primi pareri contrari in un azona limitrofa, ai confini tra i territorio di Lombardore San Francesco al Campo, “vicino alle case, dove c’è un’ampia fruizione a piedi, a cavallo, in bici” spiega l’assessore Ronco preeoccupato perché dice “la Provincia è favorevole all’energia pulita, ma non sfruttando terreni liberi”. Saitta non ha dubbi: “è gravissimo - dice - che sia lo Stato attraverso il Demanio militare a monetizzare 70 ettari di suolo ancora libero con un’operazione commerciale che se pur legittima condiziona l’ambiente in modo così pesante. Scriverò anche al ministro Clini per capire se ne sia informato e cosa ne pensi come tecnico dell’ambiente”. Conclude Saitta: “gli abitanti della zona si stanno mobilitando e fanno molto bene: la Provincia di Torino è politicamente contraria a questa operazione, che si può fare con altre modalità su tetti dicaserme e capannoni militari; non vogliamo assumere il ruolo di passacarte tra il Ministero della Difesa e la Regione Piemonte, ci faremo sentire”. |
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TRIVELLE: CHIODI, SU OMBRINA ESISTE SOLO BOZZA DECRETO |
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L´aquila, 6 marzo 2013 - "Il decreto sub procedimentale sulle compatibilità ambientali e paesaggistiche relative al progetto della Medoilgas Spa è ancora in fase di bozza e non è stato firmato dai ministri competenti". Lo ha annunciato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso del Consiglio regionale che ha votato una risoluzione urgente contro l´intervento di lavorazione degli idrocarburi a largo del litorale all´altezza di San Vito Chietino. Al Consiglio regionale il presidente Chiodi ha illustrato il percorso che vuole fare la Regione per scongiurare l´intervento, ricordando che "già il 7 ottobre 2010 la Commissione Via-vas aveva espresso parere negativo all´autorizzazione richiesta dalla Medoilgas Spa. Anche su questo intervento, quindi, la Regione fin dall´inizio ha palesato dal punto di vista amministrativo il suo diniego". L´avvio di una nuova procedura impone però di ripetere il percorso di diniego. Chiodi ha confermato che "giovedì mattina ci sarà l´incontro con il ministero dello Sviluppo economico e dell´Ambiente nel corso del quale la Regione insisterà su tre punti: 1) richiesta di chiarimento formale sull´invio alla Regione della lettera del ministero dell´Ambiente del 7 luglio 2012 che, ribadisco, gli uffici regionale non hanno mai ricevuto; 2) chiarire come è possibile che una procedura chiusa nel 2010 venga riaperta due anni dopo partendo dal punto in cui si era lasciata, a cui si aggiunge la circostanza che la Medoilgas Spa sembra abbia presentato nuova documentazione che la Regione non conosce perché non l´ha mai ricevuta. Se ricorrono queste condizioni è necessario un rinnovo della procedura; 3) ribadire il parere negativo della Regione Abruzzo, rafforzato da una risoluzione del Consiglio regionale votata il 27 luglio 2010 contro ogni attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque dell´Adriatico". Il Presidente ha poi confermato di aver richiesto alla Conferenza delle Regioni di inserire all´ordine del giorno della prossima riunione "la richiesta a Governo e Parlamento di abrogare l´art. 35 del decreto legge 83/12 in modo da tornare al decreto legislativo 128/10 voluto dall´allora ministro dell´Ambiente, Stefania Prestigiacomo". |
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COME RISPARMIARE IL 30% DI ENERGIA NEGLI IMMOBILI PUBBLICI E LUNGO LE STRADE LA REGIONE PIEMONTE PROPONE AD ASL ED ENTI LOCALI IL CONTRATTO DI RENDIMENTO ENERGETICO |
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Torino, 6 marzo 2013 - Realizzare piani d’investimento per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e dell’illuminazione stradale senza rischi per la pubblica amministrazione, ridurre in tempi rapidi la spesa energetica scegliendo interventi energeticamente più redditizi, investire rapidamente evitando i vincoli del Patto di stabilità sono le nuove, concrete possibilità che la Regione mette a disposizione dei Comuni e delle aziende sanitarie piemontesi. Una delibera approvata il 4 marzo dalla Giunta regionale su iniziativa del presidente Roberto Cota e dell’assessore Giovanna Quaglia propone infatti tre schemi contrattuali finalizzati alla riduzione dei consumi ma anche della spesa energetica nella pubblica amministrazione. “Essere vicini agli enti locali - sostiene Cota - vuol dire anche indirizzarli verso scelte consapevoli. Per questo, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica e sulla scia dalle recenti direttive comunitarie in materia di efficienza energetica, vogliamo supportare i Comuni nella stipulazione di contratti innovativi nel campo energetico, che si rivelano di particolare utilità e che hanno come obiettivo principale il bene della nostra collettività. La Regione, per prima, si adeguerà in questo senso. Un passo necessario, dal momento che questo genere di contratti, con durata media tra i sei e i nove anni, può produrre un risparmio stimato nel 30% delle attuali spese”. “Fornendo un indirizzo agli enti locali e alle Asl - aggiunge Quaglia - la Regione vuole incentivare il contratto di rendimento energetico, una forma di acquisto innovativa secondo cui i risparmi conseguiti dalla realizzazione di misure di efficienza sono utilizzati a copertura parziale o totale dei costi di investimento. Insomma, più si riducono i consumi, maggiore è la remunerazione del fornitore. I modelli contrattuali approvati si riferiscono al patrimonio ospedaliero-sanitario, agli edifici pubblici degli enti locali e alla gestione del servizio di pubblica illuminazione comunale”. La formula comprende la fornitura globale di servizi di audit, progettazione, finanziamento, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici da parte di una società di servizi energetici (Esco), che si addebita tutti i costi dell’intervento facendosi poi rimborsare e remunerare dal cliente condizionatamente e proporzionalmente alle economie prodotte. “Grazie a questo provvedimento - fa notare l’assessore - la Regione consente un vantaggio competitivo agli enti locali nella prenotazione degli incentivi sugli interventi di efficienza energetica e di produzione termica da fonti rinnovabili, previsti dal decreto Conto termico: incentivi che, appunto, sono prenotabili sulla base della sottoscrizione di un contratto di rendimento energetico”. |
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PPR SARDEGNA: ENTRO LA LEGISLATURA POSITIVA CONCLUSIONE DI UN IMPORTANTE PUNTO PROGRAMMATICO |
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Cagliari, 6 Marzo 2013 - "Stiamo arrivando alla positiva conclusione di un importante punto programmatico di questa amministrazione, lo stiamo facendo d’intesa con il Ministero, con ogni attenzione alle regole e alla normativa. Ma ancora di più con ogni attenzione verso uno dei beni più preziosi della nostra terra: il paesaggio”. Con queste parole il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha concluso il suo intervento durante la conferenza stampa organizzata per illustrare le ultime azioni promosse dall’Esecutivo in vista della messa a punto del nuovo Piano Paesaggistico Regionale e alla luce della recente firma, con il Ministero per i Beni e le attività Culturali, del Disciplinare tecnico che regolerà le modalità operative, i cronoprogrammi e i contenuti tecnici per lo svolgimento delle attività di verifica e adeguamento del Ppr e l’attivazione del processo per le zone interne. Le politiche di revisione del Ppr. Nel corso dell’incontro con la stampa, il presidente Cappellacci e l’assessore Rassu hanno evidenziato come: “Il Governo regionale, non appena insediato ha affrontato l’esigenza di aggiornare il Piano Paesaggistico approvato nel 2006 al fine di superare le evidenti e pesanti criticità applicative che hanno portato, nel tempo a una incerta applicazione dello strumento di pianificazione paesaggistica con gravi ricadute e ripercussioni sull’opera pianificatoria degli Enti Locali”. In questo scenario l’Esecutivo ha innescato politiche di valorizzazione del paesaggio e del territorio che hanno seguito i dettami specifici della Convenzione Europea del Paesaggio e del Codice del Paesaggio attivando una pianificazione territoriale che ha puntato non solo sulla salvaguardia del territorio, ma al rispetto dell’equilibrio ambiente-paesaggio unito a nuove forme di urbanizzazione bilanciate e inserite nell’ambiente che le circonda e nel rispetto e nella difesa delle peculiarità dei luoghi e delle identità storico-culturali delle comunità, costiere e interne. Da ‘Sardegna Nuove Idee’ alle azioni messe in campo. La Giunta Cappellacci con ‘Sardegna nuove idee’, ha dato avvio a un processo del tutto innovativo. In coerenza con i principi di condivisione e partecipazione che caratterizzano l’attuale Governo regionale, ha sostituito alla pianificazione imposta dall’alto, un processo pianificatorio di democrazia rinnovata e partecipata. Il progetto su cui si è insistito non è stato una semplice attività di “ascolto”, ma una condivisione di principi, indirizzi e strategie. Il processo pubblico che ne è scaturito, trasparente e condiviso, ha rappresentato un forte coinvolgimento delle comunità locali e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, dei sindaci e dei singoli cittadini. Da Sardegna Nuove idee sono scaturite altre iniziative che hanno portato allo sviluppo di nuovi strumenti di condivisione attraverso applicazioni informatiche aperte alla collettività attraverso internet come Sardegna Geoportale e Sardegna Geoblog. In rete è stato immesso quindi un esteso patrimonio di conoscenze attraverso il sito istituzionale Sardegna Territorio e il servizio del sistema Informativo territoriale regionale. Collaborazione col Ministero. Durante la conferenza stampa il presidente Cappellacci ha rimarcato come dall’approvazione in Consiglio regionale, lo scorso mese di luglio, delle Linee Guida per la revisione del Piano per le zone costiere, si siano intensificati e stretti costanti e proficui rapporti con il Ministero per i beni e le attività culturali. La collaborazione è culminata prima con la sottoscrizione di un primo Protocollo d’Intesa e poi con la recente firma del Disciplinare tecnico che regolerà le modalità operative, i cronoprogrammi e i contenuti tecnici per lo svolgimento delle attività di verifica e adeguamento del Piano Paesaggistico Regionale per gli ambiti costieri e segna l’avvio del percorso che vedrà impegnata la Regione nell’elaborazione del Ppr anche per le zone interne. Il documento sottoscritto prevede, tra le principali disposizioni, l’istituzione di un Comitato Tecnico, costituito da rappresentanti del Ministero e della Regione che sarà utile alla prosecuzione di una più stringente collaborazione. L’organo verificherà la normativa e la cartografia del Piano per definire ogni aspetto dell’adeguamento dello strumento paesaggistico. Il Comitato avrà a disposizione circa sette mesi di attività che sfoceranno in un accordo finale tra la Presidenza della Giunta e Mibac e costituirà l’atto conclusivo del Piano per l’ambito costiero. L’entrata in vigore sarà immediata dopo l’approvazione definitiva della Giunta entro il termine dell’attuale legislatura regionale. Soddisfazione del Mibac per la collaborazione interistituzionale attuata in questo periodo è stata espressa dal direttore regionale del Ministero, Maria Assunta Lorrai e dal rappresentante della Direzione generale del Mibac, Roberto Banchini che hanno rimarcato come in questo ultimo anno ci sia stata una notevole accelerazione del lavoro che Ministero e Regione hanno portato avanti e grazie all´impegno del ministro Ornaghi e del presidente Cappellacci si é arrivati a un punto di svolta all’azione comune. "In questo momento di crisi dobbiamo essere convinti che il Piano Paesaggistico non sia un fardello ma un volano di sviluppo se saggiamente amministrato - hanno detto Lorrai e Banchini - In questo senso il compito de Ppr resta quello di eliminare le ambiguità e dare maggiore trasparenza ai cittadini e chiarezza in quanto coinvolge la cittadinanza”. "Oggi siamo giunti a un punto di svolta - hanno concluso Cappellacci e Rassu - La verifica congiunta del Ppr delle zone costiere porterà entro la conclusione della legislatura all’adeguamento del Piano e della normativa tecnica per renderlo coerente con le esigenze di una efficace tutela e di un necessario sviluppo socio economico della nostra Isola". |
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CUNEO - ON LINE IL NUOVO PREZZARIO DELLE OPERE EDILI |
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Cuneo, 6 marzo 2013 - La Camera di Commercio segnala che la nuova edizione del "Prezzario delle opere edili e impiantistiche della provincia di Cuneo", presentata il 4 marzo, è disponibile on line all´indirizzo http://www.Cn.camcom.gov.it/prezzario |
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CUNEO, XI EDIZIONE PREZZARIO OPERE EDILI E IMPIANTISTICHE |
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Cuneo, 6 marzo 2013 - Al via l’undicesima edizione del “Prezzario delle opere edili e impiantistiche”, edito dalla Camera di commercio, presentata lunedì 4 marzo nella sede dell’ente camerale. “Anche quest’anno – ha precisato Ferruccio Dardanello nel suo intervento di saluto - si è concluso il complesso lavoro di revisione e aggiornamento dati, approdando a un´opera che si conferma quale utile strumento a disposizione del settore edile e impiantistico. Settore questo fortemente radicato nel Cuneese, dove rappresenta il 15% dell´imprenditorialità complessiva e conta quasi 10.900 imprese, di cui poco più di 9.000 artigiane, con una netta maggioranza di ditte individuali, pari al 72% del totale”. Oggi tuttavia, anche in una provincia come la nostra, che vanta vivacità di interventi e professionalità degli operatori, il persistere della crisi che ha colpito tutto il sistema produttivo fa segnare un calo del comparto (-3,6%) rispetto allo scorso anno. L´edilizia della Granda impegna oltre 20.000 persone, ma anche in questo ambito, secondo i dati elaborati dalla Provincia e monitorati dall´Osservatorio regionale del mercato del lavoro, gli avviamenti nel corso del 2012, hanno registrato un calo pari al 21% rispetto all´anno precedente. Il Comitato tecnico presieduto da Attilio Ferrero, composto da esponenti degli ordini professionali e delle associazioni di categoria provinciali, ha aggiornato le 12.672 voci del volume, con un puntuale e preciso lavoro di analisi e revisione, eliminando le parti obsolete e inserendo nuovi paragrafi. Accanto alla revisione dei costi della manodopera sono state apportate alcune modifiche: il completamento dei gruppi di pompaggio per antincendio e degli impianti solari. È stato introdotto un nuovo capitolo intitolato “Sistemi di anti intrusione” e sono stati aggiornati i capitoli riguardanti le antenne e i cancelli automatici. Nel comparto delle costruzioni sono state inserite nuove voci e aggiornate quelle relative al legname strutturale. “Meritevole di citazione è la collaborazione instaurata dalla Camera di commercio nei confronti della Regione Piemonte - ha sottolineato Ivo Pellegrino, coordinatore del Comitato e moderatore dell’incontro - mirata alla revisione e all’aggiornamento di alcune parti del Prezzario regionale e volta a condividere i metodi di analisi dei prezzi e la tecnica utilizzata per redigere le rilevazioni nei due Prezzari, quello cuneese e quello regionale”. L´iniziativa curata dal Comitato camerale, con il diretto interessamento di Confindustria, Confartigianato e Ordine degli ingegneri, ha preso avvio nel 2011 con l´esame delle lavorazioni relative alle opere di scavo ed è stata ampliata nel 2012 con l’aggiornamento delle analisi dei prezzi di altre tre categorie: murature, solai e noli, assegnate dalla Regione al Comitato camerale cuneese. “Un ringraziamento particolare - ha espresso Attilio Ferrero nel suo intervento - va quindi rivolto al dirigente del settore tecnico opere pubbliche della Regione, Claudio Tomasini, che ha permesso di intraprendere e proseguire un rapporto di collaborazione che si ritiene consentirà di rendere più omogenei nei contenuti i due studi, onde evitare alcune disparità registrate in passato”. L’incontro è stato inoltre occasione per la presentazione di due iniziative poste in campo dalla Camera di commercio per gli operatori del settore edilizia: lo “Sportello energia”, presentato da Gianfranco Ruta direttore della Dintec (Consorzio per l’innovazione tecnologica), finalizzato a diffondere la cultura del risparmio energetico e l´uso consapevole dell´energia e il recentissimo progetto integrato di filiera finanziato dal sistema camerale piemontese e dalla Regione Piemonte per supportare sui mercati esteri le imprese del settore “abitare”, illustrato dai funzionari del Ceipiemonte. Il Prezzario si conferma dunque un utile strumento di consultazione e documentazione per le imprese del settore edile e impiantistico e per coloro che cercano riferimenti nella definizione dei costi di progetti realizzati nel pubblico e nel privato. Fruitori sono le imprese, gli amministratori e i consiglieri tecnici dei Tribunali, gli uffici tecnici delle pubbliche amministrazioni e i singoli cittadini. Permane elevato il consenso manifestato dagli utenti nei riguardi dell´edizione informatizzata del Prezzario, riproducibile gratuitamente dal sito internet camerale: www.Cn.camcom.gov.it/prezzario dal quale è anche possibile eseguire computi personalizzati. Negli ultimi dodici mesi sono stati oltre 16.000 gli accessi al sito camerale e oltre 17.500 utenti hanno scaricato dal sito il volume nelle diverse versioni realizzate. |
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RIGENERAZIONE URBANA:A BARI PRESENTATA MOSTRA-CONVEGNO |
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Bari, 6 marzo 2013 - “Rigeneriamo le città, generiamo il futuro” è il titolo della mostra-convegno sulle politiche di rigenerazione urbana presentata questa mattina in anteprima al Teatro Margherita di Bari, che sarà aperto al pubblico dal 7 al 24 marzo. Il senso di questa iniziativa lo ha spiegato alla stampa l´assessore regionale alla qualità del territorio Angela Barbanente: “Vogliamo riflettere sul senso dell´esperienza di riqualificazione della città esistente condotta finora dalla Regione Puglia, con i suoi punti di forza, le sue eccellenze, ma anche le criticità che sono emerse per poter impostare la nuova programmazione facendo tesoro di questi anni di lavoro”. La mostra sarà, infatti, accompagnata da due giorni di convegni e workshop, il 7 e 8 marzo alla Camera di Commercio, per riflettere con ospiti italiani e stranieri sui risultati conseguiti nel laboratorio pugliese al fine di elaborare le nuove strategie da attuare con il prossimo ciclo di programmazione 2014-2020. “Sin dall´insediamento della prima giunta Vendola – ha spiegato la Barbanente - abbiamo lavorato intensamente sul tema della riqualificazione della città esistente, consapevoli che nel nostro paese occorre voltare pagina in modo radicale rispetto a un lungo ciclo di espansione urbana che ha costruito la città squilibrata che tutti noi conosciamo. La città delle periferie prive di servizi e di diritti di cittadinanza come il trasporto pubblico, i centri storici con grandi valori culturali e storico-artistici ma svuotati di funzioni, abbandonati al degrado con crolli che ancora oggi continuano a registrarsi”. Il tema della rigenerazione urbana può essere allora declinato in tanti modi. Quello scelto dalla Regione Puglia si è incentrato su tre parole chiave. La prima è la partecipazione. “Non è possibile – ha messo il luce la Barbanente - intervenire sulla città esistente senza la partecipazione attiva degli abitanti, che sono portatori di una conoscenza profonda dei luoghi che nessun tecnico potrà mai costruire. E che poi sono anche coloro che devono prendersi cura di quei luoghi. Coinvolgerli nella fase di progettazione significa garantirne la sostenibilità”. Seconda parola chiave l´integrazione. “In questi anni – sottolinea ancora l´assessore - abbiamo impostato gli interventi di rigenerazione in modo integrato ma poi realizzarli tenendo fede a quella linea non è stato facile, perché in Italia non si lavora per obiettivi ma per competenze, che sono di tipo settoriale. Lì dove si è partiti dagli aspetti fisici oggi, con l´intervento dei cittadini, ci accorgiamo che c´è stata una interazione degli spazi con le politiche sociali, culturali e del turismo”. Infine la la sostenibilità ambientale e rigenerazione ecologica dei territori, di cui i trasporti sono una componente importantissima e per questo la mostra ospita una sezione dedicata alle reti pugliesi della mobilità, curate dall´assessorato alle infrastrutture. “La città delle auto è ormai una città del passato, guardare a spazi pedonalizzati significa guardare al futuro” ha evidenziato nel suo intervento di presentazione l´assessore alla mobilità Guglielmo Minervini. E “se non ci possono essere lavori di rigenerazione urbana che non passano da processi partecipativi con i cittadini, questo deve avvenire anche sulle infrastrutture. Non si possono più concepire le grandi opere come un problema tecnico da affidare ad alcuni esperti, ma devono diventare una leva attraverso cui una comunità immagina, decide, disegna il proprio futuro”. L´assessore Minervini ha anticipato che nel corso del workshop di venerdì 8 marzo saranno presentate le linee guida di un disegno di legge partecipato per strutturare il contributo dei cittadini nella definizione delle caratteristiche di quelle infrastrutture che possono produrre modificazioni importanti del territorio, in modo da prevenire conflitti insanabili, come quelli che si stanno succedendo ad esempio sulla Ss275". La mostra sarà inaugurata il 7 marzo 9,00-11.00 alla presenza di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sindaco di Bari, Angela Barbanente, assessore alla qualità del territorio della Regione Puglia. Alle tavole rotonde interverranno rappresentanti della commissione europea, Sabina de Luca, capo Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione economica, Dino Borri, ordinario di tecnica urbanistica Politecnico di Bari, Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente, Pere Picorelli Riutord, Departamentd’habitatgecoordinació de Remodelacions, Generalitat de Cataluña, Manuel Salgado, vice-sindaco e assessore all´urbanistica del Comune di Lisbona e Bruno Gabrielli, già assessore all´urbanistica del Comune di Genova. |
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UMBRIA, PISCINE: 36 MESI PER TERMINARE LAVORI DI ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI |
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Perugia, 6 marzo 2013 - Un permesso temporaneo, della durata massima di 36 mesi, potrà essere richiesto dai titolari degli impianti natatori, pubblici e privati, che non riuscissero a terminare i lavori presenti nel Piano di adeguamento si fossero protratti entro il termine stabilito del 9 aprile prossimo. Lo ha stabilito la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche sanitarie Franco Tomassoni, che ha approvato le Linee di indirizzo che regolamentano l’iter procedurale più corretto per formulare ed ottenere il suddetto nulla osta che consentirà al titolare della struttura di continuare l’esercizio dell’attività previa acquisizione di un nulla osta da richiedere al Sindaco in funzione di autorità sanitaria competente. Con l’approssimarsi del termine del periodo concesso per l’adeguamento degli impianti natatori, infatti, sia i soggetti titolari degli impianti natatori (pubblici e privati) che le Associazioni imprenditoriali in rappresentanza delle diverse categorie interessate avevano rivolto alla Regione numerose richieste per fare chiarezza sull’argomento che interessa decine di impianti in Umbria. “Abbiamo ritenuto fondate le preoccupazioni di quanti si trovano nella condizione di dover regolarizzare la situazione del proprio impianto natatorio, ha affermato l’assessore Tomassoni, e con la finalità di rendere esplicito il percorso per il rilascio del nulla osta all’esercizio temporaneo dell’attività natatoria, il Servizio ha provveduto, in accordo con i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Unità Sanitaria Locale a redigere un documento che detta linee ben precise a tutti i soggetti coinvolti (i titolari degli impianti, le Aziende Sanitarie ed i Comuni)”. La Regione Umbria attraverso due distinti atti, (la legge regionale n. 4 del 2007 ed il regolamento regionale del 2008), nel recepire gli accordi nazionali e interregionali, aveva fornito un quadro di riferimento a tutti i Soggetti, pubblici e privati, che operano nel settore delle piscine dando anche precise disposizioni sia per la costruzione di nuovi impianti natatori che per l’adeguamento strutturale di quelli realizzati in epoca precedente all’emanazione della normativa di settore. Nel Regolamento regionale veniva quantificato in cinque anni il periodo concesso ai titolari per provvedere all’adeguamento strutturale degli impianti natatori non conformi alla normativa vigente: più in particolare, tutte le piscine appartenenti, in base alla loro destinazione, alla categoria “A”, classi “A1”, “A2” e A4, che erano state costruite prima della data d’entrata in vigore del Regolamento regionale (10 aprile 2008) avrebbero dovuto mettersi in regola, a partire dal prossimo 9 aprile 2013. Il titolare dell’impianto era tenuto a redigere e presentare un Piano di adeguamento contenente tutti i lavori necessari per rendere conforme il proprio impianto natatorio. “Nel Regolamento regionale del 2008, sottolinea Tomassoni, era già previsto che, laddove i lavori presenti nel Piano di adeguamento si fossero protratti oltre il termine concesso del 9 aprile 2013, al titolare della struttura era consentito di continuare l’esercizio dell’attività previa acquisizione di un nulla osta da richiedere al Sindaco in funzione di autorità sanitaria competente”. In queste circostanze, la procedura per il rilascio del nulla osta prevedeva che il Sindaco era tenuto ad acquisire il parere igienico-sanitario da parte del Servizio “Igiene e Sanità Pubblica” del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale competente territorialmente. A questo punto dunque i titolari di impianti costruiti prima del 10 aprile 2008, potranno presentare al Sindaco l’istanza per il rilascio di nulla osta all’esercizio temporaneo dell’attività. La richiesta dovrà pervenire al Sindaco entro il 9 aprile prossimo, e dovrà specificare, tra le altre cose, lo stato di avanzamento dei lavori di adeguamento, le motivazioni che sono all’origine del mancato (totale o parziale) adeguamento ed i tempi previsti per la ultimazione dei lavori che non potranno superare il termine massimo di 36 mesi. Il Sindaco provvederà a richiedere al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale competente per territorio un parere finalizzato ad accertare le condizioni igienico-sanitarie dell’impianto e qualora questo fosse positivo, potrà rilasciare il nulla osta all’esercizio temporaneo dell’attività natatoria per un periodo non superiore ai 36 mesi a decorrere dalla data dell’ordinanza sindacale. |
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CONGIUNTURA, DALL´EXPORT SEGNALI DI RIPRESA |
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Roma, 6 marzo 2013 - Se Natale ha dato una mano solo alle vendite dei supermercati, che chiudono quasi in pareggio, il calo della domanda interna ha colpito le imprese di tutti i settori negli ultimi mesi del 2012 e fa pensare, soprattutto gli operatori del commercio e della filiera turistica, a un primo trimestre 2013 “in rosso”. L’export è l’unico indicatore che, nelle previsioni delle imprese manifatturiere, mostra segnali positivi e accende le speranze di una ripresa dell’economia anche se i benefici della competitività estera dei nostri prodotti saranno colti prevalentemente dalle imprese settentrionali, Nord Ovest in testa. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale effettuata dal Centro studi di Unioncamere relativa al Iv trimestre 2012 e alle previsioni per il I trimestre 2013. “Le incertezze del mercato interno continuano a farsi sentire sul nostro sistema produttivo”, ha commentato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Dopo aver vissuto un periodo natalizio decisamente sotto tono e aver dato corso a una stagione dei saldi che sembra non aver dato i risultati desiderati, il commercio al dettaglio si appresta ad iniziare una nuova fase all’insegna della riduzione delle vendite. Il contesto di difficoltà complessivo sembra colpire anche le imprese della filiera turistica che pure, almeno nelle aree di montagna, dovrebbe proprio in questi mesi sperimentare le performance migliori”. Le previsioni per il I trimestre 2013 e il consuntivo del Iv trimestre 2012 Industria: Per il I trimestre 2013 le imprese industriali mostrano ancora di risentire del clima economico sfavorevole, alimentato principalmente dalle incertezze sul fronte interno. A fronte di poco meno della metà di operatori che puntano a mantenere inalterati i volumi prodotti e il flusso di vendite, sono oltre un terzo le imprese che continuano ad attendere cali di produzione e fatturato. I saldi di questi indicatori segnano infatti rispettivamente -17,6 e -16,7. Ampi, comunque, i differenziali tra classi dimensionali. Le imprese con meno di 49 addetti e gli artigiani appaiono decisamente più pessimisti, tanto che i saldi scendono sotto i -25 punti nel primo caso, e a -33 punti nel secondo. Dai 50 addetti in su, invece, lo scarto tra aspettative di miglioramento e peggioramento è meno accentuato (intorno a -6 punti per entrambi gli indicatori). Migliori le attese degli operatori sul fronte estero. Le previsioni risultano in questo caso positive (ad esclusione dell’artigianato) di quasi 9 punti percentuali, con un sensibile scarto tuttavia tra le dimensioni minori (che segnano un saldo tra attese di incremento e di diminuzione di solo +1,5 punti) e le imprese di maggiori dimensioni (+12,3). Sotto il profilo settoriale, a essere più penalizzate dalla mancanza di prospettive di recupero, sia sul fronte della domanda interna che di quella estera, sono le industrie del legno e del mobile, unico settore a esibire un saldo previsivo negativo anche sugli ordinativi esteri. Il debole mercato interno incide, invece, più decisivamente sulle aspettative delle industrie alimentari e delle altre industrie, che, a fronte di un prevalente pessimismo in termini di produzione e fatturato, presentano saldi positivi per gli ordinativi esteri, grazie alle attese delle imprese con oltre 49 addetti. L’orizzonte è meno scuro per le industrie meccaniche e per quelle chimiche e delle materie plastiche. Le imprese meridionali mostrano più delle altre timore per l’andamento del I trimestre dell’anno: i saldi di produzione e fatturato sono pesantemente negativi (-25,3 e -23,3 punti, rispettivamente) soprattutto a causa delle difficoltà che sembrano prospettarsi per le imprese di piccole dimensioni. Anche le imprese del Nord Est denunciano un marcato pessimismo per tali indicatori (intorno al -20%), mentre Centro e Nord-ovest mostrano saldi negativi ma non vanno oltre il -15%. Quanto alla domanda internazionale è il Nord Ovest l’area in cui si evidenziano previsioni migliori (+13,8), seguita dal Nord Est (+6,5%), quindi dal Centro (+2,5 il saldo). Positivo di solo 1,2 punti percentuali il saldo tra attese di incremento e di diminuzione degli ordinativi esteri del Mezzogiorno. Nel Iv trimestre 2012, pur restando negativi, tendono ad attenuarsi i cali di produzione e fatturato rispetto ai tre mesi precedenti: rispettivamente -5,8% e -5,2% a fronte del -6,9 e del -6,8% registrati tra luglio e settembre 2012, ma, soprattutto, seppur di poco, torna il segno più dinanzi all’indicatore dell’export (+1,0%). Commercio – Gli operatori del commercio continuano a soffrire per la persistente stagnazione dei consumi interni: -37,5 punti il saldo tra attese di aumento e di diminuzione delle vendite, con i piccoli esercizi che segnano un -45,9. La pesantezza del clima tra i dettaglianti è attestata dall’outlook decisamente negativo espresso dal segmento food (-42,1 punti il saldo), addirittura peggiore rispetto a quello del settore non alimentare (-38,7). Leggermente meno fosche le aspettative della Gdo, dove sale al 53,4% la quota degli esercizi che punta sulla stabilità delle vendite, ma il saldo è comunque negativo (-23,4). Su scala territoriale, a fronte di previsioni migliori della media nazionale nelle regioni del Nord (-30,4 e -28,5, rispettivamente, i saldi nel Nord Ovest e Nord Est), al Centro-sud sono attese più marcate manifestazioni di sofferenza nelle vendite (-52,0 e -39,3 i saldi nel Centro e nel Sud e Isole, rispettivamente). Vendite in calo anche nel Iv trimestre 2012: -8,4% il risultato finale, con la Gdo che, grazie al periodo festivo, chiude quasi in parità (-0,1%), mentre il commercio al dettaglio non alimentare segna un calo del -10,3% e quello alimentare del -7,3%. Altri servizi La criticità del quadro economico trova riscontro anche nelle prospettive delle imprese degli Altri servizi per il I trimestre 2013: le dichiarazioni degli operatori si concentrano (57,0%) sulla stabilità del volume d’affari, ma un ulteriore terzo di essi ritiene concreto il rischio di un peggioramento. La spinta al pessimismo viene soprattutto dalle imprese della filiera della ristorazione e del turismo (-33,0 il saldo), particolarmente sensibili al calo dei consumi. Solo per i servizi dell’Ict l’intonazione è meno negativa (-6,8 il saldo), grazie soprattutto a un cauto ottimismo espresso dalle imprese con oltre 50 dipendenti. Su scala territoriale non si apprezzano differenze di particolare rilievo: il Sud e Isole e il Nord Ovest sono accomunate dal prevalere in maniera più netta di giudizi negativi, mentre nel Nord Est e nel Centro il pessimismo è lievemente più temperato rispetto alla media italiana. L’outlook non positivo appena descritto ha alle spalle un consuntivo del volume di affari per il Iv trimestre 2012 di segno decisamente negativo (-6,7%), su cui hanno inciso pesantemente i risultati degli operatori più piccoli, che lasciano sul terreno una perdita di quasi il 9% del volume d’affari. Comunque, le difficoltà sono state trasversali ai settori e alle ripartizioni geografiche: solo l’Ict e i Servizi avanzati contengono le flessioni, grazie a risultati migliori delle imprese oltre i 50 dipendenti; mentre, su scala territoriale, le regioni del Centro-nord sono state meno penalizzate rispetto al Sud e Isole. |
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PEC ANCHE PER LE IMPRESE INDIVIDUALI |
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Roma, 6 marzo 2013 - “L’estensione dell’obbligo della Pec a tutte le tipologie di impresa –spiega il Segretario Generale Bonat- è coerente rispetto agli obiettivi di smaterializzazione dei rapporti fra le imprese e la pubblica amministrazione e, in generale, si inquadra in una strategia, intrapresa ormai da anni a livello governativo, di modernizzazione delle relazioni fra imprese, cittadini e pubblica amministrazione”. La Pec si caratterizza, oltre che per il valore legale, per la semplicità di utilizzo: funziona come una normale casella di posta elettronica che è possibile consultare sia tramite webmail che tramite qualunque programma di posta, non richiede dunque l’installazione di nessun software aggiuntivo. Rispetto ai canali tradizionali, la già citata raccomandata con ricevuta di ritorno, la Pec ha tempi e costi di consegna notevolmente ridotti, il messaggio, garantito dai gestori Pec, non può in alcun modo essere manomesso poiché tutte le comunicazioni sono protette in quanto crittografate se firmate digitalmente. La certificazione dell’invio e della consegna garantiscono mittente e destinatario che possono esibire le relative ricevute come prove dell’invio, della ricezione e del contenuto del messaggio inviato. “Con la Pec si possono ottenere tutti i vantaggi della raccomandata con ricevuta di ritorno, con il vantaggio di non doversi muovere dalla propria sede, stabilimento, ufficio o abitazione, con risparmio di costi e, infine, con un servizio attivo 24 ore su 24 per 12 mesi all’anno. La richiesta della Pec –commenta il Presidente Bertolini- che peraltro viene rilasciata spesso in forma gratuita, non deve essere pertanto vista tanto come un nuovo adempimento burocratico, quanto una opportunità per agevolare la gestione d’impresa”. Tutte le informazioni sulla Pec si posso trovare sul sito internet camerale, www.So.camcom.gov.it nella sezione ‘registro imprese’ in ‘istruzioni e guide operative’. La Pec, acronimo di posta elettronica certificata, è la raccomandata con ricevuta di ritorno del nuovo millennio, ha lo stesso valore e viene considerata ‘certificata’ solo se entrambi gli indirizzi e-mail, quello del mittente e quello del destinatario, sono caselle Pec. Già obbligatoria per le società di capitali, dal 30 giugno prossimo lo sarà anche per le imprese individuali, che entro tale data dovranno comunicare il loro indirizzo Pec al Registro delle imprese. Ad oggi, sulle 9095 ditte individuali attive in provincia di Sondrio soltanto 175, pari al 2% del totale, hanno un indirizzo Pec, di queste circa la metà sono imprese iscritte dopo il 19 ottobre scorso, data in cui l’adempimento è stato reso obbligatorio per le nuove iscrizioni. Entro il 30 giugno tutte dovranno mettersi in regola, poiché, a partire dal 1° luglio, le pratiche relative a qualunque domanda di variazione di imprese individuali che non hanno comunicato la Pec verranno sospese fino all’integrazione del dato mancante e, dopo 45 giorni, respinte. Per conseguenza, le ditte individuali sprovviste di Pec non avranno la possibilità di ottenere la certificazione aggiornata dei propri dati anagrafici, fino a quando non si doteranno di Pec. La domanda di iscrizione dell’indirizzo Pec è completamente gratuita. |
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ANTIRICICLAGGIO, SE NE PARLA L´8 MARZO A VILLE PONTI |
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Varese, 6 marzo 2013 - La corretta applicazione delle normative antiriciclaggio come strumento efficace per garantire il miglior andamento del mercato: è questa una considerazione che ha spinto la Prefettura di Varese a promuovere, con la collaborazione di Banca d’Italia, Guardia di Finanza e Camera di Commercio, un momento d’approfondimento sull’evoluzione del quadro legislativo che tocca questa componente decisiva della legalità. L’appuntamento è per venerdì 8 marzo con inizio alle ore 14.30 nelle sale del Centro Congressi “Ville Ponti” ed è organizzato in collaborazione con gli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Busto Arsizio e di Varese nonché del Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Milano, Busto Arsizio, Lodi, Monza e Varese. Subito dopo i saluti introduttivi del prefetto Giorgio Zanzi, del presidente della Camera di Commercio Renato Scapolan e dei vertici degli Ordini dei Commercialisti di Varese e Busto Arsizio, rispettivamente Sergio Caramella ed Ermanno Werthhammer, si entrerà nel merito dell’attività svolta da Banca d’Italia in materia di riciclaggio con le relazioni di Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano, e di Maria Benedetta Bastioni dell’Unità d’Informazione Finanziaria della stessa banca centrale. Toccherà poi al comandante provinciale Antonio Morelli illustrare l’attività della Guardia di Finanza su questo tema mentre il dottore commercialista Giangaetano Bellavia e il notaio Arrigo Roveda parleranno degli adempimenti che toccano i liberi professionisti. La partecipazione è aperta a tutti gli interessati, ma occorre confermare la propria presenza con una mail all’indirizzo: varese.Gsp@bancaditalia.it Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Filiale di Varese di Banca d’Italia al tel. 0332250310. |
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FIRENZE: VENTI GIOVANI PER DISEGNARE L’ARTIGIANATO ARTISTICO: PARTITO IL CORSO D’AGGIORNAMENTO PER DIPLOMATI SULLE TECNICHE DI PIETRE DURE, CUOIO, CERAMICA, ARGENTERIA |
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Firenze, 6 marzo 2013 - Stage nelle botteghe artigiane fiorentine. Il corso è gratuito, ragazzi a lezione dal 20 Febbraio scorso Hanno volontà, competenze, entusiasmo, voglia di mettersi in gioco, confrontarsi e creare. I venti giovani selezionati per il Corso di aggiornamento in Design del Prodotto Artigianale sono tutto tranne che “bamboccioni”: per loro il Corso è un modo di affinare competenze in settori che già conoscono, che amano e in cui vogliono distinguersi e diventare professionisti. Oltre 70 i giovani che si sono presentati al colloquio, tra cui alcuni anche originari di Paesi extraeuropei, interessati a professionalizzarsi in un settore cruciale per l’economia e l’esperienza del territorio fiorentino. Il Corso, primo nel suo genere, è interamente gratuito per i partecipanti, perché totalmente coperto da un finanziamento dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze. A promuoverlo la Fondazione Firenze Artigianato Artistico insieme con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze. «Teniamo molto a questa iniziativa – sono le parole di Antonella Coniglio, assessore alle Politiche sociali della Provincia di Firenze - Pensiamo che sia un investimento importante sui giovani e uno strumento strategico per esaltare la tradizione artigiana del territorio fiorentino invitandola a guardare al futuro». «Consideriamo questo corso un modo innovativo per i nostri artigiani di incontrarsi con giovani designer e attraverso il confronto ripensare il loro prodotto artistico in modo sempre più competitivo, nel segno di quell’originalità che lo ha caratterizzato per secoli», commenta Eugenio Taccini, presidente Fondazione di Firenze per l´Artigianato Artistico. «Per l´Università di Firenze questo corso è un modo di mettere a disposizione le proprie competenze in favore del mondo dell’artigianato e delle imprese, con l’obiettivo di offrire un’opportunità di crescita a giovani orientati alla creatività e al “saper fare”, e di contribuire all’innovazione di prodotto e alla competitività del made in Florence nel mondo», ha ribadito Francesca Tosi, Presidente del Corso di Laurea in Disegno Industriale, Università di Firenze. La selezione - Molte e diverse le competenze degli oltre 70 ragazzi che si sono presentati per i colloqui selettivi guidati dalla dott.Ssa Loredana Spaccaterra. La commissione che ha selezionato i candidati era presieduta da Francesca Tosi, Presidente del Corso di Laurea in Disegno Industriale del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e da Enrica Maria Paoletti, direttrice della Fondazione di Firenze per l’Artigianato Artistico; componenti: Antonella Coniglio, assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze; Giuseppe Lotti, Docente Università degli Studi di Firenze; Antonio Di Filippo, artigiano; Chiara Damiani, Responsabile Progetti Fondazione Firenze per l’Artigianato Artistico. I criteri selettivi hanno valutato: il curriculum vitae et studiorum di ciascun candidato in modo da verificare le esperienze pregresse; l’interesse e la motivazione verso il mondo dell’artigianato e del design; l’attitudine alla progettualità e alla creatività; la capacità a integrarsi in un gruppo di lavoro. Il Corso - Il corso offre conoscenze multidisciplinari che intrecciano cultura del fare e cultura del progetto, pratiche dell’artigianato e le elaborazioni del design, innovazione di prodotto e processo, e tradizione artigianale del territorio, con un’attenzione rivolta al mercato. Particolare attenzione verrà riservata al rapporto tra giovani progettisti e artigiani fiorentini e all’esperienza formativa in bottega privilegiando lo studio delle tecniche di lavorazione delle pietre dure; cuoio; ceramica; argenteria. Il corso, con frequenza obbligatoria, ha la durata di 262 ore complessive tra didattica frontale e stage che si svolgono direttamente nelle botteghe artigiane fiorentine. Ecco le aziende coinvolte: La Torre – Ceramica; Il Bussetto di Giuseppe Fanara – Pelle e Cuoio; Scarpelli – Mosaico in pietre dure; Yoko Takirai – Oreficeria argenteria. Al termine del Corso verrà rilasciato un attestato di frequenza. |
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PAVIA, IMPRESE STRANIERE ANCORA IN AUMENTO NEL 2012 |
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Pavia, 6 marzo 2013 - In Italia nel 2012 le imprese guidate da stranieri sono cresciute del 5,8%, pari a 24.329 imprese in più rispetto al 2011. Un contributo che si è rivelato determinante per mantenere in campo positivo il bilancio anagrafico di tutto il sistema imprenditoriale italiano (cresciuto lo scorso anno di sole 18.911 unità). Alla fine del 2012, le 477.519 imprese a guida di cittadini stranieri rappresentano il 7,8% del totale delle imprese, con punte superiori al 10% in due regioni - Toscana (11,3) e Liguria (10,1) – e in ben dodici province, tra cui spiccano Prato (23,6), Firenze (13,6) e Trieste (13,2). Al 31 dicembre 2012 le imprese guidate da stranieri iscritte alla Camera di Commercio di Pavia sono risultate 4.322, con un saldo positivo di 185 unità. Il tasso di crescita registrato è stato del 4,47% e il peso complessivo sul totale delle aziende pavesi è del 8,70%. Un dato che pone Pavia al 38esimo posto tra le province italiane nella graduatoria per tasso di crescita. “Un fenomeno che ormai non ci sorprende più – spiega il presidente della Camera di Commercio Giacomo de Ghislanzoni Cardoli – in quanto dopo la flessione registrata nel 2007 stiamo assistendo da cinque anni ad un costante trend di crescita. E’ un fenomeno che stiamo analizzando con grande attenzione per capire in quali settori stanno crescendo. Se guardo ai dati del quarto trimestre 2012, non posso che rilevare come le maggiori iscrizioni le abbiamo riscontrate nei Servizi alle imprese (+70,8%), in Agricoltura (quasi +38%) e nel Commercio (+33,6%). Penso che occorra anche da parte delle istituzioni pubbliche – afferma ancora il presidente – analizzare con estrema attenzione questi dati. Come giustamente sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ormai la geografia dello sviluppo dei territori e del rilancio del Paese passa anche dalla valorizzazione di queste nuove forze imprenditoriali, che pongono anche problemi non indifferente come quello della formazione professionale”. Dall’indagine effettuata da Unioncamere emergono altri dati interessanti. Dal punto di vista della struttura organizzativa, nella grande maggioranza (80,8% del totale) le attività degli imprenditori immigrati sono costituite nella forma dell´impresa individuale, la più semplice, mentre le società di capitale sono il 9,7%. Quanto alla provenienza degli imprenditori - con riferimento alle sole imprese individuali - il paese leader resta il Marocco, da cui provengono 58.555 titolari. Seguono la Cina (42.703) e l’Albania (30.475). |
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LOMBARDIA: DISTRETTI DEL COMMERCIO: QUINTO BANDO DA 1 MILIONE |
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Milano, 6 marzo 2013 - Regione Lombardia investe sui Distretti del commercio e lancia il quinto bando, finalizzato a sostenerli e valorizzarli quale volano per la crescita economica dei territori. Il provvedimento sarà pubblicato il 6 marzo sul Burl, il Bollettino ufficiale della Regione Lombardia. Sostegno A Piccole E Medie Imprese - "Questo provvedimento - ha spiegato l´assessore al Commercio, Turismo e Servizi di Regione Lombardia Giovanni Bozzetti - perfeziona un´iniziativa della Giunta regionale dello scorso ottobre 2012 e mira ad aggiornare e potenziare la positiva esperienza dei Distretti del commercio in vista di Expo 2015. È un´altra importante misura a sostegno delle piccole e medie imprese dei settori commercio e servizi, in un´ottica di strategia integrata di marketing territoriale per la promozione turistica. Sempre più occorre fare sistema sul territorio per migliorare l´attrattività della nostra Regione, incrementando i flussi turistici". Bando È Opportunità Di Sviluppo - "Le parole chiave - ha continuato l´assessore Bozzetti - che legano i Distretti a Expo 2015 sono l´attrattività dei territori, la capacità di sviluppare sinergie pubblico-privato, il sostegno alla competitività delle imprese attraverso politiche del territorio che siano trasversali e integrate. Questo quinto bando rappresenta una importante opportunità di sviluppo e nello stesso tempo dimostra come la Regione punti sul settore del commercio quale eccellenza assoluta del nostro tessuto economico". Un Milione A Disposizione - "La Giunta Regionale - ha proseguito Bozzetti - ha impostato il bando per aree di intervento, individuando le linee di sviluppo strategiche per il rafforzamento dei Distretti e per programmazioni strategiche, esortando i 199 Distretti del commercio della Lombardia a operare insieme agli altri sistemi territoriali quali i Sistemi turistici, i Distretti agricoli, i Distretti culturali. Le risorse messe a disposizione ammontano a 1 milione di euro, ma sono stati recuperati altri 3 milioni da bandi precedenti, che potranno integrare le esigenze del nuovo bando". Distretti Commercio Per Combattere Crisi - "Regione Lombardia - ha concluso l´assessore - promuove in questo modo la progettualità dei territori e l´innovazione come strategie per contrastare la crisi economica. I Distretti del commercio sono un patrimonio da valorizzare e un´eredità preziosa da lasciare all´Amministrazione regionale che prende forma in questi giorni". La richiesta di contributo e relativa documentazione deve essere compilata, firmata digitalmente e inoltrata informaticamente a Regione Lombardia a cura del soggetto capofila del Distretto dal 22 aprile e fino al 31 maggio 2013. Il supporto per la compilazione della richiesta è assicurato dalla Direzione generale Commercio, Turismo e Servizi tramite la casella di posta elettronica commercio_distretti@regione.Lombardia.it alla quale possono essere inviati quesiti e richieste di parere. Possono partecipare al bando i Distretti riconosciuti da Regione Lombardia alla data del 22 aprile 2013. |
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MATERA - APT BASILICATA E CDC INSIEME PER PROMUOVERE IL TURISMO |
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Matera,6 marzo 2013 - Camera di Commercio di Matera e Azienda di promozione turistica della Basilicata lavoreranno insieme per sostenere progetti legati alla valorizzazione dell’offerta territoriale, su iniziative di respiro internazionale, come quello legato alla rete dei Siti Unesco, e ad altri che si sono segnalati per originalità e capacità organizzative come il Siaft e la Dieta Mediterranea e il vasto programma di promozione che l’Ente camerale ha messo a punto per il 2013 . E’ quanto e’ emerso oggi a Matera nel corso di un incontro che il presidente della Camera di Commercio, Angelo Tortorelli, il segretario generale Luigi Boldrin e il direttore dell’Azienda speciale Cesp, Vito Signati, hanno avuto con il direttore generale dell’Apt Giampiero Perri, che ha mostrato “grande interesse’’ per le iniziative avviate dall’Ente camerale e ha espresso “piena disponibilità’’ a sostenerle nella programmazione dell’attività promozionale dell’Azienda di promozione turistica. “ E’ stato –ha detto Tortorelli- un incontro proficuo che va nella direzione di favorire quel lavoro di rete tra Enti per utilizzare al meglio risorse e opportunità. Il confronto continuo non potrà che portare all’avvio di nuovi percorsi e di sinergie per migliorare la competitività dell’offerta turistica locale e Matera, la sua provincia, hanno risorse in grado di portare valore aggiunto all’economia della Basilicata’’. |
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VERTENZA ROCKWOOL: REGIONE SARDEGNA ACCELERA TEMPI RICOLLOCAMENTO LAVORATORI |
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Cagliari, 5 Marzo 2013 – E’ stata approvata la delibera che consente agli ex lavoratori Rockwool di essere ricollocati presso la società Ati Ifras. In settimana è prevista la sottoscrizione della convenzione tra l’azienda e l’assessorato del lavoro, a cui seguirà l’avvio dei corsi di formazione propedeutici al reinserimento delle maestranze. E’ quanto emerso dall’incontro tra l’assessore regionale, dell’industria, Alessandra Zedda, i rappresentanti di Ati Ifras e le forze sociali, convocato stamane in viale Trento per fare il punto della situazione sulla vertenza. "L’assessorato del lavoro - ha confermato l’assessore del lavoro, Antonello Liori - è pronto a dare veloce esecuzione agli indirizzi proposti dalla giunta regionale". |
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PUGLIA, BANDO COMMERCIO. FISSATA PER IL 13 MARZO LA RIAPERTURA: GARANTITE A TUTTI LE STESSE OPPORTUNITÀ |
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Bari, 6 marzo 2013 - Riapre mercoledì 13 marzo alle ore 12,00 la procedura per accedere al bando “Interventi a favore delle Pmi nel settore del commercio” interrotta il 4 marzo per consentire la piena operatività del sistema. Ne dà notizia la vicepresidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “Innovapuglia, la società regionale che gestisce la procedura di accesso al bando – spiega – ci ha assicurato che in questi giorni saranno adottati tutti gli accorgimenti necessari per rispondere all’enorme flusso di domande simultanee che questo bando ha determinato. Le preoccupazioni delle migliaia di commercianti interessati al bando, nella particolare congiuntura in cui stiamo vivendo – ha continuato – sono comprensibili e pienamente condivisibili. Siamo dispiaciuti per il disagio che è stato arrecato ma assicuriamo, allo stesso tempo, che restano impregiudicati i dati già immessi a sistema, mentre coloro che non sono riusciti ad inoltrare la domanda avranno la piena possibilità di farlo”. “Fare in modo che siano date a tutti le stesse opportunità è una nostra priorità”, ha aggiunto la vicepresidente. “Per questo abbiamo dedicato gli ultimi due mesi ad un’intensa e ininterrotta attività di comunicazione sul bando. La stessa scelta della modalità on line è determinata proprio dall’obiettivo di offrire a chiunque voglia candidarsi identiche possibilità”. “Per noi – ha concluso la vicepresidente – lo straordinario boom di richieste continua a rappresentare il dato da cui partire. È chiaro che il tessuto produttivo ha intercettato proprio in questo bando un’opportunità imperdibile. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità, impegnandoci anche ad irrobustire la dotazione finanziaria dell’avviso, per non deludere le aspettative”. |
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FONSAI, LA PROVINCIA DI TORINO CHIEDE CHE SI CONVOCHI IL VERTICE DI UNIPOL SUL PIANO INDUSTRIALE |
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Torino, 6 marzo 2013 - "La struttura industriale di Fonsai è sana e dotata di personale giovane e qualificato non è pensabile far pagare ai lavoratori gli errori delle gestioni passate, che hanno sottratto valore all´impresa. Le Amministrazioni locali, insieme ai sindacati, sono disponibili a ragionare sulla valorizzazione dell´intera filiera, a partire dal settore della rc auto, per mantenere la sede a Torino e garantire l´occupazione. Bisognerà convocare l´Amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri, per entrare nel merito del piano industriale che non può far ricadere i costi della fusione sui livelli occupazionali." Lo dicono gli assessori al lavoro e alle attività industriali della Provincia di Torino Carlo Chiama e Ida Vana che questa mattina hanno partecipato al tavolo convocato presso la Regione Piemonte con le rappresentanze sindacali del gruppo Fondiaria Sai. “I sindacati hanno espresso grande preoccupazione rispetto alla riorganizzazione annunciata a seguito della fusione di Fondiaria Sai e Unipol – aggiungono Chiama e Ida Vana – perché il piano industriale presentato da Unipol prevede 2.240 esuberi e non ci sono al momento certezze rispetto al mantenimento della sede di Torino e dei livelli occupazionali”. |
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