|
|
|
LUNEDI
|
 |
 |
Notiziario Marketpress di
Lunedì 11 Marzo 2013 |
 |
|
 |
DUE ANNI DOPO FUKUSHIMA - LA SICUREZZA NUCLEARE IN EUROPA |
|
|
 |
|
|
Bruxelles, 11 Marzo 2013 - Subito dopo l´incidente nella centrale nucleare di Fukushima in Giappone il 11 marzo 2011, l´Unione europea ha deciso di rivalutare il livello di sicurezza nucleare in tutte le centrali nucleari dell´Ue. Questa era la prima volta che: Una metodologia comune è stato sviluppata- Tutte le centrali nucleari dell´Ue nell´Ue sono stati valutati allo stesso tempo e Squadre multinazionali valutato centrali nucleari. Ciò è stato fatto in stretta collaborazione con Ensreg, il gruppo delle autorità nazionali di sicurezza di tutti i 27 Stati membri. Che cosa sono gli stress test ? L´obiettivo principale degli stress test è stato quello di valutare la sicurezza e la solidità di energia nucleare impianti in caso di eventi naturali estremi . Questo significa in particolare f lood e terremoti . Entrambi gli scenari sono stati valutati contemporaneamente . Incidenti aerei Air sono stati coperti nella misura in cui essi hanno lo stesso effetto di tsunami e terremoti , il che significa che hanno chiuso la sicurezza e le funzioni normali di raffreddamento. Queste prove di stress consisteva di tre fasi. Nella prima fase i gestori di centrali nucleari effettuato una autovalutazione, in fase due regolatori nazionali valutato queste autovalutazioni e relazioni per paese preparati. Nella terza fase, tali relazioni sono state analizzate da gruppi multinazionali in un processo di valutazione inter pares , organizzate dalla Ensreg, il gruppo delle autorità nazionali di sicurezza di tutti i 27 Stati membri. Inoltre, le squadre di valutazione inter pares hanno visitato i siti delle centrali nucleari. 17 paesi pienamente partecipato alle prove di stress (tutti i 14 paesi dell´Unione europea con centrali nucleari, la Lituania con un impianto in fase di smantellamento, oltre a Ucraina e Svizzera). Quali sono stati i principali risultati delle prove di stress? La comunicazione della Commissione europea sui risultati degli stress test nucleari (4 ottobre 2012) in base alla relazione Ensreg (presentato al Consiglio europeo di giugno 2012 per informazioni) ha rivelato che: I livelli di sicurezza delle centrali nucleari in Europa sono generalmente alte e non centrale nucleare dovrebbe essere chiuso per motivi di sicurezza. Una esigenza di significativi e tangibili miglioramenti è stato identificato per quasi tutte le centrali nucleari. Ha caratteristiche di sicurezza delle centrali nucleari già stata migliorata? Tutti i 14 Stati membri con le centrali nucleari e la Svizzera hanno elaborato piani d´azione nazionali che includono tempi di attuazione. Questi piani saranno revisionati da squadre nazionali alla fine di aprile 2013. La Commissione europea e Ensreg verificherà lo stato di attuazione delle raccomandazioni da giugno 2014. In diverse opere degli Stati membri in materia di risanamento hanno già iniziato . Queste opere sono per esempio: Implementare / migliorare la strumentazione sismica; Valutazione del rischio a causa di alluvioni e incendi sismicamente indotti; Rafforzamento delle strutture contro i fenomeni atmosferici estremi; Rafforzare la protezione dalle inondazioni, rinforzo degli argini; Attuazione del backup di alimentazione dell´acqua di raffreddamento dall´esterno apparecchiature mobili; Attuazione della generatori diesel mobili. Quando i miglioramenti da completare? Il termine del 2015 dovrebbe essere intesa come termine indicativo dato dalla Commissione alla Ms per ricordare loro l´importanza dell´attuazione delle raccomandazioni e per incoraggiarli a farlo il più rapidamente possibile. Alcuni investimenti necessari, tuttavia, certamente andare oltre il 2015. Quanto costerà tutto questo costo? E dove provengono i fondi? Secondo le stime degli operatori delle centrali nucleari e le autorità nazionali di regolamentazione, le misure di miglioramento potrebbe costare fino a € 200 milioni di euro per unità di reattore. Come ci sono 132 reattori nucleari nell´Ue, il costo complessivo dei miglioramenti potrebbe montare fino a € 25 miliardi. Come la prima responsabilità della sicurezza ricade gestori degli impianti, dovranno garantire il finanziamento adeguato. Possibilità di assistenza finanziaria a livello Ue per gli aggiornamenti di sicurezza sono estremamente limitate. Alcuni sostegno finanziario, sotto forma di prestiti Euratom potrebbero essere concessi per progetti legati alla sicurezza delle centrali nucleari, ma molto pochi i fondi restano disponibili nell´ambito del regime di finanziamento in essere. In seguito il suo impegno nel trattato di adesione, la Commissione ha fornito un sostegno finanziario per la disattivazione di potenzialmente pericolose centrali nucleari in Bulgaria, Lituania e Slovacchia. Vuoi proporre una nuova legislazione? E quando? Quest´anno, la Commissione intende proporre una revisione della direttiva sulla sicurezza nucleare , garantendo che i principali insegnamenti tratti dall´incidente di Fukushima e le conclusioni delle prove di stress siano adeguatamente presi in considerazione. Le aree che sono attualmente valutati in modo più dettagliato: le procedure di sicurezza e dei quadri, l´indipendenza del regolatore di monitoraggio, la trasparenza e migliorare e meccanismi di verifica. Lavoreremo in stretta collaborazione con gli esperti degli Stati membri. In termini di preparazione alle emergenze e risposta , la Commissione ha avviato uno studio per confrontare approcci esistenti negli Stati membri dell´Ue e dei paesi vicini. L´obiettivo principale è quello di individuare eventuali lacune e sviluppare proposte di miglioramento. Quante centrali nucleari (centrali nucleari) sono stati inclusi nelle prove di stress e dove si trovano? Tutti i reattori nell´Ue sono state valutate - ci sono in totale 145 reattori in 15 Stati membri dell´Ue : Belgio: 7 reattori delle centrali nucleari (2); Bulgaria: 2 reattori (1 Npp); Repubblica Ceca: 6 reattori delle centrali nucleari (2); Finlandia: 4 reattori delle centrali nucleari (2); Francia: 58 reattori (19 centrali nucleari); Germania: 17 reattori (12 centrali nucleari, di questi, 4 centrali nucleari con 8 reattori sono stati chiusi dopo Fukushima); Ungheria: 4 reattori (1 Npp); Lituania: 2 reattori in fase di smantellamento (1 Npp); Paesi Bassi: 1 reattore (1 Npp); Romania: 2 reattori (1 Npp); Slovacchia: 4 reattori delle centrali nucleari (2); Slovenia: 1 reattore (1 Npp); Spagna: 8 reattori delle centrali nucleari (6); Svezia: 10 reattori (3 centrali nucleari); Regno Unito: 19 reattori (10 centrali nucleari). Dai paesi confinanti con l´Ue, la Svizzera (con 4 centrali nucleari operativi costituiti da un totale di 5 reattori) e l´Ucraina (con 4 centrali nucleari operativi costituiti da un totale di 15 reattori) pienamente partecipato alle prove di stress. Ulteriori informazioni Ulteriori informazioni sui risultati delle prove di stress : Memo/12/731 : Ip/12/1051 : http://www.Ensreg.eu/eu-stress-tests |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
RINNOVABILI PROMOSSE ANCHE NEL 2012: QUASI 5.700 MW DI NUOVI IMPIANTI IN ITALIA |
|
|
 |
|
|
Milano, 11 marzo 2013 – Secondo le prime stime diffuse dal Gse, il settore delle fonti rinnovabili si è confermato nel 2012 come uno dei comparti maggiormente in crescita nell’intero contesto economico nazionale. Cosa aspettarsi, invece, nei prossimi anni? "Sarebbe auspicabile – sostiene Agostino Re Rebaudengo, presidente di Aper – che i positivi risultati fino ad ora raggiunti non venissero vanificati da politiche inadatte a promuovere un sempre maggiore utilizzo di fonti rinnovabili. La nostra speranza è che il Governo che verrà, in conformità ai vincolanti obiettivi europei e alla Strategia Energetica Nazionale (Sen) recentemente approvata, adotti una politica coerente, come suggerita dalle 26 azioni per lo sviluppo delle rinnovabili elettriche in Italia, proposte dalla nostra Associazione (aper.It) e sottoscritte dai principali partiti politici prima delle elezioni". "Sarebbe un grave errore infatti - conclude il Presidente di Aper - non beneficiare degli effetti positivi dello sviluppo delle rinnovabili: risparmio nella "fattura energetica italiana" (non dovendo pagare gas, carbone e petrolio), nuovi posti di lavoro qualificati e, non ultimo, un ambiente migliore e quindi meno malattie dovute alle emissioni inquinanti e ad effetto serra". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
IL COMUNE DI VICCHIO SI SCALDA CON ENERGIA DA CIPPATO DA LEGNO VERGINE A FILIERA CORTA I RISULTATI CONFERMANO LA QUALITÀ DELL’INTERVENTO REALIZZATO |
|
|
 |
|
|
Firenze, 11 marzo 2013 - Da alcuni mesi è entrata in funzione a Vicchio la rete di teleriscaldamento alimentata dalla centrale termica a biomassa forestale (cippato da legno vergine “a filiera corta”). Il progetto, premiato lo scorso marzo a Roma dal Presidente di Legambiente e alla presenza del Ministro dell’ambiente, è legato ad una scelta di fondo dell’Amministrazione comunale di investimento sulle fonti energetiche rinnovabili e sullo sviluppo sostenibile. La centrale (750 Kw di potenza termica) che riscalda la Scuola Elementare, il Centro Civico, il Museo, la Biblioteca, il Palazzo Comunale, il Teatro, la Scuola Media e gli spogliatoi degli impianti sportivi può, in caso di necessità essere alimentata anche a gas metano. “I primi periodi di funzionamento – dichiara il Sindaco di Vicchio, Roberto Izzo - sono stati di sperimentazione nell’ottica di trovare le ottimali regolazioni e tarature e consentire al sistema di funzionare con la massima efficienza e garanzia. Nell’ottica di garantire e tutelare l’ambiente e la salute dei nostri concittadini – prosegue il Sindaco di Vicchio - lo scorso mese di gennaio sono stati effettuati tutta una serie di esami e analisi sulle emissioni della centrale (polveri totali, monossido di carbonio, biossido di azoto, biossido di zolfo), in condizioni peggiorative di funzionamento (con minore apporto, cioè, di ossigeno in fase di combustione). I risultati e i dati rilevati (consultabili sul sito del Comune e pubblicati su Vita Amministrativa che arriva a tutti i cittadini), essendo tutti ampiamente sotto i limiti e i parametri di legge, confermano la qualità dell’intervento realizzato”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
LOMBARDIA: RECUPERO ´PIGNA´ UN MODELLO DA SEGUIRE |
|
|
 |
|
|
Alzano Lombardo/Bg, 11 marzo 2013 - "Questo delle Cartiere Paolo Pigna è un modello da seguire di recupero produttivo: è la dimostrazione, che, quando i diversi soggetti si mettono attorno a un tavolo per recuperare un marchio storico come ´Pigna´, innovando e diversificando le attività, il successo è garantito". Lo ha detto Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all´Industria e Artigianato di Regione Lombardia, partecipando alle Cartiere Pigna di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, alla sottoscrizione del Contratto di recupero produttivo ´Cartiere Paolo Pigna´. Presenti nei nuovi locali della dirigenza i rappresentanti di: Provincia di Bergamo, Comune di Alzano Lombardo, Società Cartiere Paolo Pigna S.p.a., Società Leonardo S.p.a. E sindacati Cgil, Cisl e Uil. Ristrutturazione E Riqualificazione - Il contratto è finalizzato alla ristrutturazione aziendale dell´insediamento produttivo delle Cartiere Paolo Pigna e alla contestuale riqualificazione delle aree dell´insediamento produttivo in via di dismissione e costituisce il primo importante esempio a livello regionale di accordo tra Regione, autonomie locali e funzionali, imprese, rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro e altri soggetti pubblici e privati, per la realizzazione di progetti di rilevante impatto sociale nell´ambito regionale, in relazione al numero dei lavoratori coinvolti. Ottenuti Risultati Importanti - "Per Regione Lombardia la firma di questo accordo - ha detto Gibelli - è sicuramente un segnale di maturazione culturale, che permetterà, in futuro, di copiare l´esempio delle Cartiere Pigna in altre realtà lombarde". "Questa firma - ha proseguito - è un punto di partenza importante e va nella direzione di far sedere attorno a un tavolo più soggetti, che concorrono al raggiungimento di risultati importanti: il mantenimento occupazionale, il superamento di alcune divisioni, l´innovazione rispetto alla funzionalità degli spazi, la memoria storica e il rapporto tra diversi livelli istituzionali, imprenditoria e sindacati". Gibelli ha voluto inoltre sottolineare che al centro della prossima agenda politica rimarranno temi come "il lavoro, l´occupazione, il recupero produttivo". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
A L’AQUILA L’ESPERIENZA TRENTINA SUGLI EDIFICI MULTIPIANO IN LEGNO |
|
|
 |
|
|
Trento, 11 marzo 2013 - Velocità di realizzazione, economicità, comfort abitativo, sicurezza antisismica ed elevata efficienza energetica: questi i vantaggi dell’utilizzo del legno nelle costruzioni. Se ne è parlato mercoledì 6 marzo, presso l’Auditorium del Parco de L’aquila, nell’ambito dell’evento “Edifici multipiano in legno” promosso da Arca Casa Legno, la società di Trentino Sviluppo alla quale a Provincia di Trento ha affidato il compito di promuovere il primo sistema di certificazione italiano per le costruzioni in legno di qualità. Circa 400 fra tecnici, professionisti, esponenti degli ordini professionali ed imprese di costruzione si sono incontrati per analizzare le opportunità offerte dal legno nella realizzazione di edifici multipiano, materiale che rende possibile la compresenza in una stessa struttura di estetica, sostenibilità, tecnologie avanzate negli impianti, nella domotica e nel comfort abitativo. Esempio emblematico e location di tutto prestigio l’Auditorium del Parco, primo edificio certificato Arca Silver, progettato da Renzo Piano: realizzato nel centro storico della città è un la prova di come in una stessa opera possano coesistere molte delle tecnologie più avanzate sviluppate per l’utilizzo moderno del legno anche in funzione delle sue prestazioni antisismiche. In un contesto come quello aquilano, soprattutto dopo il terremoto del 2009, era necessario riconsiderare la ricostruzione della città in maniera intelligente. Ed il legno è il materiale che può risolvere al meglio le problematiche riscontrate post sisma. L’auditorium, inaugurato lo scorso ottobre con l’orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado, è stato finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento e realizzato con legno proveniente dalle foreste di Paneveggio, lo stesso che Stradivari sceglieva per i suoi violini. Una particolarità, questa, che va ad aggiungersi alla quantità di materiale utilizzato: ben 1.165 metri cubi di legno prodotti dalle foreste trentine in sole 6 ore. Ospiti della giornata aquilana Alfredo Moroni, assessore alle Opere Pubbliche di L’aquila e alcune delle più grandi personalità del settore tra cui il prof. Ario Ceccotti, direttore Cnr-ivalsa. Al workshop, un vero e proprio forum tecnico animato da un interessante dibattito tra relatori e professionisti, hanno partecipato, portando la propria esperienza e le proprie conoscenze, anche alcune aziende trentine che contribuiscono a vario titolo al “sistema Arca”: Rasom, Legno Case, X-lam Dolomiti, l’Infisso, Grisenti Impianti e Sintec Associati. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PARMA, SFRATTI: L’AIUTO DELLE ISTITUZIONI EROGATI OLTRE 467MILA EURO CON IL BANDO TERRITORIALE CHIUSO A DICEMBRE. 272 LE DOMANDE DI CONTRIBUTO PRESENTATE. APERTO FINO AL 20 MARZO UN NUOVO BANDO |
|
|
 |
|
|
Parma, 11 marzo 2013 – 272 domande di contributo presentate, delle quali 231 ammissibili, e 138 (il 60% circa) finanziate. Sono i numeri che attestano il riscontro del bando territoriale sull’emergenza abitativa chiuso lo scorso dicembre: un’iniziativa con cui, insieme al protocollo d’intesa allargato cui è strettamente connessa, il territorio ha fatto rete per andare incontro alle famiglie colpite da sfratto. A disposizione c’erano complessivamente 467.314,86 euro, per la quasi totalità di derivazione regionale: 366.800,91 euro assegnati dalla Regione alla Provincia di Parma per il coordinamento dell’emergenza sfratti sul territorio, 82.513,95 euro assegnati dall’Emilia Romagna al Comune di Parma, che ha condiviso il progetto della Provincia, e 18mila euro aggiunti dal Comune di Collecchio per i cittadini in emergenza casa della Pedemontana sociale. I numeri di consuntivo testimoniano che si è colpito nel segno, tamponando un’emergenza che di fatto è un nervo scoperto anche nel nostro territorio. “È un atto pratico di aiuto secondo noi significativo. Una boccata d’ossigeno, certamente non risolutiva dell’intero fenomeno ma d’aiuto: una boccata d’ossigeno per prendere respiro, pensata in una logica non assistenzialistica ma con criteri di selezione che hanno ovviamente dato la priorità ai casi più critici. Una risposta importante da parte delle istituzioni, che hanno saputo fare sistema di fronte a un problema dai contorni rilevanti”, ha detto oggi in piazza della Pace l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani. Per quanto riguarda il bando, sono state 272 le domande presentate (116 a Parma e 156 negli altri Comuni della provincia), delle quali 231 sono risultate ammissibili al contributo. Con le risorse a disposizione se ne sono potute finanziare 138 (il 60% circa). La macchina dei contributi è già partita: sono infatti in corso i versamenti ai proprietari. Il contributo medio a nucleo è stato di € 3.380. Nel 17% dei nuclei ammessi sono presenti più disoccupati (entrambi i coniugi), figli minori e/o persone con disabilità, mentre il 10% ha riguardato nuclei con un disoccupato, figli minori e persone con disabilità. Le ulteriori famiglie beneficiarie hanno nel 69% dei casi un disoccupato in casa e più figli minori in carico e nel 4% dei casi sono composte da più adulti disoccupati senza figli a carico. Il protocollo d’intesa sull’emergenza casa legato al bando (sottoscritto nel novembre scorso da Prefettura, Tribunale, Provincia, Comune di Parma, Comuni Capo Distretto, Comune di Collecchio, Acer-parma, Ape-confedilizia, Asppi, Appc, Sunia, Sicet e Uniat per rafforzare la strategia di rete territoriale sul tema della casa) ha offerto una sponda ulteriore ai destinatari di provvedimenti di sfratto. Grazie al protocollo, infatti, 15 inquilini nelle condizioni previste dal bando hanno infatti ottenuto da Acer la certificazione utile per ottenere una proroga dello sfratto, in attesa dell’esito della domanda di accesso al contributo. “Un’iniziativa importante perché maturata da una volontà comune e sinergica, e importante anche proprio per le modalità di lavoro: interventi non a pioggia né assistenzialistici ma costruiti secondo una precisa griglia di necessità. Certo un rimedio non esaustivo del problema ma una parte di un tutto, in un continuo impegno su questo fronte: perché l’emergenza abitativa è una delle criticità che colpiscono anche Parma e non va sottovalutata. Ora si tratta di mettere in atto ogni possibile sforzo per cercare di poterlo reiterare”, ha spiegato il prefetto Luigi Viana. “Un percorso interessante, soprattutto dal punto di vista metodologico: perché fare qualcosa insieme è sempre un valore aggiunto. È chiaro che le risorse sono tutto sommato poche rispetto all’entità del fenomeno: si tratta davvero di una goccia nel mare perché il problema casa è immenso. Questa è un’ottima soluzione per intercettare particolari categorie di bisogno, ma ce ne sono tante altre: per questo noi stiamo cercando di costruire un sistema di risposte articolato, con più categorie di risposte rispetto a problemi diversi”, ha osservato l’assessore al Welfare del Comune di Parma Laura Rossi, che ha sottolineato la necessità di “modificare una cultura uscendo dal concetto assistenziale puro”. Tra gli obiettivi del protocollo anche la costituzione di un “Osservatorio permanente sull’emergenza abitativa”, con compiti di monitoraggio del fenomeno sul territorio. Con il Tribunale di Parma sono state individuate le tipologie di dati da misurare e le modalità di trasmissione alla Provincia. La progettazione della banca dati è stata affidata a un docente e un gruppo di studenti delle classi finali dell’Itis “Leonardo da Vinci” di Parma, che offre le competenze tecniche necessarie e collabora già con la Provincia di Parma per la realizzazione del progetto “Tessere la legalità”. “L’osservatorio ci darà i numeri dell’emergenza abitativa: un quadro aggiornato della situazione che permetterà anche alle istituzioni e al territorio di impostare le strategie per affrontare il fenomeno al meglio”, ha spiegato Marcella Saccani. Un fenomeno, ha osservato il presidente del Tribunale Roberto Piscopo, “destinato ad aggravarsi e da inquadrare nel più vasto fenomeno della crisi: il sintomo di una incapacità di far fronte a debiti contratti a e a obbligazioni che si sono assunte. In questa situazione l’osservatorio avrà un compito importantissimo: ci fornirà un quadro per capire come fronteggiare le future evenienze”. “Per i nostri ragazzi partecipare a un progetto come questo è un’occasione per vedere come il mondo tecnico possa legarsi alla concretezza del quotidiano”, ha detto la preside dell’Itis Elisabetta Botti, che ha aggiunto: “Per una scuola come la nostra è importante vedere la tecnica al servizio della comunità”. Presenti alla conferenza stampa anche tre degli studenti impegnati nell’Osservatorio: Nicola, Michele, Francisco. “L’obiettivo – hanno spiegato - è quello di faciliotare la comunicazione fra gli enti. Si tratta di mettere in piedi un sistema di pagine web in cui il Tribunale inserirà i propri dati relativi all’emergenza abitativa: la Provincia e i servizi sociali avranno l’accesso e la lettura di questi dati e potranno pensare come intervenire”. Un nuovo bando per l’emergenza sfratti - Come preannunciato nel mese dicembre, concluso il bando con finanziamenti regionali la Provincia di Parma ha avviato un’ulteriore iniziativa a sostegno delle famiglie in emergenza abitativa, con un finanziamento di € 130.000 messo a disposizione dalla Fondazione Cariparma e dalla Provincia stessa. L’iniziativa è rivolta alle famiglie in conclamata emergenza abitativa dovuta all’imminente o all’avvenuta esecuzione dello sfratto per morosità, per le quali è indispensabile un’azione congiunta fra istituzioni: l’obiettivo è quello di accompagnarle verso un superamento della circostanza critica nella quale versano. Il punto di forza dell’iniziativa consiste nel mettere in rete risorse umane, competenze e professionalità in grado di vagliare i casi in esame, mettendo in campo gli strumenti necessari (soluzioni abitative e lavorative) per ricostruire per loro una base di stabilità. Il contributo massimo è di € 5.000 a nucleo. “Un bando pensato in una logica particolare: guardare sì a chi ha lo sfratto, ma anche con l’impegno di costruire, insieme ai servizi sociali territoriali, un progetto specifico intorno a quel nucleo, vincolato alla risoluzione dei problemi. Un modo per non fare assistenzialismo puro e far “fruttare” i contributi”, ha osservato l’assessore Saccani. Il bando si chiuderà il prossimo 20 marzo, ed è scaricabile dal sito internet della Provincia di Parma (www.Sociale.parma.it). Il modulo di domanda è reperibile per i residenti nel Comune di Parma al Duc (Largo Torello da Strada), mentre per gli altri Comuni nei Servizi sociali territoriali. Fanno eccezione i Comuni del Distretto di Fidenza, per i quali è necessario rivolgersi al Servizio Sociale Ausl di ogni Comune. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
SUICIDI DEGLI IMPRENDITORI IN VENETO. ZAIA: E’ UN FATTO EPOCALE, NUOVO E COMPLESSO DA GESTIRE |
|
|
 |
|
|
Venezia, 11 marzo 2013 - “E’ ormai un bollettino di guerra. Questo dei suicidi degli imprenditori è soprattutto, per noi del Veneto, un fatto epocale, nuovo e complesso da gestire”. A dirlo è il presidente della Regione Luca Zaia con riferimento all’ultimo episodio verificatosi in Veneto. “La notizia di un altro industriale che si è tolto la vita a Schio – aggiunge Zaia - è il sintomo delle profonde e insormontabili difficoltà in cui si dibatte un intero territorio. Cifre che assumono proporzioni drammatiche proprio perché il territorio stesso è disseminato di imprese. Oltre 600 mila partite Iva che non vivono di assistenzialismo e chiedono soltanto di poter lavorare bene e tanto, che si ritrovano di fronte a una pressione fiscale che sfiora il 70 per cento e le mette definitivamente fuori mercato, che vivono nell’incubo di ritrovarsi nel capannone qualcuno che non esce se non ha comunque elevato un verbale, a una burocrazia che riempie di inutili passaggi ogni pulsione alla crescita, a enti locali messi nelle condizioni di letterale impotenza”. “Vale la pena ricordare – continua il presidente - quel che ripeto fino allo sfinimento. A fronte di 18 miliardi di imposte qui in Veneto non torna un euro sotto forma di assistenza, servizi e sostegno alle imprese. Qui in Veneto si applicano meccanismi virtuosi di finanza pubblica che se estesi a tutto il territorio nazionale porterebbero a un risparmio di spesa di complessivi 28 miliardi: basterebbe trattenerne un ventesimo per ridare un minimo di slancio alla nostra economia e alle nostre produzioni. Invece nulla, continuiamo a regalare le nostre imposte a chi le spreca”. “Uno Stato che si comporta così è uno Stato rapinatore”, afferma Zaia. “Ma, soprattutto, è scomparso quello che per tutto gli imprenditori era il socio occulto – il credito – che li accompagnava e li assisteva nei momenti di svolta, difficoltà, riconversione. Quel socio non c’è più e i devastanti effetti sono sotto gli occhi di tutti. A questo si aggiunga, infine, che il patto di stabilità e le politiche centraliste stanno letteralmente uccidendo gli enti locali e la loro capacità di sostegno economico e assistenziale: non mi stanco di ricordare che il Veneto ha un miliardi 300 milioni bloccati in Tesoreria e che per questa ragione paga i fornitori ben oltre i 250 giorni (anche se va detto con chiarezza che il problema dei pagamenti non riguarda soltanto gli enti locali ma anche un diffuso malcostume fra gli stessi imprenditori), la spesa per investimenti della Regione è ferma”. “Di fronte al fallimento delle politiche centraliste e del dirigismo burocratico – conclude Zaia - occorre riprendere le parole d’ordine di una completa gestione delle nostre risorse e dei nostri tributi, per garantire a un sistema economico fra i più sviluppati e virtuosi del mondo la gestione in piena autonomia del frutto del proprio duro e quotidiano lavoro. Al di là degli schieramenti questa è l’unica strada percorribile per garantire risposte vere e rapide e non soltanto vuote parole di circostanza. Alle famiglie di tutti gli imprenditori, così colpite nei loro affetti, il senso del mio più vivo cordoglio ma non della mia rassegnazione”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BRIDGESTONE, IL 14 AL MISE L’INCONTRO CON IL BOARD EUROPEO PASSERA A CEO CASA MADRE: VALUTARE SOLUZIONI ALTERNATIVE A CHIUSURA |
|
|
 |
|
|
Roma, 11 marzo 2013 - Giovedì prossimo, 14 marzo, si terrà al Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro - convocato dal governo - con il board europeo della Bridgestone. Vi prenderanno parte anche rappresentanti del Ministero del Lavoro, della Regione Puglia, del Comune di Bari e delle organizzazioni sindacali. Al centro della riunione, l’analisi della situazione che si verrebbe a determinare con la decisione della multinazionale di prevedere, entro il primo semestre del 2014, la chiusura dello stabilimento di Modugno. Si tratta, per l’esecutivo, di una decisione grave e, allo stato, immotivata. In questo senso, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha inviato una lettera al Ceo della casa madre giapponese, Masaaki Tsuya. Nel testo si sottolinea che il Gruppo Bridgestone avrebbe dovuto discutere e confrontarsi preventivamente col Governo e gli altri livelli istituzionali competenti sulla volontà di chiudere l´impianto pugliese, così da consentire l´individuazione di soluzioni alternative a quelle prospettate dalla società. Per questo motivo - si legge nella missiva - si esige ora che il gruppo giapponese fornisca, in tempi strettissimi, tutti i chiarimenti richiesti e tenga costantemente informate le istituzioni italiane. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BRIDGESTONE. VENDOLA: "RECEPITA IMMEDIATAMENTE RICHIESTA DELLA REGIONE PUGLIA"
|
|
|
 |
|
|
Bari, 11 marzo 2013 - Una dichiarazione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola in relazione all’incontro con il board europeo della Bridegstone convocato dal governo a Roma per il prossimo 14 marzo. “Vorrei ringraziare il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti per l’attenzione che in tutte queste ore ha dedicato alla questione Bridgestone recependo immediatamente la richiesta della Regione Puglia e del Comune di Bari di convocazione dei rappresentanti della casa madre e di apertura formale di un tavolo istituzionale. In questo modo si potrà mettere radicalmente in discussione una scelta immotivata e incomprensibile come quella della chiusura dello stabilimento di Bari”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
MECCANICA VARIA IV TRIMESTRE 2012: CROLLA IL CLIMA DI FIDUCIA BONOMI: SENZA GOVERNABILITÀ NEANCHE L´EXPORT CI SALVA PIÙ |
|
|
 |
|
|
Milano, 11 marzo 2013 – L’indagine trimestrale di Anima del quarto trimestre 2012 evidenzia un andamento tendente al negativo per quanto riguarda la fiducia degli imprenditori. Il Presidente di Anima, Sandro Bonomi, ha osservato: “Devo purtroppo rilevare che da queste stime emerge un clima di sconfortante stagnazione. Molte piccole e medie aziende non investono più e si stanno fermando a fronte della mancanza di risorse, anche in conseguenza dei mancati pagamenti dalla Pubblica Amministrazione. Anche l’export, notoriamente in buona salute per il settore della meccanica, comincia ad accusare segni di sofferenza. Speriamo che una maggiore governabilità nei prossimi mesi possa dare nuovo impulso a una ripartenza delle imprese.” Con riferimento al mercato domestico il 41% delle aziende considera infatti il fatturato del mercato domestico invariato rispetto al periodo precedente, mentre il 25% lo ritiene migliorato o molto migliorato e il 34% continua a evidenziare un calo più o meno accentuato, purtroppo già caratterizzato da un andamento estremamente negativo. Analizzando le stime di fatturato riportate per il mercato estero, la percentuale complessiva di chi ritiene la produzione migliorata o molto migliorata sale al 33% mentre la percentuale di chi considera una contrazione più o meno elevata si restringe al 25%, mentre una notevole percentuale degli intervistati (42%) continua a non vedere variazioni nell’export. Anche dall’analisi delle valutazioni sull’andamento del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2011 si evidenzia una situazione abbastanza simile, con un assottigliamento delle risposte di fatturato stabile (31%) e aumento della percentuale di chi considera il fatturato peggiorato o molto peggiorato (36%). La situazione ordini riflette un quadro di generale stagnazione: il 45% degli intervistati considera i livelli invariati, mentre la restante parte viene quasi specularmente distribuita fra chi ritiene che gli ordinativi siano migliorati e chi li vede al ribasso rispetto al precedente trimestre. Occupazione stabile per l’87% delle aziende, mentre il 10% la considera in calo e il restante 3% evidenzia solo un discreto miglioramento. Nelle previsioni per il primo trimestre 2013 il baricentro delle risposte si sposta ancor più verso una preoccupante stabilità: fatturato Italia 63%, estero 59%. Le rimanenti risposte evidenziano una contrazione delle percentuali di miglioramento del fatturato interno, mentre si mantengono pressoché invariate le risposte negative. Anche nelle previsioni degli ordinativi si profilano livelli invariati sia per il mercato interno (61%), sia per l’estero (62%). L’occupazione si prospetta ancora invariata per l’84% delle aziende. Su tutto campeggia un peggioramento netto del clima di fiducia nell’ultimo scorcio del 2012, dopo l’incerto rialzo rilevato nel terzo trimestre 2012. Nota metodologica - L’indagine Iv trimestre 2012 si è rivolta a un campione di 400 aziende del comparto della meccanica costituito per il 19% da piccole aziende, per il 58% da medie aziende e per il restante 23% da grandi imprese. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TERZA CONFERENZA EUROPEA DEDICATA ALLA RICERCA SULLA MICROFINANZA |
|
|
 |
|
|
Kristiansand, 11 marzo 2013 - Dal 10 al 12 giugno 2013 si terrà a Kristiansand, in Norvegia, la terza conferenza europea dedicata alla ricerca sulla microfinanza (Third European Research Conference on Microfinance). Microfinanza è un termine generale che descrive i servizi finanziari verso individui singoli a basso reddito o verso coloro che non hanno accesso ai servizi bancari regolari. Si basa sull´idea che i singoli a basso reddito sono in grado di uscire dalla povertà se si dà loro accesso a servizi finanziari. Se da un lato alcuni studi indicano che la microfinanza può avere un ruolo nella lotta alla povertà, dall´altro si riconosce anche che non è sempre appropriata. Non dovrebbe mai essere vista come l´unico strumento per affrontare la povertà. Negli ultimi anni la microfinanza è diventata un grande segmento bancario e uno strumento di sviluppo ampiamente utilizzato. Diversi milioni di persone che vivono in povertà hanno avuto accesso a servizi di risparmio, prestito, assicurazione e pagamento in tutto il mondo. L´attuale industria della microfinanza affronta tuttavia una vasta gamma di dilemmi e problemi irrisolti riguardanti l´amministrazione e la gestione. La conferenza riunirà varie parti interessate che discuteranno gli effetti della microfinanza e i suoi limiti. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Uia.no/en/div/conferences/microfinance_conference |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
RI.VISUAL: NUOVO SERVIZIO CONTRO LA CRIMINALITÀ ECONOMICA |
|
|
 |
|
|
Campobasso, 11 marzo 2013 - Visualizzare in tempo reale e in formato grafico le informazioni su un’impresa o su una persona presenti nel Registro delle Imprese: oggi è possibile con Ri.visual, la nuova modalità di consultazione che fornisce un valido supporto nella lotta quotidiana alla criminalità economica. A tal proposito la Camera di Commercio di Campobasso organizza, in collaborazione con Infocamere, una giornata di formazione per le forze dell’ordine relativa all’utilizzo del nuovo servizio Ri.visual, nella giornata di martedì 12 marzo alle ore 10.30, Aula Informatica - Cittadella dell’Economia - Selvapiana. L’incontro ha l’obiettivo di illustrare la straordinaria efficacia di "Ri.visual", che consiste proprio nella capacità di accostare ed incrociare in pochi istanti i dati del Registro delle Imprese in modo trasversale, attraverso relazioni informatiche stabilite sulle principali chiavi identificative (codici fiscali, numeri Rea), e di restituirli in un formato grafico di immediata ed intuitiva comprensibilità. “Il Registro delle Imprese - afferma il Presidente della Camera di Commercio Amodio De Angelis- è una preziosa fonte informativa per tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza del sistema economico e analizzare i fenomeni dinamici che lo caratterizzano soprattutto quelli che, più di altri, occorre governare e gestire alla luce dei continui cambiamenti della congiuntura. Attraverso Ri.visual, la Camera di Commercio di Campobasso non solo offre un modo nuovo e semplice per avere informazioni anche complesse su imprese e società iscritte nel Registro imprese, ma vuole porsi in un’ottica innovativa nei percorsi e nelle procedure che forniscono supporto e collaborazione concreta alle Forze dell’Ordine. Con Ri.visua l- continua il Presidente De Angelis - il sistema economico molisano ha uno strumento tecnologico in più a difesa della trasparenza, in un´ottica orientata a promuovere la legalità nel mondo imprenditoriale. La lotta alla cosiddetta “economia criminale” ha bisogno di regole e strumenti certi che garantiscano l’affidabilità e la tracciabilità di informazioni e transazioni. Per questo è necessario mettere insieme tutte le informazioni disponibili, che, incrociate e analizzate con software intelligenti, possono costituire un supporto indispensabile per l’attività di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA PIEMONTE PER VINCERE LA PARTITA DELL´EXPORT. SCENARI GLOBALI, ECONOMIA PIEMONTESE E IMPRESE PRESENTAZIONE DEI DATI DELLA CONGIUNTURA IN PIEMONTE DEL IV TRIMESTRE 2012 E DEL I TRIMESTRE 2013 |
|
|
 |
|
|
Torino, 11 marzo 2013 - Unioncamere Piemonte, Confindustria Piemonte, Intesa Sanpaolo e Unicredit organizzeranno il convegno "Competitività del sistema Piemonte per vincere la partita dell´export. Scenari globali, economia piemontese e imprese" che si terrà: Martedì 12 marzo 2013, h.10 via Santa Teresa 1 Sala congressi Intesa Sanpaolo Torino. Antonio Nucci, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo, aprirà i lavori del convegno per poi passare la parola a Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, che interverrà con una relazione dal titolo “Scenario macroeconomico mondiale e nazionale”. Roberto Strocco, coordinatore dell’Area Studi e Sviluppo del Territorio di Unioncamere Piemonte analizzerà poi lo “Scenario economico regionale 2012” con un focus sui risultati della performance congiunturale del periodo ottobre-dicembre 2012, mentre Luca Pignatelli, responsabile dell’Ufficio Studi economici di Confindustria Piemonte, presenterà le “Previsioni del primo trimestre 2013 e outlook 2013”. Concluderà la prima parte del convegno Zeno Rotondi, Head of Italy Research Unicredit, con un intervento in tema di “Imprese piemontesi e internazionalizzazione”. Seguirà una tavola rotonda dal titolo “Made in Piemonte: la sfida dei mercati esteri” che porrà al centro del dibattito le eccellenze del territorio piemontese viste come strumenti di crescita e sviluppo internazionale. Moderati da Francesco Antonioli del Sole 24 Ore, interverranno Gianfranco Carbonato, Presidente di Confindustria Piemonte; Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte; Thesy Kness Bastaroli del Börsen Zeitung; Antonio Nucci, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo; Vladimiro Rambardi, Deputy Region Nord Ovest Unicredit; e Edith Ravaux, Console Generale di Francia a Torino e Genova. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
IL FONDO ROTATIVO SBLOCCACREDITI ISTITUITO DALLE CAMERE DI COMMERCIO DEL PIEMONTE SI ESTENDE ALLE AMMINISTRAZIONE PROVINCIALI |
|
|
 |
|
|
Torino, 11 marzo 2013 - Il nuovo Fondo rotativo Sbloccacrediti_piemonte di 10 milioni delle Camere di Commercio del Piemonte, operativo dallo scorso settembre per consentire la liquidazione senza oneri dei crediti vantati dalle imprese delle Amministrazioni Comunali, si estende alle otto Province piemontesi con l’accordo sottoscritto, venerdì 8 marzo, dal presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello e dal presidente dell’Upp Massimo Nobili. L’estensione del progetto – finanziato dalle Camere di commercio di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, con il coordinamento di Unioncamere Piemonte e in collaborazione con Unicredit – dà accesso allo smobilizzo a tasso zero di crediti scaduti e certificati da parte delle amministrazioni provinciali fino a un importo massimo di 50mila euro per impresa. “Le Camere di commercio sono da tempo impegnate sui temi del credito e della mancata liquidità delle imprese causata dai ritardi di pagamento anche da parte della Pa – commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte –. Le imprese lamentano da più parti il peggioramento dei tempi di incasso dei crediti nell’ultimo anno: un segno evidente della crescente difficoltà in cui versano le nostre aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, che a causa dell’allungamento dei tempi di pagamento si ritrovano senza liquidità. Grazie a questa nuova collaborazione con le Province piemontesi, speriamo di sostenere il sistema produttivo, ponendo concreta attenzione ai fabbisogni finanziari delle nostre Pmi”. “Lo interpretiamo come uno strumento in grado di arginare le pesanti conseguenze che sul sistema economico dei territori sta creando il blocco dei pagamenti alle fatture dei fornitori e appaltatori delle Province. La mancanza di liquidità di cassa delle Province, che per molte piccole imprese risulta insostenibile, è determinato – fa sapere il Presidente dell’Unione Province Piemontesi Massimo Nobili – dai ritardi nei trasferimenti statali e regionali e dai limiti del Patto di Stabilità. A livello comunitario si assumono provvedimenti per circoscrivere in 30 giorni i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e poi, per parte italiana, non le si mette minimamente nelle condizioni per farlo. Il nuovo Governo dovrà prendersi carico di questi problemi, se davvero si vuole rianimare l’economia reale del Paese dal soffocamento. Come Amministratori presenti sul territorio abbiamo un’idea viva e concreta di cosa tutto questo comporti, perché sono decine i piccoli imprenditori che ogni giorno si rivolgono a noi per capire come venire a capo di una situazione, che non abbiamo provocato ma che – come Province – stiamo subendo”. “L’accordo con Unioncamere Piemonte è un segnale di grande importanza per l’economia della nostra regione e sono convinto che il modello Piemonte si possa replicare su scala nazionale, su tutti i territori” aggiunge il presidente dell’Unione Province italiane Antonio Saitta. “L’iniziativa Sbloccacrediti nasce per contrastare la crisi economica delle imprese del nostro territorio. Unicredit, da sempre vicina al tessuto imprenditoriale locale, ha aderito fin dall´inizio a questo progetto perché è importante che le Pmi piemontesi possano riscuotere il più velocemente possibile e senza costi aggiuntivi i crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione, compresi da oggi gli enti provinciali” ha commentato Vladimiro Rambaldi, Deputy Region Nord Ovest Unicredit. Sbloccacrediti_piemonte: Chi Possono usufruire del Fondo Sbloccacrediti_piemonte le micro, piccole e medie imprese (individuate secondo la definizione contenuta nella Raccomandazione 2003/361/Ce del 6 maggio 2003) che: abbiano sede legale o operativa in Piemonte non siano in liquidazione o altra procedura concorsuale siano in regola con il pagamento del diritto camerale vantino un credito già scaduto, certo, ed esigibile che deve essere certificato da un’amministrazione provinciale abbiano un merito del credito pari o superiore a solvibilità sufficiente. Come Il Fondo rotativo delle Camere di commercio piemontesi consente lo smobilizzo a tasso zero di crediti scaduti e certificati da parte delle amministrazioni provinciali fino ad un ammontare massimo di 50mila euro per impresa. La Pmi deve ottenere la certificazione del proprio credito direttamente dall’amministrazione provinciale (secondo la modulistica disponibile sul sito www.Pie.camcom.it/sbloccacrediti_piemonte) per poi consegnarla in una qualsiasi filiale Unicredit in Piemonte, al fine del trasferimento dei fondi. Fino a 50mila euro, le operazioni per l’impresa non hanno costi né per interessi né per l’istruttoria. Per cifre superiori a 50mila euro e inferiori a 100mila euro, Unicredit ha concordato con il sistema camerale piemontese condizioni di favore pari a: tasso: Euribor 12 mesi + spread pari al 3,50% (fisso per tutte le classi di rating) commissioni/spese: 0 scadenza rimborso: 12 mesi (rimborso unica soluzione) In caso di crediti eccedenti la soglia dei 100mila euro, l’eventuale ulteriore somma potrà essere smobilizzata a condizioni liberamente negoziabili tra Unicredit e impresa. Tempi Il Fondo rotativo Sbloccacrediti è operativo fino al 31 dicembre 2013. Per maggiori informazioni sul Fondo: Numero di telefono 848 800 229 (lun-ven 9.00-17.00) Email sbloccacrediti_piemonte@pie.Camcom |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CDC DI FROSINONE E ASPIN SULLA PROMOZIONE DELLA PROPRIETÀ INDUSTRIALE |
|
|
 |
|
|
Frosinone 11 marzo 2013 - Organizzato da Aspin e dalla Camera di Commercio di Frosinone si è tenuto, nella Sala Convegni della sede Camerale di via Roma, il Seminario “Le opportunità a sostegno della Proprietà Industriale. Brevetti, marchi, disegni e modelli”. L’importante iniziativa, promossa dall’Adi - Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con il Mise – Ministero dello Sviluppo Economico, ha avuto come obiettivo sensibilizzare e informare le aziende della provincia di Frosinone sulle opportunità disponibili sulla proprietà industriale. Il momento di confronto che ha visto protagonista l’Ente camerale, il Ministero e l’Adi, ha fornito idee, suggerimenti e informazioni utili alle aziende, ai designer per migliorare il loro percorso di tutela della proprietà di marchi. In questo contesto i relatori Enrico Maccallini del Mise - Direzione Generale per la lotta alla contraffazione, Giuseppina Del Re di Fondazione Valore Italia, Simona Tenaglia di Invitalia, Matteo Carbonoli - Rappresentante Adi Lazio e Delegato per i rapporti con i professionisti hanno messo in luce tutte le opportunità a disposizione per la tutela della creatività. Nel corso dei lavori è stato ampiamente sottolineato come una maggiore brevettazione dei disegni industriali o dei progetti, se inseriti nei processi produttivi, possano avere delle ricadute positive sull’economia locale. Tra gli intervenuti anche Carlo Baldassini di Arken e Giuseppe Pignataro - Delegato Adi Lazio per l’area di Frosinone, i quali hanno riportato case histories esemplari nell’interazione pubblico-privato. Il Segretario della Camera di Commercio di Frosinone Federico Sisti si è soffermato sui servizi che Unioncamere con il supporto delle Camere di Commercio riservano alle imprese in materia di proprietà industriale. Infatti il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ha promosso un articolato programma di azioni e strumenti a supporto dello sviluppo e della competitività del sistema imprenditoriale denominato “ Pacchetto Innovazione” – da realizzare con Unioncamere in collaborazione con le Camere di Commercio. L’ente camerale di Frosinone ha aderito con grande entusiasmo al progetto avviato dalla Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione del Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere, attraverso la Convenzione siglata il 17 dicembre 2009, finalizzato alla realizzazione di attività di supporto alle innovazioni delle imprese, di informazione e di sensibilizzazione sui temi della Proprietà Industriale sul territorio. Tale programma di intervento prevede la concessione di finanziamenti agli Uffici Brevetti e Marchi delle Camere di commercio, ai Patlib, ai Pip e alle Unioni regionali delle Camere di commercio per la realizzazione di progetti finalizzati a potenziare le attività di supporto alle innovazioni delle imprese sui temi della Proprietà Industriale. L’ente camerale ha presentato due progetti che sono stati approvati e sono in fase di relizzazione, e che consentiranno di: potenziare i servizi di informazione e assistenza alle imprese per l’utilizzo del sistema per il rilascio dei titoli di Marchi e Brevetti; promuovere la realizzazione di progetti innovativi di supporto alle imprese sui temi della Proprietà Industriale. Attivare un Patent Information Point, per fornire servizi di assistenza specialistica e per effettuare ricerche di anteriorità. Ben presto, quindi, anche le imprese della nostra provincia potranno usufruire, presso gli sportelli camerali, di servizi specialisti in materia di proprietà industriale. A chiudere i lavori è stato il Presidente di Aspin, Genesio Rocca: “Abbiamo organizzato questo incontro per illustrare alle imprese valide informazioni sulle azioni da intraprendere per tutelare i propri diritti di brevetto, marchio, disegno e modello industriale. Valorizzare e tutelare gli asset immateriali, infatti, costituisce un plus per le nostre aziende che hanno tutti i requisiti per affrontare e vincere le sfide dell’economia globale ma che non sono ancora pronte a combattere efficacemente la contraffazione”. “La numerosa e qualificata partecipazione di imprenditori e professionisti – ha dichiarato, a margine del convegno, il presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli – dimostra come il tema della proprietà industriale sia fortemente sentito ed è di stimolo all’Ente camerale per proseguire nell’azione intrapresa di assistere ed accompagnare le imprese in percorsi di sviluppo e di crescita”. Al termine del seminario, i partecipanti hanno incontrato sia gli Enti gestori delle misure Ministeriali sia i consulenti esperti nella presentazione delle domande di finanziamento. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
LA SFIDA DI B2B: BREVETTI DA TRASFORMARE IN PRODOTTI INDUSTRIALI IL PROGETTO SPERIMENTALE DELLA PROVINCIA DI TORINO PRESENTATO AL POLITECNICO |
|
|
 |
|
|
Torino, 11 marzo 2013 - Un sistema robotizzato e telecomandato che consente il salvataggio in acqua di persone in stato d’incoscienza, un tutore per la riabilitazione degli arti inferiori privo di struttura fissa che una volta indossato consente di muovere l’articolazione della caviglia, una tecnologia per migliorare la ricezione del segnale Gps in ambienti difficili come viali alberati e vie strette. E ancora: un dispositivo elettronico che emette segnalazioni luminose quando in un ambiente chiuso il volume delle voci è troppo alto, un mezzo di ripresa stereoscopico da usare in sala operatoria per consentire la visione di un intervento chirurgico a distanza, un sistema di fibre ottiche da utilizzare in alternativa ai sensori elettrici su edifici storici e monumenti per rilevare crepe e altre spaccature. Sono le invenzioni del progetto B2b (Brevetti to Business) presentate oggi al Politecnico ad aziende e imprenditori che potrebbero essere interessati al loro sviluppo industriale. B2b è un’iniziativa sperimentale della Provincia di Torino nata per supportare le piccole e medie imprese del territorio nella creazione di prodotti e servizi innovativi, utilizzando brevetti degli Atenei torinesi nei settori Ict (tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni) e meccatronica non ancora valorizzati sul mercato. Con la presentazione odierna parte la seconda fase di B2b, durante la quale si analizzeranno le proposte di sviluppo industriale dei brevetti da parte delle aziende per giungere alla selezione dei due progetti più interessanti. Tra i vantaggi offerti alle imprese da B2b è da considerare l’azione di orientamento sulle opportunità di finanziamento disponibili. “In questo durissimo momento di crisi la Provincia di Torino è consapevole che sono necessarie più che mai politiche attive per lo sviluppo dell’economia del territorio” ha detto nel suo intervento l’assessore alle Attività produttive della Provincia di Torino Ida Vana. “Questo progetto sperimentale ci consente di stimolare la capacità del saper fare coniugandola con la conoscenza”. Brevetti to Business è un progetto ideato e realizzato con il supporto delle Associazioni di categoria e cofinanziata, nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Alcotra, dal Progetto strategico Alcotra Innovazione. B2b è sostenuta da Torino Wireless, Sisvel e Politecnico di Torino/ipfi in qualità di partner tecnici. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TASLAB, NASCE IL PRIMO SOCIAL NETWORK DELLE IMPRESE TRENTINE |
|
|
 |
|
|
Trento, 11 marzo 2013 - Fare sistema per affrontare la crisi e aumentare la competitività del Trentino. Questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto oggi tra Confindustria Trento e Informatica Trentina, finalizzato a mettere a disposizione delle piccole e medie imprese locali lo strumento web 2.0 Taslab – Trentino as a Lab. Taslab è una piattaforma in grado di offrire uno strumento di aggregazione e uno spazio di condivisione delle informazioni su prodotti e servizi, per far crescere ed incrementare le diversità e le specificità aziendali. Il tutto avvalendosi di uno strumento realizzato dal sistema trentino per il sistema trentino. “La Rete è un’opportunità concreta e sta diventando sempre più una necessità. Prima della crisi – ha sottolineato l’assessore provinciale all’industria, artigianato e commercio, Alessandro Olivi -, le imprese potevano solo competere tra loro, oggi devono allearsi tra loro, perché competizione ed alleanza non sono due termini antitetici. L’accordo tra Informatica Trentina e Confindustria – ha aggiunto Olivi – permette l’utilizzo di un portale avanzato, di un social network tra imprese, che domani sarà allargato a tutto il mondo delle imprese trentine. Grazie a Taslab, le aziende potranno conoscersi tra loro, trasferirsi le informazioni, cercare il terreno della collaborazione, così da superare anche la fragilità della micro dimensione”. L’accordo, siglato dal Presidente di Informatica Trentina Paolo Spagni e dal Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Trento Alessandro Benedetti alla presenza dell’Assessore Provinciale all’Industria, Artigianato e Commercio Alessandro Olivi, rientra tra le iniziative avviate nell’ambito del “Protocollo d’Intesa tra Informatica Trentina S.p.a. E le Associazioni di categoria rappresentative delle aziende locali del settore Ict” e va a rafforzare la partnership tra Confindustria Trento ed Informatica Trentina. Lo scopo è quello di sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese, che rappresentano la struttura portante del sistema produttivo locale, mettendo a loro disposizione il portale e la rete sociale di Taslab e competenze e servizi finalizzati a potenziare la rete di innovazione del nostro territorio. A queste iniziative si accompagnano ulteriori azioni (formazione, incontri, attività di animazione online) volte a sviluppare le competenze Ict delle piccole e medie imprese trentine e a potenziarne la capacità innovativa.“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore Olivi - è di diventare una piattaforma integrata di microeccellenze e di innovazione, cercando di uscire dai confini del Trentino per cercare un mercato più ampio. E questo obiettivo va aggredito con grande determinazione e con spirito di squadra. Iniziative come questa, che rientrano in una politica sistemica, sono lo strumento, la soluzione che abbiamo davanti per traghettare il Trentino dell’innovazione nell’economia della globalizzazione. Questo accordo è importante perché confverma che Informatica Trentina è al servizio della crescita e della competitività del tessuto economico provinciale, in una logica di sistema che porta verso il futuro distretto dell’Ict”. Taslab è stato scelto quindi dagli industriali trentini quale strumento web 2.0 adatto a facilitare il dialogo e la collaborazione tra le aziende e gli stakeholders potenzialmente interessati ai loro prodotti e servizi. La piattaforma web - progettata e sviluppata in modalità open source da Informatica Trentina in collaborazione con altri partner territoriali nell’ambito di un progetto co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo - è stata concepita come strumento di quello che nel frattempo è diventato il modello di riferimento per l´innovazione abilitata dall´Ict in Provincia di Trento, sulla quale si basano diversi progetti innovativi ritenuti prioritari dall´amministrazione provinciale nell´ambito, ad esempio, del turismo, della cultura, dell´ambiente e della fiscalità. La piattaforma, sviluppata con l’obiettivo di sostenere una collaborazione continua tra le più innovative aziende del territorio, i centri di ricerca in ambito Ict e la pubblica amministrazione trentina (oltre cento i referenti oggi coinvolti), diventa lo strumento di incontro delle competenze trentine per l’innovazione, andando a facilitare il trasferimento delle conoscenze fra impresa, ricerca e pubblica amministrazione, favorendo l’incontro delle rispettive competenze per alimentare il processo di innovazione dell’intero sistema e sviluppare la strategia del Trentino quale laboratorio di innovazione. “Con la messa a disposizione di Taslab – sottolinea Paolo Spagni, Presidente di Informatica Trentina – le piccole e medie imprese del nostro territorio possono mettersi in rete per affrontare nuove sfide: realizzare proposte progettuali in collaborazione con i centri di ricerca sulla base della domanda innovativa proveniente dal sistema pubblico, intraprendere percorsi di internazionalizzazione, fare sistema per uscire dai confini del Trentino e guadagnare sempre più competitività. Con questo accordo Informatica Trentina si qualifica ulteriormente quale strumento di collaborazione con il sistema delle imprese Ict locali, per favorire il loro sistematico e continuo coinvolgimento nei processi di ammodernamento della pubblica amministrazione locale. Ma, accanto a questo, Informatica Trentina assolve anche il suo ruolo di catalizzatore delle rete territoriale di innovazione”. Il Comitato Piccola Industria opera all’interno di Confindustria Trento sviluppando progetti ed iniziative trasversali ai diversi settori, mirati al sostegno dell’attività delle Pmi ed alla creazione di opportunità di crescita e rafforzamento del business. Con questo accordo intende mettere a disposizione delle aziende Associate uno strumento di collaborazione territoriale che permetta un interscambio di informazioni tra gli operatori del territorio su opportunità commerciali e progettuali, al fine di facilitare lo sviluppo della collaborazione e delle reti tra imprese; offrire uno spazio di condivisione delle informazioni su prodotti, servizi, competenze e mercati; facilitare il trasferimento delle esperienze e delle conoscenze presenti sul territorio; stimolare e sostenere le diversità e le specificità aziendali attraverso un rapido strumento di interazione; aiutare l’internazionalizzazione delle aziende; incrementare le occasioni di collaborazione e trasferimento di conoscenze tra il mondo produttivo ed i centri di ricerca. “Questa iniziativa sperimentale – sostiene Alessandro Benedetti, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Trento – che vede coinvolte le imprese industriali, la Provincia Autonoma di Trento ed Informatica Trentina, renderà disponibile ai singoli operatori uno strumento innovativo, capace di promuovere anche fuori dai confini provinciali e nazionali le eccellenze del nostro territorio, favorendone la visibilità e la presenza sui mercati internazionali. Senza alcuna spesa a carico della pubblica amministrazione offriremo nuove opportunità di crescita alle nostre aziende e le inseriremo in una rete di rapporti che, se adeguatamente alimentata da tutte le componenti, potrà aumentare in modo esponenziale la propria diffusione, trasformandosi in uno strumento di promozione del Trentino nel mondo. Questa prima fase di sperimentazione servirà per capire le reali potenzialità della piattaforma “Taslab” e per implementarla con i contenuti necessari a stimolarne l’uso da parte di categorie sempre più ampie del sistema economico e sociale trentino e, speriamo, nazionale”. “L’accordo sottoscritto oggi – afferma Roberto Busato, Direttore Generale di Confindustria Trento- costituisce un’importante opportunità per le imprese industriali trentine e testimonia gli sforzi che la nostra Associazione sta compiendo per restare al fianco dei propri Associati, soprattutto in un contesto congiunturale tanto difficile. Confindustria Trento opera a tutti i livelli al fine di individuare soluzioni e strumenti capaci di supportare le imprese e di valorizzarne le potenzialità. Taslab può rappresentare un importante fattore di condivisione di informazioni e progetti tra gli attori del sistema economico, del mondo della ricerca e della pubblica amministrazione”. “Con questo nuovo accordo – precisa Clara Fresca Fantoni, Direttore Generale di Informatica Trentina - si consolida il ruolo della nostra società quale strumento di politica economica e di incentivo alle imprese locali, fino a diventare partner strategico della Provincia per sostenere la crescita del territorio e trainare lo sviluppo del comparto Ict in generale. Il percorso che ci vede coinvolgere l’ecosistema delle imprese locali nel processo di innovazione e ammodernamento della nostra provincia è iniziato concretamente dal 2007, con l’attivazione del Tavolo della Collaborazione Territoriale Ict, con l’obiettivo di costruire una filiera di produzione di soluzione e servizi in ambito Ict e segna oggi un ulteriore passo avanti con il coinvolgimento attivo anche delle realtà della piccola industria trentina”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
IL VALORE DEL MARCHIO DA STRUMENTO DI MARKETING AD ASSET AZIENDALE |
|
|
 |
|
|
Trieste, 11 marzo 2013 - Un marchio forte può rappresentare un valido strumento per dare valore e riconoscibilità ai prodotti, fidelizzare i clienti, penetrare i mercati, impostare strategie di comunicazione e creare o consolidare l’immagine della propria impresa. Due eventi, a Trieste e a Pordenone, per illustrare i vantaggi di depositare un marchio nazionale o uno comunitario e i passi più opportuni da seguire, a partire dalla ricerca di anteriorità. Alcuni casi aziendali di successo dimostreranno come efficaci strategie di gestione e valorizzazione possono fare del marchio uno strumento davvero strategico, capace di incidere in modo significativo sul valore dell’intera azienda. Un’opportunità da non perdere in particolare per le micro, piccole e medie imprese alle quali sono dedicati gli incentivi “Marchi+” del Ministero dello Sviluppo Economico e i servizi di documentazione e ricerca opportunità internazionali offerte da Area e dalla rete europea Enterprise Europe Network. La partecipazione è libera registrandosi al sito www.Area.trieste.it Al termine del convegno gli esperti di Glp srl si renderanno disponibili a colloqui personalizzati con le aziende che ne avranno fatto richiesta all’atto dell’iscrizione online. Workshop martedì 12 marzo 2013 - ore 16.00 Conference Hall Centro Congressi - Area Science Park - Padriciano, 99 – Trieste - Programma - Ore 16.00 Benvenuto e introduzione: Stephen Taylor - Direttore Servizio Trasferimento Tecnologico Area Science Park; Francesca Marchi - Contact Point Enterprise Europe Network Area Science Park –Trieste. Il marchio: un assetimportante da vigilare - Liana Nardone - Ufficio Studi e Patlib, Area Science Park. Il marchio comunitario: tutela territorialmente ampia con un’unica registrazione - Mauro Buffolo - Senior Examiner, Operation Department Uami, Alicante (Spagna)- Il valore del marchio in una strategia della Proprietà Intellettuale integrata - Davide Petraz - Glp srl –Udine. Gestione del marchio, due casi aziendali - Corrado Piscanec - Illy caffè spa, Trieste. Marina Zonta - Moroso spa Cavalicco (Ud). Ore 17.45 Domande e risposte. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CRISI MEMC: DOPO L´ACCORDO CON IL MINISTERO IN CAMPO ANCHE SEL |
|
|
 |
|
|
Bolzano, 11 marzo 2013 - Doppio accordo per il futuro della Memc di Sinigo: oltre a quello "pubblico" con il Ministero dello Sviluppo economico, che dà il via libera alla linea di interconnessione Italia-austria, arriva anche quello "privato" fra azienda e Sel. La società a partecipazione provinciale, infatti, diventerà partner di Memc, e fornirà energia anche prima del termine dei lavori sulla nuova linea. "E´ stato un percorso lungo 9 mesi - ha sottolineato l´assessore Roberto Bizzo, che in Giunta provinciale ha le competenze in materia di lavoro - ma siamo riusciti a portare a termine un grande risultato. L´accordo con il Ministero dello sviluppo economico, che concede a Memc la possibilità di realizzare la linea di interconnessione tra Italia e Austria, rappresenta il primo ma fondamentale passo verso la concreta soluzione della crisi. Dobbiamo in ogni caso essere realisti, e sarebbe sbagliato fare annunci trionfalistici, ma quello che mi sento di dire ai lavoratori in cassa integrazione e alle loro famiglie è che noi continueremo ad impegnarci a fondo per garantire la ripresa dell´attività all´interno dello stabilimento nei tempi più brevi possibili: anche prima della conclusione dei lavori sulla linea". Oltre al protocollo d´intesa sottoscritto ieri (5 marzo) a Roma, infatti, vi è un secondo accordo di natura più privatistica fra la stessa Memc e la Sel. "La società energetica provinciale - ha aggiunto Bizzo - si è messa a disposizione con grande senso di responsabilità per iniziare in anticipo gli interventi necessari alla realizzazione del collegamento transfrontaliero, accettando anche di offrire una sorta di "pre-finanziamento" energetico allo stabilimento di Sinigo in attesa del completamento dell´opera". Il presidente di Sel, Wolfram Sparber, ha parlato di "un grande passo in avanti", precisando però che l´accordo riguarda solo "la cornice all´interno della quale proseguire nella collaborazione". Dal punto di vista tecnico, Sel importerà direttamente energia dall´Austria per conto di Memc, e tutto ciò che non verrà utilizzato dall´impianto di Sinigo potrà essere rivenduto sul mercato privato. "Con questo doppio accordo - ha spiegato il direttore dello stabilimento Claudio Pasolli - si crea l´ambiente adatto a rendere competitiva Memc rispetto ai concorrenti dell´area germanica. I tempi per la ripresa dell´attività? Difficile fare previsioni, ma anche grazie alla disponibilità di Sel cercheremo di ridurli il più possibile. Restano in ogni caso da risolvere alcune questioni tecniche legate sia al rapporto con Terna, che è il gestore italiano della rete elettrica, sia con Tiwag, che opera invece oltre il confine del Brennero". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CABINA REGIA PER TARANTO: "PROFICUO SECONDO INCONTRO" |
|
|
 |
|
|
Bari, 11 marzo 2013 - “Il secondo incontro della Cabina di regia per la riqualificazione e le bonifiche che riguardano Taranto ha confermato i tre obiettivi primari individuati nel primo incontro nell´area di Tamburi, con particolare riferimento agli istituti scolastici, nell´area Pip del comune di Statte e nel Mar Piccolo”. Così l´Assessore Lorenzo Nicastro al termine dell´incontro tenutosi nel capoluogo ionico. “Per Tamburi nei prossimi trenta giorni il Comune di Taranto presenterà agli enti componenti la Cabina i progetti per la riqualificazione e la bonifica degli istituti scolastici del quartiere, compresa la Scuola Deledda divenuta il simbolo delle criticità ambientali con cui gli abitanti convivono da anni. L´obiettivo – prosegue Nicastro – è quello di predisporre le attività di gara il prima possibile cercando di avviare i lavori entro l´estate per permettere la riapertura delle scuole a settembre con le attività ultimate”. “Per l´Area Pip di Statte, fermo restando il quadro già definito di attività, al prossimo incontro della Cabina di Regia, fissato tra 15 giorni, il Comune competente dovrà presentare il progetto esecutivo per i lavori di caratterizzazione della falda. Completato questo lavoro di indagine si potrà procedere all´avvio dei lavori entro la fine dell´anno. Ai prossimi appuntamenti, cadenzati quindicinalmente, le determinazioni sul Mar Piccolo in attesa degli ulteriori approfondimenti affidati ad Arpa Puglia che permetteranno di meglio tarare gli interventi. A piccoli passi – conclude l´Assessore – tentiamo di costruire un percorso credibile e, soprattutto, concreto”. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|