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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 19 Marzo 2013 |
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SETTIMANA AMBIENTE VENETO. CONVEGNO SU PRODUZIONE ENERGIA IDROELETTRICA |
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Venezia, 19 marzo 2013 -
La manifestazione “Settimana dell’Ambiente Veneto”, promossa dalla
Regione, si articola da un lato in momenti di studio e discussione attraverso
una serie di convegni e tavole rotonde su temi attuali e rilevanti trattati da
esperti e tecnici dei vari settori; dall’altro in visite guidate a impianti e
siti a valenza ambientale presenti sul territorio regionale.
Ieri si sono svolti i primi
convegni in programma. A Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova) si è
parlato dei Consorzi di bonifica e della produzione di energia idroelettrica
nella rete idraulica minore. E’ intervenuto anche l’assessore regionale
all’ambiente e alla difesa del suolo. Maurizio Conte, che ha posto l’accento su
un aspetto fondamentale come quello dell’utilizzazione dell’acqua nel miglior
modo possibile e, nello specifico, per
la produzione di energia pulita. Il settore delle energie rinnovabili –
ha aggiunto – offre, inoltre, opportunità economiche per le imprese e prospettive occupazionali per i giovani.
In materia di sicurezza idraulica, l’assessore ha detto che la Regione
sta concentrando la sua azione sulla realizzazione dei bacini di laminazione,
che avranno comunque un’importante funzione anche sotto il profilo
dell’irrigazione. Un altro aspetto evidenziato da Conte è il recupero dei
vecchi manufatti della rete idraulica gestita dai Consorzi di bonifica, in modo
da avere ricadute positive tanto per la salvaguardia del territorio quanto per
la produzione energetica.
Nel corso dell’incontro, su scenari e prospettive della produzione di
energia da fonti rinnovabili hanno parlato Danilo Cuman presidente del
Consorzio di bonifica Brenta, Mariano Carraro segretario regionale per
l’ambiente, Michele De Carli del Dipartimento di ingegneria industriale
Università di Padova, Umberto Niceforo direttore del Consorzio di bonifica
Brenta, Nicola Baggio coordinatore tecnico scientifico della Fondazione Fenice,
Andrea Grigoletto direttore della Fondazione Fenice e Alessandro Folli
presidente dell’Unione Regionale Bonifiche della Lombardia.
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BIOGAS, INCONTRO REGIONE MARCHE E COMITATI IN RETE. AL VIA UN TAVOLO DI LAVORO PER UNA RILETTURA NORMATIVA. |
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Ancona, 19 marzo 2013 - Una
rilettura approfondita delle disposizioni autorizzatorie per favorire una
maggiore partecipazione dei cittadini e l’applicazione dei principi di
precauzione nella fase istruttoria. Sono gli obiettivi di un Tavolo di lavoro
che vedrà la partecipazione della Regione Marche e dei Comitati in rete. Dopo
la seduta della Giunta regionale, dedicata all’esame della vicenda biogas, il
presidente Gian Mario Spacca ha incontrato una rappresentanza dei Comitati.
Incontro programmato dalle scorse settimane, prima dell’intervento della
Magistratura, che si è svolto alla luce dei provvedimenti giudiziari adottati e
delle decisioni assunta dall’esecutivo, in mattinata, con l’affidamento delle
competenze in materia di autorizzazioni energetiche, al dirigente Antonio
Minetti. Il Tavolo di lavoro verrà coordinato dalla segreteria generale della
Giunta regionale. Partirà da una rilettura della normativa in vigore, in attesa
del pronunciamento della Corte costituzionale sui provvedimenti della Regione,
contro i quali la presidenza del Consiglio dei ministri è ricorsa con due
distinte istanze, in contraddizione tra di loro. Il presidente Spacca ha
dichiarato di essere aperto a qualsiasi miglioramento e di condividere la
necessità di una rilettura della normativa. “Vogliamo il dialogo e non abbiamo
preclusioni a promuovere un confronto costruttivo”, ha detto. Spacca ha altresì
ribadito che la linea della legalità è sempre stata perseguita dalla Regione,
con chiare responsabilità dell’indirizzo politico-programmatico decisamente
separato dalla gestione amministrativa. Ora l’esigenza è quella di creare un
circuito maggiormente virtuoso tra agricoltura e lo sviluppo delle nuove
economie verdi, per trasformare il settore primario in un comparto economico
importante per le Marche, attraverso la valorizzazione delle filiere corte.
Alfredo Sadori, dei Comitati in rete, ha evidenziato che “la politica deve
riassumere un ruolo fondamentale e riacquistare la propria autorità sulle
questione delle centrali a energia alternativa. È necessaria una presa di
posizione netta, che consenta alla politica di riappropriarsi delle funzioni
istituzionali riconosciute. Il recente sviluppo della disciplina regionale in
materia di valutazione di impatto ambientale e autorizzazioni energetiche ha
visto, al contrario, rafforzare il potere e la discrezionalità degli uffici
regionali, circostanze più volte segnalate in numerose iniziative. Prendiamo
atto, con favore, della disponibilità ora espressa dalla Giunta regionale e
manifestiamo apertura e spirito collaborativo”.
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ENERGIA E AMBIENTE, UN PROGETTO DI FORMAZIONE PER LE AZIENDE START UP |
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Firenze
19 marzo 2013 – Un incontro per presentare L.in.e.a. (acronimo di Laboratorio
di innovazione tecnologica in campo energetico e ambientale), il progetto
co-finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e coordinato dal Polo
Universitario “Città di Prato” che si rivolge a imprenditori, dipendenti e
stagisti di aziende toscane che operano nel settore dell’energia e
dell’ambiente.
Lo
promuove Giovanisì, per far conoscere le opportunità offerte dal Laboratorio
alle aziende start up (costituite da non più di 3 anni) che operano in tutta la
Toscana nel settore energetico-ambientale. L’incontro si svolgerà mercoledì 20
marzo, dalle 15 alle 17, presso l’Auditorium di Sant’apollonia, in via San
Gallo 25 a Firenze.
Il
progetto L.in.e.a. Prevede azioni di formazione in azienda per il trasferimento
di know-how teorico di base, ma anche tecnologico applicativo ed impiantistico,
su sistemi di conversione dell’energia ad elevato sfruttamento energetico e
basso impatto ambientale da fonti primarie esauribili, rinnovabili e di
recupero.
Alla
presentazione potranno partecipare anche aziende di altri settori che sono
comunque interessate ai temi energetici. L’incontro è a numero chiuso. Per
iscriversi o avere maggiori informazioni sull’evento, inviare una mail a iscriviti@giovanisi.It
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PRESENTATO L´OFFSHORE MEDITERRANEAN CONFERENCE & EXHIBITION 2013 |
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Ravenna, 19 marzo 2013 - “Rafforzare un intero comparto industriale che
ha sviluppato tecnologie all’avanguardia, in grado di garantire sicurezza e
tutela dell’ambiente”. È la sfida che parte da Ravenna dove è stata presentata
oggi alla Camera di Commercio, l’Xi edizione della Offshore Mediterranean
Conference & Exhibition – Omc 2013, la principale vetrina dell’Oil &
Gas nel bacino del Mediterraneo, a cadenza biennale, in programma a Ravenna dal
20 al 22 marzo. Sono intervenuti Gianfranco Bessi, Presidente della Camera di
Commercio di Ravenna, Innocenzo Titone, Presidente di Omc 2013, Franco Nanni,
Presidente Roca (Associazione Ravennate Contrattisti Offshore). La Offshore
Mediterranean Conference & Exhibition – Omc 2013 verrà inaugurata il 20
marzo alle ore 10, con la sessione plenaria sul tema “Charting a course in a
changing sea” (“Tracciare nuove rotte in questo mare caratterizzato da continui
cambiamenti”) presieduta dall’Ad Eni, Paolo Scaroni. Interverranno i massimi
vertici dell’industria petrolifera internazionale. Sono previste Sessioni
plenarie speciali dedicate alla Sostenibilità e alla Social Responsibility e
Workshop dedicati alle tecnologie più avanzate del settore.
Omc 2013, che vede la partecipazione dei rappresentanti di paesi
produttori non solo del Mediterraneo (Algeria, Egitto, Libia) ma anche
dell’Africa Subsahariana (Congo, Angola Mozambico) e del Medio Oriente (Qatar,
Iraq), si sviluppa su un’area espositiva di oltre 20 mila mq e con circa 550
espositori provenienti da 30 paesi, la presenza di tutte le maggiori Oil
Companies europee, del Nord Africa e del Medio Oriente (Eni, Edison, Total,
Shell, Sonatrach, Egpc, Egas, Noc, Crosco, Ina, Qatar Petroleum).
“Il settore dell’offshore si è sviluppato a Ravenna sulla scia
dell’attività di estrazione di gas che l’Eni ha avviato nel dopoguerra in
Adriatico e che prosegue tuttora. Da allora le nostre imprese sono cresciute –
ha sottolineato il Presidente della Camera di Commercio Gianfranco Bessi - sono
diventate competitor internazionali e operano sui principali mercati. E questa,
è la grande forza di questo settore dell’economia ravennate, che gli ha
consentito di risentire in forma minore della crisi”.
Ma l’Oil&gas, pur essendo uno dei pochissimi settori industriali in
attivo e in crescita anche in Italia, è frenato dalla lentezza degli iter
autorizzativi e dai diffusi pregiudizi nei confronti dell’attività estrattiva
che l’Omc può certamente contribuire a sfatare con un’informazione chiara e
puntuale.
“In questo mare turbolento, l’industria petrolifera deve tracciare o
individuare nuove rotte - ha ribadito il Presidente di Omc 2013 Innocenzo
Titone – ricordando che in questi ultimi anni il settore energetico è stato fortemente
condizionato da diversi fattori: la crisi finanziaria mondiale, la persistente
instabilità geopolitica nel Nord Africa, e non solo, la volatilità dei prezzi,
in particolare del mercato del gas. Per assicurare l’energia necessaria al
progresso economico occorrono significativi investimenti, lo sviluppo di
tecnologie sempre più sofisticate ma anche e soprattutto, il dovere di
assicurare la tutela delle persone e la protezione dell’ambiente in cui si
opera”.
E l’Omc sarà l’occasione per presentare
risultati raggiunti dall’industria petrolifera upstream in campo
scientifico, tecnologico e professionale con particolare attenzione alla
gestione della sicurezza sul lavoro e della compatibilità ambientale. “Sono
passati 23 anni da quando, nell’agosto del 1990 - ha ricordato Franco Nanni,
Presidente Roca - alcuni imprenditori ravennati del settore offshore, visitando
l’Offshore Northern Seas (Ons) di Stavanger, pensarono che la realizzazione di
una fiera simile in Italia avrebbe costituito un valido momento di confronto e
scambio tecnologico, a livello internazionale, tra gli operatori del
settore. La prima Omc fu inaugurata l’11
marzo 1993: 55 stand in rappresentanza
di 196 aziende, alcune migliaia di visitatori, 40 relazioni e oltre 300
delegati. E da allora è stato un crescendo di successi”.
L’edizione 2013 si annuncia come una delle più partecipate a livello
internazionale.
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ENERGIE ALTERNATIVE, LIGURIA: OLTRE 500MILA EURO PER MIGLIORAMENTO EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI IMPIANTI SPORTIVI” APPROVATO BANDO IN GIUNTA |
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Genova, 19 marzo 2013 - Cinquecentocinquantamila euro per il
finanziamento di interventi destinati alle imprese e a enti privati per il
miglioramento dell’efficienza energetica e la riduzione dei consumi energetici
nelle strutture sportive. Sono stati stanziati quest’oggi dalla Giunta
regionale, attraverso un bando, su proposta dell’assessore allo sviluppo
economico, Renzo Guccinelli, in collaborazione con l’assessorato allo sport.
Dal 15 aprile i soggetti interessati potranno presentare progetti per
la realizzazione di interventi finalizzati alla riqualificazione delle
strutture edilizie e degli impianti, per ridurre i fabbisogni energetici e per
la realizzazione di impianti per produrre energia elettrica e termica da fonti
rinnovabili.
I progetti dovranno riguardare strutture adibite ad attività sportive.
I contributi, a fondo perduto, finanziano il 50% degli investimenti
fino ad un massimo di 100.000 euro.
“L’iniziativa – ha spiegato Guccinelli - rientra nel quadro delle
politiche energetiche della Regione Liguria che, nel corso degli ultimi anni ha
promosso e sostenuto il miglioramento dell’ efficienza energetica ed dell’uso
razionale dell’energia, con l’obiettivo di diminuire le emissioni di Co2 e
traguardare gli obiettivi europei”.
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PISTOIA: UN CONTRIBUTO PER I NUCLEI FAMILIARI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA PER AIUTARLI A PAGARE IL MUTUO SULLA PRIMA CASA |
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Pistoia, 19 marzo 2013 - Aiutare i nuclei familiari colpiti dalla crisi economica a mantenere la proprietà della prima casa acquistata con un mutuo bancario. E´ questo l´obiettivo del bando, fortemente voluto dall´Amministrazione, per andare incontro ai cittadini che per gravi motivi possono usufruire di risorse economiche limitate. Il Comune ha stanziato 50 mila euro per sostenere chi è in difficoltà. Scadenza per la domanda. Da venerdì 15 marzo e fino al 31 maggio sarà possibile presentare la domanda all´ufficio protocollo del Comune in piazza Duomo 1 con consegna diretta oppure tramite invio per posta (in questo caso fa fede la data di arrivo al protocollo). I requisiti necessari. Almeno uno dei componenti del nucleo familiare (lavoratore dipendente, autonomo o precario) deve essere colpito dall’effetto della crisi economica. Il bando prende in considerazione tutte le tipologie di lavoratori in difficoltà: da chi viene licenziato a chi si vede diminuire le ore lavorative, da chi è colpito dalla cassa integrazione a chi è in mobilità, dai contratti di solidarietà ai contratti a termine fino al lavoro atipico e alle attività libero-professionali o di imprese registrate alla Camera di Commercio. Il beneficio sarà previsto anche per nuclei familiari dove una malattia grave, un infortunio o il decesso abbia comportato una situazione di disagio economico. Per ottenere i contributi è necessario inoltre che il nucleo familiare abbia un reddito Ise non superiore a 35 mila euro e un valore Isee non superiore a 20mila euro. Graduatoria e contributo. L´ammissione al contributo avverrà esclusivamente sulla base dell´ordine cronologico di arrivo delle domande al protocollo del Comune, fino a esaurimento delle risorse finanziarie disponibili. Può essere erogato un solo contributo per ogni nucleo familiare. Si tratta infatti di un aiuto straordinario di 2.000 euro per chi ha un Isee che va da 0 a 10.000 euro e di 1500 euro per chi ha un Isee da 10.001 euro a 20.000. Bando e schema di domanda. Si possono scaricare dal sito internet del Comune www.Comune.pistoia.it oppure è possibile ritirarli a Pistoiainforma in piazza Duomo o all´ufficio casa in piazza San Lorenzo. Per ulteriori informazioni telefonare all´ufficio casa ai numeri 0573-371413, 371400 lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.30; martedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30. |
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BOLZANO: CONTRIBUTI DAL FONDO DEL PAESAGGIO |
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Bolzano, 19 marzo 2013 - Contributi per 220.000 Euro sono stati assegnati dalla Commissione provinciale per il Fondo del paesaggio riunitosi la scorsa settimana sotto la presidenza dell´assessore provinciale Elmar Pichler Rolle. Dei 20 progetti presentati ne sono stati accolti 17, mentre 3 sono stati rinviati e saranno sottoposti ad approfondimenti. I progetti che saranno finanziati sono l´inventario paesaggistico nel comune di Naz-sciaves, consulenze nel settore della tutela degli insiemi, la rinaturazione di un castagneto a Naturno, la conduzione dei Centri visite nei comuni di Naturno, Trodena, Campo Tures e Tires, lo studio sulla diffusione dell´ululone dal ventre giallo in Alto Adige e l´allestimento naturale di un´area ricreativa a Colle Isarco. Http://www.provincia.bz.it/natura/temi/contributi.asp |
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BASILICATA, DE FILIPPO AL CONVEGNO SU HOUSING SOCIALE: “CONQUISTA CENTRALITÀ UN’OFFERTA ABITATIVA SOSTENIBILE CHE PROPONE LA RIQUALIFICAZIONE URBANA ABBINATA ALLO SVILUPPO ECONOMICO” |
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Potenza, 19 marzo 2013 - “L’housing
sociale propone un nuovo paradigma abitativo che rimette in discussione
politiche di progettazione architettoniche e sviluppo urbanistico che hanno
caratterizzato gli ultimi decenni. Si attiva un modello culturale che mira a
superare la logica di offrire esclusivamente risposte alla mancanza di
abitazione per determinate fasce sociali e che, in molti casi, trasferisce
moduli abitativi intensivi nelle periferie delle città.
Conquista centralità un’offerta abitativa sostenibile che propone la
riqualificazione urbana abbinata allo sviluppo economico e che coinvolge, in un
disegno di collaborazione sinergico, diversi attori: istituzioni pubbliche,
operatori della pubblica amministrazione e della cooperazione, del campo della
finanza e del credito, progettisti e costruttori.
L’idea “dell’abitare di tutti” si coniuga, sapientemente, nella nostra
realtà territoriale regionale caratterizzata da due città capoluogo già a
dimensione sociale, con le strategie e i progetti delle “Smart Cities”, le
“città intelligenti”, che abbiamo presentato proprio nella città di Matera
circa un anno fa, e con le azioni attivate a sostegno della Città dei Sassi a
capitale europea della Cultura per il 2019”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata, Vito De
Filippo, nel corso del suo intervento al convegno “Housing sociale” che si è
svolto nella sala Levi del Palazzo Lanfranchi.
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GRANDE PROGETTO RIQUALIFICAZIONE URBANA AREA PORTUALE NAPOLI EST, FIRMATO IL PROTOCOLLO |
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Napoli, 19 marzo 2013 - E’ stato firmato ieri a palazzo Santa Lucia il
protocollo d’ intesa per l´attuazione del grande progetto
"Riqualificazione urbana area portuale Napoli Est".
L´intesa è stata sottoscritta dal presidente della Regione Campania
Stefano Caldoro, dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dal presidente del
Comitato Naplest Maria Luisa Faraone Mennella, dal presidente dell’Unione
Industriali di Napoli Paolo Graziano, dal presidente dell´Acen (Associazione
costruttori edili di Napoli) Rodolfo Girardi e dal presidente di Fintecna
Immobiliare Vincenzo Cappiello.
Obiettivo del grande progetto è la riqualificazione urbana e produttiva
dell’area della zona industriale di Gianturco per nuove funzioni urbane.
A tal fine si procederà a realizzare un sistema di infrastrutture per
il potenziamento della rete stradale ed opere di urbanizzazione di base.
L’investimento complessivo è pari a 206 milioni e 900 mila euro, di cui 106 milioni e 900 mila
di fondi Por Fesr 2007-2013 e 100 milioni sulla riprogrammazione del Piano
Azione Coesione.
Le strade interessate agli interventi di riqualificazione sono via
Ferraris, via Brecce a Sant´erasmo, via Imparato, via De Roberto, via Miraglia,
via Brin, via Aulisio, via Gianturco, via Tocco, via Nuova delle Brecce, asse
costiero tratta via Vespucci/via Ponte dei Francesi, asse costiero tratta corso
San Giovanni.
Completano il quadro degli interventi la rifunzionalizzazione del
sistema fognario San Giovanni/volla, la sistemazione a verde ed arredo urbano
della rete stradale, la realizzazione di sistemi di videosorveglianza e
l’adeguamento della caserma dei vigili del fuoco.
"Un altro passo in avanti -
sottolinea il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro - per
riqualificare una zona strategica della città e dell’intera regione. Dal
confronto tra le Istituzioni e il mondo produttivo possiamo e dobbiamo trovare
soluzioni per lo sviluppo. La direzione di marcia è quella giusta."
"Un progetto importante - aggiunge il sindaco di Napoli Luigi de
Magistris - nato dalla positiva integrazione fra fondi pubblici e privati, che
cambierà volto ad un´area strategica attraverso una riqualificazione sociale,
ambientale, infrastrutturale e produttiva. Un progetto lontano dalla logica
della speculazione, che non potrà che avere un´importante ricaduta su un
territorio che da cosiddetta periferia può diventare, invece, centro nevralgico
del rilancio della città."
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BOLZANO: VERSO L´AGENZIA DI CONTROLLO SULL´EDILIZIA CONVENZIONATA |
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Bolzano, 19 marzo 2013 - Per evitare gli abusi nell´utilizzo di alloggi
convenzionati la Giunta provinciale intende accelerare sull´istituzione di una
specifica agenzia di controllo. Il 18 marzo ha incaricato l´assessore
competente Christian Tommasini di avviare l´iter del progetto dell´agenzia in
collaborazione con il Consorzio dei Comuni.
Da tempo si discute della necessità, per evitare speculazioni edilizie
sul territorio in tema di mercato degli alloggi, di rendere più efficace la
vigilanza della Provincia e dei Comuni sull´edilizia abitativa convenzionata
attraverso l´istituzione di un´apposita Agenzia provinciale. Come noto,
l´assegnazione di zone di espansione per la costruzione di casa comporta che il
55% della superficie venga riservato all´edilizia agevolata, mentre del
restante 45% "libero" il 60% sia vincolato ad alloggi convenzionati,
vale a dire da mettere a disposizione di residenti in Alto Adige in attesa di
prima casa. Sono invece frequenti i casi di mancato rispetto di questa
disposizione, in particolare con abitazioni di edilizia convenzionata affittate
a turisti e persone provenienti da fuori provincia, a scapito appunto dei
residenti in attesa di alloggio.
Per evitare tali abusi si punta su controlli più severi: spetterebbero
invero ai Comuni, che però non sembrano in grado di garantirli. "Per
questo la Provincia ha concordato con il Consorzio dei Comuni di istituire una
specifica agenzia che possa esercitare questa attività di controllo su tutto il
territorio provinciale", ha spiegato il presidente Luis Durnwalder.
L´assessore competente Christian Tommasini è stato quindi incaricato dalla
Giunta provinciale di avviare i passi con il Corsorzio dei Comuni per rendere
al più presto operativa la nuova agenzia che verifichi la corretta destinazione
degli alloggi convenzionati. "Confidiamo di poter attivare l´agenzia nelle
prossime settimane", ha concluso Durnwalder.
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IL RAFFORZAMENTO DEGLI INVESTIMENTI NELLA POLITICA EUROPEA DI VICINATO |
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Bruxelles, 19 Marzo 2013 -
Un obiettivo chiave dei nuovi finanziamenti comunitari approvato ieri dalla Commissione europea. Sarà l´energia ed i
trasporti nei paesi del vicinato meridionale e orientale.
La Commissione ha deciso di stanziare 200 milioni di euro al Fondo di
vicinato investimenti con l´obiettivo di dare impulso agli investimenti da
parte delle banche di sviluppo dell´Ue. Combinando le sovvenzioni dell´Ue con i
prestiti delle banche di sviluppo consentirà a strutture di finanziamento più
competitive per molti grandi progetti nei paesi del vicinato orientale e
meridionale. Gli investimenti previsti si rivolgerà progetti nel settore
dell´energia e dei trasporti stabilisce interconnessioni infrastrutturali tra
l´Ue ei paesi vicini e tra i vicini paesi stessi, così come i progetti inerenti
alle comuni sfide dei cambiamenti climatici e promuovere la crescita e le
piccole imprese.
" Dal suo lancio nel 2008, il Fondo investimenti vicinato ha
dimostrato di essere uno strumento di vitale importanza per l´Ue di
cooperazione della regione vicina. Aiuta i nostri partner a fare la differenza
nelle aree in cui è necessario che la maggior parte, come l´energia, i
trasporti, l´ambiente o il settore sociale. Aiuta anche generare ulteriori
risorse finanziarie e per fornire su progetti concreti. Sfruttando i fondi di
altre istituzioni, che massimizzi il valore aggiunto delle sovvenzioni Ue.
", ha detto Štefan Füle, commissario per l´allargamento e la politica
europea di vicinato.
Il Fondo investimenti vicinato riunisce sovvenzioni della Commissione
europea e gli Stati membri dell´Unione europea, con prestiti da istituti
finanziari pubblici europei, così come i contributi dei paesi partner. Aiuta a
sostenere i paesi vicini dell´Ue nella realizzazione di progetti di
infrastrutture necessarie.
I progetti finanziati nel 2012 coperto una vasta gamma di iniziative e
settori, tra l´altro, una delle piccole e medie imprese (Pmi) meccanismo di
garanzia nel vicinato meridionale, la modernizzazione dei valichi di frontiera
in Armenia, il supporto per la rete di trasporto elettrico in Marocco così come
per un verde per Growth Fund, che fornirà rifinanziamento tramite istituti
finanziari locali per gli investimenti in efficienza energetica e le energie
rinnovabili alle Pmi e alle famiglie nei paesi vicini orientali.
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COMMERCIO: LA TOSCANA RESISTE, MA OCCORRE INTERVENTO ENERGICO DELLO STATO |
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Firenze, 19 marzo 2013 – “Dai
dati sull’andamento del settore commerciale diffusi oggi da Unioncamere, emerge
che la flessione della Toscana è inferiore al dato nazionale medio e a quello
di quasi tutte le macroaree italiane”. E’ quanto sostiene l’assessore regionale
al commercio Cristina Scaletti, commentando il rapporto di Unioncamere. “E’
purtroppo una magra consolazione, ottenuta anche grazie all’azione della
Regione che ha cercato, per quanto nelle sue possibilità, di gestire il disagio
sociale investendo nel sostegno alle crisi aziendali e al reddito delle
famiglie, e nelle politiche per i giovani”.
“Ma è il continuo e preoccupante calo del potere d’acquisto delle
famiglie a dare chiaramente la dimensione della crisi che stiamo
attraversando”, aggiunge l’assessore. “Mancano i soldi nelle case, ed ora più
che mai sono necessari interventi concreti di sostegno al reddito e alle
piccole e medie imprese. La Regione lo sta facendo, tengo a sottolinearlo, con
un sostegno diretto, grazie ai bandi per la creazione e il consolidamento delle
piccole attività commerciali, con un’attenzione particolare ai giovani
imprenditori under 40”.
“Abbiamo messo a disposizione delle piccole e micro imprese turistiche
e commerciali oltre sette milioni di euro”, prosegue l’assessore Scaletti. “Di
questi, tre milioni di euro sono a favore delle attività dei territori colpiti
dalle alluvioni del novembre scorso. A questi interventi di natura finanziaria
seguono interventi normativi ad hoc che garantiscono un deciso alleggerimento
burocratico oltre che una robusta semplificazione delle regole”.
Infine, a giudizio dell’assessore, non può essere tralasciato l’impegno
profuso, anche in termini economici, nel potenziare le attività dei Centri
commerciali naturali, divenuti veri e propri presidi di identità culturale
capaci di vivacizzare la vita economica e sociali dei centri storici. E anche
il lavoro svolto per sostenere la ristorazione e il piccolo commercio
indipendente, con il fortunato progetto Vetrina Toscana.
“L’augurio – conclude Scaletti – è che la nuova legislatura porti
Governo e Parlamento a trovare la giusta e veloce soluzione a questa crisi che
sta mettendo in ginocchio l’economia del nostro Paese”.
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COMMERCIO ESTERO: ASSOCAMERESTERO, L’EXTRA-UE FA VOLARE L’EXPORT ITALIANO A GENNAIO 2013, PER L’ITALIA ESPORTAZIONI IN CRESCITA, NEI DATI DESTAGIONALIZZATI, DEL 4,3% SU BASE ANNUA, MENTRE LA GERMANIA SI FERMA AL 2,3%. |
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Roma,
19 marzo 2013 – Inizio anno nel segno della crescita
per l’export italiano: a gennaio, si registra un incremento delle esportazioni,
nei dati destagionalizzati, del 4,3% su base annua, raggiungendo un valore di
circa 33,2 miliardi di euro. Nel periodo, il nostro principale competitor,
la Germania
si ferma invece ad una crescita del 2,3%, mentre “i cugini francesi” mantengono
lo stesso livello di vendite del 2012.
Sempre nei dati
destagionalizzati, anche la bilancia commerciale segna ottimi risultati, con un
avanzo che supera i due miliardi di euro, in recupero di ben 2,5 miliardi
rispetto al deficit di gennaio 2012 (di 477 milioni di euro). Anche il saldo
extra-energetico mostra buone performance, passando da un surplus di circa 1,8
miliardi del 2012 agli attuali 3,8 miliardi (+ due miliardi in un
anno).
“Questi
risultati sono attribuibili soprattutto ai beni di investimento, ossia ai beni
strumentali e prodotti intermedi, che in quota rappresentano circa due terzi
dell’export italiano. – afferma Gaetano Fausto
Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat
sul commercio estero diffusi oggi – A
dimostrazione di quanto i macchinari italiani siano un punto di riferimento per
lo sviluppo industriale dei nostri partner commerciali, basti pensare che a
gennaio la meccanica registra da sola un attivo di 3,2 miliardi di euro, in
ulteriore crescita rispetto allo scorso anno e superiore di oltre un miliardo a
quello complessivo degli altri comparti del Made in
Italy”.
Tra i mercati di
riferimento, cresce la quota dei Paesi Extra-ue, verso cui si dirige il 46,3%
dell’export italiano (+ 2,3 punti percentuali rispetto a gennaio 2012). In
crescita, in particolare, le quote export in America settentrionale (da 6,8% a
7,6%) e Svizzera (da 5,5% a 5,9%), mentre in Russia e Turchia si registra solo
una lieve variazione positiva. |
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UNIONCAMERE, ANCORA 2,5 MILIONI DI EURO PER REGISTRARE MARCHI |
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Roma, 19 marzo 2013 - Promuovere l’utilizzo dei diritti di proprietà
industriale per valorizzare e sostenere la capacità innovativa e competitiva
delle imprese, attraverso una apposita linea di finanziamento rivolta alle
piccole e medie imprese. Questo l’obiettivo del bando pubblicato lo scorso 7
maggio 2012 (G.u.r.i. N. 195) del valore di 4,5 milioni di euro, oltre la metà
dei quali (2,5 milioni) ancora disponibili.
L’iniziativa, che ha per scopo ultimo la diffusione della cultura
brevettuale – di cui Unioncamere è ente attuatore – rientra nell’ambito di una
collaborazione istituzionale con il Ministero dello Sviluppo Economico
(Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Uibm). Il finanziamento
è parte integrante del “Pacchetto Innovazione” ideato e progettato dalla Direzione
Generale del Ministero e attivato con il nome di “Marchi+” e consiste in
agevolazioni per la registrazione di marchi comunitari e internazionali in
favore di micro, piccole e medie imprese, nel rispetto della disciplina
comunitaria degli aiuti erogati in regime di de minimis.
Il programma prevede due linee di intervento:
Misura A): Agevolazioni per l’acquisto di servizi specialistici
finalizzati a favorire la registrazione dei marchi comunitari presso Uami
(Ufficio Armonizzazione Mercato Interno).
Misura B): Agevolazioni per l’acquisto di servizi specialistici
finalizzati a favorire la registrazione di marchi internazionali presso Ompi
(Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale).
Il bando, consultabile all’indirizzo http://www.progetto-tpi.it/ prevede:
a) un’agevolazione pari all’80% delle spese sostenute - fino alla somma
massima di € 4.000,00 per ciascuna domanda di marchio depositata, con un
massimale di € 15.000,00 per impresa – in favore delle imprese che abbiano
depositato, successivamente alla pubblicazione del bando, domanda di
registrazione di un marchio comunitario presso l’Uami;
b) un’agevolazione pari all’80% delle spese sostenute - fino ad un
massimo di € 4.000,00 (€ 5.000,00 con agevolazione pari all’90% se è designata
la Cina o la Russia) per ciascuna domanda di marchio depositata presso Ompi che
designi un solo Paese, e di € 6.000,00 (€ 7.000,00 con agevolazione pari
all’90% se è designata la Cina o la
Russia) se designati sono due o più Paesi – in favore delle imprese che abbiano
depositato, successivamente alla pubblicazione del bando, la domanda di
registrazione internazionale in uno o più Paesi tramite procedura Ompi.
L’agevolazione è concessa fino ad un limite massimo per impresa di € 15.000,00.
Gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la ricezione delle
domande, l’istruttoria delle stesse e l’erogazione delle agevolazioni previste
dal bando sono curati da Unioncamere che ha dedicato, per informazioni, una
casella di posta elettronica: infoimprese@progetto-tpi.It o un fax: 06 - 42010959.
Le risorse sono assegnate con procedura valutativa “a sportello”,
secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Per la
partecipazione, si raccomanda di consultare le Faq sul sito, al fine di non
incorrere in errori.
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AGENZIA DELLE ENTRATE: UNA VIDEOCONFERENZA PER SPIEGARE LE NOVITÀ DEI MODELLI DI DICHIARAZIONE 2013 L´INIZIATIVA APERTA ALLA PARTECIPAZIONE DI RAPPRESENTANTI DI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI, DI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E DI ORDINI PROFESSIONALI |
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Firenze, 19 marzo 2013 - L’agenzia delle Entrate ha organizzato per il prossimo 26 marzo, dalle 9:15 alle 13:30, una videoconferenza dedicata alle principali novità dei modelli di dichiarazione e aperta alla partecipazione di rappresentanti di enti pubblici territoriali, di associazioni di categoria e di ordini professionali. In Toscana la videoconferenza potrà essere seguita nella sede della Direzione regionale, in via della Fortezza n. 8 a Firenze, e presso le sedi delle Direzioni provinciali di: Arezzo - Via Campo Di Marte, 28; Grosseto - Piazza Ferretti 1; Pisa - Galleria G.b. Gerace 7/15; Siena Viale Europa, 69 - loc. Due Ponti. Gli interessati potranno inviare la richiesta di partecipazione, inderogabilmente entro giovedì 21 marzo 2013, all’indirizzo: dr.Toscana.relazioniesterne@agenziaentrate.it Nella richiesta dovranno essere specificati: nome e cognome dell’interessato, ente rappresentato, sede presso la quale si desidera partecipare e recapiti presso i quali è possibile essere contattati. La Direzione regionale della Toscana darà conferma, al recapito indicato dal richiedente, dell’avvenuto accreditamento. La videoconferenza risponde all’intento di agevolare gli operatori del settore alla vigilia della stagione delle dichiarazioni 2013, dopo che sono stati recentemente aggiornati e pubblicati sul sito Internet dell’Agenzia i modelli di dichiarazione dei redditi, dell’Iva, dell’Irap relativi all’anno di imposta 2012. |
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RAPPORTO IRPET, MERCATO DEL LAVORO TOSCANO FRA TENUTA E PROSPETTIVE DI PEGGIORAMENTO |
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Firenze, 19 marzo 2013 – Il
mercato del lavoro toscano sembra ancora tenere, anche se la sua capacità di
resistenza risulta progressivamente indebolita e il quadro è in graduale peggioramento.
A fare le spese della crisi sono, in particolare, le giovani generazioni,
mentre i nuovi posti di lavoro che si creano sono in buona parte con contratti
non strutturati e atipici. La Toscana registra comunque una stabilità maggiore
rispetto alle altre regioni del centro nord e una situazione complessivamente
migliore rispetto alla media italiana.
Ad analizzare il mercato del lavoro toscano è il rapporto dell’Irpet
(Istituto regionale per la programmazione economica in Toscana) sul Mercato del
lavoro 2013, presentato oggi a Firenze all’auditorium della Cassa di Risparmio.
Eccone una sintesi.
La “resilienza” Con una flessione degli occupati di 1,1 punti a fronte
di una caduta di Pil pari a 4,5 punti, negli anni fra il 2008 e il 2012, il
mercato del lavoro toscano mostra quella che gli economisti chiamano
“resilienza”, ovvero la capacità di resistere ai fattori negativi introdotti
dalla crisi. In altre parole il mercato del lavoro, anche grazie agli
ammortizzatori sociali e alla flessibilità, ha retto meglio di quanto sarebbe
stato lecito aspettarsi dalla pronunciata caduta del Pil.
Un quadro in peggioramento Dall’analisi di avviamenti e cessazioni
registrati dai centri per l’impiego si conferma la capacità di reazione (con 7
mila posizioni di lavoro in più a fine 2011 rispetto al 2007), ma con evidente
peggioramento della congiuntura, attestata dai 51 mila rapporti di lavoro
dipendente in meno fra il 1 luglio 2008 e il 30 giugno 2012. Nei primi sei mesi
del 2012 gli avviamenti sono diminuiti di 5 mila unità rispetto al 2011 e di 15
mila rispetto al 2008.
Nello stesso tempo si assiste alla forte crescita di forme contrattuali
non strutturate (lavoro intermittente, a progetto, domestico) aumentate del 66%
dal 2008 al 2012.
I settori Fra i settori che creano posizioni di lavoro dipendente –
sempre nel periodo 2008-2012 – ci sono i servizi a gestione prevalentemente
pubblica, quali istruzione (+9 mila) e sanità (+4 mila), ricerca e sviluppo
(+700) e ’informatica (+600). Nel manifatturiero vanno bene solo la pelletteria
(+4,5 mila), le macchine elettriche (+400) e l’industria alimentare (+626). In
aumento anche le posizioni di lavoro nelle “utilities” (+700) e nei servizi di
vigilanza (+4 mila).
Dentro il manifatturiero, mentre la metalmeccanica sperimenta una caduta
graduale e progressiva (-10 mila rapporti di lavoro fra luglio 2008 e giugno
2012), il made in Italy mostra una flessione consistente nella prima fase della
crisi (-12 mila rapporti di lavoro dipendente) a cui segue un più deciso
miglioramento ( +4 mila), nel biennio 2010-2011, interrotto però dall’incedere
della double –dip (-600 rapporti di lavoro dipendente).
Una crisi generazionale I giovani sono i primi a fare le spese della
crisi: la disoccupazione della fascia 15-24 anni raddoppia passando dal 15 al
30%, mentre raggiunge il 20% nella fascia 15-29. Circa 18 giovani su 100
appartengono oggi ai Neet (giovani che non studiano e non lavorano). Nel 2008
erano 13 su 100. Fra i Neet la prevalenza degli inattivi è maggioritaria (62%),
così come la quota di giovani senza esperienze di lavoro (41%).
Il confronto regionale Nel complesso la caduta occupazionale è stata in
Toscana, dell’1,1% dal 2008 al 2012, inferiore a quella registrata a livello
nazionale (-2,2%), di Lombardia (-1,6%), Piemonte (-2,1%) e in linea con quella
del Veneto (-1,1%). Fra il 2012 ed il 2011 l’andamento degli occupati è
migliore in Toscana rispetto a quella delle altre regioni: -1,1 % (Piemonte),
+0,2% (Lombardia), +0,1% (Veneto).
Le previsioni La tendenza del mercato del lavoro a riflettere con
ritardo l’evoluzione del ciclo economico, fornisce una indicazione di
peggioramento per i prossimi mesi. A fronte di una stagnazione della forza
lavoro occupata, il tasso di disoccupazione dovrebbe salire nel 2013 fino al
9%; il livello più elevato dal 1990.
Il commento dell’assessore Simoncini “La Toscana ha dimostrato di saper
reagire, mostrando fino ad oggi una sostanziale stabilità occupazionale, pur in
un quadro di rallentamento dell’economia. Certo, il ricorso agli ammortizzatori
sociali ha continuato a crescere ed è stato essenziale per la tenuta sociale,
rendendo il mercato del lavoro toscano più stabile. Detto questo siamo di
fronte a una situazione destinata a peggiorare e che sul piano sociale è sempre
più pesante. La Toscana ha fatto e fa la sua parte, ma serve un governo e una
politica nazionale che metta al più presto il lavoro e lo sviluppo al centro
della sua azione”.
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FOCUS INVESTIMENTI MANIFATTURA NOVARESE NEL 2012 |
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Novara, 19 marzo 2013 - Ridotta
propensione ad investire, importi di spesa contenuti ed interventi orientati
alla sostituzione piuttosto che all’innovazione: cautela è la parola d’ordine
dell’approfondimento sugli investimenti 2012 realizzato nell’ambito
dell’Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera piemontese.
«I risultati della realtà novarese – commenta il presidente della
Camera di Commercio di Novara Paolo Rovellotti – riflettono la profonda
incertezza in cui si trovano immerse le nostre imprese, che tendono a rimandare
le proprie decisioni di spesa e a mantenere lo status quo. Non manca, d’altro
canto, la volontà di crescere in termini di capacità produttiva e nuovi
prodotti, azioni che necessitano tuttavia di una strategia di pronto
intervento. Non esiste lavoratore senza imprenditore – aggiunge Rovellotti – ma
le imprese non possono continuare ad autofinanziarsi: non possiamo permettere
che le difficoltà dello Stato deprimano il nostro tessuto produttivo e il
mercato del lavoro. Confidiamo dunque nel nuovo governo affinché intervenga con
serietà e immediatezza per rimettere in circolo liquidità ed aprire una
prospettiva di rilancio».
Alla domanda “L’azienda ha effettuato investimenti nel 2012?” solo il
37,7% del campione ha risposto in maniera affermativa (contro il 45,2% del
2011), secondo valore più basso tra le province piemontesi, subito dopo
Vercelli, con un distacco di oltre dieci punti percentuali dalla media
regionale.
La prudenza prevale anche sul fronte degli importi: appena il 7% delle
imprese intervistate ha compiuto investimenti over 100mila euro, rispetto al
10,4% dell’intero Piemonte. Gli investimenti si sono concentrati principalmente
sui macchinari e attrezzature (68,2%); le altre voci di spesa più significative
sono state i fabbricati, ad uso produttivo e non (33,2%), i beni di vario
genere, tra cui arredamento ed automobili (22,3%), e gli impianti fissi
(19,6%).
Quasi 7 imprese su 10 hanno indicato quale finalità prevalente degli
investimenti compiuti la sostituzione di impianti e attrezzature obsolete,
mentre al secondo posto si colloca il miglioramento dell’efficienza e della
flessibilità dei processi produttivi, segnalato dal 31,7% degli intervistati.
Seguono l’aumento della capacità produttiva (23,6%), l’introduzione di nuovi
prodotti (18,3%) e il miglioramento della gestione aziendale (18,1%), mentre
appare più contenuta la quota del risparmio energetico (5,3%).
Per quanto riguarda gli obiettivi previsti per il 2013, la priorità
viene assegnata al rinnovo di attrezzature ed impianti obsoleti (44,5%).
Rispetto al consuntivo di spesa del 2012, emerge inoltre la volontà di
potenziare l’incremento della capacità produttiva (35,8%) e l’introduzione di
nuovi prodotti (33,7%), investendo maggiormente anche sul fronte del risparmio
energetico (14%).
L’analisi degli strumenti di finanziamento a cui le imprese hanno fatto
ricorso nel 2012 rivela un cambiamento nella loro frequenza di utilizzo
rispetto al recente passato: l’autofinanziamento, che fino al 2011 ha
rappresentato la principale fonte di risorse, è infatti sceso sotto la quota
del 30%, superato dal credito bancario, che si è attestato al 41,1%.
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CONGIUNTURA COMMERCIO E RISTORAZIONE IV TRIMESTRE 2012: IL FATTURATO DELLE IMPRESE PIEMONTESI DIMINUISCE DELLO 0,5% RISPETTO ALLO STESSO TRIMESTRE DELL’ANNO PRECEDENTE |
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Torino, 19 marzo 2013 - Alla luce del riacutizzarsi della crisi che
continua a manifestare i suoi effetti negativi sui sistemi economici nazionale
e regionale, Unioncamere Piemonte, in collaborazione con le otto Camere di
commercio provinciali, ha deciso di affiancare alla consueta indagine
sull’industria manifatturiera un’analoga analisi congiunturale sui settori del
commercio e della ristorazione, con l’obiettivo di delineare un quadro relativo
alla congiuntura economica regionale il più esauriente possibile. L’indagine è
stata, infatti, avviata in via sperimentale ad inizio 2012 con l’obiettivo di
analizzare l’andamento dei principali indicatori economici delle imprese
piemontesi del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione. I
segnali che provengono dai settori di attività economica oggetto di studio
confermano la complessità della fase congiunturale che il sistema economico
regionale sta attraversando. Nel Iv trimestre 2012, infatti, il fatturato (a
valori correnti, iva esclusa) delle imprese piemontesi del commercio e della
ristorazione ha registrato una variazione del -0,5% rispetto allo stesso
trimestre dell’anno precedente. La flessione risulterebbe ancora più intensa se
valutata al netto della componente inflativa: nel periodo ottobre-dicembre
2012, infatti, i prezzi in Piemonte sono cresciuti del 2,6% rispetto al
corrispondente periodo del 2011. È quanto emerge dall’indagine congiunturale
sui settori del commercio e della ristorazione relativa al Iv trimestre 2012,
realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle
Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di
gennaio e febbraio 2013 con riferimento ai dati del periodo ottobre-dicembre
2012, e ha coinvolto 1.073 imprese piemontesi dei settori del commercio al
dettaglio in sede fissa e della ristorazione, per un volume d’affari
complessivo pari a 3,3 miliardi di euro. “Le difficoltà che le imprese
piemontesi stanno affrontando toccano con evidenza anche il settore del
commercio e della ristorazione. A soffrire sono sia le strutture di vendita
medio-grandi, sia i piccoli esercizi di vicinato che hanno il compito di
presidi del territorio - dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere
Piemonte -. Anche attraverso questa nostra nuova indagine, l’obiettivo delle
Camere di commercio è quello di lanciare un grido dall’allarme a tutti gli
attori istituzionali: dobbiamo trovare nuovi strumenti per sostenere la domanda
interna, aumentando il potere d’acquisto delle famiglie piemontesi e innescando
un meccanismo di fiducia nell’intero sistema economico”. Scendendo nel
dettaglio delle categorie merceologiche oggetto di indagine si osserva un
andamento differenziato del volume d’affari generato. Gli esercizi commerciali
appartenenti al dettaglio tradizionale - esercizi di vicinato - hanno
realizzato un incremento del fatturato dello 0,8% rispetto al Iv trimestre
2011, mentre quelli della grande distribuzione organizzata - medie e grandi
strutture di vendita - ne hanno scontato una diminuzione tendenziale dell’1,9%.
Il volume d’affari complessivamente generato dalle imprese della ristorazione
si è incrementato del 3,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2011. Scendendo
nel dettaglio degli esercizi di vicinato, si rileva la flessione del fatturato
scontata dal settore dell’abbigliamento (-0,6%), cui si affianca il risultato
solo debolmente positivo dell’alimentare (+0,9%); risultati migliori si
registrano, invece, per gli esercizi di vicinato che operano nella vendita di
prodotti legati alle sfere della cultura e del tempo libero (+1,9%), dei
prodotti per la casa e Ict (+3,2%) e degli altri prodotti (+2,8%). La
contrazione del fatturato a valori correnti non ha interessato tutte le realtà
provinciali, pur non avendo registrato in alcun territorio un aumento superiore
all’inflazione media del trimestre esaminato. Le province di Alessandria,
Novara e Cuneo hanno realizzato incrementi tendenziali del volume d’affari
generato dalle rispettive imprese dei settori del commercio al dettaglio in sede
fissa e della ristorazione dell’1,5%, 0,8% e 0,5%. Asti ha registrato una
variazione nulla, mentre nelle restanti province il fatturato è diminuito
rispetto al Iv trimestre 2011: si va dal -0,8% di Torino e Vercelli al -4,3%
del Verbano C.o. Passando per il -3,3% di Biella.
Fatturato (volume d’affari iva esclusa) per provincia – Iv trimestre
2012 Variazione % rispetto al Iv trimestre 2011
La flessione del volume d’affari si accompagna a un giudizio tutt’altro
che positivo fornito dagli imprenditori intervistati in merito all’andamento
degli ordini ai fornitori. Oltre il 64% degli intervistati ne ha dichiarato una
flessione nel trimestre in esame (rispetto allo stesso periodo del 2011), solo
il 7% un aumento generando, così, un saldo di opinione negativo per ben 58
punti percentuale. La complessità del quadro congiunturale trova conferma nelle
difficoltà di accesso al credito bancario, fronteggiate dal 34% circa delle
imprese intervistate. Nel dettaglio, il 62% delle imprese che accusa tali
difficoltà lamenta tassi più onerosi, il 56% limitazioni nell’ammontare dei
crediti erogabili, il 45% maggiori garanzie reali richieste da parte delle
banche.
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ORDINAMENTO COMMERCIO KO, MA LA PROVINCIA DI BOLZANO SI È GIÀ MOSSA SULLE AREE PRODUTTIVE |
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Bolzano, 19 marzo 2013 - La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l´ordinamento provinciale del commercio in due punti, quelli riferiti al commercio al dettaglio nelle zone produttive e agli orari di apertura: oggi (15 marzo) è stato depositato il relativo pronunciamento. "La decisione non ci sorprende - commenta l´assessore Thomas Widmann - e del resto nella questione del commercio nelle aree produttive la Giunta provinciale è già corsa ai ripari." Il pronunciamento della Corte costituzionale in materia di ordinamento del commercio "è quello che si aspettava, vale a dire in senso negativo per l´Alto Adige", commenta l´assessore provinciale Thomas Widmann. Due sono i punti bocciati dalla Consulta, che oggi ha reso note le motivazioni: il primo riguarda la decisione della Giunta provinciale di limitare l´orario di apertura dei negozi a tutela dei piccoli esercizi, giudicata un ingerenza nel diritto alla libera concorrenza e quindi nelle competenze statali. "Su questo punto sapevamo di avere purtroppo poche possibilità di spuntarla perché ci manca l´aggancio politico all´autonomia", spiega Widmann. Diversa invece la situazione sul secondo punto bocciato, quello del commercio nelle aree produttive che l´ordinamento provinciale ammette solo per poche categorie merceologiche. "Anche a tale proposito la Consulta parla di ingerenza nelle competenze statali, ma non corrisponde al vero: in base allo Statuto di autonomia abbiamo competenza primaria in materia di urbanistica e non intendiamo cederla", chiarisce Widmann. Per questo la Giunta provinciale è decisa a difendere le proprie prerogative e ha già avviato in Consiglio provinciale i passi necessari: mercoledì scorso, infatti, è entrato in vigore un articolo di legge che regola ex novo il commercio al dettaglio nelle zone produttive e che di conseguenza supera anche le argomentazioni alla base della sentenza della Consulta. L´articolo prevede un´esatta valutazione delle fattispecie (luogo e merce) in cui è ammesso il commercio nelle aree produttive. "Le relative linee guida saranno ora elaborate dalla Giunta provinciale, che ha un anno di tempo per completarle", spiega Widmann. Fino all´approvazione delle nuove direttive vale un regolamento transitorio uguale alla regolamentazione finora vigente. "Indipendentemente dalla decisione della Corte, quindi, in Alto Adige trova applicazione in tema di commercio al dettaglio nelle aree produttive il vecchio ordinamento del settore", conclude Widmann. E nel frattempo si confida di poter negoziare con il futuro Governo. |
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LECCO, 3° RAPPORTO ANNUALE DELL´OSSERVATORIO DEL MERCATO DEL LAVORO |
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Lecco, 19 marzo 2013 - Lo scorso
15 marzo, alla presenza del Prefetto e del Questore di Lecco, di numerosi
amministratori del territorio e degli esponenti del sistema associativo, della
scuola e delle Organizzazioni sindacali, presso la Sala Arancio della Casa
dell’Economia si è tenuta la presentazione del 3° Rapporto Annuale
dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro. Il Rapporto, realizzato
da Camera di Commercio, Provincia e Network Occupazione Lecco, certifica con
numerosi dati e statistiche la grave crisi occupazionale che ancora sta
insistendo sul territorio.
Il Vice-presidente della Camera di Lecco, Arnaldo Redaelli, ha
sottolineato come: “Il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto di oltre
due punti percentuali (dal 20,8% del 2010 al 23,2% del 2011); aumenta anche la
percentuale delle persone che non lavorano e nemmeno cercano un lavoro: nel
2008 esse rappresentavano il 3,3% delle persone tra 15 e 24 anni residenti in
provincia di Lecco; il dato si è attestato ora al 14,2%”. Il Vice Presidente
Redaelli ha concluso il suo intervento evidenziando: “Il 2012 è stato un anno
decisamente difficile per le nostre imprese (la produzione industriale è calata
di oltre 3 punti percentuali e quella delle aziende artigiane di 6) e in
generale per il sistema territoriale, con ripercussioni negative sulle
famiglie. Non dimentichiamoci che la crisi perdura da fine 2008, e ha messo a
dura prova il tessuto produttivo locale, lombardo, nazionale ed europeo.
Pertanto diventa sempre più strategico
investire sulla formazione, sull’aggiornamento professionale continuo e
basato sulle reali necessità delle nostre imprese, sull’innovazione compresa
l’internazionalizzazione, sulla ricerca e sul trasferimento tecnologico”.
L’assessore ai Servizi alla persona e alla famiglia, Politiche giovanili
e Lavoro della Provincia di Lecco, Antonio Conrater ha illustrato l’importanza
del “Rapporto” evidenziano come lo stesso sia “Uno strumento che ci permette di
capire la gravità della situazione occupazionale della nostra provincia e di
attuare le migliori politiche per cercare di farvi fronte. In particolare,
l’approfondimento di quest’anno è dedicato al tema dei ‘distretti’ (Bellano,
Lecco e Merate) e ci permette di conoscere meglio la ‘fotografia’ del nostro
territorio”.
L’assessore Conrater ha poi concluso il suo intervento ricordando le
molte “buone prassi” che caratterizzano il territorio di Lecco. Da segnalare in
particolare il fatto che:: “L’89% dei laureati del Polo Territoriale di Lecco
del Politecnico di Milano trova occupazione in meno di due mesi; il 57% degli
studenti stranieri che si sono laureati presso il Polo di Lecco trova lavoro
all’estero, principalmente in patria, risultando così ‘ambasciatori’ del ‘made
in Lecco’; grazie alla Fondazione Pietro Carsana 200 ragazzi hanno svolto stage
aziendali, e di questi la metà è stata poi assunta ”.
Il Vice Presidente di Network Occupazione Lecco, Wolfango Pirelli, ha
ribadito l’eccezionalità della situazione: “Il ricorso alla cassa integrazione
guadagni è aumentato di ben 3-4 volte rispetto alla precedente crisi che ha
interessato il nostro territorio, nel 1993, portando alla chiusura di varie
aziende storiche (come la Badoni). Un ulteriore dato che mi ha particolarmente
colpito è che, a differenza di quanto sostengono in tanti, il ‘distretto di
Merate’ soffre meno di quello di Bellano”. “Il sostegno più forte” ha concluso
Pirelli deve essere rivolto alle imprese che già investono in innovazione e
internazionalizzazione e che, quindi, hanno saputo resistere a questi anni di
crisi, tale sostegno dovrà arrivare
anche dalla politica, sia nazionale che regionale”.
I dati salienti contenuti nel “Rapporto” sono stati analizzati e
commentati dal Dr. Luca Schionato e dal Dr. Gianni Menicatti del Gruppo Clas di
Milano. Il 2012, ancor più degli anni precedenti, ha registrato diffusi segni
negativi:
- il numero degli occupati è diminuito di circa 1.500 unità, portando
il bilancio della crisi oltre la soglia delle 6.000 persone che hanno perso il
posto di lavoro, con perdite non più limitate al settore manifatturiero e delle
costruzioni, ma che si estendono in molti comparti del settore dei servizi;
- ancor più consistente è l’aumento delle persone in cerca di
occupazione che nel 2012, sia nei dati elaborati dall’Istat che in quelli dei
Centri per l’Impiego, sfiorano le 2.000 unità;
- la Cassa Integrazione ha superato il livello dei 15 milioni di ore
autorizzate, registrando un aumento rispetto all’anno precedente (+7%)
- le assunzioni rallentano (gli avviamenti del primo semestre 2012
evidenziano un calo del 3% circa rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente), peraltro con forme contrattuali sempre più flessibili (gli
avviamenti a tempo indeterminato mostrano un calo dell’1%), ed un consistente
incremento delle risoluzioni dei rapporti di lavoro (quelle dei contratti a
tempo indeterminato salgono del 4,5%)
Il segmento femminile ha risentito in misura più evidente della crisi
registrando per molti indicatori valori peggiori rispetto a quelli del segmento
maschile. In particolare il tasso di disoccupazione ha raggiunto (a fine 2011)
il 7,7%, in crescita di un punto percentuale, mentre il tasso di disoccupazione
maschile si è attestato al 4% (contro il 4,2% del 2010).
Non è immune dalla crisi anche la fascia di lavoratori extracomunitari,
con un tasso di disoccupazione intorno al 20%.
Il vantaggio di Lecco rispetto alla media nazionale, in termini di
tasso di occupazione, si è ridotto di circa 3 punti, così come si è ristretta
la “forbice” tra il tasso di disoccupazione in provincia di Lecco e il dato medio
italiano.
L’unico segnale positivo è rappresentato dalla stabilità delle imprese
attive, sostenuta dall’avvio di nuove imprese, anche se di piccola dimensione e
spesso a carattere individuale, che compensano la chiusura di attività di altre
imprese.
Purtroppo rimangono negative anche le previsioni per il 2013; le
imprese segnalano fabbisogni di personale molto contenuti e, il più delle
volte, non sufficienti a compensare il turnover degli organici.
Il Convegno è stato concluso dall’intervento del Presidente di Isfol
(Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori) Pier
Antonio Varesi che ha analizzato i risultati ottenuti dal “Polo di Eccellenza
per la Gestione del Mercato del Lavoro e delle Risorse Umane in provincia di
Lecco”: “Grazie a questo progetto sono state costruite politiche attive del
lavoro largamente condivise e, grazie all’operato dell’Unità di Crisi istituita
presso la Provincia, si è cercato di dare risposte concrete alle persone che
perdevano il loro posto di lavoro sostenendo il loro ricollocamento”. “Due sono
gli auspici”, ha concluso il Prof. Varesi: “Il primo è che l’esperienza
lecchese venga considerata come modello nazionale per la gestione dei servizi
all’occupazione: da più sistemi per l’impiego si dovrebbe passare a un unico
modello nazionale. Il secondo è che vengano realizzati interventi di politica
economica, soprattutto in tema di defiscalizzazione dei costi del lavoro”.
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FIRENZE - INNOVAZIONE, IN ITALIA START-UP OLTRE QUOTA 300 |
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Firenze,
19 marzo 2013 - L’italia investe in
startup. Almeno questo è quanto emerge dalla lettura effettuata da Infocamere
dei primi dati della sezione speciale del Registro delle imprese gestito dalle
Camere di commercio dedicata alle start-up innovative. All’11 marzo scorso sono
307 le società – costituende o già costituite da non oltre 48 mesi – aventi
come obiettivo sociale esclusivo o prevalente "lo sviluppo, la produzione
e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore
tecnologico".
I
dati di questo particolare universo statistico saranno oggetto di un
monitoraggio periodico quindicinale elaborato da Infocamere, il braccio
tecnologico delle Camere di Commercio, all’indirizzo http://startup.registroimprese.it/
Dal
punto di vista geografico è il Piemonte (con 50 imprese) la regione che fa
segnare il maggior numero di iniziative imprenditoriali innovative, seguita
dalla Lombardia (47) e dal Veneto (39). Il Molise, al momento, è l’unica
regione che non ha fatto registrare ancora alcuna iscrizione. I dati a livello
provinciale ci dicono che è Torino, con 41 realtà, in testa nella classifica
per numero di startup avviate. Il capoluogo piemontese è seguito, a distanza,
da Padova (19), Trento (18), Milano (17) e Roma (16).
In
termini assoluti, il settore che attrae maggiormente gli startupper è quello
legato alla produzione di software e la consulenza informatica, dove si contano
80 imprese pari al 26,1% del totale di aziende "innovative", subito
seguito da quello della Ricerca e sviluppo (69 unità, 22,5%).
Per
agevolarne la nascita e lo sviluppo, il Governo, con il Decreto Crescita 2.0,
convertito in legge il 19 dicembre scorso, ha predisposto una serie di
esenzioni ai fini della costituzione ed iscrizione dell´impresa nel Registro
delle Imprese, agevolazioni fiscali, nonché deroghe al diritto societario e una
disciplina particolare nei rapporti di lavoro nell´impresa.
La
nuova normativa sulle startup mira a promuovere la crescita sostenibile, lo
sviluppo tecnologico e l’occupazione, in particolare giovanile.
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IMPERIA - CONTRIBUTI ALLE PMI LIGURI, PRESENTAZIONE BANDO |
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Imperia, 19 marzo 2013 - Mercoledì
20 marzo alle ore 11.00 presso l’Auditorium della Camera di Commercio di
Imperia si terrà la presentazione del Bando Por Fesr Azione 1.2.4 “Ingegneria
Finanziaria" - Prestiti Rimborsabili.
La giunta regionale, con deliberazione n. 186 del 22 febbraio 2013, ha
approvato le modalità attuative per la concessione delle agevolazioni alle
imprese a valere sul Fondo Prestiti Rimborsabili di cui alla linea di attività
1.2.4 "Ingegneria Finanziaria" nell´ambito dell´Asse 1 del Por Fesr
2007-2013 Competitività regionale e occupazione.
Il fondo ha una dotazione di risorse pubbliche pari a 26.000.000 di
Euro destinate a finanziare le Pmi
liguri attraverso prestiti rimborsabili finalizzati agli investimenti per
l´introduzione di innovazioni tecnologiche, produttive, commerciali,
organizzative e gestionali.
Sono ammesse le voci di spesa relative all’acquisizione di impianti
produttivi, macchinari e attrezzature, introduzione di innovazioni di prodotto
di processo e di servizio; acquisizione di brevetti, licenze, marchi, programmi
informatici, investimenti nella realizzazione di progetti web; realizzazione di
innovazioni tecnologiche per migliorare l’efficienza aziendale sotto ogni
aspetto; consulenze connesse all’introduzione delle innovazioni; opere edili
necessarie al raggiungimento degli obiettivi di innovazione
tecnologico-produttiva.
Sono considerati ammissibili ad agevolazione gli investimenti
finalizzati anche all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.
Le domande dovranno essere inviate a Fil.s.e. S.p.a. Dal 2 aprile al 10
maggio 2013 inclusi. Bando e modulistica sono scaricabili sul sito Filse.
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ROSSI, “DISPOSTI AD ESPROPRIARE L’AREA EATON”. ENTRO UN MESE UNA PROPOSTA. |
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Massa, 19 marzo 2013 – “Se il
territorio e il sindacato mi chiedono di procedere all’esproprio del terreno
dell’ex Eaton anche senza la presenza di un imprenditore disposto a
reindustrializzare, va bene….Datemi un mese di tempo per valutare questa strada
e tra un mese ci rivedremo qui”. Con queste parole si è concluso l’intervento
del presidente della Toscana, Enrico Rossi, davanti all’assemblea dei
lavoratori dell’azienda.
Il presidente ha incontrato questa mattina prima i sindacati e
successivamente i ex-dipendenti della Eaton, ha fatto con loro il punto sul
pacchetto di interventi a favore della reindustrializzazione messi a punto
dalla Regione ed hanno discusso dalle azioni da intraprendere nel prossimo
futuro.
“Ribadisco la volontà della Regione di acquistare l’area – ha detto
Rossi – ci sono 5 milioni di euro destinati a questo scopo e bloccati nel
bilancio regionale. Quello che ci serve, però, è uno ‘sviluppatore’,
un’imprenditore che prenda l’area e vi sviluppi insediamenti industriali.
Avevamo trovato un’azienda interessata, ma ora a causa della crisi è in
concordato fallimentare. Stiamo vagliando altre strade, ma se voi mi chiedete
di espropriare il terreno anche in assenza di un’azienda disposta ad investire,
io sono disposto a percorrerla. Ma di un investitore avremmo comunque bisogno”.
Il presidente ha inoltre ricordato il pacchetto di incentivi
predisposto dalla Regione per favorire la reindustrializzazione dell’area,
senza rinunciare ad evidenziare le criticità legate all’assenza di fondi
statali. “Siamo sull’orlo di una crisi e per uscirne abbiamo bisogno di forti
interventi da parte dello Stato – ha detto- Noi come Regione abbiamo
predisposto un pacchetto di 18 milioni, 5 per l’acquisto dell’area e 13 milioni
tra agevolazioni fiscali e facilitazioni di accesso al credito per chi
assumerá. Le agevolazioni potrebbero essere maggiori se alle risorse regionali
si sommassero anche dei fondi statali, dato che il Governo ha promesso 10
milioni di euro ma per il momento non sono stati stanziati”. “Un’altra
questione importante ed urgente è quella legata alla cassa integrazione, che in
Toscana come in altre Regioni finiranno alla fine di marzo. Servono almeno
altri 500 milioni di euro, che ci diano la possibilità di continuare a pagare
la cassa integrazione. Serve un Governo che faccia questo atto e serve un
Parlamento che lo voti”.
Rossi ha inoltre ricordato la sua decisione di rinunciare a ritirare il
proprio stipendio fino a quando non sarà rifinanziato il fondo per la
cassaintegrazione in deroga e non saranno trasferiti i soldi per le zone
alluvionate. “Chiedo c’è facciano lo stesso i parlamentari di questa zona e
anche il prefetto- ha detto – per richiamare con più forza l’attenzione su
questa emergenza e sollecitare il Governo. La politica deve essere credibile:
questo è il mio piccolo contributo personale per dimostrare che faccio sul
serio”.
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COMITATO TECNICO DEL CREDITO: APPROFONDITI NUOVI INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA FINANZA D’IMPRESA |
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Trento, 19 marzo 2013 - Il riaffacciarsi dello spettro del credit crunch, aggravato dal persistere della fase recessiva, deve essere contrastato con robusti strumenti di natura congiunturale, che facilitino la trasmissione del credito all’economia. Questi strumenti sono stati approfonditi nell´incontro del 15 marzo del «Comitato tecnico del credito» istituito fra Provincia, Banche e Confidi. La stretta e sistematica collaborazione tra questi attori appare essenziale per alleviare la stretta creditizia in atto, consentendo alle imprese di guardare al futuro con maggiore serenità. Si è riunito oggi il Comitato tecnico del credito per esaminare lo stato della finanza d’impresa, alla presenza delle principali istituzioni creditizie locali (Btb, Cassa Centrale Banca, Mediocredito Trentino Alto Adige, Unicredit) la Provincia e sue società di sistema (Cassa del Trentino, Tecnofin Trentina, Trentino Sviluppo) ed i Confidi (Confidimpresa, Cooperativa Artigiana di Garanzia, Cooperfidi). E’ imminente l’attivazione del plafond per la concessione di finanziamenti a breve termine (entro i 18 mesi) per 100 milioni di euro, garantiti dai Confidi, in favore delle imprese con momentanee difficoltà finanziarie, ma con prospettive di continuità e di rilancio. A giorni, infatti, saranno sottoscritte le convenzioni tra i Confidi e Btb, Cassa Centrale Banca e Unicredit. Questi finanziamenti (importo minimo 20.000 euro e massimo 200.000 euro) saranno assistiti dalle garanzie dei Confidi nelle misure tra il 50 e l’80%, mentre il tasso verrà quantificato sommando all’euribor uno spread dipendente dal merito creditizio dell’impresa (tra il 2,60 e il 4.25%). La cappatura delle garanzie rilasciate dai Confidi, per cui viene garantito un portafoglio di operazione invece delle singole posizioni, è uno strumento ancora innovativo, che proprio in questi giorni sta diventando pienamente operativo. Sembra pertanto conseguibile l’obiettivo di cappare per fine anno 100 milioni di euro con la Cassa Centrale Banca e 50 milioni di euro con Unicredit, grazie alla qualità delle garanzie offerte su questi finanziamenti. Per quanto afferisce alla liquidità strutturale si intende mettere a disposizione delle imprese un fondo di rotazione ad alimentazione mista e paritetica tra pubblico e privato, di 100 milioni di euro, utilizzando, per la parte pubblica, una quota delle risorse regionali messe a disposizione della Provincia, in attesa dell’attivazione del fondo di sviluppo territoriale. Secondo una prima proposta formulata dai tecnici della Provincia, che verrà esaminata a breve dalle parti, i soggetti beneficiari sarebbero le imprese che presentano progetti di investimenti (ammodernamento e ampliamento produttivo, riqualificazione energetica, ecc.), ricerca e innovazione, export e servizi. Secondo tale proposta, sarebbe previsto un ammontare minimo del finanziamento di 50.000 euro e massimo di 2,5 milioni di euro, rapportato ad un massimo del 70% delle iniziative agevolabili (spese d’investimento ma anche operatività aziendale nella misura massima del 30% del finanziamento). Il tasso applicato sulla quota apportata dalle banche verrebbe ragguagliato al grado di rischio attribuito al soggetto richiedente da parte della banca che provvede all’istruttoria sul merito di credito nonché alla durata dell’operazione (minimo 5 anni, massimo 10 anni con possibile periodo di preammortamento massimo di 2 anni). All’istruttoria amministrativa provvederebbero invece i Confidi, secondo i criteri adottati per i contributi agevolati sulla L.p. 6/1999. I Confidi potrebbero rilasciare garanzie sul 50% del finanziamento. Uno degli approfondimenti da sviluppare riguarda la possibilità di cumulare questi finanziamenti con contributi in conto capitale concessi sui medesimi investimenti. In conclusione si è accennato all’iniziativa promossa dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana) che consente di richiedere fino al 31 marzo 2013 la sospensione per almeno 12 mesi del pagamento dei mutui per l’acquisizione della prima casa. Si è accertato che tutte le banche presenti al Comitato lo applicano in presenza dei requisiti definiti nell’accordo. Sempre sul fronte dell’acquisto della prima casa, è emerso che non ha incontrato una diffusa applicazione il nuovo contratto dell’«affitto a riscatto», che permette di detrarre dal prezzo di acquisto quanto pagato per la locazione, facilitando l’ottenimento del mutuo ipotecario, considerato che le banche mutualizzano importi ben inferiori al valore dell’immobile. Potrebbe essere perciò questa una forma di impulso al credito per l’investimento familiare per antonomasia da potenziare nel prossimo futuro. |
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PUGLIA: PRESENTATO PROGRAMMA PER L´INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE |
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Bari, 19 marzo 2013 - Aumentare
la competitività delle imprese pugliesi all’estero attraverso il potenziamento
della ricerca, attrarre nuovi investimenti in Puglia, preparare le imprese ad
affrontare nuovi mercati. Sono queste i principali obiettivi del nuovo
Programma per l’internazionalizzazione delle imprese, lo strumento attraverso
il quale la Regione Puglia interviene per rafforzare l’apertura internazionale
delle aziende pugliesi. Il documento che si chiama per intero “Programma di
promozione dell’internazionalizzazione dei sistemi produttivi regionali
2013-14”, è stato presentato oggi ai rappresentanti dei distretti produttivi,
alle associazioni di categoria e alle organizzazioni sindacali. Lo strumento
esiste dal 2005 tuttavia, rispetto ad otto anni fa, lo scenario è cambiato al
punto tale da richiedere un enorme sforzo per accrescere la competitività e
conquistare così sempre nuovi mercati. Ecco perché la Regione Puglia ha voluto
rinnovare il piano adattandolo alle nuove necessità. A spiegarlo è l’assessore
allo Sviluppo economico Loredana Capone: “Nel 2005, all’epoca della prima
edizione del Programma – ha detto – la Puglia esportò beni per 6,7 miliardi,
nel 2012 questo dato è cresciuto del 30%. È un segnale che ci conforta.
Tuttavia una crisi come quella che siamo costretti ad affrontare ci impone di
fare tutti gli sforzi possibili per aiutare il sistema delle imprese ad
uscirne. Se i dati Istat sulle esportazioni (con una crescita della Puglia nel
2012 del 7,3%), ci confortano, siamo comunque chiamati a rispondere a sempre
nuove sfide. Con il nuovo programma sosterremo in modo ancora più strategico le
aziende che intendono sfruttare le opportunità rappresentate dai mercati
esteri, intrecciando fitte relazioni internazionali, realizzando missioni,
iniziative incoming, azioni di scouting e partecipando alle principali manifestazioni
fieristiche all’estero e in Italia. Ma punteremo soprattutto sulla promozione
all’estero dell’innovazione made in Puglia. Il nostro obiettivo è aumentare il
contributo della regione all’export nazionale”. Cinque le sfide che il
Programma intende cogliere. Al primo posto l’aumento della competitività delle
imprese sui mercati esteri attraverso il potenziamento della ricerca. Oggi le
imprese mostrano una bassa propensione nei confronti degli investimenti in
ricerca, invece – è stato spiegato durante l’incontro – è proprio la capacità
di realizzare un prodotto unico ad avere successo sui mercati esteri. Una sfida
che si vince anche spingendo le università e i centri di ricerca e a
condividere i loro progetti con le imprese. La seconda sfida è invece quella di
accompagnare le imprese sui mercati extra Ue, dove ci sono più opportunità. Per
questo sarà realizzata una fitta attività di formazione nei confronti delle
aziende in modo che arrivino con la giusta preparazione alle iniziative sui
nuovi mercati. Al terzo posto, il sostegno economico alle imprese che intendono
partecipare ad iniziative all’estero, un sostegno da attuare attraverso bandi
ad hoc. Quarta sfida, il potenziamento dell’attrazione degli investimenti in
Puglia. Un obiettivo, tuttavia – è stato sottolineato – che può essere
realizzato anche grazie ad una politica industriale nazionale. Infine sarà
necessario integrare l’azione di tutti gli assessorati che si muovono
all’estero. Per meglio soddisfare le esigenze delle aziende, il Programma, da
sempre con una valenza annuale, da quest’anno diventa biennale. Così le
imprese, aderendo alle iniziative proposte, potranno pianificare per tempo i
propri interventi. Cinquantasei le iniziative previste e rivolte a penetrare i
mercati di 14 Paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Emirati Arabi Uniti,
Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Qatar, Russia, Stati
Uniti e Turchia. Sono 11 i settori considerati prioritari per le iniziative di
internazionalizzazione: Aerospazio; Filiera Agro-industria e florovivaismo;
Sistema Casa (legno-arredo); “Green Economy”: Ambiente, Edilizia sostenibile,
Energia rinnovabile; Ict; Sistema della Logistica; Materiali lapidei; Meccanica
- meccatronica; Sistema Moda/persona (Tessile-abbigliamento-calzaturiero-accessori-gioelleria-cosmesi);
Nautica da diporto e Industria creativa. A questi si aggiungono due “Progetti
speciali” a favore dell’artigianato tradizionale ed artistico e delle comunità
dei pugliesi nel mondo. Tra le attività in programma non solo fiere
specializzate ma anche azioni di scouting, missioni incoming, attività
pre-evento (per migliorare la preparazione alla partecipazione) e attività
post-evento finalizzate a discutere e valutare i risultati raggiunti). Il
Programma, già approvato dalla giunta regionale, è stato redatto
dall’assessorato allo Sviluppo economico (servizio Internazionalizzazione) e
sarà realizzato con la collaborazione delle imprese, dei distretti e del
partenariato socio economico.
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PALERMO - IMPRESE SICILIANE INCONTRANO IMPRESE BALCANICHE |
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Palermo, 19 marzo 2013 - Sono 27 le aziende siciliane che prenderanno
parte alla giornata di informazione e incontri Btob tra imprese per promuovere
le opportunità di collaborazione fra sud est Europa e Italia. Giornata di
lavori che si terrà alla Camera di Commercio di Palermo il prossimo mercoledì
20 marzo dalle ore 14,30.
Il progetto è sviluppato nell’ambito delle attività del Progetto
"Risee - Rete Italia Sud Est Europa" (Legge n. 84 del 21 marzo 2001)
finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. La Camera di Commercio di
Palermo, in collaborazione con Promos, l’Azienda Speciale della Cdc di Milano,
ne è partner insieme con Metropoli, l´azienda speciale della Camera di
Commercio di Firenze.
“Le 27 imprese locali avranno l´opportunità di incontrare personalmente
i Rappresentanti delle Camere di Commercio e delle Agenzie di investimento
operanti nei Paesi balcanici come Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia,
Macedonia, Montenegro e Serbia – dice Roberto Helg, Presidente della Camera di
Commercio di Palermo - . E´ un momento in cui l´internazionalizzazione è
decisamente una carta vincente per le nostre imprese che nei paesi esteri
possono trovare nuovi sbocchi di mercato”.
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ABRUZZO: SEMINARI INFORMATIVI SU ANGOLA |
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Pescara, 19 marzo 2013 - Si è svolto negli uffici della Camera di
commercio di Pescara un seminario informativo e di presentazione dell´Angola.
Iniziativa stimolata dall´Assessorato allo Sviluppo Economico e da Abruzzo
Sprint, in collaborazione con il Centro Estero delle Camere di Commercio
D´abruzzo e di It.an- associazione Italia-angola. Presenti tanti imprenditori e
rappresentanti dei Poli di Innovazione della Regione Abruzzo. Il vicepresidente
della Giunta regionale, con delega allo Sviluppo Economico, Alfredo
Castiglione, ha commentato: "Dopo il recente incontro istituzionale-imprenditoriale
di presentazione delle opportunità della Corea, oggi è stata la volta
dell´Angola. Si tratta di un Paese ricco di risorse naturali, come il petrolio,
i diamanti, ad esempio, ma privo di know how, che come abruzzesi ci candidiamo
ad esportare. Tra l´altro- ha proseguito ancora - siamo la sola regione
italiana ad aver legiferato e regolamentato i contatti con questo Paese e ciò
contribuisce ad avere rapporti stabili". Nel pomeriggio, Castiglione aveva
incontrato i rappresentanti dela Valpescara: "Questa zona ha un importanza
strategica economica che non va dimenticata. Come Assessorato ? ha proseguito
Castiglione - ho seguito e seguo da vicino le unità di crisi che hanno
riguardato e riguardano la Kimberly, la Sixty ed il caso Bussi con la Toto/solvay.
Ritengo - ha concluso Castiglione - che con un´attenzione costante e gli
strumenti dello Start Up e dei Contratti di Sviluppo si possa contribuire ad
aiutare queste aziende e la nascita di nuovi insediamenti lavorativi".
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