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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 19 Marzo 2013 |
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STUDIARE GLI EFFETTI DELLA RADIOTERAPIA PER IL CANCRO AL SENO |
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Bruxelles,
19 marzo 2013 - Il cancro della mammella è il tumore più diffuso nelle donne di
tutto il mondo. Il tasso più alto si trova in Nord America, seguita subito dopo
dall´Europa. La maggior parte delle donne con diagnosi di tumore al seno è
sottoposta a radioterapia per prevenire una ricaduta, ma un nuovo studio
suggerisce che tale trattamento può aumentare il rischio di infarto miocardico
e di decesso per malattie cardiache fino a 20 anni dopo. L´aumento del rischio
è particolarmente pronunciato per le donne che al momento della radioterapia
presentano altri fattori di rischio per le cardiopatie, quali il fumo, un
elevato indice di massa corporea (Imc) o il diabete.
Da
tempo era stato ipotizzato che la radioterapia per il cancro al seno aumentasse
il rischio di malattie cardiache andando avanti con l´età. Tuttavia, poco è
noto circa la natura del rischio e se alcuni individui siano particolarmente
sensibili alle radiazioni ionizzanti. Un nuovo studio condotto da ricercatori
svedesi, britannici e danesi ha cercato di chiarire il problema.
Lo
studio ha esaminato quasi 2 200 donne danesi e svedesi sottoposte a
radioterapia per il cancro al seno tra il 1958 e il 2001. Sono state utilizzate
informazioni provenienti da schede di radioterapia e cartelle cliniche per
stimare le dosi medie di radiazioni al cuore. I ricercatori sono quindi
riusciti a raccogliere informazioni sull´anamnesi clinica e i fattori di
rischio di cardiopatia per ogni donna.
È
stata rivelata una chiara correlazione tra le dosi di radiazioni e il rischio
di cardiopatia. Il rischio era particolarmente pronunciato per le donne con
diabete, malattie polmonari ostruttive croniche, angina o altre malattie del
cuore, un Imc elevato o che erano fumatrici al momento del trattamento. I
rischi più elevati sono stati osservati durante i primi dieci anni dopo il
trattamento, successivamente il rischio si riduceva, ma era comunque ancora
elevato 20 anni dopo la radioterapia.
Il
rischio di una cardiopatia ischemica successiva è risultata influenzata dall´età
al momento della terapia, disturbi precedenti e la dose di radiazioni al cuore.
Confrontando una donna di 50 anni malata di cancro al seno senza precedenti
fattori di rischio per le cardiopatie e che non aveva ricevuto radioterapia,
con una paziente della stessa età con ipertensione e alte dosi di radiazioni al
cuore (10 Gy), si è rivelato un rischio di cardiopatia ischemica circa tre
volte più alto per la paziente trattata.
"I
risultati confermano quello che abbiamo a lungo sospettato, ovvero che l´irradiazione
aumenta il rischio di infarto miocardico e che le donne con altri noti fattori
di rischio per le cardiopatie ischemiche sono più sensibili di altre",
dice Per Hall, professore di epidemiologia delle radiazioni presso il
Dipartimento di epidemiologia medica e biostatistica del Karolinska Institutet,
che ha coordinato lo studio. "Questo ci offre elementi più solidi con i
quali valutare i pro dell´irradiazione rispetto ai contro dei suoi effetti
nocivi sul cuore per i singoli pazienti".
Allo
studio hanno partecipato ricercatori delle seguenti organizzazioni: Università
di Oxford, Royal Surrey County Hospital e Università di Surrey (nel Regno
Unito); Ospedale universitario di Odense, Università della Danimarca
meridionale, Ospedale universitario di Aalborg e Rigshospitalet - Ospedale
universitario di Copenaghen (in Danimarca); University of Southern Florida
(negli Stati Uniti); Karolinska Institutet e Ospedale universitario Karolinska
(in Svezia). Lo studio è stato possibile grazie ai finanziamenti del progetto
Race ("Radiation Associated Cardiovascular Events") nell´ambito del
6° Pq dell´Ue. Il team di ricerca ha inoltre ricevuto sovvenzioni dal
Dipartimento della sanità britannico, dalla British Heart Foundation e da
Cancer Research Uk.
I
risultati dello studio sono stati pubblicati mercoledì sul New England Journal
of Medicine, sottolineando la necessità di migliori cure cardiache per le
pazienti sopravvissute al cancro al seno, molte delle quali assumono anche
farmaci chemioterapici che indeboliscono il muscolo cardiaco.
Per
maggiori informazioni, visitare:
-
Progetto Race
http://www.race.ki.se/
-
Karolinska Institutet
http://ki.Se/
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SECONDO INCONTRO INTERNAZIONALE SULLA RIPARAZIONE DEL MIDOLLO SPINALE |
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Barcellona, 19 marzo 2013 - Il 26 e 27 aprile 2013 si terrà a Barcelona, in Spagna, il secondo incontro internazionale sulla riparazione del midollo spinale (Second International Spinal Cord Repair Meeting). Le lesioni del midollo spinale sono di solito il risultato di un grave e improvviso colpo alla spina dorsale, spesso causato da un incidente d´auto, una aduta, un´arma da fuoco o un incidente sportivo. A volte il midollo spinale viene danneggiato da un´infezione o da stenosi spinale, o da un difetto di nascita, come la spina bifida. Purtroppo non c´è modo di invertire i danni al midollo spinale. I ricercatori sono impegnati nella ricerca continua di nuovi trattamenti, tra cui protesi e farmaci che possono favorire la rigenerazione delle cellule nervose o migliorare la funzione dei nervi rimasti dopo una lesione del midollo spinale. La conferenza verterà sulla terapia cellulare con cellule staminali o cellule gliali della guaina olfattiva, l´immunomodulazione e la regolazione delle cicatrici gliali, i nanomateriali e gli scaffold. Offrirà a medici, ricercatori e specialisti nel campo delle lesioni del midollo spinale l´opportunità di scambiare informazioni sugli sviluppi più recenti della ricerca. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Spinalcordmeeting.org |
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18ª CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLE PROTEINE LEGANTI IL CALCIO E LA FUNZIONE DEL CALCIO IN STATO DI SALUTE E DI MALATTIA |
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Kiruna, 19 marzo 2013 - Dal 30 giugno al 4 luglio 2013 si terrà a Kiruna, in Svezia, la 18ª conferenza internazionale sulle proteine leganti il calcio e la funzione del calcio in stato di salute e di malattia (Cabp18). Il calcio (Ca(2+)) svolge un ruolo fondamentale e diversificato nella plasticità neuronale. È stato dimostrato che regola l´espressione genica neuronale, la produzione di energia, l´eccitabilità delle membrane, la sinaptogenesi, la trasmissione sinaptica e altri processi inerenti l´apprendimento, la memoria e la sopravvivenza cellulare. La conferenza si concentrerà sul ruolo degli ioni di calcio e delle proteine leganti il calcio nella memoria e nell´apprendimento nonché sulle patologie del cervello, coprendo anche altri settori quali il cuore e il cancro. Fornirà ai partecipanti l´opportunità di discutere gli ultimi sviluppi in questo campo di ricerca. Per ulteriori informazioni, visitare: http://cabp18.Se/ |
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SANITÀ ELETTRONICA: REGIONE SARDEGNA, PARTE DALLA ASL 6 LA SCELTA DEL MEDICO ON LINE |
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Cagliari, 19 Marzo 2013 - La sanità sarda diventa sempre più elettronica. Ora anche la scelta del medico di famiglia potrà essere compiuta via internet, grazie al Sistema informativo sanitario integrato regionale. Il nuovo servizio, che nella prima fase sarà disponibile per i cittadini dei Comuni che ricadono nella Asl 6 (Medio Campidano), sarà progressivamente esteso a tutte le altre aziende sanitarie della Regione. Sarà sufficiente collegarsi al sito dell’azienda sanitaria di Sanluri oppure direttamente al portale istituzionale Sardegna Salute all´interno della pagina relativa alla scelta del medico. Sanità Informatizzata. "Proseguiamo nel processo di informatizzazione della sanità che la Regione - commenta l’assessore Simona De Francisci - sta compiendo per offrire al cittadino nuovi servizi, veloci ed efficienti, con l’obiettivo di migliorare il nostro sistema sanitario. Tra le ultime iniziative attuate dalla Giunta, il piano per arrivare in tempi brevi alla ricetta elettronica, la distribuzione delle tessere sanitarie con microchip per accedere ai servizi online regionali e nazionali e la possibilità di pagare il ticket anche negli sportelli di Poste italiane". Come Funziona. Il sistema avviato con la Asl di Sanluri propone l´elenco dei medici di medicina generale disponibili nell´ambito territoriale della propria residenza, indicando per ciascuno di essi l´indirizzo dell´ambulatorio (o degli ambulatori, nel caso il medico lavori in più sedi), gli orari di apertura, telefono ed e-mail. Nello stesso portale web si possono verificare i propri dati anagrafici e le esenzioni per patologia, malattia rara o invalidità. Tessera Sanitaria. Per utilizzare il servizio occorre aver attivato la propria tessera sanitaria con il codice pin personale, che può essere ritirato negli sportelli della Asl (a Guspini, lun-ven dalle ore 8 alle 12,30 e il martedì dalle 15 alle 17,30; a Sanluri, lunedì-giovedì dalle ore 9 alle 12 e il martedì dalle 15 alle 17,30; a Villacidro, lun-ven dalle 9,30 alle 13 e il giovedì dalle 15 alle 17,30). Http://www.aslsanluri.it/ |
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STAMINALI, DECISIONE DEL TRIBUNALE SUL CASO DEL PICCOLO FEDERICO, IL PRESIDENTE SPACCA: “SCELTA DI BUON SENSO E DI GIUSTIZIA”. |
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Ancona, 19 marzo 2013 - “Una
decisione di grande umanità, buon senso e giustizia, che apre una nuova
speranza di vita per il piccolo Federico”. Così il presidente della Regione
Marche, Gian Mario Spacca alla notizia che il Tribunale di Pesaro ha accolto il
reclamo della famiglia di Federico affinché il piccolo, affetto dal morbo di
Krabbe, possa essere sottoposto all’infusione di staminali secondo il metodo
Stamina. “Con questa decisione – dice Spacca – non solo si risponde al
disperato appello della famiglia di Federico nell’unico ed ineludibile
interesse del bambino, ma si eliminano anche le disparità di trattamento tra i
piccoli che a livello nazionale sono colpiti dalla stessa, terribile malattia.
E’ per questo che la Regione Marche si è attivata nei giorni scorsi
interessando del caso il ministro della Salute Balduzzi. Ora più che mai la
comunità regionale è a fianco della famiglia di Federico”.
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FETO IN BICOCCA, FONTANESI: "NON CONDUCIAMO RICERCHE CHE PREVEDANO L´USO DI REPERTI UMANI" |
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Milano, 19 marzo 2013 - "L´università di Milano-bicocca non
conduce alcun tipo di ricerca che preveda l´utilizzo di feti umani e applica in
modo integrale le leggi vigenti in tema di materiali biologici umani". Cosi il
rettore Marcello Fontanesi ha commentato nella conferenza stampa di questa sera
il ritrovamento di un feto in un freezer del dipartimento di Biotecnologie e
Bioscienze.
Il freezer in oggetto appartiene al gruppo di ricerca del
professor Angelo Vescovi, associato di biologia applicata nello stesso
dipartimento.
"Nel nostrio ateneo esiste un comitato etico - ha aggiunto
Fontanesi - che vigila e approva le ricerche che implicano l´uso di materiale
biologico. Costituiremo una commissione di inchiesta interna per indagare sulla
vicenda e se dovesse emergere il coinvolgimento di personale dell´università,
potete star certi che non metterà più piede in Bicocca".
Nel corso della conferenza stampa è intervenuto lo stesso
Angelo Vescovi, il quale ha sottolineato come questo episodio sia avvenuto in
concomitanza con la conclusione di un´importante ricerca sulla Sla che egli sta
conducendo non in Bicocca ma presso il centro europeo di ricerca sulle cellule
staminali di Terni e l´Ospefdale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni
Rotondo.
"Posso solo ipotizzare - ha detto Vescovi - ma è una mia
personale opinione, che si possa trattare di un sabotaggio organizzato forse da
gruppi estremisti"
L´università di Milano-bicocca ha messo a disposizione degli
inquirenti tutte le informazioni necessarie. |
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ASSISTENZA MALATI SLA, ALLA BASILICATA OLTRE UN MILIONE DI EURO SARÀ COSÌ POSSIBILE FAVORIRE LA DOMICILIARITÀ NELLA RETE DI SERVIZI PER LA NON AUTOSUFFICIENZA. |
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Potenza, 19 marzo 2013 - Contributi fino ad un massimo di 3 mila
euro al mese per le persone affette da Sclerosi laterale amiotrofica che
necessitano di cure domiciliari a titolo oneroso: un riconoscimento economico
per i familiari degli ammalati che li assistono quotidianamente e senza
possibilità di interruzione.
E’ uno degli aspetti disciplinati dal Programma attuativo regionale per
l’esercizio delle risorse assegnate al Fondo per le non autosufficienze
(relativo all’anno 2011) per la realizzazione di interventi in tema di Sla,
approvato dalla giunta regionale. Alla Regione Basilicata sono stati assegnati
1.070.000 euro per l’assistenza domiciliare dei malati di Sla, un intervento
che si inserisce in un quadro più ampio e strutturato di misure regionali
attive tese a favorire la domiciliarità nella rete di servizi per la non
autosufficienza.
“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale alla Salute Attilio
Martorano – è quello di potenziare l’offerta integrata dei servizi
socio-sanitari a favore delle persone affette da Sla, per evitare fratture nella
comunità assistenziale o eventuali e gravi situazioni di abbandono da parte
delle famiglie. La Sclerosi laterale amiotrofica – ha aggiunto Martorano – è
una patologia fortemente invalidante. Consentire all’ammalato di essere
adeguatamente assistito dai suoi cari e tra le mura domestiche, può
rappresentare senz’altro una forma di sollievo per l’ammalato e di
riconoscimento motivazionale per il familiare che offre le cure”.
I contributi economici saranno erogati a tutte quelle persone affette
da Sla residenti in Basilicata da almeno sei mesi, in possesso della
certificazione medica comprovante la diagnosi di Sclerosi laterale amiotrofica
e lo stato di fragilità o della compromissione dell’autonomia personale, già
inserite nel percorso assistenziale per le malattie neuromuscolari. L’entità
del contributo economico è stabilita in base a due variabili: il livello di
gravità della malattia e il ricorso o meno a un aiuto a titolo oneroso. Il
progetto riconosce come “tempo di lavoro” il tempo che il familiare-cargiver,
in sostituzione di altre figure professionali, dedica al prendersi cura del
malato di Sla. Destinatari dei fondi saranno quindi anche i caregivers
(familiari e assistenti familiari) e gli operatori sanitari dei Servizi sociali
e delle Unità di valutazione multidimensionali del Servizio di assistenza
domiciliare integrata. Il Piano individua anche i centri regionali di
riferimento per la Sla: Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, Ospedale
civile di Matera e Ospedale San Francesco di Paola di Pescopagano.
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ZINGARETTI SCRIVE AI DIRETTORI ASL DEL LAZIO: “NO A NOMINE E PROVVEDIMENTI CONTRO SPENDING REVIEW” |
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Roma, 19 marzo 2013 - Il presidente della Regione Lazio, Nicola
Zingaretti ha inviato questa lettera ai direttori generali della Asl in cui
chiede di non procedere a nuove nomine e di non effettuare provvedimenti contro
la spending review.
Di seguito il testo:
"Gentile Direttore,
Colgo questa occasione per rivolgere, per la prima volta nella mia
nuova veste istituzionale, il più caloroso augurio di buon lavoro alle lavoratrici
e ai lavoratori delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Lazio e
alle loro direzioni.
Come ben sa, l´amministrazione si è appena insediata ed entro pochi
giorni porterà a compimento il quadro degli atti necessari per la piena messa a
regime della sua azione di governo.
Tra le prime iniziative che intendiamo adottare, avrà particolare
rilievo la definizione di un modello di attuazione mirata della spending
review, a partire dall´ambito sanitario, tale da innovare i processi, anche con
l´introduzione di nuovi criteri di trasparenza e valutazione, senza
compromettere la quantità e qualità dei servizi.
In vista di questo provvedimenti, appare opportuno che le strutture
assumano, in questa fase, esclusivamente iniziative volte ad assicurare il regolare
svolgimento dei servizi, nelle more dell´individuazione di criteri di
efficienza ed efficacia della spesa, astenendosi dall´adottare provvedimenti o
nomine che possano compromettere il raggiungimento di tale obiettivo.
Certo della Sua attenzione e fiducioso nell´avvio di una solida e
proficua collaborazione, colgo l´occasione per rivolgerLe i miei più cordiali
saluti".
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DIECI MEDICI CINESI “A SCUOLA” NEGLI OSPEDALI DI FIRENZE E PRATO GLI INCONTRI AL SAN GIOVANNI DI DIO, ALL’ANNUNZIATA, AL MEYER, A CAREGGI E ALL’OSPEDALE DI PRATO |
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Firenze, 19 marzo 2013 - A scuola di sanità toscana. È iniziato il 14 marzo con l’incontro all’ospedale Santa Maria Nuova con i vertici dell’Azienda sanitaria di Firenze lo stage formativo di tre mesi che dieci medici cinesi provenienti da varie città e dai centri più specializzati del paese svolgeranno al San Giovanni di Dio, all’Annunziata, al Meyer, a Careggi e all’ospedale di Prato. Ogni medico della delegazione – composta da una cardiologa e una laboratorista, da un ginecologo un neurochirurgo, un dermatologo, un chirurgo plastico, un pediatra, due ortopedici e un cardiologo – è stato assegnato a un “tutor”, o più esattamente a un “Virgilio” con il quale condividerà questo viaggio nella disciplina nella quale ha la sua specializzazione. Potrà osservare, chiedere, farsi spiegare, ma, benché siano medici già preparatissimi, senza possibilità di intervenire e operare. È il modo per avvicinarsi al modo con cui negli ospedali fiorentini si interviene per garantire la salute dei pazienti e parte della formazione riguarderà anche l’organizzazione del servizio sanitario, il modello che la Toscana si è data. L’accordo con il Ministero della salute della Repubblica Popolare Cinese è stato stipulato dal direttore dell´Azienda sanitaria di Firenze Paolo Morello il 21 novembre scorso, ha validità biennale ed è diretto a promuovere e a sviluppare i rapporti di collaborazione per il miglioramento delle professionalità e dell’organizzazione del servizio sanitario. L’accordo prevede un programma di tirocini specifici per circa 30 medici all’anno, suddivisi in gruppi che parteciperanno a percorsi formativi di tre mesi ciascuno presso strutture ospedaliere dell’Azienda sanitaria di Firenze, Prato e degli ospedali Meyer e Careggi. |
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MARCHE: CONFERMATE PER IL 2013 LE MISURE ANTICRISI IN AMBITO SANITARIO PER LAVORATORI IN DIFFICOLTÀ. |
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Ancona, 19 marzo 2013 - Dopo il parere favorevole della Commissione
consiliare competente, sono state definitivamente approvate dalla Giunta
regionale le misure anticrisi in ambito sanitario per lavoratori in difficoltà,
individuate anche per il 2013, d’intesa con le organizzazioni sindacali. Si
tratta di una serie di interventi per tutelare le fasce di popolazione più
colpite dalla crisi economico-finanziaria in atto. In particolare, le misure
prevedono l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria per le
prestazioni specialistiche ambulatoriali e di diagnostica strumentale erogate
dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate e l’erogazione
gratuita dei farmaci di fascia C. “La salute - afferma il presidente della
Regione, Gian Mario Spacca - costituisce un diritto fondamentale dei cittadini
e una sanità accessibile a tutti è la priorità della Regione. A partire dal
2009 abbiamo sottoscritto protocolli d’intesa con le organizzazioni sindacali
attraverso i quali sono stati individuati interventi per tutelare le fasce di
popolazione più colpite dalla crisi. Vista la fase di crisi internazionale che
ancora perdura e nonostante le difficoltà degli enti locali, dovute ai tagli
nazionali, la Giunta ha voluto rinnovare il provvedimento che riguarda il
settore sanitario, dando un chiaro segnale che nessuno verrà lasciato indietro
nel momento di maggiore necessità”. “Garantire l’accesso alle prestazioni in
ambito sanitario a coloro che si trovano in difficoltà – spiega il vice
presidente e assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani - è una
priorità per questo Governo regionale. Un impegno irrinunciabile a difesa della
coesione sociale, specie in questo periodo particolarmente difficile per tanti
cittadini colpiti dalla crisi”. Le misure sono rivolte ai lavoratori e
familiari fiscalmente a carico che, al momento della fruizione delle
prestazioni, risultino in cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, in
deroga, sospensione Ebam) e che nelle 13 settimane precedenti all’erogazione
delle prestazioni abbiano avuto una sospensione del lavoro pari almeno al 40%
delle ore lavorabili; a coloro in possesso di un contratto di solidarietà e che
nei sei mesi precedenti all’erogazione delle prestazioni abbiano avuto una
riduzione dell’orario di lavoro pari ad almeno il 40% delle ore lavorabili; ai
lavoratori in mobilità e ai disoccupati che abbiano terminato il periodo di
permanenza nelle liste di mobilità. Per poter usufruire delle misure anticrisi
in ambito sanitario i soggetti aventi diritto dovranno rivolgersi negli Uffici
anagrafe della Zona territoriale di competenza e autocertificare di possedere i
requisiti previsti. Sarà quindi rilasciato un certificato di esenzione con un
codice specifico. Il riparto delle risorse alle Aziende sanitarie sarà fatto
sulla base della rendicontazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale
e dei farmaci effettivamente erogati.
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BOLZANO: VERTICE THEINER-SINDACI: NEL 2013 RIDUZIONE DI 65 POSTI LETTO, SOLUZIONE RAGIONEVOLE |
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Bolzano, 19 marzo 2013 - Nella sanità altoatesina le direttive del governo Monti sulla revisione della spesa saranno applicate in modo oculato e tenendo conto delle esigenze a livello locale: è quanto hanno concordato il 15 marzo a Bolzano l’assessore provinciale Richard Theiner e i sindaci dei comuni sedi di ospedale. Nel 2013 la riduzione sarà di 65 posti letto. “Nella specifica suddivisione tra i comprensori sanitari abbiamo individuato una soluzione ragionevole“, sottolinea Theiner. Sulla nuova delibera della Giunta provinciale in tema di riduzione dei posti letto negli ospedali a seguito delle direttive del Governo Monti, c´è convergenza tra l´assessore provinciale Richard Theiner, il direttore generale dell´Azienda sanitaria provinciale Andreas Fabi, i comprensori sanitari, i sindaci e i presidenti dei comprensori sedi dei nosocomi. "Lunedì prossimo presenterò alla Giunta la proposta di delibera che prevede per il 2013 la riduzione del 30% dei posti letto complessivamente destinati ad essere tagliati in base ai vincoli imposti dal governo", annuncia Theiner. Già nel dicembre scorso la Giunta provinciale aveva approvato una delibera di recepimento delle indicazioni del Governo fissando anche la quota di riduzione di ognuno dei 4 comprensori sanitari. "Dobbiamo però tener conto di due fattori: da un lato il flusso turistico che in particolare nei comprensori influisce in modo significativo sui posti letto, dall´altro alcuni precisi criteri di qualità che vanno rispettati. Il risultato è che una riduzione in base al rapporto di 3 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti, come fa il Governo, non può essere applicata in maniera lineare", aggiunge Theiner. Di conseguenza, questo l´esito del colloquio chiarificatore di oggi a Bolzano, l´Amministrazione sanitaria dovrà tagliare complessivamente 65 posti letto nel 2013: 20 a Bolzano, 18 nel comprensorio di Merano, 14 in quello di Bressanone e 13 nel comprensorio di Brunico. Nella riabilitazione sono invece complessivamente 61 i posti letto da ridurre, nel 2013 ne saranno tagliati 20. "Chiederemo al nuovo Governo a Roma di garantire in futuro maggiore spazio di manovra all´Alto Adige nella riduzione dei posti letto sulla base della realtà locale", ha ribadito Theiner. I tempi di riduzione del restante 70% dei posti letto saranno negoziati con il nuovo Governo e le misure concordate annualmente con i singoli comuni sedi di ospedali, ha concluso Theiner. Nel vertice l´assessore ha confermato che gli ospedali di Silandro, San Candido e Vipiteno sono una parte essenziale del sistema sanitario altoatesino, alla quale non si vuole rinunciare. Sull´importanza dei piccoli ospedali hanno convenuto anche gli altri partecipanti. Al vertice erano presenti anche il direttore del Dipartimento sanità Florian Zerzer, la direttrice di Ripartizione Irmgard Prader, i rappresentanti dei comprensori sanitari Irene Pechlaner, Umberto Tait, Karl Lintner, Walter Amhof, i sindaci Luigi Spagnolli (Bolzano), Dieter Pinggera (Silandro), Fritz Karl Messner (Vipiteno), Christian Tschurtschenthaler (Brunico), Werner Tschurtschenthaler (San Candido), Albert Pürgstaller (Bressanone), i rappresentanti delle comunità comprensoriali Roland Grießmair e Luis Kröll. |
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BASILICATA, DE FILIPPO: QUALITÀ DEI SERVIZI È PARTE DI DIRITTO ALLA SALUTE |
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Potenza, 19 marzo 2013 - “E’
errato pensare che i servizi pubblici non abbiano il dovere della competitività
e questo concetto deve essere ancor più chiaro nella misura in cui le
condizioni economiche e le previsioni normative spingono a chiedere sempre più
marcate compartecipazioni alla spesa ai cittadini”. Così il presidente della
Regione Basilicata Vito De Filippo in occasione della presentazione del
programma di facilitazione e velocizzazione dell’accesso alle prestazioni
sanitarie.
“Abbiamo a che fare – dice De Filippo – con un diritto fondamentale
dell’uomo, il diritto alla Salute e non dobbiamo pensare che nell’assicurare
questo diritto il fattore qualità è indifferente, anzi sia quasi naturale
chiedere alle persone di sopportare un certo numero di disagi. Per questo siamo
intervenuti con decisione “sburocratizzando” il percorso dalla prescrizione al
referto, efficientandolo con l’utilizzo di nuove tecnologie, potenziandolo con
interventi mirati qualora emergono criticità e questo dopo che già avevamo
messo in campo un sistema in grado di assicurare prestazioni celeri per i casi
di urgenza”.
Ma nel ribadire il diritto dei cittadini, il presidente ha marcato
anche con decisione il limite delle possibili polemiche. “Il sistema sanitario
lucano – ha detto – è uno dei migliori del Paese e lo dimostrano anche i dati
in crescita sull’arrivo di utenza da fuori Regione. Ma non è possibile nemmeno
pensare che ciascuno abbia tutto sotto casa in tempo reale. Abbiamo i dovere di
migliorare la situazione, e lo stiamo facendo, ma chiedere al servizio pubblico
di accontentare alla lettera i desiderata di tutti finisce con l’essere una
pretesa”.
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BASILICATA, FOCUS LISTE D´ATTESA: SPERIMENTAZIONI PORTANO MIGLIORAMENTO |
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Potenza, 19 marzo 2013 - La sperimentazione ha funzionato: monitoraggi
continui e misure di emergenza hanno consentito di abbattere le liste di attesa
delle prestazioni comprese nel programma e ora il sistema può essere esteso
anche alle altre. Il tutto mentre la sanità lucana si mostra sempre più
attrattiva per l’utenza extraregionale, non solamente per le eccellenze e i
centri di alta specializzazione, ma anche per diagnostica e visite mediche
facendo registrare, nella forbice temporale 2011-2012, un’incidenza dell’utenza
extraregionale sulle prestazioni in aumento del 6,7 per cento.
Motivi per affrontare con più slancio l’operazione “taglia liste
d’attesa” coniugando i risultati ottenuti alla massima trasparenza sulle
criticità su cui si lavorerà ora. I dato rilevati nei primi giorni di marzo del
2013 sono comunque incoraggianti: i giorni di attesa per una visita oncologica,
ad esempio, si sono abbattuti significativamente rispetto allo stesso periodo
del 2012: da 87 giorni di attesa si è passati a un minimo di 1 giorno a un
massimo di 4, dunque ben al di sotto dei 30 giorni di attesa stabiliti per le
visite. Questo accade al San Carlo, dove si sono ridotti significativamente
anche i tempi di attesa per una risonanza magnetica del cervello e del tronco encefalico,
passata da un minimo di 294 giorni nel 2012 a un minimo di 56 ai primi di marzo
di quest’anno.
In ambito Asp, dove in tempi d’attesa sono calcolati in base alla prima
data utile presso una delle strutture, per una mammografia bilaterale occorrono
5 giorni (nella struttura di Villa d’Agri), nel 2012 la prima data disponibile
era fissata a 20 giorni dal momento della prenotazione (struttura di Melfi).
Nello stesso ambito dell’Azienda sanitaria del Potentino, in particolare
nell’ospedale di Melfi, per effettuare un test cardiovascolare da sforzo con
pedana mobile occorrono 3 giorni, mentre la stessa prestazione un anno fa a
Lagonegro si effettuava in 25 giorni.
Nelle strutture dell’Azienda sanitaria locale di Matera, per una visita
endocrinologica si è passati dagli 82 giorni dell’ospedale di Matera nel 2012
ai 2 giorni degli inizi di marzo di quest’anno all’ospedale di Tinchi, per una
esofagogastroduodenoscopia si è passati dai 62 giorni di attesa ai 33 giorni
nella struttura di Tricarico.
All’irccs Crob di Rionero per una visita Oncologica occorrono 27
giorni, due in meno se si prende a riferimento lo stesso periodo dello scorso
anno. Sempre al Crob, una visita urologica a marzo di quest’anno si è ottenuta
in 20 giorni, lo scorso anno in 27.
Per ottenere questi risultati, non certo definitivi nella complessiva
strategia per l’abbattimento delle liste d’attesa, la Regione Basilicata ha
attivato strumenti che hanno consentito miglioramenti in alcune branche
specialistiche. Ha introdotto le classi di priorità e sistemi automatici di
remind delle prenotazioni per i cittadini, mediante sms ed e-mail, sistemi di
disdetta, il Centro unico recall per le richiamate degli utenti già prenotati
per alcune prestazioni critiche, il monitoraggio da parte delle aziende
dell’appropriatezza prescrittiva, la definizione di percorsi diagnostico
terapeutici.
Ha, per alcune patologie, definito protocolli diagnostico-terapeutici
tra gli specialisti ambulatoriali, ospedalieri ed i medici, avviando percorsi
formativi sui meccanismi della domanda, dell’offerta per i medici. Nella fase
sperimentale, le aziende sanitarie regionali hanno potenziato l’offerta per le
prestazioni critiche afferenti, rispettivamente, alle branche specialistiche
quali cardiologia, oncologia, urologia, endocrinologia, ecografia e risonanza
magnetica. Hanno sviluppato e integrato i sistemi di accesso alle prenotazioni,
hanno monitorato le attività e verificato i risultati.
E il sistema si estende ora a tutte le prestazioni senza sottacerne le
criticità. Criticità legate principalmente al tempo per ottenere le prestazioni
presso la prima struttura disponibile (il parametro previsto dalle linee del
Ministero), ma che puntano anche a una generale riduzione dei tempi di attesa
per evitare eccessivi spostamenti agli utenti. Per questo motivo si lavora a
livello di singole aziende e su base territoriale. Una nuova sfida aperta i cui
risultati saranno, con trasparenza,s otto gli occhi di tutti grazie anche alla
pubblicazione quotidiana dei dati sulle attese sul sito Cupinlinea.
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SANITÀ IN BASILICATA: TAGLI SÌ, MA ALLE FILE. CELERI PRENOTAZIONI E ACCERTAMENTI |
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Potenza, 19 marzo 2013 - Rendere
più celere e agevole il percorso tra la prestazione di un accertamento
sanitario e l’ottenimento del responso. E’ l’obiettivo che si propone un
programma messo in campo dal Dipartimento Salute della Regione Basilicata, in
collaborazione con le Aziende sanitarie regionali, presentato ieri a
Potenza in Regione dal presidente Vito De Filippo e dall’assessore alla Salute
Attilio Martorano. Erano presenti, tra gli altri, i direttori generali delle
Aziende sanitarie regionali.
Si tratta di un progetto complessivo, che va dal momento in cui al
paziente viene prescritto un esame strumentale o una visita specialista, passa
per il momento della prenotazione e dell’effettuazione della prestazione e
arriva fino alla consegna del referto.
Parola d’ordine, per tutte queste fasi, è “salta la fila”, intesa sia
come tempi di attesa che come difficoltà nei vari passaggi. Si parte dalla
prescrizione con quella che è una semplice buona pratica: le ulteriori visite o
gli accertamenti strumentali e di laboratorio devono essere prescritte dai
medici di strutture pubbliche direttamente sulla “ricetta rossa” e non su carta
bianca. In questo modo si salterà a piè pari il passaggio (diversamente
indispensabile) dal medico di famiglia (ossia i Medici di medicina generale o i
pediatri di libera scelta) semplicemente per far trasferire la prescrizione dal
foglio bianco al ricettario del servizio sanitario regionale.
Con la “ricetta rossa”, infatti, si passerà direttamente alla fase
della prenotazione che, ancora una volta, diviene più facile e veloce. Per
tutte le strutture pubbliche e anche per le private accreditate, la si potrà
infatti continuare a fare a telefono, chiamando il numero del Cup (chiamando i
numeri 848.821.821 da rete fissa e 0971.471373 da cellulare) ma da ora sarà
possibile effettuarla anche da soli in internet 24 ore su 24 (dal sito
www.Cupinlinea.it) e in farmacia. Sul web e in farmacia sarà inoltre possibile
anche pagare il ticket, saltando quindi, ancora una volta a piè pari, la fila
alle casse delle strutture sanitarie. Nello specifico, il “farmacup” partirà da
subito in 9 farmacie, anche per la definitiva fase di test (il cui costo di 1,5
euro sarà a carico della Regione) e sarà esteso entro due mesi a una rete
capillare che interesserà tutta la regione.
Parallelamente a queste misure per migliorare l’accesso alle prestazioni,
Regione e Aziende Sanitarie hanno messo in campo anche interventi per
l’abbattimento delle liste di attesa. Il progetto è partito in fase
sperimentale da alcuni mesi nelle quattro aziende (Asp, Asm, San Carlo e Crob)
interessando solo alcune prestazioni “pilota” e ora, avendone costatato la
riuscita, sarà esteso a tutte le altre. La Regione tramite il Cup e le singole
strutture monitoreranno in continuo l’andamento delle liste d’attesa, e quando
queste si avvicineranno a tempi di attesa critici, avvicinandosi o superando i
limiti previsti dalle linee guida del ministero, saranno messe campo misure
straordinarie (turni extra, spostamenti di personale ecc.) per far rientrare il
dato nella normalità. Una procedura che si affianca a quella delle prenotazioni
con classi di priorità (con cui già oggi è possibile saltare la fila nei casi
di giustificata urgenza) e che mira ad accorciare i tempi delle prestazioni per
tutti, ossia non solo per le emergenze ma anche per i controlli, per così dire,
di routine. E gli stessi tempi di attesa, oggi censiti e diffusi analiticamente
per quel che riguarda le principali prestazioni, saranno totalmente trasparenti
sul web: ogni lucano, andando sul sito Cupinlinea per prenotare la prestazione,
potrà anche conoscere i tempi di attesa presso ciascuna struttura regionale ed
effettuare la propria scelta in conseguenza.
Tagliati i tempi per accedere alle prestazioni, tagliati i tempi per
ottenerli Regioni e Aziende sanitarie non hanno trascurato l’ultima fase, ossia
quella del ritiro dei referti. Ed ora, parallelamente alle modalità
tradizionali offerte dalle singole strutture (ritiro o invio a domicilio)
inizia ad essere disponibili anche la modalità “referti on line” con cui i
pazienti potranno ottenere i propri referti direttamente via web. Il progetto,
in questa fase, è stato avviato in fase test e riguarda solamente alcune delle
prestazioni, e precisamente quelle di laboratorio, eseguite all’Ospedale San
Carlo di Potenza, ma già è avviato il processo per estenderlo a tutti i servizi
erogati e a tutte le aziende. Il modo per tagliare l’ennesima fila e rendere
l’accesso alle prestazioni sanitarie meno complicato e più veloce.
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BOLZANO: POSTI LETTO NEGLI OSPEDALI, RIDUZIONE PARZIALE |
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Bolzano, 19 marzo 2013 - I posti letto negli ospedali altoatesini
saranno ridotti di 65 unità entro il 2013, pari al 30% dei tagli complessivi
previsti dalle direttive del Governo. La Giunta provinciale ha approvato oggi
(18 marzo) la delibera che precisa le cifre e la ripartizione tra i compensori
sanitari. Prima dei futuri tagli si punta a una negoziazione con il nuovo
governo nazionale.
Nel triennio 2012-2014, a seguito delle disposizioni del Governo, va
conseguito un risparmio dei costi in ambito sanitario. La Giunta ha approvato
la delibera presentata dall´assessore Richard Theiner - già discussa la scorsa
settimana con sindaci e responsabili della sanità - che fissa il numero di
posti letto per l´assistenza ospedaliera per acuti da ridurre entro il 2013:
sono 65 posti letto, solo il 30% dei complessivi 216 da tagliare. "Prima
delle successive riduzioni la Giunta punta ad aprire un confronto con il nuovo
governo", ha spiegato il presidente Luis Durnwalder al termine della
seduta.
I posti letto da eliminare quest´anno sono stati individuati e
ripartiti nei quattro Comprensori sanitari in base ai dati relativi alla
mobilità sanitaria ma tenendo conto anche della valenza turistica nelle varie
aree, fattore che incide non poco sull´attività ospedaliera. Questa la
suddivisione dei letti per acuti da ridurre nei comprensori sanitari nel 2013:
20 in quello di Bolzano, 18 nel comprensorio di Merano, 14 in quello di
Bressanone e 13 in quello di Brunico.
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SALUTE: ACCORDO REGIONE FVG -INAIL PER CURE A INFORTUNATI E TECNOPATICI |
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Trieste, 19 marzo 2013 - La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il nuovo protocollo d´intesa per l´erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria da parte dell´Istituto Nazionale per l´Assicurazione degli Infortuni sul Lavoro (Inail) che ora potrà attivare strutture per l´erogazione agli infortunati e tecnopatici (affetti da malattie professionali) di cure ambulatoriali e prestazioni sanitarie riabilitative non ospedaliere, anche in regime residenziale. Il protocollo nasce dalla duplice esigenza di rendere più facili i percorsi diagnostico terapeutici, riabilitativi ed assistenziali nei confronti degli infortunati sul lavoro e tecnopatici e di poter usufruire al meglio delle potenzialità diagnostiche delle strutture sanitarie dell´Inail che siano in possesso dei requisisti di autorizzazione ed accreditamento previsti dalla vigente normativa. Nel quadro definitivo da questo protocollo, potranno essere attivate diverse ulteriori convenzioni attuative fra l´Inail e la Regione, finalizzate alla collaborazione nei percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, nei progetti di ricerca scientifica e tecnologica in ambito protesico e riabilitativo, nella promozione della pratica sportiva per le persone con disabilità e in iniziative di comunicazione e formazione. Il protocollo approvato declina e adatta alla realtà del Friuli Venezia Giulia un accordo quadro approvato l´anno scorso dalla Conferenza Stato-regione, e non prevede oneri aggiuntivi né da parte dei cittadini né a carico dell´Amministrazione regionale. |
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FORMAZIONE OPERATORI SOCIO-SANITARI, LIGURIA: SUBITO SBOCCO PROFESSIONALE PER I DIPLOMATI DEGLI ISTITUTI TECNICI |
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Genova, 19 marzo 2013 - Da settembre di quest’anno gli studenti che si
diplomano presso gli istituti professionali con indirizzo in tecnico dei
servizi socio-sanitari potranno accedere direttamente all’esame regionale per
operatore socio-sanitario senza più frequentare i corsi di preparazione alla
prova. E’ stato deciso da una delibera approvata in Giunta questa mattina su
proposta dell’assessore al bilancio e alla formazione, Pippo Rossetti, in
collaborazione con l’assessorato salute,
che dà corso all’intesa tra Regione Liguria e Ufficio scolastico
regionale per promuovere il nuovo
percorso. In pratica le ragazze e i ragazzi che usciranno con un diploma di
tecnico dei servizi socio-sanitari da un
istituto professionale potranno superare subito l’esame per Oss e accedere
direttamente al lavoro sociale, senza più passare dal corso preparatorio. Gli
Istituti superiori interessati sono: il Vittorio Emanuele Ii – Ruffini, Gaslini
Meucci e Duchessa di Galliera di Genova, o il Caboto di Chiavari,
Fermi-polo-montale di Ventimiglia – Bordighera,
Ruffini –Aicardi di Sanremo Arma di Taggia, Einaudi-chiodo di La Spezia e il Mazzini-da Vinci di Savona.
“In questo modo – spiega Rossetti – i ragazzi, grazie al diploma di
maturità, potranno, da un lato accedere ad un diploma di laurea in Educazione
professionale o in Scienze Infermieristiche e dall’altro, se lo desiderano,
cominciare a lavorare subito, spendendosi professionalmente nel settore dei
servizi alla persona”. L’assessorato alla formazione ha voluto valorizzare il
diploma di istruzione professionale per tecnici dei servizi socio-sanitari,
fino ad oggi privo di reali sbocchi occupazionali, offrendo ai giovani
diplomati la possibilità di accedere
direttamente alla qualifica di Oss.
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TOSCANA: DONAZIONE DI ORGANI, IL CONSENSO SI PUÒ ESPRIMERE ANCHE MENTRE SI RINNOVA LA CARTA D’IDENTITÀ |
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Firenze, 19 marzo 2013 – Presto
la volontà di donare i propri organi potrà essere espressa negli uffici
anagrafe dei Comuni, al momento del rilascio o del rinnovo della carta
d’identità. Lo prevede il progetto “Una scelta in comune”, frutto di un accordo
di collaborazione tra Regione Toscana, Anci-federsanità, Aido (Associazione
italiana donatori di organi) e Centro nazionale trapianti. L’accordo è stato
ratificato nel corso di una delle ultime sedute di giunta. Un progetto analogo
è già stato sperimentato con successo dalla Regione Umbria.
“Manifestare la propria libera volontà per quanto riguarda la donazione
di organi e tessuti è un diritto di ciascun cittadino – osserva l’assessore al
diritto alla salute Luigi Marroni – Con questa iniziativa, intendiamo offrire
ai cittadini toscani un’opportunità in più per esprimere questa volontà, in
maniera sempre più informata e consapevole”.
Il progetto “Una scelta in comune” partirà in via sperimentale nei
prossimi mesi in tre Comuni – Firenze, Rosignano e Sorano – per estendersi poi
a tutti i Comuni toscani. Negli uffici anagrafe dove il cittadino si recherà
per fare o rinnovare la carta d’identità, gli addetti all’anagrafe
(appositamente formati) gli chiederanno se vuole esprimere la sua volontà di
donare organi, e quindi intende essere inserito negli appositi elenchi. Se sì,
il cittadino compilerà un apposito modulo e i suoi dati verranno inseriti nel
database del Sit, il Sistema italiano trapianti.
La Regione Toscana si impegna, anche attraverso l’Ott, l’Organizzazione
Toscana Trapianti, a diffondere negli uffici anagrafe dei Comuni selezionati
materiali informativi sulla donazione, le opportunità e i servizi disponibili.
Il personale degli uffici seguirà appositi corsi formativi.
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DEFINITO IL PROGRAMMA DELL´UNIVERSIADE, IN PALIO 79 MEDAGLIE D’ORO |
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Trento, 19 marzo 2013 - Saranno
79 le medaglie d’oro assegnate dalle 26/a Universiade invernale in programma
dall’11 al 21 dicembre prossimi in varie località del Trentino. In questi
giorni la Fisu ha ufficialmente validato il calendario gare predisposto
dall’area sport del Comitato organizzatore diretta da Ubaldo Prucker. Tra le
novità accettate vi è anche l’inserimento delle gare di Salto a squadre mista e
di pattinaggio sincronizzato. In totale saranno 237 le medaglie in palio per i
circa 3.000 atleti attesi da una cinquantina di nazioni.
La giornata con il maggior numero di medaglie in palio è la penultima:
venerdì 20 dicembre saranno, infatti, assegnate 15 medaglie d’oro. Riguardano
le specialità dello sci alpino (speciale uomini e donne), sci nordico (15Kmtc
uomini partenza in linea), snowboard (boardercross uomini e donne), biathlon
(gara in linea uomini e donne), hockey femminile, short track (1.000 metri
uomini e donne, 3.000 donne e 5.000 uomini) e curling (uomini e donne). In
pratica saranno coinvolte tutte le località sede di gara dell’Universiade
Trentino 2013, ad eccezione di Canazei che il giorno successivo sarà teatro
della finale dell’hockey maschile e della cerimonia di chiusura. La gara di
salto a squadre mista è stata inserita ufficialmente nel calendario del recente
Mondiale Fiemme 2013 e dopo l’esordio, proprio sui trampolini di Predazzo,
tornerà ufficialmente anche all’Universiade Trentino 2013, con l’unica modifica
del numero di atleti in gara: ai Mondiali si sono confrontati team da quattro
saltatori (due uomini e due donne), alle Universiadi la sfida sarà tra binomi
(un uomo e una donna). Si tratta di una competizione che la Federazione
internazionale sci (Fis) sta cercando di introdurre anche ai Giochi Olimpici.
La sua presenza alle Universiadi rappresenta certamente un buon viatico se non
per Sochi, certamente per la successiva Olimpiade invernale in Corea.
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