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Notiziario Marketpress di Mercoledì 22 Maggio 2013
PARLAMENTO EUROPEO: ESPLORAZIONI OFFSHORE DI PETROLIO E GAS: OPERATORI DEVONO DIMOSTRARE CAPACITÀ DI COPRIRE DANNI  
 
Strasburgo, 22 maggio 2013 - Il Parlamento ha dato il via libera martedì alla nuova direttiva sulla sicurezza delle attività di perforazione per gas e petrolio. Le nuove norme obbligheranno le aziende a provare la loro capacità di coprire i danni potenziali derivanti dalle loro attività e a presentare una relazione sui possibili pericoli e soluzioni, prima che le operazioni possano cominciare. "Abbiamo bisogno di standard più importanti quando si tratta di gestione del rischio. Siamo convinti che le regole che stiamo approvando ora possano diventare un modello a livello internazionale", ha detto Ivo Belet (Ppe, Be), relatore del provvedimento che è stato adottato oggi con 572 voti favorevoli a 103, con 13 astenuti. Il testo riflette l´accordo raggiunto con il Consiglio. Capacità finanziaria per ovviare a tutti i danni causati - Tutti gli operatori dovranno garantire accesso a "risorse fisiche, umane e finanziarie sufficienti per prevenire gli incidenti gravi e limitare le conseguenze di tali incidenti". Nessuna licenza sarà concessa salvo che il richiedente abbia fornito la prova che ha adottato o adotterà "misure adeguate per coprire le responsabilità potenziali derivanti dalle operazioni in mare". Relazione sui grandi rischi - Le società di perforazione saranno tenute a presentare alle autorità nazionali, prima che le operazioni inizino, una relazione speciale che descrive l´installazione della perforazione, i principali potenziali pericoli e gli accordi speciali a tutela dei lavoratori. Piani di emergenza - Le aziende dovranno inoltre fornire un piano di emergenza a uso interno, con una descrizione completa delle attrezzature e delle risorse disponibili, le azioni da adottare in caso d´incidente e tutte le disposizioni già adottate per limitare i rischi e garantire il preallarme alle autorità. Allo stesso tempo, gli Stati membri dovranno preparare i piani di emergenza esterni, che devono includere tutti gli impianti di perforazione offshore sotto la loro giurisdizione. In questi piani, si dovrà specificare il ruolo e gli obblighi finanziari delle società di perforazione, nonché il ruolo delle autorità competenti e delle squadre di emergenza. Applicazione e recepimento - Gli stati che non hanno operazioni petrolifere in mare aperto sotto la loro giurisdizione, mentre i paesi senza sbocco sul mare e con aziende registrate nel loro territorio dovranno applicare solo un numero limitato di disposizioni della presente direttiva. Gli Stati membri avranno due anni per introdurre la direttiva nella legislazione nazionale, mentre per gli impianti già esistenti, il termine di recepimento è di cinque anni.  
   
   
IL COMMISSARIO PER L´ENERGIA OETTINGER ACCOGLIE L’ ADOZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO DI UNA NORMATIVA IN MARE APERTO  
 
Bruxelles, 22 maggio 2013 - Günther Oettinger, commissario europeo per l´Energia, ha dichiarato: "Accolgo con favore questo importante passo migliorare la sicurezza delle attività offshore di produzione di gas nell´Ue gli incidenti avvenuti dimostrano le conseguenze devastanti quando le cose vanno male in mare aperto le recenti ´Near-miss´ in Ue.. Acque ci ricordano la necessità di un regime di sicurezza rigoroso integrando la sicurezza e la tutela dell´ambiente. Queste regole faranno in modo che i più alti standard di sicurezza per lo più già in atto in alcuni Stati membri saranno seguiti in ogni piattaforma del gas e olio in Europa. Inoltre, la nuova legge garantirà che reagiamo in modo efficace e tempestivo in caso di incidente e di minimizzare i possibili danni per l´ambiente e le condizioni di vita delle comunità costiere. " All´indomani della "Deepwater Horizon" incidente nel Golfo del Messico, degli Stati Uniti nel maggio 2010 la Commissione recensione quadri sicurezza i sottoscritti dagli Stati membri per le operazioni offshore ei nuovi progetti al fine di garantire che le norme di sicurezza, sanitarie e ambientali più alte del mondo si applicano ovunque nelle acque marine dell´Ue. Oggi il Parlamento europeo ha adottato la proposta legislativa Ue sulla sicurezza delle operazioni di gas offshore di petrolio e nella Ue. Il Consiglio ha ancora bisogno di approvare formalmente la direttiva. Gli elementi principali della direttiva convenuto sono i seguenti: Licensing . La direttiva introduce regole chiare per la prevenzione e la risposta di un incidente rilevante efficace. L´autorità di rilascio delle licenze negli Stati membri dovranno fare in modo che solo gli operatori che possono dimostrare le capacità tecniche e finanziarie necessarie per garantire la sicurezza delle attività offshore e la protezione ambientale sono autorizzati a esplorare per e produrre petrolio e gas nelle acque dell´Ue. La partecipazione del pubblico sarà obbligatorio prima dell´inizio delle campagne di perforazione pozzi esplorativi in aree precedentemente non forate. Competenti autorità nazionali indipendenti responsabili per la sicurezza degli impianti verificheranno le disposizioni in materia di sicurezza, tutela ambientale e la preparazione alle emergenze di impianti e piattaforme e le operazioni effettuate su di essi. Se le aziende non rispettano le norme minime, gli Stati membri adotteranno azioni di contrasto e / o di imporre sanzioni, in ultima analisi, gli operatori dovranno interrompere la perforazione o di produzione. Valutazioni dei rischi ex ante obbligatori. Imprese dovranno preparare una relazione sui grandi rischi per la loro installazione, contenente una vasta valutazione dei rischi e le misure di controllo del rischio e di un piano di emergenza prima di esplorazione o di produzione comincia. Questi piani dovranno essere presentate alle autorità nazionali competenti che daranno un via libera. Verificatori indipendenti . Operatori dovranno chiedere un parere indipendente per i sistemi critici di sicurezza e piani ben prima e, periodicamente, dopo l´installazione messa in funzione. Trasparenza. Informazioni saranno messe a disposizione dei cittadini che permettono di confrontare le prestazioni del settore e le attività delle autorità nazionali competenti. La riservatezza dei delatori sarà protetto. Operatori registrati negli Stati membri saranno invitati a presentare relazioni di incidenti in cui sono stati coinvolti all´estero per consentire sicurezza lezioni fondamentali da studiare. Emergency Response . Le imprese dovranno preparare piani di emergenza in base alla loro rig o valutazioni del rischio di piattaforma e mantenere le risorse a portata di mano per essere in grado di metterli in funzione in caso di necessità. Gli Stati membri dovranno altresì tenere pienamente conto di questi piani quando si compilano i piani di emergenza nazionali. I piani saranno testati periodicamente per l´industria e le autorità nazionali. Passivo. Compagnie petrolifere e del gas saranno pienamente responsabili dei danni ambientali causati a specie marine protette e degli habitat naturali. Per i danni alle acque, la zona geografica sarà estesa per coprire tutte le acque marine dell´Ue, compresa la zona economica esclusiva (circa 370 km dalla costa) e la piattaforma continentale dove la costiera Stato membro abbia giurisdizione. Per i danni d´acqua, l´attuale quadro giuridico comunitario per la responsabilità ambientale è limitata alle acque territoriali (circa 22 km al largo). Autorità Gruppo Ue Offshore. Ispettori offshore degli Stati membri lavoreranno insieme per garantire l´effettiva condivisione delle migliori pratiche e contribuire a sviluppare e migliorare gli standard di sicurezza. Internazionale. La Commissione collaborerà con i suoi partner internazionali per promuovere l´attuazione dei più alti standard di sicurezza in tutto il mondo. Gli operatori che lavorano nell´Ue dovranno dimostrare di applicare le stesse politiche di prevenzione degli incidenti d´oltremare cui si applicano nelle loro operazioni dell´Ue. Per ulteriori informazioni: Maggiori informazioni sul sito web della Commissione: http://ec.Europa.eu/energy/oil/offshore/standards_en.htm    
   
   
BOLZANO: NO NUOVE GARE PER ENERGIA, VALUTARE SETTIMANA IN PIÙ DI SCUOLA  
 
 Bolzano, 22 maggio 2013 - No alla richiesta di nuove gare per l´assegnazione delle concessioni idroelettriche, apertura alla possibilità di aumentare le settimane di scuola da 35 a 36, "ma solo con un accordo fra Provincia, comuni e parti sociali". Queste le risposte della Giunta provinciale alle richieste presentate dall´assemblea generale del Consorzio dei Comuni. Durante la recente assemblea generale del Consorzio dei Comuni svoltasi a Bolzano, sono state avanzate una serie di richieste alla Giunta provinciale, che ieri ne ha discusso nel corso della seduta settimanale. Per quanto riguarda la delicata materia dell´energia, il presidente Luis Durnwalder ha ribadito il no dell´esecutivo alla proposta di bandire nuove gare per l´assegnazione delle concessioni di derivazione idroelettrica. "Vogliamo continuare a trattare in sede extragiudiziale con gli operatori pubblici e privati coinvolti nella vicenda - ha spiegato Durnwalder citando su tutti Ae e il Consorzio elettrico della Venosta - per cercare di arrivare ad un accordo che eviti i processi. La linea da seguire resta quella tracciata dal parere del consulente Giuseppe Caia, con il riesame degli atti precedenti alle alterazioni". Solo in caso non venisse trovato un accordo, e solo se il Tribunale non accettasse la proposta elaborata da Caia, la Provincia si vedrà costretta ad accettare l´indizione di nuove gare che, secondo Durnwalder, "rappresentano un rischio per tutti: non so se saremo in grado di resistere di fronte alla eventuale presenza dei giganti dell´energia francesi o germanici". Altro tema affrontato, quello relativo alla scuola, con le richieste provenienti dai Comuni di inserire una settimana di lezioni in più (si passerebbe da 35 a 36) a giugno o settembre per ridurre i rientri pomeridiani che provocano problemi sia a livello di mense, sia a livello di attività extrascolastiche. Su questo punto, il presidente Durnwalder ha annunciato una "prudente apertura, tenendo conto delle prescrizioni statali ed europee. Dopo l´esperienza di quest´anno vorremmo tirare le somme e insediare una commissione mista che valuti sia i risultati che le proposte. Paesi confinanti come Svizzera e Austria spalmano l´anno scolastico su più settimane, dunque c´è tecnicamente la possibilità di fare qualcosa, ma in ogni caso vogliamo procedere in accordo fra Provincia, Comuni e organizzazioni sindacali".  
   
   
CASA.45 MLN PER GIOVANI COPPIE, AFFITTI E AMMODERNAMENTO  
 
Milano, 22 maggio 2013 - Una serie di interventi da oltre 45 milioni di euro, per sostenere concretamente le famiglie che ancora devono fare i conti con una crisi che non allenta la presa (con misure specifiche volte ad alleviare diverse situazioni di disagio), avviando allo stesso tempo il recupero di alloggi sfitti da riqualificare e da re-inserire nel mercato. Sono questi i principali punti del programma per i primi 100 giorni dell´Assessorato regionale alla Casa, Housing sociale e Pari opportunità, presentato questa mattina dall´assessore competente con il vice presidente e assessore alla Salute. Precorsi I Tempi - ´Anche in questa direzione - ha esordito il vice presidente - abbiamo precorso i tempi. A soli due mesi dal nostro insediamento, non solo abbiamo già presentato la proposta di legge per il riordino delle Aler, ma anche trovato 45 milioni di euro per aiutare fasce bisognose. L´edilizia pubblica è un´assoluta priorità della nostra azione di governo, basti pensare che in Lombardia esistono circa 160.000 alloggi di edilizia popolare´. Migliore Qualità Con Minore Spesa - ´La parola crisi - ha detto l´assessore alla casa - è quella attorno alla quale dobbiamo costruire i nostri interventi. E lo dobbiamo fare tenendo conto che le risorse pubbliche scarseggiano sempre. Abbiamo quindi posto l´attenzione al rapporto tra la scarsità dei fondi e la qualità dei servizi in un´ottica di forte cambiamento´. ´Da subito - ha aggiunto - sarà possibile attivare interventi e misure capaci di dare alcune prime risposte ai problemi sociali particolarmente pressanti´. Diversi sono, dunque, gli interventi che Regione Lombardia intende attivare entro i primi 100 giorni dall´insediamento della Giunta. 20 Milioni Per Il Recupero Di 2.000 Alloggi Sfitti - Una delle priorità sarà recuperare parte del patrimonio immobiliare pubblico, sfitto, degradato e in cattivo stato di manutenzione, così da incrementare l´offerta abitativa in locazione, assicurando allo stesso tempo una migliore qualità dell´abitare in termini di sicurezza, socialità e sostenibilità ambientale. Regione Lombardia ha stanziato 20 milioni, che consentiranno il recupero di circa 2.000 alloggi, che saranno resi nuovamente disponibili per le famiglie meno abbienti già entro l´anno. Il finanziamento è destinato alle Aler (o all´Alpe), che potranno partecipare a un bando straordinario. 9 Milioni Per Giovani Coppie Che Acquistano La Prima Casa - Come già in passato, le giovani coppie saranno sostenute nell´acquisto della prima casa ´tramite l´abbattimento di alcuni punti percentuali sui tassi di interesse del mutuo stipulato´. L´intervento verrà realizzato attraverso protocolli di intesa da sottoscrivere con i principali Istituti bancari e con Finlombarda Spa. La dotazione finanziaria di partenza è di 9 milioni. Il Sostegno All´affitto - L´assessore alla Casa ha poi voluto riservare particolare attenzione a ogni tipologia di famiglia ´che necessita di un aiuto per pagare l´affitto´. Diverse saranno le misure messe in campo per sostenerle e, per la prima volta, rientrano anche i padri separati. A) 13 Milioni Per Il Sostegno Al Disagio Acuto - Regione Lombardia ha stanziato 13 milioni, per sostenere quelle famiglie che hanno un contratto di locazione sul libero mercato e che, per ragioni connesse alla propria condizione economica, non riescono a pagare le rate del canone, rischiando in tal modo di incorrere in un provvedimento di sfratto esecutivo per morosità. A questi fondi potranno aggiungersi risorse derivanti dalla compartecipazione dei Comuni che aderiscono all´iniziativa. Il nuovo bando conterrà inoltre attenzioni specifiche a nuove tipologie di bisogni come i padri separati. Possono richiedere il contributo coloro che hanno un reddito Isee/fsa (che non coincide con il reddito lordo) fino a 6.000 euro. B) 1,5 Milioni Per La Morosità Incolpevole - ´Si tratta - ha spiegato l´assessore - di una misura nuova destinata a quelle famiglie in stato di morosità - rispetto al pagamento dell´affitto - a causa di un contingente e temporaneo peggioramento della propria condizione economica (licenziamento, messa in cassa integrazione, grave malattia). Saranno sostenuti gli anziani, i disoccupati e gli sfrattati´. L´intervento è di natura transitoria e prevede l´impegno delle famiglie a rientrare in una situazione di autosufficienza una volta superato il periodo di difficoltà. C) 900.000 Per Il Sostegno Dei Terremotati Mantovani - E´ in fase di attivazione una nuova misura straordinaria da 900.000 euro, per sostenere i cittadini in affitto nei Comuni della provincia di Mantova colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Il bando 2013 prevedrà la concessione di un contributo pari a circa 900 euro una tantum. Alleanza Per La Casa - Verrà attivato uno specifico Tavolo di confronto ´istituzionale sovraregionale sui temi di interesse comune, nell´ambito delle politiche abitative quali la revisione del regime fiscale sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica (riforma dell´Imu e deducibilità dei costi per gli interventi di riqualificazione energetica), l´aiuto alle fasce deboli della popolazione, la razionalizzazione del sistema dell´edilizia residenziale pubblica´. Nuovo Patto Per La Casa - La Regione intende proseguire nell´attività di confronto con gli stakeholder lombardi, per rafforzare il consenso a livello regionale sulle misure in corso di realizzazione. Il nuovo Patto, come ricordato dall´assessore, ´avrà al centro la riforma delle Aler, il piano strategico regionale per le politiche abitative della nuova legislatura (Prerp) e le misure di sostegno all´acquisto e all´affitto, con la sperimentazione di nuovi strumenti finanziari, in grado di sopperire al venir meno dei trasferimenti statali´. Trasparenza Nelle Procedure Di Gara Delle Aler - Regione Lombardia intende abbattere le spese delle Aler per l´acquisto di beni e servizi, estendendo anche ad esse l´utilizzo di piattaforme telematiche centralizzate. Le Pari Opportunità - E´ questa un´altra delle deleghe dell´Assessorato. Diverse le iniziative già messe in campo. 800.000 Euro Per La Conciliazione Dei Tempi - Regione Lombardia, con lo stanziamento di 800.000 euro, intende migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei loro specifici bisogni attraverso la conciliazione e l´armonizzazione dei tempi di vita e degli orari di lavoro. Per questo è allo studio la modalità concreta con la quale incentivare le aziende, tramite la riduzione o l´azzeramento dell´Irap, che consentono alle lavoratrici di non rinunciare alla propria famiglia. 200.000 Euro Per Progettare Le Pari Opportunità - Sarà attivato un bando per sostenere le capacità progettuali locali in materia di pari opportunità e per sviluppare sinergie tra gli attori del territorio attraverso il finanziamento di servizi, sportelli, numeri verdi, iniziative di consulenza e formative, prodotti e campagne di comunicazione destinati a potenziare l´informazione pubblica nel territorio. Piano Regionale Per Il Contrasto Alla Violenza Di Genere - Prevenire e contrastare la violenza di genere è l´obiettivo del Piano regionale, che metterà in campo misure a sostegno delle vittime anche tramite l´apertura di nuovi centri anti violenza.  
   
   
CRISI DELL’EDILIZIA. GIUNTA VENETA LANCIA NUOVO PIANO CASA  
 
Venezia, 22 maggio 2013 - Rilanciare il settore edilizio gravemente colpito dalla crisi economica, che investe non solo l’Italia ma l’intera Europa: è quanto si propone il disegno di legge predisposto dalla giunta regionale, in collaborazione con gli uffici regionali della Direzione Urbanistica e Paesaggio, per dare risposte alle numerose istanze provenienti dalla società civile, dalle amministrazioni comunali, dalle imprese operanti nel settore, dai progettisti. “Un disegno di legge – sottolinea il vicepresidente e assessore al territorio Marino Zorzato, relatore del provvedimento - che, una volta approvato dal Consiglio regionale, diverrà di fatto il nuovo Piano Casa del Veneto”. Lo stesso Zorzato fa rilevare che i risultati ottenuti finora, grazie all’entrata in vigore delle norme regionale (Lr 14/2009 e Lr 13/2011), confermano che il Piano Casa del Veneto ha rappresentato, per tutti i soggetti interessati, una ‘boccata di ossigeno’ in un contesto di crisi altrimenti generalizzata. “In vista dell’oramai imminente scadenza del Piano Casa, prevista per il prossimo 30 novembre, la giunta regionale – spiega - intende riproporre e rafforzare ulteriormente i positivi esiti di questa esperienza, senza intaccare le zone agricole, che meritano una speciale attenzione in materia di tutela dal consumo del territorio”. In particolare, il disegno di legge (“Provvedimenti per il sostegno al settore edilizio e per la riqualificazione delle aree degradate del Veneto. Piano di sviluppo edilizio”) contiene una serie di misure finalizzate a fronteggiare il perdurare della crisi economica che si ripercuote in maniera particolare sull’edilizia e sul mercato immobiliare. Tra le principali novità previste, il Nuovo Piano Casa non avrà scadenza e sarà esteso anche agli edifici realizzati fino all’entrata in vigore della nuova legge. Sono previsti ulteriori incentivi, a seconda della destinazione d’uso dell’immobile, in termini di aumenti della cubatura o della superficie coperta. Misure specifiche sono indicate per consentire la definitiva messa in sicurezza degli edifici esistenti in zona soggetta a rischio idraulico e geologico. Inoltre, viene introdotto il concetto di ‘volume minimo garantito’ che assicura, per gli edifici residenziali esistenti di limitate dimensioni, di poterli ampliare almeno di 150 mc. Qualora l’intervento riguardi la prima casa di abitazione non si dovrà versare alcun contributo di costruzione al Comune. Per gli edifici a schiera, viene consentito di applicare i benefici del Piano Casa per ogni singola unità abitativa. L’ulteriore incremento del bonus del 10%, derivante dall’installazione di fonti di energia rinnovabile, verrà concesso per l’utilizzo di una qualsiasi di queste fonti di energia rinnovabile. Gli interventi di demolizione e ricostruzione, con gli ampliamenti previsti dal Piano Casa, vengono semplificati nelle procedure con ulteriori aumenti di cubatura. Sono previste misure specifiche per migliorare l’accessibilità agli edifici esistenti, semplificando l’iter per l’installazione di ascensori esterni. Vi sono poi una serie di misure per la riqualificazione delle aree degradate, con l’utilizzo del permesso di costruire in deroga e specifici incentivi che dovrebbero consentire il recupero di ambiti urbani caratterizzati da degrado urbanistico, edilizio ma anche sociale ed economico con specifiche misure premiali. Sono infine previste una serie di disposizioni relative alla localizzazione delle medie e grandi strutture di vendita.  
   
   
BOLZANO: RISANAMENTI, BONUS CUBATURA E URBANISTICA  
 
Bolzano, 22 maggio 2013 - Le osservazioni del Consiglio dei Comuni al ddl in materia di urbanistica e interventi migliorativi alla legge sull´edilizia abitativa agevolata, sia in tema di risparmio-casa che di bonus cubatura e risanamenti nei centri storici: sono due dei temi di cui si è occupata ieri la Giunta provinciale. La Giunta provinciale ha affrontato oggi (21 maggio) le osservazioni pervenute dal Consiglio dei Comuni sulla bozza di riforma in materia di urbanistica dopo che in aprile aveva inviato il testo del ddl alla valutazione del Consiglio dei Comuni. "Su oltre la metà delle richieste dei Comuni è stato possibile trovare un compromesso e sono quindi state accolte nel ddl che inizia ora il percorso in Commissione legislativa", ha informato il presidente Durnwalder dopo la seduta di Giunta. Si punta a semplificare e snellire le procedure e a coordinare meglio la tutela del paesaggio con lo sviluppo del territorio, e dopo il parere dei Comuni sono stati ulteriormente precisati i punti che riguardano ad esempio la semplificazione e lo snellimento dell´iter di approvazione del Puc, l´assegnazione delle aree produttive, lo snellimento nelle procedure di cambio di coltura (da bosco a prato), il contratto di urbanistica tra ente locale e costruttore privato, imposta sul costo di costruzione. Approvata dalla Giunta nei contenuti e nelle modalità (il via libera sarà formalizzato nella prissima seduta) anche la modifica della legge provinciale sull´edilizia abitativa agevolata. Da un lato per l´istituzione del cosiddetto risparmio-casa (Bausparen), che prevede l´acquisto della casa grazie alla garanzia dei mezzi finanziari della previdenza integrativa nonché agevolazioni fiscali e aiuti dalla stessa Provincia. Il nuovo modello di risparmio può consentire l´acquisto di una casa a condizioni fiscali favorevoli e sostegni aggiuntivi della Provincia per il cittadino iscritto a un fondo pensione che ha investito i propri risparmi negli anni. La modifica della legge sull´edilizia abitativa agevolata riguarda però, dall´altro lato, anche una nuova regolamentazione per incentivare il risanamenti e recuperi di cubatura nei centri storici, allo scopo di valorizzare tali centri, tutelare terreno prezioso e rilanciare l´economia. In concreto la Giunta intende incentivare Comuni o imprese di costruzione nell´opera di risanamento dei centri storici anticipando in un´unica soluzione un importo pari alle agevolazioni fiscali in detrazione previste dallo Stato nell´arco di un decennio. Se oltre al risanamento sono garantiti interventi di risparmio energetico, la Provincia garantisce un secondo incentivo, vale a dire il bonus cubatura del 20% per un massimo di 200 metri cubi. La terza misura di sostegno si rivolge invece all´acquirente dell´alloggio risanato in centro storico: un contributo maggiore rispetto a quelli normali dell´edilizia abitativa, in quanto la Provincia risparmia sia sui costi di infrastrutturazione che sull´acquisto del terreno. Il contributo ulteriore sará di circa 30mila euro.  
   
   
L’INNOVAZIONE “VA A CASA” DELLE IMPRESE AI BLOCCHI DI PARTENZA IL PROGETTO UNIONCAMERE-COTEC-CNR  
 
Roma, 22 maggio 2013 - I dati dell’Osservatorio Unioncamere-dintec sui brevetti indicano che esistono almeno 1.000 scoperte scientifiche e tecnologiche, frutto della ricerca pubblica italiana, depositate presso l’Ufficio europeo dei brevetti (Epo), che potrebbero venire sfruttate dalle imprese, dando ottimi risultati in termini di realizzazione di nuovi prodotti o di miglioramento (e risparmi) dei processi industriali. Tuttavia la loro conoscenza da parte del sistema produttivo, soprattutto delle piccole e medie imprese, è assai limitata o, quanto meno, è ridottissima la consapevolezza delle potenziali applicazioni multisettoriali che ciascuna tecnologia, tutelata attraverso brevetto, potrebbe trovare. Perché è possibile che, ad esempio, un’innovazione nel campo delle biotecnologie (ambito nel quale esistono già 204 richieste di brevetto europeo frutto della ricerca italiana) torni utile alle imprese agricole o a quelle della green economy, oppure un brevetto farmacologico (131 le richieste italiane all’Epo) venga sfruttato per realizzare un nuovo prodotto cosmetico. Proprio per portare le invenzioni direttamente “a casa” delle imprese, contribuendo, attraverso un’ampia campagna di comunicazione, ad accrescere la cultura dell’innovazione tra le Pmi, Unioncamere (attraverso la sua società del sistema camerale Dintec), Cotec (Fondazione per l’innovazione tecnologica) e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), hanno siglato una apposita Convenzione nel quadro di un più ampio Accordo volto a favorire la realizzazione di azioni comuni per lo sviluppo scientifico e tecnologico del Paese, con particolare riferimento al sistema delle Pmi. Descrizione del progetto Il nodo critico dal quale muove l’iniziativa intrapresa dai tre partner è il fatto che varie università e centri di ricerca, in primo luogo Cnr e Enea, hanno realizzato propri data base, consultabili gratuitamente sui rispettivi siti web, delle tecnologie prodotte dai propri ricercatori e successivamente protette da brevetto, con l’obiettivo di promuoverne l’utilizzo da parte di imprese come base di processi di innovazione industriale. Tuttavia questa modalità comporta una serie di difficoltà, legate sia alla descrizione del brevetto, spesso in linguaggio strettamente scientifico, contenuta nelle schede reperibili online, sia al fatto che la consultazione di ulteriori e diversi data base, sviluppati da organismi/società del settore, è nella maggior parte dei casi a titolo oneroso, rendendo praticamente impossibile all’impresa ottenere il quadro completo dell’offerta di brevetti da parte delle strutture pubbliche di ricerca. Tenuto conto, quindi, sia della necessità di una più agevole comprensione dei prodotti della ricerca, sia dell’altrettanto indispensabile attività di informazione e comunicazione continua alle imprese in materia di proprietà industriale, il progetto si occuperà di: · predisporre schede di facile consultazione dei singoli brevetti, corredandole con una descrizione chiara ed accurata (ad oggi non pienamente sviluppata) dello stato d’utilizzo; dell’esistenza o meno di accordi di licenza del brevetto; dello stato legale e amministrativo; della copertura territoriale del brevetto; dei possibili settori di applicazione; dei vantaggi conseguibili con il suo sfruttamento rispetto alle soluzioni tecnologiche esistenti; dello stato di sviluppo e delle azioni richieste per l’industrializzazione; · sviluppare il portale di Dintec affinché divenga il sistema informativo dei brevetti prodotti dalla ricerca pubblica; · avviare un’ampia campagna di informazione sul territorio attraverso le Camere di commercio che coinvolga le imprese, le associazioni e gli intermediari tecnologici che operano localmente, a partire dalle università; · studiare le modalità e le formule più adeguate per coinvolgere investitori privati e Consorzi Fidi allo scopo di reperire le risorse necessarie alle imprese per procedere nell’attuazione delle innovazioni. Il progetto prevede una prima fase nella quale verranno elaborati i modelli di schede da inserire nel sistema informativo e in cui verrà progettata l’attività di comunicazione e di pianificazione economico-finanziaria. I risultati di questa fase pilota verranno presentati il prossimo giugno in occasione della Giornata dell’innovazione, evento pubblico al quale prenderà parte il Presidente della Repubblica. L’auspicio dei sottoscrittori della Convenzione, che per il momento verrà attuata e sperimentata per il Consiglio nazionale delle ricerche, partendo proprio dai 117 brevetti europei depositati all’Epo dal Cnr, è che esso diventi uno strumento valido per tutto il sistema della ricerca pubblica, attraverso l’adesione di altri soggetti, a partire dalle Università e dagli altri Enti pubblici di ricerca. I numeri della ricerca pubblica italiana con brevetto europeo Tra il 2002 e il 2011 sono 1.081 le domande di brevetto depositate dagli enti di ricerca pubblica italiana e dalle università presso l’Ufficio europeo dei brevetti (Epo). La ricerca tricolore detiene una quota del 2,7% delle domande italiane di di brevetto europeo ma registra un incremento medio annuale del 9% pari a una media di 108 nuove scoperte l’anno. Il 10,8% degli oltre mille brevetti depositati all’Epo si deve all’attività del Cnr (117 le domande pubblicate), seguito dal Politecnico di Milano (86), dall’Università di Roma La Sapienza (49), dall’Università di Milano (47), quindi dall’Ateneo di Bologna (37). Biotecnologie, farmaceutica, strumenti e tecnologie di misura sono i settori tecnologici nei quali si registrano il maggior numero di invenzioni. Domande di brevetto pubblicate da Epo provenienti da Università e Enti di ricerca in Italia
Numero domande di brevetto 2002-2011 1.081
Contributo Università e Enti ricerca sul totale domande italiane di brevetto europeo 2002-2011 2,7%
Media annua domande 2002-2006 80
Media annua domande 2007-2011 136
Media annua domande 2002-2011 108
Tasso di crescita medio annuo 2002-2011 +9,0%
Classifica dei brevettanti[1]
Denominazione Università o Ente di ricerca N° domande pubblicate da Epo nel 2002-2011 Quota soggetto rispetto al totale Università / Enti
Cnr - Consiglio Nazionale Delle Ricerche 117 10,8%
Politecnico di Milano 86 8,0%
Università Degli Studi Di Roma La Sapienza 49 4,5%
Università Degli Studi Di Milano 47 4,3%
Alma Mater Studiorum -Università di Bologna 37 3,4%
Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor Tabortabor 28 2,6%
Cnr-infm 28 2,6%
Università Degli Studi Di Siena 27 2,5%
Università Degli Studi Di Genova 25 2,3%
Istituto Superiore di Sanità 24 2,2%
Università Degli Studi Di Milano - Bicocca 22 2,0%
Politecnico di Torino 22 2,0%
altri 570 52,7%
Totale 1.081 100,0%
Dati Osservatorio Brevetti Marchi e Design Unioncamere-dintec Settori tecnologici di specializzazione delle Università e degli Enti di ricerca
Settori tecnologici di specializzazione N° domande pubblicate da Epo nel 2002-2011 Quota soggetto rispetto al totale Università / Enti
Biotecnologie 204 18,9%
Farmaceutica 131 12,1%
Strumenti e tecnologie di misura 102 9,4%
Chimica organica fine 82 7,6%
Tecnologie biomedicali 81 7,5%
altri 481 44,5%
Totale 1.081 100,0%
Dati Osservatorio Brevetti Marchi e Design Unioncamere-dintec [1] Sono stati considerati i soggetti con almeno il 2,0% delle domande sul totale delle richieste, pari a 1.081.
 
   
   
UMBRIA: FONDO PER GARANZIE A FAVORE "PMI", G.R. INNALZA TETTO INTERVENTI FINO ALL´80 PER CENTO DEL FINANZIAMENTO  
 
Perugia, 22 maggio 2013 - Rendere operative nuove forme tecniche di garanzia, autorizzare l´innalzamento della percentuale di garanzia concedibile fino ad un tetto massimo dell´80per cento del finanziamento concesso per le imprese appartenenti all´indotto di grandi imprese in difficoltà, per le start-up, per le imprese femminili e giovanili, per le iniziative economiche ubicate nei centri storici cittadini, in parallelo concedere garanzie a prima richiesta con il supporto del Fondo Centrale di Garanzia: sono queste le sostanziali modifiche apportate dalla Giunta regionale, su iniziativa dell´assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, all´operatività del Fondo per il rilascio di garanzie a favore della piccole e medie imprese. L´assessore Riommi, dopo aver ricordato che il Fondo per la concessione di garanzie a favore delle piccole e medie imprese, finanziato con fondi comunitari, è finalizzato alla concessione di garanzie per rischio di insolvenza su finanziamenti contratti dalle "Pmi" nei confronti di istituti finanziatori la cui gestione è stata affidata al raggruppamento temporaneo denominato "Ati Prisma 2" con capofila Gepafin Spa, ha precisato che "l´andamento del mercato del credito nei confronti delle ´Pmi´ è preoccupante e le difficoltà che derivano dalla crisi economica hanno comportato un considerevole rallentamento sia dell´offerta che della domanda di credito, influenzando il mercato delle garanzie. Le modifiche alle modalità operative del Fondo possono quindi fornire alle imprese maggiore assistenza nel favorire il rapporto con le banche per un migliore accesso al credito e per ridurre gli effetti dell´attuale fase di credit crunch". Le variazioni apportate sono sostanzialmente due: avvio dell´operatività di nuove forme tecniche di garanzia conformi ai requisiti di Basilea 2 per l´abbattimento dei requisiti patrimoniali delle banche, aumento della percentuale di garanzia rilasciabile. In entrambi i casi si tratta di operazioni che consentono agli istituti di credito un risparmio sul proprio patrimonio di vigilanza a fronte dei finanziamenti concessi e che, pertanto, potrebbero influire positivamente sull´offerta di credito alle imprese. Relativamente all´ampliamento della percentuale di garanzia si è ritenuto di aumentare la percentuale fino all´80 per cento del finanziamento garantito a fronte di specifiche finalità di politica economica regionale, così come è stato già fatto a favore delle imprese colpite dall´alluvione di novembre 2012, mentre le schede tecniche attuali elaborate da Ati Prisma per la concessione delle garanzie prevedono un importo massimo della garanzia pari al 50per cento in linea capitale". "Contestualmente - ha annunciato l´assessore Riommi - il Comitato di valutazione del Fondo Centrale di Garanzia ha deliberato di concedere a Gepafin Spa, la Società Finanziaria partecipata dalla Regione Umbria, l´abilitazione al rilascio del Merito Creditizio." La decisione consentirà a Gepafin di avviare celermente le procedure per il rilascio delle garanzie a prima richiesta anche sui Fondi Ati Prisma 2, cogestiti assieme ai consorzi fidi regionali. "In sostanza - ha spiegato il presidente Salvatore Santucci - Gepafin, al momento del rilascio della propria garanzia, potrà ammettere l´impresa richiedente ai benefici del Fondo Centrale abbreviando i tempi istruttori e consentendo alle imprese del nostro territorio di ricevere un´immediata risposta, visto che tutti gli interlocutori della Finanziaria regionale, in primis i Consorzi Fidi operanti nel nostro territorio, potranno avvalersi del collegamento diretto con il Fondo Centrale di Garanzia e del servizio di prima valutazione del merito creditizio. Inoltre, anche gli stessi istituti di credito con i quali opera Gepafin, potranno realizzare un´interessante sinergia nella concessione del credito potendosi avvalere di garanzie in grado di contenere significativamente gli accantonamenti patrimoniali imposti dai rigidi dettami di Basilea 2". Santucci ha quindi sottolineato che "l´autorizzazione ottenuta da Gepafin costituisce un ulteriore passo indispensabile per facilitare l´accesso al credito da parte delle ´Pmi´ e per favorire la dotazione di capitali, anche di rischio, necessari per affrontare questa difficile fase della nostra economia".  
   
   
IMPRESE VALDOSTANE: L´EUROPA APPROVA I REGIMI DI AIUTO PER LE CALAMITA’ NATURALI  
 
Aosta, 22 maggio 2013 - La Commissione europea ha in questi giorni approvato due regimi di aiuto a favore delle imprese valdostane, all’esito di una procedura di notifica avviata dalla Regione nei mesi scorsi. Sono due regimi facenti capo alla struttura Protezione civile della Presidenza della Regione - il primo relativo al settore della produzione primaria, il secondo ai restanti settori economici - che consentiranno, fino al 2018, l’erogazione di contributi per il ristoro dei danni subiti dagli operatori economici valdostani a seguito di eventuali calamità naturali, quali frane, valanghe terremoti e alluvioni. L’istituzione di tali regimi, come già avvenuto in precedenza, in particolare a seguito dell’evento alluvionale del 2000, è stata ritenuta opportuna dall’Amministrazione regionale, affinché, nella malaugurata ipotesi in cui una calamità naturale colpisca il territorio valdostano, sia possibile, attingendo alle risorse appositamente stanziate in bilancio, procedere prontamente all’erogazione di aiuti alle imprese coinvolte, senza dover a tal fine dare corso, per ogni singolo evento calamitoso, alle lunghe procedure di notifica preventiva imposte a livello europeo. La disciplina in materia di aiuti di Stato vieta, infatti, la concessione di aiuti pubblici alle imprese, in quanto potenzialmente distorsivi della concorrenza. Un’eccezione a tale rigoroso divieto è tuttavia prevista, tra l’altro, nel caso in cui gli aiuti siano concessi nell’ambito di un regime previamente notificato alla Commissione europea e da questa ritenuto compatibile con il mercato interno e, quindi, espressamente autorizzato.  
   
   
MARCHE, FILIERE PRODUTTIVE - APPROVATA LA GRADUATORIA DEI PROGETTI ESECUTIVI.  
 
Ancona, 22 maggio 2013 - In anticipo rispetto a quanto previsto dal crono programma, è stata approvata la graduatoria dei progetti esecutivi per lo sviluppo delle filiere tecnologico-produttive regionali. Ne dà notizia l’assessore all’Innovazione, Sara Giannini. “I progetti approvati – informa l’Assessore – attivano quasi 30 milioni di euro di investimenti in ricerca e sviluppo. Si tratta di tecnologie per l’Ambient assisted living, cioè soluzioni tecnologiche e dispositivi per favorire la vita indipendente dell’anziano, della sostenibilità energetica e dell’integrazione intelligente degli impianti negli edifici, di soluzioni tecnologiche e materiali innovativi per prodotti “Made in Italy” personalizzati ed ecoefficenti. Gli 11,6 milioni di euro di contributi pubblici investiti hanno attivato fattori competitivi importanti: ben 14 progetti dei 19 approvati, derivano da brevetti nazionali o internazionali validati dall’Ufficio europeo dei brevetti o dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale. Progetti proposti da un totale di 76 imprese, aggregate in filiere anche attraverso contratti di rete, sei delle quali start up avviate negli ultimi tre anni. Per lo sviluppo dei progetti sono stati attivate 36 collaborazioni con università e centri di ricerca regionali, nazionali ed internazionali. Nei progetti che sosteniamo sono coinvolti, tra gli altri, 133 tra ricercatori, neolaureati, neodiplomati, e apprendisti in alta formazione. La realizzazione dei progetti consente inoltre la trasformazione a tempo indeterminato di 52 contratti di lavoro di laureati o diplomati tecnici già impiegati nelle imprese. I tempi particolarmente difficili hanno imposto un’accelerazione e siamo soddisfatti del lavoro fin qui svolto, grazie al quale le imprese potranno avviare gli investimenti prima del previsto”. La graduatoria approvata è relativa ad un bando che agevola filiere tecnologico-produttive, intese come insieme dei soggetti che concorrono alla realizzazione e gestione di un prodotto/servizio o processo, comprendendo le fasi che vanno dalla definizione della soluzione fino alla sua commercializzazione. Lo strumento promuove i fattori più innovativi del sistema imprenditoriale locale. La selezione dei progetti si è svolta in due stadi. Durante la prima fase sono state selezionatele le migliori idee progettuali, nella successiva le relative imprese hanno presentato un progetto esecutivo la cui valutazione ha determinato la graduatoria pubblicata.  
   
   
ALLA SCOPERTA DELL’INNOVAZIONE LUNGO IL PO: AVVIATA LA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING  
 
Como, 22 maggio 2013 - E’ stata lanciata, martedì 21 maggio, la campagna di crowdfunding per sostenere il progetto Un fiume di Innovazione – Istantanee dal Po. Sulla piattaforma Eppela tutte le indicazioni per contribuire alla realizzazione del progetto ideato dall’Associazione Urbano L’h@b. Un fiume di innovazione è il progetto quinquennale promosso da Urbano l’H@b con l’obiettivo di riscoprire i paesaggi, le tradizioni e soprattutto quale futuro possono garantire alla nuova Europa i territori legati ai principali corsi d’acqua europei: Po, Danubio, Rodano, Reno... La prima tappa di questo viaggio attraverso l’innovazione, partirà dall’Italia e in particolare dal Po. Istantanee dal Po, questo il titolo della prima edizione, è un progetto culturale e scientifico alla scoperta del territorio e del fiume Po, che si ispira a “Viaggio lungo la Valle del Po”, reportage ideato e condotto da Mario Soldati negli Anni ´50. Urbano l’H@b realizzerà un percorso alla scoperta del territorio parlando di ambiente, arte, cultura e paesaggio a tutto tondo, evidenziando criticità ma soprattutto qualità positive. Durante le diverse tappe verranno realizzati incontri ed eventi itineranti che vedranno come protagonisti artisti, fotografi, scrittori, politici, imprenditori, architetti, innovatori: coloro che hanno a che fare con la città e il territorio ogni giorno, racconteranno la loro idea di futuro, di smart city, di città green. Lo scopo è da un lato creare un´occasione di confronto fra questi territori e sulle proprie caratteristiche, dall´altra disegnare in maniera condivisa scenari di crescita e sviluppo. Per realizzare questo progetto l’Associazione Urbano L’h@b ha avviato una serie di iniziative volte a raccogliere i fondi necessari per organizzare il viaggio e tutti gli eventi connessi. Oltre alla ricerca di sponsor pubblici e privati, l’associazione si è affidata alla piattaforma italiana di crowdfunding Eppela, con l’obiettivo di coinvolgere tutti coloro che vogliono contribuire in qualche modo al viaggio. All’indirizzo www.Eppela.com/ita/projects/416/un-fiume-di-innovazione-istantanee-dal-po  è possibile sostenere il progetto con donazioni che partono da 5 euro. In cambio tutti i sostenitori potranno ricevere gadgets o partecipare attivamente alla realizzazione del progetto. Un metodo innovativo, che parte “dal basso” per sostenere un progetto di scoperta delle eccellenze del territorio, come spiegano gli organizzatori: “Articoleremo questo nostro primo viaggio attraversando quattro Regioni dell’Italia del Nord: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e cuciremo addosso ad ogni luogo un tema cardine. L’innovazione é cosí. É un fiume che scorre sotto casa. Avevamo in mente un viaggio che coinvolgesse prima di tutto i protagonisti del territorio: chi fa innovazione e ricerca, insieme ai cittadini. Per questo il crowdfunding ci è sembrato la soluzione migliore per sostenere il nostro progetto. Tutti i soldi raccolti (tolta la percentuale per Eppela e le tasse) saranno usati per migliorare questa esperienza. Siamo certi che il passaparola ed il meccanismo del crowdfunding ci aiuteranno a realizzare la nostra idea, che ha bisogno di menti, cuori, competenze, passioni, partecipazione. Ogni idea è migliorabile grazie alla sua condivisione ed al contributo che altri sapranno dare per analizzarla, per affinarla, per perfezionarla. Il motore dell’innovazione sei anche tu!”. Www.urbanolab.it    
   
   
IMPRESE PAVESI IN CALO NEL PRIMO TRIMESTRE 2013  
 
Pavia, 22 maggio 2013 - Il primo trimestre dell’anno ha fatto registrato un deciso calo del numero di imprese della nostra provincia. Un saldo negativo di 453 che risulta il peggiore degli ultimi dieci anni. Era andata meglio persino nel primo trimestre dell´ annus horribilis della crisi, il 2009, quando il bilancio tra aperture e chiusure di imprese era stato negativo per poco più di 42 unità e anche nel 2004, un anno particolarmente difficile per la demografia imprenditoriale. Nel primo trimestre 2013 si è registrata un´ulteriore diminuzione delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del 2012 (1.015 contro 1.136) e un ancor più sensibile balzo in avanti delle cessazioni (1.468 contro 1.340). “La negatività dei numeri attesta come la nostra provincia – spiega il Presidente della Camera di Commercio Giacomo de Ghislanzoni Cardoli – sia ancora in piena crisi e che i segnali di ripresa non riescano a manifestarsi. A preoccupare è poi la natalità di imprese costituita da ditte individuali, mentre le cessazioni riguardano aziende con parecchie dipendenti e, in diversi casi, realtà che hanno fatto la storia recente della nostra provincia. E’ indubbio che il tessuto produttivo del nostro territorio stia diminuendo, così come peraltro avviene in tutta Italia. Come Camera stiamo mettendo mano a tutte le risorse possibili per aiutare le imprese sia sul fronte del credito che accompagnandole nel processo di internazionalizzazione e, soprattutto, convincendole della necessità di dar vita a reti d’impresa”. Sotto il profilo territoriale, il trend pavese è più simile a quello italiano (-0,51%) che non a quello Lombardo dove il tasso di crescita, determinato da un tasso di natalità del 2% e di mortalità del 2,3%, è solo leggermente negativo (-0,3%). A livello lombardo solo la provincia di Milano presenta un tasso di crescita positivo (+0,2%), mentre tutte le altre province sono in calo con una misura che va dal -1,2% di Sondrio e il -1% di Cremona al -0,3 -0,4% di Monza e Brescia. Lodi e Monza registrano la natalità più alta (> 2%) mentre la mortalità imprenditoriale è massima a Pavia e Lecco, molto prossime al 3%. A pagare il prezzo più caro sono stati, ancora una volta, gli artigiani: le 303 imprese artigiane che tra gennaio e marzo sono mancate all´appello rappresentano, infatti, oltre due terzi (il 66,8%) del saldo negativo complessivo del trimestre. Rispetto al primo trimestre del 2012 - quando il bilancio del comparto (-152 imprese) aveva quasi eguagliato in negativo quello pessimo del 2009 - il saldo dei primi tre mesi del 2013 segnala dunque un peggioramento di quasi il 49%. In termini percentuali, la riduzione della base imprenditoriale artigiana è stata pari all´1,95% con una forte accelerazione rispetto al già negativo risultato del 2012 (-0,96%). Tra i settori spiccano, in termini relativi, i bilanci negativi delle costruzioni (-2,05% corrispondente a 188 imprese in meno, quasi tutte artigiane), del commercio (-1,48% che in valore assoluto corrisponde ad un saldo di -164 unità) e dell’agricoltura (-1,88% pari a -137 imprese). Anche le attività manifatturiere perdono 50 aziende pari a -0,91%.  
   
   
TOSCANA: PICCOLE E MEDIE IMPRESE PIÙ COMPETITIVE, OLTRE 3 MILIONI PER SERVIZI QUALIFICATI  
 
Firenze, 22 maggio 2013 – Piccole e medie imprese più competitive grazie ai fondi che la Regione stanzia per consentire l’acquisizione di servizi qualificati. Sono 279 i progetti ammessi per contributi previsti pari a complessivi 9 milioni e 478 mila euro, di cui 100 sono stati finanziati per 3 milioni e 627 mila euro. Come già nei precedenti bandi, le domande ammesse sono presentate prevalentemente da imprese piccole e piccolissime e, in misura minore, da medie imprese. In particolare il bando si rivolgeva in modo prioritario ad imprese in forma associata, in modo da superare lo svantaggio costituito dalle piccole dimensioni. “Il nostro obiettivo in questa fase di grande difficoltà del nostro sistema produttivo – spiega l’assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini – non può che essere quello di contribuire a rendere più competitive le pmi toscane, favorendone l’acquisizione di processi duraturi di cambiamento organizzativo e innovazione. Grazie alle risorse previste per questo bando, ci proponiamo di contribuire alla razionalizzazione e alla qualificazione dei servizi alle imprese, favorendone la crescita e la specializzazione”. Come funziona Il bando per i servizi qualificati prevede la concessione di aiuti diretti alle imprese che intendono investire in progetti innovativi immateriali. In altre parole, non si tratta di investimenti finalizzati ad un nuovo prodotto ma di un investimento in competenze, idee, creatività, capacità tecniche. La novità di quest’ultimo bando sta nell’offerta di un sistema di aiuti diretti alle imprese per sostenerne gli investimenti innovativi finalizzati all’acquisizione di servizi per la gestione, per migliorare la produzione, la tecnologia, l’organizzazione del lavoro. La novità “Il sistema di aiuti prevede da quest’anno – spiega l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini – la possibilità per ogni impresa di richiedere una sovvenzione a fondo perduto per l’acquisizione di una serie di servizi reali, articolata anche in un più fasi, in modo da costituire un’azione integrata nell’ambito di un progetto integrato di servizi”. I servizi finanziabili La gamma e le tipologie di servizi che possono essere utilizzati per la costruzione del progetto integrato sono quelli individuati nell’ambito del “Catalogo dei servizi avanzati e qualificati per le Pmi toscane” approvato lo scorso dicembre, che prevede una serie di servizi suddivisi in aree tematiche (Servizi qualificati di primo livello – Servizi qualificati specializzati di innovazione di supporto all’innovazione tecnologica di prodotto e processo, all’innovazione organizzativa e commerciale – Servizi per l’internazionalizzazione). Spese ammissibili L’intensità dell’aiuto varia a seconda della tipologia di servizi e della dimensione d’impresa. La spesa minima ammissibile per ogni progetto d’investimento attivato varia in relazione alle dimensioni dell’impresa: microimpresa: 7,5 mila euro; piccola impresa: 12,5 mila euro; media impresa e consorzi: 20 mila euro; reti e raggruppamenti temporanei d’impresa: 35 mila euro. Per una spesa superiore a 100 mila euro, in aggiunta a quanto indicato in catalogo, è possibile beneficiare di un aiuto rimborsabile a tasso zero, nella misura massima del 25% dell’investimento ammissibile, da restituire in massimo 24 mesi. Sono previste inoltre delle maggiorazioni un casi specifici, come ad esempio nel caso di servizi erogati da incubatori riconosciuti, per i quali è possibile ottenere un contributo pari al 100% dell’investimento. “Il bando – spiega ancora l’assessore – risponde alle esigenze di innovazione e di riorganizzazione produttiva e commerciale delle pmi toscane, aiutandole fra l’altro nell’adozione di programmi innovativi in materia di sicurezza, ambiente, certificazioni che, in molti casi, sono vitali per la permanenza sul mercato e il rilancio competitivo delle aziende”. 51 milioni dal 2008 Sono in tutto 14 le graduatorie approvate dal 2008 ad oggi, per 3654 domande presentate, di cui 2146 ammesse e finanziate, pari al 71,92%. L’investimento complessivo ammesso è di oltre 82 milioni a fronte di oltre 51 milioni di contributi concessi.  
   
   
BARI - EXPORT PUGLIA-MESSICO, AL PRIMO POSTO I PRODOTTI SIDERURGICI  
 
 Bari, 22 maggio 2013 - Ammonta quasi a 300 milioni di euro l’export pugliese in Messico nel 2012. A determinare la fetta più consistente, pari a 209milioni e 800mila euro, delle esportazioni regionali, sono i prodotti delle attività manifatturiere. E’ la provincia di Taranto, con 171milioni e 400nila euro, a fare la parte del leone. Facile dedurre che si tratti prevalentemente dei prodotti siderurgici dell’Ilva. La provincia di Bari segue con 34 milioni di euro. Sempre di prodotti trasformati. Sono gli ultimi dati ufficiali Istat. A presentarli alla Camera di Commercio all’Ambasciatore del Messico in Italia, S.e. Miguel Ruìz – Cabanas, in visita ufficiale nel capoluogo pugliese, accompagnato dal console onorario del Messico, Francesco Maldarizzi, è il vice presidente dell’ente, Pino Riccardi. “Sono i dati economicamente più rilevanti. Le altre voci, in particolare i prodotti dell’agricoltura e della pesca – aggiunge Riccardi - sono pari a zero. In questo settore la bilancia commerciale Puglia-messico è favorevole al Paese latino-americano”. Dati che suggeriscono il da farsi, perché la Terra di Bari ha tante eccellenze, non solo nelle tipicità agroalimentari ma anche nell’innovazione tecnologica, nel know how di processo e di prodotto, dalle rinnovabili all’itc all’aerospazio, dall’automotiv all’offerta turistica, soprattutto religiosa. “Abbiamo colto l’occasione – ha concluso Riccardi – per fare all’ambasciatore una puntuale presentazione delle nostre realtà produttive e Oscar Camaho, consigliere commerciale dell’ambasciata del Messico, ci ha presentato la loro agenzia governativa, una efficiente realtà che è a disposizione delle aziende baresi, interessate a fare affari in questo Paese. Promexico accompagna le imprese estere nella ricerca di partner messicani ma anche in processi di insediamento o di esportazione”. Rilevante è il dato che il Messico è il solo paese dell´America Latina ad essere membro dell´Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) sin dal 1994 e che ha un´economia di libero mercato ed è fra le più grandi economie del pianeta in termini di prodotto interno lordo misurato a parità di potere d´acquisto. Inoltre il Messico ha stretto accordi commerciali con l’Unione Europea che possono sicuramente facilitare l’operato degli imprenditori italiani.  
   
   
TORINO: “IMPRESA DIRETTA CON IL TERRITORIO” CHIAMA: “CI VUOLE OSSIGENO PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE”  
 
 Torino, 21 maggio 2013 - L´assessore al lavoro della Provincia di Torino Carlo Chiama ha partecipato ieri pomeriggio all´Incontro interregionale di Ascom Confcommercio di Piemonte Liguria e Valle d´Aosta, alla presenza del Presidente nazionale Carlo Sangalli. Dopo aver ringraziato la Presidente regionale del Piemonte Maria Luisa Coppa per l´invito, Chiama ha ricordato che "nel 2012 le giornate lavorative generate dai nuovi contratti nel settore del turismo sono state il 6% in più che nel 2011, unico settore - insieme all´agricoltura - a crescere. Mentre va difesa la vocazione manifatturiera del nostro territorio bisogna avere la consapevolezza che per creare nel breve periodo nuovi posti di lavoro è necessario dare ossigeno al sistema delle piccole e medie imprese e del commercio, rilanciando i consumi interni che valgono l´80% del Pil." L´assessore ha anche ringraziato il Presidente Sangalli per l´attenzione sua e della Confcommercio ai problemi del territorio della provincia di Torino così duramente colpito dalla crisi.  
   
   
UDINE, I DATI SULL´ANDAMENTO ECONOMICO DEL I TRIMESTRE 2013  
 
 Udine, 22 maggio 2013 - I risultati della 3.A indagine congiunturale di Unioncamere ci dicono che l’economia della nostra regione è ancora in una fase negativa: i dati a consuntivo, relativi al 1° trimestre 2013, sono negativi. In particolare, e ancora, nelle costruzioni (-17% tendenziale per i fatturati) e nel manifatturiero (-5,1% per la produzione e -6,5% per i fatturati), analoghi segnali si riflettono anche nel commercio al dettaglio (-3,1% delle vendite) e nei servizi all’ospitalità (-4,3%). Di segno opposto solo il vitivinicolo, che aumenta il fatturato per le imprese esportatrici (+1,7%), anche se diminuisce (-1,6%) per quelle concentrate solo sul mercato interno. E pure le previsioni degli imprenditori per il trimestre in corso risultano improntate al pessimismo. Il primo dato su cui riflettere è l’andamento del Pil italiano: negativo da 7 trimestri (l’ultimo positivo si è registrato nel 2° trimestre 2011). Il 1° trimestre 2013 presenta un -0,5% congiunturale e -2,3% tendenziale. Il secondo dato è l’andamento dell’export regionale: negativo per tutto il 2012. Nel 1° trimestre (-6,1%), nel 2° (-7,8%), nel 3° (-14,9%), nel 4° (-6,7%). Il terzo dato riguarda il sistema imprenditoriale: nel 1° trimestre 2013 in Fvg sono nate 2.053 imprese (-1,2% rispetto allo stesso periodo del 2012) e se ne sono cancellate 2.931 (-3,7%). Sono entrate in scioglimento e liquidazione 464 imprese (-5,9%): tale fenomeno ha interessato in particolare il Commercio ed i Servizi alle imprese. Risultati dell’indagine congiunturale del Friuli Venezia Giulia: Imprese intervistate: 1.335; Periodo di rilevazione: dal 7 al 28 aprile 2013; Tasso di risposta: 35% di cui 76% via web. Manifatturiero - Calo della Produzione: -5,1% tendenziale (-1%, -1,3% nelle precedenti rilevazion1); Calo del Fatturato: -6,5% quelle che non esportano, -5,2% quelle che esportano (i precedenti trimestre era rispettivamente -8% e -2,9% quelle non esportatrici,-2,8% e -2,3% quelle esportatrici); Leggero calo degli addetti: -0,9% tendenziale (-1,3% e -0,4% nelle precedenti); Previsioni: il 35/40% delle imprese prevede una riduzione del fatturato nel prossimo trimestre. Commercio al dettaglio - Calo delle Vendite: -3,1% tendenziale (-4,9% e -3,9% nei trimestri precedenti); Calo degli addetti: -2,7% tendenziale (-3,2% e -2,5% nei trimestri precedenti); Previsioni: il 50/55% delle imprese prevede una riduzione del fatturato. Servizi all’Ospitalità - Calo delle Vendite: -4,3% tendenziale (-1,5% e -4,5% nei trimestri precedenti); Calo degli addetti: -6,4% tendenziale (-4,0% e -4,1% nei due trimestri precedenti); Previsioni: il 40% delle imprese prevede una riduzione del fatturato. Costruzioni - Calo del Fatturato: -17,0% tendenziale (-9,1% e -16,3% nei trimestri precedenti); Calo degli addetti: -4,8% tendenziale (-8,3% e -6,7% nei trimestri precedenti); Previsioni: il 45% delle imprese prevede una riduzione del fatturato. Vitivinicolo - Aumenta il Fatturato: -1,6% quelle che non esportano, +1,7% quelle che esportano; Previsioni: il 30% delle imprese prevede un aumento del fatturato.  
   
   
TECNOLOGIE PER IL LEGNO: STABILE IL PRIMO TRIMESTRE 2013  
 
Assago, 22 maggio 2013 - Una sostanziale stabilità. Possiamo così riassumere i risultati del primo trimestre 2013 per le tecnologie per il legno e i suoi derivati “made in Italy”, un dato da considerare positivamente, alla luce delle significative difficoltà registrate dalle imprese nell’ultimo scorcio del 2012. Guardiamo le cifre: la consueta indagine trimestrale curata dall’Ufficio studi Acimall rivela comunque una contrazione degli ordini del 2,7 per cento rispetto al gennaio-marzo 2012, a cui concorrono il decremento del 2,8 per cento degli ordini dall’estero e del 2,4 dal mercato interno. Il carnet ordini rimane attorno ai due mesi; dall’inizio dell’anno l’aumento dei prezzi è stimato attorno allo 0,4 per cento. In leggero calo il fatturato: meno 0,7 per cento rispetto allo stesso trimestre 2012. Per quanto riguarda l’indagine qualitativa relativa al periodo gennaio-marzo il 19 per cento degli intervistati ha indicato un trend della produzione positivo, il 35 per cento parla di stabilità, il 46 per cento dichiara una produzione in calo. L’occupazione viene considerata stazionaria dal 73 per cento del campione, in diminuzione dal 23 per cento e in aumento dal 4 per cento. Le giacenze risultano stabili nel 54 per cento dei casi, in diminuzione nel 31 e in crescita nel rimanente 15 per cento. Una occhiata alle dinamiche di breve periodo, grazie alla indagine previsionale: da segnalare che la forte differenziazione fra l’andamento del mercato nazionale e l’esportazione prosegue. Pochi operatori hanno fiducia nel mercato italiano e confidano in misura sempre maggiore sull’estero: ben il 38 per cento degli intervistati prevede una ulteriore crescita, il 58 per cento è convinto che gli ordini dall’estero rimarranno stazionari e solo il 3 per cento ritiene che diminuiranno (il saldo positivo è pari a 36). Il mercato interno segnerà un nuovo calo per il 42 per cento del campione, sarà stabile per il 54 per cento e solo il 4 per cento si sente di credere in una ripresa degli ordini nel breve periodo (il saldo è a meno 38). Completiamo il quadro che emerge dall’indagine trimestrale con alcune indicazioni relative al periodo 2003-2013 che rivelano come, fatto 100 l’indice degli ordini nel 2002, l’indice domestico segni il nuovo record negativo (31). L’indice estero supera quota 100, ma non permette all’indice globale (ordini interni più estero) di andare oltre quota 79. L’indice della fiducia delle imprese, costruito attraverso la serie storica dei saldi delle indagini previsionali dal 2003 ad oggi, rivela un incremento deciso delle attese da oltre confine, mentre per quanto riguarda il mercato domestico il pessimismo è da considerare “strutturale”: l’ultimo saldo citato in questo comunicato (meno 38) è il decimo risultato negativo consecutivo, il settimo se prendiamo in considerazione saldi negativi di oltre 20 punti.