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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 23 Maggio 2013
"CARDIOTECHNIX 2013"  
 
Algarve, 23 maggio 2013 - Dal 19 al 21 settembre 2013 si terrà ad Algarve, in Portogallo, un congresso intitolato "Cardiotechnix 2013". La tecnologia si è rivelata determinante per l´avanzamento della diagnostica e la cura cardiovascolare sin dalla prima registrazione precisa dell´elettrocardiogramma e il suo sviluppo come strumento clinico nel 1895. Si registrano continuamente significativi progressi provando che esiste un potenziale molto alto di miglioramento per la qualità delle cure mediche associando le conoscenze mediche nel campo della cardiologia e le tecnologie dell´ingegneria, specialmente quelle che derivano dalle comunicazioni, l´elettronica e l´informatica. Il congresso è incentrato su aree chiave come l´imaging cardiovascolare, la cardiografia, l´informatica e le telecomunicazioni nella cardiologia, le tecnologie chirurgiche e la robotica avanzata. Comprenderà workshop con una piattaforma interattiva per discutere idee nuove ed emergenti. Sono previsti simposi dedicati alla presentazione di particolari progetti di ricerca internazionali, nonché tutorial progettati per fornire ai partecipanti conoscenze pratiche e una formazione approfondita nel campo delle tecnologie cardiovascolari. Il congresso ha lo scopo di costituire un punto d´incontro per accademici e professionisti per promuovere lo scambio di idee, presentare la ricerca più recente e promuovere lo sviluppo di sinergie su nuovi metodi per superare le difficoltà. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Cardiotechnix.org/home.aspx    
   
   
43° INCONTRO ANNUALE DELLA SOCIETÀ INTERNAZIONALE DI PSICONEUROENDOCRINOLOGIA  
 
Leida, 23 maggio 2013 - Dal 20 al 22 agosto 2013 si terrà a Leida, nei Paesi Bassi, il 43° incontro annuale della Società internazionale di psiconeuroendocrinologia (Ispne). Lo studio clinico delle fluttuazioni ormonali e del loro rapporto con il comportamento urbano ha preparato il terreno per una rivoluzionaria ricerca per capire e curare le malattie psichiatriche e i disturbi del comportamento. Questa conferenza intende basarsi sui precedenti incontri annuali con un tema speciale intitolato "´Stress, rhythm and blues” (Stress, ritmo e tristezza), nell´ambito del quale medici, dottorandi e psichiatri selezionati presenteranno il loro lavoro più recente. La conferenza fornirà prospettive sia cliniche che precliniche sui predittori e le conseguenze delle fluttuazioni ormonali e sui loro rapporti con il comportamento e l´umore durante tutta la vita umana. I partecipanti saranno invitati a presentare i risultati dei progetti di ricerca sulla psiconeuroendocrinologia in forma di simposio, workshop, presentazione orale o presentazione con immagini. I lettori ospiti presenteranno i loro risultati in settori come i circuiti neurali dello stress, i ritmi e le malattie neuroendocrine negli esseri umani. Con lo scopo di attrarre e ispirare le generazioni future di scienziati, i dottorandi e gli studenti di post dottorato, la conferenza ospiterà un pubblico internazionale di ricercatori, medici e psichiatri che presenteranno i loro più recenti risultati e stabiliranno contatti con i loro colleghi di altri paesi. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Ispne.org/conference    
   
   
TRAPIANTI E DONAZIONE: OGGI A VERONA LE NUOVE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE. COLETTO, “VENETO LEADER NAZIONALE CON BASSISSIMA PERCENTUALE DI DINIEGHI”  
 
Venezia, 23 maggio 2013 - Quali sono i nuovi linguaggi e le nuove modalità della comunicazione sulla Donazione e i Trapianti d’Organo? Quali i meccanismi che, all’interno di una comunità, riescono a stimolare il dono? Con quanta consapevolezza è vissuto tale atto? Questi temi saranno affrontati in vista della Giornata Nazionale della Donazione e del Trapianto, in programma il 26 maggio, con un convegno organizzato da Fitot – Fondazione per l’Incremento dei Trapianti d’Organo e di Tessuti in collaborazione e Fondazione Pubblicità Progresso il 23 maggio alle 10,30, presso l’Aula Incontri del Centro Medico Culturale G. Marani, adiacente all’Ospedale di Borgo Trento. Titolo dell’incontro è “Donazione e trapianto d’organi: le nuove frontiere della comunicazione”. Interverranno: Luca Coletto, Assessore alla Sanità della Regione Veneto; Sandro Caffi, Direttore Generale Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona; Giampietro Rupolo, Coordinatore Regionale per i Trapianti Regione Veneto; Pilade Riello, Presidente Fitot; Gloria Milan, responsabile comunicazione Fitot; Alberto Contri, Presidente della Fondazione Pubblicità Progresso; Silvano Tommasoli, docente Università degli Studi di Verona; Enrico Lando, regista e sceneggiatore italiano. “Se siamo una Regione leader in tema di trapianti – sottolinea Coletto – lo dobbiamo alle capacità dei nostri chirurghi e dei loro team, all’organizzazione creata in seno al Centro Regionale, ma anche se non soprattutto all’insostituibile lavoro quotidiano di realtà come Fitot, Aido e tutto il volontariato di settore nel sostenere l’affermazione di una diffusa cultura della donazione. Non è un caso, infatti, se il Veneto ha una percentuale di dinieghi alla donazione vistosamente più bassa della media nazionale”. Per l’occasione verrà inaugurata presso il Polo Chirurgico Confortini dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, la mostra “Di Dono in Dono”, un percorso storico che evidenzia alcune delle forme in cui si esprime l’importanza della comunicazione nel diffondere la cultura del dono. L’incontro sarà un’occasione per comprendere quanto influiscano comunicazione e sensibilizzazione sociale nel quotidiano gesto della gratuità. La mostra,articolata in tre sezioni, rimarrà aperta fino al 6 giugno.  
   
   
300 PSICOLOGI PER PERSONE IN DIFFICOLTÀ, AL VIA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA SERVIZIO DI ASSISTENZA GRATUITA O AGEVOLATA COMUNE DI MILANO E ORDINE DEGLI PSICOLOGI INSIEME PER FORNIRE SUPPORTO A CHI NON PUÒ PERMETTERSI VISITE SPECIALISTICHE  
 
Milano, 23 maggio 2013 - Assistenza psicologica gratuita o a condizioni agevolate per persone in difficoltà economiche e disagio sociale. Da oggi chi ha bisogno di essere seguito da uno psicologo ma non ha i mezzi per farlo potrà contare su un servizio di consulenza gratuito o a condizioni agevolate a seconda della propria situazione economica e della gravità del proprio stato. Il servizio - il primo in Italia - nasce dalla collaborazione tra Comune di Milano, Ordine degli Psicologi della Lombardia e una quarantina di enti e associazioni attivi sul territorio che già forniscono assistenza con personale specializzato. Saranno a disposizione 300 psicologi appartenenti all’Ordine pronti a occuparsi di 150 persone gratuitamente e di altre 700 a condizioni agevolate. In totale, quindi, 850 “prese in carico” di donne e uomini: potranno essere seguiti in regime di sussidiarietà con il Sistema sanitario nazionale che, attraverso i Centri Psico Sociali (gestione Asl), si fa carico dei casi di più grave e conclamato disagio mentale. Sarà il Comune di Milano a indicare all’Ordine degli Psicologi le persone bisognose di tale trattamento gratuito o agevolato individuandole tra i soggetti conosciuti dai servizi territoriali per la Famiglia e per gli Adulti in difficoltà. Oggi a Palazzo Marino la presentazione del servizio. Sono intervenuti l’assessore alle Politiche sociali Piefrancesco Majorino e il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia Mauro Grimoldi. “L’intesa con l’Ordine degli Psicologi della Lombardia – ha detto l’assessore Majorino – mette in rete le risorse pubbliche con quelle private con l´obiettivo di aumentare l’offerta e la qualità dei servizi sociali a disposizione dei cittadini. Un esempio della filosofia di sviluppo delle Politiche sociali intesa come sinergia tra le realtà presenti e attive sul territorio. Chi avrà bisogno di un sostegno psicologico potrà contare su un primo colloquio con gli operatori sociali del Comune per capire come uscire dalla propria condizione di disagio. Saranno gli operatori stessi a segnalare il caso e la necessità di una presa in carico agli psicologi dell´Ordine. La persona in difficoltà potrà accedere gratuitamente o con un contributo minimo a una visita specialistica che, altrimenti, non potrebbe permettersi. Il servizio, diffuso sul territorio, aiuterà chi si trova in difficoltà economiche e si svolgerà in regime sussidiario ai consultori del Servizio sanitario nazionale. In un periodo in cui le difficoltà colpiscono sempre di più le famiglie e i singoli, in cui la perdita del lavoro, la precarietà e la povertà segnano la vita di molte persone, siamo certi che questo servizio potrà essere un valido sostegno per tanti". “L’avvio di questo servizio, ampio ed estremamente innovativo – ha detto il Presidente Grimoldi – riveste per l´intero mondo della Psicologia un´importanza notevole. La sfida che stiamo affrontando è quella di sperimentare concretamente forme nuove di collaborazione tra pubblico e privato sociale, come strumento per fare fronte comune alla crisi. Abbiamo quindi richiesto agli enti selezionati un atto di responsabilità specifico e mirato verso i cittadini in condizione di crisi. Gli psicologi usciranno da questa esperienza modificati da un rinnovato orientamento al sociale e Milano, grazie a questa sinergia, sarà in grado di offrire per prima gratuitamente o a costi agevolati la cura psichica a soggetti individuati dal Comune talora anche con interventi territoriali. Infine, abbiamo in mente di aprire questo modello, da subito, anche ad altre città lombarde come Brescia e Varese". Il servizio coinvolge oltre 300 psicologi appartenenti ai 40 enti che sono stati selezionati a cura dell’Ordine lombardo per mettere a disposizione una quota di prestazioni psicologiche a prezzi calmierati e una quota a titolo gratuito. E’ possibile garantire immediatamente almeno 150 prese in carico gratuite, competenti e continuative, per altrettanti cittadini milanesi che versano in stato di bisogno. Gli enti sono stati selezionati fra quelli operativi a Milano da almeno 3 anni che si occupano di sostegno alla sofferenza psicologica e all’emarginazione. La scelta è avvenuta in base a importanti criteri quali la qualità del lavoro degli enti e la loro capacità di progettare nonché di essere in rete con le Istituzioni del territorio. Nell’ambito di questo servizio, gli psicologi sono affiancati da mediatori culturali, educatori, neuro-psichiatri infantili e consulenti legali. Il processo di presa in carico prende avvio dagli assistenti sociali del Comune che, sulla base delle caratteristiche e della disponibilità offerta dagli enti, si occupano di inviare loro i pazienti bisognosi di prestazioni psicologiche, individuati tra chi si trova in una situazione di particolare disagio economico. Per ottimizzare il processo, viene utilizzato un database sul Web che consente agli assistenti sociali di consultare l’elenco degli enti operativi e dei posti disponibili per poter procedere in tempi brevi all’invio dei pazienti. L’ordine Psicologi della Lombardia, secondo gli accordi con il Comune di Milano, ha funzione di garante nei confronti degli enti che partecipano all’iniziativa. L’erogazione di questo tipo di prestazioni psicologiche non ricade in alcun modo né sul cittadino né sul singolo psicologo: è l’ente a farsi carico, con risorse interne, del costo del servizio erogato. Per queste prese in carico, inoltre, non sono previste limitazioni di tipo temporale e la continuità del rapporto con l’operatore è garantita. Il Disagio Mentale A Milano A Milano le liste d’attesa per i servizi di tipo psicologico e psicoterapeutico pubblici variano da 30 giorni a 6 mesi a seconda delle strutture (Asl, servizi ospedalieri). Salvo rare eccezioni, nel Servizio Sanitario Nazionale in Lombardia è possibile usufruire solo di percorsi psicologici brevi, di durata non superiore a qualche mese/un anno, mentre una presa in carico psicoterapeutica di maggiore durata non è più prevista. Ciò comporta che chi necessita di una psicoterapia e non ha la possibilità economica di rivolgersi ad un professionista privato, non ha di fatto alcun servizio a disposizione. Una situazione di questo tipo impedisce, tra l’altro, una presa in carico tempestiva e preventiva di soggetti o famiglie che vanno così incontro a una possibile cronicizzazione del disturbo, con il rischio, talvolta, di esiti anche drammatici o comunque invalidanti per la persona. Il malessere psicologico è invalidante per il singolo cittadino ma ne risente l’intera Comunità. È quindi importante provvedere – in regime sussidiario rispetto al Servizio Sanitario Nazionale - ad un’assistenza psicologica e psicoterapeutica anche di lungo termine riservata a pazienti in stato di disagio sociale ed economico. Le cifre In Lombardia, secondo il Piano Regionale Salute Mentale, nel corso di un anno soffrono di un disturbo d’ansia 980.000 persone e di depressione circa 700.000. Il Rapporto Sidca (2010) e i dati Istat (2009) indicano l’anoressiabulimia come prima causa di morte negli adolescenti tra i 12 e i 25 anni. La seconda sono gli incidenti, gli atti autolesivi la terza. A Milano, circa il 15% della popolazione maggiorenne (quasi 160mila persone) ha dichiarato di essersi rivolta allo psicologo in qualche momento della propria vita, mentre la domanda annua è ora stimata sui 55mila pazienti. I problemi per cui i cittadini in crisi si rivolgono allo psicologo sono prevalentemente quelli personali (depressione, ansia, stress), ma anche relazionali (familiari, di coppia) e dei rapporti con i figli. In forte aumento lo stress lavoro-correlato, legato ai gravi problemi occupazionali. In Lombardia gli psicologi e psicoterapeuti iscritti all’Albo sono oltre 15.000, di cui quasi 6.000 residenti a Milanoe provincia.  
   
   
“MANIFESTO ITALIANO PER LA CURA DELLE TOSSICODIPENDENZE: IL MODELLO DI CURA MISTO”  
 
Milano, 23 Maggio 2013 – Liberare le persone con dipendenza da eroina dallo stigma sociale che spesso le condanna all’emarginazione. E per conseguire questo risultato iniziare a trattare i tossicodipendenti che ormai controllano la propria addiction come tutti gli altri malati cronici, senza costringerli a seguire il proprio percorso di cura nei Centri specialistici per le dipendenze. Si sta trasformando in realtà il progetto costruito dal professor Icro Maremmani – docente di Farmatossicodipendenza all’Università di Pisa, uno dei maggiori esperti di dipendenza a livello internazionale, presidente della World Federation for the Treatment of Opioid Dependence, Ong riconosciuta dalle Nazioni Unite – collaudato nel Centro diurno di Pietrasanta e studiato come esperimento d’eccellenza nell’Addiction Medicine Expert Forum 2013 (Amef). Oggi sono infatti disponibili strumenti farmacologici che possono consentire questo percorso di autentico recupero e reintegrazione – in quanto non più passibili di misuso e diversione – e inoltre i medici di famiglia e i farmacisti si dicono disposti a collaborare con gli specialisti che operano nei Servizi, per cooperare attivamente al recovery completo delle persone con dipendenza. Da questa convergenza, di risultati scientifici e di volontà degli attori coinvolti nel nuovo percorso di cura, ma anche in ragione del mutato profilo sociologico e demografico dei dipendenti da eroina, è nato il “Manifesto Italiano per la Cura delle Tossicodipendenze: il Modello di Cura Misto” – ossia basato sull’integrazione fra interventi dei Centri Specialistici (Sert) e contributo dei medici di base e dei farmacisti – presentato questo mattina al Circolo della Stampa di Milano. “Un Manifesto sulle Tossicodipendenze, e per le Tossicodipendenze – ha detto il professor Icro Maremmani presentando il documento ai giornalisti – è il modo migliore, scientificamente equilibrato, per poter veicolare non tanto un pensiero personale, ma il nostro comune pensiero, la voce congiunta e articolata, precisa e unanime, tipica di un Manifesto, ovvero un documento programmatico di un gruppo, come quello nato a Pietrasanta durante l’Addiction Medicine Expert Forum del marzo 2013, che ha profondo desiderio di cambiare lo status quo dell’assistenza sanitaria a soggetti tossicodipendenti da oppiacei”. Il Manifesto è infatti scritto a più mani e incarna la comunione d’intenti fra gli specialisti, come il professor Maremmani, i medici di famiglia, rappresentati dal dottor Alessandro Rossi, Responsabile nazionale Area Dipendenza della Società Italiana di Medicina Generale, i farmacologi, rappresentati dal professor Gaetano Di Chiara dell’Università di Cagliari, i farmacoeconomisti, nella persona del professor Lorenzo Mantovani, e ancora degli psichiatri e degli operatori dei Sert, rappresentati dal dottor Lorenzo Somaini. Il Manifesto prende le mosse anzitutto dal nuovo identikit dei tossicodipendenti, disegnato da uno studio di Gfk Eurisko condotto dalla dottoressa Isabella Cecchini e dalla dottoressa Stefania Fregosi: “Isolamento, emarginazione o degrado sociale e culturale – ha detto quest’ultima nel corso della conferenza stampa – non sembrano più essere le caratteristiche distintive del paziente tossicodipendente. Oggi il paziente si cura con terapie agoniste, lavora, vive una vita sociale e relazionale normale. L’indagine condotta da Gfk Eurisko nella primavera del 2011 mette infatti in luce il profilo di un paziente che, nonostante l’esperienza della tossicodipendenza, mostra un buon inserimento nel contesto professionale: circa il 50% dei pazienti intervistati lavora, ha un buon background culturale: quasi la metà ha conseguito un titolo di studio superiore, nonché la capacità di crearsi una rete sociale e familiare: in 1/3 dei casi è sposato o convive, in 1/4 dei casi ha figli e quasi l’80% vive in famiglia o con amici”. “Il problema della tossicodipendenza è da sempre caratterizzato da rapidi mutamenti di scenario e, negli ultimi anni, dalla comparsa di ‘nuove droghe’ e ‘nuove tipologie di consumatori’ – ha confermato il dottor Ovidio Brignoli, Vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) –. Il tema della personalizzazione della cura e del rapporto continuativo Medico paziente richiama fortemente il ruolo del Medico di Medicina Generale nei confronti del paziente che fa uso di sostanze”. Per questo, ha proseguito Brignoli, “i medici appartenenti alla Società Italiana di Medicina generale desiderano avere l’opportunità di ricevere una formazione adeguata alla presa in carco dei pazienti tossicodipendenti nelle varie fasi della loro situazione clinica e nel rispetto delle singole scelte offrono la loro collaborazione e adesione al Manifesto Italiano per la Cura della Dipendenza da Oppiacei: il modello di cura misto tra Sert e Medicina di Famiglia”. “Il trattamento delle tossicodipendenze è uno degli aspetti più problematici in tutto l’Occidente industrializzato, soprattutto quando, come oggi, ci si scontra con la riduzione delle risorse disponibili per gli interventi sociosanitari. In questo senso, sperimentare nuove forme di coinvolgimento della farmacia di comunità è un fatto molto positivo – ha affermato a sua volta il senatore Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini Farmacisti Italiani (Fofi) –: la bassa soglia di accesso della farmacia, infatti, non può che favorire la continuità del trattamento sostitutivo e, quindi, aumentare le sue probabilità di successo. È un tipo di intervento in sintonia con la professionalità del farmacista e con lo spirito della farmacia come snodo del servizio sanitario”. Il percorso di cura misto, delineato nel Manifesto, sarà inoltre in grado di generare risparmi e un efficientamento degli investimenti destinati al recupero dei tossicodipendenti, raccogliendo così, in tempi di Spending Review, anche il favore dei farmacoeconomisti: “In Italia i costi legati al consumo di droghe, sono pari al 2% del Pil nazionale, calcolati in 31 miliardi di Euro nel 2011 – ha detto il professor Lorenzo Mantovani dell’Università di Napoli Federico Ii –. I costi sanitari specifici per la cura delle tossicodipendenze rappresentano poco più del 5% dei costi totali. Le strutture di assistenza sono 1.630, di cui 563 rappresentate dai Sert, e 1.067 da Comunità Terapeutiche di vario tipo. I soggetti con dipendenza da sostanze che hanno necessità di trattamento sono oltre mezzo milione. I soggetti effettivamente trattati sono circa un terzo, vale a dire circa 170mila. Un euro investito nella cura delle tossicodipendenze genera un beneficio di 6 euro. Quanto alle eroino-dipendenze, i trattamenti appropriati, attuati anche mediante modelli di cure miste/condivise (shared care model, hub-spoke), hanno ripetutamente dimostrato di essere alternative costo-efficaci per la gestione dei pazienti. Essi sono raccomandati da diverse Agenzie di Health Technology Assessment in Scozia, Galles, Inghiterra, Canada e Australia. Questi shared care model possono contribuire a ridurre il gap tra soggetti che necessitano di cure e quelli che effettivamente le ricevono, in modo altamente costo efficace o, addirittura, riducendo i costi complessivi delle eroino-dipendenze”.  
   
   
ASL 3 PISTOIA: NUOVO OSPEDALE. AL VIA LA FORMAZIONE PER OLTRE MILLE OPERATORI  
 
Pistoia, 23 maggio 2013 - E’ iniziata da due giorni la formazione all’interno del Nuovo Ospedale di Pistoia che coinvolgerà gli oltre mille operatori (medici, infermieri, operatori socio sanitari, amministrativi, tecnici, ecc…) che vi andranno a lavorare fin dal prossimo mese di luglio. La Direzione aziendale ha promosso questa importante iniziativa al fine formare il personale direttamente interessato su tutto quanto caratterizza la nuova struttura ospedaliera: dagli assetti progettuali al piano di trasferimento; accessi e percorsi; logistica e suddivisione degli spazi e tutto quanto necessario per capire anticipatamente come muoversi ed operare in modo adeguato, organizzato e in sicurezza. La scelta degli argomenti è finalizzata a preparare gli operatori ad affrontare la nuova realtà lavorativa che prevede un nuovo modello assistenziale e l’utilizzo di attrezzature e strumenti tecnologici avanzati. Si tratta, infatti, di una struttura in cui tutto quanto è innovativo rispetto al vecchio Ospedale in particolare: la conoscenza degli impianti di approvvigionamento termico ed energetico, l’ utilizzo degli ascensori (differenziati per modalità di accesso ed utilizzi, la gestione del sistema robotizzato (trasporto biancheria, rifiuti, materiale sanitario, ecc…) e l’impiego della posta pneumatica che rappresenterà un supporto organizzativo fondamentale in quanto gli operatori non saranno più costretti a spostarsi per la movimentazione di provette e medicinali. Durante la formazione sarà anche spiegato il funzionamento della “Carta Operatore”: è un nuovo sistema digitale e ad esclusivo uso del personale per eseguire una serie di operazioni di natura tecnica ed organizzativa (accesso al sistema informatico aziendale e a tutti i percorsi interni, alle timbrature, firma digitale e al ritiro divise). L’evento formativo prevede in tutto una ventina di incontri, della durata di quattro ore con sessioni mattutine e pomeridiane, che si protrarranno fino alla fine del mese di giugno e se necessario anche oltre. L’impegnativo percorso formativo prevede anche che i dipendenti conoscano direttamente gli ambienti in cui andranno ad operare; per molti di loro sono previste simulazioni sul “campo” ed esercitazioni pratiche con l’obiettivo che quando l’Ospedale sarà in funzione tutti siano in grado di orientarsi immediatamente negli spazi e di utilizzare al meglio le nuove potenzialità.  
   
   
ZAIA: COMPLIMENTI ALL’ULSS 7 PER LE RISONANZE MAGNETICHE DI DOMENICA. E’ LA NOSTRA SFIDA ALLE LISTE D’ATTESA”.  
 
Venezia, 23 maggio 2013 - “Il successo decretato dai cittadini dell’Ulss 7 per l’attivazione delle risonanze magnetiche di domenica è la miglior dimostrazione che non si sbaglia mai quando si prendono decisioni pensando prima di tutto alle reali necessità della gente, prima tra tutte l’abbattimento delle liste d’attesa. Complimenti al direttore generale Gian Antonio Dei Tos e alla sua squadra per la celerità nel partire con questo servizio e per i risultati subito ottenuti”. Lo sottolinea il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando l’altissimo gradimento verificato da parte dei cittadini rispetto al funzionamento della risonanza magnetica anche di domenica nell’Ulss trevigiana. “In poco tempo – aggiunge Zaia – all’Ulss 7 più di 50 pazienti hanno ricevuto la prestazione di cui avevano necessità in tempi più brevi rispetto alle normali procedure e la lista d’attesa è stata abbattuta di almeno 50 richieste che avrebbero dovuto attendere”. “E’ esattamente lo spirito con il quale – ricorda Zaia – abbiamo avviato l’operazione ‘Ospedali aperti di notte’ grazie alla quale presto tutte le strutture sanitarie del Veneto erogheranno i servizi di diagnostica in orari prolungati alla sera, di sabato e di domenica. E’ la nostra sfida alle liste d’attesa – conclude Zaia – e, se il buon giorno si vede dal mattino, siamo sulla buona strada per vincerla”.  
   
   
ABBIAMO UN MAL DI TESTA DA STRESS COME GLI AMERICANI E NON COME GLI EUROPEI AL CONGRESSO DEL CENTRO CEFALEE DEL BESTA PAIN, EMOTION AND HEADACHE DOLORE, EMOZIONE E CEFALEA LA REVISIONE DEI DATI EPIDEMIOLOGICI SUL MAL DI TESTA RIVELA CHE SIAMO QUELLI CHE SOFFRONO MENO DI CEFALEA DA STRESS NELLA CE  
 
Stresa, 23 maggio 2013 - Un gruppo di studio con ricercatori delle Università di Parma e Palermo ha aggiornato l’unico studio italiano sull’epidemiologia del mal di testa nel nostro Paese finora disponibile: il Pace study condotto nel 2008-2009 che riportava percentuali di cefalea past year (cioè nell’anno precedente all’indagine) del 52.0% per le donne e del 42.8% per gli uomini, mentre la cefalea lifetime (cioè quanti hanno sofferto di mal di testa nell’arco della propria vita) riguarderebbe il 75,8% delle donne ed il 60,6% degli uomini. Per l’emicrania i valori past-year erano superiori a quelli medi europei: 30.1% nelle donne e 12.1% negli uomini. Rispetto all’emicrania, esistono meno studi epidemiologici per la cefalea di tipo tensivo, il cosiddetto mal di testa da stress e i risultati sono spesso divergenti: 74% in Danimarca e 38% negli Stati Uniti, sempre con le donne più colpite dei maschi, ma in maniera meno netta: 86% verso 63% in Danimarca e 42% verso 36% in Usa. Il nuovo studio presentato a Stresa ha colmato la lacuna epidemielogica sulla cefalea da tensione nel nostro Paese scoprendo che in Italia, nonostante la crisi, abbiamo una delle più basse percentuali di cefalea da stress (prevalenza past year: 19,4%), inferiore alla media delle altre nazione europee e molto più simile a quella americana. Comunque una delle più basse dei Paesi Occidentali. Evidentemente agli italiani lo stress non dà alla testa. Http://www.anircef.it/opencms/sezioni/anircef/evanircef/pdf/stresa-2013.pdf    
   
   
SANITÀ: RAFFORZATA INTESA TRA SARDEGNA E IRAQ  
 
Cagliari, 23 maggio 2013 - Si rafforza l´alleanza per la salute tra Sardegna e Iraq. A distanza di un anno dall´avvio, da parte della Giunta Cappellacci, del programma assistenziale per la cura di nove bambini iracheni in ospedali dell’Isola, il 22 maggio a Cagliari si è fatto il punto tra Regione e una delegazione del Paese medio-orientale, in particolare con i rappresentanti dell’area di Ninive e della Ninavah Thalassemia Society. L´incontro, presieduto dall’assessore della Sanità Simona De Francisci e dal direttore generale della presidenza Gabriella Massidda e che ha visto la partecipazione anche dei medici e responsabili del Microcitemico di Cagliari, è stato l´occasione per rafforzare e intensificare gli scambi di conoscenze e competenze tra le due realtà. Cooperazione Internazionale. Il direttore generale Massidda ha rimarcato come la Sardegna, anche in questa circostanza, si conferma da tempo una comunità solidale e una Regione che investe risorse economiche e soprattutto umane per la cooperazione internazionale in ambito socio-sanitario ma non solo. Sardegna Pioniera. "È un progetto bello e ambizioso - ha sottolineato l’assessore De Francisci - che vorremmo dedicare alla memoria dei professori Galanello e Cao, scomparsi da poco. Da parte nostra, mettiamo a disposizione formazione e strumenti su un campo, quello della talassemia, sul quale l’Iraq è ancora indietro e che non a caso ha scelto l’Isola per le sue competenze all’avanguardia in questa specializzazione. Un Paese che intendiamo supportare anche dal punto di vista ingegneristico e logistico, in attesa che vengano costruiti dei centri specialistici in loco. In questo anno di collaborazione, abbiamo imparato e ricevuto tanto grazie all´umanità di queste persone e in particolare dei piccoli pazienti che il Microcitemico ha avuto in cura". Nella regione di Ninive, è emerso durante l’incontro, sono ben 1200 i casi di talassemia che si riscontrano ogni anno. Il Programma. Il programma assistenziale per ragioni umanitarie supporta le istituzioni (pubbliche e private) nelle attività di cooperazione internazionale o di assistenza umanitaria, privilegiando l’assistenza a favore di cittadini bisognosi di cure urgenti e di Paesi extra Ue dove, per ragioni politiche o militari, gli accordi esistenti con il Servizio sanitario nazionale non possono essere rispettati e nei quali non esistono o non sono facilmente accessibili competenze medico-specialistiche per il trattamento di gravi patologie.  
   
   
ROSSI AL NUOVO OSPEDALE DI PRATO: “QUANTO DI MEGLIO AL MONDO IN TEMA DI ASSISTENZA OSPEDALIERA”  
 
Prato, 23 maggio 2013 – “Questo ospedale, e gli altri tre che fanno parte del progetto regionale dei Quattro Nuovi Ospedali, sono strutture che rappresentano quanto di meglio c’è nel mondo in tema di assistenza ospedaliera. Stiamo parlando del più grande investimento sanitario di questo Paese”. E’ quanto ha detto il presidente Enrico Rossi, che ieri pomeriggio assieme all’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni ha visitato il nuovo ospedale di Prato, il primo dei Quattro Nuovi Ospedali ad essere completato. Li ha accompagnati nella visita Bruno Cravedi, direttore generale della Asl 4 di Prato e presidente del Sior, il Sistema integrato ospedali regionali, che sta gestendo la realizzazione dei Quattro Nuovi Ospedali. Hanno preso parte alla visita anche i direttori generali delle altre tre aziende sanitarie in cui stanno sorgendo ospedali analoghi: Maria Teresa De Lauretis, Asl 1 Massa Carrara, Antonio D’urso, Asl 2 Lucca, Roberto Abati, Asl 3 Pistoia. “L’idea di fare quattro ospedali insieme l’abbiamo mutuata dall’Inghilterra – ha detto Rossi – dove avevano studiato un modulo che si ripeteva continuamente. Ne è venuto fuori questo progetto, che è l’orgoglio di quell’opera che è stata l’ammodernamento edilizio della nostra sanità. Oggi è una giornata di soddisfazione e commozione, ma anche di un briciolo di amarezza – ha sottolineato il presidente – pensando a quante belle cose si possono fare, se sulla nostra strada non troviamo chi ci mette degli ostacoli”. Rossi ha richiamato la vicenda del Cts, il raggruppamento di imprese perdente (Consorzio Etruria e Btp) che aveva fatto ricorso, perdendolo. “Ci hanno fatto perdere due anni e mezzo – ha detto – Gli chiederemo 65 milioni di danni, che spenderemo per queste quattro aziende sanitarie”. Rossi ha ringraziato Bruno Cravedi, che sta per terminare il suo incarico: “Vorrei che la sanità toscana non si privasse delle doti di competenza, assoluta lealtà e dedizione che Cravedi ha sempre dimostrato”. E ha avuto parole di ringraziamento anche per l’assessore Marroni, per il lavoro fatto in questo anno di gestione della sanità toscana. “Grazie anche ai lavoratori e alle maestranze – ha aggiunto – Noi abbiamo trasferito due milioni e mezzo al Comune di Prato, perché faccia la strada di accesso all’ospedale. Ci auguriamo che la faccia in tempi rapidi”. “La realizzazione dei Quattro Nuovi Ospedali – ha detto l’assessore Marroni – qualifica e completa il processo di rinnovamento delle strutture del sistema sanitario toscano: ammodernamento organizzativo, aggiornamento dei sistemi operativi e sviluppo delle professionalità. Simili per caratteristiche organizzative e strutturali, i quattro ospedali sono progettati nell’ottica dell’intensità di cura, con l’obiettivo di offrire al paziente le cure migliori e servizi personalizzati”. “La visita di oggi rappresenta una sorta di anticipazione dell’inaugurazione del Nuovo ospedale di Prato – ha detto Bruno Cravedi, che a fine maggio lascerà il suo incarico alla Asl 4 – Sono soddisfatto di consegnare ai cittadini pratesi una struttura che potrà garantire le migliori prestazioni e cure assistenziali. Siamo in un luogo dell’accoglienza, dell’attenzione e della speranza nel rispetto fra gli individui, pazienti e curanti. Tutto è stato pensato per rispondere alle esigenze del paziente e allo stesso modo, chi lavora nell’ospedale è facilitato nello svolgimento delle proprie attività. E’ un ospedale moderno e tecnologico, integrato perfettamente nel paesaggio urbano e rispettoso dell’ambiente”. Il Nuovo Ospedale di Prato - Il nuovo ospedale di Prato è uno dei 4 nuovi grandi ospedali (gli altri 3 sono quelli di Pistoia, Lucca e delle Apuane) in via di realizzazione in Toscana, costruito all’insegna dell’efficacia, funzionalità, comfort e sicurezza – queste le quattro parole chiave del progetto – con la formula del project financing, uno strumento innovativo di finanziamento pubblico-privato che consente di coinvolgere soggetti e capitali privati nella realizzazione e gestione di opere pubbliche o di pubblica utilità. E’ la prima volta che in Italia si fanno 4 ospedali con la stessa progettazione, in meno di quattro anni. L’ospedale di Prato, come le altre strutture che si stanno costruendo, è realizzato secondo i più avanzati criteri di edilizia ospedaliera, con materiali di primissima qualità e accorgimenti tecnici all’avanguardia. Sarà una struttura organizzata per intensità di cura, per offrire risposte personalizzate ai diversi bisogni di cura e assistenza del paziente, e studiata per affrontare patologie acute e complesse. La persona sarà al centro del sistema di cura. L’alta tecnologia della diagnostica e delle terapie contribuiranno ad assicurare una sempre maggiore qualità delle cure. Il nuovo presidio ospedaliero pratese è costituito da due fabbricati: l’edificio ospedaliero e la palazzina dei servizi. L’area è situata a nord ovest della città, tra l’abitato di Galciana a sud e la ferrovia a nord, delimitato ad est da via Becherini ed a ovest da via Ciulli. In forte integrazione con il territorio e la città, è facilmente raggiungibile. I collegamenti sono assicurati dalla tangenziale ovest e dalla “Declassata” attraverso una nuova viabilità in direzione dell’area ospedaliera. Il nuovo ospedale avrà 540 posti letto, 20 posti di osservazione breve intensiva, 40 posti di dialisi, 15 sale operatorie, 6 sale travaglio e 4 sale parto. I lavori sono iniziati nel giugno 2010 (il 24 giugno la posa della prima pietra) e si sono conclusi nel novembre 2012. Ora, nel maggio 2013, la fine dei collaudi, e a settembre 2013 il nuovo ospedale inizierà l’attività. I costi di costruzione per i Quattro Nuovi Ospedali ammontano a 355.289.299 euro. Se si aggiungono progettazione, altre spese tecniche, oneri finanziari, ecc., l’importo complessivo è di 419.499.751 euro.  
   
   
CURE PALLIATIVE: ULSS 4 ALTO VICENTINO VINCE PREMIO NAZIONALE “GERBERA D’ORO 2013”. LA CONSEGNA DOMANI A ROMA  
 
Venezia, 23 maggio 2013 - L’ulss 4 Alto Vicentino è la vincitrice del prestigioso Premio Nazionale “Gerbera d’Oro 2013”, istituito dalla Fondazione Nazionale “Gigi Ghirotti” e dalla Conferenza delle Regioni e assegnato ad una struttura sanitaria che si sia distinta per il buon funzionamento dei servizi alla persona in tema di terapia del dolore. Il riconoscimento viene consegnato giovedì 23 maggio 2013 alle ore 12.00 presso l’Auditorium del Ministero della Salute in Lungotevere Ripa 1 a Roma, nel corso della conferenza stampa di presentazione della dodicesima Giornata Nazionale del Sollievo. L’ulss vicentina ha vinto grazie alla realizzazione del progetto “Giobbe in Cammino”, per l’attenzione che viene rivolta alla centralità della persona malata e per la realizzazione di un’organizzazione capace di rispondere non solo ai bisogni clinico assistenziali del malato, ma anche agli aspetti legati alla sofferenza fisica e psicologica connessi al dramma della malattia e della sua famiglia. Particolarmente apprezzato il settore del progetto che ha permesso di estendere il modello sperimentato nell’ambito delle cure palliative oncologiche anche ad altri gruppi di malati.  
   
   
BOLZANO: TARIFFE NELLE RESIDENZE PER ANZIANI: REGOLAMENTO UNIFICATO  
 
Bolzano, 23 maggio 2013 - Cosa succede quando non vengono pagate le tariffe nelle residenze per anziani? Per fare chiarezza nella questione, la Giunta provinciale ha fissato il 21 maggio su proposta dell´assessore Richard Theiner competenze e procedure nei casi di mancata riscossione. La gran parte delle famiglie versa regolarmente la tariffa per il soggiorno di genitori o parenti nelle residenze per anziani, ma si registrano putroppo anche casi di persone che non pagano il corrispettivo per il servizio. Per contrastare questo problema la Giunta provinciale ha approvato un nuovo regolamento, elaborato d´intesa con il Consorzio dei Comuni, nel quale sono fissate in dettaglio le competenze delle strutture e dei Comuni. Le residenze per anziani emetteranno fattura per il soggiorno degli utenti e assumeranno le funzioni di riscossione: se le spese non vengono saldate, toccherà ai Comuni anticipare il pagamento dei costi mentre le residenze avvieranno i necessari passi legali. La delibera provinciale disciplina inoltre le procedure per un eventuale accordo extragiudiziale, per il pagamento delle spese legali e per il rimborso ai Comuni delle somme anticipate a saldo fatture. La Giunta ha regolato anche l´iter di ammissione nelle residenze per anziani su tutto il territorio provinciale: va presentata domanda attraverso un modulo unificato concordato dall´Ufficio provinciale anziani e distretti sociali con l´Associazione delle residenze per anziani. Fornirà all´utente e ai suoi familiari anche informazioni importanti su diritti e doveri e potrà favorire un maggiore collegamento tra la residenza, gli anziani ospiti e i loro familiari.  
   
   
NEUROPSICHIATRIA; DA GIUNTA DELLA BASILICATA VIA LIBERA AL DIPARTIMENTO ASP-ASM  
 
Potenza, 23 maggio 2013 - L’azienda sanitaria di Potenza e l’Azienda sanitaria di Matera, d’intesa con il Dipartimento regionale della Salute, daranno vita al Dipartimento interaziendale di Neuropsichiatria per l’età evolutiva della Regione Basilicata. E’ quanto prevede un protocollo approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Salute Attilio Martorano, che sarà sottoscritto successivamente dalle due aziende sanitarie. Con l’obiettivo di assicurare una nuova organizzazione dei modelli assistenziali più coerente con principi di integrazione, intersettorialità e qualità, l’organizzazione del Dipartimento si articolerà su tre livelli: uno di tipo gestionale/clinico; un secondo caratterizzato per la gestione dei servizi territoriali e uno di terzo livello incentrato sulla gestione dei servizi clinico assistenziali. Questo tipo di organizzazione consentirà di migliorare l’erogazione e assicurare il coordinamento degli interventi assistenziali nei confronti dei bambini e degli adolescenti, nella fascia d’età compresa tra 0 e 19 anni, con patologie neuropsichiatriche, grazie all’ausilio dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale e dei servizi distrettuali come ad esempio i consultori. “Con l’avvio del Dipartimento interaziendale di neuropsichiatria – commenta l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Attilio Martorano – diamo vita a un modello organizzativo e assistenziale particolarmente evoluto, che ci consentirà di affrontare in modo efficace l’insorgenza di quelle patologie e disturbi che colpiscono un´ampia fascia di popolazione, quella dei bambini e degli adolescenti, verso cui stiamo ponendo la massima attenzione a tutti i livelli di assistenza socio-sanitaria. Le campagne di prevenzione, gli screening e la gestione delle situazioni di disagio o di rischio – conclude Martorano – sono tra gli strumenti principali in dotazione del Dipartimento interaziendale, struttura verso cui la Regione Basilicata pone grande attenzione in linea con quanto previsto dalla programmazione del servizio sanitario regionale e dal Piano regionale della salute”. Secondo i dati epidemilogici basati su statistiche regionali e nazionali, nella Regione Basilicata l’utenza attesa per i servizi di neuropsichiatria infantile è tra i 7000 e i 9.500 pazienti, di cui una quota consistente tra i 2.850 e i 5.400 costituita da utenti cronici. Alla luce di questo dato, il Dipartimento interaziendale deve soddisfare tutta la domanda di assistenza per patologie neuropsichiatriche in età evolutiva che proviene dal territorio regionale, riduce così sensibilmente la modalità verso strutture fuori regione e al contempo, grazie alle competenze maturate dai professionisti operanti all’interno della rete dipartimentale, favorendo una forte attrazione di cittadini residenti fuori regione.  
   
   
NUOVA CLINICA ALL´OSPEDALE DI BOLZANO, "INVESTIMENTO PER LA SALUTE DEI CITTADINI"  
 
Bolzano, 23 maggio 2013 - "I lavori in corso all´Ospedale di Bolzano non rappresentano soltanto un sostegno all´economia in un momento di difficoltà, ma un investimento per la salute e la qualità di vita dei cittadini". Con queste parole il presidente Luis Durnwalder si è espresso durante il sopralluogo del 22 maggio al cantiere della nuova clinica assieme agli assessori Richard Theiner e Florian Mussner. Il cantiere più grande di tutto l´Alto Adige è all´Ospedale di Bolzano, dove sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova clinica, nonchè per l´ampliamento e il risanamento di tutta la struttura. L´obiettivo è quello di creare un ospedale a misura d´uomo, ovvero più accogliente per il paziente e più efficiente per i dipendenti che vi lavorano. Dagli anni ´70 ad oggi, infatti, le esigenze della sanità sono decisamente cambiate, e una volta terminati i lavori (la nuova clinica sarà operativa a partire dal 2017) vi sarà spazio per 850 posti letto di alta qualità per quanto riguarda confort e servizi. Il progetto, elaborato dall´architetto germanico Astrid Tiemann-petri, prevede la realizzazione di un nuovo ingresso, raggiungibile direttamente dal garage interrato completato nel 2008 (oltre 1.000 posti auto), e situato a metà strada fra l´ospedale già esistente, che dal 2017 verrà in parte ricostruito e in parte rinnovato, e la nuova clinica. Proprio la nuova clinica diventerà il "cuore" del nosocomio, con un edificio disposto su cinque livelli in superficie e altri due interrati al cui interno troveranno posto le discipline chirurgine e i principali servizi di emergenza. Tra i cantieri aperti vi sono anche quelli per la realizzazione del centro servizi logistici, per il collegamento tra vecchio e nuovo edificio, nonchè per le infrastrutture legate all´energia e all´acqua. Per il completamento della nuova clinica (255mila metri cubi) i costi previsti sono di 235 milioni, ai quali sono da aggiungere i 24 milioni della centrale servizi logistici e i 53 milioni della zona dedicata alle infrastrutture. "Si tratta di un´opera in grado di dare respiro all´economia in una fase delicata - ha commentato il presidente Luis Durnwalder - ma non solo: investire nella sanità significa investire nella salute e nella qualità di vita dei cittadini". Sulla stessa lunghezza d´onda anche l´assessore ai lavori pubblici Florian Mussner, il quale ha sottolineato che una volta terminato, "l´Ospedale di Bolzano sarà una struttura adeguata alle moderne esigenze della sanità altoatesina. Il progetto, inoltre, è stato suddiviso in molti lotti, come tanti pezzi di un grande puzzle, per renderlo maggiormente sostenibile anche dal punto di vista finanziario". "Quello che stiamo facendo in Alto Adige nel settore della sanità è un piccolo miracolo - ha aggiunto l´assessore Richard Theiner - stiamo investendo in tutti gli ospedali presenti sul territorio, e in maniera particolare su quello di Bolzano, con un´operazione che attualmente non ha paragoni nel resto d´Italia". Nel rinnovato "San Maurizio", le stanze di degenza avranno una o massimo due letti, e saranno tutte dotate di servizi igienici. Sono inoltre previste ampie aree verdi all´esterno per rendere più vivibile la struttura sia ai pazienti che ai dipendenti, e la dislocazione dei reparti sarà improntata a criteri di massima semplicità. Assieme all´Ospedale, a Bolzano sta nascendo anche il termovalorizzatore, "che grazie alla rete del teleriscaldamento - ha concluso Mussner - rifornirà l´edificio dell´energia necessaria al riscaldamento in inverno e alla refrigerazione in estate".  
   
   
TOSCANA: ASL 11: TU CHIEDI IL VOLONTARIATO PRENOTA IL SERVIZIO SARÀ SPERIMENTATO PER UN ANNO A PARTIRE DAL 3 GIUGNO  
 
 Firenze, 23 maggio 2013 - Dal 3 giugno prossimo è possibile prenotare visite specialistiche ed esami anche presso le Associazioni ed Enti di Volontariato del territorio. Si tratta di una iniziativa sperimentale fra le prime in Toscana, grazie ad una convenzione fra l’Asl 11 di Empoli e le Associazioni e gli Enti di Volontariato per la gestione delle attività di prenotazione e contabilizzazione di prestazioni sanitarie. Le modalità di accesso degli utenti presso le Associazioni e gli Enti convenzionati sono quelle previste dalle disposizioni vigenti per il Centro Unico di Prenotazione (Cup) aziendale. Questo servizio verrà svolto dalle Associazioni e dagli Enti per almeno 2 ore giornaliere nelle proprie sedi, grazie alla disponibilità di personale volontario formato adeguatamente per il corretto utilizzo del sistema operativo e per la conoscenza della normativa di settore. Si tratta di un’iniziativa sperimentale della durata di un anno, a decorrere dalla data di stipula della convenzione. Come funziona il servizio: Per prenotare occorre la ricetta medica, ad esclusione di prestazioni come la visita ginecologica e la visita odontoiatrica o visite libero professionali. Basta recarsi presso lo sportello delle Associazioni di Volontariato. Il servizio di prenotazione viene svolto per almeno due ore al giorno dallo sportello delle Associazioni di Volontariato. Al momento della prenotazione è possibile ricevere anche informazioni sui tempi di attesa per le varie specialità e sui presidi presso i quali vengono erogati i servizi. Il servizio di prenotazione attraverso lo sportello delle Associazioni di Volontariato è gratuito.  
   
   
SALUTE: A TRIESTE SEMINARIO SU SERVIZI MATERNO-INFANTILI  
 
 Trieste, 23 maggio 2013 - Si è concluso ieri a Trieste il workshop sulla pianificazione dei servizi materno infantili, organizzato congiuntamente dall´Unicef e dalla European School for Maternal Newborn Child and Adolescent Health, diretta dal dott. Giorgio Tamburlini. Al seminario, durato 8 giorni, hanno preso parte 28 studiosi provenienti da una dozzina di Paesi dell´Europa centro orientale e dell´Asia centrale. Si tratta di dirigenti con elevate responsabilità nel campo dell´organizzazione e pianificazione dei servizi sanitari o appartenenti a organizzazioni internazionali quali l´Unicef. Oltre allo staff dell´European School e del Centro Collaboratore dell´Organizzazione mondiale della sanità, presso l´istituto per l´infanzia Burlo Garofalo, coordinato dalla dott.Ssa Marzia Lazzerini, tra i docenti vi sono stati anche esperti provenienti dal Centers for Disease Control degli Stati Uniti, della Liverpool School of Tropical Medicine e dell´Unicef New York. Al workshop è intervenuta anche l´assessore alla Salute, integrazione sociosanitaria e Politiche Sociali del Friuli Venezia Giulia, che ha sottolineato le sfide che in questo momento il sistema sanitario regionale, che vanta alcuni dei migliori indicatori di salute a livello italiano ed europeo particolarmente nel settore materno infantile, deve affrontare per mantenere appropriatezza, qualità ed equità dei servizi in tempi di riduzione delle risorse finanziarie a disposizione.  
   
   
BOLZANO, FUTURO DELL´OSPEDALE DI SAN CANDIDO: ASSISTENZA DI BASE E SPECIALIZZAZIONE  
 
Bolzano, 23 maggio 2013 - Non solo l´ospedale di San Candido resta operativo, ma in futuro accanto all´assistenza di base assumerà un profilo proprio grazie alla specializzazione. È quanto ha ribadito l´assessore provinciale Richard Theiner il 21 maggio in un incontro pubblico con i cittadini. Si è parlato del futuro dei piccoli ospedali e in particolare di quello dell´alta Pusteria. L´assessore Richard Theiner ha chiarito che anche il futuro dell´ospedale di San Candido va inquadrato nel contesto più generale: "Con la spending review nella sanità lo Stato spinge alla chiusura dei piccoli ospedali, ma in Alto Adige non vogliamo farlo in alcun modo e abbiamo pertanto elaborato un nostro percorso mirato." Si concretizza nello spalmare su tutti i sette ospedali provinciali le misure di risparmio e la riduzione dei posti letto prescritte dallo Stato. "E nessuno dei piccoli ospedali dovrà quindi sopportare un peso eccessivo", ha spiegato Theiner all´assemblea pubblica. San Candido registrerà la cancellazione di 3 soli posti per acuti, nessun reparto verrà chiuso. Questi interventi e il rispetto dei vincoli statali di risparmio sono possibili attraverso riorganizzazioni interne. Tra i temi discussi ieri sera è emerso quello del primariato di ginecologia e ostetricia all´ospedale di San Candido: Theiner ha confermato che il primariato resta e in futuro la carica di medico primario sarà condivisa con il primariato di Brunico. A favore del futuro degli ospedali di base parla anche l´ampio programma di investimenti varato dalla Giunta provinciale: solo per il nosocomio di San Candido sono in corso adeguamenti, ristrutturazioni e ammodernamenti - come un nuovo corpo centrale e il rinnovamento delle sale operatorie - per una somma di circa 8 milioni di euro. "Un impegno che conferma la volontà di sostenere questo ospedale", ha osservato Theiner. Il direttore sanitario Oswald Mayr ha accennato ad un utilizzo maggiore delle sale operatorie: "A San Candido si prevede di effettuare tra le 500 e le 600 operazioni in più all´anno." L´assessore Theiner ha ricordato infine lo sviluppo degli ospedali nelle regioni vicine, dove si va verso la chiusura delle strutture. "L´alto Adige va in controtendenza, ma siamo coinvinti di aver intrapreso la strada giusta", ha detto Theiner, che proprio per l´ospedale di San Candido punta su un potenziamento della collaborazione oltreconfine: "La libertà di scelta del paziente introdotta dall´Unione europea, un nuovo modello di calcolo con le Casse malati e la chisura di ospedali in altre province comporterà un maggiore afflusso a San Candido di pazienti provenienti dal Tirolo dell´est e dal Bellunese", ha concluso l´assessore.  
   
   
CURE PALLIATIVE: ULSS 4 ALTO VICENTINO VINCE PREMIO NAZIONALE “GERBERA D’ORO 2013”. LA CONSEGNA OGGI A ROMA  
 
Venezia, 23 maggio 2013 - L’ulss 4 Alto Vicentino è la vincitrice del prestigioso Premio Nazionale “Gerbera d’Oro 2013”, istituito dalla Fondazione Nazionale “Gigi Ghirotti” e dalla Conferenza delle Regioni e assegnato ad una struttura sanitaria che si sia distinta per il buon funzionamento dei servizi alla persona in tema di terapia del dolore. Il riconoscimento sarà consegnato, giovedì 23 maggio 2013 alle ore 12.00 presso l’Auditorium del Ministero della Salute in Lungotevere Ripa 1 a Roma, nel corso della conferenza stampa di presentazione della dodicesima Giornata Nazionale del Sollievo. L’ulss vicentina ha vinto grazie alla realizzazione del progetto “Giobbe in Cammino”, per l’attenzione che viene rivolta alla centralità della persona malata e per la realizzazione di un’organizzazione capace di rispondere non solo ai bisogni clinico assistenziali del malato, ma anche agli aspetti legati alla sofferenza fisica e psicologica connessi al dramma della malattia e della sua famiglia. Particolarmente apprezzato il settore del progetto che ha permesso di estendere il modello sperimentato nell’ambito delle cure palliative oncologiche anche ad altri gruppi di malati.  
   
   
SI VOLA IN FRIULI PER IL CAMPIONATO ITALIANO DI PARAPENDIO  
 
Torino, 23 maggio 2013 - Nella più famosa località di volo libero del Friuli Venezia Giulia si svolgeranno i prossimi Campionati Italiani di parapendio dal 25 maggio al 1 giugno. Meduno (Pordenone) per le sue condizioni aerologiche ideali tra monti e colline è apprezzata dai praticanti del volo senza motore, principianti ed esperti, ed è meta ogni anno di piloti italiani e stranieri. Per la formula "open" del campionato hanno già confermato la loro presenza più di 120 piloti di venti nazioni, mentre la lista d´attesa conta oltre 40 richieste d´iscrizione. Per difendere il suo titolo italiano femminile sarà presente la friulana Nicole Fedele, neo campionessa europea e vincitrice, assieme al trentino Aaron Durogati, della Coppa del Mondo lo scorso gennaio, mentre il torinese Marco Littamé dovrà farlo in campo maschile. A loro si aggiungono la rosa di piloti papabili per un posto nel team azzurro che parteciperà il prossimo luglio ai mondiali in Bulgaria, in testa il trentino Luca Donini, vice campione del mondo in carica. Per accogliere piloti ed accompagnatori gli organizzatori dell´associazione sportiva Valinis hanno mobilitato tutte le strutture ricettive nel comprensorio delle Dolomiti Friulane, teatro della manifestazione. Secondo le condizioni del tempo, saranno utilizzati il decollo sul Monte Valinis (1.101 m) sovrastante Meduno, o quelli nei pressi di Piancavallo, o quello del Monte Quarnan (1.180 m) sopra Gemona. Atterraggio ufficiale e centro operativo a Meduno. Il campionato è articolato in sei giornate di gara, più una, la prima di ambientamento. L´aeronautica Militare ha concesso uno speciale permesso per lo svolgimento dell´importante competizione in un sito di volo normalmente inibito all´aviazione da diporto e sportiva. L´occasione è propizia per chi volesse provare l´ebbrezza di volteggiare in aria insieme ad un istruttore o apprendere i primi rudimenti del volo libero grazie ad un pacchetto turistico di tre giorni che prevede il soggiorno in hotel o agriturismo valido fino all´autunno.  
   
   
DAMA - 31° TROFEO CITTA’ DI PORDENONE  
 
Pordenone, 23 maggio 2013 - Il 1° Maggio scorso si è svolto il 31° Trofeo Città di Pordenone organizzato dal giovane Mateo Santarossa, presidente del circolo damistico cittadino. I partecipanti sono stati 82, suddivisi in quattro gruppi di gioco, sotto l’attenta direzione di gara formata dagli arbitri Ezio Valentini, Claudio De Franceschi e Livio Santarossa. Nel primo gruppo vittoria del Gm Mario Fero, che con 11 punti si aggiudica brillantemente il torneo, lasciandosi alle spalle, entrambi ad 8 punti, il M° Luciano Negrone Casciano di Monza e il M° trevigiano Alessio Scaggiante, il quale è stato l’unico a pareggiare con il campione italiano in carica. Da sottolineare la presenza dei Gm Mirco De Grandis e Paolo Faleo, e del M° calabrese Francesco Gitto. Nel secondo gruppo gara molto combattuta; alla fine la spunta il M° veneziano Adriano Borchia con 9 punti, per miglior quoziente sul Cm Sandro Chieregato. Terzo classificato, ad una lunghezza, il Cm Fabio Bassanello. Il terzo gruppo viene vinto dal Cm Giuseppe Baldi di Reggio Emilia che totalizza 9 punti; segue un gruppo di 5 giocatori tutti ad un punto di distacco, ma per il podio il quoziente premia Lucien Zinutti e Maurizio Scotti. Nel quarto gruppo vince con 10 punti Mario De Luca del Cd “Giovanni Falcone” di Bologna; secondo classificato Gianfranco Menapace che ottiene 9 punti, così come Gabriele Cappelletto ma quest’ultimo con minor quoziente. Queste le classifiche dei vari gruppi: Assoluto: 1° Mario Fero (A.s.d. Cd “Luigi Franzioni”, Milano) p. 11,38.68; 2° Luciano Negrone Casciano p. 8,43.50; 3° Alessio Scaggiante p. 8,40.49; 4° Mirco De Grandis p. 7,41.46; 5° Francesco Gitto p. 7,38.43; 6° Mario Cibelli p. 7,38.39; 7° Giovanni Chinellato p. 7,35.37; 8° Paolo Faleo p. 6,45.39; 9° Franco Vestrini p. 6,38.28; 10° Gerardo Cortese p. 5,36.24; 11° Raffaele D’amore p. 5,35.28; 12° Filippo Arcelli p. 5,32.25; 13° Mariano Dall’asta p. 5,32.21; 13° Clemente Trevisan p. 5,32.21; 15° Romeo Patatti p. 5,31.19; 16° Domenico Gatti p. 5,28.17; 17° Sebastiano Greco p. 4,33.20; 18° Concezio Roddi p. 2,33.10 Ii Gruppo: 1° Adriano Borchia (A.s.d. Cd Mestre “Fulvio Campanati”) p. 9,39.52; 2° Sandro Chieregato p. 9,36.53; 3° Fabio Bassanello p. 8,41.53; 4° Massimo Pasqualino Ciarcià p. 8,38.44; 5° Diego Tranquillini p. 7,42.47; 6° Giancarlo Burchiellaro p. 7,42.45; 7° Leonardo Scigliano p. 7,38.36; 8° Francesco Senatore p. 7,35.36; 9° Bruno Fedrigo p. 7,34.37; 10° Adriano Merelli p. 6,37.31; 11° Giovanni Defend p. 6,33.32; 12° Stefano Valentini p. 6,26.22; 13° Nunzio Gaglio p. 5,42.28; 14° Giovanni Pietro Rosetti p. 5,38.28; 15° Silvio Petean p. 5,37.26; 16° Otello Marini p. 5,31.28; 17° Albino Vanz p. 5,29.18; 18° Matteo Santarossa p. 3,36.17; 19° Lorenzo Michelon p. 3,29.11; 20° Emilio Nadal p. 2,37.6 Iii Gruppo: 1° Giuseppe Baldi (A.s.d. Cd “Il Buco Magico”) p. 9,42.63; 2° Lucien Zinutti p. 8,40.53; 3° Maurizio Scotti p. 8,38.48; 4° Giampietro Colavizza p. 8,38.46; 5° Angelo Miotto p. 8,36.42; 6° Giovanni Piano p. 8,34.40; 7° Mario D’este p. 7,44.50; 8° Andrea Cappelletto p. 7,41.43; 9° Giorgio Candotti p. 7,41.42; 10° Vittorio Condolo p. 7,35.41; 11° Pietro Cescatti p. 6,39.32; 12° Carlo Cortesi p. 6,38.32; 13° Paride Bellavista p. 6,34.28; 14° Silvano Gardonio p. 5,39.30; 15° Graziano Zava p. 5,37.21; 16° Aldo Pierigh p. 5,37.20; 17° Piero Greganti p. 5,28.15; 18° Roberto Manzato p. 4,33.19; 19° Francesco Di Bernardo p. 4,29.20; 20° Domenico Costantini p. 4,24.10; 21° Olivo Zaffalon p. 3,32.15; 22° Matteo Zabai p. 2,33.8 Iv Gruppo: 1° Mario De Luca (A.s.d. Cd “Giovanni Falcone”) p. 10,37.56; 2° Gianfranco Menapace p. 9,47.71; 3° Gabriele Cappelletto p. 9,42.56; 4° Enrico Munarolo p. 8,46.57; 5° Mario Cibin p. 8,39.40; 6° Lanfranco Grossutti p. 8,38.47; 7° Nicolò Calivà p. 8,37.46; 8° Marco Agus p. 7,37.33; 9° Adriano Cozzarin p. 7,36.37; 10° Alessandro Bullo p. 7,34.31; 11° Diego Perin p. 6,45.36; 12° Remigio Bonaldo p. 6,31.19; 13° Giorgio Pasqualin p. 5,37.23; 14° Luciano Gazzola p. 5,37.21; 15° Dino Bellin p. 5,34.23; 16° Armido Zangrando p. 5,28.20; 17° Amadio Lepore p. 5,23.10; 18° Silvio Roncadin p. 4,34.21; 19° Giacomo Candoni p. 4,30.10; 20° Mario Piccinin p. 3,36.7; 21° Michele Lanzino p. 3,33.8; 22° Riccardo Cogo p. 0,31.0  
   
   
TOSCANA: MONDIALE DI CICLISMO, DALLE ECONOMIE SUI CANTIERI NUOVE RISORSE PER NUOVE OPERE  
 
 Firenze, 23 maggio 2013 ¨C La sfida ¨¨ quella di arrivare a settembre, ai Mondiali di ciclismo Toscana 2013, con una rete infrastrutturale ed un sistema organizzativo all¡¯altezza dell¡¯evento. Per questo il ¡®Comitato istituzionale per la preparazione e lo svolgimento dei Mondiali di ciclismo 2013¡ä sta lavorando per moltiplicare gli interventi di adeguamento e miglioramento del manto stradale lungo il percorso della competizione. Con un protocollo d¡¯intesa firmato il 22 maggio i membri del Comitato hanno destinato al finanziamento di ulteriori interventi funzionali alla manifestazione le risorse provenienti dai ribassi d¡¯asta ottenuti per gli appalto gi¨¤ assegnati. Si tratta di oltre un milione di euro, cifra che servir¨¤ per finanziare opere aggiuntive indicate dagli ento locali interessati. Alla firma hanno partecipato la Regione Toscana e le Province di Firenze, Lucca, Pistoia e Prato oltre ai Comuni di Firenze, Fiesole, Lucca, Montecatini Terme e Pistoia. Tra le opere che saranno realizzate grazie alle economie figurano il velodromo ed una pista ciclabile a Lucca, la ristrutturazione di una sala delle Terme Regina a Montecatini Terme (indicata come sala stampa durante la competizione) , interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione del Complesso Padovani, della Palestra dell¡¯Affrico e di altre infrastrutture sportive a Firenze, che saranno utilizzate in occasione dell¡¯evento e che poi resteranno a disposizione dei cittadini. ¡°Con l¡¯accordo sottoscritto oggi ¨C ha spiegato il presidente del Comitato, l¡¯assessore regionale ai trasporti ed alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli ¨C aggiorniamo il gi¨¤ corposo programma degli interventi necessari per rendere il percorso di gara adatto ad ospitare la competizione. Grazie alle economie ottenute dagli appalti per i lavori gi¨¤ avviati, siamo in grado di finanziare altre opere che il Comitato organizzatore ed i Comuni e le Province attraversati dal tracciato di gara ci hanno indicato come strategiche e funzionali ad un migliore svolgimento per la competizione. Ad oggi in Toscana sono gi¨¤ stati avviati 16 cantieri funzionali al Mondiale di ciclismo 2013 ed altri 28 stanno per essere aperti¡±. ¡°Sull¡¯organizzazione di questo evento la Toscana si gioca la propria immagine internazionale ¨C ha aggiunto Ceccarelli ¨C il Mondiale di ciclismo sar¨¤ seguito dai media di 180 diversi Paesi ed anche se stiamo vivendo un momento difficile per l¡¯economia pubblica e se l¡¯impegno che ci viene chiesto ¨¨ grande, ancora pi¨´ grande potr¨¤ essere il ritorno in termoni di promozione turistica ed economica, oltre all¡¯indotto immediato dell¡¯evento, calcolato dal Comitato organzzatore in circa 164 milioni di euro¡±. Si ricorda che per la realizzazione delle opere necessarie a migliorare la rete stradale e renderla idonea allo svolgimento della competizione, la Regione Toscana ha investito in tutto 18 milioni di euro ed ulteriori 11 milioni sono stati messi a disposizione dalle Province e dai Comuni interessati.  
   
   
SPORT, LA LEVA CALCISTICA DELLA CLASSE 1999 IN ARRIVO IN VAL BORMIDA I TALENTI DELLE MIGLIORI SQUADRE DEL MONDO VENTITREESIMA EDIZIONE DEL TORNEO INTERNAZIONALE DI CAIRO MONTENOTTE  
 
Genova, 23 Maggio 2013 - Ventitreesima edizione del trofeo internazionale di calcio giovanile, da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno 2013, a Cairo Montenotte, in Val Bormida, nel Savonese, con le 32 migliori squadre al mondo della categoria giovanissimi leva calcistica 1999 che si sfideranno in sei campi da gioco. I partecipanti alla manifestazione, organizzata dall’Us Cairese con il sostegno del comune di Cairo in collaborazione con Altare e patrocinata dalla Regione Liguria, sono oltre settecento e fra atleti , accompagnatori, addetti ai lavori e spettatori il torneo internazionale di Cairo Montenotte, nei quattro giorni di partite, registrerà oltre 4 mila presenze. Sono in arrivo in Val Bormida i brasiliani del San Paulo, la squadra giapponese Club Dragons Kashiwa, i danesi del Brondby, l’Aik Fotboll di Stoccolma, la nazionale ungherese e finlandese, il Football Club Lugano e il Team Ticino. Presenti le squadre italiane di Juventus, Torino, Sampdoria, Genoa, Hellas Verona, Vicenza, Novara, Cuneo, Savona, Alessandria, Albese, Acqui Calcio, Cantera Ribolla Palermo, Arenzano, Scuola Calcio Azzurri Torre Annunziata, Albissola, Quiliano, Rivasamba, Campomorone Sant’olcese, Colline Alfieri Don Bosco, Villanovese, Bragno, Cairese. Alle società, agli atleti e agli organizzatori ha fatto gli auguri in mattinata l’assessore allo Sport della Regione Liguria Matteo Rossi.