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Notiziario Marketpress di Mercoledì 29 Maggio 2013
TRASPARENZA FILIERA BUFALINA: CAMPANIA CHIEDERA A LAZIO, MOLISE E PUGLIA DI ADERIRE AL PROTOCOLLO  
 
"La delibera sulla trasparenza della filiera bufalina mette a regime un sistema di tracciabilità totale con l´obiettivo di tutelare i consumatori e di garantire la leale concorrenza sul mercato in uno dei comparti più importanti per l´economia regionale." Così Daniela Nugnes, assessore all´Agricoltura della Regione Campania, sulla delibera approvata ieri in Giunta. Il settore bufalino comprende complessivamente oltre 279mila capi, pari a circa il 74% del patrimonio bufalino nazionale, allevati in quasi 1.500 aziende. Inoltre, solo nell´anno 2012, sono stati prodotti 37 milioni di chilogrammi di mozzarella di bufala campana Dop, per un valore di fatturato alla produzione di oltre 315 milioni di euro. "Abbiamo - prosegue l´assessore - ritenuto necessario estendere a tutti gli operatori della filiera lattiero casearia bufalina che operano sul territorio la richiesta di aderire ad un sistema di tracciabilità attraverso una specifica piattaforma informatica sperimentale in dotazione della Regione Campania che si occupa della tracciabilità e della rintracciabilità dei sistemi agroalimentari regionali. Presso l´assessorato all´Agricoltura - spiega - per garantire il monitoraggio e il dialogo sull´argomento, è stato istituito lo scorso mese di febbraio un tavolo tecnico a cui partecipano le organizzazioni professionali agricole, Confindustria, Confartigianato, Cna e il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Il tavolo ha ribadito l´importanza dell´adozione del sistema di tracciabilità, riconosciuto all´unanimità come uno strumento in grado di tutelare i consumatori dalle frodi e di assicurare trasparenza al comparto campano e che continuerà a lavorare in sinergia con la struttura. Non dobbiamo dimenticare che la mozzarella di bufala campana Dop viene prodotta, per il 7% anche nel basso Lazio e per l´1% tra Foggia e Venafro. Tenendo conto di questo elemento, per garantire una omogeneità nel sistema di tracciabilità, proporrò agli assessori all´Agricoltura di Lazio, Molise e Puglia di aderire al nostro protocollo attraverso apposite convenzioni, così come previsto dall´articolo 15 della legge 241 del 1990 (e successive modifiche ed integrazioni) per rendere trasparente e tracciato l´intero sistema della produzione a marchio Dop. Essendo la Campania la regione dove si concentra la quasi totalità della produzione di mozzarella di bufala, sia essa Dop o meno, ci siamo proposti per mettere a regime una forte governance del comparto. Inoltre, chiederò al Ministero delle Politiche agricole di modificare la normativa vigente per estendere all´intero territorio nazionale l´obbligo per tutti gli operatori della filiera bufalina di aderire ad un sistema di tracciabilità mettendo a disposizione la piattaforma informatica e per consentire a quelle aziende di trasformazione che utilizzano esclusivamente latte idoneo alla produzione di Mozzarella di Bufala Campana Dop e che aderiscono ad un efficace sistema di tracciabilità che certifichi la provenienza delle materie prime lavorate, di produrre nel medesimo impianto anche altri formaggi o preparati alimentari. Con questa importante delibera si pongono dei capisaldi fondamentali per garantire sicurezza e trasparenza ai consumatori e per la valorizzazione del comparto bufalino che, indubbiamente, è considerato un fiore all´occhiello delle produzioni regionali", conclude l´assessore Nugnes.  
   
   
ULIVI MONUMENTALI, NICASTRO: BENE INTERROGAZIONE PARLAMENTARE, EMERGERÀ VERITÀ  
 
 “Che ci sia una interrogazione parlamentare che riguarda la nostra normativa sulla tutela degli ulivi secolari è un fatto positivo perché avremo l´occasione di produrre i testi normativi e fornire la nostra interpretazione autentica della norma. Questo permetterà finalmente, a tutti, di avere le idee chiare”. Così l´Assessore alla Qualità dell´Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, commenta la notizia di una interrogazione parlamentare sulle modifiche alla legge 14/2007, recentemente modificata su iniziativa consiliare. “La legge in questione deve servire agli ulivi ma anche ai cittadini della Puglia per vivere meglio: la Commissione Ulivi Monumentali dal 2007 ad oggi non ha mai autorizzato l´abbattimento neppure di una sola pianta. In relazione alle 87 istanze ricevute sono stati autorizzati gli spostamenti (espianto e reimpianto vuol dire questo, non abbattimento o taglio!) di 2112 ulivi, per i quali a distanza di due anni dalla procedura abbiamo anche chiesto le relazioni sullo stato vegetativo. Il tutto su un patrimonio stimato di 6mln di piante monumentali. Quando le garanzie che riguardano le piante non sono sufficienti la commissione non autorizza le procedure, come è successo negli ultimi giorni in relazione alla Maglie-otranto – prosegue ancora Nicastro – per la quale il parere non è stato concesso dal momento che la Commissione non ha ritenuto idonei i siti proposti per il reimpianto ai fini della continuità produttiva delle piante. Infine una delle modifiche apportate alla legge, di cui peraltro nessuno parla, è l´introduzione di una fideiussione a garanzia di una corretta gestione della procedura di spostamento delle piante”. “Definire ´taglia-ulivi´ una legge che persegue e produce effetti diametralmente opposti è un grossolano falso storico. Aspettiamo con impazienza – conclude l´Assessore – di rispondere all´interrogazione e auspichiamo di essere interpellati dei ministeri competenti per aver modo di ristabilire, una volta per tutte, la verità. Un ultimo dato, proprio in questi giorni, alcuni comuni stanno procedendo all´auto censimento delle piante monumentali sui propri territorio e questo permetterà di ampliare i dati in nostro possesso per un sempre più efficace controllo del territorio”.  
   
   
ALIMENTARE, LIGURIA APPROVA BANDO PER PROMUOVERE BRAND VINI DOC SU MERCATI PAESI TERZI  
 
Genova. Nuove opportunità per i vini Doc e Igt liguri con il bando 2013-2014 dei fondi dell´Ocm Vino – Organizzazione Comune del Mercato - per la promozione nei Paesi Terzi approvato dalla giunta della Regione Liguria, su proposta dell´assessore all´Agricoltura Giovanni Barbagallo. Il bando, in fase di pubblicazione sul sito web regionale www.Agriligurianet.it , ha una dotazione finanziaria di oltre 377 mila euro e consentirà ai produttori vinicoli liguri di presentare progetti di promozione delle loro etichette nei Paesi extra Ue, dalla Svizzera, Usa, Russia agli Emirati Arabi alla Cina dove i consumi di vino stanno aumentando, soprattutto fra i giovani che apprezzano i vini italiani. La promozione è rivolta a tutte le categorie di vini a denominazione di origine protetta, ai vini a indicazione geografica, ai vini spumante di qualità e ai vini spumante aromatico di qualità. I vini senza indicazione geografica e con l´indicazione della varietà possono essere inseriti se non sono l´oggetto esclusivo di promozione. Possono partecipare al bando le organizzazioni professionali, purché abbiano tra i loro scopi la promozione dei prodotti agricoli, le organizzazioni interprofessionali riconosciute, i consorzi di tutela a rilevanza nazionale riconosciuti e le loro associazioni e federazioni, i produttori di vino che abbiano ottenuto i prodotti da promuovere dalla trasformazione dei prodotti a monte del vino, propri o acquistati, i soggetti pubblici con comprovata esperienza nel settore del vino e della promozione dei prodotti agricoli, le associazioni, anche temporanee, di impresa e di scopo che rientrano nelle categorie citate. Le aziende vinicole in Liguria sono oltre1700. Si tratta, nella stragrande maggioranza, di piccoli produttori. La superficie vitata regionale è di 1547 ettari, di cui 540 a Doc-denominazione di origine controllata di 53 quella dove si producono vini Igt e 954 quelli da tavola. La produzione totale di vino è di oltre centocinquemila ettolitri, pari a una produzione di circa 4 milioni e mezzo di bottiglie. Il "sistema qualità" della vitivinicoltura ligure si esprime in otto denominazioni di Origine Controllata. Sono: Doc Ormeasco di Pornassio, Doc Rossese di Dolceacqua, Doc Riviera Ligure di Ponente, Doc Val Polcevera, Doc Golfo del Tigullio–portofino, Doc Colline di Levanto, Doc Cinque Terre, Doc Colli di Luni e in quattro Indicazioni Geografiche Tipiche (Igt Liguria di Levante, Igt Colline del Genovesato, Igt Colline Savonesi, Igt Terrazze dell´Imperiese). Tra le uve a bacca bianca il vitigno più diffuso in tutte le quattro province liguri è il Vermentino, seguito dal Pigato e Lumassina per la provincia di Savona, il Bosco e l´Albarola per La Spezia, la Bianchetta e il Moscato per Genova. Tra le uve a bacca nera il Rossese di Dolceacqua, l´Ormeasco, la Granaccia e il Ciliegiolo sono tra i vitigni più rappresentativi. Tra i vini passiti da segnalare il celebre Schiacchetrà delle Cinque Terre. A questi vitigni "tradizionali" si aggiungono quelli frutto della valorizzazione del patrimonio varietale autoctono ligure curata dall´assessorato all´agricoltura regionale che ha permesso un recupero capillare su tutto il territorio di numerose varietà autoctone minori a bacca bianca e rossa di particolare valore enologico fra cui Ruzzese, Moscatello di Taggia, Barbarossa, Massaretta, Bruciapagliaio, Picabon, Fratepelato , Vermentino nero.  
   
   
LOMBARDIA.ASSESSORE:CONFAGRICOLTURA INTERLOCUTORE IMPORTANTE L´ASSEMBLEA ANNUALE DELL´ASSOCIAZIONE REGIONALE  
 
 Milano - ´Come Regione Lombardia guardiamo a tutte le associazioni sindacali così come al singolo agricoltore. Tutti hanno la medesima dignità, ma è evidente che chi ha maggior radicamento sul territorio ha l´onere, in questo momento, di avanzare proposte alla politica´. E´ quanto ha detto l´assessore regionale all´Agricoltura a margine dell´assemblea annuale di Confagracoltura Lombardia, che si è tenuta il 27 maggio a Milano. ´Confagricoltura è un interprete importante dello scenario agricolo lombardo - ha detto l´esponente della Giunta lombarda -. Questa disponibilità a ragionare con l´Assessorato è una novità che registro e saluto con favore. La politica deve scegliere, ma il compito di fare proposte spetta alle associazioni sindacali´. ´Meno sindacato in senso stretto, dunque, - ha concluso l´assessore - e più sindacato che avanza proposte e richieste´.  
   
   
TARTUFI: GIUNTA ABRUZZO, OK A CRITERI PER RICONOSCIMENTO ASSOCIAZIONI , ASSOCIAZIONI FONDAMENTALI PER VALORIZZAZIONE E TUTELA  
 
Pescara - La Giunta regionale ha approvato nel corso dell´ultima seduta i criteri per il riconoscimento delle Associazioni tartuficole regionali, ai sensi della Legge regionale n.66 del 2012. "Si tratta ? spiega l´assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, promotore del provvedimento - di una svolta epocale per il mondo tartuficolo abruzzese che per la prima volta vede le Associazioni regionali protagoniste, come parte attiva al fianco della Regione Abruzzo per la salvaguardia e il miglioramento degli ecosistemi tartufigeni, la gestione delle tartufaie e valorizzazione del prodotto. Con la Legge approvata il 21 dicembre del 2012, alle Associazioni viene riconosciuto un alto valore sociale, formativo educativo e di aggregazione e ritenute importanti per le numerose e preziose finalità perseguite. In questo modo si sancisce un nuovo ruolo, più importante, così come stabilito dalla stessa Legge la cui elaborazione è stata largamente condivisa garantendo la piena rappresentatività a tutti i soggetti interessati dalla filiera". Il testo che contiene le "Norme in materia di raccolta, commercializzazione, tutela e valorizzazione dei tartufi in Abruzzo", tra i vari elementi innovatori prevede appunto la partecipazione delle associazioni alla realizzazione degli atti di programmazione e alle attività di promozione, tutela e valorizzazione del patrimonio tartuficolo. Le associazioni di fatto acquisiscono un peso maggiore diventando di fatto interlocutori privilegiati della Regione nelle decisioni e in ogni ambito operativo Il testo appena approvato in Giunta contiene i criteri per il riconoscimento e l´iter amministrativo da seguire per ottenere l´accreditamento al termine del quale, una volta verificati tutti i requisiti stabiliti dalla stessa Legge n.66, la Regione Abruzzo riconosce le Associazioni iscrivendole nell´elenco regionale. La partecipazione delle Associazioni alle attività avviene attraverso la convocazione delle stesse da parte dei Dirigente del Servizio Politiche forestali per essere consultate sulle problematiche che riguardano: superficie territoriale massima di aree destinate a tartufaie controllate; delimitazione delle zone geografiche di raccolta e produzione, l´istituzione di nuove o la variazione di quelle già definite; atti di programmazione; indicazione dei rappresentanti all´interno delle Commissioni provinciali per il rilascio dei tesserini di idoneità alla raccolta dei tartufi. "Il settore del tartufo è della tartuficultura - rimarca l´assessore Febbo - ha acquisito negli ultimi anni un interesse sempre crescente confermando un ruolo di primo livello anche per l´economia abruzzese. Si tratta di un comparto produttivo di estremo interesse che pone la nostra regione ai primissimi livelli in Italia. Un´indagine operata dai nostri uffici ci ha regalato un quadro preciso e chiaro che dimostra quanto il settore sia rilevante in termini economici e si colloca appena dopo i settori di punta dell´agricoltura regionale. I numeri sono esplicativi: circa 40 ditte commercializzano e/o trasformano il prodotto; oltre 6.000 raccoglitori; 10 associazioni di settore; 3 vivai attivi nella produzione di piante micorizzate con tartufo. Per questo si è deciso di adeguare la normativa sulla raccolta e commercializzazione ferma in Abruzzo dal 1998; così è nata la Legge n.66 - ha concluso Febbo - di cui il provvedimento appena approvato in Giunta costituisce un altro fondamentale passaggio".  
   
   
PESCA: AUDIZIONE CAMERA; PER FEDERCOOPESCA È GESTO SENSIBILITÀ VERSO SETTORE  
 
“Siamo stati il primo settore produttivo ad essere stato ascoltato dalla commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Un gesto di sensibilità verso la pesca e l’acquacoltura italiana che abbiamo molto apprezzato”. Lo afferma la Federcoopesca-confcooperative al termine dell’Audizione che ha visto al centro del confronto le problematica legate al comparto. “Forte guida politica ed un’efficiente macchina amministrativa per interagire al meglio con la politica comunitaria e internazionale, che condiziona sempre di più l’attività quotidiana dei pescatori” queste le richiesta più forti avanzate dalla Federcoopesca nel ricordare i temi al centro del dibattito. Questi i principali temi evocati: rifinanziamento Cigs, blocco dei pagamenti Fep, rinnovo delle concessioni demaniali per acquacoltura, le uniche in Italia che non sono state prorogate e per le quali chiediamo una nuova normativa che sappia tenere assieme i principi comunitari sulla libera concorrenza con l’esigenza di tutela dei posti di lavoro e delle imprese assegnatarie di aree di allevamento. “Le stesse priorità che ci auguriamo di portare al più presto all’attenzione del ministro De Gerolamo” conclude l’associazione.  
   
   
AGRICOLTURA: 6 MILIONI PER LE AZIENDE DANNEGGIATE DA NEVE E ALLUVIONI NEL 2012  
 
Firenze – Ammonta a 6 milioni di euro l’intervento approvato il 27 maggio dalla giunta regionale per aiutare le aziende agricole danneggiate dalle copiose nevicate del febbraio 2012 e poi dalle alluvioni dell’autunno 2012. La delibera è stata portata in approvazione dall’assessore Gianni Salvadori. Lo stanziamento avviene con fondi derivanti da economie di precedenti calamità e sarà un anticipo per le aziende. “Nel novembre 2012 – ha ricordato l’assessore Salvadori – alcuni comuni delle Province di Grosseto, Siena e Massa Carrara sono stati pesantemente colpiti da eventi alluvionali calamitosi che hanno causato ingenti danni alle strutture aziendali e alle infrastrutture connesse all’attività agricola. Nel febbraio 2012 in seguito alle eccessive nevicate avevano subito ingenti danni alle strutture aziendali anche diverse aziende agricole di alcuni comuni delle Province di Siena e Arezzo”. “In entrambi i casi – ha detto ancora Salvadori – le imprese necessitano di un adeguato sostegno per la sopravvivenza economica nonostante gli sforzi compiuti per riprendere l’attività. Per questo la Regione Toscana mette a disposizione di queste aziende un primo sostanziale indennizzo per un ammontare di 6 milioni di euro derivanti da economie residue di precedenti calamità. Le somme saranno erogate in base all’incidenza del danno sulla Plv (Produzione lorda vendibile) aziendale al fine di aiutare le aziende maggiormente colpite dagli eventi calamitosi nel rispetto dei criteri e dei vincoli previsti dal Decreto Legislativo 102/2004.”  
   
   
LUPI: NECESSARIO ACCENTUARE POLITICHE DI PREVENZIONE; GIOVEDÌ A SAN VENANZO “SUMMIT” CON ENTI E ISTITUZIONI  
 
Perugia - "Proseguire nell´attività di monitoraggio ed intensificare le misure di prevenzione utili a mettere in sicurezza gli allevamenti": è questa per l´assessore regionale all´agricoltura, Fernanda Cecchini, la rotta che Regione, istituzioni ed enti interessati debbono continuare a seguire per arginare la crescente presenza di lupi in zone sempre più ampie del territorio umbro. "Una presenza che, come testimoniano i recenti fatti dell´Orvietano - ha detto Cecchini, incide pesantemente sul settore zootecnico umbro, sull´economia montana e sui redditi degli allevatori. Gli episodi di predazione da parte dei lupi hanno abbandonato la sporadicità per assumere un andamento costante e crescente. Per questo - ha aggiunto Cecchini -, iniziando da questa parte dell´Umbria dove negli ultimi giorni si sono intensificati gli attacchi dei lupi a greggi e bestiame, insieme al Sindaco Di San Venanzo, Francesca Valentini, abbiamo promosso per giovedì prossimo un incontro con rappresentanti della Prefettura e della Provincia di Terni e del Corpo forestale dello Stato, al fine di individuare iniziative che possano concretamente dare una mano agli allevatori. Il costante incremento delle richieste di indennizzo ha assunto dimensioni tali che è impensabile farvi fronte speditamente con risorse che provengono dal solo bilancio della Regione - ha aggiunto, anche se occorrerà modificare la Legge regionale in materia per renderla più rispondente alle richieste degli allevatori". Entrando nel merito delle cifre, Cecchini ha detto che le domande di risarcimento ammontano complessivamente, per le due province, a 140 mila euro per il 2011 e a 109 mila euro nel 2012 per la sola provincia di Terni, a cui occorrerà aggiungere la stima dei danni non ancora pervenuta dalla Provincia di Perugia. "Per questo - ha concluso l´assessore - bisogna intensificare le conoscenze sulla specie per intervenire con politiche di prevenzione adeguate, le sole realmente utili ad arginare il fenomeno, a tutelare gli allevatori a non creare allarmismo nella popolazione". Nel ricordare i provvedimenti assunti dalla Regione, l´assessore ha affermato che dal 2000, attraverso l´Osservatorio faunistico regionale, in collaborazione con le Province, sono stati raccolti ed archiviati i dati degli attacchi di lupi o di cani rinselvatichiti a greggi e bestiame, sui quali sono state poi presentate le domande di indennizzo. Dal 2006 è partita la collaborazione con l´Ispra e le altre Regioni dell´Appennino centrale, per monitorare la presenza e la diffusione del lupo sul territorio, anche attraverso uno studio sulla genetica di questa specie protetta, al fine di conoscerne i comportamenti e limitarne la riproduzione. Nel 2009, la nuova legge regionale sulla prevenzione e l´indennizzo dei danni da fauna selvatica ed il relativo Regolamento (R.r. 5/2010) hanno previsto nuove disposizioni sugli indennizzi. Infine, dal 2004 al 2007 le Province di Perugia e Terni hanno partecipato al progetto Life sulla prevenzione dei danni alla zootecnia e la "convivenza" con i grandi predatori, lupo ed orso. Il progetto forniva sperimentalmente cani da pastore e recinzioni elettrificate, due strumenti risultati efficaci per le aziende che ne hanno beneficiato. In particolare nella Provincia di Terni che ha poi proseguito l´attività di prevenzione con un netto decremento delle richieste d´indennizzo.  
   
   
DOPO 15 ANNI DI TRATTATIVE, DAL 28 MAGGIO I SALUMI ITALIANI A BREVE STAGIONATURA POTRANNO ESSERE ESPORTATI NEGLI U.S.A.  
 
• Le visite degli ispettori americani presso i nostri allevamenti hanno dato esito positivo grazie alla grande qualità e sicurezza alimentare garantita dagli allevatori nazionali. • Si aprono grandi opportunità commerciali per la filiera suinicola nazionale, che si prepara a riunirsi a Cremona in occasione di Italpig, la Rassegna Suinicola in programma dal 24 al 27 ottobre 2013. • Tra i temi che verranno trattati nei numerosi appuntamenti che affiancheranno la più grande esposizione italiana di attrezzature e tecnologie per il settore: rapporto tra mercato e aspetti igienico-sanitari; redditività aziendale; forum sulla genetica suina europea; rapporto tra ambiente e salute animale; ispezione e classificazione delle carcasse; qualità garantita al consumatore. Ci sono voluti 15 anni di trattative, caratterizzate spesso da un percorso accidentato. Ma alla fine il risultato atteso è arrivato. Dal 28 maggio i salumi italiani a breve stagionatura, salami, pancette, coppe, culatelli, potranno essere esportati negli Stati Uniti. “Possiamo chiudere con soddisfazione questo lungo cammino – spiega Davide Calderone, direttore di Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) – e guardare all’importante traguardo raggiunto come all’inizio di un altro percorso altrettanto rilevante. In base alle nostre rilevazioni infatti, abbiamo calcolato che nel 2014 l’ampliamento della gamma di salumi esportati potrà incrementare il fatturato legato all’export di altri 10 milioni di euro, facendolo lievitare così da 70 milioni (dato del 2012) a 80 milioni di euro, pari a qualcosa come 1000-1500 tonnellate di prodotto”. Uno strumento in più per contrastare il fenomeno dell’Italian sounding Così, dopo la Val D’aosta, la Liguria, le Marche e il Friuli Venezia Giulia, oggi anche la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte e le province autonome di Trento e Bolzano hanno ottenuto dalle Autorità statunitensi competenti il riconoscimento di zone indenni dalla Malattia Vescicolare. “Mancava la filiera – è la riflessione di Calderone – quella che si caratterizza per le produzioni più conosciute e anche, purtroppo, più copiate perché come è ormai risaputo l’Italian sounding è un fenomeno sempre più dilagante a cui speriamo di porre un argine anche grazie a questa nuova apertura nei mercati americani”. Un cammino lungo 15 anni contrassegnato da numerose visite ispettive Negli anni sono state numerose le visite ispettive del personale statunitense presso gli allevamenti suinicoli italiani al fine di stilare poi un parere sullo stato sanitario rilevato, e purtroppo una di queste coincise proprio con l’epidemia di Malattia Vescicolare che nel 2007 falcidiò non poche porcilaie. “All’epoca si trattò di un autentico flagello per numerose aziende – puntualizza Calderone – che si risolse nel giro di alcuni mesi grazie alle drastiche misure messe in campo da tutti gli enti preposti e al coinvolgimento collaborativo di tutti gli attori della filiera. Nelle visite ispettive successive infatti, i riscontri furono positivi al punto che finalmente oggi possiamo apporre la parola fine a questo lungo iter”. La Rassegna suinicola di Cremona posiziona la città lombarda al centro della zootecnia italiana Dal 24 al 27 ottobre 2013 Cremonafiere ospiterà la 17ma edizione di Italpig, la Rassegna Suinicola di Cremona. Convegni, tavole rotonde, workshop, forum sui temi più attuali del settore saranno affrontati e approfonditi dai migliori esperti in campo nazionale e internazionale, evidenziando ancora una volta il ruolo di Cremona quale capitale della zootecnia italiana  
   
   
ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA FONDATA DA ORIO VERGANI NEL 1953 CORSI E TV CHEF NON FANNO “SCUOLA”: 7 ITALANI SU 10 IMPARANO A CUCINARE DALLA MAMMA  
 
Un’indagine commissionata dall’Accademia Italiana della Cucina alla Doxa fotografa lo stato dell’arte della cucina familiare svelando usi, costumi e fonti di apprendimento attraverso le quali gli italiani si approcciano alla cucina di casa. Lo studio è stato presentato in occasione dei 60 anni della celebre associazione, fondata da Orio Vergani nel 1953. Altro che corsi di cucina, social network e trasmissioni televisive dedicate al cibo: oggi il 71% dei nostri connazionali “impara a cucinare” seguendo ancora alla lettera i consigli delle mamme e delle nonne. E le ricette si condividono esattamente come una volta, come dimostra il fatto che 8 italiani su 10 (76%) si passano suggerimenti esclusivamente con appunti scritti o a voce. Quelli, per intenderci, custoditi gelosamente nel cassetto di famiglia e tramandati di generazione in generazione. E’ quanto emerge dall’indagine Doxa “La cucina italiana oggi” commissionata dall’Accademia Italiana della Cucina in occasione delle celebrazioni per i sessanta anni della prestigiosa Istituzione Culturale della Repubblica Italiana, fondata da Orio Vergani nel 1953. Dunque, al di là dell’indiscutibile successo mediatico – circa 7 italiani su 10 guardano le trasmissioni dedicate al cibo - solo il 18% dei telespettatori poi prende spunto da questi programmi per sperimentare le ricette a casa. Insomma, il fenomeno è importante ma il suo impatto sulle abitudini di casa è molto circoscritto… Resistono I Libri Di Cucina: 8 Italiani Su 10 Ne Hanno A Casa Almeno Uno… Se la famiglia rimane il baluardo inossidabile da cui apprendere il sapere culinario, il tanto caro (e “vecchio”) libro di cucina è al secondo posto (25%) nelle fonti attraverso le quali si impara a cucinare. I libri dedicati al cibo sono molto diffusi nelle nostre case: l’80% degli italiani ne possiede almeno uno, mentre circa la metà dei nostri connazionali (46%) ne ha più di cinque e un buon 20% ne possiede addirittura più di dieci. Quelli che vanno per la maggiore sono ancora “Il Cucchiaio d’argento”, il “Talismano della felicità”, l’”Artusi” e, tra i modernissimi, la “Prova del Cuoco” e “Benedetta Parodi”. Appena 1 Italiano Su 10 Impara Dal “Web”, Ma I Piu’ Giovani Non La Pensano Cosi… Se è vero che solo il 10% degli italiani impara a cucinare da internet (blog, siti gastronomici), il dato quasi si triplica (25%) nel caso degli under 30. Le nuove generazioni, dunque, sembrano guidare una piccola rivoluzione culturale rispetto alla tendenza dominante che vede la tradizione familiare trionfare tra le fonti di apprendimento. Infine l’indagine ci dice che gli autodidatti sono il 10% della popolazione mentre sono ancora meno quelli che si sono formati attraverso corsi di cucina (5%). Donna, Regina Dei Fornelli Ma Uomini In Ascesa: Oltre La Meta’ Sa Cucinare Bene… Ed ora passiamo ad analizzare i ruoli in cucina. Diciamo innanzitutto che in generale gli italiani si reputano dei bravi cuochi: il 73% dichiara di essere una persona che sa cucinare bene (nel caso delle donne l’autostima sale all’89%). Ma se nell’alta ristorazione sono soprattutto gli uomini a farla da padrone, a casa la regina dei fornelli rimane la donna, che in oltre 9 famiglie su 10 ricopre il ruolo di “chef di casa”. Il “gentil sesso” vede crescere il suo peso anche fuori dalle mura domestiche come dimostra il fatto che il 4% delle donne fa parte di associazioni gastronomiche, una presenza doppia rispetto a quella degli uomini (2%). Ma attenzione, anche gli uomini non stanno a guardare e reclamano sempre più spazio davanti ai fornelli: oggi oltre la metà (55%) dichiara di saper cucinare bene. La Famiglia A Tavola: In Media 3 Persone Per Pasto, Si Cucina Un’ora Al Giorno… Il desco familiare riunisce in media 3 persone e in particolare 2,8 per il pranzo e 3,1 per la cena: il condividere, lo stare insieme, resta quindi un must dell’alimentazione degli italiani. Curioso il dato che indica il tempo passato ai fornelli: nei giorni feriali la media giornaliera è di circa un’ora (tra pranzo e cena), ma c’è un 35% di italiani che passa da un’ora a due ore, tutti i giorni, tra i fornelli. Nei giorni di festa questo tempo si dilata fino a una media di un’ora e diciotto minuti, con 3 italiani su 10 (28%) che cucinano addirittura per oltre due ore. Ma non si era detto che in Italia nessuno aveva più voglia di faticare e si preferivano cibi pronti precotti? Qualità, Sicurezza, Salute E Benessere: Ecco I Valori Che Si Portano In Tavola Osserva Paolo Petroni, Presidente del Centro Studi dell’Accademia Italiana della Cucina: “Una volta, davanti ad un piatto fumante, si diceva: “Sarà buono?”. Oggi ci domandiamo per prima cosa: “Mi farà male?”. Infatti, quando cucinano, gli italiani si ispirano in particolare ai valori di qualità, sicurezza, salute e benessere, considerati “determinanti” per quasi il 70% dei nostri connazionali. Più indietro troviamo “tradizione e gusto”, “praticità e velocità” mentre “innovazione e sperimentazione” si colloca all’ultimo posto, con un picco positivo per le classi più giovani fino a 40 anni. Giovanni Ballarini, Presidente Dell’accademia Italiana Della Cucina “La cucina familiare è lo specchio della società e come tale risente dei cambiamenti in atto. Oggi la cucina di casa si sviluppa sotto l’influenza di due direttrici principali: da una parte la voglia di tradizione e intimità, dall’altra la ricerca di innovazione, praticità e servizio. Ogni tipo di famiglia crea il suo tipo di cucina, utilizzando anche le proposte della nuova informazione gastronomica (libri e televisione) e usando in modo originale le offerte dell’industria e della grande distribuzione alimentare.”  
   
   
AL VIA L’EDIZIONE 2013 DE “I SALOTTI DI SANOFI”. PROTAGONISTA DELL’INIZIATIVA È CHOUNT.IT, LA WIKI DEI CARBOIDRATI PER LA “LIBERTÀ ALIMENTARE” DELLE PERSONE CON DIABETE.  
 
Parte da Milano e raggiungerà sei città italiane il roadshow per blogger, community, associazioni di persone con diabete e medici. Protagonista dell’iniziativa è Chount.it, la prima community social per la conta dei carboidrati. Con questo nuovo progetto, Sanofi prosegue nel proprio impegno rivolto alle persone con diabete non solo attraverso terapie e strumenti di monitoraggio della glicemia, ma anche con servizi che posso agevolare la vita quotidiana e la relazione con il cibo. Grazie a Chount.it e alla partecipazione attiva delle persone con diabete e non, sarà possibile creare una vera e propria “enciclopedia gastronomica virtuale” contenente anche i piatti della tradizione regionale del nostro Paese. Il web e la condivisione dei contenuti possono essere uno strumento di grande valore per contribuire a migliorare la qualità di vita delle persone con diabete. Lo dimostra la nuova edizione dell’iniziativa “I Salotti di Sanofi”, nata per avvicinare e facilitare il confronto tra persone con diabete, community, blogger, medici e associazioni di pazienti, attraverso la Rete e non solo. L’intento è favorire la diffusione e la condivisione di stili di vita e alimentari corretti e, soprattutto, vicini alle esigenze delle persone con diabete. Obiettivo finale dell’iniziativa – presentata oggi a Milano – è far sì che le persone con diabete possano permettersi una maggiore “libertà alimentare” grazie ad un miglior controllo dell’alimentazione e alla conta dei carboidrati nei cibi. "Il diabete è una patologia che interessa il 5% della popolazione italiana, un dato allarmante, che negli anni continua a crescere – commenta Giorgio Grassi, Medico diabetologo presso S.c.d.u. Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo, Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino. “Il fattore alimentazione è fondamentale: mangiare in maniera sana e corretta, insieme alla conta dei carboidrati, è fondamentale soprattutto per le persone con diabete, per una migliore gestione della patologia". Protagonista del roadshow che toccherà le principali città italiane è un nuovo strumento, reso possibile grazie al contributo incondizionato di Sanofi. Si chiama Chount.it ed è la prima Social Community, sviluppata da Sintattica Srl insieme al proprio consulente Luca Lanzi, che permette di controllare il contenuto glucidico, proteico e calorico di ingredienti, prodotti, piatti pronti e ricette con un semplice “click”. Una vera e propria wiki degli alimenti che, grazie al contributo partecipativo della Rete, si completerà progressivamente, con l’aggiunta di piatti e ricette regionali. Chount.it è disponibile sulle diverse piattaforme di collegamento alla Rete: chi partecipa può collegarsi non solo dal Pc, ma anche da smartphone e tablet grazie alle app gratuite dedicate. Anche alcune delle principali Community di persone con diabete, quali Diabetando, Mamme e Diabete, Portale Diabete e Tutti i Diabetici Uniti in Rete, hanno partecipato alla presentazione di questo nuovo progetto, che si inserisce nel percorso di innovazione nei servizi per le persone con diabete voluto da Sanofi. Dopo la prima tappa di Milano, il roadshow toccherà quest’anno sei città in tutta Italia: Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Cagliari e Roma. Durante gli incontri, sarà promosso il dibattito tra communities, blogger, associazioni locali ed esperti sulla relazione tra diabete e alimentazione, con particolare attenzione ai benefici che le persone con diabete posso trarre dall’utilizzo della app, unendo le ricette della tradizionale cucina regionale al nuovo approccio tecnologico di Chount.it. “I Salotti di Sanofi sono un ulteriore tassello dell’impegno dell’azienda per le persone con diabete, per una gestione sempre più consapevole della patologia,” spiega Mario Merlo, Direttore Business Unit Diabete di Sanofi Italia. “Siamo costantemente al lavoro per fornire soluzioni ai bisogni e alle esigenze delle persone con diabete e da 90 anni mettiamo a disposizione terapie per il trattamento della patologia. A queste si sono affiancati dispositivi per la somministrazione e strumenti di automonitoraggio della glicemia applicati alla telefonia mobile, che consentono alle persone con diabete di tenere monitorato il livello di concentrazione di glucosio nel sangue e comunicare con il proprio medico curante. Sanofi sostiene inoltre progetti che sfruttano in maniera innovativa le nuove tecnologie, per creare strumenti partecipativi di supporto alla qualità di vita delle persone con diabete.” Grazie all’iniziativa de “I Salotti di Sanofi”, quest’anno giunta alla seconda edizione, è stato creato un circolo virtuoso che vede la persona con diabete al centro dell’interazione tra le molteplici figure di riferimento coinvolte nella gestione della patologia (pazienti, famiglie, medici e istituzioni). Sanofi è impegnata a 360 gradi nella lotta al diabete, non solo offrendo soluzioni per una gestione ottimale della patologia, ma anche supportando in maniera incondizionata numerose iniziative volte a sensibilizzare sul tema della prevenzione e della cura del diabete, con particolare attenzione all’educazione della persona con diabete e al mondo dei bambini e dei giovani. La Divisione Diabete di Sanofi Sanofi si impegna per aiutare le persone a gestire la complessa sfida con il diabete, fornendo soluzioni integrate e personalizzate. Guidata dalle informazioni che provengono dall’ascolto e dal coinvolgimento delle persone con diabete, l’azienda ha implementato partnership per offrire prodotti diagnostici, terapie, servizi e dispositivi, tra i quali i sistemi per l’automonitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue. Sanofi commercializza sia farmaci iniettabili sia composti orali per le persone con diabete di tipo 1 o diabete di tipo 2. Sanofi Italia – www.Sanofi.it Sanofi è un leader diversificato della salute a livello globale che ricerca, sviluppa e distribuisce soluzioni terapeutiche focalizzate sui bisogni dei pazienti. In Italia, Sanofi è la prima realtà industriale farmaceutica a livello nazionale, con circa 2.500 collaboratori, di cui oltre 1.300 negli stabilimenti produttivi con sede ad Origgio (Va), Garessio (Cn), Anagni (Fr), Scoppito (Aq) e Brindisi, dove vengono confezionati farmaci destinati ai mercati di tutto il mondo, ai quali si aggiunge lo stabilimento produttivo Merial (Divisione Salute Animale del Gruppo Sanofi) situato a Noventa Padovana (Pd). La Ricerca&sviluppo Sanofi è presente in Italia con un’attività articolata, che va dallo sviluppo clinico della molecola fino alla ricerca biotecnologica svolta nei laboratori di Brindisi. L’offerta di Sanofi in Italia copre a 360 gradi l’ambito salute: farmaci innovativi e di automedicazione; farmaci equivalenti con Zentiva, malattie genetiche rare e sclerosi multipla con Genzyme, e salute animale con Merial. A Milano ha sede il quartier generale di Sanofi Italia  
   
   
IL PASTIFICIO MAFFEI RACCONTA LA NUOVA IMMAGINE DI MARCA  
 
Si è appena conclusa la manifestazione Tuttofood 2013 (la mostra per il Btob organizzata da Fiera Milano e interamente dedicata al settore alimentare) durante la quale il pastificio Maffei ha avuto l’opportunità di incontrare buyer e operatori della distribuzione per presentare il nuovo percorso aziendale, segnato da una rinnovata immagine di marca. L’eccellenza che Maffei porta sulle tavole degli italiani da oltre 50 anni è il frutto di una vocazione profonda per la pasta, ma anche di una continua ricerca sul prodotto e dell’innovazione dei processi di produzione. Un lungo percorso arricchito da un rinnovamento profondo della filosofia aziendale, da sempre alla ricerca di nuove sfide e di nuove commistioni. Un’attenta esplorazione che ha portato al restyling completo del logo e del packaging di tutte le linee di prodotto, con la finalità di rafforzare la visibilità del brand nel panorama competitivo e accrescere la riconoscibilità sul mercato. Contaminazione. E’ la parola chiave, il file rouge del nuovo percorso intrapreso dal pastificio Maffei. Moda, design, grafica, arte, cinema si mescolano ai valori della tradizione produttiva, della miglior freschezza e qualità e dell’italianità che caratterizzano il brand. Quest’anno Maffei sposa la contaminazione tra Mood e Food e la matita dello stilista Marco Coretti incontra l’eccellenza della pasta fresca italiana. In primis un fiocco rosso, cromia rivelatrice del meglio italiano, metafora dell’eleganza della haute couture nazionale, ammirata in tutto il mondo, e simbolo della passione verace per la bellezza del Bel paese e i molteplici sapori regionali che lo caratterizzano. E poi un’immagine evocativa della tradizione produttiva e delle origini del pastificio, un cestino in vimini. Un packaging esclusivo e unico, che celebra il Made in Italy e sposa in pieno la filosofia del brand che abbraccia passato e futuro. Un’altra contaminazione proviene dal mondo del cinema. Il pastificio Maffei, infatti, sarà partner di Universal Pictures per il lancio del sequel del film di animazione “Cattivissimo Me2”, in uscita nelle sale italiane il 17 ottobre, attraverso un concorso al consumatore che prenderà forma in autunno e interesserà la linea degli gnocchetti freschissimi i “Tenerotti”. Ancora una volta, come nella migliore tradizione, qualsiasi novità è un inno al buon umore, perché come ci ripete Savino Maffei, fondatore dell’omonima azienda, da oltre mezzo secolo: “Chi mangia la mia pasta deve sorridere di piacere”  
   
   
ARRIVA ANCHE IN ITALIA MINCEUR DISCOUNT, IL PIÙ GRANDE NEGOZIO EUROPEO ONLINE DI ALIMENTI DIETETICI E DIMAGRANTI MINCEURDISCOUNT.IT: È SU INTERNET IL NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO PER TORNARE IN FORMA  
 
M come migliorare salute e forma fisica, D come dieta dimagrante, definitiva e deliziosa. Arriva finalmente anche in Italia www.Minceurdiscount.it, il più grande negozio europeo online di alimenti dietetici. Un unico luogo dove trovare tutti i prodotti dimagranti, wellness e fitness delle migliori marche in commercio, a partire dalla gamma di prodotti esclusivi firmati Minceurd: efficaci e di qualità, sono ideali per chi vuole perdere i chili di troppo o semplicemente mantenersi in forma in modo sano ed equilibrato, senza privazioni. Lanciato in diversi Paesi europei nel 2011, Minceur Discount è diventato in appena due anni un vero e proprio fenomeno. Il segreto del suo successo? Un nuovo modo di pensare alla dieta che lo ha reso il punto di riferimento per decine di migliaia di donne e uomini in mezza Europa, con una formula fatta di affidabilità, soddisfazione e convenienza. Per soddisfare ogni esigenza legata a linea e benessere, sul sito si possono infatti trovare integratori brucia-grassi, depurativi, detox, cosmetici anti-cellulite e rassodanti, prodotti fitness e alimenti specifici per lo sport. Più di mille prodotti firmati dai maggiori e più grandi brand del settore. Dalla linea Pesoforma, marchio leader nell’offerta di pasti sostitutivi a Ciao Carb, delizie dolciarie come biscotti, plum-cake e crema di nocciole, tutte rigorosamente iperproteiche. Non solo. Minceur Discount rappresenta il migliore e-commerce per lo shopping di abbigliamento dedicato: dalle fasce girovita snellenti ai pantaloni ciclisti, legging, culotte e guaine modellanti ricche di principi attivi, firmate Lanaform, per intervenire su specifiche zone del corpo. E per chi vuole creare una palestra in casa? Su Minceur Discount può trovare i migliori accessori e attrezzi per modellare ogni parte del corpo: pedane vibranti, stepper, elettrostimolatori, massaggiatori eletronici, etc. Ma la vera differenza su Minceur Discount la fa il servizio al cliente, a cominciare dall’affidabilità: i prodotti arrivano comodamente a casa in 24/48 ore, il customer care è estremamente efficiente e reattivo, e il livello qualitativo senza rivali. Un servizio premiato dalla soddisfazione dei clienti, il vero fiore all’occhiello di Minceurdiscount.it: un passaparola continuo e incessante che solo nel primo anno ha fatto triplicare le vendite online. Una soddisfazione impossibile senza il grande assortimento di prodotti disponibili, senza l’efficacia dei metodi proposti, e senza la possibilità di avere una dieta sicura, personalizzata rispetto a quelle che sono le proprie specifiche esigenze. Infine i prezzi competitivi, che in un periodo di difficoltà come quello attuale diventano un elemento imprescindibile, al momento dell’acquisto. “Non ci sono intermediari tra la produzione e noi, spiega il fondatore di Minceur Discount Fabrice Sanchez, il che ci fa risparmiare molto. In più lavoriamo con volumi talmente importanti, che fanno abbassare i prezzi di produzione”. Minceur Discount si distingue anche per la vendita della sua esclusiva e brevettata gamma di prodotti Minceurd: praticamente infinita, permette di trovare qualunque pietanza, dal pane alle bevande, dalle crepes alle zuppe, dalle barrette di cioccolato ai dolci più golosi, dalla pasta ai cereali. Tutto realizzato secondo ricette iperproteiche, povere quindi di zuccheri e grassi, per ottenere risultati incredibili velocemente e senza fatica. E soprattutto senza la rinuncia al piacere di mangiare in modo vario scegliendo ogni giorno qualcosa di diverso secondo i propri gusti. E questo vale anche per coloro che seguono un’alimentazione vegetariana. Tutti i prodotti Minceurd sono realizzati in Francia e sottoposti ai più rigidi test di qualità richiesti dalle normative europee, ma anche al giudizio dei super-esperti del controllo qualità. Ogni nuovo prodotto infatti viene valutato da una equipe di 20 degustatori, uomini e donne, di diverse età e culture, che si ritrovano regolarmente almeno una volta alla settimana per assaggiare le novità e apportare modifiche e miglioramenti ai prodotti prima della fase di lancio. Nata in Francia nel 2006 la gamma dei prodotti Minceurd è stata creata da Fabrice Sanchez quando aveva appena 26 anni, dopo aver sperimentato su di sé l’efficacia di una dieta iper-proteica. Dopo il successo nella distribuzione tradizionale, nel 2011 la nascita, in società con l’amico Dominique Tarallo, del sito che diventa in un solo anno un vero e proprio fenomeno tanto da portare in pochi anni all’apertura dei siti in diversi paesi europei e, oggi, di quello italiano  
   
   
TUTTOFOOD 2013, UN SUCCESSO OLTRE OGNI ASPETTATIVA CON 50.210 VISITATORI CERTIFICATI, IN CRESCITA DEL 25%, E UN DECISO CLIMA DI SODDISFAZIONE TRA GLI OPERATORI LA MOSTRA SI CONFERMA IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL BUSINESS AGROALIMENTARE  
 
Si chiude la quarta edizione di Tuttofood, Milano World Food Exhibition, organizzata da Fiera Milano: i quattro giorni di manifestazione hanno registrato un’affluenza record di visitatori, che si attesta a 50.210 operatori professionali certificati, con un incremento degli esteri del 40% (provenienti da 122 Paesi) e del 20% di quelli italiani. E i primi feed-back dai 2.000 espositori, che hanno occupato 6 padiglioni e 120mila metri quadri a fieramilano, sono più che positivi e segnalano una diffusa soddisfazione sia per la qualità della manifestazione nel complesso, sia, in particolare, per l’alto profilo dei buyer presenti in manifestazione, con una forte rappresentanza dall’estero. “L’avevamo detto, l’abbiamo fatto: siamo la prima piattaforma italiana per il settore dell’agroalimentare per numero di top buyer internazionali, e la nostra potenzialità, in crescita continua fin dalla nascita, si è pienamente espressa in questa edizione dai numeri record, con aumento a due cifre di tutti i valori a partire dal +15% per la superficie, +11% per gli espositori e +25% per i visitatori. – afferma Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano - La grande soddisfazione di tutti i nostri partner, degli espositori e dei visitatori conferma la validità della visione strategica con cui abbiamo costruito Tuttofood. La partnership con Expo 2015 ha rappresentato e rappresenterà un asset vincente, avviata già nelle passate edizioni e diventata parte integrante della manifestazione. Un’alleanza che culminerà con l’appuntamento del 2015 in cui Tuttofood avrà la sua quinta edizione in contemporanea con l’avvio dell’Esposizione Universale”. Strategico si è rivelato anche lo strumento con cui Fiera Milano ha selezionato top buyer su base mondiale per metterli in rete con gli espositori che ne hanno fatto richiesta: l’Expo Matching Program – Emp ha consentito infatti la chiusura di oltre 6500 appuntamenti con 1.143 top buyer provenienti da 80 Paesi (primi tra i quali: Usa, Canada, Germania, Russia, Giappone). Il successo di Tuttofood 2013 è stato reso possibile anche grazie alle tante sinergie di eccellenza instaurate con le associazioni che hanno creduto in questo progetto vincente: Aidepi, Assica, Unaprol, Unionalimentari e Unas, che, con il loro know-how nella valorizzazione delle eccellenze, hanno portato il Sistema Italia nei padiglioni avvalendosi della manifestazione che ha garantito loro una rinnovata visibilità. Con oltre 150 tra eventi, convegni e iniziative di formazione, Tuttofood è una piattaforma di networking e scambio di conoscenze, un interlocutore di riferimento per tutti gli operatori desiderosi di crescere professionalmente e di informarsi con puntualità su tendenze di mercato e nuovi prodotti. Considerevoli i riscontri per le azioni digital messe in campo per questa edizione: il sito ha registrato negli ultimi 30 giorni oltre 100mila utenti unici, con una permanenza media di 3 minuti e 40” mentre i social network hanno riscontrato un’intensa attività di condivisione con espositori ed operatori. La prossima edizione di Tuttofood è in programma dal 3 al 6 maggio 2015 a fieramilano, su una superficie di 150mila metri quadrati nei padiglioni attigui a quelli di Expo Milano 2015, che inaugurerà il primo maggio dello stesso anno. In attesa del prossimo appuntamento, Fiera Milano unisce la professionalità e la conoscenza dei mercati di Tuttofood a quelle di Host, Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale, dando vita a Food Hospitality World, la manifestazione internazionale veicolo ideale per portare il Made in Italy nei nuovi grandi mercati extraeuropei come India, Cina, Brasile, Turchia e Sudafrica. I prossimi appuntamenti sono a Bangalore, in India, dal 12 al 14 giugno 2013 e in Cina e Turchia il prossimo settembre  
   
   
DELVERDE PRESENTA “PASTA SOMMELIER” L’ORIGINALE FORMAT SBARCHERÀ PRESTO ANCHE NELLE PRINCIPALI CITTÀ EUROPEE E IN AMERICA  
 
La pasta si mette a nudo con “Pasta Sommelier”, il nuovo format studiato e promosso dal pastificio Delverde per educare i consumatori a riconoscere una pasta di qualità. Il nome esprime subito l’idea di fondo del progetto: proprio come un sommelier fa con il vino, anche un vero degustatore di pasta è in grado, tramite un’analisi accurata, di individuare e descrivere le caratteristiche della pasta, analizzandola attentamente sia a crudo, sia dopo la cottura. Il colore, i profumi, la consistenza, sono solo alcuni dei parametri da valutare per diventare dei perfetti sommelier della pasta. Gesti e osservazioni tecniche, noti fino ad oggi solo a una stretta cerchia di professionisti, vengono così resi disponibili e divertenti grazie a un “protocollo di degustazione” studiato da un panel di esperti e riassunto in 5 “fun actions” raccontate e commentate da un team specializzato di chef e degustatori. «Pasta Sommelier nasce dal dialogo costante che in Delverde abbiamo con i nostri consumatori sia tramite le ricerche di mercato, sia grazie al canale diretto dei nostri social media – spiega Luca Ruffini, Ceo Delverde - Abbiamo capito che in tutto il mondo i nostri consumatori sono accomunati dalla stessa motivazione all’acquisto: scelgono Pasta Delverde perché sono speciali e si sentono, giustamente, diversi dai consumatori mainstream. La frase topica emersa da un’intervista a una consumatrice è “io non sono come tutti gli altri, io quando sono davanti allo scaffale non allungo la mano a caso per prendere la pasta più venduta. Io cerco, mi informo, assaggio, ed è per questo che poi vado a cercare la Pasta Delverde” Ed è anche per premiare dei consumatori così attenti che nasce questo progetto, con un format che parte in Italia e poi proseguirà in tutto il mondo, e che si basa sull’offerta di esperienze gastronomiche guidate e gratuite e corsi di degustazione della pasta». Nei mesi scorsi esperti di pasta, nutrizionisti, tecnici, giornalisti enogastronomici, hanno dato il loro contributo, dietro le quinte, per arrivare a definire insieme al management aziendale, un format altamente professionale ma al tempo stesso di facile comprensione per tutti. Adesso si è finalmente giunti al nastro di partenza e il format Pasta Sommelier ha preso concretamente vita grazie agli chef del Team Delverde, coordinati dall’infaticabile Beniamino Villanova, titolare di Nuway. “I nostri chef e sommelier sono belli e bravi – spiega Anna Lanzani, International Marketing Director Delverde – per interpretare e far vivere un marchio di pasta moderno ed elegante non potevamo che scegliere ragazzi meravigliosamente italiani e che provenissero dalle scuole migliori. L’anno scorso, in team, hanno portato l’Italian meal experience in giro per Washington e Manhattan con un tour che ha riscosso grande apprezzamento di pubblico e ampia risonanza sulla stampa italiana e americana, compreso il New York Times. Più recentemente lo chef Tiziano Magliaro (27 anni) è stato impegnato in un lungo road show in Asia che prevedeva una serie di cooking show Delverde. Accanto a Tiziano c’è anche lo chef Flavio Spini (23 anni) che nelle ultime settimane ha testato il nuovo modello di cooking show Delverde al Fuori Salone della Settimana del Design milanese e nei centri commerciali, facendo innamorare le consumatrici della nostra pasta (e non solo). Il team si completa poi con la figura di un vero e proprio Sommelier della Pasta, il dottor Daniel Nicoletti, che guida le degustazioni con grande capacità di alternare citazioni ricercate e colte a momenti divertenti”. Il format, che viene presentato ufficialmente oggi a Milano, sarà esportato anche negli Stati Uniti e in Canada, in un tour che toccherà i centri più importanti a partire dalla fine di Maggio. Da Settembre, poi, sono previste numerose altre tappe nelle principali città europee. Anche nel periodo estivo, però, Delverde farà parlare di sé. Questa volta per il concorso “Vinci una cena da chef a casa tua”, attivo per cinque mesi (da giugno fino a fine ottobre), con il quale cinque fortunati vinceranno una visita del Foodbus Delverde sotto casa, e insieme a cinque ospiti a scelta potranno vivere un’esperienza personalizzata di cooking show e Pasta Sommelier. Il Pastificio Delverde La pasta Delverde prende il nome dal fiume Verde, la cui acqua scorre limpida dalle pendici della Majella, a Fara San Martino, e viene captata dalla sorgente in profondità per essere utilizzata nel processo produttivo grazie alle sue caratteristiche di purezza microbiologica e alla temperatura ideale per essere impastata subito con le semole di grano duro di alta qualità. In accordo con l’antica tradizione pastaia, Delverde produce 130 formati diversi tra pasta fresca e secca di semola, all’uovo, biologica e integrale-bio, utilizzando trafile di bronzo e processi di essiccazione lenta e a bassa temperatura, che consentono di preservare i valori nutrizionali e il gusto del grano naturale nonché quella ruvidità tanto apprezzata dagli intenditori e dagli chef di tutto il mondo ed il sapore delicato ma dal "cuore tenace". Esportata in più di 60 paesi, è apprezzata sulle tavole dei gourmet di tutto il mondo anche in virtù della perfetta fermentazione superficiale del grano duro durante l’essiccazione che rende la pasta Delverde più appetitosa e apprezzabile al palato. Il processo di essiccazione lento permette infatti alla pasta di mantenere integre non solo le proprietà biologiche naturali, organolettiche e nutrizionali, ma anche di preservare il contenuto proteico  
   
   
TASTE OF MILANO, ECCO COSA NON PERDERE: GLI EVENTI FIRMATI ELECTROLUX  
 
Electrolux, title sponsor dell’evento, sarà protagonista di alcune delle attrazioni più amate dal pubblico di Taste: il teatro degli chef e la scuola di cucina, che anche quest’anno saranno animati da ospiti provenienti da tutta Italia. L’electrolux Taste Theatre ospiterà un ricco programma di show cooking che vedrà protagonisti non solo gli chef dei ristoranti partecipanti, ma anche importanti ospiti da tutta Italia. Un’arena con oltre 100 posti a platea a disposizione del pubblico, dove le star di Taste of Milano si esibiranno in lezioni e dimostrazioni con il supporto di Teatro7 che collaborerà con gli chef nella preparazione delle loro ricette. Tra i protagonisti Maurizio Santin con la sua “Passione Cioccolato”, Andrea Marconetti e Maurizio Rosazza Prin finalisti di Masterchef 2, il Campione Italiano di Cioccolateria Ernst Knam che presenterà le sue ultime creazioni per Algida, e Barbara Casati con il suo corso di Mini Cake Design dedicato ai bambini. Un calendario molto fitto di appuntamenti che saprà coinvolgere il pubblico fino a tarda serata. Ma assistere a volte non è sufficiente… per tutti coloro che hanno voglia di sperimentare “con le mani in pasta” sarà a disposizione Electrolux Chef’s Secrets, la nuova scuola di cucina di Taste of Milano dove scoprire i segreti di alcuni degli Chef presenti all’evento e curati sempre da Teatro7. 24 postazioni di lavoro perfettamente allestite con le più avanzate apparecchiature Electrolux e ben 35 corsi da 30 minuti fra cui scegliere per imparare tante ricette sfiziose. Ancora una volta Taste dà spazio ai giovani: Marco Bianchi, attento divulgatore di una sana alimentazione, e Sebastiano Rovida protagonista di “Fuori Menu” e autore lo scorso anno assieme ad altri importanti chef italiani del libro Il Gusto Ritrovato, in favore dei terremotati dell’Emilia Romagna, saranno solo due dei protagonisti della Scuola di Cucina. I corsi di cucina saranno a numero chiuso e su prenotazione. Due nuovi spazi rafforzeranno ulteriormente la presenza di Electrolux a Taste of Milano. Novità assoluta per Taste of Milano, la Electrolux Chef’s Table: un ristorante esclusivo, che si aggiunge ai dodici presenti, curato dall’Associazione Jeunes Restaurateurs d´Europe e che ospiterà due importanti chef italiani: Moreno Cedroni (del ristorante Madonnina del Pescatore - 2 stelle Michelin) e Marco Stabile (del ristorante L’ora d’Aria – 1 stella Michelin) chiamati a realizzare per la prima volta a Milano dei menù inediti e proposti solo per la Chef’s Table. Un vero “tavolo dello Chef” con soli 12 posti a sedere per 7 menu di altissimo livello: pochi fortunati visitatori di Taste of Milano potranno aggiudicarsi “un posto a tavola” partecipando a un concorso online su tasteofmilano.It. Nell’electrolux Lounge, invece, il pubblico potrà scoprire le migliori apparecchiature domestiche con l’aiuto di uno chef dell’Electrolux Academy, sempre all’opera nella preparazione di gustosi piatti, ma anche Moreno Cedroni, Marco Stabile e Andrea Sarri (Ristorante Agrodolce – 1 stella Michelin). Un vero e proprio training per imparare dai grandi maestri come rendere un piatto indimenticabile o stupire i propri ospiti. Www.tasteofmilano.it  
   
   
BOLLICINE A MAROSTICA: OLTRE 100 SPUMANTI IN DEGUSTAZIONE A VILLA SAN BIAGIO DI MASON VICENTINO DOMENICA 2 GIUGNO IL TERZO APPUNTAMENTO CON LA RASSEGNA ORGANIZZATA DA AIS VENETO. DEGUSTAZIONI GUIDATE DI DOM PERIGNON E DEI METODO CLASSICI ITALIANI  
 
Si terrà Domenica 2 giugno 2013, dalle ore 10 alle 20, la terza edizione di Bollicine a Marostica, rassegna dei vini spumanti organizzata da Ais Veneto, delegazione di Vicenza. Quest´anno la manifestazione trasloca a Mason Vicentino, dove ha trovato a Villa San Biagio una sede spaziosa e dotata di ampio parcheggio. Sotto i portici dell´affascinante ex monastero (che consentiranno di svolgere l´evento con qualsiasi condizione meteo) verrà allestito un banco d´assaggio con più di 100 vini spumanti, metodo classico e metodo charmat. Presenti numerosi produttori, provenienti dalle zone spumantistiche più celebri, come Franciacorta, Trentino, Oltrepò Pavese, Asolo, Conegliano e Valdobbiadene. Grande spazio sarà riservato anche agli spumanti da vitigni autoctoni meno conosciuti come l´Erbaluce di Caluso, la Vernaccia di Serrapetrona, il Bombino Bianco o il Nerello Mascalese fino ai locali Vespaiolo, Durello e Recioto di Gambellara. Non mancheranno infine le bollicine straniere, con alcune prestigiose etichette di Champagne francesi e Cava spagnoli. Il programma prevede inoltre due degustazioni, guidate entrambe dal sommelier Roberto Gardini: alle ore 16 “Classici d´Italia”, degustazione di Metodo Classico di 6 territori italiani e alle 17.30 “Dom Perignon in verticale” con 4 annate del celeberrimo champagne. Alle degustazioni guidate si accede solo su prenotazione, inviando una mail a bollicine@aisveneto.It oppure chiamando Roberta Moresco (delegato) al numero 335 7076689. Alle 18.30 sarà invece premiata la migliore etichetta, grazie al giudizio espresso dal pubblico durante la giornata, e verrà consegnato un riconoscimento a Erica Sottoriva, miglior sommelier del Veneto 2013. Il biglietto di ingresso per degustazioni illimitate al banco d´assaggio è di 15 euro, comprensivo di calice in omaggio