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Notiziario Marketpress di Mercoledì 29 Maggio 2013
SVILUPPARE PARTI DEL CORPO E ORGANI UMANI IN LABORATORIO  
 
Bruxelles, 29 maggio 2013 - L´ingegneria tissutale sta avendo un enorme impatto sul mondo della scienza, impiegando substrati artificiali in cui nuove cellule vengono stimolate a crescere. Ciò significa che può essere imitata la nanostruttura dei tessuti dell´organismo, in modo da sviluppare in laboratorio organi umani e parti del corpo. A guidare questa ricerca è la professoressa Molly Stevens dell´Imperial College London, che in passato è stata votata tra i migliori 100 innovatori scientifici al mondo di età inferiore ai 35 anni. La sua area di competenza sono i nanomateriali e i sistemi biologici e l´osservazione del modo in cui essi convergono, in particolare come si possano far crescere delle ossa sostitutive usando sistemi polimerici intelligenti. Per fare questo la professoressa Stevens ha messo assieme un team multidisciplinare, che comprende ingegneria, biologia, chimica e fisica, per il progetto Naturale ("Bio-inspired Materials for Sensing and Regenerative Medicine"), con il supporto di una sovvenzione Starting Grant da 1,6 milioni di euro del Consiglio europeo della ricerca (Cer). L´innovativo approccio del team all´ingegneria tissutale ha avuto successo in quanto è riuscito a costruire grandi quantità di ossa umane mature per trapianti autologhi, oltre ad altri organi vitali come fegato e pancreas, che si sono dimostrati sfuggenti con altri approcci. Ciò ha portato ad azioni per avvicinare questa idea al mercato, tramite l´impiego di ulteriori finanziamenti "Proof of Concept" del Cer e la creazione di studi clinici per la rigenerazione delle ossa negli esseri umani. Il team ha inoltre sviluppato versioni sintetiche di nanostrutture e sta compiendo progressi migliorando la crescita cellulare per la rigenerazione dei tessuti. Ci sono anche stati significativi progressi nel miglioramento delle tecnologie dei biosensori per il monitoraggio di enzimi e di altre sostanze biochimiche. Si ritiene inoltre che i loro sviluppi abbiano un impatto in molte applicazioni cliniche, in particolare nella diagnosi precoce di malattie che vanno dal cancro all´Aids. Dei test sono stati effettuati usando campioni umani provenienti da pazienti Hiv positivi, che offrono una visualizzazione a occhio nudo molto più semplice poiché è dieci volte più sensibile rispetto a qualsiasi identificazione usata finora. Questa potrebbe essere commercializzata nell´immediato futuro. I risultati del progetto sono stati pubblicati su Nature Nanotechnology. La professoressa Stevens ritiene che il successo del suo team di ricerca sia dovuto al lavoro innovativo di alta qualità e alla natura multidisciplinare del gruppo, che ha portato alla continua comparsa di una serie di nuove idee entusiasmanti. La Stevens è particolarmente entusiasta di alcune terapie a cui sta lavorando, le quali in futuro aiuteranno i pazienti. Per maggiori informazioni, visitare: Imperial College London http://www3.Imperial.ac.uk/  Nature Nanotechnology http://www.Nature.com/nnano/journal/v7/n10/full/nnano.2012.168.html  Consiglio europeo della ricerca (Cer) http://erc.Europa.eu/    
   
   
"CONFERENZA MONDIALE SULLA MEDICINA RIGENERATIVA"  
 
Lipsia, 29 maggio 2013 - Dal 23 al 25 ottobre 2013 si svolgerà a Lipsia, in Germania, la "Conferenza mondiale sulla medicina rigenerativa" (World Conference on Regenerative Medicine). A causa dei cambiamenti demografici nella società, nel corso dell´ultimo decennio la medicina rigenerativa è diventata sempre più importante. Questa conferenza mira a riunire esperti nel campo interdisciplinare dell´indagine biomedica per scambiarsi informazioni riguardanti le loro ultime ricerche e gli sviluppi nelle procedure normative del settore. La conferenza presenta un workshop organizzato congiuntamente con l´Agenzia europea per i medicinali che permetterà ai partecipanti coinvolti nella ricerca e nello sviluppo di prodotti basati su cellule e nel settore dell´ingegneria tissutale di comprendere i percorsi normativi che portano all´autorizzazione e di scoprire come tradurre la ricerca in prodotti commerciali. Attraverso una serie di presentazioni principali tenute dall´Ema, da accademici e da aziende farmaceutiche, i partecipanti potranno raccogliere conoscenze all´avanguardia sulle questioni fondamentali per definire il percorso normativo per tradurre la ricerca in prodotti farmaceutici commerciali. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Wcrm-leipzig.com/index.php    
   
   
12º FORUM ANNUALE SULLA PRODUZIONE BIOLOGICA  
 
Düsseldorf, 29 maggio 2013 - Dal 23 al 25 settembre 2013 si terrà a Düsseldorf, in Germania, il 12º forum annuale sulla produzione biologica (12th Annual Biological Production Forum). Il miglioramento della produzione biologica è fondamentale per superare le difficoltà nel settore del bio-manifatturiero. Il Forum sulla produzione biologica coinvolge professionisti esperti nel campo della biotecnologia che si occupano di manifattura biologica, dello sviluppo di bioprocessi e delle operazioni di prodotto. La conferenza di quest´anno è incentrata sulle ultime nuove tecnologie e processi per aumentare l´efficienza conformandosi allo stesso tempo alle severe normative del settore. Tra i temi principali ci sono lo sviluppo di processi, il miglioramento dei processi a monte e a valle, e la gestione dei sistemi operativi di qualità. Il forum comprenderà casi di studio su argomenti come le strutture mono uso, la rimozione della contaminazione virale e i sistemi chiusi. I partecipanti avranno l´opportunità di programmare incontri singoli con fornitori di soluzioni selezionati e partecipare a una serie di discussioni e workshop interattivi. Il forum ha lo scopo di costituire un punto d´incontro per esperti del settore e professionisti per promuovere lo scambio di idee, presentare la ricerca più recente e promuovere lo sviluppo di sinergie su nuovi metodi per superare le difficoltà. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Biologicalproduction.com/    
   
   
UN SOFTWARE “LIBERO” PER BAMBINI AUTISTICI: È L’ABCD DELL’APPRENDIMENTO.  
 
Firenze, 28 maggio 2013 – “Ha fornito risultati molto incoraggianti in una sperimentazione con sette bambini affetti da sindrome autistica: come Regione Toscana siamo orgogliosi di averlo finanziato”. Così Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana con delega all’Istruzione e alla ricerca, su un progetto rivolto a un software per supportare l’apprendimento di bambini con sindrome autistica. “Autistic Behavior & Computer-based Didactic Sw” (in sigla “Abcd software”) è il titolo del progetto su cui è in programma un convegno a Pisa nella mattina di domani, mercoledì 29 maggio 2013, presso l’auditorium Cnr (in via Moruzzi, 1). “I bambini che soffrono di questo disturbo – spiega Maria Claudia Buzzi, ricercatrice dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr – possono avere notevoli difficoltà di apprendimento ma apprezzano molto la tecnologia perché dà loro una risposta univoca e ripetibile. Il software è infatti pensato per un intervento precoce e intensivo in un’età compresa tra nido e materna, ma può essere certo utile anche con bambini più grandi”. Durante il convegno (“Abcd Software“) è prevista una tavola rotonda con i soggetti responsabili del percorso educativo del bambino (famiglia, scuola, servizi socio-sanitari) per discutere sulla necessità di un intervento comportamentale precoce e integrato. Sarà anche rilasciata la prima versione del software scaricabile: è disponibile gratis per tutti i soggetti interessati (educatori, scuola, famiglie) ed è distribuito in Creative Commons. Potrà essere usato in centri educativi e scuole ma anche a casa, con terapisti e/o genitori. Il progetto (costo 325 mila euro di cui 236 mila finanziati dalla Regione) è stato finanziato su un bando pubblico relativo ai fondi Fas 2007/2013. Soggetto capofila l’Istituto di Informatica e Telematica (Iit) del Cnr in associazione con l’Università di Pisa e con l’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione (Isti) del Cnr. Qui il sito del progetto: http://abcd.Iit.cnr.it    
   
   
CHIRURGIA DELL’OBESITÀ: IN ITALIA SOLO 7.000 INTERVENTI L’ANNO GLI ESPERTI “ANCORA TROPPI PREGIUDIZI E DISINFORMAZIONE”  
 
Milano, 29 maggio 2013 – 6 milioni di italiani (il 10% della popolazione) sono obesi. Di questi, ogni anno, solo poco più di 7.000 si sottopongono a interventi di chirurgia bariatrica per affrontare i rischi, in primo luogo diabete e malattie cardiovascolari, legati al grave eccesso di peso. “Nel nostro Paese si conoscono poco i vantaggi legati agli interventi di chirurgia bariatrica - afferma Marcello Lucchese, Presidente della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche (Sicob) -. Lo dimostrano i numeri di altre nazioni europee. In Francia, per esempio, dove gli obesi sono circa 7 milioni (11,2% della popolazione), sono state operate oltre 27.000 persone nel 2011, secondo i dati dell’Ifso (International Federation for the Surgery of Obesity and Metabolic Disorders). In Belgio, si sono sottoposti a chirurgia bariatrica 8.500 pazienti a fronte di una popolazione totale di 11 milioni (13,5% gli obesi). Anche in Svezia gli interventi bariatrici, nel 2011, sono stati 8.500 su una popolazione totale di quasi 9 milioni e mezzo di abitanti (11% gli obesi). Per questo è necessario aumentare le conoscenze su queste tecniche chirurgiche salvavita in grado di riportare il peso nella norma e di migliorare la qualità di vita”. “La nostra Società scientifica - aggiunge il Presidente Eletto Sicob Nicola Di Lorenzo - ha perciò deciso di realizzare e diffondere l’opuscolo “Obesità, come liberarsene e vivere meglio”, una guida di 24 pagine di semplice lettura in cui vengono descritti gli interventi e spiegati i benefici, per mettere in condizione i pazienti obesi e le loro famiglie di scegliere la via giusta per salvaguardare la salute. Per la prima volta una Società scientifica di questo settore si rivolge direttamente ai potenziali pazienti per una soluzione duratura del grave eccesso di peso. L’obesità, infatti, è una condizione pericolosa che si determina quando una persona arriva a superare di almeno il 40% il proprio peso ideale, che va affrontata con soluzioni efficaci”. “Un obeso ha un’aspettativa di vita inferiore di 10 anni rispetto a quella di un coetaneo con peso normale - sottolinea il Presidente Lucchese -. Quando si devono perdere 40/50 chili, dieta, esercizio fisico, psicoterapia e farmaci possono non bastare. L’unica soluzione efficace diventa la chirurgia bariatrica, cioè interventi che permettono di ridurre in modo stabile il grave eccesso di peso. Purtroppo in Italia ci sono ancora troppi pregiudizi e disinformazione legati a questi interventi. Il bisturi può essere invece un’“arma” in grado di allungare la vita e di assicurare una cura definitiva dell’obesità nel 60-80% dei casi”. Il metodo più diffuso per misurare l’obesità è l’indice di massa corporea, in inglese Body Mass Index (Bmi), ottenuto dal peso (in kg) diviso per la statura (in metri) elevata al quadrato. Il valore limite del Bmi per il sovrappeso è 25 e per l’obesità è 30, stabiliti in base al rischio di patologie associate. Un Bmi superiore a 40 è indice di obesità grave. “La chirurgia bariatrica è un passo importante nella cura dell’obesità, ma non può da sola risolvere il problema - sottolinea il Consigliere Sicob Valerio Ceriani -. Per guarire è necessaria la piena collaborazione del paziente, che deve cambiare radicalmente la propria condotta di vita. Soprattutto quella alimentare. Chi è stato operato deve essere seguito da uno staff medico multidisciplinare composto da chirurgo, dietologo e psicologo. Un intervento bariatrico richiede periodici controlli che possono essere più o meno frequenti a seconda dei casi. Servono per vedere se l’organismo sta reagendo bene all’operazione”. “A determinare una condizione di obesità - termina il Presidente Sicob Lucchese - possono contribuire fattori genetici, endocrini e metabolici. Ma sicuramente la causa principale è un’eccessiva introduzione di cibo altamente energetico per errate abitudini ambientali o per un disturbo del comportamento alimentare su base psicologica, unita ad una carenza di attività fisica che diviene poi, con l’aumentare del peso, sempre più difficile da trattare”. “Per incentivare gli interventi bariatrici è anche necessario contenere l’enorme contenzioso medico legale che affligge l’intera chirurgia italiana - afferma il Presidente emerito della Sicob prof. Pietro Forestieri -. Di fronte a un errore medico, vero o presunto, pazienti e familiari richiedono spesso risarcimenti insostenibili per qualsiasi professionista, perciò le nostre giovani leve sono poco propense ad impegnarsi nella chirurgia dell’obesità e preferiscono altre specializzazioni. Per invertire questa tendenza una possibile soluzione è quella di stabilire per legge un tetto massimo agli indennizzi, come avviene già da diversi anni negli Stati Uniti. Un altro rimedio è l’istituzione di un deposito cautelare. Se un paziente cita per danni un chirurgo e chiede 100.000 euro, l’accusatore deve versare, presso il tribunale, il 10% della somma richiesta. In caso la denuncia fosse del tutto infondata, i soldi saranno destinanti ad un fondo nazionale di assistenza per le vittime dell’alea terapeutica. L’italia è l’unico Paese al mondo (insieme, solo per certi versi, a Polonia e Messico) in cui gli errori clinici sono perseguibili penalmente. Un’anomalia che rende sempre più difficile il nostro lavoro. È necessario ridare onore, prestigio e rispetto ad una professione a complessità molteplici ed inevitabili, garantendo ai pazienti il massimo della qualità e sicurezza, avendo quale capitale sociale la fiducia reciproca e come fine ultimo la salute, interesse di tutti: chirurghi, pazienti, istituzioni, industrie e media”.  
   
   
CONGRESSO CISL: AGRICOLTURA UMBRA PUÒ GUARDARE CON CAUTO OTTIMISMO AL FUTURO  
 
Perugia - "Radicamento sul territorio, capacità di mettere a leva le misure a sostegno all´innovazione e di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dalla programmazione comunitaria nell´ambito del Psr, sono solo alcune delle peculiarità dell´agricoltura umbra che le consentono di guardare al futuro con cauto ottimismo, mantenendo salda la sua funzione sociale": lo ha detto l´assessore regionale all´agricoltura, Fernanda Cecchini, intervenendo ieri al Congresso nazionale della Fai Cisl, a cui hanno partecipato circa 400 delegati e il segretario generale, Augusto Cianfoni. "Oltre 36mila 200 aziende presenti sul territorio umbro, con più di 80 mila occupati sono le cifre di un comparto - secondo Cecchini - che mantiene salda la sua vocazione territoriale dimostrando, pur nell´attuale situazione di crisi che investe tutti i settori dell´economia, di sapere cogliere le sfide che ha davanti puntando sulla qualità. E´ evidente - ha aggiunto Cecchini - che debbono comunque essere previste azioni di sostegno e di promozione per i diversi settori e che il Governo nazionale deve saper rappresentare al meglio, nelle sedi opportune, l´interesse degli agricoltori e degli allevatori, sia in ambito nazionale che europeo, come per la chiusura del negoziato sulla nuova Pac. Allo stesso modo azione politica e sindacale, a vari livelli, debbono operare nell´interesse generale, a salvaguardia del lavoro, dell´occupazione e della capacità imprenditoriale di aziende che oggi sono chiamate a sfide sempre più complesse. Dal Piano zootecnico regionale, al progetto speciale per la vitivinicoltura, alle misure a sostegno del comparto olivicolo, allo snellimento delle procedure per il pagamento da parte di Agea, allo sforzo di riforma compiuto per ridefinire le funzioni nel settore agricolo e agroforestale, come Regione stiamo impegnati a dotare l´intero comparto di una strumentazione moderna, duttile, che porti a sintesi le diverse filiere, per metter l´agricoltura umbra nella condizione di essere all´altezza del compito di innovazione a cui è chiamata. Se si considerano solo le risorse di parte pubblica messe a disposizione nell´ultimo quinquennio attraverso le misure del Piano di sviluppo rurale si comprende la misure dell´impegno - ha concluso Cecchini, oltre 20 milioni di euro che produrranno almeno il doppio degli investimenti in innovazione di processo e di prodotto".  
   
   
VENTI ANNI DI UROLOGIA: MASSIMI ESPERTI ITALIANI A CONGRESSO FOCUS SU TUMORE DELLA PROSTATA E DISFUNZIONE ERETTILE MONTECATINI  
 
Terme, 29 maggio 2013 – Il cancro alla prostata colpisce ogni anno 36mila uomini. Una donna su quattro soffre di incontinenza urinaria. Malattie importanti, che si affiancano ad altri disturbi seri e diffusi come la disfunzione erettile e le neoplasie al testicolo. Sfide alle quali l’urologia moderna prova a dare risposte, grazie anche al lavoro in “rete” degli specialisti e a trattamenti sempre più efficaci. Temi che verranno affrontati e dibattuti a partire da oggi, fino a venerdì, a Montecatini Terme (Pt), durante il 20° Congresso dell’Associazione Urologi Italiani (Auro). L’appuntamento più importante dell’anno per questa branca della medicina in continua trasformazione, che richiama oltre 500 esperti dal tutto il Paese. “L’equilibrio difficile tra la necessità di curare per guarire, il rispetto della dignità del paziente e il controllo del dolore, è divenuta una caratteristica irrinunciabile dell´urologo moderno – afferma il prof. Pierpaolo Graziotti, Presidente Auro –. Lo stimolo maggiore per raggiungere questi obiettivi e soprattutto il vero controllo sulle terapie è esercitato dai pazienti, che hanno acquisito attraverso internet e le opinioni dei medici una maggiore consapevolezza dei trattamenti e delle possibile conseguenze o degli effetti collaterali”. La multidisciplinarietà e il gioco di squadra rappresentano una strategia vincente. “L’uomo non è un puzzle di organi – sottolinea il prof. Michele Gallucci, Vice Presidente Auro – e le malattie che colpiscono un apparato possono avere ripercussioni su tante altre componenti del nostro organismo e sulla psiche. Tutto questo impone la collaborazione tra molte figure mediche e professionali per prendersi cura del malato (e non solo curarlo), individuando, come un vestito sartoriale fatto su misura, la giusta terapia per quella persona”. Per trattare in modo ancora più efficace, ad esempio, il tumore della prostata, una delle patologie urologiche più diffuse, di cui si parlerà a lungo durante il Convegno. “È la neoplasia più frequente negli uomini in tutto il mondo – dichiara il prof. Paolo Puppo, Direttore Urologia Oncologica Ist di Genova – e anche se spesso non è letale, la malattia e le sue cure hanno ripercussioni sulla salute delle ossa, sulla sessualità e sulla psiche del paziente e dei suoi familiari”.  
   
   
INAUGURATO A CAREGGI IL NUOVO CENTRO DI RICERCA SUI TUMORI  
 
Firenze, 29 maggio 2013 – “Core” si può tradurre con centro, ma anche con nocciolo, oppure con nucleo, o con cuore. E il Crl (Core research laboratory) dell’Istituto Toscano Tumori, ovvero la struttura iniziata nel 2009 quando Enrico Rossi era assessore regionale alla sanità e da lui inaugurata ieri a Careggi da presidente della Regione Toscana, è tutto questo. Testa, cuore, cervello del sistema toscano di prevenzione e cura dei tumori, è una moderna palazzina progettata dall’architetto Romano Del Nord e si ospiterà le attività cliniche e di ricerca nella cura del cancro. A realizzarle sarà un pool di cervelli rientrati in Italia dopo una “fuga” all’estero, giovani ricercatori italiani provenienti da New York, Cambridge, Ginevra, Boston, Genova e Napoli e selezionati grazie ad avvisi sulla rivista Nature, ai quali hanno risposto in più di cento da tutto il mondo. Scelti in base al merito, ai risultati scientifici già ottenuti e alla capacità di guidare un gruppo di ricerca è affidato il compito di coordinare le sei unità in cui è articolato il Crl. Si tratta dell’unità di Genetica, che ha pubblicato studi sulle basi molecolari del cancro della prostata e segnato progressi nel misurare variazioni individuali nelle mutazioni somatiche. L’unità Oncogenesi invece sta esplorando nuovi meccanismi che generano mutazioni che possono portare a tumori. L’unità Trasduzione del Segnale ha dimostrato rapporti intimi tra la crescita tumorale e il fenomeno dell’autofagia. L’unità Biologia della Cellula Tumorale sta identificando le celluloe staminali del melanoma come bersagli di nuove terapie. L’unità Oncogenomica ha avviato un’indagine sistematica sul ruolo dei micro Rna, che negli ultimi anni si sono rivelati come un sistema coordinato di regolazione del funzionamento e della riproduzione cellulare, talvolta compromesso in modo critico nei tumori. Il Centro di Coordinamento Sperimentazione Clinica ha come strategia l’integrazione più stretta possibile tra ricerca di base e ricerca clinica. “Stamani inauguriamo ufficialmente una delle eccellenze della ricerca nella sanità toscana – ha detto il presidente Enrico Rossi nel corso della cerimonia – una scelta che è la diretta conseguenza della nostra volontà di potenziare la rete oncologica regionale che ha i suoi terminali nelle aziende territoriali e in quelle universitarie. Da oggi il nucleo centrale di questo sistema a rete sta qui dove lavoreranno i suoi ricercatori ai quali abbiamo garantito un finanziamento di 6 milioni di euro in quattro anni. Ad oggi sono circa 150 le sperimentazioni di farmaci antitumorali in essere nella nostra regione su pazienti che abbiamo in cura. Il cancro lo si combatte soprattutto così, con la ricerca, la prevenzione e la cura e sono convinto che il pubblico possa e debba fare la sua parte in questa direzione”. Il lavoro riparte quindi da solide radici e da oggi può contare su una moderna struttura dedicata. L’edificio sarà anche sede di laboratori ed infrastrutture dell’Università, favorendo al massimo la collaborazione e l’integrazione inter istituzionale che utilizzerà il database accessibile a tutto l’Istituto Toscano Tumori sull’andamento dei 150 trials, le sperimentazioni in corso sui pazienti oncologici. Per la valutazione delle scelte scientifiche e la ratifica dei risultati è stato costituito un comitato internazionale, l’International Scientific Advisory Board (Isab), che si riunisce almeno una volta l’anno ed è presieduto dal premio Nobel Sydney Brenner. All’inaugurazione erano presenti le massime autorità della sanità toscana e internazionale: l’assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni, il rettore dell’Università di Firenze, Alberto Tesi, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi, Valtere Giovannini, il direttore scientifico dell’Istituto Toscano Tumori, Lucio Luzzatto, il membro dell’International Scientific Advisory Board dell’Itt, Gianni Del Sal, il direttore operativo dell’Itt, Gianni Amunni, Direttore Generale Ispo, il direttore del Core Research Laboratory (Crl), Rosario Notaro e Gianfranco Gensini, presidente del Consiglio scienze della salute umana. Molti i messaggi augurali giunti da istituzioni italiane ed estere.  
   
   
SANITÀ: OSPEDALE NARNI-AMELIA, PRESIDENTE MARINI INCONTRA SINDACI E DIRETTORE GENERALE “ASL 2”  
 
 Perugia, 29 maggio 2013 - L´iter per la realizzazione del nuovo Ospedale Narni-amelia è stato oggetto di un recente incontro convocato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia marini, con i sindaci delle due città, Francesco De Rebotti e Riccardo Maraga, il direttore generale dell´Azienda sanitaria nr.2, Andrea Casciari, cui ha partecipato anche il direttore regionale alla sanità, Emilio Duca. La Regione Umbria nei giorni scorsi ha inviato al Ministero della sanità la relazione relativa alla procedura che dovrà portare lo stesso Ministero ad autorizzare la variazione dell´Accordo di programma, e conseguentemente dare il via ai finanziamenti per la realizzazione del progetto come modificato dalla Conferenza di servizi che prevede per l´Ospedale di Narni-amelia una struttura sanitaria orientata alla riabilitazione. In funzione della missione attribuita quale Ospedale di comunità e di territorio per le attività di chirurgia a ciclo breve anche per il distretto di Terni, il nuovo presidio ospedaliero di Narni-amelia svolgerà prevalentemente attività per pazienti acuti di chirurgia generale ed ortopedia, medicina generale e day hospital oncologico. La dotazione dei posti letto, sulla base del fabbisogno di ricoveri stimato, prevede quindi 56 posti letto per acuti programmati, 10 di day hospital oncologico, 74 di riabilitazione intensiva per un totale di 140 posti letto e, in aggiunta, 14 letti tecnici di dialisi. La nuova struttura - è stato ribadito nel corso della riunione - sarà in grado di offrire risposte sempre più moderne ed efficaci per la salute dei cittadini ed avrà una vocazione territoriale particolarmente spiccata, integrandosi pienamente nel sistema sanitario regionale, oltre a poter offrire servizi anche a cittadini provenienti dalle aree limitrofe delle altre regioni contribuendo ad una mobilità positiva soprattutto per le funzioni riabilitative. La procedura prevede che, dopo la comunicazione dell´avvenuta ammissione a finanziamento dell´opera da parte del Ministero, i lavori dovranno essere aggiudicati entro 270 giorni.  
   
   
PER LA SALUTE DELLE TUE ARTERIE: MENO CARNE ROSSA, MENO INTEGRATORI A BASE DI CARNITINA E MENO BEVANDE ZUCCHERINE  
 
 Milano, 29 maggio 2013 - Livelli elevati di carnitina nel sangue aumentano il rischio di andare incontro a una malattia cardiovascolare, come infarto, ictus, embolia, trombosi venosa e arteriosa. A sostenerlo è Alt, Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari, che sottolinea: “Chi consuma carne rossa e assume integratori a base di carnitina può essere più soggetto alla formazione placche aterosclerotiche nelle arterie”. La carnitina è uno degli aminoacidi contenuti nei cibi di origine animale, specialmente nella carne rossa e negli integratori spesso utilizzati da chi fa palestra e sport. La carnitina quando viene digerita produce una sostanza che si chiama Tmao, che accelera il processo di aterosclerosi: più carnitina è presente nel sangue di chi consuma carne rossa, più Tmao si trova nel sangue, e tanto più grave è l’aterosclerosi. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Società Europea di Cardiologia e da Ehn - European Heart Network, di cui Alt è rappresentante in Italia, il numero dei decessi dei cittadini europei colpiti dalle malattie cardiovascolari negli ultimi 4 anni si è ridotto, passando dal 48 al 47%. Ciò significa che rispetto alle statistiche europee precedenti, che contavano circa 4.300.000 decessi l’anno, oggi in Europa ancora 4 milioni di persone all’anno muoiono a causa delle malattie cardio e cerebrovascolari. Ictus e Infarto del miocardio da soli uccidono ogni anno quasi 2 milioni di persone, con costi insostenibili da qualunque sistema sanitario. La dimensione del problema in tutta Europa rimane quindi enorme, anche se le tante iniziative messe in campo dai singoli Paesi sotto la spinta e il sostegno della Commissione Europea e dei Governi nazionali si stanno dimostrando efficaci e molte vite vengono salvate ogni giorno. Non va meglio oltreoceano, dove l’obesità è un’epidemia dilagante, combattuta da più parti, a cominciare dalla first Lady Michelle Obama, che si è messa in gioco in prima persona, rivolgendosi ai bambini con il programma My Plate, una campagna mirata a far capire, anche da un punto di vista visivo, qual è la giusta proporzione fra frutta, verdura, cereali, proteine e latticini da consumare quotidianamente. Anche il sindaco di New York Michael Bloomberg, per combattere l’obesità, a settembre dello scorso anno, ha emanato un provvedimento contro la vendita di bibite gassate e ipercaloriche commercializzati in contenitori di dimensioni eccessive, con l’obiettivo di incentivare i cittadini a consumarne dosi ridotte. Il provvedimento ha scatenato le obiezioni dei produttori che si sono rivolti alla Corte Suprema ottenendo la cancellazione provvisoria del provvedimento. Il tema è talmente complesso e di impatto che è stato ripreso da numerose riviste scientifiche tra cui il New England Journal of Medicine nell’aprile 2013. “Lo squilibrio fra le calorie introdotte e le calorie consumate ha un ruolo fondamentale per la salute del cuore – commenta Lidia Rota Vender, Presidente di Alt, inserendosi nel dibattito internazionale suscitato dalla più prestigiosa rivista scientifica del mondo -. Mettere al bando i contenitori di bibite caloriche che superino una misura ragionevole non altera la nostra capacità di scegliere di consumare più di quello che il nostro corpo può tollerare, ma certamente la presenza sugli scaffali di contenitori enormi, alla vista dei quali siamo costantemente esposti, non aiuta, anche se costituisce solo una parte del problema. L’obiettivo di campagne che motivino i cittadini a scegliere uno stile di vita sano, che privilegi cibi freschi e ricchi di sostanze nutritive, poveri di conservanti, sale, zuccheri e calorie, deve essere raggiunto attraverso la collaborazione fra istituzioni, aziende, associazioni e i cittadini stressi, che non devono subirle ma condividerle, sollecitandone non il senso di colpa ma il senso di responsabilità. Ognuno di noi, se adeguatamente motivato ed esposto a un ambiente famigliare consapevole, può imparare, fin da piccolo, a scegliere porzioni di dimensioni accettabili e cibi più sani“.  
   
   
EMILIA ROMAGNA, "SALI SULLA NUVOLA ROSSA": LA NUOVA CAMPAGNA REGIONALE SUL WEB PER PROMUOVERE LA DONAZIONE DI SANGUE SI RIVOLGE AI GIOVANI E LI INVITA A ESSERE PROTAGONISTI  
 
Bologna, 29 maggio 2013 - “Sali sulla Nuvola Rossa. Diventa donatore di sangue”. La nuova campagna di Regione Emilia-romagna, Avis e Fidas per promuovere la donazione di sangue si rivolge ai giovani e li invita a diventare protagonisti, diventando donatori e partecipando attivamente ad alimentare la comunità di sostenitori della donazione di sangue. La donazione di sangue è un piccolo gesto, facile e sicuro, eppure tanto importante perché di sangue c’è bisogno nei servizi di cura, e non si può produrlo artificialmente. La campagna regionale invita i giovani a entrare nella comunità dei donatori dell’Emilia-romagna (circa 150mila tra donne e uomini) e a farla crescere con le proprie idee, la creatività, il proprio linguaggio per fare in modo che i donatori siano sempre di più, anche tra i più giovani. La Nuvola Rossa è dunque la comunità dei sostenitori della donazione di sangue, nasce sul web ed è un luogo aperto a tutti che invita a donare, a parlarne con gli amici e le persone care. Invita a condividere questo grande e semplice gesto di solidarietà. Per salire sulla Nuvola rossa, basta andare sul sito www.Donaresangue.it: si può entrare, con un semplice click, nella Nuvola Rossa per creare un proprio messaggio sull’importanza della donazione (una semplice applicazione guida il navigatore nel percorso di creazione del messaggio o di caricamento del messaggio se fatto con altre applicazioni), condividerlo e diffonderlo sui principali social network (facebook, twitter) e per email, “votare” il messaggio che più piace. I diversi messaggi creati vanno infatti a costituire una galleria dove è possibile votare il lavoro preferito. La Nuvola Rossa è anche su facebook, www.Facebook.com/lanuvolarossa  con una pagina dove sono pubblicate notizie e aggiornamenti sul progredire dei messaggi e del loro gradimento, oltre a informazioni sulla donazione di sangue. Lo sviluppo della Nuvola Rossa è sostenuto anche da un video, caricato su Videosaluter, il canale youtube del portale del Servizio sanitario regionale ( www.Youtube.com/user/videosaluter ) e visibile anche su www.Donaresangue.it  e www.Saluter.it  . Un banner di invito a salire sulla Nuvola Rossa con il collegamento al sito www.Donaresangue.it  , sarà poi inserito nei prossimi giorni anche nelle home page dei siti web delle Aziende sanitarie, di Irccs e di altre Istituzioni. La campagna di promozione delle donazioni di sangue comprende anche strumenti a stampa – opuscoli, locandine, manifesti - che saranno messi a disposizione nelle sedi dei servizi delle Aziende sanitarie e distribuiti ad Avis e Fidas che li utilizzeranno nelle loro iniziative. Per informazioni sulla donazione consultare la sezione dedicata sul portale del Servizio sanitario regionale Saluter all’indirizzo : www.Saluter.it/in-particolare-per/donazione-di-sangue    
   
   
MILANO, GIORNATA CONTRO IL FUMO: DIVIETO DI FUMARE NELLE AREE GIOCO PROVVEDIMENTO CHE PROMUOVE CULTURA DELLA SALUTE” GIOVEDÌ L´ASSESSORE PREMIA 400 BAMBINI IMPEGNATI A COSTRUIRE ´LA NUOVA GENERAZIONE DI NON FUMATORI´  
 
 Milano, 29 maggio 2013 - “Il Comune di Milano ha introdotto alla fine dello scorso anno il divieto di fumo in 550 aree gioco dedicate ai bambini. Siamo arrivati a questo atto per gradi dopo aver proposto il provvedimento attraverso un invito a non fumare. Perché la nostra intenzione non era punire chi fuma, ma occuparci esclusivamente della salute dei più piccoli per evitare di esporli ai rischi del fumo passivo. E abbiamo voluto farlo attraverso atti che vogliono sensibilizzare ed educare a comportamenti che affermino un´attenzione alla tutela della salute, specie dei più piccoli”. Così l’assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute, Pierfrancesco Majorino, alla presentazione dell´iniziativa “A Milano siate gentili con i fumatori. Trattiamoli bene per farli smettere”, promossa dalla Lilt-lega Italiana per la Lotta contro i Tumori in occasione della prossima Giornata Mondiale senza Tabacco che si svolgerà il 31 maggio. “In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco – ha aggiunto l’assessore – dobbiamo occuparci anche della cosiddetta sigaretta elettronica. Non è da paese serio lasciare che un milione di cittadini utilizzi questo strumento senza sapere di preciso quali effetti produce sulla salute delle persone. Non si può più tollerare una situazione del genere, specie perché in molti fanno profitti su questa attività”. Nell’ambito degli eventi in programma per la Giornata l’assessore Majorino, giovedì 30 maggio dalle 10.30 alle 12.30 all´Auditorium San Fedele, consegnerà un attestato di benemerenza a 400 bambini delle quinte elementari che hanno partecipato al concorso “Visp azione!”. I Visp, acronimo di Vigile Intrepido Studente Passaparola, sono un progetto della Lilt, che coinvolge preadolescenti impegnati a costruire ´la nuova generazione di non fumatori´.  
   
   
GIAN LUCA GENTILI GUERREROS Y DIABLOS ROMA DALL’11 AL 20 GIUGNO 2013  
 
 Roma, 29 maggio 2013 - Prima personale nella capitale di Gian Luca Gentili, architetto, docente, artista, che si esprime utilizzando il segno e il gesto nelle sua modalità primaria. I bambini, quando disegnano, con pochi tratti semplici ed essenziali, comunicano le loro emozioni. Esprimendosi con spontaneità, raffigurano mondi fantastici, fiabeschi. Non distinguono tra fantasia e realtà, tra gioco e creatività. Poi, crescendo, questo lato irrazionale, sincero, si perde, non sempre viene integrato con il pensiero razionale. Contrariamente a questa tendenza, Gian Luca Gentili - personaggio eclettico e ribelle, conosciuto nell´entourage romano soprattutto come interior designer - non ha mai del tutto soffocato l’indole del puer, che lascia emerge principalmente quando dipinge con uno spirito liberatorio, riportando in auge l’energia creativa, ludica e nichilista delle Avanguardie del Novecento. Il suo ultimo progetto artistico “Guerreros y diablos” viene presentato, dall’11 al 20 giugno 2013, nella galleria Galleria Iper Uranium: prima personale nella capitale di questo “outsider” del mondo dell’arte che utilizza il gesto e il segno nelle sua modalità primaria come già si espressero a suo tempo Picasso, Klee, Pollok e Mirò. La mostra, a cura di Stefania Valente (il cui titolo in spagnolo vuole essere un omaggio alla cultura istintiva di quel paese) propone 17 dipinti realizzati su diversi supporti – tela, legno e carta – rappresentativi di un linguaggio di rottura - ironico, sintetico, immediato - che possiede la stessa forza espressiva delle forme più istintive dell’arte moderna, dai Fauve al Cavaliere Azzurro, dal Cubismo, all’Espressionismo astratto. Lavori dominati da colori forti e contrastanti, pregni di effetti luminosi (in cui ricorrono molti elementi grafici come pin-up, teschi, fiori e continui rimandi agli anni Settanta, mondo a cui Gentili guarda con un po’ di nostalgia) che si configurano come una evoluzione stilistica del Graffitismo Anni Ottanta, affini per certi versi a più recenti tendenze, dalla Street art alla Wild figuration (corrente newyorkese che prende spunti, come l’architetto romano, dal mondo del fumetto e della grafica oltre che dalla cultura pop e underground). Interior designer, docente, artista. Il percorso artistico di Gian Luca Gentili s’interseca con quello della sua attività principale di architetto. Dopo la laurea e l’abilitazione alla professione, nel corso degli anni partecipa a numerosi concorsi pubblici (Concorso Internazionale di Architettura “New York Central Park” e quello di “Ampliamento del Museo El Prado” di Madrid) ed espone presso importanti musei italiani (Palazzo delle Esposizioni e Ruspoli). Come Interior designer, si occupa prevalentemente della riqualificazione di ristoranti, wine bar, discoteche e negozi della capitale, città in cui è nato e dove ancora risiede e lavora. Nel frattempo intraprende l’attività di insegnamento: dal 1997 presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, e dal 2011, all’Accademia di Belle Arti Rufa di Roma. Nel 2006, avvicinandosi al mondo del Surf, riscopre il suo amore per l’arte e inizia a dipingere con una certa assiduità.  
   
   
ROSSI: “I MONDIALI DI CICLISMO, VETRINA UNICA E IRRIPETIBILE PER LA TOSCANA”  
 
Firenze, 29 maggio 2013 – Ecco il saluto che il presidente della Toscana, Enrico Rossi, ha rivolto in occasione della presentazione dei percorsi ufficiali dei Campionati Mondiali Uci di ciclismo su strada “Toscana 2013″, avvenuta questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza regionale: “Mancano ancora alcuni mesi all’appuntamento, ma una cosa è già sicura: i Mondiali di ciclismo che la Toscana per la prima volta è chiamata a organizzare saranno tra i più belli di tutta la storia della competizione iridata. È lo stesso percorso scelto a garantire in questo senso: un percorso che, oltre a esaltare i valori agonistici, accompagnerà tutti gli appassionati attraverso le città d’arte e il paesaggio unico della nostra regione. Questo appuntamento non è solo la principale manifestazione sportiva che l’Italia ospita dai tempi di Italia 90. Si propone anche come una vetrina unica e irripetibile della Toscana, con uno straordinario impatto sia in termini di immagine che di ritorno economico. Di un’altra cosa possiamo essere sicuri. Quando la Toscana si è candidata a ospitare i Mondiali eravamo consapevoli di raccogliere una sfida complessa, per arrivare al giorno delle gare con una rete infrastrutturale e un sistema organizzativo all’altezza dell’evento. Restano ancora cose da fare, ma già oggi possiamo dire che questa sfida sarà vinta, a differenza di quanto in Italia è successo per altre manifestazioni i cui lavori sono stati terminati anche molto dopo la conclusione dell’evento. Gli appalti sono stati fatti e molti lavori sono stati completati o sono in via di completamento. La Toscana ha dovuto fare tutto o quasi tutto da sola ma grazie ai 18 milioni di euro stanziati dalla Regione e agli ulteriori 11 milioni messi a disposizione dalle Province e dai Comuni abbiamo attivato un importante programma di adeguamento e miglioramento infrastrutturale. Che tutto questo sia stato possibile in questo contesto di crisi, va a merito della macchina organizzativa che abbiamo messo in moto, ma è anche un bel segnale di speranza in un futuro migliore. I Mondiali di ciclismo non lasceranno solo una serie di opere che rimarranno quando i campioni e gli sportivi ci avranno lasciato. Grazie anche all’immagine mondiale che la Toscana offrirà a livello planetario – con i 160 paesi che trasmetteranno l’evento – saranno un simbolico spartiacque verso un futuro di lavoro e di ripresa”.  
   
   
TOSCANA 2013, LA REGIONE LAVORA PER FESTA SOBRIA E GENUINA, IL PIU BEL MONDIALE DI CICLISMO CHE RICORDEREMO  
 
Firenze, 29 maggio 2013 – Dopo 82 anni il Mondiale di ciclismo torna in Toscana. La presentazione ufficiale del tracciato, che parte dalle Mura di Lucca per concludersi nel cuore di Firenze, si è tenuta questa mattina nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana (video). “Quello che presentiamo oggi è un percorso straordinario – ha detto l’assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli, presidente del Comitato istituzionale per l’organizzazione della competizione – così come stroardinaria è la tradizione del ciclismo in Toscana, basti pensare ad alcuni nomi, a Bartali a Magni a Nencini, al compianto Ballerini, a Bitossi a Martini. Era giusto che il Mondiale tornasse su queste strade, anche se organizzare un evento in questi tempi è ancora più difficile del consueto. Ma noi stiamo lavorando perché sia una vera e genuina festa dello sport, senza eccessi e senza sprechi perché la sobrietà è d’obbligo. Lavoreremo per mostrare il volto migliore della Toscana e dell’Italia, perché sia il Mondiale più bello che ricorderemo”. Ceccarelli ha poi proseguito sottolineando il valore promozionale dell’evento, che sarà seguito dai media di 180 diversi Paesi. “Il Mondiale sarà anche un grande investimento ed un grande spot promozionale per la Toscana e il suo sistema economico – ha spiegato – dobbiamo considerarlo un grande investimento. Sarà uno dei tracciati più affascinanti mai visti nel Mondiale di ciclismo, perché si snoda attraverso città bellissime e culmina nel centro di Firenze con il passaggio dei ciclisti tra il Duomo e il Battistero di Firenze. Questa immagine resterà negli annali del ciclismo internazionale ed anche se questo comporterà qualche disagio per chi abita lungo il percorso, credo che ne varrà la pena in cambio della grande occasione che abbiamo per rilanciare a livello mondiale l’immagine di tutte le bellezze per le quali la Toscana è famosa”. Ricordando il grande lavoro organizzativo che sta alle spalle dell’evento, l’assessore Ceccarelli ha ricordato il ruolo degli Enti che fanno parte del Comitato istituzionale e del sistema camerale toscano. Ha inoltre spiegato che decine di cantieri sono aperti per rifare la pavimentazione delle strade ed aumentare la sicurezza dei percorsi. “La Regione e gli enti locali – ha detto – hanno investito risorse importanti, che resteranno a beneficio delle nostre infrastrutture dopo il termine della manifestazione”. Si ricorda che la Regione Toscana ha destinato ben 18 milioni di euro alla riqualificazione delle infrastrutture destinate ad ospitare il Mondiale ed altri 11 milioni sono stati investiti dagli enti locali interessati.