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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 20 Giugno 2013
CUNEO - CONVEGNO SULL´ENERGIA SOSTENIBILE GIOVEDÌ 27 GIUGNO  
 
Cuneo, 20 giugno 2013 - Il Gruppo Intesa Sanpaolo e la Camera di Commercio di Cuneo partecipano alla Settimana Europea dell’Energia Sostenibile promuovendo un convegno, che si terrà giovedì 27 giugno alle ore 16.30, presso il salone d´onore dell´ente camerale, dedicato alle sinergie tra energie rinnovabili, agricoltura e sviluppo economico. In allegato il programma dell’evento.  
   
   
PIANIFICAZIONE TERRITORIALE: LE BEST PRACTICE DEL FVG ILLUSTRATE AL KOSOVO  
 
Trieste, 20 giugno 2013 - Salvaguardare il territorio, proteggendone la biodiversità: nella pianificazione territoriale di moderna concezione l´impatto dell´uomo sull´ambiente deve essere al centro non solo della consapevolezza comune, ma anche della normativa in materia. E´ questo il focus del progetto di gemellaggio amministrativo dal titolo "Supporto istituzionale al Ministero dell´Ambiente e della Pianificazione Territoriale del Kosovo", che da quasi due anni ormai coinvolge il paese del sud est Europa in un´attenta ricognizione del "sistema territorio" di Italia e Francia e che in questa settimana ha portato in regione una delegazione del Ministero dell´Ambiente e della Pianificazione Territoriale del Kosovo. Tra i numerosi incontri in programma, centrale quello con l´assessore regionale alle infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale, lavori pubblici Mariagrazia Santoro, che stamane ha ricevuto una delegazione di tecnici interessati ad approfondire le tematiche sul coordinamento tra pianificazione e tutela del paesaggio. "Uno dei nostri obiettivi - ha spiegato Santoro - è quello di approvare al più presto il piano paesaggistico regionale e di metterlo a sistema con i piani di sviluppo territoriale così da ridurre gli impatti, ma al contempo snellire le procedure amministrative, unificando le competenze". Santoro ha approfondito anche le modalità di approvazione del piano territoriale regionale, i collegamenti e la gestione dei piani regolatori comunali. Tra gli altri temi affrontati, e sui quali oggi il Kosovo ha più urgenza di adeguarsi da un punto di vista legislativo: l´elaborazione di linee guida per il miglioramento dei piani regolatori comunali, il monitoraggio sulle costruzioni e le edificazioni abusive, le modalità di monitoraggio dei permessi di costruzione, la creazione di un sistema di mappatura delle zone protette e delle costruzioni illegali. "Il Kosovo - ha commentato Silvia Acerbi, presidente di Informest, partner del progetto e coordinatore dell´iniziativa - è un paese strategicamente vicino alla Regione Friuli Venezia Giulia: il confronto con la nostra realtà è ricco di spunti per un paese che sta cercando con determinazione di cambiare. Lasciatosi alle spalle una stagione drammatica della propria storia, il Kosovo è impegnato in uno sforzo straordinario di ammodernamento del paese. L´organizzazione territoriale e urbanistica ne è un passaggio fondamentale, anche per il rilancio dello sviluppo economico". Nel corso della visita, la delegazione ha avuto modo di incontrare anche altri rappresentanti delle istituzioni/enti tra quelli che più giocano un ruolo nella pianificazione e riorganizzazione del territorio, avvicinandosi all´esperienza italiana della pianificazione, e al nostro modello di collegamento tra le competenze comunali e quelle regionali. I funzionari kosovari hanno in particolare incontrato, oltre all´assessore Mariagrazia Santoro, il vicesindaco del Comune di Trieste Fabiana Martini e il presidente dell´Ezit Dario Bruni. A completare l´agenda, il confronto con due luoghi simbolo del Friuli Venezia Giulia per l´evoluzione dell´uso/salvaguardia del territorio: il progetto Urban della città di Trieste - area dove si è svolto un lungo sopralluogo - e il Parco delle Prealpi Giulie - i cui responsabili hanno avuto un incontro con la delegazione ospite.  
   
   
LOMBARDIA.RIFORMA ALER MARONI NOMINA EX PREFETTO MILANO TRE I NOMI NUOVI,IN ALTRE CITTA´IN CARICA EX PRESIDENTI CDA  
 
Milano, 20 giugno 2013 - L´ex prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi è il nuovo commissario straordinario dell´Aler di Milano´. Questa la più importante decisione assunta per le Aziende lombarde per l´edilizia residenziale pubblica, e annunciata oggi dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al termine della seduta di Giunta. ´A Milano - ha spiegato il presidente Maroni sottolineando la scelta di discontinuità - abbiamo nominato un ufficio commissariale formato dall´ex prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, dall´avvocato Mario Viviani, indicato dal comune di Milano e da Maria Pia Redaelli, dipendente della Regione che si occupa di conti ed è la persona giusta´. Il presidente Maroni ha spiegato che non aveva nessun obbligo di coinvolgere in tale decisione anche l´amministrazione milanese, ´ma ho voluto farlo perché la situazione dell´Aler di Milano è molto grave con un buco di 26 milioni di euro su 30 milioni complessivi e richiede un intervento di accurata verifica della conduzione che ha portato a questo buco. Il comune di Milano deve essere coinvolto perché è utile che partecipi a questa azione. L´obiettivo è dunque capire come fare per azzerare questo buco´. Altre Scelte - Queste le altre decisioni: Francesco Magnano prende il posto di Sandro Sisler a Monza e a Como Mario Angelo Sala (già membro del vecchio cda) sostituisce Alessandro Turati, sindaco di Mariano Comense e quindi ´inconferibile´. Negli altri capoluoghi di provincia, i vecchi presidenti dei cda rimangono in carica come commissari straordinari (al massimo fino al prossimo 31 dicembre). Allo stesso tempo, l´Aler di Busto Arsizio viene unita a quella di Varese. Un Patrimonio Capace Di Attirare Investimenti Esteri - ´Questa è la decisione più coerente con progetto di trasformazione della 13 aziende - ha aggiunto il presidente - in un´unica agenzia che gestisca il patrimonio pubblico. Ci sono tanti vantaggi: la riduzione del numero di poltrone da 130 a 3, ma soprattutto la massa critica di tutto il patrimonio diventa così consistente da essere ancora più attrattiva per fondi e investimenti esteri. Ho avuto modo di verificare questa possibilità con operatori finanziari e la prospettiva diventa interessante per valorizzare l´enorme patrimonio di edilizia residenziale pubblica lombarda´. Le Nomine - Maroni ha inoltre sottolineato che le nomine dei commissari Aler ´non sono oggetto di spartizione tra i partiti, ma sono stati scelti per competenze e curriculum. Le nomine le fanno la Giunta e il presidente. Ascolto le proposte e poi decido´. ´Ho scelto personalmente Lombardi - ha concluso Maroni - con lui ho avuto una collaborazione più che eccellente quando ero ministro dell´Interno´. Maroni ha anche spiegato di avergli chiesto di preparare entro il prossimo 30 settembre una relazione dettagliata ´per capire cosa è successo e come si possa risolvere la situazione´. Di Seguito Le Presidenze Citta´ Per Citta´ - Milano: Gian Valerio Lombardi con Mario Viviani e Maria Pia Redaelli; - Bergamo: Narno Poli - Brescia: Ettore Isacchini - Como: Mario Angelo Sala - Cremona: Gianfranco Diamanti - Lecco: Giuseppe Canali - Lodi: Carlo Facca - Mantova: Romano Arioli - Monza: Francesco Magnano - Pavia: Roberto Rampini - Sondrio: Gildo De Gianni - Varese e Busto Arsizio: Paolo Galli.  
   
   
INVESTIMENTI, ACCORDO TRA IMPRESE SALERNITANE E MINISTERO DELLE FINANZE ALGERINO  
 
Salerno, 20 giugno 2013 - Una delegazione di imprenditori edili salernitani dell’Ance, guidata dal presidente di Antonio Lombardi, dal direttore Giovanni Veneri e dell´architetto Vitantonio Troiani, ha incontrato questa mattina ad Algeri il viceministero delle Finanze algerino Abdelkader Birtuki per discutere dei programmi di investimento, per oltre 485 miliardi di dollari nei prossimi due anni, che il governo algerino intende realizzare in infrastrutture ed edilizia residenziale. Il presidente Lombardi, ha presentato al governo Algerino il gruppo di imprese salernitane interessato a dare concreta attuazione al piano di investimenti algerino, ovviamente nel pieno rispetto delle leggi locali, garantendo il massimo supporto tecnico, logistico ed operativo. Il viceministro Birtuki ha manifestato grande interesse ed apprezzamento verso le imprese italiane, con cui le autorità algerine hanno già avuto modo di interfacciarsi in passato in altri ambiti di operatività, con lusinghieri risultati. Per questo il ministro ha espresso stima ed amicizia verso l´Italia, ed ha auspicato una piena ed immediata operatività del raggruppamento di imprese salernitane, vista l´emergenza in atto nel nostro paese e gli investimenti disponibili. Nel pomeriggio, la delegazione salernitana visiterà alcuni cantieri e prenderà cognizione delle più rilevanti proposte progettuali che il governo algerino intende cantierare nei prossimi mesi. «Siamo estremamente soddisfatti – commenta il presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi – per la grande disponibilità ed il notevole interesse dimostrato dal governo algerino, nella persona del viceministro Birtuki, nei confronti del raggruppamento di imprese di costruzione salernitane. Auspichiamo che l’intesa di questa mattina e le importanti indicazioni acquisite sulla normativa e sulle procedure locali, schiudano alle imprese salernitane nuove opportunità di lavoro e nuovi mercati in realtà, come l’Algeria, in forte espansione ed in grande sviluppo». L’algeria costituisce uno dei paesi del continente africano in più forte espansione, anche grazie all’ambizioso programma di investimenti in opere pubbliche recentemente approvato che prevede, tra le altre cose, anche un programma di edilizia sociale con la realizzazione di oltre 100.000 alloggi che, grazie all’Accordo Quadro Operativo Ance – Sgp Indyab, sottoscritto lo scorso 22 gennaio 2013 ad Algeri, sarà totalmente attuato da imprese italiane.  
   
   
UNA NUOVA PROGETTAZIONE CULTURALE: AL VIA LA PASSEGGIATA MULTIMEDIALE NEL CENTRO STORICO DI VITERBO  
 
Viterbo, 20 giugno 2013 - Una passeggiata multimediale e una esplorazione urbana del centro storico di Viterbo, che si avvarrà di un social network come Twitter per raccogliere spunti creativi da parte delle imprese che saranno a breve ospitate presso l’Incubatore Icult di Bic Lazio a Viterbo. Un “Experience Lab”, condotto da Carlo Infante, che utilizzerà tablet, smartphone e un particolare sistema radio per fare in modo che i partecipanti possano dialogare tra di loro, osservando le peculiarità di uno dei borghi più belli d’Italia. L’iniziativa, che verrà organizzata da Urban Experience e da Bic Lazio il prossimo 21 giugno alle ore 10.00, porta con sé un valore non solo archeologico ma anche strategico, avendo come obiettivo quello di dare il via ad una nuova progettazione culturale del territorio viterbese. Nel corso della passeggiata si evocheranno le matrici etrusche della città, riconoscendone le antiche tracce nelle mura, così come i percorsi dei pellegrini lungo la via Francigena. Si “ascolterà” Viterbo e ciò che si cela nel suo sottosuolo, come ad esempio il percorso sotterraneo che porta alla tomba di Alessandro Iv, il Papa che fu sepolto in un luogo nascosto per evitare il saccheggio delle sue spoglie da parte dei ghibellini. L’experience Lab sarà aperto non solo alle imprese culturali, ma anche al pubblico a partire dalle ore 17.00, per il walk show finale dal titolo “La terra che dice. Ascoltando il genius loci etrusco lungo la via Francigena”. L’appuntamento è presso l’Incubatore Icult di Valle Faul. L’evento è inserito all’interno del programma del Festival “Collective Project Via Francigena 2013”, promosso dall’Associazione Europa delle Vie Francigene e Civita.  
   
   
REGGIO EMILIA -VALORIZZAZIONE DEGLI INTANGIBLES NEL BILANCIO AZIENDALE  
 
Reggio Emilia, 20 giugno 2013 - Marchi, invenzioni e brevetti hanno un valore sicuro in termini di competitività, ma altrettanto misurabile nei bilanci delle imprese, sebbene si tratti di cosiddetti “asset intangibili”. Ma come tradurli in termini finanziari? E’ su questo tema che la Camera di Commercio ha organizzato per giovedì 20 giugno uno specifico seminario dedicato, appunto, alla corretta “valorizzazione degli intangibles nel bilancio aziendale”, laddove i titoli di proprietà intellettuale (diritti di copyright, formule, schemi, segreti industriali, brevetti, marchi registrati) viaggiano fianco a fianco degli asset fisici e possono divenire, anch’essi, oggetto persino di pegno. Organizzato in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti di Reggio Emilia, il seminario, che inizierà alle 14,30 nella “Sala Grasselli” della sede camerale di Piazza della Vittoria, vedrà alternarsi relatori del mondo bancario, commercialisti ed esperti di consulenza brevettuali, che approfondiranno temi quali la valutazione degli asset intangibili nel bilancio aziendale, il pegno su diritti di proprietà industriale (con un focus particolare sul conflitto tra richieste bancarie e corretta gestione del titolo), la valutazione delle poste immateriali nel sistema di rating bancario. L’incontro sarà coordinato da Michelangelo Dalla Riva, segretario generale della Camera di Commercio.  
   
   
AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA LA PROPOSTA FRANCESE DI UN PRELIEVO PARAFISCALE SULLE SCOMMESSE ONLINE PER LE CORSE DI CAVALLI  
 
Bruxelles, 20 giugno 2013 - La Commissione europea ha approvato una proposta francese di un prelievo parafiscale sulle scommesse online per finanziare le società di corse di cavalli. Le modifiche apportate alla proposta delle autorità francesi, dopo l´avvio dell´indagine della Commissione per garantire una concorrenza leale tra gli operatori di scommesse ippiche Come parte l´apertura alla concorrenza di on-line delle scommesse ippiche, la Francia ha notificato alla Commissione una proposta di un prelievo parafiscale del 8% sulle quote di questo scommesse, al fine di finanziare un servizio per migliorare la linea di sangue e di promuovere l´allevamento di cavalli , che sarà affidata a società di cavalli da corsa. Francia considera questo servizio come un servizio di interesse economico generale (Sieg). Nel 2010 la Commissione ha avviato un´indagine approfondita perché aveva dubbi sul fatto che il compito affidato a società di cavalli da corsa potrebbe essere classificato come un Sieg. Come risultato delle indagini, le autorità francesi hanno presentato una proposta modificata della Commissione. Il nuovo progetto prevede l´assistenza al settore dei cavalli da corsa, sulla base del comune interesse che il Pmu (Pari Mutuel Urbain) e gli operatori concorrenti di on-line delle scommesse ippiche attribuiscono all´organizzazione di corse di cavalli su cui vengono prese le scommesse. Solo il costi direttamente connessi con l´organizzazione di queste gare entrano nel calcolo del livello del prelievo. Tale approccio riduce il prelievo di circa il 5,6% rispetto al 8% inizialmente previsto. La Commissione ritiene che il nuovo regime sia compatibile con il mercato interno ai sensi della deroga di cui all´articolo 107 (3) (c), del trattato sul funzionamento dell´Unione europea (Tfue), che autorizza gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, a determinate condizioni. La Commissione ha autorizzato una serie di misure dello stesso tipo, finanziato da una tassa sulle società in un determinato settore, e destinati al finanziamento di attività congiunte svolte a beneficio del settore come tutto. La Commissione ritiene inoltre che, diffondendo l´onere di gare finanziamento equamente tra i diversi operatori, la misura permette una concorrenza leale fra tali operatori nel mercato di recente liberalizzazione per linea delle scommesse ippiche. L´autorizzazione della misura si basa anche sugli impegni specifici da parte delle autorità francesi al fine di garantire che non vi sia un eccessivo aumento dei costi nel comune interesse e che il contributo di ´mattoni e malta´ Pmu scommesse per il finanziamento delle corse di cavalli è almeno pari a quello richiesto dagli operatori di scommesse online. Infine, le autorità francesi si sono impegnate a fornire una relazione di attuazione alla Commissione, due anni dopo l´entrata in vigore del nuovo provvedimento, che è prevista per il 1 ° gennaio 2014.  
   
   
TAVOLO NATUZZI. VENDOLA: "IMPEGNATI CONTRO L´ILLEGALITÀ E IL SOMMERSO"  
 
Bari, 20 giugno 2013 - “Pasquale Natuzzi, dopo qualche ora di negoziato, ha accettato le condizioni poste dalla Regione Puglia. Ha accettato di rinviare alla data di presentazione del piano industriale, qualunque scelta riguardante l’organizzazione del lavoro”. Lo ha annunciato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al termine della lunga riunione della Task force regionale sull’occupazione alla quale hanno partecipato Pasquale Natuzzi, i vertici dell’azienda, i sindacati, le associazioni di categoria e i vertici regionali. “Abbiamo prosposto con grande determinazione a Pasquale Natuzzi – ha aggiunto Vendola - di fermare la giostra perchè le modifiche intervenute negli ultimi giorni e gli annunci di crisi, hanno determinato una situazione di grande fibrillazione e angoscia comprensibile in un territorio già attraversato da venti di crisi. Abbiamo chiesto ancora a Natuzzi e abbiamo ottenuto, di sedersi tra una settimana al tavolo con le forze sociali perchè tutti quanti dobbiamo conoscere il piano industriale, renderci conto dei problemi, capire quali sono gli investimenti e gli eventuali sacrifici e conoscere anche quale è la logica del rilancio. Il salvadanaio che abbiamo portato di 101 milioni di euro con la sottoscrizione dell’accordo di programma, non è il salvadanaio della sopravvivenza, bensì è il salvadanaio della riqualificazione proprio per rilanciare il settore del mobile imbottito”. Vendola ha anche chiesto a Natuzzi “di ripristinare le ordinarie relazioni industriali”. “La Regione Puglia, per conto suo, si impegna, già nelle prossime ore, a fare tutti i passi necessari - ha assicurato Vendola - perché siano risolte questioni antiche e che riguardano una situazione creditoria dello Stato nei confronti di Natuzzi”. Vendola infine ha annunciato la convocazione del Governo regionale, in seduta straordinaria, per venerdì prossimo 21 giugno, per l’attivazione di un tavolo contro l’illegalità e il sommerso in diversi settori del mercato del lavoro, dall’autotrasporto all’agricoltura, dal settore del salotto imbottito a quello del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero. “Abbiamo la concorrenza sleale di chi viola le norme di legge, di chi abbatte paurosamente il costo del lavoro, di chi ricorre ad uno stile neoschiavistico di sfruttamento dei lavoratori – ha concluso Vendola - noi ci facciamo carico della battaglia contro l’illegalità, della battaglia per aiutare le aziende sane a poter operare in un clima di regole”.  
   
   
LOMBARDIA. CRISI NOVEM CAR, INTERVENTO DELL´ASSESSORE SU MOZIONE AZIENDA DI BAGNATICA/BG  
 
Milano, 20 giugno 2013 - ´Regione Lombardia ha seguito fin dall´inizio e continua a monitorare costantemente la situazione della Novem Car di Bagnatica (Bergamo). Da questo punto di vista c´è disponibilità anche a convocare e incontrare la proprietà, per fare in modo che l´azienda rimanga in loco e possa rilanciarsi´. E´ quanto ha affermato l´assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia Mario Melazzini, rispondendo a una mozione presentata oggi in Consiglio regionale sulla crisi dell´azienda Novem Car Interior Design. Politiche Attive - ´Va ricordato, però, che quanto sta avvenendo - ha aggiunto l´assessore - è frutto di un accordo firmato da Cisl e Cgil nel maggio 2012; non si riscontrano azioni unilaterali o inattese. Regione Lombardia, anche attraverso il supporto dell´agenzia Arifl, ha seguito da vicino le varie fasi che hanno portato all´accordo sindacale, mettendo poi a disposizione dei lavoratori licenziati strumenti quali ammortizzatori sociali e politiche attive per la ricollocazione´. La Provincia di Bergamo, di concerto con Regione Lombardia, si è attivata con le Parti sociali del territorio per sostenere i lavoratori in difficoltà occupazionale di Novem Car. Le Azioni - Sono stati promossi incontri di confronto con le organizzazioni sindacali e Confindustria per l´analisi della situazione occupazionale dei 98 lavoratori in mobilità dal 14 maggio 2013 e per la loro ´presa in carico´ da parte dei servizi pubblici e privati accreditati al lavoro. E´ stato adottato il modello che prevede la promozione e l´accesso alle misure di intervento di politica attiva regionale e/o provinciale attraverso il lavoro di rete di tutti i servizi accreditati al lavoro del territorio provinciale. ´I Centri per l´impiego di competenza territoriale - ha spiegato ancora Melazzini - hanno ricevuto i lavoratori ex Novem per la raccolta della loro disponibilità lavorativa e l´aggiornamento delle schede professionali e hanno fornito loro prime informazioni in merito alla coniugazione delle politiche passive con gli interventi di politica attiva´. Incontro Di Ieri - Ieri i lavoratori ex Novem sono stati convocati dalle organizzazioni sindacali in un´assemblea, a cui la Provincia è intervenuta, per illustrare il sistema delle Doti regionali e le azioni di politica attiva finalizzate alla ricollocazione. Acquisite le disponibilità dei lavoratori alla ´presa in carico´, la Provincia provvederà a convocare, nei prossimi giorni, la rete degli enti accreditati alla formazione e al lavoro, affinché, insieme ai Centri per l´impiego, si proceda con l´attuazione delle azioni previste dal sistema dotale regionale. Situazione Monitorata - ´L´evolversi della situazione - ha aggiunto Melazzini - viene monitorato. In questa ottica e con questa consapevolezza siamo disponibili a ricevere eventuali memorie dalle organizzazioni sindacali, che hanno dimostrato in questo caso consapevolezza della grave situazione di crisi che attraversano tutte le realtà produttive connesse al mondo dell´automobile´. Supporto Alle Imprese - ´Il mio Assessorato - ha spiegato Melazzini - sta lavorando, per mettere da subito a disposizione delle imprese lombarde strumenti e risorse adeguate, per restare sul mercato e accrescere la competitività del sistema produttivo´. Regione Lombardia vuole liberare risorse da mettere a disposizione delle imprese e creare strumenti che diano la possibilità alle Mpmi di crescere, attraverso interventi su diverse direttrici. Le Misure Regionali - Un pacchetto di 25 milioni di euro è dedicato alle nuove imprese. Su ricerca e innovazione 16,43 milioni di euro sono destinati a progetti di ricerca applicata e sviluppo sperimentale nell´ambito Smart cities end communities. Per l´internazionalizzazione è previsto un nuovo contributo di 5,5 milioni di euro. A sostegno delle aggregazioni di imprese sono a disposizione 6 milioni di euro. In tema di attrattività Regione Lombardia nel 2013 dedicherà 13,9 milioni di euro complessivi al Fondo per l´attrattività degli investimenti (Aster). Credito - Sul tema credito, verranno riprogrammate le risorse sui fondi di ingegneria finanziaria, per 24 milioni, prevedendo anche il finanziamento del capitale circolante. Continua anche l´azione di ´Credito Adesso´, a sostegno del capitale circolante, e del Fondo di rotazione per l´imprenditorialità. Sono in fase di realizzazione strumenti innovativi come il finanziamento di crediti vantati dalle imprese verso la Pa. Competitività - Per sostenere le imprese lombarde in difficoltà e rilanciarne la capacità competitiva verranno dedicati 3 milioni di euro alla definizione di Piani di rilancio aziendale, proseguirà e verrà rafforzata la Rete per l´affiancamento alle imprese in difficoltà (Raid).  
   
   
SAVONA, GIORNATA DELL´ECONOMIA: UNA GIORNATA PER RIFLETTERE  
 
Savona, 20 giugno 2013 - L’economia savonese ha vissuto nel 2012 e nella prima parte del 2013 un periodo particolarmente critico, come dimostrano gli indicatori, inesorabilmente rivolti in basso, illustrati il 19 giugno in occasione della Giornata dell’Economia, dal presidente della Camera di Commercio di Savona, Luciano Pasquale. Cala la produzione e l’occupazione, si riduce l’attività nei servizi, frenano i consumi. In quattro anni la produzione di valore aggiunto in provincia di Savona è scesa del 10 per cento a prezzi reali, e tra gennaio 2011 e giugno 2013 il tessuto produttivo si è deteriorato perdendo circa 1.200 imprese su uno stock iniziale di 28.920: in media hanno chiuso 10 aziende ogni settimana. Su una forza lavoro pari a 139 mila unità (metà della popolazione provinciale, un dato notevolmente basso rispetto alla media nazionale), gli occupati sono 111 mila, mentre 28 mila sono le persone che cercano lavoro, portando il livello di disoccupazione “reale e percepito” intorno al 20%, ben al di sopra dell’8,1% certificato dall’Istat. Ad ascoltare il Rapporto annuale della Camera di Commercio, quest’anno esteso alla relazione sull’Economia della Liguria curata dalla sede di Genova della Banca d’Italia, erano presenti nella Sala Magnano di Palazzo Lamba Doria il prefetto Gerardina Basilicata, le autorità della provincia, rappresentanti delle associazioni di categoria, imprenditori e, soprattutto, imprenditrici, in occasione della contestuale consegna del Premio Impresa Amica delle Donne. “Non possiamo, tuttavia, fermarci ai dati negativi – ha detto il presidente Pasquale - e soprattutto abituarci a non parlare più di crisi. Non stiamo attraversando ‘solo’ una fase negativa, ma siamo immersi in un cambiamento epocale. Una crisi inizia e finisce: si scende e si risale. Il cambiamento è un’altra cosa: nessuno è più come prima, cambiano le gerarchie, cambiano i modelli ed i mercati. Dobbiamo essere preparati a questa mutazione, con idee nuove, maggiore impegno, più qualità e tanta innovazione. Le imprese che sono in grado di farlo reagiscono, la Camera è fortemente impegnata a sostenerle”. Innovazione, cultura d’impresa, start up, aggregazioni in rete possono dare prospettive ad un diverso sviluppo economico, coltivando e impegnando le energie e la voglia di fare che certamente non mancano in questa provincia. Lo dimostrano i dati riguardanti le piccole imprese che hanno quest’anno accettato la sfida dell’export: 148 sono andate alla ricerca di nuovi mercati, in Russia, Svezia, Germania, Francia; lo scorso anno erano state 42. Le reti d’impresa (unioni tra piccole aziende che si mettono assieme per fare massa critica), sono cresciute da 2 (per un totale di 14 imprese in rete) a 4 (46 imprese), con altre 4 che stanno costituendosi. I sostegni al credito valgono 1,3 milioni di euro affidati ai confidi per rafforzare le garanzie prestate dalle imprese alle banche, altri 300 mila euro sono stanziati in conto garanzia per prestiti all’imprenditoria femminile, giovanile e sociale. Sono 240 le imprese che hanno presentato istanza di contributo per la formazione, mentre le politiche per i giovani ed il lavoro vedono la Camera impegnata direttamente nella gestione del Campus universitario e nelle iniziative principali iniziative di orientamento scolastico. La Banca d’Italia, con gli interventi di Letizia Radoni, direttore della sede di Genova, e dell’analista territoriale Alessandro Fabbrini, ha allargato l’orizzonte locale a quello regionale e nazionale, con indicazioni comunque omogenee rispetto alle considerazioni svolte dal presidente camerale. “Nel corso del 2012 – hanno rilevato le analisi di Bankitalia – il credito al settore privato in Liguria ha iniziato a ridursi. A fronte di una sostanziale stabilità dei prestiti alle famiglie, la contrazione è stata determinata dai prestiti alle imprese, con un calo più accentuato per quelle di piccole dimensioni”. La Camera di Commercio di Savona ha voluto far coincidere l’appuntamento, anche con la cerimonia di consegna del Premio “Impresa Amica delle Donne”: un ringraziamento a tutte le donne che vivono l’impresa ma anche uno stimolo, perché siano sempre più numerose e attive nel cogliere le occasioni del cambiamento. Le imprese premiate sono state nove. Presentate dalla presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile Anna Maria Torterolo, le aziende hanno ricevuto un artistico vaso di vetro dalle mani del prefetto di Savona. I riconoscimenti sono andati a: Agorà Group di Savona, Azzurra Service di Vado Ligure, Bitron di Savona, Commerciale Delbalzo di Loano, Efi (Hotel Noris) di Finale Ligure, Immobiliare Rosangela (Loano 2 Village) di Loano, Progetto Città di Savona, Re.ca. Officine Meccaniche di Dego, Vivai Montina di Cisano sul Neva.  
   
   
APPELLO VENDOLA ASSOCIAZIONI CATEGORIA: "VIA IMPRESE CHE UTILIZZANO LAVORO NERO"  
 
Bari, 20 giugno 2013 - “Non dovrebbero più fare parte del sistema associativo imprenditoriale quelle aziende che utilizzano il lavoro nero. Occorre dire basta al dumping basato sullo sfruttamento illecito. Solo espellendo queste scorie dal sistema imprenditoriale, le imprese sane, quelle che davvero rispettano i contratti collettivi e pagano i contributi, potranno riprendere fiato. Per questo chiedo a tutto il sistema produttivo e alle associazioni imprenditoriali di categoria di valutare la possibilità di fare una grande azione epurativa e di fare squadra insieme con noi”. E’ l’appello che il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola rivolge alle associazioni imprenditoriali e all’intero sistema produttivo pugliese, messo sotto scacco dagli effetti drammatici della crisi, dai problemi valutari e dalla mancanza di controlli adeguati. “Tutti elementi – continua Vendola - che stanno ammazzando il settore manifatturiero, soprattutto quello tradizionale, quella legato al mobile imbottito, al Tac, alle piccole imprese artigiane”. “Basta con le dichiarazioni di principio, ormai non sono più sufficienti – aggiunge Vendola – è arrivato il momento di dare una scossa forte e un segnale di cambiamento e di discontinuità. E questo segnale deve passare da un intervento deciso delle associazioni imprenditoriali. Mettere fuori cioè dal sistema associativo tutte quelle imprese che non rispettano i diritti dei lavoratori e che utilizzano il lavoro nero”. Vendola sottolinea “l’accordo straordinariamente importante che la Regione sta chiudendo nel settore agricolo registrando una grandissima collaborazione, nei fatti, da parte delle associazioni di categoria. È indispensabile – conclude Vendola - allargare questa sensibilità a tutte le associazioni, degli industriali, degli artigiani e del commercio”.  
   
   
BIOECONOMIA, UN MODELLO DI SVILUPPO COMPETITIVO E SOSTENIBILE  
 
Verona, 20 giugno 2013- In Camera di Commercio, si è parlato del settore delle biotecnologie nel corso del seminario “Bioeconomia - Un modello di sviluppo competitivo e sostenibile”. L’italia è al terzo posto in Europa, dopo la Germania ed il Regno Unito, per numero di imprese pure biotech (imprese che hanno come core business attività legate esclusivamente alle biotecnologie), con un fatturato di 7.152 mln di euro ed investimenti in ricerca e sviluppo per 1.832 mln di euro. Si tratta di un settore il cui sviluppo può avere ricadute positive anche su ambiti più “tradizionali”: sempre più aziende infatti valorizzano i propri processi produttivi attraverso l’introduzione di prodotti e tecnologie biotech, per migliorarne la qualità e la resa o diminuire l’impatto ambientale. Le biotecnologie trovano ormai applicazione in numerosi campi: la filiera tessile e quella cartaria, l’industria agroalimentare e quella chimica, il settore energetico e dell’ambiente, quello informatico e delle costruzioni. Le imprese pure biotech vengono normalmente distinte in: red biotech – imprese che utilizzano le biotecnologie applicate alla salute dell’uomo (sviluppo di prodotti terapeutici, vaccini, tecnologie di drug delivery, metodiche di diagnostica molecolare); green biotech – imprese biotecnologie agroalimentari (produzione di piante e colture per applicazioni in campo alimentare, chimico, produttivo, pharming molecolare, test per la rivelazione di ingredienti e contaminanti in prodotti alimentari); white biotech – biotecnologie industriali (produzione e lavorazione di prodotti chimici, materiali e carburanti, tecnologie di risanamento ambientale); Gpta – Genomica, Protenomica e Tecnologie Abilitanti (tecniche e metodiche di analisi della struttura e funzione dei geni, analisi della struttura, interazioni e funzioni delle proteine, tecnologie bioinformatiche, etc.). Il seminario si è aperto con l’intervento di Rita Fucci, Assobiotec, che, presentando il Rapporto 2013 sulle biotecnologie in Italia, ha illustrato le caratteristiche delle imprese del settore, sia per origine (si tratta in maggioranza di imprese che nascono come start up o come spin off accademico) che per dimensione (l’87% è costituito da imprese di piccole o micro dimensioni) e distribuzione geografica; ha poi fatto alcune riflessioni sulla posizione dell’Italia, in ambito europeo e mondiale, in termini di finanziamenti ed incentivi, illustrando alcune proposte finalizzate a favorire le attività di Ricerca & Sviluppo ed il reperimento di finanziamenti: in particolare, ha evidenziato l’opportunità di introdurre in modo stabile un credito d’imposta per le spese in Ricerca & Sviluppo, oltre alla necessità di prevedere incentivi per l’innovazione e sviluppare gli investimenti nel capitale di rischio, agevolando anche la formazione di fondi di investimento specializzati. Commentando i dati sull’impatto della bioeconomia in Europa e sul Pil italiano, Rita Fucci ha sottolineato come, proprio in questa fase di difficoltà, le applicazioni biotecnologiche possano avere un impatto rilevante anche sulle imprese tradizionali, per le quali l’utilizzo delle biotecnologie potrebbe costituire l’occasione di innovare i propri prodotti e processi ed affrontare così la crisi. Si è proseguito poi con la testimonianza della Microbion s.R.l., spin off dell’Università di Verona, il cui presidente, Antonio Del Casale, ha illustrato l’esperienza sua e dei suoi soci nell’avvio di una start up innovativa. In particolare, Del Casale ha evidenziato, d’accordo con le altre imprese presenti, l’esigenza di creare, anche sul territorio veronese, un incubatore specificamente destinato alle imprese che lavorano sulle biotecnologie: queste infatti richiedono, per la loro specificità, laboratori appositamente attrezzati e spazi difficilmente reperibili per una singola impresa ma che potrebbero invece essere messi a disposizione delle start up del territorio, che in questo modo potrebbero meglio sfruttare e condividere le proprie competenze e ridurre gli oneri derivanti dall´avvio dell´attività. La mattinata si è conclusa con l’intervento di Claudio Giuliano, il quale, in rappresentanza di Innogest Sgr s.P.a., ente gestore della Linea Capitale di rischio del Fondo Nazionale dell’Innovazione, ha illustrato le modalità di investimento in progetti di valorizzazione di brevetti, basate su un cofinanziamento pubblico-privato attraverso l’acquisizione di quote di partecipazione (azioni o quote di capitale), sia di maggioranza che di minoranza. Le risorse sono destinate ad imprese ad alto valore innovativo in possesso di copertura brevettuale della soluzione proposta (ossia della titolarità o della licenza di un brevetto o, in alternativa, di un rapporto di ricerca “non negativo” su una domanda di brevetto non ancora concessa), che potranno inviare un business plan, i cui contenuti, come le fasi del processo di valutazione da parte di Innogest, sono stati illustrati da Giuliano. Le modalità di investimento, ha puntualizzato Giuliano, seguiranno le normali logiche degli investimenti di Venture Capital: la valutazione si baserà quindi sull’analisi delle potenzialità di valorizzazione dei brevetti, del profilo di rischio e del ritorno sull’investimento per gli investitori. “Lo sviluppo di imprese fortemente innovative – ha commentato Alessandro Bianchi, Presidente della Camera di Commercio - è legato anche alla capacità del Paese di sostenerle efficacemente, attraverso incentivi all’innovazione e progetti di finanziamento. Questo è maggiormente vero per le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico e sono, spesso, quelle più penalizzate dai costi della brevettazione e dalla difficoltà di accesso al credito. Iniziative in questa direzione sono state avviate negli ultimi anni, basti pensare alle nuove misure per lo sviluppo delle start up ed ai finanziamenti messi in campo dal Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta adesso, per le nostre imprese, di riuscire a cogliere tutte le opportunità offerte”.  
   
   
UNINDUSTRIA COMO GRUPPO GIOVANI: ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE  
 
Como, 20 giugno 2013 - Si è tenuta mercoledì 19 giugno 2013, l’Assemblea del Gruppo Giovani Industriali di Como, presso il Grand Hotel Imperiale di Moltrasio (Co). Nel corso della parte privata dell’Assemblea è stato eletto il nuovo Presidente del Gruppo Giovani Industriali di Como per il biennio 2013-2015: Marco Taiana. Nato il 05/01/1981, Consigliere e socio della Tessitura Taiana Virgilio Spa, partecipa attivamente da oltre 5 anni alle attività del gruppo e nell’ultimo biennio ha ricoperto la carica di consigliere. Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti anche i membri del Consiglio Direttivo del Gruppo per il biennio 2013/2015: 1. Anzani Marta Poliform spa, 2. Bellotti Valentina Bellotti spa, 3. Briccola Carlo Bric´s Industria Valigeria Fine spa, 4. Ciceri Olivia Osra Industries srl, 5. Dell’oro Nicola D&d Abitare srl, 6. Pozzi Chiara Textra srl, 7. Quintavalle Massimiliano La Vallee srl, 8. Riva Giorgio C.e.l. Srl Unipersonale, 9. Taborelli Andrea Tessitura Serica A.m. Taborelli srl, 10. Valsecchi Daniele Orsucci 197cinque srl, 11. Verga Viola Sacco srl, 12. Zanfrini Serena Zetacarton spa. Past President: Rampoldi Alessandro Alecom srl. Invitati permanenti: Colombo Federico Penn Italia srl, Poliani Stefano Sdm Energia srl, Rusconi Gianluca Rusconi Srl, Santi Guido Tessitura Luigi Santi spa L’assemblea è proseguita nella parte pubblica, a partire dalle ore 18, con il seguente programma: Saluto del Past President di Unindustria Como Ambrogio Taborelli • Discorso del Past President Gruppo Giovani Industriali Como Alessandro Rampoldi • Saluto del neo eletto Presidente Gruppo Giovani Industriali Como Marco Taiana • Convegno: Il Gruppo Campari è una delle maggiori Spa italiane, nota in tutto il mondo nel settore del beverage. Il Direttore Generale Italia Jean Jacques Dubau spiega la strategia di sviluppo e la forte attività di brand building dell´azienda. Modera: Franco Tagliaferri Vice Direttore Class Tv Msnbc • Conclusioni: Presidente Comitato Regionale Giovani Imprenditori Stefano Poliani.  
   
   
CUNEO, CALA L´ESPORTAZIONE NEL I TRIMESTRE 2013 RISPETTO AL 2012  
 
Cuneo, 20 giugno 2013 - Nel I trimestre del 2013 il valore delle esportazioni cuneesi di merci ha raggiunto quota 1,6 miliardi di euro, registrando un calo dell’1,2% rispetto ai primi 3 mesi del 2012. La flessione delle esportazioni della provincia Granda nei primi tre mesi dell’anno risulta più intensa rispetto a quella realizzata a livello complessivo nazionale (-0,7%), e in controtendenza rispetto al dato medio regionale, che risulta, invece, in aumento (+1,2%). Cuneo si conferma comunque la seconda provincia esportatrice del Piemonte, generando il 15,8% del valore delle vendite regionali all’estero, dopo Torino, che detiene una quota pari al 46,9%. “La provincia di Cuneo è messa a dura prova dalla crisi: anche le vendite all’estero, la cui tenuta negli ultimi anni aveva consentito alla Granda di contrastare la brusca contrazione della domanda interna, scontano nei primi mesi del 2013 una diminuzione - ha dichiarato Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di Commercio di Cuneo - In questo contesto assumono un significato ancora più evidente gli interventi che il sistema camerale ha messo in campo per supportare le nostre imprese sui mercati esteri, quali gli sportelli “World Pass” presso gli enti camerali di tutta Italia e i progetti integrati di mercato e di filiera del Piano strategico di Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte. Tuttavia, in un momento così fragile, in cui l’intera Unione Europea è in rallentamento, l’export da solo non può più costituire l’effetto traino della ripresa. Occorre sempre più affiancare agli investimenti nei Paesi ad alto potenziale di crescita anche interventi volti a sostenere la domanda interna e a ridurre gli ostacoli strutturali per le imprese che operano prevalentemente sul mercato domestico”. Il calo delle esportazioni non ha interessato tutti i principali settori delle vendite cuneesi all’estero. Con una quota pari al 29,4% delle esportazioni provinciali, il comparto dei prodotti alimentari e delle bevande ha registrato un aumento delle relative vendite pari al +7,0%, risultato delle dinamiche positive realizzate dai prodotti alimentari (+5,6%) e dalle bevande (+9,6%). I prodotti agricoli hanno registrato una crescita delle esportazioni del +5,1%; anche i settori della meccanica e dei prodotti in legno e della carta, che generano rispettivamente il 15,2% e il 5,3% delle vendite all’estero, hanno realizzato incrementi delle rispettive esportazioni (+13,7% e +9,2%). Sono risultate, invece, in flessione le vendite all’estero degli articoli in gomma e materie plastiche (-6,9%) e dei mezzi di trasporto (-22,6%). Per quanto concerne i mercati di sbocco, il bacino dell’Ue-27 ha attratto il 69,6% delle esportazioni provinciali, contro il 30,4% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. Il calo complessivo delle vendite cuneesi all’estero è scaturito dalle dinamiche contrastanti esibite dalle esportazioni dirette ai mercati dell’Ue-27 ed extra Ue-27: le prime sono diminuite del 7,5% rispetto al I trimestre 2012, le seconde hanno, invece, rilevato un incremento del 17,2%.  
   
   
GENOVA - GIORNATA ECONOMIA, FOCUS SU GIOVANI IMPRENDITORI  
 
Genova, 20 giugno 2013 - Sono quasi 7mila le imprese under 35 in provincia di Genova, quasi il 10% del totale delle iscritte al registro della Cdc (9,6% contro una media nazionale dell’11,5%) e sono sostanzialmente stabili rispetto al 2011. Il dato emerge dal rapporto “Giovani e imprenditorialità” presentato ieri alla Cdc di Genova, in occasione della Giornata dell’Economia e della Trasparenza, organizzata in collaborazione con il Gruppo Giovani Riuniti. “Quest’anno, d’accordo con Unioncamere nazionale, abbiamo deciso di dedicare la giornata dell’economia a un tema portante – commenta Maurizio Caviglia , segretario generale della Cdc di Genova- quello dei giovani imprenditori, perché il lavoro dei giovani, sia esso autonomo o dipendente, è il punto su cui si giocano le possibilità di ripresa della nostra economia e del nostro paese. Il secondo focus è sulla trasparenza e la legalità, oggi al centro di molti dibattiti a livello politico istituzionale, argomento che le Cdc hanno scelto di affrontare, come sempre, con iniziative molto concrete, nel tentativo di rimuovere uno degli ostacoli principali alla competitività internazionale delle nostre imprese. Per i nuovi imprenditori è operativo il Servizio Nuova Impresa presso il Centro Ligure della Produttività (Clp) in sinergia con le associazioni di categoria locali, che assiste gli aspiranti imprenditori nelle fasi antecedenti la creazione d’impresa”. Secondo il rapporto “Giovani e imprenditorialità”, l’82% delle under 35 genovesi sono imprese individuali, due terzi delle quali si trovano nel capoluogo. Oltre a prediligere le micro-imprese, i giovani imprenditori genovesi sembrano orientarsi verso i piccoli comuni dell’entroterra: Propata e Valbrevenna sono infatti i comuni della provincia in cui la quota di imprese giovanili è più elevata (25%), seguiti da Fontanigorda (23%) e Vobbia (21%). Il capoluogo, con una percentuale di imprese under 35 del 9,5%, è invece perfettamente in linea con la media provinciale del 9,6%. Il fanalino di coda è Rondanina, dove non c’è neppure un’impresa giovane. Il settore preferito dai giovani è a prima vista quello delle costruzioni, che registrano una quota del 14% di imprese under 35; sappiamo però che questo dato è falsato del fenomeno delle “false partite Iva” che caratterizza il mondo dell’edilizia e in particolare i lavoratori stranieri. Di fatto, quindi, il settore preferito dai giovani imprenditori, con una quota dell’11%, è quello delle attività ricettive (alloggio e ristorazione). Venendo al genere, il rapporto è di un´impresa femminile ogni tre maschili (le imprese a maggioranza femminile sono, infatti, il 25,5% a livello provinciale contro il 26,8% a livello nazionale) e il settore preferito dalle giovani imprenditrici è quello dei servizi alla persona (6 su 10), seguito ancora una volta da alloggio e ristorazione. Cresce invece il peso delle imprese straniere sul totale delle under 35, passata dal 27,8% del 2011 al 30,3% del 2012. Sono solo 17 (su un totale di 67) i comuni della provincia genovese in cui non esiste nessuna impresa giovane straniera, e fra questi, curiosamente, troviamo di nuovo Propata, Valbrevenna, Fontanigorda e Vobbia, vale a dire i comuni con la maggior incidenza di imprese under 35. A Genova la percentuale di imprese straniere sul totale delle giovani è del 34,6%. I settori preferiti dai giovani stranieri sono ancora una volta le costruzioni, e vale anche qui il discorso delle false partite Iva, e il commercio. I settori in cui i giovani italiani “resistono” sono invece trasporti, alloggio e ristorazione. L’ultimo caso preso in esame nel rapporto della Camera di Commercio è quello delle “startup innovative”, la nuova tipologia di imprese introdotta dal decreto sviluppo e iscritte in una sezione speciale del Registro Imprese: fra le 17 startup iscritte nella provincia di Genova al 27 maggio 2013, il 60% ha almeno un amministratore che ha meno di 35 anni, e solo 1 su 4 è femminile. Al termine della presentazione del rapporto sono intervenuti Sarah Zotti, Presidente del Gruppo Giovani Ance della provincia di Genova, Ilaria Natoli, Consigliere Gruppo Giovani Imprenditori Ascom Confcommercio della provincia di Genova, ed Emanuele Guglielmino, Team leader Iit (Istituto Italiano di Tecnologia), portando la propria testimonianza di giovani imprenditori a Genova: due giovani donne e un uomo, anche se secondo il rapporto, in provincia di Genova, è di un´impresa femminile ogni tre maschili. Dalle testimonianze dei giovani imprenditori emergono alcuni punti di seguito sintetizzati. Il tessuto produttivo genovese (la cui vitalità in termini di associazionismo imprenditoriale è ben rappresentata dall’esperienza degli 80 consorzi tra commercianti che interessano 4.500 imprese) deve essere valorizzato perché chi resiste in una situazione difficile merita una risposta adeguata delle istituzioni e la fiducia del sistema creditizio locale, che pur a fronte di un peggioramento delle condizioni generali dell’economia deve supportare le richieste di liquidità degli imprenditori, che dopo anni di crisi mantengono una politica cauta che determina una situazione meno grave che altrove delle sofferenze e degli insoluti. Il recupero del territorio che emerge dalle scelte localizzative dei giovani imprenditori è un fenomeno di notevole importanza per permettere la sopravvivenza delle comunità locali. Genova non sta morendo perché è capace di reagire ma le istituzioni devono essere a fianco delle imprese. Ci sono molti giovani validi su cui puntare, così come si deve puntare sulla vicinanza a Milano per poter essere la Riviera dell’Expo. Rischio più grave è l’ improvvisazione in campo imprenditoriale (Zotti). Il commercio cerca di sopravvivere alla burocrazia e alla crisi dei consumi. Per il rilancio bisogna puntare sul turismo ma per farlo la città deve essere vivibile (pulita e sicura) per i suoi residenti; solo se chi vi risiede è contento di viverci potrà essere promosso il ruolo turistico di Genova. La città e i suoi abitanti non hanno la consapevolezza della sua bellezza e importanza turistica, nonostante Genova 2004 (Natoli). L’idea imprenditoriale basata sulle capacità e sulle competenze acquisite è l’unica in grado di reggere alle difficoltà che un giovane imprenditore incontra quando si mette sul mercato. L’esperienza raccontata da Emanuele Guglielmino ne è l’esempio: competenze acquisite in esperienze all’estero e in Italia portano insieme all’idea della “micro” turbina ad una esperienza vincente in espansione. Iit realtà in controtendenza rispetto alla fuga di cervelli tipicamente italiana: 600 ricercatori stranieri che hanno scelto di lavorare e studiare nel nostro Paese.  
   
   
RIETI - CIGS, CONVENZIONE PER ANTICIPARE LE INDENNITÀ AI LAVORATORI  
 
Rieti, 20 giugno 2013 - La Camera di Commercio di Rieti, la Provincia di Rieti, la Fondazione Varrone e la Cassa di Risparmio di Rieti spa hanno siglato una convenzione finalizzata a concedere la concessione di credito a lavoratori di dipendenti di aziende del territorio reatino in cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), anche in deroga. Una convenzione attivata dai quattro soggetti per sostenere la disponibilità di reddito dei sempre più numerosi lavoratori e lavoratrici reatini/e che, in seguito ai processi di ristrutturazione, riorganizzazione o chiusura delle aziende per cui operano, non possono ottenere nella maggior parte dei casi, proprio a causa dell’attuale situazione di crisi economica, l’anticipazione delle indennità di Cigs o Cigs in deroga da parte dell’impresa in attesa dell’erogazione da parte dell’Inps. E’ stata pertanto studiata la possibilità di intervenire con forme di anticipazione a tasso zero del trattamento economico che il lavoratore o la lavoratrice vantano nei confronti dell’Inps. Vista la rilevanza sociale dell’iniziativa, i firmatari della convenzione ne diffonderanno i contenuti con un’intensa attività di comunicazione al fine di far conoscere questa opportunità al maggior numero di lavoratrici e lavoratori. Per informazioni, la Camera di Commercio di Rieti è a disposizione contattando la Dott.ssa Raffaella De Angelis.  
   
   
RAGGIUNTI ACCORDI IN REGIONE PER LAVORATORI EX EURODOR E LA RONDA  
 
Potenza, 20 giugno 2013 - Salvaguardare i livelli occupazionali. In quest’ottica si sono conclusi positivamente ieri mattina in Regione presso il Dipartimento attività produttive le due vertenze riguardanti gli ex lavoratori Eurodor, azienda di Tito scalo che produceva porte blindate e i lavoratori dell’istituto di vigilanza ‘La Ronda’. Per i 12 lavoratori della fallita società Eurodor, la cui mobilità ordinaria è già scaduta, le parti (Regione, sindacati e azienda) hanno sottoscritto un accordo per la richiesta degli ammortizzatori in deroga. La società Sagi che ha rilevato in parte le attività dell’ex Eurodor, ha dato la propria disponibilità ad utilizzare i lavoratori dell’ex Eurodor srl nel corso del 2013 in relazione alla programmazione industriale aziendale. A seguito di una contrazione di commesse nell’ultimo periodo, l’istituto ‘La Ronda’ aveva attivato per 19 lavoratori la procedura di mobilità. Dopo aver ascoltato le parti datoriali e sindacali, l’assessore alle Attività produttive, Marcello Pittella ha proposto il ritiro della procedura di mobilità, l’attivazione di un contratto di solidarietà che dovrà interessare 100 unità lavorative ed una contrazione di ore lavorate pari massimo al 60 per cento e per la durata di 12 mesi. Inoltre, le parti si sono impegnate a svolgere azioni idonee per il recupero delle opportunità finalizzate al mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Il contratto di solidarietà non si applicherà agli addetti al trasporto lavori, i responsabili dei servizi e le figure munite di specializzazioni operative non fungibili. Infine, si procederà alla verifica dell’accordo sottoscritto dalle parti entro il prossimo 31 dicembre 2013.  
   
   
MILANO - FRANCHISING: LOMBARDA UN´IMPRESA SU TRE IN ITALIA  
 
Milano, 20 giugno 2013 - Sono 238 le imprese che gestiscono gli aspetti legali e di servizio legati all’apertura e alla gestione dei franchising in Lombardia, il 30% del totale italiano di settore. Un settore che è stabile in Lombardia tra 2011 e 2012 ma in crescita in Italia del 6,5%. Milano è la prima provincia in Italia per numero di imprese (164, 20% nazionale), seguita da Roma (8,9%), Torino (5,6%) e Bologna (4,8%). Brescia al settimo posto tra le province italiane. In Lombardia per servizi al settore fanno bene anche Bergamo e Monza e Brianza mentre in un anno crescono soprattutto Bergamo (+18%) e Brescia (+16%). Sono dati che emergono da un’elaborazione della Cdc di Milano sui dati del registro delle imprese al quarto trimestre 2012 e 2011. I dati sono stati presentati durante l´ottava “Conferenza Nazionale del Franchising”. Nel corso dell’incontro, organizzato ieri da Assofranchising in collaborazione con la Cdc di Milano, si è parlato dei numeri del settore e del mondo del commercio che si è riunito per una riflessione condivisa sulle emergenze, i nodi e le soluzioni di questo settore strategico per l’Italia. Il presidente di Assofranchising Graziano Fiorelli, il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli e il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli hanno presentato i rispettivi ambiti di competenza. Ne è emerso un panorama generale di contrazione e regressione del quadro economico, con una forte depressione dei consumi, in cui tuttavia si inseriscono alcuni dati positivi per quanto concerne il franchising. Negli ultimi che quattro anni “orribili” il franchising ha infatti mantenuto un segno positivo in termini di giro d’affari (+4,4%), punti vendita (+1,6%) e insegne operative in Italia (+14,1%), nonché, dato fondamentale, in termini di occupazione (+4,6%) con un indice molto alto per ciò che concerne due fasce critiche della popolazione come i giovani e le donne. Il franchising appare infatti in grado di dare risposte concrete al problema occupazionale, come dimostrano una percentuale pari al 38% di tutti i negozi in franchising, che sono aperti da donne. Un quadro economico che richiama con forza il “compito” che spetta alle istituzioni e alle politiche pubbliche: “Le prospettive di modernizzazione del sistema Italia e, con esso, del sistema distributivo sono ancora oggi ostacolate da un insieme di vincoli pubblici - ha spiegato il presidente Fiorelli - alcuni di sistema, altri più specifici. I vincoli di sistema sono sin troppo noti: la burocrazia e i sovraccosti di ogni processo amministrativo. E poi le politiche di mobilità delle persone, e delle merci, davvero arretrate. Sovraccosti logistici e difficoltà per i consumatori a muoversi facilmente nei territori, e fra il territori. E poi, ovviamente il costo del lavoro e il fardello fiscale. Abbiamo un modello fiscale iniquo, insostenibile e obsoleto. Non oso neanche pensare al fatto che si prenda in considerazione l’aumento dell’Iva. Non voglio proprio crederci”. Ma il numero uno di Assofranchising non si ferma qui: “Purtroppo, ci troviamo di fronte a serissimi vincoli e ostacoli specifici per il nostro settore del franchising, mi riferisco alla legge 185/2000 che agevola l’autoimpiego, al sistema del credito e alle modalità di supporto all’internazionalizzazione”. Richieste puntali cui fa eco il Presidente di Confcommercio Sangalli, per il quale “è evidente che il problema strutturale della nostra economia è la debolezza della domanda interna, che non potrebbe in alcun modo sopportare l’aumento dell’Iva, perché se malauguratamente il Governo decidesse di confermare quest’aumento dal 1° luglio noi avremmo diversi effetti negativi: un’ulteriore contrazione dei consumi e un’ulteriore riduzione del Pil dello 0,1% con una perdita di 20mila posti di lavoro; la penalizzazione soprattutto delle famiglie meno abbienti che già adesso stentano ad arrivare a fine mese e hanno ridotto i consumi; altre chiusure di esercizi commerciali; un impatto sui prezzi con un aumento dello 0,3-0,4% tra luglio e agosto, il cosiddetto effetto scalino. Appare quindi necessario che l’esecutivo risponda a questa emergenza. Contestualmente occorre individuare un percorso certo di riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese perché l’attuale livello di tassazione è incompatibile con qualsiasi concreta prospettiva di ripresa”. Il presidente di Federdistribuzione Cobolli Gigli sottolinea come la distribuzione moderna Organizzata possa dare un contributo sostanziale alla ripresa del Paese attraverso i suoi investimenti e la sua capacità di creare occupazione, purché vengano garantiti alcuni elementi fondamentali: “Chiediamo che l’imprenditore commerciale possa gestire con libertà i suoi impianti e la sua attività e che nei mercati vi siano condizioni di reale concorrenza. Due principi sui quali non è accettabile alcun passo indietro e che devono inserirsi in un quadro economico che veda decise azioni del Governo in termini di riduzione del sistema impositivo per consumatori e imprese e di riforme strutturali, per dare nuova competitività al Paese e,soprattutto, per ridare slancio ai consumi. Senza ripresa della domanda interna non è infatti pensabile uscire dalla crisi. E’ lì che occorre puntare, poiché rappresenta il fattore di partenza e il motore di tutto, compresa la crescita occupazionale”. Una prima risposta agli intervenuti e alla platea viene offerta per parte della politica da Bruno Tabacci, deputato del Centro Democratico: “La protesta sull’iva è all´ordine del giorno, il Governo sta facendo il possibile per scongiurarne l’aumento, ma le coperture che è chiamato a trovare Saccomanni devono essere vere non fittizie, credo che la serietà sia importante. Sono convinto comunque che alla fine l’Iva sarà rinviata e che si troveranno i due miliardi necessari. Poi pero’ dovremo affrontare delle riforme strutturali e ci sarà necessità di trovare elementi concertati tra settori diversi”. Tabacci conclude con un affondo a Berlusconi: “Non si può prescindere dall’Europa in quanto tale, pensare di poterlo fare è da velleitari. Diffidare dagli apprendisti stregoni. Silvio Berlusconi dice delle sciocchezze quando afferma di voler sforare sul 3%, è come se io quando ero assessore al Bilancio a Milano avessi detto sforiamo che tanto non ci cacciano. Senza contare poi che il fiscal compact origina dall´accordo dell´anticipo di bilancio voluto dal Governo Berlusconi nel pieno della temperie finanziaria del 2011".  
   
   
BIELLA - RIFLESSIONI SULL´ANDAMENTO ECONOMICO  
 
Biella, 20 giugno 2013 - Analizzare il passato e indagare il futuro per impostare una programmazione strategica che promuova sul territorio delle politiche efficaci di sviluppo economico. E´ questa la filosofia che, anche quest´anno, ha guidato i lavori dell´11ª Giornata dell´Economia, iniziativa nazionale del sistema camerale, che a Biella è stata organizzata il 19 giugno dalla Camera di Commercio di Biella in collaborazione con l´Unione Industriale Biellese e tenutasi in mattinata a Palazzo Gromo Losa. Come di consueto, per l´occasione è stato diffuso il compendio “Economia Biellese 2012”, l´annuario statistico provinciale curato da Cciaa e Uib, che fotografa l´andamento economico e sociale del territorio laniero attraverso dati e approfondimenti. La pubblicazione da ormai alcuni anni viene realizzata in formato digitale, scaricabile gratuitamente dal sito camerale www.Bi.camcom.gov.it , mentre su formato cartaceo è stata distribuita solo una piccola sintesi rappresentativa delle informazioni tratte dal volume completo. A procedere all’apertura dei lavori della giornata, dopo il saluto del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Luigi Squillario, che ha messo a disposizione la location di Palazzo Gromo Losa a Biella Piazzo, è stato il Presidente della Camera di Commercio di Biella, Andrea Fortolan. In allegato l’intervento completo.  
   
   
TORINO - DELEGAZIONE TURCA INCONTRA AZIENDE PIEMONTESI  
 
Torino, 20 giugno 2013 - Da lunedì 17 fino al 21 giugno i referenti tecnici e acquisti di Tuvasas, la più grande società di costruzioni ferroviarie in Turchia, sono a Torino per incontrare 15 aziende piemontesi da loro selezionate. Il 21 giugno un team di esperti illustrerà alle imprese piemontesi la situazione economica e le possibilità di avviare e consolidare relazioni di affari in Turchia, nel corso di un Focus che segna già il tutto esaurito con 130 adesioni. Al Focus strutturato in una iniziale sessione plenaria, la mattina, e incontri di approfondimento, nel pomeriggio, partecipano anche 3 grossi gruppi di ingegneria e costruzioni turchi, specializzati in grandi interventi infrastrutturali - costruzioni alberghiere, dighe, opere pubbliche - in arrivo a Torino domani, che secondo un’agenda di appuntamenti b2b incontreranno circa 30 imprese piemontesi di progettazione, ingegneria, ma anche interior e ambiente. Il programma di appuntamenti con Tuvasas fa parte del Progetto Integrato di Filiera Torino-piemonte Railway, gli incontri con i gruppi di ingegneria rientrano nel progetto Infrastrutture e Logistica, mentre il Focus fa parte del Progetto Integrato di Mercato (Pim) Turchia, sostenuti da Regione Piemonte e Camera di Commercio di Torino, nel primo caso con la Camere di commercio di Cuneo e nell’ultimo con Unioncamere Piemonte. Tutti sono gestiti dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte). “Il Forum – sostiene Agostino Ghiglia, assessore a Innovazione e Ricerca di Regione Piemonte - è l’occasione per evidenziare le opportunità che il tessuto imprenditoriale piemontese può cogliere sui mercati globali, con particolare attenzione alle aree più dinamiche ed economicamente vitali del Mediterraneo: l’alto numero di adesioni conferma, d’altro canto, la necessità di sostenere con convinzione attraverso i Progetti Integrati di Mercato la formazione e l’implementazione di una rete di scambio efficiente che permetta da un lato la condivisione degli alti standard tecnologici regionali, dall’altro una crescita ulteriore degli attuali volumi di export, che già vedono il Piemonte al 10% della quota nazionale”. “Per Torino la Turchia rappresenta un mercato di sbocco tradizionale, dove alcuni grandi gruppi come Fiat e Ferrero sono presenti dal 1960 – commenta Alessandro Barberis presidente della Camera di Commercio di Torino - Le nostre relazioni con la Turchia sono sempre più numerose : nel settembre scorso insieme al Sindaco Fassino abbiamo realizzato una missione per rafforzare le relazioni istituzionali, economiche e turistiche e proprio a Istanbul abbiamo presentato la candidatura vincente ad ospitare a Torino il prossimo congresso mondiale delle Camere di commercio nel 2015. Negli ultimi anni abbiamo stretto un accordo di collaborazione con la Camera di commercio di Bursa, mentre una delegazione turca parteciperà al nostro Aerospace Meetings di ottobre”.  
   
   
GENOVA - RAPPORTO SULL´ECONOMIA PROVINCIALE 2012  
 
Genova, 20 giugno 2013 - Nella provincia di Genova si confermano le difficoltà delle famiglie che nella situazione attuale vedono ridursi il reddito disponibile con conseguente erosione del patrimonio familiare ormai in atto da qualche anno. L´andamento del reddito disponibile complessivo in provincia di Genova è caratterizzato nel corso del periodo 2004-2011 da un tasso medio di crescita inferiore a quelli della Liguria, del Nord-ovest e dell´Italia (1,1% contro 1,3%, 1,5% e 1,7% rispettivamente) e presenta due diminuzioni consecutive nel 2009 e nel 2010, così come il dato ligure. Il valore pro capite del reddito disponibile in provincia di Genova è superiore a quello nazionale del 18,3% nel 2011 (era il 18,8% nel 2004) , oltre che sempre superiore al dato ligure e dal 2007 anche a quello del nord-ovest. Dopo gli anni di forte crescita del numero degli sportelli in Liguria e a Genova si assiste ad un ridimensionamento del sistema bancario che riduce di 23 unità il numero di sportelli in provincia di Genova e di 40 in Liguria. A Genova la diminuzione è concentrata nel 2012 anno in cui il saldo negativo è di 14 unità. La quota della Liguria sul totale Italia si mantiene costante al 2,9%. Il dato degli impieghi per il totale dell’economia della provincia di Genova si attesta a 22.850 milioni di euro a fine 2012. Sul fronte dei prestiti alle imprese, dal gennaio 2006 al marzo 2009 essi sono aumentati a tassi tendenziali crescenti fino al primo trimestre del 2009 per poi crescere ma a tassi velocemente decrescenti nell’anno successivo. Tra aprile 2009 e ottobre 2010 gli stock di impieghi alle imprese sono diminuiti costantemente, per poi riprendere a crescere da fine 2010 fino a buona parte del 2012 ma a tassi complessivamente inferiori a quelli del precedente ciclo. I prestiti alle famiglie invece hanno continuato a crescere a tassi tendenziali decrescenti per tutto il periodo considerato, mostrando soltanto nel 2012 alcuni mesi in cui lo stock degli impieghi si è ridotto rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Il valore dei depositi per il totale della raccolta retail della provincia di Genova a fine 2012 è pari a 19.888 milioni di euro. Le imprese/unità locali operanti in provincia di Genova (dati Asia dell’Istat nel 2010 sono pari a 75.273, in diminuzione di 332 unità rispetto al 2009 (un migliaio circa in due anni), ed occupano 269.917 addetti, in drastica diminu-zione di circa 8.500 unità. Di queste, 60.401 (in aumento di 31) unità locali operano nel commercio alberghi e ristoranti e altri servizi rappresentando l’80,2% del totale mentre gli addetti complessivi del terziario sono 199.579, in diminuzione di circa 5.000 unità (73,9% del totale). La struttura economica provinciale è fortemente caratterizzata dalla presenza del terziario che viene ribadita anche dal confronto con il dato nazionale, dove gli addetti operanti nel settore sono il 64,6% del totale, e dal dato degli addetti nel settore industriale, che in Italia rappresentano il 35,4% del totale mentre in provincia di Genova si fermano al 26,1%. Solo lo 0,6% delle unità locali della provincia ha più di 50 addetti (dato uguale alla media nazionale), confermando così una delle principali caratteristiche del nostro sistema imprenditoriale: la preponderante pre-senza di piccole e piccolissime unità produttive. Questa caratteristica si ritrova considerando anche il numero medio di addetti per unità locale, che è sostanzialmente identico per Genova (3,6 addetti per unità locale), per la Liguria (3,3) e per l’Italia (3,6). Il numero delle imprese attive a fine 2012 è pari a 71.198, un centinaio circa in più rispetto a quelle del 31 dicembre 2011 (+0,2%), con tasso di crescita via via rallentato da inizio anno (+0,6% nel 1° trimestre, 0,5% nel 2° trimestre, +0,3% nel 3° trimestre), situazione indicativa di una minore vitalità del tessuto imprenditoriale in provincia nella seconda metà dell’anno. Il risultato del quarto trimestre (-130 imprese) è il peggiore degli ultimi quattro anni, quello del terzo trimestre è inferiore a quelli del 2010 e del 2011, ed in peggioramento rispetto al 2011 sono anche i dati del primo e del secondo. Nelle forme giuridiche saldi positivi tra iscritte e cessate per le società di capitale (+191 unità), le imprese individuali (+187, dato legato anche in questo caso alla componente straniera), negativi quello delle società di persone (-70) ) e delle altre forme (-4). Delle 71.198 imprese a fine 2012 le femminili sono 17.091, stazionarie rispetto alle 17.090 di un anno pri-ma. Esse rappresentano meno di un quarto del totale e questo dato risulta in calo da qualche anno. Si tratta probabilmente di un segnale di scoraggiamento da parte delle possibili imprenditrici di fronte alla crisi. Il valore aggiunto pro capite della provincia è pari a 25.156 euro inferiore a quello del Nord Ovest (28.251 euro) ma superiore a quello delle altre province liguri (Savona 24.461 euro, Imperia 22.876 euro e La Spezia 22.350 euro) e a quello medio nazionale (23.238 euro). La provincia è l’unica in Liguria che vede aumentare tra il 2009 e il 2011 il valore aggiunto pro capite a valori correnti (+0,7%), ma nonostante questo la sua po-sizione in graduatoria è peggiorata dal 33° al 39° posto in due anni. Il valore aggiunto per settore evidenzia un dato vicino all’82% del peso dei servizi sul totale dei settori se-guita dall’industria con il 18%. Il peso dei servizi è superiore a quello registrato nel nord-ovest di circa 12 punti percentuali e grande anche la differenza rispetto al totale nazionale (dove il terziario pesa per il 73,2%). A conferma dell’importanza che hanno in provincia le imprese di grandi dimensioni il valore aggiunto pro-dotto dalle Pmi nella provincia si attesta al 69% mentre in Liguria raggiunge il 73,6% (con dati superiori all’80% nel caso di Imperia e Savona), nel Nord-ovest il 74,9% e in Italia il 75,2%. L’analisi dei risultati economici delle imprese obbligate al deposito del bilancio su un periodo di tre anni dal 2009 al 2011 conferma che a partire dal 2010 si sono cominciati ad intravvedere segnali di miglioramento nei risultati economici delle 7.590 società considerate: - il valore della produzione complessivo di questo gruppo cresce tra il 2009 e il 2011 del 27,4%; - In aumento anche il valore aggiunto che nel 2010 raggiunge quasi i 5 miliardi di euro (+ 11,4% tra il 2008 e il 2010 e + 8,7% nell’ultimo anno). - da segnalare, infine l’aumento del risultato netto che è stato quasi del 30% tra il 2009 e il 2010, ma un forte ridimensionamento nel 2011 in linea con l’andamento del risultato ante imposte. Continua la corsa dei fallimenti in provincia di Genova: risultano infatti in totale 159 sentenze di fallimento, il 6,7% in più rispetto al 2011 (149) e il doppio rispetto al 2008 (79). Fortissima la sofferenza nel commercio, il settore più penalizzato con il 39% dei fallimenti (di cui il 27% negozi e il resto alberghi e ristoranti), seguito a ruota da industria/costruzioni (34,6% dei fallimenti di cui 20,1% nella sola edilizia). Seguono le altre attivi-tà (17,6%) e trasporti (8,8%). Le società che falliscono di più sono le s.R.l. (69% del totale), mentre quelle con il maggior incremento dal 2008 sono le ditte individuali (+200%). Si è fermata la discesa dei protesti nel 2012: sono 9.154 i protesti registrati in provincia di Genova lo 0,1% in più rispetto al dato del 2011. Il valore complessivo dei titoli protestati nel 2012, pari a 12.220.400 euro, è in calo del 12% rispetto all’anno scorso, decremento dovuto principalmente alla diminuzione del valore degli assegni. L’andamento degli indicatori del mercato del lavoro in provincia mostra un peggioramento della situazione per la componente femminile, mentre per i maschi si assiste ad una sostanziale tenuta. Il tasso di disoccupazione aumenta tra il 2011 e il 2012 dal 6,9% al 7,8% spinto da quello femminile che cresce di due punti dal 7,2% al 9,3%, mentre quello maschile scende dal 6,6% al 6,5%. Il tasso di attività complessivo si riduce di due decimi dal 49,1 al 48,9%, quello maschile è stabile e quello femminile perde quattro decimi (da 41,6% a 41,2%). Il tasso di occupazione complessivo dal 63,8% del 2011 scende al 63%, condizionato dal drastico ridimensionamento di quello femminile (dal 57 al 55%), mentre quello maschile aumenta di 4 de-cimi di punto (dal 70,7 al 71,1%).Complessivamente le persone in cerca di occupazione sono aumentate di circa 3mila unità da 26.100 a 29.300. Le ore totali di cassa integrazione concesse nel 2012 in provincia di Genova, secondo l’Inps, sono 8.107.649 in diminuzione rispetto al 2011 del 14,4% e rispetto al 2010 del 6,5%. Nel 2012 il porto di Genova vede un buon andamento soltanto nel traffico contenitori che, con un tasso di crescita dell´11,8%, raggiunge il massimo storico oltre i 2 milioni di teu confermando il proprio ruolo trai-nante sull´economia portuale genovese. Sostanzialmente stabile il dato complessivo del movimento portua-le, anche se in leggera flessione; negativo l´andamento del traffico passeggeri con i traghetti ancora in fre-nata (-14,7%) e le crociere che mantengono il livello del 2011. Dopo il massimo storico dei passeggeri del 2011, il 2012 segna un´inversione di tendenza per aerei e pas-seggeri, conseguendo comunque un buon risultato nel secondo indicatore che perdendo meno del 2% ri-spetto al 2011 segna il secondo risultato di sempre. Il 2012 segna risultati positivi per merci e posta anche se entrambe le variabili mantengono andamenti non buoni. Il movimento turistico alberghiero è stato caratterizzato anche nel 2012 da un andamento migliore, così come nel 2010 e nel 2011, per la componente straniera, che presenta minime variazioni positive, ma che consentono di raggiungere i massimi storici di arrivi e presenze. Complessivamente gli arrivi, che scendono di circa 60mila unità, decrescono di quasi il 5%, dato condiziona-to pesantemente dal -8,8% della componente nazionale. Le presenze diminuiscono nel complesso del 5,9% pari a 167.352 notti in meno, con perdita a due cifre per la componente italiana che registra un - 11,3%. Le quote degli stranieri sul totale del movimento alberghiero provinciale sono aumentate tra il 1995 e il 2012 dal 30,5% al 45,8% nel caso degli arrivi e dal 30,5% al 47,3% nel caso delle presenze. Migliora il saldo commerciale della provincia di Genova tra il 2011 e il 2012 in quanto le stime parlano di una riduzione delle importazioni del 5,0% a fronte di un incremento dell’1,6% delle esportazioni con il sal-do negativo che passa da quasi 806 milioni di euro a poco meno di 559 milioni con una riduzione del deficit import-export provinciale superiore in valore assoluto al 36%. Nella composizione percentuale per macrosettore delle importazioni e delle esportazioni si nota l’importanza dei settori dell’ industria più caratterizzanti della struttura produttiva della provincia: in import Metalmeccanica ed elettronica con il 38%, Chimica gomma e plastica 18,6% e Altre industrie 27,1%; in e-xport il 57,4% (quota in diminuzione) è legato a Metalmeccanica ed elettronica, il 21,8% a Chimica, gomma e plastica e il 13,4% ad Altre industrie. La Germania mantiene la prima posizione tra i paesi da cui la provincia importa, pur diminuendo il dato del 9,5%, seguita da Iraq (+154,9% in un anno) e Cina (+13,3%); il flusso verso il primo mercato di sbocco per le nostre esportazioni (Stati Uniti) è in diminuzione del 24,4% tra il 2011 e il 2012, la Germania crescendo del 7,8% mantiene la seconda piazza, con la Francia terza in diminuzione del 5,5%.  
   
   
MILANO - QUASI 600 MILIONI DI EURO L’EXPORT DELLE BICI MADE IN ITALY  
 
Milano, 20 giugno 2013 - Il comparto delle biciclette in Lombardia conta 135 sedi d’impresa distribuite sul territorio regionale, in crescita dell’1,5% in un anno e pari a un quinto (20,6%) del totale nazionale. Ed è di quasi 600 milioni di euro il valore delle esportazioni di biciclette e parti di bici “made in Italy” nel mondo, +10% in un anno. In calo l’export di bici complete (-6,6%) ma più che bilanciato dalla crescita dell’export di parti di biciclette (+16,6%). Tra le province lombarde prime in Italia: Milano, Bergamo, Varese, Brescia, Monza. Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del registro delle imprese e Istat negli anni 2012 e 2011. Interscambio di biciclette. Ha superato il mezzo miliardo di euro l’export italiano nel 2012 tra biciclette (136 milioni di euro) e pezzi di ricambio (437 milioni) a fronte di circa 400 milioni di euro di importazioni. Le biciclette made in Italy sono richieste soprattutto dal mercato europeo (91,2%) mentre le parti di bici, oltre che in Europa (63% del totale), anche da Cina e Asia orientale (13%), Stati Uniti e Canada (11%).  
   
   
DALLA REGIONE 2,5 MILIONI PER IL POLO FIERISTICO-CONGRESSUALE DI AREZZO. ROSSI: “UNA REALTÀ CHE VUOLE CRESCERE”  
 
Firenze 20 giugno 2013 – Arezzo Fiere e Congressi è una realtà importante del settore fieristico nazionale, con particolare riferimento all’oreficeria e al settore agro-alimentare: olio, vino e agriturismo. Oggi si propone, forte di una nuova struttura, anche nel settore congressuale, che si giova di una collocazione geografica strategica al centro dell’Italia. Il progetto è in fase di completamento e porterà l’offerta degli spazi dagli attuali 16mila metri quadri espositivi a 25mila metri quadri complessivi. E mentre sta completando i lavori previsti, Arezzo Fiere e Congressi ha già approvato un ulteriore aumento di capitale pari a 6 milioni 500mila euro, da far sottoscrivere entro il 2013 ai propri soci, per il completamento ottimale di tutti gli interventi. La Regione ha già risposto stanziando poco meno di 2 milioni e mezzo, che la Giunta regionale ha approvato nella seduta di lunedì scorso. “Si tratta di un riconoscimento importante e dovuto – commenta l’atto il presidente Enrico Rossi – ad una realtà che vuol crescere in sintonia con le richieste del mercato restando fedele e legata alla vocazione produttiva del suo territorio di riferimento. Sono orgoglioso, come ho già avuto modo di dire, quando mi sento ricordare Arezzo come una delle capitali dell’oro ovunque io vada, in particolare all’estero”. “La volontà di Arezzo Fiere e Congressi di ampliarsi, investendo e diversificando, in tempi certo non facili – aggiunge Rossi – dimostra che si intende rispondere, creando strumenti nuovi per essere preparati alla ripresa; e comunque di essere in grado di reagire alle sfide dell’economia globalizzata. Qui come nel resto della regione, c’è una Toscana certamente in difficoltà, ma convinta di poter riprendere un cammino di sviluppo”. “Su questa via chi intende ripartire troverà il governo regionale al suo fianco, disposto a investire e supportare fin dove potrà – è la conclusione del presidente -. Le scelte di governo dell’economia che fanno riferimento alla ripresa intendiamo articolarle sul fronte più ampio, perché oggi non si può pensare allo sviluppo del settore manifatturiero senza vederlo immediatamente collegato anche ai flussi turistici in tutte le loro articolazioni, di cui il congressuale non è certo il meno importante, e all’industria culturale. Un fronte unico per un unico scopo: ridare fiato alla nostra economia per ridare lavoro, soprattutto ai giovani toscani eredi di una tradizione secolare, e alla loro voglia di dimostrare tutte le qualità possedute”.