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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 20 Giugno 2013 |
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CUNEO - CONVEGNO SULL´ENERGIA SOSTENIBILE GIOVEDÌ 27 GIUGNO |
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Cuneo, 20
giugno 2013 - Il Gruppo Intesa Sanpaolo e la Camera di Commercio di Cuneo
partecipano alla Settimana Europea dell’Energia Sostenibile promuovendo un
convegno, che si terrà giovedì 27 giugno alle ore 16.30, presso il salone
d´onore dell´ente camerale, dedicato alle sinergie tra energie rinnovabili,
agricoltura e sviluppo economico. In allegato il programma dell’evento.
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PIANIFICAZIONE TERRITORIALE: LE BEST PRACTICE DEL FVG ILLUSTRATE AL KOSOVO |
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Trieste,
20 giugno 2013 - Salvaguardare il territorio, proteggendone la
biodiversità:
nella pianificazione territoriale di moderna
concezione
l´impatto dell´uomo
sull´ambiente
deve essere al centro non solo della consapevolezza
comune, ma
anche della normativa in materia.
E´ questo
il focus del progetto di gemellaggio amministrativo dal
titolo
"Supporto istituzionale al Ministero dell´Ambiente e della
Pianificazione
Territoriale del Kosovo", che da quasi due anni
ormai
coinvolge il paese del sud est Europa in un´attenta
ricognizione
del
"sistema
territorio" di Italia e Francia e che in questa
settimana
ha portato in regione una delegazione del Ministero
dell´Ambiente
e della Pianificazione Territoriale del Kosovo.
Tra i
numerosi incontri in programma, centrale quello con
l´assessore
regionale alle infrastrutture, mobilità,
pianificazione
territoriale, lavori pubblici Mariagrazia Santoro,
che
stamane ha ricevuto una delegazione di tecnici interessati ad
approfondire
le tematiche sul
coordinamento
tra pianificazione e tutela del paesaggio.
"Uno
dei nostri obiettivi - ha spiegato Santoro - è quello di
approvare
al più presto il piano paesaggistico regionale e di
metterlo a
sistema con i piani di sviluppo territoriale così da
ridurre
gli impatti, ma al contempo snellire le procedure
amministrative,
unificando le competenze". Santoro ha
approfondito
anche le modalità di approvazione del piano
territoriale
regionale, i collegamenti e la gestione dei
piani
regolatori comunali.
Tra gli
altri temi affrontati, e sui quali oggi il Kosovo ha più
urgenza di
adeguarsi da un punto di vista legislativo:
l´elaborazione
di linee guida per il miglioramento dei piani
regolatori
comunali, il monitoraggio sulle costruzioni e le
edificazioni
abusive, le modalità di monitoraggio dei permessi di
costruzione,
la creazione di un sistema di mappatura delle zone
protette e
delle costruzioni illegali.
"Il
Kosovo - ha commentato Silvia Acerbi, presidente di
Informest,
partner del progetto e coordinatore dell´iniziativa -
è un paese
strategicamente vicino alla Regione Friuli Venezia
Giulia: il
confronto con la nostra realtà è ricco di spunti per
un paese
che sta cercando con determinazione di cambiare.
Lasciatosi
alle spalle una stagione drammatica della propria
storia, il
Kosovo è impegnato in uno sforzo straordinario di
ammodernamento
del paese. L´organizzazione territoriale e
urbanistica
ne è un passaggio fondamentale, anche per il rilancio
dello
sviluppo economico".
Nel corso
della visita, la delegazione ha avuto modo di
incontrare
anche altri rappresentanti delle istituzioni/enti tra
quelli che
più giocano un ruolo nella pianificazione e
riorganizzazione
del territorio, avvicinandosi all´esperienza
italiana
della pianificazione, e al nostro modello di
collegamento
tra le competenze comunali e quelle regionali. I
funzionari
kosovari hanno in particolare incontrato, oltre
all´assessore
Mariagrazia Santoro, il vicesindaco del Comune di
Trieste
Fabiana Martini e il presidente dell´Ezit Dario Bruni. A
completare
l´agenda, il confronto con due luoghi simbolo del
Friuli Venezia
Giulia per l´evoluzione dell´uso/salvaguardia del
territorio:
il progetto Urban della città di Trieste
- area dove
si è
svolto un
lungo sopralluogo - e il Parco delle
Prealpi Giulie -
i cui
responsabili hanno avuto un incontro con la delegazione
ospite.
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LOMBARDIA.RIFORMA ALER MARONI NOMINA EX PREFETTO MILANO TRE I NOMI NUOVI,IN ALTRE CITTA´IN CARICA EX PRESIDENTI CDA |
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Milano, 20
giugno 2013 - L´ex prefetto di Milano,
Gian Valerio
Lombardi è
il nuovo commissario straordinario dell´Aler di
Milano´.
Questa la più importante decisione assunta per le
Aziende
lombarde per l´edilizia residenziale pubblica, e
annunciata
oggi dal presidente della Regione Lombardia, Roberto
Maroni, al
termine della seduta di Giunta. ´A Milano - ha
spiegato
il presidente Maroni sottolineando la scelta di
discontinuità
- abbiamo nominato un ufficio commissariale
formato
dall´ex prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi,
dall´avvocato
Mario Viviani, indicato dal comune di Milano e da
Maria Pia
Redaelli, dipendente della Regione che si occupa di
conti ed è
la persona giusta´. Il presidente Maroni
ha spiegato
che non
aveva nessun obbligo di coinvolgere in tale decisione
anche
l´amministrazione milanese, ´ma ho voluto farlo perché la
situazione
dell´Aler di Milano è molto grave con un buco di 26
milioni di
euro su 30 milioni complessivi e richiede un
intervento
di accurata verifica della conduzione che ha portato
a questo
buco. Il comune di Milano deve essere coinvolto perché
è utile
che partecipi a questa azione. L´obiettivo è dunque
capire
come fare per azzerare questo
buco´.
Altre
Scelte - Queste le altre decisioni: Francesco Magnano
prende il
posto di Sandro Sisler a Monza e a Como Mario Angelo
Sala (già
membro del vecchio cda) sostituisce Alessandro Turati,
sindaco di
Mariano Comense e quindi ´inconferibile´. Negli altri
capoluoghi
di provincia, i vecchi presidenti dei cda rimangono
in carica
come commissari straordinari (al massimo fino al
prossimo
31 dicembre). Allo stesso tempo, l´Aler di Busto
Arsizio
viene unita a quella di Varese.
Un
Patrimonio Capace Di Attirare Investimenti Esteri - ´Questa è
la decisione
più coerente con progetto di trasformazione della
13 aziende
- ha aggiunto il presidente - in un´unica agenzia che
gestisca
il patrimonio pubblico. Ci sono tanti vantaggi: la
riduzione
del numero di poltrone da 130 a 3, ma soprattutto la
massa
critica di tutto il patrimonio diventa così consistente da
essere
ancora più attrattiva per fondi e
investimenti esteri.
Ho avuto
modo di verificare questa possibilità con operatori
finanziari
e la prospettiva diventa interessante per valorizzare
l´enorme
patrimonio di edilizia residenziale pubblica lombarda´.
Le Nomine
- Maroni ha inoltre sottolineato che le nomine dei
commissari
Aler ´non sono oggetto di spartizione tra i partiti,
ma sono
stati scelti per competenze e curriculum. Le nomine le
fanno la
Giunta e il presidente. Ascolto le proposte e poi
decido´.
´Ho scelto personalmente Lombardi - ha concluso Maroni
- con lui
ho avuto una collaborazione più che eccellente quando
ero
ministro dell´Interno´. Maroni ha anche spiegato di avergli
chiesto di
preparare entro il prossimo 30 settembre una
relazione
dettagliata ´per capire cosa è successo e come si
possa
risolvere la situazione´.
Di Seguito
Le Presidenze Citta´ Per Citta´
- Milano:
Gian Valerio Lombardi con Mario Viviani e Maria Pia
Redaelli;
- Bergamo:
Narno Poli
- Brescia:
Ettore Isacchini
- Como:
Mario Angelo Sala
- Cremona:
Gianfranco Diamanti
- Lecco:
Giuseppe Canali
- Lodi:
Carlo Facca
- Mantova:
Romano Arioli
- Monza:
Francesco Magnano
- Pavia:
Roberto Rampini
- Sondrio:
Gildo De Gianni
- Varese e Busto Arsizio: Paolo Galli. |
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INVESTIMENTI, ACCORDO TRA IMPRESE SALERNITANE E MINISTERO DELLE FINANZE ALGERINO |
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Salerno,
20 giugno 2013 - Una delegazione di imprenditori edili salernitani dell’Ance,
guidata dal presidente di Antonio Lombardi, dal direttore Giovanni Veneri e
dell´architetto Vitantonio Troiani, ha incontrato questa mattina ad Algeri il
viceministero delle Finanze algerino Abdelkader Birtuki per discutere dei
programmi di investimento, per oltre 485 miliardi di dollari nei prossimi due
anni, che il governo algerino intende realizzare in infrastrutture ed edilizia
residenziale.
Il
presidente Lombardi, ha presentato al
governo Algerino il gruppo di imprese salernitane interessato a dare concreta
attuazione al piano di investimenti algerino, ovviamente nel pieno rispetto
delle leggi locali, garantendo il massimo supporto tecnico, logistico ed
operativo.
Il
viceministro Birtuki ha manifestato grande interesse ed apprezzamento verso le
imprese italiane, con cui le autorità algerine hanno già avuto modo di
interfacciarsi in passato in altri ambiti di operatività, con lusinghieri
risultati. Per questo il ministro ha espresso stima ed amicizia verso l´Italia,
ed ha auspicato una piena ed immediata operatività del raggruppamento di
imprese salernitane, vista l´emergenza in atto nel nostro paese e gli
investimenti disponibili.
Nel
pomeriggio, la delegazione salernitana visiterà alcuni cantieri e prenderà
cognizione delle più rilevanti proposte progettuali che il governo algerino
intende cantierare nei prossimi mesi.
«Siamo
estremamente soddisfatti – commenta il presidente di Ance Salerno Antonio
Lombardi – per la grande disponibilità ed il notevole interesse dimostrato dal
governo algerino, nella persona del viceministro Birtuki, nei confronti del
raggruppamento di imprese di costruzione salernitane. Auspichiamo che l’intesa
di questa mattina e le importanti indicazioni acquisite sulla normativa e sulle
procedure locali, schiudano alle imprese salernitane nuove opportunità di
lavoro e nuovi mercati in realtà, come l’Algeria, in forte espansione ed in
grande sviluppo».
L’algeria
costituisce uno dei paesi del continente africano in più forte espansione,
anche grazie all’ambizioso programma di investimenti in opere pubbliche
recentemente approvato che prevede, tra le altre cose, anche un programma di
edilizia sociale con la realizzazione di oltre 100.000 alloggi che, grazie
all’Accordo Quadro Operativo Ance – Sgp Indyab, sottoscritto lo scorso 22
gennaio 2013 ad Algeri, sarà totalmente attuato da imprese italiane.
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UNA NUOVA PROGETTAZIONE CULTURALE: AL VIA LA PASSEGGIATA MULTIMEDIALE NEL CENTRO STORICO DI VITERBO |
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Viterbo,
20 giugno 2013 - Una passeggiata multimediale e una esplorazione urbana del
centro storico di Viterbo, che si avvarrà di un social network come Twitter per
raccogliere spunti creativi da parte delle imprese che saranno a breve ospitate
presso l’Incubatore Icult di Bic Lazio a Viterbo. Un “Experience Lab”, condotto
da Carlo Infante, che utilizzerà tablet, smartphone e un particolare sistema
radio per fare in modo che i partecipanti possano dialogare tra di loro,
osservando le peculiarità di uno dei borghi più belli d’Italia.
L’iniziativa,
che verrà organizzata da Urban Experience e da Bic Lazio il prossimo 21 giugno
alle ore 10.00, porta con sé un valore non solo archeologico ma anche
strategico, avendo come obiettivo quello di dare il via ad una nuova
progettazione culturale del territorio viterbese.
Nel corso
della passeggiata si evocheranno le matrici etrusche della città,
riconoscendone le antiche tracce nelle mura, così come i percorsi dei
pellegrini lungo la via Francigena. Si “ascolterà” Viterbo e ciò che si cela
nel suo sottosuolo, come ad esempio il percorso sotterraneo che porta alla
tomba di Alessandro Iv, il Papa che fu sepolto in un luogo nascosto per evitare
il saccheggio delle sue spoglie da parte dei ghibellini.
L’experience
Lab sarà aperto non solo alle imprese culturali, ma anche al pubblico a partire
dalle ore 17.00, per il walk show finale dal titolo “La terra che dice.
Ascoltando il genius loci etrusco lungo la via Francigena”. L’appuntamento è
presso l’Incubatore Icult di Valle Faul.
L’evento è
inserito all’interno del programma del Festival “Collective Project Via
Francigena 2013”, promosso dall’Associazione Europa delle Vie Francigene e
Civita.
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REGGIO EMILIA -VALORIZZAZIONE DEGLI INTANGIBLES NEL BILANCIO AZIENDALE |
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Reggio
Emilia, 20 giugno 2013 - Marchi, invenzioni e brevetti hanno un valore sicuro
in termini di competitività, ma altrettanto misurabile nei bilanci delle
imprese, sebbene si tratti di cosiddetti “asset intangibili”.
Ma come
tradurli in termini finanziari?
E’ su
questo tema che la Camera di Commercio ha organizzato per giovedì 20 giugno uno
specifico seminario dedicato, appunto, alla corretta “valorizzazione degli
intangibles nel bilancio aziendale”, laddove i titoli di proprietà
intellettuale (diritti di copyright, formule, schemi, segreti industriali,
brevetti, marchi registrati) viaggiano fianco a fianco degli asset fisici e
possono divenire, anch’essi, oggetto persino di pegno.
Organizzato
in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti di Reggio Emilia, il
seminario, che inizierà alle 14,30 nella “Sala Grasselli” della sede camerale
di Piazza della Vittoria, vedrà alternarsi relatori del mondo bancario,
commercialisti ed esperti di consulenza brevettuali, che approfondiranno temi
quali la valutazione degli asset intangibili nel bilancio aziendale, il pegno
su diritti di proprietà industriale (con un focus particolare sul conflitto tra
richieste bancarie e corretta gestione del titolo), la valutazione delle poste
immateriali nel sistema di rating bancario.
L’incontro
sarà coordinato da Michelangelo Dalla Riva, segretario generale della Camera di
Commercio.
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AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA LA PROPOSTA FRANCESE DI UN PRELIEVO PARAFISCALE SULLE SCOMMESSE ONLINE PER LE CORSE DI CAVALLI |
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Bruxelles,
20 giugno 2013 - La Commissione europea
ha approvato una proposta francese di un prelievo parafiscale sulle scommesse
online per finanziare le società di corse di cavalli. Le modifiche apportate
alla proposta delle autorità francesi, dopo l´avvio dell´indagine della
Commissione per garantire una concorrenza leale tra gli operatori di scommesse
ippiche
Come parte
l´apertura alla concorrenza di on-line delle scommesse ippiche, la Francia ha
notificato alla Commissione una proposta di un prelievo parafiscale del 8%
sulle quote di questo scommesse, al fine di finanziare un servizio per
migliorare la linea di sangue e di promuovere l´allevamento di cavalli , che
sarà affidata a società di cavalli da corsa. Francia considera questo servizio
come un servizio di interesse economico generale (Sieg).
Nel 2010
la Commissione ha avviato un´indagine approfondita perché aveva dubbi sul fatto
che il compito affidato a società di cavalli da corsa potrebbe essere
classificato come un Sieg. Come risultato delle indagini, le autorità francesi
hanno presentato una proposta modificata della Commissione.
Il nuovo
progetto prevede l´assistenza al settore dei cavalli da corsa, sulla base del
comune interesse che il Pmu (Pari Mutuel Urbain) e gli operatori concorrenti di
on-line delle scommesse ippiche attribuiscono all´organizzazione di corse di
cavalli su cui vengono prese le scommesse. Solo il costi direttamente connessi
con l´organizzazione di queste gare entrano nel calcolo del livello del
prelievo. Tale approccio riduce il prelievo di circa il 5,6% rispetto al 8%
inizialmente previsto.
La
Commissione ritiene che il nuovo regime sia compatibile con il mercato interno
ai sensi della deroga di cui all´articolo 107 (3) (c), del trattato sul
funzionamento dell´Unione europea (Tfue), che autorizza gli aiuti destinati ad
agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, a determinate condizioni.
La Commissione ha autorizzato una serie di misure dello stesso tipo, finanziato
da una tassa sulle società in un determinato settore, e destinati al
finanziamento di attività congiunte svolte a beneficio del settore come tutto.
La Commissione ritiene inoltre che, diffondendo l´onere di gare finanziamento
equamente tra i diversi operatori, la misura permette una concorrenza leale fra
tali operatori nel mercato di recente liberalizzazione per linea delle
scommesse ippiche.
L´autorizzazione
della misura si basa anche sugli impegni specifici da parte delle autorità
francesi al fine di garantire che non vi sia un eccessivo aumento dei costi nel
comune interesse e che il contributo di ´mattoni e malta´ Pmu scommesse per il
finanziamento delle corse di cavalli è almeno pari a quello richiesto dagli
operatori di scommesse online. Infine, le autorità francesi si sono impegnate a
fornire una relazione di attuazione alla Commissione, due anni dopo l´entrata
in vigore del nuovo provvedimento, che è prevista per il 1 ° gennaio 2014.
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TAVOLO NATUZZI. VENDOLA: "IMPEGNATI CONTRO L´ILLEGALITÀ E IL SOMMERSO" |
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Bari, 20
giugno 2013 - “Pasquale Natuzzi, dopo
qualche ora di negoziato, ha accettato le condizioni poste dalla Regione
Puglia. Ha accettato di rinviare alla data di presentazione del piano
industriale, qualunque scelta riguardante l’organizzazione del lavoro”.
Lo ha
annunciato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al termine della
lunga riunione della Task force regionale sull’occupazione alla quale hanno
partecipato Pasquale Natuzzi, i vertici dell’azienda, i sindacati, le
associazioni di categoria e i vertici regionali.
“Abbiamo
prosposto con grande determinazione a Pasquale Natuzzi – ha aggiunto Vendola -
di fermare la giostra perchè le modifiche intervenute negli ultimi giorni e gli
annunci di crisi, hanno determinato una situazione di grande fibrillazione e
angoscia comprensibile in un territorio già attraversato da venti di crisi.
Abbiamo chiesto ancora a Natuzzi e abbiamo ottenuto, di sedersi tra una
settimana al tavolo con le forze sociali perchè tutti quanti dobbiamo conoscere
il piano industriale, renderci conto dei problemi, capire quali sono gli
investimenti e gli eventuali sacrifici e conoscere anche quale è la logica del
rilancio. Il salvadanaio che abbiamo portato di 101 milioni di euro con la
sottoscrizione dell’accordo di programma, non è il salvadanaio della
sopravvivenza, bensì è il salvadanaio della riqualificazione proprio per
rilanciare il settore del mobile imbottito”.
Vendola ha anche chiesto a Natuzzi “di
ripristinare le ordinarie relazioni industriali”.
“La
Regione Puglia, per conto suo, si impegna, già nelle prossime ore, a fare tutti
i passi necessari - ha assicurato Vendola - perché siano risolte questioni
antiche e che riguardano una situazione creditoria dello Stato nei confronti di
Natuzzi”.
Vendola
infine ha annunciato la convocazione del Governo regionale, in seduta
straordinaria, per venerdì prossimo 21 giugno, per l’attivazione di un tavolo
contro l’illegalità e il sommerso in diversi settori del mercato del lavoro,
dall’autotrasporto all’agricoltura, dal settore del salotto imbottito a quello
del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero.
“Abbiamo
la concorrenza sleale di chi viola le norme di legge, di chi abbatte
paurosamente il costo del lavoro, di chi ricorre ad uno stile neoschiavistico
di sfruttamento dei lavoratori – ha concluso Vendola - noi ci facciamo carico
della battaglia contro l’illegalità, della battaglia per aiutare le aziende
sane a poter operare in un clima di regole”.
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LOMBARDIA. CRISI NOVEM CAR, INTERVENTO DELL´ASSESSORE SU MOZIONE AZIENDA DI BAGNATICA/BG |
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Milano, 20
giugno 2013 - ´Regione Lombardia ha
seguito fin
dall´inizio
e continua a monitorare costantemente la situazione
della
Novem Car di Bagnatica (Bergamo). Da questo punto di vista
c´è
disponibilità anche a convocare e incontrare la proprietà,
per fare
in modo che l´azienda rimanga in loco e possa
rilanciarsi´.
E´ quanto ha affermato l´assessore alle Attività
produttive,
Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia Mario
Melazzini,
rispondendo a una mozione presentata oggi in
Consiglio
regionale sulla crisi dell´azienda Novem Car Interior
Design.
Politiche
Attive - ´Va ricordato, però, che quanto sta avvenendo
- ha aggiunto
l´assessore - è frutto di un accordo firmato da
Cisl e
Cgil nel maggio 2012; non si riscontrano azioni
unilaterali
o inattese. Regione Lombardia, anche attraverso il
supporto
dell´agenzia Arifl, ha seguito da vicino le varie fasi
che hanno
portato all´accordo sindacale, mettendo poi a
disposizione
dei lavoratori licenziati strumenti quali
ammortizzatori
sociali e politiche attive per la
ricollocazione´.
La Provincia di Bergamo, di concerto con
Regione
Lombardia, si è attivata con le Parti sociali del
territorio
per sostenere i lavoratori in difficoltà
occupazionale
di Novem Car.
Le Azioni
- Sono stati promossi incontri di confronto con le
organizzazioni
sindacali e Confindustria per l´analisi della
situazione
occupazionale dei 98 lavoratori in mobilità dal 14
maggio
2013 e per la loro ´presa in carico´ da parte dei servizi
pubblici e
privati accreditati al lavoro. E´ stato adottato il
modello
che prevede la promozione e l´accesso alle misure di
intervento
di politica attiva regionale e/o provinciale
attraverso
il lavoro di rete di tutti i servizi accreditati al
lavoro del
territorio provinciale. ´I Centri per l´impiego di
competenza
territoriale - ha spiegato ancora Melazzini - hanno
ricevuto i
lavoratori ex Novem per la raccolta della loro
disponibilità
lavorativa e l´aggiornamento delle schede
professionali
e hanno fornito loro prime informazioni in merito
alla
coniugazione delle politiche passive con gli interventi di
politica
attiva´.
Incontro
Di Ieri - Ieri i lavoratori ex Novem sono stati
convocati
dalle organizzazioni sindacali in un´assemblea, a cui
la
Provincia è intervenuta, per illustrare il sistema delle Doti
regionali
e le azioni di politica attiva finalizzate alla
ricollocazione.
Acquisite le disponibilità dei lavoratori alla
´presa in
carico´, la Provincia provvederà a convocare, nei
prossimi
giorni, la rete degli enti accreditati alla formazione
e al
lavoro, affinché, insieme ai Centri per l´impiego, si
proceda
con l´attuazione delle azioni previste dal sistema
dotale
regionale.
Situazione
Monitorata - ´L´evolversi della situazione - ha
aggiunto
Melazzini - viene monitorato. In questa ottica e con
questa
consapevolezza siamo disponibili a ricevere eventuali
memorie
dalle organizzazioni sindacali, che hanno dimostrato in
questo
caso consapevolezza della grave situazione di crisi che
attraversano
tutte le realtà produttive connesse al mondo
dell´automobile´.
Supporto
Alle Imprese - ´Il mio Assessorato - ha spiegato
Melazzini
- sta lavorando, per mettere da subito a disposizione
delle
imprese lombarde strumenti e risorse adeguate, per restare
sul
mercato e accrescere la competitività del sistema
produttivo´.
Regione Lombardia vuole liberare risorse da mettere
a
disposizione delle imprese e creare strumenti che diano la
possibilità
alle Mpmi di crescere, attraverso interventi su
diverse
direttrici.
Le Misure
Regionali - Un pacchetto di 25 milioni di euro è
dedicato
alle nuove imprese. Su ricerca e innovazione 16,43
milioni di
euro sono destinati a progetti di ricerca applicata e
sviluppo
sperimentale nell´ambito Smart cities end communities.
Per
l´internazionalizzazione è previsto un nuovo contributo di
5,5
milioni di euro. A sostegno delle aggregazioni di imprese
sono a
disposizione 6 milioni di euro. In tema di attrattività
Regione
Lombardia nel 2013 dedicherà 13,9 milioni di euro
complessivi
al Fondo per l´attrattività degli investimenti
(Aster).
Credito -
Sul tema credito, verranno riprogrammate le risorse
sui fondi
di ingegneria finanziaria, per 24 milioni, prevedendo
anche il
finanziamento del capitale circolante. Continua anche
l´azione
di ´Credito Adesso´, a sostegno del capitale
circolante,
e del Fondo di rotazione per l´imprenditorialità.
Sono in
fase di realizzazione strumenti innovativi come il
finanziamento
di crediti vantati dalle imprese verso la Pa.
Competitività
- Per sostenere le imprese lombarde in difficoltà
e
rilanciarne la capacità competitiva verranno dedicati 3
milioni di
euro alla definizione di Piani di rilancio aziendale,
proseguirà
e verrà rafforzata la Rete per l´affiancamento alle
imprese in difficoltà (Raid). |
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SAVONA, GIORNATA DELL´ECONOMIA: UNA GIORNATA PER RIFLETTERE |
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Savona, 20
giugno 2013 - L’economia savonese ha
vissuto nel 2012 e nella prima parte del 2013 un periodo particolarmente
critico, come dimostrano gli indicatori, inesorabilmente rivolti in basso,
illustrati il 19 giugno in occasione
della Giornata dell’Economia, dal presidente della Camera di Commercio di
Savona, Luciano Pasquale. Cala la produzione e l’occupazione, si riduce
l’attività nei servizi, frenano i consumi. In quattro anni la produzione di
valore aggiunto in provincia di Savona è scesa del 10 per cento a prezzi reali,
e tra gennaio 2011 e giugno 2013 il tessuto produttivo si è deteriorato perdendo
circa 1.200 imprese su uno stock iniziale di 28.920: in media hanno chiuso 10
aziende ogni settimana. Su una forza lavoro pari a 139 mila unità (metà della
popolazione provinciale, un dato notevolmente basso rispetto alla media
nazionale), gli occupati sono 111 mila, mentre 28 mila sono le persone che
cercano lavoro, portando il livello di disoccupazione “reale e percepito”
intorno al 20%, ben al di sopra dell’8,1% certificato dall’Istat.
Ad
ascoltare il Rapporto annuale della Camera di Commercio, quest’anno esteso alla
relazione sull’Economia della Liguria curata dalla sede di Genova della Banca
d’Italia, erano presenti nella Sala Magnano di Palazzo Lamba Doria il prefetto
Gerardina Basilicata, le autorità della provincia, rappresentanti delle
associazioni di categoria, imprenditori e, soprattutto, imprenditrici, in
occasione della contestuale consegna del Premio Impresa Amica delle Donne.
“Non
possiamo, tuttavia, fermarci ai dati negativi – ha detto il presidente Pasquale
- e soprattutto abituarci a non parlare più di crisi. Non stiamo attraversando
‘solo’ una fase negativa, ma siamo immersi in un cambiamento epocale. Una crisi
inizia e finisce: si scende e si risale. Il cambiamento è un’altra cosa:
nessuno è più come prima, cambiano le gerarchie, cambiano i modelli ed i
mercati. Dobbiamo essere preparati a questa mutazione, con idee nuove, maggiore
impegno, più qualità e tanta innovazione. Le imprese che sono in grado di farlo
reagiscono, la Camera è fortemente impegnata a sostenerle”.
Innovazione,
cultura d’impresa, start up, aggregazioni in rete possono dare prospettive ad
un diverso sviluppo economico, coltivando e impegnando le energie e la voglia
di fare che certamente non mancano in questa provincia. Lo dimostrano i dati
riguardanti le piccole imprese che hanno quest’anno accettato la sfida
dell’export: 148 sono andate alla ricerca di nuovi mercati, in Russia, Svezia,
Germania, Francia; lo scorso anno erano state 42. Le reti d’impresa (unioni tra
piccole aziende che si mettono assieme per fare massa critica), sono cresciute
da 2 (per un totale di 14 imprese in rete) a 4 (46 imprese), con altre 4 che
stanno costituendosi. I sostegni al credito valgono 1,3 milioni di euro
affidati ai confidi per rafforzare le garanzie prestate dalle imprese alle banche,
altri 300 mila euro sono stanziati in conto garanzia per prestiti
all’imprenditoria femminile, giovanile e sociale. Sono 240 le imprese che hanno
presentato istanza di contributo per la formazione, mentre le politiche per i
giovani ed il lavoro vedono la Camera impegnata direttamente nella gestione del
Campus universitario e nelle iniziative principali iniziative di orientamento
scolastico.
La Banca
d’Italia, con gli interventi di Letizia Radoni, direttore della sede di Genova,
e dell’analista territoriale Alessandro Fabbrini, ha allargato l’orizzonte
locale a quello regionale e nazionale, con indicazioni comunque omogenee
rispetto alle considerazioni svolte dal presidente camerale. “Nel corso del
2012 – hanno rilevato le analisi di Bankitalia – il credito al settore privato
in Liguria ha iniziato a ridursi. A fronte di una sostanziale stabilità dei
prestiti alle famiglie, la contrazione è stata determinata dai prestiti alle
imprese, con un calo più accentuato per quelle di piccole dimensioni”.
La Camera
di Commercio di Savona ha voluto far coincidere l’appuntamento, anche con la
cerimonia di consegna del Premio “Impresa Amica delle Donne”: un ringraziamento
a tutte le donne che vivono l’impresa ma anche uno stimolo, perché siano sempre
più numerose e attive nel cogliere le occasioni del cambiamento. Le imprese
premiate sono state nove. Presentate dalla presidente del Comitato per
l’Imprenditoria Femminile Anna Maria Torterolo, le aziende hanno ricevuto un
artistico vaso di vetro dalle mani del prefetto di Savona. I riconoscimenti
sono andati a: Agorà Group di Savona, Azzurra Service di Vado Ligure, Bitron di
Savona, Commerciale Delbalzo di Loano, Efi (Hotel Noris) di Finale Ligure,
Immobiliare Rosangela (Loano 2 Village) di Loano, Progetto Città di Savona,
Re.ca. Officine Meccaniche di Dego, Vivai Montina di Cisano sul Neva.
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APPELLO VENDOLA ASSOCIAZIONI CATEGORIA: "VIA IMPRESE CHE UTILIZZANO LAVORO NERO" |
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Bari, 20
giugno 2013 - “Non dovrebbero più fare parte del sistema associativo
imprenditoriale quelle aziende che utilizzano il lavoro nero. Occorre dire
basta al dumping basato sullo sfruttamento illecito. Solo espellendo queste
scorie dal sistema imprenditoriale, le imprese sane, quelle che davvero
rispettano i contratti collettivi e pagano i contributi, potranno riprendere
fiato. Per questo chiedo a tutto il sistema produttivo e alle associazioni
imprenditoriali di categoria di valutare la possibilità di fare una grande
azione epurativa e di fare squadra insieme con noi”.
E’
l’appello che il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola rivolge alle
associazioni imprenditoriali e all’intero sistema produttivo pugliese, messo
sotto scacco dagli effetti drammatici della crisi, dai problemi valutari e
dalla mancanza di controlli adeguati. “Tutti elementi – continua Vendola - che
stanno ammazzando il settore manifatturiero, soprattutto quello tradizionale,
quella legato al mobile imbottito, al Tac, alle piccole imprese artigiane”.
“Basta con le dichiarazioni di principio,
ormai non sono più sufficienti – aggiunge Vendola – è arrivato il momento di
dare una scossa forte e un segnale di cambiamento e di discontinuità. E questo
segnale deve passare da un intervento deciso delle associazioni
imprenditoriali. Mettere fuori cioè dal sistema associativo tutte quelle
imprese che non rispettano i diritti dei lavoratori e che utilizzano il lavoro
nero”.
Vendola
sottolinea “l’accordo straordinariamente importante che la Regione sta
chiudendo nel settore agricolo registrando una grandissima collaborazione, nei
fatti, da parte delle associazioni di categoria. È indispensabile – conclude
Vendola - allargare questa sensibilità a tutte le associazioni, degli
industriali, degli artigiani e del commercio”.
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BIOECONOMIA, UN MODELLO DI SVILUPPO COMPETITIVO E SOSTENIBILE |
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Verona, 20
giugno 2013- In Camera di Commercio, si
è parlato del settore delle biotecnologie nel corso del seminario “Bioeconomia
- Un modello di sviluppo competitivo e sostenibile”.
L’italia è
al terzo posto in Europa, dopo la Germania ed il Regno Unito, per numero di
imprese pure biotech (imprese che hanno come core business attività legate
esclusivamente alle biotecnologie), con un fatturato di 7.152 mln di euro ed
investimenti in ricerca e sviluppo per 1.832 mln di euro. Si tratta di un
settore il cui sviluppo può avere ricadute positive anche su ambiti più
“tradizionali”: sempre più aziende infatti valorizzano i propri processi
produttivi attraverso l’introduzione di prodotti e tecnologie biotech, per
migliorarne la qualità e la resa o diminuire l’impatto ambientale.
Le
biotecnologie trovano ormai applicazione in numerosi campi: la filiera tessile
e quella cartaria, l’industria agroalimentare e quella chimica, il settore
energetico e dell’ambiente, quello informatico e delle costruzioni. Le imprese
pure biotech vengono normalmente distinte in: red biotech – imprese che
utilizzano le biotecnologie applicate alla salute dell’uomo (sviluppo di
prodotti terapeutici, vaccini, tecnologie di drug delivery, metodiche di
diagnostica molecolare); green biotech – imprese biotecnologie agroalimentari
(produzione di piante e colture per applicazioni in campo alimentare, chimico,
produttivo, pharming molecolare, test per la rivelazione di ingredienti e
contaminanti in prodotti alimentari); white biotech – biotecnologie industriali
(produzione e lavorazione di prodotti chimici, materiali e carburanti,
tecnologie di risanamento ambientale); Gpta – Genomica, Protenomica e
Tecnologie Abilitanti (tecniche e metodiche di analisi della struttura e
funzione dei geni, analisi della struttura, interazioni e funzioni delle
proteine, tecnologie bioinformatiche, etc.).
Il
seminario si è aperto con l’intervento di Rita Fucci, Assobiotec, che,
presentando il Rapporto 2013 sulle biotecnologie in Italia, ha illustrato le
caratteristiche delle imprese del settore, sia per origine (si tratta in
maggioranza di imprese che nascono come start up o come spin off accademico)
che per dimensione (l’87% è costituito da imprese di piccole o micro
dimensioni) e distribuzione geografica; ha poi fatto alcune riflessioni sulla
posizione dell’Italia, in ambito europeo e mondiale, in termini di
finanziamenti ed incentivi, illustrando alcune proposte finalizzate a favorire
le attività di Ricerca & Sviluppo ed il reperimento di finanziamenti: in
particolare, ha evidenziato l’opportunità di introdurre in modo stabile un
credito d’imposta per le spese in Ricerca & Sviluppo, oltre alla necessità
di prevedere incentivi per l’innovazione e sviluppare gli investimenti nel
capitale di rischio, agevolando anche la formazione di fondi di investimento
specializzati. Commentando i dati sull’impatto della bioeconomia in Europa e
sul Pil italiano, Rita Fucci ha sottolineato come, proprio in questa fase di
difficoltà, le applicazioni biotecnologiche possano avere un impatto rilevante
anche sulle imprese tradizionali, per le quali l’utilizzo delle biotecnologie
potrebbe costituire l’occasione di innovare i propri prodotti e processi ed
affrontare così la crisi.
Si è
proseguito poi con la testimonianza della Microbion s.R.l., spin off
dell’Università di Verona, il cui presidente, Antonio Del Casale, ha illustrato
l’esperienza sua e dei suoi soci nell’avvio di una start up innovativa. In
particolare, Del Casale ha evidenziato, d’accordo con le altre imprese
presenti, l’esigenza di creare, anche sul territorio veronese, un incubatore
specificamente destinato alle imprese che lavorano sulle biotecnologie: queste
infatti richiedono, per la loro specificità, laboratori appositamente
attrezzati e spazi difficilmente reperibili per una singola impresa ma che
potrebbero invece essere messi a disposizione delle start up del territorio,
che in questo modo potrebbero meglio sfruttare e condividere le proprie competenze
e ridurre gli oneri derivanti dall´avvio dell´attività.
La
mattinata si è conclusa con l’intervento di Claudio Giuliano, il quale, in
rappresentanza di Innogest Sgr s.P.a., ente gestore della Linea Capitale di
rischio del Fondo Nazionale dell’Innovazione, ha illustrato le modalità di
investimento in progetti di valorizzazione di brevetti, basate su un
cofinanziamento pubblico-privato attraverso l’acquisizione di quote di
partecipazione (azioni o quote di capitale), sia di maggioranza che di
minoranza. Le risorse sono destinate ad imprese ad alto valore innovativo in
possesso di copertura brevettuale della soluzione proposta (ossia della
titolarità o della licenza di un brevetto o, in alternativa, di un rapporto di
ricerca “non negativo” su una domanda di brevetto non ancora concessa), che
potranno inviare un business plan, i cui contenuti, come le fasi del processo
di valutazione da parte di Innogest, sono stati illustrati da Giuliano. Le
modalità di investimento, ha puntualizzato Giuliano, seguiranno le normali
logiche degli investimenti di Venture Capital: la valutazione si baserà quindi
sull’analisi delle potenzialità di valorizzazione dei brevetti, del profilo di
rischio e del ritorno sull’investimento per gli investitori.
“Lo
sviluppo di imprese fortemente innovative – ha commentato Alessandro Bianchi,
Presidente della Camera di Commercio - è legato anche alla capacità del Paese
di sostenerle efficacemente, attraverso incentivi all’innovazione e progetti di
finanziamento. Questo è maggiormente vero per le piccole e medie imprese, che
costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico e sono, spesso, quelle
più penalizzate dai costi della brevettazione e dalla difficoltà di accesso al
credito. Iniziative in questa direzione sono state avviate negli ultimi anni,
basti pensare alle nuove misure per lo sviluppo delle start up ed ai
finanziamenti messi in campo dal Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta
adesso, per le nostre imprese, di riuscire a cogliere tutte le opportunità
offerte”.
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UNINDUSTRIA COMO GRUPPO GIOVANI: ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE |
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Como, 20
giugno 2013 - Si è tenuta mercoledì 19
giugno 2013, l’Assemblea del Gruppo Giovani Industriali di Como, presso il
Grand Hotel Imperiale di Moltrasio (Co).
Nel corso
della parte privata dell’Assemblea è stato eletto il nuovo Presidente del
Gruppo Giovani Industriali di Como per il biennio 2013-2015: Marco Taiana.
Nato il
05/01/1981, Consigliere e socio della Tessitura Taiana Virgilio Spa, partecipa
attivamente da oltre 5 anni alle attività del gruppo e nell’ultimo biennio ha
ricoperto la carica di consigliere.
Nel corso
dell’Assemblea sono stati eletti anche i membri del Consiglio Direttivo del
Gruppo per il biennio 2013/2015:
1. Anzani Marta Poliform
spa,
2. Bellotti Valentina Bellotti spa,
3. Briccola Carlo Bric´s
Industria Valigeria Fine spa,
4. Ciceri Olivia Osra
Industries srl,
5. Dell’oro Nicola D&d Abitare srl,
6. Pozzi Chiara Textra
srl,
7. Quintavalle Massimiliano La Vallee srl,
8. Riva Giorgio C.e.l.
Srl Unipersonale,
9. Taborelli Andrea Tessitura Serica A.m. Taborelli srl,
10. Valsecchi Daniele Orsucci 197cinque srl,
11. Verga Viola Sacco srl,
12. Zanfrini Serena Zetacarton spa.
Past
President: Rampoldi Alessandro Alecom
srl.
Invitati
permanenti:
Colombo
Federico Penn Italia srl,
Poliani
Stefano Sdm Energia srl,
Rusconi
Gianluca Rusconi Srl,
Santi
Guido Tessitura Luigi Santi
spa
L’assemblea
è proseguita nella parte pubblica, a partire dalle ore 18, con il seguente
programma:
Saluto del Past President di Unindustria
Como Ambrogio Taborelli
• Discorso del Past President Gruppo Giovani
Industriali Como Alessandro Rampoldi
• Saluto del neo eletto Presidente Gruppo
Giovani Industriali Como Marco Taiana
• Convegno: Il Gruppo Campari è una delle
maggiori Spa italiane, nota in tutto il mondo nel settore del beverage. Il
Direttore Generale Italia Jean Jacques Dubau spiega la strategia di sviluppo e
la forte attività di brand building dell´azienda.
Modera:
Franco Tagliaferri Vice Direttore Class Tv Msnbc
• Conclusioni: Presidente Comitato Regionale Giovani
Imprenditori Stefano Poliani.
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CUNEO, CALA L´ESPORTAZIONE NEL I TRIMESTRE 2013 RISPETTO AL 2012 |
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Cuneo, 20
giugno 2013 - Nel I trimestre del 2013
il valore delle esportazioni cuneesi di merci ha raggiunto quota 1,6 miliardi
di euro, registrando un calo dell’1,2% rispetto ai primi 3 mesi del 2012. La
flessione delle esportazioni della provincia Granda nei primi tre mesi
dell’anno risulta più intensa rispetto a quella realizzata a livello
complessivo nazionale (-0,7%), e in controtendenza rispetto al dato medio
regionale, che risulta, invece, in aumento (+1,2%).
Cuneo si
conferma comunque la seconda provincia esportatrice del Piemonte, generando il
15,8% del valore delle vendite regionali all’estero, dopo Torino, che detiene
una quota pari al 46,9%.
“La
provincia di Cuneo è messa a dura prova dalla crisi: anche le vendite
all’estero, la cui tenuta negli ultimi anni aveva consentito alla Granda di
contrastare la brusca contrazione della domanda interna, scontano nei primi
mesi del 2013 una diminuzione - ha dichiarato Ferruccio Dardanello, presidente
della Camera di Commercio di Cuneo - In questo contesto assumono un significato
ancora più evidente gli interventi che il sistema camerale ha messo in campo
per supportare le nostre imprese sui mercati esteri, quali gli sportelli “World
Pass” presso gli enti camerali di tutta Italia e i progetti integrati di
mercato e di filiera del Piano strategico di Unioncamere Piemonte e Regione
Piemonte. Tuttavia, in un momento così fragile, in cui l’intera Unione Europea
è in rallentamento, l’export da solo non può più costituire l’effetto traino
della ripresa. Occorre sempre più affiancare agli investimenti nei Paesi ad
alto potenziale di crescita anche interventi volti a sostenere la domanda
interna e a ridurre gli ostacoli strutturali per le imprese che operano
prevalentemente sul mercato domestico”.
Il calo
delle esportazioni non ha interessato tutti i principali settori delle vendite
cuneesi all’estero. Con una quota pari al 29,4% delle esportazioni provinciali,
il comparto dei prodotti alimentari e delle bevande ha registrato un aumento
delle relative vendite pari al +7,0%, risultato delle dinamiche positive
realizzate dai prodotti alimentari (+5,6%) e dalle bevande (+9,6%). I prodotti
agricoli hanno registrato una crescita delle esportazioni del +5,1%; anche i
settori della meccanica e dei prodotti in legno e della carta, che generano
rispettivamente il 15,2% e il 5,3% delle vendite all’estero, hanno realizzato
incrementi delle rispettive esportazioni (+13,7% e +9,2%). Sono risultate,
invece, in flessione le vendite all’estero degli articoli in gomma e materie
plastiche (-6,9%) e dei mezzi di trasporto (-22,6%).
Per quanto
concerne i mercati di sbocco, il bacino dell’Ue-27 ha attratto il 69,6% delle
esportazioni provinciali, contro il 30,4% dei mercati situati al di fuori
dell’area comunitaria. Il calo complessivo delle vendite cuneesi all’estero è
scaturito dalle dinamiche contrastanti esibite dalle esportazioni dirette ai
mercati dell’Ue-27 ed extra Ue-27: le prime sono diminuite del 7,5% rispetto al
I trimestre 2012, le seconde hanno, invece, rilevato un incremento del 17,2%.
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GENOVA - GIORNATA ECONOMIA, FOCUS SU GIOVANI IMPRENDITORI |
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Genova, 20
giugno 2013 - Sono quasi 7mila le
imprese under 35 in provincia di Genova, quasi il 10% del totale delle iscritte
al registro della Cdc (9,6% contro una media nazionale dell’11,5%) e sono
sostanzialmente stabili rispetto al 2011. Il dato emerge dal rapporto “Giovani
e imprenditorialità” presentato ieri alla Cdc di Genova, in occasione della
Giornata dell’Economia e della Trasparenza, organizzata in collaborazione con
il Gruppo Giovani Riuniti.
“Quest’anno,
d’accordo con Unioncamere nazionale, abbiamo deciso di dedicare la giornata
dell’economia a un tema portante – commenta Maurizio Caviglia , segretario
generale della Cdc di Genova- quello dei giovani imprenditori, perché il lavoro
dei giovani, sia esso autonomo o dipendente, è il punto su cui si giocano le
possibilità di ripresa della nostra economia e del nostro paese. Il secondo
focus è sulla trasparenza e la legalità, oggi al centro di molti dibattiti a
livello politico istituzionale, argomento che le Cdc hanno scelto di affrontare,
come sempre, con iniziative molto concrete, nel tentativo di rimuovere uno
degli ostacoli principali alla competitività internazionale delle nostre
imprese. Per i nuovi imprenditori è operativo il Servizio Nuova Impresa presso
il Centro Ligure della Produttività (Clp) in sinergia con le associazioni di
categoria locali, che assiste gli aspiranti imprenditori nelle fasi antecedenti
la creazione d’impresa”.
Secondo il
rapporto “Giovani e imprenditorialità”, l’82% delle under 35 genovesi sono
imprese individuali, due terzi delle quali si trovano nel capoluogo. Oltre a
prediligere le micro-imprese, i giovani imprenditori genovesi sembrano
orientarsi verso i piccoli comuni dell’entroterra: Propata e Valbrevenna sono
infatti i comuni della provincia in cui la quota di imprese giovanili è più
elevata (25%), seguiti da Fontanigorda (23%) e Vobbia (21%). Il capoluogo, con
una percentuale di imprese under 35 del 9,5%, è invece perfettamente in linea
con la media provinciale del 9,6%. Il fanalino di coda è Rondanina, dove non
c’è neppure un’impresa giovane.
Il settore
preferito dai giovani è a prima vista quello delle costruzioni, che registrano
una quota del 14% di imprese under 35; sappiamo però che questo dato è falsato
del fenomeno delle “false partite Iva” che caratterizza il mondo dell’edilizia
e in particolare i lavoratori stranieri. Di fatto, quindi, il settore preferito
dai giovani imprenditori, con una quota dell’11%, è quello delle attività
ricettive (alloggio e ristorazione).
Venendo al
genere, il rapporto è di un´impresa femminile
ogni tre maschili (le imprese a maggioranza femminile sono,
infatti, il 25,5% a livello provinciale
contro il 26,8% a livello nazionale) e il settore preferito dalle giovani
imprenditrici è quello dei servizi alla persona (6 su 10), seguito ancora una
volta da alloggio e ristorazione.
Cresce
invece il peso delle imprese straniere sul totale delle under 35, passata dal
27,8% del 2011 al 30,3% del 2012. Sono solo 17 (su un totale di 67) i comuni
della provincia genovese in cui non esiste nessuna impresa giovane straniera, e
fra questi, curiosamente, troviamo di nuovo Propata, Valbrevenna, Fontanigorda
e Vobbia, vale a dire i comuni con la maggior incidenza di imprese under 35. A
Genova la percentuale di imprese straniere sul totale delle giovani è del
34,6%. I settori preferiti dai giovani stranieri sono ancora una volta le
costruzioni, e vale anche qui il discorso delle false partite Iva, e il
commercio. I settori in cui i giovani italiani “resistono” sono invece
trasporti, alloggio e ristorazione. L’ultimo caso preso in esame nel rapporto
della Camera di Commercio è quello delle “startup innovative”, la nuova
tipologia di imprese introdotta dal decreto sviluppo e iscritte in una sezione
speciale del Registro Imprese: fra le 17 startup iscritte nella provincia di
Genova al 27 maggio 2013, il 60% ha almeno un amministratore che ha meno di 35
anni, e solo 1 su 4 è femminile.
Al termine
della presentazione del rapporto sono intervenuti Sarah Zotti, Presidente del
Gruppo Giovani Ance della provincia di Genova, Ilaria Natoli, Consigliere
Gruppo Giovani Imprenditori Ascom Confcommercio della provincia di Genova, ed
Emanuele Guglielmino, Team leader Iit (Istituto Italiano di Tecnologia), portando la propria testimonianza di giovani
imprenditori a Genova: due giovani donne e un uomo, anche se secondo il
rapporto, in provincia di Genova, è di un´impresa femminile ogni tre maschili.
Dalle
testimonianze dei giovani imprenditori
emergono alcuni punti di seguito sintetizzati.
Il tessuto
produttivo genovese (la cui vitalità in termini di associazionismo
imprenditoriale è ben rappresentata dall’esperienza degli 80 consorzi tra
commercianti che interessano 4.500 imprese) deve essere valorizzato perché chi
resiste in una situazione difficile merita una risposta adeguata delle
istituzioni e la fiducia del sistema creditizio locale, che pur a fronte di un
peggioramento delle condizioni generali dell’economia deve supportare le
richieste di liquidità degli imprenditori, che dopo anni di crisi mantengono
una politica cauta che determina una situazione meno grave che altrove delle
sofferenze e degli insoluti.
Il
recupero del territorio che emerge dalle scelte localizzative dei giovani
imprenditori è un fenomeno di notevole importanza per permettere la
sopravvivenza delle comunità locali.
Genova non
sta morendo perché è capace di reagire ma le istituzioni devono essere a fianco
delle imprese. Ci sono molti giovani
validi su cui puntare, così come si deve
puntare sulla vicinanza a Milano per poter essere la Riviera dell’Expo. Rischio
più grave è l’ improvvisazione in campo imprenditoriale (Zotti).
Il
commercio cerca di sopravvivere alla burocrazia e alla crisi dei consumi. Per il rilancio bisogna puntare sul turismo
ma per farlo la città deve essere vivibile (pulita e sicura) per i suoi
residenti; solo se chi vi risiede è contento di viverci potrà essere promosso
il ruolo turistico di Genova. La città e i suoi abitanti non hanno la
consapevolezza della sua bellezza e importanza turistica, nonostante Genova
2004 (Natoli).
L’idea
imprenditoriale basata sulle capacità e sulle competenze acquisite è l’unica in
grado di reggere alle difficoltà che un giovane imprenditore incontra quando si
mette sul mercato. L’esperienza raccontata da Emanuele Guglielmino ne è l’esempio:
competenze acquisite in esperienze all’estero e in Italia portano insieme
all’idea della “micro” turbina ad una esperienza vincente in espansione.
Iit realtà
in controtendenza rispetto alla fuga di cervelli tipicamente italiana: 600
ricercatori stranieri che hanno scelto di lavorare e studiare nel nostro Paese.
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RIETI - CIGS, CONVENZIONE PER ANTICIPARE LE INDENNITÀ AI LAVORATORI |
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Rieti, 20
giugno 2013 - La Camera di Commercio di Rieti, la Provincia di Rieti, la
Fondazione Varrone e la Cassa di Risparmio di Rieti spa hanno siglato una
convenzione finalizzata a concedere la concessione di credito a lavoratori di
dipendenti di aziende del territorio reatino in cassa integrazione guadagni
straordinaria (Cigs), anche in deroga.
Una
convenzione attivata dai quattro soggetti per sostenere la disponibilità di
reddito dei sempre più numerosi lavoratori e lavoratrici reatini/e che, in
seguito ai processi di ristrutturazione, riorganizzazione o chiusura delle
aziende per cui operano, non possono ottenere nella maggior parte dei casi,
proprio a causa dell’attuale situazione di crisi economica, l’anticipazione
delle indennità di Cigs o Cigs in deroga da parte dell’impresa in attesa
dell’erogazione da parte dell’Inps.
E’ stata
pertanto studiata la possibilità di intervenire con forme di anticipazione a
tasso zero del trattamento economico che il lavoratore o la lavoratrice vantano
nei confronti dell’Inps.
Vista la
rilevanza sociale dell’iniziativa, i firmatari della convenzione ne
diffonderanno i contenuti con un’intensa attività di comunicazione al fine di
far conoscere questa opportunità al maggior numero di lavoratrici e lavoratori.
Per
informazioni, la Camera di Commercio di Rieti è a disposizione contattando la
Dott.ssa Raffaella De Angelis.
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RAGGIUNTI ACCORDI IN REGIONE PER LAVORATORI EX EURODOR E LA RONDA |
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Potenza,
20 giugno 2013 - Salvaguardare i livelli
occupazionali. In quest’ottica si sono conclusi positivamente ieri mattina in
Regione presso il Dipartimento attività produttive le due vertenze riguardanti
gli ex lavoratori Eurodor, azienda di Tito scalo che produceva porte blindate e
i lavoratori dell’istituto di vigilanza ‘La Ronda’.
Per i 12
lavoratori della fallita società Eurodor, la cui mobilità ordinaria è già
scaduta, le parti (Regione, sindacati e azienda) hanno sottoscritto un accordo
per la richiesta degli ammortizzatori in deroga.
La società
Sagi che ha rilevato in parte le attività dell’ex Eurodor, ha dato la propria
disponibilità ad utilizzare i lavoratori dell’ex Eurodor srl nel corso del 2013
in relazione alla programmazione industriale aziendale.
A seguito
di una contrazione di commesse nell’ultimo periodo, l’istituto ‘La Ronda’ aveva
attivato per 19 lavoratori la procedura di mobilità. Dopo aver ascoltato le
parti datoriali e sindacali, l’assessore alle Attività produttive, Marcello
Pittella ha proposto il ritiro della procedura di mobilità, l’attivazione di un
contratto di solidarietà che dovrà interessare 100 unità lavorative ed una
contrazione di ore lavorate pari massimo al 60 per cento e per la durata di 12
mesi. Inoltre, le parti si sono impegnate a svolgere azioni idonee per il
recupero delle opportunità finalizzate al mantenimento degli attuali livelli
occupazionali. Il contratto di solidarietà non si applicherà agli addetti al
trasporto lavori, i responsabili dei servizi e le figure munite di
specializzazioni operative non fungibili. Infine, si procederà alla verifica
dell’accordo sottoscritto dalle parti entro il prossimo 31 dicembre 2013.
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MILANO - FRANCHISING: LOMBARDA UN´IMPRESA SU TRE IN ITALIA |
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Milano, 20
giugno 2013 - Sono 238 le imprese che gestiscono gli aspetti legali e di
servizio legati all’apertura e alla gestione dei franchising in Lombardia, il
30% del totale italiano di settore. Un settore che è stabile in Lombardia tra
2011 e 2012 ma in crescita in Italia del 6,5%. Milano è la prima provincia in
Italia per numero di imprese (164, 20% nazionale), seguita da Roma (8,9%),
Torino (5,6%) e Bologna (4,8%). Brescia al settimo posto tra le province
italiane. In Lombardia per servizi al settore fanno bene anche Bergamo e Monza
e Brianza mentre in un anno crescono soprattutto Bergamo (+18%) e Brescia
(+16%). Sono dati che emergono da un’elaborazione della Cdc di Milano sui dati
del registro delle imprese al quarto trimestre 2012 e 2011. I dati sono stati
presentati durante l´ottava “Conferenza
Nazionale del Franchising”. Nel corso dell’incontro, organizzato ieri da
Assofranchising in collaborazione con la Cdc di Milano, si è parlato dei numeri
del settore e del mondo del commercio che si è riunito per una riflessione
condivisa sulle emergenze, i nodi e le soluzioni di questo settore strategico
per l’Italia. Il presidente di Assofranchising Graziano Fiorelli, il presidente
di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli e il presidente di Confcommercio
Carlo Sangalli hanno presentato i rispettivi ambiti di competenza. Ne è emerso
un panorama generale di contrazione e regressione del quadro economico, con una
forte depressione dei consumi, in cui tuttavia si inseriscono alcuni dati
positivi per quanto concerne il franchising. Negli ultimi che quattro anni
“orribili” il franchising ha infatti mantenuto un segno positivo in termini di
giro d’affari (+4,4%), punti vendita (+1,6%) e insegne operative in Italia
(+14,1%), nonché, dato fondamentale, in termini di occupazione (+4,6%) con un
indice molto alto per ciò che concerne due fasce critiche della popolazione
come i giovani e le donne. Il franchising appare infatti in grado di dare
risposte concrete al problema occupazionale, come dimostrano una percentuale
pari al 38% di tutti i negozi in franchising, che sono aperti da donne.
Un quadro
economico che richiama con forza il “compito” che spetta alle istituzioni e
alle politiche pubbliche: “Le prospettive di modernizzazione del sistema Italia
e, con esso, del sistema distributivo sono ancora oggi ostacolate da un insieme
di vincoli pubblici - ha spiegato il presidente Fiorelli - alcuni di sistema,
altri più specifici. I vincoli di sistema sono sin troppo noti: la burocrazia e
i sovraccosti di ogni processo amministrativo. E poi le politiche di mobilità
delle persone, e delle merci, davvero arretrate. Sovraccosti logistici e
difficoltà per i consumatori a muoversi facilmente nei territori, e fra il
territori. E poi, ovviamente il costo del lavoro e il fardello fiscale. Abbiamo
un modello fiscale iniquo, insostenibile e obsoleto. Non oso neanche pensare al
fatto che si prenda in considerazione l’aumento dell’Iva. Non voglio proprio
crederci”. Ma il numero uno di Assofranchising non si ferma qui: “Purtroppo, ci
troviamo di fronte a serissimi vincoli e ostacoli specifici per il nostro
settore del franchising, mi riferisco alla legge 185/2000 che agevola
l’autoimpiego, al sistema del credito e alle modalità di supporto
all’internazionalizzazione”.
Richieste
puntali cui fa eco il Presidente di Confcommercio Sangalli, per il quale “è
evidente che il problema strutturale della nostra economia è la debolezza della
domanda interna, che non potrebbe in alcun modo sopportare l’aumento dell’Iva,
perché se malauguratamente il Governo decidesse di confermare quest’aumento dal
1° luglio noi avremmo diversi effetti negativi: un’ulteriore contrazione dei
consumi e un’ulteriore riduzione del Pil dello 0,1% con una perdita di 20mila
posti di lavoro; la penalizzazione soprattutto delle famiglie meno abbienti che
già adesso stentano ad arrivare a fine mese e hanno ridotto i consumi; altre
chiusure di esercizi commerciali; un impatto sui prezzi con un aumento dello
0,3-0,4% tra luglio e agosto, il cosiddetto effetto scalino. Appare quindi
necessario che l’esecutivo risponda a questa emergenza. Contestualmente occorre
individuare un percorso certo di riduzione della pressione fiscale su famiglie
e imprese perché l’attuale livello di tassazione è incompatibile con qualsiasi
concreta prospettiva di ripresa”.
Il
presidente di Federdistribuzione Cobolli Gigli sottolinea come la distribuzione
moderna Organizzata possa dare un contributo sostanziale alla ripresa del Paese
attraverso i suoi investimenti e la sua capacità di creare occupazione, purché
vengano garantiti alcuni elementi fondamentali: “Chiediamo che l’imprenditore
commerciale possa gestire con libertà i suoi impianti e la sua attività e che
nei mercati vi siano condizioni di reale concorrenza. Due principi sui quali
non è accettabile alcun passo indietro e che devono inserirsi in un quadro
economico che veda decise azioni del Governo in termini di riduzione del
sistema impositivo per consumatori e imprese e di riforme strutturali, per dare
nuova competitività al Paese e,soprattutto, per ridare slancio ai consumi.
Senza ripresa della domanda interna non è infatti pensabile uscire dalla crisi.
E’ lì che occorre puntare, poiché rappresenta il fattore di partenza e il
motore di tutto, compresa la crescita occupazionale”.
Una prima
risposta agli intervenuti e alla platea viene offerta per parte della politica
da Bruno Tabacci, deputato del Centro Democratico: “La protesta sull’iva è
all´ordine del giorno, il Governo sta facendo il possibile per scongiurarne
l’aumento, ma le coperture che è chiamato a trovare Saccomanni devono essere
vere non fittizie, credo che la serietà sia importante. Sono convinto comunque
che alla fine l’Iva sarà rinviata e che si troveranno i due miliardi necessari.
Poi pero’ dovremo affrontare delle riforme strutturali e ci sarà necessità di
trovare elementi concertati tra settori diversi”. Tabacci conclude con un
affondo a Berlusconi: “Non si può prescindere dall’Europa in quanto tale,
pensare di poterlo fare è da velleitari. Diffidare dagli apprendisti stregoni.
Silvio Berlusconi dice delle sciocchezze quando afferma di voler sforare sul
3%, è come se io quando ero assessore al Bilancio a Milano avessi detto
sforiamo che tanto non ci cacciano. Senza contare poi che il fiscal compact
origina dall´accordo dell´anticipo di bilancio voluto dal Governo Berlusconi
nel pieno della temperie finanziaria del 2011".
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BIELLA - RIFLESSIONI SULL´ANDAMENTO ECONOMICO |
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Biella, 20
giugno 2013 - Analizzare il passato e
indagare il futuro per impostare una programmazione strategica che promuova sul
territorio delle politiche efficaci di sviluppo economico. E´ questa la
filosofia che, anche quest´anno, ha guidato i lavori dell´11ª Giornata dell´Economia,
iniziativa nazionale del sistema camerale, che a Biella è stata organizzata il 19 giugno dalla Camera di Commercio di Biella in
collaborazione con l´Unione Industriale Biellese e tenutasi in mattinata a
Palazzo Gromo Losa.
Come di
consueto, per l´occasione è stato diffuso il compendio “Economia Biellese
2012”, l´annuario statistico provinciale curato da Cciaa e Uib, che fotografa
l´andamento economico e sociale del territorio laniero attraverso dati e
approfondimenti. La pubblicazione da ormai alcuni anni viene realizzata in
formato digitale, scaricabile gratuitamente dal sito camerale
www.Bi.camcom.gov.it , mentre su formato cartaceo è stata distribuita solo una
piccola sintesi rappresentativa delle informazioni tratte dal volume completo.
A
procedere all’apertura dei lavori della giornata, dopo il saluto del Presidente
della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Luigi Squillario, che ha messo a
disposizione la location di Palazzo Gromo Losa a Biella Piazzo, è stato il
Presidente della Camera di Commercio di Biella, Andrea Fortolan. In allegato
l’intervento completo.
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TORINO - DELEGAZIONE TURCA INCONTRA AZIENDE PIEMONTESI |
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Torino, 20
giugno 2013 - Da lunedì 17 fino al 21 giugno i referenti tecnici e acquisti di
Tuvasas, la più grande società di costruzioni ferroviarie in Turchia, sono a
Torino per incontrare 15 aziende piemontesi da loro selezionate. Il 21 giugno
un team di esperti illustrerà alle imprese piemontesi la situazione economica e
le possibilità di avviare e consolidare relazioni di affari in Turchia, nel
corso di un Focus che segna già il tutto esaurito con 130 adesioni. Al Focus
strutturato in una iniziale sessione plenaria, la mattina, e incontri di
approfondimento, nel pomeriggio, partecipano anche 3 grossi gruppi di
ingegneria e costruzioni turchi, specializzati in grandi interventi
infrastrutturali - costruzioni alberghiere, dighe, opere pubbliche - in arrivo
a Torino domani, che secondo un’agenda di appuntamenti b2b incontreranno circa
30 imprese piemontesi di progettazione, ingegneria, ma anche interior e
ambiente.
Il
programma di appuntamenti con Tuvasas fa parte del Progetto Integrato di
Filiera Torino-piemonte Railway, gli incontri con i gruppi di ingegneria
rientrano nel progetto Infrastrutture e Logistica, mentre il Focus fa parte del
Progetto Integrato di Mercato (Pim) Turchia, sostenuti da Regione Piemonte e
Camera di Commercio di Torino, nel primo caso con la Camere di commercio di
Cuneo e nell’ultimo con Unioncamere Piemonte. Tutti sono gestiti dal Centro
Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte).
“Il Forum
– sostiene Agostino Ghiglia, assessore a Innovazione e Ricerca di Regione
Piemonte - è l’occasione per evidenziare le opportunità che il tessuto
imprenditoriale piemontese può cogliere sui mercati globali, con particolare
attenzione alle aree più dinamiche ed economicamente vitali del Mediterraneo:
l’alto numero di adesioni conferma, d’altro canto, la necessità di sostenere
con convinzione attraverso i Progetti Integrati di Mercato la formazione e
l’implementazione di una rete di scambio efficiente che permetta da un lato la
condivisione degli alti standard tecnologici regionali, dall’altro una crescita
ulteriore degli attuali volumi di export, che già vedono il Piemonte al 10%
della quota nazionale”.
“Per
Torino la Turchia rappresenta un mercato di sbocco tradizionale, dove alcuni
grandi gruppi come Fiat e Ferrero sono presenti dal 1960 – commenta Alessandro
Barberis presidente della Camera di Commercio di Torino - Le nostre relazioni
con la Turchia sono sempre più numerose : nel settembre scorso insieme al
Sindaco Fassino abbiamo realizzato una missione per rafforzare le relazioni
istituzionali, economiche e turistiche e proprio a Istanbul abbiamo presentato
la candidatura vincente ad ospitare a Torino il prossimo congresso mondiale
delle Camere di commercio nel 2015. Negli ultimi anni abbiamo stretto un
accordo di collaborazione con la Camera di commercio di Bursa, mentre una
delegazione turca parteciperà al nostro Aerospace Meetings di ottobre”.
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GENOVA - RAPPORTO SULL´ECONOMIA PROVINCIALE 2012 |
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Genova, 20
giugno 2013 - Nella provincia di Genova
si confermano le difficoltà delle famiglie che
nella situazione attuale vedono ridursi il reddito disponibile con
conseguente erosione del patrimonio familiare ormai in atto da qualche anno.
L´andamento del reddito disponibile complessivo in provincia di Genova è
caratterizzato nel corso del periodo 2004-2011 da un tasso medio di crescita
inferiore a quelli della Liguria, del Nord-ovest e dell´Italia (1,1% contro
1,3%, 1,5% e 1,7% rispettivamente) e presenta due diminuzioni consecutive nel
2009 e nel 2010, così come il dato ligure. Il valore pro capite del reddito
disponibile in provincia di Genova è superiore a quello nazionale del 18,3% nel
2011 (era il 18,8% nel 2004) , oltre che sempre superiore al dato ligure e dal
2007 anche a quello del nord-ovest.
Dopo gli
anni di forte crescita del numero degli sportelli in Liguria e a Genova si
assiste ad un ridimensionamento del sistema bancario che riduce di 23 unità il
numero di sportelli in provincia di Genova e di 40 in Liguria. A Genova la
diminuzione è concentrata nel 2012 anno in cui il saldo negativo è di 14 unità.
La quota della Liguria sul totale Italia si mantiene costante al 2,9%. Il dato
degli impieghi per il totale dell’economia della provincia di Genova si attesta
a 22.850 milioni di euro a fine 2012. Sul fronte dei prestiti alle imprese, dal
gennaio 2006 al marzo 2009 essi sono aumentati a tassi tendenziali crescenti
fino al primo trimestre del 2009 per poi crescere ma a tassi velocemente decrescenti
nell’anno successivo. Tra aprile 2009 e ottobre 2010 gli stock di impieghi alle
imprese sono diminuiti costantemente, per poi riprendere a crescere da fine
2010 fino a buona parte del 2012 ma a tassi complessivamente inferiori a quelli
del precedente ciclo. I prestiti alle famiglie invece hanno continuato a
crescere a tassi tendenziali decrescenti per tutto il periodo considerato,
mostrando soltanto nel 2012 alcuni mesi in cui lo stock degli impieghi si è
ridotto rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Il valore dei
depositi per il totale della raccolta retail della provincia di Genova a fine
2012 è pari a 19.888 milioni di euro.
Le
imprese/unità locali operanti in provincia di Genova (dati Asia dell’Istat nel 2010 sono pari a 75.273,
in diminuzione di 332 unità rispetto al 2009 (un migliaio circa in due anni),
ed occupano 269.917 addetti, in drastica diminu-zione di circa 8.500
unità. Di queste, 60.401 (in aumento di
31) unità locali operano nel commercio alberghi e ristoranti e altri servizi rappresentando l’80,2% del totale mentre gli addetti complessivi del
terziario sono 199.579, in diminuzione di circa 5.000 unità (73,9% del totale).
La struttura economica provinciale è fortemente caratterizzata dalla presenza
del terziario che viene ribadita anche dal confronto con il dato nazionale,
dove gli addetti operanti nel settore sono il 64,6% del totale, e dal dato
degli addetti nel settore industriale, che in Italia rappresentano il 35,4% del
totale mentre in provincia di Genova si fermano al 26,1%. Solo lo 0,6% delle
unità locali della provincia ha più di 50 addetti (dato uguale alla media
nazionale), confermando così una delle principali caratteristiche del nostro
sistema imprenditoriale: la preponderante pre-senza di piccole e piccolissime
unità produttive. Questa caratteristica si ritrova considerando anche il numero
medio di addetti per unità locale, che è sostanzialmente identico per Genova
(3,6 addetti per unità locale), per la Liguria (3,3) e per l’Italia (3,6). Il
numero delle imprese attive a fine 2012 è pari a 71.198, un centinaio circa in
più rispetto a quelle del 31 dicembre 2011 (+0,2%), con tasso di crescita via
via rallentato da inizio anno (+0,6% nel 1° trimestre, 0,5% nel 2° trimestre,
+0,3% nel 3° trimestre), situazione indicativa di una minore vitalità del
tessuto imprenditoriale in provincia nella seconda metà dell’anno. Il risultato
del quarto trimestre (-130 imprese) è il peggiore degli ultimi quattro anni, quello del terzo
trimestre è inferiore a quelli del 2010 e del 2011, ed in peggioramento
rispetto al 2011 sono anche i dati del primo e del secondo. Nelle forme
giuridiche saldi positivi tra iscritte e cessate per le società di capitale
(+191 unità), le imprese individuali (+187, dato legato anche in questo caso
alla componente straniera), negativi
quello delle società di persone (-70) ) e delle altre forme (-4). Delle 71.198
imprese a fine 2012 le femminili sono 17.091, stazionarie rispetto alle 17.090
di un anno pri-ma. Esse rappresentano meno di un quarto del totale e questo
dato risulta in calo da qualche anno. Si tratta probabilmente di un segnale di
scoraggiamento da parte delle possibili imprenditrici di fronte alla crisi.
Il valore
aggiunto pro capite della provincia è pari a 25.156 euro inferiore a quello del
Nord Ovest (28.251 euro) ma superiore a quello delle altre province liguri
(Savona 24.461 euro, Imperia 22.876 euro e La Spezia 22.350 euro) e a quello
medio nazionale (23.238 euro). La provincia è l’unica in Liguria che vede
aumentare tra il 2009 e il 2011 il valore aggiunto pro capite a valori correnti
(+0,7%), ma nonostante questo la sua po-sizione in graduatoria è peggiorata dal
33° al 39° posto in due anni. Il valore aggiunto per settore evidenzia un dato
vicino all’82% del peso dei servizi sul totale dei settori se-guita
dall’industria con il 18%. Il peso dei servizi è superiore a quello registrato
nel nord-ovest di circa 12 punti percentuali e grande anche la differenza
rispetto al totale nazionale (dove il terziario pesa per il 73,2%). A conferma dell’importanza che hanno in
provincia le imprese di grandi dimensioni il valore aggiunto pro-dotto dalle
Pmi nella provincia si attesta al 69% mentre in Liguria raggiunge il 73,6% (con
dati superiori all’80% nel caso di Imperia e Savona), nel Nord-ovest il 74,9% e
in Italia il 75,2%. L’analisi dei risultati economici delle imprese obbligate
al deposito del bilancio su un periodo di tre anni dal 2009 al 2011 conferma
che a partire dal 2010 si sono cominciati ad intravvedere segnali di
miglioramento nei risultati economici delle 7.590 società considerate:
- il
valore della produzione complessivo di questo gruppo cresce tra il 2009 e il
2011 del 27,4%;
- In aumento anche il valore aggiunto che nel
2010 raggiunge quasi i 5 miliardi di euro (+ 11,4% tra il 2008 e il 2010 e +
8,7% nell’ultimo anno).
- da
segnalare, infine l’aumento del
risultato netto che è stato quasi del 30% tra il 2009 e il 2010, ma un forte
ridimensionamento nel 2011 in linea con
l’andamento del risultato ante imposte.
Continua
la corsa dei fallimenti in provincia di Genova: risultano infatti in totale 159
sentenze di fallimento, il 6,7% in più rispetto al 2011 (149) e il doppio
rispetto al 2008 (79). Fortissima la sofferenza nel commercio, il settore più
penalizzato con il 39% dei fallimenti (di cui il 27% negozi e il resto alberghi
e ristoranti), seguito a ruota da industria/costruzioni (34,6% dei fallimenti
di cui 20,1% nella sola edilizia). Seguono le altre attivi-tà (17,6%) e
trasporti (8,8%). Le società che falliscono di più sono le s.R.l. (69% del
totale), mentre quelle con il maggior incremento dal 2008 sono le ditte
individuali (+200%). Si è fermata la discesa dei protesti nel 2012: sono 9.154
i protesti registrati in provincia di Genova lo 0,1% in più rispetto al dato
del 2011. Il valore complessivo dei titoli protestati nel 2012, pari a
12.220.400 euro, è in calo del 12% rispetto all’anno scorso, decremento dovuto
principalmente alla diminuzione del valore degli assegni.
L’andamento degli indicatori del mercato del
lavoro in provincia mostra un peggioramento della situazione per la componente
femminile, mentre per i maschi si assiste ad una sostanziale tenuta. Il tasso
di disoccupazione aumenta tra il 2011 e il 2012 dal 6,9% al 7,8% spinto da
quello femminile che cresce di due punti dal 7,2% al 9,3%, mentre quello
maschile scende dal 6,6% al 6,5%. Il tasso di attività complessivo si riduce di
due decimi dal 49,1 al 48,9%, quello maschile è stabile e quello femminile
perde quattro decimi (da 41,6% a 41,2%). Il tasso di occupazione complessivo
dal 63,8% del 2011 scende al 63%, condizionato dal drastico ridimensionamento
di quello femminile (dal 57 al 55%), mentre quello maschile aumenta di 4
de-cimi di punto (dal 70,7 al 71,1%).Complessivamente le persone in cerca di
occupazione sono aumentate di circa 3mila unità da 26.100 a 29.300. Le ore
totali di cassa integrazione concesse nel 2012 in provincia di Genova, secondo
l’Inps, sono 8.107.649 in diminuzione rispetto al 2011 del 14,4% e rispetto al
2010 del 6,5%.
Nel 2012
il porto di Genova vede un buon andamento soltanto nel traffico contenitori
che, con un tasso di crescita dell´11,8%, raggiunge il massimo storico oltre i
2 milioni di teu confermando il proprio ruolo trai-nante sull´economia portuale
genovese. Sostanzialmente stabile il dato complessivo del movimento portua-le,
anche se in leggera flessione; negativo l´andamento del traffico passeggeri con
i traghetti ancora in fre-nata (-14,7%) e le crociere che mantengono il livello
del 2011. Dopo il massimo storico dei passeggeri del 2011, il 2012 segna
un´inversione di tendenza per aerei e pas-seggeri, conseguendo comunque un buon
risultato nel secondo indicatore che perdendo meno del 2% ri-spetto al 2011
segna il secondo risultato di sempre. Il 2012 segna risultati positivi per merci
e posta anche se entrambe le variabili mantengono andamenti non buoni.
Il
movimento turistico alberghiero è stato caratterizzato anche nel 2012 da un
andamento migliore, così come nel 2010 e nel 2011, per la componente straniera,
che presenta minime variazioni positive, ma che consentono di raggiungere i
massimi storici di arrivi e presenze.
Complessivamente gli arrivi, che scendono di circa 60mila unità,
decrescono di quasi il 5%, dato condiziona-to pesantemente dal -8,8% della
componente nazionale. Le presenze diminuiscono nel complesso del 5,9% pari a
167.352 notti in meno, con perdita a due cifre per la componente italiana che
registra un - 11,3%. Le quote degli
stranieri sul totale del movimento alberghiero provinciale sono aumentate tra
il 1995 e il 2012 dal 30,5% al 45,8% nel caso degli arrivi e dal 30,5% al 47,3%
nel caso delle presenze.
Migliora
il saldo commerciale della provincia di Genova tra il 2011 e il 2012 in quanto
le stime parlano di una riduzione delle importazioni del 5,0% a fronte di un
incremento dell’1,6% delle esportazioni
con il sal-do negativo che passa da quasi 806 milioni di euro a poco
meno di 559 milioni con una riduzione del deficit import-export provinciale
superiore in valore assoluto al 36%. Nella composizione percentuale per
macrosettore delle importazioni e delle esportazioni si nota l’importanza dei
settori dell’ industria più caratterizzanti della struttura produttiva della
provincia: in import Metalmeccanica ed elettronica con il 38%, Chimica gomma e
plastica 18,6% e Altre industrie 27,1%; in e-xport il 57,4% (quota in
diminuzione) è legato a Metalmeccanica ed elettronica, il 21,8% a Chimica,
gomma e plastica e il 13,4% ad Altre industrie. La Germania mantiene la prima
posizione tra i paesi da cui la provincia importa, pur diminuendo il dato del
9,5%, seguita da Iraq (+154,9% in un anno) e Cina (+13,3%); il flusso verso il
primo mercato di sbocco per le nostre esportazioni (Stati Uniti) è in diminuzione del 24,4% tra
il 2011 e il 2012, la Germania crescendo del 7,8% mantiene la seconda piazza,
con la Francia terza in diminuzione del 5,5%.
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MILANO - QUASI 600 MILIONI DI EURO L’EXPORT DELLE BICI MADE IN ITALY |
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Milano, 20
giugno 2013 - Il comparto delle biciclette in Lombardia conta 135 sedi
d’impresa distribuite sul territorio regionale, in crescita dell’1,5% in un
anno e pari a un quinto (20,6%) del totale nazionale. Ed è di quasi 600 milioni
di euro il valore delle esportazioni di biciclette e parti di bici “made in
Italy” nel mondo, +10% in un anno. In calo l’export di bici complete (-6,6%) ma
più che bilanciato dalla crescita dell’export di parti di biciclette (+16,6%).
Tra le province lombarde prime in Italia: Milano, Bergamo, Varese, Brescia,
Monza. Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati
del registro delle imprese e Istat negli anni 2012 e 2011.
Interscambio
di biciclette. Ha superato il mezzo miliardo di euro l’export italiano nel 2012
tra biciclette (136 milioni di euro) e pezzi di ricambio (437 milioni) a fronte
di circa 400 milioni di euro di importazioni. Le biciclette made in Italy sono
richieste soprattutto dal mercato europeo (91,2%) mentre le parti di bici,
oltre che in Europa (63% del totale), anche da Cina e Asia orientale (13%),
Stati Uniti e Canada (11%).
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DALLA REGIONE 2,5 MILIONI PER IL POLO FIERISTICO-CONGRESSUALE DI AREZZO. ROSSI: “UNA REALTÀ CHE VUOLE CRESCERE” |
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Firenze 20
giugno 2013 – Arezzo Fiere e Congressi è una realtà importante del settore
fieristico nazionale, con particolare riferimento all’oreficeria e al settore
agro-alimentare: olio, vino e agriturismo. Oggi si propone, forte di una nuova
struttura, anche nel settore congressuale, che si giova di una collocazione
geografica strategica al centro dell’Italia. Il progetto è in fase di
completamento e porterà l’offerta degli spazi dagli attuali 16mila metri quadri
espositivi a 25mila metri quadri complessivi.
E mentre
sta completando i lavori previsti, Arezzo Fiere e Congressi ha già approvato un
ulteriore aumento di capitale pari a 6 milioni 500mila euro, da far
sottoscrivere entro il 2013 ai propri soci, per il completamento ottimale di
tutti gli interventi. La Regione ha già risposto stanziando poco meno di 2
milioni e mezzo, che la Giunta regionale ha approvato nella seduta di lunedì
scorso.
“Si tratta
di un riconoscimento importante e dovuto – commenta l’atto il presidente Enrico
Rossi – ad una realtà che vuol crescere in sintonia con le richieste del
mercato restando fedele e legata alla vocazione produttiva del suo territorio
di riferimento. Sono orgoglioso, come ho già avuto modo di dire, quando mi
sento ricordare Arezzo come una delle capitali dell’oro ovunque io vada, in
particolare all’estero”.
“La
volontà di Arezzo Fiere e Congressi di ampliarsi, investendo e diversificando,
in tempi certo non facili – aggiunge Rossi – dimostra che si intende
rispondere, creando strumenti nuovi per essere preparati alla ripresa; e
comunque di essere in grado di reagire alle sfide dell’economia globalizzata.
Qui come nel resto della regione, c’è una Toscana certamente in difficoltà, ma
convinta di poter riprendere un cammino di sviluppo”.
“Su questa
via chi intende ripartire troverà il governo regionale al suo fianco, disposto
a investire e supportare fin dove potrà – è la conclusione del presidente -. Le
scelte di governo dell’economia che fanno riferimento alla ripresa intendiamo
articolarle sul fronte più ampio, perché oggi non si può pensare allo sviluppo
del settore manifatturiero senza vederlo immediatamente collegato anche ai
flussi turistici in tutte le loro articolazioni, di cui il congressuale non è
certo il meno importante, e all’industria culturale. Un fronte unico per un
unico scopo: ridare fiato alla nostra economia per ridare lavoro, soprattutto
ai giovani toscani eredi di una tradizione secolare, e alla loro voglia di
dimostrare tutte le qualità possedute”.
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