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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 09 Luglio 2013 |
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OTTENERE IL MASSIMO DALL´ELETTRICITÀ DOMESTICA |
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Bruxelles, 9 luglio 2013 - I grandi elettrodomestici
per la casa, come frigoriferi e lavatrici, sono responsabili per una grande
quantità del consumo giornaliero di corrente elettrica. Un progetto finanziato
dall´Ue ha sviluppato un sistema che aiuterà voi e i vostri vicini a
ottimizzare il consumo energetico a casa.
Il progetto Beywatch ("Building Energy
Watcher"), guidato dalla spagnola Telefonica Investigacion y Desarrollo,
ha sviluppato un sistema innovativo, consapevole del consumo di energia, flessibile
e incentrato sull´utente per monitorare l´uso energetico domestico.
Il sistema collega i vecchi dispositivi di consumo già
presenti nella vostra casa con una nuova generazione di elettrodomestici
consapevoli del consumo di energia in una rete comune. Tra le loro
caratteristiche ci sono i contatori multilivello, un maggiore controllo, la
programmazione basata sulla domanda di energia (ovvero le tariffe non nel
periodo di punta) e la capacità di impostare preferenze personali.
Pianificando e controllando il funzionamento degli
elettrodomestici affamati di energia, il sistema Beywatch mira inoltre a
ridurre al minimo i picchi nella distribuzione di energia. Questo aiuterà a
equilibrare il carico energetico tra le reti di distribuzione dell´energia, a
livello domestico, della strada e del quartiere. Il risultato è un profilo del
consumo energetico su larga scala più prevedibile.
Inoltre, Beywatch ha lavorato per sviluppare e
integrare un innovativo sistema combinato fotovoltaico/solare (Cps) in grado di
fornire elettricità e acqua calda per gli elettrodomestici come la
lavastoviglie. Questo riduce il costo dei cicli per riscaldare l´acqua. E il
sistema Cps è persino in grado di generare un´eccedenza di energia elettrica,
che può essere usata a casa o immessa nella rete elettrica in uno schema
inverso di generazione/distribuzione dell´energia.
Beywatch ha sostanzialmente prodotto una piattaforma
per integrare prodotti eterogenei, economici e consapevoli del consumo di
energia in un sistema più efficiente e accessibile per la distribuzione
dell´energia elettrica. Questo inoltre indica la strada verso un approccio più
flessibile e raffinato alla gestione della domanda di energia, ora da molti
considerata un punto chiave per i futuri sistemi elettrici e di grande
interesse per i distributori e rivenditori di energia.
Una maggiore flessibilità aiuterà in particolare le
reti a far fronte ai picchi di carico sulla rete, che stanno crescendo sempre
di più ogni anno. Il nuovo sistema fornisce un accesso a informazioni in tempo
reale sul consumo, oltre a rapporti comprensibili e confronti con i consumi del
passato. Per i consumatori di energia elettrica, questo significa informazioni
più chiare su come risparmiare elettricità facendo allo stesso tempo la propria
parte per salvaguardare l´ambiente.
I partner del progetto affermano che i loro modelli di
produzione e consumo dell´elettricità, e i risultati delle simulazioni sono
stati resi disponibili per i progetti collegati, per essere usati come
materiali di riferimento per ulteriori studi.
Una possibile area di lavoro potrebbe concentrarsi
sugli edifici commerciali e industriali. Gli schemi di utilizzo e le necessità
energetiche di questi edifici sono molto diversi da quelli osservati nelle case
e la conoscenza acquisita attraverso un lavoro di questo genere potrebbe essere
usata per migliorare ulteriormente il consumo energetico globale e per ridurre
le impronte ambientali.
Per maggiori informazioni, visitare:
Telefonica Investigacion y Desarrollo
http://www.Tid.es/en/pages/default.aspx
Beywatch
http://www.Beywatch.eu/
Scheda informativa del progetto
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/89235_it.html
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COME LE RINNOVABILI ABBASSANO IL COSTO DELL’ENERGIA. LO SPIEGA APER CON LO STUDIO SUI BENEFICI DELLE FER SUL PREZZO DELL’ENERGIA |
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Milano, 9 luglio 2013 - C’è chi dice che siano le
principali responsabili del caro bollette. E invece le rinnovabili abbassano il
costo dell’energia elettrica anche fino ad annullarlo in certi casi. E’
successo per la prima volta domenica 16 giugno 2013: in Italia per 2 ore
l´elettricità ci è costata zero euro! Zero inquinamento e zero costi quindi!
L’evento si è reso possibile grazie all’ormai elevata presenza di impianti che
trasformano sole, vento, acqua e biomasse in energia. E in futuro potrebbe
diventare sempre più frequente grazie alla crescente e auspicata penetrazione
delle rinnovabili nel mercato elettrico italiano.
Come ciò avvenga lo spiega Aper con la pubblicazione
“Le energie rinnovabili e il mercato elettrico - I benefici delle rinnovabili
sul prezzo dell’energia”, che, nello specifico, analizza il rapporto tra la
presenza di fonti rinnovabili nel mercato dell´energia elettrica e
l´abbassamento del prezzo dell´elettricità, ovvero il fenomeno del “peak
shaving”.
E’ possibile scaricare un’anteprima dello studio dal
sito aper.It.
La versione integrale del lavoro sarà presentata
dall’autore giovedì 18 luglio a Milano nella sala Saba dell’Hotel Doria.
Seguirà una tavola rotonda a cui parteciperanno Aeeg, Terna, Gse, Greenpeace e
Altroconsumo, moderata dal giornalista scientifico Roberto Rizzo, collaboratore
del Corriere della Sera. La partecipazione all’evento è gratuita, previa
registrazione all’indirizzo segreteria@aper.It
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570 MILIONI DI EURO A TERNA PER LA RETE ELETTRICA NEL SUD ITALIA |
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Roma, 9 luglio 2013 - Il contratto di finanziamento
per 570 milioni di euro siglato ieri a Roma tra la Banca europea per gli
investimenti (Bei) e di Terna, società di gestione della rete elettrica
d´Italia, si concentra sugli investimenti in Italia meridionale. La Bei era
presente alla cerimonia della firma da Dario Scannapieco, il suo vicepresidente
responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani occidentali, e Terna
per il suo amministratore delegato, Flavio Cattaneo.
In particolare, il prestito contribuirà a sostenere
2012-2016 piano di Terna di cinque anni per sostenere la rete di trasmissione
di energia in Italia, pari a oltre 1 miliardo di euro. Il piano è suddiviso in
14 progetti individuali in tutta Italia, ma con particolare attenzione
alle Regioni Convergenza Campania,
Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale dei finanziamenti della Bei, è
destinato a progetti situati in queste regioni.
Il progetto di punta sia in termini di dimensioni e di
importanza strategica è l´interconnessione Sorgente-rizziconi, la sezione della
griglia tra isola più grande d´Italia, la Sicilia, e la Calabria. A causa della
sua importanza, questo progetto riceve anche finanziamenti Ue di 110 milioni di
euro nell´ambito del Eepr (programma energetico europeo per la ripresa).
Il prestito di Terna è in linea con le priorità
operative della banca di Ue in due modi, in particolare. La Bei sostiene
progetti per migliorare le reti di energia - vitale per la riduzione dei costi
energetici e di ridurre le differenze di prezzo tra le regioni. Per essere
efficaci, questi piani sono anche orientati a migliorare il collegamento dei
sistemi di generazione di energia rinnovabile per la rete, che contribuirà a
ridurre le emissioni di anidride carbonica.
Inoltre, la posizione geografica nel sud Italia di più
di due terzi dei progetti carillon con la politica della Bei, sin dalla sua
istituzione di finanziare operazioni chiave in regioni svantaggiate al fine di
favorire la crescita armoniosa socio-economica all´interno dell´Unione europea.
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BOLZANO, EFFICIENZA ENERGETICA: LA NORMATIVA ALTOATESINA RESTA INVARIATA |
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Bolzano, 9 luglio 2013 - L´alto Adige è stato più
veloce dello Stato nell´applicazione delle direttive Ue sull´efficienza
energetica, quindi la normativa autonoma resta valida anche dopo quella varata
in un secondo tempo da Roma: "Possiamo pertanto continuare a lavorare con
il nostro modello di successo Casaclima", sottolinea l´assessore
provinciale Elmar Pichler Rolle, che ringrazia anche i senatori altoatesini a
Roma per l´impegno nel mantenimento della regolamentazione locale.
Già nello scorso marzo la Giunta provinciale ha
recepito le direttive Ue sull´efficienza energetica complessiva elaborando una
specifica regolamentazione. Lo Stato invece ha affrontato la questione sono
adesso, "ma anche grazie agli interventi dei senatori altoatesini Karl
Zeller, Hans Berger e Francesco Palermo le nostre disposizioni restano comunque
invariate rispetto a quelle statali", spiega l´assessore Pichler Rolle.
Tra le conseguenze pratiche vi è la possibilità di poter proseguire con
l´applicazione del modello di successo Casaclima.
"È importante che Roma torni a mandare segnali
positivi a Bolzano sul piano del riconoscimento della normativa locale,
confidiamo che si possa proseguire su questa strada", commenta Pichler
Rolle. Sul piano tecnico è molto significativo il fatto che grazie alla nuova
regolamentazione il cittadino possa richiedere due agevolazioni fiscali
distinte per il risanamento dell´edificio e per gli interventi tecnici sull´immobili:
beneficerà di un massimo di 96mila euro per ciascuna tipologia, quindi
complessivamente 192mila euro di detrazioni.
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LOMBARDIA: A ´CASCHI GIALLI´ RISPOSTE CONCRETE GIORNATA NELLA COLLERA ANNUNCIA TAVOLO IN REGIONE EDILIZA IN CRISI PERSI 47.300 POSTI DI LAVORO IN 5 ANNI |
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Milano, 9
luglio 2013 - ´Il settore dell´edilizia
e delle
costruzioni, che in Italia dà lavoro al 22% degli
occupati nel
comparto dell´industria, ha perso quasi 700.000 posti
dal 2008
a oggi, numeri che si traducono in 47.300 persi nella
sola
Lombardia, cioè il 13.1%. Significa che il tempo delle
promesse
e delle parole è ampiamente scaduto e che la
manifestazione dei
´caschi gialli´ non è una protesta, ma un segnale
forte alla
politica che deve dare risposte concrete´. Lo ha
detto questa
mattina Viviana Beccalossi assessore al Territorio e
Urbanistica
di Regione Lombardia, in occasione della ´Giornata
delle
vessazioni´ organizzata dalle principali associazioni
della
filiera delle costruzioni che hanno manifestano contro
gli oltre
cento adempimenti burocratici che frenano chi investe
risorse e
crea occupazione.
Dati Situazione Settore - ´In Lombardia - ha
continuato Viviana
Beccalossi - la situazione economica del settore è drammatica,
con gli investimenti in costruzioni che secondo le
stime di Ance
(Associazione nazionale costruttori edili) oggi
ammontano a 23,3
miliardi di euro e si sono ridotti di un quarto dal
2008 a oggi.
Per le nuove costruzioni il trend rispetto al 2011 è
in calo del
14.7%, con un -56.8% dall´inizio della crisi´. Altro
dato
preoccupante è quello relativo all´accesso al credito
per le
imprese: in Lombardia il flusso di nuovi mutui per
investimenti
nel settore abitativo tra il 2007 e il 2012 è
diminuito del
49,3%, con picchi del 72% a Mantova, del 70% a Brescia
e del
61,8% a Bergamo (la media nazionale è del 48,8%). Di
riflesso,
la stretta arriva anche sui cittadini, con un calo dei
mutui
erogati del 61.2% in cinque anni.
Cantiere Dei Caschi Gialli - L´assessore Beccalossi ha
annunciato che nei prossimi giorni Regione Lombardia
darà vita
al ´Cantiere dei caschi gialli´, un tavolo di
confronto per
programmare la politica dell´edilizia insieme a tutti
gli
addetti del settore. ´Un ulteriore segnale
d´attenzione - ha
aggiunto Viviana Beccalossi - dopo che come primo atto
del
Governo Maroni, abbiamo sbloccato 3.000 cantieri
grazie alla
legge sui Pgt, i Piani di governo del territorio. Un
provvedimento seguito da un intervento diretto di 500
milioni
già messo a disposizione delle imprese e 200 milioni
destinati
agli Enti locali
per poter pagare i fornitori e finanziare
nuovi investimenti andando oltre alle logiche del
Patto di
stabilità´.
Interventi Regione Per Dare Ossigeno Alle Imprese -
´Tutti
questi interventi - ha concluso l´assessore Beccalossi
- che,
insieme al processo di sburocratizzazione avviato la
scorsa
legislatura dall´assessore Maccari e proseguito oggi
dalla nuova
Giunta, servono a dare ossigeno, ma e non possono
sostituirsi a
una riforma vera e definitiva della pubblica
amministrazione,
che deve superare la propria autoreferenzialità. Se
ogni
imprenditore che investe deve continuare a rispondere
a decine
di funzionari diversi e magari scollegati tra loro,
questo Paese
difficilmente
potrà riprendersi dalla crisi´. |
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UMBRIA: G.R. APPROVA BANDO PER SELEZIONE PROGETTI DI MIGLIORAMENTO EFFICIENZA ENERGETICA EDIFICI |
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Perugia, 9
luglio 2013 - Ha come obiettivo la selezione di interventi per la realizzazione
di un catalogo di buone pratiche sul miglioramento dell´efficienza energetica
degli edifici, il bando approvato dalla Giunta regionale dell´Umbria su
iniziativa dell´assessore all´ambiente, Silvano Rometti.
L´avviso, che
sarà pubblicato prossimamente e la cui scadenza per la presentazione delle
domande è fissata per il 31 ottobre 2013, rientra tra le iniziative previste
nell´ambito del Programma transnazionale "Med 2007-2013", al quale la Regione Umbria ha aderito con un
progetto incentrato sul tema dell´efficienza energetica denominato
"Marie" (Mediterranean Building Rethinking for Energy Efficiency
Improvement) e iniziato ufficialmente nel 2011, con scadenza fissata per la
fine del 2014. La Regione Umbria, all´interno dell´iniziativa, è stata
individuata come responsabile della comunicazione e della divulgazione delle
attività che saranno sviluppate anche con lo scopo di favorire e migliorare lo
scambio di conoscenze nel campo dell´efficienza energetica.
"Una
delle azioni previste dal progetto - ha spiegato l´assessore Rometti - è
proprio quella relativa alla raccolta di esperienze significative a livello
regionale sul fronte degli interventi di miglioramento dell´efficienza
energetica realizzati su edifici esistenti o di nuova costruzione e, attraverso
i quali, si sia conseguita un´elevata riduzione dei consumi energetici. Proprio
con lo scopo di diffondere gli interventi più significativi realizzati sul
territorio, la Regione Umbria, in condivisione con il Department of Territory
and Sustainability of the Government of Catalonia, che è partner capofila del
progetto, ha stabilito la pubblicazione del Bando di selezione per la realizzazione
di un catalogo regionale. L´avviso - spiega l´assessore Rometti - sarà pubblicato anche dagli altri partner del
progetto con le medesime modalità, le proposte migliori selezionate da ogni
partner, saranno successivamente valutate da una Commissione internazionale,
presentati e premiati nel corso di un evento finale che si terrà a Barcellona
nell´ottobre 2014".
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LIGURIA: OLTRE 7 MILIONI PER IL RECUPERO DI EDIFICI DISMESSI E LA CREAZIONE DI ALLOGGI SOCIALI |
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Genova, 9 Luglio 2013 - Oltre 7 milioni di euro per dare il via ad un
recupero diffuso di edifici pubblici e privati per la creazione di alloggi di
edilizia residenziale sociale. Sono stati stanziati venerdì 5 luglio dalla
Giunta regionale, su proposta dell´assessore alle politiche abitative, Giovanni
Boitano per andare incontro alle esigenze delle persone più fragili che
avrebbero difficoltà a trovare un alloggio nel libero mercato. I finanziamenti
(5,4 milioni dallo Stato- Regioni e 1,7 dagli Enti locali) serviranno a
intervenire in 30 piccoli Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, dove verranno
creati circa 100 alloggi e realizzati anche interventi di riqualificazione
urbana. I Comuni interessati sono in provincia di Imperia: Bajardo, Diano
Aretino, Diano Castello, Molini di Triora, Montalto Ligure, Montegrosso Pian
Latte, Perinaldo, Pompeiana, Prelà, Vasia. In provincia di Savona: Bormida,
Erli e Stellanello. In provincia della Spezia: Brugnato e Carro. In Provincia
di Genova: Borzonasca, Castiglione Chiavarese, Coreglia Ligure, Favale di
Malvaro, Mezzanego, Montoggio, Neirone, Ronco Scrivia, Rovegno, Savignone,
Tribogna. "Si tratta di un intervento importante – ha spiegato l´assessore
Boitano - che si prefigge di dare un alloggio alle persone meno abbienti e di
riqualificare i piccoli centri urbani. Inoltre l´apertura, entro fine anno, di
circa 50 cantieri consentirà anche nuovo lavoro per le imprese edili". Con
questo bando la Regione si è rivolta sia ai Comuni con meno di 5.000 abitanti e
anche a quelli con meno di 1.000 abitanti che hanno pero´ una forte esigenza
abitativa. "Si tratta – ha aggiunto Boitano – di Comuni limitrofi ai
centri centri urbani piu´ grandi che possono aggregare persone che non riescono
a trovare un alloggio nei Comuni maggiori. A questi finanziamenti ci auguriamo
possono aggiungersene altri per riuscire a far fronte a tutte le
richieste".
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TERRITORIO FVG: COMUNI CONDIVIDANO PIANIFICAZIONE URBANISTICA |
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Trieste, 9
luglio 2013 - Riorganizzare competenze e strumenti di
pianificazione con l´obiettivo di gestire il
territorio di
concerto con i diversi attori della società civile. È
questo
l´obiettivo che la Giunta regionale si pone con la
visione
integrata delle riforme degli enti locali e della
pianificazione
territoriale.
Un punto di vista ribadito da Mariagrazia Santoro,
assessore
regionale alle Infrastrutture, Mobilità,
Pianificazione
territoriale, Lavori pubblici, intervenuta ieri sera a
Tolmezzo
all´incontro organizzato dalla Comunità montana della
Carnia, in
collaborazione con l´Amministrazione regionale sui
temi della
gestione partecipata del territorio.
Da diversi anni la Comunità montana della Carnia sta
sviluppando
le informazioni territoriali, gli strumenti per
rappresentarle e
le forme di partecipazione e, grazie al recente
progetto
transfrontaliero "Susplan" (pianificazione
sostenibile in aree
montane), è giunta a produrre una mappa dei valori e
una visione
strategica del territorio carnico.
"Vi propongo - ha commentato l´assessore Santoro
- di lavorare
assieme e di farlo presto perché qui avete uno
strumento già
pronto. La Regione è piena di soggetti diversi che
operano in
delegazione amministrativa come Fvg Strade, Anas,
Consorzi,
Province, ma non abbiamo un luogo in cui tutti questi
soggetti
possano discutere gli interventi con uno sguardo
d´insieme sul
territorio. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui i
comuni
facciano assieme i piani, ma per ora possiamo usare e
valorizzare
lo strumento delle direttive".
"Noi partiremo - ha aggiunto Santoro - dal piano
paesaggistico,
valuteremo i vincoli e individueremo i luoghi da
riqualificare.
Con la carta europea del paesaggio, tutto è paesaggio.
Non
verranno più realizzate prima le opere e poi gli
interventi di
mitigazione delle stesse per riequilibrarne
l´inserimento nel
contesto territoriale, ma al contrario ci sarà fin
dall´inizio
un´ideazione dell´opera come complesso unico
d´intervento. In
ogni caso, l´ipotesi di lavoro di piano paesaggistico
che abbiamo
in cantiere non prevede una partenza uniforme per
tutta la
regione, ma per zone o per temi specifici".
Sotto il profilo delle opportunità turistiche Santoro
ha
sottolineato l´importanza di tutelare il paesaggio:
"I vincoli
possono trasformare le risorse in attrattive per i
turisti,
perchè anche i prati e i boschi possono diventare
"diffusi" come
gli alberghi".
All´incontro hanno preso parte anche Dario Zearo,
amministratore
temporaneo dell´ente comprensoriale, e il consigliere
regionale
Cristiano Shaurli, che ha trattato il tema del mutato
ruolo delle
autonomie locali nella gestione territoriale, nella
prospettiva
di razionalizzare la struttura amministrativa in virtù
della
riduzione della spesa pubblica.
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LOMBARDIA/SISMA. DOMANDE SOSTEGNO AFFITTI FINO A 19 LUGLIO 900.000 EURO A DISPOSIZIONE DI 1.000 FAMIGLIE |
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Milano, 9 luglio 2013 - L´assessore regionale alla Casa, Housing
sociale e Pari opportunità, Paola Bulbarelli, ricorda
che c´è
tempo fino al 19 luglio per presentare le domande per
il
contributo a sostegno dell´affitto per coloro che
abitano nei 41
comuni del Mantovano colpiti dal sisma dello scorso
anno. ´Dopo
le buone notizie che abbiamo comunicato ai sindaci la
settimana
scorsa - spiega Bulbarelli - voglio ricordare
quest´altra
opportunità molto sentita fra coloro che devono pagare
un canone
di locazione. L´anno scorso, la stessa misura ci ha
permesso di
aiutare oltre 1.100 nuclei famigliari e, dunque,
quest´anno
abbiamo deciso di riproporla´. L´assessore ricorda che
sono già
a disposizione dei Comuni 900.000 euro che, secondo le
stime dei
dati medi dal 2010 al 2012, permetteranno a circa
1.000 famiglie
di ricevere un contributo di 900 euro una tantum. Il
limite di
reddito Isee/fsa (dunque non reddito imponibile) per
richiedere
il
contributo è pari 5.600 euro. |
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IL NUMERO DEI SENZATETTO È SALITO DEL 50% DAL 2001 NELL’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI E CON L’AUMENTO DEI RICHIEDENTI ASILO HA SUBITO UN ULTERIORE INCREMENTO. GLI HOMELESS, AD OGGI, POSSONO CONTARE SOLO SULL’AIUTO CARITATEVOLE DEI 727 ENTI DI VOLONTARIATO OPERATIVI IN TUTT’ITALIA IN PARTICOLARE LA CARITAS. |
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Lecce, 9 luglio 2013 - Un esercito della disperazione
in crescita di 50.000 senzatetto, per la precisione erano 47.648 persone,
secondo il primo censimento realizzato in materia dall’Istat, in collaborazione
con il Ministero del welfare, la Caritas e la Fio.psd (Federazione Italiana
Organismi per le Persone Senza Dimora). Una condizione che li esclude dal
godere dei più elementari diritti, come ad esempio quello di voto.
Quasi 50mila persone, quindi, tra cui 15.000 bambini,
erano senza casa all´inizio del 2012 in Italia, con un incremento di quasi il
50% dal 2001, ma con una crescita ulteriore nel corso dei primi mesi dell’anno
corrente. Circa il 62% lo è diventato dopo aver perso il lavoro. Soprattutto a
seguito di un licenziamento o della chiusura dell’azienda dove erano impiegati
(22,3%) oppure per il fallimento della propria attività (14,3%). Mentre, solo
il 6,7% degli homeless del Bel Paese non ha mai avuto un’occupazione. I tre
motivi maggiori per cui si arriva a vivere per strada oltre alla perdita di un
lavoro sono anche la separazione da un coniuge o le cattive condizioni di
salute; in alcuni casi coesistono tutte e tre le motivazioni. Sono per lo più
uomini, con meno di 45 anni e un basso titolo di studio. Da notare, inoltre,
che la maggioranza è costituita da stranieri (59,4%) e le cittadinanze più
diffuse sono la rumena, la marocchina e la tunisina.
Di questi quasi 50 mila homeless, almeno 4 su 10 sono
italiani, numerosi a Milano ed a seguire Roma, mentre gli stranieri sono circa
l’87 % e tra questi il 59,4 % sono uomini. Il 9,3 % di senzatetto stranieri è
laureato.
Ma con la fine dei fondi dell’emergenza Nord Africa ed
un aumento dei rifugiati che restano senza alcuna protezione, a partire
dall’inizio di quest’anno il numero è salito ancor di più ed oggi è difficile
fare stime precise sull’ulteriore incremento.
Quasi la metà dei richiedenti asilo erano in centri
collettivi, un terzo in alloggi pagati da una associazione, 12% in un hotel e
il 9% erano senza casa. La metà dei senzatetto non voleva dormire nel centro di
accoglienza a causa della mancanza di igiene e di sicurezza. Gli altri sono
stati respinti per mancanza di alloggi.
E dove non arrivano le istituzioni, si può contare
sull’ospitalità delle 727 sedi di enti di volontariato distribuite sul
territorio, in particolare la Caritas, che per quanto possono, riescono a
sopperire alle carenze di un sistema di protezione sempre più debole e sempre
più fragile.
La condizione degli stranieri clochard sta diventando
ormai tipica a causa della crisi occupazionale del Paese: arrivano o si trovano
in Italia come immigrati che ambiscono ad un lavoro, una situazione migliore
rispetto alla precarietà dei loro Paesi, sono carichi di aspettative, ma sono
costretti a scontrarsi, poi, con la dura realtà: la disoccupazione imperante e
ai massimi dal 1977 emargina anche loro, riversandoli o per strada come
homeless o incentivando la microcriminalità.
È ovvio, spiega Giovanni D’agata presidente e
fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che se si avviassero le necessarie
riforme del mercato del lavoro e si rilanciassero serie e strutturali politiche
per l’occupazione, più della metà del problema sarebbe risolto, ma è chiaro che
in una situazione d’emergenza come quella che stiamo vivendo e nell’inerzia del
governo in materia di lavoro, è urgente e irrinunciabile un miglioramento delle
condizioni e delle strutture d’assistenza per quest’esercito silenzioso che
cresce giorno dopo giorno non lasciando solo all’insostituibile apporto delle
associazioni di volontariato l’arduo compito che spetta in primo luogo, al
contrario, al Nostro sistema di Welfare istituzionale.
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EDILIZIA, CAMBIA LA LEGGE. VARATE NUOVE NORME PER I SOTTOTETTI GIUNTA LIGURE APPROVA DDL DOPO IL CASO SOLLEVATO DAL TRIBUNALE DI SAVONA DAVANTI ALLA CONSULTA |
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Genova, 9 Luglio 2013. La Regione Liguria cambia e
adegua la legge che consente il recupero edilizio dei sottotetti, dopo che il
Tribunale di Savona si è rivolto alla Corte Costituzionale sollevando la
questione di legittimità del provvedimento che sta interessando centinaia di
privati.
Dopo la richiesta del Tribunale di Savona, che ritiene
la legge regionale 24 del 2001 incostituzionale, la giunta Burlando, su
proposta dell´assessore alla Pianificazione Territoriale Gabriele Cascino, ha
approvato venerdì 5 luglio in mattinata un disegno di legge che la modifica per
"riportarla in un ambito di efficacia, interpretazione e applicazione
costituzionalmente corrette", spiega Cascino.
La nuova legge punta a correggere le impostazioni di
quella attuale che consente infatti il recupero abitativo dei sottotetti di
edifici esistenti, senza stabilire limiti dimensionali e incrementi di
volumetrie che in diversi casi vanno oltre la ristrutturazione e si configurano
come vere proprie nuove costruzioni.
Il ddl fissa invece precisi limiti di incremento della
sagoma di copertura delle costruzioni: non più di 50 centimetri per la
"linea di colmo" e per quella della "gronda", limiti che
rientrano nelle norme statali e regionali della ristrutturazione edilizia.
La nuova normativa potrà essere applicata ai
fabbricati che già dispongono di sottotetti in grado di diventare abitazioni
senza danni paesaggistici.
Sempre nel ddl approvato dalla giunta regionale si dà
ai comuni la possibilità di disciplinare con gli strumenti urbanistici, gli
interventi di recupero dei sottotetti esistenti realizzati dopo l´entrata in
vigore della legge del 2001. Fermo restando i parametri stabiliti dal ddl , i
comuni potranno stabilire anche la percentuale massima di incremento del volume
della costruzione entro il limite del 20 per cento del volume esistente.
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CONTRATTI E APPALTI IN UMBRIA: CROLLO DI OLTRE IL 50 PER CENTO IN UN ANNO |
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Perugia, 9
luglio 2013 - “I dati e le considerazioni contenute nel rapporto annuale
riferiti ai vari tipi di appalti aggiudicati nel corso dell’anno 2012 da
stazioni appaltanti che operano sul territorio umbro indicano chiaramente lo
stato della crisi che ha colpito tutti i settori e la drammatica diminuzione di
finanziamenti, nazionali e locali, che arrivavano in Umbria e qui venivano
impiegati dando un apporto ed un impulso determinante all’economia della nostra
regione”, Stefano Vinti assessore regionale ai lavori pubblici, commenta così i
dati elaborati dall’Osservatorio regionale dei Contratti pubblici della regione
Umbria e che fanno parte del Rapporto messo a disposizione dell’Autorità per la
vigilanza. I contratti monitorati sono quelli relativi ai lavori, alle
prestazioni di servizi ed alle forniture di beni avvenuti nel 2012. “Abbiamo
rilevato una diminuzione del 55 per cento degli appalti, sia in termini
finanziari che numerici. Alcuni indicatori possono aiutare a capire meglio
l’attuale situazione. I comuni sono passati da 91 a 21 milioni di risorse
impegnate nei settori tradizionalmente di loro competenza quali strade,
acquedotti fognature ecc. Mentre i mutui contratti dagli enti locali umbri sono
scesi dai 23 del 2011 ai 10 del 2012. Nell’edilizia residenziale pubblica si è
passati dagli 11 milioni del 2010 ai 3 del 2012. Le risorse statali trasferite
agli enti locali dell’Umbria sono ridotte a 42 milioni di euro rispetto ai 72
dell’anno precedente”.
I dati sono
anche suddivisi tra i contratti stipulati da stazioni appaltanti di interesse
comunale, provinciale e regionale e contratti stipulati da soggetti nazionali
che hanno interessato il territorio dell’Umbria “Nel settore dei lavori
pubblici, rispetto al 2011, per i contratti superiori a 150.000 euro, abbiamo
rilevato un calo di quasi il cinquanta
per cento dei finanziamenti movimentati dagli enti locali dell’Umbria, mentre per quello che
riguarda gli appalti nazionali il calo è disastroso: oltre il settanta per
cento in meno”, evidenzia Vinti. “Con questi numeri è chiaro che non ci può
essere ripresa economica. Tagli, restrizioni, patto di stabilità non fanno
altro che alimentare la recessione, il lavoro precario e la disoccupazione. C’è
bisogno dunque di cambio di rotta radicale da parte della politica nazionale e
l’intervento e le risorse pubbliche devono tornare ad essere un volano per
l’economia nazionale e quindi anche della nostra regione”.
Nel Rapporto
si rileva che nel 2012 in Umbria sono stati affidati 509 contratti aventi
importo a base d’asta superiore a 150.000 euro, per un importo complessivo di 519.274.172 euro, aggiudicati o affidati
dalle Stazioni appaltanti di interesse comunale, provinciale e regionale ovvero
aventi sede legale nel territorio umbro. Nel 2012 gli appalti per lavori
pubblici di importo superiore a 150.000 euro aggiudicati o affidati, dalle
Stazioni appaltanti di interesse comunale, provinciale e regionale sono stati 179, per un importo complessivo a
base asta di 84.105.620 euro,(l’importo medio risulta di 469.863 euro). Nel
2011 invece gli appalti erano stati 198 per un importo dei lavori aggiudicati o
affidati di 165.134.013 euro ( l’importo medio risultava di 834.010). Le
Stazioni appaltanti di interesse nazionale invece nel 2012 hanno aggiudicato o
affidato 46 appalti per lavori pubblici, per un importo base asta di 28.600.764
euro, contro i 109.715.299 euro del 2011
realizzati con 81 appalti. L’appalto di maggior importo a base d’asta
aggiudicato nel 2012 è stato quello del Comune di Spello con un importo base
asta di 13.037.440 euro per l’intervento
di realizzazione delle infrastrutture a rete e pavimentazioni del Pir di Spello
Capoluogo Ii Stralcio aggiudicato alla Impresa Zambelli di Galeata in provincia
di Forlì-cesena. L’appalto di maggior importo aggiudicato invece da stazioni
appaltanti nazionali è quello di Snam Rete Gas
riguardante l’esecuzione delle opere edili ed impiantistiche relative
alla costruzione della nuova sede del Centro manutenzione di Spoleto, per un
importo complessivo di 4.114.000 euro di cui base asta 3.400.000 euro,
aggiudicato alla Romana Costruzioni. La
stazione appaltante di rilievo nazionale con il maggior numero di interventi è
ancora l’Anas che ha affidato 26 interventi per un importo di 10.750.782 euro.
Complessivamente l’Anas rispetto all’anno precedente registra un calo
nell’importo di lavori da eseguirsi sul territorio regionale del 71,10%. “In
questo settore, sottolinea Vinti, l’unico dato positivo è quello relativo ai
costi per la sicurezza. Dal 2007 si rileva infatti un incremento dei costi
della sicurezza rispetto agli anni precedenti, coincidente con la diversa
impostazione della modalità di calcolo dei costi della sicurezza contenuta per
la prima volta nell’Elenco prezzi della Regione Umbria . Nel 2012 oltre il 10
per cento è stato impiegato per la sicurezza dei lavori e dei lavoratori
rispetto al 4, 64 del 2006”.
Nel 2012 le
imprese umbre si sono aggiudicate 125 appalti di lavori pubblici (quasi il
70%)per un importo di 49.050.580 euro (58,32%), mentre le imprese provenienti
da altre regioni ne hanno ottenuti 54 (30,17%). Nell’ordine le imprese
provengono da Lazio (11), Campania (8), Toscana (7) ed Emilia Romagna (4).
Il Rapporto annuale dell’Osservatorio regionale
contiene anche i dati relativi ai contratti aggiudicati per la prestazione di
servizi e per la fornitura di beni affidati, nel corso dell’anno 2012, da parte
delle stazioni appaltanti che operano sul territorio regionale.
Nei Servizi con importo superiore a 150.000 euro i
contratti affidati hanno raggiunto i 234 milioni nel 2012 contro i 264 milioni
dell’anno precedente. Dall’ esame dei dati, emerge, peraltro, la netta
preponderanza dei contratti di interesse regionale, provinciale e comunale
rispetto ai contratti di interesse statale visto che, in relazione all’importo
complessivo, i contratti di interesse regionale sono oltre l’80%). E ciò anche
se nel 2012 il decremento dell’importo complessivo dei contratti ha riguardato
soprattutto i contratti di interesse regionale, che sono passati da 258.420.640 euro per l’anno 2011 a 196.060.945 euro per l’anno 2012. I contratti di interesse
statale invece sono considerevolmente aumentati da 6.472.413 euro a 38.007.947
euro. Anche qui è stata analizzata la distribuzione territoriale delle imprese
aggiudicatarie dei contratti per la prestazione di servizi – distinta per
provincia e per regione – che, tenendo conto dell’importo dei contratti, vede
una percentuale del 38,34% dei contratti affidati ad operatori economici con
sede in Emilia Romagna; tenendo invece conto del numero dei contratti, la
prevalenza di essi risulta esser affidata ad operatori economici con sede in
Umbria (46,24%).
Per quanto
riguarda infine i contratti per la fornitura di beni con importo a base d’asta
superiore a 150.000 euro, il quadro sembrerebbe rovesciato. Nel 2012 infatti
sono state rilevato forniture per oltre 219 milioni di euro contro i 98 milioni
dell’anno precedente, di cui oltre il 98 per cento di interesse regionale, provinciale e comunale. Ma questo
fattore, secondo l’Osservatorio, deriva soltanto dal diverso sistema di
monitoraggio introdotto dall’Autorità di Vigilanza. L’assessore Vinti ha quindi
annunciato che il 25 luglio partirà anche in Umbria, così come su tutto il
territorio nazionale, il monitoraggio delle opere incompiute che si concluderà
nel prossimo mese di settembre.
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URBANISTICA IN UMBRIA, NUOVA LEGGE PEREQUAZIONE: OPPORTUNITÀ IMPORTANTI PER CITTADINI, COMUNI E IMPRESE |
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perugia, 9 luglio 2013 - "Semplificazione,
riqualificazione, perequazione, compensazione e premialità sono le parole
d´ordine della nuova disciplina regionale in materia urbanistica. Da ciò
discenderanno opportunità importanti per cittadini, Comuni e imprese, per una
pianificazione urbanistica più razionale ed efficiente che tenderà alla
trasformazione dell´esistente, più che all´espansione di nuove aree
edificabili, con l´obiettivo primario di valorizzare il territorio e preservare
l´ambiente". Lo ha dichiarato l´assessore alle Politiche urbanistiche
della Regione Umbria, Fabio Paparelli, nel corso dell´incontro pubblico che si
è svolto il 6 luglio a Marsciano, nella
Sala Capitini, promosso dalla Regione Umbria e dal Comune di Marsciano.
All´iniziativa, rivolta a cittadini, professionisti e imprese del settore,
hanno preso parte, oltre al sindaco di Marsciano Alfio Todini, il consigliere
regionale Gianfranco Chiacchieroni (presidente della Ii Commissione consiliare
e relatore unico in aula del disegno di legge approvato il 10 giugno scorso) e
il coordinatore dell´Area Ambiente, Territorio e Infrastrutture della Regione
Umbria, Diego Zurli.
"Le modifiche introdotte con la nuova legge
regionale 12/2013, propedeutiche alla stesura del testo unico delle normative
regionali in materia di governo del territorio - ha spiegato l´assessore Paparelli
- vogliono dare innanzitutto un forte
impulso alla rigenerazione delle aree urbanizzate con una notevole
semplificazione dei procedimenti e in particolare sul tema delle destinazioni
d´uso, proponendo alle imprese ed ai cittadini un´occasione per riqualificare
le aree dismesse o comunque le zone residenziali di antico insediamento".
"Ai fini della tutela del territorio umbro e del
contenimento dell´uso di nuovo suolo - ha sottolineato - le quantità
edificatorie generate dagli istituti ´innovativi´ della perequazione,
premialità e compensazione, che costituiscono criteri e tecniche di promozione
e sostegno delle trasformazioni previste dalla pianificazione urbanistica,
oltre che di supporto e di implementazione della stessa perequazione, non potranno
essere utilizzate ed esercitabili nei centri storici e nelle zone agricole. Il
territorio agricolo riceve un nuovo impulso - ha aggiunto Paparelli - per la
valorizzazione degli edifici non più indispensabili all´attività agricola
tradizionale ma che, senza snaturarne la funzione, essere destinati alle
attività connesse al settore agricolo".
Novità sono previste anche per la riqualificazione
degli edifici destinati a servizi, quali alberghi, edifici direzionali.
"Anche se collocati nell´ambito delle zone residenziali - ha precisato
l´assessore regionale - potranno essere
ristrutturati usufruendo delle premialità previste dal ´Piano casa´. Per i
centri storici, infine, si dà la possibilità ai Comuni di definire esoneri
anche parziali per i cambi di destinazione d´uso, comunque compatibili con la
specificità dei luoghi, in materia di contribuzione per le dotazioni
territoriali e funzionali, qualora quelle esistenti siano già sufficienti.
L´obiettivo - ha concluso - è quello di rivitalizzare e valorizzare i centri
storici, favorendo il ritorno di alcuni servizi privati e attività".
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CONTRAFFAZIONE, ZANONATO: BENE OPERAZIONE FORZE ORDINE ROMA CONTRASTO AL FENOMENO E’ PRIORITA’ DELL’AZIONE DI GOVERNO |
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Roma, 9 luglio 2013- “L’importante
operazione portata avanti oggi dal Comando Provinciale di Roma della Guardia di
Finanza, insieme alla Polizia e ai Carabinieri e con la collaborazione del
Prefetto, è un esempio signficativo di contrasto alla pratica criminale della
contraffazione. Il Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso l’operato del
Consiglio Nazionale Anticontraffazione, è fortemente impegnato nel porre rimedio
a questa piaga, che causa ogni anno danni ingentissimi alle nostre produzioni di
qualità e, in particolar modo, al made in Italy”. E’ quanto afferma il Ministro
Flavio Zanonato.
“E’ stato infatti predisposto-
prosegue il titolare del Mise- un Piano Nazionale per l’Anticontraffazione, che
prevede un coordinamento sempre più stretto di tutti i soggetti ed enti attivi
su questo fronte e che va attuato con determinazione. Oltre alle attività di
contrasto, bisogna inoltre far comprendere a un numero sempre maggiore di
cittadini che dietro a un prodotto contraffatto si nascondono la criminalità
organizzata, lo sfruttamento del lavoro nero, il mancato rispetto delle
normative sulla sicurezza e igienico-sanitarie”.
“Per tutte queste ragioni- conclude
Zanonato- la lotta alla contraffazione resta una delle priorità
fondamentali della nostra azione di Governo”. |
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VERTENZA NATUZZI. VENDOLA: "E´ UNA SOSPENSIONE. ORA PIANO INDUSTRIALE LEGGIBILE" |
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Bari, 9 luglio 2013 - “E’ indubbiamente un segnale
positivo l’accettazione, da parte dell’azienda, della richiesta di sospensione
delle procedure di mobilità avanzata dal Tavolo ministeriale e bene ha fatto
dunque Pasquale Natuzzi a decidere in tal senso. Un piccolo passo indietro che
aiuta a ritrovare il dialogo con il territorio anche se oggi avremmo preferito
discutere di un preciso Piano industriale e del futuro di 1726 famiglie senza
questo fardello ingombrante e minaccioso di licenziamenti già annunciati e
avviati. Naturalmente, la revoca delle procedure di mobilità, anziché il
congelamento, avrebbe significato lavorare con maggiore serenità. Ci auguriamo
però che l’azienda ora non perda altro tempo e scelga definitivamente di
muoversi sul terreno della chiarezza, della trasparenza e delle corrette
relazioni industriali, offrendo all’interlocuzione delle parti, il meglio delle
proprie competenze”.
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola
commentando l’esito del Tavolo ministeriale sulla vertenza Natuzzi che questa
mattina si è svolto a Roma e al quale hanno partecipato, in rappresentanza
della Regione Puglia, l’assessore regionale al Lavoro Leo Caroli e il direttore
d’Area Politiche per lo Sviluppo economico, lavoro e innovazione Antonella
Bisceglia.
“Osservo che questa mattina – ha detto Caroli - ci è
stato presentato un documento da parte dell’azienda, che non è certamente un
piano industriale. Il documento ipotizza 1726 licenziamenti, la chiusura dello
stabilimento di Ginosa, del polo logistico di Matera La Martella e la chiusura
parziale di Matera-jesce. Per la Regione Puglia ovviamente si tratta di ipotesi
del tutto inaccettabili”.
Caroli ha annunciato che “al fine di consentire un
approfondimento di carattere tecnico volto a definire la parziale riduzione del
costo di produzione, l’ottimizzazione del lavoro, la riqualificazione delle
linee produttive e della rete di vendita, il Ministero ha fissato per il
prossimo 15 luglio la riunione di un tavolo tecnico appositamente convocato”.
“Si tratta adesso di compiere ogni sforzo affinché
vengano scongiurate le chiusure degli stabilimenti e venga significativamente
ridotto il numero dei possibili esuberi – ha concluso Caroli - e in tal senso,
da un lato c’è la disponibilità resa dalle Organizzazioni sindacali ad avviare
una trattativa di merito per la conseguente assunzione di responsabilità da
parte delle stesse, dall’altro c’è il supporto riveniente dagli strumenti di
sostegno previsti dall’accordo di programma che possono rappresentare una
formidabile dotazione utile a contribuire all’individuazione di soluzioni di
rilancio per l’intero distretto. Noi, Regione Puglia, continueremo a svolgere quella
funzione di raccordo interistituzionale, anche con le parti sociali, che oggi
ha permesso, di raggiungere questo primo risultato”.
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POR FESR 2014-2020 - AL VIA DAL 5 LUGLIO, FINO AL 3 AGOSTO PROSSIMO - LA PIATTAFORMA ONLINE DI CONSULTAZIONE PUBBLICA. DISPONIBILI SU ´IO PARTECIPO+´ CINQUE QUESTIONARI DEDICATI AL TEMA DELLA RICERCA E INNOVAZIONE - SMART SPECIALISATION STRATEGY. PER TUTTI GLI STAKEHOLDER, LA POSSIBILITÀ DI CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE ALLA DEFINIZIONE DEI NUOVI PROGRAMMI |
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Bologna, 9 luglio 2013 - Quali sono gli ambiti
dell´economia regionale a più alto potenziale di sviluppo e crescita nei
prossimi anni? Come dovrebbero essere investiti i fondi europei per
massimizzarne l´efficacia in termini di effetti su occupazione e crescita? E,
ancora, su quali priorità dovrebbe concentrarsi il nuovo Programma operativo
regionale Fesr 2014-2020 in termini di innovazione e ricerca? Da oggi,
consultazione aperta all´intera comunità regionale che, collegandosi alla
piattaforma online Io Partecipo+ , potrà contribuire alla discussione offrendo
le proprie valutazioni e collaborando attivamente alla definizione della
strategia regionale che, da qui alla fine del 2013, dovrà portare alla messa a
punto dei nuovi Programmi operativi da sottoporre alla Commissione europea.
Il percorso di consultazione – denominato ‘Por per
fare’ - prevede, in particolare, l´attivazione di una serie di piazze virtuali
di discussione, la prima delle quali dedicata al tema ‘Ricerca e innovazione -
Smart specialisation strategy. È possibile procedere, direttamente online ed
entro il 3 agosto alla compilazione dei cinque questionari dedicati alle
priorità tecnologiche regionali(agroalimentare, edilizia e costruzioni,
industrie culturali e creative, industrie della salute, meccatronica e
motoristica), consultando i relativi approfondimenti documentali, curati da
Aster.
Lanciata dalla Commissione europea e punto di
riferimento per la programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali, la Smart
Specialisation Strategy risponde all´obiettivo di massimizzare l´efficacia
delle politiche per l´innovazione, concentrando gli investimenti sulle
eccellenze e sui punti di forza delle regioni, negli ambiti a maggior
potenziale di crescita. Questi documenti, quindi, sono ora sottoposti al
percorso di consultazione con la comunità emiliano-romagnola e, in particolare,
con i portatori di interesse, dai ricercatori alle imprese, dagli enti locali
alle associazioni di categoria.
Fanno parte del percorso, anche una serie di ulteriori
incontri finalizzati a mettere a fuoco i
vari aspetti, con l´ausilio di docenti, esperti e rappresentanti del mondo scientifico
e istituzionale. Approfondimenti sul percorso e calendario aggiornato degli
incontri sul sito Por-fesr.
Http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo/programma-operativo-regionale-fesr-2014-2020/ricerca-e-innovazione-smart-specialisation-strategy
http://fesr.Regione.emilia-romagna.it/pagine/2014-2020/por_per_fare
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ZAIA SU STUDIO UNIONCAMERE: “AUMENTO DEI FALLIMENTI MA SOPRATTUTTO USO CRIMINALE DEL CONCORDATO. L’UNICA STRADA E’APPLICARE I COSTI STANDARD A TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LIBERANDO SUBITO 30 MLD. E IL FEDERALISMO FISCALE PER GESTIRE I 18 MLD. DI SALDO ATTIVO FISCALE CHE IL VENETO REGALA A ROMA” |
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Venezia, 9 luglio 2013 -
“Quanto Unioncamere ha fotografato nel suo ultimo
studio sullo stato di salute delle imprese italiane conferma quanto vado
ripetendo da mesi. Non soltanto il Veneto si colloca ai primi posti nazionali
per l’aumento dei fallimenti (ben l’11,5% per cento in più rispetto al 2012),
ma la crisi è aggravata sia dall’impossibilità di immettere liquidità nel sistema
per il sequestro dei soldi dei veneti che il governo ha effettuato, sia per
l’utilizzo ormai criminale del concordato preventivo”.
E’ il commento del Presidente del Veneto, Luca Zaia,
alle anticipazioni su uno studio di Unioncamere che parla di un andamento di 35
fallimenti al giorno, tre ogni due ore. Effetto non soltanto di una crisi dei
consumi e di un aumento dei costi della produzione, ma anche – dice Unioncamere
- di un meccanismo che vede le imprese morire per crediti non riscossi da altre
aziende e dell’utilizzo spregiudicato del concordato, il ricorso al quale è
salito del 67,7 per cento.
“E’ vero che la Pubblica amministrazione onora tardi e
male i suoi debiti, ma è altrettanto vero che
quanto lamentano con me tanti imprenditori è reale: con la scusa della
crisi, imprenditori senza scrupoli non onorano più i debiti verso altri
imprenditori – riprende Zaia – A questo si aggiunga il ricorso selvaggio al
concordato preventivo che da istituto creato per trovare un accordo in momento
di difficoltà si è trasformato in una occasione di business. Si apre una
attività, si contraggono debiti con artigiani e fornitori, poi con la scusa
delle crisi si comunica che non si è in grado di pagare più del 10-15 per cento
di quanto pattuito. E in un momento di crisi molti accettano. Insomma, qui c’è
chi non paga il conto. O, per meglio dire, il conto lo pagano sempre i soliti
onesti”.
“Qui nel Nord-est l’impresa muore. E se muove
l’impresa muore il lavoro, muore la
comunità locale, si disgregano valori e certezze – conclude Zaia – Se ne può uscire soltanto con una cura da
cavallo che non può più essere rimandata: liberare subito i soldi “veri” (1
miliardo 300 milioni) del Veneto che il governo ha sequestrato in tesoreria con
la scusa del patto di stabilità per continuare a garantire le regioni sprecone;
applicare subito costi e fabbisogni standard (quelli che già applichiamo nel
Veneto) a tutte le Regioni e a tutta la pubblica amministrazione. Si
libereranno dal giorno alla notte 30 miliardi da destinare ad aiuti alle
produzioni e al lavoro. E, infine, arrivare rapidamente al federalismo fiscale
che consenta ai veneti di gestirsi il saldo fiscale attivo di 18 miliardi che
ora va a sostenere chi spende e spande. La concorrenza fiscale e burocratica
dei territori limitrofi pesa come un macigno: a un’ora e mezza da Venezia, in
Carinzia, le imprese trovano un regime fiscale al 25 per cento contro il nostro
68 per cento, oltre a una burocrazia snellissima rispetto al nostro ufficio
complicazioni affari semplici che ti fa fallire ancor prima di cominciare
l’attività. Così non si può andare avanti”.
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ASSEMBLEA DEI DELEGATI NAZIONALI DEL SETTORE ELETTRODOMESTICI, IL PRESIDENTE SPACCA: “NECESSARIO TUTELARE IL LAVORO MA ANCHE AVVIARE UN PROCESSO DI POLITICA INDUSTRIALE PER IL SETTORE”. |
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Ancona, 9 luglio 2013 - “Dobbiamo investire sul
settore degli apparecchi domestici e professionali altrimenti resterà ben poco
all’economia del nostro Paese. Infatti questo settore rappresenta il secondo
comparto italiano dopo l’automotive per fatturato e occupazione e quindi un campione
molto significativo di economia reale. E’ per questo che la Regione Marche, con
la Regione Campania, ha posto nei vari incontri con il ministro dello Sviluppo
economico la necessità che non soltanto si proceda alla tutela del lavoro e dei
lavoratori, ma si avvii un processo di vera e propria politica industriale che
definisca una strategia di difesa attiva del settore. Non è sufficiente
affrontare questa vertenza con gli ammortizzatori sociali se non si attiva un
intervento strutturale che riguardi le prospettive di competitiva e
l’incremento del valore aggiunto di questa produzione a confronto con il
mercato internazionale”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche, Gian
Mario Spacca, partecipando oggi a Roma all’assemblea dei delegati nazionali del
settore elettrodomestici. “Al tavolo della scorsa settimana al ministero dello
Sviluppo economico – ha detto Spacca – abbiamo avanzato nuovamente una proposta
che guarda al futuro: la creazione nelle Marche, regione che nonostante sia la
più manifatturiera d’Italia non ha sul proprio territorio un centro di ricerca
nazionale, di una piattaforma di ricerca, innovazione e design che coinvolga le
Università campane e marchigiane, le due Regioni e il Governo nazionale”. Nel
merito del piano industriale presentato da Indesit Spacca ha detto che, pur non
avendo la Regione competenza sulle grandi imprese, l’azienda va richiamata ad
una valutazione di responsabilità. “La Regione – ha detto – ha chiesto che il
piano industriale venga modificato e che, soprattutto, l’azienda riveda in
aumento l’ammontare degli investimenti destinati a ricerca e innovazione perché
questo testimonierebbe la sua strategia di sviluppo e consolidamento delle sue
attività in Italia”. Il presidente ha sottolineato come nelle Marche la
preoccupazione per la situazione della Indesit sia molto forte. “Questa
vertenza – ha aggiunto – ha un valore simbolico perché non riguarda solo un
singolo gruppo industriale, ma tutta l’economia e il lavoro di una comunità. La
vertenza va dunque allargata ad un esame complessivo della capacità di tenuta
del sistema produttivo regionale e alla necessità di ridefinizione delle
politiche industriali nazionali per un settore caratterizzato soprattutto da
grandi imprese. Domani – ha concluso - si svolgerà una seduta aperta
dell’Assemblea legislativa regionale su tutte le crisi aziendali delle Marche.
Una seduta che si preannuncia molto partecipata. Da parte sua il governo
regionale non vuole solo offrire solidarietà ai lavoratori, ma esercitare fino
in fondo responsabilità e ricerca di soluzioni concrete che diano continuità
alle imprese e lavoro e reddito alla comunità regionale”.
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INDUSTRIA FVG: SERRACCHIANI, NON ABBANDONARE SETTORE ELETTRODOMESTICI |
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Trieste, 9
luglio 2013 - "Il settore degli elettrodomestici non va
abbandonato a se stesso, perché una tradizione
industriale si
smantella facilmente ma poi è difficilissimo
ricostruirla". Lo ha
detto ieri a
Roma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora
Serracchiani, intervenendo all´assemblea sindacale
unitaria del
settore elettrodomestici.
"Siamo in una situazione tale - ha proseguito Serracchiani - che
nessuna delle iniziative praticabili deve essere
trascurata.
Quindi si decidano gli incentivi per l´efficientamento
energetico, si facciano investimenti mirati in ricerca
e
sviluppo, si sostenga l´internazionalizzazione delle
nostre
aziende e, attraverso una serrata trattativa a livello
Ue, si
difenda il Made in Italy. E ovviamente benvenuta la
notizia della
convocazione del tavolo di settore con il ministro
Zanonato".
"In Friuli Venezia Giulia la crisi del ´bianco´ è
ormai
strutturale - ha aggiunto Serracchiani - ed anche i
segnali
incoraggianti che vengono dalle recentissime cifre
dell´export
dell´elettrodomestico nell´area pordenonese non
bastano a mettere
in sicurezza un tessuto industriale colpito assai
duramente".
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PIAGGIO AERO, VERSO CONFERENZA SERVIZI PER RICONVERSIONE AREA STABILIMENTO FINALE LIGURE, DA GIUNTA REGIONALE DISCO VERDE A PROGETTO |
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Genova, 9 Luglio 2013 - Nuovo passo avanti per la
riconversione delle aree ex Piaggio Aero di Finale Ligure ,la giunta regionale,
su proposta dell´assessore all´Urbanistica Gabriele Cascino, ha approvato
venerdì 5 luglio in mattinata la delibera che di fatto avvia la fase finale di
approvazione del Progetto urbanistico operativo (Puo), modificato rispetto a
quello approvato con l´accordo di programma del 5 agosto 2008.
La Società Finalmare Spa., subentrata a Piaggio Aero
Service S.p.a. Nello sviluppo del progetto di riconversione ad usi urbani dello
stabilimento Piaggio Aero Industries Spa di Finale Ligure, ancora operante nel
sito in attesa del trasferimento nel nuovo capannone a Villanova d´Albenga, ha
concluso la nuova progettazione dopo due anni di confronto con il Comune di
Finale Ligure, la Regione Liguria ed il territorio. Il nuovo progetto definisce
un assetto urbanistico che si arricchisce di maggiori servizi di
urbanizzazione, tra i quali il nuovo polo scolastico per il trasferimento del
Liceo Scientifico Issel di Finale L., di un impianto viario più efficiente che
migliorerà la fluidità del traffico cittadino con nuovi collegamenti pedonali e
ciclabili. Una soluzione urbanistica che prevede diversa distribuzione delle
nuove costruzioni per residenze, albergo, attività commerciali e servizi di
interesse comune, con parcheggi interrati.
Anche la volumetria complessiva prevista viene
sensibilmente ridotta, passando dai 240 mila metri cubi ammessi dal Puc e dai
circa 210 mila mc previsti nel precedente progetto approvato nel 2008, agli
attuali 199 mila.
L´altezza massima delle costruzioni resta contenuta
entro i limiti stabiliti dal progetto 2008, ma la diversa composizione delle
volumetrie riduce gli impatti visivi complessivi, anche per effetto dello
spostamento dell´edificio a torre destinato al nuovo albergo dalla sponda
destra del Pora all´estremo ponente del comprensorio, in una posizione più
defilata.
Adesso si avvia la fase finale di approvazione del
progetto con la convocazione della Conferenza di Servizi tra i vari enti
competenti -Regione Liguria, Comune di Finale, Provincia di Savona,
Soprintendenza per il Paesaggio, enti e amministrazioni erogatori di servizi -
che tra il 2011 e il dicembre 2012 hanno collaborato alla messa a punto del
nuovo progetto. Saranno effettuale le procedure per le verifiche ambientali,
specie per quanto concerne il riassetto idraulico della sponda destra del
Torrente Pora e l´iter si concluderà con l´approvazione del progetto, la
sottoscrizione da parte della Società Finalmare Spa della nuova convenzione
urbanistica, dopo di che, con il trasferimento dell´attività produttiva a
Villanova d´Albenga, potranno iniziare le opere di demolizione e bonifica del
sito per la successiva costruzione della nuova area urbana di Finale Ligure.
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CALABRIA: È IN RETE IL NUOVO SITO DELL’OSSERVATORIO REGIONALE PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE |
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Catanzaro, 9 luglio 2013 - È “on line” il nuovo sito
dell’Osservatorio regionale per l’internazionalizzazione curato dal settore "Cooperazione
Euro-mediterranea e internazionalizzazione dei sistemi produttivi"
dall’assessorato, accessibile all’indirizzo http://www.osservatorioexportcalabria.it/ .
“Si tratta di un altro risultato di rilievo - ha
dichiarato l’assessore regionale all’internazionalizzazione Luigi Fedele - che
vede la nostra Regione capofila nell’innovazione essendo la prima, nel
Mezzogiorno d’Italia, ad offrire al proprio sistema produttivo uno strumento
scientifico di rilevazione statistica e di analisi territoriale, utile altresì
per orientare le scelte dell’assessorato affinché siano sempre più coerenti con
la vocazione export del tessuto produttivo calabrese”.
L’osservatorio, che opererà in stretta sinergia con lo
“Sprint”, è un servizio di analisi, d’informazione e di monitoraggio dei
processi di internazionalizzazione del sistema produttivo calabrese e degli
investimenti esteri effettuati in Calabria.
Numerosi i servizi offerti all’utente del nuovo
portale che, nelle diverse sezioni del sito, potrà reperire:
“Dati statistici”: sono presentate le linee evolutive
del commercio estero calabrese in riferimento a settori e paesi target; sono
resi disponibili dati annuali e trimestrali sulle esportazioni, importazioni,
saldi commerciali e indicatori regionali e provinciali. Per il monitoraggio
dell’evoluzione dell’export regionale e provinciale, le informazioni sono
aggiornate con cadenza trimestrale sulla base dei dati Istat - statistiche del
commercio estero – ed Ice agenzia per la promozione all’estero e
internazionalizzazione delle imprese italiane.
“Statistiche flash”: notiziario statistico a cura
dell´Osservatorio sulle principali tendenze congiunturali dell’export regionale
e sulle dinamiche rilevate nelle altre regioni italiane e a livello nazionale.
“Studi e sossier”: ricerche e studi promossi
dall´Osservatorio sul sistema delle imprese calabresi export oriented, sulle
principali evoluzioni e sul ruolo degli interscambi commerciali nell’economia
regionale.
“Prodotti export”: informazioni statistiche ed
economiche sulle tendenze delle esportazioni dei prodotti che risultano di
particolare interesse per l’export regionale.
“Paesi export”: schede statistiche dei principali Paesi
di interscambio commerciale della Calabria, a partire da quelli individuati
dalla programmazione annuale dell’assessorato all’internazionalizzazione, per
fornire un quadro sintetico e funzionale delle principali caratteristiche dei
diversi mercati esteri, dati sull’interscambio e flusso degli investimenti,
elementi normativi e legislativi, schede anagrafiche delle Camere di commercio
italiane all’estero e altre informazioni utili.
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CAMPANIA: IIP, VIA AI PRIMI QUATTRO PROGETTI DI INNOVAZIONE INDUSTRIALE |
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Napoli, 9 luglio 2013 - Partono i primi 4 progetti di
innovazione nell´ambito dell´intervento "Industrial Innovation
Programme", sviluppato da Campania Innovazione, Agenzia Regionale per la
Promozione della Ricerca e dell´Innovazione, e sostenuto da Confindustria
Campania e dalle 5 associazioni provinciali. I progetti saranno coordinati da
manager a tempo messi gratuitamente a disposizione da Campania Innovazione.
A seguito della fase di analisi e valutazione del
fabbisogno di innovazione aziendale, attraverso un servizio di audit gestito da
Campania Innovazione - che ha coinvolto 31 imprese dei settori Ict,
metalmeccanica, agroalimentare, servizi di consulenza, tessile e abbigliamento,
energia, trasporti e logistica, edilizia, nuovi materiali, impiantistica,
componentistica auto - , per ogni singola impresa è stato elaborato un
programma di innovazione.
Le aziende che hanno aderito al programma sono: Gmf
Oliviero F.lli srl, Mgr Srl, Btp Tecno Srl, S.g.b. Srl, Idal, Salumificio
Pezzella, Manifatture Tessili, La Reinese, Tea Impianti, Icimendue Srl,
Ferrarelle Spa, Lauro containers, Telegestioni srl, Fides consulting, Marino
Confezioni srl, Gruppo Carillo spa, Kuvera spa, Push srl, Afn Group srl,
Tramontano, Conceria Da.ma.pel di D´amore Carlo e Martello Antonio Snc,
Calzaturificio Europa Srl, Calzaturificio Mangoni Srl, Della Pia Group Srl,
Apema Srl, Marpelli Srl, Cespo Srl, Aleanto collezioni.
Il Programma Iip rappresenta l´opportunità per le
imprese associate al sistema confindustriale campano di strutturare e dare
avvio ad un percorso di innovazione di processo, prodotto, organizzativo e di
marketing, rispetto al quale le pratiche di trasferimento tecnologico, tra
mondo della ricerca e impresa, assumono un ruolo centrale.
Questi primi 4 progetti di innovazione:
Irpinia Zinco srl Progetto di riduzione dei consumi
energetici: piano dettagliato di innovazione tecnologica volto al risparmio
energetico e allo sviluppo tecnologie innovative per l´approvvigionamento
energetico tramite fonti alternative, rinnovabili e/o a basso impatto
ambientale;
Ic srl Nuove tecnologie per il packaging imballaggio:
attività di supporto all´innovazione tecnologica del prodotto imballaggio e
valorizzazione e tutela della proprietà intellettuale aziendale;
Italpack Cartons Piano di sviluppo nuovo prodotto
packaging settore beverage: nuove tecnologie per il packaging che aiutano a
migliorare la marginalità del prodotto finito e la sostenibilità ambientale del
ciclo di raccolta;
Presswood Nuove soluzioni nel marketing di pellet:
piano di marketing per il potenziamento della rete commerciale.
"Il programma - ha detto il vice presidente della
Regione Campania con delega alla Ricerca Scientifica Guido Trombetti -
rappresenta una opportunità concreta per le imprese del territorio. Si tratta
di una delle azioni messe in campo dall’Agenzia Campania Innovazione,
progettata per favorire i percorsi di innovazione ed una nuova cultura
dell´innovazione nelle imprese. La condivisione dei percorsi con le
associazioni e le imprese ci permette di calibrare con maggiore efficacia le
attività di trasferimento tecnologico."
"L´intervento promosso in sinergia da Campania
Innovazione e sistema confindustriale - sottolinea l´assessore alle Attività
produttive della Regione Campania, Fulvio Martusciello - va nella giusta
direzione: supportare le Pmi campane nei processi di sviluppo competitivo. Il
nostro sistema produttivo mostra segni di ripresa e vitalità: secondo dati
recenti i nostri distretti produttivi, il cui rilancio è previsto con
un´apposita misura nella legge finanziaria regionale, sono quelli che hanno
fatto registrare il miglior tasso di crescita. Favorire i processi di
trasferimento tecnologico, aggregare ed internazionalizzare sono le strade che
stiamo perseguendo e sulle quali continuare a lavorare per la crescita delle
nostre piccole e medie imprese."
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PRODUZIONE LOCALE E FLESSIBILE DI MOBILI PERSONALIZZATI |
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Bruxelles, 9 luglio 2013 - Proprio come altri processi industriali, la
produzione di mobili genera rifiuti, come quelli della lavorazione del legno,
della protezione del legno e dell´uso di lacche e vernici. Tutti questi
prodotti di scarto potrebbero essere nocivi per l´ambiente e le persone.
Il progetto Ctc ("Local flexible manufacturing of
green personalised furniture close to the customer in time, space and
cost"), finanziato dall´Ue e appena lanciato, ha lo scopo di sostenere
l´industria europea nel suo impegno per adattarsi alle esigenze della
concorrenza globale e lo farà trovando metodi e tecnologie innovativi per una
produzione locale e flessibile di prodotti di arredamento rispettosi
dell´ambiente e personalizzati.
I partner del progetto, guidati dal gruppo italiano
Scm, credono che il luogo nel quale i prodotti vengono costruiti debba trovarsi
vicino ai clienti. Le caratteristiche specifiche offerte per un prodotto, i
costi e le tempistiche di consegna, dovrebbero essere armonizzati con le
esigenze e le aspettative dei clienti.
Sotto ogni aspetto, l´industria del mobile europea
deve essere considerata un "settore di eccellenza", con 151 000
aziende, un fatturato annuale di oltre 130 miliardi di euro e una forza lavoro
totale di 1,4 milioni di impiegati. Questo la rende un candidato ideale per la
dimostrazione del progetto Ctc.
Il progetto ha in programma di creare una fabbrica
verde, che funzionerà se possibile dietro un vetro in un centro commerciale,
dove i clienti potranno guardare mentre i loro mobili personalizzati sono
costruiti. Specialisti assisteranno direttamente i clienti analizzando le loro
richieste, suggerendo soluzioni adatte alle loro esigenze e sovrintendendo alla
produzione.
Per mettere in pratica il concetto sarà necessario
seguire un programma in cinque punti. Prima saranno sviluppati un metodo di
progettazione e le relative tecnologie software, per la fase "dal progetto
alla produzione in un passo".
Poi sarà sviluppato un modello di sistema di
produzione di una mini-fabbrica. Dopodiché sarà creata una fabbrica locale che
tenga conto del contesto e sarà sviluppato un sistema di lavorazione a macchina
del legno. Infine sarà svelato un logo per il "marchio verde" di Ctc.
I partner del progetto credono che i risultati di Ctc
potrebbero dare un aiuto all´economia europea in generale, considerando la
portata totale del settore del mobile e il numero di persone che sono
direttamente o indirettamente impiegate in questo settore.
Per maggiori informazioni, visitare:
Smc Group
http://www.Scmgroup.com/en/_home
Scheda informativa del progetto
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/94405_it.html
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SINDACATI, IN REGIONE TOSCANA SINDACATI TEDESCHI E ITALIANI A CONFRONTO SUL MERCATO DEL LAVORO |
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Firenze, 9 luglio 2013 – La gestione dei servizi per il
lavoro, della formazione professionale, la scuola, le opportunità per i giovani
e i tirocini, il progetto Giovanisì: sono questi alcuni degli argomenti al
centro del dialogo fra le organizzazioni sindacali toscane e quelle della
regione tedesca della Renania Palatinato che si terrà mercoledì 10 luglio,
dalle ore 11 alle 13, nella sala Endimione di Palazzo Strozzi Sacrati, sede
della presidenza della Regione Toscana, piazza Duomo 10 Firenze.
Si tratta di un’occasione di scambio creata dalla Cgil
Toscana nell’ambito di un progetto per costruire una piattaforma programmatica
delle organizzazioni sindacali a livello europeo. L’incontro in Regione sarà
una tappa di questo percorso che dovrà sfociare nella redazione di una Carta di
Firenze. All’incontro parteciperà l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini
che, insieme ai tecnici dell’assessorato e agli esperti di Giovanisì,
illustrerà il funzionamento del modello toscano, gli strumenti di intervento e
i problemi specifici della nostra realtà economico sociale.
L’incontro è aperto alla stampa -
Della delegazione tedesca fanno parte: Dietmar
Muscheid, Dgb West; Grit Rolke, segretarioIg Metall, regione Mainz; Philip
Senz, manager esperto in apprendistato; Lukas Bläsius, segretario Dgb
Rhineland-palatinate, responsabile politica economica; Susanne Wingertszahn,
segretario Dgb Rhineland-palatinate, responsabile per le politiche per giovani
e educazione.
Per la Cgil Toscana ci saranno il segretario generale
Alessio Gramolati e, per la segreteria regionale, Daniele Quiriconi.
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INCENTIVI, NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE TRENTINE |
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Trento, 9 luglio 2013 - La giunta provinciale offre risposte alle
richieste delle imprese trentine per fronteggiare la crisi con quattro
importanti provvedimenti di carattere economico, proposti congiuntamente dagli
assessori Alessandro Olivi (industria, artigianato, commercio e cooperazione) e
Tiziano Mellarini (agricoltura, foreste, turismo e promozione). Le misure, che
vedono coinvolta Apiae, l’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle
attività economiche, consolidano nei primi due casi il quadro complessivo delle
politiche provinciali di incentivazione economica. Il terzo provvedimento
riguarda l’imprenditorialità giovanile e femminile, l’internazionalizzazione
delle imprese, gli investimenti fissi, bando territoriale e prestiti
participativi. In questo caso le novità riguardano la semplificazione della
parte burocratica e modalità più snelle di rendicontazione degli oneri
agevolabili. La quarta delibera fissa un
ulteriore schema di convenzione con i Confidi provinciali per l’estensione
di servizi convenzionati e nuovi strumenti agevolativi. Le misure erano già
state approvate dall’esecutivo nelle scorse settimane e sono ritornate
all’attenzione della Giunta dopo il via libera della terza Commissione
consiliare e delle categorie economiche.
Nuove opportunità di incentivi si aprono per le
imprese trentine dopo la definitiva approvazione della giunta provinciale di
quattro provvedimenti di carattere economico che vanno ad incidere in maniera
ancora migliorativa sulle principali linee e modalità di finanziamento.
Positivo il commento dell´assessore provinciale all´industria, artigianato,
commercio e cooperazione, Alessandro Olivi: “La crisi sta mettendo in evidenza
sempre più che a progredire sono le imprese in grado di mettere in campo
innovazione, qualità e capacità di mettersi in rete. Gli incentivi approvati
oggi in via definitiva dalla Giunta vanno proprio in questa direzione:
sostenere le piccole e medie imprese che sanno rinnovarsi, che riescono ad
unirsi e ad aprirsi a un mercato più vasto. La Provincia non può che sostenere
questi nuclei vitali della piattaforma produttiva. Il provvedimento contiene
anche un intervento per rivitalizzare la domanda nel settore dell’edilizia da
parte delle imprese, che fa seguito a quelli precedenti in favore delle
ristrutturazioni edilizie da parte dei privati. Per completare la riforma degli
incentivi – conclude l’assessore Alessandro Olivi - mancano solo gli interventi
relativi alle imprese innovative e ai brevetti, sui quali stiamo già lavorando
e che saranno pronti per luglio”.
Anche l´assessore Tiziano Mellarini sottolinea
l´importanza dei provvedimenti adottati dalla Giunta: "Questi nuovi
strumenti messi a disposizione da Apiae sono una ulteriore opportunità anche
per le imprese turistiche, che ad essi possono ricorrere per aumentare la
propria competitività".
Di seguito, nel dettaglio, i contenuti delle quattro
delibere.
Centri di assistenza tecnica (Cat) -
La misura di aiuto prevista dal legislatore
provinciale consente a tutti i settori economici - in precedenza era previsto
solo il commercio - di disporre dei centri di assistenza tecnica, incentivati
da parte pubblica. Questi ultimi potranno farsi carico sul territorio di
iniziative formative su argomenti e servizi complessi, componenti ormai
essenziali della vita imprenditoriale, individuando, suggerendo e accompagnando
verso possibili soluzioni innovative le problematiche legate all’attività
aziendale. Fra le attività previste per i Cat che intendono accedere ai
contributi provinciali merita risalto anche l’informazione e la formazione
sugli strumenti a sostegno dell’imprenditorialità giovanile. Il contributo è
determinato nel 75% dei costi di produzione relativi al Cat con un massimo di
euro 100.000. Il minimo di spesa ammissibile è pari ad euro 30.000. È prevista
una maggiorazione di contributo nel caso in cui il servizio fornito alle
imprese si concretizzi nell’invio telematico di domande di contributo
(maggiorazione di € 200 a domanda inviata). Le procedure sono estremamente
semplici: la domanda può essere presentata dal Cat dopo l’approvazione del
bilancio relativo all’anno precedente e con la massima tempestività
l’agevolazione spettante è concessa ed erogata.
Servizi di consulenza -
Nel caso dei servizi di consulenza e rispetto alla
legge del 1993, le nuove disposizioni sono più selettive, con un’attenzione
maggiore per i servizi strategici e non ripetitivi che possono contribuire alla
crescita o al potenziamento dell’impresa (innovazione; qualità; certificazioni;
iniziative pilota in campo ambientale; indagini di mercato, piani di marketing
e commercio telematico; tecnologie dell´informazione e delle telecomunicazioni;
contratti di rete; efficienza e diagnosi energetica; servizi di natura
strategica).
Il sistema di incentivazione rimane lo stesso previsto
dalla precedente normativa: si tratta di contributi in conto capitale in unica
soluzione che variano da un minimo del 20% ad un massimo del 50% sulle spese di
consulenza che le imprese (piccole e medie) acquisiscono all’esterno
dell’azienda. Le grandi imprese possono accedere per le consulenze relative ad
iniziative pilota in campo ambientale. Le percentuali sono maggiori per le
imprese piccole rispetto alle medie e grandi; sono previste percentuali
maggiori in relazione alle spese di consulenza per l’innovazione.
Sono fissati limiti minimi e massimi di spesa
ammissibile: rispettivamente € 5.000 (ridotti a € 2.500 per imprese femminili e
giovanili) e € 50.000 (aumentati a € 100.000 per innovazione, qualità e
certificazioni). La raccolta e l’istruttoria delle domande e l’anticipazione
dei contributi sono affidate ai Confidi operanti in provincia secondo modalità
semplificate di esame.
Per quanto riguarda i consorzi, la delibera prevede
contributi in conto capitale riferiti alla costituzione o all’incremento del
fondo consortile, con un impianto normativo che recepisce essenzialmente la
legge provinciale del 1993. I consorzi devono essere costituiti da almeno 3
imprese; è possibile la partecipazione fino al 25% di grandi imprese o di
imprese non operanti sul territorio provinciale; i consorzi non devono
distribuire utili o comunque risorse. La legge fissa già un limite minimo di €
15.000 del fondo consortile; nei criteri è stabilito un limite massimo
agevolabile di € 200.000. È determinata una percentuale di contributo del 50%
calcolata sugli aumenti del fondo consortile.
In tema di reti d’impresa, il nuovo strumento di
intervento consente di agevolare la costituzione di contratti di rete e le
iniziative che attraverso il contratto di rete sono realizzate. I beneficiari
delle agevolazioni sono l’organo comune della rete (il gestore della rete)
quando vi è soggettività giuridica della rete, mentre in caso di mancanza di
tale requisito il beneficiario è la singola impresa trentina che partecipa alla
rete. Sono agevolate le partecipazioni delle imprese trentine anche a reti
transregionali e transnazionali.
Due sono le tipologie di aiuto accordabili alle reti:
un contributo in conto capitale del 30% sui costi di costituzione della rete
(spese legali, amministrative e di consulenza); contributi in conto capitale
del 50% su apporti al fondo patrimoniale comune destinati agli specifici
interventi previsti dalla legge (formazione personale, acquisto hardware,
software e brevetti, promozione e commercializzazione, consulenze per la
promozione e sviluppo della rete). Sono fissati limiti minimi e massimi di
spesa ammissibile rispettivamente in € 2.500 e € 200.000.
Imprenditoria giovanile e femminile, investimenti
fissi, internazionalizzazione e ricerca -
Il provvedimento apporta modifiche ai criteri applicativi
della normativa degli incentivi in relazione a diversi strumenti attivati e, in
particolare: alle norme di carattere generale; agli aiuti per la ricerca; agli
aiuti per l’internazionalizzazione; agli aiuti alla nuova imprenditoria
femminile e giovanile; agli investimenti fissi; al bando territoriale; alle
modalità, ai termini e alla documentazione; ai prestiti partecipativi.
Gli aspetti più rilevanti del provvedimento
riguardano:
a) l’adeguamento,
la semplificazione e la reimpostazione funzionale di alcune disposizioni
inerenti gli aiuti per l’internazionalizzazione;
b) la riduzione,
nei criteri per la nuova imprenditoria femminile e giovanile del limite minimo
di spesa per l’accesso ai contributi da € 10.000 ad € 5.000;
c) la riduzione
da € 150.000 a € 50.000 fino al 30 giugno 2014 del limite minimo di spesa per
le ristrutturazioni edilizie, quale strumento anticrisi indirizzato a favorire
la domanda nel settore edile;
d) la
conseguente riduzione da € 100.000 a € 50.000 del limite minimo di spesa per le
ristrutturazioni previste dal bando territoriale;
e) l’agevolazione
fino al 30 giugno 2014 dell’installazione di sistemi di videosorveglianza per
favorire l’attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto con il Commissariato
del Governo e l’Unione commercio e turismo;
a) l’omogeneizzazione
degli interventi di sostegno alle imprese per il risparmio energetico e la
produzione di energia da fonti rinnovabile con il piano energetico ambientale e
gli incentivi previsti a valere sulla legge per l’energia.
Direttive Apiae per l’affidamento in convenzione agli
enti in garanzia -
La delibera consente di adeguare, mediante atto
aggiuntivo alle convenzioni stipulate con i Confidi, le condizioni contrattuali
per l’affidamento agli stessi enti di garanzia, anche tramite un organismo
comune, delle ulteriori attività connesse all’approvazione dei nuovi criteri
applicativi della legge. L’affidamento, non oneroso, di attività gestionali non
strategiche è in linea con il piano di miglioramento dell’amministrazione
provinciale e può contribuire positivamente a raggiungerne gli obiettivi. Il provvedimento
assegna ad Apiae la regia, il coordinamento e il controllo delle attività
medesime.
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EXPORT-ARE: UN PER-CORSO GRATUITO ALLA CONQUISTA DI NUOVI MERCATI 4 GIORNATE DI FORMAZIONE PER IMPRENDITORI ED EXPORT MANAGER |
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Asolo, 9 luglio 2013 -
Parola d’ordine “Export”: le Pmi italiane hanno grandi
chance di sviluppo proprio in funzione della loro capacità di rapportarsi al
mercato globale. Internazionalizzazione e vendita all’estero sono operazioni
che vanno affrontate con un metodo di comprovata efficacia, che permetta di
identificare strategie mirate a ottimizzare tempi e risorse per il
raggiungimento degli obiettivi.
Metodologia di approccio all’internazionalizzazione e
vendita nei mercati esteri che viene illustrata da Andrea Velati e Mirco Cervi,
consulenti esperti di strategia e marketing internazionale di Gc&p
(Gianesin Canepari & Partners), in quattro giornate di formazione gratuite
rivolte ad imprenditori, direttori commerciali ed export manager.
Un percorso che toccherà tutte le fasi della
metodologia messa a punto da Gc&p per l’internazionalizzazione, attraverso
l’analisi strategica e di posizionamento competitivo, i vari step per
affrontare lo sviluppo internazionale, le nozioni pratiche su come operare sui
mercati esteri e l’utilizzo del digital marketing come strumento potente per
raggiungere potenziali clienti in tutto il mondo, a costi molto contenuti.
La prima sessione si terrà giovedì 11 luglio, dalle
ore 9 alle ore 18, presso la Fondazione La Fornace dell’Innovazione, in Via Strada
Muson 2/C ad Asolo (Tv), e verterà sul marketing strategico e operativo, e
sulla misurazione del posizionamento competitivo dell’impresa. La Master Class
avrà carattere teorico-pratico, per fornire suggerimenti e strumenti di
immediata applicazione, e includerà esercitazioni con analisi Swot e
definizione degli obiettivi strategici di alcune delle aziende partecipanti.
«Strategie e modelli di business delle Pmi devono
sapersi adeguare ai rapidi cambiamenti in atto nell’economia mondiale,
intercettando una domanda sempre più articolata e imprevedibile – sottolinea
Nicola Gianesin, Ceo di Gc&p. La proposta che Gc&p fa alle aziende è
fatta di sviluppo internazionale del
business, miglioramento organizzativo e gestione del cambiamento in azienda. Il
nostro ruolo di consulenti è affiancare le aziende nel loro percorso di
miglioramento, fino all’eccellenza e al
successo nei mercati nazionale ed internazionali. Le quattro giornate di
formazione gratuite si inseriscono in un programma di divulgazione di quella
cultura manageriale evoluta che noi portiamo alle aziende.»
Il percorso continuerà poi il 10 settembre (metodo
scientifico per l’internazionalizzazione, focus sui paesi emergenti più
interessanti), il 24 settembre (internazionalizzazione: metodologie e forme di
ingresso, trasporto e la logistica, metodi di pagamento e strumenti di
garanzia), 15 ottobre(Digital Marketing, posizionamento web).
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AST; MARINI A TAVOLO ISTITUZIONALE: “LAVORO DI SQUADRA PER GARANTIRE INTEGRITÀ E FUTURO DEL SITO DI TERNI” |
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Perugia, 9 luglio 2013 - "La costruzione di un
gioco di squadra e di un percorso di condivisione politica per garantire, in
questa fase stringente e complessa, l´integrità del sito di Terni in tutte le
sue articolazioni, proprietarie e produttive, proprio per l´importanza che la
vicenda Ast ha non solo per Terni e per l´Umbria, ma per le politiche
industriali del nostro Paese": è l´appello lanciato, stamani, dalla Presidente
della Regione Umbria, Catiuscia Marini, prontamente accolto dai rappresentanti
delle istituzioni regionali e locali, dei sindacati e dai parlamentari eletti
in Umbria che hanno partecipato al Tavolo istituzionale, convocato dalla stessa
Presidente, per condividere una strategia comune per l´Acciai Speciali Terni.
"Ci troviamo in un momento decisivo e
fondamentale per gli obiettivi che intendiamo raggiungere, perché tutti
sappiamo quale futuro intendiamo assegnare al mantenimento del sito di Terni.
Siamo nella fase in cui è ancora più necessario rinserrare le fila su posizioni
strategiche unitarie che, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo, permettano
di assumere tutte le iniziative necessarie a difesa dell´integrità del sito sia
nei confronti del Governo italiano che della stessa Commissione europea. Qui c´è in gioco il futuro dell´Umbria, il
futuro produttivo di questa regione, dell´Ast, di tutto il sistema delle
aziende ad esso collegate e del suo indotto che rischiano di perdere
competitività, con tutto ciò che ne consegue a livello economico ed
occupazionale. È per questo motivo che le settimane da qui a settembre, quando
si dovrebbe concludere la procedura di acquisto, sono decisive. E occorre agire
insieme - ha detto la presidente - per
avere chiarezza su tempi e modalità del percorso messo in atto dalla Commissione europea, sul
monitoraggio legato alla cessione del sito, sull´affidabilità del potenziale
acquirente, che deve presentare una proposta industriale di caratura
internazionale, e sul fatto che l´attività industriale e le quote di mercato
siano salvaguardate anche nell´attuale fase di transizione. Proprio per avere
un quadro chiaro dei diversi passaggi legati al percorso seguito dalla Commissione europea e quindi
degli strumenti in nostro possesso idonei a valutare le procedure adottate - ha annunciato Marini - abbiamo commissionato uno studio
tecnico all´Università di Perugia".
I quattro punti della "road map" e delle
iniziative
Tenendo conto dei contributi dei vari interventi, a
conclusione dell´incontro la presidente Marini ha poi riassunto l´agenda delle
iniziative da adottare immediatamente.
La "road map" si articola in quattro punti.
1) Attualmente
c´è un´unica proposta industriale presentata
dalla Commissione europea, quella
di Aperam, Arvedi, Marcegaglia. Di questa proposta le istituzioni umbre vogliono conoscere
il piano industriale. La
Comunità europea è infatti chiamata ad approvare sia l´acquirente che i punti dell´accordo
ed è fondamentale per l´Umbria, per le sue istituzioni regionali e locali e
per i lavoratori avere la certezza, prima ancora che si concluda il procedimento, che chi acquista mantenga l´unitarietà del
sito di Terni, ne preservi la sua forza
industriale e continuità produttiva per garantire sviluppo, efficienza
economica e capacità occupazionali.
2) Si chiederà inoltre al Governo italiano di
richiamare l´attenzione della
Commissione europea affinché Outokumpu, nelle more della chiusura della
eventuale procedura di vendita, preservi
la piena efficienza economica e produttiva e la competitività
commerciale del sito di Terni. "C´è invece l´impressione - ha sottolineato
Marini - che su questo fronte si disattenda quanto previsto dalle linee guida
della stessa Commissione europea, con il rischio di una perdita consistente di fette di
mercato".
3) C´è
necessità di avere piena informazione sull´attività svolta dal
Monitoring Trustee, che ha specifici
compiti di controllo in materia di efficienza economica ed industriale del
sito, in relazione ai Report che questo è chiamato a redigere relativamente
alla procedura di disinvestimento da inviare alla Commissione Europea.
4) Infine istituzioni e sindacati hanno convenuto che
i tempi legati alla procedura
rappresentano un elemento "stringente e preziosissimo" per la salvezza del sito. Per questo sono
da considerarsi perentori, sia per l´esame dell´offerta e l´eventuale
conclusione dell´accordo che per la sostituzione di Outokumpu, come prevede la
normativa europea. Dopo questa fase dovrà essere direttamente la Commissione a
sostituirsi nella conclusione della procedura di cessione.
Intanto la Regione Umbria chiederà al Governo
l´immediata riconvocazione del Tavolo
nazionale su Ast e, in merito alla situazione complessiva dell´area di Terni,
la Presidente Marini e la Giunta
regionale avvieranno una analisi approfondita sugli aspetti di crisi
dell´industria di Terni e del suo territorio, dalla chimica, alla siderurgia,
per individuare anche nell´ambito del
documento sul "Quadro strategico regionale 2014-2020", la cui prima
riunione nell´ambito del Tavolo per l´alleanza si terrà lunedì prossimo, misure e strumentazioni adeguate a sostenerne
il rilancio e la competitività.
Da parte loro i
parlamentari eletti in Umbria e presenti all´incontro (Sereni,
Cardinali, Giulietti, Verini, Galgano, Lanzillotta, Lucidi, Rossi, Gotor e
Ginetti, quelli assenti hanno inviato la loro giustificazione) hanno assicurato
il loro impegno a seguire la situazione e
ad assumere in sede parlamentare, in maniera unitaria, tutte le iniziative per la migliore
conclusione della cessione.
All´incontro erano presenti i capigruppo del Consiglio
regionale dell´Umbria, rappresentanti della Giunta regionale e delle organizzazioni
sindacali Fismic Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno espresso condivisione sul
metodo adottato e hanno richiamato le istituzioni umbre ad agire sui punti
comunemente individuati.
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MARCHE: IL RAPPORTO ANNUALE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE SUL MERCATO DEL LAVORO . |
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Ancona, 9 luglio 2013 - “Una situazione purtroppo
inedita rispetto alla nostra storia economica che aveva visto le Marche sempre
in piena occupazione, mentre ora i recentissimi dati parlano di un 11,2 % di
disoccupazione.” E’ l’inizio di un quadro certamente preoccupante tracciato
dall’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti nell’incontro per la
presentazione del 13° Rapporto annuale 2013 dell’Osservatorio regionale del
mercato del lavoro, tenutasi oggi in Regione. “ Una realtà che corre parallela
alla congiuntura economica – ha aggiunto - in fase di rallentamento già dalla
metà del 2011, con Pil sceso nelle Marche del 2,5%. La diffusione delle piccole
imprese, soprattutto nel campo della subfornitura e la forte specializzazione
nella produzione dei beni per la casa, uno dei settori maggiormente penalizzato
dalla crisi, ha contribuito a determinare una generale e profonda contrazione
dell’attività economica. La situazione si aggrava poi per le piccole imprese
che costituiscono l’asse portante della struttura produttiva locale. Una
situazione che rischia di mettere a rischio la coesione sociale che ha sempre
caratterizzato il nostro tessuto socio-economico. ” Secondo Luchetti le Marche
si trovano davanti ad un bivio: concluso il ciclo del modello economico delle
Pmi che non sono riuscite a fare i conti con la globalizzazione dei mercati,
occorre puntare ora, accanto all’innovazione e alla riorganizzazione, ad un
innalzamento della qualità della produzione pensando anche a formule
consorziate di impresa, a cui deve corrispondere una qualità del lavoro e una
maggiore flessibilità del sistema creditizio. Stiamo impegnandoci su questo –ha
detto- sulla buona occupazione ( un’azione di politica attiva del lavoro ha
riguardato gli incentivi per la trasformazione di 1000 posti di lavoro da tempo
determinato a indeterminato) e dando grande attenzione al capitale umano per
elevarne le competenze. A testimonianza, la formazione superiore, i dottorati
di ricerca, il sostegno all’istruzione superiore, lo start up e gli incubatori
di impresa e lo stesso prestito d’onore che ha fatto creare otre 900 imprese. “
Secondo le previsioni degli operatori, il livello dell’attività economica
rimarrà molto debole per tutto il 2013, sia a livello regionale sia nazionale.
Le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate dall’Inps sono state, nel
2012, oltre 23milioni, in aumento del 53,5% rispetto all’anno precedente,
mentre la componente in deroga sale del 69,4% coinvolgendo oltre 32mila
lavoratori. Quelli posti in mobilità sono stati poco meno di 13.500, il 20% in
più rispetto ai valori del biennio precedente. È in forte sofferenza anche il
tessuto imprenditoriale con lo stock di imprese attive che, nell’ultimo anno
considerato, si riduce dell’1% circa. Tale flessione riguarda, in particolare,
le imprese manifatturiere e quelle dell’edilizia, mentre rimane stabile il
terziario. L’occupazione aumenta prevalentemente tra le fasce più adulte della
popolazione specialmente tra gli over 55 in crescita di oltre 11mila unità,
mentre diminuisce nella fascia 25-44 anni . Nel 2012 il complessivo numero di
occupati nelle Marche registra, in controtendenza al dato nazionale, un
marginale incremento (+0,3%) ma sembra deteriorarsi sempre più l’aspetto
qualitativo. Nel 2012 aumenta infatti unicamente l’occupazione part time (+19,8%)
con progressi segnati da entrambe le componenti di genere, mentre il full time
diminuisce del 3,3%. Torna a crescere il lavoro dipendente (+2,0%) mentre è in
considerevole riduzione quello autonomo (-4,5%). L’aumento dell’occupazione
dipendente è dovuto, tuttavia, quasi esclusivamente alla componente femminile,
prevalentemente all’occupazione temporanea piuttosto che permanente ed
esclusivamente all’utilizzo del lavoro part time. Preoccupa poi il fenomeno
della disoccupazione poiché il numero di persone in cerca di lavoro cresce del
39,7% salendo a poco meno di 65mila unità, valore mai raggiunto in precedenza.
Per i giovani della classe 15-24, è pari, nella nostra regione, al 28,6%. Il
fenomeno della disoccupazione mostra una crescente diffusione sull’intero
territorio regionale. Il numero di persone in cerca di lavoro cresce
sensibilmente in tutte le province delle Marche, ma risulta particolarmente
accentuato in quella di Macerata, che registra un incremento del 57,0%.
Considerevole anche la variazione osservata a Pesaro e Urbino (+53,7%) e Ancona
(+40,0%) mentre le dinamiche appaiono leggermente più contenute ad Ascoli
Piceno (19,8%) e Fermo (+25,0%). Nel manifatturiero si segnalano le diminuzioni
del legno mobile (-26,0%), della meccanica (-23,8%) e del tessile abbigliamento
(-21,9%). Per i tipi di contratto si osserva una contrazione degli ingressi
nell’occupazione per tutto il lavoro dipendente: apprendistato -19,1%,
somministrazione -9,2%, tempo indeterminato -3,6% e tempo determinato -0,6%. Per
gli altri contratti si riscontra un calo dell’intermittente e del
parasubordinato con flessioni del 10%, mentre cresce il lavoro domestico
(+6,7%). Tutte le province presentano saldi negativi fra assunzioni e
cessazioni, in particolare Ancona (-4.374), Pesaro e Urbino (-2.459) e Macerata
(-1.678). I maschi evidenziano un saldo più negativo (-6.183) rispetto alle
femmine (-2.728). A livello contrattuale, nel lavoro dipendente, il saldo
assunzioni-cessazioni per il contratto a tempo determinato è di -6.749, per
l’apprendistato -1.699, per la somministrazione -895; per le altre tipologie
contrattuali spicca il saldo negativo dell’intermittente (-5.373) dovuto alle
recenti riforme legislative in materia. Circa 25mila delle quasi 38mila
posizioni lavorative complessivamente perse negli ultimi quattro anni sono
dovute a giovani fra 15 e 34 anni, la maggioranza delle quali nell’industria
(14mila circa). “Accanto alle politiche per l’innalzamento della qualità del
lavoro – ha concluso Luchetti – c’è un forte impegno della Regione sulla
gestione delle emergenze e delle crisi aziendali. Sono state destinate ingenti
risorse del Fondo Sociale Europeo agli ammortizzatori sociali in deroga e sono
stati messi in campo vari strumenti per aiutare le famiglie e i lavoratori che
perdono il loro posto di lavoro e favorirne il reingresso. L’integrazione delle
politiche delle attività produttive con le politiche del lavoro, inoltre, è
un’altra strategia efficace che si avvale anche della grande quantità di dati
incrociati ed elaborati nel Rapporto Annuale dell’Osservatorio del Mercato,uno
strumento indispensabile per orientare le scelte”.
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FIRMATA IN REGIONE BASILICATA MOBILITÀ IN DEROGA PER EX ADDETTI MAHLE |
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Potenza, 9 luglio 2013 - Agli ex lavoratori della
“Mahle componenti motori Italia” è stata riconosciuta la mobilità in deroga a partire
dal 23 marzo 2013 fino al 31 dicembre 2013. Lo prevede l’accordo firmato questa
mattina al Dipartimento Attività produttive tra la Regione Basilicata,
rappresentata dall’assessore regionale Marcello Pittella, dalla Task Force
Occupazione e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.
La prima richiesta di mobilità in deroga riguarda 18
lavoratori licenziati dalla società Mahle, a cui era scaduta la mobilità
ordinaria e per i quali ricorrono le condizioni di accesso alla prima
concessione della mobilità, salvo la disponibilità delle risorse finanziarie e
la verifica dei requisiti soggettivi da parte dell’Inps.
I 18 lavoratori sono parte delle unità impiegate nella
fabbricazione di pistoni per motori diesel e benzina a Potenza, dove la società
Mahle ha operato fino al 2009, allorquando collocò in Cigs per cessazione prima
e dopo in mobilità tutte le maestranze.
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SOGEMI: IL 2012 SI CHIUDE PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO CON UN RISULTATO POSITIVO DELLA GESTIONE TIPICA CENTRATI I DUE OBIETTIVI PRINCIPALI: RIDURRE L’ESPOSIZIONE CON LE BANCHE E CONTRASTARE LA CONCORRENZA SLEALE E IL LAVORO NERO” |
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Milano, 9 luglio 2013 - L’assemblea degli Azionisti di
Sogemi Spa, riunitasi in data 3 luglio 2013 presso la sede della Società, ha
approvato il bilancio d’esercizio 2012 che per il terzo anno consecutivo
registra un risultato positivo della gestione tipica, pari a 48 migliaia di
euro, nonostante l’incremento di alcuni costi operativi, in particolare:
manutenzioni ordinarie, Imu, utilities, vigilanza e sgombero neve. Un risultato
reso possibile grazie al contenimento di alcuni costi operativi e alla forte
componente positiva dei proventi straordinari, pari a circa 1.292 migliaia di
euro (a fronte di un tendenziale aumento generalizzato degli stessi per circa
1,2 milioni di euro).
Grazie ai fondi elargiti dal Comune di Milano è stata
sostanzialmente ridotta l’esposizione debitoria con banche e fornitori e sono
stati incassati quasi totalmente i crediti dagli operatori, con un conseguente
grande impatto positivo sul Conto economico.
“L’azione complessiva svolta in questi due anni
dall’Amministrazione ha permesso di mettere in sicurezza i conti della società
e consentire lo svolgimento delle sue attività nel pieno rispetto della
legalità, in tempi non facili per le amministrazioni pubbliche” così
l’Assessore al Commercio, Attività produttive Franco D’alfonso ha commentato
l’approvazione del bilancio 2012 di Sogemi, che prosegue ”Abbiamo grazie al
lavoro del management centrato i due obiettivi principali: ridurre
l’esposizione con le banche oltre a favorire la piena applicazione delle
normative sulla sicurezza e la salute, nonché vigilare sulla regolarità del
lavoro e sul rispetto degli obblighi retributivi, contributivi e previdenziali
e sulla complessiva salvaguardia delle regole.”
“Si tratta – ha dichiarato il Presidente di Sogemi,
Luigi Predeval – di risultati importanti che premiano l’impegno pluriennale
dell’attuale Consiglio di Amministrazione per il risanamento
economico-gestionale della Società e per affermare, contemporaneamente, il
pieno rispetto della legalità all’interno dei Mercati, a tutela della corretta
concorrenza e delle condizioni di sicurezza per gli operatori”.
Da sottolineare che questo impegno di “messa a norma”
di diverse situazioni ha prodotto anche il fatto che, per la prima volta dopo
decenni, in osservanza alle disposizioni previste dalla Legge Regionale,
venerdì 5 luglio 2013, verrà avviato il bando di gara per disciplinare la
movimentazione delle merci nell’ambito dell’area dei Mercati generali.
“Questo è l’atto finale di una lunga attività di
controllo e messa a norma di una situazione che - ha commentato Predeval -
vedeva operare 26 cooperative di facchinaggio per oltre 700 persone
nominalmente presenti in mercato e che si è conclusa con l’estromissione di 17
cooperative che non osservavano le regole definite in seno all’Osservatorio
sulla sicurezza istituito da Sogemi. Con il nuovo bando ci si prefigge di
facilitare l’effettuazione dei controlli sulla corretta osservanza delle regole
e una maggiore efficienza nell’erogazione del servizio di facchina
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TOSCANA, COOPERATIVE ARGINE CONTRO LA CRISI. ROSSI: “VALUTIAMO FONDO PER FARLE CRESCERE” |
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Firenze, 9 luglio 2013 – Sì ad un fondo per aiutare le cooperative,
anche sociali, a fondersi e aggregarsi, crescere ed affacciarsi magari sui
mercati internazionali: un fondo mobiliare chiuso finalizzato alla
patrimonializzazione di quelle imprese, utilizzando magari parte delle risorse
europee, quelle della cosiddetta ingegneria finanziaria. Era una delle idee
lanciate alla Regione dall’Alleanza delle cooperative, ovvero il coordinamento
fra Confcooperative, Legacoop e Agci. E la Regione si è detta disposta a
valutarla, con interesse.
I dettagli sono da definire, a partire dall’ammontare
del fondo: le coop avevano ipotizzato 40 milioni, pronte a mettere in campo
anche le proprie risorse e gli strumenti finanziari intercooperativi. “La
proposta è interessante – commenta il presidente della Toscana Enrico Rossi,
dopo l’incontro con le cooperative – e non si tratta di assistenza ma di un
sostegno a piani di sviluppo ed investimento”. “Le cooperative sono tra gli
asset positivi della nostra regione” aggiunge. E i numeri lo testimoniano. Nonostante
la crisi, sono cresciute nel fatturato ed hanno retto sul fronte
dell’occupazione (+0,5%). Possono dunque essere un attore importante per la
ripresa. Un fondo dedicato – gestito magari in collaborazione con Sici Centro
Italia, la società di gestione del risparmio partecipata anche da Fidi e dunque
dalla Regione Toscana, attiva nel settore del private equity e venture capital
– è necessario perché gli strumenti finora disponibili si rivolgevano solo alle
società di capitale.
Primo protocollo a luglio – L’idea del fondo si
inserisce all’interno di un più vasto e nuovo patto per lo sviluppo. E’ uno dei
tanti tasselli. “Entro la fine del mese firmeremo una bozza di accordo con
tutte le parti sociali, che da aprile ad oggi ho incontrato per costruire insieme
una prospettiva nuova per la ripresa” dice Rossi. Non ci saranno dunque solo le
cooperative. “Poi a settembre questa ed altre idee – aggiunge, tracciando
l’agenda per i prossimi mesi – confluirà nel piano programmatico che andrà in
consiglio e successivamente ne terremo conto nello scrivere la legge
finanziaria”. L’obiettivo è esser pronti per il 2014.
Prima della conferenza stampa, durante l’incontro con
le cooperative, Rossi aveva sottolineato l’importanza di sostenere tutti quei
servizi, fatti non solo da imprese e cooperative ma anche professionisti e
partite Iva, che operano a servizio delle imprese. “Nell’uso dei fondi europei
dovremo fare delle scelte – aveva spiega – Non tutto si potrà fare e dovremo
privilegiare lavoro e sostegno allo sviluppo”.
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LOMBARDIA. VIA AI SALDI:´UN VADEMECUM CON REGOLE´ |
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Milano, 9 luglio 2013 - Come previsto dal documento
unitario delle
Regioni, primo sabato del mese di luglio, hanno avuto
inizio
in Lombardia i saldi estivi. Alla vigilia della
partenza
ufficiale, l´assessore al Commercio, Turismo e Tutela
dei
Consumatori di Regione Lombardia, Alberto Cavalli, è
intervenuto
ricordando le regole che disciplinano la materia, con
obblighi e
diritti per tutti i soggetti interessati. Opportunita´
Di
Ripresa - ´Sono
cosciente che per gli operatori del settore -
ha affermato l´assessore - questo sia un appuntamento
carico di
aspettative, in modo particolare alla luce della crisi
che,
almeno per ora, sembra non mollare la presa. Mi auguro
dunque
che questa tornata di saldi estivi possa in qualche
modo aiutare
le numerose attività messe in ginocchio dallo scarso
risultato
di vendita registrato lo scorso inverno se, come
emergerebbe dai
dati, i saldi valgono ormai il 30 per cento delle
vendite
complessive del comparto´.
Momento Di Verifica - Questa fase sarà importante
anche per
Regione Lombardia, che a fine stagione verificherà i
risultati
economici raggiunti. ´Ci metteremo intorno a un
tavolo, come
abbiamo già convenuto nell´ultima seduta dell´Osservatorio
sul
Commercio - ha spiegato l´assessore - per capire come abbiano
effettivamente inciso sul modello dei consumi e il
volume dei
ricavi, la sperimentazione sulle vendite promozionali
da tempo
conclusasi e la recente ripresa del regime ordinario.
Quindi
prenderemo una decisione definitiva in merito,
garantendo come
sempre l´ascolto di tutte le parti interessate.´
Rispetto Per Il Consumatore - L´assessore Cavalli, che
mercoledì
3 luglio ha insediato a Palazzo Lombardia la
Commissione
regionale per la tutela dei consumatori, assumendone
la
presidenza, ha voluto cogliere quest´occasione anche
per
ricordare che ´I saldi devono costituire una sana
opportunità
per il rilancio dell´economia. Essi contribuiscono a
qualificare
positivamente il servizio di vendita sia dal punto di
vista
tecnico (garantendo il rispetto di requisiti
fondamentali come
la qualità del prodotto e la giustezza del prezzo),
sia dal
punto di vista della relazione instaurata tra
acquirente e
venditore. Relazione - ha sottolineato- che deve
essere
improntata al rispetto del quadro normativo
attualmente in
vigore´.
Il Regolamento Dei Saldi - Queste le norme da non
dimenticare: i
commercianti
hanno l´obbligo di esporre, accanto al prodotto,
il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del
ribasso
applicato (è invece facoltativa l´indicazione del
prezzo di
vendita conseguente allo sconto o ribasso); i prodotti
in saldo
devono essere separati da quelli eventualmente posti
in vendita
a prezzo normale e, se ciò non è possibile, cartelli o
altri
mezzi devono fornire al consumatore informazioni
inequivocabili
e non ingannevoli; se il prodotto risulta difettoso il
consumatore può richiederne la sostituzione o il
rimborso del
prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino,
che occorre
quindi conservare. Tutte le normative sono pubblicate
e
consultabili sul portale di Regione Lombardia nella
sezione
dedicata al Commercio.
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