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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 09 Luglio 2013 |
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"SANITÀ 2014" |
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Londra, 9 luglio 2013 - Il 25 e 26 luglio 2014 si
terrà a Londra, nel Regno Unito, un evento intitolato "Sanità 2014"
(Healthcare 2014).
I sistemi e mercati dell´assistenza sanitaria e
sociale stanno cambiando. Con l´aumento della domanda da parte di una
popolazione che invecchia e con le risorse che diventano sempre più limitate, è
necessario eliminare qualsiasi spreco e inutile ripetizione dell´assistenza
sanitaria e sociale e miglorarne l´efficienza
Questa conferenza e mostra ha lo scopo di fornire una
panoramica completa della fornitura dei servizi sanitari. Gli argomenti oggetto
di discussione comprenderanno l´assistenza integrata, le deleghe dei servizi
clinici e le cure a domicilio e in strutture residenziali.
L´evento riunirà le parti coinvolte nel settore
sanitario a tutti i livelli per incontrarsi e scambiarsi consigli pratici e
soluzioni per le sfide che interessano i servizi di assistenza sanitaria e
sociale.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Healthpluscare.co.uk/page.cfm
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"E-HEALTH INSIDER LIVE 2013" |
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Birmingham, 9 luglio 2013 - Il 5 e il 6 novembre 2013
si svolgerà a Birmingham, nel Regno Unito, un evento intitolato "E-health
Insider Live 2013" (Ehi Live 2013).
La e-health, o sanità elettronica, è uno dei settori
più innovativi e di maggiore crescita nell´assistenza sanitaria. La tecnologia
nel campo della sanità può andare da una semplice applicazione scaricabile fino
a più complessi strumenti di tecnologia sanitaria per la valutazione.
Questa conferenza fornirà le conoscenze richieste da
ospedali, medici specialisti e sviluppatori di sistemi per la sanità desiderosi
di esaminare tecnologie nuove ed emergenti. Tra gli argomenti di discussione ci
saranno le cartelle elettroniche, le soluzioni open source nella sanità e le
applicazioni sanitarie.
L´evento riunirà professionisti It, medici
specialistici e manager ospedalieri per esaminare gli approcci alle migliori
pratiche per sfruttare al massimo le tecnologie della sanità in rete.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Ehilive.co.uk/page.cfm/link=1/t=m/gosection=1
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22° CONGRESSO EUROPEO DI PSICHIATRIA |
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Monaco, 9 luglio 2013 - Dall´1 al 4 marzo 2014 si
terrà a Monaco di Baviera, in Germania, il 22° Congresso europeo di
psichiatria.
La medicina psichiatrica si occupa della diagnosi, la
cura e la prevenzione dei disturbi cognitivi.
Questo congresso ha lo scopo di basarsi sugli incontri
precedenti per una revisione degli aspetti più importanti della diagnosi e
della cura nel campo delle psichiatria. Gli argomenti di discussione
comprenderanno la neuroscienza cognitiva, i disturbi legati all´ansia e la
psicopatologia.
L´evento riunirà psichiatri di tutta Europa per
esaminare le ultime ricerche in questo campo e promuovere una migliore
comprensione della salute mentale.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Epa-congress.org/
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L´EPIDEMIA DI MORBILLO E DI VARICELLA DI CUI L´OMS NON SEMBRA ACCORGERSI. NUOVI CASI IN ITALIA ED IN EUROPA. DOBBIAMO PREOCCUPARCI? |
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Lecce, 9 luglio 2013 -
Nonostante il morbillo sia da eliminare nel nostro Paese e nel resto
d’Europa, continuano a verificarsi epidemie. Nel periodo 2010-2012 il sistema
di sorveglianza speciale del morbillo ha raccolto più di 8000 segnalazioni solo
in Italia. Il numero è certamente non trascurabile tenendo conto che in questi
ultimi giorni in Veneto sono stati segnalati casi di complicanze da morbillo e
varicella in persone non vaccinate. Sul sito della Ulss 13 Mirano, il 10 giugno
2013, sono stati segnalati due casi di gravi complicanze da morbillo e
varicella in persone non vaccinate. Il primo riguarda una giovane donna che a
fine aprile è stata ricoverata presso l’ospedale dove lavora, con diagnosi di
morbillo. Successivamente la donna è stata ricoverata una seconda volta per
l’insorgenza di una neurite ottica con gravissima compromissione della vista in
entrambi gli occhi. Il caso di varicella riguarda, invece, un’infermiera che
lavora in una casa di cura per anziani e a cui è stata diagnosticata una
meningite virale da varicella. La fonte di contagio di quest’ultima è stata
individuata in un altro operatore sanitario in servizio presso la stessa
struttura. Nella Svizzera centrale e in Ticino sono stati registrati
dall´inizio di giugno rispettivamente 29 e 8 casi di morbillo. In altri cinque
cantoni le persone che hanno contratto la malattia infettiva sono state cinque,
una per cantone, viene indicato oggi nel bollettino dell´Ufficio federale della
sanità pubblica (Ufsp). La maggior parte dei malati non erano stati vaccinati.
Nella sola ultima settimana le persone che si sono ammalate di morbillo sono
state 27, viene precisato. Nei primi sei mesi i casi registrati sono stati 68,
già più di quelli segnalati nell´intero anno scorso (63), sottolinea l´Ufsp.
Tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, 29 Paesi
dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) più la Croazia
hanno segnalato 8499 casi di morbillo pari a un’incidenza di 16,6 casi/milione
di abitanti, dato di molto superiore all’obiettivo di un caso per milione che
definisce l’eliminazione della malattia. Da segnalare inoltre che i dati non
sono completi per tutti i 12 mesi considerati, visto che il Lussemburgo non ha fornito
i dati degli ultimi 4 mesi di rilevazione, il Belgio non li ha forniti per i
mesi di gennaio e febbraio 2013 e i Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013.
Il 94% dei casi segnalati proviene da 5 Paesi: Romania (4087), Regno Unito
(2314), Francia (679), Italia (592) e Spagna (334). Le incidenze più elevate
sono state riportate in Romania (190,9 casi per milione di abitanti), Regno
Unito (37 casi/milione), Irlanda (23,9 casi/milione), Francia (10,4
casi/milione), Italia (9,8 casi/milione) e Spagna (7,2 casi/milione). Sedici
Paesi hanno riferito meno di 1 caso di morbillo per milione di abitanti (soglia
target di eliminazione). L’82% dei casi di cui si conosceva lo stato vaccinale
(6655) si è verificato in persone non vaccinate. Non sono stati riportati
decessi ma sei casi sono stati complicati da encefalite acuta. Sono alcuni dei
dati che emergono dal rapporto Ecdc “Measles and rubella monitoring - April
2013”, pubblicato nel mese di maggio 2013. I dati sulla rosolia, raccolti in 26
Paesi dell’Ue e del See, indicano che tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio
2013, sono stati segnalati 21.549 casi. Di questi, il 99% è stato rilevato in
Romania (11.020 casi, 514,6 casi/milione di abitanti) e Polonia (10.326, 270,3
casi/milione). Mancano tuttavia i dati del Lussemburgo per gli ultimi 4 mesi
della rilevazione, dell’Italia per l’intero periodo in esame e di Grecia e
Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013.
Il morbillo è contagioso da cinque giorni prima delle
manifestazioni cutanee fino a cinque giorni dopo l´inizio della malattia e può
avere complicanze (encefalite, polmonite e otite media).
Per Giovanni D’agata presidente e fondatore dello
“Sportello dei Diritti” è fondamentale ricordare che il morbillo e la varicella
possono portare a gravi complicanze, come purtroppo testimoniano i i casi
descritti. E la prima difesa nasce innanzitutto dall´essere informati e dal
conoscere.
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PUGLIA: ASL CHIUDONO IN POSITIVO, SI PUÒ USCIRE DA PIANO DI RIENTRO |
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Bari, 9 luglio 2013 - Per la prima volta, il bilancio
delle Asl pugliesi chiude in positivo, e quindi sono concluse le procedure per
la richiesta al Ministero di uscita dal piano di rientro per la sanità
pugliese. Sono dunque tre i milioni di utile che rivengono dall’esercizio 2012.
Con l’approvazione del Bilancio Consolidato 2012 con la delibera approvata
dalla Giunta regionale, si può infatti ritenere concluso il ciclo triennale del
Piano di Rientro della Regione Puglia 2010-2012. “Rispetto a quanto programmato
e concordato con il Governo - spiega l’assessore Gentile – la perdita di
esercizio prevista per il 2012 non doveva essere superiore a 52 milioni di
euro. Nonostante i tagli rivenienti del Fondo Sanitario che per la nostra
Regione ha comportato ben 70 milioni di euro in meno rispetto al programmato
nel Piano, la Puglia è riuscita - grazie allo sforzo congiunto di Regione ed
Aziende Sanitarie - a chiudere il bilancio dell’anno con un risultato positivo
di più di 3 milioni di euro. Tale risultato straordinario ed unico in Italia ha
permesso di non pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Questo
risultato è frutto della capacità di promuovere corrette politiche di razionalizzazione
della spesa di cui è stato protagonista il Governo Regionale in uno con il
management e gli operatori dell’assessorato e delle aziende sanitarie. “A loro
dunque – dichiara l’assessore Gentile - attribuisco il merito di aver saputo
motivare l’intero sistema dei professionisti e degli operatori che hanno non
solo saputo mantenere ma persino migliorare le performance del sistema
sanitario come testimoniato dai dati assolutamente incoraggianti della mobilità
passiva”. “Nel 2012 – precisa - nonostante la riduzione dei posti letto attuata
con il riordino della rete ospedaliera, abbiamo registrato una diminuzione di
circa 4.000 ricoveri effettuati in altre regioni rispetto all’anno precedente,
cosa che conferma il trend in riduzione dei cosiddetti viaggi della speranza
che tanti disagi hanno determinato nella nostra popolazione”. La Regione è
impegnata a consolidare e migliorare questi risultati, attraverso la redazione
del Programma Operativo in accordo con le strutture ministeriali, puntando in particolare
alla riduzione delle liste di attesa e al potenziamento dell’assistenza
domiciliare. L’obiettivo strategico è l’accelerazione di una più efficace
politica di integrazione di tutti i livelli di presa in carico territoriale ed
ospedaliera dei bisogni di salute della comunità pugliese, valorizzare e
promuovere le eccellenze, utilizzando la leva delle nuove assunzioni e
dell’investimento in formazione delle competenze già acquisite nel sistema.
“Questi risultati - conclude l’assessore Gentile - avrebbero consentito di
alleggerire significativamente la pressione fiscale sui cittadini pugliesi se
gli ultimi governi nazionali non avessero invece compiuto la scelta di tagliare
ulteriormente il Fondo Sanitario Nazionale, per un importo che peserà sulla nostra
regione per non meno di 120 milioni di euro”.
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OTTAVA CONFERENZA ANNUALE DELL´ASSOCIAZIONE TEDESCA DI MEDICINA D´EMERGENZA-URGENZA |
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Amburgo, 9
luglio 2013 - Dal 7 al 9 novembre 2013 si terrà ad Amburgo, in Germania,
l´ottava conferenza annuale dell´Associazione tedesca di medicina
d´emergenza-urgenza (Dgina).
Andare in un pronto soccorso può essere un´esperienza
davvero traumatica quando si rimane feriti o ci si ammala improvvisamente.
Questo settore fondamentale di assistenza ha bisogno di una formazione regolare
e completa per mantenere alti gli standard.
Il tema della conferenza di quest´anno è il progresso
della medicina di emergenza. Gli argomenti di discussione comprenderanno i
gruppi specifici di pazienti nel reparto di pronto soccorso, l´assistenza
infermieristica nella medicina d´emergenza e la sicurezza dei pazienti.
L´evento riunirà medici, specialisti e infermieri di
terapia intensiva in una serie di simposi inter-professionali per discutere dei
metodi per migliorare le cure di emergenza.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Dgina-kongress.de/en/
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CAUSE E SOLUZIONI DEL DIABETE NEL REPORT DEL BBDO: “LIBRO BIANCO" |
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Potenza, 9 luglio 2013 - Il “libro bianco” sul diabete
è il report nato dalla collaborazione tra il Basilicata Barometer Diabetes
Observatory (Bbdo) e l’Istituto di Igiene dell’Università cattolica del Sacro
Cuore, presentato a meno di un anno dall’insediamento dell’osservatorio
regionale, primo in Italia e candidato a modello a livello nazionale e
internazionale nella lotta al diabete anche grazie al progetto di geomedicine
avviato dall’Università di Tor Vergata con l’Università di Ginevra e la World
Health Organizzation.
Il libro bianco è stato presentato ieri a Potenza, nell’Auditorium dell’azienda
ospedaliera San Carlo, dall’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano e
dal Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente dell’Ibdo
Foundation Renato Lauro, alla presenza del sottosegretario alla Salute Paolo
Fadda, del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico e del vice presidente del
Parlamento europeo Gianni Pittella.
Il rapporto (mappa del diabete) svela fattori di
rischio, comportamenti, stili di vita e abitudini della popolazione lucana, che
tra le regioni italiane presenta un maggior rischio di diabete ed indica gli
strumenti e le azioni da attuare per la prevenzione e cura della patologia.
Fin dallo scorso anno la Regione Basilicata, su
iniziativa dell’Assessorato alla Salute, d’intesa con l’Università di Roma Tor
Vergata, l’Osservatorio nazionale per la Salute delle Regioni e l’Osservatorio
nazionale del diabete, ha dato l’avvio al Bbdo, osservatorio privilegiato in
Italia, che si prefigge lo scopo di individuare le cause e le soluzioni per
affrontare l’aspetto pandemico del diabete e dell’obesità in Basilicata, la
regione italiana con la più alta prevalenza di diabete di tipo 2 e con la più
elevata prevalenza di obesità.
Il libro bianco sul diabete conferma che questa
malattia è “silenziosa” ed asintomatica, viene infatti spesso diagnosticata a
seguito di complicanze o di controlli routinari e, in taluni casi, può portare
a gravi conseguenze, anche alla morte. Fattori che condizionano la malattia
sono gli stili di vita e le abitudini alimentari, quali l’eccessivo peso
corporeo, la mancanza di attività fisica, la scorretta alimentazione.
La Basilicata, infatti, si contraddistingue per un
consumo ridotto di ortaggi, frutta e verdura, alimenti di cui la regione
dispone in grande quantità, nonostante il grande consumo di pesce rispetto alla
media nazionale. L’obesità è una condizione altrettanto diffusa tra i lucani:
il rapporto denuncia, infatti, un dato preoccupante, il 32,9 per cento dei
soggetti residenti in Basilicata, principalmente rientranti nella fascia di età
compresa tra i 6 e i 17 anni, risultano in eccesso di peso, dato notevolmente
superiore al valore nazionale. A ciò si accompagna una propensione alla
sedentarietà, solo il 16,3 per cento della popolazione lucana pratica uno sport
in maniera continuativa (Italia: 21,9 %; benchmark – Provincia Autonoma di
Trento: 31,9 %).
Per contrastare i fattori di rischio e gestire il diabete,
il Libro bianco suggerisce un’organizzazione sanitaria integrata e strutturata
diretta al soddisfacimento dei bisogni di salute della comunità:
“community-based”, approccio multilivello con l’obiettivo principale di
modificare gli stili di vita correlati al rischio, coinvolgendo la popolazione
regionale.
Il libro bianco sul diabete – La Scheda -
Un dato che preoccupa, ma siamo in buona compagnia -
Il report mostra la prevalenza del diabete in
Basilicata che è stimata al 6,9 per cento nel 2012, un dato superiore al valore
nazionale (5,5%) e tra i più elevati d’Italia, in costante aumento. La
Provincia Autonoma di Bolzano ha la più bassa prevalenza di diabete (3,2%),
mentre l’Abruzzo è la regione che presenta la maggiore prevalenza di diabetici.
Tasso di mortalità -
Il tasso standardizzato di mortalità per diabete in
Basilicata nel 2009 (dato più recente) è in linea con il dato nazionale ed è
pari a 35,6 per 100.000 abitanti, per il genere maschile, ed a 38,3 per 100.000
per quello femminile. Tali percentuali sono inferiori rispetto al dato del
2002: pari a 38,5 per 100.000 per i maschi (Italia: 31,4) e 40,0 per 100.000
per le femmine (Italia: 28,4). I tassi più bassi si riscontrano nella Provincia
Autonoma di Bolzano (8,8 per 100.000 per i maschi e 12,3 per 100.000 per le
femmine).
I fattori di rischio: obesità e sedentarietà -
I principali fattori di rischio sono: l’eccessivo peso
corporeo, la sedentarietà e la mancanza di attività fisica.
Il libro bianco sul diabete evidenzia che in
Basilicata nel 2011 (ultimo dato disponibile) l’indice di massa corporea (Bmi)
è superiore a 25 nel 49,2% della popolazione (Italia: 45,8%; benchmark -
Provincia Autonoma di Bolzano: 39,8%). Infatti, il 36,1% della popolazione
lucana (Italia: 35,8%; benchmark - Provincia Autonoma di Bolzano: 33,4%) ha Bmi
compreso tra 25 e 30 (sovrappeso), mentre il 13,1% della popolazione regionale
(Italia: 10,0%; benchmark – Provincia Autonoma di Bolzano: 6,4%) ha valori
superiori a 30 (obesità).
Il rapporto denuncia, inoltre, un dato preoccupante,
il 32,9% dei soggetti residenti in Basilicata, principalmente rientranti nella
fascia di età compresa tra i 6 e i 17 anni, risultano in eccesso di peso, dato
notevolmente superiore al valore nazionale (Italia: 27,2%; benchmark
Trentino-alto Adige: 18,3%).
Lucani poco amanti dello sport -
In Basilicata, il 48,4% della popolazione non pratica
alcuno sport o attività fisica (Italia: 39,8%; benchmark - Provincia Autonoma
di Trento: 13,5%) e solo il 16,3% pratica sport in maniera continuativa
(Italia: 21,9%; benchmark – Provincia Autonoma di Trento: 31,9%). Tale dato
dipende dalla definizione soggettiva di attività sportiva.
Coltiviamo frutta e verdura, ma mangiamo snack -
Il consumo di alcuni alimenti quali pane, pasta, riso,
latte, formaggio, carni bianche, carni bovine, carne di maiale, non si discosta
dalla media italiana ma importanti differenze sono rilevate nell’assunzione di
salumi, uova e legumi in scatola, consumati in maggiore quantità.
La Basilicata si contraddistingue per un consumo
ridotto di ortaggi, frutta e verdura, alimenti di cui la Regione dispone in
grande quantità, nonostante il grande consumo di pesce rispetto alla media
nazionale: il 27,4% della popolazione dichiara di consumare verdure almeno una
volta al giorno (Italia: 51,4%; benchmark - Provincia Autonoma di Trento:
67,7%), il 22,4% di consumare ortaggi almeno una volta al giorno (Italia:
43,7%; benchmark – Provincia Autonoma di Trento: 57,9%) e solo il 4,7% (Italia:
4,9%; benchmark - Provincia Autonoma di Trento: 7,4%) dichiara di consumare
almeno 5 o più porzioni giornaliere di verdure, ortaggi e frutta.
Il consumo di alimenti ricchi di grassi e zuccheri
risulta piuttosto elevato, infatti il 30,9% degli abitanti (Italia: 25,6%;
benchmark - Toscana: 16,7%) consuma snack più di una volta a settimana. Infine,
il consumo di dolciumi (il 49,8% ne consuma più di una volta a settimana;
Italia: 49,1%; benchmark - Sicilia: 42,0%) sebbene alto è in linea con il dato
nazionale.
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PIEMONTE: PROGRAMMI OPERATIVI, COMPLETATA LA DOCUMENTAZIONE INVIATA AL MINISTERO DELLA SALUTE E DELL´ECONOMIA DEFINITI I RISVOLTI FINANZIARI DEL PIANO DEL RIENTRO |
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Torino, 5 luglio 2013 -
L’assessorato regionale alla Sanità e alle Politiche
sociali ha inviato il 5 luglio gli aggiornamenti dei Programmi Operativi per il
Piano di rientro e di riqualificazione della spesa, così come concordato con il
Ministero della Salute e dell’Economia.
La Giunta regionale ha già adottato una serie di
provvedimenti attuativi che vanno nella direzione di un contenimento di spesa e
di un miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema sanitario
regionale, salvaguardando la qualità del servizio erogato ai cittadini
piemontesi.
In sintesi, i provvedimenti adottati sono
l’istituzione del Tavolo per il Governo del Programma operativo 2013-2015,
della Cabina di Monitoraggio e l’approvazione dell’accordo con l´Agenzia
nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che, per legge, svolge un
ruolo di supporto alle Regioni in Piano di rientro.
La Giunta ha definito i tetti di spesa per il
personale impiegato dalle aziende sanitarie per gli anni 2013, 2014, 2015: per
il 2013 è il tetto di spesa complessivo per tutte le aziende piemontesi è di 3
miliardi e71 mila euro. Il risparmio di spesa indicato come obiettivo alle Asl
e alle Aso è mediamente del 2,7%.
I dipendenti in ruolo della sanità in Piemonte, al 31
maggio 2013, sono complessivamente oltre 54.000, di cui 9.000 medici, 26.500
infermieri, 17.700 tecnici e amministrativi, oltre a 900 dirigenti non medici,
a cui si aggiungono alcune migliaia di contratti di collaborazione
professionale.
Il blocco del turn-over per il personale vale per il
secondo semestre 2013, con riserva di autorizzazione regionale in deroga.
La Giunta, in base al Decreto del Ministero della
Salute del 18/10/2012 “Remunerazione delle prestazioni di assistenza
ospedaliera per acuti, assistenza ospedaliera di riabilitazione e lungodegenza
post-acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale”, ha recepito ed
aggiornato il nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza
specialistica ambulatoriale, le tariffe per attività di ricovero erogate dagli
istituti pubblici, dai Presidi classificati, dagli Irccs e dalle case di cura
accreditate (art 15, Dl 95/2012 convertito dalla legge 135/2012).
Infine, sono stati definiti i criteri e modalità per
la determinazione dei volumi di attività e dei tetti di spesa per l´anno 2013
degli erogatori privati e di quelli equiparati a quelli pubblici e sono state
assunte le decisioni in merito al finanziamento agli Istituti equiparati a
quelli pubblici.
“Lo sforzo compiuto dall’Assessorato regionale alla
Sanità e alle Politiche Sociali nella predisposizione dei documenti su cui
dovrà essere raggiunta l’intesa con il Ministero della Salute e il Ministero
dell’Economia, è stato quello di essere coerente con il Piano socio-sanitario
regionale: soprattutto nelle parti, quali l’assistenza territoriale e le cure
intermedie, che prevedono un servizio più equilibrato tra l’attività ospedaliera
per le fasi acute e la continuità assistenziale territoriale, sia nei casi
delle dimissioni ospedaliere che per le patologie croniche e le disabilità dei
soggetti che, in numero crescente, si prevede di trattare come assistenza
domiciliare. Se da un lato la diffida, rivolta dal Governo nel mese di maggio,
ha posto dei vincoli pesanti, di contro possiamo dire che si è trattato di
un’opportunità per una rivisitazione completa del sistema operativo sanitario
regionale ”- dichiara l’Assessore alla Sanità, Ugo Cavallera.
I Risvolti Finanziari Del Piano Di Rientro -
Alla copertura del disavanzo del Servizio Sanitario
regionale, accumulato negli anni 2007/2008 e pari a 864 milioni, si provvede
innanzitutto attraverso l’anticipazione di liquidità da parte dello Stato (803
milioni), il cui contratto verrà firmato nei prossimi giorni.
Per la quota rimanente, la copertura arriva invece
attraverso un taglio delle spese (recupero di 11 milioni di euro) e con
l’applicazione già da quest’anno dell’aumento dell’addizionale Irpef per 49
milioni e 300 mila euro, con le seguenti maggiorazioni a scaglioni rispetto
all’aliquota base dell’1,23%:
a) +0,46 per i redditi sino a 15 mila euro;
b) +0,47 per i redditi compresi tra 15mila e 28 mila;
c) +0,48 per i redditi compresi tra 28mila e 55 mila;
d) +0,49 per i redditi compresi tra 55mila e 75mila;
e) +0,50 per i redditi superiori a 75 mila euro.
«Ricordiamo che la maggiorazione dell’aliquota Irpef
prevista quest’anno – commenta il Vice Presidente e assessore al Bilancio,
Gilberto Pichetto Fratin – è comunque decisamente inferiore rispetto a quella
massimale, cui saremmo stati costretti in caso di commissariamento. Pur
consapevoli del sacrificio richiesto ai piemontesi, si può finalmente guardare
avanti con maggiore fiducia, nella consapevolezza di aver rimesso a posto i
conti del bilancio regionale e coperto il buco sanitario creato nel 2007.
Questo ci consente inoltre di portarci ulteriormente avanti con le tempistiche
dei pagamenti alle imprese, la vera emergenza di questo periodo, su cui il
Piemonte dimostra di essere già in una fase decisamente avanzata
nell’applicazione del decreto legge 35, a differenza di quanto sta avvenendo
nelle altre regioni italiane”
La prossima riunione del “tavolo ministeriale” è
prevista per il 23 luglio prossimo a Roma.
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PAGAMENTI IN SANITÀ, LA REGIONE EMILIA ROMAGNA INTERVIENE CON UN´EROGAZIONE STRAORDINARIA PER RIDURRE I TEMPI DI PAGAMENTO DEI FORNITORI: LE RISORSE SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 692,5 MILIONI DI EURO CIRCA. LE AZIENDE SANITARIE STANNO COMUNICANDO L´IMPORTO E LA DATA ENTRO CUI PROVVEDERANNO AL PAGAMENTO. IL PRESIDENTE ERRANI: "SEGNALE MOLTO IMPORTANTE, SOPRATTUTTO IN UN PERIODO DI CRISI COME QUESTO" |
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Bologna, 9 luglio 2013 – Circa 244,5 milioni di euro. La
Giunta regionale ha disposto un’erogazione di cassa straordinaria
alle Aziende sanitarie per il pagamento dei debiti verso i fornitori, grazie
alla disponibilità di risorse sia regionali che trasferite recentemente dallo
Stato. Si tratta di un’erogazione aggiuntiva rispetto all’anticipazione di
liquidità assegnata alla Regione dal ministero dell’Economia e delle Finanze (448
milioni di euro circa), che porta così il totale delle risorse per pagare i
fornitori a 692,515 milioni di euro.
“E’ un segnale molto importante – ha sottolineato ieri il presidente Vasco
Errani, durante la conferenza stampa – Siamo fra i primissimi, come
Regione, a praticare questa scelta di pagare i fornitori con i fondi resi
disponibili dal ministero, a cui si aggiungono risorse regionali. E’ un fatto
positivo, soprattutto in una fase di crisi come questa”. Errani ha ricordato
inoltre come, a una settimana dal sisma dello scorso anno, la Regione abbia
varato un anticipo di cassa da destinare alle Aziende sanitarie in modo da
provvedere, in via immediata, al pagamento dei fornitori di beni e servizi con
sede nei comuni del cratere.
“Nel giro di poche settimane – ha sottolineato l’assessore alle Politiche per
la salute Carlo Lusenti – le Aziende sanitarie potranno saldare i debiti
con i fornitori secondo un ordine di anzianità delle fatture emesse. In questo
modo otterremo un primo, significativo risultato, e cioè di portare mediamente
il tempo di pagamento a 120 giorni. Non è ancora il traguardo dei 60 giorni
delle norme europee, al quale comunque contiamo di avvicinarci e di
raggiungerlo quando sarà ripartito quest’autunno la seconda tranche del
finanziamento nazionale, che ammonta complessivamente a 9 miliardi”.
“Stiamo lavorando – ha spiegato la vicepresidente Simonetta Saliera –
per riorganizzare complessivamente alcune modalità dei pagamenti: una gestione
accentrata, con un ufficio, per liquidare tutte la fatture, tutti i crediti a
livello regionale, e non più attraverso le diverse Asl. Un’unica Tesoreria,
regionale, che ci possa permettere nel tempo di riuscire a contrattare modalità
e tempi, anche di anticipazioni. E l’altro aspetto è avviare, sin
dall’autunno, un rapporto con il sistema bancario perché possano
anticipare direttamente alle aziende, in caso di necessità”.
Il decreto legge 35/2013
Il problema dei ritardi nei pagamenti ai fornitori della pubblica
amministrazione riguarda, tranne alcune eccezioni, la maggior parte delle
Regioni. Con il decreto legge 35/2013 il governo ha introdotto la possibilità
di accedere a un’anticipazione di liquidità per il pagamento dei debiti
sanitari cumulati al 31 dicembre 2012 entro un tetto massimo di 14 miliardi di
euro, di cui 5 miliardi per il 2013 e 9 miliardi per il 2014. La Regione
Emilia-romagna ha inviato al ministero dell’Economia e delle Finanze l’istanza
di accesso per la quota ripartita e assegnata, pari a 423,584 milioni di euro.
Successivamente ne ha predisposto un’altra per somme rese disponibili (poiché
non richieste da alcune Regioni): in questo modo, le sono stati assegnati altri
24,396 milioni di euro, per un totale di 448 milioni di euro circa. Per il 2014
le risorse nazionali per la sanità, pari a 9 miliardi, saranno ripartite entro
il 30 novembre 2013.
Lo stock di debito delle Aziende sanitarie regionali verso i fornitori
di beni e servizi a dicembre 2012 era pari a circa 1 miliardo di euro. I
tempi di pagamento medi regionali, sempre a dicembre 2012, per i beni
erano di 230 giorni e per i servizi in appalto di 199 giorni. A dicembre 2011 i
tempi di pagamento medi regionali per i beni erano pari a 282 giorni e per i
servizi in appalto pari a 256 giorni. L’utilizzo dell’anticipazione di
liquidità erogata dallo Stato, insieme all’erogazione straordinaria regionale,
consentirà un’immediata e significativa riduzione dei tempi di pagamento
e dell’esposizione debitoria nei confronti dei fornitori del sistema sanitario
regionale. Si stima i tempi medi di pagamento regionali possano avvicinarsi a 120
giorni.
La legge regionale 6 del 4 luglio 2013, “Misure in materia di pagamenti
dei debiti degli enti del Servizio sanitario regionale”, sblocca i pagamenti
alle aziende fornitrici nel settore sanitario, contiene le disposizioni
finanziarie con cui si autorizza la Regione ad accedere alle anticipazioni di
liquidità e definisce le misure di copertura annuale per garantire la
restituzione allo Stato, nell´arco di trent´anni, dell´anticipazione ricevuta
comprensiva degli interessi. Il decreto legge 35/2013 indica le modalità con
cui si deve procedere ai pagamenti verso i fornitori: prevedere un Piano dei
pagamenti che comprenda le fatture certe, liquide ed esigibili al 31/12/2012,
non pagate fino all’8 aprile 2013 o pagate a partire dal 9 aprile 2013,
ordinate in una graduatoria temporale regionale, a prescindere dall’azienda cui
si riferiscono. L´amministrazione regionale ha già predisposto il Piano di
pagamento dei debiti maturati al 31 dicembre 2012 delle Aziende sanitarie. E’
stato stilato un elenco su base regionale delle fatture scadute al 31/12/2012
in ordine di anzianità di data, relative ai creditori di ogni Azienda
sanitaria, per il pagamento totale di 447,980 milioni di euro che rappresentano
l’importo complessivamente assegnato sui 5 miliardi nazionali relativi al 2013.
L’anticipazione di liquidità viene distribuita alle Aziende sanitarie regionali
secondo questa tabella:
Azienda
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Decreto
direttoriale Mef 16/4/2013
|
Decreto
direttoriale Mef 2/7/2013
|
Totale
|
Ausl Piacenza
|
22,134
|
1,821
|
23,955
|
Ausl Parma
|
3,288
|
0,745
|
4,034
|
Ausl Reggio Emilia
|
16,472
|
1,775
|
18,247
|
Ausl Modena
|
27,998
|
3,245
|
31,243
|
Ausl Bologna
|
66,664
|
3,571
|
70,235
|
Ausl Imola
|
9,520
|
0,476
|
9,996
|
Ausl Ferrara
|
12,770
|
0,800
|
13,570
|
Ausl Ravenna
|
24,455
|
1,858
|
26,313
|
Ausl Forlì
|
25,153
|
0,853
|
26,007
|
Ausl Cesena
|
25,310
|
1,586
|
26,896
|
Ausl Rimini
|
17,424
|
2,067
|
19,490
|
Aosp/univ. Parma
|
38,062
|
1,667
|
39,729
|
Aosp. Reggio Emilia
|
18,033
|
0,751
|
18,784
|
Aosp/univ. Modena
|
39,690
|
0,915
|
40,605
|
Aosp/univ. Bologna
|
47,202
|
1,503
|
48,705
|
Aosp/univ. Ferrara
|
28,898
|
0,564
|
29,463
|
Istituto Ortop. Rizzoli
|
0,510
|
0,199
|
0,708
|
Totale
|
423,584
|
24,396
|
447,980
|
Valori in
milioni di euro
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Il Piano di pagamento regionale comprende
esclusivamente debiti nei confronti dei fornitori al Servizio Sanitario
Regionale di beni e servizi. Dal momento dell’entrata in vigore del
decreto legge 35/2013 le aziende non hanno interrotto i pagamenti verso i loro
fornitori; pertanto la liquidità attribuita alle Aziende sanitarie a fronte di
debiti ricompresi nel Piano di pagamento, già pagati a partire dal 9 aprile
2013, sarà utilizzata per ridurre ulteriormente i debiti nei confronti dei
fornitori di beni e servizi. Le Aziende sanitarie stanno comunicando ai propri
fornitori l’importo e la data entro cui pagheranno i debiti ricompresi nel
Piano di pagamento regionale e pubblicano, sul proprio sito internet, l’elenco
per ordine cronologico dei debiti stessi. La Regione Emilia Romagna pubblicherà
sul proprio sito il dato di sintesi per Azienda.
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A BRACCIANO RIAPRE IL CONSULTORIO. ZINGARETTI: "E´ IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE" |
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Roma, 9 luglio 2013 - A Bracciano c’è un nuovo
consultorio per i cittadini. Offrirà consulenze sanitarie, sociali e
psicologiche.
La struttura vuole accompagnare i cittadini con
l’obiettivo di favorire scelte consapevoli, accogliere i disagi manifestati
dall´individuo, dalla coppia e dalla famiglia, proporre attività promozionali di prevenzione ed educazione
alla salute psico-fisica.
"Questo è il primo di una lunga serie di
consultori che vogliamo riaprire - ha detto il presidente Nicola Zingaretti - e
che dovrà caratterizzare i prossimi cinque anni. Negli ultimi anni c’è stata la devastazione
della rete dei consultori a Roma e fuori che è passata sotto silenzio. Questo
ha provocato aumento delle patologie, dell´esclusione, della solitudine.
Vogliamo invece un´inversione di tendenza aprire la stagione delle riaperture
dei consultori come strutture moderne di presenza vicina ai cittadini e alle
donne".
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SANITA´: ORDINANZA DEL TAR PIEMONTE SULLE LISTE D´ATTESA |
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Torino, 9 luglio 2013
- «Prendiamo atto dell’ordinanza del Tar del Piemonte favorevole alla
Regione Piemonte, che con la Dgr nr 14-5999 del 25 giugno ha dettato misure
organizzative per la revisione del percorso di presa in carico della persona
anziana non autosufficiente, dichiaratamente in ottemperanza all’ordinanza nr
141 del 2013 del Tar ».
«Come ho anticipato martedì scorso in quarta
Commissione, permane la disponibilità al confronto con le associazioni e i
soggetti interessati per trovare- nel merito- soluzioni in grado di dare una
risposta al problema complesso delle liste d’attesa e del diritto alle cure
degli anziani non autosufficienti. Ribadisco, in tal senso, il massimo impegno
da parte della Giunta regionale.»
«Ieri, con gli assessori alle Politiche sociali delle
Regioni, abbiamo incontrato a Roma il Ministro della Sanità, Lorenzin, alla
quale abbiamo chiesto che le tematiche socio-sanitarie vengano coordinate tra
il Ministero della Salute e il Ministero delle Politiche sociali al fine di
integrare gli interventi e di stabilizzare, oltre che il Fondo sanitario nazionale,
anche i Fondi stanziati per il sociale.»
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PUGLIA: OSPEDALE "MIULLI": AL TAVOLO CONVOCATO SU VERTENZA |
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Bari, 9 luglio 2013 -
Si è insediato il 5 luglio il tavolo sulla vertenza “Miulli”, l’ospedale
dell’ente ecclesiastico di Acquaviva. Alla presenza dei vertici dell’azienda,
del sindacato e del sindaco di Acquaviva Davide Carlucci, l’assessore alle
Politiche della Salute Elena Gentile ha avviato la discussione sul futuro
dell’Ente, attraverso l’approfondimento delle linee e dei contenuti del piano
industriale. L’azienda ha confermato la disponibilità al confronto,
condividendo l’ulteriore richiesta del Governo regionale per l’approfondimento
delle questioni sul tavolo e per consentire la più serena delle valutazioni,
soprattutto in ordine alle voci di spesa che attengono al costo del personale.
“Il Miulli – ha dichiarato l’assessore Gentile – resta un asset strategico per
il servizio sanitario regionale della Puglia e del territorio, territorio nei
confronti del quale le parti dovranno confermare il livello di responsabilità
che si impone in una particolare fase della sanità pugliese come quella che
stiamo attraversando. Abbiamo infatti l’obbligo di mantenere in equilibrio i
conti di tutto il sistema, compreso il “Miulli”. Il tavolo si è aggiornato al
prossimo 11 luglio.
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TRENTO: COSTITUITO IL FONDO SANITARIO INTEGRATIVO PROVINCIALE |
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Trento, 9 luglio 2013 - Con la firma degli atti
davanti al notaio Paolo Piccoli di Trento, è nato ufficialmente ieri mattina il "Fondo Sanitario Integrativo
della Provincia di Trento - Fondo Sanitario Integrativo del Servizio Sanitario
Nazionale". Il fondo è nato con la veste giuridica di associazione non
riconosciuta. E´ stato costituito dalla Provincia autonoma di Trento, da Cgil,
Cisl e Uil, dall´Associazione albergatori e imprese turistiche della Provincia
di Trento, dall´Unione delle imprese, delle attività professionali e del lavoro
autonomo - Confcommercio - imprese per l´Italia Trentino, dall´Associazione
artigiani e piccole imprese della Provincia di Trento e da Confesercenti -
Confederazione italiana imprese commerciali, turistiche e dei servizi del Trentino.
Per la Provincia autonoma di Trento ha firmato il presidente Alberto
Pacher. La Federazione trentina della
Cooperazione ha manifestato la propria volontà di aderire all´associazione non
appena esperite le necessarie formalità.
"Sono molto soddisfatto - ha commentato
l´assessore provinciale alla salute e politiche sociali Ugo Rossi a margine
dell´incontro - per il varo di questa iniziativa che, soprattutto in un momento
difficile come questo, si rivelerà estremamente importante per molti lavoratori
trentini. Siamo arrivati a questo grazie alla disponibilità di molte
associazioni datoriali e di quelle sindacali che hanno colto l´opportunità di
fare assieme qualcosa di estremamente utile per il mondo del lavoro e quindi
per l´economia della nostra terra. In un momento in cui la crisi mette in
pericolo la tenuta stessa della coesione sociale, la costituzione di questo
fondo mi pare sia una risposta forte da parte della comunità trentina. Mi
auguro, e credo di poter parlare a nome di tutti i sottoscrittori, che vorranno
aderirvi al più presto anche coloro che fino ad oggi hanno avanzato perplessità
e riserve".
Il fondo non ha fini di lucro ed ha lo scopo di
garantire forme integrative di assistenza per i casi di malattia, invalidità,
infortunio, non autosufficienza. Possono aderirvi i datori di lavoro che
svolgono la loro attività prevalentemente all´interno del territorio della
provincia di Trento e che iscrivono i propri dipendenti al fondo.
Con la sottoscrizione di oggi si conclude un iter che
aveva avuto inizio formale il 22 giugno dello scorso anno quando parti sociali,
sindacati e mondo imprenditoriale, assieme all´assessore Rossi, avevano firmato
un protocollo d´intesa per l´assistenza sanitaria integrativa che dava avvio
alla fase operativa del progetto, attraverso il quale si vuole garantire una
crescita dei servizi sanitari pur in un contesto di progressivo contenimento
delle risorse disponibili.
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CENTRALE UNICA 118; MARINI: "COSÌ SI MIGLIORA E RAFFORZA IN UMBRIA SERVIZIO EMERGENZA SANITARIA" |
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Perugia, 9
luglio 2013 - "I cittadini, prima di tutti, comprendono che ciò che
abbiamo realizzato, con la costituzione della centrale unica del numero di
emergenza 118, va innanzitutto in direzione del rafforzamento e miglioramento
del servizio di emergenza sanitaria". E´ quanto affermato dalla presidente
della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta ieri mattina, a Perugia,
alla iniziativa di presentazione della nuova centrale unica regionale,
presenti, tra gli altri, l´assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni,
ed il direttore regionale alla sanità, Emilio Duca.
La presidente
Marini ha quindi rivolto un ringraziamento a tutto il personale che opera nel
servizio 118 - "per la loro professionalità e passione nello svolgere un
servizio di enorme importanza come quello dell´intervento di emergenza dal
quale spesso dipende la vita dei cittadini" - , ed anche ai sindaci delle
città di Perugia, Terni e Foligno, che ospitavano in precedenza le sale
operative, "per aver contribuito con spirito di cooperazione alla
realizzazione di un nuovo ed importante tassello del processo di
riorganizzazione del sistema sanitario regionale".
"Non
siamo ancora usciti dalla ´notte difficile´ - ha proseguito la presidente - per
la sostenibilità e la tenuta economica del nostro sistema sanitario, ma questo
non ci ha impedito e non ci impedisce di proseguire in una azione di qualificazione
e razionalizzazione della sanità pubblica regionale. Avere un servizio unico di
118 rappresenta un elemento di grande civiltà, perché consente ad ogni
cittadino in una situazione di drammatica emergenza di poter contare su una
risposta sanitaria basata sull´appropriatezza e sicurezza. Senza che si chieda
allo stesso cittadino di fornire prima dell´intervento la sua carta di credito,
come purtroppo avviene in altri sistemi sanitari anche europei".
La presidente
Marini ha poi fatto riferimento alla cooperazione avviata con la Regione Marche
per la definizione di un accordo che entro il prossimo anno potrà garantire
anche all´Umbria il servizio di elisoccorso, mentre si stanno avviando contatti
anche con la Regione Lazio per ciò che riguarda la possibilità di accordi di
cooperazione sanitaria nelle aree di confine tra le due regioni.
"Il vero
salto di qualità e di civiltà sarà comunque la realizzazione del numero europeo
unico 112 di emergenza, perché grazie ad esso sarà esteso per tutti i cittadini
di ogni Paese d´Europa un servizio moderno - ha concluso la presidente - e
capace di rispondere così all´esigenza di sicurezza in ogni parte del nostro
continente".
Di
"percorso unitario e condiviso" per la realizzazione della centrale
unica regionale ha parlato l´assessore alla sanità, Franco Tomassoni, che ha
sottolineato come non vi siano, soprattutto in una regione piccola come
l´Umbria, "tante sanità locali, ma una sola sanità regionale che vogliamo
difendere nel suo carattere pubblico ed universalistico". L´assessore
Tomassoni ha quindi sottolineato come "la sfida della centrale regionale
unica di 118 non rappresenta affatto una mera e semplice questione
ragionieristica di razionalizzazione pur importante della spesa sanitaria, bensì
l´occasione per garantire ai nostri cittadini un servizio di maggior qualità e
sicurezza".
"Oggi -
ha aggiunto il direttore Duca - abbiamo compiuto un nuovo passo in avanti verso
il ridisegno della rete dell´emergenza nella nostra regione. Dobbiamo avere la
forza ed il coraggio del cambiamento. Soprattutto quando questo cambiamento si
traduce in un servizio sanitario in grado di assicurare ai cittadini una sanità
migliore e maggiore sicurezza".
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CALCIO: INIZIATIVA DEL PESCARA FA CRESCERE ABRUZZO PRESENTAZIONE PROGETTO CITTADELLA DELLO SPORT |
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Pescara, 9
luglio 2013 - Al via la scommessa più
importante della Pescara Calcio: realizzare una cittadella dello sport in grado
di rappresentare il centro sportivo, commerciale e amministrativo della società
sportiva. La presentazione del progetto è stata fatta il 5 luglio dal
presidente della Pescara Calcio, Daniele Sebastiani e dall´assessore allo
Sport, Carlo Masci. La struttura sportiva e commerciale sorgerà nel comune di
Silvi, si estenderà su una superficie di circa 94 mila metri quadrati e sarà
dotata di tutte le infrastrutture sportive con tre campi (2 in erba sintetica e
1 in erba naturale con tribune coperte) palestre e strutture mediche e di
controllo. "E´ un´iniziativa importante che non può che avere il plauso
della Regione - ha esordito l´assessore allo Sport Carlo Masci -. Il Pescara da
sempre è considerata la squadra degli abruzzesi, forse perché è stata la prima
a raggiungere in Abruzzo risultati importanti a livello di calcio
professionistico ed ora si presenta al pubblico abruzzese con questo progetto
che segna il definitivo salto culturale di una generazione di imprenditori che
si cimenta nello sport. Al di là dell´aspetto sportivo - ha proseguito Masci -
la realizzazione della cittadella ha soprattutto risvolti sociali importanti
perchè potrà diventare punto di riferimento di migliaia di ragazzi che vogliono
avvicinarci e vivere lo sport sia come competizione sia come momento
aggregativo". Accanto all´aspetto sportivo, c´è anche e soprattutto l´investimento
economico che sta a dimostrare "una certa effervescenza di una regione in
un momento difficile per tutti. In questo territorio - ha aggiunto l´assessore
allo Sport - c´è ancora gente che vuole investire, creare posti di lavoro e
mettere in moto i sistemi virtuosi dell´economia, senza alcun peso per le casse
pubbliche. È chiaro - ha concluso Masci - che iniziative come queste devono
essere sostenute e incoraggiate, nella convinzione che solo così si esce dal
lungo tunnel della crisi". La cittadella dello sport avrà anche spazi
destinati allo sviluppo commerciale e alla ristorazione. I tempi di
realizzazione sono legati alle autorizzazioni amministrative che dovranno
arrivare dal Comune di Silvi, dal rilascio delle quali i tecnici stimano in 18-24
mesi la realizzazione completa del centro. Infine il nome: dal 10 luglio la
Pescara Calcio avvierà un concorso di idee che potrà permettere ai tifosi e
appassionati di dare un nome alla cittadella dello sport.
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SPORT: DEFINIRE PRIORITÀ INTERVENTI A IMPIANTI FVG MEETING LIGNANO 16 LUGLIO: 150 ATLETI DA 27 PAESI, MOLTI CAMPIONI |
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Udine, 9
luglio 2013 - Intervenendo a Udine alla presentazione del 24.
Meeting internazionale di atletica leggera di Lignano
Sabbiadoro,
in programma nella serata del 16 luglio allo stadio
Comunale con
inizio alle ore 20, l´assessore regionale allo sport,
Gianni
Torrenti, ha colto l´occasione per soffermarsi sulle
richieste di
adeguamento e manutenzione degli impianti per la pratica
agonistica esistenti nel Friuli Venezia Giulia.
Nel portare il saluto della Regione agli organizzatori
e ai
sostenitori di uno dei grandi eventi simbolo dello
spirito
sportivo, del volontariato, e della solidarietà, che
caratterizzano il Friuli Venezia Giulia, ed esprimere
la
gratitudine dell´Amministrazione per saper mantenere
accesa
l´attenzione dei media e della pubblica opinione anche
sulle
discipline considerate minori ma che per risalto,
risultati,
partecipazione, etica sportiva, non sono tali, Torrenti
ha
richiamato l´interesse delle istituzioni locali e
delle società
sportive sui finanziamenti già assegnati per
l´impiantistica e
non ancora utilizzati.
Secondo l´assessore, infatti, per problemi ora legati
anche al
patto di stabilità, Comuni e Province non possono
avviare
interventi già da tempo finanziati dalla Regione.
Per Torrenti, se lo sport sarà definito una priorità
dall´Amministrazione regionale, occorrerà poi compiere
una
selezione delle priorità tra le strutture sportive.
Ciò, dovrà avvenire di concerto con le autonomie
locali, secondo
consultazioni con le stesse e una verifica degli
impianti che la
Regione ha già in atto, per sostenere gli interventi
che saranno
definiti più importanti e urgenti, e relativi a
strutture
sostenibili.
Questo, consentirà di superare quello che l´assessore,
riferendosi al patto di stabilità, ha definito collo
di bottiglia
che impedisce la fruizione di risorse già stanziate
dalla
Regione.
Alla presentazione del meeting, il saluto del Consiglio
regionale, presente il presidente della V Commissione,
Vincenzo
Martines, è stato portato dal Presidente
dell´Assemblea
regionale, Franco Iacop, il quale si è soffermato sul
rapporto
stretto tra il Meeting di Lignano e la solidarietà.
Un rapporto ora tracciato attraverso la Cooperativa Il
Melograno,
che dispone di una nuova casa famiglia, a
dimostrazione, secondo
Iacop, che la solidarietà, nella nostra realtà è un
fatto
concreto.
Il Meeting di Lignano, che, come ha ricordato il
vicesindaco
della città balneare, Vico Meroi, si fregia delle
presenze
eccellenti di atleti giamaicani grazie anche agli
interventi
sull´impiantistica effettuati negli anni con il
sostegno della
Regione, anche quest´anno si preannuncia di grande
interesse: vi
parteciperanno 150 atleti di 27 Paesi e tra essi
numerosi
primatisti e potenziali vincitori di medaglie ai
prossimi
mondiali di Mosca di atletica leggera, oltre a 50
atleti del
Friuli Venezia Giulia tra quali Marzia Caravelli e Tania
Vicenzino, rispettivamente medaglia d´oro e di bronzo
ai recenti
Giochi del Mediterraneo.
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