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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 09 Luglio 2013
"SANITÀ 2014"  
 
Londra, 9 luglio 2013 - Il 25 e 26 luglio 2014 si terrà a Londra, nel Regno Unito, un evento intitolato "Sanità 2014" (Healthcare 2014). I sistemi e mercati dell´assistenza sanitaria e sociale stanno cambiando. Con l´aumento della domanda da parte di una popolazione che invecchia e con le risorse che diventano sempre più limitate, è necessario eliminare qualsiasi spreco e inutile ripetizione dell´assistenza sanitaria e sociale e miglorarne l´efficienza Questa conferenza e mostra ha lo scopo di fornire una panoramica completa della fornitura dei servizi sanitari. Gli argomenti oggetto di discussione comprenderanno l´assistenza integrata, le deleghe dei servizi clinici e le cure a domicilio e in strutture residenziali. L´evento riunirà le parti coinvolte nel settore sanitario a tutti i livelli per incontrarsi e scambiarsi consigli pratici e soluzioni per le sfide che interessano i servizi di assistenza sanitaria e sociale. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Healthpluscare.co.uk/page.cfm    
   
   
"E-HEALTH INSIDER LIVE 2013"  
 
Birmingham, 9 luglio 2013 - Il 5 e il 6 novembre 2013 si svolgerà a Birmingham, nel Regno Unito, un evento intitolato "E-health Insider Live 2013" (Ehi Live 2013). La e-health, o sanità elettronica, è uno dei settori più innovativi e di maggiore crescita nell´assistenza sanitaria. La tecnologia nel campo della sanità può andare da una semplice applicazione scaricabile fino a più complessi strumenti di tecnologia sanitaria per la valutazione. Questa conferenza fornirà le conoscenze richieste da ospedali, medici specialisti e sviluppatori di sistemi per la sanità desiderosi di esaminare tecnologie nuove ed emergenti. Tra gli argomenti di discussione ci saranno le cartelle elettroniche, le soluzioni open source nella sanità e le applicazioni sanitarie. L´evento riunirà professionisti It, medici specialistici e manager ospedalieri per esaminare gli approcci alle migliori pratiche per sfruttare al massimo le tecnologie della sanità in rete. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Ehilive.co.uk/page.cfm/link=1/t=m/gosection=1  
   
   
22° CONGRESSO EUROPEO DI PSICHIATRIA  
 
Monaco, 9 luglio 2013 - Dall´1 al 4 marzo 2014 si terrà a Monaco di Baviera, in Germania, il 22° Congresso europeo di psichiatria. La medicina psichiatrica si occupa della diagnosi, la cura e la prevenzione dei disturbi cognitivi. Questo congresso ha lo scopo di basarsi sugli incontri precedenti per una revisione degli aspetti più importanti della diagnosi e della cura nel campo delle psichiatria. Gli argomenti di discussione comprenderanno la neuroscienza cognitiva, i disturbi legati all´ansia e la psicopatologia. L´evento riunirà psichiatri di tutta Europa per esaminare le ultime ricerche in questo campo e promuovere una migliore comprensione della salute mentale. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Epa-congress.org/    
   
   
L´EPIDEMIA DI MORBILLO E DI VARICELLA DI CUI L´OMS NON SEMBRA ACCORGERSI. NUOVI CASI IN ITALIA ED IN EUROPA. DOBBIAMO PREOCCUPARCI?  
 
Lecce, 9 luglio 2013 - Nonostante il morbillo sia da eliminare nel nostro Paese e nel resto d’Europa, continuano a verificarsi epidemie. Nel periodo 2010-2012 il sistema di sorveglianza speciale del morbillo ha raccolto più di 8000 segnalazioni solo in Italia. Il numero è certamente non trascurabile tenendo conto che in questi ultimi giorni in Veneto sono stati segnalati casi di complicanze da morbillo e varicella in persone non vaccinate. Sul sito della Ulss 13 Mirano, il 10 giugno 2013, sono stati segnalati due casi di gravi complicanze da morbillo e varicella in persone non vaccinate. Il primo riguarda una giovane donna che a fine aprile è stata ricoverata presso l’ospedale dove lavora, con diagnosi di morbillo. Successivamente la donna è stata ricoverata una seconda volta per l’insorgenza di una neurite ottica con gravissima compromissione della vista in entrambi gli occhi. Il caso di varicella riguarda, invece, un’infermiera che lavora in una casa di cura per anziani e a cui è stata diagnosticata una meningite virale da varicella. La fonte di contagio di quest’ultima è stata individuata in un altro operatore sanitario in servizio presso la stessa struttura. Nella Svizzera centrale e in Ticino sono stati registrati dall´inizio di giugno rispettivamente 29 e 8 casi di morbillo. In altri cinque cantoni le persone che hanno contratto la malattia infettiva sono state cinque, una per cantone, viene indicato oggi nel bollettino dell´Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). La maggior parte dei malati non erano stati vaccinati. Nella sola ultima settimana le persone che si sono ammalate di morbillo sono state 27, viene precisato. Nei primi sei mesi i casi registrati sono stati 68, già più di quelli segnalati nell´intero anno scorso (63), sottolinea l´Ufsp. Tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, 29 Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) più la Croazia hanno segnalato 8499 casi di morbillo pari a un’incidenza di 16,6 casi/milione di abitanti, dato di molto superiore all’obiettivo di un caso per milione che definisce l’eliminazione della malattia. Da segnalare inoltre che i dati non sono completi per tutti i 12 mesi considerati, visto che il Lussemburgo non ha fornito i dati degli ultimi 4 mesi di rilevazione, il Belgio non li ha forniti per i mesi di gennaio e febbraio 2013 e i Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013. Il 94% dei casi segnalati proviene da 5 Paesi: Romania (4087), Regno Unito (2314), Francia (679), Italia (592) e Spagna (334). Le incidenze più elevate sono state riportate in Romania (190,9 casi per milione di abitanti), Regno Unito (37 casi/milione), Irlanda (23,9 casi/milione), Francia (10,4 casi/milione), Italia (9,8 casi/milione) e Spagna (7,2 casi/milione). Sedici Paesi hanno riferito meno di 1 caso di morbillo per milione di abitanti (soglia target di eliminazione). L’82% dei casi di cui si conosceva lo stato vaccinale (6655) si è verificato in persone non vaccinate. Non sono stati riportati decessi ma sei casi sono stati complicati da encefalite acuta. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Ecdc “Measles and rubella monitoring - April 2013”, pubblicato nel mese di maggio 2013. I dati sulla rosolia, raccolti in 26 Paesi dell’Ue e del See, indicano che tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, sono stati segnalati 21.549 casi. Di questi, il 99% è stato rilevato in Romania (11.020 casi, 514,6 casi/milione di abitanti) e Polonia (10.326, 270,3 casi/milione). Mancano tuttavia i dati del Lussemburgo per gli ultimi 4 mesi della rilevazione, dell’Italia per l’intero periodo in esame e di Grecia e Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013. Il morbillo è contagioso da cinque giorni prima delle manifestazioni cutanee fino a cinque giorni dopo l´inizio della malattia e può avere complicanze (encefalite, polmonite e otite media). Per Giovanni D’agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è fondamentale ricordare che il morbillo e la varicella possono portare a gravi complicanze, come purtroppo testimoniano i i casi descritti. E la prima difesa nasce innanzitutto dall´essere informati e dal conoscere.  
   
   
PUGLIA: ASL CHIUDONO IN POSITIVO, SI PUÒ USCIRE DA PIANO DI RIENTRO  
 
Bari, 9 luglio 2013 - Per la prima volta, il bilancio delle Asl pugliesi chiude in positivo, e quindi sono concluse le procedure per la richiesta al Ministero di uscita dal piano di rientro per la sanità pugliese. Sono dunque tre i milioni di utile che rivengono dall’esercizio 2012. Con l’approvazione del Bilancio Consolidato 2012 con la delibera approvata dalla Giunta regionale, si può infatti ritenere concluso il ciclo triennale del Piano di Rientro della Regione Puglia 2010-2012. “Rispetto a quanto programmato e concordato con il Governo - spiega l’assessore Gentile – la perdita di esercizio prevista per il 2012 non doveva essere superiore a 52 milioni di euro. Nonostante i tagli rivenienti del Fondo Sanitario che per la nostra Regione ha comportato ben 70 milioni di euro in meno rispetto al programmato nel Piano, la Puglia è riuscita - grazie allo sforzo congiunto di Regione ed Aziende Sanitarie - a chiudere il bilancio dell’anno con un risultato positivo di più di 3 milioni di euro. Tale risultato straordinario ed unico in Italia ha permesso di non pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Questo risultato è frutto della capacità di promuovere corrette politiche di razionalizzazione della spesa di cui è stato protagonista il Governo Regionale in uno con il management e gli operatori dell’assessorato e delle aziende sanitarie. “A loro dunque – dichiara l’assessore Gentile - attribuisco il merito di aver saputo motivare l’intero sistema dei professionisti e degli operatori che hanno non solo saputo mantenere ma persino migliorare le performance del sistema sanitario come testimoniato dai dati assolutamente incoraggianti della mobilità passiva”. “Nel 2012 – precisa - nonostante la riduzione dei posti letto attuata con il riordino della rete ospedaliera, abbiamo registrato una diminuzione di circa 4.000 ricoveri effettuati in altre regioni rispetto all’anno precedente, cosa che conferma il trend in riduzione dei cosiddetti viaggi della speranza che tanti disagi hanno determinato nella nostra popolazione”. La Regione è impegnata a consolidare e migliorare questi risultati, attraverso la redazione del Programma Operativo in accordo con le strutture ministeriali, puntando in particolare alla riduzione delle liste di attesa e al potenziamento dell’assistenza domiciliare. L’obiettivo strategico è l’accelerazione di una più efficace politica di integrazione di tutti i livelli di presa in carico territoriale ed ospedaliera dei bisogni di salute della comunità pugliese, valorizzare e promuovere le eccellenze, utilizzando la leva delle nuove assunzioni e dell’investimento in formazione delle competenze già acquisite nel sistema. “Questi risultati - conclude l’assessore Gentile - avrebbero consentito di alleggerire significativamente la pressione fiscale sui cittadini pugliesi se gli ultimi governi nazionali non avessero invece compiuto la scelta di tagliare ulteriormente il Fondo Sanitario Nazionale, per un importo che peserà sulla nostra regione per non meno di 120 milioni di euro”.  
   
   
OTTAVA CONFERENZA ANNUALE DELL´ASSOCIAZIONE TEDESCA DI MEDICINA D´EMERGENZA-URGENZA  
 
Amburgo, 9 luglio 2013 - Dal 7 al 9 novembre 2013 si terrà ad Amburgo, in Germania, l´ottava conferenza annuale dell´Associazione tedesca di medicina d´emergenza-urgenza (Dgina). Andare in un pronto soccorso può essere un´esperienza davvero traumatica quando si rimane feriti o ci si ammala improvvisamente. Questo settore fondamentale di assistenza ha bisogno di una formazione regolare e completa per mantenere alti gli standard. Il tema della conferenza di quest´anno è il progresso della medicina di emergenza. Gli argomenti di discussione comprenderanno i gruppi specifici di pazienti nel reparto di pronto soccorso, l´assistenza infermieristica nella medicina d´emergenza e la sicurezza dei pazienti. L´evento riunirà medici, specialisti e infermieri di terapia intensiva in una serie di simposi inter-professionali per discutere dei metodi per migliorare le cure di emergenza. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Dgina-kongress.de/en/  
   
   
CAUSE E SOLUZIONI DEL DIABETE NEL REPORT DEL BBDO: “LIBRO BIANCO"  
 
Potenza, 9 luglio 2013 - Il “libro bianco” sul diabete è il report nato dalla collaborazione tra il Basilicata Barometer Diabetes Observatory (Bbdo) e l’Istituto di Igiene dell’Università cattolica del Sacro Cuore, presentato a meno di un anno dall’insediamento dell’osservatorio regionale, primo in Italia e candidato a modello a livello nazionale e internazionale nella lotta al diabete anche grazie al progetto di geomedicine avviato dall’Università di Tor Vergata con l’Università di Ginevra e la World Health Organizzation. Il libro bianco è stato presentato ieri a Potenza, nell’Auditorium dell’azienda ospedaliera San Carlo, dall’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano e dal Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente dell’Ibdo Foundation Renato Lauro, alla presenza del sottosegretario alla Salute Paolo Fadda, del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico e del vice presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella. Il rapporto (mappa del diabete) svela fattori di rischio, comportamenti, stili di vita e abitudini della popolazione lucana, che tra le regioni italiane presenta un maggior rischio di diabete ed indica gli strumenti e le azioni da attuare per la prevenzione e cura della patologia. Fin dallo scorso anno la Regione Basilicata, su iniziativa dell’Assessorato alla Salute, d’intesa con l’Università di Roma Tor Vergata, l’Osservatorio nazionale per la Salute delle Regioni e l’Osservatorio nazionale del diabete, ha dato l’avvio al Bbdo, osservatorio privilegiato in Italia, che si prefigge lo scopo di individuare le cause e le soluzioni per affrontare l’aspetto pandemico del diabete e dell’obesità in Basilicata, la regione italiana con la più alta prevalenza di diabete di tipo 2 e con la più elevata prevalenza di obesità. Il libro bianco sul diabete conferma che questa malattia è “silenziosa” ed asintomatica, viene infatti spesso diagnosticata a seguito di complicanze o di controlli routinari e, in taluni casi, può portare a gravi conseguenze, anche alla morte. Fattori che condizionano la malattia sono gli stili di vita e le abitudini alimentari, quali l’eccessivo peso corporeo, la mancanza di attività fisica, la scorretta alimentazione. La Basilicata, infatti, si contraddistingue per un consumo ridotto di ortaggi, frutta e verdura, alimenti di cui la regione dispone in grande quantità, nonostante il grande consumo di pesce rispetto alla media nazionale. L’obesità è una condizione altrettanto diffusa tra i lucani: il rapporto denuncia, infatti, un dato preoccupante, il 32,9 per cento dei soggetti residenti in Basilicata, principalmente rientranti nella fascia di età compresa tra i 6 e i 17 anni, risultano in eccesso di peso, dato notevolmente superiore al valore nazionale. A ciò si accompagna una propensione alla sedentarietà, solo il 16,3 per cento della popolazione lucana pratica uno sport in maniera continuativa (Italia: 21,9 %; benchmark – Provincia Autonoma di Trento: 31,9 %). Per contrastare i fattori di rischio e gestire il diabete, il Libro bianco suggerisce un’organizzazione sanitaria integrata e strutturata diretta al soddisfacimento dei bisogni di salute della comunità: “community-based”, approccio multilivello con l’obiettivo principale di modificare gli stili di vita correlati al rischio, coinvolgendo la popolazione regionale. Il libro bianco sul diabete – La Scheda - Un dato che preoccupa, ma siamo in buona compagnia - Il report mostra la prevalenza del diabete in Basilicata che è stimata al 6,9 per cento nel 2012, un dato superiore al valore nazionale (5,5%) e tra i più elevati d’Italia, in costante aumento. La Provincia Autonoma di Bolzano ha la più bassa prevalenza di diabete (3,2%), mentre l’Abruzzo è la regione che presenta la maggiore prevalenza di diabetici. Tasso di mortalità - Il tasso standardizzato di mortalità per diabete in Basilicata nel 2009 (dato più recente) è in linea con il dato nazionale ed è pari a 35,6 per 100.000 abitanti, per il genere maschile, ed a 38,3 per 100.000 per quello femminile. Tali percentuali sono inferiori rispetto al dato del 2002: pari a 38,5 per 100.000 per i maschi (Italia: 31,4) e 40,0 per 100.000 per le femmine (Italia: 28,4). I tassi più bassi si riscontrano nella Provincia Autonoma di Bolzano (8,8 per 100.000 per i maschi e 12,3 per 100.000 per le femmine). I fattori di rischio: obesità e sedentarietà - I principali fattori di rischio sono: l’eccessivo peso corporeo, la sedentarietà e la mancanza di attività fisica. Il libro bianco sul diabete evidenzia che in Basilicata nel 2011 (ultimo dato disponibile) l’indice di massa corporea (Bmi) è superiore a 25 nel 49,2% della popolazione (Italia: 45,8%; benchmark - Provincia Autonoma di Bolzano: 39,8%). Infatti, il 36,1% della popolazione lucana (Italia: 35,8%; benchmark - Provincia Autonoma di Bolzano: 33,4%) ha Bmi compreso tra 25 e 30 (sovrappeso), mentre il 13,1% della popolazione regionale (Italia: 10,0%; benchmark – Provincia Autonoma di Bolzano: 6,4%) ha valori superiori a 30 (obesità). Il rapporto denuncia, inoltre, un dato preoccupante, il 32,9% dei soggetti residenti in Basilicata, principalmente rientranti nella fascia di età compresa tra i 6 e i 17 anni, risultano in eccesso di peso, dato notevolmente superiore al valore nazionale (Italia: 27,2%; benchmark Trentino-alto Adige: 18,3%). Lucani poco amanti dello sport - In Basilicata, il 48,4% della popolazione non pratica alcuno sport o attività fisica (Italia: 39,8%; benchmark - Provincia Autonoma di Trento: 13,5%) e solo il 16,3% pratica sport in maniera continuativa (Italia: 21,9%; benchmark – Provincia Autonoma di Trento: 31,9%). Tale dato dipende dalla definizione soggettiva di attività sportiva. Coltiviamo frutta e verdura, ma mangiamo snack - Il consumo di alcuni alimenti quali pane, pasta, riso, latte, formaggio, carni bianche, carni bovine, carne di maiale, non si discosta dalla media italiana ma importanti differenze sono rilevate nell’assunzione di salumi, uova e legumi in scatola, consumati in maggiore quantità. La Basilicata si contraddistingue per un consumo ridotto di ortaggi, frutta e verdura, alimenti di cui la Regione dispone in grande quantità, nonostante il grande consumo di pesce rispetto alla media nazionale: il 27,4% della popolazione dichiara di consumare verdure almeno una volta al giorno (Italia: 51,4%; benchmark - Provincia Autonoma di Trento: 67,7%), il 22,4% di consumare ortaggi almeno una volta al giorno (Italia: 43,7%; benchmark – Provincia Autonoma di Trento: 57,9%) e solo il 4,7% (Italia: 4,9%; benchmark - Provincia Autonoma di Trento: 7,4%) dichiara di consumare almeno 5 o più porzioni giornaliere di verdure, ortaggi e frutta. Il consumo di alimenti ricchi di grassi e zuccheri risulta piuttosto elevato, infatti il 30,9% degli abitanti (Italia: 25,6%; benchmark - Toscana: 16,7%) consuma snack più di una volta a settimana. Infine, il consumo di dolciumi (il 49,8% ne consuma più di una volta a settimana; Italia: 49,1%; benchmark - Sicilia: 42,0%) sebbene alto è in linea con il dato nazionale.  
   
   
PIEMONTE: PROGRAMMI OPERATIVI, COMPLETATA LA DOCUMENTAZIONE INVIATA AL MINISTERO DELLA SALUTE E DELL´ECONOMIA DEFINITI I RISVOLTI FINANZIARI DEL PIANO DEL RIENTRO  
 
  Torino, 5 luglio 2013 - L’assessorato regionale alla Sanità e alle Politiche sociali ha inviato il 5 luglio gli aggiornamenti dei Programmi Operativi per il Piano di rientro e di riqualificazione della spesa, così come concordato con il Ministero della Salute e dell’Economia. La Giunta regionale ha già adottato una serie di provvedimenti attuativi che vanno nella direzione di un contenimento di spesa e di un miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema sanitario regionale, salvaguardando la qualità del servizio erogato ai cittadini piemontesi. In sintesi, i provvedimenti adottati sono l’istituzione del Tavolo per il Governo del Programma operativo 2013-2015, della Cabina di Monitoraggio e l’approvazione dell’accordo con l´Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che, per legge, svolge un ruolo di supporto alle Regioni in Piano di rientro. La Giunta ha definito i tetti di spesa per il personale impiegato dalle aziende sanitarie per gli anni 2013, 2014, 2015: per il 2013 è il tetto di spesa complessivo per tutte le aziende piemontesi è di 3 miliardi e71 mila euro. Il risparmio di spesa indicato come obiettivo alle Asl e alle Aso è mediamente del 2,7%. I dipendenti in ruolo della sanità in Piemonte, al 31 maggio 2013, sono complessivamente oltre 54.000, di cui 9.000 medici, 26.500 infermieri, 17.700 tecnici e amministrativi, oltre a 900 dirigenti non medici, a cui si aggiungono alcune migliaia di contratti di collaborazione professionale. Il blocco del turn-over per il personale vale per il secondo semestre 2013, con riserva di autorizzazione regionale in deroga. La Giunta, in base al Decreto del Ministero della Salute del 18/10/2012 “Remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, assistenza ospedaliera di riabilitazione e lungodegenza post-acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale”, ha recepito ed aggiornato il nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, le tariffe per attività di ricovero erogate dagli istituti pubblici, dai Presidi classificati, dagli Irccs e dalle case di cura accreditate (art 15, Dl 95/2012 convertito dalla legge 135/2012). Infine, sono stati definiti i criteri e modalità per la determinazione dei volumi di attività e dei tetti di spesa per l´anno 2013 degli erogatori privati e di quelli equiparati a quelli pubblici e sono state assunte le decisioni in merito al finanziamento agli Istituti equiparati a quelli pubblici. “Lo sforzo compiuto dall’Assessorato regionale alla Sanità e alle Politiche Sociali nella predisposizione dei documenti su cui dovrà essere raggiunta l’intesa con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia, è stato quello di essere coerente con il Piano socio-sanitario regionale: soprattutto nelle parti, quali l’assistenza territoriale e le cure intermedie, che prevedono un servizio più equilibrato tra l’attività ospedaliera per le fasi acute e la continuità assistenziale territoriale, sia nei casi delle dimissioni ospedaliere che per le patologie croniche e le disabilità dei soggetti che, in numero crescente, si prevede di trattare come assistenza domiciliare. Se da un lato la diffida, rivolta dal Governo nel mese di maggio, ha posto dei vincoli pesanti, di contro possiamo dire che si è trattato di un’opportunità per una rivisitazione completa del sistema operativo sanitario regionale ”- dichiara l’Assessore alla Sanità, Ugo Cavallera. I Risvolti Finanziari Del Piano Di Rientro - Alla copertura del disavanzo del Servizio Sanitario regionale, accumulato negli anni 2007/2008 e pari a 864 milioni, si provvede innanzitutto attraverso l’anticipazione di liquidità da parte dello Stato (803 milioni), il cui contratto verrà firmato nei prossimi giorni. Per la quota rimanente, la copertura arriva invece attraverso un taglio delle spese (recupero di 11 milioni di euro) e con l’applicazione già da quest’anno dell’aumento dell’addizionale Irpef per 49 milioni e 300 mila euro, con le seguenti maggiorazioni a scaglioni rispetto all’aliquota base dell’1,23%: a) +0,46 per i redditi sino a 15 mila euro; b) +0,47 per i redditi compresi tra 15mila e 28 mila; c) +0,48 per i redditi compresi tra 28mila e 55 mila; d) +0,49 per i redditi compresi tra 55mila e 75mila; e) +0,50 per i redditi superiori a 75 mila euro. «Ricordiamo che la maggiorazione dell’aliquota Irpef prevista quest’anno – commenta il Vice Presidente e assessore al Bilancio, Gilberto Pichetto Fratin – è comunque decisamente inferiore rispetto a quella massimale, cui saremmo stati costretti in caso di commissariamento. Pur consapevoli del sacrificio richiesto ai piemontesi, si può finalmente guardare avanti con maggiore fiducia, nella consapevolezza di aver rimesso a posto i conti del bilancio regionale e coperto il buco sanitario creato nel 2007. Questo ci consente inoltre di portarci ulteriormente avanti con le tempistiche dei pagamenti alle imprese, la vera emergenza di questo periodo, su cui il Piemonte dimostra di essere già in una fase decisamente avanzata nell’applicazione del decreto legge 35, a differenza di quanto sta avvenendo nelle altre regioni italiane” La prossima riunione del “tavolo ministeriale” è prevista per il 23 luglio prossimo a Roma.  
   
   
PAGAMENTI IN SANITÀ, LA REGIONE EMILIA ROMAGNA INTERVIENE CON UN´EROGAZIONE STRAORDINARIA PER RIDURRE I TEMPI DI PAGAMENTO DEI FORNITORI: LE RISORSE SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 692,5 MILIONI DI EURO CIRCA. LE AZIENDE SANITARIE STANNO COMUNICANDO L´IMPORTO E LA DATA ENTRO CUI PROVVEDERANNO AL PAGAMENTO. IL PRESIDENTE ERRANI: "SEGNALE MOLTO IMPORTANTE, SOPRATTUTTO IN UN PERIODO DI CRISI COME QUESTO"  
 
Bologna, 9 luglio 2013 – Circa 244,5 milioni di euro. La Giunta regionale ha disposto un’erogazione di cassa straordinaria alle Aziende sanitarie per il pagamento dei debiti verso i fornitori, grazie alla disponibilità di risorse sia regionali che trasferite recentemente dallo Stato. Si tratta di un’erogazione aggiuntiva rispetto all’anticipazione di liquidità assegnata alla Regione dal ministero dell’Economia e delle Finanze (448 milioni di euro circa), che porta così il totale delle risorse per pagare i fornitori a 692,515 milioni di euro. “E’ un segnale molto importante – ha sottolineato ieri il presidente Vasco Errani, durante la conferenza stampa – Siamo fra i primissimi, come Regione, a praticare questa scelta di pagare i fornitori con i fondi resi disponibili dal ministero, a cui si aggiungono risorse regionali. E’ un fatto positivo, soprattutto in una fase di crisi come questa”. Errani ha ricordato inoltre come, a una settimana dal sisma dello scorso anno, la Regione abbia varato un anticipo di cassa da destinare alle Aziende sanitarie in modo da provvedere, in via immediata, al pagamento dei fornitori di beni e servizi con sede nei comuni del cratere. “Nel giro di poche settimane – ha sottolineato l’assessore alle Politiche per la salute Carlo Lusenti – le Aziende sanitarie potranno saldare i debiti con i fornitori secondo un ordine di anzianità delle fatture emesse. In questo modo otterremo un primo, significativo risultato, e cioè di portare mediamente il tempo di pagamento a 120 giorni. Non è ancora il traguardo dei 60 giorni delle norme europee, al quale comunque contiamo di avvicinarci e di raggiungerlo quando sarà ripartito quest’autunno la seconda tranche del finanziamento nazionale, che ammonta complessivamente a 9 miliardi”. “Stiamo lavorando – ha spiegato la vicepresidente Simonetta Saliera – per riorganizzare complessivamente alcune modalità dei pagamenti: una gestione accentrata, con un ufficio, per liquidare tutte la fatture, tutti i crediti a livello regionale, e non più attraverso le diverse Asl. Un’unica Tesoreria, regionale, che ci possa permettere nel tempo di riuscire a contrattare modalità e tempi, anche di anticipazioni. E l’altro aspetto è avviare, sin dall’autunno, un rapporto con il sistema bancario perché possano anticipare direttamente alle aziende, in caso di necessità”. Il decreto legge 35/2013 Il problema dei ritardi nei pagamenti ai fornitori della pubblica amministrazione riguarda, tranne alcune eccezioni, la maggior parte delle Regioni. Con il decreto legge 35/2013 il governo ha introdotto la possibilità di accedere a un’anticipazione di liquidità per il pagamento dei debiti sanitari cumulati al 31 dicembre 2012 entro un tetto massimo di 14 miliardi di euro, di cui 5 miliardi per il 2013 e 9 miliardi per il 2014. La Regione Emilia-romagna ha inviato al ministero dell’Economia e delle Finanze l’istanza di accesso per la quota ripartita e assegnata, pari a 423,584 milioni di euro. Successivamente ne ha predisposto un’altra per somme rese disponibili (poiché non richieste da alcune Regioni): in questo modo, le sono stati assegnati altri 24,396 milioni di euro, per un totale di 448 milioni di euro circa. Per il 2014 le risorse nazionali per la sanità, pari a 9 miliardi, saranno ripartite entro il 30 novembre 2013. Lo stock di debito delle Aziende sanitarie regionali verso i fornitori di beni e servizi a dicembre 2012 era pari a circa 1 miliardo di euro. I tempi di pagamento medi regionali, sempre a dicembre 2012, per i beni erano di 230 giorni e per i servizi in appalto di 199 giorni. A dicembre 2011 i tempi di pagamento medi regionali per i beni erano pari a 282 giorni e per i servizi in appalto pari a 256 giorni. L’utilizzo dell’anticipazione di liquidità erogata dallo Stato, insieme all’erogazione straordinaria regionale, consentirà un’immediata e significativa riduzione dei tempi di pagamento e dell’esposizione debitoria nei confronti dei fornitori del sistema sanitario regionale. Si stima i tempi medi di pagamento regionali possano avvicinarsi a 120 giorni. La legge regionale 6 del 4 luglio 2013, “Misure in materia di pagamenti dei debiti degli enti del Servizio sanitario regionale”, sblocca i pagamenti alle aziende fornitrici nel settore sanitario, contiene le disposizioni finanziarie con cui si autorizza la Regione ad accedere alle anticipazioni di liquidità e definisce le misure di copertura annuale per garantire la restituzione allo Stato, nell´arco di trent´anni, dell´anticipazione ricevuta comprensiva degli interessi. Il decreto legge 35/2013 indica le modalità con cui si deve procedere ai pagamenti verso i fornitori: prevedere un Piano dei pagamenti che comprenda le fatture certe, liquide ed esigibili al 31/12/2012, non pagate fino all’8 aprile 2013 o pagate a partire dal 9 aprile 2013, ordinate in una graduatoria temporale regionale, a prescindere dall’azienda cui si riferiscono. L´amministrazione regionale ha già predisposto il Piano di pagamento dei debiti maturati al 31 dicembre 2012 delle Aziende sanitarie. E’ stato stilato un elenco su base regionale delle fatture scadute al 31/12/2012 in ordine di anzianità di data, relative ai creditori di ogni Azienda sanitaria, per il pagamento totale di 447,980 milioni di euro che rappresentano l’importo complessivamente assegnato sui 5 miliardi nazionali relativi al 2013. L’anticipazione di liquidità viene distribuita alle Aziende sanitarie regionali secondo questa tabella:
Azienda Decreto direttoriale Mef 16/4/2013 Decreto direttoriale Mef 2/7/2013 Totale
Ausl Piacenza 22,134 1,821 23,955
Ausl Parma 3,288 0,745 4,034
Ausl Reggio Emilia 16,472 1,775 18,247
Ausl Modena 27,998 3,245 31,243
Ausl Bologna 66,664 3,571 70,235
Ausl Imola 9,520 0,476 9,996
Ausl Ferrara 12,770 0,800 13,570
Ausl Ravenna 24,455 1,858 26,313
Ausl Forlì 25,153 0,853 26,007
Ausl Cesena 25,310 1,586 26,896
Ausl Rimini 17,424 2,067 19,490
Aosp/univ. Parma 38,062 1,667 39,729
Aosp. Reggio Emilia 18,033 0,751 18,784
Aosp/univ. Modena 39,690 0,915 40,605
Aosp/univ. Bologna 47,202 1,503 48,705
Aosp/univ. Ferrara 28,898 0,564 29,463
Istituto Ortop. Rizzoli 0,510 0,199 0,708
Totale 423,584 24,396 447,980
Valori in milioni di euro
Il Piano di pagamento regionale comprende esclusivamente debiti nei confronti dei fornitori al Servizio Sanitario Regionale di beni e servizi. Dal momento dell’entrata in vigore del decreto legge 35/2013 le aziende non hanno interrotto i pagamenti verso i loro fornitori; pertanto la liquidità attribuita alle Aziende sanitarie a fronte di debiti ricompresi nel Piano di pagamento, già pagati a partire dal 9 aprile 2013, sarà utilizzata per ridurre ulteriormente i debiti nei confronti dei fornitori di beni e servizi. Le Aziende sanitarie stanno comunicando ai propri fornitori l’importo e la data entro cui pagheranno i debiti ricompresi nel Piano di pagamento regionale e pubblicano, sul proprio sito internet, l’elenco per ordine cronologico dei debiti stessi. La Regione Emilia Romagna pubblicherà sul proprio sito il dato di sintesi per Azienda.
 
   
   
A BRACCIANO RIAPRE IL CONSULTORIO. ZINGARETTI: "E´ IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE"  
 
Roma, 9 luglio 2013 - A Bracciano c’è un nuovo consultorio per i cittadini. Offrirà consulenze sanitarie, sociali e psicologiche. La struttura vuole accompagnare i cittadini con l’obiettivo di favorire scelte consapevoli, accogliere i disagi manifestati dall´individuo, dalla coppia e dalla famiglia, proporre attività promozionali di prevenzione ed educazione alla salute psico-fisica. "Questo è il primo di una lunga serie di consultori che vogliamo riaprire - ha detto il presidente Nicola Zingaretti - e che dovrà caratterizzare i prossimi cinque anni. Negli ultimi anni c’è stata la devastazione della rete dei consultori a Roma e fuori che è passata sotto silenzio. Questo ha provocato aumento delle patologie, dell´esclusione, della solitudine. Vogliamo invece un´inversione di tendenza aprire la stagione delle riaperture dei consultori come strutture moderne di presenza vicina ai cittadini e alle donne".  
   
   
SANITA´: ORDINANZA DEL TAR PIEMONTE SULLE LISTE D´ATTESA  
 
Torino, 9 luglio 2013 - «Prendiamo atto dell’ordinanza del Tar del Piemonte favorevole alla Regione Piemonte, che con la Dgr nr 14-5999 del 25 giugno ha dettato misure organizzative per la revisione del percorso di presa in carico della persona anziana non autosufficiente, dichiaratamente in ottemperanza all’ordinanza nr 141 del 2013 del Tar ». «Come ho anticipato martedì scorso in quarta Commissione, permane la disponibilità al confronto con le associazioni e i soggetti interessati per trovare- nel merito- soluzioni in grado di dare una risposta al problema complesso delle liste d’attesa e del diritto alle cure degli anziani non autosufficienti. Ribadisco, in tal senso, il massimo impegno da parte della Giunta regionale.» «Ieri, con gli assessori alle Politiche sociali delle Regioni, abbiamo incontrato a Roma il Ministro della Sanità, Lorenzin, alla quale abbiamo chiesto che le tematiche socio-sanitarie vengano coordinate tra il Ministero della Salute e il Ministero delle Politiche sociali al fine di integrare gli interventi e di stabilizzare, oltre che il Fondo sanitario nazionale, anche i Fondi stanziati per il sociale.»  
   
   
PUGLIA: OSPEDALE "MIULLI": AL TAVOLO CONVOCATO SU VERTENZA  
 
Bari, 9 luglio 2013 - Si è insediato il 5 luglio il tavolo sulla vertenza “Miulli”, l’ospedale dell’ente ecclesiastico di Acquaviva. Alla presenza dei vertici dell’azienda, del sindacato e del sindaco di Acquaviva Davide Carlucci, l’assessore alle Politiche della Salute Elena Gentile ha avviato la discussione sul futuro dell’Ente, attraverso l’approfondimento delle linee e dei contenuti del piano industriale. L’azienda ha confermato la disponibilità al confronto, condividendo l’ulteriore richiesta del Governo regionale per l’approfondimento delle questioni sul tavolo e per consentire la più serena delle valutazioni, soprattutto in ordine alle voci di spesa che attengono al costo del personale. “Il Miulli – ha dichiarato l’assessore Gentile – resta un asset strategico per il servizio sanitario regionale della Puglia e del territorio, territorio nei confronti del quale le parti dovranno confermare il livello di responsabilità che si impone in una particolare fase della sanità pugliese come quella che stiamo attraversando. Abbiamo infatti l’obbligo di mantenere in equilibrio i conti di tutto il sistema, compreso il “Miulli”. Il tavolo si è aggiornato al prossimo 11 luglio.  
   
   
TRENTO: COSTITUITO IL FONDO SANITARIO INTEGRATIVO PROVINCIALE  
 
Trento, 9 luglio 2013 - Con la firma degli atti davanti al notaio Paolo Piccoli di Trento, è nato ufficialmente ieri mattina il "Fondo Sanitario Integrativo della Provincia di Trento - Fondo Sanitario Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale". Il fondo è nato con la veste giuridica di associazione non riconosciuta. E´ stato costituito dalla Provincia autonoma di Trento, da Cgil, Cisl e Uil, dall´Associazione albergatori e imprese turistiche della Provincia di Trento, dall´Unione delle imprese, delle attività professionali e del lavoro autonomo - Confcommercio - imprese per l´Italia Trentino, dall´Associazione artigiani e piccole imprese della Provincia di Trento e da Confesercenti - Confederazione italiana imprese commerciali, turistiche e dei servizi del Trentino. Per la Provincia autonoma di Trento ha firmato il presidente Alberto Pacher. La Federazione trentina della Cooperazione ha manifestato la propria volontà di aderire all´associazione non appena esperite le necessarie formalità. "Sono molto soddisfatto - ha commentato l´assessore provinciale alla salute e politiche sociali Ugo Rossi a margine dell´incontro - per il varo di questa iniziativa che, soprattutto in un momento difficile come questo, si rivelerà estremamente importante per molti lavoratori trentini. Siamo arrivati a questo grazie alla disponibilità di molte associazioni datoriali e di quelle sindacali che hanno colto l´opportunità di fare assieme qualcosa di estremamente utile per il mondo del lavoro e quindi per l´economia della nostra terra. In un momento in cui la crisi mette in pericolo la tenuta stessa della coesione sociale, la costituzione di questo fondo mi pare sia una risposta forte da parte della comunità trentina. Mi auguro, e credo di poter parlare a nome di tutti i sottoscrittori, che vorranno aderirvi al più presto anche coloro che fino ad oggi hanno avanzato perplessità e riserve". Il fondo non ha fini di lucro ed ha lo scopo di garantire forme integrative di assistenza per i casi di malattia, invalidità, infortunio, non autosufficienza. Possono aderirvi i datori di lavoro che svolgono la loro attività prevalentemente all´interno del territorio della provincia di Trento e che iscrivono i propri dipendenti al fondo. Con la sottoscrizione di oggi si conclude un iter che aveva avuto inizio formale il 22 giugno dello scorso anno quando parti sociali, sindacati e mondo imprenditoriale, assieme all´assessore Rossi, avevano firmato un protocollo d´intesa per l´assistenza sanitaria integrativa che dava avvio alla fase operativa del progetto, attraverso il quale si vuole garantire una crescita dei servizi sanitari pur in un contesto di progressivo contenimento delle risorse disponibili.  
   
   
CENTRALE UNICA 118; MARINI: "COSÌ SI MIGLIORA E RAFFORZA IN UMBRIA SERVIZIO EMERGENZA SANITARIA"  
 
Perugia, 9 luglio 2013 - "I cittadini, prima di tutti, comprendono che ciò che abbiamo realizzato, con la costituzione della centrale unica del numero di emergenza 118, va innanzitutto in direzione del rafforzamento e miglioramento del servizio di emergenza sanitaria". E´ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta ieri mattina, a Perugia, alla iniziativa di presentazione della nuova centrale unica regionale, presenti, tra gli altri, l´assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, ed il direttore regionale alla sanità, Emilio Duca. La presidente Marini ha quindi rivolto un ringraziamento a tutto il personale che opera nel servizio 118 - "per la loro professionalità e passione nello svolgere un servizio di enorme importanza come quello dell´intervento di emergenza dal quale spesso dipende la vita dei cittadini" - , ed anche ai sindaci delle città di Perugia, Terni e Foligno, che ospitavano in precedenza le sale operative, "per aver contribuito con spirito di cooperazione alla realizzazione di un nuovo ed importante tassello del processo di riorganizzazione del sistema sanitario regionale". "Non siamo ancora usciti dalla ´notte difficile´ - ha proseguito la presidente - per la sostenibilità e la tenuta economica del nostro sistema sanitario, ma questo non ci ha impedito e non ci impedisce di proseguire in una azione di qualificazione e razionalizzazione della sanità pubblica regionale. Avere un servizio unico di 118 rappresenta un elemento di grande civiltà, perché consente ad ogni cittadino in una situazione di drammatica emergenza di poter contare su una risposta sanitaria basata sull´appropriatezza e sicurezza. Senza che si chieda allo stesso cittadino di fornire prima dell´intervento la sua carta di credito, come purtroppo avviene in altri sistemi sanitari anche europei". La presidente Marini ha poi fatto riferimento alla cooperazione avviata con la Regione Marche per la definizione di un accordo che entro il prossimo anno potrà garantire anche all´Umbria il servizio di elisoccorso, mentre si stanno avviando contatti anche con la Regione Lazio per ciò che riguarda la possibilità di accordi di cooperazione sanitaria nelle aree di confine tra le due regioni. "Il vero salto di qualità e di civiltà sarà comunque la realizzazione del numero europeo unico 112 di emergenza, perché grazie ad esso sarà esteso per tutti i cittadini di ogni Paese d´Europa un servizio moderno - ha concluso la presidente - e capace di rispondere così all´esigenza di sicurezza in ogni parte del nostro continente". Di "percorso unitario e condiviso" per la realizzazione della centrale unica regionale ha parlato l´assessore alla sanità, Franco Tomassoni, che ha sottolineato come non vi siano, soprattutto in una regione piccola come l´Umbria, "tante sanità locali, ma una sola sanità regionale che vogliamo difendere nel suo carattere pubblico ed universalistico". L´assessore Tomassoni ha quindi sottolineato come "la sfida della centrale regionale unica di 118 non rappresenta affatto una mera e semplice questione ragionieristica di razionalizzazione pur importante della spesa sanitaria, bensì l´occasione per garantire ai nostri cittadini un servizio di maggior qualità e sicurezza". "Oggi - ha aggiunto il direttore Duca - abbiamo compiuto un nuovo passo in avanti verso il ridisegno della rete dell´emergenza nella nostra regione. Dobbiamo avere la forza ed il coraggio del cambiamento. Soprattutto quando questo cambiamento si traduce in un servizio sanitario in grado di assicurare ai cittadini una sanità migliore e maggiore sicurezza".  
   
   
CALCIO: INIZIATIVA DEL PESCARA FA CRESCERE ABRUZZO PRESENTAZIONE PROGETTO CITTADELLA DELLO SPORT  
 
Pescara, 9 luglio 2013 - Al via la scommessa più importante della Pescara Calcio: realizzare una cittadella dello sport in grado di rappresentare il centro sportivo, commerciale e amministrativo della società sportiva. La presentazione del progetto è stata fatta il 5 luglio dal presidente della Pescara Calcio, Daniele Sebastiani e dall´assessore allo Sport, Carlo Masci. La struttura sportiva e commerciale sorgerà nel comune di Silvi, si estenderà su una superficie di circa 94 mila metri quadrati e sarà dotata di tutte le infrastrutture sportive con tre campi (2 in erba sintetica e 1 in erba naturale con tribune coperte) palestre e strutture mediche e di controllo. "E´ un´iniziativa importante che non può che avere il plauso della Regione - ha esordito l´assessore allo Sport Carlo Masci -. Il Pescara da sempre è considerata la squadra degli abruzzesi, forse perché è stata la prima a raggiungere in Abruzzo risultati importanti a livello di calcio professionistico ed ora si presenta al pubblico abruzzese con questo progetto che segna il definitivo salto culturale di una generazione di imprenditori che si cimenta nello sport. Al di là dell´aspetto sportivo - ha proseguito Masci - la realizzazione della cittadella ha soprattutto risvolti sociali importanti perchè potrà diventare punto di riferimento di migliaia di ragazzi che vogliono avvicinarci e vivere lo sport sia come competizione sia come momento aggregativo". Accanto all´aspetto sportivo, c´è anche e soprattutto l´investimento economico che sta a dimostrare "una certa effervescenza di una regione in un momento difficile per tutti. In questo territorio - ha aggiunto l´assessore allo Sport - c´è ancora gente che vuole investire, creare posti di lavoro e mettere in moto i sistemi virtuosi dell´economia, senza alcun peso per le casse pubbliche. È chiaro - ha concluso Masci - che iniziative come queste devono essere sostenute e incoraggiate, nella convinzione che solo così si esce dal lungo tunnel della crisi". La cittadella dello sport avrà anche spazi destinati allo sviluppo commerciale e alla ristorazione. I tempi di realizzazione sono legati alle autorizzazioni amministrative che dovranno arrivare dal Comune di Silvi, dal rilascio delle quali i tecnici stimano in 18-24 mesi la realizzazione completa del centro. Infine il nome: dal 10 luglio la Pescara Calcio avvierà un concorso di idee che potrà permettere ai tifosi e appassionati di dare un nome alla cittadella dello sport.  
   
   
SPORT: DEFINIRE PRIORITÀ INTERVENTI A IMPIANTI FVG MEETING LIGNANO 16 LUGLIO: 150 ATLETI DA 27 PAESI, MOLTI CAMPIONI  
 
Udine, 9 luglio 2013 - Intervenendo a Udine alla presentazione del 24. Meeting internazionale di atletica leggera di Lignano Sabbiadoro, in programma nella serata del 16 luglio allo stadio Comunale con inizio alle ore 20, l´assessore regionale allo sport, Gianni Torrenti, ha colto l´occasione per soffermarsi sulle richieste di adeguamento e manutenzione degli impianti per la pratica agonistica esistenti nel Friuli Venezia Giulia. Nel portare il saluto della Regione agli organizzatori e ai sostenitori di uno dei grandi eventi simbolo dello spirito sportivo, del volontariato, e della solidarietà, che caratterizzano il Friuli Venezia Giulia, ed esprimere la gratitudine dell´Amministrazione per saper mantenere accesa l´attenzione dei media e della pubblica opinione anche sulle discipline considerate minori ma che per risalto, risultati, partecipazione, etica sportiva, non sono tali, Torrenti ha richiamato l´interesse delle istituzioni locali e delle società sportive sui finanziamenti già assegnati per l´impiantistica e non ancora utilizzati. Secondo l´assessore, infatti, per problemi ora legati anche al patto di stabilità, Comuni e Province non possono avviare interventi già da tempo finanziati dalla Regione. Per Torrenti, se lo sport sarà definito una priorità dall´Amministrazione regionale, occorrerà poi compiere una selezione delle priorità tra le strutture sportive. Ciò, dovrà avvenire di concerto con le autonomie locali, secondo consultazioni con le stesse e una verifica degli impianti che la Regione ha già in atto, per sostenere gli interventi che saranno definiti più importanti e urgenti, e relativi a strutture sostenibili. Questo, consentirà di superare quello che l´assessore, riferendosi al patto di stabilità, ha definito collo di bottiglia che impedisce la fruizione di risorse già stanziate dalla Regione. Alla presentazione del meeting, il saluto del Consiglio regionale, presente il presidente della V Commissione, Vincenzo Martines, è stato portato dal Presidente dell´Assemblea regionale, Franco Iacop, il quale si è soffermato sul rapporto stretto tra il Meeting di Lignano e la solidarietà. Un rapporto ora tracciato attraverso la Cooperativa Il Melograno, che dispone di una nuova casa famiglia, a dimostrazione, secondo Iacop, che la solidarietà, nella nostra realtà è un fatto concreto. Il Meeting di Lignano, che, come ha ricordato il vicesindaco della città balneare, Vico Meroi, si fregia delle presenze eccellenti di atleti giamaicani grazie anche agli interventi sull´impiantistica effettuati negli anni con il sostegno della Regione, anche quest´anno si preannuncia di grande interesse: vi parteciperanno 150 atleti di 27 Paesi e tra essi numerosi primatisti e potenziali vincitori di medaglie ai prossimi mondiali di Mosca di atletica leggera, oltre a 50 atleti del Friuli Venezia Giulia tra quali Marzia Caravelli e Tania Vicenzino, rispettivamente medaglia d´oro e di bronzo ai recenti Giochi del Mediterraneo.