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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 04 Settembre 2013 |
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XXI GIORNATE DELLE SCIENZE ANIMALI |
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Dal 18 al 20 settembre 2013 si terranno a Padova, in
Italia, le Xxi giornate delle scienze animali (Animal Science Days), dedicate
al tema "Le priorità di ricerca europee in scienze animali".
Le scienze animali si occupano della scienza e
dell´allevamento del bestiame, tra cui anche ma non esclusivamente i bovini da
carne, i bovini da latte, gli equini, il pollame, gli ovini e i suini. Vengono
applicati i principi delle scienze biologiche, naturali e sociali ai problemi
legati alla produzione e alla gestione del bestiame. Le scienze animali si
occupano anche dei prodotti alimentari di origine animale, nonché di aspetti
quali l´alimentazione, la cura e il benessere degli animali.
I temi principali della conferenza riguarderanno
l´allevamento di bestiame, la nutrizione e l´alimentazione animale,
l´allevamento e la genetica animale, la salute e il benessere degli animali e
la qualità delle produzioni animali.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Asd2013.it/
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AGROALIMENTARE: VINI E VIGNETI DI LIGURIA ANCHE SU SMARTPHONE E TABLET IL PROGETTO DELL’ENOTECA REGIONALE PER PROMUOVERE LE PRODUZIONI
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Genova. Anche un App e un filmato da scaricare su
smartphone e tablet per far conoscere, prima di gustarli, i vini di Liguria.
L’applicazione, dedicata alle aree vinicole liguri, è prevista nel progetto
dell’Enoteca Regionale “La Liguria ama i suoi vini”, vincitore di un bando
comunitario sull’informazione e la comunicazione del patrocinio vitivinicolo
del Piano di sviluppo rurale della Regione Liguria. Un modo, dopo il grande
successo a Vinitaly 2013, per continuare a conquistare, sedurre e incantare
tanti appassionati dei vini liguri, importanti per qualità, tipicità e unicità.
L’enoteca Regionale “con questo progetto punta a una
forte promozione dei vini liguri in forte crescita, anche attraverso iniziative
territoriali e incontri fra le produzioni del Levante e del Ponente e le
regioni limitrofe”, spiega il presidente Federico Ricci.
Le aziende vinicole in Liguria sono oltre1700. Si
tratta, nella stragrande maggioranza, di piccoli produttori. La superficie
vitata regionale è di 1547 ettari, di cui540 a Doc- Denominazione di origine
controllata di 53 quella dove si producono vini Igt e 954quelli da tavola.
La produzione totale di vino è di oltre
centocinquemila ettolitri, pari a una produzione di circa 4 milioni e mezzo di
bottiglie.
Il “sistema qualità” della vitivinicoltura ligure si
esprime in otto denominazioni di Origine Controllata. Sono: Doc Ormeasco di
Pornassio, Doc Rossese di Dolceacqua, Doc Riviera Ligure di Ponente, Doc Val
Polcevera, Doc Golfo del Tigullio –Portofino, Doc Colline di Levanto, Doc
Cinque Terre, Doc Colli di Luni e in quattro Indicazioni Geografiche Tipiche
(Igt Liguria di Levante, Igt Colline del Genovesato, Igt Colline Savonesi, Igt
Terrazze dell’Imperiese).
Tra le uve a bacca bianca il vitigno più diffuso in
tutte le quattro province liguri è il Vermentino, seguito dal Pigato e
Lumassina per la provincia di Savona, il Bosco e l’Albarola per La Spezia, la
Bianchetta e il Moscato per Genova. Tra le uve a bacca nera il Rossese di
Dolceacqua, l’Ormeasco, la Granaccia e il Ciliegiolo sono tra i vitigni più
rappresentativi.
Tra i vini passiti da segnalare il celebre
Schiacchetrà delle Cinque Terre.
A questi vitigni “tradizionali” si aggiungono quelli
frutto della valorizzazione del patrimonio varietale autoctono ligure curata
dall’assessorato all’agricoltura
regionale che ha permesso un recupero capillare su tutto il territorio
di numerose varietà autoctone minori a bacca bianca e rossa di particolare
valore enologico fra cui Ruzzese, Moscatello di Taggia, Barbarossa, Massaretta,
Bruciapagliaio, Picabon, Fratepelato, Vermentino nero.
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EXPO, APPELLO AL CONI: IL LOGO SULLE DIVISE AZZURRE |
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Monza - "Il mio auspicio é vedere le nazionali
italiane promuovere Expo all´estero sulle maglie e sulle divise". Così
l´assessore allo Sport e Politiche per i giovani di Regione Lombardia Antonio
Rossi durante la presentazione del Gran Premio di Monza. "Chiedo al
presidente del Coni Lombardia Pierluigi Marzorati qui presente - ha aggiunto -
di proporre al presidente Malagò che le nostre Nazionali all´estero promuovano
quella che lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito
una manifestazione importantissima per l´Italia". "Sono certo - ha
concluso Rossi - che il presidente del Coni Malagò coglierà la bontà di questa
proposta e l´accoglierà e che Expo sarà ben felice di concedere il logo per le
maglie dei nostri azzurri".
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MARCHE: PUBBLICATO IL BANDO PER L’IMBOSCHIMENTO E LA TARTUFICOLTURA: RISORSE PER MEZZO MILIONE DI EURO. |
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E’ stato pubblicato il nuovo bando del Piano di
sviluppo rurale che sostiene l’imboschimento dei terreni agricoli per la tutela
dal dissesto idrogeologico e l’attenuazione dei cambiamenti climatici nelle
Marche. Il provvedimento della Regione favorisce anche lo sviluppo della
tartuficoltura rafforzando le linee di intervento approvate con la recente L.r.
3/2013. A disposizione risorse per mezzo milione di euro. “Lo scopo è quello di
tutelare e valorizzare il territorio – spiega l’assessore all’Agricoltura Maura
Malaspina - attraverso la salvaguardia del suolo e del paesaggio, di preservare
la qualità della risorsa idrica e di concorrere all’attenuazione dei
cambiamenti climatici. Obiettivi importanti che ci hanno fatto impegnare ulteriori
risorse del Psr che riteniamo strategiche. Utilizzando specie adatte alle
condizioni locali e compatibili con i requisiti ambientali – prosegue Malaspina
- cerchiamo di favorire sia l’assorbimento del carbonio in atmosfera sia la
tutela del suolo nelle aree collinari, contrastando l’erosione e il dissesto
idrogeologico che oggi, in Italia, è sempre più tristemente d’attualità.
L’imboschimento che incentiviamo inoltre, ha anche l’effetto di ricomporre il
paesaggio naturale marchigiano, attraverso specie autoctone. Malgrado le forti
difficoltà economiche e i tagli alle risorse alle Regioni, crediamo sia
prioritario investire sulla tutela del territorio e sull’economia verde,
settori che offrono opportunità per nuova imprenditorialità e occupazione”. Il
bando inoltre, come già detto sopra, darà nuovo impulso allo sviluppo della
tartuficoltura uno dei settori di nicchia che caratterizzano il territorio
marchigiano per l’eccellenza delle produzioni. Infine, potranno essere
rafforzati gli impianti per la difesa del suolo, con boschi misti di latifoglie
autoctone, escluse quelle a rapido accrescimento, con durata illimitata. Il
finanziamento prevede un contributo alle spese di impianto – che varierà dal 70
all’80 per cento, in base alle zone – un premio annuale della durata di 5 anni
per la manutenzione degli impianti e un premio annuale per la perdita di
reddito della durata di 10 anni. Possono accedere alle agevolazioni gli
imprenditori agricoli e i proprietari con la qualifica di Ente Pubblico. La
domanda va predisposta sul Sistema Informativo Agricolo Regionale (Siar) entro
le 13.00 del 19 ottobre 2013 ed entro lo stesso termine, in formato cartaceo,
deve pervenire alla struttura regionale decentrata, competente in base al luogo
di impianto dell’ imboschimento. Il caricamento delle domande di aiuto sul
sistema informatico sarà consentito a partire dal 02 settembre 2013. Tutte le
informazioni sono disponibili al link www.Agri.marche.it e nelle Strutture
decentrate agricole della Regione Marche.
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LOMBARDIA: INNOVAZIONE FONDAMENTALE IN AGRICOLTURA |
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Mariana Mantovana/mn - Prosegue il "percorso" di
approfondimento e conoscenza delle attività legate alle produzioni che
caratterizzano i diversi territori. L´assessore regionale all´Agricoltura,
Gianni Fava, ha visitato Cascina Valcarengo, a Sesto e Uniti, in provincia di
Cremona. Un´azienda di 150 ettari, con 750 animali da mandria di cui 350 da
mungitura. Un caso unico, di una cascina storica, abbandonata e rimessa in
piedi con tutte le caratteristiche dell´allevamento piu moderno. Compresa una
sala di mungitura nuovissima, che sarà inaugurata martedì prossimo, dotata di
sistemi di controllo con tecnologia israeliana. "Il mondo cambia, le
esperienze di oggi sono un chiaro segnale - ha detto l´assessore Fava -. In
provincia di Cremona abbiamo visto un´azienda gestita da industriali che hanno
scelto di dedicarsi all´allevamento dei bovini da latte. Non piu´ quindi
l´agricoltura vista come forma di investimento, ma come forma di ritorno
concreto a un´attività che da sempre caratterizza questa parte di territorio".
Lumache, Un Business - Seconda visita presso l´azienda
di Derek Boscaini, a Mariana Mantovana (Mn). Boscaini viene da una famiglia di
panificatori, ma dopo alcuni anni vissuti da fornaio ha deciso di concretizzare
quell´idea che da tempo girava in famiglia: allevare lumache. In una serra di
30 metri per 15, utilizzata al 50%, alleva 15 mila lumache, ma punta al
raddoppio. Le lumache sono vendute vive alla gastronomia di famiglia, alla
ristorazione e ai farmers market. Ma una volta terminate le procedure di
autorizzazione, il prossimo passo sarà la produzione di piatti pronti, con un
pensiero - perché no? - anche alla ristorazione. "Un´azienda assolutamente
innovativa, di un giovane che viene da una famiglia che da decenni si occupa di
panificazione. Lui ha deciso di occuparsi di lumache, allevandole. Un prodotto
con una nicchia di mercato - ha detto Fava, al termine della visita -
caratterizzato da forte richiesta e offerta molto limitata. Un´esperienza che
da´ il senso di come si possano trovare giovani disponibili a investire in
agricoltura tempo, denaro, risorse, per trovare spazio in un mondo che come gli
altri segue sempre più la strada dell´innovazione".
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APICOLTURA CASENTINESE SOSTIENE LA COOPERATIVA AMANINUDE PER LA PRODUZIONE APISTICA BIOLOGICA |
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Progetto di solidarietà sociale di Apicoltura
Casentinese che fornisce materiali, attrezzature e formazione alla cooperativa
agricola aManinude per la realizzazione di un nuovo progetto di produzione di
miele biologico.
Bibbiena (Arezzo), 28.08.2013. Apicoltura Casentinese si impegna nel sociale,
fornendo materiali ed attrezzature alla giovane cooperativa agricola aManinude
che intende creare nuova occupazione per soggetti svantaggiati - quali
ex-detenuti ed ex-tossicodipendenti - nel settore della produzione apistica
biologica (miele, polline e pappa reale).
Si tratta di un progetto alla sua prima stagione
apistica in cui Apicoltura Casentinese ha fornito a condizioni di prezzo e di
pagamento agevolate 60 famiglie di api, arnie, vestiario e smielatori oltre
all’attività di formazione e nel quale ha
“rivisto” - nell’arrivo delle prime api, nelle prime cassettine e negli
spostamenti tra montagna e fondovalle - i primi sogni e i propri inizi di 30
anni fa.
La storia di aManinude è recente ma le sue radici
attingono alle storie delle organizzazioni da cui proviene: Ceis - Centro di
Solidarietà di Arezzo, attivo da 30 anni nel campo del trattamento delle
tossicodipendenze, l’Associazione I Care che opera dal 1998 nei centri
giovanili e nelle scuole per la prevenzione del disagio e la cooperativa sociale
I Care Ancora, che ha come l’obiettivo di creare posti di lavoro stabili in
vari settori, a favore di soggetti con difficoltà di inserimento.
"Creare nuova occupazione oggi equivale ad una
missione sociale. Noi abbiamo pensato di investire in un´agricoltura di
qualità, soprattutto apicoltura biologica. Per una giovane azienda come la
nostra - ha dichiarato Francesco Baroni, responsabile della cooperativa e uno
dei soci fondatori di aManinude - questo vuol dire dialogare con il territorio,
con le sue potenzialità e le sue risorse, nel nostro caso il Casentino e la
Toscana. Abbiamo trovato in Apicoltura Casentinese un soggetto attento ai
nostri progetti ed interessato al buon esito dei nostri impegni”.
“La nostra convinzione - ha aggiunto Baroni - è che
con una seria formazione ed una assistenza tecnica di qualità, assieme ad
attrezzature e materiali di primo livello, si possa
arrivare ad una nuova occupazione, non solo a favore
di soggetti cosiddetti svantaggiati, con cui siamo soliti lavorare già in altri
settori di impresa, ma anche a favore dei giovani in cerca di occupazione. Sono
infatti i giovani a cui stiamo soprattutto pensando mentre mettiamo in moto
tutto questo.”
Specializzata in prodotti apistici e loro derivati,
sin dalla sua fondazione nel 1982 Apicoltura Casentinese si è impegnata in un
percorso di sviluppo di infrastrutture e macchinari, di aggiornata
professionalità da parte del personale e di Ricerca & Sviluppo di nuovi
prodotti, che hanno contribuito alla creazione di una struttura produttiva
all´avanguardia nel settore e al raggiungimento di standard operativi conformi
alle certificazioni Haccp, Iso 9001, Brc e Ifs. Il patrimonio apistico è
costituito da migliaia di alveari certificati biologici e dal rapporto diretto
con gli apicoltori di ogni regione italiana che fanno dell’azienda un punto di
riferimento per i mieli di alta qualità italiani. “Oggi Apicoltura Casentinese è madrina di una
nuova partenza – ha sottolineato Maurizio Fabbri, Presidente di Apicoltura
Casentinese. Una partenza dalle api e dal Casentino, fornendo fiducia e
sostegno a chi trenta anni dopo di lei prova di nuovo a progettare con le api
un presente ed un futuro migliori”.
http://www.apicolturacasentinese.com/
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VENDEMMIA: VINO VENETO È TRASPARENZA, ATTRATTIVA, QUALITÀ E CONVENIENZA. ED È IL 3,1 PER CENTO DEL VINO DI TUTTO IL MONDO |
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Venezia - Mercoledì
4 settembre, nell’aula magna della sede centrale di Veneto Agricoltura ad
Agripolis (Viale dell’Università 14, Legnaro – Pd) alle ore 10, il mondo del
vino Veneto “tasterà il polso” alla vendemmia 2013 in corso nel Triveneto,
comparandola con altre aree italiane e straniere. “Un evento giunto alla
35esima edizione – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Franco
Manzato – che investe un comparto produttivo divenuto strategico per
l’agricoltura, l’agroalimentare, l’economia, l’immagine e il turismo del
Veneto”.
“Ricordo che il Veneto produce circa il 3,1 per cento
del vino dell’intero pianeta – aggiunge Manzato – con circa 8 milioni di
ettolitri rispetto ad un dato produttivo che l’Oiv ha quantificato nel 2012 in
circa 254 milioni di ettolitri. E non è solo una questione di quantità, ma
anche di qualità e valore. Ribadisco il dato di circa 1,5 miliardi di euro
dell’export enologico regionale, pari a quasi il 31 per cento delle intere
esportazioni italiane di vini e di mosti, dato che, in valore, dovrebbe
crescere ancora nell’anno corrente. Nel nostro territorio, la sola provincia di
Treviso produce l’1,3 per cento del vino mondiale e, per fare un paragone
interno, mette sul mercato oltre 2 milioni di ettolitri di vino a Denominazione,
quantità che sfiora l’intera produzione Doc e Docg del Piemonte e supera del 35
per cento la produzione a denominazione della Toscana. Verona non è da meno:
produce circa l’1,1 per cento del vino planetario, del quale, di cui quasi 1,66
milioni di ettolitri a Denominazione. Tutto questo all’interno di un rapporto
prezzo-qualità che non ha eguali altrove”.
“Come prima regione produttrice d’Italia e dunque del
mondo – dice ancora Manzato – abbiamo anche delle responsabilità, sia
all’interno del mercato nazionale, sia all’estero. E la prima di queste
responsabilità è la trasparenza del sistema nel suo complesso, con un vigneto
regionale sostanzialmente in ordine, una filiera ordinata, coesa e in sintonia
con le istituzioni, con chiarezza di obiettivi e metodi, forte di strutture di
ricerca e di controllo di prim’ordine. Per noi è stato ed è normale aver
investito con trasparenza cristallina, come ci è stato riconosciuto nei giorni
scorsi dandoci anche in questo il primato nazionale, i fondi comunitari per la promozione
del nostro vino nei Paesi Terzi: finora 9,2 milioni di euro, su una
disponibilità di 10,4 milioni di euro, per progetti che hanno coinvolto il
sistema produttivo e creato investimenti per 20 milioni. Avanti così, lungo una
strada maestra chiara, che restituisce profitto ai produttori e soddisfazione a
tutto il ‘made in Veneto’”.
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PROSECCO. ECCEDENZE RESE DI UVA E VINO VENDEMMIA 2013 NON POTRANNO RIPORTARE NELLA DESIGNAZIONE IL RIFERIMENTO AL NOME DEL VITIGNO “GLERA” |
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Non potranno riportare nella designazione il
riferimento al nome del vitigno “Glera”, i quantitativi di prodotto ottenuti
dalla vendemmia 2013 che eccedono le rese di uva e vino (i cosiddetti “superi
di campagna e di cantina”) previste dai disciplinari di produzione della Doc
“Prosecco” e delle Docg “Conegliano Valdobbiadene–prosecco” e “Colli Asolani–prosecco”
o “Asolo–prosecco”. Pertanto, i vini ottenuti da tali ”superi”potranno essere
designati ed immessi al consumo con il riferimento al colore bianco o altra
indicazione consentita dalla vigente normativa.
Lo prevede un Decreto della Regione del Veneto,
adottato d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, su richiesta dei
Consorzi di tutela delle Docg “Conegliano Valdobbiadene-prosecco” e “Colli
Asolani-prosecco” o “Asolo-prosecco” e della Doc “Prosecco”. Tale richiesta è
stata sottoscritta anche dai rappresentanti della Federazione regionale
Coldiretti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Copagri del Friuli
Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confederazione italiana agricoltori del
Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confagricoltura del Friuli Venezia
Giulia e del Veneto, dalla Confcooperative del Friuli Venezia Giulia e del
Veneto e da Unindustria, che rappresentato la quasi totalità dei viticoltori,
vinificatori e imbottigliatori che operano nel territorio.
La struttura di controllo Valoritalia Srl, incaricata
del controllo delle predette denominazioni e delle indicazioni geografiche
tipiche esistente sul territorio Veneto, controllerà che sia data applicazione
alle limitazioni previste. Avepa, dal canto suo, assicurerà che il sistema
informativo di gestione della dichiarazione unificata dei vini tenga conto
delle limitazioni sopra indicate.
Il Decreto regionale sarà pubblicato integralmente nel
sito della Direzione competitività sistemi agroalimentari, al seguente
indirizzo: http://www.Regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/vino e nelle
news del “portale regionale Piave” al seguente indirizzo:
http://www.Piave.veneto.it/web/guest/home.
“Abbiamo accolto la richiesta dei Consorzi di tutela –
ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – per evitare
che vengano offerti sul mercato prodotti similari ai vini Prosecco a Do e Docg;
potrebbero infatti essere messi vini frizzanti Igt o vini spumanti varietali
con il riferimento al nome del vitigno “Glera” ottenuti dalla medesima
superficie, che possono ingenerare confusione nei consumatori e danni alle
Denominazioni stesse”.
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TUBERCOLOSI DEL CINGHIALE: LA REGIONE MARCHE RAFFORZA I CONTROLLI E LA BONIFICA. |
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La Regione sta monitorando attentamente la questione della
tubercolosi dei cinghiali (e bovina) in quanto potenzialmente trasmissibile
all´uomo attraverso l´ingestione di carne e dannosa per l´economia regionale.
Il vero punto di debolezza del sistema è stato individuato nel bracconaggio:
infatti, sono i bracconieri a fornire carne non controllata ai consumatori e ai
ristoratori (che rischiano di essere altre vittime di questa situazione) con il
rischio di infettare gli utenti. Invece, la caccia di selezione è sicura in
quanto le squadre sono munite di veterinario che certifica le carni. Su
iniziativa dell´assessore alla Caccia, Paola Giorgi, che sta lavorando in
equipe con i colleghi Mezzolani (Sanità) e Malaspina (Agricoltura), verranno
immediatamente convocate le associazioni venatorie, gli Atc, le squadre per la
caccia di selezione al cinghiale, le associazioni di categoria, le forze
dell´ordine, i servizi veterinari, per concordare un´azione di rafforzamento
dei controlli delle carni, di bonifica della malattia e di isolamento e
punizione dei bracconieri che commettono un grave reato contrabbandando carne
potenzialmente infetta.
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AGROALIMENTARE IN LOMBARDIA: LA PROMOZIONE PASSA ANCHE DAI CUOCHI |
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Mantova - "La promozione dell´agroalimentare
mantovano e, più ampiamente, del ´Made in Italy´, parte certamente dalla
qualità della materia prima, ma non può prescindere da altri elementi: la
cultura, il gusto, gli ´ambasciatori´ del ´Made in´, che sono i maestri di
cucina". E´ il messaggio portato dall´assessore regionale all´Agricoltura
Gianni Fava al convegno sull´internazionalizzazione dell´agroalimentare,
organizzato al Teatro Bibiena dal Comune di Mantova. "Promuovere i
prodotti tipici - ha proseguito Fava - richiede infatti il contributo dei
cuochi, che sono grandi artisti, artigiani, in grado di interpretare un
messaggio, prima ancora di un prodotto. E lo dico rivolgendo un ringraziamento
al maestro Gualtiero Marchesi, che, con il suo talento, è ancora oggi uno degli
esempi più felici di diffusione delle tipicità enogastronomiche del ´Made in
Italy´".
Accordi Bilaterali Contro Contraffazione - Fava ha poi
richiamato l´attenzione anche sul tema della contraffazione, essendo stato
presidente della Commissione parlamentare anticontraffazione: "Serve
maggiore tutela da parte dell´Unione europea e del Ministero delle Politiche
agricole attraverso accordi bilaterali". "Oggi siamo condannati
dall´Unione europea per il latte a lunga conservazione - ha proseguito il
responsabile dell´Agricoltura lombarda - e veniamo penalizzati da
Bruxelles". "Così non va assolutamente bene - ha lamentato - esigiamo
più tutele e rispetto".
Ricerca Della Qualità - "La ricerca della qualità
è una delle missioni del ´Made in Italy´ e dei prodotti tipici della Lombardia,
una regione che esporta oltre 5 miliardi di euro di prodotti agroalimentari -
ha infine ricordato l´assessore -. La presenza, qui, di una importante
delegazione di cuochi tedeschi è l´occasione anche di far conoscere il gusto
dell´Italia agli artisti di quel Paese, che, per la Lombardia, rappresenta il
primo mercato di sbocco per l´agroalimentare". L´assessore Fava ha poi
consegnato, insieme all´assessore ai Grandi eventi del Comune di Mantova, il
premio ´Mantova città delle stelle´, alla prima edizione, assegnato a Giorgio e
Vera Bina, rispettivamente patron e chef del ristorante Aquila Nigra di
Mantova.
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LOMBARDIA, BIOGAS: BENE L´UTILIZZO DI SOTTOPRODOTTI, NON DEL MAIS |
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Milano - "La diffusione del biogas in Lombardia
impone una riflessione equilibrata, senza scadere in allarmismi che potrebbero
troppo facilmente suggestionare l´opinione pubblica. Sul tema serve un
approccio maturo, ma la direzione che il settore agro-energetico sta imboccando
mi sembra corretta. Le linee da seguire dovranno privilegiare sempre di più
l´utilizzo di reflui zootecnici, sottoprodotti e biomasse di seconda e terza
generazione, per non distogliere risorse destinate alla zootecnia e non
innescare pericolose speculazioni sui prezzi degli affitti e delle materie
prime". L´assessore regionale all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava
interviene così sul tema delle energie rinnovabili e annuncia che "nel
prossimo Piano di sviluppo rurale 2014-2020, verrà incentivata la crescita
delle agro-energie, nella misura in cui apporteranno benefici sostenibili per
il sistema primario. E in quest´ottica attiveremo un dialogo a livello di
Macroregione agricola del Nord, in modo da adottare linee condivise".
Politica Comune Su Utilizzo Biomasse - La Lombardia,
prima realtà italiana per numero di impianti a biogas (319 nel 2011, fonte:
Gse), "si farà promotrice di un coordinamento con le Regioni del Nord -
annuncia Fava -, per condividere una politica uniforme sulle energie da fonte
agricola ed evitare fenomeni dannosi per gli agricoltori". È positivo, per
l´assessore Fava, "il ricorso a biomasse vegetali come le colture
foraggere diverse dal mais insilato: sottoprodotti della produzione dei
cereali, stocchi di mais, stocchi di sorgo, primi sfalci primaverili di
coltivazioni erbacee. In una certa misura rappresentano una novità nel mondo
della produzione di energia". Uno sviluppo più armonico degli impianti di
biogas passa attraverso taglie dimensionali più contenute e alla destinazione
consapevole delle biomasse. "Impiegare erba medica nei digestori, un
fenomeno che ha coinvolto per fortuna solo qualche operatore, rischia di far
impennare ulteriormente il prezzo di un prodotto di qualità, ma destinato ai
bovini. Evitiamo di distoglierlo da questa sua naturale funzione
alimentare" ammonisce Fava.
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