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Notiziario Marketpress di Mercoledì 04 Settembre 2013
MAPPARE IL POTENZIALE ENERGETICO SOTTO I NOSTRI PIEDI  
 
Bruxelles, 4 settembre 2013 - Una visualizzazione di facile accesso del potenziale geotermico molto superficiale (Sgp) dell´Europa è stata resa possibile grazie a un progetto finanziato dall´Ue. Armonizzando i dati preesistenti relativi a geologia, idrogeologia, suolo e clima, il progetto Thermomap ha sviluppato un servizio web open source accessibile a tutti. L´energia geotermica, tra cui sistemi geotermici orizzontali superficiali, è l´energia termica intrappolata appena sotto la superficie della Terra. I sistemi che usano le risorse geotermiche molto superficiali possono fornire soluzioni semplici ed efficaci per il riscaldamento sia delle abitazioni che delle aziende. Come conseguenza dei tempi rapidi di recupero dell´investimento e dell´installazione a basso impatto, il settore geotermico superficiale è diventato il settore della geotermia più diffuso in Europa. Nonostante questo tuttavia, c´è ancora una carenza di informazioni ampiamente accessibili relative alle innovazioni. Ed è qui che entra in gioco il progetto Thermomap. Esso armonizza e analizza le raccolte di dati già esistenti allo scopo di calcolare un valore per il potenziale geotermico e aiutare gli utenti a identificare aree vantaggiose per lo sfruttamento geotermico superficiale. Il Mapviewer di Thermomap è destinato a urbanisti, ingegneri, enti pubblici, scienziati e grande pubblico. Esso fornisce una panoramica (la European Outline Map) e anche informazioni più dettagliate e dati fruibili relativi alle condizioni geotermiche superficiali locali in siti test selezionati. La pianificazione della comunità e le autorità amministrative possono ad esempio testare il potenziale geotermico della loro intera unità amministrativa. Inoltre, è stato sviluppato un calcolatore che fornisce una stima più precisa al di fuori delle aree di test del progetto. Dopo aver selezionato il calcolatore, agli utenti vengono fornite alcune informazioni relative al calcolatore ed essi possono poi immettere un indirizzo. Posto che l´indirizzo sia valido, il visore delle mappe allargherà l´immagine sulla posizione; gli utenti possono quindi vedere le informazioni generiche e scaricare un rapporto sull´idoneità dell´area per un sistema geotermico molto superficiale. La nuova versione della mappa è interamente multilingue, e include tutte e otto le lingue dei partner del progetto. L´interfaccia del visore delle mappe, i rapporti e la funzione di calcolo sono stati tutti tradotti, e un crescente numero di documenti stanno venendo pubblicati online. Durante il progetto sono stati effettuati studi sul campo in quattordici aree test in nove diversi paesi partecipanti al progetto: Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Romania e Regno Unito. Nelle aree di prova sono stati forniti dati relativi al potenziale geotermico molto superficiale (Sgp) per tre livelli di profondità (0 - 10 m) su scale che vanno da 1:5 000 a 1:40 000. Al di fuori delle aree di prova, la European Outline Map (Eom) fornisce una prima stima del Sgp a una scala di 1:250 000. Per maggiori informazioni, visitare: Thermomap http://www.thermomap-project.eu/  
   
   
ILLUMINARE LA STRADA VERSO IL FUTURO  
 
Bruxelles, 4 settembre 2013 - La lampadina a incandescenza altamente inefficiente appartiene ormai al passato, è stata bandita dagli scaffali dei supermercati europei a favore di un´illuminazione più efficiente. Il divieto fa parte della strategia dell´Ue volta a ridurre il consumo energetico complessivo e diventare più rispettosi dell´ambiente. Ora vengono esaminati con attenzione anche altri tipi di illuminazione, come ad esempio le lampade alogene. Gran parte della ricerca attuale sulle alternative si è concentrata sull´elettroluminescenza organica, una soluzione per l´illuminazione che promette di superare in efficienza persino le lampade fluorescenti compatte (Cfl). Particolarmente interessanti sono i diodi organici a emissione di luce (Oled), in cui un sottile strato di composti organici emette luce in risposta a una corrente elettrica. Il progetto Fast2light ("High-throughput, large area and cost-effective Oled production technologies"), finanziato dall´Ue, mirava a descrivere in che modo potrebbe funzionare una nuova piattaforma tecnologica per la fabbricazione "roll-to-roll" (R2r) di fogli Oled per l´illuminazione. Gli Oled sono fonti di luce fredda e questo, assieme alla loro superiore efficienza energetica, li rende molto adatti come soluzione sostenibile per l´illuminazione. Il costo è un fattore importante in qualsiasi mercato. In questo caso, l´efficienza in termini di costi potrebbe essere ottenuta se gli Oled venissero prodotti su un foglio, usando il trattamento ad alta velocità R2r. Il campo di applicazione del progetto Fast2light, guidato da Tno Built Environment and Geosciences, comprendeva tutti gli strati che compongono un foglio Oled per l´illuminazione. I partner del progetto hanno iniziato scegliendo un substrato e introducendo poi metodi ad alto volume per il deposito e l´incisione per tutti i materiali necessari a fabbricare il foglio finale per l´illuminazione. Una volta fatto questo, è risultato chiaro quali fossero le architetture e i progetti del dispositivo più idonei per integrare questi nuovi metodi di deposito e incisione. Infine, sono state stabilite una serie di regole di progettazione, assieme a uno schema di processo finale, che ha portato alla costruzione di una linea di produzione pilota. Uno degli ostacoli più difficili da superare è stato lo sviluppo di uno strato sottile di protezione idoneo. I ricercatori affermano che per il futuro gli Oled promettono di essere delle fonti luminose flessibili, sottili, leggere ed efficienti dal punto di vista energetico. Fast2light, che ha ricevuto 10 milioni di euro in finanziamenti dall´Ue, ha dimostrato che gli Oled possono essere prodotti in modo efficiente ed economico. Questa ricerca apre la strada a una serie di nuovi tipi di illuminazione che potrebbero ridurre le bollette energetiche e aiutare a proteggere l´ambiente. I ricercatori hanno concluso il loro lavoro nel 2011. Per maggiori informazioni, visitare: Fast2light http://www.Fast2light.org/ Scheda informativa del progetto http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/86216_it.html Tno Built Environment and Geosciences http://www.tno.nl/  
   
   
CLEANSTART: “CORRENTE” AL FIANCO DELLE STARTUP L’INIZIATIVA GSE PATROCINATA DAL MISE RIVOLTA ALLE GIOVANI IMPRESE CLEANTECH ITALIANE  
 
Roma, 4 settembre 2013 – “Corrente”, il progetto realizzato dal Gestore Servizi Energetici – Gse con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, nato per promuovere, aggregare e supportare la filiera italiana della green economy, si potenzia. A tre anni dal suo avvio, Corrente si dedica alle startup del settore energetico (energie rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sostenibile) attraverso Cleanstart, l’iniziativa che prevede l’attivazione di servizi dedicati a queste nuove realtà imprenditoriali, con l’obiettivo di assisterne, valorizzarne e promuoverne lo sviluppo e dare loro visibilità. Aderendo a Corrente, le startup innovative del settore cleantech, iscritte all’apposita sezione speciale del Registro delle imprese come da Decreto “Crescita 2.0”, con il quale lo scorso anno il Governo ha adottato una normativa per lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa, potranno beneficiare dei servizi offerti dal progetto agli oltre 1.800 operatori già aderenti. Tra questi rientrano le attività di divulgazione delle opportunità offerte dal settore nel contesto nazionale e internazionale, gli incontri di approfondimento dei più interessanti mercati di investimento, gli eventi di formazione, gli incontri bilaterali con controparti estere, gli info-day di presentazione di opportunità di business, le iniziative fieristiche e la segnalazione di bandi o concorsi d’interesse. Tra i nuovi servizi previsti da Cleanstart su misura per le startup sono inclusi: Assistenza Iniziative di formazione finalizzate alla partecipazione ai bandi europei del settore energia; assistenza nell’attività di ricerca di partner tecnologici, finanziari e commerciali; affiancamento nello sviluppo del piano di comunicazione dell’azienda; servizi di scouting per l’individuazione di possibili mercati di sbocco. Valorizzazione Organizzazione di un seminario dedicato al mondo delle startup, alla presenza di investitori di venture capital. Promozione Realizzazione di una pubblicazione specifica sulle startup attive in ambito cleantech, in lingua italiana e inglese, che sarà distribuita durante le principali iniziative settoriali e fieristiche che vedranno la partecipazione del Gse e di Corrente. La pubblicazione sarà messa a disposizione degli Uffici all’estero dell’Agenzia Ice. Visibilità Per far conoscere i prodotti e le tecnologie sviluppate dalle startup, verrà a loro riservata una sezione all’interno della rubrica “Il Mondo di Corrente” nella rivista quadrimestrale del Gse “Elementi”. La Rivista raccoglie i contributi delle più importanti e competenti personalità che si occupano di energia e illustra progetti relativi allo sviluppo delle fonti rinnovabili. La versione cartacea è distribuita presso tutte le principali fiere e iniziative settoriali italiane ed è anche consultabile online sul sito del Gse. Per registrarsi a Corrente rivolgersi a: corrente.Startup@gse.it   Per diventare una startup: http://startup.Registroimprese.it/  
   
   
UE: CAPPELLACCI, EUROPA SOSTENGA INIZIATIVE LOCALI E REGIONALI PER EFFICIENZA ENERGETICA  
 
Cagliari, 4 settembre 2013 - "Per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 è fondamentale che l’Unione Europea dia il massimo sostegno alle numerose iniziative per l’efficienza energetica avviate e quelle da avviare a livello locale e regionale". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Ugo Cappellacci, intervenendo stamane all’incontro "Europa 2020" organizzato nel corso della riunione dell’Ufficio di Presidenza del Comitato delle Regioni. "Occorre un impegno deciso - ha osservato il presidente -, come evidenziato dal Comitato delle Regioni Ue nei diversi pareri espressi sul tema negli ultimi anni, al fine di rinforzare le condizioni di riferimento sia legislative sia finanziarie per gli investimenti della comunità locali nel campo delle energie sostenibili". Durante il suo intervento Cappellacci ha altresì fatto il punto sulle azioni portate avanti in Sardegna negli ultimi quattro anni: "Attraverso il programma Sardegna Co2.zero abbiamo dato organicità alle scelte politiche in materia, che vedono la nostra isola firmataria del Patto dei Sindaci, del Patto delle Isole e che trovano espressione anche nel Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile approvato dalla Giunta. Sono scelte – prosegue il presidente- che non sono destinate a rimanere sulla carta: il progetto Smart City, comuni in classe "A", ha visto l’adesione di numerosi Comuni, che ora hanno redatto il proprio Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. I progetti in essi contenuti saranno finanziati con i 35 milioni stanziati attraverso il fondo Jessica. A questi si aggiungono altri 4 per gli aspetti interenti alla governance del processo. Potremo così ridurre le emissioni, incrementare l’utilizzo di carburante "bio" nei trasporti, aumentare il livello di risparmio ed efficienza energetica nelle nostre comunità e raggiungere un "mix" più equilibrato delle fonti energetiche nell’isola". Il presidente si è soffermato successivamente su un altro progetto strategico per la Sardegna: "A poco tempo dalla firma dell’intesa, abbiamo realizzato il centro di ricerca e aperto subito i cantieri per la conversione degli stabilimenti di Porto Torres nel più grande polo d’Europa per la chimica verde. La nostra isola - evidenzia Cappellacci - si propone come modello sul piano internazionale ed ha avviato un vero e proprio processo di cambiamento "a misura d’uomo", che punta su un’idea di sviluppo sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della qualità della vita. Su azioni come queste – ha concluso il presidente- siamo convinti che debba convergere il sostegno di tutti gli attori istituzionali, dal piano locale a quello comunitario".  
   
   
LE ORIGINI DELLA PRODUZIONE E DELL´IMPIEGO DELL´ENERGIA ELETTRICA UN SEMINARIO INTERNAZIONALE AL MUSEO DELLA TECNICA ELETTRICA DI PAVIA  
 
Pavia, 4 settembre 2013 - Un seminario internazionale per approfondire la conoscenza delle origini della produzione e dell´uso dell´energia elettrica è proposto dal Centro di Ricerca che opera presso il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia. Nella terza decade dell´Ottocento l´osservazione di Michele Faraday che un magnete in movimento produce un impulso di elettricità stimolò la costruzione dei primi generatori elettromeccanici. Essi producevano potenza elettrica subito sfruttata per l´illuminazione con lampade ad arco. Esperti dei maggiori musei tecnologici d´Europa illustreranno questi temi anche attraverso dimostrazioni sperimentali. Il seminario si terrà presso il Museo della Tecnica Elettrica, via Ferrata 6, Pavia, venerdì 6 settembre 2013 a partire dalle 10.30.  
   
   
CASTEL DI CASIO (BO) INAUGURA STRUTTURE PER I CITTADINI CON LA VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE  
 
Bologna, 4 settembre 2013 - Nuove opere pubbliche per migliorare la vita dei cittadini e rafforzare il senso di comunità. Una giornata di “taglio di nastri” per il Comune di Castel di Casio, nell’Appennino bolognese. Sabato prossimo 7 settembre, a partire dalle ore 10,30 saranno inaugurati un giardino pubblico, la nuova scuola media e il nuovo centro civico. Alle inaugurazioni parteciperanno, tra gli altri, il sindaco Mauro Brunetti, la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera e la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti. Il giardino pubblico sarà intitolato ai Coniugi Muzzarelli, famiglia di Castel di Casio che ha donato spazi verdi pubblici al Comune proprio per realizzare giardini comunali. La nuova scuola, invece, è una struttura antisismica e realizzata seguendo le norme della bioedilizia e che ospiterà tre sezioni per un totale di 60 bambini. Di nuova realizzazione anche il Centro civico che potrà ospitare fino a 100 persone e che sarà un importante spazio per tutti i cittadini. “La Regione è al fianco di tutte quelle amministrazioni che, nonostante le difficoltà della crisi, non rinunciano a realizzare opere che da un lato offrono servizi ai cittadini e dall’altro danno un po’ di fiato all’economia e fanno lavorare aziende”, spiega Saliera che si dice certa che “tutta la comunità di Castel di Casio trarrà beneficio da queste importanti nuove realizzazioni”.  
   
   
MAI PIÙ SENZA FOGNA. LEGAMBIENTE PORTO CESAREO CONSEGNA A VENDOLA 2000 FIRME.  
 
Bari, 4 settembre 2013 - Oltre duemila firme per la petizione popolare “Mai più senza fogna”, promossa dal Circolo Legambiente di Porto Cesareo, sono state consegnate ieri pomeriggio, da un gruppo di volontari e dal segretario del circolo Luigi Aquaro, al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e al vicepresidente Angela Barbanente. Firme per la realizzazione della fognatura nera, del depuratore cittadino e del recapito finale per il comune di Porto Cesareo, infrastruttura fondamentale per garantire la salute della popolazione e la tutela dei delicati ecosistemi terrestri e marini. “L’impegno della Regione – ha detto Vendola - è di chiudere la partita di una buona depurazione e di un moderno sistema fognante. Ci sono problemi rilevanti legati alle caratteristiche del territorio pugliese. L’assenza di fiumi e di strumenti che consentono l’autodepurazione naturale rende molto problematica la scelta del recapito finale del refluo che quasi sempre dovrebbe essere il mare. Inoltre i nostri depuratori talvolta non hanno la capienza sufficiente a raccogliere il refluo, soprattutto quando il conferimento non avviene dalla popolazione naturale ma, nei periodi turistici, avviene da una popolazione che è decuplicata nei numeri”. Per quanto riguarda il caso specifico, Vendola ha detto che il problema è mettere d’accordo il comune di Porto Cesareo con il comune di Nardò. “Porto Cesareo – ha sottolineato Vendola - non può fare nulla perchè tutta la costa è sottoposta a vincolo ed è area marina protetta, per cui l’unica modalità per smaltire il proprio refluo è quella di collegarsi al depuratore di Nardò. Noi ascolteremo, lo avevamo già fatto in passato, le ragioni di Nardo ben consapevoli che occorre sciogliere il nodo”. “Non possiamo più avere nel 2013 - ha aggiunto il Presidente - comuni privi di un sistema fognante perchè non riescono ad agganciare il refluo ad un depurartore o ad un recapito”. Vendola ha poi annunciato che nelle prossime settimane la Regione Puglia investirà 255 milioni di euro per la messa a punto dei 187 depuratori, per dotarli delle migliori tecnologie e per farli accompagnare dalla linea di smaltimento dei fanghi”. “In questo modo – ha sottolineato Vendola - anche le situazioni come questa di Porto Cesareo o quella di Sava dovranno essere risolte”. “Occorre insomma voltare pagina – ha concluso Vendola - occorre guadagnare quella modernità che è fatta anche di solidarietà tra pubbliche amministrazioni, perchè se Porto Cesareo è inquinata, se dovesse avere una difficoltà sanitaria, sarebbe un problema non solo per Nardò ma anche per tutta la Puglia”. “L’ambiente non conosce confini amministrativi - ha sottolineato la Barbanente - e questo lo devono capire le amministrazion comunali che spesso invece agiscono con un’ottica miope da campanile. L’altro aspetto che vorrei sottolineare è questo: non c’è e non ci può essere contrasto tra tutela del paesaggio e soluzione del problema dei reflui. Quando questo problema viene rappresentato, viene rappresentato in modo strumentale. Oggi il paesaggio è l’ambiente di vita di tutti noi”.  
   
   
"CONGRESSO MONDIALE SUI MATERIALI AVANZATI",  
 
Smirne, 4 settembre 2013 - Dal 16 al 19 settembre 2013 si svolgerà a Smirne, in Turchia, il "Congresso mondiale sui materiali avanzati" (Amwc 2013). La tecnologia dei materiali è fondamentale per la competitività industriale, la sicurezza energetica, la sostenibilità e l´innovazione in tutti i settori, compresi quello sanitario e ambientale. Nuovi materiali con proprietà su misura sono necessari per compiere progressi radicali nella lavorazione dei materiali, per ottimizzare la produzione e l´ingegneria mediante progettazione basata sulla conoscenza, e per introdurre strumenti innovativi per prevedere e caratterizzare le prestazioni. L´obbiettivo di questo congresso è quello di fornire una piattaforma globale per ricercatori e ingegneri provenienti da mondo accademico e industriale per presentare i risultati e le attività della loro ricerca nel campo della scienza e dell´ingegneria dei materiali, con una particolare attenzione alla ricerca interdisciplinare sui materiali avanzati. La conferenza fornirà ai delegati opportunità di scambiarsi nuove idee ed esperienze. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.amwc2013.org/    
   
   
MILANO - L’IMPRENDITORE “TIPO” MILANESE? È MOHAMED  
 
Milano, 4 settembre 2013 - Per la prima volta a Milano è un nome straniero quello più diffuso tra le piccole imprese (ditte individuali). Mohamed è infatti il nome di titolare che appare con maggiore frequenza tra le imprese milanesi: quasi 1.600 imprese (3% del totale, +275 imprese in un anno), scalzando così Giuseppe (fermo a 1.383 imprese, -55) dalla testa della classifica dei nomi più “imprenditoriali” a Milano. Al terzo posto Marco (1.131 imprese), seguito dall’unico nome di donna presente tra i primi 15 (Maria: 1.095 imprese, -41 in un anno). Tra le imprenditrici di nome Maria, 102, circa una su 10 sono straniere. Tra i primi 15 nomi imprenditoriali, ecco per la prima volta anche Ahmed (615 imprese, +91). Tra i nomi che crescono maggiormente c’è anche Luca (+33 imprese), Andrea (+18) e tra le donne Silvia (+15) e Cristina (+11). Mentre, tra chi scende, ecco Roberto (-43 imprese), Antonio (-35), Anna (-20). Tra i cognomi italiani, al primo posto c’è anche quest’anno il sig. Rossi con 152 imprese, ma sono i Brambilla a registrare la crescita più forte, ritornando al sesto posto tra i cognomi imprenditoriali più diffusi (+7 posizioni nella classifica in un anno e +8 imprese). Bene anche i Russo (secondo cognome più diffuso, +3 imprese), mentre scendono i Colombo (-11 imprese). Sono questi i principali dati che emergono da un’elaborazione del Lab Mim della Camera di Commercio di Milano sul Registro imprese relativa alle ditte individuali nate nel corso del 2012 e ancora in attività a febbraio 2013. Sono 34.278 le imprese straniere a Milano (ovvero imprese con partecipazione di controllo e di proprietà detenuta in misura superiore al 50% da persone non nate in Italia), pari al 12% delle attive (+0,8% in un anno), più diffuse di quanto accada nella regione (9,9%) e nel resto del Paese (8,4%). Nel corso dell’ultimo anno sono cresciute del 7,4% (variazione percentuale dello stock), con saldo tra imprese iscritte e cessate pari a +2.523 unità (pari al 42% del totale). Rispetto alle imprese con titolare italiano durano in media anche di più (quasi 9 mesi in più), un dato che raddoppia tra i marocchini, egiziani ed ecuadoregni. A livello settoriale, operano prevalentemente nei servizi (37,5%, soprattutto ristorazione), un terzo lavora nel settore manifatturiero, seguono il commercio e le costruzioni. Complessivamente occupano quasi 74 mila addetti pari al 4% del totale di occupati a Milano.  
   
   
NASCE FINANZIARIA “FRIULI VENETO SVILUPPO SGR”. OGGI A VENEZIA LA FIRMA CON ZAIA E SERRACCHIANI.  
 
Venezia, 4 settembre 2013 - È stato presentato e firmato ieri, nella sede della Giunta Regionale del Veneto, alla presenza del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, l’accordo che avvia la co-partecipazione azionaria in Friulia Sgr delle due Finanziarie regionali, Friulia Spa e Veneto Sviluppo Spa. In virtù dell’accordo, la società Friulia Sgr, fino a oggi interamente posseduta da Friulia S.p.a, vede l’ingresso nel capitale sociale di Veneto Sviluppo Spa per il 51% delle quote. La nuova Sgr interregionale adotterà a breve la sigla sociale di Fvs Sgr (acronimo di Friuli Veneto Sviluppo Sgr), per esplicitare e rendere riconoscibile fin dal nome l’identità territoriale delle due Finanziarie e le loro accomunate specificità. Si tratta di un importante progetto di partnership a sostegno del tessuto imprenditoriale dei due territori, finalizzato all’aumento della massa critica di competenze e fondi disponibili dedicabili alle attuali e stringenti necessità delle Pmi, con l’ulteriore dichiarato obiettivo di attrarre anche capitali privati, in un momento congiunturale in cui molte piccole e medie imprese a Nord Est stanno soffrendo a dismisura la crisi congiunturale, con cali di fatturato e di margini operativi che hanno originato un sensibile aumento dell’esposizione bancaria e un degrado del merito creditizio. La nuova Sgr si porrà anche come punto di riferimento per investitori istituzionali e privati che vorranno condividere gli impegni nelle Pmi del territorio trovando, sia nella Sgr, sia nelle due società regionali, un canale privilegiato per l’individuazione delle aziende meritevoli e il successivo affiancamento nelle strategie di crescita. “Questa operazione – ha sottolineato Zaia – segna in qualche modo la storia delle nostre due Regioni, perché di fatto cancelliamo i confini e uniamo le forze per sostenere gli imprenditori del Nordest nella lotta alla crisi. Creiamo una leva da oltre un miliardo di euro, concretizzando il sogno di realizzare una vera e proficua economia di scala con un approccio assolutamente innovativo e puntiamo a sostituirci a quel socio occulto delle nostre imprese che sono le banche. Rinunciamo ognuno ad un po’ di autonomia e a molte poltrone per mettere le nostre forze unite a disposizione delle nostre imprese”. “Mentre s’intravvedono finalmente segnali d’inversione del ciclo recessivo della nostra economia – ha sottolineato la Serracchiani – occorre più che mai concentrare inventiva e risorse sul nostro tessuto produttivo. Con questa operazione, il Friuli Venezia Giulia porta in dote competenze ed esperienze particolarmente utili alle strategie dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, maturata grazie a un’assidua pratica di collaborazione tra il sistema delle imprese e la propria straordinaria rete di istituti di ricerca”.  
   
   
FVS SGR, GOVERNANCE EQUILIBRATA E CONDIVISA  
 
Venezia, 4 settembre 2013 - Per la gestione della nuova società interregionale Fvs Sgr (Friuli Veneto Sviluppo Sgr) sarà definita una governance equilibrata e condivisa, attraverso la nomina di un Consiglio di Amministrazione snello di soli cinque componenti, di cui quattro parimenti distribuiti tra Veneto Sviluppo S.p.a. E Friulia S.p.a., ed un quinto membro indicato a rotazione dalle finanziarie, che ricoprirà la carica di presidente. La sede legale sarà a Trieste, una sede operativa sarà in Veneto. Lo hanno spiegato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e della Regione Veneto Luca Zaia in occasione della firma ieri a Venezia dell´accordo di partnership tra Friulia S.p.a. E Veneto Sviluppo S.p.a.. In questo modo verranno trasferite nella Sgr le competenze e professionalità già presenti nelle strutture delle due realtà aziendali per gestire da subito più fondi di investimento e proseguire l´attuale attività di equity delle due finanziarie regionali. I contenuti dell´intesa verranno ora portati all´attenzione della Banca d´Italia, per l´assenso all´operazione. Il piano industriale prevede di gestire a regime masse finanziare fino a 130-150 milioni di euro, per offrire risposte a tutte le esigenze delle Pmi delle due regioni, sia nella fase di start-up quanto in quella di espansione. La neonata Sgr si porrà anche come punto di riferimento per investitori istituzionali e privati che vorranno condividere gli impegni nelle Pmi del territorio trovando, sia nella Sgr, sia nelle due società regionali, un canale privilegiato per l´individuazione delle aziende meritevoli e il successivo affiancamento nelle strategie di crescita. In questa particolare fase economica e sociale in cui molte piccole e medie imprese a Nord-est stanno soffrendo a dismisura la crisi congiunturale, con cali di fatturato e di margini operativi che hanno originato un sensibile aumento dell´esposizione bancaria e un degrado del merito creditizio, si tratta quindi di far diventare le piccole imprese un po´ meno piccole, mediante una corretta capitalizzazione.  
   
   
TOSCANA, CENTRO RICERCA E IMPRESA AL VIA. ROSSI: “RACCOGLIAMO LA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ”  
 
Firenze, 4 settembre 2013 – “L’unica strada per uscire dal tunnel della recessione e avviare una nuova stagione di sviluppo è quella di concentrare energie e risorse sul terreno dell’innovazione”. Il presidente della Regione Enrico Rossi non ha dubbi. Di fronte al bivio se accogliere la sfida della competitività o adagiarsi sugli allori di un benessere acquisito ma non per sempre, la Toscana deve scegliere, con decisione, di “accettare la sfida e ritrovare la voglia di primeggiare”. E’ anche questo il senso del sostegno della Regione al Centro ricerca e impresa del Cnr che, per la prima volta, mette in linea le molteplici strutture e vocazioni del prestigioso ente di ricerca mettendole al servizio delle imprese toscane. Il centro, inaugurato ieri a Sesto Fiorentino è stato cofinanziato dalla Regione con 700 mila euro, su un investimento complessivo di oltre 1 milione. Presenti, oltre al presidente Rossi e all’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, anche il presidente del Cnr Luigi Nicolais, il presidente della Provincia Andrea Barducci, la senatrice Rosa Maria De Giorgi. Il centro sarà una sorta di “sportello”, in grado di aiutare, mettendo a disposizione servizi, laboratori, conoscenze, le imprese a innovarsi. “L’obiettivo della nuova struttura – ha sottolineato Rossi – è quello favorire il trasferimento tecnologico e l’estensione dei risultati della ricerca al mondo produttivo. E’ un processo che la Regione sostiene con forza e che non dovrà limitarsi ai settori avanzati della nostra economia ma investire anche i più tradizionali. E’ un processo che dovrà essere perseguito con determinazione e con il coraggio di essere selettivi, in modo da privilegiare nelle scelte e nei finanziamenti solo i progetti realmente innovativi e di qualità”. Su questa strada si potrà procedere, secondo Rossi, solo dopo aver superato principali ostacoli che ancora oggi frenano il trasferimento tecnologico e la competitività. Prima di tutto, ha ricordato il presidente, va sciolto il nodo delle infrastrutture: “La ricerca può crescere solo in un contesto internazionale, ha bisogno di una rete allargata, deve poter viaggiare in tempi rapidi. Ecco perchè, nell’area fiorentina, serve rafforzare l’aeroporto, così come serve un collegamento, come quello offerto dalla tranvia, in grado di integrare i luoghi della ricerca e il centro urbano”. In secondo luogo, ha spiegato, puntare sulla competitività significa valorizzare un patrimonio di conoscenze e competenze vasto e radicato che da un lato non riesce ancora a tradursi in termini di innovazione e, dall’altro, le imprese non hanno sempre la capacità di intercettare. Il terzo divario da colmare riguarda la formazione, che dovrà sempre di più mettere i giovani a contatto con il mondo del lavoro. “Non è possibile arrivare a trent’anni senza aver mai messo piede in un posto di lavoro , senza aver sperimentato la proprie competenze. E’ anche per questo che in Toscana, con Giovanisì, cerchiamo di aiutare i giovani a riempire questo vuoto con stage e tirocini o finanziando le borse di studio per la formazione all’estero. La Toscana ha fatto e continuerà a fare la sua parte, anche grazie al prossimo periodo di fondi europei 2014-20, che siamo pronti ad anticipare per fare fronte ai ritardi della Ue, senza lasciare scoperto il prossimo anno”.  
   
   
MONZA E BRIANZA - GRAN PREMIO 2013, INDOTTO DI 31,5 MILIONI DI EURO  
 
Monza, 4 settembre 2013 - Sempre più voglia di Formula Uno a Monza. Non solo per l’evento sportivo ma anche per l’indotto economico che coinvolge le attività del territorio. L’edizione 2013 del Gran Premio d’Italia genera, in una sola settimana, un indotto turistico “diretto” di 31,5 milioni di Euro, in aumento di circa il 2,5% rispetto allo scorso anno. La parte del leone la fanno il sistema della ricettività alberghiera ed extralberghiera, con 10,4 milioni di Euro, e lo shopping con 10,2 milioni di Euro. Il Gp porta poi benefici anche al settore della ristorazione per 8,4 milioni di Euro e al comparto della mobilità che, fra trasporti e parcheggi, guadagnerà circa 2,4 milioni di Euro. E il Gp è un affare non solo per Monza e Brianza, ma anche per tutto il territorio limitrofo: l’edizione 2013 porta più di 16 milioni di Euro nelle casse di albergatori, ristoratori e commercianti brianzoli, ma genera indotto turistico anche nell’area milanese per oltre 9,6 milioni di Euro, nelle località lacustri e di villeggiatura di Como e di Lecco con un indotto turistico rispettivamente di 3,4 milioni di Euro e di circa 1 milione di Euro. E’quanto emerge da una stima dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Istat, Censis, Isnart, Autodromo Nazionale Monza. Il brand “Gran Premio d’Italia” è stato stimato dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza in 3,8 miliardi di Euro, sulla base di un insieme di parametri: conoscenza e attrattività della manifestazione a livello nazionale ed internazionale, flussi turistici generali e legati all’evento, competitività economica del territorio (imprese, indice di apertura commerciale, Pil), a partire da “Anholt Brand Index”, dati Autodromo Nazionale Monza, Registro Imprese, Istituto Tagliacarne. “Il Gran Premio e lo storico circuito di Monza sono in grado di catalizzare l’attenzione internazionale e di proiettare Monza e la Lombardia fuori dai nostri confini - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - Un ruolo che può rivelarsi ancor più strategico oggi, in un momento di seconda globalizzazione e in vista di Expo 2015, quando la qualità e l’attrattività di un territorio si esprimono soprattutto attraverso i grandi elementi di riconoscibilità internazionale, capaci di funzionare da preziosi alleati anche nel marketing delle nostre produzioni all’estero.” L’appassionato di motori che segue il Gran Premio di Monza direttamente dagli spalti dello storico circuito è soprattutto uomo (79,3% sul totale del pubblico partecipante), giovane (il 33,7% ha tra i 21 e i 30 anni e il 27,3% tra i 31 e i 40 anni).  
   
   
BASSA PADOVANA. ZAIA SCRIVE A LETTA PER CRISI OCCUPAZIONALE DEI CEMENTIFICI  
 
Venezia, 4 settembre 2013 - Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, per sollecitare un suo diretto intervento in merito alla grave crisi occupazionale che si sta abbattendo sul territorio della Bassa Padovana, correlata alla crisi dell´edilizia in generale e della produzione del cemento. La sollecitazione è stata inviata per conoscenza anche i ministri dello sviluppo economico Flavio Zanonato, del lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini e dell’ambiente Andrea Orlando. Nell´area sono localizzati tre cementifici (Italcementi a Monselice e Cementizillo ad Este e a Monselice) e tra lavoratori diretti e quelli dell´indotto circa 900 persone sono stabilmente occupate. Attualmente – ricorda Zaia - il 99% dei lavoratori della Cementizillo di Este è in cassa integrazione. Nell´italcementi di Monselice il 67% dei lavoratori è in cassintegrazione, con la programmazione della chiusura dello stabilimento al 31/12/2013. Il cementificio di Monselice avrebbe dovuto restare in attività, in maniera ridotta, fino al 2015 valutando successivamente, in base alla situazione economica, l´opportunità di investire 160 milioni di euro sul revamping o la chiusura dello stabilimento. Nei primi giorni di agosto, l´Italcementi ha invece comunicato alle organizzazioni sindacali l´intenzione di chiudere lo stabilimento monselicense per gennaio 2014 anticipando di un anno quanto previsto dal Piano industriale, anche a causa di ritardi dovuti ad un´azione di disturbo effettuata da pochi comitati ambientalisti. “La situazione occupazionale, già critica nella Bassa Padovana - scrive Zaia a Letta - verrebbe ancor più aggravata da questa ennesima chiusura. La gravità della situazione richiede una legge speciale/straordinaria che, al fine di ridurre la perdita di posti di lavoro, possa consentire la continuazione dell´attività dei tre cementifici, per l´ltalcementi almeno fino al 2015 (anche se con la sola attività di macinazione) come previsto dal piano industriale; per la Cementizillo secondo la programmazione in atto”. Inoltre, per quanto riguarda l´Italcementi, l’opportunità nell’arco del 2014 di investire sul progetto revamping o, in alternativa, di pianificare la dismissione dell´attività prevedendo l´occupazione degli attuali lavoratori nelle opere di bonifica e riconversione del sito. Zaia richiede quindi l’interessamento di Letta per una valutazione urgente della situazione nell´ambito del Consiglio dei Ministri.  
   
   
VCO - IN CRESCITA E-COMMERCE E TELEFONIA  
 
Verbania, 4 settembre 2013 - Nel territorio di Verbano Cusio Ossola (Vco) più di un quarto del sistema produttivo locale è formato da imprese del settore “commercio”, che conta poco meno di 4.400 insediamenti (imprese e unità locali) operativi al 30 giugno 2013. Sul totale degli insediamenti commerciali quasi il 64% sono esercizi di commercio al dettaglio e poco meno di 2.500 sono ditte individuali. Dalla fine del 2011 ad oggi si registra una costante flessione nel numero di insediamenti di commercio al dettaglio (-50 unità in valore assoluto). In lieve crescita il comparto alimentare, bene la telefonia ed il commercio in internet (+27 insediamenti rispetto ai primi sei mesi 2009). Criticità si registrano nel comparto tessile, abbigliamento e ferramenta. È quanto emerge dall’analisi della dinamica degli insediamenti e delle imprese commerciali realizzato dalla Cdc del Vco, sulla base di dati Infocamere, la società consortile degli enti camerali. In flessione le imprese operanti nel comparto commerciale: -0,9% il dato provinciale, in linea con quello regionale (-0,5%). Tenuta a livello nazionale dove il numero delle imprese è sostanzialmente uguale allo stesso periodo dello scorso anno (+0,2%). Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, nella provincia si registrano dinamiche negative (-1,4%) più marcate rispetto alla media regionale (-0,9%) e nazionale (+0,3%). Da notare come lo scorso anno il Vco registrava dinamiche migliori rispetto alla media regionale, seppur lievemente negative (-0,1% Vco, -1,1% regionale), segnale di un acutizzarsi delle criticità relative al comparto commerciale, soprattutto legato alle piccole attività individuali. Andamento del commercio al dettaglio - In valore assoluto sono 2.793 gli insediamenti nel settore del commercio al dettaglio registrati in provincia: oltre il 16% del totale, dato superiore alla media regionale (circa 14 imprese su 100). Sul territorio provinciale quindi hanno minore peso il commercio all’ingrosso e la manutenzione e riparazione di autoveicoli che compongono la restante parte del comparto commercio. Ciò è d’altra parte comprensibile tenuto conto della vocazione turistica del territorio. Tra il I° semestre 2013 e lo stesso periodo del 2012 si registra nel Vco una flessione dello stock delle imprese nel settore del commercio al dettaglio (-1,4%), performance più critica rispetto all’andamento regionale (-0,9%). Segno più a livello nazionale (+0,3%). A livello locale dalla fine del 2011 ad oggi si registra una costante flessione nel numero di insediamenti di commercio ad dettaglio (-50 unità in valore assoluto). Abbigliamento - Nella categoria del codice Ateco 2007 “altri prodotti di esercizi specializzati”, che pesa per oltre il 33% del totale del commercio al dettaglio, rientrano tra gli altri il commercio di calzature, medicinali, cosmetici, piante e di abbigliamento. Si registra un calo di 26 imprese rispetto allo scorso anno (da 960 unità a giugno 2012 a 934 nello stesso periodo 2013) e di 33 imprese rispetto al primo semestre 2009. Il 40% è dato dal commercio di abbigliamento (373 imprese in v.A.), dato inferiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno (-14 imprese in v.A.). Prodotti alimentari - In lieve aumento nell’ultimo anno le attività del comparto alimentare che rappresentano circa il 10,5% del totale del commercio al dettaglio e che passano dalle 288 attività a giugno 2012 a 293 nello stesso periodo 2013 (+5 unità in v.A.). Si tratta di panetterie (pane torte e dolciumi) che contano 52 unità (+3 insediamento rispetto a giugno 2012, +9 rispetto allo stesso periodo del 2009) e attività di vendita bevande (+6 imprese nell’ultimo anno). Stabili sul territorio provinciale il numero di esercizi di generi di monopolio e tabaccherie (92 unità al 30 giugno del 2013). In lieve flessione le macellerie (61 imprese in v.A. Nel primo semestre 2013, -2 unità rispetto allo stesso periodo 2012), ed il commercio al dettaglio di frutta e verdura (in totale 22 imprese in v.A.). Supermercati e grandi magazzini - Nella categoria “esercizi non specializzati” rientrano le attività di commercio al dettaglio con prevalenza di prodotti alimentari (minimercati, supermercati, ipermercati, discount) e non alimentari (grandi magazzini), pari a poco meno del 15% del totale commercio al dettaglio. Si tratta di 413 imprese (4 in meno rispetto a giugno 2012). Apparecchiature informatiche e telecomunicazioni - Raddoppiate in tre anni gli insediamenti che vendono telefonia e apparecchi per le comunicazioni. Sul totale degli insediamenti di commercio al dettaglio, questa categoria occupa meno del 2%, ma registra costanti aumenti del numero di attività (da 13 unità nel 2013 a 26 nei primi sei mesi del 2013). Commercio ambulante e via internet - Il 13% delle imprese del commercio al dettaglio svolge l’attività come ambulante (373 in v.A.), in linea con il dato registrato nel 2012 ed in aumento rispetto al 2009 (+21 unità in v.A.). In sviluppo anche l’attività via internet che nel 2009 pesava per il 2,9% del totale delle imprese di commercio al dettaglio) e si contavano, in valore assoluto, poco più di 80 imprese. In quattro anni, sono 32 le imprese in più registrate nel Vco (pari a 115 in v.A.).  
   
   
SCOPELLITI COMMENTA LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA REGGIO CALABRIA  
 
Catanzaro, 4 settembre 2013 - “Le dichiarazioni del Presidente della sezione reggina di Confindustria Andrea Cuzzocrea, apparse sulla stampa, mi hanno indotto ad una riflessione”. Lo dichiara il Presidente Giuseppe Scopelliti. “Appare piuttosto singolare che il più alto rappresentante dell´imprenditoria reggina non conosca l´impegno e l´attività profusi, in tutti i settori, sul territorio cittadino. L´occasione mi è dunque propizia per esporre nel dettaglio gli interventi economici a favore di Reggio. La Regione si è resa parte diligente ed ha predisposto ingenti somme, tali da poter affermare che si sia dinnanzi ad una sorta di “nuovo Decreto Reggio” : vere e proprie opportunità per le imprese che, in questo periodo di difficoltà, possono guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Si tratta di opere ed interventi che contribuiranno a ridisegnare il volto del nostro territorio. In materia di grandi opere, infrastrutture e viabilità, la Regione ha programmato significativi finanziamenti. Tra i più importanti vorrei segnalare quelli che riguardano: la riconfigurazione della rete ferroviaria cittadina (a breve verranno presentati gli studi di fattibilità effettuati da Rfi) che consentirà l´interramento di ulteriori 700 mt di linea ferrata, dal circolo velico fino alla stazione centrale, realizzando così un´unica “grande passeggiata”; il piano della mobilità urbana (124 milioni di euro) per il quale la Regione , nel dicembre 2012, ha erogato un´anticipazione di 8 milioni per l´avvio dei primi bandi; il completamento dell´arteria Gallico-gambarie (65 milioni di euro destinati alla Provincia che sta avviando le procedure di gara); il rifacimento delle strade cittadine con interventi anche a carattere straordinario (900 mila euro); l´impegno di oltre 2 milioni per attrarre nuove compagnie aeree all´aeroporto Tito Minniti ed ulteriori 5 milioni per proseguire nel progetto; il finanziamento per i lavori della diga sul Menta, la più nota incompiuta della storia calabrese, con un primo impegno di 13 milioni seguito da una seconda tranche di 12 milioni ,stanziati con delibera Cipe del 3 agosto 2013, per il completamento dei lavori. Abbiamo impegnato ben 5 milioni di euro di fondi straordinari per il completamento del Museo della Magna Graecia senza i quali la sua riapertura sarebbe ancora un’utopia. Per gli interventi a beneficio di piazza Italia, piazza Castello e per le Mura Greche sono stati stanziati 1 milione 250 mila euro, e 900 mila euro sono stati già erogati per il completamento dell’Arena Lido. All´università Mediterranea sono stati destinati circa 16 milioni di euro per la realizzazione di vari progetti; per la messa in sicurezza ed il miglioramento della qualità ambientale di 13 plessi scolastici del comune di Reggio, nello specifico, l’istituto comprensivo di Archi, il Bolani-de Amicis, il Carducci-da Feltre, il circolo didattico di Gallico, i circoli didattici Lombardo-radice, Falcomatà e Padre Catanoso, il Galluppi, il Telesio, la scuola media Gebbione- Bevacqua, l´ Ibico-vitrioli, ed il Don Bosco sono previsti 5 milioni”. “Sui Pisu – aggiunge Scopelliti - il comune di Reggio Calabria gode di una dotazione complessiva di oltre 50 milioni di euro. Gli interventi finanziati attraverso i Programmi Integrati di Sviluppo Urbano spaziano dal completamento del Waterfront (attraverso l’acquisizione, riqualificazione ed adeguamento funzionale delle aree pertinenti al demanio statale ed al patrimonio delle ferrovie), con un impegno di 14 milioni e 600 mila euro, al completamento e la riqualificazione di piazza Duomo per oltre 1,2 milioni di euro, passando attraverso la realizzazione di un circuito di piste ciclabili per 1 milione e 500 mila euro. Significativo sul fronte della valorizzazione turistica della città il finanziamento per la riqualificazione urbana dell’area lido comunale, con 2 milioni e 700 mila euro, e la riqualificazione del lungomare di Gallico, con un intervento di 1 milione e 600 mila euro. Particolare rilievo assume la riqualificazione della zona commerciale dell’area di via Filippini che prevede anche il contestuale recupero della struttura del mercato comunale da adibire ad Urban Center, per un impegno complessivo di 2 milioni e 200 mila euro. Grazie ai finanziamenti Pisu si sta procedendo inoltre alla realizzazione del nuovo corso Garibaldi, impegnando quasi sei milioni di euro, alla creazione della cittadella della cultura, previo completamento della riqualificazione del Monastero della Visitazione, per un importo pari a 4 milioni e 200 mila euro su una spesa complessiva che si aggira intorno ai 9 milioni; e poi ancora, la creazione del distretto culturale e relativa programmazione e organizzazione di eventi di rilevanza nazionale ed internazionale (1 milione e 600 mila euro) ed il progetto Nastri verdi (1 milione e 200 mila euro). Già 22 milioni di euro sono stati versati nelle casse comunali ed ora l’ente ha l´obbligo di ultimare i bandi ed avviare gli interventi. Nell’ambito del percorso di riorganizzazione del settore sanitario, l’amministrazione regionale da me guidata ha investito oltre 52 milioni di euro per l’azienda ospedaliera “Bianchi-melacrino-morelli”. Quanto al settore pesca la Regione ha previsto a favore di Reggio Calabria interventi significativi con un investimento che ammonta a 1 milione 200mila per la riqualificazione del mercato ittico, prossimo ad essere inaugurato. La Giunta regionale ha affrontato con particolare efficacia anche le tante emergenze e le criticità connesse all’ambiente ed alla tutela del territorio: nello specifico, per citare solo alcuni dei tanti interventi, sono state finanziate le bonifiche della discarica di Malderiti (1 milione e 600 mila) di Pietrastorta (oltre 8 milioni) e di Pentimele - Torrente Torbido (3 milioni 285 mila), mentre 35 milioni (si è già allo studio di fattibilità ed è stata firmata la convenzione) sono stati impegnati per il completamento e l’ottimizzazione dello schema depurativo reggino che prevede la delocalizzazione dei depuratori di Gallico e Ravagnese. Ulteriori 3,5 milioni sono stati destinati al rifacimento della rete fognaria e degli impianti di sollevamento del centro città di cui è stato già erogato più di 1 milione come anticipazione del finanziamento. Per quanto riguarda i centri di aggregazione giovanile, il dipartimento turismo della Regione, ha stanziato ben 2 milioni per 6 progetti che ricadono nel comune di Reggio. La Regione ha inoltre stanziato 12,5 milioni di euro per l’Aterp di Reggio Calabria. Si tratta di fondi destinati alla ricognizione e successiva regolarizzazione del patrimonio edilizio pubblico, in particolare per i circa 8.000 edifici in città sui complessivi 15.000 della provincia. E´ importante precisare che i suddetti finanziamenti sono relativi soltanto alle opere infrastrutturali; ad essi vanno aggiunti quelli a sostegno dei servizi che ammontano a decine e decine di milioni di euro. E che dire dei 2,4 miloni di euro previsti per il ripascimento delle coste di Bocale. Alla fine di ottobre scadranno i termini di presentazione delle offerte. La città di Reggio, è bene ricordare, che rientra tra le 7 città calabresi inserite nelle Zone Franche Urbane, destinatarie di 56 milioni di euro. Le imprese ricadenti infatti beneficeranno di varie agevolazioni: esenzione dalle imposte sui redditi, dall’imposta regionale sulle attività produttive e dall’imposta municipale propria per i soli immobili siti nella Zfu ed esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente”. “A mio giudizio – conclude il Presidente della Regione – operando un immane sforzo di memoria e tentando di andare indietro nel tempo anche di un trentennio, non si troveranno impresse in atti tante risorse economiche destinate alla città di Reggio Calabria da parte dell´ente Regione. Questi finanziamenti, se utilizzati in tempi utili, potranno certamente dare respiro all’economia cittadina e restituire speranza alla comunità. In passato l’unico provvedimento di tale portata è stato il rifinanziamento del Decreto Reggio, da me richiesto in qualità di sindaco del tempo e benevolmente accolto dal Governo Berlusconi. Lo stesso Presidente di Confindustria Reggio, già a capo del settore edile, ed alcuni altri “scettici” sulla capacità ed incisività della politica , non potranno non convenire che forse qualcosa, dopo tanto e tanto tempo, si sta muovendo. La Regione ha fatto la sua parte, spetta adesso agli enti attuatori il delicato compito di realizzare le opere”.  
   
   
ITTIERRE, MINISTERO E REGIONE MOLISE DETTANO I TEMPI ALL’AZIENDA: ORA RISPOSTE CONCRETE SU NUOVI SOCI  
 
Campobasso, 4 settembre 2013 - L´azienda Ittierre di Pettoranello del Molise in contatto con possibili nuovi soci pronti ad affiancarla e ad apportare nuove finanze al polo della moda molisana. Di fronte alle ultime novità comunicate ieri dalla proprietà, il Ministero dello sviluppo economico e la Regione Molise hanno concordato una nuova riunione, chiedendo all´imprenditore Antonio Bianchi riscontri effettivi a stretto giro di posta. Ministero e Regione dettano i tempi: entro quindici giorni la proprietà dovrà illustrare concrete prospettive aziendali legate all´eventuale nuovo assetto societario. Si è concluso con un aggiornamento al prossimo 18 settembre l´incontro convocato oggi a Roma dal responsabile dell´ufficio vertenze del Mise, Giampiero Castano. Al tavolo con il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e gli assessori regionali, Michele Petraroia e Massimiliano Scarabeo, hanno preso parte i commissari della gestione ministeriale, Stanislao Chimenti e Andrea Ciccoli, una delegazione di lavoratori e fornitori, i rappresentanti sindacali. Presenti ancora i parlamentari del Pd, Roberto Ruta e Danilo Leva, il sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, e il presidente della Provincia, Luigi Mazzuto. In un clima di generale sfiducia nei confronti dell´imprenditore lombardo per le scelte finora operate nella gestione dell´azienda tessile molisana, il governatore Frattura ha voluto ribadire la vicinanza e l´impegno delle istituzioni regionali, "vicinanza e impegno comunque vincolati - ha sottolineato il presidente -, a piani che mantengano i livelli occupazionali e non si concentrino sulla sola commercializzazione. La Regione Molise è e resta al fianco dei lavoratori e dei fornitori". Per il nuovo investitore, assicurato da Bianchi, non è escluso l´avvio delle procedure concorsuali. I nuovi soci potrebbero fare ricorso al concordato preventivo in continuità. Prima di questo, tuttavia, si valuterà il prossimo 18 settembre la concretezza delle rassicurazioni fornite oggi da Bianchi, anche e soprattutto alla luce delle prossime e importanti scadenze. A fine di ottobre dovrà essere liquidata la seconda rata di 4 milioni di euro del credito che vanta la gestione commissariale nei confronti dell´azienda e di cui la Regione Molise è garante. "Di fronte a queste incombenze - hanno concluso Castano e Frattura -, ci aspettiamo da Bianchi un riscontro in tempo reale delle nuove prospettive avanzate, fermo restando la priorità che noi vogliamo garantita per i lavoratori e fornitori di Ittierre".  
   
   
LAVORO: AGENZIA REGIONALE SARDEGNA PUBBLICA IL PERIODICO "CONGIUNTURA LAVORO SARDEGNA"  
 
  Cagliari, 4 settembre 2013 - L´agenzia regionale per il lavoro pubblica ha pubblicato "Congiuntura Lavoro Sardegna", il periodico di analisi dei dati sull´occupazione che elabora, da un lato, quelli assoluti del Sil (il sistema informativo del lavoro della Regione) e, dall’altro, quelli statistici forniti dall´Istat. Nel periodo di riferimento, vale a dire il secondo trimestre del 2013, Congiuntura Lavoro Sardegna registra nell’isola un saldo positivo fra ingressi ed uscite dal mercato del lavoro di circa 27mila unità. In questo sistema telematico e informatizzato - giova ricordarlo - sono presenti tutti i contratti stipulati in Sardegna fra un datore di lavoro e il dipendente; rimane escluso dalla banca dati Sil il lavoro autonomo, che pertanto non viene conteggiato. Sempre nello stesso lasso di tempo - precisa Congiuntura Lavoro Sardegna - l´Istituto Nazionale di Statistica rileva invece una stabilità del numero di occupati, considerando soltanto quelli "alle dipendenze", universo in un certo qual modo confrontabile con quello Sil: 411mila erano quelli stimati nel primo trimestre e 411mila sono quelli rilevati nel secondo trimestre. Queste discrepanze fra le due fonti sono da ricondurre fondamentalmente alla diversa metodologia utilizzata. L’istat, infatti, conduce un’indagine campionaria che intercetta e misura il cosiddetto "stock di occupati", vale a dire l’ammontare complessivo di coloro che, nel periodo di riferimento dell’indagine, dichiarano di essere occupati; il Sil, invece, si basa sull’analisi dei flussi occupazionali, misurando realmente in un dato momento gli ingressi e le uscite dal mercato dei cittadini che transitano nel sistema. La tecnica adottata dall’Istat è, per sua natura, più suscettibile di errori statistici, del tutto fisiologici nelle indagini campionarie; in questo caso, per stime nell’ordine delle 400-500mila unità, il margine è del 2%. Questo errore - spiega il periodico - si traduce in circa 10mila unità. Pertanto, scostamenti anche di una certa importanza, in più o in meno rispetto al valore stimato, sono legati appunto all´errore "fisiologico". Differenza sottolineata dal direttore dell´Agenzia regionale per il lavoro, Stefano Tunis, che cita altri due esempi concreti: "Le discrepanze numeriche sono evidenti nei comparti manifatturiero e in quello di alberghi e ristoranti. Infatti, stando a quanto fotografato dall’Istat, nel secondo trimestre dell’anno, nel settore manifatturiero l’occupazione “alle dipendenze" sarebbe cresciuta di 14mila unità e addirittura diminuita di mille in quello degli alberghi e ristoranti. Variazioni che sono, apparentemente, del tutto inspiegabili. L’industria resta il comparto a maggior sofferenza della Sardegna e, coerentemente con questa rilevazione, si registra un numero di percettori di ammortizzatori sociali in deroga fra i più alti d’Italia; dall´altro, il periodo considerato ai fini statistici (aprile-maggio-giugno) anche per alberghi e ristoranti è proprio quello in cui si concentrano le maggiori assunzioni, legate alla stagione turistica. Proprio in riferimento a quest’ultimo settore - conclude Tunis - il Sil registra un saldo attivo di ben 17.227 unità lavorative, in linea con le 17.757 censite l’anno scorso".  
   
   
CUNEO - PREZZI IN AUMENTO NEL II TRIMESTRE 2013  
 
Cuneo, 4 settembre 2013 - I prezzi medi rilevati nel 2° trimestre 2013, rapportati allo stesso periodo del 2012 evidenziano una variazione su base annua con valori in aumento per la maggioranza dei prodotti esaminati. Nel settore cerealicolo il rialzo più significativo è stato registrato dal granoturco nazionale che nel periodo aprile/giugno 2013 è salito di oltre 36 euro alla tonnellata, seguito dall´orzo nazionale cresciuto di 29 euro alla tonnellata. Opposta tendenza il prezzo della paglia di grano che ha perso, in media, 20 euro alla tonnellata. A livello mondiale è previsto un aumento della produzione cerealicola, sia per il frumento che per il granoturco. La crescita dei livelli produttivi dovrebbe coinvolgere grandi aree mondiali, quali gli Usa, il Sud America, il Brasile e l´Argentina. Questi scenari potrebbero verosimilmente incidere sulle quotazioni, in particolare sul prezzo del frumento ormai prossimo alla raccolta. In questo trimestre, nel comparto frutticolo, terminate le campagne commerciali delle mele e dei kiwi, sono state prese in considerazione le quotazioni delle fragole con le varietà tipiche rilevate sul territorio provinciale. Entrambe le varietà di fragole hanno segnalato prezzi in diminuzione rispetto all´analogo trimestre del 2012, con oscillazioni fra i 19 centesimi in meno al kg. Per le fragole del Roero e 1 centesimo in meno al kg. Per le fragole del Cuneese. In calo pure il prezzo della nocciola Piemonte Igp che in un anno ha perso 50 centesimi al kg. Le quotazioni della nocciola Piemonte Igp mostrano una produzione inferiore rispetto alla scorsa annata e, nonostante l´ottima qualità, scontano la forte concorrenza a livello internazionale con il prodotto turco e i notevoli volumi immessi sul mercato che inevitabilmente ne condizionano l´andamento. Nel comparto avicunicolo, si è confermata la discreta tenuta dei conigli da macello di peso medio cresciuti di 4 centesimi al kg. E va menzionata la buona performance dei prezzi dei polli leggeri che sono saliti di ben 17 centesimi al kg. Nonostante gli aumenti che hanno caratterizzato il trimestre esaminato, occorre tenere in considerazione, per i prossimi mesi, un calo significativo delle quotazioni, in quanto il settore cunicolo è penalizzato da un andamento altalenante che prevede, soprattutto nel periodo estivo, una contrazione considerevole delle quotazioni a fronte di una domanda tendenzialmente costante. Per quanto riguarda la zootecnia, fra le categorie di bovini di razza piemontese più diffuse sul territorio della Granda e prese in esame, ha espresso l’ incremento più elevato la vacca grassa di 1^ qualità con prezzi in rialzo di 30 centesimi al kg., mentre riguardo ai suini marchiati i prezzi sono saliti di 15 centesimi al kg. Da segnalare che l´aumento delle quotazioni dei suini è legato alla flessione dell´offerta di capi marchiati e destinati alle filiere Dop e Igp. In allegato il comunicato stampa completo.  
   
   
INCONTRO CAPPELLACCI-GLENCORE XSTRATA SU PROSPETTIVE IMPEGNO IN SARDEGNA  
 
Cagliari, 4 settembre 2013 - Si è svolto il 29 agosto a villa Devoto l’incontro tra il presidente della Regione Ugo Cappellacci ed i rappresentanti della Glencore-xstrata Chris Eskdale, Javier Herrero, Carlos Navalpotro e Carlo Lolliri. Al centro del confronto le prospettive dell’impegno in Sardegna dell’azienda, che non solo ha ribadito l’intenzione di volere continuare ad operare nell’isola ma ha, altresì, espresso la volontà di potenziare le produzioni. In particolare, Glencore-xstrata prevede di rilanciare la produzione dello zinco e del piombo nei siti di Portovesme e S. Gavino e guarda all´anno 2014 come periodo capace di creare opportunità e margini positivi sul piano economico. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Cappellacci, che ha ribadito l’interesse della Regione a mantenere un dialogo aperto con l’azienda e a supportare tutte le iniziative inerenti le infrastrutture necessarie a garantire la continuità produttiva, ivi comprese quelle di carattere ambientale. Il presidente ha altresì dichiarato che il regime della super-interrompibilità deve essere considerato uno strumento tecnico necessario per garantire la competitività delle realtà presenti nell´isola con quelle operanti in altri territori e per questo motivo deve essere convertito in una misura stabile e non più a tempo determinato.  
   
   
CERAMICA UMBRA: GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE, SEMINARIO A DERUTA  
 
Perugia, 4 settembre 2013 - “La Ceramica made in Umbria” sarà al centro di un seminario che svolgerà giovedì prossimo, con inizio alle ore 17, nel Museo della Ceramica di Deruta. Il seminario, aperto dai saluti del Sindaco di Deruta Alvaro Verbena e moderato da Franco Billi, dirigente del Servizio Politiche per il credito e internazionalizzazione delle imprese, sarà l’occasione per presentare il progetto regionale finalizzato alla riqualificazione e promozione del brand ceramica artistica umbra, attraverso gli interventi di Antonella Jacoboni, docente dell’Università degli Studi di Perugia, Elisabetta Furin dell’Istituto Italiani di Design, Massimiliano Tremiterra, Direttore Centro Estero Umbria, Giovanni Tarpani e Luigi Rossetti Regione Umbria della Regione Umbria. A seguire sarà anche presentato il progetto del Comune di Deruta “Borgo della Creatività”, Art e Design per la ceramica. Le conclusioni dei lavori sono affidate all’assessore regionale alle attività produttive Vincenzo Riommi.