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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 04 Settembre 2013 |
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MAPPARE IL POTENZIALE ENERGETICO SOTTO I NOSTRI PIEDI |
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Bruxelles, 4 settembre 2013 - Una visualizzazione di
facile accesso del potenziale geotermico molto superficiale (Sgp) dell´Europa è
stata resa possibile grazie a un progetto finanziato dall´Ue. Armonizzando i
dati preesistenti relativi a geologia, idrogeologia, suolo e clima, il progetto
Thermomap ha sviluppato un servizio web open source accessibile a tutti.
L´energia geotermica, tra cui sistemi geotermici
orizzontali superficiali, è l´energia termica intrappolata appena sotto la
superficie della Terra. I sistemi che usano le risorse geotermiche molto
superficiali possono fornire soluzioni semplici ed efficaci per il
riscaldamento sia delle abitazioni che delle aziende.
Come conseguenza dei tempi rapidi di recupero dell´investimento
e dell´installazione a basso impatto, il settore geotermico superficiale è
diventato il settore della geotermia più diffuso in Europa. Nonostante questo
tuttavia, c´è ancora una carenza di informazioni ampiamente accessibili
relative alle innovazioni.
Ed è qui che entra in gioco il progetto Thermomap.
Esso armonizza e analizza le raccolte di dati già esistenti allo scopo di
calcolare un valore per il potenziale geotermico e aiutare gli utenti a
identificare aree vantaggiose per lo sfruttamento geotermico superficiale.
Il Mapviewer di Thermomap è destinato a urbanisti,
ingegneri, enti pubblici, scienziati e grande pubblico. Esso fornisce una
panoramica (la European Outline Map) e anche informazioni più dettagliate e
dati fruibili relativi alle condizioni geotermiche superficiali locali in siti
test selezionati.
La pianificazione della comunità e le autorità
amministrative possono ad esempio testare il potenziale geotermico della loro
intera unità amministrativa. Inoltre, è stato sviluppato un calcolatore che
fornisce una stima più precisa al di fuori delle aree di test del progetto.
Dopo aver selezionato il calcolatore, agli utenti
vengono fornite alcune informazioni relative al calcolatore ed essi possono poi
immettere un indirizzo. Posto che l´indirizzo sia valido, il visore delle mappe
allargherà l´immagine sulla posizione; gli utenti possono quindi vedere le
informazioni generiche e scaricare un rapporto sull´idoneità dell´area per un
sistema geotermico molto superficiale.
La nuova versione della mappa è interamente
multilingue, e include tutte e otto le lingue dei partner del progetto.
L´interfaccia del visore delle mappe, i rapporti e la funzione di calcolo sono
stati tutti tradotti, e un crescente numero di documenti stanno venendo pubblicati
online.
Durante il progetto sono stati effettuati studi sul
campo in quattordici aree test in nove diversi paesi partecipanti al progetto:
Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Romania e Regno
Unito. Nelle aree di prova sono stati forniti dati relativi al potenziale
geotermico molto superficiale (Sgp) per tre livelli di profondità (0 - 10 m) su
scale che vanno da 1:5 000 a 1:40 000. Al di fuori delle aree di prova, la
European Outline Map (Eom) fornisce una prima stima del Sgp a una scala di
1:250 000.
Per maggiori informazioni, visitare:
Thermomap
http://www.thermomap-project.eu/
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ILLUMINARE LA STRADA VERSO IL FUTURO |
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Bruxelles, 4 settembre 2013 - La lampadina a
incandescenza altamente inefficiente appartiene ormai al passato, è stata
bandita dagli scaffali dei supermercati europei a favore di un´illuminazione
più efficiente. Il divieto fa parte della strategia dell´Ue volta a ridurre il
consumo energetico complessivo e diventare più rispettosi dell´ambiente.
Ora vengono esaminati con attenzione anche altri tipi
di illuminazione, come ad esempio le lampade alogene. Gran parte della ricerca
attuale sulle alternative si è concentrata sull´elettroluminescenza organica,
una soluzione per l´illuminazione che promette di superare in efficienza
persino le lampade fluorescenti compatte (Cfl). Particolarmente interessanti
sono i diodi organici a emissione di luce (Oled), in cui un sottile strato di
composti organici emette luce in risposta a una corrente elettrica.
Il progetto Fast2light ("High-throughput, large
area and cost-effective Oled production technologies"), finanziato
dall´Ue, mirava a descrivere in che modo potrebbe funzionare una nuova
piattaforma tecnologica per la fabbricazione "roll-to-roll" (R2r) di
fogli Oled per l´illuminazione.
Gli Oled sono fonti di luce fredda e questo, assieme
alla loro superiore efficienza energetica, li rende molto adatti come soluzione
sostenibile per l´illuminazione.
Il costo è un fattore importante in qualsiasi mercato.
In questo caso, l´efficienza in termini di costi potrebbe essere ottenuta se
gli Oled venissero prodotti su un foglio, usando il trattamento ad alta
velocità R2r.
Il campo di applicazione del progetto Fast2light,
guidato da Tno Built Environment and Geosciences, comprendeva tutti gli strati
che compongono un foglio Oled per l´illuminazione. I partner del progetto hanno
iniziato scegliendo un substrato e introducendo poi metodi ad alto volume per
il deposito e l´incisione per tutti i materiali necessari a fabbricare il
foglio finale per l´illuminazione.
Una volta fatto questo, è risultato chiaro quali
fossero le architetture e i progetti del dispositivo più idonei per integrare
questi nuovi metodi di deposito e incisione. Infine, sono state stabilite una
serie di regole di progettazione, assieme a uno schema di processo finale, che
ha portato alla costruzione di una linea di produzione pilota.
Uno degli ostacoli più difficili da superare è stato
lo sviluppo di uno strato sottile di protezione idoneo. I ricercatori affermano
che per il futuro gli Oled promettono di essere delle fonti luminose
flessibili, sottili, leggere ed efficienti dal punto di vista energetico.
Fast2light, che ha ricevuto 10 milioni di euro in
finanziamenti dall´Ue, ha dimostrato che gli Oled possono essere prodotti in
modo efficiente ed economico. Questa ricerca apre la strada a una serie di
nuovi tipi di illuminazione che potrebbero ridurre le bollette energetiche e
aiutare a proteggere l´ambiente.
I ricercatori hanno concluso il loro lavoro nel 2011.
Per maggiori informazioni, visitare:
Fast2light
http://www.Fast2light.org/
Scheda informativa del progetto
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/86216_it.html
Tno Built Environment and Geosciences
http://www.tno.nl/
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CLEANSTART: “CORRENTE” AL FIANCO DELLE STARTUP L’INIZIATIVA GSE PATROCINATA DAL MISE RIVOLTA ALLE GIOVANI IMPRESE CLEANTECH ITALIANE
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Roma,
4 settembre 2013 – “Corrente”, il
progetto realizzato dal Gestore Servizi Energetici – Gse con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, nato
per promuovere, aggregare e supportare la filiera italiana della green economy,
si potenzia. A tre anni dal suo avvio, Corrente si dedica alle startup del
settore energetico (energie rinnovabili, efficienza energetica e mobilità
sostenibile) attraverso Cleanstart,
l’iniziativa che prevede l’attivazione di servizi dedicati a queste nuove
realtà imprenditoriali, con l’obiettivo di assisterne, valorizzarne e
promuoverne lo sviluppo e dare loro visibilità.
Aderendo
a Corrente, le startup innovative del settore cleantech, iscritte all’apposita
sezione speciale del Registro delle imprese come da Decreto “Crescita 2.0”, con
il quale lo scorso anno il Governo ha adottato una normativa per lo sviluppo dell’imprenditoria
innovativa, potranno beneficiare dei servizi offerti dal progetto agli oltre
1.800 operatori già aderenti. Tra questi rientrano le attività di divulgazione delle
opportunità offerte dal settore nel contesto nazionale e internazionale, gli
incontri di approfondimento dei più interessanti mercati di investimento, gli
eventi di formazione, gli incontri bilaterali con controparti estere, gli
info-day di presentazione di opportunità di business, le iniziative fieristiche
e la segnalazione di bandi o concorsi d’interesse.
Tra
i nuovi servizi previsti da Cleanstart su misura per le startup sono inclusi:
Assistenza
Iniziative
di formazione finalizzate alla partecipazione ai bandi europei del settore
energia; assistenza nell’attività di ricerca di partner tecnologici, finanziari
e commerciali; affiancamento nello sviluppo del piano di comunicazione
dell’azienda; servizi di scouting per l’individuazione di possibili mercati di
sbocco.
Valorizzazione
Organizzazione
di un seminario dedicato al mondo delle startup, alla presenza di investitori
di venture capital.
Promozione
Realizzazione
di una pubblicazione specifica sulle startup attive in ambito cleantech, in
lingua italiana e inglese, che sarà distribuita durante le principali
iniziative settoriali e fieristiche che vedranno la partecipazione del Gse e di
Corrente. La pubblicazione sarà messa a disposizione degli Uffici all’estero
dell’Agenzia Ice.
Visibilità
Per far conoscere i
prodotti e le tecnologie
sviluppate dalle startup, verrà a loro riservata una sezione all’interno della
rubrica “Il Mondo di Corrente” nella
rivista quadrimestrale del Gse “Elementi”. La Rivista raccoglie i contributi delle più importanti e
competenti personalità che si occupano di energia e illustra progetti relativi
allo sviluppo delle fonti rinnovabili. La versione cartacea è distribuita
presso tutte le principali fiere e iniziative settoriali italiane ed è anche
consultabile online sul sito del Gse.
Per registrarsi a Corrente rivolgersi a: corrente.Startup@gse.it
Per diventare una startup: http://startup.Registroimprese.it/
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UE: CAPPELLACCI, EUROPA SOSTENGA INIZIATIVE LOCALI E REGIONALI PER EFFICIENZA ENERGETICA |
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Cagliari, 4 settembre 2013 - "Per raggiungere gli
obiettivi fissati per il 2020 è fondamentale che l’Unione Europea dia il
massimo sostegno alle numerose iniziative per l’efficienza energetica avviate e
quelle da avviare a livello locale e regionale". Lo ha dichiarato il
presidente della Regione Ugo Cappellacci, intervenendo stamane all’incontro
"Europa 2020" organizzato nel corso della riunione dell’Ufficio di
Presidenza del Comitato delle Regioni. "Occorre un impegno deciso - ha
osservato il presidente -, come evidenziato dal Comitato delle Regioni Ue nei
diversi pareri espressi sul tema negli ultimi anni, al fine di rinforzare le
condizioni di riferimento sia legislative sia finanziarie per gli investimenti
della comunità locali nel campo delle energie sostenibili". Durante il suo
intervento Cappellacci ha altresì fatto il punto sulle azioni portate avanti in
Sardegna negli ultimi quattro anni: "Attraverso il programma Sardegna
Co2.zero abbiamo dato organicità alle scelte politiche in materia, che vedono
la nostra isola firmataria del Patto dei Sindaci, del Patto delle Isole e che
trovano espressione anche nel Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile
approvato dalla Giunta. Sono scelte – prosegue il presidente- che non sono
destinate a rimanere sulla carta: il progetto Smart City, comuni in classe
"A", ha visto l’adesione di numerosi Comuni, che ora hanno redatto il
proprio Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. I progetti in essi contenuti
saranno finanziati con i 35 milioni stanziati attraverso il fondo Jessica. A
questi si aggiungono altri 4 per gli aspetti interenti alla governance del
processo. Potremo così ridurre le emissioni, incrementare l’utilizzo di
carburante "bio" nei trasporti, aumentare il livello di risparmio ed
efficienza energetica nelle nostre comunità e raggiungere un "mix"
più equilibrato delle fonti energetiche nell’isola". Il presidente si è
soffermato successivamente su un altro progetto strategico per la Sardegna:
"A poco tempo dalla firma dell’intesa, abbiamo realizzato il centro di
ricerca e aperto subito i cantieri per la conversione degli stabilimenti di
Porto Torres nel più grande polo d’Europa per la chimica verde. La nostra isola
- evidenzia Cappellacci - si propone come modello sul piano internazionale ed
ha avviato un vero e proprio processo di cambiamento "a misura
d’uomo", che punta su un’idea di sviluppo sostenibile, rispettosa
dell’ambiente e della qualità della vita. Su azioni come queste – ha concluso
il presidente- siamo convinti che debba convergere il sostegno di tutti gli
attori istituzionali, dal piano locale a quello comunitario".
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LE ORIGINI DELLA PRODUZIONE E DELL´IMPIEGO DELL´ENERGIA ELETTRICA UN SEMINARIO INTERNAZIONALE AL MUSEO DELLA TECNICA ELETTRICA DI PAVIA |
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Pavia, 4 settembre 2013 - Un seminario internazionale
per approfondire la conoscenza delle origini della produzione e
dell´uso dell´energia elettrica è proposto dal Centro
di Ricerca che opera presso il Museo della
Tecnica Elettrica di Pavia.
Nella terza decade dell´Ottocento l´osservazione di
Michele Faraday che un magnete in
movimento produce un impulso di elettricità stimolò la
costruzione dei primi generatori
elettromeccanici. Essi producevano potenza elettrica
subito sfruttata per l´illuminazione con
lampade ad arco.
Esperti dei maggiori musei tecnologici d´Europa illustreranno
questi temi anche attraverso
dimostrazioni sperimentali.
Il seminario si terrà presso il Museo della Tecnica
Elettrica, via Ferrata 6, Pavia, venerdì 6
settembre 2013 a partire dalle 10.30.
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CASTEL DI CASIO (BO) INAUGURA STRUTTURE PER I CITTADINI CON LA VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE |
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Bologna, 4 settembre 2013 - Nuove opere pubbliche per migliorare la vita
dei cittadini e rafforzare il senso di comunità. Una giornata di “taglio di
nastri” per il Comune di Castel di Casio, nell’Appennino bolognese. Sabato
prossimo 7 settembre, a partire dalle ore 10,30 saranno inaugurati un giardino
pubblico, la nuova scuola media e il nuovo centro civico.
Alle inaugurazioni parteciperanno, tra gli altri, il
sindaco Mauro Brunetti, la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera e la
presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti. Il giardino pubblico
sarà intitolato ai Coniugi Muzzarelli, famiglia di Castel di Casio che ha
donato spazi verdi pubblici al Comune proprio per realizzare giardini comunali.
La nuova scuola, invece, è una struttura antisismica e realizzata seguendo le
norme della bioedilizia e che ospiterà tre sezioni per un totale di 60 bambini.
Di nuova realizzazione anche il Centro civico che potrà ospitare fino a 100
persone e che sarà un importante spazio per tutti i cittadini.
“La Regione è al fianco di tutte quelle
amministrazioni che, nonostante le
difficoltà della crisi, non rinunciano a realizzare opere che da un lato
offrono servizi ai cittadini e dall’altro danno un po’ di fiato all’economia e
fanno lavorare aziende”, spiega Saliera che si dice certa che “tutta la
comunità di Castel di Casio trarrà beneficio da queste importanti nuove
realizzazioni”.
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MAI PIÙ SENZA FOGNA. LEGAMBIENTE PORTO CESAREO CONSEGNA A VENDOLA 2000 FIRME. |
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Bari, 4 settembre 2013 - Oltre duemila firme per la
petizione popolare “Mai più senza fogna”, promossa dal Circolo Legambiente di
Porto Cesareo, sono state consegnate ieri pomeriggio, da un gruppo di volontari
e dal segretario del circolo Luigi Aquaro, al Presidente della Regione Puglia
Nichi Vendola e al vicepresidente Angela Barbanente. Firme per la realizzazione
della fognatura nera, del depuratore cittadino e del recapito finale per il
comune di Porto Cesareo, infrastruttura fondamentale per garantire la salute
della popolazione e la tutela dei delicati ecosistemi terrestri e marini.
“L’impegno della Regione – ha detto Vendola - è di
chiudere la partita di una buona depurazione e di un moderno sistema fognante.
Ci sono problemi rilevanti legati alle caratteristiche del territorio pugliese.
L’assenza di fiumi e di strumenti che consentono l’autodepurazione naturale
rende molto problematica la scelta del recapito finale del refluo che quasi
sempre dovrebbe essere il mare. Inoltre i nostri depuratori talvolta non hanno
la capienza sufficiente a raccogliere il refluo, soprattutto quando il
conferimento non avviene dalla popolazione naturale ma, nei periodi turistici,
avviene da una popolazione che è decuplicata nei numeri”.
Per quanto riguarda il caso specifico, Vendola ha
detto che il problema è mettere d’accordo il comune di Porto Cesareo con il
comune di Nardò.
“Porto Cesareo
– ha sottolineato Vendola - non può fare nulla perchè tutta la costa è
sottoposta a vincolo ed è area marina protetta, per cui l’unica modalità per
smaltire il proprio refluo è quella di collegarsi al depuratore di Nardò. Noi
ascolteremo, lo avevamo già fatto in passato, le ragioni di Nardo ben
consapevoli che occorre sciogliere il nodo”.
“Non possiamo più avere nel 2013 - ha aggiunto il
Presidente - comuni privi di un sistema fognante perchè non riescono ad
agganciare il refluo ad un depurartore o ad un recapito”.
Vendola ha poi annunciato che nelle prossime settimane
la Regione Puglia investirà 255 milioni di euro per la messa a punto dei 187
depuratori, per dotarli delle migliori tecnologie e per farli accompagnare
dalla linea di smaltimento dei fanghi”.
“In questo modo – ha sottolineato Vendola - anche le
situazioni come questa di Porto Cesareo o quella di Sava dovranno essere
risolte”.
“Occorre insomma voltare pagina – ha concluso Vendola
- occorre guadagnare quella modernità che è fatta anche di solidarietà tra
pubbliche amministrazioni, perchè se Porto Cesareo è inquinata, se dovesse
avere una difficoltà sanitaria, sarebbe un problema non solo per Nardò ma anche
per tutta la Puglia”.
“L’ambiente non conosce confini amministrativi - ha
sottolineato la Barbanente - e questo lo devono capire le amministrazion
comunali che spesso invece agiscono con un’ottica miope da campanile. L’altro
aspetto che vorrei sottolineare è questo: non c’è e non ci può essere contrasto
tra tutela del paesaggio e soluzione del problema dei reflui. Quando questo
problema viene rappresentato, viene rappresentato in modo strumentale. Oggi il
paesaggio è l’ambiente di vita di tutti noi”.
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"CONGRESSO MONDIALE SUI MATERIALI AVANZATI", |
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Smirne, 4 settembre 2013 - Dal 16 al 19 settembre 2013 si svolgerà a
Smirne, in Turchia, il "Congresso mondiale sui materiali avanzati"
(Amwc 2013).
La tecnologia dei materiali è fondamentale per la
competitività industriale, la sicurezza energetica, la sostenibilità e
l´innovazione in tutti i settori, compresi quello sanitario e ambientale. Nuovi
materiali con proprietà su misura sono necessari per compiere progressi
radicali nella lavorazione dei materiali, per ottimizzare la produzione e
l´ingegneria mediante progettazione basata sulla conoscenza, e per introdurre
strumenti innovativi per prevedere e caratterizzare le prestazioni.
L´obbiettivo di questo congresso è quello di fornire
una piattaforma globale per ricercatori e ingegneri provenienti da mondo
accademico e industriale per presentare i risultati e le attività della loro
ricerca nel campo della scienza e dell´ingegneria dei materiali, con una
particolare attenzione alla ricerca interdisciplinare sui materiali avanzati.
La conferenza fornirà ai delegati opportunità di scambiarsi nuove idee ed
esperienze.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.amwc2013.org/
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MILANO - L’IMPRENDITORE “TIPO” MILANESE? È MOHAMED |
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Milano, 4 settembre 2013 - Per la prima volta a Milano è un nome
straniero quello più diffuso tra le piccole imprese (ditte individuali).
Mohamed è infatti il nome di titolare che appare con maggiore frequenza tra le
imprese milanesi: quasi 1.600 imprese (3% del totale, +275 imprese in un anno),
scalzando così Giuseppe (fermo a 1.383 imprese, -55) dalla testa della classifica
dei nomi più “imprenditoriali” a Milano. Al terzo posto Marco (1.131 imprese),
seguito dall’unico nome di donna presente tra i primi 15 (Maria: 1.095 imprese,
-41 in un anno). Tra le imprenditrici di nome Maria, 102, circa una su 10 sono
straniere. Tra i primi 15 nomi imprenditoriali, ecco per la prima volta anche
Ahmed (615 imprese, +91). Tra i nomi che crescono maggiormente c’è anche Luca
(+33 imprese), Andrea (+18) e tra le donne Silvia (+15) e Cristina (+11).
Mentre, tra chi scende, ecco Roberto (-43 imprese), Antonio (-35), Anna (-20).
Tra i cognomi italiani, al primo posto c’è anche quest’anno il sig. Rossi con
152 imprese, ma sono i Brambilla a registrare la crescita più forte, ritornando
al sesto posto tra i cognomi imprenditoriali più diffusi (+7 posizioni nella
classifica in un anno e +8 imprese). Bene anche i Russo (secondo cognome più
diffuso, +3 imprese), mentre scendono i Colombo (-11 imprese). Sono questi i
principali dati che emergono da un’elaborazione del Lab Mim della Camera di
Commercio di Milano sul Registro imprese relativa alle ditte individuali nate
nel corso del 2012 e ancora in attività a febbraio 2013.
Sono 34.278 le imprese straniere a Milano (ovvero
imprese con partecipazione di controllo e di proprietà detenuta in misura superiore
al 50% da persone non nate in Italia), pari al 12% delle attive (+0,8% in un
anno), più diffuse di quanto accada nella regione (9,9%) e nel resto del Paese
(8,4%). Nel corso dell’ultimo anno sono cresciute del 7,4% (variazione
percentuale dello stock), con saldo tra imprese iscritte e cessate pari a
+2.523 unità (pari al 42% del totale). Rispetto alle imprese con titolare
italiano durano in media anche di più (quasi 9 mesi in più), un dato che
raddoppia tra i marocchini, egiziani ed ecuadoregni. A livello settoriale,
operano prevalentemente nei servizi (37,5%, soprattutto ristorazione), un terzo
lavora nel settore manifatturiero, seguono il commercio e le costruzioni.
Complessivamente occupano quasi 74 mila addetti pari al 4% del totale di
occupati a Milano.
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NASCE FINANZIARIA “FRIULI VENETO SVILUPPO SGR”. OGGI A VENEZIA LA FIRMA CON ZAIA E SERRACCHIANI. |
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Venezia, 4 settembre 2013 - È stato presentato e
firmato ieri, nella sede della Giunta Regionale del Veneto, alla presenza del
Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e del Presidente della
Regione Veneto, Luca Zaia, l’accordo che avvia la co-partecipazione azionaria
in Friulia Sgr delle due Finanziarie regionali, Friulia Spa e Veneto Sviluppo
Spa. In virtù dell’accordo, la società Friulia Sgr, fino a oggi interamente
posseduta da Friulia S.p.a, vede l’ingresso nel capitale sociale di Veneto
Sviluppo Spa per il 51% delle quote. La nuova Sgr interregionale adotterà a
breve la sigla sociale di Fvs Sgr (acronimo di Friuli Veneto Sviluppo Sgr), per
esplicitare e rendere riconoscibile fin dal nome l’identità territoriale delle
due Finanziarie e le loro accomunate specificità. Si tratta di un importante
progetto di partnership a sostegno del tessuto imprenditoriale dei due
territori, finalizzato all’aumento della massa critica di competenze e fondi
disponibili dedicabili alle attuali e stringenti necessità delle Pmi, con
l’ulteriore dichiarato obiettivo di attrarre anche capitali privati, in un
momento congiunturale in cui molte piccole e medie imprese a Nord Est stanno
soffrendo a dismisura la crisi congiunturale, con cali di fatturato e di
margini operativi che hanno originato un sensibile aumento dell’esposizione
bancaria e un degrado del merito creditizio. La nuova Sgr si porrà anche come
punto di riferimento per investitori istituzionali e privati che vorranno
condividere gli impegni nelle Pmi del territorio trovando, sia nella Sgr, sia
nelle due società regionali, un canale privilegiato per l’individuazione delle
aziende meritevoli e il successivo affiancamento nelle strategie di crescita.
“Questa operazione – ha sottolineato Zaia – segna in qualche modo la storia
delle nostre due Regioni, perché di fatto cancelliamo i confini e uniamo le
forze per sostenere gli imprenditori del Nordest nella lotta alla crisi.
Creiamo una leva da oltre un miliardo di euro, concretizzando il sogno di
realizzare una vera e proficua economia di scala con un approccio assolutamente
innovativo e puntiamo a sostituirci a quel socio occulto delle nostre imprese
che sono le banche. Rinunciamo ognuno ad un po’ di autonomia e a molte poltrone
per mettere le nostre forze unite a disposizione delle nostre imprese”. “Mentre
s’intravvedono finalmente segnali d’inversione del ciclo recessivo della nostra
economia – ha sottolineato la Serracchiani – occorre più che mai concentrare
inventiva e risorse sul nostro tessuto produttivo. Con questa operazione, il
Friuli Venezia Giulia porta in dote competenze ed esperienze particolarmente
utili alle strategie dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, maturata
grazie a un’assidua pratica di collaborazione tra il sistema delle imprese e la
propria straordinaria rete di istituti di ricerca”.
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FVS SGR, GOVERNANCE EQUILIBRATA E CONDIVISA |
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Venezia, 4 settembre 2013 - Per la gestione della nuova società
interregionale Fvs Sgr (Friuli Veneto Sviluppo Sgr) sarà definita una
governance equilibrata e condivisa, attraverso la nomina di un Consiglio di
Amministrazione snello di soli cinque componenti, di cui quattro parimenti
distribuiti tra Veneto Sviluppo S.p.a. E Friulia S.p.a., ed un quinto membro
indicato a rotazione dalle finanziarie, che ricoprirà la carica di presidente.
La sede legale sarà a Trieste, una sede operativa sarà in Veneto. Lo hanno
spiegato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani
e della Regione Veneto Luca Zaia in occasione della firma ieri a Venezia
dell´accordo di partnership tra Friulia S.p.a. E Veneto Sviluppo S.p.a.. In
questo modo verranno trasferite nella Sgr le competenze e professionalità già
presenti nelle strutture delle due realtà aziendali per gestire da subito più
fondi di investimento e proseguire l´attuale attività di equity delle due
finanziarie regionali. I contenuti dell´intesa verranno ora portati
all´attenzione della Banca d´Italia, per l´assenso all´operazione. Il piano
industriale prevede di gestire a regime masse finanziare fino a 130-150 milioni
di euro, per offrire risposte a tutte le esigenze delle Pmi delle due regioni,
sia nella fase di start-up quanto in quella di espansione. La neonata Sgr si
porrà anche come punto di riferimento per investitori istituzionali e privati
che vorranno condividere gli impegni nelle Pmi del territorio trovando, sia
nella Sgr, sia nelle due società regionali, un canale privilegiato per
l´individuazione delle aziende meritevoli e il successivo affiancamento nelle
strategie di crescita. In questa particolare fase economica e sociale in cui
molte piccole e medie imprese a Nord-est stanno soffrendo a dismisura la crisi
congiunturale, con cali di fatturato e di margini operativi che hanno originato
un sensibile aumento dell´esposizione bancaria e un degrado del merito creditizio,
si tratta quindi di far diventare le piccole imprese un po´ meno piccole,
mediante una corretta capitalizzazione.
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TOSCANA, CENTRO RICERCA E IMPRESA AL VIA. ROSSI: “RACCOGLIAMO LA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ” |
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Firenze, 4
settembre 2013 – “L’unica strada per uscire dal tunnel della recessione e
avviare una nuova stagione di sviluppo è quella di concentrare energie e
risorse sul terreno dell’innovazione”. Il presidente della Regione Enrico Rossi
non ha dubbi. Di fronte al bivio se accogliere la sfida della competitività o
adagiarsi sugli allori di un benessere acquisito ma non per sempre, la Toscana
deve scegliere, con decisione, di “accettare la sfida e ritrovare la voglia di
primeggiare”.
E’ anche questo il senso del sostegno della Regione al
Centro ricerca e impresa del Cnr che, per la prima volta, mette in linea le
molteplici strutture e vocazioni del prestigioso ente di ricerca mettendole al
servizio delle imprese toscane. Il centro, inaugurato ieri a Sesto Fiorentino è
stato cofinanziato dalla Regione con 700 mila euro, su un investimento complessivo
di oltre 1 milione. Presenti, oltre al presidente Rossi e all’assessore alle
attività produttive Gianfranco Simoncini, anche il presidente del Cnr Luigi
Nicolais, il presidente della Provincia Andrea Barducci, la senatrice Rosa
Maria De Giorgi. Il centro sarà una sorta di “sportello”, in grado di aiutare,
mettendo a disposizione servizi, laboratori, conoscenze, le imprese a
innovarsi.
“L’obiettivo della nuova struttura – ha sottolineato
Rossi – è quello favorire il trasferimento tecnologico e l’estensione dei
risultati della ricerca al mondo produttivo. E’ un processo che la Regione
sostiene con forza e che non dovrà limitarsi ai settori avanzati della nostra
economia ma investire anche i più tradizionali. E’ un processo che dovrà essere
perseguito con determinazione e con il coraggio di essere selettivi, in modo da
privilegiare nelle scelte e nei finanziamenti solo i progetti realmente
innovativi e di qualità”.
Su questa strada si potrà procedere, secondo Rossi,
solo dopo aver superato principali ostacoli che ancora oggi frenano il
trasferimento tecnologico e la competitività. Prima di tutto, ha ricordato il
presidente, va sciolto il nodo delle infrastrutture: “La ricerca può crescere
solo in un contesto internazionale, ha bisogno di una rete allargata, deve
poter viaggiare in tempi rapidi. Ecco perchè, nell’area fiorentina, serve
rafforzare l’aeroporto, così come serve un collegamento, come quello offerto
dalla tranvia, in grado di integrare i luoghi della ricerca e il centro
urbano”.
In secondo luogo, ha spiegato, puntare sulla
competitività significa valorizzare un patrimonio di conoscenze e competenze
vasto e radicato che da un lato non riesce ancora a tradursi in termini di
innovazione e, dall’altro, le imprese non hanno sempre la capacità di intercettare.
Il terzo divario da colmare riguarda la formazione, che dovrà sempre di più
mettere i giovani a contatto con il mondo del lavoro.
“Non è possibile arrivare a trent’anni senza aver mai
messo piede in un posto di lavoro , senza aver sperimentato la proprie
competenze. E’ anche per questo che in Toscana, con Giovanisì, cerchiamo di
aiutare i giovani a riempire questo vuoto con stage e tirocini o finanziando le
borse di studio per la formazione all’estero. La Toscana ha fatto e continuerà
a fare la sua parte, anche grazie al prossimo periodo di fondi europei 2014-20,
che siamo pronti ad anticipare per fare fronte ai ritardi della Ue, senza
lasciare scoperto il prossimo anno”.
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MONZA E BRIANZA - GRAN PREMIO 2013, INDOTTO DI 31,5 MILIONI DI EURO |
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Monza, 4 settembre 2013 - Sempre più voglia di Formula Uno a Monza. Non
solo per l’evento sportivo ma anche per l’indotto economico che coinvolge le
attività del territorio. L’edizione 2013 del Gran Premio d’Italia genera, in
una sola settimana, un indotto turistico “diretto” di 31,5 milioni di Euro, in
aumento di circa il 2,5% rispetto allo scorso anno. La parte del leone la fanno
il sistema della ricettività alberghiera ed extralberghiera, con 10,4 milioni
di Euro, e lo shopping con 10,2 milioni
di Euro. Il Gp porta poi benefici anche al settore della ristorazione per 8,4
milioni di Euro e al comparto della mobilità che, fra trasporti e parcheggi,
guadagnerà circa 2,4 milioni di Euro. E
il Gp è un affare non solo per Monza e Brianza, ma anche per tutto il
territorio limitrofo: l’edizione 2013 porta più di 16 milioni di Euro nelle
casse di albergatori, ristoratori e commercianti brianzoli, ma genera indotto
turistico anche nell’area milanese per oltre 9,6 milioni di Euro, nelle
località lacustri e di villeggiatura di Como e di Lecco con un indotto
turistico rispettivamente di 3,4 milioni di Euro e di circa 1 milione di Euro.
E’quanto emerge da una stima dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di
Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Istat, Censis, Isnart, Autodromo Nazionale
Monza.
Il brand “Gran Premio d’Italia” è stato stimato
dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza in 3,8 miliardi
di Euro, sulla base di un insieme di parametri: conoscenza e attrattività della
manifestazione a livello nazionale ed internazionale, flussi turistici generali
e legati all’evento, competitività economica del territorio (imprese, indice di
apertura commerciale, Pil), a partire da “Anholt Brand Index”, dati Autodromo
Nazionale Monza, Registro Imprese, Istituto Tagliacarne.
“Il Gran Premio e lo storico circuito di Monza sono in
grado di catalizzare l’attenzione internazionale e di proiettare Monza e la
Lombardia fuori dai nostri confini - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli
Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - Un ruolo che può
rivelarsi ancor più strategico oggi, in un momento di seconda globalizzazione e
in vista di Expo 2015, quando la qualità e l’attrattività di un territorio si
esprimono soprattutto attraverso i grandi elementi di riconoscibilità internazionale,
capaci di funzionare da preziosi alleati anche nel marketing delle nostre
produzioni all’estero.”
L’appassionato di motori che segue il Gran Premio di
Monza direttamente dagli spalti dello storico circuito è soprattutto uomo
(79,3% sul totale del pubblico partecipante), giovane (il 33,7% ha tra i 21 e i
30 anni e il 27,3% tra i 31 e i 40 anni).
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BASSA PADOVANA. ZAIA SCRIVE A LETTA PER CRISI OCCUPAZIONALE DEI CEMENTIFICI |
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Venezia, 4 settembre 2013 -
Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha
scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, per sollecitare
un suo diretto intervento in merito alla grave crisi occupazionale che si sta
abbattendo sul territorio della Bassa Padovana, correlata alla crisi
dell´edilizia in generale e della produzione del cemento. La sollecitazione è
stata inviata per conoscenza anche i ministri dello sviluppo economico Flavio
Zanonato, del lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini e
dell’ambiente Andrea Orlando.
Nell´area sono localizzati tre cementifici
(Italcementi a Monselice e Cementizillo ad Este e a Monselice) e tra lavoratori
diretti e quelli dell´indotto circa 900 persone sono stabilmente occupate.
Attualmente – ricorda Zaia - il 99% dei lavoratori della Cementizillo di Este è
in cassa integrazione. Nell´italcementi di Monselice il 67% dei lavoratori è in
cassintegrazione, con la programmazione della chiusura dello stabilimento al
31/12/2013. Il cementificio di Monselice avrebbe dovuto restare in attività, in
maniera ridotta, fino al 2015 valutando successivamente, in base alla
situazione economica, l´opportunità di investire 160 milioni di euro sul revamping
o la chiusura dello stabilimento. Nei primi giorni di agosto, l´Italcementi ha
invece comunicato alle organizzazioni sindacali l´intenzione di chiudere lo
stabilimento monselicense per gennaio 2014 anticipando di un anno quanto
previsto dal Piano industriale, anche a causa di ritardi dovuti ad un´azione di
disturbo effettuata da pochi comitati ambientalisti.
“La situazione occupazionale, già critica nella Bassa
Padovana - scrive Zaia a Letta - verrebbe ancor più aggravata da questa
ennesima chiusura. La gravità della situazione richiede una legge
speciale/straordinaria che, al fine di ridurre la perdita di posti di lavoro,
possa consentire la continuazione dell´attività dei tre cementifici, per
l´ltalcementi almeno fino al 2015 (anche se con la sola attività di
macinazione) come previsto dal piano industriale; per la Cementizillo secondo
la programmazione in atto”. Inoltre, per quanto riguarda l´Italcementi,
l’opportunità nell’arco del 2014 di investire sul progetto revamping o, in
alternativa, di pianificare la dismissione dell´attività prevedendo
l´occupazione degli attuali lavoratori nelle opere di bonifica e riconversione
del sito. Zaia richiede quindi l’interessamento di Letta per una valutazione
urgente della situazione nell´ambito del Consiglio dei Ministri.
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VCO - IN CRESCITA E-COMMERCE E TELEFONIA |
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Verbania, 4 settembre 2013 - Nel territorio di Verbano
Cusio Ossola (Vco) più di un quarto del sistema produttivo locale è formato da
imprese del settore “commercio”, che conta poco meno di 4.400 insediamenti
(imprese e unità locali) operativi al 30 giugno 2013. Sul totale degli
insediamenti commerciali quasi il 64% sono esercizi di commercio al dettaglio e
poco meno di 2.500 sono ditte individuali. Dalla fine del 2011 ad oggi si
registra una costante flessione nel numero di insediamenti di commercio al
dettaglio (-50 unità in valore assoluto). In lieve crescita il comparto
alimentare, bene la telefonia ed il commercio in internet (+27 insediamenti rispetto
ai primi sei mesi 2009). Criticità si registrano nel comparto tessile,
abbigliamento e ferramenta. È quanto emerge dall’analisi della dinamica degli
insediamenti e delle imprese commerciali realizzato dalla Cdc del Vco, sulla
base di dati Infocamere, la società consortile degli enti camerali. In
flessione le imprese operanti nel comparto commerciale: -0,9% il dato
provinciale, in linea con quello regionale (-0,5%). Tenuta a livello nazionale
dove il numero delle imprese è sostanzialmente uguale allo stesso periodo dello
scorso anno (+0,2%).
Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, nella
provincia si registrano dinamiche negative (-1,4%) più marcate rispetto alla
media regionale (-0,9%) e nazionale (+0,3%). Da notare come lo scorso anno il
Vco registrava dinamiche migliori rispetto alla media regionale, seppur
lievemente negative (-0,1%
Vco, -1,1% regionale), segnale di un acutizzarsi delle
criticità relative al comparto commerciale, soprattutto legato alle piccole
attività individuali.
Andamento del commercio al dettaglio -
In valore assoluto sono 2.793 gli insediamenti nel
settore del commercio al dettaglio registrati in provincia: oltre il 16% del
totale, dato superiore alla media regionale (circa 14 imprese su 100). Sul
territorio provinciale quindi hanno minore peso il commercio all’ingrosso e la
manutenzione e riparazione di
autoveicoli che compongono la restante parte del
comparto commercio. Ciò è d’altra parte comprensibile tenuto conto della
vocazione turistica del territorio.
Tra il I° semestre 2013 e lo stesso periodo del 2012
si registra nel Vco una flessione dello stock delle imprese nel settore del
commercio al dettaglio (-1,4%), performance più critica rispetto all’andamento
regionale (-0,9%). Segno più a livello nazionale (+0,3%). A livello locale
dalla fine del 2011 ad oggi si registra una costante flessione nel numero di
insediamenti di commercio ad dettaglio (-50 unità in valore assoluto).
Abbigliamento -
Nella categoria del codice Ateco 2007 “altri prodotti
di esercizi specializzati”, che pesa per oltre il 33% del totale del commercio
al dettaglio, rientrano tra gli altri il commercio di calzature, medicinali,
cosmetici, piante e di abbigliamento. Si registra un calo di 26 imprese
rispetto allo scorso anno (da 960 unità a giugno 2012 a 934 nello stesso
periodo 2013) e di 33 imprese rispetto al primo semestre 2009. Il 40% è dato
dal commercio di abbigliamento (373 imprese in v.A.), dato inferiore a quello
registrato nello stesso periodo dello scorso anno (-14 imprese in v.A.).
Prodotti alimentari -
In lieve aumento nell’ultimo anno le attività del
comparto alimentare che rappresentano circa il 10,5% del totale del commercio
al dettaglio e che passano dalle 288 attività a giugno 2012 a 293 nello stesso
periodo 2013 (+5 unità in v.A.). Si tratta di panetterie (pane torte e dolciumi)
che contano 52 unità (+3 insediamento rispetto a giugno 2012, +9 rispetto allo
stesso periodo del 2009) e attività di vendita bevande (+6 imprese nell’ultimo
anno). Stabili
sul territorio provinciale il numero di esercizi di
generi di monopolio e tabaccherie (92 unità al 30 giugno del 2013). In lieve
flessione le macellerie (61 imprese in v.A. Nel primo semestre 2013, -2 unità
rispetto allo stesso periodo 2012), ed il commercio al dettaglio di frutta e
verdura (in totale 22 imprese in v.A.).
Supermercati e grandi magazzini -
Nella categoria “esercizi non specializzati” rientrano
le attività di commercio al dettaglio con prevalenza di prodotti alimentari
(minimercati, supermercati, ipermercati, discount) e non alimentari (grandi
magazzini), pari a poco meno del 15% del totale commercio al dettaglio. Si
tratta di 413 imprese (4 in meno rispetto a giugno 2012).
Apparecchiature informatiche e telecomunicazioni -
Raddoppiate in tre anni gli insediamenti che vendono
telefonia e apparecchi per le comunicazioni. Sul totale degli insediamenti di
commercio al dettaglio, questa categoria occupa meno del 2%, ma registra
costanti aumenti del numero di attività (da 13 unità nel 2013 a 26 nei primi
sei mesi del 2013).
Commercio ambulante e via internet -
Il 13% delle imprese del commercio al dettaglio svolge
l’attività come ambulante (373 in v.A.), in linea con il dato registrato nel
2012 ed in aumento rispetto al 2009 (+21 unità in v.A.). In sviluppo anche
l’attività via internet che nel 2009 pesava per il 2,9% del totale delle
imprese di commercio al dettaglio) e si contavano, in valore assoluto, poco più
di 80 imprese. In quattro anni, sono 32 le imprese in più registrate nel Vco
(pari a 115 in v.A.).
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SCOPELLITI COMMENTA LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA REGGIO CALABRIA |
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Catanzaro, 4 settembre 2013 - “Le dichiarazioni del Presidente della sezione
reggina di Confindustria Andrea Cuzzocrea, apparse sulla stampa, mi hanno
indotto ad una riflessione”. Lo dichiara il Presidente Giuseppe Scopelliti.
“Appare piuttosto singolare che il più alto rappresentante dell´imprenditoria
reggina non conosca l´impegno e l´attività profusi, in tutti i settori, sul
territorio cittadino. L´occasione mi è dunque propizia per esporre nel
dettaglio gli interventi economici a favore di Reggio. La Regione si è resa
parte diligente ed ha predisposto ingenti somme, tali da poter affermare che si
sia dinnanzi ad una sorta di “nuovo Decreto Reggio” : vere e proprie
opportunità per le imprese che, in questo periodo di difficoltà, possono
guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Si tratta di opere ed interventi
che contribuiranno a ridisegnare il volto del nostro territorio. In materia di
grandi opere, infrastrutture e viabilità, la Regione ha programmato
significativi finanziamenti. Tra i più importanti vorrei segnalare quelli che
riguardano: la riconfigurazione della rete ferroviaria cittadina (a breve verranno
presentati gli studi di fattibilità effettuati da Rfi) che consentirà
l´interramento di ulteriori 700 mt di linea ferrata, dal circolo velico fino
alla stazione centrale, realizzando così un´unica “grande passeggiata”; il
piano della mobilità urbana (124 milioni di euro) per il quale la Regione , nel
dicembre 2012, ha erogato un´anticipazione di 8 milioni per l´avvio dei primi
bandi; il completamento dell´arteria Gallico-gambarie (65 milioni di euro
destinati alla Provincia che sta avviando le procedure di gara); il rifacimento
delle strade cittadine con interventi anche a carattere straordinario (900 mila
euro); l´impegno di oltre 2 milioni per attrarre nuove compagnie aeree
all´aeroporto Tito Minniti ed ulteriori 5 milioni per proseguire nel progetto; il
finanziamento per i lavori della diga sul Menta, la più nota incompiuta della
storia calabrese, con un primo impegno di 13 milioni seguito da una seconda
tranche di 12 milioni ,stanziati con delibera Cipe del 3 agosto 2013, per il
completamento dei lavori. Abbiamo impegnato ben 5 milioni di euro di fondi
straordinari per il completamento del Museo della Magna Graecia senza i quali
la sua riapertura sarebbe ancora un’utopia. Per gli interventi a beneficio di
piazza Italia, piazza Castello e per le Mura Greche sono stati stanziati 1
milione 250 mila euro, e 900 mila euro sono stati già erogati per il
completamento dell’Arena Lido. All´università Mediterranea sono stati destinati
circa 16 milioni di euro per la realizzazione di vari progetti; per la messa in
sicurezza ed il miglioramento della qualità ambientale di 13 plessi scolastici
del comune di Reggio, nello specifico, l’istituto comprensivo di Archi, il
Bolani-de Amicis, il Carducci-da Feltre, il circolo didattico di Gallico, i
circoli didattici Lombardo-radice, Falcomatà e Padre Catanoso, il Galluppi, il
Telesio, la scuola media Gebbione- Bevacqua, l´ Ibico-vitrioli, ed il Don Bosco
sono previsti 5 milioni”.
“Sui Pisu – aggiunge Scopelliti - il comune di Reggio
Calabria gode di una dotazione complessiva di oltre 50 milioni di euro. Gli
interventi finanziati attraverso i Programmi Integrati di Sviluppo Urbano
spaziano dal completamento del Waterfront (attraverso l’acquisizione,
riqualificazione ed adeguamento funzionale delle aree pertinenti al demanio statale
ed al patrimonio delle ferrovie), con un impegno di 14 milioni e 600 mila euro,
al completamento e la riqualificazione di piazza Duomo per oltre 1,2 milioni di
euro, passando attraverso la realizzazione di un circuito di piste ciclabili
per 1 milione e 500 mila euro. Significativo sul fronte della valorizzazione
turistica della città il finanziamento per la riqualificazione urbana dell’area
lido comunale, con 2 milioni e 700 mila euro, e la riqualificazione del
lungomare di Gallico, con un intervento di 1 milione e 600 mila euro.
Particolare rilievo assume la riqualificazione della zona commerciale dell’area
di via Filippini che prevede anche il contestuale recupero della struttura del
mercato comunale da adibire ad Urban Center, per un impegno complessivo di 2
milioni e 200 mila euro. Grazie ai finanziamenti Pisu si sta procedendo inoltre
alla realizzazione del nuovo corso Garibaldi, impegnando quasi sei milioni di
euro, alla creazione della cittadella della cultura, previo completamento della
riqualificazione del Monastero della Visitazione, per un importo pari a 4
milioni e 200 mila euro su una spesa complessiva che si aggira intorno ai 9
milioni; e poi ancora, la creazione del distretto culturale e relativa
programmazione e organizzazione di eventi di rilevanza nazionale ed
internazionale (1 milione e 600 mila euro) ed il progetto Nastri verdi (1
milione e 200 mila euro). Già 22 milioni di euro sono stati versati nelle casse
comunali ed ora l’ente ha l´obbligo di ultimare i bandi ed avviare gli interventi.
Nell’ambito del percorso di riorganizzazione del
settore sanitario, l’amministrazione regionale da me guidata ha investito oltre
52 milioni di euro per l’azienda ospedaliera “Bianchi-melacrino-morelli”.
Quanto al settore pesca la Regione ha previsto a
favore di Reggio Calabria interventi significativi con un investimento che
ammonta a 1 milione 200mila per la riqualificazione del mercato ittico,
prossimo ad essere inaugurato. La Giunta regionale ha affrontato con
particolare efficacia anche le tante emergenze e le criticità connesse
all’ambiente ed alla tutela del territorio: nello specifico, per citare solo
alcuni dei tanti interventi, sono state finanziate le bonifiche della discarica
di Malderiti (1 milione e 600 mila) di Pietrastorta (oltre 8 milioni) e di
Pentimele - Torrente Torbido (3 milioni 285 mila), mentre 35 milioni (si è già
allo studio di fattibilità ed è stata firmata la convenzione) sono stati
impegnati per il completamento e l’ottimizzazione dello schema depurativo
reggino che prevede la delocalizzazione dei depuratori di Gallico e Ravagnese.
Ulteriori 3,5 milioni sono stati destinati al rifacimento della rete fognaria e
degli impianti di sollevamento del centro città di cui è stato già erogato più
di 1 milione come anticipazione del finanziamento. Per quanto riguarda i centri
di aggregazione giovanile, il dipartimento turismo della Regione, ha stanziato
ben 2 milioni per 6 progetti che ricadono nel comune di Reggio. La Regione ha
inoltre stanziato 12,5 milioni di euro per l’Aterp di Reggio Calabria. Si
tratta di fondi destinati alla ricognizione e successiva regolarizzazione del
patrimonio edilizio pubblico, in particolare per i circa 8.000 edifici in città
sui complessivi 15.000 della provincia. E´ importante precisare che i suddetti
finanziamenti sono relativi soltanto alle opere infrastrutturali; ad essi vanno
aggiunti quelli a sostegno dei servizi che ammontano a decine e decine di
milioni di euro. E che dire dei 2,4 miloni di euro previsti per il ripascimento
delle coste di Bocale. Alla fine di ottobre scadranno i termini di
presentazione delle offerte. La città di Reggio, è bene ricordare, che rientra
tra le 7 città calabresi inserite nelle Zone Franche Urbane, destinatarie di 56
milioni di euro. Le imprese ricadenti infatti beneficeranno di varie
agevolazioni: esenzione dalle imposte sui redditi, dall’imposta regionale sulle
attività produttive e dall’imposta municipale propria per i soli immobili siti
nella Zfu ed esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro
dipendente”.
“A mio giudizio – conclude il Presidente della Regione
– operando un immane sforzo di memoria e tentando di andare indietro nel tempo
anche di un trentennio, non si troveranno impresse in atti tante risorse
economiche destinate alla città di Reggio Calabria da parte dell´ente Regione.
Questi finanziamenti, se utilizzati in tempi utili, potranno certamente dare
respiro all’economia cittadina e restituire speranza alla comunità. In passato
l’unico provvedimento di tale portata è stato il rifinanziamento del Decreto
Reggio, da me richiesto in qualità di sindaco del tempo e benevolmente accolto
dal Governo Berlusconi. Lo stesso Presidente di Confindustria Reggio, già a
capo del settore edile, ed alcuni altri “scettici” sulla capacità ed incisività
della politica , non potranno non convenire che forse qualcosa, dopo tanto e
tanto tempo, si sta muovendo. La Regione ha fatto la sua parte, spetta adesso
agli enti attuatori il delicato compito di realizzare le opere”.
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ITTIERRE, MINISTERO E REGIONE MOLISE DETTANO I TEMPI ALL’AZIENDA: ORA RISPOSTE CONCRETE SU NUOVI SOCI |
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Campobasso, 4 settembre 2013 - L´azienda Ittierre di
Pettoranello del Molise in contatto con possibili nuovi soci pronti ad
affiancarla e ad apportare nuove finanze al polo della moda molisana. Di fronte
alle ultime novità comunicate ieri dalla proprietà, il Ministero dello sviluppo
economico e la Regione Molise hanno concordato una nuova riunione, chiedendo
all´imprenditore Antonio Bianchi riscontri effettivi a stretto giro di posta.
Ministero e Regione dettano i tempi: entro quindici giorni la proprietà dovrà
illustrare concrete prospettive aziendali legate all´eventuale nuovo assetto
societario.
Si è concluso con un aggiornamento al prossimo 18
settembre l´incontro convocato oggi a Roma dal responsabile dell´ufficio
vertenze del Mise, Giampiero Castano. Al tavolo con il presidente della Regione
Molise, Paolo di Laura Frattura, e gli assessori regionali, Michele Petraroia e
Massimiliano Scarabeo, hanno preso parte i commissari della gestione
ministeriale, Stanislao Chimenti e Andrea Ciccoli, una delegazione di
lavoratori e fornitori, i rappresentanti sindacali. Presenti ancora i parlamentari del Pd, Roberto
Ruta e Danilo Leva, il sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, e il presidente
della Provincia, Luigi Mazzuto.
In un clima di generale sfiducia nei confronti
dell´imprenditore lombardo per le scelte finora operate nella gestione
dell´azienda tessile molisana, il governatore Frattura ha voluto ribadire la
vicinanza e l´impegno delle istituzioni regionali, "vicinanza e impegno
comunque vincolati - ha sottolineato il presidente -, a piani che mantengano i
livelli occupazionali e non si concentrino sulla sola commercializzazione. La
Regione Molise è e resta al fianco dei lavoratori e dei fornitori".
Per il nuovo investitore, assicurato da Bianchi, non è
escluso l´avvio delle procedure concorsuali. I nuovi soci potrebbero fare
ricorso al concordato preventivo in continuità.
Prima di questo, tuttavia, si valuterà il prossimo 18
settembre la concretezza delle rassicurazioni fornite oggi da Bianchi, anche e
soprattutto alla luce delle prossime e
importanti scadenze. A fine di ottobre dovrà essere liquidata la seconda rata
di 4 milioni di euro del credito che vanta la gestione commissariale nei
confronti dell´azienda e di cui la Regione Molise è garante.
"Di fronte a queste incombenze - hanno concluso
Castano e Frattura -, ci aspettiamo da Bianchi un riscontro in tempo reale
delle nuove prospettive avanzate, fermo restando la priorità che noi vogliamo
garantita per i lavoratori e fornitori di Ittierre".
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LAVORO: AGENZIA REGIONALE SARDEGNA PUBBLICA IL PERIODICO "CONGIUNTURA LAVORO SARDEGNA" |
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Cagliari, 4 settembre 2013 - L´agenzia regionale per
il lavoro pubblica ha pubblicato "Congiuntura Lavoro Sardegna", il periodico
di analisi dei dati sull´occupazione che elabora, da un lato, quelli assoluti
del Sil (il sistema informativo del lavoro della Regione) e, dall’altro, quelli
statistici forniti dall´Istat. Nel periodo di riferimento, vale a dire il
secondo trimestre del 2013, Congiuntura Lavoro Sardegna registra nell’isola un
saldo positivo fra ingressi ed uscite dal mercato del lavoro di circa 27mila
unità. In questo sistema telematico e informatizzato - giova ricordarlo - sono
presenti tutti i contratti stipulati in Sardegna fra un datore di lavoro e il
dipendente; rimane escluso dalla banca dati Sil il lavoro autonomo, che
pertanto non viene conteggiato.
Sempre nello stesso lasso di tempo - precisa
Congiuntura Lavoro Sardegna - l´Istituto Nazionale di Statistica rileva invece
una stabilità del numero di occupati, considerando soltanto quelli "alle
dipendenze", universo in un certo qual modo confrontabile con quello Sil:
411mila erano quelli stimati nel primo trimestre e 411mila sono quelli rilevati
nel secondo trimestre. Queste discrepanze fra le due fonti sono da ricondurre
fondamentalmente alla diversa metodologia utilizzata. L’istat, infatti, conduce
un’indagine campionaria che intercetta e misura il cosiddetto "stock di
occupati", vale a dire l’ammontare complessivo di coloro che, nel periodo
di riferimento dell’indagine, dichiarano di essere occupati; il Sil, invece, si
basa sull’analisi dei flussi occupazionali, misurando realmente in un dato
momento gli ingressi e le uscite dal mercato dei cittadini che transitano nel
sistema.
La tecnica adottata dall’Istat è, per sua natura, più
suscettibile di errori statistici, del tutto fisiologici nelle indagini
campionarie; in questo caso, per stime nell’ordine delle 400-500mila unità, il
margine è del 2%. Questo errore - spiega il periodico - si traduce in circa
10mila unità. Pertanto, scostamenti anche di una certa importanza, in più o in
meno rispetto al valore stimato, sono legati appunto all´errore
"fisiologico".
Differenza sottolineata dal direttore dell´Agenzia
regionale per il lavoro, Stefano Tunis, che cita altri due esempi concreti:
"Le discrepanze numeriche sono evidenti nei comparti manifatturiero e in
quello di alberghi e ristoranti. Infatti, stando a quanto fotografato
dall’Istat, nel secondo trimestre dell’anno, nel settore manifatturiero
l’occupazione “alle dipendenze" sarebbe cresciuta di 14mila unità e
addirittura diminuita di mille in quello degli alberghi e ristoranti.
Variazioni che sono, apparentemente, del tutto inspiegabili. L’industria resta
il comparto a maggior sofferenza della Sardegna e, coerentemente con questa
rilevazione, si registra un numero di percettori di ammortizzatori sociali in
deroga fra i più alti d’Italia; dall´altro, il periodo considerato ai fini
statistici (aprile-maggio-giugno) anche per alberghi e ristoranti è proprio
quello in cui si concentrano le maggiori assunzioni, legate alla stagione
turistica. Proprio in riferimento a quest’ultimo settore - conclude Tunis - il
Sil registra un saldo attivo di ben 17.227 unità lavorative, in linea con le
17.757 censite l’anno scorso".
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CUNEO - PREZZI IN AUMENTO NEL II TRIMESTRE 2013 |
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Cuneo, 4 settembre 2013 - I prezzi medi rilevati nel
2° trimestre 2013, rapportati allo stesso periodo del 2012 evidenziano una variazione su base annua con valori in
aumento per la maggioranza dei prodotti esaminati.
Nel settore cerealicolo il rialzo più significativo è
stato registrato dal granoturco nazionale che nel periodo aprile/giugno 2013 è
salito di oltre 36 euro alla tonnellata, seguito dall´orzo nazionale cresciuto
di 29 euro alla tonnellata.
Opposta tendenza il prezzo della paglia di grano che
ha perso, in media, 20 euro alla tonnellata. A livello mondiale è previsto un
aumento della produzione cerealicola, sia per il frumento che per il granoturco.
La crescita dei livelli produttivi dovrebbe coinvolgere grandi aree mondiali,
quali gli Usa, il Sud America, il Brasile e l´Argentina. Questi scenari
potrebbero verosimilmente incidere sulle
quotazioni, in particolare sul prezzo del frumento ormai prossimo alla
raccolta.
In questo trimestre, nel comparto frutticolo,
terminate le campagne commerciali delle mele e dei kiwi, sono state prese in
considerazione le quotazioni delle fragole con le varietà tipiche rilevate sul
territorio provinciale. Entrambe le varietà di fragole hanno segnalato prezzi
in diminuzione rispetto all´analogo trimestre del 2012, con oscillazioni fra i
19 centesimi in meno al kg. Per le fragole del Roero e 1 centesimo in meno al
kg. Per le fragole del Cuneese. In calo pure il prezzo della nocciola Piemonte
Igp che in un anno ha perso 50 centesimi al kg. Le quotazioni della nocciola
Piemonte Igp mostrano una produzione inferiore rispetto alla scorsa annata e,
nonostante l´ottima qualità, scontano la forte concorrenza a livello internazionale
con
il prodotto turco e i notevoli volumi immessi sul
mercato che inevitabilmente ne condizionano l´andamento.
Nel comparto avicunicolo, si è confermata la discreta
tenuta dei conigli da macello di peso medio cresciuti di 4 centesimi al kg. E
va menzionata la buona performance dei prezzi dei polli leggeri che sono saliti
di ben 17 centesimi al kg. Nonostante gli aumenti che hanno caratterizzato il
trimestre esaminato, occorre tenere in considerazione, per i prossimi mesi, un
calo significativo delle quotazioni, in quanto il settore cunicolo è
penalizzato da un andamento
altalenante che prevede, soprattutto nel periodo
estivo, una contrazione considerevole delle quotazioni a fronte di una domanda
tendenzialmente costante.
Per quanto riguarda la zootecnia, fra le categorie di
bovini di razza piemontese più diffuse sul territorio della Granda e prese in
esame, ha espresso l’ incremento più elevato la vacca grassa di 1^ qualità con
prezzi in rialzo di 30 centesimi al kg., mentre riguardo ai suini marchiati i
prezzi sono saliti di 15 centesimi al kg. Da segnalare che l´aumento delle
quotazioni dei suini è legato alla flessione dell´offerta di capi marchiati e
destinati alle filiere Dop e Igp.
In allegato il comunicato stampa completo.
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INCONTRO CAPPELLACCI-GLENCORE XSTRATA SU PROSPETTIVE IMPEGNO IN SARDEGNA |
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Cagliari, 4 settembre 2013 - Si è svolto il 29 agosto a villa Devoto
l’incontro tra il presidente della Regione Ugo Cappellacci ed i rappresentanti
della Glencore-xstrata Chris Eskdale, Javier Herrero, Carlos Navalpotro e Carlo
Lolliri.
Al centro del confronto le prospettive dell’impegno in
Sardegna dell’azienda, che non solo ha ribadito l’intenzione di volere
continuare ad operare nell’isola ma ha, altresì, espresso la volontà di
potenziare le produzioni. In particolare, Glencore-xstrata prevede di
rilanciare la produzione dello zinco e del piombo nei siti di Portovesme e S.
Gavino e guarda all´anno 2014 come periodo capace di creare opportunità e
margini positivi sul piano economico.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente
Cappellacci, che ha ribadito l’interesse della Regione a mantenere un dialogo
aperto con l’azienda e a supportare tutte le iniziative inerenti le
infrastrutture necessarie a garantire la continuità produttiva, ivi comprese
quelle di carattere ambientale.
Il presidente ha altresì dichiarato che il regime
della super-interrompibilità deve essere considerato uno strumento tecnico
necessario per garantire la competitività delle realtà presenti nell´isola con
quelle operanti in altri territori e per questo motivo deve essere convertito
in una misura stabile e non più a tempo determinato.
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CERAMICA UMBRA: GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE, SEMINARIO A DERUTA |
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Perugia, 4 settembre 2013 - “La Ceramica made in
Umbria” sarà al centro di un seminario che svolgerà giovedì prossimo, con
inizio alle ore 17, nel Museo della Ceramica di Deruta. Il seminario, aperto
dai saluti del Sindaco di Deruta Alvaro Verbena e moderato da Franco Billi,
dirigente del Servizio Politiche per il credito e internazionalizzazione delle
imprese, sarà l’occasione per presentare il progetto regionale finalizzato alla
riqualificazione e promozione del brand ceramica artistica umbra, attraverso
gli interventi di Antonella Jacoboni, docente dell’Università degli Studi di
Perugia, Elisabetta Furin dell’Istituto Italiani di Design, Massimiliano
Tremiterra, Direttore Centro Estero Umbria, Giovanni Tarpani e Luigi Rossetti
Regione Umbria della Regione Umbria. A seguire sarà anche presentato il
progetto del Comune di Deruta “Borgo della Creatività”, Art e Design per la
ceramica. Le conclusioni dei lavori sono affidate all’assessore regionale alle
attività produttive Vincenzo Riommi.
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