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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Settembre 2013
"CONFERENZA INTERNAZIONALE DELL´ASSOCIAZIONE DI PSICOLOGIA E PSICHIATRIA PER ADULTI E BAMBINI"  
 
Atene, 26 settembre 2013 - Dal 13 al 16 maggio 2014 si svolgerà ad Atene, in Grecia, la "Conferenza internazionale dell´associazione di psicologia e psichiatria per adulti e bambini" (Appac). Questa conferenza mira a evidenziare la dimensione umana nel colmare il divario tra scienza e società concentrandosi sul tema "Recenti progressi nelle scienze neuropsichiatriche, psicologiche e sociali". Esperti provenienti da molti campi scientifici diversi discuteranno argomenti tra cui psichiatria clinica, psicopatologia e nuovi metodi diagnostici e di trattamento. In una serie di sessioni multidisciplinari i partecipanti avranno la possibilità di scambiarsi le loro ultime conoscenze e idee. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Appac.gr/displayitm1.asp?itmid=18&lang=en    
   
   
QUINTO CONGRESSO MONDIALE SULLE CONTROVERSIE NEL SETTORE DELL´OFTALMOLOGIA  
 
Lisbona, 26 settembre 2013 Dal 20 al 23 marzo 2014 si terrà a Lisbona, in Portogallo, il quinto congresso mondiale sulle controversie nel settore dell´oftalmologia (Cophy). L´oftalmologia è la branca della medicina specializzata nella diagnosi e la cura delle malattie dell´occhio. Questa conferenza si propone di approfondire le controversie che circondano la cura e la diagnosi delle infezioni e le malattie dell´occhio. A questo fine, tratterà argomenti come la degenerazione legata all´età, l´efficacia dei farmaci e la pratica clinica. Per ulteriori informazioni, visitare: http://comtecmed.Com/cophy/2014/default.aspx    
   
   
IPERTENSIONE ARTERIOSA LINEE GUIDA EUROPEE 2013. LE RACCOMANDAZIONI CONGIUNTE DI EUROPEAN SOCIETY OF HYPERTENSION (ESH) ED EUROPEAN SOCIETY OF CARDIOLOGY (ESC).  
 
Lecce, 26 settembre 2013 - Quanti soffrono di pressione alta ai giorni nostri? Una serie di fattori, tra cui quelli genetici, ma anche alimentazione, sedentarietà e stress sono caratteristiche comuni di una condizione patologica che interessa fino al 45% della popolazione europea. La diffusione a macchia d’olio dell’ipertensione arteriosa è preoccupante perché ci rende più fragili: riduce silenziosamente, giorno dopo giorno, l’efficienza del sistema cardiovascolare; altera la normale funzionalità di organi preziosi come il rene; causa disabilità e morte per infarto o ictus. Visto il ruolo centrale di questa patologia sugli aspetti sanitari ed economici della nostra società, rileva Giovanni D’agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è opportuno portare all’attenzione del pubblico la rilevante circostanza che l’European Society of Hypertension (Esh) e l’European Society of Cardiology (Esc) hanno di recente aggiornato le precedenti linee guida del 2007 sull’ipertensione arteriosa semplificando alcuni aspetti di gestione terapeutica. La raccomandazione principale è quella di ottenere una riduzione della pressione arteriosa sistolica sotto i 140 mmHg e della pressione diastolica sotto i 90 mmHg in tutti i pazienti ipertesi, anche in quelli definibili ad alto rischio: in questi pazienti, infatti, una riduzione più marcata (sotto i 130 mmHg) comporta un aumento di eventi coronarici. Nel documento integrale si trovano tabelle e algoritmi con tutte le indicazioni su quando e come iniziare il trattamento. In buona sostanza viene promosso un trattamento su misura senza indicare una gerarchia d’uso per classi farmacologiche. È però il medico a dover scegliere il farmaco più adatto alle condizioni cliniche di ciascun paziente ricordando, ad esempio, la maggior utilità di Ace inibitori o sartani in pazienti con microalbuminuria o danno renale, così come la controindicazione per i betabloccanti negli asmatici. Altri aspetti fondamentali da non scordare sono il controllo della pressione arteriosa a casa, oltre a quello ambulatoriale, così come la necessità di una valutazione globale dei fattori di rischio cardiovascolari per ogni soggetto trovato iperteso. Per tutti, ipertesi e sani, le linee guida ricordano l’importanza vitale dei corretti stili di vita: • ridurre il consumo complessivo di sale a 5-6 g al giorno; • moderare l’assunzione di alcol; • controllare il peso corporeo; • praticare esercizio fisico regolarmente; • smettere di fumare.  
   
   
L’INSULINA DEGLUDEC MANTIENE L’EFFICACIA DELLA SUA AZIONE NELLE PERSONE CON DIABETE DI TIPO 2 PER ALMENO 2 ANNI E MEZZO  
 
Barcellona, 26 settembre 2013 – I risultati di un nuovo studio sull’innovativa insulina basale a lunga durata d’azione degludec, che sarà presto introdotta sul mercato italiano, dimostrano che la maggior parte delle persone con diabete di tipo 2 che la utilizzano, in associazione a metformina, mantiene la propria glicemia sotto controllo per almeno 2 anni e mezzo. Infatti, secondo i risultati della ricerca presentata al 49° Congresso della European Association for the Study of Diabetes (Easd) in svolgimento a Barcellona, l’80,5% delle persone in trattamento con degludec (Tresiba, sviluppata da Novo Nordisk) in associazione con metformina, non solo era in buon controllo glicemico dopo 2 anni, ma manteneva livelli di emoglobina glicata (Hba1c) al di sotto del 7% per ulteriori 26 settimane1. I nuovi dati quindi confermano l’efficacia di degludec e dimostrano la sua capacità di mantenere un controllo glicemico ottimale per un tempo molto prolungato; inoltre lo studio evidenzia che l’aggiunta di liraglutide alla terapia con degludec è particolarmente efficace per il raggiungimento dell’obbiettivo di controllo della glicemia. Lo studio rappresenta il prolungamento per 26 settimane della fase di estensione dello studio Begin Once Long. Sono state incluse persone con diabete in cura con degludec una volta al giorno in associazione con metformina già da 24 mesi; i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi: chi aveva raggiunto livelli di Hba1c inferiori a 7% proseguiva con il trattamento in corso (degludec una volta al giorno, più metformina); chi, invece, aveva valori di Hba1c superiori al 7% era a sua volta assegnato, casualmente, a un diverso schema terapeutico che prevedeva o l’aggiunta di liraglutide una volta al giorno, oppure l’aggiunta di insulina aspart in occasione del pasto più importante della giornata. “Dopo due anni dall’inizio della cura con degludec associato a metformina, 1 persona con diabete su 2 raggiunge un valore di emoglobina glicata inferiore a 7%. Proseguendo la cura per altre 26 settimane, 3 partecipanti su 5 mantengono questo risultato, senza manifestare episodi significativi di ipoglicemia. Tutto ciò dimostra come l’insulina degludec permetta, a chi soffre di diabete tipo 2, di mantenere un buon controllo della glicemia nel lungo periodo”, ha commentato il coordinatore dello studio, prof. Chantal Mathieu, della Katholieke Universiteit di Leuven (Lovanio) in Belgio. Risultati del gruppo di persone con diabete tipo 2 che hanno proseguito il trattamento con insulina degludec una volta al giorno, associata a metformina1: Hba media di 6,5% alla 26 settimana, +0,1% rispetto al valore basale.1c Al termine dello studio, l’80,5% delle persone ha mantenuto la propria Hba1c al di sotto del 7%; il 60,4% senza manifestare episodi significativi di ipoglicemia. Il tasso di episodi ipoglicemici era di 2.64 episodi/paziente per anno di esposizione (Pye); quello di ipoglicemie notturne era di 0,20 Pye. Dopo 26 settimane la glicemia a digiuno è scesa a 5,4 mmol/l, da un dato basale di 6,7 mmol/l. La dose media di insulina degludec è cresciuta leggermente da 0,56 U/kg/die a 0,59 U/kg/die. Le persone che, invece, hanno richiesto una intensificazione della cura, con l’aggiunta di un terzo farmaco (liraglutide o insulina aspart), hanno dimostrato che liraglutide era più efficace, rispetto all’insulina aspart, nel favorire il raggiungimento di un miglior obiettivo di controllo della glicemia, ottenendo anche diminuzione del peso e significativa riduzione del rischio di ipoglicemia. Risultati del gruppo di persone con diabete tipo 2 che hanno proseguito il trattamento con insulina degludec una volta al giorno, associata a metformina e l’aggiunta di liraglutide o insulina aspart1: Hba media di 7% (con aggiunta di liraglutide) e di 7,3% (con aggiunta di insulina aspart) alla 26 settimana.1c L’aggiunta di liraglutide consentiva una maggior riduzione di Hba1c (-0.74%) rispetto all’insulina aspart (-0.39%); differenza stimata tra trattamenti -0.32% [-0.53; -0.12] 95%Ci). Un numero maggiore di persone raggiungeva obiettivi di Hba inferiori a 7% con l’aggiunta di liraglutide (58% vs 44,9% con insulina aspart).1c Un numero significativamente maggiore di persone raggiungeva obiettivi di Hba1c inferiori a 7% con l’aggiunta di liraglutide, senza manifestare episodi significativi di ipoglicemia o aumento di peso (49,4% vs 7,2% con insulina aspart; odd ratio stimato 13,8 [5.2; 36.3] 95%Ci). Insulina degludec (Tresiba) - Tresiba è il nome dell’insulina degludec, un’insulina basale sviluppata da Novo Nordisk. Degludec ha una durata d’azione particolarmente lunga, oltre le 42 ore, permettendo, se necessario, flessibilità nell’orario di somministrazione da un giorno all’altro, con intervallo minimo di 8 ore tra le somministrazioni, senza compromissione dell’efficacia o rischio di ipoglicemia. L’insulina degludec è stata valutata nell’ambito di un programma di studi clinici su vasta scala - Begin - tanto per l’efficacia sul controllo glicemico, quanto per l’impatto sulle ipoglicemie e la possibilità di essere flessibili nell’aggiustare l’orario di somministrazione in base ai bisogni della persona con diabete.  
   
   
SANITÀ IN ABRZZO: CHIODI, PER GESTIRE PROGRAMMI SERVONO FONDI CERTI IL PRESIDENTE A ROMA A SEMINARIO CON ALTRI GOVERNATORI  
 
L´aquila, 26 settembre 2013 - "Abbiamo discusso in preparazione del patto per la Salute. Il Governo nazionale vorrebbe proporre uno stanziamento del fondo sanitario nazionale non quantificato ma fissando una percentuale del Pil. Ma così le Regioni non conoscerebbero l´importo e non sarebbero messe in grado di gestire programmi operativi. E´ quanto dichiarato ieri dal Presidente Gianni Chiodi a margine del seminario di lavoro, a porte chiuse, tra i presidenti di Regione sulle riforme, sul nuovo patto della salute e sulla programmazione dei fondi comunitari 2014-2020. La riunione è stata convocata per fare il punto sulla linea che le Regioni, già a partire da domani, nella riunione della Conferenza dei presidenti e delle Conferenze Stato-regioni e Unificata, dovranno assumere nel confronto del Governo. "La sanità - ha proseguito Chiodi - è in gran parte un investimento e per programmare gli investimenti ed i costi di struttura , vi è la necessità di conoscere quello su cui si può contare".  
   
   
REGIONE TOSCANA: PRONTO SOCCORSO, AL VIA L´INDAGINE DEL MES SUL GRADIMENTO DEGLI UTENTI  
 
Firenze, 26 settembre 2013 - Qual è il suo giudizio sulla qualità dell´assistenza ricevuta al pronto soccorso? E sulla cortesia del personale? Quanto tempo ha atteso prima di essere visitato dal medico? Queste e altre domande - 40 in tutto - saranno rivolte agli utenti dei pronto soccorso di tutti gli ospedali toscani, dal 30 settembre prossimo, quando prenderà il via, in tutte le 12 Asl e le 4 aziende ospedaliero-universitarie della Toscana, l´indagine di soddisfazione dei pronto soccorso toscani condotta dal Mes, il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant´anna di Pisa, per conto della Regione Toscana. Obiettivo della rilevazione, conoscere le opinioni e l´esperienza dei pazienti rispetto al funzionamento del pronto soccorso, per migliorare la qualità dell´assistenza. "Invito i cittadini a rispondere al questionario, perché i pazienti che parteciperanno all´indagine potranno raccontare la loro esperienza diretta - dice l´assessore al diritto alla salute Luigi Marroni - I risultati di questo studio ci saranno molto utili per conoscere il loro punto di vista sulla qualità dei nostri pronto soccorso, e individuare così quali aspetti dell´assistenza siano soddisfacenti e quali invece dovrebbero essere migliorati". "Negli anni passati le indagini svolte e il parere espresso dagli utenti - aggiunge Sabina Nuti, direttore del Mes - sono stati essenziali per dare rilevanza a una serie di aspetti importanti per il servizio, quali il valore della collaborazione tra medici e infermieri all´interno del pronto soccorso o la comunicazione chiara al paziente. Solo l´utente può svolgere alcune valutazioni essenziali per garantire la qualità dei servizi e orientare la programmazione regionale. Per questo è importante partecipare all´indagine". Come funziona l´indagine - I questionari inviati saranno oltre 30.000, a un campione di pazienti maggiorenni, estratti tra coloro che accederanno a uno dei pronto soccorso toscani tra il 30 settembre e il 10 novembre 2013 (per il Meyer, trattandosi di pazienti minorenni, saranno i genitori a compilare il questionario). Il questionario si compone di circa 40 domande a risposta chiusa, che prendono in considerazione una serie di aspetti legati all´esperienza dell´utente del pronto soccorso, dal momento dell´accesso fino alla dimissione, quali i tempi di attesa, la cortesia e la professionalità del personale, la valutazione della qualità complessiva. Per favorire il dialogo con i cittadini, il questionario si chiude con uno spazio aperto, in cui inserire commenti e opinioni. Il questionario sarà inviato a casa per posta, da compilare e restituire tramite busta preaffrancata. Chi lo preferisce, potrà rispondere per telefono, chiamando il numero dedicato che troverà nella lettera, cui lasciare i suoi riferimenti: un ricercatore del Mes lo chiamerà per effettuare l´intervista telefonica. In alternativa, il paziente potrà compilare il questionario sul web, secondo le modalità che troverà indicate nella busta. Durante lo svolgimento dell´indagine, il questionario online sarà accessibile solo ai pazienti che ricevono la busta. Dopo la chiusura dell´indagine, il sito internet diventerà accessibile a tutti i cittadini, in modo che possano continuare a riferire la loro esperienza. I dati verranno trattati nel più assoluto rispetto della privacy. Qualunque informazione che verrà fornita dai cittadini sarà considerata assolutamente confidenziale. Ai dati avranno accesso esclusivamente i ricercatori che condurranno l´indagine e i riusltati verranno resi noti in forma rigorosamente anonima e aggregata, quindi sarà impossiilbe risalire alle singole persone che hanno partecipato all´indagine. Le informazioni raccolte durante l´indagine verranno conservate per il tempo strettamente necessario allo studio e immediatamente dopo verranno eliminate. I risultati dell´indagine 2011 - Dal 2005 la Regione Toscana conduce indagini per rilevare l´esperienza e il grado di soddisfazione dei pazienti, in collaborazione con le aziende sanitarie e il Laboratorio Mes, che coordina la rilevazione ed elabora i dati. L´ultima indagine sul gradimento del pronto soccorso è stata condotta nel 2011, e aveva rilevato che, complessivamente, il 70% dei cittadini toscani dava una valutazione ottima o buona alla qualità dell´assistenza ricevuta in pronto soccorso, mentre l´8% si dichiarava insoddisfatto. I punti di forza che emergevano dall´indagine: il 76% si è dichiarato soddisfatto dell´umanizzazione della relazione, il 74% dice di aver avuto fiducia, il 75% giudica positivamente il livello di cortesia. I punti di debolezza: il 33% degli utenti non conosce il codice colore, e quindi la priorità di visita assegnata, il 27,5% giudica troppo lunghi i tempi di attesa, il 31,5% ritiene insoddisfacente la gestione del dolore da parte del personale.  
   
   
SOTTOSCRITTA LA CONVENZIONE TRA REGIONE CALABRIA E POLICLINICO “UMBERTO I” DI ROMA PER I TRAPIANTI DI FEGATO  
 
Catanzaro, 26 settembre 2013 - La Regione Calabria e il Policlinico “Umberto I” di Roma hanno sottoscritto un accordo per la realizzazione di un programma di trapianti di fegato su pazienti affetti da epatopatia cronica iscritti nella lista di attesa della regione. Il protocollo, condiviso e sostenuto dai presidenti delle Regioni Giuseppe Scopelliti, della Calabria, e Nicola Zingaretti, del Lazio, è stato firmato dal dirigente generale del Dipartimento tutela della salute della Regione Calabria Antonino Orlando e dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Umberto I” Domenico Alessio. Nello specifico, la convenzione, che ha la durata di tre anni rinnovabili, prevede un programma che ha la finalità di garantire a pazienti affetti da epatopatia cronica iscritti nella lista d’attesa della Regione Calabria, in collaborazione operativa con la divisione di chirurgia generale e trapianti d’organo dell’ “Umberto I”, l’utilizzo degli organi prelevati nelle strutture sanitarie regionali che attualmente sono resi disponibili sul circuito interregionale. Saranno utilizzati gli organi prelevati da donatori cadaveri nei presidi ospedalieri della Regione Calabria nel rispetto della regolamentazione nazionale e interregionale della normativa vigente. Parteciperanno alla realizzazione del programma il Centro regionale trapianti della Regione Calabria con sede operativa nell’Azienda ospedaliera “Bianchi Malacrino Morelli”, le varie strutture regionali di afferenza per i pazienti epatopatici di gastroenterologia o altre specialità indicate dal Centro regionale trapianti Calabria, da individuare Aziende sanitarie provinciali e Aziende ospedaliere calabresi, e la struttura di chirurgia generale e dei trapianti del Policlinico romano. In particolare l’ “Umberto I” si impegna ad accogliere presso la propria struttura, senza alcun aggravio per la Regione Calabria, personale medico e infermieristico indicato dal Centro regionale trapianti Calabria per periodi di formazione. Tra gli obiettivi anche quello di ridurre la mobilità passiva. Non più viaggi di controllo per i pazienti candidati al trapianto o già trapiantati, non più spese gravose per le famiglie già provate da situazioni di estremi disagi e difficoltà. Il tutto si svolgerà attraverso una rete sanitaria regionale che garantirà sia il periodo di preparazione al trapianto che la fase post trapianto. La remunerazione di tutte le prestazioni ambulatoriali e di ricovero rese dal Policlinico “Umberto I” avverrà tramite le vigenti regole del sistema della mobilità interregionale. È dal 1989 che il Policlinico collabora con le Istituzioni della Regione Calabria, con l’Università degli studi “Magna Grecia” di Catanzaro e con le aziende ospedaliere “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, “Annunziata” di Cosenza e “Bianchi Malacrino Morelli” di Reggio Calabria per la realizzazione dei primi trapianti di rene eseguiti sul territorio calabrese.  
   
   
CONGRESSO NAZIONALE INTERSOCIETARIO DELLE SEZIONI DI RIABILITAZIONE INFANTILE SIMFER - SINPIA 2013. NUOVE STRATEGIE NELLA RIABILITAZIONE IN ETÀ EVOLUTIVA: DALLE NEUROSCIENZE ALLA PRATICA CLINICA. COME LA RICERCA E LE TECNOLOGIE BIOMEDICHE STANNO CAMBIANDO I PERCORSI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICO – RIABILITATIVI.  
 
Bosisio Parini, 26 settembre 2013 - Si terrà a Brindisi dal 3 al 5 ottobre 2013, presso il Nuovo Teatro Giuseppe Verdi, l’ottavo evento congiunto della Simfer e della Sinpia, che quest’anno sarà organizzato dal Polo pugliese dell’Irccs Medea – La Nostra Famiglia. Tema dell’evento saranno le nuove strategie nella riabilitazione in età evolutiva. In effetti, la riabilitazione in età evolutiva è oggetto, negli ultimi anni, di una profonda trasformazione sia per quanto concerne i percorsi diagnostici sia per la definizione dei protocolli terapeutico-riabilitativi che ne conseguono. Tale trasformazione ha il suo motore nella ricerca e nelle nuove tecnologie impiegate in questo ambito. Oggi è possibile lo studio approfondito della patologia che genera la disabilità e della sua eziologia grazie ad un approccio multidisciplinare nel quale convergono i frutti dei notevoli progressi fatti nel campo della ricerca in ambito clinico-sperimentale con la neurogenetica, la neurofarmacologia e la neuropsicologia, il neuroimaging e la neurofisiologia, e quelli ottenuti nell’ambito dell’innovazione tecnologica con la biomeccanica e bioinformatica, la robotica e la realtà virtuale. Questi aspetti sono diventati parte integrante dei percorsi neuroriabilitativi dalla loro progettazione ed esecuzione sino alla valutazione degli esiti. In questo scenario diventa necessaria la conoscenza e la condivisione di tutte queste innovazioni al fine di sfruttare efficacemente l´enorme potenziale che esse possono fornire, per migliorare i risultati funzionali della riabilitazione. Soggetto e oggetto di questi saperi e del nostro agire professionale è il bambino nella sua globalità, la qualità della sua vita, il suo adattamento, la sua partecipazione. Questo richiede da parte degli specialisti un importante impegno etico che orienti verso i temi portanti della ricerca, cura e riabilitazione in età evolutiva. Il Congresso rappresenta l’ottavo evento congiunto della Sezione “Attività e partecipazione della persona disabile in età evolutiva” della Simfer e della Sezione di Riabilitazione della Sinpia e sarà un ottimo punto di incontro per i professionisti e ricercatori che desiderino creare sinergie tra le rispettive discipline che potrebbero portare ad approcci innovativi e progressi importanti nel campo della ricerca e della clinica in riabilitazione in età evolutiva. L’evento si apre il 3 ottobre con un simposio sul ruolo degli ausili nella riabilitazione del bambino con disabilità, seguito dalla cerimonia inaugurale e dalla Lettura Magistrale “La Nostra Famiglia dall’Italia alla Cina: se al centro c’è l’uomo la riabilitazione non ha confini” di Alda Pellegri, Presidente Irccs E. Medea - Associazione La Nostra Famiglia. Il 4 ottobre, nella sessione Neuroscienze e Riabilitazione, si parlerà di nuove tecnologie: dal neuroimaging, per lo studio dei substrati anatomici associati allo sviluppo della disabilità in età evolutiva, alla Next Generation Sequencing, per la ricerca delle alterazioni genetiche nelle disabilità dello sviluppo; in giornata anche la Lettura Magistrale “Nuove strategie terapeutiche nelle malattie neuromuscolari. In memoria di Emanuele De Liso” di Nereo Bresolin, Direttore Scientifico Irccs E. Medea, e la sessione sui nuovi strumenti di valutazione, con la classificazione Icf-cy e la sua applicazione in riabilitazione. Il 5 ottobre si parlerà di nuove strategie, come la riabilitazione robot-assisted del cammino, i nuovi orientamenti nella riabilitazione delle funzioni cognitive, della funzionalità visiva e dei disturbi dello spettro autistico; seguiranno interventi sui trattamenti farmacologici e chirurgici in riabilitazione, in particolar modo nell’epilessia, nella spasticità, nelle distonie e nei disturbi dello spettro autistico. Il Congresso, al quale sono stati assegnati 8 crediti Ecm, è rivolto a Medici Chirurghi (Medicina fisica e riabilitazione, Neuropsichiatri Infantili, Neurologi, Neurochirurghi), Pediatri, Psicologi, Fisioterapisti, Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Terapisti occupazionali, Tecnici ortopedici e Logopedisti. Http://www.ptsroma.it/simfer-sinpia2013/  
   
   
OSPEDALE SAN PIETRO FATEBENEFRATELLI DI ROMA : ARRIVA "LINK", UN COLLEGAMENTO TRA MEDICI PER GUARIRE IL PROLASSO E L’INCONTINENZA CHE IN ITALIA COLPISCONO 5 MILIONI DI DONNE OVER 40  
 
Roma, 26 settembre 2013 - L’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma si arrichisce dell’uroginecologia chirurgica garantita Link e si colloca tra i centri di riferimento regionale per il trattamento del prolasso e dell’incontinenza urinaria. Il Lazio si pone così in prima linea nella cura risolutiva del prolasso genitale e dell’incontinenza urinaria grazie a innovative tecniche chirurgiche minivasive di lifting uro-genitale che si effettuano in day hospital, in anestesia locale e a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale, quindi gratuite per la paziente. Le nuove metodiche consentono alla donna di ritrovare la sua integrità fisica e la femminilità. Link, che in inglese significa collegamento, è un´iniziativa patrocinata dalla Federazione Italiana Incontinenti (Finco), che mette in contatto diretto i chirughi degli ospedali che praticano la chirurgia uroginecologica gli urologi e ginecologi ambulatoriali che effettuano le visite e le pazienti. “Link”, spiega il dottor Quirico Maglioni, responsabile della Chirurgia Ricostruttiva del Pavimento Pelvico al San Pietro Fatebenefratelli di Roma, crea un filo diretto tra il medico che ha formulato la diagnosi e il chirurgo, mantenendo la paziente al centro dell´attenzione.Una stretta collaborazione tra professionisti di alto livello “collegati” tra loro che garantisce alla donna, anche attraverso un’informazione corretta e specifica da parte di fonti qualificate, la sicurezza di un trattamento efficace e risolutivo . Link crea un filo diretto tra il medico che ha formulato la diagnosi e il chirurgo, mantenendo la paziente al centro dell´attenzione anche dopo l´intervento”. Targa Link Presso gli ospedali e gli ambulatori che aderiscono a Link, ai quali viene consegnata una targa di identificazione, è a disposizione materiale informativo per la paziente al fine di informarla e sensibilizzarla sull´incontinenza, sul prolasso e sulle più aggiornate opportunità terapeutiche alle quali affidarsi, sulla riabilitazione, sui farmaci e sulla chirurgia Link al San Pietrofatebenefratelli di Roma Il progetto Link all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli, di Roma partirà il 24 luglio 2013 con il conferimento della targa identificativa e la consegna del materiale informativo per le pazienti. Durante l’inaugurazione di Link ci sarà un incontro tra i vari interlocutori del progetto Link. Si tratta dunque di un modello integrato che esalta le competenze di ognuno per raggiungere il massimo benessere fisico e psicologico della Donna. Questo centro Link si aggiunge a quelli già esistenti nel Lazio ai quali ne seguiranno a breve altri in tutta Italia. Link e l’informazione alle pazienti “Malgrado l’elevata incidenza del prolasso genitale e dell’incontinenza urinaria che, con ansia, depressione e isolamento influisce pesantemente sulla qualità della vita, sui rapporti sociali, sull´intesa di coppia e sulla sessualità”, dice il dottor Quirico Maglioni, “solo una minoranza di donne viene operata e guarita definitivamente. Questo accade per la scarsa informazione alle pazienti da parte dello specialista ambulatoriale - ginecologo o urologo - che spesso ignora le metodiche di chirurgia pelvica che risolvono il problema e gli ospedali che le attuano, e quindi dopo aver effettuato la diagnosi si limita a prescrivere il pannolone. Ora grazie a Link, che crea un collegamento diretto tra i vari specialisti, è possibile risolvere definitivamente le due patologie grazie a innovative tecniche chirurgiche minivasive di lifting uro-genitale che si effettuano in day hospital, in anestesia locale in molti ospedali della Penisola a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale e quindi gratuite per la paziente”. La nuova chirurgia pelvica “Le più recenti tecniche di lifting genitale per il prolasso”, spiega l’esperto, “si avvalgono di Elevate basata sull’inserimento per via vaginale di una speciale rete in polipropilene che sotituisce il supporto originario del pavimento pelvico danneggiato (l’insieme di muscoli e legamenti che sostiene gli organi genitali). Rispetto agli interventi invasivi tradizionali, spesso associati all’asportazione dell’utero - isterectomia - e gravati da recidive nel 20–30% dei casi (1 donna su 5 ripresenta il problema e deve subire un altro intervento), Elevate spesso consente di non asportare l’utero quando questo è sano e perciò evita l’insorgere di problemi psicologici legati alla privazione di un organo collegato alla maternità e all’identità femminile. Presenta basso rischio di recidive - 4% -, si può effettuare in anestesia spinale con una rapida ripresa. Tra le nuove tecniche per l’incontinenza urinaria c’è Miniarc, con l’applicazione, sempre per via vaginale, di sling sottouretrale - una benderella in polipropilene (simile a quella usata nel prolasso) che posta sotto l’uretra ristabilisce il suo corretto funzionamento e il ripristino della normale continenza. I vantaggi delle nuove tecniche rispetto ai vecchi interventi invasivi sono l´efficacia, la brevità degli interventi (20-30 minuti in day hospital con anestesia locale o loco regionale) e i brevi tempi di recupero con un ritorno alle normali attività entro una settimana”. Le patologie “Il prolasso genitale”, ricorda il dottor Quirico, “consiste nell’abbassamento dalla sede naturale e talvolta fuori dall´introito vaginale di una o più strutture pelviche - utero, vescica e retto. Spesso si associa all’incontinenza urinaria, la perdita involontaria di urina a seguito di un piccolo sforzo come un colpo di tosse o il sollevamento di una borsa. Si tratta di patologie causate principalmente da gravidanza, parto e menopausa, che rimangono ancora nascoste perché molte donne, erroneamente convinte che a una certa età questi disturbi siano quasi normali, non si rivolgono al medico e si rassegnano al pannolone. L’incontinenza urinaria e il prolasso genitale, da oggi grazie anche a Link, si curano efficacemente con ottimi risultati  
   
   
NUOVA APPARECCHIATURA PER GINECOLOGI E PROCTOLOGI: SECCHEZZA VAGINALE, INCONTINENZA, VAGINITE, CANDIDA, PERDITA DI TONO, PROCTALGIE E RAGADI SONO SOLO ALCUNE DELLE PATOLOGIE CHE EPV È IN GRADO DI CURARE.  
 
Milano, 26 settembre 2013 - Blue-moon è un’azienda completamente italiana che progetta e realizza apparecchiature elettromedicali e per l’estetica, utilizzando tutte le migliori risorse dell’industria elettronica. Attiva dal 1995, è nota nel settore per la qualità e l’affidabilità delle sue apparecchiature. L’azienda è certificata Uni En Iso 9001 per la gestione della qualità e Uni En Iso 13485 per la progettazione e costruzione di apparecchi elettromedicali. L’ultima apparecchiatura uscita dai laboratori di Legnano (Milano) è denominata l’Epv (Elettroporazione Vaginale/anale), un dispositivo che permette la veicolazione transdermica e transmucosa di principi attivi necessari al normale ripristino della fisiologia vaginale, vulvare e anale. Alcuni esemplari sono già in uso presso studi medici e uno è in dotazione all´Università Statale di Milano. Epv è in grado di intervenire con successo su alcune patologie, come il deficit della continenza, le dissinergie pelvi-perineali, proctiti e proctalgie, ragadi acute e croniche, secchezza, prurito, bruciori, distrofie vulvari e dispareunia (dolori durante un rapporto sessuale). Epv veicola principi attivi finalizzati all’idratazione e al trofismo vulvo-vaginale tramite applicatori specifici: uno ridotto (per i casi di critica introduzione), uno standard (per tutte le altre applicazioni) e uno destinato alle patologie anali. La penetrazione di farmaci nella mucosa vaginale e anale è spesso molto ridotta perchè la maggor parte del prodotto inserito viene successivamente espulso. Tramite l’elettroporazione dinamica, invece, vengono generati impulsi elettrici, che provocano l’aumento della permeabilità della membrana rendendo l’assorbimento delle sostanze di gran lunga superiore. Per le cure tramite Epv, i medici possono utilizzare in associazione antibiotici, ormoni (testosterone, estrogeni e progesterone), antinfiammatori, analgesici, vitamine A, E, F, prodotti idratanti, sostanze biorigeneranti e miorilassanti. Per le cure anali vengono invece impiegati cortisonici, cicatrizzanti, fitoterapici, antinfiammatori, biorivitalizzanti. Gli effetti del trattamento migliorano completamente queste parti del corpo così delicate, con effetti analgesico e decontratturante, aumentando il tono muscolare e il piacere coitale, migliorando l’elasticità tessutale e infine contribuendo a un’azione anti-aging. Ancora una volta la genialità italiana è al servizio della medicina: in questo caso l’apparecchiatura è utilissima per la donna nella fase delicata della maternità e in particolare nel periodo post parto e post-menopausa e, per entrambi i sessi, nella cura di ragadi anali, emorroidi, incontinenza urinaria e fecale. Blue-moon, per aumentare le funzioni di Epv, ha realizzato anche due applicatori per trattamenti esterni, con i quali è possibile curare molte patologie cutanee, non solo nelle parti intime.  
   
   
TRATTAMENTO E PREVENZIONE DEI COAGULI NEI VASI SANGUIGNI  
 
Berlino,26 settembre, 2013 – Pubblicati il 20 settembre sul Thrombosis Journal i risultati del programma di studio clinico di Fase Iii Einstein che sottolinea l’efficacia di rivaroxaban, nuovo anticoagulante orale in monoterapia di Bayer Healthcare, nel trattamento e nella prevenzione della trombosi venosa profonda recidivante (Tvp) e dell’embolia polmonare (Ep), la cui sicurezza globale è paragonabile alla terapia standard. Inoltre, rispetto alla strategia di trattamento della duplice terapia standard, che comprende eparina iniettabile a basso peso molecolare (Ebpm) e antagonisti della vitamina K (Avk), rivaroxaban ha ridotto significativamente il tasso di eventi di sanguinamento maggiore del 46%, incluso il rischio di emorragia fatale, offrendo allo stesso tempo un migliore profilo di rischio-beneficio nel paziente indipendentemente dall´età, la fragilità, il sesso, il peso o la funzionalità renale. “La pubblicazione odierna di questi importanti risultati, mette ulteriormente in luce le potenzialità del farmaco nel migliorare l’attuale pratica clinica, sia nel trattamento della trombosi venosa profonda (Tvp) in fase acuta e dell’embolia polmonare (Ep), sia nella prevenzione di Tvp ed Ep ricorrenti” afferma il Dott. Alexander T. Cohen, King’s College Hospital, Londra, e membro del Comitato Direttivo degli studi Einstein. “L’unicità della monoterapia con rivaroxaban, efficace sin dal primo giorno, ha il potenziale, non solo di migliorare gli outcome clinici, ma anche di ridurre l’impatto complessivo della terapia con anticoagulanti, favorendo così la gestione continua dei pazienti dall´ospedale al domicilio ed evitando loro la necessità di ricorrere ad iniezioni o al monitoraggio di routine della coagulazione". Una sub-analisi dello studio Einstein Dvt, precentemente pubblicata online sulla rivista Thrombosis and Haemostasis, conferma inoltre che rivaroxaban migliora la soddisfazione per il trattamento rispetto alla tradizionale duplice terapia. I dati indicano anche un miglioramento nell’aderenza e continuità nella prevenzione a lungo termine di coaguli di sangue venoso ricorrenti, rispetto agli antagonisti della vitamina K come il warfarin. Questi risultati completano un’analisi sulla soddisfazione, riportata dai pazienti durante lo studio Einstein Pe, ed evidenziano importanti benefici in termini di aderenza e continuità alla terapia con rivaroxaban sia in fase acuta che nella prevenzione a lungo termine, indipendentemente dal tipo di coagulo di sangue venoso formatosi. “Queste analisi si aggiungono al già ampio numero di risultati clinici e di dati real-life a supporto di rivaroxaban nel trattamento dei coaguli di sangue venosi e arteriosi, fornendo ulteriori rassicurazioni per quanto riguarda l´uso terapeutico del farmaco attraverso un ampio spettro di indicazioni cliniche” afferma il Dottor Kemal Malik, membro del Comitato esecutivo di Bayer Healthcare Executive Committee Capo della Global Development. Rivaroxaban, approvato per 5 indicazioni in sette distinte aree di impiego, protegge in modo rilevante i pazienti in un numero maggiore di condizioni cliniche di tromboembolismo venoso e arterioso rispetto a qualsiasi altro nuovo anticoagulante orale. Programma di Studi Clinici Einstein - Einstein, programma di studi clinici sul trattamentod ella Tvp ed Ep, comprende tre Studi di Fase Iii che hanno confrontato rivaroxaban assunto singolarmente, rispetto al doppio regime terapeutico di eparina a basso peso molecolare (Ebpm) e antagonisti della vitamina K (Avk) per il trattamento della trombosi venosa profonda (Tvp) e dell’embolia polmonare (Ep) e per la prevenzione della trombosi venosa profonda (Tvp) e dell’embolia polmonare (Ep). Nelle analisi aggregate su oltre 8.000 pazienti, rivaroxaban ha mostrato in termini di efficacia la non inferiorità rispetto ad enoxaparina, eparina iniettabile a basso peso molecolare (Ebpm), e antagonisti della vitamina K (Avk) (Hr 0.89 (95% Ci 0.66-1.19), p=<0.0001), e un tasso di incidenza complessivamente maggiore nel principale outcome di sicurezza, il sanguinamento clinicamente rilevante, maggiore e non maggiore, rispetto ad enoxaparina e Avk (Hr 0.93 (95% Ci 0.81-1.06), p=0.272). Rivaroxaban ha inoltre dimostrato una riduzione significativa nel sanguinamento maggiore (Hr 0.54 (95% Ci 0.37-0.79), p=0.002) rispetto alla tradizionale duplice terapia. Nel complesso, i principali risultati sulla sicurezza sono stati coerenti indipendentemente dall´età del paziente, la fragilità, il peso, il sesso e la funzionalita renale. I risultati dell’analisi combinata sono stati precedentemente presentati al 54° Congresso annuale dell’ American Society of Hematology (Ash) tenutosi ad Atlanta nel dicembre 2012. Rivaroxaban è stato approvato per il trattamento, in monoterapia efficace sin dal primo giorno, della trombosi venosa profonda (Tvp) e dell’embolia polmonare (Ep), come pure per la prevenzione di Tvp ed Ep recidivanti in pazienti adulti in numerosi Paesi in tutto il mondo, incluse Europa e Stati Uniti. Tromboembolismo venoso e arterioso (Tev) - La trombosi è la formazione di un coagulo all’interno di un vaso sanguigno, che ostruisce una vena (trombosi venosa) o un’arteria (trombosi arteriosa). Il tromboembolismo venoso e arterioso si verifica quando un coagulo, o una parte di esso, si stacca e viene trasportato attraverso la circolazione sanguigna, fino all’ostruzione di un vaso più piccolo. La conseguenza può essere un danno agli organi vitali, poiché il tessuto “a valle” dell’ostruzione non riceve più nutrienti e ossigeno. Il tromboembolismo venoso e arterioso è responsabile di una serie di condizioni gravi e potenzialmente fatali: Il tromboembolismo venoso (Tev) si verifica quando parte di un coagulo, formato in una vena profonda, ad esempio in un arto inferiore (nota come trombosi venosa profonda o Tvp), viene trasportato fino a un polmone, attraverso il cuore, impedendo l’apporto di ossigeno all’organismo. Questo fenomeno è noto come “embolia polmonare” (Ep), evento che può risultare rapidamente fatale. L’ostruzione del flusso sanquigno a causa di coaguli di sangue nelle vene profonde e nei polmoni, uccide una persona ogni 37 secondi nel mondo occidentale. Il tromboembolismo arterioso avviene quando il flusso di sangue ossigenato che dal cuore va venso un’altra parte del corpo (mediante un’arteria) viene interrotto da un coagulo. Se ciò avviene in un vaso che irrora il cervello, può provocare un ictus, evento grave, invalidante e a volte fatale. Se si verifica in un’arteria coronaria, può avere luogo una sindrome coronarica acuta (Sca), complicanza della cardiopatia coronarica, che include infarto del miocardio (attacco cardiaco) e angina instabile. Il tromboembolismo venoso e arterioso è un’importante causa di morbilità e mortalità e richiede un trattamento attivo o preventivo per evitare esiti potenzialmente gravi o fatali per i pazienti. Rivaroxaban è un nuovo anticoagulante orale, con le indicazioni più ampie, commercializzato con il nome di Xarelto. Il farmaco, approvato per cinque indicazioni (Fa, Sca, Tev, Ep, Tvp) in sette distinte aree cliniche di impiego, protegge in modo rilevante i pazienti in un numero maggiore di condizioni cliniche di tromboembolismo venoso e arterioso rispetto a qualsiasi altro nuovo anticoagulante orale. Prevenzione di ictus ed embolismo sistemico in pazienti adulti con fibrillazione atriale (Fa) non valvolare, con uno o più fattori di rischio; trattamento della trombosi venosa profonda (Tvp) negli adulti; trattamento dell’embolia polmonare (Ep) negli adulti; prevenzione di Tvp o Ep ricorrenti negli adulti; prevenzione del tromboembolismo venoso (Tev) nei pazienti adulti sottoposti a intervento elettivo di sostituzione dell’anca; prevenzione del tromboembolismo venoso (Tev) nei pazienti adulti sottoposti a intervento elettivo di sostituzione del ginocchio; prevenzione di eventi aterotrombotici (morte cardiovascolare, infarto del miocardio o ictus) in pazienti adulti con elevati livelli di biomarcatori cardiaci che hanno subito un evento recente di Sca, trattati con acido acetilsalicilico (Asa) da solo o con Asa più una tienopiridina (clopidogrel o ticlopidina).  
   
   
“EHI, TU! HAI MIDOLLO?” TRIPLICA LA SOLIDARIETA’ IN TUTTE LE PIAZZE ITALIANE  
 
Genova, 26 settembre 2013 - Solo 1 persona su 100.000 è compatibile con chi sta aspettando il trapianto di midollo osseo: un dato difficile da accettare per tutti quei malati di leucemia (1.500 ogni anno) che sanno di avere una nuova possibilità di vita grazie alla generosità di un potenziale donatore. Con l’obiettivo di donare speranza a ognuno di loro, sabato 28 settembre torna “Ehi, tu! Hai midollo?”, giornata nazionale di sensibilizzazione - rivolta soprattutto ai giovani dai 18 ai 35 anni - per la ricerca di nuovi potenziali donatori di midollo osseo da iscrivere al Registro Ibmdr, che ha sede presso l´Ospedale Galliera di Genova. Un appuntamento che vede scendere in campo la passione, la grinta e l’impegno dei volontari Admo e dei clown di corsia aderenti alla Federazione Vip Viviamo in Positivo, pronti ad animare il cuore delle città italiane. “Ehi, tu! Hai midollo?” nasce nel 2010 a Genova, come iniziativa organizzata da Admo Liguria in collaborazione con i clown di corsia Pagiassi Vip di Genova, che scelgono di sensibilizzare i giovani direttamente in piazza partendo dall’esperienza vissuta in famiglia da Riccardo Castellaro, claun Furbetto, e dalla consapevolezza che ogni malato deve e può avere la possibilità di riagguantare la propria vita. Nel settembre del 2011 l’evento diventa nazionale: sono stati 1.859 i giovani che si sono sottoposti al prelievo per essere tipizzati nelle autoemoteche presenti nelle piazze italiane (973 le promesse di sottoporsi alla tipizzazione in un momento successivo). L’anno scorso, sempre a settembre, è stata invece raggiunta la quota di 3.175 nuovi iscritti al Registro Nazionale dei Donatori di Midollo Osseo (quota alla quale vanno aggiunte 864 promesse). E per l’edizione 2013 dell’evento? La speranza è di iscrivere oltre 4.000 nuovi donatori, perché questo risultato sarebbe un importante passo avanti verso il traguardo dei 500.000 iscritti, obiettivo che il Registro, in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti, vorrebbe centrare entro i prossimi anni. Attualmente, infatti, il Registro conta 340.000 potenziali donatori attivi, per un totale di 420.000 iscritti dal 1989, anno di inizio della sua attività. Quest’anno, poi, “Ehi, tu! Hai midollo?” assume una portata internazionale, per l’adesione al progetto anche da parte della Francia (attraverso l’Agence de la Biomédecine) e della Spagna (con l’Organización Nacional de Trasplantes Ministerio de Sanidad, Servicios Sociales e Igualdad), l’una e l’altra uniti al Registro Italiano Ibmdr e al Centro Nazionale Trapianti nell´ambito della South Transplant Alliance. Un importante supporto all’iniziativa è sempre arrivato, fin dall’inizio, dal mondo dello sport. Ma questa volta i ragazzi della formazione di rugby Cus Genova Ubi Banca e della squadra di pallanuoto Sporting Club Quinto hanno deciso di andare oltre il semplice sostegno. E così hanno scelto di essere tipizzati proprio in occasione dell’evento 2013, per diventare testimonial iscritti al Registro dei Donatori. Sabato 21 e domenica 22 settembre, tra l’altro, a fronte di un Genoa e di una Sampdoria che hanno garantito la loro presenza a ogni edizione dell’iniziativa (e anche a questa, dunque), tutte le squadre della Lega Serie A Tim hanno aderito all’iniziativa che ha visto campeggiare - negli stadi italiani - il grande striscione dell’evento. Ma non è tutto. Perché l’elenco dei personaggi famosi che sostengono il progetto vanta anche i protagonisti della fiction “Un medico in famiglia”, comici di rilievo quali Valentina Persia, Emo e Rocco Gigolò. Un sostegno particolare arriva inoltre dalla Fipav Federazione Italiana Pallavolo e dalla pallavolista Valentina Arrighetti, da Bianca Carretto per la scherma, dalla Scuola di Stuntman Scuola di Polizia (Mirabilandia) e, dal mondo della musica, nelle persone di Beppe Carletti con i Nomadi, di Fiorella Mannoia, dei Modena City Ramblers e di Nek. Sabato 28, invece, a supportare in piazza volontari e clown nella loro “opera di sensibilizzazione” ci saranno alcuni degli attori interpreti di due seguite soap opera televisive, “Un posto al sole” (Rai 3) e “Centovetrine” (Canale 5). Sono voluti diventare sostenitori della causa perché una persona, molto vicina a loro, ha avuto bisogno di un donatore di midollo osseo. Così, tutti insieme, hanno deciso di farsi portavoce dei messaggi di solidarietà e amore, parlandone ogni volta che vengono intervistati. E una presenza immancabile per ogni edizione, infine, è quella di Domenico De Pasquale, alias Mingo - l’inviato speciale di “Striscia la notizia” - protagonista dello spot televisivo, con il naso rosso (che identifica i clown di corsia) ben in vista.  
   
   
SPORT. MILANO ORGANIZZA IL TROFEO ARPAD WEISZ CONTRO IL RAZZISMO NEL CALCIO  
 
Milano, 26 settembre 2013 - Contro ogni razzismo e xenofobia, per insegnare il rispetto dell’avversario e un modo sano di tifare la propria squadra. Per ricordare Arpad Weisz, (grande allenatore ungherese degli anni ‘30, scopritore di Meazza, vincitore di tre scudetti, morto ad Auschwitz nel 1944) il Comune di Milano ha organizzato un triangolare a lui intitolato che verrà giocato domani presso l’Arena Civica ‘Gianni Brera’ dagli Allievi di Milan, Bologna e Inter. Si tratta di un torneo ufficiale, dal titolo “Il calcio unisce, il razzismo divide”, riconosciuto dalla Figc. “Anche queste iniziative sono utili per combattere il razzismo fuori e dentro gli stadi – ha dichiarato Chiara Bisconti, assessora allo Sport, Benessere, Tempo Libero e Qualità della Vita –. Serve giocare insieme e non tifare contro. Milano è la prima città italiana ad organizzare un torneo in memoria di un cittadino straniero, un allenatore all’epoca famosissimo, scomparso per decenni dalla memoria collettiva, perseguitato e cacciato dall’Italia perché ebreo e ucciso con tutta la sua famiglia in un campo di sterminio”. Alla giornata aderiscono, oltre al Comune di Milano, il Comune di Bologna, il progetto “W il Calcio”, le camere del Lavoro di Milano e Bologna, Arci, Uisp, la Comunità Ebraica di Bologna e Milano, il Console d’Ungheria a Milano, le squadre di Inter, Milan, Bologna, Monza, Brescia, Brera, la Figc, l’Associazione Italiana Calciatori, l’Associazione Italiana Allenatori, Radio Popolare, la Coop Lombardia, la Coop Adriatica. Sarà presente anche il console generale d’Ungheria e verrà letto un messaggio ufficiale della federazione calcio ungherese. Una grande gloria del passato, Mariolino Corso, parteciperà alla premiazione finale. La giornata di oggi inizierà alle 15 con una sfida tra rappresentative della Camera del Lavoro di Bologna e di “W il Calcio” e delle Camere del Lavoro di Milano e Bologna. In campo ci saranno anche alcuni consiglieri comunali di Milano. Le squadre scenderanno in campo con una apposita maglietta celebrativa, realizzata da “W Il Calcio”, in ricordo di Weisz. Alle 16 la sfida tra la Berretti del Brescia e Monza (che da quest’anno, prima in Italia, giocherà con una maglietta ‘stop racism’, rinunciando allo sponsor). Alle 17:15 la prima partita del triangolare Milan-inter-bologna. Alle 20 la premiazione di tutte le squadre presso la sala Appiani dove, nel corso di tutta la giornata, verranno esposte le tavole sulla vita di Weisz disegnate da Matteo Matteucci e verrà proiettato un video sulla vita dell’allenatore. La premiazione sarà preceduta da un intervento sul campo de ‘Io Tifo Positivo’. La finale vedrà la ‘telecronaca’ di Claudio Agostoni di ‘Radio Popolare’ e di Paolo Maggioni di ‘Caterpillar’ (Radio2). Dopo un rinfresco-buffet, alle 20.45 circa, la chiusura della giornata con la rappresentazione ‘Shoah’ a cura di Roberto Cajafa, introdotta da Moni Ovadia .