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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 03 Ottobre 2013
LA BEI SOSTIENE LA PRODUZIONE DI ENERGIA PIÙ EFFICIENTE E RIDUZIONE DELLE EMISSIONI IN RUSSIA  
 
Lussemburgo / Vladivostok, 3 ottobre 2013 - La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha accordato un finanziamento di 100 milioni (Rub 4 miliardi) di euro per sostenere la modernizzazione del potere e della tecnologia di generazione di calore a Vladivostok. Il progetto fa parte di un programma più ampio per portare il gas naturale per Estremo Oriente della Russia, consentendo un passaggio dal carbone al gas naturale come fonte di energia primaria e di riduzione di Co 2 le emissioni. Il prestito - il primo in assoluto ad essere erogato da Bei in rubli russi - servirà a finanziare l´installazione di tre nuovi state-of-the-art di produzione combinata di calore e di energia unità di turbine a gas, che aumenterà la produzione di elettricità e calore e portare ambientale ed energetica prestazioni di efficienza in linea con le migliori pratiche. "Il prestito contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, che è una priorità fondamentale per l´Unione europea e, pertanto, anche una delle principali priorità operative della Bei", ha detto Wilhelm Molterer, Vicepresidente della Bei responsabile per le operazioni di prestito in Russia, aggiungendo che il progetto contribuisce anche alla realizzazione del partenariato Ue - Russia per la modernizzazione. L´operazione viene effettuata sotto la Bei mandato sui cambiamenti climatici per i paesi extra-Ue introdotte nel 2011 ed è cofinanziato con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Ciascuna delle tre nuove unità consisterà di una turbina a gas 46,5 Mw ad alta efficienza ed un associato 40 Gcal / h generatore di acqua calda a recupero. Ciò contribuirà a coprire il caldo carico di base per tutto l´anno a Vladivostok e fornitura di energia elettrica nella regione. Il progetto prevede inoltre l´installazione di tre calore solo caldaie (100 Gcal / h ciascuna) per la copertura invernale / picchi di carico e sostituire le vecchie calore solo caldaie attualmente in uso. Konstantin Bessmertniy, membro del consiglio di amministrazione di Jsc Rushydro, promotore del progetto, ha dichiarato: "Rushydro è ora svela un progetto di costruzione su larga scala in Estremo Oriente della Russia. Costruzione di nuovi impianti di generazione migliorerà la sicurezza energetica della regione e fornire ai consumatori un alimentatore affidabile. Supporto per i nostri progetti da grandi istituzioni finanziarie come la Banca europea per gli investimenti è ovviamente un vantaggio e contribuirà a rendere l´attuazione di investimenti di Rushydro piani di un successo ". Direttore Generale della Jsc "Sistemi Energetici dell´Est" Sergei Tolstoguzov, ha dichiarato: " Oggi il sud della regione Primorye volti mancanza di energia Costruzione della nuova stazione consentirà alla città di ottenere due impianti di alimentazione indipendenti Vostochnaya ingresso Chp aumenterà Vladivostok calore.. Capacità di alimentazione e di creare le disposizioni necessarie per l´energia elettrica e calore. Secondo i nostri esperti, la stazione fornirà elettricità a più di 50.000 appartamenti e di fornire calore a più di 600 case plurifamiliari. " Sfondo La Banca europea per gli investimenti è l´istituzione dell´Unione europea, prestiti a lungo termine ed è di proprietà da parte degli Stati membri dell´Ue. Si estende finanziamenti a lungo termine per progetti validi al fine di contribuire ad obiettivi politici dell´Ue. La Bei finanzia progetti nella Federazione russa sotto il suo mandato di prestito per i Paesi vicini orientali (Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldova, Russia e Ucraina), che ammonta a 3,8 miliardi di euro per il periodo 2007-2013 e sta contribuendo allo sviluppo di il settore privato locale, il miglioramento delle infrastrutture sociali ed economiche, e la mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento. Rushydro Group è una delle maggiori società di produzione della Russia. E ´il principale produttore di energia rinnovabile in Russia, con oltre 70 impianti di produzione in Russia e all´estero. Gestisce inoltre una serie di R & S, società di ingegneria e al dettaglio dell´energia elettrica. Patrimonio termale del Gruppo sono gestite da una società controllata (Rao Energy System) in Estremo Oriente della Russia. La sua capacità di generazione di energia elettrica totale è 36,5 Gw e la sua capacità di riscaldamento è di 16 200 Gcal / h. La Federazione russa detiene il 67,1% del Rushydro, il resto è detenuto da altri azionisti istituzionali e individuali (oltre 360 000). Le azioni della società sono negoziate sul Micex e Rts borse e sono inclusi nella Em di Msci e gli indici Russia. Gdr della società sono negoziate sul Iob di Lse e le sue Adr sul Otcqx internazionale.  
   
   
ENERGIA IN ABRUZZO: NOMINA A VERTICE FEDARENE  
 
L´aquila, 3 ottobre 2013 - Antonio Sorgi, direttore degli Affari della Presidenza della Regione Abruzzo, è stato confermato per altri due anni alla vicepresidenza della Fedarene, la Federazione europea delle agenzie e delle Regioni per l´Energia e l´Ambiente. La conferma del mandato biennale è stata salutata con entusiasmo dal presidente della Regione, Gianni Chiodi. "La nomina dell´architetto Sorgi ai vertici di uno dei più importanti organismi europei nel settore dell´energia - ha detto Chiodi - rappresenta un successo per la Regione Abruzzo e testimonia anche il valore e la competenza della classe dirigente dell´ente regionale che riesce a farsi valere anche fuori dai confini nazionali in un ambito europeo. All´architetto Sorgi voglio porgere, a nome dell´intera Giunta regionale, le congratulazioni e gli auguri di un buon lavoro per i prossimi due anni. La nomina di Sorgi - conclude il presidente Chiodi - conferma anche l´autorevolezza che ha acquisito la Regione Abruzzo in Europa nel campo dell´energia e dell´ambiente, sia sul fronte politico che in quello tecnico". Ad Antonio Sorgi l´assemblea della Fedarene, che si è svolta a Zagabria, ha dato il compito di seguire lo sviluppo delle fonti da energia rinnovabile nell´ottica dell´utilizzo dei fondi europei.  
   
   
ENERGIA: L´ELETTRODOTTO UDINE-REDIPUGLIA SI FARÀ  
 
Trieste, 3 ottobre 2013 - "Non è in discussione la realizzazione dell´elettrodotto Udine Ovest-redipuglia, tanto più che questa infrastruttura energetica ha già concluso il suo iter ottenendo l´autorizzazione unica ministeriale il 12 marzo scorso". Ad affermarlo è l´assessore regionale all´Energia Sara Vito rispondendo ad un´interrogazione della presidente del Gruppo consiliare del M5s Elena Bianchi. In particolare, ricorda l´assessore, con una delibera del 25 ottobre 2012 la precedente Giunta regionale aveva espresso l´intesa con lo Stato ai fini del rilascio, a favore della società Terna, dell´autorizzazione unica ministeriale alla costruzione e all´esercizio dell´elettrodotto. Con successiva delibera, il 18 aprile del 2012, la Giunta Tondo aveva inoltre approvato lo schema di convenzione tra la Regione e la Terna con lo scopo di definire le misure di compensazione e riequilibrio ambientale a favore delle amministrazioni comunali interessate. Con la sospensione della convenzione per 90 giorni, decisa il 13 settembre scorso, l´attuale Giunta vuole aprire un dialogo con Terna per garantire tempi più certi nella demolizione delle linee obsolete e per migliorare le compensazioni agli Enti locali coinvolti nel progetto. "Tutto ciò - osserva ancora Vito - nell´interesse dell´intera comunità regionale. Pertanto verrà definito con la società Terna un nuovo accordo per ottenere una soddisfazione reciproca solo e unicamente su queste due questioni".  
   
   
FONTI RINNOVABILI, RISPARMIO ENERGETICO E PAESAGGIO  
 
Trento, 3 ottobre 2013 - E´ in calendario oggi alle 17 presso l´Aula Magna di tsm (Trentino School of Management, via Giusti 40 a Trento) il primo degli appuntamenti del sesto ciclo che la step, Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, organizza per promuovere il confronto e la riflessione su uno dei temi più importanti per lo sviluppo e il futuro del Trentino. Come ogni anno la scuola di formazione voluta dall´esecutivo provinciale 5 anni fa, lavora in collaborazione con la Provincia autonoma. Il ciclo “Energia paesaggio” sarà dedicato alla progettazione sostenibile attraverso l’approfondimento delle relazioni tra l’utilizzo di fonti rinnovabili, le politiche di risparmio energetico e la trasformazione del paesaggio. Due gli incontri previsti: “Fonti rinnovabili, risparmio energetico e paesaggio” è in programma domani, appunto, mentre il secondo “Le forme dell’energia: paesaggio-pianificazione-progetto”, è in calendario il 17 ottobre alle ore 15,30. E´ gradita la conferma di partecipazione iscrivendosi al sito www.Tsm.tn.it oppure inviando una mail a step@tsm.Tn.it oppure telefonando al numero 0461.020 060. I processi del costruire sono spesso indifferenti ai contesti, alle culture e alle condizioni paesaggistiche ed energetiche. Nuove conoscenze, appropriati strumenti di analisi climatico-ambientale e lo sviluppo di tecnologie avanzate aprono tuttavia inedite prospettive progettuali che devono però saper dialogare con i luoghi in cui si inseriscono. Le nuove progettualità devono essere quindi capaci di coniugare la qualità urbanistica con l’eccellenza ambientale, generando risparmio energetico e, nello stesso tempo, ostacolando il consumo di suolo secondo una visione contemporanea che non nega i valori, le forme del costruito o i paesaggi del passato, ma che li fa rivivere in una logica di futuro. Si apre così la strada alla costruzione di nuovi ‘paesaggi dell’energia’ dove il valore civile di ogni opera si manifesta nella qualità architettonica e dove la definizione di modelli di sviluppo e di autosufficienza energetica si costruiscono attorno alla cura del paesaggio. Al primo incontro sulle tematiche delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico interverranno Daniela Perrotti della Scuola Nazionale Superiore di Paesaggio di Versailles, Leonardo Setti dell’Università di Bologna e l’architetto Luciano Bolzoni esperto di architettura alpina. Al termine dell´incontro ci sarà una tavola rotonda.  
   
   
RICERCA IDROGENO E STRUTTURE A MERANO: SIGLATA COLLABORAZIONE CON LA RUSSIA  
 
Bolzano, 3 ottobre 2013 - La cooperazione fra l´Alto Adige e la Russia compie due importanti passi avanti attraverso altrettanti accordi siglati il 2 ottobre a Bolzano. Il primo riguarda la collaborazione nella ricerca sull´utilizzo dell´idrogeno, il secondo prevede la rinascita del Centro russo a Merano. Con l´accordo firmato dal presidente Luis Durnwalder, dal presidente del Centro Borodina Vladimir Jakunin e dal sindaco di Merano Günther Januth il Comune si impegna a cedere alla Provincia il complesso storico di Zarenbrunn, a fine Ottocento sede della Fondazione Borodina a Maia Alta a Merano, che viene poi destinato alla nuova associazione russa fondata nel 2009. Diventerà il nuovo Centro russo a Merano e svilupperà le attività della comunita russa in Alto Adige. "Puntiamo a farne il punto di riferimento per consolidare i rapporti con la Russia nel settore culturale e artistico, nel settore scientifico ed educativo, in quello socioassistenziale e nel settore turistico ed economico, dove l´attenzione per il nostro territorio è notevole", ha sottolineato il presidente Durnwalder. Il sindaco Januth ha ricordato che il Comune aveva salvato dall´asta il complesso pagando circa 2 miliardi di lire negli anni ´90: attualmente fungeva da centro culturale della comunità ortodossa russa di Merano, con chiesa e biblioteca (che resteranno aperti al pubblico), nonché sede di casa di riposo e alloggi per anziani. Ora "questo accordo sancisce una continuità storica: la tradizione della presenza russa a Merano riprende grazie alla nuova destinazione dello Zarenbrunn." Dopo la decisione di trasferire gli ospiti della casa di riposo di Villa Petersburg, facente parte del complesso, i 6,84 milioni di euro che il Comune incasserà dalla cessione immobiliare alla Provincia saranno impegnati nella realizzazione di infrastrutture in ambito sociale (alloggi per persone anziane, case di riposo). Una soluzione alternativa è già stata individuata a Merano con 90 posti letto per lungodegenti a Martinsbrunn. Il secondo accordo siglato a Palazzo Widmann fa da apripista alla cooperazione scientifica fra Provincia e Russia nell´utilizzo di idrogeno "verde". Lo hanno firmato Durnwalder e Jakunin nella sua veste di presidente delle Ferrovie russe. "La tecnologia a idrogeno è essenziale nella tutela ambientale", ha detto l´ospite russo. Gli ingegneri delle Ferrovie di Stato sono da tempo al lavoro nel settore e un accordo con il Centro di Bolzano, che nei primi mesi del 2014 avvierà la produzione, è positivo e da sostenere secondo Jakunin. L´attivitá di ricerca si svilupperà lungo 3 direttrici: l´utilizzo dell´idrogeno come carburante per veicoli, lo sviluppo di tecnologie che combinano idrogeno con carburanti fossili, la possibilità di immagazzinare grandi quantità di energia residua. "La collaborazione nella ricerca nella mobilità è molto interessante perché i tecnici russi sono già molto avanti nel settore e nello sviluppo di nuovi prototipi ", ha osservato Walter Huber, direttore dell´impianto a Bolzano sud.  
   
   
"CONFERENZA INTERNAZIONALE 2013 SULLA TECNOLOGIA DEGLI SPAZI SOTTERRANEI",  
 
Stoccolma, 3 ottobre 2013 - Il 13 e 14 dicembre 2013 si svolgerà a Stoccolma, in Svezia, la "Conferenza internazionale 2013 sulla tecnologia degli spazi sotterranei" (Icust 2013). Mentre lo sviluppo delle città e i progetti di rigenerazione diventano più ambiziosi, l´uso degli spazi sotterranei richiederà un livello superiore di analisi ingegneristiche. Questa conferenza fornirà un terreno di incontro per ingegneri, urbanisti e costruttori per presentare i risultati delle loro ricerche e per discutere la loro applicazione della tecnologia degli spazi sotterranei. Ai partecipanti verrà fornita l´opportunità di creare relazioni di affari o di ricerca per trovare dei partner per collaborazioni future. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Icust.org/    
   
   
CASA: UMBRIA, SOSTEGNO ALLE RICHIESTE DELL’ANCI PER IL BLOCCO DEGLI SFRATTI  
 
Perugia, 3 ottobre 2013 - “Le parole del presidente dell’Anci nazionale Piero Fassino sull’emergenza sfratti sono ampiamente condivisibili”, afferma l’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti. “Bisogna prendere atto ormai della drammatica situazione che centinaia di migliaia di famiglie stanno vivendo sulla loro pelle in tutte le città del paese, una vera e propria emergenza abitativa che non risparmia l’Umbria. Tra l’altro, nel corso di un incontro con i movimenti e le organizzazioni a difesa degli inquilini, Fassino ha chiesto anche la costituzione di un tavolo tecnico in sede di Conferenza stato- regioni al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Graziano Delrio ed al Ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi. Sosteniamo le richieste del presidente Fassino, perchè da tempo abbiamo chiesto al Governo il blocco degli sfratti, ad iniziare da quelli per morosità incolpevole ed una azione di rilancio dell’edilizia abitativa pubblica. Le stime recenti, continua Vinti, indicano una necessità di oltre un milione di alloggi, di cui 10 mila nella nostra regione: è evidente che soltanto un grande piano nazionale per la costruzione e il recupero degli immobili consentirebbe di poter aggredire un’emergenza di questa entità. In Umbria nel frattempo sta per essere pubblicato un bando della Regione, proprio a sostegno di quelle famiglie che, a causa della crisi economica ed occupazionale, rischiano di perdere la casa. L’assunzione della consapevolezza, da parte del presidente nazionale dell’Anci, della drammatica situazione del diritto alla casa in Italia, conclude l’assessore Vinti, testimonia come siano ormai terminati i tempi delle chiacchiere e si impongano, invece, misure urgenti per rispondere al disagio sociale crescente, determinato da una crisi economica che ormai sembra non finire mai e i cui effetti continuano a colpire le fasce sociali più deboli della società”.  
   
   
RICOSTRUZIONE IN MOLISE, APQ DA 92 MILIONI DI EURO. FRATTURA: VIA AI LAVORI PER 219 IMMOBILI PRIVATI  
 
Campobasso, 3 ottobre 2013 - Accordo di programma per oltre 92 milioni di euro: è tutto pronto per la posa ufficiale del secondo imponente mattone nella ricostruzione post sisma del Molise. Via libera agli interventi di recupero edilizio per gli immobili privati di classe A. Il Ministero dello sviluppo economico e la Regione Molise firmeranno l´importante Apq il prossimo mercoledì 9 ottobre a Roma: dopo quello per gli edifici di culto, arriva il turno delle case private danneggiate dal terremoto del 2002. L´accordo interesserà 219 interventi, di cui 178 a gestione privata e 41 a gestione pubblica, per un importo complessivo di 92.247.071,46 euro a valere sulle risorse riferite alla quota sisma 2002 assegnate dalla delibera Cipe 62/2011. "Con la firma dell´Apq, fissata per la prossima settimana, diamo finalmente la risposta più attesa dai nostri cittadini: il recupero degli immobili privati compromessi dal sisma di undici anni fa. Blindiamo così, per davvero, il diritto del ritorno alla normalità della popolazione segnata da quel tragico evento". Il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, presenta con soddisfazione i risultati raggiunti in questi primi mesi di lavoro. "Grazie allo straordinario lavoro svolto dal consigliere regionale Salvatore Ciocca, in stretta collaborazione con l´ingegnere Riccardo Tamburro prima e con l´avvocato Alberta De Lisio adesso, grazie al monitoraggio delle schede condotto assieme dall´Agenzia di protezione civile e dal gruppo di funzionari regionali, siamo riusciti in tempi rapidissimi, come avevamo garantito, - evidenzia il governatore -, a predisporre tutta la documentazione occorrente per la sottoscrizione di questo importantissimo Apq, forse il più atteso dalle comunità del nostro cratere. Questo secondo pacchetto di 219 interventi per oltre 92 milioni dà ragione al nostro modo di lavoro serio, rigoroso e rispettoso della norma. Con convinzione - conclude il presidente Frattura -, attraverso impegni che diventano nell´arco di pochissimo tempo fatti, proseguiamo nella nostra opera di accompagnamento alla ripresa sociale, occupazionale e economiche dei centri del nostro Molise colpiti dal terremoto e da troppi anni in attesa di risposte vere e verificabili".  
   
   
CASA IN TOSCANA: INAUGURAZIONE DI 52 ALLOGGI ALLE PIAGGE  
 
Firenze, 3 ottobre 2013 – Inaugurati ieri mattina a Firenze, in via del Pesciolino, in zona Piagge, 52 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Si tratta della conclusione di un intervento, curato da Casa Spa che è il soggetto incaricato di progettare, realizzare e gestire il patrimonio Erp dell´area fiorentina, avviato a fine anni ´80-inizio ´90 e più volte interrotto a causa di varie difficoltà: sia strutturali, legate alla geomorfologia dell´area, che delle ditte che si sono succedute negli anni nel completamento dei lavori. Al taglio del nastro ha partecipato anche l´assessore regionale al welfare e alle politiche per la casa, Salvatore Allocca. "Si conclude oggi – ha detto Allocca - uno degli ultimi interventi previsti dalla legge 457 del 1978, il cosiddetto ´Piano decennale per l´edilizia´. E si conclude in modo positivo perché la realizzazione di questi alloggi è stata quanto mai caratterizzata da difficoltà di varia natura che hanno influito sulla continuità dei lavori. L´iter per la realizzazione è iniziato praticamente a cavallo tra gli anni ´80 e ´90 e le risorse necessarie, quasi 5 milioni di euro, provengono interamente dalle casse regionali" Gli alloggi fanno parte di un edificio a forma di ´C´ che si apre nella parte posteriore e che si sviluppa su tre piani fuori terra. La superficie degli alloggi varia dai 35 ai 70 metri quadrati. Sul tetto sono montati pannelli solari che servono per integrare la produzione di energia garantita da un impianto di riscaldamento centralizzato con rete di distribuzione a pavimento a bassa temperatura. "Si tratta di alloggi – ha concluso Allocca - che vanno a soddisfare le esigenze di altrettante famiglie anche se la situazione su questo versante, non dobbiamo mai scordarlo, è davvero allarmante. Qualche giorno fa sono stato in Francia, a Saint Malo, a seguire un´iniziativa della Crpm, la Conferenza delle Regioni Marittime Periferiche e, sfogliando Liberation ho appreso che la Francia ha varato un piano di edilizia popolare da 63 miliardi di euro che, in tre anni, consentirà di realizzare qualcosa come 500 mila alloggi. Se in Italia vogliamo risolvere progressivamente il problema legato alla casa non dico di arrivare a queste cifre, ma quanto meno sarebbe auspicabile un qualche tipo di impegno statale che ormai da anni è completamente assente. E i risultati si vedono".  
   
   
TOSCANA: SCELTA DEL COMUNE DI FIRENZE L´APERTURA IN AREA STORICA DI NUOVI CENTRI COMMERCIALI  
 
Firenze, 3 ottobre 2013 – Riguardo all´intervista rilasciata dall´assessore al commercio Sara Biagiotti del Comune di Firenze su possibili aperture nel centro storico di strutture commerciali di 2500 metri quadri di superficie, l´assessore regionale al commercio Cristina Scaletti afferma: "La legge regionale vigente (l.R. 28/2005), pur adeguata, come obbligatorio, al d.L. 201/2011 (c.D. Decreto salva Italia), contiene numerose disposizioni a salvaguardia del piccolo commercio e dell´equilibrio tra tipologie distributive e pianificazione del territorio. Voglio ricordare che la legge toscana è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale dal governo che ha accusato la Regione di aver posto troppi vincoli e violato le competenze statali in materia di tutela della concorrenza. In particolare, la Regione ha previsto disposizioni in materia di strutture di vendita in forma aggregata, considerando come unica struttura (e come tale imponendo obblighi e requisiti) le medie e le grandi strutture di vendita poste a distanza reciproca inferiore a 120 metri: e se è vero che tale norma non si applica nei centri storici (per ovvie necessità di tutelare le situazioni esistenti), è anche vero che la norma prevede che i comuni possano disporre diversamente. Per quanto riguarda le medie strutture, la legge regionale prevede che esse possano essere autorizzate solo se il Comune, nel proprio piano delle funzioni, abbia riconosciuto una specifica destinazione d´uso funzionale per media distribuzione all´area o all´edificio. C´è anche da aggiungere che la Giunta regionale, nella seduta di lunedì scorso, ha approvato una modifica alla legge 1/2005 sul territorio che, tra l´altro, prevede che per le medie strutture superiori a 1000 e a 2000mq (in relazione alle dimensioni del Comune), la loro destinazione d´uso sia attribuita solo dopo che la conferenza di pianificazione tra Comune, Regione e Provincia abbia fatto un´attenta valutazione in termini di sostenibilità urbanistico-ambientale e di impatto sulla rete esistente degli esercizi di vicinato e dei negozi storici. In conclusione, le disposizioni che il Comune di Firenze si appresta a varare sono frutto delle sue scelte".  
   
   
SISMA/2MILIA: 530 MILIONI DI EURO PER 656 INTERVENTI PER OPERE PUBBLICHE E BENI CULTURALI  
 
Bologna, 3 ottobre 2013 – Varato il Piano annuale 2013-2014 per la riparazione e il ripristino delle opere pubbliche, dei beni culturali e dell’edilizia scolastica e universitaria danneggiati dal sisma del maggio 2012: 656 gli interventi finanziati per un importo complessivo di 530 milioni di euro. Il provvedimento è stato oggi a Bologna dagli assessori regionali Alfredo Peri (Programmazione territoriale ed urbanistica) e Gian Carlo Muzzarelli (Attività produttive), da Enrico Cocchi (Direttore generale Regione Emilia-romagna) e Alfiero Moretti (tecnico struttura del Commissario delegato alla ricostruzione). I Piani annuali 2013-2014 riguardano le opere pubbliche per un importo complessivo di circa 134 milioni di euro (pari a circa il 25% del totale, per 180 interventi), e i beni culturali soggetti a tutela per circa 282 milioni di euro (pari a circa il 53% per 357 interventi). È stato anche predisposto separatamente, per via della fonte di finanziamento, il Piano per l’edilizia scolastica e università, che ammonta a 105 milioni di euro (circa il 20% del totale) per 119 interventi. Sono stati, inoltre, accantonati circa 9 milioni per interventi in cui siano presenti proprietà miste pubbliche/private/Umi che incidono sulla somma totale di 530 milioni per circa il 2%. La parte predominante dei Piani è rappresentata dagli edifici che sono soggetti a tutela (Decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 ‘Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio’): su 656 interventi questi sono 411 (per 343,5 milioni di euro), pari a circa il 65% del totale. Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale, è stato predisposto dalla Struttura tecnica del Commissario delegato alla ricostruzione e presidente della Regione Emilia-romagna, Vasco Errani, in seguito a un lavoro di rilevamento preliminare effettuato con la collaborazione dei comuni interessati dal sisma, con la Direzione regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e con la Conferenza Episcopale dell’Emilia-romagna. «La predisposizione del Piano - ha sottolineato Alfredo Peri, assessore regionale alla programmazione territoriale ed urbanistica - è il frutto di un intenso lavoro svolto insieme a Comuni, diocesi, conferenza episcopale, sovrintendenza e altri soggetti, locali e statali, che hanno proprietà interessate dagli interventi di ricostruzione o ristrutturazione. Si tratta di una parte importante del patrimonio culturale, religioso e anche pubblico. Questo Piano ha una incidenza rilevante sull’assetto urbanistico ed edilizio delle cittadine e dei paesi». Con la redazione di un Piano annuale 2013-2014 sono state assegnate le risorse necessarie per l’attuazione di un primo stralcio del Programma (che complessivamente comprende 1509 interventi per un importo di 1 miliardi e 330 milioni di euro) delle Opere pubbliche, dei Beni culturali e dell’edilizia scolastica e universitaria, finanziando gli interventi più urgenti secondo le priorità già individuate. La scelta delle priorità degli interventi «è avvenuta – ha aggiunto Peri - in base ai criteri indicati dalla legge regionale, e da uno stretto confronto con i Comuni e le diocesi. Mentre per quanto riguarda la tempistica dei cantieri, si prevede che nel giro di pochi mesi potranno partire già gli interventi meno complessi; in molti casi i soggetti attuatori dispongono già dei progetti preliminari». Con il provvedimento - predisposto con il coinvolgimento delle strutture regionali ed è stato partecipato dagli Enti attuatori - è stato anche approvato il regolamento che contiene le disposizioni legislative alle quali gli enti attuatori dovranno scrupolosamente attenersi, le tipologie dei lavori ammissibili e finanziabili, in particolare per quanto attiene il restauro attraverso la riparazione con rafforzamento locale o il ripristino con miglioramento sismico dei beni culturali. «Si tratta di un provvedimento straordinario, per interventi e risorse, che avvia la ricostruzione del cuore delle nostre comunità. Questo provvedimento – sottolinea l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli – è un ulteriore e importante tassello di una ricostruzione che sta procedendo a passi spediti anche sul fronte delle imprese e delle abitazioni». I vari piani contengono, suddivisi per tipologie, gli interventi che hanno ricevuto i finanziamenti in base alle priorità e percentuali condivise, calcolate sul danno complessivo subìto e riferite alla somma totale dei fondi disponibili per l’annualità 2013-2014. Tutte le tipologie del Programma sono state accorpate in otto raggruppamenti così individuati: strutture sanitarie, comuni e province, edilizia scolastica e università, enti religiosi, beni demaniali e beni ecclesiastici di proprietà pubblica, opere di bonifica e irrigazione, monasteri conventi sinagoghe e ex chiese e conventi, proprietà miste pubbliche e private. I raggruppamenti delle tipologie che hanno avuto il maggior numero di interventi sono: Comuni e Province per un importo complessivo di circa 160 milioni di euro (pari a circa il 30%, per 264 interventi), gli Enti religiosi per un importo complessivo di circa 125 milioni di euro (pari a circa il 24%, per 169 interventi), seguono le strutture sanitarie e le opere di bonifica e irrigazione.  
   
   
LOMBARDIA: TUTELARE IL SUOLO E L´EDILIZIA È POSSIBILE  
 
Milano, 3 ottobre 2013 - "Tutelare il territorio lombardo dal consumo di suolo si può e si deve. E ciò può avvenire guardando anche alla ripresa economica del settore edilizio. Ce lo dicono i dati sul patrimonio abitativo e industriale e ce lo impone una considerazione: si deve operare nel modo giusto, recuperando, ad esempio, un immenso patrimonio regionale da ristrutturare, bonificare e riqualificare". Lo ha detto Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo a margine dei lavori del convegno ´Una pianificazione territoriale semplificata?´, organizzato per discutere con Enti locali, organizzazioni di rappresentanza e mondo dell´associazionismo del futuro delle scelte urbanistiche in Lombardia. 15% Case Lombarde Da Ristrutturare - "I dati Istat - ha aggiunto Viviana Beccalossi - ci dicono che il 20 per cento del patrimonio abitativo nazionale è in condizione pessima o degradata. Solo in Lombardia, su oltre 4 milioni di abitazioni, almeno il 15 per cento necessiterebbe di ristrutturazione. Un altro immenso fronte si apre guardando alle grandi aree industriali dismesse: nella nostra regione sono oltre 250, metà delle quali nella sola provincia di Milano e con fortissime concentrazioni in quelle di Varese, Monza e Brianza e Lodi". Città Della Salute Modello Da Seguire - "Parlare di riqualificazione e rigenerazione urbana - ha concluso Viviana Beccalossi - è oggi quanto mai opportuno. Recuperare ogni anno anche una piccola percentuale di queste aree significa generare risorse al mercato delle costruzioni senza consumare un solo metro quadro di suolo. L´esempio della Città della Salute, che chiude decenni di incertezza sul destino delle aree Falck a Sesto San Giovanni, è un modello da seguire". Dati Ance Lombardia - Anche avere fissato al 30 giugno 2014 il termine per l´approvazione dei Pgt (Piano di governo del territorio) di tutti i Comuni lombardi aiuterà la ripresa del settore: secondo i dati di Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Lombardia, infatti, questo provvedimento è in grado di sbloccare oltre 3.000 cantieri e generare un valore economico di circa 500 milioni di euro.  
   
   
AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE EUROPEA RITIENE CHE SIMET SPA NON ABBIA DIRITTO ALLA COMPENSAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI SERVIZIO PUBBLICO  
 
Bruxelles, 3 ottobre 2013 - La Commissione europea è giunta alla conclusione che la prevista compensazione pecuniaria a favore di Simet Spa, azienda fornitrice di servizi di trasporto con autobus da e verso la Calabria, è incompatibile con le norme dell´Ue in materia di aiuti di Stato. Con sentenza del marzo 2010, il Consiglio di Stato italiano ha riconosciuto il diritto di Simet a ricevere una compensazione retroattiva per i servizi interregionali di autobus di linea prestati dal 1987 al 2003. Le autorità italiane hanno notificato la misura alla Commissione, che ha avviato un’indagine approfondita nel maggio 2012 (cfr. Ip/12/518). La Commissione non ha ritenuto giustificabile la concessione di detta compensazione pecuniaria. "I servizi pubblici di elevata qualità sono fondamentali per i cittadini. Tuttavia, il denaro pubblico deve essere utilizzato in modo trasparente e comportare reali vantaggi. In questo caso non abbiamo ritenuto giustificabile la sovvenzione richiesta" ha dichiarato Joaquín Almunia, vicepresidente della Commissione responsabile per la politica di concorrenza. La Commissione ha concluso che la compensazione prevista non rientra nel campo di applicazione del regolamento in materia di servizio pubblico nel settore dei trasporti, perché a Simet non è stato imposto unilateralmente alcun obbligo di servizio pubblico. La Commissione ha analizzato pertanto la questione in base alle norme in materia di aiuti di Stato per i servizi pubblici di trasporto passeggeri (regolamento (Ce) n. 1370/2007). Tali norme stabiliscono le modalità con cui gli Stati membri possono sostenere la fornitura di servizi di interesse economico generale di alta qualità nel settore del trasporto pubblico di passeggeri. Esse intendono evitare sovracompensazioni, sovvenzioni incrociate e l´agevolazione di aziende specifiche. In particolare, le modalità per determinare l’ammontare della compensazione devono essere chiaramente indicate nel contratto di servizio pubblico prima che una società inizi a operare. Inoltre, una società che effettua attività di servizio pubblico e altre attività economiche ha l’obbligo di mantenere contabilità separate, affinché il denaro pubblico non sia utilizzato per escludere i concorrenti che non ricevono aiuti di Stato. Nel caso di Simet tali obblighi non sono stati soddisfatti. In particolare, non sono stati definiti in via preliminare i parametri per il pagamento della compensazione e non è stato possibile stabilire i costi netti relativi ai servizi forniti, poiché Simet non ha attuato un´adeguata separazione contabile. Inoltre, non si è potuto stabilire se il presunto obbligo di servizio pubblico non sia già stato compensato dal diritto esclusivo di Simet di prestare servizi di trasporto con autobus sulle tratte specificate o se l´impresa abbia diritto a un’ulteriore compensazione pecuniaria. Per vari anni infatti Simet ha chiesto alle autorità italiane di prorogare le concessioni per l´erogazione dei servizi di trasporto in esame. L´impresa non è riuscita a dimostrare che la fornitura di detti servizi non rientrava nel suo interesse commerciale. Contesto Simet Spa è un´azienda privata che gestisce servizi di autolinee interregionali tra la Calabria e altre regioni d´Italia sulla base di concessioni rilasciate dallo Stato italiano. L´impresa svolge anche altre attività, tra cui servizi di trasporto internazionale, servizi turistici e noleggio di autobus. Nel 1999 Simet ha chiesto la concessione retroattiva di compensazioni per l´obbligo di servizio pubblico per i servizi di trasporto interregionale di linea mediante autobus prestati a partire dal 1987. Poiché le autorità italiane hanno respinto tale richiesta, Simet ha presentato ricorso dinanzi al tribunale amministrativo di competenza. Con sentenza del marzo 2010, il Consiglio di Stato italiano ha riconosciuto il diritto di Simet a ricevere compensazioni per i servizi prestati dal 1987 al 2003. La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero Sa.33037 nel Registro degli aiuti di Stato sul sito internet della Dg Concorrenza, una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).  
   
   
PIOMBINO, CONFRONTO AL MISE SULLE PROSPETTIVE DELLA LUCCHINI ACCORDO DI PROGRAMMA, IL 4 OTTOBRE AVVIO DELLA FASE OPERATIVA  
 
Roma, 3 ottobre 2013 - Riunione al Ministero dello Sviluppo Economico, ieri, per valutare la situazione dell’area industriale di Piombino. L’incontro- al quale erano presenti il Sottosegretario Claudio De Vincenti, il Sindaco Gianni Anselmi, l’Assessore regionale alle Attività Produttive Gianfranco Simoncini, il Presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà- è servito a concordare l’avvio di un percorso di verifica degli strumenti di incentivazione che, nel rispetto della normativa europea, possano configurare- insieme con il potenziamento infrastrutturale previsto dall’Accordo di Programma siglato nell’agosto scorso- una rinnovata attrattività del territorio per lo sviluppo di nuove attività produttive. Con riferimento alla situazione del siderurgico Lucchini, si è poi fatto il punto sull’iter di individuazione di possibili nuovi acquirenti. Da parte del Mise, è stato inoltre riconfermato l’impegno a sostenere in sede europea un progetto di innovazione basato sulla tecnologia Corex e a verificare la possibilità di utilizzo, allo scopo, di fondi comunitari. Tale progetto potrebbe rappresentare, insieme con la realizzazione di un forno elettrico, una opportunità di ripartenza del siderurgico, in funzione di adeguate prospettive produttive e occupazionali. A fronte della richiesta delle Istituzioni locali di garantire il massimo utilizzo temporale dell’altoforno, il Ministero dello Sviluppo Economico verificherà con il Commissario le concrete possibilità. Governo e Istituzioni locali torneranno ad incontrarsi venerdì prossimo, 4 ottobre, per avviare la fase operativa dell’Accordo di Programma. Su questo insieme di problemi è prevista la convocazione, entro ottobre, del Tavolo di confronto presso il Mise.  
   
   
MILANO - 9° CENSIMENTO ISTAT SULLA LOMBARDIA E LE PROVINCE  
 
  Milano, 3 ottobre 2013 - La Camera di Commercio di Milano e Unioncamere Lombardia hanno ospitato la presentazione di un Focus regionale alla luce dei primi risultati del 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit realizzato dall’Istat. Oltre a illustrare l´importanza e l´innovatività del Censimento, l’Istat ha presentato il quadro d´insieme della struttura delle Imprese e delle Istituzioni della Lombardia fotografata dall´operazione censuaria. Ciò che è emerso è che la Lombardia è al top per dimensione e crescita di istituzioni non profit (+37,8 per cento). Le organizzazioni sono le più strutturate del Paese, con una concentrazione di addetti nella sanità, assistenza sociale, protezione civile, istruzione e ricerca. Cultura, sport e ricreazione pesano per due terzi sul totale regionale ma sono assistenza sociale, istruzione, ricerca e sanità a crescere di più rispetto alla media nazionale. Accelerazione a tre cifre per la filantropia e promozione del volontariato. Un terzo delle fondazioni italiane ha sede in Lombardia. La rilevazione sulle imprese e quella sulle istituzioni non profit sono state affidate alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, coordinate dall’Ufficio di statistica di Unioncamere, che hanno costituito gli Uffici Provinciali di Censimento. In tutta la Lombardia sono stati attivati, quindi, 12 uffici per le Province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Mantova, Monza, Pavia, Sondrio e Varese. L’ufficio Istat territoriale per la Lombardia ha svolto le funzioni di Ufficio Regionale di Censimento. Il sistema economico regionale Prospetto 1. Unità giuridico-economiche e addetti delle imprese, delle istituzioni pubbliche e delle istituzioni non profit della Lombardia, per provincia – Censimenti 2011, 2001 – Valori assoluti
Unità giuridico-economiche Addetti
Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale
Censimento 2011
Varese 65.707 175 4.240 70.122 267.256 16.761 10.777 294.794
Como 45.807 200 3.054 49.061 166.344 8.257 10.729 185.330
Lecco 25.710 114 1.873 27.697 99.414 5.628 3.825 108.867
Sondrio 13.645 109 1.211 14.965 53.617 5.039 3.095 61.751
Milano 295.865 202 12.265 308.332 1.732.589 69.870 61.450 1.863.909
Bergamo 86.409 287 5.547 92.243 382.259 16.338 19.764 418.361
Brescia 103.314 257 6.511 110.082 406.273 22.805 22.790 451.868
Pavia 38.758 240 2.599 41.597 118.612 12.881 10.846 142.339
Lodi 14.278 79 1.198 15.555 48.002 4.222 2.554 54.778
Cremona 24.945 154 2.204 27.303 84.417 7.325 6.569 98.311
Mantova 29.760 95 2.457 32.312 119.547 7.599 5.722 132.868
Monza e della Brianza 67.468 75 2.982 70.525 265.937 12.554 7.673 286.164
Lombardia 811.666 1.987 46.141 859.794 3.744.267 189.279 165.794 4.099.340
Nord-ovest 1.288.500 4.069 82.883 1.375.452 5.547.867 356.331 245.862 6.150.060
Italia 4.425.950 12.183 301.191 4.739.324 16.424.086 2.840.845 680.811 19.945.742
Censimento 2001
Varese 62.335 274 2.999 65.608 261.492 18.479 6.953 286.924
Como 42.521 242 2.178 44.941 177.890 9.989 6.976 194.855
Lecco 23.607 150 1.331 25.088 101.581 6.021 4.130 111.732
Sondrio 12.655 129 915 13.699 45.059 6.003 1.174 52.236
Milano 272.847 305 9.100 282.252 1.743.147 88.879 46.946 1.878.972
Bergamo 78.164 388 4.116 82.668 364.517 18.668 8.036 391.221
Brescia 93.259 450 4.877 98.586 393.106 28.075 12.042 433.223
Pavia 37.490 301 1.946 39.737 118.090 15.838 6.384 140.312
Lodi 13.209 88 801 14.098 47.362 4.688 942 52.992
Cremona 23.712 203 1.525 25.440 87.220 9.994 2.945 100.159
Mantova 30.491 146 1.828 32.465 123.743 8.914 3.113 135.770
Monza e della Brianza 61.341 103 1.877 63.321 260.349 14.512 3.516 278.377
Lombardia 751.631 2.779 33.493 787.903 3.723.556 230.060 103.157 4.056.773
Nord-ovest 1.217.478 5.458 62.590 1.285.526 5.554.860 409.406 166.653 6.130.919
Italia 4.083.966 15.580 235.232 4.334.778 15.712.908 3.209.125 488.523 19.410.556
Prospetto 2. Unità giuridico-economiche e addetti delle imprese, delle istituzioni pubbliche e delle istituzioni non profit della Lombardia – Censimenti 2011, 2001 – Incidenza percentuale su totale Italia e Nord-ovest
Unità giuridico-economiche Addetti
Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale
Censimento 2011
% su Italia 18,3 16,3 15,3 18,1 22,8 6,7 24,4 20,6
% su Nord-ovest 63,0 48,8 55,7 62,5 67,5 53,1 67,4 66,7
Censimento 2001
% su Italia 18,4 17,8 14,2 18,2 23,7 7,2 21,1 20,9
% su Nord-ovest 61,7 50,9 53,5 61,3 67,0 56,2 61,9 66,2
Prospetto 3. Unità giuridico-economiche e addetti delle imprese, delle istituzioni pubbliche e delle istituzioni non profit della Lombardia – Censimenti 2011, 2001 – Addetti per unità giuridico-economica
Addetti per Unità giuridico-economica
Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale
Censimento 2011
Lombardia 4,6 95,3 3,6 4,8
Nord-ovest 4,3 87,6 3,0 4,5
Italia 3,7 233,2 2,3 4,2
Censimento 2001
Lombardia 5,0 82,8 3,1 5,1
Nord-ovest 4,6 75,0 2,7 4,8
Italia 3,8 206,0 2,1 4,5
Prospetto 4. Unità giuridico-economiche e addetti delle imprese, delle istituzioni pubbliche e delle istituzioni non profit della Lombardia, per provincia – Censimenti 2011, 2001 – Variazioni assolute e percentuali
Unità giuridico-economiche Addetti
Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale
Variazioni assolute
Varese 3.372 -99 1.241 4.514 5.764 -1.718 3.824 7.870
Como 3.286 -42 876 4.120 -11.546 -1.732 3.753 -9.525
Lecco 2.103 -36 542 2.609 -2.167 -393 -305 -2.865
Sondrio 990 -20 296 1.266 8.558 -964 1.921 9.515
Milano 23.018 -103 3.165 26.080 -10.558 -19.009 14.504 -15.063
Bergamo 8.245 -101 1.431 9.575 17.742 -2.330 11.728 27.140
Brescia 10.055 -193 1.634 11.496 13.167 -5.270 10.748 18.645
Pavia 1.268 -61 653 1.860 522 -2.957 4.462 2.027
Lodi 1.069 -9 397 1.457 640 -466 1.612 1.786
Cremona 1.233 -49 679 1.863 -2.803 -2.669 3.624 -1.848
Mantova -731 -51 629 -153 -4.196 -1.315 2.609 -2.902
Monza e della Brianza 6.127 -28 1.105 7.204 5.588 -1.958 4.157 7.787
Lombardia 60.035 -792 12.648 71.891 20.711 -40.781 62.637 42.567
Nord-ovest 71.022 -1.389 20.293 89.926 -6.993 -53.075 79.209 19.141
Italia 341.984 -3.397 65.959 404.546 711.178 -368.280 192.288 535.186
Variazioni percentuali
Varese 5,4 -36,1 41,4 6,9 2,2 -9,3 55,0 2,7
Como 7,7 -17,4 40,2 9,2 -6,5 -17,3 53,8 -4,9
Lecco 8,9 -24,0 40,7 10,4 -2,1 -6,5 -7,4 -2,6
Sondrio 7,8 -15,5 32,3 9,2 19,0 -16,1 163,6 18,2
Milano 8,4 -33,8 34,8 9,2 -0,6 -21,4 30,9 -0,8
Bergamo 10,5 -26,0 34,8 11,6 4,9 -12,5 145,9 6,9
Brescia 10,8 -42,9 33,5 11,7 3,3 -18,8 89,3 4,3
Pavia 3,4 -20,3 33,6 4,7 0,4 -18,7 69,9 1,4
Lodi 8,1 -10,2 49,6 10,3 1,4 -9,9 171,1 3,4
Cremona 5,2 -24,1 44,5 7,3 -3,2 -26,7 123,1 -1,8
Mantova -2,4 -34,9 34,4 -0,5 -3,4 -14,8 83,8 -2,1
Monza e della Brianza 10,0 -27,2 58,9 11,4 2,1 -13,5 118,2 2,8
Lombardia 8,0 -28,5 37,8 9,1 0,6 -17,7 60,7 1,0
Nord-ovest 5,8 -25,4 32,4 7,0 -0,1 -13,0 47,5 0,3
Italia 8,4 -21,8 28,0 9,3 4,5 -11,5 39,4 2,8
Prospetto 5. Unità giuridico-economiche e addetti delle imprese, delle istituzioni pubbliche e delle istituzioni non profit della Lombardia, per provincia – Censimenti 2011, 2001 – Composizione percentuale
Unità giuridico-economiche Addetti
Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale
Censimento 2011
Varese 8,1 8,8 9,2 8,2 7,1 8,9 6,5 7,2
Como 5,6 10,1 6,6 5,7 4,4 4,4 6,5 4,5
Lecco 3,2 5,7 4,1 3,2 2,7 3,0 2,3 2,7
Sondrio 1,7 5,5 2,6 1,7 1,4 2,7 1,9 1,5
Milano 36,5 10,2 26,6 35,9 46,3 36,9 37,1 45,5
Bergamo 10,6 14,4 12,0 10,7 10,2 8,6 11,9 10,2
Brescia 12,7 12,9 14,1 12,8 10,9 12,0 13,7 11,0
Pavia 4,8 12,1 5,6 4,8 3,2 6,8 6,5 3,5
Lodi 1,8 4,0 2,6 1,8 1,3 2,2 1,5 1,3
Cremona 3,1 7,8 4,8 3,2 2,3 3,9 4,0 2,4
Mantova 3,7 4,8 5,3 3,8 3,2 4,0 3,5 3,2
Monza e della Brianza 8,3 3,8 6,5 8,2 7,1 6,6 4,6 7,0
Lombardia 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
Censimento 2001
Varese 8,3 9,9 9,0 8,3 7,0 8,0 6,7 7,1
Como 5,7 8,7 6,5 5,7 4,8 4,3 6,8 4,8
Lecco 3,1 5,4 4,0 3,2 2,7 2,6 4,0 2,8
Sondrio 1,7 4,6 2,7 1,7 1,2 2,6 1,1 1,3
Milano 36,3 11,0 27,2 35,8 46,8 38,6 45,5 46,3
Bergamo 10,4 14,0 12,3 10,5 9,8 8,1 7,8 9,6
Brescia 12,4 16,2 14,6 12,5 10,6 12,2 11,7 10,7
Pavia 5,0 10,8 5,8 5,0 3,2 6,9 6,2 3,5
Lodi 1,8 3,2 2,4 1,8 1,3 2,0 0,9 1,3
Cremona 3,2 7,3 4,6 3,2 2,3 4,3 2,9 2,5
Mantova 4,1 5,3 5,5 4,1 3,3 3,9 3,0 3,3
Monza e della Brianza 8,2 3,7 5,6 8,0 7,0 6,3 3,4 6,9
Lombardia 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
Prospetto 6. Addetti delle imprese, delle istituzioni pubbliche e delle istituzioni non profit della Lombardia, per settore di attività economica (Ateco) – Censimento 2011 e 2001 - Valori assoluti e percentuali </
Settori di attività economica Imprese Istituzioni pubbliche Istituzioni non profit Totale
v.A. % v.A. % v.A. % v.A. %
Censimento 2011
Attività agricole manifatturiere (a) 4.044 99,8 0 0,0 7 0,2 4.051 100,0
Industria e costruzioni 1.343.854 100,0 0 0,0 59 0,0 1.343.913 100,0
Commercio, alberghi e ristorazione 993.390 100,0 0 0,0 56 0,0 993.446 100,0
Servizi alle imprese 1.136.764 99,7 790 0,1 2.596 0,2 1.140.150 100,0
Pubblica Amministrazione 0 0,0 77.112 100,0 0 0,0 77.112 100,0
Istruzione 13.615 18,8 13.322 18,4 45.399 62,8 72.336 100,0
Sanità e assistenza sociale 97.623 33,1 97.068 32,9 100.264 34,0 294.955 100,0
Altri servizi 154.977 89,4 987 0,6 17.413 10,0  
   
   
LOMBARDIA: IL SISTEMA ECONOMICO REGIONALE 2  
 
Prospetto 11. Imprese della Lombardia, per settore di attività economica e per classe di addetti - Censimento 2011 - Valori assoluti e variazioni percentuali
Classe di addetti Attività agricole manifatturiere (a) Industria in senso stretto Costruzioni Commercio Altri servizi Totale
Valori assoluti
0 (b) 111 2.663 6.530 5.712 30.825 45.841
1 848 22.838 61.064 98.287 261.470 444.507
2-5 595 29.297 30.387 86.080 84.027 230.386
6-9 57 11.080 6.036 14.040 11.532 42.745
10-19 40 10.701 3.543 7.640 7.164 29.088
20-49 13 5.412 1.255 2.447 3.186 12.313
50-249 2 2.675 314 885 1.870 5.746
250 e più 0 378 15 207 440 1.040
Totale 1.666 85.044 109.144 215.298 400.514 811.666
Variazioni percentuali
0 (b) - - - - - -
1 -61,2 -30,1 0,8 -13,3 20,7 4,5
2-5 -45,6 -25,2 -0,5 0,7 1,0 -3,8
6-9 -38,7 -17,4 7,9 35,6 21,5 9,8
10-19 -21,6 -22,7 4,3 29,4 28,2 1,0
20-49 18,2 -20,0 25,6 15,4 28,3 -0,6
50-249 100,0 -16,3 24,6 21,2 29,3 2,2
250 e più - -21,1 -16,7 36,2 14,0 0,5
Totale -51,5 -22,3 7,7 -1,3 25,5 8,0
(a) Le aziende agricole sono state oggetto di rilevazione del 6° Censimento generale dell’Agricoltura. Nel 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi sono state rilevate le imprese dei settori della classificazione Ateco 2007: 01.6- Attività di supporto all´agricoltura e attività successive alla raccolta, 02 - Silvicoltura e utilizzo di aree forestali, 03 - Pesca e acquacoltura. Rispetto al censimento del 2001 non sono state rilevate le attività 01.21 - Coltivazione di uva e 01.7 Caccia, cattura di animali e servizi connessi, mentre è stata rilevata la divisione 02 - Silvicoltura e utilizzo di aree forestali, non censita nel 2001. (b) In coerenza con le nuove classificazioni internazionali è ammissibile la presenza di società di capitale senza addetti, contrariamente a quanto previsto per il Censimento del 2001. Prospetto 12. Addetti delle imprese della Lombardia, per settore di attività economica e per classe di addetti - Censimento 2011 - Valori assoluti e variazioni percentuali
Classe di addetti Attività agricole manifatturiere (a) Industria in senso stretto Costruzioni Commercio Altri servizi Totale
Valori assoluti
1 848 22.838 61.064 98.287 261.470 444.507
2-5 1.647 90.686 86.054 241.995 229.810 650.192
6-9 419 80.627 43.250 99.800 82.379 306.475
10-19 502 143.287 46.013 99.452 94.206 383.460
20-49 418 164.355 36.196 72.526 96.530 370.025
50-249 210 265.637 26.395 86.480 191.412 570.134
250 e più 0 257.813 19.639 294.850 447.172 1.019.474
Totale 4.044 1.025.243 318.611 993.390 1.402.979 3.744.267
Variazioni percentuali
1 -61,2 -30,1 0,8 -13,3 20,7 4,5
2-5 -41,0 -23,4 -0,4 5,2 3,9 -1,3
6-9 -35,4 -17,5 8,4 35,7 22,2 9,8
10-19 -23,4 -23,3 4,6 28,7 28,2 0,3
20-49 22,9 -18,4 27,4 15,4 29,6 0,7
50-249 180,0 -15,3 21,2 25,1 29,0 3,1
250 e più - -25,8 90,4 49,5 -11,0 -3,6
Totale -39,6 -21,0 9,4 20,6 7,6 0,6
(a) Le aziende agricole sono state oggetto di rilevazione del 6° Censimento generale dell’Agricoltura. Nel 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi sono state rilevate le imprese dei settori della classificazione Ateco 2007: 01.6- Attività di supporto all´agricoltura e attività successive alla raccolta, 02 - Silvicoltura e utilizzo di aree forestali, 03 - Pesca e acquacoltura. Rispetto al censimento del 2001 non sono state rilevate le attività 01.21 - Coltivazione di uva e 01.7 Caccia, cattura di animali e servizi connessi, mentre è stata rilevata la divisione 02 - Silvicoltura e utilizzo di aree forestali, non censita nel 2001. Prospetto 13. Lavoratori indipendenti, lavoratori dipendenti, lavoratori esterni e lavoratori temporanei delle imprese della Lombardia, per provincia - Censimento 2011 - Valori assoluti e percentuali
Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei
v.A. % v.A. % v.A. % v.A. %
Varese 78.590 1,5 188.666 1,7 5.342 1,3 2.578 2,1
Como 56.691 1,1 109.653 1,0 3.362 0,8 983 0,8
Lecco 32.975 0,6 66.439 0,6 1.917 0,5 1.077 0,9
Sondrio 19.531 0,4 34.086 0,3 484 0,1 193 0,2
Milano 310.843 6,1 1.421.746 12,6 69.923 16,6 22.272 18,1
Bergamo 105.064 2,1 277.195 2,5 7.383 1,7 4.228 3,4
Brescia 128.579 2,5 277.694 2,5 7.639 1,8 5.014 4,1
Pavia 46.971 0,9 71.641 0,6 2.905 0,7 685 0,6
Lodi 17.533 0,3 30.469 0,3 1.213 0,3 463 0,4
Cremona 31.629 0,6 52.788 0,5 1.698 0,4 1.155 0,9
Mantova 38.186 0,7 81.361 0,7 2.429 0,6 1.098 0,9
Monza e della Brianza 80.672 1,6 185.265 1,6 6.330 1,5 2.585 2,1
Lombardia 947.264 18,5 2.797.003 24,7 110.625 26,2 42.331 34,3
Nord-ovest 1.546.114 30,2 4.001.753 35,4 149.286 35,4 58.284 47,3
Italia 5.119.968 100,0 11.304.118 100,0 421.929 100,0 123.237 100,0
Prospetto 14. Addetti, lavoratori esterni e lavoratori temporanei delle imprese della Lombardia, per settore di attività economica - Censimento 2011 - Valori assoluti e percentuali
Lombardia
v.A. % % su totale Italia
Lavoratori Indipendenti
Attività agricole manifatturiere (a) 2.191 0,2 8,2
Industria 116.587 12,3 20,6
Costruzioni 125.717 13,3 19,5
Commercio 288.831 30,5 14,3
Altri servizi 413.938 43,7 22,3
Totale 947.264 100,0 18,5
Lavoratori Dipendenti
Attività agricole manifatturiere (a) 1.853 0,1 4,9
Industria 908.656 32,5 25,1
Costruzioni 192.894 6,9 20,2
Commercio 704.559 25,2 18,9
Altri servizi 989.041 35,4 33,4
Totale 2.797.003 100,0 24,7
Lavoratori Esterni
Attività agricole manifatturiere (a) 84 0,1 9,5
Industria 17.999 16,3 26,6
Costruzioni 4.498 4,1 20,8
Commercio 19.974 18,1 19,9
Altri servizi 68.070 61,5 29,4
Totale 110.625 100,0 26,2
Lavoratori Temporanei
Attività agricole manifatturiere (a) 3 0,0 13,0
Industria 18.619 44,0 30,2
Costruzioni 872 2,1 21,8
Commercio 8.600 20,3 31,5
Altri servizi 14.237 33,6 47,0
Totale 42.331 100,0 34,3
(a) Le aziende agricole sono state oggetto di rilevazione del 6° Censimento generale dell’Agricoltura. Nel 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi sono state rilevate le imprese dei settori della classificazione Ateco 2007: 01.6- Attività di supporto all´agricoltura e attività successive alla raccolta, 02 - Silvicoltura e utilizzo di aree forestali, 03 - Pesca e acquacoltura. Rispetto al censimento del 2001 non sono state rilevate le attività 01.21 - Coltivazione di uva e 01.7 Caccia, cattura di animali e servizi connessi, mentre è stata rilevata la divisione 02 - Silvicoltura e utilizzo di aree forestali, non censita nel 2001. Prospetto 15. Lavoratori indipendenti della Lombardia, per forma giuridica - Censimento 2011 - Valori assoluti e percentuali
Lombardia Italia
v.A. % v.A. %
Imprenditore individuale, libero professionista e lavoratore autonomo 532.901 56,3 3.094.292 60,4
Società in nome collettivo 166.208 17,5 851.482 16,6
Società in accomandita semplice 83.522 8,8 460.352 9,0
Altra società di persone diversa da snc e sas 20.189 2,1 104.710 2,0
Società per azioni, società in accomandita per azioni 8.545 0,9 28.036 0,5
Società a responsabilità limitata 128.748 13,6 547.221 10,7
Società cooperativa esclusa società cooperativa sociale 7.151 0,8 33.875 0,7
Altra forma d´impresa - - - -
Totale 947.264 100,0 5.119.968 100,0
Prospetto 16. Lavoratori dipendenti delle imprese della Lombardia, per qualifica professionale - Censimento 2011 - Valori assoluti e valori percentuali
Ripartizione geografica Lavoratori dipendenti
Qualifica Professionale
Operai Impiegati Dirigenti - quadri Apprendisti - Altra qualifica Totale
v.A. % v.A. % v.A. % v.A. % v.A.
Varese 103.305 54,8 71.440 37,9 6.750 3,6 7.171 3,8 188.666
Como 66.075 60,3 36.776 33,5 2.688 2,5 4.114 3,8 109.653
Lecco 41.346 62,2 21.354 32,1 1.431 2,2 2.308 3,5 66.439
Sondrio 20.982 61,6 8.786 25,8 1.475 4,3 2.843 8,3 34.086
Milano 546.967 38,5 694.381 48,8 136.701 9,6 43.697 3,1 1.421.746
Bergamo 157.704 56,9 96.830 34,9 10.931 3,9 11.730 4,2 277.195
Brescia 175.408 63,2 83.708 30,1 6.629 2,4 11.949 4,3 277.694
Pavia 39.979 55,8 27.938 39,0 1.339 1,9 2.385 3,3 71.641
Lodi 18.066 59,3 10.128 33,2 994 3,3 1.281 4,2 30.469
Cremona 33.593 63,6 16.058 30,4 1.089 2,1 2.048 3,9 52.788
Mantova 54.550 67,0 21.918 26,9 1.547 1,9 3.346 4,1 81.361
Monza e della Brianza 85.980 46,4 81.344 43,9 12.095 6,5 5.846 3,2 185.265
Lombardia 1.343.955 48,0 1.170.661 41,9 183.669 6,6 98.718 3,5 2.797.003
Nord-ovest 1.964.655 49,1 1.609.001 40,2 250.059 6,2 178.038 4,4 4.001.753
Italia 6.055.427 53,6 4.175.087 36,9 530.889 4,7 542.715 4,8 11.304.118
Prospetto 17. Lavoratori esterni e temporanei delle imprese della Lombardia, per classe di addetti - Censimento 2011 - Valori assoluti e percentuali
Lombardia
Classe di addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei
v.A. % v.A. %
Fino a 1 15.843 14,3 261 0,6
2-9 33.472 30,3 2.345 5,5
10-19 15.860 14,3 3.693 8,7
20-49 16.073 14,5 5.105 12,1
50-99 11.103 10,0 4.823 11,4
100-249 8.314 7,5 6.530 15,4
250 e più 9.960 9,0 19.574 46,2
Totale 110.625 100,0 42.331 100,0
Le istituzioni pubbliche Prospetto 18. Istituzioni pubbliche della Lombardia e risorse umane impiegate - Censimento 2011 e 2001 - Valori assoluti e variazioni percentuali
Italia Lombardia
2011 2001 Var. % 2011/2001 2011 2001 Var. % 2011/2001
Istituzioni pubbliche 12.183 15.580 -21,8 1.987 2.779 -28,5
Addetti (dipendenti) 2.840.845 3.209.125 -11,5 189.279 230.060 -17,7
Lavoratori esterni 116.429 98.588 18,1 13.819 11.906 16,1
Lavoratori temporanei 11.506 14.620 -21,3 1.485 1.336 11,2
Volontari 68.801 159.253 -56,8 12.232 11.118 10,0
Prospetto 19. Risorse umane delle istituzioni pubbliche della Lombardia, per tipologia e per attività economica – Censimento 2011 - Valori assoluti e percentuali
Lombardia
Attività economica Addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Volontari
Valori assoluti
36 - Raccolta, trattamento e fornitura di acqua 46 4 .. ..
38 - Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero dei materiali 12 3 .. ..
49 - Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte 5 .. .. ..
72 - Ricerca scientifica e sviluppo 772 80 8 11
79 - Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse 13 1 .. ..
84 - Amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria 77112 4550 482 7501
85 - Istruzione 13322 6404 37 29
86 - Assistenza sanitaria 96502 2565 816 3095
87 - Servizi di assistenza sociale residenziale 368 11 80 40
88 - Assistenza sociale non residenziale 198 29 30 15
90 - Attività creative, artistiche e di intrattenimento 183 5 3 1
91 - Attività di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali 330 65 18 1048
94 - Attività di organizzazioni associative 416 102 11 492
Totale 189.279 13.819 1.485 12.232
Valori percentuali
36 - Raccolta, trattamento e fornitura di acqua 0,0 0,0 .. ..
38 - Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero dei materiali 0,0 0,0 .. ..
49 - Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte 0,0 .. .. ..
72 - Ricerca scientifica e sviluppo 0,4 0,6 0,5 0,1
79 - Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse 0,0 0,0 .. ..
84 - Amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria 40,7 32,9 32,5 61,3
85 - Istruzione 7,0 46,3 2,5 0,2
86 - Assistenza sanitaria 51,0 18,6 54,9 25,3
87 - Servizi di assistenza sociale residenziale 0,2 0,1 5,4 0,3
88 - Assistenza sociale non residenziale 0,1 0,2 2,0 0,1
90 - Attività creative, artistiche e di intrattenimento 0,1 0,0 0,2 0,0
91 - Attività di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali 0,2 0,5 1,2 8,6
94 - Attività di organizzazioni associative 0,2 0,7 0,7 4,0
Totale 100,0 100,0 100,0 100,0
Le istituzioni pubbliche: enti locali Prospetto 20. Addetti negli enti locali[1] e nelle aziende ed enti del servizio sanitario nazionale, per regione - Censimenti 2011 e 2001 - Valori assoluti, variazioni percentuali e rapporto di incidenza sulla popolazione
2011 2001 Var. % 2011/2001
Valori assoluti % su totale Italia Addetti per 1.000 abitanti Valori assoluti % su totale Italia Addetti per 1.000 abitanti
Piemonte 97.165 7,6 22,3 100.333 7,5 23,8 -3,2
Valle d’Aosta 9.982 0,8 78,7 8.102 0,6 67,8 23,2
Lombardia 166.681 13,0 17,2 189.118 14,1 20,9 -11,9
 
   
   
LOMBARDIA: IL SISTEMA ECONOMICO REGIONALE 3  
 
Le istituzioni non profit Prospetto 21. Istituzioni non profit attive e risorse umane impiegate nelle istituzioni non profit della Lombardia – Censimenti 2011 e 2001 - Valori assoluti e variazioni percentuali
Lombardia Italia
2011 2001 Var. % 2011/2001 % su Italia (2011) % su Italia (2001) 2011 2001 Var. % 2011/2001
Istituzioni non profit 46.141 33.493 37,8 15,3 14,2 301.191 235.232 28,0
Volontari 813.896 518.574 56,9 17,1 15,6 4.758.622 3.315.327 43,5
Addetti (dipendenti) 165.794 103.157 60,7 24,4 21,1 680.811 488.523 39,4
Lavoratori esterni 53.801 21.443 150,9 19,9 21,3 270.769 100.525 169,4
Lavoratori temporanei 1.593 906 75,8 28,7 24,2 5.544 3.743 48,1
Prospetto 22. Istituzioni non profit della Lombardia, per provincia – Censimenti 2011 e 2001 - Valori assoluti, composizione percentuale, valori per 10 mila abitanti e variazioni percentuali
2011 Var. % 2011/2001
v.A. % su totale Italia % su totale Lombardia Per 10 mila abitanti
Varese 4.240 1,4 9,2 48,6 41,4
Como 3.054 1,0 6,6 52,0 40,2
Lecco 1.873 0,6 4,1 55,7 40,7
Sondrio 1.211 0,4 2,6 67,0 32,3
Milano 12.265 4,1 26,6 40,4 34,8
Bergamo 5.547 1,8 12,0 51,0 34,8
Brescia 6.511 2,2 14,1 52,6 33,5
Pavia 2.599 0,9 5,6 48,5 33,6
Lodi 1.198 0,4 2,6 53,6 49,6
Cremona 2.204 0,7 4,8 61,6 44,5
Mantova 2.457 0,8 5,3 60,2 34,4
Monza e della Brianza 2.982 1,0 6,5 35,5 58,9
Lombardia 46.141 15,3 100,0 47,6 37,8
Nord-ovest 82.883 27,5 - 52,6 32,4
Italia 301.191 100,0 - 50,7 28,0
Prospetto 23. Addetti, altre risorse e volontari delle istituzioni non profit della Lombardia, per provincia – Censimenti 2011 e 2001 - Valori assoluti, variazioni percentuali 2011/2001 e valori per 10 mila abitanti
Addetti Altre risorse* Volontari
v.A. Var. % 2011/2001 Per 10 mila ab. v.A. Var. % 2011/2001 Per 10 mila ab. v.A. Var. % 2011/2001 Per 10 mila ab.
Varese 10.777 55,0 123,6 4.341 119,9 49,8 62.361 46,3 715,5
Como 10.729 53,8 182,9 2.649 141,0 45,1 53.194 53,3 906,6
Lecco 3.825 -7,4 113,8 1.261 159,5 37,5 34.409 33,6 1.023,4
Sondrio 3.095 163,6 171,2 458 92,4 25,3 20.598 60,7 1.139,3
Milano 61.450 30,9 202,3 27.410 138,5 90,3 241.212 119,2 794,3
Bergamo 19.764 145,9 181,9 4.087 166,3 37,6 104.356 17,9 960,4
Brescia 22.790 89,3 184,1 5.336 180,8 43,1 113.071 36,9 913,3
Pavia 10.846 69,9 202,4 2.439 276,4 45,5 36.259 51,4 676,8
Lodi 2.554 171,1 114,2 811 155,0 36,3 17.835 57,3 797,2
Cremona 6.569 123,1 183,7 1.470 160,2 41,1 36.158 69,1 1.011,1
Mantova 5.722 83,8 140,2 1.434 93,3 35,1 41.472 22,3 1.015,8
Monza e della Brianza 7.673 118,2 91,3 3.698 174,1 44,0 52.971 71,6 630,4
Lombardia 165.794 60,7 170,9 55.394 147,9 57,1 813.896 56,9 838,9
Nord-ovest 245.862 47,5 156,0 82.771 150,4 52,5 1.406.415 45,0 892,4
Italia 680.811 39,4 114,6 276.313 165,0 46,5 4.758.622 43,5 800,9
* Lavoratori esterni e lavoratori temporanei Prospetto 24. Istituzioni non profit della Lombardia, per forma giuridica – Censimenti 2011 e 2001 - Valori assoluti, percentuali e variazioni percentuali
Lombardia
Forme giuridiche 2011 2001 Var. % 2011/2001
v.A. % v.A. %
Associazione riconosciuta 10.077 21,8 8.922 26,6 12,9
Associazione non riconosciuta 30.549 66,2 21.531 64,3 41,9
Cooperativa sociale 1.750 3,8 930 2,8 88,2
Fondazione 1.802 3,9 700 2,1 157,4
Altra forma giuridica 1.963 4,3 1.410 4,2 39,2
Totale 46.141 100,0 33.493 100,0 37,8
Italia
Associazione riconosciuta 68.349 22,7 62.231 26,5 9,8
Associazione non riconosciuta 201.004 66,7 156.133 66,4 28,7
Cooperativa sociale 11.264 3,7 5.674 2,4 98,5
Fondazione 6.220 2,1 3.077 1,3 102,1
Altra forma giuridica 14.354 4,8 8.117 3,5 76,8
Totale 301.191 100,0 235.232 100,0 28,0
Prospetto 25. Istituzioni non profit della Lombardia, per settore di attività prevalente – Censimenti 2011 e 1999 - Valori assoluti, percentuali e variazioni percentuali
Lombardia Italia Var. % 2011/1999
v.A. % % su Italia v.A. % Lombardia Italia
Cultura, sport e ricreazione 28.828 62,5 14,7 195.841 65,0 61,3 39,5
Istruzione e ricerca 2.998 6,5 19,3 15.519 5,2 36,8 33,3
Sanità 2.070 4,5 18,9 10.969 3,6 3,7 13,4
Assistenza sociale e protezione civile 4.455 9,7 17,8 25.044 8,3 32,0 29,5
Ambiente 851 1,8 13,5 6.293 2,1 60,9 92,0
Sviluppo economico e coesione sociale 1.183 2,6 15,9 7.458 2,5 58,6 71,9
Tutela dei diritti e attività politica 1.007 2,2 14,8 6.822 2,3 6,0 -0,3
Filantropia e promozione del volontariato 1.060 2,3 21,9 4.847 1,6 300,0 289,0
Cooperazione e solidarietà internazionale 862 1,9 24,2 3.565 1,2 113,4 148,8
Religione 773 1,7 11,4 6.782 2,3 21,5 14,9
Relazioni sindacali e rappresentanza di interessi 1.857 4,0 11,3 16.414 5,4 -2,5 4,9
Altre attività 197 0,4 12,0 1.637 0,5 -22,4 -1,4
Totale 46.141 100,0 15,3 301.191 100,0 61,3 36,0
Prospetto 26. Istituzioni non profit, per settore di attività prevalente e forma giuridica – Censimento 2011 - Valori percentuali
Lombardia
Settore di attività prevalente Associazione riconosciuta Associazione non riconosciuta Cooperativa sociale Fondazione Altro Totale
Cultura, sport e ricreazione 22,6 73,5 0,4 1,1 2,4 100,0
Istruzione e ricerca 21,4 36,7 3,9 19,8 18,1 100,0
Sanità 31,8 42,9 11,4 11,7 2,1 100,0
Assistenza sociale e protezione civile 20,5 51,8 15,4 7,9 4,4 100,0
Ambiente 25,9 66,6 0,7 1,1 5,8 100,0
Sviluppo economico e coesione sociale 11,1 33,8 48,8 3,0 3,3 100,0
Tutela dei diritti e attività politica 16,6 78,2 0,0 0,6 4,7 100,0
Filantropia e promozione del volontariato 20,4 65,7 0,1 12,0 1,9 100,0
Cooperazione e solidarietà internazionale 23,1 67,7 0,8 5,1 3,2 100,0
Religione 14,0 51,1 0,0 6,3 28,6 100,0
Relazioni sindacali e rappresentanza di interessi 14,1 83,5 0,1 0,3 1,9 100,0
Altre attività 20,8 48,7 3,0 4,1 23,4 100,0
Totale 21,8 66,2 3,8 3,9 4,3 100,0
Italia
Cultura, sport e ricreazione 23,0 73,3 0,4 0,8 2,6 100,0
Istruzione e ricerca 19,4 45,8 5,8 11,0 18,0 100,0
Sanità 37,0 44,5 10,9 4,5 3,1 100,0
Assistenza sociale e protezione civile 24,4 46,9 17,8 4,7 6,1 100,0
Ambiente 29,4 61,1 2,0 1,2 6,3 100,0
Sviluppo economico e coesione sociale 11,7 33,3 49,0 2,0 3,9 100,0
Tutela dei diritti e attività politica 23,0 71,7 0,3 0,7 4,3 100,0
Filantropia e promozione del volontariato 22,8 64,9 0,2 9,9 2,2 100,0
Cooperazione e solidarietà internazionale 28,8 63,1 0,7 3,8 3,7 100,0
Religione 14,7 43,7 0,0 5,2 36,4 100,0
Relazioni sindacali e rappresentanza di interessi 15,3 82,7 0,1 0,2 1,7 100,0
Altre attività 14,2 39,3 7,7 2,3 36,5 100,0
Totale 22,7 66,7 3,7 2,1 4,8 100,0
Prospetto 27. Risorse umane delle istituzioni non profit della Lombardia, per settore di attività prevalente - Censimento 2011 - Valori assoluti e percentuali
Lombardia
Addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Volontari
v.A. % v.A. % v.A. % v.A. %
Cultura, sport e ricreazione 8.489 5,1 24.040 44,7 359 22,5 453.843 55,8
Istruzione e ricerca 34.438 20,8 12.016 22,3 155 9,7 46.513 5,7
Sanità 52.280 31,5 3.359 6,2 618 38,8 67.377 8,3
Assistenza sociale e protezione civile 47.984 28,9 8.637 16,1 291 18,3 114.241 14,0
Ambiente 159 0,1 229 0,4 10 0,6 23.218 2,9
Sviluppo economico e coesione sociale 14.025 8,5 1.451 2,7 89 5,6 11.405 1,4
Tutela dei diritti e attività politica 502 0,3 403 0,7 8 0,5 24.361 3,0
Filantropia e promozione del volontariato 531 0,3 302 0,6 6 0,4 20.456 2,5
Cooperazione e solidarietà internazionale 553 0,3 952 1,8 4 0,3 20.181 2,5
Religione 717 0,4 413 0,8 6 0,4 20.149 2,5
Relazioni sindacali e rappresentanza di interessi 5.883 3,5 1.936 3,6 47 3,0 11.309 1,4
Altre attività 233 0,1 63 0,1 0 0,0 843 0,1
Totale 165.794 100,0 53.801 100,0 1.593 100,0 813.896 100,0
Italia
Cultura, sport e ricreazione 45.450 6,7 133.490 49,3 1.635 29,5 2.815.390 59,2
Istruzione e ricerca 121.393 17,8 47.159 17,4 691 12,5 176.701 3,7
Sanità 158.839 23,3 12.643 4,7 1.273 23,0 337.699 7,1
Assistenza sociale e protezione civile 225.108 33,1 43.045 15,9 972 17,5 598.952 12,6
Ambiente 4.375 0,6 2.227 0,8 120 2,2 140.165 2,9
Sviluppo economico e coesione sociale 73.635 10,8 7.704 2,8 398 7,2 57.737 1,2
Tutela dei diritti e attività politica 4.485 0,7 3.599 1,3 48 0,9 157.670 3,3
Filantropia e promozione del volontariato 2.421 0,4 2.410 0,9 32 0,6 120.301 2,5
Cooperazione e solidarietà internazionale 1.816 0,3 2.989 1,1 36 0,6 78.901 1,7
Religione 2.846 0,4 819 0,3 49 0,9 154.670 3,3
Relazioni sindacali e rappresentanza di interessi 36.826 5,4 14.149 5,2 266 4,8 112.560 2,4
Altre attività 3.617 0,5 535 0,2 24 0,4 7.876 0,2
Totale 680.811 100,0 270.769 100,0 5.544 100,0 4.758.622 100,0
Le istituzioni non profit: fondazioni Prospetto 28. Fondazioni della Lombardia e risorse umane impiegate - Censimenti 2011 e 2001 - Valori assoluti e variazioni percentuali
Lombardia Italia
2011 2001 Var. % 2011/2001 % su Italia (2011) % su Italia (2001) 2011 2001 Var. % 2011/2001
Fondazioni 1.802 700 157,4 29,0 22,7 6.220 3.077 102,1
Volontari 13.526 3.273 313,3 26,4 24,1 51.283 13.584 277,5
Addetti (dipendenti) 50.380 18.505 172,3 54,9 44,8 91.783 41.332 122,1
Lavoratori esterni 6.573 1.997 229,1 38,6 33,8 17.039 5.906 188,5
Lavoratori temporanei 716 73 880,8 63,1 25,1 1.134 291 289,7
Prospetto 29. Fondazioni della Lombardia, per provincia – Censimenti 2011 e 2001 - Valori assoluti, composizione percentuale, variazioni percentuali, valori per 10 mila abitanti
2011 Var. % 2011/2001
v.A. % su totale Italia % su totale Lombardia Per 10 mila abitanti
Varese 160 2,6 8,9 1,8 175,9
Como 105 1,7 5,8 1,8 156,1
Sondrio 43 0,7 2,4 2,4 258,3
Milano 595 9,6 33,0 2,0 100,3
Bergamo 203 3,3 11,3 1,9 322,9
Brescia 299 4,8 16,6 2,4 202,0
Pavia 110 1,8 6,1 2,1 150,0
Cremona 81 1,3 4,5 2,3 211,5
Mantova 64 1,0 3,6 1,6 178,3
Lecco 48 0,8 2,7 1,4 242,9
Lodi 35 0,6 1,9 1,6 191,7
Monza e della Brianza 59 0,9 3,3 0,7 126,9
Lombardia 1.802 29,0 100,0 1,9 157,4
Nord-ovest 2.590 41,6 143,7 1,6 130,4
Italia 6.220 100,0 345,2 1,0 102,1
Prospetto 30. Addetti, altre risorse e volontari delle fondazioni della Lombardia, per provincia - Censimenti 2011 e 2011 - Valori assoluti, variazioni percentuali e valori per 10 mila abitanti
Addetti Altre risorse* Volontari
v.A. Var. % 2011/2001 Per 10 mila ab. v.A. Var. % 2011/2001 Per 10 mila ab. v.A. Var. % 2011/2001 Per 10 mila ab.
Varese 3.221 405,7 37,0 159 71,0 1,8 1042 428,9 12,0
Como 1.777 325,1 30,3 120 69,0 2,0 613 273,8 10,4
Sondrio 599 2895,0 33,1 8 14,3 0,4 160 142,4 8,9
Milano 20.010 67,6  
   
   
A TERNI, LIEVE RIPRESA NEL MANIFATTURIERO  
 
Terni, 3 ottobre 2013 - Flebili segnali di ripresa per il sistema manifatturiero della provincia di Terni. La flessione iniziata con la crisi inizia ad invertire la rotta. E parte dall’industria. La variazione della produzione al secondo trimestre dell’anno risulta positiva rispetto al trimestre precedente (+1,6%). La crescita più significativa riguarda il settore delle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+9,4%) seguita dal settore tessile e abbigliamento (+6,9%). Per quanto riguarda invece il commercio, gli indicatori del settore segnano meno sia per l’andamento delle vendite (su base congiunturale e tendenziale) sia per il flusso degli ordinativi. E’ quanto emerge dall’Osservatorio congiunturale dei settori industria e commercio realizzato dalla Camera di Commercio di Terni in collaborazione con Questlab (società specializzata in ricerche e osservatori) relativo al secondo trimestre dell’anno. Timida ripresa del fatturato. Rispetto al primo trimestre dell’anno cresce del 3,1% ma su base tendenziale annua perde l’8,1%. Le migliori performance sono quelle delle industrie chimiche (+16,5%) e del tessile (+10,3%).Incisivo il contributo proveniente dal fatturato realizzato con l’estero che al secondo trimestre dell’anno registra una variazione positiva del 5%. In linea con l’andamento regionale, anche nella provincia di Terni segnali incoraggianti per il futuro (ma a breve termine) arrivano dal settore della moda, alimentare e da quello della chimica dove l’andamento degli ordini cresce sensibilmente rispetto al primo trimestre dell’anno (+11,2% per la moda, +7,1% per l’alimentare e il 6,5% per il comparto chimico). Per quanto riguarda il commercio, gli operatori continuano a soffrire per la persistente stagnazione dei consumi interni. L’indagine congiunturale fotografa un settore ancora in affanno, soprattutto per le imprese del commercio al dettaglio alimentare che lasciano sul terreno una perdita di oltre il 5% (5,3%) del volume d’affari rispetto al trimestre precedente. Il settore è attraversato da una lunga fase di sofferenza come si evidenzia anche dall’andamento delle vendite analizzato su base annua. Rispetto al secondo trimestre di un anno fa, il comparto del food perde l’11,2%, il no food il 9,4%. Ordinativi sempre più giù per il settore no food (-11,2%) e food su base annua (11,1%). Perdite più contenute su base congiunturale (-1,4%). Tiene il sistema imprenditoriale fotografato dal Cruscotto statistico, strumento di analisi periodica dell’andamento anagrafico delle imprese. Il monitoraggio rileva che al 30 giugno 2013 si sono iscritte 369 nuove imprese mentre le cessate risultano 234 (saldo positivo di 135 unità) per un totale di 21.995 imprese registrate. Su base annua la perdita rimane contenuta con 22.043 iscritte al secondo trimestre 2012 (e un saldo ancora positivo tra iscritte e cessate +187).  
   
   
"VESTAS" DI TARANTO: AZIENDA NON PUÒ ELUDERE RESPONSABILITÀ SOCIALI  
 
Bari, 3 ottobre 2013 - L’assessore al Lavoro, Leo Caroli, ha diffuso una nota sulla vertenza “Vestas” di Taranto. Secondo l’assessore “ancora una volta una multinazionale, rispondendo esclusivamente alle logiche del mercato, prova ad abbandonare l’Italia ed in particolare Taranto. E’ il caso della Vestas che, invece, non può eludere le proprie responsabilità sociali nei confronti del territorio in cui opera, né nei confronti del Governo italiano che, attraverso la L. N. 181/1989 per la reindustrializzazione dell’area di crisi di Taranto, ha finanziato con ingenti risorse pubbliche l’investimento iniziale”. La multinazionale danese ha a Taranto tre differenti stabilimenti per la produzione delle pale eoliche, delle navicelle e delle turbine per la produzione dell’energia dal vento. Complessivamente i lavoratori occupati sono quasi 700 e quelli della fabbrica delle turbine, minacciati dai licenziamenti, sono circa 140. “Sono due gli aspetti che preoccupano”, dichiara l’assessore Caroli. “Il primo attiene al metodo: come si può aprire una procedura di mobilità (stadio finale di una crisi) senza aver fatto prima ricorso alla Cassa ordinaria ed a tutti gli altri ammortizzatori straordinari? Si agisce come se non si volesse tentare di arginare la crisi, né attivare impegni alternativi alla smobilitazione”. “Il secondo aspetto - prosegue Caroli - riguarda le possibili conseguenze negative che tale volontà di disimpegno potrebbe avere sugli altri due stabilimenti produttivi Vestas di Taranto”. “La Regione Puglia non lascerà soli quei lavoratori, le loro famiglie ed il territorio tarantino martoriato dalle diverse crisi industriali - conclude l’assessore Caroli - e concorrerà alla definizione delle soluzioni possibili già a partire dal Tavolo ministeriale convocato per il prossimo 4 ottobre”.  
   
   
ILVA-RIVA. COTA: “GRAZIE ALL’EMENDAMENTO CALDEROLI I SEQUESTRI PREVENTIVI DI BENI AZIENDALI NON BLOCCHERANNO PIU´ LAVORO E PRODUZIONE”  
 
Torino, 3 ottobre 2013 - «Mai più casi Ilva. Approvato l´emendamento Calderoli che in caso di sequestro preventivo dei beni di un´azienda salvaguarda il lavoro e l´attività produttiva. Si tratta di un risultato importante perché risolve un problema concreto che minava la credibilità del nostro sistema giuridico. Basta mettere inutilmente il bastone tra le ruote alle nostre aziende». Lo ha dichiarato il Presidente della Giunta regionale del Piemonte Roberto Cota.